Una famiglia di rifugiati siriani,
un insegnante di inglese solitario dall’Afghanistan e una giovane
guardia di frontiera si incontrano sul confine polacco-bielorusso
durante l’ultima crisi umanitaria innescata dal presidente
bielorusso Alexander Lukashenko. Nel tentativo di passare il
confine, vengono fermati dalle milizie statali. Un gruppo di
volontari cerca di soccorrere i profughi che rischiano di morire
nel “confine verde”…
Regia: Agnieszka Holland
Con: Behi Djanati Atai, Agata Kulesza, Piotr
Stramowski
A 45 anni dalla sua prima
uscita, IlCacciatore di
Michael Cimino torna al cinema. Appuntamento imperdibile il22, 23 e 24 gennaio
2024:
tre giorni per riscoprire uno dei film entrati nella storia o
vederlo per la prima volta sul grande schermo.Capolavoro del cinema
mondiale, il film di Michael Cimino torna
nelle sale in versione
restaurata in 4K.
Inserito prima al 79° e poi al
53° posto nella classifica dei migliori film statunitensi di tutti
i tempi dell’American Film Institute, vincitore di moltissimi
riconoscimenti, tra cui 5 premi Oscar (Film, Regia, Suono,
Montaggio, Attore non protagonista), Il cacciatore vanta un cast stellare:
splendido protagonista Robert De Niro, accompagnato da
Christopher Walken, John Savage,
John Cazale (nel suo ultimo ruolo) e Meryl Streep, che proprio con questo film
inizia il suo lungo e ricco percorso di candidature
all’Oscar.
Racconto di formazione e di
amicizia, un film potente e
lucido che mostra la tragedia della guerra del Vietnam pur non
essendo etichettabile come film di genere: alle immagini del
conflitto Cimino predilige la metafora e lo sguardo sulla
quotidianità dei suoi protagonisti e sulle conseguenze sconvolgenti
della chiamata alle armi.
Tre atti (prima, durante,
dopo) per riflettere sul dolore causato da tutte le guerre, sulla
solitudine di chi resta e di chi parte, sul vuoto lasciato da chi
non torna, sulle lacrime di chi torna cambiato per sempre
nell’anima e nel corpo. Tre atti indimenticabili per vedere
esplodere sullo schermo la forza del grande
cinema.
IlCacciatore
– la trama
Mike (De Niro), Nick (Walken)
e Steven (Savage) lavorano in un’acciaieria di Clayton,
Pennsylvania, e nel tempo libero cacciano cervi.Quando Steven sta per sposarsi
e gli amici vengono chiamati alle armi per prestare servizio in
Vietnam, organizzano una festa combinata di matrimonio e
addio. La guerra
sarà per loro un’esperienza terribile. Riusciranno a fuggire, ma
niente sarà più come prima.
Mentre nei teatri di
tutta Italia continuano a impazzare con il loro Felicissimo
Show, Pio D’Antini e Amedeo Grieco – in arte Pio e
Amedeo – arrivano anche nei cinema con il loro
secondo film, Come può uno scoglio, diretti
ancora da Gennaro Nunziante (Quo vado?,
Sole a catinelle) come nel precedente
Belli ciao. In attesa di Alessandro Siani e
Fabio De Luigi, saranno loro a dover soddisfare la voglia di
commedia del pubblico italiano, sulla quale punta molto Vision
Distribution che dal 28 dicembre porta in sala questa commedia per
tutti, o come la definiscono i due protagonisti, “un film sincero,
onesto” nel quale la vera rockstar è proprio il regista, che è
partito dall’osservazione delle dinamiche del duo per accompagnarli
in una crescita che – a prescindere da tutto – appare evidente.
Come può uno scoglio,
la trama
Stavolta, Pio è un
ragazzo dal carattere debole e impacciato, al quale il defunto papà
Salvatore, ricco costruttore, ha imposto le sue scelte regalandogli
una vita agiata al fianco di Borromea (Francesca Valtorta), alla
guida di una storica azienda vinicola e della famiglia che
completano i due piccoli Ginevra e Manfredi. Una vita che cambia
radicalmente quando don Boschin (Claudio Bigagli) gli mette accanto
Amedeo, un ragazzo dal passato turbolento che dopo il carcere sta
cercando di reinserirsi nel mondo del lavoro e che dovrà fargli da
autista nella campagna elettorale che potrebbe portare Pio a
diventare sindaco del paese dove vive, come si augurano gli
imprenditori locali che lo hanno candidato per poterlo facilmente
manovrare. Contro tutto e tutti, Pio verrà invece travolto
dall’irruenza dell’altro fino a trovare il coraggio di mettere in
discussione la sua vita, scavando nel proprio passato e nei tanti
segreti che il padre gli aveva sempre nascosto.
Pio
e Amedeo Vs Pio e Amedeo
Facile avere dei
pregiudizi nei confronti di Pio e Amedeo, soprattutto dopo averli
visti imperversare sul piccolo schermo nei panni degli
intollerabili e incivili Emigratis che li hanno resi famosi,
ma le differenze ci sono, come sottolineano loro stessi,
consapevoli della necessità di cambiare quel registro per
raggiungere un pubblico diverso. Più nazional-popolare, forse, come
sembrerebbe suggerire il riferimento più che subliminale insito già
nel titolo. Un pubblico da conquistare senza censurarsi, ma anche
senza esagerare, come sanno i loro fan più convinti, e
approfittando dell’occasione e del grande schermo per mostrarsi in
grado di fare altro, grazie anche alla guida di un esperto come
Nunziante.
“Nei live siamo più
liberi“, ammettono Pio e Amedeo, qui comunque abbastanza a loro
agio anche entro i limiti della sceneggiatura di un personalissimo
Quasi amici del quale risultano anche come autori, insieme
al regista, e nel quale si ammicca ai Blues Brothers e al Freddie
Mercury di Wembley mentre si continua a fare ironia sui malcostumi
italici (e sul potere della chiesa), limitando il politically
incorrect a un breve riferimento al bere che Oltreoceano
avrebbe fatto urlare alla celebrazione dell’alcolismo.
C’è molto del
terrunciello di Giorgio Porcaro e Diego Abatantuono nei
personaggi con i quali si spera di conquistare il pubblico di oggi,
e di “distrarlo dai problemi della vita”. Un obbiettivo che il film
sembra capace di raggiungere facilmente, nonostante una evidente
disomogeneità tra l’ovvia chimica che sviluppa la coppia
protagonista e le reazioni cartoonistiche o le faccette dei tanti
comprimari. Elementi di un contorno che resta sullo sfondo e che
non sostiene come potrebbe uno sviluppo che risolve le sue
necessità narrativamente con qualche strappo e colpi di scena poco
sorprendenti, ma che funziona proprio nel suo lasciare la scena
alle due star, veri professionisti nello strappare la risata
voluta.
Tra le più note e apprezzate coppie
comiche italiane, spiccano in particolare i siciliani
SalvatoreFicarra e
ValentinoPicone, anche noti
semplicemente come Ficarra e Picone. Attivi sin dagli anni Novanta,
i due si sono negli anni distinti inizialmente grazie alla
televisione, per poi passare al cinema nel 2002 con il loro film di
debutto, Nati stanchi. Negli anni hanno poi collezionato
successi su successi, da Il 7 e l’8 a Anche se è amore
non si vede, da Andiamo a quel paese
fino al satirico L’ora legale. Nel 2019 hanno invece
portato al cinema quelllo che è ad oggi il loro maggior successo:
Il
primo Natale.
Scritto da loro insieme a
Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot,
Freaks Out) e
Fabrizio Testini, il film è non solo un titolo
inseritosi nella tradizione del cinema natalizio italiano, ma è
anche un velato omaggio ad un celebre film di Massimo
Troisi. Difficile infatti non pensare a Non ci resta
che piangere, con entrambe le opere che danno luogo ad un
viaggio indietro nel tempo, durante il quale si verificano le più
inaspettate vicissitudini comiche. Con la fotografia di
Daniele Ciprì (Il primo re) e le
scenografie di Francesco Frigeri (La leggenda del pianista
sull’oceano), il film è un piccolo gioiello tutto da
scoprire.
Il primo
Natale si colloca inoltre in quel filone di film recenti
che operano un deciso ritorno al film di genere, propronendo
attraverso tale “filtro” riflessioni su tematiche e argomenti
attuali. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
sue location. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di Il primo Natale
Protagonisti del film sono
Salvo e Valentino. Il primo è un
ladro di sacre reliquie, ma non è affatto credente e vede nei suoi
santi furti solo un’occasione di arricchimento. Valentino, invece,
è un prete che esercita nel paesino siculo ed è fortemente
affascinato dal presepe e dall’incanto che la sacra composizione
suscita nei fedeli, tanto da realizzarne uno vivente nella sua
parrocchia con una statua al posto di Gesù Bambino. Quando Salvo,
mosso dal clamore suscitato dall’iniziativa di don Valentino,
decide di rubare la statua, non immaginerebbe mai che il suo mondo
ateo e quello cristiano si stanno per scontrare in pieno.
I due, infatti, si ritroveranno
magicamente catapultati indietro nel tempo nella Palestina di oltre
duemila anni fa, fino all’epoca, appunto, del primo Natale. Mentre
si mettono alla ricerca di Giuseppe e Maria per fare in modo che la
venuta al mondo di Gesù vada secondo la tradizione, Re
Erode, intimorito dalla nascita di quello che è stato
definito il “Re dei Re”, è sulle loro tracce. Questo viaggio
fantastico e inaspettato si trasformerà allora in una vera e
propria missione: salvare la vita a Gesù e far nascere il concetto
del Natale. Sarà però, per i due, anche un’occasione per scoprire
se stessi.
Il primo Natale: il cast e le location del film
Naturalmente, oltre ad essere gli
sceneggiatori e i registi del film, Ficarra e
Picone ricoproprono anche i ruoli di
Salvo e Valentino. Per il duo
comico, questo era un progetto sul quale riflettevano da diverso
tempo ma che missero in pausa per potersi dedicare a L’ora
legale, il quale appariva più urgente vista la materia
trattata. Terminato quel progetto, si sono dunque dedicati a
realizzare Il primo
Natale. Accanto a loro, nei panni del pericoloso re Erode,
vi è l’attore teatrale Massimo Popolizio, mentre
Rebecca, una donna rimasta vedova, è interpretata da
Roberta Mattei. La figlia di questa, Sara, ha
invece il volto di Giovanna Marchetti. Ad
interpretare Giuseppe, infine, vi è l’attore Gianni
Federico.
