Come vi abiamo già annunciato
(qui), Duncan Jones è ora al
lavoro su Mute, il film che aveva in
programma daoltre dieci anni e che, con l’avvento di Warcraft L’Inizio, è
diventato una graphic novel, prima di trasformarsi a tutti gli
effetti in un film, al momento in produzione.
È notizia recente che
Mute non può essere progetto più diverso
per Jones rispetto al precedente lavoro, dal momento che questo
film verrà distribuito da Netflix, la piattaforma di streaming
on line a pagamento, che è arrivata quest’anno anche in Italia. Un
cambiamento che permetterà al regista di Moon non solo di prendersi
i tempi e gli spazi necessari, ma che lo riporterà anche a una
dimensione indipendente che ha dimostrato saper sfruttare molto
bene.
Mute: Duncan Jones pubblica il
primo concept, nel film riferimenti a Moon
Nelle ultime informazioni che
abbiamo in merito al film, sappiamo che i protagonisti saranno
interpretati da Paul
Rudd e Alexander Skarsgard.
Scritto da Jones e Mike
Johnson, il film verrà prodotto da Stuart
Fenegan della Liberty Films. Nel progetto saranno
coinvolti anche Sam
Rockwell, già splendido protagonista di
Moon, e Clint
Mansell, per la colonna sonora.
Ambientato a Berlino tra 40 anni,
Mute è incentrato su Leo Beiler
(Skarsgard), un barista muto che ha solo una ragione per vivere, ma
ora è sparita. Quando la ricerca della ragazza da parte di Leo lo
costringe ad addentrarsi fin nelle viscere della città, una strana
coppia di chirurghi americani (guidata da Rudd) sembra l’unico
indizio ricorrente, e Leo non riesce a capire se i due potrebbero
essere utili o se dovrebbe temerli.
Dopo anni di produzione e delle
riprese passate sotto silenzio, l’ambizioso Mute
di Duncan Jones uscirà direttamente su Netflix a partire dal prossimo Febbraio.
A darne conferma è lo stesso regista
di Moon, che su Twitter rivela che il film sarà disponibile dal
prossimo mese.
Mute,
prossimo film di Duncan Jones, distribuito da
Netflix
Scritto da Jones e Mike
Johnson, il film verrà prodotto da Stuart
Fenegan della Liberty Films. Nel progetto saranno
coinvolti anche Sam
Rockwell, già splendido protagonista di
Moon, e Clint Mansell, per
la colonna sonora. Nel cast del film Paul
Rudd, Alexander Skarsgard e
Justin Theroux.
Ambientato a Berlino tra 40 anni,
Mute è incentrato su Leo Beiler (Skarsgard), un
barista muto che ha solo una ragione per vivere, ma ora è sparita.
Quando la ricerca della ragazza da parte di Leo lo costringe ad
addentrarsi fin nelle viscere della città, una strana coppia di
chirurghi americani (guidata da Rudd) sembra l’unico indizio
ricorrente, e Leo non riesce a capire se i due potrebbero essere
utili o se dovrebbe temerli.
Ecco il trailer in italiano di
Mustang, film acclamato dal pubblico e
dalla critica di Cannes e
Toronto. Mustangsarà il
candidato agli Oscar per la Francia come Miglior Film
Straniero.
Ambientato in
Turchia, Mustangè un dramma
contemporaneo che esplora le differenze tra religione e laicità,
tradizione e modernità, attraverso la storia di cinque adolescenti
che vivono in un remoto villaggio del paese. In particolare, la
macchina da presa segue le vicende della più giovane delle cinque,
la tredicenne Lale, raccontando i suoi tentativi di prendere le
distanze dal destino che la sua famiglia ha riservato a lei e alle
sue sorelle.
Nel cast del film
Günes Sensoy, Doga Zeynep Doguslu, Elit Iscan, Tugba
Sunguroglu, Ilayda Akdogan, Nihal G. Koldas, Ayberk Pekcan, Bahar
Kerimoglu.
Presentato alla XII edizione di
Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma,
Mustang, diretto dalla
regista Deniz Gamze Ergüven, arriverà nelle
sale il 29 ottobre.
Mustang – Turchia,
giorni nostri. In uno sperduto paesino sul Mar Nero a centinaia di
chilometri da Istanbul, Lale (Gunes Nezihe Sensoy)
e le sue quattro sorelle maggiori vivono con la nonna e lo zio,
orfane di entrambi i genitori. Un giorno, tornando da scuola, si
intrattengono con dei compagni a giocare sulla spiaggia, qualche
vicino di casa le osserva e dice tutto alla nonna. Scandalo nel
paese. La nonna e lo zio, preoccupati per l’onorabilità delle
fanciulle, decidono di recluderle in casa che diventa per loro una
vera e propria prigione dove dedicarsi unicamente a corsi di
economia domestica. Il passo successivo è trovar loro
immediatamente marito così inizia la penosa ricerca di matrimoni
combinati a cui le ragazze non possono sottrarsi.
Mustang è
il primo lungometraggio della giovane regista turca Denis
Gamze Erguven, vincitrice di un pardo al Festival
di Locarno nel 2006 con il suo corto Bir Damla
su (Une goutte d’eau) sezione Pardi di domani. Questo
suo primo lungo, che verrà presentato al Festival di Roma, e che già si è
fatto notare a quello di Cannes, è un lavoro fortemente
autobiografico in quanto nella storia di Lale e delle sue quattro
sorelle troviamo molto della storia personale della regista nata ad
Ankara. Mustang è il nome dei bellissimi cavalli selvaggi dalla
lunga criniera e dall’indole focosa, così come focoso e indomabile
è il temperamento delle cinque bellissime eroine che la regista ha
scelto per la sua storia. Cinque giovani donne cui lunghi capelli,
come le criniere dei mustang, sono accarezzati dal vento, immagine
simbolo di quella libertà per cui esse combattono unite, come
fossero una persona sola.
La loro battaglia è contro assurde
convenzioni sociali di un piccolo paese che rappresenta il volto
più conservatore di una Turchia che si sforza di liberarsi da
antichi legami morali e religiosi. Una Turchia che, all’infuori
della capitale vista come una meta lontana e irraggiungibile, è
purtroppo ricaduta in un’ortodossia religiosa e sociale che ha
nelle donne l’elemento più sacrificato. Lale, una bravissima e
sorprendente Gunes Nezihe Sensoy, al suo esordio da attrice,
interpreta la più piccola ma anche la più combattiva delle cinque
sorelle, colei che per ultima si arrenderà a quel sistema che
pretende di decidere della sua vita al posto suo.
Mustang è
un film di denuncia, mai crudo ma comunque dal forte impatto
emotivo, che mira a smascherare l’ipocrisia di queste assurde
convenzioni dietro le quali si nasconde lo squallore e l’abuso, di
cui queste donne sono oggetto, perpretato proprio da chi vorrebbe
difendere la loro moralità. Mustang è anche un film
sull’amore, quello vero e intensissimo che lega le cinque sorelle,
così come sulla speranza che non deve mai venir meno, perchè in un
mondo dove tutti sembrano esserti nemici qualcuno disposto a
tenderti una mano può sempre arrivare.
Mamma Mia! Ci
risiamo (dal
27 novembre in DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD e Digital),
con la partecipazione del cast originale del primo film e molti
nuovi attori tra cui Lily
James e Jeremy Irvine
(Meryl Streep e Pierce Brosnan da
giovani), Andy Garcia e la magnifica Cher nel
ruolo della “nonna”, è un viaggio fra passato e presente (il film è
allo stesso tempo prequel e sequel), fra amicizia e famiglia.
Ambientato nell’isola greca di
Kalokairi con le atmosfere solari esaltate dal sottofondo musicale
delle memorabili canzoni degli Abba (da “Dancing Queen” a
“Fernando”, da “Super Trouper” a “Waterloo”) il film è l’occasione
perfetta per un excursus nelle trasposizioni dei musical per il
grande schermo. Ecco le dieci da non perdere.
Chicago (2002)
Ambientato negli anni ’20 (la
famosa “Chicago anni ’20), il film ispirato all’omonimo musical del
1975 e diretto da Rob Marshall (Memorie di una
Geisha, Pirati dei Caraibi – Oltre i Confini del Mare)
racconta il mondo della musica e del crimine di quell’epoca con un
taglio estremamente al femminile.
Renée Zellweger e Catherine Zeta-Jones sono bravissime in scena
sia che recitino o che ballino, e non è da meno Richard Gere che interpreta un avvocato pieno di
fascino. Vincitore di 6 Oscar, Chicago
ha in “Funny Honey” e “Nowadays” due delle sue migliori
canzoni.
Tutti Insieme Appassionatamente (1965)
Il musical diretto da
Robert Wise (già regista di West Side Story) in cui
Julie Andrews interpreta un’istitutrice
appassionata di musica che si prende cura dei 7 figli di un
ufficiale in pensione (Cristopher Plummer).
Successo più di pubblico che di critica (al tempo dell’uscita il
film è diventato il più alto incasso cinematografico di tutti i
tempi). il lungometraggio ha la sua forza assoluta nella
meravigliosa colonna sonora composta da Richard Rodgers e Oscar
hammerstein II e che è ancora una delle più memorabili e più
vendute con oltre 20 milioni di copie. Da ascoltare la title song
“The Sound of Music”:
A Chorus Line (1985)
Trasposizione cinematografica del
musical del 1975, il film diretto da Richard
Attenborough (regista di Ghandi e attore in
Jurassic Park) mette in scena la storia di un corpo di
ballo impegnato a preparare un musical sotto la direzione di Zach,
un sempre deciso e severo Michael Douglas.
“Surprise, Surprise” ha ricevuto la nomination
all’Oscar come migliore canzone originale
Rocky Horror Picture Show (1975)
Considerato un cult assoluto, Il
Rocky Horror Picture Show, tratto dallo
spettacolo teatrale del 1973 scritto da Richard
O’Brien (Interprete del personaggio di Riff Raff nel
lungometraggio) è sempre stato un simbolo di trasgressione.
