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Black Manta: tutto quello che sappiamo sul personaggio di Aquaman 2

Black Manta, interpretato da Yahya Abdul-Mateen II, è il cattivo di Aquaman 2 con una lunga storia nei fumetti e nel DCEU. Se nel film precedente il cattivo acquatico era un antagonista secondario, nel sequel è la minaccia centrale ed è più potente e intimidatorio di prima. Black Manta e Aquaman hanno una breve storia nel DCEU, ma il loro legame nei fumetti risale a molti decenni fa. Il cattivo è un nemico comune di Aquaman, che ha combattuto contro l’eroe decine di volte nel corso della storia del personaggio dei fumetti. Nella storia di Aquaman 2 tornerà per vendicarsi e ora possiede una potente arma che lo renderà l’avversario più temibile di Curry. In attesa di vederlo in azione, ecco tutto quello che c’è da sapere su Black Manta, il cattivo di Aquaman e il Regno Perduto.

La storia di Black Manta nei fumetti DC

Black Manta fumetti Aquaman 2

Black Manta, alias David Kane, ha fatto il suo debutto nei fumetti DC Comics nel 1967 in Aquaman #35. Pur essendo stato introdotto come nemico di Aquaman, non si sapeva molto altro sul personaggio, oltre al fatto che la sua tuta era molto potente e che era un temibile nemico per il re di Atlantide. Il personaggio fu rivelato quando finalmente si tolse l’elmetto in Adventure Comics Vol. 1 #452. La storia di Black Manta è stata finalmente rivelata in Aquaman #6 del 1992. Questo fumetto presenta Manta come un bambino nato nel Maryland, vicino alla baia di Chesapeake. Mentre giocava vicino all’oceano, fu rapito dai pirati e costretto a servirli come schiavo. Un giorno, Manta vide Aquaman nuotare accanto a un branco di delfini vicino alla nave. Implorò l’eroe di salvarlo, ma le sue suppliche passarono inosservate. Alla fine uccise i suoi rapitori e fuggì, ma serbava rancore verso il re atlantideo per averlo lasciato soffrire.

I poteri di Black Manta

Aquaman 2 Black Manta poteri

Black Manta non ha superpoteri naturali, ma è comunque un guerriero formidabile al di fuori della sua tuta. È un combattente di talento, che si è allenato fin da giovane per essere una minaccia sia sulla terra che sul mare. È anche uno dei più letali assassini dell’universo DC e un abile stratega. Pur essendo nato sulla terraferma, ha una naturale conoscenza del mare ed è un esperto sommozzatore e scavatore sottomarino. Tuttavia, ciò che rende Black Manta una minaccia per Aquaman è soprattutto la sua tuta. È dotato di diverse armi letali, tra cui lunghi pugnali, arpioni e una pistola a doppia lama. Il suo casco gli permette di respirare sott’acqua ed è dotato di due occhi enormi che non solo gli danno la possibilità di vedere a infrarossi e a cannocchiale, ma anche di emettere potenti raggi che possono ferire o uccidere metaumani come Aquaman.

I cambiamenti di Black Manta nei fumetti

Aquaman 2 Black Manta differenze fumetti

Sebbene Black Manta sia un cattivo costante per Aquaman, la sua origine è cambiata molte volte. Mentre l’origine del 1992 è la prima che è stata data ai lettori, è cambiata nel numero 8 della serie Aquaman del 2008. In questa versione, Black Manta era un bambino autistico con problemi, rinchiuso nel manicomio Arkham di Gotham City. Era sottoposto a molti trattamenti sperimentali, ma trovava conforto nell’acqua ed era affascinato da Aquaman quando lo vedeva in televisione. Un esperimento sembrava funzionare su di lui, ma lo rese violento, tanto che uccise il conduttore dell’esperimento e fuggì dal manicomio. La sua storia è cambiata di nuovo nell’era dei New 52 e questa versione è la più vicina alle sue origini nel film. In questa versione, Black Manta era un mercenario ingaggiato per trovare un giovane Arthur Curry e rubare un campione del suo sangue.

Il tridente nero di Black Manta

Aquaman 2 Black Manta tridente

Il primo trailer di Aquaman e il Regno Perduto ha mostrato il Tridente Nero, l’arma misteriosa ma dominante di Black Manta. L’arma ha un passato storico, in quanto il trailer ha rivelato le sue oscure capacità mistiche e la sua capacità di corrompere coloro che la circondano. Nel trailer, Orm, alias Ocean Master, spiega che durante il regno di Atlan c’erano sette regni e il Tridente Nero era una maledizione per tutti loro. Non viene rivelato chi lo brandiva, ma solo che aveva poteri maledetti. È possibile che Manta cerchi Tritone e possa rubargli il tridente o scoprirne la posizione.

Il ruolo di Black Manta in Aquaman 2

Aquaman 2 Black Manta ruolo

In Aquaman, la tuta di Black Manta è stata gravemente danneggiata. Il cattivo viene salvato dal dottor Stephen Shin di Randall Park, ma rimane ferito e umiliato. David è ora sul sentiero della vendetta e vuole distruggere non solo Arthur, ma anche la sua famiglia e il suo regno. È più potente che mai e sta anche guidando un gruppo di mercenari in una missione per distruggere Atlantide. Arthur è ora un padre, un marito e un re che sembra avere una vita perfetta prima del ritorno di Black Manta. Dopo aver constatato la pericolosità del cattivo, chiede aiuto al fratello, ora imprigionato per le sue azioni nel film precedente. Questo sequel sarà l’ultimo film del DCEU prima che l’universo venga riavviato da James Gunn nel 2025. Questa potrebbe essere l’ultima avventura di Jason Momoa nei panni di Aquaman e Black Manta sarà il suo avversario più pericoloso in Aquaman e il Regno Perduto.

Me Contro Te Il Film – Vacanze in Transilvania: trailer del film al cinema dal 19 ottobre 2023

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É stato diffuso dai Me contro Te sul loro canale YouTube il trailer ufficiale del quinto film, Me Contro Te Il Film – Vacanze in Transilvania. Dopo lo straordinario successo dei primi quattro lungometraggi, il film, sempre per la regia di Gianluca Leuzzi, vede Lui e Sofì protagonisti di un’avventura da brividi nel luogo più spaventoso del pianeta: il Castello del Conte Dracula in Transilvania! Me Contro Te Il Film – Vacanze in Transilvania sarà nelle sale ad Halloween, a partire dal 19 ottobre, distribuito da Warner Bros. Pictures.

Nel laboratorio ormai abbandonato del Signor S., Viperiana, Perfidia e la banda dei Malefici stanno tramando un piano malvagio per distruggere i Me Contro Te e il mondo intero: oscurare il Sole con il prezioso diamante delle paure e rendere la Terra un posto buio e desolato. Ma il diamante è nascosto nel posto più spaventoso del Pianeta: il Castello del Conte Dracula in Transilvania! Sofì, Luì, Chicco, Tara e Ajar partono così per la Transilvania, mentre il Signor S. si mette sulle tracce dei Malefici. Qui i nostri amici dovranno vedersela con il Conte Dracula in persona, il suo fedele servitore Patumièr, e sua figlia Ombra. Attraverso passaggi segreti, quadri parlanti e nuovi amori, il gruppo di amici imparerà ad affrontare le proprie paure e realizzerà che le diversità sono un valore e non un limite e non bisogna temerle” 

Da un soggetto di Luigi Calagna e Sofia Scalia, Me Contro Te Il Film – Vacanze in Transilvania è scritto da Emanuela Canonico, Andrea Boin, Luigi Calagna, Sofia Scalia e Gianluca Leuzzi. La fotografia del film è di Vito Trecarichi (A.I.C.), il montaggio di Davide Cerfeda, la scenografia di Mario Torre e i costumi di Tecla Turiaco. Le musiche originali del film sono di Matteo Curallo. *

Me Contro Te Il Film – Vacanze in Transilvania è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia, Colorado Film Production e Me Contro Te. Il film sarà distribuito nelle sale ad Halloween, a partire dal 19 ottobre, da Warner Bros. Pictures.

Emerald Fennell: 10 cose che non sai sull’attrice e regista

Emerald Fennell: 10 cose che non sai sull’attrice e regista

Affermatasi come attrice, Emerald Fennell è ora diventata anche un’acclamata attrice e scenggiatrice, già insignita di importanti riconoscimenti e considerata una delle voci femminili più brillanti presenti oggi nel mondo del cinema. Dividendosi tra recitazione, regia e scrittura, Fennell si sta dunque affermando come una delle personalità più forti in quel di Hollywood, con rose aspettative per il suo futuro.

Ecco 10 cose che forse non sai di Emerald Fennell.

Emerald Fennell: i suoi film e le serie TV

1. Ha recitato in diversi film. Fennell debutta come attrice al cinema nel 2010 in Mr. Nice, per poi recitare in Albert Nobbs (2011), Anna Karenina (2012), con Keira Knightley, Pan – Viaggio sull’isola che non c’è (2015), con Hugh Jackman e The Danish Girl (2015), con Eddie Radmayne. In seguito ha recitato nel film Vita & Virginia (2018), mentre nel 2023 ha avuto un piccolo ruolo nel film campione d’incassi Barbie, diretto da Greta Gerwig.

2. Ha preso parte a note serie TV. Oltre che sul grande schermo, Fennell si è distinta anche sul piccolo, recitando in serie come New Tricks – Nuove tracce per vecchie volpi (2006), Any Human Heart (2010) e L’amore e la vita – Call the Midwife (2013-2017). Nel 2017 recita in un episodio di Victoria, mentre dal 2019 al 2020 ricopre un ruolo importante nella serie The Crown, recitando accanto ad Olivia Colman e Josh O’Connor.

3. È anche regista, produttrice e sceneggiatrice. Fennell non si è però distinta solo come attrice, ma ha dato prova di essere anche un’ottima regista, sceneggiatrice e produttrice. Ha infatti scritto per la televisione alcuni episodi della serie Killing Eve, mentre ha poi scritto i film Una donna promettente e Saltburn, lavorando su questi ultimi due anche come regista. Di entrambi i film e della serie TV è infine anche produttrice.

Emerald Fennell Vita & Virginia

Emerald Fennell è Midge in Barbie

4. Ha interpretato la controversa bambola Midge. Nel film Barbie Fennell interpreta l’amica di Barbie, Midge, bambola presentata per la prima volta nel 1963 come l’amica dai capelli rossi. La sua apparizione in questo film è specificamente basata sulla bambola Pregnant Midge & Baby del 2003 della linea Happy Family. Questa bambola è famigerata per essere stata al centro di alcune controversie, poiché è stata accusata di favorire la gravidanza adolescenziale (anche se Midge era un’adulta in questa versione) e di essere apparentemente una madre single non sposata (anche se nel 1990 venne indicata come moglie di Allan).

Emerald Fennell in The Crown

5. Ha interpretato Camilla Shand nella serie Netflix. Nel corso della terza e della quarta stagione di The Crown, Fennell ha interpretato Camilla Shand, seconda moglie di Carlo. La sua partecipazione alla serie si limita ad alcuni episodi, venendo poi sostituita da un’altra attrice a partire dalla quinta stagione dove il personaggio viene raffigurato ad una diversa età. Fennell ha ad ogni modo avuto l’occasione di incontrare la vera Camilla, la quale si è detta fan della serie e dell’interpretazione che l’attrice ha dato di lei.

Emerald Fennell e Una donna promettente

6. Ha scritto il film a partire da una precisa immagine. La primissima scena a cui Emerald Fennell ha pensato mentre cercava la storia per il film vedeva un personaggio femminile sdraiato su un letto mentre qualcuno le abbassa i pantaloni. La donna, ubriaca, chiede a quel punto all’uomo “Cosa stai facendo?”, per poi porre la stessa domanda in modo completamente sobrio. A partire da qui, la sceneggiatrice e regista scritto il resto del film, basandosi dunque su questa immagine e proponendo poi nel film finito questa stessa intera scena.

Emerald Fennell The Crown

Emerald Fennell dirige Saltburn

7. Ha diretto un secondo film. A tre anni di distanza da Una donna promettente, Fennell sta per portare al cinema il suo nuovo film da lei scritto e diretto. Si tratta di Saltburn, storia di uno studente dell’Università di Oxford che si ritrova attratto dal mondo di un affascinante e aristocratico compagno di classe, che lo invita nella vasta tenuta della sua eccentrica famiglia per un’estate indimenticabile. Tra i protagonisti vi sono Jacob Elordi, Barry Keoghan, Carey Mulligan e Rosamund Pike.

Emerald Fennell e gli Oscar

8. Ha vinto un’Oscar. In occasione della cerimonia 2021 dei premi Oscar, Fennell si presentava come una delle favorite, essendo stata candidata come miglior film, miglior regista e miglior sceneggiatura originale per Una donna promettente. Alla fine vinse proprio il premio per la sceneggiatura, ottenendo così una maggiore popolarità e divenendo una delle nuove autrici di cinema da tenere d’occhio per il futuro.

9. Ha stabilito un primato. Oltre ad aver portato a casa l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale, Fennell ha anche stabilito un primato presso l’Academy. Grazie alla sua nomination come miglior regista, è diventata la prima donna britannica a venire candidata in tale categoria. Fino a quel momento solo registe statunitensi (Kathryn Bigelow, Sofia Coppola, Greta Gerwig), neozelandesi (Jane Campion) e cinesi (Chloé Zhao). Fennell è stata poi la seconda nominata per la sua opera di debutto, la prima è stata Gerwig per Lady Bird.

