Avengers: Doomsday
continua a essere nei pensieri dei fan del MCU, che ogni tanto ricevono un
piccolo aggiornamento o un’anticipazione. Il prossimo capitolo
dell’universo condiviso si candida come uno degli eventi
cinematografici più grandi mai esistiti e lo studio si sta
dimostrando capace di realizzare qualcosa che i più pensavano fosse
impossibile: riportare Robert Downey Jr. nel franchise. Ma
questa volta avrà il volto di Doctor Doom.
Dato il suo ruolo cruciale nella cronologia dei film MCU come Iron
Man per oltre un decennio, da quando Downey è stato annunciato come
Victor von Doom, le teorie su come l’attore potrebbe tornare a
vestire i panni di Tony
Stark, o su come
Dottor Destino e Iron Man potrebbero essere
imparentati,
sono diventate piuttosto frequenti. Ora, i due personaggi ricevono
una nuova anticipazione in vista del prossimo film
dell’MCU.
L’immagine in stile fumetto non
mostra i corpi interi dei personaggi. Si vedono solo le spalle e le
mani dei due personaggi. L’immagine è pensata per celebrare
il Giorno del Ringraziamento, con Dottor Destino e Iron
Man che spezzano l’osso del desiderio di un tacchino, una
tradizione festiva portafortuna. Una specie di passaggio di
testimone trai due personaggi, un atto di riconciliazione
dell’attore verso due ruoli che in modi diversi lo mettono e lo
metteranno alla prova.
L’immagine di Avengers:
Doomsday arriva in un momento interessante. Il film
Marvel è stato uno dei più segreti del franchise. A differenza di
molte delle uscite della Saga del Multiverso, non sono emerse
online foto o video significativi dal set di Avengers:
Doomsday. Poiché la Marvel non ha ancora pubblicato
un trailer o dettagli concreti, tutto ciò che il pubblico conosce è
il cast confermato del film, guidato da Downey.
Tuttavia, la situazione è destinata
a cambiare prima della fine del 2025. Secondo un rapporto di
Collider, il primo trailer di Avengers: Doomsday
uscirà il 19 dicembre. L’idea è di distribuirlo nelle sale
prima delle proiezioni di Avatar: Fuoco e Cenere.
Dato che entrambi i film del franchise di Avatar hanno incassato
oltre 2 miliardi di dollari in tutto il mondo, il trailer di
Avengers: Doomsday verrebbe
potenziato.
Il
film Blood Star è diretto da Lawrence Jacomelli, al
suo debutto nel lungometraggio dopo una lunga carriera nella
pubblicità e nei video commerciali. Il progetto nasce
dall’adattamento del cortometraggio/horror–thrillerDon’t Look Back, da cui eredita la struttura da “gatto e
topo” e l’atmosfera tesa. Ambientato nel deserto del New Mexico —
anche se le riprese sono state realizzate attorno a Palmdale,
California — il film sfrutta paesaggi aridi, strade solitarie e
scenari isolati per enfatizzare la vulnerabilità della protagonista
e il senso di claustrofobia morale e fisica.
Blood Star appartiene così al genere
thriller/horror,
con forti elementi da survival horror e road‑movie thriller. Il
film ricalca inoltre atmosfere e tensioni di titoli più noti come
Red Rock West (film del 1993 con Nicolas Cage) o Breakdown (film del
1997 conKurt
Russell) — entrambi thriller di strada e tradimento —
e strizza l’occhio al cinema “grindhouse” e horror
anni ’70 e
anni ’80 con protagonisti crudi e ambientazioni ostili. Grazie
a una regia che valorizza l’ambientazione desertica e la suspense,
Blood Star riesce a reinventare elementi classici
del genere con tono contemporaneo.
Pur essendo un film indipendente e prodotto con budget contenuto, è
riuscito inoltre ad attirare l’attenzione del circuito festivaliero
internazionale: ha debuttato al Neuchâtel International Fantastic
Film Festival nel 2024, e successivamente è stato programmato in
festival come Grimmfest e al Cinequest Film & Creativity Festival,
dove ha ricevuto numerosi elogi. Nel resto di questo articolo,
però, si proporrà una spiegazione del finale del film —
soffermandosi su come la violenza, la sopravvivenza e il trauma
vengano risolti — e un’analisi approfondita dei temi che
Blood Star affronta, come il potere, l’abuso di
autorità e la lotta per la libertà individuale.
Britni Camacho in Blood Star
La trama di Blood Star
Il racconto si svolge nel paesaggio
arido del New Mexico, tra polvere, asfalto crepato e tavole calde
sgangherate. Protagonista
è Bobbi (Britni
Camacho), una giovane donna segnata da un passato
difficile. È cresciuta con un padre violento e finita persino in
carcere per un taccheggio commesso insieme a un fidanzato tossico.
Ora è di nuovo libera e attraversa il deserto a bordo della sua
Ford Mustang del ’77, diretta proprio da quell’uomo che continua a
tenerla legata a lui. Sotto il sole cocente e in un territorio in
cui non sembra esserci anima viva, Bobbi fa però una sosta in una
stazione di servizio isolata.
Lì incontra il viscido
sceriffo Bilstein (John
Schwab), un uomo dall’aria minacciosa che le offre da bere
e la osserva con insistenza. Poco dopo la ferma lungo la strada
accusandola di aver danneggiato il lampeggiante della sua volante,
ma non si tratta di un semplice controllo, è l’inizio di un incubo.
Bilstein le ruba il telefono, pretende denaro, la molesta, spara ai
fari della sua auto e la costringe a fuggire a piedi nel nulla, con
lo sceriffo che continua a braccarla senza tregua. Ogni tentativo
di ricevere aiuto fallisce e l’angoscia cresce, fino a quando Bobbi
non capisce che dovrà contare sulle sue sole forze per
salvarsi.
La spiegazione del finale del
film
Verso
il finale del film, Bobbi Torres, ormai esausta e ferita, si
ritrova a vagare nel deserto, inseguita dal crudele sceriffo e da
suo fratello Ed. Dopo una serie di inseguimenti mortali e
imboscate, riesce però a ritrovare il coraggio di affrontare la
minaccia direttamente. In un momento cruciale, riceve dal feroce
sceriffo un’arma con un solo proiettile, simbolo della scelta tra
sottomissione e lotta. Apparentemente si suicida, ma con astuzia
riesce a colpire il suo aggressore con un coltello ricavato dalla
mascella di sua madre, iniziando così la fase finale della sua
vendetta e della liberazione dal terrore.
Durante il confronto finale, Bobbi dimostra sangue freddo e
determinazione, riuscendo a sopraffare il fratello Ed e infine il
violento sceriffo. La sequenza si svolge in più location
simboliche: il deserto, la strada e il garage, tutti spazi isolati
che amplificano la tensione e la vulnerabilità della protagonista.
L’atto finale si conclude però con Bobbi che raccoglie le prove dei
crimini passati dei due, consolidando la sua vittoria non solo
fisica ma anche morale, liberandosi infine dalla manipolazione e
dal controllo maschile che l’avevano perseguitata per tutto il
racconto.
John Schwab in Blood Star
Il finale di Blood Star porta così a compimento i
temi principali del film: la sopravvivenza, il potere e l’abuso di
autorità, così come la resilienza individuale di fronte a
situazioni estreme. La trasformazione di Bobbi, da vittima a
sopravvissuta attiva e consapevole, mostra come la forza interiore
possa ribaltare dinamiche oppressive e violente. La protagonista,
attraverso ingegno e coraggio, riafferma il diritto alla propria
libertà e alla propria vita, sottolineando la capacità umana di
resistere e reagire a traumi profondi e abusi sistemici.
Il film evidenzia anche un forte elemento simbolico nella violenza
e nella vendetta: Bobbi utilizza strumenti e segni del passato
oppressivo — come la mascella e i documenti delle vittime — per
ribaltare la situazione a proprio favore. Questo rende il racconto
non solo una storia di fuga e sopravvivenza, ma un’analisi del
potere che le istituzioni e le figure di autorità possono
esercitare sulla vita degli individui. La sua vittoria, quindi, non
è casuale, ma frutto di intelligenza, strategia e resilienza,
completando così il percorso tematico dell’opera.
A livello narrativo e
simbolico, Blood Star lascia allora un messaggio
potente sulla liberazione personale e sul superamento dei traumi.
La protagonista non solo sopravvive, ma riconquista il controllo
sulla propria esistenza, dimostrando che la giustizia e la libertà
possono essere raggiunte anche nelle circostanze più estreme. Il
finale, aperto ma soddisfacente, suggerisce che la lotta per la
propria autodeterminazione richiede coraggio, astuzia e
determinazione, sottolineando la centralità del tema della
resistenza individuale e della possibilità di ribellarsi a chi
abusa del potere.
Die Hard – Un buon giorno per
morire (qui
la recensione) è il quinto ed ultimo capitolo della celebre
saga iniziata nel 1988 con Trappola di cristallo
e che ha per protagonista John McClane, interpretato come sempre da
Bruce Willis. Dopo oltre vent’anni dal primo
film, la pellicola ripropone il carismatico poliziotto di New York
in un contesto internazionale, spostando l’azione da città
americane iconiche a scenari tra Stati Uniti e Russia. Per Willis,
il film rappresenta uno dei ruoli più simbolici della sua carriera,
confermando McClane come uno dei personaggi più iconici del suo
repertorio.
Rispetto ai capitoli precedenti, Die Hard – Un buon giorno
per morire introduce dunque novità nel ritmo e nelle
ambientazioni: le sequenze d’azione si allargano su territori
internazionali e le minacce diventano più complesse e articolate,
con un intreccio che coinvolge parenti di McClane e mercenari
stranieri. La presenza del figlio di John, Jack McClane, porta
inoltre una dinamica familiare inedita nella saga, creando un mix
tra azione pura e legami personali che aumenta il coinvolgimento
emotivo dello spettatore. L’umorismo irriverente e le esplosioni
spettacolari restano fedeli alla tradizione della serie, ma con un
approccio più moderno e globale.
Il film, pur seguendo la
formula consolidata della saga — McClane contro un nemico
apparentemente invincibile — si distingue per l’ambientazione russa
e per il coinvolgimento della famiglia McClane nella trama,
elementi che ampliano il respiro narrativo e la posta in gioco.
Inoltre, la regia punta a enfatizzare il contrasto tra vecchia
scuola e modernità, mostrando un eroe che deve adattarsi a
tecnologie e situazioni contemporanee senza perdere la propria
essenza. Nel resto dell’articolo si proporrà dunque una spiegazione
del finale, analizzando come si chiude la vicenda e quale impatto
ha sulla saga e sul destino di John McClane.
La trama di Die Hard – Un buon giorno per
morire
Nel quinto capitolo della saga,
John McClane lascerà gli Stati Uniti per recarsi a
Mosca, in Russia, dove si trova il figlio Jack. Il
suo obiettivo è infatti quello di riallacciare i rapporti con il
giovane, ma prima di poter fare ciò dovrà risolvere un rognoso
problema. Jack è infatti incarcerato e in attesa di un processo per
omicidio. Nel tentativo di salvarlo, McClane si ritrova coinvolto
in un’esplosione, durante la quale Jack e l’ex trafficante d’armi
Yuri Komarov riescono a fuggire. Il poliziotto ha
così l’occasione di ricongiungersi con il figlio, il quale però si
dimostra distaccato nei confronti del padre. Prima di risolvere le
loro questioni personali, i due dovranno prima riuscire a salvarsi
da una minaccia incombente.
Ben presto, infatti, si scopre che
il mandante dell’esplosione è Caghari, ex
trafficante collega di Komarov. A causa del pentimento di
quest’ultimo, ora diventato un informatore della CIA, il terrorista
è determinato a rintracciarlo e ucciderlo. La sua paura è infatti
che questi possa diffondere informazioni compromettenti, che
rischierebbero di ostacolare la sua candidatura al Dipartimento
della difesa russo. McClane, Jack e Komarov si ritrovano così a
dover scappare dai loro nemici, cercando allo stesso tempo il modo
di poter smascherare il piano del corrotto Caghari.
La spiegazione del finale del
film
Il
terzo atto di Die Hard – Un buon giorno per morire
si apre con John e Jack McClane in Ucraina, pronti a recuperare un
file segreto che si rivela essere una copertura per un deposito di
uranio. Giunti sul posto, scoprono il piano ingegnoso di Komarov e
di sua figlia Irina, che mirano a impossessarsi del materiale
nucleare per il mercato nero. Ne segue una sequenza frenetica di
inseguimenti, scontri a fuoco e manovre rischiose, con John e Jack
che devono affrontare non solo i mercenari, ma anche la tensione
derivante dalla sicurezza del materiale e dalle dinamiche familiari
irrisolte tra padre e figlio.
Nel climax del film, la tensione raggiunge il culmine con
l’inseguimento del Mil Mi-26 e la resa dei conti tra McClane e i
criminali. John utilizza il camion agganciato all’elicottero per
destabilizzare la macchina da guerra volante, mentre Jack affronta
direttamente Komarov e lo elimina facendolo precipitare sulle pale
rotanti dell’elicottero. Irina, in un disperato tentativo di
vendetta, cerca di far schiantare l’elicottero contro l’edificio,
ma John e Jack si lanciano in acqua all’ultimo momento, salvandosi
mentre la minaccia viene definitivamente neutralizzata. La sequenza
chiude l’arco narrativo con adrenalina e risoluzione simultanea
della crisi nucleare.
Questo finale permette di chiudere i temi centrali del film: la
collaborazione familiare e la fiducia tra padre e figlio, unite
alla responsabilità morale di fermare individui corrotti con
accesso a potere distruttivo. La pellicola mostra come John e Jack,
pur con metodi diversi e caratteri conflittuali, riescano a
superare incomprensioni personali e a unire le forze per affrontare
una minaccia comune. L’azione spettacolare non è solo fine a se
stessa, ma diventa strumento per sviluppare l’arco emotivo dei
protagonisti, enfatizzando legami e resilienza.
Inoltre, il confronto tra vecchia scuola e nuove minacce evidenzia
il tema ricorrente della saga: un eroe che, nonostante l’età e i
cambiamenti del mondo attorno a lui, riesce a prevalere grazie
all’esperienza, all’ingegno e alla determinazione. L’integrazione
del figlio Jack come partner attivo non solo arricchisce il
rapporto familiare, ma suggerisce anche la continuità generazionale
di un ruolo eroico. La risoluzione finale sottolinea il concetto di
giustizia personale e collettiva, con John che conserva la sua
integrità e capacità di affrontare il pericolo.
Infine, Die Hard
–Un buon giorno per morire lascia un
messaggio di chiusura della saga: la protezione della famiglia, la
giustizia contro i corrotti e il coraggio personale sono al centro
della narrazione. Con il ritiro dalle scene di Bruce Willis, questo capitolo funge da epilogo
definitivo per John McClane, offrendo agli spettatori una
conclusione soddisfacente e ricca di azione, mentre celebra
l’eredità di uno dei personaggi più iconici dell’action
contemporaneo e chiude con forza il percorso iniziato più di
trent’anni prima.
Nell’ultimo film della
saga,Hunger Games: Il
canto della rivolta – Parte 2 (qui la recensione), la guerra a
Panem si sta surriscaldando. Katniss Everdeen (Jennifer
Lawrence) è riuscita a unire i distretti contro il
Capitol. Beh, tutti tranne il Distretto 2. Così, i ribelli hanno
finalmente speranza in un esito positivo di questa lotta cruenta e
decennale. Tuttavia, dopo la fine di Hunger Games: Il
canto della rivolta – Parte 1, Katniss è
principalmente preoccupata dalla sua sete di sangue e vendetta.
Dopo aver salvato Peeta (Josh Hutcherson), scoprono quanto
sia stato gravemente torturato e tormentato mentre era imprigionato
dal presidente Snow (Donald
Sutherland) nel Capitol nelle ultime settimane.
Usando il veleno dei tracker
jacker, Snow fa credere a Peeta che Katniss sia una minaccia
immediata per la sua vita, il che spiega perché lui cerchi
immediatamente di ucciderla non appena la vede dopo essere stato
salvato. In breve, non è più il ragazzo dolce e gentile con il pane
che ha salvato e confortato Katniss. Inorridita da tutto ciò che è
successo e da ciò di cui Snow si è dimostrato capace, Katniss è
determinata a ucciderlo immediatamente. Così, con il sostegno della
presidente del Distretto 13 Alma Coin (Julianne
Moore), dell’ex Gamemaker Plutarch Heavensbee
(Philip Seymour Hoffman), di Haymitch (Woody
Harrelson) e di Effie (Elizabeth
Banks), Katniss indossa la sua uniforme da Mockingjay
e si dirige verso il Distretto 2, l’ultima tappa prima di poter
violare il Capitol stesso.
Katniss spera di usare la sua voce
per trarre il meglio da una situazione difficile, sfuggendo alla
realtà della situazione di Peeta e del Distretto 13, ma Gale
(Liam
Hemsworth) propone un’idea che dà il tono al resto del
film: seppellire vivi i lealisti nella base di montagna. E questo è
solo l’inizio del capitolo finale della serie Hunger
Games. Finnick (Sam
Claflin) si sposa, però, e questo è un gradito momento
di pausa dalla follia prima che Katniss fugga dal Distretto 13 per
partecipare ai cosiddetti 76° Hunger Games nelle strade del
Capitol.
Katniss e Gale catturano il
presidente Snow
Vestiti con pesanti mantelli di
Tigris (Eugenie Bondurant) per nascondere il loro
aspetto, Katniss e Gale si fanno strada attraverso le affollate
strade del Capitol verso la villa di Snow. Tuttavia, i Peacekeepers
controllano le identità e abbassano i cappucci mentre le persone
avanzano, minacciando il loro piano. Incerte sul da farsi, hanno
solo un attimo per precipitarsi in avanti mentre i ribelli
cominciano a convergere sul centro della città e un’autobomba li
separa, causando la cattura di Gale da parte dei Peacekeeper.
Nonostante avesse precedentemente accettato di sparare a Gale se
fosse caduto nelle mani del nemico, Katniss non riesce a farlo.
Senza Gale, Katniss continua, più
determinata che mai a uccidere Snow dopo tutto l’orrore e la morte
che ha causato. Tuttavia, raggiunge i cancelli della villa e vede i
Pacificatori che prendono i bambini del Capitol dai loro genitori e
li mettono in un’area recintata davanti al cancello. Snow sta
usando i bambini per creare un muro umano tra lui e i ribelli. Poco
dopo, arriva un hovercraft con il sigillo del Capitol che rilascia
dei paracadute che fluttuano verso i bambini, simili a quelli
dell’amato Hunger Games del Capitol che contengono regali.
Una volta atterrati, metà dei
contenitori esplodono. Scioccati e confusi, un gruppo di medici si
precipita insieme ai genitori dei bambini per aiutare i feriti.
Mentre assiste all’ultimo degli orribili attacchi di Snow, Katniss
vede Prim (Willow Shields) tra la folla. Comincia
a gridare il nome di Prim e le due si guardano negli occhi proprio
mentre il resto delle bombe lanciate dai paracadute esplodono,
scaraventando Katniss a terra. Mentre i suoi vestiti e il suo
intero mondo bruciano, lei perde conoscenza.
Chi ha ucciso Prim e i bambini nel
Capitol?
Quando Katniss si sveglia, è
ricoperta di ustioni. Qualche tempo dopo, mentre sua madre le cura
le ferite ed entrambe evitano di parlare della morte di Prim, un
Haymitch commosso dice a Katniss che la guerra è finita dopo che il
Capitol ha bombardato i bambini. Haymitch spiega che questo ultimo
atto di crudeltà del presidente Snow è stata la goccia che ha fatto
traboccare il vaso per molti Peacekeeper e Guardie del Palazzo. I
ribelli hanno vinto, sono entrati nella villa e hanno catturato
Snow. Più tardi, dopo essersi ripresa abbastanza da poter lasciare
l’ospedale, Effie accompagna Katniss nella sua stanza nella villa
con una piccola scena che evidenzia quanto sia arrivata lontano la
sottovalutata Effie Trinket dall’inizio di questa storia.
Katniss inizia quindi a vagare per
la villa, fino a raggiungere una serra sul retro dove, dopo aver
ottenuto il permesso di entrare dal comandante Paylor
(Patina Miller), trova Snow. Snow si scusa con
Katniss per la sua perdita, spiegandole che stava per arrendersi
quando hanno lanciato i paracadute. Katniss ribatte, sostenendo che
è stato lui a lanciare i paracadute, ma lui nega con forza
l’accusa. Ammette di non essere al di sopra dell’uccidere dei
bambini, ma sempre per una ragione. Non aveva alcun motivo per
uccidere quei bambini, poiché è stato proprio questo che alla fine
ha messo contro di lui il resto dei suoi sostenitori.
Snow continua elogiando la
presidente Coin, ora responsabile dell’intero Panem, per la sua
magistrale strategia durante tutta la guerra. È riuscita a mettere
Katniss e Snow l’uno contro l’altra, portando la situazione a un
altro livello in cui loro non potevano vedere cosa stava facendo e
come li stava manipolando dietro le quinte. Snow insiste che Coin è
responsabile dell’uccisione dei bambini e di Prim, della
trasmissione in diretta dell’evento per mettere tutti i sostenitori
rimasti contro di lui e dell’intervento per prendere il potere dopo
che i distretti e il Capitol si sono praticamente distrutti a
vicenda. Katniss dice di non credere alla sua versione, ma Snow le
ricorda il loro accordo di non mentirsi mai l’un l’altro.
Perché Katniss e Gale mettono fine
alla loro amicizia?
Tornato nella sua stanza, Gale
arriva per dire a Katniss che Coin la sta cercando. In questo breve
momento da soli, Katniss fa notare che Gale non è mai venuto a
trovarla in ospedale, e lo sguardo colpevole sul suo volto la dice
lunga. Dopo aver pianificato gli attacchi con Beetee (Jeffrey
Wright), Katniss chiede se fosse un suo piano e
un’arma sua. Lui ammette di non saperlo e si scusa per non essersi
preso cura della sua famiglia come aveva promesso.
Katniss poi lo saluta, segnando
ufficialmente la fine della loro amicizia pluriennale. Katniss
arriva quindi a un tavolo rotondo con la presidente ad interim Coin
e i tributi rimasti, diventati vincitori, tra cui Johanna
(Jena Malone), Annie (Stef
Dawson) ed Enobaria (Meta Golding). Per
placare la sete di vendetta dei ribelli, Coin propone una versione
speciale e simbolica degli Hunger Games con i figli dei più potenti
del Capitol. Peeta, Annie e Beetee votano no, mentre Johanna ed
Enobaria votano sì. Dopo averci riflettuto, Katniss chiede di
uccidere Snow. Una volta ottenuto il consenso, vota sì, per Prim.
Capendo che c’è qualcosa sotto (dato che Katniss non lo farebbe
mai), anche Haymitch vota sì.
Perché Katniss spara alla
presidente Coin invece che a Snow?
Poi arriva il momento della tanto
attesa esecuzione del presidente Snow. Mentre Effie prepara
Katniss, lei infila una pillola di nightlock (un richiamo al primo
film di Hunger Games) nella sua tuta. Fuori, sul viale dei
tributi, Snow, impenitente, è legato a un palo. Coin tiene un
discorso dalla tribuna presidenziale mentre Katniss prepara la
freccia. All’ultimo momento, Katniss sposta l’arco verso l’alto,
colpendo Coin al petto. La donna muore all’istante. Katniss cerca
di ingoiare la pillola di nightlock, ma Peeta la ferma. Mentre
viene trascinata via, la folla prende in mano la situazione con
Snow, convergendo su di lui al palo.
Dopo aver assassinato con successo
il nuovo leader del paese, Katniss viene rinchiusa in una stanza
con delle guardie. Più tardi riceve la visita di Haymitch, che le
legge una lettera di Plutarch. Nella lettera, Plutarch spiega
perché non è stato affatto sorpreso dall’uccisione di Coin da parte
di Katniss. Continua dicendole che si terranno elezioni libere, che
probabilmente saranno vinte dal comandante Paylor. Plutarch si
scusa con Katniss per tutto quello che ha passato (come è giusto
che sia, considerando che è responsabile di gran parte del trauma),
ma rifarebbe tutto se dovesse. La guerra è finita e ci sarà un
dolce periodo di pace, ma non è chiaro se l’umanità ripeterà questo
caos o imparerà da questa esperienza.
Katniss e Haymitch tornano a casa
nel Distretto 12
Almeno fino a quando Paylor non
potrà ufficialmente perdonarla, Katniss e Haymitch tornano a casa
nel Distretto 12. Con un dolce addio da parte di Effie, che riceve
un bacio appassionato da Haymitch, si congedano. Tornati al 12,
Katniss e Haymitch tornano alle loro case nel Villaggio dei
Vincitori. Katniss è sola, persa nel suo dolore. Quando il gatto di
Prim, Buttercup, arriva dopo aver fatto il viaggio dal Distretto
13, Katniss ha un crollo emotivo, urla al gatto di andarsene.
A quel punto, finalmente, riesce ad
urlare ad alta voce che Prim è morta. La realtà la colpisce di
nuovo, duramente. Più tardi, dopo una battuta di caccia, Katniss
torna a casa e vede che Peeta è finalmente tornato dal Capitol e
sta piantando fiori di primula nel giardino in onore di Prim.
Katniss lo abbraccia, sorridendo per la prima volta dalla morte di
Prim.
Katniss e Peeta finiranno
insieme?
In un futuro imprecisato, una
lettera di Annie rivela che lei e Finnick hanno avuto un figlio,
aggiornandoli su come il loro mondo desolato stia cambiando in
meglio. Il comandante Paylor diventa il presidente Paylor. Peeta e
Katniss siedono e guardano la pioggia insieme, guarendo dopo tutto
quello che hanno passato. Una notte, Katniss lascia il suo letto e
si dirige lungo il corridoio verso quello di Peeta, che la stringe
tra le sue braccia. Peeta le chiede: “Mi ami. È vero o non è
vero?”. Katniss risponde: “È vero”. Si tengono per
mano e dormono, abbracciando il loro amore.
In futuro, Peeta gioca con un
bambino nel prato mentre Katniss tiene in braccio il loro neonato.
Quando il bambino si sveglia, Katniss le chiede se ha avuto un
incubo, dicendole che anche lei ha gli incubi. Dice che un giorno
le spiegherà perché sono arrivati e perché non se ne andranno mai.
Sopravvive facendo una lista di tutte le cose buone che ha visto
fare da qualcuno. È come un gioco. È ripetitivo e noioso, dato che
lo fa continuamente, ma ci sono giochi molto peggiori da
giocare.
Cosa significa il finale di
Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte
2?
Coin ha ucciso Prim per distruggere
Katniss perché, come spiega Boggs (Mahershala
Ali) prima di morire, Katniss è la sua più grande
minaccia al mantenimento del potere su Panem a causa dell’influenza
che Katniss ha sul popolo. Katniss ha sempre solo tollerato Coin,
rendendola pericolosa. Katniss uccide quindi Coin per diversi
motivi. Perché ha ucciso Prim, sì, ma anche perché Katniss sapeva
che Coin voleva sostituire Snow. Il motivo per cui Snow ha
trascorso i suoi ultimi giorni rilassandosi nella sua serra con le
sue amate rose era che Coin voleva creare un precedente per questo
tipo di evento nel caso in cui si fosse trovata in una situazione
simile.
