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Zoe Saldana spera di dirigere un film d’azione: “Non ho mai visto una donna dirigere James Bond”

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L’acclamata attrice Zoe Saldana non vede limiti alla sua carriera a Hollywood e ha un’ambizione importante che vorrebbe realizzare. La star del franchise Avatar e attrice del Marvel Cinematic Universe insiste sul fatto che vuole dirigere un film d’azione per aumentare ulteriormente il suo impressionante CV.

Parlando al Toronto International Film Festival, Zoe Saldana ha dichiarato la sua intenzione di dirigere un film d’azione quando farà il suo debutto alla regia, affermando di essere da tempo una fan delle serie poliziesche e dei film sulle rapine, e ha menzionato la serie di James Bond come una potenziale strada per perseguire la sua ambizione. “Non ho mai visto una donna dirigere James Bond”, ha detto. “Mi piace The Equalizer. Guardo serie poliziesche e, quindi, forse in futuro. Sono sempre stata attratta dai temi delle rapine. Heat è un film che devo guardare almeno una volta all’anno e analizzare, e il modo in cui Michael Mann abbina tutto insieme, il modo in cui tutti lo hanno interpretato. Quindi, mi piacerebbe iniziare con una specie di azione-rapina”.

Zoe Saldana
Zoe Saldana al Festival di Cannes – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Il curriculum di Zoe Saldana è pieno di titoli d’azione, tra cui la trilogia dei Guardiani della Galassia e gli ultimi due sequel di Avengers, Infinity War ed Endgame, oltre a lungometraggi in crime drama come Colombiana e Out of the Furnace. Avendo visto altre donne di Hollywood passare con successo dallo schermo alla sedia del regista, l’attrice non vede limiti a ciò che può fare nella sua carriera. “Non mi sono mai, mai limitata. Posso fare qualsiasi cosa”, ha detto. “Proprio come Ang Lee ha fatto Ragione e sentimento, giusto? Potrei anche fare Jane Austen un giorno. Non si sa mai”.

Il prossimo film in cui vedremo Zoe Saldana è Avatar Ash and Fire.

Gemini Man: la spiegazione del finale del film Will Smith

Gemini Man: la spiegazione del finale del film Will Smith

Il finale di Gemini Man spreca l’accattivante premessa del film per il fatto di essere così radicato negli anni Novanta. L’ultimo film di Ang Lee, un action-thriller prodotto da Jerry Bruckheimer, storico collaboratore di Michael Bay, vede Will Smith combattere… Will Smith. Lui è Henry Brogen, un esperto tiratore scelto i cui piani di pensionamento vengono rovinati quando viene a conoscenza di informazioni riservate e un suo clone segreto, di 25 anni più giovane, si occupa del caso.

Gran parte del clamore per Gemini Man si è concentrato sull’aspetto tecnologico. Il più immediato è il Will Smith dell’era Fresh Prince, ottenuto non con il consueto de-invecchiamento della Marvel, ma con una creazione totalmente digitale realizzata tramite motion capture. Spingendosi oltre, Lee ha cercato di alterare l’esperienza di visione cinematografica, girando il film per essere visto in 3D ad alta frequenza di fotogrammi. Il successo di tutti questi effetti è misto, ma è innegabile che sia il fulcro della vendita.

Tuttavia, nonostante tutto il luccichio, Gemini Man è ancora un film narrativo. In effetti, molti probabilmente lo vedranno nel formato standard 2D, sia al cinema che a casa. Ed è proprio qui che tutto inciampa. L’idea di un assassino braccato dal se stesso più giovane è stata proposta per la prima volta da Darren Lemke nel 1997, con praticamente tutti i protagonisti degli ultimi 20 anni – da Mel Gibson e Harrison Ford a Tom Cruise e Brad Pitt – collegati in un modo o nell’altro. La versione definitiva è stata adattata da David Benioff e Billy Ray, ma rimane comunque molto fedele al suo nucleo. E questo è il problema.

Spiegato il finale deludente di Gemini Man

Gemini Man will smith
Foto di Photo Credit: Ben Rothstein/Ben Rothstein – © 2019 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

La trama di Gemini Man ha qualcosa di molto elementare fin dall’inizio. Il tropo del pensionamento è ben collaudato e i ripetuti stacchi sulle tute governative che tramano la morte di Brogen mantengono il pubblico un passo avanti rispetto al personaggio principale. La rivelazione del giovane Henry – che è già il punto cruciale del marketing – è meno un colpo di scena e più un’inevitabilità, con un accenno durante una scena di combattimento a Cartagena, in Colombia, che viene sminuito da Danny (Mary Elizabeth Winstead) che lo dice apertamente prima della grande rivelazione, il tutto prima che Junior (il nome del clone) venga stabilito correttamente. È un thriller che non si cura delle emozioni narrative, e questo si esaspera nel finale.

Nell’atto finale di Gemini Man, Junior scopre che il suo cattivo “padre” Clay (Clive Owen) è, beh, un cattivo e si unisce a Henry e Danny in un ambiguo tentativo di fuga. Vengono bloccati in una città deserta dalle truppe speculative, ma riescono a combatterle prima di affrontare un terzo clone di Will Smith (in questa versione senza emozioni e iperfocalizzata). Clay spiega loro il suo piano di avere un esercito di giovani Will Smith a cui è stato fatto il lavaggio del cervello e che combatte in prima linea in tutto il mondo, e Junior è il suo progetto perverso. Henry impedisce a Junior di uccidere il padre, compiendo lui stesso l’azione, e tutti tornano alla realtà: Henry va in pensione, Junior va al college, Danny resta nei paraggi. E… tutto qui.

L’uomo dei Gemelli continua a perdere opportunità di storie più interessanti

La storia di Gemini Man è aggressivamente pedestre. Porta gli eroi dalla Georgia alla Colombia, all’Ungheria e di nuovo alla Georgia (non c’è da indovinare dove si trovava lo studio di base), tutti luoghi piacevoli ma difficilmente i più dinamici o diversificati per un progetto di tale portata visiva. Come già detto, la gestione del colpo di scena di Junior lo priva del giusto impatto, e il conflitto tra lui e Henry si risolve rapidamente per un team-up nel terzo atto. Si può sostenere che una storia semplicistica sia una scelta intelligente per servire meglio le storie, come il racconto ecologico di Avatar che si rifaceva a storie come quella di Pocahontas per concentrarsi meglio sull’uso della CGI e del 3D da parte di James Cameron un decennio fa. Ma con quel successo da 2 miliardi di dollari, c’è stato comunque uno sforzo concertato per creare personaggi e mondi forti.

Ciò che risalta in Gemini Man, soprattutto nel finale, è quanto potenziale sia stato sprecato. Il fatto che Clay abbia clonato in segreto diversi Henry Brogen e li abbia messi a disposizione come esercito privato avrebbe potuto essere un colpo di scena sconvolgente, ma nel film stesso è giocato troppo alla rinfusa: una rapida rimozione della maschera lascia spazio a un monologo del cattivo che esclude rapidamente che il gruppo esista davvero. Non essere interessati alla premessa di fantascienza leggera è già abbastanza, ma renderle omaggio a parole prima di tornare in carreggiata è come perdere un’opportunità.

C’è un particolare colpo di scena che viene organizzato più volte, ma che non si realizza mai. Il Danny della Winstead è un enigma, che reagisce in modo scomposto quando le viene chiesto come reagirebbe all’incontro con il suo vecchio sé e afferma con decisione“quando dirigerò la DIA…”. Ci sono abbastanza basi per far sì che lei sia il clone originale di Gemini del capo della DIA, ma non se ne fa nulla. Forse è solo un prodotto della visione del film con occhi moderni, quando ogni blockbuster ha un colpo di scena importante (o, in mancanza di questo, di una campagna pubblicitaria spoiler-fobica). Ma anche se fosse, questo serve solo a sottolineare il vero problema di Gemini Man.

Gemini Man è in ritardo di due decenni

Clive Owen in Gemini Man (2019)
Foto di Photo Credit: Ben Rothstein/Ben Rothstein – © 2019 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Tutto ciò che viene sollevato con Gemini Man è un problema per il film nel creare una storia, dei personaggi o un mondo coinvolgenti, e si riconduce alla sceneggiatura. O, più direttamente, a quando la sceneggiatura è stata scritta.

Negli ultimi dieci o due anni, ciò che ci si aspetta dalla fantascienza contemporanea è cambiato astronomicamente. Si può dire che sia iniziato con Matrix, che ha fatto esplodere le convention nel 1999, ma il vero cambiamento è stato Inception di Christopher Nolan, nominato agli Oscar nel 2010. Si trattava di un film che sognava una premessa elaborata, la spiegava attentamente al pubblico per tutto il film, poi nel terzo atto saccheggiava tutte le possibilità offerte da eccezioni alle regole chiaramente definite, alimentando al contempo una storia più grande. Era una fantascienza ben sviluppata e coesa per un pubblico mainstream. Negli anni successivi, abbiamo visto molti altri blockbuster utilizzare queste idee (Interstellar, Arrival) e i film indipendenti spingere ulteriormente i limiti (Predestination, Annihilation).

La premessa di Gemini Man è antecedente a questi punti di riferimento e, a quanto pare, non è stata aggiornata in modo massiccio nelle riscritture per adattarla al clima moderno (probabilmente a causa di quanto siano ardue la premessa e la trama). Il film si regge sul brivido obsoleto di un veicolo per star del cinema con un’idea vagamente fantastica che consente una serie di sequenze d’azione. Non si tiene conto della portata della storia o dei concetti, il che lo fa sembrare pittoresco e privo di uno scopo più importante. Ma non è certo un buon esempio di divertimento idiota degli anni ’90, nemmeno per gli standard di Jerry Bruckheimer.

Con l’idea di Gemini Man si può fare un film divertente e non è necessario che sia intelligente come le opere di Nolan, Denis Villeneuve o Alex Garland. Ma quando si tratta di considerare questo esperimento tecnologico come un pezzo di narrazione, è la mancanza di impegno che risalta davvero.

Ozi – La voce della foresta al cinema dal 19 settembre

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Ozi – La voce della foresta al cinema dal 19 settembre

Dopo essere stato presentato alla 54° edizione del Giffoni Film Festival nella sezione Premiere fuori concorso, arriva al cinema dal 19 settembre il film d’animazione green Ozi – La voce della foresta di Tim Harper, prodotto da Leonardo DiCaprio e distribuito al cinema da Notorious Pictures.

Il film, prodotto dalla star hollywoodiana nota per il suo impegno ecologista, è ambientato nella foresta pluviale e racconta la storia di Ozi, una giovane orangotango il cui habitat viene distrutto dall’uomo. Salvata da un gruppo di volontari, impara a comunicare con la lingua dei segni e diventa un’influencer. Un giorno per caso, scopre che i genitori potrebbero essere ancora vivi e parte alla loro ricerca, ma il paesaggio attorno a lei è cambiato: la deforestazione ha distrutto l’ambiente che lei conosceva. Ozi decide così che la sua nuova missione, oltre a quella di trovare i suoi genitori, è far sapere al mondo cosa sta succedendo nella foresta pluviale.

Ozi – La voce della foresta, quindi, è un film che attraverso un racconto avvincente e un linguaggio capace di parlare ad un pubblico più giovane, ma non solo, affronta tematiche dall’enorme rilevanza sociale e di estrema attualità, come quella ambientalista.

Il film è un invito a cambiare il mondo in modo sostenibile, con un tocco di umorismo e avventura ogni giorno.

Con ingegnosi espedienti narrativi, la storia mostra le disavventure dei piccoli protagonisti che vedono il loro habitat scomparire, offrendo una prospettiva inaspettata sulla crisi ambientale e riflettendo, tra risate e riflessioni, sul nostro rapporto con la natura e l’importanza di proteggerla.

Ghosts 4: le prime immagini rivelano una missione di salvataggio per riportare indietro Isaac

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Sono arrivate le prime immagini della quarta stagione di Ghosts. Pieni di volti familiari e di un volto nuovo, i nuovi scatti confermano che il primo episodio riprenderà subito dopo il cliffhanger della terza stagione, che ha visto l’Isaac di Brandon Scott Jones trascinato nel fango dallo spirito a lungo dimenticato Patience. Insieme alle prime immagini, la CBS ha anche rivelato la trama ufficiale dell’episodio inaugurale della stagione 4, intitolato “Patience”, dal nome del fantasma puritano che ha preso in ostaggio Isaac in quella che sembra essere una vendetta lunga 100 anni.

“Mentre Sam e i fantasmi corrono per trovarlo, Isaac si trova faccia a faccia con il fantasma puritano Patience ( Mary Holland ) per la prima volta da quando si è persa nel fango, nella prima della quarta stagione della serie originale della CBS Ghosts.”

La maggior parte delle nuove immagini vede i fantasmi rimasti riuniti nel seminterrato del Woodstone B&B, insieme ai vivi Sam (Rose McIver) e Jay (Utkarsh Ambudkar). Sguardi di shock e orrore sono impressi sui volti delle star Rebecca Wisocky, Danielle Pinnock e Asher Grodman, mentre Devan Chandler Long, Román Zaragoza e Sheila Carrasco appaiono pensierosi. Anche se non lo sapremo con certezza fino all’arrivo dell’episodio il mese prossimo, un’immagine sembra indicare che i fantasmi hanno intenzione di tenersi per mano e di marciare nell’ignoto deserto della terra per trovare il loro amico scomparso.

L’ultima volta che abbiamo visto i nostri spettri preferiti, Isaac aveva appena rotto il suo fidanzamento con Nigel (John Hartman), lasciando l’ufficiale britannico all’altare dopo aver capito che forse i due non sono anime gemelle in seguito ad alcune rivelazioni di Pete (Richie Moriarty) e di una spogliarellista di nome Chris. Sia Nigel che Pete sono introvabili nelle nuove immagini, quindi dovremo tenere gli occhi aperti per scoprire dove si trovano quando uscirà il primo trailer della quarta stagione. Dato che il nuovo potere fantasma di Pete gli permette di lasciare la proprietà, potrebbe essere ovunque nell’episodio iniziale.

Cosa aspettarsi da Ghosts – Stagione 4

Ghosts - Stagione 4
Credit © CBS

All’inizio di oggi, TV Line ha rivelato un assaggio di ciò che ci aspetta dalla quarta stagione, oltre a ciò che abbiamo appreso al SDCC quest’estate. Insieme all’annuncio del casting di Holland a luglio, è stato rivelato che Dean Norris avrebbe interpretato il padre di Sam, e ora sappiamo che apparirà all’inizio della stagione, nell’episodio 2. Nel frattempo, non è ancora chiaro come Jay otterrà la capacità di vedere i fantasmi (o quanto durerà), ma il co-showrunner Joe Port ha anticipato che il rapporto tra lui e Sam “sarà messo un po’ a dura prova, dato che si troveranno a dover gestire quelle che saranno due attività in fase di avviamento”, anche se si è affrettato a sottolineare che nella quarta stagione otterranno anche dei successi commerciali. Secondo il co-showrunner Joe Wiseman, alcuni di questi successi possono essere ricondotti a Hetty e Alberta, che prendono “Sam sotto la loro ala protettrice e la [aiutano] con un paio di grandi obiettivi”. Ghosts torna sulla CBS il 17 ottobre alle 20:30 ET. In Italia la serie sarà programmata su Paramount+.

Ray Fisher spiega come il nuovo progetto lo abbia aiutato a superare le difficoltà del DCEU

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Ray Fisher è balzato agli onori della cronaca per quello che ha definito il comportamento di Joss Whedon “grossolano, abusivo, non professionale e assolutamente inaccettabile” sul set delle riprese di Justice League.

Dopo aver provocato un’onda d’urto a Hollywood, gli accordi di non divulgazione hanno impedito all’attore di condividere la maggior parte dei dettagli, mentre le conclusioni poco incoraggianti dell’indagine della WarnerMedia non hanno fatto luce sulle ripercussioni per le persone coinvolte (Fisher ha spesso citato Geoff Johns e Jon Berg per la loro presunta complicità nelle azioni di Whedon).

