Pluripremiato e vincitore di 4 premi
Oscar, Il Signore degli Anelli torna sul grande
schermo e nelle sale The Space Cinema, per
chiudere il mese di luglio in pieno stile fantasy.
Dal 22 al
26 luglio si inizia con il primo capitolo,
“La Compagnia dell’Anello” per poi proseguire dal
27 al 30luglio
con il secondo, “Le Due Torri”, e dal 31
luglio al 4 agosto si termina con
l’ultimo capitolo del racconto diviso in tre parti: “Il
Ritorno del Re”.
I fan della trilogia fantasy diretta
da Peter Jackson e basata sui
romanzi di J.R.R. Tolkien potranno rivivere – o
vivere per la prima volta – le avventure di Frodo
(e con lui la Compagnia dell’Anello), impegnato a distruggere
l’oggetto magico, l’Anello, forgiato da Sauron per
controllare la Terra di Mezzo che, dopo secoli, finisce nella mani
di Bilbo Baggins. Una lotta contro il male che vedrà protagonisti
il mago Gandalf, i tre fedeli hobbit, il nano Gimli, l’elfo Legolas
(Orlando Bloom) e Arago (Viggo Mortensen).
Un appuntamento da non perdere per
rivivere sul grande schermo le emozioni e la magia di un grande
classico del genere, che da anni affascina intere generazioni di
spettatori. Le prevendite sono già aperte e disponibili a
questo link.
Per evitare file e assembramenti,
The Space Cinema raccomanda e ricorda come sempre al
pubblico l’acquisto dei biglietti online, su sito e app,
anche se sarà sempre possibile comprarli al cinema.
L’illustratore e autore
italiano Lorenzo Mattotti firma per il quarto anno
l’immagine del manifesto ufficiale, e per il terzo anno la
sigla della Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica della Biennale di Venezia.
L’immagine scelta
quest’anno per il manifesto raffigura “due personaggi che si
filmano reciprocamente in una sorta di danza, di duello giocoso –
spiega Lorenzo Mattotti – in un rapporto mediato dalla
cinepresa. E’ una danza sotto i riflettori di un set, un movimento
di energie comuni, un rituale di sguardi. Sguardi a confronto
potrebbe intitolarsi l’immagine, in un periodo in cui lo sguardo
acquista forza come una nuova relazione tra le persone. I due
personaggi simboleggiano due visioni diverse che si incontrano e si
confrontano, si guardano e si studiano, ma non si oppongono: grazie
al Cinema e al suo ruolo centrale, creativo, propositivo”.
Lorenzo Mattotti
vive e lavora a Parigi. Esordisce alla fine degli anni 70 come
autore di fumetti e nei primi anni 80 fonda con altri disegnatori
il gruppo Valvoline. Nel 1984 realizza “Fuochi”, che, accolto come
un evento nel mondo del fumetto, vincerà importanti premi
internazionali. Per il cinema, ha collaborato nel 2004 a
Eros di Wong Kar-Wai, Soderbergh e Antonioni, curando
i segmenti di presentazione di ogni episodio. E’ stato consulente
creativo per Pinocchio di Enzo D’Alò. Con
“Incidenti”, “Signor Spartaco”, “Doctor Nefasto” “L’uomo alla
finestra” e molti altri libri fino a “Stigmate” edito in Italia da
Einaudi, il lavoro di Mattotti si è evoluto secondo una costante di
grande coerenza. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
Pubblica su quotidiani e riviste come The New Yorker, Le Monde, Das
Magazin, Suddeutsche Zeitung, Nouvel Observateur, Corriere della
Sera e Repubblica. Per l’infanzia illustra vari libri tra cui
“Pinocchio” e”Eugenio” che vince nel ’93 il Grand Prix di
Bratislava. Numerose le sue esposizioni personali tra le quali
l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al FransHals
museum di Haarlem ai Musei di Porta Romana. Realizza manifesti,
copertine, campagne pubblicitarie ed è suo il manifesto di Cannes
2000 e i manifesti per l’Estate Romana.
Nel maggio 2019 ha
presentato con grande successo a Cannes, nelle sezione Un certain
regard, il suo primo lungometraggio animato come autore e regista
La famosa invasione degli orsi in Sicilia, ispirato
alla favola/apologo di Dino Buzzati.
Si svolgerà con un eccezionale
doppio programma la Preapertura della 78. Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che avrà luogo
martedì 31 agosto alla Sala Darsena del Palazzo del Cinema (Lido di
Venezia).
Il doppio programma della Preapertura della 78. Mostra prevede
la proiezione di:
· ore 18.30: La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del
Covid, un diario filmato da Andrea Segre, prodotto dalla Biennale
di Venezia con Rai Cinema e Istituto Luce Cinecittà, sul “dietro le
quinte” dell’edizione 2020 della Mostra del Cinema, svoltasi con le
limitazioni imposte dai protocolli di sicurezza dovuti alla
pandemia da Covid-19. “L’anno scorso la Biennale mi ha chiesto di
documentare un’edizione forse unica, forse storica (ancora la
domanda è aperta) della Mostra del Cinema, quella organizzata nel
cuore di una pandemia globale – dice Andrea Segre – Ero impegnato
in un altro lavoro e avevo pochi giorni a disposizione, ma la sfida
era bella e l’ho accettata. Ne è nato un piccolo diario filmato,
non posso chiamarlo film, sono appunti in presa diretta di un pezzo
inatteso della storia della Mostra e del cinema, sono semplicemente
uomini e donne incontrate nel cuore della Mostra, che riflettono su
quanto stanno e stiamo vivendo”.
· ore 21.00: Per grazia ricevuta (1971), scritto, diretto e
interpretato da Nino Manfredi, omaggio all’attore e regista per i
100 anni dalla nascita. Il film, presentato in una nuova copia
restaurata, è il lungometraggio d’esordio nella regia di Manfredi,
all’epoca da lui fortemente voluto contro tutti e a sorpresa
accolto molto favorevolmente dal pubblico. Il restauro è stato
realizzato nel 2021 dal Centro Sperimentale di Cinematografia –
Cineteca Nazionale e da Istituto Luce – Cinecittà a partire dal
negativo scena originale 35mm messo a disposizione da RTI-Mediaset
in collaborazione con Infinity+. Per la colonna sonora è stato
utilizzato un positivo ottico della Cineteca Nazionale.
Laboratorio: Istituto Luce -Cinecittà.
Per grazia ricevuta
Sinossi
Benedetto Parisi è in ospedale in gravi condizioni dopo un
tentativo di suicidio. Mentre è in corso l’operazione per salvargli
la vita, con una serie di flashback viene ricostruita la sua vita.
Da bambino, rimasto orfano, vive con una zia nubile che usa la
religione per impressionarlo e nascondere le sue relazioni
clandestine. Il giorno della Prima Comunione sentendosi nel peccato
si butta da un dirupo, ma, uscitone incolume, viene considerato un
miracolato degli altri paesani. Viene mandato a vivere in un
convento di frati che lo educano, ma mandato via anche da lì, va a
vivere da un farmacista ateo, innamorandosi, ricambiato, della
figlia. Condividendone sempre più le idee, quando crede di vedere
il farmacista in punto di morte baciare il crocifisso, confuso e
ferito si butta da uno strapiombo. Ma anche questa volta
miracolosamente si salva.
“Per grazia ricevuta è una storia semplice, accaduta a tanti,
con la quale desidero affrontare un tema difficile ma che sento
molto: la crisi religiosa. Il mondo di oggi mi sembra il più adatto
ad afferrare questa tematica; le conquiste tecniche e la
civilizzazione in progresso continuo hanno fatto dimenticare ciò
che ognuno di noi ha dentro di sé. Intendiamoci, non voglio fare un
film intellettualistico perché so che il mio pubblico ama ridere;
affrontare un tema importante in maniera umoristica mi sembra il
migliore modo di dire qualcosa e spero di riuscirci” (Nino
Manfredi)
Il MCU è pieno di storyline che possono essere
tanto amate quanto odiate dai fan. In alcuni casi, certe trame
finiscono per essere talmente deludenti che i fan preferirebbero
che venissero eliminate del tutto; in altri casi, invece, risultano
così promettenti che i fan vorrebbero venissero ampliate. Screen
Rant ha raccolto 5 storyline dell’Universo
Cinematografico Marvel che dovrebbe essere tagliate e 5 che, al
contrario, dovrebbero essere approfondite:
La profezia di Thor
Quando è uscito Avengers:
Age of Ultron, sono state ufficialmente poste le basi
affinché Thanos e le Gemme dell’Infinito giocassero un ruolo
importante nel MCU. Ciò è stato ulteriormente
cementato quando Thor ha intrapreso una strana missione secondaria,
in una grotta magica, che gli ha fornito una visione delle
gemme.
Questo è stato forse uno degli
sforzi di prefigurazione nel MCU più goffi di sempre, oltre a
sembrare totalmente fuori luogo. Era come una sorta di teaser
trailer all’interno del film stesso, oltre ad un prosieguo della
tendenza dei film dello studio a non sapere come usare Thor in modo
interessante.
L’introduzione de Il Capo
Samuel Sterns è stato
presentato ne L’incredibile Hulk come uno scienziato che aiuta Bruce
a curarsi, ma che al tempo stesso conduce i propri esperimenti di
Hulk con il sangue di Banner. Ciò lo ha portato ad essere
contaminato dal sangue: l’ultima volta che lo abbiamo visto, il suo
cervello stava pulsando e crescendo a dismisura.
Ciò, ovviamente, ha impostato la sua
trasformazione ne Il Capo, il cattivo più famoso di Hulk nei
fumetti. Purtroppo, il sequel del film non è mai arrivato e, nel
MCU, non si è più parlato di Sterns o della sua malvagia
trasformazione. Il Capo potrebbe essere un villain davvero
interessante per il MCU: la speranza è che, prima o poi, possa fare
ritorno.
Sharon Carter è Power Broker
In The Falcon and the Winter Soldier sono stati
introdotti diversi nuovi personaggi, mentre altri personaggi già
noti del MCU sono stati ampliati in modi assai interessanti. Anche
se i fan sono stati felici di rivedere Sharon Carter nell’universo
condiviso, il suo arco narrativo si è rivelato poco brillante.
Seguendo una strana decisione,
Sharon è stata trasformata nel cattivo Power Broker. Il mistero che
circondava questa figura era molto meno avvincente rispetto alle
altre sottotrame dello show e alla fine Sharon non si è rivelata
una mente chissà quanto malvagia. Sappiamo che questa storyline
continuerà nel MCU, e anche quest’idea appare decisamente poco
eccitante.