Per quanto riguarda le location del
film, quelle relative al presente si trovano nei pressi
dell’acropoli di Civitavecchia di Arpino e
all’interno della chiesa di San Vito martire, la
quale a sua volta si trova all’interno delle mura ciclopiche
dell’acropoli. Le scene relative all’anno 0, invece, sono state
girate prevalentemente in Marocco, il quale ha
permesso di donare al tutto un certo gusto esotico che sembra
provenire dal passato. Alcune delle scene ambientate all’epoca
della nascita di Gesù, però, sono state ambientate anche in Italia
e più precisamente a Sora e
Arpino, comuni del Lazio in provincia di
Frosinone e tra i centri antichi più rilevanti dal
punto di vista culturale ed artistico.
Il trailer di Il primo
Natale e dove vederlo in streaming e in TV
È possibile fruire di Il
primo Natale grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV,
Apple
TV, Prime Video, Now, Infinity+ e
Disney+. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 28 dicembre alle ore
21:20 su Canale 5.
Tutti conoscono il personaggio di
Mary Poppins, la straordinaria tata ideata dalla scrittrice
Pamela Lyndon Travers (la cui vicenda è stata
raccontata nel film Saving Mr.Banks). Ideata nel 1934, questa è poi arrivata al
cinema su volontà di Walt Disney nel 1964 con il
film MaryPoppins. A distanza di ben 54 anni, è
poi arrivato al cinema il suo sequel diretto dal titolo Il ritorno di Mary Poppins (qui la recensione). Questo
rielabora non solo i contenuti dell’originale, ma introduce anche
elementi nuovi, che vanno di pari passo con le disponibilità
tecnologiche oggi presenti e che hanno permesso di ottenere
risultati visivi strepitosi.
La volontà di dar vita ad un sequel,
in realtà, circolava già al momento della distribuzione del primo
film. Per decenni si è tentato di concretizzare quest’idea, ma la
Travers si oppose in ogni caso, non trovando di suo gradimento
quanto le veniva proposto. È stato solo nel 2015, con il consenso
dei suoi eredi, che si è trovato modo di riportare Mary Poppins sul
grande schermo, riadattando alcuni tentativi di sceneggiatura
scritti nel corso del tempo. Diretto da Rob
Marshall (noto anche per i musical Chicago, Nine
e Into the
Woods), il film è poi stato candidato agli Oscar per i
suoi costumi e la colonna sonora.
Con un incasso di 350 milioni di
dollari, Il ritorno di Mary
Poppins ha ottenuto ampi consensi tanto presso i fan del
primo film quanto presso le nuove generazioni. Di fronte alla magia
portata su schermo da questo film, è infatti difficile rimanere
impassibili. Prima di intraprendere una visione del film, però,
sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Il ritorno di Mary Poppins: la trama del film
Ambientato a Londra nel 1935, circa
vent’anni dopo gli eventi del primo film, questo sequel vede
Michael e Jane Banks ormai
cresciuti ma residenti ancora nella vecchia casa dei loro genitori.
Mentre Michael tenta di gestire i tre figli
Annabel, John e
Georgie, deve anche far fronte alle difficoltà
economiche e alla recente scomparsa di sua moglie. Per fortuna, ad
aiutarlo ci sono sua sorella, la quale è però impegnata in diverse
battaglie per i diritti dei lavoratori, e la domestica
Ellen. Le cose sembrano però complicarsi in modo
quantomai drammatico quando il signor Wilkins,
direttore della banca per cui Michael lavora, decide di procedere
al pignoramento della casa del suo dipendente.
Fortunatamente il vento inizia a
cambiare per loro quando Mary Poppins, la
bambinaia che con i suoi straordinari poteri magici è in grado di
trasformare qualsiasi mansione giornaliera in una fantastica
avventura, torna nelle loro vite, senza essere invecchiata di un
giorno. Insieme al suo vecchio amico Jack, un
lampionaio affascinante e ottimista, Mary accompagnerà i piccoli
Banks in una serie di incredibili avventure arricchite da incontri
con personaggi stravaganti, tra cui la sua eccentrica cugina
Topsy, riportando vita, amore e speranza nella
loro casa.
Il ritorno di Mary Poppins: il cast e i personaggi del
film
Il ruolo che fu di JulieAndrews, ovvero quello di Mary Poppins, è
stato per questo sequel affidato ad Emily Blunt,
approvata anche dalla stessa Andrews. Commossa dalla fiducia
riposta in lei, l’attrice dedicò anima e corpo per dar vita ad una
versione nuova ma fedele del personaggio. Per far ciò, si basò
soprattutto sugli scritti della Travers, riscontrando come tra la
Mary Poppins dei libri e del film del 1964 vi siano diverse
differenze. Per la Andrews era stato anche pensato un cameo alla
fine del film, ma questa rifiutò per non rubare attenzioni alla
Blunt. Al suo posto, nei panni della signora che sul finale vende
palloncini, si ritrova dunque la celebre Angela
Lansbury. Nei panni di Michael e Jane Banks vi sono
invece gli attori Ben Whishaw e
Emily Mortimer, mentre la domestica Ellen è
interpretata da Julie Walters.
I piccoli Annabel, John e Georgie
sono invece interpretati da Pixie Davis,
Nathanael Saleh e Joel Dawson.
L’attrice premio Oscar Meryl Streep
compare nei panni di Topsy, l’eccentrica cugina di Mary Poppins.
Con questo film la Streep è tornata a recitare con la Blunt dopo
Il diavolo veste Prada e
Into the Woods. Un
personaggio del tutto inedito è invece quello del lampionaio Jack,
interpretato da Lin-Manuel Miranda. Colin Firth è
l’antagonista, l’avido Wilkins. Dick Van Dyke, che
recitò anche nel film del 1964, compare qui nel ruolo di Dawes Jr.
Per questo, nonostante i suoi 91 anni, ha interpretato
personalmente la complessa scena di ballo. Tale performance è stata
unanimemente acclamata come una delle più straordinarie del
film.
Le canzoni di Il ritorno di Mary Poppins
Elemento fondamentale in Il
ritorno di Mary Poppins sono le canzoni cantate dai
protagonisti. Il compositore, Marc Shaiman e
il paroliere Scott Wittman hanno lavorato sulla
colonna sonora scrivendo nove canzoni originali per il film. Tra
queste spicca in particolare Il posto dove si nasconde,
brano poi nominato agli Oscar nella categoria Miglior canzone
originale. La partitura include però anche riferimenti musicali
alle canzoni e partiture del primo film, scritte dai fratelli
Richard e Robert Sherman, quali
“Basta un poco di zucchero“, “La tata perfetta“,
“La cattedrale” e “L’Aquilone“. Proprio Richard
Sherman ha inoltre svolto il ruolo di consulente musicale,
approvando i nuovi brani scritti per il film.
Il trailer di Il ritorno di
Mary Poppins e dove vederlo in streaming e in TV
È possibile fruire di Il ritorno di Mary Poppins grazie alla
sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Apple
TV, Disney+ e Prime Video. Per vederlo,
una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare
il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà
così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 28 dicembre alle ore
21:25 sul canale Rai 1.
Il cavaliere oscuro ha rivoluzionato
la figura di Batman, già in evoluzione con il precedente
Batman
Begins (2005), messo alle strette dalla tremenda figura
del
Joker. Diretto da Christopher
Nolan, questo film ha appassionato milioni di
spettatori, che hanno subito amato il film, i suoi personaggi, ma
anche la sua cupa atmosfera, il racconto e i temi di cui esso si fa
portatore. Ecco, allora, dieci cose da sapere su Il
cavaliere oscuro.
Il cavaliere oscuro: la trama del film
10. Debellare il
crimine, questo è il principio secondo cui vive Bruce
Wayne, che grazie al suo alter ego Batman
si impegna dunque ad eliminare il crimine organizzato di Gotham
City, grazie anche all’aiuto del tenente Jim
Gordon e del Procuratore Distrettuale Harvey
Dent. Presto, però, i tre diventano le vittime del
pericoloso Joker e della sua sete di caos. Stavolta Batman si
troverà dunque in una posizione di confine tra il dover essere un
eroe o un giustiziere notturno, continuamente messo di fronte ai
suoi limiti dal Joker, pronto a fare a pezzi la sua immagine e il
suo corpo.
Il cavaliere oscuro: il cast di attori
9.
Heath Ledger ha diretto i video che Joker invia alla
GCN. Il primo video, che coinvolte il falso Batman, è
stato realizzato sotto la supervisione dello sceneggiatore,
produttore e regista Christopher Nolan. Nolan pensava
che Ledger si fosse stato così bravo con quella sequenza, da non
sentire il bisogno di essere presente anche quando c’era da girare
la scena in cui il giornalista Mike Engel legge la dichiarazione
del Joker.
8. Per prepararsi al ruolo,
Ledger si è isolato per sei settimane. Durante questo
prolungato soggiorno di isolamento, l’attore ha approfondito la
psicologia del personaggio. Si è dunque dedicato allo sviluppo di
ogni tic del Joker, così come la sua voce e la risata dal suono
sadico (per la voce, l’obiettivo di Ledger era quello di creare un
tono che non riecheggiassee il lavoro che Jack Nicholson ha fatto nella sua performance
del Joker nel 1989). Per quanto riguarda l’aspetto, Ledger si è
concentrato sull’aspetto caotico e disordinato del punk rocker
Sid Vicious, combinato con i manierismi psicotici
di Alex De Large di Arancia Meccanica (1971).
7. Christian Bale non ha modificato
il suo fisico. L’attore ha dichiarato di non aver dovuto
accumulare particolare peso muscolare per interpretare il suo
personaggio, come invece aveva dovuto fare per Batman
Begins (2005). La sua scelta è stata dovuta, in parte, al
nuovo design del nuovo costume di Batman, più snello e flessibile.
Lo stesso costume, inoltre, è leggermente diverso rispetto a quello
visto nel precedente film, da Bale mal sopportato in quanto gli
limitava i movimenti. Con il nuovo costume si è invece risolta tale
scomodità.
Il cavaliere oscuro: alcune curiosità sul film
6. Una scena è stata
improvvisata. La scena del
film in cui il
Joker batte la mani nella cella, plaudendo in modo beffardo e
sardonico alla promozione di Gordon, è stata improvvisata da
Heath Ledger. L’applauso, infatti, non era
incluso nella sceneggiatura, ma Christopher Nolan ha subito incoraggiato
l’equipaggio a continuare le riprese e la sequenza è stata poi
inclusa nel montaggio finale.
5. La scena dell’autobus era
più difficile del previsto. L’autobus che si schianta
all’indietro in banca nella sequenza di apertura era molto più
difficile di quanto pensato. L’autobus doveva essere smontato e
rimontato all’interno dell’edificio (un ufficio postale in disuso),
nascosto dietro una grande parete falsa e, quindi, spinto
all’indietro con un cannone ad aria.
