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Mute, prossimo film di Duncan Jones, distribuito da Netflix

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Mute, prossimo film di Duncan Jones, distribuito da Netflix

Come vi abiamo già annunciato (qui), Duncan Jones è ora al lavoro su Mute, il film che aveva in programma daoltre dieci anni e che, con l’avvento di Warcraft L’Inizio, è diventato una graphic novel, prima di trasformarsi a tutti gli effetti in un film, al momento in produzione.

È notizia recente che Mute non può essere progetto più diverso per Jones rispetto al precedente lavoro, dal momento che questo film verrà distribuito da Netflix, la piattaforma di streaming on line a pagamento, che è arrivata quest’anno anche in Italia. Un cambiamento che permetterà al regista di Moon non solo di prendersi i tempi e gli spazi necessari, ma che lo riporterà anche a una dimensione indipendente che ha dimostrato saper sfruttare molto bene.

Mute: Duncan Jones pubblica il primo concept, nel film riferimenti a Moon

Nelle ultime informazioni che abbiamo in merito al film, sappiamo che i protagonisti saranno interpretati da Paul Rudd e Alexander Skarsgard.

Scritto da Jones e Mike Johnson, il film verrà prodotto da Stuart Fenegan della Liberty Films. Nel progetto saranno coinvolti anche Sam Rockwell, già splendido protagonista di Moon, e Clint Mansell,  per la colonna sonora.

Ambientato a Berlino tra 40 anni, Mute è incentrato su Leo Beiler (Skarsgard), un barista muto che ha solo una ragione per vivere, ma ora è sparita. Quando la ricerca della ragazza da parte di Leo lo costringe ad addentrarsi fin nelle viscere della città, una strana coppia di chirurghi americani (guidata da Rudd) sembra l’unico indizio ricorrente, e Leo non riesce a capire se i due potrebbero essere utili o se dovrebbe temerli.

Fonte: SR

Mute di Duncan Jones da Febbraio su Netflix

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Mute di Duncan Jones da Febbraio su Netflix

Dopo anni di produzione e delle riprese passate sotto silenzio, l’ambizioso Mute di Duncan Jones uscirà direttamente su Netflix a partire dal prossimo Febbraio.

A darne conferma è lo stesso regista di Moon, che su Twitter rivela che il film sarà disponibile dal prossimo mese.

Mute, prossimo film di Duncan Jones, distribuito da Netflix

Scritto da Jones e Mike Johnson, il film verrà prodotto da Stuart Fenegan della Liberty Films. Nel progetto saranno coinvolti anche Sam Rockwell, già splendido protagonista di Moon, e Clint Mansell,  per la colonna sonora. Nel cast del film Paul Rudd, Alexander Skarsgard e Justin Theroux.

Ambientato a Berlino tra 40 anni, Mute è incentrato su Leo Beiler (Skarsgard), un barista muto che ha solo una ragione per vivere, ma ora è sparita. Quando la ricerca della ragazza da parte di Leo lo costringe ad addentrarsi fin nelle viscere della città, una strana coppia di chirurghi americani (guidata da Rudd) sembra l’unico indizio ricorrente, e Leo non riesce a capire se i due potrebbero essere utili o se dovrebbe temerli.

Mustang: trailer italiano del film di Deniz Gamze Ergüven

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Mustang: trailer italiano del film di Deniz Gamze Ergüven

Ecco il trailer in italiano di Mustang, film acclamato dal pubblico e dalla critica di Cannes e Toronto. Mustang sarà il candidato agli Oscar per la Francia come Miglior Film Straniero.

Ambientato in Turchia, Mustang è un dramma contemporaneo che esplora le differenze tra religione e laicità, tradizione e modernità, attraverso la storia di cinque adolescenti che vivono in un remoto villaggio del paese. In particolare, la macchina da presa segue le vicende della più giovane delle cinque, la tredicenne Lale, raccontando i suoi tentativi di prendere le distanze dal destino che la sua famiglia ha riservato a lei e alle sue sorelle.

mustang_posterNel cast del film Günes Sensoy, Doga Zeynep Doguslu, Elit Iscan, Tugba Sunguroglu, Ilayda Akdogan, Nihal G. Koldas, Ayberk Pekcan, Bahar Kerimoglu.

Presentato alla XII edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, Mustang, diretto dalla regista Deniz Gamze Ergüven, arriverà nelle sale il 29 ottobre.

Mustang: recensione del film di Denis Gamze Erguven

Mustang: recensione del film di Denis Gamze Erguven

Mustang – Turchia, giorni nostri. In uno sperduto paesino sul Mar Nero a centinaia di chilometri da Istanbul, Lale (Gunes Nezihe Sensoy) e le sue quattro sorelle maggiori vivono con la nonna e lo zio, orfane di entrambi i genitori. Un giorno, tornando da scuola, si intrattengono con dei compagni a giocare sulla spiaggia, qualche vicino di casa le osserva e dice tutto alla nonna. Scandalo nel paese. La nonna  e lo zio, preoccupati per l’onorabilità delle fanciulle, decidono di recluderle in casa che diventa per loro una vera e propria prigione dove dedicarsi unicamente a corsi di economia domestica. Il passo successivo è trovar loro immediatamente marito così inizia la penosa ricerca di matrimoni combinati a cui le ragazze non possono sottrarsi.

Mustang è il primo lungometraggio della giovane regista turca Denis Gamze Erguven, vincitrice di un pardo al Festival di Locarno nel 2006 con il suo corto Bir Damla su (Une goutte d’eau) sezione Pardi di domani. Questo suo primo lungo, che verrà presentato al Festival di Roma, e che già si è fatto notare a quello di Cannes, è un lavoro fortemente autobiografico in quanto nella storia di Lale e delle sue quattro sorelle troviamo molto della storia personale della regista nata ad Ankara. Mustang è il nome dei bellissimi cavalli selvaggi dalla lunga criniera e dall’indole focosa, così come focoso e indomabile è il temperamento delle cinque bellissime eroine che la regista ha scelto per la sua storia. Cinque giovani donne cui lunghi capelli, come le criniere dei mustang, sono accarezzati dal vento, immagine simbolo di quella libertà per cui esse combattono unite, come fossero una persona sola.

La loro battaglia è contro assurde convenzioni sociali di un piccolo paese che rappresenta il volto più conservatore di una Turchia che si sforza di liberarsi da antichi legami morali e religiosi. Una Turchia che, all’infuori della capitale vista come una meta lontana e irraggiungibile, è purtroppo ricaduta in un’ortodossia religiosa e sociale che ha nelle donne l’elemento più sacrificato. Lale, una bravissima e sorprendente Gunes Nezihe Sensoy, al suo esordio da attrice, interpreta la più piccola ma anche la più combattiva delle cinque sorelle, colei che per ultima si arrenderà a quel sistema che pretende di decidere della sua vita al posto suo.

Mustang è un film di denuncia, mai crudo ma comunque dal forte impatto emotivo, che mira a smascherare l’ipocrisia di queste assurde convenzioni dietro le quali si nasconde lo squallore e l’abuso, di cui queste donne sono oggetto, perpretato proprio da chi vorrebbe difendere la loro moralità. Mustang è anche un film sull’amore, quello vero e intensissimo che lega le cinque sorelle, così come sulla speranza che non deve mai venir meno, perchè in un mondo dove tutti sembrano esserti nemici qualcuno disposto a tenderti una mano può sempre arrivare.

Musical famosi: 10 film da rivedere e da cantare

Musical famosi: 10 film da rivedere e da cantare

Mamma Mia! Ci risiamo (dal 27 novembre in DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD e Digital), con la partecipazione del cast originale del primo film e molti nuovi attori tra cui Lily James e Jeremy Irvine (Meryl Streep e Pierce Brosnan da giovani), Andy Garcia e la magnifica Cher nel ruolo della “nonna”, è un viaggio fra passato e presente (il film è allo stesso tempo prequel e sequel), fra amicizia e famiglia.

Ambientato nell’isola greca di Kalokairi con le atmosfere solari esaltate dal sottofondo musicale delle memorabili canzoni degli Abba (da “Dancing Queen” a “Fernando”, da “Super Trouper” a “Waterloo”) il film è l’occasione perfetta per un excursus nelle trasposizioni dei musical per il grande schermo. Ecco le dieci da non perdere.

Chicago (2002)

Ambientato negli anni ’20 (la famosa “Chicago anni ’20), il film ispirato all’omonimo musical del 1975 e diretto da Rob Marshall (Memorie di una Geisha, Pirati dei Caraibi – Oltre i Confini del Mare) racconta il mondo della musica e del crimine di quell’epoca con un taglio estremamente al femminile. Renée Zellweger e Catherine Zeta-Jones sono bravissime in scena sia che recitino o che ballino, e non è da meno Richard Gere che interpreta un avvocato pieno di fascino. Vincitore di 6 OscarChicago ha in “Funny Honey” e “Nowadays”  due delle sue migliori canzoni.

