Netflix ha rivelato il trailer del prossimo film di
Ron Howard, Hillbilly Elegy, un
adattamento del libro di memorie dell’autore J.D. Vance. Il libro è
uscito nel 2016, e si concentra sulle esperienze e sulla storia
della crescita di Vance a Middletown, Ohio. Vance ha raccontato la
lotta della sua famiglia contro la povertà e lo sfruttamento. Per
portare in vita questa complessa storia di famiglia, Howard si è
affidato ad alcune delle più grandi interpreti contemporanee,
Glenn Close e Amy
Adams.
Il trailer di Hillbilly
Elegy, pubblicato da Netflix, racconta dei personaggi di
Glenn Close e Amy Adams, madre e
figlia, che si scontrano per crescere la loro famiglia
multi-generazionale anche se il film è raccontato dalla prospettiva
di Vance (interpretato da Gabriel Basso). Ex
marine americano e studente di legge di Yale, Vance è costretto a
tornare a casa per affrontare una crisi familiare.
Prima di scegliere Julian
McMahon per il ruolo, i produttori di I Fantastici
Quattro avevano pensato a Nicolas Cage per interpretare il
classico cattivo Marvel, dottor Destino. Distribuito
nel 2005, il film ha visto Ioan Gruffudd nei panni
di Reed Richards, Jessica Alba nei panni di Sue
Storm, Chris Evans, prima che diventasse
Captain America, nei panni di Johnny Storm e Michael
Chiklis in quelli di Ben Grimm. Diretto da Tim Story, il
film era una storia di origine per il team di supereroi e li ha
visti affrontare il Dr. Destino di McMahon. Il film non ha avuto
successo di critica, ma è stato un successo al botteghino e ha
generato un sequel, I Fantastici Quattro e Silver Surfer.
McMahon ha interpretato una versione
abbastanza naif del classico cattivo della Marvel, ma al netto
della sceneggiatura molto debole, ha dato senso al personaggio. Il
problema era che la scrittura e la trama hanno portato a un terzo
atto che non ha entusiasmato molto e, nonostante sia sopravvissuto
agli eventi del film, non è tornato per il sequel del 2007. Toby
Kebbel ha interpretato il personaggio nel riavvio del 2015, ma ha
avuto a che fare con uno script ancora peggiore, con il film che è
stato un vero disastro (senza star qui ad indagarne le cause).
Il concept artist Ryan
Unicomb, che sta anche producendo un documentario sul
film cancellato di George Miller dedicato alla Justice League, ha recentemente rivelato su
Instagram che McMahon non è stata la prima scelta per interpretare
il personaggio nel 2005. Secondo Unicomb, Nicolas
Cage è stato contattato per interpretare il personaggio,
ai tempi in cui sarebbe stato una versione molto diversa, con
braccia biomeccaniche senza pelle e un viso ispirato al trucco di
scena di Marilyn Manson. Chiaramente, Cage non ha accettato il
ruolo, e il resto è storia. Ecco cosa ha dichiarato Unicomb:
Prima che Julian McMahon
accettasse il ruolo, Nicholas Cage era stato scelto come per
interpretare il Dottor Destino nel film dei Fantastici Quattro. Il
team di produzione ha deciso di avvicinarsi a Cage dopo che un
concept artist aveva usato le sembianze del cantante Marilyn Manson
per alcuni dei loro lavori. A quel tempo, il progetto era
notevolmente più oscuro e l’aspetto di Destino era avviato su un
binario del film vietato. Questo ovviamente non ha mai funzionato,
ma comunque era un approccio interessante.
Kitbag si
concentrerà sulle origini di Napoleone e sul suo rapporto instabile
con sua moglie Giuseppina. Condusse campagne militari durante le
guerre rivoluzionarie francesi e fu imperatore della Francia dal
1804 al 1814, guidando il paese in una serie di battaglie prima di
essere sconfitto a Waterloo. Fu esiliato prima all’isola d’Elba e
poi nell’isola di Sant’Elena, dove morì nel 1821 all’età di 51
anni.
Il titolo del film deriva dal detto
“C’è la staffa di un generale nascosta
nella valigia di ogni soldato”, stando a quanto riporta
Deadline, che per primo ha dato la notizia.
Kitbag è nelle prime fasi di pianificazione e sarà
girato nei 20th Century Studios della Disney. Il progetto sarà
diretto e prodotto da Scott attraverso la sua società di produzione
Scott Free con Kevin Walsh produttore. Scott ha
contattato lo sceneggiatore David Scarpa per
scrivere la sceneggiatura. Scarpa e Scott hanno già collaborato al
thriller poliziesco del 2017 Tutti i soldi del mondo, reso
tristemente noto dalla cancellazione di Kevin
Spacey dal film, a seguito delle accuse di molestie.
All’inizio del lockdown, il 18
marzo, Gal
Gadot ha pubblicato sul suo account Instagram una
specie di
video challenge in cui lei, insieme a molti altri vip,
cantavano tutti insieme Image di John
Lennon. Sebbene fosse un gesto chiaramente innocuo e
volto a portare un po’ di bellezza e conforto in un mondo sull’orlo
del baratro, l’attrice si è comunque trovata a doversi difendere da
chi la accusava di aver compiuto un gesto inutile, di fronte alla
sofferenza del mondo.
Nel video compaiono moltissimi amici
e colleghi di Gadot, da Jimmy Fallon, Kristen Wiig
a Natalie Portman, e ora, parlando
con Vanity Fair,
Gal Gadot ha difeso il video e le motivazioni
dietro di esso:
<<A volte, sai, provi a
fare una buona azione e non è solo la giusta buona azione. Non
avevo altro che buone intenzioni e le mie motivazioni venivano dai
migliori propositi. Ho iniziato con alcuni amici e poi ho parlato
con Kristen [Wiig]. Kristen è il sindaco di Hollywood. Tutti la
amano e ha portato un sacco di persone nel video. Ma sì, l’ho
iniziato io, e posso solo dire che volevo fare qualcosa di buono e
puro.>>
L’attrice è protagonista in questi
giorni della cover di Vanity Fair, dove tra le
altre cose parla anche del suo prossimo Wonder Woman
1984, che ha subito parecchi rinvii a causa della
pandemia.
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America e il
14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal produttore
Charles Roven un sequel “inusuale“, che poterà in
scena lo stesso personaggio grazie al lavoro dello stesso team
creativo e che seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i
fan non dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).
Arriverà il 25 dicembre 2020 su
Disney+ il nuovo
lungometraggio d’animazione Disney e Pixar Soul. Il film diretto
da Pete Docter e prodotto da Dana
Murray accompagnerà il pubblico in un viaggio inaspettato
dalle strade di New York all’immensità di regni cosmici mai visti
prima e nell’immaginario “You Seminar”, un luogo fantastico in cui
tutti scoprono la propria personalità e unicità!
Nella versione originale del film,
il cast di voci comprende Jamie
Foxx, che presta la voce a Joe
Gardner, insegnante di musica di scuola media la cui vera
passione è suonare il jazz, e Tina Fey che
interpreta 22, un’anima ancora in formazione che per uno strano
scherzo del destino incontra Joe quando quest’ultimo si ritrova
accidentalmente allo “You Seminar”. Insieme, i due cercheranno di
trovare un modo per far tornare Joe sulla Terra, scoprendo davvero
cosa significhi avere una personalità e un’anima.
Il musicista rinomato in tutto il
mondo Jon Batiste scriverà alcune composizioni jazz originali per
il film e i vincitori dell’Oscar® Trent Reznor e Atticus
Ross (The Social
Network) della band Nine Inch Nails scriveranno
una colonna sonora originale che oscillerà tra il mondo reale e
quello delle anime.
Jurassic World:
Dominion potrebbe fare giustizia e regalare al dottor Alan
Grant la conclusione degno del suo arco narrativo, in merito alla
sottot-trama romantica che abbiamo visto svilupparsi in Jurassic
Park.
Mentre Il Regno
Distrutto non ha dato molto spazio al cameo di
Jeff Goldblum, questo terzo film vedrà il cast
originale comparire in vesti importanti, con Laura
Dern e Sam
Neill che si uniscono al cast e tornano ad
interpretare Alan Grant e Ellie Sattler, insieme a Ian Malcom.
Oltre ad avere dei ruoli principali,
i protagonisti del film originale avranno finalmente una
conclusione degna della loro storia romantica che nel primo film
era accennata. Questa storia potrebbe rendere giustizia al
personaggio di Alan Grant e al suo ritorno nel finale di
Jurassic Park III.
McKay scriverà e dirigerà
Don’t Look Up, che segue due astronomi di basso
livello che intraprendono un tour mediatico per avvertire l’umanità
di un imminente asteroide che potrebbe distruggere il pianeta.
Lawrence e DiCaprio dovrebbero interpretare i due astronomi, ma
Netflix non lo conferma. Le riprese del film dovrebbero iniziare
prima della fine dell’anno.
DiCaprio reciterà a breve anche
nell’adattamento di Martin Scorsese, Killers of the Flower
Moon. Il prossimo film di Meryl Streep è un altro film Netflix,
The Prom di Ryan
Murphy, insieme alla commedia HBO
Max di Steven Soderbergh Let Them All Talk.
Chalamet, che in precedenza aveva già recitato con Streep nel
remake di Piccole donne di Greta Gerwig, sarà protagonista di
Dune, The French Dispatch e il
biopic su Bob Dylan di James Mangold Going
Electric. Patel, che ha visto il suo successo esplodere
con la commedia romantica musicale della Universal Yesterday, è apparso di recente in Tenet di Christopher Nolan.
Il film più recente di McKay,
Vice, un pungente film biografico sull’ex
vicepresidente Dick Cheney, è stato nominato per otto Oscar,
incluso quello per il miglior film. McKay ha vinto un Academy Award
per La Grande Scommessa del 2015, aggiudicandosi
il premio per la sceneggiatura adattata.
Dopo il successo del suo primo film
americano, La ricerca della
felicità, il regista italiano Gabriele
Muccino realizza un nuovo lungometraggio originale
basato sulla sceneggiatura di Grant Nieporte e
intitolato Sette anime. Per realizzarlo
si avvale nuovamente della presenza di Will
Smith, con il quale aveva già collaborato per il
precedente titolo. Uscito in sala nel 2008, il film si è affermato
un grande successo per la sua vicenda struggente, all’interno della
quale si ritrova non solo una passionale storia d’amore, ma anche
tematiche come la donazione di organi e il senso di colpa umano.
