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Ben – Rabbia animale è il film che devi vedere se hai amato Lo Squalo, The Grey e Meg

Nel 2026 è arrivato nelle sale un nuovo film horror con protagonista un animale assassino, intitolato Ben – Rabbia Animale. Il film rappresenta un ritorno ai tempi d’oro dei film in cui gli animali “impazziscono”, uccidendo quante più persone possibile prima di essere finalmente fermati. Ben – Rabbia Animale racconta la storia di uno scimpanzé di nome Ben che contrae la rabbia e attacca la famiglia umana con cui vive.

Sebbene Ben – Rabbia Animale abbia ricevuto ottime recensioni prima dell’uscita, molti film degli ultimi decenni seguono una struttura narrativa molto simile. In genere si tratta di storie in cui le persone credono di essere al sicuro attorno agli animali, nella natura o persino in città, salvo poi scoprire di essere diventate prede di bestie feroci.

Anaconda (1997)

Nel 2025 è uscita una nuova versione di Anaconda, ma si trattava di una vera e propria commedia, con Jack Black e Paul Rudd nei ruoli principali. Tuttavia, per chi cerca qualcosa di più orientato all’horror e meno alle risate, l’Anaconda originale del 1997 è la scelta più adatta.

Il film vanta un cast di prim’ordine, che include Jennifer Lopez, Ice Cube, Owen Wilson, Jon Voight ed Eric Stoltz, nei panni di un gruppo di esseri umani presi di mira da un’anaconda mostruosa. È importante chiarire, però, che il serpente non è minimamente realistico e che il film va considerato, nel migliore dei casi, un piacere colpevole.

Detto questo, per chi desidera vedere un serpente gigante divorare persone e seminare il caos, senza preoccuparsi troppo dell’assurdità della situazione, Anaconda offre esattamente ciò che promette. Non è un caso che sia diventato un cult.

Il patto dei lupi (2001)

Il patto dei lupi rappresenta un’opzione più “prestigiosa” nell’ambito dei film sugli animali assassini. Si tratta di un film horror francese del 2001 diretto da Christophe Gans, che in seguito avrebbe diretto anche l’adattamento cinematografico del videogioco Silent Hill. Fu proprio questo film a convincere gli studios che fosse in grado di gestire un progetto visivamente ambizioso.

La storia segue il Cavaliere de Fronsac e Mani, della tribù degli Irochesi, mentre indagano sul massacro di centinaia di persone da parte di una creatura sconosciuta. Il film è vagamente ispirato a eventi reali del XVIII secolo e alla leggenda della Bestia del Gévaudan.

Sebbene gran parte del successo del film sia dovuto alle scene di combattimento, con Mark Dacascos autore di coreografie straordinarie nel ruolo di Mani, Il patto dei lupi resta, nella sua essenza, un film sugli animali assassini: racconta infatti di un leone portato dall’Africa in Francia quando era ancora un cucciolo e addestrato per diventare una vera macchina di morte.

47 Metri (2017)

47 Metri è uno dei tanti film sugli squali assassini, ma si distingue per il colpo di scena finale che coinvolge le sopravvissute. Il film segue le sorelle Kate (Claire Holt) e Lisa (Mandy Moore) durante una vacanza in Messico, dove decidono di partecipare a un’immersione in gabbia per osservare gli squali.

Durante l’immersione, però, le due si ritrovano circondate da grandi squali bianchi. La gabbia si sgancia e precipita sul fondale oceanico, a 47 metri di profondità, portandole fuori dalla portata delle comunicazioni. Quando la squadra di soccorso viene uccisa dagli squali, Lisa e Kate devono trovare un modo per sopravvivere mentre l’aria nelle bombole si esaurisce.

Come già accennato, il film presenta un finale sconvolgente che rilegge completamente quanto visto fino a quel momento, rendendo la visione particolarmente interessante anche al secondo passaggio. 47 Metri resta uno dei film sugli squali assassini più innovativi degli ultimi anni.

The Grey (2012)

Liam Neeson è il protagonista di The Grey, diretto da Joe Carnahan. Non si tratta di un horror puro, ma di un film sugli animali assassini declinato come thriller di sopravvivenza. Neeson interpreta John Ottway, un tiratore scelto che lavora in un impianto petrolifero in Alaska e protegge gli operai dagli attacchi dei lupi grigi.

In The Grey, Ottway si trova su un volo diretto ad Anchorage quando l’aereo precipita. I sopravvissuti restano isolati nella natura selvaggia, con i lupi grigi come minaccia costante. Sono fortunati ad avere John con loro, data la sua esperienza con questi animali, ma non è sufficiente: le condizioni climatiche estreme e l’assedio incessante dei lupi non concedono tregua.

Il film ha ricevuto ottime recensioni alla sua uscita, sia per l’intensità delle scene d’azione sia per il forte senso di isolamento e paura. In definitiva, è un film sugli animali assassini in cui sono gli esseri umani a invadere il territorio degli animali, subendone le conseguenze.

Shark – Il primo squalo (2018)

Se 47 Metri punta su un colpo di scena sorprendente, resta comunque un solido film sugli attacchi degli squali sulla scia dello Lo squalo originale. Tuttavia, per chi desidera un film sugli animali assassini legato agli squali e non ha problemi con un approccio decisamente sopra le righe, Shark – Il primo squalo (The Meg) è l’opzione ideale, con un gigantesco megalodonte preistorico come antagonista.

Shark – Il primo squalo è estremamente divertente e vede Jason Statham nei panni di un subacqueo esperto che scende in profondità per salvare un sommergibile rimasto intrappolato sotto uno strato dell’oceano precedentemente non rilevabile. Quando riporta in superficie l’equipaggio, però, il megalodonte li segue, costringendolo a collaborare con una squadra improvvisata per fermarlo prima che attacchi una spiaggia affollata.

Esiste anche un sequel che introduce altre creature preistoriche, ma il primo Shark – Il primo squalo resta un eccellente creature feature. Titoli simili includono Deep Blue Sea, incentrato su squali geneticamente modificati, e Cocaine Bear, che racconta esattamente ciò che il titolo lascia intendere.

Lake Placid (1999)

Lake Placid è simile a The Meg nel fatto che non va preso sul serio, ma ricorda maggiormente Anaconda, con effetti speciali decisamente migliori. Il film racconta di un gigantesco coccodrillo che terrorizza un lago nel Maine, mentre un gruppo di poliziotti e scienziati cerca di catturarlo o eliminarlo.

Il cast è di ottimo livello, con Bill Pullman nel ruolo di un agente della fauna selvatica e Bridget Fonda in quello di una paleontologa che vorrebbe catturare il coccodrillo senza ucciderlo. A rubare la scena sono però Oliver Platt, un professore di mitologia appassionato di coccodrilli, e Betty White, una donna del posto che si scopre essere responsabile dell’allevamento dei rettili.

Betty White domina ogni scena con il suo personaggio sboccato, una donna che ha iniziato a dare in pasto mucche intere ai coccodrilli dopo che uno di essi aveva divorato suo marito. È in parte per questo personaggio che il film ricevette recensioni negative, ma finì comunque per diventare un cult e dare origine a un franchise.

Gli Uccelli (1963)

Gli Uccelli presenta alcuni degli animali assassini più improbabili mai visti al cinema. Tuttavia, grazie alla regia di Alfred Hitchcock e alla sua straordinaria capacità di costruire la suspense, il film riesce a risultare spaventoso e convincente, facendo credere che uno stormo di uccelli possa sterminare un’intera cittadina se sufficientemente coordinato.

Pur non essendo iconico quanto Psycho, Gli Uccelli resta un classico firmato da un maestro del cinema e merita di essere ricordato come uno dei migliori esempi del genere. Con un cast che include Rod Taylor, Jessica Tandy e Tippi Hedren, il film offriva molto, comprese impressionanti scene di attacco degli uccelli.

Gli Uccelli fu candidato all’Oscar per i migliori effetti visivi, mentre Tippi Hedren vinse un Golden Globe per la sua interpretazione. Nel 2016, il film è stato inserito nel National Film Registry dalla Library of Congress.

Jurassic Park (1993)

Anche se spesso è difficile pensare ai dinosauri come animali, è esattamente ciò che sono. Non sono diversi, in questo senso, da coccodrilli, megalodonti o serpenti giganti, e il miglior film sui dinosauri mai realizzato è Jurassic Park, diretto da Steven Spielberg nel 1993. È il film che ha contribuito in modo decisivo all’affermazione della CGI nel cinema.

Ciò che funziona così bene è che, pur utilizzando più effetti digitali di qualsiasi altro film della sua epoca, appare ancora oggi più realistico e convincente di molte produzioni successive, comprese quelle della stessa saga. È anche uno straordinario film sugli animali assassini, con un messaggio di fondo molto chiaro: non bisogna giocare con la scienza.

Qualcuno ha deciso di fare la parte di Dio riportando in vita i dinosauri dall’estinzione, e questa non è mai stata una buona idea. Il film mostra anche che esistono dinosauri pacifici, ma quando si gioca a fare Dio, qualcuno finirà inevitabilmente per morire.

Cujo (1983)

Il film del passato che più si avvicina alla trama di Primate è l’adattamento del romanzo di Stephen King, Cujo. Entrambi raccontano di un animale domestico e membro della famiglia che impazzisce dopo aver contratto la rabbia. Se in Primate si tratta di uno scimpanzé, animale che non dovrebbe essere addomesticato, in Cujo il ruolo è affidato a un cane amatissimo.

Cujo è un film intimo e claustrofobico, che segue una donna di nome Donna (Dee Wallace) mentre porta l’auto dal meccanico e si ritrova intrappolata nella stazione di servizio insieme al figlio Tad. Ben presto, il San Bernardo un tempo docile, Cujo, inizia ad attaccare, costringendo la donna a rifugiarsi nell’auto mentre le temperature salgono, nella speranza che qualcuno arrivi a salvarli.

Il romanzo aveva uno dei finali più devastanti mai scritti da Stephen King, mentre l’adattamento cinematografico opta per una conclusione più ottimista, con i protagonisti profondamente segnati, ma ancora vivi.

Lo Squalo (1975)

Il film sugli animali assassini più famoso di tutti i tempi resta Lo Squalo, la pellicola che ha dato origine al concetto di blockbuster estivo. Diretto da Steven Spielberg, il film è ambientato in una località balneare improvvisamente messa sotto assedio da un enorme squalo assassino, mentre il sindaco si rifiuta di interrompere le festività per proteggere i turisti.

Ci sono molti elementi memorabili in Lo Squalo, ma il cuore del film è rappresentato dal trio di uomini che parte su una piccola barca per uccidere lo squalo prima che faccia altre vittime. Roy Scheider, Richard Dreyfuss e Robert Shaw sono straordinari nei panni dei tre cacciatori improvvisati, ed è il loro viaggio alla ricerca dello squalo a sostenere l’intera narrazione.

Lo Squalo rimane uno dei film horror e sugli animali assassini più amati di sempre. Il capolavoro di Steven Spielberg è stato inserito nel National Film Registry dalla Library of Congress nel 2001.

Sam Raimi smentisce le voci sul cattivo di Spider-Man 4 a distanza di 17 anni

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A 17 anni dall’inizio di questi rumor, Sam Raimi ha fatto ora chiarezza sul casting dei cattivi per Spider-Man 4. Durante un’intervista con CinemaBlend per promuovere il suo nuovo film Send Help, interpretato da Rachel McAdams, a Raimi è stato chiesto se fosse a conoscenza delle voci secondo cui l’attrice avrebbe recitato nel quarto capitolo dei suoi film dedicati all’Uomo Ragno. Raimi ha però affermato che non ci sono mai state trattative per il film e, per quanto ne sa, non ci sono mai state audizioni per una cattiva femminile.

Ha invece ribadito di aver discusso con John Malkovich per il ruolo di Avvoltoio, cosa già nota. “Per quanto ne so non abbiamo mai fatto audizioni per una cattiva femminile. Ho parlato con John Malkovich per il ruolo di Vulture, è stato fantastico e siamo andati molto d’accordo. Ma il film non è mai stato realizzato”.

Questo chiarimento arriva pochi giorni dopo che Raimi ha condiviso un aggiornamento definitivo su Spider-Man 4, affermando che “non sarebbe giusto per me tornare indietro e cercare di resuscitare la mia versione di questa storia”. Ha aggiunto: “Ho passato il testimone a qualcun altro. E penso che debbano continuare con la trama e il pubblico che ora segue il nuovo portatore del testimone”.

Sebbene Raimi abbia smesso di realizzare film su Spider-Man, nel 2022 ha diretto un film del Marvel Cinematic Universe. Quando Scott Derrickson ha lasciato Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Raimi è subentrato e ha assunto il ruolo di regista. Per coincidenza, la McAdams era presente in questo sequel di supereroi e nel precedente film Doctor Strange, dove interpretava il ruolo della dottoressa Christine Palmer.

Anche senza Raimi, i fan continuano a sperare di non aver visto l’ultima apparizione di Tobey Maguire nei panni di Spider-Man. L’attore ha ripreso il ruolo, così come Andrew Garfield, nel film Spider-Man: No Way Home del 2021. Si ipotizza che uno o entrambi questi attori potrebbero unirsi al cast di Avengers: Doomsday o Avengers: Secret Wars. I film incorporeranno il multiverso e riporteranno in scena gli X-Men dai film usciti all’inizio e alla metà degli anni 2000.

Deadpool 4 con Ryan Reynolds riceve un aggiornamento entusiasmante

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Deadpool 4 sembra essere in fase di sviluppo. Il Marvel Cinematic Universe non è più stato lo stesso dopo il debutto di Wade Wilson interpretato da Ryan Reynolds. Dopo due film da solista di successo alla Fox, l’attore è entrato a far parte dell’universo condiviso Marvel con una delle più grandi uscite dell’MCU fino ad oggi. Deadpool & Wolverine è diventato il film vietato ai minori più redditizio di tutti i tempi.

Finora, tuttavia, la Marvel non ha ancora confermato dove apparirà di nuovo Deadpool, dato che Reynolds non è uno degli attori confermati per il cast di Avengers: Doomsday. Tuttavia, il terzo film da solista di Wade Wilson ha dimostrato quanto sia importante la serie di film Deadpool per il più ampio MCU e, dato il suo successo al botteghino, avrebbe senso continuare. Questo sembra essere il piano.

Secondo un nuovo rapporto di Puck, Ryan Reynolds è “saggiamente concentrato” sul suo prossimo film Deadpool. Il rapporto non fornisce alcun dettaglio sulla trama di Deadpool 4 di Reynolds, ma menziona solo come il progetto consentirebbe all’attore di tornare nei panni del personaggio per cui il pubblico lo ama di più. Al momento, Reynolds e la Marvel non hanno commentato lo stato di questo prossimo progetto.

Quando rivedremo Deadpool nel MCU?

Deadpool & Wolverine ha chiuso la sua corsa al botteghino mondiale con 1,3 miliardi di dollari, superando facilmente i 1,08 miliardi di Joker e diventando il film vietato ai minori di 17 anni con il maggior incasso di tutti i tempi. Il primo film Deadpool della MCU ha quindi fruttato allo studio centinaia di milioni di profitti, dimostrando non solo la forza dei due personaggi Marvel, ma anche come il MCU potesse perseguire ulteriormente contenuti vietati ai minori di 17 anni e TV-MA.

Parlando con ExtraTV il 15 novembre 2024, Ryan Reynolds ha affrontato la questione delle possibilità di Deadpool 4. Secondo l’attore, “gli piacerebbe molto”, ma Reynolds ha spiegato come fosse necessaria una pausa, dato che il film ha assorbito tutta la sua vita e la star voleva più tempo da dedicare ai suoi figli.

Il 14 dicembre 2024, Reynolds ha poi parlato con The Hollywood Reporter e ha rivelato le sue sorprendenti idee per il prossimo progetto MCU di Deadpool. Secondo l’attore, “Nessuno di essi è incentrato su Deadpool”, che invece assumerebbe un ruolo secondario. Deadpool 4, o qualunque forma assumerà il film, probabilmente riporterà Hugh Jackman, poiché Reynolds ha affermato che “vorrebbe sempre che Deadpool e Wolverine fossero in qualche modo accoppiati”.

Al momento, tuttavia, né Deadpool di Reynolds né Wolverine di Jackman sono stati annunciati per Avengers: Doomsday. Ciò è sorprendente, poiché non solo Deadpool & Wolverine è stato un grande successo, ma il film Marvel sta riportando diverse star dei film X-Men della Fox, quindi i due attori si inserirebbero perfettamente. Forse il loro ritorno nell’MCU verrà però riservato per Deadpool 4, a meno che non compaiano prima in Avengers: Secret Wars.

WGA Awards 2026: tutte le nomination

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WGA Awards 2026: tutte le nomination

Sono state annunciate le nomination ai WGA Awards 2026. I Peccatori, l’horror soprannaturale del regista Ryan Coogler, è tra i candidati per la migliore sceneggiatura originale. In questa categoria c’è anche il dramma sul ping-pong con Timothée Chalamet Marty Supreme, scritto dal regista Josh Safdie e Ronald Bronstein. Altri film in lizza per il premio per la migliore sceneggiatura originale includono Black Bag, scritto da David Koepp; If I Had Legs I’d Kick You, scritto da Mary Bronstein; e Weapons, scritto da Zach Cregger.

Nella corsa per la migliore sceneggiatura non originale, Una Battaglia dopo l’Altra di Paul Thomas Anderson ha ottenuto una nomination, insieme a Bugonia, Frankenstein di Guillermo del Toro, Hamnet – Nel nome del figlio e Train Dreams.

Pluribus ha guidato le nomination per la TV con quattro candidature, seguito da The Pitt e The Studio con tre a testa. Pluribus e The Pitt hanno ottenuto nomination come serie drammatiche, mentre The Studio ha ottenuto una nomination come serie comica. Tutte e tre le serie hanno ricevuto anche nomination come migliori nuove serie.

I vincitori saranno premiati alla 78a edizione dei Writers Guild Awards l’8 marzo, durante cerimonie concomitanti a Los Angeles e New York.

