WandaVision
è uno delle prossime miniserie in uscita su Disney+
creata da Jac Schaeffer e basata sui personaggi
Marvel Scarlet/Scarlet Witch interpretato da
Elizabeth Olsen e Vision interpretato da
Paul Bettany. La serie è ambientato nel Marvel
Cinematic Universe (MCU) e ne condividendo la continuità con i
film.
La trama si svolge dopo gli eventi
di Avengers:
Endgame dove in qualche modo Visione tornerà in
vita e insieme all’amata Wanda inizieranno la loro vita di coppia
in una New York negli anni ’50. La nuova serie tv sarà strettamente
collegata con il film Doctor Strange in
the Multiverse of Madness previsto per il 2021
dove la Olsen riprenderà il suo ruolo in tale film come
co-protagonista accanto a Benedict
Cumberbatch l’interprete di Doctor
Strange. La serie tv fa parte della Fase 4 del franchise.
Elizabeth
Olsen e
Paul Bettany. riprendono rispettivamente i ruoli di
Wanda Maximoff / Scarlet Witch e Vision della serie
cinematografica. Anche Teyonah Parris,
Kat Dennings, Randall Park e Kathryn
Hahn sono i protagonisti.
Arriva anche in Italia
la seconda stagione di His
Dark Materials – Queste oscure
materie, la serie fantasy targata HBO e BBC e basata
sull’omonima trilogia di Philip Pullman. L’appuntamento è per il 21
dicembre su Sky Atlantic e NOW TV.
Adattamento del secondo
romanzo della trilogia, La lama sottile, la seconda stagione di
His Dark Materials – Queste oscure materie vede la
protagonista Lyra – Linguargentina – Belacqua alle
prese con nuovi incontri, trai quali, in particolare, ci sono
Will Parry e la dottoressa Mary
Malone. La ragazzina non lo sa ancora, ma questi due
incontri saranno fondamentali per il suo viaggio, nonché possessori
di altri due oggetti che, insieme all’Aletiometro in suo possesso,
serviranno a sventare i piani del Magisterium e a mettere sottosopra l’ordine mondiale (almeno del suo
mondo). Intanto, l’affascinante e senza scrupoli signora
Marisa Coulter, trama con il Magisterium stesso
per scovare Lyra, sfruttando e manipolando a suo piacimento uomini
di chiesa che non riescono a resistere al suo fascino.
Contemporaneamente, la streghe guidate da Serafina
Pekkala prenderanno per la prima volta parte a una disputa
tra gli uomini, perché conoscono una profezia e hanno visto la
bambina che la compirà.
His Dark Materials – Queste oscure materie è
epica ed emozionate
Anche solo dopo la
visione dei primi due episodi della seconda stagione di His
Dark Materials – Queste oscure materie, ci rendiamo conto
che siamo di fronte ad un sontuoso adattamento, un lavoro forse
anche migliore di quello portato avanti con il primo ciclo, forse
perché per ora ci si muove in un mondo che è fondamentalmente il
nostro, e la componente fantastica è per ora meno presente.
L’incontro tra Will e
Lyra ha il giusto sapore, ci troviamo di fronte a due ragazzini in
fuga, due anime sole ma non solitarie che, con le dovute e
necessarie precauzioni, si riconoscono e trovano l’uno casa
nell’altra. E sicuramente il merito di questo incontro così felice
va ai direttori del casting della serie, che hanno messo accanto a
Dafne Keen il giovanissimo ma già affascinante
Amir Wilson. Magnetica è anche Ruth Wilson, che torna nei panni
della signora Coulter. Abbandonato il sorriso lezioso con il quale
aveva tentato e in parte riuscito ad abbindolare Lyra nella prima
stagione, Marisa cambia look, adotta per il suo abbigliamento
sempre impeccabile colori più scuri rispetto a prima, ma la cosa
che davvero si fa oscura è la sua mente, il suo intento di
perseguire la sua missione, rintracciando Lyra per uno scopo che
per adesso non ci è dato sapere.
Tutti contro il Magisterium
Il suo conflitto
interiore che mette l’una contro l’altra la madre e la seguace del
Magisterium sono in profondo contrasto, ma lei segue imperterrita
un piano preciso, con lo spettro di Lord Asriel che continua ad
aleggiare sul suo cammino e su tutta la vicenda.
Jack
Thorne e la sua squadra realizzano un lavoro che tiene
fede all’opera originale, non tanto nelle svolte narrative, che
pure sono coincidenti con i romanzi, ma nello spirito. Siamo di
fronte ad una storia epica, ad un viaggio pericoloso, ce ne
accorgiamo in ogni momento, siamo costantemente consci del fatto
che quella che stiamo vivendo è un’avventura irripetibile,
importante, il destino nel mondo è nelle nostre mani come in quelle
di Lyra e Will. Basta questa sensazione potente e costante per
risvegliare nello spettatore il bruciante desiderio di vedere tutto
lo show, per sapere come va a finire, per avere coscienza di ciò
che accadrà, per scoprire se Will troverà suo padre e se Lyra
riuscirà ad avere la possibilità di chiedere perdono a
Roger.
Chloé Zhao, la
regista di uno dei prossimi appuntamenti del Marvel Cinematic UniverseGli
Eterni, ha confermato di essere stata lei, in prima
persona, ad approcciare i Marvel Studios per farsi affidare la
regia di un loro prossimo film. Prima di essere la prima regista
donna di origini asiatiche a dirigere un blockbuster Marvel, Zhao
era già nota al cinema indie per The Rider e adesso anche al
circuito dei festival prestigiosi, dato che è stato il suo
Nomadland a vincere il Leone d’Oro a Venezia
2020.
L’uscita de Gli
Eterni è stata spostata numerose volte a causa della
pandemia in corso, tuttavia questo non è il solo motivo per cui i
fan aspettano con grande ansia il film. Gli Eterni, infatti,
introdurrà moltissimi nuovi personaggi e nuovi mondi all’interno
del MCU oltre a proporre un cast di volti molti noti e amati dal
grande pubblico. Tra questi ci sono Angelina Jolie, Salma Hayek, Gemma Chan,
Kit Harington e Kumail
Nanjiani.
Durante una conversazione con
Barry Jenkins, regista di
Moonlight, per Variety, Chloé
Zhao ha spiegato il suo amore per i fumetti e per la
creazione di mondi intricati che ha visto al cinema nel MCU. La
regista ha spiegato:
“Sono cresciuta con i
manga. Dico che quando sono cresciuta non avevamo i film sui
fumetti, non allo stesso modo di quelli che ci sono oggi, ma
possedevo armadi pieni di manga. Li divoravo. Quello è stato il mio
primo amore. Volevo realizzare manga, da piccola, ma non ero molto
brava a disegnare. Sono stata una fan accanita del MCU per tutti i
passati dieci anni. Per cui ho cominciato a far circolare la voce
che avrei voluto dirigere un film Marvel, e così è arrivato il
progetto giusto.”
Zhao ha specificato che ha
approcciato il lavoro al film sia come regista, sia come fan che
voleva lasciare un segno nel MCU. Ha continuato:
“Volevo lavorare con quella squadra. Costruire un mondo. È la
cosa che preferisco di più. Per questo amo Star
Wars. C’è un mondo così ricco, volevo entrare in un progetto
del genere e vedere cosa potevo fare.”
Gli Eterni, diretto
da Chloe Zhao, vedrà nel cast Angelina
Jolie (Thena), Richard
Madden (Ikaris), Kit
Harington (Black Knight), Kumail
Nanjiani (Kingo), Lauren
Ridloff (Makkari), Brian Tyree
Henry (Phastos), Salma
Hayek (Ajak), Lia
McHugh (Sprite), Gemma
Chan (Sersi) e Don
Lee (Gilgamesh). La sceneggiatura è stata scritta
da Matthew e Ryan
Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 12
febbraio 2021.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il
cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi
immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi
Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le
fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un
aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un
uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama
muoversi tra gli umani.
Il Festival di Berlino ha confermato che
annullerà l’edizione fisica prevista a febbraio. Dall’1 al 5 marzo,
invece, la selezione ufficiale di Berlino sarà presentata
all’industria cinematografica e l’European Film Market e si
svolgerà in formato virtuale, con un’edizione fisica del festival
per il pubblico prevista a giugno, come rivelato in
esclusiva da Variety.
Le modalità saranno le seguenti: il
programma del festival sarà pubblicato a febbraio; la giuria
internazionale guarderà i film in concorso a marzo a Berlino e
sceglierà i vincitori. I vincitori e una selezione dei film saranno
presentati al pubblico berlinese a giugno.
Il direttore artistico Carlo
Chatrian ha dichiarato: “In risposta ai tempi che
stiamo vivendo, abbiamo deciso di suddividere la nostra offerta in
due eventi distinti ma collegati e in questo modo realizzare la
missione della Berlinale. Mentre a marzo l’industria
cinematografica si riunirà (online) e potrà supportare e dare luce
alla nostra selezione, in estate – come un nuovo inizio, a 70 anni
dalla prima edizione – il nostro pubblico potrà festeggiare i
registi e le loro squadre, nei cinema e a cielo aperto. Questo dà
l’opportunità di vivere le diverse sezioni e profili del festival,
di guardare i film del Concorso Internazionale e di festeggiare con
i vincitori degli Orsi d’Oro e d’Argento in un’atmosfera allegra
“.
Il direttore esecutivo della
Berlinale, Mariette Rissenbeek, ha affermato che
mentre c’è un “grande desiderio” di incontrarsi faccia a
faccia, la situazione attuale “non consente un festival fisico
a febbraio”.
“Allo stesso tempo, è importante
offrire all’industria cinematografica un mercato entro il primo
trimestre dell’anno. Con il cambio del format del festival nel
2021, avremo la possibilità di tutelare la salute di tutti gli
ospiti e di supportare la ripresa dell’industria cinematografica.
Con l’evento estivo, vogliamo celebrare un festival per il cinema e
offrire al pubblico della Berlinale la tanto attesa esperienza
comunitaria del cinema e della cultura”, ha spiegato
Rissenbeek.
La Berlinale è in trattative con i
suoi partner e il Ministro di Stato per la Cultura e i Media (BKM)
sul budget del festival. Il BKM ha già confermato un sostegno extra
alla Berlinale con i fondi del suo programma speciale per la
cultura, Neustart Kultur.
Il festival doveva svolgersi come
evento fisico dall’11 al 21 febbraio, ma l’aumento delle infezioni
da COVID-19 in Germania ha portato a un ripensamento. Si era invece
cercato di organizzare il festival come un evento fisico ad aprile,
ma il governo – che fornisce gran parte dei suoi finanziamenti –
non ha voluto impegnarsi per i costi quando non è chiaro se i tassi
di COVID-19 saranno migliorati per la primavera prossima. Il budget
della Berlinale nell’edizione 2020 era di 27,2 milioni di euro, e
ricordiamo che questo è stato l’ultimo Festival a svolgersi in
presenza, prima delle chiusure dei mesi scorsi.
Sono terminate le riprese di
Sulle
Nuvoleprimo progetto che vede alla regia
Tommaso Paradiso. Le riprese del film hanno avuto
una durata di sette settimane e si sono svolte interamente a Roma.
Protagonisti del film sono Marco Cocci,Barbara Ronchi e Paolo
Briguglia.
Scritto da Tommaso Paradiso, Luca
Infascelli, Chiara Barzini, Sulle Nuvole è prodotto da Cinemaundici
e Warner Bros Italia.
Sulle
Nuvole è un’intensa storia d’amore e musica.Nic Vega (Marco Cocci) ha un passato di successo nella musica,
con alle spalle una gloriosa carriera da cantante e una grande
storia d’amore chiusa da anni. Ormai in crisi da tempo, quando
realizza di aver perso tutto – fama, amici e ispirazione – Nic
decide di tornare da lei, Francesca (Barbara Ronchi), irrompendo
così nella sua vita serena e felice.Potranno i ricordi
riaccendere l’amore e la passione di una volta?
Fresco di un
prestigioso premio internazionale, assegnatogli
dall’’Associazione dei registi e delle registe della Catalogna per
‘il suo contributo alla valorizzazione di tutti quelli che fanno
del cinema la propria vita’, il documentario Nessun nome nei
titoli di coda di Simone Amendola arriva su Prime
Video (Italia, Usa e UK) proprio a ridosso del periodo
natalizio, con lo spirito di una nuova vita dopo la brusca
interruzione della distribuzione in sala a causa dell’emergenza
sanitaria.
Lanciato con
successo dalla 14. Festa del Cinema
di Roma, circuitato e premiato sia in Italia che
all’estero, Nessun nome nei titoli di coda è un racconto
vivo e intriso di tenerezza che fa di una comparsa un protagonista.
Il film s’immerge nella vita del re senza nome di
Cinecittà,Antonio Spoletini
(cercatore di facce, tra i tantissimi, di Federico Fellini)
immortalandolo nel momento in cui vorrebbe lasciare ‘un nome nei
titoli di coda’.
