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Creuza de Mà: al via la 18° edizione!

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Creuza de Mà: al via la 18° edizione!

Con l’avvio dei lavori del “CAMPUS musica e suono per il cinema e per l’audiovisivo”, prende ufficialmente il via martedì 23 luglio la 18ma edizione di Creuza de Mà, manifestazione ideata e diretta da Gianfranco Cabiddu e dedicata alla Musica per cinema, che si svolgerà a Carloforte fino a domenica 28 luglio.

La splendida location dell’isola di San Pietro, a Sud della Sardegna, torna ancora una volta ad essere il palcoscenico ideale per raccontare l’indissolubile legame tra il cinema e la musica. Creuza de Mà si conferma un crocevia fondamentale in cui registi, musicisti e compositori possono esplorare il rapporto tra queste due arti, confrontandosi e dialogando durante questa cinque giorni di musica, film, incontri, masterclass e proiezioni.

Parte fondamentale del festival è il “CAMPUS”, progetto di alta formazione ideato e diretto da Gianfranco Cabiddu e realizzato da Creuza de Mà con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Scuola Nazionale di Cinema con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission.

Anche quest’anno 30 allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia insieme ad altri 12 allievi musicisti provenienti da diverse realtà formative potranno vivere dall’interno l’esperienza di Creuza de Mà, con un palinsesto di appuntamenti dedicati tra masterclass e incontri.

Creuza de Mà: al via la 18° edizione dal 23 al 28 luglio

Ad inaugurare l’edizione 2024 sarà proprio l’incontro Il percorso CAMPUS: la filiera della musica e del suono dalla pagina allo schermo alla presenza dei docenti Gianfranco Cabiddu, Annalisa Forgione, Daniela Bassani, Michele Braga, Lorenzo Tomio, Pivio, Max Viale.

Il programma di Creuza de Mà entra poi nel vivo mercoledì 24 luglio, che vedrà protagonista assoluta della giornata Margherita Vicario. La cantautrice, attrice e recentemente regista, presenterà al pubblico di Carloforte il suo bellissimo Gloria!, esordio dietro la macchina da presa acclamato e premiato in tutto il mondo.

L’appuntamento con Margherita Vicario è per le 18.30 al Cineteatro Cavallera, accompagnata dalla produttrice del film Manuela Melissano. Durante l’incontro con il pubblico, la regista racconterà la sua carriera e la sua prima volta dietro la macchina da presa.

La proiezione di Gloria!, storia al femminile su un gruppo di musiciste nella Venezia di inizio ‘800, sarà preceduta dalle proiezioni di Video Story Creuza Campus 2024.

Il programma del 24 luglio prende il via al mattino con un incontro dedicato al mondo dei podcast alla presenza di Luca Micheli, Head of Music & Sound Chora Media, e Marco Villa, Editorial Content Lead Chora Media (ore 10.30, Cinema Mutua).

Il palinsesto della giornata si chiuderà nella splendida location del Giardino di Note con il live della resident band del festival, Creuza Quintet, e una sorpresa speciale sulle note della colonna sonora di Gloria! di Margherita Vicario.

Ma il programma di Creuza de Mà proseguirà con proiezioni, masterclass, incontri, concerti, appuntamenti sonori e l’immancabile concerto al tramonto alle “Ciassette”, già sold out.

Tra gli ospiti attesi a Carloforte: Michele Riondino con i Revolving Bridge, Francesca Cima, Gnu Quartet, Annalisa Forgione, Daniela Bassani, Arrogalla, Luca Micheli e Marco Villa di Chora Media, Pivio, Riccardo Giagni, Michele Braga, Max Viale, Lorenzo Tomio, Pasquale Catalano, tutti soci dell’ACMF Associazione Compositori Musica per Film, fondata nel 2017 con la presidenza onoraria di Ennio Morricone, di cui fa parte anche la nuova socia Margherita Vicario.

Fly Me to the Moon continua a non impressionare al box office

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Fly Me to the Moon continua a non impressionare al box office

Dopo un incasso di 995.000 dollari il 21 luglio, Fly Me to the Moon ha ufficialmente superato i 30 milioni di dollari al box office mondiale. Nonostante questo piccolo traguardo, il film continua a non impressionare in un contesto di successo finanziario al box office attuale, con l’ultimo weekend del 19 luglio che ha visto il film piazzarsi al sesto posto dietro a film del calibro di Inside Out 2, Despicable Me 4 e il nuovissimo Twisters.

Purtroppo, l’accoppiata di star hollywoodiane Scarlett Johansson e Channing Tatum non è stata sufficiente a dare vita a Fly Me to the Moon, con il suo lancio iniziale che ha faticato a entrare trionfalmente nell’atmosfera delle sale e ad attirare un numero sufficiente di spettatori. Nonostante una campagna di marketing tradizionale, il film diretto da Greg Berlanti ha impallidito rispetto all’horror a basso costo Longlegs, il cui marketing virale lo ha visto correre verso un impressionante ritorno al box office.  Nonostante gli scarsi risultati finanziari di Fly Me to the Moon, il film è stato in qualche modo elogiato dalla critica.

Twisters ha conquistato la testa del box office

Twisters film 2024

All’ombra dell’infausto destino di Fly Me to the Moon, Twisters, l’atteso sequel del classico del 1996, ha sbaragliato la concorrenza con una fantastica apertura al botteghino. l film di Glen Powell sulla caccia alle tempeste ha già incassato oltre 120 milioni di dollari in tutto il mondo, divisi tra 80 milioni di dollari in patria e 40 milioni di dollari all’estero. Nonostante sia nelle sale da soli quattro giorni, il film ha già incassato quasi la metà del suo budget stimato di 200 milioni di dollari, a differenza di Fly Me to the Moon che deve ancora raggiungerne un terzo.

Oltre a essere un successo al botteghino grazie alla popolarità dell’originale, il film è anche una masterclass di divertimento cinematografico ad alta velocità. Ancora una volta, Daisy Edgar-Jones e Glen Powell dimostrano di essere in grado di sostenere una storia emozionante e di essere all’altezza di un film che ha una portata e una posta in gioco elevata.  Fly Me to the Moon ha raggiunto i 30 milioni di dollari al box office mondiale. È possibile vedere il film nelle sale proprio ora.

Emily in Paris – stagione 4: Lily Collins punta a una stella Michelin nel nuovo trailer

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I fan di Emily in Paris hanno qualcosa da aspettarsi quest’estate: la serie di successo di Netflix tornerà con la sua quarta stagione, divisa in due parti da cinque episodi. La prima parte debutterà il 15 agosto 2024, seguita dalla seconda parte il 12 settembre 2024, e Netflix ha appena rilasciato il trailer dell’imminente caos. La nuova stagione riprende dopo le drammatiche conseguenze del matrimonio sfortunato di Camille e Gabriel. Emily (Lily Collins) si trova in un vortice emotivo, divisa tra due uomini: Gabriel (Lucas Bravo), che ora aspetta un bambino dalla sua ex, e Alfie (Lucien Laviscount), le cui peggiori paure su Emily e Gabriel sono state confermate.

Al lavoro, Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu) affronta un complesso dilemma del suo passato che minaccia il suo matrimonio, mentre il team dell’Agence Grateau affronta importanti cambiamenti di personale. Mindy (Ashley Park) e la sua band si preparano per l’Eurovision, ma i problemi finanziari li costringono a diventare creativi e parsimoniosi. Nel frattempo, l’innegabile chimica tra Emily e Gabriel si intensifica mentre collaborano per ottenere una stella Michelin, ma due grandi segreti incombono, minacciando di distruggere tutto il loro duro lavoro e i loro sogni.

Creato, prodotto e scritto da Darren Star, il team creativo di Emily in Paris comprende i produttori esecutivi Tony Hernandez, Lilly Burns, Andrew Fleming, Alison Brown e Robin Schiff. I produttori esecutivi sono Stephen Brown, Grant Sloss e Joe Murphy, mentre Ryan McCormick, Raphaël Benoliel, Lily Collins e Jake Fuller sono i produttori.

Ashley Park torna a “Emily in Paris” dopo un problema di salute

Il trailer ci mostra il ritorno della Mindy di Ashley Park, che è meraviglioso vedere dopo che ha rischiato di perdere la vita. A gennaio l’attrice ha contratto una tonsillite che, come si legge in un suo post sui social media, “si è trasformata in uno shock settico critico” e l’ha lasciata in ospedale con necessità di cure urgenti; fortunatamente, però, è riuscita a tornare al lavoro poche settimane dopo l’evento e i fan saranno entusiasti di rivedere Mindy sulla scena.

Mentre Emily in Paris continua a catturare l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo, la quarta stagione è pronta a offrire ancora di più l’elegante evasione, gli intrecci romantici e gli scontri culturali che l’hanno resa una sensazione globale. Rimanete sintonizzati su Cinefilos per ulteriori aggiornamenti sulla quarta stagione di Emily in Paris e su altre interessanti novità televisive e cinematografiche. Qui sopra potete vedere il trailer della quarta stagione diEmily in Paris. La serie tornerà su Netflix il 15 agosto.

Joker: Folie à Deux, un nuovo teaser annuncia l’arrivo del trailer ufficiale

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Il profilo del film di Joker su Instagram ha pubblicato un nuovo teaser che annuncia l’arrivo del trailer ufficiale per Joker: Folie à Deux di Todd Philipps. L’atteso sequel del film di successo che vede protagonista Joaquin Phoenix nel ruolo del cattivo DC Joker e Lady Gaga che darà vita a Harley Quinn.

LEGGI ANCHE: Joker: Folie À Deux, il casting di Lady Gaga è stato una scelta di Todd Phillips

 

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Joker: Folie à Deux, quello che sappiamo sul film

Joker: Folie à Deux presenterà il ritorno di Joaquin Phoenix nel ruolo del cattivo DC Joker. Il sequel presenterà anche il ritorno della Sophie di Zazie Beetz  insieme ai nuovi arrivati ​​Brendan Gleeson, Catherine Keener, Jacob Lofland e Harry Lawtey. Nel cast c’è anche Lady Gaga che darà vita a Harley Quinn. I dettagli della trama sono ancora per lo più nascosti, ma sappiamo che la maggior parte del film si svolgerà ad Arkham Asylum e conterrà significativi “elementi musicali”.

Rumors recenti hanno anche suggerito che la versione di Gaga su Harley Quinn avrà un ruolo più importante di quanto originariamente riportato, con la storia che si svolge interamente dal suo punto di vista. Il film di Todd Phillips del 2019 è stato un successo sia di critica che commerciale con un incasso mondiale di oltre 1 miliardo di dollari al botteghino, rendendolo il film con il maggior incasso di tutti i tempi. Ha ricevuto riconoscimenti da numerosi importanti enti premiati, tra cui due Oscar e due Golden Globe, sia per il miglior attore che per la miglior colonna sonora.

LEGGI ANCHE: Joker: Folie à Deux, Todd Phillips parla di Lady Gaga come Harley Quinn e degli elementi musicali del sequel

39° Settimana internazionale della critica (SIC): annunciato il programma e svelata l’immagine per il 2024

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Annunciato il programma della 39° Settimana internazionale della critica. Con le stesse modalità green dello scorso anno, ovvero senza una conferenza stampa fisica ma soltanto con un breve video, conciso ed efficace, Beatrice Fiorentino, delegata generale della Settimana della Critica 2024, trentanovesima edizione della sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, svela la line-up di quest’anno.

La SIC sta portando avanti un discorso coeso e solido che si guarda intorno rispecchiando nella sua selezione il sentire del tempo, mutevole, incerto, in continuo movimento, in attesa di una tempesta. La selezione presenta quest’anno dagli Usa Homegrown dello statunitense Michael Premo, e No Sleep Till, l’esordio di Alexandra Simpson. Dai cugini inglesi arriva invece Paul & Paulette Take A Bath di Jethro Massey, commedia nera ma allo stesso tempo dolce.

Dal Vietnam un altro esordio, quello di Dương Diệu Linh che, tra romance e tradizione racconta Mưa trên cánh bướm (Don’t Cry, Butterfly). Dall’Egitto arriva Perfumed with Mint di Moattar Binaana che racconta la propria terra con un tono che ricorda il realismo magico. Oltre i toni fantastici di questi ultimi due titoli c’è Anywhere, Anytime il film dell’iraniano Milad Tangshir, film che però batte bandiera italiana, visto che Milad vive in Italia da 13 anni. La 39° Settimana internazionale della critica si apre anche al grottesco di Peacock dell’austriaco Bernhard Wenger. Apertura e chiusura sono stati invece riservati alla Francia che presenta, rispettivamente, Planète B di Aude Léa Rapin, con protagonista Adèle Exarchopoulos, e Little Jaffna di Lawrence Valin. Ricca è anche la selezione dei cortometraggi della sottosezione SIC@SIC.

Ecco di seguito il programma della 39° Settimana internazionale della critica.

FILM D’APERTURA

Planète B
di Aude Léa Rapin
Francia

CONCORSO

Anywhere Anytime
di Milad Tangshir
Italia, 81′

Don’t Cry, Butterfly
di Duong Dieu Linh
Vietnam, 97′

Homegrown
di Michael Premo
USA, 110′

No Sleep Till
di Alexandra Simpson
USA, 93′

Paul and Paulette Take a Bath
di Jethro Massey
GB, 108′

Peacock
di Bernhard Wenger
Austria, 103′

Perfumed with Mint
di Muhammed Hamdy
Egitto, 112′

FILM DI CHIUSURA

Little Jaffna
di Lawrence Valin
Francia, 97′

PROIEZIONE SPECIALE

Il postino
di Michael Radford
Italia

CORTOMETRAGGI D’APERTURA

Dark Globe
di Donato Sansone

The Eggregores’ Theory
di Andrea Gatopoulos

CONCORSO SIC@SIC

At Least I Will Be 8 294 400 Pixel
di Marco Talarico

Billi il Cowboy
di Fede Gianni

Nero Argento
di Francesco Manzato

Phantom
di Gabriele Manzoni

Playing God
di Matteo Burani, Arianna Gheller

Sans Dieu
di Alessandro Rocca

Things That My Best Friend Lost
di Marta Innocenti

CORTOMETRAGGIO DI CHIUSURA

Domenica sera
di Matteo Tortone

In che mondo viviamo? In che tempo viviamo? Un mondo indecifrabile, un tempo indefinito, colmo di incertezze, di incognite, all’interno del quale si è fatto difficile orientarsi e persino distinguere il vero dal falso, la realtà dalla finzione. Siamo dentro a un presente indeterminato, dove il rischio – ogni giorno più concreto – è quello di smarrire anche la capacità di interpretazione, quasi che i riferimenti, i codici che hanno permesso di riconoscerci e di definirci secondo un linguaggio comune, si stessero rivelando improvvisamente inadeguati, fallaci, contraddittori. In un simile scenario, a un passo dal baratro, in un mondo funestato da guerre, armi, questioni ambientali e sociali che impongono al più presto un radicale cambio di passo se si vuole scongiurare la catastrofe, che risposte può offrire il cinema? Non risposte, dubbi semmai. Le immagini del presente – alle quali non smettiamo mai di guardare, nonostante tutto, e alle quali ancora ci affidiamo nell’affannoso bisogno di coordinate – anziché generare certezze, ci interrogano, ci sfidano e ci richiamano alla necessità di una presa di coscienza e di responsabilità superiori, poiché oggi tutto è in discussione. Anche ciò che vediamo. Il cinema del presente sembra assecondare questo spaesamento, la sensazione di trovarci in un momento di sospensione, di attesa. I film che compongono il programma della 39. edizione della Settimana Internazionale della Critica, frutto di un sempre fertile e stimolante dialogo con il comitato di selezione formato da Enrico Azzano, Chiara Borroni, Ilaria Feole e Federico Pedroni, che ormai da tre anni mi affianca nella definizione delle rotte più solide del cinema contemporaneo, vanno in questa direzione, confermando lo smarrimento che ci accomuna a ogni latitudine del pianeta. Una selezione dai forti chiaro-scuri che trasmette un senso di instabilità generale, e che si compone in un ventaglio di proposte che, nella loro composita varietà, comunicano tra loro secondo il principio delle attrazioni, generando nell’insieme un discorso ancora più ampio, più dinamico e sfaccettato. Numeri record quest’anno alla SIC, che accoglie come sempre 7+2 titoli –scelti tra i quasi 700 considerati e provenienti da ogni continente– dove la rappresentazione del mondo è declinata attraverso i codici del cinema di genere e d’autore, con uno stile realista, documentario, talvolta ironico, oppure in chiave metaforica, attraverso il filtro del realismo magico. Nuove sfide ci attendono, sia sul piano della realtà che sul fronte della narrazione. Mentre osserviamo – senza pregiudizi, ma neppure disattenti – le nuove frontiere dell’immagine, anche quelle generate artificialmente dalle AI nelle sue prime convincenti applicazioni (a prescindere dall’inderogabile accordo sui principi etici e legislativi che ne dovranno disciplinare la produzione), ci confrontiamo con un presente schizofrenico, eppure a suo modo elettrizzante. Forse non necessariamente distruttivo, ma potenzialmente rigenerante, o rigenerativo, in ogni caso un’opportunità per ripensare, ancora, la storia e il futuro del cinema. Sarebbe paradossale e bellissimo, se proprio alle porte dell’inferno, quando ogni schema è caduto e tutto sembra indicare che siamo ormai prossimi alla fine, riuscissimo invece a trasformare la tempesta perfetta in un nuovo inizio. E quindi rinascere. Rifondare. Anche attraverso l’immagine.

