Dopo avervi parlato delle famose attrici francesi Odile Vuillemin e Juliette Roudet, protagoniste della serie Profiling, oggi ci spostiamo nella bella Svezia per conoscere una delle sue artiste più promettenti. Stiamo parlando di Ida Engvoll, protagonista di film e serie tv di successo come Rebecka Martinsson e Love and Anarchy.
Se la vostra conoscenza della Svezia si ferma alla sua geografia o al catalogo Ikea venite con noi a scoprire tutto quello che c’è da sapere su Ida Engvoll, una delle attrici svedesi più famose degli ultimi anni.
Ida Engvoll film e serie tv: gli inizi della sua carriera
Nata a Söderhamn, in Svezia, il 6 ottobre 1985, Ida Engvoll comincia a studiare recitazione fin da bambina seguendo corsi di teatro e di musica. La sua istruzione continua e, dopo aver ottenuto il diploma, Ida si iscrive all’Accademia Teatro di Stoccolma che frequenta dal 2007 al 2010. Negli anni in cui frequenta l’accademia, è molto attiva e partecipa come co-editrice anche a un progetto antologico teatrale su scala nazionale.
Terminati i suoi studi a Stoccolma, Ida è pronta per lanciarsi nel mondo dello spettacolo. L’attrice comincia la sua gavetta e accetta alcune ‘comparsate’ e piccoli ruoli in serie tv scandinave come Levande Begravd (2009), Friedriks Nya Mamma (2011), De Dödas Röster (2011) e Arne Dahl: Europa Blues (2011). Il suo debutto sul grande schermo invece arriva nel 2013 quando partecipa al film, diretto da Birger Larsen, Mördaren Ljuger Inte Ensam.
La grande occasione cinematografica per Ida Engvoll, tuttavia, arriva nel 2015 quando viene scelta per un ruolo nel film Mr. Ove, diretto da Hannes Holm. Adattamento cinematografico del romanzo L’Uomo Che Metteva In Ordine Il Mondo di Fredrik Backman, riceve nel 2017 due candidature agli Oscar.
Ove Lindahl (Rolf Lassgård), è un sessantenne che vive in un quartiere residenziale di cui è presidente e che gestisce con il pugno di ferro. Dopo aver perso sua moglie Sonja (Ida Engvoll) a causa di un cancro sei mesi prima, Ove è caduto in una profonda depressione che ha influito inevitabilmente sulle sue relazioni interpersonali.
Vedovo e pensionato, per Ove la gestione del quartiere è diventata ormai la sua unica ragione di vita. Per questo motivo, quando l’incarico gli viene tolto e affidato a un suo ex amico, Rune (Börje Lundberg), l’uomo decide di farla finita. Tuttavia, i suoi tentatii di suicidio vengono continuamente interrotti…
Ida Engvoll in The Bridge
Nel 2015, oltre a partecipare al film Mr. Ove, Ida fa il suo debutto nella famosa serie The Bridge (in svedese, Bron), ideata da Hans Rosenfeldt per la SVT1, famoso network svedese. La serie crime thriller, in onda dal 2011 al 2018 per 4 stagioni e 38 episodi, fa strage di consensi tra pubblico e critica, spingendo i produttori a venderne i diritti in diversi paesi. Negli anni, infatti, spuntano ben cinque remake della serie, uno statunitense, uno franco-britannico (The Tunnel), uno russo-estone, uno malese e uno austro-tedesco (Pagan Peak).
La serie, ambientata tra Svezia e Danimarca, si apre con un misterioso duplice omicidio. Sul ponte di Øresund vengono ritrovati dei resti umani posizionati proprio sulla linea di confine tra i due paesi scandinavi. Non sapendo bene di chi sia la giurisdizione, le forze di polizia di entrambi i paesi cominciano a lavorare sul caso, collaborando per l’identificazione del cadavere.
Le analisi preliminari rivelano che i resti appartengono a due persone differenti, una politica svedese e una prostituta danese. Per questo motivo le autorità di entrambi i paesi sono ‘costrette’ a collaborare per giungere alla risoluzione del caso. Le indagini vengono quindi affidate alla detective svedese Saga Norén (Sofia Helin) e all’agente danese Martin Rohde (Kim Bodnia).
Durante le investigazioni, il duplice omicidio viene rivendicato da un presunto terrorista che, servendosi di un giornalista, denuncia la società contemporanea e giura vendetta. Sarà compito di Saga e Martin lavorare insieme per assicurare questo pericoloso assassino alla giustizia.
Nella serie The Bridge, Ida Engvoll interpreta Tina, una giornalista che viene licenziata dopo aver pubblicato una soffiata che causa la morte di un uomo. L’attrice compare solo in tre episodi della terza stagione.