Nonostante al momento dell’uscita abbia avuto risultati non del
tutto soddisfacenti, il film deve il suo successo alle proiezioni
di mezzanotte dove che proseguono tuttora. La canzone della colonna
sonora da ricordare è “The Time Warp”
West Side Story (1961)
Ispirato al musical di Broadway del
1957 e basato sulla pièce teatrale di Shakespeare
“Romeo e Giulietta”, West Side Story è
stato premiato con 10 Oscar su 11 nomination
(record assoluto per un musical). Diretto da Robert
Wise e con protagonisti Richard Beymer e
Natalie Wood (per le parti erano stati considerati anche
Burt Reynolds, Anthony Perkins e Audrey Hepburn)
entrambi doppiati nelle parti cantate. La colonna sonora, composta
da Leonard Bernstein e Stephen Sondheim, autori
anche della versione teatrale, è stata in parte riarrangiata e
cambiato l’ordine di alcune canzoni. Da ascoltare su tutte
“Maria” e “Somewhere”:
My Fair Lady
Basato sull’omonimo musical di
Lerner e Loewe, a sua volta ispirato alla pièce Pigmalione
di George Bernard Shaw, il film musicale del 1965
di George Cukor (regista anche di E’ nata una
stella con
Judy Garland) racconta la storia di una giovane
fioraia (Audrey
Hepburn) che si scontra con un professore di fonetica
(Rex Harrison) convinto ad ogni costo di
insegnarle a parlare nel modo corretto per introdurla nell’alta
società.
Nella versione originale proprio la
voce della Hepburn è stata considerata inappropriata per
cantare e così è stata doppiata da Marni Nixon. My Fair
Lady ha vinto 8 Oscar
e memorabile è rimasta la canzone “La rana in Spagna gracida in
campagna” (in originale “Rain in Spain”).
Jesus Christ Superstar (1973)
La rock opera del 1970 scritta
dalla premiata ditta Lloyd Webber-Tim Rice è stata
trasposta per il grande schermo da Norman Jewison
(Rollerball, Stregati dalla Luna). La storia verte su una compagnia
teatrale che vuole mettere in scena “La Passione di
Cristo” nel deserto. Il film è stato molto apprezzato da Papa
Paolo VI che lo ha definito “il miglior veicolo per condurre le
persone verso il cristianesimo”. Dei numerosi numeri musicali
“Heaven on their Minds” cantata da Carl
Anderson, interprete di Giuda.
Hairspray (2007)
Nel mondo dei film tratti dai
musical, “Hairspray” è un caso del tutto particolare. Il
musical di Broadway del 2002 a cui è ispirato è infatti stato
scritto sulla base del film originale di John
Waters del 1988. Nel lungometraggio, che affronta il
problema dell’integrazione (siamo agli inizi degli anni ’60), Tracy
è una giovane studentessa in sovrappeso che ha il sogno di
partecipare a un dance show televisivo. Nel cast in cui sono
presenti Michelle Pfeiffer,
Zac Efron, Cristopher Walken spicca John
Travolta in versione en travesti nella parte
della madre della protagonista. “You can’t stop the
beat” e “Without love” sono le due canzoni
della colonna sonora da ascoltare.
Grease (1978)
“Grease”,
ispirato all’omonimo musica del 1971, è andato in produzione alla
fine del 1976. John Travolta, con una
carriera in grande ascesa dopo il successo de “La Notte del
Sabato Sera”, scelto come protagonista ha suggerito il regista
Randal Kleiser e gran parte del cast, inclusa
Olivia Newton-John che al tempo era nota solo al
popolo del country.
Da qui è nato uno dei
musical più cult della storia del cinema. Nel 1978
la colonna sonora è stato l’album più venduto, secondo solo alla
già citata “Febbre del Sabato Sera”. Scegliere le canzoni più
rappresentative non è semplice ma “Greased Lightnin’” e
“Summer Nights” sono certamente due pietre miliari.
Evita (1996)
Andrew Lloyd-Webber e Tim
Rice, autori di moltissimi musical, hanno composto
“Evita”, storia della vita della nota First lady argentina, nel
1976 e l’hanno messa in scena nel 1978. Con la loro collaborazione
Alan Parker (“Fuga di Mezzanotte, “Mississippi
Burning”, “Angel Heart”) nel ’96 ha realizzato la versione
cinematografica dopo numerosi tentativi falliti (uno di questi da
parte di Oliver Stone).
Poiché Michelle
Pfeiffer, prima scelta per la parte principale, abbandonò
la produzione per portare avanti la sua seconda gravidanza, il
ruolo della protagonista fu affidato a Madonna, che si era proposta
a Parker in una appassionata lettera. Per questo ruolo Madonna ha
dovuto fare numerose lezioni di canto per affrontare le difficoltà
dello spartito. Nella colonna sonora una canzone su tutte: “Don’t
Cry for Me Argentina”.
Prime
Video ha diffuso il trailer di Musica,
il nuovo film comedy Prime Video, dalla mente di Rudy Mancuso con
Camila Mendes, Francesca Reale e J.B. Smoove – in
streaming su Prime Video dal 4 aprile.
Commedia romantica non tradizionale che si muove al suo ritmo
contagioso, Música ha come protagonista la star online Rudy
Mancuso, che ha basato il film sulle sue esperienze personali e ne
è anche regista, co-sceneggiatore, compositore e coreografo.
Rudy Mancuso, un giovane artista di
strada carismatico ma senza direzione del quartiere Ironbound di
Newark, ha una visione unica del mondo. Grazie a una rara
condizione chiamata sinestesia, vive i rumori quotidiani – dai
clacson delle auto alle gocce d’acqua alle porte che sbattono –
come una serie di ritmi complessi. Si sforza di tenere a bada la
musica nella sua testa, ma non è così facile.
Quando non segue le lezioni per
finire la laurea o non mette in scena spettacoli di marionette per
i pendolari nelle strade dell’affiatata comunità brasiliana di
Ironbound, Rudy cerca di convincere la sua ragazza, Haley
(Francesca Reale), che alla fine riuscirà a capire come stanno le
cose. Vive con la madre, Maria (interpretata dalla madre
dell’attore nella vita reale, Maria Mancuso), che vuole che il
figlio lasci Haley e si sistemi con una bella ragazza brasiliana
del quartiere. Rudy riceve anche consigli sulla vita e sull’amore
dal suo migliore amico, Anwar (l’attore comico J.B. Smoove), un
gestore di food truck la cui identità culturale cambia in base al
luogo in cui il suo camion è parcheggiato in un determinato
giorno.
Le cose prendono una piega caotica
quando Rudy viene letteralmente steso da un pezzo di pesce
congelato che vola. L’incidente porta all’incontro con Isabella
(Camila Mendes), una giovane e bella donna brasiliana che lavora
nel mercato del pesce locale e che potrebbe capire Rudy come nessun
altro ha mai fatto. Intrappolato in un triangolo amoroso, Rudy
cerca di trovare un equilibrio tra la sua eredità culturale, le
donne della sua vita e la música nella sua testa.
Il film
Música
è diretto da Rudy Mancuso (“Tempo”, “Storie dal
nostro futuro”) da una sceneggiatura di Mancuso e Dan Lagana
(“American Vandal”, The Babysitter: Killer Queen). Il film è
interpretato da Francesca Reale (“Stranger Things,” “Haters Back Off!”),
Camila Mendes (“Riverdale,” Palm Springs),
J.B. Smoove (“Curb Your Enthusiasm,” Spider-Man:
Far From Home) e Rudy Mancuso (Rim of the World,
The
Flash). I produttori sono McG (“Supernatural”, “Chuck”) e Mary Viola (The
Babysitter, Love Hard). I produttori esecutivi sono Camila Mendes,
Bruce Wayne Gillies, Dan Lagana e Steven Bello (The DUFF,
Holidate).
Il direttore della fotografia è
Shane Hurlbut (Terminator Salvation, Act of Valor). Lo scenografo è
Patrick Sullivan (Gerald’s Game, Love Hard). La costumista è Tere
Duncan (“The Walking Dead”, City Island). Il film è
montato da Melissa Kent (The Age of Adaline, The Dirt). Il
direttore di produzione dell’unità è Bruce Wayne Gillies (Kate,
The Disaster Artist). Il supervisore
musicale è Jamie Rise. Il supervisore del ritmo è Marivaldo Dos
Santos.
Music
è una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel
suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la
leggendaria artista musicale mondiale Sia ha
reinventato in modo audace e avvincente il genere cinematografico
musical.
Star mondiale
multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award,
due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte
definita regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar
del nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad
incredibili performance live.
Protagoniste del
film, Maddie Ziegler, musa della cantante e
protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”)
e Kate
Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden
Globe per il film Quasi famosi.
Music, la
trama
MUSIC parla della magia che può
nascere quando chi non è in grado di esprimersi a parole incontra
persone capaci di ascoltare col cuore. La storia ha inizio quando
Zu (Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione
a rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere
nominata unica tutrice della sorellastra adolescente, Music
(Ziegler). Music è una ragazza con un disturbo dello spettro
autistico non verbale e Zu entra immediatamente in conflitto con le
sue nuove responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un
vicino di casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende
manifestando non solo compassione, ma anche una profonda
comprensione nei confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è
una persona su cui può fare affidamento e dalla quale può imparare
molto. MUSIC fonde un sentito racconto sulla
forza dell’amore con sequenze musicali dai toni fluo e
immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un vivace
scorcio della vita interiore dei personaggi.
MUSIC è
una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel
suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la
leggendaria artista musicale
mondiale Sia ha reinventato in modo
audace e avvincente il genere cinematografico
musical.
Star mondiale
multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award, due ai
BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte definita
regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar del
nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad incredibili
performance live. Protagoniste del
film, Maddie Ziegler, musa della cantante e
protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”)
e Kate
Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden
Globe per il film Quasi famosi.
Music parla della
magia che può nascere quando chi non è in grado di esprimersi a
parole incontra persone capaci di ascoltare col
cuore.
La storia ha inizio quando Zu
(Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a
rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata
unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler). Music
è una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale e
Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove
responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un vicino di
casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende manifestando
non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei
confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui
può fare affidamento e dalla quale può imparare
molto.
Music fonde un
sentito racconto sulla forza dell’amore con sequenze musicali dai
toni fluo e immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un
vivace scorcio della vita interiore dei personaggi.
Music
è una potente, originale e celebrativa dichiarazione artistica. Nel
suo lungometraggio di esordio come sceneggiatrice e regista, la
leggendaria artista musicale mondiale Sia ha
reinventato in modo audace e avvincente il genere cinematografico
musical.
Star mondiale
multi-platino nominata nove volte ai Grammy Award,
due ai BRIT Awards e due ai Golden Globe, Sia è stata più volte
definita regina del pop e una delle più importanti iconiche popstar
del nuovo millennio, grazie a un ricercato songwriting e ad
incredibili performance live.
Protagoniste del
film, Maddie Ziegler, musa della cantante e
protagonista di molti suoi video (tra cui l’acclamato “Chandelier”)
e Kate
Hudson, candidata agli Oscar e vincitrice del Golden
Globe per il film Quasi famosi.
