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Il Silenzio degli Innocenti: in vendita la casa di Buffalo Bill

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Il Silenzio degli Innocenti: in vendita la casa di Buffalo Bill

La proprietà che fungeva da residenza di Buffalo Bill ne Il Silenzio degli Innocenti è ufficialmente in vendita. Oltre ad essere stato uno dei film di maggior incasso del 1991, il celeberrimo thriller del compianto Jonathan Demme è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi film mai realizzati.

È stato il terzo film a vincere tutti i “Big Five” in occasione degli Oscar, e ad oggi è l’unica pellicola dalle venature horror ad aver vinto l’ambita statuetta come miglior film. Inoltre, l’iconico psichiatra/serial killer Hannibal Lecter – interpretato nel film da un monumentale Anthony Hopkins – continua ad essere ancora oggi uno dei personaggi più popolari di sempre, a quasi tre decenni dall’uscita del film al cinema.

Anche se Buffalo Bill non è mai più apparso dopo Il Silenzio degli Innocenti, l’eredità del suo personaggio è altrettanto inquietante quanto quella di Hannibal Lecter. Nel film e nell’omonimo libro di Thomas Harris, Buffalo Bill è un altro serial killer noto per la sua ossessione nei confronti delle donne sovrappeso. Una delle scene più inquietanti del film coinvolge proprio una delle sue vittime, che viene imprigionata in una grande fossa nel seminterrato di casa sua, e in cui viene recitata la memorabile battuta: “Si strofina la lozione sulla pelle.”

Adesso, i fan accaniti del film, hanno la possibilità di fare un’offerta per l’iconica casa degli orrori di Buffalo Bill. Come riportato da Screen Rant, la casa a tre piani in stile vittoriano, situata al numero 8 di Circle Street a Perryopolis (in Pennsylvania), è ora in vendita, giusto in tempo per i festeggiamenti di Halloween. La casa si estende su quasi due acri di terreno lungo il fiume Youghiogheny e dispone di ben quattro camere da letto ed è quotata per $ 298.500.

Un tour virtuale nella vera casa di Buffalo Bill ne Il Silenzio degli Innocenti

Tuttavia, i fan del film potrebbero rimanere delusi nello scoprire che non c’è alcuna fossa gigante nel seminterrato incompiuto della casa, poiché quelle scene sono state girate in uno studio di registrazione. Gli agenti immobiliari dell’agenzia The Sisters Sold It hanno reso disponibile attraverso il loro canale YouTube un vero e proprio tour virtuale alla scoperta delle varie aree della casa presenti anche nel film, tra cui la cucina e la cantina. Potete ammirarlo di seguito:

I am Greta di Nathan Grossman al cinema il 2, 3 e 4 novembre

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I am Greta di Nathan Grossman al cinema il 2, 3 e 4 novembre

Dopo essere stato presentato con grande successo di critica alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival, arriva nelle sale italiane I am Greta, documentario diretto dal regista svedese Nathan Grossman, che racconta la storia dell’adolescente attivista per il clima Greta Thunberg. Nell’agosto del 2018, Greta, una studentessa svedese di quindici anni, davanti al Parlamento svedese comincia uno sciopero per manifestare contro il cambiamento climatico, che nel giro di qualche mese si trasforma in un movimento globale, rendendola un’attivista di fama mondiale.

Il documentario segue Greta dal suo primissimo giorno di protesta fino all’incredibile viaggio in barca a vela verso New York per presenziare al Summit sul clima dell’ONU. I am Greta avrà un’uscita evento nelle nostre sale il 2, 3 e 4 novembre distribuito da Koch Media.

I am Greta, la trama

Un intimo documentario, il primo lungometraggio, che racconta la storia dell’adolescente attivista per il clima Greta Thunberg attraverso filmati avvincenti e mai visti prima, diretto dal regista svedese Nathan Grossman. A partire dallo sciopero scolastico solitario per una giustizia climatica fuori dal parlamento svedese, Grossman segue Greta – una timida studentessa con la sindrome di Asperger – nella sua ascesa alla ribalta e nel suo impatto globale galvanizzante che ha scatenato scioperi scolastici in tutto il mondo. Il film culmina con il suo incredibile viaggio nel 2019 in barca a vela nell’Oceano Atlantico per raggiungere New York e parlare all’ONU durante il Summit sul clima.

Mr. Freeze: il produttore di Joker vorrebbe realizzare il film

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Mr. Freeze: il produttore di Joker vorrebbe realizzare il film

Dopo il successo raggiunto da Joker lo scorso anno, che è stato uno dei pochissimi film di supereroi a vincere addirittura un Academy Award, l’industria dell’intrattenimento è stata alla ricerca di altre storie relative all’universo dei supereroi che potessero essere esplorate in maniera differente rispetto al passato. Una nuova, oscura, versione del Cavaliere Oscuro è attualmente in produzione con l’attesissimo The Batman di Matt Reeves, mentre tutta una serie di film appartenenti al DCEU sono stati annunciati al recente DC FanDome.

Tuttavia, con la storia delle origini del Clown Principe del Crimine che ha avuto un tale successo tanto a livello di critica quanto a livello di pubblico, molti si sono chiesti se nel futuro della Warner Bros. e della DC Films non ci siano più storie incentrate sui cattivi dei fumetti. Di recente si è parlato di un possibile standalone dedicato a Bane, ma ci sono moltissimi altri villain DC tra cui scegliere per un eventuale adattamento live action.

CBR riferisce che il produttore di Joker, Michael E. Uslan, ha partecipato di recente ad un panel online organizzato da Wizard World, durante il quale ha commentato il potenziale per un film live-action dedicato nientemeno che a Mr. Freeze. Durante il panel, infatti, Uslan ha dichiarato che l’approccio che il regista Todd Phillips ha usato per Joker potrebbe potenzialmente essere utilizzato anche per altri film dedicati ai cattivi dell’universo DC.

A quanto pare, la scelta personale di Uslan ricadrebbe proprio su Mr.Freeze, già visto sul grande schermo in Batman & Robin del 1997, interpretato da Arnold Schwarzenegger. “Uno dei miei episodi preferiti della serie animata di Batman, che amo, adoro alla fone, ha a che fare con Mr. Freeze e la perdita di sua moglie”, ha spiegato il produttore. “L’empatia, le emozioni che ciò ha creato… ho davvero immaginato di farne un film.”

Un film su Mr. Freeze? Ecco come potrebbe funzionare…

È proprio dall’uscita di Batman & Robin che Mr. Freeze non appare sul grande schermo, quindi ci sarebbero potenzialmente molte opportunità per il cattivo di tornare con una nuova iterazione al cinema, magari molto più cruda e più vicina allo stile di Joker. Victor Fries è meglio conosciuto per i suoi esperimenti con la tecnologia criogenica, che potrebbe fornire alcune storie davvero interessanti per il personaggio, affrontate magari da una prospettiva moderna. Inoltre, la tragica perdita della moglie potrebbe tradursi in una storia molto avvincente ed emotiva.

Prime Day Live: Lewis Capaldi nell’evento gratuito in live stream su Twitch e Amazon Music

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Amazon annuncia oggi il Prime Day Live, un concerto speciale che verrà trasmesso in live streaming venerdì 9 ottobre a partire dalle 20:00, insieme a Lewis Capaldi, vincitore del BBC Sound 2020 e dell’Amazon Music Ones to Watch 2020, con la partecipazione della cantante Celeste e dell’artista e producer gallese Cate Le Bon. L’iniziativa è promossa per sensibilizzare sul rischio che i locali più amati del Regno Unito oggi rischiano di chiudere a causa della pandemia da COVID-19. Scopri di più su www.amazon.it/primedaylive

Il Prime Day Live, presentato da Amazon Music a sostegno del Music Venue Trust, vedrà ciascun artista esibirsi in una performance di 30 minuti che sarà trasmessa live dal palco di un piccolo locale di musica indipendente di loro scelta, che oggi rischia di chiudere. La performance supporterà il Music Venue Trust e l’evento sarà fruibile ovunque in diretta streaming. Ospite di eccezione Gemma Cairney, popolare presentatrice britannica, che si connetterà da un secondo locale iconico in Scozia. La diretta sarà trasmessa in streaming anche su www.twitch.tv/amazonmusicuk e sull’app Amazon Music, disponibile per iOS e Android.

Dal 2019 ad oggi, Lewis Capaldi è l’artista best seller nel Regno Unito. La star scozzese ha vinto sia come miglior album che come miglior singolo: il brano “Someone You Loved”, con i suoi 2 miliardi di stream, gli ha permesso di raggiungere un successo mai visto prima. Per questa speciale occasione, il due volte vincitore dei BRIT awards, abituato a concerti e festival sold-out, vivrà un’esperienza del tutto nuova sul palco di un locale vuoto e di piccole dimensioni, proprio quel palco che nel 2017 lo ha accolto per uno dei suoi primi concerti. Questo, per sensibilizzare sulle sfide quotidiane che l’industria della musica live sta fronteggiando in questo particolare periodo. “Non vedo l’ora di suonare in show così speciale, per Amazon Music, nel posto dove tutto è cominciato, che per me sa di casa.”ha affermato Lewis, commentando l’evento.

“Il Prime Day Live cointribuirà a sensibilizzare le persone sulla difficile situazione che importanti locali, così integrati nella cultura musicale britannica, stanno vivendo, così come a raccogliere fondi per sostenerli. Una serata di grande musica aperta a tutti, durante la quale i più appassionati potranno sentirsi ancora più vicini ai loro artisti preferiti, comodamente dalla loro casa. Vedere questi artisti riconnettersi con alcuni dei locali di musica dal vivo che fanno parte della loro carriera musicale, sarà un momento davvero speciale.” ha affermato Patrick Clifton, Head of Music, Amazon Music UK

Amazon Music Unlimited

Per soli 0.99€ per 4 mesi i clienti Amazon Prime che non hanno ancora provato Amazon Music Unlimited possono iscriversi al servizio di abbonamento musicale premium con accesso illimitato a oltre 60 milioni di brani senza pubblicità. Per maggiori informazioni: www.amazon.it/primedaylive.

Daniel Craig sul rinvio di No Time to Die: “Non è il momento giusto”

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Lo scorso weekend è arrivata la notizia – non così inaspettata – che No Time to Die è stato ufficialmente posticipato al 2021. Il film sarebbe dovuto arrivare nelle sale di tutto il mondo il prossimo Novembre, ma a causa dell’emergenza Covid-19 che purtroppo non appresta a fermarsi, Universal e MGM hanno deciso di rinviare l’uscita del film ad Aprile del prossimo anno.

Adesso, in una recente ospitata da Jimmy Fallon, è stato proprio Daniel Craig a commentare il nuovo rinvio del film: “Quello che sta accadendo nel mondo è semplicemente più grande di tutti noi”, ha spiegato l’attore britannico. “Vogliamo solo che le persone vado a vedere questo film nel modo giusto, in totale sicurezza. I cinema, in tutto il mondo, sono chiusi al momento. Vogliamo che il film esca in contemporanea in tutto il mondo, e questo non è purtroppo il momento giusto. Quindi, incrociamo le dita e speriamo che il 2 Aprile possa davvero essere il ‘nostro’ giorno.”

Parlando invece del film, che rappresenterà la sua ultima volta nei panni dell’iconico agente segreto, Craig ha aggiunto: “Ho dato tutto quello che potevo. Sono davvero felice di essere tornato nei panni di Bond e di aver avuto la possibilità di interpretarlo ancora una volta. C’erano ancora diversi fili sciolti che dovevano essere legati. Semplicemente, la storia non era ancora completa. Lo ammetto, avevo bisogno di una pausa. Avevo bisogno di allontanarmi per un attimo dal personaggio e una volta che l’ho fatto abbiamo iniziato a parlare di tutte le storyline e di tutte le cose che si sarebbero potute fare, e di dove avremmo potuto portare la storia.”

Parlando invece dell’eredità di 007 e chi sarà il prossimo attore a vestire i panni del personaggio, Fallon ha chiesto a Craig di dare un consiglio a chi avrà il compito, dopo di lui, di raccontarne le avventure sul grande schermo. Ironicamente, l’attore ha dichiarato: “Non fare ca****e! È una cosa bellissima, meravigliosa.”

In No Time to Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa tecnologia.

Il film vedrà protagonisti un cast d’eccezione composto da Daniel CraigLéa SeydouxRalph FiennesRami MalekNaomie HarrisBen WhishawJeffrey WrightAna De Armas, Rory Kinnear, Dali Benssalah, Billy Magnussen, David Dencik e Lashana Lynch.

Sherlock Holmes: Robert Downey Jr. punta all’universo condiviso in stile MCU

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Archiviata ufficialmente l’esperienza con i Marvel Studios, pare che Robert Downey Jr. sia intenzionato ora a concentrarsi sulla saga di Sherlock Holmes, altro personaggio iconico della sua filmografia, interpretato nei due film di Guy Ritchie usciti nel 2009 (Sherlock Holmes) e nel 2011 (Sherlock Holmes – Gioco di ombre). 

Sappiamo che un terzo film è ufficialmente in cantiere: lo scorso anno abbiamo appreso che sarà Dexter Fletcher (regista di Rocketman) ad occuparsi della regia, ma da allora non ci sono stati più aggiornamenti sul progetto. Sappiamo che nel terzo film torneranno sai Downey Jr. che Jude Law nei panni di del Dottor John Watson, ma a quanto pare i piani dell’interprete di Iron Man per il franchise sull’iconico detective sono molto più ambiziosi e oltrepassano la realizzazione di un terzo film.

In occasione del Fast Company Innovation Festival, Robert Downey Jr. e sua moglie, la produttrice Susan Downey, hanno spiegato di voler costruire una saga dedicata a Sherlock Holmes basata sul modello dell’Universo Cinematografico Marvel, quindi con progetti interconnessi e destinati tanto al grande quanto al piccolo schermo. “A questo punto ci sembra che un universo cinematografico basato sui misteri non esista ancora”, ha spiegato Downey Jr. “Quello di Conan Doyle potrebbe essere la voce definitiva in tal senso. Quindi ci stiamo chiedendo se valga la pena fare un terzo film senza dargli la possibilità di spianare la strada ad eventuali spin-off che vadano ad aggiungere diversità ed altri elementi.”

Susan Downey ha invece dichiarato: “Pensiamo che ci siano tutte le carte in regola per ampliare la storia. Magari si potrebbe pensare a degli spin-off sui personaggi che vedremo nel terzo film e capire come si potrebbero collegare nel panorama televisivo, guardando a quello che WarnerMedia ha cominciato a fare con HBO e HBO Max. In questo decennio ci siamo mossi con cautela e abbiamo avuto la possibilità di osservare il lavoro della Marvel e la costruzione del loro universo. È stata un’esperienza incredibile. Una masterclass continua.”

Per quanto riguarda Sherlock Holmes 3, la data di uscita del film era inizialmente fissata per il 21 Dicembre 2021, ma ad oggi non sappiamo quando arriverà effettivamente nelle sale. Chris Brancato sta scrivendo la sceneggiatura, mentre Susan Downey, Joel Silver e Lionel Wigram si occuperanno della produzione. Entrambi i film diretti da Ritchie hanno avuto molto successo, con il primo che ha incassato di 524 milioni di dollari in tutto il mondo e il secondo che ha portato a casa 545 milioni.

Guardiani della Galassia: spiegata l’assenza delle pistole elementali

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Nei fumetti, le pistole elementali di Peter Quill sono un punto fermo delle sue avventure in qualità di Star-Lord. Tuttavia, non le abbiamo mai viste nei film dedicati ai Guardiani della Galassia appartenenti all’Universo Cinematografico Marvel. Come i fan più esperti sapranno, le pistole elementali danno all’eroe il potere di evocare vento, fuoco, acqua e fulmini: una trovata all’apparenza sciocca, ma che in realtà ha portato alla creazione nei fumetti di molti momenti memorabili nel corso degli anni.

Di recente, un fan ha chiesto proprio a James Gunn – via Twitter – come mai non abbia mai utilizzato le pistole elementali nei due film sui Guardiani da lui diretti. Il regista, nonostante sia un grande fan di quei particolari oggetti, ha spiegato che forse all’interno dei film sarebbero stati un elemento accessorio fin troppo bizzarro, sottolineando che ci deve essere un limite a tutte le informazioni di carattere fantascientifico che vengono sottoposte all’attenzione del pubblico in circa due ore di film.

“L’eleganza è sempre la mia priorità numero uno all’interno della narrazione e le pistole elementali, per quanto io le ami nei fumetti, sarebbero state una nuova cosa strana di troppo”, ha spiegato il regista. Gunn ha poi rivelato che aveva anche considerato l’idea di inserirle nel film senza fornire alcuna spiegazione, ma che ciò sarebbe stato impossibile perché si tratta di armi differenti dalle tradizionali pistole Kree di Star Lord. 

Per quanto riguarda il futuro di Guardiani della Galassia, sappiamo che James Gunn tornerà a scrivere e dirigere il terzo film della saga, Guardiani della Galassia Vol. 3, che purtroppo non ha ancora una data di uscita ufficiale. Le riprese del film dovrebbero partire ufficialmente a Febbraio 2021. Torneranno nel cast Chris PrattZoe SaldanaDave BautistaPom Klementieff e Karen Gillan, con Vin Diesel e Bradley Cooper che offriranno ancora le loro voci. Nel film è atteso anche Chris Hemsworth nei panni di Thor.

Josh Brolin rivela quale ruolo ha preferito tra Thanos e Cable

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Josh Brolin rivela quale ruolo ha preferito tra Thanos e Cable

Dopo aver interpretato il ruolo di Thanos nell’Universo Cinematografico Marvel, Josh Brolin si è poi unito all’universo degli X-Men, andando a vestire i panni di Cable in Deadpool 2. La speranza tra i fan è che l’attore abbia l’opportunità di riprendere quel ruolo anche nel MCU, anche se probabilmente sarà qualcosa di totalmente svincolato dalla sua volontà.

Durante una recente intervista con il podcast Team Deakins, Brolin ha parlato di come la lavorazione di Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame – e il conseguente lavoro sul personaggio – sia stata molto diversa rispetto a quella di Deadpool 2.

Ricordando le conversazioni che ha avuto con Anthony e Joe Russo a proposito di Thanos, Brolin ha dichiarato: “Ho pensato al personaggio di Marlon Brando in Apocalypse Now… un ragazzo molto sfuggente, un folle… ma che dice delle cose che hanno senso. Mi sembrava poetico. Ho iniziato a vedere una sorta di parallelismo, e mi piaceva. Mi piaceva poter pensare ad un film come Apocalypse Now mentre stavo facendo un film come Avengers.”

“Deadpool è stato difficile”, ha continuato l’attore. “Anche se è stato comunque divertente, era più difficile. È stata più una transizione d’affari. Era più: ‘Dobbiamo farlo così’, mentre con Avengers non mi sono mai sentito in quel modo”. Dalle parole di Brolin sembra che non gli sia stata concessa molta libertà creativa durante le riprese di Deadpool 2 e che si sia divertito molto di più ad interpretare Thanos per il MCU.

L’attore ha poi spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare il ruolo del Titano Pazzo: “Quando ho detto di sì ad Avengers era qualcosa di ancora molto piccolo”, ha detto riferendosi ad Avengers: Age of Ultron del 2015. “Era fondamentalmente un cameo, quindi non c’erano molti soldi coinvolti. Quindi non era questo il motivo. Se il ruolo fosse stato uno dei Vendicatori, probabilmente non l’avrei fatto.”

Josh Brolin ha poi ammesso che in passato ha rifiutato diverse offerte da parte dei Marvel Studios per ruoli diversi da quello di Thanos. Alla fine ha aggiunto: “Il fatto che fossero tutti gli Avengers contro questo ragazzo… mi è piaciuto questo aspetto.”

The Batman uscirà nel 2022, ecco tutti i nuovi posticipi della Warner Bros

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The Batman non arriverà più nei cinema nel 2021, ma è stato posticipato. In un altro calendario reso pubblico dalla Warner Bros, leggiamo che anche The Flash e Shazam 2 sono stati rimandati.

The Batman, in particolare, era stato pianificato per il primo ottobre 2021, data che ora occupa Dune, mentre il film con Robert Pattinson nei panni dell’Uomo Pipistrello arriverà il 4 marzo 2022.

Altri slittamenti significativi sono Matrix 4, di Lana Wachowski, che è stato spostato soltanto di pochi mesi, da dicembre 2021 al 1° aprile 2022. Inoltre, lo studio pianifica di far uscire a giugno 2022 e agosto 2022 due film non ancora annunciati, mentre The Flash con Ezra Miller uscirà il 4 novembre 2022. Intanto, Shazam 2, che doveva uscire in quella che è la nuova data di The Flash, arriverà il 2 giugno 2023. Black Adam, previsto per dicembre 2021, e Minecraft, per marzo 2022, sono stati momentaneamente tolti dal calendario.

L’unico film che non è stato spostato è Wonder Woman 1984, che invece uscirà il 25 dicembre 2020, e, con Soul, di Disney Pixar, rappresenta l’unico blockbuster ad uscire, per ora, in questo funesto 2020.

Fonte: Variety

Suits, la serie tv: trama, cast, episodi e spoiler

Negli ultimi anni, il palinsesto televisivo e i cataloghi delle piattaforme di streaming come Netflix e Amazon Prime Video, si sono lentamente riempiti di titoli di ogni genere e adatti a ogni età. Tuttavia, i contenuti che occupano la maggior parte dello spazio sul piccolo schermo sono serie e film crime, medical e legal drama. Oggi vi parliamo di una delle serie più amate dal pubblico, Suits.

Creata da Aaron Korsh per USA Network – e poi passata alle reti via cavo americane -, Suits è una delle serie legal drama più famose e apprezzate dai telespettatori di tutto il mondo. In onda dal 2011 al 2019, Suits è arrivata a ben 9 stagioni e 136 episodi, senza mai registrare un forte calo di ascolti. Mentre negli States la serie ha esordito nel 2011 sulla tv nazionale, in Italia Suits è arrivato solo un anno più tardi, nel 2012 e sul canale a pagamento Joi, proprietà del gruppo Mediaset.

Suits trama

La serie ha come protagonista Harvey Spencer (Gabriel Macht), un avvocato di grido di New York, incredibilmente bravo nel suo lavoro e assolutamente detestabile nella vita privata. Cinico, arrogante, snob, modaiolo e amante della vita notturna, Harvey odia il lavoro di squadra nonostante sia socio senior dello studio legale Pearson & Hardman. Convinto di poter gestire tutti i suoi affari in autonomia, Harvey è costretto tuttavia ad assumere dei neolaureati appena usciti dalla prestigiosa università di Harvard, da formare e che saranno di supporto allo studio.

Per un caso assai fortuito, un giorno Harvey incontra Mike Ross (Patrick J. Adams), un ragazzo prodigio dotato di una memoria eidetica e in grado quindi di memorizzare ogni più piccola e insignificante informazione senza sforzo. Mike, nonostante questa sua grande capacità non si è ai laureato in legge ma ha sfruttato la sua memoria per sostenere esami al posto di altri studenti a pagamento.

Grazie a questo incontro, Mike svela il suo grande talento ad Harvey che, impressionato dalla competenza del ragazzo in materia di legge, gli offre un lavoro come collaboratore presso il suo studio. Non avendo però i requisiti necessari per poter accedere a una delle posizioni messe a disposizione dalla Pearson & Hardman, Harvey e Mike terranno segreti i termini del contratto. In questo modo Harvey avrà una potentissima arma legale nel suo arsenale e Mike potrà finalmente farsi strada nel mondo della legge.