Emerald Fennell è su Instagram

10. Non possiede un profilo sul social network. L’attrice ha in più occasioni dichiarato di non essere una grande fan dei social network, dove troppo spesso la vita privata si mescola con quella pubblica. Proprio per perseguire il desiderio di non condividere troppo di sé, Fennell ha deciso di non possedere alcun account ufficiale sul social Instagram né su altri social. Si possono tuttavia ritrovare alcune fan page grazie alle quali sarà possibile rimanere aggiornati sui progetti di lei.

Fonti: IMDb, Newsweek

Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek alla Festa del Cinema di Roma

Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek alla Festa del Cinema di Roma

Nuovo Olimpo di Ferzan Ozpetek sarà presentato in anteprima alla diciottesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 18 al 29 ottobre 2023 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Lo annuncia la Direttrice Artistica Paola Malanga con Gian Luca Farinelli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e Francesca Via, Direttrice Generale.

Il pluripremiato regista de Le fate ignoranti, La finestra di fronte, Saturno contro, Mine vaganti, Magnifica presenza e La dea fortuna ambienta il suo nuovo film a Roma con una storia d’amore che attraversa tre decenni a partire dalla fine degli anni ‘70.  Al centro della trama due giovani venticinquenni, interpretati da Damiano Gavino e Andrea Di Luigi, che si incontrano per caso e si innamorano perdutamente, destinati poi a perdersi e a cercarsi per i trent’anni a seguire.

Su Nuovo Olimpo il regista Ferzan Ozpetek  ha così dichiarato: “Il punto di partenza del film è una storia vera che mi è successa negli anni ‘70 e che da tanto tempo volevo usare come spunto per farne un film – spiega il regista – Iniziando a lavorarci però questa volta mi sono subito accorto che piano piano la storia si allargava comunque, si staccava dal suo nodo iniziale così personale e dilagava verso altre dinamiche e altri temi che non riguardavano più soltanto me. Perché non raccontava solo un amore a due attraverso il tempo ma pure l’amore per il Cinema, come memoria del desiderio e della passione. I confini autobiografici si sono così scoloriti e la storia non è più stata soltanto mia, ma credo anche di tanti altri”.

Nel cast di Nuovo Olimpo, scritto da Ozpetek assieme a Gianni Romoli, figurano anche Luisa Ranieri, Aurora Giovinazzo, Greta Scarano, Alvise Rigo, Giancarlo Commare e Jasmine Trinca. La colonna sonora del film ospita il brano “Povero Amore”, interpretato da Mina e inserito nel suo nuovo album, “Ti amo come un pazzo”: si rinnova così il sodalizio fra il regista e la cantante dopo le recenti collaborazioni ne La dea fortuna e Le fate ignoranti – La serie. Nuovo Olimpo – prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, una produzione R&C Produzioni in associazione con Faros Film – sarà disponibile solo su Netflix.

L’eterna illusione: in rassegna quaranta commedie dell’epoca d’oro di Hollywood

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A partire da domenica 24 settembre al cinema Quattro Fontane di Roma, inizia “L’eterna illusione”, rassegna curata da Cesare Petrillo e organizzata da Circuito Cinema: quaranta commedie dell’epoca d’oro di Hollywood in versione originale sottotitolata restaurate e digitalizzate torneranno sul grande schermo con cadenza settimanale, fino alla fine di giugno. Un appuntamento per i nostalgici del cinema del passato e per i giovani desiderosi di scoprire sul grande schermo per la prima volta i film di Lubitsch, Hawks e tanti altri che hanno fatto la storia del cinema. “L’eterna illusione” dimostrerà che il cinema classico non è qualcosa di noioso nè indigesto, ed è concepita all’insegna della risata e del puro intrattenimento. Uno spirito anarchico anima la commedia americana classica, sia quella di matrice più sofisticata di cui Ernst Lubitsch fu iniziatore e maestro indiscusso sia quella conosciuta come screwball comedy, che divampò in America nel 1934 con Ventesimo secolo di Howard Hawks, Accadde una notte di Frank Capra e L’uomo ombra di W.S. Van Dyke.

Fu con gli anni Trenta e l’affermazione del cinema sonoro che i geni del muto, Chaplin e Buster Keaton e tanti altri lasciarono il posto a una generazione di registi, sceneggiatori e attori che rivoluzionarono il genere. Dialoghi a raffica, situazioni paradossali, ritmo serrato, scenografia lussuosa, illuminazione leggera, riprese in campo medio, ma soprattutto la centralità della coppia attore/attrice al posto del vecchio capocomico maschio.  E naturalmente l’eccellenza nella regia, scrittura e recitazione. Oltre a Lubitsch, Capra e Hawks si affermarono registi nuovi e sceneggiatori che diventarono registi a loro volta negli anni Quaranta.

Con grande celerità gli Studios si accaparrarono le star del teatro in grado di “parlare” – James Stewart, Henry Fonda, Claudette Colbert, Margaret Sullavan, Katharine Hepburn, Miriam Hopkins, Ginger Rogers, Barbara Stanwyck, Fredric March, Melvyn Douglas, Spencer Tracy, e non ultimo Cary Grant. Il fenomeno della commedia si allargò tanto che gli artisti più insospettabili ne furono contagiati: Greta Garbo, Alfred Hitchcock, Errol Flynn e Bette Davis. Il filo conduttore che fa della commedia classica un corpo unico, una fabbrica di risate, è il comportamento stravagante, al limite della follia, dei personaggi principali. Soprattutto delle donne. Avventurosa, irriverente, testarda, l’eroina screwball è disposta a tutto fuorché a vivere nei binari della convenzione. L’eroe, l’anima gemella, è anche lui un diverso; sta al di fuori del ruolo tradizionale di maschio e gioisce dello spirito adulto e indipendente della sua donna. Lui non comanda, lei non obbedisce, lui non lavora, lei non fa faccende domestiche. Sono amici, compagni e amanti nella vita e nel gioco.

La rassegna “L’eterna illusione” si propone di scoprire o riscoprire quaranta classici indimenticati ma mai abbastanza conosciuti (L’uomo ombra, Accadde una notte, Susanna, Ventesimo secolo, Ninotchka) alternandoli a piccoli tesori nascosti (La bisbetica innamorata, Jim il gentiluomo, Jane Palmer, I milioni della manicure, Le vie della fortuna).

La casa degli Sguardi: al via le riprese dell’esordio alla regia di Luca Zingaretti

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Iniziano oggi le riprese del film La casa degli Sguardi, esordio alla regia cinematografica di Luca Zingaretti e tratto dal libro di Daniele Mencarelli, “La casa degli sguardi”. Il film prodotto da ANGELO BARBAGALLO, GABRIELLA BUONTEMPO e MASSIMO MARTINO per BIBI FILM, CLEMART con RAI CINEMA e STAND BY ME. Nel cast protagonisti Gianmarco Franchini, Federico Tocci, Riccardo Lai, Alessio Moneta, Chiara Celotto, Marco Felli, Cristian Di Sante.

La trama di La casa degli Sguardi

Marco ha 20 anni e una grande capacità di sentire, avvertire ed empatizzare con il dolore del mondo, scrive poesie, e cerca nell’alcool e nelle droghe “la dimenticanza”, quello stato di incoscienza impenetrabile anche all’angoscia di esistere e di vivere. Beve tanto Marco, beve troppo. È in fuga dal dolore ma soprattutto da se stesso. Per vivere si deve anestetizzare, dice. È incapace di “stare” nelle cose, a meno che il tasso alcolico del suo sangue non sia altissimo, e si è allontanato da tutti, amici e fidanzata, spaventati dalla sua voglia di distruggersi. Anche il padre, testimone di questo lento suicidio, è incapace di gestire tanta sofferenza ma tenta almeno di “esserci”, la madre è mancata da qualche anno e ha lasciato un grande vuoto. Quando dovrà andare a lavorare nella cooperativa di pulizie del Bambin Gesù è convinto che questa esperienza, a contatto con i bambini malati, lo ucciderà.

I film dell’orrore: i migliori titoli candidati agli Oscar

I film dell’orrore: i migliori titoli candidati agli Oscar

Svariati premi cinematografici prestigiosi, primi fra tutti gli Academy Awards, sono notoriamente prevenuti nei confronti dei film di genere, siano essi d’azione, comici, fantasy o surreali. Tuttavia, queste tendenze non sono nulla in confronto all’apparente avversione degli Oscar per i film dell’orrore: è, infatti, piuttosto raro vedere un film horror nominato in qualsiasi categoria e il numero di interpretazioni di film horror premiate è piuttosto basso. Nella storia degli Academy Awards, solo sei film horror hanno preso parte alla competizione per il premio al “miglior film”: li classifichiamo in questo articolo!

Il cigno nero (2010)

Il Cigno Nero

Il posizionamento de Il cigno nero in fondo a questa lista non implica che il film sia da ritenere “minore” rispetto agli altri; occupa l’ultimo posto semplicemente a causa della scarsità di film horror che gli Oscar hanno effettivamente riconosciuto. Il lavoro di Darren Aronofsky è stato trascurato dagli Academy Awards per troppo tempo. Il suo brillante studio sul personaggio della ballerina Nina (Natalie Portman nel ruolo che le è valso il riconoscimento come migliore attrice) è riuscito a infilarsi nella categoria del miglior film poco dopo che gli Oscar hanno allargato la categoria a dieci nominati: rimane una rappresentazione terrificante e visceralmente snervante della perdita di identità.

Il sesto senso (1999)

Il sesto senso film dell'orroreIl Sesto Senso è stato il film della svolta per M. Night Shyamalan e lo ha consacrato come il regista dei plot twist per eccellenza. Sebbene la battuta “vedo i morti” sia diventata oggetto di infiniti meme e parodie, il film in sé va ben oltre il semplice finale a trabocchetto. Shyamalan ha usato l’idea di vedere coloro che sono morti come un’agghiacciante esplorazione delle ramificazioni del lutto, riuscendo a intrecciare i momenti spaventosi con un avvincente dramma sui personaggi. Sia Toni Collette che un giovane Haley Joel Osment hanno ricevuto una nomination per il loro eccellente lavoro. Col senno di poi, secondo tanti fan, Il sesto senso è invecchiato molto meglio del vero vincitore del 1999, American Beauty.

Scappa – Get Out (2017)

Scappa - Get Out film dell'orroreGet Out di Jordan Peele non è nemmeno uscito dieci anni fa e si è già affermato come un classico generazionale, ispirando ferventi discussioni sui suoi temi, sulla sua costruzione e sulle diverse interpretazioni del suo finale. Get Out è uno studio essenziale sulla storia del razzismo nell’America post-Obama e sulla falsa idea di un “paradiso post-razziale”. La decostruzione del reale aspetto della discriminazione è molto più efficace di molti dei film realizzati da registi non neri che gli Oscar tendono a candidare (come Green Book). È uno dei pochi film dell’ultimo decennio a essere entrato nella lista dei 100 migliori film mai realizzati stilata dalla rivista Sight & Sound.

Lo squalo (1975)

https://www.cinefilos.it/cinema-news/2012b/lo-squalo-video-dai-contenuti-speciali-del-blu-ray-31004Il 1975 è stato un anno storico per la categoria Miglior Film; nello stesso anno in cui Qualcuno volò sul nido del cuculo vinse il premio, gli altri contendenti erano l’epopea storica sovversiva di Stanley Kubrick, Barry Lyndon, l’avvincente film di rapina di Sidney Lumet, Quel pomeriggio di un giorno da cani, il capolavoro musicale di Robert Altman, Nashville, e uno dei film più terrificanti mai realizzati, Lo squalo di Steven Spielberg. Lo stesso Spielberg era incredibilmente assente dalla cinquina del miglior regista di quell’anno.

Lo Squalo, un vero e proprio film del’orrore, cambiò per sempre l’industria cinematografica. Non solo la sua storica corsa al botteghino (in cui divenne il film di maggior incasso di tutti i tempi) ebbe un impatto sul modo in cui i film venivano distribuiti, ma gli strumenti utilizzati da Spielberg per creare tensione mostrando solo occasionalmente lo squalo stesso ispirarono una generazione di registi a prendere in mano la macchina da presa. Lo Squalo è il motivo per cui il pubblico ha ancora paura di entrare in acqua.

L’esorcista (1973)

l'esorcista film dell'orroreL’esorcista è noto come il film dell’orrore più spaventoso mai realizzato, e per una buona ragione. Il grande regista William Friedkin ha conferito un livello di realismo documentaristico al genere horror che il pubblico americano non aveva mai visto prima; il film stesso era così terrificante che alcuni spettatori manifestarono reazioni fisiche violente. Il vincitore effettivo della categoria Miglior Film di quell’anno, La Stangata, non è ricordato altrettanto bene. L’esorcista fu un tale fenomeno che gli Oscar non poterono ignorarlo; Ellen Burstyn, Jason Miller e Linda Blair diedero interpretazioni così emozionanti da rientrare in tutti gli standard per ricevere le nomination. Il film rimane un classico del genere e uno dei più grandi successi dell’amata carriera di Friedkin.

Il silenzio degli innocenti (1991)

Il silenzio degli innocenti non è solo l’unico film dell’orrore ad aver vinto il premio per il miglior film, ma ha conquistato la “Top Five” con le vittorie nelle categorie di miglior regista (Jonathan Demme), miglior attore (Sir Anthony Hopkins), miglior attrice (Jodie Foster) e miglior sceneggiatura non originale. Il silenzio degli innocenti è un capolavoro di sottigliezza; i giochi mentali che il dottor Hannibal Lector fa alle sue vittime sono uno dei tanti motivi per cui è tra i più grandi cattivi del cinema di tutti i tempi.

