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Irish Wish – Solo un desiderio: le location e la spiegazione del finale

Irish Wish - Solo un desiderio spiegazione finale
Ed Speleers nel ruolo di James Thomas e Lindsay Lohan nel ruolo di Maddie Kelly. Cr. Netflix © 2024

La nuova commedia romantica di Netflix, Irish Wish – Solo un desiderio, diretta da , riporta sullo schermo l’attrice Lindsay Lohan, stavolta alle prese con un’avventura che si tinge anche di elementi fantasy. Romanticismo e magia si fondono infatti in questo film incentrato sul riconoscere ciò di cui si ha bisogno e di come non sempre questo coincida con ciò che si vorrebbe. Per Netflix e Lohan si tratta della seconda collaborazione dopo l’accordo stretto nel 2022, che ha così permesso all’attrice di tornare a recitare da protagonista dopo anni di assenza. Per lei, inoltre, questo accordo ha rappresentato la possibilità di lavorare su di un genere molto apprezzato.

Il motivo per cui sono entrata in sintonia con Netflix, con Christina Rogers e con le persone coinvolte in Falling for Christmas e con l’operazione cinematografica, – ha dichiarato l’attrice in un’intervistaè che mi sembrava che i film comici-romantici si fossero un po’ dispersi e mi mancavano molto. Questo era il mio forte quando ho iniziato a recitare e quando stavo diventando adolescente e mi stavo facendo strada. Voglio davvero riportarli in auge nel miglior modo possibile. Anche la scoperta di sé da parte delle donne nei film credo sia una cosa fantastica, in un modo allegro, divertente e spensierato. Mi manca molto e loro erano d’accordo con me, ed è su questo che si concentra la nostra attenzione”.

Dopo Falling for Christmas arriva dunque questo Irish Wish – Solo un desiderio, subito divenuto uno dei film più visti del momento sulla piattaforma. Coniugando i canoni del genere ad alcuni elementi fantasy e alla riscoperta e rivalutazione di sé della protagonista, si anima infatti un film che non mancherà di conquistare gli appassionati di questo genere. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Irish Wish – Solo un desiderio. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale.

Irish Wish - Solo un desiderio Lindsay Lohan
Lindsay Lohan nei panni di Maddie Kelly. Cr. Patrick Redmond / Netflix © 2024

 

La trama e il cast di Irish Wish – Solo un desiderio

Maddie è una giovane redattrice e aspirante scrittrice, che lavora per Paul, il quale però spesso si prende il merito del suo lavoro. Nonostante ciò, Maddie lo considera l’uomo della sua vita. Quando però Paul si fidanza con la sua migliore amica Emma, Maddie, pochi giorni prima delle nozze, si troverà ad esprimere il desiderio di trovare il vero amore. Con sue grande sorpresa, si risveglia in una realtà parallela dove proprio Paul è il suo promesso sposo. Proprio quando il suo sogno sembra dunque realizzarsi, Maddie capisce però che spesso ciò che si desidera non è ciò di cui si ha bisogno e che la sua anima gemella è invece una persona completamente diversa. Ma per accettarlo, dovrà affrontare un viaggio ricco di ostacoli e lezioni da imparare.

Ad interpretare Maddie vi è l’attrice Lindsay Lohan, celebre per aver recitato in film come Genitori in trappola, Quel pazzo venerdì e Mean Girls. Lohan ha dichiarato che il viaggio di Maddie verso l’indipendenza e l’amore per sé stessa ha risuonato profondamente con lei. Per il film, Lohan si è inoltre cimentata personalmente in alcuni stunt. Per l’attrice, per metà irlandese da parte di padre, Irish Wish – Solo un desiderio è il primo film girato in Irlanda. Accanto a lei, nel ruolo di Paul recita l’attore Alexander Vlahos, mentre Elizabeth Tan è l’amica Emma e Ayesha Curry è Heather. L’attore Ed Speelers, infine, noto per essere stato il protagonista di Eragon, è James.

Le location del film: ecco dove è stato girato

Le riprese di Irish Wish – Solo un desiderio hanno avuto luogo a Dublino e Wicklow, ma anche nella piazza della città di Westport e al Clarence Hotel. Killruddery House è invece stata la location cinematografica della “Casa Kennedy” nel film, il luogo in cui sono state girate molte scene di giardino, tra cui lo stagno di ninfee e il frutteto di mele, e l’aranciera è stata la location delle scene del matrimonio. I luoghi più belli sono però quelli di Lough Tay, un piccolo ma panoramico lago situato in una proprietà privata sulle montagne di Wicklow, e delle scogliere di Moher, impressionanti e suggestive scogliere a picco sul mare situate vicino al villaggio di Doolin, utilizzate anche per il film Harry Potter e il principe mezzosangue.

Irish Wish - Solo un desiderio cast
Ed Speleers nel ruolo di James Thomas, Elizabeth Tan nel ruolo di Emma Taylor, Lindsay Lohan nel ruolo di Maddie Kelly, Ayesha Curry nel ruolo di Heather, Alexander Vlahos nel ruolo di Paul Kennedy. Cr. Patrick Redmond / Netflix © 2024

La spiegazione del finale del film

Nel finale di Irish Wish – Solo un desiderio Maddie impara che ciò che vuole e ciò di cui ha bisogno sono due cose diverse. Anche se vuole Paul, lui non è mai stato la persona giusta per lei. I due sono infatti del tutto incompatibili ed vogliono entrambi cose diverse. Per questo motivo, capisce di non poter stare con Paul e questa decisione viene costruita in modo subliminale per tutta la durata del film, dalle loro discussioni sulla pubblicazione dei libri fino al loro matrimonio. Maddie e Paul non sono mai stati destinati a stare insieme e il loro matrimonio è la dimostrazione ultima di quanto sarebbe stato sbagliato il loro rapporto se si fossero messi insieme in modo naturale invece che con la magia.

Allo stesso tempo, Maddie comprende come quel suo desiderio sia stato fonte di puro egoismo, ritenendosi lei la persona giusta per Paul invece di Emma. Inoltre, si accorge di non essersi fatta scrupoli nell’impedire la felicità di quest’ultima, sottraendole la persona giusta per lei. Maddie, infine, si rende conto di aver ferito una delle sue amiche più care, intervenendo sul suo destino. È così desiderosa di sistemare le cose che crea allora il suo stesso vento magico con le mani. Un atto di disperazione per cui Santa Brigida esaudisce il suo nuovo desiderio, annullando tutto ciò che è accaduto dal momento del primo desiderio in poi. A quel punto, parte alla ricerca di James, sapendo che è ciò che vuole e di cui ha bisogno

Il finale di Irish Wish – Solo un desiderio offre quindi un chiaro messaggio: ciò di cui le persone hanno bisogno e ciò che le persone vogliono spesso sono in contraddizione tra loro. Maddie desiderava Paul da tempo, ma aveva bisogno di ritrovare la fiducia in se stessa. Aveva bisogno di abbracciare il suo valore professionale come scrittrice e redattrice. Aveva bisogno di una relazione con qualcuno che la vedesse per quello che è veramente, invece di vederla come un oggetto. Paul, invece, impara che non può approfittarsi degli altri e che deve smettere di prendersi il merito del lavoro altrui. In definitiva, Santa Brigida e il vento d’Irlanda sono semplicemente il veicolo con cui Maddie e gli altri personaggi apprendono questi importanti messaggi sulla vita, sull’amore e sul valore di sé.

Il trailer di Irish Wish – Solo un desiderio e come vedere il film in streaming su Netflix

Come anticipato, è possibile fruire di Irish Wish – Solo un desiderio unicamente grazie alla sua presenza nel catologo di Netflix, dove attualmente è al 3° posto della Top 10 dei film più visti sulla piattaforma in Italia. Per vederlo, basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri prodotti presenti nel catalogo.

 
 

Sopravvissuti: recensione del film con Denis Menochet

Sopravvissuti recensione

Sopravvissuti è il debutto alla regia di Guillaume Renusson. Il film ha più di un collegamento diretto con l’Italia perché arriva nelle sale il 21 marzo come vincitore del RIFF (Rome Indipendent Film Festival 2023) il festival cinematografico indie nostrano che celebra nuovi artisti. Ma per i Sopravvissuti con Denis Menochet c’è anche un collegamento di trama e narrativa con l’Italia poiché il film si colloca tra le Alpi italiane e francesi con anche la collaborazione di Luca Terracciano. Categorizzato nel genere thriller, il film di Renusson racconta uno spaccato di cronaca moderna, un racconto di un viaggio, non solo metaforico, crudo e reale. In 93 minuti la pellicola, porta a compimento quel viaggio fatto di lunghi silenzi.

Sopravvissuti, la trama

Distribuito da No.Mad Entertainment, il regista Guillaume Renusson descrive la condizione dei sopravvissuti in un modo crudo e violento. Si scontra con i moti reazionali, con l’odio nei confronti di chi è diverso da noi che si tramuta in collera e vendetta. E poi c’è un altro tipo di condizione quella di Samuel (Denis Menochet, As Bestas) che vive relegato nel lutto e nel senso di colpa per la morte della moglie. Il suo viaggio con Chehreh (Zar Amir Ebrahimi) lo aiuterà ad andare avanti ed espiare in un certo senso il peso sul cuore per questa perdita. Quella di Samuel e Chehreh è una storia di aiuto reciproco: entrambi sono sopravvissuti ma a due dolori diversi.

Il coinvolgimento emotivo che lega entrambi i protagonisti finisce per fare da collante alla storia stessa: Samuel decide di aiutarla, di salvarla da chi non la vuole e la rifiuta, una banda di cattivi cacciatori di immigrati clandestini che insegue i due per tutto i film cercando in tutti i modi di porre fine al loro viaggio, alla loro salvezza. Infatti, in Sopravvissuti avviene il canonico viaggio dell’Eroe, o forse meglio dell’Eroina, dove una serie di pericoli mettono bastoni tra le ruote a Chehreh ma alla fine grazie a Samuel riuscirà a trovare la strada verso la libertà.

Sopravvissuti recensione film

Messaggio politico

Nella trama di Sopravvissuti siamo tutti protagonisti. Magari abbiamo subito un lutto che ci ha segnato come Samuel e la figlia, oppure siamo in fuga da qualcosa (che sia anche da noi stessi) come Chehreh. Il messaggio politico che si cela dietro il film di Renusson è chiaro fin da subito, eppure questo film è stato girato dopo il COVID-19, nel gennaio 2021, quando ancora le guerre erano lontane dalla cronaca. Renusson però porta sul grande schermo il conflitto e un sentimento di repressione, da parte dei tre villain, più attuale che mai. Dall’altro però scopriamo un sentimento più puro: aiutare il prossimo senza riserve.

Samuel vede in Chehreh un po’ di sua moglie, che non è riuscito a salvare. Alla fine, infatti, sarà proprio la moglie a salvare entrambi, come un aiutante nascosto. I documenti trovati da Samuel nella loro baita in montagna saranno fondamentali a Chehreh per attraversare i confini. Scopriamo così anche perché Samuel ha cercato in tutti i modi di aiutarla: c’è una somiglianza lampante tra Chehreh e la moglie che l’uomo portando a compimento la sua missione conclude così il viaggio. Entrambi come sopravvissuti e come esseri umani.

 
 

Sydney Sweeney rivela la sua sola condizione per unirsi al MCU (dopo il flop di Madame Web)

Sydney Sweeney
Sydney Sweeney in una scena di Madame Web.

Dopo il suo “debutto” come Spider-Woman in Madame Web, è stato chiesto a Sydney Sweeney se vorrebbe o meno apparire nell’universo cinematografico Marvel. Sweeney aveva già commentato il flop del film con una risposta sezza: “Sono stata appena ingaggiata come attrice, quindi ero coinvolta nell’avventura a prescindere da qualsiasi cosa sarebbe successa“, ma è chiaro che i fan vorrebbero vederla, questa volta davvero, in azione.

