Anche se Netflix deve ancora ufficialmente rinnovare The
Sandman di Neil Gaiman per la
seconda stagione, ha appena offerto ai fan della nuova serie TV un
episodio “bonus” a sorpresa con le guest star Sandra Oh,
James McAvoy, David Tennant e
Michele Sheen.
In uscita venerdì alle a
mezzanotte, esattamente due settimane dopo il lancio dei primi 10
episodi, la nuova puntata della prima stagione di The Sandman è un episodio ibrido
live-action/animato che adatta due storie delle graphic novel di
Gaiman: “Il sogno di mille gatti” e “Calliope”.
Il sogno di mille
gatti è la parte animata e vede Tom
Sturridge nel suo ruolo di Sogno, oltre a membri del cast
vocale come Sandra Oh come Il Profeta,
Rosie Day come The Tabby Kitten, David
Gyasi come The Grey Cat, Joe Lycett come
The Black Cat, Gaiman stesso come Crow/Skull Bird,
McAvoy come Golden-Haired Man, David
Tennant come Don, Georgia Tennant come
Laura Lynn, Sheen come Paul, Anna
Lundberg come Marion, Nonso Anozie come
Wyvern , Diane Morgan come Grifone e Tom
Wu come Ippogrifo.
I fan di Gaiman ricorderanno che
McAvoy dà la voce a Sogno nell’adattamento di “The Sandman” di
Audible, mentre Sheen fa la voce di Lucifero, che è interpretato da
Gwendoline Christie nella serie Netflix, e Tennant
dà la voce a Loki. Sheen e Tennant recitano anche in un altro
adattamento da libro a TV di Gaiman, “Good Omens” di Amazon Prime Video.
I cosiddetti legal thriller
sono certamente una delle sottocategorie più affascinanti di quel
vasto e sfaccettato genere che è il thriller. Numerosi sono i
titoli che nel corso degli anni hanno fatto la fortuna di questo,
portando le storie di avvocati, processi o questioni legate al
mondo giudiziario a ritagliarsi il proprio posto di rilievo nel
mercato cinematografico. Titoli come Il rapporto Pelican,
Presunto innocente e
Il cliente sono solo alcuni
dei titoli più famosi. Negli anni Novanta, in particolare, in molti
cercavano di dar vita ad un buon film di questo genere. Tra i vari
tentativi si annovera anche Facile
preda.
Diretto nel 1995 da Andrew
Sipes, il film è liberamente ispirato all’omonimo romanzo
di Paula Gosling, che già nel 1986 aveva ispirato
il film Cobra, con Sylvester
Stallone. Facile preda tuttavia non riuscì a
replicare il successo ottenuto da altri più noti film di questo
genere. Scritto da Charlie Fletcher, il film venne
in particolare indicato come un thriller involontariamente
divertente e segnali di ciò erano emersi già durante le prime
proiezioni di prova. Nonostante alcuni tagli e rimontaggi apportati
in seguito a queste, il film non riuscì a salvarsi dall’essere un
sonoro flop al box office.
Negli anni si è tuttavia affermato
come un vero e proprio scult, conquistando una fama a cui gli
autori di certo non aspiravano. Per chi ama il genere, e Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Facile preda: la trama del film
Protagonista del film è
Kathryn “Kate” McQuean, un avvocato di Miami che,
nel corso di una procedura di divorzio, tenta di acquisire per una
sua cliente un mercantile di 157 piedi attraccato al largo della
costa della Florida al posto di alimenti non pagati. Il mercantile,
di proprietà del criminale Emilio Juantorena, è
però l’attuale base operativa di Ilya Pavel Kazak,
un ex agente del KGB che è diventato un esperto internazionale di
riciclaggio di denaro ed è diventato anche il leader di un gruppo
di membri ribelli del KGB, tra cui Stefan,
Leonide“Hacker” Volkov,
Navigator, Rosa e
Zhuko.
Quando, in modo intimidatorio, Kate
viene colpita accidentalmente da un proiettile, entra in azione il
detective Max Kirkpatrick, il quale è ora
incaricato di proteggere la donna da ogni possibile pericolo. Ma
quello era solo un avvertimento. Kazak sta infatti
organizzando ora un attentato vero e proprio alla vita
dell’avvocatessa. Per prevenirlo, Max dovrà fare affidamento su
tutte le sue risorse, convincendo Kathryn a fidarsi di lui. Più la
situazione si farà pericolosa, più il loro rapporto si stringerà,
facendo emergere una serie di verità sul caso di non poco
conto.
Facile preda: il cast del film
Ad interpretare il ruolo
dell’avvocatessa Kathryn McQuean vi è la modella Cindy
Crawford, qui al suo primo ruolo da protagonista.
Famosissima in quegli anni, la Crawford non voleva accettare la
parte, non avendo interessi a lavorare come attrice. Dopo le
numerose insistenze dei produttori, però, finì per accettare. In
seguito, la modella si disse particolarmente delusa dalle critiche
rivolte al film, molte delle quali sostenevano la sua non
credibilità come avvocatessa. Prima di lei, per la parte, erano
state considerate anche le attrici Julianne Moore, Geena
Davis e Drew Barrymore, le quali però
rinunciarono in quanto impegnate con altri progetti.
Nel ruolo del detective Max
Kirkpatrick doveva inizialmente esserci anche in questo caso
Stallone, ma l’attore preferì rinunciare al ruolo e dopo di lui
anche Keanu Reeves
preferì declinare l’offerta. La parte è poi stata affidata a
William Baldwin. L’attore Steven
Berkoff interpreta il colonnello Ilya Pavel Kazak, mentre
Miguel Sandoval è Emilio Juantorena.
Christopher McDonald, conosciuto per i suoi ruoli
da arrogante, interpreta invece il tenente Meyerson. Nel film
compare poi anche Salma Hayek, nel ruolo
di Rita, l’ex fidanzata di Max. Originariamente il ruolo era
interpretato da Elizabeth Peña, la quale fu però
licenziata. La Hayek assunse allora il ruolo solo a condizione di
poter personalmente riscrivere le proprie scene.
Facile preda: il trailer e
dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Facile
preda è infatti disponibile nei cataloghi di
Google Play e Apple iTunes. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 18 agosto alle ore 21:00
sul canale Iris.
La serie di The
Flash, in onda sulla CW, sta per terminare
e questo segnerà ufficialmente la conclusione dell’Arrowverse.
Ma per i fan dello show, o dell’Universo
DC in generale, ci sono un mucchio di storyline
emozionanti dei fumetti da continuare a esplorare, che vedono il
Velocista Scarlatto in azione.
Lo show per il piccolo schermo ha
attinto da molti di questi elementi familiari e le future
iterazioni del personaggio si concentreranno sicuramente su alcune
di queste narrazioni per dare il meglio all’eroe. Questi archi
dimostrano chi è Flash come personaggio, lo
avvicinano ai suoi alleati supereroi o presentano una varietà dei
cattivi più problematici che Barry Allen abbia mai
dovuto affrontare.
Le origini
La storia delle origini di
ogni supereroe è fondamentale per comprendere il personaggio nelle
interazioni successive. Nel caso di Barry Allen,
nel corso degli anni sono stati apportati numerosi aggiornamenti
rispetto al suo debutto iniziale, dal ruolo di
Reverse-Flash all’impatto che il cambiamento della
sua realtà potrebbe avere sull’intero Universo
DC.
La prima apparizione di
Barry era semplice ed efficace, tanto da essere
rimasta invariata da allora. La narrazione vedeva
Barry nei panni di uno scienziato (poi aggiornato
a scienziato forense) che veniva colpito da un fulmine, circondato
da sostanze chimiche. Il numero 4 di Showcase, realizzato
nel 1956 dallo scrittore Robert Kanigher e dal disegnatore
Carmine Infantino, diede inizio a qualcosa di
veramente speciale in termini di caratterizzazione e design.
Flashpoint
Flashpoint è stato
un crossover a fumetti del 2011, in gran parte supervisionato dallo
scrittore Geoff Johns e dall’artista Andy
Kubert. La storia vedeva Flash usare
finalmente i suoi poteri di viaggio nel tempo per cercare di
riparare agli errori del suo passato, con terribili conseguenze.
Barry pensava davvero di poter proteggere sua
madre dalla sua tragica morte, ma manipolare la storia non è mai
così facile per lui.
Questa svolta ha cambiato per sempre
l’Universo
DC. È un’esplorazione personale di ciò che
Barry desidera di più al mondo e di quanto debba
essere consapevole della portata delle sue capacità, ma è stato
anche un punto di svolta per la DC come marchio,
che ha usato la storia come un modo per rilanciare i propri titoli
ed eroi più richiesti.
Blitz
Lo scrittore Geoff
Johns e l’artista Scott Kolins si sono
uniti per produrre una serie di brillanti storie su Wally
West, che ha sostituito Allen come Flash
per un lungo periodo. Blitz, nel 2003, è stata una delle
loro narrazioni più importanti, con una serie durata ben 9 numeri;
questa trama è stata particolarmente apprezzata per l’introduzione
di un nuovo cattivo.
La CW ha certamente “rubato” da
Blitz, che ha visto il debutto di Hunter
Zolomon, che in seguito sarebbe stato presentato come il
velocista Zoom. Questa storyline mette alla prova
Wally dal punto di vista emotivo, mentre lotta per
affrontare la trasformazione del suo amico e, dal punto di vista
fisico, mentre affronta il blocco della velocità che lo
tormenta.
La morte di Iris West
Le morti nei fumetti sono
comuni, ma l’uccisione di un personaggio come Iris
West è certamente un evento che cambia le carte in tavola.
È esattamente quello che è successo in The Death Of Iris
West, dello scrittore Cary Bates e del
disegnatore Irv Novick. In 15 numeri, tra il 1979
e il 1980, nemmeno Barry riuscì a sfuggire al destino della sua
compagna.
Con guest star brillanti e un
mistero commovente, Barry continua a dare la
caccia all’assassino di sua moglie mentre si trova nel momento più
basso della sua carriera. Si tratta di un thriller poliziesco e di
un’esplorazione molto umana, che ha contribuito a influenzare una
narrazione simile nell’Arrowverse.
Rogue War
Flash ha
una delle migliori rogues gallery di tutti i fumetti. Ironicamente,
molti dei suoi cattivi si sono riuniti in passato e sono stati
identificati come “i Rogues” Rogue
War è proprio questo, un conflitto tra i nemici, con la
Cometa Cremisi nel mezzo. La storia in sette parti
è uscita nel 2005 ed è stata creata dallo scrittore Geoff
Johns e dall’illustratore Howard
Porter.
Questa trama stabilisce un vero e
proprio equilibrio tra il vecchio e il nuovo, in quanto gli
antagonisti originali che i fan di Flash conoscono
così bene si scontrano con i nuovi arrivati. L’intera città è in
pericolo ed è una narrazione che mette in luce alcuni dei migliori
tropi dei fumetti di The
Flash; è un ottimo punto di partenza per avvicinare
nuovi lettori.
Flash dei due mondi
Il Multiverso è ormai parte
integrante dell’Universo
DC, ma uno dei primi casi in cui questo espediente è
stato utilizzato alla perfezione è avvenuto in Flash dei due
mondi nel 1961. Il numero 123 di The Flash, scritto da
Gardner Fox e illustrato da Carmine
Infantino, vanta persino una delle copertine più famose
della storia del fumetto.
Jay Garrick e
Barry Allen si erano già affermati come supereroi
velocisti, ma il fumetto li vide incrociarsi per la prima volta in
un momento di svolta per l’industria. Si trattò di un eccitante
cambio di ritmo che influenzò altre narrazioni crossover, fino a
confluire nella serie televisiva The Flash.
Rinascita
La serie di 6 numeri
conosciuta come Rebirth nel 2009 e 2010,
realizzata dallo scrittore Geoff Johns e dal
disegnatore Ethan Van Sciver, è testimone ancora
una volta dell’impatto di Flash sul resto
dell’Universo DC. In effetti, la storia è una parte importante
dell’arco di Barry e si collega fortemente a
Flashpoint.
Si tratta di un’esplorazione di ciò
che ha reso Barry Allen un supereroe e di un
racconto delle sue origini da un’angolazione diversa. Si ricollega
alla morte di sua madre e ridisegna il rapporto di
Flash con Reverse-Flash, che
diventa un personaggio molto più stratificato. È una “masterclass”
su tutto ciò che rende Flash famoso ed è una parte
imperdibile del suo viaggio.
Dead Heat
Non dobbiamo dimenticarci
delle avventure di Wally West come Cometa
Cremisi, e DeadHeat ha introdotto un
altro cattivo che avrebbe avuto un impatto a lungo termine sul
marchio nel suo complesso. La storia del 1995 e del 1996 è stata
creata da Mark Waid e ha coperto ben 4 numeri di
The Flash.
Ha fatto conoscere al pubblico
Savitar, un nemico spietato che ha avvicinato
Wally West ad alleati come
Impulse e Jesse Quick, entrambi
così importanti per le storie future di Flash. È
un cattivo che guadagna una maggiore profondità, regala un
sacrificio inaspettato e uno sguardo più dettagliato sulla Forza
della Velocità stessa.
Iron Heights
I fumetti autoconclusivi a
volte si spingono su nuovi terreni e continuano a rimanere impressi
nella mente dei fan. È questo il caso di Iron Heights,
ambientato all’interno della famosa prigione omonima. La storia è
stata pubblicata nel 2001 ed è stata ideata dallo scrittore
Geoff Johns e dall’artista Ethan Van
Sciver.
In una narrazione complessa che
include i Rogue, Jay Garrick e un
nuovo serial killer di nome Murmur, Barry
Allen indaga su ciò che accade dietro le porte chiuse
della prigione e affronta una malattia che si sta diffondendo
rapidamente. C’é tanta carne al fuoco, ma tutto è ripagato da una
lettura avvincente.
Force Quest
Una storia leggermente più moderna,
Force Quest è stata raccontata nel 2019 in un arco di sei
numeri realizzato dallo scrittore Joshua
Williamson e dagli artisti Jordi
Tarragona e Scott Hanna. Si tratta di
un’altra narrazione che mira a portare una nuova prospettiva alla
storia della Forza della Velocità e al potenziale cosmico dei
poteri di Flash.
La storia vede
Barry imbattersi in molteplici minacce, ognuna
delle quali sostiene di essere un rappresentante di una nuova
Forza Cosmica e dei suoi derivati: dalla
Sage Force fino alla Steel Force,
per poi introdurre anche la Strength Force, e
vengono inoltre coinvolti eroi come Fuerza per una
narrazione che avrebbe ispirato un arco narrativo simile
nell’emittente CW.
