La data di uscita di A
Quiet Place III è stata nuovamente posticipata. Quarto
film della saga horror, questo titolo era stato annunciato per la
prima volta nel 2022 con una data di uscita prevista per il 2025,
prima di essere ritirato dal calendario. All’inizio di quest’anno,
John Krasinski aveva però annunciato il suo
ritorno alla regia del terzo film, comunicando la data di uscita
del 9 luglio 2027.
Deadline ha però ora riportato
che A Quiet Place III è stato nuovamente spostato,
ma fortunatamente solo di poche settimane. Il film è ora previsto
in uscita nelle sale cinematografiche il 30 luglio
2027. Se fosse rimasto al 9 luglio, avrebbe condiviso la
data di uscita con il sequel di Superman
di James Gunn,
Man of Tomorrow. Al momento della stesura di questo
articolo, questo terzo capitolo della saga è l’unico film
importante in programma per il 30 luglio 2027, cosa che gli
permetterebbe di avere maggiori attenzioni.
Oltre a dirigerlo, Krasinski sta
scrivendo e producendo A Quiet Place III, proprio
come ha fatto con i primi due capitoli della saga; il prequel del
2024, A
Quiet Place – Giorno 1, è stato invece diretto da
Michael Sarnoski. Anche se al momento non sono
stati annunciati dettagli sulla trama o sul cast, dato che il film
ha il tre nel titolo, ci si aspetta che continui la storia della
famiglia Abbott.
A Quiet Place III
si unisce a un franchise di successo
Il primo A Quiet Place – Un posto tranquillo è
decollato a razzo al SXSW nel 2018, con un incasso iniziale di 50,2
milioni di dollari, quasi 153 milioni di dollari negli Stati Uniti
e quasi 341 milioni di dollari a livello globale. Il film,
interpretato da Krasinski, Emily Blunt, sua moglie nella vita,
Noah
Jupe e Millicent Simmonds, ha ricevuto
una nomination all’Oscar per il miglior montaggio sonoro.
A Quiet Place – Parte II, la cui uscita è
stata posticipata a causa del Covid, ha rilanciato il botteghino
durante il weekend del Memorial Day 2021 con un debutto di 57
milioni di dollari in 4 giorni, un incasso di 160 milioni di
dollari negli Stati Uniti e 297,3 milioni di dollari. Blunt, Jupe e
Simmonds sono tornati per il sequel, che ha ottenuto una nomination
ai BAFTA per il miglior sonoro.
L’estate scorsa, A Quiet Place – Giorno 1, un prequel
ambientato in una New York City apocalittica devastata dagli alieni
e interpretato dal premio Oscar Lupita Nyong’o e Joseph Quinn, ha debuttato con 52,2 milioni di
dollari e ha raggiunto i 139 milioni di dollari negli Stati Uniti e
i 262 milioni di dollari a livello globale.
Mentre fanno notizia i diversi
attori alternatisi nel ruolo di James
Bond, sembra esserci meno curiosità su quelli che hanno
interpretato il più iconico detective della storia della
letteratura: Sherlock Holmes. Sarà che sono
talmente tanti da rendere l’impresa di citarli tutto piuttosto
ardua. Solo negli ultimi quindici anni ricordiamo Robert
Downey Jr., Benedict
Cumberbatch, Ian
McKellen, Will
Ferrelled Henry
Cavill. A loro si aggiunge da quest’anno anche
David Thewlis(il
professor Lupin di Harry Potter, tanto per citare uno
dei suoi ruoli più popolari). L’attore è infatti protagonista della
serie Sherlock & Daughter.
Ma cosa si può raccontare di nuovo
di questo personaggio ormai protagonista di centinaia e centinaia
di titolo dal 1914 ad oggi? Come suggerisce il titolo della serie –
su Sky Investigation dal 4 ottobre – la risposta che si è dato lo
showrunner Brendan Foley è quella di proporlo
come padre, una novità apparentemente senza precedenti, che
inserisce Holmes in una dinamica inedita, avvincente e divertente,
che ci mostra come essere il miglior investigatore del mondo non si
accompagna con l’essere anche un ottimo padre. Da qui si sviluppa
dunque un racconto che trova proprio in questo rapporto il suo
principale elemento di interesse.
La trama di Sherlock & Daughter
Siamo nel 1896 e Sherlock
Holmes (David
Thewlis) viene coinvolto in una malvagia cospirazione
che vede protagonista l’organizzazione criminale Filo Rosso,
responsabile del rapimento dei suoi amici più cari. Holmes si trova
a dover inaspettatamente unire le forze con Amelia
Rojas (Blu Hunt), una giovane donna
nativa americana la cui madre è stata recentemente assassinata.
Mentre i due lavorano insieme per risolvere il caso e cercare di
andare d’accordo, Amelia cerca anche di scoprire se il grande
detective è realmente suo padre, scomparso da tempo.
David Thewlis e Blu Hunt in Sherlock & Daughter
Il più difficile dei casi
Sherlock &
Daughter ci getta subito nel vivo della vicenda, con
un nuovo caso per Holmes che si rivela immediatamente diverso e più
pericoloso di quelli affrontati fino a quel momento. Non manca
dunque l’elemento investigativo, cosa che poteva sembrare scontata
ma in realtà non così tanto, data la nuova chiave di lettura scelta
per il personaggio. Invece, la serie di Foley dimostra di voler
bilanciare tanto l’attività investigativa quanto il rapporto più
intimo tra padre e figlia, anzi trovando proprio nella prima la
possibilità di raccontare di più sul secondo.
C’è dunque un ben preciso caso da
risolvere, uno per il quale Holmes ha assolutamente bisogno
dell’aiuto della giovane Amelia. Si partecipa così alla loro
ricerca di indizi e verità, cercando di stare al loro passo nella
risoluzione dei vari enigmi (impresa non facile), provando anche
qui quel classico brividino di soddisfazione quando i vari tasselli
del puzzle iniziano ad andare al loro posto. Naturalmente, è una
serie che sin da primi episodi dimostra di aver bisogno di una
certa attenzione dello spettatore, che altrimenti rischierebbe di
perdersi tra i tanti luoghi, personaggi e loro legami.
Il tono leggero, divertito e
divertente, ma capace di essere anche serio il giusto quando
occorre, facilita però il compito. Così, anche i tanti salti da uno
scenario all’altro (Holmes e Amelia lavorano spesso separati, per
rincontrarsi solo in seguito) risultano meno disorientanti di
quello che si poteva temere. Naturalmente, va detto che questa
recensione si basa unicamente sui primi quattro episodi di otto,
per cui è sempre possibile un intensificarsi della complessità
nella seconda metà della stagione. Tuttavia, l’intrattenimento
sembra essere l’interesse primario di Sherlock &
Daughter, per cui c’è da aspettarsi che continui su questi
registri.
Blu Hunt in Sherlock & Daughter
Sherlock Holmes alle prese con la paternità
Insomma, i fan di Sherlock Holmes
troveranno qui pane per i loro denti, oltre ad una ricostruzione
del contesto storico piuttosto convincente e colorata il giusto tra
personaggi, luoghi ed altri elementi tipici di quel periodo. Ciò
che rende Sherlock & Daughter davvero
interessante, però, è ovviamente il rapporto tra i due
protagonisti. È l’elemento di originalità che permette di vedere
uno Sherlock Holmes inedito, alle prese con sfumature e situazioni
diverse da quelle con cui è principalmente conosciuto. Una svolta
che richiama – con le ovvie e dovute differenze – l’Holmes
crepuscolare di McKellen in Mr. Holmes – Il mistero del caso
irrisolto.
Se in quel film era affascinante
confrontarsi con un Holmes anziano e ritiratosi dalla professione,
qui in questa serie è invece interessante vederlo rapportarsi con
la possibile paternità, su ciò che gli richiede e su come cerca di
adattarvisi. Degno di nota è allora il lavoro svolto da David Thewlis, attore capace di donare grazie
ad ogni suo personaggio, qui in grado di rendere il suo Holmes
tanto insopportabile in alcuni momenti quanto effettivo e
comprensivo mentore in altre. Un padre, dunque, che si fa odiare e
amare e che è un piacere osservare. La sua chimica con
l’altrettanto convincente attrice Blu
Hunt (già vista in The
New Mutants) impreziosisce la serie, rendendola un titolo
da non lasciarsi sfuggire.
Stephan James
(Se
la strada potesse parlare) ha firmato per recitare al
fianco di Anthony Ippolito in I Play
Rocky, il film della Amazon MGM Studios che racconta la
realizzazione del film vincitore dell’Oscar come miglior film nel
1977, Rocky. Nel film diretto dal premio Oscar Peter
Farrelly, che sarà distribuito nelle sale
cinematografiche, James interpreterà il ruolo di Carl
Weathers, coprotagonista di Sylvester Stallone nella serie di film sulla
boxe da lui ideata.
Di cosa parla I Play Rocky
Scritto da Peter
Gamble, I Play Rocky racconta la storia
vera di un attore sconosciuto con la convinzione incrollabile di
non essere destinato solo a scrivere Rocky, ma di essere
destinato a essere Rocky Balboa. Dopo aver ricevuto rifiuti a ogni
passo, Stallone scommette tutto su se stesso, tenendo duro nel
voler interpretare il ruolo principale contro ogni previsione. Il
risultato è la storia definitiva dell’outsider dietro al film
definitivo sugli outsider.
Ex giocatore di football
professionista diventato attore, Carl Weathers ha interpretato il
ruolo iconico di Apollo Creed, il campione dei
pesi massimi antagonista dell’outsider Rocky, nel film originale
Rocky del regista John G. Avildsen. Ha
continuato a interpretare il ruolo in altri tre film prima della
morte del suo personaggio in Rocky IV (1985), anche se l’eredità di Apollo è stata
portata avanti da Michael B. Jordan, che interpreta il figlio
del pugile, Adonis “Donnie” Creed, nella recente trilogia di film
Creed
della MGM distribuita dalla Warner Bros.
Pietra miliare culturale che ha
consacrato Stallone come leggenda di Hollywood, la serie
Rocky, distribuita dalla United Artists e successivamente
dalla MGM, rimane una delle serie di film sportivi più iconiche e
di maggior successo finanziario di tutti i tempi, con 1,7 miliardi
di dollari di incassi tra i film originali e i loro spin-off
Creed. Toby Emmerich e Christian
Baha produrranno I Play Rocky, mentre
FilmNation Entertainment si occuperà dei servizi di produzione e
delle vendite internazionali.
Dove abbiamo visto Stephan James
Noto per aver recitato in Se la strada potesse parlare di Barry
Jenkins e nella serie thriller Homecoming di Prime Video, prodotta da Sam
Esmail, per la quale ha ottenuto una nomination ai Golden
Globe, Stephan James ha poi interpretato il personaggio principale
nel dramma indipendente Ricky dello scrittore e regista
Rashad Frett, presentato in anteprima al Sundance
Film Festival di quest’anno e acclamato dalla critica.
Prossimamente lo vedremo recitare al fianco di Alan
Ritchson nel film d’azione fantascientifico War
Machine di Netflix.
Mentre l’universo di Batman
continuerà a esistere come proprietà Elseworlds, i DC Studios
di James
Gunne Peter Safran sta
sviluppando una propria versione del Cavaliere Oscuro e della sua
vasta mitologia per la sua continuity principale. Il film The Brave and the Bold
è attualmente in fase di sviluppo, con una sceneggiatura ancora in
fase di scrittura e Andy Muschietti alla regia.
Nel frattempo, sono in corso le riprese principali del film
Clayface
di James Watkins, classificato come vietato ai
minori, che porterà sul grande schermo uno dei famosi cattivi del
Cavaliere Oscuro.
Ma con i numerosi personaggi che
esistono nella tradizione dell’eroe, il pubblico è curioso di
sapere chi altro potrebbe unirsi alla DCU in futuro. Un utente su Threads ha dunque recentemente
chiesto a Gunn: “Sono molto interessato alla versione della DCU
di Selina Kyle. Hai intenzione o interesse a portare Catwoman nella
DCU?” Fortunatamente, il co-CEO della DC Studios ha dato una
risposta concisa ma entusiasmante: “Oh, certo”, anche se
al momento non ha specificato se Catwoman farà parte di
The Brave and the Bold.
Attualmente, l’ultima versione del
personaggio vista al cinema è quella interpretata da Zoë Kravitz in The
Batman di Matt Reeves. Uno degli
aspetti chiave da ricordare riguardo alla timeline della DCU è che
molti eroi e cattivi sono già affermati e attivi in questo
universo, il che rende naturale che una persona come Selina Kyle
appaia prima piuttosto che dopo.
Questa sarà anche la prima volta che
farà parte di un universo condiviso, dato che ogni iterazione sul
grande schermo è esistita sotto il banner Elseworlds. Ciò dimostra
anche che la DC Studios sta recuperando la timeline dei film DCEU,
dato che Catwoman non ha mai avuto la possibilità di apparire in
nessuno di questi film. Con questa continuità, avere un Batman
attivo può anche mettere in luce la sua complessa storia con lei
attraverso varie avventure.
È giusto giudicare un uomo in base a
ciò che temiamo possa diventare? È giusto rapire un uomo, metterlo
in prigione e privarlo di tutti i suoi diritti umani sulla base di
una semplice sospensione? Non è sempre stato innocente fino a prova
contraria? Se si mette un uomo dietro le sbarre senza prove, qual è
la differenza tra il governo e la mafia? In uno scenario del
genere, il sistema diventa fuorilegge. Il film The
Mauritanian (qui
la recensione), attraverso la sua narrazione, descrive proprio
questo scenario concentrandosi sulla vita di un uomo sospettato
degli attacchi dell’11 settembre.
L’uomo, Mohamedou Ould
Salahi, ha vissuto in prigionia per 7 anni senza processo
e altri 7 anni perché nessuna legge era interessata a restituirgli
la libertà. È la sua storia e il cinema la racconta bene. Basato
sul libro di memorie del 2015 Guantánamo Diary di Salahi,
The Mauritanian è diretto da Kevin
Macdonald e si basa dunque sugli incidenti realmente
accaduti a Salahi durante la sua detenzione nel campo di Guantanamo
Bay negli Stati Uniti per 14 anni. Il film vede protagonisti attori
famosi come Jodie Foster, Tahar Rahim,
Shailene Woodley e Benedict Cumberbatch. In questo
approfondimento, andiamo però ad approfondire cosa avviene nel
finale.
La trama di The
Mauritanian
Nel 2001, Mohamedou Ould
Salahi (Tahir Rahim) è stato prelevato
dalla polizia mauritana per essere interrogato sugli attacchi
dell’11 settembre. Tuttavia, non è mai tornato a casa. Per 3 anni,
sua madre non ha saputo se fosse vivo o morto. Poi, su “Der
Spiegel” è apparsa una notizia che confermava la presenza di Salahi
nel campo di detenzione statunitense di Guantanamo Bay. È stato
dichiarato l’organizzatore dell’intero attacco dell’11 settembre.
La notizia arriva a un’attivista legale e avvocato, Nancy
Hollander (Jodie Foster), che partecipa
attivamente al caso di Salahi.
Con la sua assistente Teri
Duncan (Shailene Woodley), Nancy visita
Salahi nel campo di detenzione di Guantanamo Bay, dove non vige
alcuna legge se non quella militare. Dall’altra parte, il governo e
l’esercito intendono condannare i prigionieri senza processo. I
loro metodi di condanna non sono sottintesi, ma chiari, evidenti e
rumorosi: una giustizia sommaria che condanna a morte i sospetti. E
per preparare il processo, l’esercito assume il procuratore
militare, il tenente colonnello Stuart Couch
(Benedict Cumberbatch).
Dopo aver incontrato Salahi,
l’obiettivo principale di Nancy è quello di ottenere giustizia per
un uomo che è stato rinchiuso in prigione senza prove e senza
processo. Lei non credeva affatto, né cercava di giudicare, se
Salahi fosse un terrorista o un uomo innocente. Tuttavia, man mano
che la narrazione torna indietro nel tempo, raccontando la
situazione e il trattamento di Salahi nel campo di detenzione,
Nancy lo percepisce come un uomo che è stato messo dietro le sbarre
senza una ragione apparente. Lei lotta per la sua giustizia e
libertà. Ma la lotta è contro l’esercito, il governo degli Stati
Uniti e il popolo degli Stati Uniti che ha un legame emotivo con la
perdita dell’11 settembre, quindi non sarà una guerra facile.
Come in tutti i film cliché, il
procuratore militare in The Mauritanian non è
ciecamente patriottico. Stuart Couch è un uomo forte e virtuoso che
non accetterebbe alcuna immoralità, sia essa commessa da uno
straniero o dal proprio governo. Per gran parte della narrazione,
sia il procuratore che Nancy e Stuart non sono sicuri che Salahi
stia dicendo la verità. L’esercito si rifiuta di rilasciare le
prove riservate che complicano il processo perché, senza di esse,
nessuna delle parti può andare avanti.
Tuttavia, grazie ad alcuni aiuti
interni e alle sue conoscenze, Stuart entra in possesso delle prove
riservate e le sue mani tremano quando si trova di fronte alla
verità. Per Nancy, l’unico modo per ottenere informazioni è
attraverso Salahi. Per gran parte del processo ha creduto
ardentemente di stare salvando la costituzione e non un “singolo
uomo”. Quando tutte le principali testate giornalistiche la
definiscono un avvocato terrorista, lei commenta: “Non sto
difendendo lui (Salahi). Sto difendendo te e me. La costituzione
non ha un asterisco alla fine che dice ‘termini e condizioni’
applicabili“.
Anche se il legame tra Nancy e
Salahi si rafforza dopo un confronto emotivo in cui Salahi accusa
Nancy di essere più interessata al caso che all’uomo coinvolto.
Nancy reagisce dicendo che è perché non conosce tutta la verità e
Salahi deve scriverle per farle fidare di lui. In quel preciso
momento, Stuart e Nancy scoprono la verità, raccontata da documenti
diversi. Nancy legge le parole di Salahi, mentre Stuart è testimone
di ciò che è realmente accaduto nel campo di detenzione con Salahi.
Ironia della sorte, la verità era la stessa in entrambi i
documenti.
La verità e le prove
Salahi è stato rapito dalla sua casa
e rinchiuso in una prigione giordana per cinque mesi.
Successivamente è stato trasferito in una base militare in
Afghanistan, dove è stato interrogato per 18 ore al giorno per tre
anni. Successivamente è stato consegnato all’esercito e rinchiuso
nel campo di detenzione statunitense di Guantanamo Bay, dove ha
trascorso 70 giorni sottoposto a tortura nell’ambito di progetti
speciali. Durante il processo, le prove rilasciate dai militari
sono tutte contrassegnate da strisce nere.
Nulla di sostanziale o probatorio
può essere ricavato dai documenti perché sono riservati. Il governo
ha complicato in modo unico la questione perché non intende rendere
giustizia alle persone torturate dai militari. Questo è il processo
che si ottiene in uno Stato legale e democratico. Per loro, i
militari sono i governanti e la guerra è il loro obiettivo.
Torturato e ridotto allo stremo, Salahi firma una dichiarazione in
cui si dichiara terrorista collegato all’11 settembre. La firma per
poter dormire e mangiare.
Quando il procuratore militare
Stuart scopre la verità, dichiara inammissibili le prove del
governo. Informa il suo superiore che Salahi è stato minacciato di
vedere sua madre spedita a Guantanamo e violentata da altri
detenuti se non avesse firmato la dichiarazione. Ciò che è stato
fatto è riprovevole. Tuttavia, Stuart viene definito un traditore e
un antipatriota per aver detto la verità. Lascia l’accusa e dice:
“Abbiamo tutti prestato giuramento di sostenere e difendere la
Costituzione. Come minimo, siamo molto lontani da questo”.
La spiegazione del finale di
The Mauritanian
Il 14 dicembre 2009, Mohamedou Ould
Salahi ha finalmente rilasciato una dichiarazione alla Corte
Suprema di Giustizia. Il film The Mauritanian si
conclude con il suo discorso in cui esprime la sua fiducia nella
giustizia statunitense. Egli afferma che i suoi aguzzini potrebbero
serbare rancore nei suoi confronti, per ora o per sempre, ma lui
non serba rancore nei loro confronti. “In arabo, la parola
‘libero’ e la parola ‘perdono’ sono la stessa parola”.
Salahi ha detto che anche nei
momenti più bui, quando pensava al perché gli fosse successo o al
perché gli Stati Uniti lo avessero imprigionato, era il pensiero
del perdono che lo teneva in vita. Anche se imprigionato, era
libero perché perdonava. Salahi era un uomo buono, ma il
trattamento riservatogli dall’esercito americano avrebbe potuto
scatenare un mostro in lui. Avrebbe potuto giurare vendetta e,
creando esempi del genere, si stanno generando sempre più tendenze
criminali, si sta seminando odio e l’11 settembre è stato solo il
risultato.
Nel 2010 tutte le accuse contro
Salahi sono state ritirate, ma lui è rimasto in prigione per altri
7 anni. Salahi ha trascorso 14 anni della sua vita in prigione per
un crimine che non ha commesso. Né la CIA, né il Dipartimento della
Difesa, né qualsiasi altra agenzia governativa statunitense ha
ammesso la propria responsabilità o offerto scuse per gli abusi
avvenuti a Guantanamo The Mauritanian, come
suggerisce il titolo, racconta esclusivamente la storia di
Mohamedou Ould Salahi e, di conseguenza, alcuni conflitti che i
suoi avvocati hanno dovuto affrontare negli Stati Uniti non sono
approfonditi a sufficienza. Ma, come detto, alla fine è la storia
di Salahi, e la sua narrazione è forte e commovente. Da non
perdere.
Il film d’azione e sopravvivenza del
1993 Cliffhanger – L’ultima sfida ruota
attorno a Gabriel “Gabe” Walker (Sylvester
Stallone), un esperto alpinista che lavorava come
soccorritore nelle Montagne Rocciose del Colorado fino alla morte
della fidanzata del suo migliore amico. Incolpandosi per la
tragedia, Gabe abbandona quella vita. Tuttavia, torna brevemente
per convincere la sua ragazza, Jessica “Jessie”
Deighan (Janine Turner), a lasciare la
città con lui, ma lei gli chiede invece di aiutare il suddetto
amico, Harold “Hal” Tucker (Michael
Rooker).
All’insaputa di tutti, però, a
seguito di una rapina aerea fallita, un gruppo di criminali fa
cadere tre valigette contenenti 100 milioni di dollari in banconote
non circolate. Dopo l’incidente aereo, attirano sia Gabe che Hal
per trovare il denaro. Ma Gabe riesce a fuggire e, sfruttando il
territorio che conosce così bene, decide di ribaltare la situazione
a danno dei criminali. In questo approfondimento andiamo dunque ad
esplorare tutto quello che c’è da sapere sul finale di
Cliffhanger – L’ultima sfida.
Cosa succede
in Cliffhanger – L’ultima sfida
Il film inizia dunque quando
Gabe, Jessie e
Frank (Ralph Waite) vanno a
soccorrere Hal e Sarah dalla cima
di una montagna nelle Montagne Rocciose del Colorado dopo che Hal
ha subito un infortunio al ginocchio. Tuttavia, durante il
salvataggio, l’imbracatura di Sarah si rompe. Anche se Gabe la
raggiunge in tempo, la sua mano guantata scivola tra le sue dita e
lei cade, morendo. Hal ritiene Gabe responsabile dell’incidente e
la loro amicizia si incrina. Anche Gabe si sente in colpa e lascia
le montagne per trasferirsi a Denver.
Otto mesi dopo, torna in città in
auto, sperando di recuperare ciò che ha lasciato l’ultima volta e
convincere Jessie ad andare con lui. Ma per Jessie le montagne sono
la sua casa. E lei sa che è lo stesso per Gabe. Tuttavia, sembra
che lui preferisca fuggire dai suoi problemi e lasciarsi consumare
dal senso di colpa piuttosto che affrontarli con serietà. Quindi,
per quanto le dispiaccia, lei rifiuta. Nel frattempo,
Richard Travers (Rex Linn), un
agente del Tesoro degli Stati Uniti, guida una squadra che
trasporta 100 milioni di dollari in banconote non circolate su un
aereo.
Mentre sono in volo, Travers uccide
tutti i suoi subordinati e tenta di trasferire il denaro su un
secondo aereo con l’aiuto di uno dei piloti. Tuttavia, il piano va
in fumo quando si scopre che l’agente dell’FBI che viaggiava con la
squadra non è morto. Anche se Travers riesce a fuggire sull’altro
aereo prima che quello del Tesoro degli Stati Uniti esploda, le tre
valigette vengono lanciate sulle Montagne Rocciose. Il secondo
aereo precipita poco dopo, lasciando Travers e i suoi complici
bloccati sulle montagne.
Il leader del gruppo è Eric
Qualen (John Lithgow), un ex ufficiale
dell’intelligence militare britannica spietato e pericoloso che ha
capito che i soldi si guadagnano meglio dall’altra parte della
legge. La sua squadra comprende Kristel
(Caroline Goodall), presumibilmente la sua amante
e pilota della squadra; Kynette (Leon
Robinson), un killer altamente efficiente e vice di
Qualen; e Delmar (Craig
Fairbrass), un assassino psicotico e razzista.
Sebbene i criminali sappiano dove si
trovano le valigette perché Travis vi ha inserito dei dispositivi
di localizzazione, si rendono conto di aver bisogno di aiuto per
trovarle. Quindi, chiedono aiuto. Jessie risponde e manda Hal. Sa
che avrà bisogno di sostegno, quindi cerca di convincere Gabe ad
andare con lui. Anche se sembra riluttante, Gabe va sulle montagne
e trova Hal. Il loro ricongiungimento è freddo, come ci si poteva
aspettare. Ma quando incontrano le persone che dovrebbero salvare,
si rendono conto che devono mettere da parte il senso di colpa e la
rabbia per aiutarsi a vicenda a sopravvivere alla prova.
Cosa succede nel finale?