Suits cast e personaggi

Durante tutta la prima stagione della serie, Harvey e Mike lavorano a braccetto e si adoperano affinchè il loro segreto, ormai comune, resti tale. Nonostante però la buona volontà di entrambi, a un certo punto il segreto del falso curriculm di Mike viene a galla. La prima persona a scoprire del raggiro di entrambi è Donna Roberta Paulsen (Sarah Rafferty), segretaria di Harvey nonché sua migliore amica e confidente.

Con l’aiuto di Donna, sempre dalla sua parte, Harvey riuscirà a nascondere il segreto di Mike agli altri soci dello studio e membri dello staff. Tra i più sospettosi del team Pearson & Hardman c’è Louis Marlow (Rick Hoffman), uno degli avvocati migliori dello studio, ingiustamente sottovalutato e costantemente in competizione con Harvey. Meno testarda di Louis ma non per questo meno pericolosa, c’è la socia anziana titolare dello studio, Jessica Lourdes Pearson (Gina Torres). Oltre a essere un avvocato eccellente, Jessica è anche la più sospettosa dei soci della Pearson & Hardman, maniaca del controllo e poco amante dei metodi di Harvey.

L’unica possibile alleata di Harvey e Mike è Rachel Elizabeth Zane – interpretata da Meghan Markle – assistente dello studio. Figlia di un ricco avvocato, Rachel ha sempre sognato di poter studiare ad Harvard e poter un giorno diventare un legale in gamba e competente. Tuttavia, non riuscendo a entrare nell’università dei suoi sogni, Rachel si laurea alla Columbia.

Grazie ai suoi ottimi voti e alle sue doti persuasive, Rachel convince Jessica a fare uno strappo alla regola e ad assumerla alla Pearson & Hardman, studio che accetta solo laureati provenienti da Harvard. Proprio a causa del suo passato così travagliato, Rachel sarà una preziosa alleata di Harvey, proteggendo il segreto di Mike del quale finirà per innamorarsi.

Suits stagione 9: trama

Tra i tantissimi legal drama, Suits è di certo il più longevo. Nel giro di otto anni ha vissuto diversi avvicendamenti di cast e stravolgimenti di trama che non sempre hanno incontrato i gusti dei telespettatori che, nonostante tutto, sono rimasti fedeli. In ognuna delle stagioni, anche in quelle meno amate, le intricate relazioni interpersonali e gli avvincenti casi seguiti dallo studio di Harvey e co., riuscivano a tenere il pubblico attaccato allo schermo.

[SPOILER ALERT]

Nella stagione finale di Suits a tenere banco è la nuova relazione tra Harvey e Donna che, innamorati già da moltissimo tempo, dovranno imparare a comunicare tra loro come coppia e non più solamente come amici e/o colleghi. Il loro rapporto, sincero ma problematico, finirà per creare non pochi disagi all’interno dello studio, influenzando negativamente le loro prestazioni professionali.

A funestare ulteriormente la vita di Harvey e Donna c’è il procedimento avviato dal Comitato Etico contro quest’ultima, accusata di aver rivelato un’informazione riservata riguardante un caso a un cliente dello studio. Dopo averle tentate tutte, Harvey, per proteggere Donna, decide di autoaccusarsi ma il suo piano naufraga. Sarà infatti Robert Zane (Wendell Pierce), padre di Rachel e capo dello studio, a prendersi la colpa per redimersi agli occhi della figlia, mettendo di fatto fine alla sua carriera legale e lasciando il suo posto a Samatha Wheeler (Katherine Heigl).

Nell’ultima stagione molti dei ‘vecchi’ personaggi di Suits fanno capolino come guest star in uno o più episodi. Tra questi ricordiamo Louis Litt (Rick Hoffman), Alex Williams (Dulè Hill) e Katrina Bennet (Amanda Schull). C’è anche il grande ritorno di Mike Ross che, alla fine della settima stagione, era sparito dopo le nozze con Rachel. Grande assente, tuttavia, è Meghan Markle che, dopo il matrimonio con il principe Harry, ha detto addio alla serie.

Suits 10: una nuova stagione?

Il finale di Suits, pur avendo chiuso nel migliore dei modi tutte le questioni in sospeso, non sembra aver accontentato tutti i fan che per moltissimo tempo hanno chiesto a gran voce agli autori una nuova stagione. La decima stagione di Suits, però, tanto voluta dagli spettatori della serie non è mai arrivata.

Oltre ad aver esaurito le storyline di ognuno dei personaggi della serie, gli autori hanno puntato tutto su di un nuovo progetto. Si tratta dello spin-off di Suits dal titolo Pearson, andato in onda dal 17 luglio al 18 settembre 2019 su USA Network. Questa serie ha come protagonista Gina Torres e riprende la storia del personaggio di Jessica Pearson a partire dalle sue dimissioni dallo studio Pearson & Hardman.

Dopo aver lasciato lo studio nelle mani dei suoi ex soci, Jessica decide di cambiare completamente vita e di dare un taglio netto col passato. Si trasferisce quindi nella città di Chicago dove comincia a frequentare il mondo della politica. Diventa infatti il nuovo braccio destro del sindaco Bobby Novak (Morgan Spector), un uomo con grandi progetti ma che spesso si muove ai limiti della legalità. Jessica dovrà quindi imparare alla svelta come muoversi all’interno del suo nuovo mondo, fatto di intrighi e situazioni borderline, celate da una facciata di apparente normalità.

La serie Pearson, che all’inizio era stata accolta con grande entusiasmo, non è riuscita però a far breccia nel cuore del pubblico. Dopo soltanto una stagione di 10 episodi, il network ha deciso di chiudere il rubinetto per sempre cancellando la serie.

Suits in streaming

Le prime otto stagioni di Suits sono disponibili in abbonamento sulla piattaforma di streaming a pagamento di Netflix.

Fonte: Wiki, IMDBFandom

Dune: rimandata l’uscita del film a ottobre 2021

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Dune: rimandata l’uscita del film a ottobre 2021

La Warner Bros. e la Legendary hanno spostato l’uscita di Dune di Denis Villeneueve da dicembre 2020 al 1 ° ottobre 2021. L’adattamento ad alto budget dell’iconico romanzo di Frank Herbert vanta un ensemble stellare tra cui Timothée Chalamet, Zendaya, Oscar Isaac, Rebecca Ferguson, Josh Brolin, Dave Bautista, Jason Momoa, Stellan Skarsgård e il premio Oscar Javier Bardem.

L’uscita di Dune era prevista per il 18 dicembre, ma la Warner Bros. ha recentemente spostato Wonder Woman 1984 al giorno di Natale, il che sembrava complicare le cose. All’epoca, si era detto che la Warner Bros. era fiduciosa che il mercato potesse supportare più blockbuster, come ha fatto ogni anno durante le vacanze, ma senza vaccino in vista, gli americani sono rimasti riluttanti a tornare nei cinema anche se nessuno dei contagiati di COVID-19 è stato ricondotto ad un contagio avvenuto nelle sale.

In DuneTimothée Chalamet interpreterà il protagonista Paul Atreides, nato sul pianeta Caladan dal matrimonio fra il duca Leto Atreides I e la sua concubina Lady Jessica. Nel cast anche Javier BardemZendayaOscar IsaacRebecca FergusonStellan SkarsgardDave Bautista, Charlotte Rampling Jason Momoa. Ricordiamo che il film arriverà nelle sale americane il 18 Dicembre 2020.

Fonte: Collider

355: Chastain, Cruz, Nyong’O, Kruger e Fan nei character poster

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355: Chastain, Cruz, Nyong’O, Kruger e Fan nei character poster

Sono stati diffusi i character poster di 355, il film diretto da Simon Kinberg con protagoniste Jessica Chastain, Penelope Cruz, Lypita Nyong’O, Diane Kruger e Bingbing Fan.

355 character poster

Simon Kinberg è stato scelto per dirigere il film da una sceneggiatura che ha scritto insieme a Theresa Rebeck. Il film segue un gruppo di spie delle agenzie internazionali di tutto il mondo. Queste donne dovranno fare squadra, superare i reciproci sospetti e conflitti, usare tutti i loro talenti e la loro formazione per fermare un evento che potrebbe gettare il nostro mondo nel caos. Lungo la strada, queste sconosciute diventano compagne e amiche, e formano così una nuova squadra: nome in codice “355” (un nome preso in prestito dalla prima spia donna nella Rivoluzione americana). Anche Sebastian Stan e Edgar Ramirez fanno parte del cast.

“Sono così contento di avere un’attrice del suo calibro per completare questo cast straordinario” ha detto Kinberg. La Universal ha acquisito i diritti di distribuzione negli Stati Uniti. CAA Film Finance ha negoziato l’accordo con Film Nation per le vendite internazionali. Freckle Films della Chastain e Kelly Carmichael produrranno insieme alla Kinberg Genre di Simon Kinberg.

Nel 2017, Chastain e Bingbing erano nella giuria di Cannes quando Kruger vinse la palma d’oro per la migliore attrice per Oltre la notte. Quel film ha vinto anche un Critics Choice e un Golden Globe come miglior film in lingua straniera.

Giù la testa: trama, cast e colonna sonora del film di Sergio Leone

Secondo capitolo della cosiddetta Trilogia del Tempo, iniziata con C’era una volta il West e proseguita con C’era una volta in America, Giù la testa è un altro dei grandi film western diretti da Sergio Leone. Il film è in realtà uno dei meno citati della sua filmografia, ma mantiene tutte le caratteristiche principali del suo autore come anche quel grande e inconfondibile senso dell’epica. Distribuito in sala a partire dal 1971, questo è ambientato nel Messico del 1913, nel bel mezzo della rivoluzione che in quegli anni sconvolse il paese.

Il film nasce da un’idea dallo stesso Leone, il quale però non voleva ricoprire il ruolo di regista. Egli desiderava infatti smettere di dedicarsi al western per lavorare a film di genere differente. A fargli cambiare idea furono però i due attori protagonisti, che rifiutarono di prendere parte al progetto senza di lui. Fu così che Leone finì con l’essere anche regista di quello che è poi effettivamente stato il suo ultimo film western. Grazie a Giù la testa, inoltre, Leone vinse il suo unico David di Donatello come miglior regista.

Al momento della sua uscita al cinema, il film si affermò come un discreto successo, ma risultò essere il meno remunerativo tra i western di Leone. Come già accaduto al regista, inoltre, anche questo film manco di ricevere particolari riconoscimenti dalla critica. Con il tempo però, il titolo è stato fortemente rivalutato ed è oggi considerato uno dei migliori di Leone. Merito di ciò è il cast, l’ambientazione, le sue tematiche fortemente politiche e ovviamente il grande gusto per la messa in scena del regista. Numerosi sono stati negli anni i tributi al film, indicato come uno dei più significativi per cogliere l’evoluzione presente nel cinema e nella poetica del suo autore.

Giù la testa: la trama del film

La vicenda ha origine in Messico, nel 1913, e ha per protagonista Juan Miranda, il quale è a capo di un gruppo di banditi. Durante l’ennesimo colpo, questi si ritrovano però ostacolati dal dinamitardo John “Sean” Mallory, rivelatosi un asso delle esplosioni. Anziché farselo nemico, Mallory decide di stringere un’alleanza con questo, vedendo in lui la possibilità di espugnare la Banca di Mesa Verde, suo obiettivo da molto tempo. Mallory decide di accettare l’offerta, salvo poi fuggire alla prima occasione utile. I due, però, si ritroveranno proprio a Mesa Verde, dove il dinamitardo offre a Miranda la possibilità di entrare alla banca partecipando alla rivoluzione popolare attualmente in atto.

I due, partecipando ad una riunione dei rivoluzionari, riescono infatti a farsi assegnare come incarico quello di occuparsi della banca. Una volta qui, però, scopriranno che al suo interno non si nasconde un tesoro, bensì una prigione ricolma di contadini. Abbandonata la banca, i due si scontrano con il fallimento della rivoluzione. I loro compagni sono infatti stati tutti assassinati, e a loro non resta che fuggire su di un treno diretto per l’America. Nel corso di questo inizieranno a progettare una vendetta, aspirando a radunare un nuovo esercito di rivoluzionari con cui combattere le truppe del dittatore Victoriano Huerta.

Giù la testa: il cast del film

Ancora una volta, Leone si affidò a celebri attori statunitensi e italiani per i protagonisti del suo film. La parte di Juan Miranda, in particolare, era stata inizialmente pensata per Eli Wallach, che aveva già recitato per il regista in Il buono, il brutto, il cattivo. La produzione, tuttavia, impose la presenza di Rod Steiger, all’epoca divenuto popolare grazie all’Oscar vinto come miglior attore. Per prepararsi al ruolo, questi decise anche di prendere lezioni di spagnolo, così da raggiungere un accento il più credibile possibile. Il suo rapporto con Leone non fu però particolarmente roseo, e diede vita a celebri litigi tra i due, con il regista dichiaratosi insoddisfatto dall’interpretazione dell’attore. Riuscirono comunque a terminare le riprese, e dopo aver visto ultimato il film si dichiararono entrambi soddisfatti del risultato.

Per il ruolo di John Mallory, invece, si considerarono inizialmente gli attori John Wayne e Clint Eastwood. Il regista però scelse di non prendere in considerazione il primo per via della sua eccessiva fama, che avrebbe finito per distrarre il pubblico. Eastwood, invece, rifiutò il ruolo ritenendolo troppo simile a quello già interpretato nei precedenti film di Leone. Ad interpretare il ruolo è stato allora l’attore James Coburn. Questi era però inizialmente riluttante, e si decise ad accettare solo dopo che Henry Fonda, che aveva recitato in C’era una volta il West, gli descrisse Leone come il più grande regista di sempre. A sua volta, anche Coburn lavorò sull’accento. Per risultare credibile, spese diverso tempo in Irlanda, essendo il personaggio originario di quel paese.

Altro celebre attore presente nel film è l’italiano Romolo Valli. Celebre per i suoi ruoli in Il Gattopardo e Il giardino di Finzi Contini, questi ha qui interpretato un personaggio scritto appositamente per lui. Leone, infatti, ideo Villega come un medico di professione, consapevole che l’attore aveva studiato proprio medicina prima di iniziare a recitare. Ciò favorì la sua interpretazione, potendo risultare realistico nella parte. Sono poi presenti nel cast l’attore Antoine Saint-John nel ruolo di Günther Reza, Franco Graziosi nei panni del governatore Jaime, e l’attrice Maria Monti in quelli di Adelita. Rick Battaglia è invece il generale Santerna, il leader della rivoluzione messicana.

Giù la testa: la colonna sonora, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Come per tutti i film di Leone, anche Giù la testa vanta una colonna sonora firmata dal maestro Ennio Morricone. Questi realizzò una serie di brani originali, mantenendo però una perfetta coerenza con quelli già realizzati per i precedenti film western del regista. Il risultato fu una sequenza entusiasmante di epica ed emozioni, in grado di sottolineare nel miglior modo possibile ognuno dei grandi eventi del film. Quella presente in questo film è infatti stata considerata una delle più grandi e importanti colonne sonore realizzate da Morricone, con numerose delle tracce rimaste nell’immaginario comune. Nel 1972 viene pubblicato l’album contenente la colonna sonora completa.

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Jumanji – Benvenuti nella Giungla è infatti presente su Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Now TV, e Tim Vision. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione lunedì 5 ottobre alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.

https://www.youtube.com/watch?v=1I_TRvItH8E

Fonte: IMDb

Free Guy – Eroe per gioco, il nuovo trailer del film

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Free Guy – Eroe per gioco, il nuovo trailer del film

Diretta da Shawn Levy e interpretata da Ryan Reynolds, la nuova entusiasmante commedia d’azione 20th Century Studios Free Guy – Eroe per Gioco arriverà prossimamente nelle sale italiane, distribuita da The Walt Disney Company Italia.

In Free Guy – Eroe per Gioco, un impiegato di banca che scopre di essere un personaggio all’interno di un videogioco open world decide di diventare l’eroe della propria storia e di riscrivere il suo personaggio. In un mondo senza limiti, il protagonista è determinato a diventare colui che salverà il suo mondo a modo proprio…prima che sia troppo tardi.

Interpretato da Ryan Reynolds, Jodie Comer, Joe Keery, Lil Rel Howery, Utkarsh Ambudkar e Taika Waititi, Free Guy – Eroe per Gioco è diretto da Shawn Levy da un soggetto di Matt Lieberman e una sceneggiatura di Lieberman e Zak Penn.

Carbonia Film Festival 2020: al via l’edizione dal 6 all’11 ottobre

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Prende il via martedì 6 ottobre l’edizione 2020 del Carbonia Film Festival, che quest’anno alza un doppio sipario: quello del Teatro Centrale dove si svolgeranno gli appuntamenti live in città, e quello della piattaforma streaming grazie alla quale sarà possibile vedere i film dei due Concorsi internazionali (rispettivamente dedicati a lungometraggi e cortometraggi) gratuitamente su tutto il territorio nazionale. Un’edizione ibrida e coraggiosa, in un momento particolare come quello che stiamo vivendo, con cui il Carbonia Film Festival dichiara di volerci essere.

Sono 13 i paesi raccontati dai 16 film in concorso per un racconto poliedrico sui temi cardine della manifestazione, ovvero lavoro e migrazioni.

L’apertura del CFF 2020 è affidata a Mogul Mowgli, esordio nel lungometraggio di finzione per Bassam Tariq che porta sul grande schermo una storia di successo, famiglia e tradizioni con un’imperdibile performance di Riz Ahmed (Venom, The night of) nei panni di un rapper che, all’apice del successo, viene colpito da una malattia autoimmune. Un dramma di seconda generazione in cui il desiderio di fama si oppone alle tradizioni ancestrali, per un moderno 8 mile in cui Riz Ahmed si muove e rappa sul palco con una presenza magnetica che non ha nulla da invidiare alle grandi star della scena rap internazionale. Il film sarà disponibile a partire da martedì 6 sulla piattaforma streaming del CFF, e inaugurerà le proiezioni cittadine al Cine-Teatro Centrale (ore 21.00).

Per il Concorso Internazionale Lungometraggi va in scena, sulla piattaforma streaming, anche Days of Cannibalism, documentario “western” di Teboho Edkins sull’impatto delle nuove frontiere della globalizzazione. Il film osserva il modo in cui l’arrivo della potenza cinese sia riuscito in poco tempo a modificare l’economia agro-pastorale di una comunità rurale dell’Africa meridionale.

Inoltre sulla piattaforma del festival saranno disponibili le conversazioni con i registi dei lungometraggi in concorso, realizzate in collaborazione con Eja TV e Fondazione Sardegna Film Commission.

Al via anche il Concorso Internazionale Cortometraggi, che da martedì 6 ottobre proporrà gli 8 film selezionati disponibili gratuitamente sulla piattaforma streaming fino a domenica 11 ottobre.

Presso la Mediateca Comunale inaugura la mostra (Quasi) tutto stampato a mano, un viaggio nelle opere di Sarah Mazzetti, autrice del manifesto di questa edizione. Illustratrice di fama internazionale, Sarah Mazzetti vanta collaborazioni con The New York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, nel 2019 ha ricevuto l prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione Bologna Children’s Book Fair – Fundación SM.

Queer Days – Giornate di Cinema e Cultura Queer, il programma

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Queer Days – Giornate di Cinema e Cultura Queer, il programma

Dalla collaborazione di Associazione CineQueer per Roma, Zalib e Frocya, nascono i Queer days – Festival di Cinema e Cultura Queer, quattro giornate di festival multidisciplinare per esplorare la produzione artistica e cinematografica queer della città.

La necessità di questo festival nasce come reazione ai mesi appena passati, durante i quali non è stato possibile scendere in piazza con il pride, difficilissimo reperire gli ormoni per le persone trans, impossibile evadere da situazioni di violenza domestica.

Per affrontare un autunno di incertezze, impugniamo come stendardo contro le avversità il pavone albino dalla coda multicolore. Un percorso che si snoderà tra cortometraggi internazionali, talk, spettacoli teatrali, musica dal vivo, mostre, per raccontare la scena queer romana tra personalità emergenti e figure di spicco.

La madrina del festival Cristina Prenestina, drag queen da sempre attiva sia sul palcoscenico che nel sociale, ci guiderà in questa irriverente battaglia.

Per poter accedere ad ogni evento bisognerà prenotarsi al seguente link.

Giovedì 8 ottobre

19:00 – 20.00 “Che genere di legge?” con Monica Cirinnà e Alessandro Zan. Modera Cristina Prenestina.

20:00 – 22.00 Proiezione speciale di “Giorgio” di Arianna Mattioli e proiezione dei cortometraggi in concorso.

21:00 – 00:00 Festa di apertura – Dj set Poppe Party

Venerdì 9 ottobre

18:00 – 19:00 “Portrait of a queer kid” con Eleonora De Luca, Brando Pacitto e Liliana Fiorelli.

19:00 – 21:00 Proiezione dei cortometraggi in concorso.

22:00 – 02:00 Dj set Le Probleme | Entrata 10 euro

Sabato 10 ottobre

17:00 – 18:00 Cristina Prenestina legge storie per bimbe e bimbi dai 5 anni in sù.

19:00 – 21:00 Presentazione contromano di “Amori Sfigati” di Chiara Rapaccini (DeAgostini).

21:00 – 22:00 Le NO CHOICE in concerto | Entrata 10 euro

22:00 – 00:00 Proiezione speciale di “Corpi Liberi” di Fabiomassimo Lozzi e proiezione dei cortometraggi in concorso.

domenica 11 ottobre

18:00 – 19:00 “Allor che all’opre femminil intenta se… devi – Per
un’educazione di genere attraverso la letteratura” con Giacomo Visconti e Fabrizio Colica.

19:00 – 20:00 Presentazione di “Signorina” di Chiara Sfregola con Guia Scognamiglio.

20:00 – 21:00 Spettacolo “Oggi voglio parlare” di Lila Esposito e Isabella Pinto | Entrata 10 euro

21:00 – 23:00 Proiezione dei cortometraggi in concorso.

The Witcher 2: Henry Cavill pubblica le prime foto di Geralt

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The Witcher 2: Henry Cavill pubblica le prime foto di Geralt

Impegnato nelle riprese di The Witcher 2, Henry Cavill ha condiviso le prime due foto di Geralt di Riva dal set del secondo ciclo della serie The Witcher Netflix basata sulle storie di Andrzej Sapkowski. Ecco di seguito le immagini e il testo che ha condiviso Cavill sul suo account Facebook:

“‘Potrebbe venir fuori,’ disse l’uomo dai capelli bianchi un attimo dopo, ‘che i loro compagni o amici possano chiedere cosa sia accaduto a questi uomini malvagi. Di’ loro che il lupo li ha morsi. Il lupo bianco. E aggiungi che dovrebbero continuare a guardare sulle loro spalle. Un giorno guarderanno indietro e vedranno il lupo.'”– Dagli scritti di Andrzej Sapkowski

In The Witcher 2 confermati Henry Cavill (Mission: Impossible – Fallout, Justice League) nel ruolo di Geralt di Rivia, Anya Chalotra (Agatha Christie – La serie infernale, Wanderlust) nel ruolo di Yennefer e Freya Allan (La guerra dei mondi, Into The Badlands) nel ruolo di Ciri e Joey Batey (Knightfall, Strike) nel ruolo del personaggio più amato dai fan: Jaskier.

Si uniranno al cast per la seconda stagione di The Witcher Yasen Atour (Young Wallander) che interpreterà Coen, Agnes Bjorn (Monster) nel ruolo di Vereena, Paul Bullion (Peaky Blinders) che interpreterà Lambert, Thue Ersted Rasmussen (Fast and Furious 9) nel ruolo di Eskel, Aisha Fabienne Ross (The Danish Girl) nel ruolo di Lydia, Kristofer Hivju (Il Trono di Spade) che interpreterà Nivellen e Mecia Simson, nel ruolo di Francesca.