Beatrice Fiorentino

39° Settimana internazionale della critica – l’immagine del 2024

Non è mai stato tanto difficile guardarsi indietro. Tre anni fa uscivamo da una pandemia spaventosa che ci aveva costretti tra le mura delle nostre abitazioni e tornavamo ad abbracciarci, a toccarci, a vivere di nuovo l’esperienza della sala cinematografica come qualcosa di importante perché condivisa. Abbiamo ribadito l’anno successivo la voglia di riprenderci tutto, di occupare spazi con sguardi sfidanti, orgogliosi, fieri del nostro essere creature in eterno movimento. Soltanto l’anno scorso, però, cercavamo già il ritorno a una dimensione più intima e personale. A una narrazione che partisse dal corpo e che al corpo tornasse, vedendolo come veicolo assoluto di codici e racconti. E ora? Cos’è ora? Ma soprattutto, ora quando?, se da ciò che è accaduto ieri sembrano già passati giorni, fagocitati come siamo da informazioni che si sommano alle precedenti, istante dopo istante, giungendo da ogni angolo del globo e capovolgendo ogni illusoria stabilità. Annichiliti da un mondo che sembra aver perso ogni umanità, senza alcuna certezza nel domani, ci sfaldiamo, perdiamo le nostre fattezze, disfacendoci in dubbi, paure e aria, in attesa della prossima tempesta che ci spazzerà via. Intorno a noi, strade prive di cartelli o indicazioni. Poca luce. Solo la consapevolezza che la natura resterà a guardare tutto quel che ci accadrà, sopravvivendoci. E dopo?

Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, forse, non è del tutto eccellente.

Mauro Uzzeo

A volte, per andare avanti, c’è bisogno di togliere. Graffiare lo strato superficiale, andare a fondo. Cercare le forme nude, scarne, distruggere per poi ricostruire. E continuare a muoverci, senza fermarci, fino al cuore della tempesta. Ci piace l’idea di unire i linguaggi: l’abbiamo fatto con il cinema, il disegno, la fotografia. Questa volta abbiamo avuto voglia di cercare i colori dentro strutture primitive, in contrasto col mondo che, mai come in questi ultimi anni, ci offre uno spettacolo giornaliero di bellezza levigata e smussata. Così abbiamo lasciato correre i pensieri dentro l’immagine, centrifugando la figura, storcendola, sporcandola, perché ci è sembrato un buon modo di raccontare il presente. Se quello che abbiamo intorno è incerto, è proprio dall’incertezza che bisogna ripartire.

Emiliano Mammucari

The Fantastic Four: Kevin Feige svela qual è il “focus” del film

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The Fantastic Four: Kevin Feige svela qual è il “focus” del film

Le riprese del film The Fantastic Four inizieranno nel Regno Unito alla fine di questo mese, per cui speriamo presto di avere qualche prima immagine dal set che offra qualche dettaglio in più. Nel mentre, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha appena condiviso con CinemaBlend alcuni nuovi commenti sul progetto. “Matt Shakman è molto, molto bravo a utilizzare gli effetti visivi”, ha esordito. “La cosa più importante per noi… l’allungamento deve essere bello, l’esterno roccioso della Cosa deve essere bello, le fiamme devono essere belle”.

“Ma è tutto incentrato sui personaggi. Si tratta della famiglia. È tutto incentrato su quelle dinamiche. Quindi, nel momento in cui abbiamo ottenuto l’ingaggio del cast che abbiamo annunciato, il 90% del lavoro è stato fatto”, ha aggiunto Feige. “Questo è il fulcro del film”. In un’altra recente intervista, il dirigente ha confermato che The Fantastic Four si svolge in una realtà alternativa degli anni ’60 e ha accennato all’importanza della squadra nel più ampio MCU.

Ci sono state molte persone intelligenti, che hanno notato che quel paesaggio urbano non assomigliava esattamente alla New York che conosciamo, o che esisteva negli anni ’60 nel nostro mondo. Sono osservazioni intelligenti, non c’è che dire”. “Sono estremamente eccitato perché penso che i Fantastici Quattro siano dei pilastri, dei pilastri leggendari dell’Universo Marvel con cui non abbiamo mai potuto giocare o esplorare in modo significativo al di fuori di Doctor Strange nel Multiverso della Follia e alcune divertenti anticipazioni, nel modo in cui lo stiamo facendo in quel film”, ha aggiunto Feige.

The Fantastic Four: quello che c’è da sapere sul film

Il film è atteso al cinema il 25 luglio 2025. Come al solito con la Marvel, i dettagli della storia rimangono segreti. Ma nei fumetti, i The Fantastic Four sono astronauti che vengono trasformati in supereroi dopo essere stati esposti ai raggi cosmici nello spazio. Reed acquisisce la capacità di allungare il suo corpo fino a raggiungere lunghezze sorprendenti. Sue, la fidanzata di Reed (e futura moglie), può manipolare la luce per diventare invisibile e lanciare potenti campi di forza. Johnny, il fratello di Sue, può trasformare il suo corpo in fuoco che gli dà la capacità di volare. E Ben, il migliore amico di Reed, viene completamente trasformato in una Cosa, con dei giganteschi massi arancioni al posto del corpo, che gli conferiscono una super forza.

Matt Shakman (“WandaVision”, “Monarch: Legacy of Monsters”) dirigerà The Fantastic Four, da una sceneggiatura di Josh FriedmanJeff Kaplan e Ian Springer. Pedro Pascal (Reed Richards) è noto al mondo per le sue interpretazioni in The MandalorianThe Last of Us e prima ancora in Game of ThronesVanessa Kirby (Sue Storm) ha fatto parte del franchise di Mission: Impossible e di Fast and Furious, mentre Joseph Quinn (Johnny Storm) è diventato il beniamino dei più giovani per la sua interpretazione di Eddie in Stranger Things 4Ebon Moss-Bachrach (Ben Grimm) sta vivendo un momento d’oro grazie al suo ruolo del cugino Ritchie in The Bear.

Fanno parte del cast anche Julia Garner, Paul Walter Hauser, John Malkovich, Natasha Lyonne e Ralph Ineson nel ruolo di Galactus. Come confermato da Kevin Feige, il film avrà un’ambientazione nel passato, in degli anni Sessanta alternativi rispetto alla nostra realtà di Terra-616, per cui sarà interessante capire come i quattro protagonisti si uniranno agli altri eroi Marvel che conosciamo. Franklyn e Valeria Richards, figli di Reed e Sue, potrebbero comparire nel film, mentre Dottor Destino potrebbe avere un semplice cameo nel finale.

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Seasmoke, la spiegazione del suo nuovo cavaliere: chi ha scelto, perché e cosa significa

ATTENZIONE – l’articolo contiene SPOILER su House of the Dragon 2×06

Seasmoke ha un nuovo cavaliere in House of the Dragon, che sceglie di legarsi con Addam di Hull. Il drago è stato cavalcato da Laenor Velaryon nella prima stagione e, dopo che Laenor ha simulato la sua morte e ha lasciato Westeros, non è chiaro cosa sarebbe successo alla creatura. È diventato un argomento di discussione importante nei primi episodi della seconda stagione di House of the Dragon, con Seasmoke che ha fatto alcune apparizioni e in precedenza ha persino girato intorno ad Addam.

Rhaenyra Targaryen è alla ricerca di cavalieri per alcuni dei draghi non reclamati, tra cui Seasmoke. La sua scelta iniziale, Ser Steffon Darklyn, viene purtroppo data alle fiamme e uccisa, ma Seasmoke stesso provvederà a trovarsi un cavaliere, lo cerca e lo insegue. Il finale di House of the Dragon 2×06 non mostra apertamente che i due si siano uniti, ma a ogni dubbio su quanto accaduto viene data risposta da Fuoco & Sangue di George R.R. Martin.

Addam di Hull è il nuovo dragoniere di Seamsoke

Addam ha avuto un’importanza crescente in House of the Dragon 2

Proprio come in Fuoco & Sangue, Addam di Hull è il nuovo dragoniere di Seasmoke. Addam è apparso poco nella serie, spesso insieme a suo fratello Alyn, prima di legarsi con Seasmoke. Interpretato da Clinton Liberty nel cast di House of the Dragon 2, Addam è un maestro d’ascia che vive nel Driftmark e fa parte della flotta della Casata Velaryon. Come confermato in precedenza, Alyn e Addam sono i figli bastardi di Corlys Velaryon.

House of the Dragon ha apportato alcune modifiche chiave al personaggio di Addam. Nel libro, ha solo circa 15 anni quando viene presentato, mentre apparentemente ha circa 20 anni nello show (Liberty ha 26 anni nella seconda stagione). Il libro crea anche più mistero attorno ai loro genitori, con alcuni che affermano che sono in realtà i figli bastardi di Laenor, e altri sostengono che siano di Corlys.

Perché Seasmoke ha scelto Addam di Hull dopo aver rifiutato Steffon Darklyn?

È solo a causa della sua relazione con Laenor?

Il primo tentativo di rivendicare Seasmoke, con Steffon Darklyn, non è andato molto bene, per usare un eufemismo. Inizialmente il drago sembra accettare la Cappa Bianca come suo nuovo cavaliere ma, man mano che Steffon si avvicina, decide chiaramente di non farlo. Forse percepiva la paura di Steffon, o che non era un Velaryon come il suo precedente cavaliere; i pensieri e i sentimenti esatti dei draghi e il motivo per cui scelgono determinate persone sono per lo più misteriosi.

Ciò che è chiaro, però, è che Seasmoke si interessa ad Addam da qualche tempo. Il secondo episodio di questa stagione lo mostrava mentre volava nel cielo sopra un Addam che osservava, suggerendo il loro potenziale legame. Può darsi che ci sia qualcosa in Addam, che sembra essere sinceramente rispettabile, che gli ricorda Laenor. Il fatto che siano fratellastri aiuta sicuramente: se Seasmoke sente la mancanza del suo ex cavaliere, allora Addam potrebbe essere la scelta migliore.

Naturalmente, è ragionevole chiedersi perché Addam e non Alyn, dato che quest’ultimo è stata un po’ più prominente nello show. Ciò potrebbe essere semplicemente dovuto al fatto che Addam è il più vecchio dei due, almeno in base al libro. Ma forse questa scelta dipende dal fatto che mentre Alyn è presentato come l’ideale erede di Corlys, a Addam resta un altro ruolo importante da giocare. Non solo in termini di trama, ma anche perché nella sua essenza Alyn è, come dice Baela, “sale e mare“, il che significa che potrebbe non essere destinato a legarsi con un drago.

Come mai Addam di Hull può cavalcare un drago

Addam non è un Targaryen, almeno non direttamente

Addam of Hull
Addam di Hull

Poiché Addam e Alyn sono i bastardi di Corlys Velaryon, hanno una forte eredità valyriana nelle vene. Apparentemente questo è più che sufficiente perché Addam possa cavalcare un drago, anche se gli stessi Velaryon non sono mai stati signori dei draghi nell’Antica Valyria. È anche possibile che abbia qualche traccia di sangue Targaryen, poiché loro e i Velaryon si sono sposati in diverse occasioni nel corso dei decenni, quindi le loro linee di sangue si sarebbero inevitabilmente mescolate.

L’idea alla base dei semi di drago è che non è necessario un lignaggio Targaryen immediato o diretto per cavalcare un drago, e Addam dimostra che è vero. È possibile, tuttavia, che la questione vada più in profondità: non è mai stato dimostrato al 100% che solo qualcuno con sangue Targaryen, o anche solo Valyriano, possa cavalcare un drago. Nel libro, c’è una ragazza, Nettles, che rivendica un drago selvaggio chiamato Sheepstealer, e non c’è conferma se abbia sangue valyriano o meno.

Seasmoke che sceglie Addam significa che Laenor Velaryon è morto?

È possibile che sia morto fuori scena

La più grande crepa nel legame di Seasmoke con Addam non è il sangue di quest’ultimo, ma piuttosto lo status del precedente cavaliere del drago. Laenor Velaryon è ancora vivo nella serie, a differenza dei libri in cui muore effettivamente (nello stesso punto della storia). Ma è ancora così?

È stato detto che Seasmoke sta diventando irrequieto e Rhaenyra crede che gli “manchi il suo legame”. È del tutto possibile che, dato che sono passati anni da quando Laenor se n’è andato, abbia finalmente accettato che il suo ex cavaliere non tornerà e abbia deciso di sceglierne uno nuovo. Seasmoke e Laenor hanno trascorso anni insieme, quindi è naturale che lui possa sentirsi solo. Ma potrebbe anche significare che Laenor è morto?

Ancora una volta, sono passati anni, quindi è possibile che Laenor sia stato ucciso fuori dallo schermo (e, in realtà, non ci sarebbe alcun motivo per cui Rhaenyra o chiunque altro lo venisse a sapere, dal momento che la maggior parte lo crede già morto). Non è mai stato confermato se un drago possa prendere un nuovo cavaliere quando l’altro è ancora vivo: o la serie lo ha appena fatto, oppure Laenor è morto davvero questa volta.

Seasmoke e Addam combattono nella Danza dei Draghi?

Cosa riserva il futuro, secondo Fuoco & Sangue

Addam potrebbe non essere stato la persona che Rhaenyra intendeva scegliere per rivendicare Seasmoke, ma funziona bene per i Neri. Dato che è già fedele a Corlys, Addam combatterà per Rhaenyra nella Danza dei Draghi, facendo volare il suo nuovo drago in molteplici battaglie. Ciò includerà la Battaglia di Gullet, che è attesa per la stagione 3 di House of the Dragon con vari riferimenti.

Addam e Seasmoke aiutano anche Rhaenyra a conquistare Approdo del Re, cosa che presumibilmente avverrà nella terza stagione, e il drago verrà tenuto nella Fossa del Drago e aiuta a proteggere la città. Successivamente, combattono nella Seconda Battaglia di Tumbleton, coinvolgendo anche draghi come Vermithor e Ali d’Argento. Resta da vedere quanto House of the Dragon seguirà i libri, ma il futuro riserva sicuramente grandi cose a Seasmoke e Addam.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

Alyn di Hull: perché si rade la testa in House of the Dragon 2×06?

ATTENZIONE – l’articolo contiene SPOILER su House of the Dragon 2×06 dal titolo “Il popolo”

House of the Dragon 2×06 (qui la recensione dell’episodio dal titolo “Il popolo”) mostra Alyn di Hull che si rade la testa, in una scena molto importante della puntata che condivide con il fratello Addam. C’è una ragione particolare per cui lo fa. Interpretata da Abubakar Salim, Alyn si è unito al cast della seconda stagione di House of the Dragon nei panni di una figura enigmatica che viene dal Driftmark e ha salvato Lord Corlys Velaryon. La sua storia non è stata approfondita fino a questo momento, ma sappiamo che Corlys Velaryon sembra essersi interessato a lui dopo che Alyn gli ha salvato la vita durante un conflitto fuori campo avvenuto intorno alla fine della prima stagione. Ma l’interesse del Serpente di Mare per Alyn va oltre.

Alyn di Hull è tra i tanti nuovi personaggi di House of the Dragon 2 il cui scopo non è stato ancora del tutto chiarito. Come suo fratello Addam e altri personaggi come Ulf e Hugh, sono stati lentamente integrati nel corso degli episodi con solo piccoli accenni al loro scopo più ampio. Il più grande indizio di Alyn viene mostrato nell’episodio 6, quando lo vediamo radersi i capelli. Addam gli dice che non potrà nascondere questa cosa per sempre, ma Alyn continua a radersi. A cosa si riferisce?

