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Don Cheadle: 10 cose che non sai sull’attore

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L’attore Don Cheadle ha negli anni dimostrato di potersi tranquillamente destreggiare tra grandi blockbuster hollywoodiani e più piccoli progetti di stampo autoriale. Cheadle ha così costruito la propria carriera affermandosi per la sua versatilità, che lo ha portato tanto a ricoprire ruoli continuamente diversi, quanto ad ottenere alcuni tra i più prestigiosi riconoscimenti dell’industria. Ecco 10 cose che non sai di Don Cheadle.

Don Cheadle: i suoi film

1. Ha preso parte a celebri lungometraggi. L’attore inizia a lavorare per il cinema nel 1985, quando recita nel film Scuola guida. Negli anni successivi recita in pellicole come Colors – Colori di guerra (1988), Cosa fare a Denver quando sei morto (1995), Boogie Nights – L’altra Hollywood (1997), Out of Sight (1998), The Family Man (2000), Traffic (2000), Mission to Mars (2000), Codice: Swordfish (2001), Ocean’s Twelve (2004), Crash – Contatto fisico (2004) e Hotel Rwanda (2004), che lo rende particolarmente popolare. Negli anni successivi continua a recitare in pellicole di rilievo come Ocean’s Thirteen (2006), Brooklyn’s Finest (2009), Iron Man 2 (2010), Flight (2012), Iron Man 3 (2013), Avengers: Age of Ultron (2015), Miles Ahead (2015), Captain America: Civil War (2016), Avengers: Infinity War (2018) e Avengers: Endgame (2019).

2. Ha recitato per la televisione. All’inizio della sua carriera l’attore ha preso parte ad alcuni episodi di celebri serie come Saranno famosi (1986), Willy, il principe di Bel-Air (1990), con l’attore Will Smith, e ancora Cuori al Golden Palace (1992-1993), Mr. Cooper (1993), La famiglia Brock (1993-1995), e E.R. – Medici in prima linea (2002). Nel 2012 assume invece il ruolo di Marty Kaan per la serie House of Lies, dove recita fino al 2016. Nel 2019 è poi nella serie Black Monday, tutt’ora in corso, mentre nel 2020 è atteso in Ratched.

3. È anche regista, sceneggiatore e produttore. Nel 2015 Cheadle esordisce alla regia di un lungometraggio con il film Miles Ahead, da lui anche scritto e prodotto, incentrato sulla vita del trombettista Miles Davis. Tra gli altri film prodotti dall’attore si annoverano poi Crash – Contatto fisico e St. Vincent, come anche le serie Crash, House of Lies e Black Monday.

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Don Cheadle in Willy, il principe di Bel-Air

4. Ha recitato nella celebre serie comedy. Nel 1990 l’attore prende parte all’episodio Homeboy, Sweet Homeboy, della prima stagione della serie, ricoprendo il ruolo di Ice Tray. Questi era il miglior amico di Willy a Philadelphia, il quale va ora a trovarlo nella nuova dimora. Qui conosce Hilary, la cugina del protagonista, con cui inizia un flirt, attirandosi le antipatie degli zii di Willy.

Don Cheadle è War Machine

5. Ha sostituito un altro attore. Nel primo film dedicato ad Iron Man, il ruolo del colonnello James Rhodes era stato affidato all’attore Terrence Howard, il quale tuttavia si rifiutò di riprendere la parte per via di una disputa legata al salario. A sostituirlo fu allora Cheadle, che da quel momento assunse i panni di Rhodes e di War Machine anche per i successivi film Marvel.

6. Si è ispirato all’interpretazione del precedente attore. Cheadle ha affermato che inizialmente la sua intenzione era quella di dare una nuova interpretazione originale del personaggio, ma che in seguito decise di ispirarsi alla performance di Howard, così da non dar vita ad evidenti differenze tra un film e l’altro.

7. Ha avuto poco tempo per decidere. Dato l’inizio imminente delle riprese, la produzione aveva bisogno di una risposta rapida da Cheadle, per sapere se avrebbe accetto o meno il ruolo. L’attore ebbe così solo un’ora per decidere, e infine acconsentì a ricoprire la parte, stimolato anche dalla difficoltà per le persone di colore nell’ottenere ruoli da supereroe.

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Don Cheadle in Avengers

8. Ha svelato la sua scena preferita. All’interno del film Avengers: Endgame l’attore ha ricoperto nuovamente il ruolo di War Machine. Cheadle ha inoltre svelato quale delle tante scene girate è la sua preferita. Si tratta di quando Scott Lang, alias Ant-Man è intento a mangiare un taco, venendo tuttavia interrotto dall’arrivo di Nebula, Rocket e infine di War Machine, il cui arrivo fa spaventare il povero Lang.

Don Cheadle è su Twitter

9. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Twitter, dove ha un totale di 826 mila followers. Qui l’attore è solito condividere post riguardanti i suoi progetti da interprete, ma è anche il luogo dove l’attore può manifestare il suo attivismo, fornendo la propria opinione sui più importanti eventi d’attualità, dalla politica ai diritti umani.

Don Cheadle: età e altezza

10. Don Cheadle è nato a Kansas City, nel Missouri, Stati Uniti, il 29 novembre 1964. L’attore è alto complessivamente 172 centimetri.

Fonte: IMDb

 
 

Valeria Solarino: 10 cose che non sai sull’attrice

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Tra le più affermate interpreti italiane, Valeria Solarino si è negli anni distinta per le sue partecipazioni cinematografiche e televisive, dove ha potuto dar prova delle sue doti attoriali. Apprezzata da critica e pubblico, la Solarino ha inoltre ottenuto importanti riconoscimenti, arrivando anche a lavorare con celebri attori e registi, grazie ai quali ha potuto maturare come interprete. Ecco 10 cose che non sai di Valeria Solarino.

Valeria Solarino: i suoi film

1. Ha recitato in noti lungometraggi. L’attrice esordisce al cinema con il film La felicità non costa niente (2002), per poi prendere parte a Fame chimica (2003) e Che ne sarà di noi (2003). L’anno della consacrazione è il 2005, quando prende parte al film La febbre, recitando nel ruolo di Linda accanto a Fabio Volo. Grazie a questo film ottiene una maggiore popolarità, che le permette di recitare in Viaggio segreto (2006), Valzer (2007), Signorina Effe (2007), Italians (2009), Viola di mare (2009), Vallanzasca – Gli angeli del male (2010), Manuale d’amore 3 (2011), Smetto quando voglio (2014), Una donna per amica (2014), La terra dei santi (2015), La scelta (2015), Era d’estate (2016), Smetto quando voglio – Masterclass (2017), Smetto quando voglio – Ad honorem (2017), A casa tutti bene (2018) e Moschettieri del re – La penultima missione (2018).

2. Ha preso parte a produzioni televisive. La prima incursione televisiva per la Solarino avviene per il film televisivo Anita Garibaldi (2012), dove interpreta proprio la protagonista, recitando accanto all’attore Giorgi Pasotti. Nello stesso anno recita in Signorina Giulia (2012), per poi tornare in TV con la serie Una grande famiglia (2013-2015), dove recita con l’attore Alessandro Gassmann. Altre serie a cui partecipa sono Maltese – Il Romanzo del Commissario (2017), con Kim Rossi Stuart, e Rocco Schiavone (2019), con Marco Giallini.

3. È stata nominata per un importante premio. Nel corso della sua carriera l’attrice ha dato vita a più di un’apprezzata interpretazione. È divenuta però particolarmente famosa per il ruolo di Emma nel film Signorina Effe, che le ha permesso di ottenere una nomination come miglior attrice protagonista ai David di Donatello nel 2008.

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Valeria Solarino è su Instagram

4. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 59,8 mila persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago o di luoghi da lei visitati. Non mancano, naturalmente, immagini promozionali dei suoi progetti da interprete, come anche diverse foto realizzate per servizi di moda.

Valeria Solarino: chi è il suo compagno

5. Ha una relazione con un noto regista. Durante le riprese del film Che ne sarà di noi, l’attrice intreccia una relazione con il regista, Giovanni Veronesi. Da quel momento i due non si sono più lasciati, dando vita ad una delle coppie più durature dello spettacolo italiano. Particolarmente riservati, i due hanno negli anni mantenuto un profilo piuttosto riservato, evitando così un’eccessiva intromissione dei media nella loro vita privata.

6. Non pensano al matrimonio. In diverse occasioni la coppia ha affermato di non avere in progetto il matrimonio, almeno nel breve tempo, con la Solarino pronta a dichiarare di sognare tale cerimonia solo quando saranno anziani, perché ciò significherebbe coronare l’amore di una vita. Anche per quanto riguarda i figli i due si sono mostrati piuttosto riservati, affermando semplicemente che arriveranno quando arriveranno.

7. Hanno lavorato insieme diverse volte. Dopo averla diretta in Che ne sarà di noi, Veronesi ha voluto nuovamente la compagna nel cast di alcuni suoi film. La Solarino è infatti comparsa nel ruolo di Haifa in Italians, in quelli di Sara in Manuale d’amore 3, nei panni di Anna in Una donna per amica, e come Cicognac in Moschettieri del re – La penultima missione.

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Valeria Solarino e il tennis

8. È una grande appassionata di questo sport. L’attrice non ha mai nascosto la sua passione per il tennis, che più che una passione la Solarino ha descritto come una vera e propria ossessione. Per questo è solita allenarsi nei momenti di pausa tra un lavoro e l’altro, praticando quello sporto che, a detta dell’attrice, è un pensiero costante all’interno della sua vita.

Valeria Solarino ha una cicatrice sul naso

9. Ha imparato ad accettarsi così com’è. La Solarino è unanimemente considerata una delle donne più belle del cinema italiano. Tuttavia, proprio lei aveva difficoltà ad accettare una cicatrice presente sul suo naso sin da quando era bambina. L’attrice ha dichiarato che un tempo la trovava anti-estetica, ma che con il tempo ha imparato ad accettarla, poiché è un elemento che la rende unica.

Valeria Solarino: età e altezza

10. Valeria Solarino è nata a Morro de Barcelona, in Venezuela, il 4 novembre 1978. L’attrice è alta complessivamente 172 centimetri.