Su Disney+ si sono susseguite diverse serie
MCU: già
solo quest’anno abbiamo visto Moon Knight,
Ms. Marvel e non manca molto
all’uscita di She-Hulk. Finora, la Marvel ha
mandato in streaming i suoi show come limited series senza
stagioni successive pianificate, ma i fan
dell’MCU chiedono che i successi acclamati
tornino per altri episodi. Con l’arrivo imminente di un nuovo
show Marvel, è giunto il momento di dare
un’occhiata alle serie che meritano una stagione
2.
The Falcon And The Winter
Soldier
Nel complesso, The Falcon and the Winter
Soldier è stato uno degli show in streaming più deboli
dell’MCU. La premessa della coppia Sam e
Bucky, uniti per combattere il crimine, ha posto in
alto l’asticella, ma la serie ha faticato ad andare avanti.
Sam e Bucky non hanno condiviso lo schermo fino
al secondo episodio e, nel complesso, il duo non è stato
all’altezza del suo potenziale.
Nel finale, Sam ha assunto
il ruolo di Steve Rogers e quello che lo spettacolo
poteva includere in una seconda stagione lo vedremo nel suo film da
solista Captain America: New World Order.
WandaVision
Nella serie, Wanda di
Terra-838 ha una vita idilliaca all’interno della sitcom
che Wanda-616 ha immaginato con i suoi figli
Billy e Tommy. La prima stagione di
WandaVision ha avuto un finale abbastanza
definitivo: Wanda accetta che Visione
se n’è andato e rinuncia al suo fantasyland.
Dopo aver visto il sacrificio di
Wanda per distruggere il Darkhold in
Doctor Strange nel
Multiverso della Follia, sembra abbastanza improbabile
l’arrivo di una seconda stagione di WandaVision nel
prossimo futuro dell’MCU. Tuttavia, una
parte due potrebbe concentrarsi su
un’eventuale ricaduta di Wanda-616 nelle sue fantasie su
Terra-838…
What
If…?
La serie animata What
If…? è uno dei pochi show in streaming
MCU che in realtà ha già una seconda stagione
programmata. La prima parte è stata accolta con recensioni
contrastanti. Da un lato, lo show è stato elogiato per il livello
dell’animazione, ma per altri aspetti la narrazione su un mondo
ipotetico non è stato all’altezza della sua premessa. Proprio per
questo la serie ha bisogno di una seconda stagione.
Gli autori necessitano di un’altra
occasione per esplorare appieno le possibilità di What
If..?. Speriamo che la seconda stagione riesca a porre domande
più stimolanti…
Ms.
Marvel
La protagonista di Ms. Marvel tornerà nelle prossime avventure.
Dopo il debutto in una serie MCU a lei dedicata,
Kamala Khan avrà un ruolo al fianco di Carol
Danvers e Monica Rambeau in The
Marvels. Dal momento che Kamala sta facendo il
passo verso il grande schermo, non è del tutto necessario
che Ms. Marvel ottenga una seconda stagione.
Tuttavia, il fascino a livello
visivo e l’equilibrio perfetto tra azione eroica e school drama
meritano di proseguire in futuro. D’altronde, la prima parte ha
lasciato alcune questioni in sospeso per poter proseguire in una
potenziale seconda stagione.
Hawkeye
Jeremy Renner e Hailee Steinfeld hanno costruito un
rapporto indimenticabile nella prima stagione di Hawkeye. Sarebbe un peccato se la
Marvel non fornisse un’altra avventura al grintoso
Avenger e alla sua giovane apprendista. I due formano una
grande squadra e lo show MCU si muove in un
equilibrio formidabile tra chiacchiere spensierate e tensione
emotiva. Insomma, Hawkeye merita una seconda stagione!
Moon
Knight
L’MCU ha
annunciato fin da subito che Moon Knight sarebbe stato completamente diverso dal
resto della produzione Marvel. E così è stato: un
thriller psicologico sconvolgente che ha fatto un tuffo profondo
nella psiche e nelle personalità di Marc Spector/Steven
Grant.
La doppia interpretazione di
Oscar Isaac è stata decisamente
accattivante e merita di più di una sola stagione. La scena tra i
titoli di coda al termine della stagione 1 ha
introdotto una terza personalità: lo spietato assassino Jake
Lockley. Moon Knight ha quindi bisogno di una seconda
stagione per esplorare il personaggio di Jake
nell’MCU.
Loki
Come What If…?, Loki ha già in programma una
seconda stagione. La prima parte ha creato una divertente atmosfera
tra momenti sci-fi e buffonate della TVA e, dopo tutto,
il cliffhanger finale mozzafiato dev’essere spiegato ai
fan.
Dopo il suo confronto con la
variante di Kang “Colui che rimane“, alla
fine Lokirimane
bloccato nell’universo sbagliato. I fan non vedono l’ora di
esplorare tutte le versioni alternative del dio dispettoso nella
prossima stagione.
L’argomento è stato discusso tra i
fan di MCU per anni, ma alla fine è stato reso canonico in
She-Hulk. Nell’episodio, Jennifer Walters
(Tatiana Maslany) infastidisce suo cugino Bruce
Banner (Mark
Ruffalo) con la sua teoria su come Steve Rogers fosse
vergine quando è “morto” in Avengers: Endgame. Gli spettatori
sanno che Steve non è morto, ma il mondo del MCU crede che sia
morto, non che sia rimasto nel passato con Peggy, e Jen si lamenta
che Capitan America sia morto vergine.
La sua argomentazione è simile a
quelle che i fan hanno avanzato per anni per difendere l’idea che
Steve Rogers fosse vergine. Prima che Steve ricevesse il siero del
Super Soldato che lo ha trasformato in Capitan America, non era
troppo interessato agli appuntamenti o forse erano le donne a non
essere troppo interessate a lui, tanto che il doppio appuntamento
che gli combina il suo migliore amico Bucky Barnes (Sebastian
Stan) è un fiasco.
Quindi si crede che Steve Rogers
fosse vergine prima di ricevere il siero. Dopo, Steve è diventato
un simbolo per promuovere la guerra, poi è stato coinvolto in prima
persona nel conflitto quando Bucky è stato catturato da Hydra.
Ancora, è stato congelato nel ghiaccio per decenni e, una volta
svegliato, ha trascorso gran parte del suo tempo lavorando con i
Vendicatori o per SHIELD, prima di scappare dopo gli eventi di
Captain America: Civil
War. A causa della sua vita frenetica, Jen sostiene
che Steve Rogers non avrebbe avuto il tempo di perdere la
verginità.
All’inizio dell’episodio 1 di
She-Hulk, Jen espone la sua teoria sul fatto che Steve
Rogers sia vergine al cugino Bruce Bruce mentre sono in viaggio
insieme, ma dal momento che hanno un incidente, la discussione
viene messa da parte. Gran parte dell’episodio è dedicato a Bruce
che cerca di aiutare Jen a controllare i suoi nuovi superpoteri,
con i cugini che si scontrano quando lei decide che vuole tornare
alla sua vita normale. Ma poi la scena dei titoli di coda
dell’episodio torna alla discussione sulla verginità di Steve
Rogers con Jen che finge di essere ubriaca e si lamenta del fatto
che sia morto vergine. Stufo, Smart Hulk finalmente conferma che
Steve Rogers non era vergine e aveva perso la verginità nel
1943.
Hulk non fornisce un nome per la
persona con cui Steve è andato a letto, dice solo che Steve ha
perso la verginità con una donna mentre era nel tour USO nel 1943.
Detto questo, si può presumere che la prima volta di Steve non sia
stata con Peggy Carter (Hayley
Atwell). Ripensando alla sequenza del tour USO di
Captain America – il Primo Vendicatore, c’è una donna
bionda che sembra stordire Steve quando gli chiede un autografo –
forse è con lei che Steve è andato a letto. Finalmente, il più
grande mistero del MCU è stato svelato!
Mentre continua la produzione
dell’attesissimo sequel di Spider-Man: Into the
Spider-Verse, che sarà diviso in due parti che si
intitoleranno Spider-Man: Accross the
Spider-verseParte 1 e
Parte 2, cominciano a circolare i primi prodotti
di merchandise dal film, che, come spesso succede, offrono un primo
sguardo ad alcuni dei personaggi che vedremo nel film.
Uno di questi è Scarlet
Spider, che sarà presente nel film e che nei fumetti ha
avuto l’identità di molti personaggi. In base però al costume che
si intravede nelle immagini, supponiamo che lo Scarlet Spider del
film possa essere Ben Reilly.
Creato in un laboratorio dallo
Sciacallo, Ben era un clone di Peter Parker che ha esordito nei
fumetti come un nemico prima di diventare infine uno stretto
alleato di Spider-Man. Dopo aver debuttato in The Amazing
Spider-Man di Gerry Conway negli anni
’70, Reilly è stato apparentemente ucciso nello stesso numero, ma è
tornato anni dopo per la “Clone Saga”.
Sony Pictures Animation ha
ingaggiato Joaquim Dos
Santos(Voltron: Legendary Defender, La leggenda
di Korra), il candidato all’Oscar Kemp
Powers(Soul) e Justin
K. Thompson(Piovono polpette) per dirigere
Spider-Man: Accross the Spider-verse,
utilizzando una sceneggiatura scritta da Phil
Lord e Chris Miller (che
tornano anche come produttori insieme a Amy Pascal, Avi Arad e
Christina Steinberg) in collaborazione con David
Callaham(Shang-Chi
e La Leggenda dei Dieci Anelli, Wonder Woman
1984).
Non è stato ancora confermato, ma
sia Shameik Moore che la candidata
all’Oscar Hailee
Steinfeld dovrebbe tornare a doppiare
rispettivamente Miles Morales e Gwen Stacy. Nel sequel dovrebbero
ritornare anche gran parte degli attori che hanno prestato le loro
voci nel primo film, tra cui Jake
Johnson, Brian Tyree Henry, Lily Tomlin, Luna Lauren Velez,
Zoë Kravitz, John Mulaney,
Oscar Isaac e Kimiko Glenn. La
voce del villain sarà, in originale, doppiata da Jason
Schwartzman.
Ma mentre aspettiamo l’arrivo del
film di Ryan Coogler, facciamo un recap di quanto
visto fino a questo momento, tra film e serie Marvel, e come questi
prodotti si susseguono sulla timeline del Marvel Cinematic
Universe.
La regista di
She-Hulk, Jessica Gao, ha dichiarato
che la serie con Tatiana Maslany si svolge chiaramente dopo i fatti
di Endgame, ma “non è, tipo, anni dopo. È un periodo
relativamente breve”. Alla luce di questa informazione,
possiamo stilare una lista cronologica di quanto visto fino a
questo momento.
Ecco l’ordine cronologico di film e serie della Fase 4
Dopo tanto parlarne, finalmente il
film Ferrari di Michael Mann è
ufficialmente entrato in produzione. STX Films annuncia che il
regista ha iniziato le riprese principali del suo progetto di lunga
data e a cui lo lega una forte passione per il soggetto che
racconterà.
Su Instagram,
Michael Mann stesso ha pubblicato una foto che lo vede al lavoro
sul set di Ferrari:
Adam Driver, Penélope Cruz e Shailene Woodley si sono uniti al progetto di
Michael Mann, Ferrari. Oltre alla
regia di Mann, lo sceneggiatore di The Italian Job Kennedy
Martin scriverà la sceneggiatura basata sul libro del
1991, Enzo Ferrari: The Man and the Machine. Il prossimo
progetto sarà prodotto dalla Moto Productions di Mann insieme a PJ
van Sandwijk, John Lesher, Lars Sylvest, Thorsten Schumacher e
Gareth West, con il produttore esecutivo Niels Juuls.
Paramount ha
diffuso il trailer ufficiale di Smile,
l’atteso nuovo horror in arrivo al cinema dal 29 settembre.
Paramount Pictures presentam, in associazione con Paramount
Players, una produzione Temple Hill. Smile è scritto e diretto da
Parker Finn, prodotto da Marty Bowen, Wyck Godfrey, Isaac Klausner,
Robert Salerno, con Adam Fishbach come produttore esecutivo.
Protagonisti sono Sosie Bacon, Jessie T. Usher, Kyle
Gallner, Robin Weigert, Caitlin Stasey con Kal Penn e Rob
Morgan.
Dopo aver assistito a un traumatico
episodio che ha coinvolto una sua paziente la dottoressa Rose
Cotter viene perseguitata da strani e spaventosi fenomeni.
Assalita dal terrore che prende il sopravvento sulla sua vita, Rose
sarà costretta a confrontarsi con il suo passato per sopravvivere e
sfuggire ad una nuova e agghiacciante realtà.
Oggi 18 Agosto, dal franchise
d’animazione più importante di tutti i tempi, arriva la storia
delle origini di come il più grande super cattivo del mondo ha
incontrato per la prima volta i suoi iconici Minions, forgiato l’equipaggio più spregevole del
cinema e affrontato la forza criminale più inarrestabile mai vista
al mondo, tutto in
Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo.
Negli anni 70, molto prima di
diventare il maestro del male, Gru (il candidato
all’Oscar Steve
Carell doppiato in italiano da Max
Giusti) è solo un dodicenne di periferia, che trama di
conquistare il mondo dal suo scantinato, senza grossi risultati.
Quando Gru incontra i Minions, tra cui Kevin, Stuart, Bob e Otto –
un nuovo Minion con un apparecchio per i denti e un disperato
bisogno di compiacere – uniscono le forze come una famiglia
strampalata. Insieme, costruiscono il loro covo, sperimentando con
le loro prime armi e mettendo a segno le loro prime missioni.
Quando il famigerato super gruppo
di cattivi, i Malefici 6, spodesta il loro leader- il leggendario
lottatore Willy Krudo (vincitore dell’Oscar Alan Arkin) – Gru, loro
fan sfegatato, si reca ad un colloquio per diventare il nuovo
membro del gruppo. I Malefici 6 inizialmente non sono impressionati
dall’aspirante cattivo, ma poi Gru li supera in astuzia, facendoli
infuriare ritrovandosi ad essere improvvisamente il mortale nemico
dei più cattivi al mondo. Con Gru in fuga, i Minions cercano di
imparare l’arte del kung fu per aiutare Gru che finalmente scoprirà
che anche i cattivi a volte hanno bisogno dell’aiuto degli
amici.
