L’account Twitter ufficiale del
franchise di Fast and Furious ha annunciato
ufficialmente l’entrata in produzione di Fast and Furious 10, mostrando
anche il nuovo logo del film con Vin
Diesel. Eccolo di seguito:
Vi ricordiamo che Fast
and Furious 10 sarà diretto da Justin
Lin e sarà scritto da Gary Scott Thompson. Confermati nel
cast al momento ci sono Nathalie Emmanuel nei panni di
Ramsey, Vin
Diesel come Dominic Toretto, Michelle Rodriguez che riprende i panni di
Letty Ortiz, Tyrese Gibson, Ludacris, e
Sung Kang che riprende il suo ruolo di Han. Tra le new
entry, Jason Momoa nel ruolo del villain e Brie Larson.
Secondo quanto riferito, la Warner
Bros. non prevede un ritorno per Ezra Miller nei futuri film di Animali
fantastici, mentre il suo coinvolgimento nel franchise DC
dopo The
Flash rimane poco chiaro.
Dal suo casting per il ruolo di
Barry Allen nell’ottobre 2014, Ezra Miller è stato coinvolto non in uno ma in
due importanti franchise Warner Bros.: l’universo di Harry Potter e
il DCEU. Miller è stato scelto quasi otto anni fa come prima
incarnazione cinematografica di The
Flash, mentre ha anche avuto un ruolo secondario nei
film di Animali fantastici come Credence Barebone/Aurelius Silente.
Sebbene il film da solista di Flash sia stato ritardato più volte,
Miller è apparso come il Velocista Scarlatto in diversi film
DC.
Dalla fine di marzo, Miller ha
dovuto affrontare numerosi problemi legali alle Hawaii. Tutto è
iniziato con
un arresto domenica 27 marzo a causa di comportamenti
disordinati e molestie. L’attore è stato anche oggetto di un ordine
restrittivo da parte di una coppia hawaiana prima che i due lo
ritirassero entro il 12 aprile. L’ordine restrittivo è stato
inizialmente presentato dopo che Miller è entrato nel loro
appartamento e ha minacciato le loro vite prima di rubare vari
oggetti personali. All’inizio di questa settimana, Miller è stato
nuovamente arrestato alle Hawaii a seguito di una denuncia per
aggressione di secondo grado, che prevedeva il lancio di una
sedia contro una donna di 26 anni, gesto che le ha procurato un
taglio sulla fronte.
Fino ad ora, la Warner Bros. è
rimasta silenziosa in merito alle azioni di Miller e soprattutto in
merito al suo futuro nei franchise di The Flash e
Animali fantastici. Tuttavia, dopo l’arresto di
Miller questa settimana, Deadline ha fornito due aggiornamenti
significativi sui due ruoli dell’attore. Dopo il ritorno di Miller
in Animali fantastici: I segreti di Silente,
Deadline riferisce che Miller non si è impegnato ad apparire in
nessun futuro film del Wizarding World. Diverso è il discorso con
The
Flash, dal momento che sembra che non sia cambiato
nulla, poiché il film DC è attualmente in post-produzione per
rispettare la data di uscita del 23 giugno 2023,
senza che lo studio abbia dato segno di riprogrammarla o di
spostare il progetto su HBO
Max per abbassarne il profilo.
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha Calle(Febbre
d’amore) che interpreterà Supergirl.
Prende sempre più corpo il progetto
SONY dedicato a Madame
Web, che vedrà protagonista Dakota
Johnson in un ruolo decisamente inedito per la sua
carriera. Dopo
l’aggiunta al cast di Sydney Sweeney, arriva una nuova
notizia che farà molto piacere ai fan.
La SONY ha finalmente stabilito una
data d’uscita per il film. L’appuntamento è per il 7 luglio 2023.
Madame
Web sarà diretto da S.J.
Clarkson (Dexter) e basato su una sceneggiatura
firmata da Matt Sazama e Burk
Sharpless (Morbius).
Nel cast di Madame
Web ci sono Dakota Johnson e Sydney
Sweeney. Lo studio si trova in una posizione di forza dopo
l’uscita di
Spider-Man: No Way Home, che ha incassato 1,74
miliardi di dollari a livello globale, l’incasso più alto nella
storia della Sony.
Il film arrivarà in sala il 7
luglio 2023. Madame
Web sarà diretto da S.J.
Clarkson (Dexter) e basato su
una sceneggiatura firmata da Matt Sazama e
Burk Sharpless (Morbius).
Dopo il primo teaser
trailer e il poster che raffigura Chris
Hemsworth nei panni di Thor Odinson, ecco un nuovo
poster di Thor: Love and Thunder che
però raffigura Mighty Thor, che avrà il volto di
Natalie Portman. Eccolo di seguito condiviso
dall’attrice su Instagram:
Thor: Love and Thunder è il
quarto capitolo sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare
il Mjolnir stavolta sarà
Jane Foster, interpretata di nuovo da
Natalie Portman, come confermato sabato durante il
panel dei Marvel Studios al
Comic-Con. L’uscita nelle sale è fissata invece al 6 Luglio
2022.
Il film segue Thor (Chris
Hemsworth) in un viaggio diverso da quelli affrontati
fino ad ora, alla ricerca della pace interiore. Ma il suo riposo è
interrotto da un killer galattico conosciuto come Gorr the God
Butcher (Christian Bale), che cerca l’estinzione degli
dei. Per combattere la minaccia, Thor si affida all’aiuto di
Valchiria (Tessa Thompson), Korg (Taika Waititi) e dell’ex
fidanzata Jane Foster (Natalie Portman) che, con stupore di Thor,
brandisce inspiegabilmente il suo martello magico, Mjolnir, come
Mighty Thor. Insieme, intraprendono una sconvolgente avventura
cosmica per scoprire il mistero della vendetta di Gorr il
macellatore di dei e fermarlo prima che sia troppo tardi.
Taika Waitititornerà alla regia di Thor: Love and
Thunder, un film dei Marvel
Studios dopo Thor:
Ragnarok, così come Chris
HemswortheTessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor
e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. Nel cast anche Christian
Bale nei panni del villain Gorr il Macellatore di
Dei, e Russell
Crowe in quelli di Zeus. L’ispirazione del
progetto arriva dal fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi
come “la perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
Anche se tutto il mondo la
identifica con Wonder Woman, Gal Gadot sta cambiando pelle per il nuovo
live action di Casa Disney. L’attrice israeliana infatti sarà la
Regina Cattiva di Biancaneve, in cui reciterà
insieme a Rachel Zegler (West Side Story).
Durante un’intervista, Gal Gadot ha commentato il suo ruolo,
un’occasione speciale per lei, dal momento che si trova ad avere a
che fare non solo con un personaggio iconico della storia del
cinema, ma anche perché per lei si tratta del primo villain con cui
si confronta al cinema:
“Lo amo! È divertente, devo fare
cose differenti. Devo cantare e ballare e devo interpretare un
villain, cosa che non ho mai fatto prima – ed è il primo villain
della Disney! Mi sta davvero piacendo molto lavorare con tutte le
persone coinvolte, con Mark Webb e Marc Platt che produce, e
naturalmente con Rachel Zegler. È una grande esperienza, mi sta
piacendo tantissimo e la Regina Cattiva è davvero cattiva. Sarà
molto interessante.”
Quello che sappiamo su
Biancaneve
Biancaneve ha già
trovato le sue protagoniste, in quanto Rachel Zegler sarà la
protagonista e Gal Gadot
come la regina cattiva. Zegler è un’attrice emergente che
vedremo nel ruolo di Maria in West
Side Story di Steven Speilberg.
Gadot è meglio conosciuta per il suo ruolo di Diana Prince in
Wonder Woman. Il film sarà diretto da Marc Webb
(500 Giorni insieme, The Amazing Spider-Man 2) e
prodotto da Marc Platt (Dear Even Hanson,
La La
Land, Crudelia) e Russell Allen
(Il Re Leone, Jurassic World). Nuove canzoni di
Benj Pasek e Justin Paul
(The Greatest Showman, Dear Evan Hansen) saranno
presenti insieme alle tracce originali.
Al via dal 6 maggio a Rovereto la
terza edizione di Educa Immagine, il festival
dell’educazione ai media, nato nell’alveo di Educa e del Piano
cinema per la scuola di MiC e MI con la direzione artistica di
Trentino Film Commission e l’organizzazione di Consolida.
Come sempre anche questa edizione
sarà animata da proiezioni, laboratori e incontri con esperti
nazionali. Dal cinema a Tik Tok, dai reportage fotografici di
National Geographic a Instagram, dalla TV alle piattaforme: tante
saranno le tematiche su cui confrontarsi tutte organizzate con
l’obiettivo di sviluppare il pensiero critico e di diventare
cittadini consapevoli e attivi.
Tra i tanti eventi segnaliamo: il
laboratorio per docenti ed educatori “Educazione all’immagine: dal
cinema a Tik Tok”, i due focus “L’ho visto su Facebook:
l’informazione durante la prima guerra social” e “Professione
reporter: la fotografia ai tempi del web” con la giornalista
e photo-consultant Irene Alison e Marco Cattaneo direttore di
National Geographic Italia e Le Scienze, la serata dal titolo
“Scrittori di immagini: da Romanzo Criminale a oggi: l’evoluzione
delle serie tv in Italia” con il magistrato e scrittore Giancarlo
De Cataldo autore di Romanzo criminale, Suburra e di molti altri
libri divenuti best-seller, e con la sceneggiatrice Barbara
Petronio, una delle prime e più note showrunner italiane e infine
il focus per docenti, educatori e genitori “TV: istruzioni per
l’uso”.
Oltre alla collaborazione dei
partner di EDUCA e al sostegno della Cassa Rurale di AltoGarda e
Rovereto, Educa Immagine conta in questa edizione su nuovi e
importanti media partner: Rai Cultura, Mymovies.it e Dire Giovani.
Programma
Si inizia la mattina di venerdì 6
maggio con gli appuntamenti dedicati alle scuole: per gli alunni
della primaria la proiezione di Minuscule – La valle delle formiche
perdute per la regia di Thomas Szabo, Hélène Giraud, cui seguirà il
laboratorio di alfabetizzazione e analisi del
linguaggio cinematografico condotto dagli esperti di Fondazione Sistema Toscana – Lanterne Magiche.
Esperti che condurranno anche il laboratorio dedicato agli studenti
delle secondarie di secondo grado che seguirà la proiezione del
film premio Oscar alla migliore sceneggiatura Little Miss Sunshine
di Jonathan Dayton e Valerie Faris.
Agli studenti della secondaria di
primo grado Educa Immagine, in collaborazione con Trento Film
Festival, propone la proiezione on line di Mila, film di animazione
sul tema della guerra, cui seguirà l’incontro con la regista Cinzia
Angelini, gli animatori Lorenzo Pedergnana e Luca De Crescenzo di
Lanterne Magiche, che racconteranno come si produce un film di
animazione, quali sono le diverse fasi e le figure professionali
coinvolte.
Da venerdì pomeriggio il festival si
apre a tutti. Si inizia con due appuntamenti sull’educazione
all’immagine: il panel “Educare all’immagine: quali prospettive per
l’Italia?” dedicato alle opportunità offerte, a scuole e non solo,
dalle politiche nazionali per sostenere lo sviluppo ed il
laboratorio per docenti ed educatori “Educazione all’immagine: dal
cinema a TikTok” per comprendere quali sono gli elementi formativi
e didattici fondamentali di questa disciplina attraverso una
rassegna ragionata dei diversi format.
Sempre venerdì alle 17 il focus
“L’ho visto su Facebook: l’informazione durante la prima guerra
social” con un pool di giornalisti: Alice Scaglioni del Corriere
della Sera e Viola Stefanello che collabora con testate nazionali e
internazionali; Giovanni Zagni direttore dei progetti di fact
checking Pagella Politica e Facta. News, moderati da Valerio
Cataldi giornalista Rai e presidente della Carta di Roma.
Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina i social network sono
stati inondati di video e foto da entrambe le parti e sono
diventati il campo di battaglia internazionale riproponendo così in
modo violento il tema dei rischi e delle opportunità
dell’informazione veicolata tramite social network.
Si ricomincia sabato 7 maggio con il
laboratorio condotto da Chiara Valmachino, specializzata nella
comunicazione sociale dedicato alla “Cittadinanza digitale”
previsto nel curricolo di educazione civica che offre a docenti ed
educatori spunti metodologici, strumenti e risorse con un focus
sulla media literacy. Nel pomeriggio il focus “Professione
reporter: la fotografia ai tempi del web” con la giornalista e
photo-consultant Irene Alison, e Marco Cattaneo direttore di
National Geographic Italia e Le Scienze che, moderati dal critico
cinematografico Enrico Magrelli, rifletteranno su come la
diffusione di smartphone e social network abbia cambiato il mondo
della fotografia, influenzato il modo di fare reportage e il lavoro
dei giornalisti professionisti. Serata a Teatro Zandonai per
parlare di serie tv con il magistrato e scrittore Giancarlo De
Cataldo, autore di Romanzo criminale, Suburra e di molti altri
libri divenuti best-seller, e la sceneggiatrice Barbara Petronio
una delle prime e più note showrunner italiane.
Si continua a parlare di TV anche
domenica 8 maggio a Palazzo Fedrigotti con “TV: istruzioni per
l’uso” con Luca Milano direttore di Rai Ragazzi; Paolo Ferri,
professore dell’Università Bicocca di Milano e direttore
dell’Osservatorio Nuovi Media NuMediaBios; Sergio Manfio autore e
sceneggiatore, fondatore e presidente di Gli Alcuni e l’esperta di
media education Chiara Valmachino. Assieme alle piattaforme la Tv
propone infinite forme di intrattenimento e non solo e i bambini ne
sono attratti fin da piccolissimi. Per genitori e insegnanti,
soprattutto nella fascia under 10 è importante allora capire quali
sono le regole (tempi e modi) per un buon uso della TV ma anche dei
tablet, imparare ad orientarsi nella ricca offerta di prodotti
audiovisivi e scoprire come possono essere anche un valido supporto
alla didattica. In contemporanea nella sala a fianco bambini e
ragazzi possono partecipare al laboratorio condotto dall’artista e
regista Martina Melilli, dove apprendere alcuni elementi di base
del linguaggio audiovisivo.
Gli incontri sono gratuiti, ma
occorre iscriversi sul sito www.educaimmagine.it.
I due fratelli
Nee, Aaron e Adam, escono al cinema con la loro
nuova
pellicola dal titolo The Lost City. Attivi già
da diversi anni e noti per aver scritto e diretto storie
avventurose se non sentimentali, come Band of
robbers del 2015, che immagina Tom Sawyer e Huck Finn
da grandi, o The last romantic del 2006, e
hanno anche in cantiere Masters of the universe, che sarebbe
previsto per il 2024, sul mitico He-Man dal caschetto biondo che
negli anni 80 gridava «Per il potere di Grayskull».
Con The Lost
City assistiamo ad un noto format, in cui una coppia
mal assortita e certamente abituata a un ambiente urbano, si trova
nella giungla a lottare per sopravvivere.
I protagonisti di The Lost
City
I due in questione sono
gli avvenenti
Sandra Bullock e
Channing Tatum: lei è Loretta Sage, vedova depressa,
che insieme all’adorato marito studiava le civiltà antiche
dell’America Centrale, e con cui sognava un giorno di potersene
partire alla scoperta e all’esplorazione. Lui è Alan Caprison, il
modello delle copertine dei libri in stile romanzo Harmony che
Loretta si è trovata a scrivere con reticenza come ripiego dopo la
morte del suo consorte. A motivare il traballante umore di Loretta,
c’è la sua solida agente Beth (Da’Vine Joy
Randolph) che con vigore e affaticato entusiasmo cerca di
farle comprendere l’importanza del suo lavoro, nonostante i dubbi
contenuti erotici con cui deve arricchire i suoi racconti.
Il sensuale personaggio
maschile creato da Loretta è Dash, la cui muscolosa immagine è
appunto quella del modello interpretato da Tatum che, dotato di
scarso intelletto e invaghito della Bullock, è convinto di poter
veramente incarnare il personaggio eroico senza macchia e senza
paura descritto da lei nei libri.
Durante la presentazione
del suo ultimo romanzo, inguainata in una tutina di paillettes
fucsia presa con orgoglio a noleggio da Beth, Loretta cerca di
andarsene stancamente e furtivamente, tallonata da Alan/Dash che
cerca di parlarle, capirla e scusarsi. Se non che, viene rapita da
Abigail Fairfax (Daniel
Radcliffe), ricco e psicolabile ammiratore dei suoi
libri, ma soprattutto dei dettagli in merito a succulenti tesori
nascosti dalle civiltà che fanno da sfondo alle passionali vicende
oggetto del suo estro.