Tutti elementi che hanno permesso a Muccino di riaffermare le
proprie doti anche al di fuori del panorama italiano.
Prima delle sua uscita il film è a
lungo stato tenuto avvolto dal mistero. Nessun dettaglio è infatti
stato rilasciato circa la trama, e il solo titolo di per sé era
fonte di grande curiosità da parte dei fan. In molti hanno
sottolineato come il titolo (in originale Seven Pounds),
potesse essere un riferimento all’opera Il mercante di
Venezia di William Shakespeare, dove «a pound of
flesh» (una libra di carne umana) per saldare il credito
dovutogli. Tale riferimento è stato poi confermato dal regista e
dai produttori, affermando che molta della storia del film proviene
proprio da quel celebre concetto.
Al momento dell’uscita in sala il
film si è poi affermato come un grande successo di pubblico, ed a
fronte di un budget di circa 54 milioni di dollari è arrivato ad
incassarne oltre 168 in tutto il mondo. Sette anime non ha
ripetuto le grandi cifre ottenute dal precedente film di Muccino e
Smith, ma si è comunque affermato come un ottimo risultato a
livello internazionale. Non particolarmente positivi sono però
stati i pareri della critica, che hanno sottolineato le diverse
ingenuità del film. Messe da parte queste, però, il film ha
affascinato proprio per le grandi emozioni messe in gioco, e ancora
oggi non manca di attrarre i tanti fan del celebre attore
statunitense.
Sette anime: la trama del film
Protagonista del film è Tim Thomas,
brillante ingegnere aerospaziale la cui vita viene improvvisamente
cambiata per sempre da un tragico evento. Per via di una
distrazione al volante, infatti, l’uomo causa un tragico incidente
stradale nel quale perdono la vita sette persone, tra cui sua
moglie Sarah. Ad un anno di distanza dall’accaduto, Tim è un uomo
completamente distrutto. La sua vita non è più come prima, ed egli
è alla ricerca di un nuovo scopo. Licenziatosi dal suo lavoro,
trova occasione di redenzione nella possibilità di aiutare tante
persone quante quelle che ha involontariamente ucciso. È così che
inizia a donare parti di sé, dei suoi organi, a bisognosi che senza
un trapianto rischierebbero di non sopravvivere.
Dopo le prime cinque donazioni, Tim
è ora alla ricerca di due persone meritevoli a cui donare le parti
più importanti di sé. Individua queste in Ezra Turner, che lavora
presso un call center, ed Emily Posa, una giovane artigiana che
stampa biglietti d’auguri. Il primo è non vedente, e a lui Tim
decide di donare le sue cornee. La seconda, Emily, vive invece una
difficile esistenza a causa di una malformazione cardiaca, ed ha
bisogno quanto prima di un trapianto di cuore. A lei Tim sceglie di
donare questa parte di sé. Le cose si fanno però per lui più
complicate nel momento in cui inizia a passare diverso tempo con
lei, finendo con l’innamorarsene. Il tempo a disposizione per Emily
non è però molto, e Tim sarà costretto a prendere una dolorosa
decisione.
Sette anime: il cast del film
Come anticipato, ad interpretare il
ruolo del protagonista è l’attore Will
Smith. Venuto a conoscenza del progetto, egli si
dichiarò da subito attratto dal personaggio di Tim Thomas,
specialmente perché questo era diverso da qualunque altro ruolo
precedentemente interpretato. Una volta ottenuta la parte, l’attore
iniziò subito a lavorare sul carattere di questo, costruendolo come
un uomo introverso e silenzioso. Smith raccontò anche di quanto sia
stato difficile gestire un personaggio con un carico emotivo così
forte. Per dar vita a questo, egli si è inoltre trovato a dover
girare anche le sue prime scene di sesso. Particolarmente nervoso a
riguardo, Smith ha raccontato di aver portato con sé sua moglie,
Jada Pinkett
Smith, sul set, così da sentirsi più tranquillo.
Ad interpretare la protagonista
femminile Emily Posa, invece, è l’attrice Rosario
Dawson. Questa aveva già lavorato con Smith in Men
in Black II, e si era fatta notare anche grazie ai titoli
Sin City e Grindhouse – A prova di morte. Del
film, la sua è stata l’interpretazione più apprezzata dalla
critica, la quale ha descritto la sua performance come
particolarmente amabile. Il candidato all’Oscar Woody
Harrelson interpreta invece il non vedente Ezra, un
ruolo tanto delicato quanto affascinante. Nel film si ritrovano poi
anche Michael Ealy, nel ruolo di Ben Thomas,
fratello di Tim, e l’attrice Octavia
Spencer, che interpreta invece Kate, l’infermiera che
si occupa di Emily.
Sette anime: il trailer e dove
vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o per
chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Sette anime è
infatti presente su Rakuten TV, Chili Cinema, Google
Play,Apple iTunes, Netflix, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per
poter usufruire del film, sarà necessario sottoscrivere un
abbonamento generale o noleggiare il singolo film. In questo modo
sarà poi possibile vedere il titolo in tutta comodità e al meglio
della qualità video, senza limiti di tempo. Il film è inoltre in
programma in televisione per mercoledì 14ottobre alle
ore 21:30 sul canale
TV8.
Ecco il trailer di Monster
Hunter che ripropone la coppia (anche nella vita)
Paul W.S. Anderson + Milla Jovovich, dopo la saga di
Resident Evil. Il film arriverà il prossimo 3
dicembre in sala.
Nella nuova trama estesa si legge:
“Dietro il nostro mondo, ce n’è un altro: un mondo fatto di
mostri pericolosi e potenti che governano il loro dominio con
ferocia mortale. Quando un’inaspettata tempesta di sabbia trasporta
il tenente Artemis (Milla Jovovich) e la sua unità (TI Harris,
Meagan Good, Diego Boneta) in un nuovo mondo, i soldati restano
scioccati nello scoprire che questo ambiente ostile e sconosciuto
ospita mostri enormi e terrificanti, immuni alle loro armi da
fuoco.”
E ancora: “Nella loro disperata
battaglia per la sopravvivenza, l’unità incontra il misterioso
Hunter (Tony Jaa), le cui abilità uniche gli permettono di stare un
passo avanti rispetto alle potenti creature. Mentre Artemis e
Hunter iniziano a fidarsi l’una dell’altro, il tenente scopre che
l’unità fa parte di un squadra guidata dall’Ammiraglio (Ron
Perlman). Di fronte ad un pericolo così grande che potrebbe
minacciare di distruggere il loro mondo, i coraggiosi guerrieri
uniscono le forze per la resa dei conti finale.”
Tutto quello che sappiamo su
Monster Hunter
Monster
Hunter è l’adattamento dell’omonimo videogioco
sviluppato da Capcom. Il film, scritto e diretto da Paul
W.S. Anderson (regista della saga
di Resident
Evil), annovera nel cast Milla
Jovovich, Tony Jaa, T.I., Ron Perlman, Meagan
Good e Diego Boneta. L’uscita
nelle sale americane è fissata per il 23 aprile 2021.
Ecco il trailer di I’m your
woman, il nuovo film Amazon Studios che
sarà distribuito negli USA da 4 dicembre e che arriverà su
Amazon Prime Video dall’11 Dicembre.
Diretto da Julia Hart e da lei scritto con
Jordan Horowitz, il film è prodotto da Rachel Brosnahan che è anche la protagonista.
Con lei Arinzé Kene, Marsha Stephanie Blake, Bill Heck,
Frankie Faison.
La trama di I’m your woman
I’m your woman è
ambientato negli anni Settanta, e racconta di una donna costretta
alla fuga quando il marito tradisce il suo socio, costringendo lei
e il suo bambino ad un viaggio pericoloso.
EST – Dittatura Last Minute è un originale
road-movie ambientato nel 1989 alla vigilia della caduta del
muro, tratto da una storia vera e girato tra il Cesenate e la
Romania. Il film è scritto e diretto da Antonio Pisu (che
ritorna alla regia dopo la sua opera prima Nobili Bugie) e
prodotto da Genoma Films diPaolo Rossi Pisu, e in
collaborazione con Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi, autori del
libro “Addio Ceausescu” da cui è tratta la
sceneggiatura.
La storia nasce appunto da un’idea
degli stessi Maurizio Paganelli e Andrea Riceputi che nel 1989,
giovani ventiquattrenni dal grande entusiasmo, intrapresero con un
amico il viaggio raccontato nel film. Il ruolo del protagonista è
affidato a Lodo Guenzi – voce e chitarra de Lo Stato Sociale
nonché diplomato all’accademia di Arte Drammatica Nico Pepe – che
con il film
EST – Dittatura Last Minute fa il suo esordio sul
grande schermo. Al suo fianco gli altri due attori esordienti
Matteo Gatta e Jacopo Costantini. Il film è stato
realizzato con il sostegno della Regione Emilia Romagna.
Dopo essere stato presentato a
l’Isola di Edipo come film di apertura della Sezione non
competitiva “Notti Veneziane – L’Isola degli Autori” alla selezione
delle Giornate degli Autori nell’ambito della 77a Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, evento che ha
avuto come ospite d’onore il noto regista Oliver Stone che
ha speso parole di elogio per il film, Genoma Films è
lieta di annunciare che distribuirà a partire dal 5 novembre
il nuovo progetto cinematografico Il nuovo film di Antonio
Pisu dal titolo EST –Dittatura Last
Minute, che fa seguito al successo produttivo, di critica e
di pubblico ottenuto nel 2018 con la black comedy in costume
Nobili Bugie.
Arriva da
The Direct un nuovo rumor – chiaramente non confermato –
relativo ai molteplici personaggi che vedremo in Black
Adam, il cinecomic con Dwayne
Johnson che purtroppo non ha ancora una
data di uscita ufficiale (inizialmente sarebbe dovuto arrivare
nelle sale il 22 Dicembre 2021).
Secondo quanto riportato dalla
fonte, nel film dovrebbe fare il suo debutto anche
Eclipso, il personaggio che nei
fumetti è stato usato per aiutare ad imprigionare l’antieroe del
titolo migliaia di anni fa. Si tratta di un supercriminale
relativamente oscuro dei fumetti, nonché il potente stregone che ha
causato molti problemi alla Justice Society of America, in quanto
tra i loro antagonisti principali. È possibile che questa versione
sia stata un alleato – volente o nolente – per The Wizard, figura
cruciale nell’imprigionamento di Black
Adam.