In un’intervista con Comic Book, a Sweeney è stato chiesto cosa pensasse dell’idea di tornare nei panni di Julia Cornwall, alias Spider-Woman, in un progetto Marvel con la sua collega Zendaya, che interpreta Michelle Jones-Watson nel MCU. Anche se per ora potrebbe non esserci nessuno di questi piani in cantiere, Sydney Sweeney si è detta più che favorevole all’idea di partecipare a un progetto Marvel, se l’avesse vista recitare accanto alla sua co-protagonista di Euphoria. “Oh mio Dio, sì, sarebbe fantastico” ha dichiarato.

 
 

JK Simmons fa chiarezza sulla sua “trasformazione” fisica per Justice League

JK Simmons

8 anni dopo essere stato scelto per interpretare il Commissario Gordon in Justice League di Zack Snyder, JK Simmons ha rivelato la verità su un mito che circola sulla sua trasformazione per il film DCEU. Simmons è stato scelto per il ruolo del Commissario Jim Gordon nel marzo 2016 mentre Snyder cercava di espandere l’allora fiorente universo condiviso della DC dopo le uscite di L’Uomo d’Acciaio e Batman v Superman. Gordon era stato il pezzo mancante e il lavoro di Simmons nei film Marvel di Spider-Man lo rendeva predisposto a questo tipo di progetti.

Nel 2017, un’immagine di Simmons è apparsa su Instagram, in cui si poteva notare una importante trasformazione fisica per il ruolo, con inevitabili reazioni che indicavano un Gordon molto muscolare in Justice League. Alla fine però, la versione di Gordon di JK Simmons è stata più o meno quella di sempre, senza nessuno spazio per i bicipiti allenati visti nell’immagine. Dopo anni, Simmons ha messo le cose in chiaro, confermando che non c’è mai stata alcuna intenzione di trasformare il suo corpo per il personaggio di Jim Gordon nella timeline DCEU.

“Ecco il problema dell’essere presi per Justice League. Avevo fatto un film intitolato I’m Not Here, guarda caso, scritto e diretto da mia moglie. Interpretavo un personaggio emaciato, pensa a L’Uomo senza sonno, e avevo perso un sacco di peso, avevo perso 35 chili. Così, quando tornai in palestra con il mio amico, Aaron Williamson, e cominciai a ingrassare proteine e a impazzire nella buona vecchia Gold’s Gym a Laurel Canyon, lui ha scattato qualche foto quando ero davvero carico e al massimo delle mie forze in quel periodo, mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto se l’avesse postata su Instagram. Non sapevo cosa fosse Instagram, non sapevo niente. Questo è successo qualche anno fa. E io gli ho detto che poteva farlo.

E poi tre, quattro mesi dopo, all’improvviso, qualcuno lo ripubblica e ricevo messaggi da 30 amici nello stesso giorno, ‘Che diavolo? Whoa, amico, quella foto, blah, blah, blah.’ E la stampa se ne è accorta e ha detto, poiché stavo per fare Justice League di Zack Snyder, il presupposto era che mi stavo allenando per il film. Ma se ci pensi, il commissario Gordon indossa un trench per tutto il film. Quindi non importa come siano i suoi bicipiti, è stata solo una coincidenza con me che cercavo di recuperare la mia lontana giovinezza atletica e cercavo di mantenermi in forma e dare a mia moglie un po’ di piacere per gli occhi.”

Dopo Justice League e la seguente Snyder’s Cut, JK Simmons sarebbe dovuto tornare nei panni di Gordon nei film cancellato su Batgirl.

 
 

La Piccola Bottega degli Orrori: in arrivo un nuovo remake con Joe Dante

la piccola bottega degli orrori

La Piccola Bottega degli Orrori riceverà un secondo reboot cinematografico che sarà firmato dal regista di Gremlins Joe Dante e dal produttore originale Roger Corman. Il re dei film di serie B Corman realizzò il film originale a basso budget nel 1960, con il leggendario Jack Nicholson come parte del cast. La Piccola Bottega degli Orrori (come era ufficialmente intitolato il film) ha poi avuto una seconda vita grazie a un adattamento musicale teatrale e, nel 1986, a una versione cinematografica di quel musical, con Rick Moranis. Chris Evans era stato recentemente associato al progetto, salvo poi una sospensione dovuta allo scoppio della pandemia. Il progetto è stato poi accantonato.

Ora, un altro progetto di riavvio per La Piccola Bottega degli Orrori è in lavorazione con un titolo che sembra specificare un’ambientazione nel tempo: La Piccola Bottega degli Orrori di Halloween, con una squadra di tutto rispetto: alla produzione Roger Corman, produttore originale, mentre alla regia Joe Dante. Presentato come una rivisitazione destinata a lanciare un franchise, il film è stato scritto dallo sceneggiatore di Gremlins 2, Charles S. Haas.

 
 

Nova: dopo 3 anni di silenzio, novità sul progetto MCU

Nova MCU

L’iconico supereroe, Nova, si sta finalmente preparando per unirsi al Marvel Cinematic Universe. Un dirigente dei Marvel Studios conferma i piani per portare il personaggio sul grande schermo in live-action. Uno degli eroi che molti aspettavano di vedere apparire nell’MCU è Nova, dopo il debutto dei Nova Corps durante le fasi precedenti (in Guardiani della Galassia). Mentre l’MCU si espande con nuovi eroi e cattivi, Nova continua ad essere uno dei personaggi che i fan sperano di vedere rappresentato in futuro.

In una nuova intervista con ComicBook.com, Brad Winderbaum, responsabile della televisione, dello streaming e dell’animazione dei Marvel Studios, ha confermato la voce secondo cui Richard Rider, alias Nova, sarebbe effettivamente uno dei prossimi personaggi del MCU. Sottolineando che sono in “uno sviluppo davvero iniziale” di un progetto per il personaggio, Winderbaum ha confermato che sperano di vedere Rider alla guida di una serie o di film MCU.

“Adoriamo Nova. Siamo davvero nelle prime fasi dello sviluppo di Nova. Abbiamo un nuovo sistema dietro le quinte ai Marvel Studios. Adesso siamo più come uno studio tradizionale. Stiamo sviluppando più di quanto effettivamente produrremo. Ci sono piani per sviluppare Nova. Anch’io amo Nova. Adoro anche Rich Rider. Spero che arrivi sullo schermo. C’è sempre una grande confusione e spesso devi lottare per vedere realizzate certe cose, ma mi piacerebbe vedere uno spettacolo dei Nova un giorno.”

Nel 2021 alla domanda se i fan non vedono l’ora di vedere Richard Rider e/o Sam Alexander in un film o in qualsiasi altro progetto imminente del MCU, Kevin Feige ha risposto con un “Beh, sì e sì” – “Il tempismo è relativo, giusto?”  Ha continuato. “Penso di aver parlato di Doctor Strange otto anni prima che uscisse il film. Quindi, il ‘potenziale immediato’ è relativo. Ma chiaramente, non stiamo rifuggendo dalla fine cosmica della narrazione proprio nel punto debole della Nova. Corps e Nova stesso.”

Nei fumetti, i Novas sono i detentori del Nova Corps. Esistono molte classifiche diverse all’interno del Nova Corps e anche diversi tipi di Nova. Richard Rider detiene i titoli “Gold-Dome” e Centurion e Sam Alexander detiene rispettivamente i titoli Supernovas e Centurion.

Sam è l’attuale Nova, un adolescente che usa l’elmo e si unisce agli Avengers. Richard Rider è stato creato da Marv Wolfman, Joe Sinnott e John Buscema ed è apparso per la prima volta in Nova #1 del 1976 . Sam Alexander, nel frattempo, è stato creato da Jeph Loeb e Ed McGuinness, apparendo per la prima volta in Point One #1 nel 2011. Chissà quale NOVA vedremo!

 
 

The Mandalorian & Grogu: il film parlerà di una relazione che tutti i fan amano

The Mandalorian & Grogu

Lo stunt double di Din Djarin di The Mandalorian, Brendan Wayne, ha identificato l’amata relazione tra Din Djarin e Grogu come la ragione dietro al titolo del prossimo film di Star Wars, The Mandalorian & Grogu.

Sebbene siano stati diffusi pochi dettagli riguardo al prossimo film dedicato al Mandaloriano e a Grogu, l’annuncio, al posto dell’attesa stagione 4 di The Mandalorian, è stato accolto con sorpresa. Ora, il duo arriverà sul grande schermo, con una storia ambientata subito dopo il finale della terza stagione di The Mandalorian, durante la quale Din Djarin adotta formalmente Grogu, lo assunse come suo apprendista mandaloriano e si offre di assistere la Nuova Repubblica.

In un’intervista esclusiva con Screen Rant, Brendan Wayne, stunt double di Din Djarin di The Mandalorian, ha parlato di quanto sia stata significativa la connessione sullo schermo tra Grogu e Din Djarin per il pubblico di Star Wars. Wayne ha spiegato: “Il titolo sembra parlare di una relazione di cui tutti ci siamo innamorati, penso che seguiranno quella linea.”

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The Mandalorian & Grogu, tutto quello che sappiamo sul film

The Mandalorian & Grogu inizierà la produzione quest’estate a Los Angeles. Jon Favreau è produttore esecutivo insieme a Filoni e Kennedy, che ha descritto la “nuova storia” come “perfetta per il grande schermo”. Con Pedro Pascal nel ruolo del cacciatore di taglie con l’elmetto Din Djarin, The Mandalorian ha segnato la prima serie televisiva di Star Wars in live-action quando è stata lanciata su Disney+ nel novembre 2019. Nel 2023 è andata in onda la terza stagione, che si è conclusa con l’insediamento di Din e Grogu – il suo apprendista mandaloriano e figlio adottivo – sul pianeta Nevarro, un tempo privo di vegetazione.

È lì che Din diventa un sicario della neonata Nuova Repubblica, stringendo un patto con il Capitano Carson Teva (Paul Sun-Hyung Lee), ranger di Adelphi, per dare la caccia ai resti imperiali ancora fedeli all’Impero caduto. “Sono entusiasta di quello che stiamo facendo in questo momento, ma il film, credo, sarà grandioso“, ha dichiarato recentemente Filoni, sceneggiatore, regista e produttore di The Mandalorian, a ET. “Con Jon al timone, sarà fantastico, e lui ha studiato così bene Star Wars ora, quindi ha una grande stenografia e amo collaborare con lui. Sono entusiasta di condividere il futuro di quello che stiamo facendo“.

 
 

DCU: 10 costumi che i reboot possono migliorare

The Flash DCU

Adattare i supereroi e i loro iconici costumi per il grande schermo genera spesso reazioni contrastanti, tuttavia qualche volta le reazioni negative sono molto più numerose di quelle positive e uno dei compiti più difficili del prossimo DCU sarà regalare ai fan dei costumi che possano soddisfare le loro esigenze e risultare credibili e funzionali sul grande schermo.

Guardando a quanto fatto dal DCEU, non tutti i costumi hanno avuto l’approvazione dei fan, con molte critiche riservate anche a quelli più riusciti (ricorderete la questione delle “mutande” del Superman di Henry Cavill). Ecco di seguito quei costumi che il prossimo DCU può migliorare e rendere più accettabili per le nuove incarnazioni dei personaggi dei fumetti.

1Il costume di Robin può essere molto più luminoso

Sebbene il costume da supereroe di Robin fosse l’unica parte del personaggio apparsa nel DCEU, aveva comunque una resa deludente. Il giovane aiutante di Batman è spesso raffigurato come la controparte dai colori vivaci dell’oscuro Cavaliere di Gotham, il cui costume è uno sgargiante mix di rosso, giallo e verde. Nel DCEU, tuttavia, il suo costume appare spento di qualsiasi colore.

