Il costume di Superman
indossato da David Corenswet viene finalmente svelato senza
i mutandoni in una nuova featurette dell’universo DC. Come noto, un
aspetto che è sempre stato molto discusso dai fan e dal team
creativo era se il costume avrebbe incluso i famosi mutandoni
rossi. Dato che il costume indossato da Corenswet alla fine ha
incluso questo aspetto, gli spettatori possono ora farsi un’idea
migliore di come sarebbe stato se non li avessero inclusi affatto
grazie alle immagini trapelate di questo contenuto extra.
Nella featurette “Adventures in
the Making of Superman”, viene infatti
messo in evidenza il processo di realizzazione dei costumi. In una
parte del filmato, il costume di Corenswet viene dunque mostrato
senza i mutandoni, offrendo ai fan la migliore visione possibile
del suo costume senza di essi (l’immagine si può vedere qui). Come riportato,
questo contenuto extra sarà incluso nell’edizione digitale, 4K UHD
e Blu-ray del film Superman.
Perché il costume di Superman con i
mutandoni è stata la scelta giusta
Sebbene il costume di Superman possa
funzionare con o senza i pantaloncini (come dimostrato da Zack
Snyder con L’uomo d’acciaio), la versione DCU ha tratto vantaggio dalla decisione del team
di costumisti di includerli. I pantaloncini non sono solo un grande
easter egg della DC e un elemento iconografico noto del
personaggio, ma anche un ritorno al look visto l’ultima volta in
Superman Returns del 2006. Il design del costume per
il film DCU ha chiaramente beneficiato del loro utilizzo. Come si
vede nella foto tratta dal featurette di Superman, il costume
sembra semplicemente troppo strano senza i pantaloncini, il che
avrebbe potuto portare a una reazione negativa sui social
media.
28 anni dopo: The Bone Temple collegherà
elementi nuovi e consolidati dell’universo post-apocalittico di
Danny Boyle e Alex Garland, in
particolare con il ritorno confermato di Cillian Murphy nel ruolo di Jim. Il
coinvolgimento di Murphy nella trilogia prevista di sequel di
28 giorni dopo è stato ampiamente documentato, ma al
momento poco si sa sui dettagli della sua partecipazione.
La mancanza di informazioni ha
suscitato scalpore quando è stato pubblicato un primo trailer di
28
anni dopo, che mostrava un infetto dall’aspetto emaciato
che somigliava molto a Murphy. Molti fan sono però rimasti delusi
quando è poi stato rivelato che Murphy non sarebbe apparso affatto
in questo film, ma ora il suo futuro nella serie è stato
ulteriormente chiarito.
In un’intervista con Deadline, Cillian Murphy ha infatti confermato
che tornerà nei panni di Jim in 28 anni dopo: The Bone
Temple. “Penso che Danny (Boyle) lo abbia già
confermato. Quindi posso confermarlo“, ha affermato l’attore
riguardo la sua presenza nel prossimo film. La star ha anche
confermato che sarà al centro del terzo film, anche se ha
sottolineato che la realizzazione del terzo film non è ancora
certa. “Quindi, affinché ciò accada, tutti devono andare a
vedere Bone Temple“, ha concluso l’attore.
Anche se in precedenza era stato
riportato che Cillian Murphy faceva parte del cast
di 28 anni dopo: The Bone Temple, la conferma da
parte dell’attore stesso rafforza ulteriormente l’idea che il suo
ruolo nel sequel sia importante. Murphy sarà il primo personaggio
dei film precedenti ad apparire in questa nuova esplorazione del
mondo di 28 giorni dopo. La dichiarazione di Murphy sul
terzo film fa poi eco a quanto Boyle e Garland hanno detto sul
film. Boyle ha sottolineato che era necessario raccogliere i fondi
per realizzare il film, sottintendendo che ciò non sarebbe stato
possibile senza il successo al botteghino di The Bone
Temple.
Sembra che John Boyega aveva aspettative diverse per il
suo arco narrativo in Star
Wars, rispetto a ciò che è stato poi portato sul
grande schermo. Durante un’apparizione al Fan Expo Boston (come
riportato da ScreenRant), Boyega, che ha
interpretato Finn, lo Stormtrooper diventato soldato ribelle nella
trilogia sequel della saga, ha infatti detto che si aspettava che
il suo personaggio diventasse un Jedi insieme a Rey dopo Il risveglio della Forza. Pensava anche che fossero
destinati a diventare nemici dopo che entrambi avessero
padroneggiato la Forza.
“Penso di aver dato per scontato
che fosse sensibile alla Forza dal copione di ‘Il risveglio della
Forza’ o almeno quando sono arrivato alla fine del copione di ‘Il
risveglio della Forza’”, ha detto. “Pensavo che stessero
pianificando due Jedi. In realtà pensavo che sarebbero stati un po’
come Obi-Wan e Darth Vader. Che ci saremmo rivoltati l’uno contro
l’altro o qualcosa del genere”.
Come noto, la possibile sensibilità
alla Forza di Finn rimane inespressa al termine di L’ascesa di Skywalker, ma è possibile che l’argomento
venga ripreso con l’annunciato prossimo film (al momento noto
come New
Jedi Order) in cui Daisy
Ridleyriprenderà il ruolo di Rey. Attualmente
Boyega non è confermato come parte del film, ma sarebbe strano non
vederlo comparire. Se ciò avverrà, sarà l’occasione per dare uno
sviluppo a quanto immaginato da Boyegaa per il suo personaggio.
John Boyega critico nei confronti della saga di Star Wars
Dal debutto dell’ultimo capitolo
della trilogia, L’ascesa di Skywalker del 2019, Boyega non ha parlato
molto bene del suo periodo nella galassia lontana lontana. Nel 2020
ha infatti dichiarato a GQ che la Disney ha pubblicizzato il suo
personaggio “come molto più importante di quanto non sia in
realtà” per promuovere la diversità dei film, per poi
“metterlo da parte” quando i film sono usciti. “Voi
sapevate cosa fare con Daisy Ridley, sapevate cosa fare con Adam Driver”, ha aggiunto Boyega
all’epoca.
“Ma quando si trattava di Kelly
Marie Tran, quando si trattava di John Boyega, non sapevate un
ca**o. Quindi cosa volete che dica? Quello che vogliono che dica è:
‘Mi è piaciuto farne parte. È stata una grande esperienza…’ No, no,
no. Accetterò questo accordo quando sarà una grande
esperienza”. Nonostante le sue critiche, Boyega rimane un fan
“enorme, enorme” di “Star Wars”, secondo un’intervista del
2023 con Total Film.
“Ero la persona sul set che
correggeva le cose”, ha detto Boyega. “Come i soldati jet
volanti che avevamo in L’ascesa di Skywalker. Poe diceva: ‘Ora
volano’, e io pensavo che avessero visto i soldati jet volanti
della serie animata The Clone Wars. Io gioco ai videogiochi di
Battlefront. Ho un rapporto solido con tutto ciò che riguarda Star
Wars”.
Angelina Jolie sarà la protagonista del nuovo
thriller di spionaggio The Initiative, che la
vedrà nuovamente collaborare con il regista di Mr. & Mrs. Smith, Doug Liman. La
Universal è attualmente in trattative per assicurarsi questo
progetto di grande successo, con F. Scott Frazier
(Collide, xXx – Il ritorno di Xander Cage)
incaricato di scrivere la sceneggiatura – i cui dettagli sono
ancora segreti – e Jeff Kirschenbaum come
produttore per la Roth/Kirschenbaum Films.
Come Liman, anche la RK Films ha un
solido rapporto con la Jolie, avendo sostenuto i film di successo
della Disney Maleficent,
in cui lei ha interpretato il ruolo principale. Sebbene i dettagli
della trama siano ancora segreti, The Initiative
sembra riportare la Jolie ai thriller d’azione che l’hanno resa una
megastar del botteghino, tra cui Salt, The Tourist e Wanted – Scegli il tuo destino.
Dove abbiamo visto di recente Angelina
Jolie?
Vincitrice dell’Oscar come migliore
attrice non protagonista per Ragazze interrotte, la Jolie
è apparsa di recente in Maria di
Pablo Larraín, dove ha ottenuto recensioni
entusiastiche per la sua interpretazione della famosa soprano Maria
Callas. Prima ancora è entrata a far parte del Marvel Cinematic Universe con un
ruolo da protagonista in Eternals,
dove ha interpretato Thena (un ruolo che l’attrice dovrebbe
riprendere in futuro), e in Quelli
che mi vogliono morto.
Di recente è anche stata
protagonista di Senza sangue, il film con
Salma Hayek Pinault e Demian
Bichir, basato sul romanzo di Alessandro
Baricco. Prossimamente, la Jolie reciterà nel dramma
bilingue Couture di Alice Winocour, che
ha anche prodotto, ed è prevista l’adattamento cinematografico di
Anxious People di Marc Foster.
Sarebbero in corso trattative
preliminari per la realizzazione di un prequel di Weapons,
il suo film horror di grande successo scritto e diretto da
Zach Cregger, uscito questo fine settimana, come
confermato da Deadline. I dettagli della trama
sono ancora segreti e non è chiaro in che veste Cregger parteciperà
al progetto, dato che siamo ancora in una fase iniziale. È però
stato riportato che New Line Cinema e
Warner Bros. stanno corteggiando Zach Cregger per
realizzare un prequel sulla zia Gladys, basato in parte sul
materiale che aveva ideato per il personaggio e che non è stato
inserito nel film.
Fonti indicano che al momento
Cregger ha in programma altri due film che lo terranno impegnato
nel prossimo futuro. Attualmente sta preparando il
prossimo film di Resident Evil per la Sony e si
prevede che poi si dedicherà a un progetto originale intitolato
Flood. Cregger ha inoltre rivelato di aver scritto uno
spin-off sul mondo di Batman intitolato Henchmen,
ma questo progetto non è al momento stato confermato.
Il fatto che esista già una parte
della storia del misterioso personaggio noto come Gladys significa
che, se Cregger fosse abbastanza interessato a tornare a bordo del
treno di Weapons, scrivere una sceneggiatura per
un lungometraggio potrebbe non essere un’impresa così ardua come,
ad esempio, inventare una nuova storia per un sequel (anche
se il regista ha confermato di avere delle idee a
riguardo).
Quando tutti i bambini di una stessa
classe, tranne uno, scompaiono misteriosamente nella stessa notte
esattamente alla stessa ora, l’intera comunità si ritrova a
interrogarsi su chi – o cosa – sia responsabile della loro
sparizione. Il film è interpretato da Josh
Brolin, Julia Garner, Alden Ehrenreich, Austin Abrams, Cary
Christopher, con Benedict Wong e Amy Madigan. Cregger
firma la regia del film da una sua sceneggiatura originale.
Belle & Sebastien –
L’avventura continua (qui la nostra recensione) è il
sequel del fortunato Belle &
Sebastien del 2013, diretto da Christian
Duguay e tratto dall’amatissima serie di romanzi per
ragazzi di Cécile Aubry, già adattati in passato
in una celebre serie televisiva francese degli anni ’60. Il film
appartiene al genere dell’avventura familiare, con forti elementi
drammatici e paesaggistici, e prosegue le vicende del giovane
Sébastien e della sua inseparabile cagnona Belle, ambientate tra le
suggestive montagne delle Alpi francesi. Come nel primo capitolo,
il racconto unisce momenti di tenerezza e amicizia a sequenze più
tese e avventurose, in un equilibrio che lo rende adatto a un
pubblico di tutte le età.
Rispetto al film precedente,
L’avventura continua porta con sé una posta in gioco più
alta e un tono più drammatico. La storia si colloca due anni dopo
la fine della Seconda guerra mondiale, quando Sébastien scopre che
Angelina, la giovane donna che considera come una sorella maggiore,
è rimasta coinvolta in un incidente aereo. Convinto che sia ancora
viva, il ragazzo parte insieme a Belle per una missione di
salvataggio che lo condurrà attraverso scenari impervi e sfide
sempre più pericolose. Questa nuova avventura introduce anche
personaggi inediti, come Pierre, un pilota dal passato misterioso,
che si unirà al viaggio, contribuendo ad ampliare il respiro
narrativo.
Il film non si limita però a
ripetere la formula del primo capitolo, ma ne arricchisce la trama
con un intreccio più complesso, una tensione narrativa costante e
un uso ancora più spettacolare delle ambientazioni naturali. Il
legame tra Sébastien e Belle rimane il cuore pulsante della storia,
ma l’avventura si apre a una dimensione più epica e
cinematografica, con scene d’azione e momenti di forte impatto
visivo. Nel resto dell’articolo ci concentreremo proprio su questo
aspetto, svelando le meravigliose location dove Belle &
Sebastien – L’avventura continua è stato girato, tra vette
innevate, villaggi pittoreschi e paesaggi alpini di rara
bellezza.
Félix Bossuet in Belle & Sebastien – L’avventura
continua
La trama di Belle &
Sebastien – L’avventura continua
Nel secondo film la Seconda guerra
mondiale è finalmente terminata. Sebastien (Félix
Bossuet) ha 10 anni e vive ancora a Saint Martin, sempre
in compagnia del gigantesco amato cagnone bianco,
Belle, e dello spigoloso Cesar
(Tchéky Karyo). La bella e coraggiosa
Angelina (Margaux Châtelier),
partita 2 anni prima insieme alla Resistenza, è stata onorata con
un’emblematica medaglia per i servizi resi durante gli anni del
conflitto. Tutti a casa sono in trepidante attesa di rivederla,
ignari che l’aereo militare sul quale sta viaggiando per ritornare
dai suoi cari ha avuto un terribile incidente: si è rovinosamente
schiantato al suolo sulle foreste transalpine, al confine tra
Francia e Italia.
Messi al corrente dell’accaduto
tuttavia, Cesar e Sebastien sono convinti che Angelina non sia
morta e vogliono mettersi in viaggio per raggiungere il luogo
dell’esplosione e iniziare le ricerche. Cesar non perde tempo e si
rivolge all’enigmatico pilota Pierre Marceau
(Thierry Neuvic), conoscente di vecchia data
giunto da poco in paese. Nonostante Cesar glielo avesse negato, il
temerario Sebastien, salito di nascosto sul velivolo insieme
all’inseparabile Belle, si troverà così a vivere con lui la
complicata e rischiosa spedizione di salvataggio. In realtà Pierre
è molto più di un semplice conoscente, una particolare storia lega
l’uomo al bambino, senza che i due ne siano consapevoli.