Ida Engvoll in Rebecka Martinsson
Nel 2017 per Ida Engvoll arriva la grande occasione televisiva quando viene scelta per il ruolo della protagonista nell nuova serie poliziesca Rebecka Martinsson, basata sui romanzi di Åsa Larsson. Diretta da Fredrik Edfeldt e scritta da Mattias Grosin e Henrik Engström, la prima stagione della serie è basata su ben quattro dei romanzi della scrittrice, ovvero:
- The Blood Spilt
- Black Path
- Until Your Anger Ends
- To Sacrifice To Moloch
La serie debutta, con la sua prima stagione di 8 episodi, su TV4, il più grande canale svedese, nel marzo del 2017 ed ha come protagonista Ida Engvoll. Nella seconda stagione – ancora inedita in Italia – però molte cose cambiano, a partire proprio dal ruolo di Rebecka Martinsson che viene affidato a Sasha Zacharias. Inoltre, la seconda stagione sembra non sia basata su nessuno dei libri di Åsa Larsson che ha comunque deciso di partecipare alla stesura dello script.
La serie racconta la storia di Rebecka Martinsson (Ida Engvoll – Sasha Zacharias), un brillante avvocato originaria di Kiruma ma trasferitasi a Stoccolma per lavoro. Nonostante nella capitale svedese Rebecka abbia ottenuto un grande successo, lavorando per un prestigioso studio legale, la donna decide di tornare a casa.
A spingerla a questa decisione è la scioccante notizia della morte improvvisa di una sua cara amica d’infanzia. Quando Rebecka torna a Kiruma, scopre però che quella morte misteriosa non è stata accidentale ma che si tratta di un omicidio. Una delle sue più care amiche è stata uccisa e ora è compito suo risolvere il caso…
Ida Engvoll in Love and Anarchy
Negli anni successivi Ida continua a lavorare quasi esclusivamente sul piccolo schermo e in serie tv svedesi come Vår tid är nu (2017-2019), Bonusfamiljen (2017-2018) e Andra Åket (2018). Nel 2020 tuttavia, la Engvoll fa un bel salto di qualità entrando a far parte del cast della serie ‘dramedy’ dal titolo Love and Anarchy (titolo originale, Kärlek & Anarki), prodotta dal gigante dello streaming, Netflix. Ideata da Lisa Langseth – regista e sceneggiatrice del film del 2017 Euphoria con Alicia Vikander ed Eva Green -, Love and Anarchy è la seconda serie svedese prodotta da Netflix, dopo Quicksand.
La serie è ambientata nel 2018 a Stoccolma e ha come protagonista Sofie Rydman (Ida Engvoll), una consulente aziendale molto ambiziosa, nonché madre di due figlie e moglie frustrata di un regista pubblicitario. A causa dei numerosi impegni lavorativi di entrambi, la passione tra Sofie e suo marito si è ormai spenta e la donna è costretta a trovare piacere altrove.
Quando Sofie viene assunta dalla casa editrice Lund & Lagerstedt, la sua monotona vita prende una svolta inaspettata. Sorpresa una sera in ufficio a masturbarsi dal giovane addetto informatico Max Järvi (Björn Mosten), la donna comincia con il suo collega un gioco assai audace fatto di flirt e scappatelle. Nonostante le regole prestabilite, il loro gioco si fa sempre più ‘pericoloso’ e ben presto sono i sentimenti a mettere a entrambi i bastoni tra le ruote…
Love and Anarchy è andata in onda per una sola stagione di 8 episodi e ad oggi non sappiamo se o quando la serie tornerà con una nuova stagione. Netflix, infatti, non ha ancora annunciato il rinnovo o la cancellazione di Love & Anarchy ma la notizia potrebbe arrivare entro la fine del 2020.
Ida Engvoll su Instagram
Se volete essere sempre aggiornati sulle ultime avventure professionali di Ida Engvoll e sulla sua vita privata, vi consigliamo di seguire il suo account Instagram ufficiale. Non dimenticate inoltre di seguire l’account ufficiale della serie Love and Anarchy e ovviamente quello di Netflix per tutti gli aggiornamenti.










10 giorni con Babbo
Natale è un Road Movie



Inizialmente, Gamora si è
isolata dagli altri e non si è fidata di nessuno. Per non parlare
della complicata relazione con suo “padre”
Anche se oggi è un eroe,
Bucky Barnes non ha mai avuto molto spazio nei film e sembra quasi
che il
A differenza della maggior
parte degli Avengers originali, Occhio di Falco non ha mai avuto il
suo film in solitaria e anche il suo ruolo in altri film del
Ad oggi, sembra che
Spider-Man sia sulla buona strada per diventare il nuovo Iron Man.
Tuttavia, questo sembra un potenziale sprecato, poiché Peter Parker
ha tutto ciò di cui ha bisogno per imparare a stare in piedi da
solo. Peter ha iniziato il suo viaggio da supereroe da bambino e
alla fine è diventato più fiducioso, convinto di poter aiutare le
persone.
