Steve McQueen è uno di quegli attori che ha fatto la storia del cinema con le sue interpretazioni ed è diventato una figura iconica, nel corso del tempo, grazie anche alla sua vita definita spericolata. L’attore ha lavorato sodo per tutta la sua carriera e il pubblico lo ha sempre amato, anche e forse soprattutto dopo la sua morte, proprio per quel sentimento di libertà che esprimeva.
Ecco, allora, dieci cose da sapere su Steve McQueen.
Steve McQueen: i suoi film
1.Ha recitato in celebri film. Il primo vero ruolo al cinema dell’attore si ha in Autopsia di un gangster (1958). Da quel momento recita in Fluido mortale (1958), Sacro e profano (1959), I magnifici sette (1960), L’inferno è per gli eroi (1962), L’inferno è per gli eroi (1962) e La grande fuga (1963). In seguito, lavora in Strano incontro (1963), Cincinnati Kid (1965), Quelli della San Pablo (1966), Il caso Thomas Crown (1968), Bullit (1968) e Le 24 ore di Le Mans (1971). Tra i suoi ultimi lavori vi sono Papillon (1973), L’inferno di cristallo (1974), Il nemico del popolo (1978), Tom Horn (1980) e Il cacciatore di taglie (1980).
2. È stato anche produttore. L’attore, nel corso della carriera, non ha svolto solo l’attività di attore ma ha sperimentato molto volte anche quella di produttore. Nella fattispecie, McQueen ha lavorato alla produzione dei film Nevada Smith (1966 – non accreditato), Il rally dei campioni (1971), Un nemico del popolo (1978) e Tom Horn.

Steve McQueen: chi era sua moglie
3. Si è sposato tre volte. L’attore si è sposato per la prima volta nel 1956, a ventisei anni, con la collega Neile Adams, da cui ha avuto i figli Terry e Chad. I due hanno poi divorziato nel 1972. Dopo circa un anno dalla separazione, McQueen si è risposato con un’altra collega, Ali MacGraw, dando vita ad una relazione turbolenta che ha portato al divorzio nel 1978, dopo qualche anno di matrimonio. In seguito, si sposato per la terza ed ultima volta, dieci mesi prima di morire, con la modella Barbara Minty. Tra i vari flirt a lui attribuiti, ci sarebbero quelli con le attrici Lauren Hutton e Barbara Leigh.
Steve McQueen e Barbour
4. Ha ispirato una collezione di giacche. Come noto ai suoi fan, McQueen indossava un abito in cotone cerato Barbour International durante le corse, e quel look iconico ha oggi contribuito a ispirare una nuova linea di giacche, t-shirt e bottoni. La The Steve McQueen Collection è dunque dedicata all’attore e alla sua capacità di rendere iconico tutto ciò che indossava.
Steve McQueen e Persol
5. Occhiali che hanno fatto la storia. Di fatto, Steve McQueen è diventato il volto del marchio Persol. La sua prima apparizione con quelli che sono poi diventati i Persol 714 Steve McQueen, è avvenuta nel 1968, quando l’attore arrivò sul set de Il caso Thomas Crown. Da quel momento quel particolare modello di occhiali è diventato un vero e proprio classico, tanto da essere popolarissimi ancora oggi, sempre legati all’immagine di McQueen.
Steve McQueen: la sua morte
6. È morto a soli 50 anni. L’attore, nel 1979, scoprì di essersi ammalato di tumore alla pleura. Da questo cancro l’attore non è mai riuscito a guarire, tanto da morire in una clinica messicana il 7 novembre del 1980, accanto all’ultima moglie e all’istruttore di volo e amico Sammy Mason. Ventiquattro ore prima gli era stata rimossa chirurgicamente una grossa massa metastatica all’addome. Fu cremato e le ceneri furono disperse nell’oceano Pacifico.
7. Si è esposto per molto tempo all’amianto. Con molta probabilità, a causare il formarsi del tumore è stata la continua esposizione di McQueen all’amianto. Questo materiale era infatti spesso impiegato negli ambienti frequentati da McQueen durante la sua vita (navi, studi cinematografici, ambienti motoristici), ma sembrerebbe essere stato presente anche nelle stesse tute da pilota usate da McQueen durante le sue corse.

