Alla 16esima Festa del Cinema a Roma, viene presentata la prima delle otto puntate della serie A casa tutti bene – La serie che Gabriele Muccino ha deciso di trarre dal suo A casa tutti bene del 2018, e che a dicembre uscirà su Sky e NOW.
A casa tutti bene – La serie, un sequel del film
La storia riprende da lì dove aveva lasciato tutti i personaggi o, meglio: li segue una volta che ognuno è tornato nella propria abitazione, ripartendo daccapo su alcuni dettagli della trama e approfondendone molti, ovviamente.
Il cast è completamente diverso, a partire dai genitori capostipiti della piramide famigliare: ove nella versione filmica c’erano Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti, qui ci sono Laura Morante e Francesco Acquaroli; così come per i loro tre figli che erano interpretati da Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Sabrina Impacciatore, e ora lo sono da Francesco Scianna, Simone Liberati e Silvia D’Amico.
I personaggi di A casa tutti bene – La serie
La storia è inesorabilmente corale, e lo diventa con l’innesco della festa di compleanno indetta per i settant’anni di papà Pietro (Acquaroli, appunto), quando nel lungometraggio si trattava, invece, dei suoi cinquant’anni di matrimonio con la moglie Alba (Morante).
Tutto il clan si riunisce con ogni annesso e connesso: dunque anche i cugini Riccardo (Alessio Moneta) e Sandro (Valerio Aprea) con le rispettive mogli Luana (Emma Marrone) e Beatrice (Milena Mancini), accompagnati dalla mamma Maria (Paola Sotgiu, che prende il posto di Sandra Milo), che sarà l’elemento da cui scaturirà la chiave narrativa verso un intrigo sanguinario.
E quanto sguazza in tutto questo marasma, Muccino, quanto è evidente il suo gusto per i terreni tremanti su cui si muovono i suoi attori e che da un momento all’altro erutteranno «lapilli e lava», per dirla con Guccini. Il regista conA casa tutti bene – La serie aveva provato una certa affezione per il racconto e i suoi protagonisti, lasciando un interessante sospeso da cui dedurre come sarebbero poi andate le cose, eventualmente. E ha così deciso di ritornarci e dipanare i dubbi.
Un
dramma familiare in pieno stile mucciniano
La famiglia è il mastodontico calderone da cui Muccino ha sempre attinto, anche se la sua storia registica è notoriamente fatta di momenti talvolta incomprensibili. Ad ogni modo nella prima puntata di A casa tutti bene – La serie si vede la ripresa dei temi a lui cari, con ogni personaggio che è una bomba a orologeria che cammina, i piani sequenza vorticanti che cingono le scene in cui i dialoghi sono ansimati e – neanche a dirlo – urlati a squarcia gola.
Sicuramente rispetto al film è tutto più mediato, a partire dalla scelta recitativa dei singoli elementi del cast, che è chiaramente giustificato dalla tempistica disponibile per sviluppare con calma, nel corso delle puntate, ogni picco emotivo. Ed è probabilmente un gran vantaggio, perché l’effetto è molto più realistico, dà la possibilità di godersi l’attesa e di osservare lo svolgersi dei fatti.
Le infelicità come motore narrativo
L’infelicità, coperta da ipocrisie, doppie vite, inganno, manipolazione e ricatto, son sempre il motore che traina, quasi che l’ordinarietà fosse un’eterna e propulsiva angoscia. Ma è, appunto, più godibile e, tra l’altro, meno stressante.
Gabriele Muccino firma dunque un’idea buona, dal punto di vista del prodotto d’intrattenimento in sé, e anche la confezione pare essere – bene o male – dei bei tempi in cui le cose per lui andavano meglio. Resta solo da attendere e verificare se anche sul piano del racconto sia così. Un minimo di curiosità è stata destata e, per il momento, tanto basta.





L’universo Marvel include
più divinità, sia buone che cattive. Divinità come Uatu
l’Osservatore e Mefisto hanno svolto ruoli di primo piano in
diverse trame nel corso degli anni, cementando il loro posto nel
pantheon della Marvel. Tuttavia, la Marvel ha anche alcune divinità
meno conosciute, come il cosiddetto Celestiale Dormiente.
Nonostante il loro
confinamento nelle caverne, i Devianti alla fine accumularono un
notevole potere. Le mutazioni hanno permesso loro di evolversi più
velocemente degli umani e ben presto hanno sviluppato la
tecnologia, in particolare l’ingegneria genetica.