CORRELATE:

The Witcher sarà diretta da Stephen Surjik (The Umbrella Academy) per gli episodi 02×01 e 02×02, Sarah O’Gorman (Cursed) per gli episodi 02×03 e 02×04, Ed Bazalgette (The Last Kingdom) per gli episodi 02×05 e 02×08 e Geeta V. Patel (Meet The Patels) per gli episodi 02×06 e 02×07.

Riconfermati inoltre nei propri ruoli MyAnna Buring (Kill List) Tissaia, Tom Canton (Good Karma Hospital) Filavandrel, Lilly Cooper (Peterloo) Murta, Jeremy Crawford (Titans) Yarpin Zigrin, Eamon Farren (Twin Peaks) Cahir, Mahesh Jadu (Marco Polo) Vilgefortz, Terence Maynard (Maledetto) Artorius, Lars Mikkelson (House of Cards) Stregobor, Mimi Ndiweni (Black Earth Rising)Fringilla Vigo, Royce Pierreson (Judy) Istredd, Wilson Radjou-Pujalte (Hunter Street)Dara, Anna Shaffer(Harry Potter)Triss Merigold, Therica Wilson Read (Young Wallander) Sabrina.

La showrunner e produttrice esecutive di The Witcher, Lauren Schmidt Hissrich, ha dichiarato: «Anche per la seconda stagione è stato mantenuto un altissimo livello artistico del cast. Sophie Holland e il suo team hanno nuovamente selezionato i migliori attori per incarnare questi personaggi, siamo entusiasti di vedere queste nuove storie prendere vita sotto la direzione di registi tanto affermati.»

The Witcher 2: trama

The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga bestseller, è il racconto epico di una famiglia e del suo destino. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Il suo destino si intreccerà poi con quello di una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto. I tre si ritroveranno ad attraversare insieme un mondo sempre più instabile

Paradise – Una nuova vita, in palio biglietti gratuiti per andarlo a vedere con Cinefilos.it

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Cinefilos.it in collaborazione con Fandango vi invita ad andare a vedere al cinema gratuitamente Paradise – Una nuova vita di Davide Del Degan prodotto da PILGRIM e A ATALANTA con RAI CINEMA.
Gli inviti validi per due persone in palio sono 50 (a cinema) e le sale coinvolte nell’iniziativa sono al QUATTRO FONTANE di Roma, il MASSIMO a Torino e l’ALFIERI a Firenze, per le date:
  • giovedì 8 ottobre  (10 inviti validi per due persone)
  • venerdì 9 ottobre (10 inviti validi per due persone)
  • sabato 10 ottobre (20 inviti validi per due persone)
  • domenica 11 ottobre (10 inviti validi per due persone)
Per richiedere l’invito vi basterà scrivere a eventi[@]cinefilos.it il vostro nome e cognome e il luogo designato (il MIGNON a Roma, o il MASSIMO a Torino o l’ALFIERI a Firenze). L’invito sarà accordato alle prime 10 richieste. Coloro che hanno vinto riceveranno un’email di conferma. Chi non riceve email di risposta automaticamente non avrà vinto l’invito. Dunque che aspettate, scriveteci!

Paradise – Una nuova vita, il film

Calogero è un uomo ordinario che ha fatto una scelta straordinaria. Siciliano, venditore di granite, un giorno assiste ad un omicidio di mafia e decide di fare qualcosa che non tutti avrebbero il coraggio di fare: testimoniare. Ed è così che Calogero viene impacchettato e spedito, sotto il programma protezione testimoni, nel posto più lontano dalla Sicilia: tra le montagne del Friuli, a Sauris, un villaggio di gente ospitale, ma che lui fa fatica a capire. Calato in una realtà completamente diversa così distante da tutto ciò che ama, tra le nevi e nessuno a cui vendere granite, Calogero si ritrova solo, perso, spaesato. Ancora alle prese con il rammarico per aver perso il contatto con la sua famiglia, che si è rifiutata di seguirlo, e con la sua unica figlia, che non ha neanche fatto in tempo a veder nascere, un arrivo in paese crea altro scompiglio nella sua nuova vita. Il killer contro cui lui ha testimoniato è diventato a sua volta un collaboratore di giustizia e, per un errore amministrativo tipicamente italiano, è stato spedito nella stessa località, con lo stesso falso nome. Il nostro Calogero è convinto che sia lì per ammazzarlo, e non sa che il killer, contrariamente a lui, vive questa cesura col proprio passato come un’opportunità che la vita gli ha voluto regalare.

The Turning – La Casa del Male: trailer del film horror

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The Turning – La Casa del Male: trailer del film horror

01 Distribution ha diffuso il trailer ufficiale di The Turning – La Casa del Male, l’atteso nuovo thriller horror diretto da Floria Sigismondi con protagonisti Mackenzie Davis, Finn Wolfhard, Brooklynn Prince, Mark Huberman, Niall Greig Fulton, Barbara Marten, Kim Adis, Denna Thomsen. 

Il film Basato sul romanzo IL GIRO DI VITE (THE TURN OF THE SCREW) di HENRY JAMES è  un’esclusiva per l’Italia LEONE FILM GROUP e arriverà al cinema il 29 ottobre 2020.

Nel film The Turning – La Casa del Male in una misteriosa e decadente tenuta sulla costa del Maine, una tata viene incaricata di occuparsi della cura di due orfani molto “particolari”. Molto presto scopre che sia i bambini che la casa nascondono oscuri segreti e le cose potrebbero non essere come sembrano

Madagascar: le curiosità sul franchise d’animazione DreamWorks

Madagascar: le curiosità sul franchise d’animazione DreamWorks

Una delle più memorabili saghe cinematografiche d’animazione degli ultimi anni è quella di Madagascar. Composta da tre film principali, uno spin-off e diverse serie televisive animate, questa è uno dei titoli di punta del celebre studio DreamWorks Animation. Dal 2005, anno di distribuzione del primo film, questa è diventata infatti una notevole fonte di guadagno, capace di attrarre un pubblico di bambini e adulti. Merito di ciò è la grande comicità intrinseca alle storie narrate, come anche i personaggi e alcune sequenze rimaste nell’immaginario comune.

Come anticipato, i quattro lungometraggi appartenenti al franchise sono Madagascar (2005), Madagascar 2 (2008), Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012) e I pinguini di Madagascar (2014), incentrato sui quattro simpatici pinguini ricorrenti in ognuno dei film. Complessivamente, questi film hanno guadagno un totale di oltre 2,2 miliardi di dollari, a fronte di un budget di 502 milioni. Gli incassi sono inoltre stati maggiori di film in film, giustificando dunque la grande serie di opere realizzate intorno a tale titolo.

Attualmente, la DreamWorks ha annunciato la realizzazione di un quarto capitolo della serie principale. Questo avrebbe dovuto essere realizzato in tempo per una distribuzione nel 2018, ma nel 2015 lo studios annunciò di aver sospeso la produzione per concentrarsi su altri film e altre storie. Tra le altre saghe a cui la DreamWorks ha dato vita si annoverano infatti anche quella di Shrek, Kung Fu Panda Dragon Trainer. Il progetto sembra però soltanto rimandato, ed è facile immaginare che presto sarà possibile rivedere i celebri animali protagonisti sul grande schermo.

Madagascar: la trama dei film

Madagascar (2005)

La vicenda del primo film ha inizio nel momento in cui, nello zoo di Central Park, la zebra Marty si ritrova a festeggiare l’ennesimo compleanno dentro il recinto in cui è confinato da anni. Egli sogna infatti di poter vivere libero in un luogo selvaggio, a cui sente di appartenere. Di idea totalmente opposta è invece l’amico Alex, il leone dello zoo nonché sua celebrità indiscussa. Questi non desidera affatto lasciare quel luogo, ritrovando lì tutto ciò di cui ha bisogno. Ma Marty, avvertendo il peso del tempo che passa, si decide a trovare una via di fuga. Grazie a quattro pinguini particolarmente agguerriti riesce così ad evadere.

Accortosi della sua assenza, Alex radura gli amici Melman la giraffa e Gloria l’ippopotamo per correre a recuperare l’amico. La loro fuga si rivelerà particolarmente imprevedibile, e in balia degli eventi i quattro amici finiscono con l’essere spediti in Kenya. Durante il viaggio per mare, però, le loro gabbie finiscono in acqua, portandoli ad approdare sulle spiagge del Madagascar. Qui il gruppo si imbatte in un branco di lemuri, capitanati da Re Julian, i quali gli faranno esplorare l’isola e le sue ricchezze. Alex, però, desidera quanto prima tornare a New York, e farà di tutto pur di riuscirvi, entrando inevitabilmente in conflitto con Marty.

Madagascar 2 (2008)

Il secondo film della trilogia riprende la narrazione lì da dove si concludeva il precedente capitolo. Alex, Marty, Melman e Gloria trovano la possibilità di tornare a New York nell’aiuto offerto loro dai quattro celebri pinguini. Il gruppo sale così a bordo di un aereo abbandonato, e inizia il lungo viaggio verso casa. Naturalmente, il velivolo si dimostra più malandato del previsto e ben presto subisce un guasto che costringe gli animali ad un atterraggio di emergenza in Kenya, nel bel mezzo di una riserva naturale. Qui si imbattono nella fauna del luogo, tra cui anche alcuni animali molto speciali.

Alex, infatti, si ricongiunge inaspettatamente con i suoi veri genitori. Emozionato dall’incontro, non si risparmia in storia riguardo il suo status di celebrità nello zoo di New York. Anche i suoi amici però sembrano trovare una propria dimensione, imbattendosi ognuno nei propri simili. Ben presto, però, scopriranno quanto anche quel mondo possa essere spietato, e per poter essere accettati dovranno superare diverse prove, come ance risolvere il mistero riguardo la sparizione dell’acqua nella riserva.

Madagascar 3 – Ricercati in Europa (2012)

Nel terzo capitolo della trilogia il gruppo di animali amici si trova ancora nella riserva in Kenya. Questi iniziano però a provare tutti una certa nostalgia per la loro casa a New York. Di comune accordo, decidono così di ripartire per tornare lì una volta per tutte. Ritrovati i pinguini, gli unici che possono aiutarli, questi si rimettono a bordo dell’aereo e partono alla volta degli Stati Uniti. Ancora una volta, però, il velivolo dà problemi e finisce con lo schiantarsi in una stazione ferroviaria francese. Tentando di scappare dalle autorità che cercano di catturarli, il gruppo si precipita nel treno di un circo diretto a Roma, riuscendo così a fuggire.

Durante il viaggio hanno modo di conoscere gli animali del circo, come la tigre Vitaly, il leone marino Stefano e il giaguaro Gia. Parlando con loro scoprono che se le tappe di Roma e Londra avranno successo, il circo partirà poi per un tour negli Stati Uniti. Questa sembra essere dunque l’unica possibilità per Alex, Marty, Melman e Gloria di tornare a casa. Ma per riuscire in ciò, dovranno dare il meglio delle loro capacità, come anche sfuggire ad un pericoloso nemico. sulle loro tracce vi è infatti Chantal DuBois, celebre cacciatrice che ambisce ad aggiungere i quattro ai suoi trofei di teste di animali.

Madagascar: lo spin-off

I pinguini di Madagascar (2014)

Divenuti estremamente popolari e apprezzati con la trilogia principale della saga, i quattro pinguini hanno infine ottenuto una storia tutta per loro. Qui si narrano le origini di Skipper, Kowalski, Rico e Soldato. Cresciuti in Antartide, questi decidono di abbandonare quel luogo in cerca di un posto più stimolante dove abitare. Anni dopo, successivamente agli eventi di Madagascar 3, i quattro sono continuamente in cerca di avventure. L’occasione si presenta nel momento in cui vengono rapiti e portati a Venezia nel covo del dottor Octavius Tentacoli. Qui i quattro scopriranno che questi non è altro che un grosso polpo travestito da umano con un piano malefico.

Il suo intento è infatti quello di trasformare i pinguini in mostri grazie ad un siero speciale. Ciò si rivelerà in seguito essere un piano di vendetta, poiché da sempre il polpo considera i pinguini come suoi nemici primari, per motivi che i quattro scopriranno ben presto a loro spese. Fortunatamente, riescono ad evadere dalle grinfie del cefalopode, e si ritroveranno reclutati dall’organizzazione Vento del Nord, guidata dall’agente Segreto, che si occupa di difendere gli animali in difficoltà. Con l’aiuto di questa, i pinguini dovranno sventare i piani del malefico polpo, salvando la situazione ancora una volta.

https://www.youtube.com/watch?v=sZum09Lavrs

Madagascar: i doppiatori dei personaggi

Grazie alla fama raggiunta dalla serie, i film si sono avvalsi di celebri doppiatori per le voci dei personaggi principali. Si possono infatti ritrovare noti attori tanto per la versione originale quanto per quella in lingua italiana. Per la prima di queste, sono da citare i quattro doppiatori dei protagonisti. Ben Stiller è infatti il leone Alex, mentre Chris Rock è la zebra Marty, David Schwimmer la giraffa Marty e Jada Pinkett Smith l’ippopotamo Gloria. Celebre è poi il doppiaggio di Sacha Baron Cohen nei panni del lemure Re Julien. Nel primo dei sequel si annovera invece la presenza di Alec Baldwin nei panni del leone cattivo Makunga.

In Madagascar 3, invece, si hanno le voci di diversi celebrità. La prima di queste è la premio Oscar Frances McDormand, nei panni di Chantal DuBois. Vi è poi Jessica Chastain per il giaguaro Gia e Bryan Cranston per la tigre Vitaly. Passando invece allo spin-off I pinguini di Madagascar, sono celebri le partecipazioni di John Malkovich nei panni del dottor Octavius Tentacoli e di Benedict Cumberbatch in quelli di Segreto, l’agente di Vento del Nord. Per il doppiaggio italiano, invece, le voci di Alex e Marty appartengono ai comici Ale e Franz. Melman ha invece quella di Fabio De Luigi, mentre Gloria di Michelle Hunziker.

Madagascar cast

Madagascar: dove vedere i film in streaming

Per gli appassionati della trilogia, o per chi deve ancora vederla e desidera farlo, è possibile trovare i film di Madagascar su alcune delle principali piattaforme streaming presenti sul Web. Tra queste si annoverano Netflix, Rakuten TV, Microsoft Store, Google Play, Infinity, Chili Cinema e Apple iTunes. I pinguini di Madagascar è invece disponibile su Amazon Prime Video, Tim Vision, Rakuten TV, Apple iTunes e Google Play. Per usufruirne, in base alla piattaforma prescelta, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare semplicemente il singolo film. A questo punto sarà possibile vedere i film in tutta comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb

Susanna Nicchiarelli: intervista alla regista di Miss Marx

Susanna Nicchiarelli: intervista alla regista di Miss Marx

Si affianca senza pedinare o intromettersi allo sguardo dei propri personaggi, la cinepresa di Susanna Nicchiarelli. È uno sguardo delicato, elegante, sensibile e rock il suo, capace di cogliere le mille e più sfumature che colorano l’anima dei propri protagonisti, muovendosi tra cadute nell’abisso dei sentimenti e slanci creativi, senza per questo cadere mai nel baratro del melodramma.

C’è una passione sviscerale per i propri racconti: come tanti figli, Susanna raccoglie queste storie da lei cullate, volute, nutrite, per portarle sullo schermo con talento e un pizzico di audacia. Da Cosmonauta a Miss Marx presentato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia 2020 – la regista studia ogni piccolo dettaglio, segue con attenzione e dedizione le proprie creature cinematografiche. Si informa, apprende, fa ricerche, accoglie le esistenze dei suoi protagonisti assimilandole e facendole sue. Così è stato soprattutto per la figura di Eleanor Marx, donna capace di anticipare e superare i tempi, colta in un’esistenza in perpetuo bilico tra ragione e sentimento, portavoce di chi voce non ce l’ha e vittima del cuore. Una dualità senza tempo. eterna, perché noi tutti siamo stati almeno una volta nella vita Eleanor Marx, e che Susanna Nicchiarelli traduce in opera cinematografica supervisionando ogni piccolo particolare, dalla sceneggiatura, alla musica, dalla scelta della carta da parati richiamante l’arte impressionista e preraffaelita, fino al doppiaggio. È lei infatti che si è occupata dei provini ai doppiatori e all’adattamento dei dialoghi, così da non perdere, nella sua versione italiana, lo spirito e il cuore del suo film distribuito da 01 Distribution.

Ed è in occasione della presentazione di Miss Marx al cinema Arsenale di Pisa che abbiamo avuto modo di incontrare Susanna Nicchiarelli. Ciò che ne è scaturita è un’intervista in cui è papabile l’amore per il cinema da parte della regista e la sua volontà di narrare storie che superano i tempi attraverso figure sensibili, coraggiose e spinte da menti alacri.

 

Vorrei iniziare questa intervista con una domanda che potrebbe sembrare banale, ma che nel contesto di un anno come quello che stiamo vivendo finisce per assumere tutt’altro significato. Come è stato presentare Miss Marx alla Mostra del cinema di Venezia in un’annata così particolare?

Devo dire che Venezia è stata bellissima. Eravamo tutti attenti, ligi a seguire le regole previste. Certo, tutto si presentava in maniera così diversa, dalla misurazione della temperatura, all’uso della mascherina, senza parlare dei posti da occupare uno sì e l’altro no, ma c’è anche da dire che in Laguna non è successo niente. Eppure siamo stati lì dieci giorni, con persone che venivano da ogni parte d’Europa. Sembrava di essere dei resistenti che sono riusciti comunque a far del cinema. Da una parte la voglia di organizzare questo festival è dunque da interpretarsi come un atto di amore nei confronti del cinema, dall’altra è stata una vera dimostrazione di come la sala sia un posto sicuro, perché, credetemi, così è. Un po’ come i bambini che dopo mesi di distanza si ritrovano finalmente tutti insieme a scuola, è in situazioni come queste che comprendi l’importanza di certi momenti, e se vogliamo continuare a condividere un’esperienza come quella della sala, è altrettanto indispensabile stare attenti e seguire le regole. Perché andare al cinema, uscire, stare insieme è un qualcosa di connaturato all’essere umano, un’esigenza che dobbiamo e possiamo continuare a realizzare, basta solo mantenere certi comportamenti.

E vista la risposta dal pubblico – due proiezioni in sold-out qui al cinema Arsenale – direi che la voglia di tornare al cinema è tanta.

Quando eravamo a Venezia, nel buio della sala ho pensato “stai a vedere che non appena si accenderanno le luci, tutti si fionderanno all’uscita a causa di queste mascherine” e invece c’è stato un applauso lunghissimo e commovente. Una cosa simile si è ripetuta nel corso delle mie presentazioni in giro per l’Italia. Il pubblico, nonostante la mascherina, è rimasto in sala, pronto e desideroso di seguire il dibattito, sulla scia di un desiderio di parlare e riflettere insieme, che prima non era scontato esserci, visto che un po’ di gente si alzava sempre. Poi, se devo essere sincera, credo che alla fine si stia anche bene in sala. La mascherina può dar fastidio se parli, cammini, ti muovi, ma seduto davanti a uno schermo, te ne dimentichi ben presto della sua esistenza.

Rileggendo qualche sua intervista, ho appreso che si è avvicinata al personaggio di Eleanor Marx quasi per caso. Cosa l’ha colpita in particolare di questo personaggio?

Mi ha colpito il contrasto con cui veniva presentata al tempo, quello cioè di una donna emancipata e intelligente (tanto da tradurre Madame Bovary per il pubblico inglese), che fa la stessa fine della protagonista del romanzo di Flaubert. Il modo in cui viene raccontata, anche in poche frasi, sui vari testi in cui sono incappata l’ho trovato un po’ squalificante, quasi come se si volesse insinuare che questa donna, così tanto femminista, non è stata in grado di applicare le sue idee in ambito privato, lasciandosi soggiogare dall’uomo amato. In realtà, mentre studiavo la sua vita, mi sono affezionata immediatamente a lei, anche perché era la piccolina di casa e la preferita di papà, proprio come me, che sono la piccola di famiglia. A colpirmi, inoltre, è stata anche la figura di questo padre che l’ha sempre amata tantissimo e le ha insegnato tutto, senza farle pesare mai il suo essere donna. Ricordiamoci, infatti, che ai tempi Eleanor non poteva andare a scuola e studiare storia e politica; solo il padre le poteva insegnare tali materie, visto che alle donne era permesso tuttalpiù ambire alla scuola di ricamo e di buone maniere. Questa cosa mi aveva molto intenerito. rileggendo i suoi scritti mi sono poi accorta della sua intelligenza sopraffina, mentre le sue lettere mi hanno fatto comprendere come all’interno della sua storia d’amore con Edward, lei non sia mai stata vittima, quanto complice. Nonostante la stesse consumando fino al midollo, Eleanor accetta e sceglie con grande consapevolezza di portare a termine questo rapporto senza rinunciarvi mai, proprio come non aveva mai rinunciato alle sue idee politiche.

Miss Marx, recensione del film di Susanna Nicchiarelli #Venezia77

Una delle cose che mi sono piaciute più del film è stata la colonna sonora. Una musica che si adatta perfettamente all’animo di Eleanor, perché il punk-rock, proprio come la vita della sua protagonista, è ribellione, rivoluzione, voglia di far sentire la propria voce. Mi chiedevo dunque se questa scelta musicale fosse prevista sin dall’inizio, o se è sopraggiunta in un secondo momento.

È stata assolutamente pensata dall’inizio. Sin dalle prime fasi di sceneggiatura mi sono detta che volevo una storia rock, commentata musicalmente, da un gruppo contemporaneo. Ho fatto dunque delle ricerche, e grazie anche a qualche consiglio ho scoperto i Downtown Boys, i quali si sono rivelati perfetti per l’energia del film: sono infatti giovani, particolari, matti, trainati da questa voce femminile così forte di Victoria Ruiz, ma soprattutto contemporanei perché, ripeto, per me era importante che le canzoni parlassero di oggi. Non ero interessata al rock anni Settanta che avrebbe dato un effetto nostalgico, quanto piuttosto ai collegamenti con l’attualità. Tanto è vero che “A Wall”, il pezzo che cantano quando vanno in America, è sul muro di Trump. Sono canzoni sull’adesso, che trattano l’attualizzazione di un pensiero che non credo sia invecchiato nelle sue istanze più importanti. Il primo pezzo che ho ascoltato dei Downtown Boys era una cover di Bruce Springsteen che mi ha colpito così tanto da inserirla nel film proprio perché riarrangiata in maniera così contemporanea da rispondere all’operazione che volevo compiere,

Oltre a quella rock-punk, esiste anche un’anima romantica all’interno del film, caratterizzata da brani di Chopin e Franz Liszt. Insieme ai Gatto ciliegia contro il grande freddo, una band post-rock di Torino che lavora con sonorità elettroniche e con cui ho collaborato per tutti i miei film, abbiamo preso questi brani, anche molto conosciuti, per rielaborarli e attualizzarli, così da citare l’atmosfera romantica di origine, senza perdere di vista il tema del contemporaneo.

Romola Garai nei panni di Eleanor è spettacolare, nonché perfetta per questo ruolo, soprattutto se teniamo conto di quanto questa attrice, nonostante abbia fatto parte di una serie come The Hour e un film come Espiazione, sia poco conosciuta al pubblico italiano, proprio come poco conosciuta è la figura di Eleanor Marx. Aveva già in mente di affidare a lei questo personaggio, oppure è una scelta presa successivamente?