Demme ha capito che era necessario avere pazienza per adattare questo particolare capitolo della serie di romanzi di Thomas Harris. Mettendo il personaggio di Clarice Starling nella posizione di aver bisogno dell’aiuto di Lector per trovare un altro serial killer, Demme ha creato un rapporto sorprendente tra i due. È un peccato che Il silenzio degli innocenti sia l’unica inclusione del genere horror nella lista dei vincitori del miglior film, ma non poteva essere una vittoria più meritata.L’es

Tim Burton non è felice della comparsa di Batman e Superman in The Flash

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Come molti di voi già sapranno Tim Burton ha riportato per primo sul grande schermo il Cavaliere Oscuro in Batman del 1989 e in seguito ha realizzato un sequel perfetto con Batman: Il ritorno. In seguito a quel successo insieme allo studios stava pianificando di fare lo stesso con L’Uomo D’Acciaio e aveva scelto Nicolas Cage nello sfortunato film mai realizzato Superman Lives. Il progetto è andato in pezzi molto prima che le riprese potessero iniziare a girare e Supes è rimasto sullo scaffale fino a quando Superman Returns ha tentato di riconquistare la magia di Superman: The Movie (che non ha funzionato e Zack Snyder ha successivamente riavviato l’eroe in Man of Steel del 2013).

Nei momenti finali di The Flash all’inizio di questa estate, Nicolas Cage ha finalmente potuto vestire i panni di Superman per una particolare sequenza in CG che lo ha visto combattere con il ragno gigante presente nella sceneggiatura mai realizzata di quel film e ampiamente discussa. Michael Keaton, nel frattempo, ha assunto un ruolo secondario nei panni del vecchio Bruce Wayne. Parlando di queste esperienza Tim Burton ha recentemente dichiarato al British Film Institute“Quando lavori così a lungo su un progetto e non si realizza, ti influenza per il resto della tua vita. Perché ti appassioni. sulle cose, e ogni cosa è un viaggio sconosciuto, e [Superman Lives] non era ancora arrivato. Ma è una di quelle esperienze che non ti abbandona mai, per un po’.” “Ma riguarda anche un’altra questione dell’intelligenza artificiale, ed è per questo che penso di aver superato questa questione con lo studio”, ha continuato. “Possono prendere quello che hai fatto, Batman o qualsiasi altra cosa, e appropriarsene culturalmente in modo improprio, o come vuoi chiamarlo.” “Anche se sei schiavo della Disney o della Warner Brothers, loro possono fare quello che vogliono. Quindi nei miei ultimi anni di vita, sono in una silenziosa rivolta contro tutto questo.”

Pur non menzionando esplicitamente The Flash, Tim Burton parlando di appropriarsi indebitamente del suo lavoro probabilmente ti dice tutto quello che dobbiamo sapere su come si è sentito nel vedere il suo Superman trasformato in una mostruosità in CG (immaginiamo che non fosse contento nemmeno che la storia del suo Bruce Wayne  continuasse senza di lui). La Warner Bros. originariamente prevedeva che Michael Keaton continuasse a interpretare il Crociato Incappucciato in BatgirlAquaman e il Regno PerdutoBatman Beyond e Crisi sulle Terre Infinite. Tuttavia, la formazione dei DC Studios ha portato alla demolizione “fortunatamente” di questi piani.  Per quanto riguarda Tim Burton, i suoi giorni da film sui supereroi sono probabilmente finiti e immaginiamo che non sia qualcosa sul quale tornerebbe volentieri. Tuttavia, non possiamo fare a meno di pensare cosa sarebbe potuto succedere con Superman Lives.

Ahsoka: l’ultimo episodio potrebbe includere un sorprendente collegamento tra The Mandalorian e Grogu

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Nonostante un ruolo secondario a sorpresa per il Capitano Carson Teva, non ci aspettiamo che nessuno dei  personaggi principali di The Mandalorian appaia in Ahsoka. Anche se siamo sicuri che artisti del calibro di Din Djarin, Sabine Wren, Bo-Katan Kryze e Hera Syndulla alla fine condivideranno lo schermo (probabilmente nel film Star Wars pianificato da Dave Filoni), questa serie non è necessariamente il posto giusto dove aspettarsi che questo possa accadere.

Tuttavia, potrebbe esserci stato un crossover che ci siamo persi tutti martedì scorso. Nei momenti finali di “Shadow Warrior“, Ahsoka Tano e Huyang fanno il salto nell’iperspazio per gentile concessione di Purrgil dopo che l’ex Jedi è riuscito a connettersi con loro attraverso la Forza. La loro destinazione? La galassia in cui sia Ezra Bridger che il Grand’Ammiraglio Thrawn hanno trascorso gli ultimi anni bloccati. Anche se Ahsoka ci ha dato uno sguardo dettagliato ai Purrgil, questa non è la prima volta che li vediamo in live-action. Ciò in realtà è avvenuto durante la premiere della terza stagione di The Mandalorian quando Grogu, viaggiando nell’iperspazio insieme a Din Djarin, li ha avvistati fuori dal finestrino della cabina di pilotaggio del loro caccia stellare.

Molti fan sono ora convinti che ciò che Grogu stava effettivamente vedendo fosse uno scorcio del viaggio di Ahsoka, suggerendo che gli eventi di entrambi gli spettacoli si svolgono più o meno nello stesso periodo (questo spiega la fiducia del Capitano Pellaeon che Thrawn stava per tornare durante quell’incontro con Moff Gideon).  Data la storia di Ahsoka e Grogu, non possiamo escludere che i due abbiano formato una connessione di qualche tipo.

Il fatto che Purrgil sia su Seatos si somma poiché è chiaramente un percorso verso un’altra galassia, ma è possibile che Din e Grogu si siano ritrovati brevemente in una corsia iperspaziale vicina. In alternativa, le balene spaziali potrebbero essere state attratte dalla posizione del Bambino a causa della sua forza nella Forza. È divertente pensare che Ahsoka e The Mandalorian  siano collegati in qualche modo, ma finché non sarà confermato da Lucasfilm, questa rimarrà poco più che una teoria dei fan.

Aquaman 2: James Wan paragona il riavvio di DCU a come “vivere in una casa che viene rinnovata”

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Dopo una serie di flop critici e commerciali, la Warner Bros. Discovery riavvierà presto il DC Extended Universe come il nuovo DCU con una serie di film e programmi TV dei DC Studios che è stato soprannominato “Capitolo 1: Dei e Mostri“.  James Gunn e Peter Safran supervisioneranno questo rilancio, anche se alcune delle decisioni che hanno preso sono già state criticate. Le critiche includono ovviamente le decisioni prese sul casting, con la maggior parte della Justice League destinata a essere sostituita. Nel caso dell’attore di Aquaman Jason Momoa, è opinione diffusa che lascerà il ruolo di Arthur Curry per interpretare Lobo. Questo vorrà dire che probabilmente il franchise si concluderà con Aquaman e il regno perduto di dicembre, una sorpresa considerando il fatto che il film del 2018 ha incassato oltre 1,1 miliardi di dollari. Nelle ultime settimane inoltre si è diffuso l’opinione non verificata che questo sequel ha avute pessime reazioni alle proiezioni test dello studios e per questo abbia ricevuto infinite riprese! 

Durante una recente intervista con Screen Rant, al regista James Wan è stato chiesto il suo pensiero sul riavvio e, sebbene non abbia né elogiato né criticato l’approccio dei DC Studios nel ripristinare questo mondo frammentato, sembra che i cambiamenti abbiano presentato alcune sfide! “Sono consapevole di tutto ciò che accade intorno a me. Voglio dire, uso l’analogia in cui vivo in una casa che viene rinnovata”, dice. “È difficile non essere consapevoli del rinnovamento che sta accadendo intorno a me. Ma la bellezza di Aquaman è che abbiamo sempre progettato questi due film in modo che fossero all’interno del loro mondo. Il vantaggio di non essere agganciati a questo universo più grande è che qualunque cosa accada laggiù non influenza realmente il mio film. Questo film non lo fa.” Non si aggancia a nulla. Vive nel suo mondo. Questo è ciò che abbiamo scoperto che funzionava davvero bene per noi nel primo film, e stiamo facendo esattamente la stessa cosa” ha concluso Wan.  “C’è rumore in giro, ma sono solo nel mio bozzolo, nel mio regno sottomarino.”

Tra le sfide che James Wan ha dovuto affrontare in conseguenza alcambio di regime c’è quella di dover girare di nuovo e quindi rimuovere una scena post-crediti incentrata su Batman e probabilmente qualsiasi altro riferimento che legherebbe questo seguito al DCEU più ampio. Se Aquaman e il Regno Perduto supererà le aspettative a conti fatti, questa iterazione del Re di Atlantide potrebbe emergere anche nel DCU; sfortunatamente, al momento sembra improbabile. Aquaman e il Regno Perduto  uscirà il 20 dicembre.

Harry Potter: David Heyman rivela a che punto è la serie tv!

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Harry Potter: David Heyman rivela a che punto è la serie tv!

Nell’aprile di quest’anno, HBO ha annunciato i piani per un riavvio televisivo live-action della serie di film di Harry Potter, che ovviamente è basata sulla popolare serie di libri fantasy dell’autrice JK Rowling. È stato anche rivelato che il prossimo riavvio presenterà un cast completamente nuovo. Al momento dell’annuncio, Casey Bloys, presidente e amministratore delegato di HBO e Max Content, ha dichiarato: “Harry Potter è un fenomeno culturale ed è chiaro che ci sia un amore e una sete così duraturi per il mondo magico. In collaborazione con Warner Bros. Television e JK Rowling, questa nuova serie Max Original approfondirà ciascuno dei libri iconici che i fan hanno continuato ad apprezzare per tutti questi anni.”

Apparentemente ogni stagione sarà basata su uno dei sette romanzi della Rowling pubblicati tra il 1997 e il 2007, offrendo un’esplorazione più esaustiva del mondo di Harry Potter rispetto a quanto i singoli film abbiano fatto. Recentemente, il produttore David Heyman (che ha anche prodotto tutti i film di Harry Potter) ha fornito un aggiornamento sulla serie TV a Total Film Magazine . ” [Su Harry Potter] Siamo agli inizi. Non abbiamo nemmeno assunto uno scrittore per iniziare a scrivere. È un po’ presto. Ma speriamo che [sarà] qualcosa di molto speciale, che ci dia l’opportunità di vedere i libri e per godersi una serie che esplora i libri più profondamente.

Sembra che la serie televisiva sia ancora lontana, con grande sollievo dei fan di HP che temono che il riavvio arrivi troppo presto. I fan hanno già dimostrato reticenza ad accogliere l’idea che qualcuno da Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson possano interpretare il Golden Trio. Ovviamente, con gli scioperi SAG-AFTRA e WGA in corso, la serie potrebbe assumere solo uno showrunner o registi a meno che HBO non stia pianificando di riempire il nuovo cast esclusivamente con talenti di Equity, che è l’equivalente britannico della gilda americana.

L’ultimo film di Harry Potter, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 , è uscito nel 2011, ma la serie di film ha resistito con successo nel corso degli anni, superando costantemente franchise comparabili nei mercati home video e streaming. Per quanto riguarda la Rowling, che è stata criticata negli ultimi anni per la sua opinione secondo cui le donne trans non sono donne e gli uomini trans non sono uomini, sembra che l’autrice sarà coinvolta come produttrice esecutiva, ma non sarà una delle showrunner e non sembra avrà un input creativo significativo oltre alle decisioni sul casting.

Recentemente, il CEO di Warner Bros. David Zaslav ha dichiarato di ritenere che la società abbia sottoutilizzato IP come DC Comics, Il Signore degli Anelli e Harr

David Heyman , produttore del reboot televisivo di Harry Potter recentemente annunciato per il servizio di streaming Max della HBO, ha appena rivelato a che punto si trova attualmente il progetto.

y Potter. Il riavvio della TV potrebbe essere il primo di una serie di nuovi progetti legati a Potter sviluppati per televisione, film, videogiochi e altri media. Si sta già diffondendo la speculazione sul fatto che la commedia di Broadway, Harry Potter e la maledizione dell’erede sarà il prossimo pezzo di letteratura adattato per il cinema, riunendo il cast originale di Harry Potter .

LOKI: rivelata la durata della premiere della seconda stagione

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LOKI: rivelata la durata della premiere della seconda stagione

Mancano ormai poche settimane alla première della seconda stagione della serie tv LOKI e i Marvel Studios inizieranno presto a promuovere seriamente lo spettacolo. Sembra probabile che un altro trailer, ovviamente, che sarà sicuramente seguito da vari poster e spot televisivi (e forse anche da qualche featurette) arriverà presto. Sfortunatamente, il cast dello show non sarà a disposizione per promuovere il ritorno dello show e non potranno dunque condividere approfondimenti su cosa aspettarsi dai rispettivi personaggi. 

Questp è dovuto allo sciopero SAG-AFTRA in corso e, sebbene Tom Hiddleston sia britannico, è anche un membro del sindacato americano. Di conseguenza, si ritiene che spetterà a Kevin Wright, uno dei produttori esecutivi di LOKI, fare la parte del leone nella promozione della serie Disney+.  Oggi è stato rivelato che il primo episodio della seconda stagione della serie tv LOKI durerà 45 minuti di cui 6 minuti costituiti da titoli di coda.

Questo è più o meno il tempo previsto per molti di questi spettacoli e spetterà a quell’apertura dare il tono a quello che accadrà nel resto della seconda stagione di sei episodi. Non è chiaro se gli episodi dello show verranno inviati alla stampa in anticipo, e avremo la possibilità di vederli e recensirli. E’ probabile che questo non accada per evitare spoiler facciano il giro online prima della première prevista per il 6 ottobre (in ogni caso, avremo la nostra consueta copertura il giorno in cui esce il primo episodio). 

