Lo spazio profondo è da sempre
luogo ideale per storie di carattere thriller o horror. Lo sa bene
Ridley Scott,
che con il suo Alien ha reso evidenti le
potenzialità di tale ambientazione. Negli anni sono così stati
realizzati numerosi film incentrati sullo scontro tra umani e
creature mostruose nell’oscurità dello spazio, da Doom al più recente
Life – Non oltrepassare il
limite. Uno dei titoli che ancora oggi entusiasma i fan
del genere è però Pandorum – L’universo
parallelo. Questo è stato diretto nel 2009 dal
regista tedesco Christian Alvart, mentre a
produrlo vi è Paul W.S. Anderson, celebre per
essere stato il regista della saga di Resident Evil e dei
film Alien
vs. Predator e Death Race.
La storia è invece stata scritta da
Travis Milloy, il quale iniziò a svilupparla già
verso la fine degli anni Novanta. Questi era tuttavia convinto che
nessuno studios cinematografico avrebbe accettato di produrre il
film, e pertanto decise di scriverlo pensandolo come un low-budget,
con poche location e per attori non necessariamente noti. Con sua
grande sorpresa, la sceneggiatura suscitò l’interesse di Anderson e
del produttore Jeremy Bolt, che accettarono di
finanziare il film. La storia scritta da Milloy, inoltre, era
particolarmente simile ad una già scritta dal regista Alvart e i
due decisero così di unirle per dar vita ad un unico film.
Girato con un budget di circa 33
milioni di dollari, Pandorum – L’universo parallelo non
ricevette però l’accoglienza di critica e pubblico sperata,
arrivando infatti ad un incasso di appena 20 milioni. Quello di
Alvart è però un’opera che non manca di offrire, pur con i suoi
difetti, buon intrattenimento e suspence e che vanta oggi lo status
di cult. Prima di intraprendere una visione del film,
però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e ai
suoi potenziali sequel. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
Pandorum – L’universo parallelo:
la trama del film
La storia qui narrata si svolge
nell’anno XXII secolo, all’interno di una navicella spaziale
chiamata Elysium. Qui, due astronauti si risvegliano
improvvisamente da un sonno profondo. Si tratta del tenente
Payton e del caporale Bower. I
due, particolarmente confusi, non riescono a ricordare né perché si
trovino lì, né quale sia la loro missione. Circondati dalle
tenebre, inizieranno a perlustrare la navicella in cerca di indizi,
imbattendosi però in ben altro. Uno strano rumore si rivela infatti
essere la prova di un’ulteriore presenza a bordo, che non sembra
però avere caratteristiche umane.
Nel tentativo di sfuggire alla
misteriosa bestia, Payton e Bower incontreranno anche altri due
astronauti, i biologi Nadia e
Manh. Con loro, dovranno anche cercare risposte al
senso della loro presenza nello spazio. Cercare queste, però, li
porterà a scoprire verità particolarmente sconvolgenti, e la loro
sopravvivenza si rivelerà a quel punto più importante che mai. A
minacciarla vi è però l’oscura creatura, ormai sempre più vicina.
Impossibilitati a scappare o nascondersi in eterno, il gruppo dovrà
trovare il modo di fronteggiare l’ignoto, nel tentativo di uscirne
vincitori.
Pandorum – L’universo parallelo:
il cast del film
Ad interpretare i personaggi
principali, contrariamente a quanto Milloy immaginava, vi sono
effettivamente attori particolarmente noti del panorama
cinematografico statunitense. A vestire i panni del tenente Payton
vi è l’attore Dennis Quaid,
il quale si disse affascinato dalle tematiche e dall’atmosfera
generale. Ben Foster, noto per film come Hell
or High Water e The Program, era invece da subito la
prima scelta per il ruolo del caporale Bower. A causa dei continui
ritardi nella produzione, tuttavia, Foster ha quasi rischiato di
dover rinunciare al film. Egli si è poi dimostrato talmente devoto
al personaggio da richiedere, per una particolare scena, di poter
mangiare insetti vivi invece di quelli finti, avendo così modo di
risultare più realistico.
L’attore Cam
Gigandet, noto per aver ricoperto il ruolo di Kevin
Volchok nelle ultime due stagioni della serie televisiva The
O.C., è invece il caporale Gallo, un altro membro
dell’equipaggio dal misterioso comportamento. Ad interpretare i
biologi Nadia e Manh vi sono gli attori Antjie
Traue, qui al suo primo film statunitense, e Cung
Le, noto per essere stato un lottatore di arti marziali
miste nella prestigiosa federazione UFC. Il tedesco André
Hennicke interpreta il leader delle creature presenti
sull’astronave. Lo si può tuttavia vedere ad inizio film senza il
trucco prostetico sfoggiato in seguito. La creatura bambina è
interpretata invece da Asia Luna Mohmand, figlia
del regista. Infine, nei panni di Shepard si ritrova l’attore
Norman Reedus,
celebre per il ruolo di Darryl in The Walking Dead.
Pandorum – L’universo parallelo: i
sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Nonostante il finale del film sia a
suo modo conclusivo, questo lascia aperte una serie di questioni
che nei piani originali avrebbero dovuto essere affrontate in
almeno due sequel. Milloy e Alvart, infatti, avevano ipotizzato il
film come il primo di una trilogia. A causa dello scarso risultato
al box office, tuttavia, questa non si è mai concretizzata. Esiste
però un gruppo Facebook, di cui fanno parte anche lo sceneggiatore
e il regista, dove si sostiene ancora oggi la realizzazione di tali
film. Alvart ha inoltre confermato l’esistenza di una
director’s cut non censurata, la quale tuttavia non è mai
stata resa pubblica.
Nella speranza di poter un giorno
vedere tali sequel, è intanto possibile fruire di Pandorum –
L’universo parallelo grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema,
Infinity, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di mercoledì 17 febbraio alle ore
21:20 sul canale Rai 4.
In occasione dell’arrivo di
9-1-1 su
Star, nuovo canale di Disney+,
ecco la nostra intervista a Oliver Stark,
protagonista della serie che segue le vicende di poliziotti,
paramedici e vigili del fuoco di Los Angeles, sia sul lavoro che
nella vita privata.
9-1-1
9-1-1
è la nuova serie tv creata da Ryan
Murphy e Tim Minear prodotta e
trasmessa per il network americano della FOX. La serie 9-1-1 in
streaming è disponibile su Disney+.
9-1-1
racconterà le esperienze ad alta pressione della polizia,
paramedici e i vigili del fuoco che vengono spinti nelle situazioni
più spaventose, scioccanti e toccanti. Questi soccorritori devono
cercare di bilanciare il salvataggio di coloro che sono più
vulnerabili nel risolvere i problemi della propria vita. La serie è
attualmente alla quarta
stagione.
In 9-1-1 protagonisti sono Athena Carter
Nash, (stagione 1-in corso), interpretata da Angela Bassett, Robert “Bobby” Nash
(stagione 1-in corso), interpretato da Peter
Krause, Evan “Buck” Buckley (stagione 1-in
corso), interpretato da Oliver Stark,
Henrietta “Hen” Wilson (stagione 1-in corso), interpretata
da Aisha Hinds, Howard “Howie”/”Chimney”
Han (stagione 1-in corso), interpretato da Kenneth
Choi, Michael Grant (stagione 1-in corso),
interpretato da Rockmond Dunbar, Abigail
“Abby” Clark (stagione 1, guest star stagione 3), interpretata
da Connie Britton, Madeline “Maddie” Buckley
Kendall (stagione 2-in corso), interpretata da Jennifer Love Hewitt, Edmundo
“Eddie” Diaz (stagione 2-in corso), interpretato da Ryan Guzman, May Grant (ricorrente
stagione 1, stagioni 2-in corso), interpretata da Corinne
Massiah, Harry Grant (ricorrente stagione 1,
stagioni 2-in corso), interpretato da Marcanthonee Jon
Reis e Christopher Diaz (ricorrente stagione 2,
stagioni 3-in corso), interpretato da Gavin
McHugh.
Arriverà il 18 febbraio
su Disney+ la commedia basata sul libro
vincitore della Newbery Medal “Flora
& Ulisse”. Flora è una bambina di 10 anni, cinica e
amante dei supereroi, che sta vivendo la separazione dei genitori.
Un giorno salva uno scoiattolo che era finito dentro
un’aspirapolvere e lo adotta dandogli il nome di Ulisse. Scoprirà
presto che l’animale ha dei superpoteri e insieme vivranno delle
fantastiche avventure grazie alle quali riuscirà anche a sistemare
la situazione familiare riscoprendo l’amore.
Fra i volti della
pellicola la famosa Alyson Hannigan, Lily di
How I Met You Mother e Willow di
Buffy, che qui interpreta una mamma di 36 anni un
po’ svampita che cerca di scrivere il suo secondo romanzo dopo il
grande successo del primo che l’ha portata a vincere anche il Rose
D’oro (una statuetta di Titanic), ambito premio letterario per
scrittrici di romanzi rosa. Nel film diretto da Lena Khan ci sono
moltissimi riferimenti alla cultura pop e simpatiche citazioni di
evergreen cinematografici.
La piccola Flora è
interpretata da Matilda Lawler, nel cast anche:
Ben Schwartz, Anna Deavere Smith, Danny Pudi, Benjamin
Evans Ainsworth, Janeane Garofolo e Kate
McCucci.
Qualche settimana fa
abbiamo partecipato all’incontro stampa con i protagonisti del film
che ci hanno raccontato questa meravigliosa esperienza.
Flora & Ulisse, l’incontro
con il cast
Come hai reagito
quando ti hanno detto che saresti stata la protagonista di questo
film?
Matilda Lawler:“È stato folle ma al tempo stesso fantastico! Stavo facendo uno
spettacolo a Broadway, e quando ho ricevuto la telefonata di Lena
che mi chiedeva se avessi voluto partecipare al film e sarei stato
in mezzo a tantissima gente. Ho urlato e mi sono messa a saltare
ovunque!”
Come è stato recitare
interagendo con un pupazzo?
Matilda:“Avevo
questo piccolo scoiattolo di peluche che mi dava il riferimento per
le scene, così potevo avere un’idea di come sarebbe stato. E poi,
per la maggior parte, tipo, durante le scene dal vivo, ho avuto un
riferimento grigio che sembrava un po’ un topo e era parecchio
inquietante e dovevo fingere che ci fosse qualcosa lì quando non
c’era niente. Quindi, sì, è stato decisamente interessante e un po’
impegnativo.”
Come è stato lavorare
con uno scoiattolo?
Lena Khan:“Abbiamo avuto modo di giocare con tutti i tipi di cose, le
acrobazie su edifici e incidenti automobilistici e poi il nostro
scrittore Brad, che ha scritto per Arrested Development, ha messo
tutto quel tipo di stranezza e divertimento nel film, e poi è stato
solo rendere tutto un po’ strano, cosa che il nostro adorabile cast
ha fatto. È stato molto divertente rendere le cose un po’ più
folli. Abbiamo usato due scoiattoli, erano addestrati e facevano
acrobazie, ma non potevano fare tutto quello che faceva Ulisse,
quindi abbiamo dovuto creare Ulisse in computer grafica.”
Come hai gestito il
riferimento al mondo dei fumetti?
Lena:“Ce ne
sono così tanti. C’è un intero mondo solo per i nerd dei fumetti
dentro il film. Sono cresciuta con i miei fratelli, dove, se vai al
Comic C-uh, la Grotta dei fumetti, che è il negozio di fumetti,
vedrai Mysterio con il pesce rosso, alcune persone sapranno chi è
il manichino ventriloquo, il manichino mafioso, accanto alla TV.
Quindi, ci sono tutti i riferimenti al mondo dei fumetti per le
persone che li sapranno riconoscere. E poi ci sono un sacco di cose
su DuckTales, come ho detto. C’è molto amore per Alyson Hannigan,
ci sono cose di Buffy nascoste sullo sfondo. E poi ci sono un sacco
di altre cose, come i libri di Kate che sono nascosti dappertutto,
un sacco di sorprese ovunque per chi saprà guardare bene.”
È vero che hai visto
il film con i tuoi bambini la prima volta?
Alyson Hannigan:“È stata un’attesa molto, molto lunga, i miei figli erano così
eccitati, ed ero preoccupata perché non sapevo come avrebbero
reagito vedendo me all’interno della pellicola. Ma dal momento in
cui è iniziata mi sono quasi dimenticata che ne facevo parte,
guardavo loro e li vedevo così felici. Ci sono state tante risate
ad alta voce, talmente tanto che avevo paura si potessero perdere
la scena successiva. È stato bellissimo vedere la loro reazione e
non preoccuparmi solo di tutte le dinamiche d’attore in cui pensi
“Avrei potuto fare quella scena in modo differente”, ma ti ritrovi
a godere del film e nient’altro.”
Alyson come ti sei
preparata tu nel recitare con un pupazzo?
Alyson: “Devo
dire che Lena è stata fantastica nello stabilire la fisicità di
tutti con i loro personaggi durante le prove, io mi sono divertita
tantissimo anche a provare scene che sono risultate imbarazzanti,
come quando con Ben non sapevamo se abbracciarci, stringerci la
mano. Amo tutto quello che posso fare divertendomi, e onestamente
su questo set è stato tutto meraviglioso e semplicemente
diverso.”
Come nasce questa
storia?
Kate Di Camillo:“Quando ho scritto il libro su Flora non c’era un supereroe, è
stato il mio editore a suggerirlo, così sono tornata indietro e ho
ricominciato la preparazione leggendo tantissimi fumetti.”
Cosa è cambiato dal
libro al film?
Kate:“Non è la
mia prima esperienza avere un libro trasformato in un film, avevo
letto il copione di Brad e mi è piaciuto molto. Ma quando mi sono
seduta e ho guardato il film, l’ho guardato come se fossi la me
stessa di otto anni, non l’ho paragonato al libro o altro. Ero così
coinvolta che mi è sembrato come se la sceneggiatura e il cast e la
regia abbiano amplificato i temi del libro. La storia, la
stravaganza, l’amore e tutto più grande in questo modo, il potere
della connessione è stato di per sé amplificato. Anche se diverso è
stato migliore.”
