A distanza di sette anni
dall’ultima notizia
a riguardo, Variety informa che è in
lavorazione un adattamento del famoso romanzo di formazione di
Paolo Coelho, L’Alchimista. Legendary
Entertainment ha acquisito i diritti cinematografici, televisivi e
accessori dell’acclamato libro e guiderà lo sviluppo di un
adattamento cinematografico insieme a TriStar
Pictures e Palmstar di Sony.
Jack Thorne
scriverà il film. Lo sceneggiatore ha firmato Enola Holmes di Netflix, The Swimmers e The Aeronauts. Recentemente
ha anche sviluppato l’adattamento in serie di His Dark Materials. In teatro, è noto per aver
scritto “Harry Potter e la maledizione dell’erede” e “The
Motive and the Cue”. Ha vinto numerosi BAFTA e un Olivier e
Tony Award.
Secondo la descrizione ufficiale,
L’Alchimista racconta la storia di Santiago,
“un giovane che desidera viaggiare alla ricerca di un tesoro.
La storia dei tesori che Santiago trova lungo la strada ci insegna,
come solo poche storie sanno fare, la saggezza essenziale di
ascoltare il nostro cuore, imparare a leggere i presagi disseminati
lungo il percorso della vita e, soprattutto, seguire i nostri
sogni”.
Il libro è stato originariamente
pubblicato nel 1988 in portoghese. È diventato un bestseller
internazionale ed è il libro di un autore vivente più tradotto al
mondo. Questo non è il primo tentativo di adattare il libro per lo
schermo. Ci sono stati vari tentativi nel corso degli anni, il più
recente con i Westbrook Studios di Will
Smith e Jada Pinkett Smith in veste
di produttori.
La trilogia Millennium
dello scrittore StiegLarsson era
già stata adattata nella sua interezza in Svezia con protagonista
l’attrice Noomi Rapace. La trama,
una complessa rete di intrighi, tradimenti e sospetti, si
dimostrava però perfetta per un autore statunitense particolarmente
incline a narrazioni di questo tipo. Si tratta di David
Fincher, celebre per film come Zodiac e The Social Network. Nel
2011 egli assume così il ruolo di regista di quello che verrà
intitolato Millennium – Uomini che
odiano ledonne (in originale
chiamato The Girl with the DragonTatoo), ad oggi
tra i più appassionanti e apprezzati thriller del regista.
Particolarmente crudo e violento,
Fincher decide di non risparmiare nulla allo spettatore,
introducendolo in un contesto quantomai controverso. Ciò si evince
già dai memorabili titoli di testa, una lunga sequenza di due
minuti e mezzo dove il corpo umano dei protagonisti si ibrida
all’elemento tecnologico, liquido e quanto mai invasivo. Allo
stesso modo, nel film, si alternano una serie di personaggi
corrotti nel profondo, che tentano di violentarsi l’un l’altro in
una lotta alla supremazia. Oltre ad essere uno scontro di genere,
il film diventa anche un complesso gioco tra la realtà dei fatti e
la loro apparenza, con i segreti del passato a fare da linea di
demarcazione tra le due cose.
Affermatosi come un grandissimo
successo, con oltre 200 milioni al box office mondiale,
Millennium – Uomini che odiano le donne si è affermato
come uno dei migliori film del suo anno, riconfermando il talento
di Fincher e tutta la sua potenza espressiva. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di Millennium – Uomini
che odiano le donne
Protagonista del film è
Mikael Blomkvist, direttore della rivista
“Millennium” ora caduto in disgrazia dopo aver perso una causa
contro un potente uomo d’affari, non avendo avuto prove a
sufficienza per incriminarlo. Nel tentativo di ripulire il proprio
onore, accetta ora di eseguire l’incarico assegnatogli dal ricco
magnate Henrik Vanger. Il giornalista deve
indagare sulla misteriosa morte della nipote
Harriett, avvenuta ormai decenni prima. Alla
ricerca partecipa anche la giovane hacker Lisbeth
Salander, ragazza tanto talentuosa quanto emarginata e
problematica, continuamente costretta a relazionarsi con il tutore
Nils Bjurman, il quale non manca di abusare del
suo potere su di lei.
Mentre cercano di risolvere i propri
problemi personali, Mikael e Lisbeth si trovano a scavare sempre
più nel passato della ricca famiglia Vanger. Più vanno avanti con
le ricerche, però, più emergono torbidi segreti, scandali e
passioni legate a terribili omicidi avvenuti negli anni Trenta e
Quaranta, folli personaggi che contribuiscono a far emergere tutto
il marcio che c’è dietro la perfetta facciata di una ricca famiglia
alto-borghese della fredda Svezia. Ormai del tutto compromessi, i
due si trovano a dover risolvere quanto prima la complessa vicenda,
evitando di venirne inglobati e massacrati.
Millennium – Uomini che odiano
le donne: il cast del film
Ad interpretare il giornalista
Mikael Blomkvist vi è l’attore Daniel Craig, noto per
essere l’attuale James
Bond. Questi si disse da subito interessato alla parte, essendo
rimasto stregato dalla tensione presente nel film. Ad ostacolare la
sua partecipazione al film vi erano però le riprese del nuovo film
di 007 Skyfall. Poiché Fincher insistette per avere Craig,
gli studios di produzione si accordarono sul calendario per
permettergli di recitare in entrambi i film. Per
Millennium, l’attore si trovò inoltre a dover acquisire
diverso peso e a sfoggiare un accento il più neutro possibile, per
risultare credibile nei panni del giornalista svedese.
Accanto a lui, nei panni del ricco
Henrik Vanger si ritrova l’attore premio Oscar
ChristopherPlummer, il quale
decise di aggiungere una certa ironia al suo personaggio. Il ruolo
più complesso per cui trovare un’attrice fu ovviamente quello di
Lisbeth Salander. Fincher considerò numerosissime note attrici,
decidendo infine di affidare la parte a Rooney Mara, che aveva
già avuto un piccolo ruolo nel suo The Social Network. Per l’attrice,
assumere i panni della problematica hacker fu particolarmente
complesso.
Si sottopose ad una trasformazione
fisica, dimagrendo e tingendosi i capelli. Affrontò poi ore di
trucco per applicare i tatuaggi e le ferite che il personaggio
presenta. L’attrice, inoltre, decise di applicare realmente su di
sé i numerosi piercing di Lisbeth, al fine di potersi calare meglio
nel personaggio. Nel film sono poi presenti gli attori
Robin Wright, partner
lavorativa e sentimentale di Blomkivst e Yorick van
Wageningen in quelli di Nils Bjurman, il tutore di
Lisbeth. Joely Richardson è Harriet Vanger, mentre
Stellan Skarsgård è
Martin Vanger.
Il sequel di Millennium –
Uomini che odiano le donne, il trailer e dove vedere il film
in streaming e in TV
A distanza di anni, nel 2018, è
stato realizzato un sequel dal titolo Millennium – Quello che
non uccide (il cui titolo originale è The
Girl in the Spider’s Web). A dirigerlo vi è Fede
Alvarez, mentre il ruolo di Lisbeth Salander è qui stato
affidato a Claire Foy.
Rooney Mara, a riguardo, si è detta profondamente
rammaricata di non aver potuto tornare ad interpretare il
personaggio. Questo nuovo film, ad ogni modo, e basato sul quarto
romanzo della serie Millennium, nonché il primo non
scritto da Larsson, il quale era prematuramente scomparso nel 2004.
Da questo progetto, per il regista, era importante far emergere una
certa originalità rispetto ai precedenti titoli cinematografici. Il
racconto si dota dunque di molta più azione e intrecci
narrativi.
In attesa di vedere tale sequel, è
possibile fruire di Millennium – Uomini che odiano le
donne grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è
infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes e
Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
noleggiare il singolo film, avendo così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui
guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto
televisivo di martedì 3 ottobre alle ore
21:20 sul canale Rai 4.
Sin dal suo esordio nel 1983, il
regista e produttore francese Luc Besson si è
affermato come un cineasta di difficile catalogazione. Nel corso
della sua filmografia ha infatti realizzato film di genere sempre
diverso, affrontando tanto il thriller d’azione con Léon
quanto la fantascienza con Lucy. Uno dei suoi ultimi film,
uscito in sala nel 2017, è Valerian e la città dei
mille pianeti (qui la recensione), interamente
ambientato nello spazio, tra mondi impossibili e creature a dir
poco fantasiose. Si tratta di un vero blockbuster di produzione
francese ma che, come tipico di Besson, è in grado di parlare ad un
pubblico quanto mai ampio e variegato.
Il film è basato sul fumetto
Valérian, anche noto come Valérian e Laureline
agenti spazio-temporali. Questo è opera dello scrittore
Pierre Christin e dell’illustratore
Jean-Claude Mézières, ed è apparso per la prima
volta sulla rivista Pilote nel 1967, andando avanti fino
al 2010. Appassionato di questo sin da bambino, Besson non aveva in
mente di realizzarne addirittura una trasposizione cinematografica,
ma con il tempo il richiamo verso questa divenne sempre più
irresistibile. Annunciato per la prima volta nel 2012, ci vollero
cinque anni per completare il progetto, reso complesso in primo
luogo per via dei numerosi effetti speciali richiesti.
Con un budget dichiarato di 180
milioni di dollari, Valerian e la città dei mille pianeti
è divenuto il film più costoso nella storia della cinematografia
francese. Pur con un riscontro al box office non particolarmente
entusiasmante, questo non ha mancato di suscitare un certo
entusiasmo negli appassionati del genere e dei grandi blockbuster.
Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente
utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a
questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile
ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama,
al cast di attori e al potenziale
sequel. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di Valerian e la città dei mille pianeti
Ambientato nel lontano 28° secolo,
il film ha per protagonisti Valérian e
Laureline, inviati speciali
per il Governo dei Territori Umani con il compito di mantenere
l’ordine nell’Universo. Sotto la direzione del loro
comandante Arün Filitt, i due si imbarcano in
un’ardua missione verso la città intergalattica di Alpha. Si tratta
di una metropoli dove migliaia di specie diverse, provenienti da
tutto l’universo, sono approdate durante i secoli per condividere
sapere, intelligenza e cultura. Ma al centro di questa sembra ora
formarsi una forza oscura, che espandendosi minaccia la pace della
Città dei Mille Pianeti. I due agenti saranno così chiamati a
risolvere il mistero, compiendo viaggi incredibili e incontrando
alleati e nemici imprevedibili.
Valerian e la città dei mille pianeti: il cast del
film
Dopo aver inizialmente valutato
l’idea di girare il film in lingua inglese, Besson ha infine optato
per l’inglese così da poter rendere commercialmente più esportabile
il progetto. Si è così affidato a interpreti statunitensi,
scegliendo due giovani per la parte dei protagonisti. Questi sono
rispettivamente DaneDeHaan nei panni di Valerian e Cara Delevingne
in quelli di Laureline. La loro scelta è dovuta al fatto che,
nell’immaginario di Besson, in futuro i piloti spaziali potranno
essere giovanissimi. Al fine di poter prendere parte alle numerose
complesse sequenze del film, la Delevingne si è inoltre sottoposta
ad un rigoroso allenamento, così da ottenere la forma fisica più
adeguata.
Nel film sono poi presenti i
candidati all’Oscar Clive Owen nei
panni del comandante Filitt e
Ethan Hawke in quelli di Jolly, il protettore di
Bubble. Quest’ultima è un’attraente mutaforma che nel film è
interpretata dalla cantante e attrice Rihanna.
Nell’immaginare il personaggio, Besson aveva proprio lei come unica
scelta possibile. Per sua fortuna questa accettò entusiasta, dando
vita ad una delle scene più belle del film. Si ritrovano poi anche
le voci degli attori John Goodman ed
Elizabeth
Debicki. Il primo interpreta il pirata Igon Siruss,
mentre la seconda è l’imperatrice Haban. Infine, Rutger
Hauer, celebre per il film Blade Runner, è il
Presidente della Federazione Umana.
Alcune curiosità su Valerian e
la città dei mille pianeti, il sequel, il trailer e dove
vedere il film in streaming e in TV
Con Valerian e la città dei
mille pianeti Besson si è spinto verso livelli particolarmente
ambiziosi. Si tratta infatti del suo film con più effetti speciali,
attestati intorno ai 2,734. Molti di questi sono naturalmente
dedicati alla rappresentazione delle oltre duecento specie aliene
presenti nel film. Lo stesso Besson ha scritto un libro di oltre
seicento pagine dove cataloga tutte queste, così da permettere agli
attori di sapere con quale specie si stanno relazionando. Tutta
questa esplosione di effetti, trucchi e creature ha generato un
certo entusiasmo nel pubblico. Pur non rivelandosi un grande
successo economico, Besson si è dichiarato disponibile a realizzare
un sequel proprio per l’ottima risposta dei fan. Attualmente non vi
sono però notizie in merito.
In attesa di poter sapere qualcosa
su questo, è possibile fruire di Valerian e la città
dei mille pianeti grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV,
Google Play, Apple iTunes,Prime Video e
Netflix. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 3 ottobre alle ore 21:10
sul canale Rai Movie.
Love Is in the Air ha
debuttato direttamente nella Top 10 dei film più visti su
Netflix in molti paesi, compresi gli Stati
Uniti, unendosi dunque all’elenco delle migliori commedie
romantiche di Netflix e dimostrando il continuo successo di cui
gode tale genere. Questo perché le storie proposte da questi film
sono sempre capaci di emozionare e regalare una visione
spensierata, grazie alla quale potersi riappacificare con il mondo.
Love Is in the Air non fa eccezione, anche per merito
appunto delle bellissime location che sfoggia.
Queste sono lo sfondo perfetto per
la vicenda d’amore che si svolge in primo piano e che viene
influenzata proprio dagli ambienti naturali, i quali non fanno che
rappresentare il contraltare ideale alla frenetica vita di città.
Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente
utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad
esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile
ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e
al cast di attori, passando poi all’elenco delle
location dove è stato girato il film.