Una rocambolesca missione
di salvataggio
E così si parte tutti
insieme per una rocambolesca missione di salvataggio, recupero,
fuga e chi più ne ha più ne metta, dove ha il tempo di fare la
propria comparsa un Brad
Pitt spassoso come solo lui sa essere e che, con l’avanzare
dell’età, ama interpretare sempre più con gusto.
La prima parte del film è
decisamente godibile, con trovate e scambi di battute che davvero
funzionano. È incredibile quanto
Channing Tatum sia a proprio agio nell’alternanza tra
l’esibizione della muscolatura e la sua stessa presa in giro, non
perdendo mai di credibilità, anzi: riuscendo a tenere saldo il
personaggio anche quando latita l’alchimia con
Sandra Bullock. Il susseguirsi della storia,
ambientata nell’umida selva della Repubblica Dominicana, incalza
tentando di dare qualche motivazione in più ai personaggi, ma resta
vagamente in superficie. Rimangono sicuramente ben fatte tutte le
linee comiche proposte, anche per il modo in cui vengono portate
avanti da tutti gli attori: anche e soprattutto
Daniel Radcliffe.
È chiaro che si tratti di
un film il cui focus è stato evidentemente puntato sulla forza di
alcune trovate che hanno senza alcun dubbio un’ottima presa e si
appoggiano su interpreti di tutto rispetto. A pagarne un po’ le
spese è la scrittura che soffre di lacune, per cui sarebbe stato
più coinvolgente qualche maggiore approfondimento. Certo, non se ne
soffre esageratamente, perché il risultato finale è guadagnato a
pieni voti grazie al buon ritmo e al brillante uso del grottesco
che tanto ci piace e che è da sempre la leva per dissacrare ogni
riferimento quando non regge più.
Pochi, pochissimi film
possono vantare un tale plebiscito di commenti unanimi come
Un figlio.
L’opera prima di Mehdi M. Barsaoui, presentata
a Venezia 76, arriva finalmente in sala – dal 21 aprile,
distribuito da I Wonder Pictures – con il suo
carico di dolore, dramma e domande. Quelle che ogni spettatore sarà
costretto inevitabilmente a porsi, istintivamente immedesimandosi
negli scrupoli o i sensi di colpa dei due protagonisti assoluti,
Najla Ben Abdallah e Sami
Bouajila (vincitore come Migliore Attore della sezione
Orizzonti della Mostra del 2019, ai César 2021 e ai Lumiere Awards
2021).
Una scelta, di campo, di
cuore o di testa, niente affatto facile da fare. Più ancora che per
la bravura degli interpreti, grazie all’equilibrio che il neo
regista riesce a mantenere durante tutto lo svolgimento, senza
eccedere, ma lasciando parlare i fatti e la loro semplice
drammaticità. E che riesce a svincolare il risultato finale dai
canoni del melodramma, limitando al minimo certa manipolazione
emotiva frequente nel genere.
Cosa succede in Un
figlio
Tutto si svolge in
Tunisia, nell’estate del 2011. Un momento caldo, per le proteste
sociali in corso nel paese e la Guerra Civile nella vicina Libia di
Gheddafi. Un momento spensierato per Fares, Meriem e per il loro
figlio di dieci anni, Aziz, in vacanza nel sud del paese prima di
tornare alla loro vita quotidiana, almeno fino a che il piccolo non
viene colpito per errore durante un agguato.
La corsa in ospedale è
solo l’inizio di una odissea che andrà svelando gradualmente i suoi
mostri. Le cure urgenti stabilizzano infatti il bambino, ferito
gravemente e bisognoso di un trapianto, ma le difficoltà di un
Paese ancora troppo “indietro” sul tema e troppo condizionato dalla
religione metteranno i due genitori di fronte a una serie di
dilemmi, morali e non, ai quali non sarebbe facile dare risposta
per nessuno. Tanto più dopo la scoperta di un segreto a lungo
nascosto.
La scoperta del
dramma scava dentro tutti noi
La rivelazione spacca in
due lo sviluppo successivo e crea due diverse narrative,
indipendenti ma indissolubilmente legate. Ma soprattutto scatena un
effetto domino al quale nessuno sembra in grado di sfuggire,
costretto a confrontarsi con i propri principi. Ovviamente, da
solo. E da sola. La coppia protagonista – moderna, realizzata e
innamorata, felice insomma – improvvisamente scompare, ma nessuno
se ne accorge, in balia dello tsunami emozionale e delle sue
conseguenze.
Il trauma dei due è
chiaro, ma a prescindere da quale sarà l’esito finale e quale
soluzione si rivelerà la migliore anche loro da soggetti si
trasformano in occasioni. E attenzione a limitarsi a una
superficiale accusa dell’atteggiamento giustificatorio – solo
apparentemente – del regista nei loro confronti, soprattutto
considerato quanto ci si sposti su un doppio piano ben diverso.
Da una parte quello
dell’allegoria, politica e culturale, con la rappresentazione di
quanto un soggetto possa trovarsi in balia delle scelte etiche di
una controparte in grado di disporre dei mezzi necessari alla
sopravvivenza altrui, e delle opzioni di fronte alle quali la
disperazione possa porre un essere umano, o un popolo. Dall’altro
quello dell’inutilità dei canoni, dei ruoli e delle sovrastrutture
sociali – e religiose – in certi frangenti, visto quanto la Vita e
l’Amore sappiamo mettere in evidenza i limiti della fede e della
legge o i privilegi di classe, chiarendo a tutti – quelli che
vorranno o sapranno ascoltare – come sia impensabile potersi ergere
a giudici delle vite degli altri senza avere chiaro come potremmo
comportarci nei loro panni.
Tuttavia, la vera e inedita sorpresa
del film sarà la presenza di Gorr il Macellatore di
Dei, interpretato da Christian Bale. I fan dei fumetti conoscono
già il personaggio, ma il pubblico mainstream probabilmente lo
incontrerà per la prima volta con l’uscita del film: ecco tutto
quello che dovete sapere sull’eroe.
Gorr non è l’unico
God-Killer
Gorr ha la reputazione da killer di
dei nei fumetti, ma non è un personaggio unico nel suo
genere. Infatti, Desak il Distruttore di Dei, la
razza aliena conosciuta come gli Increati, la
creatura Mangog, le Gorgoni, gli
Erede, e il dio giapponese della morte
Amatsu-Mikaboshi hanno tutti preceduto Gorr come
killer di Dei, e alcuni hanno addirittura alle spalle un numero di
uccisioni superiore a quelle di Gorr.
L’MCU
modifica spesso i caratteri dei villain dei fumetti affinché si
adattino al meglio alle dinamiche narrative del suo universo in
continua espansione, quindi Gorr potrebbe
effettivamente essere l’unico assassino di dei presente in Thor: Love and Thunder. Tuttavia, alcuni di
questi altri personaggi potrebbero trovare spazio nel film come
Easter Eggs o citazioni appositamente dedicate ai fan dei
fumetti.
Gorr è cresciuto in un pianeta
sterile
Come
molti cattivi,
Gorr
ha una tragica storia alle spalle. È cresciuto su un pianeta senza
nome, sterile e quasi totalmente privo di vita, dall’ambiente
altamente ostile; i suoi genitori morirono quando era giovane,
abbandonandolo a un clan profondamente religioso e che pregava
quotidianamente gli dei, con grande perplessità di Gorr.
Thor: Love and Thunder probabilmente
conserverà questa backstory per giustificare la malvagità di
Gorr. Infatti, un grande villain tragico è pane
per i denti del MCU,
che vorrà sfruttare al massimo il suo status da emarginato guidato
da un trauma infantile. Inoltre, Taika Waititi è
un regista che riesce indubbiamente a trattare in maniera egregia
anche gli argomenti più spinosi, il che conferirà alla storia di
Gorr un maggiore impatto emotivo.
Ha rinnegato gli dei
Come già detto, i genitori di
Gorr morirono quando era ancora un bambino. Anni
dopo, egli sposò l’aliena Arra, dalla quale ebbe
diversi figli che, purtroppo, morirono malnutriti. La stessa Arra
morì mentre era incinta, lasciando Gorr solo e furibondo nei
confronti degli dei, che non risposero mai alle sue preghiere. Fu
proprio questo suo risentimento a portarlo a negare la loro
esistenza, il che indusse la gente del suo clan a bandirlo per
eresia.
Anche se, essendo un film
Marvel, Thor: Love and Thunder probabilmente non si
addentrerà troppo in un dibattito religioso, il rancore di
Gorr fornirà ampie ragioni per dare la caccia a
Thor e agli abitanti dell’Olimpo.
Gorr brandisce All-Black, la
Necrospada
Molti personaggi Marvel possiedono armi
caratteristiche, che sono diventate iconiche tanto quanto gli
stessi personaggi, come il Mjölnir per
Thor e la Ebony Blade per
Black Knight. Gorr brandisce
invece All-Black la Necrospada, che ha trovato sul
corpo di un dio morto: quest’arma gli conferisce capacità
potenziate, tra cui la manipolazione della materia e la
rigenerazione.
Gorr è sull’orlo
del precipizio quando incontra – perché di vero e proprio incontro
si tratta – la spada All-Black, il che significa
che, non fosse stato per questo, probabilmente sarebbe morto.
Tuttavia, poiché il personaggio di Gorr non è
apparso nel teaser trailer, i fan non sanno ancora se
effettivamente brandirà All-Black in Thor: Love and Thunder.
Gorr ha quasi ucciso Thor
Non c’è dubbio che Thor si scontri con molti
antagonisti interessanti nei fumetti, parecchi dei quali hanno già
fatto il loro debutto nel MCU.
Tuttavia, Gorr ha un posto d’onore, in quanto è uno dei pochi che
riesce effettivamente a batterlo in battaglia. Egli arriva sulla
Terra nel IX secolo, incontrando Thor con una banda di vichinghi e,
dopo diverse battaglie feroci, Gorr riesce quasi ad uccidere il Dio
del Tuono ma, alla fine, quest’ultimo ha la meglio, e riesce anche
a mozzare il braccio di Gorr, credendo di essersi liberato del
Macellaio per sempre.
Poiché la costruzione narrativa dei
film Marvel tende spesso a seguire quella dei fumetti, possiamo
immaginare che ci sarà uno scontro tra Gorr e
Thor non appena si incontreranno e che, molto
probabilmente, il Macellatore di Dei tenterà di ucciderlo. Il
nostro Dio del Tuono verrà plausibilmente salvato da
Valchiria o Mighty Thor, il che
gli concederà il tempo necessario per riprendersi e affrontare
nuovamente Gorr.
E’ a capo di un esercito
Coerentemente con la sua personalità da supercattivo,
Gorr comanda un grande esercito di scagnozzi
conosciuti come i Black Berserker, squadra
proveniente dal Newcrosword, per cui Gorr li
considera un’estensione di se stesso. Il Macellatore si serve di
questo ben consolidato equipaggio per far fuori coloro che chiedono
informazioni sugli dei che ha ucciso, ripulendo in tal modo le sue
tracce.
Non è chiaro se i
Berserker appariranno in Thor: Love and Thunder, ma è probabile che lo
facciano. Dopo tutto, l’atto finale di un film Marvel tende quasi
sempre ad includere spettacolari battaglie contro un esercito di
personaggi in CGI, e i Berserker corrispondono a
questa descrizione alla perfezione.
Ha creato la Godbomb
La
Godbomb è un dispositivo esplosivo fabbricato da
Gorr per incrementare le sue operazioni; si dice
che abbia le dimensioni di una luna, e fu la creazione originale di
Shadak il Dio delle Bombe. Gorr la costruì nel
corso di 400 anni, servendosi di svariati materiali, incluso il
cuore di un Dio Anziano: la fece poi esplodere, ma Thor riuscì a
contenere l’esplosione brandendo ben due
Mjölnir.
Il MCU
vanta già diverse armi incredibili, e la Godbomb
sembra un candidato ideale per unirsi alla squadra. Inoltre,
sembrerebbe il piano perfetto per Gorr in Love and Thunder e spiegherebbe perché
Thor e Mighty Thor fanno squadra
in primo luogo.
Gorr muore in battaglia
Molti
cattivi dei fumetti vanno incontro alla loro fine per mano di un
eroe. Tuttavia, ci sono voluti tre
Thor
per abbattere
Gorr,
che è riuscito inizialmente a sconfiggerli tutti, grazie ai
molteplici poteri che ha ottenuto con la
Necrospada.
Tuttavia, dopo che Thor riesce a disinnescare la Godbomb, Gorr
viene indebolito abbastanza da permettere a
Re Thor
di ucciderlo.
Considerando che Thor: Love and Thunder uscirà dopo che
Doctor Strange nel
Multiverso della Follia probabilmente riscriverà le
regole del MCU,
c’è la possibilità che tutti e tre i Thor appaiano nel film.
Tuttavia, considerando che ci sarà anche Mighty
Thor, la battaglia finale si svolgerà probabilmente tra
Gorr e due Thor.
Gorr viene resuscitato da Re
Loki
Loki è l’arcinemico di Thor
nonché causa della maggior parte dei problemi del Dio del Tuono nel
corso dei secoli. Fedele alla sua duplice reputazione, Re
Loki alla fine si impossessa di All-Black
e resuscita Gorr; tuttavia, il Macellaio riesce a
crocifiggerli entrambi, e si prende gioco di loro prima di fuggire
per seminare il caos.
È improbabile che Loki appaia in
Love and Thunder; tuttavia, potrebbe comunque
essere introdotta in una scena post-credits una variante di Loki,
che si impossessa di All-Black e la usa per
resuscitare Gorr, il che accennerebbe già a un
potenziale secondo film in una nuova trilogia di Thor.
Raggiunge infine la pace
Gorr si scontra ancora una volta con
Thor dopo la sua resurrezione, ma fallendo
nuovamente. Recuperata la sua forma mortale una volta separatosi da
All-Black, Gorr perde la testa,
confermando che non avrebbe comunque più potuto rappresentare un
problema per Thor. In questa sua nuova condizione
instabile, parte con i Signori del Cielo di
Indigarr per vivere il resto dei suoi giorni in pace.
Questo sembra il finale perfetto per
un personaggio già di per se tragico, e il MCU
potrebbe volere mantenerlo tale; inoltre, lascerebbe la porta
aperta per il ritorno di Christian Bale in futuro. Solo il tempo lo
dirà, ma Gorr sarà sicuramente un grande cattivo
in Thor: Love and Thunder.
Serena Rossi è una
di quelle attrici che sta contribuendo a cambiare il volto del
cinema italiano e anche del piccolo schermo, grazie alle sue
incredibili interpretazioni. L’attrice, che pratica questa
professioni da molti anni ormai, è anche un’eccellente cantante,
dimostrando di essere molto versatile, capace ed intrigante,
conquistando una larga fetta di pubblico.
Ecco dieci cose da sapere su
Serena Rossi.
Serena Rossi: i suoi film e i
programmi televisivi
1. I film e la
carriera. La carriera cinematografica dell’attrice è
iniziata nel 2008, quando recita in Liberarsi – Figli di una
rivoluzione minore, per poi apparire in Song’ e Napule (2013) e
Ti sposo ma non troppo
(2014). In seguito, lavora in Troppo napoletano (2016),
Al posto tuo (2016), Ammore e malavita
(2017), Caccia al tesoro (2017), Io sono Mia
(2019), Brave ragazze (2019),
7 ore per farti innamorare (2020), Lasciami andare (2020), La
tristezza ha il sonno leggero (2021) e Diabolik (2021).
2. È apparsa in diverse
serie tv. Oltre a lavorare in prodotti per il cinema,
l’attrice ha anche preso parte in numerosi progetti dedicati per il
piccolo schermo. Infatti, ha debuttato nel mondo della recitazione
nella soap Un posto al sole (2003-2009), per poi apparire
in serie come La moglie cinese (2006), Il commissario
Montalbano (2008), Ho sposato uno sbirro (2010),
Che Dio ci aiuti (2011-2012) e R.I.S. – Delitti
imperfetti (2012). In seguito, lavora in Il clan dei
camorristi (2013), Rossella (2013), Il
commissario Rex (2015), Squadra mobile (2015),
L’ispettore Coliandro (2016-2018), Mina Settembre
(2021) e La sposa (2022).
3. È anche
doppiatrice. Nel corso della sua carriera, oltre a
prestare la propria attività di attrice, ha vestito anche i panni
di doppiatrice. Infatti, ha prestato la propria voce diverse volte,
sia per parti parlate che cantate, per i film e i corti di
animazione Frozen – Il regno di
ghiaccio (2013), Frozen Fever (2015),
Frozen – Le avventure di
Olaf (2017), Ralph Spacca Internet
(2018) e Frozen – Il segreto di
Arendelle (2019), oltre che per il film Winx Club – Il
mistero degli abissi. Inoltre, ha partecipato al doppiaggio
dei film Into the Woods (2014),
Brothers (2015), Rana Wikrama (2015) e Il
ritorno di Mary Poppins (2018), oltre che doppiare Anna nella
serie C’era una volta (2011-2018).