Alla fine, Qualen e tutti i membri
della sua banda vengono uccisi uno dopo l’altro. Il primo muore
durante il dirottamento. Un altro muore dopo aver causato una
valanga. Un terzo muore dopo essere caduto da una scogliera in
seguito a una breve lotta con Gabe. Kynette viene uccisa dopo una
brutale lotta con Gabe. Qualen stesso uccide Kristel per dare una
lezione a Travers. Hal uccide Delmer dopo che quest’ultimo lo ha
picchiato a sangue. Gabe elimina Travers sparandogli attraverso il
ghiaccio.
Nel frattempo, Qualen ha ucciso
Frank e preso Jessie in ostaggio. Ora ha anche l’elicottero di
Frank. La volta successiva che parla con Gabe, quest’ultimo pensa
che lui e i suoi amici abbiano vinto. Tuttavia, Qualen fa capire a
Gabe e Hal la realtà della loro situazione. Gabe accetta di dare a
Qualen il denaro rimanente in cambio di Jessie. Dopo che Qualen ha
lasciato Jessie, Gabe getta il denaro nelle pale del rotore,
distruggendolo.
Mentre Qualen infuriato lo insegue,
Gabe attacca il verricello, con cui Qualen ha lasciato cadere
Jessie, a una scala sul fianco della scogliera. L’elicottero si
schianta quindi sul fianco della scogliera, provocando una lotta
tra Gabe e Qualen sulla sua sommità. Quando la scala si stacca
dalla parete e l’elicottero cade, Gabe riesce a scendere appena in
tempo. Qualen, invece, non è così fortunato. Ancora bloccato
nell’elicottero, cade e muore.
Cosa succede ai soldi?
I soldi, alla fine, vengono
distrutti. Come accennato in precedenza, i soldi sono contenuti in
tre valigie separate. Gabe apre la prima valigia e trova lì il
contante. Quando però si verifica la valanga, getta la valigia.
Qualen vede le banconote che galleggiano e pensa che Gabe sia
morto. Dice persino a Hal che il suo amico ha avuto il funerale più
costoso della storia. Più tardi, con l’aiuto di Jessie, Gabe trova
la seconda valigia e prende tutti i soldi tranne una banconota. Su
di essa scrive: “Vuoi fare uno scambio?”.
Quella notte, Gabe brucia poi tutti
i soldi della seconda valigia per riscaldare sé stesso e Jessie.
Gabe trova infine anche la terza valigia prima dei criminali e
mette il localizzatore su un coniglio che in seguito confonde
Travers. Durante il suo confronto con Qualen, lancia la borsa piena
di oltre 30 milioni di dollari contro il rotore dell’elicottero,
distruggendo così il denaro rimanente.
Gabe e Hal tornano ad essere
amici
Alla fine Gabe e Hal tornano ad
essere amici. La straziante prova che sono costretti ad affrontare
insieme li porta a rendersi conto che sono ancora disposti a
sacrificare la propria vita l’uno per l’altro. Questo è
incredibilmente raro, anche tra gli amici più intimi. Hal decide
dunque di perdonare Gabe. E, cosa ancora più importante, Gabe
decide di perdonare se stesso. Nella scena finale, Gabe, Hal e
Jessie aspettano in cima a una montagna l’arrivo dei soccorsi,
proprio come avevano fatto Gabe, Hal e Sarah all’inizio del film.
Questo denota che la vita di Gabe e Hal ha compiuto un cerchio
completo e che sono pronti ad andare avanti.
L’Uomo
d’Acciaio (qui
la recensione) ha dato inizio al DCEU nel 2013, con un finale
ricco di momenti culminanti e tutti gli elementi necessari per il
futuro del franchise. Inizialmente, le recensioni della critica non
erano particolarmente positive, anche se il pubblico sembrava
apprezzare la versione sincera, sebbene controversa, di Clark Kent
proposta da Zack Snyder. Da allora, il film è
stato rivalutato con maggiore affetto, e il primo film di Superman in questa continuity è
considerato molto importante nella classifica dei film del DCEU.
Guardando i film del franchise in ordine di uscita, questo è
inoltre stato il primo capitolo, responsabile dell’avvio di quello
che sarebbe diventato l’universo condiviso dei personaggi DC della
Warner Bros.
Come è noto dal successo, o dalla
mancanza di esso, del franchise dopo L’Uomo d’Acciaio, ciò non si è
concretizzato a causa della cancellazione di diversi film DCEU e di
un completo riavvio della DC sul grande schermo. Nonostante i
fallimenti del DCEU, il film di Snyder può essere considerato uno
dei capitoli più apprezzati del franchise, indipendentemente dai
suoi successori che hanno inaugurato un nuovo universo
cinematografico. Con personaggi avvincenti, una regia visiva
eccezionale e una fantastica colonna sonora di Hans
Zimmer, L’Uomo d’Acciaio è stato un
solido inizio per il DCEU, con il finale di grande impatto del film
che ha efficacemente preparato il terreno per ciò che sarebbe
successo in futuro.
La spiegazione del piano malvagio
di Zod e la sua sconfitta
Il conflitto centrale di
L’Uomo d’Acciaio ruota attorno a Kal-El, un
bambino kryptoniano esiliato sulla Terra quando il suo pianeta
natale è stato distrutto da cause naturali. Quando Krypton è stato
distrutto, un generale dell’esercito di nome Zod e i suoi
simpatizzanti sono stati esiliati nella Zona Fantasma per aver
tentato un colpo di stato nel tentativo di salvare Krypton. Dopo
che Kal-El è cresciuto sulla Terra ed è diventato un uomo, Zod e i
suoi alleati fuggono dalla Zona Fantasma. Viaggiano sulla Terra per
trovare Kal-El e informarlo del loro piano di ripristinare
Krypton.
Intende farlo utilizzando
dispositivi di terraformazione per trasformare l’atmosfera
terrestre in una simile a quella di Krypton. Dato che Kal-El, ora
conosciuto come Clark Kent, è cresciuto sulla Terra, si oppone a
questo piano. Questo dà inizio al conflitto centrale del film,
mentre Clark si affretta a fermare il piano di Zod di distruggere
completamente la Terra. Durante il finale di Man of Steel, Clark
trova e distrugge un dispositivo di terraformazione nell’Oceano
Indiano, mentre l’esercito americano distrugge la più potente delle
macchine di Zod, il World Engine.
La distruzione del World Engine
provoca una reazione catastrofica che porta i soldati di Zod ad
essere nuovamente esiliati nella Zona Fantasma. Zod giura ora di
distruggere completamente la Terra per vendetta, ora che tutte le
possibilità di rinascita di Krypton sono svanite. Superman affronta
Zod e i due ingaggiano un combattimento a Metropolis. Alla fine,
dopo una battaglia devastante, Superman ha la meglio su Zod. Il
primo uccide il secondo, urlando di rabbia e senso di colpa per
essere stato costretto a uccidere l’unico altro membro
sopravvissuto di Krypton di cui è a conoscenza.
Perché Superman uccide Zod
Nonostante la controversia suscitata
dall’uccisione di Zod da parte di Superman, L’Uomo
d’Acciaio spiega adeguatamente perché ciò doveva accadere,
aggiungendo un ulteriore livello di profondità al finale del film.
Dopo che Superman e Zod hanno combattuto in tutta Metropolis, il
primo mette alle strette il secondo in una stazione ferroviaria.
Superman lotta con Zod, che inizia a puntare i suoi occhi laser
verso una famiglia di passanti, affermando che se Clark ama così
tanto la gente della Terra, può piangerne la morte. Per salvare la
famiglia, Clark è costretto a spezzare il collo di Zod, ponendo
fine una volta per tutte alla sua minaccia per la popolazione
terrestre.
Perché il finale di L’Uomo
d’Acciaio è così controverso
L’uccisione di Zod da parte di
Superman in L’Uomo d’Acciaio è senza dubbio uno
dei punti più controversi dell’intera trama del film. Basandosi
sulle numerose storie di Superman della DC Comics, il pubblico ha
ritenuto che Clark non avrebbe dovuto uccidere qualcuno per salvare
gli abitanti della Terra. Superman dovrebbe essere un ideale di
speranza, ottimismo e pura bontà d’animo, il che significa che la
sua decisione di uccidere Zod, per quanto dolorosa per Clark nel
film, è stata accolta con critiche. Il pubblico ha pensato che,
dato il potere schiacciante di Superman, il personaggio sarebbe
stato in grado di sconfiggere Zod senza ucciderlo, cosa che Man of
Steel evidentemente non riflette.
Come il finale del film ha
preparato il futuro di Superman e Clark Kent
Uno degli aspetti interessanti di
L’Uomo d’Acciaio è che Clark non assume il nome di
Superman fino agli ultimi momenti del film. Dopo aver ucciso Zod,
Clark incontra il tenente generale Calvin Swanwick. Durante questo
incontro, Clark rivela che inizierà ad agire in modo indipendente
per salvare la popolazione terrestre nei panni di Superman,
insistendo affinché i governi mondiali non si oppongano a lui in
cambio della protezione del pianeta da parte di Superman. In questo
modo, questa scena definisce ufficialmente il futuro di Superman
nel DCEU dopo la storia delle origini di L’Uomo
d’Acciaio del 2013.
Allo stesso modo, il finale
definisce anche il futuro di Clark Kent. Data la natura del film
come storia delle origini, Clark viene mostrato come disoccupato
durante tutti gli eventi del film, privo di un’occupazione iconica
per il personaggio dei fumetti DC Comics. Alla fine di Man of
Steel, questo viene rettificato con Clark Kent che accetta un
lavoro come reporter per il Daily Planet. Questo non solo lo
avvicina a Lois Lane e prepara la loro futura relazione, ma gli
permette anche di tenersi informato sulle situazioni pericolose
sulla Terra, colmando il divario tra il futuro di Superman e quello
di Clark.
Come L’Uomo
d’Acciaio ha preparato il terreno per Batman V
Superman
Il sequel di L’Uomo
d’Acciaio è stato Batman v Superman: Dawn of Justice del 2016,
con il finale del primo film che ha adeguatamente preparato il
terreno per la continuazione della storia. Man of Steel termina con
Clark che assume il nome di Superman e un lavoro al Daily Planet,
il che si ricollega all’inizio di Batman v
Superman, dove Clark viene spesso mostrato mentre usa
le sue conoscenze come giornalista per continuare ad aiutare il
mondo con il suo alter ego dotato di superpoteri. Tuttavia, i
governi del mondo iniziano a ritenere Superman responsabile delle
sue azioni derivanti dalla parziale distruzione di Metropolis
durante il suo combattimento con Zod nel finale di L’Uomo
d’Acciaio.
Questo porta a un’udienza del
Congresso per ritenerlo responsabile in Batman v
Superman, con il finale di Man of Steel che prepara
direttamente il terreno. Inoltre, il finale di L’Uomo
d’Acciaio prepara adeguatamente l’introduzione del
Cavaliere Oscuro della DCEU. In Batman v Superman,
è stato rivelato che Bruce Wayne era presente a Metropolis il
giorno della battaglia tra Clark e Zod. Un edificio della Wayne
Industries nella città è stato distrutto, causando la morte di
molti amici e colleghi di Bruce. Questo porta il vigilante a
iniziare una vendetta contro Superman, che considera un alieno
pericoloso che non dovrebbe essere al di sopra della legge, creando
così il conflitto titolare del film.
Come il film Flash ha rivisitato
L’Uomo d’Acciaio
Batman v Superman: Dawn of
Justice non è stato l’unico film del DCEU a fare
riferimento a L’Uomo d’Acciaio dopo l’uscita di
quest’ultimo nel 2013. Nel 2023 è uscito The
Flash, i cui eventi sono collegati alla battaglia di
Superman con Zod a Metropolis. The Flash rivela che Barry Allen ha
acquisito i suoi poteri basati sulla supervelocità più o meno nello
stesso periodo in cui Superman ha rivelato la sua identità.
Sentendo il peso della responsabilità di aiutare le persone usando
questi poteri, The Flash si è recato a Metropolis per aiutare
Superman contro Zod. Tuttavia, il film rivela che il compito era
troppo grande per un supereroe alle prime armi come Barry,
traumatizzandolo e spingendolo a prendere molto più seriamente i
suoi poteri di vigilante.
Perché L’Uomo d’Acciaio
2 non è mai stato realizzato
Come è evidente, il finale di
L’Uomo d’Acciaio ha impostato il futuro del DCEU
in diversi modi, sollevando la questione del perché non sia mai
stato realizzato un vero sequel. Sebbene Batman v Superman:
Dawn of Justice funga da sequel di L’Uomo
d’Acciaio, la storia divide il tempo sullo schermo tra i
due personaggi titolari. Di conseguenza, molti erano ancora in
attesa di L’Uomo d’Acciaio 2, una vera e propria
continuazione della storia di Clark nel DCEU. Purtroppo, ciò non si
è concretizzato per diversi motivi legati a una lunga serie di
problemi dietro le quinte riguardanti la gestione del DCEU da parte
della Warner Bros.
Il fatto che L’Uomo
d’Acciaio 2 non sia stato realizzato è un caso sfortunato
di effetto farfalla, iniziato con la reazione negativa della
critica e del pubblico a Batman v Superman. Questa
reazione negativa ha portato la Warner Bros. a correggere la rotta,
sostituendo Zack Snyder con Joss
Whedon per Justice League del 2017, che il primo regista
aveva progettato come terzo capitolo della trilogia. Le modifiche
apportate da Whedon a Justice League hanno influito negativamente
sulla trama, sul tono, sullo stile e sul fascino finale del film,
che ha ricevuto recensioni altrettanto negative del suo
predecessore.
In un ulteriore tentativo di
correggere la rotta, la Warner Bros. ha iniziato ad allontanarsi
dai personaggi consolidati del cosiddetto “Snyderverse”, tra cui
Superman interpretato da Henry Cavill. Di conseguenza, sono stati
avviati progetti più indipendenti come Shazam!,
Birds of Prey, Black
Adam e Blue Beetle. Cavill ha quindi
attraversato un periodo frustrante di ostracismo dal franchise, con
Superman che è apparso solo in cameo senza volto in
Shazam! e nella serie TV DCEU, Peacemaker. Molti pensavano che
L’Uomo d’Acciaio 2 sarebbe finalmente
arrivato dopo che Cavill aveva annunciato il suo ritorno al
franchise con il suo cameo in Black Adam, ma
l’entusiasmo è durato poco.
A causa di un altro contrattempo da
parte della Warner Bros., James Gunn e Peter Safran
sono stati annunciati come nuovi co-direttori della DC Studios
senza che Cavill o altri creativi della DCEU ne fossero informati.
Gunn e Safran hanno annunciato un completo riavvio del DCEU con un
ricambio totale di tutti i ruoli principali, compreso quello di
Superman interpretato da Cavill. Questo ha dato il colpo di grazia
a L’Uomo d’Acciaio 2, poiché il futuro del DCEU è
diventato il DCU. Sebbene il film di Snyder sia stato ben
accolto e abbia avuto un finale significativo ricco di spunti per
il futuro, i fallimenti dello studio sopra citato hanno reso i suoi
successi effimeri.
Steven Spielberg è autore di
innumerevoli capolavori e film che hanno contribuito a disegnare
l’immaginario collettivo, e mai come negli ultimi anni,
A.I. – Intelligenza artificiale sembra un titolo
promonitore di quello che sta avvenendo nel mondo. La storia di
David potrebbe presto diventare realtà, confermando ancora una
volta che il genio di Spielberg ha avuto sempre la sensibilità per
raccontare il mondo.
Stanley Kubrick lavorò al progetto
per vent’anni prima della sua morte, ma lungo il percorso chiese a
Steven Spielberg di dirigerlo, affermando che era
“più vicino alla sua sensibilità“. I due collaborarono per
diversi anni, e Kubrick fornì a Spielberg un trattamento completo
della storia e molti disegni concettuali per il film prima della
sua morte, che Spielberg utilizzò per scrivere la sua
sceneggiatura. Contrariamente a quanto si crede, Spielberg afferma
di aver introdotto molti degli elementi più cupi nella storia,
mentre il contributo principale di Kubrick consisteva
principalmente nelle parti più “dolci”. In un’intervista del 2002
con il critico cinematografico Joe Leydon, Spielberg affermò che la
parte centrale del film, inclusa la Fiera della Carne, era una sua
idea, mentre i primi quaranta minuti, l’orsacchiotto e gli ultimi
venti minuti erano tratti direttamente dalla storia di Kubrick. Ian
Watson, autore del trattamento originale di Kubrick, ha confermato
che perfino il finale tanto criticato, ritenuto da molti una tipica
aggiunta di Spielberg, era “esattamente ciò che (lui) aveva
scritto per Stanley, ed esattamente ciò che voleva, filmato
fedelmente da Spielberg”.
La trama di A.I. –
Intelligenza artificiale
Nel ventiduesimo secolo la Terra è
devastata dall’effetto serra e dall’innalzamento degli oceani. La
tecnologia, però, ha raggiunto livelli tali da creare i
Mecha, robot umanoidi. La Cybertronics, guidata
dal professor Hobby, sviluppa David, il primo
bambino-robot capace di provare amore, destinato alle coppie senza
figli. Viene affidato ai coniugi Swinton, che hanno un figlio
malato, Martin. Monica, inizialmente diffidente, attiva
l’imprinting e David la ama come una vera madre. Con il ritorno di
Martin, guarito, l’equilibrio familiare si spezza: il bambino vede
David come una minaccia e lo tormenta fino a provocare incidenti.
Dopo un episodio pericoloso, Monica, pur affezionata, lo abbandona
nel bosco con il peluche-robot Teddy.
In fuga, David rischia la
distruzione in una “Fiera della Carne”, ma viene risparmiato per le
sue fattezze. Incontra Gigolò Joe, un Mecha in
fuga, e parte con lui alla ricerca della Fata Turchina per
diventare umano. Dopo varie peripezie, a Manhattan David scopre di
essere solo una copia seriale e tenta il suicidio. Si convince poi
di aver trovato la Fata, ma resta intrappolato sott’acqua per
millenni, pregandola invano.
Duemila anni dopo, Mecha evoluti lo
risvegliano. Usando un capello di Monica, ricreano sua madre per un
solo giorno. David, finalmente amato, vive la sua giornata più
felice e si spegne accanto a lei.
Le curiosità su
A.I. – Intelligenza artificiale
La lista di parole che Monica
Swinton (Frances O’Connor) dice a David
(Haley Joel Osment) per renderlo capace di amare
era la lista originale, scritta da Stanley
Kubrick.
L’idea di includere la band
industrial metal “Ministry” nel film fu di
Kubrick. Era un loro grande fan e chiamò il
cantante Al Jourgensen chiedendogli se gli sarebbe
piaciuto partecipare al film. Al, pensando che fosse solo uno
scherzo, gli riattaccò il telefono in faccia.
Questo film ha anche introdotto lo
studio virtuale, una tecnica che ha permesso al regista
Steven Spielberg di camminare in una versione
virtuale di Rouge City con la sua telecamera e di
selezionare alcune inquadrature. Questa tecnica è stata utilizzata
nella trilogia de Il Signore degli Anelli.
Veri amputati hanno interpretato
alcuni dei robot con arti mancanti.
Per accentuare il suo aspetto non
umano, ogni giorno prima delle riprese, la pelle esposta di
Haley Joel Osment (viso, braccia, mani, ecc.)
veniva rasata per conferirgli un aspetto più plastico.
Il World Trade Center è visibile
nelle scene di New York City di questo film, ambientate molti anni
dopo il 2001. Meno di tre mesi dopo l’uscita del film, il World
Trade Center fu distrutto dagli attacchi terroristici dell’11
settembre. Nonostante il rischio di polemiche e critiche,
Steven Spielberg lasciò le Torri Gemelle
nell’uscita in DVD.
Il film doveva originariamente
intitolarsi “A.I.”, ma dopo un sondaggio è emerso che troppe
persone pensavano si trattasse di A1. Il titolo fu cambiato in
A.I., Intelligenza Artificiale, per evitare che si
pensasse che si trattasse di salsa per bistecca.
Sebbene Jack Angel avesse
registrato la maggior parte del suo lavoro vocale per Teddy in una
cabina di registrazione, gli fu chiesto di essere sul set ogni
giorno, poiché Spielberg voleva che apportasse immediatamente
modifiche alle battute quando necessario. Angel era felicissimo di
poter lavorare personalmente accanto a Spielberg per tre mesi e
mezzo, considerandolo un enorme onore.
Haley Joel Osment
suggerì a Steven Spielberg che il suo personaggio
(David) non dovesse battere le palpebre. Spielberg acconsentì e
andò oltre, suggerendo che nessuno degli androidi dovesse battere
le palpebre. Anche se, molti di loro lo fanno.
Robin Williams registrò i suoi
dialoghi per questo film con Stanley Kubrick alla
regia, molto tempo prima che Steven Spielberg
fosse incaricato della regia. In L’uomo
bicentenario (1999), Williams interpreta un androide che
vuole diventare umano.
Paul W. S. Anderson
è noto e amato per la sua cifra stilistica distintiva: un cinema
action divertente e coinvolgente, di cui fa parte anche
Death Race, trai suoi film meno noti ma senza
dubbio amati dal pubblico che lo segue fedelmente dall’inizio della
sua carriera. Con protagonista Jason Statham, il film è un remake di
Anno 2000 – La corsa della morte del 1975, diretto
da Paul Bartel e prodotto da Roger Corman, con David Carradine e
Sylvester Stallone.
La trama di Death
Race
Nel 2012 il mondo è sconvolto da una
crisi globale: disoccupazione e criminalità raggiungono livelli
altissimi e le carceri collassano. Negli Stati Uniti il sistema
viene affidato a corporazioni private, che trasformano la
detenzione in spettacolo televisivo. Il programma più seguito è la
Death Race, gara mortale tra detenuti a bordo di
auto corazzate e armate. Il campione mascherato “Frankenstein”,
prossimo alla libertà dopo cinque vittorie, muore in segreto.
Jensen Ames, ex pilota NASCAR
ridotto in povertà, viene incastrato per l’omicidio della moglie e
rinchiuso a Terminal Island. La direttrice Hennessey lo costringe a
indossare i panni di Frankenstein per mantenere vivo il mito e gli
affida un team di supporto e la navigatrice Elizabeth Case. Durante
le gare Jensen scopre che l’assassino della moglie è il detenuto
Pachenko, eliminato da lui stesso dopo uno scontro. In seguito si
allea con il rivale Machine Gun Joe per distruggere il Dreadnought,
veicolo introdotto per aumentare lo spettacolo.
Capendo che Hennessey manipola le
corse per impedire ai prigionieri di vincere la libertà, Jensen
organizza la fuga. Con Joe ed Elizabeth riesce a evadere, mentre la
direttrice muore in un attentato preparato dal fedele Coach. Infine
Jensen si ricongiunge con la figlia e, insieme ai compagni, trova
rifugio in Messico.
Curiosità su
Death Race
Joan Allen fu la prima scelta per interpretare Claire
Hennessey, la guardiana di Terminal Island. Con grande sorpresa
dello sceneggiatore e regista Paul W.S. Anderson, Allen era
altrettanto entusiasta di interpretare la parte, volendo dare una
scossa alla sua immagine all’epoca.
Nel film furono utilizzate in totale 34 auto, costantemente
riparate da una squadra di 85 meccanici.
Jason Statham si allenò così duramente per il
suo ruolo nel film che passò dal 20% di grasso corporeo al 6%. Ci
vollero tre mesi per riuscirci.
Una delle condizioni imposte a Jason Statham e alle sue
numerose scene di combattimento nel film era che non avrebbe mai
dovuto ricorrere alle arti marziali, poiché ciò avrebbe ricordato
troppo la sua serie di film Transporter.
Originariamente, questo film doveva essere un sequel del film
originale, Death Race 2000 (1975), avrebbe dovuto intitolarsi Death
Race 3000 e avrebbe dovuto rappresentare una corsa intorno al mondo
con auto futuristiche sospese, invisibili e trasformabili, ma tutto
il film dovette essere riscritto a causa dei costi di
produzione.
Per prepararsi al combattimento per questo film, Jason Statham
si allenò per tre mesi con un ex Navy SEAL, uno degli istruttori
chiave che costruirono gli Spartan del film 300 (2006).
Il personaggio di Jason Statham nel film, Frankenstein, guida
una Ford Mustang GT del 2006, equipaggiata con un motore Roush 5.4L
3V Ford V8 sovralimentato. L’auto di Frankenstein, chiamata “il
Mostro”, è armata con due mini-pistole fisse che sparano 3.000
colpi (di proiettili veri) al minuto, lanciafiamme e napalm.
Ci vollero circa sei settimane per ogni auto da corsa per i
meccanici e i costruttori per assemblare e preparare le nove auto
da corsa del film.
Inizialmente Tom
Cruise e Paula Wagner erano stati scelti come produttori. Roger
Corman, produttore del film originale, Death Race 2000 (1975),
aveva un accordo di opzione con Cruise, con l’idea che Cruise
avrebbe interpretato il ruolo principale. Questo accordo non
decollò mai, poiché Cruise non era soddisfatto delle prime tre
versioni della sceneggiatura che gli erano state presentate.
Il regista Michael
Polish è tornato dietro la macchina da presa con
Alarum, un thriller di spionaggio che
segue due agenti segreti (Scott
Eastwoode Willa
Fitzgerald) in fuga per vivere il loro amore lontano dal
mondo delle spie. La loro nuova vita viene però sconvolta quando
varie agenzie di intelligence attaccano il loro rifugio alla
ricerca di un hard disk rubato.
Alarum
rappresenta la più recente incursione di Polish nel cinema
d’azione. Il regista è noto per film come Force of
Nature e 90 Minutes in
Heaven, spesso realizzati insieme al fratello Mark,
con cui ha lavorato a progetti come The Astronaut
Farmer e The Smell of
Success. Michael di solito dirige e co-sceneggia,
mentre Mark scrive e recita.
In occasione della presenza del film
nella Top 10 di Prime Video, riportiamo le dichiarazioni del
regista a Screenrant in merito al film e alla
possibilità di un Alarum 2.