La trama e il cast di Love Is in the Air
Protagonista del film è Dana
Randall, una dedicata pilota della compagnia aerea non a
scopo di lucro Fullerton Airways, che opera nella pittoresca area
del Far North Queensland, in Australia. Insieme al padre
Jeff e alla migliore amica Nikki
che fa la meccanica, lavora per fornire un servizio aereo
essenziale per le comunità isolane. Quando però
William, un rappresentante finanziario di Londra,
arriva sul posto per controllare le finanze dell’organizzazione, le
cose per Dana sembrano mettersi male. La donna lo accoglie infatti
sapendo che la sua azienda conta molto sui sussidi della ditta di
lui.
Un rapporto negativo di William,
dunque, potrebbe mettere a rischio il futuro della sua compagnia
aerea. Sfortunatamente per lei, l’uomo è lì proprio per questo, per
verificare i problemi finanziari della compagnia e trovare anche
solo un piccolo pretesto per farla chiudere. Tuttavia, dopo aver
passato un po’ di tempo con Dana e la comunità dell’isola, William
si sente sempre meno sicuro di voler portare a termine il suo
compito. Tra lui e Dana inizia inoltre a nascere un sentimento di
amore sincero, ma i motivi della sua visita non tarderanno a
complicare le cose tra loro.
Ad interpretare Dana, protagonista
femminile del film, vi è Delta Goodrem, nota
cantautrice nonché una delle artiste australiane di maggior
successo con più di 10 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
Love Is in the Air è per lei il suo secondo film, dopo
Hating Alison Ashley del 2005. L’attore
JoshuaSasse, noto per aver
recitato nella serie Galavant e nel film Sognando Parigi,
ricopre invece il ruolo di William. Accanto a loro si ritrovano poi
Roy Billing nel ruolo di Jeff, padre di Dana, e
Steph Tisdell in quelli di Nikki, la migliore
amica della protagonista. Simon Brook McLachlan è
invece il barista Heath.
Le location di Love Is in the
Air: ecco dove è stato girato il film
Love Is in the Air è stato
girato interamente in Australia, principalmente nel
Queensland. Le scene all’aeroporto, ad esempio,
sono state girate all’aeroporto di Whitsunday (nel film chiamato
Aeroporto di Fullerton). Si tratta di un aeroporto privato che
vanta un moderno hangar e, proprio come mostrato in Love Is in
the Air, una zona residenziale per i proprietari di piccoli
aerei. Nel film si sottolinea come tutto sia vicino a questo luogo,
ad esempio il bar di Heath, il luogo in cui Nikki, Jeff e Dana si
ritrovano, esiste nella realtà sotto il nome di The Hangar
Cafe and Bar, ed è effettivamente a pochi metri dalla
pista.
Il vero nome della città di
Fullerton può invece essere visto subito dopo che Dana ha accolto
William nella sua macchina. Si tratta di Airlie
Beach, a ovest dell’aeroporto di Whitsunday. Incastonata
nella Pioneer Bay, Airlie Beach offre il punto di
arrivo perfetto per i visitatori delle Isole Whitsunday, che
vantano una natura selvaggia sia a terra che in mare, data la loro
vicinanza alla Grande Barriera Corallina. Durante le loro numerose
visite a comunità remote, Dana e William vedono invece dall’alto
una bellissima spiaggia di sabbia bianca.
Anche se nel film non è specificato
quale essa sia, si tratta di una delle spiagge considerate tra le
più belle del mondo. Si tratta della Whitehaven
Beach, situata sull’isola più grande dell’arcipelago, che
si estende per oltre sette chilometri ed è raggiungibile in barca o
sorvegliata tramite elicotteri e piccoli voli aerei (tramite il
sito ufficiale del Queensland). Le Isole Whitsunday, dunque,
offrono lo sfondo perfetto per la commedia romantica australiana,
mettendo in mostra la straordinaria bellezza naturale
dell’arcipelago e spiegando allo stesso tempo benissimo perché
William dovrebbe essere indotto a restare in quei luoghi.
Il trailer di Love Is in the
Air e come vedere il film in streaming su Netflix
Come anticipato, è possibile fruire
di Love Is in the Air unicamente grazie
alla sua presenza nel catalogo di Netflix, dove
attualmente è al 4° posto della Top 10 dei
film più visti sulla piattaforma in Italia. Per vederlo,
basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla
piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo
di accedere al catalogo e di guardare il titolo in totale comodità
e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti
gli altri prodotti presenti nella piattaforma.
Guarda il trailer
del film Dirty Difficult Dangerous di Wissam
Charaf, nelle sale italiane dal 1 novembre grazie a
Intramovies, con la collaborazione di Cineclub Internazionale.
Secondo lungometraggio del regista franco-libanese Wissam Charaf, è
stato presentato alla79.
Mostra del Cinema di Venezia come film d’apertura
delle Giornate degli Autori, dove ha
vinto il Premio Label Europa Cinemas come Miglior Film
Europeo.
Ambientato a Beirut e al
confine tra Libano e Siria, il film segue l’intensa
relazione tra una ragazza etiope e un profugo siriano: una storia
d’amore raccontata con un tocco leggero e dai toni fiabeschi. Sullo
sfondo, la guerra, i rifugiati, il traffico di esseri umani,
tematiche che però lasciano spazio a un autentco e forte senso di
speranza che nasce dal coraggio.
«Ho voluto raccontare
l’incontro di due angeli caduti, Ahmed e Mehdia, due emarginati
costretti ad affrontare quotidianamente pericoli e discriminazioni
razziali – ha dichiarato il regista Wissam
Charaf – Un melodramma in cui crudeltà, commedia e
tenerezza si intrecciano, offrendo una visione intima della società
libanese odierna, descrivendo la tragedia di tre popolazioni
attraverso un solo paese: il razzismo verso i lavoratori domestici,
la miseria dei rifugiati siriani e la decadenza morale dei
cittadini libanesi che li sfruttano. Anche se ispirato a una realtà
crudele, ho preferito che il mio film proponesse una realtà
rivisitata e un punto di vista differente su miseria e
pathos».
Netflix
ha diffuso il trailer di Tutta la luce che non
vediamo, la rivoluzionaria miniserie in 4 episodi, tratta
dall’omonimo romanzo best seller e vincitore del Premio Pulitzer di
Anthony Doerr, diretta da Shawn Levy e scritta da
Steven Knight.
Tutta la luce che non
vediamo sarà presentata in anteprima il 30 ottobre, in
collaborazione con la Festa del Cinema di Roma, con una
proiezione accessibile del primo episodio fruibile da persone con
disabilità sensoriali grazie all’audiodescrizione e ai
sottotitoli. Un secondo screening in anteprima per i fan si terrà
il 1° novembre a Lucca
Comics & Games, prima dell’arrivo, solo su Netflix dal 2
novembre.
Al centro della storia la
protagonista Marie-Laure LeBlanc, una ragazza francese cieca il cui
coraggio e la cui speranza faranno da contraltare alla violenza e
alla distruzione della guerra. Marie-Laure è interpretata dalle
attrici esordienti Aria Mia Loberti (scoperta da
Levy in un casting globale a cui hanno partecipato attrici cieche e
ipovedenti) e Nell Sutton (Marie-Laure da giovane). Al loro fianco
Louis Hofmann (Werner), il vincitore agli Emmy
Award e candidato all’Oscar Mark Ruffalo (Daniel LeBlanc), Lars
Eidinger( Von Rumpel), il vincitore del Golden Globe e
candidato agli Emmy Hugh Laurie (zio Etienne), Marion Bailey
(Madame Manec).
La miniserie è prodotta
da Shawn Levy, Dan Levine e Josh Barry per 21 Laps Entertainment,
la casa di produzione dietro al fenomeno globale Stranger Things, al film candidato agli Oscar
Arrival, alla serie Netflix di successo
Tenebre e Ossa, e ai film
Free Guy e
The Adam Project. Anche Steven Knight è produttore esecutivo,
mentre Joe Strechay (See, The OA) è produttore associato e
consulente per la cecità e l’accessibilità.
La trama di Tutta la
luce che non vediamo
Tratta dal romanzo
vincitore del Premio Pulitzer, Tutta la luce che non vediamo è una
miniserie che segue la storia di Marie-Laure, una ragazza francese
cieca, e di suo padre, Daniel LeBlanc, che fuggono dalla Parigi
occupata dai tedeschi con un diamante leggendario per impedire che
finisca nelle mani dei nazisti. Braccati senza sosta da un crudele
ufficiale della Gestapo che vuole impossessarsi della pietra
preziosa per il suo interesse personale, Marie-Laure e Daniel
trovano presto rifugio a St. Malo, dove vanno a vivere con uno zio
solitario che diffonde le trasmissioni clandestine per la
resistenza. In questa cittadina sul mare una volta idilliaca, il
percorso di Marie-Laure incrocia inevitabilmente quello di
un’improbabile anima gemella: Werner, un adolescente brillante
arruolato dal regime di Hitler per rintracciare le trasmissioni
illegali, che invece possiede un legame segreto con Marie-Laure e
con la sua fiducia nell’umanità e la sua speranza. Intrecciando
abilmente le vite di Marie-Laure e Werner nel corso di un decennio,
Tutta la luce che non vediamo racconta la storia dell’incredibile
potere dei legami tra le persone, un faro di luce che può guidarci
anche nei tempi più bui.
Disney+
ha annunciato che Only Murders in the
Building, la popolare serie originale comedy prodotta
da 20th Television, è stata rinnovata per una quarta stagione.
L’attesissimo finale della terza stagione, acclamata dalla critica,
è ora disponibile su Disney+.
La notizia arriva dopo il successo
della
terza stagione, che vede tra i protagonisti
Meryl Streep, plurivincitrice dei premi Oscar ed Emmy, e il
candidato ai Golden Globe Paul Rudd. A loro si aggiungono le star Steve
Martin, Martin Short e
Selena Gomez. La serie è sempre stata accolta con
favore dalla critica e ha ottenuto numerose nomination e vittorie
ai premi, tra cui le nomination agli Emmy della seconda stagione
per Outstanding Comedy Series, Outstanding Lead Actor in a Comedy
Series e molti altri. Tutte e tre le stagioni di Only Murders
in the Building sono Certified Fresh su Rotten Tomatoes.
Only Murders in the
Building nasce dai co-creatori e scrittori Steve
Martin e John Hoffman (Grace and Frankie,
Looking). Martin e Hoffman sono i produttori esecutivi
insieme a Martin Short, Selena Gomez, il creatore di This
Is Us Dan Fogelman e Jess Rosenthal. La terza stagione
vede Charles, Oliver e Mabel (interpretati da Steve Martin, Martin
Short e Selena Gomez) indagare su un omicidio dietro le quinte di
uno spettacolo di Broadway. Ben Glenroy (Paul
Rudd) è una star di film d’azione di Hollywood il cui debutto a
Broadway viene interrotto da una morte prematura. Aiutato dalla
co-protagonista Loretta Durkin (Meryl Streep), il trio si imbarca nel caso più
difficile che abbia mai affrontato, mentre il regista Oliver tenta
disperatamente di rimettere insieme il suo spettacolo. Su il
sipario!
Al box office del fine settimana
appena concluso si ritrovano tante nuove uscite nelle sale che
hanno attirato l’attenzione del pubblico di tutte le età! Primo
classificato è Paw
Patrol: il super film: si tratta di una pellicola
animata sequel di Paw patrol: il film, e basato sulla serie animata
ideata da Keith Chapman. Il cartone animato incassa €320.132.
Al secondo posto ritroviamo invece
Assassinio a Venezia, primo classificato al box office
per due settimane consecutive. La pellicola con Kenneth Branagh e Michelle Yeoh è il terzo capitolo della serie
cinematografica di adattamento dei romanzi sull’investigatore
Hercule Poirot, scritti da
Agatha Christie. Assassinio a Venezia raggiunge un
incasso di €289.524, a fronte di un totale di quasi 6 milioni e
mezzo di euro.
Terzo classificato è
Talk to me, inquietante horror sovrannaturale diretto
dai fratelli Philippou. La pellicola, nei cinema dal 28 settembre,
ha incassato nel week end €209.204, a fronte di un totale che
supera già i 700 mila.
Box office: il resto della
classifica
Al quarto e quinto posto si
ritrovano rispettivamente
The Creator e
Asteroid City, entrambi nelle sale dal 28 settembre.
The creator, pellicola fantascientifica e narrante una realtà
distopica, incassa €163.639, mentre Asteroid City, l’attesissima
nuova opera di Wes Anderson con un vasto cast di stelle di
Hollywood, raggiunge un incasso di €156.320. Al sesto posto si
stabilisce
Oppenheimer, pellicola biografica diretta da
Christopher Nolan, che raggiunge un guadagno di
€147.790, a fronte di un totale di poco più di 27 milioni di
euro.
Settimo ed ottavo classificato sono
Io Capitano, pellicola drammatica e di tematiche
attuali diretta da Matteo Garrone, e
Gran Turismo: la storia di un sogno impossibile,
tratta da una storia vera. Io Capitano incassa €146.605 a fronte di
un totale di quasi 2 milioni e mezzo dalla sua prima uscita nelle
sale il 7 settembre, dopo la presentazione al Festival del cinema
di Venezia; mentre Gran Turismo raggiunge un incasso di
€122.018.
Ultimi due classificati sono
rispettivamente
The Palace, nuova pellicola del noto regista
Roman
Polanski, e
The Nun 2. Nonostante si tratti del suo primo week end
in sala, The Palace non ottiene dei buoni risultati al box office:
il film incassa €62.889, mentre The Nun 2 raggiunge un incasso di
€62.147, a fronte di un totale di più di 6 milioni e mezzo dalla
sua uscita il 6 settembre.
Arriva il 5 ottobre su NetflixLupin parte 3. Sopra i tetti
di Parigi volteggia ancora Assane Diop, o forse
dovremmo dire Arsenio Lupin. Perché da quando il
padre, Babakar, gli ha regalato il libro contenente la storia del
ladro gentiluomo, Assane si muove nel crepuscolo francese, ma anche
in pieno giorno, ispirandosi al personaggio letterario nato dalla
penna di Maurice Leblanc. Ecco perché la storia su cui si fa luce,
come ci annunciava la prima parte di
Lupin nel non troppo lontano 2021,
“non è quella di un ladro qualunque”.