Fonte: IMDb

 
 

Pietro Sermonti: 10 cose che non sai sull’attore

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Divenuto popolare grazie a diverse celebre serie TV a cui ha preso parte, l’attore Pietro Sermonti vanta anche molteplici e importanti collaborazioni cinematografiche. Nel corso degli anni ha infatti saputo affermarsi tanto per i suoi ruoli comici quanto per parti più drammatiche. Ciò gli ha permesso di dimostrare le proprie doti, guadagnando la stima di critica e pubblico. Ecco 10 cose che non sai di Pietro Sermonti.

2Parte delle cose che non sai di Pietro Sermonti

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Pietro Sermonti in Un medico in famiglia

6. Ha abbandonato la serie. Dopo aver recitato nelle stagioni 3, 4 e 6, l’attore ha confermato che non sarebbe tornato a recitare nella celebre fiction, poi protrattasi fino al 2016. Sermonti giudicava infatti completo l’arco narrativo del proprio personaggio, e ha ulteriormente motivato la scelta con il desiderio di intraprendere nuove strade nel campo della recitazione.

Pietro Sermonti in Boris

7. Nella serie interpreta un attore che interpreta un medico. Per un incredibile coincidenza, nella serie Boris, dove l’attore ricopre il ruolo di Stanis La Rochelle, si è ritrovato a dar vita nuovamente ad una parte legata al mondo della medicina. Sermonti ha affermato di essersi divertito molto a dar vita a questo personaggio, potendo prendere in giro in modo ironico e affettuoso quanto fatto invece con serietà in Un medico in famiglia.

8. Il ruolo è stato scritto per lui. Amico da anni con gli sceneggiatori di Boris, Sermonti ha affermato di aver particolarmente apprezzato il ruolo che questi avevano scritto per lui. Data la profonda amicizia, gli sceneggiatori hanno infatti potuto assegnare all’attore una parte che ne liberasse le vene più deliranti della sua personalità, ottenendone un personaggio particolarmente comico.

9. Si ritiene ben diverso dal suo personaggio. Stanis La Rochelle è una personalità prevalentemente sgradevole, ricca di presunzione ed egocentrismo. Sermonti ha ribadito di non ritrovarsi affatto in questi aspetti, ma che dargli voce è stata una delle sfide più entusiasmanti, poiché si è visto costretto ad attingere ad un repertorio che non gli è proprio. Mettendosi alla prova, l’attore ha così potuto svelare nuove sfumature del suo talento.

Pietro Sermonti: età e altezza

10. Pietro Sermonti è nato a Roma, Italia, il 25 ottobre 1971. L’attore è alto complessivamente 183 centimetri.

Fonte: IMDb

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Berlinale 2020: premiati Elio Germano e i D’Innocenzo. Tutti i vincitori

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Si è appena conclusa la Berlinale 2020 con un palmares davvero vincente per l’Italia che ha presenziato al Festival. Sia il film di Giorgio Diritti, Volevo Nascondermi, che Favolacce, dei fratelli D’Innocenzo, sono andati a premio, con Elio Germano che vince il premio per il migliore attore e i D’Innocenzo per la migliore sceneggiatura.

L’Orso d’Oro è andato invece a There is no evil dell’iraniano Mohammad Rasoulof, sulla pena di morte, in quattro parti. Ecco di seguito tutti i premi che ha assegnato la giuria presieduta da Jeremy Irons (in cui c’era anche Luca Marinelli).

Orso d’oro per il miglior film:
There Is No Evil di Mohammad Rasoulof

Orso d’argento Gran Premio della Giuria:
Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman

Premio 70° Berlinale per l’innovazione:
Delépine e Kervern per Effacer l’historique

Orso d’argento per la miglior regia:
Hong Sang-Soo per The Woman Who Run

Orso d’argento per la migliore attrice:
Paula Beer per Undine

Orso d’argento per il miglior attore:
Elio Germano 
per Volevo nascondermi

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura:
Fabio e Damiano D’Innocenzo
 per Favolacce

Orso d’argento per il miglior contributo tecnico:
per la fotografia di DAU. Natasha

Premio per la migliore opera prima:
Los Conductos di Camilo Restrepo

Premio per il miglior documentario
Irradiés di Rithy Panh
Menzione speciale:
Notes from the Underworld, di Tizza Covi e Rainer Frimmel

Panorama – Premio del Pubblico, fiction

 Otac di Srdan Golubovic
2° Futur Drei (Stitches) di Faraz Shariat
3° Hap di Maria Sodahl

Panorama – Premio del Pubblico, documentari:
1° Welcome to Chechnya di David France
2° Saudi Runaway di Susanne Regina Meures
3° Petite Fille di Sebastien Lifshitz

 
 

César 2020: a Polanski la migliore regia, tra le polemiche

L'ufficiale e la spia César 2020

Si è svolta la scorsa notte la 45° cerimonia di premiazione dei César 2020, nella lussuosa cornice della Salle Pleyel. Tuttavia, come preannunciavano le agitazioni di qualche giorno fa, la cerimonia ha avuto più di un fuori programma, a cominciare dall’ingresso in sala.

Un gruppo di femministe ha manifestato con fumogeni sul tappeto rosso, la causa del loro disappunto sono le 12 candidature a L’Ufficiale e la Spia, il bellissimo film di Roman Polanski, già Leone d’Argento a Venezia 2019. Il regista, di recente travolto di nuovo dallo scandalo e dalle accuse di molestie sessuali, aveva già deciso nelle ore precedenti alla cerimonia di non partecipare, per proteggere la sua famiglia, moglie, figli e se stesso, ovviamente, da insulti e attacchi.

Roman Polanski non presenzierà ai César 2020

Questo però non è bastato. Oltre alle proteste esterne alla sala, anche durante la cerimonia, quando è stato annunciato il premio alla regia a Polanski, l’attrice Adèle Haenel ha lasciato la sala in segno di protesta, urlando “vergogna”. Con lei, anche altri presenti hanno abbandonato la cerimonia, compresa Céline Sciamma, regista di Ritratto di una giovane in fiamme, anche lei nominata nella categoria per la migliore regia.

Il trambusto che ha fatto da cornice alla cerimonia rischia però di far perdere di vista i veri protagonisti della serata, i film e i vincitori, che potete leggere di seguito:

Miglior suono: per Wolf Call

Miglior montaggio: Flora Volpelière per Les Misérables

Miglior colonna sonora originale: Dan Lévy per Dov’è il mio corpo

Miglior film d’animazione: Dov’è il mio corpo di Jérémy Clapin

Miglior fotografia: Claire Mathon per Ritratto della giovane in fiamme

Miglior scenografia: Stéphane Rozenbaum per La belle époque

Migliori costumi: Pascaline Chavanne per L’ufficiale e la spia

Miglior sceneggiatura non originale: Roman Polanski e Robert Harris per L’ufficiale e la spia

Miglior sceneggiatura originale: Nicolas Bedos per La belle époque

Miglior film straniero: Parasite di Bong Joon-Ho

Miglior documentario: M di Yolande Zauberman

Miglior opera prima: Papicha di Mounia Meddour

César du public: Les Misérables

Miglior speranza maschile: Alexis Manenti per Les Misérables

Miglior speranza femminile: Lyna Khoudri per Papicha

Miglior attrice non protagonista: Fanny Ardant per La belle époque

Miglior attore non protagonista: Swann Arlaud per Grazie a Dio

Miglior attore: Roschdy Zem per Roubaix, une lumiere

Miglior attrice: Anais Demoustier per Alice e il sindaco

Miglior regia: Roman Polanski per L’ufficiale e la spia

Miglior Film: Les Misérables 

 
 

Henry Cavill sarà un mutante famoso in Captain Marvel 2?

Sembra tutto troppo bello per essere vero, e infatti si tratta di un rumor tanto insistente da essere diventato virale: sembra che Henry Cavill possa interpretare un mutante famoso in Captain Marvel 2, il film con Brie Larson che sarà presto messo ufficialmente in produzione presso i Marvel Studios.

Cavill sarebbe stato chiamato ad interpretare Wolverine, il personaggio che ha accompagnato per 19 anni di carriera l’australiano Hugh Jackman e che nel 2017 è morto sul grande schermo in Logan, di James Mangold.

La fusione tra Fox e Disney ha portato i Mutanti Marvel, i cui diritti erano in possesso di Fox, nelle mani della Casa di Topolino, sotto la quale si trovano anche i Marvel Studios, per cui per gli X-Men è arrivato il momento di unirsi al Marvel Cinematic Universe.

Non sappiamo quali saranno le tempistiche di questa unione cinematografica, ma sappiamo che se lo studio volesse cominciare a reintrodurre gli X-Men nel MCU cominciare da un mutante come Wolverine, amatissimo e ben strutturato nei ricordi degli spettatori, si tratterebbe di una decisione azzardata.

Dal canto suo, Henry Cavill non è nuovo al mondo dei cinecomics, visto che ha interpretato Superman per Zack Snyder in L’Uomo d’Acciaio, Batman v Superman e Justice League. Tuttavia, le sorti avverse del DCEU lo hanno fatto allontanare dal ruolo e, sebbene non sia ufficiale che l’attore britannico abbia appeso il mantello al chiodo, all’orizzonte non ci sono ancora progetti per il suo ritorno nella parte.

Di recente, Henry Cavill è stato però protagonista di un nuovo successo, rappresentato da The Witcher, la serie Netflix basata sull’omonima serie di romanzi. Se la sua partecipazione a Captain Marvel 2 nei panni di Wolverine dovesse essere confermata, l’attore reciterà accanto a Brie Larson.

 
 

Jaina Lee Ortiz: 10 cose che non sai sull’attrice

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Divenuta celebre grazie alla sua partecipazione ad un noto reality show statunitense, l’attrice Jaina Lee Ortiz ha in breve tempo raggiunto una buona fama come interprete prendendo parte a note serie TV. La Ortiz ha così avuto modo negli ultimi anni di sfoggiare una buona versatilità, lasciando intendere che la sua potrebbe essere una carriera in crescendo, in attesa soltanto del ruolo che possa metterne totalmente in risalto le qualità. Ecco 10 cose che non sai di Jaina Lee Ortiz.

2Parte delle cose che non sai di Jaina Lee Ortiz

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Jaina Lee Ortiz in Station 19

6. Ha ricevuto importanti consigli dalle produttrici. Al momento di dar vita alla serie spin-off Station 19, l’attrice ha ricevuto semplici ma importanti consigli dalle due produttrici, Shonda Rhimes ed Ellen Pompeo. Dato che la serie si concentra in particolare sul suo personaggio, le è stato infatti detto di farsi trovare sul set sempre riposata, dormendo il più possibile durante la notte, così da avere l’energia per affrontare le riprese.

