Non si sa ancora quale personaggio
interpreterà Awkwafina in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, ma
la talentuosa attrice (vista nel bellissimo
The Farewell) sembra destinata a diventare una figura
chiave dell’Universo Cinematografico Marvel. Allo stato attuale (anche a
causa della pandemia di Covid-19), il progetto rimane avvolto nel
più fitto mistero, ma la speranza è quella di vedere a breve un
primo sguardo al film e, soprattutto, che la data di uscita nelle
sale resti confermata per il 9 luglio 2021.
Parlando con Style Caster,
Awkwafina ha anticipato qualcosa in merito al suo
ruolo nel prossimo attesissimo film dei Marvel Studios. “C’è un
po ‘di me in ogni personaggio che interpreto, il che è un bene e un
male”, ha spiegato la star di Jumanji:
The Next Level quando le è stato chiesto cosa poteva
rivelare in merito al suo ruolo. “Mi sento come se potessi
relazionarmi con lei. Non posso dire molto sul personaggio, ma
posso dire che è stata scaraventata in un mondo in cui non sa
davvero cosa fare. Allo stesso tempo, sta scoprendo molte cose su
se stessa.”
Alla domanda su come la Marvel abbia
evitato i tropi narrativi in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings,
Awkwafina ha risposto: “Quando pensi alle cose
che hanno caratterizzato sia gli asiatici che gli asiatici
americani nei media americani, pensi a cose come il kung fu e le
arti marziali. Anche se il film parla di questo, siamo stati in
grado di lavorare con squadre di stuntman di livello mondiale,
fatte di persone che vivono di questo. Quindi, l’autenticità con
cui lo studio e il regista Destin Daniel Cretton si sono
approcciati a questi tropi è davvero molto
speciale.”
Con un po’ di fortuna, Shang-Chi rappresenterà un grande passo avanti
per il MCU in termini di diversità, andando ad aggiungere alcuni
importanti volti nuovi alla Fase 4, che dovrebbero giocare un ruolo
chiave anche in futuro. Lo stesso Shang-Chi, ad esempio, dovrebbe
diventare un personaggio fondamentale nella narrativa dell’universo
condiviso. Tuttavia, considerato il cast di supporto, è un discorso
che potrebbe tranquillamente estendersi a tutti i personaggi
coinvolti nella storia.
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.
Quello di Hollywood è un universo
complesso in cui attori e attrici, interagendo tra loro,
determinano il destino gli uni degli altri. Ci sono attori infatti,
magari non eccessivamente famosi, che acquistano un po’ di
notorietà in più grazie ai loro rispettivi compagni. Tra questi c’è
anche Ryan Dorsey, attore principalmente di serie
tv, diventato famoso grazie alla sua storia con una delle maggiori
interpreti di Glee, Naya
Rivera.
Scopriamo quindi tutto
quello che c’è da sapere su Ryan Dorsey, sulla sua
carriera in tv e sulla sua turbolenta vita privata e
sentimentale.
Ryan Dorsey film e serie tv: gli
inizi della sua carriera
Nato il 19 luglio del
1983 a Chesapeake, in West Virginia,
Stati Uniti, Ryan Keith Dorsey comincia a interessarsi alla
recitazione soltanto al liceo. Da sempre
appassionato di sport, dopo le scuole medie, Ryan
si trasferisce dalla piccola Chesapeake a
Charlotte, in North Carolina. Il trasferimento in
una città più grande, infatti, avrebbe dato al giovane Dorsey
maggiori opportunità di successo. Purtroppo, a causa di un trauma
cerebrale subito a causa di un incidente, Ryan è costretto a
ritornare in West Virginia e a frequentare la Riverside High
School.
Non potendo più praticare il suo
tanto amato football a causa del trauma subito, il ragazzo decide
di dedicarsi ad attività alternative. E’ in questo periodo infatti
che comincia a interessarsi alla recitazione, aderendo al programma
teatrale della scuola, gestito da un attore professionista di
Hollywood ‘in licenza’.
Dopo il liceo, Ryan decide di
iscriversi alla Western Carolina Univerisity con l’intenzione di
unirsi poi alla squadra di football della scuola. Tuttavia,
soltanto dopo il primo anno, Ryan abbandona la WCU per trasferirsi
a New York e iscriversi al NY Conservatoryfor Dramatic
Arts. Qui il ragazzo studia recitazione e arti
drammatiche e comincia a gettare le basi della sua
carriera nel mondo dello spettacolo.
In quegli anni Ryan comincia a
partecipare ai primi progetti cinematografici e televisivi. Dopo
aver girato alcuni cortometraggi, dal 2013 per Dorsey arrivano i
primi ruoli importanti. L’attore ottiene piccoli ruoli in serie tv
di successo come Southland (2013), Parks
and Recreation (2013), Mob City (2013),
You’re The Worst (2014), The
Mentalist (2014) e Shameless (2015).
Ryan Dorsey in Justified – L’uomo
della legge
Nel 2015, tuttavia, per Ryan Dorsey
arriva la prima grande occasione. Quell’anno viene infatti scelto
per entrare a far parte del cast della serie Justified –
L’umo della Legge, creata da Graham
Yost per il canale della FX. La serie è
basata sul personaggio immaginario di Marshal Raylan
Givens, protagonista dei romanzi Pronto,
A Caro Prezzo (Riding The Rap), Raylan e
Fuoco in Buca (Fire in the Hole) di Elmore
Leonard.
Il protagonista della serie è
Raylan Givens (Timothy
Olyphant), un ufficiale degli Stati Uniti dalla
condotta decisamente anticonvenzionale. Nonostante faccia parte
delle forze armate statunitensi e debba rispettare un certo codice
di comportamento, con i suoi modi, Raylan è molto più simile a uno
sceriffo del vecchio west.
La sua personalità abrasiva e la
sua condotta ai limiti della legalità, lo mettono continuamente nei
guai, rendendolo un target per le organizzazioni criminali e non
solo. E’ proprio a causa di un diverbio con il suo superiore che
Raylan viene riassegnato a Lexington, in Kentucky. Tra i vari
distretti sotto la sua giurisdizione c’è anche Harlan County, sua
piccola cittadina natale da cui Raylan era ‘fuggito’ quando era
ancora molto giovane.
Ryan Dorsey in
Justified interpreta il personaggio di Earl Lennon,
fratello minore di Carl, nonché nuovo membro dell’impero criminale
di Boyd Crowder. Introdotto nella sesta stagione della serie,
inizialmente Dorsey avrebbe dovuto girare solo tre episodi che sono
poi diventati cinque e infine dieci. La serie, in onda dal 2010 al
2015, conta ben 6 stagioni e 73
episodi e Ryan Dorsey compare in un arco di 10 episodi
della sesta stagioni, composta da sole 13 puntate. [fonte:
Fandom]
Ryan Dorsey in Blood Father
Dopo l’esaltante esperienza sul set
di Justified, la carriera di Ryan prosegue a gonfie vele. Negli
anni successivi lo vediamo, sempre in tv, nel cast di serie come
Crowded (2016), The Vampire
Diaries (2016), Animal
Kingdom (2016), The Night Shift
(2016) e Pitch 2016). Nel 2016 però si trasferisce
brevemente dal piccolo al grande schermo, partecipando alla
realizzazione del film Blood
Father, diretto da Jean-François
Richet e con Mel
Gibson.
Il film – presentato al
Cannes Film Festival – è tratto dall’omonimo
romando di Peter Craig e raccona la storia dell’ex detenuto John
Link (Mel
Gibson). Ex biker di professione, dopo aver scontato
nove anni di carcere per traffico d’armi John adesso è in libertà
vigilata. Grazie alla riabilitazione e alle riunioni degli
alcolisti anonimi, l’uomo ormai sembra essersi lasciato il suo
passato criminale alle spalle. Adesso infatti riga dritto, vive in
una roulotte nel deserto dell’Arizona e passa le sue giornate
facendo tatuaggi e con Kirby Curtis (William H.
Macy), il suo migliore amico. Nonostante adesso viva
una vita onesta e tranquilla, John ha un grande rimpianto, ovvero
aver abbandonato sua moglie e la sua bambina.
Un giorno però, John riceve una
strana telefonata proprio da sua figlia Lydia (Erin
Moriarty), ormai diciassettenne, che sembra essere in
pericolo. Correndo in suo soccorso, John trova sua figlia
visibilmente alterata; la ragazza è ubriaca e molto stanca e
finisce con l’addormentarsi in macchina. Frugando tra i suoi
effetti personali, John trova una pistola e capisce che Lydia è in
guai seri. La ragazza è infatti in fuga, dopo aver sparato il suo
ragazzo Jonah (Diego
Luna), nipote del padrino del cartello messicano.
Lydia ha pestato i piedi alla
persona sbaglia e adesso, per sfuggire agli scagnozzi di Jonah, a
padre e figlia non resta che darsi alla fuga.
Ryan Dorsey 2020: i nuovi
progetti
Nonostante il successo del film
Blood Father, Ryan continua la sua carriera dedicandosi
principalmente alla televisione. Negli anni successivi lo vediamo
infatti in diverse serie tv di successo come Major
Crime (2017), Colony (2017),
Nashville (2017), Ray
Donovan (2017), Runaways (2018),
Bosh (2019), Yellowstone (2019), The
I-Land (2019), SWAT (2019) e All
Rise (2019).
Anche il 2020 per Ryan
Dorsey, nonostante la pandemia da
Coronavirus ancora in corso, è stato un anno abbastanza
impegnativo dal punto di vista lavorativo. L’attore ha infatti
interpretato diversi ruoli in progetti televisivi come
Stumptown, The
Rookie e Station 19. Inoltre, pare
che l’attore sia impegnato anche con le riprese di un nuovo film,
stavolta per il grande schermo.
Si tratta da Heavy
Doom, un thriller scritto e diretto da Chad Edmund
Smith con Ryan Dorsey, Rebecca
Forsythe, Dustin Kerns. Del film, fermo
ancora in fase di pre-produzione causa pandemia, purtroppo non si
conoscono ancora molti dettagli. Il film racconta la storia di due
fratelli che, nella notte di Halloween, scoprono un terribile
segreto nella loro piccola città, un segreto che li porterà faccia
a faccia con qualcosa di mostruoso…
Ryan Dorsey e Naya Rivera: una
storia tormentata
Molto conosciuto negli States ma un
po’ meno qui da noi in Italia, Ryan Dorsey ha
acquisito negli ultimi cinque anni una certa popolarità grazie
anche alla sua relazione con Naya Rivera, star
della serie Glee.
I due si incontrano presumibilmente
tra il 2013 e il 2014. All’epoca Naya era appena uscita da una
relazione con il rapper Big Sean e sembra stesse
affrontando le conseguenze fisiche e psicologiche di un aborto.
Ryan è di grande conforto per Naya e cerca di starle vicino in
questo momento assai doloroso. Complici gli amici e le circostanze,
i due cominciano a frequentarsi tenendo la loro relazione il più
privata possibile.
Dopo qualche tempo, tuttavia, a
sorpresa Ryan e Naya decidono di sposarsi. Il loro matrimonio viene
celebrato da Cabo San Lucas, in Messino, il 19 luglio del
2014, nel giorno del compleanno di Ryan. Nonostante
l’estremo riserbo sulla loro vita privata, i due sembrano andare
d’amore e d’accordo. Solo un anno più tardi, infatti, a febbraio
del 2015 la coppia annuncia di aspettare un
figlio. Il piccolo Josey Hollis nasce il
17 settembre di quell’anno, riempiendo d’amore la
vita di entrambi.
Purtroppo però qualcosa sembra
rompersi nel loro rapporto e nel novembre del 2016, a sorpresa,
Naya chiede il divorzio, senza fornire troppe
spiegazioni. I due si separano ufficialmente però quasi un anno più
tardi, nell’ottobre del 2017. Ma i veri problemi cominciano qualche
settimana dopo. Durante le feste del ringraziamento, Naya
Rivera viene arrestata alla polizia per violenza
domestica ai danni proprio di Ryan Dorsey, lasciando tutti
senza parole.
Secondo quanto riportato da
WCHS
sembra che a causa di una discussione, Naya abbia attaccato Dorsey,
colpendolo alla testa e al labbro. L’attrice, ammanettata e portata
in centrale, viene rilasciata poche ore più tardi dietro pagamento
di una cauzione da mille dollari. [fonte:
WCHSTV]
A seguito di quell’episodio, Ryan
decide di ritirare le accuse contro Naya e i due, il 14
giugno del 2018, decidono di ufficializzare il loro
divorzio e di optare per l’affidamento congiunto
di Josey. Tuttavia, due anni più tardi, nel marzo del 2020, gli
accordi sull’affidamento vengono modificati. Naya ottiene
infatti la custodia esclusiva di Josey senza ovviamente
interrompere i rapporto tra padre e figlio.
A mettere un punto alla storia
travagliata di Ryan e Naya è purtroppo un tragico avvenimento. A
luglio del 2020, Naya Rivera resta
uccisa in un terribile incidente. Uscita in barca con
il piccolo Josey, l’attrice annega trascinata dalle correnti del
lago Piru, in California. Il suo corpo, scomparso
tra i flutti, viene ritrovato senza vita solo una settimana più
tardi. A seguito quindi di questa tragedia, la custodia di Josey
viene assegnata al padre.
La morte di Naya Rivera è stata uno
shock per la sua famiglia, per i suoi amici e anche per i suoi fan.
Anche per Ryan, nonostante il divorzio, è stato difficile accettare
la scomparsa della madre di suo figlio. Eppure, c’è chi ha accusato
l’attore di essere già passato oltre la morte di Naya. Negli ultimi
mesi, infatti, sono girate voci su di una possibile relazione tra
Ryan Dorsey e
Nickayla Rivera, sorella della defunta Naya.
Le voci sono state ovviamente
smentite a gran voce da Dorsey che ha escluso ogni tipo di
coinvolgimento sentimentale con l’ex cognata. Ryan ha infatti
spiegato che Nickayla si è trasferita a casa sua per aiutarlo a
prendersi cura di Josey, ancora piccolo e traumatizzato dalla morte
della madre. Josey ha solo cinque anni ed è stato l’ultimo a vedere
Naya prima che la corrente del lago la portasse via. [fonte:
Tio]
Ryan Dorsey su Instagram
Per saperne di più sulla vita
privata e professionale di Ryan Dorsey, vi consigliamo di seguire
il suo account Instagram ufficiale.
Il flop di Justice
League al botteghino ha spinto la Warner Bros. ad
apportare tutta una serie di modifiche sostanziali al DCEU, con
personaggi che sono stati completamente eliminati e con storie che
sono state totalmente rinnovate. Una delle principali “vittime” di
questa revisione dell’universo condiviso da parte della major è
stato sicuramente il Deathstroke di Joe Manganiello.
L’ex star di True Blood è
apparsa brevemente nei panni di Slade Wilson in una delle due scene
post-credits della versione cinematografica di Justice
League. Manganiello era pronto a toranre nei panni del
mercenario nell’annunciato film dedicato a Batman che sarebbe stato
scritto, diretto, prodotto e interpretato da Ben Affleck. Sfortunatamente, quel progetto è
naufragato ed è passato nelle mani di
Matt Reeves, diventando l’attesissimo The
Batman che arriverà nelle sale nel 2022.
