La Warner Bros. non ha mai veramente
avuto dei piani in merito al DCEU, cosa divenuta ancora più
evidente dopo che Chris Terrio, lo sceneggiatore di Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice
League, ha recentemente confermato di essere stato
costretto a scrivere quei film senza che nessuno gli avessi mai
parlato dei piani relativi agli standalone dedicati a personaggi
come Wonder Woman o Aquaman.
Nonostante ciò, sappiamo che
Zack Snyder aveva dei piani per una vera e
propria saga composta da cinque film che, oltre a L’uomo
d’acciaio e
Batman v Superman, doveva includere anche tre film
dedicati alla Justice
League. Ora, in occasione del
Justice Con, l’evento virtuale organizzato lo scorso weekend
per celebrare la
Snyder Cutad un mese esatto di
distanza dalla distribuzione, è stato Jay Oliva,
storyboard artist del DCEU, a rivelare quale fosse il finale che
Snyder aveva ipotizzato per il suo
SnyderVerse.
Olivia ha spiegato che i piani
iniziali del regista prevedevano un riavvio in stile “Flashpoint”,
quindi una sorta di ripristino totale dell’universo concepito da
Zack Snyder . Ciò avrebbe consentito alla
Warner Bros. di poter far nuovamente ripartire le storie di alcuni
personaggi chiave sul grande schermo. “Penso che il piano fosse
che Zack avrebbe realizzato quattro o cinque film, e poi avrebbe
concluso il tutto con una sorta di riavvio in stile ‘Flashpoint’,
che avrebbe poi permesso di utilizzare un nuovo cast in
futuro”, ha dichiarato Jay Oliva.
The Flash di Andy Muschietti per
“superare” lo SnyderVerse?
In realtà, non la prima volta che si
parla di questo riavvio in stile “Flashpoint”, anche se
probabilmente non sapremo mai se questo riavvio era in qualche modo
collegato ai piani originale relativi al film The Flash. In parte potrebbe essere così,
soprattutto perché non esiste alcuna indicazione che Snyder avesse
pianificato di includere Barry Allen nella terza parte di Justice
League (che si sarebbe dovuto concludere con un
flashforward che avrebbe rivelato che il figlio di Clark Kent e
Lois Lane era diventato il nuovo Batman di Gotham City).
È difficile pensare che tutto questo
potrebbe finire sullo schermo ora. Tuttavia, la versione di
Andy Muschietti di The Flash (attualmente in fase di produzione)
potrebbe forse servire ad uno scopo simile, e magari aiutare il
DCEU a “superare” la visione di Snyder.
In Big Sky 1×13
che si intitolerà “White Lion” Cassie e Jenny sentono che un
cadavere è stato scoperto nel ranch di Kleinsasser e, temendo il
peggio, Jenny porta le indagini a un livello superiore, ma i
Kleinsasser hanno un piano tutto loro. Nel frattempo, Cassie si
allea con Lindor per seguire una pista calda su Ronald, che,
sospettoso che la sua posizione sia stata rivelata, decide di
controllare i danni – o forse solo danni, su Big
Sky, MARTEDÌ 27 APRILE (10: 00-11: 00 pm EDT), su ABC.
Gli episodi possono essere visualizzati anche il giorno successivo
su richiesta e su Hulu.
Guest star di Big Sky 1×13 sono Omar
Metwally nei panni di Mark Lindor, Michael Raymond-James nei panni
di Blake Kleinsasser, Ryan Dorsey nei panni di Rand Kleinsasser,
Britt Robertson nei panni di Cheyenne Kleinsasser, Kyle Schmid nei
panni di John Wayne Kleinsasser e Michelle Forbes nei panni di
Margaret Kleinsasser. “White Lion” è stato scritto da Elwood Reid e
Morenike Balogun e diretto da Christina Voros.
Big Sky 1×13
Big
Sky è la nuova serie tv creata da David E.
Kelley per il network americano ABC. David E. Kelley sarà
lo showrunner della prima stagione. Basato sulla serie di libri di
CJ Box, “Big Sky” è prodotto da David E. Kelley, Ross
Fineman, Matthew Gross, Paul McGuigan, CJ Box e
Gwyneth Horder-Payton, ed è prodotto da 20th
Television. 20th Television fa parte dei Disney Television Studios,
insieme a ABC Signature e Touchstone Television. Big
Sky in streaming è disponibile su Star,
il nuovo canale per adulti di Disney+.
La serie racconta degli
investigatori privati Cassie Dewell e Cody Hoyt uniscono le forze
con la sua ex moglie ed ex poliziotta, Jenny Hoyt, per cercare due
sorelle che sono state rapite da un camionista su una remota
autostrada nel Montana. Ma quando scoprono che queste non sono le
uniche ragazze scomparse nella zona, devono correre contro il tempo
per fermare l’assassino prima che un’altra donna venga rapita.
Big
Sky vede protagonisti Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell,
Brian Geraghty nei panni di Ronald Pergman,
Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan,
Jade Pettyjohn nei panni di Grace Sullivan,
Jesse James Keitel nei panni di Jerrie Kennedy,
Valerie Mahaffey come Helen Pergman con
John Carroll Lynch come Rick Legarski e
Ryan Phillippe come Cody Hoyt.
Alcune nuove immagini della linea di
toys realizzata da Hasbro e dedicata a Shang-Chi e La Leggende dei Dieci Anelli,
sembrano confermare in che modo i Marvel Studios abbiano modificato i Dieci
Anelli del Potere del Mandarino.
Lo scorso lunedì è arrivato online
il
teaser trailer ufficiale del film, ma fino a quel momento i
dettagli sulla trama dell’atteso cinecomic erano relativamente
scarsi. Ora, anche grazie alle prime immagini ufficiali del film,
sappiamo che il
Mandarino è Wenwu (Tony Leung), ossia il padre
di Shang-Chi (Simu Liu), che ha preso il posto di
Fu Manchu dei fumetti. Il
Mandarino è noto per avere Dieci Anelli che gli conferiscono
vari poteri. Tuttavia, sempre grazie al primo trailer, abbiamo
scoperto che nel film questi preziosi oggetti sono stati
trasformati in bracciali.
Nel teaser trailer i Dieci Anelli
appaiono soltanto in una breve sequenza, ma ora sono le immagini
ufficiali dei toys della linea Hasbro (via
Screen Rant) a confermare che il MCU ha effettivamente optato per
una variazione degli Anelli del Potere del
Mandarino. Nella prima immagine vediamo un’action figure del
personaggio di Wenwu, con dei blocchi di ghiaccio che circondano le
sue braccia, indicando che i bracciali sottostanti hanno gli stessi
poteri degli anelli nei fumetti. Nella seconda immagine, invece,
vediamo un vero e proprio blaster formato dai bracciali, che se
indossato può essere utilizzato come un vero e proprio guanto di
sfida e sparare una serie di dischi blu.
1 di 2
Proprio come le origini di
Shang-Chi, sembra che anche l’arma che il Mandarino sfoggerà nei
film sia stata modificata nel MCU. Il motivo di questo
cambiamento non è del tutto chiaro, ma sarà di sicuro interessante
vedere come il personaggio di Wenwu, nel live action, eserciterà i
suoi poteri e sfrutterà i bracciali. Dopotutto, i Dieci Anelli
avranno un ruolo chiave nel film, con Wenwu a capo
dell’organizzazione terroristica già menzionata nel primo film di
Iron Man.
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.
Emilia Clarke, meglio nota come Madre dei
Draghi nella serie di successo HBO è in trattative per partecipare
a Secret
Invasion, la serie Marvel Studios/Disney+ che vede già nel cast
Samuel L. Jackson, Ben Mendelsohn, Kingsley
Ben-Adir. Insieme a Clarke, è stato annunciato nelle
ore precedenti che anche l’attrice premio Oscar Olivia Colman si è unita al cast della serie
che dovrebbe essere disponibile su Disney+ a partire dal 2023, anche se
non abbiamo ancora una data certa.
Dave Bautista ha ammesso di essere rimasto
deluso dal fatto che Drax il Distruttore non sia riuscito a
uccidere Thanos in Avengers:
Endgame. Sappiamo che il membro dei Guardiani della Galassia era
determinato a cercare vendetta per la morte della sua famiglia,
soprattutto dopo aver scoperto che il colpevole era proprio il
Titano Pazzo.
C’è stato un momento in Avengers:
Infinity War in cui Drax ha avuto la possibilità di
confrontarsi con Thanos, ma prima ancora che potesse avvicinarsi,
il Titano Pazzo aveva già usato la Gemma della Realtà su di lui.
Anche quando si sono ritrovati su Titan, a causa delle altre cose
che stavano succedendo sul pianeta, la vendetta personale di Drax
passò in secondo piano. Cinque anni dopo la decimazione, l’eroe si
ritrovò di nuovo sullo stesso campo di battaglia del temibile
cattivo. Tuttavia, a causa dell’enorme numero di personaggi
coinvolti, neanche in quel caso furono in grado di scontrarsi
direttamente.
Thanos è morto due volte (in
Infinity War e in Endgame),
ma Drax non ha mai avuto l’opportunità di vendicarsi nei confronti
dell’alieno per ciò che aveva fatto alla sua famiglia. Ora,
parlando con
Joblo, Dave Bautista ha rivelato spontaneamente di
essere deluso dal fatto che Drax non sia riuscito a uccidere
Thanos. “Penso che tutti ci siano rimasti male”, ha
spiegato l’attore. “Non c’è un solo personaggio nell’universo
Marvel che non voglia uccidere
Thanos. Anche Drax voleva uccidere Thanos. Tutti volevano uccidere
Thanos.”
Poi ha aggiunto: “Ecco perché
sono un po’ deluso, perché quelle di Thanos erano motivazioni
davvero personali. Tuttavia, capisco che ogni personaggio volesse
mettere le mani su Thanos e quindi non c’era abbastanza tempo. Per
la cronaca, devo ammettere che amo Josh Brolin alla follia. È una
delle mie persone preferite, nonché uno dei miei attori preferiti.
Lo amo. È incredibilmente brillante. Per troppo tempo è stato
trascurato.”
Avengers:
Endgame è arrivato nelle nostre sale il 24 aprile
2019, diventando il maggior incasso nella storia del cinema. Nel
cast del film – tra gli altri – figurano Robert
Downey Jr., Chris
Evans, Mark
Ruffalo, Chris
Hemsworth e Scarlett
Johansson. Dopo gli eventi devastanti di Avengers:
Infinity War, l’universo è in rovina a causa
degli sforzi del Titano Pazzo, Thanos. Con l’aiuto degli alleati
rimasti in vita dopo lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi
ancora una volta per annullare le azioni del villain e ripristinare
l’ordine nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle
conseguenze che potrebbero esserci.
Papà non mettermi in
imbarazzo è disponibile su Netflix dal
14 Aprile. La serie, diretta da Ken Whittinngham
presenta Jamie Foxx nel ritorno alla comicità seriale
televisiva che ne ha lanciato la carriera attoriale con
In Living Color dei fratelli Wayans e a
vent’anni di distanza dal The Jaime Foxx
Show .
Papà non mettermi in imbarazzo: la
trama
La sitcom è ambientata ad Atlanta,
dove vive l’eccentrica e stravagante famiglia Dixon.
Brian (Jamie
Foxx) è un imprenditore di successo, che vive una vita
piuttosto agiata. Scapolo e donnaiolo, vive assieme alla sorella
Chelsea (Porscha Coleman) e al
padre (David Alan Grier). Improvvisamente però
Brian si troverà a dover affrontare le responsabilità dell’essere
padre: ad Atlanta arriverà infatti la figlia adolescente
Sasha (Kyla-Drew), che si
trasferisce da lui dopo la morte della madre. Brian, che non ha mai
ricoperto il ruolo del genitore a tempo pieno, dovrà reinventarsi
per riuscire a legare con la figlia, non senza evitare di metterla
in imbarazzo, come recita il titolo della serie.
Una verve comica datata e
ridondante
La sitcom ci presenta tutti gli
stilemi tipici del genere: voice over, rottura della quarta parete,
sketch, risate in studio. Tuttavia, quello che rimane nel complesso
è una miscela non troppo omogenea di tanti punti chiave della
serialità comica, che rischia di strabordare senza riuscire a
definirsi in un unicum organico e ben gestito. Ogni personaggio,
situazione o sketch non ha una profondità o incisività tale da
poter coinvolgere appieno lo spettatore e Papà non mettermi
in imbarazzo si identifica come visione d’intrattenimento
per ragazzi e poco più, senza riuscire a sfruttare appieno le
proprie potenzialità.
