Home Blog Pagina 1131

Nomadland, trailer ufficiale del film con Frances McDormand

0
Nomadland, trailer ufficiale del film con Frances McDormand

È stato diffuso il trailer ufficiale di Nomadlandnuovo film di Chloé Zhao con protagonista la due volte premio Oscar Frances McDormand.

Nomadland segue Fern (McDormand), una donna che, dopo il collasso economico di una cittadina rurale nel Nevada, fa i bagagli e parte nel suo van per provare la vita on-the-road, fuori dalla società convenzionale, da moderna nomade. Il film include i nomadi veri Linda May, Swankie e Bob Wells che fanno da mentori e compagni a Fern nel suo viaggio attraverso il vasto paesaggio dell’Ovest americano.

Nomadland è prodotto da Frances McDormand (Olive Kitteridge su HBO), Peter Spears (Chiamami col tuo nome), Molly Asher (The Rider), Dan Janvey (Re della Terra Selvaggia), e Chloé Zhao (The Rider – Il sogno di un cowboy). Protagonista del film, oltre a McDormand, è David Strathairn (Good Night, and Good Luck.). Zhao torna a lavorare con il suo direttore della fotografia per The Rider, Joshua James Richards (La terra di Dio). Le musiche nel film sono del compositore italiano Ludovico Maria Enrico Einaudi e il montaggio di Zhao. Alla Searchlight, il film è stato coordinato dai presidenti della produzione Matthew Greenfield e David Greenbaum e dal vice presidente della produzione Taylor Friedman.

Chloé Zhao è una regista, sceneggiatrice, montatrice, e produttrice rinomata per il suo lavoro nel suo film d’esordio, Songs My Brothers Taught Me (2015), presentato in prima mondiale al Sundance Film Festival. Il suo secondo lungometraggio, The Rider (2017), ha ricevuto diversi riconoscimenti fra i quali le candidature agli Independent Spirit Awards per miglior film e miglior regista. Zhao ha diretto il film di prossima uscita dei Marvel Studios Eternals, programmato per il 2021 e distribuito da Walt Disney Studios.

Andrei Konchalovsky a Venezia 77 con Cari Compagni

0
Andrei Konchalovsky a Venezia 77 con Cari Compagni

Andrei Konchalovsky ha presentato il Concorso alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Cari Compagni, il suo ultimo film, in cui è protagonista Julia Vysotskaya, sua compagna anche nella vita.

Il film è basato su un fatto realmente accaduto a Novocherkassk il 2 giugno del 1962 e secretato fino agli anni ’90. Nel 1992 venne avviata la prima inchiesta. Le vittime del massacro erano state occultate in tumuli sotto falso nome perché non venissero mai ritrovate. I principali sospetti fra gli alti vertici governativi erano già morti. I responsabili non sono mai stati condannati.

Penelope Cruz protagonista del nuovo film di Emanuele Crialese

0
Penelope Cruz protagonista del nuovo film di Emanuele Crialese

Penelope Cruz sarà la protagonista de L’immensità, il nuovo film di Emanuele Crialese che torna alla regia dopo nove anni di pausa, Terraferma è infatti del 2011. L’attrice premio Oscar sarà la madre di una famiglia degli anni ’70, che vive un amore viscerale per i propri figli in un momento storico di cambiamento.

L’immensità è scritto da Emanuele Crialese, Francesca Manieri e Vittorio Moroni. Il regista ha raccontato che Penelope Cruz incarnerà “un archetipo che può solo venire alla luce dall’incontro umano e artistico con la sensibilità di una grande attrice come Penelope Cruz”.

Intanto, l’attrice spagnola ha dichiarato: “Sono fan di Emanuele Crialese da lungo tempo e L’immensità è una delle migliori sceneggiature che abbia mai letto. Non vedo l’ora di tuffarmi in questa avventura magica con lui e il resto del team per dare vita a un personaggio di cui sono già innamorata”. Le riprese del film cominceranno nel 2021.

Assandira, recensione del film di Salvatore Mereu #Venezia77

0
Assandira, recensione del film di Salvatore Mereu #Venezia77

A otto anni da Bellas Mariposas, Salvatore Mereu torna al cinema con Assandira, torna così a raccontare la Sardegna, con un occhio affezionato e allo stesso tempo crudo, spietato su un rapporto tra uomo, tradizione e ambiente che diventa feroce e tragico. Per farlo si serve del volto scavato di Gavino Ledda, già autore di Padre Padrone e qui interprete di Costantino, un pastore sardo completamente vittima di se stesso e degli eventi.

È su un suo primo piano sofferente e graffiato che si apre il film, sotto una pioggia torrenziale, mentre su luogo di un incidente, la cui natura è difficile da identificare da subito, si aggira come un fantasma, rifugiandosi su un pagliaio, farneticando, in una profonda e toccante voce fuori campo che percorre tutto il film, su senso di vergogna e dolore. La storia è ambientata negli anni Novanta, quando la moda degli agriturismi che facevano conoscere la vita di campagna ai turisti stranieri e cittadini divenne una moda. Mario, unico figlio di Costantino, torna nel suo paesino d’origine in Sardegna con la moglie tedesca, Greta, con una proposta per il vecchio padre: trasformare un vecchio podere in un agriturismo, uno spiraglio di riqualificazione, modernità e soprattutto di ricchezza, in una terra di pastori, semplice e antica, ancorata alla tradizione ma non abituata a mostrarsi. Comincia così per Mario e Greta, e solo dopo per Costantino, una avventura che sembra eccitante e nuova e che, piano piano, si trasforma in qualcosa di pericoloso e tragico.

La terra e la carne di Assandira

Salvatore Mereu si attacca ai volti dei suoi protagonisti, attori professionisti e non, che si mettono a nudo, carne e anima, davanti alla camera. E l’occhio del regista va proprio a scavare nella terra e nei pensieri, specialmente di Costantino, la cui voce ci guida in una storia che adotta il linguaggio del thriller investigativo, costruito su flashback e testimonianze, e progressive rivelazioni. Un approccio accattivante ad una storia che si fa indagine antropologica di una semplicità della vita di campagna che viene contaminata dal progresso, quel turismo moderno, invasivo e invadente. I gruppi rumorosi di tedeschi e danesi non sono interessati alla verità della vita dei pastori, ma sono intrattenuti da una rappresentazione della stessa che sfocia nella farsa e nell’esagerazione di luoghi comuni, con il personaggio di Greta che diventa ammaliatrice, promotrice, artefice principale dell’azione.

La giunonica donna si pone in mezzo a due uomini a loro modo simili, per quanto è bionda e vitale lei, sebbene portatrice di una doppiezza strisciante e ambigua, sono scuri, pelosi, rugosi padre e figlio. Mario è una vittima consapevole, si piace scientemente al volere della moglie, mentre Costantino, da restio e conservatore, si fa sedurre dal corpo della donna, dalla sua vitalità, dalla sua apparente purezza, soprattutto dalla fisicità calda di Greta. Una scelta che lo porterà poi alla rovina.

Un paradiso terrestre pronto a distruggersi

Assandira è un posto magico, un piccolo paradiso costruito su un sogno, ma proprio come il paradiso terrestre custodisce un’insidia, un pericolo, un lato oscuro che finirà per devastarlo. Attraverso il volto segnato, sempre in primo piano, dell’ottimo e profondo Ledda, Salvatore Mereu racconta una fiaba dall’esito tragico, adotta il linguaggio del thriller investigativo e offre una riflessione antropologica su un dialogo vizioso tra passato e presente, dove il primo è stuprato e strumentalizzato da un presente sempre più annichilito dalla noia.

Dorogie Tovarischi (Cari Compagni), recensione del film di Andrei Konchalovsky #Venezia77

Ci son storie vere che diventano esemplari ed altre che ci fanno sorprendere di non averle mai sentite prima, ma in nessuna di queste due categorie potrebbe rientrare lo spunto al quale si è ispirato Andrei Konchalovsky per il suo ultimo Dorogie Tovarischi (Cari Compagni), in concorso alla 77. Mostra Internazionale di Cinema di Venezia. Sullo sfondo, infatti, c’è il massacro avvenuto a Novocherkassk il 2 giugno del 1962, del quale si è potuto sapere solo nel 1992 grazie alla Glasnost di Gorbaciov e all’inchiesta affidata all’investigatore Yuri Bagraev, non a caso chiamato a fare da consulente alla sceneggiatura.

Il bilancio finale fu di 87 feriti e 26 morti, i corpi dei quali furono seppelliti sotto falso nome per cancellare ogni prova dell’accaduto. Di fatto preservando i colpevoli, a tutt’oggi mai condannati. Un esempio agghiacciante della distorsione dell’informazione e dell’uso della censura ad ampio raggio da parte del regime comunista sovietico, in questo caso post Staliniano, che viviamo attraverso l’esperienza della protagonista, Caposettore del Comitato Locale del Partito, Lyudmila Syomina. La donna, interpretata dalla moglie del regista Julia Vysotskaya, da sempre irreprensibile militante convinta della bontà degli ideali comunisti e dell’onnipotenza del defunto leader, si getta alla disperata ricerca della figlia, data per morta e scomparsa dietro la fumosa organizzazione del KGB.

Cari Compagni, una storia dalle radici antiche

“Volevo fare un film sulla generazione dei miei genitori” e sulla disillusione di quanti avevano sognato una società diversa, ha dichiarato il regista, che da circa 10 anni coltivava questo progetto. Da prima ancora della sua vittoria del Leone d’argento con Le notti bianche del postino nel 2014 e Paradise nel 2016 proprio al Lido, dove torna per omaggiare a suo modo la purezza di quegli uomini e donne, in molti casi prime vittime del crollo di quelle ideologie. Un tributo da leggere tra le righe, in effetti, ma non così nascosto, sicuramente più evidente nelle espressioni della gente comune e nella loro umanità. Volti e speranze che Konchalovsky sottolinea e incornicia con inquadrature attente, sicuramente sostenute dal bianco e nero utilizzato e dal formato scelto, l’ormai insuale 4:3.

A tratti, i paradossi dell’Apparato assumono toni quasi farseschi, o teatrali, come nelle immagini dello sciopero e dei primi morti osservate da dietro i vetri di una finestra chiusa, ma tutto si trasforma rapidamente in tragedia. Prima sociale, politica e poi personale, con la missione della donna intorno alla quale tutto ruota. La foga emotiva di questa madre angosciata spicca facilmente sugli sfondi scelti per rappresentare una realtà storica fatta di uffici, ospedali e case private, di soldati senza volto e folle vocianti tanto quanto di icone religiose e quadri di Stalin.

Tessere di un puzzle che piano perde di umanità, sposando perfettamente l’immagine stereotipata che tutti (almeno quelli che ricordano il periodo in questione) abbiamo di quel contesto, proprio mentre tutto spinge per far emergere sempre più esempi di pietà e solidarietà tra le vittime, carnefici compresi. Fondamentali nel procedere della ricerca, che si sviluppa tra le maglie dell’istituzione, tra alleati imprevedibili e improbabili, fino alla conclusione più attesa.