Omar Sy torna a indossare la svolazzante
giacca nera, e riprende il ruolo dell’affascinante ladro per questa
terza parte che si preannuncia avvincente e dal gusto
piccantino. Dove l’inganno e la truffa rimangono il motore
principale di una fabula che però non lascia mai indietro la sua
tematica portante: la famiglia. Prodotto da
Gaoumont, il terzo atto – questa volta composto da ben 7
episodi (in questa recensione parleremo solo dei primi due
visionati in anteprima) – è pronto a sbarcare su Netflix dal 5
ottobre, e andrà ad arricchire uno già scoppiettante
catalogo autunnale.
Lupin parte 3, la trama
Intanto, dove eravamo rimasti? Nel
finale dell’episodio dieci, Hubert Pellegrini viene arrestato dalla
polizia dopo essere stato accusato pubblicamente di tutti i suoi
crimini davanti a una platea gremita di gente. Assane, però, non
può comunque ritenersi un uomo libero, poiché ancora ricercato. Per
uscire di scena si traveste da pompiere e usa la folla per farsi
strada. L’episodio si conclude con Assane di nuovo in fuga dopo
essere stato riconosciuto da una pattuglia, e gli ultimi minuti lo
vedono salutare Claire e suo figlio Raul, prima di scomparire nel
nulla. Ora Assane è in clandestinità, e al momento vive a
Marsiglia. Vorrebbe però poter vivere tranquillo e non dover sempre
scappare e per farlo inizia a pensare ad un ultimo, grosso colpo.
Torna così a Parigi per mettere a punto un nuovo piano: grazie al
furto della perla nera, potrà ottenere soldi a sufficienza per
costruirsi una vita in campagna. Per farlo, però, deve anche far sì
che la polizia non lo cerchi più. Studiato lo stratagemma perfetto,
Diop lo applica con l’aiuto del suo fidato amico Benjamin, ma alla
fine tutto salta quando torna una figura importante dal proprio
passato: la madre. Cosa farà, adesso, Assane?
Un racconto nuovo
A differenza del secondo capitolo
che doveva chiudere un primo corposo arco narrativo, la terza parte di Lupin
si avvia con un racconto inedito, che va
staccandosi, almeno nei due episodi iniziali, dalle linee narrative
precedenti. Una scelta che con molta probabilità vuole suggerire
l’impegno da parte dello show di rinnovarsi e rinfrescarsi, per
evitare di saturarsi con dinamiche risolte e approfondite negli
altri due atti. La decisione risulta saggia, ma non fa cambiare di
tono allo show: l’action dalle sfumature thriller resta la base per
una narrazione che “inaugura” nuovi percorsi sempre più
difficili, in cui il ladro gentiluomo deve barcamenarsi
rinunciando, di conseguenza, ai propri sogni. Assane dovrà infatti
prendere alcune importanti decisioni, per impedire che, ancora una
volta, la sua famiglia corra dei pericoli. Innanzitutto, una delle
note positive riscontrate in queste prime puntate riguarda alcune
soluzioni narrative.
Pur essendo la macro-storia in gran
parte prevedibile, con plot twist a volte deboli, a volte
sorprendenti, chi conosce il cinema non potrà fare a meno di
collegare alcuni momenti a delle scene tratte da un film cult di
Quentin Tarantino. Senza addentrarci in nessuno spoiler,
possiamo affermare che almeno un paio di scene ricorderanno degli
inserti di Kill Bill con protagonista La Sposa. Che la reference
sia voluta o meno non lo sappiamo, ma coglierla è stato
inevitabile. Oltre questo, lo svelamento dei trucchi del
ladro, di cui scopriamo la messa in pratica con un
riavvolgimento del nastro e un montaggio dinamico, continua
a regalare le sequenze migliori dello show. Non c’è dubbio
poi che Omar
Sy abbia tutte le capacità per sorreggere sulle proprie spalle
un personaggio carismatico, astuto e intelligente come Assane Diop,
e di certo se a livello diegetico funziona e piace, il merito va in
particolar modo al suo interprete, in grado di catalizzare l’intera
attenzione su di lui.
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La famiglia: il tallone d’Achille
di Assane
Le prime due puntate di
Lupin parte 3 definiscono anche in quale
cornice andranno a svolgersi le vicende dell’intera stagione. Se in
precedenza ad essere sullo sfondo c’era la vendetta di Assane per
l’incastro del padre Babakar, adesso entra a piede dritto
una seconda figura genitoriale, quella della madre, pronta
a sconvolgere i piani di un figlio che non vede da ben 25 anni. Lo
show prova a non lasciare niente in sospeso e con il supporto dei
flashback, operazione già compiuta nella seconda parte, riusciamo a
comprendere meglio quale sia il rapporto (difficile e doloroso) fra
lei e Assane. L’intento sembra essere quello di voler esplorare il
loro legame arrivando fino alle sue radici, e siamo quasi sicuri
che gli episodi successivi scaveranno più a fondo in queste
particolari problematiche famigliari. Che andranno a riempire i
tasselli mancanti del puzzle inerente al suo passato.
È dunque evidente che la serie
francese abbia ancora molto da voler raccontare e, se si chiude un
occhio su alcuni passaggi troppo intuibili della sceneggiatura, la
terza parte di Lupin, o
meglio i suoi primi due episodi, hanno tutte le carte in regola per
intrattenere al meglio. Non uno show complesso o esente da difetti,
da guardare sempre senza troppe pretese, ma che sa ancora come
divertire e coinvolgere il suo pubblico. Perché sa dove puntare.
Una volta che si riesce a empatizzare con Assane, è impossibile non
seguirlo con entusiasmo e affetto nelle sue spericolate imprese.
Delle sue “follie” alla Lupin, in fondo, non si è mai sazi.
Valak è
tornato! Il terrificante demone che ha infestato il franchise
horror di maggior incasso di tutti i tempi, l’universo di Conjuring,
torna per The Nun
2. Questo segna l’ottavo capitolo di questo
franchise, dopo tre film di Conjuring, tre film di
Annabelle e il suo
diretto predecessore, The Nun del 2018. Il film riporta in
scena la Suor Irene di Taissa Farmiga,
eroina e protagonista del primo film. La suora vive ora in un
convento in Francia, circa quattro anni dopo gli eventi inquietanti
e traumatizzanti del primo film. Il personaggio di Farmiga viene
incaricato dai vertici della Chiesa cattolica di indagare su morti
brutali e spaventose di figure chiave della Chiesa, deve affrontare
di nuovo Valak, e si spera che questa volta sia per sempre.
Scopriamo, infatti, cosa succede a Valak e come finisce il
film.
Cosa succede in The Nun
2?
Suor Irene vive ora felicemente in
un nuovo convento in Francia. Ha mantenuto la sua fede salda, anche
se ha visto tenebre che le sue consorelle non potevano nemmeno
immaginare. Lega un solido legame con Suor Debra (Storm Reid),
che a differenza sua non ha la fede ben salda alla causa. Mentre
tutto questo accade, vediamo Frenchie che lavora come custode di un
collegio femminile, sempre in Francia. Frenchie trascorre le sue
giornate dedicandosi al giardinaggio e alle attenzioni per la madre
di Sophie, Kate (Anna Katherine
Popplewell), che è un’insegnante della scuola. Vediamo
che qualcosa di oscuro si sta facendo strada nella scuola e
Frenchie ha qualcosa a che fare con questo, intenzionalmente o
inconsapevolmente. Un bambino che sta facendo una consegna in una
casa vicina si imbatte infatti poi in una Frenchie apparentemente
posseduta e vediamo Valak stesso vestito da suora, che attacca
ferocemente il bambino.
Suor Irene riceve allora la visita
di un cardinale della Chiesa che la mette al corrente di queste
inspiegabili e raccapriccianti morti di suore, sacerdoti e altri
rappresentanti della Chiesa, che sembrano essere tutti suicidi.
Hanno capito inoltre che queste morti stanno avvenendo sempre più a
ovest, il che significa che qualsiasi oscurità stia causando tutto
ciò, si sta dirigendo verso la Francia. A Irene viene ordinato di
indagare sul demone e di capire cosa vuole.
Chi è Valak e che cosa vuole?
Suor Irene e
Debra si recano in una cittadina francese dove è
avvenuta l’ultima morte inspiegabile. Un sacerdote si è dato fuoco
e solo un ragazzo l’ha visto. Il ragazzo dà alle sorelle il rosario
del sacerdote e loro notano che il simbolo su di esso è lo stesso
di una delle immagini delle altre morti. Si recano agli archivi
cattolici dove viene detto che questo simbolo si riferisce a
Santa Lucia, patrona dei ciechi che fu uccisa dai
pagani. Irene capisce che Valak vuole gli occhi sacri di Lucia, che
ora si trovano in un monastero. Tuttavia, non si tratta più di un
monastero, ma di un collegio femminile! Irene e Debra si recano al
collegio proprio mentre Frenchie è sempre più posseduta. Irene è
già convinta che Valak sia all’interno di
Frenchie, poiché sa che stava lavorando in una
delle altre aree quando è avvenuta una morte legata a
Valak.
Suor Irene sconfigge Valak in
The Nun 2?
È il momento della resa dei conti
finale. Irene e Debra sono in
missione per trovare gli occhi di Santa Lucia, ma
devono tenere a bada Frenchie posseduto da Valak. Suor Debra esce a
tenerlo d’occhio, mentre Kate, Sophie e Suor Irene cercano gli
occhi di Santa Lucia. Sophie racconta loro della diceria della
scuola secondo cui se il sole illumina la vetrata della cappella
con una certa angolazione, l’occhio della capra sulla finestra
diventa rosso, segnalando la presenza del diavolo.
Irene segue l’occhio rosso della capra e trova gli
occhi, ma subito vengono tutti attaccati da
Valak.
Come finisce The Nun
2?
Dopo che
Valak/Frenchie mette a terra Kate e Irene, Sophie
corre sul campanile con gli occhi di Santa Lucia per tenerli
lontani. Mentre Sophie li tiene in mano, essi iniziano magicamente
a illuminarsi, cosa che sembra far arrabbiare
Valak. Valak/Frenchie insegue Sophie, facendo
crollare l’intero campanile. Irene e
Debra corrono ad aiutare Sophie e c’è un richiamo
all’inizio del film, quando Irene dice a
Debra che la sua fede arriverà nel momento in cui
ne avrà più bisogno, e così è! Scopriamo anche che la madre di
Irene le è stata portata via perché anche lei aveva delle visioni.
Insieme a Lorraine, il film lascia intendere che
queste tre donne sono discendenti di Santa Lucia. Le due suore
pregano insieme mentre Valak va in fiamme. Ma come
sappiamo il demone non è morto.
Tuttavia, c’è una sorta di lieto
fine in The Nun 2. Il potere della fede delle suore sembra
separare Valak da Frenchie, che appare come nuovo. Tuttavia, è
probabile che Valak si trovi ancora all’interno di Frenchie, ma che
si sia solo assopito. Sappiamo già che Frenchie/Maurice viene
esorcizzato dai Warrens di The Conjuring, quindi questo non sarà il suo ultimo
ballo con il diavolo. La scena finale vede Frenchie ammirare i
pomodori che ha piantato nel suo giardino dai semi che gli ha dato
Suor Irene. Esce dall’inquadratura mano nella mano
con Kate e Sophie, una famiglia felicemente e reciprocamente
traumatizzata. Suor Irene lo guarda soddisfatta, ma con un barlume
di preoccupazione sul volto.
Sky Studios e Cattleya – parte di
ITV Studios – sono al lavoro sui prequel di due delle loro serie
più iconiche e rappresentative, in Italia e a livello
internazionale: Romanzo
Criminale e Gomorra, due saghe, due veri e propri brand
che hanno scritto alcune delle pagine più entusiasmanti e di
successo della serialità italiana.
La origin story di
Romanzo Criminale – La serie si concentrerà sugli anni
precedenti all’ascesa della Banda della Magliana: una storia di
criminalità romana che si colloca prima delle vicende raccontante
nelle due stagioni della serie ma che si aggancia ai suoi
personaggi. A bordo del progetto anche per il prequel, il “padre”
della serie storica Giancarlo De Cataldo,
magistrato, autore del romanzo omonimo (edito da Einaudi) da cui la
serie madre è tratta nonché del soggetto di serie.
Torna anche la più internazionale
delle serie TV italiane, Gomorra, venduta in oltre 190 territori nel
mondo. Al quinto posto nella classifica del New York Times fra le
serie TV non americane più importanti del decennio 2010-2020, la
serie Sky Original ispirata dal bestseller di Roberto Saviano
continuerà il suo viaggio su scala globale con un prequel che
racconterà l’ascesa criminale del boss Pietro Savastano, da quando
era solo un ragazzo di strada fino a diventare il più importante e
spietato boss di Napoli. Alla scrittura del progetto, ancora una
volta, Leonardo Fasoli e Maddalena
Ravagli.
Nils Hartmann, EVP Sky
Studios per l’Italia, ha dichiarato: «”Romanzo
Criminale” e “Gomorra” hanno riscritto le regole della serialità
italiana. Di più: se la fiction si è fatta serie TV, in Italia, è
stato proprio grazie a Romanzo che ha aperto una strada nuova e mai
battuta prima, e a Gomorra che, forte di quell’esempio, ha percorso
quella stessa strada per andare ancora più lontano. Con Cattleya li
abbiamo immaginati e quindi prodotti mettendo in campo valori
produttivi tipicamente cinematografici fino ad allora impensabili
per un prodotto TV, perché potessero trovare posto fra i migliori
titoli hollywoodiani ed europei. Parlando la lingua della miglior
serialità internazionale, attraverso un racconto di genere
universale hanno conquistato milioni di fan in tutto il mondo,
facendo emergere talenti all’epoca perlopiù quasi esordienti, oggi
vere e proprie star della TV e del cinema italiani. Con questi due
nuovi progetti andremo ad espandere i mondi di queste due storie
amatissime, tornando alle nostre origini più identificative ma con
un occhio rivolto al futuro».
