Il successo del Marvel Cinematic Universe dipende
da molti fattori: la visione dei registi, la bontà delle
sceneggiature, l’impianto produttivo e, ovviamente, dal
coinvolgimento di attori perfetti per i ruoli che interpretano
sullo schermo. Tuttavia, come rivelato dalla direttrice del casting
Sarah Finn durante la premiere di Avengers:
Endgame, uno di loro non era affatto intenzionato ad
entrare nel MCU:
“Tutti i processi i casting sono
stati impegnativi a modo loro, ma probabilmente quello di
Guardiani della Galassia è
stato uno dei più complicati. James
Gunn è stato molto generoso, perché io continuavo a
insistere sul fatto che Chris
Pratt era il ragazzo giusto per la parte di Star-Lord,
ma Chris non voleva quella parte e si è rifiutato di fare un
provino […]” ha spiegato la finn sul purple carpet
domenica.
[…]Alla fine l’ho
convinto a sostenere un’audizione, James non voleva vederlo e tutto
si è trasformato in una sfida. Poi quando li ho visti insieme ero
davvero felice, ed è stato onestamente uno di quei momenti
cruciali del casting in cui capisci di aver trovato la persona che
cercavi. È lì che James si è voltato verso di me e dopo dieci
secondi mi ha detto ‘è lui‘”
Oggi non riusciremmo ad immaginare
nessun altro attore nei panni di Peter Quill, ma forse, all’epoca
della progettazione del film la star della sit-com
Parks and Recreation non rientrava
nell’idea generale di Gunn per il personaggio. Fortunatamente il
regista ha accettato di incontrare Pratt e il franchise si è
rivelato un assoluto trionfo.
La decisione di riassumere
Gunn – allontanato dalla regia del film a luglio a
causa di vecchi tweet satirici rivenuti nel feed del suo profilo
Twitter in merito a temi molto delicati tra cui stupro e pedofilia
– è stata varata negli uffici della casa di Topolino in seguito a
diverse conversazioni con la dirigenza e il team dei Marvel
Studios.
A quanto pare, subito dopo il
licenziamento, è stato il presidente degli Walt Disney
Studios, Alan Horn, ad incontrare direttamente Gunn per
discutere della situazione e, convinto dalle scuse dell’accusato e
dal modo in cui stava gestendo la situazione, avrebbe scelto di
riportarlo al timone del progetto.
Nelle scorse settimane è stato
confermato che l’ultimo cameo di Stan
Lee nel MCU sarà quello presente in
Avengers:
Endgame, ma dall’intervista concessa a Entertainment
Weekly abbiamo appreso che i Marvel Studios stanno lavorando ad un
montaggio che riunirà i dietro le quinte di tutte le scene che il
fumettista ha interpretato nell’universo condiviso, dal primo
Iron Man fino ad oggi.
Insomma, un modo intelligente e
particolarmente sentito per rendere omaggio ad una figura
imprenscindibile della storia Marvel:
“Abbiamo messo insieme un video.
Non l’abbiamo mai fatto prima, un dietro le quinte di ogni
cameo.” ha raccontato Feige nella round table con il cast di
Avengers. “Tutto il materiale tagliato, i b-roll, le scene
girate e mai utilizzate. La sua scomparsa è stata molto emozionante
per tutti noi, ma improvvisamente ogni ricordo mi è tornato in
mente proprio mentre lo guardavo.“
Possibile allora che questo
montaggio finisca nell’edizione homevideo di Avengers: Endgame? Sarebbe un
gradito regalo ai fan e alla memoria dello stesso Lee, ma staremo a
vedere.
Durante la promozione di Captain
Marvel, Feige aveva rivelato che Stan
Lee era riuscito a girare altri due cameo prima della sua
scomparsa lo scorso novembre, ma non era chiaro se tra questi era
compresa la scena inclusa in Avengers:
Endgame o se il presidente dei Marvel Studios si
riferisse a del materiale extra destinato a Spider-Man: Far
From Home (il prossimo capitolo del MCU in uscita a
luglio).
Ora però le parole di Joe
Russo, arrivato in India per partecipare ad un evento con
i fan, sembrano confermare l’ipotesi che il cameo di Lee nel film
sarà anche l’ultimo del fumettista (almeno da vivo) nel Marvel
Cinematic Universe:
“Credo che il suo ultimo cameo
sia in Endgame. Non ricordo se ci fosse abbastanza materiale per
un’altra scena in Spider-Man: Far From Home…“
Sappiamo che Lee era solito filmare
più scene contemporaneamente, quindi è probabile che sia rimasto
del footage utile da utilizzare in Far From Home,
sequel sulle avventure in Europa di Peter Parker, oppure è
altrettanto possibile che – esattamente come accaduto in Captain
Marvel – i produttori abbiano deciso di inserire un omaggio
simbolico con una forma diversa dal cameo.
Il 24 aprile arriva nelle sale
italiane Avengers: Endgame, il film numero
22 del Marvel Cinematic Universe
che giunge dopo 11 anni da Iron Man, che per la
prima volta ha portato i Vendicatori al cinema.
In principio era Peter
Jackson, che con Il Signore degli Anelli
ha adattato al cinema uno dei più grandi romanzi del ‘900. Poi è
arrivata la Warner Bros, che nel corso di circa un decennio ha
portato al cinema i sette romanzi di Harry Potter
producendo otto film. Infine, Marvel Studios e
Kevin Feige hanno tentato quello che sembrava
impossibile: portare al cinema un lungo arco narrativo con un
numero di personaggi elevato, storie che si intrecciano, percorsi
individuali e soprattutto una forte trama orizzontale che tenesse
tutto insieme.
Le trame, sciogliendo i nodi, riunendo i personaggi
Avengers: Endgame
parte dai presupposti dei 21 film precedenti, basandosi sulle
fondamenta di Infinity War e
chiudendo tutte le trame, sciogliendo i nodi, riunendo i personaggi
e, una volta per tutte, mettendo davvero la parola fine ad una
saga.
Il paragone con Il signore
degli anelli e con Harry Potter è però parziale, visto che in
quei casi si tratta di trasposizioni di opere narrative coese e
isolate, mentre i Marvel Studios si sono cimentati in un
adattamento che ha trasformato sia il mondo del fumetto che quello
del cinema, isolando un solo percorso narrativo e integrandolo con
decenni e decenni di storia, personaggi e avvenimenti.
Affidandosi a tutti i protagonisti
presentati dal 2008 ad oggi, Avengers: Endgame non
solo racconta l’atto finale della lotta per le Gemme
dell’Infinito, ma chiude, qualche volta dolorosamente,
qualche volta con grande emozione, tutte le storie dei Vendicatori
originali, seminando indizi per il futuro di questo universo
condiviso, ma concentrandosi sul presente.
La trama di Avengers: Endgame
Una scena del film Avengers: Endgame
Dopo Infinity War,
che rappresenta il punto più alto della narrazione nel
MCU, Endgame torna a raccontarsi
con l’umorismo che ha caratterizzato il tono di tutto il progetto
Marvel Studios, in alcuni momenti spezzando la drammaticità delle
circostanze, oltre a sacrificare sull’altare della risata facile
alcuni sviluppi dei personaggi (su tutti Thor e Hulk/Banner) che
avrebbero meritato più cura.
Nonostante questa aspetto,
Endgame riesce finalmente, nell’ambito del MCU, a
raccontare l’epica degli eroi Marvel nella loro lotta contro il
male, in un una scena finale che permette il coinvolgimento totale
dello spettatore, la partecipazione alla fatica, alla battaglia,
alla sofferenza e alla gloria, un vero inno al coraggio,
accanto ai raggi repulsori di Iron Man, protetti dallo
scudo di Cap e brandendo l’arma di Thor.
Siamo molto lontani dal senso di
sacrificio e ineluttabilità di Infinity War, dalla
sua perfezione drammaturgica e registica, dalla bellezza del suo
concept e dalla precisione della sua scrittura, tuttavia
Endgame mette in campo l’eredità dell’universo
condiviso, ripercorre tutte le tappe che hanno contribuito a
fondarlo.
In questa ottica, in barba alla
potenza di Captain Marvel, all’intelligenza di
Tony
Stark e al coraggio di Steve Rogers, il vero deus ex machina
della storia rimane ancora una volta Kevin
Feige, l’assoluto vincitore di una sfida lunghissima,
che non solo ha portato gli eroi a fronteggiare
Thanos per la risoluzione del conflitto, ma che, ancora prima,
li ha tirati fuori dalle pagine, dagli scaffali polverosi, dalle
mani di ragazzini nerd, qualche volta presi in giro proprio perché
amanti di uomini di latta e super soldati.
La rivoluzione culturale che grazie
a Kevin Feige viviamo adesso è la più
grande eredità della Infinity Saga, e
Avengers: Endgame ne è l’ultimo glorioso capitolo,
che, al netto del fan service e dei semi che deposita per il futuro
del franchise (la misteriosa Fase 4), entusiasmerà
non solo quei ragazzini nerd, ora adulti, ma tutta una nuova serie
di appassionati e potenziali lettori.
Oltre al merito cinematografico e
produttivo, il Marvel Cinematic Universe ha
impresso il suo marchio nella narrazione al cinema e nel tessuto
della cultura popolare della società contemporanea. Un lavoro che
sembrava impossibile anche per la squadra di eroi più potenti della
Terra, un risultato che è nato da un grande azzardo e da una
impavida scommessa vinta.
In attesa di una nuova, avvincente
Fase del Marvel Cinematic Universe, quello che
rimane allo spettatore alla fine di Avengers:
Endgame è la consapevolezza di essere stati testimoni
e protagonisti di una grande avventura, il cui valore reale si
ripercuote sull’industria e sul linguaggio del cinema.
Secondo quanto riportato da
Variety, Leonardo
DiCaprio sarebbe in trattative per ottenere un ruolo
da protagonista nel nuovo film di Guillermo del
Toro, Nightmare Alley, co-sceneggiato dal
regista premio oscar insieme a Kim Morgan.
La pellicola sarà un adattamento
del romanzo omonimo di William Lindsay Gresham dal quale è già
stato tratta la pellicola del 1947 con Tyrone Power nei panni di un
ambizioso e giovane truffatore che stringe un’alleanza con una
psichiatra femmina ancora più corrotta di lui. Prima i due si
godono il successo rovinando le persone a livello mentale, poi i
tradimenti tra di loro rischiano di compromettere un delicato
equilibrio.
Le riprese partiranno in autunno e
non sono stati ancora annunciati gli altri membri del cast.
Per quanto riguarda DiCaprio, lo
rivedremo presto al cinema nel nuovo e attesissimo lavoro di
Quentin Tarantino, C’era
una volta a Hollywood al fianco di Brad
Pitt e Margot
Robbie, e prossimamente tornerà a recitare per
Martin Scorsese in Killers
Of The Flower Moon, anche questo tratto da un romanzo
(uscito nel 2017 con la firma di David Grann, giornalista del New
Yorker).
Su Once Upon a Time in Hollywood,
Tarantino ha spiegato che non si focalizzerà unicamente sugli
omicidi ad opera della comune di Charles Manson, ma più in generale
sulla vita e la cultura americana alla fine degli anni ’60.
Sappiamo inoltre che Margot Robbie interpreterà
Sharon Tate, probabile vicina di casa di Rick
(DiCaprio).
Nel cast
anche Damian Lewis, Dakota Fanning, Nicholas
Hammond,Emile
Hirsch, Luke
Perry, Clifton Collins
Jr., Keith
Jefferson, Timothy Olyphant, Tim Roth, Kurt
Russelle Michael
Madsen. Rumer Willis, Dreama
Walker, Costa Ronin, Margaret Qualley, Madisen
Beaty e Victoria Pedretti.
Infine Damon Herriman sarà Charles
Manson.
Questa la sinossi ufficiale:
La storia si
svolge a Los Angeles nel 1969, al culmine di quella che viene
chiamata “hippy” Hollywood. I due protagonisti sono Rick Dalton
(Leonardo DiCaprio), ex star di una serie
televisiva western, e lo stunt di lunga data Cliff Booth (Brad
Pitt). Entrambi stanno lottando per farcela in una Hollywood
che non riconoscono più. Ma Rick ha un vicino di casa molto
famoso…Sharon Tate.