Durante una recente intervista con
Yahoo, Joe Manganielloha
condiviso alcuni nuovi dettagli sulla sceneggiatura ormai
accantonata di Affleck, facendo paragoni con il thriller del 1997
di David Fincher, The Game – Nessuna regola.
“Era una storia veramente dark in cui Deathstroke era come uno
squalo o un cattivo di un film dell’orrore che stava smantellando
la vita di Bruce dall’interno. Era una cosa sistemica: aveva ucciso
tutti quelli vicini a Bruce e aveva distrutto la sua vita per
cercare di farlo soffrire, perché sentiva che Bruce era
responsabile di qualcosa che gli era successo.”
Joe Manganiello rivela i piani
originali della scena post-credits di Justice League
Sembra anche che Ben Affleck sia stato ispirato in qualche
modo dall’arco narrativo di “Daredevil: Born Again” ad opera
di Frank Miller. “Era davvero bello, veramente
dark e davvero tosto”, ha aggiunto Manganiello. “Ero
veramente molto eccitato all’idea.”
L’attore ha anche confermato che, in
origijne, la sua scena post-credits in Justice
League sulla barca insieme al Lex Luthor di
Jesse Eisenberg, avrebbe dovuto spianare la strada
proprio al film di Affleck su Batman; alla fine, la sequenza è
stata rielaborata per collegarsi direttamente agli eventi di
Justice League – Parte 2, anche questo
poi abbandonato.
“Hanno rigirato tutti i dialoghi
di Jesse per anticipare la Justice League – Parte 2, che si sarebbe
focalizzato sulla Injustice League”, ha spiegato Manganiello.
“In origine, tutto quel dialogo riguardava Batman, ed è stato
cambiato con battute tipo: ‘Non dovremmo avere una lega tutta
nostra?’.”
Ricordiamo che Joe Manganiello tornerà nei panni del letale
mercenario Deathstroke nella
Snyder Cut di Justice
League che arriverà su HBO
Max il prossimo anno. La speranza è che la versione del
cinecomic ad opera di
Zack Snyder possa finalmente rendere giustizia al
personaggio e all’interpretazione di Manganiello.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Sembra proprio che
Spider-Man 3 stia prendendo la forma dei sogni dei
fan di tutto il mondo. Dopo
l’annuncio ufficiale di poche ore fa che Alfred
Molina tornerà ad interpretare Doctor Octopus nel film
con Tom
Holland, arriva da Collider una informazione che,
sebbene non ancora ufficiale, sembra lasciare grande spazio alla
possibilità di vedere nel film tutti e tre gli Spider-Man
cinematografici della storia recente.
Tobey Maguire,
Andrew Garfield,
Emma Stone e Kirsten Dunst sarebbero infatti in trattative,
ognuno con un grado di plausibilità differente, per partecipare al
film in diverse forme e con un diverso impegno. Sembra che gli
accordi più complicati siano quelli da mettere a punto con Maguire,
mentre Emma
Stone, che al momento è incinta, dovrebbe fare i conti
con questa circostanza per tornare ad essere Gwen Stacy.
Staremo a vedere in che misura
questa notizia, riportata in primo luogo da Collider, sarà considerata attendibile, mentre
ricordiamo che nel film ci sarà anche spazio per Benedict Cumberbatch e il suo
Doctor Strange.
Spider-Man 3 segna
il ritorno di Jon Watts come regista, dopo aver
diretto i primi due nel franchise di riavvio prodotto dai Marvel Studios. A partire da ora,
la data di rilascio prevista è il 21 dicembre 2021.
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecominge Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato –
l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro
film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.
Alfred Molina e le
sue quattro appendici metalliche riprenderanno il ruolo di Doctor
Octopus nel prossimo film di Spider-Man, con Tom Holland. Il malvagio scienziato
interpretato da Molina è stato il grande cattivo nel film
Spider-Man 2 di Sam Raimi del
2004, e ora tornerà per affrontare l’olandese Peter Parker nel
seguito ancora senza titolo di Spider-Man: Far From
Home del 2019.
Molina non è il primo veterano di
Spider-Man ad apparire al fianco dello Spidey di Holland: J. K. Simmons ha ripreso il suo ruolo di
J. Jonah Jameson dai film di Sam
Raimi , come abbiamo scoperto nella sequenza dei titoli di
coda di Far From Home. E secondo quanto riferito,
Jamie Foxx
tornerà nei panni del cattivo Electro, dopo essere apparso in
The Amazing Spider-Man 2 del 2014, il che
significa che il nuovo film sarà caratterizzato da cattivi di tutte
le epoche di Tobey Maguire e Andrew Garfield.
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 –
si sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man
3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al
fianco degli altri eroi del MCU.
Sebbene i film del MCU siano generalmente incentrati sull’azione
e sull’avventura, c’è tuttavia una notevole quantità di
romanticismo che pervade tutto il franchise, grazie alle varie
relazioni che sussistono tra i diversi personaggi, che siano esse
romantiche o soltanto platoniche. Al di là delle battute e dei
combattimenti, esistono incredibile e toccanti momenti di
sacrificio, o adorabili momenti romantici. Screen
Rant ha raccolto i 10 migliori momenti romantici (o più teneri)
dell’Universo
Cinematografico Marvel:
Il ballo di Peter e Gamora
Anche se Peter e Gamora
potrebbero non essere la migliore coppia del MCU, hanno avuto alcuni momenti
adorabili durante i film in cui sono apparsi. Questa scena tra Star
Lord e Gamora è un momento divertente e intimo che allude
all’inizio di una possibile storia d’amore tra i due nel primo
Guardiani
della Galassia.
Anche se la scena finisce con Gamora
che quasi lo attacca quando non capisce bene cosa sta facendo con i
suoi fianchi, è comunque un momento divertente e carino tra i
due.
T’Challa ascolta Nakia
La maggior parte di
Black
Panther si concentra su T’Challa che piange la morte di
suo padre e si sta adattando al suo nuovo status di leader di
Wakanda, quindi non c’è molto tempo per la storia d’amore tra lui e
Nakia. I due avevano una relazione che sembrava stesse andando in
pezzi quando Nakia non era d’accordo con le politiche isolazioniste
di Wakanda.
T’Challa avrebbe ascoltato sia lei
che Erik entro la fine del film e avrebbe deciso di rendere Wakanda
riconosciuta a livello globale e disposta ad aiutare chi ne aveva
bisogno. Sebbene non sia un gesto particolarmente romantico, mostra
comunque quanto T’Challa si preoccupi per Nakia e ascolti e
rispetti veramente le sue opinioni e idee.
La proposta di Tony a Pepper
È un piccolo momento in
Spider-Man:
Homecoming alla fine del film: Peter decide per il momento
di non unirsi agli Avengers come nuovo supereroe e di crescere
ancora un po’ prima di impegnarsi nella squadra. Peter si comporta
come se questo fosse un test da parte di Tony; tuttavia,
quest’ultimo era atteso da un’intera stanza piena di giornalisti
pronti a ricevere grandi notizie, quindi decide che forse era
giunto il momento di fare la proposta a Pepper.
Chiede al suo fidato amico e
collaboratore Happy se ha l’anello, con Happy che gli risponde di
averlo dal 2008 (quando è uscito il primo
Iron Man): lancia così l’anello a Tony, che
presumibilmente chiederà a Pepper di sposarlo di fronte alla
stampa.
Janet nel Regno Quantico
Come mostrato in un
flashback in Ant-Man
and the Wasp, Janet sceglie di sacrificarsi per salvare
tutti, incluso il suo partner Hank Pym, che aveva danneggiato la
sua tuta e non poteva sacrificarsi per un destino forse peggiore
della morte.
Non esita, anche se è un grande
sacrificio. Hank lo trova ammirevole, anche se gli manca molto:
così, lavora ogni giorno per cercare di trovarla nel Regno
Quantistico e salvarla.
Maria ricorda a Carol chi è
La maggior parte di
Captain
Marvel vede Carol Danvers che ricorda lentamente il suo
passato e tutto torna al suo posto quando ritrova la sua vecchia
migliore amica e collega pilota Maria e sua figlia, Monica.
Carol ha avuto difficoltà durante
l’intero film a capire chi era e, soprattutto, a chiedersi se fosse
buona o cattiva, ma tutto cambia quando si riconnette con Maria.
Che sia romantico o platonico, Maria e Carol hanno un legame che
non può essere spezzato.
Visione che si sacrifica per Wanda
In Avengers:
Infinity War, i Vendicatori combattono Thanos e cercano di trovare le Gemme dell’Infinito
prima che il Titano Pazzo possa raccoglierle tutte e far sparire
metà della popolazione. La Gemma della Mente è collegata a Visione
e il team sapeva che dovevano rimuoverla da lui per distruggerla,
cose che molto probabilmente lo avrebbe condotto alla morte.
Wanda ha combattuto contro ciò e
Shuri ha tentato di rimuoverlo in modo sicuro con la tecnologia di
Wakanda, ma non ci è riuscita. In una scena emozionante, Visione
implora Wanda di distruggere la Gemma per salvare tutti.
MJ mantiene il segreto di Peter
MJ ha scoperto che Peter
era Spider-Man verso la fine di Spider-Man:
Far From Home, proprio quando i due iniziano una
relazione. Peter non ha nemmeno bisogno di chiederle di mantenere
il segreto poiché, ovviamente, MJ manterrà e rispetterà il suo
segreto.
Almeno fino a quando,
sfortunatamente, il segreto di Peter non verrà rivelato al mondo
come l’ultimo trucco di Mysterio. L’inizio della relazione tra MJ e
Peter è adorabile e goffamente affascinante.
Il ballo di Peggy e Steve
Dopo aver viaggiato nel
tempo alla fine di Avengers:
Endgame, Steve ha deciso di rimanere nel passato in modo
da poter vivere la sua vita con Peggy, scegliendo di trascorrere il
resto della sua esistenza al fianco del suo grande amore piuttosto
che insieme a tutti gli altri Vendicatori.
Prima che Steve si sacrificasse in
Captain America: Il primo vendicatore, promise a Peggy un
ballo. È un momento adorabile quando si ripresenta
inaspettatamente: Peggy e Steve ballano insieme e Steve appare alla
fine del film come un uomo anziano, ormai felice, che consegna il
suo scudo a Sam.
Steve che salva Bucky
Steve Rogers e Bucky Barnes
hanno uno stretto rapporto che è spesso venato dalla tragedia,
poiché la loro storia è iniziata intorno alla Seconda Guerra
Mondiale, quando Bucky si unì alle forze statunitensi e Steve
divenne Captain America.
Steve è stato costretto a fare
apparizioni in pubblico e non è stato in grado di combattere al
fianco delle forze statunitensi come avrebbe voluto all’inizio di
Captain America: Il primo vendicatore. Bucky e il
suo reggimento vennero dati per dispersi, ma quando Steve seppe che
il reggimento era detenuto dall’HYDRA lasciò tutto, disobbedì agli
ordini e andò in missione per salvare il suo amico.
Il sacrificio di Valchiria
In
Thor:
Ragnarok, Valchiria è protagonista di un flashback in cui
ricorda di aver combattuto Hela insieme alle altre Valchirie. È una
scena meravigliosamente girata che trasmette il dolore che
Valchiaria prova quando tutti i suoi compagni guerrieri vengono
uccisi da Hela.
C’è un momento nel
flashback in cui Valchiaria ha una connessione con una delle altri
combattenti: Tessa Thompson ha detto che vede questo personaggio
come LA partner di Valchiaria, che in realtà si sacrifica per
nasconderla da Hela, rendendola così l’unica sopravvissuta di la
battaglia.
John Cena ha
mangiato 31 empanadas di fila per una scena di The Suicide
Squad di James Gunn, l’atteso sequel/reboot che vedrà
una nuova Task Force X imbarcarsi in una missione per cercare di
recuperare qualcosa di misterioso da un laboratorio dell’era
nazista. Poco altro si conosce in merito alla trama del film, ma è
quasi certo che ci sarà un bel numero di morti, soprattutto perché
– a quanto pare – i vari membri del team si uccideranno a
vicenda.
Nel film torneranno personaggi già
visti nella versione del 2016 di David Ayer, come Harley Quinn
(Margot
Robbie) e Amanda Waller (Viola
Davis), ma ci saranno anche tantissimi personaggi mai
apparsi prima sullo schermo. Tra questi figura anche il Peacemaker di John Cena, un
uomo che brama così tanto la pace da essere disposto anche ad
uccidere per ottenerla. Cena ha descritto Peacemaker come la
“versione snob di Captain America”, e i fan sono
indubbiamente desiderosi di saperne di più su di lui.
John Cena si è
unito a James Gunn e ad alcuni dei suoi compagni di
set durante il panel di WarnerMedia in occasione del CCXP della
scorsa domenica, e sebbene non abbia rivelato molto su Peacemaker,
ha parlato di una scena piuttosto difficile per il personaggio.
L’attore e wrestler ha ricordato di quando ha dovuto mangiare
un’empanada per la realizzazione di una particolare scena. Il
problema è che la scena è stata ripetuta diverse volte, quindi Cena
ha dovuto ingurgitare ben 31 empanados di fila.
“Un giorno abbiamo girato su un
tetto una scena in cui mangiavamo”, ha spiegato Cena (via
Screen Rant). “Io dovevo mangiare una empanada e così mi
sono impegnato a mangiarne una intera senza alcuna interruzione,
credendo che sarebbe stata un scena bellissima. Ma per James si
trattava di una ripresa molto più complessa. 31 empandas dopo, alla
fine ci siamo riusciti.”
A quel punto James Gunn – che durante il panel ha
confermato che il montaggio del film è ufficialmente terminato –
gli ha chiesto se avesse vomitato quella notte, e John
Cena ha risposto: “Credo che la 32esima
empanada mi avrebbe fatto esplodere, ma poi mi sono rilassato e mi
sono sbottonato i pantaloni. Le persone andranno a vedere il film e
a nessuno importerà di questa cosa. Quindi, per favore, ricordiamo
le empanadas!”
Jared Leto ha rivelato che l’atteso cinecomic
Morbius
fa parte di un universo espanso. Il film arriverà nei cinema a
marzo 2021, dopo essere stato posticipato a causa della pandemia di
Covid-19 (in origine, sarebbe dovuto arrivare nelle sale a luglio
di quest’anno). Interpretato anche daMatt
Smith e Tyrese Gibson, Morbius racconterà le origini dello scienziato
Michael Morbius (interpreteato da Leto), che cerca di sbarazzarsi
di una rara malattia del sangue che lo ha trasformato in un vampiro
superpotente.
I piani per un universo espanso di
Spider-Man hanno iniziato a circolare fin da
quando Andrew Garfield era ancora l’interprete in
carica del simpatico arrampicamuri. Tuttavia, dopo il flop di
The Amazing Spider-Man 2, Sony ha deciso di
accantonare quei piani. Da allora, però, la casa di distribuzione
ha rimesso in moto gli sforzi per costruire finalmente un universo
espanso. Il successo di Venom e di
Spider-Man:
Un Nuovo Universo hanno contribuito proprio alla costante
crescita dell’interesse, da parte dello studio, di sviluppare una
rete di personaggi interconnessi e legati proprio all’universo
dell’Uomo Ragno. Con l’Electro di
Jamie Foxx che dovrebbe tornare in
Spider-Man 3, è chiaro che le cose si stiano muovendo in
quella direzione, anche se non tutto è ancora perfettamente
chiaro.