Un documentario
apprezzato da pubblico e critica, che ha fatto innamorare
personalità del cinema come il direttore della Cineteca di Bologna
Gian Luca Farinelli: ‘Un bel ritratto di uno che il
cinema l’ha fatto. Mi è molto piaciuto’ e il regista Pupi
Avati: ‘Un lavoro prezioso, mi ha molto colpito, a tratti
commosso. Mi auguro lo vedano in tanti’
Nessun nome nei titoli di coda, la
trama
Da che il cinema è cinema se dici
‘comparse’, dici Spoletini. Cinque fratelli che hanno
cercato le facce giuste per tutto il cinema italiano e
internazionale passato da Roma. Dei cinque, Antonio, a 80
anni suonati, è ancora lì, sul suo campo di battaglia,
Cinecittà.
All’approssimarsi dell’idea di una fine, come ogni uomo,
vorrebbe lasciare un nome nei titoli di coda.
C’è una sequenza, i funerali di Fellini, che è in
qualche modo la chiave del documentario. Mentre monta la commozione
negli occhi dei presenti (da Gassman alla Vitti ci
sono tutti) la regia si sofferma qualche istante su un gruppo di
uomini di mezza età, una decina circa. Paolo Frajese emozionato ce
li racconta: ‘Questi che vedete sono gli artigiani che hanno
fatto il cinema, volti a me e a voi sconosciuti ma che a
ognuno Fellini aveva dato un soprannome affettuoso’.
Al centro del gruppo, commosso, c’è Antonio
Spoletini.
A Cinecittà Antonio ha fatto un pezzo di strada con tutti, che siano lo
scenografo da Oscar Dante Ferretti, o il suo ex figurante
(ormai star) Marcello Fonte, ma c’è un luogo dove le
emozioni lo tradiscono ancora: il Teatro 5.
Nel film ilrapporto di
Antonio con ‘Federico’ è il filo drammaturgico che salda il
presente e la memoria: Antonio si mette alla ricerca di una
copia in pellicola di un film di Fellini cui ha lavorato e cui
è profondamente legato.
E questa ricerca diventa l’anima del film.
Simone Amendola(Roma, 1975) è cineasta e drammaturgo. Nel 2010 si fa
conoscere con il pluripremiato ‘Alisya nel paese delle meraviglie’,
che ha contribuito a far emergere il mondo delle seconde
generazioni. Nel 2013 realizza con l’attore Valerio Malorni lo
spettacolo ‘L’uomo nel diluvio’, considerato tra i lavori più
significativi della nuova drammaturgia, nel 2014 è premiato al
Premio Solinas e nel 2016 il suo documentario breve ‘Zaza, Kurd’ è
presentato nella sezione MigrArti al 73° Festival di Venezia. Nel
2019 Editoria & Spettacolo raccoglie in volume i suoi copioni
teatrali.
In attesa che si
possa finalmente tornare al cinema, l’uscita nelle sale del film
DIABOLIK è spostata al 2021. Speriamo di potervi dare
presto il nuovo appuntamento sul grande schermo.
Il film, adattamento
cinematografico delle avventure del personaggio creato da
Angela e Luciana Giussani, è diretto dai Manetti bros., scritto da Michelangelo
La Neve e Manetti bros., che hanno
firmato anche il soggetto insieme a Mario
Gomboli.
Oltre a Luca Marinelli, Miriam Leonee Valerio
Mastandrea, nel cast anche Alessandro Roia,Serena
Rossi, Claudia Gerini, Roberto Citran.
DIABOLIK è una produzione Mompracem con Rai
Cinema, prodotto da Carlo
Macchitella e Manetti bros., in
associazione con Astorina, con il sostegno
di Emilia – Romagna Film Commission,Friuli Venezia Giulia Film Commission, Film Commission Vallee D’Aoste, distribuito
da 01 Distribution.
La colonna sonora originale di DIABOLIK è composta da Pivio & Aldo De
Scalzi mentre Manuel Agnelli è autore e interprete di due brani
inediti.
Tutti
per 1 – 1 per tutti,
un film Sky Original,
prodotto da Vision Distribution e Indiana – sarà
il 25 dicembre in prima assoluta su Sky e in
streaming su NOW
TV, disponibile anche on
demand.
Il film è il sequel di Moschettieri
del re – penultima missione, diretto da Giovanni Veronesi, e vede
nel cast
Pierfrancesco Favino,
Valerio Mastandrea,
Rocco Papaleo, Giulia
Michelini, Anna
Ferzetti, Federico
Ielapi, Sara
Ciocca, Giulio
Scarpati e Margherita
Buy. Assenti Matilde Gioli e Sergio Rubini, che invece facevano parte del
primo film.
La trama di Tutti per 1 – 1 per
tutti
Sempre goliardici ma più
arrugginiti, tornano i Moschettieri D’Artagnan (Pierfrancesco Favino), Porthos (Valerio
Mastandrea) e Athos (Rocco Papaleo), richiamati dalla Regina Anna
d’Austria (Margherita Buy) per un’ultimissima missione segreta.
Guidati stavolta da una singolare veggente di nome Tomtom (Giulia
Michelini), si lanceranno in una nuova, mirabolante, avventura che
intreccerà i destini della piccola Principessa Ginevra (Sara
Ciocca), figlia di Enrichetta d’Inghilterra (Anna Ferzetti), e
Buffon (Federico Ielapi), un giovanissimo e riccioluto orfanello.
In un viaggio costellato di sfide di ogni genere e incontri
fantastici, tra cui quello con Cyrano (Guido Caprino), si
troveranno ad affrontare la più dura delle prove: scegliere tra la
fedeltà alla Corona e quella all’amicizia.
Sembrava impossibile per un film
del MCU riuscire ad evocare quell’attesa che solo
Avengers:
Endgame era riuscito a regalare, eppure il terzo film di
Spider-Man collegato all’universo condiviso sta raggiungendo in
maniei suoi eventi a livelli incredibili: ecco perché, nonostante
il film sia ancora in produzione e sulla trama non esistono ancora
notizie certe, è già diventato uno dei prossimi titoli del MCU più atteera impressionante le
medesime vette di hype. Il film, infatti, espanderà la portata dsi
di sempre. Screen
Rant ha raccolto tutto quello che sappiamo fino ad ora su
Spider-Man 3:
Lo Spider-Verse
Il MCU ha spesso cambiato
nomi di situazioni e personaggi rispetto ai fumetti, quindi c’è la
possibilità che lo Spider-Verse possa “etichettato” in maniera
diversa. Tuttavia, ciò che è certo è che in Spider-Man 3 ci saranno più iterazioni dell’Uomo
Ragno.
Per ora, sembra essere confermato
che sia Tobey Maguire che Andrew Garfield torneranno nel film, il che
significa che almeno due versioni alternative di Spider-Man
appariranno nel MCU. Questo aprirà sicuramente la strada ad una
possibile esplorazione di più universi, garantendo un superbo
climax per il film.
Il ritorno di Mary Jane
Ci sono stati parecchi
confronti tra la MJ del MCU e la Mary Jane della trilogia originale
di Spider-Man. Tra le cose che non sono invecchiate bene della
serie di film ad opera di Sam Raimi c’è sicuramente il finale
piuttosto ambiguo che è stato riservato per Mary Jane.
Tuttavia, le cose potrebbero
cambiare, poiché la Mary Jane di
Kirsten Dunst apparirà nel MCU. Il suo ruoloo non è ancora
chiaro, ma è confermato che sarà presente in qualche modo.
Considerando il lungo periodo di tempo intercorso tra le due
apparizioni, il terzo film di Spider-Man del MCU chiarirà
probabilmente chi è effettivamente MJ.
Il ritorno di alcuni volti noti
Tra tutti i personaggi che
torneranno dai precedenti film e dagli universi alternativi,
potrebbe sembrare che il cast di Spider-Man 3 sia stato completamente rinnovato,
un po’ com’è accaduto con Thor:
Ragnarok.
La buona notizia è che non sarà
così: tutti i principali personaggi dei precedenti film di
Spider-Man legati al MCU faranno ritorno anche in questa nuova
avventura. Siamo ovviamente parlando di MJ, Ned Leeds, Zia May e
persino Flash Thompson. Quindi, anche se il film si immergerà allo
scoperta dello Spider-Verse, rimarrà abbastanza radicato da
consentire ai personaggi esistenti nella timeline ufficiale
dell’universo condiviso di rimarcare la loro presenza.
Il nuovo mentore di Peter Parker
Il solito clamore che
circonda un film di Spider-Man ha generalmente a che fare con
l’apparizione dei cattivi, anche se il terzo film dell’Uomo Ragno
legato al MCU merita di essere al centro dell’attenzione anche per
il ritorno di un altro celebre supereroe.
La dinamica di Doctor Strange e
Spider-Man in Avengers:
Infinity War non è stata gettata nel marasma, ma aveva una
propria logica, come dimostra l’inclusione dello Stregone Supremo
in questo film. Dopo la tragica morte di Iron Man in Avengers:
Endgame, è quasi certo che sarà Stephen Strange
ad assumere l’identità di nuovo mentore di Peter.
Il ritorno di villain apparentemente morti
Lo Spider-Verse è
entusiasmante per i fan grazie alla possibilità che offre di vedere
insieme tutte le precedenti iterazioni del supereroe. Ciò che è
ancora più entusiasmante per il terzo film dell’Uomo Ragno
collegato al MCU è che riporterà indietro anche i cattivi di
entrambi i precedenti universi live-action.
Nel nuovo film, infatti,
ritroveremo il Doctor Octopus di Spider-Man 2 interpretato da Alfred Molina e l’Electro
di The Amazing Spider-Man 2 interpretato da Jamie
Foxx. I fan sanno che entrambi i personaggi sono morti nei
rispettivi film, rendendo poco chiaro ma comunque intrigante come
verranno integrati all’interno della nuova avventura di Spidey.
Naturalmente, la loro presenza ha già portato alla speculazione di
altri cattivi che si uniranno al film.
La relazione tra Peter e MJ
Sembra difficile credere
che un film come Spider-Man 3, così pieno zeppo di personaggi, avrà
anche il tempo per parlare di una storia romantica, ma sappiate che
sarà così. Come si è visto alla fine di Spider-Man:
Far From Home, Peter e MJ si sono dichiarati i loro
sentimenti e sono diventati una coppia.
Il terzo film si immergerà
ulteriormente nella loro relazione, questa volta esplorando le
dinamiche del romanticismo. Considerando come sono passati
dall’aver praticamente nulla a che fare l’uno con l’altro nel primo
film, a vivere attrazioni inespresse nel secondo, varrà la pena
verificare che se la stanno cavando come coppia.
Ned avrà un look diverso
Il ruolo di Ned finora è
stato quello di essere il fedele migliore amico di Peter, anche se
ha avuto un proprio arco personale in Spider-Man:
Far From Home grazie alla storia d’amore con Betty
Brant.
È interessante notare che l’attore
di Ned ha mostrato un fisico molto più snello per il terzo film,
confermando un ruolo più attivo per il personaggio. È escluso che
Ned del MCU diventi Green Goblin come accaduto nei fumetti, ma il
fatto che Jacob Batalon abbia perso diversi kg è un’impresa
notevole che ha certamente a che fare con la sua presenza e la sua
storyline nel film.
Un look diverso anche per Electro
Nonostante una
presentazione poco brillante in The Amazing Spider-Man 2, Electro riesce
comunque a classificarsi bene quando si tratta di sondaggi relativi
ai cattivi. Gran parte delle critiche avevano a che fare con il suo
aspetto blu e con un lavoro di CGI piuttosto scadente che non ha
catturato l’essenza de personaggio.
Questo non sarà un problema per il
film del MCU, dove Electro non verrà mostrato – appunto – con la
carnagine blu. Jamie Foxx ha fatto sapere che il cattivo si
presenterà come una minaccia ancora più grande, qualcosa che sarà
più facile da accettare con migliori effetti in CGI.
Non sarà l’ultimo film di Spider-Man del MCU
Tutto sommato, considerate le premesse, non
è assurdo presumere che Spider-Man 3 possa condurre ad un gran finale che
porti ad una conclusione incredibile. Tuttavia, non è questo il
caso, poiché un quarto film era in programma prima ancora che la
terza parte entrasse in pre-produzione.
Questo è avvenuto durante il periodo della
situazione di stallo Disney-Sony, che da allora è stato risolto. Ha
senso continuare la storia a causa della giovane età di Peter
Parker: si potranno così avere molto più film del franchise di
Spider-Man nel corso degli anni, oltre ad altri ruoli in altri film
del MCU.