MUSIC, il film
Music
parla della magia che può nascere quando chi non è in grado di
esprimersi a parole incontra persone capaci di ascoltare col
cuore.
La storia ha inizio quando Zu
(Hudson), in rotta con la propria famiglia e con una propensione a
rovinarsi la vita con le proprie mani, si ritrova a essere nominata
unica tutrice della sorellastra adolescente, Music (Ziegler). Music
è una ragazza con un disturbo dello spettro autistico non verbale e
Zu entra immediatamente in conflitto con le sue nuove
responsabilità di tutrice. Presto conosce Ebo (Odom), un vicino di
casa premuroso e dall’animo gentile che la sorprende manifestando
non solo compassione, ma anche una profonda comprensione nei
confronti di Music. Zu si rende conto che Ebo è una persona su cui
può fare affidamento e dalla quale può imparare
molto.
Music fonde un
sentito racconto sulla forza dell’amore con sequenze musicali dai
toni fluo e immaginifici, tipici di Sia, che offrono al pubblico un
vivace scorcio della vita interiore dei
personaggi.
In contemporanea con la mostra
Il mondo di Tim Burton, l’offerta del Museo Nazionale
del Cinema si arricchisce di due volumi editi da Museo
Nazionale del Cinema di Torino, in collaborazione con la
casa editrice Bakemono Lab: due libri dedicati al
genio creativo di Tim Burton che affiancano gli approfondimenti
già offerti nel catalogo ufficiale.
Il primo è Moondance.
Tim
Burton, un alieno a Hollywood, una raccolta di
saggi critici sulla poetica dell’artista che percorre, attraverso
voci diverse, un excursus nei suoi temi ricorrenti (il macabro,
l’infanzia, il corpo, la deformità, l’amore e i mostri) alla
scoperta di nuovi elementi e aspetti poco battuti della sua vena
espressiva. Dopo un vuoto editoriale che dura dal 2007,
Moondance costituisce il primo volume di approfondimento
aggiornato dedicato a Tim Burton, nato da una coedizione tutta
italiana. Dieci autori, introdotti da una prefazione di Stefano
Bessoni, che raccontano altrettante tematiche portando alla luce
una molteplicità di punti di vista che indagano il cuore
dell’universo espressivo burtoniano. Prezzo di copertina: 20 euro.
Copertina flessibile. Pagine: 280
Mentre vi è pi Tim,
L’eterno fanciullo di Burbank, un albo illustrato che
mette in luce gli aspetti più eccentrici e profondi del regista,
attraverso un’accurata analisi del suo immaginario e della sua
ricerca, compiute da un altro regista, illustratore e artista:
Stefano Bessoni. Una biografia illustrata a base di scarabocchi,
dove Bessoni propone la propria versione dei personaggi strambi e
grotteschi di Burton, in un gioco di prospettive che omaggia il
lato più ironico e fanciullesco del grande regista americano.
“Un taccuino di appunti e
scarabocchi dedicati a Tim Burton. Un modo molto personale per
compiere un viaggio nell’universo macabro e romantico di uno degli
artisti più importanti della scena contemporanea e per fissare
nella mente concetti e immagini. Certo, è strambo – afferma
Stefano
Bessoni – disegnare i suoi personaggi alla mia maniera, ma
è certamente un processo catartico e queste pagine sono il mio
piccolo sentito omaggio al suo mondo incantato”.
Secondo il Direttore del Museo
Nazionale del Cinema, Domenico De Gaetano, “questo
libro di Stefano Bessoni è la guida più originale e creativa che
si possa concepire sull’universo meraviglioso di Tim Burton.
Sicuramente perché è scritto da un regista-artista-illustratore e
non da un critico o uno storico del cinema di professione. Inoltre,
Bessoni possiede uno sguardo
incantato e fanciullesco che ha molti punti in comune con quello
esuberante e universalmente conosciuto di Burton. Ma, soprattutto,
il libro consente di ripercorrere la carriera artistica del regista
americano attraverso un racconto accurato e coinvolgente,
impreziosito da una serie di illustrazioni che sono esse stesse
affascinanti interpretazioni dei personaggi burtoniani”. Prezzo di
copertina: 26 euro. Copertina rigida. Edizione bilingue italiano e
inglese.
Entrambi i volumi sono disponibili
per l’acquisto presso il bookshop del Museo Nazionale del Cinema o
sul sito della casa editrice www.bakemonolab.com
I Wonder Pictures e
Unipol Biografilm Collection portano al cinema il film
Museo – folle rapina a città del Messico di
Alonso Ruizpalacios e con protagonista Gael Garcìa
Bernal.
Il film, presentato in anteprima
mondiale alla 68esima edizione del Festival internazionale del
cinema di Berlino vincendo l’Orso d’Argento per la Migliore
Sceneggiatura, arriverà nelle sale italiane a partire da domani
31 ottobre.
Museo – folle rapina a città del Messico, il film
Gli
eterni studenti Juan e Benjamín hanno un’idea folle per
risolvere la monotonia delle loro vite e la loro mancanza di
prospettive: depredare il Museo Nazionale di Antropologia di Città
del Messico. Inaspettatamente, grazie anche al calo di sorveglianza
del periodo natalizio, i due riescono nell’impresa e trafugano
alcuni dei reperti precolombiani più preziosi del pianeta. Solo la
mattina dopo, però, quando scoprono che i media stanno descrivendo
il loro colpo come un vero e proprio attacco alla Nazione,
comprendono la gravità e le implicazioni del loro operato. I passi
successivi del piano li porteranno a girare per il Messico, dalle
rovine di Palenque alle spiagge di Acapulco, nel futile tentativo
di piazzare dei tesori così riconoscibili che nessuno osa
acquistarli.
Dal geniale regista di
Gueros, un imprevedibile heist-movie con Gael
García Bernal, ispirato alla storia vera del furto più assurdo
e sorprendente della storia del Messico.
Dopo aver prodotto la
miglior serie di fantascienza degli ultimi anni (se non avete avuto
modo di vederla stiamo parlando di Foundation, tratta dal capolavoro
letterario di Isaac Asimov) Apple TV+
ha deciso di affrontare nuovamente il genere con Murderbot, trasposizione in dieci episodi
del romanzo All Systems Red di Martha
Wells – primo capitolo della serie The
Murderbor Diaries. In questo caso però il tono è
diametralmente opposto, in quanto lo show scritto, prodotto e
diretto da Chris e Paul Weitz è nel suo intento primario una
commedia dell’assurdo.
La storia di
Murderbot
Al centro della
vicenda si trova infatti il cyborg denominato SecUnit
(Alexander
Skarsgård), il quale dopo aver hackerato il sistema
che lo costringeva a essere manipolato dagli esseri umani si è
rinominato Murderbot. Per evitare di essere scoperto ed
eliminato, l’androide si finge funzionale e viene spedito a
lavorare come garante della sicurezza di un gruppo di scienziati
approdati su un pianeta sconosciuto e potenzialmente pericoloso.
Incapace di interagire normalmente con gli esseri umani, ai quali
preferisce di gran lunga le soap opera, Murderbot inizia a destare
i sospetti di alcuni dei membri della squadra, in particolar modo
Gurathin (David
Dastmalchian).
Da un’idea di partenza
piuttosto intrigante anche se non propriamente originale – pensiamo
prima di tutto al robot depresso e filosofeggiante di Guida
galattica per autostoppisti – i creators Chris e Paul
Weitz avrebbero potuto trarre uno show decisamente più
coinvolgente. Murdebot fin dall’episodio pilota si
rivela invece un qualcosa che non trova mai un suo vero e proprio
equilibrio, diviso costantemente tra una messa in scena che vuole
rispettare lo sfarzo della fantascienza e un tono scanzonato il
quale non si fonde con l’estetica del prodotto. Quello che avviene
nei vari episodi è francamente poco interessante, anzi appare quasi
un pretesto per regalare momenti di ilarità dovuti alla personalità
sui generis del personaggio principale. La scelta di adoperare
costantemente la voce interiore si rivela azzeccata soltanto in
alcuni momenti, mentre alla lunga risulta un altro ostacolo
all’efficacia della progressione narrativa. Anche se oggettivamente
divertente in alcune sequenze, come ad esempio il primo
interrogatorio tra Gurathin e SecUnit, Murdebot si poggia su
scenette che quasi mai sviluppano reali situazioni, ovvero troppo
poco per costruire una trama quanto meno interessante. La scelta
poi di far durare gli episodi poco più di venti minuti ciascuno non
offre alcuna possibilità di entrare in sintonia emotiva con quello
che accade in ogni capitolo. Quando sembra che qualcosa stia per
accadere, ecco che la puntata termina.
Un cast messo in
difficoltà dalla scrittura
Dovendo lavorare con questo materiale, il cast di attori riesce
soltanto in rarissimi casi a offrire il meglio delle proprie
qualità di interpreti. Sarsgård risulta tutto sommato simpatico
nella sua espressione costantemente attonita, il che funziona in
maniera appropriata al personaggio di Murderbot. Dastmalchian
invece risulta efficace soltanto a corrente alternata, il che
risulta strano visto quanto il caratterista abbia dimostrato di
essere a suo agio quando si tratta di personaggi lontani da una
rappresentazione realistica. Tutti gli altri sono fracmaente
dimenticabili, compresa in Noma Dumezweni solitamente invece capace
di imporsi all’attenzione dello spettatore.
Se si pensa che
Chris e Paul Weitz sono quelli che sfiorarono
l’Oscar per il brioso adattamento di About a Boy – Un
ragazzo da Nick Hornby, diventa
ancora più sconcertante vedere quanto poco interessante sia stato
il loro lavoro su Murderbot. La loro serie proprio
non possiede mordente, non sviluppa caratteri in cui ci si può
identificare né che si ama detestare, e tanto meno offre una trama
avvincente. Se non fosse per alcuni momenti di stralunata ilarità
dovuta ai rapporti complessi tra i personaggi, i vari episodi
scivolerebbero via nella noia più completa. In alcuni momenti
Murderbot diverte, ma nel complesso risulta
un’operazione davvero scialba.
La piattaforma streaming ha
ordinato una seconda stagione della serie Murderbot, che vede Alexander Skarsgård nei panni del
protagonista, un robot di sicurezza che deve nascondere il fatto di
aver acquisito il libero arbitrio e proteggere i suoi clienti umani
in una missione pericolosa, ma che in realtà vorrebbe solo essere
lasciato in pace a guardare soap opera futuristiche e capire il suo
posto nell’universo.