Ecco tutti i nominati ai WGA Awards 2026

NOMINATI PER IL CINEMA

SCENEGGIATURA ORIGINALE

  • Black Bag, Written by David KoeppFocus Features
  • If I Had Legs I’d Kick You, Written by Mary Bronstein; A24
  • Marty Supreme, Written by Ronald Bronstein & Josh Safdie; A24
  • I Peccatori, Written by Ryan Coogler; Warner Bros. Pictures
  • Weapons, Written by Zach Cregger; Warner Bros. Pictures

SCENEGGIATURA ADATTATA

  • Bugonia, Screenplay by Will Tracy, Based on the Film Save the Green Planet Written and Directed by Jang Joon Hwan and Produced by Sidus; Focus Features
  • Frankenstein, Screenplay by Guillermo del Toro, Based on Frankenstein; or The Modern Prometheus by Mary Shelley; Netflix
  • Hamnet – nel nome del figlio, Screenplay by Chloe Zhao & Maggie O’Farrell, Based on the Novel Written by Maggie O’Farrell; Focus Features
  • Una battaglia dopo l’altra, Screenplay by Paul Thomas Anderson, Screen Story by Paul Thomas Anderson, Inspired by the novel Vineland by Thomas Pynchon; Warner Bros. Pictures
  • Train Dreams, Screenplay by Clint Bentley & Greg Kwedar, Based on the Novella by Denis Johnson; Netflix

SCENEGGIATURA DI DOCUMENTARIO

  • 2,000 Meters to Andriivka, Written by Mstyslav Chernov; Frontline Features
  • Becoming Led Zeppelin, Written by Bernard MacMahon & Allison McGourty; Sony Pictures Classics
  • White with Fear, Written by Andrew Goldberg; Area23A

TELEVISIONE, STREAMING, E NUOVI NOMINATI

SERIE DRAMMATICA

  • Andor, Written by Tom BissellDan Gilroy, Tony Gilroy, Beau Willimon; Disney+
  • The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle; HBO | Max
  • Pluribus, Written by Vera Blasi, Jenn Carroll, Vince Gilligan, Jonny Gomez, Peter Gould, Ariel Levine, Gordon Smith, Alison Tatlock; Apple TV
  • Severance, Written by Adam Countee, Mohamad El MasriDan EricksonMark FriedmanAnna Ouyang Moench, K.C. Perry, Megan Ritchie, Erin Wagoner, Beau Willimon, Wei-Ning Yu; Apple TV
  • The White LotusWritten by Mike White; HBO | Max

SERIE COMEDY

  • Abbott Elementary, Written by Quinta Brunson, Ava Coleman, Lizzy Darrell, Riley Dufurrena, Justin Halpern, Joya McCrory, Chad Morton, Morgan Murphy, Brittani Nichols, Rebekka Pesqueira, Kate Peterman, Brian Rubenstein, Patrick Schumacker, Justin Tan, Jordan Temple, Garrett Werner; ABC
  • The Chair Company, Written by Zach Kanin, Gary Richardson, Tim Robinson, Marika Sawyer, Sarah Schneider, John Solomon; HBO | Max
  • Hacks, Written by Genevieve Aniello, Lucia Aniello, Paul W. Downs, Jess Dweck, Ariel Karlin, Andrew Law, Carolyn Lipka, Joe Mande, Aisha Muharrar, Pat Regan, Samantha Riley, Jen Statsky; HBO | Max
  • The Rehearsal, Written by Nathan Fielder, Carrie Kemper, Adam Locke-Norton, Eric Notarnicola; HBO | Max
  • The Studio, Written by Evan Goldberg, Alex Gregory, Peter Huyck, Frida Perez, Seth Rogen; Apple TV

NUOVA SERIE

  • The Chair Company, Written by Zach Kanin, Gary Richardson, Tim Robinson, Marika Sawyer, Sarah Schneider, John Solomon; HBO | Max
  • The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle;HBO | Max 
  • Pluribus, Written by Vera Blasi, Jenn Carroll, Vince Gilligan, Jonny Gomez, Peter Gould, Ariel Levine, Gordon Smith, Alison Tatlock; Apple TV
  • The Studio, Written by Evan Goldberg, Alex Gregory, Peter Huyck, Frida Perez, Seth Rogen; Apple TV
  • Task, Written by Brad Ingelsby & David Obzud; HBO | Max

SERIE LIMITATA

  • The Beast in Me, Written by Howard Gordon, C.A. Johnson, Ali Liebegott, Daniel Pearle, Gabe Rotter, Erika Sheffer, Mike Skerrett; Netflix
  • Black Rabbit, Written by Zach Baylin, Sarah Gubbins, Kate Susman, Andrew Hinderaker, Stacy Osei-Kuffour, Carlos Rios; Netflix
  • Death by Lightning, Written by Mike Makowsky; Netflix
  • Dying for Sex, Written by Sheila Callaghan, Harris Danow, Madeleine George, Elizabeth Meriwether, Kim Rosenstock, Sasha Stewart, Sabrina Wu, Keisha Zollar; FX/Hulu
  • Sirens, Written by Bekah Brunstetter, Dan LeFranc, Colin McKenna, Molly Smith Metzler; Netflix

FILM PER TV & STREAMING

  • The Best You Can, Written by Michael J. Weithorn; Sony Pictures Home Entertainment
  • Deep Cover, Written by Derek Connolly & Colin Trevorrow; Prime Video
  • The Life List, Screenplay by Adam Brooks, Based on the novel by Lori Nelson Spielman; Netflix
  • Swiped, Written by Bill Parker & Rachel Lee Goldenberg and Kim Caramele; Hulu

ANIMAZIONE

  • “Abe League of Their Moe” (The Simpsons), Written by Joel H. Cohen; Fox
  • “Don’t Worry, Be Hoopy” (Bob’s Burgers) Written by Lindsey Stoddart; Fox
  • “It’s a Beef-derful Life” (The Great North), Written by Lizzie Molyneux-Logelin & Wendy Molyneux; Fox 
  • “Parahormonal Activity” (The Simpsons), Written by Loni Steele Sosthand; Fox
  • “Scared Screenless” (Futurama), Written by Bill Odenkirk; Hulu
  • “Shira Can’t Cook” (Long Story Short) Written by Mehar Sethi; Netflix

EPISODIC DRAMA

  • “7:00 A.M.” (The Pitt), Written by R. Scott Gemmill; HBO | Max
  • “A Still Small Voice” (Task), Written by Brad Ingelsby; HBO | Max
  • “Charm Offensive” (Pluribus), Written by Jonny Gomez; Apple TV
  • “Execution” (The Handmaid’s Tale), Written by Eric Tuchman; Hulu
  • “Got Milk” (Pluribus), Written by Ariel Levine; Apple TV
  • “Reunion” (Forever), Written by Mara Brock Akil; Netflix

EPISODIC COMEDY

  • “A Call from God” (Mo), Written by Mohammed Amer & Harris Danow; Netflix
  • “Pilot’s Code” (The Rehearsal), Written by Nathan Fielder, Carrie Kemper, Adam Locke-Norton, Eric Notarnicola; HBO | Max
  • “Prelude” (The Righteous Gemstones), Written by John Carcieri, Jeff Fradley, Danny R. McBride; HBO | Max
  • “The Promotion” (The Studio), Written by Seth Rogen & Evan Goldberg & Peter Huyck & Alex Gregory & Frida Perez; Apple TV
  • “The Sleazy Georgian” (Poker Face), Written by Megan Amram; Peacock
  • “Worms” (The Bear), Written by Ayo Edebiri & Lionel Boyce; FX/Hulu

COMEDY/VARIETY SERIES – TALK OR SKETCH 

  • The Daily Show, Head Writer: Dan Amira Senior Writers: Lauren Sarver Means, Daniel Radosh Writers: David Angelo, Nicole Conlan, Devin Delliquanti, Zach DiLanzo, Jennifer Flanz, Jason Gilbert, Dina Hashem, Scott Hercman, Josh Johnson, David Kibuuka, Matt Koff, Matt O’Brien, Joe Opio, Randall Otis, Zhubin Parang, Kat Radley, Lanee’ Sanders, Scott Sherman, Jon Stewart, Ashton Womack, Sophie Zucker; Comedy Central
  • Have I Got News for You, Head Writer: Mason Steinberg; Writers: Jim Biederman, Daniel Chamberlain, Jodi Lennon, Michael Pielocik, Jill Twiss; CNN, HBO | Max
  • Last Week Tonight with John Oliver, Senior Writers: Daniel O’Brien, Owen Parsons, Charlie Redd, Joanna Rothkopf, Seena Vali; Writers: Johnathan Appel, Ali Barthwell, Tim Carvell, Liz Hynes, Ryan Ken, Sofía Manfredi, John Oliver, Taylor Kay Phillips, Chrissy Shackelford; HBO | Max       
  • Late Night with Seth Meyers, Head Writer: Alex Baze; Supervising Writers: Seth Reiss, Mike Scollins; Closer Look Supervising Writer: Sal Gentile; Writers: Jermaine Affonso, Bryan Donaldson, Matt Goldich, Jenny Hagel, John Lutz, Seth Meyers, Amber Ruffin, Mike Shoemaker, Ben Warheit, Jeff Wright; NBC
  • Saturday Night Live, Head Writers: Alison Gates, Erik Kenward, Streeter Seidell, Kent Sublette; Senior Writer: Bryan Tucker; Supervising Writers: Dan Bulla, Will Stephen, Auguste White, Celeste Yim; Writers: Steven Castillo, Michael Che, Mike DiCenzo, Jimmy Fowlie, Sudi Green, Martin Herlihy, John Higgins, Steve Higgins, Colin Jost, Allie Levitan, Ben Marshall, Lorne Michaels, Jake Nordwind, Ceara O’Sullivan, Moss Perricone, Carl Tart, Asha Ward; Weekend Update Head Writer: Pete Schultz; Weekend Update Writers: Rosebud Baker, Megan Callahan-Shah, Dennis McNicholas, Josh Patten, KC Shornima; NBC
  • They Call It Late Night with Jason Kelce, Writers: Andy Blitz, Kevin Dorff, Jon Glaser, Tami Sagher; ESPN

COMEDY/VARIETY SPECIALS

  • 82nd Annual Golden Globes, Written by Barry Adelman, Nefetari Spencer, Mike Gibbons, Brian Frange, Sean O’Connor, Alex Baze, Bob Castrone, Chris Convy, Anna Drezen, Jess Dweck, Noah Garfinkel, Lauren Greenberg, Ben Hoffman, Ian Karmel, Andrew Law, Mike Lawrence, Jon Macks, Bonnie McFarlane, Chris Spencer, Matt Whitaker; NBC
  • The Daily Show Presents: Jordan Klepper Fingers the Pulse: MAGA: The Next Generation, Written by Ian Berger, Devin Delliquanti, Jen Flanz, Jordan Klepper, Zhubin Parang, Scott Sherman; Comedy Central
  • Marc Maron: Panicked, Written by Marc Maron; HBO | Max
  • Conan O’Brien: The Kennedy Center Mark Twain Prize for American Humor, Written by Jon Macks, Chris Convy, Lauren Greenberg, Skyler Higley, Ian Karmel, Sean O’Connor; Netflix
  • SNL50: The Anniversary Special, Written by James Anderson, Dan Bulla, Megan Callahan Shah, Michael Che, Mikey Day, Mike DiCenzo, James Downey, Tina Fey, Jimmy Fowlie, Alison Gates, Sudi Green, Jack Handey, Steve Higgins, Colin Jost, Erik Kenward, Dennis McNicholas, Seth Meyers, Lorne Michaels, John Mulaney, Jake Nordwind, Ceara O’Sullivan, Josh Patten, Paula Pell, Simon Rich, Pete Schultz, Streeter Seidell, Emily Spivey, Kent Sublette, Bryan Tucker, Auguste White; NBC

QUIZ AND AUDIENCE PARTICIPATION

  • Celebrity Jeopardy!, Head Writer: Robert Patton Writers: Kyle Beakley, Michael Davies, Terence Gray, Amy Ozols, Tim Siedell, David Levinson-Wilk; ABC
  • Jeopardy!, Writers: Marcus BrownBuzzy Cohen, Michael Davies, John Duarte, Mark Gaberman, Debbie Griffin, Jim Rhine, Michele Loud, Robert McClenaghan, Amy Ozols, Billy Wisse;ABC

DAYTIME DRAMA

  • Beyond the Gates, Writers: Sara A. Bibel, Jazmen Darnell Brown, Ron Carlivati, Susan Dansby, Cheryl L. Davis, Christopher Dunn, Robert Guza Jr., Gregori J. Martin, Lynn Martin, Danielle Paige, Judy Tate, Michele Val Jean, Teresa Zimmerman; CBS
  • General Hospital, Head Writers: Elizabeth Korte, Chris Van Etten; Writers: Cathy LePard, Emily Culliton, Nigel Campbell, Suzanne Flynn, Charlotte Gibson, Kate Hall, Stacey Pulwer, Ryan Quan, Louise Rozett, Scott Sickles, Micah Steinberg; ABC
  • The Young and the Restless, Associate Head Writers: Jeff Beldner, Marla Kanelos, Dave Ryan; Writers: Susan Banks, Amanda L. Beall, Marin Gazzaniga, Rebecca McCarty, Madeleine Phillips; CBS/Paramount +

CHILDREN’S EPISODIC, LONG FORM AND SPECIALS 

  • The First Snow of Fraggle Rock, Written by Matt Fusfeld & Alex CuthbertsonApple TV
  • “Stay Out of the Basement: Part I” (Goosebumps), Written by Rob Letterman, Hilary Winston; Disney+
  • Merry Giftmas, Written by Halcyon Person; Netflix
  • “I Play Dodgeball with Cannibals” (Percy Jackson and the Olympians), Written by Craig Silverstein, Rick Riordan; Disney+
  • “When We Lose Someone” (Tab Time), Written by Sean Presant; YouTube

SHORT FORM STREAMING

  • The Rabbit Hole with Jimmy Kimmel, Writers: Jimmy Kimmel & Jesse Joyce; YouTube
  • Sesame Street YouTube: Take a Moment with Jonathan BaileyWritten by Andrew Moriarty; YouTube

DOCUMENTARY SCRIPT – CURRENT EVENTS

  • “Syria After Assad” (Frontline), Written by Martin Smith; PBS
  • “The Rise and Fall of Terrorgram” (Frontline), Written by Thomas Jennings and A.C. Thompson; PBS
  • “The Rise of RFK Jr.” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS
  • “Trump’s Power & the Rule of Law” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS

DOCUMENTARY SCRIPT – OTHER THAN CURRENT EVENTS

  • “Change, Not Charity: The Americans with Disabilities Act” (American Experience), Written by Chana Gazit; PBS
  • “Clearing the Air: The War on Smog” (American Experience), Written by Peter Yost & Edna Alburquerque; PBS
  • “Forgotten Hero: Walter White and the NAACP” (American Experience), Written by Rob Rapley; PBS
  • Matter of Mind: My Alzheimer’s, Written by Jason Sussberg; PBS
  • “Mr. Polaroid” (American Experience), Written by Gene Tempest; PBS

NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT  

  • “Devastating Flooding in Texas” (World News Tonight with David Muir), Written by David Muir, Karen Mooney, and Dave Bloch; ABC News
  • “The L.A. Wildfires” (World News Tonight with David Muir), Written by David MuirDave Bloch, and Karen Mooney; ABC News

NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY

  • Eye on America: Coldwater Creek, Written by Cait Bladt; CBS News
  • Gaza, Hannah Arendt, and The Banality of Evil, Written by Basel Hamdan; MSNBC
  • “Mysterious Russian Deaths” (60 Minutes), Written by Michael Rey, Cecilia VegaOriana Zill de Granados; CBS News
  • Remembering Palestinian Journalists Killed by Israeli Forces, Written by Lisa Salinas; MSNBC
  • “Uphill Battle” (CBS News Sunday Morning), Written by Richard Buddenhagen, Kay Lim, Lesley Stahl; CBS News

DIGITAL NEWS

  • “Altadena Residents Know Their Community Is Worth Rebuilding. Can They Protect Its Legacy?”, Written by Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “American Siberia”, Written by Alexander Sammon; Slate
  • “An Isolated Boarding School Promised to Help Troubled Girls. Former Students Say They Were Abused.”, Written by Sebastian Murdock and Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “How Cassie’s Lawsuit Against Diddy Galvanized A Movement of Survivors”, Written by Njera Perkins and Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “Trump Sent Them to Hell. Now He’s Erasing Them Altogether.”, Written by Matt Shuham and Jessica Schulberg; HuffPost

RADIO/AUDIO

RADIO/AUDIO DOCUMENTARY

  • “Episode 2: A Game of Telephone” (Camp Swamp Road), Written by Heather Rogers, Rachel Humphreys, Colin McNulty; Spotify
  • “Jerry Lewis’ Lost Holocaust Clown Movie” (Decoder Ring), Written by Max Freedman; Slate
  • “Why Women Kill” (What Next), Written by Mary Harris and Elena Schwartz; Slate

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT 

  • “ABC News Radio Top of the Hour News”, Written by Robert Hawley; ABC News Radio
  • “CBS World News Roundup”, Written by Paul Farry and Steve Kathan; CBS News
  • “Hasan Piker Knew Charlie Kirk” (What Next), Written by Mary Harris and Madeline Ducharme; Slate

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY 

  • “The Life and Legacy of Jimmy Carter”, Written by Gail Lee; CBS News Radio
  • “We Made a Memecoin”, Written by Lizzie O’Leary, Evan Campbell, and Patrick Fort; Slate

PROMOTIONAL WRITING NOMINEES

ON-AIR PROMOTION 

  • “Behind the Crown: King & Conqueror EPK”, Written by Molly Neylan; CBS
  • “CBS Comedy”, Written by Dan Greenberger; CBS

Red Right Hand, spiegazione del finale: vendetta, sacrificio e l’illusione della redenzione

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Nel panorama dei revenge movie contemporanei, Red Right Hand si colloca come un film diretto, essenziale e privo di ambiguità narrative, che fa della famiglia e della sopravvivenza il suo centro morale. Il finale, coerente con l’impostazione classica del racconto, non ribalta davvero le carte in tavola, ma chiude il cerchio tematico costruito sin dalle prime scene: uscire dalla violenza è possibile solo passando attraverso di essa un’ultima volta.

Cash: un uomo che tenta di smettere, ma non può davvero farlo

Il personaggio di Cash (Orlando Bloom) è costruito fin dall’inizio come una figura in bilico. Ex criminale, ora uomo di fede e di campagna, vive una redenzione solo apparente. La sua scelta di prendersi cura di Finney e Savannah non nasce solo dall’amore familiare, ma anche da un bisogno più profondo: riparare a ciò che è stato, dare un senso alle violenze compiute in passato.

Il film è chiaro nel dirci che il suo passato non è mai davvero sepolto. Big Cat non rappresenta solo l’antagonista, ma l’incarnazione del mondo da cui Cash vorrebbe fuggire, un mondo che però non accetta abbandoni. Ogni “lavoro” che Cash è costretto a svolgere non è un ritorno improvviso al crimine, ma la prosecuzione naturale di una vita che non ha mai davvero smesso di essere violenta.

Big Cat e il potere come controllo totale

PER GENTILE CONCESSIONE DI MAGNOLIA PICTURES

Big Cat non è semplicemente una boss criminale: è il simbolo di un potere feudale, radicato nel territorio e nelle relazioni di paura. Odim County non è uno spazio neutro, ma un ecosistema corrotto in cui anche le forze dell’ordine risultano complici, intimidite o del tutto impotenti.

L’uccisione del vice-sceriffo Duke Parks segna il punto di non ritorno. Cash capisce che non esiste una via legale, nessuna istituzione capace di spezzare il ciclo. Da quel momento in poi, la vendetta non è più una scelta morale discutibile, ma una necessità di sopravvivenza. Il film, senza ambizioni filosofiche, sposa apertamente questa logica.

La morte di Finney e la fine dell’innocenza

La scena dell’uccisione di Finney davanti a Savannah e al prete Wilder è il vero cuore emotivo del film. Finney rappresentava l’anello debole, l’uomo che non era riuscito a reggere il peso della perdita e delle responsabilità. La sua morte non è eroica, né spettacolare: è brutale e inutile, proprio come spesso accade nei contesti di violenza sistemica.

Per Savannah, questo momento segna la fine definitiva dell’adolescenza. La ragazza smette di essere solo una figura da proteggere e diventa parte attiva del conflitto. Non a caso, sarà lei a infliggere il colpo finale a Big Cat, chiudendo simbolicamente una guerra che gli adulti non sono stati in grado di fermare.

Il prete Wilder: la fede messa alla prova

Il personaggio di Wilder è centrale nel finale. Ex cacciatore convertito alla fede, rappresenta la possibilità di una vita diversa, lontana dalla violenza. Ma Red Right Hand non idealizza questa scelta: quando tutto crolla, anche Wilder è costretto a riprendere in mano un’arma.

Il suo coinvolgimento nello scontro finale suggerisce un messaggio chiaro e piuttosto pessimista: in certi contesti, la non-violenza è un lusso che non ci si può permettere. Wilder sopravvive, torna a predicare, ma lo fa come uomo ferito, consapevole che la fede non basta sempre a salvare chi si ama.

Il finale: Cash è davvero libero?

Dopo il massacro finale, Cash sopravvive. Non c’è una punizione morale, né una condanna. Si trasferisce nella fattoria della sorella e cresce Savannah come una figlia. Apparentemente, ha ottenuto ciò per cui ha combattuto: sicurezza, famiglia, una parvenza di pace.

Eppure, il finale lascia un retrogusto amaro. Cash non ha sconfitto il sistema, ma solo l’ultima incarnazione del male. La violenza non è stata superata, ma resa “necessaria”. Il film non si interroga su cosa accadrà dopo, perché non è interessato a farlo: Red Right Hand è un racconto chiuso, circolare, in cui la redenzione non è spirituale ma pragmatica.

Una chiusura coerente con il suo cinema

Il finale di Red Right Hand non sorprende, ma conferma. Conferma che questo è un film di genere consapevole dei propri limiti e della propria tradizione. Non cerca sottotesti politici complessi né riflessioni esistenziali profonde: racconta una storia di vendetta, perdita e protezione familiare con onestà e linearità.

Ed è proprio questa coerenza, più che l’originalità, a rendere il film un’esperienza efficace per chi cerca un action thriller solido, cupo e privo di illusioni.

L’ultima volta che siamo stati bambini è basato su una storia vera?

Una delle domande che accompagnano più spesso L’ultima volta che siamo stati bambini riguarda la sua natura: racconta una storia realmente accaduta o è frutto di finzione? La risposta, come spesso accade nel cinema che lavora sulla memoria, è più sfumata di un semplice sì o no. Il film diretto da Claudio Bisio non è la trasposizione diretta di un fatto di cronaca o di una vicenda specifica, ma affonda le sue radici in un contesto storico reale e in una memoria collettiva profondamente autentica.