Serena Rossi: chi è suo marito
4. Non si è mai
sposata. L’attrice non si è mai ufficialmente sposata, ma
dal 2008 è fidanzata con il collega Davide
Devenuto: i due, che hanno 13 anni di differenza, si sono
conosciuti sul set della soap Un posto al
sole e da quel momento non si sono più lasciati,
divenendo una delle coppie più solide del panorama dello spettacolo
italiano.
Serena Rossi: il figlio
5. È madre di un
bambino. Dopo otto anni di fidanzamento, l’attrice è
diventata madre di un bambino: infatti, il 5 novembre del 2016 è
diventata madre per la prima volta di Diego. Molto riservata per
suo carattere, la Rossi ha evitato in tutti i modi che il bambino
potesse essere al centro di un’eccessiva esposizione mediatica per
via del suo lavoro di attrice.
Serena Rossi è su Instagram
6. Ha un profilo ufficiale
su Instagram. L’attrice, come tanti suoi colleghi, ha
deciso di aprire un proprio account Instagram, seguito oggi da 676
mila persone. La Rossi è molto attiva sul social e con quasi mille
posto, le foto che pubblica raccontano la sua vita artistica, la
sua passione per ogni forma d’arte e la voglia di farne parte.
Inoltre, sono molte le foto che lo vedono protagonista tra momenti
di lavoro e momenti di vita quotidiana e di svago.
Serena Rossi in Un posto al sole
7. Ha avuto un ruolo
ricorrente nella celebre soap. Nel 2003 l’attrice, ancora
agli inizi della sua carriera, viene scritturata per il ruolo di
Carmen Catalano in Un posto al sole, ruolo che, a periodi
alterni, la Rossi ricoprirà nella soap opera sino alla fine del
decennio. Quest’interpretazione la lancia nel mondo dello
spettacolo, permettendole di ottenere importanti ruoli da
protagonista al cinema, in televisione e a teatro.
Serena Rossi è Mia Martini
8. Ha ridato dignità a
Mimì. L’attrice ha descritto il lavoro di Io sono
Mia come un processo per ridare dignità a Mia Martini, donna e
cantante fragile e allo stesso tempo combattiva, ostinata e piena
di amore da dare. Un modo per chiedere scusa ad un’artista così
grande. La Rossi è poi stata particolarmente lodata per la sua
interpretazione della celebre cantante.
9. Ha interpretato
Mia. L’attrice ha avuto modo di precisare che la sua non è
stata un’imitazione, ma una vera e propria interpretazione per dare
vita al personaggio, mettendoci talmente tanta passione e impegno
da lasciare di stucco anche Loredana Bertè, sorella della compianta
Mimì.
Serena Rossi: età e altezza
10. Serena Rossi è nata il
31 agosto del 1985a Napoli, in Campania.
La sua altezza complessiva corrisponde a 168 centimetri.
Già sceneggiatore di Smetto quando voglio,
Valerio Attanasio ha debuttato alla regia di un
lungometraggio con Il tuttofare,
distribuito in sala nel 2018. Al centro di questo vi è la vicenda
di un giovane praticante legale che si ritrova a svolgere il ruolo
di assistente personale di un illustre avvocato, finendo però per
servirlo ben oltre ciò che gli compete. Distribuito da
Vision Distribution, tale opera prima si è
affermata come una delle più brillanti commedie italiane del suo
anno, e lo stesso Attanasio ha dichiarato di aver tratto grande
ispirazione proprio dai grandi capolavori della commedia
all’italiana.
Nel film sono infatti diversi gli
omaggi a questa. Dal nome del protagonista, Antonino Bonocore,
uguale al personaggio di Totò in La bande degli onesti,
fino a diverse sequenze che ricordano titoli come
Sissignore e Il prof. dott. Guido Tersilli
primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le
mutue. Il regista ha però dichiarato che per la trama
importanti fonti di ispirazione sono state anche il capolavoro
L’appartamento, e il romanzo Lazarillo de Tormes,
anonimo romanzo picaresco. Un film ricco di omaggi, dunque, che
trova però ugualmente una propria originalità raccontando un
contesto tristemente attuale come quello dello sfruttamento
lavorativo e delle raccomandazioni.
Affermatosi come un buon successo al
box office, Il tuttofare ha dimostrato ancora una volta la
possibilità di dar vita ad una commedia intelligente, capace tanto
di far ridere quanto di parlare di specifiche problematiche. Prima
di intraprendere una visione del film sarà però certamente utile
approfondire ulteriori elementi circa la sua trama
e il cast di attori. Proseguendo qui nella lettura
sarà possibile ritrovare tutto ciò, come anche un elenco delle
principali piattaforme streaming all’interno delle
quali si potrà ritrovare tale opera per una comoda visione
casalinga.
Il tuttofare: la trama del
film
La vicenda qui narrata è quella di
Antonio Bonocore, giovane praticante in legge che
sogna un contratto nel prestigioso studio del suo mentore, il
principe del foro Salvatore “Toti” Bellastella.
Questi è un fine giurista, nonché il non plus ultra tra gli
avvocati italiani. Ottenuta l’occasione di prendere servizio al suo
fianco, il giovane si troverà però a dover accettare una situazione
di precariato, con uno stipendio mensile irrisorio. Ma per il
prestigio del lavoro egli sembra ben disposto ad accettare anche
questo, ed è così che inizia a svolgere per Bellastella una serie
di attività. Dall’assistente personale al portaborse, dall’autista
e fino al cuoco personale.
Ben presto l’immagine immacolata che
aveva dell’avvocato si macchia sempre più. A maggior ragione dopo
aver scoperto che, di fatto, lo studio è di proprietà della moglie
di lui, Titti Mandorlini. Resistendo a tutto cio,
Antonio ha infine modo di superare brillantemente l’esame di stato,
con la possibilità di diventare socio dello studio con un compenso
eccezionale. Eppure c’è ancora un favore da fare: Antonio dovrà
sposare Isabel, l’amante argentina di Toti per
assicurarle la cittadinanza italiana. Quello che doveva essere un
ultimo favore nei confronti del suo mentore diventerà però
inaspettatamente il più grande dei suoi problemi.
Il tuttofare: il cast del
film
Per dare vita al giovane Antonio
Bonocore, che, come suggerisce il cognome, ha una certa
inclinazione per l’aiutare gli altri, il regista ha chiamato
l’attore Guglielmo
Poggi. Diplomatosi presso il Centro Sperimentale di
Cinematografia, questo si fa notare in particolare grazie a film
come Smetto quando voglio, La profezia dell’armadillo
e Beata ignoranza. È però proprio Il tuttofare a
conferirgli una certa notorietà. Grazie alla sua interpretazione
arriva anche a vincere il prestigioso Premio Guglielmo Biraghi come
miglior attore rivelazione. Accanto a lui, nel ruolo della bella
Isabel, la ragazza che Bonocore si ritrova a dover sposare, vi è
l’attrice argentina Clara Alonso. Questa è
nota in particolare per aver recitato nella soap opera
Violetta.
L’attore Sergio
Castellito, celebre per film come Non ti
muovere e Venuto al mondo, dà
invece vita al cinico avvocato Toti Bellastella. Raccontando il
personaggio l’attore ha dichiarato di come si sia approcciato a
questo come un atto d’amore. Bellastella è infatti costruito come
ringraziamento ai suoi maestri della commedia all’italiana.
Elena Sofia
Ricci, recentemente vincitrice del David di Donatello
per il suo ruolo in Loro, ha qui dato vita alla tirannica
moglie di Bellastella, Titti Mandorlini. Un’interpretazione che le
ha permesso di ottenere ulteriore popolarità al cinema. Nel film
sono poi presenti anche gli attori Tonino Taiuti
nei panni di Mario Bonocore, e Domenico Centamore
che è invece il criminale Gambino. È inoltre presente
Pierfrancesco Poggi, padre dell’attore
protagonista, nei panni del giudice.
Il tuttofare: il trailer e
dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Il
tuttofare grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Il film è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV,
Chili Cinema, Apple iTunes, Tim Vision e Now TV. Per
vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale, e si avrà
così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione
soltanto un determinato limite temporale entro cui guardare il
film. Il tuttofare sarà inoltre trasmesso in televisione
il giorno mercoledì 20aprile alle
ore 23:30 sul canale Rai
Movie.
Uno dei racconti più importanti,
dolorosi e sempre attuali che gli Stati Uniti propongono è quello
dei movimenti per i diritti civili della comunità di afroamericani.
Questi hanno avuto negli anni Sessanta il loro apice, sotto la
guida di Martin Luther King. In numerose
occasioni, nei decenni successivi il cinema ha rielaborato quelle
vicende, riflettendovi su in film come Selma – La strada per la
libertà e Malcolm X. Un’altra opera che assume
questo punto di vista è il film del 2011 The Help
(qui la recensione), diretto da
Tate Taylor, regista anche dei film La
ragazza del treno e Get on Up – La storia di James
Brown.
Quello di The Help,
sceneggiato dallo stesso Taylor, è un film che adatta per il grande
schermo l’omonimo romanzo del 2009 di KathrynStockett. Questo era divenuto un best seller al
momento della sua uscita, presentando molteplici punti di vista che
permettevano di identificarsi con le problematiche di ogni
personaggio presente. Dato il grande successo del libro, venne
rapidamente opzionato e concretizzato in lungometraggio,
affermatosi poi come un grande successo. A fronte di un budget di
25 milioni di dollari, The Help è infatti arrivato
ad incassarne oltre 200 in tutto il mondo.
Il film è poi stato uno dei grandi
protagonisti della stagione dei premi, arrivando a guadagnare anche
quattro nomination al premio Oscar, tra cui quella per il miglior
film. A distanza di quindici anni, è oggi in realtà oggetto di
controversie, ma rimane quantomento un valido esempio dell’epoca di
cui narra. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
differenze con il libro. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di The Help
Protagonista del film è
Eugenia Phelan, per gli amici Skeeter. La giovane
ragazza si è appena diplomata all’Università del Mississippi e il
suo sogno è diventare una scrittrice. Decide così di metteree da
parte quello che negli anni ’60 era considerato il principale
interesse di una giovane donna: sposarsi e avere bambini. Con
grande disappunto della madre e delle amiche, Skeeter trova così
lavoro in un giornale locale e comincia a scrivere per la rubrica
di consigli domestici. Per poter essere più precisa nelle sue
descrizioni, però, avverte il bisogno di confrontarsi con chi quel
mestiere lo svolge per davvero.
La ragazza si rivolge ad
AibileenClark, cameriera della
sua migliore amica, e così involontariamente si trova ad entrare in
contatto con un mondo a lei totalmente sconosciuto. In questo, una
donna di colore è costretta a stare lontana dai propri figli,
allevando quelli dei bianchi, che diverranno poi i suoi padroni.
Nasce così l’esigenza, grazie anche al sostegno di un editore
newyorkese, di scrivere queste storie e raccontarle in un libro
scandalo. Attraverso questo, si metterà a nudo una ricchissima
umanità sommersa, quella delle cameriere di colore del Sud degli
Stati Uniti negli anni ’60, in piena campagna contro l’integrazione
razziale.
Il cast del film
Nel ruolo di Eugenia “Skeeter”
Phelan vi è l’attrice Emma Stone, qui
in uno dei suoi primi ruoli da protagonista dopo Easy Girl
e Crazy, Stupid,Love. Per prepararsi al ruolo
dell’aspirante giornalista, la Stone ha imparato a parlare con un
accento del sud. Si è inoltre a lungo istruita circa il movimento
per i diritti civili attraverso la letteratura e il cinema. Altra
grande protagonista del film è Viola Davis,
qui nei panni di Aibileen Clark. L’attrice, poi candidata all’Oscar
per la sua interpretazione, si è profondamente ispirata a donne
come sua madre e sua nonna, le quali hanno vissuto sulla loro pelle
quegli anni complicati. In seguito, tuttavia, la Davis si è
dichiarata piuttosto delusa dal film, che a suo dire manca di dare
vera voce alle domestiche di colore.
Grande rivelazione del film è poi
l’attrice Octavia
Spencer, che per il suo ruolo della domestica Minny
Jackson ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Per
la Spencer si è trattato di uno dei primi ruoli di grande rilievo,
dopo aver avuto ruoli secondari in film come Spider-Man,
Essere John Malkovich e
Sette anime. La candidata all’Oscar Jessica
Chastain è invece Celia Foote, l’unico personaggio
oltre a Skeeter privo di ideologie razziste. Per interpretare tale
ruolo, l’attrice si è non solo tinta di biondo, ma ha anche
acquisito diverso peso mangiando molto gelato di soia. Si ritrovano
poi anche le attrici Bryce Dallas
Howard nei panni della perfida Hilly Holbrook e la
premio Oscar Allison Janney in quelli di Charlotte
Phelan.
Le differenze tra il libro e il film
Il film The Help,
come anticipato, è tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett,
pubblicato nel 2009. Pur mantenendo intatta la struttura narrativa
di base — una giovane aspirante giornalista bianca, Skeeter, decide
di raccontare le storie delle domestiche afroamericane nella
Jackson degli anni ’60 — il film opera alcune semplificazioni
rispetto al libro. Ad esempio, il punto di vista nel romanzo è
diviso in modo più equo tra Skeeter, Aibileen e Minny, mentre nella
pellicola il personaggio di Skeeter assume un ruolo più centrale e
attivo nel progetto del libro-denuncia. Inoltre, alcuni episodi
presenti nel romanzo, come il dolore privato di Aibileen per la
morte del figlio, sono meno approfonditi sullo schermo.
Un’altra differenza importante
riguarda il tono generale dell’opera: il romanzo, pur trattando
temi delicati come razzismo, segregazione e disuguaglianze sociali,
conserva una voce narrativa più intima e sfumata, con momenti di
profonda introspezione. Il film, invece, adotta un approccio più
lineare e talvolta più edulcorato, accentuando gli elementi di
riscatto e speranza a scapito della complessità emotiva. Anche il
finale è più ottimistico nel film, con un accento più marcato sulla
liberazione di Skeeter e sulla solidarietà femminile, mentre il
libro lascia maggiore spazio alla solitudine e all’incertezza del
futuro per le donne afroamericane.
Il trailer di The
Help e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile vedere o rivedere il
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. The
Help è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision e
Amazon Prime Video. Per vederlo, in base
alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo
film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una comoda
visione casalinga. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il
giorno mercoledì 20 aprile alle ore
21:15 sul canale Rai 1.
Guarda l’intervista a Michelle Dockery, la protagonista di
Downton Abbey II – Una nuova era, il nuovo film basato
sulla serie di successo Downton Abbey. Dal pluripremiato scrittore
Julian Fellowes arriva il film evento Downton Abbey II: Una
Nuova Era. L’attesissimo ritorno cinematografico del
fenomeno globale riunisce l’amato cast in un grande viaggio nel sud
della Francia per scoprire il mistero della villa appena ereditata
dalla Contessa Madre di Grantham.
Il cast di Downton Abbey
ritorna ancora una volta per un secondo film! In aggiunta
al cast originale ci saranno Hugh Dancy, Laura Haddock,
Nathalie Baye, Dominic West e Jonathan Zaccaï.
Downton Abbey II – Una nuova era è diretto da Simon
Curtis e scritto da Julian Fellowes, prodotto da Gareth Neame, Liz
Trubridge, Julian Fellowes. Protagonisti il cast storico Hugh
Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Brendan Coyle, Michelle Dockery, Kevin Doyle, Joanne
Froggatt, Harry Hadden-Paton, Robert James-Collier, Allen Leech,
Phyllis Logan, Elizabeth McGovern, Sophie McShera, Tuppence
Middleton, Lesley Nicol, Maggie Smith, Imelda Staunton, Penelope
Wilton.
Amante del mondo dello spettacolo e
della recitazione sin da bambina, all’età di otto anni Eiza
Gonzalez comincia a frequentare corsi di canto e ballo.
Non le ci vuole molto prima di diventare un fenomeno non solo per
quanto riguarda il mondo della musica, ma anche quello della
recitazione. Grazie ad alcuni ruoli in celebri serie TV e film, la
Gonzalez ha infatti ottenuto sempre più popolarità ad Hollywood,
arrivando oggi a collaborare con importanti registi e colleghi
attori.