Il rinnovo di
Murderbot arriva un giorno
prima del finale della prima
stagione dello show, previsto per l’11 luglio. Lo show della
CBS Studios è basato sul primo libro della serie di romanzi
Murderbot Diaries di Martha Wells, vincitrice dei premi Hugo
e Nebula. Chris e Paul Weitz hanno adattato il libro e sono gli
showrunner.
Matt Cherniss, responsabile della
programmazione di Apple
TV+, ha aggiunto: “Chris, Paul, Alexander e tutto il
team di Murderbot hanno realizzato un adattamento brillante,
originale, avvincente, spiritoso e vivace che ha catturato
l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo. Non vediamo l’ora
di svelare cosa riserva il futuro a Murderbot e, naturalmente, a
Sanctuary Moon nella seconda stagione”.
Murderbot
vede anche la partecipazione di Noma Dumezweni, David
Dastmalchian, Sabrina Wu, Akshay Khanna, Tattiawna Jones e Tamara
Podemski. Chris e Paul Weitz sono produttori esecutivi
insieme ad Andrew Miano della loro società Depth of Field, insieme
a David S. Goyer e Keith Levine per Phantom Four e Skarsgård. Wells
è produttore consulente.
Dopo il successo dei romanzi
Murderbot di Martha Wells, Alexander Skarsgård ha dato vita al
personaggio tormentato nella nuova serie Apple TV+, di cui
è ora disponibile l’episodio finale.
È stato un viaggio movimentato per
Murderbot. Nei primi episodi ha
conquistato il libero arbitrio, solo per usarlo per guardare soap
opera, prima di essere reclutato da una squadra di benefattori
chiamata PreservationAux. Da quel momento, la sua missione è stata
quella di proteggere la sua squadra, evitando il più possibile le
emozioni umane.
Fortunatamente, dopo il
finale della prima stagione, Murderbot è stato rinnovato per la
seconda stagione, confermando che vedremo SecUnit tornare in
azione. Ecco tutto ciò che sappiamo finora.
Speculazioni sulla data
di uscita della seconda stagione di Murderbot
Non c’è ancora una data di uscita
confermata per la seconda stagione di Murderbot. A
occhio e croce, non ci aspettiamo che arrivi prima della fine del
2026, ma terremo aggiornata questa pagina con ulteriori dettagli
non appena saranno disponibili.
Murderbot è
stato rinnovato per la seconda stagione subito dopo l’uscita
del finale della prima stagione. I fratelli Weitz, showrunner di
Murderbot, hanno dichiarato: “Siamo molto grati per la risposta che
Murderbot ha ricevuto e siamo lieti di poter tornare nel mondo di
Martha Wells per lavorare con Alexander, Apple, CBS Studios e il
resto del team”.
Alexander Skarsgård e
David Dastmalchian sono i protagonisti di
Murderbot. Apple
TV+ Matt Cherniss, responsabile della programmazione di
Apple TV+, ha aggiunto: “Chris, Paul, Alexander e
tutto il team di Murderbot hanno realizzato un adattamento
brillante, originale, avvincente, spiritoso e vivace che ha
catturato l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo.
“Non vediamo l’ora di svelare
cosa riserva il futuro a Murderbot e, naturalmente, a Sanctuary
Moon nella seconda stagione”.
Quale potrebbe essere
la trama della seconda stagione di Murderbot?
Ci aspettiamo che la trama della
seconda stagione di Murderbot segua gli eventi del secondo
romanzo di Wells della serie Murderbot,Artificial Condition.
SecUnit cerca di scoprire di più
sulle circostanze che l’hanno portata a ribellarsi e, con l’aiuto
di ART, un’intelligenza artificiale, tenta di fingersi un essere
umano potenziato per passare inosservata a RaviHyral, la stazione
dove è avvenuto l’incidente.
Chi potrebbe recitare
nella seconda stagione di Murderbot?
Naturalmente, ci aspettiamo che
Alexander Skarsgård torni nei panni di Murderbot.
Ci aspettiamo anche nuovi membri del cast, tra cui attori che
interpreteranno ART, oltre ai nuovi personaggi Tapan e Tlacey.
Sebbene PresAux non abbia un ruolo
importante in Artificial Condition, potremmo potenzialmente
aspettarci brevi apparizioni dei seguenti personaggi:
Noma Dumezweni nel ruolo di Mensah
David Dastmalchian nel ruolo di
Gurathin
Sabrina Wu nel ruolo di Pin-Lee
Akshay Khanna nel ruolo di Ratthi
Tattiawna Jones nel ruolo di Arada
Tamara Podemski nel ruolo di
Bharadwaj
C’è un trailer della seconda
stagione di Murderbot?
Non ancora! Guarda il
trailer della prima stagione qui sotto.
Il finale della prima stagione di
Murderbot ha visto Murderbot (Alexander
Skarsgård) lasciare i suoi nuovi amici per una
destinazione incerta, e ci sono molte domande a cui la serie
Apple
TV+ non ha dato risposta. Dopo un penultimo episodio
emozionante, il finale della prima stagione di Murderbot si
è concentrato principalmente sulle conseguenze dei tentativi di
GrayCris di uccidere i membri di PreservationAux, la maggior parte
del cast di Murderbot.
I membri di PreservationAux come
Mensah (Noma Dumezweni) e Gurathin (David Dastmalchian) hanno
trascorso gran parte del finale cercando di riportare indietro
Murderbot. Dopo essersi sacrificato per salvare Mensah, la
memoria di Murderbot è stata cancellata ed è stato costretto a
lavorare di nuovo per la Compagnia. Fortunatamente, Gurathin è
riuscito a riportare indietro Seccy (come lo chiama Ratthi).
Anche se tutto è andato per il
meglio per Murderbot e PreservationAux, c’è stato un colpo di scena
proprio alla fine del finale. Invece di unirsi a PreservationAux
e vivere una vita libera sul loro pianeta, Murderbot se n’è andato
nel cuore della notte. È stata una decisione scioccante, ma i
libri su cui è basato Murderbot rivelano perché ha fatto
questa scelta e dove andrà ora.
Dove andrà Murderbot dopo il
finale della prima stagione di Murderbot?
Il colpo di scena più grande del
finale della prima stagione di Murderbot è stato che
Murderbot ha deciso di non partire con PreservationAux. Ha
invece deciso di prendersi un po’ di “tempo per sé” e di fuggire su
una nave di trasporto a caso. La seconda stagione di
Murderbot, annunciata di recente, seguirà il secondo romanzo
breve di Martha Wells, The Murderbot Diaries, “Artificial
Condition”, quindi ci saranno alcuni spoiler importanti sui
libri.
Murderbot ha preso quel mezzo di
trasporto perché ha intenzione di indagare sul massacro di cui ha
dei ricordi. Durante tutta la stagione, Murderbot ha ricordato
delle visioni di un massacro, ma senza alcun dettaglio. Nella
Murderbot – stagione 2, Murderbot si recherà nel sistema
RaviHyral, più precisamente in una piattaforma mineraria conosciuta
come Ganaka Pit, per scoprire la verità sul massacro che
ricorda.
Perché Murderbot ha lasciato
PreservationAux
Murderbot vuole scoprire cosa
vuole, non farsi dire cosa fare, nemmeno dai suoi amici
Indagare sul massacro è una causa
degna, ma è comunque un po’ confuso il fatto che Murderbot abbia
deciso di abbandonare PreservationAux per farlo. Dopotutto, erano
diventati ottimi amici dopo aver affrontato GrayCris, e PresAux
aveva persino offerto a Murderbot la libertà. Sfortunatamente,
questo era anche il problema della situazione.
Come Murderbot ha scritto nella sua
lettera a Mensah, non sa cosa vuole. Tutto quello che Murderbot sa
è che non vuole che gli altri gli dicano cosa fare, nemmeno se si
tratta di PreservationAux. Murderbot sta essenzialmente prendendo
del tempo per capire se stesso (da qui il viaggio a RaviHyral) e
per stabilire le proprie priorità senza che PreservationAux gli
dica cosa fare.
Dopotutto, Mensah e il resto dei
PresAux avevano essenzialmente deciso come sarebbe stata la vita di
Murderbot senza chiedergli cosa volesse davvero. Nei libri,
Murderbot pensa anche che avere un “guardiano” nella Preservation
Alliance, come suggerito da Mensah, sia come essere un robot
domestico. Murderbot forse non sa cosa vuole, ma sa che non vuole
essere un animale domestico.
Come Gurathin è riuscito a
ripristinare i ricordi e la personalità di Murderbot
Gurathin ha usato le sue
abilità di umano potenziato e la Compagnia non ha cancellato
Murderbot in modo da poter setacciare i dati alla ricerca di
informazioni redditizie
Gran parte del finale della prima
stagione di Murderbot si è concentrato sul tentativo di
PreservationAux di trovare Murderbot e ripristinarne la
personalità.
Non è stato facile, ma Gurathin è
riuscito a riportare indietro il SecUnit titolare. Anche se alla
fine tutto si è risolto, potrebbe esserci qualche confusione su
come Gurathin sia riuscito a scaricare l’intera personalità di
Murderbot e sul perché la Compagnia non l’abbia cancellata.
Gurathin è stato in grado di trovare e scaricare la personalità e i
ricordi di Murderbot perché è un essere umano potenziato.
Il cervello di Gurathin è
essenzialmente in parte un computer e, sebbene ciò abbia rischiato
di sovraccaricare il suo sistema, è riuscito a scaricare la
struttura di Murderbot. Questo, insieme al fatto di conoscere un ex
spacciatore che aveva accesso ai file della Compagnia, ha permesso
a Gurathin di salvare Murderbot.
Martha Wells, autrice originale di
The Murderbot Diaries, ha lavorato alla prima stagione di
Murderbot come produttrice consulente.
La Compagnia in Murderbot
non ha cancellato la personalità di Murderbot anche se ha
cancellato la sua memoria. Questo perché la Compagnia estrae
ogni informazione che ottiene, comprese la memoria di Murderbot e
tutte le registrazioni che ha fatto. Murderbot aveva però una
quantità davvero enorme di informazioni e alla Compagnia ci è
voluto più tempo per setacciarle tutte che a Pin-Lee (Sabrina Wu)
per ottenere un’ingiunzione.
Perché Murderbot ha funzionato
male quando ha attaccato i manifestanti?