Un film non “biografico”, ma storicamente vero

L’ultima volta che siamo stati bambini non è basato su una singola storia vera, né racconta la vita di personaggi realmente esistiti. I protagonisti sono figure di finzione, così come le loro famiglie e le dinamiche narrative che li coinvolgono. Tuttavia, il mondo in cui si muovono è assolutamente reale: la Roma dei primi anni Quaranta, segnata dal fascismo, dalle leggi razziali e dall’ombra sempre più concreta della guerra.

Il film prende spunto dall’omonimo romanzo di Fabio Bartolomei, che costruisce una vicenda immaginaria proprio per raccontare qualcosa di profondamente vero: l’infanzia italiana durante la Seconda guerra mondiale, vissuta spesso senza comprendere appieno l’orrore che la circondava, ma subendone comunque le conseguenze.

L’infanzia come filtro della Storia

La forza del racconto sta nello sguardo adottato. La Storia, con la “S” maiuscola, non viene spiegata né didascalizzata, ma filtrata attraverso l’innocenza dei bambini. Le leggi razziali, l’antisemitismo, la propaganda e la violenza del regime fascista emergono in modo laterale, quasi casuale, proprio come accadeva nella percezione infantile dell’epoca.

Questo approccio rende il film storicamente credibile pur restando narrativamente libero. Molti bambini ebrei, così come figli di dissidenti o famiglie marginalizzate, scomparvero improvvisamente dalla vita quotidiana: amici di scuola, compagni di gioco, presenze che un giorno c’erano e il giorno dopo no. È su questa verità storica che il film costruisce il suo nucleo emotivo.

Un racconto simbolico che nasce da una verità collettiva

L'ultima volta che siamo stati bambini recensione

Se la vicenda non è reale nei fatti, lo è nel significato. I protagonisti incarnano esperienze che migliaia di bambini italiani hanno realmente vissuto: la fine improvvisa dell’innocenza, la scoperta della paura, il confronto con una realtà che non lascia spazio alla leggerezza.

Il titolo stesso, L’ultima volta che siamo stati bambini, suggerisce un passaggio irreversibile: non un evento preciso, ma una condizione esistenziale. In questo senso, il film non racconta “una” storia vera, ma molte storie vere condensate in una sola, trasformate in racconto cinematografico.

Claudio Bisio e la scelta di un tono antiretorico

Alla sua prima regia cinematografica, Claudio Bisio sceglie consapevolmente di evitare ogni enfasi celebrativa o melodrammatica. Il film non cerca la lacrima facile né la ricostruzione storica spettacolare, ma un tono misurato, quasi sommesso, che restituisce la quotidianità di un’epoca senza giudicarla apertamente.

Questa scelta rafforza il senso di autenticità: la Storia non irrompe con grandi scene madri, ma si insinua lentamente, proprio come accade nella vita reale. Ed è anche per questo che molti spettatori percepiscono il film come “vero”, pur sapendo che non racconta fatti realmente accaduti a quei personaggi specifici.

Una verità emotiva più che fattuale

L'ultima volta che siamo stati bambini Film 2023
Foto di Paolo Ciriello

In definitiva, L’ultima volta che siamo stati bambini non è basato su una storia vera in senso stretto, ma è profondamente radicato in una verità storica ed emotiva. È un film che utilizza la finzione per restituire un’esperienza autentica: quella di un’infanzia spezzata dalla Storia, di amicizie interrotte senza spiegazioni, di un mondo che cambia troppo in fretta perché un bambino possa capirlo.

Ed è proprio questa verità, più universale che cronachistica, a rendere il film così potente e così vicino alla memoria di chi, direttamente o indirettamente, quella Storia l’ha vissuta.

Dirty Dancing sequel: Jennifer Grey torna nel ruolo di Baby!

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Dirty Dancing sequel: Jennifer Grey torna nel ruolo di Baby!

L’attesissimo sequel di Dirty Dancing, con Jennifer Grey che torna nei panni di Frances “Baby” Houseman, arriverà presto nelle sale cinematografiche. La Lionsgate ha incaricato i produttori di “Hunger Games” e “Crazy Rich Asians” Nina Jacobson e Brad Simpson di supervisionare il film, con lo studio che prevede di iniziare la produzione entro la fine dell’anno. La sceneggiatura sarà scritta da Kim Rosenstock (“Dying for Sex”), candidata agli Emmy e ai Golden Globe e vincitrice del Premio Humanitas 2025.

“Dirty Dancing rimane amato oggi come lo era al momento della sua uscita, e sapevamo che un gruppo di persone molto speciale avrebbe dovuto unirsi per far sì che i fan accogliessero con entusiasmo il ritorno di Kellerman. Siamo più che entusiasti di annunciare di aver messo insieme il team perfetto per portare avanti questo film in collaborazione con Jennifer Grey”, ha dichiarato Adam Fogelson, presidente del Lionsgate Motion Picture Group, in merito ai nuovi sviluppi.

“Non ci sono produttori migliori per questo film dei nostri partner e amici di lunga data Nina e Brad di ‘Hunger Games’, e non potremmo essere più entusiasti di avere Kim a bordo per scrivere”, ha continuato Fogelson. “Con questa super squadra ora al suo posto, stiamo andando avanti a pieno ritmo affinché sia ​​i fan di vecchia data che il nuovo pubblico possano scoprire la magia, la musica e l’emozione di ‘Dirty Dancing’ in un nuovo film cinematografico pensato per il grande schermo”.

Il nuovo film di “Dirty Dancing” è stato annunciato nel 2020 con Grey come protagonista e produttore esecutivo, ma lo studio ha posticipato l’uscita prevista per il 2024 a causa degli scioperi di Hollywood. Jonathan Levine avrebbe dovuto originariamente dirigere il progetto, ma rimarrà come produttore esecutivo.

“Il ruolo di Baby ha occupato un posto molto profondo e significativo nel mio cuore, così come nel cuore di tantissimi fan nel corso degli anni”, ha detto Grey riguardo alla sua decisione di tornare. “Mi sono chiesto a lungo dove avremmo potuto trovare Baby anni dopo e come sarebbe stata la sua vita, ma ci è voluto del tempo per riunire il tipo di persone che ritenevo potessero essere incaricate di costruire sull’eredità del film originale… e sono entusiasta di dire che sembra che l’attesa sarà presto finita!”

Le novità di Prime Video a febbraio 2026: film originali, ritorni attesissimi e grandi classici

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Febbraio 2026 si apre su Prime Video con un catalogo particolarmente ricco, capace di abbracciare generi e pubblici diversi: dal romance young adult all’action adrenalinico, passando per thriller seriali, docuserie e il ritorno di grandi film cult. Ecco una guida completa alle uscite del mese, con date e contenuti da segnare in agenda.

Film e serie Prime Original in arrivo

13 febbraio – Love Me Love Me, Film Prime Original

Dopo la morte del fratello, June si trasferisce a Milano per ricominciare da capo. In una scuola internazionale d’élite incontra Will, lo studente modello, ma il suo equilibrio viene sconvolto dall’incontro con James, carismatico e tormentato, coinvolto in combattimenti clandestini di MMA. Tra rivalità e attrazione, June dovrà scegliere tra sicurezza e passione. Diretto da Roger Kumble, il film è tratto dal romanzo fenomeno di Stefania S., nato su Wattpad e diventato un caso editoriale. Cast internazionale guidato da Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci.

11 febbraio – Alex Cross – Stagione 2, Serie Prime Original

Il thriller con Aldis Hodge torna dopo il successo globale della prima stagione (oltre 40 milioni di spettatori). La nuova stagione alza la posta in gioco con un caso che coinvolge un potente magnate minacciato di morte e una scia di indizi sempre più inquietanti.
8 episodi:

  • 11/02: episodi 1–3

  • episodi settimanali fino al finale del 18 marzo

4 febbraio – Fallout – Finale di stagione, Serie Prime Original

Arriva l’ultimo episodio della seconda stagione dell’adattamento tratto dalla celebre saga videoludica. Un mondo post-apocalittico bizzarro, violento e sorprendentemente umano giunge a un punto di svolta decisivo.

25 febbraio – The Bluff, Film Prime Original

Priyanka Chopra Jonas è la protagonista di un’action epico ambientato tra le isole Cayman. Ex pirata dal passato violento, Ercell “Bloody Mary” Bodden è costretta a tornare a combattere quando il suo ex capitano (interpretato da Karl Urban) riemerge per vendicarsi. Prodotto da Anthony e Joe Russo, The Bluff è una storia di sopravvivenza, famiglia e redenzione.

Altri Original e contenuti esclusivi

  • 4 febbraio – Relationship Goals (Film Prime Original)

  • 6 febbraio – Finding Harmony: A King’s Vision (Documentario Prime Original)

  • 6 febbraio – Sweetpea (Serie Prime Exclusive, 6 episodi binge)

  • 12 febbraio – Soul Power (Docuserie Prime Original, 4 episodi binge)

  • 18 febbraio – 56 Giorni (Serie Prime Original, 8 episodi binge)

  • 21 febbraio – In the Lost Lands (Film Prime Exclusive)

  • 27 febbraio – Man on the Run (Documentario Prime Original)

Nuovi film in catalogo

Prime e seconde visioni

  • Ehi, tu! – 8 febbraio

  • CIA – Un uomo nel mirino – 16 febbraio

Altri film in arrivo

Da Licorice Pizza a Blade Runner 2049, passando per Kill Bill Vol. 1 & 2, Gangs of New York, Chiamami col tuo nome e Malcolm X, febbraio porta su Prime Video una selezione che unisce cinema d’autore, cult moderni e grandi successi commerciali.

Nuove serie in arrivo

  • Timeless S1–2 – 1 febbraio

  • La tata S2 – 1 febbraio

  • The Blacklist S6 – 7 febbraio

  • Kuroko No Basket S2 – 10 febbraio

  • Monk S1–8 – 15 febbraio

In scadenza a fine mese

Film

  • Familia – 8 febbraio

  • Late Night with the Devil: In onda con il diavolo – 27 febbraio

  • Un mondo a parte – 28 febbraio

Serie

    • Soulmates – 7 febbraio

Febbraio 2026 conferma Prime Video come una delle piattaforme più dinamiche del panorama streaming: produzioni originali ambiziose, ritorni seriali di peso e un catalogo film che strizza l’occhio sia ai cinefili che al grande pubblico. Un mese da esplorare, tra novità e (ri)scoperte.

The Bourne Ultimatum: la spiegazione del finale del film

The Bourne Ultimatum: la spiegazione del finale del film

Dire che The Bourne Ultimatum è un film emozionante sarebbe un eufemismo. Come i due film precedenti della serie Jason Bourne, combina sequenze d’azione ad alta intensità con alcuni dei colpi di scena più sconvolgenti della serie. Per quasi dieci anni, è stato anche l’ultimo film in cui abbiamo visto Jason Bourne (Matt Damon), l’abile assassino protagonista della serie. Sebbene sia uscito nel 2007, The Bourne Ultimatum ha resistito bene al passare degli anni, grazie in gran parte alle ottime interpretazioni e alla mano esperta del regista Paul Greengrass.

Ad oggi, molti lo considerano il migliore della serie, ed è anche il film di Bourne di maggior successo, con un incasso di oltre 440 milioni di dollari in tutto il mondo. Tuttavia, nonostante il successo al botteghino, potrebbero esserci molti che non ricordano bene come finisce il film o che hanno ancora dei dubbi su cosa sia successo esattamente. Diamo allora un’occhiata al finale di The Bourne Ultimatum e approfondiamo il destino di Jason Bourne, anche se, ovviamente, questa analisi conterrà alcuni spoiler importanti.

LEGGI ANCHE: The Bourne Ultimatum: trama, cast e sequel del film con Matt Damon

In The Bourne Ultimatum, Jason Bourne lotta per scoprire la verità sulla sua identità

Uno dei temi predominanti dell’intera serie di film di Bourne è l’identità, o, più specificamente, la mancanza di conoscenza del protagonista riguardo alla propria. Nei primi due film di Bourne lo abbiamo visto affrontare una situazione pericolosa dopo l’altra, il tutto mentre cercava di gestire gli effetti dell’amnesia. Poco a poco, nel corso del tempo, ha incontrato funzionari governativi e colleghi assassini che lo hanno aiutato a mettere insieme i pezzi del puzzle: il suo nome era David Webb ed era un assassino per conto di Treadstone, un’operazione della CIA.

The Bourne Ultimatum film

Nei primi tre film, e in particolare in The Bourne Ultimatum, vediamo che cercare di capire chi sei e come sei diventato quella persona è un’esperienza disorientante e traumatizzante. Jason ha flashback terrificanti e fatica a capire di chi fidarsi. Questa esperienza caotica, che si svela lentamente, raggiunge il culmine in The Bourne Ultimatum. Mentre si affretta a scoprire di più sulle sue origini alla Treadstone, la CIA sta attivamente cercando di ucciderlo prima che possa scoprire la verità, perché sa che potrebbe usare quelle informazioni per causare danni irreparabili alla loro operazione.

Quando Jason finalmente raggiunge la struttura in cui è stato addestrato, scopre di essersi offerto volontariamente alla Treadstone e, nonostante i dubbi, ha scelto di continuare. Questo segna una svolta per lui. Finalmente conosce una parte fondamentale della sua identità, ma non è facile conviverci. Sapere di aver scelto di contribuire alla violenza e al dolore causati dal programma gli fa capire che deve lasciarsi alle spalle la parte della sua identità che è Jason Bourne.

La fine di The Bourne Ultimatum lascia ampio spazio a futuri capitoli

Mentre gli agenti della CIA inseguono Jason sul tetto della struttura in cui è stato addestrato, lui affronta uno degli agenti, Paz (Edgar Ramirez), e lo sfida a riflettere sul motivo per cui vuole ucciderlo. Jason ripete le parole di un altro agente di Treadstone, il professore di The Bourne Identity, che lui stesso ha ucciso. Dice a Paz: “Guardaci. Guarda cosa ti costringono a fare”. È come se volesse dire che finalmente capisce il vero prezzo della vita che una volta ha scelto di condurre e spera che anche gli altri si rendano conto dei sacrifici che hanno fatto.

The Bourne Ultimatum cast

Poi si tuffa dal tetto nell’East River. All’inizio sembra che David sia morto. Tuttavia, nei momenti finali del film, apprendiamo da un notiziario che il suo corpo non è stato ancora recuperato e poi vediamo il suo corpo apparentemente senza vita entrare in azione e nuotare via. Se la serie fosse finita lì, avremmo saputo che era sopravvissuto. Ma questo ha anche lasciato aperta la porta per il proseguimento della storia di Bourne. In primo luogo, in The Bourne Legacy, abbiamo visto come altre operazioni segrete siano state influenzate dopo che le informazioni raccolte da Jason hanno contribuito a smascherare Treadstone e la sua successiva incarnazione, l’Operazione Blackbriar.

Poi, abbiamo visto David lottare (per l’ultima volta?) per scoprire maggiori dettagli sulla sua identità, compresi i legami di suo padre con Treadstone, nel film Jason Bourne del 2016. Quindi, lasciare i momenti finali di The Bourne Ultimatum con dei puntini di sospensione, piuttosto che con un punto, è stato praticamente il finale perfetto, che ha ricordato sottilmente ai fan che la ricerca di David per trovare se stesso potrebbe non finire mai veramente. Di recente, ci sono infatti state novità riguardo la saga, i cui diritti sono stati acquistati da Universal. Prossimamente, potrebbero dunque arrivare nuovi film dedicati all’agente senza memoria.

Jerry Maguire: la storia vera dietro il film con Tom Cruise

Jerry Maguire: la storia vera dietro il film con Tom Cruise

Uscito nel 1996, il film diretto da Cameron CroweJerry Maguire, vede Tom Cruise nei panni di un agente sportivo trentacinquenne alla ricerca di credibilità professionale e di una vita sentimentale soddisfacente. Il film è stato candidato a cinque premi Oscar, con Cuba Gooding Jr. che vinse quello per il miglior attore non protagonista, e a tre Golden Globe, con Tom Cruise che vinse quello per il miglior attore protagonista. Tornando al film, la trama è in gran parte inventata, ma incorpora alcuni eventi importanti della vita di Leigh Steinberg.

La trama di Jerry Maguire

Nel film, il protagonista interpretato da Cruise viene licenziato dalla Sports Management International dopo aver rivalutato i suoi obiettivi di carriera. Crea una sua agenzia e inizia una relazione sentimentale con la dipendente Dorothy Boyd (Renée Zellweger), madre di un bambino carismatico di nome Ray (Jonathan Lipnicki). Il film segue poi i tentativi di Jerry di assicurarsi un grosso contratto per il wide receiver della NFL Rod Tidwell (Cuba Gooding Jr.), cercando al contempo di trovare un equilibrio tra la sua vita personale e quella professionale.

La storia vera dietro il film

A distanza di decenni dalla sua uscita, Jerry Maguire rimane una commedia romantica iconica grazie ai dialoghi memorabili e alle interpretazioni accattivanti dei protagonisti. Secondo un rapporto del 2020, Crowe ha “affiancato” Steinberg per 18 mesi all’inizio degli anni ’90 prima di scrivere Jerry Maguire. Nel corso di 18 mesi, il regista ha partecipato a vari eventi della NFL, tra cui il Super Bowl, per comprendere appieno la vita di un agente sportivo di primo piano.

Tom Cruise e Renee Zellweger in Jerry Maguire

All’epoca, Steinberg aveva appena compiuto 44 anni e rappresentava il quarterback dello Stato di Washington Drew Bledsoe, che era stato selezionato come numero 1 assoluto nel draft del 1993 dai New England Patriots. In Jerry Maguire, l’agente sportivo protagonista viene licenziato poco prima del draft della NFL, ed è qui che la narrazione si discosta dalla storia di vita reale del soggetto. Secondo un rapporto del 2014, Steinberg ha sempre lavorato in proprio.

Ho iniziato la mia attività nella sala da gioco della casa dei miei genitori a West Los Angeles… Ero il mio segretario, rispondevo al telefono, [e] mi occupavo personalmente della dattilografia e delle fotocopie per i primi sei anni. Mi sedevo su una sedia a sdraio nel giardino sul retro vicino alla piscina e facevo le telefonate”, ha raccontato Steinberg a Parade.

Per quando riguarda la trama romantica di Jerry Maguire, Crowe modifica dunque diversi fatti relativi alla vita personale di Steinberg. Ad esempio, il personaggio di Tom Cruise si innamora di Dorothy dopo aver avviato la propria agenzia, ma nella vita reale Steinberg ha sposato sua moglie Linda nel 1985 e aveva già quattro clienti tra i primi 12 del Draft NFL di quell’anno. Inoltre, tutte le battute più famose di Jerry Maguire (tra cui “Coprimi di soldi!” (in lingua originale “Show me the money!“) sono puramente fittizie e sono state scritte da Crowe.

JERRY MAGUIRE

Leigh Steinberg dopo Jerry Maguire

Tuttavia, il film riflette lo stile di vita caotico di Steinberg e il fatto che spesso doveva tornare a casa in aereo per affrontare problemi coniugali. Dopo l’uscita di Jerry Maguire, all’inizio degli anni 2000 ha lottato contro l’alcolismo, conseguenza di vari problemi nella sua vita personale e professionale. In un reportage del 2021 (tramite Variety), Steinberg rivelava che l’aspetto personale del suo lavoro, a cui si fa riferimento nel film, lo ha ispirato a mantenere la sobrietà.

Ho solo pensato: ‘Cosa ho permesso che accadesse? … Non ho il cancro. Vivo in un paese con il più alto tenore di vita. Ho tre figli meravigliosi. Che scuse ho per stare seduto a crogiolarmi nell’alcolismo?” In Jerry Maguire, il rapporto d’affari tra il personaggio di Cruise e Rod Tidwell è parallelo alle esperienze reali dell’agente con l’ex quarterback della NFL Warren Moon, che è entrato nella NFL nel 1984 dopo sei anni nella Canadian Football League ed è stato descritto da Steinberg come un “fratello” (entrambi fanno un cameo nel film di Crowe).