Le location dove è stato girato il
film
Per quanto riguarda le location dove
si sono svolte le riprese di Belle & Sebastien –
L’avventura continua, si è tornati innanzitutto a
esplorare la bellezza della Haute
Maurienne-Vanoise, nella regione della
Savoia, dove si era ambientato anche il primo
capitolo. Qui si svolgono molte delle scene chiave: i paesaggi di
montagne innevate, le valli solitarie e i sentieri impervi che
Sébastien e Belle percorrono alla ricerca di Angelina. È in questi
scorci naturali che il film ritrova la magia dei primi momenti
dell’amicizia tra il ragazzo e il cane, ma con un tono ancora più
maturo ed epico.
Margaux Chatelier e Félix Bossuet in Belle & Sebastien –
L’avventura continua
La produzione si è poi spostata nel
dipartimento dell’Ain, nella regione del
Haut-Bugey, per girare scenari ricchi di storia e
scenografia elaborata. In luoghi come Charix,
Izernore e Arbent sono state
ricreate ambientazioni che richiamano la fine della Seconda Guerra
Mondiale: ad esempio, presso il lac Genin è stata
girata la scena dell’atterraggio di emergenza dell’aereo di
Angelina. Nella zona di Izernore, si è costruito un intero
accampamento di rifugiati. Ad Arbent, infine, l’aerodromo ha
ospitato riprese con veri velivoli d’epoca, tra cui un Beechcraft
18 in livrea dell’US Army, per restituire un’ambientazione
storicamente credibile e scenograficamente d’impatto
Le location scelte per il film non
sono dunque solo scenografie: rappresentano l’elemento narrativo
stesso. Le vette innevate, i villaggi incastonati tra le montagne e
i boschi rigogliosi trasformano la natura in coprotagonista,
riflettendo visivamente le emozioni dei personaggi — speranza,
perdita, determinazione. In particolare, l’uso di location reali
come la Haute Maurienne e i paesaggi
dell’Ain conferisce al racconto visivo una
dimensione di autenticità e poesia che rafforza il legame tra
Sébastien, Belle e il mondo che li circonda.
Cani sciolti
(qui la recensione), diretto da
Baltasar Kormákur, è un film d’azione che unisce
elementi di buddy cop e commedia, tratto dall’omonimo fumetto
scritto da Steven Grant e disegnato da
Mateus Santolouco. Il fumetto originale,
pubblicato da Boom! Studios, racconta la storia di
due agenti sotto copertura che si trovano coinvolti in una rete di
tradimenti e inganni, tema centrale anche nella trasposizione
cinematografica. Il film mantiene il tono irriverente e dinamico
della graphic novel, bilanciando scene d’azione adrenaliniche con
momenti di umorismo brillante, tipico del genere buddy cop che vede
protagonisti due personaggi con caratteri opposti costretti a
collaborare.
Per Denzel Washington, Cani
sciolti rappresenta un ruolo in cui si coniuga la sua
consueta presenza carismatica e autoritaria con una vena più
leggera e giocosa, rispetto ad altri suoi film più drammatici o
intensi. Il suo personaggio si inserisce infatti nella sua
filmografia come esempio di eroe cinico ma dotato di un codice
morale personale. Mark Wahlberg, al contrario, con il suo stile
diretto e spesso ironico, porta il suo tipico carisma da action
star, confermando la sua abilità nel recitare ruoli che mixano
azione e comicità. La coppia Washington-Wahlberg crea così un
equilibrio efficace, facendo di questo un film che riesce a
intrattenere senza prendersi troppo sul serio, pur affrontando temi
complessi come il tradimento e la corruzione.
Nel corso dell’articolo, sarà dunque
dedicato un approfondimento agli eventi finali di Cani
sciolti, momenti cruciali per la risoluzione della trama e
per il destino dei protagonisti. Verranno analizzati i colpi di
scena, le alleanze che si rivelano e le motivazioni dietro le
scelte dei Bobby e Stig, offrendo una chiave di lettura che aiuti a
comprendere meglio le dinamiche di potere e fiducia nel film.
Questa analisi sarà utile a valorizzare la complessità di un finale
ricco di tensione e azione, ma anche di umanità.
Durante l’ultimo anno di servizio,
l’agente della DEA Bobby Trench (Denzel
Washington) e l’ufficiale della marina statunitense
Marcus Stigman (Mark
Wahlberg) hanno lavorato sotto copertura per
infiltrarsi in un potente giro di narcotrafficanti. Nonostante
abbiano scoperto di essere entrambi dalla parte della legge, i due
continuano a guardarsi con sospetto e poca fiducia. Per loro
sfortuna, l’unico modo per sopravvivere è fare squadra: dopo aver
fallito una delicata missione che consisteva nell’infiltrarsi in un
cartello di droga messicano, i due agenti vengono abbandonati dai
loro capi, i quali negano persino la loro esistenza.
Trench e Stigman si trovano quindi
inseguiti dalle autorità – per chiuderli in prigione – e dal boss
Papi Greco (Edward James Olmos),
che invece li vorrebbe sotto terra. Incastrati in una sanguinaria
rete fatta di rivalità e corruzione, gli agenti sono inseguiti e
minacciati da tutte le parti, ma le competenze criminali che hanno
sviluppato durante il lavoro di copertura si riveleranno utili per
cercare di salvarsi. Questa si rivelerà la sfida più pericolosa
delle loro carriere ma insieme, e con la follia che li
contraddistingue, cercheranno dunque di uscirne come solo loro
potrebbero saper fare.
La spiegazione del finale del film
Nel finale di Cani
sciolti, Bobby e Stig rapiscono Papi e riescono a chiarire
i loro dissapori prima di interrogarlo nel garage di Rees. Papi
rivela che Earl è un agente CIA e che i 43 milioni di dollari
rubati rappresentano la quota della CIA sui profitti del
narcotraffico, pagata da Papi e altri cartelli in cambio dell’uso
di aerei militari per contrabbandare droga oltre il confine. Quando
la casa viene attaccata dalla squadra di Quince, Bobby, Stig e Rees
riescono a fuggire, mentre Papi si dilegua. I tre vengono poi
catturati dagli uomini di Papi e portati alla sua fattoria, dove,
dopo una violenta percosse, ricevono 24 ore di tempo per restituire
il denaro o Rees sarà ucciso.
Bobby riesce a infiltrarsi
nell’ufficio di Quince alla Naval Air Station di Corpus Christi,
scoprendo che Quince è il fidanzato di Rees e che entrambi avevano
pianificato di rubare il denaro per sé. Nel frattempo, Stig chiede
aiuto all’ammiraglio Tuwey, superiore di Quince, che ordina
l’arresto di quest’ultimo ma disconosce Stig per tutelare la
reputazione della Marina. Entrambi riescono a fuggire dagli agenti
militari, ma Papi uccide Rees per la mancata restituzione del
denaro. Bobby poi si rende conto che i soldi sono nascosti in una
stanza di motel frequentata da lui e Rees. Stig torna alla fattoria
di Papi per vendicarsi, ma viene circondato dai suoi uomini. Quince
ed Earl intervengono, mentre Bobby arriva in auto con i soldi e fa
esplodere il veicolo, scatenando una sparatoria.
La spiegazione del finale di
Cani sciolti evidenzia dunque la complessità
morale dei protagonisti e il tema della corruzione istituzionale.
La scoperta che la CIA gestisce segretamente fondi derivati dal
narcotraffico sottolinea una rete di inganni e collusioni che vanno
oltre il semplice conflitto tra criminali e giustizieri. Bobby e
Stig non sono solo vendicatori, ma agiscono in un contesto dove le
regole sono piegate da interessi nascosti e potere occulto. La
morte di Rees e il tradimento di Quince confermano la natura
spietata del gioco in cui si sono immersi, ma anche la necessità di
fare giustizia a modo loro.
Il gesto finale di Bobby, che spara
a Stig come “pagamento” per una ferita subita, rappresenta la
complessità della loro relazione: tra lealtà e rivalità, fiducia e
diffidenza. La decisione finale di continuare a smantellare le
“banche segrete” della CIA indica che la loro battaglia è solo
all’inizio, aprendo uno scenario di lotta contro un sistema
corrotto e invisibile. In questo senso, il film lascia quindi
aperta la possibilità di un proseguimento (che ad oggi non c’è
stato), ma soprattutto sottolinea come, in un mondo dominato da
compromessi morali, l’eroismo si manifesti in scelte difficili e
ambigue.
In trappola – Don’t get
out (il cui titolo originale è Steig. Nicht.
Aus!), diretto dal regista tedesco Christian
Alvart, è un thriller psicologico ad alta tensione che
fonde elementi di horror e suspense in una storia claustrofobica.
Il film esplora il terrore della trappola mortale in cui si ritrova
intrappolato un padre con i propri figli, mettendo in scena
dinamiche di paura, paranoia e lotta per la sopravvivenza. La regia
di Alvart si concentra sull’atmosfera opprimente e sull’incertezza
costante, costruendo un crescendo di ansia che tiene lo spettatore
con il fiato sospeso.
Tematiche come la vulnerabilità
umana, la fiducia tradita e la brutalità nascosta dietro la
facciata ordinaria emergono nel racconto, accomunando In
trappola – Don’t Get Out ad altri titoli di genere
Speed o Il giorno
sbagliato. La claustrofobia, il senso di isolamento e la
lotta per scappare da un luogo apparentemente innocuo ma in realtà
letale ricordano anche pellicole come Collateral. Questi riferimenti aiutano a inquadrare il
film all’interno di un panorama di thriller che giocano sull’ansia
dello spettatore e sulla paura del confinamento.
Nel corso dell’articolo, sarà
approfondito il finale di In trappola – Don’t Get
Out, spesso oggetto di interpretazioni diverse per la sua
ambiguità e i colpi di scena. Verranno analizzate le scelte
narrative che lo caratterizzano e il modo in cui chiudono il
cerchio della vicenda, svelando il vero significato degli eventi e
il destino dei protagonisti. Questo approfondimento sarà utile a
comprendere appieno il messaggio del film e a valorizzarne
l’impatto emotivo.
Hannah Herzsprung in In trappola – Don’t Get Out
La trama di In trappola – Don’t get out
Protagonista del film è Karl
Brendt, imprenditore edile di successo e padre amorevole.
Una mattina, prima di andare al lavoro, Karl fa salire nella sua
auto i figli Josefine e Marius
per accompagnarli a scuola. Tuttavia, dopo essere partito, riceve
una telefonata minacciosa: dall’altra parte dell’apparecchio la
voce di uno sconosciuto lo minaccia di far esplodere una bomba
nascosta sotto il suo sedile, se solo i suoi figli tenteranno di
abbandonare la vettura.
In cambio delle loro vite, il
criminale chiede a Karl una grossa somma di denaro. Nel frattempo,
Simone, la moglie di Karl, sospetta che suo marito
abbia rapito i loro figli e chiede alla polizia di mettersi sulle
sue tracce. Inseguito dalla polzia e alla mercé del criminale che
lo tiene in scacco, per Karl ha inizio una disperata lotta contro
il tempo nel tentativo di salvare la sua vita e quella dei suoi
figli prima che sia troppo tardi.
La spiegazione del finale del film
Il finale di In trappola –
Don’t get out vede l’auto di Karl circondata dalla polizia
in Gendarmenmarkt. Pia Zach, esperta di esplosivi,
scopre che effettivamente sono state collocate delle bombe
sull’auto, mentre l’ispettore Drache, capo
dell’operazione, è fermamente convinto che Karl abbia intenzioni
criminali pericolose. Mentre Marius viene fatto uscire dall’auto
senza problemi, Josefine resiste all’ordine di scendere, temendo
che il padre possa essere ucciso se lasciato solo. Invece di
uscire, decide di salire sul sedile del passeggero per restare
accanto a Karl.
Una scena di In trappola – Don’t Get Out
La tensione aumenta quando un uomo
che dovrebbe essere il fratello di Karl tenta di convincerlo a
desistere, ma si rivela essere in realtà il ricattatore,
intenzionato a vendicarsi per la moglie suicida dopo una sfratto
causato dai progetti edilizi di Karl. Questo conferma le paure
dell’ispettore Drache sull’effettiva pericolosità di Karl. Il
ricattatore annuncia di aver attivato un timer e che Karl ha solo
cinque minuti per ottenere il denaro. Karl fugge a bordo dell’auto,
seguito dalla moglie, che ha scoperto che il vero fratello è in
Thailandia, e da un folto contingente di polizia. Arrivati sulle
rive della Sprea, Josefine esce volontariamente dall’auto, mentre
il ricattatore prende il suo posto.
La spiegazione del finale si lega
strettamente ai temi della responsabilità e della redenzione che
percorrono tutto il film. Karl, inizialmente ritratto come un uomo
irrazionale e potenzialmente pericoloso, ammette solo alla fine di
aver agito con leggerezza e senza pensare alle conseguenze nei suoi
progetti edilizi che hanno portato alla tragedia personale del
ricattatore. La decisione disperata di lanciarsi con l’auto nel
fiume – uscendone all’ultimo e condannando il ricattatore a morte –
rappresenta un gesto estremo di volontà di chiudere quel capitolo
doloroso, tentando allo stesso tempo di salvare se stesso e di
assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Inoltre, il finale evidenzia il
conflitto tra giustizia e vendetta, ma anche il bisogno di
riconciliazione. La presenza della moglie che ritira l’ordine di
sparare e accompagna Karl con la polizia mostra come, nonostante le
tensioni, ci sia ancora spazio per la comprensione e il perdono. La
riconciliazione familiare finale dopo la pena scontata simboleggia
una rinascita possibile, in cui la consapevolezza degli errori
diventa il punto di partenza per ricostruire legami e fiducia,
coerentemente con il messaggio morale che il film vuole
trasmettere.
Dopo aver lasciato il gruppo con un
altro grande mistero nel finale della stagione precedente, il
trailer della quinta stagione di Only Murders in the
Building mostra come riprenderà dalla sospensione
della quarta stagione. Il video mostra il gruppo centrale di
podcaster che indaga sulla morte di Lester, oltre a presentare la
nuova serie di sospetti, tra cui Christoph Waltz, Logan Lerman e Renée Zellweger.