Tuttavia, alcuni recenti commenti di
Jared Leto non fanno altro che avvalorare la
tesi secondo cui Sony si sta preparando per qualcosa di molto,
molto grande. Come introduzione al trailer giapponese di Morbius,
Leto si è lasciato sfuggire – forse involontariamente! – che il
film fa parte di un universo espanso. Sony possiede ancora i
diritti sullo Spider-Man di Tom Holland, oltre ai diritti su una sfilza di
altri personaggi legati all’Uomo Ragno.
“Non vedo l’ora che possiate
guardare il mio nuovo film, Morbius”, ha spiegato Leto (via
Screen Rant). “Sono davvero eccitato. Il film arriverà
molto presto. Penso che sarà divertente e non vedo l’ora che lo
vediate. È un ruolo entusiasmante, che fa parte di un universo
espanso. Ci sarà molto da aspettarsi, per tutti noi.”
Jared
Leto è il protagonista dello spin-off dedicato al
personaggio dello Spider-Verse in produzione alla
Sony, Morbius:.
Il premio Oscar interpreta il Dr. Michael Morbius, un biochimico
che tenta di curare una fatale malattia del sangue iniettandosi un
siero derivato da pipistrelli. Diventando Morbius, ha tutte le
qualità di un vampiro – incluso il gusto per il sangue umano.
Matt Smith,
Tyrese Gibson, Adria Arjona e Jared
Harris completano il cast del film, che uscirà
nelle sale il 31 luglio 2020. La Arjona interpreterà Martine
Bancroft, l’interesse amoroso del protagonista Morbius: nei
fumetti, Martine diventa una potenziale vittima della sua sete di
sangue mentre è alle prese con la trasformazione che lo ha reso una
strana versione da laboratorio dei vampiri soprannaturali della
tradizione.
Il creatore e regista di
Mad Max, George Miller, ha
dichiarato che onorerà la memoria dell’attore Hugh Keays-Byrne, interprete di Immortan Joe,
nell’annunciato prequel incentrato sul personaggio di Furiosa.
Keays-Byrne ha interpretato il villain in Mad Max: Fury Road del 2015. L’attore, scomparso
all’inizio di questo mese all’età di 73 anni, ha anche interpretato
il cattivo Toecutter, il leader della banda di motociclisti,
nell’originale Mad Max del 1979 con
Mel Gibson.
Il prequel di Mad Max: Fury Road sarà interpretato da
Anya Taylor-Joy nei panni di una giovane
Imperatrice, ruolo interpretato nel film del 2015 da
Charlize Theron. Il film vedrà nel cast anche da Chris Hemsworth e Yahya Abdul-Mateen II, anche se i loro
personaggi non sono ancora stati confermati. In passato Theron ha
espresso la sua delusione per il fatto che non sarebbe tornata nei
panni di Furiosa,
che molti hanno sempre definito una delle più grandi eroine
d’azione di questo secolo.
Secondo
Indiewire, Miller sta iniziando a prepararsi per le riprese del
prequel. Il regista sta attualmente lavorando al suo prossimo film,
Three Thousand Years of Longing. Tuttavia, si sta
preparando anche ad iniziare a girare il nuovo capitolo di Mad
Max e, a quanto pare, ha già iniziato a pensare a come onorare
la memoria di Hugh Keays-Byrne nel film. Miller ha anche
citato il personaggio di Toecutter come il collante che ha tenuto
insieme il primo film.
“All’inizio l’ho trovato
formidabile, al punto da essere spaventoso, perché era veramente
coinvolto in quello che faceva. La verità è che era una persona
accogliente e dolce… abbraccia tutti. Ho imparato a recitare da
lui, probabilmente più di chiunque altro con cui ho
lavorato.”
Il ruolo chiave di Immortan Joe in Mad Max: Fury Road
Anche se in molti potrebbero non
ricordare Toecutter, il ricordo di Immortan Joe è certamente più
vivido. Il villain è stato un elemento significato nella storia di
Furiosa
in Mad Max: Fury Road, elevandola alla
carica di Imperatrice nella società in cui governava. I dettagli
sul prequel sono al momento ancora scarsi, ma un modo per onorarlo
potrebbe essere quello di raccontare la storia dell’eventuale
ascesa di Furiosa
nei suoi ranghi. Furiosa
è passata dal vivere con un gruppo di donne nel deserto,
soprannominate Vuvalini, all’essere nelle grinfie di Immortan Joe:
Fury Road è incentrato proprio sulla sua fuga e sulla
sua redenzione.
Secondo quanto riferito, la
Disney annuncerà nuovi importanti progetti questa
settimana, progetti che includeranno serie tv e film targati
Marvel,
Star Wars e Pixar. Dal momento che la
pandemia di Covid-19 continua ad imporre quarantene e restrizioni,
le società di produzione hanno dovuto affrontare numerose sfide e
confrontarsi con la possibilità di nuovi modelli di distribuzione
(è il caso della Warner Bros., che ha optato per una distribuzione
congiunta dei titoli in arrivo nel 2021 sia in sala che in
streaming).
In occasione dell’Investor Day del
prossimo 10 dicembre, è probabile che anche la Casa di Topolino
dovrà fare i conti con l’attuale situazione legata all’emergenza
sanitaria e con il futuro dei titoli previsti per il 2021. Sulla
scia della chiusura dei cinema, delle scarse vendite di biglietti e
delle battute d’arresto delle produzione, alcune società
hanno adottato misure drastiche in riferimento ai loro piani per il
2021. Sulla scia di quanto già messo in atto dalla Warner Bros.,
sono in molti ad aspettarsi che anche altre major adottino il
medesimo modello distributivo, e la Disney potrebbe tranquillamente
rientrare tra queste (basti pensare al caso
Soul, il nuovo film d’animazione Disney e
Pixar che salterà la sala e sarà disponibile direttamente in
streaming).
Secondo
Deadline, la Disney, proprio durante
l’Investor Day del prossimo 10 dicembre, annuncerà che gli attesi
live action Cruella, Peter Pan
& Wendy e Pinocchio arriveranno
direttamente in streaming (come
vociferato già alcune settimane fa). Inoltre, la multinazionale
dovrebbe annunciare anche nuovi progetti – legati sia al grande che
al piccolo schermo – per quanto riguarda i franchise
Marvel,
Star Wars e Pixar.
A seconda dei contenuti che verranno
annunciati, la speranza è che si faccia chiarezza non soltanto
sulle uscite di alcuni attesissimi titoli della Fase 4 del MCU, ma
anche sui progetti legati alla tanto attesa introduzione
nell’universo condiviso dei personaggi degli X-Men
e dei Fantastici Quattro, che potrebbe indicare il futuro andamento
dell’arco narrativo principale dell’ormai longevo franchise.
Ancora, i fan non vedono l’ora di saperne di più in merito
all’universo di
Star Wars, dal momento che la saga si trova attualmente –
almeno dal punto di vista cinematografico – in una sorta di vero e
proprio limbo.
Secondo quanto riferito, un totale
di ben sette film della saga di Kingsman sono in
lavorazione da parte del regista Matthew Vaughn per conto di Marv Group. Nel
2015, il regista di Kick-Ass
ha portato sul grande schermo i fumetti di Mark Millar e Dave
Gibbons con il primo capitolo del franchise, Kingsman:
Secret Service.
Incentrato su un’organizzazione
d’élite di spie gentiluomini, Secret
Service ha visto nel cast Taron Egerton nei panni dell’adolescente Eggsy
e Colin Firth nel ruolo del suo mentore Harry
Hart. Il film è stato accolto molto bene dalla critica ed è stato
un successo al botteghino, portando alla realizzazione di un
sequel. Sia Egerton che Firth sono tornati per Kingsman:
Il cerchio d’oro, che tuttavia non ha ottenuto il medesimo
successo del predecessore.
Tuttavia, l’universo di
Kingsman continuerà a crescere. Un Kingsman 3 è attualmente in lavorazione, anche se
prima di quel film si sarà lo spin-off/prequel. In uscita a
febbraio 2021 (dopo una serie di rinvii a causa della pandemia di
Covid-19),
The King’s Man riporta il pubblico alla Prima Guerra
Mondiale e alla creazione dei Kingsman. Nel cast figurano
Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Djimon Hounsou, Daniel Brühl, Matthew Goode,
Charles Dance, Rhys Ifans, Tom Hollander e Harris
Dickinson. Oltre a ciò, a lungo si è parlato di uno
spin-off de Il cerchio d’oro incentrato sulla controparte
americana dei Kingsman, ossia gli Statesman.
Ora sembra che i fan dovranno
aspettarsi molto di più rispetto ai progetti appena citati.
Parlando con
Deadline, il CEO di Marv Group, Zygi Kamasa, ha rivelato che
Matthew Vaughn sta sviluppando “qualcosa
come altri sette film di Kingsman”, mentre la società sta
iniziando lentamente ad espandersi. Kamasa non ha condiviso
ulteriori dettagli sui film, limitandosi a dichiarare.
“Vogliamo far crescere il nostro business e la nostra
produzione. Abbiamo una serie tv basata su Kingsman in lavorazione
e ci sono altri due-tre franchise in fase di sviluppo insieme
all’universo di Kingsman.”
Le sorti del franchise di
Kingsman
A prima vista, sembra che lo
spin-off sugli Statesman potrebbe rientrare in uno di questi
franchise secondari, e forse The
King’s Man spianerà la strada, oltre che a
Kingsman 3, anche ad un suo stesso sequel. Non sorprende
che altri film della saga di Kingsman siano in fase di sviluppo, ma
il loro numero è decisamente scioccante. Sebbene Secret
Service sia stato un successo, Il
cerchio d’oro è stato accolto con minore entusiasmo. Resta
da vedere quale sarà il destino di The
King’s Man: se il film dovesse rivelarsi un flop, nulla
esclude che Vaughn potrebbe finire col rivedere i suoi piani.
Il film di Star Trek ad opera di Quentin Tarantino – che probabilmente non
vedremo mai! – avrebbe caratterizzato in maniera preponderante il
personaggio del Capitano Kirk. Nonostante l’annuncio del progetto
circa tre anni fa, sembra che da allora siano stati fatti pochi
passi in avanti sul potenziale film, nonostante fosse stata scritta
una trattazione completa.
Come dimostrato dal suo ultimo film,
C’era una volta a Hollywood, la conoscenza e la passione
di Tarantino nel ricreare accuratamente la cultura pop degli anni
’60 è considerevolmente vasta. Quindi, quando è stato
originariamente annunciato che avrebbe diretto un film di
Star Trek, che ha avuto origine proprio negli anni ’60, i
fan della serie si sono entusiasmati, con il progetto che ha
ottenuto il sostegno anche dei membri del cast dell’attuale
iterazione cinematografica.
Quando lo
sceneggiatore Mark L. Smith è stato assunto per
occuparsi della script a causa degli impegni di Tarantino con
C’era una volta a Hollywood, è diventato chiaro che
entrambi erano fan del personaggio del Capitano Kirk, interpretato
da William Shatner nella serie originale degli
anni ’60. Subito dopo l’annuncio del progetto, Shatner ha
effettivamente espresso interesse ad apparire nel film. Sebbene
Kirk sia apparso sullo schermo grazie ad un paio di diverse
iterazioni, l’ultima è quella interpretata da Chris Pine nella nuova trilogia reboot
inaugurata da J.J. Abrams, ma a quanto pare la
rappresentazione di Smith e Tarantino avrebbe giocato con l’idea
del personaggio in modi diversi.
Anche se probabilmente lo Star Trek di Quentin Tarantino non verrà mai
realizzato, i fan sono ancora curiosi di sapere come sarebbe potuto
essere il film. In un’intervista con
SFX, lo sceneggiatore Mark L. Smith ha
spiegato che lui e Tarantino si sono divertiti molto a lavorare su
alcune idee per la storia che coinvolgevano proprio il Capitano
Kirk.
“Amo Picard. E Kirk è sempre
molto divertente. Tarantino e io ci siamo divertiti davvero tanto
con lui. Sapete, Kirk è praticamente William Shatner. Non sei
realmente sicuro di chi sia chi, quindi può fare affidamento su
questa cosa! Perché anche se vedi Chris
Pine che interpreta Kirk, è come se stesse interpretando anche
un po’ William Shatner.”
Il futuro della saga di Star Trek
Al momento il futuro della saga
cinematografica di Star Trek è incerto. Non è noto se il tanto
chiacchierato Star Trek 4 con
Chris Pine e
Chris Hemsworth accadrà mai, progetto che avrebbe sicuramente
portato avanti la linea temporale di Kelvin. Non è chiaro nemmeno
se lo Star Trek di Tarantino sarebbe stato ambientato in
questa timeline, nella timeline originale di Prime, o se sarebbe
stato totalmente autonomo. Dato che sarebbe stato distribuito dalla
Paramount, è possibile che lo studio avrebbe richiesto una qualche
forma di continuity, soprattutto considerando il
coinvolgimento di Abrams nel progetto.
A quanto pare, Christopher Nolan non è un sostenitore della
scelta da parte della Warner Bros. di distribuire i film in arrivo
nel 2021 sia in sala che su HBO
Max. Lo scorso 3 dicembre, la major ha annunciato la sua
decisione – sulla scia dell’attuale situazione legata alla pandemia
di Covid-19 che ha messo letteralmente in ginocchio l’industria
cinematografica (e non solo) – di riservare ai film in arrivo nel
2021 un’uscita congiunta, lo stesso giorno, sia sul grande schermo
che in streaming, sulla piattaforma HBO Max di proprietà di
WarnerMedia.
Alcuni fonti interne al settore
hanno ipotizzato che questa decisione potrebbe essere il frutto di
un’attenta analisi sul futuro del mercato cinematografico del 2021,
che appare ancora incerto proprio a causa dell’emergenza sanitaria
che tutto il mondo sta attualmente provando a contrastare. Una
distribuzione in streaming, parallela a quella in sala, potrebbe
evitare numeri disastrosi in termini di incasso, con la speranza
che sempre più utenti sottoscrivano un abbonamento ad HBO Max
proprio per godere delle numerose esclusive che verranno messe a
disposizione.
In tutto questo, c’è chi teme che la
Warner Bros. possa aver fatto da apripista, in qualche modo, e che
sarà solo questione di tempo prima che anche altre
major confermino di aver adottato il medesimo modello distributivo.
Ecco perché molte personalità di Hollywood non hanno accolto bene
la decisione della WB, preoccupate non soltanto per il concetto di
fruizione (sappiamo bene – com’è giusto che sia – quanti registi
tengano all’esperienza della sala!), ma anche per la sopravvivenza
e per il futuro dei cinema.
Chi sembra essere particolarmente
contrariato dalla scelta operata dalla Warner Bros. è Christopher Nolan, nonostante la longeva
collaborazione con lo studio, che ha praticamente distribuito tutto
i suoi film di maggior successo, dalla trilogia de Il Cavaliere Oscuro a
Inception, passando per Interstellar e
Dunkirk, fino all’ultimo
Tenet, uscito proprio in piena pandemia. Il regista
britannico ha sempre lottato affinché la sua ultima fatica
arrivasse nelle sale nonostante la situazione difficile, e in una
recente dichiarazione fatta a
THR ha criticato apertamente la decisione della Warner
Bros.:
“Alcuni dei più grandi registi
del nostro settore e delle più importanti star del cinema sono
andati a letto la sera prima di pensare di lavorare per il più
grande studio cinematografico e si sono svegliati per scoprire che
stavano lavorando per il peggior servizio di
streaming.”