Alyn di Hull si rade la testa per nascondere i suoi capelli valyriani e la sua vera parentela

Alyn vuole nascondere i suoi capelli argentati di Valyria

Se non è stato chiarito dal particolare interesse di Corlys e dalle scene con Rhaenys Targaryen su Driftmark, Alyn di Hull è il figlio bastardo di Corlys Velaryon. Mentre Addam spera di ottenere qualcosa dai suoi genitori e incoraggia Alyn ad abbracciare l’improvviso interesse del Serpente di Mare nei loro confronti, Alyn cerca di nascondere le sue origini valyriane. Un modo per farlo è radersi i capelli, e nascondere così l’argento della sua chioma, segno inequivocabile della sua origine.

Questo è particolarmente importante per la narrativa di House of the Dragon ora che Rhaenyra e Jacaerys sono specificamente alla ricerca di discendenti delle linee valyriane. Ser Steffon Darklyn cerca di montare sul drago Seasmoke perché ha un Targaryen tra i suoi antenati, ma non riesce a stabilire il legame. Tuttavia, il finale di puntata sottintende che Addam di Hull si è unito a Seasmoke. Alyn e Addam sono i personaggi rimasti nella serie più vicini al lignaggio valyriano.

Quando verrà rivelato in House Of The Dragon che Alyn è il figlio di Corlys?

Corlys potrebbe aver legittimato Alyn entro la fine della seconda stagione

Alyn, essendo il figlio di Corlys, è fondamentale per la Danza dei Draghi. Un’importante sottotrama stabilita durante la stagione è che Corlys è vecchio e non ha un erede per la sua casa, cosa che mette a rischio l’eredità di Velaryon, se dovesse morire in guerra. Parte dell’interesse di Corlys per Alyn è che vede in lui l’opportunità di un nuovo erede se riesce a legittimare il bastardo come un vero Velaryon. Con Addam che rivendica Seasmoke, Corlys potrebbe annunciare apertamente che Alyn e Addam sono suoi figli entro la fine della stagione 2 di House of the Dragon.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

House of the Dragon 2×06: recensione dell’episodio “Il popolo”

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House of the Dragon 2×06: recensione dell’episodio “Il popolo”

ATTENZIONE – seguono spoiler sull’episodio

House of the Dragon 2×06 dal titolo “Il popolo”

Dopo l’esplosione della guerra in Il drago rosso e il drago dorato, i Neri e i Verdi fanno i conti con le rispettive debolezze: così House of the Dragon 2×06, dal titolo “Il popolo”, si confronta con i due grandi problemi che hanno le fazioni in gioco.

Aemond, Reggente astuto e spietato

L’episodio comincia a chiarire in maniera inequivocabile qual è la debolezza dei Verdi: il Re è moribondo e al suo posto governa il Principe Reggente, un Aemond spietato e arrabbiato, che vuole distruggere non solo gli avversari, ma anche il suo stesso fratello. È profondissimo il suo risentimento nei confronti del mondo e ora che ha il potere, non esiterà a esercitarlo, cominciando con l’estromettere sua madre, la Regina Vedova, dal Concilio Ristretto. Per Alicent questo significa perdere non tanto il posto di potere quanto una posizione privilegiata per esercitare quella temperanza di cui mancano tanto i suoi figli quanto tutti gli altri uomini di potere con cui si confronta.

Il piano di Rhaenyra

Dalla parte dei Neri, invece, la debolezza più grande è la scarsità di mezzi da guerra. Come raccontato in Reggente, Rhaenyra ha i draghi ma non i cavalieri, è isolata dalla terraferma come conseguenza della battaglia di Riposo del Corvo, e non ha esercito. Dalla sua però vede finalmente schierarsi Lord Corlys Velaryon che assume il ruolo di Primo Cavaliere.

Questa investitura avrà implicazioni interessanti alla luce del fatto che effettivamente Lord Corlys ha dalla sua molte più mani vincenti per Rhaenyra di quelle che lui stesso pensa. Forte di questa rinnovata alleanza, Rhaenyra espone la sua idea dei Semi di Drago: trovare tutti i discendenti di sangue Valyriano per provare a farli legare ai draghi senza cavaliere che circondano Roccia di Drago. Il primo prescelto è il nobile Ser Steffon, Cappa Bianca di lontana discendenza Targaryen. Tuttavia il piano fallisce, a spese di Steffon stesso, che muore carbonizzato dalle fiamme di Seasmoke, e anche se Rhaenyra è sconvolta perché il suo piano ha causato la morte di un fedele soldato, è chiaro che la narrazione sostiene la sua teoria dei discendenti di Valyria, dal momento che il resto dell’episodio si sofferma proprio su di loro, i “Semi di Drago” conosciuti, che poi diventeranno (lo sa bene chi ha letto Fuoco e Sangue) cavalieri di draghi dalla parte dei Neri.

I Semi di Drago

La puntata di House of the Dragon 2×06 indugia infatti su Addam di Hull (figlio illegittimo di Lord Corlys), Hugh Hammer (figlio illegittimo di un Targaryen) e Ulf il Bianco (forse figlio bastardo di Baelon e quindi fratellastro di Viserys e Daemon). E infatti nel finale dell’episodio vediamo un incontro ravvicinato tra Addam e Seasmoke: il giovane bastardo di Lord Velaryon e il drago di Laenor Velaryon sono effettivamente affini e così i due legheranno, più per scelta della bestia che dell’ignaro cavaliere.

La politica entra in guerra: “Il popolo”

Ma le rivelazioni della puntata non finiscono qui. Uno dei nodi principali è senza dubbio il malcontento che serpeggia ad Approdo del Re, contro Aegon II. Su consiglio dell’abile Mysaria, Rhaenyra decide di approfittare di questa situazione, da una parte mettendo voci in città sulla crudeltà di Aegon, dall’altra inviando segretamente scorte e derrate alimentari al popolo, chiaramente inviate da lei: alla Baia delle Acque Nere arrivano infatti molte piccole imbarcazioni cariche di cibo che sfoggiano lo stemma della Regina: drago Rosso in campo Nero. La relazione di Rhaenyra con quella che sembra diventata la sua più fedele consigliera sembra poi complicarsi e arricchirsi di significato, mentre all’ombra di Harrenhal, Daemon continua a fare i conti con i propri incubi che questa volta prendono la forma del defunto fratello, re Viserys.

House of the Dragon 2×06 mette in campo degli elementi nuovi e interessanti per la serie HBO: innanzitutto l’aspetto politico. È molto interessante il modo in cui il ruolo del popolo (in genere tenuto in secondo piano perché è sempre più interessante raccontare le corti che non le stradine) assume un ruolo fondamentale per la causa di Rhaenyra, la quale, se da un lato impara a usarlo come leva, dall’altro sembra davvero un sovrano interessato al benessere della sua gente.

Daemon e Rhaenyra: guardarsi allo specchio e voler essere l’altro

L’episodio segna anche un punto di svolta per il rapporto tra la Regina Nera e suo marito/zio Daemon. Entrambi rivolgono il loro pensiero all’altro, mettendo a fuoco forse per la prima volta il vero senso della loro relazione. Non si tratta di amore romantico, né di attrazione sessuale, i due sono l’uno lo specchio dell’altra, nella misura in cui entrambi vogliono essere l’altro e sanno che ciò non potrà mai accadere. Rhaenyra ha sempre desiderato essere forte e addestrata alla battaglia, considerata degna del comando, in pratica un uomo. Daemon invece voleva semplicemente essere amato da suo fratello e considerato all’altezza di essere il suo successore, desiderando con ardore di diventare Re. E in questa manifestazione del suo desiderio si nasconde un interessante riferimento di House of the Dragon a Il Trono di Spade.

Nel personaggio di Alys River, che diventa una specie di consigliera per Daemon, ascoltiamo di nuovo la frase secondo cui gli uomini più adatti al comando sono coloro che non lo desiderano, come accadrà a Jon Snow, e come accade anche a Rhaenyra, che in fondo non ha mai desiderato il trono in sé, ma solo il diritto di essere riconosciuta dal padre. E questo, in particolare, rende Daemon il meno adatto a regnare: che sia questo il momento in cui il principe abbandona la sua pretesa al trono e si riconcilia con la sua moglie/nipote e Regina? Ancora una volta Rhaenyra e Daemon affrontano un cammino simile che li spinge a legarsi a personaggi in teoria inferiori ma nei quali loro riconoscono una affinità e una saggezza che il resto del mondo non vede.

C’è un drago nella Valle

House of the Dragon 2×06 si chiude con due misteri legati ai draghi: il primo, effettivamente già risolto, è l’identità del cavaliere di Seasmoke, evento per il quale sarà interessante vedere poi la reazione di Lord Corlys. Il Serpente di Mare dovrà fare i conti con la sua eredità e con i suoi figli illegittimi, mentre sua nipote Rhaena, confinata a Nido dell’Aquila, scopre che nella Valle c’è un altro drago, grande e (ahimè) selvaggio. Chi lo reclamerà?

A soli due episodi dal finale di stagione, House of the Dragon conferma il suo elevatissimo valore produttivo e il suo modo complesso e letterario di narrazione. L’episodio non è testimone di grandi scene d’azione, tuttavia, per chi ama il dramma politico e complottista, la serie continua a rivelarsi uno scrigno di segreti e emozioni.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

House of the Dragon 2×06: qual è la bevanda che Larys Strong impedisce di bere a re Aegon?

ATTENZIONE – l’articolo contiene SPOILER su House of the Dragon 2×06

In House of the Dragon 2×06 (qui la recensione dell’episodio dal titolo “Il popolo”), Lord Larys Strong sottrae una bevanda a Re Aegon II, e c’è una connotazione specifica sulla motivazione del suo gesto. Matthew Needham interpreta Larys Strong nel cast di House of the Dragon, ed è uno dei personaggi più discutibili dell’ensemble in termini di motivazioni. Come Ditocorto o Varys ne Il Trono di Spade, Larys Strong gioca al gioco dell’informazione, apparentemente motivato dai propri fini. Ma con questa scelta nell’episodio 6, sembra che nella sua mente ci sia qualcosa di più della semplice autopromozione.

Dopo essere stato tradito da Aemond Targaryen nella battaglia di Riposo del Corvo, Aegon II è momentaneamente fuori servizio poiché i maestri della Fortezza Rossa lo stanno curando per riportarlo in salute. Aemond Targaryen governa il Concilio Ristretto e i Sette Regni come principe reggente, prendendo decisioni affrettate e imponendo la sua volontà. Aemond ha dimostrato di essere un guerriero per tutta la stagione e, sebbene Aegon avesse una buona dose di impulsività e imprevedibilità, era molto più facile da controllare per gli adulti. Il finale della seconda stagione di House of the Dragon, pone nuovi problemi per i Verdi.

Larys impedisce a Re Aegon di bere il latte di papavero

Il latte di papavero è l’antidolorifico di Westeros

Nell’universo di Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin, il Latte di Papavero è una pozione usata dai maestri per aiutare a lenire il dolore dei pazienti che hanno subito lesioni. Nella prima stagione di Game of Thrones, Robert Baratheon viene trattato con il Latte di Papavero quando è in fin di vita e soffre per la ferita infertagli dal cinghiale che poi lo avrebbe ucciso. Nella prima stagione di House of the Dragon, Viserys Targaryen assume costantemente Latte di Papavero per aiutarsi a superare il suo dolore, ma durante questo periodo Alicent Hightower governa al suo posto.

Il Latte di Papavero può alleviare il dolore, ma così facendo offusca la mente. Larys Strong nega la pozione a re Aegon perché non vuole che la mente del re venga offuscata. Vuole che Aegon senta il dolore e ritorni al suo stato d’animo naturale il più rapidamente possibile, o almeno il più vicino possibile ad esso dopo le orribili ferite della battaglia.

Larys Strong sta cercando di aiutare re Aegon o di ferirlo in House of the Dragon 2×06?

Larys Strong ha più potere su Aegon che su Aemond, quindi vuole che il re sia sano

In questo momento, Larys Strong sta cercando di aiutare Aegon, ma si tratta di una decisione egoistica. Larys ha molto più controllo quando Aegon è al potere rispetto alla situazione attuale con Aemond come leader, quindi, vuole che il re si riprenda e ritorni al suo posto di potere il prima possibile. In generale, Larys sembra schierarsi con i Verdi perché vede Aegon offrire al regno la massima stabilità potenziale, nella quale probabilmente crede di poter prosperare. Le future stagioni della serie continueranno a esplorare le sue motivazioni.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

X-Men: svelato il perché delle tute nere nei film della Fox

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X-Men: svelato il perché delle tute nere nei film della Fox

X-Men è uscito nel 2000 con recensioni positive e numeri di incassi rispettabili, in un periodo in cui gli studios hollywoodiani erano poco interessati a portare i supereroi sul grande schermo. X-Men 2 fu un successo ancora più grande, ma le cose cominciarono a precipitare con l’uscita di Conflitto finale (da quel momento in poi, ogni buon film fu ampiamente oscurato da quelli cattivi). Tuttavia, per i fan dei fumetti, c’è una cosa che nessuno di loro ha fatto bene: i costumi!

L’intera squadra era vestita con tute di pelle nera prive di personalità che, al di là del logo “X”, ignoravano ampiamente i fumetti. Anche quando i Marvel Studios hanno reso le tute colorate dei supereroi la norma, Apocalypse le ha solo accennate, prima che la Fox tornasse subito agli sforzi blandi di Dark Phoenix, che ha portato a una nuova serie di perplessità tra i fan.

Parlando ieri alla conferenza stampa mondiale di Deadpool & Wolverine, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige – all’epoca produttore associato di X-Men – ha rivelato il vero motivo delle tute di pelle nera. “C’erano dei dirigenti dello studio che sapevano che Matrix era stato un grande successo e che Matrix aveva i cappotti di pelle nera, quindi mettiamo i mutanti in tute di pelle nera”, ha confermato Feige, rispondendo a una domanda.

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Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine in X-Men 2

Quando arriverano gli X-Men nel MCU?

I film dedicati ai mutanti Marvel hanno cominciato la loro corsa cinematografica nel 2000 con il primo film di Bryan Singer, seguito nel 2003 dal secondo capitolo. Nel 2006 è uscito Conflitto finale diretto da Brett Ratner. Nel 2009 è stata inaugurata la trilogia dedicata a Wolverine che ha percorso le sale parallelamente con la tetralogia prequel: del 2009 è X-Men le origini – Wolverine, del 2011 X-Men: L’inizio, del 2013 Wolverine – l’immortale, del 2014 Giorni di un futuro passato, del 2016  Apocalisse, del 2017 Logan: The Wolverine e del 2019 Dark Phoenix.

I due film dedicati a Deadpool, del 2016 e del 2018 sono stati ambientati nello stesso universo della Fox. Ora Deadpool e Wolverine porterà nel MCU i due eroi del titolo, e aprirà ufficialmente la strada ai mutanti Marvel verso l’universo condiviso di Kevin Feige. Ancora non sappiamo quando arriveranno ufficialmente con il film tutto loro che è stato annunciato, ma tra alcuni camei, riferimenti e la recente serie animata X-Men ’97 il loro debutto potrebbe ormai sempre imminente.

LEGGI ANCHE: X-Men: Kevin Feige anticipa i piani dei Marvel Studios per il franchise

The Brave and the Bold: Glen Powell potrebbe interpretare Batman nel film?

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La stella di Glen Powell è decisamente in ascesa dopo le impressionanti interpretazioni in Top Gun: Maverick, Hit Man e Twisters (che è ora nelle sale), e l’attore, molto richiesto, ha ora acceso le speculazioni sulla possibilità che sia in lizza per interpretare Batman. I fan hanno infatti notato che Powell ha recentemente iniziato a seguire su Instagram il co-CEO dei DC Studios James Gunn e il regista di The Brave and The Bold Andy Muschietti, il che ha portato alcuni a chiedersi se potrebbe essere in lizza per vestire i panni del Crociato incappucciato nel prossimo film del DCU.

Potrebbe esserci qualcosa di vero? I fan hanno notato questo genere di cose in passato e le loro teorie sul casting si sono rivelate azzeccate, ma probabilmente è troppo presto perché qualcuno sia effettivamente in lizza per il nuovo Cavaliere Oscuro. Ciò non significa che non ci siano state delle conversazioni, naturalmente, ma se questo ha a che fare con The Brave and The Bold, diremmo che si tratta più di un caso in cui Powell sta sondando il terreno per vedere se c’è interesse.

Nonostante in precedenza avesse dichiarato di non essere particolarmente interessato a interpretare un supereroe, in una recente intervista Powell ha affermato di essere “sempre stato un tipo da Batman”. “Darei un’interpretazione selvaggia di Batman”, ha detto a GQ. “Non sarebbe sicuramente un tono alla Matt Reeves – probabilmente sarebbe più vicino a Keaton”. Non resta a questo punto che attendere per scoprire se l’attore sia davvero in lizza per il ruolo o meno.