7. Si è esercitata a lungo per il ruolo. Per dar vita al personaggio di Andy Herrera, vigile del fuoco protagonista della serie, ambientata in una stazione dei pompieri a Seattle, l’attrice ha affermato di essersi allenata duramente. Tra le altre esercitazioni compiute vi è stata quella di essersi arrampicata più volte su una scala con diversi chili sulle spalle. Tutto ciò le ha permesso di ottenere il fisico necessario per la parte. L’attrice ha inoltre conseguito con successo un test per pompieri, così da poter acquisire quelle conoscenze per essere maggiormente realistica nella parte.

8. Si è ispirata a suo padre. La Ortiz è figlia di un detective della omicidi del Bronx, ora in pensione. Per dar vita al vigile Andy, l’attrice ha dichiarato di essersi ispirata in buona parte a lui, al suo modo di fare, alla sua sicurezza e al suo rispetto per le regole e le persone. Qualità riscontrabili all’interno della serie dal suo personaggio.

Jaina Lee Ortiz in Grey’s Anatomy

9. Ha recitato nella nota serie TV.  Prima di ottenere una serie tutta per sé, l’attrice era apparsa per la prima volta nel ruolo di Andy Herrera nell’episodio You Really Got a Hold on Me, il tredicesimo della quattordicesima stagione. Qui il personaggio si faceva notare per aver salvato un giovane da una casa in fiamme, accompagnandolo poi fino all’ospedale dove sarebbe stato sottoposto ad urgenti cure. La parte interpretata dalla Ortiz ha ricevuto una così calorosa accoglienza da fargli ottenere uno spin-off a lei dedicata.

Jaina Lee Ortiz: età e altezza

10. Jaina Lee Ortiz è nata a Fort Ord, in California, Stati Uniti, il 20 novembre 1986. L’attrice è alta complessivamente 165 centimetri.

Fonte: IMDb

 

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Asia Kate Dillon: 10 cose che non sai sull’attrice

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L’attrice Asia Kate Dillon è nota per alcune importanti partecipazioni televisive, ma ancor di più per aver generato all’interno dell’industria accesi dibattiti sul gender degli attori. Considerando sé stesso come genderqueer, infatti, l’attrice negli anni contribuito a spianare la strada verso una maggior diversità all’interno dell’industria. Grazie ai suoi ruoli di rilievo ha poi potuto affermarsi anche grazie alle sue doti da interprete, che ne hanno decretato il vero successo. Ecco 10 cose che non sai di Asia Kate Dillon.

2Parte delle cose che non sai di Asia Kate Dillon

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Asia Kate Dillon: il suo gender

6. Non si riconosce né nel genere femmine né in quello maschile. Sin da giovane l’attrice ha dichiarato di non riconoscersi nelle tradizionali categorie di gender, pertanto rifiutandole in toto. Dillon ha infatti affermato di preferire la definizione di “non binario”, e per riferirsi a sé stesso ha sostituito ai pronomi “lei” o “lui” quello di “loro”. Pur essendo nato con caratteristiche di sesso femminile, inoltre, Dillon preferisce la definizione di “attore”, poiché più generica di quella di “attrice”, che invece si riferisce alle sole donne.

7. Ha stabilito un importante primato. Nel 2017 l’attrice viene scelta per interpretare Taylor Mason nella serie Billions. Il personaggio è unanimemente considerato come il primo non-binario della storia della televisione americana. Dillon si è dichiarato entusiasta di poter essere il rappresentante di una maggior inclusività e diversità all’interno dell’industria televisiva e cinematografica.

Asia Kate Dillon in John Wick 3

8. Ha accettato il ruolo senza aver letto la sceneggiatura. Grande fan dei primi due capitoli della trilogia con Keanu Reeves, l’attrice ha dichiarato di aver accettato il ruolo dopo aver incontrato il regista Chad Stahelski, con il quale ha stabilito da subito un’ottima intesa. Ancor prima che questi potesse inviarle la sceneggiatura, l’attrice aveva già accettato la parte.

9. Non ha lavorato ad un background del personaggio. Le origini de La Giudicatrice non vengono rivelate nel film, e l’attrice ha ammesso di non aver lavorato ad una personale backstory, cercando di focalizzarsi maggiormente sulle motivazioni che spingono il personaggio a compiere quanto si può vedere nel film.

Asia Kate Dillon: età e altezza

10. Asia Kate Dillon è nata a Ithaca, nello stato di New York, Stati Uniti, il 15 novembre 1984. L’attrice è alta complessivamente 173 centimetri.

Fonte: IMDb

 

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Phoebe Waller-Bridge svela le modifiche allo script di Bond 25

Phoebe Waller-Bridge

Forse non tutti sanno (o ricordano) che Phoebe Waller-Bridge, star di Killing Eve e Fleabag, figura tra gli sceneggiatori di No Time to Die, l’attesissimo Bond 25 che segnerà l’ultima apparizione di Daniel Craig nei panni dell’iconico agente segreto. In una recente intervista emersa grazie a The Independent, l’attrice, sceneggiatrice e commediografa ha rivelato nel dettaglio qual è stato il suo effettivo apporto allo script del film diretto da Cary Joji Fukunaga.

L’attrice ha parlato di un intervento sui dialoghi e su diverse scene, menzionando anche uno scambio continuo di opinioni con Daniel Craig, coinvolto in tutte le fase del progetto, incluso il brano portante della colonna sonora affidato a Billie Eilish:

“Mi è stato chiesto di scrivere dei dialoghi brillanti e di proporre alcune modifiche”, ha spiegato Phoebe Waller-Bridge. “Mi hanno consegnato diverse scene dicendo: ‘Puoi scrivere un’alternativa per questa? Hai un’altra idea? Come potrebbero svolgersi o come potrebbero chiudersi?’. Il mio compito era quello di fornire una serie di opzioni, poi loro avrebbero considerato quelle che ritenevano più adatte. C’erano molte persone impegnate in questo processo di scrittura, come il regista. E prima di me c’erano stati altri che avevano lavorato alla storia.”

All’inizio la sceneggiatura di Bond 25 era stata affidata dagli “storici” Neal Purvis e Robert Wade. In seguito al coinvolgimento di Danny Boyle nel progetto, è subentrato alla sceneggiatura John Hodge. Dopo l’uscita di scena del regista di Traninspotting, Purvis e Wade sono stati richiamati dalla produzione a rimaneggiare lo script insieme al nuovo regista ingaggiato, ossia Fukunaga. Successivamente, venne approvata una riscrittura completa da Paul Haggis (Casino Royale e Quantum of Solace) e poi da Scott Z. Burns. L’ingresso della Waller-Bridge nel team per un nuovo processo di riscrittura – ingresso fortemente voluto da Craig –  risale ad aprile dello scorso anno.

LEGGI ANCHE – No Time to Die: Daniel Craig difende Phoebe Waller-Bridge da un giornalista

Il film, atteso nelle sale l’8 aprile 2020, vede nel cast Daniel Craig (James Bond), Ralph Fiennes (M), Naomie Harris (Eve Moneypenny), Ben Whishaw (Q), Rory Kinnear (Bill Tanner) e Jeffrey Wright (Felix Leiter). Le new entry del cast sono invece Rami MalekBilly Magnussen, Lashana Lynch e Ana de Armas.

Vi ricordiamo che la produzione ha assunto Phoebe Waller-Bridge per “ravvivare” lo script di Bond 25 sotto speciale richiesta di Craig, grande fan di Fleabag e Killing Eve, le due serie prodotte e scritte dall’attrice. Era dal 1963 (l’ultima fu Johanna Hardwood con Dr. No e From Russia With Love) che la casa di produzione non assumeva una donna per dare voce ai personaggi del franchise, una scelta oggi più che mai “rilevante”.

In No Time To Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa tecnologia.

 
 

Roman Polanski non presenzierà ai César 2020

L'ufficiale e la spia César 2020

Il regista Roman Polanski ha confermato all’AFP che questa sera non parteciperà alla cerimonia di premiazione dei César Awards, gli Oscar francesi. L’ultimo film del regista, L’Ufficiale e la Spia, ha ottenuto quest’anno il maggior numero di candidature al prestigioso riconoscimento: ben 12, incluso miglior film e miglior regia.

A causa delle nuove accuse che hanno reso ancora più turbolento l’ultimo periodo della vita del regista, le 12 candidature del film ai César hanno scatenato l’indignazione di numerosi gruppi femministi francesi, spingendo ben 21 membri dell’Académie des arts et techniques du cinéma (l’organizzazione che sovrintende i premi) a dimettersi in massa dopo aver ricevuto diverse critiche in merito alle loro pratiche di assegnazione delle nomination.

Nella giornata di ieri, Polanski ha rilasciato la seguente dichiarazione ufficiale: Per tanti giorni, la gente mi ha posto questa domanda: parteciperò o non parteciperò alla cerimonia dei César? La domanda che faccio adesso io è questa: come potrei?”

“Come andranno le cose quella notte, lo sappiamo già”, ha detto Polanski. “Gli attivisti mi hanno già minacciato di linciaggio pubblico, altri hanno annunciato proteste di fronte alla Salle Pleyel. Altri ancora intendono trasformare la cerimonia in una piattaforma per denunciare l’organo di governo. Promette di sembrare più un simposio che una celebrazione del cinema. “

Polanski ha spiegato che intende non presenziare alla cerimonia in modo da  proteggere i suoi collaboratori, sua moglie ed i suoi figli, che “sono stati costretti a subire ingiurie e affronti”. 

In riferimento al recente scandalo mediatico che ha portato alle dimissioni in massa del consiglio di amministrazione dei César, Polanski ha aggiunto: “La stampa e i social media hanno presentato le nostre 12 nomination come se ci fossero stati offerti regali dal consiglio di amministrazione dell’Accademia, come alcuni gesti autoritari che avevano forzato le dimissioni. Ciò mina il voto segreto dei 4.313 professionisti che decidono da soli le nomination e degli oltre 1,5 milioni di spettatori che sono venuti a vedere il film.”