Christopher Nolan contro la Warner
Bros.: “Stanno demolendo l’industria.”
La decisione della Warner Bros. è
significativa perché ha stabilito un precedente, con altri studi
che potrebbero decidere di adottare la medesima strategia. Ciò
solleva importanti interrogativi sul futuro del cinema, nonostante
sia ancora oggi impossibile prevedere un ritorno alla normalità e
quindi una riapertura delle sale a livello globale. Anche se
l’accordo Warner Bros./HBO Max è relativo – almeno tecnicamente –
ai soli film in uscita nel 2021, un anno è già di per sé abbastanza
significativo per plasmare il futuro del settore.
Christopher Nolan ha poi aggiunto: “La
Warner Bros. aveva un’incredibile macchina per far lavorare un
regista ovunque, sia al cinema che a casa, e mentre parliamo stanno
demolendo tutto ciò. Non capiscono neanche lontanamente cosa stanno
perdendo. La loro decisione non ha senso dal punto di vista
economico, e anche il più inesperto degli investitori di Wall
Street può cogliere la differenza tra interruzione e
disfunzione.”
Anche altri registi hanno espresso
il loro disappunto. Secondo quanto riferito, il regista di
Crazy & Rich,Jon M. Chu, ha detto di
essere “scioccato” dopo aver scoperto la decisione della
Warner, mentre il regista di Dune,Denis Villeneuve, non nasconde la sua delusione,
perché crede che il grande schermo sia essenziale per l’universo a
cui ha dato ha dato vita.
Per tutti coloro rimasti incantati
dalla Terra di Mezzo grazie alla trilogia de Il Signore degli
Anelli, il regista premio Oscar Peter Jackson
dà loro la possibilità di tornarvi grazie ad una nuova trilogia di
film qui ambientati. Iniziata con Lo Hobbit – Un
viaggio inaspettato, questa è poi proseguita poi con
Lo Hobbit
–La desolazione diSmaug,
uscito in sala nel 2013, e seguito poi l’anno successivo da
La battaglia delle cinque
armate. Tornano così sul grande schermo numerosi
personaggi già conosciuti e amati, a cui si aggiungono nuovi eroi
tutti da scoprire, grandi o piccoli che siano. Ricomincia dunque
l’eterna lotta tra il male e il bene, con quest’ultimo capace di
nascondersi anche nei luoghi più inaspettati.
Come già avvenuto per i precedenti
film, anche Lo Hobbit si basa sull’omonimo romanzo del
celebre scrittore J. R. R. Tolkien. Pubblicato per
la prima volta nel 1937, questo racconta le gesta dell’hobbit Bilbo
Baggins, e del suo incredibile viaggio verso terre e luoghi mai
visti prima. Nel film di Jackson, la missione di questi è quella di
aiutare un gruppo di nani a sconfiggere il terribile drago Smaug,
ma forze più grandi inizieranno ad agitarsi nell’ombra, riportando
alla luce l’Unico Anello, ricercato con grande avidità dal malvagio
Sauron. Originariamente, era proprio da questo racconto che Jackson
desiderava partire, ma per problematiche legali finì invece con il
concentrarsi sull’altra ben nota trilogia.
Arrivato in sala, il film raccolse
grandi consensi, in particolare da tutti quegli spettatori che non
vedevano l’ora di rivivere avventure simili a quelle già
conosciute. Lo Hobbit – La desolazione di Smaug arrivò
così ad un guadagno globale di circa 960 milioni di dollari a
fronte di un budget stimato intorno ai 225. Con tale risultato, il
film è diventato uno dei maggiori incassi del 2013, nonché della
storia del cinema. Molte sono le curiosità da scoprire legate al
titolo, specialmente in occasione di una nuova visione. Proseguendo
nella lettura si potranno scoprire così dettagli sulla trama, il
cast e molto altro.
Lo Hobbit – La desolazione di
Smaug: la trama del film
Con il secondo capitolo della
trilogia continuano le avventure di Bilbo Baggins, il quale ha
intrapreso un lungo e avventuroso viaggio insieme allo stregone
Gandalf e ad un gruppo di nani, capitanati da Thorin
Scudodiquercia. Il loro obiettivo è quello di impadronirsi
dell’Arkengemma, con la quale aspirano a sconfiggere il potente
drago Smaug, ora impadronitosi della Montagna Solitaria, un tempo
appartenuta al popolo dei nani. Nel corso del loro viaggio, il
gruppo si imbatterà però in numerosi pericoli, da ragni giganti
fino a spietati orchi. Ad accorrere in loro aiuto, però, vi saranno
gli elfi Tauriel e Legolas, i quali sembrano sposare le intenzioni
dei nani. Dello stesso avviso non è però il re Thranduil, che
tenterà di ostacolare il loro cammino.
Nel frattempo, su suggerimento della
dama elfica Galadriel, Gandalf e Radagast cercano di scoprire chi
si cela dietro il Negromante. La ricerca sull’identità di questi,
però, porterà alla luce sconvolgenti verità, che rischiano di
minare la pace nell’intera Terra di Mezzo. Mentre Smaug si è ormai
risvegliato, manifestandosi come una minaccia più grande del
previsto, nuove maligne forze sembrano riprendere forza, gettando
un’ombra sull’intero regno. Per la compagnia, rimanere uniti sarà
l’unico modo per poter sperare di sopravvivere. L’aria di guerra,
infatti, è sempre più incombente, ed evitarla sembra ormai cosa
impossibile.
Lo Hobbit – La desolazione di
Smaug: il cast del film
Per dar vita ai nuovi personaggi
presenti nel film, il regista ha condotto lunghi casting al fine di
individuare le personalità più adatte. Ad interpretare il giovane
Bilbo Baggins è così stato scelto Martin
Freeman, il quale aveva però inizialmente rifiutato la
parte per via di impegni già presi con la serie Sherlock.
Pur di avvalersi della sua partecipazione, però, Jackson decise di
riorganizzare le riprese. Per assumere i panni di Bilbo, Freeman
dovette inoltre sottoporsi a diversi tipi di allenamento, tra cui
anche quelli di combattimento con la spada. Accanto a lui, nei
ruoli dei nani si ritrovano attori quali Richard
Armitage come Thorin Scudodiquercia, leader del
gruppo.
Nel film è poi presente Gandalf il
grigio, interpretato nuovamente da Ian
McKellen, il quale però non nascose una certa
insoddisfazione. L’attore si trovò infatti a dover recitare
prevalentemente da solo circondato dal green screen, con il
risultato di sentirsi emarginato e umiliato dalla situazione.
McKellen considerò anche di lasciare il ruolo, salvo ripensarci
perché troppo legato ad esso. Ritorno altrettanto gradito è quello
del celebre Andy
Serkis nei panni di Gollum. Pur non essendo presente
nel libro, Jackson ha inserito nel film anche i personaggi di
Galadriel, interpretata da Cate
Blanchett, e Legolas, interpretato da Orlando
Bloom, entrambi già apparsi nella trilogia
originale.
L’attoreLee
Pace dà invita invece al controverso re degli Elfi
Silvani Thranduil, mentre Benedict
Cumberbatchsi è cimentato in una brillante
interpretazione tramite motion capture per il personaggio del drago
Smaug, al quale ha anche fornito la voce, come anche del misterioso
Negromante. Evangeline
Lilly interpreta l’elfa Tauriel, personaggio inventato
appositamente per il film. Per ricoprire la parte, l’attrice si è
dedicata ad un lungo allenamento con la spada e l’arco, come anche
allo studio della lingua elfica. L’attore Luke
Evans, invece, dà vita a Bard l’Arciere, abitante
della Città del Lago nonché abile arciere.
Lo Hobbit – La desolazione di
Smaug: le differenze tra il libro e il film
Nel dar vita alla trasposizione
cinematografica di Lo Hobbit, Jackson si prese diverse
libertà rispetto a quanto in esso narrato. Egli non si fa infatti
problemi ad aggiungere personaggi non presenti nel romanzo, come
Galadriel o Legolas. Se questi due sono comunque presenti nella
narrativa di Tolkien, discorso diverso è invece quello relativo
all’elfa Tauriel. Il personaggio, infatti, venne ideato da zero per
essere introdotto nel film, garantendo così una maggior presenza
femminile e la possibilità di dar vita a sottotrame di natura
romantica. Un altro personaggio che subisce radicali trasformazioni
è quello di Bard l’Arciere. Nel film questi è infatti un barcaiolo
disilluso e restìo a sottomettersi al Governatore della città. Nel
libro, invece, egli è esclusivamente un arciere, nonché capitano
della Guardia della Città.
Tra le sequenze più spettacolari del
film vi è quella della fuga del gruppo di nani dalla dimora degli
Elfi Silvani. Questa avviene per mezzo di alcuni barili portati
dalla corrente del fiume, che permette loro di arrivare
direttamente a Città del Lago. Rispetto al romanzo, tuttavia, tale
situazione si presenta particolarmente più complessa nella film,
richiedendo addirittura un sacrificio da parte del nano Kili, che
per permettere ai suoi compagni di fuggire viene ferito da una
freccia avvelenata. Altra notevole differenza si ritrova nel
finale, al momento dell’entrata in scena del drago Smaug. Nel
romanzo, infatti, Bilbo entra nella montagna per due volte,
riuscendo ad individuare un punto debole nella corazza del drago.
Nel film, invece, l’hobbit intrattiene una lunga conversazione con
Smaug, fino al momento in cui questi non esce dalla montagna per
seminare il terrore.
Lo Hobbit – La desolazione di
Smaug: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è
possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo
Hobbit – La desolazione di Smaug è infatti disponibile nel
catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play,
Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto
un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno lunedì
7 dicembre alle ore 21:30 sul canale
TV8.
Dopo aver diretto i film Il discorso del
re e Les
Misérables, il regista premio Oscar Tom
Hooper si è cimentato nel 2015 con The Danish
Girl, incentrato sulla vera storia di
Einar Wegener, la prima persona nota ad identificarsi come
transessuale e a sottoporsi ad un intervento chirurgico di
riassegnazione sessuale, assumendo l’identità di Lili Elbe. Una
storia avvenuta nella Copenaghen degli anni Venti, che ha
rappresentato un caso esemplare che ancora oggi non manca di
ispirare numerose persone nella ricerca della più completa
autoaffermazione di sé. Scritto da Lucinda Coxon,
il film è tratto dal romanzo La danese.
Questo è stato scritto nel 2000 da
David Ebershoff, accademico statunitense, che ha
ricostruito e liberamente riadattato le vite delle pittrici danesi
Lili Elbe e Gerda Wegener. Da subito divenuto un caso editoriale,
numerosi registi tentarono di dar vita ad una trasposizione
cinematografica di questo, e numerose sono le celebri attrici
accostatesi al progetto. Tra queste si citano in particolare
Nicole Kidman,
Charlize Theron,
Marion
Cotillard e Rachel
Weisz. Il film prese tuttavia vita solo nel 2014, nel
momento in cui Hooper subentra in qualità di regista. Con le
riprese svoltesi interamente a Copenaghen, The Danish Girl
si presentava da subito con un film polarizzatore di
attenzioni.
Arrivato in sala, infatti, il film
suscitò da subito grandi reazioni, sia a favore che contrarie. Pur
con i dovuti divieti, per via di scene comprendenti nudità e
tematiche sessuali esplicite, la pellicola riuscì ad affermarsi
come un buon successo economico, guadagnando circa 65 milioni di
dollari a fronte di un budget di 15. The Danish Girl,
divenne poi uno dei grandi protagonisti della stagione dei premi, e
dopo essere stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di
Venezia, è arrivato ad ottenere diverse candidature ai Critics’
Choice Movie Awards, ai Bafta Award, ai Golden Globe e ai premi
Oscar.
The Danish Girl: la trama del
film
Il film si svolge nella Copenaghen
degli anni Venti, dove la ritrattista Gerda Wegener è sposata con
il pittore paesaggista Einar Wegener. La coppia, pur unita da un
profondo amore, si trova a vivere alcune tensioni per via della
notevole fama di lui e la scarsa notorietà di lei. Il rapporto tra
di loro inizia a mutare ulteriormente nel momento in cui Gerda
chiede al marito di posare per lei, indossando un abito femminile.
È in quel momento che Einar comincia a manifestare il suo alter ego
femminile, Lili Elbe. Con il passare del tempo, egli inizia a
perdere gradualmente il contatto con la sua parte maschile,
divenendo invece sempre più insofferente a questa. Egli decide così
di ricorre ad una dolorosa operazione per cambiare la sua vera
identità sessuale, mentre Gerda capirà che amare qualcuno, spesso,
vuol dire lasciarlo libero.
The Danish Girl: il cast del
film
Una volta che Hooper venne
confermato come regista, questi decise di far leggere la
sceneggiatura all’attore Eddie
Redmayne, divenuto nel frattempo celebre grazie al
film La teoria del
tutto. Questi si disse particolarmente interessato alla
parte di Einar, accettandola senza esitazione. Per prepararsi al
ruolo, egli consultò diverse persone appartenenti alla comunità
transessuale, al fine di poter fornire una interpretazione il più
realistica possibile. Accanto a lui, nel ruolo della moglie Gerda
vi è l’attrice Alicia
Vikander, la quale vinse poi il premio Oscar come
miglior attrice non protagonista. Pur essendo svedese, l’attrice
presenta una carnagione olivastra, motivo per il quale è stata qui
truccata al fine di farle assumere un colorito più conforme al
canone della Danimarca.
Nel film sono poi presenti altri
noti interpreti di provenienza statunitense ed europea a dar vita
ai personaggi secondari. L’attore Matthias
Schoenaerts veste infatti i panni di Hans Axgil, un
impresario d’arte che finirà con l’innamorarsi di Gerda. Ben
Whishaw, invece, è Henrik, un pittore omosessuale che
intreccia una relazione con Einar. Amber
Heard è invece la ballerina Ulla, la quale per via delle prove di uno
spettacolo rinuncerà a fare da modella a Gerda, lasciando il posto
ad Einar. L’attore Sebastian Koch, celebre per il
film tedesco Le vite degli altri, interpreta il dottor
Warnekros, colui che si dichiarò disponibile ad eseguire
l’operazione per il cambio di sesso sul protagonista.
The Danish Girl: la vera storia
dietro al film
Quella di Lili Elbe, nata uomo con
il nome di Einar Wegener, è una storia tanto tormentata quanto
troppo spesso dimenticata. Questa ha inizio nel momento in cui
conosce l’aspirante pittrice Gerda Gottlieb alla scuola d’arte di
Copenaghen. I due si sposano poi nel 1904, continuando poi la loro
attività di pittori. All’incirca intorno al 1908 avviene poi
l’evento che darà vita alla volontà di lui di riaffermarsi come
donna. Proprio come viene mostrato nel film, infatti, una modella
assunta da Gerda manca di presentarsi all’appuntamento, ed è
proprio Einar a sostituirla, posando per la moglie in abiti
femminili. Da qui l’uomo ha un’epifania, avvertendo un particolare
piacere nel vivere quella situazione. Dopo aver posato per lei
altre volte, egli iniziò a vestire abiti femminili anche in altri
contesti, fingendo di essere la cugina di Gerda e assumendo il nome
di Lili.