Glen Powell e Adria Arjona in Hit Man - Killer per caso (2023)
Glen Powell e Adria Arjona in Hit Man – Killer per caso (2023). Foto di Courtesy of Netflix

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Tutto quello che sappiamo su The Brave and the Bold

Parlando l’anno scorso dei piani dei DC Studios per The Brave and the Bold, James Gunn ha detto: “Questa è l’introduzione del Batman del DCU. È la storia di Damian Wayne, il vero figlio di Batman, di cui non conoscevamo l’esistenza per i primi otto-dieci anni della sua vita. È stato cresciuto come un piccolo assassino e assassina. È un piccolo figlio di puttana. È il mio Robin preferito“. “È basato sulla run di Grant Morrison, che è una delle mie run preferite di Batman, e la stiamo mettendo insieme proprio in questi giorni“.

Il co-CEO dei DC Studios, Peter Safran, ha aggiunto: “Ovviamente si tratta di un lungometraggio che vedrà la presenza di altri membri della ‘Bat-famiglia’ allargata, proprio perché riteniamo che siano stati lasciati fuori dalle storie di Batman al cinema per troppo tempo“. Alla sceneggiatura, oltre a Muschietti, dovrebbe esserci anche Rodo Sayagues, noto per aver firmato le sceneggiature di La casa, Man in the DarkAlien: Romulus.

Spider-Man 4: Kevin Feige conferma che Jon Watts non tornerà alla regia del film

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Jon Watts era noto solo per aver diretto Clown e Cop Car quando i Marvel Studios e la Sony Pictures lo hanno assunto per dirigere Spider-Man: Homecoming. Comprensibilmente, molti fan avevano delle riserve riguardo a un altro regista “indie” che lavorasse al franchise, in particolare dopo che Marc Webb aveva avuto difficoltà con il franchise di The Amazing Spider-Man. Fortunatamente, il regista ha superato le aspettative e ha realizzato tre grandi successi commerciali e di critica, ma sembra proprio che Spider-Man 4 non sarà parte del suo futuro.

Dopo aver portato a termine con successo Spider-Man: No Way Home nel 2021 (impresa non facile viste le dimensioni del progetto e la pandemia), Watts avrebbe dovuto iniziare a lavorare al reboot di The Fantastic Four dei Marvel Studios. Invece, ha scelto di lasciare il film dopo aver dedicato ben mezzo decennio della sua carriera al MCU. Il fatto che Watts abbia accettato di occuparsi di quel film sembrava suggerire che non avesse mai pianificato di tornare per Spider-Man 4, e da allora si vocifera che diversi nomi siano in corsa per l’ambito lavoro.

Parlando con CinemaBlend, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha ora confermato che Watts non tornerà per il prossimo film da solista del web-slinger. “Amiamo Jon. Jon ha fatto per noi tre dei migliori film di Spider-Man di sempre”, ha detto Feige. “Ora ha molte cose in ballo. Quindi probabilmente cercheremo qualcun altro, proprio perché è impegnato”. Watts ha infatti in programma Wolfs, con George Clooney e Brad Pitt, che uscirà nel corso dell’anno, mentre la serie televisiva di Star Wars, Skeleton Crew arriverà probabilmente prima delle vacanze natalizie.

Spider-Man 4
© Sony Pictures

Cosa sappiamo su Spider-Man 4? 

Oltre a Tom Holland, Zendaya dovrebbe riprendere il suo ruolo di MJ in Spider-Man 4. Si dice che Sydney Sweeney interpreterà Black Cat, mentre è stato ampiamente riportato – ma non confermato – che Charlie Cox, Vincent D’Onofrio e Paul Rudd appariranno come Daredevil, The Kingpin e Ant-Man.

Per quanto riguarda chi potrebbe dirigere Spider-Man 4, sono molti i nomi che circolano in rete. Tra questi, Justin Lin (Fast & Furious), Drew Goddard (The Cabin in the Woods) e, più recentemente, Adil El Arbi e Bilall Fallah di Ms. Marvel e Adam Wingard, regista di Godzilla x Kong: The New Empire.

Per quanto riguarda i dettagli sulla trama, questi sono pochi; l’ultima indiscrezione emersa suggerisce che il piano prevede di mettere Spidey contro gli scagnozzi di Kingpin, tra cui Shocker e lo Scorpione. Sembra che quest’ultimo acquisirà il simbionte Venom introdotto in Spider-Man: No Way Home, per poi far indossare a Peter Parker la tuta aliena nei prossimi film degli Avengers.

Spider-Man 4 non ha ancora una data di uscita confermata.

Blade: Kevin Feige conferma che il film sarà vietato ai minori

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Blade: Kevin Feige conferma che il film sarà vietato ai minori

Da quando Mahershala Ali è salito sul palco del Comic-Con 2019 dei Marvel Studios per rivelare al mondo che avrebbe interpretato Blade nel MCU, le notizie positive sono state davvero poche. Da allora, il progetto è stato sottoposto a diverse riscritture della sceneggiatura e ha visto diversi registi firmare e infine andarsene, insieme ad alcuni membri del cast del film. Tuttavia, in una nuova intervista con BlackTreeTV, il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige è sembrato fiducioso che Blade arriverà un giorno sul grande schermo.

Feige ha inoltre confermato che, come i film di Wesley Snipe che l’hanno preceduto, anche Blade del MCU sarà vietato ai minori. Rispondendo a una domanda sulla classificazione del film, Feige ha dichiarato: “Negli ultimi anni, abbiamo cercato di realizzare questo film”. “Penso che la cosa più importante per noi sia non avere fretta e assicurarci di fare il giusto film di ‘Blade’, perché ci sono stati alcuni grandi film di ‘Blade’ anni fa ed erano tutti vietati ai minori. Quindi penso che sia intrinseco, come Deadpool, al personaggio di Blade.

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Mahershala Ali in una scena del film Alita – Angelo della Battaglia

Blade, tutto quello che sappiamo sul film

Del nuovo Blade e si sa ancora molto poco se non che esplorerà la natura del personaggio, un vampiro in grado di camminare alla luce del sole che usa i suoi poteri per dare la caccia ai suoi simili malvagi. Il personaggio era già stato raccontato al cinema con i film Blade, Blade II e Blade: Trinity, dove ad interpretare il personaggio vi era l’attore Wesley Snipes. La scelta di Mahershala Ali per assumere ora tale ruolo sembra aver messo d’accordo tutti, con l’attore indicato perfettamente idoneo sia a livello estetico che di carisma.

Il personaggio di Ali, come noto, ha già avuto un suo piccolo ingresso nell’MCU. Sua è infatti la voce che si può ascoltare nella scena post titoli di coda del film Eternals, quella in cui compare anche l’attore Kit Harington e la celebre Lama d’Ebano, che a sua volta sembra comparirà in Blade. Come noto, il film sta però affrontando numerosi problemi produttivi, con Ali che sembra essere stato scontento delle prime versioni della sceneggiatura.

Sarebbe dunque stata attuata una forte fase di riscrittura, che ha però naturalmente portato il progetto a subire ritardi sia sull’inizio delle riprese che sull’uscita in sala, attualmente fissata al 7 novembre 2025. Recentemente, inoltre, Yann Demange ha abbandonato la regia del film, presumibilmente per via di alcuni contrasti con Ali. Blade è dunque ora alla ricerca di un nuovo regista.

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House Of The Dragon 2, episodio 6: la spiegazione del finale

House Of The Dragon 2, episodio 6: la spiegazione del finale

Attenzione SPOILER sull’episodio 6 di House of the Dragon 2

L’episodio 6 di House of the Dragon 2 (qui la recensione dell’episodio dal titolo “Il popolo”), ha lasciato al pubblico moltissime domande e situazioni in sospeso che richiedono una spiegazione. La serie prequel della HBO sta finalmente facendo progressi relativamente alle new entry del cast, dimostrando come personaggi apparentemente minori come Addam e Alyn saranno integrati nella narrativa centrale, mentre il mondo che sta ancora assorbendo le conseguenze della battaglia di Riposo del Corvo. La guerra ha raggiunto il suo culmine in quella cruciale battaglia tra draghi, e i Neri e i Verdi stanno ancora cercando di orientarsi in tutto ciò che è accaduto finora nella Danza.

L’episodio 6 vede Rhaenyra e Jacaerys iniziare la ricerca di nuovi cavalieri per provare a domare i draghi non reclamati su Roccia di Drago. Steffon Darklyn viene orribilmente bruciato vivo mentre cerca di montare Seasmoke, costringendo Rhaenyra ancora una volta a chiedersi se la sua strategia sia quella giusta. Daemon intanto sta ancora impazzendo ad Harrenhal, perdendosi nelle sue visioni mentre rimane nel castello infestato, cercando di radunare un esercito. Nel frattempo, i Verdi sono sotto la nuova gestione del principe reggente Aemond Targaryen, potenzialmente meno gestibile dell’impetuoso re Aegon II.

Chi è il nuovo cavaliere di Seasmoke?

Addam di Hull è il nuovo cavaliere di Seasmoke in Fire & Blood

Il finale dell’episodio mostra Rhaenyra che riceve la notizia che Seasmoke è stato visto volare per le Crownlands con un nuovo cavaliere. La sua intenzione con Steffon Darklyn era quella di far montare il drago che era stato del suo primo marito, Lord Laenor Velaryon, dal suo fidato cavaliere. Trai draghi non reclamati, Seasmoke sembrava più desideroso di trovare un nuovo compagno umano. Quando il progetto fallisce, a spese di Ser Steffon, Rhaenyra non era sicura di riuscire a trovare un nuovo cavaliere di sangue valyriano che potesse legarsi ai draghi. Tuttavia, il solitario Seasmoke sembra trovare il suo cavaliere in Addam di Hull, che è stato introdotto lentamente nel corso della stagione su Driftmark.

Addam di Hull viene visto pescare sulla riva quando sembra essere attaccato da Seasmoke. All’inizio è terrorizzato dall’enorme bestia, ma nei suoi ultimi momenti dell’episodio, sembra rendersi conto che il drago non intende fargli del male, suggerendo che ne possa diventare il cavaliere. Addam diventa il dragoniere di Seasmoke in Fuoco & Sangue, fonte del materiale originale dello show della HBO, il che è appropriato, dato che è il figlio bastardo di Corlys Velaryon. In precedenza, Seasmoke era stato cavalcato dal vero figlio di Lord Corlys, Laenor Velaryon, prima che fosse messo da parte dallo show nella prima stagione.

Perché Rhaenyra e Mysaria si baciano

Mysaria fa appello al desiderio di Rhaenyra di diventare regina

All’elenco dei sorprendenti cambiamenti ai libri di House of the Dragon 2 si aggiunge la “storia d’amore” di Rhaenyra con Mysaria. Nel libro, Mysaria si avvicina a Rhaenyra durante la Danza, sebbene la loro relazione non sia mai descritta come qualcosa di più che strategica e politica. Rhaenyra e Mysaria hanno dimostrato una notevole tensione sessuale all’inizio della stagione, ma questa è la prima volta che sono state fisicamente intime.

Per quanto riguarda Rhaenyra, il suo desiderio per Mysaria sembra essere motivato da un sentimento di potere. Mysaria è l’unica persona nella seconda stagione che le ha parlato come una regina e ha espresso una sincera fiducia in lei, ed è logico che Rhaenyra si rivolga a lei per avere intimità. Ma la motivazione della Regina potrebbe anche risiedere nel suo desiderio di superiorità su Daemon. Per quanto riguarda Mysaria, sembra credere in Rhaenyra e vuole compiacerla, ma anche i suoi sentimenti complessi nei confronti di Daemon potrebbero essere un fattore che ne modifica le scelte.

Daemon si è davvero rivoltato contro Rhaenyra?

La spiegazione delle paure del Re Consorte

A partire dall’episodio 6 di House of the Dragon 2, le parole di Daemon ad Harrenhal sono di tradimento nei confronti di Rhaenyra. Tuttavia, in realtà non si è rivoltato contro di lei nei fatti. Daemon non ha fatto nulla per danneggiare direttamente Rhaenyra, si è solo autodefinito re e ha interrotto la comunicazione con lei per scatenare le sue preoccupazioni. Daemon vuole che Rhaenyra gli chieda di tornare perché vuole sentire che lei ha bisogno di lui. Nel frattempo, Rhaenyra sta facendo del suo meglio per non stare al suo gioco e manda Ser Alfred Broome a delegare al suo posto.

Le azioni di Daemon nella stagione 2 sono in linea con le sue motivazioni per aver rubato l’uovo di drago nella stagione 1. Daemon affronta le sue emozioni comportandosi in modo infantile e cercando di attirare l’attenzione dall’altra parte, sia essa di Viserys o di Rhaenyra. Ma lei non sta al suo gioco e Daemon si sta allontanando sempre di più, anche se è probabile che le sia ancora fedele, poiché nel profondo c’è una parte di Daemon che ha bisogno di lei tanto quanto lui vuole che lei abbia bisogno di lui.

Alys Rivers ha ucciso Grover Tully e la teoria del fantasma è stata smentita

Alys River ha ripulito la situazione di Daemon nelle Riverlands

Grover Tully era l’anziano Lord Supremo delle Terre dei Fiumi e l’unico in grado di radunare i Signori dei Fiumi per unirsi alla causa di Daemon. Nell’episodio 6 di House of the Dragon 2, Ser Simon Strong suggerisce che Alys Rivers abbia cercato di “guarire” Grover Tully, e la reazione di Daemon che implica che Alys abbia sfruttato le sue capacità per porre fine alla vita del vecchio signore. Ciò significa che il nipote di Grover, Ser Oscar Tully, ora è Lord Fondamentale delle Terre dei Fiumi. Daemon vede Oscar come qualcuno che può controllare facilmente, e questo gli offre una nuova speranza nell’assemblare il suo esercito.

Una teoria comune su Alys Rivers suggeriva che in realtà fosse un fantasma o una creazione del subconscio di Daemon, lì per torturarlo. Nell’episodio 6, il fatto che Simon Strong la menzioni dimostra che è una persona reale con alcune abilità magiche e vaghe, che le consentono di ottenere informazioni attraverso visioni. Il suo ruolo nelle visioni di Daemon non è ancora chiaro, ma ora sembra che lo stia aiutando a metterlo sulla strada giusta per riunire le Terre dei Fiumi dalla parte di Rhaenyra.

Spiegazione della visione di Viserys di Daemon

Il conflitto emotivo di Daemon della seconda stagione culmina nell’episodio 6

La visione finale di Daemon ad Harrenhal vede Paddy Considine tornare nei panni di re Viserys Targaryen. La scena ripropone un momento della première della serie, in cui il defunto re dice a Daemon che avrebbe dichiarato Rhaenyra sua erede. Questa decisione è stata presa dopo che Daemon è stato sentito riferirsi al figlio morto di Viserys come “Erede per un giorno“, il che era gravemente offensivo.

La visione mostra il profondo rammarico e la paura di Daemon nei confronti di suo fratello, fungendo da culmine dei conflitti interni di Daemon per questa stagione. La storia della serie di Daemon parla del suo complesso di inferiorità nei confronti di Viserys e di come il suo costante desiderio di potere lo abbia portato a deludere continuamente suo fratello. In questo momento Daemon si rende conto di non aver mai avuto la stoffa per diventare l’erede di suo fratello e di volere in fondo tornare a schierarsi dalla parte di Rhaenyra, allineando così il suo percorso a quello della sua controparte letteraria.

Cosa aspettarsi da House Of The Dragon Stagione 2, episodio 7 (qui il trailer)

I Neri potrebbero ottenere un nuovo cavaliere dei draghi nell’episodio 7

Il momento più importante che il pubblico dovrebbe aspettarsi dal prossimo episodio, il penultimo di stagione, è lo scontro di Rhaenyra con Addam di Hull, che ora cavalca Seasmoke. Clip di questa scena sono state mostrate nei trailer della seconda stagione, e questo potrebbe rivelarsi un momento di speranza per Rhaenyra poiché potenzialmente ottiene un nuovo alleato. Questo incontro avrà un ulteriore sviluppo verso la Semina dei Semi, dove altri discendenti di Valyriani potranno farsi avanti per rivendicare i propri draghi.