Andrà tutto bene

La parabola che disegna Konchalovsky è evidente, le sue sorprese non sono narrative, ma la realtà di cui son intrisi i fatti riportati colpisce ancora più duramente. Analogamente emoziona di più il turbamento della protagonista nell’affrontare la nomenklatura schierata per la lettura del discorso – il cui incipit dà il titolo al film – che dovrebbe salvarla piuttosto che le implicazioni o le conseguenze della sua scelta. Le parole vengono meno. E i paralleli tra la chiusura della città e il lockdown vissuto da tutti noi, o tra il conclusivo “Staremo meglio” e lo slogan che abbiamo visto apparire su molti dei nostri balconi, vengono naturali. Non senza regalarci un ultimo brivido, drammaticamente sincero.

Iron Man: 7 modi in cui potrebbe influenzare il futuro del MCU

Iron Man: 7 modi in cui potrebbe influenzare il futuro del MCU

Iron Man è stato l’eroe che ha dato il via alla Saga dell’Infinito, e le conseguenze del suo ultimo sacrificio sono state ciò che ha portato al termine il franchise così come abbiamo imparato a conoscerlo in tutti questi anni. Anche se un nuovo capitolo del MCU sta per iniziare senza Tony Stark, è probabile che lo spirito del “genio, miliardario, playboy, filantropo” influenzerà comunque le nuove trame dell’universo condiviso. The Direct ha raccolto sette modi in cui potremmo vedere l’influenza di Iron Man nel futuro del MCU:

Le avventure di Spider-Man

La storia di Spider-Man nel MCU ha ruotato pesantemente attorno al suo rapporto con Tony Stark. Sia in Captain America: Civil War che in Spider-Man: Homecoming, abbiamo visto Tony reclutare Peter ed introdurlo all’universo dei Vendicatori, cercando al tempo stesso di aiutare il giovane a trovare la sua strada. Tony proclama ufficialmente Peter un membro dei Vendicatori in Avengers: Infinity War, mentre il tragico finale di Avengers: Endgame spingerà Peter ad affrontare le conseguenze della scomparsa del suo mentore in Spider-Man: Far From Home. Naturalmente, non bisogna dimenticare che i principali cattivi di entrambi i film in solitaria di Spidey – rispettivamente Avvoltoio e Mysterio – sono stati degli ex dipendenti della Stark Industries, adesso in cerca di vendetta.

Detto questo, Kevin Feige ha dichiarato che andando avanti Spider-Man non resterà bloccato nell’ombra del suo mentore come lo è stato finora, e che lo scopo di Far From Home era quello di chiarire che Spidey sarà un supereroe distinto e non “il prossimo Iron Man”. Tuttavia, la saggezza che Peter ha appreso da Tony influenzerà indubbiamente il suo viaggio in futuro, senza considerare tutta l’eredità lasciata dall’eroe (sia in termini di costumi che di accessori). Per non parlare del fatto che Avvoltoio è ancora vivo, e anche Mysterio potrebbe benissimo esserlo…

La mentalità di Doctor Strange

Sebbene Spider-Man sia l’eroe della Fase 4 che ha avuto il rapporto più stretto con Iron Man, certamente non è stato l’unico ad essere profondamente colpito dalla sua morte. In Avengers: Infinity War, Doctor Strange chiarisce che è disposto a sacrificare chiunque per sconfiggere Thanos, cercando di rimanere stoico nel suo caratteristico sarcasmo. Ci sono alcuni punti nel corso di quel film e di Avengers: Endgame in cui vediamo Strange rimanere fedele a questa sorta di mantra sacrificale, e durante tutti questi momenti, Tony è sempre al fianco di Strange.

Subito prima che Doctor Strange scomparisse in Infinity War, disse esplicitamente: “Tony, non c’era altro modo”. È abbastanza inquietante, considerando che metà dell’universo è poi effettivamente scomparso, ma lo è ancora di più in riferimento al successivo sacrificio di Tony per salvare l’intera umanità. Durante la battaglia finale di Endgame, dice minacciosamente a Tony: “Se ti dico cosa succede, non succederà”, e in seguito alza lentamente un dito per indicare che il suo schiocco è l’unico modo in cui i Vendicatori potranno vincere.

Non riusciamo a sentire più nulla da parte di Doctor Strange dopo questo momento, ma il personaggio appare al funerale con tutti gli altri eroi e i momenti appena descritti mostrano quanto l’impatto si Stark sulla sua vita sia stato importante. Strange non possiede più la Pietra del Tempo, quindi probabilmente non dovrà avere più a che fare con certe tipologie  di fardelli, ma gli eventi passato potrebbero avere delle conseguenze sulla sua mentalità. Strange si sente in colpa per aver influenzato Iron Man come ha fatto? Sente per la prima volta la gravità di ciò che significa sacrificarsi come supereroe? Speriamo di avere un’idea di come si sta riprendendo dagli eventi traumatici della fine della Saga dell’Infinito in Doctor Strange in the Multiverse of Madness.

I dieci anelli e il “vero” Mandarino

Il Mandarino è un classico cattivo di Iron Man nei fumetti, ma la versione del personaggio vista in Iron Man 3 si è rivelata essere soltanto un attore di nome Trevor Slattery. Tuttavia, uno dei tanti annunci del MCU al Comic-Con di San Diego nel 2019 è stato che il “vero “Mandarino apparirà nel prossimo film Shang-Chi. In effetti, il titolo completo del cinecomic, Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, allude anche ai legami con il passato del MCU, dato che nel primo film di Iron Man, “Dieci Anelli” è il nome del gruppo terroristico che rapisce Tony Stark in Afghanistan.

Grazie al cortometraggio bonus presente nell’edizione home video di Thor: The Dark World, “All Hail the King”, sappiamo già un po’ del vero mandarino e del suo legame con il resto del MCU. Secondo quel corto, l’attuale Mandarino è quello responsabile dei Dieci Anelli, ed è pienamente consapevole (e non troppo felice) di quello che è successo a Trevor durante gli eventi di Iron Man 3. Dato che queste informazioni non sono ancora state divulgate in uno dei film del MCU, è probabile che tornerà in azione in Shang-Chi anche per collegare la trama di quel film con gli eventi del MCU accaduti fino ad ora.

Le conseguenze della morte di Thanos

Parlando ancora di collegamenti, un altro cattivo sconfitto da Iron Man nel MCU ha stretti legami con un gruppo che sta per fare il suo debutto nell’universo condiviso. Gli Eterni è in programma per la Fase 4 e, nella tradizione dei fumetti Marvel, Thanos è in realtà un Eterno.

Anche se non è ancora stato confermato se Thanos avrà o meno il sangue degli Eterni nel MCU, sarebbe sicuramente un modo efficace per collegare la prima storia sul grande schermo degli Eterni al resto del franchise. Possibili flashback di un Thanos più giovane che vive tra gli altri Eterni potrebbero far parte del film; ciò che potrebbe essere ancora più interessante è vedere gli Eterni nel film reagire alla sua morte e alla sua sconfitta dopo lo schiocco di Iron Man. Gli Eterni esistono da migliaia di anni nella tradizione del MCU e sono stati indubbiamente influenzati dalla Decimazione e dal Blip, e l’idea di conoscere la prospettiva di tutta la situazione da coloro che hanno sempre identificato Thanos come uno di loro, è una prospettiva decisamente allettante.

Il sacrificio di Stark potrebbe aver inconsapevolmente giocato un ruolo nel ricongiungimento del team degli Eterni nel MCU? Purtroppo, dovremo aspettare fino al rilascio del film dedicato a Gli Eterni nel 2021 per scoprirlo.

Un biglietto per il Multiverso

guanto dell'infinitoAnche il Guanto dell’Infinito è uno degli oggetti preferiti dai fan in quanto dispositivo centrale nell’iconico momento “I am Iron Man” in Avengers: Endgame, in realtà non è l’unico pezzo di tecnologia Stark che gioca un ruolo importante nel film. Tony è quello che ha scoperto la maggior parte della tecnologia utilizzata per il viaggio nel tempo, e sebbene sia stata messa da parte alla fine del film, per quanto ne sappiamo, esiste ancora e potrebbe essere riutilizzata in futuro. 

Sappiamo che il Multiverso entrerà in gioco nel prossimo film di Doctor Strange, presumibilmente anche nella serie Loki, e probabilmente anche in altri progetti futuri. Con la tecnologia del viaggio nel tempo vista in Endgame, che ci ha portato alla scoperta di versioni alternative del MCU, è possibile che questa sia la porta verso una qualche forma di Multiverso per alcuni personaggi.

La tecnologia lascia anche la porta aperta al ritorno, in qualche modo, dei personaggi deceduti. Captain America si è ritirato in una versione alternativa del passato, ma altri personaggi potrebbero potenzialmente usarla per tornare indietro, se necessario. E persino uno stesso Iron Man alternativo potrebbe essere portato nella linea temporale attuale usando la stessa tecnologia creata dal suo sé dell’universo principale. Endgame ha aperto la porta a quasi tutti i personaggi per fare tornare nel MCU, e Tony Stark è colui che ha reso possibile che gli eroi rimanenti la utilizzassero.

La prossima generazione

Ovviamente, il vasto curriculum di imprese tecnologiche di Tony Stark non è l’unica cosa che l’eroe si è lasciato alle spalle; Avengers: Endgame ci ha presentato la sua giovane figlia, Morgan, che sembra già interessata all’attività di famiglia… se il suo gioco con l’elmetto di Rescue è effettivamente indicativo.

Anche se Morgan sembra un po’ giovane per diventare un supereroe a tutti gli effetti, ci sono molti modi in cui potrebbe essere coinvolta nelle azioni dei Vendicatori in futuro. Sembra molto vicina al sopravvissuto Happy Hogan, e sicuramente altri che erano vicini a suo padre come Spider-Man e War Machine la stanno controllando di tanto in tanto, quindi potremmo vederla interagire con loro in futuro. 

Si dice che un progetto dedicato agli Young Avengers sia in fase di sviluppo, quindi potremmo non dover aspettare così tanto per rivedere Cassie, se la Marvel troverà un modo per inserirla n quel gruppo. E poi c’è la possibilità che lei passi al lato oscuro; una trama che coinvolge la sua svolta contro i Vendicatori dopo aver perso suo padre in una delle loro missioni potrebbe essere una direzione molto avvincente per la Marvel in futuro. 

L’intero MCU

Siamo onesti: il sacrificio di Iron Man tramite lo schiocco del Guanto dell’Infinito ha impedito a Thanos di distruggere l’universo e crearne uno nuovo. Pertanto, è il motivo per cui tutti nell’universo cinematografico Marvel – almeno quelli nella linea temporale principale – possono continuare i loro viaggi, così come i personaggi che dobbiamo ancora incontrare possono iniziare il loro.