Loki 2, tutto quello che sappiamo sulla seconda stagione

LOKI 2 sarà la “prima seconda stagione in assoluto” dello studio, e che tornerà a raccontare le imprese  del Dio dell’Inganno e dei suoi tentativi di preservare l’integrità del Multiverso. La sinossi ufficiale rilasciata dalla Disney recita: “la seconda stagione di Loki riprende all’indomani dello scioccante finale di stagione, quando Loki si ritrova coinvolto in una battaglia per l’anima della Time Variance Authority. Insieme a Mobius, Hunter B-15 e a una squadra di personaggi vecchi e nuovi, Loki naviga in un Multiverso in continua espansione e sempre più pericoloso alla ricerca di Sylvie, Judge Renslayer e Miss Minutes per comprendere su cosa significhi possedere il libero arbitrio e uno scopo glorioso“.

Tom Hiddleston interpreterà naturalmente il Dio dell’inganno, mentre è confermato anche il ritorno di Owen Wilson e Sophia DiMartino, così come l’arrivo della new entry Ke Huy Quan, reduce dalla vittoria dell’Oscar per Everything Everywhere All at Once. Jonathan Majors tornerà invece nel ruolo di Kang, anche se il suo personaggio non viene citato nel sinossi. La seconda stagione di Loki, infatti, dovrebbe fornire agli spettatori maggiori indizi su quello che sarà il suo futuro nell’MCU. Il debutto della nuova stagione è previsto su Disney+ per il 6 ottobre.

Gears of War: il creatore del gioco commenta il potenziale casting di Dave Bautista come Marcus Fenix

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Il creatore di Gears of War, Cliff Bleszinski, ha rivelato se sarà coinvolto nell’adattamento cinematografico del videogioco e cosa pensa di Dave Bautista che potrebbe recitare nel film per interpretare il protagonista della vicenda videoludica, Marcus Fenix. In un’intervista con ComingSoon, a Bleszinski è stato chiesto se gli è stato chiesto di prendere parte alla produzione del film. Ha rivelato che nessuno lo ha contattato, ma che gli piacerebbe consultarlo e approva il popolare fancasting di Dave Bautista nei panni di Marcus Fenix.

Assolutamente no. Nessuno mi ha contattato ed è strano… Marcus è come Bruce Willis in Die Hard: tutto ciò che tocca sembra trasformarsi in schifezza. Dicevo in passato che non volevo che un wrestler professionista interpretasse Marcus. Ma Bautista è emerso dal circuito del wrestling professionistico, ma ha mostrato la sua capacità di recitare in Blade Runner 2049 e Knock At the Cabin e Guardians of the Galaxy. Ha letteralmente fatto quel cosplay: indossa l’armatura che ha pubblicato sui social media e ha il mio pieno sostegno poiché… la gente mi considera “il padre di Gears”. Non mi piacerebbe altro che prendere in considerazione la consulenza per il film”.

Cosa sappiamo sul film di Gears of War?

Netflix attualmente prevede di adattare Gears of War in un film live-action che sarà seguito da una serie animata per adulti e potenzialmente da ulteriori progetti successivi. La star dei Guardiani della Galassia Dave Bautista è stato  piuttosto esplicito  nel voler essere nel film Gears of War, affermando che la parte del personaggio principale Marcus Fenix ​​è un “ruolo da sogno”, anche se il mese scorso l’attore ha smentito categoricamente qualsiasi coinvolgimento nel film e nel cast. Che dire, non resta che aspettare ulteriori sviluppi! 

Prossime uscite: i film horror più attesi del 2024

Prossime uscite: i film horror più attesi del 2024

Le indiscrezioni sulle nuove pellicole in arrivo nelle sale cinematografiche generano sempre curiosità e un notevole entusiasmo. Il successo ottenuto dai titoli usciti nel 2023 alimenta, infatti, la ricerca di maggiori informazioni tra gli appassionati delle pellicole horror e fantastiche che vogliono conoscere in anticipo alcuni dettagli sulle trame, sugli interpreti e sulle sinossi. Le prossime uscite cinematografiche generano molte aspettative e un considerevole fermento dopo gli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. Per questo, gli amanti dei film horror non vedono l’ora di sapere quali saranno i prossimi titoli in arrivo nei cinema di tutto il mondo. Gli appassionati sono già proiettati verso le prossime uscite e in base alle informazioni disponibili online e alle notizie diffuse dai registi e dai produttori si possono realizzare le prime liste dei film horror da vedere nel 2024. Quali sono le novità in arrivo e cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime uscite cinematografiche? Per rispondere a questa domanda abbiamo selezionato alcuni titoli che si preannunciano più coinvolgenti, originali e paurosi delle pellicole uscite nel 2023. Le indiscrezioni reperibili quotidianamente stuzzicano la curiosità e in questo articolo scopriremo quali sono i film horror 2024 più attesi da vedere al cinema.

Perché i film horror piacciono e riscuotono un considerevole successo nelle sale cinematografiche?

La passione per questo genere è riconducibile ai principali elementi che caratterizzano i film, le ambientazioni e i personaggi delle storie più spaventose. Questo fenomeno viene alimentato dalla curiosità innata degli individui nei confronti delle vicende e delle storie che non hanno un’apparente spiegazione logica. I film horror evocano diverse sensazioni e possono indurre negli spettatori una maggiore curiosità verso l’ignoto con trame avvincenti e coinvolgenti. Non a caso, la paura è un’emozione primordiale che è profondamente radicata in tutte le persone come viene ampiamente dimostrato dalla curiosità generata anche dai casi di cronaca nera. Il cinema ha sfruttato questa predisposizione per stimolare delle reazioni inconsce e proporre delle tematiche alternative. L’immaginario horror rappresenta anche una delle principali fonti d’ispirazione per feste a tema e occasioni speciali come Halloween. I costumi che ricreano le atmosfere dei film più spaventosi e paurosi riscuotono sempre una considerevole popolarità e, per questo, vengono scelti dalle persone che vogliono distinguersi con un vestito in grado di evocare le medesime sensazioni provate al cinema. Un modello destinato a conseguire un notevole successo è, senza dubbio alcuno, l’abito ispirato a Bettlejuice. Secondo numerose indiscrezioni, infatti, il sequel dell’iconico film, uscito nelle sale ben 35 anni fa, sarà uno dei principali film horror da vedere nel 2024. Se adorate le ambientazioni e l’estetica di questo film non perdetevi i migliori costumi di Halloween che vi aiuteranno a ricreare la medesima atmosfera terrificante, paurosa e spaventosa.

Quali sono i principali film horror da vedere nel 2024?

Il prossimo anno si preannuncia ricco di sorprese spaventose e impressionanti in base alle notizie trapelate negli ultimi mesi. Queste preziose informazioni ci aiutano a farci un’idea sui titoli in arrivo nelle sale cinematografiche. Molti registi, infatti, hanno diffuso delle informazioni sui progetti e sulle nuove pellicole che renderanno il prossimo anno indimenticabile, sorprendente e terrificante. Ecco un breve elenco dei film horror 2024 più attesi al cinema:

  • Beetlejuice 2
  • Alien: Romulus
  • Night Swim
  • A quiet place: Day one
  • The Watchers
  • Return to Silent Hill
  • Horrorscope

Vediamo adesso nel dettaglio quali sorprese dobbiamo aspettarci il prossimo anno nelle sale cinematografiche.

Cast, attori, registi e date di uscita dei film horror 2024

Beetlejuice 2 è uno dei titoli più attesi del prossimo anno tra i cinefili che vogliono ammirare l’ultima opera di Tim Burton. Il sequel del film che ha segnato un’intera epoca vanta un cast eccezionale composto da Michael Keaton, Jenna Ortega, Winona Ryder, Williem Defoe e Monica Bellucci. Gli appassionati devono aspettare fino al 16 agosto per scoprire quali sorprese riserva la nuova storia che riprende i personaggi principali del prequel. Il 2024 vedrà anche il ritorno nelle sale cinematografiche dell’alieno creato dalla geniale mente di Ridley Scott. Alien: Romulus è il nuovo titolo della saga che ha rivoluzionato l’immaginario dei film horror e di fantascienza. Il regista Fede Alvarez ha mantenuto un certo riserbo sulla trama e, per questo, non possiamo fornirvi ulteriori dettagli in merito. Night Swim, diretto da Bryce McGuire, uscirà a Gennaio ed è il primo film horror da vedere al cinema con Wyatt Russel e il premio Oscar Kerry Condon tra i principali interpreti. A marzo 2024, invece, è prevista l’uscita di A quiet place: Day one che rappresenta il terzo capitolo di una delle saghe più avvincenti e coinvolgenti del genere horror. The Watcher vede il debutto alla regia di Ishana Shyamalan che raccoglie il fortunato testimone del padre Michael Night Shyamalan con una storia fatta di inseguimenti e fughe da misteriose creature di una foresta irlandese. Tra i principali film horror 2024 c’è anche Return to Silent Hill che uscirà ad Aprile per invertire la rotta intrapresa dai precedenti episodi che hanno sollevato numerose critiche. Horroscope, atteso a giugno nelle sale cinematografiche, è un titolo basato sull’omonimo romanzio di Nicolas Adam che porterà gli spettatori in una storia di terrore adolescenziale con un gruppo di ragazzi che devono affrontare delle situazioni pericolose dopo la lettura di un oroscopo.

Conclusione

La ricerca delle informazioni sui prossimi film horror da vedere al cinema nel 2024 è un’attività divertente e stimolante. Non perdete l’occasione di commentare i nuovi film in uscita, scoprire quali sono le pellicole più attese e quali sono i registi o gli attori coinvolti nei prossimi titoli. Se avete bisogno di spunti per il prossimo Halloween potete visitare anche la sezione dedicata ai costumi per trovare l’ispirazione e scegliere il modello più spaventoso e suggestivo.

Box office: Assassinio a Venezia supera Oppenheimer

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Box office: Assassinio a Venezia supera Oppenheimer

Con l’arrivo nelle sale italiane di Assassinio a Venezia, pellicola appartenente alla serie cinematografica su Hercule Poirot, Oppenheimer abbandona il primo posto nella classifica box office a favore di quest’ultimo. Uscito nei cinema il 14 settembre, Assassinio a Venezia incassa €635.480 al suo primo week end nei cinema, a fronte di un totale di poco più di due milioni di euro. Al secondo posto, invece, il film biografico di Christopher Nolan mantiene dei numeri alti, con un incasso di €369.943 su un totale di quasi 25 milioni di euro dalla sua uscita il 23 agosto.

Al terzo posto ritroviamo The Nun 2, horror sequel di The Nun diretto da Michael Chaves, con un incasso di €261.333 nel solo fine settimana, su un totale di 5 milioni di euro dal suo arrivo nelle sale il 6 settembre.

Box office: il resto della classifica

Al quarto e quinto posto ritroviamo rispettivamente Io Capitano, pellicola drammatica vincitrice di un Leone d’argento e del premio Marcello Mastroianni al festival di Venezia, e Barbie, film diretto da Greta Gerwig con Margot Robbie e Ryan Gosling nei panni dei protagonisti. Io Capitano raggiunge un incasso di €115.292 a fronte di poco più di un milione di euro totali dalla sua prima uscita il 7 settembre. Barbie, invece, incassa €60.678 nel week end, su un totale di quasi 32 milioni di euro dal suo approdo nelle sale il 20 luglio.

Al sesto e settimo posto si stabiliscono Tartarughe Ninja- caos mutante e Jean du Barry- la favorita del re, pellicola diretta da Maïwenn con Johnny Depp. Tartarughe ninja incassa €60.199 su un totale di quasi un milione e mezzo di euro, mentre Jean du Barry raggiunge un guadagno di €43.794 nel fine settimana appena concluso. All’ottavo posto ritroviamo La casa dei fantasmi, remake dell’omonima pellicola con Eddie Murphy, che incassa €43.718 su un totale di 2 milioni e mezzo.

Gli ultimi due classificati sono rispettivamente Il mio amico Tempesta, dramma francese, e The equalizer 3, terzo capitolo della serie cinematografica con Denzel Washington. Il mio amico tempesta incassa €37.039 mentre The equalizer 3 raggiunge un guadagno di €35.855, a fronte di un totale di quasi 2 milioni di euro.

L’era glaciale: tutto quello che c’è da sapere sul film

L’era glaciale: tutto quello che c’è da sapere sul film

Affermatasi come una delle più popolari saghe cinematografiche d’animazione di tutti i tempi, L’era glaciale ha negli anni esteso i propri orizzonti, arrivando ad essere composta da film, serie televisive, cortometraggi, speciali televisivi, attrazioni a tema e videogiochi. Con un guadagno complessivo di oltre 6 miliardi, il titolo è oggi uno dei franchise con il maggior incasso di sempre, e ciò grazie anche al legame sviluppato negli anni con diverse generazioni di spettatori. Il primo film (qui la recensione), distribuito nel 2002, fu l’inizio di questo successo straordinario e ancora oggi è considerato il migliore dei sei film realizzati nel corso del tempo.

Diretto da Carlos Saldanha e Chris Wedge, questo si è contraddistinto tanto per la sua ambientazione ricca di fascino quanto per i personaggi ormai iconici. Ognuno dei protagonisti è infatti dotato di una propria ben definita e riconoscibile personalità, ulteriormente arricchita dalle voci di noti e apprezzati doppiatori italiani, i quali hanno saputo conferire ulteriore carattere ai personaggi. Oltre ciò, L’era glaciale è un racconto che combina al suo interno avventura e comicità, il tutto affrontando tematiche come l’amicizia e il senso di appartenenza, che può generarsi anche in gruppi di esseri apparentemente molto differenti tra loro.