La connessione con il sequel di Doctor Strange
L’esistenza del Multiverso
è stata confermata per la prima volta con l’annuncio del sequel di
Doctor
Strange, con molte possibili trame già ipotizzate. Dal
momento che il terzo film di Spider-Man esaminerà l’esistenza di
universi alternativi, è facile capire perché Doctor Strange apprirà
nel film.
Proprio per questo, i legami con
questa storia si faranno sentire anche in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness. Ciò rende lo
stile della narrazione molto intrigante, visto cheanche WandaVision si collegherà direttamente anche al
secondo film su Doctor Strange, legando così Spider-Man ad altre
due “voci” della Fase 4.
Ad agosto è arrivata la
notizia che presto arriverà un reboot de L’esorcista,
forse già nel 2021. La pellicola originale, uscita nel 1973, è
ancora oggi considerata il più grande horror di tutti i tempi. Il
film di William Friedkin venne nominato a 10 premi
Oscar (incluso miglior film), vincendo due statuette, e generò
anche due sequel e due prequel/spin-off.
Dopo il grande successo di critica
e pubblico del film originale, nel 1977 venne
rilasciato L’esorcista II – L’eretico;
tredici anni dopo, nel 1990, uscì invece L’esorcista
III, diretto da William
Peter Blatty, autore del romanzo originale che ispirò
il film di Friedkin, scomparso nel 2017. In nessuno dei due sequel
venne coinvolto Friedkin e nessuno dei due film ottenne il successo
del capostipite; tuttavia, nel 2004 venne realizzato un prequel
diretto da Lenny Harlin e dedicato alle
vicende di padre Lankester Merrin, seguito nel 2005 da un altro
prequel più o meno identico a quello dell’anno precedente, diretto
però da Paul Schrader.
Adesso, sembra che il franchise sia
finalmente pronto a tornare sul grande schermo. La Morgan Creek
Entertainment, infatti, sarebbe al lavoro su una nuova versione del
classico diretto da Friedkin negli anni ’70. Si tratta della stessa
casa di produzione responsabile della realizzazione de
L’esorcista III (1990) e dei due
prequel L’esorcista – La genesi (2004)
e Dominion: Prequel to the Exorcist
(2005).
Tuttavia, a differenza di quanto è
possibile leggere su IMDB, William Friedkin non
sarà in alcun modo coinvolto nel reboot. A confermarlo è stato lo
stesso regista via
Twitter: “Si dice su IMDB che io sia coinvolto in una nuova
versione de L’Esorcista. Questa non è un rumor, è semplicemente una
menzogna. Non ci sono abbastanza soldi al mondo o motivazione
sufficiente per convincermi a farlo.”
Al momento non sono stati rivelati
ulteriori dettagli sul progetto, dal momento che la notizia era
stata anticipata all’interno di un report più ampio dedicato ai
prossimi progetti della Morgan Creek Entertainment, in particolare
allo sviluppo di Dead Ringers, nuova serie con Rachel
Weisz basata sull’omonimo film di David
Cronenberg. Tuttavia, sappiamo che il nuovo adattamento
de L’esorcista potrebbe arrivare già nel 2021.
Sono state diffuse da Amazon Studios
le prime immagini ufficiali di Coming 2 America,
il sequel ufficiale de Il principe cerca moglie,
che vedrà Eddie Murphy tornare nel ruolo del principe di
Zumanda. Ecco le immagini:
1 di 8
Garcelle Beauvais stars in
COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon Studios
James Earl Jones in Il
principe cerca figlio. Photo Courtesy of Amazon Studios
Eddie Murphy and Arsenio
Hall star in COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon
Studios
Eddie Murphy and Arsenio
Hall star in COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon
Studios
Eddie Murphy and Shari
Headley star in COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon
Studios
Eddie Murphy stars in
COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon Studios
Arsenio Hall and Eddie
Murphy star in COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon
Studios
Eddie Murphy stars in
COMING 2 AMERICA Photo Courtesy of Amazon Studios
Diretto
da Craig Brewer Sceneggiatura di Kenya Barris, Barry W.
Blaustein & David Sheffield Soggetto di Barry W. Blaustein, David
Sheffield e Justin Kanew Basato sui personaggi creati da Eddie
Murphy Prodotto da Kevin Misher e Eddie Murphy Costumi di Ruth E. Carter
Executive
producer: Brian Oliver, Bradley Fischer, Valerii An,
Kenya Barris, Charisse Hewitt-Webster, Michele Imperato Stabile
e Andy Berman Con: Eddie Murphy, Arsenio Hall, Jermaine Fowler,
Leslie Jones, Tracy Morgan, KiKi Layne, Shari Headley, con Wesley
Snipes e James Earl Jones. A cui si uniscono John Amos, Teyana
Taylor, Vanessa Bell Calloway, Paul Bates, Nomzamo Mbatha, Bella
Murphy
Nel rigoglioso regno di Zamunda, Re Akeem (Eddie Murphy) è
appena stato incoronato e con il suo fidato consigliere Semmi
(Arsenio Hall) intraprende una nuova ed esilarante avventura che li
porta ad attraversare il globo partendo dalla loro meravigliosa
nazione africana fino al Queens, il quartiere di New York dove
tutto è iniziato.
All’inizio di questa settimana,
l’audio di Tom Cruise che sul set di Mission:
Impossible 7 ammonisce (con toni parecchio veementi)
due membri della produzione del film per aver infranto i protocolli
di sicurezza legati al Covid-19 ha fatto letteralmente il giro del
mondo, diventando a modo suo virale. Tuttavia, pare che da allora
le cose siano precipitate…
Come riportato dal
Sun (che per primo aveva riferito della furia di Cruise sul
set), nella giornata di martedì – dopo che il famigerato audio era
stato condiviso online – la star avrebbe perso nuovamente le
staffe, e ciò avrebbe spinto cinque membri della troupe ad
abbandonare il set. “La tensione è cresciuta nel corso degli
ultimi mesi e l’incidente testimoniato da quell’audio è stata la
goccia che ha fatto traboccare il vaso”, si legge grazie alla
fonte. “Da quando è diventato di dominio pubblico, ci sono
stati altri episodi di rabbia e diversi membri della troupe se ne
sono andati. Ma Tom non ce la fa più, soprattutto dopo tutto il
tempo che ha investito per permettere alla produzione di poter
partire. È arrabbiato, soprattutto perché vede che gli altri non
prendono le cose sul serio come fa lui.”
Non è chiaro se le due persone che
inizialmente hanno scatenato l’ira di Tom
Cruise siano tra i membri dello staff che hanno poi
abbandonato la produzione. In molti (tra cui anche George Clooney) hanno sostenuto
l’atteggiamento dell’attore, sostenendo che avesse il pieno diritto
di reagire in quel modo dopo aver assistito ad una violazione delle
restrizioni, mentre altri pensano che la star avrebbe dovuto
gestire la situazione con una maggiore calma.
Le date di uscita di Mission
Impossible 7 e 8
Nei prossimi due capitoli della saga
di Mission Impossible, Tom
Cruise e Rebecca
Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e
Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea
Whigham(Kong: Skull Island),Hayley
Atwell(Captain America: Il primo
vendicatore),Pom
Klementieff(Guardiani della
Galassia) e Esai
Morales(Ozark). Christopher
McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il
loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 19 novembre
2021 e il 4 novembre 2022.
Andrew Lincoln ha dichiarato che le riprese
del film basato su The Walking Dead e incentrato su Rick Grimes
potrebbero finalmente partire nella primavera del 2021, se il
lancio del vaccino anti-Covid andrà come previsto. Lincoln è meglio
conosciuto per aver interpretato Rick Grimes per nove stagioni
della serie AMC di grande successo. Nonostante sia trascorso molto
tempo dall’ultima apparizione dell’attore nello show, e nonostante
il progetto di un film destinato al grande schermo sia stata
annunciato ormai da tempo, la produzione non è ancora partita.
Il direttore creativo di
The Walking Dead,Scott Gimple, ha
dichiarato che i piani sono ancora quelli di realizzare una
trilogia cinematografica ispirata alla serie. Non sappiamo su cosa
verteranno questi film. Tuttavia, l’idea potrebbe tranquillamente
essere quella di espandere il più ampio universo dello show
televisivo, dal momento che la serie prinicipale terminerà
ufficialmente con l’undicesima stagione. Annet Mahendru, la star
della serie spin-off
The Walking Dead: World Beyond, aveva confermato che la
serie porterà direttamente al primo film incentrato su Rick Grimes,
ma in che modo ciò accadrà non è stato ovviamente rivelato.
Il primo film di The Walking Dead è stato annunciato due anni
fa in occasione del Comic-Con di San Diego. L’emergenza sanitaria
mondiale ha ovviamente rallentato i piani legati all’inizio della
produzione. Adesso, in una recente intervista con
The Associated Press, è stato proprio
Andrew Lincoln ad aggiornare in merito allo stato del
progetto, rivelando che le riprese del film potrebbero
effettivamente iniziare nella primavera del 2021, anche grazie
all’arrivo dei vaccini. “Sembra che ci sia una certa atmosfera
positiva, e la cavalleria sta arrivando con i vaccini”, ha
dichiarato l’attore. “C’è un reale senso di rinnovo, si
spera.”
Di cosa parlerà il film basato su
The Walking Dead?
È da tempo che i fan si chiedono
come sarà il film incentrato su Rick Grimes. L’ultima volta che lo
abbiamo visto, Rick è stato messo in salvo su un elicottero, in
rotta verso una destinazione sconosciuta. Come Lincoln,
anche Danai
Gurira (Michonne) ha abbandonato lo show. Al suo
personaggio è stato dedicato un intero episodio nell’ultima
stagione, in cui ha scoperto che Rick potrebbe essere ancora
vivo.
Dunque, non è escluso che il
personaggio di Michonne possa appare nel film al fianco di Rick.
Anche se nulla è confermato al momento, avere il tempo necessario
per finalizzare la sceneggiatura durante questo periodo molto
difficile per l’industria hollywoodiana potrebbe garantire non solo
a Michonne ma anche ad altri personaggi della serie una maggiore
possibilità di apparire al cinema.
Jeremy Bulloch è
morto all’età di 75 anni. L’attore, nato a Leicestershire (in
Inghilterra) nel 1945, ha iniziato la sua carriera recitando in
alcuni spot televisivi prima di raggiungere la fama grazie a serie
come Doctor Who e Robin of Sherwood, oltre a film
come Maria Stuardda, Regina di Scozia e Agente 007 –
La spia che mi amava.
Tuttavia, il suo nome è
indissolubilmente legato a quello di Boba Fett:
l’attore, infatti, ha interpretato “fisicamente” il personaggio
della saga di Star Wars negli ultimi due episodi della
trilogia originale, ossia L’Impero Colpisce Ancora (1980) e Il Ritorno dello Jedi (1983). Boba Fett è un
personaggio cult e, ancora oggi, uno dei più popolari del
franchise. A prestargli la voce nella trilogia originale è stato
Jason Wingreen.
Bulloch è tornato nella galassia
lontana, lontana per La Vendetta dei Sith del 2005, dove è apparso
brevemente nei panni del Capitano Jeremoch Colton. La notizia della
scomparsa dell’attore britannico – che soffriva del morbo di di
Parkinson – arriva a neanche un mese di distanza da quella della
morte di un altro volto storico del celebre franchise, ossia
Dave Prowse, l’ex bodybuilder noto per aver
interpretato Darth Vader nella trilogia originale.
“Nel 1979 sono stato chiamato
sul set de L’Impero Colpisce Ancora per interpretare Boba Fett, e
da quel giorno ha cambiato l’intera direzione della mia vita in un
modo davvero straordinario”, aveva dichiarato una volta
Bulloch in merito al personaggio (via
CBM). “È stato un privilegio aver avuto l’opportunità di
ispirare così tante generazioni di fan di Star
Wars. Ho viaggiato per oltre 20 anni con mia moglie Maureen in
paesi meravigliosi e ho incontrato così tanti fan incredibili.
Grazie mille a tutti voi.”
Variety ha pubblicato un lungo articolo in cui l’acclamato
sceneggiatore Aaron Sorkin(The
Social Network,
Il processo ai Chicago 7) intavola una conversazione con
Patty Jenkins, regista dell’attesissimo
Wonder
Woman 1984. La regista ha parlato della sua seconda
esperienza con il DCEU e ha ammesso che i dirigenti della Warner
Bros. hanno espresso alcuni dubbi in merito al sequel di Wonder
Woman proprio nel bel mezzo della produzione.
Ciò ha lasciato (comprensibilmente)
a Jenkins il compito di assicurarsi che potesse ancora portare il
film verso la direzione che aveva stabilito in partenza, e sembra
che la trama alquanto complicata (come sottolineato anche in molte
recensioni) fosse ciò che preoccupava di più i capi dello studio.
“La sfida più difficile è quella di tenere sempre a mente le
tue idee e di non perdere la speranza”, confessa Jenkins.