La carriera di Joss Whedon è apparentemente finita dopo che sono emerse analoghe denunce di comportamenti abusivi e Fisher ha ampiamente voltato pagina, come ha riconosciuto parlando del suo ruolo di Lymon, il migliore amico del protagonista Boy Willie Charles, interpretato da John David Washington, in The Piano Lesson di Netflix.

“Ciò che ha aiutato l’intero processo è, devo ammetterlo, August Wilson”, ha spiegato l’attore di Rebel Moon. “La giustapposizione che esisteva all’interno dell’opera, all’interno del personaggio. Credo che ci sia un po’ di Lymon Jackson in tutti noi. In quest’opera c’è un’innocenza che molti perdono con il passare del tempo, soprattutto quando si sopportano tali difficoltà”.

“Per me è stato un modo per ripulire il palato in molti modi, perché ho affrontato delle difficoltà specifiche nella mia vita e alcune difficoltà di carriera. Poter rientrare in questo spazio e dire: ‘Non voglio essere attaccata a questo. Non voglio provare risentimento per qualcosa che è successo”. Voglio andare avanti, e questo è ciò che Lymon rappresenta”, ha concluso Fisher.

Sebbene le parole di Fisher non abbiano avuto l’impatto che sperava alla Warner Bros, hanno portato altri a parlare di Whedon e non ricordiamo l’ultima volta che abbiamo visto i nomi di Johns o Berg legati a progetti importanti.

Il Futuro dell’universo DC al cinema e in tv

Per quanto riguarda il marchio DC, James Gunn e Peter Safran dei DC Studios sono i responsabili di un nuovo DCU che prenderà il via con Creature Commandos, Superman e la seconda stagione di Peacemaker.

Ambientato nella Pittsburgh del 1936, all’indomani della Grande Depressione, The Piano Lesson segue la vita della famiglia Charles nella casa dei Doaker Charles e di un cimelio, il pianoforte di famiglia, che documenta la storia della famiglia attraverso le incisioni fatte dal loro antenato schiavo.

Diretto da Malcolm Washington, il film è interpretato da Samuel L. Jackson, John David Washington, Ray Fisher, Danielle Deadwyler, Michael Potts e Corey Hawkins. Il film arriverà nelle sale l’8 novembre e su Netflix il 22 novembre.

The Franchise: trailer della serie con Daniel Brühl rivela il caos nel mondo dei film sui supereroi

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La HBO ha pubblicato il primo trailer della nuova serie televisiva Max The Franchise in vista del suo debutto sulla piattaforma di streaming domenica 6 ottobre. Anche se questo show non è basato su nessun fumetto che abbiate mai letto, si svolge nel mondo dei supereroi… beh, dei film di supereroi.

Secondo il titolo ufficiale, “The Franchise segue l’equipaggio di un film in franchising non amato che lotta per il proprio posto in un universo cinematografico selvaggio e indisciplinato”.

“La serie comica getta una luce sul caos segreto che regna nel mondo dei film di supereroi, per porre la domanda: come viene fatta esattamente la salsiccia cinematografica? Perché ogni pasticcio ha una storia di origine”.

Si tratterà di un’interpretazione divertente del modo in cui vengono realizzati i film sui supereroi o di un tentativo patetico di prendere in giro un genere che ancora domina Hollywood (con grande disappunto di alcuni critici e di Martin Scorsese). Staremo a vedere, ma il trailer suggerisce che possiamo aspettarci almeno qualche grossa risata dallo show.

Il cast di The franchise

Il cast di The franchise comprende Himesh Patel nel ruolo di Daniel, Aya Cash nel ruolo di Anita, Jessica Hynes nel ruolo di Steph, Billy Magnussen nel ruolo di Adam, Lolly Adefope nel ruolo di Dag, Darren Goldstein nel ruolo di Pat e Isaac Powell nel ruolo di Bryson. Tra le guest star ricorrenti figurano Richard E. Grant nel ruolo di Peter e Daniel Brühl in quello di Eric.

Sam Mendes, Pippa Harris, Nicolas Brown e Julie Pastor producono esecutivamente per Neal Street Productions; Armando Iannucci per Dundee Productions, Jon Brown e Jim Kleverweis. L’episodio pilota è stato diretto da Sam Mendes e scritto da Jon Brown, che funge da showrunner.

Parlando con IndieWire dello show, Magnussen ha recentemente dichiarato: “Il dono è stato quello di poter ridere di tutte le cose che facciamo. Come le persone con un grande ego che dicono: “Oh, sono delle superstar”. È uno show televisivo che parla della realizzazione di un film di supereroi, ed è tutto un gruppo di imbecilli che gestisce lo spettacolo e tu puoi ridere”.

Parlando dei suoi famosi co-protagonisti, l’attore ha aggiunto: “L’ensemble era tutto. La comunità con cui ho lavorato durante quella serie televisiva è stata un dono di cui non potrei essere più grato. È tutta una questione di persone, perché molto di questo settore si prende troppo sul serio, e questo show mi ricorda che ci si può divertire e ridere di se stessi, ed è quello che abbiamo fatto”.

Guardate il trailer di The Franchise qui sotto.

Venom: The Last Dance uscirà prima in Cina e poi negli USA

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Venom: The Last Dance uscirà prima in Cina e poi negli USA

Che si ami o si odi il franchise di Venom (e la maggior parte dei fan dei fumetti sembra appartenere a quest’ultima categoria), non si può negare che sia stato un successo al botteghino per la Sony Pictures. Ora la trilogia si concluderà con Venom: The Last Dance.

Il threequel arriverà nelle sale americane il 25 ottobre, ma oggi è stato confermato che in Cina arriverà il 23 ottobre. In base all’esperienza passata, ci vorranno poche ore prima che spoiler e copie bootleg complete invadano Internet.

Perché l’ultimo film di Venom si sta dirigendo verso il Regno di Mezzo un po’ prima che altrove? Nel 2018 Venom ha incassato 270 milioni di dollari, circa un terzo dei suoi 856 milioni di dollari di incasso globale. Venom: La furia di Carnage, uscito negli ultimi mesi della pandemia, non è stato distribuito in quel paese (all’epoca, praticamente nessun blockbuster di Hollywood lo era).

Siamo curiosi di vedere dove ci porterà questo terzo capitolo, soprattutto perché sembra essere una storia di più ampio respiro che finalmente fa luce sulla storia aliena di Venom. Ancora una volta, però, non ci aspettiamo che Spider-Man entri in scena.

Cosa ha detto Tom Hardy in merito a Venom: The Last Dance

Taboo recensione serie tv Tom Hardy

Parlando del trequel, Tom Hardy ha recentemente dichiarato: “Per il terzo film, ci è stato dato così tanto supporto creativo da poterlo fare, da poterlo spingere. È un’opera molto più ampia e c’è molto più amore – non che non ce ne fosse nei precedenti. Ci è stato permesso di mettere in campo molte più idee e sono davvero entusiasta di vedere come si realizzeranno. Credo che in queste cose si debba puntare al massimo”.

Ha aggiunto: “È l’ultimo e vogliamo uscire di scena con il botto, gettando le basi per le opzioni e le possibilità, perché è stato un viaggio fantastico. Mi è piaciuto molto lavorare in quel campo e in quell’ambito di un grande film con grandi idee e un sacco di persone che guardano a te per sostenerle”.

Un nuovo trailer di Venom: The Last Dance sarà rilasciato giovedì. Guardate il teaser qui sotto.

Tutto quello che sappiamo su Venom: The Last Dance

Venom: The Last Dance segue i successi al botteghino consecutivi di Venom: La furia di Carnage del 2021 (502 milioni di dollari a livello globale) e Venom del 2018 (856 milioni di dollari a livello globale). Kelly Marcel, che ha scritto i primi due film, dirigerà e scriverà il trequel.

Tom Hardy ha menzionato Marcel nel suo post, scrivendo “Voglio menzionare molto brevemente quanto sia orgoglioso della mia regista, compagna di sceneggiatura e cara amica Kelly Marcel. Vederti prendere il timone di questo film mi riempie di orgoglio, è un onore. Fidati del tuo istinto, il tuo istinto è sempre perfetto. Prima classe: ti appoggio.”

A parte il ritorno di Tom Hardy nei panni del giornalista Eddie Brock e del suo inconsapevole aiutante e parassita Venom, la trama del terzo capitolo è stata tenuta nascosta. Juno Temple e Chiwetel Ejiofor si sono uniti al cast in ruoli non rivelati. Abbiamo visto l’ultima volta Venom/Eddie Brock nei titoli di coda di Spider-Man: No Way Home del 2021, ma non è chiaro quale dei personaggi dell’Universo Marvel di Sony – che include Morbius, Kraven Il Cacciatore e Madame Web, tra gli altri – potrebbe comparire in Venom: The Last Dance.

Joker: Folie À Deux, una storia d’amore epica nella nuova featurette

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I biglietti per Joker: Folie À Deux sono stati messi in vendita oggi e ora abbiamo una nuova featurette che mostra l’epica storia d’amore che sembra essere al centro del sequel DC di Todd Phillips.

Il film, che attualmente si trova al 61% su Rotten Tomatoes, non sembra un seguito convenzionale di Joker del 2019, poiché incorporerà elementi musicali e forse si svolgerà in gran parte nella testa di Arthur Fleck. Tuttavia, avremo anche una storia d’amore contorta che ruota attorno ad Arthur e “Lee” Quinzel, con quest’ultima che fungerà da nuova versione di Harley Quinn.

In questo ultimo sneak peek, scopriamo di più su ciò che accadrà al duo interpretato da Joaquin Phoenix e Lady Gaga; inoltre, ci sono nuove interviste, filmati inediti tratti da Joker: Folie À Deux e uno sguardo dietro le quinte.

Tutto quello che sappiamo sul film Joker: Folie à Deux

Joker: Folie à Deux presenterà il ritorno di Joaquin Phoenix nel ruolo del cattivo DC Joker. Il sequel presenterà anche il ritorno della Sophie di Zazie Beetz  insieme ai nuovi arrivati​​Brendan Gleeson, Catherine Keener, Jacob Lofland e Harry Lawtey. Nel cast c’è anche Lady Gaga che darà vita a Harley Quinn. I dettagli della trama sono ancora per lo più nascosti, ma sappiamo che la maggior parte del film si svolgerà ad Arkham Asylum e conterrà significativi “elementi musicali”.

Rumors recenti hanno anche suggerito che la versione di Gaga su Harley Quinn avrà un ruolo più importante di quanto originariamente riportato, con la storia che si svolge interamente dal suo punto di vista. Il film di Todd Phillips del 2019 è stato un successo sia di critica che commerciale con un incasso mondiale di oltre 1 miliardo di dollari al botteghino, rendendolo il film con il maggior incasso di tutti i tempi. Ha ricevuto riconoscimenti da numerosi importanti enti premiati, tra cui due Oscar e due Golden Globe, sia per il miglior attore che per la miglior colonna sonora.

Harley Quinn: 10 cose che non sai sul personaggio

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Harley Quinn: 10 cose che non sai sul personaggio

Harley Quinn è uno dei personaggi più famosi della storia del fumetto e, ormai, anche del cinema recente. Suicide Squad ha fatto sì che il suo personaggio potesse diventare conosciuto ai più e questo ha permesso una riscoperta del suo background, della sua storia e delle sue apparizioni tra tv e fumetto. Harley Quinn è tornata al cinema interpreta da Lady Gaga nell’attesissimo Joker:Folie À Deux. Ecco dieci cose che, forse, non sapevate su Harley Quinn.

Tutto quello che c’è da sapere su Harley Quinn

Harley Quinn

1. Harley Quinn sarebbe dovuta essere un personaggio temporaneo. Harley Quinn è apparsa per la prima volta in Batman: The animated series del 1992. Nel secondo episodio, Joker’s Favor, Joker avrebbe dovuto vestirsi da donna e balzare fuori da una torta. Tuttavia, si fecero alcune questione sul fatto che Joker sarebbe dovuto vestirsi da donna e si decise per introdurre un personaggio femminile nuovo, ovvero, Harley Quinn.

2. Harley Quinn ha debuttato prima in televisione e poi su fumetto. Di Harley Quinn non si pensava che potesse ottenere il successo che ha avuto. Nonostante questo, venne costruito comunque un passato di Harley Quinn, creando un background del personaggio: Harleen Frances Quinzel era una giovane promessa della psichiatria che ha deciso di lasciar perdere il suo potenziale nel momento in cui è entrato in contatto con Joker nell’Arkham Asylum, ovvero quando Joker venne ricoverato. Harleen, mentre cercava di analizzarlo, per scrivere un libro sulle patologia criminali, si è innamorata subito di Joker, ha finito per diventare la sua marionetta, mero strumento di Joker per raggiungere i suoi scopi.

3. Harley Quin è ispirata ad Arleen Sorkin. Oltre al fatto che il suo nome è mutuato dalla parola harlequin (Arlecchino), uno dei produttori di Batman: the animated series, Paul Dini, ha affermato di aver realizzato il personaggio di Harley sulle fattezze di Arleen Sorkin. La Sorkin venne studiata guardando la serie Days of our lives e l’idea venne quando, durante un flashback, il suo personaggio era vestito da clown, con un vestito di blu e rosso e con un make up bianco. Di fatto, nella serie di animazione, Harley era bionda, con occhi azzurri, vestita da giullare e molto attraente, proponendosi come versione femminile del Joker.

Suicide Squad introduce al cinema Harley Quinn

harley quinn Suicide Squad

4. Harley Quinn è diventata uno dei personaggi più popolari del mondo DC. Harley Quinn è al 45esimo posto nella lista dei migliori cattivi dei fumetti secondo IGN (società di media e intrattenimento). La popolarità di Harley Quinn, dopo gli anni ’90, è arrivata grazie alla sua presenza in Suicide Squad. Il personaggio, interpretato da Margot Robbie, ha suscitato tanto clamore e ha avuto tanto successo che si è pensato di realizzare uno spin-off che possa fungere da legame tra la sua backstory e il sequel di Suicide Squad. In questo film il look ha subito decisamente un cambiamento, rendendo il personaggio di Harvey più sexy ed intrigante in magliettina, mazza da baseball e borchie.

Tutto i film nel quale appare Harley Quinn

Harley Quinn film

5. Harley Quinn si è meritata un film da solista con Birds of prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn. Dopo il successo che ha avuto il suo personaggio successivamente a Suicide Squad, si è deciso di realizzare un film solista per Harley Quinn. Il film che sarà di Glen Ficarra e John Requa, entrati in trattive per produrlo, scriverlo e dirigerlo, pare che i due abbiamo consegnato lo script alla Warner Bros., anche se non è chiaro quando il film entrerà in produzione.

Birds of prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

In Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) della Warner Bros. Pictures, Margot Robbie torna a vestire i panni di Harley Quinn, al fianco di Mary Elizabeth Winstead nel ruolo di Huntress; Jurnee Smollett-Bell nei panni di Black Canary; Rosie Perez in quelli di Renee Montoya; Chris Messina è Victor Zsasz; ed Ewan McGregor è Roman Sionis. Fa il suo esordio sul grande schermo Ella Jay Basco, nel ruolo di Cassandra “Cass” Cain.

Nel film quando il malvagio narcisista di Gotham, Roman Sionis, e il suo zelante braccio destro, Zsasz, prendono di mira la piccola Cass, la città viene messa sotto sopra per trovarla. Le strade di Harley, Huntress, Black Canary e Renee Montoya si incrociano, e l’improbabile quartetto non avrà altra scelta che allearsi per sconfiggere Roman.