Il regista ha anche accennato alle nuove accuse di molestie sessuali mosse contro di lui negli ultimi anni. Proclamando la sua innocenza, si è espresso in toni aspri contro “gli attivisti che brandivano questo numero di 12 donne che presumibilmente ho aggredito mezzo secolo fa”, definendo le recenti accuse come “fantasie di menti malsane… una bugia raccontata 1.000 volte alla fine diventa una verità”.

LEGGI ANCHE – Roman Polanski rompe il silenzio: “Provano a fare di me un mostro”

Fonte: Variety

 
 

Eroine del MCU: ecco chi meriterebbe più spazio

eroine del MCU

I personaggi femminili all’interno del Marvel Cinematic Universe non sono certo i più rilevanti ma, dalla sua nascita a oggi, le eroine del MCU sono state spesso determinanti per le svolte che la storia ha preso, fino all’ultimo capitolo, che ha visto la sconfitta di Thanos.

Da Sharon Carter che ha aiutato Cap nel momento del bisogno, a Pepper Potts che ha letteralmente salvato la vita a Tony Stark, fino a Natasha/Vedova Nera il cui sacrificio ha permesso la confitta definitiva del Titano Pazzo, le eroine del MCU sono sicuramente personaggi interessanti che meriterebbero più spazio.

Ecco di seguito alcune di loro che dovrebbero essere oggetto di un approfondimento sul grande schermo:

1Peggy Carter

Hayley Hatwell Peggy Carter Avengers: Infinity War

L’arco narrativo di Peggy Carter sembrava fare molte promesse allo spettatore, quando l’abbiamo conosciuta ne Il Primo Vendicatore. Nel film di presentazione di Captain America era uno dei personaggi principali, per poi trasformarsi in un personaggio secondario, al quale è stata però dedicata una serie tv di due stagioni sulla ABC.

La serie ha approfondito il suo personaggio, consegnando al grande pubblico tutta la sua potenza di donna e di eroina. L’abbiamo anche vista in Endgame, alla fine del film, un vero e proprio premio per Steve Rogers, anche se non le è stata affidata nemmeno una battuta.

Inutile dire che non ci stancheremmo mai di conoscere e approfondire questa donna così straordinaria, così incredibile ed eroica, pur senza poteri straordinari o mezzi incredibili. Nelle sue doti naturali risiede la sua grandezza, e soprattutto il suo valore, del quale è ben consapevole.

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Blithe Spirit: trailer con Dan Stevens e Judi Dench

La celebre commedia Blithe Spirit (in italiano Spirito Allegro) del commediografo inglese Noël Coward è stata adattata per il teatro e per il grande schermo tantissime volte in passato. Adesso, Dan Stevens, Judi Dench, Isla Fisher e Leslie Mann fanno parte del cast che compone il nuovo adattamento cinematografico ad opera di Edward Hall che arriverà nelle sale britanniche il 1 maggio.

La storia di Blithe Spirit è quella del celebre romanziere poliziesco Charles (interpretato da Dan Stevens), che sta lottando con un catastrofico blocco dello scrittore ed una stressante scadenza riguardo la sua prima sceneggiatura. La sua seconda moglie Ruth (interpretata da Isla Fisher) sta facendo del suo meglio per mantenere alta la concentrazione del marito, nella speranza di realizzare il suo sogno di andare ad Hollywood.

La disperata ricerca di un’ispirazione porta Charles ad invitare Madame Arcati (interpretata da Judi Dench), una medium recentemente accusata di frode, per tenere una seduta spiritica in casa sua. Arcati, però, rievoca accidentalmente lo spirito della defunta prima moglie di Charles: l’infuocata e gelosa Elvira (interpretata da Leslie Mann), intenta ad uccidere Charles in modo da poter finalmente trascorrere l’eternità insieme.

La sceneggiatura del film è opera di Nick Moorcroft, Meg Leonard e Piers Ashworth. Il regista Edward Hall e Dan Stevens avevano già lavorato insieme nella popolare serie Downton Abbey.

Di seguito il poster ufficiale del film:

Fonte: Empire

 
 

Matrix 4: una nuova misteriosa aggiunta al cast

matrix 4

Arriva da The Wrap la notizia che Ellen Hollman, attrice americana nota per le serie Spartacus e Into the Badlands, si è unita ufficialmente al cast di Matrix 4, le cui riprese sono attualmente in corso a San Francisco. I dettagli sul ruolo che l’attrice interpreterà nel film non sono stati rivelati, ma stando alle prime indiscrezioni la Hollman potrebbe interpretare una versione più giovane di Trinity.

Dato il ritorno di Carrie Ann-Moss, tale speculazione appare improbabile, ma non essendo ancora stati rivelati dettagli sulla trama, qualsiasi congettura potrebbe essere valida. Inoltre, è da tempo che si vocifera che nel film appariranno le versioni più giovani di alcuni celebri personaggi della saga, come ad esempio Morpheus, che dovrebbe essere interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, noto per aver interpretato Black Manta in Aquaman di James Wan.

LEGGI ANCHE – Matrix 4: le esplosioni sul set causano danni a San Francisco

Matrix 4 vedrà nel cast il ritorno di Keanu Reeves, Carrie-Ann Moss e Jada Pinkett-Smith al fianco delle new entry Yahya Abdul-Mateen II, Neil Patrick Harris, Jonathan Groff, Jessica Henwick Toby Onwumere.

Il nuovo capitolo del franchise sarà diretto da Lana Wachowski. La sceneggiatura del film è stata firmata a sei mani con Aleksandar Hemon e David Mitchell, mentre diverse fonti sostengono che le riprese dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2020. “Molte delle idee che Lilly ed io abbiamo esplorato vent’anni fa a proposito della nostra realtà sono ancora più rilevanti ora. Sono molto felice di avere questi personaggi nella mia vita e sono grata per questa possibilità di lavorare ancora con i miei brillanti amici“, ha detto la Wachowski.

Non potremmo essere più entusiasti di rientrare in The Matrix con Lana“, ha dichiarato Toby Emmerich, presidente della Warner Bros, “Lana è una vera visionaria, una regista creativa e originale e siamo entusiasti che stia scrivendo, che dirigerà e produrrà questo nuovo capitolo dell’universo di Matrix“.

 
 

Avengers: Infinity War, una diversa location per la Gemma dell’Anima

avengers 4 Avengers: Infinity War

Un nuovo concept inedito di Avengers: Infinity War ha rivelato una collocazione alternativa per la Gemma dell’Anima. Le Gemme dell’Infinito hanno giocato un ruolo fondamentale in tutta la “Saga dell’Infinito” dell’Universo Cinematografico Marvel, soprattutto in Infinity War e nel suo sequel Endgame

Nel caso della Gemma dell’Anima, questa viene trovata da Thanos su Vormir dopo che il Titano Pazzo ha costretto sua figlia Gamora a rivelargli la sua collocazione in cambio della salvezza di sua sorella Nebula. Dopo essere fuggita, Nebula si unisce ai Guardiani della Galassia. Una volta giunti su Vormir, Thanos e Gamora scoprono che Teschio Rosso è il guardiano della Gemma dell’Anima, il quale li rivela che Thanos deve uccidere qualcuno che ama per recuperare la Gemma. Il Titano Pazzo uccide Gamora e lascia Vormir con la sua conquista.

Un nuovo concept dell’artista del MCU Stephen Schirle rivela che inizialmente la collocazione della Gemma dell’Anima doveva essere su Vormir, ma che il pianeta aveva un aspetto molto diverso rispetto a ciò che abbiamo visto nel film. In Avengers: Infinity War, Vormir viene rappresentata come una scogliera rocciosa a sé stante, ricoperta di neve e piena di cenere nell’aria. Nelle immagini di Schirle, la collocazione della Gemma dell’Anima è un pianeta molto più colorato, con foglie e fiori estremamente visibili; inoltre, Gamora viene gettata da Thanos in una sorta di buia caverna anziché da una scogliera.

Potete vedere i concept di seguito:

LEGGI ANCHE – Avengers: Infinity War, collegamenti a Civil War in un concept inedito

Avengers: Infinity War è uscito al cinema cinema il 4 Maggio 2018. Christopher Markus e Stephen McFeely si sono occupatidella sceneggiatura del film, mentre la regia è stata affidata a Anthony e Joe Russo.

Il cast del film al momento è composto da Cobie Smulders, Benedict Cumberbatch, Chris Pratt, Vin Diesel, Scarlett Johansson, Dave Bautista, Karen Gillan, Zoe Saldana, Brie Larson, Elizabeth Olsen, Robert Downey Jr., Sebastian Stan, Chris Hemsworth, Chris Evans, Tom Holland, Bradley Cooper, Samuel L. Jacksson, Jeremy Renner, Paul Rudd, Peter Dinklage, Mark Ruffalo, Josh Brolin, Paul Bettany, Benedict Wong, Pom Klementieff e Chadwick Boseman.

 

 
 

The Last Duel: Ben Affleck, Matt Damon e Adam Driver sul set

the last duel

Sono comparse su Twitter le prime immagini dal set di The Last Duel, il film in costume diretto da Ridley Scott che vede schierato un cast di superstar, a partire da Ben Affleck e Matt Damon, di nuovo insieme sul grande schermo. Con loro, nelle immagini, anche Adam Driver, reduce da una candidatura agli Oscar per Storia di un Matrimonio.

https://twitter.com/AdamDriverBRA/status/1233063981092425730?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1233063981092425730&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.badtaste.it%2F2020%2F02%2F28%2Fthe-last-duel-adam-driver-matt-damon-e-ben-affleck-biondo-sul-set-del-film-di-ridley-scott%2F419408%2F

 

The Last Duel è interpretato da Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer e Ben Affleck con la regia di Scott. La sceneggiatura è di Ben Affleck, Matt Damon e Nicole Holofcener. Jennifer Fox produce al fianco di Scott, Kevin Walsh e Nicole Holofcener. Damon e Affleck saranno i produttori esecutivi con Drew Vinton e Kevin Halloran.

Ambientato nella Francia del 14° secolo, il film è un racconto epico di tradimento e giustizia, raccontato da tre punti di vista distinti: due cavalieri (Damon e Driver) il cui legame è messo alla prova dal tradimento e una giovane donna (Comer) costretta a vivere nella brutale e oppressiva cultura dell’epoca per sopravvivere. Lo studio ha anche assegnato una data d’uscita al thriller con Ben Affleck, Deep Water, che è diretto da Adrian Lyne, andandolo a piazzare il 13 novembre 2020.