I simbolici Hunger Games sono stati
solo la prima di molte decisioni sbagliate che sarebbero seguite, e
Katniss ha votato sì solo per assicurarsi che Coin non sospettasse
di lei. Quegli Hunger Games non hanno avuto luogo. Tecnicamente,
Gale è in parte responsabile della morte di Prim. Ma lui e Katniss
non sarebbero comunque finiti insieme. Nel libro
Mockingjay, Katniss si rende conto alla fine che ha sempre
avuto bisogno di Peeta e di ciò che lui apporta alla sua vita.
Indipendentemente dal coinvolgimento di Gale, lui non sarebbe stato
la sua scelta finale, ma questo sembra essere la fine della loro
amicizia.
Gale vive nel Distretto 2, mentre
la madre di Katniss aiuta a costruire un ospedale nel Distretto 4,
poiché tornare a casa è troppo doloroso per lei senza Prim. Nel
frattempo, Peeta e Katniss vivono nel Distretto 12 per gran parte
della loro vita, per quanto possiamo vedere. L’intera Panem viene
ricostruita per consentire a ogni distretto di ottenere ciò di cui
ha bisogno per vivere una vita felice e sostenuta. Tutto sommato, è
un finale agrodolce, ma che chiude la porta a questi
personaggi.
Con My Father’s
Shadow, presentato al MUBI
Fest e al cinema a partire dal 6 febbraio 2026, distribuito da
MUBI,
Akinola Davies Jr. firma un esordio che conferma il suo talento
poetico e la capacità di guardare il mondo con delicatezza. Il
film, primo titolo nigeriano selezionato nella sezione ufficiale
del Festival di
Cannes – in Un Certain Regard, dove ha ottenuto una
menzione speciale della Caméra d’Or – è stato inoltre
scelto dal Regno Unito come candidato per l’Oscar al miglior film
internazionale. Girato interamente in pellicola da 16 mm tra Lagos
e Ibadan, racconta una sola, intensa giornata di giugno del 1993:
un giorno cruciale per la storia politica della Nigeria che diventa
il teatro privato di una piccola grande storia familiare.
Una giornata che racconta una
vita
La vicenda segue due bambini,
Akinola e Remi, che trascorrono una giornata con il padre, Folarin,
che per motivi di lavoro vedono raramente. Mentre il Paese affronta
il suo destino collettivo, i fratellini vivono piccole avventure
che servono a rivelare loro, e a noi spettatori, la realtà
quotidiana del padre: il suo lavoro, le sue stanchezze, i
compromessi, ma anche gli affetti tenaci che lo legano alla
famiglia. La narrazione, concentrata e modulata come un racconto
orale, procede per dettagli, gesti, sguardi: tutto ciò che non
viene detto affiora nelle immagini e nei primi piani.
La forza del film sta proprio nella
scansione minuta del tempo: una giornata che si dilata fino a
diventare una biografia in miniatura, in cui le grandi questioni
storiche – la politica, la tensione nazionale – si intrecciano con
gli affetti più piccoli eppure decisivi. È il paradosso della
storia rappresentata dal basso: mentre un Paese decide il suo
futuro, una famiglia decide il suo presente.
La domanda che squarcia il
film
Al centro della scrittura emotiva
c’è una battuta semplice ma terribilmente struggente, pronunciata
dai bambini: “Mamma dice che Dio ci vuole bene ma non lo vediamo
mai; non vediamo spesso neanche te e dici che ci vuoi bene, quindi
chi si vede poco è perché ci vuole bene?” La domanda, ingenua e
tagliente, lascia scoperte le contraddizioni dell’amore e della
presenza; nel volto del padre si legge la difficoltà di rispondere,
e in quel vuoto si misura l’intero patto morale del film. Davies
Jr. costruisce attorno a quella domanda un discorso universale:
come si dimostra l’affetto quando la vita impone distanze e
doveri?
My Father’s Shadow: linguaggio
visivo e scrittura sonora
La scelta del 16 mm non è un vezzo
nostalgico ma una decisione estetica che conferisce al film una
grana tattile: la pellicola fotografa la polvere delle strade, la
luce scaldata dal sole nigeriano, i volti come mappe di esperienza.
Le inquadrature di Davies Jr. sanno essere intime e al tempo stesso
larghe, capaci di inserire il microcosmo familiare nel respiro più
ampio della città e del paese. Il suono è ugualmente calibrato: i
rumori della strada, i canti, i silenzi domestici partecipano alla
costruzione di un’atmosfera che è insieme realistica e lirica.
Un ritratto politico senza
retorica
Pur collocandosi in una giornata
politicamente cruciale, My Father’s Shadow evita il
giornalismo militante o la retorica storica: la politica resta
sullo sfondo, percepita più che spiegata. Questo non è un limite ma
una scelta: la regia preferisce sondare l’impatto della storia
sulle vite individuali, mostrando come le scelte nazionali si
riverberino in scelte personali e affettive. Lagos e Ibadan non
sono scenografie esotiche, ma paesaggi vivi, popolati da persone
che lottano, ridono e trovano modi per essere felici nonostante le
difficoltà.
My Father’s Shadow: un debutto
che impressiona
Uno dei meriti più profondi del
film è la restituzione di dignità ai personaggi mostrati: Akinola
Davies Jr. non cerca il pittoresco né il pietismo, ma un realismo
rispettoso che abbraccia la complessità dei suoi protagonisti. I
bambini non sono simboli, ma presenze vive, concrete, mentre il
padre non è un archetipo, bensì un uomo attraversato da limiti e
responsabilità. La Nigeria che il film ritrae non è sfondo
esotico, ma una comunità che resiste, che inventa forme di felicità
nelle fessure del quotidiano.
In questo contesto umano, la
menzione speciale alla Caméra d’Or appare più che meritata:
My Father’s Shadow è un debutto consapevole e
potente, un’opera che parla di affetti, assenze e identità con una
scrittura visiva sorprendentemente matura e una sensibilità rara.
Una pellicola che, più che raccontata, viene ricordata: nelle
immagini, nei silenzi, e soprattutto in quella domanda dei bambini
che continua a risuonare ben oltre i titoli di coda.
Sebbene il ritorno di Vecna
nella quinta stagione di Stranger Things non sia una grande
sorpresa, il suo nuovo piano è piuttosto complesso da svelare per
gli spettatori. Il Stranger Things stagione 5 – volume 1 è finalmente
arrivato e l’ultima uscita dell’enorme franchise di Netflix non ha deluso le aspettative. Dopo tre anni
di attesa, la serie ha aggiornato gli spettatori su tutta la banda
di Hawkins.
Che gli spettatori vogliano vedere
più Eleven e Hopper, Mike, Lucas, Dustin e Will, o Robin, Steve,
Jonathan e Nancy, la stagione 5, volume 1 di Stranger Things
ha una trama per tutti. Inoltre, il gruppo non è così diviso come
lo era nella Stranger Things – stagione 4, il che significa che la
posta in gioco è più alta e l’azione sembra più fluida.
Tuttavia, non tutto è motivo di
festeggiamenti. Il principale antagonista di Stranger
Things, Henry Creel/Vecna/001, è tornato ed è più potente che
mai. Utilizzando i bambini che ha rapito come una sorta di batterie
psichiche per alimentare la sua conquista di Hawkins, Vecna intende
distruggere la città rapendo i suoi civili più innocenti. Il suo
piano è descritto di seguito.
Vecna vuole “rimodellare il
mondo” in Stranger Things
Vecna dice che intende “rimodellare
il mondo” nella stagione 5, volume 1. L’episodio si apre con un
flashback della stagione 1, quando il Demogorgon cattura Will
nell’Upside-Down e lo trascina, privo di sensi, nella tana di
Vecna. Una volta lì, Vecna riempie Will di una sostanza non
identificata che sembra rafforzare il legame psichico tra loro.
Vecna intende ripetere questo
processo con altri bambini, a partire dalla sorellina di Nancy e
Mike, Holly Wheeler. Alla fine della stagione 5, volume 1, episodio
1, un Demogorgon emerge dal tetto della camera da letto di Holly e,
dopo aver combattuto brutalmente contro i suoi genitori
nell’episodio successivo, trascina la bambina nell’Upside-Down.
Holly viene poi vista mentre
cammina verso una casa idilliaca con il suo amico immaginario, “Mr
Whatsit”, ma c’è qualcosa che non va in tutta la scena. Quando
viene rivelato il volto di Mr Whatsit, si scopre che il suo amico è
in realtà
il cattivo Vecna, che l’ha condotta alla Creel House.
Sebbene Holly si trovi
nell’Upside-Down, il potere dei ricordi di Vecna permette alla casa
di apparire serena e intatta a lei e Henry. Henry le dice che il
suo compagno di classe Derek si unirà presto a loro laggiù e che il
resto degli scolari di Hawkins seguirà.
Perché Vecna sta prendendo i
bambini di Hawkins per il suo piano
Il motivo per cui Vecna sta
prendendo di mira i bambini del posto per realizzare il suo piano
sembra essere triplice. Da un lato, sostiene che i bambini sono
intrinsecamente “deboli nel corpo e nella mente” e li prende di
mira perché crede di poterli controllare facilmente. Dall’altro, li
definisce anche “vasi”.
In brevi flash, gli spettatori
scoprono che Vecna sta usando i bambini che ha rapito come ha fatto
con Will anni fa, riempiendoli di una sostanza sconosciuta che li
rende psichicamente connessi a lui. Mentre Vecna non ha remore a
uccidere semplicemente gli adulti e a usare i Demogorgoni per
massacrare indiscriminatamente dozzine di soldati, considera i
bambini come dei canali.
Infine, Vecna usa i bambini come
contenitori del suo potere, sfruttando il suo legame psichico con
loro per diventare più forte. Tuttavia, questo alla fine si ritorce
contro di lui quando Stranger Things eroe Will si rivela
inaspettatamente potente, cosa che verrà presto spiegata più
dettagliatamente.
Cosa scopre Will sul piano di
Vecna usando la mente alveare
Foto Credits Netflix
Il piano di Vecna prevede che lui
prenda un bambino la notte in cui ha rapito Holly, tre la notte
successiva e otto quella dopo. Quindi, a parte Holly, Vecna ha già
tre bambini nell’Upside-Down, e i Demogorgon rapiscono gli altri
otto alla fine dell’episodio 4. Will menziona che, nella visione
della tana di Vecna che ha avuto, il mostro aveva 12 posti.
Ciò significa che Vecna molto
probabilmente ha abbastanza persone per portare a termine il suo
piano. Tuttavia, il grande difetto di questo piano è che Will
scopre di poter usare il legame psichico di Vecna contro di lui
alla fine dell’episodio 4, uccidendo numerosi Demogorgon proprio
come Vecna ha ucciso i personaggi umani durante tutta la stagione
4.
Come la storia di Will ha
convinto Vecna a portare a termine il suo piano
Vecna si è riferito a Will come “il
primo” e colui che ha mostrato a Vecna ciò che poteva essere
“raggiunto”, il che significa che Will era abbastanza debole da
poter essere manipolato quando è stato rapito per la prima volta.
Dato che il passato di Vecna lo ha visto uccidere numerosi bambini
nel laboratorio di Hawkins durante il suo tentativo di fuga, non
sorprende che consideri i bambini deboli e sacrificabili.
Tuttavia, questo sembra essere
stato il suo punto debole, sia allora che adesso. Nel laboratorio
di Hawkins, Henry Creel è stato sconfitto da Eleven dopo averla
sottovalutata, e lei lo ha sfigurato così gravemente che è
diventato il mostruoso Vecna.
Alla fine dell’episodio 4, il piano
di Vecna viene sventato quando Will si prende un momento per
riprendersi, ripensa ai momenti che lo hanno reso quello che è e
trova forza nelle sue amicizie, nella sua famiglia e nella sua rete
di sostegno. Dimostrando che Vecna si sbagliava sulla sua
debolezza, Will uccide contemporaneamente numerosi Demogorgon e
dimostra che il cattivo di Stranger Things si
sbagliava su di lui.
Vuoi altri articoli su
Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
sotto…
La DreamWorks Animation sta
riportando in auge la serie Shrek, molto amata dai fan, con
un nuovo capitolo, Shrek
5, e non ha intenzione di rallentare quando si tratta
di arricchire ulteriormente il suo cast stellare, dato che ha
trovato le star di SNL e Superman per doppiare i
figli di Shrek e Fiona. Le star della serie Mike Myers, Eddie
Murphy e Cameron Diaz torneranno per il sequel.
Era già stato confermato che
Zendaya avrebbe dato la voce a Felicia, la figlia di
Shrek e Fiona, con l’uscita del teaser trailer di Shrek
5. Ora è stato annunciato che gli altri due gemelli
orchi, Fergus e Farkle, saranno doppiati da Marcello Hernández
di SNL e Skyler Gisondo di Superman,
che si uniranno a quello che sarà probabilmente un cast di
prim’ordine.
Il quinto film della serie
principale Shrek arriverà nelle sale il 30 giugno 2027,
17 anni dopo Shrek Forever After. Nel frattempo, il
franchise si è ampliato con due spin-off, entrambi interpretati da
Antonio Banderas, Il gatto con gli stivali del 2011 e Il gatto con
gli stivali: L’ultimo desiderio del 2022, quest’ultimo
particolarmente acclamato dalla critica per la sua trama e
l’animazione stilizzata.
I suoi occhi non sorridono. Sulla
copertina del libro di Carrie Mathison, in cui racconta tutto sulla
malvagità apparente del governo degli Stati Uniti, lei non sorride.
Anzi, sembra decisamente abbattuta nella fotografia in bianco e
nero sopra il titolo, Tyranny of Secrets, e nella
prima immagine che il “professor Rabinow” ha visto della sua
protetta dopo anni. È a questo che Carrie è stata ridotta, il
simbolo della propaganda russa contro il Paese per cui ha
sacrificato tutto?
Questo almeno sembra essere il
primo insegnamento che si può trarre dall’epilogo del finale della
serie
Homeland. Ambientato due anni dopo il resto degli
eventi dell’episodio, il nostro addio a Carrie non avviene in una
lontana zona di guerra o nel cortile della cintura di Washington,
dove la vediamo idilliaca mentre guarda crescere sua figlia.
Invece, l’apparente visione di pace di Carrie (Claire Danes) è quella di essere il
prezioso canarino nell’attico della gabbia dorata di Yevgeny
Gromov. Prima di vedere il suo libro, ne viene anticipata
l’esistenza quando Yevgeny sorprende allegramente la sua ragazza (o
moglie?) con un regalo.
È per averlo “finito”, dice
Yevgeny. “Hai fatto una cosa molto, molto importante, Carrie”, le
dice con tono affettuoso, come un padre orgoglioso della pagella di
sua figlia. “Festeggiamo”. E così fanno: vediamo Carrie tutta
agghindata e davvero felice, probabilmente per la prima volta da
quando Nick Brody era vivo, mentre si prepara per una serata fuori
a Mosca, che include un concerto jazz di Kamasi Washington. Il suo
sax lamentoso riecheggia la sigla di Homeland e le radici
decisamente americane che Carrie si è lasciata alle spalle.
Naturalmente si tratta di un
inganno. Due anni dopo aver tradito completamente e totalmente il
suo mentore e ultimo amico ancora in vita, Saul Berenson, Carrie si
è assunta la responsabilità dell’agente russo che ha bruciato. Anna
Pomerantseva, apparentemente l’ultima risorsa attiva della CIA
all’interno del Cremlino, è stata così profondamente tradita da
Carrie nel tentativo di prevenire una guerra nucleare che lo
scenario migliore per Anna è diventato il suicidio piuttosto che
una morte tortuosa per mano del GRU russo. Come ha spiegato Saul
nel suo videomessaggio a Carrie di ancora più anni fa, oltre a
Carrie, Anna era la relazione professionale più importante della
sua carriera e la donna più coraggiosa che avesse mai
conosciuto.
Consegnando questa donna
visibilmente forte ai russi (per non parlare del fatto di aver
consegnato Saul paralizzato a potenziali assassini russi), Carrie
ha davvero fatto ciò che recita il sottotitolo del suo libro di
memorie, “Betrayed My Country” (Ho tradito il mio Paese). Lo ha
fatto in modo così completo che ha persino scritto un libro al
riguardo, isolandosi ulteriormente come preziosa pedina all’interno
del governo russo, che apparentemente sta usando come base per
continuare il lavoro di Anna.
A un primo sguardo, è un finale
profondamente agrodolce. Carrie riparerà il suo rapporto con Saul,
anche se probabilmente non vedrà mai più il suo volto, diventando
quella donna coraggiosa che aveva rinunciato a essere. Ha
sacrificato una vita per salvarne migliaia in Pakistan e diventerà
gli ultimi occhi e orecchie di Saul in un governo che è ancora
chiaramente ostile agli Stati Uniti, sia nel mondo immaginario di
Homeland che nel nostro (anche se almeno Saul non
deve preoccuparsi che un presidente chiuda volutamente un occhio
sulle interferenze elettorali, eh compagno?).
Rendendosi conto di non aver perso
Carrie per sempre, gli occhi di Saul brillano anche se la sua
smorfia ferita rimane immutata. Carrie, nel frattempo, sorride tra
le braccia di Yevgeny, anche se i suoi occhi piangono nell’immagine
di chiusura della serie. Tuttavia, il significato di questo finale
va oltre la trama che vede Carrie fare ammenda per aver tradito
Saul. Piuttosto, il finale di Homeland chiude il
cerchio e commenta, un’ultima volta, l’era dello spionaggio che ha
caratterizzato la serie Showtime.
Debuttata nell’ottobre 2011,
Homeland è diventata maggiorenne durante il primo
mandato del presidente Barack Obama. Meno di sei mesi prima della
sua prima, Osama bin Laden è stato ucciso in un complesso pakistano
e gli Stati Uniti hanno iniziato collettivamente a cercare di
voltare pagina sulla guerra al terrorismo. Per voltare pagina sulla
paura e la paranoia che hanno segnato gli anni di Bush dopo l’11
settembre 2001 e che hanno portato a una politica estera disastrosa
con una guerra senza fine in Afghanistan e un’altra (inutile)
guerra in Iraq.
Gli orrori e i fantasmi di
quell’epoca non vengono riportati alla luce con delicatezza nel
finale della serie Homeland. Per scrivere la sua
condanna della politica estera americana per i suoi nuovi amori
russi, Carrie ha tappezzato le pareti del suo ufficio disordinato
con scandali fittizi dell’universo di Homeland, come
l’articolo “Circle of Corruption in the Oval Office” sul breve
mandato della presidente Elizabeth Keane, oltre a capitoli davvero
oscuri della storia della guerra al terrorismo americana, come le
torture e le umiliazioni nella prigione di Abu Ghraib. Nel
frattempo, il neoconservatore John Zabel continua a trovare scuse a
Saul Berenson per aver invaso l’Iraq con false pretese.
Gran parte della stagione 8 di
Homeland riguarda il confronto con l’eredità della
guerra al terrorismo e, quindi, l’eredità di Carrie Mathison. Il
conflitto centrale che porta Carrie Mathison a sacrificare la sua
vita, sua figlia e persino la sua reputazione pubblica riguarda una
potenziale guerra nucleare al confine tra Afghanistan e Pakistan.
In sostanza, un presidente inesperto e incapace di nome Ben Hayes
si sta preparando a invadere un paese del Medio Oriente a causa di
un’ipotesi errata sulla colpevolezza di quella nazione in un
attacco terroristico… non diversamente dal presidente George W.
Bush che insisteva sul fatto che ci fosse un legame tangibile tra
il regime di Saddam Hussein in Iraq e la rete terroristica di
al-Qaeda che ci ha colpito l’11 settembre.
Questa ricostruzione immaginaria
del peccato originale dell’America del XXI secolo si interroga
sulla capacità degli americani di imparare davvero dai propri
errori passati e sulla possibilità per Carrie di convivere con la
propria colpevolezza. La presunta autobiografia che ha scritto per
consolidare la sua copertura sembra uscita dal manuale di Edward
Snowden: un libro di memorie autoassolutorio che si
compiace degli errori del governo statunitense in un mondo post 11
settembre che tratta gli Stati Uniti, in definitiva, come il
cattivo. Ma questo non è mai stato il vero punto di vista di
Carrie, né quello di Homeland.
Lei è una patriota segnata
psicologicamente dagli eventi di una fatidica mattina del settembre
2001, che le hanno effettivamente causato di avere le mani sporche
di sangue innocente, e non solo quello di Anna Pomerantseva. Nella
quarta stagione, che anche la stagione finale rivisita, Carrie è
diventata la “Drone Queen” della stazione della CIA a Kabul. Ha
sicuramente autorizzato l’uccisione di centinaia di combattenti
talebani e di al-Qaeda e ha impedito attacchi contro soldati
americani e civili afghani, ma ha anche autorizzato lei stessa
l’uccisione di civili, più di un centinaio dei quali durante un
matrimonio. Questo era ovviamente basato su una politica estera che
è sopravvissuta all’amministrazione Bush e si è verificata dopo che
Obama ha tentato di voltare pagina sul mondo post-11 settembre.
Ma non c’è mai stata una pagina da
voltare. Né per Carrie, né per Saul, né per gli agenti dei servizi
segreti che Homeland venera per essersi avventurati
nella nebbia e non essere mai tornati negli ultimi due decenni. Nel
2020, e dopo un evento globale che ha cambiato il paradigma come la
pandemia di coronavirus, sembra quasi bizzarro pensare che ci sia
ancora un cartello nelle viscere di Langley che recita:
“Ogni giorno è il 12 settembre”, ma per quasi 20 anni questo è
stato lo stimolo per persone come Carrie e Saul, che operano alla
ricerca di un bene netto nel loro mondo per giustificare “il costo
di fare affari”.
Come ci è stato presentato durante
i titoli di testa della prima stagione, Carrie ha detto: “Una volta
mi è sfuggito qualcosa e non voglio, non posso, lasciare che
succeda di nuovo”. Una visione del mondo così specifica ha definito
la vita di Carrie e, a modo suo, le ha permesso di chiudere il
cerchio con Nicholas Brody. Come ci ricorda la sequenza iniziale
del finale della serie Homeland, Brody si considerava
un patriota senza patria. È andato in guerra in Iraq, ma non è mai
tornato veramente, anche se è stato liberato dalla prigionia di
al-Qaeda dopo otto anni di torture e lavaggio del cervello.
Homeland è iniziato prendendo in considerazione e
riflettendo sulle cicatrici lasciate da quelle iniziali decisioni
sbagliate della guerra al terrorismo.
Ora conclude quella riflessione
mettendo Carrie Mathison, la spia che ha amato e distrutto Brody,
in una situazione speculare. Lei è una straniera in terra straniera
e ha scritto una versione letteraria del video del suicidio di
Brody: un’apparente auto-giustificazione per aver tradito il suo
Paese. Ma come Brody prima della sua ignominiosa morte in Iran,
tale insoddisfazione è diventata una bugia per servire meglio il
suo Paese. Disonorando se stessa e la sua nazione, può continuare a
combattere una guerra al terrorismo che per lei non è mai finita e
che ora non finirà mai.
In questo senso, Carrie, e ora Saul
come suo improvviso supervisore fuori dal pensionamento, è ancora
prigioniera della guerra al terrorismo come lo era Brody fino al
giorno della sua morte. Non c’è stato un ritorno a casa figurato
per Brody, e probabilmente non ci sarà un ritorno a casa letterale
per Carrie o Saul. Nessun pensionamento sotto il proprio albero di
fico.
Sebbene sia un gesto visibile per
fare i conti con gli errori commessi dall’America negli ultimi 20
anni dopo essere stata così ferita l’11 settembre, il finale di
Homeland è un inno agli americani che hanno dato
tutto nei giorni successivi alla caduta delle torri e continuano a
farlo. Proprio come Saul continua a combattere la Guerra Fredda
proteggendo Anna Pomerantseva, Carrie sta pagando per sempre il
prezzo di aver combattuto una presunta guerra al terrorismo
sacrificando la sua libertà a Yevgeny, al Cremlino e, in ultima
analisi, a un pubblico americano che probabilmente la considererà
una traditrice. Un pubblico che include una generazione cresciuta
ben oltre la paranoia inflitta da quei giorni bui, compresa la
figlia di Carrie, da cui è separata.
Alla fine, è in realtà un finale
molto ottimista e patriottico, che permette agli spettatori di
immaginare Carrie che dà il massimo per decenni, un libro alla
volta. È la spia che non è mai tornata dal freddo. Una spia di cui
dovremmo essere felici che qualcuno continui a seguire le
vicende.
Dicembre porta su Prime Video un’ondata di nuove serie,
film originali e titoli amatissimi che rientrano in catalogo per
accompagnare gli spettatori durante le festività. Dalla
nuova stagione di Fallout all’irresistibile commedia
natalizia Oh. What. Fun.,
fino ai ritorni di classici moderni e saghe cult, ecco tutto ciò
che arriva (e ciò che sta per lasciare) il catalogo nel mese di
dicembre 2025.
Fallout – Stagione 2 (dal
17 dicembre)
La
serie ispirata all’iconica saga videoludica torna con una seconda
stagione attesissima. Ambientata due secoli dopo l’apocalisse
nucleare, Fallout continua a seguire le vicende dei
cittadini dei Vault, costretti a fare i conti con la brutalità del
mondo esterno. I nuovi episodi proseguiranno l’avventura verso il
Mojave e la città post-apocalittica di New Vegas, ampliando il lore
e introducendo nuovi pericoli. Nel cast tornano Ella Purnell, Aaron Moten, Walton Goggins, Kyle MacLachlan, Moisés Arias
e Frances Turner.
Gli 8 episodi usciranno settimanalmente fino al finale del 4
febbraio 2026.
Oh. What. Fun. – Film
Original (dal 3 dicembre)
Michelle Pfeiffer è protagonista della
nuova commedia natalizia diretta da Michael Showalter. Claire
Clauster è la colonna portante delle festività familiari… finché un
imprevisto la porta a vivere un Natale completamente diverso,
lontano da casa.
Con un cast ricchissimo (da Felicity Jones a Chloë Grace Moretz, passando per Eva
Longoria e Jason Schwartzman), il film promette atmosfere
calde, comicità e un messaggio universale: chi si occupa di tutti
ha bisogno, a volte, di un Natale tutto per sé.
Dimmelo Sottovoce – Film
Original (dal 12 dicembre)
Un nuovo dramma romantico entra nel catalogo Prime Video con una
storia di ritorni, prime passioni e segreti mai risolti. Kamila
Hamilton si ritrova a fare i conti con Thiago e Taylor Di Bianco,
fratelli che hanno segnato la sua adolescenza e che oggi minacciano
l’equilibrio che si è costruita. Un film che intreccia amore,
identità e seconde possibilità.
Merv – Film Original (dal
10 dicembre)
Zooey Deschanel e Charlie Cox guidano questa commedia romantica dal
sapore dolce-amaro. Quando il loro cane Merv smette di essere il
vivace compagno di sempre dopo la loro separazione, i due ex sono
costretti a condividere la custodia dell’animale — e forse a
ritrovare qualcosa anche tra loro.
Marco Mengoni Live in
Paris – Evento in diretta (3 dicembre)
Il cantante italiano porta la sua musica nella capitale francese
con una performance esclusiva trasmessa in diretta su Prime
Video.
Trap House – Film
Original (dal 31 dicembre)
Prime Video chiude il 2025 con una nuova produzione Original, in
arrivo proprio l’ultimo giorno dell’anno. Non sono stati diffusi
molti dettagli, ma il titolo promette adrenalina e un tocco crime
da scoprire.