Per quanto riguarda Daemon, le sue visioni si stanno concludendo e la morte di Grover significa che può finalmente completare il suo arco narrativo ad Harrenhal e nelle Terre dei Fiumi, riunendo le sue forze per combattere l’avvicinarsi dell’esercito dei Lannister. Per quanto riguarda i Verdi, potrebbero essere trascinati in un conflitto con l’esercito delle Terre dei Fiumi, soprattutto ora che Aemond e Criston Cole stanno iniziando a non essere d’accordo sulla strategia militare da seguire. Gli episodi finali della seconda stagione di House of the Dragon potrebbero vedere un po’ più di azione prima che tutto sia finito.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

The Boys: Karl Urban conferma che la quinta stagione debutterà nel 2026

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Dobbiamo prepararci a una lunga attesa per vedere come si svolgerà la fase 2 del piano diabolico di Homelander e Sister Sage per l’America. L’attore Karl Urban ha confermato che la stagione finale di The Boys non inizierà a essere trasmessa in streaming prima del 2026 in un post sul suo account Instagram. “Lavorare con l’illustre Jeffrey Dean Morgan è stata la parte migliore della mia giornata ogni giorno. Questo è tutto @theboystv per ora gente. Ci vediamo tra … 2 anni (vorrei fosse prima) per la stagione finale su Prime Video”, ha scritto Urban.

Con la conclusione della quarta stagione dello show, The Boys si è definitivamente allontanato dal materiale di partenza (una serie di fumetti Dynamite del 2006 di Garth Ennis e del disegnatore Darick Robertson), il che significa che a questo punto nessuno sa come si concluderà la serie. Per quanto riguarda il motivo per cui si concluderà con la quinta stagione, però, il creatore della serie Erik Kripke ha precedentemente dichiarato: “In parte si tratta di una stupida cosa da sceneggiatori, ma tre e cinque sono i grandi numeri magici per la scrittura”.

The Boys - stagione 4 Butcher
Karl Urban è Butcher nella quarta stagione di The Boys

La trama della quarta stagione di The Boys

Nella quarta stagione, il mondo è sull’orlo del baratro. Victoria Neuman è più vicina che mai allo Studio Ovale e sotto il controllo di Patriota, che sta consolidando il suo potere. Billy Butcher, a cui restano solo pochi mesi di vita, ha perso sia il figlio di Becca sia il suo ruolo di leader dei The Boys. Il resto della squadra è stanco delle sue bugie. La posta in gioco sarà più alta del solito e loro dovranno trovare un modo per collaborare e salvare il mondo, prima che sia troppo tardi.

Il cast di The Boys vede protagonisti Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Jessie T. Usher, Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Colby Minifie, Claudia Doumit e Cameron Crovetti. Si uniranno per la quarta stagione anche Susan Heyward, Valorie Curry e Jeffrey Dean Morgan.

The Boys è basata sul fumetto certificato bestseller dal New York Times, creato da Garth Ennis e Darick Robertson, qui in veste anche di executive producer, e sviluppato dall’executive producer e showrunner Eric Kripke. Tra gli altri executive producer si annoverano anche Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Pavun Shetty, Phil Sgriccia, Craig Rosenberg, Ken F. Levin, Jason Netter, Paul Grellong, David Reed, Meredith Glynn e Michaela Starr. The Boys è prodotta da Amazon Studios e Sony Pictures Television Studios, in collaborazione con Kripke Enterprises, Original Film e Point Grey Pictures. E’ disponibile su Prime Video.

House of the Dragon 2: il trailer del settimo e penultimo episodio

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Il trailer dell’episodio 7 di House of the Dragon 2 anticipa gli eventi del penultimo episodio di questa stagione. La morte di Rhaenys e Meleys nella battaglia di Riposo del Corvo segna una grave perdita per i Neri, con la regina Rhaenyra che perde un prezioso membro del suo ristretto consiglio e un drago testato in battaglia.

Durante il finale dell’episodio 5 di House of the Dragon 2, Jace e Rhaenyra escogitano un piano per cambiare le sorti della guerra trovando altri con sangue valyriano per rivendicare i draghi senza cavaliere su Dragonstone, tra cui Vermithor, Ali d’Argento e Seasmoke, e quest’ultimo viene reclamato alla fine dell’episodio sei. Ma da chi?

Ecco il trailer del settimo e penultimo episodio di House of the Dragon 2:

Nel video assistiamo anche a una inedita Alicent che potrebbe tentare un atto disperato pur di salvare i Verdi e il trono, mentre l’agitazione di Daemon si fa sempre più palpabile.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

Tutto quello che c’è da sapere su House of the Dragon

Basata sul libro di Martin “Il Trono di Spade“, “Fire & Blood“, “House of the Dragon” segue la dinastia Targaryen nel continente fittizio di Westeros. Si svolge quasi 200 anni prima degli eventi di “Il Trono di Spade” e circa 100 anni dopo che i Targaryen hanno unito i Sette Regni.

Il cast della seconda stagione di “House of the Dragon” comprende Matt Smith, Olivia Cooke, Emma D’Arcy, Eve Best, Steve Toussaint, Fabien Frankel, Ewan Mitchell, Tom Glynn-Carney, Sonoya Mizuno, Rhys Ifans, Harry Collett, Bethany Antonia, Phoebe Campbell, Phia Saban, Jefferson Hall e Matthew Needham.

Le new entry della seconda stagione annunciate in precedenza sono Abubakar Salim nel ruolo di Alyn di Hull, Gayle Rankin nel ruolo di Alys Rivers, Freddie Fox nel ruolo di Ser Gwayne Hightower, Simon Russell Beale nel ruolo di Ser Simon Strong, Clinton Liberty nel ruolo di Addam di Hull, Jamie Kenna nel ruolo di Ser Alfred Broome, Kieran Bew nel ruolo di Hugh, Tom Bennett nel ruolo di Ulf, Tom Taylor nel ruolo di Lord Cregan Stark e Vincent Regan nel ruolo di Ser Rickard Thorne.

La HBO sta attualmente lavorando alla seconda serie prequel di “Game of Thrones“, “Knight of the Seven Kingdoms“, basata sui personaggi di Ser Duncan the Tall e del suo scudiero Egg, presenti nei libri “Tales of Dunk and Egg” scritti da Martin. L’autore ha anche annunciato questa settimana che un nuovo episodio pilota per la serie spinoff, “Ten Thousand Ships” è stato scritto dalla drammaturga premio Pulitzer Eboni Booth, anche se la HBO ha rifiutato di commentare se il progetto fosse in fase di sviluppo.

Deadpool & Wolverine: la conferenza stampa del film MCU

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Deadpool & Wolverine: la conferenza stampa del film MCU

Mettere insieme una “mitologia di riferimento di grande calibro, 85 anni di storia editoriale, 33 film, 12 serie tv” è stata questa la missione di Wendy Jacobson produttrice di Deadpool & Wolverine, il nuovo film MCU che arriva nelle sale il 24 luglio e che vede per la prima volta il Mercenario Chiacchierone e il Mutante Artigliato fare squadra, contro ogni previsione.

Deadpool & Wolverine, una mitologia di 33 film e 12 serie tv

In occasione della conferenza stampa internazionale del film, Ryan Reynolds ha raccontato la genesi del progetto e la ricerca del modo giusto per traghettare il suo Deadpool vietato in casa Disney, dopo la fusione con Fox. Ma il produttore, sceneggiatore e protagonista ha spiegato che il merito non è suo: “Non credo di dovermi prendere il merito, vedere Hugh con il costume giallo interpretare Wolverine accanto a me come Deadpool era uno dei desideri che esprimi a una stella cadente, e il mio pitch alla Marvel era molto diverso, pensavo a un primo atto dal punto di vista di Deadpool, un secondo atto da quello di Wolverine e un terzo atto oggettivo. Ma Kevin Feige ha detto di no. Avevo anche pensato a un pitch in cui Deadpool interrogava il cacciatore che ha ucciso la mamma di Bambi, ma alla Disney me l’hanno bocciato (ride). Il primo pitch era quello, ma poi Hugh ha chiamato ed è stato… lascerò che sia lui a raccontarlo.”

Deadpool & Wolverine multiversoCosa ti ha fatto pensare che saresti tornato nei panni di Wolverine?

“Ero al verde, sai… il teatro (ride). La verità è che quando ho detto che avrei smesso con Logan era vero, lo avevo annunciato prima che il film uscisse. E poi dopo averlo detto, ho visto il primo Deadpool, era il 2016… e dopo 15 minuti dall’inizio del film ho pensato: ‘Ops, forse avrei dovuto guardare prima questo’. Ho visto immediatamente in che modo questi due personaggi potevano funzionare. Volevo che questi due antieroi lavorassero insieme e sapevo che c’era un nuovo film nell’aria. Quando ho avuto l’illuminazione stavo guidando, ho accostato sul ciglio della strada, chiamato Ryan e gli ho detto: ‘Voglio farlo. Ti prego, voglio farlo davvero’. Ricordo anche la data, era il 14 luglio 2024.”

Da quel momento il progetto è quasi venuto su da solo, con Kevin Feige che ha accettato di portare sullo schermo Deadpool & Wolverine insieme e Shawn Levy già assunto come regista e sceneggiatore. “Scrivere un film del genere – spiega Reynolds – non è come scrivere una commedia divertente, devi scrivere un film che funzioni anche emotivamente.”

Alla ricerca del tono giusto per Deadpool & Wolverine

Il segreto, per Shawn Levy, era indovinare il tono giusto per il film: “La nostra Stella Polare era rimanere fedeli ai personaggi, a quello che era giusto per Wade e quello che invece era giusto per Logan, ma veramente la magia di questo film si è sviluppata non solo quando abbiamo messo insieme questi due personaggi ma anche questi due attori. E quello che è stato visto finora è principalmente divertente, ma la verità è che il film parla di amicizia e raggiunge dei posti molto commoventi. Credo che la componente emotiva del film possa essere l’aspetto più insolito. In alcuni casi sembrava davvero di vedere Ryan e Hugh che parlavano tra loro.”

“Considerate che un monologo di questo film contiene più parole di un intero altro film di Wolverine per me.” è intervenuto Hugh Jackman. “E’ stato così rinvigorente interpretarlo di nuovo, per me, e credo che siano stati tutti estremamente bravi a scriverlo, dimostrando grande amore non solo per Wolverine, ma anche per tutti gli altri personaggi.”

Deadpool & Wolverine

Emma Corrin interpreta Cassandra

Emma Corrin, la giovane Diana di The Crown, interpreta Cassandra Nova, la villain della storia: “Presto il volto a una donna che sa bene che cosa vuole, sa essere determinata. Mi colpisce il suo stile, il percorso di trasformazione che abbiamo portato avanti. Ha una sua gestualità, un modo di muoversi, di porsi. Riserverà grandi sorprese. Credo che sia l’eroina della sua stessa storia. Ovviamente non si considera la cattiva, penso che faccia esattamente quello che vuole quando vuole, provandoci gusto. È stato incredibile, soprattutto le protesi alle mani mi hanno permesso di esprimere al meglio i poteri di Cassandra, i quali essendo di natura mentale passano soprattutto attraverso i gesti”.

Ma che cosa ha significato dirigere questi due interpreti per Shawn Levy?

“Avevo diretto Hugh Jackman in Real Steel e Ryan Reynolds in Free Guy, ma qui sono diventati il rosso e il giallo, Deadpool e Wolverine. Mi sono scoperto un fan di quello che incarnavano. Sono stato cineasta e spettatore. Ed è stato divertente impazzire dentro, per il fatto che avevo davanti delle icone, e fuori apparire professionale e autorevole. Raccontare dei personaggi iconici ancorandoli fortemente alla realtà era un’esperienza succulenta.”

E come Levy, gli spettatori di tutto il mondo si avvicinano all’appuntamento con Deadpool & Wolverine con circospezione ma anche con il cuore gonfio di emozione e aspettativa perché sanno che assisteranno a un incontro agognato e auspicato, che sarà certamente epico.

Deadpool & Wolverine arriva al cinema il 24 luglio distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Deadpool & Wolverine film 2024

Daemon e Aemond Targaryen: le incredibili somiglianze tra i due in House of the Dragon

House of the Dragon ha costruito Daemon e Aemond Targaryen come due personaggi incredibilmente simili, sollevando la domanda su cosa si stanno sviluppando tutte le loro somiglianze. Interpretati rispettivamente da Matt Smith ed Ewan Mitchell, Daemon e Aemond sono due dei principali artefici della Danza dei Draghi. Finora nella stagione 2, non sarebbe errato affermare che la trama di Aemond è stata la più avvincente, il suo ruolo nel finale dell’episodio 4 lo ha visto salire sul Trono di Spade come principe reggente.

Al contrario, Daemon ha trascorso gran parte del suo tempo in House of the Dragon 2 perseguitato dalle visioni di Harrenhal. La lealtà di Daemon verso Rhaenyra, così come la sua miriade di altre questioni complesse, vengono esplorate attraverso il filtro ultraterreno del castello più antico di Westeros. Anche se Daemon e Aemond non potrebbero avere a che fare con situazioni più diverse al momento, la serie continua a legarli inspiegabilmente insieme.

Daemon e Aemond sono entrambi secondogeniti che vogliono diventare re

I due Targaryen non hanno avuto fortuna con la linea di successione

Uno dei legami più importanti tra Daemon e Aemond riguarda le rispettive rivendicazioni al Trono di Spade. Daemon è il fratello minore del defunto re Viserys, interpretato da Paddy Considine nella prima stagione di House of the Dragon. Gran parte del dramma che si è svolto tra i due fratelli nella prima stagione riguardava il desiderio di Daemon di salire al Trono di Spade. Tuttavia, poiché Daemon è nato come secondo figlio di Baelon il Coraggioso, Viserys è stato votato re di Westeros al Gran Consiglio. Daemon è cresciuto credendo che il trono fosse un suo diritto di nascita, qualcosa che Aemond in qualche modo condivide.

Aemond, come Daemon, è un secondo figlio. Aegon II, Aemond, Dareon e Helaena sono i figli di re Viserys e Alicent Hightower. Essendo il più anziano, Aegon succede al Trono di Spade, dando il via alla Danza dei Draghi e lasciando Aemond come uno dei principi di Westeros. Detto questo, Aemond ha mostrato forte desiderio per la corona, orchestrando persino un modo per diventare principe reggente ferendo Aegon e governando al suo posto.

Daemon e Aemond hanno relazioni familiari complesse

Il desiderio della corona fa sì che Daemon e Aemond abbiano connessioni complicate

Come spesso accade con i Targaryen, i legami familiari sono complicati. Daemon e Aemond non sono diversi, anche se entrambi sembrano avere rapporti particolarmente complessi con il fratello e la madre. Per Daemon, il desiderio di essere re al posto del fratello più mite spesso vedeva i due in contrasto. Raramente andavano d’accordo, con Viserys che non sapeva come gestire il temperamento di Daemon e Daemon in lizza per il potere. Indipendentemente da ciò, i due si amavano, come evidente dal dolore di Daemon per la morte di Viserys e dall’aiuto che gli ha offerto in una delle scene più belle della prima stagione.

La relazione di Aemond e Aegon è simile. I due hanno chiaramente rispetto e amore l’uno per l’altro, eppure Aemond è disposto a indebolire Aegon e potenzialmente anche a ucciderlo pur di salire sul Trono di Spade. Per quanto riguarda i loro legami materni, Aemond desidera un amore che Alicent non ha mai offerto a nessuno dei suoi figli, come evidenziato dalla sua devozione a una prostituta che lo tratta più come un figlio che come un cliente. Per quanto riguarda la relazione di Daemon con sua madre Alyssa, lei morì quando lui era giovane, ma una visione inquietante nella stagione 2 ha portato alla ribalta queste complicazioni.

Daemon e Aemond sono entrambi impegnati a ottenere ciò che desiderano

La dedizione di entrambi i Targaryen nel raggiungere ciò che vogliono è evidente

Per quanto riguarda la personalità, Aemond e Daemon hanno una spinta simile nel realizzare i loro desideri. Aemond lo ha dimostrato con le sue azioni a Riposo del Corvo quando ha ferito Aegon ed è riuscito a diventare principe reggente, anche se resta da vedere per quanto tempo Aegon resterà fuori gioco. Ciononostante, Aemond ha dimostrato di essere disposto a fare tutto il necessario per raggiungere i suoi obiettivi.

Anche Daemon ha questa spinta, come mostrato nella stagione 1. Dall’uccidere la sua prima moglie per assicurarsene una più vicina alla famiglia reale, fino alla proposta di sposare sua nipote per diventare re consorte, Daemon non ha paura di commettere atti moralmente discutibili per promuovere i suoi scopi. La stagione 2 di House of the Dragon continua così, con Daemon che vola via da Rhaenyra e prende il suo castello, incoronandosi re e costruendo il proprio esercito, solo per avere una parvenza del potere che desidera.