Einar tentò inizialmente di
reprimere quell’inspiegabile desiderio, salvo poi riconoscere
intorno al 1930 di non poter più rinunciare alla sua parte
femminile, che considerava la più importante di sé. Per questo
motivo si reca in Germania per sottoporsi all’allora sperimentale
operazione di riassegnazione sessuale. Lili affronta così circa
cinque complicate operazioni, ottenendo infine il riconoscimento
legale del suo nuovo sesso. Tale cambiamento ha ovviamente fatto
scontrare Lili con diversi attacchi, fisici o verbali, di quanti
non comprendevano la sua volontà. Tre mesi dopo la sua ultima
operazione, nel settembre del 1931, Lili Elbe morì per il rigetto
dell’impianto dell’utero. Nel frattempo, Gerda si era risposata con
un ufficiale italiano di nome Fernando Porta. Nel 1936 però
divorziò anche da questi, per poi spegnersi nel 1940.
The Danish Girl: il trailer e dove
vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è
possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. The
Danish Girl è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV,Chili Cinema, Google Play, e
Apple iTunes. Per vederlo, basterà sottoscrivere un
abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un
determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno lunedì 7
dicembre alle ore 21:00 sul canale
Iris.
Dall’11 dicembre su Prime
Video arriva The Wilds, una serie
originale che si presenta come un incrocio perfetto tra Lost e Pretty Little Liars. Scritta dalla stessa
Sarah Streicher di Daredevil, la
serie sarà disponibile in streaming sulla piattaforma dopo
un’anteprima il 9 dicembre su tutti i canali ufficiali Amazon:
YouTube, Instagram, Twitter e
Facebook.
Non ci sentiamo in difficoltà a
scomodare proprio Lost, visto che già dal trailer vediamo che
l’ambientazione principale della storia è un’isola deserta, sulla
quale sono naufragate un gruppo di adolescenti dopo un incidente
aereo. In maniera molto meno intricata e sibillina rispetto alla
serie di J.J. Abrams, in The Wilds
scopriamo quasi da subito che le ragazze non sono finite per caso
su quell’isola, ma su di essa sono costrette, litigando, stringendo
amicizie, conoscendosi e imparando a sopravvivere fino a che una
mente superiore vuole che sia così. Al presente sull’isola, si
alternano vicende del passato, prima dell’incidente e dell’arrivo
su questo territorio inospitale. O almeno così pare perché in
realtà la stessa vita sull’isola è un racconto, nei ricordi delle
sopravvissute. Più piani temporali si affollano in The Wilds, piani
e storie che arriveranno a comporre un composito quadro,
emozionante sì, ma che non risparmia derive thriller e una
componente di mistero che dà spessore alla storia.
The Wilds è un incrocio tra Lost e Pretty Little
Liars
Alla produzione dello show troviamo
Amy B. Harris, la stessa di Sex and
the City e The Carrie Diaries, che dà
quindi la sua impronta girly al prodotto ma che ne sollecita
l’aspetto più avventuroso. I volti della serie sono quasi tutti
sconosciuti da Sophia Ali (Grey’s Anatomy) a Shannon
Berry (Hunters), passando per le meno
note Jenna Clause, Reign
Edwards (Snowfall), Mia
Healey, Helena
Howard, Erana James (Golden
Boy), Sarah Pidgeon, David
Sullivan (Sharp Objects) e Troy
Winbush (The Goldbergs), fino alla veterana
del gruppo, la talentuosa Rachel Griffiths, che
nel 2002 venne premiata con il Golden Globe per la sua
interpretazione di Brenda in Six Feet Under.
The Wilds rivisita
il linguaggio del young adult, in un momento in cui il cinema
sembra aver esaurito il filone e la tv sta trovando mille
declinazioni alle storie dedicate ai giovani spettatori. Con un
cast principalmente formato da giovani donne, la serie punta a
mettere in scena dinamiche tutte al femminile che hanno degli
aspetti inediti e che sono eredi di altri show, come Desperate Housewives o Pretty Little Liars, appunto, che però
incontrano in questo caso il linguaggio più duro del survival.
In un felice incontro tra stili,
generi con in più la diversificazione del pubblico a cui si
rivolge, The Wilds, dall’11 dicembre su Amazon Prime Video, rappresenta
sicuramente un prodotto che si prende i suoi rischi e che potrebbe
essere premiato dal pubblico proprio per la sua peculiarità.
Questa è la stagione perfetta per
lo streaming e quest’anno Disney+
addobba le case e diffonde l’allegria con una raccolta che scalda
il cuore di alcuni dei titoli più popolari delle festività da
guardare insieme in famiglia. Nella collezione “I titoli delle
feste” ce n’è per tutti i gusti, dai classici più amati come
Mamma, ho perso l’aereo e Santa Clause fino
agli attesissimi Disney+ Originals LEGO Star Wars – Christmas Special,
che ha debuttato lo scorso 17 novembre, High School Musical: The Musical: Lo Speciale di
Natale, in arrivo l’11 dicembre, Fata
Madrina Cercasi, disponibile da ieri, venerdì 4
dicembre, e On Pointe – Sogni in ballo in
streaming dal 18 dicembre. La collezione include anche gli episodi
di Natale delle 30 stagioni presenti su Disney+ de I
Simpson, oltre ai classici di alcune delle serie più
popolari di Disney Channel e Disney Junior.
Mentre fuori arriva l’inverno, i film in anteprima su Disney+ di questa stagione scaldano il
cuore e riuniscono le famiglie con nuovi titoli come
Black Beauty: Autobiografia di un
cavallo, disponibile dallo scorso 27 novembre,
Safety: Sempre al tuo fianco, che
debutterà sulla piattaforma l’11 dicembre e Soul che arriverà nel giorno di Natale, il 25
dicembre.
E come regalo per l’Epifania, dal 6 gennaio
sbarcherà sulla piattaforma di streaming anche Onward – Oltre la Magia, il film
d’animazione targato Disney e Pixar che racconta la storia di due
fratelli elfi adolescenti che si imbarcano in una straordinaria
avventura per scoprire se nel mondo esista ancora un po’ di
magia. La collezione completa “I titoli delle feste”
include:
Disney+
Originals
LEGO Star
Wars – Christmas Special – Disponibile in streaming
La Storia di Olaf –
Disponibile in streaming
Noelle – Disponibile in
streaming
High School Musical: The
Musical: Lo Speciale di Natale – Disponibile dall’11
dicembre
Ceppo di Natale del Castello
di Arendelle – Disponibile in streaming
I film delle
Feste
Lo Schiaccianoci e i Quattro
Regni
Mamma, ho perso
l’aereo
Mamma, ho riperso l’aereo: mi
sono smarrito a New York
Mamma, ho preso il
morbillo
Santa Clause
Che fine ha fatto Santa
Clause?
Santa Clause è nei
guai
Festa in casa Muppet
Le Cronache di Narnia – Il
leone, la strega e l’armadio
While you were
sleeping
Nightmare Before
Christmas
Topolino e la Magia del
Natale
A Christmas Carol
(2009)
Topolino – Strepitoso
Natale!
Zampa 2 – I cuccioli di
Natale
Miracolo nella 34ª strada (1947)
Miracolo nella 34ª strada (1994)
Buon anno con Winnie the Pooh
Disney’s Fairytale Weddings: Holiday Magic
Decorating Disney: Holiday Magic
La Bella e la Bestia – Un magico Natale
Supercuccioli a Natale – Alla Ricerca di Zampa
Natale
Da oggi i
clienti Prime Video possono utilizzare la
nuova funzionalità VideoParty, accessibile da desktop, per vivere una nuova
esperienza di social viewing, disponibile
per gli abbonati Prime senza
costi aggiuntivi.
I clienti potranno
scegliere tra le migliaia di titoli disponibili nel
catalogo di video streaming on-demand di Prime Video tra
cui Borat - seguito di film cinema, The
Boys,
Ferro, Celebrity Hunted – Caccia all’uomo, Ferro, Tom
Clancy’s Jack Ryan, Chemical Hearts, Upload, Troop Zero, and My Spy, le serie
premiate agli Emmy Fleabag e The Marvelous Mrs. Maisel e
numerosi altri.
I clienti Prime Video
potranno sia ospitare i Video
Party che parteciparvi. Chi ospita il Video Party ha la possibilità di dare il
via alla proiezione nello stesso momento per tutti gli
invitati, oltre che controllarla, e dispone di
una chat per comunicare con i partecipanti. I Video Party potranno ospitare fino a 100
partecipanti per sessione. Importante: ogni partecipante dovrà
essere abbonato a Prime.
Qui sotto sono elencati gli step
per provare questa nuova funzione:
Fatemi sapere se avete domande!
1 – Cerca un film o una
serie TV. Per i film, fai clic
sull’icona Video Party sul tuo schermo.
Per le serie TV, la troverai nella lista degli
episodi.
2 – Aggiungi il tuo
nome. Scegli il nome che vorresti usare per commentare
e inizia il tuo Video Party.
3 – Invita i tuoi
amici. Scambia il tuo collegamento Video Party con un massimo di 100 persone. I tuoi amici
possono partecipare facendo clic sul collegamento
ricevuto.
4 – Inizia a guardare e a
commentare! Una volta che siete tutti pronti, inizia
il tuo Video Party. L’organizzatore può far
partire, mettere in pausa e fare domande al
gruppo.
Sky ha diffuso il trailer del film
Sky Original,
Tutti per 1 – 1 per tutti, seguito del film
“Moschettieri del re – La penultima missione”, sempre
diretto da Giovanni Veronesi e prodotto da
Vision Distribution e Indiana in
associazione con BPER Banca S.p.A. ai sensi delle
norme del tax credit, con la collaborazione di Toscana Film
Commission e Toscana Promozione.
Tutti per 1 – 1 per tutti sarà trasmesso in
prima assoluta su Sky la sera del 25 dicembre,
alle 21.15, disponibile anche on demand e
in streaming su NOW TV.
Sempre goliardici ma più
arrugginiti, tornano i Moschettieri D’Artagnan
(Pierfrancesco
Favino), Porthos (Valerio
Mastandrea) e Athos (Rocco
Papaleo), richiamati dalla Regina Anna
d’Austria (Margherita Buy) per
un’ultimissima missione segreta. Guidati stavolta da una singolare
veggente di nome Tomtom (Giulia
Michelini), si lanceranno in una nuova, mirabolante,
avventura che intreccerà i destini della piccola
Principessa Ginevra (Sara
Ciocca), figlia di Enrichetta
d’Inghilterra (Anna Ferzetti), e
Buffon(Federico Ielapi), un
giovanissimo e riccioluto orfanello. In un viaggio costellato di
sfide di ogni genere e incontri fantastici, tra cui quello con
Cyrano (Guido Caprino), si
troveranno ad affrontare la più dura delle prove: scegliere tra la
fedeltà alla Corona e quella all’amicizia.
“Tutti per 1 – 1 per
tuttiӏ un film Sky Original, prodotto da Vision
Distribution e Indianain associazione con BPER Banca
S.p.A. ai sensi delle norme del tax credit,con la
collaborazione di Toscana Film Commission e Toscana Promozione.
Regia di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Valerio
Mastandrea, Rocco Papaleo, Giulia Michelini, Guido Caprino, Anna
Ferzetti, Federico Ielapi, Sara Ciocca, Giulio Scarpati e con la
partecipazione di Margherita Buy. Il film è scritto da Giovanni
Veronesi, Ugo Chiti, Giulio Calvani e Nicola Baldoni. Il direttore
della fotografia è Tani Canevari, la scenografia è affidata a Paki
Meduri e i costumi sono di Alessandro Lai.
Il DC
Extended Universe ha avuto una storia particolarmente
travagliata, fin dall’uscita de L’uomo
d’acciaio nel lontano 2013. Nonostante le sorti
dell’universo condiviso, negli ultimi anni, siano state in qualche
modo ribaltate grazie al successo di cinecomic con Wonder
Woman e Aquaman, la
Warner Bros. aveva messo in cantiere tantissimi progetti che
avrebbero potuto dare realmente del filo da torcere alla ben più
lungimirante Marvel. Screen
Rant ha raccolto 10 grandi film targati WB e ambientati nel
DCEU che non hanno mai visto le luce e che avrebbero potuto
regalare alla major grandi soddisfazioni:
Plastic Man
Nel dicembre 2018, la
sceneggiatrice Amanda Idoko – relativamente sconosciuta –
venne incaricata di scrivere una sceneggiatura basata sul
celebre eroe della DC Comics,
Plastic Man, oltre un decennio dopo che le sorelle Wachowski
avevano accarezzato per la prima volta l’idea di portare l’alter
ego estendibile di Patrick O’Brian sul grande schermo.
Di più su quel progetto non si è mai
saputo, oltre al fatto che sarebbe stata un’avventura action piena
di comicità. Eroe di culto tra gli appassionati di fumetti, il
personaggio sarebbe stato perfetto per un vivace film di supereroi
se fossero stati assemblati i talent giusti e se fosse stato
applicato un tocco leggero al materiale di partenza.
Gotham City Sirens
Mesi prima dell’uscita di
Suicide
Squad, David Ayer sarebbe dovuto restare nel DCEU ancora
per un po’ e dirigere
Gotham City Sirens, uno spin-off femminile che avrebbe
introdotto Poison Ivy e Catwoman al fianco dell’Harley Quinn di
Margot Robbie. La co-sceneggiatrice di Tomb
Raider e Captain Marvel, Geneva Robertson-Dworet, era
stata incaricarta di scrivere lo script e Jared
Leto sarebbe dovuto tornare nei panni del Joker.
Questo prima che Suicide
Squad venisse rilasciato e stroncato tanto dai fan quanto
dai critici. Così, il coinvolgimento di Ayer nel franchise è stato
presto accantonato, e lo studio ha focalizzato la sua attenzione su
Birds of
Prey e sul reboot/sequel The Suicide
Squad ad opera di James
Gunn.
Lobo
Fin da
quando ha fatto il suo debutto nei fumetti nel lontano 1983, Lobo è
stata la definizione vivente di personaggio cult. La Warner Bros.
ha cercato di mettere insieme un film live-action sin dal 2009, ma
numerosi registi non sono riusciti a decifrare la storia. Dwayne Johnson è stato brevemente associato al
progetto nel 2012, mentre Guy Ritchie e Brad Peyton erano entrambi
pronti a dirigere il film, prima che le cose andassero in
pezzi.
L’ultima volta che
abbiamo sentito parlare di Lobo è stato all’inizio del 2018, quando lo
sceneggiatore di Wonder
Woman, Jason Fuchs, stava riscrivendo la sua
bozza della sceneggiatura, riducendo drasticamente il budget.
All’epoca, il regista Michael Bay era stato associato al
film.
Nightwing
Chris McKay
del film The LEGO Movie era stato confermato alla
regia di Nightwing nel febbraio 2017, con il creatore della
serie Ozark, Bill Dubuque, che aveva scritto la
sceneggiatura. Un anno dopo, McKay ha affermato che la bozza finale
era vicina alla presentazione allo studio, ma nei successi due anni
e mezzo non ci sono stati più aggiornamenti.
Dick Grayson è
attualmente uno dei personaggi della serie Titans, il che
potrebbe essere il motivo per cui un film in solitaria è bloccato.