Avrebbe quindi senso se il
personaggio dovesse davvero essere incluso nel film, proprio per
affrontare l’antieroe e la JSA. Inoltre, i concept art del film
condivisi durante il DC Fan-Dome ha anticipato il Cuore
dell’Oscurità, l’antica reliquia a cui era legato Eclipso. Quindi,
è possibile che Adam fosse lì con lui e che quando scappa, viene
seguito da Eclipso.
Tutto quello che sappiamo su Black
Adam
Black
Adam, affidato alla regia di Jaume
Collet-Serra(Orphan, Paradise Beach – Dentro
l’incubo), arriverà nelle sale il 22 Dicembre 2021. Il
progetto originale della Warner Bros. su Shazam! aveva
previsto l’epico scontro tra il supereroe e la sua
nemesi, Black
Adam, una soluzione esclusa dalla sceneggiatura per
dedicarsi con più attenzione al protagonista e alla
sua origin story. E come annunciato nei mesi
scorsi, i piani per portare al cinema uno standalone
con Dwayne
Johnson sono ancora vivi, e a quanto pare il film
dovrebbe ispirarsi ai lavori di Geoff Johns dei primi
anni duemila.
“Questo progetto ha comportato
dei rischi, ed è stato una sfida. Anni fa volevamo introdurre due
origin story in un’unica sceneggiatura, e chi conosce i fumetti e
la mitologia dei fumetti saprà che Shazam è collegato
a Black
Adam“, aveva raccontato l’attore in un
video. “Questo personaggio è un antieroe, o villain, e non
vedo l’ora di interpretarlo. Stiamo sviluppando il progetto che è
nel mio DNA da oltre dieci anni. Dovremmo iniziare a girare in un
anno e non potrei essere più eccitato all’idea.”
Si intitola
Nocturne il quarto e ultimo film della nuova serie
tematica di Jason
Blum che il famoso produttore ha realizzato con la sua
casa di produzione insieme ad Amazon Studios. Welcome to the Blumhouse è il titolo del
progetto che consta di quattro film, tutti thriller e tutti
realizzati da talenti emergenti che si avvalgono del sostegno della
realtà produttiva sempre più vincente e della piattaforma Amazon Prime Video.
La storia è quella di una timida
studentessa di musica, talentuosa ma ancora acerba, che inizia a
superare in bravura e successo la sua gemella nel momento in cui
mette le mani su un quaderno di studio una volta appartenuto a un
altro studente, da poco deceduto. Nocturne si ambienta nei corridoi
pervasi da veloci note di pianoforte della scuola dove studia la
giovane protagonista, ma piano piano comincerà ad invadere anche
gli anfratti inconsci della sua mente, portandola lentamente alla
pazzia.
La recensione di Nocturne
Scritto e diretto da Zu
Quirke, anche questo progetto di Welcome to the
Blumhouse lavora sugli archetipi del genere horror. Il
doppio, la competizione, l’oggetto misterioso, la maledizione, un
giovane deceduto, una protagonista timida ma piena di vita e
volontà, ogni elemento si posizione al posto giusto, ma soprattutto
nell’ambiente gusto. La scuola di musica, che ricorda molto, più
per atmosfere che per effettivi paragoni diretti, la scuola di
ballo di Suspiria, è l’ambiente perfetto in cui sviluppare il
morboso talento di Juliet, che piano piano scala la vetta e supera
la sorella gemella, molto simile nei tratti (impressionante la
somiglianza tra Sydney Sweeney e Madison Iseman) ma
completamente diversa per carattere e temperamento.
Lo spunto orrorifico più importante
è rappresentato dalla leggenda esoterica alle spalle del
componimento protagonista della storia, Il trillo del
diavolo, di Giuseppe Tartini, che
entrambe le sorelle decidono di eseguire all’esame di ammissione
alla scuola di musica. Solo che Juliet lo eseguirà studiando sugli
appunti misteriosi che generano in lei un cambiamento, il
perturbante sentimento di rintracciare qualcosa di sconosciuto
dentro ad una realtà o in una persona che invece pensiamo di
conoscere bene, la trasformazione del familiare in qualcosa di
ignoto e che, non sappiamo perché, ci genera inquietudine.
A portare sulle spalle il film è la
bravissima Sydney Sweeney, già vista in
Euphoria. Qui, la giovane attrice rinuncia
all’aspetto glamour e sensuale che l’aveva caratterizzata nella
premiata serie HBO e si concentra su un ruolo molto diverso ma
interpretato con altrettanta capacità.
Nocturne di
Zu Quirke si basa su tutti gli archetipi del
genere, dosa bene la tensione, sfrutta con intelligenza le location
ed offre intrattenimento di buona qualità. Dal 13 ottobre su Amazon
Prime Video.
Spider-Man 3 sembra avere tutte le
caratteristiche di una versione live action dello Spider-Verse.
Proprio per questo, ci sono alcune trame legate ai franchise di
Spider-Man di Sam Raimi e di The Amazing Spider-Man di Marc Webb che il cinecomic
Sony ambientato nel MCU potrebbe “sistemare”, come
suggerito da
ComicBookMovie.
Green Goblin
Nonostante sia stato ucciso
dal suo stesso aliante in Spider-Man del 2002, Norman Osborn è rimasto una
presenza ricorrente nella trilogia di Sam Raimi. È stato difficile
sfuggire alla sensazione che il regista stesse progettando di
resuscitare Green Goblin come già i fumetti avevano fatto anni
prima.
Willem Dafoe potrebbe tornare nei panni di
questo iconico cattivo nell’universo cinematografico Marvel?
Sarebbe una mossa interessante da parte dei Marvel Studios
intraprendere questa strada. Rivelare che Green Goblin è colui che
tira le fila nell’ombra è un espediente narrativo che non manca mai
di funzionare.
La morte di Gwen Stacy
Alla fine di
The Amazing Spider-Man 2, Gwen Stacy muore, nonostante il
tentativo di salvarla da parte dell’arrampicamuri. Peter Parker
porterà per sempre il peso di quanto accaduto sulle sue spalle,
anche in considerazione del fatto che il padre di Gwen, il capitano
George Stacy, aveva implorato l’eroe di lasciare sua figlia ai fini
di proteggerla.
Ovviamente, proprio come Spidey lo
ha ignorato in The Amazing Spider-Man, anche il sequel si è
concluso con Peter che tornava all’azione senza conseguenze reali
per le sue azioni. Se dovesse tornare nel film ambientato nel MCU,
allora avrebbe perfettamente senso affrontare le conseguenze della
morte di Gwen e l’impatto psicologico che ha avuto su Spider-Man
negli anni seguenti.
La relazione tra Peter e Mary Jane
Parlando di
storie d’amore, sarebbe fantastico vedere cosa ne è stato delle
versioni di Peter Parker e Mary Jane Watson dell’universo dell’Uomo
Ragno di Raimi dopo che sembravano finalmente aver trovato il loro
lieto fine in
Spider-Man 3. L’ultima volta che li abbiamo
visti, stavano condividendo un ballo dopo la tragica scomparsa di
Harry Osborn, ma come si è evoluta poi la loro
relazione?
Sarebbe bello
pensare che si siano sposati e abbiano messo su famiglia, ma non
sempre tutto va come dovrebbe nella vita dell’eroe e potrebbero
esserci stati dei grandi ostacoli lungo la loro vita insieme.
Qualunque sia il caso, alcune informazioni su ciò che ne è stato di
questi due sarebbero ovviamente ben accette.
La storia mai raccontata
Ricordate quando The Amazing Spider-Man ci ha promesso “la storia
mai raccontata” dei superpoteri dell’Uomo Ragno? La maggior parte
di tutta questo aspetto narrativo è stata tagliata in sala di
montaggio, ma il succo era che il padre di Peter gli aveva
iniettato un siero segreto che il morso di ragno ha praticamente
attivato nel suo sistema. Da lì, il piano era che si collegasse a
Norman Osborn e alla Oscorp, ma l’idea è stata perlopiù abbandonata
e non siamo mai riusciti a scoprire cosa fosse davveroquesta
cosiddetta “storia mai raccontata”.
Con lo Spider-Man di Andrew Garfield che potrebbe tornare in
Spider-Man 3, un’esplorazione di come ciascuno degli eroi
abbia acquisito i propri poteri potrebbe essere illuminante in
molti modi diversi, con la Oscorp che potrebbe potenzialmente
figurare come il denominatore comune che lega insieme tutte e tre
le iterazioni.
Il Doctor Strange dell’universo di Spider-Man
Spider-Man
2 includeva alcuni riferimenti a Bleecker Street ed anche
una menzione diretta a Doctor Strange, quindi è chiaro che alcune
versioni dello Stregone Supremo esistano nello stesso mondo in cui
esistono varie iterazioni dell’arrampicampuri. Con lo Stephen
Strange del MCU destinato a svolgere un ruolo chiave in
Spider-Man 3 in arrivo nel 2021, un’avventura che
attraversa il Multiverso sembra un dato di fatto, così come l’eroe
che incontra la sua controparte da un altro mondo.
È difficile dire chi potrebbe
interpretare “quel” Doctor Strange, ma non si può negare che
sarebbe dannatamente bello per il Maestro delle Arti Mistiche
apprendere che c’è una versione di lui in ogni mondo che protegge
il Multiverso.
Doctor Octopus è sopravvissuto?
Spider-Man
2 sembrava aver mostrato in maniera abbastanza definitiva
la morte di Doctor Octopus, ma è sempre stato qualcosa con cui i
fan hanno faticato ad accettare, specialmente perché Otto Octavius
è stato un grande cattivo. Ci sono certamente diversi modi in cui
sarebbe potuto sopravvivere, con quelle sue braccia che
potenzialmente tornavano in vita e lo tiravano fuori
dall’acqua.
Di tutti i cattivi della trilogia di
Sam Raimi, Doc Ock sarebbe in cima a molte liste dei desideri per
chi dovrebbe tornare, quindi forse la Marvel può affrontare questo
problema riportandolo indietro e rivelando che Spidey ha passato
anni a combattere uno dei suoi più grandi nemici. La sua morte
apparente non è necessariamente un filo della trama irrisolto, ma
potrebbe comunque esserlo in qualche modo!
L’uomo nell’ombra
L’Uomo
nell’Ombra è stato uno dei più grandi argomenti di discussione di
The Amazing Spider-Man, specialmente dopo che
sembrava teletrasportarsi dentro e fuori dalla cella della prigione
del dottor Curt Connors per interrogare Lizard su ciò che aveva
detto a Peter Parker in merito ai suoi genitori (un filo della
trama che, come abbiamo detto, non ha funzionato).