Daemon e Aemond sono entrambi molto sicuri di sé

Né Daemon né Aemond si sforzano troppo

I tratti di personalità simili tra Daemon e Aemond si estendono ancora più in profondità, cosa dimostrata dal fatto che entrambi sono personaggi silenziosi, conniventi e intriganti. Daemon e Aemond raramente vengono mostrati eccessivamente rumorosi, arrabbiati o addirittura gioiosi. Invece, tengono sotto controllo le loro emozioni e spesso guardano da bordo campo, osservando tutto ciò che li circonda.

Questo è ciò che rende sia Daemon che Aemond efficaci nel gioco del trono. Sebbene siano indubbiamente formidabili in battaglia, tendono a non avere esplosioni emotive che mostrino le loro carte. A differenza di Aegon, che ha distrutto il modello di suo padre o ha appeso gli acchiappatopi, o Rhaenyra, che spesso esprime il suo scontento per essere rimasta bloccata a Roccia del Drago, Aemond e Daemon sono silenziosi nelle loro reazioni emotive, formando un’altra sorprendente somiglianza tra zio e nipote.

Daemon e Aemond sono entrambi feroci guerrieri

La loro abilità marziale è allo stesso livello

Nei numerosi trailer della seconda stagione di House of the Dragon è stato seminato uno scontro tra Daemon e Aemond. Si può sentire Aemond affermare: “Mio zio è una sfida che accetto volentieri. Se osa affrontarmi.” Ciò mette in luce le somiglianze tra i due come guerrieri. Daemon è senza dubbio più forte, poiché ha combattuto in molte battaglie ed è spesso considerato uno dei migliori spadaccini di Westeros a questo punto della sequenza temporale.

Sebbene Aemond non abbia molta esperienza di combattimento, la sua abilità è evidente. Aemond ha trascorso molto tempo ad allenarsi da bambino a causa del modo in cui veniva preso di mira dai suoi coetanei, facendolo diventare un formidabile guerriero. La minaccia principale dalla parte dei Verdi è Aemond, insieme a Criston, mentre Daemon è visto come il combattente più forte dalla parte dei Neri, dimostrando ancora una volta di essere speculari.

Daemon e Aemond cavalcano due dei draghi più grandi e potenti di Westeros

Il livello di minaccia di Daemon e Aemond supera la loro forza come guerrieri

Aemond: la serie House of the DragonAndando oltre l’abilità dei due con le spade, Daemon e Aemond hanno un’altra somiglianza nei loro compagni bestiali. Gran parte del potere psicologico di Aemond su Westeros deriva dal fatto che cavalca Vhagar, il più grande drago della serie. Vhagar è vecchia, provata in battaglia e mortale, come dimostrato dalla sua sconfitta di Lucerys a bordo di Arrax e di Rhaenys su Meleys. In quanto tale, Vhagar è considerato il drago più potente del regno.

Per quanto riguarda Daemon, cavalca Caraxes. Sebbene Caraxes sia un po’ più piccolo di Vhagar, è ancora uno dei draghi più grandi di Westeros dopo la morte di Meleys. Allo stesso modo, Caraxes ha combattuto in molte guerre, dalla Quarta Guerra di Dorne alla Guerra per le Stepstones. Come Aemond, gran parte del fattore paura che incute Daemon deriva dalla forza di Caraxes.

Daemon e Aemond hanno somiglianze visive

I due Targaryen sembrano addirittura uguali

Daemon house of the dragon 2 episodio 3Anche ignorando il sottotesto e la personalità, Daemon e Aemond si somigliano molto. Nessuno dei due personaggi è raffigurato come eccessivamente largo, tozzo o muscoloso, ed entrambi hanno corporature più snelle e agili rispetto a personaggi come Hugh Hammer di House of the Dragon o il Mastino di Game of Thrones. Inoltre, Daemon e Aemond sono simili nel viso con lunghi capelli biondi.

Queste connessioni fisiche sono state anche scritte nello show. Una delle prime visioni di Daemon ad Harrenhal lo vedeva inseguire Aemond attraverso le sale del castello. Solo più tardi viene rivelato che la visione proiettava Daemon, mentre indossava i vestiti e la benda sull’occhio di Aemond.

Daemon e Aemond hanno nomi molto simili

George R. R. Martin ha tracciato una linea chiara tra il principe e suo zio

Una delle somiglianze certamente più sciocche, ma comunque prevalenti, tra Daemon e Aemond proviene dallo stesso George R. R. Martin. Naturalmente, Martin ha delineato molti dei tratti caratteriali di Daemon e Aemond quando sono stati creati per Fuoco e sangue, il prequel della serie di libri Cronache del ghiaccio e del fuoco che descrive dettagliatamente la storia dei Targaryen mostrata in House of the Dragon. Durante la creazione iniziale dei personaggi è nata una somiglianza.

Sia Daemon che Aemond hanno nomi incredibilmente simili. Aemond è semplicemente la parola Daemon, solo con la prima lettera spostata alla fine.

Daemon e Aemond hanno entrambi problemi di relazione

Nessuno dei due ha legami romantici particolarmente felici

Daemon Rhaenyra Targaryen-Valyrian House Of The DragonNon sono solo i rapporti familiari di Daemon e Aemond ad essere problematici, ma anche quelli romantici. Non è mai stato dimostrato che Aemond abbia un forte legame romantico nella serie, ma ritorna invece ad assumere ripetutamente la stessa prostituta. Come accennato, questa prostituta si comporta in modo più materno di quanto si potrebbe pensare, dimostrando che Aemond ha problemi relazionali di fondo che vanno di pari passo con i suoi legami familiari. Una teoria comune è che anche Aemond abbia rapporti sessuali con sua sorella Helaena, come fa Aegon, sebbene ciò non sia stato dimostrato.

Sebbene Daemon abbia dimostrato di avere numerose relazioni romantiche, nessuna di loro sembra particolarmente ricca di romanticismo. Daemon ha ucciso la sua prima moglie, Rhea Royce, prima di passare a Laena Velaryon. Quando gli viene chiesto se ama Laena, Daemon afferma: “Eravamo abbastanza felici”. Dopo la morte di Laena, Daemon sposa Rhaenyra, una relazione che viene mostrata come tesa il più delle volte. Sebbene Daemon possa avere relazioni più vere e proprie di Aemond, è sicuro dire che sono simili in quanto nessuno dei due ha legami romantici particolarmente felici.

  • SEGUONO IMPORTANTI SPOILER SU FUOCO E SANGUE

Daemon e Aemond muoiono entrambi nella stessa battaglia

Queste numerose somiglianze si collegano al destino condiviso di Daemon e Aemond

House of the Dragon 2 episodio 5 AemondTutte queste somiglianze tra Daemon e Aemond sollevano naturalmente la questione di cosa significhi tutto ciò. In un mondo come Westeros, così pieno di destino, profezia e fato, il set-up del Daemon e Aemond in House of the Dragon prefigura la loro battaglia finale. Verso la fine della Danza dei Draghi, la rivalità inespressa tra Aemond e Daemon raggiunge il culmine nella Battaglia sopra l’Occhio degli Dei. I due si incontrano nel cielo sopra il grande lago di Westeros, Daemon a bordo di Caraxes e Aemond a cavallo di Vhagar.

La battaglia è descritta come una delle più impressionanti in termini di puro spettacolo in Fuoco e sangue, a causa dello scontro tra due dei draghi più potenti del regno. Dopo una battaglia nei cieli, i due draghi vengono gravemente feriti e iniziano a cadere sulla Terra. Daemon salta dalla sua cavalcatura, pugnalando Aemond attraverso l’altro occhio, uccidendo il principe. Mentre i draghi si schiantano al suolo, anche Daemon viene ucciso, e questa sorte lega insieme lui e Aemond, non solo nella vita, come dimostrato dalle evidenti somiglianze di House of the Dragon, ma anche nella morte.

House of the Dragon potrebbe aver rovinato uno dei pochi finali “felici” dei personaggi Targaryen?

Nell’episodio 5, Reggente, di House of the Dragon 2 sembra esserci un indizio che mina il relativo lieto fine di Baela Targaryen, la cui storia del libro si conclude in modo leggermente più felice rispetto ad altri personaggi Targaryen. Pochissimi personaggi importanti riescono a uscire vivi dalla Danza dei Draghi, e ancora meno ricevono quello che potrebbe essere considerato un lieto fine. Dopotutto, la Danza dei Draghi, alla fine senza vincitori, termina con la morte della maggior parte della Casa Targaryen, la scomparsa di quasi tutti i draghi e una significativa perdita di potere della famiglia.

Mentre la svolta inaspettata riservata al personaggio di Laenor Velaryon che sopravvive (mentre in Fuoco & Sangue muore) gli dà un finale senza dubbio felice, dato che fugge a Essos e vive nell’anonimato, Baela Targaryen ha uno dei destini più prosperi dei personaggi di House of the Dragon dopo la guerra. Tuttavia, sembra che questo non accadrà, alla luce della conversazione tra Baela e Corlys nell’ultimo episodio. Rifiutando la proposta di Corlys di renderla l’erede di Driftmark e affermando che non è quello che vuole, il futuro di Baela appare molto più deludente, rispetto a quello che le succede in Fuoco & Sangue.

Perché Baela rifiuta l’offerta di Corlys di diventare l’erede di Driftmark in House Of The Dragon

Il sangue Targaryen di Baela scorre forte

Come afferma Baela in House of the Dragon stagione 2, episodio 5, “Sono sangue e fuoco. Il Driftmark deve passare al sale e al mare”. Il cuore e le passioni di Baela risiedono nel cavalcare i draghi, nei cieli e in un carattere focoso, non in mare su una barca. Baela sa poco del mare e preferirebbe trascorrere il suo futuro pattugliando i cieli e volando su Moondancer, vivendo come un cavaliere di draghi Targaryen. In questo modo, Baela rivela di assomigliare tanto sia a sua madre, Laena, che a suo padre, Daemon, le cui vite trascorrono su dorso di drago come reali dei Targaryen piuttosto che come marinai del Driftmark.

Baela non disprezza le passioni di suo nonno né rifiuta la sua eredità Velaryon, ma rifiuta l’offerta di Corlys perché sa di non essere la persona giusta per essere la Signora delle Maree. Se fosse cresciuta preferendo navigare in barca a vela piuttosto che volare, allora Baela sarebbe stata la scelta perfetta per succedere a Corlys nel Driftmark. Per non parlare del fatto che è fidanzata con l’erede al Trono di Spade, il principe Jacaerys Velaryon, l’obiettivo di Baela è quello di portare avanti l’eredità di Casa Targaryen e le usanze di coloro che hanno fuoco e sangue che scorrono nelle loro vene.

Baela Targaryen finisce per essere la moglie del Signore delle maree dopo la morte di Corlys (nonostante non lo voglia)

Baela sposa Alyn Velaryon e rimane prevalentemente nel Driftmark

house of the dragon Alyn of Hull -abubakar-salimPurtroppo, Fuoco & Sangue rivela che questo finale ottimista non è esattamente ciò che accade a Baela. Invece, finisce per trascorrere il suo futuro a Driftmark, ma come moglie del Signore delle Maree non come Signora delle Maree regnante. Il principe Jacaerys Velaryon muore nella Danza dei Draghi durante la Battaglia della Gullet, mentre Baela viene tenuta prigioniera dal re Aegon II Targaryen a Roccia del Drago. Dopo la guerra, il giovane figlio di Rhaenyra, Aegon III Targaryen, sale invece al Trono di Spade, mentre Baela rimane senza drago a causa della morte di Moondancer.

Quando i reggenti di Aegon III decidono che Baela ha bisogno di sposare un corteggiatore politicamente vantaggioso, lei fugge da Approdo del Re nel Driftmark e sposa suo zio Alyn Velaryon, che diventa il Signore delle Maree dopo la morte di Corlys. Sebbene Fuoco & Sangue si estenda solo ai primi cinque anni dopo la Danza dei Draghi, Baela rimane in gran parte a Driftmark e ha due figli con Alyn. Pertanto, anche se non voleva una vita a Driftmark nella serie, questa diventa in un certo senso tragicamente la sua realtà.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

Deadpool & Wolverine: la produttrice commenta la toccante reunion di Hugh Jackman con [SPOILER]

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Sembra che il team di produzione dietro Deadpool & Wolverine stesse tenendo nascosta una grande sorpresa fino all’uscita del trailer finale. Una rapida ripresa ha rivelato che Laura/X-23 di Dafne Keen tornerà nel film. Recentemente, Inverse ha incontrato la produttrice di Deadpool & Wolverine Wendy Jacobson (She-Hulk, San Andreas) per discutere della rivelazione e di come si sono svolte le riprese sul set.

Riguardo al ricongiungimento di Laura con Wolverine di Hugh Jackman, Jacobson ha condiviso: “È interessante perché cameo è una parola che in realtà non diciamo nel nostro film. Per noi ogni personaggio è puramente guidato dalla trama. Se qualcuno si presenta, ha un arco narrativo. L’arrivo di Dafne conferisce al film una vera intensità e risonanza emotiva. Devo dire che la cosa più bella da parte dei realizzatori è stata vedere Dafne e Hugh vedersi per la prima volta prima di iniziare le riprese. Sono abbastanza sicuro che non si vedessero da diversi anni. Lei era solo una ragazzina quando hanno girato quel film e ora è adulta, quindi è stato davvero bello vederli riconnettersi.”

Senza addentrarsi troppo nel (potenziale) territorio degli spoiler, la teoria prevalente è che Wolverine che fa squadra con Deadpool nel film sia una variante di Logan del 2017, uno che non è riuscito a fermare X-24 e i Reavers dal portare a termine il piano nefasto di Transigen.

Deadpool & Wolverine
Hugh Jackman e Ryan Reynolds in una scena di Deadpool & Wolverine.

Tutto quello che sappiamo su Deadpool & Wolverine

Deadpool & Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di Free Guy e The Adam Project, che ha firmato la regia dell’atteso progetto. Hugh Jackman uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli ufficiali della storia di Deadpool & Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds, non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la serie di film di Deadpool – l’unica parte del franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano svolti in un universo diverso.

Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman, viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche altri X-Men possano fare la loro comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della Marvel comparsi sul grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben Affleck.

Una voce recente afferma che anche Liev Schreiber sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo, Morena Baccarin (Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in franchising Emma Corrin (The Crown) e Matthew Macfadyen (Succession), nel ruolo di Nova e Mr. Paradox. Un recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente Mobius (Owen Wilson) e Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool & Wolverine uscirà nei cinema il 24 luglio 2024.

House of the Dragon: il personaggio di Alys potrebbe risolvere un mistero legato a Aemond

Una sottile interazione tra Alys Rivers e Daemon Targaryen nell’episodio 5, Reggente, di House of the Dragon 2, anticipa un mistero riguardo a Aemond Targaryen lasciato in sospeso dal libro Fuoco e Sangue di George R.R. Martin. Sebbene sia ancora difficile definire le sue vere abilità soprannaturali e le sue origini, Alys Rivers (Gayle Rankin) di House of the Dragon 2 è sicuramente tra i personaggi più misteriosi e potenti introdotti nella seconda stagione. Finora, il ruolo di Alys è consistito principalmente nell’influenzare le visioni di Daemon ad Harrenhal e contribuendo alla sua tortura psicologica nel castello maledetto.

Sebbene Daemon interagisca maggiormente con Alys Rivers in House of the Dragon 2, la sua storia più importante è legata a un diverso membro del suo albero genealogico. Alys sa già molto di più sui Targaryen di quanto ci si aspetterebbe da una misteriosa donna di Harrenhal, e la sua potenziale capacità di vedere il futuro aggiunge ironia alla cautela di Daemon nei confronti della sua famiglia. In House of the Dragon 2, episodio 5, Daemon avverte che Alys dovrebbe “pregare di non incontrare mai [Aemond]”, poiché lui “l’avrebbe tolta di mezzo”. Tuttavia, come Daemon scoprirà alla fine, Aemond e Alys finiscono per incontrarsi.

Daemon anticipa la futura relazione tra Alys e Aemond in House of the Dragon

Alys e Aemond si incontreranno presto nella Casa del Drago

Daemon dice ironicamente ad Alys che dovrebbe sperare di non incontrare mai suo nipote Aemond Targaryen, ma guarda caso lui è il personaggio più importante nella sua storia. Dopo che Daemon lascia Harrenhal e Rhaenyra conquista Approdo del Re, Aemond Targaryen prende il posto del Principe Rogue nel castello nelle Terre dei Fiumi. Quando Aemond arriva ad Harrenhal, giustizia Simon Strong e la sua famiglia, ma risparmia Alys e inizia una relazione con lei al castello.