Tuttavia, un rapporto del 2017 (tramite The Daily Mail) suggerisce che l’ex wide receiver degli Arizona Cardinals Tim McDonald abbia ispirato il personaggio di Gooding in Jerry Maguire. Ora settantaduenne, Steinberg ha rappresentato otto volte la prima scelta della NFL. Secondo Steinberg Sports, la sua attuale lista di clienti include il quarterback dei Miami Dolphins Tua Tagovailoa e la superstar della NFL Patrick Mahomes dei Kansas City Chiefs. Il personaggio di Cruise rispecchia Steinberg in molti modi, ma il film riesce a distinguersi offrendo un’esperienza cinematografica memorabile.

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette dal 13 febbraio su Disney+

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Disney+ ha annunciato che Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette di FX debutterà il 13 febbraio sulla piattaforma streaming in Italia. Esplorando l’innegabile alchimia, il corteggiamento lampo e il matrimonio sotto i riflettori di una delle coppie più iconiche del XX secolo, il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy è una serie ispirata al libro di Elizabeth Beller “Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy”. Composta da nove episodi, la serie debutterà con i primi tre, seguiti da un episodio a settimana, ogni venerdì.

È stata una storia d’amore che ha catturato l’attenzione della nazione: John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) era la figura più vicina alla regalità americana. Il Paese lo ha visto trasformarsi da ragazzo a scapolo amato e celebrità mediatica. Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon) era una star a pieno titolo. Fieramente indipendente e con uno stile singolare, era passata da commessa a dirigente presso Calvin Klein, diventando una fidata confidente dell’omonimo fondatore. Il legame tra John e Carolyn fu immediato, elettrizzante e innegabile. Man mano che la loro storia d’amore prendeva forma sotto gli occhi dell’intera nazione, la fama crescente e la conseguente attenzione dei media minacciavano di separarli. Con Grace Gummer (Caroline Kennedy), Naomi Watts (Jackie Kennedy Onassis), Alessandro Nivola (Calvin Klein), Leila George (Kelly Klein), Sydney Lemmon (Lauren Bessette) e Constance Zimmer (Ann Marie Messina), Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette racconta il viaggio complesso e straziante di una coppia il cui amore privato è diventato un’ossessione nazionale.

La serie FX Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette è stata creata da Connor Hines e vede come executive producer Ryan Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Connor Hines, Eric Kovtun, Nissa Diederich, Scott Robertson, Monica Levinson, Kim Rosenstock, D.V. DeVincentis e Tanase Popa. Max Winkler è executive producer e regista dell’episodio pilota. La serie è prodotta da 20th Television.

Il pianista: la spiegazione del finale del film

Il pianista: la spiegazione del finale del film

Pochi film storici sull’Olocausto hanno eguagliato l’orrore puro e vissuto del film di Roman Polanski del 2002 Il pianista, che bilancia la rappresentazione del dolore sofferto dagli ebrei polacchi con rari momenti di connessione umana in mezzo al terrore collettivo, sostenuto nientemeno che dalla grande musica di Chopin. Polanski aveva già affrontato polemiche nei suoi film (al di là dei suoi scandali, che lo avrebbero visto espulso dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences nel 2018), come nel caso del film cult “satanico” “Rosemary’s Baby”.

Ma questo film sarebbe diventato qualcosa di molto diverso. L’orrore de Il pianista è infatti radicato nella realtà, raccontando la vera storia dell’ebreo Władysław Szpilman (Adrien Brody, premiato con l’Oscar al Miglior attore per la sua interpretazione), sopravvissuto a sei anni di occupazione nazista in Polonia. Brody non assomigliava molto a Szpilman, ma come disse Polanski: “Non cercavo una somiglianza fisica, perché secondo me non ha importanza”.

LEGGI ANCHE: Il pianista: la vera storia dietro il film di Roman Polański

Ciò che contava era la recitazione, resa viva non solo dall’apprendimento del polacco e del pianoforte da parte di Brody, ma anche dal suo incredibile senso di osservazione ed empatia. Il pianista inizia in modo semplice, con filmati d’archivio della Varsavia pre-invasione accompagnati dal suono del pianoforte suonato da Szpilman. Si scopre poi che la sua esibizione viene trasmessa alla radio, fino a quando esplosioni interrompono la sua esecuzione. Da qui ha inizio il film e il viaggio nell’inferno che ci porta a compiere.

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Adam Brody nei panni di Szpilman

Veniamo dunque improvvisamente catapultati nell’invasione tedesca di Varsavia. Szpilman fugge nella casa della sua famiglia. I familiari sono a loro agio tra loro, riuniti intorno alla radio per ascoltare la dichiarazione di guerra della Francia e dell’Inghilterra alla Germania, e scherzano persino sulle nuove leggi. L’orrore è iniziato, ma non si percepisce ancora. Inizialmente, agli ebrei viene proibito di sedersi sulle panchine. Ben presto, devono indossare bracciali con la stella di David. La famiglia di Szpilman discute se indossarli o meno, ma un rapido passaggio di scena rivela che hanno ceduto.

Gli spettatori sono costretti a convivere con l’assoluta e spaventosa repentinità del crollo del mondo di questi personaggi, i quali vengono poi a sapere che saranno trasferiti con la forza in un ghetto e la loro marcia ha inizio. Polanski affolla le scene del ghetto di Varsavia di persone, suggerendo l’intensità della congestione. Quando il fratello di Szpilman, Henryk (Ed Stoppard), lo rimprovera a cena per aver suonato nella sala da pranzo, la discussione viene nuovamente interrotta, poiché la famiglia assiste al lancio di un uomo su una sedia a rotelle dalla finestra del sesto piano da parte dei nazisti.

Come nella scena iniziale, l’orrore deriva dall’impossibilità di fare qualcosa e dall’inefficacia della famiglia come osservatori. Interpretando Szpilman, Brody enfatizza questa qualità osservativa. Come ha detto a PopMatters, “c’erano lunghi periodi di silenzio, in cui mi veniva solo chiesto di reagire”. Szpilman non è un eroe d’azione. È un musicista, un artista, che fa ciò che può per sopravvivere. Questo trasmette l’umanità e le umiliazioni delle vittime dell’Olocausto e fa da contraltare all’interpretazione di Brody in “La sottile linea rossa” del 1998.

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Da solo a Varsavia

Altre trasferte forzate avvengono quando la famiglia viene espulsa dal proprio alloggio nel ghetto e mandata in un campo. Durante il lungo tragitto verso il treno, Szpilman viene separato dalla sua famiglia da un ufficiale che sostiene di “salvargli la vita”. È costretto a guardare ancora una volta la sua famiglia che viene mandata al campo, caricata brutalmente sui vagoni del treno. Quando torna al ghetto, vede i cadaveri di una famiglia ebrea sul marciapiede.

Costretto ai lavori forzati, Szpilman dimagrisce, trascorrendo le notti vagando per i quartieri, aiutando a procurare armi per una rivolta imminente. La sua fuga dal campo lo porta da un amico a Varsavia, che lo aiuta a nascondersi. “Non sarà molto comodo”, dice Szpilman mentre trascorre una notte dietro uno scaffale di ferramenta. Si ritrova in un altro appartamento, dove gli viene ordinato di non uscire, e continua a soffrire la fame. Il pianista diventa così un film sulla resistenza.

Sebbene Polanski non volesse apparire nel film, pensando che avrebbe evocato lo spettro di Hitchcock, utilizza una classica tecnica di montaggio hitchcockiana. Dal suo nascondiglio, Szpilman riesce a vedere la fallita rivolta del ghetto di Varsavia, tentata con le armi che era riuscito a portare con sé. Molto prima di passare a una visione più ravvicinata dell’azione, Polanski sottolinea la prospettiva di Szpilman: distaccata, impotente, testimone dall’alto. E passa alle riprese di Brody che guarda, con il volto che rivela un dolore profondo. È ancora intrappolato.

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Una fuga definitiva

Quando un vicino chiede a Szpilman la carta d’identità, lui fugge dall’edificio e si nasconde in “una zona molto tedesca”, continuando a guardare fuori dalla finestra la Varsavia innevata. Si ammala, ma ciò che gli causa più dolore è dover ignorare il pianoforte nel suo nuovo nascondiglio, l’ultimo legame con la sua vecchia vita. Mortalmente malato, Szpilman deve fuggire di nuovo, poiché la rivolta di Varsavia del 1944 porta esplosioni e sparatorie nel suo nascondiglio. Il suo udito è praticamente compromesso e corre alla cieca tra le rovine della sua città natale.

Nel nuovo nascondiglio, stringe un legame che cambierà la sua vita, incontrando l’ufficiale tedesco Wilm Hosenfeld (Thomas Kretschmann). I due entrano in sintonia mentre Szpilman suona la “Ballata in sol minore” di Chopin. Forse è eccessivamente sentimentale per un film che ha abbracciato un tale orrore nelle prime due ore suggerire nei momenti finali che un nazista e un ebreo possano legare grazie alla musica. Ma si trattava di un’unione autentica, che permise a Szpilman di sopravvivere fino alla fine della seconda guerra mondiale. Polanski sostiene che Szpilman “fece tutto il possibile per salvare la vita di Hosenfeld”.

Nel finale agrodolce del film, Hosenfeld finisce in un campo di prigionia sovietico, dove muore nel 1952, mentre Szpilman suona in un teatro tutto esaurito. Il pianista è tutt’altro che facile da guardare, con le sue famiglie assassinate e le lunghe scene di sofferenza e fame, e la performance di Adrien Brody, vincitrice di un Oscar, era ben lontana dalla tipica vittoria dei film biografici. La catarsi di Szpilman, a cui finalmente viene permesso di suonare per intero, anche per un nazista, è piccola ma potente, e dà vita a una delle scene più belle del cinema sul legame umano.

Daredevil: Rinascita – Stagione 2: tutte le rivelazioni del primo teaser

All’inizio di oggi, i Marvel Studios hanno pubblicato il primo trailer di Daredevil: Rinascita – Stagione 2. L’anteprima, ricca di azione, ci ha offerto un assaggio di ciò che ci aspetta quando la serie Disney+ tornerà questo marzo, e ora diamo uno sguardo più approfondito alle rivelazioni più importanti.

Quando abbiamo visto l’Uomo Senza Paura per l’ultima volta, aveva messo insieme un gruppo eterogeneo di giustizieri per opporsi al sindaco Wilson Fisk e alla sua Anti-Vigilante Task Force. Adesso abbiamo un’idea più chiara di come sarà questa guerra.

Tra grandi ritorni, un’alleanza inaspettata e importanti cambiamenti allo status quo, il ritorno di Daredevil sembra destinato a cambiare le regole del gioco per il lato “street-level” del MCU. È probabile che ciò che vediamo qui abbia ripercussioni anche su Spider-Man: Brand New Day, ricordiamolo.

Matt Murdock, scomparso

Matt Murdock non è davvero “scomparso”; si sta nascondendo con Karen Page. Alla fine della Stagione 1 di Daredevil: Rinascita, il sindaco Fisk ha inviato la sua Anti-Vigilante Task Force per uccidere l’avvocato, quindi non crediamo che siano dei semplici cittadini preoccupati ad affiggere questi manifesti.

Fisk non può etichettare Murdock come un criminale senza prove, quindi è evidente che stia cercando di stanare il suo nemico in un altro modo. È una mossa astuta, e vediamo che la propaganda del villain sta funzionando, dato che l’AVTF continua a pattugliare le strade per mantenere i cittadini di New York “al sicuro”. Il tutto ha un sapore decisamente ispirato al mondo reale…

Il ritorno di Jessica Jones

Sappiamo da tempo che Krysten Ritter avrebbe ripreso il ruolo di Jessica Jones nella Stagione 2 di Daredevil: Rinascita, e il suo rapporto con l’Uomo Senza Paura chiaramente non è cambiato più di tanto. La versione MCU della detective privata è ancora molto potente e avrà parecchia azione nella serie.

Il fatto che Matt chieda aiuto a una delle sue colleghe Defenders per ribaltare la situazione contro il sindaco Fisk potrebbe preparare il terreno per una vera e propria reunion dei Defenders. A seconda di come si concluderà la Stagione 2, scommetteremmo sulla comparsa di Luke Cage — e magari anche di Iron Fist — nella Stagione 3.

Per ora, però, ci si aspetta che Jessica ricopra un ruolo simile a quello che abbiamo visto per The Punisher nella Stagione 1.

Alleanza con Bullseye

Le foto dal set della Stagione 2 di Daredevil: Rinascita avevano già suggerito che l’Uomo Senza Paura potesse allearsi, seppur controvoglia, con Bullseye, e questa inquadratura del trailer sembra mostrare l’eroe mentre dà una mano a “Dex”. Il nemico del mio nemico è mio amico, giusto?

In tutta onestà, Bullseye è stato manipolato da Vanessa Fisk per uccidere Foggy. Questo dovrebbe rendere un po’ più digeribile, per Matt, mettere da parte le divergenze con l’ex agente dell’FBI se ciò significa abbattere il sindaco, e sembra proprio che Dex stia godendosi la sua ritrovata libertà.

Anche se qui non si vede chiaramente, le foto dal set hanno confermato che Bullseye indosserà un costume molto più fedele ai fumetti.

Daniel Blake, Mr. Charles, Kingpin

Quell’immagine di qualcuno che indossa una maschera di Kingpin è probabilmente collegata alla resistenza che si oppone all’AVTF. Oltre a questo, vediamo il sindaco Fisk godersi il suo nuovo potere e Daniel Blake rendersi conto che servire il villain significa sporcarsi le mani in modo estremo.

Particolarmente intrigante è il nostro primo vero sguardo a Matthew Lillard nel ruolo del misterioso Mr. Charles. Continuiamo a pensare che si tratti di un nome falso usato per nascondere la sua vera identità, ma al momento le ipotesi sono tante quanto le nostre su che cosa interpreti davvero — un criminale o un poliziotto — nella serie Disney+.

In ogni caso, sappiamo che rappresenterà un grosso problema per Fisk.

Foggy Nelson… è vivo?

Come già ricordato, la Stagione 1 di Daredevil: Rinascita si apriva con Foggy Nelson colpito a morte da Bullseye. Potrebbe trattarsi di un flashback, ma nei fumetti esiste un precedente per la morte e il ritorno in vita del migliore amico di Matt… più di una volta.

Nella run di Mark Waid, Matt lasciò credere al mondo che Foggy fosse morto di cancro per proteggerlo. Durante il periodo di Chip Zdarsky su Daredevil, il “Cornetto” salvò l’amico dall’Inferno. E in quella di Ed Brubaker, Foggy venne “ucciso” in prigione, salvo poi scoprire che era stato segretamente inserito nel Programma Protezione Testimoni. Per questa serie, punteremmo sulla terza opzione.

Ritorno al nero

Quando abbiamo incontrato Daredevil per la prima volta su Netflix, indossava un costume nero, artigianale. Ora, il suo classico costume rosso è stato dipinto di nero e, nel processo, ha acquisito il celebre logo “DD”. Sembra un omaggio alla acclamata run di Charles Soule su Daredevil.

Un altro elemento particolarmente degno di nota sono le scene d’azione. Questi momenti sono perfettamente in linea con quanto visto nella premiere e nel finale della Stagione 1, e appaiono sia duri che adeguatamente violenti. È chiaro che lo showrunner Dario Scardapane stia dando il massimo. Tornando però al costume, incrociamo le dita per poter rivedere prima o poi anche la tuta rossa con le doppie “D”.

Daredevil: Rinascita – Stagione 2: il primo teaser trailer è on line!

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Ecco il primo teaser trailer di Daredevil: Rinascita – Stagione 2 in cui il nostro Uomo senza Paura continua a prenderle e a darle senza risparmiarsi per la sicurezza di Hell’s Kitchen. E questa volta con il suo costume nero!

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La trama e il cast di Daredevil: Rinascita

In Daredevil: Rinascita della Marvel Television, Matt Murdock (Charlie Cox), un avvocato cieco con capacità straordinarie, lotta per ottenere giustizia nel suo vivace studio legale, mentre l’ex boss mafioso Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) persegue le sue iniziative politiche a New York. Quando le loro identità passate iniziano a emergere, entrambi gli uomini si ritrovano inevitabilmente su una rotta di collisione. Entrambi torneranno nella Stagione 2.

La serie vede la partecipazione anche di Margarita Levieva, Deborah Ann Woll, Elden Henson, Zabryna Guevara, Nikki James, Genneya Walton, Arty Froushan, Clark Johnson, Michael Gandolfini, con Ayelet Zurer e Jon Bernthal. Dario Scardapane è lo showrunner.

La prima stagione è disponibile su Disney+.

Diane Lane entra nel cast de L’Esorcista di Mike Flanagan

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Diane Lane entra nel cast de L’Esorcista di Mike Flanagan

Diane Lane (Feud: Capote vs. The Swans) ha concluso un accordo per recitare al fianco di Scarlett Johansson e Jacobi Jupe nel prossimo capitolo dell’iconica saga horror L’Esorcista, del regista Mike Flanagan.

Non si sa ancora nulla sul ruolo che Diane Lane interpreterà e i dettagli della trama sono tenuti segreti. Ciò che si sa è che il film racconterà una storia completamente nuova ambientata nell’universo de L’Esorcista e non sarà un sequel di L’esorcista – Il credente, in uscita nel 2023.

Mike Flanagan dirigerà il film da una sceneggiatura scritta da lui stesso e la produzione si svolgerà a New York. È anche produttore tramite la sua casa di produzione Red Room Pictures, insieme a David Robinson per Morgan Creek Entertainment e Jason Blum per Blumhouse-Atomic Monster. Tra i produttori esecutivi figurano Alexandra Magistro per Red Room Pictures e Ryan Turek per Blumhouse-Atomic Monster. Universal distribuirà il prossimo film de L’Esorcista nelle sale venerdì 12 marzo 2027.

Candidata all’Oscar e candidata a diversi Emmy e Golden Globe, Diane Lane è stata recentemente vista come protagonista del thriller acclamato dalla critica Anniversary di Jan Komasa, al fianco di Phoebe Dynevor e Kyle Chandler. In precedenza, ha recitato in Feud: Capote vs. The Swans di Ryan Murphy, con Naomi Watts, Demi Moore e Tom Hollander, per il quale ha ricevuto una nomination agli Emmy come Miglior Attrice Non Protagonista in una Miniserie. Ha recitato di recente al fianco di Jeff Daniels nella miniserie Netflix prodotta da David E. Kelley A Man in Full, così come in Inside Out 2 della Disney, ed è rappresentata da CAA, Range Media Partners e Weintraub Tobin Chediak.

BAFTA 2026, tutte le nomination: Una Battaglia dopo l’Altra e I Peccatori dominano la scena

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L’intenso duello tra Una Battaglia dopo l’Altra e I Peccatori sta per approdare nel Regno Unito, con i due film, entrambi della Warner Bros., in cima alla lista delle nomination ai BAFTA 2026.

Dopo l’annuncio, la satira politica di Paul Thomas Anderson è in testa con 14 nomination complessive, a sole due dal record stabilito da Gandhi e alla pari con Niente di nuovo sul fronte occidentale, Espiazione, Il discorso del re e La tigre e il dragone.

L’horror storico di Ryan Coogler, nel frattempo, ha ottenuto 13 nomination, il numero più alto per un film di un regista nero nella storia dei BAFTA. Il film rappresenta per Ryan Coogler e Michael B. Jordan la loro prima partecipazione ai BAFTA come candidati.

Subito sotto, Hamnet – Nel nome del figlio e Marty Supreme hanno entrambi ottenuto 11 nomination, con Timothée Chalamet che torna nella corsa al miglior attore ai BAFTA per il secondo anno consecutivo. Mentre Hamnet – Nel nome del figlio potrebbe essere la bandiera del Regno Unito, il film di Chloe Zhao ora ha anche il maggior numero di nomination ai BAFTA da parte di una regista.

I titoli indipendenti locali I Swear, Pillion – Amore senza freni e The Ballad of Wallis Island hanno mantenuto le loro promettenti prestazioni nella fase della longlist, facendosi strada dalla categoria Miglior film britannico ad altri premi importanti, tra cui quello per il miglior attore nel caso di I Swear, la star di I Swear Robert Aramayo (che ha anche svolto un doppio ruolo come candidato al premio EE Raising Star). Tutti e tre i film sono entrati nella categoria Sceneggiatura.

I BAFTA Film Awards si terranno il 22 febbraio alla Royal Festival Hall di Londra, con Alan Cumming come presentatore.