Il cervello organico di
Murderbot ricorda il massacro in cui è stato coinvolto e non voleva
uccidere di nuovo degli innocenti
Dopo che la memoria di Murderbot è
stata cancellata, la Compagnia ha iniziato a usarlo per reprimere i
manifestanti sul Corporation Rim. Normalmente, un’unità di
sicurezza come Murderbot avrebbe semplicemente ucciso i
manifestanti senza esitazione, ma Murderbot ha esitato anche dopo
aver dimenticato chi era. Ancora una volta, questo è dovuto al
ricordo di Murderbot del massacro della Fossa di Ganaka.
All’inizio dell’episodio, Mensah
aveva detto che pensava che le parti organiche di Murderbot
avrebbero ricordato PreservationAux, e in realtà non aveva torto.
Murderbot è per lo più un androide, ma è anche composto da parti
umane organiche clonate. Queste parti organiche conservano i
ricordi proprio come gli esseri umani. Quindi, la Compagnia ha
cancellato i file digitali di Murderbot relativi al massacro, ma
non ha potuto cancellare i ricordi dalla sua materia
organica.
Murderbot prova una profonda
vergogna per Ganaka Pit e non vuole più essere una macchina
assassina senza cuore.
Poiché Murderbot ricorda ancora il
massacro di Ganaka Pit, ha smesso di combattere i manifestanti.
Murderbot prova una profonda vergogna per Ganaka Pit e non vuole
più essere una macchina assassina senza cuore. Anche dopo che la
sua memoria e la sua personalità sono state cancellate, Murderbot
ricorda ancora che non vuole uccidere persone innocenti.
Il vero significato del finale
della prima stagione di Murderbot
Murderbot è una storia
sull’autodeterminazione, l’amicizia e l’imparare a essere se
stessi
Sebbene sia incentrata su un
androide paranoico, la prima stagione di Murderbot ha
toccato alcuni temi e argomenti molto umani. Il più importante
di questi temi è l’idea dell’autodeterminazione, ovvero la libertà
di vivere la propria vita come si desidera. Murderbot è uno
schiavo in tutto tranne che nel nome, e l’intero arco narrativo del
personaggio ruota attorno alla sua conquista dell’autonomia e del
controllo sulla propria vita.
Un altro tema importante della
prima stagione di Murderbot è il potere dell’amicizia, per
quanto possa sembrare banale. La vita di Murderbot e quella di
tutti gli altri membri della PreservationAux sarebbero finite se
non si fossero uniti come amici. Anche se Murderbot fosse
sopravvissuto, avrebbe continuato a guardare programmi in segreto e
a odiare la sua vita. L’amicizia e il coraggio di mostrare agli
altri il vero sé hanno cambiato in meglio la vita di Murderbot.
Più in generale, Murderbot
ha anche molte critiche da muovere. La più grande è chiaramente
contro il capitalismo sfrenato. Sia GrayCris che la Compagnia
sono chiaramente i cattivi di Murderbot, e le loro
motivazioni sono quasi interamente l’avidità e la possibilità di
fare ciò che vogliono. È stato anche il capitalismo sfrenato
della Corporation Rim a rendere Murderbot uno schiavo in primo
luogo.
Se c’è qualcosa da imparare
dalla prima stagione di Murderbot, è questo: sii te stesso e lascia
che gli altri ti amino.
Il messaggio della prima stagione
di Murderbot, più di ogni altra cosa, è un appello agli
spettatori a essere se stessi. Anche Murderbot, l’androide cattivo,
socialmente ansioso e perennemente goffo, ha trovato persone che lo
amano. L’unico modo per farlo, però, è stato quello di lasciare che
PreservationAux vedesse chi era sotto il casco. Se c’è qualcosa da
imparare dalla prima stagione di Murderbot, è questo:
sii te stesso e lascia che gli altri ti amino.
Un altro finale sospeso nella serie
Murderbot di Apple TV+
ha lasciato Murderbot (Alexander
Skarsgård) in bilico tra la vita e la morte
nell’episodio 4, e non è chiaro se la SecUnit sia sopravvissuta
alla sua decisione avventata. Dopo essere stato attaccato da
un’altra SecUnit nell’episodio 3 di Murderbot, Murderbot è stato
colpito da un modulo di controllo del combattimento che ha
hackerato il suo sistema e lo avrebbe costretto a uccidere il resto
dei personaggi di Murderbot. Sebbene il modulo di controllo
del combattimento abbia coperto le sue tracce, Murderbot ha capito
cosa stava succedendo e ha deciso di spararsi al petto per impedire
che l’hacking lo costringesse a uccidere i membri di
PreservationAux.
Mentre normalmente dovremmo
aspettare una settimana per conoscere il destino di Murderbot,
Murderbot è basato sui libri Murderbot Diaries di
Martha Wells. La serie Apple
TV+ è stata più o meno fedele ai libri, ma finora è riuscita a
cogliere la maggior parte dei punti salienti della trama di All
Systems Red. Per questo motivo, possiamo intuire cosa succederà
nelle novelle e cosa accadrà a Murderbot dopo essersi sparato al
petto. Inoltre, nell’episodio 4 di Murderbot ci sono alcune
scene nuove che richiedono una spiegazione che va oltre ciò che ci
dicono i libri.
Murderbot è ancora vivo dopo
essersi sparato al petto?
PreservationAux riparerà
Murderbot e rimuoverà il modulo di override di
combattimento
Dopo essere stato infettato dal
modulo di override di combattimento, Murderbot ha avuto alcuni
momenti in cui ha capito cosa era successo e ha capito l’unico modo
per fermarlo. Il modulo di override di combattimento avrebbe
costretto Murderbot a uccidere gli umani in PreservationAux e, dato
che il download era quasi completato, l’unica possibilità che
Murderbot aveva per fermarlo era quella di essere ucciso. Tuttavia,
capì rapidamente che Mensah non avrebbe sparato, quindi le rubò la
pistola e si sparò al petto. Nonostante si sia sparato al petto,
Murderbot non è morto, ma è gravemente ferito e offline.
In All Systems Red, Murderbot
si spara anche al petto per impedire al modulo di bypass del
combattimento di prendere il controllo. Il libro passa poi
rapidamente al capitolo successivo, quando Murderbot si risveglia
nel suo cubicolo dopo aver subito riparazioni estese al suo corpo.
PreservationAux ha riportato Murderbot nel suo habitat, lo ha
riparato e ha disinstallato il modulo di bypass del
combattimento. Questa procedura ha salvato la vita a Murderbot,
ma ha anche dato a Gurathin (David Dastmalchian) la possibilità di
ispezionare i suoi sistemi mentre la SecUnit era offline. Scopre il
modulo governatore hackerato di Murderbot, responsabile di
costringerlo a obbedire agli ordini, e lo smaschera come un
costrutto ribelle.
Perché Murderbot si è sparato
per salvare PreservationAux?
A Murderbot non piace essere
costretto a fare nulla, ma tiene anche molto a
PreservationAux
La decisione di Murderbot di
spararsi al petto ha salvato la vita a PreservationAux, ma ha anche
causato innumerevoli problemi in seguito. Murderbot, dopotutto, ha
espresso il desiderio di uccidere gli umani indiscriminatamente,
quindi alcuni spettatori potrebbero non capire perché sarebbe
disposto a sacrificare la propria vita per impedire che gli umani
vengano uccisi. La risposta più diretta è che Murderbot odia
essere costretto a fare qualcosa e odia ancora di più essere
costretto a uccidere. Murderbot dice “f–k that” subito
dopo aver spiegato il modulo di bypass del combattimento, e prova
anche un senso di colpa estremo per il massacro di Ganaka Pit in
Murderbot.
Questo da solo rende sensata la
decisione di Murderbot di spararsi. Non voleva uccidere di nuovo
degli umani e avere un altro massacro sulla coscienza, e non voleva
rinunciare al controllo del proprio corpo. Tuttavia, Murderbot
tiene anche profondamente ai membri di PreservationAux, anche se a
questo punto non lo ammette, e voleva salvare le loro vite.
PreservationAux è il miglior gruppo di clienti per cui Murderbot
abbia mai lavorato, e sono alcuni degli unici umani con cui
Murderbot sia mai andato d’accordo. Potrà anche voler uccidere gli
umani, ma non vuole uccidere questi umani.
Perché l’altra SecUnit voleva
che Murderbot uccidesse PreservationAux
Probabilmente l’altra SecUnit
voleva incastrare Murderbot per la morte di
PreservationAux
Uno dei momenti più confusi
dell’episodio 4 di Murderbot è stato quando Murderbot ha
capito che l’altra SecUnit voleva che uccidesse PreservationAux.
L’altra SecUnit aveva un’ottima occasione per uccidere sia Mensah
(Noma Dumezweni) che Ratthi (Akshay Khanna), e aspettare che il
modulo di override di combattimento di Murderbot si attivasse ha
dato a Pin-Lee (Sabrina Wu) e Arada (Tattiawna Jones) la
possibilità di ucciderlo.
Sembra che l’altra SecUnit volesse
che Murderbot uccidesse PreservationAux sia per dimostrare che il
modulo di override di combattimento funzionava, sia per fornirle un
capro espiatorio plausibile per il massacro.
Far uccidere loro da Murderbot
e poi uccidere Murderbot stesso avrebbe spiegato le loro morti
quando la Compagnia in Murderbot avrebbe finalmente avviato le
indagini.
L’altra SecUnit voleva uccidere
PreservationAux, ma quattro dei suoi membri erano al DeltFall
Survey e doveva spiegare come erano morti. Far uccidere loro da
Murderbot e poi uccidere Murderbot stesso avrebbe spiegato la loro
morte quando la Compagnia in Murderbot avrebbe finalmente
avviato le indagini. In alternativa, vedere Murderbot massacrare
PreservationAux sarebbe stata una prova inconfutabile che il modulo
di override di combattimento funzionava e che poteva fidarsi di
Murderbot per seguire i suoi comandi. L’altra SecUnit sta
cercando di reclutare Murderbot per la causa dei suoi proprietari e
doveva assicurarsi che il modulo di override di combattimento
rendesse Murderbot obbediente.
Perché Ratthi è tornato per
Mensah e Murderbot?
All’inizio dell’episodio 4 di
Murderbot, Ratthi ha lasciato il hopper per cercare di
salvare Mensah e Murderbot dal sito di rilevamento DeltFall. Era
chiaramente una pessima idea: Ratthi non aveva ricevuto alcun
addestramento all’uso delle armi e si è rapidamente messo fuori
combattimento non appena è entrato in battaglia, e non aveva molto
senso logico che lo facesse. Ratthi è tornato per salvare Mensah
sia perché si sentiva inadeguato per non aver completato
l’addestramento con le armi, sia perché voleva impressionare
Pin-Lee. Murderbot ha notato che Ratthi aveva una cotta per
Pin-Lee nella premiere e ha pensato che fare l’eroe avrebbe
attirato la sua attenzione.