Bentley Kyle Evans
tenta di riportare in auge la sit-com vecchio stampo, come fenomeno
televisivo e sociale di interpretare la serialità; tuttavia, questa
incursione nel passato risulta poco convincente, se non supportata
da un’adesione a quello che è il prodotto seriale oggigiorno e la
realtà socio-culturale che ci circonda. Inoltre non emerge nessuna
possibilità di soffermarsi sulle potenzialità di trama e
personaggi; I personaggi risultano bidimensionali, privi di una
backstory efficace ed emotivamente deboli. Sono diversi i buchi di
trama e le gag comiche non sopperiscono a questi difetti di
scrittura.
Jamie Foxx interpreta anche i personaggi del
reverendo Sweet Tee, Cadillac
Calvin e Rusty. Sono numerosi gli sketch
in cui imita Will Smith, Barack Obama e altre celebrità
afroamericane. La sceneggiatura è, di base, piuttosto citazionista,
rifacendosi a gran parte del background comico di Foxx; queste gag
risultano il più delle volte ridondanti, privando la sitcom di una
parte importante di minutaggio che avrebbe potuto essere destinata
ad altro. Nel complesso, i momenti più riusciti di puro
divertimento e ilarità derivano dalla bravura del cast d’insieme,
che riesce ad interagire al meglio guidato da Foxx.
Personaggi poco incisivi e una trama dal potenziale poco
sfruttato
Papà non mettermi in
imbarazzo tenta di stare al passo con movimenti sociali e
culturali attuali, ad esempio il Black lives
matter, senza tuttavia riuscire nel suo intento,
fermandosi alla citazione. Probabilmente il momento più alto
raggiunto in questo senso è l’ottavo episodio, Forse è
BAYBelline, di cui si può apprezzare l’intento narrativo,
che va ad amalgamarsi alla realtà socio-politica attuale degli USA,
soffermandosi su tematiche che l’opinione pubblica non dovrebbe
ignorare. L’intenzione è lodevole, soprattutto se pensiamo
all’impianto comedy della serie, però sostanzialmente risulta
ancora una volta un plausibile fattore di potenza della serie non
messo in atto.
Nelle prime due puntate la sitcom
Netflix riesce nel complesso a convincere, puntando
sulla verve comica di Foxx, le sue imitazioni, le canzoni
improvvisate e la cifra stilistica dell’attore di overacting.
Purtroppo però la dinamica tra padre e figlia non riesce mai a
consolidarsi appieno; sembrano porsi delle buone basi nella prima
parte della serie, soprattutto nel secondo episodio, Yoga o
Chiesa, che vengono però meno nella seconda metà della
sitcom, in cui prevalgono gag slapstick datate e una maggior
partecipazione dei personaggi secondari, che risultano purtroppo
essere poco incisivi. Si indagano tematiche del rapporto
padre-figlia potenzialmente interessanti, il problema è che non
vengono sviluppate a dovere, bensì semplicemente abbozzate e
ridotte a mere battute dopo pochi secondi. Non c’è continuità,
cambiamento o evoluzione nel rapporto tra Brian e la figlia; ad
ogni nuovo capitolo avviene una sorta di reset totale, e la
crescita personale dei due nel doppio ruolo di genitore e figlia
non riesce mai a rivelarsi effettivamente interessante.
Papà non mettermi in imbarazzo
risulta comicamente discreta grazie a qualche buona gag, battute
apprezzabili e lo stile comico di Foxx, che riesce a suddividersi
tra diversi personaggi; tuttavia la narrazione risulta
semplicistica e ridondante, perché non vengono proposte alternative
diversificate e al passo coi tempi in termini di narrazione. Viene
dato più spazio nella seconda parte ai comprimari, Pops, Chelsea e
l’amico di una vita Johnny, ma la chimica tra i personaggi è
debole, cosi come le idee di personalità e sviluppo dei
personaggi.
La serie inizia in maniera
promettente, con basi interessanti per una sitcom: Jamie Foxx al ritorno dove tutto è iniziato,
una storyline emozionante tra Brian e la figlia, e una buona dose
di umorismo, che potenzialmente avrebbe potuto emergere ancora di
più tramite gli attori secondari. Purtroppo sono spunti ravvisabili
solo nella prima parte della serie tv; successivamente non ci sarà
più crescita ed evoluzione nel rapporto tra i protagonisti, scene
genuine e commoventi o battute memorabili. La serie finisce per
perdersi nel baratro di gag datate e poco convincenti, rendendo il
prodotto nel complesso poco credibile e memorabile.
Sembra che Mads Mikkelsen sia uno degli attori più
richiesti del momento. La star di Hannibal ha firmato non
solo per sostituire
Johnny Depp nella saga di Animali Fantastici, ma anche per affiancare
Harrison Ford nell’attesissimo quinto capitolo della saga di
Indiana Jones. Di recente, l’attore canadese
ha ottenuto il plauso della critica grazie alla sua interpretazione
in Un altro giro di Thomas Vinterberg, candidato a due
premi Oscar.
Nonostante il grande successo
ottenuto nel corso degli anni, anche Mikkelsen ha dovuto fare i
conti con alcuni provini che purtroppo si sono rivelati un buco
nell’acqua. In una recente intervista con
Vulture, l’attore ha ricordato l’audizione per il ruolo di Reed
Richards/Mr. Fantastic ne I Fantastici 4, l’adattamento del 2005 diretto
da Tim Story e interpretato, tra gli altri, da
Jessica Alba e Chris Evans.
Mikkelsen ha spiegato che, dopo aver
girato Casino Royale, il suo agente americano lo convinse
a fare il maggior numero possibile di provini. L’attore si è quindi
proposto per i ruoli più disparati, indipendentemente dal fatto che
volesse o meno apparire davvero in quel determinato progetto.
Questo tipo di approccio lo ha poi condotto al ruolo di Mr.
Fantastic, che alla fine sarebbe stato affidato a Ioan
Gruffudd.
“Mi rendo conto che i casting,
il più delle volte, si basano su una semplice impressione. Spesso
registi e produttori sono sempre alla ricerca di qualcosa che
ricordi loro il personaggio”, ha spiegato Mads Mikkelsen. “Ma devo ammettere che ho
trovato davvero scortese chiedere ad un attore di recitare una
battuta fingendo che il proprio braccio sia in grado di estendersi
per una ventina di metri. ‘Prendi quella tazza di caffè laggiù’, mi
dissero. Ed io pensai: ‘Siete pazzi?’. Non c’era neanche una vera
scena. È stato parecchio umiliante.”
Il futuro de I Fantastici 4 sul grande schermo
A proposito de I Fantastici
4, dopo il due film usciti rispettivamente nel
2005 e
2007 (entrambi diretti da Tim Story) e dopo il disastroso
reboot del 2005 di Josh Trank, ricordiamo che i Marvel Studios, dopo l’acquisizione di Fox da
parte di Disney, hanno ufficialmente messo in cantiere un nuovo
film dedicato alla prima grande famiglia Marvel, che sarà diretto da
Jon Watts, regista della saga di
Spider-Man con
Tom Holland.
Ecco la nostra intervista a
Haroun Fall, Madior Fall e Richard Dylan
Magon, che nella serie Zero di Netflix interpretano, rispettivamente, Sharif, Inno e
Momo. Zero è disponibile su Netflix dal 21
aprile.
Zero racconta la storia di un timido ragazzo
con uno straordinario superpotere, diventare invisibile. Non un
supereroe, ma un eroe moderno che impara a conoscere i suoi poteri
quando il Barrio, il quartiere della periferia milanese da dove
voleva scappare, si trova in pericolo. Zero dovrà indossare gli
scomodi panni di eroe, suo malgrado e, nella sua avventura,
scoprirà l’amicizia di Sharif, Inno, Momo e Sara, e forse anche
l’amore.
Zero è diretta da Paola Randi, Ivan
Silvestrini, Margherita Ferri e Mohamed Hossameldin.
Antonio Dikele Distefano e Giuseppe
Dave Seke sono il creatore e il protagonista di
Zero, la nuova serie Netflix disponibile in piattaforma a partire dal 21
aprile. Ecco cosa hanno raccontato di questa avventura.
Zero racconta la storia di un timido ragazzo
con uno straordinario superpotere, diventare invisibile. Non un
supereroe, ma un eroe moderno che impara a conoscere i suoi poteri
quando il Barrio, il quartiere della periferia milanese da dove
voleva scappare, si trova in pericolo. Zero dovrà indossare gli
scomodi panni di eroe, suo malgrado e, nella sua avventura,
scoprirà l’amicizia di Sharif, Inno, Momo e Sara, e forse anche
l’amore.
Zero è diretta da Paola Randi, Ivan
Silvestrini, Margherita Ferri e Mohamed Hossameldin.
Negli ultimi anni Alessandro
Siani si è affermato come uno dei comici italiani più
popolari a livello nazionale, nuovo portatore di quei valori
partenopei che tanta storia hanno alle spalle. Affermatosi
inizialmente come attore, questi ha poi debuttato alla regia con
Il principe abusivo,
per poi replicarsi con Si accettano miracoli e
Mister Felicità.
Attualmente, il suo ultimo film è Il giorno più bello
del mondo, portato con grande successo al cinema nel
2019. Per lui si è trattato di un progetto particolarmente
importante, con cui ha dato vita ad una storia sospesa tra realtà e
magia, dotata di quell’incanto con cui sempre si dovrebbe guardare
alla vita.
Sian, infatti, ha voluto dar vita ad
una storia ricca di tanto cuore ma anche di sbalorditivi effetti
speciali. Attraverso questi ha infatti costruito un delicato
equilibrio tra ciò che si vede e ciò che invece è invisibile agli
occhi. L’ambientazione per tutto ciò non poteva che essere la città
di Napoli. Non solo perché patria del regista, ma specialmente
perché da sempre è un luogo dove il surreale si mescola con il
folklore, dando vita a personaggi o situazioni che esulano da ogni
logica. Siani ha dunque qui realizzato ad un significativo esempio
di commedia che incontra il genere fantasy.
Anche per questi motivi, il film si
è affermato come un nuovo buon successo da regista per lui,
arrivando ad un incasso di oltre 6 milioni di euro. Ad essere stata
particolarmente apprezzata è la sperimentazione che il film propone
con il suo linguaggio non comune nel panorama italiano. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Il giorno più bello del mondo: la trama del film
Protagonista del film è
Arturo Meraviglia, piccolo impresario teatrale
ormai sull’orlo del fallimento, gestore di un teatro ormai chiuso e
dal futuro quantomai incerto. Per sua fortuna, un inaspettato
lascito da parte di un lontano zio gli accende la speranza di
sanare i suoi numerosi debiti. L’eredità, però, non è la cifra
astronomica che lui tanto sperava, bensì due bambini,
Rebecca e Gioele. Sconfortato,
Arturo si ritrova così ad iniziare un’indesiderata e burrascosa
convivenza con i due. Scoprirà solo per caso che Gioele possiede un
potere straordinario: è infatti in grado di fare vere e proprie
magie. Arturo comprende dunque come tale dono del bambino possa in
realtà aiutarlo molto più dei soldi.
Essendo il suo un teatro di
avanspettacolo, Gioele potrebbe infatti essere la soluzione ai suoi
problemi e la salvezza di un presente in declino e senza futuro. Ma
Arturo non è l’unico interessato al talento del piccolo, infatti
anche un gruppo di scienziati lo tiene sott’occhio, intenzionati a
studiare cosa nascondano le sue grandi doti da illusionista e da
dove provengano. L’impresario si ritroverà quindi nella posizione
di proteggere il bambino, sia per la sua impresa che per l’affetto
che ha inevitabilmente sviluppato per lui. Ad aiutarlo ci saranno
amici fuori dal comune e un’affascinante ricercatrice, tutti pronti
a correre all’avventura pur di aiutare Arturo a vivere il giorno
più bello del mondo.
Il giorno più bello del mondo: il
cast del film
Ancora una volta, Siani non si
limita a scrivere e dirigere i propri film, ma li interpreta anche.