The Last Duel è interpretato anche da Ana De Armas e si basa su un romanzo omonimo del 1957 di Patricia Highsmith. La storia segue una coppia di una piccola città che vive in un matrimonio senza amore in cui la moglie è autorizzata ad avere degli amanti, purché non diserti mai i suoi obblighi familiari. Tuttavia, sorgono complicazioni quando il marito si interessa all’omicidio irrisolto di uno degli ex amanti della moglie.

 
 

Mulan: ecco perché Li Shang non sarà nel live action

mulan

Quando è stato annunciato ufficialmente il casting del live action di Mulan, i fan sono rimasti particolarmente delusi dall’assenza nel film del personaggio del Generale Li Shang, uno dei personaggi chiave del classico d’animazione del 1998, entrato nei cuori degli spettatori non solo per il suo aspetto fisico e per il suo carisma, ma anche per le sue abilità nelle arti marziali.

In una recente intervista con Collider, il produttore Jason Reed ha motivato l’assenza dell’iconico personaggio nel live action di Niki Caro, rivelando che in realtà lo stesso è stato “scisso” in altri due personaggi:

“Abbiamo scisso il personaggio di Li Shang in due personaggi: uno è diventato il Comandante Tung (Donnie Yen), che serve da padre surrogato e da mentore di Mulan durante il corso del film; l’altro è Honghui (Yoson An), un pari della ragazza all’interno della squadra.”

Reed ha poi citato il movimento #MeToo come motivo che li ha spinti ad eliminare il personaggio di Li Shang dal live action: “Penso che in un’epoca come quella del movimento #MeToo, avere un ufficiale al comando che è anche un interesse amoroso e sessuale potesse mettere a disagio. Pensavamo non fosse appropriato.” 

Li Shang non è l’unico personaggio del Classico originale che non apparirà nel live action: anche Mushu, lo spiritello degli avi della famiglia di Mulan con le sembianze di un draghetto rosso, non sarà presente.

LEGGI ANCHE – Mulan: perché la Disney non ha assunto una regista asiatica?

Liu Yifei (Il Regno ProibitoOnce Upon a Time) interpreta la protagonista del film Disney Mulan, che vede nel cast anche Donnie Yen (Rogue One: A Star Wars Story) nel ruolo del Comandante Tung, Jason Scott Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny) nel ruolo di Böri Khan e Yoson An (Shark – Il Primo Squalo) nel ruolo di Cheng Honghui, con la partecipazione di Gong Li (Memorie di una GeishaLanterne Rosse) nel ruolo di Xianniang e di Jet Li (Shao Lin SiArma Letale 4) nel ruolo dell’Imperatore. La sceneggiatura è firmata da Rick Jaffa & Amanda Silver e da Elizabeth Martin & Lauren Hynek.

Quando l’Imperatore della Cina decreta che un uomo per ogni famiglia dovrà arruolarsi nell’Armata Imperiale per difendere il Paese dall’attacco di invasori provenienti dal Nord, Hua Mulan, la figlia maggiore di un rispettato guerriero, prende il posto del padre malato. Dopo essersi travestita da uomo ed essersi arruolata con il nome di Hua Jun, Mulan verrà messa alla prova in ogni momento del suo cammino e dovrà trovare la propria forza interiore e dimostrare tutto il suo autentico potenziale. Nel corso di questo epico viaggio si trasformerà in una stimata guerriera guadagnandosi il rispetto di una nazione riconoscente e l’orgoglio di un padre.

 
 

Candyman: il trailer del film prodotto da Jordan Peele

Dopo il teaser di poche ore fa, ecco il trailer di Candyman, il “sequel spirituale” del piccolo cult horror del 1992 (noto in Italia col titolo Candyman – Terrore dietro lo specchio), sceneggiato e prodotto da Jordan Peele, acclamato regista di Scappa – Get Out e Noi

Il cast di Candyman annovera Yahha Abdul Mateen II (Aquaman), Teyonah Parris (Se la strada potesse parlare), Nathan Stewart-Jarrett (Misfits) e Colman Domingo (Euphoria).

Yahha Abdul Mateen II ha vestito i panni di Black Manta in Aquaman, il cinecomic campione di incassi targato DC e Warner Bros, ma si è fatto notare anche nella serie The Get Down, prodotto originale Netflix, e lo abbiamo visto anche nel thriller Noi diretto dallo stesse Peele.

Per quanto riguarda Candyman, la regia è stata affidata a Nia Da Costa, mentre lo studio ha annunciato che il film sarà un “sequel spirituale” dell’originale e che si tornerà nel quartiere in cui è iniziata la leggenda.

L’uscita nelle sale americane è prevista il 12 Giugno 2020.

 
 

Harry Potter: i misteri irrisolti dietro all’Ufficio Misteri

Harry Potter

Il franchise di Harry Potter è stato creato in modo completo e dettagliato, tuttavia, molti aspetti di quel mondo ci mettono di fronte alla situazione di porci domande che forse nessuno si era posto, in merito a incantesimi, luoghi, circostanza che forse tra film e libri non sono stati raccontati in maniera abbastanza dettagliata.

Tra questi luoghi, in particolare, c’è il Ufficio Misteri, la sezione di massima sicurezza del Ministero della Magia, che assume un’importanza chiave nella quinta avventura del maghetto occhialuto, Harry Potter e l’Ordine della Fenice.

Il Dipartimento dei Misteri è ovviamente misterioso per una ragione, ma ci sono molte cose che ci piacerebbe sapere su questa strana sezione del Ministero della Magia. Ecco qualche domanda a cui sarebbe bello trovare risposta:

1A CHI SONO UTILI LE INFORMAZIONI CHE CUSTODISCE?

Se tutte queste informazioni vengono raccolte, ma non vengono condivise internazionalmente agli alleati né riferito al Ministro della Magia, cosa succedendo esattamente con tutte queste informazioni e a chi sono utili? Forse è questo il punto che desta maggiore curiosità.

È quasi come se queste informazioni venissero raccolte per uno scopo, ma lo scopo non è mai stato palesato. In un certo senso, il dipartimento è completamente inutile in quanto non sembra avere uno scopo a breve termine, ma sembra semplicemente un posto dove vengono custoditi dei segreti. E come gli eventi di Harry Potter dimostrano, si tratta di un metodo molto pericoloso.

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Justice League: la Director’s Cut è l’incubo di ogni regista

Ben Affleck Batman in JusticeLeague

Mentre i fan della DC continuano a chiedere a gran voce la #SnyderCut di Justice League, arriva una voce fuori dal coro: Leigh Whannell, regista e sceneggiatore noto per le saghe di Saw, Insidious e per il recente L’Uomo Invisibile, sostiene che l’idea che esista una versione del film che non rispecchia la visione del suo regista è semplicemente “un incubo”. 

Dal suo punto di vista, Whannell crede che il fatto che esista una versione di Zack Snyder di Justice League, quindi una versione del film mai vista prima, non sia una buona cosa. In un recente podcast di CinemaBlend, infatti, Whannell ha parlato della #SnyderCut e di altre “Director’s Cut” che sono state rilasciate nel corso degli anni:

Per quanto mi riguarda, non vorrei mai che ci fosse una mia versione di un mio film che deve esistere in relazione alla versione di qualcun’altro. Quello che voglio dire è che, qualsiasi circostanza abbia portato a quella versione, qualsiasi orribile circostanza è totalmente incomprensibile. Personalmente, vedrei sempre il fatto che esista una versione del regista che nessuno ha mai visto come una cosa terribile. Nel corso degli anni, abbiamo visto cose come: ‘James Cameron rilascia la Director’s Cut di Aliens’. E poi arriva l’introduzione da parte del regista. Quando la guardi, appare sullo schermo e dice: ‘Questo è il modo in cui ho sempre voluto che le persone guardassero Aliens’. E la prima cosa che penso è: “È pazzesco!” Non ho una versione definitiva del film’. Odio l’idea che ci siamo persi la versione che voleva che vedessimo.”

Quando gli è stato chiesto di Blade Runner di Ridley Scott, di cui esistono ben sette differenti versioni (e soltanto su una Scott ha avuto totale libertà artistica), Whannell ha detto:

“Questa è la situazione di cui sto parlando… sarebbe un incubo! Qualcuno ha cambiato talmente il film che avevo realizzato che ho sempre saputo che la versione arrivata al cinema non era quella che io avevo pensato. Questo è un incubo ad occhi aperti che non voglio mai vivere. Ma forse lo vivrò… un giorno.” 

LEGGI ANCHE – Ben Affleck sostiene l’uscita della #SnyderCut di Justice League

Nelle ultime settimane sono emersi ulteriori dettagli circa la lavorazione “travagliata” di Justice League, con Snyder che ha spiegato che i cambiamenti apportati in itinere sono stati causati da varie interferenze con lo studio:

“Partivamo con l’idea che una minoranza di persone non aveva amato Batman v Superman, e questo ha avuto un effetto anche sul film successivo. La mia versione originale del film, che avevo scritto insieme a Chris Terrio, non è mai stata girata. L’idea reale, difficile, e spaventosa, non è mai stata realizzata per le paure dello studio, e io e miei collaboratori eravamo insicuri proprio a causa della reazione scatenata da Batman v Superman […]

Sarebbe stata una lunga storia da raccontaresaremmo finiti in un futuro a distanza dove Darkseid conquistava la Terra e dove Superman cedeva all’equazione dell’anti vita. Alcuni membri della Justice League sopravvivevano in quel mondo combattendo, Batman rompeva il suo patto con Cyborg e Flash tornava indietro nel tempo per dire qualcosa a Bruce…

Fonte: ScreenRant

 
 

Avengers: Endgame, Nebula con il Guanto dell’Infinito nel concept inedito

Un concept artist che ha lavorato ad Avengers: Endgame ha rivelato come sarebbe stata una scena presente in una delle prime stesure della sceneggiatura del cinecomic campione d’incassi: nella scena in questione, Nebula brandisce il Guanto dell’Infinito di suo padre Thanos

Nel film di Anthony e Joe Russo, i Vendicatori viaggiano indietro nel tempo per recuperare le Gemme dell’Infinito. Per questo motivo, alcuni personaggi hanno incontrato il proprio io del passato, inclusa Nebula. In una prima bozza della sceneggiatura del film, Nebula avrebbe cercato di impugnare il Guanto dell’Infinito nel tentativo di mettersi in competizione con Thanos. La scena sarebbe stata un omaggio ai fumetti, dato che nelle pagine scritte Nebula usa proprio il Guanto per curarsi le ferite inflitte da Thanos. Purtroppo, quel momento non è mai stato girato e non è mai finito nella versione finale di Endgame.

