In occasione di Lucca
Changes 2020, l’edizione rinnovata e ripensata del
community event internazionale dedicato al fumetto, al
gioco, all’animazione e all’immaginario fantasy,
PaniniComics celebra gli
80 anni di Flash, l’eroe apparso per la prima
volta in America nel 1940 sulla testata Flash Comics che nel tempo
si è modernizzato e trasformato, rinnovando i suoi tratti
inconfondibili ma restando fedele al suo DNA.
Per celebrare al meglio il
Velocista Scarlatto, PaniniComics – in sinergia con MINI –
ha coinvolto CarmineDi
Giandomenico, uno dei disegnatori italiani più noti e
attivi all’estero, che ha grande familiarità con
Flash, avendone disegnato oltre 34 numeri. Il
supereroe DC appare quindi magicamente e velocemente, grazie a Di
Giandomenico, sulla carrozzeria della Nuova MINI Full Electric: due
vere icone di stile, linearità e – senza dubbio – velocità.
Il Flash di Carmine
Di Giandomenico è un corridore che fa esplodere ogni
pagina con il suo dinamismo, pur rimanendo fedele agli elementi
chiave del personaggio, a partire dal costume. Carmine Di
Giandomenico ha sì disegnato il VelocistaScarlatto, ma ne ha fatte proprie anche alcune
peculiarità, come la velocità: nel 2016 infatti ha
conquistato un importante record mondiale realizzando ben 56 tavole
in sole 48 ore (e con cinque ore di anticipo rispetto a quanto
preventivato). Un traguardo unico, tipico di chi possiede le
caratteristiche dei supereroi, come quelli del Multiverso DC Comics
che lui ben conosce, che gli è valso l’appellativo di “disegnatore
più veloce del mondo”.
Il lavoro svolto su MINI
Full Electric da Di Giandomenico è una
reinterpretazione della copertina dello storico numero 123 del
personaggio, disegnata da Carmine Infantino, in
cui si incontrano la versione classica – o golden age –
del personaggio, JayGarrick e la
sua incarnazione moderna, BarryAllen, reso ormai famosissimo da film e serie tv.
Sullo sfondo, come nella copertina originale, la città che accomuna
tutte le avventure di Flash, Central City.
Carmine di Giandomenico ha unito ad un segno molto
plastico e dinamico una velocità prodigiosa, proprio come il
Velocista Scarlatto, disegnando interamente la MINI Full
Electric in sole 10 ore ed utilizzando una tecnica
mista.
Si è tenuto sabato 31 ottobre alle
ore 18.30 l’incontro in streaming con Gabriele
Mainetti, regista dell’acclamato Lo chiamavano Jeeg Robote
dell’attesissimo Freaks
out, nell’ambito di Lucca Comics & Games – edizione
Changes.
Dopo esser stato ospite dell’Area
Movie di Lucca Comics & Games nel 2015, proprio per
presentare Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele
Mainetti è tornato, anche se solo virtualmente, nel capoluogo
toscano per raccontare le sue passioni, il suo cinema, il suo
rapporto con Lucca e i fumetti in un incontro dal
titolo Gabriele Mainetti – Passione
Lucca, moderato da Gianmaria Tammaro.
Il regista ha dichiarato di avere un
ricordo molto bello di quella prima volta a Lucca nel 2015, dove
aveva percepito una vitalità difficile da immaginarsi oggi in un
momento come quello che stiamo vivendo, una sensazione di
collettività di un pubblico unito dalla passione. “Mi sono
sentito un po’ come una rockstar” ha dichiarato Mainetti
“Vedere persone vestite come i personaggi del mio film mi ha
emozionato”.
Rispetto al suo rapporto con i
fumetti, Mainetti ha raccontato di aver letto
molto Topolino, Lupo Alberto, Alan Ford, durante la
sua infanzia fino alla scoperta di Dylan Dog a
10 anni, ma l’ispirazione per Jeeg Robot è arrivata dagli
anime.
Riguardo alla possibilità di un
ipotetico sequel del suo successo Lo chiamavano Jeeg
Robot, Mainetti risponde di non essere interessato al
momento, perché impegnato su altri progetti e perché considera
conclusa quell’esperienza.
Si è spento all’età di 90 anni
Sean Connery, attore scozzese amato e
conosciuto in tutto il mondo e che si era ritirato dalle scene da
diverso tempo.
Meglio noto come agente 007,
James
Bond, la sua memoria rimarrà sempre legata a quel personaggio,
tanto che in molti degli estimatori della serie lo considerano il
migliore interprete dell’agente al servizio di Sua Maestà.
La sua carriera ha attraversato
diversi decenni, che gli sono valsi molti riconoscimenti, tra cui
un premio Oscar, due premi BAFTA, tre Golden Globes. A riportare la
notizia della sua scomparsa è stata la BBC.
Tra le altre iconiche parti
cinematografiche da lui portate in vita, ricordiamo il Professor
Jones Senior in Indiana Jones e l’Ultima Crociata,
Jim Malone ne Gli Intoccabili, John Patrick Mason
in The Rock, ma anche Re Artù ne Il Primo
Cavaliere, Allan Quatermain ne La leggenda degli
Uomini Straordinari, Ramirez in Highlander –
L’Ultimo Immortale e Guglielmo da Baskerville ne
Il nome della rosa.
Nel 2018 venne
annunciato il film, con nomi degli sceneggiatori, dei
produttori, di tutti i comparti che avrebbero dato vita al
progetto. Nel 2019 abbiamo
visto i volti dei protagonisti, abbiamo conosciuto il regista e
ci sono stati mostrati alcuni estratti dal backstage del film, in
Romania. Nell’anno della pandemia, in una insolita Lucca Comics and
Games (Lucca Changes) “a distanza”, Michele
Masiero, Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore,
ha condotto un panel dedicato interamente a Dampyr –
il film, in cui ha ospitato nel suo studio digitale il
regista Riccardo Chemello, alla sua opera prima
per il cinema, con Stuart
Martin (Kurjak), Wade
Briggs (Harlan) e Frida
Gustavsson (Tesla), il trio protagonista del film.
E sembra davvero chiaro che le
riprese del film, in circostanze fisicamente difficili, abbiano
cementato un bel legame trai protagonisti, dal momento che non
perdono occasione per scherzare su chi sia in effetti il
personaggio più importante della storia, salvo poi convenire tutti
con le sagge parole di Gustavsson: “Il film si
chiama Dampyr, quindi è chiaramente la storia del viaggio di
Harlan, ma nessuno dei tre avrebbe potuto farcela senza gli altri,
ed è questa la cosa bella.”
Ma è Masiero a fare un riassunto
perfetto dell’evoluzione e dell’importanza dei tre personaggi,
senza rovinare nulla della trama del film: “Abbiamo tre
personaggi che affrontano una profonda trasformazione nel corso del
film. All’inizio abbiamo un vampiro, un soldato e… come definirlo…
un ciarlatano ubriacone. E poi diventate un trio davvero in gamba,
destinato a salvare il mondo.”
La particolarità di Dampyr – il
film, che sembra emergere dalle poche immagine dal
backstage e dalle foto di scena, è che per quanto si tratti di un
horror fantasy, il film ha un’ambientazione estremamente
realistica, dal momento che i set sono quasi completamente reali e
si immerge inun periodo storico poco indagato dal cinema: la guerra
nei Balcani.
Dampyr – il film girato tutto in location
Martin infatti spiega: “Siamo
stati molto fortunati, per via dell’atmosfera creata da Riccardo e
da tutti gli altri. Non abbiamo filmato nulla in studio, ma sempre
in location, credo che quello sia stato l’elemento che ha dato
maggiore concretezza al mondo in cui ci siamo infilati. Dalle
fotografie che vedete, dal set, si può vedere quel mondo. Mettevi
il costume, eri sul set e lo sentivi, proprio quel mondo, vivido,
sporco e fumoso.”
La ricerca delle location naturali
giuste ha coinvolto naturalmente Chemello, che ha detto quanto
questa fase sia stata importante per la buona riuscita del film:
“Cercare le location è stata una delle parti migliori, perché
sappiamo quanto è difficile registrare con uno schermo verde. E
trovare le giuste location è stato un passo
importantissimo.”
1 di 4
Frida Gustavsson -
Tesla
Stuart Martin -
Kurjak
Wade Briggs - Harlan
Riccardo Chemello -
regista
Ma se per calarsi nei panni di
Kurjak e Harlan si è trattato di prepararsi fisicamente a
scazzottate, imparando un po’ di tecnica militare, per diventare
una fascinosa e letale vampira il cammino è stato più difficile.
Gustavsson ha detto infatti: “Per me la
preparazione è stata legata principalmente all’aspetto fisico,
Tesla è una vampira ed è capace di fare cose fuori dalla norma. Per
me è stata un’esperienza magnifica, imparare a ‘volare’ ma sono
d’accordo con ciò che dice Stuart. Siete stati in grado di creare
un ambiente in cui tutto sembrava davvero reale, e sono molto grata
per questo e per come abbiamo collaborato a creare il mondo del
film.”
E al di là di preparazioni fisiche,
location reali, freddo e difficoltà, sembra davvero che il cuore
della storia saranno i personaggi e il loro viaggio iniziatico
verso quello che immaginiamo sarà un racconto molto più lungo, data
la presenza, all’orizzonte, di due sequel già annunciati e di un
ancora molto misterioso universo condiviso di personaggi Bonelli al
cinema. “Credo sia interessante vedere come il fatto che Dampyr
sia un fumetto, poteva farci cadere nell’errore che in genere
capita in questo tipo di film, di non investigare a 360° il
personaggio – ha spiegato Wade Briggs –
Credo che qui invece ci sia stato fatto un vero e proprio
regalo, di tre personaggi che davvero si trasformano e crescono nel
corso del film. Sarà sicuramente interessante da
esplorare.”
Un blockbuster con l’anima indie
“Il film è come un blockbuster
americano, per budget e sequenze d’azione, però alla base sembra un
film indipendente perché è tutto basato sui personaggi, sulla loro
intimità.” Conclude Martin. Ma quello che veramente interessa
a tutti, ed arriva a fine panel, è la data d’uscita di
Dampyr – il film. A rispondere è Chemello, che
però rimane molto misterioso. Le riprese del film si sono concluse,
per fortuna, poche settimane prima dello scoppio della pandemia,
mentre il montaggio è stato fatto durante il primo lockdown. Ma,
stando a quanto dice il regista, il film sarà pieno di sequenze con
effetti visivi, che hanno bisogno di tempo per essere elaborati e
realizzati come si deve. “Non so quanti mesi – spiega
Chemello – ma diciamo, abbiamo ancora una lunga strada per
finire questo film perché abbiamo molti. Credo che metà film abbia
effetti digitali, quindi immaginate la quantità di lavoro”
Dampyr – il film è
diretto da Riccardo Chemello, su sceneggiatura di
Giovanni Masi, Alberto Ostini e Mauro
Uzzeo, il film è basato sul personaggio creato da
Mauro Boselli e Maurizio Colombo.
Prodotto da Sergio Bonelli Editore, Eagle Pictures e
Brandon Box, il film segnerà l’avvio del Bonelli Cinematic
Universe, universo condiviso con altri progetti cinematografici e
televisivi realizzati dalla Bonelli Entertaiment, divisione
multimedia della casa editrice. Nel cast del film Wade
Briggs (Harlan), Stuart Martin (Kurjak),
Frida Gustavsson (Tesla), Sebastian
Croft (Yuri), David Morrissey (Gorka).
Dampyr – il film uscirà nel 2021.
Arriva da
Deadline la notizia che le due attrici Claudia
Doumit e Colby Minifie sono state
promosse a regular di The
Boys 3, l’annunciata terza stagione di
The
Boys, la serie Amazon. Claudia Doumit e Colby Minifie,
che hanno recitato rispettivamente nei panni di Victoria e Ashley,
sono state promosse a serie regolari per la prossima terza stagione
della serie Amazon.
Victoria Neuman di Doumit è una
giovane donna prodigio del Congresso che nasconde un oscuro
segreto. Doumit si è unito come un personaggio ricorrente
nella seconda stagione, apparendo in cinque episodi. Ashley Barrett
di Minifie è il vicepresidente di Hero Management di Vought, spesso
stressato. Minifie è ricomparso dalla prima stagione, apparendo in
13 episodi.
The Boys 3
The Boys 3 sarà la
terza stagione della serie originale Amazon Studios The
Boys, ideata da Eric Kripke per conto
di Amazon Studios, basata sull’omonimo fumetto creato da
Garth Ennis e Darick
Robertson.
La serie tv The
Boys racconta in un modo divertente e irriverente cosa
succede quando i supereroi – che sono famosi come celebrità,
influenti come politici e venerati come dei – abusano dei loro
superpoteri piuttosto che usarli per salvare le persone. E
‘l’impotente contro il superpotere di The Boys, che intraprende una
ricerca eroica per esporre la verità su “The Seven” e Vought – il
conglomerato multimiliardario che gestisce questi supereroi.
Nella terza stagione di
The
Boys torneranno i protagonisti sono William
“Billy” Butcher (stagione 1-in corso), interpretato da Karl Urban, Hugh “Hughie” Campbell (stagione
1-in corso), interpretato da Jack Quaid, John /
Patriota (stagione 1-in corso), interpretato da Antony
Starr, Annie January / Starlight (stagione 1-in corso),
interpretata da Erin Moriarty, Queen Maeve
(stagione1-in corso), interpretata da Dominique
McElligott, A-Train (stagione 1-in corso), interpretato da
Jessie Usher, Marvin / Latte Materno (stagione
1-in corso), interpretato da Laz Alonso, Kevin /
Abisso (stagione 1-in corso), interpretato da Chace Crawford, Frenchie (stagione 1-in
corso), interpretato da Tomer Kapon, Kimiko / Femmina (stagione
1-in corso), interpretata da Karen Fukuhara, Black
Noir (stagione 1-in corso).
Nei ruoli ricorrenti Agente
Susan Raynor (stagione 1-in corso), interpretata da
Jennifer Esposito, Ashley Barrett (stagione 1-in
corso), interpretata da Colby Minifie, Hugh
Campbell Sr. (stagione 1-in corso), interpretato da Simon Pegg, Ezechiele (stagione 1-in corso),
interpretato da Shaun Benson, Nathan (stagione
1-in corso), Donna January (stagione 1-in corso), interpretata da
Ann Cusack, Seth Reed (stagione 1-in corso),
interpretato da Malcolm Barrett, Evan Lambert
(stagione 1-in corso), interpretato da David
Reale, Cherie (stagione 1-in corso), interpretata da
Jordana Lajoie, Shockwave (stagione 1-in corso),
interpretato da Mishka Thébaud e Becca Butcher
(stagione 1-in corso), interpretata da Shantel
VanSanten.
Poeta, regista, scrittore,
intellettuale e molto altro ancora. Pier Paolo
Pasolini è stato una delle figure chiave del mondo della
cultura italiana del Novecento. La sua vita, al pari della sua
attività, è tutt’oggi oggetto di studi e ricerche, i quali non
hanno però fatto del tutto luce su molti aspetti rimasti un
mistero. Anche il cinema, tra le arti predilette da Pasolini, ha
negli anni tentato di rendere omaggio all’autore di film come
Accattone e Mamma Roma. Nel 2014 è stato il
regista Abel Ferrara a portare al cinema la sua
storia con il film Pasolini.
Questo era da anni uno dei progetti
più ambiti dal cineasta newyorkese, anche se inizialmente non
avrebbe dovuto essere un vero e proprio biopic. Con il tempo, però,
Ferrara ha deciso di concentrarsi nel raccontare le ultime ore di
vita di Pasolini. Per farlo si affidato ad una produzione italiana,
con anche attori e location del bel paese. Pasolini è poi
stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia e al Toronto International Film Festival. In entrambi
questi il titolo non mancò di suscitare accese reazioni, sia
positive che negative.