Avevo pensato a una serie di attrici inglesi a cui far leggere la sceneggiatura, e poi incontrare, tra cui spiccava anche Romola. Di lei mi sono innamorata nella serie della BBC di quattro puntate Emma, dal romanzo di Jane Austen. Romola è una di quelle donne che ha un non so che di antico, per cui vestita d’epoca sembra che venga da quel periodo. Dal punto di vista visivo, dunque, si sposava benissimo con l’estetica del costume dell’Ottocento. Inoltre, oltre a una bellezza particolare che secondo me combacia con quella che doveva essere la bellezza di Eleanor, vanta anche una grande intelligenza e un carisma invidiabile. Tra le attrici che ho considerato, Romola è stata quella che caldeggiavo di più. Una volta incontrata, poi, mi ha conquistata del tutto grazie a una serie di riflessioni intelligenti e pertinenti al tipo di lavoro che ci aspettava. Dovete sapere che Eleanor Marx non è un personaggio semplice da portare sullo schermo. È una figura alquanto complicata, sia per l’attrice che la deve interpretare, sia per il regista – in questo caso io – che intende narrare la sua storia. Se vuoi portare avanti un lavoro del genere, così pieno di sfide (e questo era successo anche con Nico 1988) allora devi avere accanto una donna intelligente che ti aiuta, con la quale confrontarti. E Romola non mi ha deluso, si è letta tutte le biografie, e tutti i testi in circolazione su Eleanor, così da affrontare insieme e agilmente tutti i passaggi emotivi attraversati da questa donna, in modo da comprenderla – e poi raccontarla – fino in fondo con onestà.

Viviamo in un momento che ha bisogno di una rivoluzione, sia dal punto di vista sociale, che culturale. Cosa potrebbe apportare una figura come Eleanor Marx al giorno d’oggi?

Non lo so. È una domanda a cui mi è difficile rispondere. Credo che i film si facciano non per fare le rivoluzioni, ma per pensare, far discutere. Il film da solo non cambia niente, ma può aspirare a cambiare la gente che lo va a vedere. Eleanor Marx credeva nel potere liberatorio dell’arte. Lei diceva “io racconto Ibsen, la storia di Nora di Casa di bambole, di Madame Bovary e in questo modo posso far vedere agli altri la realtà da un punto di vista diverso e cambiare così il mondo attraverso la rappresentazione”. Ma da sola l’opera d’arte non cambia nulla. Lo cambia facendo riflettere il pubblico, che una volta uscito dalla sala potrà vedere la realtà con occhi diversi.

Mi piace concludere le mie interviste con un gioco particolare, che ho rinominato “del se e del ma”. Se avesse, dunque, la possibilità di viaggiare nel tempo, quale figura storica a cui si sente particolarmente vicina le piacerebbe incontrare?

Bella domanda. Forse sceglierei i miei personaggi, quindi Nico, o Eleanor Marx. O forse direi mia nonna; ecco, credo che sia lei la persona che più di tutte vorrei rivedere e con cui desidererei parlare.

Miss Marx film 2020

Venom: Let There Be Carnage, ecco come potrebbe apparire il villain

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Arriva da Venomhology una fan-art di Carnage, che ci mostra quello che potremmo aspettarci in Venom: Let There Be Carnage dal villain del titolo interpretato da Woody Harrelson.

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L’uscita del sequel di Venom nelle sale

In Venom: Let There Be Carnage assisteremo allo scontro tra il simbionte e Cletus Kasady, aka Carnage, uno degli antagonisti più celebri dei fumetti su Spider-Man. Tom Hardy tornerà a interpretare Eddie Brock. Nel cast del sequel anche Michelle Williams nei panni di Anne Weying, Woody Harrelson nei panni di Cletus Kasady/Carnage, Naomie Harris nei panni di Shriek e l’attore inglese Stephen Graham.

Venom: Let There Be Carnage dovrebbe arrivare al cinema il 25 Giugno 2021, ma di recente Tony Vinciquerra, presidente di Sony Pictures Entertainment, ha lasciato intendere in una recente intervista che lo studio non rischierà di far uscire film ad alto budget in un momento in cui i cinema stanno ancora risentendo della pandemia di Covid-19. Ciò significa che Venom 2, così come altri attesi titoli dello Spider-Verse, tra cui Morbius – potrebbero subire ancora ritardi.

Emily in Paris, la serie tv Netflix: trama, cast e anticipazioni

Emily in Paris, la serie tv Netflix: trama, cast e anticipazioni

Il mondo dell serie tv è sempre ricco di contenuti pronti ad accontentare spettatori di ogni genere e età e con gusti assai diversi. Tuttavia, da un po’di anni a questa parte, si sentiva la mancanza di una serie romantica e frizzante, glamour e irriverente, un po’ alla Sex And The City. A riempire questo vuoto ci pensano Darren Star e Netflix, autori di un piccolo gioiellino a puntate dal titolo Emily in Paris .

Convinto, se non di eguagliarne il successo, di traghettare Sex And The City nel futuro, Darren Star, produttore dell’iconica serie sulle quattro amiche newyorkesi, crea per Netflix una nuova serie glamour con Lily Collins nei panni della protagonista.

Emily in Paris trama

In Emily in Paris  Emily Cooper (Lily Collins) è una ventenne o giù di lì che vive a Chicago e lavora in un’agenzia di marketing. Responsabile della comunicazione e in particolar modo di social network, Emily è il braccio destro di Madeline Wheeler (Kate Walsh), a capo dell’azienda. Quando la società acquisisce una piccola azienda francese e Madaline scopre di essere incinta, Emily viene inviata a Parigi come sostituta del suo capo per supportare il nuovo team.

Entusiasta all’idea di lavorare per un anno a Parigi, la più romantica città del mondo, in vista di una promozione al suo rientro, Emily decide di trasferirsi e stravolgere la sua vita. Nonostante quindi le riserve del suo ragazzo Doug (Roe Hartrampf), l’intraprendente Emily Cooper parte e comincia la sua nuova avventura parigina.

Mai uscita dagli States sin da quando era bambina, la ragazza è emozionata ed eccitata all’idea di questa nuova opportunità lavorativa. Tuttavia, Emily scoprirà presto che le sue fantasie sono molto distanti dalla realtà. Inviata in Francia per fornire all’agenzia il punto di vista americano a Parigi, la ragazza capisce subito che la strada per lei sarà tutta in salita.

Si comincia con il suo delizioso appartamento in un meraviglioso palazzo storico parigino ma che si trova al quinto piano senza ascensore e ha delle tubature che risalgono ai tempi della Grande Guerra. Come se già questo non bastasse, Emily non conosce che poche parole in francese e nessun parigino sembra disposto a facilitarle le cose comunicando in inglese. Ma se acquistare una brioche non è poi così complicato anche se non si parla francese, lavorare in posto dove nessuno ti capisce o vuole capire, è tutta un’altra storia.

Emily in Paris cast

La Savouir è una nota agenzia di comunicazione di Parigi che lavora solo con clienti facoltosi e brand esclusivi ed è guidata dalle sapienti mani di Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu). Mentre Emily sembra fin troppo entusiasta di questo nuovo lavoro, Sylvie e il suo team sono di tutt’altro avviso.

Tutti sono estremamente chic e snob e il loro atteggiamento verso Emily è di totale indifferenza se non quasi di disgusto. Vista come la rozza americana irrispettosa e incompetente nel campo dei luxury brand, Emily dovrà farsi in quattro per dimostrare quanto vale. La ragazza, infatti, non è solo un bel faccino con delle gambe lunghissime ma una vera forza della natura.

Decisa a non farsi scoraggiare dal rude comportamento del suo capo e dei suoi tirapiedi Luc (Bruno Gouery) e Julien (Samuel Arnold), Emily comincia a esplorare la città e crea un nuovo account Instagram chiamato Emily in Paris. Per riuscire, infatti, a creare delle strategie social efficaci per i suoi nuovi clienti parigini, la ragazza deve imparare a conoscere la città e le persone che la abitano, attingendo dalla quotidianità e dalla vita mondana.

Nonostante però la città sia così bella ed eccitante, Emily non può che sentirsi sola in un ambiente dove ancora non conosce nessuno. Ma proprio quando la ragazza sembra pronta ad abbandonarsi allo sconforto, incontra al parco la spumeggiante Mindy Chen (Ashley Park), una tata che sogna di fare la cantante.

Grazie alla sua nuova amica, pronta a sostenerla, Emily si lancia a capofitto nel suo nuovo lavoro, decisa a dimostrare a quei francesi fin troppo snob quanto vale. Pian piano quindi arrivano per Emily i primi incarichi, le prime piccole soddisfazioni e nuove conoscenze interessanti. Tra queste spicca Gabriel (Lucas Bravo), il suo sexy vicino di casa, gentile e fin troppo disponibile…

Emily in Paris 2: a quando la seconda stagione?

Ideata da Darren Star, la nuova serie Emily in Paris, lanciata da Netflix lo scorso 2 ottobre, è già finita nella top 10 dei titoli italiani della settimana. Gli utenti, infatti, sembrano assai incuriositi da questo prodotto a metà strada tra Sex And The City e Il Diavolo Veste Prada.

Ma questa non è solo una serie adatta solo ai festaioli amanti del glam; uno degli aspetti più interessanti, infatti, è il ruolo affidato ai social media che sembrano essere i veri protagonisti della storia. Si parla di strategie di marketing, di comunicazione e di come il mondo dei social e degli influencer abbiano cambiato il modo di fare pubblicità.

Al giorno d’oggi sembrano tutti disposti a demonizzare i social media come gli artefici della disfatta di un’intera generazione. La serie di Darren Star offre invece un punto di vista alternativo in cui i social media sono uno strumento potente ma controllabile ed estremamente utile per una comunicazione diretta e globale. Emily non è la solita influencer con idee stantie, più interessata a far soldi che a pubblicare contenuti smart e accattivanti. La protagonista è una giovane donna intelligente, sicura di sé ma non arrogante, competente, coraggiosa e al passo coi tempi.

In Emily in Paris assistiamo a un vero e proprio scontro generazionale dove la vecchia guardia è restia al cambiamento mentre i giovani sembrano aperti ad abbracciare tutti i nuovi strumenti di comunicazione. Avvicinare questi due mondi è complicato ma non impossibile; del resto, cambiare non vuole dire svendere la propria identità ma semplicemente evolvere in qualcosa di migliore.

Questi i temi principali della serie che, pur muovendosi in una Parigi piena di cliché, funziona alla perfezione. Il grande successo ottenuto fa infatti già pensare a una seconda stagione che potrebbe essere annunciata entro la fine dell’anno.

Emily in Paris streaming

La nuova serie dal titolo Emily in Paris, scritta e ideata da Darren Star, è disponibile dal 2 ottobre 2020 sulla piattaforma streaming a pagamento di Netflix. I 10 episodi della serie fanno parte del catalogo Netflix e resteranno a disposizione degli utenti che potranno scegliere tra diverse opzioni linguistiche sia per l’audio che per i sottotitoli.

Vi lasciamo adesso al trailer di Emily in Paris. Enjoy!

 

Fonte: IMDB

Alice nella città, il programma dell’edizione 2020

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Alice nella città, il programma dell’edizione 2020

Alice nella città ha proiettato i film sulle facciate dei palazzi, ha planato sull’acqua con il grande cinema e ora vola sulle nuvole per un’edizione straordinaria che non si pone limiti, indaga nuove strade, cerca nuovi percorsi e propone nuove possibilità di lettura del nostro contemporaneo, attraverso lo sguardo e le opere che parlano al pubblico giovane, il più sensibile e il più ispirato. Grandi anteprime, esordi, commedie, animazioni, documentari, fantasy, restauri, omaggi e impegno. Lo sport utilizzato come metafora della vita e come strumento per l’emancipazione personale.

Le donne sono protagoniste dietro e davanti la macchina da presa, da bambine e da adulte e sempre più libere di esprimersi. La Francia più indipendente e creativa, ma anche le ispirazioni di Cannes e Venezia, le rivelazioni del mercato USA e una grande città come Roma che da nord a sud si ricollega attraverso i luoghi e le proposte. Dodici film in concorso, la grande animazione italiana e internazionale, le anteprime e gli eventi speciali, oltre ai ventisei cortometraggi e quest’anno anche la grande fiction che insegna e ricorda la nostra storia: tutto questo è Alice nella città 2020.

CONCORSO Alice nella città 2020

  • CALAMITY | CALAMITY, UNE ENFANCE DE MARTHA JANE CANNARY
    di Rémi Chayé, Francia, Danimarca, 2020, 85’
  • FELICITÀ di Bruno Merle, Francia, 2020, 82’
  • GAGARINE di Fanny Liatard, Jérémy Trouilh, Francia, 2020, 97’
  • IBRAHIM di Samir Guesmi, Francia, 2020, 80’
  • KAJILLIONAIRE – LA TRUFFA È DI FAMIGLIA di Miranda July, Stati Uniti, 2020, 106’
  • NADIA, BUTTERFLY di Pascal Plante, Canada, 2020, 106’
  • PUNTASACRA di Francesca Mazzoleni, Italia, 2020, 96’
  • SHADOWS | OMBRE di Carlo Lavagna, Italia, Irlanda, 2020, 90’
  • SLALOM di Charlène Favier, Francia, Belgio, 2020, 90’
  • STRAY di Elizabeth Lo, Stati Uniti, 2020, 72’
  • In coproduzione con Festa del Cinema TIGERS di Ronnie Sandahl, Svezia, Italia, Danimarca, 2020, 112’
  • In coproduzione con Festa del Cinema HERSELF | LA VITA CHE VERRÀ – HERSELF di Phyllida Lloyd, Irlanda, Regno Unito, 2020, 97’

FUORI CONCORSO ITALIA

  • CLIMBING IRAN di Francesca Borghetti, Italia, Francia, 2020, 53’
  • CUBAN DANCER di Roberto Salinas, Italia, Canada, Cile, 2020, 94’
  • IL MIO CORPO di Michele Pennetta, Italia, Svizzera, 2020, 80’
  • MOVIDA di Alessandro Padovani, Italia, 2020, 68’
  • PALAZZO DI GIUSTIZIA di Chiara Bellosi, Italia, Svizzera, 2020, 84’

SINTONIE in collaborazione con la Biennale di Venezia 77

  • LISTEN di Ana Rocha de Sousa, Regno Unito, Portogallo, 2020, 74’
  • NIGHT OF THE KINGS | LA NUIT DE ROIS di Philippe Lacôte, Costa d’Avorio, Francia, Canada, 2020, 92’
  • NOWHERE SPECIAL di Uberto Pasolini, Italia, Romania, Regno Unito, 2020, 96’
  • MAINSTREAM di Gia Coppola, Stati Uniti, 2020, 94’
  • I PREDATORI di Pietro Castellitto, Italia, 2020, 109’
  • SUN CHILDREN | KHORSHID di Majid Majidi, Iran, 2020, 99’

RESTAURI

  • I LAUREATI di Leonardo Pieraccioni, Italia, 1995, 93’
    Omaggio Rodari 100
  • LA FRECCIA AZZURRA di Enzo D’Alò, Italia, Svizzera, Lussemburgo, 1996, 94’
    Omaggio Rodari 100
  • LA TORTA IN CIELO di Lino Del Fra, Italia, 1974, 102’

SERIE

  • PURE di Aneil Karia, Regno Unito, 2019, 6×35’
  • STALK di Simon Bouisson, Francia, 2019, 10×22’
  • L’ALLIGATORE di Daniele Vicari, Emanuele Scaringi, Italia, 2020
  • RITA LEVI MONTALCINI di Alberto Negrin, Italia, 2020

EVENTI SPECIALI

  • THE SPECIALS | HORS NORMES di Éric Toledano, Olivier Nakache, Francia, Belgio, 2019, 114’
  • SUL PIÙ BELLO di Alice Filippi, Italia, 2020, 87’
  • WENDY di Benh Zeitlin, Stati Uniti, 2020, 112’
  • SWEET THING di Alexandre Rockwell, Stati Uniti, 2019, 91’
  • IL FUTURO SIAMO NOI | DEMAIN EST À NOUS di Gilles De Maistre, Francia, 2019, 85’
  • LA STORIA DI OLAF | ONCE UPON A SNOWMAN di Trent Correy, Dan Abraham, Stati Uniti, 2020, 7’
  • TRASH di Luca Della Grotta, Francesco Dafano, Italia, 2020, 88’

CORTOMETRAGGI SELEZIONE UFFICIALE

  • 500 CALORIE di Cristina Spina, Italia, 2020, 18’
  • ALINA di Rami Kodeih, Stati Uniti, 2020, 25’
  • BATACLAN di Emanuele Aldrovandi, Italia, 2020, 15’
  • CAYENNE di Simon Gionet, Canada, 2020, 11’
  • MARIA A CHENT’ANNOS di Giovanni Battista Origo, Italia, 2020, 20’
  • ONOLULO di Iacopo Zanon, Italia, 2020, 15’
  • TROPICANA di Francesco Romano, Italia, 2020, 13’
  • SLOW di Giovanni Boscolo e Daniele Nozzi, Italia, 2020, 11’
  • UNA COPPIA di Davide Petrosino, Italia, 2020, 22’
  • LE VIDÉOCLIP di Camille Poirier, Canada, 2020, 14’

FUORI CONCORSO

  • ANIMALI di Elisabeth Wilke, Germania, 2020, 14’
  • COME A MÌCONO di Alessandro Porzio, Italia, 2019, 15’
  • COME SI SCRIVE TI AMO IN COREANO di Giovanni Piperno, Italia, 2020, 21’
  • ER COLLERA MORIBBUS di Matteo De Laurentiis, Katia Franco, Italia, 2020, 8’
  • ESTRANEI di Federico Mottica, Italia, 2020, 15’
  • INTERSTATE 8 di Anne Thieme, Germania, 2020, 15’
  • IRREVERSIBILE di Matteo De Liberato, Italia, 2020, 13’
  • LUCE E ME di Isabella Salvetti, Italia, 2020, 10’
  • NEO KOSMO – NUOVO MONDO di Adelmo Togliani, Italia, 2020, 20’
  • NIKOLA TESLA – THE MAN FROM THE FUTURE di Alessandro Parrello, Italia, 2020, 16’
  • MARGHERITA di Alice Murgia, Italia, 2020, 22’
  • PAOLO E FRANCESCA di Federico Caponera, Italia, 2020, 18’
  • L’UOMO DEL MERCATO di Paola Cireddu, Italia, 2020, 20’
  • TRAN TRAN di Margarita Bareikyte, Italia, 2020, 9’

EVENTI SPECIALI

  • HAPPY BIRTHDAY di Lorenzo Giovenga, Italia, 2019, 15’
  • SOLITAIRE di Edoardo Natoli, Italia, 2020, 11’

Festa di Roma 15: il programma completo #RFF15

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Festa di Roma 15: il programma completo #RFF15

La quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si svolgerà dal 15 al 25 ottobre 2020 all’Auditorium Parco della Musica coinvolgendo numerosi altri luoghi erealtà culturali della Capitale. La Festa del Cinema di Roma è prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma. La manifestazione è promossa da Roma Capitale, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma, Regione Lazio, Fondazione Musica per Roma, Istituto Luce-Cinecittà (in rappresentanza del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo).

IL PROGRAMMA

La Selezione Ufficiale della Festa del Cinema ospita 24 film, con l’obiettivo di offrire qualità ed eccellenza in tutte le espressioni cinematografiche: nel cinema indipendente. nella produzione di genere, nell’opera di autori affermati, in quella di registi emergenti, nella ricerca e nella sperimentazione, nel cinema di dichiarata vocazione spettacolare, nell’animazione, nella visual art e nei documentari. Anche quest’anno un ruolo importante sarà svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalla Retrospettiva, dai Restauri, dagli Omaggi e dai numerosi altri eventi che comporranno il programma della manifestazione come i format Duel e Fedeltà/Tradimenti, confermati dopo il successo dello scorso anno.Accanto alla Festa, Alice nella città organizzerà, secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.

UNA NUOVA SALA VIRTUALE: DIGITAL RFF15

A partire dalla quindicesima edizione, la Festa del Cinema avrà a disposizione una nuova sala virtuale a capienza limitata, attraverso la quale seguire on demand una parte del programma: si tratta della piattaforma Digital RFF15, che sarà online a partire da lunedì 12 ottobre, all’indirizzo https://digital.romacinemafest.org/. I film saranno accompagnati dalle introduzioni dei registi. Sarà possibile acquistare il biglietto online registrandosi sulla piattaforma. Digital RFF15 è fornita da SHIFT72 in collaborazione con Festival Scope.

IL PREMIO DEL PUBBLICO BNL

Il pubblico potrà esprimere il proprio gradimento per i film della Selezione Ufficiale in occasione della prima replica di questi titoli presso il My Cityplex Savoy “Acea”. Il film più votato riceverà il Premio del Pubblico BNL della quindicesima edizione, in collaborazione con il Main Partner della Festa, BNL Gruppo BNP Paribas.