Presentato al Toronto
Film Festival 2020 e destinato alla
distribuzione su piattaforma (dal 19 febbraio su Amazon Prime),
I Care a Lot è il terzo film di J
Blakeson, regista de La quinta onda e di La scomparsa di
Alice Creed, e anche questa
volta, al centro della sua storia, c’è una protagonista femminile
sfuggente e inaspettata, interpretata da Rosamund Pike, di nuovo alle prese con un
ruolo ambiguo e sfaccettato, come era stato nel bellissimo L’Amore Bugiardo – Gone Girl di David
Fincher.
La trama di I Care a Lot
La storia segue la vita e
la professione di Marla Grayson, tutore legale che
sembra fare della sua professione una ragione di vita. In apertura
di film sentiamo la sua voce fuori campo che dice agli spettatori
di scegliere, farsi lupo o agnello. Lei ogni giorno sceglie di
essere lupo. La vediamo poi in tribunale mentre fieramente difende
il destino solitario di una anziana pensionata, dichiarando con
fervore “A me interessa molto! (I care a lot, in inglese)”. Sembra
un’eroina moderna, una donna tutta d’un pezzo che si erge a
paladina dei più deboli, fino a quando non si trova faccia a
faccia, fuori dal tribunale, con il figlio della donna della quale
è diventata tutrice, un uomo che è stato estromesso, per sempre,
dalla cura della madre perché ritenuto non idoneo. Nel confronto
con quell’uomo arrabbiato, Marla tira fuori il lupo, ringhia feroce
e ci svela, subito, la sua indole: è un predatore.
Questa piccola premessa
ci sposta poi leggermente più avanti nel tempo e ci mostra Marla
che seleziona la sua prossima preda: Jennifer
Peterson, un’anziana sola, benestante, arzilla,
completamente autosufficiente e senza eredi. Con un’abile gioco di
prestigio che dimostra di aver replicato più e più volte nel corso
degli anni, Marla convince un medico connivente a dichiarare la
signora incapace a vivere da sola, ne assume la tutela legale, la
conduce in una casa per anziani, e assume il totale controllo della
sua vita, dai beni mobili e immobili, alle medicine che le verranno
somministrate per tenerla buona. Solo che questa volta la nostra
predatrice non sa che la sua vittima non è indifesa come sembra e
nasconde un segreto pericolosissimo.
I Care a Lot: tra commedia nera e
thriller
Blakeson scrive, produce
e dirige una storia che si presenta come una commedia nera, ma poi
si trasforma in un thriller, si apre a scenari davvero inattesi che
sfociano in situazioni assurde. I Care a Lot
cambia pelle in più di una occasione, mentre sviluppa la sua
narrativa imprevedibile che prende le mosse da un sistema legale di
assistenza agli anziani che potrebbe sembrare lontano dal nostro
sentire, ma che negli Stati Uniti sembra assolutamente
comprensibile e conosciuto.
Regina incontrastata
della scena è Rosamund Pike che dopo
Gone Girl torna a
vestire i panni di una donna spietata e disposta a tutto per
raggiungere i suoi obbiettivi. Marla è colta, preparata, elegante,
raffinatissima, decisa, senza scrupoli, sa affrontare ogni
avversità, ogni vecchietto piangente, ogni parente bellicoso,
insomma ogni situazione che potrebbe mettersi in mezzo a lei e il
suo scopo: diventare più ricca, più potente, più di tutto e
tutti.
Una supervillian fuori dal comune
Il personaggio però si
trova di fronte ad un evento inaspettato e si dimostra
assolutamente all’altezza di gestire qualsiasi cosa. Forse proprio
in questo momento si infrange il patto con lo spettatore che era
stato impostato all’inizio del film, rendere Marla invincibile,
assolutamente imbattibile di fronte a chiunque e a qualunque
situazione, anche fosse un pericolo mortale, fa di un “cattivo
ordinario” un supervillain che sembra forse fuori luogo in un film
di impianto realistico. O forse bisogna semplicemente lasciarsi
guidare dagli eventi, per quanto assurdi possano
sembrare.
Accanto a Pike, nel film
fanno bella mostra di sé anche Peter Dinklage, in un ruolo che non
sveleremo per non rovinare la visione ma che comunque offre una
ulteriore nuova sfumatura al suo ventaglio di performance,
Dianne Wiest che nei limiti del personaggio che le
viene affidato, mostra una raffinatezza interpretativa rara, e
Eiza Gonzales che purtroppo paga il prezzo di
essere, nel film, socia e amante di Marla, la quale con la sua
personalità strabordante la mette in un angolo.
Costumi e location raccontano i personaggi
I Care a
Lot è un film confezionato con molto gusto, dalla scelta
delle location, ai costumi, alle acconciature e il trucco applicato
a tutti i protagonisti, ovviamente Rosamund Pike
su tutti, e il risultato è chiaramente leggibile in ogni scena dal
momento che i costumi stessi raccontano molto dei personaggi dando
allo spettatore una bussola per orientarsi all’interno della
storia.
Cambiando pelle, genere,
esito e sterzando bruscamente anche nel finale a sorpresa, con una
conclusione karmica, I Care a Lot è un ibrido che
sa destare interesse, scatenando incredulità e ilarità nello
spettatore, riuscendo a catturarne l’attenzione fino alla fine.
Fino
All’Ultimo Indizio, il thriller con protagonisti i
premi Oscar Denzel Washington (“Training Day”, “Glory”),
Rami Malek (“Bohemian Rhapsody”) e Jared Leto, che per la sua interpretazione nel
film ha ricevuto la nomination ai Golden Globe come “Miglior attore
non protagonista”, arriva in Italia in esclusiva digitale
da venerdì 5 marzo, disponibile per l’acquisto e
il noleggio premium su tutte le principali piattaforme
digitali. John Lee Hancock (“The Blind Side”,
“Saving Mr. Banks”, “The
Founder”) dirige il film da una sua sceneggiatura
originale.
In Fino
All’Ultimo Indizio il Vice Sceriffo della Kern County,
Joe “Deke” Deacon (Washington) viene mandato a Los Angeles per
quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove.
Al contrario, si trova coinvolto nella caccia al killer che sta
terrorizzando la città. A guidare l’indagine, il Sergente Jim
Baxter (Malek) che, colpito dall’istinto di Deke, richiede il suo
aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer,
Baxter ignora che l’indagine sta riportando a galla alcune
situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti scomodi che
potrebbero mettere a repentaglio molto più che il suo caso. Il cast
principale include anche Natalie Morales (“Battle of the Sexes”),
Terry Kinney (“Mile 22”, “Billions” per la TV), Chris Bauer
(“Sully”, “The Deuce”per la TV), Joris Jarsky ( “Bad
Blood”per la TV), Isabel Arraiza ( “Pearson”per la TV) e Michael
Hyatt (“Crazy Ex-Girlfriend”).
Fino
All’Ultimo Indizio è prodotto dal premio Oscar ed
Emmy, Mark Johnson (“Breaking Bad”, “Rain Man”) e Hancock, con Mike
Drake e Kevin McCormick come produttori esecutivi. Dietro la
cinepresa, Hancock ha chiamato a lavorare con lui alcuni dei suoi
collaboratori di lungo corso, tra cui il direttore della fotografia
candidato all’Oscar, John Schwartzman (“Seabiscuit”, “The Founder”,
“Saving Mr. Banks”), lo scenografo candidato all’ Oscar, Michael
Corenblith (“Apollo 13”, “The Founder”, “The Blind Side”), il
montatore Robert Frazen (“The Founder”) e il costumista Daniel
Orlandi (“The Founder”, “The Blind Side”). Le musiche sono del
compositore più volte candidato all’Oscar®, Thomas Newman (“1917”,
“Bridge of Spies”, “Saving Mr. Banks”). Warner Bros. Pictures
presenta una produzione Gran Via, Fino
All’Ultimo Indizio, che sarà distribuita in tutto il
mondo da Warner Bros. Pictures.
È uno dei generi cinematografici
più longevi e floridi, nella classica contrapposizione tra il bene
e il male che ha dato vita ad alcune delle storie più appassionati
del cinema. E da sabato 20 a domenica 28 febbraio Sky
Cinema celebra i gangster movies con Sky
Cinema Collection – Gangster, un canale interamente
dedicato al genere con oltre 30 film, tra cui
alcuni grandi cult e una prima visione da non perdere. I titoli
sono disponibili anche on demand su
Sky e in streaming su NOW TV
nella collezione dedicata.
In evidenza, sabato 20
febbraioalle 21.15 su Sky Cinema Uno e alle 21.45
su Sky Cinema Collection–
Gangster la prima visione del film
“Capone”
con Tom
Hardy che veste i panni del noto gangster, nel biopic
con Linda Cardellini, Kyle MacLachlan e
Matt Dillon. La pellicola racconta gli ultimi anni
di Al Capone quando, a soli 47 anni, dopo aver trascorso 10 anni in
prigione, inizia a soffrire di demenza e alterna la follia al senso
di colpa per i crimini commessi. E con extra, il
programma fedeltà di Sky, il film “Capone” è già
disponibile per i clienti Sky da più di 3 anni, on demand nella
sezione extra.
Tra gli altri film in
programmazione si segnalano alcune pietre miliari del genere: il
capolavoro di Brian De Palma “The Untouchables – Gli
Intoccabili”, dove anche qui troviamo Al Capone,
interpretato da Robert De Niro, che si scontra con la
giustizia, rappresentata da Kevin Costner e
Sean Connery, che per questo ruolo ottenne Oscar e
Golden Globe; il gangster-movie di Brian De Palma e sceneggiato da
Oliver Stone “Scarface”,
in cui
Al Pacino è un rifugiato cubano che scala i vertici della
malavita e del narcotraffico; il gioiello di Martin Scorsese, miglior regia a Venezia,
“Quei
Bravi Ragazzi”sullo spietato mondo della
mafia newyorkese e interpretato da Robert De Niro, Ray Liotta e
Joe Pesci, premiato con l’Oscar; e il capolavoro di Sergio
Leone “C’era
Una Volta In America”, in versione estesa e
restaurata, in cui sulle note di Ennio Morricone si racconta
l’ascesa e il declino di due gangster, Robert De Niro e James
Woods, divisi dall’amore per la stessa donna.
Non mancano autori come
Robert Rodriguez e il suo “C’era Una
Volta In Messico” con
Antonio Banderas, Johnny Depp e Salma
Hayek, e Quentin Tarantino e il suo
film-simbolo “Pulp Fiction”, premiato con
Oscar, Golden Globe e Palma d’oro a Cannes e interpretato da un
cast stellare capitanato da John Travolta, Uma
Thurman, Samuel L. Jackson e
Bruce Willis. Infine segnaliamo: il
film di Ridley Scott“American
Gangster” sulla vera storia del potente trafficante
di eroina Frank Lucas, interpretato da
Denzel Washington, a cui dà la caccia il detective interpretato
da Russell Crowe; l’action carcerario
“La Fratellanza” con Nikolaj Coster-Waldau (Il trono di spade) che, finito in
carcere, entra a far parte di un clan a cui appartengono i detenuti
più violenti; e la pellicola sceneggiata da Nick Cave
“Lawless” con Tom Hardy, Jessica Chastain e Shia LaBeouf nell’America
del Proibizionismo.
Lunedì 8 marzo, nella giornata
inaugurale della XXX edizione del Noir in Festival (in
programma fino al 13 marzo), il festival rende omaggio al
personaggio iconico creato dalla penna di Gabriella Genisi,
Lolita Lobosco.
La commissaria, interpretata da
Luisa Ranieri, sarà la protagonista della serie
tv Le indagini di Lolita Lobosco in
prima visione in 4 serate su Rai 1 dal 21 febbraio.
Nel segno della giornata
internazionale della donna il Noir in Festival dedicherà alla serie
uno speciale focus, che aprirà gli incontri del festival, in
cui interverranno l’autrice dei romanzi Gabriella
Genisi, il regista Luca Miniero e le
interpreti.
L’appuntamento è per
lunedì 8 marzo alle ore 11.00 sui canali social
del Noir in Festival.
Ecco il primo trailer di Crudelia,
il
live action Disney con protagonista Emma Stone, che racconta le origini del
personaggio che ne La carica dei 101 è la villain a caccia di pelli
morbide di animali.
Crudelia
che vede alla regia Craig Gillespie, vede nel cast
anche Emma Thompson, Paul Walter Hauser e
Joel Fry, e arriverà al cinema negli USA il 28
maggio 2021.
La carica dei cento e uno (One
Hundred and One Dalmatians) è un film del 1961 diretto da
Wolfgang Reitherman, Hamilton Luske e
Clyde Geronimi. È un film d’animazione prodotto da
Walt Disney e basato sul romanzo I cento e un dalmata di
Dodie Smith. È il 17º Classico Disney, e uscì
negli Stati Uniti il 25 gennaio 1961, distribuito dalla Buena Vista
Distribution. Fu il primo film animato con la tecnica xerografica
che permetteva di risparmiare notevolmente sull’inchiostrazione e
che sarà poi molto utilizzata fino all’avvento della colorazione
digitale.
Per la prima volta un cattivo, in
questo caso la celeberrima Crudelia De Mon, ottiene così tanto
successo da eclissare in parte i personaggi protagonisti.
Tutt’oggi, dopo più di cinquant’anni dalla prima uscita, la maggior
parte del pubblico si ricorda del film soprattutto per la figura
della perfida stilista che per i cani dalmata. Il film ebbe un
remake live-action, del 1996, con Glenn Close nei panni di Crudelia.
Questo della Disney con Emma
Stone è dunque il secondo live action della storia e
si inserisce nel filone ben noto che vede la Casa di Topolino
riproporre i suoi classici d’animazione in versione dal vero.