“Penso che sia assolutamente fondamentale che tu scriva la tua
sceneggiatura e pensi che sia fantastica. Non capisco come lo
faccia la gente quando le cose cambiano. Non so come potresti
tenerne traccia. Non credo in quel metodo di lavoro. Non credo che
gli studi lo facciano. Vorrei che smettessero di farlo. Metti
insieme la tua roba e scrivi la tua sceneggiatura prima di iniziare
a fare un film. Mi fa impazzire.”
“Quindi abbiamo lavorato in modo
davvero molto accurato. Ogni singolo giorno devi avere fiducia
nello sceneggiatore che è in te e poi negli artisti con cui devi
lavorare. Devi pensare ad un piano, un piano che funzioni. Ma
lasciami dire che è incredibilmente affascinante dover aspettare
così tanto per vedere la fine di quel processo. Wonder Woman 1984 è
stato un film molto complicato che anche durante la produzione lo
studio diceva: ‘Non ne siamo sicuri’. E io pensavo: ‘Non potete
ancora giudicarlo. Non è ancora finito. Non abbiamo ancora gli
effetti visivi. Ora può sembrare stupido, ma bisogna aspettare’.
Sopportare un peso del genere ti fa sentire molto sola.”
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America
e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un
sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso
personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che
seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non
dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).
Chadwick Boseman è scomparso tragicamente
all’inizio di quest’anno, dopo una luna battaglia contro il cancro
combattuta in silenzio per quattro anni. Ciononostante, i Marvel Studios e il regista
Ryan Coogler stanno andando avanti con lo
sviluppo di Black
Panther 2 e proprio di recente Kevin Feige ha confermato che Boseman non verrà
in alcun modo sostituito. Ciò significa che l’eredità di T’Challa
verrà trasmessa ad un nuovo eroe, presumibilmente Shuri (Letitia
Wright) o forse anche M’Baku (Winston
Duke).
The Hollywood Reporter ha reso omaggio a Boseman attraverso un
lungo report che contiene una serie di dichiarazioni da parte di
coloro che in vita gli erano stati più vicino, incluso il suo
agente Michael Greene. Grazie al report si
apprende che, dopo aver negoziato un accordo da 10 milioni di
dollari per il sequel di Black
Panther, Greene era riuscito ad assicurarsi un’opzione da
20 milioni di dollari per conto del suo cliente per l’allora già
pianificato Black Panther 3.
Tuttavia, per Boseman, interpretare
T’Challa non era assolutamente una questione di soldi. “Ha
sempre voluto fare cose importanti o significative”, spiega
Greene. “Ad esempio, ogni ruolo, anche se fosse una serie o uno
show televisivo, doveva rappresentare qualcosa di positivo. Perché,
come mi ha detto, è sempre stato un oratore – nei dibattiti a
scuola, al college e cose del genere. E quando siamo andati insieme
al Congressional Black Caucus quando è uscito il film 42, era lì
insieme a Jesse Jackson ed era come se lo avesse fatto da tutta una
vita. Era davvero a suo agio.”
La speranza tra i fan è che la
Marvel sarà in grado di garantire che il franchise di Black
Panther rimanga tanto significativo quanto stimolante,
anche senza la presenza e la “guida” di Boseman. L’eredità di
T’Challa è molto importante e si spera che Black Panther
2 la porti avanti in qualche modo. Con Coogler al timone,
tuttavia, probabilmente i fan possono dormire sogni tranquilli…
Tutto quello che sappiamo su Black Panther 2
La produzione di Black
Panther 2 durerà sei mesi e le riprese dovrebbero
partire a luglio 2021. La data di uscita nelle sale americane è
confermata per il 6 maggio 2022. Per quanto riguarda il cast del
film, Letitia Wright (Shuri), Angela
Bassett (Ramonda), Lupita
Nyong’o (Nakia), Danai
Gurira (Okoye), Winston
Duke (M’Baku) e Martin
Freeman (Everett Ross) torneranno nei panni dei
rispettivi personaggi interpretati già nel primo film.
È da tempo che si parla della
possibilità che il personaggio di Suri interpretato da Wright possa
avere un ruolo di maggior rilievo nel nuovo film: in passato, la
stessa attrice aveva dichiarato che accetterebbe volentieri la
sfida qualora la sorella di T’Challa dovesse mai assumere il ruolo
di Pantera Nera.
Di recente è stato annunciato che
l’attore Tenoch Huerta sarebbe in trattative
con i Marvel Studios per interpretare il villain principale. Huerta
è noto per il ruolo di Rafale Caro Quintero nella
serie Narcos: Mexico. Al momento i dettagli sul
personaggio che l’attore interpreterà non sono stati svelati.
All’inizio di quest’anno, Ray Fisher ha accusato il regista Joss Whedon e altri membri della produzione di
Justice
League di aver assunto, durante la realizzazione
dei reshoot, un comportamento “volgare, offensivo e non
professionale” sul set del cinecomic uscito al cinema nel
2017. Anche Jason
Momoa è intervenuto a sostegno dell’amico e
collega, ma al di là dell’interprete di Aquaman, nessun altro dei
membri del cast ha mai parlato della sua esperienza con Whedon…
almeno fino ad ora.
In una recente intervista con
LA Times in occasione della promozione di Wonder Woman
1984, a Gal Gadot è stato chiesto un commento
sulle accuse di Fisher e, sebbene l’attrice non abbia parlato in
modo specifico delle accuse mosse dal collega, ha confermato che la
sua esperienza con Whedon sul set di Justice League non è stata delle
migliori. “Sono felice del fatto che Ray ci metta la faccia ed
esponga la sua verità”, ha detto l’attrice. “Non ero sul
set, insieme agli altri, quando hanno girato con Joss Whedon, ma
anche io ho avuto la mia esperienza con lui e non stata delle
migliori. Ci ho pensato a lungo quando è successo e alla fine mi
sono lamentata con chi di dovere. Se ne sono occupati loro. Ad ogni
modo, sono felice che Ray abbia fatto sentire la sua
voce.”
In un’altra intervista con
Variety sempre in occasione degli impegni promozionali per il
film di Patty Jenkins, Gadot ha rivelato alla celebre
rivista di aver fornito una testimonianza ai fini dell’indagine che
WarnerMedia ha condotto sui comportamenti anti-professionali sul
set di Justice
League. Brevemente, l’attrice ha spiegato: “So che
hanno svolto un’indagine molto approfondita, anche solo per quanto
tempo ho trascorso con loro”.
WarnerMedia ha recentemente annunciato di aver concluso le
indagini e di aver intrapreso “azioni correttive”. Ciò
che comporterà tale messa in atto resta da vedere.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO
Max che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso.
Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su
qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile
nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in
esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare
che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA o su
SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque
non ci resta che aspettare ulteriori notizie.
Il Natale è fatto di atmosfera e
d’amore e non c’è niente di meglio di un film di Natale per
scaldarsi il cuore. Sono alcuni tra le storie più famose
di sempre, alcuni dei film per bambini più amati, alcuni tra i film
demenziali più famosi tra il pubblico. Ecco la nostra lista
di film di Natale da vedere: una scelta tra generi
diversissimi, film di natale recenti e film tradizionali,
film di natale americano e film di natale
che potrete trovare su Netflix.
Film di Natale divertenti
Elf, Jon Favreau (2003).
Un’esilarante rivisitazione dei
film su Babbo Natale, con il fantastico Will Ferrel. Il piccolo
Buddy viene accidentalmente portato al Polo Nord da neonato, e
viene cresciuto tra gli elfi di Babbo Natale. Ma si sente fuori
posto e, una volta adulto, va a New York in cerca del suo vero
padre. Vestito da elfo.
Il Grinch, Ron Howard (2000).
Dalla classica storia di Dr. Seuss, la prima versione
cinematografica prende ulteriore forza dall’irresistibile comicità
di Will Ferrel. Lo scontroso Grinch decide di rovinare il natale
per la felicissima comunità di Whoville. Per gli affezionati,
tenetevi forte: è in arrivo la versione
animata della storia!
S.O.S Fantasmi, Richard Donner (1988).
Il titolo italiano non rende
giustizia a quello originale, “Scrooged”. Una rivisitazione moderna
della storia di Canto di Natale, reso divertentissimo dalla
presenza esilarante di Bill Murray. Frank Cross lavora in
televisione e ha molto successo: ma la sua ambizione lo ha
allontanato dall’amore della sua vita. Ma Frank verrà visitato da
alcuni fantasmi che lo inviteranno a guardare alla propria vita da
un’altra prospettiva.
Film di Natale da vedere, i
classici film americani
Miracolo nella 34ª strada
(1947 e il remake del 1994) di George Seaton e Les
Mayfield.
E’ il classico film di natale per
eccellenza, Miracle on 34th Street del ’47 è noto per essere la
prima versione in bianco e nero ed è stato scelto per la
conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del
Congresso degli Stati Uniti. Nel 1994 Les Mayfield diresse un
remake di altrettanto successo che vedeva nei panni di Kris Kringle
/ Babbo Natale il noto attore e regista Richard Attenborough. La
pellicola è scritta e prodotta da nientemno che John Hughes. Nel
film il Babbo Natale che
inaugura i festeggiamenti natalizi dei grandi magazzini Macy’s a
New York è ubriaco, e così viene sostituito in tutta fretta, su
idea della dinamica direttrice del marketing, Doris Walker, da Kris
Kringle, anziano signore che già aveva rimbrottato aspramente
l’uomo per la sua condotta scandalosa, e sembra (e sostiene
personalmente di essere) l’autentico Babbo Natale.
La vita è meravigliosa, Frank Capra
(1946).
Quale momento migliore del Natale
per imparare ad apprezzare le piccole gioie nella nostra vita? Un
film di uno dei registi migliori di sempre, è la storia di un uomo
la cui vita sempre un problema insuperabile. Quando George Bailey
esprime il desiderio di non essere mai nato, un angelo viene
mandato per esaudire il suo desiderio. George realizzerà quanto la
sua esistenza abbia cambiato la vita di altre persone, rendendole
più felici di quello che sarebbero state senza di lui.
Una poltrona per due, John
Landis (1983).
Un grandissimo cast e un regista di
culto contribuiscono alla fama di uno dei film di Natale più
celebri di sempre. Due dirigenti di una società finanziaria fanno
una scommessa: un loro protetto si scambierà di posto con un uomo
che vive di elemosina. Comicità e società in un film classico.
Canto di Natale, Robert Zemeckis (2009).
Gli adattamenti della storia
natalizia più famosa della storia sono tantissimi, e molto vari. La
versione animata Canto di Natale di Zemeckis si avvale della
performance di
Jim Carrey, le cui espressioni facciali vengono
riportate sul personaggio animato. Ebezener Scrooge, un uomo
scontroso e isolato, incontra i tre fantasmi del Natale, che gli
faranno rivalutare la propria vita e le proprie scelte.
Una generazione è cresciuta con
questo classico per bambini. Il bambino di otto anni viene
accidentalmente lasciato a casa dai genitori in partenza per
Parigi. La sera prima, il bambino era stato messo in punizione dai
genitori e aveva desiderato di non avere una famiglia. Quando si
sveglia in una casa vuota, pensa che i suoi desideri siano stati
esauriti.
Polar Express, Robert Zemekis (2004).
Una storia d’animazione dal regista
e dall’attore di
Forrest Gump, Robert Zemeckis e
Tom Hanks. Il viaggio di un bambino su un treno
diretto al Polo Nord gli mostrerà la bellezza e la gioia della
vita.
Jack Frost, Troy Miller (1998).
Diretto dal regista Troy Miller, il
film è divenuto un vero e proprio “classico” con il tempo, grazie
soprattuto anche alla performance di
Michael Keaton. La pellicola racconta di Frost è
veramente molto unita, nonostante il lavoro conduca Jack lontano da
casa anche per lunghi periodi: è musicista e con la sua band è
impegnato nelle tournée, al termine delle quali ritrova gli affetti
che per lui contano di più, la moglie Gabby e il figlioletto
Charlie. Ma un giorno dentro questa situazione irrompe la tragedia:
rifiutando di andare ad uno spettacolo con la sua band, Jack di
ritorno verso casa ha un incidente d’auto e muore a causa di una
tempesta di neve che riduce la visibilità. La moglie e il figlio
devono inventarsi una nuova vita. Quando arriva Natale, nella
cittadina ricoperta di neve, Charlie, che ha ora 12 anni,
costruisce un pupazzo col quale, poco dopo, comincia a parlare. Il
simpatico pupazzo di neve animato risponde con la voce di Jack, il
quale capisce di essere misteriosamente tornato in vita sotto
questo aspetto.
Film natalizi all’Italiana: le
“Vacanze di Natale”
Vacanze di Natale, Carlo
Vanzina (1983). Il film che ha dato origine ai genere
tutto italiano dei cinepanettoni. A Cortina d’Ampezzo, il romano
Mario si innamora di una donna americana in vacanza con il
compagno. Per gli appassionati del genere, il capostipite è da
vedere.