È difficile che lo stesso accada nel DCU, che probabilmente rappresenterà Damian Wayne in uno stile simile alla sua apparizione nel fumetto The Brave and the Bold. Quando si tratta di Robin nei film live-action, il DCU ha un compito molto complicato grazie al disservizio che le interpretazioni precedenti del personaggio hanno riservato al Ragazzo Meraviglia.

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Anne Hathaway in lacrime alla premiere di The Idea of You

The Idea of You Anne Hathaway

Al primo contatto fisico tra Anne Hathaway e Nicholas Galitzine in The Idea of You – un leggero tocco delle mani – il pubblico alla première mondiale del film al SXSW ha perso completamente la testa. Nel momento in cui gli attori si baciavano, i sussulti, le grida e gli applausi erano assordanti.

Dopo la proiezione, Anne Hathaway è stata sopraffatta dall’emozione mentre saliva sul palco per una sessione di domande e risposte post-proiezione al Paramount Theatre di Austin. “Non riesco a parlare”, ha detto al pubblico, in lacrime. “Ti amo!” ha gridato un fan e Hathaway ha risposto: “Vi amo così tanto. Non avete idea del dono che ci avete appena fatto con la vostra reattività, dimostrandovi così connessi ad ogni piccola sfumatura di questo film. Non dimenticherò mai questa proiezione”.

“Per qualche ragione, parliamo delle storie di formazione come di qualcosa che ti accade nella prima parte della tua vita, e non so voi, ma mi sento come se continuassi a fiorire”, ha continuato. “Così, quando Cathy [Schulman] e Gabrielle [Union] mi hanno offerto così generosamente la parte, sono stata entusiasta di dire di sì”.

Tratto dall’omonimo e acclamato romanzo, The Idea of You è incentrato su Solène (Anne Hathaway), una madre single quarantenne che inizia un’inaspettata storia d’amore con il ventiquattrenne Hayes Campbell (Nicholas Galitzine), il cantante degli August Moon, la boy band più in voga del pianeta. Costretta ad accompagnare la figlia adolescente al Coachella Music Festival, dopo che il suo ex ha rinunciato all’ultimo minuto, Solène incontra casualmente Hayes, con cui fin dal primo momento scocca un’innegabile scintilla. I due intraprendono un’appassionata relazione, ma non passa molto tempo prima che lo status di superstar di Hayes ponga delle inevitabili sfide alla loro storia e che Solène si renda conto di come la vita sotto i riflettori di lui potrebbe essere più di quanto si aspetti.

The Idea of You, con Anne Hathaway, dal 2 maggio disponibile in tutto il mondo su Prime Video.

 
 

Wolverine: gli attori che potrebbero interpretare James “Logan” Howlett del MCU

Personaggi Marvel importanti Wolverine

Hugh Jackman ha interpretato Wolverine per la prima volta in X-Men del 2000 e, nonostante abbia detto addio al ruolo in Logan 17 anni dopo, è pronto a riprenderlo in Deadpool e Wolverine, in uscita quest’estate.

Probabilmente poi tornerà in Avengers: Secret Wars, segnando il suo addio definitivo al personaggio. I Marvel Studios riavvieranno quindi il franchise degli X-Men, ma a questo punto sarà arrivato il momento di un nuovo James “Logan” Howlett. Chi potrebbe essere il degno erede di Jackman? Ecco qualche proposta:

1Dafne Keen

Logan – The Wolverine

Non a tutti piacerà questo suggerimento, ma è il caso di prenderlo in considerazione. Jackman è diventato sinonimo di Wolverine e non sarà facile per nessun attore seguire le sue orme iconiche. Quindi, perché non fare qualcosa di completamente diverso e rendere Laura Kinney la Wolverine principale del MCU? Non si tratterebbe di uno swapp gender, ma come ben sappiamo di un personaggio differente che comunque ha a che fare con Wolverine.

X-23 sarebbe semplicemente la Wolverine di questo mondo condiviso e un membro degli X-Men al posto dell’originale. Dafne Keen ha interpretato Laura in Logan e, crescendo, ha dimostrato di avere un talento fantastico. Perché non lasciare che sia lei a assumere il comando per un po’?

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10 dinosauri che Jurassic World 4 può usare al posto del T-Rex

Jurassic World 4 film 2025

Con l’annunciato Jurassic World 4, il franchise legato ai dinosauri iniziato nel 1993 con Jurassic Park di Steven Spielberg è pronto ad entrare in una nuova era. Ancora non ci sono molte notizie riguardanti questo nuovo film, la cui uscita in sala è prevista per il 2025 e che si dice sarà un sequel di Jurassic World – Il dominio, presentando però personaggio e – probabilmente – un contesto diversi. Ad oggi sappiamo solo che Gareth Edwards (regista di Godzilla, Rogue One: A Star Wars Story e The Creator) dirigerà il film e che lo studios vorrebbe Scarlett Johansson come protagonista. Se c’è una cosa che Jurassic World 4 dovrebbe però offrire ai fan, è un nuovo dinosauro come principale minaccia. Se il T-Rex è stato alla base dei primi due Jurassic Park, mentre in Jurassic Park III si aveva lo Spinosaurus e in Jurassic Word – Il dominio il Carnotaurus, è ora giunto il momento di introdurre un nuovo predatore.

1Maip

Jurassic World 4 Maip

Maip non assomiglia molto a un dinosauro, ma potrebbe essere proprio ciò di cui il franchise di Jurassic World ha bisogno nella sua nuova era. I film fino ad oggi realizzati sono infatti stati oggetto di critiche per i suoi dinosauri, con esperti che suggeriscono che le rappresentazioni non sono scientificamente accurate. Il Maip è stato scoperto solo nel 2019, quindi la sua inclusione potrebbe essere un ottimo modo per portare Jurassic World 4 all’avanguardia della paleontologia. Di Maip si sa molto poco, ma probabilmente era un po’ più piccolo del T. Rex. Attualmente la scienza conosce un solo esemplare di Maip, quindi è possibile introdurlo come avversario senza preoccuparsi troppo della sua somiglianza con il vero dinosauro.

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Kalavria, recensione del film con Ivan Franek

kalavria recensione ivan franek
Ivan Franek in Kalavria

Kalavria è un viaggio cinematografico coinvolgente che mescola mitologia, storia e realtà contemporanea, offrendo una profonda riflessione sull’identità, la ricerca di sé e la resilienza umana. Presentato in anteprima al Bif&st 2024, il docufilm ci trasporta nelle terre suggestive della Calabria, dove il protagonista, un naufrago senza memoria interpretato da Ivan Franek, si immerge in un viaggio interiore alla scoperta di chi è veramente.

La narrazione si sviluppa attraverso una serie di incontri con viandanti contemporanei e figure mitologiche, che gradualmente svelano le sfumature del passato del protagonista e i riflessi del mito greco nella vita quotidiana. Questo percorso di rinascita e riscoperta è guidato dalla generosità e dalla saggezza dei personaggi che il protagonista incontra lungo il suo cammino, trasformandolo non solo in un individuo consapevole di sé, ma lo rendono anche consapevole di essere parte di una connessione più ampia con la storia e la mitologia.

Cristina Mantis ha saputo porre l’accento l’importanza della storia invisibile equiparandola alla realtà che accade sotto i nostri occhi, rendendo così la compenetrazione tra le epoche e i tempi ai margini del mondo la chiave narrativa principale del racconto. Attraverso il personaggio del naufrago, che si risveglia sulle coste della Calabria, il documentario, che si trasforma in film di finzione e poi torna a essere racconto documentario, ci porta in un viaggio di riappropriazione di sé, trasformando il luogo di Kalavria non solo in una terra fisica, ma in uno spazio dove l’anima trova nutrimento.

Kalavria, sospensione tra storia e mito

L’umanità è un tema centrale del film, riflesso nei volti e nelle storie dei personaggi che popolano le antiche case Kodra di Civita e le rovine di Africo. La voce celestiale del griot africano Badara Seck aggiunge una stratificazione spirituale molto intensa, ribadendo il messaggio centrale del documentario: in un mondo alla deriva, solo l’umano può salvare l’umano.

Dove il film svela una certa ingenuità di messa in scena è nei momenti in cui la natura selvaggia e incontaminata della Calabria si fa scenario di incontri con la mitologia, nella personificazione di personaggi quali con Circe nella Torre di Fiuzzi a Praia a Mare. Anche la storia della Magna Grecia fa capolino dalle rovine di Sibari e di Locri, aggiungendo al racconto documentaristico e mitologico un ulteriore livello di profondità: la Storia.

Sembra riduttivo parlare di documentario in merito a Kalavria, perché la forma cinematografica si fa mutevole e stratificata, seguendo il percorso accidentato dello splendido Ulisse/Ivan Franek: è un viaggio emozionante attraverso la storia, la mitologia e racconta il modo che l’uomo trova di abitare un luogo che diventa sinonimo di se stesso.

 
 

Clifford – Il grande cane rosso: tutto quello che c’è da sapere sul film

Cliffor - Il grande cane rosso film trama

Il cane è il migliore amico dell’uomo e il cinema lo ha dimostrato in innumerevoli occasioni. I film sui cani sono infatti tanti e di vario genere, da quelli più struggenti fino a quelli fruibili da grandi e piccoli. Tutti, però, offrono sempre lo stesso messaggio: queste meravigliose creature (come tutti gli animali, d’altronde) sono capaci di offrire amore senza limiti né condizioni. Un film che di recente ha riproposto questo tema è Clifford – Il grande cane rosso, uscito nel 2021 per la regia di Walt Becker, noto per commedie come Svalvolati on the Road e Alvin Superstar – Nessuno ci può fermare.

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Jay Scherick & David Ronn e Blaise Hemingway e su una storia di Justin Malen ed Ellen Rapoport. La fonte originaria della storia, però, è l’omonima serie di libri illustrati per ragazzi scritta da Norman Bridwell tra il 1963 e il 2015. Da tempo si cercava di portare al cinema questo amabile personaggio con un film che coniugasse riprese live-action ed elementi in CGI. A Clifford erano infatti state dedicate fino ad oggi solo delle serie animate e un film era da sempre nelle speranze dei tanti appassionati lettori delle avventure di questo enorme e simpatico cagnolone.

La particolarità di questo Clifford cinematografico, rispetto alle altre versioni precedentemente realizzate, è il suo essere privo di parola. Una scelta fatta per far apparire più realistico un personaggio già di per sé estremamente fuori dalla norma. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Clifford – Il Grande Cane Rosso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Cliffor - Il grande cane rosso libro

Clifford – Il grande cane rosso: il libro e altre curiosità sul cane protagonista

Norman Bridwell non immaginava che una delle sue illustrazioni, raffigurante una bambina con un segugio delle dimensioni di un cavallo, potesse essere il principio di una storia più ampia. Ma è ciò che è successo quando un editore della Harper & Row gli consigliò di scrivere una storia a partire da uno dei suoi bozzetti. Dopo aver scelto appunta quella poc’anzi descritta, Bridwell ideò così Clifford, nome che prese dall’amico immaginario d’infanzia di sua moglie. Nel tempo, egli ha realizzato 80 libri su questo cagnolone di razza Labrador retriever, a cui sono poi state dedicate anche 2 serie televisive, videogiochi e, ora, questo film.

La trama e il cast di Clifford – Il grande cane rosso

La piccola Emily Elizabeth riceve come regalo da uno stravagante e magico signore un piccolo cucciolo di cane rosso, che immediatamente conquista il suo cuore. Ma Emily non avrebbe mai pensato che il cucciolo Clifford, al suo risveglio, si potesse trasformare in un gigantesco cane da caccia di oltre tre metri, capace di mettere a soqquadro il suo piccolo appartamento di New York. Mentre sua mamma è fuori città per lavoro, Emily e il suo divertente ma impulsivo zio Casey si troveranno ad affrontare una gigantesca avventura in giro per la Grande Mela.