Come noto, il film fu anche il primo prodotto realizzato dalla Blue Sky Studios, fondata dallo stesso Wedge e negli anni specializzatasi nella realizzazione di film d’animazione in grafica computerizzata. Oggi non più in attività, a questa casa di produzione va il merito di aver dato vita ad un film davvero per tutti, ancora oggi ricercato e amato. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, ai personaggi e ai loro doppiatori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

L’era glaciale: la trama del film

Ambientato intorno al 18 mila a.C., nel bel mezzo dell’era glaciale, la storia narra di Manny, un mammuth scontroso, Sid, un bradipo pasticcione, e Diego, un’astuta tigre dai denti a sciabola. Il trio si ritrova loro malgrado a dover collaborare per riportare un piccolo bambino smarrito dalla sua famiglia. Diego, in realtà, all’oscuro dei suoi compagni, li sta conducendo tutti verso una trappola organizzata dal suo branco. Il viaggio, tuttavia, consentirà loro di conoscersi meglio, e i tre finiranno con lo svelarsi a vicenda il proprio passato, spesso doloroso. Sviluppando così un legame, i tre diventeranno un insolito branco, ritrovandosi però ad affrontare pericoli in agguato, in un mondo che va sempre più coprendosi di ghiaccio.

L'era glaciale personaggi

L’era glaciale: i personaggi e i doppiatori

Particolarmente elaborato fu il lavoro per la realizzazione dei personaggi protagonisti. Manny era un personaggio difficile da animare a causa dei suoi attributi, come la lunga pelliccia e le enormi zanne. Avendo a che fare con una creatura che all’epoca era apparsa di rado nell’animazione, il team doveva inoltre capire come si sarebbe mosso in modo realistico. Per Sid gli animatori si sono invece presi alcune libertà. Sebbene come noto i bradipi siano animali lenti e rigidi, a lui è stata assegnata una rapidità elevata in alcune scene, oltre a una gamma di movimenti più flessibile. Diego, infine, ha rappresentato la sfida maggiore, poiché doveva sia possedere velocità di movimento ma allo stesso tempo poter sfoggiare le sue espressioni facciali.

Il cast vocale dei film si compone di noti nomi tanto per il doppiaggio americano quanto per quello italiano. Famosissima è divenuta, in particolare, la voce del bradipo Sid. In Italia questi è doppiato dall’attore Claudio Bisio, mentre la voce originale è di John Leguizamo. Per doppiare il personaggio, questi ha guardato numerosi documentari di Discovery Channel sui bradipi, arrivando a provare oltre 30 varietà di voci diverse. Scelse infine quella che desse l’impressione che il personaggio parlasse con del cibo nelle guance, pratica di immagazzinamento realmente tipica dei bradipi.

Per doppiare il mammut Manny, furono considerati numerosi noti attori, come Pierce Brosnan, Robert De Niro e Johnny Depp. La parte fu però affidata all’attore Ray Romano, noto per i suoi ruoli televisivi. In Italia il personaggio è invece doppiato da Leo Gullotta. Per la voce della tigre Diego, è invece popolare il doppiaggio svolto da Pino Insegno, in quello che è uno dei suoi personaggi ormai più iconici. Con il lavoro svolto per il primo film si è infatti aggiudicato il nastro d’argento per il miglior doppiaggio maschile nel 2003. Per la voce originale del personaggio furono invece considerati gli attori Antonio Banderas, Anthony Hopkins e Ralph Fiennes, ma il ruolo venne infine assegnato a Denis Leary.

L’era glaciale: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di L’era glaciale grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Disney+, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 16 settembre alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

Manodopera: recensione del film in stop-motion

Manodopera: recensione del film in stop-motion

L’animazione stop-motion, ovvero quella tecnica che consiste nello scattare un fotogramma dopo l’altro, muovendo i burattini davanti alla macchina da presa, si sta affermando sempre di più, film dopo film e oggi è finalmente considerata una tecnica valida per raccontare storie sul grande schermo, al pari delle altre forme di animazione come quella disegnata o quella in CG. Sono passati ormai trent’anni da quel settembre 1993, quando, alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Tim Burton presentò in anteprima mondiale Tim Burton’s Nightmare before Christmas, opera meravigliosa che avrebbe risvegliato dall’oblio una tecnica antica quanto il cinema ma relegata nell’ombra, per essere considerata macabra, di difficile fruizione e soprattutto non adatta ai bambini. Tanti sono stati i titoli che anno dopo anno si sono aggiunti, riaffermando la validità di un mezzo che permette di evocare sensazioni al cinema.

Manodopera, nuovo arrivato nella famiglia della stop-motion

Ultimo arrivato, solo in termini di tempo, è un piccolo meraviglioso film intitolato Manodopera, immaginato e diretto da Alain Ughetto, un animatore francese di origini italiane, autore di diversi cortometraggi e del lungometraggio Jasmine del 2013, candidato nello stesso anno all’European Film Awards come miglior film d’animazione.

Manodopera è ambientato in Piemonte agli inizi del Novecento, ai confini con la Francia e racconta la storia dei nonni dell’autore, della loro difficile vita e della speranza di un’esistenza migliore. I protagonisti, Luigi Ughetto e sua moglie Cesira, prendono la difficile decisione di varcare le Alpi, passare il confine e insediarsi con tutta la famiglia in Francia, lavorando come operai nel cantiere del traforo del Sempione, sobbarcandosi di un lavoro massacrante, pericoloso e appena sufficiente al sostentamento.

L’autore si balocca nel giocare abilmente con la finzione, le sue mani fabbricano i piccoli set e i tanti oggetti che li arricchiscono, interagiscono con i burattini e si ingegna a mettere in scena un continuo scambio tra mondo reale e i ricordi in scala ridotta. Immagina un dialogo con la nonna, struggente, poetico, estremamente sincero. La finzione dichiarata dei materiali è una scelta vincente e diventa un espediente narrativo geniale. Il cartone ondulato diventa tenace legno da segare, il polistirolo simula la roccia tagliente e pericolosa della montagna, i trucioli si trasformano in fieno e gli alberi sono dei broccoletti acquistati al mercato.

Nel film si parla di una vita difficile, incerta, della fatica, della fame, della malattia e della morte, sempre con grande sensibilità, mai cadendo nel pietoso o nella tentazione di ottenere facili sentimentalismi.

Un titolo dal significato doppio

La manodopera del titolo italiano ha dunque una duplice valenza, indica il pesante lavoro svolto dagli emigranti, ma è anche un riferimento diretto al sapore artigianale del film, alla costruzione sullo schermo di ogni dettaglio di un microcosmo evocativo, che per una magia singolare risulta più vero del vero, comunicando informazioni visive degne di un documentario o di un filmato d’epoca.

Il titolo originale francese è invece Interdit aux chiens et aux Italiens, ovvero ‘Vietato ai cani e agli italiani’, sicuramente più duro, diretto e rappresentativo della reputazione e del trattamento razzista i nostri connazionali erano destinati a subire.

Alain Ughetto racconta “Noi tutti conserviamo dei ricordi di nostro padre, di nostra madre, un po’ dei nostri nonni, ma poi poco altro: tutto il resto appartiene alla Storia. La mia idea era quindi quella di tornare indietro nel tempo, intrecciando la mia memoria familiare ed intima con l’evocazione storica.” E ancora “Nella mia famiglia, quando eravamo seduti a tavola, mio padre raccontava sempre che in Italia, in Piemonte, c’era un paese chiamato Ughettera, dove tutti gli abitanti si chiamavano Ughetto, come noi. Quando mio padre morì, decisi di andare a controllare. Esisteva per davvero: Ughettera, la terra degli Ughetto! La mia ricerca iniziò quel giorno di nove anni fa e, con essa, nacque anche la storia di questo film.

Un lavoro tecnico molto valido

L’animazione è tecnicamente molto valida, dal sapore artigianale dichiarato, come già detto, ma sempre fluida, funzionale, anche nelle scene con tanti personaggi e azioni complesse da gestire con burattini da muovere fotogramma per fotogramma. Peccato per il gesticolare reiterato, tipico dell’idea delle movenze di una certa italianità esagerata e macchiettistica, che stona con attori in carne e ossa e non aiuta a sostenere un approccio reale, seppure simulato in animazione. Ma è un piccolo dettaglio, sicuramente perdonabile per questo piccolo gioiello animato.

Le musiche sono di Nicola Piovani e contribuiscono a donare fascino e poesia al racconto, essendo intrise della dolce malinconia evocativa che sempre caratterizza le partiture del compositore premio Oscar.

Manodopera è stato premiato con il ‘Prix du jury’ al Festival internazionale del film d’animazione di Annecy del 2022 e con l’European Film Awards per il miglior film d’animazione sempre nel 2022. In occasione della proiezione nel film nelle sale italiane è stata allestita la mostra ‘Vietato ai cani e agli italiani’ presso il MEI, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova, che rimarrà visitabile fino 24 settembre. L’esposizione permette di ammirare una serie di valigie di cartone, simbolo degli emigranti italiani, nelle quali sono allestiti piccoli set con i personaggi del film.

Poesia e memoria a passo uno

Manodopera è un piccolo manufatto cinematografico, prezioso e sentito, ma da guardare e gustare con la giusta predisposizione, è poesia e memoria a passo uno. Rappresenta certamente un ulteriore importante tassello per l’affermazione e la diffusione dell’animazione stop-motion, ma rischia purtroppo di essere schiacciato o frainteso di fronte a colossi animati spettacolari realizzati con questa tecnica e sempre più diffusi.

Patagonia: recensione di una storia italiana di libertà

Patagonia: recensione di una storia italiana di libertà

Spazi più sognati che esplorati, due personaggi ricchi di sfaccettature, una storia capace di sfidare su più livelli, l’altro mondo che Simone Bozzelli ha messo nel suo Patagonia – in sala dal 14 settembre, grazie a Vision Distribution – è qualcosa di talmente semplice da non poter non nascondere di più. “Un’illusione di libertà”, come la chiama il regista, o “un gioco di forza e dipendenza” che all’ultimo Festival di Locarno aveva conquistato il Premio Ecumenico delle Chiese riformate e la Chiesa cattolica in Svizzera. Anche per la tensione creatasi tra Andrea Fuorto e Augusto Mario Russi, così diversi e insieme simili a quello che molti vivono nel proprio quotidiano.

Ragazzi perduti, in Abruzzo

Loro, i due protagonisti. Con Yuri, ragazzo rinchiuso in una vita senza scintille da una zia che lo tratta come un bambino, che trova in Agostino, un girovago già uomo ma con lo spirito di un ragazzino, la spinta ad andarsene e a lasciarsi dietro una gabbia di troppo amore e un noioso paese della costa abruzzese. Reclutato come assistente da ‘Ago’, animatore di feste di compleanno per bambini, sale sul suo camper e inizia una vita nomade. On the Road, tra Agostino e Yuri nasce un rapporto ambiguo fatto di premi e punizioni e la promessa di un viaggio nella terra del fuoco, in Patagonia. Ma prima bisogna lavorare, guadagnare. A lavorare, però, è sempre più Yuri, soprattutto quando Agostino spegne il camper in un villaggio improvvisato dove è sempre festa a suon di techno. Così per Yuri la Patagonia diventa sempre più lontana. E il rapporto con Agostino sempre più claustrofobico, come le pareti di quel camper.

Neverland, tra Teramo e la Patagonia

“Seduttore e un po’ sbruffone, avventuroso e travolgente”, così Bozzelli definisce Peter Pan, esplicitamente evidenziando la connessione tra il protagonista senza tempo del capolavoro di James Matthew Barrie con l’Agostino dell’esordiente Augusto Mario Russi, figura ingombrante, onnipresente, a tratti molesta, intorno al quale tutto ruota e che tutto muove, nel bene e nel male.

Ma c’è di più in questa sorta di ammaliante e ambiguo mangiafuoco che attrae il giovane e – inevitabilmente – innocente “Rapagnetta Yuri” di Andrea Fuorto (L’arminuta, War – La guerra desiderata). I due offrono una prova notevole, in combinata, orchestrati dal regista, che a loro si affida, trascinandoli dalle coste di Silvi Marina (Teramo) e Montesilvano (Pescara) alla Black Rock City de noantri allestita in una cava della Magliana.

Territori che da subito oppongono la loro durezza – e di un dialetto che abbisogna di sottotitoli – al candore spaesato del giovane, per troppo tempo chiuso in una gabbia che lo proteggesse dal mondo, per il quale non sembrava adatto. E con il quale, evidentemente, voleva confrontarsi. A ogni costo. Confusamente, in maniera scomposta, come anche il film mostra, con un andamento diseguale – voluto o meno, poco importa – e una (forse troppo) lunga e ridondante parte centrale.

Amore e dipendenza, Amore è dipendenza

Tutto è però propedeutico a quel che sarà: Per Ago, che con il fuoco tenta di alleggerire il peso dell’esistenza e delle relazioni senza riuscire a liberarsi delle radici che rispuntano nel suo sogno di libertà, per Yuri, che abituato a dipendere da qualcuno e a non essere abbastanza conquista gradualmente la forza di decidere da solo di voler subire anche le punizioni più ingiuste, e per gli spettatori. Che il film sottopone a diverse prove – molestie fisiche e psicologiche comprese – prima di ricompensare con un finale che giustifica le vessazioni, la perdita della speranza, dell’innocenza, il rischio di esser passati dal vivere rinchiusi in una famiglia tradizionale a un camper malmesso. Per una volta, la scuola della strada – e dell’arte di strada – tanto citata a sproposito dal popolo della rete, acquista corpo, e dignità. E offre spunti di riflessione sui concetti di libertà e dipendenza, anche nella fissità esasperata di certe sequenze, nell’accettazione del dolore e del male come reagente o dell’attesa di un Godot che stavolta potremmo essere noi.