In particolare, si contestavano al
film molti contenuti ritenuti scandalosi e poco veritieri nei
confronti dei fatti intorno alla morte di Pasolini. Particolarmente
apprezzato è stata però l’interpretazione dell’attore protagonista,
Willem Dafoe, giudicato estremamente
somigliante al vero intellettuale. Con un approccio inusuale, il
film di Ferrara sembra certamente destinato a rimanere una delle
opere più intriganti dedicate a Pasolini. Prima di vedere il film,
però, può essere utile essere a conoscenza di alcune curiosità
circa la trama e il cast del film. Infine, si riporteranno anche le
piattaforme streaming dove è possibile vedere tale
lungometraggio.
Pasolini: la trama del film
Nel 1975 Pier Paolo Pasolini è ormai
estremamente noto per la sua attività da intellettuale come per
quella da regista. Egli ha da poco rilasciato il suo ultimo film,
Salò, o le 120 giornate di Sodoma, il quale ha generato un
vero e proprio scandalo in tutta Italia. Contestato e temuto, egli
è ora intento a intraprendere lo sviluppo di un nuovo film, che
promette essere ancor più provocatorio nei confronti del popolo
italiano. Protagonisti di questo dovrebbero essere Eduardo De
Filippo e Ninetto Davoli, con cui ha da sempre avuto un rapporto
speciale. Nella giornata tra l’1 e il 2 novembre, Pasolini incontra
così amici e parenti, ricercando l’ispirazione giusta.
Attraverso un intreccio tra realtà e
immaginazione, egli si trova così a vivere una serie di strane
esperienze. Il tutto culminerà, quella stessa notte, con il suo
viaggio in auto ad Ostia. Qui incontra il giovane Giuseppe Pelosi,
che finirà per essere il suo omicida. Pasolini viene infatti
ritrovato la mattina dopo privo di vita. Numerose teorie iniziano a
generarsi a riguardo, tra chi ipotizza l’incidente e chi sospetta
un complotto politico ben più ampio. La morte di Pasolini rimane
tutt’oggi un mistero, e tale evento ha inevitabilmente posto fine
al nuovo film da lui immaginato, come anche ad una delle
personalità più poliedriche e brillanti del panorama italiano.
Pasolini: il cast del film
Per poter interpretare una
personalità complessa e ricca di sfumature come quella di Pasolini
non basta avere un attore che gli somigli. Occorre infatti
affidarsi ad un interprete in grado di poter sostenere la
responsabilità di quel ruolo. Nell’assegnarlo, Ferrara ha
dichiarato di non aver avuto dubbi. Per lui, Willem
Dafoe, recentemente visto in Van Gogh – Sulla
soglia dell’eternità, era l’unico interprete possibile.
Dafoe ha accettato con grande entusiasmo tale parte, trascorrendo
molto tempo a studiare la vita e le opere di Pasolini. Così facendo
ha non solo potuto comprenderlo meglio, ma anche imitarlo nel modo
di comportarsi e parlare. Accanto a lui si sono poi avvicendati
diversi noti attori italiani in ruoli di particolare rilievo
all’interno del film.
Riccardo
Scamarcio, infatti, è presente nei panni di Ninetto
Davoli, l’attore che in più occasioni ebbe modo di collaborare con
Pasoli. Per interpretarlo, Scamarcio ebbe modo di intrattenere
diverse conversazioni con il vero NinettoDavoli, cercando non di imitarlo ma di trarne una
propria interpretazione. Davoli è inoltre presente nel film nel
ruolo del celebre Eduardo De Filippo. Adriana Asti
dà invece volto a Susanna Colussi, madre tanto amata di Pasolini.
La portoghese Maria de Medeiros interpreta Laura
Betti, attrice che nel corso della sua carriera strinse un duraturo
sodalizio con Pasolini, recitando in molti dei film di lui.
L’attore Valerio
Mastandrea, invece, ricopre il ruolo di Domenico
Naldini, scrittore e regista, autore di diverse opere su
Pasolini.
Pasolini: il trailer e dove vedere
il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o per
chi volesse vederlo per la prima volta, è possibile fruirne grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Pasolini è infatti
presente nei cataloghi di Rakuten TV,Apple iTunes, Netflix e Tim Vision. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film verrà inoltre trasmesso in televisione nella giornata di
venerdì 30ottobre, alle ore
00:40 sul canale Rete 4.
Pensavamo tutti quello di Cinquanta
Sfumature fosse solo un fenomeno letterario e
cinematografico passeggero. Eppure a oggi continuano a spuntar
fuori nuovi libri e saghe dal fascino proibito, pronti a scaldare
le fredde notti invernali dei single e delle coppie più
avventurose. L’ultima scoperta fatta dagli amanti del genere
erotico contemporaneo è 365 Giorni, trilogia
letteraria nonché nuovo successo cinematografico.
Diretto da Barbara
Białowąs e Tomasz Mandes, 365
giorni (titolo originale 365 Dni) è un film
co-prodotto da Italia e Polonia e distribuito dalla piattaforma
streaming di Netflix. Adattamento dell’omonimo romanzo
scritto da BlankaLipińska 365 Giorni è solo il primo
capitolo della nuova saga erotica che sta spopolando sul web. Che
sia il nuovo Cinquanta Sfumature? Scopriamo insieme di cosa si
tratta.
365 Giorni cast e trama
Per Massimo Torricelli
(Michele Morrone) è un giorno di lavoro come
tanti. Membro di una delle famiglie mafiose siciliane più potenti,
quella mattina insieme a suo padre organizza un incontro con alcuni
spacciatori del mercato nero per discutere di affari. Il meeting è
lungo e complesso e Massimo si concede qualche minuto di
distrazione guardando il mare dal terrazzo della sua villa. Col
binocolo, mentre cammina sulla sabbia bagnata, avvista una donna
bellissima che cattura la sua attenzione.
Ma quel piacevole momento di
distrazione viene interrotto bruscamente. Il padre di Massimo viene
colpito improvvisamente da un proiettile vagante che,
attraversandogli il cuore, lo uccide sul colpo. Anche Massimo viene
ferito e stramazza al suolo in una pozza di sangue. La storia con
un flash forward ci porta a cinque anni più tardi. Dopo la
morte del padre, adesso è Massimo al comando della famiglia
Torricelli e dei suoi loschi affari.
Nel frattempo a Varsavia, una
giovane imprenditrice, Laura Biel (Anna-Maria
Sieklucka), sembra attraversare una profonda crisi
sentimentale. La sua relazione con il fidanzato sembra ormai giunta
a un punto morto. La ragazza non prova infatti più niente per
Martin (Mateusz Łasowski) e non riesce da tempo ad
avere rapporti intimi con lui.
Tuttavia, il suo ventinovesimo
compleanno si avvicina e Laura decide di partire per la Sicilia con
Martin e alcuni suoi amici per festeggiare in grande stile.
Purtroppo per lei però, i suoi problemi non si prendono una
vacanza. Nonostante il viaggio sia per il compleanno della sua
ragazza, Martin non perde occasione per mettere Laura in
imbarazzo.
365 Giorni: l’incontro tra Massimo
e Laura
La ragazza non ne può più del
comportamento di Martin e si allontana con una scusa. Per
schiarirsi le idee decide di fare una passeggiata ma non si accorge
che qualcuno la sta seguendo. All’improvviso un uomo le sbarra la
strada, le somministra un tranquillante e Laura si abbandona a un
sonno profondo.
[SPOILER
ALERT]
Il giorno dopo Laura si risveglia
sentendosi ancora stordita e in una casa che non conosce. Decide
quindi di scendere dal letto e di avventurarsi in quella sontuosa
villa. Durante il suo girovagare, la ragazza si imbatte in Massimo,
l’uomo che le aveva sbarrato la strada la sera prima. Laura
spaventata, cerca di fuggire ma Massimo la ferma e trascina nel suo
salotto dove le rivela un incredibile segreto.
Massimo le racconta di averla già
vista sulla spiaggia cinque anni prima e di non aver mai
dimenticato il suo viso, nemmeno quando dei colpi di arma da fuoco
l’hanno quasi ucciso. E’ stato il ricordo di Laura a tenerlo in
vita e a tormentarlo fino a quel momento. Dopo averla cercata
invano per tanto tempo, quando qualche giorno prima Massimo vede
Laura in aeroporto, capisce che quello è un segno del destino e
decide di rapirla.
Laura è terrorizzata dalla storia
che ha appena ascoltato e tenta nuovamente la fuga ma Massimo ha
dei piani un po’ diversi. La ragazza resterà prigioniera per 365
giorni al termine dei quali, se non si sarà innamorata perdutamente
di lui, verrà rilasciata. Per tranquillizzarla, Massimo le promette
che la proteggerà da qualunque pericolo e che non la sfiorerà mai
senza prima il suo consenso. La ragazza quindi non ha scampo.
Ma l’attrazione tra i due è
innegabile e ben presto Laura si ritroverà a lottare contro sé
stessa per non cadere tra le braccia del suo aguzzino.
365 Giorni libro: la saga erotica
di Blanka Lipińska
Nel 2011 aveva
fatto assai scalpore l’uscita del primo volume della trilogia di
Cinquanta
Sfumature di E. L. James, un libro
così controverso da scomodare lettori e critici, tutti pronti a
gridare allo scandalo. Molti condannavano il contenuto del libro,
troppo scabroso e non necessario, mentre altri puntavano il dito
sulla forma, sottolineando la poca esperienza della scrittrice.
Dall’altra parte, invece, c’erano coloro che pur non avendo gli
strumenti analitici necessari, avevano apprezzato il coraggio
dell’autrice, pronta a parlare del sesso da un inedito (o poco
conosciuto) punto di vista.
A distanza di
sette anni tocca invece alla scrittrice polacca Blanka
Lipińska scioccare i lettori con la trilogia di
365 Giorni. Dopo aver lavorato per molto tempo
come terapeuta-ipnotizzatore, Blanka ha deciso di dare spazio alla
sua creatività pubblicando una saga erotica ispirata a Cinquanta
Sfumature di Grigio. Chi ha infatti familiarità con la storia di
Christian
Grey e Anastasia Steele, noterà in
365 Giorni molti richiami alle vicende narrate da E. L.
James.
A cambiare
completamente sono invece l’ambientazione e l’atmosfera della
storia. I romanzi di Blanka Lipińska sono ambientati tra la Polonia
e la Sicilia, meta scelta dall’autrice dopo una vacanza nella
splendida isola italiana. Essendo il protagonista maschile un boss
mafioso, tutto risulta un po’ più chiassoso e decisamente meno
sofisticato. Christian Grey è un miliardario
affascinante, colto e di buona famiglia mente Massimo
Torricelli è un criminale ricco e prepotente. I due non
potrebbero essere più diversi ma c’è qualcosa che li accomuna,
l’attaccamento ossessivo alle donne che amano.
La saga letteraria di
BlankaLipińska comprende tre volumi:
365 dni (365 giorni) – 2018
Ten dzień (This Day) – 2018
Kolejne 365 dni (Another 365 Days) – 2019
Purtroppo però a oggi la trilogia
non è ancora stata tradotta in italiano.
365 Giorni in streaming
Il film 365
Giorni, record di visualizzazioni in tutto il mondo, è
disponibile in streaming in abbonamento sulla piattaforma
Netflix. In attesa quindi della
traduzione dei libri di Blanka Lipińska e del
sequel 365 Giorni 2 già annunciato dallo stesso
protagonista Michele Morrone, vi lasciamo al trailer di 365
Giorni.
Dopo l’attesissimo lancio globale
di “Welcome to the Blumhouse”, Prime
Video ha annunciato oggi i prossimi quattro
film, nell’antologia di otto film di genere prodotti
da Amazon Studios e da Blumhouse Television di Jason
Blum. I titoli sono: The
Manor scritto e diretto da Axelle
Carolyn, Black as
Night della regista Maritte Lee
Go, Madres diretto da Ryan
Zaragoza
e Bingo della regista Gigi
Saul Guerrero. I thriller ricchi di suspense saranno
disponibili nel 2021 su Prime Video, in oltre 240 paesi e territori in
tutto il mondo.
Il progetto di “Welcome to the
Blumhouse” prosegue nell’eredità di una
narrazione di genere originale
e raffinata, marchio di fabbrica di Blumhouse.
Incentrati su temi inquietanti di orrori istituzionali e fobie
personali, i film attingono alle paure più profonde di
ciascuno. Questi thriller sociali presentano una
visione tipica e una prospettiva unica. Come i
primi quattro film della raccolta, proseguono nello
sviluppo di un unico filone che fa di questo il primo
progetto in assoluto di film Amazon Original su Prime Video
collegati tematicamente tra loro. I film continuano a mettere
in luce validissimi registe e registi emergenti, insieme ad attori
affermati che interpretano nuovi ruoli eccezionali e
scioccanti.
“Dopo il successo del lancio dei
primi quattro film del programma, che ha superato le nostre
aspettative, siamo entusiasti di rivelare il prossimo capitolo in
arrivo nel 2021 ” ha dichiarato Jennifer Salke, Head
of Amazon Studios. “I brividi lungo la schiena che
tengono lo spettatore col fiato sospeso
continueranno nella prossima raccolta di titoli che
sicuramente intratterranno, sorprenderanno e sconvolgeranno il
nostro pubblico in tutto il mondo”.
“Siamo molto felici di vedere la
maniera in cui il pubblico da varie parti del mondo ha reagito ai
film di “Welcome to the Blumhouse”. Non potremmo essere
più fieri del lavoro di questi talentuosi filmmaker, ma anche
dei cast e delle crew di tutti i film” ha affermato
Jeremy Gold, presidente di Blumhouse Television. “E siamo
entusiasti di presentare la prossima selezione di
film e i bravissimi filmmakers alla regia”.
The Manor, il film
The Manor è scritto e
diretto da Axelle Carolyn, con Barbara Hershey, Bruce Davison,
Nicholas Alexander, Jill Larsen, Fran Bennett e Katie Amanda
Keane. Dopo un infarto, Judith Albright si trasferisce in una
casa di riposo d’epoca, dove inizia a sospettare che qualcosa di
sovrannaturale stia incombendo sui suoi ospiti. Per riuscire a
scappare avrà bisogno di convincere tutti intorno a sé che non c’è
alcun motivo per lei di restare lì. Executive
producer sono Jason Blum, Jeremy Gold, Marci Wiseman,
Lisa Bruce, Sandy King e Richard J Bosner.
Black as the Night
Black as the Night è
diretto da Maritte Lee Go e scritto da Sherman Payne. Nel cast
Asjha Cooper, Fabrizio Guido, Craig Tate, Keith David, Mason
Beauchamp, Abbie Gayle e Frankie Smith. Un’adolescente
con problem di autostima ritrova la sicurezza
in se stessa in maniera alquanto
inusuale: trascorre l’estate a combattere i vampiri che
minacciano i senza tetto di New Orleans con l’aiuto
del suo migliore amico, il ragazzo per il quale ha sempre
avuto un debole, e una strana ragazza di buona
famiglia. Executive producer sono Jason Blum, Jeremy Gold,
Marci Wiseman, Lisa Bruce, Maggie Malina e Guy Stodel.
Madres
Madres è il
lungometraggio di debutto di Ryan Zaragoza, scritto da
Marcella Ochoa & Mario Miscione, e interpretato da Tenoch
Huerta, Ariana Guerra, Evelyn Gonzalez, Kerry Cahill, e Elpidia
Carrillo. Una coppia americana di origini messicane in
attesa del primo figlio si trasferisce in una comunità di
agricoltori migranti nella California degli
anni ‘70. Quando la moglie inizia ad avere strani sintomi
e visioni terrificanti, proverà a capire se il tutto è legato a una
leggendaria maledizione o a qualcosa di ancor più terribile. Gli
executive producer sono Jason Blum, Jeremy Gold, Marci Wiseman,
Lisa Bruce, Sanjay Sharma e Matthew Myers.