Tutti Insieme Appassionatamente (1965)

Il musical diretto da Robert Wise (già regista di West Side Story) in cui Julie Andrews interpreta un’istitutrice appassionata di musica che si prende cura dei 7 figli di un ufficiale in pensione (Cristopher Plummer). Successo più di pubblico che di critica (al tempo dell’uscita il film è diventato il più alto incasso cinematografico di tutti i tempi). il lungometraggio ha la sua forza assoluta nella meravigliosa colonna sonora composta da Richard Rodgers e Oscar hammerstein II e che è ancora una delle più memorabili e più vendute con oltre 20 milioni di copie. Da ascoltare la title song “The Sound of Music”:

A Chorus Line (1985)

Trasposizione cinematografica del musical del 1975, il film diretto da Richard Attenborough (regista di Ghandi e attore in Jurassic Park) mette in scena la storia di un corpo di ballo impegnato a preparare un musical sotto la direzione di Zach, un sempre deciso e severo Michael Douglas. “Surprise, Surprise”  ha ricevuto la nomination all’Oscar come migliore canzone originale

Rocky Horror Picture Show (1975)

Considerato un cult assoluto, Il Rocky Horror Picture Show, tratto dallo spettacolo teatrale del 1973 scritto da Richard O’Brien (Interprete del personaggio di Riff Raff nel lungometraggio) è sempre stato un simbolo di trasgressione. Nonostante al momento dell’uscita abbia avuto risultati non del tutto soddisfacenti, il film deve il suo successo alle proiezioni di mezzanotte dove che proseguono tuttora. La canzone della colonna sonora da ricordare è “The Time Warp”

West Side Story (1961)

Ispirato al musical di Broadway del 1957 e basato sulla pièce teatrale di ShakespeareRomeo e Giulietta”, West Side Story è stato premiato con 10 Oscar su 11 nomination (record assoluto per un musical). Diretto da Robert Wise e con protagonisti  Richard Beymer e Natalie Wood (per le parti erano stati considerati anche Burt Reynolds, Anthony Perkins e Audrey Hepburn) entrambi doppiati nelle parti cantate. La colonna sonora, composta da Leonard Bernstein e Stephen Sondheim, autori anche della versione teatrale, è stata in parte riarrangiata e cambiato l’ordine di alcune canzoni. Da ascoltare su tutte “Maria” e “Somewhere”:

My Fair Lady

Basato sull’omonimo musical di Lerner e Loewe, a sua volta ispirato alla pièce Pigmalione di George Bernard Shaw, il film musicale del 1965 di George Cukor (regista anche di E’ nata una stella con Judy Garland) racconta la storia di una giovane fioraia (Audrey Hepburn) che si scontra con un professore di fonetica (Rex Harrison) convinto ad ogni costo di insegnarle a parlare nel modo corretto per introdurla nell’alta società.

Nella versione originale proprio la voce della Hepburn è stata considerata inappropriata  per cantare e così è stata doppiata da Marni Nixon. My Fair Lady ha vinto 8 Oscar e memorabile è rimasta la canzone “La rana in Spagna gracida in campagna” (in originale “Rain in Spain”).

Jesus Christ Superstar (1973)

La rock opera del 1970 scritta dalla premiata ditta Lloyd Webber-Tim Rice è stata trasposta per il grande schermo da Norman Jewison (Rollerball, Stregati dalla Luna). La storia verte su una compagnia teatrale che vuole mettere in scena “La Passione di Cristo” nel deserto. Il film è stato molto apprezzato da Papa Paolo VI che lo ha definito “il miglior veicolo per condurre le persone verso il cristianesimo”. Dei numerosi numeri musicali “Heaven on their Minds” cantata da Carl Anderson, interprete di Giuda.

Hairspray (2007)

Nel mondo dei film tratti dai musical, “Hairspray” è un caso del tutto particolare. Il musical di Broadway del 2002 a cui è ispirato è infatti stato scritto sulla base del film originale di John Waters del 1988. Nel lungometraggio, che affronta il problema dell’integrazione (siamo agli inizi degli anni ’60), Tracy è una giovane studentessa in sovrappeso che ha il sogno di partecipare a un dance show televisivo. Nel cast in cui sono presenti Michelle Pfeiffer, Zac Efron, Cristopher Walken spicca John Travolta in versione en travesti nella parte della madre della protagonista. “You can’t stop the beat”  e “Without love” sono le due canzoni della colonna sonora da ascoltare.

Grease (1978)

Grease”, ispirato all’omonimo musica del 1971, è andato in produzione alla fine del 1976.  John Travolta, con una carriera in grande ascesa dopo il successo de “La Notte del Sabato Sera”, scelto come protagonista ha suggerito il regista Randal Kleiser e gran parte del cast, inclusa Olivia Newton-John che al tempo era nota solo al popolo del country.

Da qui è nato uno dei musical più cult della storia del cinema. Nel 1978 la colonna sonora è stato l’album più venduto, secondo solo alla già citata “Febbre del Sabato Sera”. Scegliere le canzoni più rappresentative non è semplice ma “Greased Lightnin’” e “Summer Nights” sono certamente due pietre miliari.

Evita (1996)

Andrew Lloyd-Webber e Tim Rice, autori di moltissimi musical, hanno composto “Evita”, storia della vita della nota First lady argentina, nel 1976 e l’hanno messa in scena nel 1978. Con la loro collaborazione Alan Parker (“Fuga di Mezzanotte, “Mississippi Burning”, “Angel Heart”) nel ’96 ha realizzato la versione cinematografica dopo numerosi tentativi falliti (uno di questi da parte di Oliver Stone).

Poiché Michelle Pfeiffer, prima scelta per la parte principale, abbandonò la produzione per portare avanti la sua seconda gravidanza, il ruolo della protagonista fu affidato a Madonna, che si era proposta a Parker in una appassionata lettera. Per questo ruolo Madonna ha dovuto fare numerose lezioni di canto per affrontare le difficoltà dello spartito. Nella colonna sonora una canzone su tutte: “Don’t Cry for Me Argentina”.

Musica: trailer del film con Camila Mendes in arrivo su Prime Video

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Prime Video ha diffuso il trailer di Musica, il nuovo film comedy Prime Video, dalla mente di Rudy Mancuso con Camila Mendes, Francesca Reale e J.B. Smoove – in streaming su Prime Video dal 4 aprile.

Commedia romantica non tradizionale che si muove al suo ritmo contagioso, Música ha come protagonista la star online Rudy Mancuso, che ha basato il film sulle sue esperienze personali e ne è anche regista, co-sceneggiatore, compositore e coreografo.

La trama di Musica

Rudy Mancuso, un giovane artista di strada carismatico ma senza direzione del quartiere Ironbound di Newark, ha una visione unica del mondo. Grazie a una rara condizione chiamata sinestesia, vive i rumori quotidiani – dai clacson delle auto alle gocce d’acqua alle porte che sbattono – come una serie di ritmi complessi. Si sforza di tenere a bada la musica nella sua testa, ma non è così facile.

Quando non segue le lezioni per finire la laurea o non mette in scena spettacoli di marionette per i pendolari nelle strade dell’affiatata comunità brasiliana di Ironbound, Rudy cerca di convincere la sua ragazza, Haley (Francesca Reale), che alla fine riuscirà a capire come stanno le cose. Vive con la madre, Maria (interpretata dalla madre dell’attore nella vita reale, Maria Mancuso), che vuole che il figlio lasci Haley e si sistemi con una bella ragazza brasiliana del quartiere. Rudy riceve anche consigli sulla vita e sull’amore dal suo migliore amico, Anwar (l’attore comico J.B. Smoove), un gestore di food truck la cui identità culturale cambia in base al luogo in cui il suo camion è parcheggiato in un determinato giorno.

Le cose prendono una piega caotica quando Rudy viene letteralmente steso da un pezzo di pesce congelato che vola. L’incidente porta all’incontro con Isabella (Camila Mendes), una giovane e bella donna brasiliana che lavora nel mercato del pesce locale e che potrebbe capire Rudy come nessun altro ha mai fatto. Intrappolato in un triangolo amoroso, Rudy cerca di trovare un equilibrio tra la sua eredità culturale, le donne della sua vita e la música nella sua testa.

Il film

Música è diretto da Rudy Mancuso (“Tempo”, “Storie dal nostro futuro”) da una sceneggiatura di Mancuso e Dan Lagana (“American Vandal”, The Babysitter: Killer Queen). Il film è interpretato da Francesca Reale (“Stranger Things,” “Haters Back Off!”), Camila Mendes (“Riverdale,” Palm Springs), J.B. Smoove (“Curb Your Enthusiasm,” Spider-Man: Far From Home) e Rudy Mancuso (Rim of the World, The Flash). I produttori sono McG (“Supernatural”, “Chuck”) e Mary Viola (The Babysitter, Love Hard). I produttori esecutivi sono Camila Mendes, Bruce Wayne Gillies, Dan Lagana e Steven Bello (The DUFF, Holidate).

Il direttore della fotografia è Shane Hurlbut (Terminator Salvation, Act of Valor). Lo scenografo è Patrick Sullivan (Gerald’s Game, Love Hard). La costumista è Tere Duncan (“The Walking Dead”, City Island). Il film è montato da Melissa Kent (The Age of Adaline, The Dirt). Il direttore di produzione dell’unità è Bruce Wayne Gillies (Kate, The Disaster Artist). Il supervisore musicale è Jamie Rise. Il supervisore del ritmo è Marivaldo Dos Santos.

Musica per la vostre orecchie: le migliori canzoni utilizzate nei trailer cinematografici

L’ultimo trailer di Suicide Squad ha convinto tutti. Merito, probabilmente anche di Bohemian Rhapsody, celeberrimo brano dei Queen che dà ritmo al video.

Di seguito vi ricordiamo alcuni dei brani più celebri che hanno fatto da colonna sonora ai trailer di famosi film degli ultimi anni.

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Music: trailer del film di Sia con Maddie Ziegler

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Music: trailer del film di Sia con Maddie Ziegler

Music è una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la leggendaria artista musicale mondiale Sia ha reinventato in modo audace e avvincente il genere cinematografico musical.

Star mondiale multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte definita regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar del nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad incredibili performance live.

Protagoniste del film, Maddie Ziegler, musa della cantante e protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”) e Kate Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden Globe per il film Quasi famosi.

Music, la trama

MUSIC parla della magia che può nascere quando chi non è in grado di esprimersi a parole incontra persone capaci di ascoltare col cuore. La storia ha inizio quando Zu (Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler). Music è una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale e Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un vicino di casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende manifestando non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui può fare affidamento e dalla quale può imparare molto.  MUSIC fonde un sentito racconto sulla forza dell’amore con sequenze musicali dai toni fluo e immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un vivace scorcio della vita interiore dei personaggi.

Music: prima clip del film con Maddie Ziegler

Music: prima clip del film con Maddie Ziegler

MUSIC è una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la leggendaria artista musicale mondiale Sia ha reinventato in modo audace e avvincente il genere cinematografico musical.

Star mondiale multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte definita regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar del nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad incredibili performance live. Protagoniste del film, Maddie Ziegler, musa della cantante e protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”) e Kate Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden Globe per il film Quasi famosi.

Music parla della magia che può nascere quando chi non è in grado di esprimersi a parole incontra persone capaci di ascoltare col cuore. 