Il passato da Captain America di Isaiah Bradley
Nonostante l’esistenza
della sottotrama di Power Broker, che è comunque risultata centrale
all’interno di The Falcon and the Winter Soldier, i fan volevano
conoscere di più Isaiah Bradley e il suo passato. Nella serie
scopriamo che Isaiah è stato un soldato su cui sono stati fatti
degli esperimenti. È stato il primo Captain America nero, prima di
essere tradito dal suo governo.
Questa rivelazione ha portato molta
profondità alla serie, fornendole i suoi momenti di maggiore
impatto. C’è ovviamente ancora tanto da esplorare con questo
personaggio e la sua eredità. Si spera che un giorno avrà la sua
origin story targata Disney+.
La famiglia di Occhio di Falco
Non è mai stato un segreto
che Occhio di Falco era visto come l’anello debole nel primo film
degli Avengers. In una squadra che aveva divinità e super soldati,
un ragazzo con arco e frecce non era molto interessante. Age
of Ultron ha cercato di cambiare le cose mettendo Occhio
di Falco al centro e rivelando che, in realtà, era un padre di
famiglia.
È stata una mossa
intelligente dare qualcosa da fare a Clint Barton, ma scegliere di
renderlo un operaio e un padre di famiglia con tanto di fattoria si
è rivelato incredibilmente noioso. Sarebbe stato meglio
approfondire il fatto che non si è mai sentito davvero parte della
squadra, invece di cercare a tutti i costi un modo per farlo
apparire “figo” agli occhi dello spettatore.
Il passato di Hank Pym come Ant-Man
All’inizio di Ant-Man
scopriamo un giovane Hank Pym che lascia lo S.H.I.E.L.D. e si
ritira dal suo incarico di supereroe. A parte una breve sequenza
flashback insieme a sua moglie Janet, i fan non hanno mai visto
l’originale Ant-Man in azione.
Si
diceva che il film originale affidato a Edgar Wright avesse una
sequenza d’apertura che mostrava proprio una delle prime missioni
di Pym. Sarebbe bello vedere un’avventura ambientata negli anni ’70
che offra maggiori dettagli su Pym come eroe o, magari,
permettergli di indossare nuovamente il costume nell’atteso
Ant-Man
and the Wasp: Quantumania.
Il finto Mandarino
Il Mandarino era conosciuto
dai fan dei fumetti come l’arcinemico di Iron Man, quindi la
notizia che sarebbe stato il cattivo principale di Iron Man
3 è stata accolta con grande entusiasmo. Tuttavia, nel
film viene poi rivelato che l’uomo che si faceva chiamare Mandarino
era solo un attore ubriaco assunto per fingersi il villain.
Sebbene alcuni abbiano considerato
la svolta una grande sovversione, molti fan sono rimasti sconvolti
da tale svolta. Anche se il vero Mandarino farà il suo debutto in
Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, alcuni fan,
ancora oggi, vorrebbero fingere che “l’incidente” di Trevor
Slattery non sia mai accaduto.
La caduta dello SHIELD
Un’altra famosa svolta nel
MCU è stata la rivelazione che l’Hydra non solo era ancora
operativa, ma prosperava all’interno dello S.H.I.E.L.D. Captain America: The Winter Soldier ha svelato la
missione segreta dell’Hydra e, sebbene Cap sia stato in grado di
abbatterla, ciò ha significato anche la fine dello S.H.I.E.L.D.
Questo è stato visto come un evento rivoluzionario all’epoca,
ma il MCU non si è mai veramente impegnato in merito al suo
impatto. Lo smantellamento dello S.H.I.E.L.D non ha avuto molte
conseguenze e persino Nick Fury
sembrava essere andato avanti normalmente. Sarebbe stato più
interessante vedere le ricadute di un tale cambiamento nell’ordine
mondiale.
La storia tra Bruce e Natasha
Le storie d’amore nel MCU sono sempre state un po’ inefficaci,
con alcuni fan che ne erano affascinanti e altri che le
consideravano una completa perdita di tempo. Nel caso dell’accenno
alla relazione tra Natasha Romanoff e Bruce Banner in Age
of Ultron, la cosa è sembrata molto
fuorviante.
Nonostante questi due personaggi abbiano mostrato una chimica
interessante in
The Avengers, relegarli in una storia d’amore non
necessaria è stato assai discutibile. Inoltre, non ha aiutato il
fatto che sia stato fatto con l’unica Avenger donna della squadra
in quel momento.
Thanos attacca Xandar
Quando è uscitoAvengers:
Infinity War,i fan
sapevano già cosa fossero le Gemme dell’Infinito e sapevano che
Thanos le stava cercando tutte. I fan hanno speculato a lungo su
come avrebbe fatto a raccoglierle tutte, ma la scena iniziale del
film ha rivelato che il Titano Pazzo era già in possesso della
Gemma del Potere.
Thanos che inizia il film con una delle gemme
ha contribuito a cementarlo come il cattivo più minaccioso del MCU.
Tuttavia, vedere l’attacco di Thanos a Xandar e ai Nova Corps
svolgersi fuori dallo schermo è stata un’amara delusione. Sarebbe
stato molto divertente approfondire la cosa.
Al via le riprese di Io
e mio fratello, la nuova commedia di Luca
Lucini (Tre metri sopra il cielo, Nemiche per la
pelle, Come diventare grandi nonostante i genitori) con
Denise Tantucci,
Cristiano Caccamo, Greta Ferro, Teresa Mannino, Claudio Colica,
Paola Lavini e con la partecipazione di Ninni Bruschetta, Marco
Leonardi, Nino Frassica e Lunetta
Savino.
Le riprese si svolgono in Calabria
(tra Altomonte, San Nicola Arcella, Civita, Cirò Marina) e a Milano
per un totale di sei settimane. Prodotto da Pepito Produzioni e da
Piero Crispino e Giuseppe Saccà per 302 Original Content e Vision
Distribution, il film sarà distribuito da Vision Distribution.
Io e mio fratello, la trama
Sofia (Denise Tantucci) è
la pecora nera della famiglia. Ha 28 anni, è una sciupafemmine e ha
lasciato la Calabria, sua terra d’origine, per trasferirsi a
Milano, dove vive con il suo coinquilino Alessandro (Claudio
Colica). Mauro (Cristiano Caccamo) è il fratello di Sofia.
Affidabile e amorevole, al contrario di Sofia con la quale è sempre
in guerra, non ha lasciato la Calabria e porta avanti l’azienda di
famiglia. Sofia e Mauro non sono solo sorella e fratello, hanno
anche un’altra cosa in comune: Michela (Greta Ferro), primo e unico
amore di Sofia, che però sta per sposare proprio Mauro. Quando
Sofia si rende conto che sta per perdere la donna della sua vita,
decide di tornare a casa, in Calabria. Ma il ritorno di Sofia
romperà ogni equilibrio e in un susseguirsi di situazioni
tragicomiche, i due fratelli saranno costretti a guardarsi davvero
in faccia e a scegliere chi voler essere da grandi… Tra amori
passati e ritrovati, storie di amicizia, famiglia e fratellanza,
Luca Lucini torna sul set con una commedia romantica e ricca di
intrighi.
Essendo la saga originale di Stine
composta da innumerevoli romanzi, ci sarebbe materiale a
sufficienza per dare vita ad un vero e proprio franchise
cinematografico, e a quanto pare, la cosa sarebbe negli intenti di
Leigh Janiak, la regista della trilogia
cinematografica.
Intervistata da
IndieWire, infatti, Janiak ha spiegato di aver sempre avuto dei
piani per un universo di film interconnesso, in pieno stile
MCU, ancora prima di essere
ingaggiata per la trilogia. “Una delle cose entusiasmanti di
Fear Street è il fatto che l’universo è grande e consente molto
spazio”, ha dichiarato la regista.
“Una delle cose di cui ho
parlato prima di essere assunta è che abbiamo il potenziale per
creare un Marvel Cinematic Universe in stile horror, in cui puoi
avere assassini slasher provenienti da molte epoche diverse. Il
canone risiede nella mitologia principale, costruita attorno al
fatto che il diavolo vive a Shadyside, quindi c’è spazio anche per
tutto il resto.”
Poi ha aggiunto: “La mia
speranza è che al pubblico piaccia abbastanza la trilogia da poter
iniziare seriamente a costruire qualcosa di più ampio. Si potrebbe
pensare ad un’altra trilogia, a degli stand alone, a delle serie
tv. La verità è che non penso più a Fear Street in termini di film
o di serie tv. Questa è la cosa grandiosa di Netflix e di ciò che
rappresenta Fear Street, che è una specie di novità ibrida. Sono
entusiasta all’idea di cosa potrebbe accadere in futuro.”
La trilogia di Fear Street disponibile su Netflix
La trilogia di Fear
Street segue un gruppo di adolescenti a Shadyside, Ohio,
che sono terrorizzati da un antico male responsabile di una serie
di brutali omicidi che affliggono la città da secoli. Netflix ha
acquistato i diritti di distribuzione della trilogia nell’agosto
2020 (all’inizio il primo film doveva essere distribuito nelle
sale). La prima parte (1994)
è uscita il 2 luglio 2021, seguita dalla seconda (1978)
il 9 luglio e dalla terza e ultima (1666)
il 16 luglio.
Netflix ha diffuso il teaser trailer di
Sex Education 3, l’attesa terza stagione della
serie Originale UK Netflix Sex
Education. La serie vede protagonisti Asa Butterfield, Gillian Anderson,
Ncuti Gatwa,
Emma Mackey, Connor Swindells e Kedar
Williams-Stirling. La serie è diventata un successo
critico e commerciale per Netflix, con oltre 40 milioni di
spettatori.
Tra i nuovi membri del cast di
Sex
Education anche: Jason Isaacs nel ruolo di Peter Groff, il
fratello maggiore, di maggior successo e decisamente poco modesto
del padre di Adam; l’artista Dua Saleh, al debutto attoriale nel
ruolo di Cal, un nuovo studente non binario della Moordale; e Indra
Ové nel ruolo di Anna, la madre adottiva di Elsie, la sorellina di
Maeve.
Di recente Scarlett Johansson ha rimproverato Mark Ruffalo per non essersi tatuato il
simbolo degli Avengers insieme ai restanti “Original Six”, ossia i
Vendicatori della formazione originale (vale a dire Iron Man,
Captain America, Thor, Vedova Nera, Hulk e Occhio di Falco).
L’unico membro del cast che non ha
voluto prendere parte alla cosa è stato proprio Ruffalo. A tal
proposito, l’interprete di Vedova Nera ha dichiarato: “Abbiamo
un tatuaggio degli Avengers. L’unica persona che non ce l’ha è
Mark Ruffalo, perché in pratica è un fifone.