Più tardi, avremmo
appreso che Gustav Fiers stava lavorando per Norman Osborn e che
era disposto ad aiutare Harry nella sua ricerca per assemblare i
Sinistri Sei e uccidere Spider-Man per il suo sangue geneticamente
modificato. Purtroppo, Michael Massee è morto alcuni anni fa, ma ci
sono altri modi in cui il ruolo di questo personaggio nello
Spider-Verse potrebbe essere affrontato. Forse potrebbe essere una
sorta di entità demoniaca o mistica?
Bruce Campbell era davvero Mysterio?
Bruce
Campbell è apparso nelle vesti di diversi personaggi in ciascuno
dei film di
Spider-Man di Sam Raimi, mentre alcuni concept art
hanno rivelato che avrebbe dovuto interpretare Mysterio in
Spider-Man 4. Doveva solo
essere uno breve cameo, ma questo è qualcosa su cui i Marvel
Studios possono giocarci in
Spider-Man 3 (o, se necessario, in Doctor Strange in
the Multiverse of Madness).
Immaginate: Peter
arriva su una Terra diversa, si trova faccia a faccia con questo
Mysterio e lo abbatte pensando che sia il “suo” Quentin Beck, prima
di rendersi conto che è solo uno stupido che indossa un costume
ridicolo! Oltre a rivelarsi un momento da non perdere, sarebbe
sicuramente qualcosa che i fan del franchise
apprezzerebbero.
La testa mozzata di Norman Osborn
Si tratta di una scena
eliminata, ma il suddetto Gutav Friers doveva essere mostrato
mentre faceva rapporto alla testa mozzata di Norman Osborn – in un
barattolo – nei sotterranei della Oscorp. Il piano nel mai
realizzato The Amazing Spider-Man 3 era di creare un siero che
avrebbe resuscitato i morti, con George Stacy pronto a tornare,
insieme ad un Norman che presumiamo sarebbe stato un mostruoso
Green Goblin in piena regola.
Suona parecchio strano, ed qualcosa
che siamo contenti non sia diventato realtà. Nonostante ciò,
sarebbe sicuramente interessante fare luce su ciò che la Sony aveva
pianificato in origine, anche in un modo ironico che possa
sottolineare quanto sia stravagante questo universo.
L’ascesa dei Sinistri Sei
Alla fine di
The Amazing Spider-Man 2, abbiamo appreso che la
Oscorp aveva creato una serie di armi, tra cui un’enorme tuta da
Rhino (per qualche motivo, il simbionte Venom avvistato nei trailer
è stato tagliato). Quella scena aveva anticipato il film sui
Sinistri Sei a cui stava lavorando Drew Goddard: del team avrebbero
fatto parte Green Goblin e Rhino, einsieme a Doctor Octopus, Kraven
il Cacciatore, Avvoltoio e Mysterio.
Questo è uno dei più grandi misteri
irrisolti della più ampia trama dell’universo di Spider-Man. E se
Dane DeHaan fosse in trattative per tornare nei panni di Green
Goblin? E se finisse per assemblare una sorta di versione
interdimensionale della squadra?
Si intitola Evil
Eye il terzo film della nuova serie tematica di
Jason
Blum che il famoso produttore ha realizzato con la sua
casa di produzione insieme ad Amazon Studios. Welcome to the Blumhouse è il titolo del
progetto che consta di quattro film, tutti thriller e tutti
realizzati da talenti emergenti che si avvalgono del sostegno della
realtà produttiva sempre più vincente e della piattaforma Amazon Prime Video.
La storia racconta una storia
d’amore apparentemente perfetta, ma che presto si trasforma in un
incubo, quando la madre di lei si convince che il suo futuro genero
abbia connessioni oscure con il suo passato, un passato macabro e
inconfessabile.
Il film è stato diretto da
Elan e Rajeev Dassani, basato su uno spettacolo
audio di Madhuri Shekar, che ha anche contribuito
firmando la sceneggiatura. Nel cast del film compaiono la
sempre meravigliosa Sarita
Choudhury,Sunita Mani che interpreta la
ventinovenne protagonista e Omar Maskati, il
misterioso fidanzato perfetto che forse nasconde un segreto. Alla
produzione, per il progetto Welcome to the Blumhouse, Jason Blum si
è fatto affiancare da Priyanka Chopra, attrice sempre più lanciata
nel mondo delle imprese di moda e cinematografiche, che ha firmato
il film con la sua casa di produzione Purple Pebble Pictures.
Evil Eye, la
recensione
Evil Eye si basa
su una serie di archetipi del cinema dell’orrore che però non sono
sfruttati al meglio. La suspance, la sospensione dell’incredulità,
il dubbio, il mistero che dovrebbero aggirarsi intorno alla storia
principale vengono appianati con l’immediata chiarezza che ad oltre
metà film ci viene messa davanti da scene e dialoghi. In altre
parole il dubbio sulla natura della relazione romantica messa in
scena non viene costruito poco a poco, ma esplode d’improvviso e
allo stesso modo viene sciolto, lasciando che i giocatori giochino
a carte scoperte per tutto il resto del film.
Probabilmente l’intenzione non era
affatto di stupire, ma Evil Eye fallisce l’impresa
di intrattenere con gusto anche a fronte di mezzi essenziali e di
una storia che pure aveva degli spunti forti per una buona
costruzione della tensione. A questa regia acerba fa eco però un
cmparto di attori davvero splendidi. I volti, i tratti, le
tradizioni che il film racconta cominciano a sembrare familiari
anche ad un occhio occidentale. Il lavoro di rappresentazione e
inclusività etnica che il cinema principalmente indipendente sta
portando avanti da qualche anno comincia a diventare quella
normalizzazione auspicata di fronte a personaggi non caucasici.
Evil Eye paga il
prezzo di una regia poco attenta alla costruzione di atmosfere e
suspance e non si gioca bene gli assi che la storia poteva avere
nella manica.
A quanto pare, No Time to
Die presenterà una notevole differenze rispetto
ai precedenti capitoli della saga di James
Bond: la sequenza di apertura, infatti, non riguarderà l’agente
segreto più amato del grande schermo. Il 25esimo capitolo della
longeva saga di successo segnerà l’ultima volta che
Daniel Craig vestirà i panni dell’iconico 007.
Proprio per questo, i fan non vedo l’ora di scoprire in che modo
l’iterazione dell’attore britannico uscirà di scena, ma
sfortunatamente bisognerà attendere fino ad Aprile del 2021 per
scoprirlo (dal momento che il film, a causa della pandemia di
Covid-19, è stato di recente posticipato ancora una volta).
ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SULLA
TRAMA DI NO TIME TO DIE!
Già le premesse di No Time to Die sono
particolarmente interessanti: a quanto pare, infatti, nel film
vedremo che l’agente segreto ha abbandonato il suo incarico
speciale per intraprendere una vita tranquilla con Madeleine Swann,
il personaggio interpretato da Léa
Seydoux. Naturalmente, la sua pace non durerà a lungo:
un segreto dal passato di Madeleine, infatti, minaccia di rovinare
la loro storia; sebbene la natura di questo segreto non sia ancora
chiara, i fan sospettano che abbia qualcosa a che fare con il
villain mascherato del film, ossia Safin, interpretato dal premio
Oscar Rami Malek. A cementare ulteriormente
l’importanza del passato nascosto di Madeleine sarà l’inizio del
film, che a quanto pare si discosterà parecchio dalla tradizione di
Bond.
I fan della saga sanno benissimo che
ogni film inizia con un’adrenalinica sequenza d’azione che vede
protagonista proprio Bond. Tuttavia, in una nuova intervista che il
regista Cary Fukunaga ha rilasciato al
Wall Street Journal, è stato rivelato che No Time to Die romperà la tradizione e andrà
in una direzione alquanto diversa rispetto al passato. La sequenza
di apertura del film, infatti, sarà un esteso flashback
sull’infanzia di Madeleine. Sì, avete capito bene: No Time to Die non
si aprirà con una scena d’azione con protagonista 007.
Certamente, si tratta di una
deviazione narrativa interessante rispetto alla tradizionale
formula dei film di James Bond, che sottolinea non solo
l’importanza del personaggio di Madeleine ai fini della trama, ma
anche quanto i personaggi femminili siano andati incontro ad un
doveroso rinnovamento. Oltre a Madeleine, No Time to
Die presenterà infatti una 007 donna (Nomi,
interpretata da Lashana Lynch) e diverse potenti figure
femminili di supporto come Moneypenny (Naomi
Harris) e la new entry Paloma (Ana
de Armas). È proprio il caso di dirlo: questa volta,
le donne dell’universo di Bond saranno più forti che mai.
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Il racconto senza tempo de Il Mago di Oz sarà riletto dal punto di vista
di Toto, il cagnolino di Dorothy, suo compagno di avventure nel
mondo di Oz. Il romanzo di L. Frank Baum ha visto
nel 1939 il glorioso adattamento con
Judy Garland, e poi nel 1985 il sequel dark
Ritorno a Oz. Nel 2013, Sam Raimi
ha raccontato le origini del Mago, ne Il Grande e Potente
Oz, ma la versione dal punto di vista del cagnolino nero
mancava all’appello.
Un report di Deadline
riferisce che Alex Timbers, co-creatore di
Mozart in the Jungle, dirigerà il film che sarà a
sua volta basato su The Dog-Gone Amazing Story of the Wizard of
Oz di Michael Morpurgo. Il film sarà un
prodotto d’animazione in seno alla Warner Bros Animation e sarà un
musical con la sceneggiatura di John August, che
ha firmato Big Fish, La Sposa Cadavere, Charlie
e la Fabbrica di Cioccolato e, di recente, Aladdin.
Il film su Toto sarà il debutto alla
regia per Timber, che però nella sua lunga
carriera vanta prestigiose collaborazioni tra cui Moulin Rouge!
The Musical, American Utopia, e The Pee-Wee
Herman Show.
Le riprese di Thor: Love and
Thunder inizieranno a Gennaio 2021. I fan della
Marvel sono stati felicissimi
quando, lo scorso anno, è arrivata la notizia che il Dio del Tuono
interpretato da Chris
Hemsworth sarebbe tornato per una quarta avventura da
solista, così come il regista
Taika Waititi, che tornerà dietro la macchina da presa
dopo l’esperienza con
Thor: Ragnarok.