Bingo
Bingo diretto da Gigi
Saul Guerrero e scritta da Shane McKenzie & Gigi Saul Guerrero
affiancati da Perry
Blackshear. Nel barrio di Oak Springs
vive un caparbio gruppo di anziani amici che
rifiutano la gentrificazione del quartiere. Il loro
leader, Lupita, li tiene uniti come una comunità, una famiglia. Non
possono di certo immaginarsi che la sala del loro amato
Bingo sta per essere venduta ad una forza ben
più potente del denaro. Executive producer del film
sono Jason Blum, Jeremy Gold, Marci Wiseman e Raynor Shima.
Attualmente sono disponibili su
Prime
Video i primi quattro film del
progetto: The
Lie dall’acclamata autrice e regista Veena
Sud, Black
Boxdall’esordiente regista/autore Emmanuel
Osei-Kuffour Jr., Evil
Eye dalle giovani promesse Elan Dassani e
Rajeev Dassani, e Nocturne del
regista Zu Quirke.
Lucca Changes,
l’edizione 2020 di Lucca Comics & Games, non si ferma.
E come celebrare al meglio la giornata di Halloween se non con
Scheletri? Il nuovo graphic novel di
Zerocalcare sarà protagonista del panel
Scheletri sulle magliette, scheletri negli
armadi (ore 15.30 sul canale YouTube e sul sito di
Lucca comics & Games). Il fumettista di Rebibbia rifletterà
sull’efferatezza della vita quotidiana, sull’evoluzione
dell’amicizia e sui misteri che durano decenni.
Da Rebibbia si vola in Giappone con
JNTO – Ente Nazionale del Turismo Giapponese che
quest’anno s’incontrerà con Cristina
D’Avena per parlare di Giappone e anime
(ore 11.00 sempre su YouTube e sul sito), ripercorrendo la carriera
dell’iconica interprete e del suo rapporto con il Paese del Sol
Levante e con la cultura giapponese. La cantante delle sigle
animate sarà anche protagonista dello spettacolo A
Spasso con Walt special edition, il musical dei
celebri film di animazione Disney, con le illustrazioni dei più
importanti disegnatori italiani, portato in scena dagli
ANIMEniacs Corp insieme a Cristina
D’Avena e Pietro Ubaldi
(ore 21.00 su RaiPlay). Tra musica e fumetto Davide
Toffolo sarà protagonista della performance dal vivo
Un allegro ragazzo ipnotizzato – Davide Toffolo
Unplugged (ore 21.30 su YouTube e sul sito), un
racconto fatto di note e immagini, alla scoperta della graphic
novel Cinque Allegri Ragazzi Morti – Il Ritorno,
attraverso l’intervista di Luca Raffaelli.
Il mondo della musica arriva a
Lucca Changes con altri due cantautori: Riccardo
Zanottifrontman dei Pinguini Tattici Nucleari e
Max Pezzali. Il primo sarà protagonista del panel
Togliti di mezzo se vuoi campare a lungo
(ore 20.00 su YouTube e sul sito) in cui presenterà il primo
romanzo Ahia!; mentre il secondo in Max
Pezzali – Qualcosa di nuovo e qualcosa di classico
(ore 21.30 su YouTube e sul sito) dialogherà con Roberto Recchioni
per parlare del nuovo album del cantautore ma anche delle icone
degli anni ’90, dagli zainetti alle autoradio, passando per Dylan
Dog e gli 883.
Se vi chiedete come nascono i
fumetti l’appuntamento da non perdere è con
MASK’D, realizzare il proprio
fumetto – Dall’idea alla
matita (ore 15.00) un incontro che è una lezione di
fumetto con i creatori di MASK’D – The Divine
Children: Ilaria Catalani, Fiore Manni e Michele Monteleone,
che racconteranno come è nato il loro progetto per Star Comics e
come si lavora in team per realizzare e promuovere un fumetto.
Sempre in collaborazione con Star Comics Dietro le
quinte di Edens Zero: intervista a Hiro Mashima (ore
20.00), il celeberrimo mangaka si racconta ai fan in un’intervista
esclusiva in cui svelerà curiosità sul suo lavoro e la sua vita
privata. E come nasce uno dei webcomic di maggior successo
degli ultimi anni? Ce lo svelano nel panel realizzato con il
contributo dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in
Italia, One of Those Days – Behind the
Scenes, gli stessi autori del celebre
One of These Days, Yehuda e
Maya Devir (ore 11.00) in un incontro in cui ci
porteranno dietro le quinte del loro fumetto e ci parleranno del
loro lavoro. E con Corporeità a fumetti
(ore 16.00) Rita Petruccioli, Martoz e Zuzu rifletteranno su come
il corpo abbia un ruolo così centrale nel fumetto, pur se spesso
dato per scontato.
Nell’Area Movie a
cura di QMI si parla protolatino con Matteo Rovere
che durante una masterclass online (ore 16.30) presenterà Romulus la serie tv prodotta da Sky, Cattleya
e Groenlandia, dal 6 novembre su Sky e in streaming su NOW TV. A
seguire il documentario esclusivo Romulus: making of di
una leggenda, prodotto da Sky e Groenlandia, diretto
da Marco Pianigiani e scritto da Emanuele
Cava. Il regista Gabriele
Mainetti, autore dell’acclamato Lo chiamavano Jeeg Robot e dell’attesissimo
Freaks
out ci racconterà poi le sue passioni, il suo
cinema, il suo rapporto con Lucca e i fumetti in un incontro dal
titolo Gabriele Mainetti – Passione Lucca
(ore 18.30). E per sapere cosa ci aspetta in televisione,
Rai 4 presenta a Lucca Changes tutte le
novità della prossima stagione, con tanti
contenuti esclusivi in prima visione assoluta e introduzione di
Andrea Fornasiero (ore 15.00).
Da non perdere poi lo show dedicato
al Gioco da Tavolo cult 7 Wonders,7
meraviglie: 7 migrazioni nell’immaginario tra realtà e
fantasia (ore 10.00) con il professore de Il
CollegioLuca Raina e i presentatori del
programma Crossover Universo Nerd. E per chi volesse mettere alla
prova la propria creatività ci sarà da sintonizzarsi con il
Laboratorio di Game Design (ore 12.30) dove grandi
ospiti come Andrea Angiolino, Immanuel Castoe
Roberto Di Meglio ci sveleranno i segreti
dell’arte di creare videogiochi. E per concludere i supercattivi di
Gotham City scendono in campo per prendere il controllo della città
nel Game Showcase: The Joker – A Diabolical Party Game,
di Spin Master (ore 13.00) nuovo party game
ambientato nell’universo di Batman.
Giornata piena zeppa di importanti
appuntamenti anche lato videogioco. Imperdibile la presentazione di
Io sono Pow3r, la storia di Giorgio
Calandrelli, universalmente conosciuto come Pow3r,
ovvero lo streamer più influente e importante d’Italia (ore
12.00). Tornano poi gli incontri con
DocManhattan e Sabaku, per un
sabato all’insegna della fantascienza e di Cyberpunk,
attesissimo nuovo titolo di CD Project RED di cui si parlerà con
Daniele Duri, Principal Animator di CD Project RED (ore
15.00). Infine appuntamento da matita rossa per
tutti gli appassionati di Super Mario. Per
celebrare il 35mo anniversario del celeberrimo personaggio
Nintendo insieme a grandi artisti, che si
divertiranno con il nuovissimo Mario Kart Live: Home
Circuit (ore 18.00).
Arriva in Italia, edita da
PaniniComics, l’attesa miniserie
BlackLabelBatman –
Tre Joker, un viaggio alla scoperta di uno dei
segreti meglio custoditi dell’Universo DC: chi è Joker?
IL CRIMINALE, IL COMICO, IL
CLOWN
Tre scene del crimine. Tre Joker.
Che significa? Batman, Batgirl e
RedHood hanno ognuno un conto
aperto con Joker, e quando tre feroci crimini
vengono commessi in diretta e contemporaneamente da tre Joker
differenti, toccherà a loro affrontare la terribile domanda: esiste
un unico vero Joker? Correva l’anno 2015 quando, nelle battute
finali della cataclismatica saga Justice League – Darkseid War, Batman era
protagonista di un’impensabile rivelazione: nell’Universo
DC esistono ben tre Joker. Ora arriva in Italia una storia
che prende le mosse dal capolavoro The Killing Joke e,
pescando a piene mani nella mitologia batmaniana, dà una nuova
interpretazione della diade Batman-Joker.
GLI AUTORI
Geoff Johns, nato a
Detroit nel 1973, può essere considerato il demiurgo dell’Universo
DC attuale. Nel 2000 diviene lo scrittore regolare di
Flash, con il difficile compito di seguire l’acclamata
gestione di Mark Waid ma finendo per regalare una run
rimasta nel cuore dei lettori. Dopo una breve parentesi alla
Marvel e dopo aver ridato vita a
serie DC come Hawkman e Teen Titans, rilancia il
personaggio di Hal Jordan con Green Lantern: Rebirth e con
la serie regolare Green Lantern, di cui manterrà le redini
per molti anni. Scrittore di molti eventi DC, tra cui Infinite
Crisis e Blackest Night, è anche autore della
miniserie Flashpoint che causerà la ripartenza da uno
dell’intero Universo DC. Pur essendo la mente dietro l’operazione
di rilancio delle serie DC Rinascita, gli impegni del suo
nuovo ruolo come produttore e scrittore di serie televisive e
lungometraggi per la Warner Bros lo costringono a limitarsi a poche
serie a fumetti, tra cui spicca Doomsday Clock, crossover
tra i personaggi dell’Universo DC e quelli di Watchmen, e
la recente miniserie Batman: Tre Joker.
Jason Fabok è un
fumettista, designer e illustratore canadese attualmente al lavoro
per DC Comics. Ha disegnato per testate come Batman,
Justice League, Detective Comics, Suicide Squad e Batman Eternal.
Al momento è al lavoro su la serie DC Black Label Batman: Tre
Joker, di cui il primo albo è ora in uscita in Italia per
PaniniComics.
Prima che la Fox fosse venduta alla
Disney, lo studio ha tentato per ben due volte di lanciare un
franchise dedicato ai Fantastici
Quattro. All’inizio c’è stato il film con
Chris Evans e
Jessica Alba, diretto da Tim Story, accolto così bene da
guadagnare addirittura un sequel. Diversi anni dopo,
Josh Trank è stato scelto per riavviare la serie, ma il flop
che ha rappresentato quel progetto ha fatto ormai la storia.
Naturalmente, né Story né Trank sono stati gli unici registi presi
in considerazioni dallo studio in entrambi i casi. Con i Marvel Studios che stanno
attualmente lavorando al riavvio dei
Fantastici Quattro, sarà necessario reclutare un nuovo regista
per portare la squadra sul grande schermo. Ecco alcune proposte
avanzate da
Screen Rant:
Chris Columbus
A Chris Columbus, regista
di Mamma, ho perso l’aereo, Mrs. Doubtfire e dei primi due
capitoli della saga di Harry Potter, era stata
inizialmente offerta la possibilità di dirigere il primo tentativo
della Fox di realizzare un franchise basato sui Fantastici Quattro.
Prima di dedicarsi alla regia, Columbus ha iniziato la sua carriera
come sceneggiatore, scrivendo classici senza tempo degli anni ’80
come Gremlins e I Goonies.
John Krasinski
John Krasinski e sua moglie Emily Blunt, che in passato hanno rifiutato un
sacco di ruoli Marvel, sono sempre stati indicati dai fan per i
ruioli di Reed Richards e Sue Storm nel MCU e, francamente,
sarebbero decisamente perfetti. E se Krasinski e Blunt fossero
effettivamente scelti per quei ruoli, potrebbe essere una buona
idea affidare a Krasinski anche la regia del film. Bati pensare
allo splendido lavoro fatto per A Quiet Place. Come
regista, Krasinski è più interessato al tema che al genere.
David Yates
David Yates è stato uno dei
registi presi in considerazione per il reboot del 2015, prima che
Josh Trank venisse assunto ufficialmente. È meglio conosciuto per
aver diretto gli ultimi quattro film della saga di Harry
Potter e attualmente sta dirigendo tutti gli spin-off della
serie di Animali Fantastici. Secondo quanto riferito,
all’epoca Yates avrebbe voluto scritturare Adrien Brody o Jonathan Rhys Meyers per il ruolo
di Mr. Fantastic, Alice Eve per la Donna Invisibile e Bruce Willis per La Cosa.
Olivia Wilde
Con il suo debutto alla
regia, La rivincita delle sfigate,Olivia Wilde ha dimostrato di poter bilanciare
un cast corale e mantenere al tempo stesso una storia concentrata
con molto cuore e umorismo. Recentemente è stata scelta per
dirigere un film di supereroi Marvel per conto di Sony, quindi non
è certamente contraria a quell’universo. La Donna Invisibile è
stato concepito come personaggio sessista durante il suo debutto
negli anni ’60: coinvolgere una regista donna in un futuro progetto
sui Fantastici Quattro potrebbe certamente arginare il
pregiudizio.
Peyton Reed
Prima del
coinvolgimento di Tim Story, Peyton Reed si avvicinò alla regia del
primo film dei Fantastici Quattro. In seguito avrebbe
diretto due diversi blockbuster Marvel, Ant-Man e il suo
sequel Ant-Man and the Wasp (attualmente è al lavoro sul
terzo). Secondo quanto riferito, Reed voleva ambientare il suo film
dei Fantastici Quattro negli anni ’60, cosa su cui lo studio non
era d’accordo. La cosa portò il regista a rinunciare al
progetto.
Brad Bird
Brad Bird è responsabile
del miglior film dei Fantastici Quattro mai realizzato fino ad
oggi: Gli Incredibili è un film sui Fantastici Quattro
migliore di qualsiasi altro film dei Fantastici Quattro in live
action. Bird ha catturato l’azione, le emozioni e le dinamiche
familiari che sono la chiave per un film di successo dei Fantastici
Quattro. Sebbene il sequel non fosse del tutto all’altezza del nome
leggendario del suo predecessore, non ci sono ancora dubbi sul
fatto che Bird possa creare un perfetto riavvio dei Fantastici
Quattro per l’MCU. Mission: Impossible – Protocollo
Fantasma ha dimostrato che Bird può gestire scene d’azione
grazie ad un budget elevato.
Joe Carnahan
Prima che Josh Trank venisse
assunto per riavviare il franchise dei Fantastici Quattro,
Joe Carnahan era stato considerato per occuparsi della regia.
Carnahan in precedenza aveva diretto un riavvio di The
A-Team che non ha mai avuto un sequel. Ha anche diretto
Liam
Neeson alle prese con un branco di lupi affamati in The
Grey. Anche James McTeigue è stato preso in considerazione per
la regia prima che Trank venisse ingaggiato. McTeigue ha fatto il
suo debutto alla regia con V for Vendetta e ha anche
lavorato alla serie Netflix delle Wachowski, Sense8.
Greta Gerwig
Greta Gerwig si è rapidamente affermata come una
delle migliori registe che lavorano oggi, con lo splendido racconto
di formazione Lady Bird e l’ultimo bellissimo adattamento
di Piccole donne. In Piccole donne, Gerwig ha
fatto sembrare le sorelle March una vera ed autentica famiglia, che
è esattamente ciò di cui i Fantastici Quattro avranno bisogno nella
loro introduzione nel MCU.
Raja Gosnell
Dopo aver lavorato come
montatore a film quali Mamma, ho perso l’aereo e Mrs.