Anche se non è direttamente collegato con le storie future di tutti i personaggi, lo spirito di Iron Man sarà presente in esse perché sanno che è lui che alla fine ha mantenuto l’universo e le loro avventure intatte. 

Shang-Chi: un personaggio molto noto del MCU apparirà nel film?

0
Shang-Chi: un personaggio molto noto del MCU apparirà nel film?

A quanto pare, l’attesissimo Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings potrebbe contenere al suo interno più di un collegamento con l’universo di Doctor Strange. Già alcuni giorni fa vi avevamo parlato della possibile apparizione del mitico drago Fin Fang Foom nella pellicola, e adesso sembra che anche un attore di quel franchise possa essere coinvolto nel nuovo cinecomic.

Di recente, infatti, è apparsa in rete – via Instagram – una foto che ritrae Benedict Wong, interprete di Wong nel primo Doctor Strange e nel MCU (è apparso anche in Infinity War ed Endgame), insieme a Simu Liu, protagonista di Shang-Chi. I due attori si trovano in Australia, dove le riprese del film in arrivo al cinema nel 2021 sono finalmente pronte a ripartire dopo lo stop causato dalla pandemia di Covid-19.

Semplice coincidenza o Wong tornerà davvero nei panni di Wong per un breve cameo in Shang-Chi? Al momento è difficile dirlo, nonostante già in passato – come riportato da We Got This Covered – si fosse parlato della possibilità che anche il Karl Mordo di Chiwetel Ejiofor sarebbe potuto apparire nel film. Di seguito lo scatto che ritrae Wong e Liu insieme, a cena presso uno dei ristoranti della nota catena KOGI Korean BBQ:

I primi dettagli sulla trama di Shang-Chi

Stando ai primi dettagli sulla trama emersi diverso tempo fa, Shang-Chi non sarà soltanto il Maestro delle arti marziali che i fan hanno imparato a conoscere grazie ai fumetti: sembra, infatti, che il protagonista avrà l’abilità di dare vita ad una serie di cloni di se stesso (un potere simile a ciò che è già in grado di fare nei fumetti), e sarà proprio quest’abilità a metterlo nel radar del Mandarino. Cresciuto in uno speciale orfanotrofio dov’è stato addestrato al combattimento, Shang-Chi decide di fuggire per poi finire, anni dopo, di nuovo nelle grinfie del villain. Il Mandarino promette a Shang-Chi soldi, potere e – cosa ancora più importante – la libertà, se accetterà di combattere in un torneo dove al vincitore verranno consegnati i Dieci Anelli a cui fa riferimento il titolo.

L’uscita nelle sale di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings è fissata al 7 maggio 2021. Destin Daniel Cretton, acclamato regista di Short Term 12 e The Glass Castle (di recente è uscito il suo ultimo lavoro Il Diritto di Opporsi, con Michael B. Jordan, Jamie FoxxBrie Larson) è stato scelto per dirigere il film che vanta la sceneggiatura di Dave Callaham (The Expendables, Godzilla, Wonder Woman 1984).

Vi ricordiamo che nei panni del protagonista ci sarà l’attore canadese Simu Liu, visto di recente nella commedia di Netflix Kim’s Convenience. Insieme a lui, nel cast, figureranno anche Tony Leung Chiu-wai nei panni del Mandarino, e Awkwafina, che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo superpotere è l’ipnosi.

The Suicide Squad: il ruolo di Bloodsport scritto apposta per Idris Elba

0

Alcuni giorni fa è stato il compleanno di Idris Elba e il regista e sceneggiatore di The Suicide Squad, James Gunn, ha colto l’occasione per condividere un dettaglio alquanto interessante in merito al coinvolgimento dell’attore nel progetto. Attraverso il suo account Twitter, infatti, Gunn ha fatto una rivelazione decisamente sorprendente in merito a Bloodsport, il personaggio che Elba interpreterà nell’atteso cinecomic.

Come molti ricorderanno, all’inizio era stato riferito che Elba era in trattative per unirsi al cast del film e andare a sostituire Will Smith nei panni di Deadshot. Soltanto in seguito è stato confermato che la star di Luther avrebbe interpretato un personaggio completamente diverso, anche se non è mai stato rivelato quali fossero i reali piani della Warner Bros. e se il ritorno di Floyd Lawton fosse mai stato realmente preso in considerazione.

Indipendentemente da ciò, James Gunn ha affermato quanto segue: “Raramente scrivo ruoli per attori che non ho mai incontrato, ma ho fatto esattamente questo per Idris Elba in The Suicide Squad e non potrei essere più felice di averlo fatto. Sei andato oltre le mie aspettative sia come attore sia come essere umano. Non vedo l’ora che la gente ti veda nei panni di Bloodsport.”

È interessante che il regista abbia scritto specificamente Bloodsport per Idris Elba, e sarebbe interessante scoprire se originariamente aveva pianificato di averlo come Deadshot o se quello era il personaggio a cui aveva sempre pensato per l’attore. Ad ogni modo, sarà molto divertente vedere cosa porterà l’attore al DCEU grazie al suo comprovato talento.

CORRELATE:

Il cast ufficiale di The Suicide Squad comprende i veterani Margot Robbie (Harley Quinn), Viola Davis (Amanda Waller), Joel Kinnaman (Rick Flag) e Jai Courtney (Captain Boomerang), insieme alle new entry Idris ElbaMichael RookerNathan FillionTaika WaititiJohn CenaPeter Capaldi, Sean Gunn, David Dastmalchian Storm Reid. Nel film reciteranno anche Pete Davidson, Juan Diego Botto, Joaquin Cosio, Flula Borg, Tinashe Kajese, Jennifer Holland, Julio Ruiz, Alice Braga, Steve Agee e Daniela Melchior.

Tenet: Nolan svela come ha realizzato la sua inquadratura preferita

0

In una recente intervista, Christopher Nolan ha spiegato lo strano modo in cui ha girato una delle sue inquadrature preferite di Tenet. Tra i film più attesi dell’anno, Tenet è finalmente uscito nelle sale americane il 3 Settembre (in Italia è uscito il 26 Agosto) dopo alcuni rinvii dovuti alla pandemia di Coronavirus. Il film, a metà tra action e sci-fi, vede protagonisti, tra gli altri, John David WashingtonRobert PattinsonElizabeth Debicki. Sebbene abbia fortemente diviso la critica, il film ha già superato i 100 milioni di dollari al box office mondiale.

Tenet  è indubbiamente sulla buona strada per diventare un altro dei classici di Nolan, dal momento che le sue strabilianti regole circa i viaggio nel tempo e la fisica hanno lasciato molti spettatori scioccati e perplessi. Anche il modo in cui è stato girato il film mostra quanto siano davvero uniche e rivoluzionarie le capacità registiche di Christopher Nolan, soprattutto perché non è stato utilizzato alcun green screen durante la produzione. Durante la produzione, Nolan ha persino fatto saltare in aria un vero aereo, con l’obiettivo di regalare agli spettatori un’esperienza ancora più coinvolgente e credibile, evidenziando così la sua totale dedizione nei confronti dell’esperienza cinematografica. 

Di recente, Christopher Nolan ha rivelato come ha girato una delle sue inquadrature preferite di Tenet in un’intervista con il podcast di CinemaBlend. Ha spiegato che, nonostante l’inquadratura non fosse relativa ad una parte essenziale del film, è stata comunque molto complicata da realizzare e che non avrebbe mai avuto il coraggio di portarla a termine se non avesse avuto un’esperienza adeguata con le telecamere IMAX.

L’esperienza con le cineprese IMAX è tornata utile a Nolan sul set di Tenet

“Una delle mie inquadrature preferite nel film, che non è niente di speciale, è quella sulla prua della nave con le onde che si infrangono al contrario. Eravamo su questo rompighiaccio quando pensammo: ‘Proviamo a piazzare la cinepresa lì fuori, attaccandola allo scafo”. Hoyte, il direttore della fotografia, e Ryan, il nostro capo macchinista, trovarono un piccolo oblò a prua e costruirono un binario per far scivolare la cinepresa all’esterno e usare una specie di bastone per tenerla ferma rivolta verso il basso.”

“È stata (ride)… è stata un’inquadratura molto complessa da realizzare, ma sono cose che non avremmo mai osato fare quando abbiamo cominciato a usare quelle cineprese IMAX per Il Cavaliere Oscuro. Semplicemente, con il tempo e l’esperienza, finisci per utilizzarle come ogni altra cinepresa, ed è stato liberatorio.”

Tenet di Christopher Nolan arriverà al cinema il 03 Agosto. Il cast annovera John David WashingtonRobert PattinsonElizabeth DebickiMichael CaineKenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson Clémence Poésy. Il film, il primo lungometraggio di Nolan dal 2017, anno di uscita di Dunkirk, viene descritto come un’epica storia action che si svolge nel mondo dello spionaggio internazionale.

Sam Neil e Jeff Goldblum duettano sul set di Jurassic World: Dominion

0

Alan Grant e Ian Malcolm torneranno insieme in Jurassic World: Dominion e così Sam Neil e Jeff Goldblum sono impegnati nelle riprese del film. Ma per celebrare la loro reunion, le due icone hanno registrato dei video in cui si lanciano in un duetto jazz. Ecco di seguito i video:

CORRELATE:

Jurassic World: Dominion vedrà sia Chris Pratt che Bryce Dallas Howard tornare nei loro ruoli. Insieme a loro, ritroveremo anche Justice Smith, Daniella Pineda, Jake Johnson e Omar SyLaura Dern e Sam Neill riprenderanno rispettivamente i ruoli che avevano in Jurassic Park, rispettivamente la Dr. Ellie Sattler e il Dr. Alan Grant. I personaggi sono stati visti per l’ultima volta nel Jurassic Park 3 del 2001. Un altro eroe originale, Ian Malcolm, interpretato da Jeff Goldblum, ha firmato per tornare in Jurassic World 3. Goldblum è stato visto l’ultima volta in Jurassic World: Il Regno Distrutto.

Shazam 2: Zachary Levi sulle riprese e su uno scontro con Black Adam

0

Shazam 2 – il cui titolo ufficiale sarà Shazam! Fury of the Gods – sarebbe dovuto arrivare nelle sale ad Aprile 2022, ma è stato successivamente posticipato a Novembre dello stesso anno a causa del COVID-19. Si sa ancora molto poco su cosa aspettarsi dal sequel, anche se è stato confermato il ritorno del cast originale e del regista David F. Sandberg, incluso quello dello sceneggiatore Henry Gayden.

In una recente intervista con Dan Fogler’s 4D Xperience, il protagonista Zachary Levi ha parlato della nuova data di uscita del sequel e del possibile inizio delle riprese: “Hanno annunciato il sequel subito dopo il primo film. Sapevano che saremmo andati bene al botteghino ed erano soddisfatti già così. Stanno lavorando al sequel già da parecchio tempo, con una certa costanza, e l’idea è quella di iniziare a girare nella prima parte dell’anno prossimo. Il Covid ha reso tutto incerto, ma dobbiamo darci una mossa. I piccoli protagonisti crescono in fretta.”