Natale sul Nilo, Neri
Parenti (2002). I cinepanettoni hanno avuto un boom
all’inizio degli anni Duemila: questo film ha incassato più di 28
milioni di euro. Un film di scelte discutibili, ma celebre tra il
pubblico: la storia di una famiglia disfunzionale in vacanza sul
Nilo, le cui vicende si intrecciano con quelle di un avvocato in
crociera. Sulla stessa nave, due fratelli trovano due anelli
dell’antico Egitto: uno porta fortuna e l’altro porta sfortuna.
Trai titoli più fortunati anche
Merry Christmas (2001), Natale sul Nilo (2002), Natale in India
(2003), Christmas in Love (2004) e Natale a Miami (2005).
QUALCUNO SALVI IL NATALE è un’avventura natalizia realizzata
dal produttore Chris Columbus (“Mamma, ho perso l’aereo”, “Harry
Potter”) e dal regista Clay Kaytis (“Angry Birds – Il film”).
Racconta la storia di Teddy (Judah Lewis) e Kate Pierce (Darby
Camp), fratello e sorella che, nel tentativo di fare una fotografia
a Babbo Natale (Kurt Russell), si ritrovano catapultati in un
viaggio inatteso che è il sogno di ogni bambino. Dopo aver
aspettato Babbo Natale al varco, s’intrufolano nella sua slitta,
causano un incidente e per poco non rovinano il Natale. Nel corso
di una pazza notte, Kate e Teddy collaborano con un Babbo Natale
molto particolare e con i suoi elfi per salvare l’amata ricorrenza
prima che sia troppo tardi.
Qualcuno salvi il Natale 2 (2020)
Sono ormai passati due anni da
quando i fratelli Kate (Darby Camp) e Teddy Pierce (Judah Lewis)
hanno salvato il Natale e molte cose sono cambiate. Kate ora è
un’adolescente cinica e sta trascorrendo controvoglia il Natale a
Cancun in compagnia del nuovo fidanzato della madre e del figlio di
lui, Jack (Jahzir Bruno). Lei non ha alcuna intenzione di accettare
questa famiglia e decide di scappare, ma quando un misterioso
piantagrane con poteri magici minaccia di distruggere il Polo Nord
e di mettere per sempre fine al Natale, Kate e Jack si ritrovano a
vivere una nuova avventura assieme a Babbo Natale (Kurt Russell).
Con la regia e sceneggiatura di Chris Columbus (Mamma, ho perso
l’aereo, Harry Potter) e la partecipazione di Goldie Hawn, QUALCUNO
SALVI IL NATALE: SECONDA PARTE è un’avventura per tutta la famiglia
piena di azione, sentimenti, umorismo e spirito natalizio.
Il Natale di Angela (per bambini – animazione 2018)
Il Natale di Angela è tratto dal
popolare libro per bambini di Frank McCourt (autore
dell’autobiografia Le ceneri di Angela, che ha vinto il premio
Pulitzer). È una storia divertente, commovente e intensa sul potere
della famiglia e sul desiderio innocente di una bambina di
assicurare a tutti di sentirsi al sicuro, protetti e amati almeno a
Natale.
Natale, folle Natale (2019)
Rush Williams (Romany Malco),
celebre DJ di una radio di New York, vizia i suoi quattro bambini
da quando questi ultimi hanno perso la madre. Purtroppo, però,
rimane disoccupato proprio mentre i ragazzi consegnano la loro
lista di costosi regali natalizi. Per permettere a Rush di
continuare a lavorare, la sua produttrice Roxy Richardson (Sonequa
Martin-Green) e sua zia Jo (Darlene Love) decidono di aiutarlo ad
acquistare un’altra stazione radiofonica, ma solo se la famiglia
Williams riuscirà a ridimensionarsi velocemente accettando una vita
più spartana. In questo film commovente, un padre amoroso
riallaccia i rapporti con i figli e apre il suo cuore all’amore. E
così tutti insieme scoprono che la vera gioia arriva non dagli
oggetti, ma dalle persone intorno a sé.
Klaus – I segreti del Natale (2019)
Jesper, il peggior allievo
dell’accademia postale, viene assegnato a un’isola ricoperta di
ghiaccio a nord del Circolo polare artico, dove i litigiosi
abitanti si parlano molto di rado e si scrivono ancora meno. Jesper
sta per gettare la spugna quando trova il sostegno dell’insegnante
Alva e conosce Klaus, un misterioso falegname che vive in una
casetta piena di giocattoli fatti a mano. Queste improbabili
amicizie riportano l’allegria sull’isola, e con essa vicini
generosi, tradizioni piene di magia e calze appese con cura vicino
al caminetto.
Era il 2006, ancora non
lo sapevamo ma quell’estate l’Italia avrebbe trionfato ai mondiali
di calcio, Supermassive Black Hole dei
Muse era in tutte le stazioni radio e, negli Stati
Uniti, i fratelli McElrathbey stavano vivendo
un momento cruciale che cambierà le loro vite per sempre. È
arrivato su Disney+Safety – sempre al tuo
fianco, che racconta la storia vera di Ray e suo
fratello Fahmarr.
Ray
McElrathbey è un ragazzo diligente, studioso e
responsabile che, arrivato al college per studiare e giocare a
football, vedrà i suoi piani cambiare radicalmente quando la mamma,
dopo l’ennesima ricaduta nel tunnel della tossicodipendenza,
lascerà il fratellino di 11 anni da solo a casa. Che fare? L’unica
soluzione possibile per Ray è portare Fahmarr di nascosto al suo
dormitorio e cercare di occuparsi di lui, dando alla mamma il tempo
necessario per rimettersi in sesto. Le cose però non vanno come
sperato e la battaglia che Ray si trova a dover affrontare è fatta
di tanti altri mille ostacoli. Safety è un film
sulla speranza, la caparbietà, l’amore fraterno, i legami
indissolubili e la solidarietà che si trova nelle persone, è un
film che ispira e ti fa credere nel prossimo. Una grande storia di
emancipazione e fiducia, come quella di Ray nei suoi compagni di
squadra alla Clemson University, che lo aiuteranno a combattere le
sue battaglie.
Il film è interpretato
daJay
Reeves, nel ruolo di Ray e dall’esordiente
Thaddeus J. Mixson in quello di Fahmarr, insieme a
Corinne Foxx, Matthew Glave, Hunter Sansone, Amanda Warren,
Miles Burris, Isaac Bell, Elijah Bell e James
Badge Dale. Safety è diretto da
Reginald Hudlin e prodotto da Mark
Ciardi, che abbiamo “incontrato” via zoom insieme a
RayMcElrathbey in persona, per
farci raccontare questa esperienza.
Jay
Reeves è il primo che prende la parola per raccontare
l‘emozione di questo ruolo: “Questa storia ha significato così
tanto per me sin dal primo giorno, ero sopraffatto dalle emozioni,
ricordo di aver letto il copione con la descrizione del mio ruolo e
di essermi fatto subito coinvolgere, ero spaventato dalla
responsabilità ma volevo a tutti i costi farne parte.”
Quando a Ray viene
chiesto com’è ritrovarsi ad essere il protagonista di un film
basato sulla propria vita, lui non ha dubbi: “È un’esperienza
meravigliosa, ho sperato che accadesse, sono felice di poterne
parlare insieme a tutte le persone che hanno reso possibile il
tutto, essere parte di qualcosa che riguarda la mia vita e che
resterà in futuro è fantastico e irreale! Ma ho comunque solo 34
anni magari riuscirò a fare qualcosa per un capitolo due”.
Per il produttore del
film, Mark Ciardi, ha dichiarato che “portare
questa storia su grande schermo era necessario”. “Conosco
la storia dal 2006, questi ragazzi sono stati ovunque, da Ophrah
alla BBC – ha dichiarato – ne ero davvero colpito, anche
dopo aver visto solo un paio di minuti di servizio, sentivi di
amare questi ragazzi, a volte devi farti guidare dal tuo istinto.
Eravamo pronti nel 2006 per portare questa storia ancora di più
alla ribalta ma poi le cose cambiano, quando è subentrata Disney+ ci è sembrato perfetto, è
subentrato Regi (il regista, ndr), abbiamo riscritto delle cose e
fatto il casting. È davvero tutta questione di istinto, ci sono
tantissime storie bellissime che hanno bisogno di essere
raccontate, devi solo capire quali sono giuste per un
film”.
A chiudere l’incontro è
il regista Reginald Hudlin, al quale abbiamo
chiesto come ha saputo bilanciare l’ironia con la difficoltà dei
temi trattati, visto che nel film si piange e si ride alla stessa
maniera: “Ho fatto molti film, ognuno di un genere diverso, e
quello che ho amato di questo film è che ha tutto al suo interno.
Quando sei al College con i tuoi amici passi il tempo a divertirti,
se in più c’è tuo fratello piccolo, le situazioni diventano
comiche, queste parti comiche hanno aiutato a bilanciare le
situazioni più drammatiche del film, è come la vita, che di per sé
ha diverse sfumature. Non ci sono cattivi in questa storia ci sono
diversi aspetti di una circostanza, non puoi arrabbiarti con
nessuno in realtà. Provano tutti a fare del loro meglio, adoro che
la gente rida e dieci minuti dopo stia piangendo. Ho fatto un test
con alcuni amici, li ho invitati a vedere il film, mi sono seduto
in fondo e li ho sentiti ridere, quando sono arrivati gli ultimi 15
minuti e sono tutti scoppiati a piangere, ero così felice di essere
riuscito a toccare l’animo di quelle persone con questa storia, con
questi personaggi, ne ero grato.”
Safety – sempre
al tuo fianco vi aspetta su Disne+. Nel film anche un
cameo di Giorgio Tavecchio, il campione italiano di football
americano che ha militato a livello professionistico nel ruolo di
kicker nella National Football League (NFL) e che compare in una
scena del film.
A volte la realtà supera la più
fervida immaginazione e la vita ci regala storie incredibili, di
uomini e donne che combattono per i propri ideali e per una libertà
che troppo spesso il mondo gli nega. Oggi vi parliamo di uno di
questi silenziosi eroi, Deborah Feldman,
scrittrice americana ma di origini tedesche, autrice di uno dei
libri più chiacchierati e scioccanti degli ultimi anni.
Nel 2012 la Feldman pubblica
infatti la sua autobiografia, un libro di memorie dedicate alla sua
esperienza nella comunità chassidica Satmar, una
frangia degli ortodossi ebraici che vive rispettando un rigido
codice comportamentale. L’autrice nel libri racconta della sua
crescita in un regime così restrittivo e della sua fuga verso la
libertà.
Una storia forte ed emozionante
quella di Deborah che ha spinto Netflix,
ben otto anni più tardi, a trasformare il suo libro in una
miniserie che ha fatto strage di consensi tra pubblico e critica.
Se volete saperne di più, venite quindi con noi a scoprire
tutto quello che c’è da sapere su Deborah Feldman,
sulla sua incredibile vita e sul suo successo letterario.
Deborah Feldman biografia: la
repressione chassidica
Nata a New York il 17 agosto del
1986, Deborah Feldman è cresciuta all’interno della comunità
chassidica Satmar di Williamsburg, a Brooklyn.
Questo particolare gruppo legato alla religione
ebraica, sorge come movimento di rinascita spirituale
durante il XVIII secolo in Ucraina e in tutta l’Europa orientale.
Oggi invece la maggior parte dei gruppi religiosi di questo tipo è
concentrato in Israele e negli Stati Uniti.
Il chassidismo
oggi viene considerato come una sottocategoria del
giudaismo ultraortodosso, noto per le sue regole
rigide, un conservatorismo religioso e sociale che porta ogni
membro all’isolamento nei confronti del mondo esterno. Coloro che
praticano il chassidismo sono divisi in sette
indipendenti, conosciute come corti o
dinastie. All’interno di ciascuna di esse i membri
sono obbligati all’ossessiva devozione religiosa, alla riverenza e
alla sottomissione nel confronti del Rebbe, capo
della setta.
Figlia di un praticante del
chassidismo e di un’estranea alla comunità (poi convertita) di
origini ebraica tedesca, Deborah cresce proprio in uno di questi
microcosmi socio-religiosi. Quando suo padre, malato di mente,
viene interdetto e sua madre lascia la comunità facendo coming
out, la ragazza viene affidata ai nonni. La coppia di anziani,
entrambi sopravvissuti all’Olocausto, cresce Deborah in un regime
altamente repressivo. La giovane Feldman deve osservare alla
lettera le regole della comunità, senza farsi abbagliare dalla
progressiva società americana.