4. Meglio la computer
grafica della protesi. Per la sfregiatura di Due Facce, si
è preferito optare per un lavoro di grafica computerizzata
piuttosto che utilizzare delle protesi. Lo stesso Nolan ha pensato
che, indipendentemente da quanto fosse bello il trucco, c’era da
aggiungere un qualcosa di intrinseco sul volto dell’attore, visto
che l’aspetto del personaggio richiede che parte della sua faccia
venga bruciata.
Il cavaliere oscuro: il sequel
3. Ha avuto un
sequel. Quattro anni dopo l’uscita del film, nel 2012,
Nolan ha portato al cinema il sequel di Il cavaliere
oscuro, nonché capitolo conclusivo della sua trilogia su
Batman. Si tratta di Il cavaliere oscuro – Il
ritorno, dove Batman si trova a dover fare i
conti con la minaccia rappresentata da Bane, un terrorista
fisicamente invincibile, dietro il quale sembra però nascondersi
una minaccia ancora più grande. Nel film, oltre a Bale, vi sono gli
attori Tom Hardy,
Marion Cotillard e
Anne Hathaway
nel ruolo di Catwoman.
Il cavaliere oscuro frasi
2. Frasi destinate a
rimanere iconiche. Un film come questo non poteva non dare
vita a delle frasi pronte e restare nell’immaginario collettivo per
molto tempo a venire. Ecco qualche esempio:
Certi uomini non cercano
qualcosa di logico, come i soldi. Non si possono né comprare né
dominare, non ci si ragione né ci si tratta. Certi uomini vogliono
solo vedere bruciare il mondo. (Alfred)
La follia, come sai, è come la
gravità: basta solo una piccola spinta.
(Joker)
Io credo semplicemente che
quello che non ti uccide, ti rende più… strano!
(Joker)
O muori da eroe, o vivi tanto a
lungo da diventare il cattivo. (Harvey
Dent)
A volte la verità non basta. A
volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la
propria fiducia venga ricompensata.
(Batman)
Un eroe. Non l’eroe che meritavamo, ma quello di cui
avevamo bisogno. Un paladino, un cavaliere senza macchia…
(Gordon)
Il cavaliere oscuro: dove
vederlo in streaming
1. Il film è presente su più
piattaforme. È possibile fruire di Il
cavaliere oscuro grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV,
Google Play, Apple
TV, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video
Past
Lives,opera prima della sudcoreana
Celine Song con Greta Lee, Teo Yoo
e John Magaro candidato a 5 Golden Globe arriva in
sala il 14 febbraio distribuito da Lucky
Red.
Acclamato al Sundance e alla
Berlinale, e presentato in anteprima
italiana alla Festa del Cinema di Roma, il film si
è aggiudicato le nomination nelle principali categorie
dei Golden Globe: Miglior Film, Miglior Film
Straniero, Miglior Regia, Miglior
Sceneggiatura, Miglior Attrice Protagonista.
Past
Lives è al primo posto nelle classifiche dei
Migliori Film di Indiewire e Rolling
Stone, e nelle top list i New York Times,
Time, Empire.
Ispirato da una vicenda accaduta
alla regista, il film racconta la storia di Nora (Greta Lee) e Hae
Sung (Teo Yoo), due amici d’infanzia profondamente legati che si
separano quando la famiglia di Nora dalla Corea del Sud emigra in
Canada. Due decenni dopo si ritrovano a New York, dove vivono una
settimana cruciale in cui si confrontano sul destino, l’amore e le
scelte che segnano il corso della vita, in una storia d’amore
moderna e straziante.
Una sera di qualche anno fa, Celine
Song si ritrovò seduta in un bar tra due uomini provenienti da
periodi molto diversi della sua vita. Uno era suo marito di New
York, l’altro il suo amore d’infanzia, che era venuto dalla Corea
per visitare la città. In quel bar, nel ruolo sia di traduttrice
che di intermediaria, Song ha avuto la strana sensazione di
attraversare due dimensioni alternative, fondendole in una
sola.
«Ero seduta lì tra questi due
uomini che mi amavano in modi diversi, in due lingue diverse e due
culture diverse. E io ero l’unico motivo per cui questi due uomini
parlavano tra loro – ricorda Song. C’è qualcosa
di quasi fantascientifico in questo. Ti senti come qualcuno che può
trascendere la cultura, il tempo, lo spazio e la lingua.
È stato lì, seduta in questa
convergenza di mondi, che Song – drammaturga di spicco della scena
teatrale di New York (“Endlings”) – ha avuto l’ispirazione per
Past
Lives, quello che sarebbe diventato il suo debutto
cinematografico.
Dopo il suo successo mondiale al
botteghino, arriva in prima tv l’ultimo
imperdibile capitolo della saga di Fast & Furious, FAST X,
lunedì 1° gennaio alle 21.15 su Sky Cinema Uno (e alle 21.45 anche
su Sky Fast&Furious), in streaming su NOW e disponibile on
demand. Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in
4K.
Mostrando un cast d’eccellenza, con
azione a tutto gas ed emozioni ad alta potenza,FAST
X vede come protagonista Vin
Diesel (Fast and Furious), Michelle Rodriguez (Fast and
Furious), Tyrese Gibson (2 Fast 2 Furious),
Chris ‘Ludacris’ Bridges (2 Fast 2
Furious), John Cena (Fast & Furious 9 – The Fast
Saga), Nathalie Emmanuel (Fast & Furious 7),
Jordana Brewster (Fast and Furious),
Sung Kang (The Fast and the Furious: Tokyo
Drift),
Scott Eastwood, Daniela Melchior, Alan Ritchson, con
Helen Mirren (Fast & Furious 8), con
Brie Larson (Captain Marvel), con Rita
Moreno, e Jason Statham (Fast & Furious 7), e
Jason Momoa (Aquaman) e Charlize Theron (Fast & Furious 8) e
alcune sorprendenti comparse dai capitoli precedenti della
saga.
Nel corso di molte sfide e
contro ostacoli impossibili, Dom Toretto (Vin
Diesel) e la sua famiglia hanno superato con astuzia, coraggio
e abilità tutti i nemici che hanno incontrato sul loro cammino.
Quando la squadra ha eliminato il famigerato boss della droga
brasiliano, non sapeva che suo figlio Dante (Jason Momoa), stesse osservando nell’ombra. Più
letale di qualsiasi altro nemico che abbiano affrontato, Dante ora
si eleva come un nuovo e terrificante oppositore motivato dalla
vendetta, determinato a frantumare la loro famiglia e distruggere
tutto ciò che Dom ama. Dal Brasile a Londra, dall’Antartide e Roma,
si creano nuove alleanze e vecchi nemici riemergono. Ma tutto
cambia quando Dom scopre che suo figlio di otto anni è il bersaglio
finale di Dante.
In occasione di questa attesissima
prima tv, su Sky Cinema Collection (posizione 303 di Sky) si
accende SKY CINEMA
FAST & FURIOUS,un canaleinteramente dedicato alla saga con le corse automobilistiche
più spettacolari e ruggenti e gli scontri su quattro
ruote, che andrà in ondada lunedì 1° a venerdì 12
gennaio. Tutti i titoli della collection saranno
disponibili anche in streaming su NOW e on demand su
Sky.
Oltre a FAST X, fanno parte della
programmazione anche i primi sette capitoli della saga: FAST AND FURIOUS, capostipite del 2001, in cui
Brian O’Conner (Paul
Walker) è un agente della polizia di Los Angeles, infiltrato in
una banda che opera nel settore delle gare clandestine il cui capo
è Dominic Toretto (Vin Diesel); 2 FAST 2 FURIOUS
del 2003, interpretato da Paul Walker e Eva Mendes; THE
FAST AND THE FURIOUS: TOKYO DRIFT, sequel
indipendente con cammeo di Vin Diesel;FAST & FURIOUS – SOLO
PARTI ORIGINALI, pellicola del 2009 che riporta insieme
sullo schermo Vin Diesel, Paul Walker, Michelle Rodriguez e Jordana
Brewster; FAST & FURIOUS 5, del 2011, in cui
Dwayne Johnson si unisce a Vin Diesel e Paul
Walker; FAST & FURIOUS 6, del 2013 che comprende
il trio di star del precedente capitolo; e FAST & FURIOUS
7 del 2015, che vede l’ingresso di Jason Statham nei panni di Deckard Shaw e
l’ultima apparizione del compianto Paul Walker.
FAST X – Lunedì 1° gennaio
in prima tv alle 21.15 su Sky Cinema Uno (e alle 21.45 su Sky
Cinema FAST & FURIOUS, in streaming su NOW e disponibile on demand.
Su Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K per i clienti
Sky Q o Sky Glass con pacchetto Sky Cinema e con servizio opzione
Sky HD/Sky Ultra HD attivo. SKY CINEMA FAST & FURIOUS, da lunedì 1°
a venerdì 12 gennaio su Sky Cinema Collection (canale 303). Tutti i
titoli sono disponibili anche in streaming su NOW e on demand su
Sky.
Eagle Pictures ha
diffuso il trailer italiano ufficiale di The
Warrior (The Iron Claw), il film scritto e diretto da
Sean Durkin con
Zac Efron, Jeremy Allen White e
Harris Dickinson. Figlio. Fratello. Campione. Con
l’incredibile trasformazione fisica di
Zac Efron per vestire i panni del wrestler Kevin Von
Erich.
Il film debutterà al cinema da
giovedì 1° Febbraio. In La vera storia degli inseparabili fratelli
Von Erich, che nei primi anni ottanta hanno fatto la storia
nel competivo e violento mondo del wrestling professionistico. Tra
tragedie e trionfi, all’ombra di un padre/allenatore predominante,
i fratelli cercano l’immortalità sul più grande palcoscenico dello
sport.
Il prossimo Joker:
Folie á Deux non avrà luogo nell’Universo DC
principale. Tuttavia, non utilizzerà nemmeno l’etichetta DC
Elseworlds, a confermarlo è stato il co-CEO dei DC Studios
James Gunn.
In una recente risposta a un fan
sulla piattaforma di social media Instaram,
Gunn ha confermato che Joker:
Folie á Deux non utilizzerà il nuovo logo o
l’introduzione Elseworlds della società per il
film. Secondo James Gunn, il motivo è semplicemente che il
logo non verrà utilizzato su nulla finché non inizieranno a uscire
i film su cui lui e Peter Safran hanno
lavorato.
“No“, ha detto Gunn su
Threads a proposito del logo utilizzato. “Non debutterà prima
dei film a cui abbiamo lavorato“.
Il DCU di James Gunn e Peter Safran
prenderà ufficialmente il via nel 2024 con la serie animata
Creature Commandos, che non
ha ancora un’uscita ufficiale. A seguire, Superman:
Legacy, scritto e diretto da James Gunn, arriverà nelle sale l’11 luglio
2025.