Con le scene d’azione più
spettacolari nella storia di Illumination, brulicante dell’umorismo
sovversivo che contraddistingue il franchise,
Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo dà il
benvenuto ad un nuovo, entusiasmante cast stellare di voci
originali che include i Malefici 6: Taraji P. Henson nei panni di
Regina, una leader cool e sicura di sé, la cui cintura funziona
anche da mazza letale; Jean-Claude Van Damme, il nichilista Claude
Chelà, armato (letteralmente) di un gigantesco artiglio robotico;
Lucy Lawless è Monachacku, il cui tradizionale abito da suora
nasconde i suoi micidiali nunchaku; Dolph Lundgren è Svendicator,
il campione svedese di pattinaggio a rotelle, che dispensa calci ai
suoi nemici con pattini chiodati; e Danny Trejo come Mano Di Ferro,
le cui mani di ferro giganti sono una minaccia per gli altri ma
anche un peso per lui.
Il film ha come protagonista anche
Russell Brand nei panni del giovane Prof. Nefario,
un aspirante scienziato pazzo, Michelle Yeoh nei
panni di Maestra Chow, un’agopunturista abile nel kung fu, e
Julie Andrews, vincitrice dell’Oscar, che
interpreta l’egocentrica ed esasperante mamma di Gru.
Con alla guida i creatori originali
del franchise,
Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo è
prodotto da Chris Meledandri, visionario fondatore e CEO della
Illumination, insieme ai suoi collaboratori di lunga data Janet
Healy e Chris Renaud. Il film vede il ritorno alla regia di Kyle
Balda (Cattivissimo Me 3, Minions), mentre Brad Ableson (I Simpson)
e Jonathan del Val (dai film Pets – Vita
da animali) servono in veste di co-registi, e sarà
caratterizzato ancora una volta dall’iconica voce di Pierre Coffin
nei panni dei Minions, e da una pazzesca colonna sonora anni ’70
curata dal leggendario produttore musicale e vincitore dei Grammy
Jack Antonoff.
Ricco dell’umorismo sovversivo
tipico della Illumination, di autentiche emozioni, di musiche
coinvolgenti ed azione esagerata,
Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo è opera dei
creatori originali della franchise. Il film è prodotto dal
visionario fondatore e CEO della Illumination, Chris Meledandri e
dai suoi collaboratori di lunga data Janet Healy e Chris Renaud, ed
è diretto dal realizzatore della saga Kyle Balda (Cattivissimo me
3, Minions). I co-registi sono Brad Ableson (I Simpson) e Jonathan
del Val (I film Pets – Vita da animali).
Oggi 18 Agosto, dal franchise
d’animazione più importante di tutti i tempi, arriva la storia
delle origini di come il più grande super cattivo del mondo ha
incontrato per la prima volta i suoi iconici
Minions, forgiato l’equipaggio più spregevole del cinema e
affrontato la forza criminale più inarrestabile mai vista al mondo,
tutto in Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo.
Negli anni 70, molto prima di
diventare il maestro del male, Gru (il candidato
all’Oscar®Steve Carell doppiato in italiano da
Max Giusti) è solo un dodicenne di periferia, che
trama di conquistare il mondo dal suo scantinato, senza grossi
risultati. Quando Gru incontra i Minions, tra cui Kevin, Stuart, Bob e Otto – un nuovo
Minion con un apparecchio per i denti e un disperato bisogno di
compiacere – uniscono le forze come una famiglia strampalata.
Insieme, costruiscono il loro covo, sperimentando con le loro prime
armi e mettendo a segno le loro prime missioni.
Quando il famigerato super gruppo di
cattivi, i Malefici 6, spodesta il loro leader- il leggendario
lottatore Willy Krudo (vincitore dell’Oscar®Alan Arkin) – Gru, loro fan sfegatato, si reca ad
un colloquio per diventare il nuovo membro del gruppo. I Malefici 6
inizialmente non sono impressionati dall’aspirante cattivo, ma poi
Gru li supera in astuzia, facendoli infuriare ritrovandosi ad
essere improvvisamente il mortale nemico dei più cattivi al mondo.
Con Gru in fuga, i Minions cercano di imparare l’arte del kung fu
per aiutare Gru che finalmente scoprirà che anche i cattivi a volte
hanno bisogno dell’aiuto degli amici.
Con le scene d’azione più
spettacolari nella storia di Illumination,
brulicante dell’umorismo sovversivo che contraddistingue il
franchise, Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo dà
il benvenuto ad un nuovo, entusiasmante cast stellare di voci
originali che include i Malefici 6: Taraji P.
Henson nei panni di Regina, una leader cool e sicura di
sé, la cui cintura funziona anche da mazza letale;
Jean-Claude Van Damme, il nichilista Claude Chelà,
armato (letteralmente) di un gigantesco artiglio robotico;
Lucy Lawless è Monachacku, il cui tradizionale
abito da suora nasconde i suoi micidiali nunchaku; Dolph
Lundgren è Svendicator, il campione svedese di pattinaggio
a rotelle, che dispensa calci ai suoi nemici con pattini chiodati;
e Danny Trejo come Mano Di Ferro, le cui mani di
ferro giganti sono una minaccia per gli altri ma anche un peso per
lui.
Il film ha come protagonista anche
Russell Brand nei panni del giovane Prof. Nefario,
un aspirante scienziato pazzo, Michelle Yeoh nei
panni di Maestra Chow, un’agopunturista abile nel kung fu, e
Julie Andrews, vincitrice dell’Oscar®,
che interpreta l’egocentrica ed esasperante mamma di Gru.
Con alla guida i creatori originali
del franchise, Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo è
prodotto da Chris Meledandri, visionario fondatore
e CEO della Illumination, insieme ai suoi collaboratori di lunga
data Janet Healy e Chris Renaud. Il film vede il ritorno alla regia
di Kyle Balda (Cattivissimo Me 3, Minions), mentre
Brad Ableson (I Simpson) e Jonathan del Val (dai
film Pets – Vita
da animali) servono in veste di co-registi, e sarà
caratterizzato ancora una volta dall’iconica voce di Pierre Coffin
nei panni dei Minions, e da una pazzesca colonna sonora anni ’70
curata dal leggendario produttore musicale e vincitore dei Grammy
Jack Antonoff.
Ricco dell’umorismo sovversivo
tipico della Illumination, di autentiche emozioni, di musiche
coinvolgenti ed azione esagerata, Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo è
opera dei creatori originali della franchise.
Il film è prodotto dal visionario
fondatore e CEO della Illumination, Chris Meledandri e dai suoi
collaboratori di lunga data Janet Healy e Chris Renaud, ed è
diretto dal realizzatore della saga Kyle Balda (Cattivissimo me 3,
Minions). I co-registi sono Brad Ableson (I Simpson) e Jonathan del
Val (I film Pets – Vita da animali).
Il prequel de Il Trono di Spade, House of the Dragon, presenterà in primo piano
i lontani parenti di Daenerys Targaryen, ma il collegamento diretto che
c’è tra la nostra Dany, protagonista e villain della serie HBO, con
House of the Dragon potrebbe generare un
po’ di confusione. La serie prequel fornirà un ampio background
sulla famigerata storia della famiglia Targaryen, con la storia
basata sul romanzo Fuoco e Sangue di George R.R. Martin uscito nel
2018 e ambientato quasi due secoli prima degli eventi de Il Trono
di Spade. La protagonista della serie si rivela essere
Rhaenyra Targaryen, interpretata da Emma Darcy e
Milly Alcock, un personaggio che possiede molte somiglianze con la
sua lontana parente, Daenerys.
Daenerys, interpretata da
Emilia Clarke, era la figlia più
piccola nata dal re Aerys II Targaryen e dalla regina Raella
durante la ribellione di Robert Baratheon. L’ascesa al trono di
Robert segnò la fine del lungo regno della Casa Targaryen e diede
inizio agli eventi che abbiamo visto raccontati nella serie de
Il Trono di Spade. La ricerca di Daenerys per
ripristinare la gloria della sua famiglia è il punto focale
dell’acclamata serie e ha catapultato il personaggio verso
un’immensa popolarità. Nonostante le critiche al finale dello show,
l’interesse per quel mondo continua, con House of the Dragon che fornisce un ampio
approfondimento in merito alla famiglia più famosa creata da
George R.R. Martin.
A causa dell’incesto abituale all’interno dell’albero genealogico
dei Targaryen, la relazione familiare tra Daenerys e i Targaryen di
House of the Dragon è un po’ più complessa di
quanto sarebbe altrimenti. Ad esempio, re Viserys I, l’attuale re
all’inizio di House of the Dragon, è l’omonimo del
fratello maggiore di Daenery e del loro lontano bisnonno. Tuttavia,
nei libri, la figlia del re e erede designata, Rhaenyra, sposa suo
zio Daemon e ha una progenie che sale al Trono di Spade. Quindi,
sebbene Daenerys sia la lontana nipote sia di Rhaenyra che di
Daemon, i due sono anche i suoi nonni, ma renderebbe Rhaenyra anche
la sua lontana cugina, poiché Daemon è lo zio di Rhaenyra oltre che
suo marito.
L’albero genealogico della Casa
Targaryen è famosissimo, noto per aver unito i sette regni
attraverso l’uso dei draghi, ma anche per un’instabilità ereditaria
derivante dalla loro costante accoppiarsi tra consanguinei. La
storia della famiglia a Westeros inizia con Aegon I, che proveniva
dalle terre orientali e divenne il primo re della dinastia dei
Targaryen. House of The Dragon introdurrà Re Viserys I,
il quinto re Targaryen di Westeros e padre del nuovo personaggio
principale della serie, Rhaenyra, e fratello del suo oppositore,
Daemon.
Il Trono di Spade
inizia dopo che re Aerys II, il Re Folle, viene ucciso dalla
sua guardia personale, Jaime Lannister. Il Re Folle generò
tre figli, Rhaegar, Viserys e Daenerys. Daenerys, per un certo
periodo, è stata considerata l’unica Targaryen rimasta e la vera
erede del Trono di Spade fino alla rivelazione dell’identità dei
veri genitori di Jon Snow. Snow, nato con Aegon Targaryen in onore
dei suoi antenati, è attualmente l’unico membro vivente conosciuto
della sua linea familiare, dopo che ha ucciso sua zia (e
innamorata) nel finale della serie.
Nonostante i Targaryen abbiano perso
ancora una volta il loro diritto al trono alla fine de Il
Trono di Spade, House of the Dragon seguirà la famiglia nel
corso del lungo regno sui Sette Regni unificati. A giudicare dal
primo episodio della serie, che arriverà in Italia il 22 agosto,
questo prodotto potrebbe significare la riabilitazione del
personaggio di Daenerys attraverso quello di
Rhaenyra.
Gli anni Novanta sono stati un
decennio particolarmente importante per il genere thriller. In
quegli anni, infatti, hanno calcato il grande schermo alcuni titoli
particolarmente importante nel ridefinire i canoni e le
caratteristiche di tale tipologia di racconti. Tra i titoli più
importanti si annoverano Seven, Schegge di paura e
Heat – La sfida, ma vi
sono anche innumerevoli film poco citati ma ugualmente meritevoli
di attenzione. Uno di questi è Extreme Measures –
Soluzioni estreme, incentrato sul tema dell’etica dei
sacrifici a scopi medici. Uscito nel 1996, questo è diretto
da Michael Apted, regista anche
di La ragazza di Nashville e Via dall’incubo.
Extreme Measures è basato
sull’omonimo romanzo di Michael Palmer, pubblicato
nel 1991. I libri scritti da Palmer, per chi non conoscesse
l’autore, sono indicati come medical thrillers, ovvero
racconti incentrati in ambito medico. Le sue storie dunque offrono
non solo delle trame incentrate su indagini in tale contesto, ma
anche importanti riflessioni su tematiche sempre attuali
riguardanti la medicina e il suo campo di indagine. Dei suoi tanti
romanzi, Extreme Measures è ad oggi l’unico ad aver
ottenuto una trasposizione cinematografica, la quale pur
prendendosi alcune libertà rispetto al libro, rimane fedele alle
sue intenzioni.
Poco apprezzato al momento della sua
uscita, Extreme Measures ha negli anni ottenuto una
maggiore popolarità, tanto per via della vicenda narrata quanto per
la presenza di diversi attori particolarmente celebri nei panni dei
protagonisti. Per gli amanti del genere, è dunque un titolo da
riscoprire. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Extreme Measures – Soluzioni
estreme: la trama del film
Protagonista del film è il giovane
dottore Guy Luthan, da poco trasferitosi
dall’Inghilterra per lavorare nel Gramercy Hospital di Manhattan.
Quella che sembrava una sera come un’altra durante il suo turno al
pronto soccorso, si trasforma però ben presto nell’inizio di
intricato mistero. In ospedale giunge infatti un senzatetto con
gravi sintomi apparentemente inspiegabili. Nonostante i tentativi
di Guy, l’uomo muore, non prima però di aver pronunciato la parola
“Triphase”. Cercando di scoprire le cause della morte, il giove
medico arriva ad imbattersi nel famoso neurologo Lawrence
Myrick.
Le ricerche di Guy sembrano però dar
fastidio a qualcuno di importante ed è così che il giovane medico
si vede accusato di possesso di droga ed espulso dall’ospedale.
Costretto a continuare le indagini per proprio conto, Guy arriverà
ad entrare in contatto con la comunità dei senzatetto, dai quali
apprenderà delle prime significative risposte. Mentre si trova a
dover lottare per la propria vita e per poter rivelare quanto
scoperto, Guy capirà anche di non potersi fidare di tutti quelli
che gli sono intorno. La minaccia, infatti, è molto più grande di
quanto creda.
Extreme Measures – Soluzioni
estreme: il cast del film
Quando si decise di adattare il
romanzo di Palmer, il ruolo del medico Guy Luthan doveva
inizialmente essere affidato all’attore Alec
Baldwin. Al progetto si interessò però in particolar modo
l’attore Hugh Grant, il
quale aveva definito la sceneggiatura di Extreme Measures
come una delle migliori lette in quegli anni. Grant, inoltre, era
alla ricerca di un ruolo drammatico per potersi discostare dalle
tante commedie in cui aveva recitato fino a quel momento. Egli
decise inoltre di produrre il film, ricoprendo per la prima volta
tale ruolo con la sua società Simian Films.