La storia ha inizio quando Zu (Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler). Music è una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale e Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un vicino di casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende manifestando non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui può fare affidamento e dalla quale può imparare molto. 

Music fonde un sentito racconto sulla forza dell’amore con sequenze musicali dai toni fluo e immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un vivace scorcio della vita interiore dei personaggi.

Music: il film di SIA arriva in streaming

Music: il film di SIA arriva in streaming

Music è una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la leggendaria artista musicale mondiale Sia ha reinventato in modo audace e avvincente il genere cinematografico musical.

Star mondiale multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte definita regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar del nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad incredibili performance live.

Protagoniste del film, Maddie Ziegler, musa della cantante e protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”) e Kate Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden Globe per il film Quasi famosi.

MUSIC, il film

Music parla della magia che può nascere quando chi non è in grado di esprimersi a parole incontra persone capaci di ascoltare col cuore. 

La storia ha inizio quando Zu (Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler). Music è una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale e Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un vicino di casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende manifestando non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui può fare affidamento e dalla quale può imparare molto. 

Music fonde un sentito racconto sulla forza dell’amore con sequenze musicali dai toni fluo e immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un vivace scorcio della vita interiore dei personaggi.

Museo Nazionale del Cinema: presentato il libro di Stefano Bessoni “Tim, l’eterno fanciullo di Burbank”

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In contemporanea con la mostra Il mondo di Tim Burton, l’offerta del Museo Nazionale del Cinema si arricchisce di due volumi editi da Museo Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con la casa editrice Bakemono Lab: due libri dedicati al genio creativo di Tim Burton che affiancano gli approfondimenti già offerti nel catalogo ufficiale.

Il primo è Moondance. Tim Burton, un alieno a Hollywood, una raccolta di saggi critici sulla poetica dell’artista che percorre, attraverso voci diverse, un excursus nei suoi temi ricorrenti (il macabro, l’infanzia, il corpo, la deformità, l’amore e i mostri) alla scoperta di nuovi elementi e aspetti poco battuti della sua vena espressiva. Dopo un vuoto editoriale che dura dal 2007, Moondance costituisce il primo volume di approfondimento aggiornato dedicato a Tim Burton, nato da una coedizione tutta italiana. Dieci autori, introdotti da una prefazione di Stefano Bessoni, che raccontano altrettante tematiche portando alla luce una molteplicità di punti di vista che indagano il cuore dell’universo espressivo burtoniano. Prezzo di copertina: 20 euro. Copertina flessibile. Pagine: 280

Mentre vi è pi Tim, L’eterno fanciullo di Burbank, un albo illustrato che mette in luce gli aspetti più eccentrici e profondi del regista, attraverso un’accurata analisi del suo immaginario e della sua ricerca, compiute da un altro regista, illustratore e artista: Stefano Bessoni. Una biografia illustrata a base di scarabocchi, dove Bessoni propone la propria versione dei personaggi strambi e grotteschi di Burton, in un gioco di prospettive che omaggia il lato più ironico e fanciullesco del grande regista americano.

Un taccuino di appunti e scarabocchi dedicati a Tim Burton. Un modo molto personale per compiere un viaggio nell’universo macabro e romantico di uno degli artisti più importanti della scena contemporanea e per fissare nella mente concetti e immagini. Certo, è strambo – afferma Stefano Bessonidisegnare i suoi personaggi alla mia maniera, ma è certamente un processo catartico e queste pagine sono il mio piccolo sentito omaggio al suo mondo incantato”.

Secondo il Direttore del Museo Nazionale del Cinema, Domenico De Gaetano, “questo libro di Stefano Bessoni è la guida più originale e creativa che si possa concepire sull’universo meraviglioso di Tim Burton. Sicuramente perché è scritto da un regista-artista-illustratore e non da un critico o uno storico del cinema di professione. Inoltre, Bessoni possiede uno sguardo incantato e fanciullesco che ha molti punti in comune con quello esuberante e universalmente conosciuto di Burton. Ma, soprattutto, il libro consente di ripercorrere la carriera artistica del regista americano attraverso un racconto accurato e coinvolgente, impreziosito da una serie di illustrazioni che sono esse stesse affascinanti interpretazioni dei personaggi burtoniani”. Prezzo di copertina: 26 euro. Copertina rigida. Edizione bilingue italiano e inglese. 

Entrambi i volumi sono disponibili per l’acquisto presso il bookshop del Museo Nazionale del Cinema o sul sito della casa editrice www.bakemonolab.com

Museo – folle rapina a città del Messico al cinema dal 31 ottobre

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I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection portano al cinema il film Museo – folle rapina a città del Messico di Alonso Ruizpalacios e con protagonista Gael Garcìa Bernal.  

Il film, presentato in anteprima mondiale alla 68esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino vincendo l’Orso d’Argento per la Migliore Sceneggiatura, arriverà nelle sale italiane a partire da domani 31 ottobre.

Museo – folle rapina a città del Messico, il film

Gli eterni studenti Juan e Benjamín hanno un’idea folle per risolvere la monotonia delle loro vite e la loro mancanza di prospettive: depredare il Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. Inaspettatamente, grazie anche al calo di sorveglianza del periodo natalizio, i due riescono nell’impresa e trafugano alcuni dei reperti precolombiani più preziosi del pianeta. Solo la mattina dopo, però, quando scoprono che i media stanno descrivendo il loro colpo come un vero e proprio attacco alla Nazione, comprendono la gravità e le implicazioni del loro operato. I passi successivi del piano li porteranno a girare per il Messico, dalle rovine di Palenque alle spiagge di Acapulco, nel futile tentativo di piazzare dei tesori così riconoscibili che nessuno osa acquistarli.

Dal geniale regista di Gueros, un imprevedibile heist-movie con Gael García Bernal, ispirato alla storia vera del furto più assurdo e sorprendente della storia del Messico.

Murderbot: recensione della serie Apple TV+

Murderbot: recensione della serie Apple TV+

Dopo aver prodotto la miglior serie di fantascienza degli ultimi anni (se non avete avuto modo di vederla stiamo parlando di Foundation, tratta dal capolavoro letterario di Isaac Asimov) Apple TV+ ha deciso di affrontare nuovamente il genere con Murderbot, trasposizione in dieci episodi del romanzo All Systems Red di Martha Wells – primo capitolo della serie The Murderbor Diaries. In questo caso però il tono è diametralmente opposto, in quanto lo show scritto, prodotto e diretto da Chris e Paul Weitz è nel suo intento primario una commedia dell’assurdo.

La storia di Murderbot

Al centro della vicenda si trova infatti il cyborg denominato SecUnit (Alexander Skarsgård), il quale dopo aver hackerato il sistema che lo costringeva a essere manipolato dagli esseri umani si è rinominato Murderbot. Per evitare di essere scoperto ed eliminato, l’androide si finge funzionale e viene spedito a lavorare come garante della sicurezza di un gruppo di scienziati approdati su un pianeta sconosciuto e potenzialmente pericoloso. Incapace di interagire normalmente con gli esseri umani, ai quali preferisce di gran lunga le soap opera, Murderbot inizia a destare i sospetti di alcuni dei membri della squadra, in particolar modo Gurathin (David Dastmalchian).

Da un’idea di partenza piuttosto intrigante anche se non propriamente originale – pensiamo prima di tutto al robot depresso e filosofeggiante di Guida galattica per autostoppisti – i creators Chris e Paul Weitz avrebbero potuto trarre uno show decisamente più coinvolgente. Murdebot fin dall’episodio pilota si rivela invece un qualcosa che non trova mai un suo vero e proprio equilibrio, diviso costantemente tra una messa in scena che vuole rispettare lo sfarzo della fantascienza e un tono scanzonato il quale non si fonde con l’estetica del prodotto. Quello che avviene nei vari episodi è francamente poco interessante, anzi appare quasi un pretesto per regalare momenti di ilarità dovuti alla personalità sui generis del personaggio principale. La scelta di adoperare costantemente la voce interiore si rivela azzeccata soltanto in alcuni momenti, mentre alla lunga risulta un altro ostacolo all’efficacia della progressione narrativa. Anche se oggettivamente divertente in alcune sequenze, come ad esempio il primo interrogatorio tra Gurathin e SecUnit, Murdebot si poggia su scenette che quasi mai sviluppano reali situazioni, ovvero troppo poco per costruire una trama quanto meno interessante. La scelta poi di far durare gli episodi poco più di venti minuti ciascuno non offre alcuna possibilità di entrare in sintonia emotiva con quello che accade in ogni capitolo. Quando sembra che qualcosa stia per accadere, ecco che la puntata termina.

Un cast messo in difficoltà dalla scrittura

Dovendo lavorare con questo materiale, il cast di attori riesce soltanto in rarissimi casi a offrire il meglio delle proprie qualità di interpreti. Sarsgård risulta tutto sommato simpatico nella sua espressione costantemente attonita, il che funziona in maniera appropriata al personaggio di Murderbot. Dastmalchian invece risulta efficace soltanto a corrente alternata, il che risulta strano visto quanto il caratterista abbia dimostrato di essere a suo agio quando si tratta di personaggi lontani da una rappresentazione realistica. Tutti gli altri sono fracmaente dimenticabili, compresa in Noma Dumezweni solitamente invece capace di imporsi all’attenzione dello spettatore.

Se si pensa che Chris e Paul Weitz sono quelli che sfiorarono l’Oscar per il brioso adattamento di About a Boy – Un ragazzo da Nick Hornby, diventa ancora più sconcertante vedere quanto poco interessante sia stato il loro lavoro su Murderbot. La loro serie proprio non possiede mordente, non sviluppa caratteri in cui ci si può identificare né che si ama detestare, e tanto meno offre una trama avvincente. Se non fosse per alcuni momenti di stralunata ilarità dovuta ai rapporti complessi tra i personaggi, i vari episodi scivolerebbero via nella noia più completa. In alcuni momenti Murderbot diverte, ma nel complesso risulta un’operazione davvero scialba.