Tuttavia, essendo l’iterazione più popolare di un personaggio molto
amato, c’è sicuramente un posto per Nightwing nel DCEU… forse la WB
sta solo aspettando di espandere ulteriormente il suo
Multiverso.
Deadshot
A settembre 2018 Will
Smith aveva confermato che sarebbe tornato a vestire i panni di
Deadshot in uno standalone dedicato al personaggio visto in
Suicide
Squad. Tuttavia, quel progetto non ha mai visto
la luce e Smith sarebbe stato “sostituito” da Idris
Elba nell’atteso The Suicide
Squad.
Tuttavia, lo studio ha rivisto
piuttosto velocemente la propria decisione e ad Elba, alla fine, è
stato affidato un personaggio completamente diverso (ossia
Bloodsport), lasciando così una porta aperta per un eventuale
ritorno di Smith in futuro.
Green Lantern Corps
Tra i tanti
film annunciati in quel fatidico giorno dell’ottobre 2014, Green Lantern Corps era destinato a essere la
stravaganza fantascientifica dal mega budget che avrebbe finalmente
cancellato il ricordo della famigerata bomba di Ryan Reynolds dalla coscienza pubblica, per
sempre.Al riavvio era stata anche data una
data di uscita ufficiale, ossia luglio 2020, con la WB che aveva
descritto il film come una sorta di “Arma Letale nello
spazio”.
L’idea di un film
poliziesco intergalattico era molto eccitante, ma Green Lantern Corps si è presto ritrovato intrappolato
nelle grinfie dell’inferno del processo di sviluppo. Il prossimo
progetto dedicato a Lanterna Verde sarà una serie HBO
Max ad opera di Greg Berlanti.
Justice League Part 2
Si è parlato forse anche
troppo della debacle sorta attorno a Justice
League, ma l’epico team all-star del DCEU era
originariamente destinato a recitare in due film
crossover, con la seconda parte destinata ad uscire
nell’estate del 2019. Ovviamente, ciò non è mai accaduto e tre anni
dopo stiamo ancora aspettando di vedere la versione originale di
Zack Snyder.
La speranza è che la Snyder Cut – in arrivo il prossimo anno su HBO Max –
si rivelerà l’enorme successo che tutti alla Warner Bros. si
aspettano che sia.
Deathstroke
Il
Deathstroke di Joe Manganiello farà il suo ritorno nella
Snyer Cut, ma fino a poco tempo fa il ritratto dell’attore
di Slade Wilson era passato alla storia come il personaggio più
inutile del DCEU, con il suo unico coinvolgimento in una scena
post-credits di Justice
League che non aveva portato assolutamente a nulla. Il
personaggio sarebbe dovuto essere il villain principale del film su
Batman di Ben
Affleck e avrebbe dovuto avere anche uno standalone a lui
dedicato.
Il motivo principale
per cui il film in solitaria di Deathstroke verrà comunque
considerato un’enorme opportunità persa per il DCEU è che era
destinato a segnare il debutto a Hollywood di Gareth Evans, regista
dietro il classico action moderno The Raid, che stava
progettando di trarre ispirazione dal noir coreano per il suo
film.
Il Batman di Ben Affleck
Quando
The
Batman è stato annunciato nell’ottobre 2014, Ben Affleck
doveva recitare, dirigere, co-scrivere e produrre il film, con il
livello più alto di controllo creativo che qualsiasi attore avesse
ricevuto in un film del genere. Quasi otto anni dopo, quel film sta
finalmente per arrivare, anche se con Matt Reeves alla regia e
Robert Pattinson nei panni del Cavaliere
Oscuro.
Affleck è rimasto
deluso dalla qualità complessiva dei progetti in cui aveva
recitato. Il due volte Premio Oscar è un regista acclamato a pieno
titolo, e qualunque cosa avesse pianificato per il suo film su
Batman, avrebbe potuto essere qualcosa di veramente
speciale.
L’uomo d’acciaio 2
Nonostante sia il film che
ha lanciato l’universo condiviso, un sequel de L’uomo
d’acciaio non è mai stato una priorità per la Warner Bros.
Come molti progetti del DCEU che non sono mai stati realizzati, era
stato confermato che un sequel fosse in fase di sviluppo attivo
nell’ottobre 2014, ma non si è mai andati oltre quella voce.
Matthew Vaughn, Christopher
McQuarrie e J.J. Abrams hanno tutti presentato le loro idee allo
studio, ma nessuna è stata ritenuta degna di ricevere il via
libera. Per un periodo ha girato persino la voce che Henry Cavill potesse essere sostituito come
Superman, ma nonostante
l’estensione del suo contratto, non c’è ancora alcun segnale
effettivo di un sequel.
La regista Patty Jenkins ha ricordato le difficoltà nel
portare in vita il personaggio di Cheetah interpretato da
Kristen Wiig in Wonder
Woman 1984. Barbara Ann Minerva è uno dei due nuovi
avversari di Diana Prince nel prossimo sequel della Warner Bros./DC
Films: l’altro è l’uomo d’affari Maxwell Lord, interpretato di
Pedro Pascal.
Originariamente
previsto per novembre 2019, il sequel è stato posticipato numerose
volte per diversi motivi, tra cui l’attuale pandemia di
Coronavirus, purtroppo ancora in corso. Adesso, Wonder
Woman 1984 uscirà contemporaneamente nei cinema
aperti e su HBO
Max il prossimo Natale. Certo, non tutti hanno accolto bene
quest’uscita “congiunta”, ma per coloro che hanno atteso a lungo
l’uscita del sequel, può considerarsi comunque una vittoria. Ciò
riguarda ovviamente anche Jenkins e l’intero cast del film, che
sono orgogliosi di ciò che sono stati in grado di ottenere grazie
al nuovo film.
Con l’uscita in America di Wonder
Woman 1984 ormai sempre più vicina, anche gli
eventi stampa per il film sono in pieno svolgimento. Parlando con
ComicBook, Patty Jenkins ha ricordato quanto sia stato
difficile dare vita a Cheetah nel nuovo film, ammettendo di essere
stata preoccupata dal momento in cui hanno iniziato la
pre-produzione fino a quando l’hanno vista sullo schermo.
Nonostante la pressione, la regista era convinta di usare Minerva
nel sequel.
“Rendere giustizia a Cheetah è
stato straziante. Sapevo dal primo momento che volevo che ci fosse
Cheetah nel film, ma sapevo anche che le cose sarebbero dovute
andare in un certo modo. Avevo tanta paura di non farla sembrare
adeguata, ed è una cosa che è durata per tutta la lavorazione del
film, dal momento in cui abbiamo iniziato a prepararlo fino al
momento in cui l’abbiamo visto. Ogni momento è stato molto
difficile da affrontare.”
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America
e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un
sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso
personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che
seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non
dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).
Prima che la campagna
#ReleaseTheSnyderCut
entrasse nel vivo, molti fan avevano suggerito che la versione di
Justice
League di Zack Snyder potesse essere adattata in un
fumetto o in un film d’animazione. Questo avrebbe sicuramente fatto
risparmiare alla Warner Bros. un sacco di soldi, dato che lo studio
ha speso decine di milioni di dollari per finire la
Snyder Cut destinata al servizio di streaming
HBO
Max.
Come riportato da
Omelete (via
CBM), durante l’evento CCXP di questo fine settimana, lo
scrittore e fumettista Scott Snyder (meglio
conosciuto per il suo lavoro su titoli come “Batman” e
“Dark Nights: Metal”) ha rivelato che gli eraq stato
chiesto di lavorare ad un adattamento a fumetti di Justice
League, una sorta di “espansione” della storia di
Zack Snyder.
Anche se non è entrato nei
dettagli, Snyder ha ammesso di aver dovuto rifiutare il progetto,
aggiungendo: “Avevo molti lavori davanti a me e non posso più
affrontare le persone che ci confondono”. L’ultima parte della
dichiarazione è, ovviamente, una battuta, dal momento che entrambi
condividono lo stesso cognome. È un peccato che il suo
coinvolgimento non sia andato a buon fine, ma sembra improbabile
che i piani per questo tie-in fumettistico siano stati
completamente abbandonati.
Ma cosa avrebbe potuto riguardare
quest’eventuale “espansione” della storia di Zack Snyder nel DCEU?
Probabilmente si sarebbe focalizzata sulla sequenza onirica
denominata “Knightmare”, vista in
Batman v Superman, o forse avrebbe colmato alcune lacune
che il regista non era stato in grado di colmare (come la storia di
Darkseid, ad esempio). Tuttavia, ciò che sarebbe davvero davvero
interessante è un “sequel” a fumetti che avrebbe adattato la
seconda parte di Justice
Leagueprima che i piani sul cinecomic
cambiassero.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Come molti di voi sapranno sono già
iniziate le riprese di Hawkeye,
l’attesissima nuova serie Marvel Studios che
vedrà protagonisti Jeremy Renner e Hailee Steinfeld.
Nelle prime immagini possiamo vedere Clint Barton e Kate Bishop.
Le riprese sono in corso a New York:
🚨 The sign behind them translates to
‘Auditory therapist’, confirming that Clint will lose his hearing
in
#Hawkeye series. pic.twitter.com/FGg5mSxAJC
Hawkeye
fa parte della prima ondata di serie tv prodotte dai Marvel Studios
che avrebbero dovuto uscire su Disney+ a
partire dall’autunno 2020. Il primo spettacolo doveva essere
stato The Falcon and The
Winter Soldier, ma la serie è stata ritardata a causa
della pandemia di coronavirus che ha colpito la produzione. Altre
serie tv includono WandaVision (sempre
nel 2020?), Loki (primavera
2021) oltre a Hawkeye. Tutti
vedranno i thespian del grande schermo che completano la serie.
La trama si svolge dopo gli eventi
di Avengers:
Endgame e si baserà sulle avventure
di Young Avenger, Kate Bishop,
che ha assunto il ruolo dopo dopo che Clint Barton lascia in
seguito agli eventi di Endgame. La serie vedrà Jeremy
Renner tornare nei panni del personaggio, e
l’attore stesso ha presentato il progetto alla gremita Hall H
durante il Comic-Con di San Diego. Secondo le parole di Renner la
serie racconta “la fibra di ciò che è Occhio di Falco,
ovvero un supereroe senza super poteri, e questo vuol dire che
tutti possono essere dei supereroi.” Secondo le prime
indiscrezioni nella serie Kate Bishop utilizza le sue
notevoli capacità di combattimento per combattere delle buone
battaglia, sia come come Young Avenger, al fianco del mentore Clint
Barton, sia da sola.
Un universo condiviso di Tyler
Rake è in lavorazione a Netflix, secondo quanto dichiarato dai produttori
Anthony e Joe Russo. Basato
sulla graphic novel “Ciudad” creata dagli stessi Russo insieme ad
Ande Parks e Fernando León González, Tyler Rake vede
protagonista Chris
Hemsworth nei panni di un mercenario del mercato
nero incaricato di proteggere il figlio di un boss del crimine
internazionale.
Il film è stato distribuito sulla
piattaforma di streaming ad aprile di quest’anno e, sulla scia
delle recensioni essenzialmente positive, è diventato un grande
successo targato Netflix. In effetti, i dati hanno rivelato che
Tyler
Rake è il film più visto di sempre del colosso dello
streaming. Proprio per questo, non sorprende che Netflix abbia già
messo in cantiere un sequel, con Hemsworth che potrebbe tornare a
vestire un’altra volta i panni di Rake (nonostante l’attore abbia
firmato un contratto per un solo film).
Al di là della conferma di un sequel
di Tyler
Rake, al momento i dettagli sul nuovo film sono
piuttosto scarsi. Qualche settimana fa, Joe Russo aveva confermato di essere al lavoro
sulla sceneggiatura e che i piani erano di iniziare a girare nel
2021. Molti si aspettano che Hemsworth torni per il sequel, anche
se il finale del primo film ha lasciato il destino del suo
personaggio sospeso: Rake è caduto in un fiume dopo essere stato
colpito alla schiena, quindi nessuno sa se sia effettivamente
sopravvissuto oppure no.
Di recente, Anthony e Joe Russo hanno
parlato del futuro di Tyler
Rake con
Collider, in occasione del CCXP, rivelando che potrebbe esserci
più di un sequel del film in futuro. L’idea, infatti, sarebbe
quella di approfondire l’universo e i personaggi ad esso collegati,
non soltanto quello di Rake. A tal proposito, Joe Russo ha spiegato: “Continuo a non
impegnarmi perché penso che sia più eccitante sorprendere le
persone, ma dirò questo: stiamo lavorando per costruire un universo
di film che potrebbe potenzialmente esplorare alcuni degli altri
personaggi del primo e alcuni nuovi personaggi… vedere più
interazioni storiche tra i personaggi. Quindi, se sei interessato
al personaggio di David Harbour, potresti vederlo in un futuro
film di Tyler Rake.”
La storia di Tyler Rake
In attesa di nuovi dettagli,
ricordiamo che Tyler
Rake racconta la storia di un mercenario che opera nel
mercato nero e che non ha nulla da perdere quando viene ingaggiato
per salvare il figlio rapito di un boss del crimine internazionale.
Ma nel torbido mondo dei trafficanti di armi e di droga, questa
missione, che da pericolosissima diventa pressoché impossibile,
cambierà per sempre la vita di Rake e del ragazzo.
La backstory mai raccontata di
Rocket Raccoon nel MCU potrebbe essere uno dei
retroscena più tragici dell’intero universo condiviso. Rocket è
stato un personaggio alquanto trascurato nell’Universo
Cinematografico Marvel, in parte a causa dello
status dei Guardiani della Galassia come
seconda grande squadra del franchise, in parte a causa dello stesso
team, in cui l’attenzione è sempre stata focalizzata maggiormente
su Star-Lord e Gamora.
In generale, Rocket Raccoon è sempre
stato considerato una figura di supporto e, a differenza di altri
personaggi come Peter Quill, Gamora e Drax, le sue origini non sono
mai stata realmente affrontate all’interno della saga. È un vero
peccato, perché in realtà Rocket ha una backstory tanto insolita
quanto affascinante, che è stata soltanto accennata nel MCU.
Nei fumetti, Rocket
Raccoon inizia la sua storia come creatura geneticamente
modificata resa senziente da robot che avevano il compito di
prendersi cura di un pianeta abitato da malati di mente. Cercando
di lasciare il pianeta, i robot custodi hanno ingegnerizzato gli
animali fino a quando non hanno potuto soddisfare la loro
direttiva, per dirigersi poi verso l’altra parte del pianeta,
denudando questa metà mentre estraevano risorse.
Questo pianeta – chiamato
“Halfworld” – è il luogo da cui viene mostrato Rocket in
Guardiani della Galassia, per gentile concessione
della sua fedina penale, suggerendo che questa parte della sua vita
è la stessa sia nei fumetti che nel MCU. Se fosse così, i fan
potrebbero essere pronti per la backstory più devastante del
franchise…
La storia mai raccontata di Rocket Raccoon nel MCU
Al di là della tragedia legata
all’origine di Rocket nei fumetti, in un panel del 2017 James Gunn aveva affermato che la backstory di
Rocket nel MCU è “leggermente più devastante di quello che
conosciamo grazie ai fumetti”, suggerendo che il fatto che sia
stato abbandonato dai creatori di robot non è nulla se paragonato a
ciò che ha invece subito nel MCU. È probabile che le parole di Gunn
facciano riferimento al fatto che Rocket si sia spezzato a causa
dei continui esperimenti scientifici fatti su di lui e che alla
fine abbia fatto qualcosa di terribile; o che forse i suoi creatori
gli hanno fatto qualcosa che gli ha provocato un danno
permanente.