La sinossi della nuova stagione
recita infatti: “Dopo la scomparsa del loro amato portiere
Lester, morto in circostanze sospette, Charles, Oliver e Mabel si
rifiutano di credere che si tratti di un incidente. La loro
indagine li conduce negli angoli più oscuri di New York e oltre,
dove il trio scopre una pericolosa rete di segreti che collega
potenti miliardari, criminali della vecchia guardia e misteriosi
residenti dell’Arconia. I tre si accorgono di una frattura più
profonda tra la città leggendaria che credevano di conoscere e la
nuova New York che si evolve attorno a loro: una città in cui la
criminalità radicata lotta per restare a galla mentre in campo
scendono nuove forze ancora più pericolose“.
Steve Martin, Martin Short e
Selena Gomez saranno come sempre i protagonisti anche
di questa nuova stagione, che debutterà il 9 settembre in esclusiva
su Disney+ in Italia, con tre
episodi disponibili al lancio, seguiti da nuovi episodi ogni
settimana. La nuova stagione si avvarrà anche di guest star
speciali che includono
Meryl Streep, Da’Vine Joy Randolph, Richard Kind, Nathan Lane,
Bobby Cannavale, Téa Leoni, Keegan-Michael Key, Beanie Feldstein,
Dianne Wiest, Jermaine Fowler e molti altri.
Lindsay Lohan e
Jamie Lee Curtis analizzano il finale di Quel
pazzo venerdì – sempre più pazzo. Sebbene la storia di
Quel pazzo venerdì, originariamente un
libro, sia stata adattata diverse volte, il suo capitolo più
recente è Quel pazzo venerdì – sempre più pazzo, che
è un sequel diretto della versione del 2003, in cui si alza la
posta in gioco con più personaggi e scambi di corpi.
Quel pazzo venerdì – sempre
più pazzo è stato finora ben accolto, ottenendo un
Tomatometro del 72% su Rotten Tomatoes. I fan lo hanno apprezzato
ancora di più, assegnando al film un Popcornmetro del 93%. Quel
pazzo venerdì ha anche incassato la notevole cifra di 43,8 milioni
di dollari al botteghino finora, un ottimo inizio per un reboot di
una commedia cinematografica.
Tramite Entertainment
Weekly, Curtis e Lohan hanno spiegato il finale di Quel
pazzo venerdì – sempre più pazzo. Lohan ha interpretato il
finale come “un momento in cui i loro due mondi possono
coesistere“, riferendosi ad Anna (Lohan) e a sua figlia Harper
(Julia Butters). Curtis ha espresso la sua
commozione per la scelta della canzone nel finale, dicendo che è
“il motivo per cui si va al cinema“.
Anche la regista di Quel pazzo
venerdì – sempre più pazzo, Nisha Ganatra,
è intervenuta riguardo all’esperienza di Lily (Sophia
Hammons) nella conclusione. Pensa che ciò che alla fine
“spacca tutto” sia quando Lily realizza che i Coleman, uniti a suo
padre (Manny Jacinto), sono la sua vera famiglia.
Ecco le citazioni complete qui sotto:
Lindsay Lohan:Penso che sia un momento in cui i loro due mondi possono
coesistere. Sua madre può ancora realizzare i suoi sogni, e sua
figlia può ancora far parte di quei sogni, e possono vivere
insieme, perché sono una cosa sola. Lei viene da sua madre. Possono
affrontare qualsiasi tempesta. Qualunque novità cambierà la loro
vita, dare vita a questa nuova famiglia, è possibile. Tutto ciò di
cui hanno bisogno è l’uno dell’altra. Questo è il tassello mancante
che non hanno riconosciuto per tutto il tempo.
Jamie Lee Curtis: Ricordo la prima volta che ho
letto, quando dice che la canzone non parla di Jake [Chad Michael
Murray], e poi l’ho ascoltata. È molto toccante. È il motivo per
cui vai al cinema, è il motivo per cui vai a vedere un film Disney.
Avere un momento in cui all’improvviso ti avvicini e stringi la
mano alla persona seduta accanto a te, che sia tua madre, tua
nonna, un’amica… Ne sarai commosso.
Nisha Ganatra:
Quando Lily si rende conto che questa è la sua famiglia, è
quello che apre tutto. C’era bisogno di quel momento in cui tutti
vedevano l’altro per quello che era e lo accettavano per quello che
era. È allora che tutto torna a posto. Sembrava che tutti avessero
bisogno di quel momento in cui vedevano l’altro.
Qual è il vero
significato di Quel pazzo venerdì – sempre più
pazzo?
Come Anna e Tess (Curtis) ricordano
utilmente al pubblico nel film, sono riuscite a cancellare la loro
prima esperienza di scambio di corpo quando hanno imparato a
comprendersi meglio. Il personaggio sensitivo di Vanessa
Bayer suggerisce che qualcosa di simile dovrà accadere
affinché questo scambio a quattro venga invertito, citando un
enigma che richiede loro di “cambiare i cuori che sanno essere
sbagliati“.
Il significato di questa frase può
essere interpretato come il processo che ogni personaggio deve
attraversare per cambiare il proprio cuore e vedere veramente
l’altra persona, come dice la citazione di Ganatra. Nel finale di
Quel pazzo venerdì – sempre più pazzo, Tess e Lily
attraversano per prime questa evoluzione, con Lily che si rende
conto che non avrebbe dovuto cercare di distruggere il matrimonio
di suo padre e che potrebbe essere felice rimanendo a Los Angeles
con i Coleman.
Con Tess e Lily convinte che le cose
possano funzionare, gli ultimi cuori a cambiare sono quelli di
Harper e Anna. Inizialmente Harper era furiosa perché sua madre
l’aveva costretta a trasferirsi a Londra, ma sapere che sarebbero
rimaste a Los Angeles e che avrebbero avuto un “vincolo” con sua
madre la aiuta anche a cambiare idea.
Nella
nostra recensione di Quel pazzo venerdì – sempre più
pazzo abbiamo scritto: “Quel pazzo venerdì –
sempre più pazzo è più di un semplice sequel: è una lettera
d’amore ai fan del primo film e un’intelligente reinvenzione del
suo messaggio centrale. Il risultato è un film capace di parlare a
più generazioni contemporaneamente. Perfetto per una serata in
famiglia, ma anche per chi ha amato il film del 2003 e vuole
ritrovare quell’alchimia unica tra Lohan e Curtis, oggi ancora più
matura, intensa e divertente. Una “freaky” sorpresa di fine estate
che, non sapevamo di volere — ma che ora siamo felici di
avere.”
Johnny Depp potrebbe tornare nei panni di
Jack Sparrow nel sesto film della serie
Pirati dei Caraibi, almeno secondo quanto
affermato dal produttore della saga Jerry
Bruckheimer. In una recente intervista con Entertainment Weekly,
Bruckheimer ha infatti confermato di aver parlato con Depp di un
nuovo film della serie e si è detto ottimista sul ritorno
dell’attore nei panni di capitan Jack Sparrow.
“Se gli piacerà come è scritto
il ruolo, penso che lo accetterà”, ha detto Bruckheimer a EW.
“Come tutti sappiamo, tutto dipende da cosa c’è scritto sulla
pagina… Stiamo ancora lavorando alla sceneggiatura. Vogliamo
realizzarlo. Dobbiamo solo trovare la sceneggiatura giusta. Non ci
siamo ancora arrivati, ma ci siamo vicini”.
Ad oggi Johnny Depp ha recitato in cinque film della
serie Pirati dei Caraibi dal 2003 al 2017.
“La maledizione del forziere fantasma” del 2006 e
“Oltre
i confini del mare” del 2011 hanno entrambi superato il
miliardo di dollari. Il suo futuro con la serie sostenuta dalla
Disney è stato tuttavia messo in discussione a seguito dei suoi
problemi legali e del processo per diffamazione contro Amber Heard nel 2022. Con Depp che sta però
tornando a Hollywood grazie ad alcuni progetti, si moltiplicano le
speculazioni sul fatto che la Disney lo riaccoglierà (e
viceversa).
Cosa sappiamo di un nuovo Pirati dei
Caraibi
La strada verso un nuovo film di
Pirati dei Caraibi è stata lunga. Variety ha
riportato nell’estate del 2020 che la Disney era nelle prime fasi
di sviluppo di due nuovi film: un reboot con Margot Robbie e un sesto film della serie
originale scritto da Craig Mazin e Ted
Elliott, quest’ultimo coautore dei primi quattro film.
Robbie ha finito per dire a Vanity Fair nel novembre 2022 che la
Disney non era interessata al suo film “più incentrato su una
protagonista femminile”, anche se Bruckheimer ha minimizzato
l’affermazione dicendo in seguito a EW che c’è ancora spazio per
entrambi i film e “penso che la Disney sia d’accordo nel voler
realizzare anche quello con Margot”.
Per quanto riguarda l’altro film
della serie, Bruckheimer ha dichiarato a EW la scorsa estate che lo
sceneggiatore Jeff Nathanson era entrato a far
parte del progetto dopo aver già scritto quello che ad oggi è
l’ultimo film della saga, “La
vendetta di Salazar“, del 2017. “Ha trovato la
chiave”, ha detto Bruckheimer all’epoca della sceneggiatura di
Nathanson. “Ha scritto un terzo atto fantastico. Dobbiamo solo
sistemare il primo e il secondo atto e poi ci saremo. Ma ha scritto
un terzo atto davvero fantastico“.
Resta da vedere se la sceneggiatura
di Nathanson sia una nuova bozza di quella di Mazin o una
sceneggiatura completamente originale. Mazin ha dichiarato al Los
Angeles Times lo scorso anno che la sua sceneggiatura per
Pirati dei Caraibi 6 era così strana che era
sorpreso che la Disney l’avesse approvata, aggiungendo:
“L’abbiamo proposta pensando che non l’avrebbero mai accettata,
era troppo strana. E invece l’hanno fatto! Poi abbiamo scritto una
sceneggiatura fantastica, ma poi è scoppiato lo sciopero e ora
tutti stanno aspettando“.
Bruckheimer ha anche detto la scorsa
estate che sarebbe disposto a riportare Depp nel film scritto da
Nathanson, spiegando: “È un reboot, ma se dipendesse da me,
Johnny ci sarebbe. Lo adoro. È un buon amico. È un artista
straordinario e ha un look unico. Ha creato il Capitano Jack. Non
era scritto nel copione, era lui che imitava un po’ Pepé Le Pew e
Keith Richards. Era la sua interpretazione di Jack
Sparrow“.
Dopo quasi tre anni di attesa, la
serie di successo di NetflixMercoledì
è tornata, riportando gli spettatori alla scuola per emarginati
Nevermore Academy. Fortunatamente, la prima parte della seconda
stagione di Wednesday è valsa l’attesa, regalando agli spettatori
un nuovo emozionante mistero. La prima parte della seconda stagione
pone però anche molti misteri avvincenti che la seconda parte dovrà
necessarimente risolvere.
Mercoledì Addams dovrà, ad esempio, scoprire chi
potrebbe causare la morte di Enid e fermarlo prima che le faccia
del male, ma ancora c’è da scoprire se la protagonista riuscirà a
riacquisire i suoi poteri e quali sono gli obiettivi di Tyler. Di
chi può fidarsi e di chi farebbe meglio a non farlo Mercoledì? In
questo approfondimento esploriamo allora i 9 più grandi misteri da
risolvere di questa seconda stagione, in attesa dei prossimi
episodi in arrivo il 3 settembre.
Mercoledì Addams trascorre l’estate
tra la prima e la seconda stagione esaurendo i suoi poteri psichici
al punto che nella seconda stagione inizia a piangere lacrime nere.
Anche se Morticia cerca di darle consigli su come sviluppare
lentamente le sue capacità, lei non ascolta l’avvertimento di sua
madre. Al contrario, Mercoledì abusa dei suoi poteri per così tanto
tempo che finisce per perderli.
Quando le sue visioni psichiche
scompaiono, Mercoledì decide che la soluzione si trova nel libro
degli incantesimi di Goody. Sfortunatamente, perde il duello
bendata, il che significa che Morticia brucia il libro. La seconda
parte della seconda stagione di Mercoledì dovrà chiarire se i
poteri dell’adolescente protagonista sono scomparsi definitivamente
o se possono essere recuperati. Anche se è interessante vedere
Mercoledì indagare senza i suoi poteri psichici, ci si augura che
possa tornare a essere una sensitiva con l’aiuto di Morticia o
forse anche di sua zia Ofelia.
Dal momento in cui Barry Dort è
apparso sullo schermo, viene il sospetto che sia malvagio. L’attore
Steve Buscemi ha interpretato così tante volte
personaggi cattivi o moralmente ambigui che le intenzioni del suo
personaggio vengono facilmente messe in discusione. Inoltre, sta
cercando troppo di sembrare amichevole con gli studenti perché non
risulti sospetto. La prima parte della seconda stagione di
Mercoledì alimenta dunque i dubbi sul personaggio. Dort non ha
avuto inoltre alcun problema a manipolare Bianca affinché usasse il
suo canto delle sirene minacciando la sua borsa di studio, il che
lo rende già controverso.
Inoltre, la telefonata alla fine
della prima parte della seconda stagione di
Mercoledì era sospetta. La seconda metà della
seconda stagione della serie deve rivelare cosa sta succedendo con
Barry Dort. Abbiamo bisogno di risposte su quella strana telefonata
e sul perché sia così interessato a portare la madre di Morticia a
scuola. Inoltre, la serie dovrebbe chiarire le sue ragioni per
diventare il preside della Nevermore Academy e spiegare come possa
giustificare la sua decisione di manipolare Bianca.
La storia di Pugsley nella prima
parte della seconda stagione di Mercoledì era incentrata sul suo
nuovo zombie domestico, che ha accidentalmente riportato in vita
con la sua elettricità. Durante la prima metà della stagione, lo
zombie Slurp ha però ucciso numerose persone, mangiando i loro
cervelli. La parte più sorprendente è il fatto che ogni omicidio lo
rende un po’ più umano di prima. Il suo cervello sta quindi
ricrescendo rapidamente. Sembra meno decomposto ad ogni
omicidio.