Possibilità di un sequel:
Alarum 2
Alla domanda su un eventuale
seguito, Polish conferma che se ne è già parlato. Sarebbe
interessante sviluppare nuovi scenari e approfondire la dinamica
tra i tre protagonisti – Sylvester Stallone, Willa
Fitzgerald e
Scott Eastwood – che sul set hanno dimostrato
grande sintonia.
Il regista lascia intendere che
Alarum potrebbe essere il primo capitolo
di una saga, aprendo le porte a nuove avventure di spionaggio e
nuove location, con la stessa alchimia tra i personaggi
principali.
Il sequel della serie di Sherlock Holmes, in fase di sviluppo da tempo
e guidato da Robert Downey Jr., ha ricevuto un importante
aggiornamento dal produttore. Con Downey nei panni di Holmes e
Jude Law in quelli del Dr. Watson,
Sherlock Holmes 3 era stato pianificato dopo
Sherlock Holmes del 2009 e Sherlock
Holmes: Gioco di ombre del 2011, ma non è mai
decollato.
Entrambi questi film di
Sherlock Holmes sono stati diretti da
Guy Ritchie e hanno visto la partecipazione di
attori del calibro di Rachel McAdams nei panni di Irene
Adler, Jared Harris in quelli di James Moriarty e
Stephen Fry in quelli di Mycroft Holmes. Entrambi
sono stati dei successi al botteghino, ma hanno acquisito ulteriore
notorietà grazie alla lunghissima pausa e hanno in qualche modo
beneficiato dei paragoni con Sherlock della
BBC.
Ora, in un’intervista con Collider,
Susan Downey ha affermato di voler ancora
realizzare Sherlock Holmes 3. La produttrice
cinematografica ha commentato alcuni degli eventi che hanno causato
il ritardo del progetto per così tanto tempo, e ha accennato a
un’idea abbandonata per la storia, anticipando la trama del
prossimo film che sposterà le cose in una nuova ambientazione. Ecco
i commenti completi di Downey qui sotto:
A un certo punto ci siamo andati
molto vicini, e credo di essere grata di non aver realizzato quella
versione. Non entrerò nei dettagli, non vorrei sembrare criptica.
Semplicemente non ha funzionato in termini di tempistiche, perché
non siamo riusciti a farlo prima che Jude non fosse più
disponibile. Penso che sia stata una buona cosa che ci siamo fatti
da parte tutti. E poi c’è stata una grande pandemia e tutto quel
genere di cose. Mi piacerebbe molto portare un terzo
Sherlock al mondo. Davvero. E ci stiamo giocando da molto
tempo.
Downey ha inoltre dichiarato:
Abbiamo parlato di una direzione
leggermente diversa. È sempre stato ambientato in America, e se sia
una buona idea o no, non ne sono sicuro, ma mi piace. Mi piace
quell’idea. Quindi, mi piacerebbe molto farlo. È solo difficile. È
passato un po’ di tempo, l’asticella è molto alta, o almeno Robert
l’ha posta molto alta, quindi non lo so.
Cosa ci aspetta nel prossimo futuro?
Staremo a vedere soprattutto se nel post Oscar, la personalità di
Robert Downey Jr. si potrà “imbrigliare” di
nuovo nel ruolo che, con Iron Man, ha contribuito a renderlo di
nuovo una star globale.
Alarum è
un intenso spy thriller con protagonisti
Scott Eastwood, Willa Fitzgerald e Sylvester Stallone, il cui finale
lascia intravedere la possibilità di ulteriori avventure. Il film
segue due ex spie rivali, Joe (Scott
Eastwood) e Laura (Willa Fitzgerald),
che si innamorano e decidono di fuggire insieme. Durante una
vacanza in Polonia, un aereo con a bordo agenti della DEA precipita
nelle vicinanze: Joe recupera dal relitto una chiavetta USB
nascosta nel corpo del pilota, e da quel momento lui e Laura
diventano bersaglio sia dell’implacabile sicario Orlin (Mike Colter) sia di
Chester (Sylvester
Stallone), “arbitro” della CIA.
Il film alterna sparatorie,
esplosioni e inseguimenti, mentre la CIA sospetta che i due
facciano parte di una misteriosa organizzazione di spie ribelli
chiamata Alarum. Alla fine Orlin muore, il piano della CIA
di eliminarli con droni fallisce e i sopravvissuti – Joe, Laura e
lo stesso Chester – vengono estratti da Alarum, pronti a usare il
contenuto della chiavetta per dichiarare guerra direttamente alla
CIA.
Cosa contiene la chiavetta
USB in Alarum
La presenza di Joe e Laura vicino al
relitto è puro caso, ma Joe intuisce subito che il pilota
trasportava qualcosa di vitale: apre il corpo e trova una chiavetta
USB inghiottita. L’immediata comparsa degli uomini di Orlin
conferma l’importanza del reperto.
Il direttore della CIA Burbridge (D.
W. Moffett) scopre che la chiavetta potrebbe rivelare al mondo
intero informazioni segrete riguardanti varie operazioni di
intelligence. L’Agenzia vuole quindi recuperarla a ogni costo,
temendo che finisca nelle mani sbagliate – e non si fida di Joe,
sparito cinque anni prima dopo essere stato rapito da Laura.
Convinta che i due appartengano ad Alarum, la CIA manda
Chester per eliminarli.
In realtà la chiavetta resta un
pretesto narrativo: pur presentata come oggetto dal potenziale
catastrofico, in più momenti della trama passa quasi in secondo
piano.
Come Joe inganna Chester
con il veleno e perché gli dà l’antidoto
Dopo il flop di Armor, dove
Stallone interpretava un vero villain, Alarum lo vede in
una zona grigia: Chester non è un eroe, ma nemmeno un cattivo puro.
Pur avendo affetto per Joe, il suo compito è ucciderlo. Il suo
metodo preferito è un veleno a lento rilascio, letale in un’ora.
Dopo aver punto Joe, gli lascia 60 minuti per salvare Laura e
abbattere i mercenari di Orlin.
Ma allo scadere dell’ora, è Chester
a sentirsi male. Joe aveva già esaminato l’equipaggiamento del
sicario, sostituendo il veleno con acqua e versando la tossina
nella bottiglia di vodka di Chester, che la beve inconsapevolmente.
In punto di morte, Chester implora l’antidoto; Joe è tentato di
lasciarlo morire, ma lo considera utile per combattere contro la
CIA e alla fine glielo concede.
Narrativamente, la sua morte sarebbe
stata più coerente – anche perché aveva già usato il veleno per
eliminare un pilota innocente – ma il film preferisce mantenere in
vita il nome più famoso del cast, preparando un eventuale ritorno
in un sequel.
Cos’è Alarum e chi ne fa
parte alla fine
Si accenna che
l’organizzazione sia composta da spie ribelli provenienti da
agenzie diverse, simile alla Syndicate di Mission:
Impossible. La loro missione sarebbe smantellare la “tirannia
della rete globale di intelligence” e usare la chiavetta come arma
politica, forse vendendola a potenze straniere.
Quando si scopre che Laura
appartiene già ad Alarum, emerge la filosofia del gruppo: spie che
lavorano per sé stesse e non per governi. Joe, inizialmente
ritiratosi, decide di unirsi per vendicarsi del direttore
Burbridge. Anche Chester, salvato dal veleno, accetta di unirsi e
di combattere per la causa.
Che fine fa il testimone
che Laura doveva proteggere
Durante l’attacco dei mercenari al
resort, Laura si impegna a proteggere l’uomo d’affari Roland
Rousseau (interpretato dal produttore Joel Cohen). Dopo aver
respinto gli assassini, lo nasconde in un armadio fingendo che sia
fuggito, per poi recarsi a salvare altri ostaggi.
Più tardi, la CIA scopre che
Rousseau riciclava denaro per un trafficante d’armi, e che Alarum
forse voleva reclutarlo. Tuttavia, questa pista non viene mai
approfondita: Rousseau sparisce dalla trama insieme agli altri
ostaggi, lasciando la sua sorte nell’incertezza.
Come Alarum
prepara un sequel
L’ultima scena mostra
chiaramente l’intenzione dei creatori: Alarum non vuole
essere un film conclusivo, ma l’inizio di una saga. Joe e Laura
hanno ora la chiavetta, con cui possono colpire direttamente la
CIA, e Chester ha giurato di unirsi a loro.
Il problema è che la trama del film
è confusa e poco incisiva, rendendo difficile appassionarsi a un
sequel. La vendetta contro Burbridge non rappresenta una posta in
gioco altissima, e un eventuale seguito dovrebbe chiarire meglio
cos’è Alarum, introdurre nuove spie da tutto il mondo e proporre un
antagonista più forte.
Alarum mescola ingredienti
da spy thriller classico – spie in fuga, tradimenti, azione
esplosiva – con un intreccio che punta a costruire un universo
narrativo più ampio. Willa Fitzgerald e Scott Eastwood danno vita a
una coppia di protagonisti credibili, mentre Sylvester Stallone
offre un’interpretazione a metà tra il mentore e l’antieroe.
Tuttavia, la sceneggiatura lascia diversi nodi irrisolti e utilizza
la chiavetta USB come semplice pretesto.
Il film si chiude aprendo alla
possibilità di una saga, ma perché questa funzioni davvero, i
capitoli futuri dovranno alzare la posta in gioco, chiarire la
natura di Alarum e proporre conflitti meno caotici e più
avvincenti.
Play Dirty – Triplo gioco è il nuovo
thriller d’azione disponibile su Prime Video con protagonista Mark Wahlberg. Diretto da Shane
Black, il film rappresenta l’ennesimo tentativo di
Hollywood di adattare la saga letteraria di “Parker”, scritta da
Donald E. Westlake sotto lo pseudonimo Richard Stark.
Nel corso degli anni, Parker è stato
interpretato da grandi nomi come Lee Marvin, Robert Duvall,
Mel
Gibson e Jason Statham. In questa nuova
versione, invece, è Mark Wahlberg a raccogliere l’eredità,
subentrando al posto di un progetto iniziale che avrebbe dovuto
avere Robert Downey Jr. come
protagonista.
La storia ruota attorno a un
criminale esperto che forma una nuova banda per compiere un colpo
miliardario, affrontando contemporaneamente la mafia di New York e
un dittatore dell’America Latina. Il film è ricco di volti noti che
si alternano accanto a Wahlberg, ognuno con un ruolo chiave nella
trama.
Mark Wahlberg è Parker
Mark
Wahlberg, nato a Boston, è oggi una delle star più
riconosciute di Hollywood. Dopo i suoi primi successi in The
Basketball Diaries e Boogie Nights, si è distinto in
generi diversi, dalla commedia al dramma, pur restando sempre
legato al cinema d’azione con titoli come The Italian
Job, Shooter, la saga Transformers e Spenser
Confidential su Netflix.
Tra i suoi ruoli più noti figurano Dirk Diggler in
Boogie Nights (1997), Sean Dignam in
The Departed (2006), Marcus Luttrell in
Lone Survivor (2014), Cade Yeager
nei Transformers e Victor Sullivan in
Uncharted (2022).
In Play Dirty – Triplo gioco veste i panni
di Parker, personaggio presente in 24 romanzi di Westlake. Parker è
un ladro spietato ma con un certo senso di giustizia, motivato dal
desiderio di vendicare i compagni di banda uccisi. Nella pellicola
si ritrova coinvolto in un piano ancora più grande e rischioso.
LaKeith Stanfield è Alan Grofield
Photo Credit Jasin Boland Prime Video.
LaKeith Stanfield, originario della
California, è emerso come uno degli attori più talentuosi della sua
generazione. Ha guadagnato notorietà con la serie Atlanta,
oltre a film di successo come Get Out e Knives
Out. È stato anche nominato all’Oscar per la sua
interpretazione in Judas and the Black Messiah.
Tra i suoi ruoli: Snoop Dogg in
Straight Outta Compton (2015), Andre in Get Out
(2017), detective in Knives Out (2019) e William O’Neal in
Judas and the Black Messiah (2021).
In Play Dirty – Triplo gioco interpreta
Grofield, unico personaggio della saga letteraria a comparire
accanto a Parker. È un criminale professionista che collabora con
lui da anni e utilizza i guadagni delle rapine per finanziare la
sua vera passione: il teatro sperimentale.
Rosa Salazar è Zen
Rosa Salazar, nata a
Washington D.C., ha iniziato la carriera in TV con American Horror Story e
Parenthood, per poi ottenere ruoli di rilievo nella saga
Maze Runner e da protagonista
in Alita: Battle Angel (2019).
In Play Dirty – Triplo gioco interpreta
Zen, una soldatessa proveniente da un Paese latinoamericano senza
nome. Inizialmente entra in scena ostacolando il colpo di Parker,
ma in seguito si allea con lui contro il regime dittatoriale che
opprime il suo popolo.
Alejandro Edda è Ignazio De La Paz: dittatore
dell’anonimo Paese latinoamericano, antagonista principale. Il suo
obiettivo è impossessarsi della statua della “Lady of Arintero” per
venderla e ripagare il debito nazionale. Edda è noto per
Narcos: Mexico e American Made.
Tony Shalhoub è Lozini: capo della mafia di
New York, chiamata “The Outfit”. È lui a imporre a Parker di
restare lontano dalla città. Shalhoub, vincitore di diversi Emmy, è
celebre per Monk e The Marvelous Mrs.
Maisel.
Keegan-Michael Key è Ed Mackey: ladro d’arte e
marito di Brenda, parte del nuovo team di Parker. Comico di lunga
data, Key è conosciuto per Key & Peele, Keanu,
The Super Mario Bros. Movie e Wonka.
Claire Lovering è Brenda Mackey: moglie di Ed
e ladra brillante, che si unisce alla banda di Parker. Ha recitato
in San Andreas e Gold Diggers.
Chai Hansen è Stan Devers: autista della fuga,
ma inaffidabile. Hansen è apparso in The 100 e
Shadowhunters.
Nat Wolff è Kincaid: membro della mafia
newyorkese “The Outfit”, caratterizzato da leggerezza e poco
impegno. Wolff ha recitato in Colpa delle stelle e Città di
carta.
Chuckwudi Iwuji è Phineas Paul: miliardario
britannico intenzionato a comprare la “Lady of Arintero”. Dopo
Guardiani della Galassia Vol.
3, torna a interpretare un villain.
Thomas Jane è Philly Webb: compare di Parker
che muore durante la rapina iniziale. Jane è noto per Deep Blue
Sea e The Mist; ha già recitato con Wahlberg in
Boogie Nights.
Gretchen Mol è Grace Webb: moglie di Philly,
pretende la parte spettante al marito dopo il fallimento del colpo.
Mol è conosciuta per ruoli in Yellowstone e Perry Mason.
Il crimine è
arrivato al cinema sin dalla nascita della settima arte, con La
grande rapina al treno (1903) di Edwin S.
Porter. È diventato un vero e proprio genere
cinematografico, popolarissimo negli Stati Uniti degli anni
Settanta Ottanta grazie a registi come
Martin Scorsese, BrianDe
Palma, Francis Ford Coppola e l’italiano
SergioLeone, che hanno parlato
della mafia italo-americana in film divenuti classici del
cinema.
I protagonisti dei film sulla mafia
americani sono eroi, divi, e criminali al tempo stesso: tormentati
e spietati, intelligenti e affascinanti. Ma al di là degli Stati
Uniti, ogni paese ha raccontato il proprio mondo criminale: in
Italia il genere è quasi diventato parte della lotta al crimine
organizzato, raccontando storie vere con grandissima serietà. Per
gli appasssionati di tali film, ecco i
migliori film sulla mafia da vedere.
Film sulla mafia siciliana e
italiana tratti da storie vere
Iddu – L’ultimo padrino, Fabio Grassadonia e Antonio
Piazza(2024). Ispirato alla latitanza di Matteo Messina
Denaro, il film racconta in chiave drammatica e simbolica la figura
del boss siciliano, intrecciando la sua storia con quella di chi ha
vissuto sotto il peso del suo potere criminale. L’opera, che unisce
elementi di cronaca e narrazione cinematografica, esplora il
silenzio, la paura e la complicità che hanno reso possibile una
delle più lunghe latitanze della storia mafiosa italiana.
Salvatore Giuliani, Francesco
Rosi (1962). Subito dopo la liberazione della Sicilia,
Salvatore Giuliano, già fuorilegge per aver ucciso un carabiniere,
costituisce una banda ed entra a far parte dell’esercito
separatista. Quest’opera di Rosi è uno dei primi grandi capolavori
del cinema italiano sulla mafia, girato nello stile del
Neorealismo. Il film segue la vita delle persone coinvolte nella
vita del malavitoso siciliano Salvatore Giuliano, ripercorrendo la
sua storia e il contesto in cui ha agito.
I cento passi,
Marco Tullio Giordana (2000). La storia di Peppino
Impastato, la cui casa distava soli cento passi dall’abitazione del
boss mafioso Gaetano Badalamenti. Peppino vive cercando di sfuggire
al legame con l’ambiente mafioso con il quale il padre ha finito
per incastrarsi, un po’ per inerzia, un po’ per proteggere la
propria famiglia. Ben presto, però, il giovane deciderà di
denunciare pubblicamente il boss.
Alla luce delsole,
Roberto Faenza (2005). Ancora un film biografico,
dove si racconta la storia di Pino Puglisi, un prete ucciso da Cosa
Nostra a Palermo nel 1993. Puglisi, che si accorse del fatto che i
bambini del quartiere Brancaccio vivevano coinvolti della mafia,
cerca di cambiare le cose, facendosi però nemici potenti. Ad
interpretarlo, vi è l’attore Luca
Zingaretti.
Gomorra,
Matteo
Garrone (2008). Nelle zone più povere della Campania,
la Camorra ha fatto furtuna con cocaina, corruzione, e rifiuti
chimici. Alcuni cercano di contrastarla, come gli adolescenti Ciro
e Marco, che decidono di rubare delle armi della Camorra e cercare
di assumere il controllo loro stessi. Altri cercano di nascondersi,
come Pasquale, un sarto che cerca di salvarsi pagando il pizzo. Ma
tutti presto si renderanno conto del fatto che la Camorra è troppo
grande e ha radici troppo profonde per essere combattuta
La mafia uccide solo
d’estate, Pif (2013). Arturo
Giammaresi è un giovane giornalista che scrive di mafia in modo
originale. Questa, infatti, ha fatto parte della sua vita sin
dall’infanzia. Il film ricostruisce la sua vita a partire dagli
anni Settanta, fino al 1992, presentando dunque un contesto storico
segnato dagli scontri e dal potere mafioso.
Quei bravi ragazzi, Martin Scorsese (1990).
L’ascesa e il declino di un giovane uomo che passa la propria vita
nelle organizzazioni malavitose. Conduce una vita lussuosa, ma
sembra essere ignaro dell’orrore e dolore che provoca. Ben presto,
però, dovrà scontrarsi con tutto ciò e prendere delle decisioni che
cambieranno per sempre la sua vita. Interpretato da Ray Liotta,
Robert De Niro
e Joe Pesci,
Quei bravi ragazzi è uno dei maggior capolavori di questo
genere.
C’era una volta in America,
Sergio Leone (1984). Nel 1968, l’anziano David Aaronson
ritorna a New York, dove aveva fatto carriera negli anni Venti e
Trenta nelle organizzazioni criminali della città. La maggior parte
dei suoi amici, tra cui il partner Max, sono morti da tempo. Ma per
David, il suo passato ha lasciato qualcosa di aperto. I flashback
raccontano la storia dell’uomo a partire dalla sua infanzia in
povera famiglia del Lower East Side di New York, fino la sua
ascesa. Una storia di violenza, tradimenti, e rimorsi.
Il padrino, Francis Ford
Coppola (1972). Il primo capitolo della celeberrima e
imperdibile trilogia, parla della famiglia criminale
italo-americana di Don Vito Corleone. Il figlio di questi, Michael,
si unisce con riluttanza agli affari di famiglia, ritrova coinvolto
in un inevitabile serie di violenza e tradimenti. Capolavoro del
genere, il film è interpretato da attori del calibro di Marlon Brando,
Al Pacino,
James Caan e Robert Duvall.
The Many Saints of
Newark, Alan Taylor (2021). Prequel della celebre serie
I Soprano, il film è
ambientato nel New Jersey degli anni ’60 e ’70, durante le rivolte
razziali e i conflitti tra comunità. Racconta la giovinezza di Tony
Soprano e il suo legame con lo zio Dickie Moltisanti, criminale
carismatico e contraddittorio. Un affresco che combina storia
americana e dinamiche mafiose, mostrando le radici di una delle
famiglie criminali più iconiche della fiction italo-americana.
Capone, Josh Trank (2020). Con
Tom
Hardy nei panni di Al Capone, il film racconta gli
ultimi anni di vita del leggendario boss italo-americano. Ormai
debilitato dalla sifilide e sorvegliato dall’FBI, Capone resta
comunque un uomo temuto, mentre la sua mente, in preda a deliri e
ricordi, svela un ritratto decadente e “crepuscolare” del mito
criminale.
Lansky, Eytan Rockaway (2021). Harvey
Keitel interpreta Meyer Lansky, uno dei più potenti e
influenti boss della mafia americana, noto come “il contabile della
mafia”. Il film alterna la testimonianza del vecchio Lansky a
episodi del suo passato, dal sodalizio con Lucky Luciano alla
creazione di un impero criminale che influenzò per decenni la
storia degli Stati Uniti.
Film sulla mafia recenti
Il traditore,
Marco Bellocchio (2019). Le vicende del criminale
Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia, che consentì ai giudici
Falcone e Borsellino di comprendere l’organizzazione di Cosa Nostra
e di portarne i capi in tribunale. Ad interpretare Buscetta, vi è
l’attore Pierfrancesco
Favino, alle prese con un ruolo tanto complicato
quanto affascinante.
The Irishman,
Martin Scorsese (2019). La storia di
Frank Sheeran, veterano di guerra e camionista, divenuto un
sicario al soldo della malavita di Filadelfia e
assoldato per uccidere il popolare sindacalista Jimmy Hoffa.
Interpretato da Robert De Niro, Joe
Pesci e Al Pacino, il film di Scorsese è
un’opera crepuscolare sul mondo della mafia, epico e malinconico,
dove i personaggi sono tutti destinati a scontrarsi con la
morte.
The Gentlemen, Guy Ritchie (2019). Un mix
tra gangster movie e black comedy: un signore della droga americano
vuole vendere il suo impero della marijuana a Londra, scatenando
intrighi e tradimenti.
Breaking News in Yuba County, Tate Taylor
(2021). Un film che mescola ironia e crime story, dove la
sparizione di un uomo porta la moglie a finire in un vortice di
mafia locale e criminalità organizzata.
L’ultima notte di Amore, Andrea Di Stefano
(2023). Un noir metropolitano con Pierfrancesco Favino nei panni di Franco
Amore, poliziotto irreprensibile che, alla vigilia del
pensionamento, si trova coinvolto in una vicenda di corruzione e
criminalità organizzata. Un film che esplora il lato oscuro della
legalità e i legami tra polizia e mafia nella Milano
contemporanea.
Una femmina, Francesco Costabile (2022).
Tratto dal libro-inchiesta Fimmine ribelli di Lirio Abbate, racconta la storia di
Rosa, una giovane cresciuta in una famiglia legata alla
’Ndrangheta. Determinata a ribellarsi al sistema criminale che ha
segnato la sua vita e quella della madre, Rosa intraprende un
percorso di ribellione che la mette in pericolo ma anche al centro
di un racconto di emancipazione.
The Outfit, Graham Moore (2022). Un
thriller elegante ambientato nella Chicago anni ’50: un sarto di
lusso (Mark Rylance) si trova invischiato nei giochi di potere
della mafia locale.
Gli ultimi anni sono stati
particolarmente difficili per il cinema, rallentato prima
dalla pandemia e poi (per quanto riguarda quello statunitense)
dagli scioperi verificatisi a Hollywood. Eppure, nonostante ciò, la
settima arte ha ugualmente trovato la forza di portare sul grande
(o sul piccolo) schermo, grazie ad alcuni film recenti, storie
giuste per questi tempi, capaci di risollevare gli animi, infondere
nuova speranza e ricordare a tutti la forza che il cinema stesso
possiede e quanto sia indispensabile, oggi più che mai, per
comunicare e raccontare storie, di cui l’essere umano ha tanto
bisogno.
In questi anni si è infatti
assistito al ritorno di celebri autori, molti dei quali impegnati
proprio a riflettere su sé stessi attraverso il cinema stesso, ma
ci si è imbattuti anche in nuove generazioni di registi che stanno
dimostrando di possedere voci ben distinte e originali, capaci di
comunicare nuove cose sul mondo, sull’uomo e sulla vita. Nonostante
siano stati anni difficili, dunque, c’è stata tanta bellezza al
cinema. Qui di seguito, si propongono una lista dei film
migliori degli ultimi anni, titoli da vedere
assolutamente per il proprio bene.
Film recenti da vedere in uscita nel 2025
Il
2025 è un anno ricchissimo per il cinema: grandi ritorni, sequel
attesissimi, film d’autore e produzioni italiane che promettono di
lasciare il segno. Dall’horror
alla fantascienza, passando per biopic e thriller, ecco i titoli
più attesi che arriveranno in sala e in streaming.
I
peccatori. Diretto da Ryan Coogler. Ambientato nel
1932 nel delta del Mississippi, il film vede Michael B. Jordan nei panni di due
gemelli criminali che tornano nella loro città natale per
ricominciare da capo, dove si trovano ad affrontare un male
soprannaturale. Il film vede la partecipazione di Hailee Steinfeld, Miles Caton (al
suo debutto cinematografico), Jack O’Connell, Wunmi Mosaku,
Jayme Lawson, Omar Miller e Delroy Lindo.
Una battaglia dopo
l’altra. Diretto da Paul Thomas Anderson e prodotto da
Warner Bros, è un ambizioso war drama che racconta la vita di un
gruppo di giovani soldati in un conflitto senza tregua, tra dolore,
amicizia e illusioni spezzate. Nel cast Leonardo DiCaprio, Regina Hall, Sean
Penn, Alana Haim, Teyana Taylor, Chase Infiniti e Wood Harris.
Il film è dedicato alla memoria di Adam Somner, storico aiuto
regista e stretto collaboratore di Anderson.