Murderbot ottiene il rinnovo per la seconda stagione su Apple TV+

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La piattaforma streaming ha ordinato una seconda stagione della serie Murderbot, che vede Alexander Skarsgård nei panni del protagonista, un robot di sicurezza che deve nascondere il fatto di aver acquisito il libero arbitrio e proteggere i suoi clienti umani in una missione pericolosa, ma che in realtà vorrebbe solo essere lasciato in pace a guardare soap opera futuristiche e capire il suo posto nell’universo.

Il rinnovo di Murderbot arriva un giorno prima del finale della prima stagione dello show, previsto per l’11 luglio. Lo show della CBS Studios è basato sul primo libro della serie di romanzi Murderbot Diaries di Martha Wells, vincitrice dei premi Hugo e Nebula. Chris e Paul Weitz hanno adattato il libro e sono gli showrunner.

Matt Cherniss, responsabile della programmazione di Apple TV+, ha aggiunto: “Chris, Paul, Alexander e tutto il team di Murderbot hanno realizzato un adattamento brillante, originale, avvincente, spiritoso e vivace che ha catturato l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo. Non vediamo l’ora di svelare cosa riserva il futuro a Murderbot e, naturalmente, a Sanctuary Moon nella seconda stagione”.

Murderbot vede anche la partecipazione di Noma Dumezweni, David Dastmalchian, Sabrina Wu, Akshay Khanna, Tattiawna Jones e Tamara Podemski. Chris e Paul Weitz sono produttori esecutivi insieme ad Andrew Miano della loro società Depth of Field, insieme a David S. Goyer e Keith Levine per Phantom Four e Skarsgård. Wells è produttore consulente.

Murderbot – Stagione 2: data di uscita, trama e tutto quello che sappiamo

Dopo il successo dei romanzi Murderbot di Martha Wells, Alexander Skarsgård ha dato vita al personaggio tormentato nella nuova serie Apple TV+, di cui è ora disponibile l’episodio finale.

È stato un viaggio movimentato per Murderbot. Nei primi episodi ha conquistato il libero arbitrio, solo per usarlo per guardare soap opera, prima di essere reclutato da una squadra di benefattori chiamata PreservationAux. Da quel momento, la sua missione è stata quella di proteggere la sua squadra, evitando il più possibile le emozioni umane.

Fortunatamente, dopo il finale della prima stagione, Murderbot è stato rinnovato per la seconda stagione, confermando che vedremo SecUnit tornare in azione. Ecco tutto ciò che sappiamo finora.

Speculazioni sulla data di uscita della seconda stagione di Murderbot

Non c’è ancora una data di uscita confermata per la seconda stagione di Murderbot. A occhio e croce, non ci aspettiamo che arrivi prima della fine del 2026, ma terremo aggiornata questa pagina con ulteriori dettagli non appena saranno disponibili.

Murderbot è stato rinnovato per la seconda stagione subito dopo l’uscita del finale della prima stagione. I fratelli Weitz, showrunner di Murderbot, hanno dichiarato: “Siamo molto grati per la risposta che Murderbot ha ricevuto e siamo lieti di poter tornare nel mondo di Martha Wells per lavorare con Alexander, Apple, CBS Studios e il resto del team”.

Alexander Skarsgård e David Dastmalchian sono i protagonisti di Murderbot. Apple TV+ Matt Cherniss, responsabile della programmazione di Apple TV+, ha aggiunto: “Chris, Paul, Alexander e tutto il team di Murderbot hanno realizzato un adattamento brillante, originale, avvincente, spiritoso e vivace che ha catturato l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo.

Non vediamo l’ora di svelare cosa riserva il futuro a Murderbot e, naturalmente, a Sanctuary Moon nella seconda stagione”.

Quale potrebbe essere la trama della seconda stagione di Murderbot?

Ci aspettiamo che la trama della seconda stagione di Murderbot segua gli eventi del secondo romanzo di Wells della serie Murderbot, Artificial Condition.

SecUnit cerca di scoprire di più sulle circostanze che l’hanno portata a ribellarsi e, con l’aiuto di ART, un’intelligenza artificiale, tenta di fingersi un essere umano potenziato per passare inosservata a RaviHyral, la stazione dove è avvenuto l’incidente.

Chi potrebbe recitare nella seconda stagione di Murderbot?

Naturalmente, ci aspettiamo che Alexander Skarsgård torni nei panni di Murderbot. Ci aspettiamo anche nuovi membri del cast, tra cui attori che interpreteranno ART, oltre ai nuovi personaggi Tapan e Tlacey.

Sebbene PresAux non abbia un ruolo importante in Artificial Condition, potremmo potenzialmente aspettarci brevi apparizioni dei seguenti personaggi:

  • Noma Dumezweni nel ruolo di Mensah
  • David Dastmalchian nel ruolo di Gurathin
  • Sabrina Wu nel ruolo di Pin-Lee
  • Akshay Khanna nel ruolo di Ratthi
  • Tattiawna Jones nel ruolo di Arada
  • Tamara Podemski nel ruolo di Bharadwaj

C’è un trailer della seconda stagione di Murderbot?

Non ancora! Guarda il trailer della prima stagione qui sotto.

Murderbot – Stagione 1, la spiegazione del finale

Murderbot – Stagione 1, la spiegazione del finale

Il finale della prima stagione di Murderbot ha visto Murderbot (Alexander Skarsgård) lasciare i suoi nuovi amici per una destinazione incerta, e ci sono molte domande a cui la serie Apple TV+ non ha dato risposta. Dopo un penultimo episodio emozionante, il finale della prima stagione di Murderbot si è concentrato principalmente sulle conseguenze dei tentativi di GrayCris di uccidere i membri di PreservationAux, la maggior parte del cast di Murderbot.

I membri di PreservationAux come Mensah (Noma Dumezweni) e Gurathin (David Dastmalchian) hanno trascorso gran parte del finale cercando di riportare indietro Murderbot. Dopo essersi sacrificato per salvare Mensah, la memoria di Murderbot è stata cancellata ed è stato costretto a lavorare di nuovo per la Compagnia. Fortunatamente, Gurathin è riuscito a riportare indietro Seccy (come lo chiama Ratthi).

Anche se tutto è andato per il meglio per Murderbot e PreservationAux, c’è stato un colpo di scena proprio alla fine del finale. Invece di unirsi a PreservationAux e vivere una vita libera sul loro pianeta, Murderbot se n’è andato nel cuore della notte. È stata una decisione scioccante, ma i libri su cui è basato Murderbot rivelano perché ha fatto questa scelta e dove andrà ora.

Dove andrà Murderbot dopo il finale della prima stagione di Murderbot?

Il colpo di scena più grande del finale della prima stagione di Murderbot è stato che Murderbot ha deciso di non partire con PreservationAux. Ha invece deciso di prendersi un po’ di “tempo per sé” e di fuggire su una nave di trasporto a caso. La seconda stagione di Murderbot, annunciata di recente, seguirà il secondo romanzo breve di Martha Wells, The Murderbot Diaries, “Artificial Condition”, quindi ci saranno alcuni spoiler importanti sui libri.

Murderbot ha preso quel mezzo di trasporto perché ha intenzione di indagare sul massacro di cui ha dei ricordi. Durante tutta la stagione, Murderbot ha ricordato delle visioni di un massacro, ma senza alcun dettaglio. Nella Murderbot – stagione 2, Murderbot si recherà nel sistema RaviHyral, più precisamente in una piattaforma mineraria conosciuta come Ganaka Pit, per scoprire la verità sul massacro che ricorda.

Perché Murderbot ha lasciato PreservationAux

Murderbot vuole scoprire cosa vuole, non farsi dire cosa fare, nemmeno dai suoi amici

Indagare sul massacro è una causa degna, ma è comunque un po’ confuso il fatto che Murderbot abbia deciso di abbandonare PreservationAux per farlo. Dopotutto, erano diventati ottimi amici dopo aver affrontato GrayCris, e PresAux aveva persino offerto a Murderbot la libertà. Sfortunatamente, questo era anche il problema della situazione.

Come Murderbot ha scritto nella sua lettera a Mensah, non sa cosa vuole. Tutto quello che Murderbot sa è che non vuole che gli altri gli dicano cosa fare, nemmeno se si tratta di PreservationAux. Murderbot sta essenzialmente prendendo del tempo per capire se stesso (da qui il viaggio a RaviHyral) e per stabilire le proprie priorità senza che PreservationAux gli dica cosa fare.

Dopotutto, Mensah e il resto dei PresAux avevano essenzialmente deciso come sarebbe stata la vita di Murderbot senza chiedergli cosa volesse davvero. Nei libri, Murderbot pensa anche che avere un “guardiano” nella Preservation Alliance, come suggerito da Mensah, sia come essere un robot domestico. Murderbot forse non sa cosa vuole, ma sa che non vuole essere un animale domestico.

Come Gurathin è riuscito a ripristinare i ricordi e la personalità di Murderbot

Murderbot

Gurathin ha usato le sue abilità di umano potenziato e la Compagnia non ha cancellato Murderbot in modo da poter setacciare i dati alla ricerca di informazioni redditizie

Gran parte del finale della prima stagione di Murderbot si è concentrato sul tentativo di PreservationAux di trovare Murderbot e ripristinarne la personalità.

Non è stato facile, ma Gurathin è riuscito a riportare indietro il SecUnit titolare. Anche se alla fine tutto si è risolto, potrebbe esserci qualche confusione su come Gurathin sia riuscito a scaricare l’intera personalità di Murderbot e sul perché la Compagnia non l’abbia cancellata. Gurathin è stato in grado di trovare e scaricare la personalità e i ricordi di Murderbot perché è un essere umano potenziato.

Il cervello di Gurathin è essenzialmente in parte un computer e, sebbene ciò abbia rischiato di sovraccaricare il suo sistema, è riuscito a scaricare la struttura di Murderbot. Questo, insieme al fatto di conoscere un ex spacciatore che aveva accesso ai file della Compagnia, ha permesso a Gurathin di salvare Murderbot.

Martha Wells, autrice originale di The Murderbot Diaries, ha lavorato alla prima stagione di Murderbot come produttrice consulente.