Ad interpretare Emily vi è l’attrice Darby Camp, nota per aver recitato serie televisiva Big Little Lies – Piccole grandi bugie e nel film Qualcuno salvi il Natale. L’attore comico Jake Whitehall, invece, ricopre il ruolo dello zio di Emily, Casey, mentre Tony Hale è Zac Tieran, proprietario di Lyfegro, una società di genetica che vuole Clifford. Completano poi il cast Sienna Guillory nel ruolo di Maggie Howard, madre di Emily, Izaac Wang in quello di di Owen Yu, migliore amico di Emily e John Cleese nel ruolo di Mr. Bridwell, il magico soccorritore di animali che affida Clifford a Emily. Prende il nome dal creatore del personaggio di Clifford, Norman Bridwell.

Cliffor - Il grande cane rosso come finisce

Come finisce il film? Ci sarà un sequel?

Nel finale del film, dopo che Zac Tieran, proprietario della società di biotecnologie Lyfegro è entrato in possesso di Clifford con l’intenzione di condurre su di lui degli esperimenti, Emily e Casey riescono ad introdursi nel quartier generale dell’azienda e a liberare Clifford, che poi fugge per la città con Emily in groppa. Insieme ritrovano Bridwell, che però le dice che non può far tornare Clifford piccolo, perché è stato il suo amore a renderlo grande. Le consiglia quindi di difendere Clifford e sé stessa, perché essere diversi è un dono. Emily fa allora in modo di tenere con sé il grande cane rosso, a cui tutta New York dona una cuccia adeguata alla sua stazza.

Dopo il successo ottenuto in streaming, per Clifford – il grande cane rosso è ufficialmente in fase di sviluppo un sequel. La Paramount ha infatti annunciato, nel novembre del 2021, che è in sviluppo un secondo film dedicato al personaggio e alle sue avventure. Tuttavia, lo studio non ha fornito ulteriori dettagli a riguardo e non è pertanto chiaro quando e come il film verrà distribuito e se la Paramount intende seguire la stessa formula di distribuzione ibrida riservata al primo film. Ad oggi ancora non si hanno novità in merito a questo sequel e non è dunque noto a che punto siano i lavori su di esso.

Il trailer di Clifford – Il grande cane rosso

È possibile fruire di Clifford – Il grande cane rosso grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV, Infinity+, Paramount+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 16 marzo alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

 
 

The Watcher: trama, cast e il finale del film con Keanu Reeves

The Watcher spiegazione finale

Uno degli aspetti più affascinanti e ricorrenti nei film thriller è la sfida che si genera tra il serial killer di turno e il detective incaricato di individuarlo. Titoli come Seven e Zodiac (entrambi diretti da David Fincher) sono tra i più celebri e iconici a riguardo. Un altro film, meno fortunato ma ugualmente con elementi di interesse, è The Watcher, uscito nel 2000 per la regia di Joe Charbanic e scritto da Darcy Meyers, Clay Ayers e David Elliott. Anche questo lungometraggio (da non confondere con la serie Netflix The Watcher, tratta da una storia vera) ripropone dunque il binomio citato, macchiando però i suoi protagonisti di una serie di dettagli che li rendono meno stereotipati del previsto.

Al momento della sua uscita, però, il film mancò di affermarsi come un successo al pari di altri titoli simili. Pur con un incasso di circa 47 milioni di dollari, The Watcher ne era costati 33, e non riuscì dunque ad ottenere un guadagno significativo. A frenare l’interesse del pubblico e della critica vi furono anche una serie di controversie legali, relative al coinvolgimento di Keanu Reeves – apparentemente avvenuto senza il suo consenso -, che non fecero nascere il film sotto una buona stella. Pur con i suoi difetti e limiti, The Watcher è però interessante da riscoprire anche solo per il cast che lo compone, che vede alcuni noti interpreti in ruoli a loro inediti.

Per gli appassionati di questo genere di pellicole, dunque, The Watcher è un titolo da riscoprire, capace di offrire una serie di notevoli risvolti e colpi di scena. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del suo finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo

The Watcher cast

La trama di The Watcher

Protagonista del film è Joel Campbell, agente dell’FBI che da tempo convive con un profondo senso di colpa. Questo si è generato nel momento in cui, dopo aver condotto lunghe ricerche se di un serial killer, non è tuttavia arrivato in tempo per impedire che questi uccidesse una giovane donna innocente. È stato proprio questo evento a spingerlo a trasferirsi a Chicago, nel tentativo di dimenticare quanto avvenuto. Non solo non è però riuscito in ciò, ma ha anche sviluppato una serie di emicranie emotive, che lo costringono ad affidarsi alle cure della terapista Polly Beilman.

La nuova vita che Joel si è ritagliato viene però inaspettatamente raggiunta dal suo passato nel momento in cui l’assassino David Griffin torna a prendersi gioco di lui. L’uomo si è infatti a sua volta spostato a Chicago, ed ha ripreso ad uccidere con il suo metodo di sempre. Dopo aver rapito una vittima di sesso femminile, invia le foto di questa a Joel, dandogli solo un breve lasso di tempo per trovarla prima che venga uccisa. L’agente Mike Ibby chiede a Joel di collaborare al caso, ma questi desidera tenersene alla larga. Ben presto, però, capirà di non potersi più tirare indietro.

The Watcher: il cast del film

Ad interpretare il ruolo dell’agente Joel Campbell vi è l’attore James Spader. Noto per i film Sesso, bugie e videotape, Secretary e Avengers: Age of Ultron, dove dà la voce proprio al robotico villain, egli è oggi meglio conosciuto per il ruolo di Raymond Reddington nella serie The Blacklist. Nei panni di Polly Beilman, la sua terapista, vi è invece la premio Oscar Marisa Tomei, oggi nota per essere la nuova zia May nei film di Spider-Man del Marvel Cinematic Universe. L’attore Ernei Hudson, ricordato per il ruolo di Winston Zeddemore nei due film di Ghostbusters, è invece l’agente Mike Ibby.

Nel ruolo del serial killer David Griffin si ritrova invece Keanu Reeves, qui alle prese con un inedito ruolo da cattivo. Divenuto famosissimo l’anno prima grazie a Matrix, egli si ritrovò a dover recitare in The Watcher contro la sua volontà. Reeves ha infatto dovuto accettare il ruolo perché un suo amico aveva falsificato la sua firma sul contratto e un rifiuto avrebbe dunque causato problemi legali. In cambio della sua partecipazione, egli ottenne però di essere libero dal non partecipare alla promozione del film. Ulteriore contrasto con la produzione nacque però quando il suo ruolo, originariamente un semplice cameo, è stato espanso senza però che lo stipendio variasse.

The Watcher storia vera

La spiegazione del finale e la storia vera dietro il film

La svolta nelle indagini di Campbell arriva quando l’assassino gli chiede di incontrarlo. Quando i due si trovano faccia a faccia, l’omicida rivela al detective di avere in ostaggio la dottoressa Beilman e di essere disposto a portarlo da lei. Durante il viaggio, Griffin spiega che considera Campbell un “buon amico” e che entrambi hanno bisogno l’uno dell’altro. L’assassino porta poi Campbell al magazzino, dove però lo mette fuori combattimento e lo lega mentre inizia a strangolare la Beilman. Campbell riesce però a distrarlo dicendogli “grazie”. Quando Griffin chiede a Campbell di ripetere quello che ha appena detto, Campbell lo fa e procede a pugnalarlo al collo con una penna prima di sparargli alla spalla con un fucile a doppia canna.

Campbell libera a quel punto la Beilman e si salvano entrambi mentre il magazzino esplode, uccidendo Griffin. Quando Campbell e la dottoressa Beilman sono al sicuro, lui si avvicina al cadavere carbonizzato di Griffin e lo guarda per assicurarsi che sia morto definitivamente. Quel “grazie” da lui pronunciato, però, sembra essere autentico, in quanto pur avendolo trascinato in una spirale di orrore e dolore, Campbell sembra riconoscere che quel perverso gioco gli ha dato un motivo per cui vivere e continuare a cercarlo, evitando così di sprofondare nei sensi di colpa e, potenzialmente, nella morte. Per quanto riguarda la vicenda del film, invece, questa non è basata su alcuna storia vera, ma è puro frutto della fantasia degli sceneggiatori.

The Watcher: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. The Watcher è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 16 marzo alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

 
 

Ivan Franek: intervista al protagonista di Kalavria

kalavria recensione ivan franek
Ivan Franek in Kalavria

Presentato al Bif&st 2024, Kalavria è il nuovo film di Cristina Mantis, un documentario, ma anche un viaggio alla scoperta di una affascinante terra di confine, dove il passato e presente si fondono. Ne abbiamo parlato con Ivan Franek, il protagonista di questa specie di Odissea, in cui lui, Ulisse/naufrago, sbarca su queste terre e le attraversa.

-Il personaggio del naufrago è un protagonista, ma anche un narratore. Proprio come Ulisse nell’Odissea, che ha vissuto le sue avventure, ma le racconta anche. Che tipo di preparazione ha richiesto questo duplice ruolo?

Mi sono messo completamente nelle mani di Cristina Mantis, la regista. La preparazione più importante è stata quella di liberarmi di tutto quello che c’era intorno a me, di spogliarmi metaforicamente e mettermi a nudo. Essere vuoto per poter accogliere e capire, per poter comunicare con le persone e cercare se stessi, una condizione invisibile, dentro di me.

-Il film è ambientato in Calabria, terra di confine. Ma nel film stesso si dice che il confine tra le terre non esiste, perché per ogni periferia del mondo, c’è un confine che si sposta più in là. Soprattutto nei territori in cui passato e presente si incontrano. Secondo te cosa c’è di tanto misterioso e affascinante in questi luoghi?

Penso che ci sia un’energia del tempo che si è fermato. La natura nel suo essere rimasta selvaggia e le persone in cui ci vivono che sono come le radici di quella terra., queste persone che ho incontrato lì fanno parte di questa terra, come l’ultimo brigante, o la signora dei gabbiani, tutti personaggi che ho incontrato in questo viaggio. I confini non esistono, la Terra è unica. Il mare non è un confine.

-Sei reduce da I Tre Moschettieri, produzione molto ricca e sontuoso. Kalavria invece è molto piccolo come progetto. Come scegli i progetti a cui partecipare?

Sicuramente il copione e il tema che affronta la storia sono elementi importanti. A volte voglio semplicemente lavorare con un regista in particolare, come è capitato con Besson. Ma mi piace molto affrontare diversi tipi di cinema e diversi generi. Sono tornato da poco da Praga, c’è un giovane regista francese che sta finendo la scuola di cinema e ha bisogno di un attore che interpreti il diavolo che tenta una novizia. Mi è piaciuto il soggetto e il progetto e ho accettato.  Mi piace molto lavorare con i giovani perché sono molto curiosi e pieni di buona volontà. Ma se un copione non mi piace rifiuto. Non sono mai i soldi a condizionare le mie decisioni.

-Gli attori sono un po’ come Ulisse: sono curiosi e girano il mondo. Ma l’eroe omerico ha poi il forte desiderio di tornare a casa. È così anche per gli attori?

Sì, è così anche per gli attori. Devo dire che io ho tre posti che posso chiamare casa, sono posti dove sono i miei cari, dove ho sempre piacere di tornare, in Repubblica Ceca, in Francia e qui a Roma. Per me è casa ogni posto dove posso tornare e dove ci sono i miei affetti. È come se avessi tre vite in tre Paesi diversi, e poi c’è il quarto, che è una mia dimensione. Per me sono tre posti importanti e dove è un piacere tornare.

 
 

Miriam Margolyes, Sprout di Harry Potter, contro i fan adulti: “È stato 25 anni fa, crescete!”

Miriam Margolyes harry potter

L’attrice di Harry Potter Miriam Margolyes mantiene la sua posizione secondo cui la serie è per bambini. Margolyes è nota per aver interpretato la Professoressa Sprout nella serie. L’attrice è apparsa in due film del franchise, Harry Potter e la camera dei segreti nel 2002 e Harry Potter e i Doni della Morte: Parte 2 nel 2011.

