Tre anni dopo la sua ultima comparsa nel film Jojo Rabbit (Taika Waititi), Rebel Wilson (Attenti a quelle due, The Hustle) torna in scena con una commedia rosa firmata Netflix: Senior Year – Cheerleader per sempre. Il lungometraggio, diretto da Alex Hardcastle, è un ironico racconto dell’adolescenza e delle leggi che governano la vita tra i banchi delle superiori, dinamiche che non sono poi così diverse da quelle della vita adulta…
La trama di Cheerleader per sempre
Nel 2002, Stephanie (Rebel Wilson) ha 17 anni, frequenta l’ultimo anno di liceo ed è tra le ragazze più celebri della scuola. La sua vita adolescenziale è apparentemente perfetta: è il capo delle cheerleader della scuola, è fidanzata con il ragazzo più carino – ovviamente il quarterback della squadra di football – ed è ammirata da tutti. Fin dalla morte della madre, avvenuta qualche anno prima, Stephanie sogna di diventare reginetta del ballo e di iniziare con questo primo passo la sua vita perfetta. Steph ha tutte le carte in regola per realizzare il suo desiderio, ma durante una spettacolo da cheerleader, cade malamente ed entra in coma.
Stephanie si risveglia vent’anni dopo: nel 2022, in un corpo da donna di 37 anni e circondata da una tecnologia e una cultura completamente rinnovata. Il mondo è andato avanti, ma dentro di sè Steph è rimasta una ragazzina che vuole essere la più bella della scuola. Con l’aiuto dell’amica Martha, ormai diventata preside del liceo, la protagonista torna tra i banchi. La scuola non sembra però avere le stesse regole di popolarità di un tempo. Stephenanie riuscirà, a distanza di vent’anni, a realizzare il suo sogno e a diventare reginetta?
Ascesa e discesa di una ”popular”
Quando aveva 14 anni, Stephanie non era affatto cool. Ha però deciso di diventarlo e in 3 anni ci è riuscita. L’incidente che ha avuto ha distrutto i suoi piani: 20 anni dopo, il suo ex-ragazzo (Justin Hartley) è sposato con la sua più acerrima nemica. I due sono benestanti e vivono nella casa dei suoi sogni, mentre Stephanie si trova alle prese con un corpo troppo adulto e con un sistema scolastico che, per evitare la competizione malsana tra gli studenti, ha cancellato la nomina del re e della reginetta del ballo.
Ad un primo impatto, Cheerleader per sempre non sembra troppo diverso dai tanti teen movie visti e rivisti. Da Clueless a Mean Girls, di film più o meno moralistici sulle reginette del ballo e sulla popolarità ce ne sono a decine. Anche il tema dell’adulto nel corpo da ragazzo (o viceversa) è già stato trattato tante volte, si pensi a 17 again o a 30 anni in secondo. Nonostante tutti i cliché e gli stereotipi del genere, il Cheerleader per sempre ha dei tratti distintivi interessanti.
Satira sul politically correct e sulla cultura americana
Cheerleader per sempre è prima di tutto una commedia americana, divertente e leggera. Tuttavia, nel suo modo di rappresentare i tratti più coloriti di una società consumistica e superficiale, il film riesce a fare della satira sottile su una serie di aspetti. Per prima cosa, Cheerleader per sempre cita e prende in giro il teen movie dei primi anni 2000, kitsch, pieno di ragazzine bionde con il lucidalabbra e di brutti anatroccoli che diventano reginette. Il regista mette a confronto quel genere di film con la cultura in cui siamo immersi oggi: Stephanie non sa nulla dell’inclusività, della comunità LGBTQ+, del politicamente corretto, ma si trova catapultata in una scuola in cui invece questi temi sono all’ordine del giorno.
Mettendo in contatto due momenti storici così vicini ma anche così differenti, il regista enfatizza non solo i progressi e le differenze tra ieri e oggi, ma anche i tratti più estremi e surreali di entrambi i lati. Tutto questo viene fatto con una buona dose di ironia e di battute, alcune fin troppo assurde, ma a loro modo apprezzabili ed efficaci.
Rebel Wilson è la protagonista indiscussa
Dopo un film più impregnato come Jojo Rabbit, e dopo due anni di pausa dal grande schermo, Rebel Wilson torna a fare cinema nel suo campo: la commedia rosa. L’attrice, nota al grande pubblico per il ruolo di Ciccia Amy nei film di Pitch Perfect e per quello da co-protagonista in Single ma non troppo, è l’eccentrica star di Cheerleader per sempre. Rebel Wilson porta nel film tutto il suo stile chiassoso e appariscente ed è perfetta nei panni della donna-adolescente. Vestita in abiti da teenager anni Novanta, la Wilson ha un’estrema confidenza con il proprio corpo – l’attrice è dimagrita parecchio negli ultimi anni – e si muove agilmente nei panni del suo personaggio. Stephanie è perfettamente sgraziata in alcune scene e coordinata in altre, soprattutto in quelle di ballo, riuscendo ad intrattenere in entrambe le situazioni.
Per un’ora e mezza di spensieratezza, ironia e critica pungente sulla cultura di ieri e di oggi, Cheerleader per sempre vi aspetta su Netflix.