Steve McQueen era un pilota
8. Un passione esagerata per le corse. Oltre che essere conosciuto per il suo talento recitativo, l’attore è diventato un’icona anche per il fatto di essere un gran amatore della gare automobilistiche, tanto da partecipare in prima persona a diverse competizioni. Tra le più famose ci sono quelle delle 12 ore di Sebring e Le 24 di Le Mans.
9. Una vita spericolata. Spesso è così che viene definita la vita dell’attore e non solo in merito al suo carattere turbolento, ma anche in riferimento al fatto che è stato molte volte stuntman di se stesso. Egli, infatti, preferiva fare a meno delle controfigure, e ciò è avvenuto per molti film come Bullitt e La grande fuga.
Steve McQueen: età e altezza
10. Steve McQueen nacque il 24 marzo del 1930 a Beech Grove, nell’Indiana. La sua altezza complessiva consisteva in 177 centimetri.
Fonti: IMDb, Daily Mail, Persol, Barbour





































Vite parallele ma
co-dipendenti
Black Bolt
apparirà come membro degli Illuminati nel sequel di
Doctor Strange. Data la storia di Black
Bolt, la sua presenza nel film è abbastanza probabile.
Anson Mount presumibilmente interpreterà l’eroe,
anche se non c’è la certezza che la Marvel torni
ad esplorare nella serie fallita della
ABC per pescare i suoi personaggi.
Ci sono state voci sul
debutto di Ghost Rider in 

Ci sono molti indizi che
suggeriscono la presenza di Mr. Fantastic in
Doctor Strange nel Multiverso della Follia.
Probabilmente
Inizialmente, 

Già solo dal trailer di


Può sembrare strano, ma
pare che
Ci sono stati pareri
contrastanti sul possibile coinvolgimento di
La serie What if…?
sembra offrire tutta una serie di personaggi a Doctor
Strange nel Multiverso della Follia. Nello show,
l

Il crime è
indubbiamente un genere intramontabile. Dai grandi film classici,
ai cult come
C’è un’altra categoria che
esplora personaggi e temi oscuri: il genere slasher.
Parliamo di film come Halloween – La notte delle streghe
(John Carpenter), horror in cui vi è un maniaco
omicida mascherato come antagonista che perseguita un gruppo di
persone in un piccolo spazio per ucciderle brutalmente.
Molti paragonano il
successo dell’MCU degli ultimi anni a quello del
film western degli anni Trenta e Settanta. Entrambi i
generi hanno dominato la cultura popolare dei rispettivi periodi e
hanno saturato il mercato con la loro produzione.
I
Kaijū sono i mostri tipici della fantascienza
giapponese. Per antonomasia, i film che li vedono protagonisti
prendono il nome di Kaijū. Il capostipite del
genere è
I road movie sono film che
oscillano sempre tra il successo e l’insuccesso, senza mai svettare
più di tanto. Il road movie è un genere di film che esiste da
sempre, soprattutto negli Stati Uniti: dalle carovane western a
Genere che spazia dalla
letteratura al cinema, il mistery è sempre affascinante
per il pubblico, che ha la possibilità di risolvere il caso mentre
si svolgono gli eventi. Il successo dei gialli è attualissimo, come
dimostrano gli adattamenti dei romanzi di Agatha
Christie da parte di
Se c’è un genere
intramontabile, è quello delle commedie romantiche: dai film
hollywoodiani con
Per evadere dalla realtà,
il genere
Dopo il successone dei
musical anni Cinquanta come Singing in the Rain e Un
americano a Parigi, il genere ha visto una rinnovata
popolarità recentemente: dal 2016 con
Un genere che, pur avendo i
suoi alti e bassi, mantiene sempre un certo livello di interesse
agli occhi del pubblico è l’horror. Categoria senz’altro
non per tutti, ma che è in grado di generare fenomeni di fandom non
indifferenti.
Debolezze e
prospettive






Così costruita, la serie
sembra dunque avere le carte in regola per attrarre non solo gli
appassionati del personaggio ma anche gli amanti di questo genere
di racconti thriller. Nel mantenersi particolarmente fedeli al
romanzo, inoltre, gli sceneggiatori trovano il giusto equilibrio
tra i tanti eventi da raccontare, donando ad ognuno la giusta
importanza all’interno del racconto complessivo. Difficilmente si
proverà dunque la sensazione di non avere tutti i tasselli del
puzzle a disposizione o di passare da una situazione all’altra in
modo forzato. Al contrario, Reacher è un vero piacere
da guardare e il merito è per buona parte del suo protagonista.