Doubtfire, Raja Gosnell è passato alla regia con successi per
famiglie come Big Mama, i film in live action di
Scooby-Doo e I Puffi. Gli era stata offerta la
possibilità di dirigere il primo film dei Fantastici Quattro sotto
l’egida della Fox. All’epoca la regia del film venen offerta anche
a Peter Segal, prima che lo studio ingaggiasse ufficialmente Tim
Story.
Matthew Vaughn
Lo stile di regia di
Matthew Vaughn, sincero, esperto di genere e infinitamente
divertente, sarebbe perfetto per un film sui Fantastici Quattro.
Forse dovrebbe calibrare la violenza e il linguaggio visti nei suoi
precedenti film basati su fumetti, come Kick-Ass e
Kingsman, ma senza dubbio avrebbe azzeccato per il tono.
Vaughn ha dato ai mutanti della Marvel una storia di origine
soddisfacente con X-Men: L’inizio ambientato negli anni ’60, e il
franchise dei Fantastici Quattro sarebbe in buone se avesse la
possibilità di dirigere il nuovo film.Fantastici Quattro: 10
registi che potrebbero dirigere il riavvio Marvel
Come molti di voi già sapranno sono
in corso i Digital Movie Days, l’iniziativa promossa
da Univideo in collaborazione
con Apple
Tv, CG Digital, Chili, TheFilmClub, Amazon Prime Video, Rakuten Tv e Tim
Vision. L’intento è quello di promuovere l’offerta legale
digitale di prodotti audiovisivi, offrendo al grande pubblico, al
prezzo ribassato di oltre il 50%, un’ampia varietà di film per
tutte le età, fruiti attraverso i più evoluti standard tecnologici
(4k Ultra HD).
Ecco 10 film consigliati da
noi di Cinefios.it che potrete comprare ad un prezzo
ribassato su queste piattaforme. Tutti i titoli che partecipando
alla promozione sul sito di Univideo.
1917
Sam Mendes, il regista
premio Oscar di Skyfall, Spectre e American Beauty, dona la sua
singolare visione dell’anno cruciale della prima guerra mondiale,
il
1917. Con George Mackay, Dean-Charles, Mark Strong,
Andrew Scott, Richard Madden, Claire
Duburcq e con Colin Firth e Benedict Cumberbatch.
Al culmine della prima guerra
mondiale, due giovani soldati britannici, Schofield (George MacKay
di Captain Fantastic) e Blake (Dean-Charles Chapman di Game of Thrones) ricevono una missione
apparentemente impossibile. In una corsa contro il tempo, devono
attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che
arresterà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra cui
il fratello di Blake.
Ad Astra
Presentato alla Mostra del
cinema di Venezia, Ad Astra racconta dell’astronauta Roy McBride
(Brad
Pitt) che viaggia verso gli estremi confini del sistema solare
per trovare il padre scomparso e svelare un mistero che minaccia la
sopravvivenza del nostro pianeta. Il suo viaggio svelerà segreti
che sfidano la natura dell’esistenza umana e il nostro posto nel
cosmo. Diretto da James Gray nel cast anche
Brad Pitt, Tommy
Lee Jones, Ruth
Negga, John Ortiz, Liv
Tyler.
Antropocene
Antropocene – L’epoca
umana, il film che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta
attraverso le straordinarie immagini di Jennifer Baichwal,
Nicholas de Pencier ed Edward Burtynsky. La versione
italiana del film Antropocene – L’epoca umana, distribuita
nei cinema da Fondazione Stensen e Valmyn, si avvarrà di una
voce narrante d’eccezione, quella dell’attrice Alba Rohrwacher.
Dopo essere stata protagonista di
numerosi film tra cui i recenti Troppa
Grazia (2018) e Lazzaro Felice
(2018), aver registrato audiolibri ed essere stata la voce narrante
della serie tv L’amica Geniale, l’attrice
torna a prestare la sua voce per accompagnarci in un emozionante
viaggio attraverso il nostro pianeta in Antropocene – L’epoca
umana. Alba Rohrwacher, da sempre attenta alle tematiche
ambientali, ha sposato con entusiasmo il progetto e supporta a sua
volta coloro che lottano per la salvaguardia dell’ambiente e del
pianeta Terra.
JoJo Rabbit
Diretto da
Taika Waititi. e con protagonisti Roman
Griffin Davis, Thomasin McKenzie,
Scarlett Johansson, Thomasin McKenzie, Sam
Rockwell e Taika
Waititi., JoJo Rabbit racconta di un bambino
tedesco di nome Jojo Betzler (Roman Griffin Davis) e soprannominato
“Rabbit”, appartenente alla Gioventù hitleriana durante i violenti
anni della Seconda guerra mondiale.La sua visione nazista del mondo
cambia completamente quando scopre che sua madre (Scarlett Johansson) nasconde in soffitta
una ragazza ebrea (Thomasin McKenzie). Da questo momento in poi
Jojo dovrà fare i conti con i dubbi sorti riguardo il nazionalismo
e in questo dissidio interiore verrà aiutato soltanto dal suo amico
immaginario, una versione idiota e caricaturale di Adolf Hitler
(Taika Waititi).
Cattive Acque
Cattive
Acque è la vera storia di Robert Bilott (Mark Ruffalo) l’avvocato ambientalista
protagonista di una estenuante battaglia legale durata ben 19 anni
contro il colosso chimico DuPont e di come, da uomo tenace e
combattivo, ha rappresentato 70mila cittadini dell’Ohio e della
Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo
sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Grazie
ad uno studio tossicologico sulle vittime, Bilott riuscirà a
dimostrare i rischi per la salute associati alla contaminazione
delle acque e otterrà per loro un importante risarcimento. La
pellicola diretta da Todd Haynes, si ispira ad una
vicenda realmente accaduta e portata alla ribalta internazionale da
un articolo del New York Times. Dai produttori di Green
Book e Il Caso Spotlight una storia di
impegno civile, una lotta di Davide contro Golia supportata da un
grande cast composto da
Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill
Pullman.
Crawl – Intrappolati
Se non sarà la tempesta a
spaventarti, saranno loro. Dal regista Alexandre Aja (Le Colline
hanno gli Occhi) e dai produttori Sam Raimi (Do
not Breathe, Evil Dead) e Craig Flores (300),
Crawl è un survival thriller/horror. Quando un enorme
uragano colpisce la sua città natale in Florida, Haley (Kaya
Scodelario) ignora gli ordini di evacuazione per
cercare il padre scomparso (Barry Pepper). Trovandolo gravemente
ferito nel seminterrato della loro casa di famiglia, i due restano
intrappolati dalle acque che cominciano a salire rapidamente.
Mentre il tempo per salvarsi dalla tempesta si esaurisce
lentamente, Haley e suo padre scoprono che il livello dell’acqua in
aumento è l’ultima delle loro paure.
La pellicola che ha fatto
vincere l’oscar meritatissimo a
Matthew McConaughey.
Dallas Buyers Club si svolge nel 1986 in Texas ed è
ispirato ad una storia vera. Il rude texano Ron Woodroof scopre
presto di essere malato e gli viene diagnosticato l’HIV. Comincia
perciò a curarsi seguendo un corso di medicina alternativa.
Incontra Rayon, un transessuale sieropositivo. Woodroof oltre ad
avere un carattere particolare è omofobo e ha un passato da tossico
dipendente. Gli vengono dati solo trenta giorni di vita ma grazie
all’aiuto di Rayon e della dottoressa Eve Sack riuscirà a
sopravvivere per molto più tempo, fino al 1992. La cura che Ron
segue diverrà nota a molte imprese farmaceutiche che lo
condanneranno e lo minacceranno.
Favolacce
C’era una volta una favola nera,
ambientata nella provincia sud di Roma, tra la malinconica
litoranea brutalmente costruita ed una campagna che è stata palude.
Una piccola comunità di famiglie, i loro figli adolescenti, la
scuola. Un mondo apparentemente normale dove silente cova il
sadismo sottile dei padri, impercettibile ma inesorabile, la
passività delle madri, l’indifferenza colpevole degli adulti. Ma
soprattutto è la disperazione dei figli, diligenti e crudeli,
incapaci di farsi ascoltare, che esplode in una rabbia sopita e
scorre veloce verso la sconfitta di tutti.
Marianne, pittrice di talento,
viene ingaggiata per fare il ritratto di Héloise, una giovane donna
che ha da poco lasciato il convento per sposare l’uomo a lei
destinato. Héloise tenta di resistere al suo destino, rifiutando di
posare. Su indicazione della madre, Marianne dovrà dipingerla di
nascosto, fingendo di essere la sua dama di compagnia. Le due donne
iniziano a frequentarsi e tra loro scatta un amore travolgente e
inaspettato.
I Miserabili
Premio della Giuria a
Cannes e Miglior Film Europeo ai Goya, “I
miserabili“, acclamata opera prima del regista Ladj
Ly, è candidato all’Oscar 2020 come miglior film straniero. Girato
esattamente dove Victor Hugo aveva ambientato il suo romanzo, a
Montfermeil, nella periferia a un’ora dal cuore di Parigi si
consuma un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico. Stéphane,
insieme a due colleghi veterani di una squadra anticrimine, si
trova a fronteggiare una guerra tra bande, membri di un ordine
religioso, ragazzini in rivolta. Un semplice episodio di cronaca
diventerà il pretesto per una deflagrante battaglia per il
controllo del territorio, in un tutti contro tutti senza
pietà.
Disponibile dal
30 ottobre su Netflix, la prima serie originale italiana della
piattaforma, quella Suburra – la serie, che si era
proposta come prequel del film di Stefano Sollima,
e che oggi arriva a concludere il suo arco, con almeno un paio di
criticità che vi racconteremo di seguito.
Nel 2017, Suburra – la
serie era stata annunciata come un progetto in tre
stagione che avrebbe dovuto raccontare la trinità profana formata
da Chiesa, Stato, Crimine, e che ora giunge alla fine. Se la prima
stagione ruotava attorno al Vaticano e all’acquisizione dei terreni
di Ostia per la costruzione di un porto e la seconda stagione era
incentrata sulla competizione per il potere politico sulla città
con l’elezione di un nuovo sindaco, l’epilogo avrà come unico
palcoscenico le strade di Roma, dove prenderanno vita nuove e
inaspettate alleanze in una battaglia ricca di colpi di scena per
determinare chi alla fine siederà sul trono di Roma. Sulla trama
non c’è altro da dire, dal momento che andrà scoperta durante i sei
episodi che aspettano gli appassionati in piattaforma.
Diciamo in più che in questo terzo
ciclo di episodi tornano i protagonisti che il pubblico ha imparato
ad amare: Aureliano (Alessandro
Borghi), Spadino (Giacomo
Ferrara), Amedeo Cinaglia (Filippo
Nigro), Samurai (Francesco Acquaroli),
Manfredi Anacleti (Adamo Dionisi), Sara
Monaschi (Claudia Gerini), Angelica
(Carlotta Antonelli), Nadia (Federica Sabatini),
Alice Cinaglia (Rosa Diletta Rossi),
Adelaide Anacleti (Paola Sotgiu),
Cardinale Fiorenzo Nascari (Alberto Cracco) e
Adriano (Jacopo Venturiero).
Ad Arnaldo
Catinari è stata affidata la regia, mentre storia e
sceneggiatura sono di Giancarlo De Cataldo e
Carlo Bonini, la sceneggiatura di Ezio
Abbate, Fabrizio Bettelli, Andrea Nobile, Camilla Buizza e
Marco Sani.
La serie si
presenta, come le precedenti stagioni, molto cruda e questa volta,
scendendo completamente al livello della strada, si sporca ancora
di più, presentando dei colpi di scena notevoli, che però
sanciscono una verità che fino a questo momento ci era stata tenuta
nascosta. La serie finisce “fuori continuity” ed è quindi
impossibile che sia un prequel del film di Sollima. In valore
assoluto, questo non sarebbe un problema, se non fosse che metà dei
personaggio dello show sono gli stessi che troviamo nel film, e
questo potrebbe sicuramente generare confusione nei fan. In
pratica, Suburra film e Suburra serie intrecciano, alla luce della
terza e ultima stagione, lo steso rapporto di Gomorra film e serie.
Le storie sono realtà parallele o alternative, ambientate nello
stesso luogo e nello stesso tempo.
Troppo breve e fuori continuity
Per ragioni che sfuggono alla
nostra conoscenza, Suburra – la serie stagione 3 è
composta da sei episodi, anche in media più brevi rispetto alle
puntate delle stagioni precedenti, invece degli otto di primo e
secondo ciclo. Per quanto in fin dei conti, la storia sia
soddisfacente, resta troppo non detto e molti momenti sono risolti
frettolosamente, lasciandoci immaginare che arrivare agli otto
episodi canonici avrebbe reso maggiore giustizia a personaggi e
trame.
Di questa terza stagione resta
immutata l’ammirazione per un cast stellare, assolutamente perfetto
e per una cura del dettaglio, dalla messa in scena alla fotografia,
che riesce a conferire allo show il suo tratto distintivo, tanto
che alla vista di un solo singolo fotogramma, si capisce che si
tratta di un’immagine tratta dalla serie Netflix. Riconoscibilità e tono fanno di questa terza
e conclusiva stagione una degna chiusura per lo show, pionieristico
per Netflix
Italia.
The Suicide
Squad di James
Gunn si preannuncia come una delle aggiunte più
entusiasmanti al DCEU, e adesso i nuovi dettagli della trama
anticipano la missione della squadra e anche una nuova
location. Dopo il successo di Guardiani della Galassia
assieme alla Marvel, sarà interessante vedere
cosa porterà Gunn all’interno dell’universo DC. Finora, gran parte
della storia del film è rimasta un segreto, anche se Gunn ha sempre
parlato del film come di un sequel spirituale della prima serie a
fumetti scritta da John Ostrander e Kim Yale.
Nel nuovo numero di
Empire (via
ComicBook), il dirigente della Warner Bros. Peter Safran ha
svelato nuovi dettagli sulla storia di The Suicide
Squad, nonché del suo legame con la DC Comics.
“Nel film dovranno distruggere una prigione ed un laboratorio
dell’era nazista noto come Jotunheim, dove erano detenuti
prigionieri politici e dove si svolgevano esperimenti”, ha
rivelato Safran. Inoltre, la Suicide Squad dovrà recuperare qualcosa da
questa prigione, collocata a Corto Maltese.
Nei fumetti, Jotunheim è una
fortezza situata a Qurac, un paese immaginario. Come accadrà anche
nel film (almeno apparentemente), è stata usata dai tedeschi
durante la Seconda Guerra Mondiale. L’organizzazione terroristica
Jihad ha preso possesso di Jotunheim in una storia a fumetti chiave
di Suicide Squad, portando la squadra ad attaccare e
uccidere la maggior parte dei suoi membri. Poiché Jotunheim appare
nel primo numero di Suicide Squad, è uno dei luoghi più
noti della storia della Task Force X.
Negli ultimi vent’anni, creature
fantastiche e mitologiche come lupi mannari, fate, trolls, déi,
streghe e vampiri, hanno trovato terreno assai fertile nella
letteratura di genere e ovviamente anche al cinema e in tv. A dare
il via a questa rivoluzione urban fantasy sono state
Stephanie Meyer, autrice della celebre saga di
Twilight,
e ancor prima Charlaine Harris con il
Ciclo di Sookie Stackhouse (The Southern Vampire
Mysteries). E’ proprio quest’ultimo ciclo letterario che ha
ispirato la serie tv True Blood.
Creata da Alan
Ball per la HBO, la serie tv True
Blood, basata sui romanzi della Harris, racconta delle
vicende di umani e vampiri che coesistono più o meno pacificamente
in una fittizia cittadina della Louisiana. Al centro della storia
ci sono Sookie Stackhouse e Bill Compton, un’umana
e un vampiro, e la loro incredibile storia d’amore.