Alla fine della sua serie di omicidi
nell’istituto psichiatrico, pronuncia le sue prime parole. Questo
ha portato alla teoria che Slurp tornerà ad essere umano se mangerà
abbastanza cervelli. La seconda parte della seconda stagione di
Mercoledì dovrà allora rispondere ad altre domande
su Slurp, tra cui chi era prima della sua morte (al di fuori del
mito) e se tornerà ad essere quella persona in futuro.
Parlando delle prime parole di
Slurp, lo zombie attacca diverse persone mentre fugge dall’istituto
psichiatrico. Una delle sue vittime era Augustus
Stonehurst. Slurp ha detto ad Augustus: “Ciao, vecchio
amico”, prima di ucciderlo. Questo implica che Slurp, chiunque
fosse quando era ancora vivo, aveva una qualche relazione con
Augustus. Se la voce sull’uomo sotto l’albero del teschio è vera,
egli era un inventore geniale.
Dato che Augustus era responsabile
del progetto LOIS, che ha reso sua figlia la prima Normie
trasformata in un’emarginata, è plausibile che abbia avuto l’aiuto
di un genio interno. Prima di morire, Slurp potrebbe aver cospirato
con Augustus sul LOIS. Dopotutto, uno scienziato disposto a creare
un cuore elettrico potrebbe non avere remore a giocare con la
biologia. Tuttavia, questa è solo una teoria basata sulla
dichiarazione dello zombie a cui la seconda parte della seconda
stagione di Mercoledì dovrà rispondere.
Cosa farà Tyler ora che è libero
dal manicomio Willow Hill?
Dato che non è morto nella prima
stagione di Mercoledì, sembrava scontato che Hyde
sarebbe tornato nella seconda stagione. Il suo ritorno non ha
deluso le aspettative. È stato internato con la forza in un
istituto psichiatrico perché pericoloso per gli altri. Tuttavia,
alla fine della prima parte della seconda stagione, fugge dalle sue
catene, uccide Marilyn e attacca Mercoledì. Dato che non viene
mostrato mentre viene ricatturato, sembra che sarà libero nella
seconda metà della stagione.
Pertanto, la seconda parte della
seconda stagione di Mercoledì dovrà rispondere
alla domanda su cosa farà Tyler ora. Sembra avere un conto in
sospeso con la protagonista e gli altri emarginati che lo hanno
sconfitto. Sia Avian che Tyler potrebbero quindi rappresentare una
grave minaccia nella seconda metà della seconda stagione.
Christina Ricci è Marylin Thornhill in Mercoledì. Cortesia di
Netflix
Come accennato, Tyler ha ucciso
Marilyn prima di fuggire dall’istituto psichiatrico. Questo non
sarebbe particolarmente degno di nota se non fosse per il fatto che
lei era destinata a essere la sua padrona. Se Marilyn diceva la
verità all’inizio della seconda stagione di Mercoledì, un Hyde
proverebbe un dolore indicibile e si condannerebbe a morte se la
sua padrona venisse uccisa.
Tenendo presente questo, la seconda
parte della seconda stagione di Mercoledì deve chiarire se Marilyn
fosse davvero la padrona di Tyler. Se lo fosse, ciò solleva
un’altra domanda su come lui abbia potuto ucciderla. Se non lo
fosse, la serie deve dirci chi è il vero padrone di Tyler.
Quest’ultima ipotesi apre molte possibilità narrative.
La donna nel manicomio di Willow
Hill è Ophelia Addams?
Il resto della famiglia Addams ha un
ruolo molto più importante nella seconda stagione di
Mercoledì, e molta enfasi è posta sul rapporto di
Morticia con il personaggio fuori campo Ophelia Addams. Ophelia è
sua sorella e anche lei aveva visioni psichiche. Secondo Morticia,
la nonna Addams ha messo le due sorelle l’una contro l’altra. Alla
fine, qualcosa è successo alle capacità psichiche di Ophelia che
l’ha portata a essere ricoverata nella struttura psichiatrica
locale. Questo è proprio il luogo in cui si trovano anche Tyler,
Marilyn e l’Avian.
Alla fine della prima parte della
seconda stagione di Mercoledì, lei trova una donna non identificata
che era una cavia del test LOIS. Considerando quanto la stagione
abbia prefigurato Ophelia Addams, i fan hanno immediatamente
iniziato a ipotizzare che fosse lei la donna aiutata da Mercoledì.
Se non fosse Ophelia, potrebbe anche essere la madre di Tyler,
anch’essa ricoverata a Willow Hill. In ogni caso, dovremo saperne
di più su questa donna nella seconda parte della seconda stagione
di Mercoledì.
Nella prima stagione di Mercoledì,
viene dato grande risalto al fatto che i “normali” non frequentano
la Nevermore Academy. Viene ripetutamente sottolineato che Marilyn
Thornhill è stata la prima persona normale ad averla frequentata.
Sappiamo anche che Morticia e Gomez si sono conosciuti quando hanno
frequentato insieme la Nevermore. Questo implica che anche Gomez
abbia una sorta di abilità che gli conferisce l’etichetta di
“emarginato”. Tuttavia, l’abilità del fulmine ha saltato una
generazione.
La seconda parte della seconda
stagione di Mercoledì dovrebbe quindi rivelare quale abilità ha
effettivamente Gomez Addams in Mercoledì. Sulla base delle
precedenti iterazioni del personaggio, potrebbe avere l’abilità di
camminare sui muri o influenzare i mercati azionari. È sempre stato
acrobatico in modo irrealistico e ha successo in tutte le sue
iniziative imprenditoriali. Se non ha queste abilità, la serie
dovrebbe spiegare come è entrato alla Nevermore.
Durante tutta la prima parte della
seconda stagione di Mercoledì, il personaggio omonimo trascorre la
maggior parte del tempo cercando di impedire l’omicidio di Enid
Sinclair. Nella sua visione, vede la tomba di Enid, la sua migliore
amica che la incolpa per ciò che è successo e un corvo con un
occhio ferito. Questo spinge Mercoledì nella direzione
dell’Avian.
Potrebbe aver scoperto l’identità
segreta di Judi Spannegel, ma la lotta per la vita di Enid è lungi
dall’essere finita. Con Avian e Tyler a piede libero, non c’è
dubbio che la vita della vivace licantropa sia ancora in pericolo
nella seconda parte della seconda stagione di Mercoledì. Uno dei
due potrebbe darle la caccia e salvarla è decisamente il principale
obiettivo di questa stagione per la nostra protagonista.
I primi due episodi di
Alien: Pianeta Terra (qui
la nostra recensione) stanno per uscire e Noah
Hawley e la star principale Sydney
Chandler hanno rivelato la principale fonte di ispirazione
per il personaggio principale della serie. Creata dal veterano di
Fargo, è la prima serie TV del franchise di
Alien, ambientata due anni prima del film
originale di Ridley Scott.
La serie si concentra su un gruppo
eterogeneo di soldati che indagano sullo schianto di un’astronave
sulla Terra, che ospitava una serie di specie extraterrestri. Tra
il cast di Alien: Pianeta
Terra c’è Chandler nei panni di Wendy, il primo ibrido
dell’universo, un’umana la cui coscienza viene trasferita in un
corpo sintetico.
Durante un’intervista con
TVLine, sia Chandler che Hawley hanno discusso della
creazione di Wendy in Alien: Pianeta
Terra. Il duo ha rivelato che la protagonista della
serie è in realtà un mix dei due personaggi più iconici del
franchise, Ripley di Sigourney Weaver e Newt di Aliens,
sia nel suo comportamento “presente” che nella sua natura
infantile. Ecco cosa hanno spiegato Chandler e Hawley qui
sotto:
Chandler: Noah Hawley è riuscito
a scrivere un personaggio molto, molto stratificato, un passo
avanti all’altro, in Wendy. È molto presente, cosa che credo si
percepisca dalla Ripley di Sigourney Weaver. È molto “vivi minuto
per minuto”, “non pensare troppo al futuro” e “lascia il passato
alle spalle, eccoci qui”. C’è una logica in questo che non ti
aspetti da un bambino, ma i bambini ce l’hanno. Credo che Noah,
guardandolo scrivere di bambini, abbia così tanto rispetto e
curiosità per come funziona la mente di un bambino. È una novità…
poter interpretare un personaggio che non è scritto sulla pagina,
tipo “Una lacrima le cade dagli occhi” o “Gli corre tra le braccia
e sviene”. Si arrabbia, o tenta di sferrare un pugno, il che è
divertente e stimolante.
Hawley: In un certo senso,
[Newt] racconta molto di chi è Wendy, giusto? È una bambina nel
corpo di un adulto… Non c’è nessuno più umano di una bambina,
giusto? Non sanno fingere di non avere paura. Sono pessimi
bugiardi. E guardano anche il mondo e vedono le cose che noi
abbiamo appena imparato ad accettare. Il personaggio di Sigourney
non era un’eroina d’azione. Era una camionista spaziale, che stava
letteralmente riportando un carico sulla Terra ed è stata
all’altezza della situazione. Avendo realizzato una serie chiamata
Fargo sul potere della decenza sul male, penso che Wendy sia
intrinsecamente una persona perbene, e prospererà proprio per
questo.
In linea con quanto affermato da
Hawley sul ruolo originale di Ripley nel franchise di
Alien, non c’è mai stato un protagonista nella
serie che fosse specificamente addestrato per affrontare una
minaccia come gli Xenomorfi. Per cominciare, Shaw, interpretata da
Noomi Rapace in Prometheus, era un’archeologa la cui fede
e ambizione alla fine portarono lei e il suo equipaggio alla
disfatta.
Invece, in Alien:
Covenant, Daniels, interpretata da Katherine Waterston, è il
responsabile della terraformazione per il gruppo di coloni, mentre
Rain, interpretata da Cailee Spaeny, e il resto del cast di
Romulus erano giovani coloni spaziali in cerca di una vita
migliore. C’erano sicuramente personaggi secondari preparati che si
facevano avanti per aiutare, come il Caporale Hicks, interpretato
da Michael Biehn, ma anche loro venivano spesso
uccisi.
In quanto tale, le descrizioni di
Wendy fatte da Chandler e Hawley la rendono una delle protagoniste
più singolari della serie. Essendo stata addestrata da Kirsh,
interpretato da Timothy Olyphant, probabilmente
avrà le capacità di combattimento necessarie per affrontare le
varie creature di Alien: Pianeta
Terra, anche se la sua coscienza infantile sicuramente
presenterà diverse discussioni morali sugli Xenomorfi.
Dopo
ben otto anni dal suo ultimo film (Il filo
nascosto), il tre volte premio Oscar Daniel
Day-Lewis esce dal suo pensionamento
per Anemone. Il film è una collaborazione
unica, in quanto è il debutto alla regia del figlio Ronan
Day-Lewis, che ha co-scritto la sceneggiatura insieme al
padre. Il progetto, prodotto da Focus Features e Plan B – stando
alla vaga sinossi ad oggi riportata – “esplora i legami familiari tra padri, figli e fratelli mentre
relazioni complesse si dispiegano attraverso viaggi personali e
conflitti generazionali”.
Accanto a Daniel Day-Lewis recitano SeanBean, Samantha
Morton, Samuel Bottomley e Safia
Oakley-Green. Con l’annuncio che Anemone
farà la sua prima mondiale al New York Film Festival 2025, è ora
stata pubblicata una prima immagine del film, che vede
proprio Daniel
Day-Lewise SeanBean. Il film avrà poi un’uscita limitata
nelle sale USA il 3 ottobre 2025, seguita da una distribuzione più
ampia a partire dal 10 ottobre. Il progetto ha già suscitato grande
interesse per il ritorno dell’attore e la natura familiare della
produzione, per cui non resta che attendere di sapere quando sarà
possibile vedere il film anche in Italia.
Perché Daniel Day-Lewis aveva
abbandonato la recitazione
Daniel Day-Lewis
aveva annunciato che avrebbe smesso di recitare nel 2017 prima
dell’uscita di Il Filo Nascosto, anche se non ha fornito
una ragione per il suo ritiro. “È immensamente grato a tutti i
suoi collaboratori e al pubblico nel corso di questi anni”, ha
affermato un portavoce dell’attore in una dichiarazione.
“Questa è una decisione privata e né lui né i suoi
rappresentanti rilasceranno ulteriori commenti su questo
argomento”.
L’attore ha poi riflettuto sulla sua
decisione di annunciare pubblicamente il suo ritiro, dicendo alla
rivista W che “prima di realizzare [‘Il Filo Nascosto’], non
sapevo che avrei smesso di recitare”. Parte del motivo per cui
ha rilasciato una dichiarazione sulla questione era per assumersi
le proprie responsabilità.
“Sapevo che era insolito
rilasciare una dichiarazione”, ha detto Daniel
Day-Lewis. “Ma volevo tracciare una linea. Non volevo
essere risucchiato in un altro progetto. Per tutta la vita ho
continuato a ripetere che avrei dovuto smettere di recitare, e non
so perché questa volta è stato diverso, ma l’impulso di smettere ha
preso piede in me, ed è diventato una compulsione. Era qualcosa che
dovevo fare.”
Sebbene non siano ancora state
scattate foto dal set con Sadie Sink, il regista Destin Daniel
Cretton ha condiviso su Instagram un post che conferma la
presenza dell’attrice a Glasgow.
Non sappiamo ancora chi interpreterà
Sadie Sink, ma si vocifera di diversi
personaggi, tra cui Mayday Parker, Gwen Stacy e una nuova versione
di Mary Jane Watson. Chiunque interpreterà, supponiamo che ci sia
un buon motivo per mantenere così tanta segretezza intorno al ruolo
per un motivo.
Ad oggi, una sinossi generica di
Spider-Man: Brand New Day è emersa all’inizio di
quest’anno, anche se non è chiaro quanto sia accurata.
Dopo gli eventi di Doomsday,
Peter Parker è determinato a condurre una vita normale e a
concentrarsi sul college, allontanandosi dalle sue responsabilità
di Spider-Man. Tuttavia, la pace è di breve durata quando emerge
una nuova minaccia mortale, che mette in pericolo i suoi amici e
costringe Peter a riconsiderare la sua promessa. Con la posta in
gioco più alta che mai, Peter torna a malincuore alla sua identità
di Spider-Man e si ritrova a dover collaborare con un improbabile
alleato per proteggere coloro che ama.