Warner Bros. Pictures ha diffuso il
trailer finale di Godzilla: King of the Monsters, terzo
capitolo del franchise inauguarto da Godzilla nel 2015 e
proseguito con Kong: Skull
Island che vedrà protagonista l’epico scontro tra
i mostri Rodan, Mothra e King Ghidorah.
In gioco c’è il destino dell’intero
pianeta, e un posto per un’ unica creatura alpha. Chi vincerà la
battaglia? Chi riuscirà a controllare un intero esercito di Titani?
Forse il film porrà le basi del futuro duello fra Godzilla e King
Kong (il prossimo capitolo della serie)?
Dopo il successo globale di
Godzilla e Kong: Skull Island
arriva nelle sale il prossimo capitolo dell’universo
cinematografico nato dalla collaborazione di Warner Bros. Pictures
e Legendary Pictures. Il film racconterà l’epico scontro tra
Godzilla e alcuni dei mostri più popolari nella storia della
cultura pop e seguirà gli eroici sforzi dell’agenzia
cripto-zoologica Monarch di combattere questa batteria di mostri
giganteschi.
Al momento sappiamo che
nel 2020 uscirà il terzo capitolo del
franchise (Godzilla vs King Kong) che
vedrà Godzilla e King
Kong scontrarsi a muso duro per la prima volta sul
grande schermo.
La fine è parte del viaggio, dice
Tony
Stark in una scena significativa di Avengers:
Endgame. E se quel viaggio lo si affronta insieme, non
importa dove si è diretti ma solo la motivazione, il senso di
comunità, i legami che dureranno per sempre.
Sono questi i temi riportati in
questo bellissimo e commovente video tributo agli eroi del Marvel Cinematic Universe, montato
sulle note struggenti di “Outro” degli M83, che ripercorre la
storia del franchise attraverso i momenti migliori: quelli in cui
Vendicatori, amici, famiglie, si sono stretti in un ultimo
abbraccio.
E in vista di Endgame, ogni scena
assume un sapore diverso, dolce e amaro. Buona visione.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
Come riportato in esclusiva da
Deadline, Ben
Affleck dirigerà e interpreterà per Universal Pictures
il dramma storico Ghost Army, ambientato durante
la Seconda Guerra Mondiale e sceneggiato da Nic
Pizzolato (l’autore di True Detective) basandosi sul libro
The Ghost Army of World War II: How One Top-Secret Unit
Deceived the Enemy with Inflatable Tanks, Sound Effects, and Other
Audacious Fakery di Rick Beyer e Elizabeth Sayles.
Dallo stesso volume è stato tratto il documentario Ghost Army
prodotto da Netflix.
Oltre a vestire i panni di regista e
protagonista del film, Affleck sarà coinvolto anche in quelli di
co-produttore con la sua compagnia Pearl Street Films al fianco di
Andrew Lazar e Mad Chance Productions.
Per quanto riguarda la trama,
Ghost Army porterà sul grande schermo la storia di
un gruppo segreto che era solito usare giochi di prestigio e
illusioni per ingannare i nazisti nel 1944. Ne facevano parte i
luminari Bill Blass, Ellsworth Kelly, Arthur Singer, Victor Dowd,
Art Kane e Jack Masey, che arrivarono in Francia per portare a
termine la loro missione, a bordo di carri armati gonfiabili e con
una massiccia raccolta di dischi di effetti sonori.
Questa società segreta composta da
1.100 uomini delle truppe speciali del 23° Quartier generale –
soprannominato l’Esercito dei fantasmi – ha trascinato per l’Europa
dipinti e disegni per inscenare falsi convogli, divisioni fantasma
e location immaginarie con il solo scopo di ingannare il nemico e
favorire le unità americane, salvando migliaia di vite.
Insomma un progetto che, almeno
secondo le premesse, dovrebbe adattarsi allo stile di regia di
Affleck e alla capacità di saper raccontare la storia attraverso
certe dinamiche tra il genere spy e thriller viste nell’ottimo
Argo (premio Oscar come miglior film nel
2012).
Paramount Pictures ha diffuso il
primo trailer ufficiale di Gemini
Man, il nuovo film firmato da Ang Lee
che vede protagonista Will
Smith nei panni di Henry Brogan, un serial killer a
cui improvvisamente darà la caccia un misterioso agente. E come
illustrato dal footage, si tratta di un’esatta replica di se
stesso, ma più giovane.
“Questa storia non poteva
essere raccontata dal cinema per come lo conosciamo. Ma grazie agli
incredibili progressi in campo di tecnologia digitale, non solo
possiamo finalmente vedere Will Smith ringiovanito sullo schermo,
ma riusciamo anche a sperimentare con il racconto in un modo
profondamente coinvolgente.” ha spiegato il regista nelle note
di regia.
[…] Poterlo fare superando i
limiti di ciò che il nuovo cinema digitale ha da offrirci è
incredibile, come lo è lavorare con due Will Smith: uno
splendidamente sofisticato, l’altro onesto ed esuberante. Per me
questo è Will al suo meglio, e quando le due versioni si uniscono,
accade qualcosa di veramente magico. Insieme all’immenso sforzo e
all’abilità tecnica di chi ha creato questa nuova estetica, tra la
fotografia, il reparto artistico, gli effetti visivi e il team
tecnico, ogni parte del progetto è stata stimolante e commovente.
Spero davvero che questo film offra un’esperienza cinematografica
completamente nuova al pubblico di tutto il mondo.“
Il primo grande ciclo del Marvel Cinematic Universe si chiude
con l’uscita di Avengers:
Endgame, sigillo di un franchise inaugurato nel 2008
da Iron Man che ha scritto una pagina indelebile della storia del
cinema.
Ma quali sono le scene e i momenti
che hanno definito meglio i sei Vendicatori originali? Ecco qualche
suggerimento da rivedere in vista di Endgame:
“Io sono Iron Man”
Iron
Man è il primo capitolo del MCU e si chiude con una
battuta indimenticabile di Tony
Stark che infrange la regola numero uno dei supereroi: mai
rivelare la tua vera identità. “Io sono Iron
Man“, esclama in diretta televisiva, e il resto è
storia.
Già questa origin story di un
miliardario playboy che dal creare armi di distruzione arriva ad
una nuova consapevolezza di sé era un azzardo, e il momento finale
del film è servito a dimostrare che l’universo Marvel non avrebbe
giocato sullo stesso campo di un Superman o Batman, lasciando il
segno nel pubblico.
“Non voglio entrare nella
tua boyband super segreta”
Dopo essere apparso nella scena post
credits di Iron Man, il Nick Fury di
Samuel L. Jackson torna nel sequel
con Robert Downey
Jr. per impartire a Tony Stark una piccola lezione su
come comportarsi ora che ha abbracciato l’identità di
supereroe.
Per farlo chiede aiuto anche a
Natasha Romanoff (qui alla sua prima apparizione
nel MCU), in una scena molto divertente in cui Stark spiega di non
voler prendere parte alla “boyband super segreta” chiamata Avengers
Initiative. Chi l’avrebbe mai detto che, qualche anno dopo, la
squadra si sarebbe riunita con successo nella lotta contro Loki a
New York?
Il sacrificio di Thor
Thor ha
attraversato varie fasi prima di voltare pagina e appellarsi ad una
nuova comicità in Ragnarok, ma nel 2011 il
primo capitolo del franchise era riuscito in maniera del tutto
curiosa ad introdurre al pubblico la complicata relazione fraterna
con Loki culminando nella scena in cui il Dio del
Tuono si sacrifica per salvare gli abitanti della Terra.
E ad un passo dalla morte, l’eroe
guadagna finalmente il diritto di stringere tra le mani il Mjolnir
con la benedizione del padre Odino. Questo evento fa arrabbiare
ulteriormente Loki, che più tardi tornerà all’attacco in
The Avengers nel grande evento crossover del
2012.
Addio Peggy
Questa scena ci commuove ogni volta
e il tempo non riesce a scalfirne la bellezza pura e sincera: siamo
sul finale di Captain America: Il Primo
Vendicatore, e Steve decide di sacrificarsi a bordo
dell’aereo che sta per esplodere. Nel mentre rimane in linea con
Peggy Carter, il suo grande amore, e le dà
appuntamento per un ballo al suo ritorno.
È questa la scena in cui Steve
Rogers diventa a tutti gli effetti un eroe, finendo congelato per
70 anni e ritrovato nel presente dallo SHIELD, ma se il suo viaggio
continua, quello di Peggy si ferma a ciò che sarebbe potuto essere
e che non è mai stato.
Vedova Nera interrogata
Nel 2012 non era così usuale vedere
in un grande franchise un personaggio come Vedova
Nera, introdotta in Iron Man 2 e
successivamente ripresa all’inizio di The Avengers
con una scena indimenticabile: quella dell’interrogatorio in cui
l’eroina di Scarlett Johansson mette in
mostra ogni qualità, l’arte dell’inganno, l’intelligenza, la forza
fisica, e molto altro.
In quel momento ci siamo innamorati di Natasha Romanoff, della
sua impronta e del suo contributo femminile ad un film di stampo
maschile.
“È il mio segreto Cap: sono sempre
arrabbiato”
Tolto lo schiocco alla fine di
Infinity
War (e tutti gli eventi di Endgame),
la scena dell’Avengers Assemble nella battaglia di New York
potrebbe essere il momento più iconico della storia del MCU.
Captain America, Iron Man, Thor,
Vedova Nera e Occhio di Falco insieme contro l’attacco dei Chitauri
mettono d’accordo le loro diversità per formare un team di
supereroi come mai ne avevamo visti sullo schermo. E la frase
pronunciata da Bruce Banner, la cui paura peggiore è perdere il
controllo di Hulk, sintetizza al meglio lo stato
del personaggio e il suo ingresso nell’universo. “È il mio
segreto Cap: sono sempre arrabbiato“.
Steve contro Bucky
Arriviamo a Captain America:
The Winter Soldier, capitolo decisivo per il viaggio
di Steve Rogers che torna alle prese con il suo passato finendo per
combattere contro il suo migliore amico Bucky
Barnes.
Bucky ha subito il lavaggio del
cervello da parte dell’HYDRA ed è irriconoscibile, violento e senza
scrupoli, ma quando si ritrova faccia a faccia con lui, Steve si
rifiuta di contrastarlo. “Non lo farò, sei mio amico“, gli
dice a terra stremato.
La famiglia di Occhio di Falco
Con fatica il MCU ha dato a Occhio di
Falco una trama degna di essere raccontata, e
trattandosi di un supereroe senza qualità soprannaturali l’impresa
era ancora più complicata. Fortuna che in Avengers: Age of Ultron le
cose sono cambiate con l’introduzione della sua famiglia e delle
ragioni che hanno spinto Clint a nasconderla.
Sua moglie e i bambini sorprendono
gli altri Vendicatori quando arrivano in casa e ci sono dei bei
momenti con “zia” Natasha che ci aiutano a comprendere l’umanità di
Occhio di Falco.
Civil War
I fan si sono divisi tra Team Cap e
Team Iron Man nel film evento Captain America:
Civil War, capitolo cruciale per il MCU che ha riunito
quasi tutti gli eroi Marvel del grande schermo.
E ancora oggi ci risulta impossibile
non pensare all’epica battaglia dell’aereoporto in cui Spider-Man,
Ant-Man, Black Panther, Scarlet Witch e molti altri
combattono per ragioni più serie di quanto sembrino.
“Dovevi mirare alla testa”
Il colpo mancato di Thor e il
compiacimento di Thanos poco prima dello schiocco sono due dettagli che
non dimenticheremo mai di Infinity
War, il film che ha visto i nostri eroi sconfitti di
fronte al piano del Titano Pazzo.
I Vendicatori provano in ogni modo a
fermarlo, senza riuscirci. Lottano fino all’ultima goccia di sudore
raccogliendo solo le briciole di un’impresa irrealizzabile. E come
ricompensa devono guardare i compagni morire mentre si riducono in
cenere…qualcosa di straziante che ha definito il corso del MCU.