Egli è infatti il volto di Arturo Meraviglia, un personaggio per il
quale si è preparato con molta spontaneità, cercando di esaltare
tanto gli aspetti più fanciulleschi quanto quelli più maturi
dell’impresario teatrale. Il suo personaggio si muove infatti a
metà tra furbizia e ingenuità, ma sempre con quella bontà di cuore
che Siani regala od ogni suo personaggio. Per i due bambini
protagonisti insieme a lui, Siani ha scelto, dopo lunghe ricerche,
i giovanissimi Leone Riva e Sara
Ciocca. Quest’ultima, in particolare, ha recitato anche
nel film di Ferzan
OzpetekLa Dea Fortuna.
Nei panni di Flavia Mainardi, la
ricercatrice che aiuterà Arturo nelle sue imprese, vi è l’attrice
Stefania
Spampinato. Nata a Catania, questa è nota
principalmente per una serie di ruoli oltreoceano. È infatti nota
per aver recitato in numerosi episodi della celebre serie
Grey’s Anatomy nei panni di Carina
DeLuca. Ruolo che ha poi ripreso anche nello spin-off Station
19. Tra gli altri attori noti nel film si ritrova anche
GiovanniEsposito, attore
napoletano classe 1970 che ha interpretato diversi ruoli da
caratterista e che è stato diretto da Siani già in Mr.
Felicità. Infine, sono presenti anche Stefano
Pesce nei panni di Francesco Gagliardi, Leigh
Gill in quelli di Orazio Bollè e Jun
Ichikawa per il personaggio di Kaori.
Il giorno più bello del mondo: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Il giorno più bello del
mondo è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten
TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Tim Vision e
Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione
o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in
totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che
in caso di noleggio si avrà a disposizione soltanto un dato periodo
temporale entro cui vedere il titolo. In alternativa, il film è
inoltre presente, in prima TV assoluta, nel
palinsesto televisivo di martedì 20 aprile alle
ore 21:20 su Canale 5.
Rupert Grint,
ovvero l’amato, amatissimo Ron, è una di quelle star bambine che
sembrano aver intrapreso la strada giusta. Ora attore e produttore,
il suo vero nome è Rupert Alexander Lloyd Grint, ed è nato
il 28 agosto 1988 a Harlow, in Inghilterra. Ha origini
irlandesi, ed è il più grande di cinque fratelli: ha un fratello e
tre sorelle: James, Georgina, Samantha e Charlotte. È diventato
famoso grazie a Harry Potter nei
panni di Ron, con un’audizione che dice molto sul suo carattere:
nel video che mandò per i casting, Rupert decise di interpretare un
pezzo hip-hop scritto da lui stesso, il cui testo spiegava perché
era perfetto per interpretare il ruolo di Ron. Che un po’ sia stato
Ron, che un po’ sia stato lui stesso, Rupert Grint è
diventato famoso per essere un giocherellone, e per essere
un attore di un certo talento. Ecco dieci curiosità su
Rupert Grint.
Rupert Grint: i film
1) I film con Rupert
Grint. A partire dalla bizzarra audizione, la carriera
dell’attore è stata abbastanza produttiva, anche se un po’
nell’ombra. È cominciata nel 2000, con La Pietra
FIlosofale. In occasione del primo film, Rupert vinse
un paio di premi come uno dei nuovi talenti più
promettenti, e le sue performance nei film
di Harry
Potter sono stati in generale molto apprezzati dalla
critica. Già nel 2002, Rupert Grint cominciò a lavorare ad altri
film, cominciando da Pantaloncini a tutto gas, e ha
recitato al fianco di Julie Walters nel film In
viaggio con Evie, una performance che fu molto
apprezzata dai critici, che hanno lodato il suo carisma. Ha poi
recitato in due film usciti nel 2010, Cherrybomb
e Wild Target a fianco di
Emily Blunt e
Bill Nighy. Nel 2014 ha cominciato a recitare in una serie
televisiva britannica, Snatch, della
quale è anche produttore esecutivo.
Fino al 2018 è stato anche Daniel
Glass in Sick Note. Mentre sempre nello
stesso anno ha interpretato Inspector Crome nella miniserie
Agatha Christie – La serie infernale. Dal
2019 al 2021 ha interpretato Julian Pearce nella serie prodotta da
M. Night Shyamalan per AppleTV+
Servant, arrivata alla seconda
stagione. Nel 2022 ritornerà nei panni di Pearce
nell’annunciata terza
stagione.
2) Pensava di lasciare la
carriera da attore. Il suo ruolo in Harry
Potter è stato il più importante della sua carriera, ma
lo ha anche quasi convinto ad abbandonarla. Una volta giunto
all’ottavo capitolo, infatti, ha raccontato di essersi reso
conto di aver vissuto anni particolarmente intensi e intimi, chiusi
in una sorta di bolla. E del fatto che la carriera da attore non
fosse, in realtà, un sogno coltivato per anni: recitare è una cosa
della quale si è innamorato facendola. Ma si è sentito un po’ in
trappola, si è chiesto se fosse davvero la sua strada, e il fatto
che fosse in quell’ambiente sin da bambino gli ha fatto desiderare,
ad un certo punto, di fuggire.
3) Aracnofobia.
Rupert Grint ha un po’ di cose in comune con
Ron Weasley e la più grande è forse l’aracnofobia. Tutti i fan
di Harry Potter sanno del terrore (esilarante) che
Ron prova nei confonti dei ragni. Ecco, sembra che Rupert non abbia
esattamente dovuto recitare in La
Camera dei Segreti. A quanto pare, Rupert ha talmente
paura dei ragni da non riuscire nemmeno a vedere le scene del film
nelle quali compare il ragno gigante Aragog. E a
quanto pare, ha paura anche dei ragni di gomma. È una cosa seria,
insomma.
4) Le Olimpiadi.
Non sarà un atleta olimpico, ma ha fatto la propria apparizione
alle Olimpiadi di Londra del 2012, portando la famosa
torcia partendo dalla Middlesex University e
attraverso la zona a nord-ovest di Londra. Ora, scherza su come ora
usi la propria torcia per tenerci dentro le matite.
Rupert Grint: è fidanzato?
4) Le fidanzate di Rupert
Grint. Rupert è una di quelle star piuttosto riservate
riguardo alla vita privata. Al momento, non sembra che stia frequentando
nessuno. Le ultime informazioni a riguardo risalgono infatti al
2017, quando l’attore affermò di star frequentando qualcuno, ma
senza dettagli a riguardo. Ma chi sono le sue fidanzate storiche?
L’ultima della quale abbiamo notizie, quella con Georgia
Groome, risale al 2011 ed è stata, a quanto pare, una cosa
a più riprese. L’ultima volta che i due sono stati visti insieme è
stata nel 2017, ma sembra sia stata una cosa più amichevole che
altro. Nel 2010, sembra che ci fosse qualcosa tra Rupert e
l’attrice che aveva recitato con lui in CherrybombKimberley Nixon. Infatti, i due furono spesso
visti insieme, anche se entrambi negarono i pettegolezzi. Un’altra
relazione non confermata è quella con Lily Allen.
I due si conobbero nel 2008, quando lei stava affrontando un
periodo difficile e, a quanto pare, i due si avvicinarono proprio
allora. Ma se siano mai stati una coppia o meno, sono solo
ipotesi.
Emma Watson e Ruper Grint: il
bacio
5) Il bacio sul set di Harry
Potter. La storia tra
Ron e Hermione, quella di una fortissima amicizia che si
trasforma in amore, è restata nel cuore a milioni di fan. Ma Rupert
Grint ha rivelato, in un’intervista a People magazine, il
fatto che davvero non volesse baciare l’attrice. Infatti, i due si
conoscevano da quando erano bambini, e avevano un legame come di
fratello e sorella. Per questo motivo, entrambi ricordano
l’esperienza come una cosa difficile e, per fortuna, fu buona la
prima.
7) Scambi di
persona. Rupert Grint e Ed Sheeran si assomigliano
parecchio, e sono anche piuttosto amici. Non solo: sono molte le
volte in cui, in pubblico, i due hanno giocato sul fatto che si
somiglino. Cominciamo da Lego House,
il video di Ed Sheeran uscito nel 2011, e girano fotografie dei due
vestiti esattamente allo stesso modo. Le persone fermano Rupert per
strada pensando che sia il cantante. E sembra che ci abbiano preso
gusto con gli scambi di persona pubblici. Come
quanto Grint è apparso in un programma di MTV, After
Hours, al posto di e nei panni del cantante.
8) Rupert Grint ha un certo
talento musicale. La recitazione non è l’unico talento di
Rupert. Infatti, è anche un abile e versatile musicista, che sa
suonare più di uno strumento, tra cui la chitarra, il banjo e il
digeridoo (uno strumento a fiato, che a quale è la sua specialità).
Ha provato anche molti altri strumenti del corso degli anni, tra
cui la fisarmonica, il sassofono e la chitarra, con i quali però
non ha mai avuto troppa destrezza.
9) Vale parecchio, in
termini di soldi. È facile immaginare che gli attori
principali del cast di Harry Potter abbiano fatto una
piccola fortuna nel corso degli anni. Quello che è difficile
immaginare, è quanto abbiano effettivamente guadagnato. Nel caso di
Rupert Grint, l’attore ha dichiarato di aver guadagnato più di
50 milioni di dollari grazie agli otto film,
affermando anche che, crescendo, questo gli ha dato difficoltà nel
distinguere i veri amici dagli approfittatori.
10) Il camioncino dei
gelati. A quanto pare, Rupert Grint ha usato una parte dei
soldi guadagnati grazie a Harry Potter per acquistare un classico
camioncino dei gelati, che a quanto pare porta in giro con lo scopo
di dare gelati gratis ai bambini del vicinato. E il camioncino ha
fatto la propria comparsa anche sul set di Harry Potter: quando il
cast e la troupe facevano una grigliata, Rupert era felice di
fornire gelati e ghiaccioli.
Alexandra Daddario
è una di quelle attrici che tutto quello che una donna possa
desiderare: talento, bellezza e occhi di ghiaccio ipnotici. Grazie
al suo talento e al suo fascino, l’attrice ha saputo conquistare
una larga fetta di pubblico che l’ha sempre ammirata.
La sua è stata una lunga gavetta,
fatta di tanti di film e serie tv, prima di approdare al successo
grazie alla saga di Percy
Jackson e alla sua partecipazione in
True
Detective.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Alexandra Daddario.
Alexandra Daddario film
1. Alexandra Daddario: i
film e la carriera. Dopo aver lavorato in alcuni spot
televisivi e in qualche corto, debutta ufficialmente nel mondo
della recitazione nel 2002, con la soap opera La valla dei
pini, per poi debuttare al cinema nel 2005 con il film Il
calamaro e la balena. La sua attività recitativa continua
grazie a film come L’amore giovane (2006) e The
Attic (2008), per raggiungere il successo con Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il ladro di
fulmini (2010) e il sequel intitolato Il mare dei mostri (2013). Nel corso degli anni
l’attrice ha recitato in Libera uscita (2011), Non aprite quella porta 3D (2013), Burying the Ex (2014) e San Andreas (2015). Tra i suoi ultimi film, vi sono
La scelta – The Choice (2016), Baywatch (2017), Un uragano all’improvviso
(2017), Se ci conoscessimo oggi (2018) e Nomis
(2018).
Il 2019 è stato un anno
particolarmente impegnato per l’attrice, infatti ha interpretato
Alexis in We Summon the Darkness, Dana Lee in Lost
Transmissions e Emma Corrigan in Sai
tenere un segreto. Sempre nello stesso hanno ha
interpretato Jade nella serie tv Why Women Kill. Nel 2020 ha
prestato la voce al personaggio di Lois Lane nel film
animato Superman: Man of Tomorrow. Inoltre è stata
Margaret in Lost Girls and Love Hotels, Kelsey in 1
Night in San Diego e May in Songbird. Nel 2021
Mary in Die in a Gunfight e sarà tra le
protagoniste della miniserie The White Lotus.
2. Alexandra Daddario è
apparsa sul piccolo schermo e in alcuni videoclip. Nel
corso della sua carriera, l’attrice americana si è dedicata anche
al piccolo shermo tanto da apparire in alcune serie televisive,
come I Soprano (2006), White Collar (2009-2011),
Parethood (2011-2012),
True Detective (2014), The Last Man on Earth
(2015) e American Horror Story (2015). Inoltre, la Daddario è
apparsa anche in alcuni videoclip di gruppi famosi, come per i
singoli Radioactive degli Imagine Dragons (2012) e
Wait (2018) dei Maroon 5.