Natalie Portman pensa che l’idea di uno “sguardo femminile” sia “riduttiva dell’individualità delle donne”

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Natalie Portman potrebbe essere una femminista schietta e co-fondatrice di una squadra di calcio guidata da donne (Angel City FC), ma non crede nel cosiddetto “sguardo femminile“. In un’intervista con Vanity Fair France per il numero del decimo anniversario della rivista, rilasciata prima dello sciopero del SAG-AFTRA, Natalie Portman ha sostenuto che “dire che una regista donna ha uno sguardo particolare è riduttivo dell’individualità e dei punti di vista delle donne“. L’attrice laureata ad Harvard ha anche affermato che il genere non è un fattore nella scelta dei progetti. “Le registe donne dovrebbero avere le stesse opportunità dei loro colleghi uomini. Ma l’esperienza di lavorare con un regista ha a che fare con l’individuo e non ha nulla a che fare con il genere“, ha detto Natalie Portman.

La Portman, che si è recentemente trasferita a Parigi con il marito Benjamin Millepied e i loro due figli, ha parlato anche del suo prossimo progetto “May December”, diretto da Todd Haynes. In “May December” (che ha coprodotto tramite la sua etichetta MountainA), Portman interpreta Elizabeth Berry, una famosa attrice che si prepara per un ruolo che si reca a Savannah per incontrare Gracie (Julianne Moore), un personaggio vagamente ispirato a Mary Kay Letourneau. Durante il suo soggiorno, Elizabeth sviluppa sentimenti ambivalenti nei confronti di Gracie e del marito trentenne Joe, con il quale ha iniziato ad avere una relazione quando lui aveva 13 anni. Parlando dell’approccio non giudicante di Haynes all’argomento polemico del film, Portman ha detto che “ha una conoscenza approfondita del comportamento umano. I suoi personaggi femminili sono complessi e multidimensionali”.

La Portman è stata anche interrogata da Vanity Fair France sulla sua esperienza al debutto cinematografico all’età di 11 anni in “Leon: The Professional” di Luc Besson. Nel thriller interpreta Mathilda, un’orfana di 12 anni, che sviluppa un legame romantico con un sicario (Jean Reno). Anche se a maggio è stata citata dal The Hollywood Reporter  dicendo che c’erano “alcuni aspetti a dir poco imbarazzanti” nel film, ha detto alla rivista francese che ha ricordi felici delle riprese. Tutti mi trattavano come un bambino e si prendevano cura di me. Ogni giorno era come il mio compleanno“, ha detto Portman. “Leon: The Professional”, tuttavia, non è stato inserito nel tributo a Portman al Deauville Film Festival lo scorso fine settimana.

Jessica Chastain rivela che a Michael Franco è stato suggerito di non ingaggiarla per Memory

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Jessica Chastain ha ottenuto recensioni stellari ai Festival di Venezia e Toronto per la sua interpretazione in “Memory” di Michel Franco, ma il ruolo forse non si sarebbe mai materializzato all’attrice se Michel Franco avesse ascoltato qualche consiglio sbagliato. Parlando con IndieWire, Jessica Chastain e Michel Franco hanno rivelato che lui era stato avvertito che lei sarebbe stata “un incubo e una diva” con cui lavorare dopo aver vinto l’Oscar come migliore attrice. Jessica Chastain è andata a girare  “Memory” poco dopo aver vinto l’Oscar per “Gli occhi di Tammy Faye”. Poiché a volte ho fatto cose più grandi e ho ricevuto molta attenzione negli ultimi tempi, [c’è stata l’idea] che non sarei stata interessata a stare su un set senza una roulotte“, ha detto Jessica Chastain. “Abbiamo vinto gli Oscar e io li ho vinti per ‘Tammy Faye’. Subito dopo mi sono presentato sul set per fare “Memory“. Michel ha detto che molte persone gli hanno detto: “Oh, Jessica lascerà il tuo film perché ha appena vinto un Oscar“.

Oppure che arriverà e diventerà un incubo e una diva“, ha aggiunto Franco. “Ho detto loro che non ne sapete neanche la metà. Lei è l’opposto. Si presenterà soddisfatta, felice e sarà produttiva. La gente ha tanta paura degli attori. Non so perché. Il modo peggiore per avvicinarsi a un attore o a qualsiasi persona è avere paura, e se indichi la direzione sbagliata allora sì, tutti i tuoi incubi diventeranno realtà”. Michel Franco ha detto che coloro che lo hanno messo in guardia sono rimasti scettici nei confronti della Chastain. “Erano tutti perplessi”, ha detto. “Ad esempio, cosa faremo con questa attrice vincitrice dell’Oscar? Non sto facendo un film per essere coccolato“, ha aggiunto Jessica Chastain a IndieWire . “Se voglio farmi coccolare, vado in una spa. Sto facendo un film per lavorare ed essere creativo. Non ho bisogno di sedermi da solo in una roulotte”.

Jessica Chastain  non aveva una roulotte per “Memory” e si è anche pettinata da sola e ha scelto i vestiti del suo personaggio. Nel film interpreta Sylvia, un’assistente sociale e alcolizzata che diventa la badante di un vecchio compagno di scuola superiore affetto da demenza (interpretato da Peter Sarsgaard, che ha vinto il premio come miglior attore a Venezia per la sua interpretazione).

Marvel Studios: I lavoratori degli effetti visivi votano all’unanimità per la sindacalizzazione con IATSE

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Con una mossa storica, i lavoratori degli effetti visivi dei Marvel Studios hanno votato all’unanimità a favore della sindacalizzazione con l’lliance of Theatrical Stage Employees (IATSE) in un’elezione tenuta dal National Labor Relations Board (NLRB), ha annunciato mercoledì la società. Ciò segna la prima volta che un’unità composta esclusivamente da lavoratori VFX si unisce al sindacato IATSE. I lavoratori dei Marvel Studios inizialmente hanno presentato domanda per le elezioni il 7 agosto, e i voti sono stati espressi e raccolti tra il 21 agosto e l’11 settembre. Durante il conteggio del 12 settembre, tutti i voti erano a favore della sindacalizzazione con IATSE e zero erano contrari.

Oggi, i lavoratori VFX dei Marvel Studios hanno parlato con una voce unanime e collettiva, chiedendo una retribuzione equa per le ore lavorate, assistenza sanitaria, un ambiente di lavoro sicuro e sostenibile e rispetto per il lavoro che svolgono“, Mark Patch, organizzatore VFX per IATSE , si legge in un comunicato. “Non potrebbe esserci una dichiarazione più forte che evidenzi la schiacciante necessità per noi di continuare il nostro lavoro e portare tutele e standard sindacali a tutti i lavoratori VFX in tutto il settore. E non potrebbe esserci esempio più forte del coraggio e della solidarietà di questi lavoratori del fatto che ognuno di loro dichiari ‘sindacato SÌ!‘”

Il voto arriva in un momento in cui i film Marvel, come il tiepido “Ant-Man and the Wasp: Quantumania” di quest’anno e altri blockbuster ricchi di effetti speciali, come “Spider-Man: Across the Spider-Verse”, sono stati sotto accusa per il grande carico di lavoro e le scadenze ravvicinate imposte ai team VFX. Finora, i Marvel Studios sono l’unico team VFX interno sindacalizzato con IATSE, ma lo staff VFX di Walt Disney Pictures si è recentemente trasferito a sindacalizzare a fine agosto. Si tratta di un evento storico e sono felice di farne parte“, ha dichiarato Thomas Barnard, coordinatore VFX della Marvel. “Questo non solo cambierà radicalmente il gioco aumentando la qualità della narrazione attraverso il nostro lavoro, ma sarà anche un enorme passo avanti nel prenderci cura delle persone non celebrate che hanno contribuito a costruire l’industria.”

Il prossimo passo per il sindacato è quello di impegnarsi in negoziati di contrattazione collettiva con i dirigenti dei Marvel Studios al fine di redigere un contratto che soddisfi le esigenze dei lavoratori. Al momento le date delle trattative devono ancora essere fissate. Il voto per la sindacalizzazione arriva nel mezzo degli scioperi in corso di WGA e SAG-AFTRA, mentre le corporazioni continuano a cercare contratti equi con l’Alleanza dei produttori cinematografici e televisivi. Il conteggio di oggi dimostra che la richiesta senza precedenti di sindacalizzazione in nuovi settori dell’industria dell’intrattenimento è molto reale“, ha affermato il presidente internazionale di IATSE Matthew D. Loeb. “A questi lavoratori degli effetti visivi, mi congratulo con voi per la vostra storica vittoria. Il vostro coraggio, determinazione e unità sono un faro per i lavoratori non solo del VFX, non solo dell’intrattenimento, ma dei lavoratori di ogni settore in questo paese e oltre. Inizierai i negoziati con Marvel e Disney con il pieno appoggio e supporto della nostra forte alleanza di 170.000 persone. La tua lotta è la nostra battaglia”.

Hugh Jackman e sua moglie Deborra-Lee Furness si separano

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Hugh Jackman e sua moglie Deborra-Lee Furness si separano

Arriva una brutta notizia per i fan della coppia “normale” Hugh Jackman e sua moglie Deborra-Lee Furness, secondo quanto abbiamo appreso nelle ultime ore l’attore australiano e sua moglie hanno annunciato la loro separazione, dopo 27 anni di matrimonio. “Abbiamo deciso di separarci per perseguire il nostro sviluppo personale“, hanno spiegato in una dichiarazione congiunta alla rivista People. Nel comunicato unico la coppia ha detto di aver “avuto la fortuna di vivere quasi tre decenni insieme, come marito e moglie, in un matrimonio meraviglioso e amorevole. Stiamo intraprendendo questo nuovo capitolo con gratitudine, amore e gentilezza“, hanno aggiunto i due ex.

I due attori si sono conosciuti nel 1995 sul set della serie ‘Corelli’ e si sono sposati un anno dopo. All’epoca Deborra-Lee Furness si era già fatta un nome come attrice – in particolare con il suo ruolo di motociclista vendicativa in ‘Shame’ -, mentre Hugh Jackman era ancora una giovane matricola fresca di studi d’arte drammatica.  Hugh Jackman ha ora 54 anni, Deborah-Lee Furness 67. La coppia ha due figli: Oscar di 23 anni e Ava di 18. “La nostra famiglia è stata e sarà sempre la nostra più grande priorità”, hanno ricordato i due attori nella loro nota stampa. Da anni la coppia appare regolarmente sui tappeti rossi di tutto il mondo. Ad aprile Hugh Jackman ha celebrato il loro 27mo anniversario di matrimonio su Instagram. “Ti amo così tanto. Insieme abbiamo creato una bellissima famiglia. La tua risata, il tuo spirito, la tua generosità, il tuo umorismo, la tua impertinenza, il tuo coraggio e la tua lealtà sono un dono incredibile per me“, ha scritto l’attore alla moglie.

Hugh Jackman sarà prossimamente nuovamente nei panni di Wolverine nell’annunciato e attesissimo Deadpool 3, che lo vedrà al fianco del protagonista Ryan Reynods.

Paul Dano ha trascorso due giorni e “70 o 80 riprese” per la scena finale di The Batman

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In un nuovo profilo su Paul Dano pubblicato da The Guardian, il regista di The Batman, Matt Reeves, ha confermato di aver filmato “70 o 80 riprese” dello scontro finale tra l’Enigmista e Batman nel suo cinecomics DC di successo del 2022. Paul Dano ha interpretato il ruolo del cattivo del film al fianco di Robert Pattinson. Il film ha ottenuto recensioni entusiastiche ed è stato un successo al botteghino con 771 milioni di dollari in tutto il mondo. Un sequel uscirà nel 2025. Paul ama fare molte riprese, così come me“, ha detto Matt Reeves. “Abbiamo impiegato due giorni per la scena finale tra lui e Robert Pattinson nei panni di Batman. Dobbiamo aver fatto facilmente 70 o 80 riprese. Paul ama esplorare. È ossessivo in quel modo.”

C’erano tutti questi momenti nei panni dell’Enigmista in cui veniva solleticato da qualcosa e poi andava su tutte le furie. Non sapevi mai da una ripresa all’altra dove sarebbe arrivato quel cambiamento“, ha continuato Reeves. “Stavo seduto lì con le cuffie, cercando di soffocare le risate perché faceva sempre qualcosa di sorprendente. Paul mi chiedeva: ‘Era pazzesco? Era troppo?” Direi: ‘No, è fantastico. Facciamone un altro.” Paul Dano si è guadagnato elogi per la sua interpretazione dell’Enigmista. Reeves ha rivelato l’anno scorso che per una scena che richiedeva a Dano di registrare la sua voce quando si sentiva l’Enigmista al telefono, l’attore ha registrato 200 riprese. [Paul Dano] dice: ‘OK, lasciami provarne uno in cui sono fuori dalla telecamera e infilo la testa dentro. Fammi provare uno in cui sono già seduto lì‘”, disse Reeves in quel momento. “Sta dirigendo questo spettacolo teatrale individuale su un iPhone… È stata la vertigine che mi ha davvero colpito. Chiamando a gran voce il tempo che passa, come se fosse un conduttore di un quiz televisivo. Era così inventivo e creativo. È anche molto critico con se stesso”.

Dato che l’Enigmista di Paul Dano ha concluso The Batman imprigionato accanto al Joker (Barry Keoghan), è probabile che possa apparire nel sequel del film. “The Batman – Parte 2” uscirà il 3 ottobre 2025 da Warner Bros.

The Batman – Parte 2: tutto quello che sappiamo sul film

Quando è stata annunciata la nuova lista DCU, James Gunn ha confermato che i film di Reeves rimarranno separati dalla DCU, quindi questo film, insieme al sequel Joker: Folie à Deux di Todd Phillips, sarà considerato un racconto di “Elseworlds”. Finora si sa poco della trama di The Batman – Parte 2, anche se è certo che Robert Pattinson tornerà nei panni del Cavaliere Oscuro protagonista. Il primo film ha preso introdotto il Joker e lasciato vivo l’Enigmista imprigionato ad Arkham, quindi uno o entrambi questi iconici antagonisti potrebbero tornare nel nuovo film.