Accanto a lui, nel ruolo del dottor
Lawrence Myrick vi è l’attore premio Oscar Gene Hackman,
affascinato dalle ambizioni del suo personaggio. Noto anche per i
suoi numerosi ruoli da cattivo, Hackman ha qui fornito l’ennesima
interpretazione particolarmente apprezzata dalla critica e dal
pubblico. L’attrice Sarah JessicaParker, in quegli anni popolare grazie alla
serie Sex and the City, interpreta invece Jodie Trammel,
infermiera amica di Guy. Gli attori David Morse e
Bill Nunn sono invece presenti nei panni
dell’agente Frank Hare e del detective Bob Burke. Nel film compare
anche l’attore J. K. Simmons,
nei panni del dottor Mingus.
Extreme Measures – Soluzioni
estreme: il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di
Extreme Measures – Soluzioni estreme
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play e
Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
mercoledì 17 agosto alle ore
21:00 sul canale Iris.
Da cinquant’anni il regista
Steven Spielberg ci ha abituato ad
opere sempre diverse, affrontando diversi generi e apportando il
suo tocco magico ad ognuno di essi. Nel 2017, nel giro di pochi
mesi, arriva in sala con due film estremamente diversi tra loro: si
tratta del fantascientifico Ready Player
One e del drammatico The
Post (qui la recensione).
Quest’ultimo è basato sulla vera vicenda dei cosiddetti “Pentagon
Papers”, i quali portarono alla luce documenti top secret relativi
alla guerra del Vietnam. Una vicenda che sconvolse gli Stati Uniti
minando la fiducia nel suo governo.
La sceneggiatura del film è scritta
da Liz Hannah e Josh Singer,
quest’ultimo già premio Oscar per Il caso
Spotlight. Giudicata una delle migliori dell’anno, quella
di The Post non ci mise molto ad arrivare tra le mani di
Spielberg, che espresse subito il suo interesse a farne un film.
Girato in tempi brevissimi, questo si è da subito affermato per la
sua capacità di raccontare un evento passato ma da cui si possono
ancora trarre lezioni per il presente. È un film dall’impostazione
molto classica, dove ogni parola e gesto vengono pesati a dovere e
dove la direzione della storia dipende, come sempre accade, da
pochi coraggiosi uomini.
Indicato dai prestigiosi Cahiers
du Cinema come uno dei migliori 10 film dell’anno, il film ha
incassato un totale di circa 180 milioni di dollari in tutto il
mondo, a fronte di un budget di 50. Si è poi affermato anche
durante la stagione dei premi, arrivando ad ottenere due nomination
ai prestigiosi Oscar, come miglior film e miglior attrice
protagonista. Con The Post Spielberg ha così dato ennesima
prova delle sue mai tramontate capacità di storyteller, sfoggiando
un talento più unico che raro. Per scoprire le curiosità relative
al cast, come anche la vera storia raccontata nel film, basterà qui
proseguire nella lettura.
The Post: la trama del
film
La vicenda narrata si svolge nel
1971, dove Katharine Graham è la prima donna alla
guida del prestigioso The Washington Post. Avendo ereditato tale
ruolo da suo marito, ella si trova ora a dover gestire uno dei
principali giornali degli Stati Uniti, sfidando l’opinione di
quanti non sono convinti delle sue capacità poiché donna. A
sostenerla, però, vi è il fidato Ben Bradlee,
testardo caporedattore del giornale, il quale cerca di mantenere
alto il nome di questo. Ciò che serve al Post è però uno scoop di
grande rilevanza, e quanto occorre arriva nel momento più
inaspettato, tramite una salvifica fuga di notizie. Il rivale The
New York Times ha infatti scoperto qualcosa di grosso, qualcosa che
può ledere all’immagine dello stesso governo americano.
Nel momento in cui questo viene però
messo a tacere, Bradlee decide di andare in fondo alla questione,
scoprendo cosa stava per essere pubblicato. Arriva così ai Pentagon
Papers, documenti top secret legati ad uno studio approfondito
sulle strategie e i rapporti del governo federale con il Vietnam.
La pubblicazione di questi può davvero provocare una scossa epocale
nel paese, cambiandone per sempre le sue sorti. Per poter
procedere, però, egli ha bisogno del consenso della Graham.
Consapevole dei rischi a cui va incontro, la donna si dimostra
disposta a prendere su di sé tale responsabilità. La strada verso
la verità, però, sarà particolarmente ricca di ostacoli.
The Post: il cast del
film
The Post è il film che ha
riunito per la prima volta tre dei più grandi nomi del cinema
americano e mondiale. Si tratta del regista Spielberg e degli
attori pluripremiati all’Oscar Meryl
Streep e
Tom Hanks. La Streep recita qui nei panni di Katharine
Graham, interpretazione per la quale ha ottenuto un’ennesima
nomination al prestigioso premio. Per dar vita a questa, l’attrice
ha condotto numerose ricerche sulla vera Graham, cercando di
riproporre la sua forza d’animo e di carattere in un contesto tanto
maschile. Hanks è invece Ben Bradlee, personaggio con il quale dà
vita alla sua quinta collaborazione con Spielberg. L’attore ebbe
modo di conoscere il vero caporedattore del Post prima della
scomparsa di questi, e si basò su quel ricordo per costruire il
personaggio nei suoi modi di pensare e di fare.
Nel film sono poi presenti anche
altri noti interpreti nei ruoli dei principali collaboratori del
Washington Post che portarono alla luce i Pentagon Papers. Primo
tra questi è Bob
Odenkirk, nei panni di Benjamin Bagdikian, principale
editore del Post. Michael Stuhlbarg, invece, è A.
M. Rosenthal, giornalista del New York Times che aiuta i colleghi
del Post nella loro ricerca. Matthew Rhys
interpreta Daniel Ellsbergh, l’analista militare a cui si deve la
fuga di notizie relativa ai Pentagon Papers. L’attore Bruce
Greenwood dà invece vita al segretario della Difesa Robert
McNamara, il quale fece raccogliere i dati contenuti nei preziosi
documenti. L’attrice Allison
Brie è invece presente nel ruolo di Lally Graham, la
maggiore delle figlie di Katharine, mentre Sarah
Paulson è Antoinette Bradlee, moglie di Ben.
The Post: la vera storia
dietro al film
Mentre la guerra del Vietnam
prosegue, dando vita ad una vera e propria carneficina umana, negli
Stati Uniti la popolarità del presidente Nixon è ai minimi storici.
Nel 1967 il segretario della Difesa commissiona uno studio su tale
conflitto bellico, dimostrando l’inutilità dello spreco di risorse
e di vite umane. Originariamente destinato al solo utilizzo
interno, tale documento ribattezzato “Pentagon Papers” viene in
realtà ad essere fotocopiato da uno dei componenti dello studio,
Daniel Ellsbergh. Questi consegna così oltre 7 mila pagine al
prestigioso New York Times. La sua intenzione è infatti quella di
rivelare al mondo che la guerra che si sta combattendo non è altro
che un gioco politico senza sbocco. Il 13 giugno del 1971, il noto
giornale inizia così la pubblicazione, scatenando ondate di
proteste.
Conseguentemente, anche il
Washington Post entra in possesso di tali documenti, e con il
consenso della direttrice Katharine Graham il caporedattore Ben
Bradlee ha modo di iniziare la pubblicazione di questi, che avviene
a partire dal 17 giugno. Portati in tribunale, i due giornali si
vedono però infine assolti dalle accuse loro rivolte. La Corte
suprema stabilisce infatti che la stampa “non è destinata a servire
coloro che governano, bensì coloro che sono governati”. Ribadito
dunque il principio fondamentale della libertà di stampa, i due
giornali hanno modo di proseguire nella pubblicazione del
documento. Da tale conquista, un anno dopo, prenderà il via il
celebre scandalo Watergate, grazie alla rivelazione del quale nel
1974 si giungerà alle dimissioni del presidente Nixon.
The Post: il trailer e
dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è
possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
The Post è infatti disponibile nel
catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple
iTunes, e Tim Vision. Per vederlo, basterà sottoscrivere
un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un
determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno mercoledì 17 agosto alle ore
23:40 sul canale Rai 3.
Netflix rilascia oggi il teaser trailer di Mercoledì,
l’attesissima nuova serie tv dalla mente del visionario regista
Tim Burton, in arrivo questo autunno solo su
Netflix, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.
La serie è un mystery con
toni investigativi e soprannaturali che ripercorre gli anni di
Mercoledì Addams
come studentessa presso la Nevermore Academy, descrivendo i
tentativi di controllare i suoi poteri paranormali, di sventare una
mostruosa serie di omicidi che terrorizzano la comunità locale e di
risolvere il mistero che ha coinvolto i suoi genitori 25 anni
prima… tutto ciò mentre esplora nuove e complicate relazioni alla
Nevermore.
Nel ruolo della
protagonista Mercoledì Addams
ci sarà Jenna Ortega, affiancata da
Gwendoline Christie (preside Larissa Weems), Jamie McShane
(Sheriff Galpin), Percy Hynes White (Xavier Thorpe), Hunter Doohan
(Tyler Galpin), Emma Myers (Enid Sinclair), Joy Sunday (Bianca
Barclay), Naomi J Ogawa (Yoko Tanaka), Moosa Mostafa (Eugene
Ottinger), Georgie Farmer (Ajax Petropolus), Riki Lindhome (Dr.ssa
Valerie Kinbott), e Christina Ricci (Marilyn
Thornhill).
A interpretare gli altri
iconici membri della famiglia Addams, di cui sono ora disponibili
le prime foto-ritratto, saranno invece Catherine Zeta-Jones
(Morticia Addams), Luis Guzmán (Gomez Addams) e Isaac Ordonez
(Pugsley Addams).
Apple
TV+ ha svelato le prime immagini di Shantaram,
la nuova serie drammatica con Charlie Hunnam (“Sons of Anarchy”) basata sul
best-seller di Gregory David Roberts. L’attesa serie Apple Original
è una storia d’amore cinematografica piena di speranza unita a
un’emozionante avventura epica che segue il viaggio di un uomo
verso la redenzione, attraverso un Paese che gli cambia la vita.
“Shantaram” farà il suo debutto su Apple TV+ il il
14 ottobre con i primi tre episodi dei dodici totali, seguiti da un
nuovo episodio ogni venerdì fino al 16 dicembre.
Shantaram
segue le vicende di un fuggitivo di nome Lin Ford (Charlie
Hunnam) che cerca di far perdere le sue tracce nella vibrante e
caotica Bombay degli anni Ottanta. Da solo in una città
sconosciuta, Lin lotta per sfuggire ai problemi da cui sta
scappando in questo nuovo luogo. Dopo essersi innamorato di una
donna enigmatica e intrigante di nome Karla, Lin deve scegliere tra
la libertà o l’amore e le complicazioni che ne derivano.
Oltre a Charlie Hunnam, la serie è
interpretata anche da Shubham Saraf, Elektra Kilbey,
Fayssal Bazzi, Luke Pasqualino, Antonia Desplat, Alyy Khan, Sujaya
Dasgupta, Vincent Perez, David Field, Alexander Siddig, Gabrielle
Scharnitzky, Elham Ehsas, Rachel Kamath, Matthew Joseph e Shiv
Palekar.
La serie Shantaramè
co-creata e scritta da Steve Lightfoot che è anche showrunner e
produttore esecutivo. Bharat Nalluri è regista e produttore
esecutivo, come Andrea Barron, Nicole Clemens, Steve Golin, Justin
Kurzel ed Eric Warren Singer, che ha co-creato la serie con
Lightfoot. La serie è prodotta per Apple dai Paramount Television
Studios e dagli AC Studios di Anonymous Content.
Apple TV+ offre
serie drammatiche e commedie avvincenti e di qualità,
lungometraggi, documentari innovativi e intrattenimento per bambini
e famiglie, ed è disponibile per la visione su tutti i tuoi schermi
preferiti. Dal debutto di Apple TV+ poco più di due anni fa, le
serie e i film di Apple hanno ottenuto 250 vittorie e 1.123
nomination, tra cui “CODA”, premiato agli Oscar® come Miglior
film.
A poco più di tre anni dall’ultima
volta si torna a Westeros, finalmente. Il leggendario Continente
Occidentale del mondo immaginato da George R.R. Martin – già
immenso teatro delle epiche vicende raccontate nella serie dei
record Il Trono
di Spade – sarà infatti il setting di una storia tutta
nuova, sebbene precedente a quelle raccontate nel cult HBO: la
storia della temuta Casa
Targaryen, la dinastia al centro dell’attesissima HOUSE
OF THE DRAGON.
Ispirata al romanzo “Fuoco e
Sangue” di George R.R. Martin, co-creatore e fra i produttori
esecutivi, e ambientata 200 anni prima degli eventi citati nella
serie madre, HOUSE
OF THE DRAGONdebutta il22
agosto in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW:
l’appuntamento è ogni lunedì su Sky Atlantic, per dieci settimane,
con la versione originale sottotitolata in contemporanea assoluta
con gli USA alle 3:00 del mattino e in replica alle 22:15, e dal 29
agosto con la versione in italiano alle 21:15. Sempre in doppio
audio, i dieci episodi saranno via via disponibili ovviamente anche
on demand.
La serie si concentrerà su un
evento tristemente noto nella storia di Westeros, la cosiddetta
“Danza dei Draghi”, la battaglia per la successione al Trono di
Spade. Quando re Viserys I (Paddy Considine) tenta di nominare sua
erede la giovane figlia, la principessa Rhaenyra (Milly Alcock da
giovanissima, Emma
D’Arcy da adulta), scatena il dissenso a corte e dà origine a
una sanguinosa guerra civile: i tradizionalisti non sono pronti a
vedere una donna salire sul Trono di Spade, preferendogli il
fratello minore del re, il Principe Daemon Targaryen (Matt
Smith), guerriero senza pari ma impulsivo e inaffidabile.
Co-creata da Martin e dai due
showrunners Ryan J. Condal e Miguel Sapochnik, House of the Dragon vanta un grande
cast che include fra i protagonisti Paddy
Considine, Matt Smith, Olivia Cooke, Emma D’Arcy, Steve Toussaint,
Eve Best, Fabien Frankel, Sonoya Mizuno, Rhys Ifans. Nel cast anche
Milly Alcock, Bethany Antonia, Phoebe Campbell, Emily Carey, Harry
Collett, Ryan Corr, Tom Glynn-Carney, Jefferson Hall, David
Horovitch, Wil Johnson, John Macmillan, Graham McTavish, Ewan
Mitchell, Theo Nate, Matthew Needham, Bill Paterson, Phia Saban, Gavin
Spokes, Savannah Steyn.