2. È nota anche per alcuni
ruoli televisivi. La Gonzàlez viene scelta come
protagonista della serie TV Lola, érase una vez, una nuova
telenovela messicana andata in onda tra il 2007 e il 2008. In
seguito ha recitato per il piccolo schermo nelle soap Una
familia de tantas (2008-2009), Verano de amor (2009),
Mujeres asesinas (2009), Sueña conmigo
(2010-2011) e Amore verdaderos (2012-2013). Ottiene
popolarità internazionale grazie alla serie Dal tramonto
all’alba – La serie, dove recita dal 2014 al 2016 nei panni di
Santánico Pandemonium. Nel 2022 è invece Elodie nella serie
Extrapolations.
3. È anche
doppiatrice. Oltre ad aver fisicamente recitato in film e
serie TV, la Gonzalez si è cimentata anche nel doppiaggio,
prestando così la sua sola voce per alcuni personaggi di film
d’animazione. Ciò è avvenuto per il film Ortone e il mondo dei
chi (2008), I Croods (2013) e Spirit – Il
ribelle (2021).
Eiza González in Baby
Driver
4. È stata suggerita da un
regista per questo film. Quando il regista Edgar
Wright era alla ricerca degli attori protagonisti per il
suo nuovo film Baby Driver – Il genio della fuga, non
conosceva ancora la Gonzalez. A suggerirgliela è stato il suo amico
Robert Rodriguez, il quale l’aveva diretta in
Dal tramonto all’alba – La serie. Trovando che fosse la
personalità giusta per il ruolo ideato da Wright, Rodriguez lo
convinse ad incontrarla e infine la Gonzalez si rivelò davvero la
scelta giusta, vedendosi assegnare la parte.
5. Ha una notevole
differenza d’età con il suo partner nel film. L’attrice
nel film è strettamente legata al personaggio di Jason Van Horn, di
cui è la moglie. L’età dei due personaggi non è mai specificata, ma
tra la Gonzalez e Jon
Hamm passano ben 19 anni di differenza. Hamm è infatti nato nel
1971, mentre la Gonzalez nel 1990. Per ridurre tale differenza, si
è ricorsi al trucco, così da non rendere tanto evidente tale
dettaglio.
Eiza Gonzalez in Alita – Angelo
della Battaglia
6. Ha interpretato una
letale assassina nel film. Nel film Alita –
Angelo della Battaglia, la Gonzalez interpreta
Nyssiana, una cyborg sadica, subdola e vendicativa
che, dopo essersi finta vittima, ingaggia con Alita una battaglia
all’ultimo sangue. Per prepararsi a questo ruolo, la Gonzalez si è
dovuta allenare duramente già mesi prima delle riprese, al fine di
sviluppare il fisico necessario a poter interpretare le complesse
scene di lotta. Allo stesso tempo si è dovuta confrontare anche con
gli effetti speciali che avrebbero poi caratterizzato la resa
finale del suo personaggio sul grande schermo.
Eiza Gonzalez, Timothée Chalamet,
Josh Duhamel e gli altri fidanzati
7. Ha avuto diversi
fidanzati famosi. La vita sentimentale di Eiza
Gonzalez negli anni è stata alquanto movimentata.
Dopo il suo flirt, durato ben due anni, con l’imprenditore
Pepe Diaz, la bella attrice messicana ha
cominciato a frequentare alcuni dei suoi colleghi del mondo dello
spettacolo. Conosciuto sul set della serie Dal Tramonto
All’Alba, dal 2014 Eiza è stata la compagna ufficiale di
D.J. Cotrona fino al 2016, anno nella fine della
loro relazione. Nel 2018 sembra invece aver avuto un flirt con
l’attore americano Josh
Duhamel.
8. Ha avuto una relazione
con il protagonista di Chiamami col tuo nome. Nel
corso del 2020 la Gonzalez è stata fotografata insieme al celebre
attore Timothée
Chalamet. I due hanno trascorso le vacanze insieme a
giugno di quell’anno e sono stati infatti paparazzati a
Cabo San Lucas, in Messico, a bordo di uno yatch,
mentre si scambiavano effusioni e baci appassionati. Nell’ottobre
del 2020, tuttavia, un loro portavoce ha fatto sapere che i due non
erano più una coppia e che il legame tra di loro è durato molto
poco.
Eiza Gonzalez è su Instagram
9. Ha
un profilo molto seguito. L’attrice ha aperto da alcuni
anni un proprio account Instagram che è seguito da qualcosa come
7,5 milioni di persone. La sua bacheca, con oltre cinquecento post,
è un’immensa raccolta di foto che la vedono protagonista tra
momenti di svago e di lavoro. Numerose sono poi le immagini che la
vedono protagonista di eventi di gala o delle premiere dei film in
cui ha recitato. Seguendola, si può dunque rimanere aggiornati su
tutte le sue attività e novità dentro e fuori dal set.
Eiza Gonzalez: età e altezza
10. Eiza Gonzalez è nata il 30 gennaio 1990 a Città del
Messico, in Messico. L’attrice e cantante è alta
complessivamente 1.73 metri.
Il regista M. Night
Shyamalan ha iniziato la produzione del suo ultimo film,
Knock at the Cabin. Shyamalan
ha recentemente annunciato che Knock
at the Cabin è il suo prossimo film, comunicando nella
stessa situazione anche la data di uscita del 23 febbraio 2023. Il
cast del film include Rupert Grint,
Dave Bautista, Jonathan Groff, Nikki Amuka-Bird, Ben Aldridge e
William Ragsdale. La trama di Knock
at the Cabin è stata tenuta nascosta, come con
per la maggior parte dei film di Shyamalan, anche se sembra essere
qualcosa di simile a un film dell’orrore. Tuttavia, con i soliti
colpi di scena di Shyamalan, chiunque potrebbe indovinare di cosa
tratta effettivamente il film.
In un recente post su Twitter,
Shyamalan ha annunciato l’inizio delle riprese di Knock
at the Cabin, sottolineando che sarà il suo
quindicesimo lungometraggio ad oggi. Il regista ha condiviso una
foto del ciak con il logo del film, che appare sospeso in un’area
nebbiosa e boscosa, conferendogli un’atmosfera un po’ horror.
Shyamalan ha precedentemente affermato che Knock
at the Cabin è stata la sceneggiatura più veloce che
abbia mai scritto (battendo Signs) ed è lunga 100
pagine.
Disponibili su HBO
Max, ecco i primi 10 minuti di The
Batman, il film di Matt Reeves
con Robert Pattinson nei panni del
Crociato di Gotham, arrivato in sala all’inizio di marzo
2022.
The
Batman diretto da Matt Reeves
uscirà nelle sale il 4 marzo distribuito da Warner Bros Italia.
Protagonisti del film insieme a Robert
Pattinson nei panni di Bruce Wayne, ci saranno
anche Colin
Farrell (Oswald Chesterfield/Pinguino), Zoe
Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (Jim Gordon), Paul
Dano (Enigmista) e Andy
Serkis (Alfred). Infine, John
Turturro sarà il boss Carmine Falcone. Nel cast
anche Peter
Sarsgaard che sarà Gil Colson, il Procuratore
Distrettuale di Gotham.
Due anni trascorsi a pattugliare le
strade nei panni di Batman (Robert
Pattinson), incutendo timore nel cuore dei criminali,
hanno trascinato Bruce Wayne nel profondo delle tenebre di Gotham
City. Potendo contare su pochi fidati alleati – Alfred Pennyworth
(Andy
Serkis) e il tenente James Gordon (Jeffrey
Wright) – tra la rete corrotta di funzionari e figure
di alto profilo della città, il vigilante solitario si è affermato
come unica incarnazione della vendetta tra i suoi concittadini.
Quando un killer prende di mira l’élite di Gotham con una serie di
malvagi stratagemmi, una scia di indizi criptici spinge il più
grande detective del mondo a indagare nei bassifondi, incontrando
personaggi come Selina Kyle / alias Catwoman (Zoe
Kravitz), Oswald Cobblepot / alias il Pinguino
(Colin
Farrell), Carmine Falcone (John
Turturro) e Edward Nashton / alias l’Enigmista
(Paul
Dano). Mentre le prove iniziano a condurlo più vicino
alla soluzione e la portata dei piani del malfattore diventa
chiara, Batman deve stringere nuove alleanze, smascherare il
colpevole e rendere giustizia all’abuso di potere e alla corruzione
che da tempo affliggono Gotham City.
Ben Affleck e Matt Damon torneranno a collaborare di nuovo
per un dramma incentrato sul coinvolgimento di Michael
Jordan nel marketing sportivo Nike. Affleck e Damon sono
stati collaboratori per tutta la vita, hanno recitato in numerosi
film insieme e hanno persino vinto un Oscar per il loro lavoro come
sceneggiatori di Will Hunting – Genio Ribelle. Il
duo ha lavorato insieme come attori in Scuola
d’onore, Dogma, Alla ricerca di
Amy e, più recentemente, in The Last
Duel, che entrambi hanno anche scritto insieme a
Nicole Holofcener.
Entrambi gli attori hanno avuto una
carriera di successo sin dalla loro prima vittoria all’Oscar, con
Damon che ha partecipato ai franchise di Bourne e
Ocean’s, così come con interpretazioni importanti
come The Martian, The Departed e
Salvate il soldato Ryan. Anche Affleck ha avuto la
sua parte di successi degni di nota, tra cui The
Town, Gone Girl e il suo
successo alla regia Argo, film che ha vinto un
Oscar per il miglior film. Entrambi gli attori hanno assunto un
ruolo più coinvolto nelle loro carriere nel corso degli anni
scrivendo e producendo vari progetti, insieme ai loro sforzi
congiunti attraverso la loro società di produzione Pearl
Street Films.
Ora, sembra che Affleck e Damon si
riuniranno di nuovo, questa volta su un tipo di progetto molto
diverso: un dramma sportivo. Per THR, Ben Affleck e Matt Damon scriveranno e produrranno il film
sportivo ancora senza titolo, incentrato su Phil
Knight e Sonny Vaccaro, due dirigenti
Nike che hanno inseguito la leggenda del basket
Michael Jordan a metà degli anni ’80 nella
speranza di convincerlo a collaborare con il marchio, dando vita
alle Air Jordan e alla lunga collaborazione tra
l’atleta e l’azienda. Affleck dirigerà il film per Amazon Studios e
Skydance Sports.
Il Marvel Cinematic
Universe ha rivoluzionato il concetto di Easter Eggs,
senza mai trattenersi dall’aggiungerne una sana dose in tutti i
film e serie di propria produzione. Da WandaVision
a
Hawkeye, ogni episodio degli show Marvel su Disney+ che
ci hanno accompagnato quest’anno è pieno di riferimenti nascosti,
battute sottili, o semplicemente collegamenti intertestuali, che i
preparatissimi fan di Reddit non si sono lasciati sfuggire.
Le persone sulla Terra sanno
dell’esistenza di Groot (Hawkeye)
Le
due pellicole dei Guardiani della Galassia
dirette da James
Gunn erano per lo più ambientati nello spazio
profondo; anche se i personaggi appaiono accanto agli altri
Vendicatori in Infinity War e Endgame, non raggiungono mai direttamente la
Terra. Ma nel terzo episodio di Hawkeye, la pagina
Instagram del gruppo di giochi di ruolo New York City
Larpers rivela tra i followers Doctor
Strange, oltre all’utente instagram
“iamgr00t”.
James Gunn stesso
è stato il primo ad accorgersene quando ha twittato il fermo
immagine dell’episodio, poi ampiamente condiviso tra i membri della
community Marvel Redditors dall’account
l_l_l-illiam.
Una targa dell’auto fa riferimento
al fumetto che ha introdotto Scarlet Witch e Visione per la prima
volta
L’episodio
pilota in stile retrò di WandaVision
ci ha presentato la coppia titolare a bordo di un’auto con una
targa che recitava “0102”. Il
redditor benpettit17 ha fatto notare a questo proposito che
potrebbe trattarsi di un riferimento intenzionale a
Avengers vol 1. #102, fumetto risalente
agli anni ’70 e considerato iconico tra i fan dei Vendicatori, che
ha proprio Visione e Wanda
Maximoff (Scarlet Witch) come personaggi
principali.
Il fumetto ha affrontato il
desiderio di Vision di divenire umano, un tema ricorrente negli
archi narrativi del personaggio, così come la sua relazione con
Wanda. E’ proprio in questa storyline, tra l’altro, che non riesce
a salvare Wanda, catturata dai robot Sentinel. Poiché si trattava
tutto sommato di una fase embrionale per entrambi i personaggi,
anche i loro costumi nei fumetti richiamano il look vintage che
sfoggiano nell’episodio della serie MCU a tema
Halloween.
Ci sono più Gemme dell’Infinito
nel Multiverso
Dato
il modo quasi ossessivo in cui il MCU tende a
presentarci le Gemme dell’Infinito e il loro
status iconico, si sarebbe pensato che fosse solo Thanos a possedere l’unico set di pietre
cosmiche in grado di alterare le dimensioni della realtà e del
tempo.
Ma, come si è visto in
Loki, l’ufficio della Time Variance
Authority (TVA) è costituito da, e incorpora, diverse
gemme (alcune usate anche come fermacarte). Poiché la TVA gestisce
tutte le questioni legate al tempo in diversi universi, “Da quello
che possiamo supporre ce ne è un set in ogni universo, non soltanto
sei in tutto il multiverso”, afferma l’utente
Reddit cuteman per avvalorare questa tesi.
WandaVision fa riferimento a un film in cui hanno recitato
entrambi gli attori di QuickSilver
Nell’episodio
6 di WandaVision,
Pietro va a fare “dolcetto o scherzetto” con i due figli di
Wanda, Billy e
Tommy e si inventa ogni sorta di guaio per fare
divertire i due bambini, mettendosi a correre a velocità fulminea,
“gioco” che è di particolare eccitazione per il giovane Tommy e che
rinomina “calci in culo” (kick-ass). La stessa
Wanda, dopo aver sentito il “neologismo” coniato da Tommy, lo
ripete sottovoce. Gli osservatori più attenti noteranno che la
ripetizione di questa espressione idiomatica potrebbe essere un
deliberato riferimento a Kick-Ass, la commedia di
supereroi basata sulla graphic novel di Mark
Millar.
Non solo Kick-Ass
aveva come comprimario proprio Evan
Peters, che interpreta Quicksilver
nei film degli X-Men della 20th Century Fox, ma
Aaron Taylor-Johnson, che è
stato il primo Quicksilver nel MCU era
il protagonista! L’utente
Reddit Lanten101 è stato uno dei primi a sottolinearbe il
riferimento in una discussione sugli spoiler dell’episodio.
Hawkeye ha anticipato la
costruzione della Statua della Libertà di No Way Home
Poiché
Spider-Man: No Way Home è ambientato dopo il
ritiro di Capitan America, viene mostrata la
Statua della Libertà come un memoriale dedicato all’eredità
dell’eroe. Per questo motivo, l’iconico monumento viene mostrato in
ristrutturazione con un gigantesco scudo attaccato ad esso.
Tuttavia, solo pochi giorni prima dell’uscita del film, una scena
di
Hawkeye già accennava a questa nuova costruzione.
Come il
Redditor imadogg ha fatto notare, Yelena dice
infatti a Kate che una delle cose che vuole fare
mentre visita New York è vedere il “nuovo look” della Statua della
Libertà.
Un compagno di classe di Peter
Parker appare nei titoli di coda di WandaVision
Nel primo episodio di
WandaVision,
la meta-narrazione si concentra anche sulla vita di
Wanda e Visione, rappresentata
come se fosse un episodio di una sit-com in bianco e nero. Mentre i
titoli di coda di questo “show inside the show” iniziano a
scorrere, l’attento spettatore Quennnath ha notato che è stato un certo
“Abe Brown” a dirigere l’episodio.
Abe Brown è uno
dei personaggi minori nei film del MCU
di Spider-Man, nonché uno dei compagni di classe
di Peter Parker alla Midtown School of Science and
Technology, che è stato introdotto insieme a Cindy
Moon.
Il Pilot di Hawkeye si apre con
una torre chiamata come il primo cattivo di Iron Man
La prima inquadratura di
Hawkeye ci mostra Kate Bishop
all’università, che scocca una freccia attraverso una torre
campanaria nel bel mezzo della notte. È interessante notare
l’insegna della torretta, “Stane Tower“, che ci
riporta subito alla mente uno dei primi villain del MCU,
ricco imprenditore una volta alleato di Tony
Stark, e noto finanziatore di istituzioni
scolastiche.
L’utente
Reddit hendrixpancakes ha poi aggiunto un ulteriore
collegamento tra i due attori che interpretano
Bishop e Stane: Hailee Steinfeld e Jeff Bridges sono infatti entrambi
apparsi nel neo-western
Il Grinta dei fratelli Coen,
acclamato dalla critica.