Alexandra Daddario hot
3. Alexandra Daddario non
ha problemi a girare scene hot. Se c’è un’attrice che non
ha problemi a girare scene ad alto tasso erotico, quella è
certamente Alexandra Daddario. In più interviste l’attrice ha
affermato di non vergognarsi e, anzi, di metterci una certa
intensità se il nudo, parziale e o integrale che sia, sia
funzionale al suo ruolo, così come è accaduto per True
Detective e per altri film in cui appare in scene
sexy.
4. Alexandra Daddario ha
pensato che il Presidente l’ha vista nuda. Poco dopo
l’uscita della prima stagione di True
Detective, la Daddario ha saputo che Barack Obama, allora
Presidente degli Stati Uniti, aveva richiesto delle copie
anticipate della serie tv. L’attrice, così, si è resa conto di
essere diventata famosa agli occhi del presidente, ma anche del
fatto che lui l’abbia vista come mamma l’ha fatta, ridendoci
sopra.
Alexandra Daddario nuda in True
Detective
5. True Detective ha
cambiato la carriera alla Daddario. Dopo
un’interpretazione intensa e memorabile, è quasi normale che la
propria carriera possa svoltare. Questo è quello che è accaduto ad
Alexandra Daddario che si è trovata, dopo anni di
gavetta, completamente lanciata verso grandi produzioni, come è
avvenuto per San Andreas, cambiandole completamente la
vita. Insomma, la serie è stata un enorme passo in avanti per la
sua carriera, come era avvenuto ai tempi di Percy Jackson.
6. Alexandra Daddario ha
definito il suo ruolo funzionale. Durante gli episodi di
True
Detective, c’è una scena (ormai molto famosa) di nudo
che vede il personaggio della Daddario sedurre quello di Woody Harrelson. Per realizzare questa scena
hot, l’attrice non ha avuto molti problemi: ha sentito che il
personaggio era molto vero e che la nudità era un aspetto centrale
per il ruolo, aiutando a cambiare la prospettiva del personaggio di
Harrelson.
Alexandra Daddario su
Instagram
7. Alexandra Daddario ha un
profilo Instagram seguitissimo. Come la maggior parte dei
suoi colleghi, anche la giovane attrice di New York ha deciso di
aprire un proprio profilo Instagram, seguito da qualcosa come 10,4
milioni di persone, numeri da far girare davvero la testa. Sebbene
non sia una fanatica del social, la sua bacheca è molto variopinta
e contraddistinta dalle molto foto che la vedono protagonista e in
cui i suoi occhi azzurro cielo la fanno da padrona. Sono molte
anche le foto che la vedono in compagnia delle sue amiche e dei
suoi due cani.
Alexandra Daddario ha un
fidanzata?
8. Alexandra Daddario è
stata fidanzata con Logan Lerman. Non si è mai saputo
molto della vita privata di Alexandra Daddario, che è sempre
riuscita a tenerla lontano dai riflettori. Tuttavia, si è saputo
che ha avuto una relazione romantica con il collega Logan Lerman, conosciuto sul set di Percy
Jackson. Quella che sembrava essere una semplice amicizia, nel
corso del tempo si è rivelata come una relazione profonda, tanto
che pare i due si sarebbero dovuti addirittura sposare. Non sono
chiari i motivi della loro rottura, ma sembra che i due attori
abbiano iniziato a frequentarsi tra il 2013 e il 2014, fidanzandosi
ufficialmente nel 2016 e dividendosi poco dopo.
9. Ad Alexandra Daddario è
stata attribuita una relazione con Zac Efron. Sia durante
le riprese di Baywatch che fuori, l’alchimia tra
Alexandra Daddario e Zac Efron sembrava molto intensa e speciale,
tanto da far ventilare la notizia che tra i due ci fosse più di
un’amicizia e che, in realtà, si stessero frequentando. I due
attori e colleghi hanno in seguito ribadito di essere solo dei
grandi amici e di volersi molto bene.
Alexandra Daddario oggi
10. Alexandra Daddario ha
molti progetti all’attivo. La Daddario è sempre stata una
gran lavoratrice, tanto da non fermarsi mai tra un set e l’altro,
pianificando sempre il suo futuro. Per i prossimi anni, sarà
possibile vedere la bella attrice americana in film come Lost
Transmissions, We Summon the Darkness, Lost Girls and Love
Hotels e Can You Keep a Secret?. Inoltre, è stata
annunciata come facente parte del cast per i film 1 Night in
San Diego e San Andreas 2, oltre che per la serie
Why Women Kill.
Nella giornata di ieri è arrivato
online il
teaser trailer ufficiale di Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli,
l’attesissimo film del Marvel Studios con protagonisti Simu
Liu, Tony Leung e Awkwafina, che
arriverà nelle sale il prossimo 3 settembre e che finalmente
introdurrà nel MCU il vero
Mandarino.
ComicBookMovie ha raccolto le 10 rivelazioni più importanti
emerse in seguito alla diffusione delle prime immagini del
cinecomic:
Vivere una vita normale
Nonostante abbia
chiaramente trascorso molti anni ad essere addestrato da Wenwu e
dai Dieci Anelli, Shang-Chi ha scelto di lasciare suo padre e
vivere una vita normale in America. Tuttavia, sembra che il
Mandarino gli abbia concesso solo un tempo limitato per farlo
(dieci anni), e pare che ora sia giunto il momento di tornare alla
sua casa ancestrale. Shang-Chi sembra non aver sfruttato al massimo
gli anni trascorsi negli Stati Uniti, anche se vivere una vita
normale è stato probabilmente un sollievo per lui, soprattutto dopo
un’infanzia trascorsa ad allenarsi in vista del suo futuro.
La Katy di Awkwafina è chiaramente
un’amica di Shang-Chi e qualcuno con cui lavora, ma non dovrebbe
sorprendere più di tanto se ci fosse anche un elemento romantico
nella dinamica tra i due personaggi. Indipendentemente da ciò, non
sembra che il personaggio del titolo abbia combattuto il crimine in
qualità di supereroe, quindi è probabile che il film lo seguirà nel
momento esatto in cui decide di uscire finalmente dall’ombra e di
proteggere il mondo.
Il figlio del Mandarino
Essere il figlio del Mandarino non deve essere stato facile:
se il teaser trailer ha messo in chiaro una cosa, è proprio il
fatto che Wenwu non ha costretto Shang-Chi a combattere in un
torneo per guadagnare i Dieci Anelli. Wenwu sembra più concentrato
sulla cura di suo figlio e sul fatto che un giorno sarà lui a
gestire la sua organizzazione. Wenwu non solo si è assicurato che
suo figlio fosse in grado di proteggersi da combattente, ma lo ha
anche portato in giro per il mondo in modo, in modo che potesse
imparare come veniva gestito il suo impero criminale.
In
una scena del trailer, il Mandarino assomiglia molto alla sua
controparte fumettistica (nonché al “falso” Mandarino che abbiamo
visto in Iron Man
3), ma potrebbe anche essere una scena che risale a
parecchio tempo fa… E se i Dieci Anelli hanno in qualche modo
esteso la vita di Wenwu e ora è pronto a nominare il suo
successore?
Superpoteri
I Dieci Anelli infondono
chiaramente Wenwu di superpoteri e migliorano le sue capacità di
combattimento; questo è un enorme cambiamento rispetto ai fumetti,
in cui ciascuno degli anelli di provenienza aliena ha uno scopo non
molto diverso dalle Gemme dell’Infinito. Non è una sorpresa che i
Marvel Studios si approccino al
materiale originale in maniera leggermente diversa, ma viene da
chiedersi perché il cattivo volesse la tecnologia di Tony Stark.
Questa versione è probabilmente più vicina ad un potente signore
del crimine piuttosto che ad un megalomane che vuole controllare il
mondo; dopotutto, chi ha bisogno di usare dieci anelli magici
quando si può invece governare nell’ombra?
Tuttavia, almeno apparentemente, nel
teaser lo vediamo mentre usa i Dieci Anelli per dimostrare i suoi
poteri ai giorni nostri (quando quell’acqua sembra sospesa a
mezz’aria di fronte a uno Shang-Chi visibilmente spaventato). Per
quanto riguarda Shang-Chi, ci sono certamente indizi che potrebbe
avere dei poteri, ma nulla al momento è confermato. Nei fumetti,
usa la sua padronanza del Chi per migliorare le sue abilità e per
acquisirne di temporanee, come essere in grado di creare un numero
illimitato di duplicati di sé stesso.
Death Dealer
Death Dealer è uno dei personaggi più misteriosi di
Shang-Chi, la cui presenza nel film era già stata
anticipata dalle varie immagini dei toys emerse online nei mesi
scorsi. Grazie al teaser apprendiamo che l’oscuro personaggio dei
fumetti è uno degli uomini di Wenwu, e molto probabilmente il suo
combattente più fidato. Oltre ad addestrare Shang-Chi da bambino, è
stato mandato ai giorni nostri per cercare l’eroe e riportarlo da
suo padre. Chiaramente, si tratta di una forza a pieno titolo
da non sottovalutare.
È
possibile che possa essere soltanto un cattivo senza volto, ma è
altrettanto probabile che Death Dealer nutra dei sentimenti
leggermente più complicati nei confronti dell’eroe del titolo.
Potrebbe essere geloso del fatto che Wenwu voglia ancora che
Shang-Chi serva al suo fianco dopo averlo abbandonato, e questo
potrebbe forse avere a che fare con la sua vera identità. Per
adesso, ci muoviamo nel campo della mera
speculazione…
I Dieci Anelli
L’organizzazione dei Dieci Anelli è stata in qualche modo
collegata a tutti e tre i film di Iron
Man, ma ora come ora non c’è modo per Tony Stark di
potersi vendicarsi del gruppo che lo ha rapito tanti anni fa. Molti
fan ne resteranno delusi, ovviamente, ma quello era probabilmente
solo una delle tante cose che Wenwu aveva progettato nel corso
degli anni.
Tuttavia, anche se ci aspettiamo un qualche riferimento agli
eventi passati, non bisogna aspettarsi che siano così fondamentale
per l’evoluzione della trama di
Shang-Chi. Per quanto riguarda i Dieci Anelli veri e
propri, nel teaser li vediamo attorno agli avambracci del Mandarino
e non attorno alle sue dita. Hanno chiaramente un significato:
potrebbero benissimo essere qualcosa che Wenwu sta usando da
centinaia, se non migliaia, di anni ormai. Ad ogni modo, sono
chiaramente qualcosa di molto potente…
Ritornare “a casa”
Il teaser trailer mostra molte scene del film, ma non
necessariamente in un ordine che possa effettivamente dare un senso
alla trama. Non c’è alcuna indicazione di quando Shang-Chi indossa
il costume tipico dei fumetti, ma ad un certo punto è chiaro che
sarà costretto a tornare a casa dal Mandarino. Lui e Katy scendono
dall’elicottero insieme ad un sorridente Wenwu e a Razor
Fist.
Qualcosa ci dice che nonostante sia pazzo (e malvagio), Wenwu
probabilmente ama suo figlio e pensa che stia facendo la cosa
giusta per lui. È certamente interessante che abbia permesso a Katy
di accompagnare Shang-Chi, ma alla fine la sua vera natura verrà
alla luce. Ad ogni modo, Shang-Chi non sembra felice di essere
tornato, e questa sarà sicuramente una parte importante del suo
viaggio emotivo nel film, mentre torna a patti con il suo passato e
abbraccia un futuro eroico.
Alcune battaglie folli
Nel teaser trailer sono
presenti anche alcune scene d’azione folli che non hanno ancora una
spiegazione completa ma che sicuramente appaiono come molto
intriganti. Per cominciare, vediamo quello che sembra essere Wenwu
che brandisce i Dieci Anelli contro un esercito composto da alcune
creature mitiche e fantastiche (una conferma che il film esplorerà
anche quest’aspetto della cultura cinese). C’è anche una lotta
contro un misterioso personaggio femminile che, in base alle
immagini del Funko Pop trapelate online, dovrebbe essere Jiang Li
(interpretata da Fala Chen, un personaggio creato appositamente per
il film).