Priyanka Chopra è
una delle attrici indiane più famose in america e nel mondo, in
grado di conquistare una gran fetta di pubblico con la sua
bellezza, con il suo talento e con la sua grazia.
Da Bollywood a Hollywood la strada è
stata lunga e lei ha sempre lavorato sodo per raggiungere tutti gli
obiettivi professionali prefissati, lavorando tra grande e piccolo
schermo. Insomma, un talento per la recitazione e una bellezza che
non sono passati inosservati.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Priyanka Chopra.
Priyanka Chopra film
1. Priyanka Chopra: i film e
la carriera. Dopo aver vinto Miss Mondo nel 2000, nel 2002
Priyanka Chopra ha fatto il suo debutto nel mondo della recitazione
con il film Thamizhan e diventando una vera e propria star
di Bollywood in poco tempo grazie a film come The Hero: Love
Story of a Spy (2003), Aitraaz (2004), Waqt: The
Race Against Time (2005), Krrish (2006) e
Salaam-e-Ishq: A Tribute To Love (2007). Nel 2015,
Priyanka debutta in una serie tv americane per eccellenza, ovvero
Quantico, restandovi fino al 2018. Nel frattempo, prende
parte anche a diversi film, come Baywatch (2017), A Kid Like Jake (2018) e Non è
romantico? (2019).
2. Priyanka Chopra è anche
una doppiatrice. Oltre che essere un’attrice molto
apprezzata, soprattutto nel panorama cinematografico indiano, negli
ultimi anni ha saputo imporsi anche nel mondo della recitazione
americana e non solo come attrice. Priyanka, infatti, ha esplorato
l’ambito della doppiaggio, prestando la propria voce per il film
Planes (2013) e per il videogioco Marvel Avengers Academy (2016).
Priyanka Chopra e Nick Jonas
3. Priyanka Chopra si è
sposata con Nick Jonas. Dopo appena due mesi di
frequentazione Nick Jonas ha chiesto la mano di Priyanka nel giorno
del suo 36esimo compleanno e metà luglio. I due hanno 10 anni di
differenza ma loro non ne sentono nemmeno uno e quando esiste un
amore travolgente e profondo come il loro c’è poco da fare. I due
hanno cominciato a frequentarsi nel maggio del 2018, probabilmente
poco tempo dopo il royal wedding di Harry e Megan, di cui è molto
amica. Già dopo un mese e mezzo entrambi avevano fatto le
prensetazioni ai propri genitori e tutto sembrava già scritto fino
al primo dicembre 2018, quando si sono sposati con rito cristiano
e, dopo qualche giorno, con quello indù.
4. Nessun bacio al primo
appuntamento. In realtà Nick Jonas e Priyanka erano già
usciti insieme nel maggio del 2017 ma le cose sembravano essere
tramontate prima di subito. Pare, infatti, che Jonas avesse
contattato l’attrice su Instagram diverso tempo prima e che i due
si siano sentiti per mesi prima di uscire una settimana prima di
percorrere insieme il red carpet del Met Gala 2017. I due avrebbero
passato diverse ore insieme prima di raggiungere l’appartamento di
lei, in cui viveva con la mamma e, come ha detto poi il futuro
marito, proprio per questo non se la sentiva di baciarla. Dopo un
anno i due hanno deciso di uscire un’altra volta e la scintilla,
questa volta, è diventata un vero e proprio fuoco travolgente.
Priyanka Chopra Instagram
5. Priyanka Chopra ha un
profilo ufficiale su Instagram. Come molte altre sue
colleghe attrici, anche Priyanka Chopra ha deciso di aprire un
proprio profilo Instagram che è seguito da qualcosa come 39 milioni
di persone, una cifra davvero da capogiro. L’attrice è molto attiva
sul social, tanto da pubblicare molte foto che la vedono
protagonista di molti suoi impegni lavorativi ed eventi mondani, ma
soprattutto le sue foto la ritraggono sempre insieme al marito Nick
Jonas, sempre pronta a dimostrare l’amore che prova nei suoi
confronti.
6. Priyanka ha aggiunto di
cognome del marito, Jonas, al suo profilo. Dopo il
matrimonio stellare di Priyanka Chopra e Nick Jonas, l’attrice
indiana ha deciso di aggiungere il cognome del marito al suo sul
suo profilo Instagram, confermando ancora una volta l’amore che lei
prova nei confronti del marito e migliore amico.
Priyanka Chopra Baywatch
7. Priyanka Chopra e il
ruolo da villain in Baywatch. Questo è stato il primo
film, il debutto su suolo americano, per l’attrice indiana Priyanka
Chopra, che ha subito vestito i panni dell’antagonista. Ma non si
può parlare di un villain qualunque, perché il personaggio di
Priyanka è decisamente molto hot.
8. La parte di Priyanka era
scritta per un uomo. In origine, quando non era ancora
chiaro chi fosse ad interpretare la parte dell’antagonista del
film, si era pensato di dare al villain un volto e un fisico
maschile. Ma quando poi si è fatto il nome dell’attrice indiana,
tutto è cambiato e si è deciso di renderlo femminile.
Priyanka Chopra Quantico
9. Grazie a Quantico,
Priyanka Chopra è entrata nella storia. Sembra
incredibile, ma in un certo senso Quantico ha fatto la storia
grazie alla sua protagonista: anzi, bisognerebbe dire il contrario.
Sì, perché l’attrice, nel 2015, è entrata nella storia essendo la
prima attrice di Bollywood che è riuscita ad ottenere un ruolo di
punta in una serie prime time americana, e cioè in Quantico.
Priyanka Chopra cantante
10. Priyanka Chopra è una
cantante di successo. Non solo bravura, talento recitativo
e bellezza: Priyanka Chopra ha un’ugola d’oro. L’attrice indiana,
infatti, dal 2012 è diventata anche una cantante molto apprezzata,
con il suo primo singolo, In My City, che ha debuttato nel
settembre dello stesso anno, con partecipazione di Will.i.am.
compresa. Nel 2013, invece, ha pubblicato il suo secondo singolo,
Exotic, realizzato insieme al rapper Pitbull e rilasciando anche un
videoclip, mentre il terzo singolo risale al 2014 e s’intitola I
Can’t Make You Love Me.
Ecco il terrificante
trailer ufficiale
italiano de “La
bambola assassina”. La curiosità di fan e
pubblico sul reboot più atteso del cinema horror sarà in parte
appagata da queste spaventose nuove immagini. Chucky, la
bambola più spietata della storia del cinema, sta per tornare. Il
film sarà nelle sale cinematografiche da mercoledì 19 giugno,
distribuito in anteprima mondiale da Midnight Factory,
etichetta horror di Koch Media.
Realizzato dai produttori di IT e
diretto da Lars Klevberg (Polaroid) è un
prodotto targato Orion Pictures Corporation,
società MGM. Chucky è molto più di un giocattolo…è il tuo migliore
amico.
È stato rivelato oggi che
Megan
Fox (Transformers, Teenage Mutant Ninja
Turtles) e il marito Brian Austin Green
(Beverly Hills 90210, 134 modi per innamorarsi)
reciteranno insieme nel film d’azione/avventura per famiglie
Dakota per Iervolino
Entertainment S.p.A. di Andrea Iervolino
e Monika Bacardi.
Andrea Iervolino e Monika Bacardi
(Iervolino Entertainment S.p.A.) produrranno Dakota
insieme a Marty Poole (Fairway Film Alliance) e Ace Underhill
(Brilliant Screen Studios).
Kirk Harris
(Loser) dirigerà il film su una sceneggiatura scritta da
Johnny Harrington (So cosa hai fatto).
Le riprese di Dakota
inizieranno quest’estate. AMBI Distribution, la divisione vendite
mondiale di AMBI Media Group, gestirà le vendite globali e
presenterà il progetto ai buyers a Cannes.
Andrea Iervolino ha
dichiarato: “Avere due star come Megan e Brian insieme è
davvero fantastico per noi, perché di certo non dovremo ricreare da
zero quel tipo di chimica e magia che rende così speciale un film
per famiglie come questo! Sarà un film allegro ma avventuroso,
proprio quel genere che il pubblico sta ricercando sempre di più
nelle sale. Siamo sicuri che Dakota toccherà le corde giuste del
pubblico, più e meno giovane”.
SINOSSI
Quando il Marine Clet Sanders muore
tragicamente in Afghanistan, il Sergente TJ Malcom (Brian Austin
Green) promette di riportare Dakota, il migliore amico e cane da
combattimento di Clet, a casa dalla sua famiglia. La moglie di
Clet, Kate (Megan Fox), nel frattempo, lotta per tenere in piedi la
fattoria nella piccola città dove vive con sua figlia. Una volta
arrivato, TJ si offre di restare e dare una mano come volontario
nei vigili del fuoco. Dakota si adatta rapidamente alla vita in
fattoria e diventa un eroe dopo aver salvato una donna da un
edificio in fiamme. Nel frattempo, il corrotto sceriffo locale
vuole costringere Kate a vendere la fattoria, non fermandosi
davanti a nulla. Con l’aiuto di TJ, sua figlia e il suo nuovo
migliore amico, Dakota, Kate comprenderà il vero valore della
fattoria e, soprattutto, dell’amicizia.
All’indomani della premiere mondiale
di Avengers: Endgame, cominciano ad
arrivare le prime reazioni a caldo dalla stampa estera che ha già
avuto modo di vendere il 22° film del Marvel Cinematic
Universe.
David Bronson ha
scritto su Twitter: “Avengers: Endgame è un incredibile film.
Non ho mai visto niente del genere. Questo film è tutto ciò che
desideravo e molto di più. Incredibile. Durante la visione ho riso
fortissimo, ho applaudito fortissimo, ho pianto moltissimo. Il film
supera ogni aspettativa ed è il culmine perfetto per l’intero
Marvel Cinematic Universe.”
Erik Davis di
Fandango: “Avengers: Endgame è magistralmente
epico, un vero e proprio culmine di 22 film che non solo conclude
la storia ma si espande. Si imparerà molto sul film, durante al
visione. Se Infinity War era il braccio, Endgame era la mente. E
wow, che finale!”
Peter Sciretta di
Slash Film: “Immaginare la migliore versione
possibile di Avengers: Endgame e il film supera comunque le
aspettative. Ho pianto 5 o 6 volte. Si tratta del più emozionante,
il più epico film del MCU. Un tributo a 10 anni di
universo.”
Beatrice Verhoeven
di The Wrap: “Ho appena visto Endgame, e voi
non siete pronti per questa roba. Tutte le teorie non vi preparano
per questo. Ho pianto molto, ho battuto le mani in aria e ho urlato
ad alta voce. È incredibile.”
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
A poche ore dall’uscita nelle sale
di Avengers:
Endgame è giunto il tempo dei pronostici. Chi morirà
alla fine del film che chiude la Infinity Saga? Chi sopravviverà
agli eventi che porteranno al confronto definitivo tra i
Vendicatori e Thanos?
Dopo tutte le teorie e le ipotesi,
sarebbe più sorprendente scoprire che Captain
America non morirà alla fine di Avengers:
Endgame.
Chris
Evans ha già confermato il suo (ipotetico) addio al
personaggio e l’arco narrativo di Steve Rogers sembra essersi
esaurito. E se c’è qualcuno che non avrebbe problemi a sacrificarsi
per una giusta causa, quello è Cap.
Iron Man
Apparentemente il padrino del
MCU, Iron
Man, ha un destino meno segnato di Captain America:
tuttavia sono in molti a credere che anche lui non sopravviverà a
Endgame. Altri invece
pensano che accadrà il contrario, e che invece di morire Tony andrà
in pensione lasciando l’eredità di leader ad un altro
supereroe.
Questo permetterebbe a Robert Downey
Jr. di girare futuri cameo senza presentarsi come
protagonista assoluto dei nuovi film e di continuare a “vegliare”
sul corso del franchise…
Thor
Se Thor:
Ragnarok non fosse mai uscito (almeno prima di
Endgame), probabilmente
i pronostici avrebbero dato morte certa per il Dio del Tuono.