Ora, l’attrice torna a commentare il fatto che i fan di Harry Potter siano troppo grandi per il franchise. In un video di abcnews_au, Margolyes ha detto che “se ti sono cadute le palle, allora è ora di dimenticarsene”. Ha sostenuto di pensare che “è per i bambini” piuttosto che per gli adulti, generando forti risate da parte degli intervistatori adulti e decisamente fan della serie. Poi ha articolato dicendo “no sul serio” e “È stato 25 anni fa, crescete!” Ha incoraggiato gli adulti a dare un’occhiata a Dickens piuttosto che a Harry Potter.

Questo commento arriva dopo un’altra recente dichiarazione da parte di Margolyes. È stato in questa dichiarazione che l’attrice ha detto che “è per bambini” e che “si preoccupa per i fan di Harry Potter“. Pur sostenendo di ritenere che la serie sia “meravigliosa” e di esserne “molto grata”, afferma che “è finita”.

L’affermazione di Margolyes potrebbe risultare offensiva nei confronti di un’enorme percentuale dei fan di Harry Potter. Il primo libro della serie è stato pubblicato nel 1997 e l’ultimo film nel 2011. Questo lasso di tempo significa che più generazioni sono cresciute con i libri e/o i film di Harry Potter che costituiscono una parte importante della nostra cultura pop. Sebbene deridere i fan di Harry Potter, che sono ovunque e hanno qualsiasi età non sembra una mossa molto saggia, il discorso di Miriam Margolyes punta piuttosto il dito sull’infantilizzazione del pubblico, che invece può rappresentare un problema nello sviluppo culturale della società contemporanea.

Ricordiamo che al momento alla Warner Bros è in lavorazione una serie su Harry Potter.

 
 

La Zona di interesse: il produttore si dissocia dalle parole di Jonhathan Glazer

Oscar la zona d'interesse jonatan glazer

Il discorso di accettazione di Jonathan Glazer per La Zona di interesse agli Oscar 2024 ha suscitato reazioni negative e una risposta da parte del produttore del film. Diretto da Glazer, La Zona di interesse è un film che racconta la storia del comandante nazista Rudolf Höss e della sua famiglia, che stanno costruendo la propria vita idilliaca proprio accanto al campo di concentramento di Auschwitz, dove ogni giorno vengono commesse atrocità. La Zona di interesse è stato nominato a cinque Oscar, vincendo per il miglior film internazionale e il miglior suono. Il discorso di Glazer per il riconoscimento del miglior lungometraggio internazionale, tuttavia, ha suscitato polemiche quando il regista ha accennato al conflitto in corso in Palestina.

Mentre alcuni esprimono il loro sostegno alle parole di Glazer, altri trovano che il parallelo tracciato dal regista tra l’Olocausto e i giorni nostri sia, nella migliore delle ipotesi, allarmante. Secondo il podcast Unholy, tale dissenso sul discorso proviene anche dal produttore esecutivo di La Zona di interesse, Danny Cohen. Cohen ha condannato il discorso, dicendo:

“È davvero importante riconoscere che [il discorso ha] sconvolto molte persone e molte persone si sentono arrabbiate per questo. E francamente capisco quella rabbia. Penso che molte persone nella comunità ebraica che mi hanno contattato abbiano ritenuto che fosse un film straordinario e molto importante e, in quanto tale, racconta una storia dell’Olocausto e costituisce una parte molto importante dell’educazione sull’Olocausto. E penso che siano rimasti sconvolti dalla sensazione che questo sia stato confuso con quello che sta succedendo ora [a Gaza], indipendentemente dal fatto che questa fosse l’intenzione di Jonathan o meno.

Semplicemente sono in disaccordo con Jonathan su questo. Il mio sostegno a Israele è incrollabile. La guerra e la continuazione della guerra sono responsabilità di Hamas, un’organizzazione terroristica genocida, che continua a detenere e abusare di ostaggi e che non usa i suoi tunnel per proteggere i civili innocenti di Gaza, ma li usa per nascondersi e permettere ai palestinesi di morire. Penso che la guerra sia tragica e terribile e che la perdita di vite civili sia terribile, ma di questo biasimo Hamas. E qualsiasi discussione sulla guerra senza dirlo manca del contesto adeguato che ogni discussione dovrebbe avere.

Ascolta, è il suo film. Può stare lì e scegliere le sue parole e va bene. È una persona forte e sono sicuro che resterà al suo fianco. Ma per me non era il momento giusto, non aveva abbastanza contesto ed era una distrazione da una grande opera d’arte. Ma si sa, Jonathan è davvero qualcuno che lascia che sia il suo lavoro a parlare. Quindi sono molto più favorevole a che sia il film a parlare rispetto a quello che dici in TV in 30 secondi in un ambiente riscaldato.

Nel suo discorso di ringraziamento, Glazer ha detto: “Il nostro lavoro è stato rivolto non al raccontare cosa hanno fatto allora, ma a cosa facciamo oggi. Il film mostra dove la disumanizzazione porta al suo peggio. Ha plasmato tutto il nostro passato e il nostro presente. In questo momento siamo qui come uomini che rifiutano la loro ebraicità in un olocausto dirottato da un’occupazione che ha portato al conflitto per così tante persone innocenti. Che si tratti delle vittime del 7 ottobre in Israele o dell’attacco in corso a Gaza – tutte vittime di questa disumanizzazione, come possiamo resistere?”.

 
 

Lucasfilm: a 12 anni dall’acquisizione Disney, Star Wars è un franchise di successo da 12 miliardi di dollari

lucasfilm

Dodici anni dopo che la Disney ha acquistato la Lucasfilm da George Lucas, la House of Mouse ha confermato che soltanto con il franchise di Star Wars ha realizzato quasi 12 miliardi di dollari di profitti. Nell’ottobre 2012, la Disney ha acquisito Lucasfilm per 4,05 miliardi di dollari. Da allora, c’è stato un flusso costante di contenuti di Star Wars, inizialmente sul grande schermo e più recentemente su Disney+. Ora, la Disney ha rivelato la reale portata dei profitti realizzati.

Un nuovo report della Securities & Exchange Commission rivela che la Disney ha guadagnato quasi 12 miliardi di dollari solo da Star Wars: 2,9 volte il costo dell’acquisizione. Va notato che questo non è puro profitto, ovviamente; i singoli progetti avevano i propri costi di produzione, marketing e distribuzione. Tuttavia, dà un’idea di quanto successo abbia avuto Star Wars.

Star Wars è uno dei franchise più grandi al mondo ed è importante capire che i film rappresentano solo una parte della sua redditività. Oltre alle entrate derivanti dal botteghino e dalla distribuzione in tutto il mondo, Star Wars apporta anche enormi profitti alla Disney attraverso licenze, merchandising e collegamenti. C’è una gamma in continua espansione di libri di Star Wars, con ristampe e audiolibri di materiale classico di Legends; Star Wars LEGO è un marchio di successo a sé stante; e ci sono anche tutti gli altri oggetti da collezione. Tutto ciò contribuisce alla redditività del franchising.

Va notato, tuttavia, che è molto difficile calcolare la redditività di un franchise moderno che prospera sullo streaming. Disney+ dipende da un flusso costante di contenuti originali per mantenere gli abbonati, il che significa che il valore dei vari programmi TV Disney+ di Star Wars è incerto. The Mandalorian, in particolare, è stato il programma televisivo di punta di Disney+. Ciò che è certo, però, è che Star Wars si è rivelato un successo per la Disney. Ci sono stati inciampi lungo il cammino, tuttavia, la Disney può ritenersi soddisfatta della redditività e ottimista per il futuro.

 
 

Michael Keaton commenta il suo “momento Batman” agli Oscar 2024

michael keaton

Michael Keaton parla del suo momento istant iconic agli Oscar 2024, in cui Danny DeVito e Arnold Schwarzenegger lo hanno riconosciuto tra il pubblico come Batman. Quest’anno Keaton è tornato a vestire i panni di Batman in The Flash, e mentre DeVito e Schwarzenegger hanno presenziato agli Oscar 2024 in una divertente reunion di I Gemelli, hanno anche ricordato che entrambi sono stati dei villain del franchise dell’Uomo Pipistrello.

Oscar 2024: i migliori momenti della serata

Solo pochi giorni dopo la cerimonia degli Academy Awards, Michael Keaton è apparso al Jimmy Kimmel Live (tramite DC Film News) dove gli è stato chiesto del momento tra lui, Schwarzenegger e DeVito, mentre si divertivano Batman contro il Pinguino (in Batman Il Ritorno) e Mr. Freeze (in Batman & Robin) a “confronto”.

“La cosa bella, se non vi dispiace dirlo io stesso, è stata che ho portato con me un ascot, [come un] cambio di guardaroba, perché ho pensato: “Se devo farlo, lo farò alla Bruce Wayne” un po’. Immaginavo che la gente mi vedesse sul palco, bel tocco, no?”

 
 

Mark Wahlberg parla del suo primo ruolo da cattivo dal 1996

contraband Mark Wahlberg

Mark Wahlberg anticipa il suo ruolo da cattivo nel film Flight Risk, un thriller di prossima uscita diretto da Mel Gibson. Il film segue la storia di un maresciallo dell’aeronautica che trasporta un fuggitivo su un aereo attraverso le terre selvagge dell’Alaska su un piccolo aereo e inizia a sospettare che il pilota non sia chi dice di essere. Oltre a Wahlberg, Flight Risk vede protagonisti Michelle Dockery, Topher Grace e Monib Abhat.

Parlando con Collider, Wahlberg elogia il tempo trascorso lavorando al film, dicendo che ama “lavorare con persone che hanno un grande talento” come Gibson. In termini di personaggio, Wahlberg ha descritto il ruolo come “lo stronzo più pazzo che tu abbia mai visto”. “È stato fenomenale. Davvero, essendo io una spugna e amando lavorare con persone che hanno un grande talento e poter semplicemente guardarlo ed essere uno studente per circa 20 giorni è stato straordinario. Interpreto lo stronzo più pazzo che tu abbia mai visto. Non interpreto un cattivo dai tempi di Fear. È fuori scala.”

Wahlberg interpreta il pilota in Flight Risk, il personaggio che inizialmente è un personaggio positivo ma poi gradualmente esce allo scoperto. Un pilota mal intenzionato rende naturalmente il film, tutto ambientato sull’aereo, una storia di sopravvivenza, poiché il pilota ha il controllo sulla sicurezza dei suoi passeggeri.

Come menzionato da Wahlberg, interpretare un cattivo è atipico per lui. Ha fatto la sua prima incursione in territorio di villain nel 1996, interpretando un amante ossessivo in Fear.

 
 

William Shatner ha grandi elogi per gli altri interpreti del Capitano Kirk

William Shatner

William Shatner, l’originale Capitano James T. Kirk di Star Trek ha solo grandi elogi per Chris Pine e Paul Wesley, che hanno assunto il ruolo di Kirk nel film di JJ Abrams e Star Trek: Strange New Worlds. Shatner rimane incredibilmente prolifico anche se si avvicina al suo 93esimo compleanno, e gli oltre 70 anni di carriera nel mondo dell’intrattenimento sono raccontati nel nuovo affascinante documentario, William Shatner: You Can Call Me Bill. Diretto da Alexandre O. Philippe (The People Vs. George Lucas), il film ovviamente, approfondisce i suoi pensieri e sentimenti riguardo al Capitano Kirk, il suo ruolo più famoso.

In un’intervista esclusiva con Screen Rant per promuovere You Can Call Me Bill e le sue proiezioni a partire dal 20 marzo, a William Shatner è stato chiesto cosa pensasse di Chris Pine e Paul Wesley, i suoi successori nel ruolo di James T. Kirk. “Sono meravigliosi. Vorrei solo avere un bell’aspetto come loro, e quelli del loro genere, come attori. Sono entrambi meravigliosi.” ha detto.