Signore della guerra e
dittatore, Kro agisce spesso come generale dei Devianti. Ha 100.000
anni e ha la capacità di cambiare forma, cosa che lo rende più
vicino agli Eterni rispetto ai suoi compagni Devianti. È entrato in
contatto con gli umani nel corso della storia, che spesso lo hanno
confuso con esseri mitologici come Plutone e persino il
Diavolo.
La razza aliena conosciuta
come Skrull proviene dal pianeta Skrullos, situato nella Galassia
di Andromeda. Nonostante facciano parte dell’universo Marvel da più
di 60 anni, gli Skrull hanno raggiunto l’apice della loro fama
grazie alla loro ormai iconica invasione della Terra, che sarà al
centro dell’attesissima serie
Non tutti i Devianti hanno
abilità, a differenza degli Eterni che possiedono tutti una pletora
di poteri. I Devianti sono anche più deboli dei loro eterni nemici,
cosa che aggiunge un ulteriore livello di risentimento alla già
sgradevole dinamica tra le razze.
Ad un certo punto del
trailer, vediamo Batman e Catwoman in quello che sembra essere un
edificio in costruzione. Questa sequenza sembra essere divisa in
due parti. In un primo momento, Catwoman tocca il braccio di Batman
prima di allontanarsi da lui. Poi, gli accarezza il viso. Questa è
la sequenza che crediamo possa provenire da uno dei momenti finali
di
Il motivo per cui pensiamo
che questa scena in particolare possa provenire dalla fine del film
ha a che fare con la relazione tra Batman e Catwoman. Il primo
trailer di Batman mostrava i due mentre si combattevano tra loro,
suggerendo che all’inizio del film fossero avversari. Detto questo,
non è irragionevole presumere che il film vedrà svilupparsi la loro
relazione. È qui che entra in gioco il momento ambientato
sull’edificio in costruzione, dal momento che mostra Selina e Bruce
in un rapporto molto più intimo.
Ci sono stati alcuni casi
in cui i film di supereroi hanno mostrato le loro scene o momenti
finali nei trailer, come capitato con
The
Batman
“























Il regista Jens
Sjögren – con un passato da chef, conduttore tv, attore –
racconta Ibrahimović senza fare un’agiografia e
senza dare alcun giudizio sul giocatore. Compone un classico
racconto di formazione e di riscatto, articolato in un susseguirsi
di flashback e flashforward. Disegna la parabola ascensionale del
giocatore tenendo sempre al centro sia il talento, che il non
essere accettato, il sentirsi sempre additato per il suo
comportamento. Un problema caratteriale che gli viene dalla sua
formazione umana, dalla famiglia, dalle privazioni, dallo spirito
di rivalsa che cova e trasforma in aggressività.
Sjogren sceglie la forma filmica piuttosto che la
documentaristica, dà il suo taglio al lavoro, concentrandosi sui
momenti che lo interessano, ovvero le fasi che precedono il grande
successo, poiché, come si dice nei titoli di coda: “il resto è
storia del calcio”.
Non abbiamo ancora finito
con il 2021, ma comunque, guardando al 2023, ci sono stati alcuni
grandi cambiamenti nei piani dei Marvel Studios.
L’uscita di
Al momento abbiamo solo un
film del 2024 prenotato dai Marvel Studios e arriverà il 16
febbraio di quell’anno. Cosa sarà? Onestamente, le possibilità sono
infinite, con Blade e Deadpool 3
in pole position per quella data (Deadpool ha aperto con numeri
enormi in quel periodo dell’anno, nel 2016).

Uno dei più grandi problemi
a cui si va incontro col passare del tempo è la capacità di
mantenere i singoli film attraenti e accessibili ai nuovi fan – che
non hanno visto tutti i film precedenti, e che potrebbero non
volerli recuperare nella loro globalità. Ognuno dei film di questi
universi ha qualche connessione con gli altri, specialmente per
quanto riguarda il MCU. Fare quindi in modo che questi film stiano
in piedi da soli e costruiscano un universo più grande allo stesso
tempo, non è un’impresa da poco.
Mentre non c’è dubbio che i
film di supereroi siano ancora incredibilmente popolari, e le cifre
del box office non mostrano un grande calo della loro popolarità
(tenendo conto dell’effetto della pandemia), è ancora vero che, con
la crescita del genere supereroistico, il pubblico ambisce a più di
una semplice super-storia.
Sia la Marvel che la DC
sono note per avere un “villain problem“,
con cattivi che non sono così coinvolgenti, ben caratterizzati o
stratificati come gli eroi. La Marvel è stata criticata per i
cattivi bidimensionali che vengono facilmente uccisi, mentre la DC
ha un problema simile con cattivi dimenticabili e mal adattati.
Doomsday, in particolare, è stato poco gradito sia
dai fan che dalla critica, mentre altri film come
La Marvel ci ha messo quasi
un decennio di uscite costanti per produrre finalmente un film di
supereroi al femminile (
Un problema che è quasi
garantito con franchise così grandi è quello della continuità
narrativa – specialmente quando cattivi più grandi e crisi
minacciano la Terra. Diventa sempre più difficile mantenere ogni
dettaglio e linea temporale accurata, e spiegare perché i supereroi
non si sono uniti ai grandi combattimenti dei film precedenti.
Inoltre, l’abbandono di attori, come
Con franchise così grandi,
e così tanti registi e attori che lavorano per un unico universo,
non è una sorpresa che ci siano alcuni problemi di comunicazione e
di collaborazione. Che si tratti della causa tra
La DC e la Marvel sembrano
aver adottato approcci molto diversi al problema di cercare di
mantenere una visione coerente in un enorme universo collegato.
Mentre la Marvel mantiene una stretta presa sulla sua visione
creativa e produce film e serie TV che hanno lo stesso tocco
essenziale, la DC ha scelto di creare una serie di film di cui si
percepisce la diversità di fattura. I film della
La Marvel certamente ha
faticato più della DC in questo, infatti solo recentemente è stata
in grado di riconquistare i diritti degli
Sicuramente non limitata ai
film di supereroi, la pandemia di COVID-19 ha portato scompiglio
nelle uscite cinematografiche e, di conseguenza, nelle cifre del
box office. The Suicide Squad, nonostante sia
stato il film DC più visto sulla HBO, è stato un flop al
botteghino, non riuscendo a recuperare il budget di produzione.
Black Widow, nonostante fosse un film che i fan
aspettavano da anni, è stato rilasciato su 