Guarda la versione originale del trailer di Crudelia
Considerato anche quanto accaduto di
recente in
WandaVision, sembra che quello attuale sia il momento
perfetto per altri scioccanti ritorni all’interno del MCU. In effetti, i film dell’universo
condiviso sono sempre stati caratterizzati dai ritorni di
personaggi che si credevano essere usciti di scena in maniera
definitiva. Ma quali sono stati i 10 ritorni più scioccanti nella
storia dell’Universo Cinematografico Marvel? Scopriamolo di seguito
grazie a
Screen Rant:
Thaddeus Ross
Thaddeus Ross era
l’arcinemico di Hulk/Bruce Banner nella versione MCU originale del
personaggio apparsa ne L’incredibile Hulk. Grazie al
cambio di casting del protagonista, L’incredibile Hulk è
una parte spesso ignorata della continuity.
Ecco perché il ritorno di
Thunderbolt Ross nel MCU ha colto molti di sorpresa. Ross è apparso
un paio di volte nell’universo condiviso e tornerà ancora una volta
nel prossimo attesissimo Black
Widow, senza considerare altre potenziali apparizioni
future.
Emil Blonsky
Emil Blonsky ha preso la
terribile decisione di condurre esperimenti su se stesso,
trasformandosi così in Abominio. Un altro personaggio de
L’incredibile Hulk: oltre ad alcune brevi menzioni sulla
sua prigionia, il personaggio è stato totalmente abbandonato.
Con She-Hulk
entrato finalmente in fase di sviluppo, i fan hanno iniziato a
chiedersi quali trame dei fumetti potrebbe adattare la serie. I
Marvel Studios hanno un piano chiaro che vedrà il ritorno di
Blonsky, con Tim Roth che riprenderà effettivamente il ruolo.
L’annuncio segna uno dei ritorni più sorprendenti nella storia del
franchise.
Darcy Lewis
Darcy Lewis ha sempre
ottenuto risposte contrastanti da parte dei fan. È apparsa in
precedenza al fianco di Thor in ben due film nel MCU, ma da allora
non è stata più vista. La geniale scienziata è stato comunque
fantastica, soprattutto in merito all’apporto comico. Tuttavia,
nonostante la crescita del successo del franchise del Dio del
Tuono, sembrava che non ci fosse più spazio per lei.
WandaVision ha visto Darcy fare il suo grande ritorno e i
fan si sono nuovamente innamorati dell’esilarante personaggio. Ha
già una grande chimica con Jimmy Woo e il suo posto nel futuro del
MCU potrebbe effettivamente essere sigillato grazie a questa
performance.
Jane Foster
Parlando sempre del
franchise di
Thor, anche l’interesse amoroso del Dio del Tuono, Jane
Foster, non si vede da un bel po’. A causa di alcuni problemi
contrattuali con i Marvel Studios, oltre al fatto che non era
soddisfatta del suo ruolo nel franchise, Natalie Portman si è allontanata dal MCU.
Tuttavia, è stata una grande
sorpresa per i fan quando Jane Foster è tornata brevemente durante
il viaggio nel tempo al centro di Avengers:
Endgame. Ma la vera notizia è Foster
tornerà come Mighty Thor nell’attesissimo Thor: Love and
Thunder: maneggerà il Mjolnir, proprio come nei
fumetti!
Teschio Rosso
Teschio Rosso è stato il
primo vero avversario di Captain America prima di essere
apparentemente ucciso dal Tessaract. Hugo Weaving non ha mai
nascosto le sue lamentele verso i Marvel Studios, ponendo fine –
almeno apparentemente – alla corsa del Teschio Rosso nei film.
Tuttavia, si è scoperto che il
Tessaract ha effettivamente trasportato Teschio Rosso nello spazio.
Il personaggio da allora ha fatto due apparizioni, con un attore
diverso nel ruolo. I fan erano entusiasti del fatto che Cap e Skull
potessero affrontarsi ancora una volta.
Agente Coulson
L’agente Coulson è stato
ucciso così tante volte che è davvero difficile tenere una traccia
della sua storia. Il personaggio si è evoluto notevolmente nel
corso degli anni, sia nei film del MCU che negli show televisivi.
Tuttavia, ogni volta che sembra che abbia finalmente incontrato il
suo creatore, torna più forte che mai.
Coulson è ora un Life Model Decoy,
una sorta di androide che ha ancora la personalità dell’originale
Coulson. Potrebbe essere possibile che finalmente arrivi un
momento, magari in futuro, in cui i Vendicatori potranno vedere che
Coulson è ancora vivo; un grande shock per loro, proprio come per
il pubblico dell’epoca.
Visione
Visione è stato brutalmente
assassinato da Thanos, che voleva recuperare la Gemma dell’Infinito
posta sulla sua fronte. Nessun viaggio nel tempo ha potuto impedire
che ciò accadesse, ma Scarlet Witch ha in qualche modo trovato un
modo per riportarlo in vita.
In
WandaVision, i fan sono rimasti scioccati nel
vedere di nuovo Visione in giro, nonostante la sua morte. A mano a
mano che gli eventi della serie si susseguono, è chiaro che, come
nei fumetti, Visione potrebbe non essere stato veramente rianimato,
ma forse è una versione fittizia di ciò che era in realtà.
Quicksilver
Anche Quicksilver ha
incontrato un tragico destino nel MCU. Abbattuto da Ultron, i fan
avevano ipotizzato che potesse fare una sorta di apparizione in
WandaVision, anche se nessuno si aspettava chi ci
sarebbe stato effettivamente dietro il ruolo.
Evan
Peters è tornato come Pietro, ma non nella versione dei Marvel
Studios, ma come il Quicksilver dei film FOX, anche se questa
versione del fratello di Wanda potrebbe non essere esattamente
quello che sembra. Il suo ritorno in un nuovo universo ha
sicuramente scioccato il pubblico.
Monica Rambeau
Monica Rambeau è stata
descritta in Captain
Marvel come la figlia della migliore amica di Carol
Danvers. I fan non si aspettavano che il personaggio fosse
invecchiato così velocemente, apparendo ancora una volta nel MCU
come parte dello S.W.O.R.D. in
WandaVision.
Anche se il personaggio deve ancora
esibire nessuno dei poteri che mostra nei fumetti, è comunque una
grande aggiunta vedere Rambeau riportata indietro in qualche modo.
Probabilmente avrà un ruolo nel futuro del franchise di Captain
Marvel e diventerà più un regular all’interno del MCU.
I sopravvissuti allo Snap
La fine di
Avengers:
Infinity War ha visto Thanos spazzare via metà della
vita nell’universo. Questo ha creato uno dei più grandi ostacoli
nella storia del cinema e il pubblico non era a conoscenza di come
tanti personaggi famosi sarebbero tornati.
La memorabile scena
del portale in Avengers:
Endgame ha dato ai fan il momento che stavano
aspettando. L’enorme ritorno di alcuni di questi eroi iconici che
in precedenza erano stati spazzati via dall’universo ha generato
enormi entusiasmi nei cinema di tutto il mondo.
James Gunn aveva precedentemente affermato
che The
Batman è il film DC che attende di più, e ora il
regista e sceneggiatore ha confermato che le sue speranze derivano
dalla fiducia che ripone nel talento di Matt
Reeves.
Gunn è meglio conosciuto per aver
scritto e diretto i film dedicati ai
Guardiani della Galassia, uno dei franchise
sicuramente più amati all’interno del più vasto MCU. Avendo confermato di aver un
talento innato nel raccontare storie di supereroi originali e
avvincenti, Gunn è stato scelto dalla Warner Bros. e dalla DC Films
per dirigere The Suicide
Squad, una sorta di sequel/reboot del cinecomic di
David Ayer uscito nel 2016.
In risposta alle domande di alcuni
fan su
Twitter, James Gunn ha dichiarato di essere davvero
eccitato per l’arrivo di The
Batman a causa del grande rispetto che nutre nei
confronti di Matt Reeves, che oltre ad aver diretto il
film, figura anche in qualità di produttore.
Riferendosi a una sua precedente
dichiarazione che aveva fatto tramite Instagram e in cui aveva
definito The
Batman“il film DC in uscita che attende di
più”, un fan ha chiesto a Gunn di motivare la sua scelta e lo
stesso ha risposto definendo Reeves “uno dei pochi registi la
cui abilità artistica può essere vista in ogni film che ha
diretto”, spiegando inoltre che “la sua
voce personale e la sua umanità non sono mai state soffocate da
pressioni commerciali o aziendali.”
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
Fino
All’Ultimo Indizio, il thriller con protagonisti i
premi Oscar Denzel Washington (“Training Day”, “Glory”),
Rami Malek (“Bohemian Rhapsody”) e Jared Leto, che per la sua interpretazione nel
film ha ricevuto la nomination ai Golden Globe come “Miglior attore
non protagonista”, arriva in Italia in esclusiva digitale
da venerdì 5 marzo, disponibile per l’acquisto e
il noleggio premium su tutte le principali piattaforme
digitali. John Lee Hancock (“The Blind Side”,
“Saving Mr. Banks”, “The
Founder”) dirige il film da una sua sceneggiatura
originale.
In Fino
All’Ultimo Indizio il Vice Sceriffo della Kern County,
Joe “Deke” Deacon (Washington) viene mandato a Los Angeles per
quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove.
Al contrario, si trova coinvolto nella caccia al killer che sta
terrorizzando la città. A guidare l’indagine, il Sergente Jim
Baxter (Malek) che, colpito dall’istinto di Deke, richiede il suo
aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer,
Baxter ignora che l’indagine sta riportando a galla alcune
situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti scomodi che
potrebbero mettere a repentaglio molto più che il suo caso. Il cast
principale include anche Natalie Morales (“Battle of the Sexes”),
Terry Kinney (“Mile 22”, “Billions” per la TV), Chris Bauer
(“Sully”, “The Deuce”per la TV), Joris Jarsky ( “Bad
Blood”per la TV), Isabel Arraiza ( “Pearson”per la TV) e Michael
Hyatt (“Crazy Ex-Girlfriend”).
Fino
All’Ultimo Indizio è prodotto dal premio Oscar ed
Emmy, Mark Johnson (“Breaking Bad”, “Rain Man”) e Hancock, con Mike
Drake e Kevin McCormick come produttori esecutivi. Dietro la
cinepresa, Hancock ha chiamato a lavorare con lui alcuni dei suoi
collaboratori di lungo corso, tra cui il direttore della fotografia
candidato all’Oscar, John Schwartzman (“Seabiscuit”, “The Founder”,
“Saving Mr. Banks”), lo scenografo candidato all’ Oscar, Michael
Corenblith (“Apollo 13”, “The Founder”, “The Blind Side”), il
montatore Robert Frazen (“The Founder”) e il costumista Daniel
Orlandi (“The Founder”, “The Blind Side”). Le musiche sono del
compositore più volte candidato all’Oscar®, Thomas Newman (“1917”,
“Bridge of Spies”, “Saving Mr. Banks”). Warner Bros. Pictures
presenta una produzione Gran Via, Fino
All’Ultimo Indizio, che sarà distribuita in tutto il
mondo da Warner Bros. Pictures.
Pare che inizialmente la Warner
Bros. avesse suggerito a
Zack Snyder di pubblicare una versione incompleta del
suo taglio di Justice
League. Snyder era pronto a realizzare il progetto dei
suoi sogni quando il film è entrato in produzione anni fa, ma
quando ha dovuto abbandonarlo nel bel mezzo delle riprese, le cose
hanno preso una piega diversa.
La Warner Bros. ha ingaggiato
Joss Whedon per completare il film, il quale
ha apportato numerose modifiche ai piani originali di Snyder. Di
conseguenza, la versione cinematografica di Justice
League era ben lontana da ciò che i fan si
aspettavano. Una campagna per la release del taglio di Snyder è
presto emersa online e, come molti sapranno ormai, alla fine ha
convinto la Warner Bros. ad acconsentire alla distribuzione della
versione originale del cinecomic.
Ora, la famigerata Snyder
Cut di Justice
League si trova a poco più di un mese dalla sua
uscita su HBO
Max. Mentre Snyder completava il suo taglio della durata di ben
4 ore, ha fornito ai fan numerose anticipazioni su cosa aspettarsi,
condividendo immagini e filmati inediti. La scorsa domenica è
uscito
il nuovo trailer della Snyder Cut, che include alcune
delle nuove scene girate durante le riprese aggiuntive dello scorso
autunno. I reshoot sono stati necessari per completare il film e
aggiungere il personaggio del Joker di Jared Leto, che in breve tempo è diventato uno
dei più grandi punti di discussione attorno al progetto. Tuttavia,
c’è stato un momento in cui eventuali riprese aggiuntive non erano
state per nulla prese in considerazione.
I piani iniziali della WB per la
Snyder Cut di Justice League
In una nuova intervista con il
podcast
LightCast, la produttrice di Justice
League,Deborah Snyder, ha parlato delle
prime discussioni con la Warner Bros. in merito a questa versione
speciale. Quando lo studio ha contattato Snyder per la prima volta
in merito al debutto del suo taglio del film, gli aveva suggerito
di distribuirlo com’era allora: incompleto! La produttrice ha
spiegato: “Quando si sono rivolto a noi, abbiamo dovuto farci
un’idea di cosa fosse, perché in origine lo studio ci aveva detto:
‘Puoi semplicemente far uscire il taglio così com’è’.
Ovviamente, Snyder si è opposto alla cosa. “Per Zack non era
contemplabile”, ha continuato Deborah. “Era come un
miscuglio. Se doveva farlo, lo avrebbe fatto soltanto nel modo
giusto.”
Parlando nello specifico delle
difficoltà riscontrate nel completamento della Snyder Cut,
la produttrice ha poi aggiunto: “Il problema è stato capire i
costi reali per gli effetti visivi. Abbiamo fatto tutto da soli, in
modo da poter mettere insieme una presentazione da mostrare allo
studio. Gran parte di quella presentazione è stata realizzata
basandosi sul sopporto dei fan e su ciò che la distribuzione di
quel taglio avrebbe rappresentato per loro.”