Durante le feste: i
titoli da non perdere
Natale senza Babbo – Film
Original (dal 28 novembre)
La nuova commedia con Luisa Ranieri e Alessandro Gassmann vede
Babbo Natale in piena crisi esistenziale. Toccherà a sua moglie
Margaret salvare le feste, mentre Befana e Santa Lucia cercano di
prendersi la scena. Tra magia, ironia e imprevisti, un film
perfetto per l’atmosfera di dicembre.
Film in arrivo su Prime
Video a dicembre
Prime e seconde
visioni
Karate Kid: Legends – 1 dicembre
My Penguin Friend – 6 dicembre
The Bikeriders – 19 dicembre
28 anni dopo – 22 dicembre
200% lupo – 22 dicembre
Fatman – 24 dicembre
Altri grandi
film
Dal 1° dicembre arrivano numerosi titoli per tutta la famiglia e
saghe dal forte richiamo:
Con la quinta e ultima stagione che
conclude la storia, la Stranger Things tempi è così
contorta e complessa che richiede un’analisi approfondita. La
stagione 1 è iniziata nel novembre 1983, mentre la Stranger Things – stagione 5 si
concluderà nel 1987. Il
finale della Stranger Things – stagione 4 era un anno
prima, nella primavera del 1986.
Detto questo, molte stagioni di
Stranger Things fanno riferimento a numerosi eventi storici,
che vanno dalla fondazione di Hawkins nel 1800 agli anni ’70,
quando sono nati Eleven e gli altri personaggi più giovani. Il
trailer della quinta stagione di Stranger Things
affronta alcuni di questi eventi storici, concentrandosi in
particolare sul cattivo che attraversa l’intera serie: Vecna.
I piani di Vecna sono stati messi
in atto fin dall’inizio della cronologia di Stranger Things,
con alcuni eventi più remoti che li hanno influenzati. Tenendo
presente tutto ciò, ecco la cronologia completa di NetflixStranger Things, suddivisa in una
serie di eventi accessibili.
Cronologia iniziale di Stranger
Things
Molto prima che Hawkins fosse
invasa dai Demogorgon, dal Mind Flayer e dall’infezione
dell’Upside Down, erano accadute una serie di cose che
hanno portato agli eventi della cronologia di Stranger
Things.
1800: Viene fondata la città di Hawkins.
1923: L’ultima persona prima di Will Byers scompare
quest’anno.
Anni ’40: Victor Creel, padre di Henry Creel, combatte
nella Seconda Guerra Mondiale, dove ordina il bombardamento di una
casa civile in Francia.
1961: L’ultima persona a morire suicida a Hawkins
(secondo Hopper nella stagione 1) muore quest’anno.
1964: In un monologo della stagione 4, Hopper menziona
di aver lavorato con il corpo chimico per diffondere l’Agent Orange
in Vietnam.
1966: Nasce Steve Harrington.
1967: Nascono Nancy Wheeler, Jonathan Byers, Barb
Holland e Billy Hargrove.
1971: Nascono Dustin Henderson, Mike Wheeler, Will
Byers, Lucas Sinclair, Sara Hopper ed Eleven.
1973: Joyce Byers inizia a lavorare al Melvald’s General
Store.
1979: Sara Hopper muore di cancro. Il matrimonio di
Hopper va in pezzi. Torna nella sua città natale, Hawkins, e
diventa capo della polizia.
MKUltra e il Laboratorio
Nazionale di Hawkins
Gran parte della seconda stagione
di Stranger Things si è concentrata sul retroscena del
Laboratorio di Hawkins e sul coinvolgimento del governo nella
creazione di individui con superpoteri come Eleven. Questo è ciò
che alla fine ha portato Eleven a scoprire che c’erano altre
persone come lei, come Kali.
1953: Il progetto MKUltra viene approvato dal governo
degli Stati Uniti. Il Laboratorio Nazionale di Hawkins è uno dei
tanti laboratori in tutta la nazione ad avviare gli
esperimenti.
Primi anni ’60: Kali Prasad, ancora neonata, viene
rapita dalla sua casa di Londra.
1969: Il dottor Martin Brenner arriva con Kali a Hawkins
per iniziare i suoi esperimenti MKUltra.
1969-1970: Kali fugge dal laboratorio con i suoi poteri.
Terry Ives partecipa agli esperimenti MKUltra senza sapere di
essere incinta.
1971: Terry dà alla luce Eleven e viene portata via da
Brenner.
1973: La verità su MKUltra viene rivelata al pubblico e
il programma viene interrotto.
1974: Terry si infiltra nel Laboratorio Hawkins alla
ricerca di sua figlia. Viene arrestata e costretta a sottoporsi
alla terapia ECT, che la porta a uno stato catatonico
permanente.
1979: Vecna viene liberato da Eleven e provoca il
massacro del laboratorio Hawkins. In seguito, Eleven lo bandisce
nella Dimensione X.
Eleven prima di Stranger
Things
Eleven ha trascorso la sua infanzia
all’interno del laboratorio Hawkins, dove ha affinato i suoi
superpoteri, oltre a essere sottoposta a esperimenti e a tentare di
spiare i russi. Ma tutto ciò ha contribuito alla sua fuga dalla
struttura e all’incontro con Mike e i suoi amici.
1980-1983: Brenner osserva Eleven schiacciare una
lattina di Coca-Cola con i suoi poteri telecinetici. Le viene anche
chiesto di uccidere un gatto con la mente, ma non ci riesce. Mentre
due guardie la portano in isolamento, lei li uccide con i suoi
poteri. Dopo questo evento, Eleven viene costretta a ripetere
parole specifiche e si scopre che può trasmetterle attraverso il
sistema di altoparlanti del laboratorio Hawkins con la mente.
Eleven viene messa in una vasca di deprivazione sensoriale per
localizzare una spia russa e trasmettere ciò che sente nella sua
mente. Qui entra in contatto per la prima volta con uno dei mostri
Demogorgon di Stranger Things provenienti dalla Dimensione
X.
1983: Eleven viene rimessa nella vasca di deprivazione
sensoriale. Tocca il Demogorgon e crea involontariamente una copia
di Hawkins in una dimensione vuota, in seguito conosciuta come
Upside Down.
1983: Stranger Things –
Stagione 1
La stagione 1 di Stranger
Things si concentra principalmente sulla ricerca e il
salvataggio di Will Byers, con una trama secondaria che riguarda
Eleven e il laboratorio Hawkins. La maggior parte della stagione si
svolge nel corso di una settimana, con un breve salto temporale
alla fine della stagione.
Domenica 6 novembre
Il Demogorgon che è stato mandato nel nuovo Upside Down da
Eleven fugge dal laboratorio Hawkins nel mondo reale.
Will Byers viene portato nell’Upside Down dal Demogorgon.
Le case di Hawkins subiscono sbalzi di tensione e interruzioni
di corrente.
Lunedì 7 novembre
Joyce Byers si reca al dipartimento di polizia di Hawkins e
denuncia la scomparsa di Will.
Brenner avvia un’indagine sulla fuga di Eleven e del
Demogorgon.
Eleven si presenta al Benny’s Burgers e il cuoco, Hammond,
chiama i servizi sociali. La chiamata arriva al laboratorio
Hawkins, allertando Brenner e la sua squadra. Arrivano al Benny’s
Burgers e uccidono Hammond, ma Eleven fugge.
La squadra di Hopper perquisisce il bosco e trova la bicicletta
di Will.
Joyce riceve una strana telefonata in cui sente respirare
qualcuno e crede che sia Will.
Quella notte, Mike, Lucas e Dustin trovano Eleven nel bosco
mentre cercano Will.
Martedì 8 novembre
La squadra di ricerca di Will non trova nulla.
Eleven riconosce Will in una foto a casa di Mike. Rivela i suoi
poteri telecinetici a Mike, Lucas e Dustin. Poi dice loro che Will
si sta “nascondendo” dal Demogorgon nell’Upside Down e che è
bloccato lì.
La squadra di Brenner, fingendo di essere della Hawkins Power &
Light, trova indizi sulla scomparsa di Will e sul Demogorgon nel
capanno dei Byers.
Quella notte, Nancy e Barb vanno a una festa a casa di Steve.
Barb viene rapita dal Demogorgon mentre è seduta a bordo
piscina.
Joyce riceve un’altra telefonata la stessa notte con un
misterioso respiro e vede un mostro spingere attraverso la carta da
parati.
Mercoledì 9 novembre
Nancy scopre che Barb è scomparsa. Va a casa di Steve per
indagare e viene spaventata da quello che crede essere un animale.
Si scopre che Jonathan ha scattato delle foto alla casa di Steve la
notte in cui Barb è scomparsa, e Nancy si allea con lui per capire
se la creatura che ha fotografato è quella che l’ha rapita.
Hopper e gli agenti Powell e Callahan scoprono ulteriori
dettagli su Brenner e l’Hawkins Lab. Scoprono che era coinvolto nel
progetto MKUltra.
Joyce appende le luci di Natale nella sua casa. Riesce a
mettersi in contatto con Will. Lui le dice di scappare.
Il corpo di Will viene ritrovato nella cava,
sconvolgendo i suoi amici e la sua famiglia.
Giovedì 10 novembre
Eleven dimostra a Mike che Will non è morto mettendosi in
contatto con lui via radio. I ragazzi la portano a scuola per
permetterle di usare la radio amatoriale dell’AV Club per
contattare nuovamente Will.
Un dipendente dell’Hawkins Lab entra nell’Upside Down con una
linea di sicurezza attaccata. Viene rimosso dalla linea e
trascinato ulteriormente nell’Upside Down.
Hopper capisce che il corpo di Will è un manichino
riempito di cotone idrofilo.
Joyce vede Will attraverso un’apertura nel muro.
Quella notte, Hopper irrompe nell’Hawkins Lab.
Venerdì 11 novembre
Si tiene il funerale di Will.
Hopper trova prove dell’Upside Down nella sua casa. Va da Joyce
e le dice che aveva ragione su Will.
Nancy e Jonathan vanno alla ricerca del Demogorgon che ha
rapito Barb.
Nancy entra nell’Upside Down attraverso un portale nel
bosco.
Sabato 12 novembre
Will incontra Vecna per la prima volta nell’Upside Down, come
confermato in un flashback della quinta stagione.
Joyce e Hopper trovano Terry Ives. La sorella di Terry racconta
loro del suo coinvolgimento nell’MKUltra e della convinzione di
Terry di avere una figlia.
Lucas scopre, con l’aiuto della sua bussola, che il portale per
l’Upside Down creato da Eleven si trova al laboratorio
Hawkins.
Eleven salva Mike e Dustin dai bulli e dice loro che è lei la
responsabile della scomparsa di Will, perché ha aperto il
portale.
Mike, Dustin, Lucas, Nancy, Jonathan, Joyce e Hopper
costruiscono una vasca di deprivazione sensoriale alla Hawkins
Middle School in modo che Eleven possa trovare Barb e Will. Eleven
conferma che Barb è morta, ma Will è solo indebolito dall’essere
rimasto troppo a lungo nell’Upside Down.
Nancy e Jonathan preparano delle trappole per il Demogorgon.
Steve si presenta per parlare, ma Nancy e Jonathan lo reclutano per
aiutarli a combattere il mostro.
Mike, Dustin, Will ed Eleven rimangono alla Hawkins Middle per
lo Snow Ball. Il Demogorgon appare, così come la squadra di
Brenner. Eleven uccide la squadra di Brenner. Lei inchioda il
Demogorgon al muro, saluta i ragazzi e scompare mentre uccide il
mostro.
Hopper e Joyce si infiltrano nell’Hawkins Lab per recuperare
Will. Trovano il portale, indossano tute protettive ed entrano
nell’Upside Down. Trovano Will e lo riportano a casa.
Will si sveglia in ospedale con i suoi amici intorno a
lui.
Hopper viene prelevato da un’auto del governo.
Domenica 13 novembre – Lunedì
12 dicembre
Mike inizia a cercare di contattare Eleven, cosa che si protrae
nella seconda stagione di Stranger Things.
Eleven riesce a uscire dall’Upside Down nella Hawkins Middle
School e inizia a nascondersi nei boschi fuori città. Mette fuori
combattimento un cacciatore usando i suoi poteri telecinetici e gli
ruba il cappotto e il cappello per riscaldarsi.
Will espelle una lumaca dell’Upside Down nel suo bagno.
Hopper viene mostrato mentre lascia degli Eggos nel bosco.
Eleven trova Hoppere la porta nella baita di suo
nonno nel bosco per tenerla al sicuro.
1983-1984: Tra la prima e la
seconda stagione di Stranger Things
Tra la prima e la seconda stagione
di Stranger Things passa quasi un anno, ma nel frattempo si
verificano comunque eventi importanti:
Il dottor Owen prende il controllo del laboratorio di
Hawkins.
Hopper e Joyce iniziano a portare Will dal dottor Owens per
sottoporlo a dei test e assicurarsi che l’Upside Down non gli abbia
causato danni permanenti.
Una seconda entrata al portale dell’Upside Down viene creata
attraverso una serie di tunnel che si estendono sotto Hawkins.
Hopper ed Eleven sviluppano un legame padre-figlia.
Il laboratorio di Hawkins inizia a “bruciare” regolarmente il
portale dell’Upside Down per impedirne la diffusione.
I genitori di Barb assumono Murray Bauman per trovare la loro
figlia.
Joyce inizia a frequentare Bob Newby.
Billy Hargrove e Max Mayfield si trasferiscono a Hawkins.
1984: Stranger Things –
Stagione 2 (e parti della Stagione 3)
La stagione 2 di Stranger
Things si svolge interamente nel 1984, così come alcune parti
della stagione 3. Anche se questa volta Will non viene rapito,
viene posseduto dal Mind Flayer, e tutto ciò che accade quest’anno
prepara il terreno per il resto della serie, che potrebbe portare
ad alcune importanti morti con l’inizio della battaglia
finale.
Giovedì 28 giugno – Mercoledì
31 ottobre
I russi tentano di aprire un varco verso l’Upside Down
in una delle loro basi segrete in Russia. Il tentativo fallisce e
al team scientifico guidato dal dottor Alexei viene concesso un
anno di tempo per capire come aprirlo con successo.
Kali e la banda che ha formato dopo essere fuggita dal
laboratorio di Hawkins sfuggono alla polizia di Chicago dopo aver
compiuto una rapina.
Mike, Dustin, Will e Lucas vanno alla sala giochi di Hawkins.
Will ha un’altra visione dell’Upside Down, ma questa volta con una
creatura simile a un tentacolo in agguato al suo interno.
Billy e Max hanno il loro primo giorno di scuola.
Will ha un appuntamento con il dottor Owens.
Hopper viene avvisato del degrado dei raccolti in diverse
fattorie di Hawkins e indaga.
Will ha un’altra visione dell’Upside Down.
Mike, Dustin, Will e Lucas vanno a fare “dolcetto o
scherzetto”. Will ha un’altra visione. I ragazzi lo scoprono e lui
racconta loro cosa sta succedendo, ma chiede loro di non dirlo a
nessuno.
Eleven aspetta Hopper per festeggiare Halloween, ma lui perde
la cognizione del tempo.
Eleven rintraccia telepaticamente Mike e lo vede mentre cerca
di chiamarla via radio.
Dustin torna a casa e trova una creatura nel suo bidone della
spazzatura.
Giovedì 1 novembre
Hopper scopre un collegamento tra il degrado dei raccolti e il
laboratorio di Hawkins. Chiede a Owens e al laboratorio di
indagare.
Dustin porta la creatura, chiamata Dart, a scuola. La mostra al
gruppo. Dart fugge e i ragazzi passano la giornata a cercarlo.
Eleven lascia la baita e il bosco. Va alla Hawkins School e
vede Mike da lontano, che ride con Max.
Nancy e Jonathan organizzano un incontro con i genitori di
Barb, ma il laboratorio Hawkins intercetta la chiamata.
Will ha un’altra visione a scuola, in cui la creatura
tentacolare si attacca al suo corpo.
Venerdì 2 novembre
Nancy e Jonathan vengono portati al laboratorio Hawkins. Il
dottor Owens li mette in guardia dal cercare la verità sulla
scomparsa di Barb.
Will mostra il Mind Flayer a Joyce e Hopper attraverso dei
disegni. I disegni di Will rivelano anche il sistema di tunnel che
attraversa Hawkins.
Eleven scopre i file su Terry Ives. Cerca di contattare Terry
telepaticamente nel Vuoto.
Dustin torna a casa e scopre che Dart è cresciuto e ha mangiato
il gatto di sua madre.
Hopper trova uno dei tunnel nei disegni di Will ed entra. Viene
colpito da uno spruzzo di spore e perde conoscenza.
Immagine personalizzata di
Debanjana Chowdhury
Sabato 3 novembre
Il laboratorio Hawkins scopre che i campioni di terreno
reagiscono negativamente al calore allo stesso modo e teorizza che
una mente collettiva controlli tutta la materia e le creature
dell’Upside Down.
Eleven va a casa di Terry. La sorella di Terry (zia di Eleven)
racconta a Eleven di Terry e di ciò che è successo. Eleven entra
nel Vuoto per vedere Terry e trova i ricordi del tentativo di Terry
di riportarla indietro.
Nancy e Jonathan trovano Murray Bauman e condividono una
registrazione che hanno fatto di Owens. Murray propone di
pubblicare un rapporto per chiudere il laboratorio Hawkins.
Bob e Will aiutano a fornire informazioni su come trovare
Hopper. Bob, Joyce, Mike e Will trovano Hopper nel tunnel e lo
liberano.
Allo stesso tempo, i tecnici del laboratorio iniziano a
bruciare i tunnel. Will, collegato all’Upside Down attraverso il
Mind Flayer, cade a terra in preda alle convulsioni.
Will viene portato d’urgenza in ospedale.
Quella notte, Eleven scopre di più sull’esistenza di Kali e
va a cercarla.
Domenica 4 novembre
Will riprende conoscenza, ma riconosce solo Joyce e Mike. Il
dottor Owens ritiene che Will sia stato infettato da un virus che
lo collega alla mente collettiva dell’Upside Down.
I Demodog, la versione adulta dei Dart cresciuti dalle lumache
vomitate da Will nella prima stagione, compaiono nella discarica.
Allo stesso tempo, Will, nei panni del Mind Flayer, induce i membri
del laboratorio a dirigersi nel tunnel, dove vengono attaccati dai
Demodog.
Kali addestra Eleven ad affinare i suoi poteri.
Eleven ha una visione di ciò che sta accadendo a Hawkins e
torna a casa.
I Demodog invadono il laboratorio. Mike dice a Joyce di sedare
Will in modo che possa “nascondersi” dal Mind Flayer.
Steve, Max, Dustin, Lucas, Nancy e Jonathan arrivano al
laboratorio per prendere Will, Joyce, Bob e Mike. Mentre se ne
vanno, Bob viene ucciso da un Demodog, dando a Will, Mike, Joyce e
tutti gli altri il tempo sufficiente per fuggire.
Tutti tornano a casa dei Byers. Si basano sulla teoria della
mente alveare e capiscono che devono separare Will dal Mind Flayer
per salvarlo. In un processo simile a un esorcismo, Will (nei panni
di se stesso) batte un segnale in codice Morse mentre il Mind
Flayer parla attraverso di lui. Il messaggio di Will è “CHIUDETE IL
CANCELLO”.
Lunedì 5 novembre
Il Mind Flayer viene avvisato della posizione di Will a casa
dei Byers. Manda un Demodog alla casa, che la squadra uccide.
Eleven ritorna e viene elaborato un piano: Hopper ed Eleven
chiuderanno il cancello nel laboratorio, mentre Joyce, Jonathan e
Nancy porteranno Will nella baita di Hopper e riscalderanno il suo
corpo, esorcizzando definitivamente il Mind Flayer.
Mike, Dustin, Lucas e Max elaborano un piano per andare nei
tunnel e appiccare il fuoco, aiutati da Steve.
Joyce, Nancy e Jonathan liberano Will dalle grinfie del Mind
Flayer, ma non senza che un pezzo della sua coscienza fugga.
Mike, Dustin, Lucas, Max e Steve riescono a bruciare i
tunnel.
Eleven chiude il portale per l’Upside Down,
ponendo apparentemente fine alla minaccia del Mind Flayer.
Martedì 6 novembre – Sabato 15
dicembre
Il rapporto di Murray Bauman sul laboratorio di Hawkins lo fa
chiudere definitivamente.
Barb riceve un vero funerale.
Il dottor Owen presenta a Hopper un certificato di nascita
falsificato per Eleven, rendendo Eleven sua figlia, Jane.
Mike, Dustin, Lucas, Will, Max ed Eleven partecipano allo Snow
Ball.
Il Mind Flayer continua a sorvegliare la Hawkins Middle School
dall’Upside Down.
1985: Stranger Things –
Stagione 3
Una scena dalla terza stagione di Stranger Things
La terza stagione di Stranger
Things porta la serie in una nuova direzione, non solo
ambientandola in estate, ma anche mettendo in primo piano i russi
come cattivi di Stranger Things per la prima volta. Si
concentra inoltre sugli eventi che accadono principalmente a
Hawkins piuttosto che nell’Upside Down. La terza stagione è
incentrata più sulla scoperta di una cospirazione e, sebbene si
svolga nuovamente nell’arco di una settimana, sono successe molte
cose.
Venerdì 28 giugno – Sabato 29
giugno
Un’interruzione di corrente colpisce Hawkins, interessando
anche il nuovo centro commerciale Starcourt Mall.
Strane cose iniziano ad accadere alla Brimborn Steel Works,
situata alla periferia della città, tra cui l’arrivo di migliaia di
ratti nell’edificio.
Billy viene trascinato alla Brimborn, dove il pezzo del Mind
Flayer che è fuggito da Will possiede Billy e i ratti.
Nancy inizia a indagare sugli strani avvistamenti di ratti il
giorno successivo.
La macchina per le comunicazioni a lungo raggio di Dustin
intercetta una comunicazione russa.
Domenica 30 giugno
Joyce nota che i magneti del suo frigorifero non aderiscono e
in seguito fa delle ricerche al riguardo.
Nancy e Jonathan vedono un ratto catturato dalla signora
Driscoll che si comporta in modo strano.
Dustin va a trovare Steve allo Scoops Ahoy, una gelateria nel
centro commerciale, e gli racconta del messaggio russo.
Robin, la collega di Steve, ascolta per caso la conversazione
tra Steve e Dustin e si offre di aiutare, dato che è brava nelle
lingue. Robin riesce a decifrare il codice alla fine del loro
turno.
Hopper nota uno strano uomo che esce dall’ufficio del sindaco
Kline.
Eleven e Max trascorrono una giornata insieme al centro
commerciale dopo che Mike, con cui lei sta uscendo, la ha piantata
in asso. Le ragazze incontrano per caso Lucas, Mike e Will al
centro commerciale. Eleven è arrabbiata e lascia Mike.
Quella notte, Robin, Steve e Dustin lasciano il centro
commerciale Starcourt. Steve capisce che il frammento di musica
sentito nel messaggio russo è lo stesso di un’attrazione per
bambini nel centro commerciale. Questo porta il trio a concludere
che il messaggio è stato registrato all’interno del centro
commerciale.
Quella stessa notte, Billy rapisce la sua collega della
piscina, Heather Holloway. La trascina a Brimborn per trasformarla
in un drone del Mind Flayer.
Eleven e Max organizzano un pigiama party. Le ragazze usano i
poteri di Eleven per entrare nel Vuoto e spiare le persone che
conoscono. Eleven spia Billy e vede la sua auto e lui accovacciato
su Heather. Billy si alza, guarda Eleven e scompare.
Lunedì 1 luglio
Joyce parla a Hopper dei magneti, ipotizzando che il
laboratorio Hawkins abbia qualcosa a che fare con essi.
Max ed Eleven vanno a casa degli Hargrove e, dopo alcune
indagini, capiscono che Heather è in pericolo.
Robin capisce che il codice russo si riferisce a diversi luoghi
all’interno dello Starcourt Mall.
Quella notte, Joyce e Hopper vanno al Laboratorio Hawkins, dove
Hopper viene attaccato dal soldato russo Grigori, lo stesso uomo
misterioso che Hopper ha visto nell’ufficio del sindaco Kline.
Joyce riesce a vedere Grigori e la targa della sua moto mentre
fugge dalla scena.
Max ed Eleven trovano Heather viva, ma lei e Billy si
comportano in modo strano.
Billy e Heather drogano i genitori di Heather prima di portarli
nel seminterrato dei Brimborn, dove il Mind Flayer li trasforma
anche loro in suoi droni.
Dopo il lavoro, Robin e Steve portano Dustin sul tetto del
centro commerciale vicino alle baie di carico e scoprono delle
guardie armate di guardia.
Nancy e Jonathan tornano a casa di Driscoll, dove la trovano
che si comporta in modo strano e mangia fertilizzante. Chiamano la
polizia, che porta Driscoll in ospedale.
Martedì 2 luglio
Hopper e Joyce arrivano al municipio per affrontare Kline
riguardo a Grigori. Kline rivela che l’uomo, Grigori, lavora per un
gruppo di russi che vogliono acquistare dei terreni, tra cui il
centro commerciale Starcourt e alcune vecchie fattorie vicino alla
centrale elettrica di Hawkins.
Hopper e Joyce decidono di rintracciare i russi. Quella notte,
trovano un certo Alexei che lavora nel seminterrato della fattoria
Hess e lo prendono in ostaggio prima di fuggire.
Will rivela ai suoi amici che sente la presenza del Mind Flayer
e che forse non se n’è andato quando Eleven ha chiuso il portale.
Eleven dice al gruppo che lei e Max pensano che ci sia qualcosa che
non va in Billy e che potrebbe essere il nuovo ospite del Mind
Flayer.
Il gruppo esegue un test del calore per vedere se Billy è
posseduto, attirandolo nella sauna della piscina comunale e
intrappolandolo. Billy mostra segni di possessione e i ragazzi lo
respingono.
Nancy va a trovare Driscoll in ospedale mentre i ragazzi
eseguono il test della sauna. Nancy osserva Driscoll tremare e
urlare con delle vene nere che le spuntano dal corpo.
Robin dice a Steve e Dustin che pensa che passare attraverso i
condotti dell’aria li aiuterà ad entrare nella zona di carico, dove
potranno capire cosa stanno facendo i russi. Chiedono aiuto alla
sorella minore di Lucas, Erica.
Erica passa attraverso i condotti e apre la porta. I quattro
trovano una sostanza insolita in una delle scatole. Il gruppo
rimane intrappolato nella stanza, che si trasforma in un ascensore
e scende.
Mercoledì 3 luglio
Eleven segue Hopper e Joyce nel Vuoto, rendendosi conto che
hanno portato Alexia a casa di Murray nell’Illinois. Hanno bisogno
di lui per tradurre per Alexei, in modo da poter scoprire perché i
russi sono a Hawkins.
Alexei rivela che i russi vogliono aprire il portale
dell’Upside Down.
Nancy e Jonathan si alleano con i ragazzi, rendendosi conto che
tutti i residenti malati di Hawkins sono stati infettati dal Mind
Flayer. Mike ipotizza che i droni umani del Mind Flayer stiano
mangiando sostanze chimiche per aiutarsi a trasformarsi in qualcosa
di nuovo.
Il Mind Flayer manda due droni ad uccidere Nancy e Jonathan. I
droni si sciolgono e formano un mostro dell’Upside Down che attacca
Nancy, prima che Eleven lo uccida.
Dustin, Erica, Robin e Steve raggiungono il quartier generale
russo. Vedono gli scienziati che cercano di aprire il portale per
l’Upside Down.
Giovedì 4 luglio
Grigori incontra Kline al luna park
di Hawkins per chiedergli di trovare un modo per attirare Hopper e
Joyce al luna park quella sera.