Si avrà poi un spin-off Il Pinguino, personaggio interpretato da Colin Farrell e presente in The Batman. Se anche The Batman – Parte 2 dovesse avere successo, è probabile che si decida di espandere ulteriormente tale universo narrativo, includendo nuovi personaggi e nuovi villain, magari con opere a loro interamente dedicate. Al momento, oltre al ritorno di Il Pinguino e dell’Enigmista di Paul Dano, per The Batman – Parte 2 si vocifera che i villain possano essere il Joker brevemente interpretato da Barry Keoghan nel primo film e Clayface.

Aquaman 2: James Wan sul ruolo ridotto di Amber Heard, “il sequel non ha mai dato priorità a Mera”

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Sulla scia del debutto del primo atteso trailer di Acquaman 2, che si intitolerà Aquaman e il Regno Perduto, il regista James Wan ha parlato con Entertainment Weekly di molte delle voci che circolano sul sequel DC. Il film è stato attenzionato da notizie che hanno raccontato di una disastrosa post-produzione che presumibilmente ha incluso tre cicli di nuove riprese mentre il film si trovava nel bel mezzo della revisione esecutiva dei DC Studios, che ora è stata affidata a James Gunn e Peter Safran. I due Co-CEO stanno guidando un nuovo universo DC al di fuori di quello per cui è stato concepito “Acquaman 2”. In merito al film il regista ha commentato: “La cosa difficile all’inizio era non sapere se ‘Aquaman’ sarebbe uscito prima o dopo [‘The Flash‘]. Quindi, dovevamo solo essere preparati”, ha detto Wan. “Alla fine, la cosa migliore che direi di questo film è che non è collegato in alcun modo a nessuno di quei film. Questa è la conclusione.”

I rapporti affermavano che attori di Batman come Ben Affleck e Michael Keaton sarebbero stati coinvolti nelle riprese di “Aquaman 2“, ma sarebbero apparsi anche in “The Flash“. Ciò significa che Wan non ha avuto bisogno di utilizzare Batman dopo tutto dai tempi di “The Flash”? “Questo è un ‘no comment’, in questo momento”, ha detto. “Dovrai aspettare che esca il film.” Secondo Entertainment Weekly, Wan non ha contestato l’affermazione secondo cui James Gunn “ha avuto un peso” sul sequel di “Aquaman” ora che è a capo dei DC Studios, ma James Wan ha aggiunto: “Conosco James da molto tempo, giusto? Siamo ragazzi dell’horror e quindi sono decisamente aperto alle idee. Ma, alla fine, questo è il mio film”. Wan ha anche insistito sul fatto che le riprese di “Aquaman 2” non erano diverse da quelle di qualsiasi altro importante film di Hollywood. “Abbiamo grandi attori in questo film, e il programma di tutti è davvero duro“, ha detto. “Quindi abbiamo dovuto suddividere il nostro programma di riprese in sezioni. Gireremo un po’ qui adesso, perché questo attore è disponibile, e poi faremo un’altra ripresa adesso, perché questo ragazzo è disponibile. Le persone dicono, ‘Oh, stanno facendo un sacco di riprese diverse!’ No. Se li combinassimo tutti insieme, in realtà non sarebbe un numero così elevato di giorni”.

Il ruolo di Amber Heard è stato ridotto in Aquaman 2?

A James Wan è stato chiesto anche di Amber Heard, che interpreta Mera nella serie di film a fumetti. Durante il processo per diffamazione del 2022 che coinvolge Johnny Depp, la Heard ha affermato in tribunale che la Warner Bros. “non voleva includermi” nel sequel di “Aquaman” a causa delle conseguenze del suo divorzio da Depp. Ha detto che il suo ruolo nel sequel è stato “ridotto” e le scene d’azione sono state “tolte”. Secondo Wan, tuttavia, il sequel non è mai stato pensato per concentrarsi su Mera e Aquaman come aveva fatto il primo film nel 2018. Ha detto che “Aquaman 2” ha sempre dato priorità alla relazione di Aquaman con il suo malvagio fratellastro, Orm (Patrick Wilson), rispetto al rapporto con Mera.

L’ho sempre proposto a tutti fin dall’inizio“, ha detto Wan. “Il primo ‘Aquaman’ era il viaggio di Arthur e Mera. Il secondo film sarebbe sempre stato Arthur e Orm. Quindi, il primo era un film d’azione-avventura romantico, il secondo è un film d’azione-avventura di bromance. Lasceremo le cose a questo”.

Ci sarà un potenziale Aquaman 3? 

Per quanto riguarda un potenziale terzo film di “Aquaman”, Wan ha confermato che “abbiamo messo a punto alcune cose nel secondo film a cui potrete sicuramente attingere in un terzo”. Tuttavia, Wan ha sottolineato di non avere piani o storie per “Aquaman 3” in questo momento. Dirigerebbe? “Non lo so”, ha detto. “Questo film ha assorbito così tanto della mia vita, così tanto del mio tempo, tutto ciò a cui riesco a pensare ora è prendermi una lunga pausa.””Aquaman e il Regno Perduto” uscirà nelle sale il 20 dicembre da Warner Bros.

Il Colore Viola: un nuovo video anticipa il tocco moderno del nuovo musical

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Warner Bros. ha rilasciato un nuovissimo video di Il Colore Viola (The Color Purple) il suo prossimo adattamento cinematografico del pluripremiato musical di Broadway. L’arrivo nelle sale è previsto per il 25 dicembre 2023. La featurette mostra il cast e i produttori tra cui Oprah Winfrey, Halle Bailey, Ciara, Taraji P. Henson e altri mentre discutono di ciò che il pubblico può aspettarsi di vedere dal film. Prende in giro anche la svolta moderna del regista Blitz Bazawule al classico film di Steven Spielberg del 1985.

Il film è incentrato sulla straordinaria sorellanza di tre donne che condividono un legame indissolubile. Segue Celie e altre donne afroamericane nel sud degli Stati Uniti negli anni ’30 e le loro lotte contro il razzismo e la vita nella classe sociale inferiore. Celie fatica anche a trovare la sua identità dopo aver subito abusi da parte di vari uomini nella sua vita nel corso degli anni.

Warner Bros. Pictures vi invita a vivere la straordinaria storia di amicizia e fratellanza di tre donne che condividono un legame indissolubile in Il Colore Viola (The Color Purple). Questa audace rivisitazione dell’amato classico è diretta da Blitz Bazawule (“Black Is King”, “The Burial of Kojo”) e prodotta da Oprah Winfrey, Steven Spielberg, Scott Sanders e Quincy Jones. Sono protagonisti de “Il Colore Viola”, Taraji P. Henson (“What Men Want – Quello che gli uomini vogliono”, “Il diritto di contare”), Danielle Brooks (“Peacemaker”, “Orange Is the New Black”), Colman Domingo (“Ma Rainey’s Black Bottom”, “Fear the Walking Dead”), Corey Hawkins (“In the Heights”, “BlacKkKlansman”), H.E.R. (“Judas and the Black Messiah”, “La Bella e la Bestia: 30° Anniversario”), Halle Bailey (“La sirenetta”, “Grown-ish”), Aunjanue Ellis-Taylor (“Una famiglia vincente – King Richard”, “Se la strada potesse parlare”) e Fantasia Barrino (al suo debutto in un lungometraggio).

La sceneggiatura di Il Colore Viola (The Color Purple) è di Marcus Gardley (“Maid”, “The Chi”), basata sul romanzo di Alice Walker e sul musical teatrale e il suo conseguente libro di Marsha Norman. Musiche e testi sono a cura di Brenda Russell, Allee Willis e Stephen Bray. I produttori esecutivi sono Alice Walker, Rebecca Walker, Kristie Macosko Krieger, Carla Gardini, Mara Jacobs, Adam Fell, Courtenay Valenti, Sheila Walcott e Michael Beugg. Ad affiancare il regista Blitz Bazawule dietro la macchina da presa è il team composto dal direttore della fotografia Dan Laustsen (“John Wick 4”, “La forma dell’acqua – The Shape of Water”), lo scenografo Paul Denham Austerberry (“The Flash”, “The Twilight Saga: Eclipse”) e il montatore Jon Poll (“Bombshell – La voce dello scandalo”, “The Greatest Showman”). Le coreografie sono di Fatima Robinson (“Il principe cerca figlio”, “Dreamgirls”) e i costumi di Francine Jamison-Tanchuck (“Emancipation – Oltre la libertà”, “Quella notte a Miami… …”).

I supervisori musicali sono Jordan Carroll (“The Greatest Showman”, “Godfather of Harlem”) e Morgan Rhodes (“Space Jam: New Legends”, “Selma – La strada per la libertà”); le musiche sono di Kris Bowers (“Una famiglia vincente – King Richard”,”, “Green Book”) e i produttori esecutivi musicali sono, Nick Baxter (“Babylon”, “CODA – I segni del cuore”), Stephen Bray (“Respect”, “Juanita”) e Blitz Bazawule. Warner Bros. Pictures presenta, una produzione Harpo Films, Amblin Entertainment, Scott Sanders e QJP, “Il Colore Viola”. Il film sarà distribuito nelle sale italiane da Warner Bros. Pictures nel 2024.

Apple sospende gli accordi con i produttori, tra cui Natalie Portman e Adam McKay

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Apple è diventata l’ultima società di intrattenimento a sospendere ulteriori accordi complessivi e first-look questo mese, poiché lo sciopero della WGA sta superando la soglia dei quattro mesi e mezzo. Come nel caso delle altre recenti sospensioni di Disney, NBCUniversal, Warner Bros. TV e CBS Studios, ad essere colpiti sono i produttori che non scrivono e che attualmente non forniscono servizi a causa degli scioperi in corso di WGA e SAG-AFTRA. Secondo Deadline che tra i pochi accordi sospesi ci sono quelli con la MountainA di Natalie Portman, la società che ha formato con la produttrice Sophie Mas, e la Hyperobject Industries di Adam McKay. Un rappresentante di Apple ha rifiutato di commentare.

Numerosi accordi di alto profilo dello streamer con produttori non-scrittori sono ancora in corso mentre stanno lavorando su progetti, tra cui Playtone di Tom Hanks e Gary Goetzman, che è dietro la prossima serie Apple Masters of the Air. Anche a Martin Scorsese, che ha firmato un contratto cinematografico e televisivo con lo streamer nel 2020, è stato impegnato a finire e promuovere il suo prossimo film di Apple Killers of the Flower Moon.

Le sospensioni della Disney, annunciata all’inizio di questa settimana, includevano accordi con Gina Rodriguez e gli ex membri del cast di ThIs Is Us Justin Hartley, Milo Ventimiglia e Mandy Moore presso 20th Television, Yara Shahidi e Marc Webb presso ABC Signature così come Hiro Murai, Billy Porter e Stacey Sher presso Produzioni FX. Gli studi forniranno gli stipendi agli assistenti interessati fino alla fine del 2023 e ai dirigenti dello sviluppo fino alla prima settimana di ottobre.

L’elenco delle sospensioni di WBTV  includeva nomi importanti  come Greg Berlanti, Bill Lawrence e Mindy Kaling. Gli  studi NBCUniversal – sia cinematografici che televisivi – hanno sospeso i patti  per Broadway Video di Lorne Michaels e Seven Bucks Prods di Dwayne Johnson, tra gli altri. I CBS Studios hanno sospeso gli accordi con aziende come Stage 29 di Phil McGraw e Franklin Entertainment di DeVon Franklin. Lo studio continuerà inoltre a pagare gli stipendi agli assistenti associati ai contratti a termine sospeso fino alla fine del 2023.

Gli studi televisivi hanno avviato la prima ondata di sospensive degli accordi generali e di first-look – principalmente con gli sceneggiatori – all’inizio di maggio, a pochi giorni dall’inizio dello sciopero della WGA. Ci sono state più sospensioni negli ultimi due mesi poiché sempre più produttori hanno terminato il lavoro sugli spettacoli nel mezzo di una chiusura della produzione del settore.

Saw X: una clip rivela l’uso terrificante della trappola per gli occhi

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Una nuova clip di Saw X rivela per cosa Jigsaw sta usando l’orribile trappola per gli occhi presente nei trailer del film. Condivisa esclusivamente da Bloody Disgusting, la clip di Saw X vede un custode dell’ospedale svegliarsi legato a una sedia. Attaccati ai suoi occhi ci sono due lunghi tubi di plastica, mentre altri dispositivi meccanici sono legati attorno alle sue dita. Jigsaw/John Kramer dice all’uomo che ha 60 secondi per girare un quadrante cinque volte, e ogni volta che lo fa gli si rompe un dito. Se non riesce a completare l’incarico, i tubi attaccati ai suoi occhi gli faranno perdere la vista. Saw X è il nuovo horror del franchise di successo SAW che vedrà il ritorno di Tobin Bell nei panni dell’iconico personaggio Jigsaw/John Kramer

Il regista ha anche notato che spera di mantenere il titolo provvisorio di Saw X come nome del film, sottolineando che “torna alle radici di ciò che rende Saw così speciale”. Ha poi elogiato l’intero cast, inclusa la star di ritorno Tobin Bell, così come altri che hanno lavorato al film. “Spero che potremo usare il titolo Saw X perché questo capitolo torna davvero alle radici di ciò che rende Saw così speciale per me e per tutti gli altri che amano la saga di John Kramer“, ha detto Greutert. “Grazie di cuore a tutto il cast, non tutti quelli che posso nominare qui ma inclusi Tobin Bell, Shawnee Smith, Synnøve Lund, Steven Brand, Renata Vaca… e tutti gli altri che hanno contribuito a realizzare tutto questo, così come i produttori Mark Burg, Oren Koules, Ulrich Maier, Erick Ahedo e Lionsgate per avermi affidato questa bestia sputa sangue di una storia. Questo è un giorno incredibile per me, non vedo l’ora che il mondo veda il film finale“.