Tuttavia dopo il “riavvio” di Ragnarok, il personaggio interpretato
da Chris
Hemsworth è potenzialmente pronto per una nuova
avventura da solista.
Occhio Di Falco
L’annuncio dell’arrivo di una
serie televisiva su
Occhio di
Falco (prodotta per la piattaforma streaming di Disney
+) ha completamente ribaltato ogni pronostico circa la morte
dell’eroe in Endgame.
Certo i primi dettagli sullo show
indicano che Clint Barton passerà il testimone a Kate
Bishop, il suo successore dei fumetti, quindi è
possibile che sopravviva a Endgame per istruire la ragazza e che
poi si congedi insieme alla sua famiglia.
Vedova Nera
L’arco narrativo di Vedova
Nera è stato finora coerente ma anche soggetto a molti
cambiamenti: in The Avengers, nel famoso confronto
con Loki, Natasha aveva rivelato che era stato
Clint Barton a salvarla dalla sua vita come serial killer, un
debito che che forse pagherà nel prossimo film.
Forse l’eroina si sacrificherà per
la famiglia di Occhio di Falco? Sappiamo che tornerà nello
standalone, ma non è chiaro se si tratterà di un prequel o di un
film successivo agli eventi di Endgame…
Hulk
L’Hulk di
Mark Ruffalo è il jolly del MCU: finora
è comparso in molti titoli del franchise, e se escludiamo lo
standalone con Edward Norton, non ha mai partecipato
ad un progetto solusta.
Dunque i Marvel Studios potrebbero
continuare su questa scia e far sopravvivere il gigante di giada,
oppure, sorprendere i fan uccidendo Bruce Banner durante Endgame…
Ant-Man
Ant-Man ha
condiviso la scena con altri personaggi di rilievo come Wasp, Hank
Pym e ora Janet van Dyne, con questi ultimi tre rimasti vittime
dello schiocco. Cosa ne sarà allora di Scott Lang nel futuro del
MCU?
La storia della Marvel Comics ha visto diversi personaggi
indossare il costume di Ant-Man, e se Scott morisse in Endgame
potremo vedere l’agente dello SHIELD Eric O’Grady
in veste di antieroe in Ant-Man 3!
War Machine
War Machine è un
po’ come Hulk, una presenza costante del MCU e personaggio
importante per quanto riguarda le storyline di Iron Man e dei
Vendicatori in generale.
Forse Rhodey potrebbe morire in
Endgame per infliggere
un pugno allo stomaco dei fan, oppure sarà lui a prendere il posto
di Iron Man nei loro cuori…a questo punto le chance sono al
50%.
Captain Marvel
Se da un lato la corsa di Captain
Marvel verso Avengers:
Endgame è ferma negli anni Novanta, il suo franchise
potrebbe essere esplorato anche nel periodo successivo, e ci sono
ottime possibilità di vedere in scena l’eroina come futuro leader
dei Vendicatori sulla Terra.
E apostrofarla come tale sembra più
una promozione che una condanna a morte…
Nebula
Nebula e la sua
redenzione hanno trovato spazio nel corso del MCU tra il franchise
dei Guardiani della Galassia e
Avengers:
Infinity War, dove l’abbiamo vista piangere la morte
della sorella Gamora e provare a uccidere Thanos.
Nei fumetti di Infinity Gauntlet è
proprio lei a sfidare il Titano Pazzo, rivelandosi del tutto
inadatta all’impegno e rinunciando al confronto. Se una trama
simile si svolgerà nel film, è possibile che l’eroina non
sopravviva agli eventi…
Thanos
Arriviamo al vero protagonista della
Infinity Saga, Thanos, che nei fumetti originali
perdeva il guanto e le gemme dell’infinito, decidendo di
sacrificarsi piuttosto che accettare la prigione.
E considerato il lavoro svolto da
Avengers:
Infinity War nella costruzione del personaggio, non
sarebbe sorprendente scoprire che anche la versione del MCU faccia
lo stesso percorso. Ma ovviamente c’è un dubbio…
L’epilogo di Infinity Gauntlet
rivelava che Adam
Warlock aveva nascosto Thanos su uno strano pianeta
dove si era rassegnato a vivere la vita di un tranquillo contadino,
e nella serie sequel, Infinity War, scoprivamo che Warlock aveva
nascosto una delle gemme.
Forse Avengers:
Endgame vedrà morire Thanos per poi annunciare più
tardi che è da qualche parte, vivo, nell’universo?
Ebbene si, il titolo non mente:
Steve Ruppel, chiropratico del Wisconsin e fan dei Marvel Studios, ha visto Captain
Marvel 116 volte al cinema, scrivendo una pagina
memorabile della Guinness World Record. In realtà per infrangere il
primato avrebbe potuto fermarsi a quota 104, ma una volta arrivati
in cima perché non spingersi oltre?
“Per rendere la cosa ufficiale
ho dovuto scattare delle foto di fronte a un poster o mostrare
delle dichiarazioni scritte che confermassero il fatto di essere
effettivamente lì. E se qualcuno volesse rompere questo record? Io
di sicuro non voglio rifarlo, perché questo è stato piuttosto
difficile. Senza parlare della quantità limitata di tempo…quindi
credo che non ci proverò di nuovo.“
14,268 i minuti “sprecati” per
tornare in sala a rivedere il cinecomic con protagonista Brie
Larson, uscito lo scorso 8 Marzo negli Stati Uniti e
capace di toccare quota 1 miliardo al box office mondiale.
“Ho dovuto prendere una pausa
dal lavoro, fare delle lunghe pause pranzo per guardare il film in
quel particolare periodo di tempo.” ha spiegato Ruppel. “E
poi dovevo ritagliarmi del tempo anche nei fine settimana quando
non avevo altri impegni“.
E quale miglior occasione se non
questa per notare dettagli che solitamente sfuggono al pubblico
dopo una sola visione? Come ad esempio il giorno esatto in cui si
svolge Captain Marvel:
“C’è una scena in particolare
nel film dove sullo sfondo compare un calendario, ed è segnato
Giugno 1995. Più tardi, in quel particolare giorno, c’è la luna
piena. Quindi alla fine ho cercato su Google quando questo evento
si è verificato e ho scoperto che si trattava di martedì 13 giugno
1995“.
Ma perché proprio Captain Marvel, e non un
altro cinecomic del MCU?
“Adoro i film di supereroi, e
sapevo che questo sarebbe rimasto in sala per un po’, quindi ho
pensato che sarebbe stata probabilmente una buona scelta per questo
particolare record. Ripensandoci, potrei considerare di farlo con
qualsiasi altro film della Disney, che di solito sono più brevi,
anche se le parti musicali potrebbero farmi impazzire!“
Basato sul
personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta nel 1968,
il film segue Carol Danvers mentre diventa uno degli eroi più
potenti dell’universo. Quando la Terra viene coinvolta in una
guerra galattica tra due razze aliene, è lì che l’eroina
interverrà. Ambientato negli anni ’90, il cinecomic è un’avventura
tutta nuova che racconterà un periodo inedito nella storia
dell’universo cinematografico Marvel.
Come confermato settimane fa dalle
immagini leak del merchandise,Valchiria
è sopravvissuta alla Decimazione di Infinity War e
tornerà in azione in Avengers:
Endgame (anche se le modalità rimangono ancora un
mistero).
La guerriera asgardiana,
interpretata nel MCU da Tessa
Thompson, era scomparsa dopo la fine di Thor: Ragnarok ma sembra
che il suo ruolo sarà decisivo nella lotta dei Vendicatori contro
Thanos. Possiamo vederla nel nuovo spot del film che
trovate qui sotto, con un costume inedito e diverso dall’uniforme
battagliera di Ragnarok.
L’unico dubbio, per ora, riguarda il
suo reintegro nella trama di Endgame, e non è
chiaro come si unirà al team né in quale piano temporale, visto che
diversi indizi suggeriscono i viaggi nel tempo e la discesa nel
Regno Quantico. È anche possibile che Valchiria compaia in una
sequenza di flashback e nei ricordi di Thor, che aveva lasciato sul
finale di Ragnarok a bordo della nave che
trasportava il suo popolo esodato.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.
Quello dell’Imperatore Palpatine
potrebbe non essere l’unico atteso ritorno in Star Wars: The Rise of
Skywalker, capitolo conclusivo della saga familiare
iniziata nel 1977 da Una Nuova Speranza e che
terminerà il prossimo dicembre.
Si perché secondo il report di una
fonte abbastanza attendibile, un altro personaggio del canone di
Guerre Stellari tornerà in scena, e nessuno l’avrebbe mai previsto.
Di chi parliamo? Nientemeno che di Han
Solo.
A quanto pare in Episodio IX è
presente una sequenza in cui verrà mostrato l’incontro tra Kylo
Ren e l’eroe interpretato da
Harrison Ford. Il rumor spiega inoltre che il villain
chiederà i resti dell’elmetto di Darth
Vader prima di confrontarsi con il Fantasma della
Forza di Luke Skywalker, scomparso alla fine de
Gli Ultimi
Jedi. Qui poi comparirà anche lo spettro, o visione,
di Han indotta dal Maestro Jedi, e sembra che sarà proprio lui a
perdonare il figlio per averlo ucciso nel tentativo di riportare
Ben dalla parte della Luce.
Ovviamente si tratta di una
descrizione approssimativa della scena, e gli eventi potrebbero
cambiare nel corso dei prossimi mesi (visto che il team della
Lucasfilm si trova attualmente in fase di post-produzione), ma
tutto suggerisce che per l’ultimo atto della saga sia prevista la
reunion del cast originale, compresi Hamill, Ford e Carrie
Fisher. Che ne pensate?
Star Wars: The
Rise Of Skywalker, le teorie sul significato del titolo
Vi ricordiamo
che Star
Wars: The Rise Of Sywalker, capitolo conclusivo della
nuova trilogia del franchise diretto da J.J.
Abrams, arriverà nelle sale a dicembre
2019.
Nel cast Daisy Ridley, Oscar Isaac, John
Boyega, Kelly Marie
Tran, Naomi
Ackie, Joonas
Suotamo,Adam Driver, Anthony
Daniels, Billy Dee
WilliamsLupita Nyong’o, Domhnall
Gleeson, Billie Lourd e il veterano del
franchise Mark Hamill. Tra le new entry
c’è Richard E. Grant.
Il ruolo di Leia Organa sarà
interpretato di nuovo da Carrie Fisher, usando del
girato mai visto prima da Star Wars: Il Risveglio della
Forza. “Tutti noi amiamo disperatamente Carrie
Fisher – ha dichiarato Abrams – Abbiamo cercato
una perfetta conclusione alla saga degli Skywalker nonostante la
sua assenza. Non sceglieremo mai un altra attrice per il ruolo, né
mai potremmo usare la computer grafica. Con il supporto e la
benedizione della figlia, Billie, abbiamo trovato il modo di
onorare l’eredità di Carrie e il ruolo di Leia in Episodio IX,
usando del girato mai visto che abbiamo girato insieme per Episodio
VII.”
È Andy Muschietti a
rivelare la prima immagine ufficiale di James McAvoy in IT: Capitolo
Due, seconda parte dell’adattamento cinematografico
dell’omonimo romanzo di Stephen King che vedrà l’attore nei panni della
versione adulta di Bill Denbrough.
Il personaggio era stato
interpretato nel primo film da Jaeden
Lieberher.
La foto non suggerisce dettagli
specifici su Bill, ma sembra che l’eroe sia in sella a una
bicicletta, forse il suo cimelio d’infanzia, Silver, di cui avrà
bisogno per affrontare insieme ai suoi vecchi amici la minaccia di
Pennywise.
Vi ricordiamo che l’uscita
nelle sale di IT: Capitolo
Due è fissata al 6 settembre
2019. Nel cast figurano, oltre a McAvoy,Jessica Chastain nei panni di Bev,
mentre Jay Ryan sarà
Ben, Isaiah
Mustafa Mike, Bill
Hader Richie, James
Ransone Eddie, Andy Bean Stan,
e Bill Skarsgård tornerà a
interpretare Pennywise il Clown Ballerino.