SELEZIONE UFFICIALE

  • SOUL (Film d’Apertura) di Pete Docter, Stati Uniti, 2020, 100’ Con le voci di: Jamie Foxx, Tina Fey, Phylicia Rashad, Ahmir-Khalib Thompson a.k.a. Questlove, Angela Bassett, Daveed Diggs. Joe Gardner, un insegnante di musica di scuola media, ha l’occasione di suonare nel migliore locale jazz della città. Un piccolo passo falso lo proietterà dalle strade di New York fino a un luogo fantastico in cui le nuove anime ricevono personalità, peculiarità e interessi prima di andare sulla Terra. Determinato a ritornare alla propria vita, Joe si allea con 22, un’anima ancora in formazione che non capisce il fascino dell’esperienza umana. Mentre Joe cerca disperatamente di mostrare a 22 cosa renda la vita così speciale, troverà le risposte alle questioni più rilevanti della nostra esistenza.
  • 9 JOURS À RAQQA | 9 DAYS AT RAQQA di Xavier de Lauzanne, Francia, 2020, 89’ | Doc Leila Mustafa è una donna curda siriana. Combatte per Raqqa, l’ex capitale dello Stato Islamico, devastata dalla guerra. Ingegnere di formazione, Sindaco a soli trent’anni, si destreggia in un mondo di uomini e la sua missione è di ricostruire la sua città, consentire la riconciliazione e creare una democrazia. Non esattamente una missione ordinaria. Una scrittrice, Marine de Tilly attraversa il confine tra Iraq e Siria per incontrarla. In una città ancora pericolosa, ha nove giorni per scoprire e approfondire la storia di Leila.
  • AFTER LOVE di Aleem Khan, Regno Unito, 2020, 89’ Cast: Joanna Scanlan, Nathalie Richard, Nasser Memarzia, Talid Ariss – Mary Hussain, che si è convertita alla religione islamica quando si è sposata e adesso ha poco più di sessant’anni, vive serenamente con suo marito Ahmed nella città costiera di Dover, situata nella parte sud-orientale dell’Inghilterra. In seguito alla morte inaspettata del coniuge, Mary si ritrova improvvisamente vedova. Il giorno dopo la sepoltura, la donna scopre che Ahmed aveva una vita segreta a Calais, oltre il canale della Manica, a soli trentaquattro chilometri di distanza dalla loro casa di Dover. La sconvolgente rivelazione la spinge ad andare lì per saperne di più.
  • AMMONITE di Francis Lee, Regno Unito, 2020, 117’ Cast: Saoirse RonanKate Winslet, Gemma Jones, James McArdle, Alec Secareanu, Fiona Shaw – Nel 1840, la paleontologa Mary Anning lavora in solitudine a Lyme Regis, sull’aspra costa meridionale dell’Inghilterra. I giorni delle sue acclamate scoperte sono lontani, e ora la donna, per mantenere se stessa e la madre malata, vende fossili comuni a ricchi turisti, uno dei quali, Roderick Murchison, affida alle cure di Mary sua moglie, la giovane Charlotte, che si sta riprendendo da una tragedia personale. Mary non può permettersi un rifiuto, ma entra in attrito con l’indesiderata ospite. Eppure, nonostante le profonde differenze che le dividono, Mary e Charlotte scoprono di potersi offrire l’un l’altra ciò che entrambe stanno cercando: la consapevolezza di non essere sole. È l’inizio di una storia d’amore che cambierà le loro vite.
  • ASA GA KURU | TRUE MOTHERS di Naomi Kawase, Giappone, 2020, 139’ Cast: Hiromi Nagasaku, Arata Iura, Aju Makita, Miyoko Asada – Dopo aver ricorso invano a una dolorosa e lunga serie di trattamenti per la fertilità, Satoko e suo marito Kiyokazu adottano un bambino, che chiamano Asato. Sei anni dopo, Satoko ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi solo al marito e al figlio, e la famiglia vive un’esistenza serena. Ma improvvisamente questa felicità viene minacciata da una telefonata di Hikari, la madre biologica di Asato, che chiede di riavere suo figlio o di ricevere un indennizzo in denaro. Satoko e Kiyokazu l’avevano incontrata al tempo dell’adozione di Asato, quando Hikari aveva 14 anni: da allora la coppia non aveva più notizie di lei. Un giorno, mentre Asato è a scuola, Satoko riceve una visita della ragazza, e sente che quella sulla porta non è la vera Hikari.
  • DE NOS FRÈRES BLESSÉS | FAITHFUL di Hélier Cisterne, Francia, Belgio, Algeria, 2020, 105’ Cast: Vincent Lacoste, Vicky Krieps, Meriem Medjkrane, Myriam Ajar, Maximilien Poullein, Hassen Ferhani – 1956, Algeri, quando l’Algeria era una colonia francese. Fernand Iveton, trent’anni, operaio francese nato in Algeria, comunista e sostenitore della causa algerina, è arrestato nella fabbrica dove lavora con l’accusa di avervi piazzato una bomba, che è stata trovata e disinnescata prima dell’esplosione, e che l’uomo ha in effetti sistemato, ma in modo da non uccidere o ferire nessuno. Fernand viene incarcerato e torturato. Intanto Hélène, considerata dall’opinione pubblica come la moglie di un “traditore” e di un “terrorista”, vede la propria vita franare. Si rifiuta di abbandonare Fernand, mentre si prepara il processo: viene chiesta la condanna alla ghigliottina. Un tuffo nei ricordi di una coppia, una storia d’amore infranta dalla ragion di Stato.
  • DES HOMMES | HOME FRONT di Lucas Belvaux, Francia, Belgio, 2020, 100’ Cast: Gérard Depardieu, Catherine Frot, Jean-Pierre Darroussin, Yoann Zimmer, Félix Kysyl, Édouard Sulpice – Borgogna, in Francia, nel 2003. Solange ha riunito tutta la sua grande famiglia, amici e colleghi, in occasione del suo sessantesimo compleanno. I festeggiamenti tuttavia vengono bruscamente interrotti dall’inatteso arrivo del tormentato e squattrinato fratello di Solange, Feu-de-Bois, che dà in escandescenze e si scaglia contro Saïd, l’unico nordafricano presente. Lo fa con una violenza che ha radici profonde, nascoste nei silenzi, nella sofferenza repressa, nei penosi rimorsi, nei dolorosi fantasmi del passato, nelle ferite ancora aperte, nelle storie taciute – ma pronte ora a riemergere in una sola notte – di una generazione segnata in gioventù, cinquant’anni prima, dalla guerra d’Algeria.
  • LE DISCOURS | THE SPEECH di Laurent Tirard, Francia, 2020, 88’ Cast: Benjamin Lavernhe, Sara Giraudeau, Kyan Khojandi, Julia Piaton, François Morel – Adrien è un uomo di trentacinque anni, nevrotico, ipocondriaco, bloccato in una crisi di mezza età e in una interminabile cena di famiglia durante la quale il papà tira fuori il suo solito aneddoto, la mamma tira fuori l’eterno cosciotto d’agnello, e la sorella, Sophie, ascolta il suo futuro marito neanche fosse Einstein. E così Adrien aspetta. Aspetta che Sonia, la sua fidanzata, risponda ai messaggi che lui le ha inviato, e metta fine alla “pausa” che lei gli ha imposto da un mese. Ma Sonia non risponde. Per coronare il tutto, Ludo, il suo futuro cognato, gli chiede di tenere un discorso al matrimonio: l’ansia di Adrien si trasforma in panico. E se invece questo discorso si rivelasse come la cosa migliore che potesse capitargli?
  • DRUK | ANOTHER ROUND di Thomas Vinterberg, Danimarca, 2020, 116’ Cast: Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Magnus Millang, Lars Ranthe, Maria Bonnevie, Helene Reingaard Neumann, Susse Wold – Esiste una teoria secondo la quale nasciamo con una piccola quantità di alcol nel sangue e una moderata ubriachezza spalancherebbe le nostre menti al mondo che ci circonda, riducendo i nostri problemi e aumentando la creatività. Incoraggiati da questa teoria, Martin e tre suoi amici, tutti demotivati insegnanti delle scuole superiori, intraprendono un esperimento mirato a mantenere un livello costante di alcol nel sangue per tutta la giornata lavorativa. Inizialmente i risultati sono positivi e il piccolo progetto si trasforma in un vero studio accademico. Ma l’esperimento causerà conseguenze inattese.
  • ÉTÉ 85 | SUMMER OF ‘85 | ESTATE ‘85 di François Ozon, Francia, 2020, 100’ Cast: Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Philippine Velge, Valeria Bruni Tedeschi, Melvil Poupaud, Isabelle Nanty, Laurent Fernandez – Nel corso dell’estate del 1985, l’estate dei suoi sedici anni, mentre si trova in vacanza in una cittadina balneare sulle coste della Normandia, un giorno Alexis si salva dall’annegamento grazie a un atto eroico del diciottenne David: Alexis ha appena incontrato l’amico che ha sempre sognato di avere. Ma questo sogno realizzato riuscirà a durare più di un’estate?
  • FIREBALL: VISITORS FROM DARKER WORLDS di Werner Herzog, Clive Oppenheimer, Regno Unito, Austria, Stati Uniti, 2020, 97’ | Doc | Il film sarà visibile esclusivamente sulla piattaforma Digital RFF15 e sarà presentato online dai due registi Nel corso di miliardi di anni, le meteore hanno rimodellato il nostro pianeta, causando di volta in volta la morte o la prosperità per la nostra specie, e forse persino la nascita della vita sulla Terra. Oggi sono ancora avvertibili gli echi di questi impatti, che risuonano tra cultura, storia, scienza, mitologia e immaginazione. Il regista Werner Herzog e il vulcanologo Clive Oppenheimer intraprendono un viaggio che li porta a esplorare il mistero e l’origine dei meteoriti, a scoprire quali siano gli effetti materiali e culturali del passaggio e dell’eventuale caduta di meteore, comete e asteroidi, analizzandone anche le influenze sulle religioni e su tradizioni ancestrali.
  • FORTUNA di Nicolangelo Gelormini, Italia, 2020, 108’ Cast: Valeria Golino, Pina Turco, Cristina Magnotti, Anna Patierno, Luciano Saltarelli, Denise Aisler, Leonardo Russo, Giovanni Ludeno, Marcello Romolo, Libero De Rienzo – Nancy è una bambina timida che vive con i genitori in un palazzone incastonato come un meteorite in un angolo del mondo dimenticato dal bene. Chiusa da qualche tempo in un silenzio che allarma sua madre, Nancy viene seguita da Gina, una psicologa distratta e scostante. La bambina sembra non riconoscersi nel nome con cui gli adulti la chiamano, e sente di non appartenere a ciò che la circonda. Come in una favola cui a volte stenta a credere, pensa di essere una principessa in attesa di tornare sul suo pianeta nello spazio. Sono Anna e Nicola, i suoi amici del cuore, a chiamarla Fortuna. Ed è solo con loro che condivide un segreto indicibile, che appartiene a un mondo nero di adulti senz’anima.
  • HOME di Franka Potente, Germania, Francia, 2020, 100’ Cast: Kathy Bates, Jake McLaughlin, Lil Rel Howery – Marvin Hacks, quarant’anni, torna a casa sul suo skateboard dopo più di diciassette anni di prigione, con indosso la stessa tuta che aveva quando fu arrestato da ragazzo. Presto scopre che, anche dopo venti anni, Clovis, la cittadina dove è nato, non ha perdonato l’atrocità da lui commessa. Marvin e sua madre Bernadette, malata terminale, riescono lentamente a riconciliarsi. L’uomo prende in simpatia anche Delta, ventidue anni: quel che Marvin non sa è che Delta è un membro della famiglia Flintow, che non ha affatto dimenticato la morte della loro nonna, uccisa proprio da Marvin. I Flintow chiariscono a Marvin, senza mezzi termini, che non c’è più posto per lui a Clovis. Ma Marvin è disposto ad accettare le conseguenze del proprio passato, costi quel che costi.
  • I CARRY YOU WITH ME di Heidi Ewing, Stati Uniti, Messico, 2020, 111’ Cast: Armando Espitia, Christian Vázquez, Michelle Rodríguez, Ángeles Cruz, Raúl Briones – Arcelia Ramírez Iván, giovane padre e aspirante cuoco, spera di trovare lavoro in un ristorante, e intanto cerca di mantenere suo figlio. Ma il venire alla luce della relazione dell’uomo con Gerardo stravolge tutto, e così Iván prende la decisione di attraversare il confine e di entrare negli Stati Uniti, facendo al figlio e al compagno Gerardo la promessa di tornare. Una tenera storia d’amore che attraversa i decenni, partendo dal Messico e proseguendo come un viaggio, prima di Iván, poi di Gerardo, verso una vita insieme a New York. Una riflessione sulla famiglia, sul sacrificio, sul rimpianto e sulla speranza, che ripercorre le vite di due uomini, dalla loro infanzia in Messico, attraverso le scelte che li portano a diventare adulti. Da una storia vera.
  • LĒCIENS | THE JUMP di Giedrė Žickytė, Lituania, Lettonia, Francia, 2020, 85’ | Doc | – Negli anni settanta, durante la Guerra Fredda, una motovedetta americana e una nave sovietica si incontrano al largo della costa orientale degli Stati Uniti per parlare dei diritti di pesca nell’Atlantico. Nel frattempo, mentre i comandanti sovietici sono a bordo della nave della guardia costiera statunitense dove si tengono i colloqui, un marinaio lituano salta gli oltre tre metri di acqua gelida che separano le barche. Atterrando sul ponte della nave americana, chiede disperatamente asilo. Sebbene tentino, gli americani alla fine non riescono a fornirgli la protezione richiesta e ai sovietici è permesso di catturarlo e riportarlo sulla loro nave. Ma questo è solo l’inizio della storia.
  • LAS MEJORES FAMILIAS | THE BEST FAMILIES di Javier Fuentes-León, Perù, Colombia, 2020, 99’ Cast: Tatiana Astengo, Gabriela Velásquez, Gracia Olayo, Grapa Paola, Sonia Seminario, Jely Reátegui – Luzmila e Peta sono due sorelle che lavorano come domestiche per Alicia e Carmen e per le loro facoltose famiglie in Perù. Sono considerate quasi come membri delle famiglie per le quali prestano servizio, o almeno così sembra. Finché un giorno, mentre la città in cui vivono è invasa da violente manifestazioni di protesta, una festa di compleanno riunisce tutti i membri dei due gruppi familiari e un segreto a lungo taciuto, che coinvolge entrambe le famiglie – quella del piano di sopra e quella del piano di sotto – viene improvvisamente rivelato, facendo scoppiare e distruggendo per sempre la bolla di perfezione creata intorno al loro aureo mondo aristocratico.
  • EL OLVIDO QUE SEREMOS | FORGOTTEN WE’LL BE di Fernando Trueba, Colombia, 2020, 136’ Cast: Javier Cámara, Nicolás Reyes Cano, Juan Pablo Urrego, Patricia Tamayo, María Teresa Barreto – In Colombia, nella violenta Medellín degli anni ’70, Héctor Abad Gómez è uno stimato medico e un padre di famiglia che si preoccupa non solo del benessere dei propri figli, ma anche di quello dei bambini appartenenti alle classi più svantaggiate, e la sua casa trabocca di vitalità e creatività, grazie a un’educazione basata sulla tolleranza e sull’amore. Ma disgraziatamente un cancro gli porta via una delle sue adorate figlie. Spinto dalla disperazione e dalla rabbia, Héctor si vota completamente alle cause sociali e politiche, diventando un attivista dei diritti umani: i detentori del potere faranno di tutto per metterlo a tacere. Tutto è visto con gli occhi del suo unico figlio maschio, Héctor Abad Faciolince, divenuto poi uno scrittore.
  • RICOCHET di Rodrigo Fiallega, Messico, Spagna, 2020, 93’ Cast: Martjin Kuiper, Iazua Larios, Andrés Almeida – Messico. Martijn è un uomo sulla cinquantina, di origine straniera, che vive da vent’anni in una tranquilla cittadina, dove si è sposato e ha messo su famiglia. Ma poi, durante la festa della città, suo figlio è stato ucciso. Da allora, Martijn si è gravemente ammalato e si è separato dalla moglie. Un giorno, viene a sapere che l’assassino di suo figlio sta per uscire di prigione: decide allora, all’istante, di vendicarsi.
  • THE SHIFT di Alessandro Tonda, Italia, Belgio, 2020, 83’ Cast: Clotilde Hesme, Adamo Dionisi, Adam Amara – La storia di due giovani terroristi. Eden e Abdel irrompono in una scuola di Bruxelles per compiere una strage di coetanei, ma Abdel si fa saltare in aria prima del previsto coinvolgendo Eden nell’esplosione. Poco dopo i paramedici Isabel e Adamo, accorsi sul posto, caricano sulla loro ambulanza un ragazzo ferito e privo di sensi senza immaginare che si tratta proprio di Eden. Quando Isabel si accorge della cintura esplosiva è ormai troppo tardi: Eden si è svegliato e prende il controllo dell’ambulanza, minacciando i paramedici di premere il bottone se non eseguiranno i suoi ordini.
  • SMALL AXE di Steve McQueen, Regno Unito, 2020 | 128’ (Mangrove) | 70’ (Lovers Rock) | 80’ (Red, White and Blue) Cast: Shaun Parkes, Letitia Wright (Mangrove) | Amarah-Jae St. Aubyn, Micheal Ward (Lovers Rock) | John Boyega, Steve Toussaint (Red, White and Blue) – Cinque film incentrati su storie della comunità caraibica di Londra ambientate tra 1969 e 1982, e accomunate dal tema della lotta al razzismo. Il titolo della serie (lo stesso di un brano di Bob Marley) evoca un proverbio giamaicano sulla forza del dissenso: se voi siete il grande albero, noi siamo la piccola ascia. Mangrove: 1970, storia vera del processo ai Mangrove Nine, ossia Frank Crichlow, proprietario del ristorante Mangrove, e altri otto imputati, arrestati per proteste contro la brutalità razzista della polizia londinese. Lovers Rock: anni ’80, una notte, una festa, una storia d’amore e di musica reggae. Red, White and Blue: anni ’80, storia vera di Leroy Logan, agente nero che si scontra con il razzismo della polizia.
  • STARDUST di Gabriel Range, Regno Unito, 2020, 104’ Cast: Johnny Flynn, Marc Maron, Jena Malone – Nel 1971, un David Bowie appena ventiquattrenne intraprende il suo primo viaggio in America con Ron Oberman, addetto stampa della Mercury Records, per promuovere il suo nuovo album, The Man Who Sold the World, e per incontrare un mondo non ancora pronto per lui. Durante questo frenetico viaggio, Bowie inizia lentamente a maturare il bisogno di reinventarsi per definire la sua vera identità d’artista; da questa intuizione nascerà il suo iconico e celestiale alter ego, Ziggy Stardust. Catturando il punto di svolta che ha dato il la alla sua carriera, Stardust offre un ritratto di David prima che diventasse Bowie, una delle più grandi personalità della storia della musica.
  • SUPERNOVA di Harry Macqueen, Regno Unito, 2020, 93’ Cast: Colin Firth, Stanley Tucci, Pippa Haywood, Peter Macqueen, Nina Marlin – Sam e Tusker, partner da vent’anni, viaggiano attraverso l’Inghilterra a bordo del loro vecchio camper per far visita agli amici, rivedere i famigliari e ritrovare i luoghi del loro passato. Da quando due anni prima a Tusker è stato diagnosticato l’insorgere di una demenza precoce, il tempo insieme è sempre più prezioso. Il film indaga, di fronte alle avversità, sul significato dell’amore.
  • SUBARASHIKI SEKAI | UNDER THE OPEN SKY di Miwa Nishikawa, Giappone, 2020, 126’
    Cast: Koji Yakusho, Taiga Nakano, Seiji Rokkaku, Yukiya Kitamura, Midoriko Kimura, Masami Nasagawa – Mikami, ex esponente della Yakuza, che ha trascorso la maggior parte della vita in prigione, viene rilasciato. Inizia così a lottare per trovare un lavoro adeguato e per inserirsi nella società. Ma il codice di condotta di Mikami, profondamente radicato nelle regole e nei codici ai quali apparteneva, non si adatta all’ordinato sistema di assistenza sociale del Giappone. Il mondo in cui viene catapultato è un mondo che non capisce. Essere compatito o disprezzato non fa parte del suo bagaglio culturale, inoltre non comprende la grammatica sociale degli aiuti statali, volti a trovargli lavori saltuari e mal pagati. La sua natura impulsiva e inflessibile e le sue radicate convinzioni rischiano di compromettere anche i rapporti con chi cerca di aiutarlo.
  • TIME di Garrett Bradley, Stati Uniti, 2020, 81’ | Doc | – Fox Rich è un’indomita battagliera, un modello di tenacia e perseveranza. Imprenditrice e madre di sei figli maschi, ha trascorso gli ultimi vent’anni della sua vita a combattere per ottenere il rilascio del marito, Rob G. Rich, che sta scontando una condanna a sessant’anni di prigione per una rapina che, in un momento di disperazione, commisero insieme agli inizi degli anni novanta. Accostando il passato dei video familiari che Fox ha registrato per Rob nel corso degli anni, al presente degli intimi scorci sulla vita della donna, la regista Garrett Bradley ha composto un ritratto della resilienza e dell’amore incrollabile che sono necessari per riuscire a prevalere sulle infinite separazioni imposte dal sistema carcerario degli Stati Uniti.
  • HERSELF | LA VITA CHE VERRÀ – HERSELF – In coproduzione con Alice nella città di Phyllida Lloyd, Irlanda, Regno Unito, 2020, 97’ Cast: Clare Dunne, Harriet Walter, Conleth Hill – Dopo tanto tempo, Sandra trova finalmente il coraggio di fuggire con le sue due figlie da un marito violento. In lotta contro una società che sembra non poterla proteggere e con l’obiettivo di creare un ambiente accogliente per le bambine, decide di costruire da sola una casa tutta per loro. Non tutto andrà bene ma durante l’impresa troverà la forza di ricostruire la sua vita e riscoprirà se stessa, anche grazie all’appoggio di un gruppo di persone disposte ad aiutarla e a darle sostegno. Per Sandra e le sue figlie la nuova vita che verrà per fortuna non sarà mai più come quella di prima.
  • TIGERS di Ronnie Sandahl, Svezia, Italia, Danimarca, 2020, 115’ Cast: Erik Lonngren, Frida Gustavsson, Johannes Bah Kuhnke, Maurizio Lombardi – Martin Bengtsson è un prodigio del calcio, il talento più promettente che la Svezia abbia mai visto. A sedici anni, Martin realizza il suo sogno d’infanzia di diventare un calciatore professionista quando viene acquistato da una delle più importanti società calcistiche italiane e internazionali, l’Inter. È l’occasione di una vita, ma a quale prezzo? Mentre tenta di adattarsi a una realtà nella quale tutto e tutti possono essere comprati e venduti, Martin trova sempre più difficile distinguere l’abnegazione dalla sottomissione, il piacere dalla sofferenza, gli amici dai nemici.

TUTTI NE PARLANO

Uno spazio dedicato ad alcuni titoli che arrivano alla Festa del Cinema dopo un sorprendente esordio internazionale.

  • IRONBARK | THE COURIER | L’OMBRA DELLE SPIE di Dominic Cooke, Regno Unito, 2020, 112’ Cast: Benedict Cumberbatch, Merab Ninidze, Rachel Brosnahan, Jessie Buckley Un modesto uomo d’affari britannico, Greville Wynne, si ritrova coinvolto in uno dei più grandi conflitti internazionali della storia. Per volere dell’MI-6, l’agenzia di spionaggio per l’estero del Regno Unito, e di un’agente della CIA, forma una partnership segreta e pericolosa con l’ufficiale sovietico Oleg Penkovsky nel tentativo di fornire informazioni cruciali necessarie per prevenire uno scontro nucleare e disinnescare la crisi dei missili cubani.
  • PALM SPRINGS | PALM SPRINGS VIVI COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI di Max Barbakow, Stati Uniti, Hong Kong, 2020, 90’ Cast: Andy Samberg, Cristin Milioti, J.K. Simmons, Meredith Hagner, Camila Mendes, Tyler Hoechlin – Lo spensierato Nyles e la riluttante damigella d’onore Sarah si incontrano per caso a un matrimonio a Palm Springs. Per entrambi le cose si complicano quando non riescono in alcun modo a scappare dal ricevimento, da se stessi, e soprattutto l’uno dall’altra, bloccati in un loop temporale tra amore, disillusione e confusione.
  • PENINSULA di Sang-ho Yeon, Corea del Sud, 2020, 116’ Cast: Gang Dong-won, Lee Jung-hyun, Lee Re, Kwon Hae-hyo, Kim Min-jae, Koo Kyo-hwan – Quattro anni dopo lo scoppio dell’epidemia zombi che ha devastato l’intera penisola coreana, Jung-seok, ex soldato scampato al contagio e rifugiatosi a Hong Kong, accetta di tornare a casa per portare a termine un’allettante missione. L’intera nazione è ora una terra dimenticata da Dio e dagli uomini. Per conto di un gruppo di criminali, Jung-seok dovrà recuperare un camion abbandonato nel centro di Seoul entro un limite di tempo e fuggire silenziosamente dal Paese. Ma qualcosa va storto. L’operazione va in tilt quando una misteriosa milizia nota come Unità 631 tende un’imboscata alla piccola squadra di Jung-seok, che si ritrova improvvisamente circondata da orde di spietatissimi zombi.
  • THE REASON I JUMP di Jerry Rothwell, Regno Unito, Stati Uniti, 2020, 82’ | Doc | – Dal best seller di Naoki Higashida, una coinvolgente esplorazione della neurodiversità attraverso le esperienze di soggetti autistici non parlanti di tutto il mondo. Le intuizioni rivelatrici di Higashida sull’autismo, scritte a tredici anni, insieme ai ritratti di cinque giovani, aprono una finestra su un universo sensoriale travolgente, che spesso sa essere anche gioioso. I passaggi raccontati dalle parole di Higashida riflettono ciò che il suo autismo significa per lui e per gli altri, il modo in cui la sua percezione del mondo differisce da quella degli altri, così come i suoi comportamenti, che spiegano il motivo per cui salta. Tutto si sviluppa attorno al messaggio di Naoki: non parlare non significa non avere niente da dire.
  • SEIZE PRINTEMPS | SPRING BLOSSOM di Suzanne Lindon, Francia, 2020, 73’ Cast: Suzanne Lindon, Arnaud Valois, Florence Viala, Frédéric Pierrot, Rebecca Marder – Suzanne ha sedici anni, ma si annoia a frequentare i suoi coetanei. Ogni giorno, andando a scuola, passa davanti a un teatro. Lì fa la conoscenza di un uomo, più grande di lei, che diventa per la ragazza un’ossessione. Nonostante la differenza d’età, i due trovano l’uno nell’altra una fuga dalla loro melanconia, e si innamorano. Ma a un certo punto Suzanne comincia a temere di star sciupando la sua vita e i suoi sedici anni, quella vita che tanto faticava a vivere con lo stesso spirito dei suoi coetanei.