Fortunatamente, i fan non dovranno chiedersi come sarebbe potuta essere la scena in questione, dato che il concept artist del MCU Stephen Schirle ha condiviso una bozza che rappresenta proprio quel momento: nel concept, infatti, vediamo la Nebula del 2014 mentre indossa il Guanto dell’Infinito; nell’immagine è presenta anche Rocket Raccoon che osserva il momento, nascosto dietro una roccia.

Potete ammirare il bellissimo artwork di seguito:

LEGGI ANCHE – Avengers: Endgame, un Thanos indebolito nel nuovo concept

Ricordiamo che Avengers: Endgame è il film di maggiore incasso dell’anno, nonché il più grande successo dei Marvel Studios, che con l’avventura diretta da Anthony e Joe Russo hanno chiuso un arco narrativo lungo 22 film e 11 anni, portando a termine un esperimento produttivo senza pari.

Fonte: ScreenRant

 
 

Matrix 4: le esplosioni sul set causano danni a San Francisco

The Matrix Universe

Le riprese di Matrix 4, attualmente in corso a San Francisco, pare abbiano causato una serie di danni alla città californiana: il tutto sarebbe avvenuto durante la realizzazione di una scena d’azione particolarmente intensa.

Secondo quanto riportato da Task Comics, infatti, alcuni edifici di San Francisco avrebbero subito danneggiamenti a causa delle esplosioni e delle elevate temperature raggiunte sul set: insegne, cartelloni, lampioni e persino automobili sarebbero coinvolti nella spiacevole vicenda, per un totale di circa duemila dollari di danni. 

Naturalmente, si trattava di un’esplosione pianificata ed azionata da un team di professionisti; a quanto pare, però, ci sono state alcune fastidiose conseguenze che hanno comunque portato problemi alla città. 

Di recente sono emerse online diverse immagini dal set di Matrix 4 che ci hanno già permesso di dare un primo sguardo al ritorno di Keanu Reeves e Carrie-Ann Moss nei panni rispettivamente di Neo e Trinity.

LEGGI ANCHE – Matrix 4: ecco Keanu Reeves sul set del film

Matrix 4 vedrà nel cast il ritorno di Keanu Reeves, Carrie-Ann Moss e Jada Pinkett-Smith al fianco delle new entry Yahya Abdul-Mateen II, Neil Patrick Harris, Jonathan Groff, Jessica Henwick Toby Onwumere.

Il nuovo capitolo del franchise sarà diretto da Lana Wachowski. La sceneggiatura del film è stata firmata a sei mani con Aleksandar Hemon e David Mitchell, mentre diverse fonti sostengono che le riprese dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2020. “Molte delle idee che Lilly ed io abbiamo esplorato vent’anni fa a proposito della nostra realtà sono ancora più rilevanti ora. Sono molto felice di avere questi personaggi nella mia vita e sono grata per questa possibilità di lavorare ancora con i miei brillanti amici“, ha detto la Wachowski.

Non potremmo essere più entusiasti di rientrare in The Matrix con Lana“, ha dichiarato Toby Emmerich, presidente della Warner Bros, “Lana è una vera visionaria, una regista creativa e originale e siamo entusiasti che stia scrivendo, che dirigerà e produrrà questo nuovo capitolo dell’universo di Matrix“.

 
 

Spider-Man 3: svelato il titolo di lavorazione

Svelato il titolo di lavorazione di Spider-Man 3, ancora una volta un omaggio alla popolare sit-com degli anni ’90 Seinfeld. Il film vedrà ancora una volta riuniti Tom Holland e il regista Jon Watts, che aveva già diretto Spider-Man: Homecoming del 2017 e Spider-Man: Far From Home dello scorso anno.

Come riportato da Production Weekly (generalmente molto attendibile in materia di produzioni cinematografiche), le riprese di Spider-Man 3 partiranno ufficialmente quest’estate, mentre l’uscita nelle sale è fissata per il mese di luglio del prossimo anno. Come già accaduto con i predecessori, anche il titolo di lavorazione della terza avventura cinematografica di Spidey ha una connessione con la sit-com Seinfeld: il titolo di lavorazione del film è infatti “Serenity Now”.

Per chi non lo sapesse, il titolo di lavorazione di Homecoming era “Summer of George”, il titolo di uno degli episodi della serie; Far From Home ha portato avanti la tradizione con “Fall of George”, nonostante quest’ultimo titolo non sia direttamente connesso con la serie tv; “Serenity Now” non è solo il titolo di uno degli episodi della stagione 9 dello show, ma potrebbe anche fare riferimento alla storia che verrà raccontata nel film.

“Serenity Now”, un’espressione che viene utilizzata per cercare di calmare qualcuno, potrebbe far riferimento alla situazione in cui abbiamo lasciato Peter alla fine di Far From Home, visibilmente scosso non solo per la rivelazione della sua identità, ma anche perché è stato incastrato per l’omicidio di Mysterio. Sicuramente, nel terzo film vedremo Peter fare di tutto per riprendere il controllo della situazione…

LEGGI ANCHE – Spider-Man 3: Tom Holland conosce tutti gli spoiler

Tom Holland si è unito al MCU nei panni di Peter Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due standalone: Spider-Man: Homecoming Spider-Man: Far From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di restare nel MCU per ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.

Fonte: ScreenRant

 
 

Miguel Bernardeau: 10 cose che non sai sull’attore

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Celebre per la serie Élite, l’attore spagnolo Miguel Bernardeau ha in breve tempo guadagnato numerosi fan, attratti dalla capacità con cui l’interprete ha saputo distinguersi all’interno della serie Netflix. Nella sua carriera c’è anche dell’altro, e tra cinema e televisione l’attore non fa che dare prova di buona versatilità, scegliendo i progetti che meglio possano metterne in risalto le qualità. Ecco 10 cose che non sai di Miguel Bernardeau.

2Parte delle cose che non sai di Miguel Bernardeau

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Miguel Bernardeau e Mina El Hammani non stanno insieme

6. Non ha avuto una storia con la sua collega. Molte sono le voci su presunte relazioni dell’attore, e tra queste vi è quella che lo vede in una storia con Mina El Hammani, che recita con lui nella serie Élite. Tuttavia, anche queste voci sono state smentite dai diretti interessanti, e per non alimentare ulteriori equivoci Bernardieu ha svelato la propria relazione con Aitana.

Miguel Bernardeau e Krzysztof Piatek

7. Condivide una somiglianza con il calciatore. Numerosi fan hanno riscontrato una certa somiglianza tra l’attore e il noto calciatore polacco, attaccante nella squadra Hertha Berlino. Sul Web è possibile trovare diversi post che sottolineano le somiglianze, come anche le differenze, tra i due.

Miguel Bernardeau è Guzmán in Élite

8. È entusiasta dell’evoluzione del personaggio. Bernardeau si è dichiarato particolarmente soddisfatto della crescita sfoggiata dal personaggio di Guzmán. In particolare, l’attore ha apprezzato come dall’essere un ragazzo educato e composto egli sia diventato una personalità corrosa dall’odio, dandogli la possibilità di sperimentare nuove sfumature.

Miguel Bernardeau: il suo fisico

9. Ha sfoggiato un fisico scultoreo. L’attore è un grande appassionato di surf, sport che pratica frequentemente, condividendo su Instagram diversi post a riguardo. Per poter riuscire in tale attività, l’attore è solito allenarsi quotidianamente, sfoggiando così un fisico particolarmente definito e scultoreo.

Miguel Bernardeau: età e altezza

10. Miguel Bernardeau è nato a Valencia, in Spagna, il 12 dicembre 1996. L’attore è alto complessivamente 170 centimetri.

Fonte: IMDb

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Itzan Escamilla: 10 cose che non sai sull’attore

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Celebre per il suo ruolo nella serie Netflix Élite, l’attore spagnolo Itzan Escamilla ha davanti a sé una promettente carriera. Pur essendo per ora comparso sul grande schermo in un’unica occasione, l’attore ha tuttavia avuto modo di dimostrare le sue doti in diversi progetti televisivi. Ormai sempre più noto, per Escamilla è giunto il momento di fare il salto di qualità dando prova di poter diversificare con successo, ricoprendo ruoli inediti con cui stupire i suoi fan. Ecco 10 cose che non sai di Itzan Escamilla.

2Parte delle cose che non sai di Itzan Escamilla

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Itzan Escamilla e Ester Exposito

6. Sono entusiasti dello sviluppo intrapreso dai loro personaggi. Nella seconda stagione della serie, i personaggi interpretati dagli attori Escamilla ed Exposito intraprendo una relazione che, seppur ricca di complicazioni, permette ai due personaggi di trascorrere molto più tempo insieme. I due attori si sono dichiarati entusiasti di questa possibilità, affermando che lo sviluppo dei rispettivi personaggi è stato particolarmente stimolante da interpretare.

Itzan Escamilla in Élite

7. Adora il suo personaggio. In diverse interviste l’attore ha affermato di essere particolarmente legato al personaggio di Samuel, ritrovando in lui numerosi sentimenti comuni dell’adolescenza. In particolare, l’attore si è detto entusiasta di poter dar vita al suo senso di colpa e al suo desiderio di vendetta.

8. Aveva già lavorato con un attore presente nella serie. In Élite, ad interpretare il ruolo del fratello maggiore di Samuel è l’attore Jaime Lorente, noto anche per La casa di carta, e con cui Escamilla aveva già collaborato nella serie Victor Ros.

9. Si è allenato per ottenere un fisico scultoreo. Uno dei motivi del fascino di Samuel nella serie spagnola è il suo fisico particolarmente curato. Escamilla ha infatti da sempre una grande attenzione nei confronti del proprio corpo, cercando di esaltarsi al meglio. Stando a quanto riportato da alcuni attori della serie, al momento di girare delle scene a petto nudo Escamilla sarebbe solito esercitarsi con alcune flessioni poco prima delle riprese, così da gonfiare i muscoli.

Itzan Escamilla: età e altezza

10. Itzan Escamilla è nato a Madrid, in Spagna, il 31 ottobre 1997. L’altezza complessiva dell’attore è di 173 centimetri.