Hopper chiama l’FBI e chiede che il
dottor Owens venga ad aiutarli a combattere i russi.
Robin e Steve vengono fatti
prigionieri dai russi, mentre Erica e Dustin fuggono nei condotti
dell’aria.
Nancy, Jonathan e i ragazzi tornano
alla baita di Hopper. Eleven entra nel Vuoto. Vede Billy, che le
dice che le creature dell’Upside Down stanno per conquistare
Hawkins. Billy dice anche a Eleven che la seguirà, così come tutte
le altre creature dell’Upside Down.
Billy ordina al nuovo e più grande
mostro dell’Upside Down, composto dai droni del Mind Flayer, di
attaccare Eleven nella baita di Hopper. Il gruppo fugge e si dirige
verso Starcourt.
Dustin ed Erica salvano Robin e
Steve, e tutti tornano allo Starcourt Mall.
Hopper, Joyce e Murray riescono a
sfuggire a Grigori dopo essere stati attirati al luna park da Kline
e fuggono. Ricevono il segnale di soccorso di Dustin e si dirigono
allo Starcourt.
Si forma un piano: gli adulti
chiuderanno il portale nel laboratorio russo sotto lo Starcourt
mentre Erica e Dustin li guideranno giù. Eleven, con l’aiuto di Max
e Mike, fermerà Billy. Nancy, Jonathan, Robin, Steve, Lucas, Max e
Will pianificano di attaccare il mostro dell’Upside Down quando
arriverà al centro commerciale.
Gli adulti raggiungono il
laboratorio. Hopper deve combattere Grigori e finisce vicino alla
macchina che sta aprendo il portale dell’Upside Down. Joyce è
costretta a spegnere la macchina, mettendo a rischio la vita di
Hopper. La macchina esplode e Hopper sembra morire.
Eleven riesce a comunicare con
Billy e lo libera dal Mind Flayer. Billy si sacrifica per salvare
Eleven e Max prima che il portale chiuso uccida il mostro fisico
del Mind Flayer.
Il dottor Owens e l’esercito
americano arrivano allo Starcourt e si mettono subito al
lavoro.
Eleven si rende conto che Hopper non è tornato. Joyce la
accoglie nella famiglia Byers.
Luglio – ottobre 1985
Kline viene arrestato e destituito dalla carica di sindaco di
Hawkins.
Si scopre che una prigione in Kamchatka, in Russia, ospita un
prigioniero americano e un Demogorgon. Non è chiaro come i russi
siano riusciti a catturarli.
Steve e Robin trovano un nuovo lavoro alla Hawkins Family
Video.
Eleven ora vive con la famiglia Byers, ancora senza i suoi
poteri dopo l’attacco del Mind Flayer.
Max, Lucas, Dustin, Mike e Nancy aiutano i Byers a traslocare.
La famiglia Byers si trasferisce da Hawkins.
1986: Stranger Things –
Stagione 4
La quarta stagione diStranger
Things si svolge cinque mesi dopo gli eventi della terza
stagione.
Questa stagione collega tutte e tre
le precedenti, oltre a introdurre altri elementi, come il
retroscena di Vecna, che ha avuto luogo ben prima della stagione 1
di Stranger Things. Come per le altre stagioni, la stagione
4 di Stranger Things si svolge nell’arco di circa una
settimana.
Domenica 16 marzo – venerdì 21
marzo
Una studentessa popolare di nome
Chrissy viene contattata tramite una visione da un’entità
misteriosa, in seguito conosciuta come Vecna.
Mike riceve una lettera da Eleven,
che abbellisce la sua vita a Lenora Hills, in California, omettendo
i dettagli del bullismo che subisce a scuola.
Durante un raduno di
incoraggiamento alla Hawkins High, il bullo Jason Carver parla
delle strane morti che si sono verificate nel corso degli anni.
Joyce riceve un inquietante pacco
dalla Russia contenente una matrioska, che contiene un biglietto
che rivela che Hopper è vivo, rivelandolo come il prigioniero
americano a Kamchatka dalla fine della terza stagione.
Vengono presentati Eddie Munson e l’Hellfire Club,
un’organizzazione di D&D, di cui fanno parte i ragazzi di
Hawkins.
Chrissy chiede a Eddie della droga e i due vanno nella sua
roulotte. All’interno, lei ha un’altra allucinazione prima di
fluttuare verso il soffitto e avere le ossa spezzate da Vecna.
Sabato 22 marzo
Viene trovato il corpo di Chrissy, lasciando Eddie come
principale sospettato.
Mike va in California durante le
vacanze di primavera per stare con Eleven e Will.
Max crede che l’omicidio di Chrissy
abbia qualcosa a che fare con l’Upside Down, quindi chiede a Steve,
Dustin e Robin di aiutarla a trovare Eddie.
Joyce, con l’aiuto di Murray,
chiama il numero scritto sul biglietto che ha rivelato il destino
di Hopper e le viene detto di andare in Alaska se vuole
trovarlo.
Nancy si reca alla roulotte di
Eddie per indagare sull’omicidio di Chrissy per il giornale. Nancy
parla con lo zio di Eddie, da cui viene a sapere di Victor
Creel.
Max, Dustin, Steve e Robin trovano
Eddie in una baita vicino al Lover’s Lake.
Il collega di Nancy, Fred Benson,
viene ucciso da Vecna.
Domenica 23 marzo
Eleven viene contattata da Sam
Owens per partecipare al Progetto Nina, che le restituirà i suoi
poteri.
La polizia trova il corpo di Fred e
Nancy viene informata di Vecna da Max, Dustin, Steve e Robin.
Hopper scopre che Joyce e Murray
stanno venendo a salvarlo.
Nancy e Robin fanno ricerche su
Victor Creel e scoprono che tutta la sua famiglia è stata uccisa e
che lui ha dato la colpa a un demone.
Max, Dustin e Steve irrompono nella
Hawkins High e scoprono che sia Fred che Chrissy avevano cercato
aiuto per mal di testa, incubi e sangue dal naso.
Max diventa la prossima vittima
delle visioni di Vecna.
Mike, Will e Jonathan vengono
incontrati dagli agenti federali, che li informano che Eleven è
nelle mani di Owens e Brenner per partecipare al Progetto Nina.
Inoltre, li informano del nuovo male che sta tentando di
conquistare Hawkins.
Max racconta al resto della banda dei sintomi di Fred e
Chrissy, rivelando che anche lei soffre della stessa cosa.
Lunedì 24 marzo
Steve, Lucas e Dustin fanno ulteriori ricerche sugli omicidi di
Creel, cercando di collegare l’incidente a Vecna e all’Upside
Down.
Nancy e Robin fanno visita a Victor Creel al Pennhurst Mental
Hospital, dove lui rivela che la musica può liberare qualcuno dalla
maledizione di Vecna riportandolo alla realtà.Mike, Jonathan e Will
sfuggono agli agenti federali per cercare di trovare Eleven
all’Hawkins Lab.Joyce e Murray incontrano Yuri, un contrabbandiere,
con il denaro del riscatto richiesto. Tuttavia, lui li tradisce e
cerca di consegnarli al governo russo.
Hopper riesce a fuggire dalla prigione, ma viene
ricatturato.
Max viene colpita dalla maledizione di Vecna mentre visita la
tomba di Billy, ma viene salvata da Dustin, Lucas e Steve quando
suonano la sua canzone preferita.
Mike, Will e Jonathan vengono informati dall’agente Harmon, in
fin di vita, che possono trovare Eleven usando un numero specifico
che lui fornisce loro.
Martedì 25 marzo
Eddie, Robin, Steve e Nancy vanno al lago, dove trovano un
portale per l’Upside Down e lo attraversano.
Joyce e Murray si intrufolano nella prigione russa che detiene
Hopper mentre lui combatte contro un Demogorgon.
Eleven viene portata in un vecchio
silo
missilistico per il Progetto Nina, dove scopre che il dottor
Brenner è sopravvissuto agli eventi della prima stagione di
Stranger Things. Continua a rivivere i suoi ricordi del
periodo trascorso al Laboratorio Hawkins.
Patrick McKinney è il prossimo ad
essere maledetto da Vecna al funerale di Chrissy, morendo in
seguito nello stesso modo degli altri.
Dopo aver chiamato il numero
fornito loro da Harmon, Mike, Will e Jonathan si rendono conto di
aver chiamato un computer e decidono di chiedere aiuto a Suzie, la
ragazza di Dustin.
Nell’Upside Down, Eddie, Robin,
Steve e Nancy irrompono nella casa dei Creel, poi attraversano il
resto della versione alternativa di Hawkins, cercando di trovare
una via d’uscita attraverso la roulotte di Eddie, ma non prima che
Nancy venga catturata.
Eleven riacquista i suoi poteri, ma
decide di continuare con il Progetto Nina per accedere ai suoi
ricordi repressi.
Mercoledì 26 marzo
Mike e il resto del gruppo
californiano arrivano a casa di Suzie, che riesce a rintracciare il
numero di telefono in una località del Nevada.
Nei suoi ricordi d’infanzia, Eleven
fa amicizia con l’inserviente Henry Creel dopo averlo visto
torturato dal resto del personale.
Eleven estrae il chip dal braccio
di Henry Creel, che gli permette di usare nuovamente i suoi poteri,
e lui massacra tutto il personale del laboratorio Hawkins e i
bambini.
Si scopre che Henry è Vecna, la cui
storia viene rivelata anche a Nancy mentre è bloccata nell’Upside
Down.
Dopo aver scoperto la serie di
omicidi di Henry, Eleven lo bandisce nella Dimensione X, il mondo
natale dei Demogorgon, delle particelle Mind Flayer e dei
Demodog.
Nancy ha una visione di Vecna, in
cui Hawkins viene conquistato dall’Upside Down, rivelando il suo
piano finale. Nancy in seguito fugge.
Brenner spiega a Eleven che è
caduta in coma dopo aver bandito Vecna e ha represso i suoi
ricordi.
Eleven fugge dal silo missilistico e si ricongiunge con Mike,
Will e Jonathan, che sono arrivati lì grazie all’aiuto di
Suzie.
Max, Lucas ed Erica vanno a casa dei Creel.
Hopper, Joyce e Murray fuggono dalla prigione russa.
Giovedì 27 marzo
Dustin, Nancy, Steve, Robin, Eddie, Lucas ed Erica elaborano un
piano in quattro fasi per uccidere Vecna, che prevede l’uso di Max
come esca e l’ingresso di Nancy, Steve e Robin nella sua tana.
Eleven e il resto del gruppo californiano tornano a Hawkins, ma
prima devono costruire una vasca di deprivazione sensoriale per
aiutare Eleven a proteggere la mente di Max e sconfiggere
Vecna.Joyce, Hopper e Murray tornano alla prigione per uccidere i
Demogorgon presenti, alimentati dal frammento di Mind Flayer in
possesso dei russi, per guadagnare tempo per i ragazzi e indebolire
Vecna.Max viene nuovamente maledetta mentre insegue Vecna e Lucas
cerca disperatamente di svegliarla. Il suo Walkman si rompe,
permettendo a Vecna di rafforzare la sua presa su Max.Prima che
Vecna possa uccidere Max, viene scagliato via da Eleven dalla sua
vasca di isolamento e i due ingaggiano una battaglia mentale.Vecna
rivela di aver creato la mente alveare nella Dimensione X,
controllando fin dall’inizio il Mind Flayer, i suoi burattini, i
Demogorgon e i Demodog.Eleven, creando l’Upside Down toccando il
Demogorgon da bambina, ha permesso a Vecna e alle sue forze della
Dimensione X di invadere la versione alternativa di Hawkins e,
quindi, di iniziare l’invasione di Hawkins stessa.
Eleven si libera da Vecna e lo indebolisce, grazie anche agli
sforzi di Joyce e Hopper nella prigione e di Nancy e Steve
nell’Upside Down.
Vecna viene sconfitto, ma non prima di aver ucciso Max, la
quarta delle sue vittime, consentendo la formazione di un varco
permanente tra l’Upside Down e Hawkins.
Eleven usa i suoi poteri per rianimare Max, ma lei rimane in
coma.
Sabato 29 marzo
Mike, Eleven, il resto del gruppo californiano, Hopper e Joyce
tornano tutti a Hawkins.
L’intero cast di Stranger Things assiste all’inizio
dell’invasione di Vecna, mentre i portali per l’Upside Down sputano
fumo e fuoco rosso nell’aria e Will avverte nuovamente la presenza
del Mind Flayer.
1987 – Cronologia della quinta
stagione di Stranger Things
Foto Credits Netflix
La cronologia di Stranger
Things è già ricca di eventi da ricordare, ma c’è ancora molto
da raccontare. È stato rivelato che la stagione finale si svolgerà
circa un anno o 18 mesi dopo la quarta stagione, collocando gli
eventi della quinta stagione di Stranger Things nell’autunno
del 1987. Gli eventi principali della stagione 5 di Stranger
Things, Volume 1, iniziano il 3 novembre 1987, pochi giorni
prima dell’anniversario della scomparsa di Will.
Detto questo, ci si aspettano
ulteriori colpi di scena negli ultimi quattro episodi della serie.
In ogni caso, man mano che la serie svelerà i suoi episodi finali,
verranno sollevate e risolte molte altre domande riguardanti la
cronologia di Stranger Things.
Vuoi altri articoli su
Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
sotto…
Il trio comico Aldo,
Giovanni e Giacomo ritorna nei cinema dopo il successo
de
Il grande giorno con Attitudini: nessuna. Diretto da
Sophie Chiarello, il film è un documentario sulla
vita e l’ascesa al successo dei tre comici. Attitudini:
nessuna ripercorre con un brio e una delicatezza non
indifferenti tutto il percorso che ha portato Aldo,
Giovanni e Giacomo ad essere chi sono oggi, partendo da
infanzie più o meno difficili, all’avvicinamento attraverso il
mondo dell’oratorio al teatro, fino alle prime grandi
esibizioni.
L’origine del progetto
L’idea di Sophie di realizzare
questo documentario è già presente da un po’ di tempo e parte come
ci dice anche lei stessa dal desiderio di scoprire e rivelare
chi erano da bambini e quali erano anche un po’ i loro sogni se
c’erano. La cosa per me eccezionale della loro storia è che era
totalmente inaspettata, gli avevano messo addosso attitudini:
nessuna.
Si tratta di tre figure provenienti
dal nulla, con storie familiari anche difficili, con magari anche
una forma di intelligenza creativa diversa da altri bambini. Se,
però, in una scuola non è stato riconosciuto il loro talento,
Aldo, Giovanni e Giacomo sono riusciti ugualmente
a raggiungere il successo. Sembrerebbe, quindi, che la cultura, nel
loro caso, abbia funzionato come una forma di ascensore
sociale.
Per la regista era necessario, per
la buona realizzazione del documentario, che anche lei stesse un
po’ dentro la storia, perché il documentario è anche il
racconto di una relazione in qualche modo, di quello che poi,
grazie alla relazione che si crea, emerge, per me almeno con loro è
stato così.
Il documentario come
raccolta di ricordi
È interessante notare come
Attitudini: nessuna abbia assunto un’importanza
diversa per ognuno dei membri del trio, diventando per
Giovanniun viaggio nel passato che ci ha
fatto rincontrare persone che non vedevamo da tanto tempo, ci ha
scaturito un po’ di nostalgia, come spesso succede, quando si pensa
al passato. E ci ha fatto capire che la memoria è veramente
personale; avendo vissuto gli stessi eventi, ognuno se li ricorda
in modo diverso.
Giacomo invece ha
ammesso di essere stato molto restio originariamente a dar vita a
questo documentario, proprio perché spesso i documentari vengono
prodotti in onore ad artisti del passato, che non ci sono più, ma
le insistenze della stessa Sophie alla fine lo hanno fatto
cedere.
Per Aldo invece
era importante avere un documento della mia vita perché ce l’ho
molto frammentata, è come se ne avessi vissute diverse di vite, per
cui è stato bello, è come un album di fotografie per me questa
cosa. È un percorso che ho fatto e mi stupisco anche per dove siamo
arrivati e come ci siamo arrivati.
Aldo, Giovanni e Giacomo:
un clown solo
L’insuccesso di Fuga da
Reuma Park sembra avere avuto un forte impatto sul trio: come
raccontano anche nel documentario, qui avevano anche rischiato di
sciogliersi. Ma un momento del genere ha avuto una grande
importanza, come ci dice anche lo stesso Aldo,
perché ci ha aiutato ad ampliare un po’ gli orizzonti, a
riscoprire un’individualità che era latente, e questa individualità
porta ad avere anche una sicurezza personale. E poi c’è questa
voglia di ricostruirci, di metterci insieme, che, come dice
Giovanni, quando siamo insieme siamo un clown solo, e questa voglia
ancora di stare insieme c’è, ma c’è anche la voglia di portare
avanti l’individualità.
Giacomo esprime
anche la necessità fisiologica e artistica di prendere dei
tempi diversi, per essere sempre propositivi in modo efficace, non
tanto apparire per apparire.
Per Giovanni
questo insuccesso, per quanto sofferente, può essere importante per
imparare da esso.
Attitudini:
nessuna presenta al pubblico tutto un delicato lato
nascosto di Aldo, Giovanni e Giacomo, fatto di
tanti sforzi, tanti sacrifici oltre alle sole risate. Un successo
più che meritato a tre grandi comici che erano stati subito bollati
come attitudini: nessuna.
Stranger
Things ha lanciato questa notte la quinta stagione, che
vedrà l’arrivo di nuovi volti nel cast della serie. Netflix offre alcune delle migliori serie TV di tutti
i tempi, tra cui la serie di fantascienza di successo dei fratelli
Duffer, Stranger Things. Dal suo debutto nel
2016, Stranger Things è stata una delle serie più popolari e
di successo di Netflix.
Stranger Things riporta il
pubblico agli anni ’80 per seguire un gruppo di bambini,
adolescenti e adulti nella città immaginaria di Hawkins,
nell’Indiana. Le loro storie iniziano quando gli scienziati
dell’Hawkins Lab aprono un varco verso una dimensione sconosciuta,
lasciando entrare dei mostri nel mondo umano. Dal laboratorio fugge
anche Eleven, una bambina con poteri telepatici e
psicocinetici.
Stranger Things – stagione 5 dovrebbe risolvere i più
grandi misteri della serie e portare le storie dei suoi personaggi
principali a una conclusione soddisfacente. Per questo, la stagione
5 riporterà i personaggi sopravvissuti della stagione 4 insieme a
quelli nuovi, alcuni dei quali interpretati da attori
leggendari.
Millie Bobby Brown nel ruolo di
Eleven/Jane Hopper
Personaggio: Eleven prende
il nome dal numero che le è stato assegnato come cavia nel
laboratorio Hawkins, sotto la supervisione del dottor Brenner, che
lei chiama “papà”. I poteri di Eleven sono il risultato di quegli
esperimenti e lei li ha usati per chiudere i portali verso
l’Upside Down, sconfiggere i mostri e comunicare
attraverso il Vuoto.
Eleven è stata adottata da Hopper e
le è stato dato il nome di “Jane Hopper”, e dopo essersi trasferita
in California con i Byers, lei (e i Byers) sono tornati a Hawkins.
La stagione 4 ha rivelato che Eleven ha bandito Henry Creel
nell’Upside Down, quindi la stagione 5 vedrà il loro scontro
finale.
Film e serie TV di rilievo
dell’attore: Prima di Stranger Things, Brown ha recitato
nella serie drammatica Intruders e ha avuto alcuni ruoli in
serie come Once Upon a Time in Wonderland e
Grey’s Anatomy. Dopo Stranger
Things, Brown ha interpretato Madison in Godzilla: King of the Monsters, il personaggio
principale in Enola Holmes e nel suo sequel, e Michelle in
The Electric State.
Personaggio: Henry Creel è
stato il primo soggetto di test del Laboratorio Hawkins, poiché era
nato con potenti ma letali abilità soprannaturali che il dottor
Brenner ha cercato di replicare sugli altri soggetti. Eleven ha
involontariamente bandito Creel nell’Upside Down, dove ha
gradualmente perso la sua umanità, sia fisicamente che
mentalmente.
Creel è diventato la creatura che i
ragazzi ora chiamano Vecna,
la mente dietro al Mind Flayer e al resto delle creature
dell’Upside Down. Vecna è stato ferito dalla squadra di Nancy alla
fine della quarta stagione di Stranger Things e tornerà
per vendicarsi nella quinta stagione.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: Bower ha debuttato sul grande schermo in
Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street nel
ruolo di Anthony Hope, per poi interpretare Caius in la saga di
Twilight, il giovane Gellert Grindelwald in Harry Potter e i Doni
della Morte – Parte 1 e Animali fantastici: I crimini di
Grindelwald, e Jace Wayland in The Mortal Instruments: City
of Bones.
In TV, Bower ha interpretato Re
Artù nella serie TV storica Camelot e Christopher Marlowe
nella serie storica Will.
Noah Schnapp nel ruolo di Will
Byers
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Will Byers è
stato rapito da un Demogorgon nella stagione 1 di Stranger
Things, evento che ha dato il via alla serie. Will è stato
salvato da sua madre Joyce e da Jim Hopper, ma nella seconda
stagione è stato rivelato che aveva un legame con il Mind Flayer,
che lo possedeva.
Sebbene la sua famiglia lo abbia
liberato dal potere del Mind Flayer, la quarta stagione ha lasciato
intendere che c’è ancora un legame tra lui e il Mind Flayer. Will è
tornato a Hawkins alla fine della quarta stagione con la sua
famiglia dopo essersi trasferito in California alla fine della
terza stagione.
Film e serie TV di rilievo
dell’attore: Schnapp ha debuttato come attore nel film del 2015
Bridge of Spies, dopodiché ha doppiato Charlie Brown in
The Peanuts Movie e ha interpretato Tommy in HubieHalloween.
Personaggio: Mike Wheeler è
il migliore amico di Will e il leader del gruppo. Nella stagione 1
ha nascosto Eleven a casa sua e ha instaurato un forte legame con
lei, con cui ha avuto una relazione nelle stagioni 3 e 4. Mike ha
fatto visita ai Byers e a Eleven in California nella stagione 4,
rimanendo così coinvolto nel caos californiano e nel salvataggio di
Eleven dalla struttura Nina.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: Stranger Things è stato il primo grande
progetto di Wolfhard, dopo il quale ha interpretato il giovane
Richie Tozier in It e It Capitolo Due, Trevor in
Ghostbusters: Afterlife e Ghostbusters: Frozen
Empire, e ha doppiato Candlewick in Pinocchio di Guillermo
del Toro.
Gaten Matarazzo nel ruolo di
Dustin Henderson
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Dustin è un
amico di Will, Mike e Lucas, ed è diventato un caro amico di Steve
nella seconda stagione e di Eddie nella quarta. Dustin è un membro
chiave della banda di Hawkins, e la sua ragazza, Suzie, li ha
aiutati a sconfiggere i russi nella terza stagione. Dustin dovrà
affrontare un trauma nella quinta stagione dopo aver visto Eddie
morire nell’Upside Down.
Film e serie TV importanti
dell’attore:Stranger Things è il ruolo più importante
di Matarazzo fino ad oggi, dopo il quale ha condotto Prank
Encounters e doppiato Sig Greebling in Lego Star
Wars: Rebuild the Galaxy.
Caleb McLaughlin nel ruolo di
Lucas Sinclair
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Lucas è un
amico di Will, Mike e Dustin. Lucas ha iniziato a frequentare Max
nella terza stagione e, insieme a Dustin e Steve, ha salvato Max
dal primo attacco di Vecna. Lucas era presente quando Venca ha
attaccato nuovamente Max, ma è stato aggredito da Jason Carver.
Purtroppo, Lucas ha visto Vecna uccidere quasi Max, lasciandola
cieca e in coma.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: Prima di Stranger Things, McLaughlin ha avuto
ruoli minori in serie come Law & Order: Special Victims Unit
e Shades of Blue. Altri progetti nella filmografia di
McLaughlin sono The Book of Clarence, The Deliverance
e Ultra City Smiths.
Sadie Sink nel ruolo di Max
Mayfield
Debutto nella serie: Stagione
2
Personaggio: Max si è
trasferita a Hawkins con la sua famiglia nella stagione 2 e si è
unita al resto del gruppo. Nella stagione 3, il suo fratellastro
Billy è stato posseduto dal Mind Flayer e lei ha assistito alla sua
morte allo Starcourt Mall. Il trauma di questo evento l’ha resa un
bersaglio di Vecna nella stagione 4, che l’ha resa cieca e in
coma.
Film e serie TV di rilievo
dell’attrice: Prima di Stranger Things, Sink ha
interpretato Suzanne Ballard in American Odyssey e, dopo
essersi unita al gruppo di Hawkins, ha interpretato Ziggy Berman in
Fear Street Part Two: 1978 e Part Three: 1666,
O’Dessa Galloway in O’Dessa e apparirà in Spider-Man: Brand New Day. Sink
ha recitato nel cortometraggio “All Too Well: The Short Film” di
Taylor Swift.
Personaggio: Nancy è la
sorella maggiore di Mike, la fidanzata di Jonathan e amica di Robin
e Steve (che è anche il suo ex fidanzato). Nancy è stata coinvolta
nella lotta contro l’Upside Down sin dalla stagione 1, quando il
Demogorgon ha rapito e ucciso la sua migliore amica, Barb. Nella
quarta stagione, ha guidato la squadra di adolescenti di Hawkins
nell’Upside Down, dove ha sparato più volte a Vecna.
Film e serie TV degni di nota
dell’attrice: Prima di Stranger Things, Dyer ha
interpretato Clarissa Granger in Hannah Montana: The Movie e
Davina in I Believe in Unicorns. Alcuni dei suoi progetti
più importanti dopo essere stata scritturata per Stranger
Things sono Velvet Buzzsaw e Based on a True
Story.
Personaggio: Steve è l’ex
fidanzato di Nancy e un caro amico di Robin e Dustin. Steve è
passato dall’essere un ragazzo arrogante e popolare a instaurare un
legame con i personaggi più giovani e persino a diventare una
figura fraterna per Dustin. Steve è maturato molto dalla stagione 1
ed è stato un membro chiave del gruppo di adolescenti di Hawkins
nella stagione 4.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: Stranger Things è il progetto che ha dato
slancio alla carriera di Keery e alcuni dei suoi progetti più
importanti da allora sono i film Molly’s Game, Slice,
Free Guy e Cold Storage, e le serie TV No
Activity e Fargo. Keery ha anche una carriera musicale,
dove è conosciuto come Djo.
Charlie Heaton nel ruolo di
Jonathan Byers
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Jonathan è il
fratello maggiore di Will e il fidanzato di Nancy. Jonathan,
insieme a sua madre Joyce, non ha smesso di cercare Will nella
prima stagione e da allora è stato profondamente coinvolto nel
porre fine agli orrori scatenati dal Laboratorio Hawkins. Ha un
rapporto molto stretto con suo fratello.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: Stranger Things è il progetto più importante di
Heaton fino ad oggi e, da quando è entrato a far parte del cast di
Hawkins, ha interpretato Cannonball in The New Mutants e
Kurt nella serie TV Soulmates.
Maya Hawke nel ruolo di Robin
Buckley
Debutto nella serie: Stagione
3
Personaggio: Robin è
un’amica di Nancy e Steve, quest’ultimo suo collega di lavoro allo
Scoops Ahoy nella terza stagione. Robin faceva parte del gruppo di
adolescenti di Hawkins nella quarta stagione, entrando nell’Upside
Down con Nancy, Steve, Eddie e Dustin, e giocando un ruolo chiave
nell’indebolire Vecna.