EVENTI SPECIALI

  • FILM DI CHIUSURA – COSA SARÀ di Francesco Bruni, Italia, 2020, 101’ Cast: Kim Rossi Stuart, Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri, Raffaella Lebboroni, Fotinì Peluso – La vita di Bruno Salvati è in una fase di stallo. I suoi film non hanno mai avuto successo e il suo produttore fatica a metter su il prossimo progetto. Sua moglie, da cui si è separato di recente, sembra già avere qualcun altro accanto. E per i suoi due figli, Bruno non è il padre che vorrebbe essere. Un giorno Bruno scopre di avere la leucemia. Si affida a un’ematologa competente e tenace per trovare un donatore di cellule staminali compatibile.
  • FRANCESCO di Evgeny Afineevsky, Stati Uniti, Repubblica Ceca, 2020, 118’ | Doc | – Francesco offre uno sguardo sulle sfide più urgenti del XXI secolo. Il film pone domande profonde sulla condizione umana, immergendosi con compassione nei grandi problemi del nostro tempo. Papa Francesco mostra, con umiltà, saggezza e generosità, toccanti esempi delle sue lezioni di vita, mentre lavora per aiutarci a capire quale sarà il ruolo di ciascuno di noi nella costruzione di un futuro migliore.
  • FUORI ERA PRIMAVERA – VIAGGIO NELL’ITALIA DEL LOCKDOWN di Gabriele Salvatores, Italia, 2020, 75’ | Doc | – Un intimo racconto degli italiani in lockdown: dalle meravigliose piazze Italiane vuote, agli eroi in prima linea nelle corsie degli ospedali, ai balconi in festa, alle riprese domestiche. Una testimonianza collettiva filtrata attraverso la regia e la visione di un grande artista che, con un vero e proprio film documentario, restituisce alla nostra futura memoria una fotografia autentica e completa dell’Italia di oggi.
  • MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI di Alex Infascelli, Italia, 2020, 105’ | Doc | – È la notte che precede il suo addio al calcio, e Francesco Totti ripercorre tutta la sua vita, come se la vedesse proiettata su uno schermo insieme agli spettatori. Le immagini e le emozioni scorrono tra momenti chiave della sua carriera, scene di vita personale e ricordi inediti. Un racconto intimo, in prima persona, dello sportivo e dell’uomo.
  • OSTIA CRIMINALE – LA MAFIA A ROMA di Stefano Pistolini, Italia, 2020, 77’ | Doc | – La Mafia ha risalito la penisola fino a Ostia, il mare di Roma, e qui ha messo radici, servendosi di potenti famiglie criminali e dei collaudati meccanismi di usura, spaccio e sottomissione della città “normale”. Grandi operazioni delle forze dell’ordine contrastano il fenomeno, ma la guerra ancora non è vinta.
  • ROMULUS di Matteo Rovere, Italia, 2020 | Serie TV | Ep. 1 Tu, 59’ | Ep. 2 Regere, 49’
    Cast: Andrea Arcangeli, Francesco Di Napoli, Marianna Fontana, Sergio Romano, Ivana Lotito, Vanessa Scalera, Giovanni Buselli, Demetra Avincola, Silvia Calderoni, Massimiliano Rossi, Gabriel Montesi – Lazio, VIII secolo a.C., un mondo arcaico e selvaggio, dove dominano la violenza e la paura. Le gesta di Yemos, principe fuggiasco, Wiros, schiavo e orfano, e Ilia, giovane vestale cambieranno il loro mondo e daranno origine alla leggenda.

INCONTRI RAVVICINATI

La quindicesima edizione della Festa del Cinema dedica ampio spazio agli incontri con registi, attori e grandi personalità del mondo della cultura.

  • STEVE MCQUEEN | Premio alla Carriera
    Ospite di un Incontro Ravvicinato della Festa di Roma, Steve McQueen presenterà Small Axe, una serie antologica di cinque film ambientati a Londra tra gli anni ‘60 e gli ‘80, sulle vite di un gruppo di ragazzi e delle rispettive famiglie appartenenti alla comunità indiana della città. Ancor prima di essere un regista, Steve McQueen è un artista. Ha studiato arte e design e ha esposto le sue opere in tutto il mondo, anche alla Biennale di Arti Visive di Venezia. Le prime forme d’arte con cui si misura sono quindi la fotografia e la scultura. Nel 1999 espone presso la London Institute of Contemporary Arts e viene premiato con il Turner Prize, il più prestigioso riconoscimento inglese di arte contemporanea: si tratta di un aspetto da tenere a mente quando si guarda un suo film. Nella sua carriera cinematografica, iniziata negli anni novanta con i cortometraggi Bear, Deadpan ed Exodus, prima di imporsi al grande pubblico nel 2008 con il suo primo, struggente, lungometraggio, Hunger (vincitore della Caméra d’or per la miglior opera prima al Festival di Cannes), McQueen ha sempre puntato anzitutto sulla cura della composizione dell’inquadratura. Muovendosi dunque lungo la linea di confine tra cinema e arte, l’autore inglese, alla fine degli anni duemila, pone al centro della sua poetica la simbologia dei corpi: il corpo martirizzato, lacerato dalla fame, vettore ultimo di resistenza, di Bobby Sands (interpretato da Michael Fassbender in una delle sue performance più estreme) in Hunger; quello corrotto e degradato dalla dipendenza sessuale di Brandon (ancora Michael Fassbender) in Shame; quello torturato e offeso di Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor) in 12 anni schiavo (film che riceve importanti riconoscimenti, tra cui tre premi Oscar®: miglior film, migliore sceneggiatura non originale e miglior attrice non protagonista, mentre McQueen ottiene la sua prima nomination come miglior regista). Un cinema, quello di McQueen, che combina uno sguardo impassibile e oggettivo alla incessante ricerca di poesia visiva, e che ama mostrare più che raccontare. Come accade anche in Widows – Eredità criminale, heist movie su un gruppo di vedove costrette a proseguire il lavoro sporco iniziato dai loro mariti, altra opera certosina nella composizione delle inquadrature.
  • DAMIANO E FABIO D’INNOCENZO
    All’ultima Berlinale Fabio e Damiano D’Innocenzo hanno vinto l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura. Il film da loro scritto e diretto, Favolacce, ha un sapore totalmente inedito per l’attuale panorama cinematografico italiano. Ambientata tra le villette a schiera di Spinaceto, quartiere periferico a sud di Roma, è una storia di adulti-orchi, con le vite divorate dalla rabbia, e di adolescenti al limite dell’afasia. Nati trentuno anni fa a Tor Bella Monaca, Damiano e Fabio crescono tra i libri di Pasolini, Camus e Bukowski: “Era un ambiente dalla cultura anomala, antiaccademica, sgangherata”, ricordano durante un’intervista. A diciannove anni iniziano a scrivere film. Poi l’incontro con Alex Infascelli, che li presenta al proprio agente. Da lì iniziano a fare i ghostwriter fino a quando colpiscono al cuore pubblico e critica con la loro opera prima, La terra dell’abbastanza, presentata nella sezione Panorama del Festival di Berlino nel 2018. Il film ottiene quattro candidature ai David di Donatello e vince i Nastri d’Argento nella categoria miglior regista esordiente. Nello stesso anno Matteo Garrone li chiama a collaborare alla sceneggiatura di Dogman. Nel 2020 trionfano a Berlino con Favolacce, premiato anche con il Nastro d’Argento per il miglior film e con quello per la migliore sceneggiatura. L’anno prima, pubblicano con La nave di Teseo la loro prima raccolta di poesie, “Mia Madre è un’arma”. I D’Innocenzo sono inoltre anche fotografi e nel 2020 pubblicano con Contrasto il loro primo libro fotografico “Farmacia Notturna”. Ospiti della Festa del Cinema, saranno protagonisti di un Incontro Ravvicinato durante il quale ripercorreranno i loro successi artistici.
  • GABRIELE MAINETTI
    Nato a Roma nel 1976, Gabriele Mainetti si laurea in Storia e Critica del cinema e, in seguito, si trasferisce a New York dove segue lezioni di regia, direzione della fotografia, sceneggiatura e produzione presso la NYU/Tisch School of the Arts. Studia anche recitazione: la sua carriera inizia infatti come attore. Il suo esordio è nel 1999 nel cast del film Il cielo in una stanza di Carlo Vanzina, e in TV nel 2001 con la fiction Stiamo bene insieme. Artista a tutto tondo, Gabriele Mainetti è anche un grande appassionato di musica: frequenta corsi di composizione e arrangiamento e firma la colonna sonora dei suoi cortometraggi e di alcuni documentari. Ma è la regia la sua passione più grande. Il suo esordio dietro la macchina da presa avviene nel 2004 con il cortometraggio Il produttore; quattro anni più tardi dirige Basette, scritto da Nicola Guaglianone e interpretato da Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Nel 2001 fonda la Goon Films, società di produzione con cui realizza il corto Tiger Boy, che nel 2013 vince un Nastro d’Argento nella categoria miglior cortometraggio e viene selezionato dall’ Academy of Motion Picture Arts and Sciences tra i dieci finalisti per la nomination agli Oscar® per il miglior cortometraggio. Sempre con la Goon Films, nel 2015 produce e dirige il suo primo lungometraggio, Lo chiamavano Jeeg Robot. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film ottiene un grande successo di pubblico e di critica e riceve sedici nomination ai David di Donatello, ottenendone sette tra cui quello per il miglior regista esordiente. Gabriele Mainetti tornerà alla Festa anche quest’anno. Sarà infatti protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale ripercorrerà la sua carriera artistica e mostrerà in prima mondiale alcune scene del suo nuovo, attesissimo film Freaks Out.
  • MARCO E ANTONIO MANETTI
    Attesi ospiti della Festa del Cinema di Roma, presenteranno in anteprima alcune sequenze del loro film più recente, Diabolik, interpretato da Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea, e saranno protagonisti di un Incontro Ravvicinato con il pubblico durante il quale ripercorreranno la loro carriera. Non è facile rimanere fedeli al proprio immaginario, soprattutto se questo non è mainstream, e riuscire allo stesso tempo a realizzare prodotti audiovisivi che sappiano essere originali e spaziare fra i generi. I fratelli Marco e Antonio Manetti, registi, sceneggiatori e produttori cinematografici romani, sono tra i pochissimi autori italiani in grado di farlo e di realizzare un cinema “proletario”, sia nei mezzi che nei temi trattati. Cresciuti con B-movie e cultura popolare, i due cineasti romani iniziano la loro carriera negli anni ‘90, firmando numerosi videoclip di successo, prima di arrivare, negli anni 2000, a raggiungere il grande pubblico televisivo grazie alla serie L’ispettore Coliandro. Nel mezzo, una carriera cinematografica ricca di successi. Un percorso iniziato nel 1997 con la vittoria del Premio speciale della giuria al Torino Film Festival con Torino Boys, anche se è con Zora la vampira e con Piano 17 che iniziano a farsi conoscere da un pubblico più ampio. Nel 2011 presentano il thriller L’arrivo di Wang alla Mostra di Venezia e nel 2013 con Song ‘e Napule, presentato alla Festa del Cinema, ricevono il consenso di critica e pubblico. Nel 2017 Ammore e Malavita vince il David di Donatello per il miglior film. Con Carlo Macchitella e la Beta Film danno vita alla Mompracem, casa di produzione particolarmente attenta a dare spazio ai registi emergenti.
  • FRANÇOIS OZON
    Parigino, classe 1967, François Ozon è uno dei registi europei più brillanti e innovativi. I suoi film combinano ironia, sensibilità, intuizione e ambiguità legata alle relazioni umane e sociali. Inizia a interessarsi al cinema sin da giovanissimo, Ozon, laureandosi in storia del cinema alla Fémis. In quegli anni inizia a realizzare diversi cortometraggi, prima di esordire alla regia con Sitcom – La famiglia è simpatica. Successivamente realizza i due film che lo consacrano definitivamente, Amanti criminali e Gocce d’acqua su pietre roventi. Nel 2002 con Otto donne e un mistero, interpretato da un cast tutto al femminile tra cui Catherine Deneuve, Fanny Ardant e Isabelle Huppert, conquista il pubblico europeo e fa incetta di nomination ai premi César. Nel 2007, con Angel – La vita, il romanzo, presentato in concorso al Festival di Berlino, omaggia i melò hollywoodiani degli anni quaranta. Nel 2010 dirige di nuovo Catherine Deneuve, questa volta al fianco di Gérard Depardieu e Fabrice Luchini, in Potiche – La bella statuina, presentato alla 67ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2013 incanta la Croisette con Giovane e bella e nel 2016 presenta a Venezia Frantz, dramma liberamente ispirato a L’uomo che ho ucciso di Ernst Lubitsch, e nel 2019, con il toccante Grazie a Dio, trionfa al Festival di Berlino vincendo il Gran Premio della giuria. François Ozon sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato, durante il quale presenterà il suo nuovo lungometraggio, Eté ‘85. Con il sostegno dell’Ambasciata di Francia.
  • GIANFRANCO ROSI
    Nato in Eritrea nel 1963, dopo aver frequentato l’università in Italia, nel 1985 si trasferisce negli Stati Uniti e si diploma presso la New York University. Documentarista dal tratto accurato e incisivo, esponente del cinema del reale, Rosi si pone fin dai primi lavori come un osservatore perfetto, che interviene il meno possibile nel flusso del racconto. Il suo stile di visione è ben riconoscibile già dal primo mediometraggio, del 1993, Boatman, presentato in numerosi festival internazionali. Nel 2008, il suo primo lungometraggio Below Sea Level vince il premio Orizzonti alla Mostra di Venezia, il Grand Prix e il Prix des Jeunes al Cinéma du Réel del 2009 e riceve la nomination come miglior documentario agli European Film Awards. Nel 2010 gira il lungometraggio El sicario – Room 164, sconcertante film-intervista a un killer messicano del cartello di Juàrez, vincitore del premio FIPRESCI alla Mostra di Venezia. Nel 2013, sempre a Venezia, vince il Leone d’Oro con Sacro GRA e nel 2016 torna in sala con Fuocoammare, in cui descrive le contraddizioni del popolo di Lampedusa attraverso gli occhi del dodicenne Samuele. Presentato in concorso al 66° Festival di Berlino, dove si aggiudica l’Orso d’Oro, Fuocoammare viene premiato anche come miglior documentario agli European Film Awards ed entra nella cinquina dei titoli in gara per l’Oscar® al miglior documentario. In concorso a Venezia anche quest’anno, Rosi ha presentato Notturno, girato nel corso di tre anni in Medio Oriente: uno sguardo umanista sulle persone che subiscono la guerra come presenza opprimente nelle loro vite. A Roma Gianfranco Rosi sarà al centro di un Incontro Ravvicinato durante il quale ripercorrerà la sua carriera.
  • ZADIE SMITH
    Nata nel 1975 nella contea del Brent, nel nordovest di Londra, un luogo che farà da scenario ad alcuni dei suoi scritti, fin da piccola Zadie Smith sviluppa vari interessi, dal tip-tap al giornalismo alla musica jazz. Tuttavia, alla fine è la letteratura a emergere come la sua principale attitudine. Terminati gli studi, si iscrive al King’s College di Cambridge per studiare letteratura inglese. Nel frattempo pubblica alcuni racconti in una raccolta di scritti di studenti. Un editore intuisce il suo talento e le offre un contratto. Tre anni più tardi, nel 2000, il suo primo romanzo, “Denti bianchi” (edito in Italia da Mondadori), viene acclamato da critica e pubblico diventando un caso letterario mondiale, e le vale numerosi premi tra cui il Whitbread First Novel Award, il Guardian First Book Award e il Commonwealth Writers First Book Prize. Negli anni successivi prende vita il suo secondo romanzo, “L’uomo autografo”, seguìto, nel 2005, dal terzo, “Della bellezza”, ambientato a Boston e dintorni, premiato con l’Orange Prize per la fiction. Poi è la volta di “NW”, che viene candidato al Women’s Prize for Fiction, classificandosi tra i cinque romanzi finalisti e, nel 2016, di “Swing Time”, un racconto di formazione incentrato su un’amicizia tra due ragazze. Dal 2010 insegna alla New York University e collabora stabilmente con il “New York Times” e il “New Yorker”. Durante la quarantena ha scritto una raccolta di saggi, “Questa strana e incontenibile stagione”, edita da SUR, che la conferma ancora una volta come una delle voci più potenti e acute della sua generazione. Di questo e di molto altro parlerà durante l’Incontro Ravvicinato con il pubblico della Festa di cui sarà protagonista.
  • FRANCESCO TOTTI
    Per i tifosi romanisti, il 27 settembre del 1976 è nato l’ottavo re di Roma, Francesco Totti. Simbolo della Capitale, da sempre molto più di un “semplice” calciatore, Totti ha dedicato la sua incredibile carriera ai colori giallorossi sin dall’esordio, avvenuto a soli sedici anni. Giocherà per ventiquattro anni con la stessa maglia, diventandone il capitano, e segnando 307 gol in 786 partite. Con la maglia giallorossa ha vinto uno scudetto, nel 2001, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane. Maradona disse di lui: «È il miglior giocatore del mondo, sì. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra». E come dargli torto. La grandezza di Francesco Totti, sul campo, andava cercata soprattutto nella sua capacità di anticipare i tempi di gioco, di essere imprevedibile e di creare l’inatteso. Fino a quel giorno di maggio del 2017, quando allo Stadio Olimpico si giocava Roma-Genoa, ma i 65.000 tifosi erano accorsi lì per salutare il loro capitano che, al triplice fischio finale, avrebbe dato l’addio al calcio giocato. E lui, con la moglie Ilary e i suoi tre figli, fa il suo ultimo giro di campo, commosso, davanti a una platea in lacrime. Su quella notte che ha preceduto il suo addio al calcio, si sofferma Mi chiamo Francesco Totti (tratto dal libro “Un Capitano” scritto da Francesco Totti con Paolo Condò, edito da Rizzoli), il film diretto da Alex Infascelli che sarà presentato in anteprima alla Festa di Roma e che ripercorre la vita e la carriera del “pupone”. Ma Totti sarà anche il protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico della Festa, durante il quale ripercorrerà le tappe più significative della sua carriera calcistica.
  • JOHN WATERS
    Figura chiave del cinema contemporaneo, John Waters è autore di alcuni tra i film più trasgressivi e provocatori di sempre. Duke of dirty, Pope of trash: sono gli appellativi dei quali Waters è sempre andato fiero, sostenendo che “ci vuole buon gusto per apprezzare il cattivo gusto”. Nato in una famiglia benestante e cattolica, manifesta da subito tendenze stravaganti. Si avvicina al cinema durante l’adolescenza e sua nonna gli regala una cinepresa 8mm con cui realizza il corto Hag in a Black Leather Jacket. Capisce che il cinema è la sua strada e nel 1966 gira Roman Candles, quaranta minuti di collage a base di sesso, droga e religione. Al film prende parte Harris Glenn Milstead, un ragazzo che ama travestirsi e che, da quel momento, sarà per sempre Divine, sua musa ispiratrice e celebre drag queen. Il suo primo lungometraggio è Mondo Trasho, seguito da Pink Flamingos, che viene venduto in tutto il mondo. Nel 1981 Waters stupisce ancora una volta il pubblico con Polyester. Il film viene presentato in Odorama: un cartoncino con dei tondini numerati che lo spettatore deve grattare quando il numero corrispondente appare sullo schermo per sentire l’odore di una data scena. Tra la fine degli anni ‘80 e i ‘90 Waters gira una serie di film di successo decisamente più mainstream, mentre il suo cinema diviene oggetto di una consistente rivalutazione, tanto che nel 2018 il Museum of Art di Baltimora gli dedica una personale e nel 2019 il Festival di Locarno lo premia con il Pardo d’onore Manor. Protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico della Festa, parlerà della sua carriera cinematografica e dei film che l’hanno ispirata. Con il sostegno dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America.
  • THOMAS VINTERBERG
    Autore di punta della cinematografia danese, Thomas Vinterberg sarà ospite della Festa per partecipare a un Incontro Ravvicinato con il pubblico durante il quale presenterà il suo ultimo film, Druk (Another Round), interpretato da Mads Mikkelsen. Classe 1969, nasce a Copenaghen, dove frequenta la Scuola Nazionale di Cinema nella quale si laurea nel 1993, girando il suo primo cortometraggio Last Round. Due anni dopo tenta una rivoluzione cinematografica, insieme a Lars von Trier, con il quale fonda il movimento Dogma 95. L’idea è di riportare il cinema a una dimensione più pura, con delle regole precise: niente musica, niente make-up, solo la realtà e il rispetto delle unità aristoteliche di tempo, spazio e azione. Nel 1998 con Festen – Festa in famiglia, girato con una telecamera a spalla, si insinua tra i misfatti di un nucleo familiare borghese con esito tanto disturbante quanto irresistibile. Oltre al Premio della giuria a Cannes, la pellicola viene nominata ai Golden Globe come miglior film straniero. Nel 2003 abbandona Dogma 95 e dirige Le forze del destino, produzione americana interpretata da Sean Penn. Nel 2012 realizza il suo film più cupo, Il sospetto, in cui fa esplodere il talento di Mads Mikkelsen. Il film riceve una nomination agli Oscar® come miglior film straniero. Dopo una parentesi britannica, presenta alla Berlinale 2016 La comune, che descrive la vita di una comune di Copenaghen negli anni ‘70. Nel 2018 presenta alla Festa del Cinema di Roma Kursk, sulla tragedia del sottomarino a propulsione nucleare russo affondato nel Mare di Barents.
  • THOM YORKE
    Cantautore, polistrumentista e compositore inglese, leader dei Radiohead, Thom Yorke è una delle personalità più carismatiche della musica contemporanea. Nato a Wellingborough, Regno Unito, nel 1968, il suo primo incontro con la musica avviene a sette anni, quando i genitori gli regalano quella che sarà la sua prima chitarra. Yorke non si ferma lì, imparando suonare anche basso, pianoforte e batteria. Parlando delle sue influenze musicali ai tempi della scuola, ha affermato: «La scuola era sopportabile perché il dipartimento di musica era separato dal resto della scuola. Aveva pianoforti in minuscole stanze, ed ero solito passare un sacco di tempo intrattenendomi lì dopo le lezioni». Ancora giovanissimo, nel 1985 fonda una band, gli On a Friday che solo nel 1992, con il sopraggiungere del contratto con la casa discografica EMI, muta il suo nome in Radiohead, denominazione mantenuta ancora oggi. Tra i gruppi musicali più rivoluzionari della storia del rock, firmano album che scalano le vette delle classifiche mondiali ed entrano di diritto nella storia della musica: da Ok Computer a Kid A, da Amnesia a A Moon Shaped Pool. Nel corso degli anni Yorke ha coltivato numerosi altri progetti anche da solista, dividendo il suo impegno anche con la politica e l’attenzione alle problematiche sociali. Autore di colonne sonore per cinema e serie TV, ha lavorato tra gli altri con Paul Thomas Anderson, Christopher Nolan e Luca Guadagnino. Sarà protagonista di un Incontro con il pubblico della Festa nel quale parlerà delle grandi colonne sonore della storia del cinema.