Warfare. Film di guerra scritto e diretto da Ray
Mendoza e Alex Garland. Basato sulle esperienze di Mendoza durante
la guerra in Iraq come membro dei Navy SEAL statunitensi, il film
racconta un episodio vissuto da lui e dal suo plotone il 19
novembre 2006 dopo la battaglia di Ramadi. La sceneggiatura è
tratta dalle testimonianze dei membri del plotone ed è presentata
in tempo reale. Il film vede un cast corale che include D’Pharaoh
Woon-A-Tai nel ruolo di Mendoza, insieme a Will Poulter,
Cosmo Jarvis, Kit Connor, Finn Bennett, Joseph Quinn e Charles Melton. Il film
è dedicato al membro del plotone Elliott Miller (interpretato da
Jarvis nel film), che ha perso una gamba e la capacità di parlare
nell’incidente.
28 Anni Dopo.
Film horror post-apocalittico sul passaggio all’età adulta,
prodotto e diretto da Danny Boyle e scritto da Alex Garland. Terzo
capitolo della serie cinematografica 28 Days Later, dopo 28 Days
Later (2002) e 28 Weeks Later (2007), il film vede protagonisti
Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Alfie Williams al
suo debutto cinematografico e Ralph Fiennes.
Mickey
17. Film di fantascienza e commedia nera scritto,
prodotto e diretto da Bong Joon Ho, basato sul romanzo Mickey7 di
Edward Ashton del 2022. Il film vede Robert Pattinson nel ruolo del protagonista,
affiancato da Naomi Ackie, Steven Yeun, Patsy Ferran, Cameron Britton,
Daniel Henshall, Stephen Park, Anamaria Vartolomei, Toni Collette e Mark Ruffalo. Ambientato nell’anno 2054, la
trama segue un uomo che si unisce a una colonia spaziale come
“Expendable”, un lavoratore usa e getta che viene clonato ogni
volta che muore.
Black Bag. Film thriller di spionaggio
americano diretto da Steven Soderbergh e scritto da David Koepp. È
interpretato da Cate Blanchett, Michael Fassbender, Marisa Abela, Tom
Burke, Naomie Harris, Regé-Jean Page e Pierce Brosnan. Nel film,
l’agente dei servizi segreti britannici George Woodhouse
(Fassbender) viene incaricato di indagare su una lista di sospetti
traditori, tra cui sua moglie Kathryn (Blanchett).
Nosferatu. Il film horror gotico scritto e
diretto da Robert Eggers e remake del
film Nosferatu: A Symphony of Horror (1922), a
sua volta un adattamento non autorizzato del romanzo Dracula (1897)
di Bram Stoker. Il film è interpretato da Bill Skarsgård, Nicholas Hoult e Lily-Rose Depp. Il cast di supporto
comprende Aaron Taylor-Johnson, Emma Corrin, Ralph Ineson, Simon
McBurney e Willem Dafoe.
Il Signore degli Anelli: La guerra dei
Rohirrim. Film anime fantasy diretto da
Kenji Kamiyama da una sceneggiatura di Jeffrey Addiss & Will
Matthews e Phoebe Gittins & Arty Papageorgiou, basata sui
personaggi creati da J. R. R. Tolkien.
Ambientato circa 200 anni prima delle trilogie cinematografiche
de Il Signore degli Anelli (2001-2003) e Lo Hobbit
(2012-2014) di Peter Jackson, racconta la storia del
leggendario re di Rohan Helm Hammerhand. Quando i vicini
Dunlendings gli propongono di sposare sua figlia Héra, Helm uccide
involontariamente il loro capo, scatenando una guerra.
Sonic – Il film 3 – basato sulla serie di
videogiochi Sonic. Terzo film della serie Sonic, è stato diretto da
Jeff Fowler e scritto da Pat Casey, Josh Miller e John Whittington.
Jim
Carrey, Ben Schwartz, Colleen O’Shaughnessey, James Marsden, Tika Sumpter e Idris
Elba riprendono i loro ruoli, mentre Keanu Reeves si unisce al cast. Nel film, Sonic,
Tails e Knuckles affrontano Shadow the Hedgehog, che si allea con
gli scienziati pazzi Ivo e Gerald Robotnik per vendicarsi
dell’umanità.
Better Man, film musicale biografico
co-scritto, prodotto e diretto da Michael Gracey sulla vita del
cantante inglese Robbie Williams. Williams è
ritratto come uno scimpanzé antropomorfo con immagini generate al
computer (CGI), interpretato da Jonno Davies con il motion capture
e doppiato sia da Williams che da Davies.
Maria, il film drammatico biografico diretto
da Pablo Larraín e scritto da Steven Knight. È una coproduzione
internazionale tra Italia, Germania e Stati Uniti. Il film ha come
protagonista Angelina
Jolie nei panni della cantante lirica Maria
Callas e segue i sette giorni precedenti la sua morte a
Parigi nel 1977, mentre riflette sulla sua vita e sulla sua
carriera.
A Complete Unknown, il film biografico diretto
da James Mangold, che ha co-scritto la sceneggiatura con Jay Cocks,
sul cantautore americano Bob Dylan. Basato sul libro del 2015 Dylan
Goes Electric! di Elijah Wald, il film ritrae Dylan attraverso i
suoi primi successi musicali folk fino alla controversia epocale
sull’uso di strumenti elettrici al Newport Folk Festival del
1965. Timothée Chalamet (che è
anche produttore) interpreta il ruolo di Dylan, con Edward Norton, Elle Fanning, Monica Barbaro, Boyd Holbrook, Dan
Fogler, Norbert Leo Butz, Eriko Hatsune, Big Bill Morganfield, Will
Harrison e Scoot McNairy nei ruoli secondari. Il titolo del film
deriva dal ritornello del singolo di Dylan del 1965 “Like a Rolling
Stone”.
L’abbaglio, film
diretto da Roberto Andò e racconta di Giuseppe Garibaldi che ha
ormai allestito la spedizione dei Mille. A guidarla vi è anche il
ferreo tenente colonnello siciliano Vincenzo Orsini, pronto a
scontrarsi col suo passato in quanto ex ufficiale borbonico.
All’arruolamento delle camicie rosse nei pressi di Quarto si
presentano, tra i vari volontari, prima Domenico Tricò, contadino
con problemi di zoppia, poi Rosario Spitale, un baro.
The Brutalist è il film diretto e
prodotto da Brady Corbet, che ne ha curato la sceneggiatura insieme
a Mona Fastvold. Il film ha come protagonista Adrien Brody nei panni di un ebreo ungherese
sopravvissuto all’Olocausto che emigra negli Stati Uniti, dove
lotta per realizzare il Sogno Americano fino a quando un ricco
cliente non gli cambia la vita.
F1: The Movie (2025) è sicuramente uno dei titoli che
meritano di stare in un elenco aggiornato di “film recenti da
vedere nel 2025”: grande budget, regia di Joseph Kosinski (Top Gun: Maverick), produzione Apple e
Warner, e soprattutto Brad
Pitt protagonista in un progetto che unisce
spettacolo, sport e adrenalina.
Anche il 2024 promette di essere
ricco di opere potenzialmente straordinarie, dotate della forza di
riaffermare una volta di più il potere del cinema offrendo nuovi
racconti, scenari e ed emozioni. Sono già tanti i
film più attesi per il 2024, tra cui si annoverano molti
film horror. Sarà infatti un anno ricco di grandi ritorni, di
sequel, di film originali e di opere ancora non presenti sui nostri
radar ma che non tarderanno a farsi scoprire. Di seguito, ecco
giusto qualche titolo da non perdere.
Anora di Sean Baker. Anora, una
prostituta di Brooklyn, ha la possibilità di vivere una storia da
Cenerentola quando incontra e sposa il figlio di un oligarca.
Quando la notizia arriva in Russia, la sua favola è
minacciata.
Inside Out 2 (2024). Film d’animazione del
2024 diretto da Kelsey Mann al suo debutto alla regia. Il film è il
sequel di Inside Out prodotto dai Pixar Animation Studios, in
co-produzione con Walt Disney Pictures, e distribuito da Walt
Disney Studios Motion Pictures.
Kung Fu Panda 4, (2024). Quando una potente
mutaforma mette gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po,
quest’ultimo si rende conto di aver bisogno di aiuto. Facendo
squadra con una volpe corsara dalla grande prontezza di spirito, Po
fa una scoperta.
A Quiet Place – Giorno 1, Michael Sarnoski
(2024). Quando New York City viene invasa dagli alieni, una donna e
altri sopravvissuti cercano di trovare la salvezza. Presto imparano
che devono rimanere assolutamente in silenzio, poiché le misteriose
creature sono attratte dal suono.
Cattivissimo me 4, Chris Renaud (2024). Dopo
sette anni dall’ultimo Cattivissimo Me, Gru, il supercattivo
preferito dal mondo intero, diventato agente della Lega
Anti-Cattivi, torna al fianco dei Minions per un’entusiasmante, caotica e audace nuova
era, con Cattivissimo Me 4 firmato da Illumination. Gru affronta un
nuovo nemico, Maxime Le Mal (l’icona della commedia Will Ferrell,
doppiato da Stefano Accorsi) e la fidanzata, la femme
fatale Valentina (candidata all’Emmy Sofia Vergara), per cui la
famiglia sarà costretta alla fuga.
I dannati, Roberto Minervini (2024). Inverno
1862. Nel bel mezzo della Guerra Civile, l’esercito americano invia
una compagnia di volontari nei territori occidentali, con il
compito di pattugliare le inesplorate terre di confine.
Kinds of
Kindness, Yorgos Lanthimos (2024). Tre storie ruotano
attorno a un uomo che cerca di prendere il controllo della propria
vita, a un poliziotto la cui moglie sembra un’altra persona e a una
donna che cerca una persona con una capacità speciale.
Dune – Parte
2, Denise Villeneuve (2024). Paul
Atreides si raduna dietro Chani e i Fremen mentre trama la sua
vendetta contro coloro che hanno distrutto la sua famiglia. Deve
fare di tutto per prevenire un terribile futuro che solo lui può
prevedere. Al cinema il 28 febbraio 2024.
Past
Lives, Celine Song (2023). All’età di dodici anni, i
due amici d’infanzia Nora e Hae Sung vengono separati dopo che la
famiglia di Nora è emigrata dalla Corea del Sud. 24 anni dopo, si
riuniscono per una settimana quando Hae Sung va a trovare Nora a
New York. Al cinema il 14 Febbraio 2024.
Povere
creature!, Yorgos Lanthimos (2023).
Il film racconta la storia di Bella Baxter, una donna riportata in
vita da uno scienziato molto interessato alle contaminazioni, che
le ha però donato il cervello di un’infante. Per Bella, dunque, pur
avendo un aspetto da adulta tutto è nuovo e tutto merita di essere
scoperto. Ha così inizio un folle viaggio ricco di passioni, amore
e scoperta della propria indipendenza.
The
Zone of Interest, Jonathan Glazer
(2023). Rudolf Höß, comandante del campo di concentramento di
Auschwitz, sua moglie Hedwig, i loro cinque figli e altri
personaggi trascorrono la propria quotidianità all’interno della
cosiddetta area di interesse (Interessengebiet) di circa 25 miglia
attorno al campo, volutamente ciechi all’orrore che si sta
consumando al di là del muro che li divide. Al cinema il 22
Febbraio 2024.
Challengers,
Luca Guadagnino (2024). Tashi deve abbandonare il
campo e rimane nel mondo del tennis come allenatrice di suo marito,
Art. Dopo alcune vittorie, Tashi iscrive il marito Art al
Challenger Tour, dove il destino vuole che si scontri con Patrick,
ex fidanzato di Tashi. Al cinema il 24 Aprile
2024.
Estranei (All of
Us Strangers), Andrew Haigh. Adam viene trasportato nella
sua casa d’infanzia quando stringe un legame con il misterioso
vicino Harry. Sembra che i suoi genitori siano ancora vivi, proprio
come il giorno in cui sono morti 30 anni fa. Al cinema dal 29
Febbraio 2024.
Civil
War, Alex Garland (2024). In un
futuro prossimo, un team di giornalisti attraversa gli Stati Uniti,
documentando la guerra civile in atto. Garland porta al cinema un
nuovo film dopo il thriller Men, dando vita a degli Stati
Uniti distopici che sembrano però non essere poi così distanti
dalla realtà dei fatti. Al cinema il 18 Aprile 2024.
Il regno del pianeta delle scimmie,
Wes Ball (2024). Quasi 300 anni dopo la morte di
Cesare, diverse società di scimmie sono emerse, come quella di cui
fa parte il giovane scimpanzé Noa. Dopo un improvviso attacco da
parte di un clan guidato da un altro scimpanzé, che ha distorto gli
insegnamenti di Cesare, i membri del clan di Noa vengono ridotti in
schiavitù. Nella sua avventura per salvarli, Noa unisce le forze
con Raka, un orango, e Mae, una ragazza umana. Al cinema il 24
maggio 2024
Furiosa,
George Miller (2024). In un mondo
post-apocalittico, Furiosa, rapita da bambina dal Luogo Verde delle
Molte Madri in cui viveva, viene accolta sotto l’ala del folle
signore della guerra Dementus, il cui esercito di motociclisti
arriverà presto a scontrarsi con la potenza rivale di quelle terre
desertiche rappresentata da Immortan Joe. Prequel di Mad Max:
Fury Road, il film segna il ritorno al cinema della saga
di Mad Max.
Hit Man, Richard Linklater
(2024). Gary Johnson diventa per caso un finto sicario, un agente sotto copertura che fingendosi
omicida spinge i suoi clienti ad autodenunciarsi e farsi arrestare.
Quando però viene assoldato da una donna realmente bisognosa
d’aiuto, si troverà davanti ad un bivio che cambierà per sempre la
sua vita.
Perfect
Days, Wim Wenders (2023). Il film
racconta la storia di Hirayama, un uomo umile ma sereno. Lavora
come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo, segue
un’assidua routine giornaliera che gli permette di coltivare le sue
passioni: la musica, i libri, la fotografia e gli alberi.
Film recenti da vedere: 2023
Il 2023 è stato un anno molto
importante, che ha visto arrivare al cinema film degni di nota tra
attesi sequel, opere d’animazioni, titoli italiani e riadattamenti
in live action di classici Disney. Certo, gli scioperi
verificatisi ad Hollywood hanno portato tanti film
previsti per quest’anno ad essere rimandati, ma ci sono ugualmente
state numerose opere di grande valore, provenienti da tutto il
mondo, a calcare il grande schermo. Nell’attesa di poterli vedere
tutti, ecco quelli ad ora usciti da recuperare assolutamente.
Barbie,
Greta
Gerwig (2023). Barbie, che vive a Barbie Land, viene
cacciata dal paese perché non è una bambola dall’aspetto perfetto.
Senza un posto dove andare, parte per il mondo umano e cerca la
vera felicità. Inizierà dunque per lei un viaggio che la porterà a
confrontarsi con sé stessa e la propria eredità.
Oppenheimer,
Christopher Nolan (2023). Il fisico J Robert
Oppenheimer lavora con una squadra di scienziati
durante il Progetto Manhattan, che porta allo sviluppo della bomba
atomica. La sua scoperta cambierà per sempre la storia del mondo e
dell’umanità, non necessariamente in meglio.
Io
capitano, Matteo Garrone (2023). In un’odissea contemporanea, Seydou e Moussa lasciano
Dakar per raggiungere l’Europa, attraverso le insidie del deserto,
gli orrori dei centri di detenzione in Libia e i pericoli del mare.
Il film è stato candidato agli Oscar 2024 nella categoria Miglior
film internazionale.
Killers of the Flower Moon, Martin Scorsese (2023). Il film racconta la
storia vera di quanto accaduto in Oklaoma, nella contea di Osage
agli inizi degli anni Venti. Una serie di omicidi, aventi come
vittime alcuni cittadini facoltosi della tribù indiana di Osage ha
portato ad un’indagine da parte dell’FBI che ha svelato una serie
di manipolazioni ed estorsioni con l’inganno dei beni degli Osage
fino a ricorrere all’omicidio.
C’è ancora domani,
Paola Cortellesi (2023). Nella Roma della seconda metà
degli anni Quaranta, Delia riveste esclusivamente i ruoli di moglie
e madre, mentre il marito Ivano è il capofamiglia. Il fidanzamento
della primogenita, con un ragazzo proveniente dal ceto borghese,
crea fermento in famiglia. Quando Delia riceve una misteriosa
lettera, la donna è determinata a rovesciare i
ruoli prestabiliti e riesce finalmente a immaginare un futuro
migliore.
The
Killer, David Fincher (2023). Un uomo
solitario e freddo, metodico e libero da scrupoli o rimpianti,
l’assassino attende nell’ombra, spiando il suo prossimo obiettivo.
Eppure più aspetta, più pensa di perdere la testa, se non la calma.
Una storia noir brutale, sanguinosa ed elegante di un assassino
professionista perso in un mondo senza una bussola morale, questo è
un caso di studio di un uomo solo, armato fino ai denti e che sta
lentamente perdendo la testa.
Anatomia di una caduta, Justin
Trier (2023). Sandra è una scrittrice tedesca che vive in
uno chalet di montagna con il marito Samuel e il figlio undicenne
Daniel non vedente. Quando Samuel viene trovato morto, gli
inquirenti sospettano che possa non essersi trattato di suicidio e
Sandra diventa la principale sospettata di omicidio. Il processo
porterà alla luce verità indicibili.
Napoleon,
Ridley Scott (2023). La rapida e spietata
scalata di Napoleone Bonaparte per diventare imperatore di Francia
si scontra con la sua disfunzionale e volatile relazione con la
moglie Giuseppina, il suo vero amore.
Godzilla Minus One, Takashi
Yamazaki (2023). Shikishima è tornato dalla guerra ed è
schiacciato dal rimorso di essere un sopravvissuto e dal senso di
colpa per quanto accaduto. Inizia a lavorare su una barca
dragamine, ma dopo una serie di test nucleari americani
dell’Operazione Crossroads condotti nell’atollo di Bikini, una
gigantesca creatura nota come Godzilla, evolutasi a causa delle
radiazioni, inizia ad attaccare Tokyo, spargendo morte e
distruzione.
Il
male non esiste, Ryûsuke
Hamaguchi (2023). Il film segue Takumi e sua figlia Hana,
che vivono nel villaggio di Mizubiki, vicino a Tokyo. Un giorno,
gli abitanti di questo vengono a conoscenza di un piano per
costruire un glamping vicino alla casa di Takumi, offrendo ai
residenti della città una comoda fuga nella natura. Quando due
rappresentanti dell’azienda di glamping arrivano nel villaggio per
tenere un incontro, diventa chiaro che il progetto avrà un impatto
negativo sull’approvvigionamento idrico locale, provocando
disordini.
Il
ragazzo e l’airone, Hayao Miyazaki (2023). Mahito, un
ragazzino di 12 anni, fatica ad ambientarsi in una nuova città dopo
la morte della madre. Tuttavia, quando un airone parlante lo
informa che sua madre è ancora viva, entra in un mondo fantastico
alla sua ricerca.
The Holdovers, Alexander Payne
(2023). Il film racconta la storia di uno scontroso professore di
una scuola privata del New England, che rimane nel campus durante
le vacanze di Natale per sorvegliare gli studenti che non possono
tornare a casa. Alla fine stringe un improbabile legame con
uno di loro, un ragazzo strambo e problematico, e con la cuoca
della scuola, il cui figlio è rimasto ucciso in Vietnam.
The
IronClaw, Sean
Durkin (2023). Il film racconta la vera storia degli
inseparabili fratelli Von Erich, che hanno fatto la storia nel
mondo molto competitivo del wrestling professionistico nei primi
anni ’80. Attraverso la tragedia e il trionfo, all’ombra del loro
prepotente padre e allenatore, i fratelli cercano un’immortalità
straordinaria sul più grande palcoscenico dello sport.
Scream VI,
Tyler Gillett e Matt
Bettinelli-Olpin (2023). Quattro sopravvissuti agli
omicidi di Ghostface si lasciano alle spalle Woodsboro per
ricominciare da capo a New York. Tuttavia, si ritrovano presto a
lottare per le loro vite quando un nuovo assassino si lascia dietro
una scia di morti.
Bussano alla
porta, M. Night Shyamalan (2023).
Mentre sono in vacanza in una baita isolata, una giovane ragazza e
i suoi genitori vengono presi in ostaggio da quattro sconosciuti
armati che chiedono alla famiglia di compiere una scelta
impensabile per evitare l’apocalisse.
Beau ha paura,
Ari Aster (2023). Beau è un uomo spaventato da
ogni cosa che lo circonda. Quando si vede costretto ad
intraprendere un viaggio per tornare dalla sua autoritaria madre,
ha per lui inizio un’Odissea imprevedibile, composta da situazioni
assurde, momenti drammatici e continue riflessioni sulla sua intera
vita.
L’ultima notte di
Amore, Andrea Di Stefano (2023).
Nella sua ultima notte prima del pensionamento, il poliziotto
Franco Amore si trova a dover risolvere una situazione critica, che
metterà a rischio la sua vita e i suoi anni di onorata carriera. Ad
interpretare il protagonista di questo cupo polar vi è
l’attore Pierfrancesco Favino.
Il sol
dell’Avvenire, Nanni Moretti (2023).
Giovanni è un regista italiano che ha smesso di credere
nell’avvenire, diviso tra una moglie in analisi e un produttore
sull’orlo del fallimento. Proprio come il protagonista del suo
nuovo film, Giovanni sembra allora pronto a farla finita col mondo
che avanza in direzione ostinata e contraria, ma qualcosa potrebbe
cambiare.
Air – La storia
del grandesalto,
Ben Affleck (2023). Il clamoroso accordo, destinato a
rivoluzionare la cultura e il mondo dello sport, fra un allora
sconosciuto Michael Jordan e il neonato reparto pallacanestro della
Nike, che diede vita al brand Air Jordan.
Spider-Man: Across the Spider-Verse,
Joaquim Dos Santos, Justin K. Thompson, Kemp
Powers (2023). Miles Morales torna per un’epica avventura
che porterà il nostro eroe di Brooklyn attraverso il multiverso per
unire le forze con Gwen Stacy e una nuova squadra di
supereroi.
Mission:
Impossible – DeadReckoning, Christopher
McQuarrie (2023). Ethan Hunt e la sua squadra dell’IMF si
trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai
affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che
minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo
del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica
missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani
sbagliate.
Film recenti da vedere: 2022
Il 2022 è stato un anno veramente
ricchissimo, con film di grande valore provenienti da ogni parte
del mondo. Qui raccogliamo solo alcuni dei più belli, tra grandi
kolossal fino ad opere più piccole e autoriali, senza dimenticare
le tante opere di genere, i film passati per i festival o premiati
agli Oscar. Ecco dunque il meglio dell’anno da poco passato.
Avatar – La via
dell’acqua, James Cameron (2022). In questo
atteso sequel, Jake vive felicemente la sua vita insieme a Neytiri
ma Pandora nasconde ancora numerosi misteri. Per difendere la
sua famiglia, si ritroverà a dover combattere una nuova dura guerra
contro gli umani e contro un vecchio nemico.
The Fabelmans,
Steven Spielberg
(2022). Il giovane Sammy Fabelman si innamora del cinema dopo che i
genitori lo portano a vedere il film Il più grande spettacolo del
mondo. Armato di una cinepresa, Sammy inizia a girare i suoi film a
casa, per la gioia della madre che lo sostiene.
Pinocchio,
Guillermo del Toro (2022). Il desiderio di un
padre porta magicamente in vita un bambino di legno in Italia,
dandogli la possibilità di prendersene cura. Rivisitazione in
stop-motion del classico di Collodi, arricchito qui di nuovi
significati, valori ed elementi magici.
Le buone stelle –
Broker, Kore’eda Hirokazu (2022). Due
uomini si guadagnano da vivere trovando nuovi genitori per i
bambini che vengono abbandonati in delle scatole. Incontrano una
giovane donna che ha abbandonato il suo bambino, ma che ora lo
rivuole.
Gli spiriti
dell’isola, Martin McDonagh (2022).Su
un’isola remota al largo della costa irlandese, Pádraic è sconvolto
quando il suo compagno Colm interrompe improvvisamente la loro
amicizia di una vita. Pádraic si propone di riparare il rapporto
danneggiato con ogni mezzo necessario.
Everything Everywhere All At
Once, The Daniels (2022). Evelyn
Wang, un’immigrata cinese sulla cinquantina, attualmente impegnata
in una lezione noiosa e condiscendente, si ritrova in un
ripostiglio delle scope con una versione di suo marito proveniente
da un universo alternativo.
Elvis,
Baz Luhrmann (2022). La nascita, l’ascesa e il
travolgente successo mondiale di Elvis Presley, stella
incontrastata del firmamento musicale, viste dagli occhi del suo
manager storico, il colonnello Tom Parker.
Tàr,
Todd Field (2022). La celebre musicista Lydia Tár
sta per registrare la sinfonia che rappresenterà l’apice della sua
arte e carriera. Tuttavia, quando il destino sembra essere contro
di lei, trova conforto solo in Petra, la sua figlia adottiva.
Top Gun:Maverick, Joseph
Kosinski (2022). Pete Mitchell, detto Maverick, continua a
superare i suoi limiti dopo essere stato per anni uno dei migliori
aviatori della Marina. Tuttavia, deve affrontare il suo passato
mentre addestra un nuovo gruppo per una missione estremamente
pericolosa.
Close,
Lukas Dhont (2022). I tredicenni Léo e Rémis hanno
un rapporto di profonda amicizia a scuola e nei campi dove, insieme
ai genitori, si occupano della raccolta di fiori. Quando i compagni
di scuola seminano zizzania nel loro rapporto, le conseguenze sono
fatali.
Crimes of the
Future, David Cronenberg (2022). Gli
esseri umani stanno mutando e il dolore è quasi scomparso. In
questo nuovo mondo, due artisti della performance hanno trasformato
le operazioni in una forma d’arte di successo e redditizia.
Decision toLeave, Park Chan-wook (2022).