Abbiamo cercato di convincerlo a farlo. Gli abbiamo detto: ‘E se
usassimo l’inchiostro bianco? E se lo facessimo in acqua, tutti
insieme, in modo da ricordare per sempre l’esperienza?’. Ma lui ha
rifiutato lo stesso. Che guastafeste!”
Mark Ruffalo e Scarlett Johansson hanno recitato per la prima
volta insieme, nel MCU, in The Avengers del 2012. La coppia è apparsa fianco a
fianco in tutti e quattro i film dedicati ai Vendicatori e in
Age of Ultron si è perfino fatto riferimento ad una
controversa storia d’amore tra i due.
Black
Widow, attualmente nelle sale, è l’ultimo film in cui
vedremo Johansson nei panni di Natasha Romanoff, considerato che il
personaggio è ufficialmente morto in
Endgame, mentre Ruffalo tornerà nei panni del Gigante
di Giada nell’attesa serie She-Hulk
che uscirà nel 2022 e che segnerà il debutto di Jennifer Walters,
cugina di Bruce Banner.
Craig Mazin,
creatore e autore dell’acclamata serie HBO Chernobyl,
ha rivelato che Zack Snyder gli aveva chiesto di assisterlo
durante le riprese aggiuntive di Justice
League nel 2017. In una discussione all’interno del
podcast
Scriptnotes (via
Screen Rant), Mazin ha spiegato che Snyder aveva contattato lui
e ad altri sceneggiatori per perfezionare alcune cose relative alla
sceneggiatura, poco prima che il regista lasciasse il film.
“Ho visto il taglio di Zack
Snyder quando ci stava lavorando, all’inizio”, ha spiegato
Mazin. “Stavano parlando di fare una settimana di scrittura, o
forse dei reshoot… qualcosa del genere. E così ha invitato tre o
quattro sceneggiatori, incluso me, per guardare il film nello stato
in cui era in quel momento e parlare di alcune cose che si
sarebbero potute sistemare nel corso di una settimana di
scrittura.”
“Non sono un grande fan dei film
di supereroi, ma Justice League mi è davvero piaciuto”, ha
aggiunto Mazin. “Mi è piaciuto. Ho pensato che fosse davvero
buono. C’erano forse delle cose da sistemare, dei suggerimenti che
avremmo potuto dare. Poi Zack ha lasciato il progetto. Penso se ne
sia andato la settimana successiva. Non ho mai visto la versione di
Joss Whedon.”
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO
Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia.
Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in
sei capitoli e un epilogo.
Black Widow ha raggiunto
importanti risultati al box office in occasione del weekend
d’apertura, e a quanto pare anche gli streaming su Disney+ sono andati molto bene
(nonostante l’Accesso Vip, ossia la richiesta di un costo
aggiuntivo per potere godere della visione del film, al di fuori
del tradizionale abbonamento). Tuttavia, proprio la piattaforma di
streaming avrebbe generato il malcontento dei proprietari della
sale cinematografiche.
Come riportato da
Variety, la NATO (National Association of Theatre Owners,
un’organizzazione commerciale con sede negli Stati Uniti d’America
i cui membri sono gli esercenti cinematografici), ha rilasciato una
dichiarazione ufficiale che rende esplicito il suo dissenso nei
confronti della scelta della Disney di far uscire il film con
Scarlett
Johansson in contemporanea anche sulla
piattaforma di streaming.
La NATO ha deciso di parlare a
seguito di un forte calo negli incassi di circa il 69% durante il
secondo fine settimana. Nella dichiarazione ufficiale di legge:
“Nonostante le affermazioni che questa strategia di
distribuzione dell’era pandemica, totalmente improvvisata, sia
stata un successo per Disney, il modello della distribuzione
simultanea dimostra che un’uscita pensata esclusivamente per la
sala garantisce entrate per tutte le parti coinvolte in ogni ciclo
della vita di un film”.
“Senza dubbio, la pirateria ha
influito ulteriormente sulle performance di Black Widow, così come
influenzerà le sue prestazioni future nei mercati internazionali in
cui deve ancora essere distribuito”, ha osservato la NATO.
“Le molte domande sollevate dopo che la Disney ha diffuso
brevemente i dati di streaming relativi al weekend di apertura
stanno ricevendo rapidamente una risposta proprio grazie alla
performance deludente e anomala di Black Widow. La risposta più
importante è che l’uscita in contemporanea è un artefatto dell’era
della pandemia che dovrebbe essere lasciato alla storia, come la
stessa pandemia.”
Se è vero, da un lato, che la
pirateria può aver rappresentato un problema per Black Widow, dall’altro è anche
vero che la questione della pandemia, purtroppo, non è ancora un
lontano ricordo e, nonostante tutte le misure precauzionali che
vengono prese in loco, molte persone non si sentono ancora a loro
agio nell’andare al cinema. Proprio per questo, non possiamo
affermare con certezza che un’uscita di Black Widow esclusivamente in
sala avrebbe potuto garantire risultati, in termini di incassi,
paragonabili alle precedenti uscite dei Marvel Studios.
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz. Il film è uscito nelle sale il 7 luglio e
su Disney+ con
Accesso Vip il 9 luglio.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
È ufficialmente iniziata la ricerca,
da parte della Warner Bros., dell’attrice che interpreterà Barbara
Gordon nell’annunciato film su Batgirl che
arriverà direttamente su HBO
Max e che è stato affidato a Adil El
Arbi e Bilall Fallah, registi
di Bad
Boys for Life.
Come riportato da
Deadline, sarebbero ben quattro le attrici in lizza per la
parte: Isabela Merced(Dora e la città
perduta),Zoey Deutch(Prima di
domani), Leslie Grace(In the
Heights – Sognando a New York) e Haley Lu
Richardson(A un metro da te). Secondo la fonte,
lo studio inizierà a convocare le attrici per i tradizionali screen
test già a partire da questa settimana.
In attesa di scoprire a chi verrà
affidata ufficialmente la parte, ricordiamo che Christina
Hodson, che ha scritto lo spin-off Bumblebee e
che ha lavorato anche ai film DC Birds of
Prey e The
Flash, ha scritto la bozza più recente della
sceneggiatura. “Con Batgirl, speriamo di condurre il
pubblico in un viaggio divertente. L’obiettivo è mostrare loro un
lato diverso di Gotham”, aveva dichiarato il produttore
Kristin Burr. “La sceneggiatura di Christina è
piena di spirito. Adil e Bilall hanno un’energia talmente viva che
è quasi contagiosa, cosa che li rende i registi perfetti per questo
nuovo progetto sull’universo di Batman. Sono semplicemente
entusiasta di poter far parte dell’universo DC. È
fantastico.”
In
origine, Batgirl doveva essere diretto
da Joss Whedon, regista di The
Avengers e Avengers:
Age of Ultron, nonché della versione cinematografica
di Justice
League. Tuttavia, nel 2018, il regista ha deciso di
abbandonare il progetto, ammettendo di non essere riuscito a
“decrifrare la storia”.
Per quanto
riguarda Adil El
Arbi e Bilall Fallah, dopo il
successo di Bad
Boys for Live, che ha rivitalizzato a distanza di
molti anni il franchise di Bad Boys inaugurato
negli anni ’90, il duo si è occupato anche della regia di alcuni
episodi dell’attesa serie Ms.
Marvel, in arrivo su Disney+.
Nonostante il primo trailer
ufficiale di Eternals non
abbia rivelato moltissimo a proposito della trama del film, la
nuova fatica della regista premio Oscar Chloé Zhao
è uno dei titoli più attesi della Fase 4 del MCU, soprattutto perché sembra che
il debutto di questi personaggi sia destinato a cambiare l’universo
condiviso in grande stile.
Durante una recente intervista con
GQ, Richard Madden, che nel film interpreterà
Ikaris, ha parlato di ciò che i fan dovranno aspettarsi da Eternals.
Dopo aver confermato che il suo personaggio e quello di Sersi,
interpretato da Gemma Chan, vivranno “una lunga storia d’amore
che attraverserà i secoli” (e che probabilmente sarà interrotta
dall’arrivo di Dane Whitman, interpretato da Kit Harington), l’attore ha anche rivelato che
i reshoot e le sessioni di doppiaggio hanno avuto luogo da quando
le riprese principali sono terminate. “Sarei ancora capace di
entrare in quel vestito attillato da supereroe dopo il
lockdown?”, ha ironizzato l’attore.
Parlando invece del lavoro di Zhao,
Madden ha precisato che Eternals
non sarà l’ennesimo film di supereroi, ma qualcosa di più. Secondo
l’attore, si tratterà di scoprire come questi personaggi
riusciranno ad interagire con il mondo oggi, chi sono, quali sono i
loro valori e di cose si preoccupano. “L’Universo Marvel
continua a cambiare, a elevarsi e a crescere e penso davvero che
stiamo facendo qualcosa che loro non hanno ancora fatto”, ha
dichiarato l’attore.
Eternals,
il terzo film della Fase Quattro dell’Universo Cinematografico
Marvel diretto dalla regista vincitrice dell’Academy
Award Chloé Zhao, arriverà il 3 novembre
nelle sale italiane. Il film targato Marvel Studios Eternals presenta
un nuovo team di supereroi dell’Universo Cinematografico
Marvel: l’epica storia, che abbraccia migliaia di anni, mostra
un gruppo di eroi immortali costretti a uscire dall’ombra per
unirsi contro il più antico nemico dell’umanità, The Deviants.
Il cast del film
comprende Richard
Madden, che interpreta l’onnipotente
Ikaris; Gemma
Chan, che interpreta Sersi, amante
dell’umanità; Kumail Nanjiani, che interpreta
Kingo, dotato dei poteri del cosmo; Lauren
Ridloff, che interpreta la velocissima
Makkari; Brian Tyree Henry, che interpreta
l’intelligente inventore Phastos;Salma
Hayek, che interpreta la leader saggia e spirituale
Ajak; Lia McHugh, che interpreta Sprite,
eternamente giovane e al tempo stesso piena di
saggezza; Don Lee, che interpreta il
potente Gilgamesh; Barry Keoghan, che interpreta il solitario
Druig; e Angelina
Jolie, che veste i panni dell’impetuosa guerriera
Thena.Kit
Harington interpreta Dane Whitman.
Il network americano
ABC ha diffuso il teaser trailer “Blackout” di
9-1-1
5, l’attesa quinta
stagione di 9-1-1.