La Compagnia in Murderbot non ha cancellato la personalità di Murderbot anche se ha cancellato la sua memoria. Questo perché la Compagnia estrae ogni informazione che ottiene, comprese la memoria di Murderbot e tutte le registrazioni che ha fatto. Murderbot aveva però una quantità davvero enorme di informazioni e alla Compagnia ci è voluto più tempo per setacciarle tutte che a Pin-Lee (Sabrina Wu) per ottenere un’ingiunzione.

Perché Murderbot ha funzionato male quando ha attaccato i manifestanti?

Il cervello organico di Murderbot ricorda il massacro in cui è stato coinvolto e non voleva uccidere di nuovo degli innocenti

Dopo che la memoria di Murderbot è stata cancellata, la Compagnia ha iniziato a usarlo per reprimere i manifestanti sul Corporation Rim. Normalmente, un’unità di sicurezza come Murderbot avrebbe semplicemente ucciso i manifestanti senza esitazione, ma Murderbot ha esitato anche dopo aver dimenticato chi era. Ancora una volta, questo è dovuto al ricordo di Murderbot del massacro della Fossa di Ganaka.

All’inizio dell’episodio, Mensah aveva detto che pensava che le parti organiche di Murderbot avrebbero ricordato PreservationAux, e in realtà non aveva torto. Murderbot è per lo più un androide, ma è anche composto da parti umane organiche clonate. Queste parti organiche conservano i ricordi proprio come gli esseri umani. Quindi, la Compagnia ha cancellato i file digitali di Murderbot relativi al massacro, ma non ha potuto cancellare i ricordi dalla sua materia organica.

Murderbot prova una profonda vergogna per Ganaka Pit e non vuole più essere una macchina assassina senza cuore.

Poiché Murderbot ricorda ancora il massacro di Ganaka Pit, ha smesso di combattere i manifestanti. Murderbot prova una profonda vergogna per Ganaka Pit e non vuole più essere una macchina assassina senza cuore. Anche dopo che la sua memoria e la sua personalità sono state cancellate, Murderbot ricorda ancora che non vuole uccidere persone innocenti.

Il vero significato del finale della prima stagione di Murderbot

Murderbot è una storia sull’autodeterminazione, l’amicizia e l’imparare a essere se stessi

Sebbene sia incentrata su un androide paranoico, la prima stagione di Murderbot ha toccato alcuni temi e argomenti molto umani. Il più importante di questi temi è l’idea dell’autodeterminazione, ovvero la libertà di vivere la propria vita come si desidera. Murderbot è uno schiavo in tutto tranne che nel nome, e l’intero arco narrativo del personaggio ruota attorno alla sua conquista dell’autonomia e del controllo sulla propria vita.

Un altro tema importante della prima stagione di Murderbot è il potere dell’amicizia, per quanto possa sembrare banale. La vita di Murderbot e quella di tutti gli altri membri della PreservationAux sarebbero finite se non si fossero uniti come amici. Anche se Murderbot fosse sopravvissuto, avrebbe continuato a guardare programmi in segreto e a odiare la sua vita. L’amicizia e il coraggio di mostrare agli altri il vero sé hanno cambiato in meglio la vita di Murderbot.

Più in generale, Murderbot ha anche molte critiche da muovere. La più grande è chiaramente contro il capitalismo sfrenato. Sia GrayCris che la Compagnia sono chiaramente i cattivi di Murderbot, e le loro motivazioni sono quasi interamente l’avidità e la possibilità di fare ciò che vogliono. È stato anche il capitalismo sfrenato della Corporation Rim a rendere Murderbot uno schiavo in primo luogo.

Se c’è qualcosa da imparare dalla prima stagione di Murderbot, è questo: sii te stesso e lascia che gli altri ti amino.

Il messaggio della prima stagione di Murderbot, più di ogni altra cosa, è un appello agli spettatori a essere se stessi. Anche Murderbot, l’androide cattivo, socialmente ansioso e perennemente goffo, ha trovato persone che lo amano. L’unico modo per farlo, però, è stato quello di lasciare che PreservationAux vedesse chi era sotto il casco. Se c’è qualcosa da imparare dalla prima stagione di Murderbot, è questo: sii te stesso e lascia che gli altri ti amino.

Murderbot – Stagione 1, episodio 4, la spiegazione del finale: è ancora vivo?

Un altro finale sospeso nella serie Murderbot di Apple TV+ ha lasciato Murderbot (Alexander Skarsgård) in bilico tra la vita e la morte nell’episodio 4, e non è chiaro se la SecUnit sia sopravvissuta alla sua decisione avventata. Dopo essere stato attaccato da un’altra SecUnit nell’episodio 3 di Murderbot, Murderbot è stato colpito da un modulo di controllo del combattimento che ha hackerato il suo sistema e lo avrebbe costretto a uccidere il resto dei personaggi di Murderbot. Sebbene il modulo di controllo del combattimento abbia coperto le sue tracce, Murderbot ha capito cosa stava succedendo e ha deciso di spararsi al petto per impedire che l’hacking lo costringesse a uccidere i membri di PreservationAux.

Mentre normalmente dovremmo aspettare una settimana per conoscere il destino di Murderbot, Murderbot è basato sui libri Murderbot Diaries di Martha Wells. La serie Apple TV+ è stata più o meno fedele ai libri, ma finora è riuscita a cogliere la maggior parte dei punti salienti della trama di All Systems Red. Per questo motivo, possiamo intuire cosa succederà nelle novelle e cosa accadrà a Murderbot dopo essersi sparato al petto. Inoltre, nell’episodio 4 di Murderbot ci sono alcune scene nuove che richiedono una spiegazione che va oltre ciò che ci dicono i libri.

Murderbot è ancora vivo dopo essersi sparato al petto?

PreservationAux riparerà Murderbot e rimuoverà il modulo di override di combattimento

Dopo essere stato infettato dal modulo di override di combattimento, Murderbot ha avuto alcuni momenti in cui ha capito cosa era successo e ha capito l’unico modo per fermarlo. Il modulo di override di combattimento avrebbe costretto Murderbot a uccidere gli umani in PreservationAux e, dato che il download era quasi completato, l’unica possibilità che Murderbot aveva per fermarlo era quella di essere ucciso. Tuttavia, capì rapidamente che Mensah non avrebbe sparato, quindi le rubò la pistola e si sparò al petto. Nonostante si sia sparato al petto, Murderbot non è morto, ma è gravemente ferito e offline.

In All Systems Red, Murderbot si spara anche al petto per impedire al modulo di bypass del combattimento di prendere il controllo. Il libro passa poi rapidamente al capitolo successivo, quando Murderbot si risveglia nel suo cubicolo dopo aver subito riparazioni estese al suo corpo. PreservationAux ha riportato Murderbot nel suo habitat, lo ha riparato e ha disinstallato il modulo di bypass del combattimento. Questa procedura ha salvato la vita a Murderbot, ma ha anche dato a Gurathin (David Dastmalchian) la possibilità di ispezionare i suoi sistemi mentre la SecUnit era offline. Scopre il modulo governatore hackerato di Murderbot, responsabile di costringerlo a obbedire agli ordini, e lo smaschera come un costrutto ribelle.

Perché Murderbot si è sparato per salvare PreservationAux?

Murderbot serie

A Murderbot non piace essere costretto a fare nulla, ma tiene anche molto a PreservationAux

La decisione di Murderbot di spararsi al petto ha salvato la vita a PreservationAux, ma ha anche causato innumerevoli problemi in seguito. Murderbot, dopotutto, ha espresso il desiderio di uccidere gli umani indiscriminatamente, quindi alcuni spettatori potrebbero non capire perché sarebbe disposto a sacrificare la propria vita per impedire che gli umani vengano uccisi. La risposta più diretta è che Murderbot odia essere costretto a fare qualcosa e odia ancora di più essere costretto a uccidere. Murderbot dice “f–k that” subito dopo aver spiegato il modulo di bypass del combattimento, e prova anche un senso di colpa estremo per il massacro di Ganaka Pit in Murderbot.

Questo da solo rende sensata la decisione di Murderbot di spararsi. Non voleva uccidere di nuovo degli umani e avere un altro massacro sulla coscienza, e non voleva rinunciare al controllo del proprio corpo. Tuttavia, Murderbot tiene anche profondamente ai membri di PreservationAux, anche se a questo punto non lo ammette, e voleva salvare le loro vite. PreservationAux è il miglior gruppo di clienti per cui Murderbot abbia mai lavorato, e sono alcuni degli unici umani con cui Murderbot sia mai andato d’accordo. Potrà anche voler uccidere gli umani, ma non vuole uccidere questi umani.

Perché l’altra SecUnit voleva che Murderbot uccidesse PreservationAux

Murderbot

Probabilmente l’altra SecUnit voleva incastrare Murderbot per la morte di PreservationAux

Uno dei momenti più confusi dell’episodio 4 di Murderbot è stato quando Murderbot ha capito che l’altra SecUnit voleva che uccidesse PreservationAux. L’altra SecUnit aveva un’ottima occasione per uccidere sia Mensah (Noma Dumezweni) che Ratthi (Akshay Khanna), e aspettare che il modulo di override di combattimento di Murderbot si attivasse ha dato a Pin-Lee (Sabrina Wu) e Arada (Tattiawna Jones) la possibilità di ucciderlo.

Sembra che l’altra SecUnit volesse che Murderbot uccidesse PreservationAux sia per dimostrare che il modulo di override di combattimento funzionava, sia per fornirle un capro espiatorio plausibile per il massacro.

Far uccidere loro da Murderbot e poi uccidere Murderbot stesso avrebbe spiegato le loro morti quando la Compagnia in Murderbot avrebbe finalmente avviato le indagini.

L’altra SecUnit voleva uccidere PreservationAux, ma quattro dei suoi membri erano al DeltFall Survey e doveva spiegare come erano morti. Far uccidere loro da Murderbot e poi uccidere Murderbot stesso avrebbe spiegato la loro morte quando la Compagnia in Murderbot avrebbe finalmente avviato le indagini. In alternativa, vedere Murderbot massacrare PreservationAux sarebbe stata una prova inconfutabile che il modulo di override di combattimento funzionava e che poteva fidarsi di Murderbot per seguire i suoi comandi. L’altra SecUnit sta cercando di reclutare Murderbot per la causa dei suoi proprietari e doveva assicurarsi che il modulo di override di combattimento rendesse Murderbot obbediente.