L’ispettore Hae Joon avvia un’indagine sulla morte apparentemente
innaturale di un uomo su una montagna e incontra la vedova Seo Rae.
Hae Joon lsospetta che sia lei la responsabile dell’omicidio, ma
allo stesso tempo subisce il suo fascino.
The Whale,
Darren Aronofsky (2022). Un insegnante di inglese
obeso e solitario cerca di riallacciare i rapporti con la figlia
adolescente allontanata per avere un’ultima possibilità di
redenzione. Vincitore del premio Oscar al miglior attore
protagonista Brendan Fraser.
Babylon,
Damien Chazelle (2022). Los Angeles negli anni
’20. Una storia di ambizione smodata ed eccesso sfrenato, l’ascesa
e la caduta di vari personaggi nella creazione di Hollywood,
un’epoca di decadenza e depravazione sfrenate.
Master
Gardener, Paul Schrader (2022).
Narvel Roth è un esperto orticolturista incaricato del mantenimento
dei giardini di una tenuta sudista appartenente alla ricca vedova
Norma Haverhill. Quando quest’ultima gli affida la giovane nipote
Maya, orfana ed arrivata alla tenuta per sfuggire a una storia di
droga, rischia di far riemergere il passato violento che Narvel ha
cercato per tutti quegli anni di lasciarsi alle spalle.
L’amore secondo Dalva, Emmanuelle
Nicot (2022).
Ritorno a Seoul,
Davy Chou (2022). Freddie, una ragazza di 25 anni
che è stata adottata e vive in Francia, decide di recarsi in Corea
del Sud per cercare i suoi genitori biologici, ma il suo viaggio
prende una piega inaspettata.
Film recenti da vedere: 2021
Il 2021 è stato il primo anno in
cui gradualmente, molto gradualmente, si è tornati ad una
“normalità”, con i cinema che dopo i primi mesi dell’anno hanno
ricominciato ad aprire, proiettando nuovi film. Tra questi,
naturalmente, si annoverano grandi ritorni, opere di genere e in
generale titoli capaci di suscitare grandi emozioni.
È stata la mando di Dio di
Paolo Sorrentino (2021). Napoli, anni Ottanta. La vita del
diciassettenne Fabietto Schisa cambia radicalmente in seguito a due
avvenimenti: l’arrivo di Maradona al Napoli e un grave incidente,
che interrompe la felicità familiare. La storia è basata sulla vita
di Sorrentino stesso, che da ragazzo perse i genitori che rimasero
vittima di un’esplosione in una casa di montagna. Anche Paolo
doveva essere lì, ma Maradona lo salvò. Perché? Perché proprio quel
giorno, Paolo riuscì ad avere il permesso dai genitori di andare
allo stadio a vedere Maradona, invece che in montagna con i
genitori.
Tenet, Christopher Nolan (2021).
Un’azione epica che ruota intorno allo spionaggio internazionale,
ai viaggi nel tempo e all’evoluzione, mentre un agente segreto deve
cercare in tutti i modi di prevenire la Terza Guerra Mondiale.
Titane, Julia Ducournau
(2021). Alexia adora le automobili, sin da quando, bambina, un
incidente le ha donato una placca di titanio nella testa. Facendola
rinascere, gonfia di rabbia e amore represso che la trasformeranno
in un essere ibrido e nuovo. Il film è stato premiato con la Palma
d’Oro, il premio più importante del Festival di Cannes.
L’ultima notte a Soho, Edgar
Wright (2021). In questo thriller psicologico, Eloise, che
sogna di diventare una fashion designer, riesce misteriosamente a
catapultarsi negli anni Sessanta dove incontra Sandie, un’aspirante
cantante di grande fascino. Ma il glamour non è esattamente quello
che sembra: i sogni del passato iniziano a infrangersi e
approderanno a qualcosa di molto più oscuro.
Malignant, James Wan
(2021). Nel film, Madison è paralizzata da visioni scioccanti di
orribili omicidi e il suo tormento peggiora quando scopre che
questi sogni ad occhi aperti sono delle terrificanti realtà. Wan,
maestro dell’horror contemporaneo, porta al cinema una nuova favola
nera, ricca di inquietudini e orrori.
Il potere del cane,Jane Campion (2021). Il film presentato in
concorso alla 78° Mostra del cinema di Venezia
racconta di George e Phil, una coppia di fratelli che possiede un
ranch nel Montana. Quando George sposa la giovane vedova Rose e la
porta a vivere nel ranch, Phil prende di mira la donna e suo figlio
Peter, tormentandoli senza sosta. La pellicola è l’adattamento
cinematografico dell’omonimo romanzo del 1967 di Thomas Savage, è
interpretato da Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst,
Jesse Plemons e Kodi
Smit-McPhee.
Candyman, Nia DaCosta
(2021). Anthony, un artista visivo, incontra un veterano che espone
la vera storia dietro Candyman. Ansioso di usare questi dettagli
macabri per i dipinti, scatena inconsapevolmente una terrificante
ondata di violenza.
A Quiet Place II,
John Krasinski (2021). La famiglia Abbott affronta i
terrori del mondo esterno. Costretti ad avventurarsi nell’ignoto, i
membri della famiglia si rendono conto che le creature che cacciano
dal suono non sono le uniche minacce che si nascondono oltre il
sentiero di sabbia.
Halloween Kills, David Gordon
Green (2021). Laurie Strode lascia il mostro mascherato
Michael Myers rinchiuso nel suo seminterrato, convinta di essersi
finalmente liberata di lui. Ma quando Michael riesce a liberarsi
dalla trappola di Laurie, la sua carneficina continua.
Old, M. Night shyamalan
(2021). Una vacanza tropicale si trasforma in un orribile incubo
quando una famiglia visita una spiaggia appartata che in qualche
modo li sta facendo invecchiare rapidamente, riducendo la loro
intera vita in un solo giorno.
Io sono nessuno, Ilya
Naishuller (2021). Un violento episodio scatena in Hutch
Mansell, un marito trascurato e un papà sottovalutato, una rabbia a
lungo repressa, facendogli scoprire abilità letali e portando alla
luce oscuri segreti.
La donna alla finestra, Joe
Wright (2021). La dottoressa Anna Fox passa le sue
giornate rinchiusa nella sua casa di New York, bevendo vino mentre
guarda vecchi film e spiando i suoi vicini. Un giorno, guardando
fuori dalla finestra, vede qualcosa che accade nell’abitazione dei
Russell.
Licorice Pizza,
Paul Thomas Anderson (2021). La storia di Alana
Kane e Gary Valentine, che crescono e si innamorano nella San
Fernando Valley del 1973, in California. Il film segue i loro primi
passi esitanti sulla via dell’amore. Nostalgico, divertente, ricco
di sentimenti, Licorice Pizza è un nuovo grande film di
uno dei più grandi registi attualmente in attività.
Belfast, Kenneth Branagh (2021). Le vite di una
famiglia operaia e del loro giovane figlio, cresciuto durante il
tumulto degli anni ’60 nella capitale dell’Irlanda del Nord.
No time to
die,Cary Joji
Fukunaga (2021). Bond si gode una vita tranquilla in
Giamaica dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto
vivere viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un
vecchio amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
Dune, Denis
Villeneuve (2021). In un distante futuro dell’umanità, il
duca Leto Atreides accetta la gestione di un pericoloso pianeta,
Dune,
l’unica fonte di una droga in grado di allungare la vita e fornire
eccezionali capacità mentali.
La fiera delle illusioni –
Nightmare Alley, Guillermo Del Toro
(2021). Un giostraio ambizioso con un talento per manipolare le
persone con poche parole ben scelte inizia una relazione con una
psichiatra che si rivela essere ancora più pericolosa di lui.
West Side Story,Steven Spielberg (2021). Due
adolescenti di diverse origini etniche si innamorano nella New York
degli anni 50. Una rivisitazione del leggendario musical West Side Story sullo scontro tra due bande
di strada di New York.
Parigi 13Arr., Jacques Audiard
(2021). Le vite di Émilie, Camille, Nora e Amber, amici e
occasionalmente amanti, si intrecciano nel quartiere parigino di
Les Olympiades. Audiard dà voce ad un trio di giovani in cerca del
proprio posto nel mondo, tra sesso, inganni e paure per il
futuro.
Drive My Car,
Ryūsuke Hamaguchi (2021). Un attore e regista
teatrale rimasto vedovo cerca un autista. L’uomo si rivolge al suo
meccanico, che finisce per consigliargli una ragazza di 20 anni.
Nonostante i timori iniziali, tra i due si sviluppa una relazione
molto speciale. Vincitore del premio Oscar al Miglior film
internazionale.
Scompartimento n. 6, Juho
Kuosmanen (2021). Una ragazza finlandese sale su un treno
diretto a Murmansk per sfuggire a una tormentata storia d’amore,
trovandosi a dividere il vagone letto con un minatore russo durante
il lungo viaggio. Da un iniziale diffidenza nascerà una profonda
amicizia. Un’inno a chi fugge, a chi si apre al mondo e a chi
ritrova la propria strada nei modi più imprevedibili.
Spencer,
Pablo Larraìn (2021). Nel 1991, durante le vacanze
di Natale con la famiglia reale a Sandringham House, nel Norfolk,
Diana Spencer decide di porre fine al suo matrimonio da tempo in
crisi con Carlo, principe del Galles.
Film recenti da vedere: 2020
Ecco di seguito alcuni dei migliori
film del 2020, che offrono storie di redenzione, con personaggi
alla ricerca di sé stessi o chiamati a scendere a patti con il
labirinto che è la propria mente. Ma si ritrovano anche opere di
genere, dal thriller all’horror, passando per l’avventura e altro
ancora.
Nomadland, Chloé Zhao (2020). Dopo aver
perso il marito e il lavoro durante la Grande recessione, la
sessantenne Fern lascia la città aziendale di Empire, Nevada, per
attraversare gli Stati Uniti occidentali sul suo furgone, facendo
la conoscenza di altre persone che, come lei, hanno deciso o sono
stati costretti a vivere una vita da nomadi moderni, al di fuori
delle convenzioni sociali.
L’uomo invisibile, Leigh
Whannell (2020). Intrappolata in una relazione violenta
con un brillante scienziato, Cecilia Kass scappa nel cuore della
notte facendo perdere le sue tracce. Nel frattempo, l’uomo sta
escogitando un diabolico piano.
Minari, Lee Isaac Chung (2020). Negli anni
ottanta, la vita del piccolo coreano-americano David cambia
drasticamente quando la sua famiglia si trasferisce dalla costa
occidentale nel cuore dell’Arkansas rurale per inseguire il sogno
lavorativo del padre Jacob, incurante delle preoccupazioni di sua
moglie. A complicare le cose in casa si aggiunge l’arrivo
dell’anziana nonna dalla Corea, i cui modi così diversi dai loro
suscitano la curiosità di David e della sua sorellina.
Mank, David Fincher
(2020). La Hollywood degli anni ’30 è rivalutata attraverso gli
occhi e la graffiante ironia dello sceneggiatore alcolista Herman
J. Mankiewicz mentre termina la scrittura del capolavoro che sarà
Quarto potere. Nel film di Fincher si ricostruisce dunque un
periodo particolare della storia del cinema, affrontando questioni
come l’autorialità e i giochi di potere alla base dell’industria
cinematografica.
I Care a Lot, J.
Blakeson (2020). Mala Grayson è una truffatrice che
prosciuga i risparmi degli anziani di cui ha la tutela. Tuttavia,
una donna che cerca di truffare si rivela essere più furba di
quanto non appaia.
Fino all’ultimo indizio, John
Lee Hancock (2020). Il Vice Sceriffo della Kern County,
Joe “Deke” Deacon viene mandato a Los Angeles per quello che doveva
essere un veloce incarico di raccolta di prove. Al contrario, si
trova coinvolto nella caccia al killer che sta terrorizzando la
città. A guidare l’indagine, il Sergente Jim Baxter che, colpito
dall’istinto di Deke, richiede il suo aiuto non ufficiale.
Ma mentre danno la caccia al killer, Baxter ignora che l’indagine
sta riportando a galla alcune situazioni vissute in passato da
Deke, svelando segreti scomodi che potrebbero mettere a repentaglio
molto più che il suo caso.
Sto pensando di finirla
qui, Charlie Kaufman (2020). In viaggio dai genitori di
lui qualcosa va storto, ma fidanzato, famiglia e realtà frammentata
non c’entrano nulla. Kaufman dà vita ad un nuovo oscuro viaggio
nella mente umana, attraverso il subconscio, la memoria, i
sentimenti e i rapporti umani. Il risultato è un film tanto folle
quanto rigoroso ed emotivamente forte.
Le strade del
male, Antonio Campos (2020).
Predicatori diabolici, poliziotti corrotti e amanti omicidi: in un
luogo totalmente sperduto, un giovane di forti valori ha sete di
giustizia. Un grande cast di attori recita in quest’opera corale
dove tutte le sfumature del male (ma anche del bene) finiscono per
convergere nella stessa direzione, offrendo un ritratto variegato e
cupo dell’essere umano.
Il processo ai Chicago
7, Aaron Sorkin (2020). Il film narra
il processo ad un gruppo di attivisti contro la guerra in Vietnam
accusati di aver causato lo scontro tra i manifestanti e la Guardia
Nazionale il 28 agosto 1968 a Chicago. Una storia vera
magnificamente scritta e diretta dallo sceneggiatore di
The Social Network. Il film ha poi
ricevuto sei nomination all’Oscar.
Il casoMinamata, Andrew
Levitas (2020). Il fotografo americano W. Eugene Smith va
in Giappone per indagare sui casi di avvelenamento di mercurio nei
villaggi costieri, causati dall’inquinamento delle industrie
chimiche. Johnny Depp
recita nel ruolo del fotografo Smith alla ricerca di verità che si
preferirebbe non conoscere ma che è indispensabile siano diffuse.
Un’opera di denuncia, che sconvolge per la sua forza.
In inglese li chiamano
heist movie, ma da noi sono noti come film
sulle rapine, quelle storie che mettono alla prova
l’attenzione dello spettatore e girano intorno ad un colpo grosso
che verrà messo a segno plausibilmente da protagonisti sempre più
svegli e un passo avanti a coloro che devono essere truffati o
raggirati e derubati.
Chiaramente ci sono dei titoli trai
film sulle rapine da vedere che hanno fatto la
storia del genere, da La Stangata, storico film
con Paul Newman e Robert Redford, al suo erede più diretto, la
saga di Ocean (tre film e uno spin-off al femminile all’attivo),
che vede protagonisti George Clooney e Brad Pitt nei panni della coppia di mascalzoni
per i quali però si fa il tifo.
Ma quali sono i migliori
film sulle rapine che proprio non possono mancare
all’appello di un vero appassionato del genere? Ve li elenchiamo di
seguito, trai film sulle rapine recenti, i
film sulle rapine storici, e quelli che sono i
migliori film sulle rapine mai realizzati e visti
al cinema.
I migliori film sulle rapine della
storia del cinema
Quel treno per Yuma (film
1957)
Tratto dall’omonimo racconto di
Elmore Leonard la pellicola racconta di Dan, un allevatore in gravi
difficoltà per la siccità, contribuisce alla cattura del bandito
Ben Wade ed accetta l’offerta di 200 dollari per scortarlo al
carcere di Yuma, ben sapendo che dovrà fronteggiare l’intera banda
di Wade che aspetta l’occasione giusta per liberarlo. La suspense
cresce in attesa del treno delle 3 e 10 per Yuma e si acuisce il
conflitto psicologico tra i due protagonisti.
Colpo grosso (1960)
Basterebbe citare gli interpreti
(Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr.) per convincervi che
il film è uno dei migliori. Da considerare imperdibile per chi ama
il sotto genere. Nel film Danny Ocean raduna dieci amici, tutti
veterani della seconda guerra mondiale come lui e appartenenti
all’82nd Airborne Division, per organizzare un colpo geniale:
svaligiare contemporaneamente cinque casinò di Las Vegas. Non tutto
andrà come previsto.
La Stangata (1973)
Johnny Hooker ha perso al gioco
tutto ciò che aveva rubato ad un’organizzazione criminale. L’uomo
decide di allearsi a Henry Gondorff, esperto imbroglione, per
escogitare una truffa ai danni del potente Lonnegan.
Le iene (1992)
Esordio col botto per
Quentin Tarantino. A seguito di una rapina andata male, i
membri di una banda iniziano a sospettare l’uno dell’altro perché
sembra che qualcuno abbia parlato più del dovuto.
Heat – La sfida (1995)
Considerato un capolavoro action
della storia del cinema diretto da Michael Mann Heat – La
sfida racconta di uno sfuggente maestro del crimine e la
propria banda effettuano una serie di furti ad alto profilo, uno
dei quali culmina in tre morti. L’uomo conosce un detective della
omicidi e si sfidano, fino all’ultimo scontro finale.
Jackie Brown (1997)
Ha detta di molti, uno dei migliori
film di Quentin Tarantino. La hostess Jackie Brown
esporta illegalmente valuta per conto del trafficante d’armi Ordell
Robbie. Quando viene arrestata deve però guardarsi dal suo socio,
pronto a ucciderla pur di non farla testimoniare.
Ocean’s Eleven – Fate il vostro
gioco (1999)
Remake della pellicola Colpo
grosso del 1960 diretto da uno dei fuoriclasse di Hollywood,
Steven Soderberg, vede riunito un cast d’eccezione composto da
George Clooney, Brad
Pitt, Julia Roberts, Matt
Damon e Andy Garcia.
The Italian Job (2003)
Charlie è il capo di una banda di
rapinatori che è riuscita a rubare un’ingente quantità d’oro da un
palazzo a Venezia. Qualcuno della banda però sta cercando di
impossessarsi di tutto il bottino.
Inside Man (2006)
Diretto dall’acclamato regista
Spike Lee nel film quattro uomini e una donna
vestiti da imbianchini fanno irruzione alla Manhattan Trust e
prendono in ostaggio una cinquantina di persone tra clienti e
dipendenti della banca, costringendoli a indossare delle tute e
delle maschere. L’investigatore Keith Frazier ha il compito di
negoziare con il capo dei malviventi, Dalton Russell, che ha
studiato il proprio piano nei minimi dettagli.
The Town (2010)
Diretto da Ben Affleck è uno dei film sulle rapine di un
certo rilievo della storia recente. Nel film A Charlestown, un
sobborgo di Boston, Doug è il capo di una piccola banda di
rapinatori e si innamora di un suo ostaggio durante l’ultimo colpo
in banca.
Animal Kingdom (2010)
Un ragazzo di 17 anni, rimasto
orfano della madre, va a vivere dalla nonna e gli zii. Questi si
rivelano essere pericolosi criminali coinvolti in una sanguinaria
guerra contro la polizia locale.
Drive (2011)
Diretto dall’acclamato regista
Nicolas Winding Refn e con Ryan Gosling, Drive racconta di Una
controfigura, che sbarca il lunario come autista esperto in fughe,
ha una taglia sulla testa a causa di una rapina andata male.
Altri film sulle
rapine
Four Brothers – Quattro fratelli
(2005)
Quattro fratelli riscoprono i
legami che li uniscono quando la loro madre viene assassinata e
decidono di farsi giustizia trovando il colpevole e
vendicandosi.
21 (2008)
Ben Campbell è uno studente del MIT
con spiccate doti matematiche che, per pagarsi le lezioni, sfrutta
le proprie abilità di calcolo per vincere ai casinò di Las Vegas
insieme ad alcuni brillanti compagni d’università. I ragazzi
giocano sotto la supervisione del poco ortodosso professor Mickey
Rosa, per poi spartirsi le vincite. Per Ben le cose iniziano a
complicarsi dopo i primi successi e, cacciato dal proprio mentore,
decide di organizzare una rivincita.
Nemico pubblico – Public Enemies
(2009)
Altro titolo diretto da Michael
Mann, questa volta racconta la storia vera John Dillinger, noto
criminale e rapinatore della storia americana. Nell’America piegata
dalla Grande Depressione, un uomo fuori dal comune riesce ad
attirarsi il favore e l’attenzione dell’opinione pubblica: John
Dillinger, qualificato dalle autorità statunitensi come Nemico
Pubblico Numero Uno.
Le regole della truffa (2011)
Tripp Kennedy, una volta entrato
nell’agenzia della sua banca, viene coinvolto in una doppia rapina
messa in atto da due diverse gang.
Tower Heist – Colpo ad alto
livello (2011)
Un esilarante commedia con Ben
Stiller che racconta di un gruppo di addetti alla manutenzione,
per punire l’uomo che li ha defraudati delle loro pensioni,
organizza un furto in grande stile.
Cogan – Killing Them Softly
(2012)
Jackie Cogan è un assassino dai
modi rudi e violenti. Viene assoldato dalla mafia per indagare su
una rapina messa in atto durante una segreta partita di poker
organizzata da Markie Trattman, a cui partecipavano solo i nomi più
importanti della malavita. Il compito dell’uomo è quello di trovare
chi ha commesso il furto, punire i colpevoli e riconsegnare il
bottino.
40 carati (2012)
Quando l’ex poliziotto Nick Cassidy
minaccia di gettarsi dal piano più alto di un hotel di New York,
l’intera città rischia di finire in ginocchio: molti, infatti, sono
i grandi segreti legati alla scelta dell’uomo.
In trance (2013)
Dei criminali stanno mettendo a
segno un furto quando uno di loro riceve una botta in testa e
dimentica dove ha nascosto il bottino. I complici lo portano da un’
affascinante ipnoterapeuta.
Now You See Me – I maghi del
crimine (2013)
Una squadra dei più abili
illusionisti del mondo, conosciuto come I quattro cavalieri,
durante la propria trasmissione televisiva riesce a rapinare una
banca di Parigi. Il caso viene affidato agli agenti Dylan dell’FBI
e Alma dell’Interpol.
Codice 999 (2016)
In
Codice 999 Un gruppo di poliziotti corrotti viene ricattato
dalla mafia russa per portare a termine una rapina apparentemente
impossibile.
Insospettabili sospetti
(2017)
Quando perdono la pensione a causa
dell’azienda per la quale lavoravano, tre amici di vecchia data,
Willie, Joe e Al, decidono di rapinare una banca nel disperato
tentativo di portare avanti le loro famiglie.
Baby Driver – Il genio della fuga
(2017)
Diretto da Edgar Wright in Baby
Driver – Il genio della fuga un giovane pilota è costretto a
lavorare per un boss del crimine e deve usare tutta la propria
abilità quando una rapina, destinata a fallire, minaccia la sua
vita e la sua libertà.
American Animals (2018)
Una coppia di amici, studenti
universitari, pianifica il colpo del secolo: il furto di un
preziosissimo volume conservato nella biblioteca d’ateneo. Per
raggiungere il proprio scopo, il duo arruola altri conoscenti.
Film sulle rapine recenti
Negli ultimi anni il genere heist movie ha vissuto una nuova stagione di
popolarità, trainato sia da produzioni cinematografiche ad alto
budget sia da film e serie originali Netflix e Apple
TV+. Se i classici degli anni ’90 e 2000 hanno fissato
le regole del gioco, oggi registi come Michael Bay e Zack
Snyder, insieme a star come Ben
Affleck, Oscar Isaac e Jason Statham, hanno riportato sul
grande schermo e in streaming il fascino del “colpo grosso”.
Ecco i film di rapina più significativi dal 2018 a oggi, che hanno
contribuito a rinnovare il mito del genere.
Widows – Eredità criminale (2018)
Diretto da Steve McQueen,
Widows – Eredità criminale ribalta i codici del genere
affidando a quattro vedove il compito di portare a termine la
rapina incompiuta dei loro mariti. Coniuga thriller e riflessione
sociale, mostrando come il crimine possa nascere anche da necessità
disperate.
Nella tana dei lupi (Den of Thieves, 2018)
Un action urbano che mette in scena lo scontro tra una squadra
d’élite della polizia e un gruppo di rapinatori esperti. Realismo e
tensione fanno da cornice a un duello psicologico che strizza
l’occhio a Heat.
Triple Frontier (2019, Netflix)
Con Ben Affleck e Oscar Isaac, è uno degli heist più noti dell’era
streaming. Ex soldati delle forze speciali pianificano un colpo in
Sud America, ma la rapina diventa presto un survival thriller che
indaga sul confine tra eroismo e avidità.
Logan Lucky (2019)
Steven Soderbergh, maestro del genere con Ocean’s Eleven, torna alla rapina con ironia
con Logan Lucky. Questa volta i
protagonisti sono due fratelli “perdenti” che tentano un colpo
durante una gara Nascar. Un heist fuori dagli schemi, ironico e
beffardo.
Army of Thieves (2021, Netflix)
Spin-off di Army of the
Dead, racconta le origini del personaggio di Ludwig Dieter,
ladro di casseforti. Tra commedia e azione, unisce l’estetica da
heist europeo al respiro delle produzioni globali Netflix.
Red Notice (2021, Netflix)
Con Dwayne Johnson, Gal
Gadot e Ryan Reynolds, è un heist spettacolare che
mescola rapine, inseguimenti e doppi giochi. Più vicino a una spy
comedy, conferma il trend di blockbuster “ibridi” con il colpo come
pretesto.
Ambulance (2022)
Michael Bay reinventa il genere con un colpo fallito che si
trasforma in un inseguimento senza sosta per le strade di Los
Angeles. Innovativo nell’uso dei droni, è un heist ad alta tensione
che spinge all’estremo l’azione.
The Vault – Colpo al mondo (2022)
Thriller spagnolo con Freddie Highmore, racconta l’assalto alla
Banca di Spagna. Tra enigmi ingegneristici e adrenalina, unisce la
tradizione europea ai codici hollywoodiani.
The Instigators (2024, Apple TV+)
Matt Damon e Casey Affleck guidano una rapina a Boston che degenera
rapidamente. Tra tensione e humour nero, il film unisce realismo e
ritmo serrato, segnando un ritorno al heist “classico” in salsa
contemporanea.
Lift – Un colpo ad alta quota (2024, Netflix)
Kevin Hart guida una squadra internazionale per rapinare un aereo
in volo. Tra ironia e spettacolo, è un esempio perfetto di come
Netflix cerchi di internazionalizzare il genere con cast e scenari
globali.
