Dal primo all’11 settembre 2021 al Lido di Venezia, nell’anno delle celebrazioni dei 1600 anni della fondazione della città, prende il via la 78 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera: la Mostra vuole favorire la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria, in uno spirito di libertà e di dialogo.
La prima Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica risale al 1932 nell’ambito della diciottesima Biennale di Venezia. Il festival, denominato “1ª Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica”, nacque da un’idea del presidente della Biennale di allora, il conte Giuseppe Volpi, dello scultore Antonio Maraini, segretario generale, e di Luciano De Feo, segretario generale de L’Unione Cinematografica Educativa (emanazione della Società delle Nazioni con sede a Roma), concorde sull’idea di svolgere la rassegna nella città lagunare e primo direttore-selezionatore.
L’edizione 1932 si svolse dal 6 al 21 agosto 1932 e fu la prima manifestazione internazionale di questo tipo: si svolse interamente sulla terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia e, anche se non era una rassegna competitiva, nel cartellone c’erano titoli che fecero la storia del cinema. Tra questi, vale la pena di ricordare Probito del grande regista statunitense Frank Capra, Grand Hotel di Edmund Goulding, Il Campione di King Vidor, il primo e inimitabile Frankestein di James Whale. Alla serate erano presenti gli attori protagonisti dei film che fecero arrivare al Lido oltre 25mila spettatori: si parla dei maggiori divi internazionali dell’epoca come Greta Garbo, Clark Gable, Fredric March, Loretta Young, John Barrymore, Joan Crawford, senza dimenticare l’idolo italiano Vittorio De Sica e il grande Boris Karloff, passato alla storia per il suo ruolo del mostro nel primo Frankestein. Il primo film della storia della Mostra, che venne proiettato la sera del 6 agosto 1932, fu Il dottor Jekyll (Dr. Jekyll and Mr. Hyde) di Rouben Mamoulian. Il primo film italiano, Gli uomini, che mascalzoni… di Camerini, venne presentato invece la sera dell’11 agosto 1932.
In mancanza di una giuria e dell’assegnazione di premi ufficiali, introdotti solamente più tardi, un referendum indetto dal comitato organizzatore, presieduto da Attilio Fontana dell’Ice (Istituto del Commercio Estero), svolto tra il pubblico accorso alla rassegna, decretò come miglior regista il sovietico Nikolaj Ekk per il film Il cammino verso la vita, mentre il film di René Clair A me la libertà venne eletto come il più divertente. Come migliore attrice fu premiata Helen Hayes, come miglior attore Fredric March; il film “più commovente” risultò essere la pellicola americana Il fallo di Madelon Claudet di Edgar Selwyn.
La seconda edizione si svolse due anni dopo, nel 1934, e fu la prima rassegna competitiva: i Paesi rappresentati erano 19 e i giornalisti accreditati più di 300. Dal 1935 la Mostra diventò annuale, segno evidente del successo internazionale della manifestazione. In quello stesso anno venne istituita la Coppa Mussolini per il miglior film straniero e italiano, ma non esisteva una vera giuria. Era la presidenza della Biennale che decretava i vincitori dei premi. Oltre alla Coppa Mussolini, vennero distribuite le Grandi Medaglie d’oro dell’Associazione nazionale fascista dello spettacolo, inoltre i premi per le migliori interpretazioni e giovani registi alla loro opera prima.
Con il crescere della notorietà e del prestigio della rassegna, crebbe anche il numero di opere e dei Paesi partecipanti in concorso. A partire da questa edizione, però, e fino al Dopoguerra, alla Mostra non parteciparono più i film sovietici, mentre il prestigioso premio per gli attori assunse la denominazione di Coppa Volpi, dal cognome del conte Giuseppe Volpi, padre della rassegna.
Di edizione in edizione, molte furono le innovazioni della Mostra: nel 1937 venne inaugurato il nuovo Palazzo del Cinema, opera dell’architetto Luigi Quagliata, costruito a tempo di record secondo i dettami del Modernismo, diffusosi all’epoca e mai più abbandonato nella storia della rassegna, tranne che tra il 1940 ed il 1948.
Gli anni Quaranta rappresentarono uno dei momenti più difficili della rassegna a causa delle guerre in corso: le edizioni del 1940, 1941 e 1942 si svolsero a Venezia, ma lontano dal Lido. Pochi furono i Paesi partecipanti. La mostra riprese a pieno regime nel 1946 a seguito della conclusione della guerra, ma le proiezioni si svolsero stavolta al cinema San Marco, a causa della requisizione del Palazzo del Cinema da parte degli Alleati.
L’edizione del 1946 per la prima volta si svolse nel mese di settembre, a seguito dell’accordo con il neonato Festival di Cannes, che proprio nella primavera del ‘46 aveva organizzato la sua prima rassegna. Nel 1947 la mostra si tenne al Palazzo Ducale, in una splendida e unica cornice, raggiungendo un record di novantamila presenze. Il 1947 vide anche ripristinata la Giuria internazionale per assegnare il Gran premio internazionale di Venezia.
La crescita della Mostra e la sua importanza sempre maggiore portò a un richiesta di maggiori spazi: tra il 2000 e il 2001 la direzione si concentrò su un forte rafforzamento delle infrastrutture, affiancando ai palazzi storici nuove ampie sedi, ristrutturate o create appositamente per il festival, migliorando i collegamenti tra le diverse zone e portando lo spazio totale a disposizione della rassegna ad oltre 11.000 metri quadrati.