In origine, Shazam! Fury of the Gods doveva essere girato in contemporanea a Black Adam, ma ad oggi non sappiamo se effettivamente sarà ancora così. Sempre nel corso della medesima intervista, Levi ha anche parlato di un possibile testa a testa con l’anti-eroe interpretato da Dwayne Johnson: “Non è una cosa che dipende da me e non ne ho idea. The Rock vive su un pianeta tutto suo. Fa quello che vuole. Vedremo come andrà. Nei fumetti Black Adam e Captain Marvel – il mio vero nome – sono come lo yin e lo yang. Sono identici.”

Tutto quello che c’è da sapere su Shazam!

Shazam! è uscito nelle sale ad aprile 2019. Nel cast Zachary Levi, Asher Angel, Mark Strong, Jack Dylan Grazer, Grace Fulton, Faithe Herman, Ian Chen, Jovan Armand, Cooper Andrews, Marta Milans Djimon Hounsou.

Abbiamo tutti un supereroe dentro di noi, ci vuole solo un po’ di magia per tirarlo fuori. Nel caso di Billy Batson, basterà gridare una sola parola – SHAZAM! – affinché questo ragazzo adottato di 14 anni si trasformi nel Supereroe per gentile concessione di un antico mago. Ancora bambino all’interno di un corpo divino, Shazam si diverte nella versione adulta di se stesso facendo ciò che qualsiasi adolescente farebbe con i superpoteri: divertirsi! Volare? Vedere a raggi X? Saltare i compiti a scuola? Shazam vuole testare i limiti delle sue capacità con la gioiosa imprudenza di un bambino, ma dovrà padroneggiare rapidamente questi poteri per combattere le forze mortali del male controllate dal Dr. Thaddeus Sivana.

Elizabeth Debicki vuole essere ancora Ayesha nel MCU

0
Elizabeth Debicki vuole essere ancora Ayesha nel MCU

Guardiani della Galassia Vol. 2 presentava un certo numero di cattivi, ma il personaggio di Ayesha interpretato da Elizabeth Debicki era innegabilmente memorabile. Inseguendo la squadra per quasi tutto il sequel, alla fine è apparsa in una delle tante scene post-credits, decisa a vendicarsi. Fu proprio per questo motivo che decise di creare “Adam”, un personaggio meglio conosciuto dai fan dei fumetti come Adam Warlock.

La speranza è che Ayesha faccia parte di Guardiani della Galassia Vol. 3 e pare che anche la stessa Debicki abbia voglia di tornare ad interpretare il personaggio. In una recente intervista con ComicBook in occasione della promozione di Tenet, infatti, Elizabeth Debicki ha dichiarato le sarebbe piacerebbe tornare nei panni dell’essere artificiale nell’Universo Cinematografico Marvel.

“Lo vorrei. Adoro Ayesha. Mi è davvero piaciuto interpretarla e mi è davvero piaciuto fare quel film e lavorare con il cast e con James Gunn. Mi sono divertita tantissimo. Spero di poterla interpretare ancora. A volte mi capita di pensare al tuo trono d’oro, al suo vestito d’oro… che sono lì che aspettano, da qualche parte dietro le quinte. Mi piacerebbe molto tornare ad interpretarla, anche solo per un secondo.”

Anche se il suo ruolo sarebbe probabilmente di supporto, sarebbe comunque fantastico vedere Ayesha tornare in azione, perché c’è chiaramente ancora molto da raccontare sul personaggio, in particolare dopo che ha giocato un ruolo chiave nella creazione di “Adam”. Per ora non ci resta che attendere: sappiamo che James Gunn ha ultimato la sceneggiatura di Guardiani della Galassia Vol. 3, quindi è probabile che prima o poi sapremo se ci sarà ancora spazio per Ayesha sul grande schermo.

Scritto e diretto da James GunnGuardiani della Galassia Vol. 3 non ha ancora una data di uscita ufficiale. Le riprese del film dovrebbero partire ufficialmente a Febbraio 2021. Torneranno nel cast Chris PrattZoe SaldanaDave BautistaPom Klementieff e Karen Gillan, con Vin Diesel e Bradley Cooper che offriranno ancora le loro voci. Nel film è atteso anche Chris Hemsworth nei panni di Thor.

Gli Eterni, Kumail Nanjiani: “L’attesa varrà la pena”

0
Gli Eterni, Kumail Nanjiani: “L’attesa varrà la pena”

A causa della pandemia di Covid-19, l’avvio della Fase 4 del MCU è stato ufficialmente rinviato, e adesso i fan non vedono l’ora di scoprire cosa ha in serbo per loro l’universo condiviso dopo l’uscita di Avengers: Endgame e la conclusione della Saga dell’Infinito. Insieme al ritorno di alcuni personaggi ormai noti, il pubblico non vede l’ora di scoprire i nuovi personaggi che debutteranno nell’universo proprio a partire da questa quarta fase, che si tratti di film o di serie tv.

Tra i progetti più attesi della Fase 4 c’è ovviamente il film dedicato a Gli Eterni, la cui usciti è stato purtroppo posticipata al 2021 (sarebbe dovuto arrivare nelle sale a Novembre). Nonostante la campagna marketing della pellicola non sia ancora ufficialmente partita, negli ultimi mesi diverse star coinvolte nel cinecomic hanno parlato del film e di cosa i fan dovranno aspettarsi dalla storia, senza chiaramente anticipare nulla di troppo “spoileroso”.

Di recente, attraverso una serie di tweet, è stato Kumail Nanjiani – che nel film interpreterà Kingo – ad anticipare qualcosina in relazione all’atteso film dedicato ai personaggi creati da Jack Kirby. Come la maggior parte dei fan, anche l’attore non vede l’ora che i Marvel Studios rilascino il primo trailer ufficiale del film, ma ovviamente neanche lui sa con precisione quando ciò avverrà. Nanjiani ha poi anticipato che il film sarà davvero “eccitante” e che l’attesa verrà assolutamente ricompensata.

Gli Eterni sarà un film “epico ed elettrizante” secondo Kumail Nanjiani

“Prometto che il film varrà l’attesa”, ha scritto l’attore via Twitter. “È il progetto più eccitante, divertente, epico, elettrizzante, esilarante e commovente a cui abbia mai preso parte. Ed è enorme. La portata del film è diversa da qualsiasi cosa io abbia mai visto. Ogni volta che mi muovevo per le mie riprese, rimanevo sbalordito dai set ogni giorno”. Secondo quanto riferito, le riprese de Gli Eterni sono ufficialmente terminate. Il film è attualmente in fase di post-produzione. 

CORRELATE:

Gli Eterni, diretto da Chloe Zhao, vedrà nel cast Angelina Jolie (Thena), Richard Madden (Ikaris), Kit Harington (Black Knight), Kumail Nanjiani (Kingo), Lauren Ridloff (Makkari), Brian Tyree Henry (Phastos), Salma Hayek (Ajak), Lia McHugh (Sprite), Gemma Chan (Sersi) e Don Lee (Gilgamesh). La sceneggiatura è stata scritta da Matthew Ryan Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 12 Febbraio 2021.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama muoversi tra gli umani.

Bucky Barnes: il futuro del Soldato d’Inverno oltre la serie Disney+

0

Il nome di John Nania potrebbe istintivamente non dirvi nulla, ma sappiate che si tratta dello stuntman che opera da controfigura a Sebastian Stan, il Bucky Barnes del MCU, che negli ultimi anni ha contribuito al lavoro dell’attore sul set dei film dell’universo condiviso. Di recente Nania è stato ospite di uno dei podcast di The Screen Forum e ha parlato non soltanto del suo futuro in qualità di stuntman ma anche di quello del personaggio interpretato da Stan.

Avendo lavorato anche sul set dell’attesa serie The Falcon and The Winter Soldier, Nania sembra essersi fatto un’idea di ciò che i Marvel Studios avrebbero in serbo per il futuro del Soldato d’Inverno, e ha condiviso le sue idee proprio durante l’intervista: “Ci sono ancora un bel po’ di cose che mi aspettano e che voglio fare. Non credo che la storia del Soldato d’Inverno nell’Universo Cinematografico Marvel si sia conclusa. Ha ancora molto da fare e non vedo l’ora di farne parte.”

Successivamente, Nania ha elogiato il cast della serie Disney+, la cui produzione è stata ritardata a causa della pandemia di Covid-19, anticipando che i fan dovranno aspettarsi delle scene d’azione davvero epiche: Anthony Mackie, Sebastian Stan, Emily VanCamp, Daniel Brühl, ho visto questi ragazzi recitare e sono dei veri professionisti. Quando lavori con loro capisci perché questi personaggi sono così fantastici e grazie a questo show li vedremo sotto una luce totalmente differente.”

Lo stuntman di Sebastian Stan promette epiche scene d’azione nella serie su Bucky Barnes e Sam Wilson

“Per quanto riguarda l’azione, ho preso parte ad alcune cose piuttosto ambiziose in passato, ma questa, davvero, potrebbe essere il progetto più ambizioso a cui abbia mai lavorato”. Le parole di Nania lasciano presagire una serie ad alto tasso adrenalinico. La speranza è che i Marvel Studios possano portare a termine i lavori su The Falcon and The Winter Soldier il prima possibile. La serie, inizialmente prevista per quest’estate, dovrebbe ora debuttare sul servizio di streaming in autunno. 

Ricordiamo che la serie si svolgerà dopo gli aventi narrati in Avengers: Endgame, in cui Sam e Bucky sono tornati in vita dopo essere rimasti vittima dello “schiocco delle dita” di Thanos, pronti ad aiutare gli altri Vendicatori a sconfiggere il Titano Pazzo ed il suo esercito. The Falcon and The Winter Soldier sarà composta da 6 episodi della durata di un’ora ciascuno. Al momento la serie non è stata rinnovata per una seconda stagione.

Spaccapietre: intervista ai registi e al cast del film

0
Spaccapietre: intervista ai registi e al cast del film

Presentato alle Giornate degli Autori 2020, in occasione della 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Spaccapietre è il nuovo film di Gianluca e Massimiliano De Serio. Nel video anche i protagonisti Salvatore Esposito e Ludovico Carrino.

SPACCAPIETRE, il nuovo film dei fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio, che sarà in sala – distribuito da La Sarraz Distribuzione –  dal 7 settembre, in contemporanea al passaggio al Lido, dove sarà l’unico film italiano in concorso alle Giornate degli Autori.

Uno straordinario e inedito Salvatore Esposito interpreta Giuseppe, spaccapietre che dopo un grave incidente sul lavoro è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di fare l’archeologo e fantastica sull’occhio vitreo del padre, come se fosse il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al lavoro nei campi. Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e asilo in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali, Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e giocare a raccontarsi una storia. In questa storia irromperà Rosa, una donna incontrata nei campi che le sopraffazioni del “padrone” non hanno corrotto, e la cui umanità sarà per entrambi rifugio, forza e ribellione.