INCONTRI RAVVICINATI ON-AIR

  • PETE DOCTER | Premio alla Carriera
    Dopo aver incantato il pubblico con gioielli di animazione come Up, Monsters & Co. e Inside Out, il regista, sceneggiatore, animatore e produttore cinematografico statunitense Pete Docter torna a regalare nuove emozioni. Docter riceverà il Premio alla Carriera in qualità di Chief Creative Officer di Pixar Animation Studios e sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale presenterà il suo ultimo lavoro, Soul, film di apertura della Festa. Con otto nomination agli Oscar® e due vittorie con Up e Inside Out, Docter è uno degli autori più geniali di sempre, abilissimo nel dar vita a storie cariche di sentimento adatte a un pubblico di tutte le età. I suoi film possiedono tutti un centro emotivo che li differenzia dagli altri prodotti d’animazione e per questo si propongono con livelli di lettura differenti: divertono i più piccoli e fanno riflettere i più grandi su temi universali quali lo scorrere del tempo, l’identità e la morte. Inizia a disegnare fumetti da adolescente e si laurea al California Institute of the Arts nel 1990, anno in cui entra alla Pixar, che in quel periodo appartiene a Steve Jobs. Apprezzato dai suoi superiori per le straordinarie abilità artistiche, nel 1995 è tra gli autori del soggetto di Toy Story – Il mondo dei giocattoli e, nel 1999, tra gli sceneggiatori di Toy Story 2 Woody & Buzz alla riscossa. Esordisce come regista nel 2001 con Monsters & Co., nominato agli Oscar® come miglior film d’animazione. L’anno seguente realizza il corto La nuova macchina di Mike e riceve un’altra candidatura agli Oscar®. Negli anni seguenti firma la sceneggiatura di WALL•E (di Andrew Stanton) e torna alla regia nel 2009 con Up, che vince due Oscar®, due Golden Globe e un BAFTA, oltre a numerosi altri premi. Nel 2015 scrive e dirige Inside Out, premiato con l’Oscar® al miglior film d’animazione. Dal 2018 è Chief Creative Officer di Pixar Animation Studios.
  • DAMIEN CHAZELLE
    C’è tanta magia nel cinema di Damien Chazelle. E poi musica, tecnica, colori, sogni e speranze, freschezza e nostalgia. Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nonché il più giovane cineasta a cui sia stato assegnato l’Oscar® per la miglior regia, vinto a soli trentadue anni per La La Land, sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale ripercorrerà la sua breve ma già ricchissima carriera. Cresciuto a Princeton, nel New Jersey, Chazelle già da bambino vede nel cinema la sua passione principale. È la musica, però, a fargli prendere inizialmente un’altra direzione: durante gli anni del liceo, infatti, cerca di affermarsi come batterista jazz. Inizia a suonare nella band della scuola ma sente di non avere talento sufficiente, quindi accantona la musica per tornare alla sua prima passione. Si iscrive a Harvard, studia cinema presso il Dipartimento di Studi Visivi e Ambientali e inizia a girare i primi corti e a scrivere e dirigere il suo primo lungometraggio, Guy and Madeline on a Park Bench. Nel 2013 realizza il cortometraggio Whiplash, che l’anno successivo diventa il suo secondo film, un’opera magnetica che vince tre Oscar®. Il 2017 è il suo anno d’oro. Con La La Land, vero e proprio tributo alla magia del cinema, fa incetta di candidature agli Oscar®. Ne riceve quattordici, eguagliando il primato di Eva contro Eva e Titanic, e ne vince sei, tra cui quello per la miglior regia. L’anno successivo, il regista apre la Mostra di Venezia con First Man – Il primo uomo, e anche questa volta fa centro. La pellicola riceve infatti numerosi premi, tra cui l’Oscar® per i migliori effetti speciali.
  • WERNER HERZOG
    Rappresentante di un cinema alieno, visionario e del tutto estraneo a facili etichettature, nome di spicco nel movimento del Neuer Deutscher Film, Werner Herzog ha scritto e diretto più di sessanta opere, tra lungometraggi e cortometraggi documentari e di finzione, incentrati sul rapporto tormentato tra uomo e natura, su personaggi dall’animo di sognatori con idee e visioni sublimi ma quasi sempre votati alla sconfitta, sulla indiscernibilità tra documentario e finzione, sulla ricerca di ciò che lo stesso autore ha chiamato “verità estatica”. Sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato durante il quale presenterà il documentario Fireball: Visitors from Darker Worlds, co-diretto con Clive Oppenheimer. Nato a Monaco di Baviera il 1942, a undici anni vede il suo primo film, a quindici scrive la sua prima sceneggiatura e a diciassette si approccia alla regia. Nel 1968 scrive e dirige Segni di vita, il suo primo lungometraggio, premiato a Berlino con l’Orso d’Argento. Negli anni ‘70 dirige capolavori come Aguirre, furore di Dio (che segna l’inizio del sodalizio con Klaus Kinski), L’enigma di Kaspar Hauser e La ballata di Stroszek. Nel 1982 il suo Fitzcarraldo riceve il premio per la miglior regia a Cannes. Nel 1992 va in Kuwait per testimoniare la prima Guerra del Golfo e realizza il doc Apocalisse nel deserto. Nel 2001, dopo essersi trasferito a Los Angeles, Herzog torna alla fiction con Invincibile, per poi dedicarsi a una serie di documentari tra cui Encounters at the End of the World, diretto insieme a Henry Kaiser, che nel 2009 viene nominato agli Oscar® come miglior documentario. Presidente di giuria al Festival di Berlino nel 2010, nel 2013 riceve il Pardo d’onore al Festival di Locarno.

DUEL – FEDELTÀ/TRADIMENTI

Dopo il successo dello scorso anno, la Festa del Cinema 2020 ripropone i format “Duel” e “Fedeltà/Tradimenti”. Nel primo, due personalità del mondo artistico, della cultura e dello spettacolo si sfidano davanti al pubblico, confrontando opinioni divergenti su temi legati al cinema, ai suoi protagonisti, alle sue storie. Nel secondo, noti scrittori italiani e internazionali commentano la trasposizione cinematografica di celebri opere letterarie. “Duel” si terrà presso Palazzo Merulana e al MAXXI, “Fedeltà/Tradimenti” al MACRO.

DUEL

  • 17 ottobre ore 17 | MAXXI
    INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO | ALIEN
    Con Antonio Monda e Francesco Chiamulera
  • 21 ottobre ore 17 | Palazzo Merulana L’UOMO DEI SOGNI | FUGA PER LA VITTORIA
    Con Federica Aliano e Nicola Calocero
  • 21 ottobre ore 19 | Palazzo Merulana JOHN CARPENTER | STEVEN SPIELBERG
    Con Mario Sesti e Caterina Taricano
  • 22 ottobre ore 17 | Palazzo Merulana
    MARCELLO MASTROIANNI | GIANMARIA VOLONTÉ Con Paolo Di Paolo e Fabio Ferzetti
  • 22 ottobre ore 19 | Palazzo Merulana VIA COL VENTO | L’ETÀ DELL’INNOCENZA
    Con Guia Soncini e Camilla Baresani
  • 23 ottobre ore 17 | Palazzo Merulana MICHAEL BAY | CHRISTOPHER NOLAN
    Con Giona A. Nazzaro e Gabriele Niola
  • 23 ottobre ore 19 | Palazzo Merulana VINCENTE MINNELLI | DOUGLAS SIRK
    Con Francesco Zippel e Roberto Pisoni

FEDELTÀ/TRADIMENTI

  • 16 ottobre ore 19 | MACRO DON CHISCIOTTE
    Con Concita De Gregorio
  • 17 ottobre ore 19 | MACRO STEPHEN KING
    Con Michela Murgia
  • 18 ottobre ore 19 | MACRO
    LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI
    Con Steve Della Casa
  • 20 ottobre ore 19 | MACRO
    LA FINESTRA SUL CORTILE Con Isabella Aguilar
  • 21 ottobre ore 19 | MACRO FANTOZZI
    Con Edoardo Ferrario
  • 22 ottobre ore 19 | MACRO TRUMAN CAPOTE
    Con Nicola La Gioia
  • 23 ottobre ore 19 | MACRO SCHINDLER’S LIST
    Con Andrea Minuz
  • 24 ottobre ore 19 | MACRO DRACULA
    Con Chiara Valerio
  • 25 ottobre ore 19 | MACRO
    TOM JONES Con Leonardo Colombati

PREAPERTURE – OTTOBRE CON LA FESTA DEL CINEMA

  • 12 ottobre ore 18 | Casa del Cinema
    ERA LA PIÙ BELLA DI TUTTI NOI – LE MOLTE VITE DI VERONICA LAZAR
    di Leonardo Celi, Roberto Savoca, Italia, 2020, 52’ | Doc |
    Alexandra Celi racconta, in questo docu-film biografico, i molteplici aspetti della vita di sua madre, Veronica Lazar, che è stata attrice di teatro e di cinema, ebrea esule dalla Transilvania, moglie di Adolfo Celi, organizzatrice culturale, psicologa professionista, donna fiera e rivoluzionaria, scomparsa nel 2014.
  • 12 ottobre ore 21 | Casa del Cinema
    EARTHLING: TERRESTRE
    di Gianluca Cerasola, Italia, 2020, 71’ | Doc |
    Il primo documentario cinematografico-spaziale che racconta, in esclusiva mondiale la vita, lo spazio, l’arte e i record dell’astronauta Luca Parmitano. Un racconto scandito dalla voce di Maria Grazia Cucinotta e dalla presenza scenica di Giancarlo Giannini che sono i coprotagonisti di questo docu-film, insieme all’astronauta dei record. Earthling: Terrestre racconta l’uomo, il padre di famiglia, l’addestramento e la vita in orbita.
  • 13 ottobre ore 18 | Casa del Cinema
    L’AMORE NON SI SA
    di Marcello Di Noto, Italia, 2019, 92’
    Cast: Antonio Folletto, Silvia D’Amico, Diane Fleri, Gianni D’Addario, Simone Borrelli
    Denis, musicista e donnaiolo, lavora e si diverte sulla scia del business neomelodico gestito dalla malavita. Quando si trova coinvolto in un regolamento di conti, comprende che il futuro non esiste sul bagnasciuga delle logiche omertose. Grazie all’amore per Marian, troverà la forza di ribellarsi.
  • 13 ottobre ore 21 | Casa del Cinema
    PORTO RUBINO – STORIE, CANZONI E LUPI DI MARE
    di Fabrizio Fichera, Italia, 2020, 57’ | Doc |
    Il viaggio che Renzo, a bordo del suo gozzo, decide di intraprendere, costeggiando la Puglia, alla ricerca del pericoloso mostro marino, divoratore del mare. Un’avventura segnata dal sale e dalla paura, dalla libertà e dalla comunione. Durante la navigazione verrà aiutato da marinai speciali e gente di mare. Tra gli altri Giuliano Sangiorgi, Antonio Diodato, Paola Turci, Vasco Brondi, Noemi, Bugo e Gino Castaldo. L’obiettivo è quello di arrivare sano e salvo a Taranto.
  • 14 ottobre ore 21 | Casa del Cinema
    DISCO RUIN – 40 ANNI DI CLUB CULTURE ITALIANA
    di Lisa Bosi, Francesca Zerbetto, Italia, 2020, 115’ | Doc |
    Un viaggio visionario, l’ascesa e il declino dell’Italia del clubbing, raccontati dai protagonisti di questa storia, tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno. Quattro generazioni che vogliono essere “messe in lista” per entrare in questi luoghi di aggregazione e di perdizione, dove non conta che cosa fai di giorno, ma solo chi interpreti durante la notte. Quarant’anni in cui la discoteca ha prodotto cultura, arte, musica e moda.

RETROSPETTIVA

La retrospettiva della quindicesima edizione della Festa del Cinema, a cura di Mario Sesti, sarà dedicata a Satyajit Ray, considerato uno dei maggiori cineasti della storia della settima arte. Da un punto di vista cinematografico, il mix di attori non professionisti e robusti interpreti, la pregnanza del paesaggio e l’aura carismatica dei corpi, la concentrazione sui bisogni primari della fame e della centralità della famiglia e della solitudine, di un passato remoto e della modernizzazione incombente, rendono l’opera di Ray simile a una sorta di anello mancante tra quella di Rossellini e quella di Pasolini. Prima che la politica degli autori in Europa deflagrasse nella nouvelle vague, Ray, dalla fine degli anni ‘50, diventa non solo sceneggiatore e regista dei suoi film ma anche compositore. Partecipa all’arredamento e alla costruzione delle scene attivamente come Welles a quelle dei suoi film, essendo un romanziere professionista e un artista grafico di levatura, completa i copioni e li illustra con disegni ad accompagnare i dialoghi. Ray, la cui importanza nella cultura indiana è più vasta di quanto possiamo immaginare, ha saputo innanzitutto lavorare sul cinema come il più sincretico dei linguaggi, senza rinunciare all’eccellenza europea di maestri come Renoir (con cui lavorò) o alla più profonda cultura indiana affondando profonde radici nella musica, nella raffinatezza visiva, nell’antropologia. Il torpore, l’apatia, il silenzio sono gli strumenti principali che i suoi personaggi usano come difesa nei confronti dell’avversità e dell’ingiustizia, di un conteso ostile e di ambizioni irrisolte, una strategia che appartiene all’Asia e che l’Occidente non riconosce. Ma la libertà con la quale ha saputo attingere senza riserve al cinema, alla letteratura, alla musica, a raffinati stili d’illuminazione e notevoli attori, parla di un artista senza limiti e frontiere che inventa con disinvolta sicurezza una lingua unica e mirabile.

I FILM IN RETROSPETTIVA

  • AGANTUK | THE STRANGER | LO STRANIERO
    di Satyajit Ray, India, Francia, 1991, 120’
    Cast: Utpal Dutt, Mamata Shankar, Deepankar Dey, Bikram Bhattacharya, Rabi Ghosh, Dhritiman Chatterjee
  • APARAJITO | THE UNVANQUISHED | L’INVITTO
    di Satyajit Ray, India, 1956, 110’
    Cast: Pinaki Sen Gupta, Smaran Ghosal, Karuna Bannerjee, Kanu Bannerjee, Subodh Ganguli, Charuprakash Ghosh
  • APUR SANSAR | THE WORLD OF APU | IL MONDO DI APU
    di Satyajit Ray, India, 1959, 105’
    Cast: Soumitra Chatterjee, Sharmila Tagore, Alok Chakravarty, Swapan Mukherjee, Dhiresh Majumdar, Sefalika Devi
  • ARANYER DIN RATRI | DAYS AND NIGHTS IN THE FOREST | GIORNI E NOTTI NELLA FORESTA
    di Satyajit Ray, India, 1970, 115’
    Cast Soumitra Chatterjee, Subhendu Chatterjee, Samit Bhanja, Rabi Ghosh, Sharmila Tagore, Kaberi Bose
  • ASHANI SANKET | DISTANT THUNDER | TUONO LONTANO
    di Satyajit Ray, India, 1973, 101’
    Cast: Soumitra Chatterjee, Bobita, Sandhya Roy, Ramesh Mukherjee, Chitra Banerjee, Govinda Chakravarty
  • CHARULATA | THE LONELY WIFE | LA MOGLIE SOLA
    di Satyajit Ray, India, 1964, 117’
    Cast: Soumitra Chatterjee, Madhabi Mukherjee, Shailen Mukherjee, Shyamal Ghoshal, Gitali Roy, Subrata Sen
  • In collaborazione con il River to River Florence Indian Film Festival
    DEVI | THE GODDESS | LA DEA
    di Satyajit Ray, India, 1960, 93’
    Cast: Sharmila Tagore, Soumitra Chatterjee, Chhabi Biswas, Karuna Bannerjee, Purnendu Mukherjee, Arpan Chowdhury
  • JALSAGHAR | THE MUSIC ROOM | LA SALA DA MUSICA
    di Satyajit Ray, India, 1958, 100’
    Cast: Chhabi Biswas, Padma Devi, Gangapada Basu, Tulsi Lahiri, Kali Sarkar, Pinaki Sen Gupta
  • KANCHENJUNGHA
    di Satyajit Ray, India, 1962, 102’
    Cast: Chhabi Biswas, Karuna Bannerjee, Anubha Gupta, Pahari Sanyal, Alakananda Roy, Arun Mukherjee, Subrata Sen
  • KAPURUSH | THE COWARD | IL VIGLIACCO
    di Satyajit Ray, India, 1965, 70’
    Cast: Soumitra Chatterjee, Madhabi Mukherjee, Haradhan Bannerjee, Santi Chatterjee, Satish Haldar, Deochand Lal
  • MAHANAGAR | THE BIG CITY | LA GRANDE CITTÀ
    di Satyajit Ray, India, 1963, 136’
    Cast: Madhabi Mukherjee, Anil Chatterjee, Haradhan Bannerjee, Jaya Bhaduri, Sefalika Devi, Vicky Redwood
  • PARASH PATHAR | THE PHILOSOPHER’S STONE | LA PIETRA FILOSOFALE
    di Satyajit Ray, India, 1958, 111’
    Cast: Tulsi Chakravarty, Ranibala Devi, Kali Bannerjee, Gangapada Basu, Jahar Roy, Haridhan Chatterjee
  • PATHER PANCHALI | SONG OF THE LITTLE ROAD | IL LAMENTO SUL SENTIERO
    di Satyajit Ray, India, 1955, 125’
    Cast: Kanu Bannerjee, Karuna Bannerjee, Subir Banerjee, Runki Banerjee, Uma Das Gupta, Chunibala Devi
  • PRATIDWANDI | THE ADVERSARY
    di Satyajit Ray, India, 1970, 110’
    Cast: Dhritiman Chatterjee, Indira Devi, Krishna Bose, Debraj Ray, Joyshree Roy, Dhara Roy
  • SHATRANJ KE KHILARI | THE CHESS PLAYERS | I GIOCATORI DI SCACCHI
    di Satyajit Ray, India, 1977, 129’
    Cast: Sanjeev Kumar, Saeed Jaffrey, Shabana Azmi, Farida Jalal, Amjad Khan, Richard Attenborough

RESTAURI E OMAGGI
RESTAURI

  • PADRE PADRONE
    di Paolo e Vittorio Taviani, Italia, 1977, 113’
    Cast: Saverio Marconi, Omero Antonutti, Marcella Michelangeli, Fabrizio Forte, Nanni Moretti, Gavino Ledda
    Palma d’oro nel 1977, il film viene presentato nel restauro realizzato nel 2020 dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà, ed eseguito presso i laboratori di Luce-Cinecittà a partire dal negativo originale 16mm e da un positivo sonoro 35mm, messi a disposizione da RAI Cinema. Tutte le lavorazioni sono state approvate da Paolo Taviani. La realizzazione del restauro del suono è stata realizzata a cura di Federico Savina. Ispirato all’autobiografia di Gavino Ledda, il film ne segue il percorso di formazione ed emancipazione, da pastorello sardo strappato alla scuola e alla comunità dal padre, alla laurea in glottologia. Gavino si affranca dall’isolamento e dalla sottomissione all’autorità paterna attraverso lo studio e la conquista della parola, del linguaggio, dell’espressione e della comunicazione. Decide di laurearsi con una tesi sui dialetti sardi e di tornare dal continente in Sardegna per riappropriarsi delle sue origini e liberarle dalle incrostazioni patriarcali. Il film esplora il rapporto dialettico tra Natura e Cultura, tra radici e autonomia, tra voglia di restare e voglia di andare, con uno stile didattico e straniante, sospeso tra realtà e simbolo.
  • IN NOME DELLA LEGGE
    di Pietro Germi, Italia, 1949, 99’
    Cast: Massimo Girotti, Charles Vanel, Camillo Mastrocinque, Jone Salinas, Saro Urzì, Turi Pandolfini
    Il restauro di In nome della legge è stato realizzato nel 2020 dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale ed eseguito presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata a partire da un lavanda stampato dal negativo originale, andato purtroppo perduto, e da un positivo colonna, messi a disposizione da Cristaldi Film. Il film racconta la storia del pretore Guido Schiavi che, giunto in un paese siciliano, entra in contrasto con un latifondista locale, il barone Lo Vasto, con i mafiosi del posto e l’omertà della gente. Vorrebbe riportare la pace in paese, ma è visto dal barone come una minaccia: salvatosi da un agguato, decide di arrendersi e andarsene, ma l’omicidio della sola persona che gli si era mostrata amica lo spinge a restare per fare giustizia. Tratto dal romanzo “Piccola pretura” del giudice Giuseppe Guido Lo Schiavo, e sceneggiato, fra gli altri, da Fellini e Monicelli, In nome della legge è un film dall’anima composita: è, sul piano narrativo e visivo, un western, che si rifà al modello classico di John Ford, e al topos dell’uomo di legge che raggiunge la frontiera dove impone la giustizia; è, per i temi trattati, un film neorealista, di impegno civile; è anche, per i forti contrasti messi in scena, un melodramma sociale. È un film che usa l’immaginario western per porre in luce e denunciare la realtà della mafia.

OMAGGI
Una coppia straordinaria del cinema italiano

  • VERA & GIULIANO di Fabrizio Corallo, Italia, 2020, 65’ | Doc |
    La storia del grande amore e del lungo e fecondo sodalizio artistico che lega da quasi sessant’anni il regista Giuliano Montaldo e la moglie Vera Pescarolo, sua compagna di vita e di lavoro e complice insostituibile in un rapporto simbiotico costantemente alimentato da una magnifica forza creativa. Un gentiluomo e una gentildonna senza tempo si confrontano in scena rievocando il comune impegno etico nel dar vita a un cinema pronto a denunciare ogni tipo di intolleranza e nel coltivare le loro affinità e identità di vedute esistenziali con un allegro e costante “mutuo soccorso”.
  • FELLINOPOLIS
    di Silvia Giulietti, Italia, 2020, 79’ | Doc |
    Il mondo di Federico Fellini, dentro gli studi di Cinecittà, popolato dai suoi personaggi, raccontato dai suoi collaboratori (Lina Wertmüller, Dante Ferretti, Nicola Piovani, Maurizio Millenotti) e dai backstage di Ferruccio Castronuovo, emersi da un passato di oltre quarant’anni.
    Il film sarà preceduto da:
    LA FELLINETTE
    di Francesca Fabbri Fellini, Italia, 2020, 13’
    Cast: Milena Vukotic, Ivano Marescotti, Sergio Bustric, Carlo Truzzi, Gabriele Pagliarani, Federico Bassi
    “Fellinette”, una bambina disegnata sul foglio di un quadernino nel lontano 1971 da Federico Fellini, è la protagonista di questa favola ambientata sulla spiaggia di Rimini il 20 gennaio 2020, giorno del centenario della nascita del grande Maestro. Attraverso la sua fervida immaginazione di bimba vivremo un’avventura insieme malinconica e meravigliosa.
  • Omaggio ad Alida Valli
    ALIDA
    di Mimmo Verdesca, Italia, 2020, 104’ | Doc |
    Mimmo Verdesca racconta per la prima volta la storia della leggendaria Alida Valli, attraverso le parole inedite dei suoi scritti privati, arricchendola di preziosi materiali d’archivio e testimonianze esclusive. Il documentario mostra un quadro completo della vita di una giovane e bellissima ragazza di Pola che diventò in breve tempo una delle attrici più famose e amate della Storia del cinema.
  • Omaggio a Glauber Rocha
    GLAUBER, CLARO
    di César Meneghetti, Brasile, 2020, 80’ | Doc |
    Il film è un ritorno, dopo quasi mezzo secolo, nella Roma del più grande regista brasiliano di sempre, Glauber Rocha, quella del periodo del suo esilio italiano. Compone un mosaico dei ricordi di amici, collaboratori, critici, e intanto mostra come si presentano oggi le location capitoline del suo penultimo lungometraggio, Claro (1975), raccontando Rocha e la sua generazione, anche attraverso retroscena inediti, fino alla sua contestazione contro la Mostra del Cinema di Venezia nel 1980.
  • Omaggio a Graziella Lonardi Buontempo
    DONNA DI QUADRI
    di Gabriele Raimondi, Italia, 2020, 65’ | Doc |
    Graziella Lonardi Buontempo, mecenate, collezionista e amante dell’arte contemporanea, nasce a Napoli nel 1928. Trasferitasi a Roma, inizia a frequentare artisti emergenti, sostenendoli e diventandone orientatrice e punto di riferimento. Donna di Quadri racconta la sua avventura attraverso le voci di amici, familiari, collaboratori e grandi artisti che ne hanno incontrato il talento, da Achille Bonito Oliva a Raffaele La Capria e Lina Wertmüller.