Progetti come il prossimo sequel di
The
Batman, The Batman –
Part II, rientreranno apparentemente nella categoria
DC Elseworlds, mentre Gunn ha
recentemente confermato che l’imminente serie Arkham
Asylum di Matt Reeves farà parte del DCU.
Gunn ha anche detto che i DC Studios hanno
intenzione di realizzare altri progetti animati, come
Merry Little Batman del 2023, che non
rientrano nella continuità del DCU.
Joker: Folie à Deux, il film
Joker:
Folie à Deux presenterà il ritorno di Joaquin Phoenix mentre riprende il suo ruolo
vincitore dell’Oscar come il cattivo DC JOKER. Il sequel presenterà
anche il ritorno di Sophie di
Zazie Beetz insieme ai nuovi arrivati
Brendan
Gleeson,
Catherine Keener, Jacob Lofland e Harry Lawtey. Nel
cast c’è Lady Gaga che darà vita a Harley Quinn. I
dettagli della trama sono ancora per lo più nascosti, ma sappiamo
che la maggior parte del film si svolgerà ad Arkham
Asylum e conterrà significativi “elementi musicali”.
Rumors recenti inoltre hanno anche suggerito che la
versione di Gaga su Harley Quinn avrà un ruolo più importante di
quanto originariamente riportato, con la storia che si svolge
interamente dal suo punto di vista.
Il film di Todd Phillips del 2019 è stato un successo sia
di critica che commerciale con un incasso mondiale di oltre 1
miliardo di dollari al botteghino, rendendolo il film con il
maggior incasso di tutti i tempi. Ha ricevuto riconoscimenti da
numerosi importanti enti premiati, tra cui due Oscar e due Golden
Globe, sia per il miglior attore che per il miglior suono
originale.
Jeremy Allen White ha dichiarato che in
The
Bear 3, la terza stagione di The
Bear della FXP si tornerà all'”atmosfera da
cucina in funzione a pieno regime” della prima stagione.
Parlando con Variety, a Jeremy Allen Whiteè
stato chiesto se ci fossero aggiornamenti su The Bear 3, la cui
produzione dovrebbe iniziare nel febbraio 2024.
White ha risposto: “Vi dirò la
verità: credo che abbiano scritto un paio di sceneggiature. Non ne
ho letto nessuno. So che a gennaio passerò un bel po’ di tempo a
riunirmi con alcuni chef. Credo che verrà stabilito un menu per il
ristorante della terza stagione. E so che inizierò a mettere
insieme quel menu con diversi chef e a cucinare, cercando di
prepararmi a fare più cose davanti alla telecamera. Ci siamo
preparati molto prima della prima stagione. Ho frequentato la
scuola di cucina e ho trascorso molto tempo nei ristoranti e altro.
Poi, nella seconda stagione, si trattava di mettere insieme il
ristorante, quindi non si cucinava molto. Ma ora, nella terza
stagione, credo che torneremo all’atmosfera di cucina funzionante
che avevamo nella prima“.
White (The Iron Claw)
interpreta Carmen “Carmy” Berzatto in The
Bear, una chef pluripremiata che decide di trasformare
il ristorante di Chicago del fratello defunto in un nuovo locale di
destinazione. Il cast principale della serie comprende anche
Ayo
Edebiri nel ruolo di Sydney, Ebon Moss-Bachrach nel ruolo di
Richie, Lionel Boyrce nel ruolo di Marcus,
Liza Colón-Zayas nel ruolo di Tina, Abby
Elliott nel ruolo di Sugar e Matty
Matheson nel ruolo di Fak.
Creata da Christopher Storer,
The
Bear ha debuttato su Disney+
nel giugno 2022. La seconda stagione è seguita nel giugno 2023 e la
serie è stata
rinnovata per una terza stagione nel novembre 2023.
La seconda stagione di The
Bear ha visto Carmen “Carmy” Berzatto (Jeremy
Allen White), Sydney Adamu (Ayo
Edebiri) e Richard “Richie” Jerimovich (Ebon
Moss-Bachrach) mentre lavorano per trasformare la loro
malmessa paninoteca in un locale di livello superiore. Nel dare
nuova luce al ristorante, non mancheranno però gli imprevisti e la
squadra si troverà ad intraprende un viaggio di trasformazione,
dove ognuno sarà costretto a confrontarsi con il proprio passato e
a fare i conti con chi vuole essere in futuro, rapportandosi
ovviamente anche con un contesto quantomai caotico e
stressante.
In vista dell’atteso debutto della
serie Echo, i Marvel Studios hanno pubblicato un
nuovo video di Echo per
la prossima serie limitata.
Il video continua a pubblicizzare
le violente sequenze d’azione della serie, mentre lo studio ricorda
agli abbonati a Disney+ di
impostare il proprio profilo su TV-MA per guardare
Echo in streaming. Tutti e cinque gli episodi saranno disponibili
in streaming a partire dal 9 gennaio 2024 su Disney+.
La serie che debutterà il 10
gennaio 2024, composta da cinque episodi, racconta la storia di
Maya Lopez (Alaqua Cox), inseguita dall’impero criminale
di Wilson Fisk (Vincent
D’Onofrio). Quando il suo viaggio la riporta a casa,
Maya deve confrontarsi con la propria famiglia e la sua eredità.
Tutti e cinque gli episodi saranno disponibili in streaming il 10
gennaio, segnando così la prima volta in cui una serie targata
Marvel Studios debutta con tutti gli episodi al momento del
lancio.
Echo è interpretata anche da
Chaske Spencer (Wild Indian, The
English), Graham Greene (1883, Goliath),
Tantoo Cardinal (Killers of the Flower Moon,
Stumptown), Devery Jacobs
(Reservation Dogs di FX, American Gods), Zahn
McClarnon (Dark
Winds, Reservation Dogs di FX), Cody Lightning
(Hey, Viktor!, Four Sheets to the Wind) e Vincent D’Onofrio (Hawkeye,
Godfather of Harlem).
Gli episodi della serie sono
diretti da Sydney Freeland (Navajo) e Catriona McKenzie
(Gunaikurnai). I produttori esecutivi sono Kevin Feige, Stephen Broussard, Louis D’Esposito,
Brad Winderbaum, Victoria Alonso, Richie Palmer, Jason Gavin
(Blackfeet), Marion Dayre e Sydney Freeland. I co-produttori
esecutivi sono Jennifer L. Booth e Amy Rardin.
Ricordiamo che Echo sarà un sequel
spin-off di Hawkeye, la serie TV
dedicata ad Occhio di Falco che per prima ha introdotto il
personaggio di Maya Lopez nel Marvel Cinematic Universe, ma allo
stesso tempo sarà anche un prequel di
Daredevil: Born Again, l’attesissima serie tv che
racconterà le nuove avventure di Matt Murdock e Wilson Fisk e che,
nonostante alcune problematiche produttive, è attualmente in
lavorazione in casa Marvel Studios. Nel cast di Echo si ritrovano anche Chaske Spencer,
Tantoo Cardinal, Devery Jacobs, Cody Lightning, Graham
Greene e Zahn McClarnon.
Dopo che alcuni recenti rumor hanno
lasciato intendere di un ritorno dell’attore Adam Driver nel
prossimo film di Star
Wars con protagonista Daisy Ridley,
Adam Driver in persona ha smentito
categoricamente la cosa durante la sua apparizione al podcast
Smartless, confermando che non tornerà più nel franchise. Come
noto, nell’aprile 2023 è stato annunciato il ritorno di Ridley per
un prossimo film di Star
Wars ambientato dopo Star Wars: L’ascesa di Skywalker.
Intitolato – per ora – New Jedi Order, il
progetto è ancora avvolto nel mistero, tanto che non si sa quali
personaggi e attori ad oggi comparsi nella saga saranno presenti
anche in questo nuovo progetto. Di certo, però, non ci sarà
Driver.
Interprete di Kylo Ren nella
trilogia sequel – personaggio che trova poi la morte nel finale di
L’ascesa di Skywalker – Driver ha infatti
affermato che “stanno facendo delle cose, ma non con me. Non
farò più nulla“. Quando poi gli è stato chiesto se il suo non
voler più far nulla è motivato dal considerare concluso l’arco
narrativo del suo personaggio, l’attore ha confermato la cosa,
sostenendo dunque che Kylo Ren non ha più nulla da aggiungere. Per
quanto sappiamo che in Star Wars è possibile anche a
coloro che sono morti fisicamente di ripresentarsi ai vivi in altre
forme, l’attore è sembrato piuttosto convinto della sua
affermazione.
Tutto quello che sappiamo su
Star Wars: New Jedi Order
Star Wars: New Jedi Order è il film prossimo film
della saga di Star Wars, che sarà diretto da
Sharmeen Obaid-Chinoy con
DaisyRidleyprotagonista nuovamente nei panni
di Rey. La trama del film è al momento sconosciuta, anche se è
stato accennato che il racconto si svolgerà 15 anni dopo gli eventi
di
Star Wars – L’ascesa di Skywalker (2019), con Rey
che dovrebbe avere il compito di riformare l’Ordine Jedi
addestrando una nuova generazione alla comprensione all’uso della
Forza. Oltre a Ridley, ad oggi non ci sono altri membri confermati
per il cast, anche se si è parlato di un possibile ritorno di
John Boyega nel
ruolo di Finn. Star Wars: New Jedi
Order dovrebbe infine arrivare al cinema nel 2026.
Una scena importante diRebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco si è rivelata
essere particolarmente impegnativa per l’attore Ed Skrein. Egli interpreta nel film
l’ammiraglio Atticus Noble, il braccio destro di Balisarius, padre
adottivo di Kora che ha recentemente guidato un colpo di stato per
impadronirsi del Mondo Madre. La scena a cui si fa riferimento
arriva nel finale del film, dove un Noble apparentemente morto
viene rianimato da vari fili e immerso totalmente nudo in una vasca
contenente uno strano liquido. Intervistato da Looper, l’attore ha rivelato che
quella sua scena di nudo è stata particolarmente difficile da
girare perché si è trattato di cinque giorni di riprese durante i
quali è stato malato.
“Sono stati cinque giorni
interessanti perché ero praticamente da solo. Ero l’unico membro
del cast, anche se c’erano alcuni attori in costume da sacerdoti
semiti. Inoltre, eravamo proprio alla fine delle restrizioni Covid,
quindi stavamo ancora facendo i test. L’ironia della sorte è che
quella settimana ero molto malato, ma non avevo la Covid e quindi
mi è stato permesso di lavorare. Ero lì dentro ed ero nudo. Mi
ricoprivano di gelatina K-Y, così ero tutto lucido e scivoloso, e
stavo male. Non è stato divertente… e poi fingere di essere
fulminato e tutte quelle cose su quella griglia di vero
metallo“, ha spiegato Skrein. “È stato impegnativo.
Ma come attore, le sfide sono tutto ciò che vuoi. È questo ad
essere stato così affascinante dell’interpretare Noble“.