Film e serie TV di rilievo
dell’attrice: Oltre a Robin in Stranger Things, i ruoli
più importanti di Hawke sono Jo March nella versione televisiva del
2017 di Little Women, Flower Child in C’era una volta a
Hollywood di Quentin Tarantino, Heather in Fear
Street Part One: 1994, Eleanor in Do Revenge, June in
Asteroid City e Anxiety in Inside Out 2. Hawke
interpreterà Wiress in The Hunger Games: Sunrise on the
Reaping.
Priah Ferguson nel ruolo di
Erica Sinclair
Stranger Things Stagione 5 Foto Credits Netflix
Debutto nella serie: Stagione
2
Personaggio: Erica è la
sorella minore di Lucas e, sebbene abbia fatto la sua prima
apparizione nella stagione 2 come sua sorella infastidita, nella
stagione 3 si è unita al divertimento come membro della Scoops
Troop. Erica faceva parte della squadra di Hawkins nella stagione
3, rimanendo alla Creel House con Lucas e Max mentre gli altri
entravano nell’Upside Down.
Film e serie TV degni di nota
dell’attrice:Stranger Things è stata la grande
occasione per Ferguson e i suoi ruoli più importanti da allora sono
stati Bailey in Hamster & Gretel e Lisa in My Dad the
Bounty Hunter.
Personaggio: Joyce è la
madre di Jonathan e Will. È stata Joyce a scoprire che Will era
vivo ma in una dimensione diversa nella stagione 1 e ha trovato un
modo per comunicare con lui attraverso le luci di Natale sul muro.
Joyce è entrata nell’Upside Down con Hopper per trovare Will nella
stagione 1, ed è stata fondamentale per liberare Will dal Mind
Flayer nella stagione 2.
Nella terza stagione, Joyce è
entrata nella base sotterranea russa con Hopper, dove lo ha visto
scomparire dopo aver chiuso il cancello. Nella quarta stagione, ha
viaggiato con Murray in Russia per salvare Hopper e, quando è
tornata a Hawkins e si è riunita con i suoi figli e Eleven, ha
assistito alla conquista dell’Upside Down insieme al resto della
troupe.
Film e serie TV degni di nota
dell’attrice: Ryder è una delle attrici più importanti degli
anni ’80 e ’90, con film come Beetlejuice, Heathers,
Edward mani di forbice, Dracula
di Bram Stoker, Reality Bites, Piccole donne,
Ragazze interrotte e Beetlejuice Beetlejuice. In TV,
i progetti più importanti di Ryder, oltre a Stranger Things,
sono The Plot Against America e Show Me a Hero.
David Harbour nel ruolo di Jim
Hopper
Stranger Things Stagione 5 Foto Credits Netflix
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Jim Hopper era
il capo della polizia di Hawkins e, sebbene inizialmente credesse
che non ci fosse nulla di rilevante nella scomparsa di Will, finì
per scoprire gli esperimenti del Hawkins Lab e altro ancora. Alla
fine della stagione 2, ha adottato legalmente Eleven, ma sono stati
separati nella stagione 3 quando è stato rapito dai russi e dato
per morto.
Con l’aiuto di Dmitri, Joyce e
Murray, Hopper è fuggito dalla prigione russa, ha ucciso i
Demogorgon tenuti dai russi ed è tornato a Hawkins, dove si è
ricongiunto con Eleven.
Film e serie TV degni di nota
dell’attore: I ruoli più importanti di Harbour in TV, oltre a
Stranger Things, sono Elliot Hirsch in The Newsroom, David Patrick
in State of Affairs ed Eric Frankenstein in Creature Commandos.
Sul grande schermo, Harbour ha
interpretato Gregg Beam in Quantum of Solace, John Morris in
Black Mass, Babbo Natale in Violent Night e Red
Guardian in Black Widow, Thunderbolts* e Avengers: Doomsday.
Personaggio: Murray era un
giornalista investigativo del Chicago Sun-Times, assunto
dalla famiglia di Barb per indagare sulla sua scomparsa. Grazie a
questo, Nancy e Jonathan, Murray ha scoperto gli orrori del
laboratorio di Hawkins. Nella stagione 3, si è unito a Joyce e
Hopper per infiltrarsi nella base russa e nella stagione 4 ha
viaggiato in Russia con Joyce per salvare Hopper.
Film e serie TV di rilievo
dell’attore: Oltre a Stranger Things, i progetti
televisivi più importanti di Gelman sono Eagleheart, The
Inbetweeners, Go On, Married, Another
Period, Fleabag, Mr. Mercedes e Inside
Job. Per quanto riguarda il cinema, i progetti più importanti
di Gelman sono The Disaster Artist, Metal
Lords e Boy Kills World.
Nell Fisher nel ruolo di Holly
Wheeler
Debutto nella serie: Stagione
1
Personaggio: Holly Wheeler è
la sorella minore di Mike e Nancy e, sebbene sia presente fin dalla
stagione 1, non ha ancora preso parte all’azione. Holly era molto
giovane nella stagione 1, ma ha visto il Demogorgon sfondare le
pareti della stanza di Will. L’ultima volta che è stata vista stava
guardando fuori dalla finestra con sua madre mentre le spore
dell’Upside Down cadevano dal cielo.
Film e serie TV di rilievo
dell’attrice: La grande occasione per Fisher è arrivata nel
2023, quando ha interpretato Kassie in Evil Dead Rise, mentre Stranger
Things è il suo progetto televisivo più importante fino ad
oggi.
Cast di supporto e personaggi
della stagione 5 di Stranger Things
Cara Buono nel ruolo di Karen
Wheeler: madre di Mike, Nancy e Holly. I progetti più
importanti di Buono sono i film Il gladiatore, Hulk e
Città di carta, e le serie TV Third Watch, I
Soprano, The Dead Zone, Mad Men, Person of
Interest e Supergirl.
Linda Hamilton nel ruolo della
dottoressa Kay: la nuova capo scienziata che supervisiona
l’occupazione militare a Hawkins e riprende il lavoro del dottor
Brenner. Hamilton è una leggenda della fantascienza che ha
interpretato Sarah Connor nella serie di film Terminator.
Hamilton ha anche interpretato Mary Elizabeth Bartowski in
Chuck, Carol in The Line e il generale McCallister in
Resident Alien.
Amybeth McNulty nel ruolo di
Vicky Dunne: la cotta di Robin. Il ruolo più importante di
McNulty fino ad oggi è quello di Anne Shirley-Cuthbert in Anne
with an E.
Joe Chrest nel ruolo di Ted
Wheeler: il padre di Mike, Nancy e Holly e marito di Karen. Tra
i progetti più importanti di Chrest ci sono i film Erin
Brockovich, The Blind Side, 21 Jump Street e il
suo sequel, The Hunger Games:
Mockingjay – Part 2, Lisa Frankenstein, Fly Me To
The Moon e le serie TV True Detective, Sun Records e
Looking for Alaska.
Sherman Augustus nel ruolo del
tenente colonnello Sullivan: Sullivan ha guidato la ricerca
aggressiva di Eleven nella quarta stagione. Augustus ha recitato in
serie TV come Chicago Hope, Profit, The Young and
the Restless e American Odyssey. Augustus è un ex
giocatore della NFL.
Jake Connelly nel ruolo di Derek
Turnbow: un ragazzo maleducato e viziato che frequenta la
stessa classe di Holly. Stranger Things è il ruolo più
importante di Connelly fino ad oggi.
Alex Breaux nel ruolo del
tenente Robert Akers: uno degli scagnozzi del dottor Kay. I
progetti più importanti di Breaux sono When They See Us,
See, Waco: The Aftermath, Joe Pickett e
American Primeval.
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Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
sotto…
Tuttavia, sempre ad agosto, il CEO
della Warner Bros. Discovery David Zaslav aveva
dichiarato in una lettera agli azionisti che le riprese di
The Batman – Parte II sarebbero iniziate nella
primavera del prossimo anno. Ora, però, una nuova informazione
sembra indicare che il sequel, a lungo rimandato, inizierà
effettivamente la produzione molto prima di quanto dichiarato dal
dirigente. Secondo Glasgow World, le riprese del
film dovrebbero infatti iniziare nel gennaio 2026.
Vale la pena ricordare, tuttavia,
che è possibile che il sito abbia ottenuto le informazioni dal
suddetto rapporto di Productionlist.com. Secondo Glasgow World,
inoltre, mentre The Batman – Parte II sarà girato
principalmente presso i Warner Bros. Studios Leavesden, Glasgow e
Liverpool saranno utilizzate per le riprese esterne di Gotham City.
Il sito ha anche riportato che il production designer, Luke
Hull, starebbe cercando location in Scozia, alcune delle
quali sembra aver condiviso su Instagram.
Tornando alle riprese, supponendo
che la notizia sia accurata, è improbabile che l’inizio prima del
previsto della produzione del sequel abbia un effetto sulla data di
uscita, fissata per ottobre 2027. Stando alle informazioni fornite,
le riprese di The Batman – Parte II inizieranno
circa due mesi prima del previsto, una differenza troppo breve per
influire in modo significativo sulla strategia di uscita.
Tutto quello che sappiamo su
The Batman – Parte II
The
Batman – Parte II è uno dei film più attesi del nuovo
panorama DC, ma il suo percorso produttivo non è stato privo di
ostacoli. Inizialmente previsto per ottobre 2025, il sequel diretto
da Matt Reeves è stato rinviato al 1°
ottobre 2027. I ritardi sono stati giustificati da
esigenze legate alla scrittura della sceneggiatura e al calendario
riorganizzato della DC sotto la nuova guida di James Gunn e Peter Safran,
che stanno ristrutturando l’intero universo narrativo. Nonostante
ciò, Reeves ha confermato che
le riprese inizieranno nella primavera
2026 e Gunn ha recentemente letto la
sceneggiatura, definendola “grandiosa”, un segnale incoraggiante
per i fan.
Sul fronte del cast, è confermato
il ritorno di Robert Pattinson nei panni di Bruce
Wayne/Batman, all’interno dell’universo narrativo alternativo noto
come “Elseworlds”, separato dal DCU principale. Dovrebbero tornare anche Jeffrey Wright come il commissario Gordon e
Andy Serkis nel ruolo di Alfred. I rumor più
insistenti ruotano attorno alla possibile introduzione di
Hush e Clayface (che avrà inoltre un film tutto suo)
come villain principali, anche se nulla è stato ancora
ufficializzato. C’è chi ipotizza un ampliamento del focus sulla
corruzione sistemica di Gotham, riprendendo i toni noir e
investigativi del primo capitolo, con Batman sempre più immerso in
un mondo in cui la linea tra giustizia e vendetta si fa
sottile.
Per quanto riguarda la
trama, le indiscrezioni suggeriscono un’evoluzione
psicologica per Bruce Wayne, alle prese con le conseguenze delle
sue azioni e un Gotham sempre più caotica, anche dopo gli eventi
della serie spin-off The
Penguin con Colin Farrell (anche lui probabile membro del
cast). Alcune fonti parlano di un possibile scontro morale con
Harvey Dent, figura ambigua per eccellenza, o di un Batman
costretto a confrontarsi con i limiti del suo metodo. Al momento,
tutto è però ancora avvolto nel riserbo, ma la conferma della
sceneggiatura completa e approvata lascia ben sperare per l’inizio
delle riprese entro l’autunno e per un sequel che promette di
essere ancora più cupo, ambizioso e introspettivo.
Reeves spera naturalmente che il
suo prossimo film su Batman abbia lo stesso successo del primo.
The Batman del 2022 ha avuto un’ottima performance
al botteghino, incassando oltre 772 milioni di dollari in tutto il
mondo e ottenendo un ampio consenso da parte della critica. Queste
recensioni entusiastiche sono state portate avanti nella stagione
dei premi, visto che il film ha ottenuto quattro nomination agli
Oscar. Nel frattempo, Reeves ha espanso la serie DC
Elseworld con la già citata serie spin-off di Batman,
The Penguin, disponibile su Sky e NOW, per
l’Italia.
Quentin Tarantino torna a criticare aspramente
Hunger Games definendolo un palese plagio e
affermando di “non capire come mai” Suzanne
Collins non sia stata “citata in giudizio per ogni
fottuta cosa che possiede”. Collins, come noto, è l’autrice
dei cinque libri della serie Hunger Games, il
primo dei quali è stato pubblicato nel 2008 e sono stati adattati
in
cinque importanti film, con L’alba sulla mietitura quale prossimo capitolo in uscita
nelle sale il 20 novembre 2026.
“Non capisco come mai lo
scrittore giapponese non abbia fatto causa a Suzanne Collins per
ogni fottuta cosa che possiede. Hanno semplicemente copiato quel
fottuto libro. Gli stupidi critici letterari non andranno a vedere
un film giapponese chiamato Battle Royale, quindi gli stupidi
critici letterari non l’hanno mai chiamata in causa. Hanno detto
che era la cosa più originale che avessero mai letto. Non appena i
critici cinematografici hanno visto il film, hanno detto: “Ma che
cazzo? Questo è solo Battle Royale, solo che è PG!”.
Proprio come Hunger
Games, Battle Royale è ambientato in un
futuro distopico e segue un gruppo di studenti delle scuole medie
costretti da un governo totalitario a combattere fino alla morte in
una competizione. Tarantino è da tempo un noto fan del film
giapponese. Nel 2009 lo ha definito il suo film preferito degli
ultimi vent’anni. Nel frattempo, i parallelismi tra Battle
Royale e Hunger Games sono stati
ampiamente discussi nell’ultimo decennio e mezzo.
Le somiglianze sono effettivamente
troppo evidenti per essere una semplice coincidenza, intenzionale o
meno. Tuttavia, Suzanne Collins ha sempre negato
qualsiasi collegamento diretto tra la sua saga e Battle
Royale. Nelle interviste ha affermato di “non aver mai
sentito parlare di quel libro o di quell’autore fino a quando il
suo libro non è stato pubblicato”. Non è però la prima volta
che Tarantino definisce Hunger Games un
plagio.
Lo ha affermato anche durante
un’apparizione al The Jimmy Kimmel Show nel 2022: “Sono un
grande fan del film giapponese Battle Royale, su cui è basato
Hunger Games. Sì, beh, Hunger Games l’ha semplicemente copiato,
l’ha copiato alla lettera. Sarebbe stato fantastico dirigere Battle
Royale”.
Chi è Vecna, cos’è Vecna e cosa
vuole Vecna dai ragazzi di Hawkins? Queste sono tutte domande che
alimentano il mistero centrale della quarta stagione di Stranger
Things. Finora, in ogni stagione, le cose sono andate
progressivamente fuori controllo. La stagione 1 è iniziata con un
semplice mostro che ha varcato il
cancello dell’Upside Down, ma la stagione 2 ha ampliato questo
concetto e ha introdotto il vero grande cattivo della serie: il
Mind Flayer. E quello era solo un nuovo inizio.
Stranger Things stagione 3 ha costruito
su tutto questo e ha finalmente portato il Mind Flayer nel mondo
reale. La minaccia del mostro non era più teorica né limitata al
solo Will Byers. Piuttosto, il tributo fisico imposto dal Mind
Flayer ha causato la morte di decine di persone e la frattura della
comunità di Hawkins. È anche possibile che tutti questi eventi che
si sono verificati a Hawkins nel corso degli anni abbiano portato
al ritorno di Vecna, il cattivo della quarta stagione di
Stranger Things.
Mentre il Demogorgon e il Mind
Flayer vanno di pari passo, in una certa misura, Vecna è
completamente diverso. Nessuno ha mai affrontato un cattivo come
lui prima d’ora, perché non è un mostro casuale che va a caccia di
sangue o un mostro il cui unico scopo è uccidere Eleven. È un
cattivo con superpoteri propri e una storia che mette in
discussione tutto ciò che i personaggi (e gli spettatori) sanno
sull’Upside Down.
Henry Creel è il Numero Uno e
Vecna in Stranger Things 4
Nella stagione 4 di Stranger
Things, episodio 7, “Il massacro al laboratorio Hawkins”, viene
rivelato che Henry Creel è, in realtà, il Numero Uno – il primo
soggetto di sperimentazione del dottor Martin Brenner – così come
Vecna. Quando Victor Creel disse a Nancy e Robin che suo figlio
Henry era un ragazzo sensibile, stava facendo il modesto. Henry
Creel sentiva un legame con la Creel House e apparentemente aveva
sviluppato dei poteri propri senza essere sottoposto a esperimenti.
Si deduce che Henry Creel abbia sfruttato qualcosa all’interno
dell’orologio a pendolo della Creel House per sbloccare quei
poteri, ma non è chiaro come tali abilità si siano manifestate in
primo luogo.
Dal punto di vista cronologico,
Henry Creel uccise sua madre e sua sorella e tentò di uccidere suo
padre, Victor, nel 1959, 20 anni prima di combattere contro Eleven
nel laboratorio di Hawkins. Ma poiché Henry era solo un ragazzo,
non era abbastanza potente da uccidere tutti e, grazie anche a una
canzone di Ella Fitzgerald in sottofondo, Victor riuscì a sfuggire
al tormento di Henry prima di essere ucciso. Secondo Victor, Henry
è entrato in coma ed è apparentemente morto una settimana dopo;
tuttavia, all’insaputa di Victor, il dottor Brenner ha
effettivamente preso in custodia Henry al suo risveglio dal coma e
ha simulato la sua morte, in modo simile a quanto fatto dal
personale del laboratorio Hawkins con Will Byers e tutti i bambini
su cui hanno condotto esperimenti.
Nei pochi anni successivi (non è
stato specificato il periodo esatto), il dottor Brenner ha lavorato
con Henry per sviluppare i poteri del ragazzo, ma ha raggiunto un
vicolo cieco. Questo deve essere iniziato circa sei anni dopo
l’inizio del
Progetto MKUltra presso l’Hawkins Lab nel 1953. Alla fine, il
dottor Brenner ha utilizzato le conoscenze acquisite da Henry
Creel/One e i risultati del Progetto MKUltra per lanciare un nuovo
programma che sperimentava su bambini dalla nascita (o di età
inferiore a Henry Creel); da quel momento, One è diventato un
inserviente, poiché il dottor Brenner non poteva lasciarlo uscire
dalla struttura. Questo lo ha portato alla fine a tentare di
fuggire con Eleven, ma non prima di aver ucciso tutti coloro che
erano coinvolti negli esperimenti per vendetta.
Forse la parte più sconcertante
della storia di Henry Creel è come è diventato Vecna. Quando Eleven
gli si è rivoltata contro e ha respinto i suoi attacchi, lo ha
mandato in un altro mondo nello stesso modo in cui ha sconfitto il
Demogorgon alla fine della stagione 1 di Stranger Things. Ma
poiché l’Upside Down è bloccato nel giorno in cui Will Byers è
scomparso nel 1983, e Henry Creel/One è stato bandito nel 1979, il
portale che lei ha aperto non poteva essere lo stesso gate,
in particolare il gate madre che ha aperto nel 1983. Piuttosto, la
spiegazione più logica è che Eleven abbia aperto un portale e vi
abbia mandato Henry Creel, il cui corpo ha ceduto all’ambiente
dell’Upside Down e si è trasformato in Vecna, ma il portale si è
chiuso rapidamente. Non era un cancello come quello che lei aveva
aperto nella prima stagione o gli altri cancelli aperti da Vecna
nella quarta stagione; era semplicemente una finestra sull’Upside
Down, invece che una porta. Questo è in linea con quanto accaduto
nella prima stagione: quando Eleven ha rimandato il Demogorgon
nell’Upside Down (insieme a se stessa) in una delle aule della
scuola, lo ha fatto senza creare un nuovo cancello.
Come tutto il resto in Stranger
Things, Vecna è ispirato a Dungeons and Dragons. E nella
tradizione di D&D, Vecna era un tempo un mago umano che
studiava le arti oscure e che alla fine è diventato uno dei maghi
più potenti mai esistiti nel gioco. Ma la sua vita non era
abbastanza e ha cercato di raggiungere la divinità. Nella sua
ricerca dell’immortalità, Vecna è diventato un lich, una creatura
non morta, che è la forma in cui è più riconoscibile come cattivo
di D&D.
Parte della sua storia riguarda
l’attacco alla città di Fleeth, principalmente come vendetta per
l’esecuzione di sua madre da parte della città per aver praticato
la stregoneria. Ma le parti che si applicano alla sua storia in
Stranger Things potrebbero derivare dal suo tradimento e dal
suo successivo status di semidio. Vecna fu tradito e attaccato dal
suo luogotenente (Eleven, in questo caso); alla fine, tutto ciò che
gli rimase furono la mano e l’occhio, motivo per cui la mano e
l’occhio di Vecna divennero potenti artefatti in
D&D.
Il Culto di Vecna tentò in seguito
di resuscitare Vecna come dio superiore, ma fallì, anche se il
mostro raggiunse comunque lo status di dio superiore qualche tempo
dopo. Alla fine, Vecna fu relegato al rango di dio minore quando la
sua storia giunse al termine. Tuttavia, durante la sua ascesa alla
divinità seminò il caos e i suoi poteri non furono mai da
sottovalutare.
Identificare le specificità della
maledizione di Vecna è complicato perché gran parte di essa dipende
dalla campagna creata dal Dungeon Master in D&D.
Tuttavia, l’unico elemento che rimane invariato in tutte le
campagne è che la maledizione di Vecna è un’afflizione che
trasforma i maghi in Nothics, mostri allampanati che esistono
esclusivamente per causare dolore e sofferenza. Il modo esatto in
cui la maledizione trasforma i maghi in Nothics rimane un
mistero.
Ma nel mondo di Stranger
Things, Vecna usa la maledizione e preda sulle persone che
hanno subito traumi (questo è l’unico elemento comune a tutte le
vittime di Vecna, tra cui Chrissy, Fred e Patrick), usando questo
per legarle a sé nell’Upside Down, conservando la loro coscienza
nella propria mente. In modo simile al Vecna di D&D, il
Vecna di Stranger Things vuole che gli adolescenti di
Hawkins si uniscano a lui come sua versione dei Nothics, perché
come collettivo aumentano il suo potere.
E il piano di Vecna si sta
realizzando grazie al suo uso dei poteri telepatici in Stranger
Things, che gli permettono di frugare nei pensieri delle
persone per identificare le sue prossime vittime e attaccarle a
distanza. Da lì, li collega psichicamente a se stesso, al suo regno
(l’area di fumo rosso che Max ha visto), danneggiando i loro corpi
da lontano senza mai toccarli. Per molti versi, i poteri di Henry
Creel/Vecna sono simili a quelli di Eleven, ma esponenzialmente più
avanzati poiché ha avuto molto più tempo per affinare le sue
abilità. Inoltre, è tutto incredibilmente simile allo stile di
uccisione di Freddy Krueger della serie di film Nightmare on Elm Street, che ha fortemente ispirato la
stagione 4 di Stranger Things.
Perché Vecna sta uccidendo gli
adolescenti a Hawkins
Il piano di Vecna nella stagione 4
di Stranger Things non è realmente quello di uccidere gli
adolescenti, ma piuttosto quello di usare le loro morti per colmare
il divario tra l’Upside Down e il mondo reale. Ogni volta che Vecna
uccide qualcuno, apre un nuovo varco verso l’Upside Down nel luogo
in cui la persona è stata assassinata. Lo fa creando un
collegamento psichico con loro attraverso le dimensioni, proprio
come Eleven ha creato un collegamento con il Demogorgon all’interno
del laboratorio di Hawkins nella prima stagione. E come hanno
dedotto i ragazzi dopo aver parlato con il loro insegnante, Scott
Clarke, ogni varco crea un campo elettromagnetico più forte di
quello naturale della Terra, che influisce sulle loro bussole.
Aprendo sempre più portali a
Hawkins, Vecna sta creando ulteriori campi elettromagnetici, più
piccoli in termini di dimensioni e portata rispetto a quello aperto
da Eleven, ma comunque abbastanza grandi da avere un impatto,
soprattutto se combinati tra loro.
L’obiettivo finale è quello di
avvicinare l’Upside Down e la Terra e far collidere le due
dimensioni; è per questo che l’Upside Down sta già subendo dei
terremoti e, a giudicare dal trailer finale di Stranger Things 4
volume 1, è possibile che ci sarà un terremoto anche a Hawkins.
Tutto sommato, Vecna non sta uccidendo gli adolescenti
semplicemente perché lo desidera; il loro trauma può essere
facilmente manipolato e, quindi, sono bersagli più facili rispetto
agli adulti. Quello che vuole fare, forse su ordine del Mind
Flayer, è probabilmente fondere le due dimensioni, il che
causerebbe un evento catastrofico.
Chi interpreta Vecna in
Stranger Things?
L’attore e cantante inglese Jamie Campbell Bower arriva all’evento
Netflix FYSEE: The Fall Edit – ‘Stranger Things’ Season 5 FYC. Foto
di Image Press Agency via DepositPhotos.com
Jamie Campbell Bower interpreta
Vecna, così come l’adulto Henry Creel e il Numero Uno. Bower era
stato originariamente scritturato per un ruolo sconosciuto nella
quarta stagione di Stranger Things e, dato il mistero
che circonda il suo personaggio nei primi episodi, è logico che
alla fine venga utilizzato per il grande colpo di scena della
stagione. Bower è un attore inglese noto principalmente per aver
interpretato Caius in The Twilight Saga, ma è anche
riconoscibile come il giovane Gellert Grindelwald in Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Animali fantastici: I crimini di Grindelwald. Ha anche
interpretato Re Artù in Camelot di Starz e Christopher
Marlowe in Will di TNT, oltre a una manciata di altri film e
serie TV.
Vuoi altri articoli su
Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
sotto…
Sono arrivate le prime previsioni
al botteghino per Avatar:Fuoco e Cenere. Le aspettative sono altissime
per il terzo capitolo della saga dopo che il primo
Avatar (2009) ha incassato 2,9 miliardi di dollari al
botteghino e rimane ancora oggi il film di maggior incasso di tutti
i tempi, seguito dal tanto atteso sequel, Avatar – La
via dell’acqua (2022), che ha incassato 2,3 miliardi
di dollari, abbastanza per posizionarsi al terzo posto nella
classifica di tutti i tempi.
Ora, a tre settimane dal suo
debutto il 19 dicembre, si prevede che Avatar:Fuoco e Cenere dovrebbe incassare circa 110
milioni di dollari, con stime che vanno dai 100 ai 130 milioni di
dollari, secondo Deadline. Sebbene queste prime
proiezioni siano inferiori a quelle di Avatar – La
via dell’acqua, che ha incassato 134 milioni di
dollari, sono comunque considerate cifre importanti (per dare
un’idea, il primo Avatar ha incassato solo 77 milioni di
dollari al suo debutto nel 2009).
Vale la pena notare che Avatar – La
via dell’acqua era stato previsto per un incasso
iniziale compreso tra 150 e 175 milioni di dollari, anche se ha
debuttato con un incasso inferiore, pari a 134 milioni di dollari,
che è stato comunque considerato notevole. Quando si esaminano le
previsioni per Avatar:Fuoco e Cenere, vale la pena tenere presente
che l’incasso iniziale del secondo film è essenzialmente il limite
massimo per il suo primo fine settimana.
Sebbene i film di Avatar siano senza
dubbio adatti a tutti i tipi di pubblico, a differenza della
maggior parte dei film Marvel, non ci sono cameo a
sorpresa ed easter egg che spingono i fan a correre al cinema nel
weekend di apertura. Di conseguenza, i film di
Avatar tendono ad avere una durata maggiore al
botteghino, poiché l’attrazione è lo spettacolo cinematografico
stesso. Con ormai meno di un mese a separarci dal prossimo capitolo
della saga di James Cameron, non resta che attendere di
potersi recare in sala per scoprire cos’ha in serbo per il pubblico
il nuovo film.