I dettagli sulla trama del film non
sono ancora stati resi noti, ma dal ritorno della Jane Foster di
Natalie Portman, che questa volta vestirà i
panni di Mighty Thor, sappiamo che Thor: Love and Thunder prenderà
ispirazione dalla famose serie a fumetti di Jason Aaron. Quando è
stato annunciato per la prima volta, il film sarebbe dovuto
arrivare nelle sale a Novembre del prossimo anno. Tuttavia,
l’attuale pandemia di Coronavirus ha portato all’alterazione
dell’intero calendario della Fase 4 del MCU, e così Love and Thunder è stato
ufficialmente spostato a Febbraio 2022.
Thor: Love and
Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo
sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il
Mjolnir stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo
daNatalie
Portman, come confermato sabato durante il
panel dei Marvel Studios al Comic-Con. L’uscita nelle sale è
fissata invece al 11 febbraio 2022.
Taika Waitititornerà alla regia di un film dei
Marvel Studios dopo Thor:
Ragnarok, così come Chris
HemswortheTessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor
e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. L’ispirazione del progetto arriva dal
fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi come “la
perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
L’attesissimo sequel de Il
Principe Cerca Moglie, la commedia diretta da John
Landis nel 1989 con protagonista Eddie
Murphy, salterà la sala cinematografica e uscirà
direttamente in streaming il prossimo Dicembre. In origine, la
Paramount avrebbe dovuto distribuire il film al cinema, ma a causa
della pandemia di Covid-19 si è optato per una distribuzione on
demand.
Come riportato da
Deadline e
Variety, la Paramount ha venduto il sequel de Il
Principe Cerca Moglie agli Amazon Studios. L’accordo è
ancora in fase di finalizzazione, ma stando alle fonti ammonterebbe
a circa 125 milioni di dollari. Il risultato? Il sequel arriverà su
Prime Video il prossimo 18 Dicembre e si
aggiungerà a tutta una serie di altri titoli di alto profilo che
sono stati acquistati abbastanza di recente da Amazon, il sequel di
Borat con Sacha Baron Cohen o l’action Without
Remorse di Stefano Sollima.
Il sequel – il cui titolo ufficiale
è Coming to America 2 (in riferimento all’originale) – è
diretto da Craig Brewer(Dolemite Is My
Name) ed è stato scritto da Kenya
Barris, creatore di Black-ish. Nel film
il Principe Akeem, che sarà interpretato ancora una volta da
Eddie Murphy, tornerà negli Stati Uniti alla
ricerca di un figlio che scopre di avere e che si rivelerà un
improbabile erede al trono del regno di Zamunda.
Nel cast, oltre Murphy, figurano una
serie di volti già noti ai fan del primo film e di new entry, tra
cui Arsenio Hall, Jermaine Fowler, Leslie
Jones, Shari Headley, John Amos, Tracy
Morgan, Wesley Snipes e James Earl
Jones.
I piani originali per
Star
Wars 8 ad opera di George Lucas prevedevano la morte dell’iconico
personaggio di Luke Skywalker. Prima di vendere la Lucasfilm alla
Disney, Lucas ha trascorso circa un anno a sviluppare la sua
versione di Star Wars 7, arrivando a definire un
trattamento per la trilogia sequel. Lo studio ha però deciso di
intraprendere una decisione diversa, scartando le idee originali di
Lucas e continuando la saga degli Skywalker a modo loro.
Nonostante la trilogia sequel ad
opera della Disney abbia avuto un discreto inizio con Star Wars: Il Risveglio della Forza, i due
capitoli successivi, Gli Ultimi Jedi e L’Ascesa di Skywalker, sono stati parecchio
criticati per motivi differenti. Ciò ha spinto i fan della
leggendaria saga a chiedersi se la trilogia immaginata da Lucas
sarebbe stato diversa, se non addirittura migliore.
Nel tempo, sono stati rivelati
numerosi dettagli sulle idee di George Lucas per i sequel di Star Wars. Lucas voleva portare la storia in
una direzione diversa, anche se alcune tracce delle sue idee
possono essere intraviste nella trilogia Disney. Ad esempio, la
visione di Lucas di un vecchio Luke Skywalker aveva alcune cose in
comune con la controversa interpretazione del personaggio ad opera
di Rian Johnson, come andare in esilio in un mondo
in cui si trovava il primo Tempio Jedi. Una cosa è certa: Lucas e
Johnson erano sulla stessa lunghezza d’onda quando si è trattato di
determinare quando Luke sarebbe dovuto morire.
Luke Skywalker era destinato a
morire nella saga di Star Wars
Come rivelato nel libro
“Star Wars: Fascinating Facts” (via
Star Wars Net), il trattamento di Lucas per Star Wars
8 del 2012 prevedeva che Luke morisse nel film. Lucas era
ormai già stato allontanato dal franchise quando Johnson è stato
assunto per realizzare Gli Ultimi Jedi, quindi questo parallelo è
semplicemente una coincidenza. Quando Johnson ha iniziato a
lavorare al suo film (nel 2014, più o meno), aveva essenzialmente
tabula rasa, senza punti di trama preordinati da seguire (al di
fuori degli eventi de
Il Risveglio della Forza, ovviamente).
Tuttavia, è divertente scoprire che
Lucas ha avuto la stessa idea, e probabilmente ciò susciterà
interesse a saperne ancora di più sulla sua versione dei sequel.
Sarebbe affascinante vedere come Lucas aveva pianificato di
uccidere Luke e se l’idea presentava dei punti di contatto con
quando visto ne
Gli Ultimi Jedi. Nel canone ufficiale, Luke ha avuto una
morte epica e auto-sacrificale che lo ha cementato come una
leggenda nella galassia. È probabile che Lucas avrebbe trattato la
morte di Luke con la gravità che meritava. In entrambe le versioni
di Star Wars 8, Luke sarebbe certamente morto da eroe.
Jai Courtney, star dell’attesissimo The Suicide
Squad, ha ammesso che sarebbe interessato ad un film
del DCEU dedicato ad un possibile scontro tra Captain Boomerang e
The
Flash. L’attore ha debuttato nei panni di George “Digger”
Harkness in Suicide
Squad del 2016, diretto da David Ayer. Adesso tornerà a
vestire i panni del personaggio nella nuova iterazione della Task
Force X firmata da James Gunn.
Courtney sarà uno dei pochi attori
del primo film a tornare: insieme a lui ci saranno anche Margot
Robbie, Joel
Kinnaman e Viola Davis.
Nel primo Suicide
Squad del 2016 abbiamo visto un piccolo cameo del Flash di
Ezra Miller. Anche se breve, quell’apparizione
ha contribuito a definire il ruolo più ampio che il personaggio
avrebbe poi avuto in Justice
League. Per il 2022 è atteso l’arrivo al cinema di
The Flash, standalone dedicato al Velocista
Scarlatto che vedrà il ritorno di Michael Keaton e Ben Affleck nei panni delle rispettive
incarnazioni cinematografiche di Batman. Naturalmente, proprio
sulla base delle interessanti ed entusiasmanti premesse del film,
alcuni stanno già pensando al futuro di Barry Allen nell’universo
condiviso.
Intervistato da
Screen Rant, Jai Courtney ha rivelato che sarebbe
interessato ad un film del DCEU in cui si esplori cosa accaduto
dopo il breve cameo di Flash nel film di Ayer. Quando è stato
chiesto all’attore se amerebbe partecipare ad un re-team con il
personaggio di Barry Allen, Courtney ha risposto: “Lo spero
davvero. Sono le persone più in alto di me a prendere queste
decisioni, ma penso che i fan lo adorerebbero. Chi lo sa? Nessuno
conosce davvero come andranno le cose. Penso che ci siano un sacco
di proprietà in fase di realizzazione e penso che la DC si stia
preparando all’arrivo di un grande successo. Penso che stiano
optando per delle scelte davvero fantastiche. Quindi, vedremo!
Sarebbe fantastico. Se dipendesse da me, avrei già messo il
progetto in sviluppo. Ma ripeto, vedremo come andranno le
cose.”
Considerando la relazione tra Flash
e Captain Boomerang, un film incentrato su loro due sarebbe davvero
divertente. Inoltre, Suicide
Squad non è riuscito a sfruttare a pieno il
potenziale dei personaggi, anche a causa della natura del
coinvolgimento di Miller. Un intero film dedicato a Flash e Captain
Boomerang offrirebbe certamente molte più opportunità per esplorare
la loro complessa dinamica.
Quando si parla di tv
d’intrattenimento, gli Stati Uniti sono al primo posto. Tra film e
serie tv, negli States c’è sempre qualcosa di carino e divertente
da guardare per passare qualche ora di completa spensieratezza. In
particolare nella televisione americana non mancano mai le sitcom,
come The Big Bang
Theory, Will &
Grace, Modern
Family, How I Met Your
Mother e molti altre ancora, i contenuti
preferiti dal pubblico di ogni età. Tra le sitcom più amate c’è
senza alcun dubbio Due Uomini e Mezzo, in onda dal
2003 al 2015 sul canale della CBS.
Ideata da Chuck
Lorre – creatore, sceneggiatore e produttore esecutivo
anche di Mike &
Molly, Mom, Young
Sheldon – e Lee Aronsohn, la serie
nei suoi dodici anni di attività ha avuto tra i suoi protagonisti
Charlie
Sheen, Jon
Cryer, Angus T. Jone
e Ashton
Kutcher. Nonostante gli ascolti decisamente
altalenanti, la serie è riuscita a sopravvivere per ben 12
stagioni e 262 episodi, diventando una
delle sitcom più amate della tv americana.
Due Uomini e Mezzo cast e
trama
Protagonista della serie è Charlie
Harper (Charlie
Sheen), uno scapolo incallito di mezza età che ama
bere, divertirsi e rimorchiare le donne. Dotati di grande talento e
carisma, Charlie è un compositore di jingle pubblicitari molto
apprezzato e di successo. Grazie al suo strapagato lavoro vive in
una stupenda casa sulla spiaggia, dove c’è sempre un gran viavai di
donne bellissime e festaiole proprio come lui.
Charlie vive solo e ama potersi
godere la sua libertà. L’unica persona, infatti, ammessa in casa
sua è Berta (Conchata Ferrell), domestica e
governante tuttofare, dal carattere burbero e che non le manda a
dire. Nonostante sia una dipendente di Charlie, Berta è fin troppo
a suo agio sul suo posto di lavoro e a volte sembra più essere una
strana amica più che una governante.
La serie comincia tuttavia con una
separazione e un trasloco. Il fratello maggiore di Charlie, Alan
Harper (Jon
Cryer) si è appena separato dalla moglie Judith
Harper-Melnick (Marin Hinkle) e per ovvi motivi
economici e logistici, si trasferisce a casa del fratello. Insieme
ad Alan c’è anche suo figlio Jake Harper (Angus T.