Il riferimento alla Pietà di
Michelangelo
Nonostante le
attività estremiste di Karli e la sua morte
finale, Sam Wilson aka Falcon
trova del buono in lei, e solleva il suo corpo come quello di
un’eroina caduta. Questa specifica iconografia ci porta subito alla
mente il mondo dell’arte classica, nello specifico la Pietà
di Michelangelo.
Infatti, secondo il
Redditor GodGivesBabiesFaith, “Questa scultura di Michelangelo
è sicuramente richiamata dalla scena in cui Falcon
tiene in braccio il corpo morto di Karli. Lei
(Karli) era un personaggio imperfetto nello show, il cui obiettivo
e ideali verranno presi a carico da Capitan
America in modo migliore”. Il Redditor ha aggiunto in un
altro commento come Karli rientri pienamente, da un punto di vista
narrativo, nell’archetipo del messia, equiparandola a una figura
cristologica.
L’elicottero di Thanos appare tra
le rovine
I fumetti possono
rivelarsi inaspettatamente divertenti a volte, specialmente quando
si tratta di edizioni d’epoca; per esempio, il minaccioso titano
cosmico Thanos era una volta noto per avere un
angusto elicottero come veicolo di prima scelta. Infatti, quando
Hellcat si impossessò del Cubo Cosmico per se
stessa in Spidey Stories #39 (1978),
Thanos fu costretto ad utilizzare il primo
elicottero che capitava per raggiungerla: in poco tempo, il
velivolo venne convenientemente battezzato
Thanos-Copter.
Nell’episodio di Loki
in cui l’antieroe titolare incontra diverse altre sue varianti nel
Vuoto, anche il famigerato elicottero può essere intravisto tra le
rovine. Come ha osservato
theneonlobster, si è trattato di un “Trattamento di lusso per i
fan. Grazie, Kevin Feige, sei uno di noi”. LazarusDark ha
avuto una reazione ancora più esplosiva: “Thanoscopter è
praticamente il punto massimo del MCU per me. L’ho
visto e sono saltato giù dal divano. Ho letteralmente considerato
di spegnere la tv, dopo averlo visto apparire, perché sapevo che
niente nel MCU avrebbe mai potuto superare quel
momento. “
Hawkeye non è l’unica serie di
Hailee Steinfeld ad avere una connessione con gli Imagine
Dragons
In
Hawkeye, una gag ricorrente tra i sicari russi è che
uno di loro è un fan degli Imagine Dragons. Mentre
lui è deciso ad andare al concerto della rock band canadese con la
sua ragazza, Kate confessa che non le piacciono molto gli Imagine
Dragons, irritando pesantemente il membro della Tracksuit
Mafia.
Il
Redditor SodiumBombRankEX ricorda che Hailee
ha preso parte ad un altro show che aveva a che fare con gli
Imagine Dragons, ossia Arcane, in cui la giovane attrice interpretava
la protagonista Violet. Ispirato a League
of Legends, la serie presenta infatti anche una versione
romanzata della band.
Cosa sarebbero i film Disney senza le loro canzoni? C’è poco da
fare: le colonne sonore sono una parte essenziale dei
grandi classici dell’animazione. I motivetti orecchiabili, i
testi divertenti, i balletti dei
personaggi sono gli elementi che i fan di ogni età cercano nei
capolavori Disney.
Che si tratti del brano pop di
un film più
recente o della canzoncina di un vecchio classico, ci sono
alcune sinfonie che sono diventate parte della cultura pop.
Vediamo quali sono, secondo gli utenti di Ranker,
le migliori canzoni Disney di tutti i tempi.
“Let It Go” (”All’alba sorgerò”) –
Frozen (2013)
”Let
it Go”
è il brano principale diFrozen.
Il successo di questa canzone
Disney ha
pochi eguali: il brano ha scalato le classifiche musicali
degli anni 2013-2014 e si è aggiudicato unPremio
Oscar.
La versione italiana s’intitola ”All’alba
sorgerò”.
Nel film, la canzone arriva in un
momento difficile per il personaggio di Elsa. Quando vede
che i suoi poteri crescono fuori controllo, la principessa fugge
dal regno per andare a vivere isolata tra le montagne. Il
brano inizia come un triste lamento, ma diventa
gradualmente più trionfante: mentre canta, Elsa abbandona
la paura e le aspettative che pesano su di lei. Finalmente, accetta
la sua forza e la usa per costruire un incantevole castello di
ghiaccio.
“You’re Welcome” (”Tranquilla”) –
Oceania (2016)
Come
per la canzone di
Frozen,
anche questo brano presente inOceania
è potente perché rivela l’essenza di un personaggio. Il
semidio
Maui,
doppiato in lingua originale daDwayne
Johnson
e in italiano da
Fabrizio Vidale,
canta “You’re
Welcome”
(”Tranquilla”).
Il personaggio di Maui è
estremamente divertente e questa canzone è l’introduzione perfetta
per lui. Cantando, la divinità elenca arrogantemente i suoi
successi e le ragioni per cui è così perfetto. Inoltre, distraendo
gli altri personaggi con la musica, Maui crea una
distrazione e riesce a rubare una barca.
”Colors Of The Wind” (”I colori
Del Vento”) – Pocahontas (1995)
Spesso
le canzoni
Disney
introducono un cambio di prospettiva per i personaggi dentro al
film. Questo è il caso di ”Colors
Of The Wind”
(”I
colori Del Vento”)
in
Pocahontas.
La canzone, intonata da
Pocahontas, accompagna l’arrivo di John
Smith nel nuovo mondo e dà al personaggio una visione diversa
sulla vita della natura che lo circonda. Con una bella e
orecchiabile melodia, viene comunicato un concetto complesso:
l’idea secondo cui la bellezza sia in tutte le cose che possiedono
un’essenza spirituale.
”Il cerchio della vita” – Il re
Leone (1994)
‘‘Il
cerchio della vita”
non è solo una delle canzoni più iconiche della
Disney,
ma è un anche un inno alla vita perché parla della logica che
governa il mondo. Il brano apre il film
Il re
Leone e
accompagna le immagini mozzafiato che mostrano gli animali
mentre si radunano per accogliere
Simba,
il nuovo principe della savana.
”Il cerchio della vita” è
uno dei pochi brani Disney a non essere cantato da
uno dei personaggi, ma ciò rende il messaggio della canzone ancora
più potente. Parole, immagini e melodia fanno sì che la scena
iniziale de Il re Leone sia un capolavoro
cinematografico.
“Prince Ali” (“Il Principe
Alì”) – Aladdin (1992)
Se nella versione originale
di Aladdin la voce del Genio è quella del mitico
Robin Williams, in italiano il personaggio è
doppiato dall’attore Gigi Proietti. Inoltre, Williams è anche il narratore e la voce che
canta i brani del film.
Nella versione per l’Italia, a
cantare è il paroliere e musicista Ernesto
Brancucci (Ermavilo).
Ermavilo è stato un grande doppiatore
Disney, ha lavorato nei maggiori
film d’animazione e dato voce a grandi personaggi. In
Aladdin intona la celebre canzone ”Il principe
Alì”, brano con cui il Genio introduce alla
regalità Agrabah (che in realtà è
Aladdin sotto mentite spoglie).
“How Far I’ll Go” (”Oltre
l’orizzonte”) – Oceania (2016)
Nei film
Disney c’è una lunga tradizione di canzoni in cui
i personaggi esprimono quell’ardente desiderio di raggiungere un
obiettivo. Il brano di Oceania “How Far I’ll Go“/”Oltre
l’orizzonte” rappresenta un perfetto esempio.
Vaiana, il personaggio
principale si trova di fronte ad un bivio: da un lato prova un
forte amore per la sua isola natale, dall’altro è mossa dal
desiderio di uscire in mare aperto ed esplorare il mondo. Qui la
canzone serve come punto di partenza e dà il via alla vera
avventura.
“Be Our Guest” (”Stia con noi”) –
La bella e la bestia (1991)
Ci sono canzoni
Disney che piacciono per la profondità e altre che
sono semplicemente divertenti da ascoltare, soprattutto se parlano
di magia. “Stia con noi” di La bella e
la bestia è proprio il tipo di canzone che mescola
umorismo e meraviglia. L’idea della Disney di
inserire nel film oggetti domestici che cantano e servono la cena è
davvero bizzarra, ma è facile farsi coinvolgere dal ritmo della
melodia.
Quando Bella viene
intrappolata nel castello magico, il candeliere Lumiere
non può fare a meno di intrattenerla con uno spettacolino.
D’altronde, la fanciulla è il primo ospite dopo tanti anni…
“Part Of Your World” – La
Sirenetta (1989)
Il brano “Part Of Your
World“/”La
Sirenetta” è una delle più belle canzoni
Disney: combina la brama per qualcosa e il
dolore nel pensare che non accadrà mai. La canzone viene
cantata dalla protagonista
Ariel ed esprime il suo desiderio di fuggire dal suo
mondo subacqueo per esplorare il mondo terrestre. Può sembrare un
tema lontano, ma il brano Disney fa riferimento ad
una condizione comune a molte persone, anche sulla terraferma nella
vita reale.
“Il mondo è mio” – Aladdin
(1992)
Un capitolo a parte è
quello delle canzoni d’amore della Disney. Tra le
più dolci ed emozionanti c’è sicuramente ”Il mondo è mio”
di Aladdin. Il brano enfatizza la storia d’amore tra
Jasmine e Aladdin. Mentre cantano, i due
personaggi scoprano insieme i nuovi mondi a cui non sono mai stati
esposti prima.
“In fondo al mar” – La Sirenetta
(1989)
Per entrare nella storia,
le canzoni Disney non devono essere solamente
toccanti e riflessive, ma devono soprattutto essere orecchiabili.
Esemplare in ciò è ”In fondo al mar” de La
Sirenetta. Il brano serve al granchio
Sebastian per convincere Ariel che l’oceano
sia molto più divertente rispetto alla superficie terrestre.
Il ritmo vivace finisce per
coinvolgere tutte le creature dell’oceano, che si uniscono in un
simpatico show musicale. Una canzone del genere non può che mettere
allegria e restare in testa per giorni.
Fin dalla sua nascita, l’MCU
ha sfornato un blockbuster dopo l’altro. Dall’Iron Man del
2008 fino a Spider-Man: No Way Home, i
lungometraggi del Marvel Cinematic Universe hanno quasi sempre
sfondato al botteghino e scalato le classifiche del successo. I 27
film distribuiti fino ad ora hanno permesso al franchise di
incassare più di $25.6 miliardi.
Quali sono stati i titoli più
redditizi? Ma soprattutto, c’è corrispondenza tra ciò che ottiene
il successo monetario e ciò che viene apprezzato dal pubblico e
dalla critica? Vediamo cosa dicono i punteggi IMDb sui film
MCU di maggiore
incasso!
Captain Marvel ($1.1 Miliardi) –
6.8
Captain
Marvel (2019) è il primo film
dell’MCU con protagonista una supereroina
e racconta la storia d’origine di Carol
Danvers (Brie
Larson). La pellicola ha incassato oltre un miliardo
di dollari al botteghino ed è stata un successo in tutto il
mondo.
Nonostante abbia ricevuto un
punteggio relativamente basso su IMDb (6.8),
Captain Marvel è stato apprezzato dalla critica,
soprattutto per le prestazioni del suo cast e per l’unione in un
solo film di umorismo e azione. È anche considerato uno dei
migliori lungometraggi d’azione del 2019.
Iron Man 3 ($1.2 Miliardi) –
7.2
Il capitolo conclusivo
della trilogia di Iron Man porta un peso notevole sulle
spalle. Raccontando la storia di Tony dopo gli eventi
di The Avengers, Iron Man 3 è l’adattamento
cinematografico della stroyline Extremis dalla
Marvel Comics, ma con qualche
variazione. I fan di Iron Man 3 apprezzano il modo in
cui il film esplora la psiche di Tony e mostra il
cambio di direzione del personaggio
MCUJon
Favreau.
Tuttavia, per come viene
rappresentato Il Mandarino, l’iconico cattivo, il
film ha suscitato reazione miste e non sempre positive. Anche
secondo IMDb, Iron Man 3 non
merita più che un punteggio discreto, quasi mediocre: 7.1.
Nonostante tutto, Iron Man 3 è riuscito a incassare ben $1.2
miliardi.
Avengers: Age Of Ultron ($1.4
Miliardi) – 7.3
Il secondo film con
protagonisti i Vendicatori, Avengers: Age of Ultron, mostra
la squadra dei
supereroi mentre affronta l’intelligenza
artificiale Ultron. Inoltre, il film introduce i
personaggi di Scarlet e Visione.
Age of Ultron è stato
un successo al botteghino: 1.4 miliardi di dollari. A livello di
gradimento, IMDb assegna al film un ”sette più”
(7.3). Il nuovo nemico degli Avengers viene percepito dal
pubblico come più debole del primo. Inoltre, le dinamiche amorose
tra Vedova Nera e Hulk non sono particolarmente
piaciute.
Black Panther ($1.3 Miliardi) –
7.3
Black
Panther è il primo film MCU con
protagonista un attore nero, il defunto Chadwick Boseman. La pellicola mostra
la ricca e stratificata società di
Wakanda, raccontando il l’ascesa al trono dell’eroe
T’Challa e i suoi primi passi da regnante.
Grazie alla profondità dei
personaggi, alla costruzione del mondo di Wakanda e alla
narrazione convincente, Black Panther è considerato uno dei
migliori film dell’MCU. Gli incassi ne sono la
conferma: la storia di T’Challa è
unica e di grande impatto.
Spider-Man: Far From Home ($1.1
Miliardi) – 7.4
Questo film da un miliardo
di dollari è essenziale nella storia di Spider-Man. Dopo
gli eventi di Avengers: Endgame, Spider-Man: Far From Home
segue Peter Parker (Tom
Holland) nel suo viaggio con la scuola in Europa,
luogo dove entra in contatto con l’intrigante
Mysterio.
Far From Home mostra un
Peter Parker più maturo di quello
di Homecoming e, grazie alle
incredibili immagini e alle performance del cast principale,
prepara il terreno per il successo di Spider-Man: No Way Home. Per IMDb il
blockbuster si merita un sette e mezzo (7.4).
Captain America: Civil War ($1.1
Miliardi) – 7.8
Per come è costruito,
Captain America: Civil War sembra più un film che riguarda
tutti i Vendicatori
e non la conclusione della trilogia su Captain
America. Lo scontro con Iron Man, la guerra civile, l’ingombrante cast di
personaggi da dirigere: in alcuni punti il film non regge il
confronto con i fumetti.
IMDb ha dato un
punteggio positivo a Civil War: 7.8. In effetti, la
storia di Civil War porta un cambiamento innovativo
per la Marvel e introduce
nell’MCU personaggi
come Spider-Man e Black Panther.
The Avengers ($1.5 Miliardi) –
8.1
Il punto estremo della Fase
Uno MCU, la prima grande impresa che vede
coinvolti tutti i Vendicatori:
The Avengerssi presenta fin da subito come un film
di successo, e riesce ad accumulare 1 miliardo e mezzo di
dollari. Nel film, i Vendicatori si riuniscono per
affrontare la minaccia di Loki e dei Chitauri.
Inoltre, in The Avengers fa la sua prima apparizione Thanos.
Pieno di frasi memorabili,
interazioni interessanti tra i personaggi e sequenze cariche
d’azione, The Avengers è un caso unico. Ha permesso
all’MCU di spingersi oltre e di raggiungere nuove
vette, dimostrando le potenzialità dei crossover all’interno di uno
stesso franchise.
Avengers: Endgame ($2.7 Miliardi) –
8.4
Il film di maggiore incasso
dell’MCU è Avengers: Endgame, il capitolo conclusivo
dell’Infinity Saga. Nel film, i Vendicatori, raggruppatisi
dopo gli eventi catastrofici di Infinity War,
devono affrontare Thanos per l’ultima volta.
I diversi destini a cui vanno
incontro i personaggi nel film hanno suscitato una serie variegata
di reazioni da parte del pubblico. In ogni
caso, Endgame fornisce ai fan un finale emozionante,
riuscendo a far confluire in un’unica trama i fili provenienti da
un’ampia gamma di film.
Spider-Man: No Way Home ($1.8
Miliardi) – 8.5
Per, ora, Spider-Man:
No Way Home ha incassato $1.8 miliardi di dollari. Non va
dimenticato che il film è ancora in sala e che i suoi numeri
continuano a crescere. I livelli raggiunti al box office dalla
pellicola hanno pochi eguali nella storia del cinema.