Riccardo Tozzi, fondatore
di Cattleya: «”Romanzo” e “Gomorra” hanno
rivoluzionato il racconto per immagini italiano (televisivo ma
anche cinematografico), e fanno ormai parte del canone
internazionale della nuova serialità, che sembra essere il romanzo
del terzo millennio. Tornare alle origini di Romanzo e Gomorra
significa esplorare nuove possibilità di racconto, sempre tra epica
e realismo e con sguardo sempre contemporaneo, anche dal punto di
vista dello stile. È quindi un ritorno, ma con la stessa voglia di
innovare».
Oggi Apple
TV+ ha svelato le prime immagini di Criminal
Record, il nuovo thriller poliziesco in otto episodi
con protagonisti il vincitore dell’Oscar e del BAFTA Peter Capaldi (“Doctor Who”, “The Thick of
It”) e la candidata al Laurence Olivier Award e al Critics Choice
Award Cush Jumbo (“The
Good Wife“, “The Good Fight”, “The Beast Must Die”) nei panni
di due detective impegnati in un braccio di ferro su un caso di
omicidio di alto profilo. Criminal
Record farà il suo debutto su Apple
TV+ con i primi due episodi il 12 gennaio 2024,
seguiti da nuovi episodi ogni venerdì fino al 23 febbraio.
Dal candidato al premio BAFTA Paul Rutman (“Vera”, “Indian
Summers”), “Criminal Record” è una potente dramedy ambientata
nel cuore della Londra contemporanea. Una telefonata anonima porta
due brillanti detective a confrontarsi su un vecchio caso di
omicidio: lei è una giovane donna all’inizio della sua carriera,
lui un uomo ben inserito e determinato a proteggere la sua
reputazione. La serie tocca questioni razziali, fallimenti
istituzionali e la ricerca di un punto d’incontro in una Gran
Bretagna polarizzata.
Al fianco di Peter Capaldi nel ruolo
dell’ispettore capo Daniel Hegarty e di Cush Jumbo
in quello del sergente June Lenker, nel cast di Criminal Record ci
sono anche Charlie Creed-Miles (“King
Arthur – Il potere della spada”, “Wild Bill”), Dionne
Brown (“Queenie”), Shaun Dooley
(“Official Secret – Segreto di Stato”, “The Woman in Black”, “1921
– Il mistero di Rookford”), Stephen Campbell-Moore
(“La rapina perfetta”, “Masters of the Air”), Zoë
Wanamaker (“Harry Potter e la pietra filosofale”,
“Marilyn”), Rasaq Kukoyi (“Andor”, “His House”), Maisie Ayres, Aysha
Kala (“The Undeclared War”), la vincitrice del BAFTA TV
Award Cathy Tyson (“Help”) e Tom Moutchi
(“Famalam”, “Attenti a quelle due”).
Criminal Record è prodotta per Apple TV+ da Tod
Productions e STV Studios, e prodotta esecutivamente dalla
vincitrice del BAFTA Scotland Award Elaine Collins (“Shetland”,
“Vera”), Rutman, Capaldi e Jumbo. La serie è diretta dal vincitore
del premio BAFTA Jim Loach (“Save Me Too”, “Oranges and Sunshine”)
e da Shaun James Grant (“The Devil’s Hour”).
Apple TV+ offre serie drammatiche e commedie
avvincenti e di qualità, lungometraggi, documentari innovativi e
intrattenimento per bambini e famiglie, ed è disponibile per la
visione su tutti i tuoi schermi preferiti. Dopo il suo lancio il 1°
novembre 2019, Apple TV+ è diventato il primo servizio di streaming
completamente originale a essere lanciato in tutto il mondo, ha
presentato in anteprima più successi originali e ha ricevuto
riconoscimenti più velocemente di qualsiasi altro servizio di
streaming. Ad oggi, i film, i documentari e le serie originali
Apple sono stati premiati con 378 vittorie e 1.573 nomination
ai premi, tra cui la commedia pluripremiata agli Emmy “Ted
Lasso” e lo storico Oscar® come Miglior film a “CODA”.
Con la Saga del
Multiverso del MCU
in pieno svolgimento e con il ritorno del Mjolnir, ci si chiede
ancora una volta chi tra gli attuali eroi possa essere degno di
brandirlo. Il leggendario martello di Thor è
riuscito a consolidarsi come figura centrale del MCU
nel corso degli anni, con la Saga
dell’Infinito che è culminata in uno dei più grandi
momenti del MCU,
quando Steve Rogers ha evocato Mjolnir nella sua mano. Senza una
voce propria, tuttavia, il valore di ogni eroe attuale del MCU
è sempre in discussione finché non lo dimostrano.
La clausola di “valore” di Mjolnir
nel MCU
è un argomento scottante, con teorie che abbondano sulle specifiche
di chi può soddisfare i criteri. Tuttavia, incrociando tutti coloro
che sono stati in grado di brandire il martello finora e
confrontandoli con gli attuali eroi della Saga del
Multiverso, non è impossibile ipotizzare chi altro
potrebbe essere in grado di farlo. Per quanto riguarda gli eroi
della Saga del Multiverso del MCU,
ce ne sono parecchi: scopriamoli assieme.
Carol Danvers
Capitan Marvel, oltre a essere
incredibilmente potente, è una delle candidate favorite per guidare
i nuovi Vendicatori, un ruolo precedentemente ricoperto dallo
stesso Capitan America. Sebbene Carol Danvers non
abbia ancora fatto nulla che le precluda la possibilità di
impugnare il Mjolnir, c’è tutto il tempo per
affermare il suo valore sia nel brandire il Mjolnir che nel
conquistare la lealtà della nuova squadra degli Eroi più potenti
della Terra. Anche se una Capitan Marvel che brandisce il Mjolnir
sarebbe uno spettacolo terrificante per qualsiasi avversario
sfortunato, è difficile immaginare come potrebbe effettivamente
rafforzare il suo già potente arsenale di poteri.
Visione Bianca
Visione
Bianca è attualmente un enigma: l’ultima volta si è visto
proclamare di essere la vera Visione prima di spiccare il volo per
iniziare la propria serie Disney+. Tuttavia, sono stati proprio i
suoi ultimi istanti prima di scomparire a mettere Visione Bianca in
lizza per diventare un possibile eroe della Saga del Multiverso degno di brandire
Mjolnir. Visione si è già dimostrato all’altezza
durante Avengers: Age of Ultron, dopo aver impugnato
il martello con facilità, e poiché Visione Bianca è sia il corpo
originale di Visione che la sua coscienza, è logico che Visione
Bianca possa brandire Mjolnir. Questa probabilmente costituirà una
questione centrale che riguarda la sua vera identità nella sua
prossima serie in solitaria.
Valchiria
In quanto attuale Re di
Asgard, Valchiria sarebbe un successore adatto a
brandire Mjolnir, che Odino una
volta descrisse come “un compagno adatto a un Re”. Dall’essere una
potente valchiria alla caduta in disgrazia fino a diventare il
sovrano della Nuova Asgard, il viaggio di Valchiria, spesso
ignorato, ricorda quello di Thor, con l’unica
differenza che non ha ancora tentato di impugnare il Mjolnir,
almeno sullo schermo. Se Valchiria riuscisse a
impugnare il martello in una scena culminante, potrebbe davvero
contribuire a completare il suo arco narrativo e ad affermare
definitivamente Brunnhilde come uno dei
protagonisti del MCU.
Peter Quill
Trovandosi spesso a fare da
tramite per il sollievo comico, è facile dimenticare quanti traumi
Quill abbia sopportato, per poi uscirne come un vero eroe disposto
a compiere l’ultimo sacrificio in più di un’occasione. Essendo un
mezzo umano senza superpoteri distinguibili dopo la morte del
padre, Ego, Quill ha faticato a
venire a patti con la potente presenza di Thor tra
i Guardiani quando si sono incontrati per la prima volta. Ora che
Quill ha raggiunto un nuovo livello di maturità, sarebbe
soddisfacente vederlo seppellire l’ascia di guerra brandendo il
martello, ma evitando di sbatterlo in faccia al suo ex rivale.
Sostituire il suo scettro con il Mjolnir sarebbe
il modo perfetto per concludere la sua intera carriera nel MCU.
Axl Heimdallson
In Thor: Love and Thunder, Axl
ha dimostrato di essere molto promettente, assumendo una posizione
coraggiosa contro Gorr il Macellatore di Dei e assumendo un
ruolo di guida quando è stato rapito insieme agli altri bambini
asgardiani. Ha dimostrato di essere più che in grado di essere
all’altezza della nobile eredità paterna e vederlo raccogliere il
Mjolnir come risultato del suo valore sarebbe una soddisfacente
rivendicazione della sua potenziale posizione di leader della
gioventù asgardiana. In qualità di potenziale giovane Vendicatore,
Axl ha tutte le possibilità di far arrivare Mjolnir alla nuova
generazione di Vendicatori.
Okoye
Vera guerriera disposta a
sacrificare tutto per il suo popolo, c’è poco di ciò che Thor
mostra che Okoye non rispecchi. È difficile
immaginare che lo stemma del Mjolnir non si
applichi a Okoye, che ha dimostrato più volte di essere ferocemente
leale, estremamente potente e quasi incurante di perdere la vita
per servire gli altri. Sebbene sia un personaggio minore nel
MCU,
vedere Okoye raccogliere il Mjolnir aiuterebbe a illustrare
l’importanza della dedizione dei mortali al dovere e del sacrificio
in nome di ciò che è giusto.
Sam Wilson
Se si deve credere a
Steve Rogers, che ha avuto decenni per riflettere
sulla decisione di chi dovesse portare lo scudo, non c’è motivo di
pensare che anche Sam Wilson non sia degno di
portare Mjolnir come il suo predecessore. Falcon and the Winter Soldier hanno fatto di
tutto per stabilire l’idoneità di Sam a portare lo scudo rispetto
ad altri candidati, con lo scudo che ora funge da simbolo evidente
del suo bel carattere. Basti dire che tutto ciò che Mjolnir ha
visto in Steve Rogers, molto probabilmente lo vede
anche in Sam Wilson.
Peter Parker
Dalla sua ostinata ricerca
della “cosa giusta da fare” al sacrificio enorme alla fine di
No Way Home, Peter è quasi troppo qualificato
per brandire Mjolnir a questo punto. Anche se ha rischiato di
crollare quando ha cercato di vendicare la morte di zia
May, il Peter Parker della
Saga del Multiverso ha raggiunto uno zenit nella
sua maturità e nello sviluppo del personaggio. Forse la sua prima
apparizione con lo scudo di Cap in mano è stata un’abile
prefigurazione della sua ascesa come sostituto di Steve
Rogers e successivo detentore del
Mjolnir. In ogni caso, vedere Spidey che combina
la sua corsa in ragnatela con potenti colpi di martello sarebbe
sicuramente uno spettacolo stupefacente.
Loki
Sarebbe una conclusione
davvero toccante per l’arco di redenzione di Loki
se si concludesse con lui finalmente degno come suo fratello di
brandire il Mjolnir. La serie di Loki sta facendo miracoli per la
sua eredità, posizionandolo come un vero e proprio eroe nonostante
abbia causato molta morte e distruzione per il proprio ego pochi
istanti prima di essere preso dalla TVA. Ora Loki
è una figura fondamentale nella Saga del Multiverso – avendo valorosamente
cercato di fermare la genesi di Kang come
arcicattivo – e il suo valore cresce di episodio in episodio.
Sostituire il suo scettro con il Mjolnir sarebbe
il modo perfetto per concludere la sua intera carriera nel MCU.
La seconda stagione di
Loki dei Marvel Studios arriverà questo
venerdì 6 su Disney+, ma nell’attesa sono ora spuntate online
le prime reazioni ai primi quattro (di sei) episodi. Cuore di
questa seconda stagione saranno i tentativi del Dio dell’Inganno
(Tom Hiddleston)
di preservare la Sacra Linea Temporale dalle incursioni di nuove e
minacciose varianti di Colui che Rimane (Jonathan
Majors), aiutato in questo dal fedele Mobius (Owen Wilson),
il tutto mentre cerca anche di ritrovare Sylvie (Sophia
DiMartino).
La maggior parte delle reazioni
emerse sui social media sono per lo po’ più positive, con molti che
hanno acclamato questa seconda stagione di Loki come la
migliore serie MCU uscita di recente su Disney+ (un attributo che in realtà
sembra venire riproposto per la maggior parte delle serie Marvel).
Tra i commenti più positivi si ritrovano ad esempio quello di
Brandon Davis, che per afferma: “La seconda
stagione di Loki spacca. I primi 4 episodi sono un misterioso e
affascinante viaggio nel tempo”.
Hunter Bolding,
That Hashtag Show, scrive invece che “la stagione
2 di Loki è un grande ritorno alla forma per le serie Marvel. Dopo
alcuni passi falsi, l’MCU ci regala una stagione trascendente che
soddisferà i fan di ogni tipo”.Rohan Patel,
di ComicBookMovie, si allinea a questi pareri, riportando che
“la seconda stagione di Loki è fantastica! Punta più
in alto, offrendo risultati più alti. Ogni episodio è migliore del
precedente, con colpi di scena sbalorditivi”.
Non sono però mancati anche dei
pareri meno entusiasti di questi, con Germain
Lussier che afferma: “Sono rimasto molto deluso dai
primi episodi della seconda stagione di Loki. Non si sente la posta
in gioco, le storie non sono poi così interessanti e l’energia
essenziale ed eccitante della prima stagione se n’è andata“. O
ancora, Sam Hargrave di The Direct che
scrive di come la nuova stagione non sia “all’altezza della
prima. La storia è meno interessante e ha meno direzione negli
episodi iniziali”.