Blood for Dust (2024)
Con Kit Harington e Scoot McNairy, un
heist cupo e polveroso ambientato negli Stati Uniti. Più vicino al
crime indie che al blockbuster, mostra quanto il genere possa
contaminarsi con il dramma psicologico.
The Mastermind (2025)
Un heist movie annunciato e molto
atteso, diretto da Kelly Reichardt e presentato in concorso al
Festival di Cannes 2025. Wikipedia La sua
ambientazione vintage e il tono riflessivo lo rendono un candidato
ideale per la lista dei “film di rapina recenti”.
Film di rapina da vedere su Netflix
Negli ultimi anni Netflix si è imposta come la piattaforma di
riferimento per gli heist
movie, producendo titoli originali ad alto budget e
proponendo in catalogo classici del genere. Dalle rapine
spettacolari ai thriller psicologici, fino alle commedie criminali,
ecco i film di rapina più interessanti oggi disponibili su
Netflix.
Triple Frontier (2019)
Con Ben Affleck, Oscar Isaac e Pedro Pascal, racconta di ex soldati che
organizzano un colpo in Sud America. Da rapina militare si
trasforma in un survival tesissimo: uno dei titoli più iconici
dell’era Netflix.
Army of the Dead (2021)
Zack Snyder unisce apocalisse zombie e colpo in banca a Las Vegas.
Un heist visionario, spettacolare e fuori dagli schemi, che ha dato
vita a un piccolo universo narrativo.
Army of Thieves (2021)
Spin-off di Army of the
Dead, segue Ludwig Dieter, ladro di casseforti in Europa. Tra
commedia, romanticismo e adrenalina, è un heist sorprendentemente
leggero e divertente.
Red Notice (2021)
Dwayne Johnson, Gal Gadot e Ryan Reynolds in un colpo globale fatto
di doppi giochi, arte rubata e inseguimenti mozzafiato. Un action
heist dal tono scanzonato che è diventato tra i film Netflix più
visti di sempre.
Lift – Un colpo ad alta quota (2024)
Kevin Hart guida una squadra internazionale per rapinare un aereo
in volo. Un mix di spettacolo e ironia che dimostra come Netflix
punti a rendere il genere sempre più globale.
Kaleidoscope (2023, miniserie)
Non è un film ma una miniserie sperimentale, che racconta una
rapina da diverse prospettive in ordine non lineare. Una sfida
narrativa che ha incuriosito milioni di spettatori.
The Union (2024)
Mark Wahlberg e Halle Berry guidano un heist in pieno stile
action-comedy. Non un classico heist puro, ma con tutti gli
elementi del colpo organizzato e del doppio gioco.
Now You See Me (2013)
Il film cult sugli illusionisti-rapinatori è oggi disponibile nel
catalogo Netflix. Tra magia e colpi di scena, è uno degli heist più
originali dell’ultimo decennio.
Film di rapina italiani da non perdere
Quando si pensa ai film di rapina, la mente corre subito a
Hollywood. Eppure anche il cinema italiano ha saputo raccontare
colpi memorabili, mescolando tensione, commedia e cronaca nera.
Dagli anni ’60 ai giorni nostri, ecco alcuni titoli che meritano di
essere (ri)scoperti.
Colpo grosso… ma non troppo
(1957)
Commedia diretta da Mario Amendola, racconta un gruppo di
improvvisati rapinatori romani che sognano il colpo della vita ma
finiscono vittime della propria ingenuità. È uno dei primi esempi
di heist all’italiana, con una forte vena satirica.
I soliti ignoti
(1958)
Forse il film di rapina italiano per eccellenza. Regia di Mario
Monicelli, cast stellare (Totò, Vittorio Gassman, Marcello
Mastroianni) e un colpo in banca che diventa un disastro comico. Ha
segnato un punto di svolta nel cinema di genere, influenzando anche
Hollywood.
Roma come Chicago
(1968)
Un noir diretto da Alberto De Martino che unisce atmosfere da
poliziesco americano al racconto delle rapine nella capitale. Film
meno noto al grande pubblico, ma fondamentale per chi ama il
genere.
Roma violenta
(1975)
Il filone poliziottesco degli anni Settanta non poteva ignorare le
rapine. Sergio Grieco firma una pellicola che, tra inseguimenti e
sparatorie, riflette l’immaginario dell’Italia degli “anni di
piombo”.
Colpo di stato
(1978)
Non è tra i più conosciuti, ma si distingue per l’approccio
grottesco e critico. Una rapina che diventa pretesto per raccontare
i conflitti sociali del tempo.
Romanzo criminale
(2005)
Tratto dal romanzo di Giancarlo De Cataldo, diretto da Michele
Placido, racconta l’ascesa della Banda della Magliana, criminali
legati a furti, rapine e traffici nell’Italia degli anni Settanta.
Più che un “heist movie” puro, un affresco storico e criminale di
grande impatto.
Smetto quando voglio –
Masterclass (2017)
Un approccio ironico e contemporaneo. La banda di ricercatori
squattrinati, già protagonista del primo film, si cimenta con colpi
sempre più assurdi e paradossali. Non una rapina classica, ma un
omaggio al genere in chiave brillante.
Il
fascino dei film di rapina non sta soltanto nel piano geniale o nei
colpi di scena narrativi, ma soprattutto nelle sequenze che
diventano leggenda. Scene che entrano nell’immaginario collettivo e
che continuano a essere citate, studiate e imitate. Ecco alcune
delle più iconiche.
Heat – La sfida
(1995)
La
sparatoria in pieno giorno per le strade di Los Angeles è
probabilmente la scena di rapina più famosa di sempre. Michael Mann
ricrea un realismo crudo e claustrofobico: mitragliatrici che
rimbombano tra i grattacieli, piani sequenza che non lasciano
scampo allo spettatore. Non è solo un colpo in banca: è un balletto
di fuoco che ha fatto scuola nel cinema d’azione.
Le iene
(1992)
Quentin Tarantino ribalta le regole: la
rapina non si vede mai. Tutto si consuma prima e dopo, lasciando
allo spettatore il compito di immaginare il caos. Una scelta
radicale che rende più violento il sospetto tra i membri della
banda, dimostrando che a volte il “non mostrato” è più potente del
visibile.
The Dark Knight
(2008)
Christopher Nolan apre il suo Batman con
una rapina orchestrata dal Joker. La sequenza mescola heist movie e
fumetto: clown mascherati, tradimenti interni, rivelazione finale
del Joker. Un incipit che rimane scolpito come uno dei migliori
opening di sempre nel cinema contemporaneo.
Inside Man
(2006)
Spike Lee porta il genere a un livello di intelligenza superiore.
La scena iniziale con Dalton Russell che spiega di trovarsi “in una
cella” mentre prepara il colpo è già magnetica. Ma il vero colpo di
genio è la gestione degli ostaggi: tutti vestiti uguali, così che
sia impossibile distinguere vittime e rapinatori.
Ocean’s Eleven
(2001)
Il colpo a tre casinò di Las Vegas è la sintesi dello heist
patinato: ritmo brillante, colonna sonora jazz, cast stellare. Non
c’è tensione drammatica, ma pura goduria da puzzle narrativo. Una
sequenza che ha ridefinito il genere in chiave pop.
Baby Driver – Il genio
della fuga (2017)
La fuga iniziale sulle note dei Jon Spencer Blues Explosion è puro
cinema musicale. Edgar Wright trasforma una rapina in un videoclip
adrenalinico, in cui il ritmo delle azioni è scandito dalla colonna
sonora. Una scena che ha rinnovato il linguaggio del genere.
Amazon MGM Studios ha annunciato
oggi di aver firmato un contratto di esclusiva con l’acclamata
attrice Nicole Wallace, star dei più grandi
successi internazionali di Prime VideoÈ Colpa Mia? e È Colpa
Tua?. L’accordo segna l’inizio di una collaborazione creativa
pensata per sviluppare e valorizzare il talento di Wallace.
Nell’ambito dell’accordo, l’attrice collaborerà con Amazon MGM
Studios per trovare progetti in cui potrà recitare all’interno
della lineup globale di film e serie del servizio streaming Prime
Video. Il primo progetto di Wallace sotto questo accordo sarà il
ruolo da protagonista nella serie
Original italiana in lingua inglese annunciata la scorsa
estate, Postcards from Italy. Entrambe le notizie sono
state svelate oggi durante l’evento di Prime Video Retreat a Ibiza
per celebrare i successi internazionali presso il pubblico young
adult.
La nuova serie Original
Postcards from Italy è creata Lisa
Riccardi e Damiano Bruè, e diretta dalla
regista premio Oscar Jessica Yu (Quiz Lady,
Fosse/Verdon, Only Murders in the Building,
The Morning Show). Postcards from
Italy segue le disavventure di Mia, giovane e viziata
ereditiera newyorkese che viene spedita dal nonno a Palermo, senza
soldi né lussi, per lavorare come agente immobiliare nell’azienda
di famiglia. Riuscirà una ragazza dell’Upper West Side a
sopravvivere in Sicilia senza nemmeno una carta di credito? La
produzione è iniziata a settembre. Postcards from Italy è
co-prodotta da Amazon MGM Studios e Gaumont Italia e sarà
disponibile in esclusiva su Prime Video in oltre 240 Paesi e
territori nel mondo.
“Nicole Wallace ha conquistato il
pubblico di tutto il mondo con la sua interpretazione autentica nel
franchise Culpables, ha dichiarato Nicole Clemens, VP e
Head of International Originals, Prime Video & Amazon MGM Studios.
“La sua naturale capacità di regalare profondità emotiva ai
suoi personaggi colpisce gli spettatori di diversi Paesi e culture.
Questo accordo testimonia il nostro entusiasmo nei confronti del
potenziale globale di Nicole e rafforza il nostro impegno nel
coltivare talenti internazionali emergenti che possano aiutare a
raccontare storie coinvolgenti per il nostro pubblico di tutto il
mondo.”
“Sono incredibilmente emozionata
di iniziare questa nuova avventura con Amazon MGM Studios” ha
affermato Nicole Wallace. “Il loro impegno per una narrazione
audace e coraggiosa rende questa partnership la perfetta ‘creative
home’. Mentre mi preparo a interpretare Mia in Postcards From
Italy, diretto dalla brillante Jessica Yu, mi sento più ispirata
che mai a mettermi alla prova creativamente e ad esplorare il
personaggio con profondità e complessità. Questa partnership è
un’opportunità da sogno per crescere, collaborare con voci
visionarie e contribuire a dare vita a storie significative. Sono
immensamente grata per questa occasione e non vedo l’ora di ciò che
verrà.”
L’accordo segue l’incredibile
successo del franchise Culpables, basato sulla trilogia di
bestseller del New York Times di Mercedes Ron. I primi due film
della trilogia, intitolati È Colpa Mia? (2023) e È
Colpa Tua? (2024), in cui Wallace ha recitato, hanno battuto
ogni record confermandosi i contenuti internazionali più visti su
Prime Video nei rispettivi anni di release.
La conclusione della trilogia, È
Colpa Nostra?, debutterà su Prime Video il 16 ottobre, ma ha
già battuto i record quando il suo trailer è diventato il più visto
di sempre per un film Original in streaming, con 163 milioni di
visualizzazioni in una settimana.
Nicole recita anche nella limited
series Original cilena di Prime Video, The House of
Spirits di FilmNation, Fabula, prodotta da Eva
Longoria e in uscita nel 2026. La serie è basata sul romanzo
acclamato dalla critica di Isabel Allende, e Nicola Wallace
interpreta la giovane “Clara del Valle” insieme a un cast latino
stellare che include Alfonso Herrera, Dolores Fonzi e Fernanda
Castillo.
In precedenza, Nicole ha recitato
nella limited series Ni Una Mas, basata sul romanzo
di Miguel Saez Carral. La serie ha debuttato con 25,4 milioni di
spettatori su Netflix ed è stata il drama in lingua non inglese più
visto al mondo per due settimane, oltre ad essere al 19° posto tra
le 100 serie più viste della piattaforma da gennaio a giugno 2024,
nonostante sia stata rilasciata solo il 31 maggio.
Il ruolo che ha lanciato Nicole è
stato quello della serie spagnola Skam Spagna, basata sul
popolare teen drama norvegese. Tra i suoi altri crediti
cinematografici figura il film Vera di Steffy Argelich.
Nel 2020, è diventata la prima ambasciatrice beauty spagnola di
Dior. Basata a Madrid, Nicole ha doppia cittadinanza USA/Spagna ed
è rappresentata da TFC Management e Triana Management.
Parker e la sua banda lavorano per
portare a termine una grande rapina nel finale di Play Dirty – Triplo gioco, dopo che il piano
originale è stato sventato. Dopo essere stato tradito da Zen
(Rosa Salazar) nella rapina iniziale del film, il
personaggio interpretato da Mark Wahlberg accetta di collaborare
con lei per cercare di rubare un tesoro appena scoperto, la Signora
di Arintero.
Sfortunatamente per Parker, Zen,
Grofield (LaKeith Stanfield), Ed
(Keegan-Michael Key), Brenda (Claire Lovering) e
Stan (Chai Hansen), il piano originale va in fumo perché Lozini
(Tony Shalhoub) e The Outfit sono un passo avanti. I personaggi
di Play Dirty sono costretti a escogitare un nuovo piano, che
prevede il furto della leggendaria polena spagnola prima che la
mafia possa venderla al miliardario Phineas Paul (Chuckwudi
Iwuji).
Come spesso accade nei
film di rapine, non tutto è come sembra. Ci sono piani segreti,
doppi giochi e molto altro nel finale di Play Dirty, compresa una domanda importante sul destino
di un personaggio fondamentale.
Parker ha davvero ucciso
Zen?
Dopo un piano apparentemente
riuscito, Play Dirty prende una piega inaspettata quando
Parker si rivolta contro Zen. Vendicarsi di lei per la morte di
Philly era il motivo originale che lo aveva spinto a partecipare
alla rapina della Lady of Arintero, ma non era chiaro se avrebbe
davvero esaudito il desiderio della moglie di Philly di uccidere il
responsabile della morte del marito.
Questo porta allo scambio tra
Parker e Zen nella sua stanza d’albergo dopo il piano, e lui le
punta una pistola contro, spiegando che avevano ancora delle
questioni da risolvere dal lavoro precedente. Parker le offre da
bere e il film d’azione di Mark Wahlberg passa
all’esterno della stanza quando si sente uno sparo, solo per vedere
Parker uscire poco dopo.
Il film suggerisce fortemente
che Parker uccida Zen, poiché appende un cartello “Non
disturbare” alla porta della stanza quando se ne va, suggerendo che
stia cercando di nascondere il corpo che ha lasciato dietro di sé.
Play Dirty fornisce una buona motivazione per il
comportamento del ladro professionista, ma lascia anche molta
incertezza, consentendo a potenziali sequel di tornare indietro
sulla decisione.
È significativo che Play
Dirty non mostri effettivamente Parker che spara a Zen, per
non parlare del fatto che non mostra al pubblico il suo cadavere.
Nel mondo dello spettacolo si dice spesso che qualcuno non è
davvero morto se il film o lo spettacolo non mostra il cadavere.
Questo potrebbe benissimo essere il caso, soprattutto considerando
il modo in cui il film ha ritratto il personaggio di Wahlberg.
Parker è spesso mostrato come poco
interessato al benessere degli altri. Non ha alcun problema a
lasciare morire le persone o ad ucciderle lui stesso se questo
significa portare avanti il piano e mettersi al sicuro. Ma ci sono
anche momenti in cui mostra un certo senso di compassione, come
quando lascia vivere Kincaid.
Per questo motivo, e per il fatto
che il film non esita a mostrare Parker mentre uccide delle
persone, sembra più probabile che Zen sia ancora viva. Il
motivo per cui avrebbe sparato solo per lasciarla vivere è
sconcertante: forse si è trattato di un colpo volutamente non
letale, ma questa ipotesi ha più senso dell’alternativa.
Altrimenti, Play Dirty avrebbe mostrato il colpo e
confermato la morte di Zen sullo schermo.
Il vero piano di Parker in Play
Dirty spiegato: perché ha fatto saltare in aria la Signora di
Arintero e cosa voleva veramente
È solo alla fine di Play
Dirty che il piano di Parker per la rapina alla Signora di
Arintero e le sue vere motivazioni diventano chiari. La sua
decisione di far saltare in aria il tesoro da 500 milioni di
dollari è scioccante all’inizio, poiché è ciò che lui e la sua
banda hanno cercato di ottenere per tutto il film.
Il loro piano finale inizia con il
rapimento di Phineas e la sua rivelazione che la Dama si trova in
un caveau privato di Lozini. Irrompono nell’edificio e
apparentemente rubano il tesoro con facilità prima che la mafia
inizi a inseguirli. Tutto sembra andare storto quando il rimorchio
della figura di proa si stacca dal mezzo di trasporto, consentendo
all’Outfit di riacquistarlo e venderlo a Phineas come previsto.
Tuttavia, una volta che Phineas ha
il prezioso possesso, si scopre che non ha la vera Lady of
Arintero. Ha il falso realizzato dai complici di Zen. Parker e la
sua banda hanno scambiato i numeri delle porte del caveau e hanno
fatto credere alla banda di avere il tesoro, anche se era ancora
chiuso in un caveau per un po’ di tempo.
In seguito riescono a recuperare il
tesoro dal caveau, ma nello stesso momento Lozini e la sua banda
arrivano dopo che Phineas e De La Paz lo hanno avvisato del
falso.
Ma si scopre che Parker non ha
mai davvero voluto rubare la Dama. La grande rivelazione
è che dall’rapina all’ippodromo ha capito che The Outfit era in
difficoltà finanziarie e che questo tesoro era il modo di Lozini
per aiutare la mafia a evitare il fallimento. Ecco perché Parker ha
riempito il tesoro di esplosivi e lo ha fatto saltare in aria.
Il personaggio di Wahlberg voleva
assicurarsi che The Outfit fosse completamente distrutta, cosa che
secondo Lozini era impossibile. Facendo saltare in aria il tesoro e
uccidendo il boss della mafia, Parker impedisce a un’organizzazione
criminale in difficoltà di tornare al potere. Questo gli dà anche
la libertà di tornare a New York City, anche se non gli piace stare
lì.
Tuttavia, abbattere The Outfit e
Lozini non era l’unico obiettivo del piano di Parker. Prima di
uccidere o meno Zen, un servizio giornalistico trasmette un audio
trapelato di Phineas che coinvolge De La Cruz. Parker ha fatto
trapelare la conversazione per rimuovere il dittatore dal potere,
consentendo a Ortiz di diventare il leader del paese e ai tesori
nazionali rubati di tornare alla nazione non specificata.
Questo è stato fatto per aiutare il
popolo di Zen, suggerendo che Parker aveva iniziato a provare
qualcosa per lei, nonostante dicesse il contrario. Anche se ruba
alcuni gioielli dalla Signora di Arintero, Parker non ne tiene
nessuno per sé, ma li regala alla moglie di Philly. Tutto ciò
che voleva era liberarsi dell’Outfit, e questa rapina era il
suo modo per farlo.
Play Dirty prepara il terreno
per un sequel?
Play Dirty è un adattamento
di una lunga serie di libri di Donald E. Westlake (scritti sotto lo
pseudonimo di Richard Stark). Anche se non adatta direttamente uno
dei romanzi, l’elenco dei materiali disponibili crea le premesse
per una nuova serie per Wahlberg, Black e Prime Video.
Sorprendentemente, il finale di
Play Dirty non fa molto per preparare direttamente un
altro film. Non c’è alcun accenno alla prossima rapina che
compirà né molti filoni narrativi irrisolti su cui basare un
sequel. Questa narrazione è autonoma e funziona in quanto tale.
Potrebbero seguire altri capitoli, ma se così non fosse, nessuna
preparazione rimarrà in sospeso.
Se dovesse essere realizzato un
seguito, un altro film con Parker di Wahlberg avrebbe più senso. Il
sequel potrebbe confermare il destino di Zen e riunire la banda per
un’altra impresa, affrontando un’ambientazione completamente nuova,
un cattivo e altro ancora.
C’è anche la possibilità che
Play Dirty possa avere uno spin-off incentrato sul
personaggio di Grofield interpretato da Stanfield. Il suo
personaggio proviene dai libri di Westlake ed è stato il
protagonista di alcuni di essi. Con l’attore che spicca come uno
dei punti di forza del film, uno spin-off su Grofield potrebbe
essere una strada da seguire anche per questa serie.
Play Dirty non chiude
la porta a future avventure, ma è intelligente non anticiparne
direttamente una come garanzia. Sarà il pubblico a determinare se
questa è la fine delle storie di Parker, Grofield e della troupe o
se li rivedremo.
Paul Thomas Anderson ha l’abitudine
di lavorare con gli stessi attori e creativi il più possibile, e in
genere richiama collaboratori come il produttore Daniel Lupi, il
costumista Mark Bridges e il compositore Jonny Greenwood. Somner
era uno di questi colleghi, scomparso prima che il suo ultimo film
con Anderson potesse arrivare nelle sale.
Perché Una battaglia dopo
l’altra è dedicato ad Adam Somner
One Battle After Another
conclude i titoli di coda con una dedica ad Adam Somner,
onorando la memoria dell’assistente alla regia e produttore
nell’ultimo film a cui ha lavorato. Dopo la conclusione dei titoli
di coda, la nota finale di One Battle After Another è una
foto di Adam Somner al lavoro sul set di un film.
Viene quindi riprodotto un audio di
Adam che chiede silenzio sul set, una registrazione affabile e
affascinante che parla degli elementi riconoscibili e affascinanti
della commedia del film. Assistente alla regia e produttore molto
rispettato nell’industria cinematografica, Adam Somner ha lavorato
a One Battle After Another come assistente alla regia e
produttore al fianco di Paul Thomas Anderson.
Tragicamente, Adam Somner è morto
il 27 novembre 2024. È scomparso all’età di 57 anni a causa di un
cancro anaplastico alla tiroide. La dedica è un omaggio a Somner,
che rende tributo alla sua memoria mostrando il suo ultimo lavoro.
Anche al di là di One Battle After Another, la dedica è
un dolce addio a Somner, in linea con la sua lunga amicizia e
le frequenti collaborazioni con Paul Thomas Anderson.
Adam Somner ha collaborato
spesso con Paul Thomas Anderson
Adam Somner ha iniziato la sua
carriera a Hollywood come assistente alla regia nella commedia
Johnny English, con Rowan Atkinson. Negli ultimi vent’anni,
Somner ha lavorato come assistente alla regia per alcuni dei
registi più iconici di Hollywood. Tra i suoi collaboratori
figurano Martin Scorsese, Steven Spielberg, Ridley Scott, Alejandro González Iñárritu, Steve
McQueen, Angelina Jolie, James Mangold e Wes
Anderson.
Una delle sue collaborazioni più
durature è stata quella con Paul Thomas Anderson. I due hanno
iniziato a lavorare insieme su There Will Be Blood, che
rimane uno dei film più acclamati di PTA. Somner ha poi lavorato
come assistente alla regia in The
Master, Inherent Vice, Phantom Thread,
Licorice Pizza e, infine, One Battle After
Another.
Oltre alle sue responsabilità sul
set come assistente alla regia, Somner è stato produttore di
tutti i film di PTA dopo Il petroliere. Poco prima di
Una battaglia dopo l’altra (il suo
ultimo film), Somner è stato assistente alla regia in Blitz
di Steve McQueen, The Wonderful Story of Henry Sugar di Wes
Anderson, Killers of the Flower Moon di
Martin Scorsese e West Side Story di Steven Spielberg.
La filmografia di Somner include
una serie di altri vincitori di Oscar e acclamati dalla critica, e
l’ultimo tributo di Anderson al suo collega regista è davvero
appropriato. Ha la sincerità e la volgarità che caratterizzano gran
parte della performance di Leonardo DiCaprio nel suo ultimo film. È
un tributo agrodolce a una delle persone che ha contribuito a
portare Una battaglia dopo
l’altra sul grande schermo.
Il
film L’attachement – La
tenerezza è una delle opere più intense e toccanti
dell’ultima stagione cinematografica. Diretto con sensibilità e
attenzione ai dettagli emotivi, si concentra sulla vita di Sandra
(Valeria
Bruni Tedeschi), una donna che affronta il difficile
percorso di liberarsi dal proprio guscio interiore e imparare ad
accogliere i legami affettivi.
Sin
dall’inizio, la pellicola intreccia intimità e distanza, mostrando
il conflitto interiore della protagonista: la paura di lasciarsi
andare e il bisogno profondo di connessione. In questo senso, il
film è una riflessione sulla vulnerabilità umana e sul coraggio di
aprirsi all’altro.
Il
finale ha sollevato numerosi interrogativi, poiché si presenta come
un epilogo aperto e pieno di sfumature. Non chiude la vicenda con
una soluzione definitiva, ma lascia lo spettatore con un senso di
rinnovamento e speranza, offrendo una chiave interpretativa che
merita di essere approfondita.
L’attachement – La tenerezza: la trama del film
La storia segue Sandra, una donna segnata da un passato di
isolamento emotivo. La sua vita prende una svolta quando incontra
Alex e
attraverso di lui entra in contatto con David e i suoi figli. Inizialmente restia
a coinvolgersi, Sandra mantiene una distanza protettiva, quasi
timorosa di abbandonare il proprio equilibrio precario.
Col passare del tempo, però, la protagonista si ritrova sempre più
immersa nella quotidianità di questa nuova realtà. L’affetto
genuino dei bambini e la sincerità dei rapporti che le si
presentano diventano una sfida al suo bisogno di solitudine e
controllo. Sandra comincia a sperimentare un calore diverso, fatto
di piccole attenzioni, gesti di cura e condivisione che minano il
muro che ha eretto attorno a sé.
Il film alterna momenti di intimità delicata a conflitti che
mettono in evidenza le resistenze della protagonista. Il rapporto
con Alex e la famiglia di David si trasforma lentamente in un
crocevia di emozioni contrastanti, dove emergono paura, desiderio e
un bisogno crescente di appartenenza.