Joker: Folie à Deux Lady Gaga
Fonte: Todd Philipps su Instagram © Warner Bros Discovery

Basato sul personaggio di Joker di DC Comics, Joker: Folie À Deux  è il sequel del film Joker (2019) e vede Joaquin Phoenix interpretare il protagonista, affiancato nel cast da Lady Gaga, Zazie Beetz, Brendan Gleeson, Catherine Keener, Jacob Lofland, Steve Coogan, Ken Leung e Harry Lawtey.

Nel film in uscita il 02 Ottobre 2024 il comico fallito Arthur Fleck incontra l’amore della sua vita, Harley Quinn, mentre è detenuto all’Arkham State Hospital. A seguito del suo rilascio, i due si imbarcano in una disavventura romantica.

Margot Robbie è l’attrice che da il volto al cinema di Harley Quinn

Margot Robbie: Harley Quinn

6. Per interpretare Harley Quinn, Margot Robbie ha dovuto passare diverse ore al trucco. Per far sì che la sua interpretazione di Harley Quinn fosse la migliore possibile, Margot Robbie passava più di tre ore per trucco e capelli che la trasformassero nel suo personaggio. Doveva necessariamente avere le pelle bianca, le dovevano apporre una ventina di tatuaggi temporanei e adattare il costume.

7. Per preparare il ruolo, Margot Robbie ha fatto dei testi psicologici. In un’intervista Margot Robbie ha rivelato di essersi sottoposta ad alcuni test psicologici che si usano per determinare il tipo di malattia mentale che un soggetto potrebbe avere. Questo test consiste in una lista di 500 domande o altro, alcune di loro sono semplici, altre no. Viene constata la reazione alla domanda e la risposta del paziente. Per Margot Robbie, interpretare Harley Quinn è stata una sfida vera e propria, soprattutto se si considera che ha realizzato la sé quasi tutte le scene d’azione, anche pericolose.

Harley Quinn e Joker

8. Per Margot Robbie, Harley Quinn è un personaggio manipolatore. Secondo lei, Harley è uno dei personaggi che manipolano di più rispetto gli altri membri della Suicide Squad, aggiungendo che la relazione con Joker è incredibilmente disfunzionale. Harvey è pazza di Joker, letteralmente, lei lo ama davvero nella sua follia e nella disfunzione relazionale.

I costume di Harley Quinn

9. Harley Quinn si è evoluta nel corso del tempo. In più di 25 anni, il costume di Harley Quinn ha subito variazioni. Dal costume da giullare che si vede nella sue prime apparizioni animate prima, fumetti poi, è arrivata a vestire, in Suicide Squad, pantaloncini e maglietta attillata, rimanendo sempre un personaggio contraddistinto nell’universo DC e anche oltre. I suoi capelli biondi hanno raggiunto colorazioni blu e rosee, raccolti in due codini ai lati della testa, mentre, all’inizio, erano coperti da un copricapo da giullare.

Il trucco di Harley Quinn

10. Il trucco di Harley Quinn è cambiato molto. All’inizio delle sue comparsate, Harley Quinn aveva un trucco molto semplice che poi si è voluto in quello da giullare. In seguito, come si è poi visto in Suicide Squad, il trucco si è appesantito, con il volto cerato, la pelle candida, il corpo pieno di piccoli tatuaggi e un trucco viso marcato sugli occhi e sulle labbra.

Fonti: IMDb, screenrant

Morena Baccarin immaginata come Catwoman è irresistibile – fanart

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Morena Baccarin ha causato un bel po’ di scalpore al recente FAN EXPO Canada dopo aver detto che voleva essere una cattiva nel DC Universe di James Gunn. L’attrice ha puntato a una parte in un film DC sin dall’epoca del DCEU; avrebbe potuto essere scelta per qualsiasi film di successo, ma soprattutto in Batman v Superman, Birds of Prey o persino The Suicide Squad.

Baccarin ha ora confermato che sta puntando a interpretare Catwoman (secondo l’utente X Agents of Fandom), interpretata più di recente da Zoë Kravitz in The Batman. Un fan ha persino pubblicato un’immagine di come potrebbe apparire nel personaggio su Instagram (sfoggia anche un taglio pixie).

Una fanart di Morena Baccarin come Catwoman

Morena Baccarin ha accennato al suo interesse per il ruolo in un’intervista del 2018 con Cinepop; all’epoca stava tenendo conferenze stampa per Deadpool 2 e ha rivelato che il suo sogno più grande è interpretare la versione femminile di James Bond. Quando le è stato chiesto se stava tenendo d’occhio qualche supereroe DC o Marvel, ha detto: “Mi identifico di più con i cattivi, con Poison Ivy e Catwoman”.

Tuttavia, il ruolo più vicino a cui è arrivata per dare corpo a questi personaggi è stato un ruolo da co-protagonista nella serie TV Gotham. Ha interpretato il medico legale del GCPD Leslie Thompkins, la madre di Barbara Gordon e la moglie di James Gordon. Quella serie ha descritto le storie delle origini dei cattivi, scegliendo Maggie Geha (Ted 2) e Carmen Bicondova (Festival of the Living Dead) come le giovani Ivy Peper e Selina Kyle.

Morena Baccarin ha riflettuto sulla sua esperienza in Gotham, affermando che le piacerebbe interpretare di nuovo quel ruolo in qualsiasi momento. “Mi è piaciuto fare Gotham quando ne ho avuto la possibilità, ma sì, mi piacerebbe molto”, ha detto (secondo ComicBookMovie). “Penso che, per me, sia tutta una questione di quella parte femminile forte”.

Chastity High: il finale di stagione mette in discussione la premessa

Il punto di forza unico di Chastity High, la nuova serie YA giapponese di Netflix, il velo di trama da cui prende il titolo, è l’idea che nessuno degli studenti della neo-coed Asuran Academy possa avere relazioni sentimentali con altri studenti, né all’interno né all’esterno del campus. Fortunatamente, questo non è solo un tema di fondo e il finale della serie lo interroga in profondità.

I risultati sono contrastanti, come lo sono per tutto il resto del drama YA di otto episodi, opportunamente descritto come la risposta giapponese a successi in streaming simili come Elite e Young Royals. Ma l’episodio 8 merita un po’ di approfondimento per aver unito il dramma dei personaggi e il punto di fondo in questo modo, con Ichica che fa causa apertamente alla scuola e costringe la preside Ikushima a giustificare ad alta voce le sue draconiane misure di castità.

La motivazione di Ichica nel finale di Chastity High

È importante capire non solo che Ichica fa causa alla scuola, anche perché, pur avendo tratto beneficio dalle sue misure autoritarie, si è sentita davvero offesa solo quando le cose si sono ribaltate a suo sfavore.

Naturalmente, il suo background è importante: non ha una famiglia benestante come molti altri studenti, e il fascino di essere ben compensata e capace di pagare un debito predatorio la rende irresistibile. Ma nel vivere la sua stessa ordalia dopo essersi innamorata di Maki e aver visto le loro foto private diffuse, capisce che gli studenti non dovrebbero essere soggetti a queste violazioni, anche se ciò significa perdere il suo vantaggio per garantire che siano protetti.

Ayami che denuncia Ichica e Maki è, ironicamente, la cosa migliore che potesse capitarle. Allo stesso modo, l’altro sviluppo apparentemente negativo di Ikushima che si offre di revocare la sua espulsione se avesse fatto la spia su tutte le persone che aveva salvato come Custode dell’amore, era significativo. Ichica si rende conto che la cultura di sfiducia che si sta sviluppando attorno alla nozione stessa di amore è profondamente dannosa e che gli studenti vengono sottoposti al lavaggio del cervello per tradire i loro amici e i loro istinti e sostenere questo clima di repressione.

La preside Ikushima ha le sue ragioni

Durante la parte del controinterrogatorio del processo, la radice dei forti sentimenti di Ikushima sull’amore e le relazioni giovanili diventa chiara. Quando era più giovane, un’amica di Ikushima era rimasta incinta. Entrambe lo avevano tenuto segreto e l’amica era morta durante il parto a causa di complicazioni. Da allora, Ikushima ha attribuito l’evento alla mancanza di comprensione da parte dei giovani che non avevano nulla a che fare con tali questioni in primo luogo. Secondo la logica di Ikushima, se agli studenti non fosse stato permesso di mescolarsi, questo evento traumatico non si sarebbe verificato.

Il processo di pensiero di Ikushima è comprensibile ma imperfetto. Le complicazioni durante la gravidanza accadono di continuo, a persone di tutte le età. Ancora più concretamente, le diffuse restrizioni sistemiche con gravi implicazioni non sono il modo per implementare misure nelle intenzioni protettive. Sono oppressive e negano agli studenti i loro diritti e privilegi. Raccogliere prove contro il corpo studentesco usando risorse come il portale di consulenza è un profondo tradimento della fiducia, quasi da Grande Fratello.

In Chastity High gli studenti si uniscono

Il finale di Chastity High mostra molti studenti che si uniscono in solidarietà. Nonostante siano così divisi per tutta la serie, resistere all’oppressione percepita è vista come una causa comune degna di nota, soprattutto quando è in gioco il collo di Ithica.

E Ithica intende mantenere la rotta anche dopo che l’amministrazione scolastica si offre di ritirare le espulsioni di lei e Maki. Non è più questo il punto: si tratta di far abolire completamente la regola del non romanticismo.

Nonostante il fatto che, come detto, Ithica abbia tratto beneficio dal ricatto degli altri studenti, Atsushi e Maki difendono entrambi le intenzioni di Ithica come nobili. Ayami adotta una tattica più forte minacciando di rivelare la sua relazione con un professore sui social media se l’amministrazione non avesse rispettato le richieste degli studenti, e tali richieste sono state rese chiare in una petizione firmata presentata con la forza all’ufficio di Ikushima.

Chi sta ricattando Ithica?

Nonostante tutto questo, oltre la metà del corpo studentesco vota a favore delle restrizioni romantiche, ritenendo che le relazioni siano una distrazione inutile, e quindi vengono mantenute. Vengono fatte alcune concessioni, come l’abolizione dell’ala Rabbit Hunter del consiglio studentesco, ma le relazioni rimangono vietate all’Accademia Asuran.

Per questo motivo, l’addio romantico di Ithica a Maki, che ha deciso di lasciare il paese, è motivo di espulsione. Alla fine di Chastity High, diventa chiaro che qualcuno che si fa chiamare “Love Killer” invece di “Love Keeper” ha delle prove e sta progettando di usarle per estorcere denaro a Ithica. Il ciclo ricomincia, ma questa volta in una versione peggiore, motivata dal tenere gli studenti in preda alla paura e all’autoritarismo.

Non c’è alcuna indicazione su chi potrebbe essere il nuovo LK, ma ha chiaramente motivazioni più sinistre di quelle di Ithica. Non è certo un motivo per un lieto fine, anche se è una giustificazione per una seconda stagione.

Agatha All Along: i promo rivelano per quanto tempo Agatha è rimasta intrappolata nell’incantesimo di Scarlet Witch

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Non è un segreto che “Teen” (che si pensa sia Billy Maximoff) sarà colui che libererà Agatha Harkness in Agatha All Along in modo che possano percorrere insieme la Strada delle Streghe, ma da quanto tempo la strega è intrappolata nel suo personaggio da sitcom? In un nuovo promo, scopriamo che sono passati tre anni!

Ancora una volta sentiamo che la Scarlet Witch – responsabile di aver messo Agatha in una prigione psichiatrica – è “andata” e non è morta, una forte indicazione del fatto che i Marvel Studios stanno tenendo aperte le opzioni per quanto riguarda il destino di Wanda.

Parlando con SFX, la showrunner di Agatha All Along Jac Schaeffer ha condiviso il suo punto di vista su come Agatha percepiva la sua strega rivale in WandaVision (serie di cui era anche responsabile come capo sceneggiatore).

Cosa ha detto lo showrunner di Agatha All Along

Quello che mi ha entusiasmato di più è stato proprio alla fine [di WandaVision], quando finalmente si confronta con Wanda“, ha dichiarato Schaeffer alla rivista. “Vuole distruggere Wanda? Vuole essere la migliore amica di Wanda? Vuole intrecciare i capelli di Wanda? Vuole baciare Wanda? Vuole andare su tutte le furie con Wanda? Sì a tutto, e questo mi ha affascinato“.

“Vuole baciare Wanda?” Sì, questo sconvolgerà alcuni angoli di Internet (in rete si teme già che Agatha All Along sarà il prossimo a subire un bombardamento di recensioni a causa del suo cast prevalentemente femminile).

Scoprite alcuni nuovi promo di Agatha All Along nei post X qui sotto.

Mark Hamill e Hollywood tutta rendono omaggio a James Earl Jones

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Mark Hamill e Hollywood tutta rendono omaggio a James Earl Jones

Hollywood e il mondo dello spettacolo piangono la perdita del leggendario attore James Earl Jones, la cui morte all’età di 93 anni è stata confermata il 9 settembre. Mark Hamill, che ha lavorato al fianco di Jones nella saga di Star Wars, ha guidato gli omaggi con un toccante post sui social media, condividendo una foto di Jones con la didascalia “RIP ‘Papà'”. Questo sentito messaggio faceva riferimento all’iconico ruolo di Jones come voce di Darth Vader, il padre di Hamill sullo schermo nell’amato franchise.

James Earl Jones, la cui voce ricca e potente è diventata sinonimo del minaccioso Darth Vader, ha doppiato il personaggio per decenni, a partire da Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza nel 1977. Hamill, che ha interpretato Luke Skywalker, ha spesso parlato dell’immensa influenza e presenza che Jones ha portato all’universo di Star Wars.

Il capo della Disney Bob Iger si è affrettato a rilasciare una dichiarazione in omaggio all’iconica carriera di Jones, affermando: “Dalla gentile saggezza di Mufasa alla minaccia di Darth Vader, James Earl Jones ha dato voce ad alcuni dei più grandi personaggi della storia del cinema. Un cellebre attore di teatro con più di 200 crediti cinematografici e televisivi, le storie a cui ha dato vita con una presenza unica e autorevole e una vera ricchezza di spirito hanno lasciato un segno indelebile su generazioni di pubblico. A nome di tutti noi della Disney, estendiamo le nostre più profonde condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari”.

Oltre al suo indimenticabile lavoro in Star Wars, la carriera di Jones ha abbracciato cinema, televisione e teatro. Ha prestato la voce a un’altra figura paterna iconica, Mufasa, in Il Re Leone della Disney, un’interpretazione che ha consolidato il suo status di leggenda.

James Earl Jones era un EGOT

Nel corso della sua vita, Jones ha ottenuto un EGOT, uno dei più alti riconoscimenti nell’intrattenimento, vincendo due Emmy, un Grammy, tre Tony Awards e ricevendo un Oscar onorario nel 2012. La scomparsa di Jones ha suscitato tributi in tutto il settore. Il regista Barry Jenkins, che sta lavorando al prossimo prequel di Mufasa: Il Re Leone, ha espresso la sua ammirazione, pubblicando un’immagine di Jones con la didascalia “Per sempre e sempre”. Anche LeVar Burton, celebre attore e attivista, ha reso omaggio, evidenziando l’eredità che Jones lascia dietro di sé sia ​​come artista che come voce per i senza voce, tra molti altri tributi.

Noto per la sua presenza scenica imponente, la carriera di Jones include anche ruoli in film come L’uomo dei sogni, Caccia a Ottobre Rosso e Il principe cerca moglie. Il suo profondo impatto su cinema, televisione e teatro è evidente poiché personaggi di tutto il settore continuano a onorare la sua eredità. In televisione, Jones era anche conosciuto come “la voce della CNN”, con le sue famose parole “questa è la CNN” udite nelle case di tutto il paese. La CNN ha rilasciato una dichiarazione in risposta alla notizia: È stato la voce della CNN e del nostro marchio per molti decenni, trasmettendo in modo unico attraverso il discorso autorità immediata, grazie a decoro. Quella voce straordinaria è solo una delle tante cose di cui il mondo sentirà la sua mancanza. I nostri pensieri sono con la sua famiglia.”