Alla colonna sonora torna l’autore
dell’iconico score originale de Il Trono di Spade, Ramin Djawadi
(Westworld).
Co-creatore e produttore esecutivo
della serie George R.R. Martin; co-creatore, co-showrunner,
produttore esecutivo e sceneggiatore Ryan Condal; co-showrunner,
produttore esecutivo e regista Miguel Sapochnik; produttore
esecutivo e sceneggiatrice Sara Hess; produttori esecutivi Jocelyn
Diaz, Vince Gerardis, Ron Schmidt; registi Clare Kilner, Geeta V.
Patel; regista e co-produttore esecutivo Greg Yaitanes.
Prime Video ha confermato oggi che i primi
due episodi de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del
Poteresaranno disponibili dal 2
settembre prossimo. Gli episodi successivi saranno poi rilasciati
uno alla settimana nei venerdì seguenti. Gli episodi saranno
disponibili simultaneamente in tutto il mondo, così che i fan
possano vivere l’esperienza di visione contemporaneamente. Il
finale della prima stagione – composta da otto episodi – sarà
disponibile il 14 ottobre.
Orario italiano di uscita
dei primi due episodi:
03:00 AM venerdì 2 settembre
Orario italiano di uscita degli episodi successivi,
dalla seconda settimana di uscita fino al finale di
stagione:
06:00 AM ogni venerdì
Il Signore degli Anelli: Gli anelli del Potere
uscirà il 2 settembre 2022 su Prime Video in 240 territori dove è
attivo il servizio. La serie de Il Signore degli Anelli: Gli anelli del
Potere ha riunito un cast enorme, che include:
Robert Aramayo, Owain Arthur, Nazanin Boniadi, Tom Budge,
Morfydd Clark, Ismael Cruz Córdova, Ema Horvath, Markella Kavenagh,
Joseph Mawle, Tyroe Muhafidin, Sophia Nomvete, Megan Richards,
Dylan Smith , Charlie Vickers e Daniel
Weyman.
La serie Il Signore degli Anelli: Gli anelli del
Potere è scritta da J.D. Payne e Patrick
McKay. Inoltre, Bryan Cogman di Game of
Thrones ha firmato come produttore consulente del
progetto con J.A. Bayona che ha diretto più
episodi. Oltre a quelli precedentemente annunciati, il team
creativo completo dello show sarà composto da: i produttori
esecutivi Lindsey Weber, Bruce Richmond, Callum Greene e l’ex capo
della programmazione di genere di Amazon Sharon Tal Yguado; lo
scrittore e produttore esecutivo Gennifer Hutchison; lo scrittore e
produttore esecutivo Jason Cahill; lo scrittore e produttore
esecutivo Justin Doble; produttore consulente Stephany Folsom; il
produttore Ron Ames; la scrittrice e co-produttrice Helen Shang; e
consulente di scrittura Glenise Mullins. Bayona sarà anche
produttore esecutivo insieme alla sua partner Belén Atienza. Chris
Newman è co-produttore.
Se da un lato i fan sono sempre più
eccitati per questo prossimo ingresso nel MCU, dall’altro ci
sono molti futuri spettatori che non capiscono bene che tipo di
serie li aspetta. Con
She-Hulk che ha appena iniziato la sua corsa su
Disney+, ci
sono diversi fatti importanti sulla serie in arrivo e sul suo
universo corrispondente che i fan devono assolutamente
conoscere.
La famiglia Banner
Uno degli aspetti più
interessanti della serie in arrivo è la dinamica tra i due
personaggi principali. Dopo anni di attesa, i fan non vedono l’ora
di vedere finalmente un team-up tra
She-Hulk e Hulk. Sebbene il legame
tra Hulk e
She-Hulk sia innegabile già solo dal nome, molti fan
della serie potrebbero non rendersi conto del legame più stretto
condiviso dai loro due alter ego.
I fan dei fumetti riconosceranno
che Jennifer Walters è in realtà la cugina di
Bruce Banner, alias l’Incredibile Hulk. È grazie
al loro legame di parentela che il sangue di Bruce non uccide
immediatamente Jennifer dopo aver ricevuto una
trasfusione dal cugino, trasformandola nella supereroina nota come
She-Hulk.
La rottura della quarta
parete
Molti fan della
Marvel potrebbero essere rimasti comprensibilmente
perplessi quando, apparentemente senza preavviso, Jennifer
Walters si è rivolta direttamente a loro nell’ultima serie
di trailer e spot televisivi. Questa capacità di rompere la quarta
parete lascia presagire molto del tono della prossima serie, così
come dei futuri progetti ambientati nel MCU.
I lettori dei fumetti
riconosceranno immediatamente che
She-Hulk adotterà la capacità del personaggio
principale di rompere la quarta parete e questa sarà la prima volta
che qualcuno parla direttamente al pubblico nella linea temporale
principale del MCU.
She-Hulk è uno dei pochi personaggi
Marvel che rompono regolarmente la quarta parete,
il più famoso dei quali è Deadpool, che
sicuramente continuerà questa tendenza quando arriverà nel MCU con il prossimo
Deadpool 3.
L’ultima serie della Fase 4
Grazie al recente e
massiccio panel del MCU al
Comic-Con di San Diego, i fan ora
sanno molto di più sulla nuova Saga del Multiverso, incluso il
capolinea della Fase 4. Black Panther: Wakanda
Forever fungerà da finale per la quarta fase del
franchise,
She-Hulk costituirà invece l’ultima serie
Disney+ prima dell’inizio
della Fase 5.
Come settima serie live-action
ambientata all’interno della Fase 4 del MCU,
She-Hulk avrà anche l’enorme responsabilità di
chiudere le questioni lasciate in sospeso nella parte terrestre del
franchise. Con l’introduzione di diversi nuovi supereroi, il
ritorno del Daredevil di Charlie Cox e la presenza di un
Vendicatore originale nel cast dello show,
She-Hulk avrà sicuramente il suo bel da fare nella
sua prima stagione di nove episodi.
Un avvocato sovrumano
I recenti trailer di
She-Hulk: Attorney at Law hanno messo sotto i
riflettori la carriera professionale di Jennifer
Walter, raffigurando la gigantesca supereroina verde in
tribunale a difendere i superumani. Questo richiama l’origine del
personaggio nei fumetti, dove serve il sistema legale degli Stati
Uniti in modo molto simile.
She-Hulk è solo una delle tante supereroine del
pantheon Marvel a lavorare nel sistema giudiziario come avvocato.
Jennifer Walters ha spesso svolto il ruolo di
avvocato per altri supereroi nel corso della sua storia
fumettistica, ritenendosi la persona più adatta a difenderli grazie
alle proprie inclinazioni sovrumane.
L’Uomo Rana della Marvel
Negli ultimi mesi, i
dirigenti di She-Hulk
hanno confermato l’introduzione di diversi personaggi della
Marvel Comics nella serie. Tra questi,
i supercriminali Titania,
Frog-Man, la Wrecking Crew, il
Porcospino e molti altri. Ad ogni annuncio che
passa, il cast di She-Hulk diventa sempre più
strano.
Sembra che l’imminente serie di
Disney+ sia diventata una
sorta di ” pigliatutto” per il MCU, con il compito
di adattare alcuni dei personaggi più oscuri e bizzarri della
Marvel. Proprio come Peacemaker del DCEU, sembra che nessun
personaggio sia troppo strano per fare la sua comparsa in questa
serie, espandendo i confini più assurdi del franchise.
Il viaggio di Bruce
Mentre She-Hulk
introdurrà diversi nuovi personaggi nel Marvel Cinematic
Universe, uno dei membri più interessanti del cast è uno che il
pubblico conosce già molto bene. Mark Ruffalo farà la sua ottava apparizione
nel MCU nel
ruolo di Bruce Banner, allenando sua cugina alla
maniera di Hulk.
I fan devono ricordare la storyline
di Bruce prima degli eventi di
She-Hulk. Nelle sue precedenti apparizioni, il
brillante scienziato aveva finalmente scoperto un modo per
combinare la sua mente con la forza di Hulk,
creando quella che è diventato noto come Hulk intelligente. È
questa versione di Hulk che apparirà nella prossima serie, anche se
è stato confermato che sarà presente anche la versione umana di
Bruce Banner.
Un nuovo Daredevil
Uno degli aspetti più
interessanti di She-Hulk è
il ritorno del Matt Murdock di Charlie Cox, altrimenti noto come il vigilante
Daredevil. Con la conferma che il personaggio avrà
un ruolo di primo piano nella serie, i fan hanno anche potuto dare
una rapida occhiata al nuovo costume del personaggio, che sembra
molto diverso da quello visto l’ultima volta nella terza stagione
di Daredevil.
A quanto pare, Daredevil adotterà
il suo abito giallo, fedele ai fumetti dei primi tempi della storia
del personaggio nella Marvel Comics, quando finalmente apparirà in
She-Hulk. Questo cambio di look potrebbe
significare che Murdock ha preso una direzione
diversa con la sua carriera di vigilante, forse essendo cambiato
drasticamente negli anni trascorsi dall’ultima volta in cui è stato
visto come Daredevil.
Un “legal-procedural” di
mezz’ora
Il pubblico potrebbe essere
in qualche modo sorpreso dal tono nettamente diverso di She-Hulk
rispetto alle altre puntate del MCU. La serie è
stata definita un “legal procedural di mezz’ora”, che si
concentrerà soprattutto sulla carriera di Jennifer
Walters come avvocato difensore.
Poiché il MCU cresce,
aumentando in modo esponenziale la sua produzione annuale, è
importante che i nuovi progetti siano freschi e stimolanti, per
evitare che il franchise diventi stantio a causa del suo fitto
calendario. Per questo motivo, grazie al suo tono unico tra le
altre serie e i film Marvel, She-Hulk
potrebbe rivelarsi il progetto MCU perfetto per i
nuovi arrivati nel franchise.
La posizione nella timeline del
MCU
In un’intervista a TVline,
la sceneggiatrice di She-Hulk,
Jessica Gao, ha spiegato in che modo la serie si
inserisce nella linea temporale complessiva del MCU. Nei suoi
commenti, Gao sembra indicare che la serie si svolgerà poco dopo
gli eventi di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli.
Sebbene la maggior parte
della promozione dello show sia stata poco chiara riguardo al modo
in cui Jennifer Walters diventerà
She-Hulk, i recenti filmati hanno mostrato un
incidente d’auto in cui Walters e Bruce Banner
sono coinvolti. Questo sembra impostare perfettamente una storia
d’origine simile a quella vista nei fumetti
Marvel.
Nei fumetti, Jennifer
Walters riceve una trasfusione di sangue da suo cugino
dopo essere stata colpita da un mafioso, e il suo sangue irradiato
dai raggi gamma la trasforma in She-Hulk. Sembra
che nel MCU
verrà rappresentato qualcosa di molto simile, anche se forse la
sparatoria legata a una gang verrà sostituita da un incidente
d’auto. Tuttavia, i fan possono aspettarsi che una trasfusione di
sangue disperata sia l’evento scatenante della trasformazione di
Jennifer Walters in supereroina.
La Warner Bros. sta
attraversando un periodo di ripensamenti e non sembra voler correre
rischi finanziari o legali. Ne è un esempio l’annuncio della
cancellazione del film Batgirl, un progetto da 70 milioni di dollari
interrotto bruscamente dal nuovo CEO David Zaslav.
C’è però un’altra questione che fa tremare il DCEU:
recentemente Ezra Miller, interprete del personaggio della
DCThe
Flash, ha subito una serie di accuse: atti violenti e
vandalici, problemi psichiatrici e una denuncia per furto. Insomma,
ultimamente l’attore sta mettendo in pericolo non solo la propria
immagine, ma anche quella del personaggio che interpreta.
In tutto ciò, il film The
Flash è in fase di lavorazione ed è atteso in sala per
l’estate del 2023. Se la Warner non vuole
cancellare ance questo progetto, deve assolutamente riorganizzare
il film e rimuovere o sostituire il personaggio di
Ezra Miller dalle trame DCEU. Ecco 5 idee che potrebbero
ispirare gli autori!
Uccidere The
Flash
Può apparire un’opzione un po’
drastica, ma probabilmente fare fuori Miller è la
soluzione ottimale. Nel piano originale, The
Flash doveva preparare il terreno per un film sulla saga
dei fumetti Crisi sulle Terre Infinite. Considerando
che nella storyline appena citata Barry Allen perde
la vita, la nuova trama di The Flash potrebbe
passare direttamente al racconto della morte del protagonista.
Il film del 2023 è l’occasione
perfetta per far sparire il personaggio di
Ezra Miller nel nulla, concedendogli comunque una
fine dignitosa. D’altronde, come Lanterna Verde, il
supereroe non è essenziale nella DC come
Batman, Superman o Wonder
Woman. Tuttavia, Barry potrebbe tornare in
futuro, magari con un nuovo interprete…
Introdurre Wally West
Come spesso accade tra i supereroi,
anche il mantello di The
Flash è stato indossato da più personaggi. Dopo
la morte di Barry Allen, nei fumetti è Wally West
a prendere il suo posto. Per molti fan, Wally è l’emblema
dell’eroe.
Anche se non abbiamo ancora
incontrato Wally nel DCEU (e ora è
decisamente troppo tardi per aggiungerlo al film), una scena dopo i
titoli di coda potrebbe introdurre un attore più giovane
che, sulla scia della morte dell’eroe, ottiene i poteri di
The Flash. In questo modo, Wally potrebbe
diventare il nuovo Flash del DCEU,
sostituendo definitivamente
Ezra Miller.
Trasformare The
Flash in un film su Batman
Un cambiamento così
profondo comporterebbe un ritardo nella data di uscita,
qualche fotografia aggiuntiva e un nuovo trailer, ma sarebbe
comunque un’opzione più conveniente della cancellazione di un
blockbuster da $200 milioni di dollari.
Nella trama originaria di The
Flash, Michael Keaton ritorna come Batman e anche Ben
Affleck fa sentire la sua presenza. Con due versioni
del Cavaliere Oscuro a disposizione, non dovrebbe
essere difficile distogliere l’attenzione da Barry Allen.The Flash rimarrebbe il protagonista (al momento non c’è
modo di cambiare questo aspetto), ma puntare i riflettori su
Batman potrebbe aiutare in termini di marketing.