Di cosa parla Rebel Moon – Parte 1: Figlia del
Fuoco
La sinossi di Rebel Moon – Parte
1: Figlia del Fuoco recita: dopo essersi schiantata su
una luna ai confini dell’universo, Kora (Sofia
Boutella), una misteriosa straniera dal passato
enigmatico, inizia una nuova vita in un insediamento pacifico di
agricoltori. Presto però diventerà la loro unica speranza di
salvezza quando il tirannico Reggente Balisarius (Fra
Fee) e il suo crudele emissario l’Ammiraglio Noble
(Ed Skrein)
scoprono che i contadini senza volerlo hanno venduto il loro
raccolto ai Bloodaxe (Cleopatra Coleman e
Ray Fisher), leader di un agguerrito gruppo di
ribelli.
Assieme A Gunnar, un coltivatore dal cuore tenero e ignaro di cosa
sia una guerra, Kora riceve l’incarico di scovare i combattenti
pronti a rischiare la propria vita per la gente di Vedt.
Così i due raggiungono diversi mondi in cerca dei Bloodaxe e
riuniscono una piccola banda di guerrieri accomunati da tanta
voglia di redimersi: il pilota e killer mercenario Kai (Charlie
Hunnam), il leggendario Generale Titus (Djimon
Hounsou), l’esperta spadaccina Nemesis (Doona
Bae), il prigioniero dalle nobili origini Tarak
(Staz Nair) e Milius (E. Duffy),
una combattente della resistenza. Intanto a Veldt l’androide
protettore Jimmy (con la voce nell’originale di Anthony
Hopkins) si risveglia di nascosto con un nuovo
obiettivo. I rivoluzionari di questa nuova formazione devono però
imparare a fidarsi gli uni degli altri e unire le forze prime che
le truppe nemiche arrivino ad annientarli.
Emily Blunt
riflette sul successo della data di uscita comune (negli Stati
Uniti) di Barbie
e Oppenheimer,
esortando Hollywood a ripetere qualcosa di simile. Con la loro data
di uscita comune, il 21 luglio, Barbie e
Oppenheimer
hanno infatti sbancato sia internet che il botteghino con il
fenomeno denominato “Barbenheimer” (che sembra ora diventerà anche un
film vero). Entrambi i titoli hanno ricevuto il plauso della
critica e sono ora in lizza per diversi premi ai prossimi Golden Globes, puntando poi agli
Oscar.
In una recente intervista con
The Playlist, la Blunt, membro
del cast di Oppenheimer,
riflette dunque su questo fenomeno e ammette di volere che si
ripeta. Blunt incoraggia il pubblico a “fare in modo che accada
di nuovo. Dobbiamo farlo, perché guardate cosa ha fatto per il
cinema. Guardate cosa ha fatto per le persone. È stata una gioia e
una celebrazione della verità dei film in circolazione. E perché
dovrebbero essere messi l’uno contro l’altro? Andate a vederli
entrambi! Voglio che accada sempre più spesso. È
fantastico!”.
Quanto hanno avuto successo al
botteghino Barbie e Oppenheimer?
Sia Barbie
che Oppenheimer
sono attualmente disponibili per l’acquisto su piattaforme digitali
come Amazon, AppleTV+ e altre. Sono entrambi disponibili anche
per l’acquisto su supporto fisico.
Il videogioco Bendy and
the Ink Machine sta per essere adattato sul grande
schermo. Pubblicato dallo studio Kindly Beast nel
2017, è questo un gioco survival horror in prima persona che
include sia azione che enigmi da risolvere, seguendo le avventure
di un uomo di nome Henry, un tempo l’animatore principale
dell’attrazione Joey Drew Studio, che anni dopo riceve un invito
dallo stesso Joey Drew per tornare al laboratorio. Qui scoprirà con
orrore che diversi ex dipendenti del Joey Drew Studios sono stati
tramutati in esseri mostruosi composti d’inchiostro, dopo essere
stati corrotti proprio dal misterioso inchiostro prodotto dalla
Macchina.
Secondo la pagina ufficiale di Bendy su X,
Bendy and the Ink Machine riceverà ora un adattamento
cinematografico, dando l’annuncio con una foto che riporta la
dicitura: “Bendy sta arrivando sul grande schermo“. Il
post tuttavia non rivela alcun dettaglio sulla produzione, come il
regista, il cast o la data di uscita. Inoltre, non è stato rivelato
se il film di Bendy and the Ink Machine sarà in
live-action o in animazione. Data l’esistenza di Bendy nel mondo
dell’animazione, avrebbe molto senso realizzare un film
d’animazione dal videogioco, ma non essendo ancora stato rivelato
nulla, l’idea del live-action è ancora da ritenere possibile.
Anche se non sono stati menzionati
membri specifici del team di produzione, la notizia della
realizzazione del film è accompagnata da un’informazione chiave: la
sua casa di produzione, la Radar Pictures. Fondata
nel 1984, Radar Pictures ha nel tempo prodotto 80 film di vario
genere. Tra i suoi lavori più recenti figurano Jumanji: Benvenuti nella
giungla e il suo sequel Jumanji: The Next Level. Di certo,
il successo del recente Five Night At Freddy’s,
anche quello adattamento di un videogioco horror, potrebbe aver
contribuito alla decisione di portare un nuovo racconto di questo
tipo sul grande schermo.
Quest’ultima opzione sembra però
sempre più probabile, dato anche che in molti hanno lamentato come
Kang non sia stato una seria minaccia all’interno del franchise, un
problema non indifferente quando si è destinati a essere il grande
cattivo della Saga del Multiverso. Alcuni ritengono che
la seconda stagione di Loki abbia offerto una via d’uscita ai
Marvel Studios, ma la serie è stata girata prima dei problemi
legali di Majors e il finale menzionava esplicitamente che una
variante di Kang era stata affrontata nel Regno Quantico,
confermando che le varianti del cattivo sono ancora in
circolazione.
Convenzionalmente, sono tutte
riunite nel Consiglio dei Kang, il che rende semplice per un altro
grande cattivo eliminarle tutte in un colpo solo. Secondo Alex Perez di The Cosmic Circus,
l’idea presso i Marvel Studios sarebbe ora di introdurre un nuovo
grande cattivo che, eliminando d’un colpo tutti i Kang,
dimostrerebbe che questi non erano la vera minaccia e si
affermerebbe invece egli come tale. Il nome che ad oggi sembra più
probabile a ricoprire questo ruolo è quello di The
Beyonder, in Italia conosciuto anche come
Arcano, colui che dovrebbe poi dare il via alla
battaglia di Avengers:
Secret Wars. In Avengers
5, dunque, potrebbe essere lui ad affermarsi come vero
antagonista di questa saga.
Guido e
Rocco sono due fratelli che hanno vissuto per
quasi 30 anni lontani l’uno dall’altro. Quando il padre muore, si
ritrovano al suo funerale ed è l’occasione per i due di affrontare
i demoni del passato. Ritrovano due vecchie moto scassate che si
erano costruiti da ragazzini e decidono di fare un viaggio insieme
attraverso l’Italia. I giorni trascorsi sulle due ruote aiuteranno
i fratelli a chiarire i rancori e ad analizzare il loro rapporto.
50 km all’ora, il film diretto da Fabio De Luigi con Stefano Accorsi, è una rivisitazione italiana
di 25
km/h, film tedesco diretto da Markus Goller, solo che qui
ci troviamo in Italia e in particolare in Emilia-Romagna dove anche
i luoghi sono protagoniste di un road movie che ci porta al passato
della famiglia ma anche al presente, sperando in un futuro
migliore.
50 km all’ora, la trama
Un lutto in famiglia, quello del
padre, che serve da spartiacque nella vita di due fratelli così
diversi ma anche così simili. Sono passati quasi 30 anni da quando
Guido e Rocco e si sono separati, da quando il tradimento della
madre ha portato alla separazione dei genitori e di una famiglia
intera. Rocco è il figlio perfetto, il maggiore, caricato di tutte
le responsabilità, che ha ereditato il lavoro di meccanico del
padre ma non il suo brutto carattere. Rocco, infatti, è un uomo
mosso da buone intenzioni anche se non sempre riesce a realizzarle
e, allo stesso tempo, cova sentimenti repressi
verso il fratello ma anche verso il padre che ho la screditato fino
in punto di morte.
Guido, invece, dopo la separazione
ha scelto di vivere con la madre e non sapremo mai la versione
della sua storia, sappiamo solo che in età adulta è un manager che
organizza eventi per crociere. Vive la sua vita itinerante, non sta
mai nello stesso posto per più di un mese, ha relazioni occasionali
ma ha anche un figlio, avuto proprio da uno di questi rapporti.
Guido è l’eterno ragazzino, scappato da quelle colline emiliane
dove si pascolano i campi per vivere al quale è mancata una
figura di riferimento, come lo era suo
fratello.
Mio fratello (non) è figlio
unico
In questi 30 anni di lontananza, mai
un contatto tra i due fratelli che, adesso, si rivedono al funerale
di un padre scontroso, burbero e anaffettivo. Rocco è scosso e
caricato per l’ultima volta della responsabilità di organizzare
tutto. Guido entra in scena a funerale iniziato scatenando l’ira
del fratello, il motore di 50 km all’ora non è stato
ancora acceso ma il film di De Luigi fino a questo momento, porta
in scena una drammatica commedia nostrana. Il fattore di
cambiamento, che darà inizio al vero viaggio del film è una lettera
scritta in punto di morte dal padre dei due e indirizzata a
Guido.
In quelle parole si legge quasi
tutto il pentimento per aver rinunciato a quei 30
anni insieme, ma anche il perdono verso lui e la madre e una
richiesta. Il defunto padre chiede di spargere le ceneri sulla
tomba della ex moglie che si trova a Cervia. I due fratelli ci
pensano un po’ ed ebbri dall’entusiasmo di questa avventura, come
due bambini, decidono di partire con i loro motorini (due vecchi
Ciao che gli ha costruito il padre meccanico). Qui ha inizio 50 km
all’ora: un viaggio fatto di ricordi ma anche di rancori e cose non
dette e taciute per oltre 30 anni che hanno fatto inaridire il
cuore di Rocco. Questa avventura li porterà a vivere ogni genere di
situazione, anche molto comica, come se fossero due adolescenti in
viaggio dopo la maturità. Guido cerca di
smaliziare Rocco e viceversa il fratello maggiore cerca di
responsabilizzare il minore.