Sebbene Daemon creda che Aemond avrebbe probabilmente ucciso anche Alys se si fossero incontrati, questa prospettiva è lontano da come la loro relazione è descritta in Fuoco e sangue. Piuttosto, Alys è in realtà influente nel convincere Aemond ad avere pietà di alcuni membri dei Verdi mentre tiene Harrenhal. È chiaro che Alys e Aemond hanno una relazione unica che è di natura più romantica rispetto alla sua connessione con Daemon, il che porta ad alcune affermazioni nel libro di George R.R. Martin che potrebbero benissimo cambiare ciò che si sa sulla stirpe di Casa Targaryen dopo la Danza dei Draghi. Quando iniziano una relazione in Fuoco e sangue, viene descritto che Alys ha circa 40 anni mentre Aemond ha circa 20 anni.

Quando Aemond e Vhagar lasciano Harrenhal per bruciare le Terre dei Fiumi, Alys rimane al castello e afferma di essere incinta di suo figlio. Aemond porta con sé anche Alys incinta per affrontare Daemon nella battaglia sopra l’Occhio degli Dei, che termina con la morte di Aemond Targaryen, Daemon Targaryen, Vhagar e Caraxes. Dopo aver assistito alla morte dei due principi Targaryen, Alys diventa la “regina strega” regnante ad Harrenhal, sostenendo inoltre di aver sposato Aemond prima della sua morte e di aver dato alla luce il suo figlio legittimo. Tuttavia, stiamo ancora aspettando una risposta in merito alla verità di queste affermazioni dopo Fuoco e sangue.

C’è ancora confusione sulla verità in merito al figlio di Alys e Aemond dopo Fuoco e sangue

Il figlio di Alys e Aemond avrebbe un forte diritto nella successione al Trono di Spade

Aemond TargaryenIl libro Fuoco e sangue di Martin è stato pubblicato nel 2018 e non c’è ancora la certezza che il figlio di Alys sia effettivamente figlio di Aemond, cosa che forse avrà una risposta prima della fine di House of the Dragon. Il presunto figlio di Alys e Aemond è un grande mistero in Fuoco e sangue, e potrebbe aver avuto un ruolo importante nel complicare la successione al Trono di Spade dopo la morte di re Aegon II Targaryen. La danza si conclude dopo che Aegon viene avvelenato dai suoi stessi uomini, con il figlio di Rhaenyra, Aegon il Giovane, che eredita il trono come unico erede maschio vivente dei Targaryen.

Tuttavia, se il figlio di Alys fosse davvero di Aemond e si fossero sposati prima della sua morte, allora il bimbo avrebbe un forte diritto al Trono di Spade. Considerando che Aegon non aveva inteso che i figli di Rhaenyra Targaryen fossero nella sua linea di successione, si rimane scettici sul motivo per cui i Verdi non nominano erede il figlio Targaryen legittimo di Aemond. Fuoco e sangue rivela anche che Alys afferma che suo figlio è il legittimo re di Westeros e non Aegon III Targaryen.

Se fosse vero, allora sarebbe interessante sapere perché Fuoco e Sangue ignora in gran parte e in modo inconcludente il figlio di Aemond solo due anni dopo la fine della guerra. Inoltre, con un padre Targaryen e una madre “Regina Strega”, il figlio di Aemond probabilmente possiederebbe una grande fonte di magia e potere che potrebbe renderlo una minaccia ancora più grande per il re Aegon III Targaryen. Dopo l’imminente trama dei “semi di drago”, i personaggi di House of the Dragon sapranno di non sottovalutare le pretese e il potere di un bastardo Targaryen, specialmente uno che potrebbe potenzialmente essere un legittimo.

Fuoco e Sangue non rivela cosa succede al figlio di Alys dopo la Danza dei Draghi

Fuoco e sangue finisce prima di rivelare il destino del figlio di Alys

Il libro Fuoco e Sangue di George R.R. Martin termina con la fine della reggenza di re Aegon III Targaryen, appena cinque anni dopo la conclusione della Danza dei Draghi. Di conseguenza, il destino finale del figlio di Aemond e Alys non viene rivelato nel libro, e probabilmente non verrà affrontato nella sequenza temporale della serie. Tuttavia, è probabile che sia ancora vivo a questo punto; altrimenti, Fuoco e Sangue avrebbe menzionato la sua morte. Ciò che ne sarà del presunto figlio di Aemond e del suo presunto drago è ancora un mistero, ma si spera che il prossimo libro Fuoco e Sangue Volume 2 risolva finalmente il problema.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

Kevin Feige fornisce un aggiornamento sul nuovo proprietario della Avengers Tower e condivide la gioia di poter utilizzare tutti i personaggi Marvel che desidera

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Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, sta facendo il press tour per promuovere Deadpool & Wolverine e, come ci si aspetterebbe, ha fornito alcuni suggerimenti intriganti sul futuro dell’MCU in queste numerose conversazioni.

ComicBook.com ha incontrato il dirigente e gli è stato chiesto se il Mercenario Chiacchierone potesse mai fare un salto in un film PG-13 dopo il Rating-R che ha ricevuto il film con Wolverine. “Beh, voglio dire, sì”, ha risposto Feige. “E la cosa divertente ovviamente dei fumetti è che qualcuno appare ovunque. Ma anche la cosa divertente delle squadre e di una squadra Marvel è che si tratta quasi sempre di personaggi che non stanno insieme.”

“Ricordo di aver partecipato a interviste come questa quando stavamo promuovendo Iron Man 2, e la gente sapeva che avevamo Thor in produzione e avevamo annunciato che avremmo fatto un film sugli Avengers, e la gente diceva: ‘Come nel mondo Thor, questo dio mitologico nordico, potrà essere in una scena con Tony Stark? Come funzionerà?’ E la mia risposta è stata: ‘Beh, è ​​una specie di film.’ Questa è più o meno l’idea”, ha continuato. “Prendere queste persone che non dovrebbero stare insieme e metterle insieme.”

Kevin Feige 2016 credit Gage Skidmore
Foto di © Gage Skidmore – Licenza 2.0 generico (CC BY-SA 2.0)

Kevin Feige e la gioia di poter utilizzare tutti i personaggi Marvel che desidera

Deadpool & Wolverine sarà il primo film R-Rated dei Marvel Studios e, sebbene Blade sia il prossimo, non diventeranno la norma per l’MCU. Sarebbe anche incredibilmente limitante limitare questi personaggi alle storie R-Rated, in particolare quando c’è così tanto potenziale di crossover. Inoltre, l’incontro con Wade Wilson con gli Avengers è un must!

Naturalmente, i Marvel Studios si sono ritrovati benedetti con centinaia, se non migliaia, di nuovi personaggi negli ultimi anni grazie alla fusione Disney/Fox. Mentre Spider-Man rientra ancora sotto l’egida della Sony Pictures, Kevin Feige ora può fare ciò che vuole con gli X-Men e i Fantastici Quattro.

“La frustrazione è quando non hai accesso a tutti i tuoi personaggi”, ha riconosciuto. “Quindi, quando stavamo realizzando [Captain America: Civil War], ad esempio, o anche [Avengers: Infinity War], c’erano dozzine di personaggi che dovevamo eliminare da quelle storie a fumetti perché non avevamo i diritti. Ora, quando scegliamo le trame future, non dobbiamo farlo e abbiamo accesso a tutte.”

Chi ha comprato la Avengers Tower?

Alla fine, a Feige è stato chiesto della Avengers Tower, dal momento che è stata venduta a un acquirente sconosciuto in Spider-Man: Homecoming del 2017 e da allora aspettiamo risposte.

Il sito ha chiesto a Feige se ha deciso chi l’ha comprata e se scopriremo presto la sua identità, al che lui ha risposto: “Sì e sì”. Sulla base di voci passate, Ironheart rivelerà che Mephisto attualmente chiama casa l’iconica torre.

House of the Dragon 2 sta preparando il più grande tradimento che subirà Rhaenyra

Deadpool & Wolverine ha offerto a Hugh Jackman la risoluzione a un problema vecchio di 24 anni

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Mentre Hugh Jackman entrerà a far parte al Marvel Cinematic Universe quest’estate, la star degli X-Men condivide il modo in cui Deadpool & Wolverine ha risolto un problema vecchio di 24 anni con il personaggio. Nonostante si sia ritirato dal ruolo nel 2017 dopo Logan, Jackman sta tornando a interpretare Wol verine, solo che questa volta sarà parte della timeline del MCU. Deadpool & Wolverine non solo porterà Wade Wilson nel MCU, ma aprirà anche la possibilità all’eroe degli X-Men interpretato da Hugh Jackman di incontrare finalmente i Vendicatori.

In una nuova intervista con Screen Rant per promuovere Deadpool & Wolverine, a Hugh Jackman è stato chiesto se fosse in grado di sbloccare qualcosa con questo nuovo ritratto di Wolverine nel capitolo della Fase 5. La star australiana ha spiegato come lavorare con Shawn Levy e Ryan Reynolds gli abbia permesso di superare un ostacolo di lunga data che ha cercato di superare per gli oltre 20 anni in cui ha interpretato l’iconico personaggio.

“Amico, sono così felice che tu ne abbia parlato, e sì, grazie a questi ragazzi. In realtà l’ho detto subito, ‘Si tratta di qualcosa che ho cercato di risolvere. Non ci sono riuscito. Mi ha infastidito per 24 anni e l’ho presentato in diverse varianti’. Non riuscivamo proprio ad arrivarci (…) Voglio dire, vedere Wolverine con Deadpool ha un tono completamente diverso, ma ne sono così grato. Provo un tale sollievo e sono così felice che tu mi abbia fatto la domanda. Quindi la risposta è sì e non vedo l’ora che voi lo scopriate.”

Il team creativo di Deadpool & Wolverine ha chiarito che non annulleranno gli eventi di Logan, motivo per cui la puntata del MCU sarà incentrata su una variante del personaggio che conosciamo. Con The Multiverse Saga utilizzato per Deadpool & Wolverine, questo è il momento perfetto per far interpretare a Jackman una nuova interpretazione dell’icona Marvel.

Per cominciare, anche se il Logan “principale” ha una storia complessa, questo Wolverine ha uno sfondo molto oscuro che sembra perseguitare l’eroe in Deadpool e Wolverine. Nel suo mondo, Wolverine sarà, in un modo o nell’altro, responsabile della caduta dei suoi compagni X-Men. Con una base più oscura per questa variante di Wolverine, ci sarà sicuramente un filo rosso emotivo esplorato nel prossimo trequel ambientato nel MCU.

Tuttavia, una differenza divertente con il nuovo Wolverine è che Hugh Jackman indosserà finalmente il suo costume fedele ai fumetti in Deadpool & Wolverine, che era in arrivo da molto tempo per il pubblico.

Deadpool & Wolverine multiversoTutto quello che sappiamo su Deadpool & Wolverine

Deadpool & Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di Free Guy e The Adam Project, che ha firmato la regia dell’atteso progetto. Hugh Jackman uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli ufficiali della storia di Deadpool & Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds, non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la serie di film di Deadpool – l’unica parte del franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano svolti in un universo diverso.

Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman, viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche altri X-Men possano fare la loro comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della Marvel comparsi sul grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben Affleck.

Una voce recente afferma che anche Liev Schreiber sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo, Morena Baccarin (Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in franchising Emma Corrin (The Crown) e Matthew Macfadyen (Succession), nel ruolo di Nova e Mr. Paradox. Un recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente Mobius (Owen Wilson) e Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool & Wolverine uscirà nei cinema il 24 luglio 2024.

Nova: Kevin Feige conferma che la serie si farà

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Nova: Kevin Feige conferma che la serie si farà

Abbiamo incontrato per la prima volta i Nova Corps nei Guardiani della Galassia del 2014. Tuttavia, James Gunn non era interessato a portare Richard Rider sul grande schermo e il Corpo fu descritto come poco più di una normale forza di polizia intergalattica.

Avengers: Infinity War ha poi suggerito che Thanos li avesse devastati, anche se questa idea ha lasciato aperta la porta a una opzione: il loro potere sopravvive attraverso Richard o forse anche il molto più giovane Sam Alexander. Il film (o la serie tv) su Nova è nell’aria da tanto tempo, ma non è mai stato ufficializzato nulla.

Nova sarà una serie tv per Disney+

Parlando con ComicBook.com, il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha detto: “Sta accadendo, si sta realizzando. Richard Rider, sì.” Ha continuato confermando che sarà “una serie” e ha rivelato che, per ora, “mancano tre o quattro anni“.

I Marvel Studios hanno rallentato la produzione dell’offerta Disney+ e con Daredevil: Born Again, Ironheart e Wonder Man in attesa, non siamo scioccati nell’apprendere che Nova non arriverà ancora per un po’.

Creato dallo sceneggiatore Marv Wolfman e dall’artista John Romita Sr., Richard Rider è apparso per la prima volta in The Man Called Nova n. 1 nel 1976. Ha acquisito i suoi poteri quando l’ultimo centurione sopravvissuto del Nova Corps, Rhomann Dey, gli ha trasferito le sue abilità in battaglia.

Decenni dopo, Marvel Point One #1 del 2011 ha presentato Sam Alexander, un adolescente che ha scoperto l’elmo Nova di suo padre, rivelando il suo passato come membro dei Nova Corps. Sam ha quindi assunto il ruolo di Nova.

House of the Dragon 2: la più grande bugia nella storia dei Targaryen. Chi può cavalcare i draghi?

House of the Dragon 2 ammette che una delle più grandi credenze su Casa Targaryen è in realtà una bugia. Anche ne Il Trono di Spade, i Targaryen sono visti come più speciali e distinti dal resto dei Sette Regni di Westeros, dati i loro capelli argentati, le abilità di cavalcare i draghi e le pretese di magia e sangue di drago che scorre nelle loro vene.

L’abilità unica di Casa Targaryen di cavalcare i draghi è senza dubbio la principale fonte della loro forza e superiorità. I Targaryen sono l’unica famiglia di cavalieri di draghi sopravvissuta dopo il disastro dell’Antica Valyria, e le loro storie affermano che la magia del sangue li ha aiutati a legarsi e a dominare i draghi. Di conseguenza, è ormai noto da tempo che solo i signori dei draghi e quelli con un forte sangue valyriano possono reclamare un drago, e questa purezza del sangue di drago è una delle ragioni principali dei matrimoni misti di Casa Targaryen. Tuttavia, House of the Dragon 2 sta dimostrando che questa affermazione non è vera.

House of the Dragon 2 dimostra che non è necessario essere un Targaryen per cavalcare un drago

I draghi non si sottomettono solo ai signori dei draghi Targaryens

Aemond: la serie House of the DragonCon la morte di Rhaenys Targaryen e Meleys in House of the Dragon 2, e con l’assenza di Daemon ad Harrenhal, Rhaenyra ha un disperato bisogno di altri cavalieri di draghi. Anche se nella serie ci sono alcuni draghi non reclamati, ovvero senza cavaliere, che potrebbe essere usati per rinvigorire le forze dei Neri, tra cui Vermithor, Ali d’argento, Seasmoke, Cannibal, Grey Ghost e Sheepstealer. Il problema è che apparentemente non ci sono cavalieri che possano reclamarli. Rhaena ha quasi perso la vita l’ultima volta che ha cercato di reclamare uno di questi draghi, quindi la Regina deve prestare attenzione a coloro che non portano il nome Targaryen e provano ad stringere un legame con un drago.

Rhaenyra è alla ricerca di coloro che potrebbero avere bisnonni o altri antenati nati Targaryen, dimostrando che non è necessario un forte sangue valyriano per cavalcare un drago. Piuttosto, potrebbe essere necessaria solo di una piccola traccia di sangue valyriano per domare un drago, ma anche questo potrebbe non essere vero. Come dice Jace nel finale della quinta puntata di House of the Dragon 2, le storie Valyriane sono state scritte per glorificare i Targaryen e la loro superiorità, ma ci sono davvero poche prove a sostegno dell’affermazione che i draghi si sottometteranno solo ai signori dei draghi.

Quali non Targaryen cavalcano i draghi in House Of The Dragon

Tre non Targaryen rivendicheranno i draghi in House Of The Dragon

Addam of Hull
Addam di Hull

Come rivela il libro Fuoco e sangue di George R.R. Martin, ci sono alcuni non Targaryen che reclameranno e cavalcheranno con successo i draghi nella Danza dei Draghi. Questi personaggi includono Addam di Hull (il figlio bastardo di Corlys Velaryon), Hugh Hammer (il fabbro di Approdo del Re) e Ulf White (il presunto figlio bastardo di Baelon Targaryen). Sebbene nel libro sia presente anche il personaggio di Nettles che reclama un drago, sembra che sia stata tagliata dalla storia della serie.