Ratthi ha anche detto alcune cose
molto autoironiche e piene di odio verso se stesso in precedenza,
mentre pensava che il sistema di comunicazione dell’hopper fosse
disattivato. Ratthi era chiaramente arrabbiato con se stesso per
non aver completato l’addestramento con le armi e forse si sentiva
emasculato perché era l’unico a bordo che non poteva aiutare in una
situazione di combattimento. Salvare Mensah era un’occasione per
dimostrare il suo valore a se stesso e ai suoi amici, anche se è
andata in modo esilarante.
Perché Murderbot aveva
allucinazioni in cui era parte di Sanctuary Moon
Durante tutto l’episodio 4 di
Murderbot, Murderbot ha avuto delle allucinazioni in cui
faceva parte del suo programma di intrattenimento preferito, The
Rise & Fall of Sanctuary Moon. Murderbot ha spiegato perché
stava guardando lo show in quel momento, dato che la sua lista
poteva riprodurre solo l’ultima cosa che aveva guardato prima di
essere ferito. Questo però non spiega perché Murderbot pensasse di
far parte dello show, né perché parlasse a Mensah come un
“intrepido esploratore”. Murderbot è principalmente un
androide, ma le parti organiche del suo corpo sono ancora in grado
di creare sogni e allucinazioni umane, ed è così che pensava di
trovarsi all’interno di Sanctuary Moon.
Calendario di uscita di
Murderbot
Dopo che Murderbot ha perso la
battaglia e gli è stato installato il modulo di esclusione del
combattimento, le sue parti organiche sembravano impazzire.
Questo, insieme alla Sanctuary Moon che veniva riprodotta
nelle sue parti tecnologiche danneggiate, lo ha portato ad avere
allucinazioni in cui si vedeva come una NavigationUnit all’interno
dello show. Questo ha dato vita a una delle scene più
divertenti di Murderbot finora, ma ha anche rivelato i veri
sentimenti di Murderbot nei confronti di Mensah e il suo desiderio
di fuggire dalla realtà noiosa e spesso orribile in cui viveva.
Speriamo che Murderbot continui ad avere grandi
momenti di crescita come nell’episodio 4.
Quando un poliziotto di New York
(Adam Sandler) porta finalmente la moglie (Jennifer Aniston)
in Europa per una vacanza promessa da tempo, un incontro casuale
durante il volo si trasforma in un invito a partecipare a un intimo
incontro familiare sul lussuoso yacht dell’attempato miliardario
Malcolm Quince. Ma quando Quince viene assassinato, i due coniugi
diventano i principali sospetti in questo giallo moderno. Adam
Sandler e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme in MURDER
MYSTERY affiancati da un cast di fama mondiale.
CAST: Adam Sandler, Jennifer Aniston,
Luke
Evans, Gemma Arterton, Luis Gerardo Mendez and Terence
Stamp REGIA: Kyle Newacheck SCENEGGIATURA: James Vanderbilt
Netflix, il più grande servizio di intrattenimento
via Internet del mondo, inizia questa settimana le riprese di
Murder Mystery. Il film, che verrà distribuito da
Netflix nel 2019, riunisce Adam Sandler (The Meyerowitz
Stories, Matrimonio a Long Island) e Jennifer
Aniston (Come Ammazzare il Capo e vivere Felici, io &
Marley), per la regia di Kyle Newacheck
(Game Over, Man!, Workaholics).
Le riprese avranno inizio al porto
di Santa Margherita Ligure (Genova) e proseguiranno sul lago di
Como.
“Amo l’Italia. L’ho visitata
con mia moglie un anno fa e mi è piaciuta così tanto che ho deciso
di tornare questa volta con i miei figli e un’intera troupe
cinematografica… Cibo eccellente, persone fantastiche, e vita in
famiglia di qualità” ha commentato Adam Sandler che gira per
la prima volta in Italia.
Fanno parte del cast della commedia
anche Luke
Evans(L’Alienista, La Bella e La Bestia, La
Trilogia Hobbit), Gemma Arterton (Quantum
of Solace, Their Finest, La Ragazza che Sapeva Troppo),Luis Gerardo Mendez (Club de Cuervos, Nosotros Los
Nobles, Time Share), Shioli Kutsuna (Deadpool
2), David Walliams (Little Britain,
Dinner for Schmucks), Adeel Akhtar (The
Big Sick, Murdered By My Father, Four Lions). Ma anche
John Kani (Captain America: Civil War,
Black Panther, Il Re Leone),
Olafur Darri Olafsson (The Meg, True Detective, The BFG), il
vincitore del premio Cesar Dany Boon (R.A.I.D.
Special Unit, Bienvenue chez les Ch’tis) e il nominato
all’Oscar Terence Stamp (Miss Peregrine,
L’Inglese, Una Canzone per Marion).
Murder Mystery, la trama
Un poliziotto di New York (Adam
Sandler) porta sua moglie (Jennifer Aniston) in Europa per una
vacanza promessa da tempo. La coppia, dopo un incontro casuale in
aereo con un uomo misterioso (Luke Evans), si ritroverà nel mezzo
di un’intima riunione familiare sullo yacht del multimiliardario
Malcom Quince (Terence Stamp). Inevitabilmente i due diventeranno i
principali sospettati quando Quince verrà assassinato
improvvisamente.
Murder Mystery è
scritto da James Vanderbilt (The Amazing Spiderman, White House
Down, Zodiac) prodotto da Happy Madison, Endgame
Entertainment, Vinson Films, Denver and Delilah Productions e i
produttori Adam Sandler, Allen Covert, Tripp Vinson, James D.
Stern, Jamie Vanderbilt e Charlize Theron.
Iniziano questa settimana le
riprese di Murder Mystery, il nuovo film
originale Netflix che riunisce Adam Sandler e Jennifer
Aniston. Le riprese si terranno a
Montreal, saranno molte anche le location in tutta
Europa. Il film sarà disponibile su Netflix nel
2019.
Murder Mystery, la
trama
Un poliziotto di New York (Adam Sandler) decide finalmente di portare sua
moglie (Jennifer Aniston) a fare un viaggio alla scoperta
dell’Europa. Sul volo di andata la coppia conosce un uomo
misterioso (Luke
Evans), che fa in modo che vengano invitati ad un’intima
riunione di famiglia sul lussuoso yatch dell’attempato miliardario
Malcolm Quince. Quest’ultimo viene assassinato e i due diventano i
principali sospettati in un originale thriller dei giorni
nostri.
Murder
Mystery sarà diretto da Kyle Newacheck (Game
Over, Man!, Workaholics) e scrittore da James Vanderbilt
(The Amazing Spiderman, White House Down, Zodiac). Il film
è prodotto Happy Madison, Endgame Entertainment, Vinson Films e
da Adam Sandler, Allen Covert, Tripp Vinson, James D. Stern e
Jamie Vanderbilt.
Il cast del film Murder
Mystery riunisce Adam Sandler (The Meyerowitz Stories,
Matrimonio a Long Island) e Jennifer Aniston (Come
ammazzare il capo… e vivere felici, Io e Marley), protagonisti
accanto a Luke Evans (L’Alienista, La bella e la bestia, Lo
Hobbit) e un cast di star internazionali, tra cui Gemma
Arterton (Their Finest, The Girl With All The Gifts), Luis
Gerardo Mendez (Club de Cuervos, We Are The Nobles, Time
Share), Shioli Kutsuna (Deadpool 2), David Walliams
(Little Britain), Adeel Akhtar (The Big Sick – Il
matrimonio si può evitare… l’amore no, Murdered By My Father, Four
Lions), John Kani (Captain America: Civil War,
Black Panther, Il re Leone), Ólafur Darri
Ólafsson (Meg, True Detective, The BFG), con il
premio César Dany Boon (R.A.I.D. Special Unit, Bienvenue chez
les Ch’tis), e il nominato al premio Oscar Terence Stamp
(Miss Peregrine – La
casa dei ragazzi speciali, L’inglese, A Song For
Marion).
Per tutti gli amanti dei film gialli
e delle commedie, Netflix ha proposto nel 2019 quello che è in
breve diventato uno dei suo titoli di punta: Murder
Mystery. Il film, diretto da Kyle
Newachek e scritto da James Vanderbilt
(Zodiac, Scream), presenta dunque elementi da
detective story misti però alla comicità che solo due
grandi attori come Adam Sandler e Jennifer
Aniston sanno apportare. Due generi cinematografici che si
fondono a meraviglia, per un film che riesce a ricordare tanto i
gialli di Agatha Christie quanto le commedie più
spensierate e goliardiche per cui Sandler è famoso.
Un mix che ricorda in parte quello
recentemente visto anche in film come Knives Out – Cena con
delitto o Glass Onion.
Naturalmente Murder Mystery risulta meno cervellotico e
più incentrato sulla comicità, talvolta demenziale, riuscendo anche
per queste sue caratteristiche a risultare un prodotto estramemente
godibile. Non per niente, è stato il quinto titolo più popolare del
2019 tra i programmi di Netflix, terzo tra i film, ed è diventato
il quinto film originale più visto di sempre su Netflix, con 73
milioni di visualizzazioni. Numeri che parlano chiaro, confermando
il grande successo di un film che nessun amante del genere dovrebbe
perdersi.
La trama e il cast di Murder Mystery
La trama del film ha per
protagonista NickSpitz, un
poliziotto di New York decisosi a portare finalmente sua
moglie Audrey in un viaggio in Europa,
mantenendo dunque la promessa fattale anni prima. Sull’aereo,
Audrey incontra il miliardario Charles Cavendish,
che invita la coppia a unirsi a lui sullo yacht di famiglia per una
festa che celebra l’imminente matrimonio del suo anziano zio,
Malcolm Quince, con l’ex fidanzata di Charles.
Dopo aver visto quanto sarebbe affollato e sgradevole il loro tour
in autobus precedentemente pianificato, i due accettano. A bordo
dello yacht, Nick e Audrey incontrano l’ex fidanzata di Cavendish,
Suzi Nakamura, suo cugino e figlio di Quince,
Tobey, l’attrice Grace
Ballard e il colonnello Ulenga.