Cosa aspettarsi da Avatar: Fuoco e
Cenere
Il trailer finale e la clip
anticipano dunque come la storia di Avatar: Fuoco
e Cenere metta i Sully
e il Popolo della Cenere l’uno contro l’altro. A parte la versione
Na’vi di Quaritch in La via
dell’acqua, i principali antagonisti della serie sono
sempre stati umani, ma questa volta le cose cambiano con Varang e
il Popolo della Cenere.
Dopo la morte del figlio maggiore
dei Sully, Neteyam (Jamie Flatters), in La via
dell’acqua, è già stato stabilito che per i giovani
personaggi la posta in gioco è davvero la vita o la morte, e che
non sono al sicuro semplicemente per la loro età o per il fatto di
far parte della famiglia centrale della serie. Lo’ak, Kiri, Tuk e
Spider non hanno la garanzia di sopravvivere, anche se sono in
arrivo altri due film di Avatar.
Oltre ad affrontare la minaccia
rappresentata dal Popolo della Cenere, molti dei figli di Sully
assumeranno ruoli più importanti in questo terzo film. Lo’ak è
stato confermato come nuovo narratore dopo che suo padre, Jake, ha
ricoperto questo ruolo nei film precedenti.
Spider si riconcilierà con la sua
eredità umana e con il fatto che suo padre sia Quaritch. Nel
marketing sono state anche mostrate immagini di Spider che respira
senza maschera, un’impresa che non dovrebbe essere possibile per un
essere umano su Pandora. Nel frattempo, Kiri ha un legame
profondamente unico con Pandora ed Eywa, che sarà ulteriormente
esplorato anche nel sequel.
Si ipotizza che Jake potrebbe
morire in Avatar: Fuoco e Cenere, dato
che i trailer precedenti mostrano che viene fatto prigioniero,
mentre Lo’ak e la generazione più giovane assumono ruoli più
importanti. Il pubblico dovrà aspettare fino a dicembre per
scoprire se questo diventerà realtà, ma indipendentemente da ciò
che accadrà, Jake e Neytiri faranno tutto il possibile per
proteggere i loro figli e Pandora.
Il finale della terza stagione di
Tulsa
King ha rotto una tradizione dei crime drama di
Taylor Sheridan e mette in discussione il
futuro della serie. Il finale
della terza stagione di Tulsa King è stato abbastanza
simile ai finali delle stagioni precedenti. Dwight ha eliminato il
suo principale antagonista (in questa stagione era Jeremiah
Dunmire) in un grande scontro a fuoco, ha portato a termine il
piano a cui stava lavorando e l’intero cast di Tulsa
King ha festeggiato al Bred2Buck.
È stato un altro lieto fine per
Dwight e la sua banda, ma il finale della terza stagione di
Tulsa King ha avuto una differenza importante rispetto ai
finali delle ultime due stagioni. Ovviamente c’erano piccole
differenze, come il tradimento di Samuel L. Jackson nei panni di Russell Lee
Washington Jr. e Cole Dunmire nei confronti di suo padre, ma un
cambiamento potrebbe avere importanti implicazioni per la stagione 4 di Tulsa King.
La stagione 3 di Tulsa King non
si è conclusa con un cliffhanger
A differenza del finale delle
stagioni 1 e 2 di Tulsa King, la stagione 3 di Tulsa
King non si è conclusa con un cliffhanger. Nella prima
stagione di Tulsa King, Dwight è stato arrestato dopo che Stacy
Beale lo ha accusato di aver corrotto un agente federale, e la
seconda stagione ha dovuto affrontare il suo processo. Nella
seconda stagione, Dwight è stato rapito dall’agente Musso, e la
terza stagione ha dovuto approfondire il loro lavoro per catturare
Dexter Deacon.
Ma nella terza stagione di Tulsa
King non ci sono colpi di scena all’ultimo momento. Dwight
uccide Jeremiah Dunmire, ottiene la sua licenza federale per la
vendita di alcolici e la stagione si conclude con lui che si
diverte al Bred2Buck. Non c’è nessun grande mistero da risolvere
nella quarta stagione di Tulsa King come nelle ultime due
stagioni, e non è nemmeno chiaro dove andrà a parare la storia
della serie da questo punto in poi.
Nel finale della terza stagione di
Tulsa King ci sono stati alcuni accenni a storie future. Cal
Thresher è ora governatore e sembra voler allontanare Dwight dalla
sua vita. Probabilmente anche Bill Bevilaqua vuole che Dwight paghi
per averlo fatto rapire, mentre l’agente Musso è convinto che
Dwight gli sia ancora debitore. Tuttavia, il finale della
terza stagione di Tulsa King avrebbe funzionato come finale
di serie, a differenza degli episodi finali delle ultime due
stagioni.
Non preoccupatevi, Tulsa King
continuerà nonostante il finale definitivo della terza
stagione
Brian Douglas/Paramount+
Fortunatamente, nonostante la fine
definitiva della terza stagione di Tulsa King, lo show
continuerà. La quarta stagione di Tulsa King è già stata
confermata, e c’è anche lo
spin-off NOLA King con Samuel L. Jackson in lavorazione.
La storia di Dwight e la sua continua conquista di Tulsa
continueranno chiaramente, e c’è anche la possibilità che si unisca
alle forze dell’impero criminale di Lee in Louisiana.
Anche se chiaramente c’è ancora un
futuro per Tulsa King, non è così certo come lo era in
passato. Questi finali sospesi ci hanno dato una buona indicazione
di ciò che sarebbe successo nella serie. L’arresto di Dwight ha
preparato il terreno per il processo, mentre il suo rapimento ha
anticipato l’ingresso di Musso nella serie. La quarta stagione di
Tulsa King non ha una trama simile e la sua storia è quasi
un mistero completo a questo punto.
È anche strano che Tulsa
King abbandoni la sua tradizione di finali sospesi, quando
sappiamo per certo che tutti i nodi verranno al pettine nelle nuove
stagioni. Non c’era alcuna garanzia che Tulsa King sarebbe
stato rinnovato per una seconda stagione quando la prima stagione
si è conclusa con un finale sospeso, ma ora che c’è una garanzia,
la serie si è allontanata da essa. È possibile che gli
sceneggiatori di Tulsa King si siano semplicemente
stancati di creare trame tra una stagione e l’altra che poi
avrebbero dovuto risolvere in seguito.
Il destino di Max nella quinta
stagione di Stranger
Things è comprensibilmente uno dei punti focali più
importanti dell’ultima puntata della serie. Non sono mancati
momenti strazianti nella serie Netflix, ma quello che è successo a Max, interpretata
da Sadie
Sink, alla
fine della quarta stagione di Stranger Things è stata
una delle sequenze più emotivamente devastanti finora.
Dal suo debutto nella seconda
stagione, Max è diventata uno dei personaggi preferiti dai fan,
affermandosi come una delle figure più importanti della serie. Man
mano che il suo legame con i personaggi più giovani cresceva,
cresceva anche la complessità che circondava Max come personaggio.
La quarta stagione, in particolare, ha offerto uno sguardo
interessante su come la morte di Billy l’abbia segnata, sia
attraverso il dolore, il senso di colpa o un misto di entrambi.
È stata una sorpresa quando Max è
diventata il bersaglio di Vecna,
e una sorpresa ancora più grande quando i fratelli Duffer hanno
deciso di uccidere il personaggio. Max potrebbe essere in coma, ma
i creatori di Stranger Things hanno confermato il
destino di Max, spiegando che era viva ma “cerebralmente
morta”. Per fortuna, la stagione 5, volume 1, di Stranger
Things non impiega troppo tempo ad aggiornare gli spettatori
sul vero destino di Max.
Max è ancora in coma all’inizio
della stagione 5 di Stranger Things
Nonostante il tempo trascorso dopo
la stagione 4 di Stranger Things, Max è ancora in coma
durante gli eventi dei primi quattro episodi della stagione 5.
Tuttavia, ciò non ha impedito a Lucas di rinunciare alla speranza
che lei torni in sé. Continua persino a suonare “Running Up That
Hill” di Kate Bush mentre le fa visita nel tentativo di svegliarla,
anche se lei non ha mostrato alcun segno che i suoi metodi stiano
funzionando.
Per quanto riguarda il suo aspetto,
Max sembra essere in condizioni leggermente migliori rispetto
all’ultima volta che l’abbiamo vista. Le sue ossa rotte sono
guarite e non ha più il collare ortopedico, quindi se e quando si
sveglierà, si spera che non sarà più costretta a letto. Certo, Max
sembra essere diventata cieca a causa della maledizione di Vecna, e
non è chiaro se questo rimarrà permanente se mai si sveglierà.
Cosa è successo a Max dopo la
sua “morte” nella quarta stagione
Alla fine dell’episodio 3 della
stagione 5 di Stranger Things, intitolato “The Turnbow
Trap”, viene rivelato che la misteriosa figura che tiene d’occhio
Holly a casa Creel è Max, ma non nella versione reale. Max rivela a
Holly che è davvero morta per mano di Vecna, ma che ha sentito
qualcosa “chiamarla” prima di ritrovarsi nella Rainbow Room
dopo il massacro di Henry. Max si ritrova quindi intrappolata nella
mente di Vecna, passando da un ricordo all’altro.
La mente di Vecna è diventata
essenzialmente un labirinto e, proprio quando Max stava per
arrendersi, si ritrova di nuovo nella Rainbow Room, ma questa volta
sente suonare “Running Up That Hill”. All’insaputa di Lucas, Max
stava ascoltando la musica mentre era in coma. Mentre era nel
ricordo della notte in cui Vecna l’ha uccisa, Max ha incontrato una
porta simile a un portale che conduceva alla stanza d’ospedale.
Prima che potesse attraversarla, la canzone è finita, chiudendo il
portale. A peggiorare le cose, Vecna l’ha trovata mentre cercava di
scappare.
Perché Max vive nella caverna
nella mente di Vecna
Foto Credits Netflix
Mentre cercava di sfuggire a Vecna,
che aveva assunto le sembianze di Henry Creel, Max è finita nel
ricordo in cui Holly viene portata alla fine. Invece di entrare
nella casa dei Creel, Max ha corso attraverso il bosco ed è entrata
nella caverna, seguita da Vecna. Stranamente, Vecna si è rifiutato
di avvicinarsi alla parete rocciosa, quindi non ha seguito Max
nella caverna. Non è chiaro cosa gli impedisse di entrare, ma Max
spiega a Holly che la sua incapacità di entrare nella caverna è il
motivo per cui lei l’ha scelta come sua dimora nel mondo
mentale.
Entro la fine della quinta stagione di Stranger Things, la serie
dovrà svelare la verità su quel particolare ricordo che coinvolge
la struttura rocciosa e la caverna, compreso ciò che è successo a
Henry e perché non può entrare in quella zona. Tuttavia, la domanda
più importante è se Max e Holly riusciranno a trovare una via
d’uscita dalla mente di Vecna in modo che entrambi possano tornare
al mondo reale. Holly, in particolare, è una delle vittime di
Vecna, che lui intende usare per “rimodellare il mondo”.
Il volume 1 della stagione 5
di Stranger Things è ora disponibile su Netflix. Il volume 2
uscirà il 25 dicembre, seguito dal finale della serie il 31
dicembre.
Uscito nel 2016,
Zootropolis ha presentato al pubblico una metropoli
popolata da animali parlanti. Nel film, la coniglietta poliziotta
Judy Hopps (Ginnifer
Goodwin) affronta una cospirazione insieme alla volpe
truffatrice Nick Wilde (Jason
Bateman), incontrando pregiudizi lungo il percorso.
Ora, Judy e Nick tornano in Zootropolis
2 (leggi
qui la nostra recensione), che esce oggi nelle sale. Questa
volta, i due fanno squadra con un nuovo eroe, un serpente doppiato
da Ke Huy Quan. Il sequel è co-diretto da
Jared Bush e Byron Howard e
prodotto da Bush insieme a Jennifer Lee e
Yvette Merino.
In un’intervista con Ash Crossan di
ScreenRant, proprio Bush e Merino hanno analizzato la scena
post-crediti di Zootropolis 2. Parlando della piuma
che si vede nella scena, Bush ha osservato che “ci sono
infinite storie da raccontare nel mondo di Zootropolis”. Ha
però mantenuto il riserbo su ciò che questo potrebbe significare
per il futuro della serie.
“Spero che quando il pubblico
lo vedrà, si entusiasmerà all’idea di cosa potrebbe essere, cosa
significhi realmente e quali misteri potrebbero nascondersi dietro.
Penso che sia qualcosa che ci piacerebbe esplorare”, ha
spiegato Bush. Ciononostante, Merino ha confermato che
“Zootropolisè sempre stata concepita come un’area di
un continente in un mondo. Quindi, se la si pensa in questo modo,
non si può mai sapere cosa succederà”.
Zootropolis 2
amplia già l’ambientazione del primo film, che si attiene
principalmente al mondo antropomorfo urbanizzato a cui fa
riferimento il titolo. Nel sequel, Judy e Nick esplorano nuovi
biomi con il loro amico Gary. Il fatto che Gary sia un serpente
permette al film di assumere una dimensione più rettiliana. Il
breve teaser dopo i titoli di coda è però interessante, tuttavia,
poiché ricorda al pubblico che c’è un elemento che non ha mai visto
prima in Zootropolis: gli uccelli.
Una piuma implica però che ci sono
pennuti in questo universo, ma hanno preso un posto secondario in
un franchise più incentrato sui mammiferi. La comparsa di questo
dettaglio anticipa però evidentemente un terzo film dove finalmente
faranno la loro comparsa anche gli uccelli, cosa che permetterà
senz’altro di andare alla scoperta di ulteriori nuove aree di
questo mondo animale.
Sia Bush che Merino sembrano
inoltre aperti ad approfondire l’universo degli uccelli di
Zootropolis nei futuri capitoli del franchise. Tuttavia, affinché
il loro mondo degli uccelli possa davvero manifestarsi, il secondo
capitolo dovrà avere un rendimento sufficientemente buono da
giustificare Zootropolis 3. Il primo film ha incassato oltre
1 miliardo di dollari e date le recensioni positive e la grande
attesa nei confronti di questo sequel, ci si aspetta che
Zootropolis 2 eguagli questo successo.
La quinta stagione di Stranger
Things è finalmente arrivata, e il Volume 1 dà il via
all’ultima parte della serie con diverse rivelazioni scioccanti che
sicuramente faranno discutere i fan. Il
finale della quarta stagione di Stranger Things ha
riunito i personaggi principali a Hawkins poco dopo che Vecna
ha aperto quattro portali, creando delle fratture che hanno
lacerato Hawkins. Stranger Things stagione 5 presenta un
salto temporale di 18 mesi e, anche se può sembrare molto tempo, le
priorità dei personaggi principali sono rimaste le stesse: trovare
e uccidere Vecna.
All’inizio del Volume 1, Eleven si
sta allenando con i suoi poteri per prepararsi a un altro scontro
con Vecna. Nel frattempo, anche il resto dei personaggi di
Stranger Things – stagione 5 si sta preparando. Durante
l’ultima “ricerca” per trovare Vecna, Holly viene catturata da un
Demogorgon, aggiungendo un altro livello alla lotta. Mentre El
entra nell’Upside Down per trovare Holly, si ricongiunge con
Hopper e i due scoprono ciò che il dottor Kay e i militari hanno
nascosto.
Anche Nancy, Jonathan, Steve e
Dustin finiscono nell’Upside
Down mentre cercano Holly, ma i loro sforzi vengono interrotti
da un grande muro che sembra circondare il laboratorio di Hawkins.
A Hawkins, Mike, Lucas, Will, Joyce, Robin e Murray cercano di
radunare i bambini che Vecna intende rapire per portare a termine
il suo piano di dominazione del mondo. Anche se il gruppo non
riesce nel suo intento a causa dell’attacco di un’orda di
Demogorgon, l’incontro di Will con Vecna svela un importante colpo
di scena in Stranger Things.
I poteri di Will
spiegati
Una delle sorprese più grandi alla
fine della stagione 5, volume 1, di Stranger Things è la
rivelazione che
Will può essenzialmente replicare i poteri di Vecna. Mentre i
suoi occhi diventano bianchi, Will fa del suo meglio per imitare
Vecna, fermando e uccidendo telecineticamente tre Demogorgon in tre
luoghi diversi, salvando Mike, Robin e Lucas.
Sebbene alcuni possano pensare che
Will abbia liberato dei poteri latenti nascosti dentro di lui per
tutto questo tempo, non è così. Dopo aver mostrato la sua nuova
abilità, Will si pulisce il sangue dal naso. Il sangue dal naso è
un effetto collaterale comune dell’esercizio dei poteri, come si
vede con Eleven quando usa i suoi poteri. Certo, Will non è un
soggetto di test, ma avrebbe senso che gli sanguinasse il naso se
attingesse ai poteri di un ex soggetto di test.
La stagione 5, volume 1, di
Stranger Things gioca con l’idea che Will possa attingere
alla mente collettiva, dirottando ciò che Vecna può vedere
attraverso gli occhi dei Demogorgon. Mike suggerisce addirittura
che Will sia uno “stregone” e che dovrebbe cercare di
controllare la mente collettiva. Will sembra fare un passo avanti
affidandosi al suo legame con Vecna per copiare i poteri del
cattivo, il che cambierà le carte in tavola per il resto della
stagione 5.
Perché Vecna ha bisogno di
Holly e dei ragazzi di Hawkins per il suo piano
Prima che Will sveli le sue nuove
abilità, Vecna condivide ulteriori informazioni sul motivo per cui
ha rapito Will e su come questo abbia portato al grande piano.
Vecna sostiene che Will è stato rapito perché era debole e
facilmente controllabile. Sono passati anni dagli eventi della
stagione 1, secondo la Stranger Things timeline, ma anche
Will ammette che il legame tra lui e Vecna non è mai stato
completamente reciso.
Pertanto, Vecna decide di cercare
altri bambini a Hawkins con un piano per “rimodellare il
mondo”, predando quelli che ritiene deboli e distrutti, come
Will nel 1983. Per trovare potenziali vittime, Vecna usa la sua
identità di Henry, sotto il nome di Mr. Whatsit. Come si è visto
con Holly, conquista la fiducia dei bambini, promettendo di
salvarli dai mostri, ma in realtà li tiene in ostaggio fino a
quando non ha abbastanza vittime.
Vecna manipolerà apparentemente i
bambini e modellerà le loro menti per realizzare il suo piano di
conquistare il mondo, a partire da Hawkins. Non solo El e Will ora
hanno poteri che potrebbero ostacolare la missione di Vecna, ma
Holly ha anche Max dalla sua parte nel mondo mentale, il che
significa che le tattiche di manipolazione di Vecna non funzionano
completamente.
Il ritorno di Kali in Stranger
Things e perché l’esercito la tiene prigioniera
Dopo il suo ruolo controverso nella
seconda stagione di Stranger Things, Kali (alias Otto) fa il
suo ritorno ufficiale nell’episodio “Sorcerer” della quinta
stagione. L’episodio finale del Volume 1 rivela che l’esercito sta
tenendo Kali nel proprio laboratorio nell’Upside Down. Kali è stata
vista l’ultima volta quando El l’ha lasciata indietro per tornare a
casa a Hawkins nella linea temporale del 1984 della seconda
stagione. Da allora, il destino del personaggio è rimasto per lo
più sconosciuto, almeno nella serie.
La seconda stagione di Stranger
Things ha chiarito che Kali cercava vendetta contro coloro che
erano coinvolti nel laboratorio di Hawkins per ciò che aveva subito
da bambina. Visto che il dottor Kay e l’esercito erano alla ricerca
di Eleven, è logico che cercassero anche di rintracciare qualsiasi
altro soggetto di sperimentazione sopravvissuto. Vecna, alias One,
ed El sono già a Hawkins, quindi quando hanno trovato Kali non
hanno avuto altra scelta che riportarla dove tutto era
iniziato.
Ora che Kali è tornata in
Stranger Things, c’è da chiedersi cosa le abbia fatto
l’esercito. Ha la testa rasata, quindi probabilmente è stata
sottoposta a esperimenti o usata come arma. L’esercito è in grado
di impedire a El di usare i suoi poteri con onde sonore pulsanti, e
Kali potrebbe avere qualcosa a che fare con questo, soprattutto
perché El ha detto che l’esercito ha una “kryptonite” da
usare contro di lei.
Dove è stata Max dalla sua
“morte” nella stagione 4
Max non esce dal coma nella stagione 5, volume 1, di
Stranger Things, ma gli episodi forniscono informazioni su
ciò che è successo al personaggio dopo essere diventato vittima
della maledizione di Vecna. Max riconosce di essere morta alla fine
della stagione 4, ma si è svegliata nella Rainbow Room dopo aver
“sentito qualcosa che la chiamava”. Si ritrova quindi
intrappolata in un labirinto di ricordi di Henry, alcuni dei quali
la coinvolgono durante gli eventi della stagione 4.
Lucas viene visto visitare Max in
alcune occasioni nella stagione 5, e il viaggio di Max intrappolata
nella mente di Vecna dimostra che è quasi tornata nel mondo reale.
Mentre si trova nel mondo mentale, Max segue il suono di “Running
Up That Hill” di Kate Bush, scoprendo un passaggio per tornare da
Lucas, ma la canzone finisce, chiudendo il portale. È quindi
costretta a fuggire da Vecna e rimane nella caverna perché è
l’unico posto in cui lui non la seguirà.
Il resto della quinta stagione di
Stranger Things dovrà spiegare perché Max è rimasta nella
mente di Vecna invece di morire e se il tentativo di El di salvarla
abbia influito sul destino di Max. Con Holly anch’essa nel mondo
mentale, Max ha ora un’alleata, che dà loro la possibilità di
superare in astuzia Vecna e trovare un modo per tornare dai loro
amici e dalla loro famiglia.
Il piano di Steve, Dustin,
Nancy e Jonathan nell’Upside Down
Mentre la maggior parte dei
personaggi della quinta stagione di Stranger Things ha lo
stesso obiettivo di sconfiggere Vecna, alcuni lo stanno facendo
dall’Upside Down. Oltre a El e Hopper che lavorano insieme, c’è un
altro gruppo composto da Steve, Dustin, Nancy e Jonathan, che
entrano nell’Upside Down mentre cercano un Demogorgon nella
speranza che la creatura li conduca da Holly.
Nonostante tutto ciò che sta
accadendo, Nancy è comprensibilmente concentrata sulla sua
famiglia. Mentre i suoi genitori si stanno riprendendo in ospedale,
spetta a lei, Mike e agli altri trovare e salvare Holly. Mentre
Mike lavora per raccogliere le potenziali giovani vittime di Vecna,
Nancy cerca risposte più dirette all’interno dello Strano Mondo
stesso. Considerando che lo Strano Mondo è il riflesso di Hawkins,
è più facile a dirsi che a farsi.
Il gruppo incontra in particolare
il “muro carnoso” che Dustin capisce essere un grande
cerchio con il laboratorio di Hawkins al centro. Pensando che Holly
potrebbe trovarsi nel luogo in cui tutto ha avuto origine, decidono
che quello dovrebbe essere il loro obiettivo mentre si trovano
nell’Upside Down. Anche se alla fine non riusciranno a trovare
Holly, il gruppo sarà probabilmente quello che scoprirà lo scopo e
l’origine del misterioso muro.
Come il finale della stagione
5, volume 1 di Stranger Things prepara il volume 2
La conclusione di “Sorcerer” porta
a termine la prima metà della stagione 5 di Stranger Things.
Per quanto riguarda la guida alla pubblicazione della stagione 5 di Stranger
Things, il Volume 2 (episodi 5-7) uscirà a Natale, mentre il
Volume 3 (episodio 8) sarà il finale della serie e debutterà a
Capodanno. Will potrebbe avere nuove abilità che possono aiutarlo
contro Vecna, il cattivo ha rapito altri bambini, avvicinandosi
alla realizzazione del suo piano. Pertanto, la posta in gioco sarà
ancora più alta nel Volume 2, con Holly ancora dispersa e altri
bambini sotto il controllo di Vecna.
Anche l’esercito è stato decimato
nell’Upside Down e fuori dal Gate al centro di Hawkins. Anche se la
città non avrà lo stesso livello di “protezione”, i personaggi
potrebbero avere più facilità nel portare avanti le fasi successive
del loro piano senza interferenze immediate. Lo stesso vale per
Hopper ed El, che ora dovranno affrontare Kali, che sarà un aspetto
importante del Volume 2.
Per quanto riguarda Max, ulteriori
dettagli sul suo piano di fuga sembreranno emergere nella prossima
serie di episodi. Lei dice di volere che Holly torni alla Creel
House, poiché non possono rivelare a Vecna che Holly conosce la
verità. Mentre il gruppo di Hawkins e dell’Upside Down è ancora
determinato a riportare Holly indietro, potrebbe essere proprio Max
a salvarla nella stagione 5, volume 2 di Stranger
Things.
Il volume 1 della stagione 5
di Stranger Things è ora disponibile su Netflix. Il volume 2
uscirà il 25 dicembre, seguito dal finale della serie il 31
dicembre
Vuoi altri articoli su
Stranger Things? Dai un’occhiata ai nostri contenuti essenziali qui
sotto…
La prima serie di episodi della
quinta stagione di Stranger
Things ha visto un momento eroico di Will Byers
che ha dimostrato la forza del suo legame con Vecna.
Il primo episodio è iniziato opportunamente con un flashback al
1983, offrendo un altro sguardo a Will nell’Upside Down pochi giorni dopo la sua scomparsa.
Oltre ai terrori che ha dovuto sopportare nell’Upside Down, è stato
rivelato che è entrato in contatto con Vecna fin dall’inizio.
Sulla base delle precedenti
stagioni di Stranger Things, era chiaro che Will
soffriva ancora degli effetti collaterali negativi dovuti al tempo
trascorso nell’Upside Down. L’importanza di questo legame è tornata
immediatamente al centro dell’attenzione nella nuova stagione,
poiché il
finale della stagione 5, volume 1, di Stranger Things ha
introdotto un colpo di scena che coinvolge Will e che potrebbe
ribaltare la situazione nella lotta contro Vecna.
Will ha gli stessi poteri di
Vecna nel finale di Stranger Things S5 Volume 1
La sequenza finale di “Sorcerer”,
che ha concluso la stagione 5, volume 1 di Stranger Things,
ha rivelato a sorpresa che Will aveva la capacità di replicare i
poteri di Vecna. Più specificamente, Will era in grado di
fermare telecineticamente i Demogorgon prima di ucciderli. È stato
ancora più impressionante considerando che Will ha sconfitto tre
Demogorgon separati che stavano prendendo di mira Mike, Lucas e
Robin in diverse località di Hawkins.
Quando ha liberato i suoi poteri,
gli occhi di Will sono diventati bianchi, proprio come quelli di
Vecna. Aveva anche il potere di spezzare gli arti dei Demogorgon,
in modo simile a ciò che Vecna ha fatto alle vittime come Max
quando ha lanciato la sua maledizione. Dopo aver scoperto i suoi
poteri, Will sembrava essere tornato alla normalità, anche se
Stranger Things ha dimostrato che la normalità non era più
un’opzione da quando Will era entrato nell’Upside Down.