Sempre i Funko aveva anticipato
anche un enorme drago soprannominato “The Great Protector”. Quindi,
è facile presumere che quelli visti nel teaser sono sono alcuni dei
tanti luoghi che verranno esplorati nel film. La speranza è che
Shang-Chi possa davvero esplorare gran parte della
ricca e sconfinata cultura cinese.
Razor Fist
Grazie al teaser scopriamo che Razor Fist non si troverà
soltanto a scontrarsi con Shang-Chi durante il torneo per la
conquista dei Dieci Anelli, ma anche che in realtà è tra coloro che
servono volentieri Wenwu/Mandarino. Nei fumetti, due fratelli,
Douglas e William Scott, hanno assunto questo appellativo e hanno
fatto finta di essere una sola persona dopo che entrambi hanno
perso una delle mani in un incidente d’auto.
Si
scontrarono poi con Shang-Chi e quando William morì, Douglas
continuò a lavorare come criminale e più di recente perse anche
l’altra mano. Alcuni di questi elementi sembrano destinati ad
essere esplorati in Shang-Chi, e sembra che Razor Fist
sarà un formidabile avversario per il maestro delle arti
marziali.
Shang-Chi vs. Wenwu
In un momento davvero molto
breve, Shang-Chi – ora con il costume da supereroe – combatte
contro Wenwu (che sta sfruttando appieno i Dieci Anelli). Potrebbe
essere una sorta di bizzarro addestramento a cui il Mandarino sta
sottoponendo a suo figlio o, magari, un primo sguardo alla
battaglia finale del film.
In ogni caso, uno scontro tra i due
era inevitabile, ma se i precedenti film dei Marvel Studios ci hanno insegnato
qualcosa, è che nel prodotto finito ci saranno molti più effetti
speciali. Sì, è triste non aver visto il MCU esplorare la dinamica tra il
Mandarino e Iron Man, ma questa relazione padre/figlio con
Shang-Chi si preannuncia come il momento clou del film.
Simi Liu ci sa fare!
Quello di Simu Liu non è certamente un grande nome, ma la sua
carriera è destinata a decollare alla grande dopo il suo debutto
nel MCU. Ovviamente, per la maggior
parte dei fan, la questione più importante è quella relativa al
fatto se l’attore sarà in grado di cavarsela nella scena d’azione
e/o di combattimento. Ebbene, il teaser dimostra che Simu Liu ci sa
fare, eccome!
L’attore si presenta come un vero bad-ass nei panni
di Shang-Chi, e questo è di vitale importanza al fine di renderlo
un supereroe che possa diventare anche uno dei più grandi
combattenti del MCU. Chiaramente, non vediamo l’ora
di scoprire di più, visto che il teaser ha solo anticipato ciò che
di più grande vedremo soltanto nel film…
BIM ha diffuso il trailer ufficiale
di The
Nest – L’inganno, il film diretto da Sean Durkin con
Jude Law, Carrie Coon, Anne Reid, Michael Culkin.
Il film dal 14 maggio disponibile su: SKY PRIMAFILA, CHILI, GOOGLE
PLAY, RAKUTEN TV, INFINITY, PRIME VIDEO, APPLE TV
Nel 1986 a Londra il settore
finanziario è pronto a cambiare per sempre grazie agli effetti del
Big Bang. Per Rory (Jude
Law), ex broker sempre alla ricerca dell’affare e
abituato a vivere al di sopra delle proprie possibilità, è
un’occasione da non perdere. Rory convince la moglie Allison
(Carrie Coon) e i figli Samantha e Benjamin a lasciare New York per
trasferirsi a Londra in una sontuosa tenuta in campagna, dove anche
Allison potrà finalmente provare a realizzare il suo sogno:
costruire e gestire un maneggio. Una situazione apparentemente
perfetta ma soggetta a cambiamenti che fanno venire a galla
menzogne e scomode verità su Rory, su Allison, sulla loro
relazione, su chi siamo davvero e cosa siamo disposti a fare e a
sacrificare pur di raggiungere i nostri obiettivi…
Dove c’è azione, c’è Jason
Statham e questo è diventato ormai un dato di fatto.
L’attore britannico, infatti, ha recitato in film iconici che hanno
coinvolto il pubblico di mezzo mondo, tra avventure e scene
d’azione ad hoc. L’attore, con un passato da atleta e da modello,
ha sempre lavorato sodo per costruirsi una carriera solida e, ad
oggi, si può proprio che ci sia riuscito brillantemente.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Jason Statham.
Jason Statham film
1. Jason Statham: i film e
la carriera. Dopo aver lasciato la sua attività agonistica
da tuffatore e dopo aver fatto il modello, la sua carriera
cinematografica inizia nel 1998, quando Guy Ritchie lo sceglie per Lock & Stock –
Pazzi scatenati e lo rivuole, due anni dopo, per
Snatch – Lo strappo. In seguito, la sua carriera prosegue
con Turn It Up (2000), Fantasmi da Marte (2001),
Mean Machine (2001), The Transporter (2002),
The Italian Job (2003) e Cellular (2004).
Continua a far parte della saga di Transporter con
Exstreme (2005) e con il terzo capitolo (2008), e
nel mentre gira Revolver (2005), In the Name of the
King (2007) e Death Race (2008).
2. Non solo attore, ma anche
doppiatore e produttore. Nel corso della sua carriera,
Jason Statham ha avuto la possibilità di vestire non solo i panni
d’attore: infatti, Statham ha prestato la propria voce per i
videogiochi Red Faction II (2002), Call of Duty
(2003) e Sniper X with Jason Statham (2015) e per il film
d’animazione Gnomeo e Giulietta (2011). In quanto produttore, ha
prestato la propria opera per il film Fast & Furious – Hobbs &
Shaw e lavorerà ai prossimi progetti che includono una serie
tv, Viva la Madness, e un thriller d’azione ambientato ad
Hong Kong, ancora senza titolo.
Jason Statham fidanzata e
moglie
3. È sposato con una
supermodella. Sin dal 2010, Jason Statham è fidanzato con
la modella e attrice Rosie Huntington-Whiteley. I due si sono
fidanzati ufficialmente nel gennaio del 2016, ma pare non ci siano
fiori d’arancio all’orizzonte a causa dei loro impegni e
dell’arrivo del loro primo figlio, Jack Oscar,
nato nel giugno del 2017.
4. È stato fidanzato con la
modella Kelly Brook. Prima di frequentare la sua attuale
compagna, Statham ha frequentato Kelly Brook dal
1997 al 2004. I due, dopo sei anni di relazione, pare si siano
lasciati di comune accorto perché molto cambiati: da quanto
raccontato da lei, sembra che nel mentre ci sia stata anche una
proposta di matrimonio che la modella ha ricordato come “non
memorabile”.
Jason Statham: The Transporter
5. Non ha quasi mai usato
stuntman. Nel corso della sua carriera, Jason Statham non
è mai ricorso agli stuntman, soprattutto per The
Transporter, di cui ha girato quasi tutte le scene d’azione,
come inseguimento in auto, immersioni subacquee e sequenze di
lotta. Per effettuare tutto ciò, la sua preparazione nelle arti
marziali è stata fondamentale.
6. Il ruolo scritto per
lui. In The Transporter, il ruolo di Frank Martin
è stato scritto appositamente per Jason Statham. Il motivo è molto
semplice: dopo averlo visto nel film The One (2001), i
produttori hanno deciso che per questo film l’attore britannico
sarebbe stato perfetto.
Jason Statham: Fast & Furious
7. Protagonista dello
spin-off della saga. Dopo otto film fortunatissimi,
Fast & Furious ritorna con il film indipendente intitolato
Hobbs
& Shaw e in cui Jason Statham si trova a dividere lo
schermo con Dwayne
Johnson. In questo film, l’attore è un ex membro delle
forza speciali britanniche, ora fuorilegge, che si trova a dover
unire le sue forze con il suo nemico.
Jason Statham: I mercenari
8. Ha adorato essere diretto
da Stallone. Jason Statham ha fatto parte della banda de
I mercenari sin dal primo film realizzato nel 2010.
Questo lungometraggio è stato diretto da Sylvester Stallone e di lui, l’attore ha detto
“Lui è qualcuno che devi rispettare e, con ciò, gestisce un set
molto rilassato”.
Jason Statham: età, altezza e
fisico
9. Jason Statham è nato il
26 luglio del 1967 a Shirebrook, nel Derbyshire, in
Inghilterra, e la sua altezza complessiva corrisponde a 178
centimetri.
10. Un fisico forgiato da
intensi allenamenti fisici. Jason Statham non è solo un
attore, ma anche un artista marziale con un passato nel kickboxing,
wing chun e karate. Ma non solo: l’attore è stato anche un gran
tuffatore, contraddistinto da tanta disciplina, sebbene non sia mai
riuscito a qualificarsi per un soffio alle Olimpiadi del 1988, 1992
e 1996.
Arriva da
Variety la notizia che la Sony Pictures Animation ha ingaggiato
Joaquim Dos Santos(Voltron: Legendary
Defender, La leggenda di Korra), il candidato all’Oscar
Kemp Powers(Soul)
e Justin K. Thompson(Piovono polpette)
per dirigere l’attesissimo sequel di Spider-Man: Un
Nuovo Universo.
Il trio ha lavorato duramente al
progetto dall’inizio della produzione, utilizzando una
sceneggiatura scritta da Phil Lord e Chris
Miller (che tornano anche come produttori insieme a
Amy Pascal, Avi Arad e Christina Steinberg) in collaborazione con
David Callaham(Shang-Chi
e La Leggenda dei Dieci Anelli, Wonder Woman
1984).
In una nota congiunta, il team di
registi ha espresso il proprio entusiasmo: “La crew dietro
Spider-Man: Un Nuovo Universo ha alzato così tanto il livello che
siamo onorati di accettare la sfida di raccontare il prossimo
capitolo della storia di Miles Morales. Non vediamo l’ora di
sorprendere i fan con questa nuova, folle avventura che faremo
affrontare a Miles e ai suoi amici, sia vecchi che nuovi.”
Al momento il cast del sequel non è
stato ancora confermato, ma sia Shameik Moore che
la candidata all’Oscar Hailee Steinfeld dovrebbe
tornare a doppiare rispettivamente Miles Morales e Gwen Stacy. Nel
sequel dovrebbero ritornare anche gran parte degli attori che hanno
prestato le loro voci nel primo film, tra cui Jake Johnson,
Brian Tyree Henry, Lily Tomlin, Luna Lauren Velez, Zoë Kravitz,
John Mulaney e Kimiko Glenn.
Le info su Spider-Man: Un Nuovo
Universo
Spider-Man: Un
Nuovo Universo racconta le vicende del teenager
Miles Morales e delle infinite possibilità dello Ragno-Verso, dove
più di una persona può indossare la maschera. Una visione fresca di
un nuovo Universo Spider-Man con uno stile visivo innovativo e
unico nel suo genere.
Il film è diretto
da Bob Persichetti, Peter
Ramsey e Rodney Rothman,
con Shameik Moore e Jake
Johnson. È uscito al cinema il 25 dicembre 2018 e ha vinto
l’Oscar nel 2019 come miglior film d’animazione. Il cast di
doppiatori americano comprendere gli attori Shameik
Moore, Hailee
Steinfeld, Mahershala
Ali, Jake
Johnson, Liev
Schreiber, Brian Tyree Henry, Luna Lauren
Velez e Lily Tomlin.
Nella giornata di ieri
abbiamo appreso che le riprese di Furiosa,
l’attesissimo prequel di Mad Max: Fury Road, partiranno ufficialmente
in Australia a giugno. L’annuncio è stato fatto nel corso di una
speciale conferenza alla quale hanno partecipato il regista
George Miller, il produttore Doug
Mitchell e una delle star del film, Chris Hemsworth.
Sono passati sei anni dall’uscita
di Fury Road nelle sale. Intervistato da
7NEWS Australia, Miller ha spiegato che all’inizio non
intendeva realizzare un film di proporzioni epiche, ma che la
storia di Furiosa
lo richiedeva. Il regista ha spiegato che il prequel coprirà un
arco narrativo lungo anni e che la storia avrà luogo in molte
location differenti rispetto alla timeline contenuta di
Fury Road.