La seconda parte dell’adattamento
da Stephen King, diretta da Andy
Muschietti, sarà la decisiva. Se la prima parte si era
concentrata sui piccoli protagonisti, trasformando lo stratificato
e complesso romanzo in una storia per ragazzi
alla Stand By Me con
qualche jumpscare in più. Nulla da togliere al
film come prodotto horror di intrattenimento, ma eravamo molto
lontani dalla profondità della letteratura di King.
Adesso, con l’introduzione dei
personaggi protagonisti adulti, il prodotto dovrebbe anche cambiare
natura, e la scelta di inserire il
rito di Chud nel film sembra indicare che questa sarà la
direzione che intende percorrere la produzione. Già la conferma che
il film prevederà la scena con Adrian
Mellon (interpretato da
Xavier Dolan) lascia intendere che l’approccio sarà
più fedele non solo alla storia, ma anche ai temi originali del
romanzo.
All’alba dell’uscita nelle sale di
Avengers:
Endgame i Marvel Studios hanno pubblicato su
Twitter ogni singola scena mostrata dopo i titoli di coda dei film
che hanno composto l’Infinity Saga. E chi conosce bene le sorti del
MCU saprà quanto questi piccoli frammenti si siano rivelati
fondamentali nella narrazione e nel legame fra un titolo e l’altro,
generando ansia e aspettative tra i fan.
Dunque non ci resta che ripassare questi lunghi dieci anni di
storia.
Da qui, cliccando sul tweet, potete
riguardare tutte le scene post-credits del Marvel Cinematic
Universe, dall’ingresso in scena di Nick Fury
alla fine di Iron Man (dove veniva rivelato il
nome della Avengers Initiative) all’arrivo di Carol Danvers al
quartier generale dei Vendicatori subito dopo lo schiocco di
Thanos in Infinity War.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.
Non si ferma nemmeno durante le
feste pasquali la produzione di Spider-Man: Far
From Home, e a confermare l’inizio dei reshoot è
nientemeno che Samuel L. Jackson pubblicando una
foto direttamente dal set che mostra un dettaglio del costume di
Nick Fury
(la benda) e il caratteristico pizzetto dell’ex capo dello
SHIELD.
Vi ricordiamo che questa sarà
l’undicesima apparizione del personaggio nel MCU, introdotto a partire dalla
scena post credits di Iron Man (2008) e presenza
costante di tutta la Infinity Saga nelle prime tre fasi
dell’universo condiviso.
Qui lo ritroveremo presumibilmente
dopo gli eventi di Avengers:
Endgame, in una realtà diversa da quella pre-schiocco
di Thanos, al fianco della fidata Maria Hill per cercare
di contrastare l’attacco degli Elementali, creature
misteriose arrivate in Europa. Ad aiutarli saranno Peter Parker,
impegnato con il viaggio scolastico, e Mysterio,
l’illusionista interpretato da Jake
Gyllenhaal su cui sappiamo ancora poco e che forse si
rivelerà il vero antagonista del film.
Nel frattempo sono trapelate in
rete le immagini delle nuove action figure della Hasbro dedicate a
Far From Home che mostrano l’aspetto di Spidey con il costume
tradizionale e quello nero già visto nei trailer,
Mysterio e due degli Elementali, ovvero
Molten Man (nei fumetti alter ego di Mark Raxton,
chiamato l’uomo di metallo fuso) e Hydro Man (aka
Morris Bench, che può trasformare il proprio corpo o parte di esso
in acqua).
Gli Elementali sono statii
introdotti sul numero Supernatural Thrillers #8 nel 1974,
incrociando la strada di Mrs. Marvel e di Spider-Man come gruppo
antico presumibilmente esiliato dal proprio universo a causa del
mancato tentativo di conquistare l’antico Egitto. In seguito questi
personaggi tornarono ai giorni nostri insieme alla Mummia Vivente
con i poteri da cui derivano i nomi Hellfire, Hydron, Magnum e
Zephyr.
È evidente che la versione che
vedremo nel MCU sarà diversa, tenendo però fede all’originale, e
che questi cattivi potrebbero essere delle illusioni create
da Mysterio o animate in
qualche modo dai suoi “effetti speciali”. Intanto possiamo dargli
un’occhiata qui sotto.
Diretto ancora una volta da
Jon Watts,
Spider-Man: Far From Homeè
arrivato nelle nostre sale il 10 luglio. Confermati nel cast del
film il protagonista Tom
Holland nei panni di Peter Parker, Marisa
Tomeiin quelli di zia May e Zendayain
quelli di Michelle,Samuel
L. Jacksonin quelli di Nick Fury
e Cobie
Smuldersin quelli di Maria Hill.
Jake
Gyllenhaal interpreterà invece Quentin
Beck, aka Mysterio, uno degli antagonisti
più noti dei fumetti su Spidey.
Di seguito la sinossi ufficiale:
In seguito agli eventi di
Avengers: Endgame, Spider-Man deve rafforzarsi per affrontare
nuove minacce in un mondo che non è più quello di prima. ‘Il nostro
amichevole Spider-Man di quartiere’ decide di partire per una
vacanza in Europa con i suoi migliori amici Ned, MJ e con il resto
del gruppo. I propositi di Peter di non indossare i panni del
supereroe per alcune settimane vengono meno quando decide, a
malincuore, di aiutare Nick Fury a svelare il mistero degli
attacchi di creature elementali che stanno creando scompiglio in
tutto il continente.
Per quanto riguarda le novità del
sequel, la tuta di metallo di Peter dovrebbe essere una versione
rimodellata di quella di Iron
Spider. vista in Avengers: Infinity War.
Questa nuova tuta, prevede anche una nuova maschera, con degli
occhiali al posto delle orbite bianche, come da tradizione, questo
perché è ovvio che il personaggio abbia bisogno di una nuova
maschera dopo che la sua precedente è andata distrutta su Titano,
durante il confronto con Thanos e prima della sua
disintegrazione.
Contrariamente a quanto affermato
nei mesi scorsi, Avengers:
Endgame non sarà l’ultimo film della Fase
3 del MCU, bensì il penultimo, e a
chiudere il sipario sarà Spider-Man: Far
From Home, sequel di Homecoming in uscita nelle sale
il prossimo 2 Luglio. A confermarlo è stato nientemeno che il
presidente dei Marvel Studios Kevin Feige durante un evento di
promozione legato a Endgame a Shangai:
“Si, Far From Home sarà la fine
della Fase 3, ed è la prima volta che lo dico
pubblicamente“.
Questo significa che toccherà a
Peter Parker e alle sue avventure in Europa contro Mysterio e gli
Elementali mettere un punto definitivo sulla terza fase
dell’universo condiviso, iniziata nel 2016 con Captain America:
Civil War (il film del debutto ufficiale del
personaggio, interpretato da Tom
Holland), preparando il terreno per ciò che verrà in
quella successiva, dove sono già previsti lo standalone su
Vedova Nera, il capitolo sugli
Eterni e Shang-Chi.
Sorprende, ma non troppo viste le
strategie studiate al minimo dettaglio, che i Marvel Studios
abbiano deciso di terminare questa lunga corsa con un cinecomic
relativamente leggero, almeno rispetto all’epica drammatica degli
Avengers, ma una tattica simile era stato adottato alla fine della
Fase 2 dopo Avengers: Age of Ultron,
sbarcando al cinema con Ant-Man.
È probabile che pellicole più
scanzonate siano viste come una pausa dal tono serioso dei
Vendicatori. Inoltre, se venisse rispettato l’ordine delle cose,
allora anche Spider-Man: Far From Home,
esattamente come Ant-Man, dovrebbe avere due scene post-credits che
imposteranno il futuro del franchise per la Fase 4.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
Il respiro profondo, prima del
balzo. Per citare un franchise fantasy altrettanto famoso, così si
potrebbe riassumere Game of Thrones 8×02,
A Knight of the Seven
Kingdoms. La puntata, che arriva dopo un apertura di
stagione considerata frettolosa, ha in qualche modo riscattato
anche i “problemi” riscontrati in quella precedente. Se infatti
Winterfell era stata
considerata troppo sbrigativa nel ricongiungere tutti i personaggi
a Grande Inverno, presentandoci un pezzetto di ognuno di loro e
accelerando le ultime reunion, questo secondo episodio della
stagione conclusiva dello show HBO conferma la necessità di avere
tutte le pedine disposte in campo.
Tutti i personaggi sono a Grande
Inverno, pronti come possono ad accogliere con le lance affilate
l’esercito del Re della Notte. Tuttavia lo schieramento non è
ancora compatto, perché al suo interno ci sono ancora delle crepe,
delle incomprensioni, che si aprono sull’arrivo di Jaime alla
roccaforte del Nord. Lo Sterminatore di Re si trova di fronte a
Daenerys (Emilia
Clarke), di fronte agli Stark, messo davanti ai suoi
errori. Allo stesso modo però si trova ricongiunto al fratello
Tyrion (Peter
Dinklage) e a Brienne, che prenderanno le sue parti.
Arrivano a Grande Inverno anche Tormund, Beric Dondarrion e Edd
Tollet, reduci dal crollo della Barriera, portando con sé brutte
notizie: gli Umber si sono uniti all’esercito dei morti, e proprio
quell’orda infernale sarà su di loro quella stessa mattina.
Comincia così la lunga
notte di attesa, una notte di incontri, scoperte, confessioni, una
notte in cui una donna, uno sterminatore di re, un bruto, un
contrabbandiere, un nano, uno scudiero siedono davanti ad un
camino, facendosi coraggio, stringendosi gli uni agli altri, alla
vigilia di una battaglia che forse porterà loro via la vita. Ma è
anche una notte di riconciliazioni, con Sansa (Sophie
Turner) che accoglie con tenerezza il ritorno di Theon
in quello stesso castello che lui bruciò, con Tyrion
(Peter
Dinklage) e Jaime che ritrovano il loro antico legame,
nonostante l’ingombrante ombra di Cersei tra di loro, di Jorah
Mormont, che si confronta con la volitiva cugina Lyanna, Lady
dell’Isola dell’Orso. La notte del coraggio di Sam, dei dubbi di
Edd, dell’affermazione di volontà di Arya (Maisie
Williams), ma soprattutto della rivelazione legata al
legittimo erede al Trono di Spade.
Jon (Kit
Harington), che ha evitato Daenerys per tutto
l’episodio, forse alla luce di tutto ciò che ha appreso alla fine
dell’apertura di stagione (la morte dei Tarly per ordine di Dany e
l’identità dei suoi genitori), si trova di fronte alla donna che
ama e da cui è riamato e confessa. La vera natura della Targaryen
non impiega molto a prendere il sopravvento, anche se tre squilli
di corno rompono il silenzio: gli Estranei sono alle porte di
Grande Inverno. L’attenzione alle relazioni di forza trai
personaggi rende l’episodio uno dei migliori momenti di riflessione
e attesa dell’intera serie. A partire dal confronto di Daenerys con
i suoi alleati e sottoposti, fino alla grande affermazione di
volontà di Arya, passando alla presa di coscienza di Bran/Corvo a
Tre Occhi: è lui la preda del Re della Notte, è lui che il grande
nemico cercherà per uccidere, sarà lui il cuore della battaglia che
sta per arrivare.
Ancora una volta,
D.B. Weiss e David Benioff si confermano un ottimo
team, una squadra che lavora al servizio non solo dei fan ma anche
della storia e dei personaggi, per consegnare il miglior prodotto
possibile. La fretta, tanto disprezzata dagli spettatori, è stata
ripagata con alcuni dei confronti e dei momenti più intensi
dell’intera serie, momenti che fanno presagire un prossimo futuro
tragico per più di un personaggio principale. Perché se è vero che
ci sono stati diversi snodi felici di recente, è anche vero che
Game of Thrones non perde la sua natura e ci dovrà
molto presto ricordare il motivo per cui in molti lo considerano
uno show sanguinario.