Ad ogni modo, sembra chiaro che il
Rocket Raccoon mostrato nel primo film dei
Guardiani vive ancora in balia delle cicatrici del suo passato.
Sebbene sia facile considerare la sua natura aggressiva e la sua
propensione alla violenza come tratti intrinseci, è più probabile
che questi siano il risultato del suo brutale rifiuto del ruolo di
custode e sugli esperimenti che sono stati condotti.
Questo spiegherebbe anche perché
Rocket trova così difficile sia in
Guardiani della Galassia che in
Guardiani della Galassia Vol. 2 fidarsi dei suoi amici
e mostrare loro affetto in maniera aperta, poiché la sua storia
pregressa testimonia che non ha mai imparato del tutto come si
faccia… almeno fino agli eventi dei film.
Una scena ritenuta controversa è
stata rimossa da Monster
Hunter di Paul W.S. Anderson, in seguito alle forti
critiche del pubblico cinese sui social media. Il film è
l’adattamento della popolarissima serie di videogiochi Capcom. La
storia racconta di una forza militare d’élite degli Stati Uniti che
entra accidentalmente in un wormhole e viene inviata in un mondo
abitato da tutte le creature con cui i fan della saga videoludica
hanno familiarizzato nel corso degli anni. In Cina è uscito lo
scorso 3 dicembre, mentre negli Stati Uniti uscirà il giorno di
Natale.
Subito dopo
l’uscita, il film ha suscitato un vero polverone a causa di una
battuta contenuta al suo interno e considerata razzista. Il punto
focale della controversia è, appunto, una battuta pronunciata dal
personaggio di Jin Au-Yeung, che si baserebbe su
un gioco di parole tra “knees” (ginocchia) e
“chinese/chi-knees (cinese)”: tale gioco di parole
richiama ad una battuta che in Asia è ritenuta molto offensiva, con
accezione razzista e sessista. Come risultato, il film è stato
ritirato dalla sale cinesi ad un solo giorno
dall’uscita.
Adesso
Deadline riporta che la battuta è stata ufficialmente rimossa
dal film. Una delle società di produzione coinvolte nel film, la
Constantin Film, si è scusata e ha annunciato di aver rimosso la
battuta offensiva. Tuttavia, al momento non è chiaro se il film
tornerà nei cinema cinesi. Tencent, un’altra società di produzione
che ha lavorato a Monster
Hunter e che si occupa della sua distribuzione in
Cina, sta attualmente negoziando con il governo del paese per il
ritorno del film nelle sale.
In una nota ufficiale, Constantin
Film ha dichiarato: “Non c’era assolutamente alcuna intenzione
di discriminare, insultare o offendere in altro modo nessuno di
origini cinesi. Constantin Film ha ascoltato le preoccupazioni
espresse dal pubblico cinese e ha rimosso la battuta che ha portato
a questo malinteso involontario.”
Tutto quello che sappiamo su
Monster Hunter
Monster
Hunter è l’adattamento dell’omonimo videogioco
sviluppato da Capcom. Il film, scritto e diretto da Paul
W.S. Anderson (regista della saga
di Resident
Evil), annovera nel cast Milla
Jovovich, Tony Jaa, T.I., Ron Perlman, Meagan
Good e Diego Boneta. L’uscita
nelle sale americane è fissata per il 30 dicembre 2020.
Dietro il nostro
mondo, ce n’è un altro: un mondo di mostri pericolosi e potenti che
governano il loro dominio con ferocia mortale. Quando il tenente
Artemis (Milla
Jovovich) e i suoi fedeli soldati vengono trasportati
dal nostro mondo al loro, il tenente imperturbabile subisce uno
shock. Nella sua disperata battaglia per la sopravvivenza contro
enormi nemici con poteri incredibili e attacchi inarrestabili,
Artemis si unirà a un uomo misterioso che ha trovato il modo di
reagire.
Brian Herbert, il figlio di Frank
Herbert, ha dichiarato che Dune di
Denis Villeneuve sarà l’adattamento definitivo
del celebre romanzo di fantascienza. Herbert ha raccolto l’eredità
di suo padre, portando avanti la saga attraverso fumetti e romanzi
prequel.
Dune
è stato adattato più volte, sia al cinema che in televisione.
Alejandro Jodorowsky ha cercato di realizzare
un primo adattamento negli anni ’70, ma purtroppo quel progetto non
superò mai la fase di sviluppo. Nel 2000 c’è stato anche un
adattamento per il piccolo schermo targato SyFy, ma è la versione
del 1984 ad opera di David Lynch quella certamente più famosa.
L’imminente adattamento di
Villeneuve, che è stato posticipato da dicembre di quest’anno al 1
ottobre 2021, è uno dei film in uscita più attesi. Interpretato da
Timothée
Chalamet,
Zendaya,
Oscar Isaac e Rebecca
Ferguson, il film adatterà la prima metà del
capolavoro di fantascienza di Herbert. Di recente è stato
confermato che il film arriverà contemporaneamente nelle sale e su
HBO
Max.
In un’intervista con
Inverse, Brian Herbert ha rivelato di aver visitato il set di
Budapest e, dopo aver visto il trailer, è fiducioso che i fan
saranno soddisfatti dell’adattamento. Herbert e sua moglie hanno
visto il cast girare diverse scene durante la loro visita ed è
rimasto particolarmente impressionato dalla grandezza della
produzione.
“Sono rimasto molto colpito dal
trailer ed ero entusiasta di essere effettivamente sul set del film
a Budapest l’anno scorso, dove io e mia moglie abbiamo visto le
riprese di diverse scene. Questo è un film davvero grande, un
progetto importante che sarà per sempre considerato l’adattamento
cinematografico definitivo del classico romanzo di Frank Herbert. I
fan adoreranno questo film. Denis Villeneuve è il regista perfetto
per Dune.”
Dopo avervi parlato delle famose
attrici francesi Odile
Vuillemin e Juliette
Roudet, protagoniste della serie
Profiling, oggi ci spostiamo nella bella Svezia
per conoscere una delle sue artiste più promettenti. Stiamo
parlando di Ida Engvoll, protagonista di film e
serie tv di successo come Rebecka Martinsson e
Love and
Anarchy.
Se la vostra conoscenza della
Svezia si ferma alla sua geografia o al catalogo Ikea venite con
noi a scoprire tutto quello che c’è da sapere su Ida
Engvoll, una delle attrici svedesi più famose degli ultimi
anni.
Ida Engvoll film e serie tv: gli
inizi della sua carriera
Nata a Söderhamn,
in Svezia, il 6 ottobre 1985, Ida
Engvoll comincia a studiare recitazione fin da bambina seguendo
corsi di teatro e di musica. La
sua istruzione continua e, dopo aver ottenuto il diploma, Ida si
iscrive all’Accademia Teatro di Stoccolma che frequenta dal 2007 al
2010. Negli anni in cui frequenta l’accademia, è molto attiva e
partecipa come co-editrice anche a un progetto antologico teatrale
su scala nazionale.
Terminati i suoi studi a Stoccolma,
Ida è pronta per lanciarsi nel mondo dello spettacolo. L’attrice
comincia la sua gavetta e accetta alcune ‘comparsate’ e piccoli
ruoli in serie tv scandinave come Levande Begravd
(2009), Friedriks Nya Mamma (2011), De
Dödas Röster (2011) e Arne Dahl: Europa
Blues (2011). Il suo debutto sul grande schermo invece
arriva nel 2013 quando partecipa al film, diretto da Birger
Larsen, Mördaren Ljuger Inte Ensam.
La grande occasione cinematografica
per Ida Engvoll, tuttavia, arriva nel 2015 quando viene scelta per
un ruolo nel film Mr.Ove,
diretto da Hannes Holm. Adattamento
cinematografico del romanzo L’Uomo Che Metteva In Ordine Il
Mondo di Fredrik Backman, riceve nel 2017
due candidature agli Oscar.
Ove Lindahl (Rolf
Lassgård), è un sessantenne che vive in un quartiere
residenziale di cui è presidente e che gestisce con il pugno di
ferro. Dopo aver perso sua moglie Sonja (Ida
Engvoll) a causa di un cancro sei mesi prima, Ove è caduto
in una profonda depressione che ha influito inevitabilmente sulle
sue relazioni interpersonali.
Vedovo e pensionato, per Ove la
gestione del quartiere è diventata ormai la sua unica ragione di
vita. Per questo motivo, quando l’incarico gli viene tolto e
affidato a un suo ex amico, Rune (Börje Lundberg),
l’uomo decide di farla finita. Tuttavia, i suoi tentatii di
suicidio vengono continuamente interrotti…
Ida Engvoll in The Bridge
Nel 2015, oltre a partecipare al
film Mr. Ove, Ida fa il suo debutto nella famosa serie The
Bridge (in svedese, Bron), ideata da Hans
Rosenfeldt per la SVT1, famoso network
svedese. La serie crime thriller, in onda dal 2011 al 2018 per 4
stagioni e 38 episodi, fa strage di consensi tra pubblico e
critica, spingendo i produttori a venderne i diritti in diversi
paesi. Negli anni, infatti, spuntano ben cinque
remake della serie, uno statunitense, uno
franco-britannico (The Tunnel), uno russo-estone,
uno malese e uno austro-tedesco (Pagan Peak).
La serie, ambientata tra Svezia e
Danimarca, si apre con un misterioso duplice omicidio. Sul ponte di
Øresund vengono ritrovati dei resti umani
posizionati proprio sulla linea di confine tra i due paesi
scandinavi. Non sapendo bene di chi sia la giurisdizione, le forze
di polizia di entrambi i paesi cominciano a lavorare sul caso,
collaborando per l’identificazione del cadavere.
Le analisi
preliminari rivelano che i resti appartengono a due persone
differenti, una politica svedese e una prostituta danese. Per
questo motivo le autorità di entrambi i paesi sono ‘costrette’ a
collaborare per giungere alla risoluzione del caso. Le indagini
vengono quindi affidate alla detective svedese Saga Norén
(Sofia Helin) e all’agente danese Martin Rohde
(Kim Bodnia).
Durante le
investigazioni, il duplice omicidio viene rivendicato da un
presunto terrorista che, servendosi di un giornalista, denuncia la
società contemporanea e giura vendetta. Sarà compito di Saga e
Martin lavorare insieme per assicurare questo pericoloso assassino
alla giustizia.
Nella serie
The Bridge, Ida Engvoll
interpreta Tina, una giornalista che viene
licenziata dopo aver pubblicato una soffiata che causa la morte di
un uomo. L’attrice compare solo in tre episodi della terza
stagione.
Ida Engvoll in Rebecka
Martinsson
Nel 2017 per Ida Engvoll arriva la
grande occasione televisiva quando viene scelta per il ruolo della
protagonista nell nuova serie poliziesca Rebecka
Martinsson, basata sui romanzi di Åsa
Larsson. Diretta da Fredrik Edfeldt e
scritta da Mattias Grosin e Henrik
Engström, la prima stagione della serie è basata su ben
quattro dei romanzi della scrittrice, ovvero:
La serie debutta, con la sua prima
stagione di 8 episodi, su TV4, il
più grande canale svedese, nel marzo del 2017 ed ha come
protagonista Ida Engvoll. Nella seconda stagione –
ancora inedita in Italia – però molte cose cambiano, a partire
proprio dal ruolo di Rebecka Martinsson che viene
affidato a Sasha Zacharias. Inoltre, la seconda
stagione sembra non sia basata su nessuno dei libri di Åsa
Larsson che ha comunque deciso di partecipare alla stesura
dello script.
La serie racconta la storia di
Rebecka Martinsson (Ida Engvoll – Sasha
Zacharias), un brillante avvocato originaria di Kiruma ma
trasferitasi a Stoccolma per lavoro. Nonostante nella capitale
svedese Rebecka abbia ottenuto un grande successo, lavorando per un
prestigioso studio legale, la donna decide di tornare a casa.
A spingerla a questa decisione è la
scioccante notizia della morte improvvisa di una sua cara amica
d’infanzia. Quando Rebecka torna a Kiruma, scopre però che quella
morte misteriosa non è stata accidentale ma che si tratta di un
omicidio. Una delle sue più care amiche è stata uccisa e ora è
compito suo risolvere il caso…
Ida Engvoll in Love and
Anarchy
Negli anni successivi Ida continua
a lavorare quasi esclusivamente sul piccolo schermo e in serie tv
svedesi come Vår tid är nu
(2017-2019), Bonusfamiljen (2017-2018) e
Andra Åket (2018). Nel 2020 tuttavia, la Engvoll
fa un bel salto di qualità entrando a far parte del cast della
serie ‘dramedy’ dal titolo Love and
Anarchy (titolo originale, Kärlek & Anarki),
prodotta dal gigante dello streaming, Netflix. Ideata da
Lisa Langseth – regista e sceneggiatrice del film
del 2017 Euphoria con Alicia
Vikander ed Eva
Green -, Love and Anarchy è la seconda serie svedese
prodotta da Netflix, dopo Quicksand.
La serie è
ambientata nel 2018 a Stoccolma e ha come protagonista Sofie Rydman
(Ida Engvoll), una consulente aziendale molto
ambiziosa, nonché madre di due figlie e moglie frustrata di un
regista pubblicitario. A causa dei numerosi impegni lavorativi di
entrambi, la passione tra Sofie e suo marito si è ormai spenta e la
donna è costretta a trovare piacere altrove.
Quando Sofie
viene assunta dalla casa editrice Lund & Lagerstedt, la sua
monotona vita prende una svolta inaspettata. Sorpresa una sera in
ufficio a masturbarsi dal giovane addetto informatico Max Järvi
(Björn Mosten), la donna comincia con il suo
collega un gioco assai audace fatto di flirt e scappatelle.
Nonostante le regole prestabilite, il loro gioco si fa sempre più
‘pericoloso’ e ben presto sono i sentimenti a mettere a entrambi i
bastoni tra le ruote…
Love and
Anarchy è andata in onda per una sola stagione di
8 episodi e ad oggi non sappiamo se o quando
la serie tornerà con una nuova stagione. Netflix,
infatti, non ha ancora annunciato il rinnovo o la
cancellazione di Love & Anarchy ma la notizia
potrebbe arrivare entro la fine del 2020.
Ida Engvoll su
Instagram
Se volete essere
sempre aggiornati sulle ultime avventure professionali di
Ida Engvoll e sulla sua vita privata, vi
consigliamo di seguire il suo account Instagram ufficiale. Non
dimenticate inoltre di seguire l’account ufficiale della serie
Love and
Anarchy e ovviamente quello di Netflix per tutti gli
aggiornamenti.
Ci sono saghe cinematografiche che
nel corso degli anni sono riuscite a far sognare milioni di
spettatori e che ancora oggi fanno strage di visualizzazioni sulle
maggiori piattaforme di streaming. Oltre all’iconica e immortale
trilogia de Il Signore degli
Anelli, l’altra saga cinematografica per eccellenza è
quella dedicata a Harry Potter. I libri
dedicati al maghetto con gli occhiali hanno incantato intere
generazioni di lettori e i film sono riusciti a portare sul grande
schermo le stesse magiche atmosfere delle pagine di J.K.