Perché il naso di Will
sanguinava proprio come quello di Eleven
Un dettaglio chiave durante la
dimostrazione del nuovo potere di Will è stato il fatto che gli è
venuto il sangue dal naso subito dopo aver usato la telecinesi, che
era diventata un marchio di fabbrica di Eleven. Ogni volta che El
usava i suoi poteri, una piccola quantità di sangue le gocciolava
dal naso mentre si sforzava. Vedere la stessa cosa accadere a Will,
tuttavia, ha rafforzato l’idea che lui avesse attinto al suo legame
con Vecna.
C’erano state teorie persistenti
secondo cui Will avrebbe finito per acquisire i propri poteri entro
la fine di Stranger Things. Ulteriori colpi di scena sono
certamente possibili, ma non sembrava che Will avesse sempre avuto
poteri rimasti dormienti. Al contrario, il sangue dal naso era
collegato ai soggetti dei test del dottor Brenner, come Eleven. Se
Will stava replicando le abilità del primo soggetto dei test di
Brenner, alias Henry Creel/Vecna, avrebbe senso che il personaggio
mostrasse lo sforzo fisico della psicocinesi di Vecna.
Spiegazione del legame di Will
con la mente alveare
All’inizio della stagione 5, volume
1 di Stranger Things, Will ha ammesso che il suo legame con
Vecna e l’Upside Down non è mai stato “recisi” come
speravano. Più si avvicinava a Hawkins, più il legame diventava
profondo, al punto che poteva sentire la presenza di Vecna. Man
mano che il legame si rafforzava, così faceva anche il legame di
Will con la mente alveare.
Ogni essere vivente all’interno
dell’Upside Down, dai Demogorgon alle viti, era collegato alla
mente collettiva, consentendo al cattivo di sapere cosa stava
succedendo in ogni momento. Con Vecna a tirare le fila, era stato
in grado di assumere il controllo attraverso la mente collettiva,
usandola come difesa o rete di spionaggio, come nel caso di Will
per un certo periodo.
D’altra parte, mantenere Will
collegato alla mente collettiva si è rivelato controproducente
perché è diventato un doppio gioco quando Will ha imparato a
interpretare ciò che vedeva attraverso la mente collettiva di
Vecna. Poiché Vecna poteva vedere dal punto di vista dei Demogorgon
o delle vittime designate da Vecna, Will è stato in grado di
preparare il gruppo a ciò che stava per accadere. Le informazioni
della mente collettiva sono diventate anche un grande vantaggio
prima di attingere agli altri poteri del cattivo.
Come la frase “Stregone” di
Mike ha preannunciato il cambiamento di potere di Will
Quando Will era inizialmente
confuso riguardo alle sue visioni, o al ritorno dei “ricordi
attuali”, Robin si è chiesta se Will agisse come un ricevitore,
come se la sua connessione con Vecna diventasse più forte con la
vicinanza, simile a una stazione radio che ha bisogno di un
segnale. Sebbene questa idea avesse certamente senso, è stato Mike
a riferirsi a Will come a uno “stregone” che ha sottilmente
prefigurato i poteri di Will.
Mike ha paragonato Will e Vecna,
suggerendo che se Will fosse stato in grado di attingere alla mente
collettiva, allora sarebbe stato abbastanza forte da controllarla
come Vecna. All’epoca sembrava che Mike volesse solo dare una
spinta di fiducia a uno dei suoi migliori amici, ma alla fine ha
avuto ragione, stando al finale del Volume 1.
Will ha preso a cuore il consiglio
di Robin, guardando indietro al sé più giovane in un montaggio di
flashback, che lo ha aiutato a ricordare che deve cercare le
risposte dentro di sé, soprattutto quando si tratta di forza e
accettazione. Questa consapevolezza ha permesso a Will di smettere
di cedere alla paura, sbloccando i poteri simili a quelli di Vecna
proprio in tempo per salvare alcuni dei suoi amici più cari nei
momenti finali della stagione 5, volume 1 di Stranger
Things.
Il volume 1 della stagione 5
di Stranger Things è ora disponibile su Netflix. Il volume 2 uscirà il 25 dicembre, seguito
dal finale della serie il 31 dicembre.
Dopo anni di worldbuilding, la
quinta stagione di Stranger
Thingssta finalmente iniziando a
chiarire i piani di Vecna,
con il finale del volume 1 che lascia anche lui e Will,
interpretato da Noah
Schnapp, in un grande cliffhanger. L’inizio dell’ultima stagione
della serie horror fantascientifica di Netflix ha confermato che il personaggio di Jamie
Campbell Bower era dietro alla
scomparsa iniziale di Will nell’Upside Down, avendo mandato i
Demogorgon a catturarlo.
Verso la fine del volume 1 della
quinta stagione di Stranger Things, viene rivelato che Will
è uno dei 12 bambini che Vecna deve aggiungere alla sua mente
collettiva per poter iniziare a mettere in atto i suoi piani di
portare l’Upside Down nel mondo reale. Dopo un teso
confronto tra i due, in cui il cattivo spiega che quelli che
sceglie sono deboli di mente e quindi più facili da spezzare e
controllare, Will riesce a impedire a un Demogorgon di attaccare
Lucas, interpretato da Caleb McLaughlin, grazie ai suoi nuovi
poteri telecinetici.
Riflettendo su questo finale
scioccante in un’intervista con ScreenRant, Bower ha rivelato i suoi pensieri molto
intriganti sulla dinamica tra Will e Vecna nella quinta stagione di
Stranger Things. La star ha spiegato innanzitutto che, a
causa del suo approccio empatico al lavoro, in cui un attore
finisce per “provare così tanto per il proprio personaggio”,
era in realtà “leggermente frustrato” nel vedere Vecna
fermato brevemente da Will.
Tuttavia, senza svelare cosa
succederà nel volume 2, in uscita il giorno di Natale, e nel finale
della serie, che debutterà su Netflix alla vigilia di Capodanno e
nei cinema il giorno di Capodanno, Bower ha espresso il suo
entusiasmo per come il cliffhanger di Will e Vecna cambierà le cose
in futuro, soprattutto considerando che i poteri di Will sono un
“sottoprodotto della connessione che hanno tra
loro”:
Penso che sia molto,
molto emozionante avere ora quasi due avversari invece di uno solo.
E come vedrete, man mano che la serie va avanti, [Will] diventa più
fastidioso di quanto non lo sia già stato.
Da quando Vecna è stato rivelato
come la vera mente dietro gli attacchi dell’Upside Down a Hawkins
in Stranger Things, sono fiorite teorie sul suo coinvolgimento nel
rapimento di Will, con alcuni che credono che sia stato lui
stesso a rapire Will, mentre altri ritengono che abbia mandato
le forze inferiori dei Demogorgon e dei Mind Flayer a cercarlo.
Alcuni hanno persino ipotizzato che Will potesse essere nuovamente
posseduto e usato da Vecna per cercare di sconfiggere Eleven e i
suoi amici, sfruttando qualsiasi legame il personaggio di Schnapp
avesse ancora con l’Upside Down.
Una cosa che il finale della
stagione 5 volume 1 di Stranger Things ha rivelato come sorpresa è
stata che Will possiede veri e propri poteri telecinetici, dopo che
in precedenza la cosa più vicina a qualsiasi tipo di potere che
avesse era la sua capacità di percepire quando Vecna e le sue forze
erano nelle vicinanze. Questo non serve necessariamente a
riscrivere completamente la storia di entrambi nella serie, dato
che il sangue di Henry Creel è stato usato nella speranza di
infondere poteri a molti dei soggetti del dottor Brenner, compresa
Eleven stessa.
Con l’inizio della stagione che
mostra Will costretto a ingerire qualcosa in un tubo carnoso da
Vecna durante il suo primo periodo nell’Upside Down, sembra
probabile che si trattasse di qualcosa di più delle semplici uova
di Demogorgon, come la stagione 2 ha fatto credere. Questo
spiegherebbe anche perché Will ed Eleven sembrano essere più
sensibili a Vecna e al collegamento continuo con l’Upside Down
rispetto a Kali della stagione 2, anche se lei è stata
sottoposta agli stessi esperimenti.
Passando al resto della stagione 5
di Stranger Things, la conferma dei poteri di Will sarà una
grande risorsa nella lotta del gruppo per sconfiggere Vecna. Anche
se al momento sembra avere solo poteri telecinetici, il volume 2
potrebbe mostrare che ha le stesse capacità di lettura del pensiero
di El, il che sarebbe utile per salvare Holly, Max e il resto dei
ragazzi dalle grinfie di Vecna. Qualunque sia il risultato, però,
dai commenti di Bower è chiaro che l’epico scontro che sperava tra
i personaggi sta per diventare realtà.
James Cameron rivela che ha quasi diretto
Wicked anni prima degli adattamenti di Jon
M. Chu, di cui la Parte 2 è
ora al cinema (leggi
qui la nostra recensione). Da Titanic ai film di Avatar, la maggior
parte dei film di Cameron sono stati grandi successi. Ha infatti
diretto tre dei quattro film di maggior incasso di tutti i tempi,
ma non ha mai diretto un film musicale prima d’ora.
Mentre parlava dell’importanza che
i film siano percepiti come “un evento” nel podcast The Town with Matthew
Belloni, Cameron ha però dunque rivelato di aver quasi
diretto Wicked e ha confermato di aver persino
incontrato la Universal Pictures per discuterne. “Il tipo di
film che mi piace guardare, diciamo Dune o
anche Wicked. All’epoca stavo per realizzare Wicked. Adoro la
storia, voglio dire, Il mago di Oz è uno dei miei film preferiti.
Questo risale a 15 anni fa”.
Alla fine non se n’è fatto nulla
perché Cameron “non riusciva a trovare la canzone giusta”,
ma ammette di essere ancora aperto alla possibilità di realizzare
un film musicale, soprattutto perché “il mio film preferito è
un musical, Il mago di Oz”. Cameron fa riferimento al fatto
che il suo incontro con la Universal Pictures è avvenuto quasi 15
anni fa, più o meno il tempo che ci è voluto per realizzare il
primo film di Wicked.
Sono stati fatti molti tentativi di
adattamento di Wicked, ma nessuno è andato a buon
fine dopo la pubblicazione del romanzo di Gregory
Maguire nel 1995 e il debutto del musical a Broadway nel
2003. Whoopi Goldberg, Salma
Hayek, Nicole Kidman, Lady
Gaga, Emma Thompson, Claire Danes, Laurie
Metcalf e Michelle Pfeiffer sono tra le star
che sono state coinvolte in vari tentativi nel corso degli
anni.
Secondo quanto riferito, anche
J.J. Abrams, Ryan
Murphy, James Mangold e Rob
Marshall sono stati presi in considerazione per dirigere
Wicked. Come la maggior parte dei film di Cameron,
Wicked e Wicked – Parte 2 hanno
riscosso un enorme successo al botteghino. Il primo episodio ha
incassato 756 milioni di dollari in tutto il mondo e il weekend di
apertura di For Good ha registrato un incasso globale di 226
milioni di dollari.
L’approccio di Cameron a
Wicked sarebbe stato inevitabilmente molto diverso
da quello di Chu. Cameron ha un’esperienza senza pari nella
realizzazione di blockbuster ambiziosi e nello sviluppo di un mondo
immaginario come Pandora nei film di Avatar. Chu, invece, è arrivato a
Wicked dopo aver diretto Into the
Heights, mentre per Cameron sarebbe stato il primo film
musicale.
Anche se James Cameron è ancora interessato a realizzare
un film musicale a distanza di anni dal quasi progetto di
Wicked, al momento è impegnato con i
prossimi film di Avatar e diversi altri progetti. Tra
questi, la sceneggiatura del settimo film di Terminator e
l’adattamento di
Last Train from Hiroshima, che racconta la storia di un
giapponese sopravvissuto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima
e Nagasaki.
Il materiale promozionale della
terza stagione di House
of the Dragon è già in circolazione e conferma un
cambiamento significativo rispetto al personaggio del libro di
Rhaenyra Targaryen. Sebbene questa serie fantasy abbia riscosso un
successo generale, non è riuscita a evitare le critiche che
tradizionalmente affliggono gli adattamenti cinematografici dei
libri. HBO si è presa notevoli libertà creative con la storia di
Westeros di George R.R. Martin, alcune delle quali sono state
criticate dallo stesso autore.
Il personaggio di Rhaenyra,
interpretato da Emma
D’Arcy, è al centro di molti dei cambiamenti più significativi
di House of the Dragon. Nel libro Fire &
Blood di Martin, questa regina era chiamata Rhaenyra la
Crudele. Non era certamente la peggiore sovrana Targaryen, ma
questa figura altamente morale e relativamente irreprensibile che
vediamo in House of the Dragon non è come veniva ricordata a
Westeros. Inoltre, vediamo Rhaenyra esprimere il desiderio di
combattere nella seconda stagione, un cambiamento che House of the Dragon - stagione 3 sembra aver
seguito.
La spada di Rhaenyra è in primo
piano nel marketing della terza stagione di House of the
Dragon
Sapevamo che Rhaenyra avrebbe
probabilmente avuto una spada nella terza stagione di House of the
Dragon, poiché D’Arcy ha rivelato a Josh Horowitz nel podcast Happy
Sad Confused che avevano chiesto a Ryan Condal di permettere al
loro personaggio di portarne una. Sembrava che non fosse per
combattere. Piuttosto, come i personaggi maschili, D’Arcy avrebbe
avuto un posto dove mettere le mani durante le scene. È un gesto
che implica autorità e ha senso per la regina del Westeros.
È interessante notare che un nuovo
poster
promozionale della terza stagione di House of the Dragon
mostra Rhaenyra non solo con la spada in mano come in passato, ma
mentre la brandisce. Questo implica che vedremo effettivamente il
personaggio di D’Arcy in combattimento. Inoltre, la presenza della
spada nel materiale promozionale indica che l’uso dell’arma da
parte di Rhaenyra sarà centrale nei prossimi episodi. È un segno
che House of the Dragon sta portando avanti i cambiamenti relativi
a Rhaenyra.
Come il fatto che Rhaenyra
abbia una spada cambia il suo personaggio rispetto al
libro
Da quando il materiale promozionale
di House of the Dragon ha iniziato a circolare su Internet, si è
discusso molto sul fatto che Rhaenyra nel libro portasse una spada.
Scoprire la verità definitiva è complicato, poiché Fire &
Blood non ha una narrazione tradizionale come gli altri libri
della serie Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Questo
tomo è invece strutturato come un manoscritto ritrovato, scritto da
Martin ma attribuito al personaggio immaginario dell’Arcimaestro
Gyldayn.
Sebbene in Fire & Blood non
ci sia alcuna narrazione in prima persona, le battaglie, in
particolare, sono descritte in modo molto dettagliato. È molto
chiaro che Gyldayn non credeva che Rhaenyra avesse preso parte ai
combattimenti. Il suo ruolo era puramente regale e strategico.
Mentre altri cavalieri di draghi, come Rhaenys, combatterono e
morirono in battaglia, Rhaenyra entrò a King’s Landing su Syrax
solo per prendere il trono, non per combattere e conquistare la
città. Non era una guerriera.
Tuttavia, l’illustrazione ufficiale
di Fire & Blood mostra Rhaenyra con una spada alla cintura,
motivo per cui molti hanno sostenuto che una spada per D’Arcy non
sia un cambiamento. Tuttavia, questa illustrazione non mostra mai
Rhaenyra che brandisce la spada come fa nel materiale promozionale.
Più probabilmente, si tratta di un’arma simbolica, qualcosa che
trasmette il suo potere. A prescindere da come la si guardi, l’idea
di Rhaenyra in combattimento non è qualcosa che proviene
direttamente da Martin stesso.
Perché la spada di Rhaenyra in
House of the Dragon non è un problema
Sebbene possiamo confermare che la
spada di Rhaenyra nella terza stagione di House of the
Dragon è un cambiamento rispetto ai libri, la vera domanda è se
questo abbia importanza. Questo spin-off di Game of Thrones ha un vantaggio unico
rispetto al suo predecessore. Come accennato in precedenza, Martin
ha scritto Fire & Blood come se fosse una sorta di tomo
storico scritto da un Maestro. Gyldayn non ha assistito a nessuno
degli eventi della Danza dei Draghi. Ha invece studiato i conflitti
della guerra civile dei Targaryen e li ha registrati.
Questo dettaglio offre agli
showrunner di House of the Dragon un vantaggio. Hanno
sfruttato il tropo del “narratore inaffidabile”, dipingendo
Rhaenyra come una regina in qualche modo fraintesa dalla storia. In
un certo senso, questo ha senso. È divertente e interessante vedere
la versione della HBO di ciò che è realmente accaduto e come questo
differisca dal modo in cui Westeros la ricorderebbe. La stessa
giustificazione potrebbe essere utilizzata per l’uso della spada da
parte di Rhaenyra nella terza stagione di House of the
Dragon.
Naturalmente, questo non significa
che House of the Dragon possa fare tutto ciò che
vuole con la storia di Martin. Lo stesso autore ha criticato i
cambiamenti, e la sua opinione è ciò che conta davvero, detto e
fatto. Come pubblico, possiamo sederci e vedere esattamente come
HBO utilizza Rhaenyra e la sua spada nei prossimi episodi. Da lì,
possiamo aspettare e vedere cosa ne pensa Martin.
La quinta stagione di Stranger
Things debutta con il punteggio più basso nella storia
della serie su Rotten Tomatoes. Le aspettative per l’ultima
stagione della serie di successo Netflix erano incredibilmente alte, soprattutto
considerando che sono passati più di tre anni dall’uscita del
finale della quarta stagione di Stranger Things nel
2022.
Dopo la messa in onda dei primi
quattro episodi della quinta stagione, la nuova stagione ha
debuttato con un punteggio critico dell’85% su Rotten Tomatoes.
Rispetto al 97% della prima stagione, al 94% della seconda stagione
e all’89% della terza e quarta stagione, questo è il punteggio più
basso nella storia della serie, ma solo del 4%.
Il punteggio dell’85% è basato su
47 recensioni e probabilmente fluttuerà con l’aggiunta di altre
recensioni, dopo l’uscita degli episodi 5-7 il 25 dicembre e dopo
l’uscita del finale della serie il 31 dicembre.
Per quanto riguarda il punteggio
del pubblico della quinta stagione, è al 90%, lo stesso della
seconda stagione e superiore all’86% della terza stagione e all’89%
della quarta stagione. Il punteggio del pubblico probabilmente
fluttuerà man mano che un numero maggiore di abbonati Netflix
guarderà la prima serie di nuovi episodi e dopo l’uscita degli
episodi finali alla fine di dicembre.
La recensione di Samantha Nelson su
Polygon sottolinea che è “rinfrescante” vedere i
personaggi riunirsi a Hawkins dopo che molti di loro erano stati
separati nella stagione 4, e che la storia è migliore grazie a
questo cambiamento.
Eric Deggans di NPR dà merito ai Duffer per aver mantenuto un ritmo
serrato che rende la storia coinvolgente mentre passa da un
personaggio all’altro. La serie lo fa così bene che “molti
potrebbero non notare quanto questi nuovi pericoli assomiglino alle
vecchie trame”.
Da un punto di vista più critico,
la recensione di Alison Herman su Variety sottolinea come questi episodi sembrino
“allungati”, dato che la serie amplia la sua portata più che
mai, “rifiutandosi di arricchire i personaggi man mano che
invecchiano”.
Sebbene l’accoglienza della critica
sia leggermente meno positiva rispetto alle precedenti stagioni
di Stranger Things, è improbabile che ciò abbia un effetto
negativo sulla serie. Come indicato dal punteggio del 90% assegnato
dal pubblico, gli spettatori continuano a sintonizzarsi e ad
apprezzare ciò che vedono, e la nuova stagione è destinata a
battere tutti i record di audience dopo anni di attesa.
È anche difficile valutare appieno
la qualità della quinta stagione di Stranger Things
basandosi solo sulla metà degli episodi. Il destino finale dei
personaggi, la risoluzione dei misteri più grandi della serie e la
soddisfazione del finale saranno gli elementi che definiranno la
forza della quinta stagione.
L’uscita di Ammazzare
stanca – Autobiografia di un assassino ha
riaperto una ferita profonda e ancora pulsante nella memoria
collettiva calabrese. Il film, diretto con uno sguardo asciutto e
senza compiacimenti, affonda le sue radici in una vicenda reale: la
storia di Antonio
Zagari, un uomo che, nella Locride degli anni Settanta,
divenne simbolo di un conflitto più grande di lui, intrappolato tra
vendette, silenzi e un sistema sociale in cui la violenza era
spesso l’unico linguaggio ammesso. Ricostruire la sua vicenda
significa non solo comprendere il personaggio dietro il film, ma
anche analizzare il contesto che ha reso possibile la sua parabola
tragica.
La Calabria degli anni
Settanta: un territorio sospeso tra povertà, emigrazione e violenza
sommersa
Per capire Antonio Zagari occorre partire dal mondo in cui viveva.
Negli anni Settanta la Locride era un territorio segnato da una
trasformazione profonda: l’emigrazione verso il Nord e l’estero
svuotava i paesi, mentre chi restava doveva fare i conti con
l’assenza dello Stato, la povertà cronica e la presenza crescente
della criminalità organizzata. La ’ndrangheta, pur meno esposta
mediaticamente rispetto ai decenni successivi, aveva già radicato
metodi, gerarchie e un sistema di controllo del territorio capace
di influenzare ogni aspetto della vita quotidiana.
In questo scenario, i conflitti tra famiglie, i debiti non saldati,
le offese all’onore e le vendette trasversali non erano eccezioni
isolate: erano parte integrante di un tessuto sociale dove la legge
ufficiale appariva lontana, mentre quella non scritta decideva
destini ed equilibri. È dentro questa cornice che si muove la
figura di Antonio Zagari, un uomo comune travolto da dinamiche più
grandi di lui.
Chi era Antonio Zagari:
un uomo ordinario intrappolato in una spirale di
violenza
Antonio Zagari non era un criminale professionista né un uomo
particolarmente noto. Era un padre, un lavoratore, un uomo che
cercava di sopravvivere in un ambiente in cui ogni passo falso
poteva trasformarsi in una condanna. Le testimonianze dell’epoca
raccontano una figura complessa, cresciuta all’interno di un codice
culturale in cui la reciprocità della violenza era considerata
quasi inevitabile. In molti casi, chi non si allineava veniva
percepito come debole; chi reagiva, invece, entrava in un gioco da
cui era difficilissimo uscire.
Il suo nome emerse dalle cronache giudiziarie in seguito a una
serie di eventi concatenati: tensioni familiari, conflitti locali e
decisioni impulsive che, una dopo l’altra, lo trascinarono verso
una dimensione borderline in cui la difesa personale si confuse con
l’attacco, e la necessità con la colpa. L’uomo reale che ispira
Ammazzare Stanca non è
un eroe né un mostro: è il prodotto di un ambiente dove la violenza
era normalizzata, dove la scelta morale non coincideva sempre con
la scelta possibile.
Il crimine che cambiò
tutto e l’eco mediatico del caso Zagari
La vicenda di Zagari esplose sui giornali quando una faida locale
degenerò in una sequenza di episodi drammatici: intimidazioni,
aggressioni e infine l’omicidio che avrebbe segnato definitivamente
il suo destino. Non fu solo la brutalità del gesto a colpire
l’opinione pubblica, ma il modo in cui la storia rivelava le crepe
profonde nel sistema di giustizia e nel tessuto sociale della
Calabria dell’epoca.
Il processo che seguì mise in luce un mosaico di testimonianze
contraddittorie, omertà, zone d’ombra e reticenze che restituivano
un quadro inquietante. Zagari non appariva come un assassino
predeterminato, ma come l’ingranaggio di un meccanismo comunitario
che sfuggiva al controllo dei singoli e in cui ogni atto sembrava
legato a un precedente, in un ciclo senza fine.
Dal fatto reale al film:
cosa cambia e cosa resta immutato
Ammazzare Stanca non
ricostruisce la vicenda di Zagari in modo documentaristico;
preferisce invece concentrarsi sul punto di vista umano, sulla
fragilità interiore di un uomo schiacciato da pressioni sociali e
morali. La sceneggiatura, pur ispirandosi a fatti verificabili,
rielabora dialoghi, situazioni e dinamiche per rendere universale
una storia che, pur appartenendo alla Calabria, parla a tutte le
comunità dove il confine tra vittima e carnefice diventa
sottile.
Il film mette l’accento su alcuni temi chiave della vicenda
vera:
la solitudine dell’individuo davanti a un codice
sociale oppressivo,
la spirale della vendetta come unica via percepita
dalla comunità,
il silenzio che circonda il dolore,
la responsabilità collettiva dietro le tragedie
individuali.
Pur prendendosi le libertà tipiche di un’opera cinematografica, il
film conserva il nucleo emotivo della storia di Zagari: il senso di
inevitabilità, l’angoscia di un uomo che vede il terreno franargli
sotto i piedi e la lucidità tardiva con cui comprende che
“ammazzare stanca” non è solo un titolo, ma una verità
esistenziale.
Cosa rappresenta oggi la
storia di Antonio Zagari
Raccontare Zagari oggi significa riportare al centro del discorso
pubblico un tema spesso rimosso: la responsabilità che le comunità
hanno nel perpetuare o spezzare i cicli di violenza. La sua storia
diventa un monito contro la retorica del “così è sempre stato”: un
invito a guardare con occhi nuovi quei territori dove la giustizia
istituzionale fatica a entrare e dove la pressione culturale può
trascinare anche persone comuni verso scelte drammatiche.
Il film ci interroga su quanto sia difficile uscire da un destino
che sembra scritto da altri — da una famiglia, da un codice, da un
paese intero — e su quanto ogni voce che prova a raccontare questi
mondi contribuisca a renderli meno invisibili.
Una storia che continua a
parlarci
Ammazzare Stanca e la
storia vera di Antonio Zagari si incontrano in un punto preciso:
nella volontà di mostrare ciò che spesso non vogliamo vedere.
L’umanità ferita, le vite schiacciate, i destini interrotti da un
sistema di valori distorti e violenti. Il film restituisce
complessità a una vicenda che non ha vincitori, ma molte vittime:
un uomo, una famiglia, un’intera comunità.
La terza stagione di The Walking Dead: Daryl Dixon si è conclusa dopo
sette episodi ricchi di suspense e, sebbene i protagonisti siano
riusciti a sventare la maggior parte delle minacce provenienti
dalla Spagna, non sono ancora vicini al ritorno a casa. Dopo aver
viaggiato dal Regno Unito, la Spagna avrebbe dovuto essere solo una
tappa involontaria per Daryl e Carol nel loro viaggio di ritorno in
America.
Tuttavia, con la loro barca fuori
uso, i due si sono ritrovati a fare amicizia con gli spagnoli
mentre cercavano di riparare la nave. Sfortunatamente, l’incapacità
dei protagonisti di stare lontani dai guai li ha messi in contrasto
con vari nuovi gruppi di cattivi nella
stagione 3 di Daryl Dixon, spingendoli a rischiare la vita
per aiutare a proteggere chi ne aveva bisogno.
Le loro azioni hanno creato un
finale teso alla terza stagione di Daryl Dixon, ricca di
azione, e sebbene siano riusciti a salvare la vita a tutti i loro
amici spagnoli, ciò è avvenuto a scapito dell’unica via di ritorno
a casa. Di conseguenza, il palcoscenico è ora pronto per la quarta
stagione e AMC ha già confermato che ci sarà un altro capitolo.