Ecco tutte le nomination ai BAFTA 2026

MIGLIOR FILM
Hamnet – Nel nome del figlio” — Liza Marshall, Pippa Harris, Nicolas Gonda, Steven Spielberg, Sam Mendes
Marty Supreme” — Timothée Chalamet, Anthony Katagas, Eli Bush, Ronald Bronstein, Josh Safdie
Una Battaglia dopo l’Altra” — Adam Somner, Sara Murphy, Paul Thomas Anderson
Sentimental Value” — Maria Ekerhovd, Andrea Berentsen Ottmar
I Peccatori” — Zinzi Coogler, Sev Ohanian, Ryan Coogler

REGISTA
Bugonia,” Yorgos Lanthimos
Hamnet – Nel nome del figlio,” Chloé Zhao
Marty Supreme,” Josh Safdie
Una Battaglia dopo l’Altra,” Paul Thomas Anderson
Sentimental Value,” Joachim Trier
I Peccatori,” Ryan Coogler

ATTRICE PROTAGONISTA
Jessie Buckley, “Hamnet – Nel nome del figlio
Rose Byrne, “If I Had Legs I’d Kick You
Kate Hudson, “Song Sung Blue – Una Melodia d’Amore
Chase Infiniti, “Una Battaglia dopo l’Altra
Renate Reinsve, “Sentimental Value
Emma Stone, “Bugonia

ATTORE PROTAGONISTA
Robert Aramayo, “I Swear
Timothée Chalamet, “Marty Supreme
Leonardo DiCaprio, “Una Battaglia dopo l’Altra
Ethan Hawke, “Blue Moon
Michael B. Jordan, “I Peccatori
Jesse Plemons, “Bugonia

ATTRICE NON PROTAGONISTA
Odessa A’zion, “Marty Supreme
Inga Ibsdotter Lilleaas, “Sentimental Value
Wunmi Mosaku, “I Peccatori
Carey Mulligan, “The Ballad of Wallis Island
Teyana Taylor, “Una Battaglia dopo l’Altra
Emily Watson, “Hamnet – Nel nome del figlio

ATTORE NON PROTAGONISTA
Benicio del Toro, “Una Battaglia dopo l’Altra
Jacob Elordi, “Frankenstein
Paul Mescal, “Hamnet – Nel nome del figlio
Peter Mullan, “I Swear
Sean Penn, “Una Battaglia dopo l’Altra
Stellan Skarsgård, “Sentimental Value

MIGLIOR FILM BRITANNICO
28 Anni Dopo” — Danny Boyle, Andrew Macdonald, Peter Rice, Bernard Bellew, Alex Garland
The Ballad of Wallis Island” — James Griffiths, Rupert Majendie, Tom Basden, Tim Key
Bridget Jones: Un Amore di Ragazzo” — Michael Morris, Tim Bevan, Eric Fellner, Jo Wallett, Helen Fielding, Dan Mazer, Abi Morgan
Die My Love” — Lynne Ramsay, Martin Scorsese, Jennifer Lawrence, Justine Cirrocchi, Andrea Calderwood, Enda Walsh, Alice Birch
H Is for Hawk” — Philippa Lowthorpe, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Emma Donoghue
Hamnet – Nel nome del figlio” — Chloé Zhao, Liza Marshall, Pippa Harris, Nicolas Gonda, Steven Speilberg, Sam Mendes, Maggie O’Farrell
I Swear” — Kirk Jones, Georgia Bayliff, Piers Tempest
Mr. Burton” — Marc Evans, Ed Talfan, Josh Hyams, Hannah Thomas, Trevor Matthews, Tom Bullough
Pillion – Amore senza freni” — Harry Lighton, Emma Norton, Lee Groombridge, Ed Guiney, Andrew Lowe
Steve” — Tim Mielants, Alan Moloney, Cillian Murphy, Max Porter

MIGLIOR DEBUTTO PER UN REGISTA, SCENEGGIATORE o PRODUTTORE BRITANNICO
The Ceremony” — Jack King (Director, Writer), Hollie Bryan (Producer), Lucy Meer (Producer)
My Father’s Shadow” — Akinola Davies Jr. (Director), Wale Davies (Writer)
Pillion – Amore senza freni” — Harry Lighton (Director, Writer)
A Want in Her” — Myrid Carten (Director)
Wasteman” — Cal McMau (Director), Hunter Andrews (Writer), Eoin Doran (Writer)

SCENEGGIATURA ADATTATA
The Ballad of Wallis Island,” Tom Basden and Tim Key
Bugonia,” Will Tracy
Hamnet – Nel nome del figlio,” Chloé Zhao and Maggie O’Farrell
Una Battaglia dopo l’Altra,” Paul Thomas Anderson
Pillion – Amore senza freni,” Harry Lighton

SCENEGGIATURA ORIGINALE 
I Swear,” Kirk Jones
Marty Supreme,” Ronald Bronstein, Josh Safdie
L’Agente Segreto,” Kleber Mendonça Filho
Sentimental Value,” Eskil Vogt and Joachim Trier
I Peccatori,” Ryan Coogler

FILM PER FAMIGLIE
Arco – un’amicizia per salvare il futuro” — Ugo Bienvenu, Félix De Givry, Sophie Mas, Natalie Portman
Boong” — Lakshmipriya Devi, Ritesh Sidhwani
Lilo & Stitch” — Dean Fleischer Camp, Jonathan Eirich
Zootropolis 2” — Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino

FILM IN LINGUA NON INGLESE
Un Semplice Incidente” — Jafar Panahi, Philippe Martin
L’Agente Segreto” — Kleber Mendonça Filho, Emilie Lesclaux
Sentimental Value” — Joachim Trier, Maria Ekerhovd, Andrea Berentsen Ottmar
Sirat” — Oliver Laxe, Domingo Corral
La voce di Hind Rajab” — Kaouther Ben Hania, Nadim Cheikhrouha

MIGLIORI COSTUMI
Frankenstein,” Kate Hawley
Hamnet – Nel nome del figlio,” Malgosia Turzanska
Marty Supreme,” Miyako Bellizzi
I Peccatori,” Ruth E. Carter
Wicked – Parte 2,” Paul Tazewell

MIGLIORI EFFETTI VISIVI SPECIALI
Avatar: Fuoco e Cenere” — Joe Letteri, Richard Baneham, Daniel Barrett, Eric Saindon
F1” — Ryan Tudhope, Keith Alfred Dawson, Nicolas Chevallier, Robert Harrington
Frankenstein” — Dennis Berardi, Ayo Burgess, Ivan Busquets, José Granell
Dragon Trainer” — Christian Mänz, Francois Lambert, Glen McIntosh, Terry Palmer
The Lost Bus” — Charlie Noble, Brandon K. McLaughlin, David Zaretti

DOCUMENTARIO
2,000 Meters to Andriivka” — Mstyslav Chernov, Michelle Mizner, Raney Aronson-Rath
Apocalypse in the Tropics” — Petra Costa, Alessandra Orofino
Cover-Up” — Laura Poitras, Mark Obenhaus, Olivia Streisand, Yoni Golijev
Mr. Nobody Against Putin” — David Borenstein, Helle Faber, Radovan Síbrt, Alžběta Karásková
The Perfect Neighbor” — Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu, Sam Bisbee

FILM D’ANIMAZIONE
Elio” — Madeline Sharafian, Domee Shi, Adrian Molina, Mary Alice Drumm
La piccola Amelie” — Mailys Vallade, Liane-Cho Han, Nidia Santiago, Edwina Liard, Claire Le Combe, Henri Magalon
Zootropolis 2” — Jared Bush, Byron Howard, Yvett Merino

CASTING
I Swear,” Lauren Evans
Marty Supreme,” Jennifer Venditti
Una Battaglia dopo l’Altra,” Cassandra Kulukundis
Sentimental Value,” Yngvill Kolset Haga and Avy Kaufman
I Peccatori,” Francine Maisler

MIGLIOR FOTOGRAFIA 
Frankenstein,” Dan Laustsen
Marty Supreme,” Darius Khondji
Una Battaglia dopo l’Altra,” Michael Bauman
I Peccatori,” Autumn Durald Arkapaw
Train Dreams,” Adolpho Veloso

MIGLIOR MONTAGGIO
F1,” Stephen Mirrione
A House of Dynamite,” Kirk Baxter
Marty Supreme,” Ronald Bronstein and Josh Safdie
Una Battaglia dopo l’Altra,” Andy Jurgensen
I Peccatori,” Michael P. Shawver

MIGLIOR MAKE UP & HAIR
Frankenstein” — Jordan Samuel, Cliona Furey, Mike Hill, Megan Many
Hamnet – Nel nome del figlio” — Nicole Stafford
Marty Supreme” — Kyra Panchenko, Kay Georgiou, Mike Fontaine
I Peccatori” — Siân Richards, Shunika Terry, Ken Diaz, Mike Fontaine
Wicked – Parte 2” — Frances Hannon, Laura Blount, Mark Coulier, Sarah Nuth

COLONNA SONORA ORIGINALE 
Bugonia,” Jerskin Fendrix
Frankenstein,” Alexandre Desplat
Hamnet – Nel nome del figlio,” Max Richter
Una Battaglia dopo l’Altra,” Jonny Greenwood
I Peccatori,” Ludwig Göransson

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Frankenstein,” Tamara Deverell and Shane Vieau
Hamnet – Nel nome del figlio,” Fiona Crombie and Alice Felton
Marty Supreme,” Jack Fisk and Adam Willis
Una Battaglia dopo l’Altra,” Florencia Martin and Anthony Carlino
I Peccatori,” Hannah Beachler and Monique Champagne

MIGLIOR SUONO
F1” — Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary A. Rizzo, Juan Peralta
Frankenstein” — Greg Chapman, Nathan Robitallie, Nelson Ferreira, Christian Cooke, Brad Zoem
Una Battaglia dopo l’Altra” — Jose Antonio Garcia, Christopher Scarabosio, Tony Villaflor
I Peccatori” — Chris Welcker, Benny Burtt, Brandon Proctor, Steve Boeddeker, Felipe Pacheco
Warfare – Tempo di Guerra” — Mitch Low, Ben Barker, Howard Bargroff, Richard Spooner

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE BRITANNICO 
Cardboard” — J.P. Vine, Michaela Manas Malina
Solstice” — Luke Angus
Two Black Boys in Paradise” — Baz Sells, Dean Atta, Ben Jackson

MIGLIOR CORTO BRITANNICO
Magid/Zafar” — Luis Hindman, Sufiyaan Salam, Aidan Robert Brooks
Nostalgie” — Kathryn Ferguson, Stacey Gregg, Marc Robinson, Kath Mattock
Terence” — Edem Kelman, Noah Reich
This Is Endometriosis” — Georgie Wileman, Matt Houghton, Harriette Wright
Welcome Home Freckles” — Huiju Park, Nathan Hendren

EE RISING STAR AWARD (votato dal pubblico) 
Robert Aramayo
Miles Caton
Chase Infiniti
Archie Madekwe
Posy Sterling

The Beauty, la storia vera dietro al personaggio di Christopher Cross

Sebbene il monologo su Christopher Cross in The Beauty possa dire molto sul personaggio che racconta la storia, la serie FX si discosta dalla realtà in alcuni punti cruciali nella ricostruzione degli eventi mostrati nella scena. The Beauty di FX si concentra su due agenti delle forze dell’ordine che cercano di fermare l’omonimo trattamento a trasmissione sessuale, il quale rende le vittime fisicamente bellissime ma provoca effetti collaterali letali.

Sebbene le somiglianze tra The Beauty e The Substance siano evidenti, i due progetti presentano alcune differenze fondamentali. Innanzitutto, The Substance si concentra quasi esclusivamente su Demi Moore e Margaret Qualley, che interpretano due versioni concorrenti dello stesso personaggio, mentre l’ampio cast di The Beauty include Ashton Kutcher, Isabella Rossellini, Rebecca Hall, Anthony Ramos, Evan Peters e Ari Graynor.

Inoltre, mentre The Substance è indiscutibilmente uno studio di personaggio, The Beauty è strutturata in modo più libero come un poliziesco procedurale. Cooper, interpretato da Evan Peters, e Jordan, interpretata da Rebecca Hall, sono due agenti dell’FBI incaricati di rintracciare l’origine dell’infezione e fermarne la diffusione, anche se l’attenzione della serie si allarga spesso per concentrarsi anche su altri protagonisti.

Christopher Cross in The Beauty è un vero musicista (e MTV non ha danneggiato la sua carriera)

Tra questi c’è Antonio, interpretato da Anthony Ramos, un assassino che lavora per una losca organizzazione criminale nota solo come “la Corporation”, ed è stato uno dei primi soggetti a testare la droga. Sebbene Antonio sia interpretato dalla star di Hamilton trentiquattrenne, nel terzo episodio, intitolato “Beautiful Christopher Cross”, rivela di avere in realtà 65 anni e di dovere il suo aspetto giovanile a The Beauty.

Antonio fa questa rivelazione mentre spiega a Jeremy, un recente utilizzatore di The Beauty, chi uccide e perché lo fa. L’assassino sembra essere incaricato di eliminare chiunque abbia assunto la droga senza un’autorizzazione preventiva, permettendo così alla Corporation di controllarne la diffusione tra il pubblico.

Di conseguenza, Antonio dovrebbe teoricamente giustiziare Jeremy, ma finisce invece per permettergli di diventare il suo apprendista alla fine dell’episodio. Prima di ciò, in uno dei dettagli narrativi più bizzarri di The Beauty, Antonio intrattiene Jeremy con un elaborato racconto sul cantante pluripremiato Christopher Cross.

Secondo Antonio, l’autore del successo “Sailing” era destinato a un enorme successo all’inizio degli anni ’80, ma la popolarità di MTV avrebbe impedito a Cross, considerato esteticamente poco avvenente, di mantenere il favore del grande pubblico. In parole povere, Antonio sostiene che Cross fosse troppo poco attraente per restare una superstar una volta che il pubblico ebbe modo di vederne l’aspetto grazie all’avvento dei videoclip musicali.

Fortunatamente per Cross, questa versione dei fatti non corrisponde alla realtà. In verità, una convergenza di fattori portò al declino della sua carriera tra la metà e la fine degli anni ’80, in particolare il più ampio declino del genere musicale che aveva definito il suo successo. All’inizio degli anni ’80, Cross era una figura centrale dell’adult contemporary e del soft rock, generi che con il tempo persero rilevanza.

Il declino della carriera di Christopher Cross non era legato al suo aspetto

Il soft rock dominò le radio per tutti gli anni ’70, soprattutto nella seconda metà del decennio, quando il genere raggiunse probabilmente il suo apice critico. Album iconici come Rumours dei Fleetwood Mac possono essere considerati parte della storia del genere, mentre successi precedenti di Eagles, Chicago, Albert Hammond e Carole King arricchirono il repertorio del periodo.

L’album Christopher Cross del 1979 vinse cinque Grammy e gli valse un singolo al primo posto in classifica con “Sailing”; Cross riuscì a ripetere l’impresa nel 1981 con “Arthur’s Theme (Best That You Can Do)”, tratto dalla colonna sonora del film Arthur con Dudley Moore. Tuttavia, fu il mutamento dei gusti musicali a determinare il successivo declino della sua carriera.

Antonio afferma a lungo, nella scena diventata virale del terzo episodio di The Beauty, che fu l’aspetto fisico di Cross a distruggere la sua promettente carriera. In realtà, il vero motivo fu la difficoltà di promuovere un rock adulto e rilassato nell’epoca di Duran Duran, Journey e di altri artisti il cui new wave e hard rock offrivano al pubblico giovane qualcosa di più vitale, eccitante e intenso.

La storia di Christopher Cross in The Beauty è più profonda di quanto sembri

In definitiva, furono cambiamenti sociali e culturali più ampi — come l’allontanamento dall’adult contemporary e dal soft rock — a determinare le fasi più silenziose del declino musicale di Cross. Tuttavia, ha perfettamente senso che uno dei personaggi di The Beauty sostenga il contrario, poiché questo monologo mette in luce una verità fondamentale sul personaggio che racconta la storia.

Antonio crede che l’aspetto fisico da solo (o la sua mancanza) abbia plasmato la vita e la carriera di Cross, perché riesce a vedere l’esistenza delle persone esclusivamente in funzione del loro aspetto. Il personaggio interpretato da Ramos non prende in considerazione i fattori più ampi che hanno contribuito al relativo declino della carriera di Cross, poiché ha dedicato la sua vita alla Corporation e ha alterato in modo permanente il proprio corpo grazie a The Beauty.

Di conseguenza, Antonio è convinto che le persone vengano giudicate unicamente in base all’aspetto fisico, e questa percezione distorta influenza la sua interpretazione della carriera di Cross. Laddove, nella realtà, il cantautore fu limitato da un cambiamento culturale che lo allontanò dal suo genere distintivo, il villain di The Beauty è persuaso che i giudizi estetici siano il criterio segreto che governa ogni cosa.

Daredevil: Rinascita – Stagione 3 presenterà un enorme retcon dell’MCU

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Il Marvel Cinematic Universe ha subito un cambiamento significativo quando la Marvel Studios ha deciso di rivedere la produzione di Daredevil: Rinascita per allinearla meglio al tono crudo della serie originale Netflix. La prima stagione è finalmente arrivata per colmare il divario tra la saga dei Defenders e la linea temporale principale dell’MCU, una transizione che ha permesso alla narrazione di esplorare la complicata storia tra Matt Murdock (Charlie Cox) e Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) negli anni successivi alla conclusione della terza stagione su Netflix.

Sebbene il reset della produzione abbia portato a un ritmo irregolare nei primi capitoli del revival, la serie è riuscita a ristabilire con successo la tensione a livello di strada che il pubblico aveva richiesto. Questo successo ha portato a un rinnovo preventivo della serie per la terza stagione, facilitando anche la realizzazione di uno speciale televisivo autonomo per Frank Castle (Jon Bernthal). Ora, la terza stagione di Daredevil: Rinascita potrebbe riportare in scena anche dei classici cattivi dei fumetti.

Secondo l’insider del settore Daniel Richtman, per la terza stagione si sta pianificando un importante retcon narrativo reintroducendo la Mano come antagonista centrale. Dobbiamo sempre essere cauti riguardo alle presunte fughe di notizie degli addetti ai lavori, data la loro imprevedibilità e, a volte, le loro palesi invenzioni. Tuttavia, questa notizia è in linea con le voci di lunga data secondo cui anche Elektra (Elodie Yung) tornerà nella serie. Dati i legami biologici e mistici di Elektra con l’antica organizzazione ninja, avrebbe senso che fosse lei ad annunciare il ritorno della Mano.

Nell’era Netflix, la Mano era stata presentata come un gruppo clandestino alla ricerca dell’immortalità attraverso una sostanza estratta dai draghi, ma ha incontrato la sua fine durante gli eventi di The Defenders. Riportare in gioco questo gruppo rappresenta una scommessa creativa significativa per lo studio, ma offre l’opportunità di realizzare finalmente una versione dell’organizzazione che rifletta il materiale originale.

Una seconda possibilità per la Mano nell’MCU potrebbe essere fantastica

La rappresentazione della Mano nell’MCU è vista quasi all’unanimità dai fan di Daredevil come un’occasione persa. Nonostante il loro status di una delle minacce più temibili nel mito dei fumetti, la versione televisiva del gruppo spesso sembrava più una generica organizzazione criminale che una terrificante setta mistica. Inoltre, gli sceneggiatori precedenti hanno in gran parte ignorato le origini demoniache dell’organizzazione, concentrandosi invece su una ricerca di longevità in stile aziendale che è culminata in una sconfitta definitiva durante la distruzione del Midland Circle.

Affinché Daredevil: Rinascita riporti questa minaccia nella continuity attuale, la produzione deve seguire la linea temporale stabilita, fornendo al contempo una spiegazione logica per la loro rinascita. Questo tipo di svolta creativa non è senza precedenti. La Marvel Studios ha utilizzato una strategia simile con Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, che ha effettivamente riscritto la storia dei Dieci Anelli per superare la versione parodistica del Mandarino (Ben Kingsley) vista nei film precedenti. Riconoscendo l’esistenza dell’organizzazione precedente e introducendo una struttura di leadership più autentica e potente, la serie può riabilitare la Mano come una minaccia globale credibile.