Zack
Snyder’s Justice League uscirà in streaming uscirà il
18 marzo 2021 in esclusiva
digitale, disponibile per l’acquisto su Amazon Prime Video, Apple
Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV,
PlayStation Store, Microsoft Film & TV.
Dopo le ben note riflessioni in
merito all’universo dei cinecomic, Martin Scorsese rilascia nuove
dichiarazioni che potrebbero ancora una volta fare il giro del
mondo. Il celebre regista, infatti, ha pubblicato un lungo saggio
dal titolo “Il Maestro”, dedicato a Federico
Fellini, sulle pagine di
Harper’s Magazine.
Nel saggio, l’autore di capolavori
immortali come Taxi Driver, Toro scatenato e Quei
bravi ragazzi, riflette sull’odierna situazione dell’industria
dello spettacolo, soffermandosi in particolare sull’evoluzione e
sul predominio dello streaming, che lo stesso accusa senza mezzi
termini: per Scorsese, infatti, i servizi di streaming sono
colpevoli di aver ridotto il cinema a mero
“contenuto”.
È proprio su questo concetto che il
regista si sofferma con particolare attenzione: “Non più di 15
anni fa, la parola ‘contenuto’ veniva impiegata quando le persone
discutevano di cinema a un livello ‘serio’. Questo termine veniva
confrontato e al tempo stesso misurato con quello di ‘forma’. Poi,
in maniera sempre più graduale, è stato utilizzato da coloro che
hanno rilevato le media company, persone che non hanno mai saputo
nulla di questa forma d’arte e che nemmeno di sono preoccupate di
documentarsi.”
Martin Scorsese tra streaming, “contenuto” e algoritmi
Scorsese, pur riconoscendo che i
servizi di streaming hanno consentito la distribuzione delle sue
ultime fatiche (The
Irishman, prodotto da Netflix, e l’atteso
Killers of the Flower Moon, prodotto da Apple),
sostiene che oggi “l’arte del cinema viene svalutata” e
che la parola “contenuto” sia diventata “un termine commerciale
per tutte le immagini in movimento”, indipendentemente dal
fatto che si parli di un film di David Lean, di uno spot del Super
Bowl, di un cinecomic o di un episodio di una serie tv.
Il regista spiega: “È un
termine collegato non più all’esperienza della sala, quello di
‘contenuto’, ma alla visione domestica, sulle piattaforme di
streaming, che hanno superato l’esperienza cinematografica, così
come Amazon ha spodestato i negozi fisici. Da un lato, questo è
stato positivo per i registi, me compreso. Dall’altra parte, ha
creato una situazione in cui tutto viene presentato allo spettatore
in condizioni di parità, che suona come una cosa democratica, ma in
realtà non lo è. Se un’ulteriore visione è “suggerita” da algoritmi
basati su ciò che hai già visto, e i suggerimenti si basano solo
sull’argomento o sul genere, allora cosa fa tutto questo per l’arte
del cinema?”
John Travolta,
Bruce Willis,
Russel Crowe, Mickey Rourke e
Topolino, sono solo alcuni dei nomi che devono la
loro voce italiana a Claudio Sorrentino. A 75
anni, a causa del coronavirus, si è spento il giornalista, autore e
doppiatore che nell’immaginario nazionale era collegato
specialmente a Mel Gibson.
Martedì 16, Claudio
Sorrentino si è spento alle 20.10 a Villa Tiberia, a Roma.
Da quando aveva 5 anni era già nel mondo dello spettacolo, portato
sul palcoscenico a recitare De Filippo da Roberto
Murolo.
È stato Rusty in Rin Tin
Tin, Rickie di Happy Days, la voce
ufficiale italiana di Topolino, John Travolta, da Staying
Alive a Pulp Fiction, Bruce
Willies in Die Hard. Ma aveva prestato la
voce anche a Sylvester Stallone, a
Willem Dafoe e a Ryan
O’Neal. Ma la sua carriera è stata sempre legata a Gibson,
visto che era suo quel grido di libertà in
Braveheart.
Rian Johnson,
regista di Star
Wars: Gli ultimi Jedi, ha confermato di aver
sempre visto la relazione tra Rey e Kylo Ren come una relazione
romantica. In qualità di personaggi principali della trilogia
sequel della celebre saga, sia Rey che Kylo Ren sono stati
introdotti per la prima volta in
Star Wars: Il risveglio della forza del 2015. Alla fine,
l’eroina e il villain si sono alleati contro l’Imperatore Palpatine
nel capitolo finale, Star
Wars: L’ascesa di Skywalker.
Fin dal loro primo incontro ne
L’ascesa di Skywalker, era chiaro che ci
fosse una forte connessione tra Rey e Kylo Ren. Tale legame è stato
consolidato ne Gli
ultimi Jedi, dove hanno avuto conversazioni
regolari attraverso la Forza. Nonostante il tempo limitato per
stare effettivamente insieme in seguito agli eventi de L’ascesa di Skywalker, in quella storia i due
hanno cominciato a comprendersi di più. Sebbene provengano da
background diversi e abbiamo motivazioni diverse, sono stati in
qualche modo attratti l’uno dall’altro quando è stato rivelato che
facevano parte di una Diade nella Forza. Ciò ha portato molti a
credere che nella loro relazione ci fosse molto di più di quello
che, in effetti, si vede sullo schermo. Dal momento però che
Lucasfilm non lo ha mai veramente chiarito la questione, c’è stata
parecchia confusione su quale sia realmente la natura del loro
legame.
In base a ciò che pensa il regista
Rian Johnson, la relazione tra Rey e Kylo Ron è di
natura “romantica” e “intima”, come affermato dallo stesso in una
recente intervista con
Sariah Wilson, giornalista di USA Today. Purtroppo, non sono
stati forniti ulteriori dettagli in merito alla questione, ma è
probabile che in futuro sarà proprio Johnson a tornare
sull’argomento. Sempre nella medesima intervista,
come vi abbiamo riportato nella giornata di ieri, il regista ha
confermato che la sua trilogia di Star Wars è ancora in fase di
sviluppo.
Il futuro della saga di Star
Wars
Di recente è stato
confermato Rogue
Squadron, primo film ad arrivare nelle sale dopo la
conclusione della saga degli Skywalker. Il film, diretto
da Patty Jenkins (regista
di Wonder
Woman), verrà distribuito nelle sale a dicembre
2021.
Oltre a Rogue
Squadron, sappiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli
Ultimi Jedi, è stata affidata la scrittura di una
nuova trilogia basata su nuove storie e nuovi personaggi, ma su
quel progetto non si hanno aggiornamenti da diverso tempo. In
passato, anche ai creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il
progetto.
Zack Snyder spera ancora che, in qualche modo, il
Batman di Ben Affleck e il Deathstroke di Joe Manganiello possano scontrarsi sullo
schermo. I due arcinemici avrebbero dovuto combattere l’uno contro
l’altro quando Affeck era ancora a lavoro sul suo standalone
dedicato all’Uomo Pipistrello. Sappiamo che quel film è stato poi
affidato a Matt Reeves, che l’ha trasformato
nell’attesissimo The
Batman che arriverà nelle sale il prossimo anno e
che non sarà collegato al DCEU.
Quando Affleck confermò di aver
abbandonato il progetto, si pensava che l’attore avesse
ufficialmente chiuso con il mondo dei supereroi. Tuttavia, di
recente abbiamo appreso non solo che Affleck tornerà nei panni del
Crociato di Gotham per l’attesissimo The Flash con Ezra Miller, ma anche che
l’attore ha preso parte alle riprese aggiuntive della
Snyder Cut di Justice
League, che debutterà ufficialmente su HBO
Max il prossimo 18 marzo.
In una recente intervista con
I
Minutemen (via
ComicBook), Zack
Snyder ha rivelato che, nonostante le circostanze,
spera ancora di poter vedere, un giorno, il Batman di Ben
Affleck scontrarsi con il Deathstroke di
Joe Manganiello sul grande schermo. “Amo Joe, è fantastico.
Mi piacerebbe davvero vedere quei due insieme, sarebbe divertente.
Chissà? Sappiamo che Ben sarà nel film The
Flash, ed è bello vederlo tornare nei panni di Batman. È bello
e non sappiamo a cosa potrebbe portare.”
Deathstroke nella versione di
Justice League ad opera di Zack Snyder
Il personaggio di Deathstroke,
interpretato da
Joe Manganiello, è apparso in una delle due scene post-credits
della versione cinematografica di Justice
League. Slade Wilson avrebbe poi dovuto interpretare
l’antagonista principale del Batman mai realizzato da Ben Affleck.
Tuttavia, dopo l’abbandono di Justice
Leagueda parte di Snyder, i piani della WB sono
stati letteralmente stravolti, e le battute del Lex Luthor di
Jesse Eisenberg nella scena in questione modificate per
alludere, piuttosto, all’arrivo della Injustice League (cosa che,
però, non è stata ancora “risolta” nel DCEU). Ricordiamo che il
Deathstroke di Manganiello tornerà nella Snyder
Cut.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Il network americano
ABC dopo il
nono ha diffuso il promo di Big Sky 1×10, il
decimo episodio dell’annunciata nuova serie tv Big
Sky.
In Big Sky
1×10 protagonisti sono Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell, Brian Geraghty nei panni
di Ronald Pergman, Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan, Jade Pettyjohn
nei panni di Grace Sullivan, Jesse James Keitel nei panni di Jerrie
Kennedy, con John Carroll Lynch nel ruolo di Rick Legarski e Ryan
Phillippe nel ruolo di Cody Hoyt.
Big Sky in
streaming è disponibile su Star, il nuovo
canale per adulti di Disney+.
Big
Sky è la nuova serie tv creata da David E.
Kelley per il network americano ABC. David E. Kelley sarà
lo showrunner della prima stagione. Basato sulla serie di libri di
CJ Box, “Big Sky” è prodotto da David E. Kelley, Ross
Fineman, Matthew Gross, Paul McGuigan, CJ Box e
Gwyneth Horder-Payton, ed è prodotto da 20th
Television. 20th Television fa parte dei Disney Television Studios,
insieme a ABC Signature e Touchstone Television. Big
Sky in streaming è disponibile su Star,
il nuovo canale per adulti di Disney+.
La serie racconta degli
investigatori privati Cassie Dewell e Cody Hoyt uniscono le forze
con la sua ex moglie ed ex poliziotta, Jenny Hoyt, per cercare due
sorelle che sono state rapite da un camionista su una remota
autostrada nel Montana. Ma quando scoprono che queste non sono le
uniche ragazze scomparse nella zona, devono correre contro il tempo
per fermare l’assassino prima che un’altra donna venga rapita.
Big
Sky vede protagonisti Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell,
Brian Geraghty nei panni di Ronald Pergman,
Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan,
Jade Pettyjohn nei panni di Grace Sullivan,
Jesse James Keitel nei panni di Jerrie Kennedy,
Valerie Mahaffey come Helen Pergman con
John Carroll Lynch come Rick Legarski e
Ryan Phillippe come Cody Hoyt.
Una foto condivisa via Instagram
dalla produttrice Barbara Muschietti conferma che la produzione di
The
Flash, il travagliatissimo cinecomic DC che arriverà
al cinema nel 2022, è attualmente in corso. Le riprese di The
Flash sarebbero dovuto partire subito dopo l’uscita in sala di
Justice
League nel 2017, ma da allora il progetto è passato
nelle mani di numerosi sceneggiatori e registi prima di essere
ufficialmente affidato – dopo molto tempo – a
Andy Muschietti.
Il film è attesissimo da tutti i fan
della DC soprattutto per l’annunciato ritorno di Michael Keaton e Ben Affleck nelle rispettive iterazioni
di Batman, anche se non sappiamo ancora in che modo i due
personaggi verranno integrati all’interno della storia. Secondo le
prime indiscrezioni, The Flash dovrebbe essere ispirato
alla serie a fumetti “Flashpoint” ed introdurre quindi il concetto
di Multiverso, che garantirebbe così la possibilità di integrare
Keaton e Affleck nel film. Ad oggi, la data di uscita è fissata per
novembre del 2022: le riprese sarebbero dovuto partire il prossimo
marzo, ma pare che sia già tutto pronto per avviare finalmente la
produzione di uno dei titoli più travagliati degli ultimi anni
(almeno per quanto riguarda i film di supereroi).
Barbara Muschietti,
produttrice del film e storica partner del regista Andy, ha infatti
condiviso una storia su Instagram
lasciando intendere che le riprese di The Flash
sono ufficialmente partite. L’immagine, in realtà, non rivela
molto: possiamo vedere, infatti, Barbara in piedi davanti a un
enorme magazzino. Quasi sicuramente, si tratta di uno degli enormi
set del film, come lasciato intendere dalla didascalia che ha
accompagnato lo scatto: “Il divertimento è
all’interno.”
Tutto quello che c’è da sapere su
The Flash
Ricordiamo che The
Flash arriverà al cinema il 1 luglio 2022. Il film
sarà diretto da Andy
Muschietti, regista di IT e IT
– Capitolo Due.Ezra
Miller tornerà a vestire i panni del Velocista
Scarlatto dopo un cameo in Batman
v Superman: Dawn of Justice e Justice
League. Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Il film dovrebbe essere ispirato alla serie a fumetti
“Flashpoint” del 2011, scritta da Geoff Johns e disegnata da Andy
Kubert.
Chloé Zhao, regista
de Gli Eterni, era stata
considerata per la regia di Black Widow prima che
Cate Shortland venisse ufficialmente assunta dai Marvel Studios. Zhao figura tra le
grandi protagoniste dell’attuale stagione dei premi grazie al suo
acclamato Nomadland,
interpretato dal due volte premio Oscar
Frances McDormand. Sebbene non abbia ottenuto la regia di
Black Widow,
Zhao è stata poi scelta per dirigere l’attesissimo Gli
Eterni, che introdurrà la banda immortale di guerrieri
nell’universo cinematografico Marvel.