Perché Ratthi è tornato per Mensah e Murderbot?

All’inizio dell’episodio 4 di Murderbot, Ratthi ha lasciato il hopper per cercare di salvare Mensah e Murderbot dal sito di rilevamento DeltFall. Era chiaramente una pessima idea: Ratthi non aveva ricevuto alcun addestramento all’uso delle armi e si è rapidamente messo fuori combattimento non appena è entrato in battaglia, e non aveva molto senso logico che lo facesse. Ratthi è tornato per salvare Mensah sia perché si sentiva inadeguato per non aver completato l’addestramento con le armi, sia perché voleva impressionare Pin-Lee. Murderbot ha notato che Ratthi aveva una cotta per Pin-Lee nella premiere e ha pensato che fare l’eroe avrebbe attirato la sua attenzione.

Ratthi ha anche detto alcune cose molto autoironiche e piene di odio verso se stesso in precedenza, mentre pensava che il sistema di comunicazione dell’hopper fosse disattivato. Ratthi era chiaramente arrabbiato con se stesso per non aver completato l’addestramento con le armi e forse si sentiva emasculato perché era l’unico a bordo che non poteva aiutare in una situazione di combattimento. Salvare Mensah era un’occasione per dimostrare il suo valore a se stesso e ai suoi amici, anche se è andata in modo esilarante.

Perché Murderbot aveva allucinazioni in cui era parte di Sanctuary Moon

Durante tutto l’episodio 4 di Murderbot, Murderbot ha avuto delle allucinazioni in cui faceva parte del suo programma di intrattenimento preferito, The Rise & Fall of Sanctuary Moon. Murderbot ha spiegato perché stava guardando lo show in quel momento, dato che la sua lista poteva riprodurre solo l’ultima cosa che aveva guardato prima di essere ferito. Questo però non spiega perché Murderbot pensasse di far parte dello show, né perché parlasse a Mensah come un “intrepido esploratore”. Murderbot è principalmente un androide, ma le parti organiche del suo corpo sono ancora in grado di creare sogni e allucinazioni umane, ed è così che pensava di trovarsi all’interno di Sanctuary Moon.

Calendario di uscita di Murderbot

Dopo che Murderbot ha perso la battaglia e gli è stato installato il modulo di esclusione del combattimento, le sue parti organiche sembravano impazzire. Questo, insieme alla Sanctuary Moon che veniva riprodotta nelle sue parti tecnologiche danneggiate, lo ha portato ad avere allucinazioni in cui si vedeva come una NavigationUnit all’interno dello show. Questo ha dato vita a una delle scene più divertenti di Murderbot finora, ma ha anche rivelato i veri sentimenti di Murderbot nei confronti di Mensah e il suo desiderio di fuggire dalla realtà noiosa e spesso orribile in cui viveva. Speriamo che Murderbot continui ad avere grandi momenti di crescita come nell’episodio 4.

Murder Mystery: trailer del film Netflix con Jennifer Aniston

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Murder Mystery: trailer del film Netflix con Jennifer Aniston

Netflix ha diffuso il trailer ufficiale di Murder Mystery, la commedia d’azione con protagonisti Adam Sandler e Jennifer Aniston.

Il film arriverà su Netflix il 14 giugno 2019.

 

Murder Mystery, la trama

Quando un poliziotto di New York (Adam Sandler) porta finalmente la moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una vacanza promessa da tempo, un incontro casuale durante il volo si trasforma in un invito a partecipare a un intimo incontro familiare sul lussuoso yacht dell’attempato miliardario Malcolm Quince. Ma quando Quince viene assassinato, i due coniugi diventano i principali sospetti in questo giallo moderno. Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme in MURDER MYSTERY affiancati da un cast di fama mondiale.

CAST: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Luke Evans, Gemma Arterton, Luis Gerardo Mendez and Terence Stamp
REGIA: Kyle Newacheck
SCENEGGIATURA: James Vanderbilt

Murder Mystery: iniziate in Italia le riprese del film Netflix

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Murder Mystery: iniziate in Italia le riprese del film Netflix

Netflix, il più grande servizio di intrattenimento via Internet del mondo, inizia questa settimana le riprese di Murder Mystery. Il film, che verrà distribuito da Netflix nel 2019,  riunisce Adam Sandler (The Meyerowitz Stories, Matrimonio a Long Island) e Jennifer Aniston (Come Ammazzare il Capo e vivere Felici, io & Marley), per la regia di Kyle Newacheck (Game Over, Man!, Workaholics).

Le riprese avranno inizio al porto di Santa Margherita Ligure (Genova) e proseguiranno sul lago di Como.

Amo l’Italia. L’ho visitata con mia moglie un anno fa e mi è piaciuta così tanto che ho deciso di tornare questa volta con i miei figli e un’intera troupe cinematografica… Cibo eccellente, persone fantastiche, e vita in famiglia di qualità” ha commentato Adam Sandler che gira per la prima volta in Italia.

Fanno parte del cast della commedia anche Luke Evans (L’Alienista, La Bella e La Bestia, La Trilogia Hobbit), Gemma Arterton (Quantum of Solace, Their Finest, La Ragazza che Sapeva Troppo), Luis Gerardo Mendez (Club de Cuervos, Nosotros Los Nobles, Time Share), Shioli Kutsuna (Deadpool 2), David Walliams (Little Britain, Dinner for Schmucks), Adeel Akhtar (The Big Sick, Murdered By My Father, Four Lions). Ma anche John Kani (Captain America: Civil War, Black Panther, Il Re Leone), Olafur Darri Olafsson (The Meg, True Detective, The BFG), il vincitore del premio Cesar Dany Boon (R.A.I.D. Special Unit, Bienvenue chez les Ch’tis) e il nominato all’Oscar Terence Stamp (Miss Peregrine, L’Inglese, Una Canzone per Marion).

Murder Mystery, la trama

Un poliziotto di New York (Adam Sandler) porta sua moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una vacanza promessa da tempo. La coppia, dopo un incontro casuale in aereo con un uomo misterioso (Luke Evans), si ritroverà nel mezzo di un’intima riunione familiare sullo yacht del multimiliardario Malcom Quince (Terence Stamp). Inevitabilmente i due diventeranno i principali sospettati quando Quince verrà assassinato improvvisamente.

Murder Mystery è scritto da James Vanderbilt (The Amazing Spiderman, White House Down, Zodiac) prodotto da Happy Madison, Endgame Entertainment, Vinson Films, Denver and Delilah Productions e i produttori Adam Sandler, Allen Covert, Tripp Vinson, James D. Stern, Jamie Vanderbilt e Charlize Theron.

Murder Mystery: il film Netflix con Adam Sandler e Jennifer Aniston

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Iniziano questa settimana le riprese di Murder Mystery, il nuovo film originale Netflix che riunisce Adam Sandler e Jennifer Aniston. Le riprese si terranno a Montreal, saranno molte anche le location in tutta Europa. Il film sarà disponibile su Netflix nel 2019. 

Murder Mystery, la trama

Un poliziotto di New York (Adam Sandler) decide finalmente di portare sua moglie (Jennifer Aniston) a fare un viaggio alla scoperta dell’Europa. Sul volo di andata la coppia conosce un uomo misterioso (Luke Evans), che fa in modo che vengano invitati ad un’intima riunione di famiglia sul lussuoso yatch dell’attempato miliardario Malcolm Quince. Quest’ultimo viene assassinato e i due diventano i principali sospettati in un originale thriller dei giorni nostri.

Murder Mystery sarà diretto da Kyle Newacheck (Game Over, Man!, Workaholics) e scrittore da James Vanderbilt (The Amazing Spiderman, White House Down, Zodiac). Il film è prodotto Happy Madison, Endgame Entertainment, Vinson Films e da Adam Sandler, Allen Covert, Tripp Vinson, James D. Stern e Jamie Vanderbilt.

Il cast del film Murder Mystery riunisce Adam Sandler (The Meyerowitz Stories, Matrimonio a Long Island) e Jennifer Aniston (Come ammazzare il capo… e vivere felici, Io e Marley), protagonisti accanto a Luke Evans (L’Alienista, La bella e la bestia, Lo Hobbit) e un cast di star internazionali, tra cui Gemma Arterton (Their Finest, The Girl With All The Gifts), Luis Gerardo Mendez (Club de Cuervos, We Are The Nobles, Time Share), Shioli Kutsuna (Deadpool 2), David Walliams (Little Britain), Adeel Akhtar (The Big Sick – Il matrimonio si può evitare… l’amore no, Murdered By My Father, Four Lions), John Kani (Captain America: Civil War, Black Panther, Il re Leone), Ólafur Darri Ólafsson (Meg, True Detective, The BFG), con il premio César Dany Boon (R.A.I.D. Special Unit, Bienvenue chez les Ch’tis), e il nominato al premio Oscar Terence Stamp (Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, L’inglese, A Song For Marion).

Murder Mystery: cose da sapere sul film con Adam Sandler e Jennifer Aniston

Per tutti gli amanti dei film gialli e delle commedie, Netflix ha proposto nel 2019 quello che è in breve diventato uno dei suo titoli di punta: Murder Mystery. Il film, diretto da Kyle Newachek e scritto da James Vanderbilt (Zodiac, Scream), presenta dunque elementi da detective story misti però alla comicità che solo due grandi attori come Adam Sandler e Jennifer Aniston sanno apportare. Due generi cinematografici che si fondono a meraviglia, per un film che riesce a ricordare tanto i gialli di Agatha Christie quanto le commedie più spensierate e goliardiche per cui Sandler è famoso.

Un mix che ricorda in parte quello recentemente visto anche in film come Knives Out – Cena con delitto o Glass Onion. Naturalmente Murder Mystery risulta meno cervellotico e più incentrato sulla comicità, talvolta demenziale, riuscendo anche per queste sue caratteristiche a risultare un prodotto estramemente godibile. Non per niente, è stato il quinto titolo più popolare del 2019 tra i programmi di Netflix, terzo tra i film, ed è diventato il quinto film originale più visto di sempre su Netflix, con 73 milioni di visualizzazioni. Numeri che parlano chiaro, confermando il grande successo di un film che nessun amante del genere dovrebbe perdersi.