Il problema più grande di
Bruce Banner era che odiava se stesso, quello che diventava, il suo
“lato oscuro”. Era come se ci fossero due persone invece di una –
Hulk e Bruce Banner – ed era impossibile per quest’ultimo
conciliare le due parti della sua personalità.
Thor avrebbe potuto
classificarsi più in alto in questa lista, se solo non si fosse
indebolito in
Nebula è uno dei pochi
antagonisti del
Alcune persone odiavano
Steve Rogers dopo che questi ha preso la decisione di tornare
indietro nel tempo in 







Ammantando la storia che
vuole raccontare di nostalgia, David Fincher
utilizza lo spazio del film per mettere in scena il suo Paese, le
difficoltà che esso affronta sia da un punto di vista politico sia
da quello dell’informazione, attraverso un lavoro che percorre
tanti punti di vista, tanti personaggi, tante situazioni,
scegliendo la forma del flashback per giustificare e raccontare
qual è il mondo, la Hollywood nella quale Mank stesso vive a dalla
quale attinge il materiale che riverserà nella storia di
Charles Foster Kane. Le writers room, la crisi
economiche, le elezioni in California, la nube che si addensa
sull’Europa, William Randolph Hearst (magnate
della comunicazione su cui varrà modellato il Kane immaginario), la
dolce Marion Davies, l’alcol, la devozione di e
per Sara, ma soprattutto l’impossibilità di tacere qualsiasi
pensiero, anche il più scomodo, che passa per la testa del
protagonista.
Il grande cinema su
Netflix



Con un cast e una crew
quasi completamente al femminile, Fata madrina
cercasi cerca di rintracciare nell’autonomia di una donna
moderna il suo scopo, la sua felicità. È così che mentre gli sforzi
di Eleanor sono rivolti a cercare un consono principe azzurro per
Mackenzie, la donna è presa soprattutto dalle figlie, dalla sorella
e dal lavoro, senza dare troppo peso a una eventuale relazione
romantica.
Proprio come sua sorella
gemella, Quicksilver è stato il più vicino ad essere un mutante
rispetto a tutti gli altri personaggi apparsi nel MCU. Nel caso di
Pietro, la scoperta del gene mutante e dei poteri sempre più
onnipotenti di Wanda potrebbe dargli una meritata seconda
possibilità per dimostrare il suo valore, dopo la sua morte in
La stessa Carol Danvers
potrebbe rivelarsi una mutante geneticamente modificata per
assorbire il potere del Tesseract, il che spiegherebbe perché una
semplice esplosione l’ha resa uno dei personaggi più potenti del
MCU. Come mutante, Carol Danvers potrebbe diventare il modello
definitivo del gene X, fungendo da icona per i mutanti in tutto
l’universo. Questo potrebbe anche essere il motivo per cui Kamala
Khan adotta il soprannome di Ms. Marvel. Inoltre, nuovi personaggi
come Wiccan e Speed potrebbero trovare un modello in un mutante
come Captain Marvel. Opposta a Kamala, l’iconico pilastro degli
X-Men, Rogue, potrebbe essere introdotta nel MCU come principale
antagonista di Captain Marvel, prima dell’assorbimento dei poteri
di Carol Danvers da parte dei mutanti.
Kamala Khan è uno dei
personaggi centrali della Marvel quando si tratta di affrontare il
tema delle lotte sociali in relazione alle abilità sovrumane. I
suoi geni sono disumani nei fumetti, ma dopo il flop della serie
Inhumans, il MCU potrebbe scegliere di riconfigurare i
poteri di Kamala e renderla una mutante.
La rivelazione di Hulk come
mutante potrebbe essere una delle più grandi sorprese che la Fase 4
del MCU possa offrire. Ovviamente, questo non significa che la
Disney dovrebbe riconfigurare Hulk per essere il principale potere
mutante di Bruce Banner, ma i geni di Banner potrebbero spiegare
perché non è morto nel suo fatidico incidente Gamma. In base a
quanto visto ne L’incredibile Hulk, il manuale della
miostatina di Betty Ross e una ricreazione fallace del Siero del
supersoldato sono stati i due elementi che hanno causato
l’esplosione Gamma che ha poi donato a Bruce Banner la maledizione
di Hulk, ma anche i suoi dormienti geni mutanti avrebbero potuto
essere coinvolti.
Nei fumetti, America Chavez
è strettamente connessa al Multiverso, essendo nata e cresciuta in
una realtà senza tempo e senza spazio chiamata Utopian Parallel. I
suoi poteri di distorsione della realtà provengono dal Demiurgo,
un’entità magica che ha distrutto la sua realtà domestica.
Il viaggio di Janet van
Dyne nel Regno Quantico, a cui molti non sarebbero potuti
sopravvivere, le ha dato la capacità di guarigione quantistica
invece di ucciderla. Avrebbe molto senso collegare l’improbabile
sopravvivenza di Wasp con i suoi geni mutanti latenti.