Con La Llorona – Le lacrime del
male, il mondo popolato di demoni e possessioni nato dalla
mente di James Wan con L’evocazione – The
Conjuring si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo i
successi di Annabelle e The Nun, l’universo horror più redditizio
degli ultimi dieci anni tenta di espandersi ancora, ma questa volta
la formula mostra segni evidenti di stanchezza.
Diretto da Michael Chaves, il film prova a inserirsi nella
tradizione del franchise con un racconto autonomo, legato solo
marginalmente alle vicende principali grazie al breve ritorno del
padre Perez (Tony Amendola), già visto nel primo Annabelle. Un piccolo anello di congiunzione
che, però, non basta a dare spessore o continuità all’universo
narrativo.
Ambientato negli anni Settanta, come molti dei film del Conjuring
Universe, La Llorona
sfrutta l’epoca più come estetica che come sostanza. Qualche
automobile d’epoca, uniformi di polizia e lampioni tremolanti
tentano di evocare il fascino rétro del cinema horror classico, ma
l’atmosfera si dissolve presto, lasciando spazio a un racconto
privo di reale tensione o coerenza visiva. L’intento di costruire
un film “period piece” alla Carpenter resta incompiuto, ridotto a
un semplice sfondo di cartapesta che non aggiunge né mistero né
profondità al racconto.
Il regista Michael Chaves, qui al suo esordio alla regia di un
lungometraggio (prima di ereditare da Wan The Conjuring 3), sceglie di attingere al
folklore messicano per dare nuova linfa alla saga. La Llorona, figura leggendaria del Sud
America, è la “donna che piange”: un’anima in pena che vaga in
cerca dei suoi figli, annegati da lei stessa in un gesto di
disperazione e follia. Il potenziale mitologico del personaggio è
enorme — archetipico, tragico e ricco di implicazioni religiose —
ma il film non riesce a restituirne la forza simbolica. L’elemento
folklorico viene trattato come semplice “esotismo”, una cornice
ornamentale che sostituisce l’approfondimento culturale con
l’effetto spavento.
In questo senso La Llorona –
Le lacrime del male paga il prezzo di una scrittura povera e
discontinua. La sceneggiatura di Mikki Daughtry e Tobias Iaconis
fatica a tenere insieme le linee narrative e a giustificare le
azioni dei personaggi. Le scene di paura, costruite su meccanismi
prevedibili, si affidano a un montaggio sincopato e a un abuso di
jump scare che perde
progressivamente efficacia. Chaves dimostra un buon controllo
formale nella gestione della luce e dell’ombra, ma il film manca di
tensione crescente: ogni sequenza sembra annullare la precedente,
generando un senso di immobilità narrativa.
Il rapporto tra la protagonista Anna Tate-Garcia (Linda Cardellini)
e la creatura avrebbe potuto offrire un interessante parallelo tra
due madri unite dal dolore, ma questa dimensione emotiva resta in
superficie. Dove Wan sapeva unire terrore e spiritualità, Chaves
rimane intrappolato in un’estetica del “mostro che appare e
scompare”, senza mai approfondire il trauma che alimenta la
maledizione.
Linda Cardellini e il
cast: un’occasione mancata
Linda Cardellini è, senza dubbio, l’elemento più solido del film.
L’attrice costruisce un personaggio credibile, una madre segnata
dalla perdita che tenta di proteggere i propri figli mentre il
confine tra realtà e superstizione si dissolve. La sua
interpretazione dà spessore emotivo a una storia che, altrimenti,
resterebbe ancorata a una superficie di cliché.
Accanto a lei, Raymond Cruz nei panni del curandero Rafael Olvera
introduce una figura potenzialmente interessante, un ex sacerdote
che combatte il male con rimedi tradizionali. Ma il personaggio è
scritto in modo stereotipato e perde credibilità nel momento in cui
diventa, involontariamente, la spalla comica del film. Anche
Patricia Velásquez, nel ruolo della madre che innesca la
maledizione, avrebbe meritato maggiore approfondimento: la sua
figura resta confinata a un’icona di paura senza spessore
psicologico.
Un horror senza
atmosfera
Il più grande limite di La
Llorona – Le lacrime del male è la sua incapacità di costruire
atmosfera. Laddove i primi capitoli del franchise vivevano di
silenzi, sospensione e sguardi, qui tutto è gridato e meccanico.
Gli effetti visivi sono ben realizzati ma privi di eleganza, e la
regia manca di quel respiro autoriale che aveva reso The Conjuring un
horror sofisticato e non solo commerciale.
La pellicola sembra più interessata a rispettare i canoni del jump
scare moderno che a creare un vero senso di inquietudine. Il
folklore viene semplificato, la psicologia abbozzata, e il ritmo
finisce per risultare artificioso, privo di picchi emotivi. La
figura della Llorona, teoricamente simbolo universale del rimorso e
della maternità negata, è ridotta a un fantasma generico:
spaventoso ma senza identità. Il risultato è un horror che si
guarda, ma non si ricorda.
Il fallimento del
Conjuring Universe e la necessità di rinnovarsi
Nel suo tentativo di espandere il Conjuring Universe,
La Llorona mostra quanto
sia difficile mantenere coerenza e qualità in un franchise che
sembra ormai svuotato della sua forza originaria. Se
The Conjuring di Wan
rappresentava la sintesi perfetta tra fede e paura, e
Annabelle aveva almeno
una mitologia coerente, questo nuovo capitolo appare come un
prodotto di routine. Manca la visione, manca la mano autoriale.
Chaves cerca di emulare il linguaggio visivo di Wan, ma ne perde
l’anima: quella tensione spirituale che faceva del male qualcosa di
tangibile e metafisico.
Nonostante qualche guizzo tecnico e l’impegno del cast,
La Llorona – Le lacrime del
male si rivela un film freddo, privo di pathos e incapace di
aggiungere qualcosa di significativo all’universo di riferimento.
Un’occasione mancata che dimostra come il terrore, senza emozione,
diventi solo rumore.
Non firma nessuna regia, non
interpreta nessun supereroe né scrive le sceneggiature di nessuna
delle avventure del Marvel Cinematic Universe,
eppure Kevin Feige è il vero padre, la mente
suprema che muove tutti i meccanismi e le file del grande progetto
ultra decennale dei Marvel Studios.
Inaugurato nel 2008 con
Iron Man, la grande storia che Feige ha portato al
cinema si concluderà il prossimo 26 aprile (il 24 in Italia), con
l’arrivo in sala di Avengers:
Endgame, il film che metterà la parola “fine” a quella
che è diventata, nel corso degli anni, l’Infinity
Saga, ovvero la storia di Thanos e delle Gemme
dell’Infinito.
Inventore di un nuovo genere
cinematografico, Feige, con il suo progetto, ha cambiato
completamente il volto della storia del cinema per il grande
pubblico, rivoluzionando non solo il racconto di supereroi al
cinema, ma plasmandone il linguaggio e canonizzando il genere
‘cinecomic’.
Bambino negli anni ’80,
Kevin Feige è sempre stato “cinefago”,
stando a quanto ha dichiarato a Variety in
una lunga intervista: “Tenevo un diario e scrivevo ogni film
che andavo a vedere e dove e quante volte lo avevo visto”.
Appassionato del grande spettacolo al cinema, seguiva non solo le
icone comiche e action del suo tempo, ma si dimostrava amante delle
grandi saghe cinematografiche, da Star
Wars e Star Trek, fino ad
Indiana Jones.
Da sempre, quindi, non si è mai
sentito cinico nei confronti dei sequel e delle storie che
continuano da un film all’altro: “Ero sempre entusiasta di
vedere come i personaggi che amavo sarebbero cresciuti e cambiati.
A volte sono rimasto deluso, ogni volta che un film mi ha deluso,
mi sedevo e pensavo a quello che invece avrei fatto con quelle
storie e quei personaggi. Non scrivevo una sceneggiatura, ma mi
arrovellavo da solo, nella mia testa e per molti versi non è una
cosa molto diversa da ciò che faccio oggi.”
E proprio il meccanismo dei sequel,
di legare tra loro i film è stato uno dei punti chiave del successo
dei Marvel Studios che hanno giovato molto alle
tasche della casa madre, la Disney, la quale proprio quest’anno
festeggia il decennale dell’acquisizione della società di fumetti
per 4,24 miliardi.
I suoi collaboratori
Anthony e Joe Russo, i registi
di quattro dei film della Infinity Saga tra cui
proprio Endgame, lo definiscono un
anticonformista, spiegando: “L’idea di costruire queste storie
e intrecciarle è stata dirompente. È stato un grande esperimento
che avrebbe potuto fallire in moltissimi momenti. Se uno o due di
questi film non avessero funzionato, l’intera faccenda sarebbe
naufragata.” Invece i film sono stati un successo incredibile,
arrivando a 18 miliardi e mezzo di incasso in tutto il mondo (senza
le cifre da capogiro che sicuramente registrerà il 22° film).
Si unisce al coro degli elogi anche
Bob Iger, il CEO della Disney, che spiega che
nonostante le alte aspettative in occasione dell’acquisizione della
Marvel, il produttore ha superato ogni più rosea speranza:
“L’MCU che Kevin e il suo team hanno costruito va ben oltre
qualsiasi cosa avremmo potuto immaginare. Hanno ridefinito i
supereroi consegnandoli a una nuova Era, espandendo notevolmente la
loro rilevanza per genere, generazione e geografia – stabilendo
nuovi standard per uno storytelling avvincente. Questo tipo di
successo creativo non è mai casuale; è il risultato di talento,
visione, passione e coraggio – e alla Marvel Studios, tutto
inizia con Kevin.“
E questa vocazione viene portata
avanti con la passione di un ragazzino, di un lettore di fumetti,
di un fan, nelle parole di Chris
Hemsworth, uno degli attori simbolo del MCU: “Si
avvicina a tutto questo materiale adottando il punto di vista di un
fan, non come un uomo d’affari o un produttore. Punta a realizzare
storie di cui lui stesso potrebbe godere.” E pur non avendo
super poteri, ha un fiuto incredibile verso quello che è la storia
giusta, il personaggio da presentare, la battuta da offrire ai suoi
attori e ai suoi spettatori.
Scarlett
Johansson ha dichiarato che lo chiamano
Yoda, per la sua padronanza della storia e di tutto ciò
che accade nel loro mondo, la sua apparente onniscenza, mentre
Brie
Larson, la più recente acquisizione dell’immenso cast
del MCU, ha detto: “Kevin si fida di chi
assume per eseguire la sua visione; non viene sul set per impostare
il suo metodo. Sembra che capisca che la sua presenza lì cambia
l’atmosfera. Ma sei cosciente anche del fatto che lavora
instancabilmente dietro le quinte, pensando a nuovi concetti e idee
per rendere il film il miglior film possibile.”
All’apice del successo, adesso,
dopo Endgame, Kevin Feige ha promesso di
ricominciare dall’inizio. Dopo Avengers: Endgame il
MCU continuerà in una maniera che giorno per
giorno prende la forma di un universo completamente nuovo, con
progetti nuovi e rischiosi (Gli Eterni, Shang-Chi), tanto che
lui stesso ha dichiarato: “[La Fase 4] Introdurrà un nuovo
gruppo di eroi e di cattivi le cui varie avventure finiranno per
sovrapporsi.” Ma, come per tutto il mondo della Marvel, i
dettagli di questi progetti vengono trattati come segreti di stato.
“Alcuni di questi film conterranno personaggi che già conoscete
– ha continuato Feige – Alcuni personaggi di supporto
assumeranno ruoli principali, mentre saranno introdotti alcuni
nuovi personaggi. L’obbiettivo per tutti questi film è che dobbiamo
provare a fare di nuovo quello che abbiamo fatto ma a farlo in modo
diverso, imparando dai nostri errori e provando qualcosa che non
abbiamo mai provato prima”.
Uno dei primi elementi che
cambieranno il corso del MCU, in maniera molto più massiccia
rispetto a quanto visto fino ad ora, è che la trama principale non
viaggerà più soltanto sul grande schermo, ma grazie
all’inaugurazione di Disney + ci saranno
molte storie da raccontare anche su piattaforme differenti. Sono
state infatti ufficializzate le serie tv su Scarlet Witch e Visione, su
Loki, su Occhio di Falco, su
Falcon e Soldato d’Inverno.