Cosa succede nel finale di L’attachement – La tenerezza
Nel finale, Sandra compie un passo decisivo: si apre finalmente ai
legami che ha tentato a lungo di respingere. Le ultime immagini
mostrano la protagonista che accetta di formare una connessione
autentica con i bambini e con le persone più vicine ad Alex e
David. Non si tratta di una conclusione netta, ma di un
nuovo inizio, in
cui Sandra abbraccia una forma di famiglia diversa, non biologica,
eppure profondamente significativa.
Il film si chiude con un tono sospeso, quasi poetico, che trasmette
un senso di speranza e possibilità. Sandra appare trasformata: non
più una donna barricata dietro il proprio dolore, ma una figura
capace di accettare la vulnerabilità come parte integrante
dell’amore e della vita.
Qual è il significato del finale di L’attachement – La
tenerezza
Il significato del finale si articola in più livelli tematici.
Abbracciare le famiglie scelte: il film
sottolinea che le famiglie non sono definite solo dal sangue, ma
possono nascere da legami scelti, da connessioni profonde e
autentiche. Sandra trova nella comunità di Alex e David una nuova
forma di appartenenza.
Un inizio aperto: il finale non chiude la
storia ma la lascia spalancata al futuro. Lo spettatore è invitato
a immaginare gli sviluppi dei nuovi legami di Sandra.
Lasciar andare l’armatura emotiva: dopo
anni di isolamento, Sandra smette di resistere e si lascia guidare
dalla vita, accogliendo il rischio della connessione umana.
L’amore oltre il romanticismo: la
pellicola suggerisce che l’amore più autentico può trovarsi anche
fuori dalle relazioni sentimentali, nei rapporti con i bambini e
nella comunità.
Crescita personale: il percorso della
protagonista è quello di una rinascita emotiva. La sua indipendenza
non è solitudine, ma libertà di scegliere i propri legami.
In definitiva, il finale di L’attachement – La
tenerezza è un inno alla vulnerabilità e alla capacità di
reinventare la propria vita attraverso connessioni sincere e non
convenzionali.
La
saga dei Peaky Blinders non è finita. Netflix e BBC hanno annunciato ufficialmente la
produzione di due nuove
serie sequel ambientate nell’universo creato da
Steven Knight,
autore e sceneggiatore della serie originale. Al centro della trama
ci sarà la nuova
generazione dei Shelby, pronta a raccogliere l’eredità di
Tommy e della sua famiglia.
Ciascuna serie sarà composta da sei episodi da 60 minuti e verrà girata ai
Digbeth Loc. Studios di
Birmingham, cuore simbolico della storia dei Peaky
Blinders. La linea temporale riprenderà dagli eventi raccontati nel
film di
Peaky Blinders,
attualmente in post-produzione, espandendo così ulteriormente la
saga.
La
trama del sequel
La
storia si sposterà nella Gran Bretagna del 1953, in un Paese che cerca di
risollevarsi dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale.
Birmingham è una città in fermento, ricostruita con acciaio e
cemento, ma anche terreno fertile per nuove lotte di potere. La
corsa al controllo del gigantesco progetto di ricostruzione urbana
diventa così una competizione brutale, dove opportunità e pericoli
si intrecciano in una dimensione quasi mitica. Ancora una volta, la
famiglia Shelby sarà al centro di questa battaglia.
Produzione e dichiarazioni
Le nuove serie sono prodotte da Kudos (SAS
Rogue Heroes, House of Guinness, Grantchester) e
Garrison Drama,
già dietro le prime sei stagioni e il film di Peaky Blinders. Tra i produttori esecutivi
figurano Cillian Murphy, protagonista e volto
storico della saga, insieme a Karen Wilson e Martin Haines (Kudos),
Jamie Glazebrook
(Garrison Drama), Jo
McClellan (BBC) e i supervisori Mona Qureshi e Toby Bentley per Netflix.
Steven Knight ha commentato con entusiasmo:
«Sono entusiasta di annunciare questo nuovo capitolo. Sarà
ancora radicato a Birmingham e racconterà la storia di una città
che risorge dalle ceneri del Blitz. La nuova generazione dei Shelby
ha preso il volante e sarà un viaggio incredibile».
Anche Netflix e BBC hanno espresso grande fiducia nel progetto,
definendo Peaky Blinders
“uno dei drama più iconici della nostra epoca” e promettendo ai fan
nuove storie epiche, capaci di conquistare vecchi e nuovi
spettatori.
Con questo annuncio, la leggenda dei Peaky Blinders è pronta a tornare, più
viva che mai.
Netflix torna a indagare i grandi casi
criminali per la terza stagione della serie antologica
Monster, dal titolo
Monster: La storia di Ed Gein. Creata da
Ryan
Murphy e Ian
Brennan, la nuova stagione sarà incentrata su
Ed Gein, il
famigerato “Macellaio di Plainfield”, interpretato da
Charlie Hunnam.
“Volevo avvicinarmi il più possibile alla persona che era Ed,
per rendergli giustizia e dare autenticità alla sua storia”,
ha dichiarato l’attore a Tudum. “Sarà un’esplorazione umana, tenera e
risoluta di chi era Ed e di ciò che ha fatto, ma concentrata più
sulla persona che sui suoi crimini”.
Con
l’arrivo di Monster – La storia di Ed Gein su
Netflix, ripercorriamo la storia vera del killer
che sconvolse l’America degli anni Cinquanta.
Chi era Ed Gein?
Ed Gein era un serial killer e ladro di cadaveri americano. Nato a
La Crosse, Wisconsin, nel 1906, era il più giovane dei due figli di
George e Augusta Gein. Crebbe in un ambiente familiare severissimo,
con una madre profondamente religiosa che lo isolava dal mondo
esterno e puniva ogni tentativo di socializzazione.
Dopo la morte del padre nel 1940 e del fratello nel 1944, Gein
rimase solo con la madre, che morì nel 1945 a seguito di due ictus.
La sua scomparsa segna l’inizio della discesa di Ed in un abisso di
ossessioni e follia.
Cosa fece Ed Gein?
Gein rimase a vivere nella fattoria di famiglia, mantenendo intatta
la stanza della madre. Nel 1954 scomparve Mary Hogan, proprietaria
di una taverna frequentata dall’uomo. Tre anni dopo, il 16 novembre
1957, Bernice Worden fu trovata morta nella proprietà di Gein,
appesa senza vita nel capanno.
Le indagini rivelarono orrori indicibili: teschi usati come
ciotole, mobili rivestiti in pelle umana, organi conservati in
barattoli e indumenti cuciti con parti di cadaveri.
Ed Gein era un cannibale?
Nonostante le voci, Gein negò di aver praticato cannibalismo.
Ammetteva di aver dissotterrato oltre quaranta cadaveri e di aver
utilizzato i resti per gratificazione sessuale e per creare
oggetti, ma dichiarò di non aver mai consumato carne umana.
Come fu catturato Ed Gein?
Gein venne arrestato il 16 novembre 1957, dopo la sparizione di
Bernice Worden. Dichiarato inizialmente incapace di affrontare un
processo, fu internato in un ospedale psichiatrico. Nel 1968 fu
riconosciuto colpevole dell’omicidio di Worden, ma giudicato non
sano di mente e internato nuovamente.
Morì nel 1984, a 77 anni, per complicazioni legate a un tumore ai
polmoni. Fu sepolto in una tomba senza nome vicino a Plainfield,
dopo che la lapide originale venne rubata.
Monster – La storia di Ed Gein
La nuova stagione di Monster debutterà su Netflix venerdì
3 ottobre,
riportando in primo piano la storia agghiacciante di Ed Gein, il
criminale che ispirò film come Psycho, Non aprite quella
porta e Il silenzio degli
innocenti.
È
stato rilasciato oggi il trailer ufficiale di Io Sono Rosa Ricci, il nuovo film
diretto da Lyda
Patitucci che sarà presentato in anteprima alla 20ª Edizione della Festa
del Cinema di Roma nella sezione Grand Public. La pellicola, attesissima dal
pubblico, segna il debutto sul grande schermo del personaggio di
Rosa Ricci, interpretata da Maria Esposito, già icona amatissima grazie al
successo della serie Mare
Fuori.
Accanto a lei nel cast figurano Andrea Arcangeli e Raiz, confermando un ensemble di grande
richiamo per una storia che unisce radici televisive a un progetto
cinematografico ambizioso.
Ad
accompagnare le immagini del trailer c’è il brano
“Vàttere”, scritto
e interpretato da Gennaro
“Raiz” Della Volpe e Silvia Uras, con musica di Paolo Baldini DubFiles. Il singolo sarà
presto disponibile sulle principali piattaforme musicali,
arricchendo ulteriormente l’impatto emotivo della campagna di
lancio.
Prodotto da Picomedia con Rai Cinema in collaborazione con
Netflix, e distribuito da
01 Distribution,
Io Sono Rosa Ricci
uscirà nelle sale italiane il 30 ottobre. Il film è stato realizzato con il
sostegno del Fondo per lo
sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del
Ministero della Cultura e con la collaborazione della
Regione Campania –
FCRC, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un
progetto capace di coniugare radicamento territoriale e
potenzialità di pubblico.
Il soggetto e la sceneggiatura portano la firma di
Maurizio Careddu
e Luca
Infascelli, mentre il comparto tecnico vede la
partecipazione di professionisti affermati: Valerio Azzali alla fotografia,
Valeria Sapienza
al montaggio, Carmine
Guarino alla scenografia e Rossella Aprea ai costumi.
Ispirato all’universo narrativo di Mare Fuori — ideato da Cristiana Farina e scritto da Farina e
Careddu — il film si propone di esplorare in chiave cinematografica
le sfide, i dolori e la forza di Rosa Ricci, trasformando un
personaggio televisivo di culto in protagonista di un viaggio
emozionante e universale.
Io Sono Rosa Ricci si
annuncia così come uno degli appuntamenti più attesi del cinema
italiano d’autunno.
Spin-off
dell’amatissimo legal drama “Suits”,
in onda dal 2011 al 2019 per nove stagioni e letteralmente esploso
sulle piattaforme negli ultimi anni – nel 2023 è stata la serie più
vista in streaming negli Stati Uniti, debutta in
esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 3 ottobre SUITS
LA. Ambientata nello stesso mondo dei brillanti avvocati
della serie madre, lo spin-off cambia costa spostando a ovest, da
New York a Los Angeles, il nuovo studio legale al centro del
racconto.
SUITA
LA racconta infatti una storia completamente nuova,
con ambientazione e protagonisti inediti, pur mantenendo il legame
con l’universo originale. Non mancano i camei di personaggi
storici, tra cui Harvey Specter, interpretato ancora una volta da
Gabriel Macht. Questa volta l’azione si sposta sulla West Coast, e
dal diritto societario della serie madre si passa al penale nel
mondo dello spettacolo.
Protagonista è Ted
Black (Stephen
Amell), ex procuratore federale di New York che cerca
di rilanciare la propria carriera come avvocato, rappresentando
alcuni dei clienti più potenti di Los Angeles, dallo sport al
cinema fino alla televisione. Mentre combatte per salvare il suo
nuovo studio, segreti e verità sul suo passato a New York iniziano
a emergere, alimentando tensioni e colpi di scena.
Il cast principale
include Stephen Amell nel ruolo di Ted Black; Lex Scott
Davis nel ruolo di Erica Rollins, socia di Ted nello studio Black &
Associates; Josh McDermitt nei panni di Stuart Lane, avvocato
penalista ed ex socio di Ted che lo tradisce portando via colleghi
e clienti; e Bryan Greenberg nel ruolo di Rick Dodsen.
Creata da Aaron
Korsh per NBC, SUITS LA annovera tra i
produttori esecutivi Victoria Mahoney, Gene Klein, David Bartis,
Doug Liman, Aaron Korsh, Rick Muirragui, Jon Cowan, Genevieve
Sparling e Anton L. Cropper, con John G. Lenic e Ronald D. Chong
come produttori. Le riprese si sono svolte tra Vancouver e Los
Angeles.
SUITS LA
| Dal 3 ottobre in esclusiva su Sky e in streaming solo su
NOW
L’Area
Movie di Lucca Comics & Games, a cura
di QMI, torna per l’edizione 2025
confermandosi uno degli appuntamenti più attesi della
manifestazione dedicato al cinema, alla serialità e
all’entertainment. Quest’anno l’Area Movie raggiunge un traguardo
significativo: 15 anni di attività. Per
celebrare questo importante anniversario proporrà un calendario
ricco e variegato, capace di coinvolgere e soddisfare il pubblico
di ogni età. Oltre alle grandi anteprime di film e serie TV, il
programma sarà arricchito da incontri con ospiti nazionali e
internazionali, talk esclusivi, proiezioni speciali e sorprese per
tutti gli appassionati.
“Quindici anni fa, grazie
all’allora vicedirettore Emanuele Vietina, abbiamo dato vita
all’Area Movie di Lucca Comics & Games. L’idea era quella di creare
un palcoscenico per i film e le serie tv di genere, con la speranza
che completando l’offerta per il pubblico, tutte le aree della
manifestazione ne avrebbero beneficiato. Quando, 15 anni fa,
vedemmo l’accoglienza del pubblico per uno spezzone di un film
Marvel, capimmo che forse l’idea
aveva solide basi…. Questo perché il pubblico di Lucca è unico al
mondo, conosce i contenuti come nessun altro e esprime l’entusiasmo
con un calore unico. Per questo motivo siamo riusciti a costruire
uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale per
l’industria cinematografica e televisiva. Oggi la promozione dei
maggiori contenuti pop passa anche da Lucca, dove l’esperienza non
si limita a proiezioni o incontri con gli artisti: il pubblico
vuole toccare con mano ciò che ama.Per questo Lucca è
così unica: puoi vedere un martello di Thor alto 3 metri, puoi
assistere a una proiezione con Tim
Burton e la parrucca di Wednesday, puoi fare una battaglia con
le spade di Guerre Stellari, puoi marciare con le ancelle di
Handsmaid’s Tale, puoi andare nella taverna di Dungeons & Dragons o
nelle segrete dei castelli de Il Trono di Spade. È un grande
successo per Lucca ma anche per l’Italia, che oltre a Venezia può
vantare un altro grande palcoscenico internazionale. Questo
risultato non sarebbe stato possibile senza l’incredibile lavoro
svolto in questi 15 anni dagli uffici italiani delle major, dei
principali streamer e broadcaster e da tutti i produttori e
distributori italiani. È stato un gioco di
squadra” commenta Giovanni Cova,
presidente e fondatore di QMI.
Netflix ha scelto Lucca Comics & Games per
celebrare l’ultima, attesissima stagione
di Stranger Things, in arrivo su
Netflix dal 27 novembre (Volume 1), dal 26 dicembre (Volume 2) e
dall’1 gennaio (Episodio finale) con una serie di appuntamenti
imperdibili.
L’ultima stagione di
Stranger Things
Quartier generale e cuore pulsante
sarà Piazza San
Michele con il padiglione e lo store
esclusivo dedicati a Stranger Things (dove sarà
disponibile la Collezione Esclusiva Stranger Things Lucca 2025), in
cui i fan potranno letteralmente immergersi nelle iconiche
atmosfere della serie. Il 31 ottobre ai
festeggiamenti si uniranno anche Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb
McLaughlin, Noah
Schnapp insieme ai creatori della
serie: Matt e Ross Duffer che incontreranno i
fan e con loro ripercorreranno le grandi emozioni che Stranger
Things è stata capace di trasmettere ad intere generazioni.
Per tutta la durata della
manifestazione, Netflix ha in serbo tante altre novità per i fan.
Dai festeggiamenti per il 10° anniversario di Netflix
in Italia, con un evento speciale condotto da
Karim Musa (Yotobi) e Stefano Rapone, ad
una piccola sorpresa targata Zerocalcare,
passando per il fan screening in anteprima
di FRANKENSTEIN, l’attesissimo film
del regista premio Oscar Guillermo del Toro (in arrivo in cinema
selezionati dal 22 ottobre e dal 7 novembre su Netflix), con
Oscar Isaac e Jacob Elordi protagonisti.
Dracula. L’amore
perduto al Lucca Comics & Games
Lucky Red sarà
tra i protagonisti dell’Area Movie 2025 con tre appuntamenti di
grande rilievo. Per gli amanti del brivido, nel giorno di apertura
della manifestazione porterà a Lucca Dracula.
L’amore perduto, il nuovo film di Luc
Besson. Il regista, protagonista di una masterclass
dedicata al suo cinema, presenterà il film al pubblico insieme a
una delle protagoniste, Matilda De Angelis. Imperdibile
per gli appassionati di animazione sarà l’anteprima
di Angel’s
Egg di Mamoru Oshii,
grande classico dell’animazione giapponese del 1985, che arriva per
la prima volta nei cinema italiani grazie a Lucky Red. Un’opera
visionaria che sarà presentata a Lucca alla presenza
dell’illustratore Yoshitaka Amano, che torna
a Lucca dopo l’omaggio a lui dedicato durante l’ultima edizione. Il
pubblico di Lucca potrà inoltre ammirare sul grande
schermo No Other Choice, ultimo
capolavoro del maestro Park Chan-wook, applaudito all’ultima Mostra
di Venezia e prossimamente in sala con Lucky Red.
Anche quest’anno The Walt
Disney Company Italia torna a Lucca con numerosi
titoli e attività tra cui due nuovi anime. Si parte mercoledì 29 ottobre presso il Cinema Astra
con Disney Twisted-Wonderland: La serie
animata. Oltre alla proiezione del primo episodio,
che debutterà lo stesso giorno su D+, il pubblico potrà vedere in
anteprima anche il secondo episodio previsto sulla piattaforma il 5
novembre.
A 40 anni dall’esordio del celebre
manga, Cat’s Eye – Occhi di
Gatto torna con una nuovissima serie animata.
Giovedì 30 ottobre presso il Cinema Centrale si terrà
infatti una speciale proiezione della nuova serie
animata Disney Cat’s Eye – Occhi di Gatto. A rendere
ancora più emozionante l’attesa, è stato annunciato che Ado sarà
l’artista che interpreterà la sigla. E ancora, in occasione del 20°
anniversario del film Star
Wars, Disney omaggerà i fan di Lucca Comics & Games con la
speciale proiezione di Star Wars – Episodio III –
La vendetta dei Sith prevista per domenica 2
novembre presso il Cinema Astra.
Per l’intera durata della manifestazione, inoltre, nel sotterraneo
del Baluardo San Paolino sarà possibile vivere un’experience a
tema Predator: Badlands, il nuovo
film 20th Century Studios che arriverà nelle sale italiane il 6
novembre 2025. All’interno della manifestazione non mancheranno
sorprese e photo opportunity con i personaggi più amati del mondo
Disney.
La piazza di Prime Video
Anche quest’anno Prime Videosarà tra i
protagonisti di Lucca Comics & Games 2025 con eventi dedicati ai
due attesissimi titoli in arrivo a ottobre: la prima stagione
di The Traitors Italia, versione
italiana del reality show psicologico premiato ai BAFTA e agli Emmy
e in uscita dal 30 ottobre, e la seconda stagione
di Hazbin Hotel, la dark comedy
animata dal successo inarrestabile che debutta il 29 ottobre.
Il 30 ottobre, al Cinema Astra,
Prime Video porterà a Lucca il ricco cast di The Traitors
Italia e la conduttrice Alessia
Marcuzzi che incontreranno il pubblico dopo la
proiezione del primo episodio. Per tutta la durata del festival, la
suspence e gli intrighi di The Traitors Italia
prendono vita nei sotterranei di San Colombano che diventano un
portale d’accesso all’immaginario della serie: un percorso
scenografico aperto al pubblico che immerge i visitatori nelle
ambientazioni e nei misteri del racconto, una vera e propria
esperienza multisensoriale che ricrea le atmosfere misteriose e
gotiche dello show. Ad arricchire il percorso anche un’area
dedicata al gaming dove il pubblico potrà giocare e interpretare un
leale o un traditore e provare a smascherare l’avversario.
Il 1° novembre torneranno a Lucca
gli amatissimi protagonisti
dell’Hellaverse con un panel speciale
dedicato alle serie. All’incontro parteciperanno alcune delle voci
italiane più amate del doppiaggio. A seguire, in serata, la
proiezione dei primi due episodi della seconda stagione
di Hazbin Hotel.
IT: Welcome To
Derry
Sky
e NOW portano a
Lucca IT: Welcome To Derry, la
nuova serie che espande il mondo dei blockbuster di Andy Muschietti
e aggiorna il mito dell’iconico (e altrettanto terrificante) clown
danzante, Pennywise, su Sky e in streaming NOW in esclusiva per
l’Italia dal 27 ottobre. Lo fanno con la proiezione, il 30 e il 31
ottobre e l’1 novembre,
di IT e IT
Capitolo due, nonché, l’ultima sera, del primo
episodio dell’attesissima serie HBO e di un’anteprima mondiale del
secondo. Per tutta la durata del Lucca Comics & Games, alle porte
della città in Piazzale Verdi stazionerà il Derry Bus, per una
experience immersiva terrificante che sarà anche una
photo-opportunity assolutamente “da paura”, e che da Lucca
trasporterà i visitatori nella misteriosa cittadina teatro delle
agghiaccianti sparizioni della serie.
Lo spazio di
Crunchyroll
A Lucca Comics & Games di
quest’anno, Crunchyroll allestirà un nuovo
padiglione immersivo dedicato agli anime più amati, con
installazioni interattive, attivazioni esclusive e gadget in
edizione limitata. Oltre al panel ufficiale con annunci, novità e
ospiti speciali come lo sceneggiatore della serie
Gachiakuta Hiroshi Seko e la doppiatrice originale di Re:Zero −
Starting Life in Another World Rie Takahashi, sono
previste proiezioni esclusive sul grande schermo di episodi in
anteprima e titoli cult. In collaborazione con Star Comics, saranno
presenti due ospiti d’eccezione: Kei Urana,
autrice del manga di successo Gachiakuta,
e Hideyoshi Andou, artista e designer della
serie, che incontreranno i fan italiani con sessioni di autografi
ed eventi dedicati.
Lo Strano e Meraviglioso
mondo di Gumball arriva a Lucca con
un’attivazione targata Cartoon
Network (canale 607 di Sky) che porterà i fan
direttamente dentro l’amatissima casa dei Watterson. Ispirata al
caos giocoso della serie – il cui prossimo debutto tv è fissato al
6 ottobre – questa escape room trasforma il mondo di Gumball in una
sfida a tempo, dove curiosità e lavoro di squadra diventano gli
ingredienti fondamentali. A rendere l’appuntamento ancora più
speciale sarà la presenza di Ben Bocquelet,
creatore della serie comedy che ha fatto la storia e che è ad oggi
lo show di Cartoon Network più visto a livello globale, che
incontrerà il pubblico dell’evento venerdì 31 e sabato 1.
Dopo il successo della scorsa
edizione, torna nel programma dell’area Movie la sezione tematica
de “Le Notti Horror di Lucca Comics & Games”, un
ricco palinsesto dedicato agli amanti della tensione e del brivido
di qualità, tra cui Dracula. L’amore
perduto di Luc Besson e le proiezioni dei due
capitoli di IT e
di IT: Welcome to Derry, oltre ad
attese anteprime e proiezioni speciali di grandi classici del
genere.
Il nuovo film di Johannes Roberts,
Ben – Rabbia animale, sarà
presentato in anteprima nazionale a Lucca Comics & Games.
Con Ben – Rabbia Animale, Johannes Roberts firma un
horror inquietante che trascinerà lo spettatore in un crescendo di
tensione, dove l’orrore diventerà sempre più reale e la
sopravvivenza sarà l’unica via d’uscita. Ben – Rabbia
Animale è una produzione Paramount Pictures, in
collaborazione con Domain Entertainment e 18Hz Production, prodotto
da Walter Hamada, John Hodges e Bradley Pilz, scritto da Johannes
Roberts & Ernest Riera. Il film sarà distribuito in Italia
da Eagle Pictures.
La notte horror di Lucca con
The Ugly Stepsister
Per Halloween, le Notti Horror di
Lucca Comics & Games presentano The Ugly
Stepsister di Emilie Blichfeldt, rilettura
horror della fiaba di Cenerentola. Protagonista non è la dolce
eroina, ma la sorellastra pronta a tutto pur di conquistare il
principe e battere la rivale. Dopo The Substance, un
nuovo body horror ironico e provocatorio sull’ossessione per la
bellezza e il corpo femminile, in sala dal 30 ottobre
con I Wonder Pictures.
Per le Notti Horror, tre gli
appuntamenti targati Minerva Pictures,
con la proiezione
evento di Essi
Vivono (1988) di John
Carpenter,restaurato in 4K, che tornerà al cinema
nel 2026 come parte della line-up di Filmclub Distribuzione,
Minerva Pictures e Rarovideo Channel. Inoltre due proiezioni con
Digital United Studios: The Addiction: Vampiri a
New York (1995) di Abel Ferrara, presentato per
il 30° anniversario, e Monster on a
Plane (2024) di Ezra Tsegaye, prossimamente
disponibili su Scream Hub, nuovo canale SVOD dedicato all’horror
dal 22 ottobre su Prime Video.
Minerva
Pictures sarà inoltre
presente Il 31 ottobre con
l’anteprima assoluta di Ne Zha – L’ascesa del
guerriero di fuocofenomeno globale d’animazione
che ha superato Inside Out 2 al box office mondiale ed è entrato
nella top 5 dei film più visti di sempre, in arrivo nelle sale
italiane con Filmclub Distribuzione dal 6 novembre.
I Love Luca Comics and Games
I LOVE LUCCA COMICS &
GAMES, il film-documentario nato da un’idea di Andrea
Romeo e Manlio Castagna, anche alla regia, arriverà nelle sale il
10, 11 e 12 novembre. Prodotto da All At Once in collaborazione con
Lucca Crea, il film è distribuito da I Wonder
Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm
Collection. La pellicola, che racconta le storie della community
che ogni anno popola la manifestazione, sarà presentata in
anteprima alla prossima Festa del Cinema di Roma. Un’opera
capace di restituire, come solo la forza del cinema può fare,
l’immagine prismatica di una realtà unica nel panorama culturale
internazionale attraverso le voci di autori, editori e ospiti
prestigiosi e l’incontro con alcuni dei visitatori che ogni anno
vivono Lucca come una seconda casa. Ad accompagnare i titoli di
coda del film, il brano inedito “Lucca Around”, scritto da Frankie
hi-nrg mc e interpretato eccezionalmente da Lillo Petrolo.