Fonte: IMDb

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Chris Rock: 10 cose che non sai sull’attore

Eletto come uno dei comici più bravi di sempre, Chris Rock si è negli anni distinto per la sua poliedricità, avendo ricoperto il ruolo di attore, doppiatore, regista, sceneggiatore e produttore. Celebe anche per i suoi spettacoli da stand up comedian, Rock ha ottenuto sempre più apprezzamenti da critica e pubblico, che ne hanno lodato lo stile e le tematiche. Ecco 10 cose che non sai di Chris Rock.

2Parte delle cose che non sai di Chris Rock

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Chris Rock su Instagram e Twitter

6. Ha un account su Instagram. L’attore è presente sul social network Instagram, dove possiede un profilo seguito da 3,5 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere immagini promozionali dei suoi progetti, ma anche numerose curiosità quotidiane e foto scattate in momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi.

7. È presente sul celebre social network. Rock è particolarmente attivo su Twitter, dove ha un totale di 5,2 milioni di follower. Qui, oltre a condividere aggiornamenti sui propri progetti, Rock è solito esprimere la sua opinione sui principali fatti di cronaca e di attualità, con una particolare attenzione alle cause legate alle persone di colore.

Chris Rock in Spiral – L’eredità di Saw

8. È una cosa totalmente nuova per l’attore. Tra i motivi che hanno spinto Rock a scrivere e interpretare il film horror Spiral – L’eredità di Saw, nono capitolo della celebre saga cinematografica, vi è quello della novità. Per l’attore si tratta infatti della prima incursione in questo genere, ed egli si è dichiarato entusiasta a riguardo, avendo così modo di sperimentare con qualcosa di mai fatto prima.

Chris Rock: il suo patrimonio

10. È uno dei comici più ricchi di Hollywood. Rock ha alle sue spalle una carriera ricca di successi, dove si è distinto grazie ai molti ruoli ricoperti. Grazie ai numerosi lavori svolti, infatti, ha potuto diventare uno dei comici più pagati dell’industria, arrivando ad ottenere un patrimonio stimato di circa 100 milioni di dollari.

Chris Rock: età e altezza

10. Chris Rock è nato ad Andrews, nel Sud Carolina, Stati Uniti, il 7 febbraio 1965. L’attore è alto complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

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Rob Lowe: 10 cose che non sai sull’attore

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Noto tanto al cinema quanto in televisione, l’attore Rob Lowe ha negli anni costruito una solida carriera recitando in titoli particolarmente celebri, accanto a celebri attori e registi. Con il tempo ha dimostrato la propria versatilità spaziando attraverso i generi, ottenendo prestigiosi riconoscimenti di critica e pubblico. Ecco 10 cose che non sai di Rob Lowe.

2Parte delle cose che non sai di Rob Lowe

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Rob Lowe e gli anni ’80

6. Fu il suo decennio fortunato. Negli anni ’80 l’attore fu protagonista di una serie di film particolarmente popolari, come St. Elmo’s Fire e Square Dance – Ritorno a casa, che gli permisero di entrare a far parte del cosiddetto Brat Pack, riferito a un gruppo di attori e attrici di quel decennio che divennero celebri per aver interpretato film legati alla cultura degli adolescenti dell’epoca. Tra i nomi più noti di tale gruppo si ritrovano quelli di Anthony Michael Hall, Demi Moore, Tom Cruise, Ralph Macchio e Michael J. Fox.

Rob Lowe in West Wing

7. Ha interpretato uno dei personaggi di punta della serie. In West Wing – Tutti gli uomini del presidente, l’attore ricopre il personaggio di Samuel Norman Seaborn, Vice Direttore delle Comunicazioni della Casa Bianca. Per tale ruolo l’attore ha ricevuto due nomination ai Golden Globe, rispettivamente nel 2000 e nel 2001, e una ai prestigiosi Emmy Award nel 2001.

8. Ha abbandonato la serie. West Wing è sfortunatamente celebre anche per le controversie legate alle paghe degli attori. Molti membri del cast si lamentarono infatti della disparità presente sotto questo punto di vista. Tra i più delusi da tale situazione vi fu proprio Lowe, che al termine della quarta stagione abbandonò la serie poiché non fu previsto per lui un aumento del salario. L’attore ha sempre affermato di non rimpiangere questa scelta.

Rob Lowe in Parks and Recreation

9. Il suo personaggio è stato esteso all’intera serie. In Parks and Recreation l’attore ricopre il ruolo dell’agente governativo Chris Traeger. Il personaggio fa la sua comparsa nella seconda stagione della serie, ed era inizialmente previsto che apparisse come guest star soltanto per 8 episodi. Tuttavia, dato il buon riscontro di pubblico e per via dell’interessamento di Lowe al ruolo, il personaggio fu esteso all’intera serie, diventando membro fisso del cast.

Rob Lowe: età e altezza

10. Rob Lowe è nato a Charlottesville, in Virginia, Stati Uniti, il 17 marzo 1964. L’attore è alto complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

 

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James Bond: 10 motivi per cui Daniel Craig è il miglior 007

Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Daniel Craig vestirà per l’ultima volta i panni di James Bond nell’attesissimo No Time To Die. Il film, che uscirà nelle sale italiane il 9 aprile 2020, segnerà la fine di un’era particolarmente fortunata per il longevo franchise. Craig saluterà ufficialmente l’iconico personaggio dopo averlo interpretato in cinque film (soltanto Sean Connery e Roger Moore erano apparsi in ben sette film della saga).

Mentre aspettiamo di conoscere il nome dell’attore che raccoglierà l’eredità di Daniel Craig, non possiamo fare a meno di chiederci chi sia stato il più grande interprete di Bond di tutti i tempi. Forse, è stato proprio Craig il miglior attore che abbia mai interpretato 007. Forse, i fan di Connery potrebbe avere qualcosa da dire al riguardo… Ecco 10 motivi per cui Daniel Craig è stato la migliore incarnazione di James Bond:

Sequenze d’azione memorabili

Quando si pensa alle migliori scene d’azione nei film di Bond, non puoi non venire subito in mente la sequenza in cui l’agente segreto combatte su un treno all’inizio di Skyfall. nella scena in questione, Bond viene colpito per sbaglio e dato per morto.

A differenza del Bond di Sean Connery, quello di Daniel Craig ha sempre preferito l’azione, i fatti, alle parole. Anche Roger Moore ha elogiato la performance di Craig nelle scene d’azione dopo aver visto Skyfall, dichiarando: “Penso che le sue scene fossero al limite dello straordinario. Nei primi 30 secondi del film ha avuto più azione di quanta ne abbia mai avuta io in 14 anni di film su Bond”. 

Il Bond più “umano” di tutti

La maggior parte delle iterazioni di Bond ha sempre fatto cose che non potrebbero mai accadere nella vita reale. Con le incarnazioni di Connery e Brosnan si è sempre lasciato che il fascino del personaggio avesse la meglio sull’effettiva logicità degli eventi. Il Bond di Craig è sempre stato diverso, molto più vicino allo spettatore di qualsiasi altra versione cinematografica.

In Casino Royale, ad esempio, lo vediamo intento a lasciare il suo lavoro e la sua posizione in nome dell’amore, per poi ritrovarsi al centro di un inganno. A quanti di noi è capitato nella vita di tutti i giorni? 

Un abile guidatore

I film di Bond sono pieni zeppi di inseguimenti in auto. 007 deve sempre fuggire da qualcuno o inseguire i cattivi. Nessuno però, alla guida di un auto, è stato migliore di Daniel Craig. Il trailer di No Time to Die ci ha già mostrato che nel film ci saranno inseguimento in auto a dir poco spettacolari.

Guardando ai precedenti film, Quantum Of Solace si apre con uno dei migliori inseguimenti in auto di tutti i tempi: Bond è capace di accelerare e contemporaneamente schivare i colpi mentre si reca a Siena, inseguito da due Alfa Romeo 159. Per non parlare di Spectre, con l’inseguimento tra Bond e lo scagnozzo di Blofeld, Mr. Hinx, per le strade di Roma. Anche la corsa a mezzanotte per salvare Vesper Lynd in Casino Royale resta memorabile.

L’approvazione degli altri Bond

Quando tutte le precedenti incarnazioni di Bond ti concedono la loro approvazione, allora non c’è dubbio: sei uno 007 perfetto!. Timothy Dalton una volta ha parlato della performance di Craig, dichiarando: “È un fatto e bisogna sostenerlo: Daniel Craig è il miglior Bond di sempre”. Roger Moore, invece, dichiarò a Time Magazine: “Penso che sia il massimo Bond”.

Sia Sean Connery che Pierce Brosnan, invece, hanno sempre parlato dell’incarnazione di Craig come di una performance “fantastica”, “magnifica”. Addirittura Brosnan, ricordando la sua esperienza nei panni di 007 e parlando del lavoro di Craig, dichiarò al Guardian che semplicemente… il suo Bond non era stato all’altezza. 

Da sempre adatto al ruolo

no time to dieDaniel Craig è sempre stato adatto alla parte, ed è sempre stato a suo agio in giacca e cravatta. La sequenza di apertura di Spectre, in cui lo vediamo camminare sui tetti mentre tiene in mano una pistola, ne è una prova sufficiente. E a proposito di Craig, sempre Roger Moore una volta disse: “A me sembra un assassino. Sembra che sappia davvero cosa sta facendo. Sembra che sappia davvero imbrogliare a backgammon.”

Sean Connery – che quando era più giovane venne nominato l’uomo più sexy del mondo – all’epoca venne ritenuto troppo bello per la parte, tanto che nemmeno il creatore di Bond, Ian Fleming, era convinto del suo casting. All’epoca l’autore disse: “Non è proprio quello che avevo immaginato per James Bond. Sto cercando il Comandante Bond e non uno stuntman con l’aria da bambinone.”

Il Bond più “longevo” di tutti

Sono trascorsi 14 anni da quando Daniel Craig ha interpretato James Bond per la prima volta. Sean Connery ha interpretato il personaggio per 9 anni, mentre Roger Moore per 12. Connery si ritirò come Bond nel 1971, prima di tornare nel 1983 nel film Mai dire mai (non riconosciuto come film ufficiale della saga di Bond). 