Un nuovo mondo per un nuovo
Flash
La soluzione più semplice sembra
essere già scritta nella trama originaria di The
Flash: l’eroe protagonista compie una riscrittura
della realtà, introducendo nel canone DCEUSupergirl e Batman di Michael Keaton. Ma se il Cavaliere
Oscuro di Ben
Afflecke L’uomo
d’acciaio di Henry Cavill vengono sostituiti, perché
non può accadere lo stesso anche a Barry Allen?
In questo modo, l’originale
Flash scomparirebbe, permettendo alla Warner Bros. di sostituire Ezra
Miller pur lasciando la porta aperta all’attore per
un eventuale ritorno.
Un sacrificio
necessario
Come abbiamo già detto, Barry
Allen non è così importante per il DCEU
come alcuni dei suoi famosi compagni della
Justice League. Detto ciò, il personaggio
potrebbe facilmente sacrificarsi per salvare la realtà,
cancellandosi da essa. La soluzione sarebbe ancora più
permanente della morte.
La nuova realtà creata da
Flash sembra essere alla base delle prossime fasi del
DCEU. È
quindi necessario che il personaggio
di Miller compaia almeno per istituire
il nuovo mondo. Con la soluzione proposta, si riuscirebbe allo
stesso tempo a sfruttare Flash per i fini narrativi e a
fare fuori Miller per i motivi di marketing.
In questo modo, l’attore potrebbe sempre tornare per un futuro
riavvio.
Arriva il 18 agosto su Disney+She-Hulk: Attorney at Law, l’ultimo
appuntamento seriale della Fase 4 del MCU, e che fa esordire il
personaggio di Jennifer Walters, cugina di Bruce Banner e con cui
condivide un problemino… verde.
A interpretare l’avvocatessa che si
trasforma in supereroina verde è stata chiamata Tatiana
Maslany, che abbiamo visto e amato in Orphan Black e che
sembra nata per interpretare questo ruolo Marvel. Con lei, a
presentare la serie Disney+, anche Ginger Gonzaga che nella serie interpreta Nikki,
la migliore amica di Jennifer, Kat Coiro, regista
e produttore esecutivo e Jessica Gao, anche lei
produttore esecutivo e Head Writer dello show.
Maslany ha dovuto mettersi non solo
nei panni di Jennifer, ma anche in quelli di She-Hulk: Attorney at Law, i quali, non solo
per taglia, sono molto diversi, ed entrambi con delle difficoltà.
“Io non ho mai indossato i tacchi, quindi ho prima dovuto
imparare a camminare nelle scarpe di Jen, ed entrare in quelle di
She-Hulk è stato un ritorno. Ma è stato divertente andare in aula,
è stato belo entrare in questo show che ha dentro tutti questi
elementi Marvel, con tantissime strizzate d’occhio, ma che è
comunque uno show con una sua identità e una sua
personalità.”
Dopo Vedova Nera, Gamora, Captain
Marvel, il pubblico del MCU è abituato ad eroine che sono alla pari
se non più forti degli eroi maschi che hanno sempre fatto la parte
del leone, ma per Kat Coiro la possibilità di portare sullo
schermo She-Hulk: Attorney at Law ha
rappresentato davvero un momento prezioso ed emozionante della sua
vita, non solo come artista, ma come persona.
“Ricordo molto vividamente di
quando ero una ragazzina e di cosa mi ha scatenato vedere la
copertina di un fumetto di She-Hulk in mezzo al mare dei fumetti
con protagonisti maschi. E non sapevo chi fosse o cosa fosse questo
fumetto, ma sapendo che esisteva ne rimanevo commossa. E poi ho
scoperto che molto di quello che raccontava corrispondeva a
qualcosa che sentivo dentro di me, essere responsabile, perdere il
controllo, gestire le situazioni di stress. E ricordo che ho
comprato quel fumetto e l’ho letto. Quando è arrivata questa
possibilità per me è stato davvero un sogno.”
Un aspetto di She-Hulk: Attorney at Law fondamentale
per la protagonista è l’amicizia con Nikki, personaggio esuberante
e affidabile, interpretato da Ginger Gonzaga. “Io uscirei con
Nikki senza pensarci tropo – dice Gonzaga – mi sento come
se stessi barando a interpretarla, perché è molto simile a me, e
sto attingendo moltissimo da me per metterla in scena. È molto
libera. Lei è quella persona che vuoi al tuo fianco, chi può farla
franca con qualsiasi cosa, sai, e sa incoraggiarti a fare qualsiasi
cosa.”
La sceneggiatrice Jessica Gao è sembrata invece più interessata
allo sviluppo del personaggio, dal momento che ha abbracciato da
subito le possibilità della scrittura seriale:
“Penso
che la bellezza della televisione sia che a differenza dei
film, abbiamo davvero tempo e spazio per sederci con il personaggio
e imparare di più su di lui. E impari a conoscerli davvero come
fossero una persona completamente sviluppata. E la cosa fantastica
di Jen Walters, She-Hulk, è che lei, a causa di Tatiana Maslany, è
stata capace da subito di farsi capire e conoscere. E lei l’ha resa
subito un vero essere umano, si sente immediatamente che è una
persona vera che ha una vita. delle esperienze, delle relazioni, ha
una famiglia e ha amici. E non è una storia in cui le si trasforma
e cambia, lei ha già una personalità sviluppata, ma proprio per
questo può cambiare dal giorno alla notte, come accade alle persone
vere. Ha alti e bassi, sentimenti, emozioni.”
In merito a She-Hulk: Attorney at Law si sentirà
molto spesso parlare di Ally McBeal, la storica
serie ambientata nel mondo forense con protagonista la giovane
avvocatessa del titolo, la verità è che ogni episodio della serie
ha un suo stile e delle sue fonti di ispirazione, almeno stando a
quanto dichiara la regista: “Ogni episodio ha davvero un suo
distinto gusto. E abbiamo attinto da tanti generi. La risposta
facile è che si tratta di una legal comedy con puntate da mezz’ora.
Ma ciò ha anche un’enorme portata cinematografica ed elementi di
dramma,azione, suspense.” Insomma, in She-Hulk: Attorney at Law ci aspetta una
vera e propria altalena emotiva, che non deluderà i fan. “E poi
la serie – continua Coiro – è davvero come una sbirciatina
dietro le quinte della quotidianità, a volte persino la vita
mondana di un supereroe, aspetto che non ci era mai stato offerto,
prima.”
Grande guest star della
serie, annunciato dal primo giorno, è
Mark Ruffalo, che torna nei panni di Bruce Banner/Hulk
ed è fondamentale per la nascita dell’eroina protagonista. In
merito alla collaborazione con Ruffalo, Maslany ha
dichiarato: “Sento che ciò che mi ha sorpreso di più, ma
forse no, solo perché so che è un attore incredibile, è stato
quanto arriva sul set con questa sensazione di “tutto è nuovo”.
Sembra sempre che lo stia esplorando e sperimentandolo per la prima
volta.Non c’è mai questo senso del tipo “Sì, sì. Lo
faccio da 10 anni, lo so come si fa”. È assolutamente presente.
Rimane sempre su quel personaggio e ascolta sempre. E crea davvero
questo senso sul set con altri attori, e con la troupe e tutti, di
totale gioco e spontaneità. E siamo entrambi in tute mo-cap.
Eppure, ci siamo sentiti come se fossimo come due bambini che
giocano.”
Hunger Games: La ballata
dell’usignolo e del serpente, il film
Basato sul romanzo prequel del 2020
di Suzanne Collins, Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del
serpente è ambientato 64 anni prima degli eventi
della trilogia di Hunger Games a
partire dalla mattina della mietitura dei Decimi Hunger Games, dove
un 18enne Coriolanus Snow viene assegnato come mentore per la
ragazza tributo del Distretto 12 impoverito.
Anni prima di diventare il
tirannico presidente di Panem, il diciottenne Coriolanus Snow è
l’ultima speranza per il suo lignaggio in via di estinzione, una
famiglia un tempo orgogliosa che è caduta in disgrazia nella
Capitale del dopoguerra. Con l’avvicinarsi della decima edizione di
Hunger Games, il giovane Snow è allarmato quando gli viene
assegnato l’incarico di essere mentore di Lucy Grey Baird, la
ragazza tributo del povero Distretto 12. Ma, dopo che Lucy Grey
attira tutta l’attenzione di Panem sfidando tutti durante la
cerimonia della mietitura, Snow pensa che potrebbe essere in grado
di ribaltare le probabilità a loro favore. Unendo i loro istinti
per lo spettacolo e la ritrovata competenza politica, la corsa di
Snow e Lucy contro il tempo per sopravvivere rivelerà alla fine chi
è un usignolo e chi è un serpente.
Scritto da Michael Lesslie e basato
su una bozza di Collins e Michael Arndt, il film sarà diretto dal
regista di Hunger GamesFrancis
Lawrence. Sarà guidato dalla produttrice del franchise
Nina Jacobson e dal suo partner di produzione Brad
Simpson, insieme a Francis Lawrence.
Suzanne Collins, Tim Palen e Jim Miller saranno i
produttori esecutivi. Meredith Wieck e Scott
O’Brien stanno supervisionando per conto dello studio. Il
prequel è attualmente previsto per il 17 novembre 2023 nelle
sale.
Zoe
Saldana ha pubblicato un
reel su Instagram in cui mostra suoi differenti selfie scattati
nel corso di questa estate. Tra le tante espressioni simpatiche
dell’attrice, sguardi laguidi o buffi, compare anche una foto di
Saldana con il look di Gamora in Guardiani
della Galassia Vol. 3 e sembra che l’attrice
abbia fatto uno spoiler sul film!
Dall’immagine, che mostra soltanto
le spalle del costume, sembra che Gamora indosserà la divisa dei
Ravages, rivelando così quale sarà la posizione del personaggio ad
un certo punto del film, che potrebbe anche essere solo l’inizio,
non lo sappiamo.
Ecco di seguito il reel di Instagram:
Scritto e diretto da James
Gunn, Guardiani
della Galassia Vol. 3 arriverà nelle sale
nel 2023, anche se una data di uscita ufficiale non è stata ancora
comunicata. Le riprese del film dovrebbero partire ufficialmente
entro la fine del 2021. Torneranno nel cast Chris
Pratt, Zoe
Saldana, Dave
Bautista, Pom
Klementieff,Karen
Gillan, insieme a Vin
Diesel e Bradley
Cooper che offriranno ancora le loro voci. Nel
film è atteso anche Chris
Hemsworth nei panni di Thor. Insieme a loro ci sono i
nuovi arrivati del MCUDaniela Melchior,
Will Poulter, Maria Bakalova e
Chukwudi Iwuji, con Poulter che ha confermato di
interpretare il ruolo di Adam Warlock. Chukwudi
Iwuji è invece il nuovo interprete che sarà il cattivo,
l’Alto Evoluzionario.
Florence Pugh si è espressa contro i fan e i critici
che sembrano troppo concentrati, a suo parere, sulle scene di sesso
che ha girato con Harry Styles in
Don’t Worry Darling. Olivia Wilde ha debuttato alla regia con la
commedia di formazione Booksmart nel 2019 e ora
l’attrice e regista ha preso una direzione decisamente diversa con
Don’t Worry Darling, un enigmatico thriller
psicologico. Il film riunisce Wilde con la scrittrice di Booksmart
Katie Silberman, che ha scritto la sceneggiatura
basata su un trattamento narrativo dei nipoti di Dick Van
Dyke, Carey e Shane.
Pugh e Styles recitano insieme in
Don’t Worry Darling nei panni di Alice e Jack
Chambers, giovani e felici sposi novelli che vivono
nell’apparentemente idilliaca città della compagnia di Victory. Lo
straordinario cast di supporto del film include Olivia Wilde, Chris
Pine,
Gemma Chan, KiKi Layne e Nick
Kroll. Quando una donna della comunità scompare, il
personaggio della casalinga Pugh inizia a sospettare che l’utopica
città aziendale possa nascondere segreti oscuri e inquietanti. Il
primo trailer di Don’t Worry Darling ha debuttato
durante il CinemaCon 2022 e ha rapidamente fatto scalpore online
per le sue scene di sesso bollenti.
Durante una recente conversazione
con Harper’s Bazaar,
Florence Pugh ha parlato contro coloro che secondo lei
si stanno concentrando troppo sulle scene di sesso di
Don’t Worry Darling. In effetti, Pugh si è
persino rifiutato di discutere le scene audaci durante l’intervista
e invece ha criticato quei critici e fan che stanno riducendo il
film alle sue scene intime.
“Quando è ridotto alle tue scene
di sesso, o a guardare l’uomo più famoso del mondo che finge di
praticare sesso orale alla sua co-star, non è per questo che lo
facciamo. Non è per questo che sono in questo settore. Ovviamente,
data la natura di assumere la pop star più famosa del mondo, metti
in conto che avrai conversazioni del genere. Non è proprio quello
di cui parlerò perché [questo film è] più grande e migliore di
quello. E le persone che l’hanno fatto sono più grandi e migliori
di così.”
Don’t Worry Darling, diretto da Olivia Wilde (“La rivincita delle sfigate”), e
interpretato da
Florence Pugh (nominata all’Oscar per “Piccole
donne”), Harry Styles (“Dunkirk”), la stessa Wilde (l’imminente “Babylon”),
Gemma Chan (“Crazy & Rich”), KiKi Layne (“The Old
Guard”) e
Chris Pine (“La cena delle spie”).
In Don’t
Worry Darling Alice (Pugh) e Jack (Styles) hanno la
fortuna di vivere nella comunità idealizzata di Victory, la città
realizzata da un’azienda sperimentale che ospita, assieme alle loro
famiglie, gli uomini che lavorano al progetto top-secret Victory.
L’ottimismo sociale degli anni ’50 sposato dal loro amministratore
delegato, Frank (Pine) – a metà tra un uomo d’azienda visionario ed
un life coach motivazionale – fissa ogni aspetto della vita
quotidiana di questo luogo utopico nel mezzo del deserto. Mentre i
mariti trascorrono ogni giorno all’interno del quartier generale
del Victory Project lavorando allo “sviluppo di materiali
innovativi”, le loro mogli, inclusa l’elegante partner di Frank,
Shelley (Chan), passano il tempo a godersi la bellezza, il lusso e
la dissolutezza della loro comunità. La vita è perfetta, ed ogni
esigenza dei residenti viene soddisfatta dall’azienda. Tutto ciò
che viene chiesto in cambio è discrezione e impegno incondizionato
per la causa del progetto Victory. Quando però iniziano ad apparire
delle crepe nella loro vita idilliaca che rivelano qualcosa di
sinistro sotto l’attraente facciata, Alice non può fare a meno di
chiedersi esattamente cosa stiano facendo alla Victory e perché.