La stagione 5 si apre con un grave disastro di blackout quando
torna questo autunno su FOX
9-1-1 5
9-1-1 5 è la
quinta
stagione della serie 9-1-1
creata da Ryan
Murphy e Tim Minear per il network americano FOX.
Dai creatori Ryan Murphy e Brad Falchuk (il
franchise di “American Horror Story”, “Nip / Tuck”),
il nuovo dramma procedurale 9-1-1
esplora le esperienze ad alta pressione di agenti di polizia,
paramedici e vigili del fuoco che sono spinti nel più situazioni
spaventose, scioccanti e strazianti. Questi soccorritori devono
cercare di bilanciare il salvataggio di coloro che sono più
vulnerabili nel risolvere i problemi della propria vita.
In 9-1-1
5 protagonisti sono Athena Carter Nash,
(stagione 1-in corso), interpretata da Angela
Bassett, Robert “Bobby”
Nash (stagione 1-in corso), interpretato
da Peter Krause, Evan “Buck”
Buckley (stagione 1-in corso), interpretato
da Oliver Stark, Henrietta “Hen”
Wilson (stagione 1-in corso), interpretata
da Aisha Hinds, Howard
“Howie”/”Chimney” Han (stagione 1-in corso), interpretato
da Kenneth Choi, Michael
Grant (stagione 1-in corso), interpretato
da Rockmond Dunbar, Abigail “Abby”
Clark (stagione 1, guest star stagione 3), interpretata
da Connie Britton, Madeline “Maddie”
Buckley Kendall (stagione 2-in corso), interpretata
da Jennifer
Love Hewitt, Edmundo “Eddie”
Diaz (stagione 2-in corso), interpretato da Ryan
Guzman, May Grant (ricorrente
stagione 1, stagioni 2-in corso), interpretata
da Corinne Massiah, Harry
Grant (ricorrente stagione 1, stagioni 2-in corso),
interpretato da Marcanthonee Jon Reis.
Svelati il trailer ufficiale di
Stuntman che sarà disponibile da
venerdì 23 luglio su Disney+. Il documentario segue il
leggendario stuntman Eddie Braun mentre tenta una delle acrobazie
più pericolose della storia. Ormai vicino alla pensione e dopo
essere sopravvissuto a più di tre decenni di terribili incidenti
d’auto, esplosioni, cadute e salti che sfidano la morte, Eddie
decide di portare a termine ciò che il suo eroe d’infanzia non ha
mai compiuto: il famigerato rocket jump dallo Snake River Canyon,
un audace evento televisivo che ha quasi ucciso il famoso e
temerario Evel Knievel.
Dwayne Johnson, Dany Garcia, Hiram
Garcia e Brian Gewirtz di Seven
Bucks Productions sono gli executive producer
di Stuntman. I produttori sono
Steven Golebiowski, Eddie Braun e Kurt Mattila di Driven
Pictures. Mattila ha anche diretto e montato il documentario. Kelly
Knievel è executive producer. Stuntman è accompagnato
dalle musiche di Slash con Myles Kennedy e the Conspirators.
Co-fondata da Dwayne
Johnson e Dany Garcia, Seven Bucks Productions è una
società di produzione multipiattaforma che sta sperimentando
contenuti originali per la televisione, il cinema, le tecnologie
emergenti e le reti digitali. Attraversando tutti i generi
dell’intrattenimento, Seven Bucks Productions crea contenuti
innovativi basati sull’autenticità, su una narrazione forte e sulla
passione.
Seven Bucks Productions ha
un’agenda in continua espansione che comprende film
come Jungle Cruise di Disney, Red
Notice di Netflix, Black
Adam e DC League of Super-Pets di
Warner Bros, Jumanji – Benvenuti nella
giungla e Jumanji: The Next Level di
Sony, Fast & Furious – Hobbs and
Shaw di Universal e molti altri. La company produce anche
serie televisive originali tra cui Young Rock di
NBC, Ballers di HBO, I segreti delle
attrazioni Disney e Stuntman di
Disney+, The Titan
Games di NBC e Rock the Troops di
Paramount Network.
Arriva da
Deadline la notizia che, dopo mesi di incontri con una vasta
gamma di cineasti, i Marvel Studios hanno finalmente
trovato un regista per l’attesissimo reboot di Blade.
La fonte, infatti, ci informa che il regista americano di origini
pakistane Bassam Tariq è in trattative per guidare
uno dei titoli più attesi della Fase 5 del MCU, annunciato per la
prima volta al Comic-Con di San Diego del 2019.
Tariq è meglio conosciuto per aver
diretto lo scorso anno Mogul Mowgli con Riz Ahmed,
presentato in anteprima al Festival di Berlino. Già in passato era
emerso che Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, e
Mahershala Ali, l’attore premio Oscar per
Green Book e Moonlight che sarà il protagonista
del film, avevano incontrato dozzine di candidati alla regia prima
di arrivare alla scelta di Tariq; questi meeting si sarebbero
tenuti tra i mesi di marzo e giugno di quest’anno.
Bassam Tariq sarà
il quarto regista di colore a dirigere un film per i Marvel
Studios, dopo Ryan Googler (Black
Panther, Black Panther:
Wakanda Forever), Nia DaCosta (The
Marvels) e Chloé Zhao (Eternals).
Negli ultimi anni, Feige sta puntando a un Universo Cinematografico
Marvel sempre più inclusivo, aumentando la diversità non solo
davanti, ma anche dietro la macchina da presa.
Cosa sappiamo sul reboot di
Blade?
Le riprese del reboot di Blade
dovrebbero partire il prossimo anno. Al momento non è ancora stata
fissata una data di uscita ufficiale. I Marvel Studios hanno
affidato a Stacy Osei-Kuffour la
sceneggiatura del film. Osei-Kuffour ha lavorato come story editor
e sceneggiatrice per l’acclamata serie Watchmendi
HBO. Lo studio ha preso in considerazione soltanto sceneggiatori di
colore; secondo quanto riferito, Mahershala Ali è stato direttamente
coinvolto nel processo.
Ecco la nostra intervista a
Francesco Russo, trai protagonisti di
A Classic Horror Story, il film italiano diretto da
Roberto De Feo e Paolo Strippoli
disponibile su Netflix dal 14 luglio.
A Classic Horror Story, una classica storia
dell’orrore, come suggerisce il titolo, un omaggio alla tradizione
di genere italiana che, partendo da riferimenti classici, arriva a
creare qualcosa di completamente nuovo. Il nuovo film Netflix,
prodotto da Colorado Film, sarà presentato in Concorso alla 67esima
edizione del Taormina Film Fest 2021, che si terrà dal 27 giugno al
3 luglio 2021. Il film sarà poi disponibile dal 14 luglio 2021 solo
su Netflix.
A Classic Horror Story è diretto da Roberto De
Feo e Paolo Strippoli, da una sceneggiatura di Lucio Besana,
Roberto De Feo, Paolo Strippoli, Milo Tissone, David Bellini, e
vede come protagonisti principali Matilda Lutz, Francesco Russo,
Peppino Mazzotta, Yulia Sobol, Will Merrick, Alida Baldari Calabria
e Cristina Donadio. Il film è stato girato interamente in Puglia e
a Roma, per 5 settimane di riprese.
Debutterà al cinema il 16 Agosto
Falling – Storia di un padre, il film scritto e
diretto da Viggo Mortensen con Lance Henriksen,
Viggo Mortensen,Terry Chen, SVerrir Gudnason,
Hannah Gross e Laura Linney.
Nel film Willis (Lance Henriksen),
uomo di altri tempi, è costretto a lasciare la fattoria dove vive
per trasferirsi a casa di suo figlio John (Viggo Mortensen) che
vive con il suo compagno Eric (Terry Chen) e la loro figlia Mónica
(Gabby Velis) in California, lontano dalla tradizionale vita rurale
a cui Willis è abituato. Ma si sa, il ritorno alla convivenza tra
genitori e figli può essere complicato. Spesso l’irruento carattere
di Willis si scontrerà con la vita di John, ma i momenti di
confronto tra padre e figlio risolvono anni di incomprensioni e
riaccendono il calore di un rapporto per troppo tempo
intiepidito.
“Nasco come regista proprio a
Venezia nel 1983…” – dichiara Pedro Almodóvar
– “…nella sezione Mezzogiorno Mezzanotte. Trentotto anni dopo
vengo chiamato a inaugurare la Mostra. Non riesco ad esprimere la
gioia, l’onore e quanto questo rappresenti per me senza cadere
nell’autocompiacimento. Sono molto grato al festival per questo
riconoscimento e spero di esserne all’altezza”.
Il Direttore della Mostra,
Alberto Barbera, dichiara: “Sono grato a Pedro
Almodóvar per averci offerto il privilegio di aprire la Mostra del
Cinema con il suo nuovo film, ritratto intenso e sensibile di due
donne che si misurano con i temi di una maternità dai risvolti
imprevedibili, della solidarietà femminile, di una sessualità
vissuta in piena libertà e senza ipocrisie, sullo sfondo di una
riflessione sulla necessità ineludibile della verità, da perseguire
senza esitazioni. Un graditissimo ritorno a Venezia in Concorso per
il nostro Leone d’oro alla carriera nel 2019, a molti anni di
distanza dal successo di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”,
che segnò la sua definitiva affermazione in ambito
internazionale“.
Madres
paralelas sarà proiettato mercoledì1 settembre 2021 nella
Sala Grande del Palazzo del
Cinema (Lido di Venezia), nella serata di
apertura della 78. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica. Madres
paralelas è prodotto da El Deseo e
distribuito in Italia da Warner Bros.
Pictures.
MADRES PARALELAS, il
film
Due donne, Janis e Ana, condividono
la stanza di ospedale nella quale stanno per partorire. Sono due
donne single, entrambe in una gravidanza non attesa. Janis, di
mezza età, non ha rimpianti e nelle ore che precedono il parto
esulta di gioia. Ana invece è un’adolescente spaventata, contrita e
traumatizzata. Janis tenta di rincuorarla mentre passeggiano tra le
corsie dell’ospedale come delle sonnambule.
Le poche parole che scambiano in
queste ore creeranno un vincolo molto forte tra le due ed il fato,
nel fare il suo corso, complicherà in maniera clamorosa le vite di
entrambe.
ATTENZIONE – L’ARTICOLO CHE
SEGUE CONTIENE SPOILER SUL FINALE DELLA SERIE LOKI
Nell’episodio finale di Loki abbiamo finalmente scoperto che dietro la
Time Variance Authority e ai Custodi del Tempo si nasconde “Colui
che rimane”. Sebbene la serie non lo identifichi mai in altro modo,
gli indizi contestuali ci permettono di affermare che, in realtà,
si tratta di Kang il Conquistatore. A questo punto, è
chiaro che il supercriminale in grado di viaggiare nel tempo avrà
un ruolo chiave nel futuro del MCU. Quali potrebbero essere le
conseguenze del suo ingresso nell’universo condiviso?