La reintroduzione della Mano fornisce anche il veicolo perfetto per affrontare il punto più significativo e irrisolto della trama della serie originale Daredevil. Durante la prima stagione, una figura misteriosa conosciuta come Stone (Jasen R. Turner) è stata mostrata mentre faceva rapporto a Stick (Scott Glenn), suggerendo una guerra più ampia che coinvolgeva i Chaste e la Mano. Questo teaser non è mai stato seguito nelle stagioni successive, lasciando i fan a interrogarsi sul destino dell’antico guerriero preferito dai fan. Concentrando la terza stagione su una versione rivitalizzata della Mano, gli sceneggiatori possono finalmente integrare gli elementi demoniaci della trama di “Shadowland”, offrendo un necessario cambio di ritmo a Matt Murdock dopo anni di lotta contro le macchinazioni politiche e criminali di Wilson Fisk.

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La trama e il cast di Daredevil: Rinascita

In Daredevil: Rinascita della Marvel Television, Matt Murdock (Charlie Cox), un avvocato cieco con capacità straordinarie, lotta per ottenere giustizia nel suo vivace studio legale, mentre l’ex boss mafioso Wilson Fisk (Vincent D’Onofrio) persegue le sue iniziative politiche a New York. Quando le loro identità passate iniziano a emergere, entrambi gli uomini si ritrovano inevitabilmente su una rotta di collisione. Entrambi torneranno nella Stagione 2.

La serie vede la partecipazione anche di Margarita Levieva, Deborah Ann Woll, Elden Henson, Zabryna Guevara, Nikki James, Genneya Walton, Arty Froushan, Clark Johnson, Michael Gandolfini, con Ayelet Zurer e Jon Bernthal. Dario Scardapane è lo showrunner.

La prima stagione è disponibile su Disney+.

The Beauty: guida al cast e ai personaggi

The Beauty: guida al cast e ai personaggi

Il nuovo drama televisivo body horror di Ryan Murphy, The Beauty (qui la nostra recensione dei primi due episodi), è arrivato su Disney+, ottenendo apprezzamenti cauti dalla critica e paragoni piuttosto riduttivi con il film The Substance. Raccontando gli effetti disastrosi di una superdroga biologica progettata per rendere le persone più attraenti, la serie presenta diverse star di Hollywood celebrate per la loro bellezza.

In The Beauty c’è un notevole dispiego di talento, con alcune star che offrono le loro migliori interpretazioni degli ultimi anni. Inoltre, dato che al momento non abbiamo ancora visto tutta la serie, alcune delle sue star più importanti non sono ancora apparse.

L’intervista al cast di The Beauty

Allo stesso tempo, trattandosi di un drama che ruota attorno a terrificanti mutazioni corporee che rendono irriconoscibili diversi personaggi, una delle protagoniste è destinata a scomparire dalla serie, con un suo ritorno in una fase successiva tutt’altro che certo. In ogni caso, il body horror di The Beauty sembra destinato a cambiare per sempre il genere televisivo.

Evan Peters nel ruolo di Cooper Madsen

Attore: collaboratore storico di Ryan Murphy, Evan Peters è noto soprattutto per i suoi ruoli televisivi nella serie antologica American Horror Story. Gli appassionati di supereroi e fantascienza potrebbero però conoscerlo meglio per il grande schermo, dove ha interpretato Peter Maximoff negli X-Men o il dirigente ENCOM Julian Dillinger nel film del 2025 Tron: Ares.

Personaggio: protagonista principale di The Beauty, Cooper Madsen è un agente dell’FBI incaricato di indagare su una serie di morti violente collegate alla superdroga che dà il titolo alla serie. Con un addestramento da Navy SEAL, Madsen è l’eroe d’azione perfetto per questo caso, che nei primi episodi sfugge rapidamente a ogni controllo.

Anthony Ramos nel ruolo di Antonio / L’Assassino

Attore: Anthony Ramos è il protagonista di Twisters e dei suoi possibili sequel, ma ha ottenuto la sua grande occasione come attore interpretando Mars Blackmon nell’adattamento televisivo di Spike Lee del suo film She’s Gotta Have It. È noto anche per aver doppiato Mr. Piranha nel film animato The Bad Guys e per essere stato il personaggio centrale di Transformers: Rise of the Beasts.

Personaggio: finora il personaggio più incisivo di The Beauty, Antonio è il killer assoldato dalla corporation che produce la droga protagonista della serie, la cui personalità è da tempo soccombuta agli effetti collaterali della sostanza. Ramos sembra divertirsi enormemente a interpretare questo spietato assassino dal sorriso minacciosamente malevolo.

Jeremy Pope nel ruolo di Jeremy

Attore: The Beauty è solo il sesto ruolo di rilievo negli otto anni di carriera sullo schermo di Jeremy Pope. Prima di questa serie, le sue apparizioni più importanti sono state nella miniserie pseudo-storica Hollywood e in un ruolo di supporto come Jackie Wilson nel film One Night in Miami.

Personaggio: Pope compare appena nel trailer da record di The Beauty, ma è destinato a svolgere un ruolo centrale nella serie, nei panni dell’outsider qualunque che finisce per assumere la superdroga biologica che dà il titolo allo show. Un uomo comune che crede di aver fatto bingo diventando un partecipante a una sperimentazione farmaceutica, Jeremy è il nostro punto di vista su questo mondo distorto di bellezza letale.

Rebecca Hall nel ruolo di Jordan Bennett

Attore: attrice inglese con una solida tradizione familiare nel settore, Rebecca Hall si è fatta conoscere alla fine degli anni Duemila grazie a Vicky Cristina Barcelona e Frost/Nixon. In seguito ha recitato nel thriller di successo The Town, nella serie sci-fi soprannaturale di Prime Video Tales from the Loop e nei film Godzilla x Kong di Adam Wingard.

Personaggio: Jordan Bennett è l’agente dell’FBI che affianca Cooper Madsen nell’indagine federale della serie. Il ruolo di Hall in The Beauty viene di fatto “ricastato” a metà stagione, quando Jordan viene infettata dai sintomi della superdroga della bellezza e subisce una trasformazione fisica.

Ashton Kutcher nel ruolo di Byron Forst / La Corporation

Attore: la star più famosa di The Beauty, Ashton Kutcher, si è imposto come attore comico e da sitcom grazie a That ’70s Show, al film demenziale Dude, Where’s My Car? e a Punk’d, il suo programma con telecamere nascoste per MTV. Dalla metà degli anni Duemila ha ampliato il suo raggio d’azione con ruoli più drammatici al cinema, oltre a sostituire Charlie Sheen in Due uomini e mezzo.

Personaggio: la divertentissima interpretazione di Kutcher nei panni del viziato machiavellico aziendale Byron Forst è ciò che inizialmente distingue The Beauty da The Substance, il film body horror del 2024 di Coralie Fargeat. Forst è il finanziatore e il responsabile marketing della pericolosa superdroga biologica al centro della storia, completamente indifferente alla sua estrema pericolosità.

Isabella Rossellini nel ruolo di Franny Forst

Attore: autentica leggenda di Hollywood, il cui ruolo di supporto è una delle principali attrazioni di The Beauty, Isabella Rossellini ha recentemente contribuito al successo della terza stagione di Jurassic World: Chaos Theory, la più vista della serie. Ha costruito la sua carriera rubando la scena sul grande schermo, in particolare nel capolavoro di David Lynch Velluto blu.

Personaggio: Franny Forst è la moglie separata e amareggiata di Byron, che nutre solo disprezzo per il marito e i suoi esperimenti genetici. L’inaspettato casting della Rossellini in questo ruolo è un colpo di genio che richiama il suo personaggio nel film del 1992 La morte ti fa bella.

Cast di supporto e personaggi di The Beauty

  • Chanel Stewart nel ruolo di Claire — la consumatrice di The Beauty che inizialmente diffonde la pericolosa mutazione della droga.
  • Bella Hadid nel ruolo di Ruby — una supermodella all’apice della carriera.
  • Jaquel Spivey nel ruolo di Jeremy — la versione del personaggio di Jeremy Pope prima della trasformazione.
  • Jessica Alexander nel ruolo di Jordan Bennett — la versione del personaggio di Rebecca Hall dopo la trasformazione.
  • Rob Yang nel ruolo di un genetista — lo scienziato chiave dietro la superdroga biologica di Byron Forst.
  • John Carroll Lynch nel ruolo di Meyer — il capo dell’FBI a cui Cooper e Jordan fanno rapporto.
  • Meghan Trainor nel ruolo di Brittany — una pedina aziendale che gestisce le pubbliche relazioni di una modella-cliente che assume la droga che migliora l’aspetto fisico chiamata The Beauty.

Free Bert, spiegazione del finale: cosa accade al protagonista?

Free Bert, spiegazione del finale: cosa accade al protagonista?

La serie comica di Netflix Free Bert (2026) segue il comico Bert Kreischer, che interpreta una versione esasperata di sé stesso, raccontando una storia di scoperta personale tanto quanto di umorismo. Piuttosto che basarsi su battute isolate in una serie di sei episodi, lo show si concentra sulla crescita di Bert come uomo, padre e marito.

La serie esplora la tensione tra la sua immagine pubblica – il comico senza maglietta amante delle feste – e il suo desiderio privato di essere un padre e un marito migliori. Affronta inoltre le dinamiche familiari, la presa di coscienza della mezza età e le conseguenze di una vita vissuta in parte per la performance e non per la sostanza. Il percorso di Bert è reso ancora più complesso dal rapporto con la moglie Lee Ann e con le figlie Georgia e Ila. Seguono spoiler, quindi si consiglia di guardare prima la serie per evitare sorprese.

Free Bert (2026) – Recap:

La serie si apre con Bert che riceve un invito alla festa di compleanno di Rob Lowe, con una condizione ben precisa: deve togliersi la maglietta. Questo è da sempre il marchio di fabbrica di Bert, simbolo della sua immagine spensierata e festaiola, ma l’episodio lo porta a rendersi conto di essere visto solo attraverso questa persona superficiale. L’interazione lo costringe a riflettere sulla necessità di essere più presente per la sua famiglia.

La moglie Lee Ann e la figlia maggiore Georgia guardano con scetticismo il suo improvviso interesse per le questioni familiari, dato che Bert ha una lunga storia di buone intenzioni accompagnate da risultati disastrosi. La figlia più piccola, Ila, che ha un disturbo dell’apprendimento e un umorismo tagliente, è invece più favorevole e in parte è proprio grazie a lei che la famiglia ha iscritto Georgia a una scuola privata con un programma per disturbi dell’apprendimento.

Bert inizia a coinvolgersi attivamente nella vita delle figlie. A scuola, si accorge che Georgia è isolata e che i ragazzi più popolari, in particolare Kiersten Vanderthal e il suo fidanzato Zach, dominano la scena sociale. Bert tenta di aumentare la popolarità di Georgia raccontando una storia su di lei in un podcast, ma l’iniziativa si ritorce contro di lui quando Kiersten condivide la clip online, lasciando Georgia imbarazzata e bersaglio di prese in giro.

Bert cerca di limitare i danni organizzando un incontro tra genitori, ma i genitori di Kiersten, Landon e Chanel, si rifiutano di assumersi qualsiasi responsabilità e la preside prende le loro parti. Umiliato, Bert sfoga la propria frustrazione sul palco in una serie di equivoci comici; l’esibizione viene registrata e diventa virale, peggiorando ulteriormente la situazione.

Nel frattempo, Bert teme che l’interesse di Zac per Georgia possa portarla a perdere la verginità. Chiede quindi aiuto a Lee Ann per intervenire e trova Zac da solo nello spogliatoio. Uno psicoterapeuta scolastico, il dottor Jeff, interviene per evitare che Bert si cacci in altri guai e gli dà consigli su come moderare il proprio comportamento, che Bert prende sul serio. Si infila la camicia nei pantaloni e parla con il padre di Zac, Randy, venendo a conoscenza dell’imminente intervento chirurgico allo scroto del ragazzo. Questo rassicura Bert sulla sicurezza di Georgia e lo porta a permetterle di frequentare Zac, anche se il fatto che lui poi la “ghosti” crea una nuova sfida per Bert.

Bert lavora per reinserire Zac nella vita di Georgia partecipando a una festa organizzata dai Vanderthal, dove deve destreggiarsi tra dinamiche sociali complesse. Riesce a conquistare Randy, mentre Lee Ann fatica a entrare in sintonia con Chanel. Bert convince Zac a trascorrere del tempo con Georgia e inizia a far parte del gruppo maschile dei padri, che comprende Randy, Landon e Glen. Questo gruppo, fondato sulla complicità, è anche una forma di evasione, e Bert comincia ad apprezzare la convalida e l’accettazione che gli offre. Riceve persino un’offerta per entrare nel consiglio scolastico, con la possibilità di influenzare le decisioni riguardanti i vari dipartimenti della scuola.

Bert riesce a conciliare la vita familiare?

L’ascesa di Bert nella gerarchia sociale viene minacciata quando Kiersten scopre il suo ruolo nella manipolazione di Zac e del voto del consiglio scolastico. Sfruttando la conoscenza dell’intervento chirurgico di Zac, lo ricatta affinché la proclami Mister e Miss Berkleage. Inizialmente Bert accetta, giustificando questa decisione poco etica come necessaria per proteggere la propria posizione e la sua famiglia.

Landon scopre la fuga di notizie e ricatta a sua volta Bert, alzando ulteriormente la posta in gioco. Bert si rende conto di aver messo in pericolo il dipartimento per i disturbi dell’apprendimento, fondamentale per l’istruzione di Ila. Questo rappresenta un punto di svolta, costringendolo ad affrontare le conseguenze di aver anteposto lo status sociale alla famiglia.

La spiegazione del finale di Free Bert

Il finale si concentra sulla riconquista dell’identità di Bert e sulla scelta di fare la cosa giusta per la sua famiglia. Rendendosi conto che le sue azioni hanno messo a rischio il dipartimento LD e danneggiato direttamente la figlia minore, Bert decide di essere onesto. Rivela pubblicamente di essere stato ricattato, rende nota l’operazione di Zac e ammette di aver manipolato il voto del consiglio scolastico.

La verità sconvolge Landon e le autorità scolastiche. Viene chiamata la sicurezza, ma Bert trova sostegno nella sua famiglia, con Lee Ann e le figlie che gli restano accanto. In modo inaspettato, anche Randy, Glen e altri genitori mostrano solidarietà togliendosi la maglietta, un gesto comico ma sentito a sostegno dell’onestà e del coraggio di Bert.

Georgia e Zac si riconciliano, dimostrando che l’interferenza di Bert ha finito per proteggere il benessere della figlia. Kiersten vince comunque il titolo di Miss Berkleage, ma l’esito resta equo per gli studenti. La serie si conclude con Bert che riceve una misteriosa carta da un uomo di nome Gene, suggerendo possibili sviluppi futuri in caso di una seconda stagione. L’arco narrativo di Bert si completa quando abbraccia la sua natura autentica – il comico rozzo e senza maglietta – riuscendo però allo stesso tempo a proteggere e rafforzare il legame con la sua famiglia. Il finale sottolinea i temi della responsabilità, della crescita personale e dell’equilibrio tra immagine pubblica e doveri privati.

Il percorso di Bert in Free Bert dimostra che anche personalità imperfette e caotiche possono cambiare quando si trovano ad affrontare sfide etiche e la necessità di proteggere le persone amate. Tornando a essere sé stesso e assumendosi le proprie responsabilità, Bert conquista sia il rispetto degli altri sia una più profonda realizzazione personale, aprendo la strada a potenziali nuove avventure nella serie.

Avengers: Secret Wars, un rumor suggerisce piani per il ritorno dell’iconico villain di Infinity War

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Josh Brolin ha interpretato per la prima volta Thanos nell’MCU nel film Guardiani della Galassia del 2014, sostituendo Damion Poitier, che aveva interpretato il Titano Pazzo nella scena post-crediti di The Avengers. Il cattivo è poi diventato protagonista in Avengers: Infinity War, ed è stato in molti modi il personaggio principale del film. Decapitato da Thor nei primi minuti di Avengers: Endgame, il cattivo è poi tornato nella sua versione del 2014 per assediare gli eroi più potenti della Terra.

La storia di Thanos è finita quando Iron Man lo ha fatto scomparire, anche se What If…? ci ha mostrato che ha ancora molte varianti sparse nel multiverso. Re Thanos verrà introdotto come parte di una prossima attrazione di Disneyland, ma che ne sarà di Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars? Da tempo circolano voci sul ritorno di Thanos nell’MCU e Daniel Richtman suggerisce che Brolin riprenderà effettivamente il ruolo nel secondo dei prossimi due film dedicati agli Avengers e previsto per il 2027.

Con un po’ di fortuna, questo significa che i fratelli Russo intendono ricreare quella scena iconica di Avengers: Secret Wars di Jonathan Hickman ed Esad Ribic, in cui Dottor Destino strappa senza sforzo la spina dorsale del Titano Pazzo. Sarebbe un modo incredibile per affermare Victor Von Doom come una minaccia inarrestabile, ed è un momento molto specifico dei fumetti che i fan hanno chiaramente espresso il desiderio di vedere sullo schermo. È anche qualcosa che la Marvel Studios ha già accennato.

The Last of Us – Stagione 3: Kaitlyn Dever informa il pubblico sullo stato dei lavori

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Kaitlyn Dever ha appena rivelato un importante aggiornamento sulle riprese di The Last of Us stagione 3. Questa dichiarazione arriva dopo la recente notizia che il personaggio di Manny verrà riassegnato dopo l’abbandono di Danny Ramirez per un problema di programmazione.

Non è l’unica persona coinvolta nella serie post-apocalittica di successo ad abbandonare la serie. Anche il co-showrunner Neil Druckmann (che ha anche co-creato il videogioco) e la produttrice esecutiva/sceneggiatrice Halley Gross si sono dimessi, sebbene quest’ultima sia ancora indicata come produttrice esecutiva.

Lo show deve continuare, ovviamente, e Kaitlyn Dever ha ammesso di essersi “preparata mentalmente e fisicamente” per girare The Last of Us – stagione 3. Tra un paio di giorni si recherà nella Columbia Britannica, dove viene girata la serie, per “iniziare ufficialmente i preparativi lì”. Ecco cosa ha detto:

“Mi sto preparando mentalmente e fisicamente in questo momento. Tra un paio di giorni, in realtà, andrò lì per iniziare i preparativi. Sono così emozionata di assumere un ruolo molto più importante nella stagione.”

L’attrice ha aggiunto di essere “emozionata” che il suo personaggio, Abby, avrà un “ruolo molto più importante” nella prossima stagione. Dopo le prime due stagioni incentrate principalmente su Joel Miller (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey), la terza stagione sposterà l’attenzione su Abby, che ha ucciso Joel come parte del suo piano di vendetta dopo la morte del padre.

Leggi anche – The Last of Us 3: Bella Ramsey condivide un aggiornamento chiave sulla produzione

La seconda stagione di The Last of Us si è conclusa con un episodio flashback per mostrare il “Giorno 1” del viaggio di Abby. Questo “cambio di prospettiva” sarà qualcosa che i fan “apprezzeranno molto“, secondo Dever, poiché finalmente scopriranno il contesto di tutte le decisioni di Abby nella seconda stagione. “Sono molto emozionata che i fan lo vedano“, ha aggiunto.

“Penso che ai fan piacerà molto, il cambio di prospettiva su Abby, l’approfondimento della sua trama e il ritorno al passato con questa stagione. Quindi, sono molto emozionata che i fan lo vedano.”

Sebbene non sia ancora stata annunciata una data di debutto per The Last of Us – stagione 3, il 2027 sembra il periodo più probabile, considerando che le riprese non sono ancora iniziate. C’è stato un intervallo di due anni tra le prime due stagioni, il che rende il 2027 l’anno più probabile per la trasmissione del prossimo capitolo da parte di HBO.

Oltre al cliffhanger del “Giorno 1” con Abby, il finale della seconda stagione di The Last of Us includeva anche uno sparo seguito da un passaggio al nero, lasciando gli spettatori all’oscuro se Ellie fosse rimasta ferita o uccisa. Con la terza stagione che torna per raccontare la storia di Abby, non è chiaro quando verrà risolto il cliffhanger dello sparo.

The Last of Us, che descrive una società devastata dagli zombie a seguito di un’infezione di massa senza precedenti, vede protagonisti Ramsey, Dever, Gabriel Luna, Isabela Merced e Young Mazino. Nella seconda stagione, Ramirez ha interpretato Manny, anche se il suo sostituto non è ancora stato annunciato.

La serie TV è basata sul videogioco The Last of Us di Druckmann e Bruce Straley, acclamato dalla critica e da record, uscito per la prima volta nel 2013. Il sequel, The Last of Us Part II, è uscito nel 2020.