Jones), un ragazzino pasticcione e paffutello, curioso ma
non troppo sveglio. Padre e figlio si trasferiscono quindi dallo
zio Charlie per un po’, in attesa che Alan possa di nuovo
permettersi un appartamento da solo.
Ma la convivenza dei due uomini e
mezzo, si rivela complicata sin da subito. Se Charlie è abituato a
una vita di stravizi, fatta di lusso, donne bellissime e notti di
fuoco, Alan è decisamente più tranquillo. Esperto chiropratico,
ancora in lutto per la fine del suo matrimonio, Alan è un uomo mite
e buono, con una scarsissima autostima e una ex moglie
impossibile.
I due fratelli, insomma, non
potrebbero essere più diversi eppure c’è qualcosa che li accomuna e
riesce a metterli d’accordo. Entrambi hanno un rapporto
conflittuale la loro madre, Evelyn Harper (Holland
Taylor), una donna prepotente e anaffettiva, molto più
attaccata ai soldi che ai suoi figli. Evelyn è infatti una
ricchissima agente immobiliare che ben poco s’interessa della sua
famiglia.
Da sempre in conflitto con i suoi
figli, la donna si tiene alla larga dai problemi della sua famiglia
e, un po’ come Charlie, si diverte a vivere una vita eccessi, in
totale libertà. Quando però raramente la donna decide di
intervenire e di aiutare Alan e Charlie a risolvere i loro
problemi, finisce sempre col peggiorare la situazione.
Nonostante le riserve iniziali di
Charlie, Alan e Jake si sistemano nella nuova casa e per i due
uomini e mezzo, comincia una convivenza forzata fatta di
incomprensioni e situazioni ai limiti della follia. Alan, così
puntiglioso e precisino, dovrà abituarsi allo stile di vita più
rilassato e libertino di Charlie. Jake invece, in piena fase
preadolescenziale, dovrò abituarsi alla sua nuova situazione
abitativa e al difficile divorzio dei suoi genitori. Il ragazzo
però potrà sempre contare sullo zio Charlie quando vorrà
allontanarsi dalla follia di sua madre e dal rigore a volte
eccessivo del padre.
Due Uomini e Mezzo Charlie muore:
il futuro della serie
Come tutte le serie che si
rispettino, soprattutto quelle più longeve, anche Due
Uomini e Mezzo ha subito negli anni parecchi
stravolgimenti di cast e storyline. La sitcom
della CBS è rimasta attiva per ben 12 stagioni
mantenendo ovviamente i suoi personaggi principali almeno fino alla
nona stagione.
A causa della condotta scorretta di
Charlie
Sheen sul set, il creatore della serie Chuck
Lorre, alla fine dell’ottava stagione, ha preso la
difficile decisione di eliminare il personaggio di Charlie Harper.
L’attore, infatti, proprio come il suo personaggio, ha sempre
condotto una vita a dir poco selvaggia che finiva con l’intaccare
la sua professionalità. Per anni Lorre ha accettato i colpi
di testa di Sheen perché in effetti Charlie era l’anima
della serie. Dopo però l’ennesimo ricovero in
riabilitazione dell’attore – episodio che ha
interrotto l’ottava stagione prima del tempo – Lorre ha licenziato
Sheen.
Alla notizia dell’abbandono di
Charlie
Sheen, il pubblico si aspettava la cancellazione della
serie che tuttavia non è mai arrivata. Nonostante il protagonista
della sitcom fosse tanto amato, Chuck Lorre ha deciso di sostituire
Sheen con un bizzarro stratagemma narrativo.
[SPOILER
ALERT]
https://youtu.be/sMDYdAB0MPs
La nona stagione
di Due Uomini e Mezzo si apre inaspettatamente con
un funerale, proprio quello di Charlie. L’eterno scapolo, che dopo
anni aveva ceduto alla corte spietata di Rose (Melanie
Lynskey), pare sia deceduto proprio durante la luna di
miele. Alla morte del fratello, Alan, visibilmente distrutto, è
purtroppo costretto a vendere la villa di Charlie, troppo grande e
costosa da mantenere.
Proprio quando sembra che non ci
sia più speranza, spunta il giovane miliardario Walden Schmidt
(Ashton
Kutcher), che acquista la casa e suoi inquilini. Il
nuovo padrone di casa, ricchissimo ma estremamene gentile e
altruista, adotta sia Alan che Jake e i tre cominciano una nuova
strana convivenza.
Due Uomini e Mezzo stagione
12
La serie dunque, nonostante il
brusco cambio di rotta e soprattutto di protagonista, prosegue fino
alla sua dodicesima e ultima stagione. Ashton
Kutcher si rivela incredibilmente all’altezza del
compito di sostituire Charlie Sheen al posto di comando. Il suo
personaggio, quello del miliardario Walden
Schmidt, viene accolto bene dal pubblico che sembra aver
trovato un alter ego positivo di Charlie Harper.
Mentre Charlie è un compositore,
Walden è invece un genio di internet che ha guadagnato con degli
investimenti giusti al momento giusto. Ma mentre Charlie sperpera
le sue ricchezza tra alcol e donne, Walden è molto più conservatore
e meno autodistruttivo.
Dopo il suo divorzio dalla moglie
Bridget, unica donna che abbia mai amato, all’inizio Walden non
sembra intenzionato a voltare pagina. Tuttavia, la convivenza con
Alan, corrotto negli anni dal fratello Charlie, porterà lentamente
Walden sulla ‘cattiva’ strada. Quest’ultimo infatti, oltre a essere
pieno di soldi, è anche molto affascinante e non farà di certo
fatica a trovare donne disponibili ad alleviare le sue sofferenze
emotive.
Pian piano quindi Walden dimentica
il suo mal d’amore e si avvicina sempre di più all’universo Charlie
Harper. Ma nonostante la passione di entrambi per le belle donne,
Walden si rivela comunque essere un personaggio meno egoista e
vanesio del suo predecessore.
I problemi cominciano con la
decima stagione che vede gli autori cascare
nuovamente nei vecchi schemi narrativi. A causa dell’inevitabile
calo di ascolti dopo la comparsa del protagonista, Lorre e compagni
fanno di tutto per sostituire Charlie nell’immaginario collettivo.
Ecco quindi che l’atteggiamento di Walden cambia e si trasforma in
una sorta di brutta copia dell’originale Charlie Harper. Tentando
di riacquistare la fiducia del pubblico, gli autori tornano a
riproporre vecchi sketch e storie, aumentando la ‘quota rosa’ e
facendo del sesso il nuovo co-protagonista della sitcom.
Due Uomini e Mezzo streaming: dove
vederla
Tutti gli episodi delle dodici
stagioni della sitcom Due Uomini e Mezzo sono
disponibili solo ed esclusivamente in abbonamento sulla piattaforma
streaming di Amazon Prime
Video.
Jessica Henwick, tra le new entry dell’attesissimo
Matrix
4, ha dichiarato che il film di Lana
Wachowsi potrebbe cambiare nuovamente l’industria
cinematografica, al pari di quanto fatto dal primo film della saga
del 1999. Ancora oggi il primo
Matrix, oltre ad essere diventato un grandissimo successo
al box office globale, è considerato un titolo rivoluzionario
all’interno del genere fantascientifico. Mescolando fantascienza,
azione, filosofia, kung-fu e qualche spolverata di thriller
paranoico, Matrix è riuscito a creare un mondo unico che ha
letteralmente stregato il pubblico di tutto il mondo.
In Matrix
4 ritroveremo, oltre a Wachowski dietro la macchina da
presa, anche
Keanu Reeves e
Carrie-Ann Moss, che torneranno a vestire i panni di
Neo e Trinity. Henwick figura tra le new entry del cast, insieme ad
altri nomi di spicco come Yahya Abdul-Mateen II(Watchmen) e
Neil Patrick Harris (How I Met Your
Mother). Già in passato Mateen II aveva parlato di
come il nuovo film si sarebbe collegata alla trilogia
originale; tuttavia, sono in molti a sostenere che il quarto
episodi potrebbe rappresentare a tutti gli effetti una sorta di
riavvio della saga, con i personaggi di Reeves e Moss che
probabilmente consegneranno le redini della storia alla coppia
formata proprio da Mateen II e Henwick.
Al momento non sappiamo ancora nulla
sulla trama del film, ma in una recente intervista con
ComicBook,
Jessica Henwick ha parlato del suo coinvolgimento
in Matrix
4, anticipando che Lana Wachowski sta
facendo cose che non ha mai visto fare prima sul set di un film.
Henwick, che in passato aveva già recitato in produzioni ad alto
budget come Star
Wars, Game of Thrones e Iron Fist, ha
affermato che il nuovo film della saga di
Matrix “cambierà di nuovo l’industria cinematografica”,
ovviamente in riferimento all’impatto profondo e duraturo che
l’originale ha avuto sul mondo del cinema.
Jessica Henwick parla dell’esperienza sul set di Matrix 4
L’attrice ha dichiarato: “Ci
sono stati dei momenti sul set in cui io e Yahya ci siamo guardati
e ci siamo limitiamo a dire: ‘Matrix 4’. Sono momenti in cui non
riesci a credere a quello che vedi. E questo perché Lana sta
facendo delle cose davvero interessanti a livello tecnico, nello
stesso modo in cui nel 1999 creò uno stile unico con il primo film.
Penso che questo nuovo capitolo cambierà di nuovo l’industria. Ci
sono alcune attrezzature che stiamo usando che non avevo mai visto
prima. Probabilmente è tutto quello che posso dire al
momento.”
Matrix
4 vedrà nel cast il ritorno
di Keanu
Reeves, Carrie-Ann
Moss e Jada
Pinkett-Smith al fianco delle new
entry Yahya Abdul-Mateen II, Neil
Patrick Harris, Jonathan Groff, Jessica
Henwicke Toby
Onwumere. L’uscita nelle sale è fissata per il 1 aprile
2022. Il nuovo capitolo del franchise sarà diretto da Lana
Wachowski. La sceneggiatura del film è stata firmata a
sei mani con Aleksandar Hemon e David Mitchell.
In occasione della presentazione del
trailer di The Show, il primo film da lui sceneggiato,
Alan Moore ha concesso una lunga intervista a
Deadline, in cui ha raccontato il suo progetto, ma ha anche
esternato il suo pensiero decisamente contrario al mondo dei
fumetti e dei cinecomics, oggi.