Nella sua vita la religione ha un
ruolo centrale, le è proibito leggere testi non approvati o anche
solo di mettere piede in una biblioteca. Succube dei nonni e di
questo assurdo regime spirituale, Deborah viene data in sposa
all’età di soli diciassette anni per poi mettere al mondo un figlio
solo due anni più tardi. Ma quello che per alcuni potrebbe essere
l’ennesima corda a tenerla legata alla setta, diventa invece la sua
ancora di salvezza.
Deborah Feldman, una storia
vera
La nascita di suo figlio
rappresenta per Deborah la svolta, il punto di non ritorno. Da
madre si rende conto di essere in trappola e di aver condannato una
creatura innocente a subire lo stesso destino. Nel 2006,
Deborah lascia Williamsburg insieme a suo marito e
suo figlio e comincia lentamente a cambiare vita.
Di nascosto inizia a
studiare letteratura, a leggere testi provenienti da ogni
parte del mondo e ad ampliare la sua mente e la sua conoscenza. In
breve tempo anche il suo atteggiamento cambia; Deborah si sente più
libera, lontana dalla comunità, e comincia ad abbracciare la
cultura statunitense. Nel suo armadio compaiono i primi jeans
attillati e i tacchi alti, semplici strumenti di ribellione ad anni
di repressione.
Quello stesso anno, Deborah deciso
di fuggire con suo figlio, lasciano la comunità chassidica e il
marito. Per mesi vive a casa di amici e nel frattempo consulta i
migliori avvocati per non perdere la custodia di suo figlio.
Passano gli anni e la Feldman riprende lentamente in mano la sua
vita senza mai girarsi indietro. Dopo aver detto definitivamente
addio alla sua famiglia e alla setta, Deborah si
trasferisce in Germania, a Berlino, stabilendosi nel
quartiere di Neukölln. Qui, grazie alla sua istruzione, riesce a
trovare lavoro come scrittrice.
Beborah Feldman, libri: la fuga in
Germania e la carriera di scrittrice
Nella città di Berlino Deborah
trova il suo piccolo angolo di paradiso. Costretta per anni a
vivere lontano da tutto, per la prima volta la Feldman si trova a
contatto con cultura e innovazione. La donna sente subito una
connessione con questa città che, oltre a mostrare tanta bellezza,
racchiude anche tantissima sofferenza. Deborah infatti pensa al
passato nazista di Berlino, al suo credo religioso e alla sua
eredità familiare, legata a doppio filo con la storia della città.
Tutti questi sentimenti contrastanti che si agitano in lei trovano
sfogo sulla carta.
Un anno più tardi, nel 2014,
l’autrice pubblica un secondo libro dal titolo Exodus: A
Memoir, che racconta della sua nuova vita in Germania,
da madre single e libera. Ormai libera da ogni costrizione, la
Feldaman decide di intraprendere un viaggio attraverso l’Europa,
alla ricerca delle sue origini, sperando di ricostruire la vita di
sua nonna durante l’orrore dell’Olocausto.
Deborah Feldman, Unorthodox: dal
libro alla serie Netflix
Grazie all’incredibile successo
ottenuto dal libro, nel 2020 Netflix ha
deciso di trasformare Unorthodox e la storia
di Deborah Feldman, in una serie tv. Vagamente
ispirata all’autobiografia della Feldman, la miniserie in quattro
episodi fa il suo debutto sulla famosa piattaforma di streaming il
26 marzo del 2020, facendo strage di
visualizzazioni in tutto il mondo. Creata e diretta da Anna
Winger e Alex Karolinski, e diretta da
Maria Schrader, la serie racconta, in maniera
romanzata, della fuga di una giovane donna dalla sua comunità.
https://youtu.be/wt7YcCJwNH0
Esty (Shira Haas)
ha diciannove anni e vive una vita di completa repressione e
sottomissione. Bloccata in un matrimonio combinato e in una
comunità religiosa ultraortodossa di Williamsburg, Esty decide di
fuggire e raggiungere la città di Berlino. Nella capitale tedesca,
infatti, vive sua madre, separatasi anni prima da suo padre, membro
attivo della comunità. Qui la ragazza scopre un nuovo mondo,
fatto di libertà di espressione, pieno di cultura e divertimento,
tutto quello che le era stato negato dalla sua dottrina
religiosa.
Tuttavia, per Esty i problemi sono
dietro l’angolo. Suo marito, infatti, dopo aver scoperto che la
moglie aspetta un figlio, si reca a Berlino per ordine del loro
rabbino, per cercare di ritrovare la fuggitiva e riportarla a
casa.
Come si evince dalla trama di
Unorthodox,
la storia non è esattamente come quella descritta da
Deborah Feldman nella sua autobiografia. Netflix ha
infatti utilizzato il libro della scrittrice come punto di
partenza, raccontando la storia di una donna incredibile alla
ricerca della sua libertà. Per chiarire ulteriormente il tono della
serie, Netflix ha anche prodotto un documentario dal titolo
Making
Unorthodox. Quest’opera, oltre a raccontare del dietro
le quinte e del complesso processo creativo, fa anche un raffronto
tra il libro della Feldman e la miniserie.
Deborah Feldman libri in
italiano
Unorthodox non è solo
una storia toccante e piena di coraggio, è anche il racconto della
difficile vita dell’autrice. Decidere di mettere nero su bianco
delle esperienza di vita così personali e complesse dal punto di
vista psicologico, non è una passeggiata. Né tanto meno lo è
decidere di trasportare tutto dalla dimensione così intima delle
pagine stampate a quella televisiva.
In una recente intervista
rilasciata al New York
Times, Deborah Feldman ha raccontato
com’è stato per lei accettare di scendere a compromessi con
Netflix, per far conoscere al mondo la sua
storia.
“Pensavo di essere preparata.
Ho vissuto, scritto e parlato di tutto questo per anni ma queste
erano altre persone – non io – che interpretavano, creavano
immagini, interpretavano parti e tagliavano le scene. Per la prima
volta ho potuto vedere come gli altri avrebbero interpretato o
recepito l’esperienza […] E’ come se parlassi a un terapista per
anni e alla fine di tutto, ti presentasse un libro con tutte le tue
esperienze di vita. Le leggeresti e faticheresti a riconoscerle
perché ti sono state restituite da una prospettiva diversa. […] “.
[fonte: New York
Times]
Inoltre, per tutti coloro che
volessero approfondire l’argomento, su IBS
trovate entrambi i libri di Deborah Feldman. Un
avvertimento. Mentre il primo volume è disponibile nella versione
italiana dal titolo Ex ortodossa. Il
rifiuto scandaloso delle mie radici chassidiche, il
secondo libro della Feldman, Exodus: A
Memoir, non è ancora stato tradotto ma è disponibile
nella sua versione in inglese. Su Amazon, inoltre, è
possibile acquistare entrambi i volumi della scrittrice i formato
digitale per Kindle.
Tatooine è senza dubbio il pianeta
più iconico dell’intero universo di Star Wars e ha ospitato alcuni dei momenti più
significativi e memorabili del franchise. La Saga
degli Skywalker è iniziata e finita sul pianeta orbitante. In
attesa di scoprire dove ci condurranno i nuovi film della saga,
ecco che Screen
Rant ha raccolto gli avvenimenti più importanti avvenuti sul
pianeta desertico.
La nascita di Anakin Skywalker
Ogni storia ha un inizio e
l’inizio della saga degli Skywalker è avvenuto su Tatooine (anche
se fuori dallo schermo). Mentre l’esatta natura del concepimento e
della nascita senza padre di Anakin è ancora sconosciuta, l’idea
generale è ben nota a tutti: la Forza, in risposta al suo uso
deformato dalla Regola dei Due dei Sith e dal severo dogma dei
Jedi, ha creato Anakin Skywalker.
O lo ha creato Darth
Plagueis?Ancora una volta, non è del tutto
chiaro. Ciò che è chiaro è l’impatto che la nascita di Anakin ha
avuto sull’universo di
Star Wars. Tutto ciò che seguì – dalla Purga Jedi
alll’ascesa dell’Impero, dalla fine alla resurrezione e alla
seconda vera morte di Palpatine – ruotò attorno ad Anakin e alla
profezia che lo circondava. Tutto è iniziato su
Tatooine.
La fuga della regina Padme Amidala
La prima visita cronologica
sullo schermo a Tatooine è avvenuta in
La minaccia fantasma. Dopo essere fuggita dall’occupazione
di Naboo da parte della Federazione dei Mercanti, la regina Amidala
e la sua scorta Jedi sbarcarono nel mondo dell’Orlo Esterno per
nascondersi, fare rifornimento e ripararsi. Questo atterraggio
apparentemente casuale ha scatenato diversi eventi importanti.
In primo luogo, ha visto la
primissima istanza di un uomo che si è piazzato al primo posto in
una gara di pod. In secondo luogo, ha visto il primo scontro tra un
Cavaliere Jedi e un Signore dei Sith nel corso di un millennio. La
missione di Darth Maul su Tatooine pose fine a un’era prolungata di
fuga dai Sith, e la sua apparizione a Qui-Gon e Obi-Wan segnò
l’inizio della fine per l’Ordine Jedi. Infine, l’arrivo di Amidala
e del suo gruppo portò alla scoperta di Anakin da parte dei Jedi e
alla sua successiva partenza da Tatooine.
Il ritorno di Anakin Skywalker
Un decennio dopo aver
lasciato Tatooine, Anakin tornò con Padme per cercare sua madre.
Questo ritorno a casa ha segnato la sua prima svolta importante
verso il Lato Oscuro nel massacro di una tribù di Tusken, in
seguito alla morte di sua madre per mano loro.
Stabilisce le tendenze di Anakin
riguardo alla perdita, la sua capacità di violenza e vendetta e il
suo disaccordo con gli elementi del codice Jedi. Tutti questi
diventeranno fattori enormi nella successiva caduta di Anakin.
L’arrivo di Luke Skywalker
Dopo la nascita di Luke e
Leia Skywalker, i bambini furono divisi e nascosti per proteggerli
da Vader e dall’Imperatore. Leia divenne Leia Organa e crebbe su
Alderaan, mentre Luke fu mandato a vivere con il fratellastro di
Anakin, Owen, e sua moglie Beru su Tatooine. Là è stato sorvegliato
da un Obi-Wan Kenobi in esilio.
L’educazione di Luke su Tatooine è
ovviamente importante per motivi legati alla storia, ma è anche
significativa dal punto di vista tematico. Il parallelismo tra
Anakin e Luke (e alla fine con Rey) è centrale nella struttura
ciclica della storia di
Star Wars, e molto di quel parallelismo è tratto dalla
loro reciproca infanzia su Tatooine.
La morte di Darth Maul
Dopo essere stato utilizzato impropriamente
nella saga cinematografica
Star Wars, Darth Maul ha visto una massiccia rinascita in
The Clone Wars e Star
Wars: Rebels. I suoi archi animati lo hanno visto
sopravvivere al duello de La minaccia fantasma, riunirsi con suo
fratello Savage e compiere una serie di omicidi attraverso la
galassia, uccidendo Jedi e radunando varie forze della malavita per
la sua causa.
In tutto questo, Maul aveva un
obiettivo principale: vendicarsi di Obi-Wan Kenobi. Dopo numerosi
scontri, inseguimenti, rapimenti e l’uccisione dell’ex amante di
Obi-Wan, i due si incontrano per l’ultima volta nell’episodio di
Rebels dal titolo “Twin Suns”, su Tatooine. Si tratta
dell’episodio più famoso e acclamato dell’intero spettacolo, e il
duello finale tra Obi-Wan e Maul – che termina con la morte dei
Sith – è qualcosa che ogni fan di Star Wars dovrebbe vedere.
La ricerca di Obi-Wan Kenobi
Per anni Obi-Wan visse
pacificamente in esilio su Tatooine, tenendo il giovane Luke
Skywalker sotto un occhio vigile e protettivo. Tutto è cambiato
quando, in preda alla disperazione, la Principessa Leia ha inviato
R2-D2 e C-3PO sulla superficie del pianeta per trovare Obi-Wan e
chiedergli di consegnare i piani della Morte Nera all’Alleanza
Ribelle. I droidi riuscirono in questa impresa e le avventure di
Luke iniziarono.
Ovviamente, l’arrivo dei droidi ha
avuto importanti ripercussioni per Luke (la morte dei suoi zii e la
sua partenza da Tatooine) e successivamente per la galassia.
Sembrava anche avere un impatto sulla vita in generale su Tatooine,
secondo The Mandalorian. Nell’episodio della
seconda stagione “The Marshal”, Cobb Vanth racconta come
Tatooine fu occupata dalle forze imperiali durante gran parte della
Guerra Civile Galattica, probabilmente in parte a causa del
dispiegamento alla ricerca di R2-D2 e C-3PO.