Quanto sarà disposta a perdere Alice per far emergere cosa sta
realmente accadendo in questo paradiso?
Un thriller psicologico audace e
visivamente sbalorditivo,
Don’t Worry Darling è un film potente della
regista Olivia Wilde che si avvale delle straordinarie
interpretazioni di
Florence Pugh e Harry Styles, assieme
ad un cast perfetto. Il film è interpretato anche da Nick
Kroll (“How It Ends”), Sydney Chandler
(“Pistol”), Kate Berlant (“C’era una volta… a
Hollywood”), Asif Ali (“WandaVision”), Douglas Smith
(“Big Little Lies”), Timothy Simons (“Veep –
Vicepresidente Incompetente”) e Ari’el Stachel (l’imminente
“Respect the Jux”).
Olivia Wilde ha diretto il film da una
sceneggiatura scritta dalla sua autrice di “Le rivincita delle
sfigate” Katie Silberman, basata su una storia di Carey Van Dyke e
Shane Van Dyke (“Chernobyl Diaries – La mutazione”) e la Silberman.
Il film è prodotto da Olivia Wilde, Katie Silberman, Miri Yoon e Roy
Lee, mentre Richard Brener, Celia Khong, Alex G. Scott, Catherine
Hardwicke, Carey Van Dyke e Shane Van Dyke sono i produttori
esecutivi.
Il team che ha lavorato per Olivia Wilde dietro le quinte è composto dal
direttore della fotografia due volte nominato all’Oscar Matthew
Libatique (“A Star Is Born”, “Il cigno nero”), dalla scenografa
Katie Byron (“Le rivincita delle sfigate “), dal montatore Affonso
Gonçalves (“La figlia oscura”), dal compositore candidato all’Oscar
John Powell (“Jason Bourne”), dal supervisore musicale
Randall Poster (“No Time to Die”) e dalla costumista Arianne
Phillips (“C’era una volta… a Hollywood”). New Line Cinema presenta
Don’t Worry Darling che sarà distribuito in tutto
il mondo dalla Warner Bros. Pictures.
La rivista Total Film
(via GamesRadar+)
ha diffuso una serie di nuove immagini dedicate a Black
Adam, diretto da Jaume
Collet-Serra con Dwayne
Johnson, in cui si possono vedere meglio i costumi
della Justice Society of America.
Il cast completo
di Black
Adam, oltre a Dwayne
Johnson nei panni dell’anti-eroe del titolo,
annovera anche Noah
Centineo (Atom Smasher), Quintessa
Swindell (Cyclone), Aldis
Hodge (Hawkman) e Pierce
Brosnan (Doctor Fate). Insieme a loro ci saranno
anche Sarah Shahi, che interpreterà Isis,
e Marwan Kenzari, che sarà invece
l’antagonista principale (anche se il personaggio non è stato
ancora svelato).
Black
Adam, che sarà diretto da Jaume
Collet-Serra (già dietro Jungle
Cruise, sempre con Johnson), ha dovuto far fronte a non
pochi problemi durante il suo travagliatissimo sviluppo. Inoltre,
la pandemia di Coronavirus ha ulteriormente complicate le cose e
costretto la produzione del film all’ennesimo rinvio. L’uscita del
film nelle sale americane è fissata per il 29 luglio 2022.
Black
Adam uscirà al cinema in Italia giovedì 21 ottobre
2022.
Il progetto originale della Warner
Bros. su Shazam!aveva
previsto l’epico scontro tra il supereroe e la sua
nemesi, Black
Adam appunto, una soluzione esclusa dalla sceneggiatura
per dedicarsi con più attenzione al protagonista e alla
sua origin story. A quanto pare, il film
su Black
Adam dovrebbe ispirarsi ai lavori di Geoff Johns dei
primi anni duemila.
In un’intervista esclusiva con
Screen Rant, Tatiana Maslany, star di
She-Hulk in cui recita al fianco di Mark Ruffalo, condivide il fatto che il
collega veterano del MCU non si è ancora stancato di
interpretare l’incredibile Hulk dopo 10 anni. Mentre rifletteva su
com’era lavorare con Ruffalo, Maslany rivela la cosa che l’ha
sorpresa di più di lui, che si lega al suo entusiasmo duraturo per
il personaggio.
“Sento che ciò che mi ha
sorpreso di più, ma forse no, solo perché so che è un attore
incredibile, è stato quanto arriva sul set con questa sensazione di
“tutto è nuovo”. Sembra sempre che lo stia esplorando e
sperimentandolo per la prima volta.
Non c’è mai questo senso del
tipo “Sì, sì. Lo faccio da 10 anni, lo so come si fa”. È
assolutamente presente. Rimane sempre su quel personaggio e ascolta
sempre. E crea davvero questo senso sul set con altri attori, e con
la troupe e tutti, di totale gioco e spontaneità. E siamo entrambi
in tute mo-cap. Eppure, ci siamo sentiti come se fossimo come due
bambini che giocano.”
Il due volte candidato all’Oscar
Wolfgang Petersen, regista di Air Force
One, U-Boot 96 e soprattutto La Storia Infinita, è morto all’età di 81
anni. Nato in Germania nel 1941, Petersen ha esordito nel cinema
con il thriller psicologico One or the Other of Us
con Jürgen Prochnow, che ricevette recensioni
ampiamente positive dalla critica. Petersen dirigerà poi uno dei
suoi film a oggi più famosi, U-Boot 96,
sull’equipaggio di un sottomarino tedesco durante la battaglia
dell’Atlantico della seconda guerra mondiale, che ha ottenuto sei
nomination all’Oscar, di cui due per Petersen per miglior regia e
miglior sceneggiatura adattata.
Grazie al successo dei suoi primi
due film, Petersen ha fatto il salto di qualità in lingua inglese
con La Storia Infinita del 1984, un adattamento
dell’omonimo romanzo fantasy che ha ricevuto recensioni
generalmente positive ed è stato un successo al botteghino.
Petersen dirige poi Il mio nemico, interpretato da
Dennis Quaid, che è stata una delusione critica e
commerciale, ma ha continuato a raccogliere un seguito di culto.
Dopo essere tornato brevemente alle sue radici da thriller
psicologico per Shattered, che non è stato bene
accolto dalla critica, Petersen è diventato un regista di
riferimento per i film di successo di Hollywood, come Air
Force One, In the Line of Fire e
Virus Letale.
Deadline ha riportato la notizia che
Wolfgang Petersen è morto all’età di 81 anni. Si
dice che il due volte candidato all’Oscar sia morto pacificamente
nella sua casa di Brentwood lo scorso venerdì a causa della sua
battaglia con un cancro al pancreas, morendo tra le braccia della
moglie di 50 anni, Maria Antoniette. Il servizio funebre per
commemorare Wolfgang Petersen sarà privato
per volere della famiglia.
La cosiddetta The
Divergent Series è stata una delle più popolari serie
cinematografiche giunte al cinema nello scorso decennio e
incentrate su elementi come una società distopica e un contesto
fantascientifico. Tratta dai romanzi della scrittrice
Veronica Roth, la serie si compone di tre film,
intitolati Divergent,
Insurgent e Allegiant. Usciti in sala tra il 2014 e il 2015,
questi hanno contribuito a lanciare la carriera dell’attrice
Shailene Woodley, come anche di alcuni suoi
comprimari.
Pubblicata tra il 2011 e il 2013, la
trilogia di Divergent incontrò subito il favore dei
lettori attratti dal genere, che potevano ritrovare nelle storie
narrate dalla Roth atmosfere simili a quelle di Hunger Games
e Maze Runner.
Tale successo, spinse la Summit Entertainment ad acquisirne i
diritti, con l’intenzione di dar vita ad una trasposizione
cinematografica cavalcando l’onda del successo del genere. Il
processo di scrittura, inoltre, trovò favorevole l’autrice, la
quale si dichiarò entusiasta di quanto la trama dei film cercasse
di seguire quanto più fedelmente possibile quella dei romanzi.
Una volta arrivati in sala, i film
diedero vita ad un buon successo economico. A fronte di un budget
complessivo di 305 milioni di dollari, i tre film incassarono a
livello globale circa 765 milioni. L’ultimo dei tre, tuttavia, andò
incontro ad un minor favore di pubblico, risultando un deciso flop
rispetto ai precedenti due. Esso, inoltre, rappresentava la
prima parte del terzo romanzo ed era infatti previsto un quarto film,
intitolato Ascendant, che avrebbe dovuto coprire la
seconda parte e concludere la storia. Dato il calo d’interesse
nei confronti della saga, tuttavia, questo venne ufficialmente
cancellato nel 2017.
The Divergent Series: la
trama dei film
Divergent (2014)
Ambientato in futuro distopico, il
primo film introduce la città di Chicago, sopravvissuta ad un
disastro apocalittico e ora protetta da alte mura contro gli
attacchi esterni. Qui, per controllare la popolazione e mantenere
la pace è stato adottato un innovativo sistema. I cittadini sono
infatti divisi in cinque fazioni, sulla base delle loro naturali
predisposizioni, che assicurano un forte equilibrio sociale. La
giovane Beatrice Prior è nata nella fazione degli
Abneganti, e suo padre Andrew è un membro di
spicco nel consiglio cittadino. Tuttavia, nel momento in cui si
sottopone a un test preliminare, che guida i giovani sulla scelta
futura, la ragazza risulta essere una Divergente ovvero una persona
che possiede la capacità di adattarsi a più fazioni.
Sfortunatamente per lei, i
Divergenti sono visti come un pericolo per la stabilità di Chicago.
Inizialmente decisa a mantenere il segreto, la giovane si trova
però costretta a prendere una posizione nel giorno della Cerimonia
della Scelta. A questo punto, sostenuta da suo fratello
Caleb, la giovane decide di entrare a far parte
degli Intrepidi, rinnegando la sua famiglia. Per dimostrare di
essere all’altezza della fazione scelta, però, la giovane si trova
a dover superare diverse prove particolarmente complesse. In ciò
sarà aiutata dal supervisore Quattro, e da alcuni
amici incontrati durante il percorso, ma non mancheranno per lei
anche ostacoli, rappresentati in particolare dallo spietato capo
degli Eruditi, Jeanine Matthews.
Insurgent (2015)
Nel secondo film della trilogia,
Insurgent,
Jeanine Matthews possiede ora il controllo di Chicago. Il leader
degli Eruditi è ora decisa a scovare tutti i Divergenti della
città, condannandoli all’esilio. Tris, nuovo nome assunto da
Beatrice, Caleb, Peter e Quattro sono riusciti a fuggire e a
trovare rifugio presso Johanna Reyes, capo dei Pacifici. La loro
latitanza, tuttavia, pone sempre più a rischio gli equilibri della
città e fuggire è un’opzione che non può essere perseguita a lungo.
In tutto ciò, Tris scopre di possedere uno speciale potere in grado
di aprire una secolare scatola che contiene un messaggio segreto da
parte degli antenati.
Nel momento in cui la crudele
Jeanine minaccia di uccidere tre innocenti al giorno, per tutti i
giorni in cui la ragazza rifiuterà di consegnarsi agli Eruditi,
questa decide di uscire allo scoperto. Il gruppo di ribelli riesce
ora ad entrare in contatto con un manipolo di Esclusi, capeggiati
da Evelyn. Mentre il gruppo tenta di trovare un modo per rispondere
all’attacco della spietata rivale, gli equilibri tra di loro si
spezzeranno e riformeranno in modo imprevedibile, e ben presto
ognuno di loro sarà costretto a riconsiderare le proprie
certezze.
Allegiant (2016)
Allegiant ha
inizio in seguito all’apertura della misteriosa scatola lasciata in
eredità dagli antenati. Grazie a questa, Tris e tutta la
popolazione di Chicago scoprono di essere il frutto di un
esperimento atto a riportare la razza umana alla purezza originale.
La giovane sembra dunque possedere le caratteristiche che gli
scienziati ricercano da secoli, e grazie a cui si aspira a
riportare nuova vita nel genere umano. Libera di varcare le soglie
della città, Tris raggiunge dunque il Dipartimento di Sanità
Genetica, desiderosa di andare fino in fondo ai misteri di questa
faccenda.
La sua ricerca, tuttavia, la porterà
ad entrare in contrasto con quelli che credeva fossero suoi amici.
Christina, infatti, inizia ad essere invidiosa del dono dell’amica,
mentre Quattro non riesce ad accettare il fatto che lei si fidi
così ciecamente delle parole degli scienziati. Entrata in contatto
con il capo del Dipartimento, David, la giovane si renderà conto
che non tutta la verità è stata detta, e ci sono ancora
sconvolgenti verità sul suo passato che devono venire a galla. Nel
frattempo, a Chicago, Evelyn ha preso il controllo della città, e
Quattro aspira ad unirsi a lei. Giunta a questo punto del suo
percorso, Tris dovrà decidere per chi vale la pena combattere e
sacrificarsi.
The Divergent Series: il
cast dei film
Per il ruolo di Tris, i produttori
avevano in mente un solo nome, quello di Shailene
Woodley. L’attrice, tuttavia, non era convinta di
voler accettare la parte. Dopo aver parlato con la sua amica
Jennifer
Lawrence, protagonista di Hunger Games, si
convinse a ricoprire il ruolo di Tris. Per il personaggio di
Quattro, invece, venne scelto l’attore Theo James,
il quale accettò di partecipare a condizione che gli venisse
permesso di girare da sé anche le scene più complesse, senza
ricorrere a controfigure. Infine, tra i protagonisti, si annovera
Miles
Teller, nel ruolo di Peter. Questi, inizialmente, si
era candidato per la parte di Quattro, e non era certo di voler
accettare altrimenti. Venne tuttavia convinto dalla Woodley, con la
quale ha una solida amicizia.
Per il ruolo della perfida Jeanine
Matthews i produttori scelsero invece la premio Oscar Kate
Winslet. Per lei si trattava del primo ruolo da
cattiva della sua carriera, e per poter risultare più convincente
decise di mantenere una certa distanza dagli altri attori, evitando
di comportarsi in modo troppo dolce nei loro confronti. A dar vita
a Caleb, fratello della protagonista, è invece l’attore Ansel
Elgort. Questi ebbe qui modo di stringere un ottimo
legame con la Woodley, che avrebbe poi recitato nel ruolo della sua
fidanzata nel film Colpa delle
stelle.