L’autore, che ha firmato alcune
delle opere più raffinate e importanti del fumetto mondiale, tra
cui Watchmen,V For Vendetta e
From Hell, si è ritirato ufficialmente dal mondo
del fumetto nel 2018 e vive nel rifiuto ostinato di associare il
suo nome alle opere di intrattenimento basate sulle sue storie.
I punti interessanti
dell’intervista, oltre alle dichiarazioni che Alan
Moore ha fatto in merito al suo nuovo progetto per il
cinema, riguardano principalmente lo stato attuale dei fumetti e la
considerazione che questi e i cinecomic hanno nel mondo di oggi,
facendo naturalmente anche un discorso politico molto preciso e
diretto.
Alan Moore: “Non sono più così interessato ai
fumetti”
“Non sono più così interessato
ai fumetti, non voglio avere niente a che fare con loro – ha
dichiarato Alan Moore – Facevo fumetti da circa 40 anni
quando finalmente mi sono ritirato. Quando sono entrato
nell’industria dei fumetti, la grande attrazione era che si
trattava di un mezzo popolare, creato per intrattenere la classe
operaia, in particolare i bambini. Il modo in cui il settore è
cambiato, ora si tratta di “graphic novel”, è interamente destinato
ad un pubblico di persone della classe borghese. Non ho nulla
contro la borghesia, ma il fumetto non era pensato per essere un
mezzo per gli hobbisti di mezza età. Doveva essere un mezzo per le
persone che non hanno molti soldi.”
E poi continua: “La maggior
parte delle persone identifica i fumetti con i film di supereroi
ora. Questo aggiunge un altro livello di difficoltà per me. Non ho
visto un film di supereroi dal primo film di Tim
Burton su Batman. Hanno rovinato il
cinema e in una certa misura anche la cultura. Diversi anni fa ho
detto che pensavo fosse un segno davvero preoccupante, che
centinaia di migliaia di adulti facevano la fila per vedere i
personaggi che erano stati creati 50 anni fa per intrattenere i
ragazzi di 12 anni. Sembrava una sorta di desiderio di sfuggire
alle complessità del mondo moderno e tornare a un’infanzia
nostalgica e ricordata. Sembrava pericoloso, stava infantilizzando
la popolazione.”
I fumetti “hanno rovinato il cinema e in una certa misura
anche la cultura”
Scendendo in territorio politico,
Moore infierisce pesantemente: “Questa potrebbe essere del
tutto una coincidenza, ma nel 2016, quando il popolo americano ha
eletto un satsuma nazionalsocialista e il Regno Unito ha votato per
lasciare l’Unione Europea, sei dei 12 film con il maggior incasso
sono stati film di supereroi. Non dico che i fenomeni siano
collegati, ma penso che siano entrambi sintomi della stessa cosa,
ovvero una negazione della realtà e un bisogno di soluzioni
semplicistiche e sensazionali.”
All’incalzante domanda del
giornalista sul guardare o meno film di supereroi, Alan Moore
replica: “Oh Cristo no, non ne guardo nessuno. Tutti questi
personaggi sono stati rubati ai loro creatori originali, tutti
loro. Hanno una lunga fila di fantasmi dietro di loro. Nel caso dei
film Marvel, Jack Kirby [l’artista e
scrittore Marvel]. Non ho alcun interesse per i supereroi, erano
una cosa che è stata inventata alla fine degli anni ’30 per i
bambini e sono perfetti come intrattenimento per bambini. Ma se
provi a realizzarli per il mondo degli adulti, penso che diventi un
po’ grottesco.”
Poi continua, sul Joker di
Philipps/Phoenix: “Mi è stato detto che il film di Joker non
sarebbe esistito senza la mia storia di Joker (Batman: The Killing
Joke del 1988), ma tre mesi dopo lo stavo rinnegando, è troppo
violento, la mia storia era su un ragazzo vestito da pipistrello,
per amor di Dio. Penso che la versione migliore di Batman sia
sempre stata quella di Adam West, che non l’ha presa affatto sul
serio.”
Il cinema non è sempre stato
una forma di evasione, in una certa misura?
“Lo era, tutte le forme d’arte
lo sono potenzialmente. Ma possono essere usati per qualcosa di
diverso dall’evasione. Pensa a tutti i film che hanno davvero
sfidato le ipotesi, film che è stato difficile accettare,
disturbanti nei loro messaggi. Lo stesso vale per la letteratura.
Ma questi film di supereroi sono troppo spesso evasione.”
The Show sarà
presentato al Sitges, e mentre speriamo che arrivi
anche da noi, vi proponiamo di seguito il trailer:
Taylor-Joy interpreterà il ruolo della
protagonista, una versione più giovane di Furiosa.
Miller aveva detto in un’intervista a maggio con il New York Times
che stava cercando un’attrice sulla ventina che potesse
interpretare il personaggio. Ha detto che all’epoca aveva preso in
considerazione l’utilizzo della tecnologia antinvecchiamento (vista
in The Irishman) per consentire a Theron – che ha 44 anni – di
recitare di nuovo la parte, ma ha deciso di non farlo. Taylor-Joy
ha 24 anni.
Miller dirigerà, co-scriverà e
produrrà Furiosa,
insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug
Mitchell. Il film sarà prodotto dal marchio australiano
Kennedy Miller Mitchell di Miller, insieme al
partner di Fury Road, la Warner Bros. Pictures.
Nel preparare la sceneggiatura di
Fury Road, Miller e il co-sceneggiatore
Nick Lathouris hanno sviluppato storie di origine
per ogni personaggio, ma non è stato rivelato molto sul passato di
Furiosa
nel film del 2015. Adesso avremo la possibilità di vedere il
personaggio all’origine del suo mito.
Anya Taylor-Joy ha recitato di recente in
The New Mutants di Josh
Boone, l’abbiamo vista in The VVitch di
Robert Eggers e in Split di
M. Night Shyamalan.
Quanto abbiamo bisogno di un film
che ci riporti in sala? Quanto è grande la responsabilità di chi si
carica del compito di far uscire un film attesissimo in questo
momento storico nella tradizionale forma della distribuzione al
cinema? Ebbene, nessun film più di Freaks
Out poteva essere scelto per questo
difficilissimo compito.
Dopo il grande clamore suscitato dal
suo film d’esordio, il semplice eppure geniale Lo
chiamavano Jeeg Robot, Gabriele
Mainetti si è preso tutto il tempo che gli era necessario
per confezionare il film migliore con tutti i mezzi del caso, un
film che porta sullo schermo una storia e una visione che sembrano
assolutamente travolgenti, divertenti, cinematografici nella scala
e nello scopo.
Il trailer di Freaks Out che ha infiammato la
rete nelle ore di questo pomeriggio ha dimostrato che il film
riserva meraviglie e sicuramente ha generato moltissime aspettative
anche nei più scettici. Mainetti ha una mente che pensa in grande
e, grazia al suo primo film, è stato messo in grado di realizzare
esattamente il film che voleva.
L’attesa per il 16 dicembre adesso è
spasmodica. Di seguito, vi lasciamo alcune immagini dal trailer di Freaks Out, che mostrano i
misteriosi ed affascinanti protagonisti del film che troveremo
prestissimo sugli schermi di tutta Italia:
Nel cast di Freaks
Outprotagonisti sono
Aurora Giovinazzo,
Claudio Santamaria,
Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, con la
partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta,
Franz Rogowski.Freaks Out è
prodotto da Lucky
Red e Goon
Films con Rai Cinema, in
coproduzione con Gapfinders (Belgio).
Freaks Out, la trama
Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono
come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale
travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città
eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e
loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di
fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti
sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto,
senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale
e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede
libero” in una città in guerra.
Netflix rilascia il teaser della
quartastagione di
The
Crown 4, la serie originale
di successo mondiale che sarà disponibile in tutti i Paesi in cui
il servizio è attivo da domenica 15 novembre
2020.
The Crown 4: la trama
Ispirato dalla pluripremiata opera
teatrale The Audience, The
Crown racconta la storia del regno decennale
della regina Elisabetta II e della lotta tra il suo io privato e
pubblico. La serie si concentra sugli intrighi personali, le storie
d’amore e le rivalità politiche dietro i grandi eventi che hanno
plasmato la seconda metà del XX secolo. La serie non riguarda
semplicemente la monarchia, ma parla di un impero in declino, un
mondo in disordine e l’alba di una nuova era.
Sul finire degli anni Settanta, la
regina Elisabetta (Olivia
Colman) e la famiglia sono impegnati a garantire la
linea di successione al trono cercando la moglie giusta per il
principe Carlo (Josh O’Connor), che a trent’anni è
ancora scapolo. Mentre la nazione comincia a sentire l’impatto
delle politiche controverse introdotte da Margaret Thatcher
(Gillian
Anderson), la prima donna a ricoprire la carica di
primo ministro, le tensioni tra questa e la regina peggiorano
quando la premier conduce il paese nella guerra delle Falkland,
creando conflitti all’interno del Commonwealth. Anche se la storia
d’amore di Carlo e della giovane Lady Diana Spencer (Emma
Corrin) fornisce la distrazione ideale per unire il popolo
britannico, tra le mura del palazzo la famiglia reale è sempre più
divisa.
La quarta stagione della serie
The
Crown scritta da Peter Morgan
vede la partecipazione di
Helena Bonham Carter nel ruolo della Principessa
Margaret e Tobias Menzies in quello del Duca di
Edimburgo, mentre Josh O’Connor è il Principe Carlo,
Erin Doherty è la Principessa Anna, Emerald
Fennell è Camilla Parker Bowles, Marion
Bailey è la Regina Madre, Georgie Glen è
Lady Fermoy, con Tom Byrne che veste i panni del
Principe Andrea, Angue Imrie quelli del Principe
Edoardo e Charles Dance quelli di Lord
Mountbatten.
01
Distribution ha diffuso oggi il trailer ufficiale di
Freaks
Out, l’attesissimo film del regista Gabriele
Mainetti artefice del successo di Lo
chiamavano Jeeg Robot. Il film, una
produzione Goon Films, Lucky
Red con Rai Cinema, in
coproduzione con Gapbusters, in associazione
con Voo e Be Tv, uscirà nelle sale italiane
il prossimo 16 dicembre, distribuito
da 01 Distribution.
Nel cast di Freaks
Outprotagonisti sono
Aurora Giovinazzo,
Claudio Santamaria,
Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, con la
partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta,
Franz Rogowski.Freaks Out è
prodotto da Lucky
Red e Goon
Films con Rai Cinema, in
coproduzione con Gapfinders (Belgio).