La trama e il cast di Murder Mystery

La trama del film ha per protagonista Nick Spitz, un poliziotto di New York decisosi a portare finalmente sua moglie Audrey in un viaggio in Europa, mantenendo dunque la promessa fattale anni prima. Sull’aereo, Audrey incontra il miliardario Charles Cavendish, che invita la coppia a unirsi a lui sullo yacht di famiglia per una festa che celebra l’imminente matrimonio del suo anziano zio, Malcolm Quince, con l’ex fidanzata di Charles. Dopo aver visto quanto sarebbe affollato e sgradevole il loro tour in autobus precedentemente pianificato, i due accettano. A bordo dello yacht, Nick e Audrey incontrano l’ex fidanzata di Cavendish, Suzi Nakamura, suo cugino e figlio di Quince, Tobey, l’attrice Grace Ballard e il colonnello Ulenga.

Ma anche la sua guardia del corpo Sergei, il Maharajah Vikram, il pilota di auto da corsa Juan Carlos e più tardi quella notte lo zio di Cavendish. In quell’occasione, Quince annuncia che la sua nuova moglie Suzi sarà l’unica a ricevere la sua eredità, credendo che gli altri fingano interesse per lui solo a causa dei suoi soldi. Prima che possa firmare il suo nuovo testamento, però, le luci si spengono e si riaccendono per rivelare che Quince è morto, pugnalato con un pugnale cerimoniale. Il romantico viaggio di Nick e Audrey si trasformerà così in un caso di omicidio da risolvere, con la consapevolezza che l’assassino è uno tra i presenti sullo yacht.

Murder-Mystery-sequel

Come anticipato, ad interpretare Nick e Audrey vi sono gli attori Adam Sandler e Jennifer Aniston, che tornano a recitare insieme dopo il film Mia moglie per finta, del 2011. Originariamente, però, protagonista femminile del film doveva essere Charlize Theron, la quale si è però tirata fuori dal progetto per via di altri impegni sopraggiunti. Accanto a Sandler ed Aniston si possono poi ritrovare gli attori Luke Evans nel ruolo di Charles Cavendish, Shiori Kutsuna in quelli di Suzi Nakamura e David Walliams come Tobias Quince. Vi sono poi Gemma Arterton nel ruolo di Grace, Ólafur Darri Ólafsson in quelli di Sergei e Terence Stamp come Malcolm Quince.

Murder Mystery 2, il sequel del film

Pochi mesi dopo l’arrivo di Murder Mystery su proprio catalogo, Netflix ha annunciato che il film avrebbe avuto un sequel. Murder Mystery 2 (qui la recensione) è infine arrivato sulla piattaforma il 31 marzo 2023, riproponendo la coppia composta da Nick e Audrey Spitz, interpretati sempre da Sandler e Aniston. Accanto a loro si ritrovano ora attori come Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith e Dany Boon. Le riprese di questo secondo capitolo, con un nuovo caso da risolvere, si sono svolte sia alle Hawaii che a Parigi, dove i due protagonisti sono costretti a recarsi per cercare di scoprire cosa è accaduto ad un loro amico lì scomparso.

Il trailer di Murder Mystery e come vederlo su Netflix

Come anticipato, è possibile fruire di Murder Mystery unicamente grazie alla sua presenza nel catologo di Netflix, dove attualmente, per via dell’uscita del sequel, è al 3° posto nella Top 10 dei film più visti in Italia. Per vederlo, basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri prodotti presenti nel catalogo.

Fonte: IMDb

Murder Mystery 2: spiegazione del finale del film con Jennifer Aniston

Con Murder Mystery 2 (qui la recensione), Adam Sandler e Jennifer Aniston tornano insieme nei panni di Nick e Audrey Spitz per risolvere un nuovo caso in questo sequel che riprende le vicende quattro anni dopo il primo film. La premessa del film vede i due protagonisti viaggiare su un’isola privata per un matrimonio di un vecchio amico, per poi vederlo rapito durante la sera della cerimonia. Inizia così la caccia al rapitore. Nick ed Audrey tentano stavolta di lavorare seriamente come detective, ma il rapimento del Maharajah prenderà una svolta inaspettata per i due, i quali da investigatori diventano i principali sospettati dell’agente M16 Connor Miller (Mark Strong). Per riscattarsi dalle accuse e smascherare il vero colpevole, Nick ed Audrey avranno tante avventure da portare a terminein giro per il mondo, che si chiuderanno con un brevissimo (giusto pochi minuti!) ma intenso finale. Scopriamo di più sulla conclusione del film.

Murder Mystery 2: spiegazione del piano del rapitore (e di tutti i complici)

Murder-Mystery-2-finale

 

Connor Miller e Saira (Kuhoo Verma) sono i veri rapitori di Murder Mistery 2: Nick e Audrey scoprono dunque infine il complicato complotto a cui i due colpevoli hanno lavorato insieme. L’idea è partita da Saira, sorella dello stesso Maharajah. Lei assume Connor e la sua squadra per rapire il fratello, il quale era sul punto di ereditare una enorme fortuna che, secondo la sorella, non sarebbe stato in grado di gestire. Di conseguenza,  lei lo rapisce per chiedere in cambio un altissimo riscatto. Il piano ha inizio con l’uccisione della guardia del corpo del Maharajah da parte della stessa Saira. Mentre tutti sono distratti dai festeggiamenti per il matrimonio, Connor ed i suoi uomini portano il rapito, vestito da bodyguard, su una barca per lasciare l’isola. A questo punto parte la chiamata per chiedere il riscatto, per uno scambio programmato da svolgersi a Parigi.

Il  complotto di Murder Mistery inizia però a diventare più complicato quando il piano di Connor va storto. Nick ed Audrey consegnano i 70 milioni di dollari a Connor pensando di aver ucciso alcuni dei rapitori e lui finge la sua morte facendo esplodere la sua macchina. L’uomo incaricato di recuperare la valigetta con i soldi viene ucciso dalla contessa Sekou e Imani, che si appropriano del denaro. Con la vera morte di Connor salta fuori il vero capo di tutto il complotto: Audrey nota che la tinta di Saira è rovinata, ed identifica la tinta come la stessa presente sui vestiti bruciati che appartenevano a chi ha iniziato la distrazione al matrimonio. A questo punto nella disperazione Saira cerca di uccidere il fratello, colpendo però il colonnello Ulenga.

Perché il pilota si scaglia contro Nick e Audrey nel finale di Murder Mystery 2

Murder Mistery

 

Murder Mystery 2 chiude in maniera sorprendente la storia di Nick ed Audrey: mentre si stanno avvicinando ad una nuova destinazione, il pilota ingaggiato dal Maharajah punta una pistola contro di loro per ottenere la valigetta col denaro. Il pilota, il quale lavora per Vikram, mette in atto una grande truffa, lavorando come pilota per poter fare una grande rapina: Nick ed Audrey diventano dunque il bersaglio perfetto!

Come il finale di Murder Mystery 2 ci prepara per Murder Mystery 3

Murder-Mystery-2-film

 

Il finale di Murder Mystery 2 ci lancia alcuni suggerimenti su un possibile terzo capitolo: Nick ed Audrey si trovano a dover fermare l’elicottero prima che questo si schianti. E’  possibile che i due aspiranti detective puntino a risolvere la propria rapina in Murder Mystery 3, oppure, dato che la serie di film si chiama sempre Murder Mystery, il prossimo capitolo potrà vedere Nick ed Audrey investigare sulla morte di qualcun altro avvenuta durante questa.

Perché i rapitori di Murder Mistery 2 parlano solo con Nick?

Murder-Mystery-2-Adam-Sandler

 

Dato che queste persone lavorano per Connor, l’unica spiegazione plausibile è che tenere Nick al telefono è il modo con cui Connor cerca di raccogliere più prove incriminanti contro di loro, per incastrarli. Sarebbe stato più semplice per Connor gestire tutto da solo, ma avrebbe anche potuto complicare eccessivamente i piani.

Che cosa succede a Saira dopo la rivelazione del rapimento?

Murder-Mystery-2-Jennifer-Aniston

Un aspetto del finale di Murder Mystery 2 che resta davvero un po’ un mistero è cosa succede a Saira. Dopo aver rivelato di essere  parte del complotto ed aver tentato di uccidere il fratello, il film non mostra più Saira dopo che Claudette la mette al tappeto. E’ improbabile che Claudette l’abbia uccisa colpendola, quindi presumibilmente Saira sarà stata arrestata per la partecipazione al complotto e per il tentato omicidio.

Com’è arrivata Susan sulla torre Eiffel (e dov’era Gary?)

Murder Mystery 2 recensione

Il caos creato dalla rivelazione del complotto e dalla minaccia di Connor di far saltare in aria il Maharajah e tutta la torre Eiffel è momentaneamente interrotto dall’arrivo in scena di una donna, Susan (Jillian Bell), salita in quello specifico punto per una vecchia questione romantica. È una parte interessante del finale, in quanto significa che per quanto il ristorante fosse stato comprato proprio per mantenere la privacy del momento, chiunque sarebbe potuto entrare attraverso l’ascensore.

La seconda questione riguarda Gary, l’uomo che Susan aveva incontrato dieci anni prima e che avrebbe dovuto rivedere quel giorno in quel punto. Gary, però, non viene trovato da nessuna parte in questa sequenza finale: non è chiaro se Gary si sia presentato in anticipo e sia stato portato via, o se non si sia completamente presentato all’incontro. Fortunatamente per Susan, lei sembra trovare un nuovo amore alla fine del film con l’ispettore Delacroix (Danny Boon).