«In Spaccapietre – spiegano i registi – arte e biografia personale si intrecciano inseparabilmente. La vicenda al centro del film prende spunto da un fatto di cronaca di qualche estate fa, la morte sul lavoro della bracciante pugliese Paola Clemente, e dall’assurda coincidenza con la morte di nostra nonna paterna, deceduta lavorando negli stessi campi nel 1958. E, come il padre di Giuseppe nel film, anche nostro nonno paterno, prima di partire per Torino negli anni ‘60, faceva lo “spaccapietre”. Il film è innanzitutto il tentativo di riappropriarci di un’anima, quella di nostra nonna mai conosciuta, attraverso la storia e il corpo di un’altra donna. Ma è anche un film d’amore paterno in cui affiorano puri i temi della morte, della violenza, della paura, dell’amore, della vendetta».

Nel cast anche Samuele Carrino, Licia Lanera, Antonella Carone, Giuseppe Loconsole, Vito Signorile.

Non Odiare, la recensione del film di Mauro Mancini #Venezia77

0
Non Odiare, la recensione del film di Mauro Mancini #Venezia77

È l’unico italiano in concorso alla Settimana della Critica 2020 Non odiare, film d’esordio di Mauro Mancini con Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco, e l’Italia fa certamente bella figura nell’ambito della prestigiosa selezione veneziana, presentata nel corso della 77° edizione della Mostra.

Non Odiare, la trama

Cosa faresti se ti trovassi sul luogo di un incidente e, potendo prestare un primo soccorso ad un uomo gravemente ferito, scoprissi che si tratta di un simpatizzante del nazismo? È quello che accade nei primissimo minuti del film, in cui Simone Segre (cognome che rivela l’origine ebraica), chirurgo professionista, assiste ad un incidente automobilistico. Si precipita nell’auto incidentata e prova a fermare l’emorragia dell’uomo incastrato nell’abitacolo, ma scoprendogli il petto e il braccio scopre dei tatuaggi: la svastica sul cuore e il logo delle SS sul polso. Simone lascia andare il laccio emostatico improvvisato, lascia morire l’uomo, viene meno al giuramento di Ippocrate. Proverà comunque ad espiare il proprio gesto, assumento come domestica la figlia maggiore dell’uomo morto (e sepolto con gli onori fascisti).

Opera prima a volte ingenua con spunti interessanti

Mauro Mancini affronta un argomento non proprio nuovo ma con un approccio originale, lo fa nell’approccio ai personaggi e in quello alle dinamiche tra di essi, pur volando un po’ troppo a pelo d’acqua, senza mai immergersi a pieno né nelle loro psicologie, né nelle pieghe della trama che più di una volta sembrano sprecate e buttate via, come un finale non troppo riuscito.

Tuttavia lo spunto più interessante del film riguarda gli attori, il loro modo di mettere in scena i personaggi e il modo in cui la scrittura tratta in maniera originale gli stessi, perché mai rinchiusi in uno stereotipo o nel già visto. Il ricco chirurgo ebreo è un single, non ha una famiglia, una casa molto grande e l’apparente desiderio di liberarsi da un’eredità paterna che sembra ingombrante. La giovane protagonista invece sceglie di sacrificarsi per il fratelli, abbandonato un’aspettativa di vita che le piaceva per provvedere a loro dopo la morte del padre filo fascista, eppure, nonostante sia chiaramente contraria all’approccio del padre alla vita e alla sua ideologia, ne parla sempre con tenerezza. Il fratello mezzano, che vuole a tutti i costi percorrere il sentiero paterno, invece, si rivela quello che è, un ragazzino con tante idee confuse nella testa, idee che non capisce davvero ma che segue ciecamente.

Non OdiareLontano dall’odio, verso un punto di contatto

Per tutti e tre questi personaggi ci sono degli interpreti assolutamente superbi, con Gassmann e Serraiocco che consegnano due interpretazioni molto delicate e gentili e con il giovane Luka Zunic, vera e propria rivelazione del film. Il suo volto dai tratti angelici, gli occhi chiari e profondi, si scontrano con la rubidità che il suo personaggio ostenta e che, in fondo, non gli appartiene.

Fedele al titolo dell’opera, Non Odiare, Mancini mette in scena dei figli orfani che cercano la redenzione e l’affermazione da parte dei padri defunti. Occupano capi opposti di una linea retta, ma tutti gli eventi e i comportamenti che assumono nel corso della vicenda li portano ad avvicinarsi, a cercare gli uni negli altri, gli elementi di similitudine e non quelli di contrasto, allontanandosi così dall’odio.

Luca Guadagnino a Venezia 77: “Sono un uomo fortunato”

0
Luca Guadagnino a Venezia 77: “Sono un uomo fortunato”

Luca Guadagnino si definisce fortunato durante l’intervista su Salvatore – Shoemaker of Dreams, il documentario su Salvatore Ferragamo che è stato presentato come proiezione speciale durante Venezia 77.

Salvatore – Shoemaker of Dreams, il docufilm diretto da Luca Guadagnino alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Scritto da Dana Thomas e diretto da Luca Guadagnino è prodotto da Francesco Melzi d’Eril e Gabriele Moratti con Stella Savino come produttore esecutivo.

Sinossi: L’appassionante storia umana, artistica e imprenditoriale di Salvatore Ferragamo, dall’infanzia a Bonito, dove ha realizzato le sue prime scarpe, al viaggio in America in cerca di fortuna, dalle esperienze a Hollywood al ritorno in Italia, dal rischio del fallimento alla rinascita nel suo laboratorio di Firenze fino alla definitiva consacrazione. Carattere, istinto, genio, curiosità e straordinaria intuizione: Salvatore – Shoemaker of Dreams mostra il mistero e il fascino di una figura complessa, un’icona della moda italiana e mondiale che non ha mai perso di vista l’importanza dei legami famigliari. Il docufilm, con la voce narrante di Michael Stuhlbarg, si avvale di immagini inedite e testimonianze che vedono protagonisti, accanto ai membri della famiglia Ferragamo, il regista Martin Scorsese, la costumista Deborah Nadoolman Landis, e numerosi studiosi, docenti, stilisti, giornalisti, critici di moda e cinematografici.

Il regista Luca Guadagnino dichiara: “Cosa è il genio? Come nasce un sistema, che sia il cinema o la moda? E l’ossessione furiosa di una ricerca costante di idee e creazione come si sposa con la tradizione e i valori della famiglia? Salvatore Ferragamo (1898-1960), protagonista e testimone del XX secolo è la risposta a queste domande”.

Gli Eterni: ecco un nuovo sguardo a Ajak

0

È stata messa in rete una foto della action figure ufficiale di Ajak, il personaggio di Salma Hayek ne Gli Eterni. La foto mostra chiaramente il costume del personaggio che vedremo nel film al momento in fase di post produzione. Ecco lo scatto di seguito:

CORRELATE:

Gli Eterni, diretto da Chloe Zhao, vedrà nel cast Angelina Jolie (Thena), Richard Madden (Ikaris), Kit Harington (Black Knight), Kumail Nanjiani (Kingo), Lauren Ridloff (Makkari), Brian Tyree Henry (Phastos), Salma Hayek (Ajak), Lia McHugh (Sprite), Gemma Chan (Sersi) e Don Lee (Gilgamesh). La sceneggiatura è stata scritta da Matthew Ryan Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 12 febbraio 2021.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, il cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama muoversi tra gli umani.

The World to Come, recensione del film di Mona Fastvold #Venezia77

Se l’aveste persa nell’intenso e straziante Pieces of a woman, il concorso della Mostra di Cinema di Venezia offre un’altra interessante occasione di godere della bravura della star di questa edizione, la britannica Vanessa Kirby. È sua la scintilla che accende The World to Come di Mona Fastvold, adattamento dell’omonimo racconto di Jim Shepard, qui anche sceneggiatore al fianco di Ron Hansen (che al lido avevamo già conosciuto per The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, nel 2007).

È lei la bellissima e vitale Tallie, che trasferitasi con il marito nella Contea di Schoharie scuote la pigra quotidianità della coppia formata da Katherine Waterston (Abigail) e Casey Affleck (Dyer). Siamo nel 1856, e all’epoca erano piccole famiglie contadine a popolare questo angolo dello Stato di New York, sorta di coloni coraggiosi consacrati al duro lavoro e poco altro. Come emerge sin dalle prime scene del film e dalle pagine del diario della stoica Abigail, un costante contrappunto che fa da io narrante – e da coscienza – all’intera vicenda.

Parole ed emozioni

Il potere della scrittura è il primo protagonista che incontriamo, strumento di fuga, libertà ed emancipazione per donne costrette a un ruolo pericolosamente vicino a quello di ogni altro strumento a disposizione del fattore. Una porta aperta verso altri mondi, o altri alieni come lei. Una porta spalancata ad accogliere la nuova amica, con la quale subito si stabilisce un rapporto speciale che riempia il vuoto delle loro vite. E che vediamo trasformarsi sotto i nostri occhi in una storia romantica e contenuta, nella quale lo stesso desiderio sembra cercare una sua forma espressiva.

Che non può esser solo quella delle parole, che pure avvicinano le due donne, o delle emozioni, così difficili da formalizzare. La comprensione profonda che si stabilisce tra loro supera ogni codice e la passione, che a lungo il film lascia sottintesa, traspare da piccoli gesti, sguardi, sorrisi. Il risultato è una storia d’amore talmente soffusa e intima da fagocitare l’intero sviluppo, che procede in maniera volutamente diseguale.

Un amore difficile

The World to ComeLento, placido, inizialmente, quasi a seguire e sottolineare il rigido inverno che fa da incipit al ‘mondo che è’. Immobile, poi, soppiantato dal racconto e dal succedersi degli incontri tra Abigail e Tallie. ugualmente statico per lunghi tratti. L’azione langue, sia sullo schermo sia a livello narrativo, e tanto i ruoli quanto la crisi non potrebbero definirsi senza la voce off ad accompagnarci.

E forse l’attenzione dello spettatore sarebbe messa a più dura prova se non ci fossero degli intermezzi a scaldare gli animi. Ovviamente siamo sempre dalle parti di dramma e disperazione, vista la realtà che vivono i nostri personaggi, nella quale persino Dio delude le aspettative (figurarsi gli uomini, e le donne), ma con l’arrivo della bella stagione le fughe delle due ci regalano scorci piacevoli e momenti di aperta poesia.

La tragedia è inevitabile

Una volta scoperte le carte, ecco l’accelerazione. Dichiaratasi ‘prigioniera dell’assenza’ della compagna, è la silenziosa Abigail a proporre una vena ‘crime’ inaspettata. Ormai liberata dalla scoperta dei suoi sentimenti può affrontare anche il marito, sfidare il ruolo impostole e azzardare un sospetto nei confronti di un altro uomo. I mezzi a sua disposizione però son sempre quelli della parola e della scrittura, che tornano protagonisti in un finale ‘a sorpresa’ che lascia non pochi rammarichi.