Gli Eterni, che arriverà
nelle sale il prossimo 5 novembre (dopo essere stato posticipato di
un anno a causa del Covid-19), presenta un cast di attori davvero
sensazionale, tra cui spiccano il premio Oscar
Angelina Jolie, Kumail Nanjiani, Salma Hayek, Kit Harington,
Richard
Maddene Bryan Tyree Henry.
Tuttavia, Chloé Zhao non è l’unica regista donna ad avere un film
del MCU in arrivo quest’anno. Black Widow di
Cate Shortland, che dovrebbe arrivare nelle sale
il prossimo 7 maggio, sarà il primo film del MCU ad arrivare nelle
sale dopo la tragica annata del 2020, che verrà ricordato come la
prima in cui non sono arrivati film dell’universo condiviso nelle
sale.
Stando alle ultime indiscrezioni, la
Disney avrebbe soltanto quattro settimane per decidere quale sarà
il futuro del cinecomic con Scarlett
Johansson, dal momento che la pandemia di Coronavirus
rappresenta un pericolo ancora tangibile. In attesa di una
decisione ufficiale (è probabile che il film venga rimandato ancora
una volta, dal momento che i Marvel Studios non sembrano
intenzionati a distribuirlo su Disney+), è importante ricordare che il
tanto atteso film in solitaria dedicato a Vedova Nera è sempre
stato pensato per avere un regista donna al timone. La lunga lista
di potenziali registe includeva donne provenienti da tutti il
mondo, inclusa Zhao.
In una nuova intervista rilasciata a
Vulture,
viene rivelato che prima di essere assunta per la regia de
Gli Eterni,Chloé Zhao era stata considerata per la regia di
Black Widow.
Non sono stati forniti ulteriori dettagli: non sappiamo dunque se
alla regista sia stata fatta un’offerta concreta o se fosse
semplicemente in un elenco di candidati ideali. Tuttavia, era
comunque nel mirino dei Marvel Studios e del presidente Kevin Feige prima di essere ufficialmente
affidata al progetto sugli Eterni.
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Sono state
annunciate le nomination ai WGA Awards 2021,
le candidature alle migliori sceneggiature cinematografiche
designate dal sindacato degli sceneggiatori. Le categorie sono tre,
suddivise in sceneggiatura originale, sceneggiatura adattata e
sceneggiatura di documentario. Ecco di seguito le nomination:
SCENEGGIATURA
ORIGINALE
“Judas and the Black Messiah” (Warner Bros) – Screenplay by
Will Berson & Shaka King, Story by Will Berson & Shaka King and
Kenny Lucas & Keith Lucas
“Palm
Springs” (Hulu/Neon) – Screenplay by Andy Siara, Story by
Andy Siara & Max Barbakow
“Promising Young Woman” (Focus Features) – Written by Emerald
Fennell
“Sound
of Metal” (Amazon Studios) – Screenplay by Darius Marder &
Abraham Marder, Story by Darius Marder & Derek Cianfrance
“Borat
Subsequent Moviefilm” (Amazon Studios) – Screenplay by Sacha Baron Cohen & Anthony Hines & Dan
Swimer & Peter Baynham & Erica Rivinoja & Dan Mazer & Jena Friedman
& Lee Kern, Story by Sacha Baron Cohen & Anthony Hines & Dan Swimer
& Nina Pedrad, Based on Characters Created by Sacha Baron
Cohen
“Ma Rainey’s Black Bottom” (Netflix) – Screenplay by Ruben
Santiago-Hudson, Based on the Play Written by August Wilson
“News of the World” (Universal Pictures) – Screenplay by Paul
Greengrass and Luke Davies, Based upon the Novel by Paulette
Jiles
“One
Night in Miami” (Amazon Studios) – Screenplay by Kemp Powers,
Based on the Stage Play “One Night in Miami” by Kemp Powers
“The White Tiger” (Netflix) – Screenplay by Ramin Bahrani,
Based on the Book “The White Tiger” by Aravind Adiga
SCENEGGIATURA
DOCUMENTARIO
“All In: The Fight for Democracy” (Amazon Studios) – Written by
Jack Youngelson
“The Dissident” (Briarcliff Entertainment) – Written by Mark
Monroe and Bryan Fogel
“Herb Alpert Is…” (Abramorama) – Written by John Scheinfeld;
Abramorama
“Red Penguins” (Universal Pictures) – Written by Gabe
Polsky
“Totally Under Control” (Neon) – Written by Alex Gibney
Meno di
Trenta assegnerà il primo Premio
Speciale della sua seconda edizione a
Ludovico Di Martino, regista
ventottenne che negli ultimi anni ha firmato progetti
prestigiosi per il cinema e per la TV; tra i lavori da lui diretti
spicca la terza stagione di SKAM Italia, teen drama realizzato da
una crew particolarmente giovane nonché amato dagli adolescenti, e
Di Martino ha dichiarato di recente l’importanza del dare
spazio ai giovani“per provare a rinnovare il
presente e per garantirci il futuro del cinema”.
L’ultimo lungometraggio diretto da
Ludovico Di Martino, l’action thriller “La belva”,
per diverse settimane ha avuto inoltre il privilegio di restare
inserito nella top ten dei film più visti su Netflix in 190 paesi.
La premiazione avrà
luogo tra venerdì 11 e domenica 20
Giugno nell’ambito del “Festival del Cinema Città
di Spello e dei Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema”;
la manifestazione, presieduta da Donatella
Cocchini con la direzione artistica di Fabrizio
Cattani, è dedicata da sempre ai
professionisti del dietro le quinte e ha deciso
quest’anno di puntare i riflettori sui talenti under
30 ospitando la seconda edizione di Meno di
Trenta. Sarà previsto anche un
secondo premio speciale – che verrà annunciato in
un secondo momento – che sarà consegnato ad un giovane
professionista che si sia distinto in una categoria diversa dalla
recitazione e dalla regia – rigorosamente sotti i
trent’anni.
Ludovico Di
Martino
Il regista cinematografico Ludovico
Di Martino ha esordito nel 2015 con il lungometraggio “Il Nostro
Ultimo”, partecipando a festival di tutto il mondo e nel 2017 il
suo cortometraggio ‘Pipinara’ è stato presentato alla 75a Mostra
Internazionale del Cinema di Venezia. Nel 2019 scrive e dirige la
terza stagione di Skam Italia (Netflix), adattamento dell’omonima
serie Norvegese di successo, sempre su Netflix il 27 Novembre 2020
è uscito il suo film d’azione “La belva”. Il suo stile registico fa
largo uso di inquadrature e movimenti di camera che invitano
all’immedesimazione e sembrano rispecchiare lo stato d’animo dei
protagonisti. Nei suoi lavori inoltre fa molto affidamento sulla
colonna sonora, tanto da produrre lui stesso alcune delle tracce
che utilizza.
Meno di
Trenta è un format ideato da
Silvia Saitta che prevede, come attività
principale,l’evento di premiazione
dedicato ad artisti di cinema, TV e web
rigorosamente sotto i trent’anni. Il
premio ha già avuto la sua prima edizione
a Roma, il 7 dicembre 2019, organizzata con
Stefano Amadio direttore del portale
Cinemaitaliano.info. I vincitori della prima edizione sono stati
Carlotta Antonelli, Giacomo Ferrara, Ludovica Martino,
Giulio Pranno, Phaim Bhuiyan e Jenny De Nucci. Con il
desiderio di continuare a valorizzare i giovani talenti
dell’audiovisivo italiano – non solo artistici ma anche
tecnici – Meno di Trenta è oramai un format in continua
espansione, come avvenuto con il ciclo di
incontri“Meno di Trenta alla Mostra”
organizzati durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia 2020 dalle testate Cinemaitaliano.info e Cinecittà News
all’Italian Pavilion.
Il sesto episodio di WandaVision ci ha lasciato con un grande punto
interrogativo: prima che Wanda scatenesse l’inferno, Monica Rambeau e l’agente Woo stavano
andando a incontrare un “contatto”. Nell’episodio, il personaggio
in questione non appare: sappiamo soltanto che si tratta di un
ingegnere aerospaziale. Probabilmente, bisognerà attendere il
settimo episodio per scoprire l’identità di questo misterioso
“contatto”. Ma di chi potrebbe trattarsi? Ecco 10 teorie avanzate
da
Screen Rant:
Leo Fitz
Leo Fitz potrebbe sembrare
una forzatura, ma ci sono diversi motivi per cui quest’opzione è
plausibile. Fitz ha una lunga esperienza con i viaggi nello spazio
e ha imparato i dettagli sulla tecnologia e sull’ingegneria aliene,
dato che è un ingegnere brillante. Sebbene Agents of
Shield abbia rapporti limitati con il MCU, non sarebbe la prima volta che
un personaggio della serie fa la sua comparsa nell’universo.
In Avengers:
Endgame, James D’Arcy ha ripreso i panni di Edwin Jarvis,
che inizialmente era apparso nello show televisivo Agent
Carter. Pertanto, il MCU potrebbe introdurre più personaggi
apparsi nelle serie targate Marvel (e non Marvel Studios!). Sebbene
Fitz si sia ritirato come agente dello SHIELD e come ingegnere, è
comunque possibile che possa servire per dei favori una tantum,
come nel caso di Rambeau. Chissà, si potrebbe addirittura mostrare
un universo alternativo di Leo Fitz…
Riri Williams/Ironheart
Un altro candidato che
potrebbe essere il “contatto” è Riri Williams, alias Ironheart. Williams è un genio. Durante i suoi
studi presso il Massachusetts Institute of Technology, ha costruito
il suo primo abito con l’ingegneria inversa. Sebbene i fumetti non
specifichino che è specializzata in ingegneria aerospaziale, la
Marvel potrebbe comunque sistemare questo piccolo accorgimento.
A dicembre 2020, Kevin Feige ha già confermato che una serie
Ironheart
è in lavorazione, il che potrebbe essere un’opportunità perfetta
per portarla sul grande schermo. Inoltre, Feige ha già annunciato
il casting di Dominique Thorne come Riri Williams. Sebbene le
possibilità siano improbabili a causa della sua età nei fumetti, la
Marvel potrebbe invecchiare il personaggio e renderla una giovane
adulta, in modo che la relazione con Rambeau appaia più
credibile.
Abigail Brand
Sebbene
Abigail Brand non sia mai apparsa nel MCU, le sue possibilità di
contatto con Rambeau potrebbero portarla alla ribalta. Una delle
cose che la rende una candidata plausibile è che Brand è un
ufficiale comandante dello SWORD nei fumetti. Ha anche un’eredità
aliena, quindi è un contatto che ha una certa conoscenza del mondo
straordinario.
L’unico problema con
questa scelta è che Brand non soddisfa i criteri di ingegnere
aerospaziale. Tuttavia, la Marvel ha già modificato i personaggi
prima di utilizzarli per uno specifico scopo in una storia. Sarebbe
bello portare un’agente donna tosta come Brand, che conosce
l’ingegneria aerospaziale e ha anche diverse abilità di
combattimento.
Rocket Raccoon
Questa
opzione può sembrare un azzardo, poiché Rocket Raccoon ha viaggiato
principalmente nello spazio e non è mai arrivato sulla Terra fino
alla battagli di Wakanda in Avengers:
Infinity War. Rocket è stato uno dei sopravvissuti allo
schiocco e da allora è stato un alleato degli Avengers.
Sfortunatamente, Monica Rambeau è stata una delle vittime dello
Snap di Thanos.
Tuttavia, c’è una
cosa che rende Rocket Raccoon un candidato plausibile; è
specializzato in ingegneria aerospaziale. Se Rocket è il
“contatto”, lui e Rambeau si sono dovuti incontrare intorno alle
tre settimane successive al Blip e devono essersi fatti una buona
impressione a vicenda per diventare degli stretti alleati. Conosce
anche Captain Marvel, il che aiuterebbe a consolidare questa
relazione.
La figlia di Talos
Dal momento
che Captain
Marvel è ambientato a metà degli anni ’90, il luogo
in cui si trovava la figlia di Talos è sconosciuto. La gente ancora
non conosce il suo vero nome. Tuttavia, i suoi legami già esistenti
e l’amicizia d’infanzia con Rambeau rendono la figlia di Talos uno
dei candidati più probabili ad essere il “contatto”.
La figlia di Talos ha viaggiato per
l’universo, il che significa che probabilmente ha una profonda
conoscenza dell’aerospazio e forse ha acquisito alcune abilità
ingegneristiche durante la crescita. Inoltre, la figlia di Talos è
l’unica persona apparsa con Rambeau sullo schermo, il che spiega
come Rambeau identifichi il suo “contatto” come uno stretto
alleato. Dato che Nick Fury è
nello spazio con gli Skrull, Rambeau potrebbe aver continuato il
suo legame con gli Skrull e la figlia di Talos, il che sembrerebbe
utile per motivi di lavoro.
Hank McCoy/Bestia
Forse, il Quicksilver di
Evan
Peters potrebbe non essere l’unico personaggio degli X-Men
ad apparire nella serie Marvel. Sta diventando chiaro che gli X-Men
stanno lentamente diventando canonici per il MCU, il che significa
che utilizzeranno alcuni dei personaggi esistenti. Naturalmente,
uno degli ingegneri più brillanti degli X-Men è Hank McCoy, alias
Bestia.
La sua intelligenza è fuori dal
comune: conosce l’anatomia, l’ingegneria meccanica e la
nanotecnologia. Ha anche costruito il Blackbird, che copre la
specialità dell’ingegneria aerospaziale. Tuttavia, l’idoneità non
si ferma qui. Nei fumetti, McCoy è stato per un breve periodo un
agente dello SWORD. Indipendentemente da ciò, la sua storia passata
nei fumetti potrebbe risuonare sul grande schermo e spiegare la sua
affiliazione con Rambeau.
Victor Von Doom
Il Dottor Destino potrebbe
sembrare un’altra scelta azzardata come potenziale candidato,
poiché la maggior parte dei fan della Marvel sa che è un cattivo
dei Fantastici Quattro. Dato che i Fantastici Quattro non sono
ancora nel MCU, si potrebbe trattare della versione di Dottor
Destino prima di essere esposto ai raggi cosmici nello spazio.