L’adattamento HBO di The Last of Us ha ricevuto recensioni estremamente positive dalla critica, con un punteggio del 94% su Rotten Tomatoes. La serie ha anche ottenuto numerosi premi e nomination, tra cui agli Emmy, ai Golden Globe e ai Critics’ Choice Awards.

Run Away, la spiegazione del finale: cosa accade a Simon alla fine?

Run Away segue Simon Greene (James Nesbitt), un padre devoto che intraprende una missione per ritrovare la figlia adolescente, Paige (Ellie de Lange), dopo la sua misteriosa scomparsa. Ma la sua ricerca lo conduce presto lungo un percorso sempre più oscuro, mentre si imbatte in segreti capaci di distruggere per sempre la sua famiglia, fino a culminare in un finale drammatico.

Il penultimo capitolo vede Simon trovarsi faccia a faccia con la membro della setta omicida Dee-Dee (Maeve Courtier-Lilley) e Ash (Jon Pointing) in una sparatoria estremamente pericolosa.

Quando la polvere si posa, Ash è morto, Simon è stato colpito da un proiettile e Dee-Dee è stata gettata giù da un balcone da un altro membro di Shining Haven, mentre il coinvolgimento e la sorte di Paige restano un mistero.

Vuoi sapere cosa è successo dopo? Continua a leggere per un riepilogo del finale della serie, insieme alle riflessioni di Nesbitt e dell’icona di Gavin & Stacey Ruth Jones, che in Run Away interpreta l’investigatrice privata Elena Ravenscroft.

Il finale di Run Away spiegato: cosa succede a Simon?

Mentre viene trasportato d’urgenza in ospedale, Simon chiede ai paramedici di riferire al detective Fagbenle (Alfred Enoch) di avere una pista su Paige. Vediamo quindi Fagbenle e la sua squadra fare irruzione a Shining Haven, dove risiedono i membri del Faro della Verità Splendente (The Beacon of the Shining Truth). Purtroppo non trovano Paige, ma rintracciano il leader della setta, Casper Vartage.

Al centro di numerose accuse di abuso e sospettato di diverse sparizioni, Fagbenle è determinato ad arrestarlo, anche se inizialmente non riescono a trovarlo. Alla fine Fagbenle lo scova mentre si nasconde, proprio mentre sta per ingerire una pillola letale per evitare il carcere per i suoi crimini. Fortunatamente, Fagbenle lo affronta appena in tempo e lo arresta.

Andando a trovare Simon in ospedale, Fagbenle riesce a collegare i fili di questa complessa rete di persone. Gli spiega che Aaron era in realtà nato all’interno della setta, così come i suoi numerosi fratellastri, tutti adottati illegalmente e generati da Vartage. Vartage li riteneva non divini e, sapendo che i fratelli si erano ritrovati, aveva assoldato un sicario per ucciderli tutti. Come già sapevamo, aveva incaricato Dee-Dee e Ash di portare a termine il lavoro.

Per quanto riguarda la donna misteriosa che ha di fatto salvato la vita a Simon uccidendo Dee-Dee, Fagbenle lo esorta a informarlo nel caso la riveda. Simon promette di farlo, ma in un flashback scopriamo che in realtà lei era andata a trovarlo la sera precedente.

Conosciuta come Madre Adiona, racconta a Simon il lungo periodo trascorso nella Verità Splendente. Dice che quando ebbe un figlio le fu detto che sarebbe diventato il prossimo leader, ma quando ne ebbe un altro, Vartage le ordinò di rinunciarvi. L’anno prima aveva provato a rintracciarlo tramite un sito di DNA, riuscendo a trovarlo e a incontrarlo. Venuta però a conoscenza del piano per uccidere tutti i fratelli più giovani, non poteva restare a guardare. Ringrazia Simon per non aver detto alla polizia che era stata lei a uccidere Dee-Dee, ma non ha buone notizie per lui: non sa se Paige si trovi davvero a Shining Haven oppure no.

Nel corso dei mesi, in una sequenza di montaggio, vediamo Simon ristabilirsi completamente e determinato a rintracciare Paige, girando per la città con la sua foto e parlando con sconosciuti. In questo periodo scopriamo che Fagbenle ha purtroppo trovato Elena sepolta nei boschi e informa Lou (Annette Badland) e Simon della tragica notizia. Un giorno, però, quando Simon va a trovare Ingrid (Minnie Driver) in ospedale, scorge una figura familiare: Paige.

Ellie de Lange è Paige in Run Away. Netflix

Cosa è successo a Paige ed è stata ritrovata?

Si scopre che Paige è rimasta in riabilitazione per tutto questo tempo e, senza accesso al telefono o a internet, non era a conoscenza di quanto accaduto finché la sua consulente non le ha parlato di Ingrid. Appena appresa la notizia, è corsa in ospedale per vedere la madre, ma spiega a Simon che, essendo sobria da un mese, l’ambiente ospedaliero rappresenta per lei un fattore scatenante per una possibile ricaduta.

Paige racconta poi di aver trovato Aaron morto nel loro appartamento e di non aver saputo cosa fare, poiché sembrava potesse essere stata lei la responsabile. Dice di essersi nascosta e poi di essere andata in riabilitazione, ma quando Simon le chiede come facesse a sapere dove andare, lei ammette di esserci già stata in passato. Stava andando bene finché Aaron non aveva fatto irruzione nella struttura, iniettandole droghe mentre dormiva, costringendola a lasciare il centro con lui il giorno successivo.

Alla fine Paige confessa che era stata Ingrid a portarla in riabilitazione, spiegandole che anche lei ci era stata da giovane. Simon non sapeva nulla di tutto ciò, ma insiste per riportare Paige il giorno seguente.

Chi è l’assassino in Run Away?

Quando arrivano sul posto, però, Simon affronta Paige riguardo ad alcune incongruenze nel suo racconto sulla notte in cui Aaron è stato ucciso. È chiaro che Dee-Dee e Ash stessero visitando il complesso per la prima volta quando hanno attaccato Simon e Cornelius; non sarebbe stato così se fossero già stati lì in precedenza per uccidere Aaron. Paige ammette di non riuscire a disintossicarsi con Aaron ancora in giro e di averlo quindi ucciso.

Simon non le crede e le chiede se fosse andata da Ingrid dopo che Aaron l’aveva picchiata. Ingrid le aveva detto di tornare in riabilitazione, ma quando Paige era rientrata nell’appartamento aveva trovato Aaron morto. Dopo aver dormito per giorni, era giunta alla conclusione che fosse stata in realtà Ingrid a uccidere Aaron per proteggere Paige. Simon ammette che non diranno a Ingrid di sapere la verità e che il segreto resterà tra loro due.

In seguito vediamo Ingrid risvegliarsi dal coma e la famiglia Greene ritrovare finalmente una parvenza di serenità. Simon partecipa al funerale di Elena, che viene sepolta accanto al marito Joel, e dopo il periodo in riabilitazione Paige torna a casa, riaccompagnata da Simon.

Durante una passeggiata al parco, Simon affronta Ingrid sull’omicidio di Aaron. Ingrid racconta di aver pianificato di ucciderlo dopo che Paige le aveva detto di essere stata picchiata. Dopo aver visto un servizio al telegiornale su un omicidio di gang, aveva deciso di far sembrare il delitto collegato a quell’episodio. Simon fatica a comprendere come Ingrid sia riuscita a tenere segreta la permanenza di Paige in riabilitazione, considerando che lui l’ha cercata disperatamente per mesi.

Ingrid ammette anche che non è successo nulla con il collega Jay e che lui era semplicemente il suo alibi per quella notte. Preoccupato per lei, Jay l’aveva seguita quella sera, ma Ingrid era riuscita a seminarlo e ad andare a uccidere Aaron. Uscendo dall’appartamento, però, aveva incontrato lo spacciatore locale Luther, che è la persona che le ha sparato mortalmente. Ora è chiaro che l’ha colpita perché, vedendola quella sera nel covo della droga, aveva pensato che fosse lì per uccidere anche loro.

Ingrid spiega di non aver detto nulla a Simon per proteggerlo, così che, se lei fosse stata arrestata, Simon sarebbe rimasto a prendersi cura dei loro figli. Promettono di non tenere più segreti e tutto sembra andare per il meglio. Finché Simon non ha un presentimento e si reca a casa della sorella di Ingrid, Yvonne, alla ricerca di vecchie fotografie. Ricorda un Natale in cui Ingrid si era arrabbiata quando Yvonne aveva iniziato a mostrare foto di una giovane Ingrid ai tempi della sua carriera da modella. Simon trova le immagini e una di esse cade a terra, facendolo restare di sasso.

James Nesbitt è Simon e Minnie Driver è Ingrid in Run Away. Netflix

Cosa scopre Simon su Ingrid?

Più tardi quello stesso giorno, Simon torna a casa e trova la famiglia che prepara il pranzo e si gode la reciproca compagnia. Vede Paige fuori in giardino che suona la chitarra e va a parlare con lei, chiedendole cosa provasse per Aaron.

Simon racconta a Paige di aver sempre trovato strano che, nell’appartamento di lei e Aaron, ci fossero due materassi singoli ai lati opposti della stanza invece di un letto matrimoniale condiviso. Le dice poi di essere andato a trovare Doug Mulzer per affrontarlo su ciò che aveva fatto a Paige. Doug gli aveva raccontato di essere stato a sua volta aggredito da un uomo con un passamontagna; Paige ammette che si trattava di Aaron. Doug, però, aveva riferito a Simon che, mentre Aaron lo picchiava, urlava: «Nessuno fa del male a mia sorella».

Paige stava anche usando un sito di genealogia per un progetto universitario e aveva scoperto che Aaron era il suo fratellastro, il che significava che Ingrid era la loro madre. Simon recupera la foto presa a casa di Yvonne e la consegna a Paige: ritrae una giovane Ingrid incinta, in piedi davanti al simbolo della Verità Splendente.

Paige racconta che Ingrid le aveva sempre detto di non essere mai andata a fare la modella all’estero da giovane, quando in realtà faceva parte di quella setta. Era rimasta incinta e aveva avuto un bambino, che credeva nato morto. Alla fine era riuscita a fuggire e ad andare in riabilitazione, la stessa struttura in cui aveva poi portato Paige. Paige spiega il vortice di emozioni provocato dalla scoperta che Aaron fosse suo fratello, chiarendo che era stato proprio lui a introdurla alla droga.

Paige dice di aver affrontato Ingrid riguardo al fatto di aver avuto un figlio prima di lei, ma Ingrid le aveva spiegato di aver sempre creduto che fosse nato morto. Nel pieno della sua dipendenza, Paige non le aveva creduto ed era ovviamente scappata. Ora deve fare i conti con il fatto di non solo aver spinto la madre a uccidere Aaron, ma che Aaron fosse in realtà suo figlio.

Paige dice a Simon che non potranno mai dire a Ingrid chi fosse davvero Aaron, perché la distruggerebbe. Simon non vuole più mantenere segreti, ma sembra capire che rivelare la verità a Ingrid avrebbe conseguenze devastanti.

Max: la storia vera dietro al film in Top 10 su Netflix

Max: la storia vera dietro al film in Top 10 su Netflix

Uscito più di 10 anni fa al cinema e ora di nuovo sotto i riflettori della top 10 di Netflix, Max è un film del 2015 diretto da Boaz Yakin e interpretato da Lauren GrahamRobbie Amell e basato su una storia vera.

Quella di Jon Tumilson. La sua storia è stata ricordata nella straziante scena in cui Max corre verso la bara del suo addestratore caduto e si sdraia davanti a essa per tutta la durata della cerimonia. Nella vita reale, Tumilson, un Navy SEAL, è stato uno dei 30 militari americani rimasti uccisi quando un elicottero Chinook è stato abbattuto in Afghanistan. Al suo funerale, il suo Labrador Retriever, Hawkeye, è stato fotografato disteso davanti alla bara. Da allora, una statua di bronzo è stata eretta in onore di Tumilson e Hawkeye a Rockford, Illinois.

La storia vera di Max

Torniamo ora al film. Dopo il funerale, Max, che soffre di PTSD, è stato congedato e mandato a vivere con la famiglia del suo addestratore e il loro giovane figlio. Questo si basa probabilmente sulla storia di Eli, il cui addestratore, il ventenne Colton Rusk, è stato ucciso dal fuoco dei cecchini talebani. Anche lui un Labrador Retriever (non un Pastore Belga Malinois come Max), Eli è stato portato a casa con la famiglia Rusk, dove ha trovato il dodicenne Brady, che ha subito legato con il cane.

“Ci distrae dalla tristezza per la perdita di Colton”, dice Kathy Rusk in un video della cerimonia in cui la famiglia incontra Eli, “il solo sapere che avremo un pezzettino di Colton in Eli. Avrei solo voluto che potesse parlare e raccontarci qualche storia. Sapere che potremo condividere l’amore che proviamo per nostro figlio con qualcosa che lui amava profondamente”.

Il film si prende qualche libertà e dà a queste storie commoventi un tocco hollywoodiano, ma è comunque un film avvincente che mostra l’incredibile addestramento, l’intelligenza e, soprattutto, la dedizione di questi cani militari.

Darkman, il celebre film horror di Sam Raimi con Liam Neeson, potrebbe finalmente avere un seguito

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Il film cult Darkman, il film di Sam Raimi con Liam Neeson, potrebbe finalmente avere un sequel a 36 anni dalla sua uscita. Raimi – da giovedì al cinema con Send Help ha infatti recentemente affrontato la possibilità di un seguito e ha confermato che sta lavorando alla realizzazione del film, ma ha avvertito che ci sono ancora alcuni ostacoli da superare. “Sì, la Ghost House Pictures, la società con cui lavoro, sta cercando di realizzare il sequel in questo momento”, ha detto Raimi. “Abbiamo una sceneggiatura e due grandi registi, ma stiamo ancora avendo qualche difficoltà con il finanziamento. È sempre così nel mondo del cinema”.

LEGGI ANCHE: Darkman: trama, cast e curiosità sul film di Sam Raimi

Raimi aveva aggiornato sullo stato del franchise di Darkman l’ultima volta nel 2022, quando ha indicato che la Universal era interessata a realizzare un nuovo sequel, ma sembrava sottintendere che non fosse ancora direttamente coinvolto nel progetto. “La Universal sta parlando di un sequel di Darkman”, ha rivelato in quell’occasione il regista. “C’è un produttore coinvolto. Non ho ancora sentito la trama né mi sono informato, sono stato molto impegnato con Doctor Strange. Ma penso che sia una buona idea”.

Di cosa parla Darkman?

Darkman è stato un successo inaspettato quando è uscito nel 1990, incassando 48,8 milioni di dollari con un budget dichiarato di 14 milioni. I critici hanno accolto con grande entusiasmo questo insolito film horror sui supereroi, portando il cult classico a un punteggio dell’80% su Rotten Tomatoes. Il film ha per protagonista un brillante scienziato, impegnato nella ricerca di una nuova pelle sintetica. Un gruppo di criminali penetra però nel suo laboratorio mandandolo in fiamme. Sopravvissuto, ma sfigurato orribilmente, l’uomo medita la vendetta ed assume una nuova identità proprio grazie alle sue scoperte scientifiche.

Il successo del film originale ha portato a due sequel direct-to-video, Darkman II: The Return of Durant e Darkman III: Die Darkman Die, ma Neeson non ha partecipato a nessuno dei due film, mentre Raimi ha ceduto la regia a Bradford May. Lo stesso Neeson ha discusso la possibilità di tornare per un nuovo sequel di Darkman, esprimendo un interesse deciso a riprendere il ruolo del dottor Peyton Westlake.

È una buona domanda”, ha detto l’attore in risposta a una domanda sul suo potenziale ritorno in un’intervista del 2022. “Sarei molto interessato a leggere la sceneggiatura. Molto”. Non resta a questo punto che scoprire se questo nuovo aggiornamento si rivelerà quello definitivo, portando così finalmente ad un vero e proprio film di quel cult uscito ormai quasi quarant’anni fa.

Il film live-action Dragon Trainer 2 inizia ufficialmente le riprese con un nuovo logo

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Le riprese del film live-action Dragon Trainer 2 sono ufficialmente iniziate. Il primo remake live-action della celebre trilogia animata è uscito nel 2025 (leggi qui la recensione), con Mason Thames nel ruolo di Hiccup, Nic Parker in quello di Astrid, Gerard Butler in quello di Stoick e Nick Frost in quello di Gobber. Il sequel, sempre in live-action, è stato confermato prima che il suo predecessore uscisse nelle sale, dove ha incassato 636,6 milioni di dollari in tutto il mondo, ottenendo un punteggio del 97% su Rotten Tomatoes. Al momento, l’11 giugno 2027 è la data di uscita del sequel.

Ora, il regista e sceneggiatore Dean DeBlois ha dunque condiviso un’immagine dietro le quinte (la si può vedere qui) che lo ritrae sorridente durante il primo giorno delle riprese principali di Dragon Trainer 2. Ha anche rivelato un nuovo look del logo del film, che può essere visto per la prima volta in rosso. La didascalia recita: “Di nuovo in sella! Primo giorno delle riprese principali di HTTYD2! L’avventura ha inizio……”.

Cosa sappiamo di Dragon Trainer 2

Thames, Parker, Butler e Frost sono tra i membri del cast che torneranno a interpretare i loro personaggi, insieme a Julian Dennison nei panni di Fishlegs, Bronwyn James nei panni di Ruffnut, Gabriel Howell nei panni di Snotlout e Harry Trevaldwyn nei panni di Tuffnut. Dopo molte speculazioni su chi avrebbe interpretato la madre di Hiccup, Valka, è stato annunciato che Cate Blanchett avrebbe interpretato il personaggio dopo averlo doppiato nel film d’animazione.

Un altro nuovo personaggio chiave che è stato scritturato è il malvagio Drago. Sarà interpretato da Ólafur Darri Ólafsson, che in precedenza ha doppiato Ragnar the Rock in Dragon Trainer – Il mondo nascosto, terzo film animato della serie. È stato anticipato che un nuovo personaggio di nome Eret sarà un’aggiunta significativa al prossimo adattamento, ma non è stato ancora confermato chi interpreterà questo personaggio.

Con le riprese ufficialmente iniziate, il sequel è sulla buona strada per rispettare la data di uscita nelle sale prevista per l’11 giugno 2027. Dragon Trainer 2 adatterà la storia dell’omonimo film d’animazione del 2014 e avrà l’opportunità di consolidare ulteriormente il successo commerciale e la risposta estremamente positiva del pubblico al primo capitolo live-action. Se anche questo secondo remake si rivelerà un buon successo economico, è estremamente probabile che la Universal punterà a completare la trilogia dando il via libera anche al remake del terzo film animato.

LEGGI ANCHE: Dragon Trainer: la spiegazione del finale e il paragone con l’originale animato

Il nuovo film di fantascienza di Ryan Gosling, Project Hail Mary, è il suo secondo film più lungo di sempre

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Ryan Gosling sta per battere il suo record personale, il che è anche un avvertimento per chi ha intenzione di andare a vedere il suo prossimo film. Project Hail Mary, basato sull’omonimo romanzo di Andy Weir, è diretto da Phil Lord e Christopher Miller, vede Gosling nei panni di un astronauta solitario nello spazio che deve salvare il pianeta Terra. Weir è anche l’autore di The Martian, da cui è stato tratto il film di Ridley Scott.

Su X il regista Phil Lord h confermato che Project Hail Mary dura 2 ore e 36 minuti, rendendolo il secondo film più lungo di Gosling fino ad oggi (si può vedere qui il post). Il record della sua carriera è detenuto da Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve, con Gosling al fianco di Harrison Ford, che dura 2 ore e 43 minuti. Questo è anche considerato uno dei migliori film di Gosling.

Anche The Martian era un film lungo, della durata di 2 ore e 31 minuti, e il fatto che Project Hail Mary lo sia altrettanto sembra essere una conferma di quanto siano dettagliate le storie di fantascienza di Weir, che richiedono dunque questi tempi di proiezione. Non è impossibile per il pubblico impegnarsi in film più lunghi, come dimostrano Avatar: Fuoco e Cenere e Oppenheimer, nella storia recente, ma è necessario il giusto gancio.

L’ultimo film di Gosling uscito nelle sale è stato The Fall Guy del 2024, che è stato un flop, in parte a causa del suo budget stimato e gonfiato di 140 milioni di dollari. Prima di quello, Gosling ha recitato nel fenomeno globale Barbie, che ha incassato 1,4 miliardi di dollari in tutto il mondo, grazie a un fascino diverso da quello di Project Hail Mary o The Martian.