Screen Rant ha provato a formulare 10 ipotesi:
Kang sarà il grande cattivo della Fase 4
Una cosa che sembra
abbastanza certa è che Kang il Conquistatore sarà il grande cattivo
della Fase 4 del MCU. L’importanza che avrà nella seconda stagione
di
Loki, così come il fatto che numerosi film come
Doctor
Strange in the Multiverse of Madness tratteranno del
Multiverso, significa che le sue azioni saranno al centro di gran
parte della prossima Fase.
È facile ipotizzare che Kang sarà il
Thanos della nuova era del MCU, ma resta da vedere se
il suo arco narrativa si estenderà su più fasi o solo su una.
La città nascosta nel Regno Quantistico è Chronopolis
Uno dei migliori easter egg
presenti in Ant-Man
and the Wasp era la città bolla nel Regno Quantico. Alcune
teorie hanno persino ipotizzato che la TVA si trovasse nella città
del Regno Quantico. Anche se non è così, è molto probabile che si
tratti di Chronopolis, il regno temporale di Kang il
Conquistatore.
Chronopolis esiste al di fuori del tempo ed è
essenzialmente una gigantesca sala dei trofei per tutti i premi
conquistati da Kang nel passato e nel futuro. Si tratta di una
location importante per alcuni degli archi narrativi chiave che
coinvolgono Kang, e dato che il personaggio apparirà anche in
Ant-Man and the Wasp: Quantumania, sembra che potrebbe
rivedere anche Chronopolis.
Kang sarà una variante in Quantummania
Secondo alcune teorie, il MCU potrebbe avere
a che fare con più versioni di Kang. Se fosse davvero così, una di
queste apparirà sicuramente in Ant-Man and the Wasp: Quantumania.È
improbabile che il film utilizzi Kang come cattivo principale,
quindi qualsiasi versione del personaggio che apparirà sarà solo
una variante e non il vero, originale Kang.
Tuttavia, la sua connessione con il Regno
Quantico suggerisce che potrebbe essere una variante importante e
pericolosa, forse uno che si è nascosto dalle cesoie di “Colui che
rimane” in un luogo dove il tempo non esiste realmente.
Apparirà nel sequel di Doctor Strange
Un certo numero di
personaggi del MCU sono stati confermati in Doctor Strange in
the Multiverse of Madness. Kang dovrebbe essere annoverato
tra questi. Dato che è probabile che il film affronti direttamente
le conseguenze di ciò che è accaduto alla fine della prima stagione
di
Loki, un’apparizione di Kang ha decisamente senso.
Potrebbe essere una prima
opportunità per Kang il Conquistatore di mostrare quanto sia
davvero spaventoso. Doctor Strange potrebbe avere a che fare con
più Kang, o forse solo con uno… Indipendentemente dal numero,
queste varianti potrebbero far sembrare “Colui che rimane” un
essere decisamente gentile in confronto.
Kang e Ravonna si innamoreranno
I fan dei fumetti Marvel
sanno che Ravonna Renslayer e Kang il Conquistatore sono una coppi.
Lo stesso potrebbe accadere nel MCU. Sebbene i loro retroscena
siano molto diversi dai fumetti – Ravonna era una principessa del
40esimo secolo e non un preside di un liceo rapito dalla TVA -, le
loro strade sono destinate a incrociarsi.
Ravonna lascia la TVA alla fine
della prima stagione, alla ricerca della persona che opera
nell’ombra e del potere. Probabilmente lo troverà in una delle
varianti di Kang, forse la principale.
Sarà lui ad armare la TVA
Nel finale di stagione di
Loki, il Dio dell’Inganno è tornato alla Time
Variance Authority, ma non a quella che aveva lasciato. Al posto
delle statue dei Guardiani del Tempo, infatti, ce n’è una di una
versione a fumetti di Kang il Conquistatore. Mentre “Colui che
rimane” ha usato la TVA per sfoltire il potenziale delle varianti
Kang, è probabile che questa versione dell’organizzazione sia molto
più militante.
Mentre la TVA sotto “Colui che
rimane” ha eliminato le varianti, ha permesso “ciò che doveva
accadere”. Molto probabilmente, il Kang che controlla questa
versione della TVA li sta usando per creare la sua versione della
storia, coltivata secondo un suo preciso capriccio.
Kang avrà un ruolo in Fantastici Quattro
Anche se ci vorrà ancora tempo per il reboot dei Fantastici
Quattro ad opera dei Marvel Studios, i fan sembrano essere
certi che Kang avrà un ruolo nel film. Considerando la loro lunga e
complicata connessione con Kang nei fumetti e il ruolo di
quest’ultimo nella Fase 4, potrebbe essere il primo cattivo che il
team affronterà.
Kang
è stato un cattivo della squadra in molte forme. In realtà, li ha
combattuti per la prima volta – all’insaputa di loro o dei fan dei
fumetti – nei panni dell’antico faraone egiziano Rama Tut in
“Fantastic Four #19” del 1963.
Ci sarà un Kang buono
I fan possono probabilmente
aspettarsi tante varianti di Kang quante sono state le varianti di
Loki nel MCU. Uno di loro è destinata a essere un eroe, dal momento
che esiste già nei fumetti Marvel. Si tratta di Iron Lad, una
variante adolescente di Kang che ha rifiutato il suo destino e ha
formato gli Young Avengers per combattere il suo io malvagio.
Dal momento che numerosi membri
della squadra come Kid Loki, Billy e Tommy Maximoff e Patriot
esistono già nel MCU (o, nel caso di Kate Bishop, stanno per
debuttare), ha senso sperare di vedere anche Iron Lad.
Kang cancellerà la linea temporale del MCU
Thanos ha il potere di
cancellare metà della vita che compone l’universo. Kang può
cancellare intere linee temporali e l’ha già fatto nella forma di
“Colui che rimane”. Il suo piano nel MCU sarà probabilmente quello
di cancellare l’intera linea temporale dell’universo
cinematografico per far posto alle sue ambizioni, e probabilmente
avrà successo allo stesso modo di Thanos.
Kang rappresenta un modo fantastico
per il MCU di riconnettersi o riavviare uno o tutti gli elementi
del franchise, in caso di necessità. Se l’universo condiviso
dovesse decidere di riavviare o rilanciare Iron Man, ad esempio…
Kang è il modo giusto per farlo.
Tutto confluirà in Battleword
Battleworld è il nome del
pianeta oltre il tempo creato da L’Arcano nel fumetto crossover
“Secret Wars” del 1985, dove ha riunito tutti i più grandi eroi e
cattivi della Terra. Sembra molto simile al Vuoto, il luogo in cui
“Colui che rimane” ha “scaricato” tutte le varianti e le linee
temporali “falciate”.
È probabile che una grande battaglia
tra universi e linee temporali riconduca proprio a Battleworld,
come successo nella versione 2015 di “Secret Wars”. Se Kang falcerà
l’intero MCU, finirà nel Vuoto, portando a una battaglia
catastrofica che potrebbe integrare numerosi universi e varianti di
personaggi iconici.
ATTENZIONE – L’ARTICOLO CHE
SEGUE CONTIENE ENORMI SPOILER SU BLACK WIDOW
In Black
Widow,
Natasha, divenuta ormai una fuggitiva dopo aver violato gli accordi
di Sokovia, si trova faccia a faccia con Taskmaster, un formidabile
nemico che può imitare istantaneamente lo stile di combattimento di
chiunque. Verso la fine del film viene rivelato che dietro
Taskmaster si nasconde, in realtà, Antonia Dreykov, la figlia del
generale Dreykov, gravemente sfigurata e sopravvissuta
all’esplosione causata da Natasha anni prima, che ora si è
trasformata in un’assassina cyborg controllata dal
padre.
La figlia di Dreykov è stata
menzionata per la prima volta nove anni fa, in The
Avengers, da Loki, mentre Natasha lo stava interrogando. Nel
tentativo di schernire crudelmente l’Avenger circa la sua torbida
storia, Loki l’ha attaccata con una serie di dettagli che Clint
Barton aveva condiviso con lui sotto l’influenza del suo scettro.
Chiaramente, questo non era l’unico indizio circa il suo passato,
poiché ci sono stati più riferimenti nel corso del MCU ad una missione segreta a
Budapest che Natasha aveva intrapreso insieme a Clint.
Inizialmente, però, tutti questi indizi non erano destinati a
portare all’unico grande oscuro segreto che ha continuato a
perseguitare Natasha dopo essere fuggita dalla Stanza Rossa.
Parlando con
THR, lo sceneggiatore Eric Pearson ha spiegato
che all’inizio tutti i dettagli che sono stati disseminati sul
passato traumatico di Natasha non erano collegati a dovere. Quando
è stato incaricato di scrivere il film, aveva a disposizione
soltanto diversi pezzi della vita di Vedova Nera. Così, decise che
invece di dare al senso di colpa che Nat portava sulla spalle una
ragione generica, quel motivo sarebbe stato qualcosa che le avrebbe
fatto sopprimere la sua umanità.
“È stato difficile da decifrare.
Non saprei dirti esattamente quando ci siamo riusciti. È stata una
discussione in divenire”, ha detto Pearson. “Sembrava che
molti pezzi si fossero uniti. Avevamo il mistero della figlia di
Dreykov. E un segreto davvero oscuro a proposito di Natasha. Cosa
può rappresentare davvero un oscuro segreto? Non può essere
semplicemente: ‘Oh, stavo inseguendo un cattivo ragazzo e alcune
persone si sono ferite accidentalmente’. Deve essere qualcosa che
ha a che fare con una scelta. Fin dall’inizio, da quando era
bambina, la vediamo agire per proteggere la giovane Yelena. Quindi
è una cosa che fa parte di lei. ‘Voglio proteggere le ragazze che
sono potenzialmente in pericolo’.”
Poi ha aggiunto: “Se Natasha
dovesse prendere la decisione di fare del male o uccidere una
ragazza come mezzo per far disertare un nemico dalla Stanza Rossa…
ecco, questo è un segreto davvero oscuro. È qualcosa che la
perseguiterebbe davvero. ‘Oh aspetta, e se quella persona non fosse
morta? E ancora, se il padre di quella persona avesse la capacità
di ricostruire il cervello umano?’. C’erano tutti questi pezzi che
funzionavano insieme, perché non inserirli? Taskmaster avrebbe
potuto essere solo un mercenario. ‘Lo sto facendo per i soldi’. A
quel punto sarebbe stato noioso. La mia speranza era di
intrecciarlo personalmente con la storia di Natasha e con il suo
passato oscuro.”