“Non avevo intenzione di fare
un grande film epico. È semplicemente una storia che volevo
raccontare. Ma a quanto pare, ci saranno solo molte scene diverse.
L’unica cosa che posso dire è che Fury Road si svolge nell’arco di
tre giorni e due notti, mentre Furiosa
sarà una saga. La storia si svolge nel corso di molti anni. Quindi
ci saranno molti elementi diversi.”
Nonostante il grande successo
di Fury
Road, un nuovo film è stato bloccato per anni a causa
di una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. Tuttavia, lo
scorso ottobre il progetto è stato confermato ufficialmente
attraverso la notizia del casting di Anya-Taylor
Joy, la star di The
New Mutants e La
regina degli scacchi, che interpreterà una versione più
giovane del personaggio di Furiosa.
Oltre a lei, nel cast ci saranno anche Chris
Hemsworth(Thor:
Ragnarok) e Yahya
Abdul-Mateen II(Aquaman), anche
se al momento i loro ruoli non sono stati ancora svelati.
George Miller
dirigerà, co-scriverà e produrrà Furiosa insieme
al suo partner di produzione di lunga data Doug
Mitchell. Il film sarà prodotto dal marchio australiano
Kennedy Miller Mitchell di Miller, insieme al partner
di Fury
Road, la Warner Bros. Pictures.
Teen Wolf è una
delle serie che ha contribuito a rivoluzionare il mondo della
serialità grazie alla sua struttura narrativa e visiva, oltre che
grazie a delle interpretazioni pazzesche. La serie, nata nel 2011,
ha avuto un successo incredibile, tanto da essere amata ed
apprezzata non solo in America, ma in tutto il mondo, con attori
che hanno visto il successo internazionale.
Ecco, allora, 10 cose da
sapere su Teen Wolf.
Teen Wolf, la serie
1. Urla e versi sono stati
registrati. Durante il panel del 2015 al PaleyFest,
Holland Roden ha rivelato che le urla di
Banshee erano false. Anzi, in realtà le urla erano reali nella
seconda stagione, ma per le restanti ha urlato sul palco in modo
che la crew avesse diversi urli a disposizione da inserire
successivamente. Inoltre, Roden ha rivelato che la maggior parte
degli attori che interpretano i licantropi avevano smesso di
ringhiare nelle loro scene.
2. I fan sono
importanti. Lo Sluagh che appare come un importante
protagonista nella quinta stagione è stato creato da un fan
accanito che ha inserito il suo rendering grafico del mostro grazie
a Tumbrl con l’hashtag #TWCreatureFeature, vincendo un contest
creato su Facebook.
3. Si basa su un omonimo
film. La serie è ispirata al film Voglia di
vincere (Teen Wolf in lingua originale), un film del
1985 e interpretato da Michael J. Fox. Diretto da Rod
Daniel, ha dato originale anche un sequel, Voglia di
vincere 2 (1987) e a una serie di cartoni animati andati in
onda tra il 1986 e il 1987.
Teen Wolf in streaming
4. La serie è disponibile
online. Grazie alla sua disponibilità su varie piattaforme
di streaming digitale legale, è possibile vedere o rivedere
Teen Wolf.Teen Wolf in streaming è
disponibile con tutte le stagioni su Netflix.
Teen Wolf cast
5.
Dylan O’Brien aveva in mente un ruolo diverso.
L’attore era andato alle audizioni per poter interpretare il ruolo
di Scott, ma ha sentito un legame migliore con il personaggio di
Stiles cammin facendo. Inoltre, si è presentato con un foglio di
carta bianco e con due link a dei suoi video su YouTube.
6. Ryan Kelley era venuto
per un’altra audizione. L’attore, infatti, si era
presentato per i ruoli di Scott McCall e Isaac Lahey, ma i ruoli
sono poi andati a Tyler Posey e Daniel Sharman.
Alla fine, Kelley ha ottenuto il ruolo di Jordan Parrish.
7.
Tyler Posey ha dovuto passare parecchio tempo al
trucco. L’attore, per potersi trasformare in un lupo
mannaro ci ha impiegato un bel po’. Pare, infatti, che si sia
dovuto sottoporre a sedute di make up della durata di quattro ore e
mezza.
Teen Wolf episodi
8. Dalla sesta
stagione sono cambiate delle cose. Tra le altre, si
può notare come Tyler Posey è l’unico attore ad essere apparso
in ogni episodio della serie che lo vede protagonista. La seconda
puntata segna la prima assenza di
Dylan O’Brien, mentre
Holland Roden, sebbene accreditata per ogni episodio, era
assente dagli episodi delle stagioni due e tre.
9. Si svolge in cento
episodi.Teen Wolf è una delle serie che ha
cambiato il mondo del piccolo schermo. Divisa in sei stagioni, per
un totale di cento episodi, è stata trasmessa su MTV dal giugno del
2011 al settembre del 2017, anno in cui si è conclusa con la
sesta ed
ultima stagione.
10. Una scena è stata
improvvisata.
Holland Roden, che nella serie interpreta il ruolo di Lydia
Martin, ha rivelato in un panel del 2017 che in una scena del primo
episodio della sesta stagione, intitolato Memory Lost,
mentre Stiles bacia Lydia sulla guancia non era nella
sceneggiatura. Il bacio è stato improvvisato da
Dylan O’Brien e dalla stessa Holland.
S.6 episodio 1: Una forza soprannaturale incontra Scott e i
suoi amici; Liam trova le prove di un nuovo nemico al liceo.
S.6 episodio 2: Mentre Scott, Lydia e Malia cercano i ricordi
perduti di un amico scomparso, Corey scopre una connessione tra le
sue abilità e The Wild Hunt.
S.6 episodio 3: Mentre Scott, Lydia e Malia cercano Stiles,
Liam e gli altri organizzano una festa per tenere Gwen al sicuro
dai Ghost Riders.
S.6 episodio 4: Chris Argent e Malia Tate proteggono gli altri
che sono stati segnati dai cavalieri fantasma. Scott, Liam, Hayden,
Mason e Corey aiutano a proteggere la squadra di lacrosse dai
cavalieri fantasma mentre Lydia cerca di trovare indizi su
Stiles.
S.6 episodio 5: Intrappolato nella Caccia Selvaggia, Stiles si
riunisce con un alleato inaspettato mentre Scott, Lydia e Malia
scoprono che la Jeep di Stiles potrebbe essere collegata alla sua
scomparsa.
S.6 episodio 6: Scott, Lydia e Malia cercano indizi sulla
Caccia Selvaggia in un luogo misterioso chiamato Canaan mentre Liam
e Hayden ricorrono a misure drastiche nella lotta contro i Ghost
Riders.
S.6 episodio 7: Scott e Liam tentano di catturare un Ghost
Rider; Malia e Peter cercano di trovare un modo per entrare nella
Caccia Selvaggia.
S.6 episodio 8: Scott, Lydia e Malia decidono di prendere
d’assalto la spaccatura e salvare Stiles. Liam, Hayden e Mason
fanno un accordo con Theo per apprendere il piano di Garrett
Douglas.
S.6 episodio 9: Mentre Liam e Theo agiscono come esche, Scott,
Lydia e Malia mettono in atto un piano disperato per cercare di
ricordare Stiles.
S.6 episodio 10: Con il destino di Beacon Hills in bilico,
Scott e il suo branco affrontano Douglas in uno scontro
finale.
S.6 episodio 11: Mentre Scott prepara Beacon Hills per questa
imminente partenza, una misteriosa presenza irrompe da Eichen
House.
S.6 episodio 12: Scott e Malia cercano il proprietario di un
proiettile unico, temendo che una nuova razza di cacciatori di lupi
mannari sia arrivata a Beacon Hills. Allo stesso tempo, Lydia deve
affrontare le proprie paure di Eichen House.
S.6 episodio 13: Mentre Scott e gli altri inseguono
disperatamente un lupo mannaro scomparso, Melissa e Argent indagano
sulla natura di uno strano corpo.
S.6 episodio 14: Scott, Lydia e Malia devono prendere misure
drastiche per reprimere la crescente violenza a Beacon Hills,
mentre Liam sopporta il suo guanto al liceo.
S.6 episodio 15: Quando Scott e gli altri cercano di proteggere
due nuovi tessuti mannari, un improbabile alleato si unisce alla
lotta.
S.6 episodio 16: Liam e Theo tentano di allontanare i
cacciatori da Beacon Hills.
S.6 episodio 17: Dopo che un attacco scioccante lascia il
branco vacillante, Scott decide di reclutare rinforzi.
S.6 episodio 18: Le linee di battaglia sono tracciate, con il
branco di Scott e i cacciatori di Gerard pronti per la guerra.
S.6 episodio 19: Chris si rivolge a un alleato inaspettato,
mentre Scott e Malia imparano a combattere alla cieca con l’aiuto
di Deucalion. Nolan avverte Liam di tutti coloro che vivono a
Beacon Hills.
S.6 episodio 20: Gerard inizia l’attacco finale alle creature
soprannaturali di Beacon Hills
Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli introdurrà
finalmente il personaggio del Mandarino (quello vero!) nel MCU. Tuttavia, il celebre villain
che vedremo nell’attesissimo cinecomic di Destin Daniel
Cretton potrebbe essere un po’ diverso rispetto a quello
che i fan della Marvel si aspettano, almeno secondo
il produttore del film.
Introdotto per la prima volta
nell’universo Marvel nel 1964, il
Mandarino è diventato in breve tempo uno dei
cattivi più importanti e famigerati del franchise. Il personaggio è
stato il principale antagonista di Iron Man nel corso dei decenni,
sebbene abbia affrontato anche un certo numero di altri eroi
Marvel. Nei fumetti, il Mandarino
possiede potenti armi conosciute come i Dieci Anelli, che sono il
risultato dell’adattamento di una tecnologia aliena avanzata. Il
Mandarino è apparso per la prima volta nel MCU nel 2013, in Iron Man
3, soltanto che quel personaggio, alla fine, si è
rivelato essere soltanto un impostore.
I fan del Mandarino vedranno
finalmente il vero cattivo sul grande schermo in Shang-Chi, ma il
produttore Jonathan Schwartz ha spiegato che potrebbero rimanere
sorpresi dalla versione del personaggio interpretato da
Tony Leung. Intervistato da
EW, Schwartz ha dichiarato che il nuovo Mandarino sarà diverso
dalla controparte fumettistica. “Penso che le persone si
aspettano dal Mandarino un tipo di cose molto specifiche ogni volta
che si parla del personaggio. Tuttavia, quello che vedremo nel film
potrebbe non essere ciò che in realtà si aspettano”, ha
spiegato Shcwartz.
“La speranza è che al pubblico
piaccia quest’interpretazione del personaggio molto più complessa e
stratificata, qualcosa che forse non assocerebbero direttamente al
personaggio”. Dato il contraccolpo generato dal “falso”
Mandarino in Iron Man
3, cambiare nuovamente il celebre villain
potrebbe rivelarsi un rischio per la Marvel. Tuttavia, aggiungere più
sfumature e complessità al personaggio non può che essere un
elemento a vantaggio della storia e del film in generale.
D’altronde, una nuova interpretazione del Mandarino dovrebbe essere
eccitante da guardare, a prescindere da tutto.
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.
Sappiamo che Zack Snyder avrebbe voluto inserire il
personaggio di Lanterna Verde (nell’iterazione di John Stewart)
nella
Snyder Cut di Justice
League. La Warner Bros., però, ha chiesto la regista
di non utilizzare il personaggio (visti i suoi piani futuri in
merito), che alla fine è stato sostituito da Martin Manhunter.
Snyder aveva comunque girato le
scene con Lanterna Verde e ora è stata finalmente rivelata
l’identità dell’attore che il regista aveva scelto per il ruolo di
John Stewart (no, non si tratta di Trevante Rhodes, come ipotizzato più e più
volte in passato!). In occasione del
Justice Con, l’evento virtuale organizzato lo scorso weekend
per celebrare la
Snyder Cut ad un mese dalla distribuzione, è stato
confermato che
Wayne T. Carr ha girato le scene nei panni
dell’iconico supereroe della DC Comics.
“L’artista JoJo Aguilar aveva
creato un concept basandosi sull’attore che abbiamo usato. Si
tratta di un ragazzo di nome Wayne T. Carr. Gli ho detto: ‘Guarda,
c’è la possibilità che Lanterna Verde non sia presente nel film.