Come molti altri candidati, anche il
dottor Destino è un ingegnere intelligente nonostante le sue
ambizioni politiche. Non sarebbe la prima volta che il MCU mette in
evidenza cattivi come Loki, che ha un debole per aiutare le
persone. Forse, la sua introduzione pre-Doctor Doom potrebbe
preparare il terreno non solo per assistere Rambeau, ma anche le
sue esperienze potrebbero motivarlo in progetti futuri che
porterebbero all’incidente che coinvolgerebbe la sua squadra.
Reed Richards/Mister Fantastic
Reed
Richards, alias Mister Fantastic, è un brillante scienziato e
inventore, che conosce l’ingegneria elettrica, l’aerospazio, la
chimica e la biologia. Si adatta quindi al profilo di un ingegnere
aerospaziale. Pertanto, non sorprende che Reed Richards sia
diventato il candidato più popolare per il web dall’uscita del
sesto episodio.
Inoltre, Kevin Feige
ha già rivelato che un film sui Fantastici Quattro è in lavorazione
e potrebbe essere solo una questione di tempo prima che uno dei
personaggi faccia il proprio debutto nel MCU. Anche se
l’introduzione dei Fantastici Quattro a questo punto della Fase 4
del MCU potrebbe generare scetticismo, alcuni fan sperano in una
sorpresa, con la possibilità che ad interpretare il personaggio
sia finalmente il loro candidato ideale, ossia John Krasinski.
Sue Storm/La donna invisibile
C’è un ultimo personaggio
dei Fantastici Quattro che potrebbe essere il “contatto” di Monica
Rambeau. Sue Storm, alias La donna invisibile, è anche una
scienziata intelligente che ha esperienza nello spazio. Sue Storm
sarebbe una delle candidate perfette. La sua genialità come
scienziata è sempre stata minata nelle precedenti interpretazioni
dei Fantastici Quattro, e potrebbe finalmente ricevere il
riconoscimento che merita.
Ammesso che Storm sia davvero il
“contatto”, è chiaro che sorgeranno domande su come sia venuta alla
luce la loro alleanza. Se il contatto fosse Storm, sarebbe una
grande sorpresa, con tanto di casting nascosto da parte della
Marvel. Dal momento che i Fantastici Quattro si uniranno al MCU ad
un certo punto, la sua introduzione potrebbe colmare questa
lacuna.
Adam Brashear/Blue Marvel
Adam Brashear è il
candidato più probabile che si adatta al profilo di un ingegnere
aerospaziale e al “contatto” di Rambeau. A differenza di alcune
delle altre scelte, Brashear ha legami già nei fumetti con Rambeau.
La loro relazione è sia professionale che personale, inclusa
l’adesione agli Ultimates e il loro legame sentimentale.
Brashear è anche un ingegnere e un
fisico affermato, che potrebbe specializzarsi in ingegneria
aerospaziale con alcune modifiche alla storia da parte della
Marvel. Brashear potrebbe non essere uno dei personaggi più
importanti della Marvel. Tuttavia, sarebbe anche una grande
opportunità includere un personaggio come lui ed espandere
l’universo. Sarebbe anche una configurazione perfetta per ciò che è
nei piani per Captain
Marvel 2.
Si è tenuto oggi l’evento virtuale
italiano di presentazione di Star,
il nuovo brand di intrattenimento generale che dal 23 febbraio
andrà a integrarsi all’interno del servizio streaming Disney+.
L’appuntamento è stato l’occasione
per annunciare le produzioni originali Star
italiane: la quarta stagione della serie cult comedy
Boris, la serie TV tratta dall’omonimo
film Le Fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek
e la serie crime basata su una storia vera, The Good
Mothers.
In contemporanea, The Walt Disney
Company EMEA ha rivelato la lista degli Original europei per
Disney+, a
conferma dell’impegno della Company a ideare, sviluppare e
realizzare in Europa nuove produzioni originali. Famosi e
pluripremiati creatori e produttori porteranno su Disney+ un
ampio numero di storie europee con rilevanza locale che si
aggiungeranno all’offerta di intrattenimento già conosciuta e amata
dagli abbonati.
I primi dieci progetti
commissionati da Disney+,
sia per il brand Disney che per l’imminente arrivo del brand di
intrattenimento generale Star,
rappresentano il primo passo verso l’ambizioso progetto di Disney+ di
ordinare 50 produzioni in Europa entro il 2024.
I progetti abbracciano diversi
generi: drama, comedy, sci-fi e documentari e hanno avuto il via
libera in Italia, Francia, Germania e nei Paesi Bassi, insieme a
molti altri progetti in fase di sviluppo. Da un thriller dedicato
alla ‘ndrangheta con un cast al femminile, a un incredibile
supernatural mistery, da potenti storie vere a
un romantic drama, queste sono le nuove produzioni europee che
aggiungeranno a Disney+
uno storytelling locale di alta qualità, garantendo sempre
contenuti per tutti i gusti.
Diego Londono, EVP, Media Networks
and Content, The Walt Disney Company EMEA ha così commentato:
“La strategia di commissioning mette in luce il nostro
impegno nella produzione di contenuti originali di prim’ordine,
creati specificamente per i mercati locali ma dotati dell’ambizione
creativa necessaria a catturare l’attenzione degli spettatori di
tutto il mondo. A livello globale, l’Europa è considerata una
straordinaria potenza creativa e questo, unito alla grande
esperienza Disney nel campo dello storytelling di alta qualità e ai
suoi rapporti con alcuni dei migliori talenti dell’intrattenimento,
renderà Disney+ la
destinazione ideale in Europa per trovare contenuti interessanti e
coinvolgenti”.
Liam Keelan, Vice President
Original Content, The Walt Disney Company EMEA ha aggiunto: “I
primi dieci progetti rappresentano la nostra ambiziosa visione per
le produzioni locali. Questa offerta iniziale sottolinea l’impegno
di Disney anche a livello locale di garantire la pluralità di voci
e punti di vista e di lavorare con i migliori
storyteller”.
L’evento virtuale è stato aperto da
Daniel Frigo, Amministratore Delegato The Walt Disney Company
Italia, che ha ribadito la centralità dei servizi DTC nel modello
di business Disney, sottolineando l’impegno continuo da parte degli
Studios Disney nella produzione sia di contenuti realizzati in
esclusiva per la piattaforma, sia di contenuti che seguiranno il
tradizionale percorso di release, arrivando prima nelle sale
cinematografiche e sui canali lineari per poi approdare sul
servizio di streaming del gruppo. “Ogni mese – ha
dichiarato Daniel Frigo – arriveranno su Disney+
nuovi titoli dagli studi creativi Disney, inclusi Disney Television
Studios (20th Television e ABC Signature), FX Productions, 20th
Century Studios e Searchlight Pictures oltre ai contenuti di ESPN,
National Geographic e alla programmazione locale”.
“A quasi un anno dal lancio,
Disney+
conta già 94,9 milioni di abbonati in tutto il mondo. L’arrivo di
Star”, come ha affermato Kathryn Fink, General Manager Media,
“nasce dal forte interesse del pubblico adulto già abbonato di
avere su Disney+
ancora più contenuti dedicati”.
Completamente integrato all’interno
di Disney+,
Star
debutterà come sesto brand, accanto a Disney, Pixar, Marvel, Star
Wars e National Geographic. Con l’arrivo di Star, il 23
febbraio, l’offerta della piattaforma sarà ancora più ricca. Al
momento del lancio, in Italia si aggiungeranno ai titoli già
presenti su Disney+,
42 serie TV, 249 film e una lista di 5 Star Original. Entro un anno
Star arricchirà ulteriormente l’offerta di Disney+ con
oltre 400 film e circa 6000 episodi TV.
Al lancio di Star,
Disney+
diventerà la casa esclusiva degli Star
Original. Tra i titoli in streaming solo su Disney+ e
disponibili dal 23 febbraio ci saranno: il thriller poliziesco
Big
Sky, creato dal narratore visionario David E.
Kelley (Big Little Lies – Piccole grandi bugie, The Undoing – Le
verità non dette); Love,
Victor, la serie spin-off di Tuo, Simon
scritta dagli sceneggiatori originali del film Isaac Aptaker
(This Is Us) e Elizabeth Berger (This Is Us); la
sitcom animata Solar Opposites, co-creata
da Justin Roiland (Rick & Morty) e Mike McMahan (ex
assistente sceneggiatore di Rick & Morty); oltre alle
serie drama Helstrom,
il cui produttore esecutivo è Paul Zbyszewski insieme a Karim Zreik
e Jeph Loeb, e Godfather of Harlem, scritta da Chris
Brancato e Paul Eckstein, con protagonista Forest Whitaker.
Alessandro Saba, Director Original
Production, ha annunciato le tre produzioni originali Star italiane:
Boris, Le Fate Ignoranti e The Good
Mothers. “È molto importante che gli spettatori si
possano identificare nei programmi e film Disney+ e
che vedano riflesse in queste storie le proprie esperienze.La nostra intenzione è di lavorare con i migliori produttori
indipendenti e con i più affermati creativi di scrittura e regia
italiani, sempre con un occhio attento ai talenti emergenti e alle
nuove realtà produttive del nostro mercato”.
BORIS
– Commedia, 6 episodi / 30 minuti scritto da Giacomo
Ciarrapico e Luca Vendruscolo. Regia: Giacomo Ciarrapico e Luca
Vendruscolo. Prodotto da: Lorenzo Mieli per The Apartment, società
del gruppo Fremantle
La serie cult comedy, tutta
italiana, che dopo tre stagioni e un film, torna sugli schermi per
raccontare ancora una volta, con un linguaggio fuori dagli schemi,
il dietro le quinte del mondo del cinema e della televisione
italiani. Ambientata originariamente nel backstage di una
serie italiana low budget, intitolata “Gli occhi del cuore”,
la quarta stagione racconterà il ritorno della storica troupe su un
set. Intanto, però, il mondo e la televisione sono cambiati. A
dettare legge sono i social, gli influencer e le varie piattaforme
streaming. Come affronteranno questo Nuovo Mondo i nostri
protagonisti?
LE FATE IGNORANTI Romantic Drama, 8 episodi /
50 minuti. Scritta da Ferzan Özpetek, Gianni Romoli, Carlotta
Corradi, Massimo Bacchini. Regia: Ferzan Özpetek Prodotta da:
R&C Produzioni
Romantic drama tratto dall’omonimo
film campione d’incassi e fenomeno culturale, Le
Fate Ignoranti è una serie Star Original del
regista turco-italiano Ferzan Özpetek. Quando
Massimo, il marito di Antonia, viene ucciso in un incidente d’auto,
la donna scopre che suo marito aveva una relazione omosessuale con
un uomo di nome Michele. Antonia, devastata dalla notizia, si
ritroverà a stringere un’amicizia inaspettata e commovente con
Michele e la sua cerchia di amici eccentrici. Le Fate Ignoranti è
prodotto da R&C Produzioni.
“In questa serie ci sarà molta
italianità e molti di quegli elementi che hanno reso affascinante
l’Italia nel mondo, dalla luce, alle opere e tanto altro. Sono
sicuro che sarà anche un’occasione di rinnovamento per me e per il
mio lavoro”, ha dichiarato Ferzan Özpetek durante
l’evento.
THE GOOD
MOTHERS – 6 episodi / 60 minuti. Stephen Butchard
/ House Productions and Wildside
The
Good Mothers è una serie unica all’interno del genere
crime: qui, infatti, la ‘ndrangheta è vista interamente dal punto
di vista delle donne. Produzione originale Star per Disney+,
la serie è prodotta da Juliette Howell e Tessa Ross per House
Productions (Brexit: The Uncivil War) e Mario Gianani e Lorenzo
Gangarossa per Wildside, scritta dal vincitore del BAFTA Stephen
Butchard (Baghdad Central), e basato sull’avvincente libro del
giornalista premiato dalla Foreign Press Association, Alex Perry.
La serie racconta la storia vera di tre donne, nate nei più feroci
e ricchi clan della ‘ndrangheta, che decidono di collaborare con
una coraggiosa magistrata per distruggerlo. Devono combattere le
proprie famiglie per il diritto di sopravvivere e costruire un
nuovo futuro per i loro figli.
Le quattro produzioni commissionate
per la Francia che sono state annunciate oggi comprendono due nuove
serie Star Original e due serie Disney+
Original.
Oussekine 4 episodi. Antoine Chevrollier
/ Itinéraire Productions
Ambiziosa miniserie Star Original
in quattro parti basata su fatti realmente accaduti, esamina i
terribili eventi che, il 5 dicembre 1986, portarono alla morte del
giovane studente Malik Oussekine. Incentrata sulla lotta della sua
famiglia per la giustizia, la serie esamina l’enorme impatto che
questo importante caso ebbe sulla società francese.
Oussekine è creata e diretta da Antoine Chevrollier
(Baron Noir, Le Bureau – Sotto Copertura) e
co-sceneggiata da Faïza Guène, Julien Lilti e Cédric Ido.
Creata da Quoc Dang Tran
(Marianne, Nox) e co-sceneggiata da Anastasia
Heinzl, è una serie fantasy Disney+
Original incentrata su quattro adolescenti, le cui vite sono
capovolte da un misterioso evento che li scaraventa in dimensioni
parallele. Faranno di tutto per capire cosa sia successo e cercare
di tornare a casa. Questa avventura ricca di suspense e misteri è
prodotta da Empreinte Digitale (Raphaël Rocher e Eric Laroche) e
Daïmôn Films (Quoc Dang Tran).
Weekend
Family 8 episodi / 30 minuti. Baptiste Filleul /
Elephant Groupe
Serie Disney+ Original, è un’allegra commedia
che racconta la vita di una nuova famiglia allargata che si
incontra ogni weekend. Ma quando il padre inizia una relazione con
una nuova partner, i weekend si trasformano completamente.
Weekend Family è prodotta da Groupe Elephant. Creata da
Baptiste Filleul (La Foresta), è sceneggiata da Nour
Bensalem, Géraldine de Margerie, Julie-Anna Grignon, Marion Carnel
e Paul Madillo.