L’emotività maschile
In 50 km all’ora c’è anche
il disperato tentativo di mettere in luce l’emotività maschile che
mai come nel film di De Luigi è repressa e
nascosta. Non sempre però quello che l’altro ha da dire sarà
accettato e in sella al motorino cercano di dialogare e confessare
i sentimenti taciuti da 30 anni. Alla fine del film, dopo
rocambolesche e allucinanti avventure, Guido e Rocco portano a
compimento la richiesta del padre e proprio su quella tomba si
salutano, promettendosi di rivedersi presto. Non c’è più
rancore, non c’è più rabbia: tutto si è esaurito
sulla sella di quel motorino simbolo di vecchi ricordi e di ricordi
nuovi, motore di una nuova vita. Ma attenzione sempre al
colpo di scena finale…
Dopo esser fuggita dall’ospedale
Ongseong insieme ai pochi sopravvissuti, la coraggiosa Chae-ok
(Han So-hee) perde le tracce del ricco Tae-sang
(Park Seo-jun), ancora in grave pericolo nel
misterioso e oscuro edificio. Intanto, la polizia giapponese
aumenta l’oppressione contro il popolo coreano con l’intento di
recuperare le persone fuggite dagli orribili e crudeli esperimenti
biologici. È così che si conclude la Parte 1 della prima
stagione de La Creatura di Gyeongseong (qui
la recensione), il nuovo period horror creato da Kang Eun-kyung
e Chung Dong-yoon e disponibile dal 22 dicembre su Netflix. La serie – con protagonisti i celebri e
talentuosi attori Park Seo-jun e Han So-hee – si concluderà
con la Parte 2 composta dagli ultimi tre episodi
in arrivo il 5 gennaio 2024.
Chi ha bevuto il bicchiere d’acqua contaminato?
La Creatura di Gyeongseong | In foto gli attori Han So-hee e Park
Seo-jun.
Lo spietato e folle tenente Kato,
dopo aver scoperto che Chae-ok è figlia dell’unica donna
sopravvissuta al misterioso parassita che causa la
trasformazione in mostro, cerca di infettare anche la giovane con
l’intento di studiare il DNA vincitore della sperimentazione. Su
centinaia di persone vittime di quegli atroci esperimenti, infatti,
solo la madre di Chae-ok è riuscita a sopravvivervi trasformandosi
in un essere mostruoso e pericoloso. Dunque, il tenente
Kato avvelena col parassita, il “Najin”, il bicchiere
d’acqua che offre poi alla giovane. Nonostante ciò, la scena lascia
dubbi e incertezze riguardo la buona riuscita del piano di Kato,
rendendo poco chiaro se Chae-ok abbia bevuto o meno da quel
bicchiere. Poco dopo, infatti, si comprende che altre tre persone
sono entrate nella stanza e potrebbero aver bevuto l’acqua
contaminata: Tae-sang, l’amico rivoluzionario di Jun-taek
e, infine, Akiko.
Al suo ritorno, Kato guarda il
bicchiere vuoto, suggerendo così allo spettatore
che tutti e quattro i personaggi hanno avuto l’opportunità di bere
quell’acqua e che da un momento all’altro qualcuno potrebbe
trasformarsi in mostro.
Gli ultimi minuti dell’episodio
finale della Parte 1 si concentrano proprio su questo
enigma, mostrando il tenente Kato mentre si chiede
quale dei quattro sia ora stato infettato dal
parassita.
Come ha fatto Tae-sang a fuggire dal sergente Haneda?
Nei primi minuti dell’episodio 7 è
mostrato Tae-sang sdraiato su un gigantesco mucchio di
ossa privo di coscienza. Nonostante sia ancora vivo,
Tae-sang è in grave pericolo poiché ancora rinchiuso tra le mura
dell’ospedale Ongseong. Il sergente Haneda, infatti, subito dopo la
fuga di Chae-ok, affronta Tae-sang con l’intento di eliminarlo
definitivamente. Pur di sopravvivere, Tae-sang fugge nei condotti
dell’aria fino a precipitare improvvisamente su cumuli di ossa in
una cupa e spoglia stanza.
Alcune scene dopo è poi mostrato
Tae-sang ferito e con una pistola tra le mani, con
accanto il corpo di Haneda probabilmente morto. Si presume che
Tae-sang si sia trovato di nuovo faccia e faccia con Haneda e che,
durante il duro e tragico scontro, lui sia riuscito a prendere la
pistola di Haneda per salvarsi dalla sua furia. Ma Tae-sang è anche
tra i quattro personaggi che potrebbero aver ingerito il Najin;
dunque c’è anche la possibilità che nello scontro si sia
trasformato in mostro senza neppure rendersene conto.
L’ultimo episodio de La Creatura
di Gyeongseong si conclude con Tae-sang che cerca di uscire
dall’ospedale mentre il tenente Kato si chiede chi sia la prossima
persona che si trasformerà in una mostruosa creatura.
Cos’è il Najin
La Creatura di Gyeongseong | Cho Han-cheul interpreta Yoon
Jung-won, padre di Chae-ok.
Il termine “Najin” – che dà anche il
titolo al primo episodio della serie – indica il misterioso
parassita in grado di trasformare l’essere umano in mostro
e di cui il tenente Kato è ossessionato, al punto da definire
l’orribile creatura nata dalla madre di Chae-ok come una divinità.
In giapponese il termine “Najin” può avere diversi
significati, come quello di qualcosa di esteticamente
bello o anche il seme prodotto da un frutto. Entrambi i significati
possono essere ricondotti alla profonda ammirazione con cui Kato
osserva il parassita evolversi nella povera donna.
I titoli di testa
che introducono ogni episodio, inoltre, raccontano come i
giapponesi entrano in contatto per la prima volta con
l’agghiacciante parassita: il Najin dall’oceano infettò
tragicamente una ragazzina che in poco tempo distrusse e sterminò
il suo intero villaggio.
Gli ultimi episodi della Parte 1
dimostrano come la mamma di Chae-ok sia diventata una spaventosa e
brutale creatura a causa dei disumani esperimenti di Kato. Ma, dopo
aver seminato morte e terrore, quando la creatura si ritrova
innanzi a Chae-ok pare riconoscerla. E invece che attaccarla, cerca
di proteggerla, proprio come farebbe una madre.
La creatura viene poi sedata e
rinchiusa ancora una volta in una delle celle di detenzione
dell’ospedale Ongseong.
Come Lady Maeda è collegata all’ospedale Ongseong
La Creatura di Gyeongseong – Lady Maeda (Claudia Kim) e Jang
Tae-sang (Park Seo-jun)
Nell’episodio finale è rivelato al
pubblico il motivo che collega l’enigmatica Lady Maeda all’ospedale
Ongseong e alle oscure e folle pratiche svolte in esso. La
moglie del commissario Ishikawa, infatti, è coinvolta in
quei crudeli esperimenti biologici condotti su esseri umani rapiti.
La ricca e influente Lady Maeda, inoltre, non solo supporta le
atrocità commesse in quell’ospedale, ma è anche colei che ha scelto
il direttore Ichiro come capo del gruppo di ricerca.
Sebbene non siano chiari i motivi
che l’hanno spinta nel realizzare questo orribile piano,
Lady Maeda è dunque la spietata e vile artefice.
Oltre a voler contribuire probabilmente per la creazione di
micidiali armi umane belliche, Lady Maeda sembra essere mossa
soprattutto da motivi personali. Per esempio, è stata la stessa
Maeda a mandare Akiko, consapevole essere l’amante di suo marito,
all’ospedale dopo aver saputo del suo stato interessante. E,
ancora, è stata Maeda a scegliere la madre di Chae-ok come una
delle cavie di ricerca sui mostri del tenente Kato.
Come l’episodio 7 anticipa la Parte 2 de La Creatura di
Gyeongseong
La prima stagione
de La Creatura di Gyeongseong si concluderà con gli ultimi
tre episodi contenuti nella Parte 2. La Parte 1 termina con
importanti rivelazioni, emozionanti cliffhanger e grandi
aspettative. Il fulcro dei prossimi episodi sarà la
soluzione al mistero della nuova creatura: Chi ha
bevuto l’acqua contaminata? Chi sarà la prossima vittima della
mostruosa trasformazione? E, infine, come e perché Lady
Maeda ha iniziato questa terribile e feroce operazione bellica
nell’ospedale Ongseong?
Le festività natalizie sono quel
momento in cui, tra le altre cose, si ha modo di riguardare tutti
quei film o serie ambientati in questo specifico periodo dell’anno,
sia che si decida di affidarsi a grandi classici come Mamma ho perso l’aereo,Il Grinch o Una poltrona per due (quest’ultimo qualora si sia
appassionati di film
“natalizi” ma non dedicati al Natale); sia che si decida di
scoprire qualche nuovo titolo di questo filone. Per chi si
riconosce in questa seconda categoria, Uno sguardo dal
cielo può essere il titolo che fa al caso proprio. Diretto
nel 1996 da Penny Marshall, si
tratta di un film natalizio meno noto ma con i suoi elementi di
fascino.
Anche in questo caso si ha a che
fare con un film non specificatamente dedicato al Natale, ma che ha
in esso il culmine del suo racconto con la risoluzione di tutte le
linee narrative e l’esplicitazione del suo messaggio di fondo.
Remake del film del 1947 La moglie del
vescovo, tratto dal romanzo omonimo di Robert
Nathan, il film è infatti stato fortemente voluto dal due
volte premio Oscar Denzel Washington per via del suo affrontare
temi come il valore della famiglia, della comunità e della fede.
Apprezzato da critica e pubblico, Uno sguardo dal
cielo è però oggi un titolo tendenzialmente dimenticato,
perfetto però per questi giorni di festa.
A renderlo speciale vi è anche la
presenza di Whitney Houston non solo come
protagonista femminile ma anche come cantante di alcuni brani
presenti nel film. Per tutti gli appassionati di film di questo
genere in cerca di un buon titolo da vedere in questi giorni,
Uno sguardo dal cielo è un titolo ideale. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine,
si elencheranno anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Uno sguardo
dal cielo
La vicenda si svolge a New York,
dove il sacerdote metodista Henry Biggs, dopo aver
sempre svolto con passione il proprio lavoro, attraversa un momento
di crisi in cui pensa di non essere più in grado di andare incontro
ai problemi che gli pongono la sua comunità e la sua famiglia, la
moglie Julia, il figlio piccolo, la madre di lei.
All’improvviso, però, arriva Dudley, un angelo di
colore, che a poco a poco si installa a casa sua e gli annuncia di
volerlo aiutare a superare le difficoltà. Il problema è che Dudley,
nonostante sia molto generoso, attua degli interventi che spesso
finiscono con il creare più confusione di prima.
Le cose, dunque, finiscono con il
peggiorare ed Henry cade in piena crisi. Come se non bastasse, da
un lato si trova a dover fronteggiare il perfido speculatore
Joe, che ha acquistato la proprietà della chiesa e
vuole demolirla per costruirci un complesso più grande con servizi
vari; dall’altro vede Julia frequentare piacevolmente Dudley, col
quale esce la sera, va al night e ritrova il gusto di cantare, cosa
che ormai faceva solo in chiesa alle funzioni del marito. Dinanzi a
tutto ciò, Henry deciderà che è giunto il momento di sistemare le
cose.