Di seguito, ecco tutti gli altri
pareri sulla seconda stagione di Loki emersi nelle ultime
ore online:
That said, Hiddleston and Wilson once again
prove to be a highly entertaining double act, and there are a few
interesting developments along the way. Overall, though, I'd have
to say I was disappointed.
I've seen the first 4 episodes of
#Loki season 2, and it's a masterclass in imaginative
storytelling.
A riveting new chapter in the Multiverse Saga that’s
mind-bending, monumental, and utterly marvellous, the Multiverse
Saga's saviour is here.#MissMinutes
and #OB
RULE. pic.twitter.com/8VoasNR5Mo
#Loki Season 2 is a solid follow up to one of the MCU's best
shows. It doubles down on everything that made season 1 great: more
TVA, more multiverse, more Mobius. It is very entertaining, but the
plot can feel directionless and messy too often. pic.twitter.com/3vch7tSISD
#Loki Season 2 delivers thrilling action, strong new characters
in OB and Victor Timely, and a true sense of suspense through much
of the first four episodes.
the great strength of
#Loki — more so than No Way Home and Multiverse of Madness
(both of which I really like yet think are flawed) and Quatumania
(which sucks) — is that it understands what makes the Multiverse
and time itself awe-inspiring yet equally and uniquely terrifying
pic.twitter.com/UgtSdnBXVo
#Loki S2 starts slow and is overstuffed. The first episode is
messy bc of the setup, but episode 2 & onward tells an engaging sci-fi
story. Hiddleston and Wilson are incredible together, and Ke Huy
Quan is delightful. Much deeper & darker. Sophia Di Martino STEALS
the spotlight. pic.twitter.com/8IM1f1A2qb
Loki 2, tutto quello che sappiamo sulla seconda
stagione
Loki 2
sarà la “prima seconda stagione in assoluto” dei Marvel
Studio e tornerà a raccontare le imprese del Dio dell’Inganno
e dei suoi tentativi di preservare l’integrità del Multiverso. La
sinossi ufficiale rilasciata dalla Disney recita: “la seconda
stagione di Loki riprende all’indomani dello scioccante finale di
stagione, quando Loki si ritrova coinvolto in una battaglia per
l’anima della Time Variance Authority. Insieme a Mobius, Hunter
B-15 e a una squadra di personaggi vecchi e nuovi, Loki naviga in
un Multiverso in continua espansione e sempre più pericoloso alla
ricerca di Sylvie, Judge Renslayer e Miss Minutes per comprendere
su cosa significhi possedere il libero arbitrio e uno scopo
glorioso“.
Tom Hiddleston
interpreterà naturalmente il Dio dell’inganno, mentre è confermato
anche il ritorno di
Owen Wilson e Sophia DiMartino,
così come l’arrivo della new entry Ke Huy Quan, reduce
dalla vittoria dell’Oscar per Everything Everywhere All
at Once.
Jonathan Majors tornerà invece nel ruolo di Kang,
anche se il suo personaggio non viene citato nel sinossi. La
seconda stagione di Loki, infatti, dovrebbe fornire
agli spettatori maggiori indizi su quello che sarà il suo futuro
nell’MCU. Il debutto
della nuova stagione è previsto su Disney+ per il
6 ottobre.
Sony
Picturesha rilasciato un
nuovissimo video di Napoleon per
il prossimo dramma biografico sulla guerra di Ridley Scott. Nel video, Scott rivela
perché ha arruolato il premio Oscar Joaquin
Phoenix per il ruolo principale del
comandante militare francese.Il video anticipa
l’autentica e appassionata interpretazione da protagonista di
Joaquin
Phoenix, mentre la candidata all’Oscar Vanessa Kirby parla di com’è girare con
l’ attore Beau
Is Afraid. Napoleonuscirà nelle
sale è previsto per il 23 novembre.
Napoleon: il cast del
film con Joaquin Phoenix
Accanto a Phoenix, Napoleon
vede Vanessa Kirby
nei panni dell’imperatrice Joséphine, Tahar Rahim
nei panni di Paul Barras, Ben Miles nei panni di
Caulaincourt, Ludivine Sagnier nei panni di
Theresa Cabarrus, Matthew Needham nei panni di
Lucien Bonaparte, Youssef Kerkour nei panni del
maresciallo Davout, Phil Cornwell nei panni di
Sanson ‘The Bourreau, Edouard Philipponnat nei
panni dello zar Alessandro, Paul Rhys nei panni di
Talleyrand, John Hollingworth nei panni del
maresciallo Ney, Gavin Spokes nei panni di Moulins
e Mark Bonnar nei panni di Jean-Andoche Junot.
Ridley Scott dirige da una sceneggiatura di
David Scarpa. Il film è una produzione congiunta
tra la produzione di Apple Studios e Scott Free Productions.
Ridley Scott e
Joaquin Phoenix
producono insieme a Kevin Walsh e Mark Huffam
mentre Michael Pruss e Aidan Elliott sono i
produttori esecutivi. Napoleon racconta l’epica ascesa e
caduta dell’imperatore francese Napoleone Bonaparte, interpretato
dal premio Oscar Joaquin Phoenix
e diretto dal leggendario regista Ridley Scott. Il film ripercorre l’inarrestabile
scalata al potere di Bonaparte attraverso la burrascosa relazione
con il suo unico vero amore, Giuseppina, mostrando le visionarie
strategie politiche e militari del grande condottiero in alcune
delle scene di battaglia più realistiche e spettacolari mai
realizzate.
La Fortuna è in un altro
biscotto è un’inedita dark comedy girata in Liguria,
attraversando la costa di ponente e quella di levante e toccando
numerosi comuni tra cui Santa Margherita Ligure, Rapallo, Vado
Ligure, Savona, Genova, Imperia e molte altre province. La
Fortuna è in un altro biscotto, opera prima del regista
ligure Marco Placanica, esce al cinema il 5 ottobre distribuito da
Ahora! Film.
La Fortuna è in un altro biscotto, la
trama
Sullo sfondo degli affari che
muovono una provincia portuale, Leo, un giovane orfano, prova a
mantenere in vita l’attività̀ ereditata dal padre, malgrado la
persecuzione di uno strozzino: Tonino Paffone, proprietario di un
mediocre ristorante asiatico e aspirante intermediario
nell’import-export per conto della malavita cinese. Leo è disposto
a tutto pur di non perdere l’attività̀ di famiglia, persino rubare.
La vittima prescelta per il furto è Manfredo Collini,
facoltosissimo imprenditore, collezionista d’arte e aspirante
sindaco nella lista “Famiglia Unita”. Ma il destino vuole che
Federico, il figlio di Collini, e Virginia, la figlia di Tonino,
abbiano una relazione.
È stato rivelato un
nuovissimo video di L’esorcista – Il
credente (The Exorcist:
Believer) per il prossimo sequel
horror della Universal Pictures.Presenta il regista David Gordon Green con
alcuni membri del cast principale, mentre discutono di com’è stato
girare l’intenso climax del film.La featurette
fornisce filmati dietro le quinte dell’attesissimo climax del
sequel, che potrebbe comportare uno scontro tra i genitori e il
demone che possiede le ragazze. Mostra Leslie Odom
Jr. e il resto del cast che provano attentamente la
sequenza emotiva, mentre Green li guida attraverso la sua visione.
Dai un’occhiata alla featurette di L’esorcista
– Il credente (The Exorcist:
Believer):
“Dalla morte della moglie
incinta in un terremoto haitiano 12 anni fa, Victor Fielding ha
cresciuto da solo la loro figlia Angela“, si legge nella
sinossi. “Ma quando Angela e la sua amica Katherine
scompaiono nel bosco, per poi ritornare tre giorni dopo senza alcun
ricordo di ciò che è successo loro, si scatena una catena di eventi
che costringerà Victor ad affrontare il punto più basso del male e,
nel suo terrore, e disperazione, cerca l’unica persona viva che ha
già assistito a qualcosa di simile: Chris MacNeil.
L’esorcista
– Il credente (The Exorcist:
Believer) è il seguito diretto del film horror
originale, adattato dal romanzo di William Peter Blatty.
David Gordon Green dirigerà il film da
una sceneggiatura che sta scrivendo insieme a Scott Teems,
Danny McBride e Peter Sattler. Il film vede il
ritorno della vincitrice dell’Oscar Ellen Burstyn,
a cui si uniranno Leslie Odom Jr., Ann Dowd, Raphael Sbarge
e Jennifer Nettles, con le nuove arrivate Lidya
Jewett e Olivia Marcum. Il sequel è prodotto da Jason
Blum, David Robinson e James Robinson, con Green, McBride,
Couper Samuelson e Stephanie Allain come produttori esecutivi. È
una coproduzione tra Blumhouse e Morgan Creek Production.
Dalla Warner Bros. Pictures arriva
Blue Beetle
(recensione),
il film che segna il debutto sul grande schermo del supereroe della
DC diretto da Ángel Manuel Soto, il protagonista è
Xolo Maridueña nel ruolo che dà il titolo al film,
Blue
Beetle, e in quello del suo alter ego, Jaime
Reyes.
Il neolaureato Jaime Reyes torna a
casa pieno di aspirazioni per il suo futuro ma scoprirà da subito
che non è proprio come l’ha lasciata. Mentre cerca il suo scopo nel
mondo, il destino fa sì che Jaime si ritrovi inaspettatamente in
possesso di un’antica reliquia di biotecnologia aliena: lo
Scarabeo. Jamie viene improvvisamente scelto dallo Scarabeo come
suo ospite simbiotico e dotato di un’incredibile armatura capace di
poteri straordinari e imprevedibili. Il suo destino cambierà per
sempre e Jamie si trasformerà nel Supereroe Blue
Beetle.
Al fianco di Maridueña (“Cobra
Kai”) troviamo, Adriana Barraza (“Rambo: Last
Blood”, “Thor”) nel ruolo della nonna di Jaime, Nana,
Damían Alcázar (“Narcos”, “Narcos: Mexico”) in
quello di suo padre, Raoul Max Trujillo (i film di
“Sicario”, “Mayans M.C.”) come Carapax, con il Premio
Oscar Susan Sarandon (“Monarch”, “Dead Man Walking”)
come Victoria Kord e George Lopez (le saghe di “Rio” e “I Puffi”)
nel ruolo di suo zio Rudy. Nel cast anche Elpidia
Carrillo (“Mayans M.C.”, la saga di “Predator”) nel ruolo
della madre, Bruna Marquezine (“Maldivas”, “God
Save the King”) in quello di Jenny Kord, Belissa
Escobedo(“American Horror Stories”, “Hocus Pocus 2”) nel
ruolo della sorella di Jaime, Milagro, e Harvey
Guillén (“What We Do in the Shadows”) che interpreta il
Dott.Sanchez.
Soto (“Charm City Kings”, “The
Farm”) dirige da una sceneggiatura di Gareth Dunnet-Alcocer (“Miss
Bala”), basata sui personaggi DC. John Rickard e ZevForeman sono i
produttori e Walter Hamada, Galen Vaisman e Garrett Grant sono i
produttori esecutivi.
Il team creativo del regista che ha
lavorato dietro le quinte include il direttore della fotografia
Pawel Pogorzelski (“Midsommar”, “Hereditary”), lo scenografoJohn Billington (“Bad
Boys for Life”), il montatore Craig Alpert (“Deadpool 2”, “The Lost
City”), la costumista candidata all’Oscar Mayes C. Rubeo (“Jojo
Rabbit”, i film di “Thor”), il supervisore agli effetti visivi
Kelvin McIlwain (“The Suicide Squad”, “Aquaman”) e il
compositore Bobby Krlic (“Midsommar”, la serie “Snowpiercer”). Una
presentazione Warner Bros. Pictures, una produzione Safran Company,
“Blue
Beetle” è stato dstribuito nelle sale cinematografiche italiane
da Warner Bros. Pictures.
Disney ha
annunciato che La
Casa dei Fantasmi, il film di successo ispirato
alla classica attrazione del parco a tema, arriverà l’11 ottobre in
streaming su Disney+ e sarà disponibile
anche in digitale. La divertente avventura da brividi, che ha
debuttato nelle sale italiane il 23 agosto, è diretta da Justin
Simien ed è interpreta da un cast stellare che include
LaKeith Stanfield, Tiffany Haddish,
Owen Wilson,
Danny DeVito,
Rosario Dawson, Chase W. Dillon e Daniel Levy, con
Jamie Lee Curtis e
Jared Leto nel ruolo di The Hatbox Ghost.
L’11 ottobre i fan potranno anche aggiungere il film alla loro
collezione digitale, quando LaCasa dei Fantasmi sarà disponibile
per l’acquisto presso tutti i principali rivenditori digitali,
compresi Prime Video, Apple
TV, Google Play & Rakuten TV, con esclusivi contenuti bonus
dietro le quinte. Casa
dei Fantasmi racconta di una donna e di suo
figlio che si rivolgono a un variegato gruppo di cosiddetti esperti
spirituali per aiutarli a liberare la loro casa da intrusi
soprannaturali. Il film è prodotto da Dan Lin e Jonathan Eirich,
mentre Nick Reynolds e Tom Peitzman sono i produttori
esecutivi.
Tizzoni d’inferno! Sembra ieri ma sono passati 75 anni da
quando, il 30 settembre 1948, debuttava
in edicola il primo albo a striscia di Tex,
il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e
realizzato graficamente da Aurelio
Galleppini, destinato a diventare il più amato eroe
del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto
mondiale.
Sergio Bonelli
Editore celebra questo prestigioso traguardo in compagnia di
Rinascente con la “Tex Week”: una settimana speciale dedicata al
Ranger che si svolgerà presso la Rinascente Milano
Piazza Duomo dal 3 al 9 ottobre per festeggiare
un’icona capace di travalicare i confini del suo tempo,
esaltare la bellezza della vita on the road, superare le frontiere
e coinvolgere generazioni di lettori con le sue infinite
storie.