Soprano: Sing or
Die 6 episodi / 50 minuti. Breath Films
Serie documentario Star Original,
offrirà uno sguardo unico ed esclusivo sulla vita di uno degli
artisti musicali più famosi della Francia, mentre lui e la sua crew
si preparano per un gigantesco tour di concerti che avrà luogo
nell’estate del 2022. La serie racconterà la storia di Soprano e
dei suoi amici, dai loro umili inizi a Marsiglia fino al loro
attuale successo.
Produzioni per la
Germania Due serie Star Original sono state confermate per
la Germania.
Sultan
City 6 episodi. Ayla Gottschlich e Aysel Yilmaz / Two
Moons Pictures
Serie dark comedy tedesca, firmata
dalle produttrici emergenti Ayla Gottschlich e Aysel Yilmaz e dallo
sceneggiatore capo Ipek Zübert, segue le vicende della rispettabile
matriarca di una famiglia turco-tedesca che diventa accidentalmente
il capo di un mondo criminale e scopre che lei e le sue figlie
hanno un talento per gli affari.
Sam – A
Saxon 8 episodi. Jörg Winger / Big Window
Per la Germania ha avuto il via
libera anche la serie drama ispirata a una storia vera, Sam – A
Saxon. Prodotta da Big Window Productions, questa serie
racconta la storia vera di Samuel Meffire, il primo ufficiale di
polizia nero della Germania dell’Est. La serie mostrerà come
Meffire divenne un fenomeno mediatico e un simbolo della società
moderna nella Germania post-riunificazione dei primi anni ‘90. Ma
pochi anni più tardi, finì dietro le sbarre come nemico dello
Stato. Il produttore esecutivo di Sam – A Saxon è Tyron
Ricketts mentre Joerg Winger è lo showrunner.
Produzioni per i Paesi
Bassi
Feyenoord
Rotterdam 8 episodi. Lusus Media
Coinvolgente documentario sportivo
olandese. In questa serie prodotta da Lusus Media, l’amatissima
squadra di calcio apre per la prima volta le sue porte per
mostrarci cosa accade fuori dal campo. Dutch Commissions
IL NUOVO PARENTAL CONTROL
In aggiunta ai contenuti
eccezionali già disponibili su Disney+,
Star porterà una vasta scelta di serie e film per famiglie, ragazzi
e adulti. E per garantire che Disney+
sia adatto a un pubblico di tutte le età, il servizio di streaming
introduce dal prossimo 23 febbraio un sistema di parental control
per offrire sempre un’esperienza di visione adatta a tutti i membri
della famiglia. Oltre al “Profilo Bambini” già presente sulla
piattaforma, gli abbonati potranno impostare dei limiti di accesso
ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con
accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai
genitori. Al primo accesso a Disney+
dopo il lancio di Star, agli abbonati verrà chiesto se desiderano
attivare l’accesso ai contenuti per un pubblico più adulto,
impostando la classificazione sul proprio profilo da 14+ a 18+.
Impostando il profilo su 18+ verrà chiesta la conferma con la
password dell’account e si otterrà l’accesso a tutti i contenuti
disponibili all’interno del catalogo di Star. L’abbonato potrà
anche scegliere di aggiungere un PIN al proprio profilo per una
maggiore protezione.
Disney+permette
la creazione di un massimo di sette profili per ogni account e, dal
23 febbraio, l’account principale potrà selezionare una
classificazione dei contenuti personalizzata per ogni profilo,
adatta a ciascun utente. Le opzioni di classificazione per ogni
profilo sono le seguenti: 6+, 9+, 12+, 14+, 16+ e 18+. Una volta
scelta l’opzione, i contenuti disponibili all’interno di ogni
profilo specifico, saranno adatti alla classificazione impostata.
Se non verrà selezionata alcuna scelta, la classificazione
predefinita applicata a ciascun profilo sarà 14+ e i titolari degli
account potranno modificarla in qualsiasi momento nella sezione
Impostazioni.
LA NUOVA CAMPAGNA
ADV
Alessandro Militi, Vice President
Marketing & Sales Media, ha annunciato un’altra stella, questa
volta del firmamento calcistico, pronta a indossare la maglia di
Disney+:
“È per me un onore poter svelare il protagonista della nuova
campagna di lancio: Andrea Pirlo”. Insieme a Stefano Fresi
guiderà tutti gli spettatori alla scoperta di Star.
LE PRODUZIONI THE WALT
DISNEY STUDIOS
Con oltre 100 titoli annunciati nel
corso dell’Investor Day, nei prossimi anni arriveranno su Disney+ 10 serie originali Star Wars,
10 serie Marvel, 15 serie Disney live action, Disney Animation e
Pixar e 15 film Disney live action, Disney Animation e Pixar,
prodotti appositamente per il servizio streaming. Questi titoli si
vanno ad aggiungere ai contenuti che seguiranno il tradizionale
percorso di release, arrivando prima nelle sale cinematografiche o
sui canali lineari, per poi approdare sul servizio di streaming
Disney+.
“I nostri Studios hanno da
sempre avuto un ruolo cruciale all’interno di Disney creando grandi
franchise cinematografiche di successo che hanno segnato la storia
del cinema mondiale. Ed è proprio per questo motivo che i nostri
team creativi negli Stati Uniti hanno anche iniziato a produrre
contenuti diversi anche per i nostri servizi streaming”, ha
dichiarato Davide Romani, Director, Head of Marketing Studios &
Integrated Marketing.
IL PREZZO
Gli utenti italiani possono
attualmente abbonarsi a Disney+ al
costo di 6,99€ al mese o 69,99€ all’anno. Maggiori informazioni su
come abbonarsi sono disponibili su Disneyplus.com. Dal 23 febbraio,
il prezzo dell’abbonamento a Disney+
sarà 8,99€ al mese o 89,90€ all’anno. Il nuovo prezzo sarà in
vigore per i nuovi abbonati dal 23 febbraio 2021. Chi ha già un
abbonamento annuale o mensile potrà godere dell’offerta completa di
Star senza alcun incremento di prezzo fino al primo rinnovo
successivo al 22 agosto.
Pardi di domani, la sezione del
Locarno Film Festival dedicata ai cortometraggi,
si arricchisce di un nuovo programma competitivo, Corti d’autore,
riservato alle opere brevi di cineasti già protagonisti del
panorama internazionale. La direzione artistica, che sta lavorando
al disegno di un’edizione si spera all’insegna del rilancio e della
ripartenza, apre così una significativa possibilità di
partecipazione al Festival a registi di rilievo impegnati a
sperimentare con formati inediti e innovativi.
Il Locarno Film Festival riparte nel 2021
accendendo una nuova luce sul cortometraggio, da trent’anni al
centro della sua programmazione, riconoscendolo oltre che come
“trampolino di lancio” anche come terreno di ricerca espressiva e
poetica, tanto per i talenti emergenti quanto per gli autori più
noti. Finora la sezione dedicata,
Pardi di domani, ha accolto i corti – svizzeri e
internazionali – di registi che non avevano ancora realizzato
lungometraggi. Corti d’autore, questo il nome del
nuovo concorso, sarà invece un terzo programma competitivo
interamente dedicato ai cortometraggi e mediometraggi di registe e
registi già affermate/i, le cui opere saranno presentate in prima
mondiale o internazionale e che potranno ricevere un premio.
Il direttore artistico, Giona A. Nazzaro: “Corti d’autore
intende essere un luogo dove opere fuori formato di autori
affermati trovano accoglienza e visibilità. Una sezione
nuova, competitiva, dedicata agli sguardi irregolari del cinema,
senza distinzione di genere, in continuità con la vocazione di
Locarno tesa a scoprire voci nuove lanciate verso il
futuro.”
Le iscrizioni per il nuovo concorso Corti d’autore sono aperte
fin da subito e registe e registi da tutto il mondo possono
rispondere alla call for entry per partecipare alla selezione.
Maggiori dettagli qui.
Eddie Bertozzi, responsabile Comitato Pardi di domani, che con
gli altri nuovi selezionatori della sezione – Anne Gaschütz, Enrico
Vannucci e Valeria Wagner – si occuperà di visionare e scegliere i
cortometraggi anche per questo nuovo concorso: “Corti d’autore
è uno stimolante invito a ridefinire la nostra percezione di cosa
sia un cortometraggio, chi lo dirige e perché. Non solo una
fondamentale palestra per talenti emergenti, ma anche terreno di
elezione per artisti affermati, che nella forma breve ritrovano una
libertà inedita nel raccontare storie e sperimentare stili che
sfidano le rigidità del formato più canonico.”
In attesa di scoprire i nomi che faranno parte del concorso
Corti d’autore, per tutto febbraio gli amanti del formato breve
possono assistere alla terza edizione delle Locarno Shorts Weeks,
l’evento off e digitale del Locarno Film Festival, organizzato con
il sostegno di Swiss Life, che propone gratuitamente sul proprio
sito un corto al giorno, con una durata di programmazione di 7
giorni. La selezione prevede cortometraggi presentati in diverse
sezioni del programma di Locarno72 da Pardi di domani a Open Doors
Screenings.
La 74esima edizione del Locarno Film Festival si terrà
dal 4 al 14 agosto 2021. Il team del Festival sta
lavorando, nel pieno e rigoroso rispetto delle norme sanitarie,
nell’ottica di realizzare un’edizione completa della
manifestazione. Qualora le stesse norme lo imponessero, il Festival
si riserva la possibilità di apportare delle modifiche
organizzative, che verranno comunicate a tempo debito ai media e al
pubblico.
Jodie Foster ha parlato del motivo per cui non
ha più voluto interpretare Clarice Starling, l’iconica protagonista
de Il silenzio degli innocenti. Prima dell’uscita
del celebre thriller psicologico del 1991, Foster ha comunque avuto
una carriera impressionante (di fatto, aveva già vinto un Oscar
come migliore attrice protagonista nel 1989). Tuttavia, è il ruolo
della recluta dell’FBI Clarice nel capolavoro di Jonathan
Demme ad averle regalato la fama mondiale (e anche
il suo secondo Oscar, sempre come migliore attrice).
Anche se i personaggi partoriti
della mente dello scrittore Thomas Harris erano già stati adattati
in precedenza o lo sarebbe stati nuovamente in futuro, Il silenzio degli innocenti rimanere probabilmente il
migliore adattamento della storia dello psichiatra serial killer
Hannibal Lecter. L’incredibile successo del primo film (vincitore
di cinque premi Oscar) portò alla realizzazione di un sequel nel
2001, Hannibal, diretto da Ridley Scott e interpretato ancora una
volta da Anthony Hopkins nei panni di Lecter. In quel
film, il ruolo di Clarice è stato interpretato da Julianne Moore: inizialmente, anche Foster
avrebbe dovuto prendere parte al film, ma pare che la sceneggiatura
non la convincesse abbastanza e così – anche a causa di alcuni
conflitti di programmazione – rinunciò a tornare nei panni del
personaggio.
Di recente,
Jodie Foster è stata ospite del podcast
Happy Sad Confused di Josh Horowitz in occasione della
promozione del suo nuovo film The
Mauritanian, e ha finalmente rivelato il vero motivo per
cui non ha mai voluto interpretare di nuovo Clarice Starling.
“Ci sono sono state alcune cose nel corso degli anni in merito
ad un possibile ritorno di Clarice”, ha spiegato l’attrice.
“Ma sia io che Jonathan Demme eravamo contrari all’idea di un
sequel. Non l’ho neanche mai visto.”
Le dichiarazioni della Foster arriva
sulla scia dell’imminente debutto della serie Clarice,
creata da Alex Kurtzman e Jenny Lumet, e basata sempre sul romanzo
di Harris. Nella serie, che ha debuttato lo scorso 11 febbraio
sulla CBS, viene analizzata la vita inedita di Clarice Starling
(interpretata da Rebecca Breeds) nello scenario
politico di Washington, dopo i fatti narrati nel film del 1991.
Res Creata
è il documentario diretto da Alessandro
Cattaneo, selezionato per l’edizione 2021 della
rassegna A tutto schermo, organizzata dalla
Rete degli spettatori e nominato ai
Nastri d’Argento.
A tutto schermo si
terrà dal 12 febbraio, fino a marzo 2021. Per la prima volta,
l’edizione sarà unicamente online, con la possibilità per tutti di
visionare gli undici titoli selezionati tramite abbonamento su
piattaforma MyMovies.
La trama di Res Creata
Le montagne dell’Appennino
tosco-emiliano ed un cantante iconico che ha scelto di vivere il
calore della stalla. Un vigneto nebbioso in cui risuona il battito
d’ali di un falco seguito dal suo giovane amico. Il coraggio di
cavalli e cavalieri che insieme si lanciano in corse acrobatiche
nella Sardegna più remota. La spontanea processione umana in visita
ad una balena arenata sulla battigia ed un filosofo che cerca di
interpretare il mondo distaccandosi dalla visione antropocentrica.
Serpi riconciliatrici in un rito religioso.
Res Creata esplora
l’antico, contraddittorio e variegato rapporto tra umano ed
animale. Una relazione fatta di meraviglia, amore, sfruttamento. Un
viaggio originale attraverso atmosfere inedite, alla scoperta del
valore di questa affascinante coesistenza.
L’arco narrativo del personaggio di
Thor nel MCU è segretamente il più tragico
di tutti. Il Dio del Tuono ne ha passate davvero tante da quando è
apparso per la prima volta sul grande schermo grazie a Thor
del 2011. Nonostante lo sviluppo del suo personaggio sia stato uno
dei più soddisfacenti e completi da un punto di vista emotivo fra
tutti i Vendicatori, Thor è stato anche l’unico supereroe ad essere
sottoposto ad una sorta di tormento costante.