The Walking Dead: la quarta
stagione di Daryl Dixon è confermata
Manuel Fernandez-Valdes/AMC
Daryl Dixon è stato
rinnovato per la quarta stagione prima dell’uscita della terza
stagione, e un annuncio al San Diego Comic-Con 2025 ha confermato
che sarebbe stata ufficialmente l’ultima. Mentre le prime due
stagioni si sono svolte prevalentemente in Francia, la quarta
stagione sembra che seguirà le orme della terza e si concentrerà
principalmente sulla Spagna.
Non c’è alcuna garanzia che il
viaggio di Carol e Daryl finirà qui, però, e con le voci insistenti
di un Walking Dead crossover show all’orizzonte, è probabile
che entrambi i personaggi torneranno dopo la conclusione dello
spin-off. Tuttavia, la coppia ha ancora un’altra avventura da
superare in Europa prima di poter iniziare a speculare sul loro
futuro, che dovrebbe essere emozionante.
Sebbene non sia stata ancora
rivelata alcuna data di uscita, le tre stagioni precedenti sono
state tutte pubblicate annualmente e, dato che sono già state
fornite alcune anticipazioni sulla quarta stagione, è altamente
probabile che l’uscita finale confermata possa avvenire nel corso
del 2026.
Ultime notizie su The Walking
Dead: Daryl Dixon Stagione 4
I dettagli sulla stagione 4 di
Daryl Dixon sono ancora limitati, ma sappiamo che sarà
ambientata in Spagna e che le riprese sono già iniziate. Un video
dietro le quinte con Norman Reedus e Melissa McBride sul set è stato
pubblicato sul canale YouTube di The Walking Dead, suggerendo che la
produzione del capitolo finale è in corso.
Sembra inoltre che le storie di
Daryl e Carol continueranno oltre questo progetto, dato che il
futuro del franchise The Walking Dead è stato anticipato dal
presidente di AMC Networks Dan McDermott, il quale ha affermato che
“è possibile che potremo vedere questo gruppo tra 15 anni”
durante un panel a cui hanno partecipato sia Reedus che
McBride.
Cosa questo significhi per la
quarta stagione è ancora sconosciuto, ma nonostante gli
innumerevoli problemi che dovranno affrontare, sembra inevitabile
che Daryl e Carol sopravvivranno al loro soggiorno in Spagna, cosa
che speriamo di scoprire prima piuttosto che poi.
Dettagli sul cast di The
Walking Dead: Daryl Dixon – Stagione 4
Dato che la serie ruota attorno ai
personaggi di Norman Reedus e Melissa McBride, oltre al fatto che
sono stati visti sul set, è lecito supporre che entrambi saranno
senza dubbio coinvolti nella quarta stagione. Purtroppo non sono
stati forniti altri dettagli sul cast, ma alcuni personaggi chiave
sembrano destinati a essere coinvolti dopo la conclusione della
terza stagione.
In primo luogo, Eduardo Noriega
tornerà probabilmente nei panni di Antonio, dato che ha
interpretato l’interesse amoroso di Carol nella terza stagione di
Daryl Dixon e che avrebbe dovuto unirsi ai protagonisti nel
loro viaggio in America. Allo stesso modo, Candela Saitta sembra
destinata a tornare nei panni di Justina, così come Hugo Arbues,
che ha interpretato il fidanzato di Justina e il figlio di Antonio,
Roberto.
Questi tre personaggi erano i
principali alleati di Daryl e Carol in Spagna, motivo per cui sono
stati accolti con favore nel viaggio oltreoceano e probabilmente
torneranno. Anche Romain Levi potrebbe avere un ruolo importante
nella quarta stagione dopo la sua apparizione in “Solaz del Mar”,
soprattutto perché il suo personaggio, Codron, è stato una parte
importante delle prime due puntate.
Óscar Jaenada riprenderà
probabilmente il ruolo di Fede, dato che è uno dei cattivi chiave
rimasti nella serie. Supponendo che i personaggi tornino alla fine
in America, sono possibili alcune apparizioni importanti in
Walking Dead, insieme a quelle di Manish Dayal e Louis Puech
Scigliuzzi, ma questi dettagli saranno probabilmente tenuti
segreti, anche con l’avanzare della stagione.
Dettagli della trama di The
Walking Dead: Daryl Dixon – Stagione 4
Dato che la stagione 3 è appena
terminata, siamo ancora lontani da una sinossi ufficiale della
stagione 4. Tuttavia, il
finale dell’ultima stagione fornisce un’idea abbastanza chiara
di cosa aspettarsi quando la serie tornerà. In primo luogo,
l’obiettivo sarà lo stesso per Daryl e Carol: lasciare la Spagna e
tornare a casa in America, ma i loro metodi potrebbero essere
diversi.
Nella terza stagione hanno lavorato
alla riparazione della loro barca, ma dopo che Fede l’ha fatta
bruciare, è difficile immaginare che ciò che ne rimane possa essere
recuperabile. Di conseguenza, probabilmente cercheranno un nuovo
modo per viaggiare oltreoceano, cosa che l’arrivo inspiegabile di
Codron in Spagna potrebbe aiutare a risolvere.
Una volta che si sarà riunito con i
protagonisti, il trio probabilmente elaborerà un nuovo piano
insieme ad Antonio, Justina e Robert, che saranno felici di aiutare
nella speranza di partire con loro. Sfortunatamente, dovranno
ancora affrontare un Fede vendicativo, oltre al potenziale ritorno
di The Walking Dead‘s Los Primitivos, che non renderà
particolarmente facile lasciare il paese.
Potrebbero anche dover affrontare
nuovi nemici come parte della loro missione, il che suggerisce che
la stagione 4 di The Walking Dead: Daryl
Dixon sarà una conclusione caotica del viaggio europeo
di Daryl iniziato nella stagione 1, ma almeno avrà molti alleati
che lo aiuteranno a realizzare finalmente il suo obiettivo nel
capitolo finale.
La vendetta è un piatto che va
servito freddo, e pochi riescono a servirlo con l’intensità
penetrante di
Liam Neeson. Famoso per le sue interpretazioni di personaggi
spinti dalla sete di vendetta, Neeson è protagonista di Un uomo
tranquillo nei panni di Nels Coxman, un cittadino onesto che
viene catapultato nel mondo della malavita in una ricerca
incessante per vendicare l’omicidio di suo figlio. Armato solo
delle sue mani e di una rabbia amara, l’autista dello spazzaneve
intraprende una brutale campagna, eliminando metodicamente i membri
della banda responsabile della misteriosa morte di suo figlio. Le
azioni di Nels suscitano l’ira di Trevor Calcote (Tom Bateman), un
boss criminale crudele e arrogante conosciuto con il nome di
“Viking”.
Viking crede che la morte dei suoi
uomini sia un attacco del leader della banda rivale dei nativi
americani “White Bull” (Tom Jackson). Nels si ritrova presto
coinvolto in una devastante guerra tra bande che deve porre fine,
per il bene della sua città e in memoria di suo figlio. Diretto da
Hans Petter Moland, il film thriller d’azione del 2019 è ambientato
in una pittoresca località sciistica del Colorado e racconta la
storia di un uomo solitario che sfida le probabilità per mettere in
ginocchio una grande organizzazione criminale, facendo sì che molti
si chiedano se l’origine della narrazione sia basata su una storia
vera.
Un uomo tranquilloè il
remake di un film norvegese
Un uomo tranquillo non è
ispirato a nessuna storia reale. Precedentemente intitolato Hard
Powder, è il remake ufficiale del film norvegese del 2014
intitolato Kraftidioten, alias In Order of Disappearance, diretto
anch’esso da Hans Petter Moland. Dopo il successo del film con
Stellan Skarsgård, il regista ha avuto
l’opportunità di portare la stessa storia a un pubblico più ampio
nel 2017. Anche se la trama intensa, le scene d’azione spietate e
la performance avvincente di Neeson nei panni di un padre
vendicativo potrebbero rendere molti curiosi di sapere se sia
basato sulla realtà, né il remake né l’originale sono basati su
alcun evento reale.
Basato su una sceneggiatura scritta
da Frank Baldwin, Un uomo tranquillo prende molto in
prestito dal materiale originale scritto da Kim Fupz Aakeson,
caratterizzato da un umorismo nero e irriverente. Con uno stile
noir nordico e una violenza vietata ai minori, l’originale ha una
regia più simile a quella di Quentin Tarantino. Un uomo
tranquillo amplifica l’umorismo e arrotonda i personaggi
rispetto all’originale, pur mantenendo la sua violenza realistica
nelle sequenze d’azione prolungate. La violenza non è rappresentata
in modo unidimensionale, ma ha un impatto sui suoi autori e su chi
li circonda, aumentando a dismisura fino a diventare una valanga
che travolge la località sciistica.
Il film utilizza lo sfondo per
esplorare abilmente le relazioni all’interno delle famiglie quando
sono messe a dura prova dalla violenza sia interna che esterna. In
Un uomo tranquillo, Nels riceve il premio “Cittadino
dell’anno” come pilastro della comunità per aver mantenuto pulite
le strade della sua città con la sua attività di spazzaneve. I
festeggiamenti vengono interrotti quando suo figlio muore per
overdose di eroina, vittima di un complotto ordito dai membri di
una banda locale. La moglie di Nels, già sconvolta dalla morte del
figlio, quando si trova di fronte alle intenzioni del marito di
scatenare una serie di omicidi, lo lascia. Viking cerca, senza
successo, di inculcare la violenza nel suo sensibile figlio Ryan,
di cui condivide la custodia con la sua ex moglie.
Vedendo i suoi uomini scomparire,
ignaro delle azioni di Nels, Viking uccide il figlio del leader
della banda rivale, White Bull. Quest’ultimo intraprende un
percorso di vendetta, chiedendo “un figlio per un figlio”. Prima
che riesca a catturare Ryan a scuola, Nels rapisce il ragazzo
ignaro, fingendo di essere un membro della banda di suo padre.
Questo fa infuriare ulteriormente Viking, che incolpa White Bull, e
ne consegue una guerra tra bande con Nels al centro. Sia Nels che
Viking soffrono per i loro matrimoni falliti una volta intrapresa
la strada degli assassini. D’altra parte, White Bull e Nels lottano
entrambi per affrontare la perdita dei loro figli e reagiscono con
intenzioni letali verso coloro che ritengono responsabili, trovando
alla fine un nemico comune in Viking.
Nonostante sia onnipotente, Viking
non riesce a tenere unita la sua famiglia, poiché suo figlio, nel
breve periodo del suo rapimento, instaura con Nels un legame più
forte di quello che ha mai avuto con lui. Moland prende un film
norvegese acclamato dalla critica sulla vendetta e lo interpreta in
modo inesorabile con Liam
Neeson, creando essenzialmente un remake efficace.
L’ambientazione taciturna che nasconde una brutale storia di
vendetta crea un contrasto terrificante e bellissimo, simile al
sangue schizzato sulla neve. Sebbene Hollywood abbia prodotto molti
film di vendetta avvincenti, la narrazione cruda e la violenza
tagliente e senza compromessi di Un uomo tranquillo
offrono ai fan un’esperienza cinematografica intensa e senza filtri
che supera i cliché del genere, lasciandoli con una risoluzione
inquietante ma catartica.
Il
film Last Straw è diretto da Alan
ScottNeal ed è un
thriller di atmosfera claustrofobica ambientato quasi
interamente in un piccolo diner di campagna. Il genere si inserisce
nel filone del “siege thriller” moderno (di cui fanno parte anche
The
Strangers – Capitolo 1 e La notte del giudizio): una situazione ordinaria — una
giovane cameriera che copre un turno di notte — si trasforma in un
incubo quando un gruppo di assassini mascherati scende sul locale e
dà il via a una notte di terrore. La protagonista, Nancy, deve così
affrontare la paura, la solitudine e l’istinto di sopravvivenza,
mettendo in gioco tutto per difendersi.
Tra i temi trattati dal film emergono la vulnerabilità individuale,
la violenza improvvisa e la lotta per la sopravvivenza in
condizioni estreme, nonché la solitudine psicologica e il caos che
si scatena quando il senso di sicurezza viene infranto. Anche se si
tratta di un prodotto indipendente e a basso budget, Last
Straw ha ricevuto attenzione critica per l’abilità di
creare tensione e atmosfere tese, sfruttando location ristrette e
un cast ridotto. Nel resto dell’articolo si proporrà una
spiegazione del finale, analizzando come si chiude il racconto e
cosa il film intende comunicare realmente attraverso la sua
conclusione.
Cosa succede nel film?
Last Straw inizia
in una tavola calda chiamata Fat Bottom Bistro e, dall’aspetto, ci
si rende conto che qui sono successe molte cose. C’è sangue ovunque
e si intravedono anche diversi cadaveri. Si sente la voce di un
ragazzo di nome Jake Collins che chiama il 911 e
chiede aiuto, mentre la sua amica Nancy giace sul
pavimento coperta di sangue. La narrazione torna poi indietro di
ventiquattro ore. La giornata di Nancy inizia con il suo risveglio
in mezzo al nulla e poi con un test di gravidanza che risulta
positivo. Da una conversazione con la sua amica
Tabitha, ci rendiamo conto che non ne è
particolarmente entusiasta e che non sa chi sia il padre.
Poco dopo, mentre sta andando al
lavoro (alla tavola calda), la sua auto si guasta, quindi inizia ad
andare a piedi. Per fortuna, dopo un po’ arriva il suo collega
Bobby e Nancy ottiene un passaggio sulla sua moto.
Bobby sembra essere innamorato di Nancy, ma lei
chiaramente non ricambia i suoi sentimenti. La tavola calda è di
proprietà del padre di Nancy, Edward, che è
entusiasta di un importante appuntamento che ha in programma per la
sera. Quindi Nancy deve occuparsi della tavola calda durante la
notte, cosa che non vuole assolutamente fare, dato che ha anche dei
programmi con Tabitha.
Ma non può sottrarsi alle sue
responsabilità, dato che ora è la manager, un fatto su cui Edward
insiste un po’ troppo. Le cose peggiorano ulteriormente per Nancy
quando Edward le fa sapere che Jake, un ragazzo che lavora alla
tavola calda, sarà con lei durante il turno di notte. Nancy,
infatti, trova Jake inquietante, ma Edward non se ne preoccupa
affatto. Jake è praticamente il suo braccio destro, di cui si fida
ciecamente, chiaramente più che di sua figlia. A questo punto è
abbastanza chiaro che gli uomini in questo film sono o idioti, o
inquietanti, o dei veri e propri cretini. Anche Bobby, che si
definisce “il bravo ragazzo”, alla fine non risulta poi così
bravo.
Taylor Kowalski è Jake in Last Straw
Cosa succede dopo durante la
notte?
Sappiamo già dalla scena iniziale
che al Fat Bottom Bistro si scatenerà l’inferno, quindi l’intero secondo atto di Last
Straw consiste fondamentalmente nell’attesa che ciò
accada. Tutto inizia con un gruppo di adolescenti odiosi che
molestano Nancy indossando maschere da clown spaventose e portando
carcasse di animali all’interno della tavola calda. Nancy gestisce
la situazione, ma è anche arrabbiata con il suo staff per non
averla aiutata affatto. Diventa evidente che lo staff, guidato da
Jake, mina la sua autorità, principalmente perché lei è più giovane
di loro, è una donna ed è diventata la loro manager solo perché suo
padre è il proprietario del locale.
Molto di ciò che accade dopo
avrebbe potuto essere evitato se Nancy non avesse licenziato Jake
all’improvviso e avesse semplicemente lasciato passare la giornata,
ma il ragazzo se lo meritava. Fin dal primo momento, Jake è stato
intollerabile e la decisione di Nancy di licenziarlo è del tutto
giustificabile. Tuttavia, Jake se la prende prima con gli odiosi
adolescenti, che stavano pensando agli affari loro. Li incolpa per
il suo licenziamento e finisce per ucciderne uno. Suo fratello
Pete, un ragazzo mite che farebbe qualsiasi cosa
Jake gli chieda senza discutere, impugna una pistola con le mani
tremanti mentre Jake compie il misfatto.
Successivamente, Jake si avvicina a
Bobby e Coop. Vuole andare alla tavola calda e
spaventare Nancy. Coop non prova alcun affetto per Nancy, quindi si
convince facilmente, e Bobby ne ha abbastanza di fare il bravo
ragazzo: tanto con Nancy non otterrà nulla. Così la banda dei
quattro va alla tavola calda per fare le tipiche cose terribili che
fanno gli uomini e dare luogo ad una notte d’inferno. Pensando che
sopraffare Nancy, tutta sola, sarà estremamente semplice. Ciò che
non sanno, però, è che lei è pronta a rivelarsi una tipa molto più
tosta del previsto.
Nancy, con la scoperta della
gravidanza, il malessere inopportuno, gli adolescenti odiosi e le
buffonate inquietanti di Jake, ha già avuto una giornata terribile.
Ma quando Jake e compagni attaccano la tavola calda, indossando le
spaventose maschere da clown che Jake ha preso agli adolescenti,
Nancy fa la cosa più logica, ovvero chiamare la polizia. Anche il
poliziotto, un uomo di mezza età dall’aria scontenta, non esita a
controllarla in una situazione del genere. Tuttavia, vuole aiutare
e, nel momento in cui Nancy gli dice che gli aggressori sono
arrivati in motorino, si allarma.
Jessica Belkin è Nancy in Last Straw
Purtroppo, in film come questo, il
poliziotto solitario muore nove volte su dieci, e la posta in gioco
non può che aumentare se Nancy si trova da sola contro il mondo
crudele. Bobby cambia però idea e passa definitivamente dalla parte
di Nancy, ma questo gli costa la vita per mano di Jake. Il povero
Pete viene invece pugnalato da Nancy; infatti, è in quel momento
che lei finalmente capisce che sono i suoi ex colleghi di lavoro a
volersi vendicare di lei e non il gruppo di adolescenti di prima.
L’ambientazione del film in una tavola calda le offre l’opportunità
di usare la friggitrice su Coop.
Alla fine, però, è una lotta tra
Jake e Nancy in cui entrambi si pugnalano a vicenda, ma Jake sembra
avere la meglio su Nancy. La telefonata che Jake ha fatto
all’inizio del film è ovviamente un tentativo di crearsi un alibi e
farla franca. E probabilmente ci sarebbe riuscito se fosse davvero
riuscito a uccidere Nancy. Non sapeva però che la ragazza si era
abilmente imbottita di bistecche, sia davanti che dietro. È così
abbastanza intelligente da riuscire in questa impresa, che alla
fine le permette di alzarsi, guidare l’auto della polizia fino alla
residenza di Jake e occuparsi di lui.
Sulla strada del ritorno alla
tavola calda, però, cade a terra, ma suo padre è finalmente
arrivato. Si ha a questo punto un altro flashback del giorno prima,
in cui Nancy rivela a Tabitha di sentirsi bloccata nella vita, di
non poter vivere liberamente e di avere paura che suo padre scopra
della sua gravidanza. Ma le ultime ventiquattro ore l’hanno
sicuramente cambiata, e non esita a pronunciare la frase “il
mio bambino” a Edward mentre lui la controlla. Nancy
sopravviverà? Sembra proprio di sì. Ciò che conta è che Nancy abbia
finalmente preso il controllo della propria vita e si assicuri che
nessuno la calpesti mai più.
Cosa ci lascia il finale di Last
Straw
Last Straw
trasmette così un messaggio chiaro sulla resilienza e
l’autodeterminazione: Nancy, affrontando violenza e pericoli in
circostanze estreme, dimostra come sia possibile non solo
sopravvivere, ma anche affermare la propria dignità e controllo. Il
film mette in luce le dinamiche di potere e tradimento, mostrando
che astuzia, ingegno e coraggio possono ribaltare situazioni
apparentemente senza via d’uscita. La tensione e il conflitto
servono a evidenziare la forza interiore necessaria per proteggere
se stessi e gli altri. In ultima analisi, la storia celebra la
capacità di reagire alle avversità senza rinunciare alla libertà e
alla propria integrità.
La Llorona – Le lacrime del male (qui
la recensione) è il sesto capitolo dell’universo
cinematografico di Conjuring prodotto da James
Wan. Il film horror paranormale, diretto dal regista
esordiente Michael Chaves, è uno spin-off della
storia principale e propone una vicenda davvero spaventosa: nel
mondo reale, la storia di La Llorona è stata raccontata a
innumerevoli bambini per spaventarli e dissuaderli dal comportarsi
male. Per chi cerca di capire il folklore secolare e il posto
del film nell’universo di Conjuring, analizziamo l’atto conclusivo
del film in questa spiegazione del finale di La Llorona –
Le lacrime del male.
La maledizione si scatena
Anna Garcia
(Linda Cardellini), madre vedova di due figli, è
un’assistente sociale che fatica a conciliare la sua vita personale
e quella professionale. Le cose diventano più difficili per Anna
dopo che viene coinvolta in uno strano caso che riguarda due
bambini e una madre apparentemente instabile. Trova i bambini in un
armadio, malconci, spaventati e confusi, e dopo che la madre
aggredisce Anna, vengono allontanati dalla custodia della donna. Ma
il caso non è così chiaro come sembra: poco dopo che i bambini sono
stati collocati in un alloggio temporaneo, vengono annegati in un
fiume vicino.
La madre in lutto incolpa Anna per
la morte dei suoi figli, sostenendo che, intervenendo, Anna ha
permesso allo spirito maligno La Llorona di rapirli e ucciderli.
Sfortunatamente per Anna, lo spirito si attacca ora ai suoi due
figli, provocando un’ossessione che lascia la famiglia in una
situazione disperata. L’aiuto arriva sotto forma di Rafael
Olvera (Raymond Cruz), un ex prete con le
capacità necessarie per scacciare La Llorona. Dopo molti incontri
ravvicinati con lo spirito, questo viene finalmente sconfitto
quando Anna la pugnala al cuore con una croce appositamente
realizzata. Rafael lascia la famiglia mentre questa torna a casa,
finalmente libera dalla presenza dello spirito vendicativo.
Una madre in cerca di
salvezza
Quando La Llorona inizia a prendere
di mira e a perseguitare i figli di Anna, lei deve fare i conti con
i pericoli che minacciano la sua famiglia. Cerca l’aiuto della
chiesa, ma scopre che, affinché l’aiuto arrivi in tempo per salvare
i suoi figli, potrebbe dover affidare la sicurezza della sua
famiglia nelle mani di un guaritore spirituale. Anna accenna al
fatto di non essere molto religiosa. In risposta, le viene detto
che non è necessario essere religiosi per avere fede, che è ciò di
cui avrà davvero bisogno per sconfiggere La Llorona.
Linda Cardellini
ha commentato la crescita del personaggio di Anna, affermando che
impara che la capacità di superare una situazione difficile non
sempre deriva dalla ragione o dalla razionalità. Al contrario, può
derivare da “generazioni di leggende e tradizioni tramandate,
dall’affidarsi agli altri e da una sorta di destino. Deve cercare
dentro di sé e avere una qualche forma di fede”. Sebbene il
film cerchi di discutere la fede di Anna e la sua necessità di
abbracciarla, Anna non subisce grandi cambiamenti dall’inizio alla
fine. Il personaggio di Anna non usa mai la fede come strumento
contro La Llorona, né discute effettivamente alcun cambiamento
nelle credenze che potrebbero influenzare il suo carattere.
Lo sciamano che guarisce con la
fede
Una volta che Anna è certa che lei
e la sua famiglia sono in grave pericolo, il guaritore e sciamano
Rafael diventa una figura chiave nella lotta contro La Llorona.
Dopo aver lasciato il sacerdozio, Rafael si è dedicato a metodi
alternativi e più naturali per guarire e aiutare le persone. I suoi
strumenti non sono ostie e vino, ma tinture e barattoli contenenti
sostanze misteriose. Nonostante sia passato a metodi più mistici
per affrontare gli spiriti oscuri, Rafael non ha mai perso la fede,
in linea con l’ideologia del film che invita ad abbracciare la fede
per sconfiggere il male.
Quando Rafael decide di aiutare
Anna a sconfiggere La Llorona, inizialmente dice ai suoi figli che
non prova alcuna paura di affrontare lo spirito maligno. Tuttavia,
dopo che La Llorona è stata finalmente sconfitta, è in grado di
ammettere di aver avuto paura durante la prova. Anche se alla fine
Rafael mostra un po’ di vulnerabilità, l’impatto di questo
cambiamento è estremamente minore e di breve durata. Dopo aver
ammesso di aver provato paura, la minimizza dicendo: “Non
proprio”.
La sua risposta rende discutibile
se il suo personaggio abbia subito una reale crescita: Rafael
rimane relativamente lo stesso per tutto il film e gli eventi che
si verificano non sembrano averlo cambiato in modo significativo.
Sebbene Rafael offra una certa prospettiva su La Llorona e
contribuisca a sconfiggerla, il suo potenziale come personaggio
unico e potenzialmente interessante rimane in gran parte
inesplorato a causa del suo arrivo tardivo, della sua rapida
partenza e della sua mancanza di accessibilità emotiva.
La leggenda di La Llorona
La storia di La Llorona, conosciuta
anche come “La donna che piange”, affonda le sue radici nel
folklore messicano. Sebbene l’origine della storia non sia del
tutto certa ed esistano diverse versioni, l’idea generale è la
stessa in tutte. In un’intervista con AMC, Michael
Chaves ha osservato: “La Llorona era un tempo un
essere umano e la sua è una storia molto tragica. O è stata vittima
di un torto, o suo marito è scappato con una donna più giovane, o
ci sono altre varianti della storia. Ma si tratta di un momento di
rabbia o follia che potrebbe perseguitarti per il resto della tua
vita“.
La versione utilizzata nel film è
incentrata su una bella donna di nome Maria, che sposa un uomo
ricco che si innamora di lei nonostante il suo status sociale
inferiore. Questo amore però non dura e il marito di Maria alla
fine annuncia la sua intenzione di lasciarla per una donna più
giovane. Per vendicarsi, Maria annega i suoi figli per vendicarsi
del marito. Dopo aver commesso l’omicidio, Maria torna in sé e si
rende conto dell’orribile crimine che ha commesso. Nel suo dolore,
annega anche se stessa. La leggenda narra che a Maria fu negato
l’ingresso in paradiso a causa delle sue azioni, lasciando il suo
spirito bloccato in uno stato di limbo. Da allora Maria rapisce e
uccide bambini vivi che scambia per i propri.
Come La Llorona si inserisce
nell’universo di Conjuring
La Llorona – Le lacrime del
male, come si diceva, è uno spin-off di The
Conjuring ma non è direttamente collegato alle narrazioni
degli altri film di questo universo narrativo. Tuttavia, presenta
alcuni volti familiari. Dopo che Anna e la sua famiglia iniziano a
soffrire per mano di La Llorona, lei si rivolge alla guida di padre
Perez (Tony Amendola). Perez è lo stesso prete che
i fan hanno visto nella serie Annabelle,
e fa anche un riferimento indiretto alla bambola demoniaca, dicendo
che la sua fede nel soprannaturale si è rafforzata dopo aver
incontrato una “bambola malvagia”.
Questo conferma il legame di
La Llorona – Le lacrime del male con la più ampia
serie Conjuring. A parte Perez e la breve apparizione con
alcune clip della bambola Annabelle, il film è però un’esperienza a sé
stante, leggermente collegato alla narrazione generale ma separato
dagli altri capitoli dell’universo di Conjuring, comprese le serie
Annabelle e The Nun. Ad oggi si tratta di un
unicum nella saga e tale è rimasto per diversi anni. Ora è però in
sviluppo un sequel, The Revenge of La Llorona, che
vedrà il ritorno Raymond Cruz. Al momento non è
però nota la data di uscita in sala.