L’improbabile alleato potrebbe
dunque essere il The Punisher di Jon Bernthal –
recentemente annunciato come parte del film – in una situazione
già vista in precedenti film Marvel dove gli eroi si vedono
inizialmente come antagonisti l’uno dell’altro salvo poi allearsi
contro la vera minaccia di turno.
Di certo c’è che il film condivide
il titolo con un’epoca narrativa controversa, che ha visto la
Marvel Comics dare all’arrampicamuri un nuovo
inizio, ponendo però fine al suo matrimonio con Mary Jane Watson e
rendendo di nuovo segreta la sua identità. In quel periodo ha
dovuto affrontare molti nuovi sinistri nemici ed era circondato da
un cast di supporto rinnovato, tra cui un resuscitato Harry
Osborn.
Il film è stato recentemente
posticipato di una settimana dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026.
Destin Daniel Cretton, regista di
Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli,
dirigerà il film da una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik
Sommers. Tom Holland guida un cast che include
anche Zendaya, Mark Ruffalo, Sadie Sink e Liza Colón-Zayas
e Jon Bernthal. Michael Mando è
stato confermato mentre per ora è solo un rumors il coinvolgimento
di
Charlie Cox.
Spider-Man: Brand New
Day uscirà nelle sale il 31 luglio 2026.
Gran parte di IT:
Welcome to Derry rimane avvolta nel mistero, e ben
poco è attualmente noto su cosa il prequel aggiungerà al mito di
IT creato dal romanzo di Stephen King e dai film del 2017 e del
2019.
I fan si aspettano che la serie HBO
esplori il misterioso passato di Pennywise il Clown, e alcuni Funko
Pop appena rivelati sembrano confermare che è esattamente ciò che
accadrà. Come potete vedere qui, una
delle figure è “Bob Gray”, il personaggio che si ritiene abbia
assunto Pennywise in un momento del passato di Derry.
Se questo fosse “It” o semplicemente
il modo in cui la creatura tormentava la città, potrebbe finalmente
essere scoperto in IT:
Welcome to Derry. Qualche tempo fa si vociferava che
questa potesse essere una storia sulle origini di Pennywise, quindi
sembra che presto scopriremo molto di più sul cattivo horror.
Vediamo anche un terrificante
Skeleton Man; potrebbe essere un’altra delle forme di Pennywise o
un altro misterioso antagonista che infesta Derry. La creatura
sembra assomigliare a un “uomo” in un poster scomparso
precedentemente condiviso da King sui social media, e potrebbe
essere centrale nella storia della serie.
Infine, c’è una figura terrificante
che mostra Pennywise banchettare con le interiora della testa di un
uomo. Questa è probabilmente una buona indicazione del tipo di
sangue che ci si può aspettare da IT:
Welcome to Derry.
“Un giorno, ho scritto a [King]
e gli ho detto: ‘Abbiamo questa idea, ovvero sviluppare gli
intermezzi in una miniserie che si svolgerà prima degli eventi del
film’, e gli è piaciuta molto”, ha detto Andy
Muschietti all’inizio di quest’anno. “Ha detto:
‘Facciamolo!’ Ovviamente, man mano che andavamo avanti,
continuavamo a mostrargli il lavoro e lui ha approvato la prima
bozza della sceneggiatura.”
“Poi gli abbiamo mostrato dove
avremmo portato le stagioni future della serie. Si fida di noi per
quello che abbiamo fatto con i film, che ha amato tanto quanto il
pubblico”, ha aggiunto il regista.
Cosa sappiamo di IT: Welcome to Derry
La serie, prodotta dalla Warner
Bros. Television e sviluppata per la televisione dai registi
Andy Muschietti e Barbara
Muschietti (IT,
The
Flash) e Jason Fuchs (Wonder
Woman), debutterà su HBO e sarà disponibile in streaming in
Italia grazie a Sky. Muschietti dirigerà quattro episodi della
serie di nove episodi. Bill Skarsgård ha descritto IT: Welcome to Derry come
“piuttosto hardcore” e ha ammesso di aver avuto qualche esitazione
nel riprendere quello che è diventato forse il suo ruolo più
iconico.
“In un certo senso, mi sentivo
come se avessi chiuso con quel personaggio. Era anche perché stavo
girando [Nosferatu], stavo interpretando Orlock e, per me, era come
se fosse ‘l’ultimo chiodo nella bara dei miei ruoli da
mostro’“, ha spiegato. ”Quindi mi sentivo come se avessi
chiuso con quella parte e volessi fare cose diverse. Naturalmente,
anche la cosa di Pennywise mi ha definito in modo piuttosto netto.
Pensavo: ‘Quello è il me stesso ventiseienne’. Non sono più un
ragazzo giovane“.
“Poi le cose sono cambiate.
Barbara e Andy, i Muschietti, lo stanno realizzando. Li adoro. Sono
amici molto cari. Anzi, sono come una famiglia. Sono il padrino di
suo figlio. Quindi li adoro, e ho pensato: ‘Va bene, riportiamolo
in vita’”. Skarsgård ha aggiunto: “È stato divertente. Mi
è piaciuto più di quanto pensassi, in realtà. Ci sono parti in cui
abbiamo potuto esplorare lati di Pennywise che non avevamo mai
visto, ed è divertente. Mi sono ricordato quanto mi è piaciuto
lavorare con Andy, e ci divertiamo molto insieme. Penso che ci
siano alcune cose interessanti che non abbiamo ancora visto e che
spero il pubblico apprezzerà e si divertirà a guardare“.
Ambientato nell’universo di
IT di Stephen King, IT:
Welcome to Derry è basato sul romanzo e amplia la visione
creata dal regista Andy Muschietti nei film
IT – PARTE 1 e IT – PARTE
2. Il cast è guidato da Taylour Paige,
Jovan Adepo, Chris Chalk,
James Remar, Stephen Rider,
Madeleine Stowe, Rudy Mancuso e
Bill Skarsgård. È stato anche confermato che
IT: Welcome to Derry sarà trasmesso per la prima
volta questo ottobre, il che significa che dovremmo tornare a Derry
in tempo per Halloween.
Non è un segreto che il co-CEO e
regista dei DC Studios, James
Gunn, non sia esattamente un fan del Joker di Jared Leto. Di conseguenza, le probabilità che
il premio Oscar interpreti di nuovo il personaggio non sono solo
scarse, ma quasi certamente nulle.
L’attore ha ripreso brevemente il
suo ruolo più controverso in Justice League di Zack Snyder. Prima
di allora, la reazione alla sua interpretazione del 2016 nei panni
del Clown Principe del Crimine ha chiuso le porte a un film in
programma su Joker e Harley Quinn, e alla fine è stato accantonato
in favore di Birds of Prey.
Ora, lo scooper @MyTimeToShineH ha
affermato: “Nella seconda stagione di Peacemaker, Peacemaker prende in giro 30 Seconds
to Mars, quindi potete star certi che Leto non tornerà”. Non
abbiamo ulteriori dettagli, ma Jared Leto è il frontman della band
30 Seconds to Mars, e se Gunn sta usando
uno dei personaggi del DCU per prenderli in giro, questo sicuramente vi
dice tutto ciò che dovete sapere su cosa prova per l’attore e
musicista.
“Non so proprio perché Joker
dovrebbe essere nella Suicide Squad”, disse Gunn all’epoca.
“Non sarebbe d’aiuto in quel tipo di situazione di guerra.
Volevo creare quella che per me era la Suicide Squad. Reagire al
film di David lo avrebbe reso l’ombra del film di David. Volevo che
fosse completamente a sé stante.”
“Quando la Warner Bros. mi ha
chiesto di fare questo, ho visto il primo film per la prima volta,
li ho richiamati e ho chiesto: cosa devo tenere da questo film? E
loro hanno risposto: ‘niente'”, ha continuato Gunn. “Hanno
detto, ascoltate, ci piacerebbe molto che Margot fosse nel film, ma
non è obbligatorio. Potreste inventare personaggi completamente
nuovi o mantenere tutti gli stessi.”
La seconda stagione di
Peacemaker segue Christopher ‘Chris’ Smith, alias
Peacemaker, il supereroe vigilante, mentre lotta
per riconciliare il suo passato con il suo ritrovato scopo,
continuando a dare filo da torcere ai giusti malfattori nella sua
folle ricerca di pace a ogni costo. Scopre un mondo alternativo in
cui la vita è tutto ciò che desidera. Ma questa scoperta lo
costringe anche ad affrontare il suo passato traumatico e a
prendere in mano il futuro.
Questa volta, Spidey è stato
avvistato mentre usava i suoi poteri di arrampicarsi sui muri per
stare sul lato del carro armato del Punitore mentre sfrecciava per
le strade di New York. È chiaro che il tutto è stato girato fuori
sequenza, con i pezzi assemblati in post-produzione.
Sfortunatamente per noi, questo rende più difficile capire cosa
stia succedendo. Si ipotizza ancora che potremmo vedere Frank
Castle o
Scorpion sul set, anche se immaginiamo che qualsiasi spoiler
del genere non verrà girato sul set.
In altre notizie, lo scooper
@MyTimeToShineH ha affermato che “MJ ha un ruolo IMPORTANTE in
Brand New Day”. Questo contraddice quanto abbiamo sentito da
altri che hanno suggerito che il tempo di Zendaya sullo schermo in
Spider-Man: Brand New Day sarà limitato.
Recenti foto dal set sembrano
mostrare Zendaya di nuovo nei panni di Michelle “MJ”
Jones, quindi solo il tempo dirà quanto importante sarà il ruolo
del personaggio nel film dopo che l’incantesimo di Doctor Strange
le ha fatto dimenticare Peter Parker. Spider-Man: No Way Home si è
concluso suggerendo che il suo amore per l’eroe potrebbe
significare che ha qualche ricordo della sua esistenza.
Con la star di Stranger ThingsSadie
Sink che si vocifera interpreterà Gwen Stacy in
Spider-Man: Brand New Day,
Peter potrebbe trovare un nuovo interesse amoroso mentre la sua
storia nell’MCU continua. Le foto dal set hanno
suggerito che sono passati tre anni dal film precedente, aprendo la
porta al fatto che la lancia-ragnatele abbia voltato pagina.
Ad oggi, una sinossi generica di
Spider-Man: Brand New Day è emersa all’inizio di
quest’anno, anche se non è chiaro quanto sia accurata.
Dopo gli eventi di Doomsday,
Peter Parker è determinato a condurre una vita normale e a
concentrarsi sul college, allontanandosi dalle sue responsabilità
di Spider-Man. Tuttavia, la pace è di breve durata quando emerge
una nuova minaccia mortale, che mette in pericolo i suoi amici e
costringe Peter a riconsiderare la sua promessa. Con la posta in
gioco più alta che mai, Peter torna a malincuore alla sua identità
di Spider-Man e si ritrova a dover collaborare con un improbabile
alleato per proteggere coloro che ama.
L’improbabile alleato potrebbe
dunque essere il The Punisher di Jon Bernthal –
recentemente annunciato come parte del film – in una situazione
già vista in precedenti film Marvel dove gli eroi si vedono
inizialmente come antagonisti l’uno dell’altro salvo poi allearsi
contro la vera minaccia di turno.
Di certo c’è che il film condivide
il titolo con un’epoca narrativa controversa, che ha visto la
Marvel Comics dare all’arrampicamuri un nuovo
inizio, ponendo però fine al suo matrimonio con Mary Jane Watson e
rendendo di nuovo segreta la sua identità. In quel periodo ha
dovuto affrontare molti nuovi sinistri nemici ed era circondato da
un cast di supporto rinnovato, tra cui un resuscitato Harry
Osborn.
Il film è stato recentemente
posticipato di una settimana dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026.
Destin Daniel Cretton, regista di
Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli,
dirigerà il film da una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik
Sommers. Tom Holland guida un cast che include
anche Zendaya, Mark Ruffalo, Sadie Sink e Liza Colón-Zayas
e Jon Bernthal. Michael Mando è
stato confermato mentre per ora è solo un rumors il coinvolgimento
di
Charlie Cox.
Spider-Man: Brand New
Day uscirà nelle sale il 31 luglio 2026.
Resident Alien
– Stagione 4, episodio 10, “The End Is Here”,
porta la commedia drammatica fantascientifica di Alan Tudyk a una
conclusione emozionante, dando a ciascuno dei suoi personaggi un
addio appropriato. Sebbene ci siano alcuni segnali che il cast
di Resident Alien potrebbe tornare per progetti correlati, non
ci sono piani confermati in tal senso e l’episodio sembra davvero
la fine di un’era.
Mentre Resident Alien – stagione 3 si è conclusa con una serie
di colpi di scena, le trame lasciate in sospeso in “The End Is
Here” non sono dello stesso tipo. Lo showrunner Chris Sheridan
ha dichiarato di sapere che Resident Alien – stagione 4
sarebbe stata l’ultima, e quindi ha voluto scrivere un finale
adeguato.
L’ultima puntata della serie vede
la partecipazione della maggior parte dei migliori personaggi di
Resident Alien, mentre alcuni sono relegati a menzioni
marginali o cameo incredibilmente brevi. Tuttavia, considerando che
Sheridan aveva solo 45 minuti per concludere quattro anni di
narrazione, ha fatto un ottimo lavoro con la sceneggiatura.
Resident Alien termina con un
sostituto di Harry sorprendentemente familiare
Il penultimo episodio di Resident
Alien, “Tunnel Vision”, si è concluso con Asta Twelvetrees
(Sara Tomko) che anticipava l’arrivo di una nuova minaccia aliena.
Come rivela “The End Is Here”, si scopre che un altro membro del
popolo di Harry (Alan Tudyk) è arrivato per tentare nuovamente
ciò che il suo predecessore avrebbe dovuto fare: uccidere tutti gli
esseri umani sulla Terra.
Il ritorno di Michael Cassidy nel
cast di Resident Alien per la prima volta dalla sua uscita
nella seconda stagione con “The Weight” lo vede riprendere
brevemente il ruolo del dottor Ethan Stone. Dopo che una nave
aliena schiaccia l’auto di Ethan nei primi secondi di “The End
Is Here”, Cassidy assume il nuovo ruolo di successore alieno di
Harry.