Il punteggio di
IMDb (8.5) è più che meritato: No
Way Home è un film ambizioso che mostra il senso della
presenza del multiverso nell’MCU: il
lungometraggio riunisce tre versioni di Spider-Man e le
pone contro una selezione dei cattivi più iconici dell’eroe. La
grande storia, fatta di ottime scene d’azione ma anche di momenti
più distesi, per non parlare della fantastica chimica tra gli
Spidey, fanno sì che No Way Home sia già un
oggetto di culto.
Avengers: Infinity War ($2
Miliardi) – 8.5
Qualche milione sotto
Endgame, c’è un altro film MCU che supera
i $2 miliardi di incassi: Avengers – Infinity War. Il film mostra tutto
l’immenso potere di Thanos mentre viaggia alla ricerca
delle Gemme dell’Infinito correndo contro gli eroi che cercano di
fermarlo.
Infinity War costruisce
bene la tensione drammatica: pone i Vendicatori, i
Guardiani e i loro alleati di fronte a una minaccia di
tutto rispetto e bilancia il tutto con l’umorismo. Senza il
supporto di altri film MCU, la storia di Infinity
War può risultare piatta, ma circondata dagli altri
eventi del franchise, è davvero brillante.
Ezra Miller
è stato arrestato per un’aggressione di secondo grado alle
Hawaii, meno di quattro settimane dopo il suo
primo arresto per condotta disordinata e aggressione ai danni
di una coppia in un locale.
Miller è stato arrestato martedì
mattina dopo un incidente in una residenza privata a Pāhoa. La
pattuglia di zona ha risposto alla richiesta di intervento a causa
di un’aggressione. Secondo il dipartimento di polizia delle Hawaii,
Miller si sarebbe arrabbiato dopo essere stato invitato ad
andarsene e ha lanciato una sedia, colpendo una donna di 26 anni
sulla fronte e provocando un taglio di circa un centimetro e mezzo.
La donna ha rifiutato le cure per la ferita.
La polizia ha arrestato Ezra Miller all’01:30 dopo che l’attore è
stato localizzato sulla carreggiata all’incrocio tra l’autostrada
130 e Kukula Street a Kea’au. Miller è stato rilasciato alle 4:05
dopo aver consultato l’ufficio del procuratore della contea, in
attesa di ulteriori indagini. L’inchiesta resta aperta.
Il
primo arresto di Miller è avvenuto il 28 marzo. Gli ufficiali
di South Hilo avevano risposto alla segnalazione di un bar per un
cliente fastidioso, Miller era diventato indisciplinato e urlava
oscenità mentre altri clienti cantavano al karaoke. Miller ha
afferrato il microfono di una donna che cantava e si è lanciato
verso un uomo che giocava a freccette. Dopo essere stato arrestato
e accusato di condotta disordinata e molestie, Miller ha pagato la
cauzione di $ 500 ed è stato rilasciato.
Una coppia hawaiana ha presentato
un’ordinanza restrittiva contro Miller il giorno dopo il primo
arresto. L’ordine restrittivo affermava che Miller aveva fatto
irruzione nella camera da letto della coppia e li aveva minacciati,
e Miller avrebbe rubato alcuni degli effetti personali della
coppia, inclusi un passaporto e un portafoglio. Un giudice ha
respinto l’ordine il 13 aprile su richiesta della coppia.
Secondo Kenneth
Quiocho, vice capo della polizia delle Hawaii, Miller era
stato la causa di 10 chiamate della polizia a Hilo dal 7 marzo.
Il secondo arresto arriva meno di
una settimana dopo l’uscita di Animali fantastici: I segreti di Silente, in
cui Miller interpreta un ruolo secondario nel franchise. Il film ha
avuto una produzione turbolenta: oltre agli arresti di Miller,
l’attore Johnny Depp è stato licenziato dal
franchise nel bel mezzo delle sue battaglie legali e l’autrice di
“Harry Potter” J.K. La Rowling è stata presa di
mira per i commenti anti-trans che ha fatto sui social media. Il 23
giugno 2023 dovrebbe arrivare in sala The
Flash, in cui Ezra Miller è protagonista, ma non sappiamo in
che modo la Warner Bros tenterà di gestire questa nuova
situazione.
Scarlett
Johansson è oggi una delle attrici più importanti e
influenti del cinema statunitense, celebre per aver interpretato
Natasha Romanoff nei film del
Marvel Cinematic Universe ma anche
per titoli come Storia di un
matrimonio,Lucy,Scoop e Lost in
Translation. In mezzo ai tanti lungometraggi da lei
interpretati se ne ritrova uno estremamente particolare: Under the
Skin(qui la recensione), diretto nel
2013 da Jonathan Glazer. Si tratta di un’opera a
metà tra la fantascienza e l’horror, ricco di simbolismi e scelte
di messe in scena che generano nello spettatore una sensazione di
inquietudine costante.
Tutt’altro che un film
canonicamente inteso, Under the Skin è una vera e propria
esperienza visiva e sensoriale, che si spinge in territori criptici
dando vita ad immagini tanto suggestive quanto conturbanti. Per
questo suo nuovo lungometraggio, che arriva a nove anni dal
precedente Birth – Io sono Sean, Glazer ha adattato il
romanzo Sotto la pelle, scritto da Michel
Faber nel 2000. All’interno del libro vengono trattati
temi come l’allevamento intensivo, il decadimento ambientale, la
pietà, l’identità sessuale e l’umanità. Glazer ha semplificato
alcuni di tali aspetti concentrandosi sugli ultimi qui
elencati.
Pur essendo stato un insuccesso al
box office, per via della sua natura tutt’altro che facilmente
fruibile, Under the Skin rimane un titolo di culto,
analizzato e studiato, apprezzato da molti e indicato come uno dei
migliori film del nuovo millennio. Prima di intraprendere una
visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Under the Skin: la trama
e il cast del film
Protagonista del film è
Laura, un’affascinante ragazza che è in realtà un
essere alieno dalla pelle nera, il quale indossa un corpo umano per
potersi meglio camuffare in mezzo agli umani. Alla guida di un
furgone, l’extraterrestre gira per alcuni luoghi della Scozia,
seducendo uomini per strada, conducendoli poi in un luogo onirico
dove vengono prosciugati internamente per rifornire i macchinari
alieni. Questa sua missione lo porta a fare incontri di ogni tipo,
tra cui uno con un povero ragazzo deforme che lo colpirà
emotivamente. Da quel momento, l’alieno inizierà a provare
sentimenti che non dovrebbero appartenergli, sentendosi sempre più
vicino al divenire un’entità semi-umana.
Come anticipato, ad interpretare
l’ambiguo alieno protagonista vi è Scarlett
Johansson, che per questo ruolo ha deciso di
concedersi alle scene di nudo previste. L’attrice ha dichiarato di
aver accettato di comparire nuda poiché riteneva che fosse
indispensabile per la crescita del personaggio, non essendo dunque
una nudità gratuita. La Johansson è inoltre l’unica attrice
professionista del film. Tutti gli altri vennero scelti tra persone
prive di esperienze e molte scene vennero anche girate con
telecamere nascose in modalità candid camera. Degni di
nota, accanto all’attrice, sono Adam Person, nel
ruolo del ragazzo deforme, e Jeremy McWilliams,
pilota motociclistico che interpreta qui il complice della
protagonista.
Under the Skin: il finale
e la spiegazione del film
Senza entrare troppo nel dettaglio
del finale del film, per
chi deve ancora vederlo, basti sapere che la protagonista, come già
accennato nella trama, inizia a sperimentare una serie di
sensazioni prettamente umane. Ciò la porta a vivere una sempre
crescente crisi di identità, che sarà poi ciò che caratterizzerà la
parte conclusiva del film. A partire da tale dinamica, il film
assume quindi tematiche profondamente esistenzialiste, già presenti
nel romanzo di Faber. Molti critici hanno infatti rivisto nel
comportamento della protagonista un modo per sottolineare l’assenza
di differenze anche tra esseri apparentemente diversi, proponendo
dunque un messaggio di inclusività e uguaglianza generale
dell’essere umano.
Allo stesso tempo, il film è da
vedere come una potente metafora sul concetto di empatia, ovvero
l’elemento che più di ogni altro ci contraddistingue come umani. La
protagonista, che da prima uccide senza pietà le sue vittime,
avverte piano piano un cambiamento dentro di sé, dettato anche da
una maggior empatia nei confronti di quanti incontra. Per il
regista, infatti, Under the Skin è un racconto incentrato
su ciò che ci rende umani, andando ad esplorare ciò fin sotto la
pelle. Del film sono però state proposte anche letture incentrate
sul tema dell’identità sessuale, particolarmente importante per la
protagonista e che permette di avere ulteriori spunti di
riflessione sul corpo e sul concetto di umanità.
Under the Skin: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Under the Skin grazie alla sua presenza
su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di martedì 19 aprile alle ore
21:10 sul canale Rai Movie.
Proprio come l’indimenticabile
Truman incarnato dall’unico e solo Jim
Carrey le cui dita sfiorano il suo orizzonte, il
Festival di Cannes prende a fondo la natura estrema del mondo per
coglierla di nuovo. La crisi climatica, i disastri umanitari, i
conflitti armati… i motivi di preoccupazione sono numerosi. Come
nel 1939 e nel 1946, il Festival ribadisce la sua forte convinzione
che l’arte e il cinema sono il luogo in cui la contemplazione e il
rinnovamento della società si dipanano. Eppure resta fedele al suo
impegno fondante sancito dall’articolo 1 del suo regolamento:
«Lo scopo del Festival International du Film, in uno spirito di
amicizia e di cooperazione universale, è quello di rivelare e
presentare film di qualità nell’interesse dell’evoluzione della
l’arte della cinematografia».
The Truman Show
(1998) di Peter Weir e Andrew
Niccol è un riflesso moderno della grotta di Platone e la
scena decisiva esorta gli spettatori non solo a sperimentare il
confine tra la realtà e la sua rappresentazione, ma a riflettere
sul potere della finzione, tra manipolazione e catarsi. Proprio
come Truman sfugge alla menzogna mentre si alza, il Festival, con
il suo famoso red carpet in ascesa, offre agli spettatori la verità
degli artisti quando entrano in teatro.
Cinefilos.it offre
la possibilità di vedere al cinema, gratis,
Californie, un film di Alessandro
Cassigoli e Casey Kauffman con Khadija Jaafari,
Ikram Jaafari, Marilena Amato, Fatima Ramouch, Simona
Petrosino.
Ecco le date in cui sarà possibile partecipare alle proiezioni
presso il cinema TIBUR di ROMA:
I biglietti saranno validi per
qualsiasi spettacolo indicato e potranno essere richiesti, fino ad
esaurimento, inviando una email a [email protected] in cui andranno
specificati il giorno in cui si intende utilizzare
i biglietti e un secondo giorno alternativo nel
caso per il giorno prescelto non ci sia più disponibilità di
posto.
Gli orari delle proiezioni andranno consultati direttamente sui
siti dei cinema.
È di fondamentale importanza che nell’email venga evidenziato
che si sta chiedendo l’invito via CINEFILOS.
I biglietti potranno essere ritirati direttamente alla cassa dei
cinema presentando la email di conferma ricevuta unitamente ad un
documento di identità ed al Green Pass.
È stata
annunciata la line up della Quinzaine des Realisateurs
2022 che si svolgerà nell’ambito del Festival di Cannes 2022 (qui
il programma ufficiale). L’evento si svolgerà nella
località francese dal 18 al 24 maggio. Film d’apertura di questa
interessante selezione è l’italiano Scarlet, di Pietro Marcello.
L’ENVOL (Scarlet) by Pietro Marcello (film di apertura)
1976 by Manuela Martelli
THE DAM
(Al-Sadd, السّد , Le Barrage) by Ali Cherri
LES ANNÉES SUPER 8
(The Super 8 Years) by Annie Ernaux & David
Ernaux-Briot
ASHKAL by Youssef Chebbi
LES CINQ DIABLES
(The Five Devils) by Léa Mysius
DE HUMANI CORPORIS FABRICA by Véréna Paravel & Lucien
Castaing-Taylor
LA DÉRIVE DES CONTINENTS (AU SUD)
(Continental Drift (South)) by Lionel Baier
EL AGUA
(The Water) by Elena
López Riera
ENYS MEN by Mark Jenkin
FALCON LAKE by Charlotte Le Bon
FOGO-FÁTUO
(Will-o’-the-Wisp, Feu follet) by João Pedro Rodrigues
FUNNY PAGES by Owen Kline
GOD’S CREATURES by Anna
Rose Holmer & Saela Davis
LES HARKIS
(Harkis) by Philippe Faucon
MEN by Alex
Garland (proiezione speciale)
LA MONTAGNE
(The Mountain) by Thomas Salvador
PAMFIR by Dmytro Sukholytkyy-Sobchuk
REVOIR PARIS
(Paris Memories) by Alice Winocour
TAHT ALSHAJRA (تحت
الشجرة , Under the Fig Trees, Sous les figues) by Erige
Sehiri
UN BEAU MATIN
(One Fine Morning) by Mia Hansen-Løve
UN VARÓN
(A Male) by Fabian Hernández
LE PARFUM VERT
(The Green Perfume) by Nicolas Pariser (film di
chiusura)
Bérénice Bejo è una di quelle
attrici che ha contribuito a cambiare il volto del cinema
internazionale e continua farlo tuttora. L’attrice, che ha iniziato
la sua attività da ragazza, ha catturato sin da subito il cuore del
pubblico francese, per poi conquistare quello mondiale grazie al
suo grande talento.
Ecco dieci cose da sapere su
Bérénice Bejo.
Bérénice Bejo: i suoi film
1. Ha recitato in celebri
film. La carriera cinematografica dell’attrice inizia nel
1996, quando debutta sul grande schermo in Les soeurs
Hamlet, per poi proseguire con La captive (2000),
Passionnément (2000), Meilleur espoir féminin
(2000), Il destino di un cavaliere (2001), Comme un
avion (2002), 24 ore nella vita di una donna (2002) e
Sem Ela (2003). In seguito, ha lavorato in Dans le
rouge du couchant (2003), Cavalcade (2005), OSS
117: Le Caire, nid d’espions (2006), La maison
(2007), Modern Love (2008), Proie (2010) e
The Artist (2011). Tra
i suoi ultimi lavori, vi sono Tutti pazzi per Rose
(2012), Il paradiso degli orchi (2013), Il passato (2013),
Le dernier diamant (2014), L’infanzia di un capo
(2015), Fai bei sogni (2016),
Dopo l’amore (2016), Il mio Godard (2017),
Three Peaks (2017), L’incredibile viaggio del
fachiro (2018), Il segreto di una
famiglia (2018), Il principe dimenticato
(2020), La felicità degli altri (2020) e Il materiale emotivo
(2021).
2. Ha lavorato in diverse
serie tv. Oltre ad aver prestato la sua attività
lavorativa per il cinema, l’attrice ha partecipato spesso a
progetti per il piccolo schermo. Infatti, ha debuttato nel mondo
della recitazione nelle serie Regards d’enfance (1996),
per poi proseguire con le serie L’@mour est à réinventer
(1996), Julie Lescaut (1997), Alice Nevers –
Professione giudice (1997), Un et un font six
(1997-1999), Sauvetage (2000), Les redoutables
(2000) e Vertiges (2002). In seguito, appare nei film tv
Nuages (2006) e Sa raison d’être (2008).
3. Ha partecipato a diversi
corti ed è anche doppiatrice. Nel corso della sua
carriera, l’attrice non ha sperimentato solo il mondo del cinema o
delle serie per recitare. Infatti, non ha mai disdegnato il fatto
di apparire in qualche cortometraggio, come è successo per Pain
perdu (1993), Une petite fée (2002), Jeux de
plage (2003), Ciao bambino (2004), Sans
douleur (2004), Un homme peut en cacher un autre
(2007), Le courrier du parc (2008), Love Me Baby
(2010) e Aujourd’hui (2012). Inoltre, ha vestito in panni
di doppiatrice, prestando la propria voce per il film
Funan (2018).
Bérénice Bejo: OSS117, il marito e i figli
4. È sposata da diversi
anni. L’attrice è impegnata da molti anni con il regista
Michel Hazanavicius, conosciuto nel 2006 sul set
del film OSS 117: Le Caire, nid d’espions (in Italia
distribuito con il titolo Agente speciale 117 – al servizio
della Repubblica – Missione Cairo). Da quel momento, i due
non si sono più lasciati, convolando a nozze nel 2008 e rimanendo
insieme da allora.
5. È stata diretta molte
volte dal marito. Oltre a OSS 117, l’attrice è
stata diretta dal marito altre tre volte: infatti, i due hanno
lavorato insieme in The Artist, The Search e Il mio
Godard. Nel 2020 hanno dato luce al loro quinto lungometraggio
insieme, dal titolo Il principe dimenticato.