Il salvataggio di Han Solo e la morte di Jabba The Hutt
Per decenni, Jabba the Hutt
ha governato gli insediamenti sparsi di Tatooine dall’oscuro mondo
sotterraneo del pianeta. Gli Hutt gestivano la tratta degli schiavi
nei giorni prima dell’Impero, così come il circuito di podracing,
il gioco d’azzardo e il contrabbando. Gestivano anche racket di
protezione e sollecitavano “tasse sull’acqua”, affermandosi come i
capi del mondo criminale e il governo del pianeta.
Gran parte di quell’equilibrio fu
sconvolto poco prima della caduta dell’Impero, quando la missione
per salvare Han Solo dal palazzo di Jabba the Hutt si concluse con
la morte del gangster. Jabba era una forza temuta in tutta la
galassia e la sua scomparsa avrebbe inviato effetti a catena ben
oltre il Mare delle Dune.
E, naturalmente, il salvataggio di Han alla fine ha portato alla
nascita di Ben Solo, che ha svolto un ruolo importante nell’era
della Nuova Repubblica e oltre.
L’uccisione del drago Krayt
Questo particolare evento potrebbe
non sembrare così significativo per la storia galattica come gli
altri in questa lista, ma ha alcune ramificazioni abbastanza
sostanziali. In particolare, segna la prima dichiarazione ufficiale
di pace tra i Tusken e gli abitanti degli insediamenti di Tatooine.
La cooperazione tra Mos Pelgo e il popolo di indigeni è senza
precedenti e potrebbe essere di buon auspicio per il futuro del
pianeta se durasse.
La visita di Din Djarin a Mos Pelgo
è significativa anche per la sua acquisizione dell’armatura da
battaglia mandaloriana di Boba Fett. Il famoso cacciatore di
taglie, ultimo clone vivente di Jango Fett, ha svolto un ruolo
notevole in gran parte della saga degli Skywalker, e il suo ritorno
dalla morte potrebbe avere effetti galattici più ampi. È anche il
primo caso noto di qualcuno che è sopravvissuto a un Sarlacc.
La sepoltura di Luke e le spade laser di Leia
Questo è un altro evento più significativo
dal punto di vista tematico che narrativo, ma è comunque
significativo. Dal momento che la Saga degli Skywalker è iniziata
su Tatooine, così finisce lì. Sebbene non sia un finale
universalmente amato della storia (così come tutto
L’ascesa di Skywalker), Rey che ritorna alla fattoria
dell’umidità di Skywalker per seppellire le spade laser di Luke e
Leia offre un senso di chiusura su un’intera epoca estesa di
Star Wars.
Indipendentemente da come si abbia accolto il
finale, una cosa è certa: è giusto che Tatooine sia rimasta al
centro di Star Wars fino alla fine.
Sono
tornate due autentiche superstar della musica italiana ed
internazionale, tra i più famosi autori italiani di colonne sonore
di film, vere e proprie leggende della storia della pop
culture del nostro Paese: gli Oliver Onions!
Il duo composto
da Guido e Maurizio De Angelis, che ha
scritto le musiche di cult assoluti, in Italia e nel
mondo, da Sandokan a Orzowei passando
per i celebri film di Bud Spencer e Terence
Hill, per le quali sono stati protagonisti sia come autori
che come arrangiatori e interpreti, ha deciso di far rivivere uno
dei loro brani di culto, il Coro dei Pompieri
di …altrimenti ci
arrabbiamo!, in una
speciale versione natalizia arrangiata e prodotta da
Ricky Quagliato, che fonde inconfondibili sonorità 80’s
tra synth e campionatori con un sound 2.0 di grande impatto,
addobbato a festa da campanelli natalizi e sonorità gioiose.
Il brano
uscito per BMG, una sorpresa natalizia che anticipa il ritorno
discografico degli Oliver Onions previsto per la primavera 2021, è
già disponibile in streaming e su tutte le piattaforme
digitali. Il lala la la
lalla più famoso della storia del cinema, torna oggi in
una inedita veste accompagnata da un videoclipcon ospiti
d’eccezione. Tanti gli amici che hanno deciso di
rendere omaggio ai due maestri della colonna sonora, in un video
che vediamo proiettato all’interno di un cinema – purtroppo vuoto
come accaduto in questo anno – con la speranza e
l’augurio di trascorrere queste festività con serenità e un pizzico
d’allegria, in vista del nuovo anno e del nuovo
progetto degli Oliver Onions.
Il parterre
di amici che hanno partecipato al videoclip,
provenienti dal mondo della musica, del cinema, della radio, è
vastissimo: Ale&Franz, Brunori Sas, Claudia Gerini,
Claudia Pandolfi, Cristina D‘Avena, Daniele Adani, Eugenio in Via
di Gioia, Fabio Armiliato, Fabio Volo, Francesco Gabbani, Frankie
Hi-nrg, Jerry Calà, Kabir Bedi, Lorenzo Branchetti, Luca Abete,
Luisa Corna, Neri Marcoré, Nicola Ventola, Nina Zilli, Nino
Frassica, Omar Fantini, Panpers (Andrea Pisani e Luca Peracino),
Ricchi e Poveri, Rita Pavone, Rosita Celentano, Scintilla (Gianluca
Fubelli), Simona Molinari, Tommaso Paradiso, Trio Medusa (Furio
Corsetti, Gabriele Corsi e Giorgio Daviddi) con Francesco Lancia,
Tutti Nudi (Antonio Mezzancella, Dj Osso e Pippo Lorusso), Vince
Tempera.
Debutta in fumetteria e sullo shop
online di Sergio Bonelli Editore il team-up tra Zagor e
Flash, che ci condurrà nel cuore della foresta di Darkwood
in una prospettiva del tutto inedita.
“La Scure e il
Fulmine”, questo il titolo dell’albo, sarà composto di 32
pagine a colori in formato 16×21 cm, con una storia scritta da
Giovanni Masi & Mauro Uzzeo e disegnata da
Davide Gianfelice con i colori di Luca
Saponti. Lo speciale numero 0 a tiratura limitata sarà
presentato con due copertine interconnesse tra loro, entrambe
firmate da Carmine Di Giandomenico.
Ad arricchire l’albo – che vede
faccia a faccia lo Spirito con la Scure, creato da Guido
Nolitta e realizzato graficamente da Gallieno
Ferri, e The
Flash, creato da Gardner Fox e
Harry Lamper – ci saranno anche tante curiosità e
dietro le quinte del nuovo capitolo dell’eccezionale progetto di
crossover in cui gli Eroi bonelliani incontrano quelli
dell’universo DC.
Dopo “Relazioni pericolose”, l’albo
che aveva testimoniato il primo incontro tra Dylan Dog e Batman (o
meglio: tra Joker e Xabaras), ora è il momento di Barry Allen e
Zagor, due eroi che da oltre sessant’anni intrattengono lettori di
ogni età con storie ricche di colpi di scena, disegni mozzafiato e
incredibili misteri.
L’attesissimo Spider-Man
3 con Tom
Holland – che non ha ancora un titolo ufficiale –
è chiaramente uno dei progetti più attesi dell’ambiziosa Fase 4 del
MCU, soprattutto a causa
dell’esplorazione del concetto di Multiverso. Nelle ultime
settimane, il cast del trequel è cresciuto in maniera significativa
fino a diventare una sorta di enorme contenitori di personaggi
legacy dei due precedenti franchise di Spider-Man
ad opera della Sony, con l’aggiunta del Doctor Strange di Benedict Cumberbatch ha ulteriormente
consolidato le teorie secondo cui la prossima avventura di Peter
Parker collegata al MCU avrà molto a che fare con l’esistenza di
universi coesistenti.
Secondo quanto riferito, Andrew Garfield, che ha interpretato l’Uomo
Ragno in The Amazing Spider-Man, tornerà per Spider-Man 3 così come
Tobey Maguire, che ha interpretato il
simpatico arrampicamuri nella trilogia di Sam Raimi. A parte le
precedenti iterazioni di Peter Parker, nel nuovo film dovremmo
rivedere anche una sfilza di cattivi già noti al grande pubblico,
come l’Electro di Jamie Foxx, il Doctor Octopus di Alfred Molina, il Green Goblin di Willem Dafoe e il Sandman di Thomas Haden Church, nonostante manchi ancora
una conferma ufficiale da parte di Sony e Marvel.
Come se tutto ciò non fosse già
abbastanza, si vocifera che anche
Charlie Cox dovrebbe tornare nei panni di Matt
Murdock/Daredevil nel film. Insomma, Spider-Man 3
si troverà a dover bilanciare una quantità potenzialmente
sconfinata di personaggi appartenenti all’universo dell’Uomo Ragno,
e sarà di sicuro emozionante scoprire cosa hanno in serbo il
regista Jon Watts e i Marvel Studios per i tutti
fan. Ora, una nuova voce potrebbe aver offerto un nuovo indizio sul
futuro dell’universo condiviso post-Spider-Man
3.
Durante l’ultimo episodio del
podcast The
DisInsider Show (via
The Direct), i conduttori Skyler Shuler e Derek Cornell hanno
condiviso un rumor a proposito dei Marvel Studios durante lo spazio
“Rumor of the Week”. Va sottolineato che le notizie che Shuler e
Cornell condividono durante questo segmenti non devono essere prese
come conferme, ma piuttosto come semplici voci di corridoio.
Ad ogni modo, Cornell ha detto che i
Marvel Studios “hanno esteso l’accordo con Sony relativo ai
diritti su Spider-Man” perché l’arrampicamuri avrà “un ruolo
fondamentale” nel futuro dell’Universo Cinematografico Marvel.
Anche se queste dichiarazioni sono da prendere con la dovuta
cautela, si tratta comunque di indiscrezioni decisamente
interessanti, dal momento che implicano che lo Spider-Man di
Holland rimarrà nell’universo condivsio al di là di ciò che accadrà
nell’atteso threequel.
Cosa sappiamo di Spider-Man 3?
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 – si
sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato –
l’annunciato Spider-Man 3 – e per un
altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi
del MCU.
Gemma Chan ha avuto un piccolo ruolo in
Captain
Marvel del 2019 nei panni di Minn-Erva. In molti
pensavano che fosse stato uno vero spreco per la talentuosa
attrice: ecco perché sono rimasti estremamente sorpresi quando è
stato annunciato che la stessa era stata scelta per interpretare
per Sersi ne Gli
Eterni.
Anche se Chan era quasi
irriconoscibile nei panni della Kree dalla pelle blu, il fatto che
avrebbe interpretato un altro personaggio del MCU così presto è stato un fatto
sicuramente degno di nota. Durante un’intervista con
The Hollywood Reporter, Chan ha finalmente fatto luce su come
sia entrata a far parte del cast de Gli Eterni, e
probabilmente non sorprenderà più di tanto apprenderà che il suo
coinvolgimento è stata opera di Kevin Feige…
“Ho incontrato Kevin Feige
durante la stagione dei premi, all’epoca di Crazy & Rich. Di punto
in bianco si è avvicinato e mi ha detto: ‘Ci piacerebbe riaverti
indietro’. Forse sto parafrasando male, ma immagino che lui abbia
visto il film e abbia pensato: ‘Ci piacerebbe poterti utilizzare
meglio. Ci piacerebbe che tornassi. Vogliamo che tu faccia
qualcos’altro, quindi troviamo quel progetto’. L’unica cosa è che
non avevo idea che sarebbe accaduto tutto così in fretta. È stato
davvero gentile da parte sua dirlo.”
Gemma Chan ha poi spiegato che ha dovuto
comunque sostenere un provino nonostante avesse già recitato in un
progetto dell’Universo Cinematografico Marvel, e sebbene l’attrice
non abbia potuto rivelare molto su Gli Eterni, stando alle
sue parole sembra che il film sarà qualcosa di davvero molto
speciale…
“Sembra molto diverso. È una
storia davvero epica. Molto ambiziosa. Ci sono molti nuovi
personaggi. Sento che sarà un film di supereroi totalmente diverso
da tutti gli altri. Sembra una cosa ovvia da dire, ma stanno
davvero cercando di fare qualcosa di diverso con questo film.
Stiamo tutti incrociando le dita sul fatto che funzioni e che le
persone lo amino. Abbiamo girato molto in varie location, usando
tantissima luce naturale. Abbiamo fatto anche cose in studio, ma la
maggior parte del film è stata girata all’aperto. Non abbiamo
utilizzato tantissimo il blue screen, a differenza invece di
Captain Marvel.”
Gli Eterni, diretto
da Chloe Zhao, vedrà nel cast Angelina
Jolie (Thena), Richard
Madden (Ikaris), Kit
Harington (Black Knight), Kumail
Nanjiani (Kingo), Lauren
Ridloff (Makkari), Brian Tyree
Henry (Phastos), Salma
Hayek (Ajak), Lia
McHugh (Sprite), Gemma
Chan (Sersi) e Don
Lee (Gilgamesh). La sceneggiatura è stata scritta
da Matthew e Ryan
Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 12
febbraio 2021.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il
cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi
immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi
Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le
fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un
aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un
uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama
muoversi tra gli umani.