Il nuovo Ethan si rivela molto
simile al personaggio interpretato da Tudyk nei primi episodi di
Resident Alien. Sebbene sia per lo più freddo e privo di emozioni,
le sue interazioni con gli abitanti di Patience mostrano segni che
il ghiaccio sta iniziando a sciogliersi. Quindi, il ritorno di
Cassidy è un chiaro segno che l’alieno Ethan intraprenderà un
viaggio molto simile a quello di Harry e probabilmente deciderà di
risparmiare l’umanità.
“The End Is Here” allude anche
fortemente alla possibilità che Harry non sia il primo personaggio
a vivere questa esperienza. È stato stabilito che gli alieni
visitano la Terra da molto tempo, eppure il pianeta rimane vivo e
attivo. Quindi, Harry è probabilmente l’ultimo di una lunga serie
di alieni ad aver cambiato idea grazie all’umanità, e l’alieno
Ethan è il prossimo.
Il finale di Resident Alien
regala a Harry Vanderspeigle il lieto fine che era stato anticipato
dalla terza stagione.
In “The End Is Here”, Harry inizia
a avere dei ripensamenti sul lasciare la Terra, preoccupato che
tutti lo dimenticheranno quando se ne sarà andato. Tuttavia, ha
Heather (Edit Patterson) e i loro bambini alieni che lo aspettano
su un pianeta lontano. Il debutto di Heather nella terza stagione
ha regalato a Harry la sua prima vera storia d’amore in Resident
Alien, quindi non è una sorpresa che siano finiti insieme.
Sebbene “The End Is Here” non
mostri effettivamente Harry con la sua nuova famiglia, c’è una
splendida scena in cui il personaggio di Tudyk arriva in orbita
attorno al suo nuovo pianeta. Fortunatamente, è riuscito a salvare
la Terra un’ultima volta prima di andarsene e ha ricevuto un
commosso addio da quasi tutti i personaggi principali della
serie.
Il destino di tutti gli altri
personaggi principali di Resident Alien rivelato nel
finale
Sheridan trova il tempo nel finale
per dare ai personaggi principali di Resident Alien un finale su
misura che si adatta perfettamente a ciascuno di loro. La decisione
di Asta di dedicarsi all’impegno umanitario la porta ad abbandonare
il suo talento infermieristico al Patience, il che si adatta
perfettamente alla sua personalità altruista. D’arcy Bloom (Alice
Wetterlund) trova un giovane membro del suo gruppo degli Alcolisti
Anonimi da guidare.
Dopo averla vista intraprendere un
percorso molto simile a quello che ha portato lei stessa
all’autodistruzione, Resident Alien suggerisce fortemente che il
personaggio di Wetterlund sta per intraprendere una carriera come
allenatrice di sci, coronando così il lungo percorso alla ricerca
di un nuovo significato dopo il fallimento alle Olimpiadi.
Forse la cosa più emozionante è che
lo sceriffo Mike (Corey Reynolds) e la vice Liv (Elizabeth Bowen)
concludono la serie come agenti segreti incaricati di tenere
d’occhio le attività aliene. Troppo giovani per prendere decisioni
importanti sul proprio futuro, Max (Judah Prehn) e Sahar (Gracelyn
Awad Rinke) probabilmente continueranno la loro vita, ma
diventeranno sicuramente eroi ancora più grandi.
Ben (Levi Fiehler) è ancora sindaco
di Patience alla fine del finale di Resident Alien, mentre
Kate (Meredith Garretson) decide di abbandonare la carriera di
insegnante e tornare a fare l’avvocato. Quindi, rispetto agli
altri, i membri della famiglia Hawthorne hanno un finale
relativamente banale. Detto questo, visto che sono stati trascinati
nel dramma contro la loro volontà, probabilmente va bene così.
L’episodio finale di Resident
Alien getta diversi semi che rendono possibile un revival o uno
spin-off
Anche se “The End Is Here” funziona
brillantemente come episodio finale di Resident Alien, lo
showrunner Chris Sheridan inserisce alcuni momenti sottili che
potrebbero essere sviluppati se la serie dovesse mai tornare o
diventare un franchise più ampio. Ad esempio, Harry dà a Max un
modo per evocarlo se l’alieno Ethan diventa una minaccia, il
che sembra un ottimo modo per far rivivere la serie.
Allo stesso modo, il finale di
Resident Alien rivela l’esistenza delle fate
nell’universo della serie, un fatto che Liv scopre grazie a un
trucchetto ai danni del suo nuovo datore di lavoro. Quindi, la saga
non è più solo una storia di fantascienza, ma è entrata nel mondo
del fantasy all’ultimo secondo. Questo colpo di scena potrebbe
costituire la base per un avvincente spin-off di Resident
Alien, ma la serie, come tutti sappiamo, è finita.
Warner Bros. ha stabilito un
record monumentale al botteghino come studio cinematografico, con
Weapons che
segna la sua ultima uscita di successo. Uscito l’8 agosto, il film
horror ha incassato 42 milioni di dollari nel weekend di apertura
ed è diventato l’ultimo film dello studio a superare un importante
traguardo. Oltre a questo ottimo inizio, il nuovo film horror di
Zack Cregger è diventato virale sui social media, ricevendo forti
reazioni da parte degli spettatori.
Dopo l’uscita quest’anno di
Sinners, Minecraft,
F1: The
Movie, Final Destination: Bloodlines, Superman e Weapons,
la Warner Bros. è diventata la prima casa di produzione nella
storia ad avere sei film consecutivi che hanno incassato più di 40
milioni di dollari al botteghino. Inoltre, di questi sei film,
la metà sono storie completamente originali.
Cosa significa questo per la
Warner Bros.
Analogamente a Weapons,
la Warner Bros. ha riscosso un successo generale con gli altri
cinque film in uscita nel 2025, in particolare con i titoli
originali, che dimostrano un potenziale promettente e un crescente
interesse per i nuovi contenuti. Sinners di Ryan Coogler è
diventato il film originale con il maggior incasso dopo
Coco, superando i 200 milioni di dollari al botteghino
nazionale. Ha anche superato Lo squalo come secondo film
horror con il maggior incasso al botteghino nazionale.
Sinners è stato il primo
film originale a raggiungere il primo posto al botteghino
quest’anno, seguito dal film horror di Zack Cregger, molto
apprezzato dalla critica. Oltre a questi due, anche F1: The
Movie ha ottenuto un grande successo. Con un incasso di oltre
570 milioni di dollari, il film drammatico sullo sport è
diventatoil film di Brad
Pitt con il maggior incasso di tutti i tempi e l’ottavo
film più redditizio uscito quest’anno.
Abbiamo appreso per la prima volta
dei piani per Marvel Zombies al Comic-Con di San Diego del
2022, quando è stato annunciato come parte di una clamorosa
presentazione del programma “Marvel Animation”. Da allora, le
cose si sono calmate, poiché le serie presentate all’evento hanno
apparentemente richiesto più tempo del previsto per essere
prodotte.
X-Men
’97 e Your Friendly Neighborhood
Spider-Man sono stati da allora presentati in anteprima, e
Marvel Zombies è finalmente pronto per l’uscita
questo autunno. La storia riprende dopo un episodio di
“What If…?” intitolato “What If…
Zombies?!”, che ha visto diversi eroi amati dai fan, tra
cui Spider-Man, combattere contro una schiera di non morti amati
dai fan.
Sebbene diversi personaggi siano già
stati confermati per la serie animata, Nexus Point News ha ora
condiviso una lista di altri eroi (e cattivi) dell’MCU che vedremo
in questa spaventosa stagione.
Secondo il sito, “Marvel Zombies
vedrà anche la partecipazione di John Walker, il Barone Zemo,
Namor, Melina Vostokoff, Thor, Valkyrie e Black Panther”. Resta da vedere se gli
attori che li hanno interpretati nel live-action daranno voce a
questi personaggi, anche se immaginiamo che almeno alcuni di loro
riprenderanno i rispettivi ruoli.
Abbiamo anche alcuni dettagli
aggiuntivi sulla trama, tra cui Scarlet Witch che sarà “in
prima linea nella nuova serie come una potente avversaria”.
Verrà chiamata la Regina Morta, mentre Okoye “fungerà da
cattiva secondaria e sarà a capo di un esercito di non morti,
seguendo gli ordini di Scarlet Witch”.
“In termini di animazione più
matura, sì, stiamo realizzando una serie su Marvel Zombies in
questo momento che è piuttosto intensa, sicuramente una serie
TV-MA”, ha dichiarato l’anno scorso Brad
Winderbaum, responsabile TV, Streaming e Animazione dei
Marvel Studios. “E ancora una volta, sta cercando di onorare i
fumetti. E la cosa fantastica dei fumetti è che non si tirano
indietro. È certamente questo che vogliamo ottenere anche con quel
progetto.”
Il cast confermato di Marvel Zombies
include Elizabeth Olsen (Scarlet Witch),
Awkwafina (Katy), David Harbour (Red Guardian),
Simu Liu (Shang-Chi), Randall
Park (Jimmy Woo), Florence Pugh (Yelena Belova),
Hailee Steinfeld (Occhio di Falco),
Dominique Thorne (Ironheart), Iman Vellani (Ms. Marvel),
Hudson Thames (Spider-Man) e Todd
Williams in un ruolo misterioso.
Bryan Andrews dirige Marvel Zombies
da una sceneggiatura di Zeb Wells. I produttori esecutivi includono
Kevin Feige, Louis D’Esposito, Brad Winderbaum,
Dana Vasquez-Eberhardt, Wells e Andrews. Danielle Costa e Carrie
Wassenaar sono produttrici.
È stata rivelata una breve sinossi,
che afferma solo: “Da Marvel Animation, ‘Marvel Zombies’ arriva
in tempo per Halloween nell’ottobre 2025”. Da allora abbiamo
appreso che Marvel Zombies debutterà il 3 ottobre 2025.
Il
film del 2003 Daredevil, con
Ben Affleck nei panni dell’eroe titolare Matt
Murdock, fu un successo commerciale nonostante alcune recensioni
tiepide. Tra i pochi commenti positivi di fan e critici, spiccò
l’apprezzamento per Jennifer Garner, straordinaria nel ruolo di
Elektra, interesse amoroso di Murdock e assetata
di vendetta. L’attrice ha poi ripreso il ruolo nello spin-off del
2005 Elektra, in cui (spoiler sul finale di
Daredevil) torna dalla
morte, si costruisce un’attività redditizia come assassina e
protegge una giovane prodigio delle arti marziali e suo padre.
Il
film solista fu prodotto con un budget ridotto di soli 43 milioni
di dollari e in tempi molto stretti a causa degli impegni di Garner
con la serie Alias, per
cui era in pausa. Sfortunatamente, questa fretta inficiò sul
risultato finale e il film ottenne così recensioni negative e fu un
insuccesso commerciale. Eppure Elektra merita una
seconda visione per alcune scene d’azione intense e un finale
sorprendentemente redentivo (come noto, l’attrice ha poi avuto modo
di riprendere il ruolo nel recenteDeadpool
& Wolverine). In questo approfondimento, andiamo dunque ad
analizzare proprio la conclusione del film.
Elektra riprende il suo cammino
Dopo la sua resurrezione, Elektra
affronta un rigoroso programma di addestramento e diventa infine
un’assassina. Questo piacevole mestiere la porta a incontrare
Mark (Goran Visnjic),
Abby (Kirsten Zien) e una
difficile scelta: può ucciderli (che è il suo incarico) oppure
vivere una breve storia d’amore con Mark e diventare una figura
materna per Abby. Elektra sceglie la seconda opzione. Il trio fa
dunque di tutto per sfuggire alla Mano, una setta di arti marziali
decisa a rapire Abby. Questo porta Elektra a scontrarsi con
Kirigi (Will Yun Lee), l’uomo che
ha ucciso sua madre. Quando Abby viene uccisa durante lo scontro,
Elektra la rianima usando il Kimagure.
Le dice infine di provare a condurre
una vita normale prima di partire per la sua prossima avventura. È
chiaro che Elektra abbia finalmente lasciato andare la rabbia,
raggiunto un certo grado di pace dopo la morte dei genitori ed è
pronta a proseguire nella sua vita. Meno chiaro è il motivo per cui
scelga di farlo lontano da Mark e Abby, dopo aver costruito un
legame con entrambi. Perché non restare con loro e godere di una
serenità domestica conquistata a fatica? Anche se non viene mai
detto che Elektra parta per eliminare i restanti membri della Mano,
sembra evidente che questo sia il suo obiettivo.
Poiché ufficialmente la Mano sembra
però essersi sciolta, Abby e suo padre sono liberi di condurre una
vita normale. “Vai in spiaggia, prendi un po’ di sole” le
dice Elektra. Le due hanno chiaramente sviluppato un legame, ed
Elektra le promette che si ritroveranno. Abby abbraccia la sua
protettrice per salutarla, e la domanda se continuerà o meno ad
allenarsi nelle arti marziali resta senza risposta. È lecito
supporre, però, che il tempo passato con Elektra abbia reso Abby
più pronta ad affrontare qualsiasi sfida la vita le riservi.
Un mentore moralmente ambiguo
Il maestro di arti marziali di
Elektra è Stick, che non esita a esiliare la sua
allieva per poi incaricarla di assassinare una bambina. Elektra
scopre che Stick aveva organizzato il colpo su Mark e Abby come
test per verificare se fosse davvero riuscita a superare i suoi
problemi di rabbia e avesse scelto di non uccidere una bambina. Il
colpo era anche pensato per condurla ad Abby, la prossima “tesoro”
delle arti marziali. Il finale di Elektra
vede Stick ad attenderla fuori dalla casa della sua infanzia,
offrendole finalmente qualche parola positiva e dicendole che
“non è venuta fuori poi così male”. Si presume che terrà
d’occhio Abby mentre cresce, per assicurarsi che non senta il
richiamo a diventare un’assassina come la sua precedente
allieva.