I cultori del genere urban
fantasy e i seguaci della Harris, hanno accolto a braccia
aperte la serie True Blood, la cui prima stagione
ha avuto un successo stratosferico. Dopo il suo debutto negli
States sulla HBO, la serie è arrivata in Italia
nel 2009 sul canale satellitare della Fox e un
anno più tardi è stata trasmessa in chiaro su
MTV.
True Blood cast e trama
Nella piccola cittadina della
Louisiana, Bon Temps, vive la giovane Sookie Stackhouse (Anna
Paquin), che lavora come cameriera in un
diner e ha dei poteri molto particolari. Sookie è una
telepate, ovvero riesce a leggere i pensieri delle persone, potere
che usa come semplice passatempo. La sua vita infatti è assai
noiosa, bloccata in una perpetua routine.
Un bel giorno però, proprio durante
il suo turno serale al diner, Sookie incontra Bill Compton
(Stephen Moyer), un affascinante e misterioso
vampiro di 173 anni, originario di Bon Temps e tornato da poco in
città. La ragazza è subito attratta da Bill, un ragazzo così
diverso dai suoi coetanei che di solito frequentano il locale.
Sookie capisce subito di avere di fronte un vampiro ma, nonostante
i pettegolezzi che girano in città su quelle creature della notte,
decide di correre il rischio.
Tra i due, complice una reciproca
attrazione, nasce un legame molto forte che però diventa subito
argomento di discussione in città. Nonostante infatti umani e
vampiri cerchino di vivere in pace, c’è chi non sopporta questa
convivenza forzata. Negli ultimi tempi ci sono stati parecchi
omicidi di giovani donne a Bon Temps e in molti accusano i vampiri
di queste stragi. Tuttavia, uno dei primi sospettati dalla polizia
è Jason Stackhouse (Ryan
Kwanten), fratello di Sookie, amante di una delle
vittime.
Per scagionare il fratello e per
riabilitare in un certo senso l’immagine dei vampiri, Sookie
comincia a indagare immergendosi nel mondo notturno dei
succhiasangue. Durante le sue indagini finisce quindi al Fangtasia,
un locale frequentato quasi esclusivamente da vampiri e gestito da
uno di loro. Così la ragazza fa la conoscenza di Eric Northman
(Alexander
Skarsgård) e di tutti i suoi ‘figli’.
La prima stagione di True
Blood
A causa delle sue indagini e
dell’assidua frequentazione di posti riservati ai vampiri, Sookie
diventa presto un bersaglio. Nessun vampiro, per quanto
‘ammaestrato’ possa essere, può rifiutare del sangue umano. Per
questo motivo Bill resta sempre al fianco di Sookie, per
proteggerla dai soggetti più aggressivi tra i suoi simili. Il suo
amore verso la ragazza è talmente forte che il vampiro arriva a
uccidere un suo simile per difenderla.
[SPOILER
ALERT]
Ma le azioni del genere hanno
sempre delle conseguenze. Bill viene infatti condannato dal
‘tribunale’ della sua specie e obbligato a trasformare in vampira
un’innocente. La vittima scelta è la diciassettenne Jessica Hamby
(Deborah Ann
Woll) della cui istruzione Bill si dovrà occupare,
diventando il suo mentore.
Nel frattempo le indagini di Sooki
e del detective Andy Bellefleur (Chris
Bauer) continuano mentre la follia omicida del serial
killer non si placa. Nella rete dell’assassino, infatti, oltre alla
fidanzata di Jason, cade anche la nonna dei fratelli Stackhouse.
Soltanto alla fine della prima stagione viene scoperta la vera
identità del mostro omicida. Si tratta di René Lenier (Michael
Raymond-James), fidanzato di Arlene Fowler (Carrie
Preston), collega di Sookie, che mosso dal suo odio
verso i vampiri, uccideva per far ricadere su di loro tutta la
colpa.
Nella prima stagione, oltre alla
storyline principale che racconta degli omicidi di Bon
Temps, vengono raccontante le storie di un mucchio di personaggi
secondari. Grazie a Sookie e Bill e alla loro relazione, il muro
che c’era tra umani e vampiri crolla e lo spettatore viene invitato
a godersi lo spettacolo.
True Blood libri: la saga dei
vampiri di Charlaine Harris
Tutti gli avvenimenti della prima
stagione di True Blood si basano sul primo libro
del Ciclo di Sookie Stackhouse, saga di b e che
comprende ben tredici volumi. Gli autori della serie, pur restando
abbastanza fedeli alla storia originaria, hanno apportato qualche
cambiamento per rendere il tutto più vicino alla caratteristiche di
un prodotto televisivo.
La storia scritta dalla Harris è
ambientata a Bon Temps in un’indefinita epoca contemporanea in cui
i vampiri ormai hanno rivelato la proprio identità al mondo intero.
Questa decisione è stata presa a seguito di un’incredibile
invenzione di un’azienda giapponese che ha inventato il
sangue sintetico. Uno dei motivi principali della
rivalità tra umani e vampiri era sempre stata la necessità di
questi ultimi di nutrirsi di sangue umano. Grazie al sangue
sintetico i vampiri possono sopravvivere senza attaccare gli
umani.
Nonostante quindi i vampiri abbiano
imparato a nutrirsi in modo responsabile, tra gli esseri umani c’è
ancora chi guarda all’intera categoria come a una bomba a
orologeria pronta a esplodere. Pur tollerandosi a vicenda, le due
fazioni restano quindi divise. Ad aprire la porta sul misterioso e
proibito mondo dei vampiri, è proprio Sookie, protagonista della
serie e dei libri della Harris, scritti proprio dal suo punto di
vista.
True Blood e il Ciclo di Sookie
Stackhouse
Ognuna della stagioni della serie
si ispira al corrispondente romanzo della saga della Harris.
Tuttavia, a partire dalla quarta stagione, i cambiamenti apportati
dagli autori, finiscono per allontanare la serie dalla storia
originale. True Blood infatti termina la sua corsa
nel 2014 con 7 stagioni e 80
episodi al suo attivo mentre la storia di Sookie, Bill e
il resto del gruppo, continua nelle pagine della Harris fino al
tredicesimo libro.
L’intero Ciclo di Sookie
Stackhouse comprende:
Finché non cala il buio (Dead Until Dark)
(2001)
Morti viventi a Dallas (Living Dead in Dallas)
(2002)
Il club dei morti (Club Dead) (2003)
Morto per il mondo (Dead to the World)
(2004)
Morto stecchito (Dead as a Doornail)
(2005)
Decisamente morto (Definitely Dead)
(2006)
Morti tutti insieme (All Together Dead)
(2007)
Di morto in peggio (From Dead to Worse)
(2008)
Morto e spacciato (Dead and Gone) (2009)
Morto in famiglia (Dead in the Family)
(2010)
Resa dei conti mortale (Dead Reckoning)
(2011)
A un punto morto (Deadlocked) (2012)
Morti per sempre (Dead Ever After) (2013)
Negli anni, inoltre, la scrittrice
Charlaine Harris ha pubblicato altri due libri
collegati alla saga di Sookie Stackhouse ma non necessariamente
collegati alla storyline principale. Nel 2009 viene
pubblicato Un Tocco di Morte (A Touch of Dead),
una raccolta di racconti brevi legati all’universo di Sookie e Co.
Quattro anni più tardi, nel 2013, è la volta di After Dead:
What Came Next in the World of Sookie Stackhouse, libro
purtroppo mai stato tradotto in italiano. A differenza del libro
del 2009, After Dead è una sorta di epilogo, un volume che chiude
la saga e ci racconta che fine hanno fatto Sookie e i suoi compagni
di viaggio.
True Blood: dove vederlo in
streaming
Al momento True
Blood non è disponibile sulle maggiori piattaforme di
streaming come Netflix o Amazon Prime Video. Tuttavia
è possibile guardare gli episodi della serie in abbonamento sul
sito ufficiale di HBO, su
Sky
TVe su NOW
TV.
Inoltre, se siete interessati a
conoscere l’intera storia di Sookie e degli altri personaggi di Bon
Temps, potete trovare tutti i libri di Charlaine Harris sul
sito di IBS, in formato digitale o cartaceo.
L’ultimo libro della saga After Dead: What
Came Next in the World of Sookie Stackhouse, inoltre,
è disponibile in lingua originale su Amazon, anche
questo in formato cartaceo o digitale.
Il network americano della
ABC ha diffuso il nuovo promo di Station 19
4×01, l’attesa season premiere della quarta
stagione di Station
19, che sarà un episodio cross over con
Grey’s
Anatomy 17.
Station 19 4×01
Station 19
4 è la quarta
stagione della serie creata da Stacy
McKee per il network ABC e secondo spin-off di
Grey’s
Anatomy, si concentra sulla vita degli uomini e delle
donne della Caserma 19 di Seattle. I personaggi sono stati
introdotti durante un episodio di Grey’s
Anatomy14. La serie di vigili del fuoco
sarà il secondo spin-off che uscirà da Grey’s
Anatomy dopo Pratica
privata con Kate
Walsh. Quest’ultimo ha funzionato per sei
stagioni e ha concluso la sua corsa nel 2013.
Nel cast di Station 19
4 torneranno i protagonisti Jaina
Lee
Ortiz (Rosewood) Jason
George nei panni di Ben
Warren,Gray
Damon (Friday Night Lights)
interpreterà il tenente Jack Gibson, Miguel
Sandoval (Bad Judge) interpreterà il
capitano Pruitt,Okieriete
Onaodowan (Hamilton) apparirà nei
panni di Dean; Danielle
Savre (Too Close to Home) è Maya,
un’ex atleta olimpica guidata, ambiziosa, laboriosa e
competitiva, Jay Hayden (The
Catch) interpreterà Travis, un vigile del fuoco apertamente
gay, Barrett Doss (Iron
Fist) interpreterà Victoria, un pompiere che è un po’
un’istigatrice a cui piace fare scherzi ed essere la
protagonista della festa. Infine Alberto
Frezza ( Dead of Summer ) nel
ruolo di Ryan.
Giusto in tempo per celebrare al
meglio la notte di Halloween, ben 40 registi – tra cui Quentin Tarantino e Martin Scorsese – hanno rivelato quali sono i
loro film horror preferiti. La visione dei film horror, si sa, è
sempre più alta durante il mese di ottobre e anche se non tutti
adorano essere spaventati, la maggior parte dei registi apprezzano
il genere, seppur non abbiamo mai realizzato un film
dell’orrore.
Anche se Tarantino deve ancora
realizzare un film horror puro, molti elementi del genere sono
presenti più o meno esplicitamente in alcuni dei suoi lavori, come
Pulp Fiction,
Kill Bill, e persino il più recente C’era
una volta a Hollywood. Anche Scorsese ha sempre
concentrato il suo lavoro sul genere crimine e non sull’horror;
tuttavia, ha sempre dimostrato un vivo apprezzamento per il genere,
e come lui tantissimi altri registi.
Indiewire ha compilato uno
straordinario elenco di quaranta registi citando i loro film horror
preferiti, che spaziano da classici come Audition (1999) a
successi più recenti come Midsommar (2019). La classifica ha chiamato in
causa, oltre a Tarantino e Scorsese, anche regista come Wes
Anderson, Bong Joon Ho, Guillermo del Toro e Edgar
Wright. Di seguito potete leggere l’elenco completo:
Quentin Tarantino cita spesso
Audition di Takashi Miike come uno dei suoi film
preferiti. In effetti, ha incluso il film nella sua lista dei
migliori 20 film usciti dal 1992, anno in cui è diventato famoso al
grande pubblico. Martin Scorsese ha scelto invece l’orrore
psicologico di Jack Clayton del 1961, The Innocents,
adattamento del romanzo di Henry James, “Il giro delle vite”, che è
anche il film horror preferito di Guillermo del Toro.
Un nuovo video di Star Wars mette in evidenza la tragedia
dell’esilio di Obi-Wan Kenobi su Tatooine. Il leggendario
Maestro Jedi sarà protagonista di una serie Disney+ ambientata diversi anni dopo
Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, con
Ewan McGregor che riprenderà l’iconico ruolo.
Nell’attesa (i dettagli sulla serie sono ancora piuttosto fumosi),
è stata rilasciata una nuova clip che ripercorre le sue note
avventure nel franchise fino ad oggi.
Come parte degli sforzi della Disney
per rendere Star Wars accessibile a tutte le tipologie di
pubblico, la Casa di Topolino ha lanciato Star
Wars Galaxy of Adventures, una nuova serie che rivisita
gli eventi chiave del franchise ambientato in una galassia lontana
lontana. Lanciata nel 2018, i cortometraggi animati che compongono
la serie sono disponibili per la visione su YouTube e partono dagli
inizi della storia di Luke Skywalker. Da allora, altri personaggi
di Star Wars sono stati raccontati, come Anakin
Skywalker, R2-D2, Chewbacca, la Principessa Leia, Han Solo e anche
personaggi più recenti come Rey, Poe, Finn e Kylo Ren. Tuttavia,
l’ultimo episodio è incentrato su Obi-Wan e sul suo viaggio come
Jedi.
Ad essere stata postata di recente
sull’account YouTube ufficiale di
Star Wars Kids, è infatti proprio una clip incentrata su
Obi-Wan Kenobi. Il video, che dura poco più di
un minuto, ci mostra Ben Kenobi su Tatooine e alcune scene dei suoi
momenti più importanti nel franchise, fino al messaggio della
Principessa Leia che gli chiede aiuto nel primo film originale di
Star Wars.
Star Wars ha davvero reso giustizia
alla storia di Obi-Wan Kenobi?
Tra il nostalgico tema in sottofondo
e un vecchio Obi-Wan che ricorda i suoi giorni da Jedi (inclusa la
morte del suo Maestro Jedi, Qui-Gon Jinn, e il suo litigio con
Anakin), è difficile per un fan di Star Wars non emozionarsi durante la visione
della clip. Tuttavia, vale la pena notare che il video non include
momenti cruciali della serie Star Wars: The Clone Wars, in
particolare la morte dell’Imperatrice Satine, amica intima e quasi
amante di Obi-Wan. Vederla nel video avrebbe ulteriormente
evidenziato quanto fosse stata tragica la sua vita; tuttavia, è
rimasto impegnato nella sua responsabilità di Jedi e mentore di
Luke Skywalker.
È innegabile quanto la saga di
Star Wars abbiano in parte fallito riguardo
Obi-Wan. Da personaggio che ha dedicato tutta la sua vita alla
famiglia Skywalker, è sconvolgente che non sia mai stato coinvolto
nella trilogia sequel. Certo, il personaggio ha fatto un cameo
vocale per ben due volte, ma indubbiamente si meritava di più. In
ogni caso, tutti sperano che la Disney e la Lucasfilm rimediano
attraverso l’attesissima serie che arriverà su Disney+.
The
Mandalorian è ambientato pochi anni dopo la
caduta dell’Impero e prima dell’emergere del Primo Ordine e segue
un pistolero solitario nei confini esterni della galassia, lontano
dall’autorità della Nuova Repubblica.
The Mandalorian 2
è la seconda stagione della serie tv
The
Mandalorianlive action basata sull’universo di
Star Wars prodotta dalla LucasFilm per la piattaforma
streaming Disney+.
Ambientata nell’universo di Guerre
stellari dopo le vicende de Il
ritorno dello Jedi e prima di Star
Wars: Il risveglio della Forza, racconta le avventure
di un pistolero mandaloriano oltre i confini della Nuova
Repubblica. Dopo la caduta dell’Impero, nella galassia si è diffusa
l’illegalità. Un guerriero solitario vaga per i lontani confini
dello spazio, guadagnandosi da vivere come cacciatore di taglie.