Il cast di Uno sguardo dal
cielo
Ad interpretare l’angelo Dudley vi
è l’attore Denzel Washington, il quale per il ruolo di
Julia Biggs voleva inizialmente l’attrice Julia Roberts. Dopo aver capito che Whitney Houston sarebbe stata più adatta al
ruolo, glielo propose, ma lei rifiutò. Washington continuò a
chiederglielo per un anno, finché lei non accettò. Houston in
seguito dichiarò di aver inizialmente rifiutato il ruolo perché
riteneva di non potersi immedesimare nel personaggio e pensava che
non si sarebbe sentita a suo agio vestita come una casalinga della
classe media. Alla fine, è però riuscita a immedesimarsi nell’amore
di Julia per la famiglia e la chiesa, decidendo così di accettare
la parte.
L’attrice Jenifer
Lewis interpreta invece Margueritte Coleman, madre di
Julia. Tra le due attrici, tuttavia, vi sono solo sei anni di
differenza. Ad interpretare il reverendo Henry Biggs vi è invece
l’attore Courtney B. Vance, noto per il ruolo
dell’assistente procuratore distrettuale Ron Carver in Law &
Order: Criminal Intent, ricoperto dal 2001 al 2006. Recitano
poi nel film Justin Pierre Edmund nel ruolo di
Jeremiah Biggs e Gregory Hines in quelli di Joe
Hamilton. Completano infine il cast gli attori Loretta
Devine nel ruolo di Beverly, Cissy
Houston, madre di Witney, interperta Mrs. Havergale,
mentre il produttore discografico Lionel Richie è
Britsloe.
Il trailer di Uno sguardo
dal cielo e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Uno
sguardo dal cielo grazie alla sua presenza su una delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nel catalogo di Disney+. Per vederlo, basterà
dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma e si
avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di mercoledì 27 dicembre alle ore
21:20 sul canale Rai 3.
Considerata unanimemente una delle
migliori trilogie cinematografiche dedicate ad un supereroe dei
fumetti, quella di Christopher Nolan con protagonista Batman è
oggi un vero e proprio oggetto di culto. Iniziata nel 2005 con
Batman Begins (qui la recensione) e proseguita
con l’acclamato Il cavaliere oscuro nel
2008, questa ha infine trovato conclusione nel 2012 con Il cavaliere oscuro – Il
ritorno. Le avventure del celebre supereroe di Gotham City
trovano così nuova vita al cinema in film dalle grandi intenzioni,
in puro stile Nolan, dove intrattenimento e autorialità si fondono
in modo inequivocabile.
Nel 2003, la Warner Bros. assunse il
regista di
Memento per dirigere un nuovo film di Batman, mentre
David S. Goyer firmò un contratto per scrivere la
sceneggiatura della pellicola. Nolan dichiarò la sua intenzione di
reinventare il franchise cinematografico di Batman in chiave
moderna e più realistica. Affascinato dal personaggio e dal suo
background egli voleva colmare una lacuna lasciata dai precedenti
film andando a narrare le origini del Cavaliere Oscuro. Nella
realizzazione della prima pellicola della trilogia, Nolan rivelò
inoltre di essersi ispirato al
Superman di Richard Donner, soprattutto
riguardo alla focalizzazione sull’evoluzione del personaggio.
Batman Begins venne così costruito traendo particolare
ispirazione da fumetti come Batman: Year One e Batman:
The Long Halloween.
In esso vennero però inserite anche
delle idee originali e inedite, come ad esempio la paura del
protagonista per i pipistrelli. Una volta arrivato in sala, il film
si affermò come uno dei maggiori successi economici del suo anno. A
fronte di un budget di 150 milioni di dollari, questo arrivò
infatti a guadagnarne 373 in tutto il mondo. Ancora oggi il film è
ricco di curiosità tutte da scoprire, e proseguendo qui nella
lettura sarà possibile approfondire molte di queste. Si
ritroveranno infatti ulteriori elementi riguardanti la
trama, il cast, il
costume di Batman e le piattaforme
streaming dove poter vedere tale titolo.
La trama di Batman
Begins
Protagonista del film è il
multimiliardario Bruce Wayne, il quale ancora da
adulto è profondamente scosso dal trauma di aver assistito
all’omicidio dei suoi genitori. In cerca di vendetta e impegnato in
viaggi lontani dalla sua Gotham City, egli si ritrova imprigionato
in una prigione del Bhutan. Qui conosce il misterioso Henri
Ducard, membro dell’organizzazione anti-crimine chiamata
Setta delle Ombre. L’uomo si offre di liberare
Wayne e di addestrarlo al fine di diventare un potente guerriero.
C’è però qualcosa che non torna nell’etica di quell’organizzazione,
che in breve Bruce deciderà di abbandonare per tornare a Gotham
City. La città si trova infatti in preda alla corruzione e alla
criminalità più dilagante, e il miliardario decide di fare qualcosa
per cambiare tutto ciò.
Desideroso di affrontare le sue
paure più grandi, egli inizia così ad assumere il ruolo di un
giustiziere mascherato, rinominato Batman. Ad aiutarlo nella sua
impresa vi saranno preziosi alleati come Alfred
Pennyworth, il suo fedele maggiordomo, e Lucius
Fox, il quale gli fornirà una serie di armi e tecnologie
particolarmente utili nella lotta alla criminalità. Ben presto,
Batman si troverà però a doversi scontrare con personalità
particolarmente malvage, che minacciano di prendere il controllo di
Gotham. Tra questi vi è lo psichiatra Jonathan
Crane, noto con il nome di Spaventapasseri. A preoccupare
però più di tutti Wayne, è il misterioso Ra’s Al
Ghul, il quale si rivelerà essere una persona
particolarmente nota al giustiziere mascherato.
Batman Begins: il cast del
film
Per il ruolo di Bruce Wayne, alias
Batman, Nolan decise di
affidarsi all’attore Christian Bale,
il quale sembrava possedere esattamente l’equilibrio tra l’oscurità
e la luce ricercato per il personaggio. Per dar vita al
personaggio, Bale si sottopose ad una massacrante trasformazione
fisica, arrivando ad acquisire circa 26 chili di muscoli. Ciò gli
permise di poter avere la forma fisica necessaria per prendere
parte alle numerose e complesse sequenze d’azione. Bale, inoltre,
approfondì il personaggio anche da un punto di vista psicologico.
Egli infatti si getto nella lettura di diversi volumi dei fumetti
dedicati a Batman, esplorando così le varie sfumature del
personaggio. Accanto a lui, nel film si ritrova poi l’attore premio
Oscar Michael Caine
nei panni di Alfred Pennyworth. Questi dichiarò in seguito di
considerare quella per questo film una delle migliori esperienze
della sua carriera.
Gary Oldman è invece il
volto del celebre commissario Gordon. Nolan scelse l’attore per via
della sua capacità di fornire un’interpretazione calma e misurata
di un personaggio tanto importante e riservato. Katie Holmes è
invece Rachel Dawes, interesse amoroso di Wayne nonché personaggio
ideato appositamente per il film. Morgan Freeman,
invece, è l’interprete di Lucius Fox, inventore della Wayne
Enterprises. Per la scelta degli antagonisti, il regista decise di
portare in scena villain ancora mai visti al cinema. Fa così la sua
prima apparizione Jonathan Crane, alias Spaventapasseri,
interpretato da Cillian Murphy.
Tom Wilkinson è il mafioso Carmine Falcone, mentre
Liam Neeson è presente
nei panni di Henri Ducard. L’attore, grande fan di Superman, era inizialmente
restìo all’offerta di recitare nel film, ma venne infine convinto
dalla possibilità di lavorare con Nolan.
Batman Begins: il costume
di Batman e il cattivo del film
Di particolare importanza, ogni
volta che si parla di Batman, è il design del costume del cavaliere
oscuro. Per quanto riguarda questo, venne realizzato dalla
costumista Lindy Hemming e dal suo staff creativo. Per il film,
Nolan chiese che il costume di Batman fosse nerissimo e di un
tessuto non riflettente, il più opaco possibile, poiché, secondo
lui, doveva attenersi alla filosofia ninja che Bruce aveva
imparato. In più, il regista voleva che il costume fosse leggero e
permettesse a Bale di muoversi agevolmente. Nonostante tale
richiesta, questo si rivelò ugualmente molto scomodo per l’attore,
che in più occasioni se ne lamentò. Proprio il suo parere contrario
circa il risultato spinse a rivedere il costume in vista del
sequel. Ad ogni modo, il design particolarmente realistico di
questo fu particolarmente apprezzato dai fan.
Per quanto riguarda i cattivi
presenti nel film, il primo di essi è
Spaventapasseri. Riguardo alla sua presenza come
antagonista, Nolan rivelò di averlo scelto in quanto non era ancora
stato portato sul grande schermo e perché si legava bene al tema
della paura, fondamentale per il batman di questo film.
Spaventapasseri viene dunque portato in scena come dotato di un
particolare sacco di tela che egli si pone sulla testa e che mostra
sembianze spaventose ai nemici colpiti dal suo fumo allucinogeno.
L’altro grande antagonista del film, anch’esso scelto in quanto
inedito sul grande schermo, è Ra’s al Ghul, uno
tra i più complessi e pericolosi nemici di Batman, nonché il primo
che nei fumetti ne scopre la vera identità.
La differenza principale tra il Ra’s
al Ghul di questa versione e quello fumettistico è il non possedere
l’immortalità donatagli dal Pozzo di Lazzaro: in questa versione,
quindi, il personaggio è “immortale” semplicemente perché Ra’s al
Ghul è il nome che assume colui che sta a capo della Setta delle
Ombre. Sono poi diversi gli ideali del personaggio sono poi diversi
dalla controparte cartacea: in essi egli è un ecoterrorista che non
sopporta come la razza umana abbia fatto scempio del pianeta
tramite guerre e inquinamento. Nel film, invece, la Setta delle
Ombre si “limita” a perseguire l’obiettivo di distruggere quelle
civiltà da loro ritenute troppo corrotte per “purificare”
l’umanità.
Il trailer di Batman
Begins e dove vederlo in streaming e in TV
È possibile vedere o rivedere tale
opera grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Batman
Begins è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, basterà
semplicemente iscriversi, in modo del tutto gratuito alla
piattaforma. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà a disposizione un determinato limite temporale
entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in
televisione il giorno mercoledì 27 dicembre alle ore
21:20 sul canale Italia
1.