Racconta
Davide Bonelli, presidente di Sergio Bonelli Editore:
“Quest’anno il nostro Tex compie 75 anni. Per questo
vogliamo festeggiarlo con una settimana di iniziative, allestimenti
ed eventi speciali dedicati a lui, proprio qui, a Milano,
nella città di Sergio Bonelli Editore. Assieme agli amici di
Rinascente, appassionati di fumetti e preparatissimi sul
mondo del Ranger e dei suoi pard, abbiamo pensato di
offrire a tutti i fan di Aquila della Notte
un’esperienza del tutto nuova, che speriamo possa
conquistarli. L’augurio mio e di tutta la redazione di via
Buonarroti è che durante la Tex Week chiunque visiti la Rinascente
di piazza Duomo possa, per 7 giorni, sentirsi a Casa di Tex e
celebrare con lui un compleanno sul sentiero dell’avventura.
Il Ranger è un eroe sempre in viaggio. Il suo dura da 75 anni ma,
come dimostrano i tantissimi lettori di ogni età, è un viaggio
appena iniziato, come per ogni anniversario che si
rispetti”.
Aggiunge
Pierluigi Cocchini, AD di Rinascente: ““Siamo
particolarmente orgogliosi di ospitare la Milano Tex Week e
festeggiare i 75 anni del più famoso fumetto italiano: Rinascente
Milano Duomo è il medium ideale per un magnifico take over dedicato
ad Aquila della Notte e ai suoi famosissimi pard. Tex è stato il
mio primo fumetto e ricordo perfettamente le bellissime sensazioni
nell’attesa di una nuova uscita, nell’odore della carta fresca di
stampa, nelle stupende storie che mi trascinavano nel mitico mondo
del far west: desideravo “essere” Tex Willer, non solo leggerlo. Da
adulto le emozioni continuano come e più di allora: mai avrei
pensato che Tex potesse campeggiare fiero nelle 8 vetrine della
Rinascente, occupare l’AIR SNAKE con i prodotti celebrativi
dedicati, caratterizzare come un saloon il bar del piano basement
ed organizzare un emozionante party in una delle più belle location
al mondo: le terrazze di Rinascente Duomo. TEX, insieme al vecchio
cammello KIT CARSON, il figlio KIT, l’iconico TIGER JACK e
naturalmente gli indiani Navajos, stanno per invadere Milano.
Occhio, potrebbero aggirarsi in città anche El Morisco, la Tigre
Nera, Jim Brandon, Capitan Barbanera, Tom Devlin, Lefty, El Muerto
e quei tizzoni d’inferno di Mefisto e Yama: nei prossimi giorni,
prevedo frequenti scazzottate e lunghe cavalcate nella Monument
Valley. Tanti auguri, incredibile satanasso!”.
Tre nuovi titoli entrano nel programma
della Festa del
Cinema 2023. Li annuncia la Direttrice Artistica Paola
Malanga, con Gian Luca Farinelli, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Direttrice Generale,
Francesca ViaNella sezione
Grand Public sarà presentato Gonzo
Girl, film che segna l’esordio alla regia di
Patricia Arquette, attrice di culto premiata con
l’Oscar nel 2015 per Boyhood di Richard
Linklater e interprete per cineasti come Tony Scott
(Una vita al massimo), Tim
Burton (Ed Wood) e David Lynch (Strade
perdute). Gonzo Girl è
ispirato all’omonimo romanzo autobiografico di Cheryl Della Pietra
in cui la scrittrice racconta la sua folle esperienza come
assistente di Hunter S. Thompson (l’autore di Paura e
disgusto a Las Vegas), il padre del cosiddetto “gonzo
journalism”, stile che combina elementi di giornalismo
convenzionale, impressioni personali e artifici narrativi.
Protagonisti di Gonzo Girl sono Willem Dafoe e Camila
Morrone.
La sezione Storia del Cinema
ospiterà American Badass: A Michael Madsen
Retrospectivedi Dominique Milano. Il
documentario ripercorre la carriera di Michael Madsen dall’esordio
sul grande schermo in film come Wargames – Giochi di
guerra e Il migliore, passando per il
successo di Thelma & Louise di Ridley Scott per giungere alle sue
interpretazioni in alcuni capolavori di
Quentin Tarantino come Le Iene, la saga
di Kill
Bill e The
Hateful Eight. Il lungo viaggio alla scoperta dei suoi
film, più di centosettanta, è reso possibile anche grazie alle
testimonianze di tutti coloro che hanno lavorato con lui, fra
i quali lo stesso Tarantino, John Travolta, Ron Perlman, Charlie
Sheen e Daryl Hannah.
Nella sezione Freestyle si terrà l’anteprima
diLucio Amelio di Nicolangelo
Gelormini. Lucio Amelio ha rappresentato una figura fondamentale
per la scena artistica internazionale: è stato lui che nel 1980 ha
messo Andy Warhol – il maggior esponente della pop art americana –
in contatto con l’artista tedesco Joseph Beuys; ed è stato lui che,
solo pochi mesi dopo questo memorabile incontro, ha riunito i più
famosi artisti visivi del mondo nella sua città natale, Napoli,
colpita dalle conseguenze di un terribile terremoto. Attraverso le
interviste dirette e il materiale d’archivio, il
documentarioindaga lo spirito cangiante di Lucio
Amelio: da un lato l’anfitrione devoto agli artisti, il pioniere
delle nuove correnti del Novecento, il propugnatore delle teorie e
il centro del dibattito poetico; dall’altro il businessman e genio
partenopeo che ha colto le occasioni e letto la realtà per
conquistare il mondo con Napoli e far conquistare Napoli dal
mondo.
GONZO GIRLdi Patricia Arquette, Stati Uniti,
2023, 107’
Cast:
Willem Dafoe, Camila Morrone, Patricia Arquette, Elizabeth Lail,
Ray Nicholson, Leila George, James Urbaniak –All’inizio degli anni ’90 Aley, giovane aspirante
scrittrice che si guadagna da vivere come barista, accetta di
assistere Walker Reade, il padre del giornalismo
gonzo (quello in cui giocano un ruolo decisivo e
innovativo le percezioni personali dell’autore) nella stesura del
suo nuovo romanzo, che è in panne. Ambientato nella casa dello
scrittore tra le Montagne Rocciose e ispirato al romanzo in cui
Cheryl Della Pietra racconta la sua esperienza con Hunter S.
Thompson (l’autore di Paura e disgusto a Las Vegas),
l’esordio nella regia di Patricia Arquette (bionda icona di fine
millennio con Una vita al massimo, Strade perdute,
Boyhood, la serie Medium e tanti altri) è
immerso nel caos, negli eccessi, nel carattere “bigger than life”
di Reade (Willem Dafoe), delle donne che lo circondano (Camila
Morrone è Aley, Arquette la segretaria), di amici, manager,
editori. Sulfureo, ricorda il cinema USA anni
’70.
AMERICAN BADASS: A MICHAEL
MADSEN RETROSPECTIVEdi Dominique Milano, Stati Uniti, 2022,
84’ | Doc |
La prima volta che si fece notare, tutto sommato,
era un brav’uomo, anche se non aveva capito niente della sua
compagna Louise (Thelma & Louise, 1991). Ma un anno dopo,
nel 1992, ecco lo psicopatico rilassato e molleggiato che
balla Stuck in the Middle With You degli
Stealers Wheel con un rasoio in mano, pronto a colpire il
poliziotto legato a una sedia nell’hangar di Le iene:
indimenticabile, folle Mr. Blonde, il grande Michael Madsen, volto
imperscrutabile e corpo dirompente in altri film di Tarantino (la
saga di Kill Bill, Hateful Eight) e non
solo. Il documentario di Dominique Milano ne ripercorre la
carriera, attraverso i suoi film (più di centosettanta) e le
testimonianze di tutti quelli che hanno lavorato con
lui.
LUCIO AMELIOdi Nicolangelo Gelormini, Italia,
2023, 75’ | Doc |
Lucio Amelio ha rappresentato una figura
fondamentale per la scena artistica internazionale: è stato lui che
nel 1980 ha messo Andy Warhol – il maggior esponente della pop art
americana – in contatto con l’artista tedesco Joseph Beuys; ed è
stato lui che, solo pochi mesi dopo questo memorabile incontro, ha
riunito i più famosi artisti visivi del mondo nella sua città
natale, Napoli, colpita dalle conseguenze di un terribile
terremoto. In quell’occasione, i più grandi nomi dell’arte mondiale
hanno rappresentato la tragedia e dato il loro apporto alla
ricostruzione, creando il documento di un’epoca: la mostra “Terrae
Motus”. Amelio è stato il deus-ex-machina e il genio, il mago che
ha reso possibile l’impossibile.
Il co-CEO dei DC Studios, James Gunn, ha
recentemente comunicato ai fan del franchise di aspettarsi
ulteriori annunci riguardanti l’Universo DC ora che lo sciopero della Writers Guild of
America è terminato. Rispondendo a un fan su Threads, Gunn ha infatti rivelato che
dovrebbe ora essere in grado di condividere nuove notizie sulla
DCU. “Non so nemmeno a che punto siamo con il
tutto, dato che non ho potuto parlare con gli sceneggiatori mentre
era in corso lo sciopero“, ha spiegato.
“Anche se sono molto soddisfatto
del risultato, lo sciopero è stato sicuramente una vera scossa nel
processo, quindi dovrò vedere a che punto siamo con i vari progetti
nelle prossime due settimane. Ma sì, immagino che usciranno più
notizie in un futuro non troppo lontano.“, ha poi aggiunto il
regista, il cui Superman: Legacy
atteso in sala per l’11 luglio 2025 aprirà ufficialmente il DCU.
Con lo sciopero degli attor ancora in corso, gli annunci di Gunn
potrebbero riguardare presumibilmente la presenza di determinati
registi e/o scrittori per i progetti ad ora annunciati.
Al momento, la maggior parte dei
progetti DCU confermati è ancora senza un regista/sceneggiatore,
eccetto per Superman: Legacy scritto e
diretto dallo stesso Gunn, Swamp Thing scritto e
diretto da James Mangold e The Brave and the
Bold diretto da Andy Muschietti.
Non resta dunque che attendere le prossime settimane per scoprire
quali annunci Gunn intende fare e quali sorprese ha dunque in serbo
per il suo chiacchieratissimo riavvio del DC Universe al
cinema.
Superman: Legacy, tutto
quello che sappiamo sul film
Superman: Legacy, scritto e
diretto da James Gunn, non
sarà un’altra storia sulle origini, ma il Clark Kent che
incontriamo per la prima volta qui sarà un “giovane reporter” a
Metropolis. Si prevede che abbia già incontrato Lois Lane e,
potenzialmente, i suoi compagni eroi (Gunn ha detto che
esistono già in questo mondo e che l’Uomo di domani non è il primo
metaumano del DCU). Il casting,
come già detto, ha portato alla scelta degli attori David Corenswet
e Rachel
Brosnahan come Clark Kent/Superman e Lois Lane.
Il film è stato anche descritto come
una “storia
delle origini sul posto di lavoro“, suggerendo che una
buona parte del film si concentrerà sull’identità civile di
Superman, Clark Kent, che è un giornalista del Daily Planet.
Secondo quanto riferito, Gunn ha consegnato la prima bozza della
sua sceneggiatura prima dello sciopero degli sceneggiatori, ma ciò
non significa che la produzione non subirà alcun impatto in
futuro.
“Superman: Legacy è il vero
fondamento della nostra visione creativa per l’Universo
DC. Non solo Superman è una parte iconica della tradizione DC,
ma è anche uno dei personaggi preferiti dai lettori di fumetti,
dagli spettatori dei film precedenti e dai fan di tutto il
mondo”, ha detto Gunn durante l’annuncio della lista DCU. “Non vedo
l’ora di presentare la nostra versione di Superman, che il pubblico
potrà seguire e conoscere attraverso film, film d’animazione e
giochi”. Superman:
Legacy uscirà nelle sale l’11 luglio 2025.
Da ormai più di un decennio,
Omar Sy è uno dei più popolari attori francesi in
attività, dimostratosi capace anche di oltrepassare i confini
nazionali per prendere parte a prestigiosi progetti di produzione
statunitense. È così arrivato a guadagnare una grandissima
popolarità presso pubblici diversi, che lo apprezzano per il suo
naturale talento nel passare dalla commedia al dramma, senza
dimenticare anche gli altri generi, fornendo sempre interpretazioni
di alto livello.
2. Ha lavorato come
doppiatore. Un’altra attività che Sy porta avanti da anni
è quella del doppiaggio. Ha infatti dato voce – nelle edizioni
francesi – a personaggi dei film Surf’s Up – I re delle
onde (2007), Bolt – Un eroe a quattro zampe (2008),
Arthur e la vendetta di Maltazard (2009), Mune – Il
guardiano della luna (2015), Angry Birds – Il film
(2016), Il viaggio di Norm (2016), Sahara (2017),
Arctic – Un’avventura glaciale (2019) e Soul (2020). Ha poi dato
voce al Transformers Hot Rod in Transformers – L’ultimo
cavaliere (2017).
3. È anche sceneggiatore e
produttore. Oltre a lavorare come attore, Sy ha avuto modo
anche di partecipare in qualità di scrittore ad alcune
sceneggiature. Ciò è avvenuto per la serie comedy Omar et
Fred (2001), per il film televisivo La vraie vie d’Omar &
Fred (2009) e per la serie SAV de emissions
(2010-2012). È poi invece stato produttore per i film Samba, Il
viaggio di Yao (2018) e per Io sono tuo padre. Ha
infine svolto il ruolo di produttore artistico per alcuni episodi
della serie Lupin.
Omar Sy in Quasi amici
Omar Sy in Quasi
amici
4. Il personaggio è stato
modificato per lui. Per il film Quasiamici, sebbene il “Driss” nella vita reale fosse un
giovane algerino chiamato Abdel, i registi Éric
Toledano e Olivier Nakache hanno cambiato
la nazionalità del personaggio in senegalese, poiché si erano
divertiti a lavorare con Omar Sy in Troppo amici,
e volevano davvero che interpretasse la parte. Anche Sy, in ogni
caso, ha vissuto l’esperienza di vivere nelle povere periferie
francesi, proprio come Driss, immedesimandosi dunque subito nel
personaggio.