L’attrice Lydia Cornell ha scritto sui social media “Oh no!! Non ci posso credere!! Pensavo che sarebbe vissuto per sempre”. Cornell aveva collaborato con Jones nel suo film d’esordio, Bloodtide del 1982. “Riposa in pace“, ha scritto. Crystal Kung Minkoff, moglie del co-regista de Il Re Leone Rob Minkoff, ha scritto che Jones “ha realizzato il sogno di un giovane animatore quando hai accettato il ruolo di Mufasa. Grazie per tutto quello che hai fatto per Rob. Il tuo ricordo vivrà per sempre“.

Il regista Paul Feig ha aggiunto che “James Earl Jones non morirà mai” perché “il suo talento, il suo lavoro e la sua influenza saranno sempre con noi“. Nella sua storia su Instagram, Ava DuVernay ha scritto: “Grazie per averci mostrato noi stessi. I nostri sé complicati, i nostri sé dignitosi, i nostri sorrisi, il nostro dolore. Un lavoro ben fatto. Un dono condiviso magnificamente. Che Dio ti benedica mentre prosegui il tuo viaggio.”

Altri tributi al defunto attore includono l’organizzazione della Major League Baseball, il leggendario regista horror Mike Flanagan e l’attore Colman Domingo. L’eredità di Jones nel mondo del cinema e della televisione è a dir poco eterna e i nostri pensieri sono rivolti ai suoi amici e alla sua famiglia.

Marvel Cinematic Universe, gli 85 momenti più iconici in un video celebrativo

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La Marvel Comics ha recentemente festeggiato il suo 85° anniversario e, per celebrare l’occasione, i Marvel Studios hanno pubblicato una compilation che evidenzia gli 85 momenti più iconici del Marvel Cinematic Universe finora.

Il video dura quasi un’ora (puoi sempre saltarlo se hai poco tempo) e presenta scene di praticamente tutti i film MCU e serie Disney+ che sono stati distribuiti, da Iron Man fino a Echo.

Molti di questi momenti sono davvero iconici: Capitan America che raccoglie Mjölnir in Avengers: Endgame, “Io sono Iron Man” di Tony Stark (entrambe le volte che lo dice!), ecc., ma possiamo vederne altri, come il “dance off” di Peter Quill con Ronan l’Accusatore nel primo Guardiani della Galassia e scene tratte da Ant-Man and the Wasp: Quantumania, tanto per essere un po’ più controversi e scegliere icone che la maggior parte del pubblico non condivide.

Questo video tributo fa seguito a un altro montaggio che mette in luce alcuni progetti imminenti, che ci ha dato un primo sguardo ufficiale a titoli come Thunderbolts*, Ironheart e Daredevil: Born Again. “Spesso ripenso agli anni ’60 e al famoso Bullpen Marvel con Stan Lee, Jack Kirby e Steve Ditko che creavano Spider-Man, The Avengers, The X-Men e The Fantastic Four”, ha detto il capo dei Marvel Studios Kevin Feige nel video, riflettendo sulla storia del marchio. “‘La Casa delle Idee’: si chiama così per un motivo”.

Le clip sono state montate in ordine cronologico sulla timeline, iniziando con Captain America: The First Avenger e terminando con la stagione 2 di Loki. Guarda il video qui sotto (quando ne hai la possibilità!) e facci sapere se pensi che abbiano perso qualche momento iconico, così come quali non ritieni meritevoli di essere inclusi.

Gli 85 momenti più iconici del Marvel Cinematic Universe

“Il 31 agosto 1939, l’uscita di MARVEL COMICS (1939) n. 1 ha dato vita a qualcosa di speciale: l’Universo Marvel. Dalle strade di New York ai confini del Multiverso, l’Universo Marvel ha aperto i lettori a innumerevoli storie strane e viaggi nel mistero con i suoi eroi e cattivi. Fin dai suoi primi giorni come Timely Comics e Atlas Comics, la Casa delle Idee ha raccontato le avventure del sensazionale, dell’inquietante e dello stupefacente”.

“Per celebrare l’85° anniversario della Marvel, segui la cronologia del Marvel Cinematic Universe da Captain America: Il primo Vendicatore alla seconda stagione di Loki in 85 momenti indimenticabili, tutti disponibili in streaming su Disney+.”

Spider-Man 4: Destin Daniel Cretton di Shang-Chi in trattative per dirigere

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Spider-Man 4 di Tom Holland continuerà a dondolare nel Marvel Cinematic Universe, con il regista di Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli Destin Daniel Cretton nelle prime trattative per dirigere il film. Oltre a “Shang-Chi” con Simu Liu, gli altri crediti di Cretton sono “Short Term 12” del 2013, “The Glass Castle” del 2017 e “Just Mercy” del 2019.

Il finale di Spider-Man: No Way Home del 2021 ha visto il Dottor Strange di Benedict Cumberbatch lanciare un incantesimo che ha fatto dimenticare al mondo intero che Peter Parker era stato Spider-Man, che includeva anche i suoi due più cari amici MJ (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon). Questo ha concluso la trilogia di tre film diretta dal regista Jon Watts, che ha realizzato il film originale con Holland “Spider-Man: Homecoming” nel 2017 e “Spider-Man: Far From Home” nel 2019.

Non sono stati ancora rivelati ulteriori dettagli sul quarto film della serie, ma la notizia conferma che Holland è pronto per un altro tentativo nei panni dell’amichevole Spider-Man di quartiere, dopo che durante le interviste alla stampa prima di “No Way Home” aveva dichiarato di avere delle riserve sull’interpretazione del personaggio a lungo termine, soprattutto quando si avvicinava ai 30 anni.

Il rapporto tra Marvel Studios e Sony Pictures Entertainment è stato a volte tumultuoso. C’è stato due entità hanno raggiunto un punto morto sul futuro del personaggio nell’MCU e il loro accordo è stato temporaneamente annullato. Sono giunti a una risoluzione poco dopo, seguita dall’extravaganza del crossover “No Way Home” che ha portato i precedenti Spider-Men Tobey Maguire e Andrew Garfield nell’MCU.

Sony e Marvel non hanno rilasciato dichiarazioni. The Hollywood Reporter è stato il primo a riportare la notizia di Cretton.

James Earl Jones: muore a 93 anni la voce di Darth Vader e Mufasa

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James Earl Jones, il prolifico attore di cinema, televisione e teatro il cui baritono risonante e inconfondibile era noto soprattutto come voce del cattivo di Star Wars, Darth Vader, è morto lunedì mattina nella sua casa di Dutchess County, a New York, come ha confermato il suo rappresentante a Variety. Aveva 93 anni.

Dopo aver superato una profonda balbuzie da bambino, Jones si è affermato come uno degli attori neri pionieri della sua generazione, accumulando una carriera ricca e versatile che si estende per oltre 60 anni, dal suo debutto a Broadway nel 1958 al Cort Theatre – ribattezzato James Earl Jones Theatre nel 2022 – alla sua più recente interpretazione in “Il principe cerca figlio” del 2021. Per questo film, Jones ha ripreso il suo ruolo di Re Jaffe Joffer dalla commedia di Eddie Murphy del 1988 “Il principe cerca moglie – uno dei numerosi ruoli, insieme a quello di Darth Vader, che Jones ha rivisitato, tra cui la voce di Re Mustafa nel lungometraggio animato Disney “Il Re Leone” del 1994, nel sequel direct-to-video del 1998 e nel remake del 2019.

È stato il vice direttore della CIA, il viceammiraglio James Greer, in tre film di Jack Ryan, “Caccia a Ottobre Rosso” del 1990, “Giochi di potere” del 1992 e “Sotto il segno del pericolo” del 1994. Per quanto riguarda il suo ruolo più famoso, quello di Darth Vader, Jones fu pagato settemila dollari per prestare la voce al personaggio in “Star Wars IV: Una nuova speranza” del 1977, ma rifiutò i crediti per quel film e per il suo seguito, Star Wars V: L’impero colpisce ancora” del 1980, per rispetto all’attore che interpretò il ruolo sullo schermo, David Prowse.

Nel 1983, con Star Wars VI: Il ritorno dello Jedi”, Jones è diventato sinonimo di uno dei villain più memorabili e terrificanti della storia del cinema e ha finalmente ricevuto il riconoscimento per il suo lavoro. È poi tornato a prestare la voce di Fener per “Star Wars III – La vendetta dei Sith” del 2005 e “Rogue One: A Star Wars Story” del 2016.

Tra i suoi oltre 80 film, Jones ha interpretato il ruolo di un bombardiere B-52 nella satira sulla Guerra Fredda di Stanley Kubrick del 1964, “Dr. Stranamore” (il suo debutto nel lungometraggio), nel ruolo del primo presidente nero degli Stati Uniti in “The Man” del 1972, nel ruolo del temibile cattivo in “Conan il barbaro” del 1982, nel ruolo di uno scrittore solitario in L’uomo dei sogni del 1989 e nel ruolo di una ex star del baseball cieca in “The Sandlot” del 1993.

Harry Potter, aperti i casting delle serie: “Ci impegniamo per un casting inclusivo e diversificato”

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La ricerca dei prossimi Harry, Ron e Hermione per la serie Harry Potter è iniziata. HBO ha aperto un casting call per le tre star principali della storia. I fan hanno notato il casting call circolare online lunedì e HBO ne ha confermato l’autenticità a Variety.

Il casting call è alla ricerca di bambini che avranno un’età compresa tra 9 e 11 anni nell’aprile 2025 e che siano residenti nel Regno Unito e in Irlanda. L’avviso afferma inoltre che il casting sarà inclusivo per tutte le etnie e identità di genere.

“Ci impegniamo per un casting inclusivo e diversificato”, si legge. “Per ogni ruolo, si prega di inviare artisti qualificati, senza riguardo a etnia, sesso, disabilità, razza, orientamento sessuale, identità di genere o qualsiasi altra base protetta dalla legge, salvo diversa indicazione specifica”.

La domanda richiede agli attori di inviare due brevi video autobiografici, tra cui una breve poesia o un racconto, ma niente da “Harry Potter“.

“Prepara una breve poesia o un racconto a tua scelta. Può essere dal tuo libro preferito, una poesia che ami, un monologo da un’opera teatrale o qualcosa che hai creato tu stesso. Per favore, niente da “Harry Potter”. Usa il tuo accento. Massimo 30 secondi!” dice il casting call. Il secondo video autobiografico è “un breve video che ci racconta un po’ di te, inclusa la tua data di nascita, altezza e dove vivi. Inoltre, descrivi qualsiasi familiare, amico o animale domestico a cui sei particolarmente legato. Usa il tuo accento. Massimo un minuto”.

The Penguin: lo showrunner spiega perché il BATMAN di Robert Pattinson non apparirà nella serie

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Nonostante fonti attendibili sostengano che Robert Pattinson farà la sua apparizione nei panni del Cavaliere Oscuro nella serie spin-off The Penguin, Matt Reeves e la showrunner Lauren LeFranc hanno recentemente smentito queste voci, spiegando che semplicemente non sentivano il bisogno di far sentire la presenza del protettore di Gotham.

Ora, la LeFranc ha spiegato perché non hanno ritenuto una buona idea far incontrare Batman con “Oz Cobb” (Colin Farrell) dopo gli eventi del film, ed è in parte dovuto al fatto che il Crociato incappucciato non vede Oz come una minaccia abbastanza grande da preoccuparsi di tenerlo d’occhio!

È interessante, perché Matt (Reeves) e io abbiamo sempre parlato del fatto che, in verità, la sua versione di Gotham City è molto radicata. Batman non è ovunque“, racconta a CinemaBlend. “È una grande città! Inoltre, nel film è stato stabilito che non presta molta attenzione a Oz. Non pensa che valga la pena di prestargli attenzione, da questo punto di vista. Quindi, onestamente, non abbiamo pensato all’idea che Batman potesse guardare. Eravamo solo più concentrati a seguire i nostri personaggi nel nostro show“.

Anche se siamo sicuri che Oz non sarebbe d’accordo, questo ha senso. In The Batman, l’interpretazione di Colin Farrell del classico cattivo della DC Comics non viene presa molto sul serio da Bruce Wayne, Jim Gordon o dalla maggior parte dei suoi soci criminali, ed è per questo che The Penguin si concentrerà sulla scalata del personaggio che cerca di dimostrare di essere qualcuno che non avrebbero mai dovuto sottovalutare.

Ci sono molte speculazioni sulla presenza di Batman, in ogni caso, e questo è solo un tentativo di depistare i fan.

Cosa aspettarsi da The Penguin?

La serie riprenderà subito dopo gli eventi di The Batman, c’è un vuoto di potere a Gotham dopo l’arresto di Falcone e Oz sta cercando di riempire questo spazio. Mentre il film ci dà una buona visione delle motivazioni del Pinguino, la serie in arrivo approfondirà aspetti che non abbiamo potuto vedere nel film, dai flashback della sua infanzia al suo attuale rapporto con la madre mentalmente disturbata (Deirdre O’Connell).

Mi è piaciuto molto fare la parte nel film di Batman e l’idea che saremmo stati viziati dall’avere otto ore per approfondire la psicologia e la storia di questo personaggio”, ha detto Farrell. “I retroscena hanno un ruolo importante nella serie televisiva”.

Un’altra parte importante della sua storia sarà Sofia di Milioti, anche se non si sa molto del suo personaggio, Farrell ha rivelato: “Sono due sopravvissuti che sono stati immersi in mondi di doppiezza, sconfitta e violenza”, e ha aggiunto: “Sono molto sospettosi. Hanno anche un passato molto personale”. Sarà molto interessante vedere come si svilupperà questa storia.

Il diavolo veste Prada: 10 cose che forse non sai sul film

Il diavolo veste Prada: 10 cose che forse non sai sul film

Tra le tante commedie con protagoniste femminili realizzate nei primi anni Duemila, Il diavolo Veste Prada è probabilmente la più iconica, nonché quella che più solleva anche riflessioni non così spensierate su temi come il lavoro, lo stress e la salute mentale. Tra glamour, alta moda e vite rivoluzionate, questo film fa sì sorridere, ma anche riflettere su che tipo di persona si vuole diventare. A distanza di anni, è ancora un titolo amatissimo, complice anche le eccezionali attrici che compongono il cast.

Ecco dieci cose da sapere su Il diavolo veste Prada.

La trama di Il diavolo veste Prada

Protagonista del film è Andy, la quale dopo la laurea ottiene il lavoro da sogno per il quale “un milione di ragazze ucciderebbe”: essere l’assistente di Miranda, la direttrice di Runway, la rivista di moda più venduta del settore. Si tratta di un lavoro destinato ad accelerare la sua carriera giornalistica, se solo riuscirà a sopravvivere a un anno di lavoro per l’esigente boss. Andy, che non ha alcun senso della moda, si vede dunque catapultata in uno stile di vita pieno di ritmi frenetici, tacco minimo di tre pollici e abuso di coca cola e caffè. Ben presto, però, si accorgerà di come quella vita la sta allontanando da ciò che davvero conta e da ciò che realmente vuole diventare.

Il libro da cui è tratto il film

1. Il film si basa sul libro omonimo. Il romanzo su cui si basa il film è stato scritto da Lauren Weisberger nel 2003. Sebbene abbia tenuto a sottolineare che i personaggi siano di pura fantasia, senza nessun riferimento ad Anne Wintour, storica direttrice di Vogue, ci sono delle somiglianze e delle descrizioni che sembrano proprio farne un ritratto o quantomeno ispirarsi fortemente alla personalità della Wintour. Tra il 1999 ed il 2000, l’autrice del romanzo è infatti stata l’assistente di Wintour e sembra che l’esperienza della giovane Andy sia, in realtà, una versione romanzata della sua. La direttrice di Vogue ha poi rivelato di essere rimasta piacevolmente colpita dal film, a dispetto dello scetticismo di partenza.