E tutti i personaggi saranno in
continuità con le storie raccontate fino a questo momento al
cinema. Si tratta di un approccio molto diverso rispetto a quanto
fatto per gli show Netflix, che si sono inseriti in corso
d’opera nel grande flusso del racconto del MCU. Questa volta, la
Fase 4 verrà pianificata dall’inizio per essere
fruita su più canali, e questo potrebbe significare anche barriere
fluide tra piccolo e grande schermo.
“Questi episodi si
intersecheranno con i film in un modo completo – spiega Feige
– È una forma totalmente nuova di narrazione che stiamo
mettendo a punto, che vogliamo esplorare e con cui possiamo
giocare”.
Per molti attori,
Endgame sarà davvero la fine di una routine andata
avanti per circa dieci anni (per qualcuno di più, per altri di
meno), ma per Feige è proprio questo il fascino di quest’ultima
riunione dei Vendicatori: “Abbiamo sempre voluto che ci fosse
un finale definitivo. C’è una frase straordinaria che Robert Downey Jr. dice nel film ‘La fine è
parte del viaggio’. Ecco cos’è Endgame”.
Jason Momoa dice addio a Khal
Drogo e a Arthur Curry in un video in cui si taglia la
barba per una buona causa. Attivo per la protezione e la
salvaguardia dell’ambiente sul Pianeta, l’attore ha deciso di
radersi per promuovere l’utilizzo dell’alluminio al posto della
plastica.
Secondo quanto dichiara e promuove,
l’alluminio è riciclabile al 100%, una risorsa molto più adeguata
da sfruttare per un pianeta che si sta inquinando sempre di più.
Per i suoi figli e per quelli degli altri, dichiara
Momoa.
Ecco di seguito il video in cui
l’attore, con il suo modo di fare inconfondibile, rinuncia alla
barba che non radeva completamente da prima della sua
partecipazione a Game of Thrones!
I trailer non sono
altro che brevi filmati promozionali di film che a breve saranno
nelle sale di tutte le regioni italiane.
Il loro compito è quello di creare
attesa, di dare vita ad una certa dose di hype del film che viene
promosso, affinchè si corra subito a vederlo già nei primi giorni
di uscita.
Ma quali sono i trailer da
vedere, usciti questa settimana? Scopriamo insieme!
Fast & Furious – Hobbs & Shaw
La serie di Fast & Furious
sembra non arrestarsi mai, tanto che dopo aver incassato qualcosa
come quasi 5 miliardi di dollari in tutto il mondo, ritorna con un
film che sarà una storia indipendente e non vero e proprio capitolo
della serie. Questo, dal titolo Fast & Furious – Hobbs & Shaw vedrà protagonisti
i già visti Luke Hobbs e Deckard Shaw, interpretati da
Dwayne Johnson e Jason Statham.
Dal primo affronto in Fast &
Furious 7 (2015), in cui il corpulento veterano del
dipartimento di polizia Hobbs (Johnson), fedele agente del
Diplomatic Security Service americano e il fuorilegge Shaw
(Statham), ex membro delle forze speciali britanniche, entrambi non
si sono risparmi dei colpi bassi nel tentativo di annientarsi a
vicenda, scambiandosi battute.
Tuttavia, quando l’anarchico Brixton
(Idris
Elba), cyber-geneticamente potenziato, riesce ad
ottenere il controllo di un’insidiosa arma biologica che potrebbe
modificare per sempre l’umanità – riuscendo a surclassare un’agente
del MI& brillante e indomita (interpretata da Vanessa Kirby) che risulta essere
anche sorella di Shaw – i due nemici giurati saranno costretti a
collaborare insieme e ad allearsi per poter annientare l’unico
cattivo che potrebbe essere peggio di loro.
Diretto da David
Leitch(Deadpool 2), Fast & Furious – Hobbs &
Shaw apre direttamente la porta verso quello che potrebbe
essere l’universo di Fast & Furious, propagando l’azione tipica che
ha contraddistinto tutti i film della serie. La sceneggiatura del
film è di Chris Morgan, mentre è prodotto dagli
stessi Morgan, Johnson, Statham e Hiram
Garcia. I produttori esecutivi solo Dany Garcia,
Kelly McCormick, Steven hasman, Ethan Smith e
Ainsley Davies.
Avengers: Endgame
Dopo averci accompagnato per più di
dieci anni e dopo Avengers: Infinity War, l’Infinity Saga si avvierà
alla propria conclusione con Avengers: Endgame, film che promette di districare
tutte le trame costruite fino ad ora dal MCU.
Al fine di celebrare l’evento e le
tappe che hanno contribuito a far uscire il quarto film dedicato ai
Vendicatori, i Marvel Studios hanno rilasciato un trailer finale
che ripercorre tutti i film che hanno fatto parte di questa decade,
a partire da Iron Man (2008) per arrivare a Infinity
War (2018), mostrando gli eventi più memorabili e anche quelli
più toccanti.
Dopo i devastanti eventi di
Avengers: Infinity War ,
l’universo si trova in rovina a causa degli sforzi di Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
il portentoso schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una
volta per annullare le azione compiute da Titano Pazzo e
ripristinare l’ordine dell’universo una volta per tutte,
indipendentemente dalle possibili conseguenze.
Non manca molto all’arrivo al cinema
di X-Men: Dark Phoenix, tanto che la 20th Century Fox ha
deciso di rilasciare il final trailer del nuovo e atteso film
dedicato ai mutanti Marvel e targato Fox.
Questo film narrerà la storia di
Jean Grey, uno dei personaggi più amati della saga
degli X-Men, che si evolve nell’iconica Dark Phoenix. Durante
una pericolosa missiosne nello spazio, Jean viene colpita da una
potente forza cosmica che la trasforma inuno dei mutanti più
potenti di tutti i tempi.
La ragazza si troverà sempre a
lottare contro questo potere che sembra essere sempre più instabile
e anche con i suoi demoni personali: Jean perde il controllo e
chiude qualsiasi legame con la famiglia degli X-Men, minacciando di
distruggere il pianeta. Questo film promette di essere il culmine
dei vent’anni dedicati agli X-Men, la famiglia unita e molto amata
che si trova a combattere contro uno di loro.
La Star
Wars Celebration in quel di Chicago aveva promesso grandi
emozioni e così è stato con la diffusione del primo teaser trailer
di Star Wars Episodio IX, intitolato Star Wars: The Rise of Skywalker, capitolo ultimo
della terza trilogia della saga diretto da J. J.
Abrams.
La trama non è ancora proprio
chiara, ma quello che è certo è che tornerà Leia
Organa, che sarà interpretata nuovamente dalla compianta
Carrie Fisher, grazie a del materiale girato mai
visto prima e ricavato da Star Wars: Il risveglio della Forza: “Tutti noi amiamo
disperatamente Carrie Fisher – ha dichiarato Abrams
– Abbiamo cercato una perfetta conclusione alla saga degli
Skywalker nonostante la sua assenza.
Non sceglieremo mai un altra attrice
per il ruolo, né mai potremmo usare la computer grafica. Con il
supporto e la benedizione della figlia, Billie, abbiamo trovato il
modo di onorare l’eredità di Carrie e il ruolo di Leia in Episodio
IX, usando del girato mai visto che abbiamo girato insieme per
Episodio VII.”
Nel cast
Daisy Ridley, Oscar
Isaac, John Boyega, Kelly Marie Tran, Naomi
Ackie, Joonas Suotamo, Adam
Driver, Anthony Daniels, Billy Dee Williams,
Lupita Nyong’o,
Domhnall Gleeson, Billie Lourd e il veterano del
franchise Mark Hamill. Tra le new entry
c’è Richard E. Grant.
Annabelle Comes Home
Il terzo capitolo della saga horror
di Annabelle, prodotta da James Wan, è finalmente in
arrivo e già solo il titolo, Annabelle Comes Home, la dice lunga.
La protagonista è ancora la ormai celebre bambola demoniaca e
questa terza pellicola è diretta dallo sceneggiatore Gary
Dauberman (The Nun – La Vocazione del Male,
IT, Annabelle) ed è pronta a raccontare una storia
terrificante.
I Demonologi Ed e Lorraine Warren
vogliono impedire che Annabelle continui a seminare il caos e la
portano nella stanza dei manufatti, chiusa a chiave nella loro
casa, mettendola al sicuro dietro un vetro consacrato e ottenendo
la santa benedizione di un sacerdote.
Ma ciò che li attende non è altro che una notte di orrore puro, che
inizia quando la bambola risveglia gli spiriti maligni nella
stanza, pronti a mettere gli occhi su un nuovo bersaglio, ovvero
Judy, la figlia di dieci anni dei Warren, e sulle sue amiche.
In Annabelle Comes Home recitano
McKenna Grace (Captain
Marvel) nel ruolo di Judy; Madison Iseman
(Jumanji:
Benvenuti nella Giungla) è la sua babysitter, Mary Ellen;
e Katie Sarife nei panni dell’amica tormentata
Daniela, mentre Patrick Wilso e Vera Farmiga riprendono rispettivamente
i loro ruoli di Ed e Lorraine Warren.
Dauberman ne ha
anche scritto la sceneggiatura da una storia di Wan e
Dauberman. I produttori esecutivi del film sono
Michael Clear e Michelle Morrissey, mentre la
squadra creativa di Dauberman che ha lavorato dietro le quinte
include il direttore della fotografia Michael Burgess (La
Llorona – Le Lacrime del Male), la scenografa Jennifer
Spence (Annabelle:
Creation) e la costumista Leah Butler (Annabelle: Creation).
Dolor Y Gloria
Dolor Y Gloria è il nuovo e atteso film di
Pedro Almodovar che arriverà nei cinema italiani
dopo essere passato al Festival di Cannes. Questo film, che vede
la presenza di Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo
Sbaraglia, Nora Navas e Penélope Cruz, narra di una serie di
ricongiungimenti di Salvador Mallo, un regista cinematografico
ormai sul viale del tramonto.
Alcuni ricongiungimenti sono fisici
e altri ricordati: la sua infanzia negli anni ’60, il primo
desiderio, il primo amore negli anni ’80, il dolore della sua
rottura e la scrittura come unica terapia per dimenticare
l’indimenticabile, a cui si unisce la scoperta del cinema e il
senso del vuoto causato dall’impossibilità di continuare a girare
film.
Dolor y Gloria parla della
creazione artistica, della difficoltà di separarla dalle passioni
che le danno significato e speranza, e dalla propria vita.
Veronica Mars 4
Veronica Mars è pronta a tornare con l’attesa quarta
stagione della serie, ed è stata la stessa attrice protagonista,
Kristen Bell, ad annunciare le date di
debutto.
La serie, che arriverà su HULU
venerdì 26 Giugno, ruota attorno a Veronica Mars,
una studentessa del liceo di Neptune, una cittadina immaginaria che
si trova sulla costa della California e che si caratterizza per
l’atmosfera particolarmente classista.
Figlia del rispettato sceriffo Keith
Mars, quando la sua migliore amica Lilly Kare, sorella del suo
fidanzato Duncan, viene uccisa, la sua vita cambia totalmente. Suo
padre viene messo a capo delle indagini, che verranno interrotte
quando un uomo, tale Abel Koontz, si costituisce dichiarandosi
colpevole.
Keith Mars viene obbligato a
dimessersi dalla sua carica per aver accusato di omicidio il padre
della vittima, un milionario e presidente della Kane Software,
mentre Veronica è si trova costretta a scegliere tra suo padre e i
suoi amici, finendo per essere emarginata dai suoi compagni di
scuola. Mentre la madre di Veronica scappa, poichè non riesce a
reggere la tensione, la ragazza e il padre aprono un’agenzia
investigativa.
Veronica Mars 4 è una serie
creata da Rob Thomas e nel cast torneranno i
personaggi delle precedenti stagioni, ovvero Kristen
Bell, Enrico Colantoni, Percy
Daggs III, Jason Dohring,Francis
Capra, Michael Muhney e Tina
Majorino.