L’ultimo film di Saw, Spiral, è stato scritto da Josh Stolberg e Pete Goldfinger e diretto da Darren Lynn Bousman, che in precedenza aveva diretto  Saw II,  Saw III e  Saw IV. Il film è stato generalmente considerato una delusione, con il progetto che ha ricevuto recensioni contrastanti e ha incassato solo circa $ 40 milioni al botteghino. Saw X uscirà negli USA il 29 settembre 2023.

Dicks: The Musical, la data di uscita del musical è stata posticipata

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Secondo DeadlineA24 ha deciso di posticipare la data di uscita della sua prossima commedia Dicks: The Musical, dopo la sua anteprima mondiale al Toronto International Film Festival del 2023. Originariamente previsto per l’uscita nelle sale il 29 settembre, il film musical è stato posticipato di una settimana e ora arriverà in sale selezionate il 6 ottobre. Questo sarà seguito dalla sua ampia distribuzione il 20 ottobre.

Di cosa parla Dicks: The Musical?

“Non esiste business paragonabile a quello dello spettacolo, eccetto forse il business della vendita di setole e spazzole per robot aspirapolvere, un’industria spietata che contrappone quotidianamente venditori ‘eterosessuali sicuri’ come Craig e Trevor l’uno contro l’altro“, si legge nella sinossi di TIFF . “Ma prima che Craig possa infilare un tubo nella bocca di Trevor e aprire l’acqua, questi due sbruffoni dal c***o grosso arrivano alla sorprendente consapevolezza di essere fottutamente gemelli identici cresciuti separati fin dalla nascita”. Fortunatamente, queste sono le condizioni perfette per organizzare una trappola genitoriale vecchio stile, e così la coppia si scambia le vite per ripristinare il nucleo familiare che è stato loro negato a lungo. Ma può ancora sbocciare l’amore tra la loro eccentrica madre, che è così vecchia, e il loro padre nascosto, che è ossessivamente preoccupato dai ragazzi delle fogne cannibali e umanoidi che vivono nel sottosuolo?

Dicks: The Musical è basato sul musical off-Broadway intitolato F***ing Identical Twins di Josh Sharp e Aaron Jackson, che recitano anche nell’adattamento cinematografico. Insieme a Sharp e Jackson ci sono Megan Thee Stallion , Nathan Lane, Megan Mullally e Bowen Yang. Questo segna il debutto come attore del rapper vincitore del Grammy. Il film è diretto da Larry Charles  e si basa su una sceneggiatura scritta da Sharp e Jackson. Contiene musica originale di Sharp, Jackson e Marius de Vries. e Carlo Santa Lucia.

Yellowstone 5: Kevin Costner ha chiesto di tornare nella serie tv!

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Il conflitto in corso tra Kevin Costner e i produttori di Yellowstone ha registrato un’altra sorprendente puntata. Come molto di voi ricordano, l’uscita di Kevin Costner da Yellowstone nei panni di John Dutton è stata ampiamente segnalata e persino affrontata dal diretto interessato e dal creatore della serie Taylor Sheridan. Tuttavia, un nuovo rapporto di Puck afferma che Kevin Costner ha espresso interesse a tornare nella serie di successo per la quinta stagione e oltre.

Perché Kevin Costner vuole tornare a Yellowstone?

Secondo Matthew Belloni di Puck, Taylor Sheridan ha completato le sceneggiature per la seconda metà della quinta stagione che non includevano il Dutton di Kevin Costner. Dopo aver appreso questa notizia, i rappresentanti di Kevin Costner hanno contattato Taylor Sheridan e Paramount, per considerare l’interesse per un potenziale ritorno allo show. “Avevo sentito che i rappresentanti di Costner stavano invitando Sheridan e Paramount a considerarlo per la 5B e forse per le stagioni 6 e 7“, ha scritto Belloni nella sua newsletter.

Sheridan era disposto a riportare Kevin Costner nella quinta stagione di Yellowstone e ha parlato con l’attore di un potenziale ritorno a luglio. Ma il ritorno di Kevin Costner includeva un elenco di richieste, tra cui un aumento di stipendio, un programma di riprese ridotto e “il diritto di rivedere, approvare e potenzialmente porre il veto su ogni sceneggiatura di Sheridan“. Sheridan, che scrive ogni episodio, non ha accettato il veto. Il rapporto menzionava come “ora sia più probabile che Kevin Costner non ritornerà” a Yellowstone. Se il patriarca Dutton verrà ucciso fuori dallo show, ciò dovrà essere approvato da Costner, che ha una clausola di “morte morale” nel suo contratto, secondo Belloni. Questa clausola significa che il personaggio non può essere ucciso in modi “che causerebbero vergogna o imbarazzo a John Duttone, implicitamente, a Costner e alla sua famiglia”.

Recentemente lo stesso attore ha dichiarato durante l’udienza di divorzio che sta affrontando con la moglie che “probabilmente andrà in tribunale per poter tornare nella serie tv” per questo. Nelle prime dichiarazioni pubbliche di Costner sulla sua improvvisa partenza e sulla fine della serie con la quinta stagione, l’attore ha indicato oggi sul banco dei testimoni che probabilmente farà causa per come sono andate le cose. Durante la sua testimonianza di oggi, Costner ha detto apertamente che “probabilmente andrà in tribunale” per la sua uscita da Yellowstone, secondo molteplici rapporti e fonti. Se Costner dovesse intraprendere una causa per la sua partenza da Yellowstone, gli imputati probabilmente sarebbero i produttori 101 Studios e la società madre della Paramount Network, Paramount Global.

Rispondendo a un’ulteriore domanda da parte dell’avvocato della sua ex moglie Christine Baumgartner, John Rydell, se gli fosse stato offerto di fare la sesta stagione, Costner ha anche detto che era “complicato”, secondo un rapporto di Fox News sull’udienza, con i commenti dell’attore confermati da Deadline. da fonti vicine alla questione. “Abbiamo negoziato“, ha detto Costner, sottolineando che gli erano stati offerti 24 milioni di dollari per realizzare le stagioni 5, 6 e 7. “C’erano problemi a livello creativo“, ha detto riguardo ai colloqui con il creatore del franchise Taylor Sheridan e i produttori. “Ho provato a rompere l’impasse. Se ne sono andati”. Costner in realtà è stato pagato per la quinta stagione di Yellowstone, di cui finora è stata girata solo la prima metà degli episodi. Sulla base del suo compenso, sembra che i 24 milioni di dollari a cui l’attore si riferiva oggi in tribunale riguardassero solo la sesta e la settima stagione.

Come riportato da Deadline esclusivamente a febbraio , il nocciolo della questione riguardava i disaccordi tra i produttori e Costner sui programmi delle riprese. Fonti dell’epoca riferirono a Deadline che l’attore, che originariamente si era limitato a 65 giorni di riprese a Yellowstone, voleva ridurre l’impegno solo 50 giorni per la prima parte della quinta stagione. Per il secondo lotto di episodi, la Stagione 5B, che deve ancora essere girata e che ora segnerà il capitolo finale della serie, Costner voleva dedicare solo una settimana alle riprese.  Costner, che ha vinto il premio come miglior attore in una serie drammatica ai Golden Globes a gennaio per Yellowstone, sta dirigendo e interpretando il film epico western in più parti Horizon, che ha scritto insieme a Jon Baird. Il film, prodotto da Warner Bros e New Line, è attualmente in postproduzione.

A un certo punto, volevano cambiare le cose“, ha detto Costner oggi in aula. “Volevano fare 5A e 5B; [esso] ha influenzato Horizon. Avrei fatto il mio film Horizon e avrei lasciato quello show, avrei fatto il mio film, poi avrei fatto B. Uno spettacolo che facevo solo una volta all’anno, ora lo facevo due volte. La Paramount ha annunciato a maggio che Yellowstone si concluderà con la stagione 5B e sarà seguita da un sequel senza titolo del creatore della serie Sheridan e delle società di produzione 101 Studios e MTV Entertainment Studios. Non è chiaro se l’attore, che è anche produttore esecutivo di Yellowstone, sia seriamente intenzionato a intentare una causa per licenziamento illegittimo o se questo faccia parte di manovre legali durante le sue sempre più aspre procedure di divorzio.

The Morning Show – Stagione 3: recensione dei primi due episodi della serie Apple TV+

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Jennifer Aniston torna alla conduzione di The Morning Show – Stagione 3, la serie Apple TV+, come Alex Levy. In questa nuova stagione rivediamo la troupe al completo: Reese Witherspoon è Bradley Jackson e insieme a Billy Crudup come Cory Ellison e Julianna Margulies nei panni di Laura Peterson completano il cast. Una stagione che abbraccia gli argomenti di grande attualità così come le precedenti. Se, infatti, nella scorsa stagione al centro di tutto c’era il COVID-19, in The Morning Show si parla di tecnologia, acquisizioni, elezioni politiche. Sembra quasi di essere in un episodio di Succession solo senza Logan e la famiglia Roy al completo.

La trama di The Morning Show – Stagione 3

In questi primi due episodi di The Morning Show 3 lasciamo i protagonisti dove li avevamo lasciati. Alex conduce l’edizione delle news della mattina e si sta preparando a volare nello spazio a bordo di una navicella spaziale turistica, mentre il proprietario miliardario della tecnologia, Paul Marks (interpretato da Jon Hamm) sta negoziando l’acquisto della rete insieme a Cory. Nel giro di poco cogliamo uno dei riferimenti all’attualità: un miliardario che cerca di acquisire un’importante azienda che si occupa di comunicazione. Avvenuto tutto alle spalle di Alex, la giornalista fa saltare la trasmissione all’ultimo minuto, costringendo Bradley a lanciarsi in orbita senza alcun addestramento o preparazione precedente.

Al personaggio interpretato da Reese Witherspoon è lasciata l’edizione della sera a cui cerca di dare un’identità ben precisa nello stile giornalistico d’assalto per il quale è diventata famosa. Ma anche se possiede diverse libertà deve continuare a far fronte alla censura che il network le mette davanti quando vuole parlare di argomenti di attualità rilevanti. Bradley è stata in prima linea all’assalto al Campidoglio nel 2021 e mentre la sua vita privata va in mille pizze, lasciando intendere che qualcosa di scandaloso e importante sia successo nella sua vita, la giornalista viene premiata per il suo lavoro.

The Morning Show 3 Billy Crudup, Reese Witherspoon e Jon Hamm

Tra finzione e realtà

L’arrivo del personaggio di Jon Hamm non lascia molti dubbi su quella che sarà una stagione concentrata sì sull’attualità e grandi e importanti eventi che scuotono l’opinione pubblica degli Usa ma anche su una lotta per il controllo dell’azienda e sul suo futuro. Succession lo ha spiegato bene: ci sono accordi sottobanco e pugnalate alle spalle, chi cambia bandiera in base a dove soffia il vento e chi invece giocherà il suo gioco in solitaria. Due episodi di The Morning Show 3 sono ancora troppo poco per comprendere l’andamento delle storie in corso ma per quel poco che abbiamo visto la serie non si allontana molto dal suo problema principale: troppe storie, troppa carne al fuoco senza centrare mai davvero il focus, fatta eccezione per la prima stagione.

Il risultato, soprattutto in questi due episodi, è un guazzabuglio di storie, di stili e di generi dove trovare il bandolo della matassa è davvero complicato. The Morning Show – Stagione 3 è allo stesso tempo critica alla società americana, critica al sistema politico, alle istituzioni, ai poteri forti, il tutto condito con note velatamente mistery e thriller. Abbandonando il lato che l’ha resa un punto di forza del palinsesto di Apple TV+, il lato più The Newsroom, la serie ha perso parte della sua identità. Il cambiamento è sacrosanto ma bisogna anche scegliere una linea narrativa e seguirla. Questo aspetto rispecchia anche e soprattutto la caratterizzazione dei personaggi soprattutto quello Bradley che appare senza uno scopo.

The Morning Show 3 Greta Lee e Karen Pittman

Il potere è donna

Abbracciato però questo nuovo lato di The Morning Show – Stagione 3 gli aspetti positivi che la serie mette in scena sul piccolo schermo sono comunque fonte continua di riflessione. Pensiamo alla relazione complicata tra Alex e Bradley nella prima stagione. Tra alti e bassi le due hanno reso la trama avvincente all’inizio. Poi però la serie si è divertita a trovare una zona franca tra le due, il rapporto lavorativo ha preso una piega diversa e così anche quello personale. Adesso Alex e Bradley sono due amiche e confidenti che nel tempo libero parlato di tappezzeria e arredamento per la casa. I loro continui scambi di battute è quello che fin da subito ha convinto di The Morning Show, e anche quello che mancava dalla seconda stagione.

Quasi la stessa dinamica si è poi riflessa su tutte le protagoniste femminili della serie che hanno tutte una posizione di potere. La stessa amicizia tra Mia e Stella è sorprendente ma non inaspettata. D’altro canto, The Morning Show parlando fin da subito delle tematiche femminista ha posto l’accento sui toni della serie. Il problema della serie è quello di mettere tante storie sul tavolo e talvolta concentrarsi su quelle sbagliate. Ma questo è solo l’inizio, i primi due episodi – su dieci – sono disponibili su Apple TV+ e l’uscita seguirà il rilascio settimanale.