RIFLESSI

  • LE EUMENIDI
    di Gipo Fasano, Italia, 2020, 70’
    Cast: Valerio Santucci, Gian Marco Ceccaranelli, Matteo Tomassini, Mattia Vita, Benedetta Fasano, Marco Santucci, Maurizio Marchetti
    Il film si intitola come la terza tragedia dell’Orestea; narra la persecuzione delle Erinni nei confronti di Oreste fino al processo ai suoi danni, che culmina con la sua assoluzione grazie al voto di Atena. La storia ruota intorno all’ultima notte di un ragazzo dell’alta borghesia romana: dopo aver commesso un delitto, vaga senza meta, fugge da demoni invisibili, in attesa di giudizio.
  • HASTA EL CIELO | SKY HIGH
    di Daniel Calparsoro, Spagna, 2020, 121’
    Cast: Miguel Herrán, Carolina Yuste, Asia Ortega Leiva, Luis Tosar, Richard Holmes, Patricia Vico
    Quando incontra per la prima volta Estrella, Angel non sa che quella ragazza gli cambierà la vita. Poli non può lasciare che Angel gli rubi la fidanzata. Tuttavia lo convince a unirsi alla sua banda di rapinatori di gioiellerie. Grazie alla sua abilità da ladro, Angel conquista con i suoi nuovi compagni obiettivi ambiziosi. Ma all’orizzonte c’è sempre un furto più redditizio, e così Angel si fa trascinare in una pericolosa spirale di crimini.
  • HONEYDEW
    di Devereux Milburn, Stati Uniti, 2020, 106’
    Cast: Sawyer Spielberg, Malin Barr, Barbara Kingsley
    È una notte complicata per Sam e Riley, una giovane coppia in viaggio tra campagne sperdute. Prima vengono cacciati da un campeggio, poi la loro macchina si guasta. In cerca di aiuto, suonano alla porta di una casa isolata, la cui proprietaria, Karen, è una strana contadina anziana che vive con il figlio ancora più strano, Gunni. Quando Karen inizia a mostrarsi per quel che è realmente, la notte di Sam e Riley si trasforma in un incubo.
  • LEUR ALGERIE | THEIR ALGERIA
    di Lina Soualem, Francia, Algeria, Svizzera, Qatar, 2020, 72’ | Doc |
    Dopo sessantadue anni di vita passati insieme, Aïcha e Mabrouk, i nonni di Lina, hanno deciso di separarsi. Insieme sono giunti dall’Algeria a Thiers, una cittadina medievale in Francia, più di sessant’anni fa. Fianco a fianco, hanno vissuto una caotica esistenza da immigrati. Ma oggi la forza che per tanto tempo li ha uniti sembra essere scomparsa. Per Lina, la separazione è un’occasione per ripensare il loro lungo viaggio di esilio e la propria identità.
  • MALEDETTA PRIMAVERA
    di Elisa Amoruso, Italia, Francia, 2020, 94’
    Cast: Micaela Ramazzotti, Giampaolo Morelli, Emma Fasano, Manon Bresch, Federico Ielapi
    Nina è una ragazzina che vive in una famiglia un po’ scapestrata, con un padre bizzarro che litiga sempre con sua mamma e un fratellino problematico. Costretta a trasferirsi con loro in un quartiere periferico di Roma, nella nuova scuola conosce una ragazza mulatta poco più grande di lei che balla la Lambada, le dà attenzione e la fa sentire speciale. Tutte cose che a Nina mancano. Tra loro nascerà una grande amicizia.
  • MARINO Y ESMERALDA
    di Luis R. Garza, Messico, 2020, 75’
    Cast: Stéphanie Rose, Luis R. Garza
    Marino, diciott’anni, studente di cinema, incontra Esmeralda, studentessa e pittrice ventenne, nella quale trova la musa che ha sempre desiderato per i suoi film. A poco a poco, ingenuamente, Marino scopre che Esmeralda è molto di più. E presto si ritrova a voler essere quello che lei è per lui: la sua fonte di ispirazione.
  • WE ARE THE THOUSAND – L’INCREDIBILE STORIA DI ROCKIN’1000
    di Anita Rivaroli, Italia, 2020, 78’ | Doc |
    26 luglio 2014. Cesena. Mille musicisti provenienti da tutta Italia si ritrovano per suonare “Learn to Fly” dei Foo Fighters e convincere Dave Grohl a fare un concerto in città. Il video dell’evento raggiunge oltre 45 milioni di views su YouTube, e i Rockin’1000 realizzano il loro sogno: i Foo Fighters decidono di suonare a Cesena! Questo è solo l’inizio dell’avventura dei 1000, che sono a tutti gli effetti la rock band più grande del mondo e continuano a esibirsi in formazioni sempre più numerose.

FILM DELLA NOSTRA VITA

Come ogni anno, il Direttore Artistico Antonio Monda, i membri del Comitato di Selezione – composto da Richard Peña, Giovanna Fulvi, Alberto Crespi, Francesco Zippel, Valerio Carocci – e Mario Sesti, Responsabile Retrospettive, condivideranno con il pubblico una breve rassegna di film che hanno segnato la loro passione per il cinema: dopo il western, il musical, il noir, la screwball comedy, nel 2020 sarà la volta della fantascienza. Ciascun film sarà accompagnato da un incontro con autori, attori e ospiti. Inoltre, prima di ogni proiezione della prossima Festa del Cinema, gli spettatori potranno assistere a brevi pillole dei più celebri e amati film di fantascienza.

  • Antonio Monda
    CLOSE ENCOUNTERS OF THE THIRD KIND | INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO
    di Steven Spielberg, Stati Uniti, 1977, 138’
    Cast: Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Bob Balaban, Cary Guffey
  • Richard Peña
    THE DAY THE EARTH STOOD STILL | ULTIMATUM ALLA TERRA
    di Robert Wise, Stati Uniti, 1951, 92’
    Cast: Michael Rennie, Patricia Neal, Hugh Marlowe, Sam Jaffe, Billy Gray, Frances Bavier
  • Mario Sesti
    FORBIDDEN PLANET | IL PIANETA PROIBITO
    di Fred M. Wilcox, Stati Uniti, Giappone, 1956, 98’
    Cast: Walter Pidgeon, Anne Francis, Leslie Nielsen, Warren Stevens, Jack Kelly, Richard Anderson
  • Giovanna Fulvi
    GWOEMUL | THE HOST
    di Bong Joon Ho, Corea del Sud, 2006, 120’
    Cast: Song Kang-ho, Byun Hee-bong, Park Hae-il, Bae Doo-na, Ko Ah-sung, Scott Wilson
  • Alberto Crespi
    ALIENS | ALIENS – SCONTRO FINALE
    di James Cameron, Stati Uniti, Regno Unito, 1986, 137’
    Cast: Sigourney Weaver, Carrie Henn, Michael Biehn, Paul Reiser, Lance Henriksen, Bill Paxton
  • Francesco Zippel
    FAHRENHEIT 451
    di François Truffaut, Regno Unito, 1966, 112’
    Cast: Oskar Werner, Julie Christie, Cyril Cusack, Anton Diffring, Jeremy Spenser, Bee Duffell
  • Valerio Carocci

STAR WARS: EPISODE IV – A NEW HOPE | STAR WARS: EPISODIO IV – UNA NUOVA SPERANZA
di George Lucas, Stati Uniti, 1977, 121’
Cast: Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness

ALTRI EVENTI DELLA FESTA
MOSTRE, INSTALLAZIONI, VISIONI

  • IL GIRO DEL PALAZZO
    15 – 25 ottobre | Foyer Sinopoli (Auditorium Parco della Musica)
    24 ottobre | Performance Live | Teatro Studio Gianni Borgna (Auditorium Parco della Musica)
    “Il Giro del Palazzo” vuole raccontare attraverso una narrazione fotografica e audiovisiva composta da foto, testo, voce e suono il periodo che va dal 9 marzo al 4 maggio 2020. Il quartiere popolare di Testaccio a Roma è il palcoscenico di questa storia: i suoi muri, i suoi abitanti, i suoi rumori silenziosi. “Il Giro del Palazzo” è un progetto ideato e realizzato da Alessandro Montanari, fotografo e autore. I suoi scatti, che raccontano il periodo del lockdown, sono accompagnati dal testo pungente e mai retorico dell’ex Direttore del quotidiano “La Nazione” Giuseppe Mascambruno. L’attore Francesco Montanari con la propria voce ne ha interpretato la penna: il risultato emoziona e colpisce per l’importante espressività. La colonna sonora originale, creata appositamente, è scritta e suonata dal duo di producer Coreless Collective. Nella serata del 24 ottobre, presso il Teatro Studio Gianni Borgna, Francesco Montanari e il duo di producer Coreless Collective interpreteranno dal vivo rispettivamente il testo e la colonna sonora originale del “Giro del Palazzo”, mentre dietro di loro verranno proiettate le immagini del progetto. “Il Giro del Palazzo” è accanto alla Onlus “Sanità di Frontiera”, organizzazione non a scopo di lucro che grazie al suo importante lavoro contribuisce al miglioramento del livello di salute e benessere psico-fisico di persone svantaggiate, attraverso interventi sociosanitari di prossimità (www.sanitadifrontiera.org). L’obiettivo della serata è quella di recuperare fondi attraverso una donazione libera degli invitati e degli ospiti, da destinare interamente al progetto di “Sanità di Frontiera” “Unità Mobile Salute e Inclusione a Roma”.
    Credits: Valentina Galimberti (curatore), Alessandro Montanari (direzione artistica, regia, foto), Giuseppe Mascambruno (testo), Francesco Montanari (voce), Coreless Collective (soundtrack), Emiliano Luciani (progetto grafico)
  • MOSTRA VITTORIO STORARO: SCRIVERE CON LA LUCE
    18 settembre – 1° novembre 2020 | Palazzo Merulana (Via Merulana 121, Roma)
    Palazzo Merulana, nato dalla sinergia tra Fondazione Elena e Claudio Cerasi e CoopCulture, ospiterà, fino al 1° novembre 2020, l’esposizione foto-cinematografica Vittorio Storaro: Scrivere con la Luce, con il patrocinio della Festa del Cinema di Roma. In mostra una selezione di settanta immagini, realizzate con la tecnica della doppia-impressione, tratte dai lavori più celebri del Maestro e poste a confronto con riproduzioni di opere d’arte che sono state sua fonte d’ispirazione nell’attività di indagine sul rapporto tra la cinematografia e le altre arti. Già tre volte Premio Oscar® per Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, Reds di Warren Beatty e L’ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci, vincitore di numerosi altri riconoscimenti, con questa mostra Vittorio Storaro si presenta in una veste insolita, ovvero “essenzialmente” come fotografo, narratore per immagini fisse di una storia che si intreccia e trova punti di contatto con le opere della Collezione Cerasi di Palazzo Merulana. Con CoopCulture la mostra arriva per la prima volta a Roma, città natale del Maestro ed anche per questo a lui particolarmente cara, dopo aver toccato tappe nazionali e internazionali.
    Info: https://www.palazzomerulana.it/
  • CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
    15 – 25 ottobre 2020 | Largo Federico Fellini, Roma
    Sorgente Group, Holding del Gruppo finanziario-immobiliare Sorgente che fa capo a Valter Mainetti, partecipa alla Festa del Cinema di Roma con un’iniziativa che vuole celebrare il centenario della nascita del Maestro Federico Fellini e contrastare il fenomeno dilagante della violenza sulle donne, con la presenza-ricordo di una statua della grande attrice Anna Magnani. L’installazione artistica, creata da un’idea di Paola Mainetti, sarà esposta a Largo Fellini, sotto le Mura Aureliane alla fine di via Veneto, dal 15 al 25 ottobre. È costituita da quattro panchine, di cui una rossa, che ospita la scultura in bronzo della Magnani. Anna Magnani, indimenticabile attrice romana, donna indomita e coraggiosa, simboleggia la condanna contro ogni forma di sopraffazione sulle donne ed esprime con forza la voglia di riscatto delle vittime di violenza.
  • VRE-VIRTUAL REALITY EXPERIENCE
    16-18 ottobre 2020 (ore 10-19)
    VRE è un festival internazionale dedicato al mondo delle tecnologie immersive e all’impatto sul nostro prossimo futuro. VRE si terrà in una formula ibrida: Official Selection su Piattaforma VeeR, Talk ibride su piattaforma Strem Yard, Art Performance a Villa Maraini, a Roma. La Giuria internazionale, composta da Jaehee Cho, Yair Agmon e Rafael Pavon, decreterà il vincitore #VRE20. Le Talk offriranno un’opportunità di confronto sul ruolo strategico delle tecnologie immersive nei diversi settori (arti, medicina, valorizzazione del patrimonio culturale, business, sostenibilità). Si parlerà anche di etica e di digital humanities. VRE vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto le giovani generazioni sulla VR come medium capace di generare empatia e consapevolezza nella cultura della sostenibilità. Accesso gratuito agli eventi digitali, su prenotazione per eventi on-site.
    Info: https://www.vrefest.com/

The New Mutants: il look di Warlock, scartato dal film

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The New Mutants: il look di Warlock, scartato dal film

Il nuovo concept art di The New Mutants rivela come sarebbe stato il personaggio di Warlock nel film se non fosse stato tagliato. Quando è stato originariamente annunciato, il film doveva essere l’ultimo capitolo della saga degli X-Men in casa della 20th Century Fox. L’idea del regista Josh Boone per il film era quella di realizzare il primo film horror degli X-Men e il primo trailer pubblicato nel 2017 ha generato delle reazioni molto positive, in merito. Tuttavia, The New Mutants è stato poi rimandato più volte, fino a che non è uscito con il marchio Disney, a seguito delle vicende produttive e sanitarie che ormai ben conosciamo.

Secondo il progetto iniziale, nel film sarebbe comparso ad un certo punto il personaggio di Warlock, molto diverso dall’Adam Warlock di cui tanto si è parlato in occasione di Guardiani della Galassia Vol. 2. L’artista Deryl Braun, assunto per lavorare alla pre-produzione del film, ha ora diffuso su Instagram il suo concept del personaggio:

The New Mutants, leggi la recensione

The New Mutants è un thriller con sfumature horror, originale e ambientato in un ospedale isolato dove un gruppo di giovani mutanti è rinchiuso per cure psichiatriche. Quando iniziano ad avere luogo degli strani episodi, le loro nuove abilità mutanti e la loro amicizia saranno messe alla prova, mentre cercano di fuggire. Diretto da Josh Boone e scritto da Boone e Knate Lee, il film vede nel cast la presenza di Maisie WilliamsAnya Taylor-Joy, Charlie Heaton, Alice Braga, Blu Hunt Henry Zaga.

Il cast di The New Mutants racconta il film

Monster Hunter: il teaser trailer, uscita posticipata

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Monster Hunter: il teaser trailer, uscita posticipata

È stato diffuso il primo teaser trailer di Monster Hunter che ripropone la coppia (anche nella vita) Paul W.S. Anderson + Milla Jovovich, dopo la saga di Resident Evil. L’uscita del film è stata spostata, da dicembre 2020 ad aprile 2021.

Nella nuova sinossi estesa si legge: “Dietro il nostro mondo, ce n’è un altro: un mondo fatto di mostri pericolosi e potenti che governano il loro dominio con ferocia mortale. Quando un’inaspettata tempesta di sabbia trasporta il tenente Artemis (Milla Jovovich) e la sua unità (TI Harris, Meagan Good, Diego Boneta) in un nuovo mondo, i soldati restano scioccati nello scoprire che questo ambiente ostile e sconosciuto ospita mostri enormi e terrificanti, immuni alle loro armi da fuoco.”

E ancora: “Nella loro disperata battaglia per la sopravvivenza, l’unità incontra il misterioso Hunter (Tony Jaa), le cui abilità uniche gli permettono di stare un passo avanti rispetto alle potenti creature. Mentre Artemis e Hunter iniziano a fidarsi l’una dell’altro, il tenente scopre che l’unità fa parte di un squadra guidata dall’Ammiraglio (Ron Perlman). Di fronte ad un pericolo così grande che potrebbe minacciare di distruggere il loro mondo, i coraggiosi guerrieri uniscono le forze per la resa dei conti finale.”

Tutto quello che sappiamo su Monster Hunter

Monster Hunter è l’adattamento dell’omonimo videogioco sviluppato da Capcom. Il film, scritto e diretto da Paul W.S. Anderson (regista della saga di Resident Evil), annovera nel cast Milla Jovovich, Tony Jaa, T.I., Ron Perlman, Meagan Good e Diego Boneta. L’uscita nelle sale americane è fissata per il 23 aprile 2021.

Anne Hathaway, strega o pagliaccio? Eccola in versione Joker!

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La vedremo nei panni della Strega Suprema per Le Streghe di Robert Zemeckis, ma secondo Bosslogic, Anne Hathaway potrebbe star bene anche nei panni di un Joker al femminile. L’ispirazione, quasi sicuramente, arriva dal fatto che il personaggio dell’attrice premio Oscar, nell’adattamento della fiaba di Roald Dahl, presenta sul viso, ai lati della bocca, due cicatrici che ricordano moltissimo quelle del Joker di Heath Ledger. Ecco di seguito la versione di Anne Hathaway del Clown Principe del Crimine!

Anne Hathaway è stata molto “vicina” al ruolo di Joker quando ha interpretato Catwoman per Christopher Nolan. Non ha partecipato al film con Heath Ledger ma ha condiviso per un po’ lo stesso universo narrativo del personaggio. Joker invece è tornato al cinema, nel 2019, in una veste molto diversa, raccontato da Joaquin Phoenix e Todd Philips.

Le Streghe si avvale del regista premio Oscar Robert Zemeckis (Forrest Gump), e ha come protagonisti le attrici premi Oscar Anne Hathaway (Les Misérable, Ocean’s 8) e Octavia Spencer (The Help, La forma dell’acqua – The Shape of Water), il candidato all’Oscar Stanley Tucci (i film di Hunger Games, Amabili resti) e la leggenda della commedia e pluripremiato Chris Rock. Fa parte del cast anche l’esordiente Jahzir Kadeem Bruno (la serie TV “Atlanta”), al fianco di Codie-Lei Eastick.

La sceneggiatura è di Guillermo Del Toro, Robert Zemeckis e Kenya Barris (l’imminente “Shaft”), basata sul libro di Roald Dahl. Il film è prodotto dallo stesso Zemeckis, al fianco di Jack Rapke, Guillermo del Toro, Alfonso Cuaron e Luke Kelly; mentre la produzione esecutiva è di Michael Siegel, Gideon Simeloff, Marianne Jenkins e Jackie Levine.

La squadra creativa di Zemeckis include un elenco di suoi frequenti collaboratori, tra cui il direttore della fotografia nominato all’Oscar Don Burgess (“Forrest Gump”), lo scenografo Gary Freeman, il montatore Jeremiah O’Driscoll, e la costumista nominata all’Oscar Joanna Johnston (“Allied: Un’ombra nascosta”, “Lincoln”).

Una produzione Image Movers, Necropia / ExperantoFilmoj, “The Witches” si sta girando presso gli Studios della Warner Bros. di Leavesden, nel Regno Unito.

Perché Tony Stark ha arruolato proprio Peter Parker in Civil War? La vera spiegazione

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L’annuncio che SONY e Marvel avevano raggiunto un accordo di co-sfruttamento del personaggio di Spider-Man è arrivato quando la produzione di Captain America: Civil War era già avanzata. Questo ha portato ad aggiungere un paio di scene al film in cui Tony Stark va nel Queens e arruola il giovane Peter (Tom Holland) nella sua squadra.

Tutti ormai sappiamo che l’aggiunta di Spider-Man nelle modalità mostrate è stato un colpo di genio per introdurre il personaggio nel MCU, tuttavia, il regista del film, Joe Russo, ha fornito la motivazione diegetica che stavamo aspettando: perché Tony ha scelto proprio Peter Parker come nuovo membro del Team Iron Man? Come mai proprio un adolescente?

Il fatto che Peter fosse ancora un ragazzino rispetto agli altri Vendicatori è stato spesso messo nell’elenco delle colpe di Tony, tanto che in Infinity War, quando il povero Peter finisce polverizzato da Thanos, Stark rimane profondamente traumatizzato, non solo perché ha perso, e lui odia perdere, ma anche perché ha coinvolto in uno scontro così serio quello che in fondo è ancora un ragazzino.

Ebbene, secondo Joe Russo, la scelta di Tony di arruolare proprio Spider-Man ha delle motivazioni narrative che non fanno altro che innalzare il mito di Tony Stark. La decisione di Iron Man di coinvolgere Peter deriva dalla sua complicata relazione con Captain America. C’erano due ragioni collegate per cui Tony ha cercato specificamente Spider-Man per la sua squadra. In primo luogo, non voleva perdere il combattimento con Steve perché a Tony non piaceva perdere, e a quel punto della sua vita, credeva che i supereroi avessero bisogno di alcune limitazioni dopo quello che era successo in Avengers: Age of Ultron. In secondo luogo, mentre Tony voleva battere il Team Captain America, non voleva ferire nessuno di loro.

Essendo la “più grande arma vivente non letale“, come Tony aveva capito dal filmato che aveva visto del ragazzo del Queens, Spider-Man si è rivelato perfetto per i suoi obiettivi. Portando Peter dentro alla sua squadra, ha aumentato le sue possibilità di battere il Team Cap, ma senza l’intenzione di ferire nessuno di loro. Alla fine, Tony voleva che i Vendicatori tornassero uniti, soprattutto convivendo con la fastidiosa sensazione che stesse arrivando qualcosa di più pericoloso e grande, timore che si è dimostrato fondato in Avengers: Infinity War con l’arrivo di Thanos (Josh Brolin).

La scelta di Tony si è poi rivelata essere la scelta vincente, ma soprattutto ha fornito ai Marvel Studios la possibilità di introdurre nel MCU un eroe che a tutti gli effetti guiderà il futuro del Marvel Cinematic Universe e delle successive Fasi 4 e 5 dello stesso.

Spider-Man 3: un Electro più fedele ai fumetti? Ecco come

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Spider-Man 3: un Electro più fedele ai fumetti? Ecco come

Dopo l’art di Mr. Fantastic, Yadvender Singh Rana propone una nuova versione di Electro, interpretato da Jamie Foxx e che tornerà in Spider-Man 3, come confermato qualche giorno fa.

Non sorprende che i fan siano entusiasti di rivedere un Electro che potrebbe avvicinarsi un po’ di più a quello che abbiamo imparato a conoscere nei fumetti. In previsione di questo nuovo look, già anticipato da Foxx, l’artista digitale ha creato un nuovo pezzo che mostra Electro con il suo tradizionale fulmine giallo mentre si confronta con il Peter Parker di Tom Holland. È decisamente molto diverso da come appariva in The Amazing Spider-Man 2.

Cosa sappiamo di Spider-Man 3?

Di Spider-Man 3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 – si sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce). Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle precedenti…

Tom Holland si è unito al MCU nei panni di Peter Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due standalone: Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di restare nel MCU per ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.