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz. Il film è uscito nelle sale il 7 luglio e
su Disney+ con
Accesso Vip il 9 luglio.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Tra i nuovi membri della Task Force
X che vedremo in The Suicide
Squad figura anche il personaggio di Ratcatcher 2,
interpretato da Daniela Melchior, che è in grado
di controllare i roditori. Ora, in una recente intervista con
EW, il
regista James Gunn ha spiegato com’è stato lavorare
con dei topi veri.
Gunn ha spiegato che c’erano
parecchi roditori che correvano sul set, anche se per le riprese
sono stati impiegati due ratti nello specifico: uno dei due si
chiamava Jaws, mentre l’altro Crisp Ratt, un gioco di parole che
nasconde un palese “omaggio” all’attore Chris Pratt, protagonista del franchise di
Guardiani della Galassia diretto sempre da Gunn.
La cosa potrebbe essere percepita da
alcuni come un insulto nei confronti dell’attore, ma il regista e
sceneggiatore ha assicurato che lo stesso Pratt ha molto apprezzato
lo scherzo. “Abbiamo lavorato con un sacco di ratti. Un paio di
dozzine, immagino”, ha spiegato James Gunn. “Ma c’erano due ratti che
abbiamo usato più degli altri. Uno si chiamava Jaws e l’altro Crisp
Ratt (ride).”
“Erano i nostri due topi
principali. Crisp poteva fare alcune cose e Jaws poteva fare altre
cose. Jaws era il più dolce. Ogni volta che avevamo bisogno di un
topo che si sedeva sulla spalla di Daniela o nella sua mano, era
quasi sempre Jaws. Mentre se avevamo bisogno di un topo più
scatenato che beveva acqua o correrava da una parte all’altra,
allora impiegavamo Crisp.”
Gunn ha poi aggiunto: “L’altro
giorno ho scritto a Chris Pratt e gli ho detto: ‘Stiamo lavorando ai
titoli di coda e uno dei nostri topi si chiama Crisp Ratt.
Ovviamente lo considero un complimento. Voglio assicurarmi, però,
che sei d’accordo’. Ha pensato che fosse semplicemente
esilarante.”
“Benvenuti all’inferno, ossia a Belle Reve, la prigione con il più
alto tasso di mortalità negli Stati Uniti d’America. Qui sono
confinati i peggiori supercriminali, disposti a tutto pur di
evadere, anche unirsi all’oscura e super segreta missione della
Task Force X. L’incarico del giorno? Metti insieme una serie di
truffatori (tra cui Bloodsport, Peacemaker, Captain Boomerang, Ratcatcher 2,
Savant, King Shark, Blackguard, Javelin e la psicopatica preferita
di tutti, Harley Quinn). Armali pesantemente e abbandonali sulla
remota isola di Corto Maltese infusa dal nemico. Mettili alla prova
grazie ad una giungla brulicante di avversari militanti e forze di
guerriglia ad ogni angolo. La squadra è impegnata in una ‘search
and destroy’ guidata dal colonnello Rick Flag, mentre i tecnici del
governo di Amanda Waller seguono ogni loro movimento grazie a dei
sistemi impiantati nelle loro orecchie. Come sempre… una sola mossa
falsa e chiunque può morire (per mano degli avversari, di un
compagno di squadra o della stessa Waller).”
A quanto pare, Chadwick Boseman avrebbe dovuto recitare nel
sequel di L.A. Confidential, il thriller noir
diretto da Curtis Hanson nel 1997, tratto dall’omonimo
romanzo di James Ellroy.
Secondo quanto rivelato da
The Ringer, la star di Black Panther avrebbe dovuto essere il protagonista
del sequel che, tuttavia, è stato rifiutato dalla Warner Bros.
Brian Helgeland, co-sceneggiatore di L.A.
Confidential insieme a Hanson, aveva proposto allo
studio un possibile sequel ambientato negli anni ’70 (il film
originale si svolge, invece, negli anni ’50) in cui Boseman avrebbe
dovuto interpretare un giovane ufficiale della polizia al fianco
del cast originale. Helgeland aveva sviluppato la sceneggiatura del
nuovo film insieme a Ellroy, autore del romanzo che ha ispirato
l’originale.
Considerando che i thriller noir non
sono il genere favorito del pubblico al giorno d’oggi, è facilmente
ipotizzabile perché la Warner abbia deciso di rinunciare al sequel.
Tuttavia, è impossibile non pensare che si sia trattato comunque di
un’occasione sprecata, non solo perché il sequel avrebbe visto il
ritorno del cast originale, ma anche per il coinvolgimento di
Boseman, che avrebbe di certo regalato al pubblico un’altra
incredibile performance.
Ad oggi non sappiamo se Helgeland
sarebbe comunque disposto a fare il sequel senza Boseman, né se la
Warner Bros. potrebbe cambiare idea in merito ad un eventuale via
libera. Sebbene lo sceneggiatore non abbia rivelato maggiori
informazioni in merito alla trama, è probabile che il sequel
avrebbe affrontate le questioni razziali dell’epoca, in una maniera
forse simile a quanto fatto da Spike Lee nel suo
BlacKkKlansman.
Il grande successo di L.A. Confidential
L.A. Confidential è
considerato uno dei migliori thriller noir degli anni ’90. Il cast
del film annovera
Kevin Spacey,
Russell Crowe,
Guy Pearce, James Cromwell,
Kim Basinger, David Strathairn e Danny DeVito. Ottenne 9 candidature agli Oscar
1998, vincendo nelle categorie migliore attrice non protagonista
(Basinger) e miglior sceneggiatura non originale (Helgeland e
Hanson).
Il regista Curtis Hanson, noto per aver diretto anche
The River Wild – Il fiume della paura,
8 Mile e In Her Shoes – Se fossi lei, è morto nel
2016 all’età di 71 anni a causa delle conseguenze del morbo di
Alzheimer.
Lo sceneggiatore Eric
Pearson aveva già lavorato a diversi progetti Marvel in passato (come
Thor: Ragnarok e la serie Agent
Carter). Tuttavia, ha ammesso che non era ancora a conoscenza
dei piani dello studio dopo Black Widow, nonostante
abbia firmato la sceneggiatura del film.
Se non avete ancora visto
Black Widow, da
ora in avanti seguiranno SPOILER!Il film si conclude con Natasha Romanoff che parte
per riunirsi con gli altri Vendicatori, ma nella scena post-credits
(che
abbiamo analizzato in quest’articolo) ci troviamo dopo gli
eventi di Avengers:
Endgame, con Yelena Belova che visita la tomba della
sorella. Improvvisamente appare la Contessa Valentina Allegra de
Fointaine che dà a Yelena il suo ultimo incarico: rintracciare e
uccidere l’uomo responsabile – secondo lei – della morte di Nat,
ossia Clint Barton.
La scena, ovviamente, si collega al
ritorno di Florence
Pugh nella serie Hawkeye in
arrivo prossimamente su Disney+, ma a quanto pare Pearson non
ne era a conoscenza quando ha lavorato allo script del film.
Intervistato da
EW, lo sceneggiatore ha spiegato: “Quando ho dovuto
scrivere la scena ho pensato: ‘Cosa significa?’. E loro mi
dicevano: ‘Non preoccuparti. Non è importante che tu lo sappia’. Ma
io continuavo a pensare: ‘Chi voglio prendere in giro? È chiaro che
sta succedendo qualcosa, ma non so neanche io cosa!’. Ma loro
insistevano: ‘Non c’è bisogno che tu abbia tutte le riposte. Le
avrai col tempo, e noi insieme a te’. Mi sono sentito terribilmente
in colpa dopo aver scritto quella scena. Spero che chiunque
lavorerà a ciò che verrà dopo sia d’accordo con quello che è stato
impostato da me.”
Il fatto che Pugh riprenderà il
ruolo di Yelena in Hawkeye è
noto da tempo, ma questo dimostra che la famigerata segretezza dei
Marvel Studios viene applicata anche a tutte quelle persone che il
futuro del MCU contribuiscono a realizzarlo in prima persona.
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz. Il film è uscito nelle sale il 7 luglio e
su Disney+ con
Accesso Vip il 9 luglio.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
In WandaVision abbiamo visto – tra le altre cose
– il debutto Billy e Tommy Maximoff, due personaggi meglio
conosciuti dai fan dei fumetti: si tratta, infatti, di Wiccan e
Speed, membri degli Young Avengers.
Altri personaggi che nei fumetti
hanno fatto parte del gruppo, come Ms. Marvel, Stature, Kate Bishop, Kid
Loki, Eli Bradley e America Chavez sono già stati introdotti – o
verranno presto introdotti – nel MCU, segno che prima o poi vedremo
i Giovani Vendicatori riunirsi ufficialmente anche sul grande
schermo.
Durante un recente Q&A, alla
candidata agli Emmy Awards Elizabeth Olsen è stato chiesto se
l’inclusione dei gemelli in WandaVision potrebbe essere un segnale del fatto che i
Marvel Studios stanno gettando le basi per il debutto degli
Young Avengers. “Non ne ho idea”, ha risposto
l’attrice. “Non so nemmeno se… in realtà, se lo chiedi a
Kevin Feige, penso che ti dirà in tutta onestà
che non lo sa neanche lui. Pianificano davvero le varie fasi di
volta in volta. Dopo averne completata una, pensano a quella
successiva.”
Ma Elizabeth pensa che i Giovani
Vendicatori, alla fine, si uniranno davvero al MCU? Questa la sua
risposta: “Sembra che, almeno dal mio punto di vista, possa
essere una possibilità, ma non credo che abbiano ancora un vero e
proprio piano. Ma alla Marvel tendono a vagliare sempre tutte le
possibili opzioni.”
Sarebbe certamente una mossa audace
da parte della Marvel puntare i riflettori sugli
Young Avengers. Tuttavia, il punto centrale
dell’introduzione di questi eroi è probabilmente quello di
preparare il terreno per una nuova era dell’universo condiviso, con
attori più giovani che si faranno avanti per prendere il posto di
quelli che sono in circolazione ormai dalla Fase 1.
In Black Widow, dopo la
battaglia culminante nella Stanza Rossa, Natasha rimane in piedi
tra le macerie della fortezza un tempo galleggiante, mentre il
Segretario Thaddeus Ross (William
Hurt) irrompe sulla scena. Dato che Natasha è ancora
in fuga a causa della questione legata agli Accordi di Sokovia
in Captain
America: Civil War, si presume che l’intento di Ross
sia quello di arrestarla.