Rowling. I film, inoltre, ci hanno permesso di
scoprire nuovi talenti della recitazione come Daniel
Radcliffe, Emma
Watson, Rupert
Grint, Tom
Felton e ovviamente Evanna Lynch.
La Luna Lovegood
della saga letteraria di Harry Potter trova il
suo doppio cinematografico nella bella Evanna che dà vita a un
personaggio davvero iconico. Oggi quindi vi parliamo di questa
giovane ma straordinaria attrice e della sua carriera prima e dopo
il fenomeno Harry Potter. Scopriamo insieme tutto quello
che c’è da sapere su Evanna Lynch.
Evanna Lynch biografia: l’infanzia
e il magico incontro con J.K. Rowling
Evanna Lynch,
età 29 anni, è nata il 16 agosto del
1991 a Termonfeckin, un piccolo villaggio irlandese della
contea di Louth. Figlia d Marguerite e Donald Lynch, Evanna ha due
sorelle maggiori, Emily e Mairead, e un fratello minore di nome
Patrick. Fin da bambina sembra mostrare un forte interesse e quasi
un’ossessione per i libri di J. K.
Rowling, dedicati a Harry Potter. Il suo
amore per questa saga letteraria la spinge più volte a scrivere, da
fan, lettere all’autrice, sperando un giorno di poterla
incontrare.
La sua passione per Harry Potter le
è stata di grande conforto in un periodo molto buio della sua
adolescenza. Dagli undici ai tredici anni, infatti, Evanna soffre
di anoressia, malattia che non riesce a tenere a
bada. Per molto tempo, costretta in un letto d’ospedale, i libri e
le lettere di risposta della Rowling sono state per Evanna una vera
e propria terapia, spingendola a trovare la forza per uscire da
quell’incubo.
Durante il suo periodo in ospedale,
in occasione dell’uscita del romanzo Harry Potter e L’Ordine della
Fenice, Evanna riesce a ottenere un permesso speciale di un’ora per
poter ricevere una copia autografata del libro. In quell’occasione
la ragazza riesce finalmente a incontrare J.K. Rowling con la quale
fin a quel momento aveva parlato solo tramite lettera.
Durante il loro incontro, Evanna
confessa alla Rowling di voler interpretare il ruolo di Luna nella
saga cinematografica e le promette che per allora sarà in salute e
fuori pericolo. Con questa promessa in tasca, Evanna continua la
sua riabilitazione fino a quando finalmente riesce a tornare a
casa.
Evanna Lynch film e serie tv: Harry
Potter e la promessa mantenuta
Libera dal suo letto d’ospedale e di
nuovo in forma, Evanna continua con la sua vita e i suoi studi,
cominciando anche a prendere lezioni di recitazione. La sua
preparazione artistica si arricchisce giorno per giorno e continua
per molti anni fino a quando, nel gennaio del 2006, Evanna tenta la
sua prima audizione. La ragazza si presenta ai casting a Londra
proprio di Harry Potter e
L’Ordine della Fenice ovviamente per il ruolo di
Luna Lovegood. Dopo aver ‘combattuto’ contro altre
15mila ragazze e dopo lo screen test con Daniel
Radcliffe, Evanna riesce ad aggiudicarsi la parte.
Molti anni più tardi, purtroppo,
cominciano a girare spiacevoli voci a proposito di un
coinvolgimento della Rowling nel casting di Evanna. Secondo alcuni,
infatti, il suo incontro anni prima con la Rowling, potrebbe averla
agevolata durante l’audizione. Tuttavia, sono la stessa scrittrice
e i produttori a smentire queste voci. Sembra infatti che la
Rowling non sapesse nulla del provino di Evanna e che la decisione
finale di assegnarle la parte sia stata presa principalmente dal
produttore David Heyman. Quest’ultimo infatti
dichiara: “le altre potrebbero interpretare Luna; Evanna invece
è Luna”.
L’affinità di Evanna con il
personaggio di Luna Lovegood, spinge i produttori
ad assegnarle il ruolo nonostante la sua giovane età – ha soli 14
anni – e la sua mancanza di esperienza come attrice professionista.
Incredibile ma vero, Harry Potter e
L’Ordine della Fenice segna il debutto cinematografico
di Evanna Lynch che tornerà poi anche nei capitoli successivi della
saga.
Evanna Lynch in Harry Potter: il
suo debutto al cinema
Nel 2007 nelle sale cinematografiche
esce il quinto film della saga del maghetto con gl occhiali,
Harry Potter e
L’Ordine della Fenice, ovvero il debutto sul grande
schermo di Evanna Lynch. Il film, diretto da David
Yates, segue come sempre le avventure di Harry e dei suoi
amici, ormai sempre più vicini alla battaglia finale con il
malvagio Voldemort.
Dalla morte di Cedric Diggory
(Robert
Pattinson) ucciso da Voldemort (Ralph
Fiennes) nel labirinto, durante il torneo tre maghi,
il mondo della magia è completamente cambiato. Tra maghi e streghe
serpeggia il dubbio e in molti non credono o non vogliono credere a
fatto che il signore oscuro sia davvero tornato. Questo scetticismo
generale è avallato dalle discutibili dichiarazioni del Ministero
della Magia che, per evitare il panico, nega l’evidenza.
Harry (Daniel
Radcliffe), ancora provato dalla morte di Cedric, si
sente isolato e appesantito da un’oscurità che sembra non lasciarlo
mai da solo. A Hogwarts nessuno crede alla storia di Voldermort e
all’assassinio di Cedric, dandogli dell’agitatore visionario.
Nonostante il sostegno dei suoi migliori amici Ron (Rupert
Grint) e Hermione (Emma
Watson), Harry si sente sempre più solo e impotente.
Potter vorrebbe infatti esercitarsi con la magia per poter un
giorno affrontare Voldermort in battaglia ma c’è chi a Hogwarts
pare abbia ‘bandito’ ogni attività magica.
La Gazzetta del Profeta ha
pubblicato un articolo in cui, oltre a negare il ritorno del
signore oscuro, accusa Silente (Michael
Gambon) di un imminente colpo di stato. Secondo il
giornale, il preside di Hogwarts pare stia mettendo su un esercito
per prendere con la forza il comando del Ministero della Magia. Per
paura quindi che queste voci siano reali, il Ministero stesso invia
a Hogwarts un’ispettrice, Dolores Umbridge (Imelda
Staunton), che oltre a bandire la magia pratica dalla
scuola, crea un regime di terrore tra gli studenti.
Nel frattempo Harry, seguendo
l’esempio di Silente, Sirius Black (Gary
Oldman), Remus Lupin (David
Thewlis) e Alastor “Malocchio” Moody (Brendan
Gleeson), tutti membri della società segrete
dell’Ordine della Fenice, crea una sua piccola setta di maghi,
L’Esercito di Silente. Comincia egli stesso a insegnare magia ai
suoi compagni, studiando gli incantesimi più avanzati e
preparandosi a una futura battaglia.
Sono tante le responsabilità di
Harry che, purtroppo, deve anche affrontare un altro grande
problema. Da mesi ormai soffre di incubi ricorrenti che hanno come
protagonista sempre la stessa persona, Voldermort. Nei suoi incubi
Harry vede cose che non riesce a spiegarsi, alcune che sembrano
ricordi passati e altre visioni del presente. Grazie a Silente e
incredibilmente a Piton (Alan
Rickman), Harry scoprirà che la mente di Voldemort e
la sua sono in comunicazione e che il signore oscuro sta cercando
qualcosa, un “oggetto” che gli permetterà di sferrare il suo
terribile attacco…
Evanna Lynch in
Harry Potter e
L’Ordine della Fenice interpreta Luna
Lovegood, strega purosangue, figlia della defunta
Pandora e di Xenophilius Lovegood
(Rhys
Ifans), editore della rivista il Cavillo. Luna è
bizzarra, stravagante, con la testa sempre fra le nuvole ma anche
buona e generosa nonché incredibilmente coraggiosa. Grazie a lei e
alle sue stranezze, Harry si sentirà meno solo…
Evanna Lynch e Robbie Jarvis: un
amore nato sul set
Accade spesso che attori e attrici,
obbligati a passare tante ore sul set insieme, finiscano con lo
sviluppare sentimenti che vanno ben oltre la semplice amicizia. E
se gli attori in questioni sono un gruppo di adolescenti, il
rischio di flirt è dietro l’angolo.
In particolare, nel corso degli
anni, il cast della saga di Harry Potter ha visto la nascita di
numerosissimi amori rivelatisi più o meno duraturi. Tra le varie
coppiette formatesi negli anni ricordiamo Bonnie
Wright, la Ginny Weasley della saga,
e Jamie Campbell
Bower, interprete del giovane Gellert
Grindelwald. Il loro amore, nato nel 2009 sul set di
Harry Potter e I
Doni della Morte – Parte 1, è durato fino al 2012 per
poi dissolversi nel nulla.
Ancora, a essere colpiti dalla
freccia di cupido sono Tom
Felton, il malvagio Draco Malfoy, e
Jade Olivia
interprete di Astoria Greengrass, moglie di Malfoy
in Harry Potter e I
Doni della Morte – Parte 2. I due piccioncini sono
stati insieme per ben sette anni prima di lasciarsi definitivamente
nel 2016. [fonte:
Fandom]
L’ultimo flirt della lista, non di
certo per importanza, vede protagonista Evanna Lynch e
Robbie Jarvis, interprete del giovane James
Potter, padre di Harry. I due, conosciutisi sul set di
Harry Potter e L’Ordine della Fenice, si sono frequentati solo per
un anno, rompendo nel novembre del 2016. Ma la bella Evanna sembra
aver già dimenticato la storia con Robbie. Sembra infatti che
l’attrice attualmente sia impegnata con con il musicista Andel con
il quale ha una relazione a distanza. Mentre infatti Evanna vive a
Londra, Andel vive a Los Angeles. [Fonte: Daily
Entertainmente News – Celebritux]
Evanna Lynch su Instagram
Attrice, vegana convinta, animalista
e attivista, Evanna Lynch è sempre impegnata con
qualche nuovo progetto. Per restare sempre aggiornati sulla sua
vita privata e professionale, vi consigliamo di seguire il suo
account Instagram
ufficiale.
Il 2020 non è stato di certo un buon
anno per i fan dei cinecomics. Nonostante l’uscita nelle sale di
Birds of Prey lo scorso febbraio (che ha comunque
raccolto pareri contrastanti), la pandemia di Coronavirus ha
letteralmente stravolto il calendario delle uscite delle più grandi
major americane, con il conseguente rinvio di alcuni dei titoli più
attesi dell’anno al 2021. Naturalmente, l’emergenza sanitaria ha
avuto effetti irreversibili anche sul MCU e sul DCEU.
Tuttavia, pare che le cose stiano
lentamente migliorando, con l’uscita ormai imminente
dell’attesissimo Wonder
Woman 1984 di Patty Jenkins. Come sappiamo, infatti, il film
uscirà nei cinema internazionali a partire dal 16 dicembre (in
Italia arriverà soltanto il 28 gennaio), mentre negli Stati Uniti
arriverà il giorno di Natale, con un’uscita “congiunta” sia al
cinema che su HBO
Max.
Una manciata di critici americani ha
avuto la possibilità di vedere Wonder
Woman 1984 in anteprima, ed ecco che online sono
arrivate le primissime reazioni al sequel di Patty Jenkins, il quale ha ricevuto
un’accoglienza decisamente positiva. Potete leggere alcuni commenti
a caldo estrapolati da Twitter di seguito:
Erik Davis (Fandango): “Sono così felice di
annunciare che #WW84 è un vero spasso, dall’inizio alla fine. Un
complimento eccezionale per il primo film: è pieno di cuore,
speranza, amore, azione, romanticismo e umorismo. @PattyJenks,
@GalGadot e il team hanno prodotto uno dei migliori sequel della
DC. Ero in lacrime quando è finito. Non posso dire molto sulla
trama a causa degli spoiler, ma è super intelligente. La sola
sequenza di apertura è sbalorditiva e ogni scena d’azione è diversa
e unica. Penso anche che quella di Hans Zimmer sia una delle sue
migliori colonne sonore… e, per chi se lo stesse chiedendo, la
chimica tra Gadot e Pine è ancora una volta
incandescente.”
Joblo.com: “Il nostro @JimmytotheO ha cavalcato il fulmine
per una MERAVIGLIA di film! @PattyJenks e @GalGadot l’ho fatto di
nuovo! @WonderWomanFilm #WW84 è un glorioso successo! Dalla
sequenza di apertura mozzafiato all’atto finale originale e
rivitalizzante, c’è molto per cui gioire. Gadot cattura
perfettamente l’essenza di Wonder Woman ancora una volta!
@PedroPascal1 e #KristenWiig sono scelte di cast a dir poco
brillanti. E sì, il ritorno insolito e ispirato di #ChrisPine è un
valore aggiunto, sia a livello di umorismo sia a livello di
sentimenti.”
Perri Nemiroff (Collider): “Preferisco Wonder Woman a
Wonder Woman 1984. Ma preferisco di gran lunga vedere i registi
percorrere nuove, grandi oscillazioni con i sequel e questo è
sicuramente ciò che Patty Jenkins e la sua squadra fanno qui. Non
tutto quadra, ma il valore dell’altruismo, dell’amore e della
compassione traspaiono. #WW84”
Terri Schwartz (IGN): “Ho avuto la fortuna di essere tra i
primi a vedere (finalmente!) Wonder Woman 1984. L’ho adorato. Il
primo Wonder Woman è il mio preferito dei film DC moderni. #WW84
compi e tutti i passi successivi in modo intelligente, raccontando
una storia molto umana e bellissima per Diana Prince. Penso che ciò
che mi ha sorpreso di più sia stato che il messaggio: ciò che #WW84
ti lascia sembra essere ancora più importante in relazione alla
fine di quest’anno, e di certo @PattyJenks non avrebbe potuto
prevederlo quando ha realizzato il film. Inoltre, è così eccitante
avere di nuovo grandi film, gioiosi e di successo, pronti ad
uscire.”
Josh Horowitz (MTV News): “Il più grande complimento che
posso fare a #WW84 è che a volte sembra un film perduto dell’era
dei supereroi di Richard Donner. C’è molto da amare in questo
sequel. Ho alcune cose interessanti da cucinare con il cast e
@PattyJenks. Rimanete sintonizzati!”
Amy Ratcliffe (Nerdist): “Ieri ho visto Wonder Woman 1984
e… onestamente è proprio quello di cui avevo bisogno. Quello di cui
tutti abbiamo bisogno. È edificante, pieno di speranza e
assolutamente… Wonder Woman! Un bel film con temi che ti colpisco
dritto al cuore. #WW84. Non ho intenzione di fare spoiler, ma dirò
anche che WW84 non ha l’aspetto o il mode di nessun altro film di
supereroi moderno. Non vedo l’ora di parlarne tutti
insieme!”
Germain Lussier (io9): “Ieri ho visto Wonder Woman 1984 a
casa ed era tutto ciò di cui avevo bisogno, e tanto altro ancora.
Il film è estremamente ambizioso, incredibilmente eccitante e pieno
di speranza, cosa davvero necessaria di recente. È anche molto
lungo, ma mi ha ricordato quanto bene possa farti sentire un grande
blockbuster.”
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America
e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un
sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso
personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che
seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non
dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).