Il cast del film

2. Anne Hathaway ha studiato molto per la sua parte. Dopo aver saputo di aver ottenuto il ruolo di Andy, l’attrice si è preparata per la parte offrendosi volontaria per una settimana come assistente in una casa d’aste. Ha così potuto imparare i ritmi e i compiti di tale ruolo, così da poter poi essere più realistica al momento delle riprese.

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3. Meryl Streep si è presentata ad Anne Hathaway in modo molto… particolare. Come rivelato in seguito, il primo giorno di riprese, Meryl Streep ha incontrato per la prima volta Anne Hathaway, rivolgendole le seguenti parole: “Penso che tu sia perfetta per questo ruolo. Sono così felice che lavoreremo insieme“. Poi ha fatto una pausa e ha aggiunto: “Questa è l’ultima cosa carina che ti dirò“. E così è stato. Steep è a quel punto entrata nel personaggio di Miranda, mantenendo una certa freddezza nei confronti della Hathaway, così da rendere più autentico il loro conflitto.

4. È stato il primo ruolo importante di Emily Blunt. Oggi tra le attrici più apprezzate della sua generazione e candidata agli Oscar per Oppenheimer, al tempo di Il diavolo veste Prada, però, aveva alle spalle giusto qualche ruolo secondario. Fu poi scoperta dopo aver fatto un’audizione per Eragon (2006), ma era stata rifiutata dopo molteplici richiami. Un produttore di Il diavolo veste Prada decise a quel punto di inserirla in un nastro di audizione. Più di 100 attrici furono prese in considerazione per la parte e la Blunt era tornata in Inghilterra per riprendersi quando i dirigenti della Fox le proposero un’altra audizione, questa volta chiedendole di vestirsi in modo più simile al suo personaggio. Nella videoregistrazione, indossava jeans e infradito. Ottenne subito il ruolo.

5. Valentino ha voluto apparire nel film. Tra i tanti stilisti contattati per chiedere loro di partecipare al film, solo Valentino Garavani ha scelto di fare un’apparizione nel lungometraggio nei panni di sé stesso. Inoltre, egli stesso ha disegnato l’abito nero che viene indossato da Meryl Streep nella scena ambientata al museo.

Le candidature agli Oscar del film

6. Ha ricevuto due nomination agli Oscar. Il film, tra i più nominati e premiati del suo anno, è poi arrivato anche agli Oscar 2007, dove figurava nelle categorie Migliori costumi e Miglior attrice protagonista con Meryl Streep. In entrambi i casi il premio non andò a Il diavolo veste Prada, in quanto a vincere come Migliori costumi fu Marie Antoinette e a vincere come Miglior attrice fu Helen Mirren per il film The Queen.

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Qual è il significato del titolo e del film?

7. Il film lancia un messaggio ben preciso. Per quanto riguarda il titolo del film, Il diavolo veste Prada, questo fa riferimento al personaggio interpretato dalla Streep, Miranda, la quale si comporta con tale severità da risultare un vero e proprio Diavolo. Ma, lavorando nel settore della moda, è un Diavolo molto elegante, che veste Prada. Per quanto riguarda il significato generale del film, invece, questo riflette sui pericoli di una società basata sull’apparire, sul voler diventare qualcuno e su come le emozioni vengano talvolta messe da parte per poter restare in tale ambiente molto competitivo. Il film, dunque, parla di un ambiente lavorativo tossico ben prima che questo concetto divenisse popolare come lo è oggi.

Altre curiosità sul film

8. Scegliere i costumi è stato un investimento. Nonostante i molteplici prestiti dei designer, Patricia Field ha speso oltre un milione di dollari in costumi. È proprio con questo film, tra l’altro, che – come già riportato – ha ricevuto la sua prima nomination agli Oscar per i Miglior costumi. Tutti i costumi utilizzati sono stati in seguito messi all’asta per finanziare una ricerca sul cancro al seno. Tra i vari acquirenti, c’era anche Anne Hathaway, che ha acquistato il vestito verde che viene indossato dal suo personaggio nel corso del film.

9. La sceneggiatura originale era stata scritta tempo prima. Prima che il romanzo fosse pubblicato, quattro sceneggiatori avevano già provveduto a realizzare la prima sceneggiatura del film. Questo è stato possibile sulla base di un’acquisizione dei diritti precedente alla pubblicazione. Tuttavia, la prima versione si discostava molto da quanto raccontato dal romanzo, essendo questo ancora grossomodo inedito, è la storia che avrebbe dovuto essere trasposta in film sembrava un ricalco di Zoolander. Quando il romanzo è diventato poi un bestseller, si è provveduto a cambiare lo script.

Emily Blunt Il diavolo veste Prada

Un sequel del film è in fase di sviluppo!

10. Verrà realizzato un sequel. Il 4 giugno 2013 è uscito negli Stati Uniti Revenge Wears Prada: The Devil Returns (La vendetta veste Prada: Il ritorno del diavolo) ambientato dieci anni dopo il fortunato primo capitolo. Andy Sachs è divenuta editore capo di una sua rivista, The Plunge, dedicata ai matrimoni la cui Public Relation è la ex nemesi di Andrea, Emily Charlton (che nel precedente capitolo era l’assistente senior di Miranda), ora sua migliore amica. La protagonista sta organizzando il suo matrimonio con un rampollo di una delle migliori famiglie di Manhattan e reincontrerà la sua temuta mentore Miranda Pristley.

Nel luglio 2024 è arrivata la notizia che La Disney sta sviluppando un sequel del film. La sceneggiatrice del film originale Aline Brosh McKenna è in trattative per tornare a scrivere il prossimo capitolo. Non è chiaro chi del cast originale ritornerà, ma secondo quanto riferito la trama segue Priestly mentre naviga nella sua carriera in mezzo al declino dell’editoria di riviste tradizionali e affronta il personaggio di Blunt, ora un dirigente di potere per un gruppo di lusso con soldi destinati alla pubblicità di cui Miranda ha estremo bisogno.

Dove vedere il film in streaming

Il film è disponibile in streaming digitale. È possibile fruire di Il diavolo veste Prada grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV, Prime Video e Disney+. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Fonti: IMDb, Aforismi

Greenland: dal cast al sequel, tutte le curiosità sul film

Greenland: dal cast al sequel, tutte le curiosità sul film

Tra gli eventi più affascinanti da vedere al cinema vi è senza ombra di dubbio quello relativo alla fine del mondo così come noto. I film dedicati a tale catastrofe hanno sempre catturato l’attenzione del pubblico, a cui viene data l’occasione di vedere qualcosa a cui si spera di non dover mai essere diretti testimoni nella realtà. Oltre a The Day After Tomorrow, 2012 o Left Behind, uno dei film più recenti che ha portato la fine del mondo sul grande schermo è Greenland (qui la recensione).

 A dirigerlo vi è , anche regista si Snitch – L’infiltrato e Attacco al potere 3 – Angel Has Fallen. In questo caso, la distruzione del pianeta non è data da conseguenze del cambiamento climatico o da antiche profezie, bensì dallo scontro della Terra con una serie di meteoriti apparentemente inarrestabili. Allo stesso tempo, in mezzo a questa devastazione, il film presenta una forte componente umana, portando lo spettatore a seguire i tentativi del protagonista di difendere in tutti i modi la propria famiglia.

Ancora una volta l’unico modo per superare una crisi, grande o piccola che sia, sembra essere il fare ricorso alla propria umanità, riscoprendo il sentimento che ci lega a quanti ci circondano. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Greenland. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo finale e all’annunciato sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Greenland sequel

La trama e il cast di Greenland

Un asteroide soprannominato Clarke sta per passare molto vicino alla Terra, tanto da essere visibile a occhio nudo. Purtroppo durante il passaggio la cometa si frantuma in mille pezzi con conseguenze catastrofiche sulla superficie dell’intero pianeta. L’impatto di un enorme frammento di roccia provocherà infatti morte e distruzione, destabilizzando interi paesi dal punto di vista politico, sociale ed economico. In questo clima di panico e confusione seguiamo Jeff, un uomo il cui obiettivo sarà quello di portare in salvo sua moglie e suo figlioverso l’unico posto sicuro, in una lotta contro i tempo.

Ad interpretare John Garrity vi è Gerard Butler, che solo tre anni prima aveva recitato in un altro film catastrofico simile quale Geostorm. Nel ruolo di sua moglie Allison vi è invece l’attrice Morena Baccarin, celebre per il personaggio di Vanessa nella trilogia di Deadpool. Roger Dale Floyd interpreta il figlio Nathan Garrity, mentre a completare il cast si ritrovano David Denman nel ruolo di Ralph Vento, Hope Davis in quelli di Judy Vento e Andrew Bachelor in quelli di Colin. Sam Elliott aveva quasi ottenuto il ruolo di Dale, ma le trattative si sono interrotte e al suo posto è stato scelto Scott Glenn.

Per quanto riguarda la cometa, questa viene chiamata “Clarke” in omaggio allo scomparso Arthur C. Clarke, autore del romanzo del 1993 “Martello di Dio”, che descrive l’impatto sulla Terra di un asteroide che distrugge l’intero pianeta. Il romanzo è precedente ai film Armageddon – Giudizio finale (1998) e Deep Impact (1998), che trattano di eventi simili, i quali si sono dunque anche solo parzialmente ispirati a quanto narrato dallo scrittore. Dinamiche che vengono poi appunto riprese anche in Greenland.

Greenland finale

Il finale del film e il sequel Greenland: Migration

Nel finale di Greenland, la famiglia Garrity riesce ad arrivare in tempo nel bunker in Groenlandia, proprio mentre il frammento più grande dell’asteroide entra nell’atmosfera e colpisce la Terra, devastando la civiltà. Nove mesi dopo, il bunker è in grado di mettersi in contatto radio con altri sopravvissuti in tutto il mondo. I Garrity e gli altri occupanti escono dal rifugio, mentre arrivano notizie che l’atmosfera si sta finalmente liberando, dando ai sopravvissuti la possibilità di rimettere in piedi la Terra.

Sulla scia di questo finale, nel giugno del 2021 è stato annunciato che un sequel intitolato Greenland: Migration è in fase di sviluppo e, secondo quanto riferito, sarà incentrato sul viaggio dei Garrity attraverso una landa ghiacciata europea per trovare una nuova casa. Questo sequel dovrebbe arrivare in sala nel corso del 2025 e stando a quanto descritto dovrebbe fornire un’esperienza globale di ciò che è accaduto in varie parti del mondo a seguito dello schianto dell’asteroide.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 7 giugno alle ore 21:20 sul canale Italia 1. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Mediaset Infinity, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

Blood Creek: la spiegazione del finale del film con Henry Cavill

Blood Creek: la spiegazione del finale del film con Henry Cavill

Il regista Joel Schumacher è principalmente ricordato per film come Batman Forever e Batman & Robin, grandi insuccessi che ne hanno macchiato la carriera. Eppure, nella sua filmografia si ritrovano titoli che mostrano le grandi doti di questo regista. Tra St. Elmo’s Fire, Linea mortale, Un giorno di ordinaria follia o Number 23 sono solo alcuni tra i più noti. Se il suo ultimo film prima della scomparsa risale al 2011, ed è intitolato Trespass, solo due anni prima Schumacher aveva realizzato uno dei suoi progetti più folli: Blood Creek.

Si tratta di un film che mescola storia e orrore, andando a concentrarsi su un particolare aspetto dell’attività nazista, ovvero quello della ricerca sull’occulto e il paranormale. In più occasioni il cinema ha affrontato questo aspetto, come in Hellboy di Guillermo del ToroOverlord. Anche in questo caso, dunque, ci si confronta con un contesto di questo genere, che ben presto vira prepotentemente verso il sovrannaturale per caratterizzare Blood Creek come un film horror a tutti gli effetti.

Per gli appassionati del genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere, specialmente considerato che fino ad oggi è rimasto inedito in Italia e che è ora finalmente possibile recuperarlo grazie al passaggio televisivo. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Blood Creek. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Blood Creek Henry Cavill
Henry Cavill in Town Creek. © Lions Gate Home Entertainment. All rights reserved.

La trama e il cast di Blood Creek

La vicenda si svolge in due epoche diverse. Nel 1936, ci troviamo in West Virginia dove vive la famiglia di emigrati tedeschi Wollner. Quando al capo famiglia, Otto Wollner, viene offerta un’ingente somma di denaro per ospitare lo studioso Richard Wirth al servizio del Terzo Reich, l’uomo non può rifiutare. Wirth, incaricato di compiere alcune ricerche sulla comunità tedesca negli Stati Uniti, è in realtà alla ricerca delle pietre runiche presenti nel terreno dei Wollner. L’uomo ha intenzione di praticare dei riti occulti e ben presto la famiglia diventa vittima delle sue oscure pratiche.

Quando il racconto si sposta ai giorni nostri, vede protagonista il poliziotto Evan Marshall. L’uomo si sente responsabile per la misteriosa scomparsa del fratello Victor avvenuta due anni prima in un campeggio vicino a Town Creek. Ora vive col vecchio padre invalido di cui si prende cura e che nutre i suoi senso di colpa. Fino a quando una notte, Victor ricompare vivo chiedendo al fratello di aiutarlo a sconfiggere i demoni che si trovano a Town Creek.

Ad interpretare Evan Marshall vi è l’attore Henry Cavill, che di lì a qualche anno sarebbe diventato celebre per il ruolo di Superman in L’uomo d’acciaio. Suo fratello Victor è interpretato dall’attore Dominic Purcell, noto per il ruolo di Lincoln Burrows in Prison Break. L’attore Michael Fassbender, all’epoca ancora poco conosciuto, interpreta invece Richard Wirth. Completano il cast gli attori Emma Booth nel ruolo di Liese Wollner, Rainer Winkelvoss in quello di Otto Wollner e Shea Whigham in quello di Luke.

Blood Creek Michael Fassbender

La spiegazione del finale del film

Nel corso del film, i due fratelli Marshall si recano alla fattoria indicata da Victor e affrontano i Wollner. Questi ultimi, a loro volta, mettono però in guardia i fratelli da Wirth. I due non li ascoltano finché Wirth non esce dalla cantina e dà vita al terrore. Wirth rivela infatti che il motivo per cui Victor è riuscito a fuggire è che sapeva che Victor sarebbe tornato alla fattoria per vendicarsi e che alla fine lo avrebbe liberato dai Wollner, quindi ha lasciato andare Victor di proposito.

Wirth, infatti, non può attraversare le rune con cui la famiglia Wollner ha dipinto le finestre e le porte. Non può nemmeno attraversare la recinzione esterna, anch’essa decorata con rune dai Wollner. Wirth, inoltre, non può rivoltarsi contro il “suo stesso sangue”. Aveva un’armatura ricavata dalle ossa della sua famiglia che usava per i rituali. Liese Wollner rubò l’armatura d’ossa di Wirth e la chiuse nel fienile dietro una porta dipinta con rune.

Wirth si nutre dunque di sangue per aumentare il suo potere in modo da aprire il terzo occhio e diventare onnipotente. Tuttavia, nutrirsi del “suo stesso” sangue è come un veleno per Wirth. Evan Marshall sbriciola dunque alcune ossa dell’armatura di Wirth e le fa spalmare da Liese nelle ferite aperte sulla schiena per indebolire Wirth. Il nazista riesce però a consumare abbastanza sangue non contaminato per iniziare ad aprire il suo terzo occhio.

Tuttavia, a quel punto Evan Marshall usa un pezzo rotto dell’armatura d’osso per pugnalarlo direttamente nel terzo occhio, indebolendolo abbastanza da permettere a Victor Marshall di decapitarlo. Il risultato è però che i Wollner invecchiano rapidamente e muoiono. Prima che la più giovane muoia, dice a Evan che il leader delle SS Heinrich Himmler ha inviato altri otto agenti nazisti in diverse fattorie. Evan trova una mappa grazie alla quale scopre dove si trovano. Mentre Victor torna a casa dalla sua famiglia, Evan decide dunque di recarsi nelle altre fattorie per fermare i nazisti.