Arriva da
The Hollywood Reporter la notizia che l’attrice britannica
Naomi Ackie è stata scelta come interprete di
Whitney Houston nell’annunciato biopic dedicato
all’icona della musica mondiale, tragicamente scomparsa nel 2012
all’età di 48 anni.
Naomi Ackie ha
raggiunto la fama internazionale grazie al ruolo di Anna nel film
Lady Macbeth di William Oldroyd al fianco di
Florence Pugh. Lo scorso anno l’abbiamo vista nei panni di
Jannah, un’alleata della Resistenza, in Star Wars: L’ascesa di Skywalker di
J.J. Abrams. In tv ha preso parte all’acclamata serie
Il biopic si
intitolerà I Wanna Dance with Somebody, in
onore della celebre hit della cantate datata 1987, e sarà diretto
da Stella Meghie, regista di The
Photograph con Issa Rae e Lakeith Stanfield. Gli eredi
della cantante, la società Primary Wave e Clive
Davis (il celebre produttore che scoprì la Houston)
collaboreranno attivamente al biopic.
Il coinvolgimento della Houston
Estate permetterà al film di poter utilizzare le canzoni originale
della cantante: il film, dunque, impiegherà i più grandi successi
che hanno contribuito a rendere la Houston una delle più amate
interpreti a livelli mondiale, come Saving All My Love for
You, Greatest Love of All e I Will Always Love
You.
“Abbiamo trascorso la stragrande
maggioranza dell’ultimo anno alla costante ricerca di un’attrice
che potesse incarnare Whitney Houston”, ha spiegato alla fonte
la regista. “Naomi Ackie ci ha impressionato durante ogni fase
del processo di casting. Sono stata catturata dalla sua enorme
capacità di incarnare la presenza scenica di un’icona globale. Mi
ha commessa vedere il modo in cui è riuscita a portare l’umanità
nella sua vita interiore.”
I Wanna Dance with
Somebody sarà sceneggiato e prodotto da Anthony
McCarten, già sceneggiatore e produttore di Bohemian
Rhapsoy, il biopic con Rami
Malek nei panni di Freddie Mercury. Sony e TriStar dovrebbero
distribuire il film a novembre del 2022.
A proposito del
biopic, Clive Davis aveva dichiarato: “In
base alla mia esperienza personale e professionale con Whitney,
dalla sua adolescenza fino alla sua tragica e prematura scomparsa,
so per certo che la sua storia non è ancora stata raccontata per
intero. Sono davvero felice che Anthony McCarten si sia impegnato
per realizzare una sceneggiatura senza alcun tipo di preclusione,
musicalmente ricca, che rivela finalmente la vera Whitney,
un’artista la cui voce ha profondamente influenzato il mondo,
mentre lei stessa combatteva contro quei demoni che sarebbero stati
poi la sua rovina.”
La storia di Whitney Houston
Whitney
Houston è stata una delle donne di maggior successo
discografico, la quarta donna per numero di vendite negli Stati
Uniti, con circa 55 milioni di dischi certificati
dalla RIAA. Le sue vendite complessive di album e
singoli sono di 200 milioni di copie. Tra gli altri record, detiene anche il
primo posto nella classifica degli artisti di colore di maggior
successo insieme a Michael Jackson, e nel
2006 il Guinness dei Primati l’ha
dichiarata “l’artista più premiata e famosa di tutti i
tempi”.
Sono stati rivelati i dettagli su
una scena presente a metà dei titoli di coda di Wonder
Woman 1984, l’atteso sequel del cinecomic DC che vedrà
Gal Gadot e
Chris Pine diretti ancora una volta da Patty Jenkins.
Nonostante gli screener concessi
alla stampa americana fossero privi di scene post-credits al fine
di evitare spoiler, il film è uscito ieri in alcuni mercati
internazionali ed ecco che online è già apparso un resoconto di ciò
che vedremo una volta conclusasi la nuova avventura di Diana. Se
non volete rovinarvi la sorpresa, vi invitiamo a non proseguire nella
lettura dell’articolo!
ATTENZIONE: SEGUONO
SPOILER SU WONDER WOMAN 1984!
Come riportato da
Bleeding Cool, la scena mid-credits in questione – una scena
che appare a metà dei titoli di coda – è interpretata dall’attrice
originale di Wonder Woman, ossia Lynda Carter. Nella scena rivela che il suo
nome è Asteria e che è la precedente proprietaria dell’armatura
dorata dell’aquila reale che Diana Prince indossa nel sequel.
Dopo aver salvato qualcuno, la
guerriera di Themyscira lascia intendere di aver servito nell’ombra
per diverse centinaia di anni (da quando ha trovato la sua strada
nel mondo degli uomini). L’attrice fa l’occhiolino alla telecamera
prima che la scena finisca, un ironico riferimento al passato di
Carter come Wonder Woman.
Era da tempo che si parlava del
possibile cameo di Lynda Carter nel sequel, con la stessa
Patty Jenkins che aveva espressamente chiesto
alla celebre attrice di apparire nel suo film. La descrizione della
scena mid-credits, seppur non dettagliata, confermerebbe dunque la
presenza dell’interprete originale di Wonder Woman nel sequel ed un
omaggio alla sua iconica eredità.
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America
e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un
sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso
personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che
seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non
dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).
L’attore Scott
Adkins si è pentito di aver interpretato il ruolo di un
cattivo in Doctor
Strange del 2016, a causa di ciò che quella parte
significherà per il suo futuro nel MCU. Diretto da Scott Derrickson, Doctor
Strange racconta la storia delle origini di Stephen
Strange (Benedict
Cumberbatch), che da chirurgo narcisista si trasforma
in stregone disinteressato a seguito di un devastante
incidente.
Il film è stato in maniera positiva
sia dal pubblico sia dalla critica, e ad essere apprezzati sono
stati, oltre alla performance di Cumberbatch, anche gli effetti
visivi.
Benedict Cumberbatch tornerà in Spider-Man 3 in arrivo
nel 2021 prima della sua nuova avventura in solitaria,
Doctor Strange in the Multiverse of Madness, prevista per
il 2022.
In Doctor
Strange,Scott Adkins interpreta la parte
di un antagonista secondario di nome Lucian, uno degli zeloti che
seguono Kaecilius (Mads
Mikkelsen) nel suo complotto per portare Dormmamu nel
mondo. Sebbene Adkins non abbia molte battute (anzi, quasi
nessuna!), appare comunque al centro di una lotta travolgente con
il personaggio di Cumerbatch. Il pubblico ricorderà le loro forme
astrali che combattono nel bel mezzo di una sala operatoria: la
scena culmina con Stephen che fulmina Lucian ed elimina sia lui che
la sua forma astrale.
In una nuova intervista con
The Illuminerdi, Adkins ha spiegato perché si è pentito di aver
interpretato Lucian in Doctor
Strange. Non ha nulla a che fare con il personaggio o
con il contenuto del film, ma più che altro con il suo futuro del
MCU e con la possibilità di poter interpretare un ruolo diverso,
magari più ampio. “Quello è un ruolo che mi dispiace di aver
accettato”, ha detto Scott Adkins.
“Vorrei aver resistito ed essere stato in grado di rifiutare,
perché ora sento di aver sprecato per sempre la mia possibilità di
essere nell’Universo Cinematografico Marvel”. Tale
dichiarazioni sono più che comprensibili, dal momento che il
personaggio di Adkins nel cinecomic di Derrickson è morto: di
conseguenza, lo stesso non avrà la possibilità di fare ritorno nel
sequel di Sam Raimi.
Scott Adkins ricorda l’esperienza
come stunt in X-Men le origini: Wolverine
Nel corso della medesima intervista,
Adkins ha anche ricordato la sua esperienza come stunt di Ryan Reynolds in X-Men le origini: Wolverine, in cui l’attore è
apparso per la prima volta nei panni di Wade Wilson. Adkins, che ha
lavorato alla scene in cui Wade si trasforma in Weapon XI, ha
ricordato di aver avuto dei forti dubbi sulla riuscita del
personaggio sin dalla visione dei primissimi concept art.
“Quando ho ottenuto la parte,
all’inizio ero davvero eccitato”, ha spiegato. “Mi
aspettavo di indossare l’intero costume di Deadpool e tutto il
resto. Quando ho incontrato la produzone e ho visto il concept art
del personaggio… con la bocca cucita, gli occhi laser e gli artigli
che spuntavano fuori ho pensato: ‘Non funzionerà mai’
(ride).”
La Marvel potrebbe modificare i
compensi dei suoi attori a seconda del futuro dei film del MCU. La pandemia di Covid-19 continua a
stravolgere l’industria dell’intrattenimento, con la Marvel che ha
subito il contraccolpo fin dall’inizio, con il rinvio di Black
Widow e dell’inizio della Fase 4 che hanno
inevitabilmente rimescolato le carte in tavola e stravolto il
calendario delle uscite relative al 2021/2022.
Uno dei più grandi
cambiamenti portati dalla pandemia di COVID-19 è arrivato con la
notizia che
la Warner Bros. distribuirà tutto il suo listino del 2021 sia nelle
sale che su HBO Max, seguendo così una strategia che verrà
ufficialmente inaugurata con Wonder
Woman 1984. Come risultato di tale cambiamento, molte
star di prim’ordine associate a WB, tra cui Margot Robbie e Will
Smith, hanno iniziato a chiedersi se avessero comunque ottenuto
i bonus legati al successo al botteghino di un blockbuster. Da
parte sua, la Marvel starebbe rimuginando su un piano per
affrontare eventuali preoccupazioni simili da parte degli attori
della propria scuderia.
Stando a quanto riportato da
The Wrap, i Marvel Studios starebbero iniziando a prendere in
considerazione la stipulazione di nuovi contratti che
consentirebbero flessibilità nel caso in cui la pandemia – o altri
fattori – portino alla decisione di non far uscire i film in sala
ma direttamente in streaming. Attori, registi, sceneggiatori e
produttori riceverebbero pagamenti adeguati in base ai nuovi
termini, a seconda che un film del MCU arrivi al cinema o venga
distribuito esclusivamente su Disney+. Secondo quanto riferito, ciò
interesserebbe solo i film che devono ancora entrare in produzione,
come Black
Panther 2, le cui riprese dovrebbbero
iniziare nell’estate del 2021. Non è chiaro se gli stessi termini
verranno applicati a film che sono già stati completati come,
appunto, Black
Widow.
Un cambiamento potenzialmente radicale per la Marvel?
Il nuovo accordo, che secondo gli
addetti ai lavori è stato preso in considerazione prima
dell’annuncio di Warner Bros/HBO
Max, segnerà un cambiamento potenzialmente radicale per la
Marvel. Lo studio ha registrato guadagni da record al botteghino,
diventando il franchise cinematografico di maggior successo con
oltre 22 miliardi di dollari a suo nome. Gli addetti ai lavori
hanno specificato alla fonte che preferirebbero attenersi ad
un modello cinematografico, ma al tempo stesso riconoscono la
necessità di mantenere aperte più opzioni in vista del clima
attuale.
Anche se i primi vaccini stanno
cominciando ad arrivare negli Stati Uniti e in altre parti del
mondo, potrebbe trascorrere ancora molto tempo prima che il
pubblico si senta nuovamente pronto a tornare in sala. Un altro
fattore da considerare è che, purtroppo, non tutti considerano il
cinema come un’esperienza necessaria. Il periodo che stiamo vivendo
potrebbe aver stimolato ancora di più le persone a guardare un film
direttamente nel salotto di casa, senza dover necessariamente
uscire. Per questi spettatori, che senza dubbio rappresentano una
parte del pubblico della Marvel, lo streaming è quindi diventato
essenziale.
WandaVision
è uno delle prossime miniserie in uscita su Disney+
creata da Jac Schaeffer e basata sui personaggi
Marvel Scarlet/Scarlet Witch interpretato da
Elizabeth Olsen e Vision interpretato da
Paul Bettany. La serie è ambientato nel Marvel
Cinematic Universe (MCU) e ne condividendo la continuità con i
film.
La trama si svolge dopo gli eventi
di Avengers:
Endgame dove in qualche modo Visione tornerà in
vita e insieme all’amata Wanda inizieranno la loro vita di coppia
in una New York negli anni ’50. La nuova serie tv sarà strettamente
collegata con il film Doctor Strange in
the Multiverse of Madness previsto per il 2021
dove la Olsen riprenderà il suo ruolo in tale film come
co-protagonista accanto a Benedict
Cumberbatch l’interprete di Doctor
Strange. La serie tv fa parte della Fase 4 del franchise.
Elizabeth
Olsen e
Paul Bettany. riprendono rispettivamente i ruoli di
Wanda Maximoff / Scarlet Witch e Vision della serie
cinematografica. Anche Teyonah Parris,
Kat Dennings, Randall Park e Kathryn
Hahn sono i protagonisti.