Non tanto per l’accenno alla parte più turbolenta della passione amorosa, finalmente rivelata, quanto per quello all’evoluzione del carattere di Abigail. Irriducibile e armata di nuovo coraggio, pronta a sfidare convenzioni, mascolinità varie e persino la realtà. Il lasciarci intuire una tale forza fa parte dell’ondata con cui si conclude il film, un colpo di coda nel quale sembrano concentrarsi e sfogarsi le emozioni tanto a lungo compresse. E dopo il quale tutto sembra possibile. Sulla strada verso il tanto promesso ‘mondo che verrà’.

MCU: le migliori canzoni utilizzate nell’universo condiviso

MCU: le migliori canzoni utilizzate nell’universo condiviso

Negli ultimi 12 anni, il MCU ha rivoluzionato lo standard dei cinecomic. Se da un lato è facile sottolineare le incredibili performance degli attori, le immagini straordinarie, le scene d’azione epiche e il lavoro senza precedenti sulla continuity, dall’altro ciò che distingue davvero l’universo condiviso è il tono dei suoi film. La musica ha sempre giocato un ruolo enorme nell’impostazione di questi toni, ed ecco che The Direct ha raccolto le migliori canzoni utilizzate nei film del MCU:

“The Rubberband Man” – Avengers: Infinity War

Uno dei momenti più attesi di Avengers: Infinity War era l’apparizione dei Guardiani della Galassia al fianco degli altri Vendicatori, quindi nel più ampio universo condiviso del MCU.

Prima di vederli apparire sullo schermo, sentiamo il sottile basso di “The Rubberband Man” degli Spinners. È un momento tanto funky quanto perfetto, che anticipa il viaggio attraverso la galassia di questi eroi in procinto di incorrere in una serie (almeno all’apparenza) indistricabile di problemi.

“Shoot to Thrill” – Iron Man 2 / The Avengers

Ovviamente, Iron Man è stato in grado di infondere il proprio marchio anche nei temi musicali dei film a lui dedicati. Molto spesso, gli AC/DC hanno rappresentato il catalizzatore di quel marchio. Nel suo ingresso alla Stark Expo in Iron Man 2, Tony ha mostrato al mondo di che pasta è fatto sulle note epiche di “Shoot to Thrill”.

La canzone è stata utilizzata anche in The Avengers, quando Tony Stark è arrivato in ritardo – ma sempre in grande stile – al primo incontro della squadra con Loki ad Amburgo.

“Opps” – Black Panther

Black Panther è stato considerato un fenomeno culturale per tutta una serie di ragioni, una delle quali è l’uso del genere hip-hop per dare ancora più credibilità ad alcune incredibili sequenze.

L’inclusione di “Opps” di Kendrick Lamar nel mezzo di una scena di inseguimento in auto piuttosto sorprendente, non ha fatto altro che aumentare l’energia intrisa nell’intera sequenza. La colonna sonora del film, vincitrice dell’Oscar, è uno dei tanti elementi che hanno contribuito a dare vita a Wakanda e alla storia di T’Challa.

“Trouble Man” – Captain America: The Winter Soldier

Captain America: The Winter Soldier potrebbe essere considerato il film più radicato nella realtà del MCU, e anche in questo caso, la musica è al servizio della storia. Nella prima scena del film, assistiamo all’incontro tra Steve Rogers e Sam Wilson.

A fare da sottofondo a quel momento, abbiamo la canzone “Trouble Man” di Marvin Gaye (con tanto di riferimento al film omonimo). Quella stessa canzone viene riprese nella scena finale, quando Cap è ormai sconfitto e distrutto.

“Dear Mr. Fantasy” – Avengers: Endgame

In Avengers: Endgame, i fratelli Russo non ci hanno risparmiato le emozioni forti, e ciò non riguarda soltanto le tragiche morti di alcuni degli eroi più amati, ma anche l’utilizzo della musica.

Dopo essere stati trascinati di nuovo nella tristezza cementata da Avengers: Infinity War, ascoltiamo le bellissime note di “Dear Mr. Fantasy” mentre diamo il nostro primo sguardo a Tony Stark, dopo lo schiocco delle dita di Thanos.

“O-O-H Child” – Guardians of the Galaxy Vol. 1

Il primo Guardiani della Galassia è il film che ha avuto un impatto decisivo sull’uso della musica nei film dedicati ai supereroi. Uno degli aspetti più importanti di come la musica è stata utilizzata in questo film è rappresentato dal realismo.

Lo stereo dell’astronave Milano giace tra le macerie mentre Peter Quill colpisce Ronin sulle note di “O-O-H Child” dei Five Stairsteps. Sarebbe potuta passare alla storia come una delle sequenze più imbarazzanti di sempre, e invece, grazie alla visione di James Gunn, quella canzone si adatta perfettamente al momento.

Father & Son – Guardians of the Galaxy Vol. 2

https://www.youtube.com/watch?v=_1gtbfuZaHg

Quando abbiamo appreso per la prima volta che avremmo avuto un film del MCU con un procione parlante, un albero articolato a malapena, Dave Bautista coperto di vernice e uno degli attori di The Walking Dead dipinto di blu, nessuno di noi sapeva davvero a cosa sarebbe andato incontro.

Anni dopo, Guardiani della Galassia Vol. 2 e la scena finale con Rocket Racoon in lacrime, ci avrebbe regalato uno dei momento più emozionanti dell’universo condiviso. “Father and Son” di Cat Stevens risuona nella scena del funerale di Yondu insieme agli altri Ravager, ed è senza dubbio una delle scene più sorprendenti del MCU fino ad oggi.

“Brandy” – Guardians of the Galaxy Vol. 2

Prendere un’oscura canzone pop degli anni ’70 come “Brandy” dei Looking Glass ed usarla come una delle canzoni di un film di supereroi crivellato di alieni è davvero una scelta ardua. Ma James Gunn riesce a far funzionare sempre tutto quello che la sua mente iperattiva partorisce.

Guardiani della Galassia Vol. 2 è una grande storia sulla famiglia e sul destino, e questa canzone non serve soltanto da velata motivazione per l’antagonista e per il suo destino, ma può anche essere cantata a squarciagola da Meridith Quill in una straordinaria Ford Mustang di seconda generazione.

“Come and Get Your Love” – Guardians of the Galaxy Vol. 1

Nessuno, nemmeno i fan dei fumetti, sapevano cosa aspettarsi dal primo Guardiani della Galassia. E per i primi sei minuti e diciotto secondi del film, sembrava di essere di fronte all’ennesimo film ambientato nello spazio realizzato con un budget elevato.

Poi, Chris Pratt si infila le cuffie di un vecchio walkman… e sentiamo per la prima volta “Come and Get Your Love” dei Redbones. Quella scena sarà destinata a cambiare la nostra percezione del MCU per sempre…

“Back in Black” – Iron Man/Spider-Man: Far From Home

Nessuno metterà mai in dubbio che Iron Man sia stato un punto di svolta per tutti coloro che amano i film di supereroi. Una volta che abbiamo sentito “Back In Black” degli AC/DC in un film su un miliardario che beve whisky in un Hum-v, abbiamo subito capito che sarebbe stato un film speciale.

E proprio come la maggior parte delle cose incredibili del MCU, anche questa canzone ha un significato molto più profondo. L’abbiamo infatti sentita anche in Spider-Man: Far From Home, a sottolineare quanto sia stata importante la relazione tra Tony Stark e Peter Parker.

“Immigrant Song” – Thor: Ragnarok

Questa canzone, quella scena con il Dio del Tuono… quella battaglia finale in Thor: Ragnarok è tutto più che perfetto. Non c’è davvero bisogno di spiegare perché “Immigrant Song” dei Led Zeppelin sia senza dubbio il meglio che il MCU abbia da offrire.

“It’s Been A Long, Long Time” – Avengers: Endgame

Non c’è dubbio che Steve Rogers sia il cuore del MCU. 21 film e, per tutto il tempo, dal primo giorno in cui l’abbiamo visto entrare in azione, tutto ciò che Cap voleva era ballare con la sua amata Peggy. E dopo aver dato tutto quello che poteva in nome del suo paese, Steve ottiene finalmente di poter realizzare il suo desiderio. Nella scena finale che chiude la Saga dell’Infinito, Cap fa suonare “It’s Been A Long, Long Time” di Harry James. La conclusione perfetta di uno degli archi narrativi più amati dai fan dell’universo condiviso.

Jurassic World: Dominion, modifiche allo script a causa del Covid-19

0

In occasione di una recente intervista con PeopleTV’s Couch Surfing, Jeff Goldblum ha parlato di Jurassic World: Dominion, l’atteso nuovo capitolo della saga dedicata ai dinosauri, le cui riprese sono nuovamente in corso dopo lo stop causato dalla pandemia di Covid-19.

Proprio in merito alla pandemia e all’emergenza sanitaria, l’attore ha lasciato intendere che alle luce di quanto accaduto a livello mondiale sono state apportate una serie di modifiche alla sceneggiatura: “Ci sono alcuni elementi nel film che stiamo trovando particolarmente calzanti, ma altri che toccano corde troppo sensibili che la produzione sta sistemando. L’obiettivo è quello di renderli più giusti in riferimento all’oggi e più adatti ai tempi che stiamo vivendo.”

Goldblum, che nel film tornerà a vestire i panni del Dr. Ian Malcolm dopo Jurassic Park, Il mondo perduto – Jurassic Park e un breve cameo in Jurassic World – Il regno distrutto, ha poi parlato brevemente del suo personaggio, sottolineando quanto sia sempre stato rilevante: “Si dà il caso che il mio personaggio parli e abbia sempre parlato di certe cose. Della fragilità della nostra specie e di quanto sia necessaria la cooperazione globale, di quanto sia necessario credere nella scienza e nel suo fondamento etico, necessario per unirci nella fiducia e nella connettività come famiglia, oltre che per raggiungere il nostro potenziale e fare del bene da soli per questo glorioso pianeta “.

CORRELATE:

Jurassic World: Dominion vedrà sia Chris Pratt che Bryce Dallas Howard tornare nei loro ruoli. Insieme a loro, ritroveremo anche Justice Smith, Daniella Pineda, Jake Johnson e Omar SyLaura Dern e Sam Neill riprenderanno rispettivamente i ruoli che avevano in Jurassic Park, rispettivamente la Dr. Ellie Sattler e il Dr. Alan Grant. I personaggi sono stati visti per l’ultima volta nel Jurassic Park 3 del 2001. Un altro eroe originale, Ian Malcolm, interpretato da Jeff Goldblum, ha firmato per tornare in Jurassic World 3. Goldblum è stato visto l’ultima volta in Jurassic World: Il Regno Distrutto.