Murder Mystery 2: recensione del sequel di Netflix

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Murder Mystery 2: recensione del sequel di Netflix

I coniugi Spitz sono tornati con una nuova indagine, anzi con un nuovo e secondo film dellla serie Murder Mystery, sempre con per protagonisti Adam Sandler e Jennifer Aniston. Murder Mystery 2 riprende la storia da dove l’abbiamo lasciata quattro anni fa nel 2019, con gli affiatati Nick e Audrey Spitz, che dopo la loro prima indagine tra Monte Carlo e il Lago di Como, hanno finalmente festeggiato la loro Luna di Miele, rimandata per anni, a bordo del leggendario Orient Express per gentile concessione dell’Interpol e dall’ispettore Delacroix. Questo secondo film sempre distribuito da Netflix e diretto stavolta da Jeremy Garelick che punta, ancora una volta, sulla coppia d’attori americani che stavolta però indagano da un’isola paradisiaca in mezzo all’oceano fino ad arrivare alle vie di Parigi.

La trama di Murder Mystery 2

Audrey (Jennifer Aniston) e Nick (Adam Sandler) ora hanno aperto una loro propria agenzia come investigatori privati a New York ma l’attività non va bene, anzi i due sono sulla via del fallimento. Una sera la coppia riceve una chiamata a sorpresa dall’amico maharajah Vikram Govindan (Adeel Akhtar) che l’invita, all’ultimo minuto, al suo matrimonio sulla sua isola privata. L’ex agente di polizia e l’ex parucchiera di Brooklyn accettano al volo la proposta e raggiungono il ricco amico conosciuto nella precedente avventura. Mentre sembra andare tutto bene per gli Spitz, tra camera da letto sul mare, regali costosi firmati Tiffany e Apple, formaggio afrodisiaco, decisamente una vacanza da sogno a gratis e tutta pagata dal promesso sposo, la sera prima della cerimonia nunziale in  stile Bollywood, il maharajah viene rapito.

La strana coppia di detective, ancora una volta, si ritrova a indagare su un mistero solo che in questa occasione sono affiancati da Conner Miller (Mark Strong) un ex negoziatore di ostaggi dei servizi segreti britannici. La storia da qui si trasferisce nella capitale francese dove è tenuto in ostaggio Vikram, qui gli Spitz con Miller sono pronti per pagare, con un enorme somma di banconate dentro una valigetta, i rapinatori ma ovviamente quando c’è di mezzo Audrey e Nick, non va niente per il verso giusto. Intanto a Parigi si trovano oltre alla futura sposa Claudette (Mélanie Laurent) anche la sorella del maharajah Saira (Kuhoo Verma), Il colonnello Ulenga (John Kani) quello privo di un braccio e già presente nel primo film , il calciatore in pensione Francisco (Enrique Arce) e la contessa inglese Sekou (Jodie Turner-Smith) tutti invitati del matrimonio ma anche indiziati.

Sfortunamente nel momento che Murder Mystery 2 ci attrae e ci fa ridere per la totale incapacità degli Spitz di non seguire mai il piano stabilito, il film diventa prevedibile dove sai già che il cast composto dai personaggi secondari farà una brutta fine e saranno uccisi in qualche modo. Tra esplosioni di macchine e una corsa a bordo di una Lamborghini gialla con l’aiuto, di nuovo, del commissario Delacroix (Dany Boon) i coniugi americani risolvono il caso e ritrovano vivo Vikram che finalmente si può sposare. Il montaggio del film di Tom Costain e Brian Robinson permette di non pensare troppo all’incasinata parte finale del lungometraggio ambientata però in una location, parigina per eccellenza, come il ristorante della Torre Eiffel.

Murder Mystery 2. (L to R) Jennifer Aniston as Audrey Spitz and Adam Sandler as Nick Spitz in Murder Mystery 2. Cr. Scott Yamano/Netflix © 2023.

Adam Sandler e Jennifer Aniston

Il punto di forza di Murder Mystery 2 sono i famosi interpreti degli Spitz cioè Adam Sandler e Jennifer Aniston. Il primo è l’attore comico nato al Saturday Night Live, che non si tira indietro mai quando ci sono scene in cui appare sempre il più imbranato,  neanche in grado di mirare giusto con una pistola, ma che si sacrificherebbe per amore della sua compagna. L’altra è la celebre Rachel di Friends, che negli ultimi anni si è dedicata più in ruoli drammatici come la sua interpretazione di Alex nella serie The Morning Show, qua può dare libero sfogo ad acrobazie in bilico attaccata ad una fune e nel ruolo di donna desiderata da qualsiasi uomo, che sia spagnolo o francese, ma sempre fedelissima e innamorata di suo marito. Sandler e Aniston sono alla loro terza volta sul set come coppia, e si vede benissimo, se già avevano convinto nel primo del franchise Murder Mystery, qui si vede proprio che si divertono a recitare insieme.

Murder Mystery 2 una commedia in giallo

Murder Mystery 2 purtroppo possiede alcuni difetti tra cui quello di non aver avuto il coraggio di affrontare un’altro caso di omicidio da risolvere, come era stato fatto nel primo, e scegliere invece di far girare tutto intorno ad un rapimento. La scelta di utilizzare alcuni dei personaggi dal precedente, abbassano la posta in gioco, ed era più interessante rinnovare tutto il cast degli indagati come si è osato nel Glass Onion – Knives Out il sequel di Cena con delitto – Knives Out di Rian Johnson, tranne ovviamente gli insoliti investigatori. Questo sequel funziona grazie all’intesa tra Sandler e Aniston a supporto della loro comicità e il loro innato talento comico.

Murder Mystery 2: prima clip del sequel con Adam Sandler e Jennifer Aniston

E’ ora disponibili la prima clip ufficiale di Murder Mystery 2, sequel del film del 2019, e in arrivo sempre e solo su Netflix dal 31 marzo. Ritornano Adam Sandler e Jennifer Aniston, nei panni dei coniugi detective Nick e Audrey Spitz, e con loro un ricco cast internazionale: Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e Dany Boon. Il film, diretto da Jeremy Garelick e scritto da James Vanderbilt, sarà disponibile solo su Netflix dal 31 marzo.

La trama di Murder Mystery 2

A quattro anni dalla risoluzione del loro primo caso di omicidio, Nick e Audrey Spitz (Adam Sandler e Jennifer Aniston) sono diventati detective a tempo pieno ma fanno fatica ad avviare la loro agenzia investigativa. Invitati a festeggiare il matrimonio di un loro amico (Adeel Akhtar) sulla sua isola privata, si ritrovano immersi in un nuovo mistero… Non appena la festa ha inizio infatti, qualcuno rapisce lo sposo per ottenere un riscatto. Tutti gli eleganti ospiti, i parenti e la stessa sposa diventano possibili sospettati. MURDER MYSTERY 2 coinvolge Nick e Audrey Spitz in un caso che alza la posta in gioco e dà finalmente a questi due detective l’occasione per realizzare tutto ciò che hanno sempre sognato: il successo della loro agenzia e il tanto atteso viaggio a Parigi.

Il cast del film diretto da Jeremy Garelick include tra gli altri Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e Dany Boon.

Murder Mystery 2: Adam Sandler e Jennifer Aniston di nuovo insieme nel trailer del film Netflix

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È ora disponibile il trailer di Murder Mystery 2, sequel del film del 2019, e in arrivo sempre e solo su Netflix dal 31 marzo. Ritornano Adam Sandler e Jennifer Aniston, nei panni dei coniugi detective Nick e Audrey Spitz, e con loro un ricco cast internazionale che comprende Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e Dany Boon. Il film, diretto da Jeremy Garelick e scritto da James Vanderbilt, sarà disponibile solo su Netflix dal 31 marzo.

Murder Mystery 2, la trama

A quattro anni dalla risoluzione del loro primo caso di omicidio, Nick e Audrey Spitz (Adam Sandler e Jennifer Aniston) sono diventati detective a tempo pieno ma faticano ad avviare la loro agenzia investigativa. Quando sono invitati a festeggiare il matrimonio di un loro amico (Adeel Akhtar) sulla sua isola privata, si ritrovano immersi in nuovo mistero… Non appena la festa ha inizio infatti, qualcuno rapisce lo sposo per ottenere un riscatto e tutti gli eleganti ospiti, i familiari e la stessa sposa diventano possibili sospettati.

MURDER MYSTERY 2 coinvolge Nick e Audrey Spitz in un caso che alza la posta in gioco e dà finalmente a questi due detective l’occasione per realizzare tutto ciò che hanno sempre sognato: il successo della loro agenzia e il tanto atteso viaggio a Parigi.

Il cast del film diretto da Jeremy Garelick include tra gli altri Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e Dany Boon.

  • Diretto da: Jeremy Garelick
  • Scritto da: James Vanderbilt
  • Prodotto da: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Tripp Vinson, James D. Stern, James Vanderbilt, A.J. Dix, Allen Covert
  • Produttori Esecutivi: Barry Bernardi, Kevin Grady, Julie Goldstein, Lucas Smith, Charlize Theron, Beth Kono, Tim Herlihy, Kyle Newacheck
  • Co-produttori: Joseph Vecsey, Judit Maull, Jonathan Loughran
  • CAST: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, John Kani, Kuhoo Verma, Enrique Arce, Zurin Villanueva, Tony Goldwyn, Annie Mumolo con Dany Boon e Adeel Akhtar
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Murder Mystery 2. (L-R) Adam Sandler as Nick Spitz and Jennifer Aniston as Audrey Spitz in Murder Mystery 2. Cr. Scott Yamano/Netflix © 2022.

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Murder in the first è drammatico creato da Eric Lodal e Steven Bochco, in onda su TNT dal 9 giugno 2014. In ogni stagione si racconta un solo caso.

TRAMA
Terry English (Taye Diggs) e Hildy Mulligan (Kathleen Robertson) sono due investigatori della omicidi di San Francisco che inizialmente lavorano a due omicidi che sembrano indipendenti, ma che invece sono entrambi collegati, a Erich Blunt (Tom Felton), prodigio di Silicon Valley.

CAST
Taye Diggs, Kathleen Robertson, Nicole Ari Parker, Steven Weber, Tom Felton, Mimi Kirkland, Raphael Sbarge, Ian Anthony Dale, Bess Rous.

PRODUTTORI ESECUTIVI
Eric Lodal e Steven Bochco.

PRODUZIONE
TNT Original Productions.