La maternità come tema
centrale
Nel climax del film, Abby Miller
viene dunque uccisa dalla Mano nello stesso modo in cui era morta
la madre di Elektra, anch’essa vittima della ricerca della Mano per
Elektra. Nell’universo Marvel, essere un prodigio delle
arti marziali non ti rende più sicuro; spesso, anzi, mette in
pericolo i tuoi cari. Tuttavia, questa perdita condivisa lega
Elektra e Abby, avvicinandole nella ricerca di pace e sicurezza. Se
Elektra può proteggere Abby in un modo che nessuna delle loro madri
aveva potuto fare, è proprio la relazione con Abby che la aiuta ad
andare avanti rispetto al proprio passato tragico. Prendersi cura
di una giovane ragazza, guidarla nelle prove di essere il “tesoro”
e incoraggiarla a vivere una vita normale ammorbidisce Elektra.
Ciò le permette di lasciar andare il
senso di colpa e la rabbia. In più momenti del film, Abby corre a
difendere Elektra, lanciandosi in combattimenti ben oltre le sue
capacità. È evidente quanto sia ansiosa per lei, e quanto non
voglia che un’altra figura materna muoia per salvarla. È
interessante notare, però, che pur tenendo molto ad Abby, Elektra
scelga di andarsene alla fine, sapendo di avere altro lavoro da
fare. Questo è in contrasto con molte altre narrazioni materne che
spingono le protagoniste femminili verso l’idea del sacrificio a
discapito di sé stesse — Elektra si prende lo spazio necessario per
crescere e guarire completamente dal trauma della perdita della
madre… e, a dire il vero, anche dalla propria morte.
Ovviamente, Elektra
non è solo il nome di un personaggio dei fumetti; è anche un’antica
tragedia greca che parla di vendetta e dolore. È chiaro che
l’ideatore Frank Miller (che introdusse il
personaggio durante la sua run su Daredevil negli anni
’80) non avesse paura di guardare ai classici come fonte di
ispirazione. Questo tema del trauma non viene esplorato a fondo nel
film del 2005, ma c’è un flashback dell’infanzia di Elektra in cui,
bambina, lotta per restare a galla nella piscina di famiglia. Suo
padre la costringe a continuare, ignorando le suppliche della madre
e obbligandola a lottare per rimanere a galla.
Da adulta, Elektra porta sempre con
sé la collana della madre, evidentemente devastata dalla sua morte
e molto meno da quella del padre (giustamente). Oltre a questo
breve ricordo, però, il padre è quasi assente dalla narrazione, una
mancata occasione per approfondire il personaggio. Più avanti, Abby
osserva Elektra camminare e nota che conta i passi, talvolta
sintomo di disturbo ossessivo-compulsivo. Abby glielo fa notare, ma
Elektra nega di avere problemi di questo tipo. Ancora una volta, un
momento che avrebbe potuto offrire un’ulteriore comprensione delle
difficoltà di Elektra viene messo da parte in favore di una rapida
scena d’azione.
Alla ricerca della pace
Lasciare andare il passato è dunque
un compito difficile per un supereroe i cui ricordi saltano
involontariamente nel tempo. Dopo che Stick la riporta in vita,
Elektra trascorre un po’ di tempo nel suo campo di addestramento,
tentando di sfogare la frustrazione di essere morta. Stick poi la
espelle dalla sua cerchia, spingendola nel mondo dei killer a
pagamento, una carriera che alimenta la sua rabbia e il distacco
emotivo. Tuttavia, l’unico modo per Elektra di andare avanti e
controllare il Kimagure, il potere di viaggiare nel tempo e
riportare in vita, è lasciar andare la rabbia. Elektra riesce
finalmente a padroneggiare appieno il Kimagure alla fine del film:
il dolore per la morte di Abby le permette di liberarsi delle
emozioni vendicative che hanno dominato la sua vita adulta.
Superman
ha introdotto la Justice Gang del DCU, una squadra di supereroi finanziata
da Maxwell Lord e composta da Guy
Gardner, membro del Corpo delle Lanterne Verdi,
Hawkgirl e Mister Terrific.
Metamorpho si è unito ai ranghi
della squadra nelle scene finali del film, ma che dire di
Superman? Era evidente
che gli eroi si conoscevano tutti e che avevano lavorato insieme
prima di incrociarsi di nuovo a Metropolis per combattere quel
Kaiju infuriato.
Rispondendo alle domande dei fan su
Threads, il regista James
Gunn ha spiegato perché, nonostante il loro
rapporto di lavoro, Clark Kent non è un membro “ufficiale”
della Justice Gang.
“Beh, penso che potrebbero
esserci diverse ragioni”, ha condiviso, “ma, prima di
tutto, bisognerebbe chiedersi quanto Superman si sentirebbe a suo
agio in una squadra finanziata da una delle più grandi corporazioni
del mondo, una squadra che promuove anche quella
corporazione.” Gunn ha poi aggiunto: “Sì, è come un membro
della squadra. Ma è un tipo indipendente, il nostro
Clark.”
Quindi, mentre
Superman combatterà al loro fianco quando sarà il
momento, è chiaro che l’Uomo di Domani avrebbe serie riserve a
lavorare per qualcuno come Maxwell Lord. Resta da vedere se la
Justice Gang si evolverà alla fine nella Justice League o se avremo due squadre di
supereroi in competizione nel DCU.
James Gunn ha già anticipato
la formazione finale della Justice League. Tuttavia, con
il marchio così gravemente danneggiato dal film del 2017 e per
sempre legato al movimento “#ReleaseTheSnyderCut”, non sorprende
che il regista stia cercando di creare un po’ di respiro.
Nella nostra recensione di Superman abbiamo scritto:
“James Gunn firma un film divertente e
emozionante, con un cast perfettamente assortito e un protagonista
destinato a lasciare il segno. Un’opera che non solo inaugura il
DCU, ma che dimostra come ci sia ancora un immenso bisogno di eroi
luminosi, puri e umani. Superman è tornato, e mai come
questa volta ci serviva davvero.”
Apple TV+ ha rilasciato una
clip in anteprima di “Mr. Scorsese“, la docuserie
in cinque parti diretta da Rebecca Miller in
arrivo il 17 ottobre. Questa anteprima offre al pubblico un accesso
senza precedenti al regista premio Oscar®. Come mostrato nella
clip, Scorsese e alcuni amici registi, tra cui Steven Spielberg, ricordano come la
versione director’s cut di “Taxi Driver” abbia
rischiato di non vedere mai la luce e riflettono sulle misure
estreme cui il visionario regista era disposto a ricorrere per
proteggere quello che sarebbe diventato uno dei suoi film più
iconici.
“Mr. Scorsese” esamina come le
vivaci esperienze di vita del regista abbiano plasmato la sua
visione artistica, mentre ogni suo film stupiva il mondo con la
propria originalità. A partire dai suoi primi lavori (i
cortometraggi realizzati da studente alla New York University) fino
ai giorni nostri, questo documentario esplora i temi che hanno
affascinato Scorsese, tra cui il ruolo del bene e del male nella
natura fondamentale dell’essere umano.
«Questo progetto è il sogno di
ogni regista: avere avuto accesso a leggende dell’industria
cinematografica, da Marty stesso ai suoi prolifici collaboratori,
amici intimi e familiari», ha dichiarato la regista
pluripremiata Rebecca Miller. «È stato un onore che abbia
riposto in me la fiducia per realizzare questo documentario, che
credo possa colpire sia i fan più appassionati di Scorsese, sia
chiunque abbia affrontato fallimenti e cercato di raggiungere le
stelle. Sono entusiasta di condividere un’anteprima di “Mr.
Scorsese”, che include la vera versione di una storia mitica (mai
raccontata prima) su “Taxi Driver”, e di come, grazie alla
perseveranza e alla dedizione di Marty per la sua arte, il film
abbia mantenuto la propria integrità fino a diventare una delle
opere più culturalmente significative di tutti i tempi».
Di cosa parla Mr. Scorsese?
“Mr. Scorsese” è il ritratto di un
uomo attraverso la lente della sua opera, un’esplorazione delle
molteplici sfaccettature di un visionario che ha ridefinito il
linguaggio cinematografico, includendo sia la sua straordinaria
carriera, che la sua singolare storia personale. Con accesso
esclusivo e illimitato agli archivi privati di Scorsese, la
docuserie si basa su lunghe conversazioni con il regista e
interviste inedite con amici, familiari e collaboratori creativi,
tra cui Robert De Niro, Daniel Day-Lewis, Leonardo DiCaprio, Mick Jagger, Robbie
Robertson, Thelma Schoonmaker, Steven Spielberg, Sharon Stone,
Jodie Foster, Paul Schrader, Margot Robbie, Cate Blanchett, Jay Cocks e Rodrigo Prieto,
oltre ai suoi figli, alla moglie Helen Morris e agli amici
d’infanzia più cari.
Diretto dall’acclamata regista
Rebecca Miller (“E all’improvviso arriva l’amore”, “Personal
Velocity – Il momento giusto”), “Mr. Scorsese” è nato da un’idea
dei produttori esecutivi Miller e Damon Cardasis di Round Films
(“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini”, “Saturday
Church”) e Cindy Tolan (“Étoile”, “Dandelion”), storica
collaboratrice di Miller. Il trio candidato agli Emmy – Cardasis,
Tolan e Miller (“Arthur Miller: Writer”) – è affiancato dai
produttori esecutivi Rick Yorn, Christopher Donnelly e Julie Yorn.
La produzione è di Ron Burkle, con Robert Fernandez e Patrick
Walmsley come co-produttori esecutivi. La serie è presentata da
Expanded Media e Round Films, in collaborazione con LBI
Entertainment e Moxie Pictures.
“Mr. Scorsese” si aggiunge
all’offerta di pluripremiati documentari Apple Original, tra cui
“STILL: La storia di Michael J. Fox” (vincitore di Emmy e Critics
Choice Award), che racconta in prima persona il viaggio
straordinario di Fox; il candidato agli Emmy “Selena Gomez: My
Mind & Me”, un documentario intimo e crudo che ripercorre il
viaggio dell’artista, lungo sei anni, verso una nuova luce; “STEVE!
(martin): un documentario in 2 parti”, candidato agli Emmy, con il
leggendario scrittore, produttore, regista, attore e comico Steve
Martin; il recentemente annunciato documentario sui Fleetwood Mac,
ancora senza titolo e molti altri.
Deadpool sarà parte del cast di
Avengers:
Doomsday? È il desiderio di tutti i fan del Mercenario
Chiacchierone ma non è ancora notizia certa. Tuttavia,
Ryan Reynolds sembra anticiparci che
il personaggio potrebbe effettivamente prendere parte al prossimo
enorme crossover Marvel Studios.
L’attore ha pubblicato poche ore fa
un post su Instagram, una foto in cui vediamo la
A di Avengers imbrattata da una grande A cerchiata di rosso (la A
di “Asshole”?). L’immagine non è accompagnata da nessuna didascalia
ma lascia molti dubbi su quello che è il suo vero significato. Se
dovesse essere un indizio sulla presenza di Ryan
Reynolds nel film dei Russo, sicuramente a breve sapremo
di più.
Merrin Dungey
(The Lincoln Lawyer), Audrey Hsieh
(Found) e Audrey Grace Marshall (The
Flight Attendant) e Chase Sui Wonders (So
cosa hai fatto) sono state scritturate per il reboot di
Buffy l’ammazzavampiri, che ha ottenuto un
ordine per un episodio pilota da Hulu. Le attrici saranno guest
star nell’episodio pilota, con i personaggi concepiti come
ricorrenti se il progetto diventerà una serie.
Stando a quanto riportato da
Deadline, Dungey interpreterà la
signora LaDuca, la consulente universitaria della New Sunnydale
Academy. Hsieh e Marshall interpreteranno rispettivamente Keiko e
Jessica, studentesse liceali e membri del gruppo cristiano
evangelico dell’accademia. Chase Sui Wonders,
che è entrata a far parte del progetto dopo aver conosciuto
Sarah Michelle Gellar durante le riprese di
So cosa hai fatto di quest’anno, interpreterà invece
un personaggio chiamato Shirley, ma di cui al momento non si
sa altro.
“Sarah Michelle Geller è una
forza della natura”, ha detto Wonders. “Siamo diventate
subito amiche durante le riprese di So cosa hai fatto. È una donna
incredibile e una persona fantastica, e mi ha chiesto se volevo
partecipare al progetto. Poi mi ha parlato della regia di Chloé
Zhao e della produzione esecutiva di [Nora e Lilla Zuckerman]. E
poi Eric Kissack, che è il nostro montatore in The Studio, sta
montando anche la serie Buffy“.
Wonders ha poi potuto rivelare
alcuni dettagli della sua esperienza sul set: “Quello che posso
dire è che è un modo molto divertente di entrare in questa serie, e
Gellar è sul set ogni giorno, dall’inizio alla fine delle riprese.
È molto coinvolta”. Da quando ha firmato il contratto, Wonders
ha detto di essersi immersa profondamente nell’universo di Buffy.
“Ho guardato tutta la serie originale, quindi al momento mi
sento davvero di vivere a Sunnydale. È molto bello e surreale
vedere la giovane Sarah Michelle essere una vera dura, cosa che già
sapevo, ma è bello vedere che lo è stata per molto tempo”.
Riguardo alla collaborazione con
Zhao, che sta dirigendo il pilot del reboot di Buffy, Wonders ha
detto: “Quando l’ho incontrata per la prima volta, ho pensato:
questa donna è molto, molto sincera, e ha un approccio davvero
unico alla regia e a tutto il processo. Si capisce che le sue
radici affondano nel cinema indipendente molto naturalistico con
attori non professionisti. The Rider è stato un capolavoro
assoluto. Lavorare con lei su questa serie canonica, pulp e
fantastica è davvero divertente. È incredibile“.
Cosa aspettarsi dal reboot
di Buffy l’Ammazzavampiri
L’originale serie
di Buffy l’ammazzavampiri, ideata da Joss
Whedon, mescola horror, azione, dramma e commedia con sorprendenti
sfumature metaforiche. Ambientata nella cittadina immaginaria di
Sunnydale, la storia segue Buffy Summers, una liceale
apparentemente normale che è però la “Prescelta”, l’unica ragazza
della sua generazione destinata a combattere vampiri, demoni e
forze oscure. Affiancata dai suoi amici – la “Scooby gang” – e dal
suo mentore Rupert Giles, Buffy affronta battaglie sovrannaturali
che spesso riflettono le paure e le sfide della crescita,
dell’identità e della responsabilità personale. La serie è
considerata un simbolo del girl power anni ’90.