Il Grande Spirito
Il Grande Spirito è la nuova commedia di
Sergio Rubini che racconta l’incontro
rocambolesco tra un rapinatore malmello e un eccentri infividuo che
vede il mondo a suo modo, sui tetti della periferia di Taranto.
Dopo Dobbiamo parlare,
Rubini si è impegnato a dirigere una action comedy originale in cui
due anime molto diverse ed entrambe emarginate cercano una via di
fuga, con i vecchi lavatoi e le terrazze dei palazzi di periferia a
fare da cornice.
Nel cast, oltre a Sergio Rubini e
Rocco Papaleo, vi sono anche Ivana Lotito,
Bianca Guaccero e Geno Diana.
Glass: il trailer onesto
Dopo tre mesi dall’uscita nei nostri
cinema, più precisamente il 17 gennaio 2019, Screen Junkies ha
dedicato un trailer onesto a Glass, l’ultimo film M. Night
Shyamalan con Bruce Willis, James McAvoy e Samuel L. Jackson. Con questo
film, il regista ha riportato sullo schermo i protagonisti di
Unbreakable e Split, realizzando la sua trilogia
supereroistica.
Non a caso, Glass, riporta
alla luce le vicende narrate nei precedenti due film, con David
Dunn all’inseguimento dell’identità sovraumana di Kevin Wendell
Crumb, aka La Bestia, in un susseguirsi di incontri sempre più
pericolosi. Elijah Price, noto anche con il nome di L’uomo di
Vetro, emergerà dall’ombra con dei segreti decisivi per entrambi
gli uomini.
Scarlett Johansson ha da subito
conquistato l’immaginario collettivo per la sua bellezza e
sensualità. L’attrice si è imposta al grande pubblico da subito per
il suo aspetto conturbante che le ha aperto la strada, ma che poi,
abbiamo scoperto, essere supportato da un grande talento, troppo
spesso messo in secondo piano rispetto all’apparenza.
L’attrice ha intrapreso anche una
carriera da cantante, sfociata in un album e in un singolo che fa
parte della colonna sonora originale di Lei, il
film di Spike Jonze in cui fa innamorare
Joaquin Phoenix usando soltanto la
sua voce. Ebbene sì, nel film la Johansson doppia una intelligenza
artificiale e non è mai stata così sensuale!
Insomma talento e bellezza ne ha da
vendere, e anche spirito e grinta, come dimostra il fatto che ha
girato quasi tutto Avengers: Age of Ultron
mentre era incinta della sua prima figlia, tuttavia sembra che i
fan restino delusi quando la incontrano di persona, per via della
sua taglia. L’attrice è alta appena 160 centimetri.
Durante il press tour di
Avengers: Endgame, al cinema dal
24 aprile, Scarlett Johansson ha dichiarato:
“Molti fan quando mi incontrano si stupiscono della mia statura. Mi
dicono che non pensavano fossi così bassa, al cinema sembro
diversa.”
Sicuramente al cinema sembra più
alta e a volte le prospettive e le inquadrature, nonché i costumi
(e le scarpe), fanno apparire diversi gli attori che dal vivo sono
invece… estremamente normali.
Certo, di fronte a una bellezza
così, di normale c’è bene poco, ma non è una reazione insolita.
Presentando i film degli Avengers accanto a colleghi imponenti,
come Chris Hemsworth, la bella Scarlett
mostra tutta la sua “piccolezza” senza però cedere un passo ad
eleganza, spirito e fascino.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo
lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per
annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine
nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
La segretezza intorno ad
Avengers: Endgame è stata fino a
questo momento totale. I Marvel Studios hanno preso
tutte le precauzioni possibili, così da permettere ai fan di
arrivare in sala completamente all’oscuro di quello che accadrà.
Dal 24 aprile sapremo dunque come i Vendicatori cercheranno di
sconfiggere Thanos, tuttavia, intanto il cast e i registi del film
stanno rilasciando interviste e raccontando curiosità sul film che
con tanta fatica hanno realizzato per i fan.
Tra le misure di sicurezza più
comuni nei casi di produzioni super blindate, c’è la decisione di
consegnare solo parte dello script agli attori, la parte che
interessa il loro personaggio, e basta. La cosa è possibile anche
di più nel caso di film con tanti attori, che si presuppone abbiano
tante scene e situazioni differenti, anche parallele.
Così, i fratelli Russo, registi del film, hanno
raccontato chi degli attori ha ricevuto tutto lo script, e chi
invece solo alcune parti di esso: “[Robert Downey, Jr.] è stato
probabilmente l’unico attore a ricevere lo script completo. Penso
che Benedict [Cumberbatch] ha ricevuto solo le pagine con le sue
scene. [Chris] Evans potrebbe averlo letto tutto.”
Sembra, dunque, che Iron Man sia
stato l’unico attore abbastanza fidato da ricevere l’intera
sceneggiatura di Endgame. Il resto del cast ha
soltanto letto la sceneggiatura o ha ricevuto le proprie pagine. Di
Tom
Holland, ad esempio, Joe Russo ha
detto: “Lui non sa nemmeno con chi sta recitando. Abbiamo usato
termini molto vaghi per descrivergli le situazioni che si stavano
verificando durante le sue scene, perché sappiamo che per lui è
molto difficile mantenere i segreti.”
Tuttavia, questo modo di fare le
cose non è proprio il più comodo per i registi, che hanno anche
ammesso, parlando con Rotten Tomatoes, che questo metodo non è
sempre una scelta facile da portare avanti: “A essere onesti, è
un modo tedioso di lavorare, perché dobbiamo discutere di più in
merito al contesto, visto che gli attori non hanno il quadro
generale, dato che non hanno letto la sceneggiatura. Quindi è un
lavoro più difficile, tuttavia ne vale la pena perché la ricompensa
è quella di regalare al pubblico un’esperienza davvero
speciale.”
E questa esperienza si avvicina
sempre di più, visto che il film arriverà nelle sale italiane il 24
aprile prossimo.
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.
Undici anni e ventidue film dopo ci
avviciniamo alla conclusione del primo grade atto del Marvel Cinematic Universe,
inaugurato nel 2008 con Iron Man e culminato
nell’imminente Avengers:
Endgame. È tempo allora di bilanci, ripercorrendo la
storia di questo fenomeno di successo che ha cambiato per sempre la
carriera di diversi volti hollywoodiani.
Ma chi sono gli attori ad aver collezionato più presenze nel
MCU? Scopriamolo qui sotto:
Clark Gregg, Tom
Hiddleston, Idris Elba, Anthony Mackie – 5 presenze
Iniziamo con la posizione più bassa
della classifica menzionando quattro dei migliori personaggi
secondari del MCU: l’agente Phil Coulson, interpretato da
Clark Gregg, è apparso per la prima volta in
Iron Man ed è stato una presenza costante della
Fase 1;
Mark
Ruffalo ha assunto il ruolo di Bruce Banner dopo
l’addio al franchise di Edward Norton, debuttando ufficialmente in
The Avengers nei panni di Hulk.
È poi tornato nei successivi sequel
dei Vendicatori, Age of Ultron, Infinity
War e Endgame, oltre che nel terzo
capitolo del franchise sul Dio del Tuono, Thor:
Ragnarok. Ovviamente si contano anche i rispettivi
cameo nelle scene post credits di Iron Man 3 e
Captain Marvel.
Sebastian Stan – 6 presenze
Bucky Barnes, aka
Soldato d’Inverno, è una delle presenze ricorrenti del MCU,
interpretato sul grande schermo da Sebastian
Stan. Il personaggio debutta nel primo titolo del
franchise di Captain America, Il Primo
Vendicatore, nel 2011.
La prima vera donna del MCU è lei,
Pepper Potts, interpretata sullo schermo da Gwyneth Paltrow. Praticamente una
figura costante dell’universo condiviso che non ha mai davvero
abbandonato le scene.
Il Dio del Tuono è uno degli eroi
più importanti del MCU, così come è stata importante la presenza di
Chris
Hemsworth, forse il meno incline ai crossover dei
colleghi.
È apparso in tutti e tre i film di
Thor, nei quattro capitoli sugli
Avengers e nella scena post credits di
Doctor Strange.
Scarlett Johansson – 7
presenze
L’esordio di Natasha Romanoff nel
MCU risale a Iron Man 2, e dopo quel film Scarlett
Johansson è tornata nei panni di Vedova Nera in quasi
tutti i film dell’universo condiviso.
Nick Fury è
forse il vero personaggio chiave del MCU, il responsabile del
progetto Avengers capace di riunire tutti questi straordinari eroi
per salvare il mondo. E chi meglio di Samuel L. Jackson poteva
interpretarlo?
Il padrino del MCU Robert Downey
Jr. si ferma a quota nove presenze, ma è lui che ha
dato inizio alle danze nel 2008 con Iron Man.
Insieme ai tre film del franchise da
solista, l’attore ha recitato nei tre capitolo di Avengers,
L’incredibile Hulk, Civil
War e Spider-Man: Homecoming.
Chris Evans – 10 presenze
Al comando della classifica c’è
Chris
Evans, con le sue dieci presenze nel MCU interpretando
il Capitano Steve Rogers.
Dal 2011 è apparso in
Captain America: Il Primo Vendicatore, The
Avengers, Thor: The Dark World,
The Winter Solider, Age of
Ultron, Civil
War, Spider-Man: Homecoming e
Infinity
War, oltre a recitare nelle scene post-credits di
Ant -Man e Captain Marvel.
A meno di una settimana dall’uscita
di Avengers:
Endgame, l’attesa per il gran finale della Infinity
Saga si mescola alle mille domande poste dai trailer, soprattutto
per quel che riguarda il percorso di Tony
Stark, ora prigioniero dello spazio e alla deriva sul
Benetar insieme a Nebula. Sappiamo che l’eroe farà ritorno a Terra
e che si unirà ai Vendicatori, ma un dubbio rimane: perché nelle
varie clip e nelle foto dal set l’abbiamo visto indossare la divisa
dello SHIELD?
A questo punto della narrazione del
MCU, l’organizzazione non esiste
più perché smantellata in seguito agli eventi di Winter
Soldier (dove Steve Rogers e Nick Fury
venivano a conoscenza dell’infiltrazione dell’HYDRA nel sistema),
se non forse in una forma diversa nella serie Agents of S.H.I.E.L.D., e la
continuity dell’universo condiviso sembra piuttosto confusa a
riguardo.
Dunque il “ritorno” in scena – anche
solo con un logo comparso sugli indumenti di Stark – lascia
presupporre che sarà proprio lui, in un piano temporale ancora poco
chiaro, a capo dell’organizzazione, e che potrebbe esserci in gioco
molto più di quanto pensiamo relativamente alle teorie sul film che
circolano da mesi sul web.
Sono in tanti a credere che i
sopravvissuti allo schiocco utilizzeranno la tecnologia di
Hank Pym nella speranza di attraversare il
Regno Quantico, grazie ai suggerimenti di Ant-Man, e quindi
viaggiare nel tempo. Nel passato troverebbero le gemme
dell’infinito prima di Thanos, impedirebbero al Titano di realizzare il suo
diabolico piano cambiando il corso degli eventi e ripristinando
l’equilibrio perduto alla fine di Infinity
War.
D’altronde le foto rubate sul set du
Avengers: Endgame ci hanno
mostrato Ant-Man, Captain America, Hulk e Iron Man tra le macerie
della Battaglia di New York, tutti con i loro costumi più recenti
tranne Steve e Tony. Quest’ultimo addirittura non ha nemmeno la sua
armatura, ma soltanto una tuta dello SHIELD che abbiamo individuato
nel nuovo spot.Cosa significa questo per la trama?
Forse Tony sta agendo a terra con
un’uniforme, mentre Iron Man, nel frattempo, continua a combattere
i Chitauri nei cieli di New York? Che ne pensate?
Dopo gli eventi devastanti di
Avengers: Infinity War (2018),
l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo,
Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco,
i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le
azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta
per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero
esserci.