 
 

Ms. Marvel: la protagonista vorrebbe comparire in un film sugli X-Men

Ms. Marvel serie tv 2022

La star di Ms. Marvel, Iman Vellani, spiega perché vorrebbe far parte degli X-Men mentre i Mutanti Marvel si preparano a unirsi all’universo cinematografico della Casa delle Idee. In una recente intervista con Comic Book, Vellani ha parlato un po’ del futuro di Ms. Marvel e di cosa le piacerebbe vedere dopo. Quando all’attrice di The Marvels è stato chiesto di quale squadra nel MCU avrebbe voluto far parte, Vellani ha spiegato come le piacerebbe essere negli X-Men, condividendo quanto segue:

Sul grande schermo? X-Men. Non penso che sia una cattiva risposta. Penso che gli X-Men siano fantastici, e questo la contrassegna semplicemente come una mutante legittima e tutti gli oppositori non possono più dire di no.

Alla fine di Ms. Marvel, la serie che l’ha vista protagonista, Kamala Khan si è rivelata essere una mutante, cosa che sicuramente sarà sfruttata nel MCU. Il personaggio è astato anche co-protagonista di The Marvels, film non proprio fortunato del MCU, ma potrebbe comparire anche in Young Avengers, oltre che ovviamente nel prossimo adattamento per il cinema degli X-Men.

 
 

Sudestival 2024: tutti i vincitori della 24° edizione

Sudestival 2024

Si è appena conclusa nella suggestiva cornice di Monopoli la ventiquattresima edizione del Sudestival, il festival della Città di Monopoli, progetto dell’Associazione Culturale Sguardi, fondato e diretto da Michele Suma. Il festival è espressione dell’Apulia Cinefestival Network, afferisce all’AFIC ed è componente della Rete dei Festival dell’Adriatico. Il Sudestival è il punto di riferimento del cinema italiano di qualità in Puglia, grande schermo delle opere prime del cinema italiano, della recente produzione di DOC e di cortometraggi italiani, che si svolge nella splendida cornice della città di Monopoli.

Il festival, divenuto in ben ventiquattro edizioni il punto di riferimento per le opere prime e seconde della produzione nazionale di qualità, ha contato quest’anno cinque sezioni e dieci premi, includendo una retrospettiva dedicata a Giuliano Montaldo e la presenza di numerosi ospiti.

Nella serata conclusiva di venerdì 15 marzo, presso il Teatro Radar di Monopoli, si sono svolte le premiazioni delle diverse sezioni a cura delle Giurie presenti. Prima della consegna dei premi il pubblico ha avuto il piacere di guardare il cortometraggio Ballatoio N. 5 di Chiara de Angelis, a cui è stato conferito il Premio Raffaella Carrà all’interno del Pop Corn Festival 2023. Il festival, che si tiene ogni anno a Porto Santo Stefano Monte Argentario, è gemellato con il Sudestival e diretto da Francesca Castriconi, che sarà presente in sala.

La Giuria Cinema Nazionale Lungometraggi del Sudestival, presieduta dal regista Giorgio Diritti e composta dai registi Claudio Cupellini, Alessandro Aronadio e Annarita Ciccone e dalla regista e attrice Michela Andreozzi, ha assegnato il prestigioso FARO D’AUTORE della Città di Monopoli e il PREMIO SANTA TERESA RESORT per il miglior lungometraggio a Come pecore in mezzo ai lupi di Lyda Patitucci, aggiungendo una MENZIONE SPECIALE a Castelrotto di Damiano Giacomelli. È stato Profondo Argento di Steve della Casa e Giancarlo Rolandi ad aggiudicarsi il PREMIO GIURIA CINEMA NAZIONALE “ALBERGO DIFFUSO” come miglior Doc, grazie alla giuria composta dalla presidente Viviana Del Bianco (N.I.C.E.) e dai giornalisti Michele Sancisi e Alessandro Boschi, mentre il PREMIO RETE DEI FESTIVAL DELL’ADRIATICO al miglior cortometraggio è andato a Un bacio di troppo di Vincenzo Lamagna.

La Giuria Giovani del Sudestival, nata ventiquattro anni fa grazie all’impegno del Polo Liceale “Galilei-Curie” di Monopoli, ha assegnato il PREMIO “MONHOLIDAY” per il miglior lungometraggio a Roma Blues di Gianluca Manzetti e il PREMIO al miglior documentario a Posso entrare? An ode to Naples di Trudie Styler. Argonuts – Missione Olimpo di David Alaux si è invece aggiudicato il PREMIO GIURIA KIDS SUDESTIVAL SCHOOL per il miglior film d’animazione.

Il PREMIO GIURIA DEL PUBBLICO “9CENTO – ALBEA” per il miglior lungometraggio è andato a Doppio passo di Lorenzo Borghini, mentre il PREMIO CD D’ARGENTO “GIANNI LENOCI” è stato assegnato a  Luca Hobu Gaigher per la colonna sonora di  Gli ospiti di Svevo Montasio, grazie alla Giuria composta dal regista documentarista Francesco Conversano (presidente), dal maestro Giampaolo Schiavo, direttore del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e compositore, e dai maestri Paolo Carlomè, docente di composizione, Daniela Nasti, docente di Teoria Ritmica e percezione musicale e compositrice, e Paolo Vivaldi, docente di Composizione per la Musica applicata alle immagini. Il PREMIO APULIA FILM COMMISSION “CARLO DELLE PIANE” alla miglior sceneggiatura, assegnato dagli sceneggiatori Salvatore De Mola e Antonella Gaeta con la presidenza diAnna Crispino Delle Piane, è stato assegnato a Valerio Cilio e Gianluca Leoncini per Denti da squalo di Davide Gentile.

Infine, ma non meno importante, il PREMIO SUDESTIVAL 2024 “BUONA LA PRIMA!” è andato all’attrice e regista Margherita Buy presente in sala per la proiezione della sua opera prima, Volare.

 
 

Teen Titans: il live-action è in sviluppo presso i DC Studios

Teen Titans

Come riportato da THR, gli eroi della DC noti come Teen Titans, nati come spalla adolescente delle loro controparti più famose e iconiche, avranno il loro film in live-action presso i DC Studios guidati da James Gunn e Peter Safran. La divisione della Warner Bros. Discovery ha incaricato Ana Nogueira di scrivere la sceneggiatura del progetto. L’assunzione fa entrare ulteriormente l’attrice e drammaturga, ora diventata anche sceneggiatrice, nella famiglia DC, visto che sta già scrivendo Supergirl: Woman of Tomorrow per lo studios.

Nogueira era nota per la sua attività di attrice, che comprendeva una partecipazione a The Vampire Diaries della CW e crediti in show come The Michael J. Fox Show e la recente serie di Starz Hightown. Tuttavia, ha anche costruito una fiorente carriera di scrittrice e la sua opera Which Way to the Stage ha debuttato off-Broadway nel 2022. Nel novembre 2023 è stato rivelato che sta scrivendo Supergirl della DC, un film standalone incentrato sulla cugina kryptoniana di Superman. Teen Titans sarà dunque per lei un secondo importante lavoro all’interno dei DC Studios.

In ogni caso, si tratterà del primo gruppo di supereroi DC ad ottenere un proprio progetto in live-action. Come noto, infatti, la serie Creature Commandos in arrivo nell’autunno di quest’anno sarà un progetto d’animazione, mentre ad oggi non ci sono piani noti per un ingresso della Justice League nel DC Universe. La conferma di un film sui Teen Titans, inoltre, arriva circa un mese dopo che voci su tale progetto erano iniziate a circolare, con Gunn che si era divertito a non confermare né smentire. Sarà ora interessante scoprire quali personaggi comporranno il gruppo, con il Damian Wayne di The Brave and the Bold che ad oggi sembra essere il nome più probabile.

LEGGI ANCHE: DCEU: il fan-casting per un film sui Teen Titans

Chi sono i Teen Titans?

I Teen Titans sono stati introdotti per la prima volta a metà degli anni Sessanta e comprendevano Robin, Kid Flash, Aqualad e Wonder Girl. Altri adolescenti, come Speedy, la spalla di Green Arrow, si unirono alle avventure in seguito. Questi fumetti avevano un inclinazione per giovani e non furono considerati un grande successo fino al rilancio degli anni ’80 da parte di Marv Wolfman e George Perez. Con l’aggiunta di Beast Boy e delle nuove creazioni Cyborg, Raven e Starfire che si uniscono al gruppo, The New Teen Titans diventa un successo enorme e il fumetto più venduto della DC.

La serie fece maturare i personaggi, definì personalità e relazioni, introdusse veri e propri arcinemici, con molti temi e idee che ancora oggi si riverberano nei fumetti e in altre forme di narrazione in tempi moderni. L’opera è stata rinnovata più volte con varie configurazioni di personaggi, vecchi e nuovi. Attualmente la DC Comics pubblica Titans, con la classica combinazione degli anni ’80, ma con i personaggi non più adolescenti.

I Teen Titans sono poi diventati un franchise mediatico dal successo inaspettato grazie a Teen Titans Go!, un’interpretazione comica e spesso metaforica della DC. La serie animata è andata in onda per otto stagioni su Cartoon Network, con quasi 400 episodi. Dalla serie è stato tratto anche un lungometraggio, Teen Titans Go! To the Movie, uscito nelle sale nel luglio 2018. I personaggi sono poi apparsi anche nei videogiochi, tra gli altri media.

 
 

Race for Glory: Audi vs. Lancia, la storia vera dietro il film con Riccardo Scamarcio

Race for Glory storia vera
Riccardo Scamarcio e Volker Bruch in una scena di Race for Glory. Photo credit: Matteo Leonetti

Dal 14 marzo è al cinema il film Race for Glory: Audi vs. Lancia (qui la recensione), diretto da Stefano Mordini (Pericle il nero, La scuola cattolica) e da lui sceneggiato insieme a Filippo Bologna (Perfetti sconosciuti) e Riccardo Scamarcio, anche produttore del film. In questa pellicola si racconta l’edizione 1983 del Campionato del mondo di rally, dove il team manager della Lancia Cesare Fiorio portò la casa automobilistica ad ottenere un’importantissima vittoria. Come riportato anche nel film, però, la vicenda narrata è liberamente ispirata a quella storia vera, a cui si apportano alcune modifiche. Di seguito, invece, scopriamo come si è svolto quel campionato approfondendo dunque la vera storia dietro Race for Glory: Audi vs. Lancia.

La trama e il cast del film

Nel Campionato del mondo di rally del 1983, la Lancia e il suo team manager, Cesare Fiorio, rischiano una sconfitta certa contro il formidabile rivale Roland Gumpert e il suo team Audi, tecnologicamente superiore e composto da figure come il campione finlandese, Hannu Mikkola. Ma con cuore, passione e capacità da fuoriclasse, Fiorio riesce a mettere insieme una squadra insolita, convincendo anche il campione Walter Röhrl a guidare per la Lancia. Utilizzando tutti i trucchi a sua disposizione e piegando le regole, Fiorio si addentra in territori pericolosi, dentro e fuori la pista, per una vittoria che sembra essere impossibile.

Ad interpretare Cesare Fiorio nel film vi è l’attore Riccardo Scamarcio, anche sceneggiatore e produttore di Race for Glory: Audi vs. Lancia. Nel ruolo di Roland Gumpert vi è invece Daniel Brühl, noto per aver interpretato Niki Lauda in Rush. Volker Bruch interpreta invece il pilota della Lancia Walter Röhrl, mentre Gianmaria Martini interpreta il pilota dell’Audi Hannu Mikkola. Sono poi presenti nel film l’attrice Katie Clarkson-Hill nel ruolo di Jane McCoy, del team Lancia, e Esther Garrel in quello della pilota Audi Michèle Mouton. Giorgio Montanini è il meccanico della Lancia Ennio, mentre Haley Bennett interpreta la giornalista che intervista Fiorio.