Variety riporta che il budget di Project Hail Mary è di 150 milioni di dollari, creando lo stesso ostacolo affrontato da The Fall Guy. Secondo la regola empirica secondo cui un film deve incassare 2,5 volte il suo budget per andare in pareggio, il nuovo film dell’attore dovrebbe puntare probabilmente a circa 400 milioni di dollari e potrebbe ancora raggiungerli, dato che The Martian ha incassato 630 milioni di dollari, anche se 10 anni fa.

Gosling è anche previsto nel cast di un altro promettente blockbuster, Star Wars: Starfighter, che uscirà nel maggio 2027. Ci saranno quindi diverse occasioni per vedere quale potere al botteghino ha oggi la star di La La Land. Project Hail Mary ha inoltre una classificazione PG-13, quindi non allontana il pubblico che non andrebbe a vedere un film classificato R, ma richiede comunque la disponibilità a sedersi in sala per un tempo più lungo del solito.

La trama di L’ultima missione: Project Hail Mary

L’insegnante di scienze Ryland Grace (Ryan Gosling) si sveglia su un’astronave lontano da casa anni luce e senza alcun ricordo di chi sia o di come sia arrivato lì. Con il riaffiorare della sua memoria, torna alla luce lo scopo della sua missione: risolvere l’enigma della misteriosa sostanza che sta causando il collasso del Sole. Dovrà fare affidamento sia sulle sue conoscenze scientifiche che sulle sue capacità di pensare fuori dagli schemi per salvare dall’estinzione la vita sulla Terra… ma un’inaspettata amicizia gli farà capire che non è solo in questa impresa.

Channing Tatum parla del ritorno di Chris Evans nei panni di Capitan America in Avengers: Doomsday

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Il ritorno di Chris Evans in Avengers: Doomsday è stato affrontato da un altro membro del Marvel Cinematic Universe, dopo che la presenza dell’attore è stata finalmente rivelata. L’ultima apparizione di Evans nella serie è stata in uno dei migliori film dell’MCU, Deadpool & Wolverine del 2024. Tuttavia, in quell’occasione l’attore ha interpretato una versione di Johnny Storm dei Fantastici Quattro, non Capitan America, continuando la sua carriera Marvel pre-MCU.

Per anni si è vociferato che Evans sarebbe tornato nei progetti dell’MCU nei panni di Steve Rogers, con notizie che sostenevano che l’attore avesse firmato per tornare nell’MCU già nel 2021. Tuttavia, Evans ha smentito con veemenza le voci e le notizie ogni volta che gli è stato chiesto. Recentemente però, un primo teaser trailer di Avengers: Doomsday ha confermato il ruolo di Evans in Avengers: Doomsday.

Ora, parlando con E! News, l’interprete di Gambit, Channing Tatum, ha evitato una domanda sul ritorno di Chris Evans nei panni di Capitan America. Alla domanda sul ritorno dell’attore, Tatum ha infatti risposto: “Non so di cosa stai parlando”. Anche se è stato rivelato che Evans apparirà nel prossimo film Marvel, sembra che le star del franchise abbiano ancora paura di rivelare potenziali spoiler su uno dei film più importanti dell’MCU. Tatum ha aggiunto: “Se dicessi qualcosa in più, ci sarà qualcuno che mi metterà un sacco nero sulla testa e mi butterà in macchina”.

Il ritorno di Evans, come anticipato, stato confermato dal primo teaser di Avengers: Doomsday, uscito nelle sale insieme ad Avatar: Fuoco e Cenere. Il filmato mostrava Steve Rogers nella stessa casa in cui era stato visto l’ultima volta ballare con Peggy Carter, interpretata da Hayley Atwell, in Avengers: Endgame. Steve viene mostrato mentre ripone la sua tuta di Capitan America in una scatola, con il trailer che rivela che lui e Peggy hanno avuto un bambino. Non resta a questo punto che scoprire cosa gli accadrà.

@enews

Channing Tatum is keeping his lips sealed when it comes to those Chris Evans “Avengers: Doomsday” rumors. 👀

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Cosa sappiamo di Avengers: Doomsday

Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars arriveranno in sala rispettivamente il 18 dicembre 2026, e il 17 dicembre 2027. Entrambi i film saranno diretti da Joe e Anthony Russo, che tornano anche nel MCU dopo aver diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

La sinossi ufficiale conferma il ritorno di Robert Downey Jr. all’interno dell’universo Marvel, questa volta nel ruolo di Doom. La trama resta però al momento sotto riserbo. Stephen McFeely e Michael Waldron risultano accreditati come sceneggiatori.

Il cast di Avengers: Doomsday è stato rivelato per la prima volta durante una diretta streaming a sorpresa della Marvel Studios, in cui diverse sedie hanno svelato il ritorno di numerosi attori. Una delle grandi novità è il ritorno di diversi attori degli X-Men dell’era Fox-Marvel.

Sono confermati nel cast del film (per ora): Paul Rudd (Ant-Man), Simu Liu (Shang-Chi), Tom Hiddleston (Loki), Lewis Pullman (Bob/Sentry), Florence Pugh (Yelena), Danny Ramirez (Falcon), Ian McKellen (Magneto), Sebastian Stan (Bucky), Winston Duke (M’Baku), Chris Hemsworth (Thor), Kelsey Grammer Bestia), James Marsden (Ciclope), Channing Tatum (Gambit), Wyatt Russell (U.S. Agent), Vanessa Kirby (Sue Storm), Rebecca Romijn (Mystica), Patrick Stewart (Professor X), Alan Cumming (Nightcrawler), Letitia Wright (Black Panther), Tenoch Huerta Mejia (Namor), Pedro Pascal (Reed Richards), Hannah John-Kamen (Ghost), Joseph Quinn (Johnny Storm), David Harbour (Red Guardian), Robert Downey Jr. (Dottor Destino), Ebon Moss-Bachrach (La Cosa), Anthony Mackie (Captain America) e Chris Evans (Captain America).

Ben – Rabbia Animale: lo scimpanzé assassino è davvero spaventoso per un motivo importante

Il regista Johannes Roberts non si è risparmiato con il suo nuovo horror Ben – Rabbia Animale, ma il vero motivo per cui il film ha un punteggio piuttosto alto su Rotten Tomatoes è l’animale al centro della storia. Il contesto per il film intriso di sangue della Paramount è abbastanza semplice: una famiglia ha uno scimpanzé intelligente che si scatena in una strage dopo essere stato infettato dalla rabbia.

Ma a differenza del film di Roberts del 2017 sullo squalo assassino 47 Metri o persino di un classico come Cujo, c’è qualcosa di profondamente inquietante in un animale intelligente con qualità umane che si scatena in una situazione disperata rispetto a una creatura più semplice. Il regista lo capisce chiaramente, e la caratterizzazione di Ben nel film è in gran parte ciò che lo rende tanto legittimamente spaventoso.

In Ben – Rabbia Animale, lo scimpanzé diventa più intelligente e apparentemente più malvagio

Il primate usa l’infezione da rabbia come catalizzatore per la carneficina, ma dato che è così rara nelle grandi scimmie, Roberts ha avuto un certo margine di manovra nel modo in cui è riuscito a renderla presente in Ben. Si è certamente preso qualche libertà creativa, ma è questo che ha reso Ben un animale assassino così spaventoso.

Ben non si limita a scatenarsi come la maggior parte degli animali rabbiosi: diventa più calcolatore, più intelligente e più vendicativo. In certi momenti, prende persino in giro le sue vittime, tormentandole con la sua tavoletta vocale dopo averne gettata una da un dirupo e averla uccisa. Gli scimpanzé hanno volti espressivi, tanto per cominciare, e Miguel Torres Umba, l’attore che indossa la tuta di Ben, fa un lavoro eccezionale nel comunicare autentica cattiveria.

Ben - Rabbia AnimaleIn più occasioni, Ben gioca persino con le sue vittime. Dopo aver ucciso uno dei ragazzi strappandogli la mandibola (scena mostrata da Roberts con dettagli raccapriccianti e sanguinolenti), Ben gioca persino con il pezzo di mandibola spezzato, fingendo di usarlo come bocca mentre ride. A differenza di un animale impazzito, Ben si sente una creatura calcolatrice con un autentico carisma da slasher.

Ben – Rabbia Animale funziona perché abbraccia il genere B-Horror

Mentre quell’antropomorfizzazione alla Michael Myers rende Ben molto più intimidatorio della media delle scimmie, Roberts colpisce nel segno appoggiandosi completamente ai concetti dei film di serie B che il pubblico si aspetta. Giovani adulti eccitati che prendono decisioni stupide e incontrano la loro fine in modo sempre più macabro per mano di una scimmia assassina ultra-intelligente possono funzionare solo abbracciando questi tropi, e quasi tutto funziona nel microcsmo di Ben – Rabbia Animale.

Roberts arriva addirittura a dare a Ben un metodo caratteristico per uccidere le sue vittime, come se fosse uno slasher. Jason Voorhees ha il suo machete, Michael Myers ha il suo grande coltello da chef e Ben strappa le mascelle alle persone usando la sua forza naturale. Dopo aver dimostrato con grande efficacia come menzionato sopra, tenta di utilizzare la stessa tecnica per uccidere la protagonista del film, Lucy di Johnny Sequoyah.

Ben – Rabbia Animale arriva nelle sale italiane il 29 gennaio distribuito da Eagle Pictures.

Sulle ali dell’onore: la vera storia dietro il film

Sulle ali dell’onore: la vera storia dietro il film

Il film epico sulla guerra di Corea Sulle ali dell’onore è basato sulla storia vera del primo pilota afroamericano della Marina degli Stati Uniti, Jesse Brown (interpretato da Jonathan Majors), e del suo gregario Tom Hudner (Glen Powell). Il film è tratto dal romanzo del 2015 Devotion: An Epic Story of Heroism, Friendship, and Sacrifice di Adam Makos, che racconta la storia vera del cameratismo tra Jesse e Tom, ripercorrendo le esperienze dei due ufficiali della Marina durante la guerra di Corea. Il film è relativamente fedele alla storia vera, compresa la tragica morte di Jesse e gli sforzi di Tom per salvare il suo amico.

Cosa c’è di vero in Sulle ali dell’onore?

Jesse è stato il primo pilota di colore della Marina degli Stati Uniti

Sulle ali dell’onore è dedicato al percorso di Jesse come primo pilota di colore della Marina. Brown è stato vittima di razzismo e intolleranza durante tutta la sua carriera nella Marina. È stato il primo afroamericano a superare il programma di addestramento al volo della Marina e durante l’esame finale ha effettuato cinque atterraggi perfetti su una portaerei.

A soli 22 anni, è diventato un aviatore navale designato, diventando il primo afroamericano a ricevere le “ali d’oro” del distintivo di aviatore navale e anche il primo a volare in combattimento. Sembra che la sua famiglia abbia sempre riso e pensato che fosse uno scherzo quando Jesse diceva di voler diventare un pilota della Marina, ma lui ha presto dimostrato che tutti si sbagliavano quando ha realizzato quei sogni.

Jesse Brown si gridava insulti allo specchio

Una scena sorprendente in Sulle ali dell’onore vede Jesse Brown gridare epiteti razzisti a se stesso allo specchio dopo aver lottato per affrontare i vicini razzisti. Inoltre, Brown continua questo auto-abuso per motivarsi prima delle missioni. Secondo quanto riferito, questo è vero. Brown ha sopportato il razzismo sia nella sua vita professionale che in quella privata e ha ricorso all’insulto di se stesso per poter sopportare meglio questi attacchi. Nel libro di Makos, Jesse inizia a farlo quando è giovane e si trova davanti all’unico specchio della sua famiglia. Il libro non menziona se abbia continuato a ripetere questo comportamento durante il suo periodo in Marina, ma è altamente probabile.

Jonathan Majors in Sulle ali dell'onore
Jonathan Majors in Sulle ali dell’onore

Tom e Jesse hanno incontrato Elizabeth Taylor in Francia

Un’altra scena di Sulle ali dell’onore vede Jesse incontrare l’iconica star di Cleopatra, Elizabeth Taylor, su una spiaggia di Nizza, in Francia. Nel filmato, Jesse ottiene degli inviti per il resto della squadriglia per andare al casinò. Nella vita reale, Jesse e Tom hanno davvero incontrato la Taylor, che si trovava a Cannes per l’omonimo Festival del Cinema. Secondo quanto riferito, Brown l’ha incontrata mentre cenava al Carlton Hotel. Anche Hudner l’ha incontrata quattro giorni dopo, mentre era in visita a Leyte.

Non è noto se la Taylor li abbia invitati personalmente al casinò. Tuttavia, la Taylor era ben nota per il suo sostegno al personale militare degli Stati Uniti. L’USO le ha reso omaggio scrivendo: “Era profondamente appassionata nel sostenere le nostre truppe, visitando gli ospedali e intrattenendo i soldati con l’USO. Infatti, ha ricevuto l’USO Merit Award per tutti i suoi incredibili sforzi di volontariato”.

Nel film Tom ha rischiato la vita per salvare Jesse

Nel finale di Sulle ali dell’onore, l’aereo di Jesse Brown viene abbattuto da un artigliere antiaereo cinese ed è costretto ad effettuare un atterraggio di fortuna sulle montagne della Corea del Nord. Hudner vede che Brown è vivo ma intrappolato nella cabina di pilotaggio. Fa dunque schiantare intenzionalmente il suo aereo nella stessa radura per salvare il suo amico. Sebbene riesca a spegnere l’incendio, non è in grado di salvare Jesse dai rottami e Brown muore tristemente. Il modo in cui il film racconta la morte di Jesse e il tentativo di Hudner di salvarlo è completamente accurato.

In uno dei colpi di scena più tragici della vera storia, si ritiene che un artigliere nascosto nella neve abbia abbattuto l’aereo di Brown, che è precipitato in una valle. Ha tentato di liberarsi, ma senza successo. Tom Hudner ha fatto un atterraggio di fortuna con il suo aereo a soli 100 metri da quello di Brown e ha usato la neve per spegnere l’incendio del motore. Ha cercato disperatamente per 45 minuti di liberare Jesse dall’incidente, ma senza successo. Invece di essere sottoposto alla corte marziale per aver abbattuto il suo aereo, Hudner ha ricevuto la prima Medaglia d’Onore della Marina per la guerra di Corea.

Jonathan Majors e Glen Powell in Sulle ali dell'onore
Jonathan Majors e Glen Powell in Sulle ali dell’onore

La Marina inviò un “volo funebre” per Jesse Brown

In Sulle ali dell’onore, i superiori di Hudner sulla USS Leyte rifiutano la sua richiesta di inviare una squadra sul luogo dell’incidente di Brown per recuperare il corpo del suo amico. Il comandante della Leyte, il capitano Thomas Sisson (Dean Denton), ritiene che sia troppo rischioso recuperare il corpo di Jesse dall’area controllata dai cinesi. Invece, a Jesse Brown viene riservato un funerale da guerriero, in cui un V-32 distrugge i Corsair abbattuti con il suo corpo ancora all’interno.

Con alcune modifiche, questo era in linea con ciò che accadde nella storia vera che ha ispirato il film. Nella vita reale, la Marina inviò sette aerei da combattimento per il “volo funebre” di Jesse Brown. I sette aerei volarono in cerchio intorno al sito e poi sganciarono il napalm per avvolgere il corpo di Brown e gli aerei nelle fiamme. Mentre lo facevano, recitarono il Padre Nostro via radio e poi fecero oscillare le ali prima di andarsene, come ultimo saluto al loro compagno d’armi caduto.

Cosa c’è di falso in Sulle ali dell’onore?

Nella realtà Tom non ha preso parte ad una rissa

Il pilota della Marina Tom Hudner è venuto in difesa di Jesse più volte in Sulle ali dell’onore. Tuttavia, una scena in particolare non è tratta dalla realtà. Durante una licenza a terra a Nizza, in Francia, Hudner finisce in una rissa da ubriachi con un marine che in precedenza aveva molestato Jesse. Jesse gli dice di non combattere le sue battaglie al posto suo, ma solo di stargli vicino. Questa rissa non è mai avvenuta. Un incidente che potrebbe aver ispirato la scena è avvenuto in un hotel quando un cameriere si è rifiutato di servire Brown. Tom si è alzato e ha detto al resto del gruppo: “Andiamocene da qui”.

Jesse non disobbedì agli ordini di Tom

Durante una delle missioni di volo, Jesse disobbedisce agli ordini di Tom di ritirarsi e poi fa saltare in aria un ponte da solo. Dopo la fine della missione, quando entrambi sono al sicuro a terra, Tom elogia Jesse nel rapporto, ma Jesse gli dice che probabilmente verrà usato dai loro superiori razzisti per negargli la promozione nella Marina. Entrambi questi momenti sono fittizi, poiché non ci sono documenti che menzionino che Jesse Brown abbia fatto saltare un ponte e disobbedito a un ordine diretto, né che Tom Hudner abbia presentato un rapporto al riguardo.

Sebbene queste scene non siano autentiche al 100% rispetto alla vera storia, aiutano a stabilire gli aspetti più cruciali del perché il vero Jesse Brown sia importante per la storia della Marina. Sebbene siano fattualmente false, mettono in luce il razzismo che Jesse ha dovuto affrontare e come lo ha affrontato con puro eroismo e tenacia. Il fatto che Jesse abbia disobbedito a un ordine per portare a termine una missione e che Tom abbia presentato un rapporto accurato è coerente con i rispettivi personaggi. Questo è ciò che ha reso le scene autentiche anche se erano completamente inventate.

Jonathan Majors nel film Sulle ali dell'onore
Jonathan Majors nel film Sulle ali dell’onore

Daisy e Tom non si conoscevano

Nel film, Hudner e Brown fanno spesso carpooling, il che spinge Brown a presentare Hudner alla sua famiglia, compresa sua moglie Daisy (Christina Jackson). Prima di essere inviato nel Mediterraneo, Daisy implora Hudner di stare vicino a suo marito, e lui accetta. Nel finale di Sulle ali dell’onore, Tom incontra Daisy al funerale di Jesse e le chiede scusa per non essere riuscito a salvarlo. Daisy lo respinge e gli dice che gli aveva solo chiesto di stare vicino a Jesse, non di salvarlo.

Tom le racconta allora le ultime parole di Jesse, che riguardavano quanto amasse sua moglie. È una scena straziante, ma purtroppo non è vera. Nella storia vera, Tom non incontrò Daisy fino alla cerimonia di consegna della medaglia d’onore, e i due non fecero affatto carpooling. Fu piuttosto la collega pilota Carol Mohring (Nick Hargrove) a fare carpooling e a frequentare la famiglia Brown. Daisy era presente alla cerimonia di consegna della medaglia d’onore a Tom, dove incontrò Hudner.

L’unica volta che Tom l’aveva vista prima era da lontano, quando lei e Jesse si stavano salutando prima che lui salisse a bordo della Leyte. Questa è probabilmente la più grande differenza tra Sulle ali dell’onore e la vera storia di Jesse Brown, che per il resto segue abbastanza fedelmente le sue esperienze di vita reale come primo pilota di colore della Marina degli Stati Uniti.

I cambiamenti nella storia vera di Sulle ali dell’onore sono stati positivi?

Sebbene sia importante rimanere fedeli ai fatti quando si tratta di una storia importante come quella del primo pilota di colore della Marina, ci sono sempre dei cambiamenti necessari per renderla adatta al grande schermo. Tuttavia, la chiave è apportare queste modifiche in aree che si concentrano sui personaggi e non sugli eventi reali. Queste modifiche avvengono in momenti come quello in cui Tom finisce in una rissa da ubriaco mentre difende Jesse. È bello vedere questo dal punto di vista narrativo, e funziona meglio della storia reale in cui si dice semplicemente che volevano andarsene.

Tuttavia, queste modifiche si avvicinano un po’ troppo al cliché del salvatore bianco, che a volte rischia di affossare film come questo. Fortunatamente, si trattava di un momento caratteriale costruito nel corso del film e non è stato sufficiente a danneggiarne la reputazione. Un’altra modifica che ha contribuito a bilanciare la situazione è stata quella in cui Jesse ha disobbedito agli ordini per vincere una battaglia, solo per scoprire che avrebbe potuto perdere una possibile promozione. Anche se non è vero, questo ha rafforzato la trama della devozione di Jesse, che riesce ad avere successo nonostante il razzismo lo ostacoli.