Ambientata dopo la caduta dell’Impero e prima della comparsa del
Primo Ordine, The
Mandalorian racconta le difficoltà di un
pistolero solitario che opera nell’orlo esterno della galassia,
lontano dall’autorità della Nuova Repubblica. La serie ha come
protagonista Pedro Pascal nei panni del Mandaloriano.
La
serie è prodotta e scritta da Jon
Favreau (già produttore de Il Re
Leone e delle saghe
di Avengers e Iron Man). Nel cast
anche Gina
Carano (Deadpool, Fast
and Furious); Carl Weathers (Apollo
Creed nella saga
di Rocky), Nick
Nolte (Cape Fear, Il Principe delle
maree), Emily Swallow (Supernatural, Le regole del delitto
perfetto), Taika
Waititi (premio Oscar 2019 per JoJo
Rabbit), Giancarlo
Esposito (Fa’ la cosa
giusta, Breaking Bad) e Omid
Abtahi (24, Homeland, Star
Wars: The Clone Wars).
The
Mandalorian, prodotta in esclusiva per Disney+ da Lucasfilm, è
la prima serie live-action di Star Wars e, nei suoi 8 episodi,
racconta vicende ambientate dopo la caduta dell’Impero, quando
nella galassia si è diffusa l’illegalità. Protagonista è un
guerriero solitario che vaga per i lontani confini dello spazio,
guadagnandosi da vivere come cacciatore di taglie. A
interpretarlo Pedro
Pascal (Game of
Thrones, Narcos).
Thanos è il cattivo per antonomasia del MUC,
ma ci sono antagonisti più potenti del Titano Pazzo, come
esemplificato da un nuovo report di
Screen Rant. A mano a mano che l’ambito MCU è cresciuto nel corso degli
anni, il livello di potenza di eroi e cattivi è aumentato
notevolmente. Gli avversari di Tony
Stark sono passati, ad esempio, dall’essere un uomo d’affari
con un abito di ferro all’essere un genio sputafuoco, fino ad
arrivare ad una IA quasi onnipotente. L’espansione del MCU in
diverse dimensioni non ha fatto altro che rafforzare questa
differenza.
Da quando Thor
e The Avengers hanno sottolineato la portata delle
abilità magiche degli Asgardiani, è stato evidente che il potere
non è solo una questione di pura forza. La magia, le dimensioni,
l’immortalità e persino la personalità devono essere prese in
considerazione per capire quanto sia potente un personaggio. Ad
esempio, Thor avrebbe potuto impugnare il Guanto dell’Infinito in
Avengers:
Endgame, ma Smart Hulk era mentalmente più stabile
all’epoca dei fatti. La natura delle abilità di un personaggio
spiega anche perché Captain Marvel potrebbe spingere qualsiasi
altro eroe nell’oblio, anche se Scarlet Witch potrebbe torcerle la
spina dorsale con un semplice movimento del polso.
Per quanto Thanos sia onnipotente grazie alle Gemme
dell’Infinito, molti altri cattivi del MCU sono naturalmente più
potenti. Il suo ex servitore Ronanl’Accusatore, ad esempio, è stato in grado di
maneggiare la Gemma del Potere con una resistenza minima, ed è
rimasto sotto il comando di Thanos solo a causa delle sue
motivazioni nascoste. Allo stesso modo, Ego il Pianeta
Vivente avrebbe potuto facilmente spazzare via la Terra
con la stessa facilità con cui ha fatto con altri pianeti, ma il
suo desiderio di conquistare l’intero universo lo ha portato a
seguire Star-Lord e a perdere contro i Guardiani della Galassia prima che
potesse raggiungere il suo obiettivo. E poi ci sono Hela,
Surtur e Dormammu, tre esseri mistici con
una durata di vita estremamente lunga e una quantità di potere
quasi illimitata: ed è proprio Dormammu che può affermare di essere
il più potente.
Eoni fa, Odino ha sconfitto Surtur
da solo, ma uan volta divenuto anziano, Thor ha dimostrato che sia
Surtur che Hela erano abbastanza
forti da impedire al secondo Vendicatore più potente di poterli
sconfiggere, come visto in
Thor: Ragnarok. Solo loro potevano sconfiggersi a vicenda.
Tuttavia, Surtur può essere così potente solo quando viene unito
alla Fiamma Eterna mentre indossa la sua corona. Thor: Ragnarok ha anche dimostrato come Hela possa
essere sconfitta tramite l’enorme Demone del Fuoco. Quindi, l’unico
cattivo del MCU che non è stato scalfito da quasi nessuna arma è
Dormammu.
Dormammu è il vero villain più potente del MCU?
Dormammu è
praticamente imbattibile nel MCU, poiché non ne fa davvero parte.
Solo per natura, Dormammu abbraccia la sua intera realtà come
entità transdimensionale. Ne deforma il tessuto stesso per creare
il suo volto e usare i suoi poteri, può conferire abilità occulte a
esseri di universi diversi e viene descritto dall’Antico come più
antico del tempo stesso. L’unico ostacolo che gli impedisce di
annientare il MCU prima che qualcuno abbia la possibilità di
battere ciglio è che non può semplicemente oltrepassarlo. Ecco
perché ha reclutato Kaecilius prima che Doctor Strange ostacolasse
i suoi piani grazie alla sua insistenza. Certo, Dormammu ha subito
la sconfitta meno violenta dell’intero franchise a causa di questo
piccolo ostacolo, ma sarebbe stato comunque impossibile per Thanos
cancellare metà della vita se non avesse ricevuto un guanto
ingioiellato.
Dormammu è la
personificazione della distruzione. È difficile mettere il suo
potere in prospettiva con così tante razze aliene e pianeti
viventi, ma Dormammu può essere paragonato ad un’intera dimensione
e i suoi obiettivi includono anche l’intero multiverso. Oggetti
come il Guanto dell’Infinito potrebbero non funzionare nella sua
Dimensione Oscura come accade invece altrove nel Multiverso. Per
fortuna, Doctor Strange è stato abbastanza saggio (e fortunato) da
sperimentare un uso intelligente della Gemma del Tempo per salvare
l’intero Marvel Cinematic Universe dall’essere assorbito dal
Distruttore di Mondi, almeno temporaneamente…
Midnight Factory,
etichetta di Koch Media Italia dedicata interamente al genere
horror, é lieta di annunciare che Gretel
e Hanselè disponibile da oggi in
digitale su Rakuten TV, Itunes, Google, TIM Vision, Chili,
Sky e Infinity.
La nuovissima pellicola di
Oz Perkins (February – L’innocenza del male,
Sono la bella creatura che vive in questa casa), figlio di
Anthony Perkins – il leggendario Norman Bates di
Psycho di Alfred Hitchcock– ha incantato il pubblico italiano
durante il mese di Agosto esordendo come primo film horror ad
arrivare nelle sale cinematografiche dopo il lockdown.
Lo sceneggiatore Rob
Hayes ha adattato questa antica storia dei
fratelli Grimm con una svolta: ha invertito i nomi
dei personaggi nel titolo. In Gretel e Hansel, Hayes e
Perkins hanno spostato la narrazione da un punto di vista condiviso
a quello di Gretel, creando così una storia di formazione e di
empowerment femminile.
Sophia Lillis, che
ricordiamo tutti per il ruolo di Beverly nell’ultimo IT, interpreta
magistralmente il ruolo dell’impavida eroina femminile
Gretel, accanto al giovane Sam
Leaky che veste i panni del fratellino
Hansel. L’iconica strega della fiaba originale
viene invece portata in vita sullo schermo grazie ad Alice
Krige (Thor: The Dark World, The OA, Stark Trek:
Voyager).
Il film presenta la classica favola
più conosciuta di tutti i tempi con un linguaggio e una messinscena
che parla a un pubblico giovane amante del genere, e non solo.
Alcuni analisti del botteghino hanno
teorizzato che la decisione di far uscire la Snyder
Cut di Justice
League sia stata presa dalla Warner Bros. per
mantenere ancora a lungo i rapporti con il regista
Zack Snyder. Anni fa, Snyder è stato uno dei
principali “architetti” del DCEU ad opera della major, ed era
pronto a creare un film dedicato alla Justice League che i fan dei fumetti erano
ansiosi di vedere.
Tuttavia, a causa di una tragedia
familiare, Snyder è stato costretto ad abbandonare il progetto.
Alla fine, il film affidato è stato affidato a Joss Whedon, che si è occupato delle riprese
aggiuntive e di tutta la post-produzione, ma il risultato finale si
è rivelato drasticamente diverso dalla visione originale di Snyder.
Di conseguenza, i fan hanno trascorso i successivi tre anni a fare
campagna per il rilascio del taglio originale del cinecomic.
I fan hanno finalmente vinto la loro
battaglia lo scorso maggio, quando è arrivata la notizia che la
versione originale di Justice
League sarebbe arrivata su HBO
Max il prossimo anno.
Zack Snyder realizzerà finalmente il progetto a cui ha
sempre pensato, dedicandosi anche ad alcune riprese aggiuntive che
coinvolgeranno star come Ben Affleck (Batman) e
Ray Fisher (Cyborg). Il “nuovo” Justice
League verrà trasformato da lungometraggio a
miniserie in quattro parti: il suo budget dovrebbe aggirarsi
intorno ai 70 milioni di dollari, una cifra considerevole se si
considera che si tratta essenzialmente di un progetto in parte già
“formato”.
Proprio quest’ultimo dettaglio ha
spinto gli analisti del botteghino ad interrogarsi sui motivi che
avrebbero spinto la Warner Bros. a consentire il completamento
della Justice
League di
Zack Snyder. La rivista
Observer ha parlato con alcuni di questi analisti circa i loro
pensieri sulle reali intenzioni di WB. Paul Dergarabedian di
Comscore ha dichiarato di credere che la decisione della major
dipende esclusivamente dal desiderio dello studio di continuare a
lavorare con Snyder.
“Tutti considerano gli studi
come delle entità monolitiche spinte soltanto da interessi
economici, ma quando vedi qualcosa del genere ti rendi conto c’è
qualcosa di più. C’è un fattore X da considerare: ‘Vogliamo che
questa persona lavori per altri o continui a farlo per noi?’. Se
un’operazione non ha un senso finanziario oggettivo, allora in
ballo ci sono fattori e motivazioni soggettive. La Warner vuole far
parte del business di Zack Snyder al pari di Christopher Nolan. È una strategia a lungo
termine.”
Zack Snyder e Warner Bros.: un
sodalizio che va oltre Justice League…
Zack Snyder è stato a lungo in affari con la Warner
Bros., anche al di là delle sue numerose iniziative DC. Grazie a
film come 300 e Sucker
Punch, lo studio ha dimostrato più volte il proprio
sostegno a Snyder e alla sua visione creativa nel corso degli anni.
Nel dare vita ala sua Justice
League, la Warner Bros. sta, a tutti gli effetti,
riaffermando quel sostegno. Indubbiamente, Snyder è grato per
questa opportunità e potrebbe essere molto interessato a continuare
la sua collaborazione con lo studio in futuro.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Patrick Wilson, star del franchise di
Insidious, dirigerà il quinto
capitolo della saga, che sarà un sequel diretto di
Insidious (2010) e Oltre i confini del male –
Insidious 2 (2013). Secondo le prime indiscrezioni, il quinto
capitolo sarà ambientato dieci anni dopo gli eventi del secondo
film, e che il figlio della coppia composta da Josh Lambert
(Wilson) e Renai Lambert (Rose Byrne), Dalton, si
ritroverà questa volta al college.
Il franchise di
Insidious è divenuto negli anni molto popolare,
anche se non ha mai potuto contare su un reale sostegno da parte
della critica. Sebbene Wilson non abbia precedenti esperienze di
regia, è da circa dieci anni che lavora con il genere horror. Oltre
ai film della saga di Insidious, è co-protagonista insieme
a Vera Farmiga della maggior parte dei film di un
altro celebre franchise horror, ossia The Conjuring. Ha anche recitato nel
western/horror Bone Tomahawk e nell’horror sovrannaturale
Nell’erba alta, tratto da un racconto di Stephen King.
Scott Teems si
occuperà della sceneggiatura del nuovo capitolo di Insidious, che dovrebbe arrivare nelle sale
nel 2022. Come riportato da
Bloody Disgusting, in merito al nuovo film Patrick Wilson avrebbe dichirato: “Sono
onorato ed entusiasta di essere al timone della prossima puntata di
Insidious, che fornirà un’incredibile opportunità per disfare tutto
ciò che i Lambert hanno attraversato dieci anni fa, oltre ad
affrontare le conseguenze delle loro scelte. Dirigere il film è per
me un cerchio che si chiude, sia dal punto di vista professionale
che personale, e sono estremamente grato di essere stato incaricato
di continuare a raccontare questa storia spaventosa e
inquietante.”
Insidious del 2010 è il film che ha dato il
via ad una delle saghe horror più viste degli ultimi anni,
capostipite di un sequel e due prequel. Nella fattispecie, il primo
film del 2010 è il terzo andando nell’ordine cronologico degli
eventi. L’ultima capitolo del franchise,
Insidious – L’ultima chiave, è il capitolo della
serie che ha incassato di più al box office.
James Gunn era sul punto di realizzare un
nuovo film di Superman collegato al DCEU prima di decidere
di dedicarsi a The Suicide
Squad. Il regista e sceneggiatore è stato ingaggiato
dalla Warner Bros. e dalla DC Films nel 2018, diversi mesi dopo
essere stato allontanato dalla regia di
Guardiani della Galassia Vol. 3. Sebbene, da allora,
Disney e Marvel siano tornate sui loro passi
e stretto un nuovo accordo con Gunn, la libertà concessa al regista
gli comunque permesso di continuare a lavorare per la
“concorrenza”.
Gunn ha quindi avuto la possibilità
di scegliere qualsiasi progetto che lo interessasse, e ora sappiamo
che un nuovo film dedicato alla Squadra Suicida è qualcosa che il
regista ha sempre voluto realizzare. Il primo film, diretto da
David Ayer, è stato un grande successo al
botteghino, ma ha ricevuto per lo più recensioni negative.
The
Suicide Squad non sarà né un sequel né un riavvio secondo
Gunn: conterrà soltanto alcuni personaggi del film originale e, al
tempo stesso, ne introdurrà di nuovi. Il regista è stato abbastanza
chiaro sulla libertà creativa che la DC gli ha concesso, dandogli
anche piena voce in capitolo su quali personaggi far morire nel
film. Tuttavia, il nuovo Suicide
Squad non è stato l’unico film DC che Gunn avrebbe
potuto dirigere.
The Suicide
Squad è attualmente nelle primissime fasi di
promozione, anche se un primo trailer ufficiale non è ancora stato
rilasciato. In una recente intervista con
Empire, James Gunn ha parlato del processo di adesione
alla DC, rivelando che prima di approdare alla regia del nuovo film
sulla Task Force X, aveva discusso insieme ai piani alti della
possibilità di dedicarsi ad un nuovo film basato sulle avventure di
Superman.
Il Superman di James Gunn: sequel o riavvio?
Ai tempi in cui Gunn venne
annunciato alla regia di The Suicide
Squad, già numerosi report parlavano del fatto che
Superman fosse uno dei progetti
DC che erano stati discussi dal regista insieme ai due studio.
Adesso Gunn ha confermato che un film sull’eroe kryptoniano è stato
davvero una possibilità. Non è noto se Gunn avrebbe avuto il
compito di riavviare completamente il personaggio o se un nuovo
film di Superman avrebbe coinvolto ancora una volta Henry Cavill nel ruolo di Clark Kent.