Freaks Out, la trama
Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono
come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale
travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città
eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e
loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di
fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti
sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto,
senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale
e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede
libero” in una città in guerra.
Wonder
Woman 1984 sarà il prossimo film del DCEU ad arrivare
nelle sale e diversi altri titoli dell’universo condiviso
arriveranno a partire dal 2022. Tuttavia, non ci sono indizi che
qualcuno di questi film sarà ambientato principalmente nel passato,
proprio come Wonder Woman
1984. Tuttavia, molti eventi importanti del DCEU hanno già
avuto luogo prima dell’inizio della prossima avventura di Diana
Prince, come portato alla luce da
Screen Rant:
L’espansione kryptoniana
Dopo aver promosso la
società e la tecnologia di Krypton, gli scienziati kryptoniani
hanno creato navi da trasporto intorno al 98.000 A.C. per esplorare
l’universo. Queste navi erano piene di piccoli equipaggi altamente
addestrati e viaggiarono in tutta la galassia per trovare nuovi
pianeti da colonizzare.
Una volta che gli equipaggi
kryptoniani avessero trovato nuovi mondi, avrebbero usato i motori
del mondo per rimodellare qualsiasi cosa sull’ambiente per
soddisfare al meglio le loro esigenze. Ciò è andato avanti per
decine di migliaia di anni e ha persino visto personaggi di spicco
come Kara Zor-El unirsi alla Explorer Guild per prendere parte
all’esplorazione.
L’invasione della Terra da parte di Steppenwolf
Intorno al 3.000 A.C.,
Steppenwolf guidò le forze di Apokolips in un’invasione della
Terra. Lo zio di Darkseid è arrivato sulla Terra con un esercito di
Parademoni e tutte e tre le Scatole Madri, che possono essere unite
come “The Unity” per terraformare il Pianeta ed essere così più
simile ad Apokolips. Tutti gli eserciti della Terra – gli umani, le
Amazzoni, gli Atlantidei e gli Olimpi – si sono uniti per
combattere questa invasione. Alcuni importanti personaggi DC hanno
preso parte alla guerra, come la regina Ippolita di Themyscira, il
re Atlan di Atlantide, il dio dell’Olimpo Zeus e la prima Lanterna
Verde della Terra, Yalan Gur.
L’alleanza di queste forze è stata
sufficiente per fermare Steppenwolf, segnando la sua prima
sconfitta in battaglia. Dopo che Zeus fermò “The Unity”, le Scatole
Madri vennero divise tra umani, Amazzoni e Atlantidei per quanto
concerne la loro custodia. Alcune di queste cose sono state
modificate nella
Snyder Cut di Justice
League, poiché in quel film sarà un giovane Darkseid a
guidare l’invasione invece di Steppenwolf.
La guerra tra gli Dei
Poco dopo aver aiutato a
salvare l’umanità, gli dei dell’Olimpo iniziano una guerra degli
dei. Ares, che ha avuto un ruolo nella sconfitta dell’invasione di
Steppenwolf, è cresciuto fino a odiare gli umani. Dopo che il dio
della guerra fu coinvolto in una battaglia così importante, iniziò
ad influenzare l’umanità per portarla costantemente in guerra tra
loro.
La sua ribellione contro Zeus ha
scatenato una guerra tra gli dei. Ares si dimostrò incredibilmente
potente durante questo periodo e la guerra portò alla morte di ogni
altro dio dell’Olimpo. Ares uccise personalmente il resto degli dei
e sfidò Zeus, che lo cacciò dall’Olimpo e morì solo, proprio perché
Ares aveva utilizzato l’ultimo dei suoi poteri divini.
La nascita di Themyscira
La guerra tra gli dei si è
conclusa con la creazione di un luogo molto importante nel DCEU,
poiché è qui che viene creata Themyscira. Zeus creò l’isola
nascosta come luogo in cui le Amazzoni potessero vivere
pacificamente e privatamente fino al momento in cui dovevano
proteggere l’umanità.
Ciò accadde in concomitanza con Zeus
che generò una figlia con Ippolita, che avrebbe poi avuto il
suo potere, rendendola la guerriera in grado di sconfiggere Ares.
Diana è quella figlia, ed è nata non molto tempo dopo la creazione
di Themyscira.
Shazam sconfigge Black Adam
Migliaia di anni prima
degli eventi che saranno narrati in Wonder Woman
1984,Black
Adam venne creato e sconfitto dal primo Shazam. Teth-Adam era
uno schiavo di Kahndaq che ha ricevuto i poteri di Shazam dopo
essere stato selezionato come nuovo campione.
Ha usato le sue nuove capacità per
rovesciare la leadership del paese e prendere il controllo.
Tuttavia, ciò lo vide anche rilasciare i “Sette Peccati Capitali”
ed entrare in una battaglia con Shazam, che si concluse con Black
Adam imprigionato per 5.000 anni.
La caduta di Atlantide
All’inizio degli anni 1000,
il re Atlan fece affondare accidentalmente Atlantide nell’oceano.
Un esperimento con il Tridente di Atlan andò terribilmente storto e
distrusse le fondamenta della città. Atlantide affondò così sul
fondo dell’oceano e gli Atlantidei si evolsero per vivere
sott’acqua.
Nuove fazioni
sorsero anche dalle rovine di Atlantide, creando i sette regni
sottomarini. Atlan si è assunto la piena responsabilità di quanto
accaduto ed è andato in un esilio autoimposto nel Mare Nascosto,
portando con sé il suo potente tridente.
Gli eventi di Wonder Woman
Quasi la totalità del primo Wonder
Woman si svolge nel 1918. Al di fuori dei flashback
sull’infanzia di Diana, la storia principale è ambientata alla fine
della Prima Guerra Mondiale. L’arrivo di Steve Trevor su Themyscira
spinge Diana ad andare nel mondo degli umani per aiutare a fermare
la guerra.
La loro avventura globale porta
Diana a trovarsi finalmente faccia a faccia con Ares. Può
sconfiggere il dio della guerra, mentre Steve Trevor sacrifica la
sua vita per porre fine alla guerra.
Shazam convoca Thaddeus Sivana
Nel dicembre 1974, la vita
di Thaddeus Sivana cambia per sempre quando viene convocato alla
Roccia dell’Eternità. Mentre è fuori per un giro con suo padre e
suo fratello, la palla Magic 8 di Thaddeus inizia improvvisamente a
mostrare i simboli di Shazam. Quando incontra Shazam nella Roccia
dell’Eternità, Thaddeus è tentato dai Sette Peccati Capitali.
Questa tentazione porta Shazam a
decidere che Thaddeus non è adatto ai suoi poteri e lo rimanda in
macchina. Dopo aver realizzato di aver perso l’occasione di
sfruttare un tale potere, Thaddeus impazzisce e distrae suo padre
durante la guida, provocando un grave incidente d’auto. Thaddeus
trascorre i prossimi decenni cercando di trovare un modo per
tornare alla Roccia dell’Eternità.
La Distruzione di Krypton
Dopo migliaia di anni di
prosperità, la fine di Krypton arriva nel 1980. Jor-El scopre che
la decisione di estrarre il nucleo di Krypton ha destabilizzato il
mondo. Una volta che la notizia si è diffusa, il generale Zod
attacca il Consiglio dei Cinque con la speranza di prendere il
controllo del futuro di Krypton. Nel frattempo, Zod e i suoi
sostenitori cercano il codice kryptoniano, cosa che li porta ad
attaccare la casa di Jor-El.
Jor-El ha tenuto a
bada Zod all’inizio, permettendo a Kal-El e all’indice di essere
allontanati, ma Zod ha concluso il combattimento uccidendo Jor-El.
Essendo il suo piano fallito, Zod viene sconfitto e condannato a
vivere 300 cicli nella Zona Fantasma per il ricondizionamento.
Tuttavia, lui e i suoi alleati vengono rilasciati poco dopo, quando
Krypton implode.
Kal-El arriva sulla Terra
Poco dopo la distruzione di Krypton,
la nave di Kal-El si schianta sulla Terra come previsto. La nave
kryptoniana atterra vicino alla fattoria Kent, e Jonathan e Martha
Kent scoprono rapidamente il bambino al suo interno. Nonostante non
sappiano esattamente da dove provenga, i Kent decidono di crescere
Kal-El come loro figlio, chiamandolo Clark Kent.
L’omicidio di Thomas e Martha Wayne
L’anno successivo, nel
1981, Thomas e Martha Wayne vengono assassinati. La coppia
felicemente sposata vede La maschera di Zorro al cinema
con il figlio Bruce Wayne e torna a casa a piedi. Quando un ladro
si avvicina a loro in un vicolo, Thomas e Martha vengono entrambi
uccisi. Questo lascia Bruce come orfano e diventa responsabilità di
Alfred Pennyworth crescerlo da quel momento in poi.
Le damigelle in pericolo, al cinema,
sembrano essere ormai un lontano ricordo, e a quanto pare anche
The
Suicide Squad renderà fede a questa tradizione.
Da anni ormai i personaggi femminili hanno interpretato ruoli
chiave all’interno dei cinecomics, dimostrando di poter essere in grado
di reggere il confronto al box office anche con i film standalone.
Indipendentemente dal successo, però, c’è sempre la preoccupazione
che in un determinato film le eroine possano giocare un ruolo
secondario rispetto alla controparte maschile.
È rimasto ancora qualcuno che non
abbia elogiato l’attesissimo The Suicide
Squad e, soprattutto, il lavoro di James Gunn? Parlando con
Entertainment Tonight, l’attrice
Alice Braga, che di recente abbiamo visto al cinema
con The New Mutants e che nel nuovo film dedicato alla
Task Force X interpreterà Sol Soria, ha lodato Gunn per aver
inserito in un film con un ensemble di prima linea così tanti
personaggi femminili. “Penso che sia davvero importante per noi
essere rappresentate. Non solo per le donne, ma anche per la nostra
forza e per l’emancipazione femminile”, ha spiegato Braga.
L’attrice ha riconosciuto che il
film potrebbe essere considerato effettivamente “troppo
violento” per le ragazzine più giovani, ma trova comunque
importante che “vedano queste donne agire in maniera così
potente, in sequenze d’azione e tutto il resto”. Braga ha
anche sottolineato il suo entusiasmo per essere parte del mondo DC,
complimentandosi con lo stile registico di Gunn. “Amo davvero i
fumetti. Amo davvero il mondo DC. Sono un grande fan di James
Gunn. Penso che sia un regista fenomenale che ha portato tanta
gioia e tanto divertimento a questo mondo.”