I Wonder Pictures
sarà inoltre presente a Lucca Comics & Games con l’anteprima
di Arco, straordinaria animazione
dal forte respiro futurista ed ecologista diretta da Ugo Bienvenu e
vincitrice come miglior film ad Annecy. Protagonista è Arco,
misterioso ragazzo caduto dal cielo proveniente da un futuro
idilliaco che cerca di tornare a casa. Un’opera di straordinaria
bellezza e tematiche contemporanee, prossimamente in sala.
Toei Animation Europe sarà presente
con le serie One Piece, PreCure, Digimone la
nuovissima GIRLS BAND CRY. Debutteranno in
proiezione speciale i primi due episodi di Digimon
BEATBREAKcon ospite il produttore
Nobuharu Takada, per la prima volta alla manifestazione,
e Digimon saranno protagonisti di un’attivazione
in piazza San Michele. Per il terzo anno, premiére per tutto il
mondo occidentale del film dedicato
alle PreCure: questa volta toccherà
a You and Idol
PreCure♪ The Movie: For You! Our
Kirakilala Concert!alla presenza
della produttrice Yoko Funakoshi. Le
PreCure saranno protagoniste per la prima volta di un’attivazione
all’area KIDS con la mascottePetitCureMofurun!
Il Baluardo Santa Maria sarà ancora
casa del padiglione One Piece, assieme a una
avvincente caccia al tesoro con cui sfidare i propri fan nella
conoscenza del brand. Gran finale con la premiere
di GIRLS BAND CRY, con scene inedite
e le canzoni delle TOGENASHI
TOGEARI protagoniste del film.
Dynit è orgogliosa
di annunciare un attesissimo ospite: Yasuhiro
Irie, il regista dell’anime Fullmetal
Alchemist Brotherhood, sarà a Lucca Comics & Games
dal 30 ottobre al 1° novembre, per presentare una speciale edizione
dell’anime che quest’anno festeggia il 15° Anniversario e che, in
collaborazione con Adler Entertainment, arriverà al cinema in
Italia dal 17 Novembre (in lingua originale con sottotitoli in
italiano) e il 18 e 19 Novembre doppiato in italiano. Una speciale
anteprima verrà presentata venerdì 31 ottobre al Teatro san
Girolamo. L’ospite sarà inoltre disponibile per firmacopie e meet &
greet al padiglione Dynit a porta Sant’Anna, oltre a due incontri
con il pubblico.
Il fiuto di Sherlock
Holmes, lo storico anime nato nell’aprile 1981 da una
co-produzione tra la RAI e la Tokyo Movie Shinsha a cui collaborò
anche il premio Oscar Hayao Miyazaki, torna in una nuova veste
completamente restaurata in audio e video grazie al Centro di
Produzione RAI di Roma e alle Teche RAI. La serie sarà presentata
in anteprima assoluta a Lucca Comics & Games 2025 e pubblicata in
esclusiva su RaiPlay a dicembre.
Anche Wonderland a Lucca
Rai4 torna a
Lucca con Speciale Wonderland: Viva Topolin!
Storie parallele tra fumetto e Tv, una produzione Rai
Cultura per la regia di Enrico Platania: da Lascia o
raddoppia? a Vincenzo Paperica, mezzo secolo di interazioni
tra i programmi Rai e il fumetto Disney italiano. La prima parte di
questa serie speciale sarà presentata in anteprima venerdì 31
ottobre presso l’Auditorium San Girolamo, seguita da un talk con
ospiti.
Mediaset Infinity
sarà presente alla prossima edizione di Lucca Comics & Games con
una serie di eventi speciali e contenuti esclusivi. Si parte con
l’anteprima del restauro de L’Allenatore nel
Pallone, il film cult con Lino Banfi, che verrà
presentato da ospiti d’eccezione. In questa occasione verrà inoltre
svelato il gioco da tavolo ispirato al film, ideato da Andrea
Angiolino, sviluppato da Ravensburger e realizzato in
collaborazione con la Direzione Brand Extension Mediaset. Si
prosegue poi con due appuntamenti targati “Animazione Made in
Japan”, la sezione gratuita di Mediaset Infinity che ripropone i
grandi classici anni ’80-’90. I mitici Holly e
Benji e la
dolce Pollonsaranno protagonisti di
due incontri pieni di curiosità seguiti dalle proiezioni speciali
degli episodi dei due anime.
Per gli appassionati di cinema
fantastico, sabato 1 novembre Lucca Comics & Games ospiterà
Orfeo, il sorprendente esordio nel
lungometraggio di Virgilio Villoresi: un’opera in tecnica mista
che, dopo aver conquistato la Mostra del Cinema di Venezia 2025,
arriverà presto nelle sale con Double Line. Tratto
dal Poema a fumetti di Dino Buzzati, il film
intreccia animazione artigianale, cinema sperimentale e raffinate
tecniche ottiche per dare vita a un viaggio visionario nell’aldilà,
popolato da creature straordinarie e da un amore assoluto che sfida
il mistero. A presentare il film in sala, il produttore Giulio
Sangiorgio.
Il finale di Hotel Costiera ruota intorno al tentativo
disperato di Daniel di salvare Alice dalle mani di Laurent. Ma come
si è arrivati a questa situazione? Il proprietario dell’hotel era
Augusto, padre di due figlie, Adele e Alice. Daniel, ex marine
italoamericano, lavorava come “fixer” per Augusto e si era
innamorato di Alice, vivendo con lei una relazione intensa ma
breve. Un mese dopo, Alice sparì misteriosamente, spingendo Daniel
a indagare personalmente.
Tra missioni secondarie affidategli
da ospiti dell’hotel e incontri con estranei a Positano, Daniel
riuscì a rintracciare Bruno, l’ultima persona ad aver visto Alice.
Dopo averlo costretto a parlare, Daniel scoprì che il responsabile
del rapimento era un francese di nome Laurent. Con l’aiuto del suo
team — Genny, Bigne e Tancredi — Daniel seguì le tracce fino a un
castello, dove trovò Alice e il suo rapitore.
Laurent, come ogni villain
stereotipato, non esitò a spiegare le proprie motivazioni: in
realtà voleva rapire Adele, ma i suoi uomini avevano preso Alice
per errore. Il vero obiettivo era il prezioso collier di Augusto,
che Laurent desiderava fin da bambino, quando il padre di Augusto
gli impedì di vederlo perché non appartenente alla classe alta. Da
quel momento, Laurent aveva giurato di impossessarsene, anche
usando una delle figlie come merce di scambio.
Un furto “etico”
Al castello, Daniel e i suoi amici
non riuscirono a liberare Alice, troppo inferiori in numero e in
armi. Disperato, Daniel accettò l’accordo con Laurent: avrebbe
rubato il collier per salvarla. Tornato all’hotel con i compagni,
Daniel spiegò tutto ad Adele, la sola che poteva aiutarlo. Il
problema era che il collier stava per essere battuto all’asta,
quindi serviva un piano accurato.
L’idea iniziale era sostituire il
collier vero con un falso realizzato dagli uomini di Laurent.
Augusto, però, ascoltò il piano e tentò di fermarlo, preoccupato
per la sua reputazione con gli acquirenti e l’élite internazionale.
Daniel allora escogitò un’alternativa: partecipare all’asta come
acquirente, vincerla e consegnare ufficialmente il collier a
Laurent.
Il problema più grande era il
denaro. Augusto possedeva circa 15 milioni di euro, ma il collier
valeva almeno 13 milioni e, trattandosi di un’asta, il prezzo era
destinato a salire. L’unica soluzione era coinvolgere Sheryl, una
vecchia conoscenza facoltosa di Daniel. L’asta infatti superò i 15
milioni e Sheryl riuscì a chiudere con un’offerta di 25 milioni,
permettendo al gruppo di ottenere il collier.
Ma l’acquisto non bastava: Daniel
aveva solo tre ore per consegnare il gioiello a Laurent, altrimenti
Alice sarebbe stata uccisa.
Il colpo di scena di
Genny
All’interno della banda di Laurent,
non tutti erano d’accordo con i suoi metodi. Sabine, la sua unica
complice donna, decise di abbandonarlo quando capì che intendeva
uccidere Alice: era una ladra, non un’assassina. Laurent rimase
quindi con il figlio Bastien e l’uomo di fiducia Le Bris. Insieme
si diressero verso lo yacht dove tenevano Alice prigioniera.
Durante il viaggio, Bruno tentò un
ultimo colpo di mano per impossessarsi del collier, ma Bigne lo
fermò con la sua mira precisa. Daniel riuscì quindi a recarsi sullo
yacht con lo speedboat. Lì, però, Laurent cominciò ad accumulare
pretese: voleva verificare l’autenticità del collier, pretendeva
che Daniel glielo consegnasse prima di liberare Alice e rifiutò
perfino una proposta di scambio diretto.
Frustrato, Daniel gettò il collier
in mare. Laurent ordinò a Bastien di recuperarlo, mentre Daniel e
Alice riuscivano a sconfiggere Le Bris e a fuggire. Bastien riportò
il collier al padre, ma quando Laurent lo esaminò scoprì che era un
falso.
La spiegazione arrivò subito: Genny
aveva seguito Daniel sott’acqua e, mentre Bastien recuperava il
collier, lo sostituì con la copia. Così, mentre Laurent rimaneva
con il falso, Genny portò quello vero a Daniel sullo speedboat.
Tradito e ormai braccato dalla polizia, Laurent fuggì via lasciando
indietro il figlio, considerato solo un peso.
Attese per la stagione 2
Il finale vede Alice finalmente
riunita con la sorella Adele e con il padre Augusto. Daniel
rassicurò Sheryl: Augusto avrebbe trovato un acquirente per il
collier e lei avrebbe riavuto indietro i suoi soldi. Nel frattempo,
mentre il gruppo festeggiava la riuscita dell’impresa, Augusto
parlava con una figura misteriosa: il padre di Daniel.
Questa rivelazione apre a nuovi
sviluppi: Augusto, tradito da Daniel, non sembra più interessato al
collier, ma punta a vendicarsi. È probabile che userà il legame tra
Daniel e suo padre come leva, magari con la complicità di Laurent,
che potrebbe offrire a Daniel la possibilità di una riunione
familiare in cambio di un nuovo incarico criminale, ancora più
complesso del furto del collier.
Il rischio è che, come accaduto in
passato, Laurent finisca per tradire Daniel, invertendo i ruoli e
facendogli provare cosa significa essere ingannati. Bastien,
abbandonato dal padre, potrebbe invece allearsi con Daniel per
vendicarsi.
Ph Virginia Bettoj
Inoltre, restano in sospeso diverse
sottotrame sentimentali: i rapporti tra Daniel e Alice, i legami
con Adele, il futuro di Genny e persino un possibile coinvolgimento
di Bastien. Tutti elementi che una seconda stagione potrebbe
approfondire.
Al momento, Prime Video non ha annunciato il
rinnovo della serie. Hotel Costiera non è stata accolta
come un prodotto eccezionale, ma la sua atmosfera che ricorda
Burn Notice e la possibilità di contenere i costi
potrebbero permettere un seguito. Se la prima stagione otterrà un
successo moderato, gli showrunner potrebbero sviluppare nuove
avventure per Daniel e una rivalità crescente con Laurent.
Spiegazione del finale di Hotel
Costiera
Il finale di Hotel Costiera
chiude il cerchio della prima stagione con un mix di azione, colpi
di scena e dinamiche familiari irrisolte. La liberazione di Alice e
l’inganno ordito da Daniel e Genny contro Laurent offrono una
soddisfazione immediata, ma le ultime rivelazioni gettano le basi
per conflitti più personali e intricati.
Con il collier ancora in ballo,
Augusto in cerca di vendetta e il padre di Daniel pronto a entrare
in scena, la storia ha ancora molto da raccontare. Una seconda
stagione potrebbe esplorare temi più profondi di lealtà, tradimento
e famiglia, proseguendo le avventure di Daniel in un contesto
sempre più pericoloso.
Hotel Costiera è una nuova serie esclusiva di
Prime Video. La serie vede come protagonista
Jesse Williams, noto per il suo iconico ruolo del
Dr. Jackson Avery in Grey’s Anatomy, nei panni di un ex
marine diventato faccendiere di nome Daniel De Luca.
Daniel torna in Italia, sulla
Costiera Amalfitana, dove lavora e risiede in un lussuoso hotel,
diventando il braccio destro di un ricco proprietario di un resort.
Daniel risolve vari problemi che si presentano nei 6 episodi della
serie, tra cui la ricerca di un cane scomparso e, infine, la
ricerca della figlia scomparsa del proprietario del resort.
Tutti gli episodi della prima
stagione di Hotel Costiera, che ha debuttato il 24
settembre 2025, sono ora disponibili in streaming su Prime Video.
La serie è un action drama leggero con elementi di mistero e
commedia. Oltre all’interpretazione principale di Williams, ci sono
Jordan Alexandra (Il problema dei tre
corpi), Sam Haygarth (Masters of
the Air) e altri.
Perché guardare Hotel
Costiera
Hotel Costiera è
una serie fantastica da guardare se cerchi qualcosa di panoramico,
arioso e semplice. La location è il punto di forza della serie,
dato che è stata girata lungo la splendidaCostiera Amalfitana.
La trama di Hotel Costiera non è
poco seria, ma può risultare piuttosto sciocca. Ci sono molte scene
d’azione, ma non ti fanno mai sentire sopraffatto o caricato di
adrenalina. L’intera serie è piuttosto leggera, ma Williams è
abbastanza affascinante da tenere incollato lo spettatore. In
effetti, Hotel Costiera è pieno di attori e
attrici bellissimi, il che potrebbe compensare le sue
interpretazioni spesso da soap opera e il ritmo incalzante.
Si potrebbe dire che Hotel Costiera
sia una versione molto annacquata dei gialli moderni ambientati in
ambientazioni tropicali/lussuose come i film di Rian
Johnson “Cena con delitto” e “The White Lotus” della HBO. Non c’è
nulla di innovativo in Hotel Costiera, ma è moderatamente
divertente, a tratti divertente e pieno di intrighi romantici.
Perché non guardare Hotel
Costiera
La storia è probabilmente la parte
meno accattivante di Hotel Costiera. Assomiglia
molto alla serie Peacock di Rian Johnson, Poker
Face, in cui il protagonista risolve un nuovo mistero a
episodio, mentre sullo sfondo aleggia un problema che dura tutta la
stagione. Detto questo, manca dell’incisività e dello stile di
Poker Face. Al confronto, è piuttosto insipido.
Il dramma in gioco in Hotel
Costiera non è poi così avvincente. La serie non richiede
mai veramente la vostra attenzione al di là delle sue qualità
estetiche. I personaggi sono per lo più piatti e monodimensionali.
La tensione è appena percepibile e la posta in gioco non è mai
abbastanza alta. Tutto è semplicemente perfetto, eccessivamente
rifinito e un po’ spento, in gran parte a causa delle scelte di
ripresa elementari e della sceneggiatura tiepida.
Gen V – Stagione 2 ha gradualmente mostrato il
potenziale dei poteri di Marie Moreau, ma
l’episodio 5 “The Kids Are Not Alright”
segna una svolta decisiva: Marie ottiene un potenziamento che
potrebbe cambiare le sorti non solo della serie, ma anche di
The
Boys – Stagione 5. La trama porta i protagonisti
a Elmira, dove cercano di liberare Cate, ma finiscono nuovamente
prigionieri. Cipher sfrutta la situazione per spingere Marie e i
suoi amici oltre i propri limiti, arrivando a coinvolgere anche la
sorella di Marie, Annabeth.
Questa tanto attesa reunion, però,
assume presto tinte drammatiche. Annabeth viene ferita gravemente,
e ciò scatena un’evoluzione inaspettata dei poteri di Marie, che si
rivelano molto più vasti di quanto immaginato finora.
Marie Moreau può
guarire le persone con il suo potere
Durante il tentativo di fuga da
Elmira, Marie trova il corpo della sorella in fin di vita,
sanguinante a terra. Convinta di averla persa per sempre, in preda
alla disperazione scopre un nuovo aspetto delle sue abilità: riesce
a manipolare il sangue di Annabeth al punto da rianimarla.
Questa capacità la pone tra
i Supes più potenti mai visti nell’universo di The
Boys. Tuttavia, la scena mostra anche i rischi:
mentre Marie guarisce la sorella, le persone intorno a lei provano
dolore e soffrono di epistassi. Non è ancora chiaro come funzioni
il processo, né se Marie potrà imparare a controllarlo, ma resta il
fatto che il prezzo da pagare sembra elevato.
Il potere di guarigione non è solo
un’evoluzione narrativa, ma anche un’arma potenzialmente decisiva
per gli eventi futuri. È molto probabile che questa nuova abilità
giochi un ruolo centrale sia in Gen
V sia in The Boys, dove potrebbe addirittura
influire sul destino di Homelander.
Un potere che potrebbe
essere la chiave per sconfiggere Homelander
La possibilità che Marie non si
limiti a guarire ferite, ma arrivi a manipolare il sangue a livello
cellulare, apre scenari straordinari. Potrebbe curare malattie come
il cancro o, ancora più rivoluzionario, rimuovere il
Compound V dal corpo dei Supes.
Se davvero potesse eliminare la
sostanza che dona i poteri, Marie diverrebbe una minaccia
diretta per l’intero sistema di supremazia dei Supes, Homelander
compreso. Un Homelander privato dei poteri e reso un
semplice essere umano subirebbe una punizione peggiore della morte,
soprattutto considerando le sue ossessioni riguardo
all’invecchiamento, già evidenti nella quarta stagione di The
Boys.
Al tempo stesso, la capacità di
purificare il sangue potrebbe aiutare Supes come Sam, la cui vita è
stata devastata da poteri incontrollabili. Ma un potere simile
attirerebbe anche l’odio e la persecuzione di chi difende
l’ideologia della superiorità dei Supes.
Persino senza arrivare a tanto, la
possibilità di riportare in vita compagni caduti o di mantenerli in
forze durante le battaglie può ribaltare gli scontri. Nel conflitto
finale contro Homelander, Marie potrebbe garantire la resistenza
necessaria per non soccombere ai suoi colpi mortali. Non a caso
Cipher e Sister Sage osservano che Homelander non approverebbe
affatto il lavoro che stanno facendo con lei.
L’interesse di Cipher e la teoria
del “burnt man”
L’episodio 5 suggerisce anche
il vero obiettivo di Cipher. Da tempo il nuovo
preside di Godolkin custodisce un uomo sfigurato in una camera
iperbarica, e una teoria diffusa tra i fan sostiene che si tratti
proprio di Thomas Godolkin.
Cipher potrebbe voler usare i poteri
di Marie per guarire quest’uomo, mantenendolo in vita o addirittura
restituendogli un corpo funzionante. Questo richiederebbe a Marie
un livello di controllo ancora più alto sulle sue abilità,
spingendola oltre i limiti già raggiunti con Annabeth.
Se la teoria fosse corretta e il
misterioso uomo fosse davvero Godolkin, la sua resurrezione avrebbe
ripercussioni anche su The Boys. Potrebbe inserirsi come
nuovo antagonista o complicare ulteriormente i piani di Homelander.
In ogni caso, l’addestramento di Marie e l’evoluzione dei suoi
poteri sembrano intrecciati con la direzione che prenderà anche la
serie madre.
Le implicazioni per Gen V
stagione 2 e The Boys stagione 5
L’introduzione del potere di
guarigione segna una svolta narrativa e tematica. Da un lato, Marie
si conferma protagonista assoluta dello spin-off, incarnando non
solo la speranza di un futuro diverso per i Supes, ma anche la
possibilità di rompere gli schemi consolidati. Dall’altro,
l’abilità apre un ventaglio di possibilità per The Boys:
la battaglia contro Homelander potrebbe non limitarsi più alla
forza bruta, ma passare attraverso il controllo della fonte stessa
dei poteri.
Inoltre, il legame emotivo con
Annabeth fornisce a Marie una motivazione personale fortissima,
trasformando il dolore in determinazione. Ma al tempo stesso la
rende vulnerabile, esposta alle manipolazioni di Cipher e degli
altri che vogliono sfruttare la sua abilità.
Marie come punto di svolta
nell’universo di The Boys
La rivelazione del quinto episodio
di Gen V segna un momento cruciale non solo per lo
spin-off, ma per l’intera mitologia costruita da Prime Video. Marie Moreau, da
giovane Supe ancora incerta sulle proprie capacità, si trasforma in
un personaggio cardine, potenzialmente decisivo per la fine di
Homelander e del dominio dei Supes.
La sua capacità di guarire, se
perfezionata, potrebbe ribaltare gli equilibri di potere. Ma il
prezzo – fisico, psicologico e politico – rischia di essere
altissimo. Con Cipher e i misteri legati al “burnt man” ancora
irrisolti, e con lo spettro di Homelander che incombe, è chiaro che
Marie rappresenta la chiave narrativa verso il futuro di entrambe
le serie.
Gen V – Stagione 2 non solo amplia i confini
dell’universo di The Boys, ma prepara il terreno per una
resa dei conti finale che potrebbe cambiare per sempre la storia
dei Supes.
Amazon starebbe valutando Jacob Elordi come possibile candidato per il
ruolo del prossimo James
Bond, anche se al momento non è stata inviata
alcun’offerta formale e la decisione finale sul casting non è
ancora stata presa. Secondo fonti interne, Elordi dovrebbe infatti
sottoporsi a un screen test nel corso del 2026, comprendente prove
in abito elegante e sequenze d’azione.
Il
regista Denis Villeneuve dovrebbe avere voce in
capitolo nella scelta dell’attore, e finora non ci sarebbero
indicazioni di un suo eventuale rifiuto rispetto alla candidatura
di Elordi. La decisione definitiva sul nuovo 007 è però prevista
per la metà del 2026,
quando il regista si sarà liberato dagli impegni su Dune –
Parte Tre. Amazon, al momento, non ha rilasciato commenti
ufficiali sulla questione.
Jacob
Elordi potrebbe essere il prossimo James
Bond?
La
scelta di Elordi appare in controtendenza rispetto a quanto
riportato di recente da Deadline, secondo cui il
prossimo James Bond dovrebbe essere un attore britannico ancora
poco conosciuto. Elordi, 28 anni, è australiano e ha guadagnato
visibilità internazionale grazie a serie e film come Euphoria, Priscilla, Saltburn e il prossimo Frankenstein.
Lo
sviluppo del nuovo film di 007, il ventiseiesimo della saga, è
affidato allo sceneggiatore Steven Knight, noto
per progetti come Peaky Blinders e La promessa dell’assassino. Knight starebbe
puntando a un approccio più fedele ai romanzi originali di
Ian Fleming, includendo un possibile “origin Bond”
con riferimento alla carriera nella Royal Navy, al reclutamento in
MI6 e all’ottenimento dello status “00”. Il film potrebbe inoltre
essere ambientato negli anni ’50 o ’60.
Il
casting del nuovo Bond, ad ogni modo, non inizierà formalmente fino
al completamento delle riprese di Dune –
Parte Tre da parte di Villeneuve. La produzione di Bond 26
è poi attesa per il 2027, con una release prevista nel 2028,
presumibilmente nel consueto periodo di novembre, tradizionalmente
scelto per i debutti cinematografici della saga.
Paramount+ ha svelato due importanti
novità legate all’universo seriale firmato da Taylor Sheridan, autore candidato
all’Oscar e ormai tra i nomi più influenti della televisione
contemporanea. La piattaforma ha infatti confermato il ritorno di
Lioness con una
terza stagione
e ha rilasciato il trailer ufficiale della
seconda stagione di Landman,
in arrivo in esclusiva streaming il prossimo 16 novembre 2025.
Lioness rinnovata per una terza stagione
Dopo il successo delle prime due stagioni, Lioness continuerà a raccontare le
avventure del programma segreto della CIA. Creata da Taylor
Sheridan e interpretata dalle vincitrici dell’Oscar®
Zoe
Saldaña e Nicole Kidman – entrambe anche
produttrici esecutive – la serie ha saputo conquistare pubblico e
critica grazie alla combinazione di tensione, azione e riflessione
sui sacrifici personali richiesti dalla lotta al terrorismo.
La seconda stagione ha visto la partecipazione di un cast di alto
profilo, tra cui Morgan Freeman, Michael Kelly e Laysla De Oliveira, ed è valsa a
Nicole Kidman una candidatura ai Critics Choice Awards 2024 come
Miglior Attrice Non Protagonista in una Serie Drammatica. La terza
stagione promette di approfondire ulteriormente le dinamiche
interne al team Lioness e il peso psicologico delle missioni sotto
copertura.
Landman 2: trailer e data d’uscita
Insieme all’annuncio su Lioness, Paramount+ ha diffuso il trailer ufficiale
della seconda stagione di Landman, la serie ambientata nelle città in
espansione del Texas occidentale. Co-creata da Sheridan e Christian
Wallace, Landman
racconta il lato oscuro del boom petrolifero, tra operai,
miliardari improvvisati e giochi di potere che ridefiniscono
equilibri economici e geopolitici.
Il nuovo capitolo vedrà nuovamente protagonista Billy Bob Thornton, affiancato da
un cast di altissimo livello che comprende Demi
Moore, Andy
Garcia, Sam
Elliott e Ali
Larter. La trama della seconda stagione promette tensione
crescente, segreti pronti a emergere e un punto di rottura sempre
più vicino per il personaggio di Tommy Norris (Thornton).
Prodotta da Paramount
Television Studios, 101 Studios e Bosque Ranch
Productions, Landman tornerà il 16 novembre 2025, disponibile in esclusiva su
Paramount+ a livello globale.
Con questi annunci, Paramount+ conferma ancora una volta il suo
impegno a consolidare l’universo narrativo costruito da Taylor
Sheridan, già responsabile di successi come Yellowstone e i suoi spin-off.