5. Ha vinto un prestigioso
riconoscimento. Grazie alla sua interpretazione di Bakari
“Driss” Bassari in Quasi amici, Sy si è consacrato come
uno dei più brillanti attori francesi della sua generazione,
arrivando inoltre a vincere l’ambito premio César (l’Oscar
francese) come Miglior attore. In quell’edizione, quella del 2012,
egli vinse il premio battendo il candidato più favorito, ovvero
Jean Dujardin
per The Artist, il quale per la sua interpretazione in
quel film ha invece vinto il premio Oscar.
Omar Sy in Io sono tuo
padre
6. Inizialmente doveva
ricoprire un altro ruolo. Ambientato durante la prima guerra mondiale, il film racconta di un
padre che si arruola nell’esercito francese per stare con il figlio
diciassettenne, reclutato contro la sua volontà. Il progetto è
rimasto per anni in attesa di essere realizzato e inizialmente Sy
avrebbe dovuto interpretare il ruolo del figlio. Con il passare
degli anni l’attore divenne però troppo vecchio per il ruolo,
meditando dunque di abbandonare il film. Alla fine, però, accettò
di assumere il ruolo del padre.
Omar Sy in Io sono tuo padre
Omary Sy in Lupin
7. Conosceva il
personaggio. Nella serie Netflix Lupin, Sy
interpreta Assane Diop, un uomo che cerca di vendicare la morte del
padre ispirandosi alle avventure di Arsenio Lupin. L’attore ha
dichiarato che naturalmente conosceva il personaggio di Lupin prima
di recitare nella serie, specificando però che il suo primo vero
incontro con Lupin si è verificato grazie al Giappone, ai manga e
alla serie d’animazione ispirata a Lupin lì realizzate.
8. Era interessato a
raccontare Lupin oggi. Nell’approcciarsi al progetto, Sy
ha affermato che ciò che lo interessava di più era costruire un
personaggio attraverso cui poter esaltare le caratteristiche e le
problematiche del suo contesto storico, proprio come avveniva con
il personaggio di Maurice Leblanc. Ha così spinto affinché si
sviluppasse un protagonista attraverso cui far emergere temi come
la lotta di classe nella Francia dei nostri giorni.
Omar Sy: chi è sua moglie
9. È sposato. Il 5
luglio 2007, dopo dieci anni di relazione, Sy ha sposato Hélène,
madre dei suoi cinque figli, a Tremblay-sur-Mauldre. Hélène
gestisce CéKeDuBonheur, un’organizzazione no-profit che sostiene i
reparti pediatrici degli ospedali francesi, e Siyah Organics,
un’azienda senegalese-americana di integratori alimentari
biologici. La famiglia risiedeva a Montfort-l’Amaury, un comune
dell’Île-de-France, ma dal 2012 si è trasferita a Los Angeles.
Omar Sy: età e altezza
dell’attore
10. Omar Sy è nato il
20 gennaio 1978, a
Trappes, Francia.L’attore è alto 1,90 metri.
“La cosa meravigliosa di
Michael è che non era un attore con cui si parlava di
recitare“, ha detto Daniel Radcliffe. “La sua vera passione
era restaurare le pistole da duello italiane del XIX secolo.”
Daniel Radcliffeha continuato
sottolineando che la capacità di Michael Gambon di passare da un’emozione
all’altra è stata incredibile, sottolineando che “sa di dare il
meglio di sé quando è più giocoso. La sua capacità di
commuoversi non era seconda a nessuno“, ha continuato
l’attore.
Michael Gambon ha avuto una prolifica
carriera di attore
Michael Gambonn è morto la scorsa settimana
all’età di 82 anni. Per molti pubblici più giovani, sarà ricordato
soprattutto per aver interpretato Albus Silente nella serie di Harry Potter.
Tuttavia, Gambon ha avuto anche una prolifica carriera di attore
nei teatri e sul palco. La sua prima interpretazione
professionale fu una produzione del 1962 dell’Otello di William
Shakespeare.Successivamente è stato assunto dalla
National Theatre Company di Laurence Olivier e ha poi recitato in
numerose altre opere di Shakespeare, tra cui Amleto e
Macbeth. Ha vinto tre Olivier Awards nel corso della sua
carriera ed è stato nominato per un Tony Award nel 1997.
Anche il debutto
cinematografico di Gambon è stato Otello, uscito nel 1965 e diretto
da Olivier. Ha continuato a recitare negli anni ’70 e ’80,
recitando infine in film come The Insider del 1999, Sleepy Hollow
del 1999, Open Range del 2003 e Le avventure
acquatiche con Steve Zissou del 2004, tra molti altri.Gambon ha assunto il ruolo di Albus Silente dopo che
Richard Harris, che interpretava il personaggio
nei primi due film di Harry
Potter, è morto nel 2002. Dopo la sua prima
interpretazione come Silente in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban del
2004, Gambon ha continuato a riprendere il ruolo di Albus Silente
per il resto del franchise fino all’ultimo capitolo è
Harry Potter e i Doni della Morte – Parte II del
2011.
LaParamount
Pictures ha pubblicato un altro
video di Killers
of the Flower Moon, il prossimo film
drammatico diMartin
Scorsese, con protagonisti i collaboratori di
lunga data Leonardo DiCaprioe Robert De Niro. L’uscita del
film nei cinema è prevista per il 19 ottobre, distribuita in Italia
da 01 Distribution, seguita dal suo debutto su Apple
TV+ in una data successiva non ancora
annunciata.
Il nuovo contributo mette in
risalto il personaggio di Ernest Burkhart interpretato da
Leonardo DiCaprio, che viene incaricato da suo
zio di sposare la Mollie Kyle di Lily Gladstone
nel tentativo di corteggiarla per la ricchezza della sua famiglia.
Prende in giro le cose orribili che è disposto a fare per soldi e
come ciò influenzerà il suo rapporto con sua moglie. Guarda il
video di Killers
of the Flower Moon qui sotto:
Killers of the Flower
Moon, il film
Oltre a dirigere, Martin Scorsese ha scritto la sceneggiatura
con Eric Roth, co-sceneggiatore di Dune e A
Star is Born. Leonardo
DiCaprio interpreta Ernest Burkhart, il nipote di un
potente allevatore locale interpretato da Robert De Niro, mentre Lily
Gladstone interpreta la moglie Osage Mollie e
Jesse Plemons è Tom White, l’agente dell’FBI
incaricato di indagare sugli omicidi. Il cast include anche
Brendan Fraser e John Lithgow.
Killers
of the Flower Moon riunisce ancora una volta Martin Scorsese con i collaboratori di lunga
data Leonardo DiCaprioe
Robert De Niro. Insieme a loro ci sono l’attore premio
Oscar
Brendan Fraser, Jesse Plemons, Lily Gladstone,
Tantoo Cardinal, Jason Isbell, Sturgill Simpson, Louis Cancelmi,
William Belleau, Tatanka Means, Michael Abbott Jr., Pat Healy,
Scott Shepherd e molti altri. La pellicola è
diretto e prodotto da Martin Scorsese. Il film è una produzione
di Apple Studios, Imperative Entertainment e Appian Way
Productions, con Dan Friedkin e Bradley Thomas come produttori.
Una vacanza di famiglia viene
sconvolta da due estranei sopraggiunti nel cuore della notte per
sfuggire a un cyberattacco che diventa sempre più terrificante,
obbligando tutti a venire a patti con il proprio ruolo in un mondo
prossimo al collasso.
La trama di Il mondo
dietro di te
In questo thriller apocalittico dal
premiato sceneggiatore e regista Sam Esmail (Mr. Robot), Amanda (il
premio Oscar Julia Roberts) e il marito Clay (il candidato
agli Oscar Ethan Hawke) affittano una casa di lusso
per un fine settimana con i figli Archie (Charlie Evans) e Rose
(Farrah Mackenzie). La vacanza viene subito sconvolta dall’arrivo
di notte di due sconosciuti: G.H. (il premio Oscar Mahershala Ali ) e la figlia Ruth (Myha’la),
che li informano di un misterioso cyberattacco e vogliono
rifugiarsi nella casa di cui dicono di essere i proprietari. Le due
famiglie fanno il punto del disastro che incombe e che diventa
sempre più terrificante, obbligandoli a venire a patti con il loro
ruolo in un mondo prossimo al collasso. Il film è tratto dal
romanzo – candidato ai National Book Award – di Rumaan Alam,
Il
mondo dietro di te, ed è prodotto da Esmail Corp e Red
Om Films. La produzione esecutiva è di Higher Ground
Productions.
Oggi Apple
TV+ ha svelato il trailer di Messi Meets
America, il nuovo documentario in sei parti che racconta
il dietro le quinte di questo nuovo capitolo della carriera da
record di Messi. Dopo oltre vent’anni
indimenticabili di eccellenza calcistica, primati inarrivabili
raggiunti tra Barcellona e Paris Saint-Germain, e dopo aver vinto
la Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 con la nazionale di calcio
argentina, Leo Messi ha preso una decisione epocale che ha cambiato
per sempre il volto del calcio in Nord America, unendosi alla Major
League Soccer e all’Inter Miami CF. Grazie a un accesso senza
precedenti a Messi e alla sua nuova famiglia dell’Inter Miami CF,
“Messi Meets America” porta gli spettatori dietro le quinte della
vita e della carriera del più grande giocatore mai sceso in campo,
osservandolo condurre la sua nuova squadra alla conquista del
titolo in Coppa di Lega e oltre.
Dal record di sold out registrato
in tutta l’America a una velocità impressionante, all’incredibile
gol vincente segnato all’ultimo minuto della sua prima partita, ai
momenti trascorsi con i suoi compagni di squadra dell’Inter Miami
CF, la serie racconta l’immersione di Leo in America, la
trasformazione dell’Inter Miami CF e, soprattutto, l’impatto che
sta attualmente avendo sul calcio in Nord America, mentre la “Messi
Mania” attraversa l’intero continente.
Messi Meets
America è prodotto esecutivamente dal vincitore dell’Emmy
Tim Pastore (“Free Solo – Sfida estrema”, “Jane”), dai vincitori
dell’Emmy e del Tony Award Patrick Milling Smith e Brian Carmody, e
dal vincitore dell’Emmy Matt Renner (“Free – Sfida estrema”,
“Limitless con
Chris Hemsworth“) di SMUGGLER Entertainment, insieme a Scott
Boggins (“The Circus”, “24/7”). La serie è prodotta per Apple da
SMUGGLER Entertainment e realizzata in associazione con la Major
League Soccer.
Uno dei generi più popolari su
Netflix è senza dubbio
quello del thriller. Solo di recente, titoli come Fair Play, Il morso del coniglio, Infiesto o Paradise si sono affermati
come tra i più visti di questo genere sulla piattaforma. Ad essi si
aggiunge ora anche Reptile (qui la recensione), debutto alla
regia di un lungometraggio di Grant Singer, il
quale si era però già distinti per aver diretto diversi video
musicali e un film documentario, Shawn Mendes: In Wonder
(2020). Con questo suo primo film di fiction, Singer porta ora lo
spettatore a confrontarsi con un caso dove le apparenze non fanno
che ingannare nel corso dell’intero racconto.
Il film, una storia originale che ma
presenta alcune somiglianze con l’omicidio irrisolto dell’agente
immobiliare canadese Lindsay Buziak, presenta
infatti una situazione apparentemente canonica, la quale va però
poi ad arricchirsi di sempre più dettagli ed elementi che spingono
a mettere in discussione quanto fino a quel momento visto. Per
tutti gli appassionati di questo genere, Reptile è dunque
il film da vedere in questo momento, che oltre alla sua storia
ambigua offre anche interpretazioni di ottimo livello da parte di
interpreti eccezionali.
Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Per chi ha già visto il film o per chi non teme
gli spoiler, si entrerà poi nel dettaglio del racconto per una
spiegazione del finale. Infine, si elencheranno
anche le procedure da seguire per poter vedere Reptile in
streaming su Netflix.
La trama e il cast di Reptile
Il racconto del film si svolge in
una tranquilla città del New England, dove però un giorno una
giovane agente immobiliare di nome Summer
viene assassinata. I principali indiziati sono tre: Will
Grady, collega e fidanzato della vittima; Sam
Gifford, il suo ex con cui era ancora sposata e che fa lo
spacciatore; e infine Eli Phillips, un uomo
inquietante e dai comportamenti ossessivi nei confronti di Will. Il
caso si rivela particolarmente complesso e viene dunque affidato al
detective Tom Nichols, il quale però nel tentativo
di arrivare alla verità, si troverà a dover mettere dura prova
tutte le sue certezze.
Ad interpretare il protagonista, vi
è l’attore premio Oscar Benicio del
Toro, il quale ha anche partecipato al processo di
scrittura del film, venendone dunque accreditato come
co-sceneggiatore. Accanto a lui, nel ruolo di sua moglie Judy vi è
invece l’attrice Alicia Silverstone. Summer è
interpretata dall’attrice italiana con cittadinanza statunitense
Matilde Lutz, mentre i sospettati Will, Sam ed Eli
sono rispettivamente interpretati da Justin
Timberlake, Karl Glusman e
Michael Pitt. Recitano poi nel film gli attori
Eric Bogosian nei panni del capitano di polizia
Robert Allen e Domenick Lombardozzi in quelli
dell’agente Wally.
La spiegazione del finale di
Reptile e il significato del titolo
Il finale del film offre una
risposta alla domanda “Chi ha ucciso Summer?”, lasciando
però volutamente irrisolte alcune questioni, così da fornire allo
spettatore un finale ambiguo sui cui riflettere e cercare di
costruirsi una propria opinione. Ma andiamo con ordine. Nel terzo
atto di Reptile, viene rivelato che Summer è stata uccisa
da Will per impedirle di parlare all’FBI di una truffa che
coinvolge ogni livello del dipartimento di polizia a cui fa capo
Nichols. La cosa viene allo scoperto quando Nichols inizia a
trovare sospetto Summer vendesse case per un’agenzia immobiliare
senza però ricevere alcuna commissione per le vendite.