Race for Glory Riccardo Scamarcio
Riccardo Scamarcio in una scena di Race for Glory. Photo credit: Margherita Mirabella

La storia vera dietro Race for Glory: Audi vs. Lancia

Il Campionato del mondo rally del 1983 è passato alla storia per una sfida epocale: quella di Audi contro Lancia. Trazione integrale contro posteriore, quattro ruote motrici contro due, tecnologia all’avanguardia contro tradizione meccanica. Una data in particolare segna un prima e un dopo nel mondo del rally: il 7 ottobree 1983, giorno in cui la Lancia vince, con due gare di anticipo, il suo quinto mondiale costruttori nella tappa di Sanremo. L’auto protagonista di questa impresa sportiva è la 037, presentata nel 1982 in occasione della 59esima edizione del Salone delle automobile di Torino e oggi riconosciuta come una delle vetture che hanno segnato un’epoca indelebile.

Già dalla stagione del 1981 Audi sfruttava la trazione integrale. Quella a quattro ruote motrici era sicuramente un’auto più pesante, ma con un forte vantaggio di trazione su tratti scivolosi come neve, ghiaccio e terra, di cui il mondiale rally è ricco. Per il Campionato del 1982 il team manager Cesare Fiorio cerca però di contrastare tale gap tecnico, in quanto – come si racconta in Race for Glory: Audi vs. Lancia – la Lancia non disponeva ancora di questa tecnologia. Nel Campionato di quell’anno, la squadra della Lancia si compone di Walther Röhrl, oggi venerato come uno dei più grandi piloti di rally di tutti i tempi, Markku Alén, Attilio Bettega e Miki Biasion.

L’Audi, dal suo canto, si presenta come campione del mondo costruttori in carica, con una squadra perfettamente callaudata e tre piloti velocissimi: Hannu Mikkola, Michèle Mouton e Stig Blomqvist. La prima tappa è quella di Montecarlo, dove è entra subito in gioco l’inventiva di Fiorio. In un’alternanza di fondi innevati, ghiacciati e asciutti, montare pneumatici adeguati può fare la differenza. Consapevole di non poter competere nei tratti con meno aderenza, Fiorio sfrutta una lacuna del regolamento, ordinando il cambio gomme al variare delle condizioni di fondo, proprio come mostrato in Race for Glory: Audi vs. Lancia. In questo modo le 037 riescono a domicare sull’asciutto ed essere ugualmente competitive su neve e ghiaccio.

Race For Glory Katie Clarkson-Hill Riccardo Scamarcio
Katie Clarkson-Hill e Riccardo Scamarcio in una scena di Race for Glory: Audi vs. Lancia. Photo Credit: Matteo Leonetti

Una mossa che determina un’incredibile doppietta da parte di Röhrl e Alén. Fiorio, lavorando di strategia, decide di non presentarsi alla seconda tappa in Svezia, dove le Lancia sarebbe state certamente svantaggiate. In Portogallo, però, la sfida ricomincia ma in questo caso a trionfare sono i tedeschi dell’Audi per via di alcuni problemi tecnici sofferti dal team Lancia. Al Safari Rally, la Lancia racimola poi solo qualche punto ma è in Corsica che vengono ottenuti i maggiori risultati, con tutte le prime quattro posizioni conquistate dalla Lancia, mentre le Audi non riescono a classificarsi a causa di problemi tecnici e incidenti.

Si passa poi in Grecia, dove sia la Mouton che Mikkola sono costretti al ritiro per via di problemi al motore. Anche in questo caso, dunque, la Lancia conquista le prime posizioni, replicando poi nella tappa successiva in Nuova Zelanda. Vengono così messe a segno tre importanti vittorie di fila, ottenute su terreni apparentemente sfavorevoli alla 037 e la sua trazione posteriore. Il team Audi, tuttavia, riesce a rifarsi in Argenina, occupando l’intero podio, e in Finlandia – dove Röhrl decide di non andare – aggiudicandosi le prime due posizioni. In quest’ultima gara la 037 arriva terza.

Alla gara a Sanremo, la sfida è al suo culmine. In questo luogo iconico dell’automobilismo alla Lancia basta un buon podio per vincere il Campionato costruttori. Per l’intero circuito il testa a testa tra Lancia e Audi è dunque serrato, ma verso la fine le 037 recuperano e portano a segno – come mostrato in Race for Glory: Audi vs. Lancia – un successo straordinario: ben quattro Lancia arrivano nelle prime cinque posizioni, con Alén, Röhrl e Bettega che occupano tutto il podio. Con questo risultato, la Lancia conquista matematicamente il titolo costruttori, con ben due gare di anticipo ed entrando ufficialmente nella leggenda.

Dopo le ultime tappe in Costa d’avorio e Gran Bretagna, l’Audi si aggiudica però il Campionato piloti. La Lancia 037 è inoltre ricordata come l’ultima vettura da rally a trazione posteriore a vincere un Campionato del mondo. Per quanto riguarda Fiorio, che in carriera ha vinto ben 10 titoli mondiali costruttori (sette con Lancia e tre con Fiata), dal 1989 al 1991 ricopre il ruolo di direttore sportivo della Ferrari in Formula 1, passando poi per alcune stagioni alla Ligier, alla Forti e alla Minardi. Dopo il ritiro collabora come opinionista per la F1 con la Rai e con TELE+, ma si dedica anche alla gestione di una masseria a Ceglie Messapica in Puglia.

 
 

Chi è senza peccato – The Dry: trama, cast e sequel del film

Chi è senza peccato - The Dry film trama

I film di genere investigativo tratti da romanzi sono innumerevoli e il più delle volte sanno affascinare e convincere sia chi già conosce l’opera letteraria di partenza sia chi ne è totalmente ignaro. Con le loro storie dedicate a particolari casi da risolvere, questi intrigano e tengono viva l’attenzione fino all’ultima scena, offrendo enigmi e situazioni ai quali difficilmente si resta indifferenti. Film come Il silenzio degli innocenti, Assassinio sull’Orient Express, Il collezionista di ossa, Il rapporto Pelican, La ragazza nella nebbia o Millennium – Uomini che odiano le donne sono solo alcuni esempi. Un recente film simile è Chi è senza peccato – The Dry, diretto da Robert Connolly.

Questo è l’adattamento cinematografico del pluripremiato romanzo del 2016 Chi è senza peccato, scritto da Jane Harper. Il libro ha vinto numerosi premi internazionali e ha venduto più di un milione di copie in tutto il mondo. Si tratta inoltre del primo racconto dedicato alle indagini del detective Aaron Falk. Ad esso sono poi seguiti La forza della natura (2017) e L’uomo perduto (2018). Realizzato nel 2020, Chi è senza peccato – The Dry è stato uno dei film la cui distribuzione è stata ostacolata dalla pandemia di Covid-19 e in Italia è arrivato in sala solo nel novembre del 2021. Ciò non gli ha però impedito di riscuotere un buon successo.

Ora che è arrivato al cinema il suo sequel, il passaggio televisivo di Chi è senza colpa – The Dry è l’occasione giusta per recupare questo titolo, che tra grandi interpretazioni e un caso appassionante non mancherà di entusiasmare i fan del genere. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Chi è senza colpa – The Dry. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori, al suo finale e al suo sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Chi è senza peccato - The Dry libro

La trama e il cast di Chi è senza peccato – The Dry

Protagonista del film è Aaron Falk, un detective di polizia, che dopo 20 anni fa ritorno nella sua città natale in occasione del funerale del suo vecchio amico d’infanzia Luke. Pare che l’uomo, prima di togliersi la vita, abbia anche ucciso la moglie e il figlio. Falk accetta con riluttanza d’indagare sul caso per capire se si tratta di qualcosa di più di questo e le ricerche porteranno alla luce una vecchia e profonda ferita che ha a che fare con la morte di una diciassette amica di Luke. Falk sospetta che ci sia un collegamento tra questi due crimini e mentre si batte per dimostrare l’innocenza del suo amico, sarà costretto ad affronta il pregiudizio e la rabbia dell’intera comunità.

Ad interpretare Aaron Falk vi è l’attore Eric Bana, noto per film come Hulk, Troy e Munich. Nel ruolo di Aaron da giovane vi è invece Joe Klocek. Ad interpretare Luke Hadler da adulto vi è Martin Dingle Wall, mentre la versione da giovane è interpretata da Sam Corlett. Altro personaggio importante è Gretchen, amante di Luke, interpretata da adulta da Genevieve O’Reilly e da giovane da Claude Scott-Mitchell. Completano il cast Keir O’Donnell nel ruolo del sergente Greg Raco, Bruce Spence in quelli di Gerry Hadler e John Polson come Scott Whitlam. Bebe Bettencourt è la diciassetten Eleanor “Ellie” Deacon, mentre William Zappa interpreta suo padre Mal Deacon.

Chi è senza peccato - The Dry sequel

Il finale del film e il suo sequel: Force of Nature – Oltre l’inganno

Aaron si trova dunque a cercare una soluzione a quel caso, per capire se davvero Luke sia l’artefice di quell’omicidio-suicidio. Indagando, scopre che i proiettili usati nel crimine erano Remington, mentre Luke possedeva un fucile Winchester e ciò lo porta a sospettare che non sia l’amico il responsabile. Continuando le ricerche, Aaron arriva a sospettare un coinvolgimento del preside Scott Whitlam, il quale ammette la sua dipendenza dal gioco d’azzardo, ruba soldi dalla scuola per pagare i suoi debiti e uccide la famiglia Hadler per coprire la sua frode. L’indagine è così chiusa e i genitori di Luke ringraziano Falk per aver dimostrato l’innocenza di Luke.

Un sequel basato sul libro di Harper del 2017, Force of Nature, è stato poi annunciato in produzione nel 2022, con il titolo Force of Nature – Oltre l’inganno, uscito nelle sale italiane il 14 marzo 2024. In questo, Eric Bana riprende il ruolo di Aaron Falk, trovandosi alle prese di un nuovo caso: cinque donne partecipano a un ritiro aziendale di escursionismo nel profondo delle catene montuose vittoriane. Una delle cinque è una informatrice e scompare. Insieme all’agente della polizia federale australiana Carmen Cooper (Jacqueline McKenzie), Falk intraprenderà delle ricerche nella speranza di trovarla viva e scoprire cosa è successo.

Il trailer di Chi è senza peccato – The Dry e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Chi è senza peccato – The Dry grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 15 marzo alle ore 21:20 sul canale Rai 3.

 
 

The Great Wall: trama, cast e altre curiosità sul film con Matt Damon

The Great Wall film

The Great Wall (qui la recensione) è il primo film in lingua inglese del regista cinese Zhang Yimou, considerato uno degli esponenti più importanti della cosiddetta “quinta generazione” di cineasti. Per l’occasione egli adatta qui una storia fantasy ricca di azione ed epica, scritta tra gli altri da Tony Gilroy, autore della saga iniziata con The Bourne Identity. Quello del film è infatti un racconto che ispirandosi alla costruzione della Grande muraglia cinese, immagina questa come una difesa da nemici tutt’altro che umani e prevedibili. Ed è qui che il film acquista il suo fascino e i suoi elementi più vicini alla leggenda e al racconto popolare.

Per poter dar vita a tutto ciò, il film si è avvalso di grandi ricostruzioni scenografiche come anche di un cast di livello internazionale. Le riprese, svoltesi interamente in territorio cinese, hanno confermato la grandezza del progetto, affermatosi come il film più costoso mai girato in Cina. Tale sforzo produttivo si è però dovuto scontrare con uno scottante insuccesso di critica e pubblico. Con un budget di circa 135 milioni di dollari, The Great Wall è riuscito ad incassarne circa 331 in tutto il mondo. Tale cifra non è però stata sufficiente a rientrare di tutti i costi relativi al film, affermandosi così come uno dei più dolorosi flop dell’anno.