Tuttavia, la scena si interrompe
prima che Ross possa effettivamente fare qualcosa: ci ritroviamo
così a circa due settimane dopo quel momento, quando una bionda
Natasha è ormai pronta a partire per riunirsi con i suoi compagni
Vendicatori. Chiaramente, in molti si sono chiesti
perché Black Widow abbia glissato sulla
fuga di Natasha, arrivando a considerare quel passaggio come un
vero e proprio buco di trama.
La regista Cate
Shortland è intervenuta sulla questione e ha spiegato che
quel momento non rappresenta un buco di trama, ma si tratta invece
di una scelta intenzionale (qui
per approfondire). Tuttavia, ora veniamo a conoscenza del fatto
che, in realtà, esiste una scena tagliata dal film che avrebbe
spiegato proprio cosa sarebbe successo dopo l’arrivo di Ross. A
rivelarlo è stato l’acting coach Kurt Yue – che
nel film interpretata un tenente che appare nella scena in
questione – attraverso il suo canale
YouTube.
“Scarlet era lì, la sua famiglia
se ne va, e lei si stava praticamente consegnando al Generale
Ross”, ha spiegato. “Abbiamo girato tutta la scena. I
camion si avvicinavano a lei, noi uscivamo, il segretario Ross
usciva, i sei agenti scendevano dal camion. Ci avvicinavamo tutti e
Natasha veniva arrestata e messa a bordo del SUV. Abbiamo girato
l’intera scena, ma non l’hanno inserita nel film.”
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è
stata riscritta nei mesi scorsi da Ned
Benson(The Disappearance of Eleanor
Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz. Il film è uscito nelle sale il 7 luglio e
su Disney+ con
Accesso Vip il 9 luglio.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Marco Bellocchio ha
ricevuto dalle mani di Paolo Sorrentino la Palma
d’Oro alla Carriera in occasione della chiusura di Cannes
74. Ecco di seguito il suo discorso di ringraziamento:
“Ogni volta che lo incontravamo,
terrorizzati dalla sua intelligenza, noi altri del cinema italiano,
provavamo a compiacere Marco Bellocchio. Un lavoro vano. Con grande
cortesia, Marco Bellocchio opponeva al nostro corteggiamento
un’umile indifferenza. Ma non era snobistica distanza, solo
autorevolezza. Questo è apparso chiaro a tutti sin dal primo
capolavoro di Marco: “I pugni in tasca”.
Ci si trovava di fronte a una voce
autorevole. E non ha mai smesso di esserlo nel corso della sua
lunga carriera. Marco Bellocchio è tutto quello che un regista
dovrebbe essere: appartato, discreto, lontano dall’egocentrismo,
curioso dell’altro. Gli uomini curiosi non hanno tempo per elencare
aneddoti sulla grandezza dei loro film. Sono sempre intenti a
conoscere il mondo e a porsi domande.
Ultimamente ho avuto il privilegio
di frequentarlo di più e confesso che resterei ore a fissare la sua
vitalità da ragazzo, il suo candore, la sua padronanza di un
umorismo sono in apparenza involontario. Ma soprattutto, quelli che
mi rende curioso in maniera morbosa nei suoi confronti, è la sua
sotterranea inquietudine. Perché, a mio parere, è questa
inquietudine che rende grande il suo cinema. Fare grande cinema è
il risultato di una lunga guerra che un autore ingaggia con sé
stesso.
Ogni nuovo film di Marco Bellocchio
è un ‘emozione, perché mi pone sin dai titoli di testa questa
bellissima domanda: in quale fase della guerra si trova
Bellocchio.
La sua ribellione, che Thierry
Fremaux ha sottolineato motivando questo premio è, secondo me, una
lunga, necessaria, meravigliosa ribellione con e contro sé
stesso.
Tutto questo, fortunatamente, la
Francia e il Festival di Cannes lo hanno compreso e
riconosciuto, conferendogli la Palma d’Oro Onoraria. Che oggi va al
più importante e giovane regista che abbiamo in Italia: Marco
Bellocchio.”
Il film Marx può aspettare è stato
accolto a Cannes da ovazioni e commozione incontenibili. La stampa
italiana e internazionale all’unisono hanno intonato un coro di
elogi. Oggi il pubblico lo può vedere in sala.
Il film è è una produzione Kavac
Film, Ibc Movie, Tender Stories con Rai Cinema, in collaborazione
con Fondazione Cineteca Bologna, opera realizzata in
collaborazione con Regione Lazio Fondo per il Cinema e
l’audiovisivo, produttore esecutivo Michel Merkt e Alessio
Lazzareschi, coprodotto da Malcom Pagani e Moreno Zani, prodotto da
Simone Gattoni e Beppe Caschetto.
La giuria del Festival di Cannes 74, presieduta
da Spike Lee, ha assegnato i seguenti premi,
scegliendo trai titoli del concorso selezionati quest’anno, in
questa edizione di luglio, insolita, del festival francese.
Ecco il palmarès di Cannes 74
FEATURE FILMS
Palme d’or
TITANE directed by Julia
DUCOURNAU
Grand Prix (ex aequo)
GHAHREMAN (AHero) directed by Asghar
FARHADI
HYTTI N°6 (Compartment N°6) directed
by Juho KUOSMANEN
Best Director
Leos CARAX for
ANNETTE
Best Screenplay
HAMAGUCHI Ryusuke & TAKAMASA
Oe for DRIVE MY CAR
Jury Prize (ex aequo)
MEMORIA directed by
Apichatpong WEERASETHAKUL
HA’BERECH(Ahed’s
Knee) directed by Nadav LAPID
Best Performance by an Actress
Renate REINSVE in VERDENS VERSTE
MENNESKE (The Worst Person in the World)
directed by Joachim TRIER
Best Performance by an Actor
Caleb LANDRY JONES in
NITRAM
directed by Justin KURZEL
SHORT FILMS
Palme d’or
TIAN XIA WU YA (All the
Crows in the World)
directed by TANG Yi
Special Mention
CÉU DE AGOSTO (August
Sky) directed by Jasmin TENUCCI
CAMERA D’OR
MURINA directed by Antoneta
ALAMAT KUSIJANOVIĆ unveiled in the frame of LA QUINZAINE
DES RÉALISATEURS
HIGHER TECHNICAL COMMISSION(CST)
CST Award for Technical Artistry
Vladislav OPELIANTS (Russia), Chief Director of
Photography, PETROV’S FLUby Kirill
SEREBRENNIKOV
CST Young Film Technician Award Armance DURIX, Head Sound Engineer, MI
IUBITA, MON AMOUR by Noémie MERLANY
La casa di produzione
cinematografica Bly Sky Studios si è affermata a
partire dal nuovo millennio per la sua realizzazione di alcuni
celebri film d’animazione, ormai entrati a far parte
dell’immaginario culturale. Se i loro più noti lavori sono quelli
relativi alla serie di L’era glaciale, altri
apprezzati titoli sono Robots, Ortone e il mondo dei Chi
e Rio. Quest’ultimo, diretto dal
regista brasiliano Carlos Saldanha e basato su un
suo soggetto originale, è uscito con grande successo al cinema nel
2011, affermandosi come uno dei grandi titoli d’animazione del suo
anno.
L’idea originale della storia, in
realtà, prevedeva un pinguino che si ritrova catapultato
nell’esotico contesto delle spiagge di Ipanema. Per via dell’uscita
di Happy Feet e Surf’s Up, tuttavia, entrambi
aventi per protagonisti un pinguino, Saldanha decise di rendere
protagonista del suo film un raro esemplare di Ara di Spix, un
uccello della famiglia degli Psittacidi, una specie oggi purtroppo
considerata estinta in natura. Dopo anni di sviluppo, Saldanha è
infine riuscito a far prendere vita al film, un progetto da lui
considerato il sogno della sua vita, che ha poi deciso di dedicare
alla madre.
Accolto in maniera estremamente
positiva, Rio vanta un incasso di oltre 480 milioni di
dollari a fronte di un budget di 90. Estremamente colorato, vivace
e ricco di musica, è ancora oggi da considerare come uno dei film
d’animazione più belli e importanti del nuovo millennio, adatto per
spettatori di tutte le età. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e ai
personaggi e alle canzoni.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Rio: la trama del film
Protagonista del film è
Blu, un raro esemplare della sua specie che,
mentre veniva trasportato dalla giungla brasiliana fino al
Minnesota, riesce a sfuggire alla sua gabbia ritrovandosi però in
un contesto a lui del tutto estraneo. Per sua fortuna, viene
trovato da Linda, una bambina che decide di
prenderlo con sé e accudirlo con amore. Quindici anni dopo, Blu è
ora diventato un uccello adulto e addomesticato, amante della
cioccolata, dei biscotti e che non ha mai imparato a volare. La sua
tranquilla esistenza, però, verrà scombussolata dall’arrivo di un
goffo ornitologo brasiliano di nome Tullio, che ha
viaggiato fino al Minnesota per spiegare a Linda che Blu è l’ultimo
esemplare maschio della sua specie.
Fortunatamente, nel territorio
brasiliano è stata ora trovata l’unica femmina rimasta, una
pappagallina di nome Gioiel. Linda decide allora
di intraprendere un viaggio insieme al suo amico pennuto, con
l’obiettivo di salvare la loro specie. Per Blu l’esperienza sarà
quantomai traumatica, trovandosi a doversi confrontare con
situazioni a cui non era abituato. A complicare le cose, inoltre,
ci penserà anche una banda di trafficanti, che voglio rapire i due
uccellini per ottenere un lauto compenso dalla loro vendita. Per
Blu, questo sarà il momento di dimostrare tutto il suo valore,
imparare a volare e mettere in salvo sé stesso, la sua specie e i
suoi amici.
Rio: i personaggi e i doppiatori del film
Come anticipato, protagonista del
film è Blu, un’Ara di Spix addomesticato e inadatto alla vita in
cattività. A dare voce al personaggio in lingue originale vi è
l’attore Jesse
Eisenberg, mentre in italiano si ritrova Fabio De Luigi.
La pappagallina Gioiel, la femmina di Ara di Spix, caratterialmente
diversa da Blu, è invece doppiata da Anne Hathaway,
mentre in italiano la voce è quella di Victoria
Cabello. Altro personaggio chiave del film è Rafael, un
tucano toco particolarmente saggio che aiuterà Blu nel suo rapporto
con Gioiel. Il personaggio è doppiato da George
Lopez, ma in italiano si può ritrovare la calda voce di
Pino Insegno.