Il trailer di Blood Creek e dove vedere il film in streaming e in TV

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 7 giugno alle ore 21:20 sul canale Rai 4. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Rai Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

KAOS, la spiegazione del finale: Che cosa o chi è il Kaos?

KAOS, la spiegazione del finale: Che cosa o chi è il Kaos?

Netflix potrebbe aver trovato la sua minaccia di livello TVA per l’umanità in KAOS di Charlie Covell, un racconto contemporaneo di mitologie greche intrecciate. Jeff Goldblum guida la serie nei panni di Zeus, una divinità egoista e assetata di potere la cui presa sul controllo dell’universo sta iniziando a scivolare. Ma secondo il narratore della storia, Prometeo (Stephen Dillane), “c’è un piano per abbatterlo”. Tre esseri umani, Euridice, o “Riddy” (Aurora Perrineau), Caeneus (Misia Butler) e Ariadne, o “Ari” (Leila Farzad), hanno ricevuto una profezia identica: “Una linea appare, l’ordine tramonta, la famiglia cade e il kaos regna”. Per coincidenza, anche il re degli dei ha ricevuto la stessa profezia. I tentativi paranoici di Zeus di impedire che la sua profezia si realizzi lo portano a intromettersi nei destini degli esseri umani e a sconvolgere le vite di coloro che lo circondano. La profezia si è avverata per ognuno di loro e le loro storie si concludono con una serie di KAOS alla fine della stagione.

In KAOS, tutto inizia con una battuta

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Credit © Netflix

Una “linea” nella profezia ricorrente di KAOS significa tensione; uno strappo nell’arazzo, un’increspatura sull’acqua ferma, una crepa nel muro. Zeus scopre una linea fisica sotto forma di una nuova ruga sulla fronte. Zeus ha ricevuto una profezia dalle Parche, cosa che solo gli uomini ricevono. Dopo essersi trasformato in un dio assorbendo anime umane, si è abituato a sentirsi invincibile. Quel minuscolo segno di invecchiamento diventa un grosso problema per lui, che intende mantenere la sua immortalità. La sua urgenza di dimostrare che una profezia (ma soprattutto la sua) può essere infranta lo porta a prendere di mira la profezia del devoto presidente di Krete, il presidente Minos (Stanley Townsend). La sua ambizione di impedire che la sua stessa profezia si realizzi lo porta a sconvolgere i confini sociali e politici e ad attraversare le linee che un tempo separavano i mortali, gli dei e tutti coloro che si trovavano nel mezzo.

Per i personaggi umani di KAOS, le linee che appaiono sono un po’ meno fisiche. Riddy ha deciso di disinnamorarsi di Orpheus (Killian Scott), ma la loro storia non è come si svolge convenzionalmente. Sono amanti incrociati il cui amore è destinato a durare per sempre. La battuta di Riddy è la consapevolezza che il suo amore per Orfeo si sta esaurendo. Precedentemente conosciuto come Caenis, Caeneus è nato in una tribù di Amazzoni, che sono tradizionalmente una tribù di donne guerriere. Fu costretto ad andarsene quando sua madre ritenne che il suo corpo non fosse adatto a diventare un’Amazzone. Riteneva che la sua riassegnazione di genere, in seguito alla profezia della madre, segnasse la linea della sua profezia. La linea di Ari appare quando scopre di non essere responsabile della morte del fratello durante la loro infanzia. Questa epifania incrina il suo senso di sé, lasciando una crepa nello specchio metaforico che ha tenuto aperto a se stessa per tutta la vita.

L’ordine svanisce prima che Kaos regni in KAOS

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Credit © Netflix

Dioniso (Nabhaan Rizwan), il dio del piacere, della follia e della frenesia selvaggia, tenta di uscire dal suo compito e di fare qualcosa di più significativo con il suo potere. Scopre che l’amore è importante per lui e sceglie di aiutare Orfeo a vincere la battaglia tra amore e morte permettendogli di recuperare Riddy dagli Inferi. Permettere a un umano di riportare qualcuno dagli Inferi è una violazione dell’ordine dell’universo stesso. Ma quando sembra che il piano possa funzionare, Poseidone (Cliff Curtis) avverte che se Zeus scopre il successo di Orfeo, le conseguenze potrebbero essere più pericolose di quanto Dioniso si aspetti.

Ade (David Thewlis), il dio della morte, con sua moglie Persefone (Rakie Ayola), regina degli Inferi, avverte Zeus che il sistema della Tela sta sovraccaricando il Nulla. Gli esseri umani che muoiono sono portati a passare attraverso la Cornice con la scusa che le loro anime saranno rinnovate. Ma si scopre che Zeus aveva in realtà ordinato ad Ade di guidare i morti attraverso la Cornice, in modo che gli dei potessero sfruttare le loro anime per rimanere immortali. Proprio come il Telaio Temporale in Loki della Marvel, il sistema della Cornice è diventato insostenibile e Ade fa pressione per cambiare l’ordine.

Ari ha una rivelazione che ristabilisce l’ordine del potere politico nella sua famiglia. La profezia di suo padre recita: “La tua fine inizia nel letto matrimoniale: Il primo figlio che esalerà il respiro ti ucciderà”. La donna fa un collegamento con il fatto che, anche se suo fratello gemello Glauco (Fady Elsayed) è stato il primo a nascere, lei è stata quella che “è uscita urlando”. Uccide il padre per averle mentito per tutta la vita e per aver ucciso Glauco secondo il volere degli dei. Vendicando il fratello, capovolge l’ordine politico assumendo il ruolo di nuovo leader di Krete, sfidando la volontà degli dei. Il caso più evidente di declino dell’ordine (meglio dire di combustione) in KAOS è quando Zeus distrugge le Parche. Dopo che la profezia del presidente Minosse fallisce, beh, fallisce, Zeus decide di dare fuoco alle Parche. Se le Parche sono responsabili della scrittura e della conservazione di tutte le profezie, allora distruggerle deve essere la risposta al suo problema.

Le famiglie in KAOS sono destinate a disgregarsi

Ognuno degli umani di KAOS subisce una frattura nei propri legami familiari. Sulla carta, Riddy e Orpheus sono destinati a essere una famiglia, ma lo sviluppo dei sentimenti di Riddy verso Orpheus rompe il loro rapporto. La madre di Caeneo lo ha allontanato dalla sua tribù in gioventù, ma il suo rispetto per lei viene meno quando viene a sapere che è stata lei a venderlo e a farlo uccidere dalle Amazzoni. Ari credeva nel meglio di suo padre, Minosse, e confidava che lui amasse e vivesse per lei. Le Erinni dimostrano ad Ari che non era responsabile della morte del fratello gemello e lei scopre in seguito che Minosse lo imprigionò da bambino, facendo crollare la sua fiducia nel padre.

Il trattamento riservato da Zeus alla sua famiglia nell’Olimpo porta tutti a rivoltarsi contro di lui nel momento di maggiore insicurezza. Dioniso fatica già a stabilire un legame emotivo con Zeus, che si rivela un padre piuttosto meschino e indifferente. Ma il rifiuto di Zeus di concedergli maggiori poteri lo spinge a comportarsi in modo violento (anche se con gentilezza) nel tentativo di farsi rispettare da lui. Era (Janet McTeer), moglie di Zeus (e anche sua sorella), cerca di impedirgli di creare altri semidei, mentre nasconde attivamente una relazione con Poseidone (che è il loro fratello). Stremato dall’infedeltà di Era, Zeus si oppone ai tentativi di controllare le azioni della moglie. Insoddisfatto anche del governo di Krete da parte di Poseidone, trama per annientare la città alle spalle del fratello. Dopo essere stato avvertito di rivolgersi al Nulla, Zeus minaccia Ade di non alterare il sistema fulminandolo. Era convoca una riunione di famiglia tra lei, Zeus, Dioniso, Poseidone e Persofone, che fa le veci del marito. Ma la riunione è soprattutto un intervento per mettere Zeus di fronte al suo comportamento distruttivo, e lui non fa altro che raddoppiare la sua crudeltà (addio al dolce e irreprensibile Dennis).

Cosa succede nel finale di KAOS?

kaos prometheus finale
Credit © Netflix

Le linee sono apparse metaforicamente e fisicamente, l’ordine è stato capovolto e le famiglie umane e divine sono completamente crollate. Se la prossima parte della profezia deve realizzarsi, allora il kaos deve regnare. Ma cosa (o chi) è esattamente il “kaos”? Il “caos” ha già dilagato nel regno umano e, francamente, anche sul Monte Olimpo. Quindi la definizione di kaos si riferisce solo alla mancanza di controllo di Zeus sul modo in cui ritiene opportuno gestire le cose, o il kaos si riferisce a un personaggio? Nel finale di stagione, Caeneus e sua madre passano attraverso la Cornice e il Nulla, ma Caeneus improvvisamente rianima e rinnova sua madre. La prima cosa che lei dice, dopo aver ritrovato la vita, è “Kaos”. Caeneus tenta di riorientare i suoi sensi ricordandole che il suo nome è Caeneus, ma lei lo guarda e persiste: “Kaos”. Sempre nel finale, Prometeo viene liberato dalla sua eterna tortura e si ritrova seduto sul trono di Zeus mentre indossa la veste di Zeus, che gli dichiara: “Kaos sta arrivando”. In questo senso, “Kaos” potrebbe essere un nuovo nome per Caeneo o Prometeo, come la fine di un’era di Zeus e l’inizio di un’era di Kaos.

Alla fine, i personaggi si concentrano sull’abbattimento di Zeus e dei suoi presunti sistemi di grazia. Gli umani decidono di sfidare gli dei dopo aver capito che agli dei non importa nulla di loro, Prometeo aveva avvertito e da allora aspettava che il potere di Zeus vacillasse, Dioniso lotta per l’amore di fronte alla generale meschinità di Zeus nei suoi confronti, Era lascia l’Olimpo e chiama un discendente non rivelato per radunare le truppe e Ade inizia a lavorare per rinnovare effettivamente le vite umane invece di assorbirle per rimanere immortale. La seconda stagione è stata programmata per vedere Ari ricostruire Troia come nuovo presidente di Krete, Riddy liberare i vivi dal servire ciecamente gli dei, Caeneus combattere per aiutare Ade a rinnovare le anime e Prometeo avere libero regno sull’Olimpo.

The Perfect Couple, la spiegazione del finale: Chi è il serial killer?

Nota: questo articolo contiene spoiler sul finale di “The Perfect Couple”.

The Perfect Couple, serie originale di Netflix offre ai telespettatori uno sguardo su una famiglia dell’alta borghesia di Nantucket, in cui tutto è perfetto – fino a quando non lo è più.

Poche ore prima che Greer Garrison Winbury (Nicole Kidman) organizzi uno stravagante matrimonio per suo figlio Benji (Billy Howle) e la sua fidanzata Amelia (Eve Hewson), la futura sposa trova il corpo senza vita della sua migliore amica, Merritt (Meghann Fahy). Il luogo del matrimonio si trasforma rapidamente in una scena del crimine, mentre la polizia avvia un’indagine sulla morte di Merritt.

Con la scioccante rivelazione che Merritt è incinta del figlio non ancora nato di Tag (Liev Schreiber), sono diversi i sospetti sul tavolo, ma l’episodio 6 ha rivelato il colpevole. Continuate a leggere per sapere chi ha ucciso Merritt neThe Perfect Couple e se la serie di Netflix si è conclusa nello stesso modo del libro.

Come è morta Merritt?

Nel finale, Greer rivela ad Amelia che Merritt aveva un alto livello di barbiturici nell’organismo, cosa che Amelia condivide con i suoi genitori. La madre di Amelia inizia a cercare nella sua valigetta delle pillole e rivela alla polizia di aver portato con sé tre pillole che, se assunte insieme, avrebbero causato l’eutanasia, ma una di esse mancava. L’unica pillola non avrebbe ucciso nessuno, ma avrebbe steso qualcuno. Si scopre che Thomas (Jack Reynor) ha preso una delle pillole come parte del suo gioco alla roulette delle prescrizioni.

La puntata torna indietro alla sera prima del matrimonio, dopo che Thomas e Isabel (Isabelle Adjani) erano già partiti insieme, e mostra Abby (Dakota Fanning) mentre osserva Merritt da sola in spiaggia e calpesta dei vetri. Abby ha preso la pillola dal cassetto di Thomas ed è andata in cucina per sminuzzarla e mescolarla al succo di frutta in un bicchiere. Poi porta il succo a Merritt sulla spiaggia e lo incoraggia a fare una nuotata nell’oceano.

Quando Merritt inizia a perdere conoscenza una volta entrata in acqua, Abby tiene ferma la testa di Merritt nell’oceano, lasciandola annegare e lasciandola morta.

Chi ha ucciso Merritt?

Anche se Thomas potrebbe aver contribuito a procurarsi la pillola che l’ha stordita, è innegabile che Abby sia responsabile della morte di Merritt.

Perché Abby ha ucciso Merritt?

In breve, per soldi. I termini del fondo fiduciario di Tag per i figli Winbury stabiliscono che il denaro non può essere rilasciato fino a quando l’ultimo figlio Winbury non compie 18 anni, il che sarebbe avvenuto tra qualche mese, con Will (Sam Nivola) in procinto di raggiungere questo importante traguardo. Ma se Merritt avesse dato alla luce il figlio che aspettava, l’orologio si sarebbe spostato di altri 18 anni.

The Perfect Couple | In foto le attrici Eve Hewson, Nicole Kidman e Dakota Fanning, e gli attori Samuel Nivola, Billy Howle, Liev Schreiber e Jack Reynor.

Cosa succede all’assassino?

Abby è stata arrestata e schedata nel finale, lasciando presupporre che abbia affrontato conseguenze legali per l’omicidio.

L’assassino è lo stesso del libro?

Sì e no. Abby è ancora l’assassina dell’omonimo libro di Elin Hilderbrand, ma la morte è un incidente piuttosto che un piano intenzionale. Nel libro, Abby ha frantumato la stessa pillola e l’ha messa in un drink, ma questa volta il drink era destinato al personaggio di Isabel nello show (nel libro il personaggio si chiama Featherleigh). La pillola è destinata a mettere fuori combattimento Featherleigh per evitare che vada a letto con il marito Thomas, ma Merritt finisce erroneamente per consumarla e annega nell’acqua dopo essere svenuta.

Denis Villeneuve offre un eccitante aggiornamento su Dune: Messiah

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Dune: Parte 2 di Denis Villeneuve è uscito quest’anno alzando l’asticella per altri film di genere fantascientifico. Con Timothée Chalamet e Zendaya insieme a una serie di attori di altissimo profilo, il film è stato un successo stellare al botteghino e ha raccolto grandi lodi dalla critica.

Naturalmente, l’attesa per la terza parte Dune: Messiah è alta. Mentre la maggior parte dei dettagli sul progetto sono tenuti strettamente nascosti, il regista ha recentemente fornito un aggiornamento sulla sceneggiatura del prossimo film.

Dune: Parte 2 ha visto Paul Atreides (Chalamet) dichiarare una guerra santa all’universo dopo essere salito al trono mentre Chani (Zendaya) intraprende la sua strada. Il prossimo film sarà ambientato dopo questi eventi. Di recente, quando gli è stato chiesto se la sceneggiatura di Dune: Messiah fosse già terminata, Villeneuve ha rivelato che è ancora in fase di sviluppo. “È in lavorazione, ecco perché non resterò [a questo evento] per molto tempo”, ha scherzato Villeneuve durante il TIFF.

Il regista ha anche parlato del clamore e dell’amore per il film uscito all’inizio di quest’anno, rivelando che la prima parte è uscita alla fine della pandemia, quindi non ha avuto la possibilità di entrare in contatto con il pubblico, “Quindi quando abbiamo fatto il tour per la seconda parte, e poi abbiamo sentito la gioia e l’appetito per il secondo film, mi è davvero andato dritto al cuore vedere quanto le persone aspettassero il film e fossero pronte ad amarlo”.