6. È madre di due
figli. Dall’unione con il marito Michel Hazanavicius,
l’attrice è diventata madre di due figli: Lucien,
nato il 25 luglio del 2008, e Gloria, nata il 18
settembre del 2011. Prima di incontrare lei, suo marito aveva avuto
da un precedente matrimonio le figlie Simone e
Fantine. Tuttavia, l’attrice considera le sue
ragazze come figlie sue, senza fare distinzioni con i suoi figli
naturali.
Bérénice Bejo non è su Instagram
7. Non ha un account sul
noto social. L’attrice, a differenza della maggior parte
dei suoi colleghi, ha deciso di non avere un account sul social
network Instagram. La Bejo, infatti, ha sempre dichiarato di non
apprezzare molto queste piattaforme, troppo spesso invadenti.
Standone lontana, ha dunque modo di mantenere più privata la sua
vita fuori dal set, evitando di condividere ogni singolo momento
della sua vita con persone che non conosce. I suoi fan possono
tuttavia ritrovare diversi profili a lei dedicati con notizie sui
suoi progetti da interprete.
Bérénice Bejo in The
Artist
8. Ha lavorato molto per una
scena del film. Jean Dujardin e l’attrice, protagonisti
del film The Artist, hanno provato la sequenza di danza
più famosa per ben cinque mesi, esercitandosi quasi ogni giorno
nello stesso studio che Debbie Reynolds e
Gene Kelly erano soliti usare per Cantando
sotto la pioggia (1952). Dopo innumerevoli prove, sono infine
riusciti ad eseguire personalmente l’intera coreografia senza mai
sbagliare.
9. È stata candidata a
diversi premi. Grazie all’interpretazione di Peppy Miller
in The Artist, l’attrice ha ricevuto diverse candidature
come quella agli Oscar e ai Golden Globe per la Miglior attrice non
protagonista, e ai BAFTA per la Miglior attrice protagonista. Tra
le varie nomination ricevute, l’attrice è riuscita a vincere un
Premio César, gli Oscar francesi, come Miglior attrice
protagonista.
Bérénice Bejo: età e altezza
10. Bérénice Bejo è nata il
7 luglio del 1976a Buenos Aires, in
Argentina. La sua altezza misura complessivamente 167
centimetri.
Non si vede spesso una
operazione come quella realizzata per Power of
Rome, che arriva in sala – grazie a Vision
Distribution e alla sua collaborazione con Sky e la Iif di Fulvio e
Paola Lucisano – nei giorni di 19, 20 e 21 aprile 2022. Un
“prototipo con una grande ambizione”, lo definisce il suo regista,
Giovanni Troilo, che si affida a un
protagonista, o meglio un “host”, profondamente romano come
Edoardo Leo per raccontare la Città Eterna in
questo esperimento metacinematografico.
Che si propone di
“combinare il documentario con l’impianto, la forma e la
drammaturgia del cinema”, ma che di quello non sembra in grado di
replicare né magia né capacità di coinvolgimento. E questo
nonostante il soggetto trattato, e una estetica particolarmente
attraente, nella quale la narrazione tradizionale si mescola con
una ricostruzione storica spettacolarizzata e sprazzi di
videoarte.
Una Storia da
Sogno
Al centro, Roma. La
città, la sua storia, i suoi miti, gli imperatori e l’incessante
lotta per il potere. Nelle sue tante e diverse declinazioni. Che
esploriamo insieme all’insofferente attore chiamato a interpretare
Giulio Cesare in un documentario inglese, non privo di cliché, che
abbandona il set per immergersi nella Capitale e nelle ombre del
suo passato.
Un sogno che ci porta
della nascita dell’Impero alla sua fine, tra corsi e ricorsi, ma
soprattutto lasciando spesso la parola ai re-enactments
affidati a chi la Storia di Roma l’ha fatta davvero, dal ‘Primo Re’
al primo Imperatore, da Romolo ad Augusto, da Adriano a Costantino,
Nerone e Marc’Aurelio. Azzardando ardite similitudini sui supplì
mentre ci mostra gli angoli più belli della città, di ieri e di
oggi.
La grandezza di Roma
è altrove
Ma se le immagini del
Pantheon, del Colosseo, il Gianicolo, Piazza del Popolo, ecc. non
possono non conquistare, i ‘fantasmi’ di Leo restano solo un
piacere per gli occhi. E per chi avesse voglia di conoscere di più
sui segreti di questa Grande Bellezza, come la processione della
Madonna Fiumarola della Festa de Noantri. Non sull’anima,
purtroppo.
Impresa sovrumana, in
“una città che è il mondo”, della quale gli stessi abitanti spesso
non ricordano l’eccezionalità, presi a scontrarsi su questo o quel
disservizio, o politico, o social. E della quale i facili
detrattori si sforzano di non vedere la grandezza, nell’illusione
di ergersi come nani sulle spalle di un tale gigante. Un “teatro a
cielo aperto” dove “gli dei e i mortali hanno provato a sfiorarsi”
e che “saccheggiata e ricostruita, ha visto nascere e morire
culture e civiltà eppure oggi, più che mai, ha bisogno di essere
scoperta, ascoltata e nuovamente raccontata”, stando al regista e
premiato fotografo.
Power of Rome, un intrigante punto di
vista
Un intrigante e godibile
punto di vista, più che di partenza, soprattutto considerato che a
Roma “tutto ricomincia ogni mattina” e nulla inizia o finisce
davvero. Ma con un bel finale, affidato all’orazione funebre di
Marco Antonio e a un momento unico nella storia della Città Eterna.
Lasciando alla pazienza o alla conoscenza di ciascuno il fatto di
assistere “per la prima volta” allo spettacolo sullo schermo, o a
riscoprire le singole tappe e protagonisti del suo passato, delle
sue illusioni e ambizioni.
Il successo del personaggio
interpretato da Chris Hemsworth ha portato alla creazione di
un quarto film con protagonista il Dio del Tuono. L’uscita
di Thor: Love and Thunder è sempre più
vicina: il lungometraggio, diretto come il capitolo precedente
Thor: Ragnarok da Taika Waititi, arriverà nelle sale
a luglio 2022.
Dopo gli eventi di Avengers: Endgame (2019), in Thor: Love and
Thunder il Dio del Tuono cerca di
allontanarsi dal campo di battaglia per trovare la pace interiore.
Si trova però costretto ad intervenire quando Gorr il
macellatore di dei (Christian
Bale) minaccia di eliminare tutti gli dei. Per fermare
il cattivo, Thor ricorre all’aiuto di altri
eroi: Valchiria (Tessa
Thompson), la nuova regina di New Asgard,
Korg (Taika Waititi) e
Jane Foster (Natalie
Portman), che è diventata Mighty
Thor.
Il trailer di
Thor: Love and Thunder appena rilasciato dai
Marvel Studios è denso di
dettagli e rivelazioni, non sono sulla trama e sui personaggi
protagonisti, ma anche sulla più ampia Fase 4 dell’MCU.
La crescita e l’evoluzione di
Thor
Fin da subito, il trailer
di Thor: Love and Thunder inserisce un
dettaglio interessante che rimanda ai fumetti. Sulla scena si vede
un bambino, un’adolescente e un Thor adulto
(quest’ultimo con addosso il costume originale del personaggio nei
fumetti) mentre corrono nella stessa foresta.
Mostrando il Dio del Tuono
in tre diversi momenti della sua vita, il filmato allude
all’interminabile lotta del dio con Gorr il macellatore di
dei. Inoltre, nei fumetti la battaglia tra Thor e
Gorr porta ad un combattimento finale in cui tre versioni
di Thor, giovane, adulto e vecchio, lottano insieme
contro il cattivo. La scelta della Marvel per il
trailer è abbastanza esplicita e rivela un dettaglio sostanzioso
della trama di Thor: Love and Thunder. In qualcosa
di non troppo diverso da Spider-Man: No Way Home, forse
vedremo anche in questo film l’eroe principale combattere con due
sé stesso contro una minaccia comune.
Thor non è più un supereroe
“Queste mani una volta
erano servivano per combattere, ora sono umili strumenti di
pace”. Le prime parole pronunciate da Chris Hemsworth nel trailer di
Thor: Love and Thunder dicono esplicitamente
che il dio si è ritirato dal mondo dei supereroi.
L’eroe viene poi mostrato mentre
abbandona la sua arma in cima a una montagna, mentre le immagini
seguenti alludono al cambio di stile di vita per l’eroe.
Thor dice chiaramente che i suoi “giorni da
supereroe sono finiti“, evidenziando il nuovo percorso che ha
deciso di intraprendere dopo gli eventi di Avengers: Endgame. La storia
di Thor: Love and Thunder parte da qui,
chissà dove arriverà.
Un Thor fuori forma dopo Avengers
Endgame
Il trailer conferma
che Fat Thor farà ritorno in Thor: Love
andThunder. In Avengers:
Endgame, dopo che il dio si assume la colpa per lo snap
di Thanos, cambia aspetto: è fuori forma, il fisico
divino si appesantisce.
Sembra però che il Dio del
Tuono sia pronto a rimettersi in forma ora. Stando al trailer,
pare che in Thor: Love and Thunder vedremo
una sequenza di allenamento per Thor, mentre cerca di
perdere il peso e ritornare al suo solito aspetto atletico. Nel
filmato c’è anche un dettaglio ironico: mentre si allena, il dio
indossa un cappello con scritto ”l’Avenger più forte”.
Thor si unisce ai Guardiani della
Galassia
Le rapide immagini di
combattimento che vediamo nel trailer di Thor: Love and
Thunder alludono ad una nuova unione sul campo tra il
dio e i Guardiani della Galassia. Da
quando è mostrato, nel film non mancheranno gli sketch comici tra
Thor e i Guardiani. In particolare, sembra che ci
saranno delle dinamiche interessanti con Star-Lord
(Chris Pratt). L’interazione tra
questi eroi è stato un elemento essenziale di Avengers: Infinity War e
sembra che il pubblico assisterà a nuove avventure che coinvolgono
gli Asgardiani.
Thor e Korg ritornano a
Sakaar?
Le immagini del trailer
mostrano Thor e Korg (Taika
Waititi) su un pianeta pieno di spazzatura, disordine e
macerie. Non è da escludere che si tratti di Sakaar,
il mondo gestito dalGran
Maestro (Jeff
Goldblum) che già si trovava sull’orlo della
rivoluzione alla fine di Thor: Ragnarok. I due eroi potrebbero
aver fatto ritorno dove si sono incontrati per portare la pace sul
pianeta o anche per ottenere alcune informazioni dal Gran
Maestro.
Le capre magiche di Thor arrivano
nell’MCU
Nella mitologia,
il carro del dio Thor è trainato da due capre
magiche . Con il trailer di Thor: Love and
Thunder, le due entità fanno la loro prima comparsa
nell’MCU. Le vediamo mentre guidano una nave
asgardiana con a bordo Valkyrie e Korg che si
eleva in aria e lascia New Asgard.
Le capre di Thor sono state
introdotte nei fumetti nel 1976. Sappiamo che Toothgnasher
e Toothgrinder sono abbastanza potenti da causare
terribili danni in battaglia. Chissà come le sfrutterà il dio in
Thor: Love and Thunder.
L’Olimpo, la casa delle divinità
greche
Un altro elemento
mitologico inserito nel trailer di Thor: Love and
Thunder è probabilmente l’Olimpo. Già i fumetti
Marvel riprendono la sede degli dei dell’Antica
Grecia e sembra che il Monte Olimpo arriverà anche
nell’MCU. Gli edifici sospesi e le strutture
galleggianti danno un aspetto insolito alla casa degli dei,
distinguendolo da altre fantastiche località MCU,
come ad esempio Asgard.
Il nuovo costume per l’eroe in
Thor: Love and Thunder
Anche se la tuta rossa, blu
e oro di Thor è già stata vista nei giocattoli e nel
merchandising Marvel, il trailer di Thor:
Love and Thunder mostra per la prima volta il nuovo
costume dell’eroe in azione. Chris Hemsworth lo
indossa in diversi punti del video, alternandolo con il costume
da Ravager. Tra gli accessori del nuovo abito, c’è
anche un mantello di pelliccia.
Russell Crowe sarà Zeus
nell’MCU
Insieme all’Olimpo, sembra
che anche i suoi abitanti arriveranno nell’MCU.
Nel trailer di Thor: Love and Thunder si può
vedere Zeus di fronte ad una folla di divinità. Anche
se il filmato non mostra il suo volto, il fulmine impugnato,
l’abbigliamento e la posizione del personaggio lasciano intuire
l’identità del personaggio. L’attore Russell Crowe (Il
gladiatore) ha rivelato il suo coinvolgimento con la
produzione del film MCU: sarà lui ad
interpretare il ruolo di Zeus, il capo degli dei nella
mitologia greca.
Falligar, Thor e Gorr
Anche se Gorr il
macellatore di dei non è presente nel trailer di Thor:
Love and Thunder, vengono mostrati gli effetti della sua
devastante ira. In un punto del filmato si vedono Thor
e Korg mentre osservano un’enorme creatura morta tra
la neve. Sembra trattarsi di Falligar, un potente dio e un
grande amico di Thor. Sappiamo dai fumetti che
Falligar viene ucciso
da Gorr mentre è in preda alla sua furia
cosmica. Inserire nel trailer questo dettaglio dice molto della
potenza e della minacciosità di Gorr.
New Asgard diventa una meta
turistica
Quando l’MCU
ha introdotto New Asgard in Avengers:
Endgame, la città degli Asgardiani era
relativamente tranquilla e poco conosciuta. Stando al trailer di
Thor: Love and Thunder sembra che sia diventata
una delle principali attrazioni turistiche sulla Terra. Si
vedono diverse navi da crociera attraccate che portano i molti
visitatori a New Asgard, con alcune attrazioni piazzate
vicino all’ingresso della città. Questa drammatica trasformazione
avviene quando Valchiria diventa sovrana, ma non è ancora
chiaro se ci sia la regina dietro al cambiamento.
L’incontro tra Valchiria e gli
altri leader mondiali
Dopo essere diventata
sovrano di Asgard in Avengers:
Endgame, Valchiria viene mostrata nel trailer di
Thor: Love and Thunder mentre muove i primi passi
in questo nuovo ruolo. Sembra che la regina stia tenendo un meeting
con gli altri leader mondiali della Terra: a New Asgard,
uomini politici e delegati di varie contee sono riuniti intorno a
un tavolo in una sala conferenze.
Regina Valchiria è seduta
in disparte e non sembra essere troppo entusiasta delle sue
responsabilità di governo. Forse è ansiosa di tornare in azione?
Potrebbe avere la sua occasione, visto il conflitto tra
Thor e Gorr…
Valchiria, Korg e due Thor
nell’Olimpo
Anche se non viene
esplicitata la missione al centro del film, nel trailer di
Thor: Love and Thunder si vede il quartetto di
eroi principale: Valchiria, Korg e due
Thor sono in visita all’Olimpo. Si stanno dirigendo verso
un’enorme statua di Zeus. Essendo inquadrati di spalle, è
difficile comprendere l’identità dei due Thor.
Probabilmente si tratta di Thor Odinson e di Mighty
Thor, identità assunta da Jane Foster.
Torna la bromance tra Thor e Star
Lord
L’umorismo è un ingrediente
essenziale dei film MCU. Come già successo in
precedenza, sembra che in Thor: Love and Thunder
torneranno gli scambi di battute tra i personaggi di Chris
Pratt e Chris Hemsworth. In una scenetta divertente
del trailer, vediamo Star-Lord consigliare a Thor
di guardare negli occhi la persona che ama quando si sente perso.
Mentre parla, Peter Quill dirige lo sguardo
verso i suoi compagni di squadra, i Guardiani
della Galassia e Thor, ironicamente, inclina la
testa per oscurare questa visione e guardare direttamente negli
occhi di Star-Lord.
I nuovi look dei Guardiani della
Galassia e soprattutto di Mantis
Un dettaglio intrigante
rivelato dal trailer di Thor: Love and Thunder
riguarda i costumi dei Guardiani della Galassia. Molti dei membri hanno nuovi
abiti e armi mai viste prima. In particolare, il look di
Mantis è intrigante. Il personaggio ha un nuovo accessorio
incorporato nella fronte. Il posizionamento dell’oggetto tra le sue
antenne potrebbe essere rivelatorio: forse i Guardiani
hanno trovato un modo per amplificare i suoi poteri attraverso la
tecnologia?
Mjolnir è stato riforgiato dopo
Thor: Ragnarok
Il martello magico di
Thor, è stato distrutto da sua sorella Hela
(Cate
Blanchett) in
Thor: Ragnarok. Fortunatamente, l’eroe aveva a
disposizione Stormbreaker come arma e ha usato
quest’ultima per combattere in Avengers: Infinity War e
Avengers: Endgame.