Alien: Ridley Scott è ancora al lavoro su un nuovo film

0
Alien: Ridley Scott è ancora al lavoro su un nuovo film

Ridley Scott ha confermato di essere ancora al lavoro su un nuovo film di Alien. Rilasciato nel 1979, il primo film del franchise ha cambiato per sempre la storia del cinema grazie alla sua combinazione di fantascienza e horror, e anche alla presenza dell’iconica eroina femminile Ellen Ripley, interpretata da Sigourney Weaver.

Dopo tre film senza il suo diretto coinvolgimento (e un paio di spinoff appartenenti alla serie Alien vs. Predator), Scott è finalmente tornato ad occuparsi della saga grazie al prequel Prometheus del 2012, un tentativo di espandere la mitologia di Alien che è stato accolto con enorme scetticismo da parte dei fan. Il film ha avuto anche un sequel, Alien: Covenant del 2017, che ha incassato soltanto 240 milioni al box office mondiale e che – almeno apparentemente – aveva congelato il franchise per sempre.

Nonostante quel film sia stato bombardato tanto dalla critica quanto dal pubblico, sembra che ci sia ancora speranza per altri film della saga di Alien. Parlando con Forbes, è stato proprio Ridley Scott a confermare di essere ancora al lavoro su un altro film del franchise, senza però nascondere i suoi dubbi in merito all’approccio da adottare con il nuovo film rispetto alla proprietà in generale. 

“Un nuovo film è in programma. Con Prometheus e Covenant abbiamo provato a seguire una nuova strada e a reinventarci. Qualora andassimo avanti con la saga, non credo racconteremo una storia ambientata prima dei fatti narrati in Prometheus. Ciò che è stato fatto è già sufficiente. Adesso i fan si stanno facendo una serie di domande fondamentali: Alien, il facehugger, il chestubster… è stato già detto tutto su di loro o c’è ancora altro da raccontare? Noi continuiamo a chiedersi se si dovrebbe ripartire da zero, e magari provare a conservare il ‘brand’ Alien solo in funzione del franchise. La domanda fondamentale continuano ad essere questa.”

Alien: proseguire con i prequel o ripartire da zero?

Insomma, Ridley Scott sembra fortemente intenzionato a far proseguire il franchise di Alien, anche se ciò dovesse significare far ripartire la storia “da zero”. Nonostante Covenant ha lasciato una porta aperta per un eventuale prosieguo, Scott sembra essere consapevole che forse è arrivato il momento di svecchiare in qualche modo il franchise, optando per nuove soluzioni narrative. Sarà davvero così? Solo il tempo ce lo dirà…

Tenet supera i 100 milioni di dollari al box office mondiale

0
Tenet supera i 100 milioni di dollari al box office mondiale

Tenet ha incassato più di 100 milioni di dollari al box office mondiale, tagliando il traguardo grazie alla release in Cina e negli Stati Uniti della scorso settimana e superando di gran lunga le aspettative. Il film, diretto da Christopher Nolan, avrebbe dovuto riportare il pubblico in sala, ma al di là delle classiche speculazioni, nessuno poteva davvero sapere se ciò sarebbe effettivamente accaduto.

La maggior parte dei cinema che hanno riaperto in tutto il mondo seguono – giustamente – una serie di politiche rigorose per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus, limitando drasticamente il numero di posti per ogni singola proiezione. Tenet è stato il primo grande blockbuster hollywoodiano ad essere rilasciato dopo un’estate particolarmente triste che ha visto i cinema costretti a rimanere chiusi a causa della pandemia.

Variety – via Screen Rant – riferisce che il film ha raggiunto i 100 milioni di dollari a livello internazionale questo fine settimana, e sebbene questo non sarà sufficiente per salvare il botteghino, è sicuramente un inizio promettente. La longevità è la chiave in questi tempi incerti e, non essendoci molto altro in uscita, la Warner Bros. può ancora sperare che il suo film abbia la capacità di realizzare un profitto superiore al budget di 200 milioni di dollari impiegato per la produzione del film.

Lo studio spera di superare almeno la soglia dei 450 milioni di dollari in tutto il mondo: grazie all’incasso internazionale di 100 milioni di dollari questo fine settimana, sembra alquanto possibile che il film riesce a superare quella soglia. Sempre lo scorso fine settimana, il film ha anche incassato 20 milioni di dollari in Cina e sta lottando per il primo posto al box office, un altro promettente indicatore del fatto che Tenet prospererà nonostante le precedenti incertezze circa la sua uscita in sala.

Tenet di Christopher Nolan arriverà al cinema il 03 Agosto. Il cast annovera John David WashingtonRobert PattinsonElizabeth DebickiMichael CaineKenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson Clémence Poésy. Il film, il primo lungometraggio di Nolan dal 2017, anno di uscita di Dunkirk, viene descritto come un’epica storia action che si svolge nel mondo dello spionaggio internazionale.

Justice League: continua la diatriba tra Ray Fisher e la WB

0
Justice League: continua la diatriba tra Ray Fisher e la WB

A quanto pare, non sembra esserci fine per la diatriba tra la Warner Bros. e Ray Fisher in merito alla produzione di Justice League. Dopo che l’interprete di Cyborg ha pubblicamente accusato il regista Joss Whedon di aver assunto un comportamento poco professionale durante le riprese aggiuntive, la major ha ufficialmente avviato un’indagine per provare la veridicità delle pesanti affermazione dell’attore.

Alcuni giorni fa, Fisher ha dichiarato sempre via Twitter che la DC Films gli avrebbe fatto pressioni per cercare di non coinvolgere Geoff Johns nelle sue affermazioni (già comunque tirato in ballo dall’attore in merito alla vicenda tramite alcuni tweet passati). Dopo le recenti dichiarazioni, la Warner Bros. ha rilasciato un comunicato ufficiale per spiegare meglio la vicenda, sottolineando che – in realtà – Fisher non starebbe collaborando alle indagini.

Secondo quanto si legge nel comunicato, l’interprete di Cyborg non avrebbe procurato delle “prove credibili” dei presunti comportamenti “non professionali” e non avrebbe voluto incontrare un investigatore terzo. Così, subito dopo la diffusione del comunicato, Fisher è tornato nuovamente all’attacco, smentendo – sempre via Twitter – quanto affermato dalla major e postando una copia della mail mandata al suo avvocato:

“Grazie a tutti per il supporto e per aver notato il modo disperato e indiscriminato da parte della Warner Bros. di mettermi in cattiva luce continuando a proteggere chi ha il potere. Ho incontrato l’investigatore su Zoom il 26 Agosto. Ecco la mail che ho mandato al mio team e al sindacato degli attori subito dopo.”

“Ho appena riattaccato con l’investigatore. Ho dovuto concludere la chiamata prima di entrare nel dettaglio. È chiaro che è stato ingaggiato dalla Warner Bros. Pictures e non da Warner Media. Le sue conclusioni verranno condivise unicamente con i legali della Warner Bros. Pictures. Inoltre c’era un’altra persona in linea, come testimone, e noi non lo sapevamo. Ho detto che avevo bisogno anche io di un’altra persona in linea, per sicurezza. Ha cercato di farmi rimanere, ma gli ho detto che avrei dovuto consultarmi con il mio team prima di procedere.

Vi ricordiamo che la Snyder Cut di Justice League uscirà nel 2021 sulla piattaforma streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori notizie.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss Whedon. Nel film vedremo protagonista Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast anche Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley Coller, Goeff Johns e Ben Affleck stesso.

Fonte, Fonte

Infinity celebra il compleanno di Dario Argento

Infinity celebra il compleanno di Dario Argento

Il celebre regista e sceneggiatore italiano, Dario Argento, festeggia oggi il suo ottantesimo compleanno e, per l’occasione, Infinity propone una selezione di alcuni titoli diretti dal re del brivido.

Tra i più amati capolavori di Dario Argento, accompagnato dalla celebre colonna sonora dei Goblin, Profondo Rosso segue le vicende del pianista Marc, che è testimone dell’omicidio di Helga e vuole scoprire chi l’ha uccisa, ma le persone in grado di aiutarlo a risolvere il mistero vengono uccise una alla volta…

Con le musiche di Ennio Morricone e interpretati da Asia Argento, sono disponibili su Infinity anche Il Fantasma dell’Opera, tratto dall’omonimo romanzo di Gaston Leroux, in cui il fantasma dell’Opera si invaghisce della bella Christine ed esce dai sotterranei del teatro; e La Sindrome di Stendhal, in cui la poliziotta Anna Manni viene rapita e stuprata dal serial killer al quale sta dando la caccia: le conseguenze sulla sua personalità saranno devastanti.

Interpretato da Stefania Rocca, Liam Cunningham e Claudio Santamaria, Il Cartaio segue le vicende di un misterioso e spietato assassino che sfida le forze dell’ordine che gli danno la caccia. Il killer si firma “Il Cartaio” per la sua mania per il gioco delle carte.

Non ho sonno racconta la storia del giovane Giacomo che, traumatizzato in tenera età dall’assassinio della madre, indaga su un serial killer che miete vittime seguendo un’inquietante filastrocca ed è aiutato dall’ex commissario Ulisse Moretti.

In Trauma, un giovane aiuta un’adolescente, interpretata da Asia Argento, fuggita da una clinica dopo aver assistito all’omicidio dei genitori, a trovare il killer prima che uccida di nuovo…

Animali Fantastici 3: un membro del cast propone una folle teoria su Hagrid

0

Durante una recente intervista con The Movie Dweeb, Dan Fogler, interprete di Jacob Kowalski nella saga di Animali Fantastici, ha paralto della possibilità che altri personaggi del mondo di Harry Potter possano essere incorporati nel nuovo franchise, come accaduto alla versione giovane di Silente interpretata da Jude Law.

Tra i possibili personaggi, è stato tirato in ballo anche Hagrid, il mezzogigante guardiacaccia, nonché Custode delle Chiavi e dei Luoghi ad Hogwarts, colui che rivela la verità sulla sua natura e sull’esistenza del Mondo Magico ad Harry. A tal proposito, Fogler ha detto: “Non sarebbe male un crossover con Hagrid. Sarebbe interessante. È di questo che si parla in giro? Onestamente non lo sapevo. Io ci ho sempre pensato, perché amo il personaggio. Chi non ama Hagrid?”

A quel punto l’attore ha esposto la sua teoria e parlato di come Hagrid potrebbe essere inserito all’interno del franchise di Animali Fantastici: “Magari la madre di Hagrid, Fridwulfa, potrebbe andare da Newt e dirgli: ‘Questo è mio figlio, puoi prenderti cura di lui?’. Ma Newt sarebbe un po’ troppo occupato. Allora verrebbe da me, che potrei rispondere: ‘Va bene. Mi prenderò cura di questo bambino gigante’.”

Parlando poi dell’atteso Animali Fantastici 3, le cui riprese partiranno ufficialmente il prossimo Ottobre dopo essere state rimandate a causa dell’emergenza Covid-19, Fogler ha aggiunto brevemente: “Il mio personaggio avrà sicuramente tanto da fare in questo nuovo film, e ne sono felicissimo. Tutta la storia punterà alla Seconda Guerra Mondiale.”