Sfortunatamente per i fan di Superman, la decisione di Gunn di non
dirigere il film ha lasciato il progetto in stand-by. Ad oggi non
ci sono più stati aggiornamenti su quando verrà realizzato un nuovo
film in solitaria di Superman.
Thriller del 1995, Copycat –
Omicidi in serie è un film diretto da Jon
Amiel, noto per titoli come Sommersby e
Creation. Basato su una sceneggiatura originale di
Ann Biderman e David Madsen,
questo propone una nuova figura di serial killer, che per i suoi
omicidi si ispira ai maggiori assassini della storia. Un gioco
perverso che ripercorre così le terrificanti gesta di personalità
come il Figlio di Sam, Ted Bundy ed Edmund Kemper. Entrati
nell’immaginario collettivo, questi sono poi stati ampiamente
trattati anche nell’acclamata serie NetflixMindhunter.
A dare particolare lustro al film,
vi è l’attrice candidata all’Oscar Sigourney
Weaver, celebre per il suo ruolo nella saga
fantascientifica di Alien. Al momento
della sua uscita, tuttavia, il film dovette scontrarsi anche con
altri thriller di quell’anno, tra cui il celebre Seven di
David Fincher. Proprio a causa di ciò,
Copycat – Omicidi in serie finì con il passare in
sordina, ottenendo un incasso totale di circa 32 milioni di dollari
a fronte di un budget di 20. La critica però esaltò il film,
indicando i due personaggi femminili protagonisti tra i migliori
visti sul grande schermo durante quell’anno.
Nel 2001 il titolo è inoltre stato
inserito dalla prestigiosa American Film Institute nell’elenco dei
100 thriller migliori di sempre. Con il tempo il film ha così
acquisito sempre più popolarità, arrivando ad essere
particolarmente ricercato e apprezzato anche dal grande pubblico.
La storia è infatti quanto mai appassionante con le sue indagini e
gli omicidi da risolvere, e lo stesso film presenta diverse
curiosità. Molte di queste sono legate al cast di attori e alla
loro preparazione per i rispettivi personaggi. Proseguendo nella
lettura sarà possibile scoprire tutto ciò e molto di più.
La trama di Copycat –
Omicidi in serie
Protagonista del film è la profiler
specializzata in serial killer Helen Hudson. In
seguito ad un tentato omicidio, la donna inizia a soffrire di
agorafobia, diventando vittima di un forte esaurimento nervoso. In
conseguenza di ciò, inizia ad abusare di psicofarmaci, barricandosi
all’interno del suo appartamento senza uscirne mai. Il suo unico
collegamento con il mondo esterno è un computer, grazie al quale
rimane informata sulle principali notizie. Proprio tramite questo
viene a sapere di una serie di omicidi che per modus operandi
ricordano quelli dei più famosi serial killer della storia.
Contattata dagli agenti Mary Jane Monahan e
Ruben Goetz, i quali indagano sulla faccenda,
Helen viene invitata ad universi a loro.
Inizialmente restìa, la donna
finisce con l’accettare. Superare la propria paura degli spazi
aperti sarà però tutt’altro che semplice per lei, che manifesterà
continui squilibri. Il suo contributo si rivelerà però
particolarmente importante. Helen comprende infatti come
l’assassino stia seguendo l’elenco dei serial killer da lei
menzionati durante una sua lezione universitaria. Sapere ciò può
aiutare i due agenti a capire dove colpirà la prossima volta
l’omicida, ma ciò che Helen ancora ignora è quale sia l’obiettivo
finale. Non passerà però molto tempo prima che lo scoprirà a sue
spese. Identificare l’assassino sarà allora per lei l’unica
possibilità di potersi salvare e tornare a vivere una vita
tranquilla.
Il cast del film
Icona del cinema anni Ottanta e
Novanta, Sigourney Weaver ricopre il ruolo
della protagonista Helen Hudson. L’attrice, parlando del
personaggio, affermò di essere particolarmente orgogliosa di come
aveva lavorato in funzione di questo. Spese infatti diverso tempo a
studiare la mentalità degli agorafobici, cercando di poter essere
realistica nel suo ritratto. In aggiunta a ciò, ha anche dialogato
con alcuni psichiatri che avevano avuto tra i loro pazienti noti
serial killer. Ciò le ha permesso di ottenere informazioni preziose
ai fini della sua interpretazione. La Weaver ha infine raccontato
di essere rimasta delusa dallo scarso successo del film,
specialmente per via dell’impegno profuso in esso. L’attore
William McNamara interpreta invece Peter Foley, il
killer ricercato dai protagonisti.
La premio Oscar Holly
Hunter, divenuta celebre grazie al film Lezioni di
piano, interpreta l’agente Mary Jane Monahan. Anche lei ha
svolto diverse ricerche per il suo personaggio, trascorrendo
diverso tempo a contatto con detective della omicidi di Los
Angeles. Da loro ha potuto imparare le varie procedure e le regole
da sapere assolutamente per poter essere realistica nella sua
interpretazione. Questa fu poi particolarmente apprezzata e
indicata come una delle migliori dell’anno. L’attore Harry
ConnickJr., divenuto noto grazie a film
come Il mio piccolo genio e L’incredibile storia
di Winter il delfino, ricopre il personaggio dello
psicopatico Daryll Lee Cullum. Per prepararsi a questo, egli ha
speso ore ed ore a guardare documentari su noti serial killer,
imparando tutto ciò che c’era da sapere su di loro. L’attore
Dermot Mulroney, noto per i suoi numerosi film,
interpreta invece l’agente Ruben Goetz.
Il trailer di Copycat –
Omicidi in serie e dove vedere il film in streaming e in
TV
Per gli appassionati del film, o per
chi volesse vederlo per la prima volta, è possibile fruirne grazie
alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Copycat – Omicidi in serie
è infatti presente nel catalogo di Amazon PrimeVideo. Per vederlo è sufficiente sottoscrivere un
abbonamento generale alla piattaforma. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video,
avendo allo stesso tempo accesso anche a tutti gli altri titoli
presenti nel catalogo. Il film sarà inoltre trasmesso in
televisione nella giornata di giovedì 29 ottobre,
alle ore 21:10 sul canale Rai
Movie.
Non ci interrogheremo troppo sul
senso di fare un remake di una serie tv recente e anche considerata
un piccolo cult di nicchia, fatto sta che il 30 ottobre arriva su
Amazon Prime VideoUtopia, la nuova serie statunitense, remake di
quella britannica del 2013. Ideata da Gillian
Flynn la serie è ambientata in un mondo che somiglia molto
al nostro, in un universo che rasenta la distopia, più che l’utopia
del titolo e nel quale non faticheremo ad immedesimarci, date le
condizioni attuali del mondo un cui viviamo.
La trama di Utopia
Quello che si può definire un
thriller cospirativo segue le vicende di un gruppo di nerd che
hanno intenzione di salvare il mondo, lo stesso mondo che sembra
non avere posto per loro, che sono bizzarri e insoliti. Ma da cosa
cercano di salvare l’umanità? Tutti loro sono appassionati di
fumetti e si sono conosciuti online grazie all’ossessione comune
per “Utopia”, una graphic novel che secondo la loro convinzione,
dovrebbe predire il destino della Terra che è destinata a finire a
causa di una epidemia (maddai!). Quando Ian (Dan Byrd, Cougar
Town), Becky (Ashleigh LaThrop, Il metodo Kominsky), Samantha
(Jessica Rothe, Auguri per la tua morte), Wilson Wilson (Desmin
Borges, You’re the Worst) e Grant (Javon ‘Wanna’ Walton, Euphoria) scoprono messaggi nascosti nelle pagine di
“Utopia” i quali predicono una minaccia per l’umanità, si rendono
conto velocemente che non si tratta solo di un complotto, ma di
pericoli reali nel loro mondo. Il gruppo si imbarca così in
un’avventura che lo porta a ritrovarsi faccia a faccia con la
protagonista del fumetto, Jessica Hyde (Sasha Lane, Hellboy), la
quale si unisce alla loro missione per salvare il mondo mentre ha i
propri segreti da nascondere.
Nessuno è al
sicuro, nessuno e insospettabile. Utopia è una
serie che non fa sconti a nessuno e che si trova a fare i conti con
un pubblico che probabilmente si identificherà nei protagonisti,
per quanto strambi possano essere. La serie infatti racconta di
nerd che si prendono terribilmente sul serio, con conseguenze anche
molto gravi e sanguinose. E il target dello show è proprio quello
di appassionati di cultura geek, lettori di fumetti, fruitori
seriali compulsivi, persone che in qualche modo vengono percepite
come strambe e che nel mondo di Utopia sono la normalità.
Thriller dalla penna di Gillian Flynn
Per questo la serie di
Gillian Flynn può rappresentare un rifugio sicuro,
un posto in cui sentirsi a casa, anche se si tratta di una casa
inquietante e in cui si sospetta che tutti possano volerci
uccidere. A fronte di questo grande pregio e di una scrittura
sicuramente intelligente anche se non sempre brillante, la serie si
rivela però autoreferenziale, epurando ogni traccia di ironia
british che c’era nell’originale e scegliendo un tono più cupo e
serio, che sicuramente non giova alla fruizione. Buono invece il
cast, che proviene dagli angoli più disparati della serialità
recente, oltre ovviamente a John Cusack, volto noto e qui interprete di
uno dei personaggi più sfaccettati e complessi dell’intera serie.
Neanche a dirlo, porta a termine in suo compito con grande
mestiere.
Forse troppo estrema per i tempi in
cui viviamo, Utopia non mancherà di esercitare un
certo fascino sullo spettatore più irrequieto, che cerca teorie
cospirazioniste dietro ogni angolo e avvenimento del nostro mondo.
Naturalmente questo non è un bene, per cui, se vi accingete alla
visione della serie, maneggiatela con cura, potrebbe causare incubi
ad occhi aperti!
Netflix dopo
il teaser ha rilascia il nuovo trailer della
quarta stagione di The
Crown, la serie originale di successo mondiale
che sarà disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è
attivo da domenica 15 novembre 2020.
La trama di The Crown 4
Ispirato dalla pluripremiata opera
teatrale The Audience, The
Crown racconta la storia del regno decennale
della regina Elisabetta II e della lotta tra il suo io privato e
pubblico. La serie si concentra sugli intrighi personali, le storie
d’amore e le rivalità politiche dietro i grandi eventi che hanno
plasmato la seconda metà del XX secolo. La serie non riguarda
semplicemente la monarchia, ma parla di un impero in declino, un
mondo in disordine e l’alba di una nuova era.
Sul finire degli anni Settanta, la
regina Elisabetta (Olivia
Colman) e la famiglia sono impegnati a garantire la
linea di successione al trono cercando la moglie giusta per il
principe Carlo (Josh O’Connor), che a trent’anni è ancora scapolo.
Mentre la nazione comincia a sentire l’impatto delle politiche
controverse introdotte da Margaret Thatcher (Gillian
Anderson), la prima donna a ricoprire la carica di
primo ministro, le tensioni tra questa e la regina peggiorano
quando la premier conduce il paese nella guerra delle Falkland,
creando conflitti all’interno del Commonwealth. Anche se la storia
d’amore di Carlo e della giovane Lady Diana Spencer (Emma Corrin)
fornisce la distrazione ideale per unire il popolo britannico, tra
le mura del palazzo la famiglia reale è sempre più divisa.
La quarta
stagione della serie scritta da Peter Morgan The
Crown vede la partecipazione di Helena Bonham Carter nel ruolo della
Principessa Margaret e Tobias Menzies in quello del Duca di
Edimburgo, mentre Josh O’Connor è il Principe Carlo, Erin Doherty
è la Principessa Anna, Emerald Fennell è Camilla Parker Bowles,
Marion Bailey è la Regina Madre, Georgie Glen è Lady Fermoy, con
Tom Byrne che veste i panni del Principe Andrea, Angue Imrie quelli
del Principe Edoardo e Charles Dance quelli di Lord
Mountbatten.
Sophia Loren torna
a recitare, diretta dal figlio Edoardo Ponti, ne
La vita davanti a sé, il nuovo film originale
Netflix, disponibile in piattaforma dal 13
novembre.
Ambientato a Bari, il film racconta
la storia di Madame Rosa, un’anziana ebrea ed ex prostituta che per
sopravvivere negli ultimi anni della sua vita ospita nel suo
piccolo appartamento una sorta di asilo per bambini in difficoltà.
Riluttante, accetta di prendersi carico di un turbolento dodicenne
di strada di origini senegalesi, di nome Momò. I due sono diversi
in tutto: età, etnia e religione. Per questo all’inizio la loro
relazione è molto conflittuale, ma ben presto si trasformerà in
un’inaspettata e profonda amicizia, quando, nonostante tutto, si
renderanno conto di essere anime affini, legate da un destino
comune che cambierà le loro vite per sempre.
Sophia Loren al cinema dopo 11 anni
Ad undici anni dalla sua ultima
apparizione al cinema, in Nine di Rob
Marshall, l’icona del cinema mondiale torna in un ruolo
molto intimo, personale, che le ricorda sua madre, per una storia
che parla di tolleranza “del perdono, dell’amore. Tutti noi
abbiamo il diritto di essere visti e ascoltati, sennò è impossibile
vivere” dichiara l’attrice, in collegamento via Zoom.
La sua Madame Rosa è una
sopravvissuta agli orrori dei campi di concentramento per ebrei,
una donna con un passato turbolento e doloroso, un po’ come il
passato della Loren, che da piccolissima ha vissuto la guerra e la
fame: “Quelle cose quando accadono ti rimangono dentro, sono
sempre molto presenti. Per me fare cinema e incontrare personaggi
che mi ricordano un po’ quelle esperienze hanno influito in modo
positivo anche sulla mia recitazione. Sono cose che non si
dimenticheranno mai più.”
In merito alla sua
assenza prolungata dai set, Sophia Loren ha dichiarato: “Sono
rimasta molti anni lontana dai set tanti anni, ma non me ne sono
neanche accorta. Avevo bisogno di riposare. Avevo bisogno di
silenzio, di stare con i miei figli, di vederli crescere, perché
prima di questa assenza dagli schermi non li ho visto crescere. Ho
deciso di vivere una vita di famiglia, come se fossi stata una
signora che aveva lavorato e si fermata un po’. Quando è arrivato
mio figlio con questa storia, che conoscevo già abbastanza bene, mi
ha intenerito molto e mi ha fatto tornare ai tempi di quando ho
iniziato a fare cinema e a trattare il cinema come una cosa
essenziale, importantissima. Così ho voluto riprendere perché la
storia valeva la pena ed era importante per me.”
Tanti premi, un solo rimpianto
Una carriera ricca di incontri e
soddisfazioni, quella dell’attrice due volte premio Oscar, con un
solo rimpianto: “Tanti anni fa ho avuto un incontro con Luchino
Visconti, che mi propose di fare la Monaca di Monza che poi non
abbiamo fatto per delle ragioni che non ricordo. Però era un
personaggio che amavo moltissimo e avrei voluto farlo.”
Lovecraft Country – La
terra dei demoni, è la nuova serie HBO tratta dall’omonimo
romanzo di Matt Ruff prodotta da J.J. Abrams
(co-creatore di Lost e Fringe e regista di
numerosi film di successo) e Jordan Peele (regista
di Noi e
Scappa
– Get Out e produttore di BlacKkKlansman
e The Twilight Zone).