Dune - Parte Due in streamingDenis Villeneuve vuole la migliore sceneggiatura per Dune: Messiah

“Voglio solo assicurarmi che se facciamo Dune: Messiah, abbiamo la migliore sceneggiatura sul tavolo” ha dichiarato Denis Villeneuve, aggiungendo: “Voglio prendermi il tempo per farlo. E penso che sarebbe salutare non tornare necessariamente nel deserto subito, farei una piccola deviazione, forse. Ma onestamente, non so quale sia il mio futuro in questo momento, cosa che adoro perché ho lavorato senza sosta negli ultimi sei anni. È una benedizione, ma ne ho bisogno. Sarebbe bello assicurarmi che se facciamo Dune: Messiah, voglio fare il miglior film di sempre, quindi voglio semplicemente prendermi il mio tempo”.

The Boys: Valorie Curry, denuncia il fan che ha oltrepassato il limite al recente Comic-Con

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La recente quarta stagione di The Boys ha visto Patriota reclutare due nuovi membri dei Sette, uno dei quali si è rivelato essere il conduttore televisivo di alt-right Firecracker: un cliente apertamente razzista, omofobo e in tutto e per tutto sgradevole che ce l’ha con Annie January, alias Starlight (Erin Moriarty).

Nel corso della stagione, Firecracker trova il modo di farsi perdonare da Patriota assumendo una serie di farmaci che le permettono di avere la lattazione. Se conoscete il leader dei Sette, gravemente disturbato, capirete senza dubbio perché questo sia di grande interesse per lui.

L’attrice di Firecracker Valorie Curry ha recentemente partecipato al Comic-Con dell’Irlanda del Nord e, pur sottolineando di aver avuto un’esperienza per lo più molto piacevole, ha condiviso un video su Instagram in cui affronta un incontro particolarmente “scomodo” con un fan che ha oltrepassato il limite mentre era in fila per incontrarla.

So che le persone hanno visto un personaggio che ho interpretato fare cose davvero estreme in The Boys, e non mi interessa se sei in costume, non mi interessa se sei nel personaggio… non va bene e non è divertente pretendere queste cose da me di persona al mio stand”, ha detto Curry nel video. “Francamente, alla persona che l’ha fatto ripetutamente oggi, ho detto chiaramente che non andava bene, e questo sembrava solo far arrabbiare questa persona e il suo amico. Non pensavo ci fosse bisogno di spiegarlo, ma ero profondamente a disagio. Era abbastanza chiaro che non mi sentivo a mio agio. Ancora una volta, non so quale sia la reazione che stavate cercando: nessuno stava ridendo”.

 

Curry non è entrato nel dettaglio di ciò che è successo esattamente, ma in base allo scenario che abbiamo delineato sopra, si può probabilmente indovinare! Durante una recente intervista con THR, la Curry ha detto chiaramente che non vuole che il suo personaggio sopravviva agli eventi della quinta e ultima stagione.

“Spero che muoia. Se l’è cercata da molte persone. È terribile. È orribile. Spero che muoia. Spero che non sia a causa dei farmaci, perché mi sembra troppo facile”, ha detto. “Dovrebbe essere Sage (Susan Heyward), giusto? Dovrebbe essere Sage, e poi dovrebbe sopravvivere e avere uno spinoff. Spero che muoia”.

La trama della quarta stagione di The Boys

Nella quarta stagione, il mondo è sull’orlo del baratro. Victoria Neuman è più vicina che mai allo Studio Ovale e sotto il controllo di Patriota, che sta consolidando il suo potere. Billy Butcher, a cui restano solo pochi mesi di vita, ha perso sia il figlio di Becca sia il suo ruolo di leader dei The Boys. Il resto della squadra è stanco delle sue bugie. La posta in gioco sarà più alta del solito e loro dovranno trovare un modo per collaborare e salvare il mondo, prima che sia troppo tardi.

Il cast di The Boys vede protagonisti Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Jessie T. Usher, Laz Alonso, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Colby Minifie, Claudia Doumit e Cameron Crovetti. Si uniranno per la quarta stagione anche Susan Heyward, Valorie Curry e Jeffrey Dean Morgan.

The Boys è basata sul fumetto certificato bestseller dal New York Times, creato da Garth Ennis e Darick Robertson, qui in veste anche di executive producer, e sviluppato dall’executive producer e showrunner Eric Kripke. The Boys è prodotta da Amazon Studios e Sony Pictures Television Studios, in collaborazione con Kripke Enterprises, Original Film e Point Grey Pictures. E’ disponibile su Prime Video.

Brendan Gleeson ufficialmente nel cast di Spider-Noir

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Brendan Gleeson ufficialmente nel cast di Spider-Noir

È ufficiale, Brendan Gleeson è pronto per un ruolo importante nella prossima serie live-action Spider-Noir di Prime Video. Variety aveva già riferito in esclusiva a luglio che Gleeson avrebbe preso parte allo show, ma il suo ruolo è stato ora confermato. I dettagli esatti sul personaggio di Gleeson sono tenuti segreti, ma si ritiene che interpreterà il cattivo principale.

Brendan Gleeson reciterà insieme al protagonista della serie Nicolas Cage nello show, che al momento è intitolato Spider-Noir. Altri membri del cast includono Lamorne Morris, Abraham Popoola e Li Jun Li.

Secondo la sinossi ufficiale, lo show “racconta la storia di un investigatore privato anziano e sfortunato (Cage) nella New York degli anni ’30, che è costretto a confrontarsi con la sua vita passata come unico supereroe della città”.

Tutto quello che sappiamo sulla serie Spider-Noir

Spider-Noir è prodotto da Oren Uziel e Steve Lightfoot, che fungeranno anche da co-showrunner e produttori esecutivi. Hanno sviluppato la serie con il team di Spider-Man: Un nuovo universo composto da Phil Lord, Christopher Miller e Amy Pascal, che saranno anche produttori esecutivi. Harry Bradbeer sarà il produttore esecutivo e dirigerà i primi due episodi. Pascal è produttore esecutivo tramite Pascal Pictures. La serie è prodotta da Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios, con Lord e Miller attualmente sotto un accordo generale con Sony.

Confermati nel cast Nicolas Cage, Brendan Gleeson e Lamorne Morris. Spider-Noir è stato il secondo spettacolo annunciato nell’ambito di una partnership tra Amazon e Sony per sviluppare progetti sui personaggi Marvel associati a Spider-Man controllati da Sony. Il primo è stato “Silk: Spider Society”, a cui è stato originariamente dato il via libera nel 2022, ma è stato riferito a maggio che il progetto non sarebbe andato avanti.

A Complete Unknown: trailer del film su Bob Dylan con Timothée Chalamet

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Guarda il primo trailer e il poster in italiano del nuovo film di James Mangold A Complete Unknown che arriverà il 23 gennaio 2025 nelle sale italiane. Il film è interpretato da Timothée Chalamet nel ruolo di ‘Bob Dylan’, insieme a Elle Fanning, Edward Norton e Monica Barbaro.

La trama del film A Complete Unknown

New York, primi anni ’60. Sullo sfondo di una vibrante scena musicale e di tumultuosi sconvolgimenti culturali, un enigmatico diciannovenne del Minnesota arriva nel West Village con la sua chitarra e un talento rivoluzionario, destinato a cambiare il corso della musica americana.  Mentre stringe i suoi legami più profondi durante l’ascesa verso la fama, cresce la sua irrequietezza nei confronti del movimento folk e, rifiutando di essere etichettato, compie una scelta controversa che risuona culturalmente in tutto il mondo. Timothée Chalamet interpreta e dà voce a Bob Dylan in A Complete Unknown di James Mangold, l’elettrizzante storia vera dietro l’ascesa di uno dei cantautori più iconici della storia.

Searchlight Pictures presenta A Complete Unknown, diretto dal candidato all’Oscar James Mangold (Quando l’amore brucia l’anima – Walk the LineLe Mans ’66 – La grande sfida). Il film è interpretato dal candidato all’Oscar® e al BAFTA Timothée Chalamet insieme al candidato all’Oscar e al BAFTA Edward Norton (Fight ClubBirdman), Elle Fanning (The GreatMaleficent), Monica Barbaro (Top Gun: Maverick), Boyd Holbrook (Logan – The WolverineThe Bikeriders), Dan Fogler (Animali fantastici e dove trovarliThe Walking Dead), Norbert Leo Buzt (L’amore secondo Dan) e Scoot McNairy (Argo12 anni schiavo).

Rebel Ridge, la spiegazione del finale del film Netflix

Rebel Ridge, la spiegazione del finale del film Netflix

Attenzione! Questo articolo contiene importanti spoiler su Rebel Ridge di Netflix

Sebbene Terry Richmond faccia fatica a trovare giustizia per tutta la durata di Rebel Ridge, il film di Netflix si conclude con una nota di speranza in cui il protagonista vince contro il sistema legale corrotto. Diretto da Jeremy Saulnier, Rebel Ridge inizia con l’ex marine Terry Richmond che arriva nella piccola città di Shelby Springs per pagare la cauzione per suo cugino, Mike. Tuttavia, pochi istanti dopo essere entrato in città, un veicolo della polizia sperona la sua bici e due poliziotti sequestrano ingiustamente i soldi della sua cauzione in nome della confisca dei beni civili.

Nonostante sappia come la polizia gli abbia ingiustamente sottratto i soldi, Richmond tiene la testa bassa e cerca di stare lontano dai guai. Con suo sgomento, non importa cosa faccia, non ottiene indietro i soldi della cauzione, il che gli impedisce di salvare suo cugino. Verso gli ultimi momenti del film d’azione di Netflix, Richmond raggiunge lo stremo delle forze dell’ordine quando muore suo cugino e la polizia cerca di fare del male a Summer, l’unica persona in città che osa aiutarlo. Di conseguenza, scatena la sua furia contro le forze dell’ordine di Shelby Springs e si propone di denunciare le loro attività criminali.

Perché Terry, Evan e Summer ottengono una scorta della polizia nel finale di Rebel Ridge

La polizia si rende conto che il capo Sandy Burnne si sbagliava

Nell’arco finale di Rebel Ridge, Richmond (Aaron Pierre) si ritrova circondato da agenti di polizia fuori dalla stazione di polizia di Shelby Springs mentre cerca di eseguire il suo piano finale per denunciarli. Tuttavia, le cose prendono una piega cupa quando l’agente Steve Lann (Emory Cohen) droga Summer (AnnaSophia Robb) e decide di uccidere Richmond in quel momento per impedirgli di causare ulteriori danni. Fortunatamente per Richmond, l’agente Evan Marston (David Denman) si schiera dalla sua parte, il che porta a un conflitto tra Marston e Lann.

Sebbene il capo Sandy (Don Johnson) spari alla gamba di Marston, Richmond porta in salvo l’agente di polizia ferito e si mette in viaggio per annientare da solo la polizia usando le armi non letali dal deposito di Sandy. Riesce persino a scappare in un’auto della polizia con Marston e Summer. Tuttavia, uno pneumatico esploso rallenta il suo veicolo, consentendo agli agenti di polizia di raggiungerlo. Con sua sorpresa, invece di seguire gli ordini del capo Sandy, l’agente Jessica Sims (Zsane Jhe) fa deragliare il capo Sandy e va al suo veicolo per arrestarlo.

Nel frattempo, gli altri agenti di polizia gli hanno dato una scorta invece di aggredirlo. Ciò dimostra che, nonostante la polizia cittadina fosse a conoscenza delle pratiche criminali di Sandy Burnne, era sempre più frustrata dal dover pagare le conseguenze delle sue azioni. Pertanto, quando Sandy ha sparato a un agente di polizia leale come Evan Marston, la polizia ha capito che non meritava il loro supporto. Hanno anche notato che Terry stava mettendo a rischio la sua vita solo per portare Evan Marston in ospedale. Di conseguenza, hanno sfidato gli ordini del capo Sandy e hanno dato una scorta alla macchina di Terry.

Il vero motivo per cui la polizia ha sequestrato i soldi della cauzione di Terry

Stavano usando i soldi per finanziare la città e il loro dipartimento

Sebbene Summer e Terry inizialmente facciano fatica a comprendere i veri motivi della polizia locale, sospettano che stiano tramando qualcosa di poco buono sulla base di alcuni indizi. Ad esempio, Summer nota che tutte le condanne per reati minori durano 90 giorni, nonostante la città sia troppo povera per tenere i criminali in prigione per così tanto tempo. Le cose hanno molto più senso quando Terry Richmond nota montagne di denaro e fasci di armi non letali nella stazione di polizia del capo Sandy.

Quando Sandy tenta di “de-escalare” la situazione con Terry, gli dice persino che tutto il denaro nella stazione è stato sequestrato legalmente per finanziare il dipartimento di polizia e rispedito alla comunità. Terry, tuttavia, non crede alle sue affermazioni. Il capo aggiunge inoltre che le armi che ha visto alla stazione li aiutano a sostenersi perché lo stato non li finanzia. Dice che esternalizzano le armi non letali ad altri dipartimenti di polizia, il che li aiuta a ricavare profitti. Tuttavia, questo non rivela ancora perché il dipartimento di polizia e la città stanno andando in bancarotta.

Verso l’arco finale di Rebel Ridge, Summer e Terry fanno visita al giudice della città, che finalmente racconta loro la verità su ciò che sta accadendo. Il giudice rivela che una perquisizione illegale orchestrata dal capo Sandy ha avuto un’enorme portata e ha portato a una morte ingiusta. Dopo che il capo è stato personalmente accusato del crimine, l’accordo ha portato alla bancarotta della città.

Rebel Ridge non è così cruento come gli altri film di Jeremy Saulnier, ma il potenziale per la violenza incombe su ogni scena, il che contribuisce ad aumentare la tensione del suo dramma.

Senza un imputato pubblico in città per contestare la cauzione, gli individui arrestati rimangono nel limbo per 90 giorni, che è il periodo di detenzione per possesso di reato minore. Ciò offre al dipartimento di polizia una situazione vantaggiosa per tutti in cui riducono al minimo il rischio di intervento esterno ed esercitano il controllo sullo stato finanziario della città. Purtroppo per Richmond, lui e suo cugino sono rimasti invischiati nella complicata rete legale e politica che circonda Shelby Springs.

La spiegazione del piano di Terry e Summer per smascherare Sandy Burnne

Trovano il filmato dell’arresto di Mike

Nella scena in cui l’agente Steve ritrova Terry in città nonostante lo abbia avvertito di stare lontano, Steve rivela che evitano di accendere le luci dell’auto perché accendono automaticamente le loro dashcam. Questo impedisce loro di registrare i loro atti illeciti. Quando il duo incontra il giudice, questi rivela che l’arresto di Mike è stato registrato da una delle telecamere ed è stato abbastanza problematico da mettere nei guai gli agenti di polizia. Pertanto, Terry e Summer si dirigono alle catacombe della città, dove è archiviato il drive contenente il filmato.

Mentre il destino del capo Sandy rimane sconosciuto dopo che l’agente Jessica lo ha arrestato, è probabile che gli sia stata data una lunga pena detentiva dopo che il filmato della dashcam dimostra che ha aggredito un collega agente di polizia.

Sebbene gli agenti di polizia cerchino di anticiparli bruciando le catacombe, Terry e Summer ottengono il drive di archiviazione appena in tempo. Sfortunatamente, verso la fine del film, Steve prende l’auto da Terry e la rompe prima di poter denunciare i crimini del dipartimento di polizia. Negli ultimi momenti di Rebel Ridge, l’agente Evan chiede a Terry di accendere la dashcam del suo veicolo della polizia, rivelando che ha una funzione di registrazione che consente di registrare due minuti prima di essere attivata. Gli chiede di farlo per assicurarsi che la dashcam contenga filmati del capo Sandy che gli spara alla gamba.