Animali Fantastici 3 risponderà ai misteri insoluti del precedente episodio?

Al momento la data di uscita di Animali Fantastici 3 è ancora fissata per Novembre 2021: non è chiaro se i continui ritardi nella produzione avranno effetti anche sull’uscita in sala. I crimini di Grindelwald si è concluso con diversi cliffhanger, inclusa la rivelazione che Credence Barebone (Ezra Miller) è in realtà Aurelius Dumbledore, il fratello perduto da tempo di Albus. Proprio per questo, i fan non vedono l’ora di scoprire in che modo la trama del terzo film risponderà ai misteri insoluti del precedente episodio.

Doctor Strange 2: anche i figli di Wanda e Visione nel film?

0
Doctor Strange 2: anche i figli di Wanda e Visione nel film?

Da quando i personaggi di Wanda e Visione sono diventati ufficialmente una coppia nel MCU, i fan hanno cominciato a chiedersi se i Marvel Studios avrebbero mai introdotto nell’universo condiviso i loro due figli, Billy e Tommy. In tal senso, le prime immagini ufficiali della serie WandaVision presenti all’interno dello spot trasmesso in occasione dello scorso SuperBowl, potrebbero aver rivelato più del dovuto sulla trama dello show.

Le immagini hanno confermato che, al di là dell’ambientazione da sit-com anni ’50, la serie con Elizabeth Olsen e Paul Bettany omaggerà anche altri celebri classici della tv americana. Inoltre, per una manciata di secondi, è possibile vedere i personaggi di Wanda e Visione di fronte a due culle: naturalmente, i fan hanno iniziato a speculare sulla presenza dei loro gemelli (nonché futuri Vendicatori) all’interno della serie.

È da tempo che ci parla del possibile debutto di Wiccan e Speed nel MCU, e adesso un nuovo rumor sembrerebbe confermare i piani dei Marvel Studios in relazione ai due gemelli. Secondo quanto riportato da Jeremy Conrad di MCU Cosmic (via The Direct), Wiccan e Speed appariranno in Doctor Strange in the Multiverse of Madness insieme allo Stregone Supremo e a Wanda Maximoff. Nello specifico, nel sequel appariranno le versioni ormai adulte dei personaggi che vedremo in WandaVision (che dovrebbero, comunque, apparire anche nella serie).

Con Doctor Strange 2 la Marvel preparerà il terreno per l’introduzione degli Young Avengers?

Naturalmente, non esiste ancora una conferma ufficiale e per adesso si tratta di un puro e semplice rumor. Tuttavia, è interessante notare come l’eventuale presenza dei personaggi di Wiccan e Speed nel sequel di Doctor Strange rappresenti un segnale forte – unito alla recente voce circa la presenza di America Chavez nel film – della volontà da parte dei Marvel Studios di preparare il terreno all’introduzione degli Young Avengers sul grande schermo. Inoltre, il fatto che in WandaVision potrebbero apparire sia le versioni bambine che le versioni adulte di Billy e Tommy sembra confermare che nella serie assisteremo a numerosi viaggi nel tempo.

Annunciato ufficialmente questa estate al Comic-Con di San Diego, Doctor Strange 2 vedrà Benedict Cumberbatch tornare nel ruolo di Stephen Strange. Diretto da Sam Raimi, il sequel vedrà anche Wanda Maximoff alias Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) assumere un ruolo da co-protagonista dopo WandaVision.

Secondo Collider, la produzione ha fatto già un passo in avanti assumendo lo sceneggiatore Jade Bartlett. Il suo ruolo non è stato ancora chiarito, visto che lo script dovrebbe essere firmato da Derrickson in persona e quindi Bartlett dovrebbe intervenire solo a limare il testo o magari a scrivere a quattro mani con il regista.

Il primo film su Doctor Strange è uscito nel 2016 e ha raccontato la nascita dell’eroe, dall’incidente di Stepehn Strange fino al confronto con Dormammu. Nel film c’erano anche Benedict Wong, Tilda Swinton Chiwetel EjioforRachel McAdams non tornerà nei panni di Christine Palmer. Abbiamo rivisto Strange in Infinity War e in EndgameDoctor Strange in the Multiverse of Madness arriverà al cinema il 25 marzo 2022.

Mission Impossible 7: una foto incredibile dal set. Al via le riprese

0

È stato battuto il primo ciak di Mission Impossible 7 e Christopher McQuarrie, regista che torna al franchise alla sua proficua collaborazione con Tom Cruise ha condiviso, direttamente dal set del film, una suggestiva immagine di quello che ci aspetta da questa nuova avventura di Ethan Hunt.

Naturalmente stiamo parlando della ripresa delle riprese (perdonate il gioco di parole) successiva al lockdown e alla pausa forzata. Di seguito l’immagine molto suggestiva dal set, che preannuncia grandi stunt per il nostro inossidabile Tom Cruise.

https://www.instagram.com/p/CEzSnUzjFAx/?utm_source=ig_embed

Nei prossimi due capitoli della saga di Mission ImpossibleTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai Morales (Ozark). Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 19 novembre 2021 e il 4 novembre 2022.

Scarlett Johansson e il destino di Nat in Endgame: “Non è stato uno shock”

0

Sappiamo ormai da diverso tempo che Black Widow con Scarlett Johansson sarà ambientato tra gli eventi di Captain America: Civil War e Avengers: Infinity War. Tuttavia, nonostante il dettaglio fosse ben noto ancor prima dell’arrivo nelle sale di Avengers: Endgame, la morte di Natasha Romanoff nel cinecomic di Anthony e Joe Russo è stata ugualmente scioccante.

Black Widow dovrebbe raccontare non soltanto delle origini di Natasha e del suo passato primi di unirsi ai Vendicatori, ma dovrebbe servire anche come passaggio di testimone per il personaggio di Yelena Belova interpretato da Florence Pugh, che dovrebbe diventare a tutti gli effetti la nuova Vedova Nera. In attesa dell’arrivo del film nelle sale (si spera il prossimo Novembre), è stata proprio Scarlett Johansson ha rivelare in una recente intervista con Digital Spy come ha appreso dello scioccante destino di Black Widow nell’ensemble movie del 2019.

Kevin Feige mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Guarda, ovviamente siamo in un momento in cui ci saranno grandi sacrifici e grandi perdite’. Lo avevamo previsto tutti. Quindi non sembrava una cosa fuori contesto o slegata dai personaggi”, ha spiegato Johansson. “Per certi versi aveva senso per me, credo, anche se ero comunque triste all’idea. Ma dopo aver riattaccato il telefono ricordo di aver pensato, ‘Ok, immagino che toccherà a me’.”

Scarlett Johansson sulla morte di Nat in Endgame: “Mi ci è voluto un po’ per elaborare la cosa”

“Mi ci è voluto un po’ per elaborare la cosa”, ha concluso l’attrice. “È stata certamente una notizia dolceamara, ma non è stato uno shock”. Anche se Johansson era preparata a quello che sarebbe accaduto a Nat, per i fan è stato comunque uno shock assistere al destino di uno dei sei Vendicatori originali. Dopo la morte di Tony Stark e Natasha Romanoff e il ritiro a vita privata di Steve Rogers, i membri ancora attivi degli Avengers originali sono soltanto tre: Thor, Hulk e Occhio di Falco. Tuttavia, con Clint Barton che sta per consegnare il suo arco a Kate Bishop, Jane Foster che si prepara a brandire il Mjolnir e l’arrivo di She-Hulk, è probabile che i fan dovranno prepararsi a dire addio all’intera formazione originale molto presto.

La regia di Black Widow è stata affidata a Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett Johansson ci saranno anche David HarbourFlorence Pugh e Rachel Weisz.

In Black Widow, quando sorgerà una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni prima che diventasse un membro degli Avengers.

Venezia 77, oggi Never Gonna Snow Again in concorso

Venezia 77, oggi Never Gonna Snow Again in concorso

Arriva domani, lunedì 7 settembre, alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in concorso nella selezione ufficiale Venezia 77, Never Gonna Snow Again, il film diretto dai visionari e pluripremiati Malgorzata Szumowska e Michal Englert e interpretato da Alec Utgoff, (attore ucraino naturalizzato inglese conosciuto a Hollywood e dintorni per vari ruoli tra cui l’ultimo nella serie TV Stranger Things) qui nei panni di un magico massaggiatore del corpo e dell’anima.

Un massaggiatore entra nelle case e nelle vite dei cittadini di un ricco quartiere residenziale, i cui abitanti, a dispetto della loro ricchezza, trasudano tristezza interiore e desiderio. Le mani del misterioso nuovo arrivato hanno proprietà curative, i suoi occhi penetrano le loro anime. Alle loro orecchie, il suo accento russo suona come una melodia del passato, un ricordo di un’infanzia più sicura e protetta. Zhenia, questo è il suo nome, cambierà le loro vite.

Never Gonna Snow Again, che è già stato scelto come film per rappresentare la Polonia ai prossimi Oscar 2021, sarà nelle sale italiane prossimamente con I Wonder Pictures

Never Gonna Snow Again, la trama

Un massaggiatore dell’Est fa il suo ingresso nella vita dei facoltosi abitanti di una comunità scialba e inaccessibile, i quali, a dispetto della loro ricchezza, trasudano tristezza interiore e desiderio. Le mani del misterioso nuovo arrivato hanno proprietà curative, i suoi occhi penetrano le loro anime. Alle loro orecchie, il suo accento russo suona come una melodia del passato, un ricordo di un’infanzia più sicura e protetta. Zhenia, questo è il suo nome, cambierà le loro vite.

Il commento del regista

La parola “neve” può assumere svariati significati ed evocare molteplici emozioni. Se da un lato può essere un elemento pervasivo e pericoloso, dall’altro è fonte di sicurezza e conforto, una coperta che ci riporta alle favole dell’infanzia. Oggi, viene associata alla distruzione del clima del pianeta per mano dell’uomo e, di conseguenza, alla sua lenta sparizione dalla nostra vita. I protagonisti sono concentrati su un piccolo mondo rassicurante, che danno per scontato. Tuttavia, dietro le apparenze, sono alla ricerca di una dimensione più spirituale. I personaggi bramano il contatto, l’intimità, il sesso, la comprensione, la libertà. Finanziariamente ricchi e spiritualmente poveri, sono sopraffatti da una brama inconscia. Proiettano le proprie fantasie su uno sconosciuto che, dopo essere entrato nelle loro vite, agisce come uno specchio. È difficile dire se questa esperienza sia reale o un’illusione. La foresta magica nella quale si trovano con lo sconosciuto è puramente frutto della loro immaginazione, oppure esiste veramente? Il film è avvolto da un’aura di mistero. Vorremmo incoraggiare il pubblico a riflettere sulle condizioni attuali dell’Europa. Il nostro obiettivo è suscitare una serie di domande, sottili, all’insegna dell’umorismo, senza alcun preconcetto da parte nostra.