La serie è creato da Misha
Green nota per aver co-scritto da Heroes e e Sons of
Anarchy. Ambientata negli Stati Uniti della metà degli anni
Cinquanta, Lovecraft
Country – La terra dei demoni racconta del veterano
della guerra di Corea Atticus “Tic” Freeman interpretato da
Jonathan Majors arrivato a Chicago dalla
Florida per cercare il padre scomparso.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: quando esce e dove
vederla in streaming
La serie debutta il 31 ottobre alle
21.15, ogni sabato su Sky Atlantic. Lovecraft Country – La
terra dei demoni in streaming è su NOW TV e in On Demand su
SKYGO.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: trama e il cast
Insieme allo zio George
(Courtney B. Vance) e all’amica d’infanzia Letitia
“Leti” Dandrige (Jurnee Smollett), Tic
intraprenderà uno spaventoso e adrenalinico viaggio on the road
attraverso l’America razzista delle leggi di Jim Crow. Ciò che
Atticus troverà tra le terre del New England, però, non saranno
solo creature innominabili e antichi culti, ma anche l’odio di
un’America malata di razzismo.
Nel cast protagonisti sono
Courtney B. Vance (American Crime Story –The Immortal Life of Henrietta Lacks) e Jurnee
Smollett (True Blood, Underground),
anche Abbey Lee (Mad Max: Fury Road) nel ruolo di
Christina Braithwhite, figlia del leader di un ordine segreto
chiamato “I figli di Adamo”; Aunjanue Ellis
(When They See Us) nei panni di Hippolyta Freeman, la
moglie di George e zia di Atticus; Jada Harris
(The Resident) che interpreta Dee, figlia di George e
Hippolyta; Wunmi Mosaku (The End of the
F***ing World) nel ruolo della sorellastra di Leti, Ruby
Baptiste; Michael Kenneth Williams (The
Wire, Boardwalk Empire) nel ruolo del padre di
Atticus, Montrose Freeman. E ancora, Jamie
Chung (C’era una volta) nel ruolo dell’infermiera
Ji-Ah e Jordan Patrick Smith (Vikings)
nei panni di William, tirapiedi di Cristina, amante, guardia del
corpo, spia e qualsiasi cosa lei vuole che lui sia.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: trailer ufficiale
Lovecraft Country – La terra dei demoni: gli episodi
Lovecraft Country 1×01
In Lovecraft Country
1×01 che si intitolerà “Sundown” Veterano e
appassionato di narrativa polacca Atticus Freeman (Jonathan Majors)
viaggia da Jim Crow a sud verso il suo sud Lato della città natale
di Chicago in cerca del padre scomparso Montrose (Michael Kenneth
Williams). Dopo aver reclutato suo zio George (Courtney B.
Vance) e l’amica d’infanzia Letitia (Jurnee Smollett) per unirsi a
lui, il trio parte per “Ardham”, MA, dove pensano che Montrose
possa essere andato a cercare informazioni sulla progenie della
defunta madre di Atticus . Mentre attraversano il Midwest,
Tic, Leti e George incontrano pericoli in agguato ad ogni angolo,
specialmente dopo il tramonto. “Sundown” è stato scritto da Misha
Green; diretto da Yann Demange.
Lovecraft Country 1×02
In Lovecraft Country
1×02 che si intitolerà “Whitey’s on the Moon”
Inspiegabilmente guariti dalla loro notte terrificante, Leti e
George si godono il loro nuovo ambiente, mentre Atticus
insospettisce i padroni di casa dell’Ardham Lodge – Christina
Braithwhite (Abbey Lee) e il suo sfuggente padre Samuel (Tony
Goldwyn) – che svelano i piani criptici per il ruolo di Atticus
nella loro imminente cerimonia “Figli di Adam”. Più tardi, dopo che
Tic, Leti e George si imbattono in un indizio che potrebbe portarli
a Montrose, ognuno intraprende una sgradita passeggiata lungo il
sentiero della memoria. “Whitey’s on the Moon” è stato scritto da
Misha Green; diretto da Daniel Sackheim.
Lovecraft Country 1×03
In Lovecraft Country
1×03 che si intitolerà “Holy Ghost ” Sperando di
riparare la sua relazione con sua sorella Ruby (Wunmi Mosaku), Leti
trasforma una sgangherata vittoriana Il North Side di Chicago in
una pensione – uno sforzo che alimenta il razzismo del quartiere e
risveglia gli spiriti dormienti bloccati in casa. Nel
frattempo, Atticus rimane oppresso da una coscienza sporca mentre
la moglie di George Ippolita (Aunjanue Ellis) lo pressa per la
storia completa di ciò che è accaduto ad Ardham. Sceneggiatura di
Misha Green; diretto da Daniel Sackheim.
Lovecraft Country 1×04
In Lovecraft Country
1×04 che si intitolerà “A History of Violence” Dopo che
Christina si presenta misteriosamente alla sua porta, Leti affronta
Atticus sul suo piano di tornare furtivamente in Florida. Più
tardi, alla ricerca di pagine mancanti per un testo cruciale, Leti,
Tic e Montrose si dirigono a Boston, con Hippolyta e Diana (Jada
Harris) per il viaggio. A Chicago, un affascinante sconosciuto
nutre la delusione di Ruby per un’opportunità di lavoro sprecata.
“A History of Violence” è stato scritto da Misha Green; Storia di
Wes Taylor; diretto da Victoria Mahoney.
Lovecraft Country 1×05
In Lovecraft Country
1×05 che si intitolerà “Strange Case” dopo aver fatto un
patto diabolico con William, Ruby si mette nei panni di una donna
bianca, ma lei la trasformazione non fa che rafforzare il suo
risentimento per la divisione razziale. Un tradimento di
Montrose scatena la rabbia repressa di Atticus, lasciando Leti
profondamente turbata e mandando Montrose tra le braccia
confortanti del suo amante segreto. “Strange Case” è stato scritto
da Misha Green, Jonathan Kidd e Sonya Winton; diretto da Cheryl
Dunye.
Lovecraft Country 1×06
In Lovecraft Country
1×06 che si intitolerà “Meet Me in Daegu” Atticus si
imbatte in uno studente infermieristico coreano nel mezzo della
guerra di Corea e non è in grado di ricordare il loro presentazione
violenta l’uno all’altro. In Lovecraft Country 1×06 protagonisti
sono Jurnee Smollett (attore), Jonathan Majors (attore), Aunjanue
Ellis (attore), Courtney B. Vance (attore), Wunmi Mosaku (attore),
Abbey Lee (attore).
Lovecraft Country 1×07
In Lovecraft Country
1×07 che si intitolerà “I Am.” La ricerca incessante di
risposte di Hippolyta (Aunjanue Ellis) la porta in un viaggio
multidimensionale alla scoperta di sé e di Atticus (Jonathan
Majors) consulta un vecchio amico di famiglia. “I Am.” è
scritto da Misha Green e Shannon Houston; diretto da Charlotte
Sieling.
Lovecraft Country 1×08
In Lovecraft Country
1×08 che si intitolerà “Jig-A-Bobo” Diana
finisce per ricevere un’attenzione potenzialmente pericolosa dal
capitano Lancaster; Atticus e Leti si trovano a cercare di
proteggere il loro futuro all’arrivo di un visitatore inaspettato
dal passato di Atticus alla pensione.
Lovecraft Country 1×09
In Lovecraft Country
1×09 che si intitolerà “Rewind 1921” Con Hippolyta
(Aunjanue Ellis) al timone, Leti (Jurnee Smollett), Tic (Jonathan
Majors) e Montrose (Michael Kenneth Williams) intraprendono un
viaggio. Sceneggiatura di Misha Green, Jonathan Kidd e Sonya
Winton; diretto da Jeffrey Nachmanoff.
Lovecraft Country 1×10
In Lovecraft Country 1×10 che si intitolerà
“Full Circle”.
Attraverso l’aggiunta di nuovi
personaggi, Captain
Marvel 2 potrebbe impostare direttamente
l’introduzione degli X-Men
nella Fase 5 del MCU, almeno secondo un nuovo report
di
Screen Rant. Grazie all’accordo Fox-Disney, la porta è ora
aperta affinché i celebri mutanti della Marvel possano esistere
nello stesso universo cinematografico insieme agli Avengers,
Spider-Man, Doctor Strange e – appunto – Captain Marvel.
Dal momento che la Marvel,
generalmente, pianifica i propri film con largo anticipo,
potrebbero trascorrere diversi anni prima che i mutanti tornino
ufficialmente all’ovile, ma la Marvel potrebbe comunque gettare le
basi per questo tanto auspicato ritorno già nella Fase 4. Mentre
alcuni potrebbero aspettarsi che la Marvel dedica di preservare il
debutto dei mutanti per i film esclusivamente dedicati agli X-Men,
ci sono buone possibilità che la Marvel possa far avvicinare il
pubblico al loro universo in maniera progressiva. Considerando che
la Marvel ha realizzato una manciata di film di supereroi da
solista prima di realizzare
The Avengers, un approccio simile potrebbe essere adottato
anche con gli X-Men. Tuttavia, la Marvel non avrà bisogno
necessariamente di realizzare singoli film per ciascuno dei suoi
X-Men prima di unire la squadra in un unico grande
crossover: potrebbe essere necessario solo un film per
impostarli nella maniera corretta.
In tal senso, un film che sembra ben
posizionato per preparare il terreno all’arrivo degli X-Men nel MCU
è senza dubbio Captain
Marvel 2. Diretto da Nia DaCosta e attualmente
programmato per un’uscita nel 2022, il prossimo episodio della Fase
4 renderà la Carol Danvers di Brie Larson protagonista di una nuova
avventura cosmica, che segnerà la sua terza apparizione sul grande
schermo. Basato sulla sua storia dei fumetti ma anche su dove la
Marvel è intenzionata a portare il personaggio, Captain
Marvel 2 potrebbe introdurre nuovi eroi che apriranno la
strada agli X-Men.
Captain Marvel 2 potrebbe introdurre Rogue
Sorprendentemente, uno dei
nuovi personaggi più chiacchierati per Captain
Marvel 2 è Rogue, che è un eroe di serie A e un membro di
punta degli X-Men nei fumetti Marvel. A chi non ha familiarità con
la sua storia, potrebbe sembrare un personaggio poco adatto per
Captain
Marvel 2, ma le due eroine condividono un legame
importante che potrebbe essere trasposto anche nel MCU. Quando
Rogue è apparsa per la prima volta, era una pericolosa mutante che
rubava i poteri e che venne incaricata da Mystica ad entrare in
possesso dei poteri di Carol per usarli contro i Vendicatori e
combatterli. Il problema però è che Rogue, dopo aver acquisito le
abilità di Carol, ha subito anche alcuni effetti collaterali
inaspettati (e non intenzionali): ha anche assunto l’identità di
Carol! Tuttavia, Carol non era più la stessa anche quando il
Professor X ripristinò i suoi ricordi. Profondamente colpita da
tutto ciò che accadde, Carol decide di lasciare la Terra. Per
quanto riguarda Rogue, continuò a mantere i poteri di Carol per
diversi anni.
Supponendo che
Captain
Marvel 2 sia ambientato almeno parzialmente sulla Terra,
la relazione di Carol con Rogue potrebbe prendere vita nel sequel,
con Rogue che agisce come cattivo secondario che lavora per
l’antagonista principale. Ad un certo punto del film, il mutante
potrebbe farla agire contro Carol e rubarle poteri e ricordi.
Questo potrebbe richiedere un approfondimento psicologico del
personaggio di Carol, che potrebbe essere sviscerato lungo tutto
l’arco del film. Più tardi, potrebbe culminare in un’epica resa dei
conti tra i due supereroi.
Captain Marvel 2 potrebbe introdurre i Predoni Stellari
Quella di
Rogue potrebbe non essere l’unica storia di Carol Danvers degli
anni ’80 da cui la Marvel potrebbe trarre ispirazione per la trama
di Captain
Marvel 2. Ci sono anche degli eventi che hanno
avuto luogo nella sua vita subito dopo l’incidente di Rogue che
l’ha allontanata dalla Terra. Durante la forma “Binary”, si è
trovata anche in compagnia dei Predoni Stellari, un gruppo di
pirati spaziali molto noti nei fumetti edgli X-Men. Il
gruppo dei Predoni Stellari è tradizionalmente composto da Raza
Longknife, Hepzibah, Ch’od e Corsair, che provengono tutti da
pianeti diversi. Il loro capo è Corsair, un umano che è stato
rapito dagli sciiti anni fa e costretto a una vita di schiavitù. È
interessante notare che la vera identità di Corsair corrisponde a
Christopher Summers, il padre scomparso da tempo di Ciclope. Con
Corsair e i Predoni Stellari, Carol ha condiviso diverse avventure
nello spazio prima di tornare sulla Terra.
Potrebbe essere che i Predoni
Stellari esistano da qualche parte nell’Universo Cinematografico
Marvel. Ed è possibile che abbiano già incontrato Carol. In
effetti, avrebbero potuto collaborare in passato. I Predoni
Stellari potrebbero essere usati in Captain
Marvel 2 per aiutare a spiegare cosa stava
combinando Carol tra gli eventi del primo Captain
Marvel e quelli di Avengers:
Endgame. È difficile immaginare che Carol sia rimasta con
gli Skrull per oltre 20 anni, quindi dopo averli aiutati a trovare
un nuovo mondo, probabilmente è andata avanti e ha incontrato nuove
persone. Come la sua controparte dei fumetti, avrebbe potuto
trascorrere gran parte del suo tempo viaggiando nello spazio con
Corsair, Raza, Hepzibah e Ch’od a bordo della loro nave. Se fosse
davvero così, gli eventi di Captain
Marvel 2 potrebbero costringerla a chiedere ancora
una volta il loro aiuto. Qualunque sia la minaccia che dovrà
affrontando nel film, potrebbe richiedere a Carol di fare
affidamento sull’assistenza del team.
Come Captain Marvel 2 potrebbe
introdurre gli X-Men
La presenza
di Rogue e dei Predoni Stellari in Captain
Marvel 2 darebbe alla Marvel gli strumenti di cui ha
bisogno per portare gli X-Men nella Fase 5 del MCU, o nelle fasi
successive. Rogue, in particolare, avrebbe consegnato il primo film
degli X-Men del MCU ad un importante membro del team. Sebbene possa
essere utilizzata come antagonista in Captain
Marvel 2, alla fine potrebbe essere protagonista
di una svolta eroica. Il suo conflitto con Carol potrebbe portare
Rogue in cerca di una redenzione in qualità di supereroe. Se il
film dovesse terminare con lei che ha ancora i poteri di Carol,
potrebbe allora usarli per sempre nel futuro del MCU. Quello che
potrebbe succedere a Rogue in Captain
Marvel 2 non solo può determinare che tipo di poteri avrà
in futuro, ma potrebbe anche definire il suo arco nella futura saga
degli X-Men.
I Predoni Stellari, d’altra parte,
potrebbero essere determinanti nel creare il retroscena di
un’eroina che ha buone possibilità di essere l’eroe più importante
nella storia degli X-Men nell’Universo Cinematografico Marvel. Come
menzionato in precedenza, il leader dei Pedroni Stellari è il padre
di Ciclope. Se l’inclusione del solo Corsair in Captain
Marvel 2 porterebbe ad una grande quantità di
clamore per il debutto nel MCU di Ciclope, la Marvel potrebbe anche
fare un ulteriore passo avanti. Le interazioni tra Carol Danvers e
Christopher Summers potrebbero portare a rivelazioni circa il suo
passato. Corsair potrebbe fare alcune osservazioni che alludono
alle abilità mutanti di Scott. Parlare di mutanti quando si discute
della famiglia di Corsair potrebbe essere rilevante per la storia,
dato che anche un altro mutante, Rogue, potrebbe essere coinvolto.
Gli X-Men possono dare seguito a quest’anticipazioni più avanti,
quando verrebbe introodtto Ciclope come un ragazzo o un giovane che
ha perso suo padre a causa di circostanze misteriose. Se questo
sarà davvero il percorso intrapreso dal MCU, potrebbe portare ad
una squadra cosmica di X-Men/Pedroni Stellari (e ad una reunion
Ciclope/Corsair) in un sequel degli X-Men.