Sembra però che Mjolnir sia
stato riforgiato e che tornerà durante gli eventi di Thor:
Love and Thunder. Tuttavia, il Dio del Tuono non
è il responsabile del ritorno dell’arma e nemmeno colui che lo
brandirà…
Natalie Portman ritorna nei panni
di Jane Foster/Mighty Thor
Natalie Portman ha interpretato
Jane Foster in Thor: The Dark World. Successivamente l’attrice ha
abbandonato l’MCU e non l’abbiamo più vista nei
capitoli successivi. I fan saranno lieti di sapere che
Portman riprenderà il suo personaggio in
Love and Thunder.
Grazie al coinvolgimento di Taika Waititi e alla promessa di
rendere Jane in un punto focale della storia ancora
una volta, Natalie Portman torna ad essere
Jane Foster. Nel trailer, il personaggio è mostrato
nella forma completa di supereroe: Mighty Thor.
Jane Foster e Thor tornano insieme
per proteggere la Terra
Anche se il trailer non
mostra i due eroi mentre combattono fianco a fianco, la reunion di
Thor Odinson e Jane Foster è un evento importante. L’ultima volta che
si sono visti insieme risale al 2015. I due Thor sono
legati da un duplice rapporto, eroico e amoroso. Anche se la storia
d’amore non ha funzionato in precedenza, il titolo di Thor: Love and Thunder indica che la passione
potrebbe tra i due potrebbe sbocciare nuovamente.
Di4ri, è la nuova
serie italiana Netflix, in 15 episodi,
prodotta da Stand By Me, che racconta le storie e
le emozioni di un gruppo di compagni di classe di seconda
media.
Di4ri: quando esce e dove
vederla in streaming
Di4ri debutterà il 18
maggio su Netflix e da fine luglio sarà disponibile
in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.
Di4ri: trama e
cast
Ogni episodio è raccontato dal
punto di vista di uno degli otto protagonisti, che diventa voce
narrante e offre agli spettatori una sorta di diario personale con
il suo sguardo sugli avvenimenti della classe: i ragazzi parleranno
direttamente allo spettatore mostrando i loro sentimenti senza
filtri. In questo modo, da un episodio all’altro, le vicende di
Pietro, Livia, Isabel, Daniele, Monica, Giulio, Mirko e Arianna si
intrecciano in un racconto corale capace di restituire le diverse
sfaccettature della vita dei preadolescenti: è il racconto di
un’età delicata in cui sbocciano le individualità dei ragazzi e al
tempo stesso cresce la loro identità di gruppo.
Di4ri entrerà quindi nella vita e
nelle emozioni di tutti i giorni dei ragazzi della 2D tra gioie,
drammi, primi amori, primi baci divertimento e qualche volta
qualche litigio. Tra i temi della serie ci saranno anche il coming
out, le ricadute di un matrimonio in crisi, le aspettative dei
genitori, la dislessia, l’ansia di crescere, la solitudine e
l’accettazione. La colonna sonora della serie sarà sulle note di
“Isole”, il nuovo singolo di Tancredi (Warner Music) che sarà anche
guest star in due episodi.
I giovanissimi otto protagonisti di
Di4ri sono Andrea Arru (Pietro), Flavia Leoni (Livia), Sofia
Nicolini (Isabel), Biagio Venditti (Daniele), Liam Nicolosi
(Giulio); Federica Franzellitti (Monica), Francesca La Cava
(Arianna), Pietro Sparvoli (Mirko). Nel cast della serie è presente
anche Fortunato Cerlino, nel ruolo del simpatico bidello Paolo.
Special guest sara’ anche Larissa Iapichino, campionessa juniores
di salto in lungo, in una puntata che avrà al centro una gara di
triathlon.
Oltre a Di4ri, la prima serie
italiana per ragazzi di Netflix, nell’area Kids & Family
arriveranno il Mostro dei Mari, il nuovo film d’animazione che sarà
disponibile dall’8 luglio con la regia del Premio Oscar Chris
Williams e la nuova serie “Kung Fu Panda the Dragon Knight”,
prodotta da DreamWorks Animation.
Di4ri:
trailer
PERSONAGGI di Di4ri
LIVIA MANCINI (Flavia
Leone)
Dodici anni, sportiva,
perfezionista. Livia si preoccupa sempre di compiacere i genitori e
gli insegnanti, che non si rendono conto che Livia è molto di più.
È una ragazza appassionata e grintosa, ha uno spirito indipendente
che durante la serie emerge sempre di più, anche grazie a Pietro,
sorprendendo prima di tutto se stessa. Al punto che Livia deciderà
che non le importa più di compiacere gli altri e si dedicherà a ciò
che le importa davvero.
PIETRO MAGGI (Andrea
Arru)
Pietro è sempre sicuro di
sé e del suo carisma. O così sembra. In realtà, ogni giorno deve
fare i conti con i litigi continui dei genitori e con le
sopraffazioni dei ragazzi di terza media. Come se non bastasse, si
sta innamorando dell’unica ragazza che sembra immune al suo
fascino. Ma se hai con te una squadra di amici fantastici niente è
impossibile, neanche guidare la rivolta della classe contro
l’imminente chiusura della scuola.
ISABEL DIOP (Sofia
Nicolini)
Isabel è una ragazza
solare e ottimista che non si ferma davanti a niente. Per lei nulla
è impossibile. È per questo che in classe tutti finiscono per
chiederle aiuto, senza che lei si tiri mai indietro. Grazie al suo
talento, entra a far parte della squadra di basket, diventandone il
capitano e assumendo un ruolo decisivo nella partita contro gli
arroganti ragazzi di terza media.
MIRKO VALENTI (Pietro
Sparvoli)
Mirko è un ragazzo timido
e introverso, trasferitosi da poco da Roma. All’inizio decide di
frequentare i ragazzi di terza contando sul supporto del fratello
maggiore, Damiano. Quando scopre che lui e Daniele hanno molto in
comune inizia però a distaccarsene, integrandosi sempre di più
all’interno della 2D. Quello che scoprirà alla fine del suo
percorso è che per lui c’è un gruppo di amici addirittura migliori
di quelli che aveva a Roma.
DANIELE PARISI (Biagio
Venditti)
Daniele è un ragazzo
maturo ed è un punto di riferimento per i suoi compagni di classe,
che lo considerano intelligente e generoso. Si prende una cotta per
Mirko e dopo una prima delusione, nel corso della serie troverà
l’amore in modo inaspettato.
GIULIO PACCAGNINI (Liam
Nicolosi)
Giulio è un tipo
irriverente, dalla battuta sempre pronta. Soffre di una leggera
dislessia, che, nonostante all’inizio rappresenti un ostacolo, col
tempo gli permetterà di mostrare il suo lato più fragile e
guadagnarsi l’affetto sincero dei compagni. È molto legato a
Pietro, il suo migliore amico, ed è innamorato di Arianna, che però
non sembra ricambiare.
MONICA PIOVANI (Federica
Franzellitti)
Monica è una ragazza
insicura e impacciata. Due sole cose le danno sicurezza: l’amicizia
con Isabel e l’impegno nello studio. A poco a poco uscirà dalla sua
comfort zone rivelando a tutti la sua capacità di ascoltare e
comprendere gli altri. A quel punto non solo Isabel, ma tutti i
suoi compagni capiranno quanto Monica sia un’amica preziosa.
ARIANNA RINALDI
(Francesca La Cava)
Arianna è la tipica
ragazza carina e snob della classe: capricciosa, inarrivabile e
inevitabilmente un po’ sola, imprigionata in un ruolo che non le
appartiene davvero. Il suo comportamento cambierà quando, in un
momento di difficoltà, scoprirà nei suoi compagni, finora mai
considerati, degli alleati preziosi.
Partecipazione speciale:
Fortunato Cerlino nel ruolo di PAOLO AGRESTI
Paolo, il collaboratore
scolastico, è un uomo solo, divorziato e lontano dal figlio
Fabrizio. È legato in particolar modo a Pietro, che soffre per la
separazione dei genitori, e a Giulio, che gli ricorda Fabrizio.
Paolo si unirà alla ribellione dei ragazzi della 2D e, grazie ai
consigli di Pietro, recupererà il rapporto con il figlio.
NOTE DI REGIA di
Di4ri
Sin dalla primissima
lettura del concept e dei soggetti di serie, mi sono appassionato a
Di4ri, pensando che avesse tutte le caratteristiche di un progetto
con una forte identità e che presentasse alcuni aspetti molto nuovi
e stimolanti dal punto di vista della regia.
L’idea fondante chiamava
a un’interessante sfida creativa: dirigere un racconto di
formazione corale e allo stesso tempo intimo, in cui i ragazzi
fossero di continuo protagonisti e personaggi secondari. Un diario
collettivo in cui usare le voci narranti combinate a degli “a
parte” teatrali per parlare direttamente al pubblico, guardando la
macchina da presa per condividere le emozioni. Tutto questo
rivolgendosi a spettatori che non sono teenager, ma il target più
giovane e delicato dei pre-adolescenti.
Il vero punto di forza
della serie sono le tematiche affrontate e il tono e la sensibilità
con cui i nostri giovani interpreti hanno deciso di incarnare le
storie. Abbiamo messo i personaggi al centro del nostro mondo,
adottando uno stile di recitazione capace di integrare le loro
idee, tentando di lasciare una piccola parte di sorpresa e di magia
da creare sul set con l’improvvisazione. Per questa ragione il
casting è stata un’operazione fondamentale: una selezione lunga e
meticolosa, soprattutto considerato il fatto che praticamente quasi
tutto il gruppo di lavoro scelto è esordiente.
Per quanto concerne gli
aspetti visivi del racconto, come prima stagione, dovevamo creare
da zero il mondo di Marina Piccola. L’obiettivo è stato quello di
proporre un’ambientazione italiana ma allo stesso tempo compatibile
con un immaginario internazionale di vita scolastica pre-liceale.
Ho pensato si potesse esportare un modello di vita isolana iconica
e molto mediterranea perché ha tutti gli elementi di una bellezza
aspirazionale. Quindi come scelta cromatica è stato importante il
dialogo con il direttore della fotografia per ottenere una palette
di colori accogliente, che portasse subito negli occhi il mare e
che emotivamente invitasse lo spettatore ad accogliere le tematiche
intime più delicate con grande trasparenza, e mai con la cupezza
che spesso accompagna il racconto dell’adolescenza.
Non c’è un solo stile di
riprese. Le inquadrature sono state libere di interpretare il testo
e di avvalersi dell’intimità della macchina a mano nelle scene più
relazionali e di improvvisazione, mentre ad esempio nelle scene di
sport e di movimento si è scelto uno stile più posato, che usa
carrelli, cameracar e droni, soprattutto nel seguire i personaggi
quando sono raccontati insieme all’ambiente che li circonda,
l’isola, l’altro grande protagonista di questa storia.
Di Alessandro Celli
NOTE DI PRODUZIONE
La serie DI4RI è un
racconto corale delle storie di un gruppo di compagni di classe di
seconda media. Ogni episodio copre l’arco temporale di una
settimana scolastica, dal lunedì al venerdì, ed è raccontato dal
punto vista di uno degli otto protagonisti, che diventa voce
narrante e offre agli spettatori una sorta di diario personale, con
il suo peculiare sguardo sugli avvenimenti della classe. Il
racconto è quindi un mosaico composto da otto voci, che
restituiscono le diverse sfaccettature della vita dei
preadolescenti. Questa dimensione la ritroviamo nelle scene, che
sono per questo spesso corali.
La serie è ambientata in
un posto di fantasia, un’isola italiana che volutamente non è
identificata per renderla universale. D’altro canto i luoghi –
dalla scuola, alle case, agli esterni – sono tutti reali, non c’è
nulla di finto o ricostruito: non sono stati utilizzati teatri di
posa. L’intenzione era quella di immergere gli attori in ambienti
autentici, per metterli a loro agio e per lasciare spazio alla
spontaneità e – a volte – all’improvvisazione.
Sul set è stato impegnato
un cast molto numeroso, con otto protagonisti, più di venti attori
secondari e oltre settecento comparse, con una troupe di circa 60
persone e una seconda unità. Le riprese, che hanno impegnato cast e
troupe per circa quattro mesi, sono state realizzate
prevalentemente a Roma e ad Ischia. Un set è stato aperto vicino a
Bracciano, dove sono state realizzate le scene nel campo da basket
e sulla pista d’atletica.
Sacro e profano. Su questi due
valori si costruisce il quattordicesimo film da regista di Leonardo Pieraccioni, intitolato
Il sesso degli angeli. Un racconto, da
lui scritto insieme a Filippo Bologna, che
attraverso una classica commedia ad equivoci aspira oltre che a
divertire anche a lanciare alcune riflessioni su tematiche
d’attualità nell’Italia dei nostri giorni. Dopo aver raccontato di
amori impossibili e crisi di mezz’età, il regista e attore
fiorentino si sposta dunque su un territorio nuovo che, come da lui stesso affermato,
segna l’inizio di una nuova fase della sua carriera, senza perdere
però le caratteristiche che lo hanno reso celebre, dalla
dissacrante comicità ai buoni sentimenti messi in gioco.
Che Il sesso degli angeli
sia qualcosa di nuovo nella filmografia di Pieraccioni lo dimostra
il ruolo da lui ricoperto. Egli non è più un incallito latin lover
bensì il prete don Simone, alla guida di una chiesetta sempre in
difficoltà e poco frequentata. L’occasione per poter mettere a
nuovo tale ambiente arriva grazie all’inaspettata eredità
lasciatagli da un eccentrico zio. Si tratta di un’avviatissima
attività in Svizzera, grazie alla quale don Simone spera di
risollevare le sorti economiche della sua chiesa. Arrivato a
Lugano, però, il prete scopre suo malgrado di aver ereditato un
bordello di lusso, cosa che naturalmente lo pone in profonda
crisi.
L’amore sacro e l’amor profano
Come spesso accade nel cinema di
Pieraccioni, anche questa storia prende avvio da uno scontro
inaspettato tra mondi opposti. Se in Il ciclone questo
avveniva tra un uomo e la sua famiglia di umili origini con un
gruppo di ballerine di flamenco, mentre in Un fantastico via
vaitra un uomo di mezz’età e un gruppo di
universitari, in Il sesso degli angeli tale
scontro ha per protagonisti il mondo religioso e quello della
sessualità. Due opposti, dove per la religione la sfera sessuale è
ancora oggi un vero e proprio tabù, quasi un sinonimo di
peccato.
Pieraccioni costruisce dunque
proprio su questo aperto contrasto una serie di situazioni comiche
che hanno come scopo il far emergere vizi e contraddizioni,
configurandosi infine come una sorta di fiaba con tanto di morale.
Le tematiche trattate sono di grande attualità in Italia, dalle
volontà di riapertura delle case chiuse alla possibilità per i
preti di sposarsi, dalla considerazione che si ha delle prostitute
fino all’ipocrisia di tutte quelle persone che predicano bene e
razzolano male. Nel corso dei circa novanta minuti di film tutti
questi aspetti vengono messi alla berlina con il classico spirito
dissacratore del comico toscano.
Il corpo della donna, lo sguardo dell’uomo
Le premesse narrative del film sono
dunque interessanti, specialmente per il prendere due aspetti così
radicati nella cultura italiana. Il film, aiutato in particolar
modo da Marcello Fonte, qui interprete nei panni
del fido Giacinto, riesce a dar vita ad alcune gag e battute
genuinamente divertenti. Questi momenti, insieme alle riflessioni e
alle emozioni che Il sesso degli angeli intende suscitare,
vengono però oscurati da alcune criticità piuttosto pesanti. In
primis, vi è ancora una volta uno sguardo sul corpo femminile che
sembra essere più interessato a compiacere un pubblico maschile che
non a conferire alla donna un valore nuovo, comprensivo della sua
sessualità.
Pieraccioni non è né il primo né
l’ultimo a fare ciò, sia chiaro, ma è questa un’ulteriore occasione
mancata per approdare a punti di vista nuovi. In seconda battuta,
Il sesso degli angeli, rispetto ad altri film di
Pieraccioni, sembra essere scritto con maggior approssimazione,
specialmente giunti al finale, dove tutto l’intreccio si risolve in
modo piuttosto discutibile, lasciando in sospeso delle questioni
che risultano pertanto incompiute. Dallo collisione dei due mondi
opposti non nascono delle situazioni forti a tal punto da far
riflettere su quanto raccontato, facendo dunque rimanere questo un
classico film di Pieraccioni, senza però l’evoluzione promessa e
sperata.