Una recente sinossi del reboot di
Buffy l’ammazzavampiri ha rivelato che “Nova,
una sedicenne appassionata di libri, scopre di essere
un’ammazzavampiri nella ricostruita Sunnydale, divisa tra la
grintosa Old Sunnydale e l’esclusiva New Sunnydale. Durante il
Vampire Weekend, un festival che celebra il passato oscuro della
città, i vampiri Jack e Shirley emergono da un cantiere edile,
uccidono un adolescente e pianificano un rituale per creare un
esercito di vampiri al Cursed Circle”, conclude la
sinossi.
Nora Zuckerman e
Lila Zuckerman sono ora state incaricate di
scrivere, dirigere e produrre la serie reboot di Buffy
l’ammazzavampiri. La premio Oscar Chloé
Zhao sarà la regista e la produttrice esecutiva sotto la
sua casa di produzione Book of Shadows. Gellar è invece produttrice
esecutiva insieme a Gail Berman. Fran
Kuzui e Kaz Kuzui saranno produttori
esecutivi tramite Suite B, mentre Dolly Parton
sarà produttrice esecutiva tramite Sandollar. La produzione sarà
affidata a 20th Television e Searchlight Television. Berman, i
Kuzui e Parton sono stati tutti produttori esecutivi della serie
originale.
Protagonista sarà dunque
Ryan Kiera Armstrong, apparsa di recente nella
serie Disney+ “Star
Wars: Skeleton Crew”. Tra gli altri suoi crediti
televisivi figurano “Anne with an E” su Netflix, “American Horror Story” e la
prossima serie FX “The Lowdown”. Ad affiancare Armstrong e
Sarah Michelle Gellar nuovamente nei panni di
Buffy ci sono Faly Rakotohavana
(“Unprisoned”, “Secret Society of Second Born
Royals”) nel ruolo di Hugo, Ava Jean (“A
Week Away”, “Law & Order: SVU”) nel ruolo di Larkin,
Sarah Bock (“Severance”) nel ruolo di Gracie,
Daniel di Tomasso (“Witches of East End”,
“Major Crimes”) nel ruolo di Abe e Jack
Cutmore-Scott (“Oppenheimer“, “Frasier”) nel ruolo
del signor Burke.
Si sono poi aggiunte al cast
Merrin Dungey (The Lincoln Lawyer) nel
ruolo della signora LaDuca, la consulente universitaria della New
Sunnydale Academy, Audrey Hsieh (Found) e
Audrey Grace Marshall (The Flight
Attendant) interpreteranno rispettivamente Keiko e Jessica,
studentesse liceali e membri del gruppo cristiano evangelico
dell’accademia, e Chase Sui Wonders (So cosa
hai fatto) interpreterà invece un personaggio chiamato
Shirley.
Al momento non è noto chi del cast
originale – che includeva Nicholas Brendon, Alyson
Hannigan, Carpenter, Anthony Stewart Head, David Boreanaz, Seth
Green e James Marsters – potrebbe
tornare per la nuova serie.
Le prime foto dal set di Le
cronache di Narnia di Greta
Gerwig rivelano un importante cambiamento di location,
confermando inoltre che le riprese riprese del film Netflix hanno avuto o stanno per avere inizio nella
zona di Bank Station e The Royal Exchange a Londra. Le foto
mostrano i set elaborati che sono stati costruiti per rappresentare
la Gran Bretagna del dopoguerra negli anni ’50, con grandi gruppi
di comparse sul set insieme alla regista.
Le foto mostrano anche la Gerwig sul
set con due giovani attori non identificati che si ritiene
interpretino Digory Kirke e Polly
Plummer. Le foto dal set sono apparse su @UnBoxPHD su X e What’s On Netflix (le si può
vedere cliccando sui link riportati). La prima cosa che queste
immagini suggeriscono è che l’adattamento di Gerwig del romanzo
Il nipote del mago (il sesto della serie ma il primo in
ordine cronologico) aggiorni l’ambientazione agli anni ’50, un
cambiamento significativo rispetto allo sfondo vittoriano della
fine del XIX secolo del libro, ambientato a Londra durante l’estate
del 1900.
Un utente di Instagram che ha
immortalato immagini di un banco di fiori e altri elementi del set,
@obscuretourslondon, sostiene che il film sia ambientato nel 1955.
Tuttavia, non è ancora chiaro se questo cambiamento temporale
riguarderà l’intera narrazione o solo alcune scene. Se fosse la
prima ipotesi, questo cambiamento potrebbe avere importanti
ripercussioni sui futuri adattamenti di Netflix. In Il leone,
la strega e l’armadio, la trama è infatti ambientata durante
la seconda guerra mondiale, quindi un simile cambiamento temporale
potrebbe collocare quegli eventi all’inizio degli anni 2000.
Cosa sappiamo de Le
Cronache di Narnia di Greta
Gerwig per Netflix
La piattaforma di streaming aveva
annunciato per la prima volta l’intenzione di adattare i famosi
libri di C.S. Lewis nel 2018, con la regista di
Barbie che è stata coinvolta nel progetto nel 2020. Il
film di Greta
Gerwig su Narnia sembra adattare il sesto libro della
serie, “Il nipote del mago”, il quale si colloca però
prima di tutti gli altri per ordine cronologico. Il film dovrebbe
essere distribuito nell’autunno del 2026, potendo apparetemente
contare su una massiccia distribuzione in sala prima di approdare
sulla piattaforma Netflix.
Il cast è stato finora avvolto nel
mistero. Gli unici dettagli riportati includono Emma Mackey nel ruolo della Strega Bianca,
Daniel Craig in quello dello zio Andrew,
Carey Mulligan in trattative per interpretare
la madre di Digory e Meryl Streep che dovrebbe doppiare il leone
parlante Aslan. Tuttavia, Netflix non ha ancora confermato o
annunciato ufficialmente nessuno di questi membri del cast. Con
l’inizio delle riprese, è possibile che maggiori annunci vengano
fatti nei prossimi mesi.
In una recente intervista con
Collider, Michael
Chiklis, che ha interpretato Ben Grimm,
alias La Cosa, inI
Fantastici 4 e nel suo sequel del 2007 I Fantastici 4 e Silver Surfer, ha affermato
che i due blockbuster Marvel sono stati ‘sottovalutati’
al momento della loro uscita e che i critici che hanno stroncato i
film “hanno sbagliato”. “Credo che molte persone abbiano
sbagliato il loro giudizio”, ha detto Chiklis. “Hanno
davvero denigrato i nostri film, che sono stati molto sottovalutati
considerando che… erano molto amati dal pubblico. È stato uno di
quei casi in cui i critici non hanno apprezzato quei film, ma il
pubblico sì, e questo vale ancora oggi”.
Ha continuato: “Ho sempre
pensato in silenzio: ‘Ok, dite quello che volete, ma la gente lo
vede’. E ora, dopo tutti questi anni, la gente sta riconoscendo che
questi film sono adatti alle famiglie, divertenti… hanno fatto
molte cose giuste. Potranno anche essere imperfetti, ma sono
davvero dei buoni film”. Entrambi i film dei Fantastici 4
della metà degli anni 2000 hanno infatti visto un rinnovato
interesse con la recente uscita di I Fantastici Quattro:
Gli Inizi. Tuttavia, al loro debutto, non sono stati
affatto apprezzati dalla critica.
Il primo film si attesta al 28% sul
sito di recensioni Rotten Tomatoes, mentre il sequel si attesta a
un leggermente migliore 37%. Sebbene non siano stati amati dalla
critica, Chiklis ha sottolineato che entrambi i film hanno ottenuto
un certo successo commerciale. “Abbiamo incassato tre quarti di
miliardo di dollari con quei due film”, ha aggiunto.
“Quindi, sapete, tutte quelle persone non possono essere
completamente fuori di testa, capite cosa intendo?”
Doveva esserci un terzo I Fantastici
4
Sempre parlando di quei primi film
dedicati alla famiglia Marvel, Ioan Gruffudd, che
ha recitato al fianco di Chiklis nel ruolo di Reed
Richards, alias Mr. Fantastic, ha
recentemente dichiarato a Vulture che inizialmente era prevista la
realizzazione di tre film sui Fantastici Quattro, ma la trilogia è
stata alla fine interrotta. “L’idea era di realizzarne tre, e
penso che il secondo film abbia avuto lo stesso successo del primo
e sia piaciuto altrettanto ai fan”, ha detto Gruffudd.
“Mi è piaciuto particolarmente
lavorare con Doug Jones [nel ruolo di Silver Surfer] in quel film,
che è un artista straordinario e un esperto nel campo del
movimento. Se volete vedere qualcuno che dà vita a un personaggio
fisicamente, lui è semplicemente imbattibile. Quindi c’era
sicuramente questo slancio, e il piano era di fare tre film, ma
queste decisioni sono al di fuori del mio controllo”.
Simon Pegg sta facendo luce su come avrebbe
potuto essere il film di Star Trek mai realizzato
da Quentin Tarantino. Durante un panel al Fan
Expo Boston sabato, Pegg, che ha interpretato Scotty nella trilogia
reboot, ha infatti detto di aver ricevuto una descrizione del film
da J.J. Abrams e dalla produttrice
Lindsey Weber, e che era folle quanto qualsiasi
altro lavoro precedente di Tarantino. “Era quello che nel
settore chiamiamo ‘pazzesco’”, ha detto.
“Era tutto ciò che ci si
aspetterebbe da una sceneggiatura di Quentin Tarantino per ”Star Trek“.
Pegg ha poi spiegato che gli sarebbe piaciuto vedere il mondo di
Star Trek attraverso gli occhi del regista di
Pulp Fiction, ma i fan più accaniti della serie
potrebbero pensarla diversamente. “Penso che sarebbe stato
incredibilmente curioso vedere ”Star Trek“ attraverso la sua
lente”, ha aggiunto Pegg. “Non so come sarebbe stata
accolta dai fan, ma sarebbe stata sicuramente una cosa
interessante”.
Cosa sappiamo del film
di Star Trek di Quentin
Tarantino
Alla fine del 2017, era stato
annunciato che la Paramount e il produttore di Star
Trek Abrams avevano accettato la proposta di Tarantino per
un nuovo film della serie e che lo sceneggiatore di TheRevenantMark L. Smith avrebbe
lavorato alla sceneggiatura. Tuttavia, il film alla fine non è mai
stato realizzato. Smith ha poi dichiarato a Collider nel 2023 che
uno dei principali ostacoli alla produzione del film era che
Tarantino temeva che Star Trek sarebbe stato il
suo ultimo film.
“Quentin e io abbiamo discusso a
lungo, lui avrebbe lavorato al progetto, ma poi ha iniziato a
preoccuparsi del numero, del suo numero non ufficiale di
film”, ha detto Smith. “Ricordo che stavamo parlando e lui
disse: ‘Se solo riuscissi ad accettare l’idea che ”Star Trek“
potrebbe essere il mio ultimo film, l’ultima cosa che farò. È così
che voglio finire?’. E penso che quello fosse l’ostacolo che non è
mai riuscito a superare, quindi la sceneggiatura è ancora lì sulla
sua scrivania”.
Il film, stando a quanto emerso,
sarebbe stato ambientato principalmente su un pianeta simile alla
Terra in un contesto gangsteristico degli anni ’30, apparentemente
ispirato al diciassettesimo episodio della seconda stagione di
“Star Trek: The Original Series” intitolato “A Piece
of the Action”. Nell’episodio, andato in onda originariamente
nel 1968, l’equipaggio dell’Enterprise atterra su un pianeta con
una cultura gangsteristica degli anni ’20.
Dopo la notizia della scorsa
primavera secondo cui era in fase di realizzazione un prequel di
Rambo, Millennium Media sembra aver trovato il suo
uomo, dato che fonti hanno rivelato a Deadline che Noah Centineo ricoprirà tale ruolo. Il regista
di Sisu, Jalmari Helander, dirigerà il
film basato su una sceneggiatura scritta dal duo Rory
Haines e Sohrab Noshirvani. Secondo le
fonti, le riprese dovrebbero iniziare all’inizio del 2026 in
Thailandia.
Gli addetti ai lavori aggiungono
inoltre che, sebbene non sia stato ancora siglato alcun accordo,
Lionsgate è il favorito per aggiudicarsi il progetto. Lo studio ha
infatti distribuito gli ultimi due film della
saga e ha già lavorato con Helander in Sisu. La trama
del film è ancora segreta, ma sarà la storia delle origini di un
giovane John Rambo durante la guerra del Vietnam. Sarà però
interessante scoprire di preciso quanto e cosa di quel periodo
verrà mostrato nel film.
Per quanto riguarda Centineo, la sua
popolarità è in ascesa dopo i ruoli di successo nella serie
NetflixTo All the
Boys I Loved Before e The Recruit, ma questo è il
tipo di ruolo che potrebbe lanciare la giovane star nella lista
delle celebrità di prima categoria. Prossimamente interpreterà Ken
Masters nell’adattamento live-action di Street
Fighter, mentre di recente è apparso in Warfare
e nel film Our Hero, Balthazar.
Per quanto riguarda Stallone, quando
Deadline ha riportato per la prima volta la notizia, fonti interne
hanno riferito alla testata che l’interprete originale del
personaggio è a conoscenza del progetto ma non è coinvolto nella
realizzazione, e ad oggi la situazione sembra essere rimasta
invariata. Fonti ora affermano che Stallone è stato informato
dell’adesione di Centineo al ruolo. Non è però escluso che possa in
seguito unirsi in qualità di produttore.
Rambo torna al cinema
Uno degli eroi d’azione più iconici
del cinema statunitense, il personaggio è stato creato da
David Morell nel suo romanzo First Blood.
Nel film originale del 1982, Sylvester Stallone interpretava il veterano
dei Berretti Verdi, costretto da uno sceriffo crudele e dai suoi
vice a fuggire sulle montagne e a intraprendere una guerra
solitaria contro i suoi inseguitori. I cinque film della serie
hanno incassato oltre 800 milioni di dollari in tutto il mondo;
l’ultimo, Rambo – Last Blood del 2019 ha incassato 92 milioni di
dollari al botteghino.