Queste vendite facevano infatti
parte di un piano di riciclaggio di droga architettato dall’agente
Wally e dalla maggior parte della polizia del dipartimento. Summer
aveva però iniziato a chiamare l’FBI per prepararsi a dire loro la
verità sul fatto che la White Fish era una società di comodo ma
Will, scoprendo cosa aveva intenzione di fare, la uccide prima che
possa rivelare quel sistema corrotto. Nichols scopre infine la
truffa quando riconosce un pacco di eroina sequestrato nella
proprietà dell’ex marito di Summer come lo stesso apparso in
un’altra operazione antidroga.
Ben presto deduce quindi che Summer
era l’intermediario dei Grady e che una telefonata da lei fatta
all’FBI era un tentativo di informare sul suo ragazzo e sua madre,
senza coinvolgere il dipartimento di polizia, a sua volta complice.
Scoprendo ciò, Nichols può dunque procedere alla risoluzione del
caso, smontando il giro di riciclaggio che Summer aveva cercato di
denunciare. Nei momenti finali del film, dunque la sessione di golf
di Grady viene interrotta dai federali, che lo arrestano e pongono
fine alla vicenda una volta per tutte.
Alla luce di ciò, perché il film si
chiama Reptile? La risposta ce la fornisce lo stesso
regista, che ha dichiarato che “nel film i personaggi vengono
introdotti come una cosa e si rivelano essere qualcos’altro. Si
verifica una mutazione della loro pelle e dunque Reptile, rettile,
sembrava una metafora appropriata“. Allo stesso tempo, come
qualsiasi cosa abbia che sangue freddo, questi personaggi-rettili
risultano essere degli abili strateghi, capaci di operare in modo
malvagio senza la minima preoccupazione morale.
Il trailer di Reptile e
come vedere il film su Netflix
Come anticipato, è possibile fruire
di Reptile unicamente grazie alla sua
presenza nel catalogo di Netflix, dove attualmente
è al 2° posto della Top 10 dei film più
visti sulla piattaforma in Italia. Per vederlo, basterà
dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma
scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di accedere
al catalogo e di guardare il titolo in totale comodità e al meglio
della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri
prodotti presenti nella piattaforma.
Con il film del
2013 Attacco al potere – Olympus Has
Fallen, il regista Antoine
Fuqua aveva portato sul grande schermo il racconto di
un attentato terroristico al principale centro del potere degli
Stati Uniti, ovvero la Casa Bianca. Affermatosi come un grande
successo, nel 2016 è stato poi realizzato
un Attacco al potere 2 (qui la recensione), il cui
titolo originale è London Has Fallen.
Come questo lascia intuire, alla base della vicenda vi è ora la
capitale dell’Inghilterra, obiettivo di un nuovo attacco
terroristico, per un film ricco di azione, esplosioni e grande
ritmo. A dirigere questo non vi è però Fuqua, sostituito dal
regista iraniano Babak Najafi.
Anche questo sequel si è affermato
come un vero e proprio blockbuster filo-statunitense simile sotto
più punti di vista a titoli simili realizzati negli anni Ottanta e
Novanta. Si costruisce così la vicenda di un uomo pronto a tutto
pur di affermare i valori della giustizia, della libertà e della
pace ad ogni costo. Di natura quasi supereroica, il protagonista è
il diretto discendente di personaggi come il John McClane
interpretato da Bruce Willis nella saga di
Die Hard. Anche se accusato anche di
sfruttare la paura derivata dagli attacchi terroristi del 2015, il
film si è comunque affermato come un buon successo.
Con un incasso di oltre 200 milioni
di dollari, Attacco al potere 2 ha confermato l’interesse
verso questo format, permettendo poi la realizzazione nel 2019 di
Attacco al potere 3 –
Angel Has Fallen. Un ulteriore capitolo,
attualmente intitolato Night Has
Fallen, sembra ora essere in lavorazione, per quella
che diventa dunque a tutti gli effetti una saga. Prima di
intraprendere una visione del secondo film, però, sarà certamente
utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a
questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile
ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e
al cast di attori. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama del film Attacco al potere 2
Il film vede di nuovo in azione gli
stessi protagonisti che si muovono nei piani alti del potere
statunitense. Questi sono il presidente americano Benjamin
Asher, il vicepresidente Allan Trumbull,
il capo dei servizi segreti Lynne Jacobs e l’uomo
chiave della scorta del presidente, tale Mike
Banning. Tutto ha inizio quando la morte totalmente
inaspettata del primo ministro britannico costringe il presidente a
presenziare ai funerali di Stato. L’evento, tuttavia, si rivela ben
presto essere una trappola organizzata dal terrorista e trafficante
d’armi Aamir Barkawi, che ha giurato vendetta per
l’eccidio della sua famiglia.
Per portarla a termine non esita ad
uccidere tutti i capi di Stato presenti alla cerimonia. Solo il
presidente americano riesce a salvarsi, grazie all’intervento,
risoluto ed essenziale, di Mike. Ma la strada verso la salvezza è
lastricata di ostacoli e minacce d’ogni tipo. L’agente Banning
dovrà infatti partecipare ad una vera e propria corsa contro il
tempo, cercando di individuare e fermare Barkawi prima che possa
compiere una nuova strage. Con la paura sempre più dilagante di
quanto può accadere da un momento all’altro, l’uomo si troverà così
a dover fronteggiare situazioni estremamente pericolose. Obiettivo
primario è salvare i suoi cari e il presidente.
Attacco al potere 2: il cast del film
Ad interpretare nuovamente il ruolo
dell’agente Mike Banning vi è l’attore Gerard Butler,
che riprende così il ruolo per la seconda volta. Particolarmente
devoto al personaggio, egli si allenò anche in questo caso al fine
di poter eseguire quante più acrobazie senza dover ricorrere a
controfigure. Ad interpretare il presidente degli Stati Uniti
Benjamin Asher vi è nuovamente l’attore Aaron Eckhart,
noto anche per lungometraggi come Thank You for Smoking e
Il cavaliere oscuro. Per lui questo è stato l’ultimo film
in cui compare in tale ruolo, non avendolo poi ripreso per il terzo
capitolo. Nel film compaiono poi anche gli attori Alon Moni
Aboutboul nei panni del terrorista Aamir Barkawi e
Robert Forster in quelli del Generale
dell’esercito Edward Clegg.
Il premio Oscar Morgan Freeman
riprende i panni del vicepresidente Allan Trumbull, affermando di
aver accettato nuovamente la parte unicamente per il ricco compenso
offertogli. Per via di altri impegni, però, Freeman si è trovato a
dover girare tutte le sue scene in breve tempo, spesso non
comparendo in scena con gli altri attori. Angela Bassett,
interprete del capo dei servizi segreti Lynne Jacobs, non ha
infatti avuto neanche una scena da dividere con Freeman, nonostante
avesse accettato di partecipare al film proprio per poter recitare
con il premio Oscar. Completano il cast Jackei Earle
Haley nel ruolo di deputato della Casa Bianca Mason, e
Melissa Leo in quello della segretaria alla difesa
Ruth McMillan.
Il trailer di Attacco al potere
2 e dove vedere il film in streaming e in TV
In attesa di vedere il terzo
capitolo, è possibile fruire del secondo film grazie alla sua
presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Attacco al potere
2 è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Amazon Prime Video e
Netflix. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È
bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite
temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente
nel palinsesto televisivo di lunedì 2 ottobre alle
ore 21:20 sul canale Italia
1.
Ad alcuni il nome Allison
Janney potrà non dire molto, ma è bene sapere che si parla
di una delle più talentuose attrici della sua generazione, che
vanta una lunga carriera ricca di titoli di successo tra cinema e
TV, oltre ad innumerevoli premi di grande prestigio vinti, tra cui
un Oscar. Negli ultimi anni Janney ha poi conosciuto una sempre
maggior popolarità anche grazie ad opere più commerciali che le
hanno permesso di farsi conoscere presso un pubblico sempre più
vasto. Ruolo dopo ruolo, inoltre, l’attrice continua a dimostrare
di essere un puro talento della recitazione.
Ecco 10 cose che forse non sai di Allison
Janney.
Allison Janney: i suoi film e le serie TV
1. Ha recitato in celebri
film. L’attrice ha iniziato a recitare per il cinema negli
anni Novanta, apparendo in film come Wolf – La belva è
fuori (1994), Miracolo nella 34ª strada (1994),
Celebrity (1998) e American Beauty (1999).
In seguito ha preso parte a film come The Hours (2002),
Hairspray – Grasso è bello
(2007), Juno (2007), The Help (2011),
Una bugia di troppo (2012), Professore per amore
(2014), Tammy (2014), La ragazza del treno
(2016) e Tonya (2017), grazie a
cui si consacra. In seguito ha recitato in Ma (2019), Bombshell – La voce dello
scandalo (2019), To Leslie (2022),
Lou (2022) e The Creator (2023).
2. È nota per alcune
popolari serie TV. Oltre che al cinema, Janney si è
dedicata molto anche alla televisione, recitando in diverse celebri
serie TV. In particolare si ricorda la sua partecipazione a
West Wing – Tutti gli uomini del Presidente (1999-2006),
grazie alla quale ha ottenuto grande popolarità, vincendo
importanti premi. Ha in seguito preso parte in qualità di guest
star ad episodi di serie quali Due uomini e mezzo (2007),
Lost (2010), Masters of Sex (2013-2016) e Il
metodo Kominsky (2019). Un’altra serie per cui è nota è però
Mom, dove ha recitato dal 2013 al 2021.
3. È anche
doppiatrice. Nel corso del tempo l’attrice ha però avuto
modo di recitare non solo in carne ed ossa davanti la macchina da
presa, ma anche con la semplice voce, partecipando al doppiaggio di
diversi film animati. Ha infatti doppiato il personaggio Diva in
Alla ricerca di Nemo
(2003), Gladys Sharp in La gang del bosco (2006), Mrs.
Grunion in Mr. Peabody e Sherman (2014), Madge
Nelson in Minions (2015) e di nuovo
Diva in Alla ricerca di Dory
(2016). Nel 2019 ha invece fornito la propria voce al personaggio
Margaux Needler in La famiglia Addams.
Allison Janney in Tonya
Allison Janney in Mom
4. È l’unico membro del
cast a recitare in ogni episodio. Nella popolare serie
Mom, l’attrice ricopre il ruolo di Bonnie Plunkett, madre
della protagonista Christy, con la quale ha però un rapporto
piuttosto complicato. La serie si compone di 8 stagioni per un
totale di 170 episodi, con Janney che compare in ognuno di essi,
senza averne mai saltato uno. Ciò fa di lei l’unico membro del cast
di Mom ad aver recitato in ogni episodio, un traguardo che
neanche l’iniziale protagonista, Anna Faris,
interprete di Christy può vantare, avendo lasciato la serie alla
fine della settima stagione.
5. Per la sua
interpretazione ha ricevuto importanti riconoscimenti.
Grazie alla sua interpretazione, Janney ha potuto guadagnare ancor
più popolarità e riconoscimenti di quelli fino a quel momento già
in suo possesso. Ha infatti vinto due Primetime Emmy Awards
consecutivi come Miglior attrice non protagonista in una serie
comedy nel 2014 e 2015, venendo poi nominata nel 2016 nella
medesima categoria, mentre nel 2017 e nel 2018 è stata nominata
come Miglior attrice protagonista in una serie comedy.
Allison Janney in Lost
6. È apparsa in un episodio
della celebre serie. Nel maggio del 2010 l’attrice è
apparsa nel quattordicesimo episodio della sesta stagione della
serie televisiva ABC Lost, interpretando la madre adottiva
di Jacob e dell’Uomo in nero. Si tratta di un personaggio quantomai
misterioso e importante ai fini della comprensione del finale della
serie. La stessa Janney ha in seguito ammesso di essere rimasta
confusa dalla natura del suo personaggio e dal finale stesso di
Lost, pur avendo avuto un ruolo attivo nella definizione
di esso.
Allison Janney in Lou
Allison Janney in Lou
7. Lou è il film
che attendeva da tempo. Nel corso della sua carriera
Janney si è distinta per interpretazioni molto diverse in opere
altrettanto diverse. Eppure, quando le è stato proposto di recitare
da protagonista nel thriller d’azione Lou, l’attrice ha
capito di aver atteso quel tipo di progetto da molto tempo. Questo
perché il film le ha dato l’occasione di cimentarsi con un vero e
proprio ruolo d’azione, con un personaggio di poche parole ma
azioni concrete. Per il ruolo, si è inoltre addestrata nel
combattimento e nell’uso di armi da fuoco.
Allison Janney, premio Oscar per Tonya
8. Ha vinto un
Oscar. Nel film Tonya, dedicato alla
vita dell’omonima pattinatrice su ghiaccio, l’attrice interpreta la
madre di Tonya, LaVona, ruolo scritto appositamente per Janney.
L’interprete ha in seguito dichiarato di essersi approcciata a tale
personaggio cercando di non giudicarlo. Questo è stato per lei il
ruolo più complesso della sua carriera, richiedendole una
caratterizzazione particolarmente complessa. L’interpretazione le è
però valsa la sua prima nomination all’Oscar, da lei poi vinto come
Miglior attrice non protagonista.
Allison Janney ha un marito?
9. Non si è mai
sposata. Come da lei affermato, l’attirce non si è mai
stata sposata e non ha figli. “Non ho mai avuto l’istinto di
avere figli e sono in pace con ciò“, ha infatti dichiarato.
Nel tempo Janney è stata legata ad alcune personalità dello
spettacolo, come l’attore Richard Jenik, ma
nessuna di queste relazioni ha mai spinto l’attrice a compiere il
passo verso l’altare. Ad oggi, invece, non è noto se sia impegnata
o meno in una nuova relazione.
Allison Janney: età e altezza dell’attrice
10. Allison Janney è nata
il 19 novembre del 1959,
Boston, Massachusetts, Stati Uniti.L’attrice è alta complessivamente 1,83
metri.