Nonostante una volta abbia dichiarato: “Preferirei tagliarmi i polsi che fare un altro Bond”, ad oggi Craig resta l’attore che ha vestito i panni dell’iconico agente per il maggior numero di anni. L’unica attore a non aver deciso di sua spontanea volontà di lasciare l’eredità di 007 ad un altro collega è stato Pierce Brosnan, che dopo Die Another Day venne sostituito per scelta della produzione.

L’alchimia con M

La morte di M interpretata da Judi Dench è uno dei momenti più tristi dei film di Bond con protagonista Daniel Craig. E questo soprattutto perché sembrava essere uno dei personaggi di cui i moderni film della saga mai avrebbero potuto fare a meno, tanto che in Spectre la sua assenza si percepisce chiaramente.

Dench è apparsa per la prima volta nei panni di M in GoldenEye e anche quando Brosnan è stato licenziato e il franchising riavviato, l’attrice è stata riconfermata per la parte. Nonostante la sua alchimia con il Bond di Brosnan non era affatto male, è stata in realtà la sua alchimia con il Bond di Craig a renderla ancora più unica e divertente. Addirittura, gran parte della trama di Skyfall ruota attorno alla relazione tra Bond e M: erano come madre e figlio, con M che rimproverava sempre Bond ogni volta che faceva qualcosa di stupido.

Il re del box office

Secondo i dati raccolti da Forbes, i film della saga di Bond con Daniel Craig hanno incassato complessivamente circa 3.6 miliardi di dollari. Naturalmente, questa cifra aumenterà dopo l’uscita di No Time to Die. Craig può anche vantarsi di aver recitato nel film di Bond più redditizio di tutti i tempi, Skyfall), che ha guadagnato $ 1.218.849.723, realizzando un profitto di $ 910.526.981.

Nessun film di Bond con Daniel Craig ha guadagnato meno di 700 milioni di dollari, e nessun film di Bond senza Craig ha guadagnato più di 700 milioni. Il pubblico ha dimostrato di amare l’attore britannico nei panni di Bond: ecco perché non sorprende che i produttori lo abbiano tenuto legato alla saga per così tanto tempo.

La critica si sbagliava

Ci fu una vera e propria indignazione di massa quando Daniel Craig venne annunciato come il prossimo Bond nel lontano 2005. Ad alcuni non piaceva il fatto che fosse biondo (nessun altro attore di Bond era stato biondo); ad altri non piaceva il suo aspetto, mentre ad altri ancora “semplicemente” non piaceva la sua carriera d’attore fino a quel momento.

Con un’ostinazione così marcata, Craig avrebbe potuto scegliere di abbandonare il ruolo. Ma non l’ha fatto! Si concentrò sulla produzione di Casino Royale, che si rivelò uno dei migliori film di Bond mai realizzati. Da allora, ogni tipo di critica cessò di esistere. Anche quando film come Quantum Of Solace sono stati criticati per l’esilità della trama, la performance di Craig è stata sempre elogiata. 

Il più grande consumatore di drink

In breve, il Bond di Daniel Craig ha sempre saputo come divertirsi. Nei romanzi di Fleming, Bond beveva sempre e Craig fa praticamente lo stesso. Ha consumato più quantità di alcol di qualsiasi altro Bond. Beve anche la maggior parte dei liquori per film in media. 

In Casino Royale appaiono 26 drink, mentre in Spectre 25. Nessun altro film di Bond ha mai visto numeri simili. È abbastanza sorprendente che finisca per non ubriacarsi mai! 

Fonte: ScreenRant

 
 

Snake Eyes: terminate le riprese dello spin-off di G.I. Joe

Snake Eyes

Henry Golding ha confermato che le riprese di Snake Eyes, lo spin-off di G.I. Joe, sono ufficialmente terminate. Attraverso il suo account Instagram, infatti, la star di Crazy & Rich e Last Christmas, ha condiviso uno scatto che mostra un piccolo ciak con impresse sopra quelle che dovrebbero essere le firme dei vari membri del cast. Le riprese del film sono partite lo scorso anno e si sono svolte a Vancouver.

Il film è basato sul personaggio di Snake Eyes, presente nei fumetti di G.I. Joe, e dovrebbe raccontare le sue origini. Il film era stato inizialmente annunciato nel 2018, per un’uscita all’inizio del 2020, poi rimandata. Robert Schwentke (RED) dirige su una sceneggiatura firmata da Evan Spiliotopoulos (La bella e la bestia).

Di seguito il post condiviso da Henry Golding:

LEGGI ANCHE – Snake Eyes: prima foto dal set dello spin off di G.I. Joe

Il personaggio Snake Eyes è un membro chiave del team G.I. Joe, un abile combattente e maestro di armi con un passato tragico. È apparso in entrambi i precedenti film sui G.I. Joe, G.I. Joe: La nascita dei Cobra del 2009 e il G.I. Joe: La vendetta del 2013. Nessuno dei due film è stato accolto molto bene dalla critica, anche se al botteghino hanno avuto buoni risultati. Poco dopo l’uscita del secondo, è stato annunciato anche un terzo film, che però non è mai stato realizzato a causa di problemi di schedule degli attori.

Snake Eyes è stato interpretato negli ultimi due film dall’attore e artista marziale Ray Park. Poiché lo spin-off è destinato a essere un importante ripartenza per il franchise, il personaggio è stato assegnato a Golding, che, come accennato, sta cominciando ad essere sempre più presente sul grande e piccolo schermo.

Snake Eyes ruoterà intorno alla nascita del protagonista che cerca di diventare un membro del Clan Arashikage, team che ha lavorato come agenzia di serial killer per generazioni usando l’inganno per guadagnarsi da vivere.

Fonte: ScreenRant
 
 

Scott Derrickson vorrebbe passare da Doctor Strange a Constantine

Scott Derrickson, regista di Doctor Strange, ha rivelato che sarebbe disposto a dirigere un film per la DC dedicato al personaggio di Constantine. Soltanto il mese scorso, il regista ha annunciato di aver ufficialmente abbandonato la regia di Doctor Strange in the Multiverse of Madness, che stando alle ultime notizie dovrebbe adesso essere diretto da Sam Raimi.

Quando un fan ha chiesto a Derrickson su Twitter se sarebbe interessato a dirigere un film dedicato alla Justice League Dark (ancora nei piani della Warner Bros. e della DC Films), il regista ha replicato: “Farei un film su Constantine”. L’associazione non è casuale, dal momento che John Constantine è proprio uno dei membri della Justice League Dark.

Le spaventose iconografie legate all’occulto sono un territorio assolutamente familiare per Derrickson, che prima di lavorare con i Marvel Studios aveva diretto principalmente pellicole horror (suoi infatti The Exorcism of Emily Rose, Sinister e Liberaci dal male). Quando era ancora collegato al progetto, il regista aveva suggerito che il sequel di Doctor Strange avrebbe avuto numerose influenze horror: ora che ha abbandonato il sequel, non sappiamo se i toni del cinecomic vireranno ancora in quella direzione.

Anche se Scott Derrickson ha soltanto espresso un interesse, senza confermare alcun tipo di coinvolgimento in un ipotetico piano della DC, non è escluso che un giorno il regista possa effettivamente entrare a far parte del team di cineasti a servizio della Warner Bros. 

LEGGI ANCHE – Doctor Strange 2: Scott Derrickson approva Sam Raimi

Annunciato ufficialmente questa estate al Comic-Con di San Diego, Doctor Strange 2 vedrà Benedict Cumberbatch tornare nel ruolo di Stephen Strange. Diretto da Scott Derrickson, il sequel vedrà anche Wanda Maximoff alias Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) assumere un ruolo da co-protagonista dopo WandaVision. Le riprese dovrebbero cominciare nella prima metà del 2020.

Secondo Collider, la produzione ha fatto già un passo in avanti assumendo lo sceneggiatore Jade Bartlett. Il suo ruolo non è stato ancora chiarito, visto che lo script dovrebbe essere firmato da Derrickson in persona e quindi Bartlett dovrebbe intervenire solo a limare il testo o magari a scrivere a quattro mani con il regista.

Il primo film su Doctor Strange è uscito nel 2016 e ha raccontato la nascita dell’eroe, dall’incidente di Stepehn Strange fino al confronto con Dormammu. Nel film c’erano anche Benedict Wong, Tilda Swinton Chiwetel EjioforRachel McAdams non tornerà nei panni di Christine Palmer. Abbiamo rivisto Strange in Infinity War e in Endgame.

Doctor Strange in the Multiverse of Madness arriverà al cinema il 7 maggio 2021.

Fonte: ScreenRant

 
 

Coronavirus: stop alle riprese di Mission Impossible 7 anche a Roma

Mission: Impossible - Fallout

Giusto due giorni fa vi abbiamo riportato la notizia che, a causa dell’emergenza Coronavirus, le riprese del settimo capitolo della saga di Mission Impossible a Venezia sono state ufficialmente bloccate. Adesso, come apprendiamo da Repubblica.it, sono state momentaneamente cancellate anche le riprese del film previste a Roma.

La fonte riporta che le riprese di Mission Impossible 7 si sarebbero dovute svolgere prima a Venezia e, in seguito, a partire da metà marzo, Tom Cruise e la produzione sarebbero dovuti arrivare nella Capitale per circa quaranta giorni di riprese. Al momento, è stato tutto sospeso.

Come si legge nell’articolo di Repubblica: “Le riprese in Italia di “Mission Impossible 7″ risultano per ora procrastinate: se la situazione nel nostro paese si normalizzerà, il film verrà girato anche a Venezia e Roma, altrimenti le location italiane saranno spostate altrove.”

Mission Impossible 7 uscirà nelle sale americane il 23 luglio 2021.

LEGGI ANCHE – Coronavirus: posticipate le uscite dei film previsti per il 26 febbraio

I prossimi due capitoli della saga di Mission Impossible vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Nicholas Hoult (X-Men, Mad Max: Fury Road). Tom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust.

I due film verranno girati in contemporanea ma non è ancora chiaro quali altri membri del cast torneranno sul set per le riprese. Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 23 luglio 2021 e il 5 agosto 2022.

Nessun aggiornamento sul destino di August Walker e Alan Hunley, i personaggi interpretati da Henry Cavill e Alec Baldwin, che secondo le ultime indiscrezioni rientrerebbero nei piani di McQuarrie per i sequel. Ma come farli tornare, visto che nel precedente film sono morti?