A distanza di qualche anno dalla sua uscita, tuttavia, il film è stato anche apprezzato per l’intrattenimento offerto. La maestria del regista ha infatti consentito la realizzazione di sequenze d’azione visivamente spettacolari, in grado di valere da sole l’intero film. Qualora si desiderasse dunque cimentarsi in una nuova visione del film, può essere consigliabile essere a conoscenza di una serie di curiosità legate al film, molte delle quali relative al cast di attori e le location. Proseguendo nella lettura sarà possibile scoprire tutto ciò come anche le piattaforme dove è possibile ritrovare il film in streaming.

The Great Wall cast

La trama di The Great Wall

Ambientato in un epoca remota, il film ha per protagonisti i mercenari William Garin e Pedro Tovar. Questi sono in viaggio per la Cina alla ricerca di una preziosa polvere nera, antenata della polvere da sparo. Nel corso del loro cammino, però, la squadra capitanata dai due viene attaccata da una mostruosa creatura. Questa riesce ad uccidere tutti tranne i due mercenari, che si salvano mettendo in fuga la bestia. Scossi dall’evento, William e Pedro si dirigono verso la Grande Muraglia, attualmente in costruzione. Cercando riparo qui, i due vengono fatti prigionieri dai soldati dell’Ordine Senza Nome, guidati dal generale Shao e dallo stratega Wang. Presso di loro vengono a conoscenza di quanto sta accadendo in quei giorni nel territorio cinese.

A distanza di sessant’anni dall’ultimo attacco, una razza aliena giunta sulla terra tramite un meteorite è ora di nuovo pronta a dichiarare guerra al popolo lì presente. Tali creature sono chiamate Taotie, e a giudicare dall’incontro avuto dai due mercenari sono molto più vicini di quanto sembri. Comprese le abilità in battaglia dei due europei, i membri dell’Ordine decidono di liberarli soltanto se questi acconsentiranno a combattere al loro fianco. Per William e Pedro ha così inizio una lunga preparazione strategica, il cui fallimento comporterebbe la caduta del popolo cinese e forse dell’intera umanità. Affascinato dalla comandante Lin, William non ha dubbi sulla volontà di combattere, mentre il suo amico Pedro sembra nutrire molti più dubbi circa la riuscita della missione.

The Great Wall: il cast del film

Per un film di questa portata, co-prodotto da Stati Uniti e Cina, si è scelto di affidarsi ad un cast di attori proveniente da entrambi i paesi. Nel ruolo del protagonista William Garin si ritrova così il premio Oscar Matt Damon. Per poter recitare in The Great Wall, questi ha rinunciato al ruolo da protagonista in Manchester by the sea, film che ha poi permesso a Casey Affleck di vincere il suo Oscar. Damon era però rimasto particolarmente colpito dal progetto, e la possibilità di poter lavorare con Yimou lo hanno spinto ad accettare la parte. Per poter comprendere meglio il contesto cinese, egli ha trascorso oltre sei mesi in Cina insieme alla sua famiglia. Durante questo periodo ha inoltre preso lezioni di tiro con l’arco, essendo il suo personaggio un abile arciere.

Accanto a lui, nel ruolo di Pedro, vi è l’attore cileno Pedro Pascal. Divenuto celebre grazie alla serie Narcos, egli è oggi conosciuto per il ruolo del mascherato protagonista di The Mandalorian. Come Damon, anche questi ha trascorso diverso tempo in Cina, allenandosi per poter eseguire personalmente molte delle acrobatiche sequenze. Nel film vi è inoltre Willem Dafoe, nel ruolo del mercenario Ballard. Il resto del cast è composto prevalentemente da attori cinesi, come Jing Tian nei panni della comandante Lin Mae. L’attrice si è poi affermata a livello internazionale anche grazie a Pacific Rim – La rivolta e Kong: Skull Island. Importante è inoltre la presenza di Andy Lau, attore di numerosi film come il noto Infernal Affairs.

The Great Wall location

The Great Wall: le location e i mostri del film

Come già accennato, le riprese del film si sono svolte esclusivamente in territorio cinese, a Qingdao e, in particolare, nella città sub-provinciale di Tsingtao, facente parte dello Shandong. Il regista aveva richiesto di poter girare alcune delle scene sulla vera Grande Muraglia, ma dovette rinunciarvi nel momento in cui gli venne negata tale possibilità. Si è dunque provveduto, per rimediare, a ricostruire parti di questa in studio, come ad esempio tre alte mura, mentre molto venne in seguito realizzato grazie alla computer grafica. Per quanto possibile, tuttavia, Yimou insistette per poter girare in esterni, cercando di catturare l’atmosfera tipica della Cina. Si è poi affermato come la produzione cinematografica cinese più costosa mai realizzata.

Le montagne colorate del film sono invece reali. Si possono vedere a Zhangye, nella regione nord-occidentale della Cina. Alcune riprese sono infine state effettuate anche in Nuova Zelanda. Per quanto riguarda i mostri presenti nel film, invece, il loro nome Taotie, deriva da quello di un demone malvagio della mitologia cinese. Qui, tali creature sono però rappresentate come esseri alieni. Nella realtà, il t’ao-t’ieh presenta generalmente una smisurata testa da cui due corpi vengono proiettati. Solitamente viene rappresentato con sei zampe, in quanto quelle anteriori servono per entrambi i corpi. La testa può essere di drago, tigre o uomo. In cinese “taotie” vuol dire ghiottone, e simboleggia la frugalità.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

Per gli appassionati del film, o per chi dovesse ancora vederlo, è possibile fruire di The Great Wall grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple iTunes, Prime Video, Now e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film verrà inoltre trasmesso in televisione venerdì 15 marzo alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

 
 

Superman: trapelata la prima immagine di The Engineer dal set

Superman di James Gunn 2025

Sono emerse online le prime foto di Maria Gabriela de Faria nei panni di The Engineer direttamente dal set di Superman. Le spie del set che frequentano la produzione del film diretto da James Gunn, le cui riprese sono attualmente in corso ad Atlanta, hanno infatti individuato la star con indosso il costume in pelle nera e hanno scattato alcune foto. Questo è il primo “spoiler” significativo emerso dalla produzione di Superman, che è iniziata all’inizio di questo mese. Ad oggi, The Engineer è stato indicato come uno dei villain del film, mentre nei fumetti il personaggio è un membro del gruppo di antieroi The Authority, che ha un proprio film in fase di sviluppo presso i DC Studios.

Naturalmente, è difficile ad ora stabilire se il personaggio avrà poi un suo risvolto positivo, prendendo in futuro parte a questo team. Il costume che si può vedere da queste foto è però piuttosto somigliante con quello dei fumetti, per cui è possibile che non ci sia un futuro da solo villain nel futuro del personaggio. Ad ogni modo, questa fuga di immagini rappresenta un problema per Gunn, che dovrà cercare in tutti i modi di evitare che la stessa sorte tocchi al protagonista del film, sul cui costume ci sono grandi attese e molte speculazioni. Intanto, ecco qui di seguito il post con le foto:

Cosa sappiamo sul nuovo Superman?

Superman racconta la storia del viaggio di Superman per conciliare la sua eredità kryptoniana con la sua educazione umana come Clark Kent di Smallville, Kansas“, si legge nella sinossi ufficiale del film. “È l’incarnazione della verità, della giustizia e dello stile americano, guidato dalla gentilezza umana in un mondo che vede la gentilezza come antiquata.” Il film uscirà al cinema l’11 luglio 2025.

Superman avrà come protagonisti anche Rachel Brosnahan nel ruolo di Lois Lane e Nicholas Hoult in quello di Lex Luthor, oltre a Isabela Merced nel ruolo di Hawkgirl, Edi Gathegi in quello di Mister Terrific, Nathan Fillion in quello della Lanterna Verde Guy Gardner e Anthony Carrigan in quello di Metamorpho.

Più recentemente, Sara Sampaio ha firmato per interpretare l’assistente/amante di Lex, Eve Teschmacher, e Skyler Gisondo è stato scritturato per il ruolo di Jimmy Olsen.Sono attesi anche i membri della squadra di antieroi The Authority e María Gabriela de Faría (Animal Control) è stata scritturata per il ruolo di Angela Spica/The Engineer. Si dice anche che la Supergirl di Milly Alcock farà il suo debutto prima del suo film su Supergirl: Woman of Tomorrow, ma non è ancora stato confermato.

 
 

The Brave and the Bold: 6 cose che vorremmo vedere nel reboot di Batman dei DC Studios

The Brave and the Bold

The Brave and the Bold è stato uno dei film annunciati dai DC Studios nell’ambito del “Chapter 1: Gods and Monsters” lo scorso gennaio. Il franchise di The Batman non sarà integrato nel DCU, il che significa che avremo due diverse versioni di Bruce Wayne nelle sale contemporaneamente. Un aspetto fondamentale per cui questo reboot si distinguerà dai film di Matt Reeves e dai suoi predecessori è il fatto che Batman sarà affiancato da suo figlio, Damian Wayne, nel ruolo di Robin. Tenendo conto di ciò, proviamo ad immaginare ciò che sarebbe bello vedere in questo film. Dal modo in cui Batman viene rappresentato ai possibili interessi amorosi e fino ai cattivi.

1Un nuovo regista

The Flash Andy Muschietti
Cortesia di Warner Bros Discovery

Dopo The Flash, Andy Muschietti non dovrebbe stare alla guida di un altro film di supereroi (e certamente non uno così importante come The Brave and the Bold). Il regista ha affrontato la sua parte di sfide con il film del 2023, certo, ma al di là dei terribili VFX e della storia insoddisfacente, ha comunque realizzato un’uscita del tutto mediocre per il personaggio, piena di momenti raccapriccianti e di decisioni creative sconcertanti.

Muschietti ha fatto un buon lavoro attingendo alla nostalgia che deriva dal Batman di Michael Keaton, ma questo non è sufficiente per sostenere una nuova interpretazione dell’eroe che deve competere con personaggi come Il cavaliere oscuro e The Batman. Come noto, Muschietti si sta prendendo del tempo prima di dedicarsi al nuovo film, ma non mancano anche teorie secondo cui potrebbe abbandonare la regia di questo progetto. Affidarlo ad un nome nuovo potrebbe essere la cosa migliore.

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Ghostbusters: Minaccia Glaciale, il final trailer

Ecco il trailer finale di Ghostbusters: Minaccia glaciale, scritto da Jason Reitman e Gil Kenan e basato sul film del 1984 di Ivan Reitman Ghostbusters, scritto da Dan Aykroyd e Harold Ramis. Nel cast oltre Paul Rudd (Ant-Man and the Wasp: Quantumania), Carrie Coon (Boston Strangler), Finn Wolfhard (Stranger Things), Mckenna Grace (Ghostbusters: Legacy) ci sono anche Kumail Nanjiani (Eternals), Patton Oswalt (Eternals), Celeste O’Connor (Ghostbusters: Legacy), Logan Kim (The Walking Dead: Dead City), Dan Aykroyd (Ghostbusters), Ernie Hudson (Ghostbusters) e Annie Potts (Ghostbusters).

Ghostbusters: Minaccia glaciale sarà solo al cinema dall’11 aprile prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

La trama di Ghostbusters: Minaccia Glaciale

In Ghostbusters: Minaccia Glaciale, la famiglia Spengler torna dove tutto è iniziato, l’iconica caserma dei pompieri di New York, e si unisce agli Acchiappafantasmi originali che hanno sviluppato un laboratorio di ricerca top-secret per portare la lotta ai fantasmi a un livello superiore. Quando la scoperta di un antico artefatto scatenerà una forza malvagia, i vecchi e nuovi Ghostbusters dovranno unire le forze per proteggere la loro casa e salvare il mondo da una seconda era glaciale.