Thor ha iniziato il suo viaggio nel
MCU in qualità di principe di Asgard incredibilmente viziato e
privilegiato. Non aveva molte responsabilità e ha approfittato del
suo status reale in ogni occasione. Per farla breve, il Dio del
Tuono pensava di non dover conquistarsi nulla e che la sua ascesa
al trono gli sarebbe stata semplicemente garantita. Tuttavia, dopo
essere stato privato del suo potente martello (il Mjolnir) e
bandito sulla Terra, Thor ha intrapreso un percorso lungo e
doloroso. In Thor,
il supereroe ha scoperto che il suo malizioso fratello Loki non era
in realtà suo fratello biologico. Questa rivelazione ha rotto il
loro legame: Thor non ha più visto Loki come il fratello che aveva
sempre conosciuto e con cui aveva lavorato proprio a causa della
svolta malvagia del Dio dell’Inganno. Inoltre, aveva anche perso il
Mjolnir, un’arma che gli ha sempre dato forza e potenza.
Le cose non sono andate meglio in
Thor: The Dark World, che ha visto la madre di
Thor, Frigga, morire nel tentativo di proteggere Jane Foster, che a
sua volta è quasi morta dopo aver assorbito Aether, una forza
misteriosa e potente. Alla fine del film, Thor credeva che anche
Loki fosse morto, dopo aver assistito al suo sacrificio nella lotta
contro il cattivo Malekith, il sovrano degli Elfi Oscuri (ma era
solo un inganno). C’è stato quindi molto con cui Thor ha dovuto
fare i conti. Inoltre, Thor ha dovuto affrontare una quantità
insormontabile di perdite in Thor: Ragnarok e Avengers:
Infinity War, in primo luogo, per mano di sua sorella
Hela, e poi a causa di Thanos: suo padre Odin, Loki (per davvero questa
volta), Jane, l’intera Asgard e la maggior parte della sua
popolazione.
Thor nel MCU: quanto è difficile
comprendere il dolore dell’eroe?
Thor è generalmente un ragazzo
accomodante, divertente e allegro, quindi è facile ignorare o non
comprendere il suo dolore. Tuttavia, ha vissuto molte tragedie e il
suo arco narrativo in Avengers:
Endgame è stato proprio il culmine del dolore e della
sofferenza che ha dovuto affrontare da quando è stato introdotto
per la prima volta nel MCU. A quel punto, si sentiva in colpa per
non aver ucciso Thanos prima di far sparire metà della popolazione
mondiale, evento che si è verificato solo poco dopo che aveva perso
Asgard e la maggior parte della sua gente. Inoltre, Thor ha perso
Jane nello schiocco e, come era ovvio dal suo isolamento, dal bere
eccessivo e dalla sua tristezza, le cose per il Dio del tuono non
stavano andando per nulla bene.
Si può sostenere che Endgame
gli abbia almeno concesso il tempo di fermarsi un attimo ed
elaborare il suo dolore, qualcosa che in effetti non ha mai avuto
il tempo di fare prima. Ovviamente, tutto questo non vuol dire che
anche gli altri Vendicatori non abbiano subito enormi perdite:
Capitan America ha perso Peggy Carter e la sua vita in generale;
Occhio di Falco ha perso tutta la sua famiglia a causa di Thanos, e
così via. Ad ogni modo, le tragedie che Thor ha affrontato e dovuto
superare durante il suo arco narrativo nel MCU ci sono state fin
dall’inizio. Speriamo che Thor: Love and
Thunder gli offra una meritata tregua…
L’attesissima Snyder
Cut di Justice
League arriverà su HBO
Max il prossimo mese, mentre il suo nuovo film Army
of the Dead arriverà su Netflix entro la fine dell’anno. È quindi un momento
davvero emozionante per tutti i fan di Zack Snyder, che naturalmente si chiedono già
cosa il futuro abbia in serbo per il regista di Watchmen e
Batman v Superman.
Sappiamo che un ritorno alla Warner
Bros. e alla DC Films è altamente improbabile, dal momento che lo
stesso regista ha di recente confermato che entrambi gli studi non
sono interessanti né ad un sequel di Justice
League né ad un eventuale nuovo adattamento tratto
dai fumetti. Resta quindi da capire se i Marvel Studios o la Lucasfilm
prenderanno in considerazione la possibilità di lavorare con
Snyder, ma questa è una domanda a cui soltanto il tempo potrà
fornire una risposta adeguata.
Tuttavia, al di là delle volontà e
degli interessi delle singole major, sembra che Zack Snyder abbia
già iniziato a lavorare a qualcosa di nuovo. In una recente
intervista con
I Minutemen (via
CBM) in occasione della promozione del suo taglio di
Justice
League, il regista ha rivelato che uno dei
progetti a cui sta lavorando è una rivisitazione della leggenda di
Re Artù.
“Sto lavorando a qualcosa ma
vedremo”, ha ironizzato Snyder. “Ho pensato a una sorta di
rivisitazione, una sorta di rivisitazione molto più fedele di quel
concetto mitologico arturiano. Vedremo. Forse ad un certo punto
arriverà.”
Abbiamo visto molti film su Re Artù
nel corso degli anni: uno dei più recenti è stato
King Arthur – Il potere della spada, diretto da
Guy Ritchie e uscito nel 2017. Quel film era
interpretato da Charlie Hunname
Jude Law, ma non è stato accolto in maniera positiva.
Dato il lavoro che Snyder ha fatto con l’acclamato
300, potrebbe rivelarsi il regista giusto per una storia
di questo tipo: il suo interesse nel voler esplorare il
“concetto mitologico arturiano” potrebbe realmente dare
vita a qualcosa che non abbiamo mai visto prima al cinema. Non ci
resta che attendere eventuali aggiornamenti.
Nelle ultime settimane si sono
susseguite una serie di voci secondo cui la trilogia di Star Wars pianificata da Rian
Johnson sarebbe stata cancellata da Lucasfilm.
Gli ultimi Jedi, il secondo capitolo della
trilogia sequel diretto proprio da Johnson nel 2017, è
probabilmente uno degli episodi più controversi dell’intera saga,
soprattutto perché si distaccò molto da quanto impostato da
J.J. Abrams con il precedente
Il risveglio della forza.
Durante l’Investor Day di Disney
dello scorso dicembre, non è stato fatto alcun riferimento alla
trilogia di Johnson, nonostante sembrasse che i nuovi film del
regista statunitense fossero destinati a essere la prossima ondate
di storie del celebre franchise fantascientifico destinata ad
arrivare sul grande schermo dopo la conclusione della Saga degli
Skywalker. Durante quell’evento, infatti, l’attenzione si è
concentrata sulle serie ambientate nell’universo di Star Wars in arrivo su Disney+, mentre per quanto riguarda il
versante cinematografico, sono stati confermati soltanto
Rogue
Squadron di Patty Jenkins e il film ancora senza titolo
affidato a Taika Waititi, che entrerà in fase di sviluppo una volta
che il regista avrà terminato le riprese di Thor: Love and Thunder.
Parallelamente, sappiamo anche che
Kevin Feige, il presidente dei Marvel Studios, si occuperà della
produzione di un nuovo film della saga di Star Wars ancora avvolto nel mistero. La
domanda sorge dunque spontanea: che fine ha fatto la nuova trilogia
inizialmente progettata da Rian Johnson? È presto
detto: è ancora in sviluppo! A confermare la cosa è stata la
giornata di USA Today
Sarian Wilson, che proprio di recente ha avuto l’occasione di
intervistare Johnson, il quale ha confermato che non ci sono ancora
delle tempistiche concrete, dal momento che il regista è impegnato
anche con lo sviluppo di altri progetti.
Il futuro della saga di Star
Wars
Di recente è stato
confermato Rogue
Squadron, primo film ad arrivare nelle sale dopo la
conclusione della saga degli Skywalker. Il film, diretto
da Patty Jenkins (regista
di Wonder
Woman), verrà distribuito nelle sale a dicembre
2021.
Oltre a Rogue
Squadron, sappiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli
Ultimi Jedi, è stata affidata la scrittura di una
nuova trilogia basata su nuove storie e nuovi personaggi, ma su
quel progetto non si hanno aggiornamenti da diverso tempo. In
passato, anche ai creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il
progetto.
In sviluppo c’è anche un misterioso
film che sarà prodotto da Kevin Feige,
presidente dei Marvel Studios, e che sarà scritto
da Michael Waldron, sceneggiatore
di Doctor Strange in
the Multiverse of Madness.
Lo scorso fine settimana è arrivata
la notizia che l’attrice britannica Zawe Ashton
interpreterà il villain principale in Captain
Marvel 2, anche se al momento non sappiamo ancora di
quale personaggio si tratti. Quando il primo Captain
Marvel ha guadagnato oltre 1 miliardo di dollari al box
office nel 2019, era chiaro che i Marvel Studios avevano tra le mani
un franchise redditizio nuovo di zecca. Carol Danvers
(Brie
Larson) si è unita al più ampio MCU solo pochi mesi
dopo, con un’apparizione in Avengers:
Endgame. Dopo l’uscita del cinecomic che ha chiuso
idealmente la Saga dell’Infinito, è stato confermato che
Captain
Marvel 2 era ufficialmente in lavorazione.
I Marvel Studios hanno affidato a
Nia DaCosta (regista di Candyman) il
compito di dirigere Captain
Marvel 2, che dovrebbe arrivare nelle sale a novembre del
2022. Verso la fine dell’anno, il presidente della Marvel Kevin Feige ha fornito ulteriori aggiornamenti
sullo stato del sequel. Ovviamente, Brie Larson tornerà nei panni
di Captain Marvel, ma questa volta sarà affiancata da un’adulta
Monica Rambeau (Teyonah Parris) – già presente in
WandaVision – e da Kamala Khan, aka Ms. Marvel
(Iman Vellani) – che avrà una serie a
lei dedicata. La presenza di entrambi i personaggi conferma che
Captain
Marvel 2sarà ambientato nel presente del MCU. I
dettagli sulla trama non sono stati ancora resi noti, ma ci si
aspetta che il sequel sarà in qualche modo legato alla serie
Secret
Invasion che arriverà prossimamente su Disney+.
L’ultimo aggiornamento in merito a
Captain
Marvel 2 riguarda il casting della talentuosa
attrice Zawe Ashton. Ashton è meglio conosciuto
per i suoi ruoli nel film Velvet Buzzsaw e nella serie tv
britannica Fresh Meat. È stato già confermato che in
Captain
Marvel 2 interpreterà il cattivo principale che
affronterà Carol Danvers. Tuttavia, l’identità del suo personaggio
non è stata ancora rivelata. Chi potrebbe interpretare Ashton nel
sequel di Captain
Marvel?
Screen Rant avanza una serie di ipotesi alquanto
interessanti…
Quando i fan della Marvel pensano ai
nemici di Captain Marvel che potrebbero essere introdotti in
Captain
Marvel 2,Moonstone è probabilmente il
primo a venire in mente. Karla Sofen è uno degli acerrimi rivali di
Carol Danvers nei fumetti ed un suo eventuale impiego nel sequel
darebbe alla supereroina protagonista un personaggio in grado di
eguagliare il suo incredibile set di potere, nonché qualcuno che
potrebbe darle molto filo da torcere sotto il profilo psicologico.
Un altro cattivo Marvel che potrebbe adattarsi molto bene a
Captain
Marvel 2 e al futuro del MCU è senza la regina degli
Skrull, Veranke, divneuta la sovrana dell’impero
Skrull dopo che Galactus ha distrutto il pianeta natale degli
alieni. Veranke sarebbe la scelta ideale come villain principale di
Captain
Marvel 2 se il film dovesse effettivamente collegarsi
alla serie Secret
Invasion, dal momento che nel grande crossover a fumetti
il personaggio della regina gioca un ruolo assolutamente
chiave.
Tuttavia, invece di collegarsi di
nuovo alla storia degli Skrull, Captain
Marvel 2 potrebbe introdurre un’altra importante
razza aliena dei fumetti (gli Shi’ar), facendo di
Deathbird l’antagonista principale. Il sequel
potrebbe mostrare il suo arrivo sulla Terra, con Carol, Monica
Rambeau e Kamala Khan che uniscono le forze per affrontarla. Una
scelta che risulterebbe decisamente sorprendente, invece, è
utilizzare Rogue, membro degli X-Men, come antagonista, dal momento che la sua storia
nei fumetti ha inizio proprio come nemica di Captain Marvel e degli
Avengers, ed il suo coinvolgimento nel sequel potrebbe aiutare a
introdurre i mutanti nel MCU.
Un’altra opzione per il villain
principale di Captain
Marvel 2 potrebbe essere Abigail
Brand, il direttore mutante dello SWORD nei fumetti. Anche
se Brand e lo SWORD sono stati in linea di massima degli alleati
per eroi come Captain Marvel, la serie WandaVision sta dimostrando che potrebbe non essere
stato sempre così. Se invece si volesse azzardare un suggerimento
non convenzionale, Ashton potrebbe interpretare una versione
femminile di Korvac in Captain
Marvel 2, personaggio che ha avuto un enorme influenza nei
fumetti e che Carol e agli altri Avengers avevano già sconfitto in
passato.
Tutto ciò che sappiamo sul sequel
di Captain Marvel
Captain
Marvel 2, il sequel del cinecomic con
protagonista il premio Oscar Brie
Larson che ha incassato 1 miliardo di dollari al
box office mondiale, sarà sceneggiato da Megan McDonnell,
sceneggiatrice dell’attesa serie WandaVision.
Sfortunatamente, Anna
Boden e Ryan Fleck, registi del
primo film, non torneranno dietro la macchina da presa: a quanto
pare, i Marvel Studios sarebbero interessati ad affidare la regia
del nuovo film ad una sola regista donna. Secondo la fonte, Boden e
Fleck potrebbero essere comunque coinvolti in una delle serie
Marvel attualmente in sviluppo e destinate a Disney+.
Nessun dettaglio sulla trama del
sequel è stato rivelato, ma l’ambientazione del film dovrebbe
spostarsi dagli anni ’90 ai giorni nostri.
Naturalmente, Brie
Larson tornerà nei panni di Carol Danvers. Il
sequel diCaptain
Marvel arriverà l’11 novembre 2022.