Nei film sono poi presenti gli
attori Zoë
Kravitz nei panni di Christina, Jai
Courtney in quelli di Eric, Maggie
Q nel ruolo della dottoressa Tori, e Ashley
Judd per il personaggio di Natalie Prior. A partire dal
secondo film, si aggiungono poi anche gli attori Naomi Watts
nel ruolo di Evelyn, la quale indossò una parrucca scura per
l’occasione, la premio Oscar Octavia
Spencer nei panni di Johanna, e Rosa
Salazar in quelli di Lynn. Nel terzo film sono invece
presenti Jeff Daniel nel ruolo dello scienziato
David, e Bill
Skarsgård nei panni di Matthew.
The Divergent Series: le
differenze con i libri
Nell’adattare i tre romanzi della
Roth, come al solito, si sono rese necessarie alcune modifiche ai
personaggi o agli eventi della storia. Ciò è motivato dalla
necessità di rendere più cinematografici tali elementi, andando
così incontro ad un maggior favore di pubblico. Nonostante ciò,
l’autrice dei libri si è dichiarata soddisfatta delle modifiche
attuate e degli sforzi volti a mantenere una generale fedeltà ai
testi letterari di riferimento. Ciò che per lo studios di
produzione era invece assolutamente necessario attenuare era
l’atmosfera eccessivamente cupa e la violenza troppo presente.
L’intento, infatti, era quello di realizzare dei film che non
ottenessero restrizioni di pubblico e fossero così fruibili da
tutti.
Tra i primi e più significativi
cambiamenti, vi quello relativo al rapporto tra le fazioni. Per
accentuare il conflitto tra gli appartenenti a gruppi diversi, si è
infatti tenuto a sottolineare in più occasioni quanto tra questi vi
siano nette divisioni, tanto nello stile di vita che nel pensiero.
Oltre a questo, è la natura dei personaggi ad aver subito talvolta
radicali trasformazioni nel passaggio dalla pagina allo schermo. La
più evidente è probabilmente quella relativa al personaggio di
Peter. Nei libri, infatti, questo viene descritto come un vero e
proprio mostro, dedito alla violenza e al tradimento. Per i film
tali elementi non vengono ignorati, ma sono certamente addolciti
dalla presenza di un marcato umorismo che contraddistingue il
personaggio e lo fa risultare più umano.
Differenze si ritrovano anche nei
confronti del carattere di Quattro. Alla fine del film, infatti,
questi viene visto dar luogo ad un atto di gentilezza nei confronti
del severo padre. Tale umanità in più favorisce l’identificazione
del pubblico con il personaggio, che assume ancor di più i
connotati di un eroe. Un’altra significativa differenza è
riscontrabile nelle prove che Tris si trova a dover affrontare per
poter entrare a far parte degli Intrepidi. Per il film era infatti
essenziale trovare delle soluzioni visivamente accattivanti e più
coinvolgenti per il pubblico. Ecco dunque che nasce l’idea per la
scatola di specchi in cui la protagonista si trova rinchiusa.
The Divergent Series: dove
vedere i film in streaming
Per gli amanti della saga, o per chi
volesse vederla per la prima volta, è possibile fruirne grazie alla
sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. I film di The Divergent Series
sono infatti presenti nei cataloghi di Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes, Amazon Prime Video, Now TV e
Infinity. Per vederli, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarli in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il primo
capitolo, Divergent, è invece
presente nel palinsesto televisivo di martedì 16
agosto alle ore 21:00 sul
canale 20 Mediaset.
Il regista Roland
Emmerich è celebre per film catastrofici come Independence
Day,The Day After
Tomorrow, 2012 o il recente Moonfall. Nella sua
filmografia si ritrovano però anche titoli di diverso genere, come
i drammi storici Il patriota, Anonymous e
Stonewall. Sempre legato alla storia, o meglio alla
preistoria, è anche uno dei suoi film più singolari. Si tratta di
10.000 A.C., ambientato nell’anno
indicato dal titolo e basato su ricostruzioni storiche
particolarmente avanzate di quell’epoca lontanissima dai giorni
nostri. Emmerich conduce dunque lo spettatore in un’avventura
insolita, ricca di meraviglie paesaggistiche, animali ormai estinti
e storie a dir poco epiche.
Scritto dallo stesso Emmerich
insieme al compositore Harald Kloser, il film è
stato ideato prendendo spunto da quanto ipotizzato nel libro
Impronte degli dei, del giornalista britannico
Graham Hancock. In questo saggio di natura
archeologica e antropologica, lo scrittore sostiene l’esistenza di
civiltà pre-diluviane, come anche che l’esistenza di alcuni siti
archeologico come le Piramidi di Giza, siano in realtà molto più
antiche di quello che si crederebbe. 10.000 A.C. fa dunque
sue queste teorie, immaginando cosa potrebbe significare la loro
effettiva veridicità e come poteva essere la vita nel X millennio
a.C.
Costato 105 milioni di dollari, il
film si affermò come un buon successo economico, pur se in molti lo
indicano come uno dei titoli meno entusiasmanti del regista. A
distanza di oltre un decennio dalla sua uscita è però un film da
riscoprire, anche solo per il fascino delle sue teorie storiche.
Prima di intraprendere una visione del film, sarà certamente utile
approfondire alcune curiosità relative a questo. Proseguendo qui
nella lettura sarà infatti possibile ritrovare dettagli relativi
alla trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
10.000 A.C.: la trama del
film
Ambientato nell’epoca delle prime
manifestazioni umane, quando gli uomini erano guidati da spiriti e
profezie ed ogni loro azione era compiuta in nome della natura, il
film narra le avventure di un giovane cacciatore di mammut di nome
D’leh, appartenente ad una tribù primitiva. Con il
ritorno degli imponenti animali, per lui e i suoi simili riprende
la stagione della caccia. Insieme a D’leh c’è anche
Evolet, una bellissima ragazza dagli occhi blu di
cui il protagonista è follemente innamorato. Quella che doveva
essere una comune battuta di caccia si trasforma però in una vera e
propria missione di salvataggio.
Evolet e altri membri della tribù
vengono infatti rapiti da misteriosi guerrieri che intendono
rendere loro schiavi i prigionieri. D’leh e quanti rimasti con lui
si mettono dunque da subito sulle loro tracce per salvarli,
compiendo un viaggio ben oltre le terre da loro conosciute.
Spingendosi ai confini del loro mondo, il gruppo si troverà a dover
affrontare innumerevoli pericoli, da impervie montagne innevate ad
attacchi di pericolosi animali, come le temute tigri dai denti a
sciabola. Il loro cammino li condurrà poi in quello che è oggi noto
come Egitto, dove si dovrà consumare una battaglia all’ultimo
sangue.
10.000 A.C.: il cast del
film, la lingua e il finale alternativo
Per questo film Emmerich ha
preferito affidarsi ad attori sconosciuti, convinto che far
interpretare i personaggi protagonisti a dei volti noti del cinema
avrebbe dato vita ad un tipo di film lontano da quello che lui
voleva realizzare. Per il ruolo di D’leh è dunque stato scelto
Steven Strait, qui in uno dei suoi primi ruoli da
protagonista. Nel ruolo di Evolet vi è invece Camilla
Belle, mentre Cliff Curtis è Tic’Tic,
amico di D’leh. L’attore Affif Ben Badra è
Warlord, il leader dei guerrieri nemici e Marco
Khan è il suo braccio destro One-Eye. Completano il cast
Mona Hammond nei panni della vecchia madre e
Tim Barlow in quelli de L’Onnipotente.
Nel concepire il film, si era
inizialmente ipotizzato di utilizzare una lingua antica similmente
a come avvenuto per La passione di Cristo e
Apocalypto. Emmerich però rifiutò l’idea, sostenendo che
l’utilizzo di una simile caratteristica avrebbe tolto emozione al
racconto. Si optò invece per concepire insieme ad alcuni esperti un
differente tipo di linguaggio, poi utilizzato nel film. Esiste
inoltre un finale alternativo, ambientato anni dopo la conclusione
del film, dove l’anziano narratore, interrogato da un bambino,
afferma che le Montagne degli Dei, ovvero le Piramidi, erano state
dimenticate ed erano finite sepolte sotto la sabbia, ricollegandosi
dunque all’idea che la loro riscoperta millenni dopo avrebbe
portato ad un’errata datazione della costruzione delle
piramidi.
10.000 A.C.: il trailer e
dove vederlo in streaming e in TV
È possibile fruire di
10.000 A.C. grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Amazon Prime Video e Tim
Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre
presente nel palinsesto televisivo di martedì
agosto alle ore 00:30 sul canale
20 Mediaset.
Dopo aver vinto un Oscar per la
miglior sceneggiatura non originale con La grande scommessa, il
regista Adam McKay (anche noto per film comici
come Anchorman, Ricky Bobby e Fratellastri a 40
anni) è tornato al cinema nel 2018 con Vice – L’uomo
nell’ombra (qui la recensione). Se nel
precedente lungometraggio egli raccontava la storia di quanti
previdero e trassero fortuna dalla crisi economica del 2008, in
questo nuovo lavoro egli si impegna a svelare l’uomo nell’ombra del
titolo, ovvero Dick Cheney, vicepresidente degli
Stati Uniti dal 2001 al 2009 sotto la presidenza di Bush. Si anima
così un racconto tanto appassionante quanto sconvolgente.
Pur non apparendo volutamente mai
in primo piano, Cheney è infatti considerato l’uomo che ha
realmente governato gli Stati Uniti dei primi anni Duemila. Egli si
è trovato a gestire l’attacco terroristico dell’11 settembre e la
guerra che ne è poi scaturita, imponendo la propria linea di
pensiero a riguardo. Nel ritrarre la sua ascesa al potere, McKay
non rinuncia ad alcune esagerazioni o inaccuratezze, dando però
così vita ad un racconto che non può far a meno della forma
cinematografica con cui viene raccontato. Attraverso metafore,
simbolismi e giochi metacinematografici, il regista dà vita ad uno
dei migliori film del suo anno.
Candidato ad otto premi Oscar, tra
cui miglior film, Vice – L’uomo nell’ombra è
infine stato premiato per il miglior trucco e acconciatura. Si
tratta di un film tanto divertente quanto inquietante, che svela i
giochi di potere che si agitano da sempre nell’ombra. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e alle nomination all’Oscar
ricevute. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
La trama di Vice – L’uomo nell’ombra
Protagonista del film è
Dick Cheney, un uomo discreto e riservato che dopo
un passato segnato dall’alcolismo, inizia a lavorare come stagista
alla Casa Bianca durante la presidenza di Richard Nixon, ricoprendo
ruoli sempre più importanti nelle amministrazioni USA degli ultimi
cinquant’anni. Dietro ai suoi successi vi è in particolare sua
moglie Lynne, la quale lo ha sempre spinto ad
ottenere di più. Guidato dall’amico e collega Donald
Rumsfeld e sostenuto dalla lealtà della moglie, riesce a
insinuarsi discretamente ed in modo incisivo nel susseguirsi dei
differenti governi.
A frenare la sua ascesa sembrò ad
un certo punto pensarci una brutta malattia, che spinse Cheney a
ritirarsi. Tale situazione cambiò però ben presto nel momento in
cui gli viene offertà l’opportunità di approdare alla
vicepresidenza del paese con George W. Bush,
ottenendo di fatto un potere decisionale quasi totale. In
particolare, durante questo incarico, Cheney avrà la capacità di
manovrare con abilità e discrezione le decisioni più importanti a
livello amministrativo e militare, determinando l’assetto politico
degli Stati Uniti anche degli anni a venire.
Il cast del film
Per interpretare Dick Cheney, McKay
ha voluto l’attore Christian Bale,
con il quale aveva già collaborato in La grandescommessa. Per assumere questo ruolo, Bale ha guadagnato
circa 20 chili, si è rasato la testa, si è sbiancato le
sopracciglia e si è esercitato per ispessire il collo similmente a
quello del vero Cheney. Bale ha inoltre affermato di aver raggiunto
il fisico massiccio per il film mangiando un sacco di torte.
L’attore ha inoltre raccontato che a causa dello stile di regia
improvvisato di Adam McKay, ha dovuto fare più ricerche per questo
film rispetto a qualsiasi altro film da lui interpretato. Bale ha
infatti dovuto imparare a padroneggiare i manierismi e il vernacolo
di Dick Cheney.
Ad interpretare Lynne, la moglie di
Cheney, vi è invece l’attrice Amy Adams.
Questa è rimasta nel personaggio durante le riprese, soprattutto
mantenendo la voce distinta della donna. Avrebbe anche avuto
dibattiti politici con il regista mantenendo tale voce. Il premio
Oscar Sam Rockwell
interpreta invece George W. Bush. Per questo ruolo, la più grande
preoccupazione fisica dell’attore era il modo di parlare “a labbra
in avanti” di Bush. Ha pertanto richiesto una protesi nella regione
della bocca, oltre al naso completamente prostetico che indossava
per il film. Nel film compaiono poi anche Steve Carell
nei panni di Donald Rumsfeld, Alison Pil in quelli
di Mary Cheney e Tyler Perry come Colin Powell.
L’attore Jesse Plemons è invece Kurt, il narratore.
Le nomination all’Oscar del film
Come anticipato, il film ha ottenuto ben
otto nomination agli Oscar 2019, ma è riuscito a vincere solo nella
categoria Miglior Trucco e Acconciatura. Adam
McKay, il regista e sceneggiatore, ha perso i premi per
Miglior Regista (vinto da Alfonso Cuarón
per Roma) e Migliore Sceneggiatura Originale (andato
a
Green Book). Christian Bale,
per la sua interpretazione di Dick Cheney, è stato sconfitto come
Miglior Attore Protagonista da Rami Malek per Bohemian
Rhapsody. Anche Sam Rockwell e
Amy Adams,
candidati rispettivamente come Miglior Attore Non
Protagonista e Migliore Attrice Non Protagonista, sono
stati battuti da Mahershala Ali (Green
Book) e Regina King (Se
la strada potesse parlare). Infine, la nomination per il
Miglior Film è andata a
Green Book, e il Miglior Montaggio a Bohemian
Rhapsody.
Il trailer di Vice –
L’uomo nell’ombra e dove vedere il film in streaming
e in TV
È comunque possibile fruire del
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Vice –
L’uomo nell’ombra è infatti disponibile nei cataloghi
di Rakuten TV,Chili, Google Play,
Infinity, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di martedì 16 agosto alle ore
23:00 sul canale Rai
Movie.