Ma anche la sua guardia del corpo
Sergei, il Maharajah Vikram, il
pilota di auto da corsa Juan Carlos e più tardi
quella notte lo zio di Cavendish. In quell’occasione, Quince
annuncia che la sua nuova moglie Suzi sarà l’unica a ricevere la
sua eredità, credendo che gli altri fingano interesse per lui solo
a causa dei suoi soldi. Prima che possa firmare il suo nuovo
testamento, però, le luci si spengono e si riaccendono per rivelare
che Quince è morto, pugnalato con un pugnale cerimoniale. Il
romantico viaggio di Nick e Audrey si trasformerà così in un caso
di omicidio da risolvere, con la consapevolezza che l’assassino è
uno tra i presenti sullo yacht.
Come anticipato, ad interpretare
Nick e Audrey vi sono gli attori Adam Sandler e
JenniferAniston, che tornano
a recitare insieme dopo il film Mia moglie per finta, del
2011. Originariamente, però, protagonista femminile del film doveva
essere Charlize Theron, la quale si è però
tirata fuori dal progetto per via di altri impegni sopraggiunti.
Accanto a Sandler ed Aniston si possono poi ritrovare gli attori
Luke Evans nel ruolo di Charles Cavendish,
Shiori Kutsuna in quelli di Suzi Nakamura e
David Walliams come Tobias Quince. Vi sono poi
Gemma Arterton
nel ruolo di Grace, Ólafur Darri Ólafsson in
quelli di Sergei e Terence Stamp come Malcolm
Quince.
Murder Mystery 2, il sequel del film
Pochi mesi dopo l’arrivo di
Murder Mystery su proprio catalogo, Netflix ha annunciato
che il film avrebbe avuto un sequel. Murder Mystery
2 (qui la recensione) è infine
arrivato sulla piattaforma il 31 marzo 2023,
riproponendo la coppia composta da Nick e Audrey Spitz,
interpretati sempre da Sandler e Aniston. Accanto a loro si
ritrovano ora attori come Mark Strong,
MélanieLaurent, Jodie
Turner-Smith e Dany Boon. Le riprese
di questo secondo capitolo, con un nuovo caso da risolvere, si sono
svolte sia alle Hawaii che a Parigi, dove i due protagonisti sono
costretti a recarsi per cercare di scoprire cosa è accaduto ad un
loro amico lì scomparso.
Il trailer di Murder Mystery e come vederlo su
Netflix
Come anticipato, è possibile fruire
di Murder Mystery unicamente grazie alla
sua presenza nel catologo di Netflix, dove
attualmente, per via dell’uscita del sequel, è al 3° posto
nella Top 10 dei film più visti in Italia. Per vederlo,
basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla
piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo
di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità
video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri prodotti presenti
nel catalogo.
Con Murder Mystery
2 (qui la recensione),
Adam Sandler e Jennifer
Aniston tornano insieme nei panni di
Nick e Audrey Spitz per risolvere
un nuovo caso in questo sequel che riprende le vicende quattro anni
dopo il primo film. La premessa del film
vede i due protagonisti viaggiare su un’isola privata per un
matrimonio di un vecchio amico, per poi vederlo rapito durante la
sera della cerimonia. Inizia così la caccia al rapitore. Nick ed
Audrey tentano stavolta di lavorare seriamente come detective, ma
il rapimento del Maharajah prenderà una svolta
inaspettata per i due, i quali da investigatori diventano i
principali sospettati dell’agente M16 Connor
Miller (Mark Strong). Per
riscattarsi dalle accuse e smascherare il vero colpevole, Nick ed
Audrey avranno tante avventure da portare a terminein giro per il
mondo, che si chiuderanno con un brevissimo (giusto pochi minuti!)
ma intenso finale. Scopriamo di più sulla conclusione del film.
Murder Mystery 2:
spiegazione del piano del rapitore (e di tutti i complici)
Connor Miller e Saira (Kuhoo
Verma) sono i veri rapitori di Murder Mistery
2: Nick e Audrey scoprono dunque infine il complicato
complotto a cui i due colpevoli hanno lavorato insieme. L’idea è
partita da Saira, sorella dello stesso Maharajah.
Lei assume Connor e la sua squadra per rapire il fratello, il quale
era sul punto di ereditare una enorme fortuna che, secondo la
sorella, non sarebbe stato in grado di gestire. Di
conseguenza, lei lo rapisce per chiedere in cambio un
altissimo riscatto. Il piano ha inizio con l’uccisione della
guardia del corpo del Maharajah da parte della stessa Saira. Mentre
tutti sono distratti dai festeggiamenti per il matrimonio, Connor
ed i suoi uomini portano il rapito, vestito da bodyguard, su una
barca per lasciare l’isola. A questo punto parte la chiamata per
chiedere il riscatto, per uno scambio programmato da svolgersi a
Parigi.
Il complotto di Murder
Mistery inizia però a diventare più complicato quando il piano
di Connor va storto. Nick ed Audrey consegnano i 70 milioni di
dollari a Connor pensando di aver ucciso alcuni dei rapitori e lui
finge la sua morte facendo esplodere la sua macchina. L’uomo
incaricato di recuperare la valigetta con i soldi viene ucciso
dalla contessa Sekou e Imani, che
si appropriano del denaro. Con la vera morte di Connor salta fuori
il vero capo di tutto il complotto: Audrey nota che la tinta di
Saira è rovinata, ed identifica la tinta come la stessa presente
sui vestiti bruciati che appartenevano a chi ha iniziato la
distrazione al matrimonio. A questo punto nella disperazione Saira
cerca di uccidere il fratello, colpendo però il colonnello
Ulenga.
Perché il pilota si scaglia contro
Nick e Audrey nel finale di Murder Mystery 2
Murder Mystery
2 chiude in maniera sorprendente la storia di Nick ed
Audrey: mentre si stanno avvicinando ad una nuova destinazione, il
pilota ingaggiato dal Maharajah punta una pistola contro di loro
per ottenere la valigetta col denaro. Il pilota, il quale lavora
per Vikram, mette in atto una grande truffa,
lavorando come pilota per poter fare una grande rapina: Nick ed
Audrey diventano dunque il bersaglio perfetto!
Come il finale di Murder
Mystery 2 ci prepara per Murder Mystery 3
Il finale di Murder
Mystery 2 ci lancia alcuni suggerimenti su un
possibile terzo capitolo: Nick ed Audrey si trovano a dover fermare
l’elicottero prima che questo si schianti. E’ possibile che i
due aspiranti detective puntino a risolvere la propria rapina in
Murder Mystery 3, oppure, dato che la serie di film si
chiama sempre Murder Mystery, il prossimo capitolo potrà
vedere Nick ed Audrey investigare sulla morte di qualcun altro
avvenuta durante questa.
Perché i rapitori di Murder
Mistery 2 parlano solo con Nick?
Dato che queste persone lavorano per
Connor, l’unica spiegazione plausibile è che tenere Nick al
telefono è il modo con cui Connor cerca di raccogliere più prove
incriminanti contro di loro, per incastrarli. Sarebbe stato più
semplice per Connor gestire tutto da solo, ma avrebbe anche potuto
complicare eccessivamente i piani.
Che cosa succede a Saira dopo la
rivelazione del rapimento?
Un aspetto del finale di
Murder Mystery 2 che resta davvero un po’
un mistero è cosa succede a Saira. Dopo aver rivelato di
essere parte del complotto ed aver tentato di uccidere il
fratello, il film non mostra più Saira dopo che Claudette la mette
al tappeto. E’ improbabile che Claudette l’abbia uccisa colpendola,
quindi presumibilmente Saira sarà stata arrestata per la
partecipazione al complotto e per il tentato omicidio.
Com’è arrivata Susan sulla torre
Eiffel (e dov’era Gary?)
Il caos creato dalla rivelazione del
complotto e dalla minaccia di Connor di far saltare in aria il
Maharajah e tutta la torre Eiffel è momentaneamente interrotto
dall’arrivo in scena di una donna, Susan (Jillian Bell), salita in quello specifico
punto per una vecchia questione romantica. È una parte interessante
del finale, in quanto significa che per quanto il ristorante fosse
stato comprato proprio per mantenere la privacy del momento,
chiunque sarebbe potuto entrare attraverso l’ascensore.
La seconda questione riguarda Gary,
l’uomo che Susan aveva incontrato dieci anni prima e che avrebbe
dovuto rivedere quel giorno in quel punto. Gary, però, non viene
trovato da nessuna parte in questa sequenza finale: non è chiaro se
Gary si sia presentato in anticipo e sia stato portato via, o se
non si sia completamente presentato all’incontro. Fortunatamente
per Susan, lei sembra trovare un nuovo amore alla fine del film con
l’ispettore Delacroix (Danny Boon).
I coniugi Spitz sono tornati con una
nuova indagine, anzi con un nuovo e secondo film dellla serie
Murder Mystery, sempre con per protagonisti
Adam Sandler e
Jennifer Aniston. Murder Mystery 2
riprende la storia da dove l’abbiamo lasciata quattro anni fa nel
2019, con gli affiatati Nick e Audrey Spitz, che dopo la loro prima
indagine tra Monte Carlo e il Lago di Como, hanno finalmente
festeggiato la loro Luna di Miele, rimandata per anni, a bordo del
leggendario Orient Express per gentile concessione dell’Interpol e
dall’ispettore Delacroix. Questo secondo film sempre distribuito da
Netflix
e diretto stavolta da Jeremy Garelick che punta,
ancora una volta, sulla coppia d’attori americani che stavolta però
indagano da un’isola paradisiaca in mezzo all’oceano fino ad
arrivare alle vie di Parigi.
La trama di Murder Mystery 2
Audrey (Jennifer
Aniston) e Nick (Adam Sandler) ora hanno aperto una loro
propria agenzia come investigatori privati a New York ma l’attività
non va bene, anzi i due sono sulla via del fallimento. Una sera la
coppia riceve una chiamata a sorpresa dall’amico maharajah Vikram
Govindan (Adeel Akhtar) che l’invita, all’ultimo
minuto, al suo matrimonio sulla sua isola privata. L’ex agente di
polizia e l’ex parucchiera di Brooklyn accettano al volo la
proposta e raggiungono il ricco amico conosciuto nella precedente
avventura. Mentre sembra andare tutto bene per gli
Spitz, tra camera da letto sul mare, regali costosi
firmati Tiffany e Apple, formaggio afrodisiaco, decisamente una
vacanza da sogno a gratis e tutta pagata dal promesso sposo, la
sera prima della cerimonia nunziale in stile Bollywood,
il maharajah viene rapito.
