Nato dalla penna di Lee Child, il personaggio di Jack Reacher, un ex maggiore del Corpo di polizia militare dell’esercito degli Stati Uniti, è stato dal 1997 ad oggi protagonista di ben 26 romanzi. Divenuto uno dei più celebri del genere crime, è poi stato portato anche al cinema in due occasioni con Jack Reacher – La prova decisiva (2012) e Jack Reacher – Punto di non ritorno (2016), dove ad interpretarlo vi era Tom Cruise. Dopo questi due lungometraggi, tuttavia, Child affermò che il personaggio e le sue storie avrebbero trovato maggior soddisfazione con una serie televisiva. A giudicare da ciò che Reacher (questo il titolo della serie) regala ai suoi spettatori, lo scrittore aveva pienamente ragione.
Questa prima stagione, composta da 8 episodi, è basata sul primo romanzo della serie, Killing Floor e vedere Reacher (interpretato da Alan Ritchson) fare ritorno nella città rurale di Margrave, in Georgia. Non appena vi mette piede, però, viene subito arrestato e accusato di un omicidio verificatosi nelle stesse ore del suo arrivo. Quando maggiori dettagli di questo delitto iniziano ad emergere, Reacher viene scagionato ma è ormai troppo dentro la faccenda per non prendere parte alle ricerche della polizia. Quello che inizialmente sembrava essere per lui un caso come un altro diventa invece una vicenda personale quando scopre che ad essere stato ucciso è suo fratello Joe, il quale stava indagando su dei misteriosi traffici illegali a Margrave.
Reacher: poca azione, molta tensione
Come i fan del personaggio sapranno, Jack Reacher è noto principalmente per il suo possente fisico, metafora della sua forza inarrestabile ma anche della sua vasta intelligenza e preparazione ad ogni evenienza. Con questa serie si ridona dunque al personaggio questa sua caratteristica grazie ad Alan Ritchson, attore che sfoggia qui un corpo talmente muscoloso da distrarre in più occasioni dal racconto. Tale fisico è il sogno di ogni interprete di opere d’azione, eppure qui è collocato in un contesto dove questo elemento tende ad essere quasi messo da parte. Rispetto ai due film con Cruise, infatti, Reacher, ideata da Nick Santora, si configura maggiormente come un puro crime.
Tra il contesto rurale e una serie di macabri crimini da risolvere, il pensiero va subito alla prima ineguagliata stagione di True Detective. Il modello sembra infatti essere proprio quello, anche se sin da subito viene fatto intuire che dietro le apparenze si nasconde molto altro. Più il racconto procede, più ci si addentra in un sottobosco ricco di personaggi malsani e affari sporchi. Elementi che si pongono in aperto contrasto con la rigida moralità di Reacher, un uomo che si prende cura degli animali e non dimentica di fare la raccolta differenziata. Lo spettatore è dunque chiamato a prestare grande attenzione a ciò che avviene, seguendo ogni sviluppo delle indagini per poter giungere alla soluzione insieme ai protagonisti.
Così costruita, la serie
sembra dunque avere le carte in regola per attrarre non solo gli
appassionati del personaggio ma anche gli amanti di questo genere
di racconti thriller. Nel mantenersi particolarmente fedeli al
romanzo, inoltre, gli sceneggiatori trovano il giusto equilibrio
tra i tanti eventi da raccontare, donando ad ognuno la giusta
importanza all’interno del racconto complessivo. Difficilmente si
proverà dunque la sensazione di non avere tutti i tasselli del
puzzle a disposizione o di passare da una situazione all’altra in
modo forzato. Al contrario, Reacher è un vero piacere
da guardare e il merito è per buona parte del suo protagonista.
Reacher: la recensione della serie
Alan Ritchson, noto per aver recitato nei panni di Aquaman in Smallville e in quelli di Raffaello nel film Teenage Mutant Ninja Turtles, dimostra di essere l’interprete giusto sin dalle primissime inquadrature. Si potrebbe pensare che il suo fisico possente lo renda di conseguenza anche un po’ ingessato, ma l’attore dimostra invece non solo una grande scioltezza nell’adattarsi alle situazioni quanto anche una perfetta padronanza del personaggio. Egli riesce a risultare genuinamente divertente e ironico, ma ovviamente anche minaccioso e violento. L’attore dona così una gamma di sfumature al personaggio, il quale davvero diventa il principale motivo di interesse della serie.
In conclusione, dunque, Reacher punta evidentemente ad essere una serie diversa dai tanti titoli simili. Mescolando al suo interno diversi generi, sempre bilanciandoli a dovere, si genera così un racconto appassionante e coinvolgente, che offre numerosi momenti memorabili. Tra il carisma del suo protagonista e il complesso caso in cui si trova coinvolto si avrà infatti molto da apprezzare. È così che una serie si dimostra davvero essere il formato ideale per la storia pensata da Child, ricca di suggestioni visive e pervasa da un’atmosfera che trova qui modo di esprimersi al meglio.




Quando Emma e Peter si
incontrano c’è una cosa che li fa legare immediatamente: sono
entrambi stati lasciati nello stesso weekend dai rispettivi
partner. Si dice “mal comune mezzo gaudio”, ma la loro
autocommiserazione prende una strana piega quando scoprono sui
social che i rispettivi partner sono già andati avanti. Sulla
trentina e terrorizzati di aver perso la loro unica possibilità di
vivere felici e contenti, i due escogitano un piano disperato per
porre fine alle nuove relazioni dei loro ex e riconquistarli. Con
Charlie Day, Jenny Slate, Gina
Rodriguez e
Vivien (
La trilogia di film che
racconta il complesso rapporto amoroso tra Tessa (









Possiamo vedere Reva
Connors in alcuni episodi di due serie
Netflix: Luke Cage e Jessica
Jones. Nella propria serie, Jones, sotto il
controllo mentale di Kilgrave, finisce per uccidere
Connors.
Non è solo uno dei migliori
criminali dei fumetti di Daredevil, Kilgrave è
uno dei più temibili cattivi dell’universo Marvel
per Netflix. Usando i suoi poteri di controllo
mentale per piegare gli altri al suo volere,
spinge Jessica Jones oltre suoi limiti, per poi
venire ucciso dalla stessa Jones nel finale della prima
stagione.
Il protagonista della serie
Legata al personaggio
descritto sopra, Frank Castle, c’è la sua famiglia. In
The Punisher, i tre membri in foto vengono tutti uccisi a
Central Park. La morte violenta della famiglia rimane un importante
punto di svolta per Frank che, essenzialmente per
dolore e per rabbia, diventa Il Punitore.
Elektra è uno dei
personaggi più famosi associati a Daredevil, e senza
dubbio i fan della Marvel apprezzerebbero il suo
debutto nella MCU. Con la sua morte alla fine
della prima stagione di The Defenders, però, non c’è quasi
nessuna possibilità che possa apparire in futuri progetti
Marvel.
Nella serie
Netflix The Punisher, sono pochi i
personaggi bianchi o neri, buoni o cattivi: dominano le sfumature
di grigio. Un’eccezione è Sam Stain, l’agente della
Sicurezza Nazionale. Stein è la cosa più vicina a un eroe
a tutto tondo e ciò rende la sua morte ancora più tragica.
Con la recente apparizione
di Daredevil in Spider-Man, i fan si stanno già
chiedendo quali elementi della storia dell’eroe saranno incorporati
in altri progetti MCU. Ad esempio, sarà
affascinante vedere come la Marvel pensa di
rappresentare il rapporto di Matt Murdock con
Stick, sua figura di riferimento, quasi paterna.



