Mentre il destino del capo Sandy rimane sconosciuto dopo che l’agente Jessica lo arresta, è probabile che gli sia stata data una lunga pena detentiva dopo che il filmato della dashcam dimostra che ha aggredito un collega poliziotto. Anche gli altri membri del dipartimento di polizia probabilmente confesseranno contro di lui, dato il modo in cui supportano Terry negli ultimi momenti del film. Questo, sfortunatamente, non riporta in vita il cugino di Terry, ma gli dà una parvenza di giustizia.

Perché Terry inizialmente accetta di “de-escalate” le cose con il capo Sandy

Crede nella retrogradazione tattica

Nonostante abbia perso il cugino, Terry accetta di fare un passo indietro dal suo conflitto con il capo quando gli offre 26.000 $ e gli assicura persino che riavrà indietro il suo camion. Quando Summer cerca di chiedergli perché si sta tirando indietro, spiega che ciò che sta facendo si chiama retrogradazione tattica, un ritiro deliberato nel contesto militare in cui una parte si muove lentamente all’indietro per evitare una minaccia più significativa. Si rende conto che agire d’impulso dopo la morte del cugino lo porterà solo in guai più seri. Tuttavia, poco dopo, è costretto a cambiare idea.

Chi ha ucciso il cugino di Terry, Mike, a Rebel Ridge?

Il capo Sandy Burnne era responsabile dell’omicidio di Mike

Durante la sua prima interazione con Summer, Terry rivela che molto prima che suo cugino venisse arrestato per possesso di droga, era stato un testimone collaboratore di un’accusa di omicidio capitale. Poiché l’uomo che ha aiutato a mettere in prigione era uno dei membri principali di una gang, andare nella struttura statale avrebbe immediatamente messo un bersaglio sulla sua schiena. Ecco perché Terry voleva tirarlo fuori dalla cauzione prima che venisse trasferito nella prigione di stato. Sfortunatamente, dopo che i suoi soldi sono stati ingiustamente sequestrati, Terry non è riuscito a tirarlo fuori dalla cauzione, portando Mike ad essere attaccato dai membri della gang che aveva aiutato a mettere in prigione.

Perché Marston fa squadra con Terry nel finale di Rebel Ridge

Marston capisce che l’agente Steve sta esagerando

In Rebel Ridge, Summer lascia intendere di avere una pista segreta nella polizia che l’ha aiutata a capire cosa stava succedendo in città. Dal momento che non rivela il suo nome, Terry lo chiama in codice “Serpico”. Quando l’agente Evan Marston fa di tutto per proteggere Summer e Terry nell’arco finale del film, Terry capisce che lui è “Serpico”. La rivelazione è sorprendente perché Marston ha speronato la bicicletta di Terry nei momenti iniziali di Rebel Ridge prima di sequestrare i suoi soldi.

Il fatto che lo protegga verso la fine suggerisce che è sempre stato diviso tra il fare ciò che è eticamente giusto e seguire i metodi illegali del capo Sandy. Sebbene volesse proteggere cittadini innocenti come Summer, anche lui era leggermente attratto dall’idea di acquisire maggiori profitti mantenendo la sua posizione in un sistema corrotto. Tuttavia, quando l’agente Steve ha esagerato drogando Summer e quasi uccidendo Terry, ha deciso di prendere posizione.

In che modo il finale di Rebel Ridge prepara la storia per un sequel

Rebel Ridge 2 può realizzarsi

Rebel Ridge ha un finale conclusivo, che lascia poco o nessun spazio per un sequel. Tuttavia, il sequel del film potrebbe prendere la strada di Jack Reacher, ovvero una storia in cui Terry Richmond si ritrova in una città completamente nuova e si mette in viaggio per affrontare una nuova serie di ingiustizie e attività criminali. Con la sua impressionante presenza sullo schermo in Rebel Ridge, Aaron Pierre dimostra di poter guidare un franchise d’azione a tutti gli effetti.

La Scommessa – Una notte in corsia: al cinema gratis con Cinefilos. Scopri come!

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Arriva al cinema dal 12 settembre con I Wonder Pictures La Scommessa – Una notte in corsia, il nuovo film di Giovanni Dota con Carlo Buccirosso e Lino Musella. Grazie a Cinefilos.it avete la possibilità di partecipare gratuitamente a una proiezione del film con il cast presente in sala.

Leggi la recensione di La Scommessa

E’ possibile richiedere un ingresso gratuito per due persone scrivendo una e-mail all’indirizzo cerimoniale@theculturebusiness.it inserendo in oggetto “CINEFILOS – LA SCOMMESSA – CITTA’”.

Nel corpo dell’e-mail inserite CINEFILOS + LA SCOMMESSA + NOME + COGNOME + CITTÀ di riferimento e il numero di biglietti. Le e-mail mancanti di una di queste componenti non saranno prese in considerazione.

I biglietti omaggio saranno ritirabili, nel limite dei posti disponibili, segnalando il proprio nominativo alle casse del cinema il giorno stesso della proiezione. I biglietti omaggio sono ritirabili e garantiti fino a 30 minuti prima l’inizio della proiezione.

Di seguito trovate l’elenco dei cinema che partecipano all’iniziativa:

GIORNO      DATA           CINEMA                    ORARIO     OSPITI

GIOVEDI 12/09/24 ROMA ADRIANO 21:00 DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
GIOVEDI 12/09/24 ROMA ANDROMEDA 20:30
SOLO INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
VENERDI 13/09/24 NAPOLI THE SPACE 20:30
SOLO INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
VENERDI 13/09/24 NAPOLI MODERNISSIMO 21:15
solo Q&A
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
VENERDI 13/09/24 METROPOLITAN 21:30
solo INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
SABATO 14/09/24 UCI CINEPOLIS MARCIANISE 20:00
SOLO INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
SABATO 14/09/24 UCI CASORIA 21:00
SOLO INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast
SABATO 14/09/24 AFRAGOLA HAPPY 21:30
SOLO INTRO
DOTA + LINO MUSELLA + BUCCIROSSO + il cast  

 

In aggiunta a queste date, sono disponibili anche le seguenti proiezioni con ospiti CARLO BUCCIROSSO e ELVIRA ZINGONE:

  • LUNEDì 16/09/24 – UCI MATERA – h.20.15
  • MARTEDì 17/09/24 –  UCI GIOIA DEL COLLE – h.20.15

 La Scommessa – Una notte in corsia, ecco l’intervista ai protagonisti

Endless Love: tutto quello che ci aspettiamo dalla seconda stagione

Kara sevda tradotto significa amore nero. Ma, andando oltre la traduzione letterale, questo termine ingloba l’essenza di un amore lacerante, impossibile, pericoloso, tragico. Un amore di questa intensità lega Nihan e Kemal, protagonisti della nuova dizi turca Endless Love (titolo originale Kara Sevda, per l’appunto), in onda su Canale 5 e disponibile su Mediaset Infinity. Lo show mette in scena una love story tormentata e ostacolata, in cui la felicità è solo un orizzonte irragiungibile, e a questo aggancia altri fili tematici di grande rilevanza attuale quali la manipolazione psicologica e l’abuso di potere, sia sociale che relazionale.

A interpretare i personaggi principali i bravissimi Burak Özçivit e Neslihan Atagül, qui alla loro prova attoriale migliore, affiancati da comprimari di tutto rispetto quali Kaan Urgancıoğlu (attualmente protagonista di Segreti di Famiglia, sempre in onda su Canale 5), Hazal Filiz Kucukkose, Melissa Asli Pamuk, Zerrin Tekindor, Ruzgar Aksoy, Baris Alpaykut e Nese Baykent. La prima stagione si è da poco conclusa, lasciando dietro di sé una scia di interrogativi e cliffhanger che hanno fatto da trampolino per la seconda stagione, caratterizzata da un salto temporale di circa un anno. Dopo una serie di plot twist, che hanno visto l’uscita di scena di alcuni personaggi chiave, e sviluppi narrativi determinanti, la domanda è inevitabile: cosa ci riserverà la final season?

Dove eravamo rimasti alla fine della prima stagione di Endless Love?

Le ultime sequenze della prima stagione hanno sollevato diversi dubbi e aperto la strada a ipotesi e congetture sul destino dei personaggi principali. Ozan è stato incastrato da Emir per l’omicidio commesso nei primi episodi, venendo arrestato mentre tenta la fuga con Zeynep. Una volta in carcere, qualcuno gli ha mandato delle foto che ritraggono Zeynep ed Emir sulla barca a scambiarsi dei baci. In preda alla collera ha avuto un malore, ma una volta ricoverato in ospedale è morto inaspettatamente. Il caso viene archiviato come suicidio. Nel frattempo, Nihan ha scoperto di essere incinta di Kemal, ma lo ha accusato della morte del fratello, ritenendolo responsabile per averlo denunciato in passato. Come se non bastasse, lo ha incolpato anche della morte del padre, Onder, il quale ha avuto un infarto dopo aver appreso del suicidio del figlio. Sconvolta, Nihan decide di fuggire e, un anno dopo, la ritroviamo a Londra, dove ha dato alla luce una bambina di nome Deniz.

Endlesse Love serie

Cosa succederà nella seconda stagione?

Dopo aver scoperto il nascondiglio della moglie, Emir riesce a rapire Deniz, riportandola a Istanbul e ricattando Nihan: se non tornerà da lui, non rivedrà più sua figlia. Determinato a ricostruire la famiglia, pur sapendo che Nihan non lo amerà mai, Emir insiste affinché ricomincino da capo. Nihan, devastata dal lutto e dal dolore, alla fine cerca disperatamente l’aiuto di Kemal, ma quest’ultimo, convinto che Deniz sia davvero figlia di Emir, la respinge, mosso dalla delusione. Come ultima risorsa, Nihan si rivolge al poliziotto Hakan, ma anche i suoi tentativi falliscono, portandola ad arrendersi a Emir con l’obiettivo segreto di vendicarsi, sia del marito che di Kemal.

Kemal, che ha trascorso un anno in carcere per aver sparato a Emir alla fine della prima stagione, è deciso a vendicarsi di tutti coloro che lo hanno ferito, inclusa la donna che ama. La seconda stagione si preannuncia perciò come quella in cui finalmente tutti i nodi verranno al pettine e nella quale la maggior parte dei personaggi subisce drastici cambiamenti. Kemal, ancora ignaro della sua paternità, sembra davvero pronto a sposare Asu, con la quale si è fidanzato alla fine della prima stagione. Rivela questo a Nihan quando lei gli chiede aiuto, pur non sapendo ancora che Asu è in realtà la sorella segreta di Emir, il suo nemico giurato, “dettaglio” che ci aspettiamo scopra nelle prossime puntate e che potrebbe impedire che convolino a nozze.

Le anticipazioni nel frattempo suggeriscono che Kemal inizierà a sospettare sulla vera paternità di Deniz, e un test del DNA dovrebbe confermare la verità, portandolo a un confronto diretto con Nihan. Intanto, quest’ultima sta preparando la sua vendetta contro Emir, manipolandolo con un contratto matrimoniale con l’obiettivo di liberarsi da oppressione e ricatti e vivere finalmente libera con la figlia. La seconda stagione svelerà se la donna riuscirà davvero a portare a termine il suo piano, o se, più verosimilmente, verrà ostacolata da nuovi e subdoli ricatti. Sul fronte delle indagini, invece, Hakan continua a scavare nella morte di Ozan, cercando di capire se si tratti davvero di suicidio o di un omicidio orchestrato per farlo tacere. Nonostante il mistero non sia ancora stato svelato, tutti gli indizi sembrano puntare a un omicidio mascherato, poiché Ozan non mostrava segni di squilibrio al momento del decesso, ma anzi era più che determinato a fargliela pagare sia alla moglie adultera che ad Emir.

Il destino di Zeynep, intanto, resta in bilico. Determinata a conquistare Emir, è la principale sospettata per la morte di Ozan, e nessuno, tranne Asu, Nihan e Kemal, è a conoscenza della sua relazione clandestina con Emir. Questo segreto rischia di travolgerla, e ci si aspetta che innescherà una catena di eventi che la metteranno ancora una volta in pericolo. Da un lato, infatti, deve fare i conti con una famiglia già provata dalle scelte compiute nella prima stagione, come il matrimonio segreto con Ozan, che non perdonerebbe mai un simile tradimento; dall’altro c’è Emir, che continua a minacciarla di rovinarle la vita se dovesse insistere nel cercare il suo amore. Il suo destino si compirà in questa stagione finale, e la scelta di Zeynep su come affrontare la sua situazione – se continuare a correre rischi esponendosi pubblicamente o cercare di ricominciare da zero – sarà cruciale per la sua sopravvivenza.

Con complotti, inganni e vendette che si intrecciano in questa stagione carica di tensione, la domanda finale è inevitabile: chi avrà la meglio tra Emir e Kemal? La resa dei conti è vicina.

Endless Love: cosa faresti per salvare chi ami?

Tra le soap turche degli ultimi anni, Endless Love si impone come una delle più intense e crude, sia per le tematiche trattate che per la messa in scena. La regia di Hilal Saral, sostenuta da una sceneggiatura densa e straziante firmata da Ozlem Yilmaz e Burcu Gorgun, trascina il pubblico negli abissi della fragilità umana, della perdizione, del trauma e degli abusi psicologici. Al centro della narrazione vi è un amore condannato, da cui si dipanano trame universali che interrogano i valori di un individuo, la moralità e la tolleranza di fronte a ingiustizie e prevaricazioni. Fino a che punto si può arrivare per proteggere chi si ama? E quanto si è disposti a rischiare per conquistare la propria libertà?

Endlesse LoveIl tema del “Maschio Dominante” è sempre stato il cuore pulsante di Endless Love, e va ad aprire uno squarcio su una realtà terribilmente concreta: quella dell’ossessione amorosa, della possessività e dei sentimenti tossici che inevitabilmente sfociano in violenza e soprusi. La lotta per liberarsi da queste catene, anche a costo della propria vita, diventa una metafora potente della battaglia delle donne contro ogni tipo di violenza, che non è solo di natura fisica, ma anzi ha molte sfumature. La dinamica tra Emir e Nihan è emblematica di questo percorso: dalle iniziali sensazioni di colpa e disagio (in questo caso provate verso il fratello Ozan, vittima strumentalizzata dell’abuso), si passa alla rassegnazione e, infine, a quel punto di svolta decisivo ed essenziale che infuoca la lotta per la propria dignità, che vediamo concretizzarsi proprio nella seconda stagione.

L’amore tormentato tra Kemal e Nihan, pur essendo il fulcro narrativo, si trasforma quasi in un pretesto per esplorare temi più ampi, come l’oscurità e la corruzione che permeano la nostra società. Endless Love denuncia l’amore malsano, in cui il potere e il controllo dominano, e l’unica arma per trattenere chi si ama sembra essere la manipolazione, ma anche quanto possa essere pericoloso il potere nelle mani sbagliate e quanto il denaro non solo compri il silenzio delle persone, ma sia capace di eludere la legge stessa. La storia, inoltre, ci dimostra quanto sia ancora drammatica l’assenza di un’educazione emotiva e la mancata cura dei traumi, che spesso generano comportamenti distruttivi e patologici, i quali corrodono non solo la propria esistenza ma anche quella degli altri.

Questo perciò non è solo uno show che parla dell’impossibilità di viversi l’amore desiderato, ma è un invito a riflettere bene sulle proprie scelte, perché non sempre ciò che crediamo giusto lo è davvero e può essere realmente salvifico per le persone a cui teniamo. Ma soprattutto è un monito a non lasciarsi piegare e soggiogare, perché niente vale più della giustizia e di se stessi. Nessun ricatto, nessuna somma di denaro, nessun sentimento plateale può giustificare un abuso e una violenza. Bisogna sempre essere pronti a scendere sul campo per affermare i propri diritti e la propria libertà.