Terra-96283 è la
casa dei tre film di Sam Raimi su
Spider-Man, con
La serie televisiva
Il primo episodio della
serie tv
E’ facile dimenticarci che
il film d’animazione di successo
Il reboot del 2015 dei
Sony ha
passato gli ultimi anni a tentare di creare un proprio universo che
ruota attorno a personaggi affini all’Uomo Ragno, a partire da
Venom nel 2018, per poi estendersi a 
Anche se
Sony ha faticato a dare forma al suo
Venomverse, le cose sono andate molto meglio con
l’animazione, in particolare grazie a
Il franchise degli 
Emerson è
noto per le sue interpretazioni di villain e personaggi malvagi,
tra cui ricordiamo il serial killer Hinks in
The Practice e l’esperto di occultismo Dr.
Leland Townsend in
Evil.
Galifianakis è
diventato famoso dopo aver recitato nella trilogia di Una
notte da leoni; inoltre, è stato per anni conduttore di
show televisivi, ottenendo persino la possibilità di intervistare
l’ex Presidente degli Stati Uniti Barack
Obama.
DiMaggio
ha avuto un paio di camei in progetti live-action, ma è noto che
preferisca concentrarsi sul lavoro di doppiaggio. L’attore è solito
dar voce a più personaggi in uno stesso progetto e tra le sue
interpretazioni più memorabili citiamo quelle in Johnny
Bravo e Rick & Morty.

Essendo stato nominato agli
Oscar per ben 4 volte, 
Per i fan di












Alfred Pennyworth
è parte integrante dell’identità di Bruce Wayne. Non è
soltanto il maggiordomo di Batman: Alfred svolge
il ruolo di figura paterna per Bruce e, grazie al suo
passato sul campo militare, diventa un insegnante in grado di
addestrare il figliastro al combattimento.
Nell’Universo
DC, il nome di Barbara Gordon è
solitamente associato a Batgirl, ma non dimentichiamo
l’altra figura eroica impersonata dal personaggio. Nei panni di
Oracolo, Barbara Gordon è specializzata in
hacking, indagini tecnologicha e piani strategici. Con i suoi
colleghi crea un gruppo esclusivo di supereroine chiamato
Come il suo tutore e
mentore, Dick Grayson possiede un intelletto brillante,
una mente strategica, ha padronanza delle arti marziali e sa come
usare varie armi e attrezzature high-tech. Il
Timothy Drake è
l’unico aiutante che non è stato selezionato direttamente da
Bruce Wayne. Drake è ben servito di gadget, è
agile e sa combattere come i due Robin che lo hanno
preceduto. In quanto Red Robin, Drake è un membro
fondatore dei Gotham Knights e di altri gruppi di
supereroi della
Come abbiamo visto,
Bruce Wayne ha un vero e proprio talento nell’attrarre a
sé apprendisti e trasformarli in supereroi. Stephanie
Brown non fa eccezione. Stanca del menefreghismo di suo padre
per la famiglia, Stephanie ha deciso di spifferare i
suoi piani nefasti agli eroi, soprannominandosi giustamente
Spoiler. Nelle storie della DC,
Brown è l’unico personaggio ad essere sia
Batgirl (la numero cinque) che
Robin (il quarto).
Nonostante la sua orribile
storia di abusi, Cassandra Cain non sviluppa mai reali
tendenze sociopatiche. I genitori l’hanno cresciuta per diventare
un’assassina in grado di rilevare e reagire agli attacchi
semplicemente guardando il linguaggio del corpo degli
avversari. Per i fan della DC, Cain
incarna la dicotomia della natura umana, in cui bontà e male sono
sempre in conflitto.
Dalla strada alla vita
eroica: Jason Todd sostituisce Dick Grayson come
Robin. Todd è cresciuto per strada e per
sopravvivere ha dovuto spesso mettere in discussione il suo senso
del bene e del male. Come allievo di Batman è
sfacciato, feroce e spesso disobbediente. Tuttavia, Bruce
Wayne vede del potenziale nell’adolescente spericolato. Sotto
la guida di Batman infatti, Todd impara a
controllare la propria violenza.
Reneé Montoya ha
avuto una carriera tumultuosa all’interno del Dipartimento di
Polizia di Gotham City (GCPD). Dopo aver quasi ucciso una
persona, si è dimessa e, per il trauma emotivo, ha sofferto di
alcolismo.
Dei membri della Famiglia
Bat, Kate Kane è una delle personalità più
complete. La sua vasta esperienza spazia dalle attività banali a
quelle più oscure. Sa fare di tutto: tiro con l’arco, aviazione,
equitazione, ginnastica. Kane è dotata di intelligenza,
capacità d’indagine, conosce le arti marziali e la medicina.
Abbatterla non è un’impresa facile: non a caso prende il nome di
Batwoman.
Anche in
Nei fumetti, Doctor
Strange possiede delle varianti moralmente cattive. Spesso
queste versioni vengono poste come antagoniste per ribadire la
bontà del personaggio principale.
Rispetto a quello della
Marvel Comics, il team degli
Il Darkhold era
già stato introdotto nell’MCU dalla serie
Tra i personaggi della
Doctor Strange
2 rivela un dettaglio intimo del passato di
Stephen: lo stregone vive con un trauma, da quando sua
sorella è morta in giovane età. Questo aspetto del passato di
Strange proviene direttamente dai fumetti.