Stando al libro, quindi, sembra che Addam cavalcherà Seasmoke, Hugh cavalcherà Vermithor e Ulf cavalcherà Ali d’Argento nella serie. In Fuoco e sangue, questi uomini hanno tracce piccole o addirittura relativamente grandi di sangue valyriano in base alle loro affermazioni, il che potrebbe spiegare le loro abilità di cavalcare i draghi nonostante non siano veri e propri Targaryen. In quanto figlio di Corlys Velaryon, Addam ha del sangue Targaryen di diverse generazioni fa. Nel frattempo, Hugh è il bastardo di un fabbro che afferma di avere sangue Targaryen, mentre Ulf ha la metà del sangue valyriano se la sua affermazione di essere il figlio di Baelon è vera.

Il fatto che i Targaryen fossero gli unici cavalieri di draghi era importante per il loro governo

La superiorità della casata deriva dai loro draghi

Il fatto che i Targaryen siano gli unici cavalieri di draghi non è solo una bugia o un mito inutile, ma è importante per il loro intero dominio a Westeros. Aegon il Conquistatore e le sue sorelle-mogli, Visenya e Rhaenys, conquistarono Westeros con i loro draghi – Balerion, Vhagar e Meraxes – ma le creature contribuirono anche a dare ai nuovi sovrani un’aura di divinità, qualcosa di più che semplici mortali. Come ha detto Rhaenyra Targaryen nel pilot della prima stagione della serie: “Tutti dicono che i Targaryen sono più vicini agli dei che agli uomini, ma lo dicono a causa dei nostri draghi. Senza di loro, siamo proprio come tutti gli altri.”

I Targaryen vengono messi su un piedistallo a Westeros e hanno stabilito regole diverse per se stessi – ecco perché possono sposarsi tra consanguinei – e quel potere deriva dai loro draghi. Hanno bisogno che le persone credano di essere gli unici cavalieri di draghi in grado di mantenere il peso, instillando paura, invidia e adorazione negli altri. Potrebbero anche credere loro stessi che sia vero, dato che sono così poche le famiglie dell’Antica Valyriana sopravvissute al Disastro: i Velaryon non erano cavalieri di draghi, e non ci sono prove che lo fosse nemmeno l’altra famiglia, Casa Celtigar.

Ecco perché mostrare la testa di Meleys ad Approdo del Re è stato un vero errore da parte di Criston Cole. La scelta ha sminuito la posizione dei Targaryen, è stata vista come un insulto a loro e agli dei, o un segno che i draghi – e quindi i Targaryen – non sono così vicini agli dei come vorrebbero far credere alla gente.

Game Of Thrones aveva il suo cavaliere di drago non Targaryen

Il Re della Notte è stato in grado di controllare e cavalcare Viserion

Tecnicamente, Il Trono di Spade aveva già mostrato un cavaliere di draghi non Targaryen: il Re della Notte. La creatura ha ucciso uno dei draghi di Daenerys Targaryen nell’episodio “Beyond the Wall”, della Sesta Stagione, e poi lo ha rianimato come parte del suo esercito di non morti. All’epoca ciò sollevò dubbi sul fatto che il Re della Notte fosse un Targaryen, ma era molto più semplice: Viserion divenne uno spettro, il che significava che era controllato dal Re della Notte proprio come qualsiasi altro, indipendentemente dal fatto che fosse un drago.

Tuttavia, c’erano domande persistenti sul fatto che l’esercito del leader dei morti appartenesse alla casa del drago. Nell’episodio “La Lunga Notte” della stagione finale di Game of Thrones, il Re della Notte è sopravvissuto al fuoco del drago, cosa che deve ancora essere spiegata. Ancora una volta, ci si chiedeva se questo significasse che fosse un Targaryen, perché Daenerys aveva dimostrato più volte di essere ignifuga. Tuttavia, questo è un potere che si applica solo a lei, non ad altri (e nel libro, è stato un evento magico unico che le ha permesso di sopravvivere alla pira funeraria di Khal Drogo).

Non esiste una reale possibilità che il Re della Notte sia un Targaryen, dato che esisteva molto prima dell’età dell’Antica Valyria e sicuramente prima che i Targaryen arrivassero a Westeros. La storia delle origini del Re della Notte che vediamo ne Il Trono di Spade mostra che è stato creato dai figli della foresta. È più probabile che fosse uno dei Primi Uomini: potrebbe essere uno Stark, ma è quasi impossibile che fosse un Targaryen. Tuttavia, era in grado di cavalcare un drago e, anche se Viserion fosse stato vivo, non c’è nulla che suggerisca che un non Targaryen non avrebbe potuto farlo volare.

È possibile che questo sia qualcosa che verrà mostrato anche nei libri di George R.R. Martin, poiché una delle grandi teorie su The Winds of Winter è che Euron Greyjoy rivendicherà un drago. Questa, certamente, è una delle sue intenzioni, e possiede un oggetto magico chiamato corno del drago, un antico oggetto dell’Antica Valyria che si dice leghi un drago alla persona che lo usa. Naturalmente, c’è motivo di essere scettici su ciò che accadrà, ma questo apre un’altra strada a sostegno del fatto che un non Targaryen possa cavalcare un drago, proprio come sta accadendo in House of the Dragon 2.

House of the Dragon stagione 2 è disponibile su Sky e NOW (in contemporanea con gli Stati Uniti), con un nuovo episodio a settimana.

Venezia 81: un elefante in Laguna nell’immagine del manifesto ufficiale

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L’illustratore e autore italiano Lorenzo Mattotti firma per il settimo anno l’immagine del manifesto ufficiale, che raffigura un Elefante in Laguna, e per il sesto anno la sigla della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, giunta all’81. edizione (28 agosto – 7 settembre 2024).

Scrive Lorenzo Mattotti: «Cosa ci fa un Elefante in Laguna? Sicuramente è un’immagine inconsueta, inaspettata, ma che ci porta indietro con la memoria, quando, molti anni fa, un Elefante era arrivato a Venezia e si aggirava per le strette calli veneziane durante un famoso Carnevale della Biennale, quello del 1981… Questo Elefante ora attraversa la Laguna e percorre le vie della Fantasia, del Mistero e della Magia che si scopre nel Cinema. È lui stesso Memoria e anche Storia del Cinema: una festa, una parata, uno spettacolo! E questo speciale Elefante colorato ci ricorda anche l’Esotico, il Lontano, l’Oriente, uno sguardo verso altre civiltà, altre culture… Alla Biennale Cinema si sono sempre incontrati altri mondi, altri linguaggi, altri immaginari, che da 92 anni arrivano in laguna. Un Elefante che va verso Oriente, ma che ha la capacità di accogliere».

Venezia 81, il manifesto di Lorenzo Mattotti

Lorenzo Mattotti vive e lavora a Parigi. Esordisce alla fine degli anni ‘70 come autore di fumetti e nei primi anni ‘80 fonda con altri disegnatori il gruppo Valvoline. Nel 1984 realizza Fuochi, che, accolto come un evento nel mondo del fumetto, vincerà importanti premi internazionali. Per il cinema, ha collaborato nel 2004 a Eros di Wong Kar-Wai, Soderbergh e Antonioni, curando i segmenti di presentazione di ogni episodio. E’ stato consulente creativo per Pinocchio di Enzo D’Alò. Con Incidenti, Signor Spartaco, Doctor Nefasto, L’uomo alla finestra e molti altri libri fino a Stigmate edito in Italia da Einaudi, il lavoro di Mattotti si è evoluto secondo una costante di grande coerenza. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Pubblica su quotidiani e riviste come The New Yorker, Le Monde, Das Magazin, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur, Corriere della Sera e Repubblica. Per l’infanzia illustra vari libri tra cui Pinocchio e Eugenio che vince nel ’93 il Grand Prix di Bratislava. Numerose le sue esposizioni personali tra le quali l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al FransHals museum di Haarlem ai Musei di Porta Romana. Realizza manifesti, copertine, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes 2000 e i manifesti per l’Estate Romana.

Nel maggio 2019 ha presentato con grande successo a Cannes, nelle sezione Un certain regard, il suo primo lungometraggio animato come autore e regista La famosa invasione degli orsi in Sicilia, ispirato alla favola/apologo di Dino Buzzati. Dal settembre 2023 a gennaio 2024 si è tenuta a Brescia, al Museo di Santa Giulia, la mostra Lorenzo Mattotti. Storie, ritmi movimenti. Attualmente, disegni originali dell’artista sono esposti alla grande mostra sui maestri del fumetto al Centre Pompidou di Parigi, intitolata La BD à tous les étages.

Nonostante di Valerio Mastandrea e September 5 di Tim Fehlbaum aprono Orizzonti e Orizzonti Extra a Venezia 81

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Sono stati definiti i due film di apertura delle sezioni competitive Orizzonti e Orizzonti Extra dell’81. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia (Lido, 29 agosto-7 settembre). diretta da Alberto Barbera.

Nonostante, di e con Valerio Mastandrea, aprirà la sezione Orizzonti mercoledì 28 agosto in Sala Darsena. Sarà September 5 di Tim Fehlbaum ad aprire giovedì 29 agosto la sezione Orizzonti Extra in Sala Giardino.

Nonostante, di e con Valerio Mastandrea (apertura concorso Orizzonti)

A proposito di Nonostante, Valerio Mastandrea, alla sua seconda regia dopo Ride (2018), ha dichiarato: “Aprire il festival è aprire il film agli occhi e al cuore del pubblico. La prendo come un’occasione per liberare una storia che è stata solo mia per tanto tempo e che, spero, diventerà di tutti”.

Nonostante, interpretato anche da Dolores Fonzi, Lino Musella, Giorgio Montanini, Justin Alexandre Korovkin, Barbara Ronchi, Luca Lionello, e con Laura Morante, sarà proiettato in prima mondiale nel pomeriggio del giorno di apertura della Mostra, mercoledì 28 agosto, in Sala Darsena, inaugurando il concorso di Orizzonti.

I produttori sono Viola Prestieri e Valeria Golino per HT Film, Francesco Tatò e Oscar Glioti per Damocle, Moreno Zani e Malcom Pagani per Tenderstories con Rai Cinema. La distribuzione italiana è BiM Distribuzione. Musiche originali di Tóti Gudnason.

Nonostante – la trama

Un uomo trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. E’ ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da nessun’altra parte. Quella preziosa routine scorre senza intoppi fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso reparto. E’ una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore, prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se scegli di affronta
re veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non c’è alcun riparo possibile.

September 5 di Tim Fehlbaum (apertura Orizzonti Extra)

September 5, diretto da Tim Fehlbaum, con Peter  Sarsgaard, John Magaro, Ben Chaplin, Leonie Benesch, è il film di apertura della sezione Orizzonti Extra.

September 5 è prodotto da BerghausWöbke Filmproduktion e da Projected Picture Works (Germania), in co-produzione con Constantin Film e ERF Edgar Reitz Filmproduktion. Republic Pictures detiene i diritti globali del film escludendo GSA e rappresenta le vendite mondiali. I produttori sono Philipp Trauer, Thomas Wöbke, Tim Fehlbaum, Sean Penn, John Ira Palmer, John Wildermuth. Il film è stato girato in teatri di posa e in location originali di Monaco di Baviera nel 2023. Gli sceneggiatori sono Moritz Binder, Tim Fehlbaum.

September 5 – la trama

September 5 svela un episodio che ha cambiato per sempre la copertura giornalistica di un fatto di cronaca, e che continua ad avere un grande impatto su come vengono riportate le notizie dal vivo oggi. Ambientato durante le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972, il film segue un team televisivo americano che si è adattato rapidamente dal resoconto sportivo, alla copertura in diretta degli eventi che videro gli atleti israeliani presi in ostaggio. September 5 fornisce così una nuova prospettiva sul tema della trasmissione in diretta, in quel caso vista globalmente da un miliardo di persone.

Al centro della storia c’è Geoff, giovane e ambizioso producer che cerca di mettersi alla prova col suo capo, il leggendario dirigente televisivo Roone Arledge. Insieme a Marianne, interprete tedesca, Geoff prende inaspettatamente il comando della diretta. Mentre le situazioni cambiano, il tempo scorre rapidamente e si diffondono voci contrastanti, con la vita degli ostaggi in bilico, Geoff affronta decisioni difficili mentre si misura con la sua bussola morale.

Cobra Kai: recensione della sesta e ultima stagione

Cobra Kai: recensione della sesta e ultima stagione

Dal 2020 ad oggi, Cobra Kai si è imposta come una delle serie di punta del catalogo di Netflix, conquistando sempre più popolarità e seguito. Il racconto riprende naturalmente da lì dove si interrompeva la quinta stagione, dove si anticipava per il ritorno di quello che è da considerarsi il principale antagonista della serie – John Kreese – e che ancora una volta tornerà a dare problemi a Johnny e Daniel.

Ora che si è giunti alla sesta ed ultima stagione, però, per rendere meno doloroso questo addio (ma allo stesso tempo per far accrescere ulteriormente l’attesa) si è deciso di dividere questa maxi stagione di 15 episodi in tre parti: i primi 5 sono disponibili sulla piattaforma dal 18 luglio, i successivi 5 arriveranno il 28 novembre e gli ultimi 5 in una data ancora non precisata del 2025.

Un lungo percorso che porterà dunque i fan al gran finale di questa saga che ha avuto inizio esattamene quarant’anni fa con il film del 1984 Karate Kid. Josh Heald, Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg, autori della serie, tentano con questi ultimi episodi di raddrizzare il tiro dopo una quinta stagione che aveva lasciato in parte insoddisfatti e aveva iniziato a far avvertire una certa stanchezza nel racconto.

Cobra Kai Ralph Macchio
Tanner Buchanan nel ruolo di Robby Keene, Aedin Mincks nel ruolo di Mitch, Jacob Bertrand nel ruolo di Eli ‘Hawk’ Moskowitz, Ralph Macchio nel ruolo di Daniel LaRusso, Mary Mouser nel ruolo di Samantha LaRusso, Xolo Maridueña nel ruolo di Miguel Diaz in Cobra Kai. Cr. Curtis Bonds Baker/Netflix © 2024

La trama di Cobra Kai

Nella sesta stagione, dopo la scomparsa del dojo Cobra Kai, gli studenti del Miyagi-Do di Daniel (Ralph Macchio) e del Eagle Fang di Johnny Lawrence (William Zabka) si preparano per il Sekai Taikai, il più importante torneo di karate del mondo. In vista di quel momento, a Johnny viene suggerito di riprendere il marchio Cobra Kai, ora che John Kreese (Martin Kove) e Terrence Silver (Thomas Ian Griffith) sono usciti di scena. Ciò che Johnny, Daniel e gli altri non sanno, però, è che Kreese è evaso di prigione e punta a riprendersi ciò che ritiene suo.

Ritorno alle origini

Dalla visione dei primi cinque episodi ad oggi disponibili, la sesta stagione si presenta come un ultimo atto particolarmente ricco di elementi che immaginiamo troveranno la propria evoluzione e conclusione nei successivi episodi. La carne al fuoco è infatti tanta, a partire dal riaccendersi della rivalità tra Johnny e Daniel, i quali pur condividendo lo stesso dojo presentano sempre filosofie di vita e lotta diverse.

Differenze che non possono non rievocare la prima volta in cui li abbiamo visti scontrarsi, in quel film del 1984 qui in più occasioni citato e omaggiato. I fan della saga potranno dunque ritrovare in questi primi episodi tutta una serie di elementi particolarmente entusiasmanti, grazie ai quali si rievoca poi l’atmosfera della prima stagione. Si assiste infatti come ad un vero e proprio ritorno alle origini, con il karate cuore pulsante di questo racconto e di tutto ciò che contiene.

Cobra Kai William Zabka
Ralph Macchio nel ruolo di Daniel LaRusso, Yuji Okumoto nel ruolo di Chozen, William Zabka nel ruolo di Johnny Lawrence in Cobra Kai. Cr. Curtis Bonds Baker/Netflix © 2024

Allo stesso tempo, però, questa sesta stagione di Cobra Kai fa subito intendere di non voler rimuginare su sé stessa, proiettandosi in avanti grazie alle vicende dei giovani Miguel, Sam, Robbie e Tori, per i quali si intuisce imminente una conclusione dei conflitti che li animano. La loro presenza è poi ancora decisiva e necessaria per conferire quella certa giovanilità alla serie, motivo per cui si seguono con piacere gli eventi che li vedono protagonisti.

Dare un giudizio definitivo su questi primi episodi è però complesso. Di certo non mancano gli elementi che promettono una stagione molto più dinamica, avvincente e ricca di colpi di scena e grandi emozioni, ma tutto dipenderà da come tutto ciò verrà fatto evolvere nei prossimi episodi. In generale, però, si respira ad ora un’aria di grandi risultati, forse complice anche il fatto che la fine è ormai prossima.

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