Stiamo girando la scena nel mio vialetto’. È una persona
meravigliosa. Proprio l’altro giorno stavo parlando con lui e mi ha
detto che ha adorato il film. Era super eccitato per l’accoglienza
che ha avuto.”
Per quanto riguarda quello che
indossava sul set, Snyder ha spiegato: “Avevamo ricreato il
costume in CGI, perché non potevamo realizzare un vero costume a
causa del Covid-19. L’obiettivo era quello di farlo sembrare il più
fisico possibile. Quello che avevo visto, ovviamente, non era il
risultato finito, ma ero molto fiducioso che se anche lo avessimo
rivisto, e avessimo dovuto fabbricare un vero costume, sarebbe
stato praticamente lo stesso.”
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky
e TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore
circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.
Se le cose fossero andate secondo i
piani originali della Warner Bros. in merito al DCEU, Ben Affleck avrebbe diretto e
interpretato The Batman. Il film doveva raccontare della
lotta tra il Cavaliere Oscuro e Slade Wilson/Deathstroke, il
personaggio interpretato da Joe Manganiello nell’epilogo di
Zack
Snyder’s Justice League. Tuttavia, il vero motivo dello
scontro tra i due personaggi non è mai stato rivelato.
Il Deathstroke di Manganiello è
presente in entrambe le versioni di Justice
League. Tuttavia, nella scena post-credits della
versione theatrical, il suo coinvolgimento lasciava intendere che
lui e Lex Luthor avrebbero unito le forze per dare vita alla
Injustice League. Nella Snyder Cut, invece, è stata ripristinata la
scena originale con i due personaggi, con Luthor che rivela a
Wilson la vera identità di Batman.
Ma perché Slade Wilson voleva a
tutti i costi quell’informazione? “Quando ho letto la
sceneggiatura la prima volta, Batman è stato incolpato da Slade per
la morte di suo figlio”, ha spiegato Joe Manganiello in occasione del
Justice Con, l’evento virtuale organizzato lo scorso weekend
per celebrare la
Snyder Cut ad un mese esatto dalla distribuzione.
“Il figlio di Slade viene ucciso. Ci sono stati alcuni eventi
che hanno ricondotto a Bruce, cioè a Batman. Ne era stato complice,
era in parte responsabile. Slade lo aveva
incolpato.”
“Si diceva che Slade volesse
uccidere Batman”, ha continuato Manganiello. “Questo è il
motivo per cui è stato convocato sullo yacht di Lex Luthor e gli è
stata data un’informazione chiave per aiutarlo a sbarazzarsi,
potenzialmente, di Batman.”
Joe Manganiello spera in una serie tv su Deathstroke
Manganiello ha poi dichiarato che
sarebbe interessante poter vedere finalmente quello scontro sotto
forma di serie tv: “Penso che una serie del genere sarebbe
divertente. Il pubblico la adorerebbe. E poi non ci sono cose
simili là fuori, in questo momento. Avrebbe il suo tono e la sua
giusta collocazione nell’universo. Penso che sarebbe molto
interessante. Avrebbe un tono unico.”
Una volta c’era una film interamente
dedicato a Deathstroke in cantiere. Tuttavia, è improbabile che la
Warner Bros. decida di andare avanti con un personaggio così legato
allo
SnyderVerse…
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky
e TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore
circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.
Shang-Chi è un personaggio meno
conosciuto agli occhi del grande pubblico, cosa che rende le sue
origini qualcosa di assolutamente nuovo per il pubblico mainstream.
Il team dietro la realizzazione del film ha quindi potuto stabilire
un vero e proprio modello in merito a ciò che lo spettatore avrebbe
scoperto a proposito del personaggio.
In una recente intervista con
EW, è stato proprio Simu Liu ha parlare della
sua eccitazione all’idea di raccontare la storia delle origini del
personaggio. L’attore canadese ha spiegato che, a differenza di
supereroi ben più noti come Batman o Spider-Man, la forza di
Shang-Chi sta proprio nel fatto che sono in pochi a conoscere le
sue origini, cosa che ha permesso ai realizzatori di poter essere
molto più creativi nella costruzione dell’universo del film.
“La cosa più eccitante
dell’interpretare questo personaggio è che la sua storia non è mai
stata raccontata prima”, ha detto Liu. “Conosciamo così
tante versioni diverse della storia delle origini di Batman, di
come i suoi genitori furono assassinati quando era molto giovane…
Conosciamo Peter Parker, che è stato morso da un ragno radioattivo
e ha perso suo zio. La storia di Shang-Chi è sconosciuta alla
maggior parte del mondo, quindi abbiamo avuto molto più libertà
creativa per renderla come volevamo.”
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.
Nonostante il mese scorso avesse
manifestato pubblicamente
una certa titubanza in merito al suo effettivo coinvolgimento
nel film, arriva ora da
The Wrap la conferma ufficiale che Michael Keaton tornerà ufficialmente nei
panni di Batman in The
Flash, il cinecomic DC che sarà diretto da
Andy Muschietti.
Nella giornata di ieri, il regista
di IT ha
annunciato attraverso il suo account Instagram
che le riprese del film che vedrà il ritorno di Ezra Miller nei panni del Velocista
Scarlatto sono ufficialmente partite in Inghilterra. Inoltre, come
riportato da
THR, è stato confermato che sarà Benjamin
Wallfisch ad occuparsi della colonna sonora del film:
Wallfisch aveva già lavorato con Muschietti alle musiche dei due
capitoli di IT e, più di
recente, si è occupato della colonna sonora dell’attesissimo
Mortal Kombat.
Ricordiamo che Michael
Keaton ha interpretato il Cavaliere Oscuro nei
due film diretti da Tim Burton e usciti nel 1989 (Batman)
e nel 1992 (Batman
– Il ritorno). L’attore sarebbe dovuto tornare anche per
Batman Forever (1995), ma dopo la dipartita di Burton
dal progetto e l’entrata in scena di Joel
Schumacher, anche Keaton decise di ritirarsi, con il ruolo
di Bruce Wayne che venne ufficialmente affidato a Val Kilmer.
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei panni di Irish
West dopo essere apparsa in
Zack Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha
Calle(Febbre d’amore) che interpreterà
Supergirl.
Non ci sarà
invece Billy Crudup, che aveva interpretato
Henry Allen (il padre di Barry) in Justice
League: l’attore verrà sostituito nella parte da
Ron Livingston. Il film dovrebbe essere ispirato
alla serie a fumetti “Flashpoint” del 2011, scritta da Geoff Johns
e disegnata da Andy Kubert.
Un dietro le quinte speciale quello
che Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, racconta in
anteprima dopo la candidatura per i “Migliori effetti visivi VFX”
di The Book of Vision, ricevuta insieme
a Renaud Quilichini.
Conceptual visual designer, vfx
supervisor, designer dei titoli di apertura e chiusura e
disegnatore del poster del film, l’illustratore e fumettista
italiano tra i più importanti svela il suo contributo al lavoro di
Carlo S. Hintermann, prodotto da Terrence Malick.
“Abbiamo cercato di trarre il
massimo dalle riprese sul set e di utilizzare il più possibile
attori in carne ed ossa. Partendo da una materia prima così buona
già in ripresa, aggiungere il materiale in digitale non ha potuto
che esaltare le caratteristiche materiche del film.” Così LRNZ
commenta una delle scene clou del film che evidenziano l’alto
valore estetico, stilistico e visionario dell’opera di
Hintermann.
Il film, che ha aperto la 35°
edizione della Settimana Internazionale della Critica nell’ambito
della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia, è una produzione Citrullo International dall’alto
valore estetico, con un cast internazionale: Charles
Dance, attore inglese star della serie TV Game of
Thrones, Lotte Verbeek, molto nota al mondo
delle serie TV (The Black List, Outlander, I Borgia),
Sverrir Gudnason protagonista di Borg
McEnroe, Isolda Dychauk (I Borgia, Faust,
TwoGirls) e Filippo Nigro.
SINOSSI
Eva (Lotte Verbeek), una giovane
e promettente dottoressa, abbandona la sua carriera per immergersi
nello studio della storia della medicina e mettere in discussione
tutto: la propria natura, il proprio corpo, la propria malattia e
un destino che sembra segnato.
Johan Anmuth (Charles Dance) è un medico nella Prussia del
Settecento, in bilico tra nuove spinte razionaliste e antiche forme
di animismo. Book of Vision è il manoscritto capace di intrecciare
le loro esistenze in un vortice ininterrotto. Lontano dall’essere
un testo scientifico, il libro contiene le speranze, le paure e i
sogni di più di 1800 pazienti: il medico prussiano sapeva come
ascoltarli e il loro spirito vaga ancora tra le pagine, dove vita e
morte fanno entrambe parte di un unico flusso. La storia di Anmuth
e dei suoi pazienti darà così a Eva la forza per vivere appieno la
propria vita, comprendendo che niente si esaurisce nel proprio
tempo.
Christian Bale è
stato fotografato a Sidney, con un nuovo look che probabilmente
sarà complementare al costume di scena che indosserà in
Thor: Love and Thunder, nuovo
film Marvel Studios in cui l’attore premio Oscar
interpreterà il villain, Gorr il Macellatore di Dei.
Thor: Love and
Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo
sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il Mjolnir
stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo
daNatalie
Portman, come confermato sabato durante il
panel dei Marvel Studios al Comic-Con.
L’uscita nelle sale è fissata invece al 6 maggio 2022.
Taika Waitititornerà alla regia di un film dei
Marvel Studios
dopo Thor:
Ragnarok, così come Chris
HemswortheTessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor
e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. Nel cast anche Christian
Bale nei panni del villain Gorr il Macellatore di
Dei. L’ispirazione del progetto arriva dal fumetto “The Mighty
Thor”, descritto da Waititi come “la perfetta combinazione di
emozioni, amore, tuono e storie appassionanti con la prima Thor
femmina dell’universo“.
From Zero to
Hero, direbbero gli americani, ed è proprio quello
che succede a Omar, il protagonista della nuova serie Netflix, liberamente tratta dal romanzo “Non ho mai
avuto la mia età”, scritto dal giovane talento editoriale
Antonio Dikele Distefano, che qui firma anche la
sceneggiatura dello show creato da Menotti.
La trama di Zero
Siamo nella periferia di
Milano, Omar fa il rider, è praticamente invisibile al mondo, vive
con il padre e la sorella nel Barrio, quartiere con una popolazione
a maggioranza nera e che, a seguito di una serie di atti vandalici
che ne degradano le strade, corre il rischio di essere distrutto e
ricostruito, sradicando così tutta la comunità che lì cerca un
posto nel mondo. Omar è un ragazzo timido, solitario, ma quando
scopre di avere un superpoteri la sua vita cambia. Insieme ad un
gruppo di ragazzi del Barrio, che tentano di tutelare e salvare la
loro comunità, imparerà che c’è molto per cui combattere,
soprattutto quando conoscerà il valore dei legami, dell’amicizia,
ma anche dell’amore verso Anna, una ragazza della Milano ricca e
pre bene che sembra lontanissima da suo mondo, ma che in modo molto
tenero e spontaneo ricambierà i suoi sentimenti. Omar diventa così
Zero (come il numero sulla sua casacca da rider), il supereroe del
Barrio, che usa i suoi poteri per proteggere il suo quartiere. Ma
al sorgere di un grande eroe, corrisponde sempre l’arrivo e la
nascita di un grande e misterioso villain…
Zero è nata da
un’idea di Antonio Dikele Distefano e prodotta da Fabula
Pictures con la partecipazione di Red Joint Film. Il
cast è composto da giovani talenti italiani, energici, simpatici,
con tante storie da raccontare: Giuseppe Dave Seke
(Zero/Omar), Haroun Fall (Sharif), Beatrice Grannò
(Anna), Richard Dylan Magon (Momo), Daniela Scattolin
(Sara), Madior Fall (Inno), Virginia Diop (Awa),
Alex Van Damme (Thierno), Frank Crudele (Sandokan),
Giordano de Plano (Ricci), Ashai Lombardo Arop
(Marieme), Roberta Mattei (La Vergine), Miguel Gobbo
Diaz (Rico) e Livio Kone (Honey).
Antonio Dikele
Distefano, ha scritto la serie, creata da Menotti,
insieme a Stefano Voltaggio (anche Creative Executive
Producer) Massimo Vavassori, Lisandro Monaco e
Carolina Cavalli.