La strana coppia di detective,
ancora una volta, si ritrova a indagare su un mistero solo che in
questa occasione sono affiancati da Conner Miller (Mark
Strong) un ex negoziatore di ostaggi dei servizi
segreti britannici. La storia da qui si trasferisce nella capitale
francese dove è tenuto in ostaggio Vikram, qui gli Spitz con Miller
sono pronti per pagare, con un enorme somma di banconate dentro una
valigetta, i rapinatori ma ovviamente quando c’è di mezzo Audrey e
Nick, non va niente per il verso giusto. Intanto a Parigi si
trovano oltre alla futura sposa Claudette (Mélanie
Laurent) anche la sorella del maharajah Saira
(Kuhoo Verma), Il colonnello Ulenga (John
Kani) quello privo di un braccio e già presente nel primo
film , il calciatore in pensione Francisco (Enrique
Arce) e la contessa inglese Sekou (Jodie
Turner-Smith) tutti invitati del matrimonio ma anche
indiziati.
Sfortunamente nel momento che
Murder Mystery 2 ci attrae e ci fa ridere per la
totale incapacità degli Spitz di non seguire mai il piano
stabilito, il film diventa prevedibile dove sai già che il cast
composto dai personaggi secondari farà una brutta fine e saranno
uccisi in qualche modo. Tra esplosioni di macchine e una corsa a
bordo di una Lamborghini gialla con l’aiuto, di nuovo, del
commissario Delacroix (Dany Boon) i coniugi
americani risolvono il caso e ritrovano vivo Vikram che finalmente
si può sposare. Il montaggio del film di Tom
Costain e Brian Robinson permette di non
pensare troppo all’incasinata parte finale del lungometraggio
ambientata però in una location, parigina per eccellenza, come il
ristorante della Torre Eiffel.
Il punto di forza di Murder
Mystery 2 sono i famosi interpreti degli Spitz cioè
Adam Sandler e Jennifer Aniston.
Il primo è l’attore comico nato al Saturday Night Live, che non si
tira indietro mai quando ci sono scene in cui appare sempre il più
imbranato, neanche in grado di mirare giusto con una pistola,
ma che si sacrificherebbe per amore della sua compagna. L’altra è
la celebre Rachel di Friends, che negli ultimi anni si è dedicata
più in ruoli drammatici come la sua interpretazione di Alex nella
serie The Morning Show, qua può dare
libero sfogo ad acrobazie in bilico attaccata ad una fune e nel
ruolo di donna desiderata da qualsiasi uomo, che sia spagnolo o
francese, ma sempre fedelissima e innamorata di suo marito. Sandler
e Aniston sono alla loro terza volta sul set come
coppia, e si vede benissimo, se già avevano convinto nel primo del
franchise Murder Mystery, qui si vede proprio che si divertono a
recitare insieme.
Murder Mystery 2 una commedia in
giallo
Murder Mystery 2
purtroppo possiede alcuni difetti tra cui quello di non aver avuto
il coraggio di affrontare un’altro caso di omicidio da risolvere,
come era stato fatto nel primo, e scegliere invece di far girare
tutto intorno ad un rapimento. La scelta di utilizzare alcuni dei
personaggi dal precedente, abbassano la posta in gioco, ed era più
interessante rinnovare tutto il cast degli indagati come si è osato
nel Glass Onion –
Knives Out il sequel di
Cena con delitto – Knives Out di Rian
Johnson, tranne ovviamente gli insoliti investigatori.
Questo sequel funziona grazie all’intesa tra Sandler e Aniston a
supporto della loro comicità e il loro innato talento comico.
E’ ora disponibili la prima
clip ufficiale di Murder Mystery 2,
sequel del film del 2019, e in arrivo sempre e solo su
Netflix dal 31 marzo. Ritornano Adam Sandler e Jennifer Aniston, nei panni dei coniugi
detective Nick e Audrey Spitz, e con loro un ricco cast
internazionale:
Mark Strong,
Mélanie Laurent,
Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e
Dany Boon. Il film, diretto da Jeremy
Garelick e scritto da James Vanderbilt,
sarà disponibile solo su Netflix dal 31 marzo.
La trama di Murder Mystery 2
A quattro anni dalla risoluzione
del loro primo caso di omicidio, Nick e Audrey Spitz (Adam Sandler e Jennifer Aniston) sono diventati
detective a tempo pieno ma fanno fatica ad avviare la loro agenzia
investigativa. Invitati a festeggiare il matrimonio di un loro
amico (Adeel Akhtar) sulla sua isola privata, si ritrovano immersi
in un nuovo mistero… Non appena la festa ha inizio infatti,
qualcuno rapisce lo sposo per ottenere un riscatto. Tutti gli
eleganti ospiti, i parenti e la stessa sposa diventano possibili
sospettati. MURDER MYSTERY 2 coinvolge Nick e Audrey Spitz in un
caso che alza la posta in gioco e dà finalmente a questi due
detective l’occasione per realizzare tutto ciò che hanno sempre
sognato: il successo della loro agenzia e il tanto atteso viaggio a
Parigi.
Il cast del film diretto da
Jeremy Garelick include tra gli altri Mark Strong,
Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani
e Dany Boon.
È ora disponibile il trailer di
Murder Mystery 2, sequel del film del 2019, e in
arrivo sempre e solo su Netflix dal 31 marzo. Ritornano Adam Sandler e
Jennifer Aniston, nei panni dei coniugi detective Nick
e Audrey Spitz, e con loro un ricco cast internazionale che
comprende
Mark Strong,
Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, Kuhoo Verma, John
Kani e Dany Boon. Il film, diretto da
Jeremy Garelick e scritto da James Vanderbilt, sarà disponibile
solo su Netflix dal 31 marzo.
Murder Mystery 2, la trama
A quattro anni dalla risoluzione del
loro primo caso di omicidio, Nick e Audrey Spitz (Adam
Sandler e
Jennifer Aniston) sono diventati detective a tempo
pieno ma faticano ad avviare la loro agenzia investigativa. Quando
sono invitati a festeggiare il matrimonio di un loro amico
(Adeel Akhtar) sulla sua isola privata, si
ritrovano immersi in nuovo mistero… Non appena la festa ha inizio
infatti, qualcuno rapisce lo sposo per ottenere un riscatto e tutti
gli eleganti ospiti, i familiari e la stessa sposa diventano
possibili sospettati.
MURDER MYSTERY 2 coinvolge Nick e
Audrey Spitz in un caso che alza la posta in gioco e dà finalmente
a questi due detective l’occasione per realizzare tutto ciò che
hanno sempre sognato: il successo della loro agenzia e il tanto
atteso viaggio a Parigi.
Il cast del film diretto da Jeremy
Garelick include tra gli altri Mark Strong, Mélanie Laurent, Jodie
Turner-Smith, Kuhoo Verma, John Kani e Dany Boon.
Diretto da: Jeremy Garelick
Scritto da: James Vanderbilt
Prodotto da: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Tripp Vinson,
James D. Stern, James Vanderbilt, A.J. Dix, Allen Covert
Produttori Esecutivi: Barry Bernardi, Kevin
Grady, Julie Goldstein, Lucas Smith, Charlize Theron, Beth Kono, Tim Herlihy, Kyle
Newacheck
Co-produttori: Joseph Vecsey, Judit Maull,
Jonathan Loughran
CAST: Adam Sandler, Jennifer Aniston, Mark
Strong, Mélanie Laurent, Jodie Turner-Smith, John Kani, Kuhoo
Verma, Enrique Arce, Zurin Villanueva, Tony Goldwyn, Annie Mumolo
con Dany Boon e Adeel Akhtar
Si intitolerà Win Some, Lose Some, Murder in the
First 1×08, l’ottavo episodio della prima stagione della nuova
serie crime targata TNT.
In Murder in the First 1×08, il processo
contro Erich Blunt (Tom
Felton) raggiunge una conclusione drammatica, il
procuratore Warren Daniels (James
Cromwell) prende in considerazione la mossa coraggiosa di chiamare
l’imputato a depositare. Nel
frattempo, Terry (Taye Diggs) inizia a
sospettare che la precedente indagine possa avere dei buchi
abbastanza gravi e questo cambia tutto. Dopo una serie di
appassionanti di arringhe finali, entrambi le parti si preparano a
emettere il verdetto finale. Blunt sarà ritenuto innocente o
colpevole?
Si intitolerà Suck My
Alibi, Murder In The First 1×07, il settimo
episodio della prima stagione della serie televisiva targata
TNT.
In Murder In The First 1×07, dopo che un testimone
chiave nel processo per l’omicidio di Cindy
Strauss muore in circostanze
misteriose, Terry ed Hildy devono
scoprire la verità prima che l’accusa possa influenzare il verdetto
della giuria; nel frattempo, Warren Daniels,
il celebre avvocato di Erich Blunt, decide di
cogliere l’opportunità per dimostrare l’innocenza del suo
cliente.
Si intitolerà Punch Drunk,
Murder In The First 1×06, la sesta puntata della prima stagione
della nuova serie televisiva che andrà in onda sul network
americano TNT.
In Murder In The First 1×06, sei
mesi dopo l’assassinio dell’assistente di volo di Erich
Blunt il mondo ha gli occhi puntati sul processo nel quale
l’uomo viene accusato di omicidio; intanto, Terry
decide di fare ammenda per il suo comportamento dopo la morte della
moglie ed Hildy riapre il dialogo con il suo ex
marito, Mike e dovrà confrontarsi con la
tentazione di riaccendere il fuoco della passione e di dare alla
loro storia una seconda possibilità.
Si intitolerà Pants on Fire,Murder In The First 1×05,
il quinto episodio della prima stagione della serie targata
TNT.
In Murder In The First
1×05, Erich Blunt decide di
sottoporsi alla prova con la macchina della verità per provare la
sua innocenza e per far sì che nessuno possa più accusarlo degli
omicidi; nel
frattempo, Hildy e Terry scoprono
che l’alibi di uno dei sospettati non è credibile e devono cercare
di andare a fondo della questione prima che questo possa ritorcersi
contro Blunt.
Murder in the
first è drammatico creato da Eric Lodal e Steven
Bochco, in onda su TNT dal 9 giugno 2014. In ogni stagione si
racconta un solo caso.
TRAMA
Terry English (Taye Diggs) e Hildy Mulligan (Kathleen Robertson)
sono due investigatori della omicidi di San Francisco che
inizialmente lavorano a due omicidi che sembrano indipendenti, ma
che invece sono entrambi collegati, a Erich Blunt (Tom
Felton), prodigio di Silicon Valley.
CAST
Taye Diggs, Kathleen Robertson, Nicole Ari Parker, Steven Weber,
Tom Felton, Mimi Kirkland, Raphael Sbarge, Ian Anthony Dale, Bess
Rous.