Shang-Chi è stato co-creato
dallo scrittore Steve Englehart e dall’artista Jim Starlin (il
co-creatore del grande cattivo Marvel 

Le prime avventure di
Shang-Chi lo hanno portato in giro per il mondo. Si è scontrato per
la prima volta con altri supereroi Marvel in grande stile in
“Deadly Hands of Kung Fu #31” del 1976. Ha poi collaborato con
altri importanti artisti marziali Marvel, come Iron Fist e White
Tiger, per affrontare la malvagia Corporation.
Shang-Chi ha fatto
sporadiche apparizioni nei fumetti dopo che la questione “diritti”
su molti dei personaggi a cui era stato associato, come Fu Manchu,
si è notevolmente complicata. Le cose hanno cominciato a cambiare
per Shang-Chi nei primi anni 2000.
Shang-Chi è stato associato
a diverse squadre Marvel, tra cui gli Eroi in vendita. Questa
iterazione della squadra è stata gestita dalle Figlie del Drago,
Misty Knight e Colleen Wing. Shang-Chi si è unito a loro sulla scia
del “Atto di Registrazione dei Superumani”, che nei fumetti ha dato
il via alla conseguente trama di “Civil War”.
Negli ultimi anni,
Shang-Chi ha scoperto di più sul suo passato e sulla sua famiglia.
Ha anche scoperto la verità dietro l’organizzazione criminale di
suo padre, che in realtà era la Società delle Cinque Armi. Suo
padre, Zheng Zu, aveva creato la società segreta molti secoli
prima.
Shang-Chi è diventato uno
dei membri più potenti dei Vendicatori all’indomani degli eventi
del crossover “Avengers vs. 
Nei fumetti sugli Avengers
più recenti, Shang-Chi è diventato uno dei tanti ospiti
dell’onnipotente Forza della Fenica, che torna sulla Terra alla
ricerca di un nuovo ospite e procede a fare un’audizione a ciascuno
dei Vendicatori, incluso Shang-Chi. Questa audizione ha preso la
forma di un Duello di Dio.







The White
Lotus riesce con grande naturalezza a fotografare uno
spaccato di vita “altrove”, una vita in vacanza in cui si sospende
la routine (chi ci riesce, almeno) e si prova a ritrovare se
stessi. Scopriremo presto che per alcuni è più facile che per altri
e che non tutti sono pronti ad affrontare i propri mostri.



























L’Osservatore non è un
essere solitario, né questo è il suo vero nome. Al contrario, Uatu
è l’Osservatore dell’universo presentato nella serie ed è uno dei
tanti appartenenti al Consiglio degli Osservatori. Il gruppo è la
prima specie intelligente nell’universo e si è incaricato, da solo,
di fungere da storico, osservando e registrando tutti gli eventi
accaduti nel loro universo.
Ci sono Osservatori in
tutti i diversi universi, ma qualsiasi Osservatore può vedere
tutto. Alla base di What If… ?, sia per quanto riguarda la
serie a fumetti che la serie animata disponibile su 
Sebbene il lavoro di tutti
gli Osservatori sia quello di osservare e registrare, c’è una
regola che tutti hanno giurato di rispettare. Non possono mai
interferire in nessun evento che accade nel loro universo. Anche se
il mondo deve affrontare la distruzione, il loro unico compito è
registrare perché e come è successo, senza tenere conto di
qualunque cosa possa risorgere dalle ceneri.
Uatu ha interferito negli
affari della Terra più volte di quanto abbia probabilmente mai
fatto qualsiasi altro Osservatore all’attivo nella storia.
L’Osservatore ha aiutato i Fantastici Quattro a sconfiggere
Galactus, trasportando la Torcia Umana in un altro mondo dove
questi ha appreso dell’Ultimate Nullifier.
Anche se l’Osservatore
domina tutta l’umanità in questo universo, non è comunque il capo
del suo stesso consiglio. Il fatto che l’Osservatore abbia
interferito così tante volte con gli eventi, ha inevitabilmente
attirato l’attenzione del gruppo. Alla fine, dopo aver oltrepassato
il limite, ha dovuto affrontare un processo per le sue scelte non
propriamente etiche.
Gli Osservatori non sono
solo esseri cosmici incaricati di raccontare ciò che accade nel
loro universo. Sebbene non siano autorizzati a interferire con gli
eventi, sono anche entità cosmiche incredibilmente potenti che
possono abbattere chiunque se ne avessero la necessità, anche
qualcuno potente come Galactus.
Il momento più scioccante
nella storia dell’Osservatore è arrivato quando un umano della
Terra lo ha ucciso. Questo è successo nella trama crossover
“Original Sin” e l’uomo che ha premuto il grilletto era nientemeno
che l’originale Nick
Anche se Nick Fury ha
ucciso l’Osservatore, resta il fatto che nessun Osservatore può
morire e restare davvero morto. Gli Osservatori, infatti, hanno il
potere di risorgere a loro piacimento. Questo è ciò che ha fatto
anche Uatu, che è tornato quando Nick Fury, nei panni
dell’Invisibile, ha raccolto molte armi. A quel punto, Uatu ha
capito che era ora di tornare e privare Fury dei suoi poteri.