Vi sono poi gli umani Linda,
l’amorevole proprietaria di Blu, doppiata da Leslie
Mann, e Tullio, l’appassionato ornitologo, il quale ha la
voce di Rodrigo
Santoro. Tra gli altri personaggi si annovera poi
Pedro, un cardinale ciuffo rosso amante del rap e doppiato proprio
dal rapper will.i.am. Nico, un canarino giallo che
aiuterà Blu nella sua missione ha invece la voce del premio Oscar
Jamie Foxx. In
ultimo, si ritrova anche Luiz, un simpatico bulldog con problemi di
salivazione, qui doppiato dal comico Tracy Morgan.
L’antagonista del film è invece Miguel, un imponente cacatua
ciuffogiallo particolarmente sadico ed esibizionista. In italiano,
questo è doppiato dal cantante Mario Biondi.
Rio: le canzoni, il trailer e dove
vedere il film in streaming e in TV
Nel realizzare Rio,
Saldanha aveva promesso che vi sarebbe stato in questo film molta
più musica che nei suoi precedenti lavori. Parte fondamentale del
film sono infatti le tante canzoni presenti, che hanno fatto della
colonna sonora di questa pellicola una delle più apprezzate
dell’anno. In particolare, si ricorda il singolo Telling the
World, eseguito da Taio Cruz. Molte delle
altre canzoni presenti, inoltre, sono state eseguite dagli stessi
doppiatori dei personaggi, che hanno così sfoggiato notevoli
capacità canore. Uno dei brani principali, Real in Rio, è
poi stato candidato al premio Oscar come miglior canzone
originale.
È possibile vedere o rivedere il
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Rio è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili e Google Play. Per vederlo, in
base alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il
singolo film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una
comoda visione casalinga. È bene notare che in caso di solo
noleggio, il titolo sarà a disposizione per un determinato limite
temporale, entro cui bisognerà effettuare la visione. Il film sarà
inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 17
luglio alle ore 21:20 sul canale
Italia 1.
Le storie di spionaggio sono spesso
e volentieri tra le più avvincenti proposte dal cinema. Tra
intrighi, tradimenti, cospirazioni e operazioni quantomai delicate,
queste affascinano da sempre gli spettatori di ogni dove, a maggior
ragione quando ciò che si vede è tratto da storie vere. Film come
Il ponte delle spie o
Argo sono solo due
esempi recenti di questo filone. Tra questi si colloca anche
Red Joan, titolo del 2018 diretto da
Trevor Nunn. Si tratta di un’opera a suo modo
anche insolita, che si concentra sul raccontare la storia di
un’anziana che viene scoperta come una delle maggiori spie di
sempre.
Il film si basa sul romanzo omonimo
di Jennie Rooney, la quale è stata ispirata nella
scrittura dalla vita di Melita Norwood. Questa è
divenuta nota negli anni Novanta per aver fornito all’Unione
Sovietica i segreti di stato relativi allo sviluppo di armi
atomiche grazie al suo lavoro presso la British Non-Ferrous Metals
Research Association. La Norwood ha però affermato di non aver
voluto nessun beneficio personale per la sua attività di spia. Il
suo desiderio era unicamente quello di consentire alla Russia di
tenersi al passo con gli altri paesi in questo tipo di
sperimentazioni, nel tentativo di evitare così conflitti più
feroci.
Descritta come una delle spie donne
più importanti di sempre, questa è così divenuta ulteriormente
popolare grazie al film Red Joan, dove è stata
interpretata da una celebre attrice premio Oscar. Un film dunque
irresistibile per gli amanti del genere, che potranno qui ritrovare
anche diversi elementi inediti e di fascino. Prima di intraprendere
una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire
alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo
qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori
dettagli relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Red Joan: la trama del film
Protagonista del film è
Joan Stanley, un’anziana e innocua casalinga, la
quale non fa altro che condurre una tranquilla e umile vita, come
qualunque altra persona della sua età. Joan, tuttavia, è tutt’altro
che una normale vecchietta e ciò viene reso evidente nel momento in
cui si ritrova ad essere arrestata con l’accusa di spionaggio. I
servizi segreti, infatti, scoprono che la donna ha fornito
importanti informazioni alla Russia comunista tra la fine degli
anni Trenta e l’inizio dei Quaranta. Sottoposta ad interrogatorio,
Joan si vede così costretta a ricordare e raccontare il suo passato
e i motivi che la spinsero a divenire una spia.
La vicenda si sposta allora sul
finire degli anni Trenta, quando Joan è una giovane studentessa di
fisica. Seguendo le lezioni nell’università di Cambridge, si
imbatte nell’affascinante Leo Galich, un giovane
comunista che la introdurrà ad idee e pensieri nuovi sul mondo e
sulla società. Con quei nuovi ideali Joan trova poi lavoro in una
struttura per la ricerca sul nucleare. Con lo svolgersi della
Seconda guerra mondiale, la donna inizierà sempre più a rendersi
conto di come sia diventata parte di qualcosa di potenzialmente
letale. Sarà a quel punto che dovrà affrontare una dura decisione,
nel tentativo di mantenere quanto più possibile intatta la
pace.
Red Joan: il cast del film
Come anticipato, ad interpretare la
spia protagonista vi è una premio Oscar, l’attrice Judi Dench. Tra
le più apprezzate della sua generazione, questa si è negli ultimi
decenni cimentata in film di vario genere, passando con naturalezza
dal dramma all’action. In particolare è ricordata per il ruolo di M
negli ultimi film della serie di James
Bond. Proprio il suo interpretare ruoli più dinamici l’ha
portata ad essere la candidata ideale per dar vita all’anziana spia
di Red Joan. Per il ruolo, l’attrice si è preparato
approfondendo tanto la vita della donna a cui il film si ispira
tanto il contesto storico di riferimento.
Ad interpretare Joan Stanley da
giovane, invece, vi è SophieCookson, divenuta nota grazie ad un altro film
ambientato nel mondo dello spionaggio, Kingsman – Secret
Service. Tom Hughes, celebre per aver
interpretato il principe Albert nella serie storica
Victoria, è invece presente nei panni del giovane Leo
Galich, mentre Tereza Srbova è Sonya Galich. Si
ritrovano poi gli attori Stephen Campbell Moore
nel ruolo del professor Max Davis e Ben Miles in
quelli dell’avvocato Nick Stanley, il figlio di Joan. Infine, vi è
Robin Soans nel ruolo di Clement Attle. Questo è
stato il Premier del Regno Unito dal 1945 al 1951, anni in cui si
svolgono le vicende del film.
Red Joan: il trailer e dove vedere
il film in streaming e in TV
È possibile vedere o rivedere il
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Red
Joan è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Tim
Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, in base
alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo
film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una comoda
visione casalinga. È bene notare che in caso di solo noleggio, il
titolo sarà a disposizione per un determinato limite temporale,
entro cui bisognerà effettuare la visione. Il film sarà inoltre
trasmesso in televisione il giorno venerdì 16
luglio alle ore 21:20 sul canale
Rai 3.
In arrivo da domani su
Paramount Network (sul 27 del digitale terrestre, sul
canale 27 di Tivùsat anche in HD e sul 158 di Sky in HD),
la seconda stagione di Yellowstone:
l’acclamata e graffiante serie dei cowboy del Montana con uno
straordinario Kevin Costner nei panni del redivivo John
Dutton, proprietario di un grande ranch dove vive con la sua
famiglia del ricavato del proprio lavoro. Il canale più
cinematic di ViacomCBS Networks Italia ospiterà la seconda
stagione della serie per la prima volta in free to
air a partire dal 16 luglio.
Yellowstoneandrà
in onda ogni venerdì alle 21.10 con due episodi.
Un viaggio immersivo nella vita del
Montana popolato da personaggi indimenticabili che tornano sul
piccolo schermo per dare azione alla scena. È infatti l’azione a
regnare sovrana nella seconda stagione di Yellowstone, la serie che si ispira alla vita nel
selvaggio west e che ruota intorno al patriarca e protagonista John
Dutton (Kevin
Costner). La seconda stagione, rispetto alla prima, si
fa meno descrittiva e più viva di intensi colpi di scena e
suspence. Lo sceneggiatore candidato all’Oscar Taylor Sheridan(Sicario,
Hell or High Water, I
Segreti di Wind River) punta maggiormente sul fascino
della violenza e sull’intensità dei personaggi, soddisfacendo così
la fame di azione dello spettatore contemporaneo e regalando un
secondo giro di cinema seriale d’autore da non perdere.
Kevin Costner non delude le alte aspettative
dei suoi fan e torna alla carica impeccabile nel suo ruolo di padre
autoritario, a tratti malinconico, ma anche coraggioso ed esperto
cowboy, capace di entrare in contatto con la natura e il suo
mistero. Insieme a tutto il cast, Costner dà vita ad un
irresistibile western moderno di grande qualità con personaggi
ricchi e credibili, a cui il pubblico non farà fatica ad
affezionarsi.
La seconda stagione non smette di
sorprendere grazie a nuovi elementi che vengono a galla; memorie e
vecchi ricordi presentano un’eredità interessante che viene qui
finalmente sviscerata. Il passato diventa presente, il presente si
fa passato per mescolarsi in armonia in un racconto che acquista
forza e tridimensionalità, grazie ad una costruzione narrativa
molto profonda e ben fatta.
Tra i personaggi principali, nella
seconda stagione, ritroviamo tutta la famiglia Dutton (Luke Grimes, Kelly Reilly, Wes Bentley) al fianco di Monica
Long (Klesey Asbille Chow), Rip Wheeler, Thomas Rainwater
(Gil Birmingham) e Dan Jenkins (Danny Huston),
sopravvissuto per miracolo e alla ricerca di vendetta. I nuovi
episodi vedranno l’entrata in scena di nuovi personaggi, tra cui
Travis Wheatly, interpretato dallo stesso Taylor Sheridan,
Malcolm Beck, interpretato dal Neal McDonough, Teal Beck,
interpretato da Terry Serpico, Steve Hendon, interpretato
da James Jordan.
La seconda stagione di
Yellowstone che
si compone di 10 episodi, sarà trasmessa in free to air su
Paramount Network ogni venerdì a partire dal 16 luglio alle ore
21.10 con 2 episodi a settimana.
Mentre da giovedì 22
luglio, alle ore 21.30, la seconda stagione della serie andrà in
onda su Spike – canale 49 del digitale terrestre (DTT) sul 26 di
Tivùsat e sul 169 di Sky – con due episodi per
volta.