Alla regia di
Zero si alternano quattro nomi: Paola Randi,
Ivan Silvestrini, Margherita Ferri e Mohamed
Hossameldin. In particolare Paola Randi ha
diretto il primo e terzo episodio, Mohamed
Hossameldin il secondo, Margherita Ferri
il quarto e quinto episodio, mentre Ivan
Silvestrini il sesto, settimo e ottavo episodio; tutti
loro sono stati seguiti da Daniele Ciprì, che ha
uniformato il look della serie, occupandosi della direzione della
fotografia.
From Zero to
Hero
Zero è un racconto fantastico, calato nella
normalità. Un supereroe riluttante in un contesto realistico è
quello che molti anni fa ci aveva raccontato già M. Night
Shyamalan con il suo bellissimo
Unbreakable e che in questa nuova declinazione
replica quel messaggio di accettazione di sé. Omar ha i suoi sogni
ma anche le sue responsabilità e deciderà di abbracciarle per il
bene della comunità, che finalmente impara a sentire
sua.
Un prodotto di
intrattenimento leggero, realizzato con una buona dose di aderenza
alla realtà e che soprattutto nella ricerca del linguaggio dei
protagonisti si colloca in un’intenzione realista che ricorda
SKAM Italia, che ovviamente trattava con lo stesso
grado di realismo gli adolescenti romani. Qui siamo a Milano, una
dei protagonisti dello show, soprattutto perché il nostro
(super)eroe fa il rider e quindi percorre e vive le strade della
città, ma anche perché il luogo di provenienza di Omar, il Barrio,
è esattamente un quartiere, un posto preciso da difendere.
La storia di Zero sembra avere molte potenzialità e questo
ce lo suggerisce soprattutto un finale aperto che desta curiosità,
voglia di sapere cosa succede dopo. Una curiosità che nasce dal
fatto che la vera svolta narrativa arriva proprio nel finale,
sbilanciando il ritmo della trama e relegando agli ultimi episodi,
i migliori, diretti da Silvestrini, il cuore action del racconto,
quello che può trasformare una storia di normalizzazione della
multietnicità in un racconto universale di super eroi e
supercattivi.
Zero è una buona prima volta, che per fortuna
indugia poco sugli stereotipi razziali e si lascia andare al cuore
dei suoi personaggi.
Le emozioni sono la cosa che ci lega non il colore della pelle,
secondo Dikele Distefano, e il giovane autore fa sua questa idea e
la manifesta nel suo racconto della storia di Omar, un ragazzo
timido che scopre di avere un superpotere e ne fa un buon uso.
Il produttore Doug
Mitchell, il protagonista Chris Hemsworth
e il regista George Miller hanno partecipato
alla presentazione alla stampa di Furiosa,
il prequel di Mad Max Fury Road che verrà girato in
Australia e che vede protagonista, nei panni del personaggio del
titolo, Anya Taylor-Joy, in una versione più
giovane della stessa Imperatrice Furiosa
interpretata da Charlize Theron nel magnifico film
del 2015.
Di seguito la premier australiana, Gladys
Berejiklian, che annuncia la grande produzione:
https://www.youtube.com/watch?v=L9g-wPe-YKM
Nonostante il grande successo di
Fury
Road, un nuovo film è stato bloccato per anni a causa di
una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. Tuttavia, lo scorso
ottobre il progetto è stato confermato ufficialmente attraverso la
notizia del casting di Anya-Taylor Joy, la star di The New Mutants e
La regina degli scacchi, che interpreterà una versione più
giovane del personaggio di Furiosa.
Oltre a lei, nel cast ci saranno anche Chris Hemsworth(Thor:
Ragnarok) e Yahya Abdul-Mateen II(Aquaman),
anche se al momento i loro ruoli non sono stati ancora svelati.
George Miller
dirigerà, co-scriverà e produrrà Furiosa insieme
al suo partner di produzione di lunga data Doug
Mitchell. Il film sarà prodotto dal marchio
australianoKennedy Miller Mitchell di Miller, insieme al
partner di Fury
Road, la Warner Bros. Pictures.
Il futuro del genere umano è in
pericolo e un gruppo di giovani uomini e donne, cresciuti
valorizzando intelligenza e obbedienza sono imbarcati per una
spedizione che punta a colonizzare un pianeta distante. Quando però
scoprono alcuni sconcertanti segreti della propria missione,
iniziano a rifiutare le regole imposte per esplorare la propria
natura più primitiva. La vita sulla navicella spaziale viene
travolta dal caos, con i giovani protagonisti travolti dalla paura,
dalla lussuria e un’insaziabile fame di potere. Scritto e diretto
da Neil Burger (Limitless, L’Illusionista – The
Illusionist), il film vede la partecipazione di Tye Sheridan (la
saga diX-Men),
Lily-Rose Depp (Selvaggi), Fionn Whitehead (Dunkirk), Chanté Adams (Roxanne Roxanne), Isaac
Hempstead Wright (IlTrono di Spade – Game of Thrones),Viveik Kalra
(Blinded by the Light – Travolto dalla Musica), Archie Madekwe
(Midsommar – Il Villaggio dei Dannati), Quintessa Swindell
(Trinkets), Madison Hu (Bizaardvark)e Colin Farrell (The
Gentlemen).
“Penso che nella
vita tutti abbiamo degli obbiettivi, e questi più che un traguardo
da raggiungere a tutti i costi siano uno stimolo a correre più
forte verso la versione migliore di noi stessi. Io sono partito
anni fa come scrittore di romanzi e sono arrivato qui, oggi, come
scrittore di una serie tv, d’altronde non è sempre tutto chiaro
dall’inizio, altrimenti Marracash sarebbe diventato ricco nel
2008.” Così, Antonio Dikele Distefano
esordisce durante la conferenza stampa di presentazione di Zero,
che ha scritto e che è stata creata da Menotti, insieme a Stefano
Voltaggio (anche Creative Executive Producer) Massimo
Vavassori, Lisandro Monaco e Carolina
Cavalli dando forma ad una originale e unica esplorazione
di Milano e raccontando un mondo ricco e variegato di culture
sottorappresentate, a cui si aggiungeranno significativi contributi
presi dalla scena rap.
“C’è una cosa che mi
è sempre stata chiara – continua Distefano – è che avrei
sempre dovuto avere un approccio personale sincero nel mio lavoro,
perché la cosa che ho imparato dalla musica è che non vince chi lo
dice meglio, ma chi si racconta meglio. Un approccio che ho portato
anche in Zero, a cui ho lavorato con tanti altri autori. In questa
serie c’è dentro un po’ della mia storia, quella di un ragazzino
afro-italiano cresciuto fuori dal centro dell’attenzione, un po’
come quelle persone che nella vita si sono sempre date per
sconfitte, anche prima di scendere in campo. In Zero non volevamo
raccontare la vita di un supereroe predestinato, ma quella di un
ragazzo che è costretto a diventarlo. Zero è la storia di chi
impara ad accettare la propria diversità, al di là di ogni tratto
estetico, come quella che nascondiamo ogni giorno, quando usciamo
dalla nostra porta di casa. Zero è la nostra storia, che spero
diventi presto la storia di tutti, la storia di chi impara che
spesso le cose più importanti che ci salveranno sono proprio quelle
che avevamo tenuto invisibili.”
“Il cambiamento ci sarà quando tutto diventerà normale” Antonio
Dikele Distefano
La serie è il primo prodotto
italiano che per protagonista ha un cast composto esclusivamente da
ragazzi neri, un unicum, al momento, ma anche un primo passo verso
quella che Distefano si augura possa diventare normalità.
“Io dico sempre che
la cosa che conta di più è esistere, quando abbiamo cominciato a
lavorare al progetto, dicevano che non c’erano attori, registi,
direttori della fotografia neri, pensavano tutti che fosse
possibile. Ma a vedere il cast di Zero, ci rendiamo conto che
esistono questi attori neri. Esistono questi talenti, bisogna
coinvolgerli. Questa è la prima finestre verso una rappresentazione
migliore. L’errore che non bisogna fare è che questa sia una serie
che parla di tutti i ragazzi neri italiani. La cosa che ci accomuna
non è il colore della pelle, ma sono le emozioni. La storia parla
di Omar, un ragazzo timido che vuole disegnare i fumetti. E spero
che in futuro si parli di Omar e non del fatto che è
nero.”
Partendo da una base letteraria,
sembra inevitabile un confronto tra ciò che è scritto e ciò che è
filmato, differenze e affinità, spirito, sviluppo dei personaggi e
dei luoghi. Per l’autore la differenza è insita principalmente nel
tono, dal momento che il romanzo è più biografico e legato ad un
solo immaginario, mentre la serie è frutto di una collaborazione e
di diversi punti di vista: “Il romanzo di partenza spinge molto
alla riflessione, mentre la serie dà molta leggerezza. Quando l’ho
vista sono rimasto piacevolmente colpito, in un periodo come
questo, qualcosa che alleggerisca è la cosa che ci vuole.”
Ma Zero è l’inizio di un
cambiamento? “Mio padre è arrivato in Italia negli anni ’80, io
sono nato nel ’92 e quando facevo le medie, mi dicevano che era
nuovo avermi in classe e io pensavo che a 14 anni non ero nuovo.
Succede anche oggi, a 28 anni come faccio a essere nuovo? C’è
sempre questa politica del non siamo pronti, ma la verità è che
questo è un Paese da sempre restio al cambiamento. Ma se una serie
come questa ha successo, costringi i poteri forti a includerti. Se
Zero dovesse essere un successo, allora questo mondo si racconterà.
Penso che Zero sia l’inizio di un processo, di un
cambiamento.”
E sull’inclusione e la
diversity, Antonio Dikele Distefano ha le
idee estremamente chiare: “Il termine diversità non mi piace,
mi piace molto il termine normalità. Zero deve essere la prima
serie che racconta la normalità e solo quando sarà normale avere
serie come queste, ci sarà un cambiamento. La maggior parte delle
domande di oggi sono legate al fatto che i protagonisti della serie
sono neri. Il vero cambiamento ci sarà quando alla prossima
conferenza stampa parleremo delle cose che hanno fatto Zero e i
suoi amici nella serie.”
Gli otto episodi di Zero sono
diretti da 4 registi diversi: Paola Randi, Ivan Silvestrini,
Margherita Ferri e Mohamed Hossameldin. In particolare Paola Randi
ha diretto il primo e terzo episodio, Mohamed Hossameldin il
secondo, Margherita Ferri il quarto e quinto episodio, mentre Ivan
Silvestrini il sesto, settimo e ottavo episodio. Personalità
diverse che affiorane dalle immagini ma che trovano la loro
uniformità stilistica grazie alla fotografia di Daniele
Ciprì, che ha confezionato un altro ottimo lavoro che si
aggiunge al suo CV.
Il bellissimo cast è composto da
giovani talenti italiani: Giuseppe Dave Seke (Zero/Omar),
Haroun Fall (Sharif), Beatrice Grannò (Anna), Richard Dylan Magon
(Momo), Daniela Scattolin (Sara), Madior Fall (Inno), Virginia Diop
(Awa), Alex Van Damme (Thierno), Frank Crudele (Sandokan), Giordano
de Plano (Ricci), Ashai Lombardo Arop (Marieme), Roberta Mattei (La
Vergine), Miguel Gobbo Diaz (Rico) e Livio Kone (Honey).
Tutti volti interessanti, decisamente tutti belli (e forse questo è
poco realistico) e tutti portatori di un’energia incredibile che
traspare da ogni singola scena.
ZERO è la nuova serie
originale italiana Netflix in 8 episodi nata da un’idea di
Antonio Dikele Distefano e prodotta da Fabula
Pictures con la partecipazione di Red Joint Film, disponibile su
Netflix in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo dal 21
aprile.
L’uscita nelle sale di
Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli è
fissata al 3 settembre 2021. Destin Daniel
Cretton, acclamato regista di Short Term
12 e The Glass Castle (di recente è
uscito il suo ultimo lavoro Il
Diritto di Opporsi, con Michael B. Jordan, Jamie Foxx
e Brie
Larson) è stato scelto per dirigere il film che vanta la
sceneggiatura di Dave Callaham (The
Expendables, Godzilla,Wonder
Woman 1984).
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.