Il regista ha infatti qui avuto modo
di
dar vita ad un nuovo antieroe che non solo si va ad aggiungere
ai personaggi animali del suo cinema – con tutti i valori e
significati di cui essi si fanno portatori – ma che gli offre anche
l’occasione per affrontare questioni legate ai diritti degli
animali e alle nuove sensibilità a riguardo in cui Burton si
riconosce. La realizzazione di questo film, come noto, ha anche
rappresentato una nuova collaborazione con la Disney, luogo dove
come noto aveva svolto i suoi primi lavori come animatore e per cui
ha poi diretto sia Alice in Wonderland che Frankenweenie.
L’esperienza di Dumbo non è
però stata delle migliori, con Burton che ha giurato che non
lavorerà mai più per la Disney. Il film ha poi risentito di questi
contrasti, mancando di ottenere il successo sperato. Si tratta però
in ogni caso di un’opera che presenta degli elementi di interesse,
specialmente se contestualizzati nella filmografia di Burton. Prima
di intraprendere una visione del film, però, sarà utile
approfondire alcune curiosità relative ad esso. Proseguendo qui
nella lettura sarà possibile ritrovare dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e al
significato del racconto di Dumbo. Infine, si
elencheranno anche le piattaforme streaming
contenenti il lungometraggio nel proprio catalogo.
La trama e il cast di
Dumbo
Nel film, Max
Medici, proprietario di un circo, riassume l’ex star
Holt Farrier, tornato dalla Prima guerra mondiale,
per occuparsi di un elefante appena nato le cui orecchie
sproporzionate lo rendono lo zimbello di un circo già in
difficoltà. Quando si scopre che Dumbo sa volare,
però, il circo riscuote un incredibile successo attirando
l’attenzione del persuasivo imprenditore V. A.
Vandevere, che recluta l’insolito elefante per il suo
nuovo straordinario circo, Dreamland. Dumbo vola sempre più in alto
insieme all’affascinante e spettacolare trapezista Colette
Marchant, finché Holt e i suoi figli
Milly e Joe non scoprono che,
dietro alla sua facciata scintillante, Dreamland è piena di oscuri
segreti.
Ad interpretare Holt Farrier vi è
l’attore Colin Farrell, il quale ha raccontato di aver
colto subito l’occasione di recitare nel film essendo un grande fan
di Burton. Nel ruolo dei suoi figli vi sono invece Nico
Parker e Finley Hobbins. Danny DeVito e Michael Keaton, qui entrambi alla loro quarta
collaborazione con Burton, interpretano rispettivamente Max Medici
e V. A. Vandevere. L’attrice, Eva Green, alla sua terza collaborazione con
il regista è invece Colette Marchant. Come noto, l’attrice era
realmente spaventata dalle altezze ed è riuscita a superare questa
sua fobia proprio durante le riprese, con l’aiuto di un performer
professionista che l’ha addestrata per le sue acrobazie.
Per quanto riguarda il vero
protagonista del film, Dumbo, inizialmente si era pensato di
realizzare una versione realistica di un cucciolo di elefante, ma
Burton ha poi preferito rinunciare a tale aspetto per avere un
personaggio più espressivo, specialmente attraverso gli occhi.
Essendo stato realizzato solo in seguito in CGI, al momento delle
riprese sul set sono stati utilizzati oggetti a forma di elefante
per dare agli attori e al team di produzione un’idea delle
dimensioni di Dumbo e del posto da lui occupato nello spazio.
Quando necessario, specialmente nelle interazioni con gli altri
protagonisti, i movimenti dell’elefantino sono invece stati forniti
da un interprete specializzato.
Dumbo: perché si chiama così e cosa
rappresenta?
Per quanto riguarda il nome dato al
piccolo elefantino tutt’orecchie, come viene spiegato sia in questo
film che in quello animato del 1941, Dumbo non è
altro che una storpiatura della parola
dumb, ovvero “stupido”. Si tratta dunque
di un nome dato al personaggio con un fare canzonatorio, con
l’obiettivo prenderlo in giro per la sua deformità. Dumbo va dunque
a rappresentare quanti sono vittima di discriminazione per via di
loro difformità, fisiche o di altro tipo, rispetto a quella che è
considerata “la norma”. A partire da qui, però, si costruisce un
racconto che mira a spezzare queste convinzioni, dimostrando con
quelli che si ritengono essere difetti possano invece essere tratti
distintivi.
Dumbo, infatti, impara ad usare a
proprio vantaggio le sue enormi orecchie, poiché imparando a volare
grazie ad esse da prima permette al circo di cui fa parte di
migliorare le proprie sorte e in seguito si guadagna la libertà di
tornare nel suo habitat naturale insieme alla sua ritrovata madre.
La morale di Dumbo è
l’importanza di riconoscere la diversità quale inesauribile fonte
di ricchezza e bellezza, in contrasto a quelle società o culture
che vorrebbero invece perseguire la completa uguaglianza anche a
costo di sopprimere quei tratti che rendono unici e speciali
proprio per questo. La vittoria di Dumbo, dunque, è la vittoria di
tutti i discriminati.
Il trailer di Dumbo e dove
vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Dumbo
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple
TV, Prime Video e Disney+. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
mercoledì 27 dicembre alle ore
21:30 sul canale Rai 1.
Rebel Moon- Parte 1: Figlia del
fuoco (qui
la recensione) è pieno di tratti distintivi e più che
riconoscibili del suo regista, Zack Snyder,
qui anche in veste di scrittore, produttore e direttore della
fotografia. Lo stile – soprattutto visivo – di Snyder si è distinto
sin dal suo esordio in regia nell’oramai lontano 2004, L’alba
dei morti viventi, per poi migliorare e definirsi nei film
successivi, fino all’ultimo progetto in collaborazione con Netflix,
di cui è previsto un secondo capitolo intitolato Rebel Moon – Parte 2: La Sfregiatrice. Scopriamo
perciò tutti gli auto-omaggi del regista, gli Easter Eggs e i
“marchi di fabbrica” presenti in Rebel Moon – Parte
1: Figlia del fuoco.
Mescolare i generi
Da quando Zack Snyder si è posizionato in cabina
di regia, ogni suoi film è stato un mash-up di generi e una
sovversione dei tropi di questi ultimi, diventando un suo marchio
di fabbrica. Lo abbiamo visto con 300, o ancora con Watchmen, in cui ha sovvertito il genere dei supereroi
e dei film di squadra; o ancora con Sucker Punch nel quale ha realizzato una commistione
di generi inserendo persino un meta-commento su come le donne
vengono trattate nella narrativa di genere, sia davanti che dietro
la macchina da presa. In Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco Snyder
continua a farne un’impeccabile miscela, includendo numerose
influenze fantascientifiche e fantasy nel suo mash-up estetico di
generi, da Star
Wars a Excalibur, fino a I sette
samurai e Heavy Metal.
Il rallenty
Pur non essendo stato lui a inventare il
rallenty, Zack Snyder è uno dei registi contemporanei a utilizzarlo
di più nelle sue opere, tanto da essere associato a questo
strumento stilistico, e rivoluzionandolo con lo “speed ramping” in
300. Watchmen, Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei
guardiani e
Sucker Punch hanno tutti una considerevole parte a
rallentatore, anche se a un certo punto della sua carriera il
regista, precisamente con L’uomo d’acciaio, non ne ha più fatto uso, salvo poi
riprenderlo in Justice League e finendo con, per l’appunto, Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco.
Gli attori feticcio di Zack Snyder
Come ogni regista, anche Zack Snyder ha degli
attori feticcio a cui si rivolge quando si tratta di realizzare un
film. Sappiamo anche bene che il regista è capace poi di
individuare i talenti emergenti da inserire nelle sue pellicole,
contribuendo quindi a rendere la loro carriera un successo, come
accaduto con
Henry Cavill e
Gal Gadot. Star ricorrenti sono, fra gli altri, Jena Malone,
Carla Gugino, Abbie Cornish e Matt Frewer, alcune delle quali
Zack Snyder ha richiamato per farle partecipare in Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco. Ray Fisher, ad
esempio, ha idossato i panni di Darrian Bloodaxe, Jana Malone di
Harmada e Ray Porter di Hickman.
Epico montaggio di flashback
Un altro marchio di fabbrica del regista sono i
montaggi epici, di cui ne ha fatto il suo stile caratteristico. In
particolare, ad essere tanto epici quanto importanti nei film di
Zack Snyder sono i flashback, i quali vanno a stabilire gli eventi
nell’universo portato sullo schermo prima della trama principale di
un film. Ogni singola pellicola che il regista ha diretto ha
incluso un epico montaggio di flashback, e quello presente in
Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco riguarda la
storia di Kora, quando mostra come sia stata rapita da bambina e
abbia scalato i ranghi dell’esercito dell’Imperium.
Ciò che rende famoso Zack Snyder, avendone
decretato il successo negli anni, sono poi le sequenze d’azione con
personaggi femminili, le quali diventano un altro suo tratto
distintivo. Pensiamo a Sucker Punch, film incentrato sull’azione femminile
molto stilizzata, oppure Faora in
L’uomo d’acciaio, o ancora Wonder Woman in Batman v Superman: Dawn of Justice, per finire a Kora
e Nemesis in Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco. Kora ha diverse
sequenze d’azione impattanti e magistralmente costruite, ma anche
il combattimento con la spada di Nemesis contro la donna ragno
Harmada costituisce un inserto di spicco.
Nessun eroe è al sicuro
Chi conosce la filmografia di Zack Snyder si
sarà accorto di un particolare non proprio indifferente: la morte
degli eroi, che spesso sono o inaspettate oppure brutali. Pensiamo
ad esempio alla trama di 300, che ruota attorno alla morte
degli spartani, oppure a Batman v Superman: Dawn of Justice, in cui il regista
uccide Jimmy Olsen nei momenti iniziali e poi Superman nell’atto conclusivo,
mentre nella director’s cut di Justice League uccide (e rianima) l’intera squadra. In
Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco accade lo
stesso: il film si conclude con la dipartita di diversi personaggi
principali, come Kai e Bloodax, con il tradimento del primo
avvenuto poco prima.
Rebel Moon – Parte 1: Figlia del fuoco
avrà la director’s cut
Pur non essendoci per ogni suo film delle
versioni estese, Zack Snyder è conosciuto anche per le director’s
cut. Rebel
Moon – Parte 1: Figlia del fuoco è uno di quei
film che ne avrà una. Su Netflix al momento è disponibile solo la
versione PG-13 della storia, mentre l’anno prossimo ne arriverà una
vietata ai minori di oltre tre ore. Come ci dimostra Justice League, le director’s cut del
regista spesso, oltre a essere estremamente lunghe, sono anche più
dense e brutali. Ricordiamo poi che il 19 aprile 2024 debutterà
sulla piattaforma la seconda parte di Rebel Moon, intitolata
Rebel Moon – Parte 2: La Sfregiatrice.
L’amore del regista Michael
Mann per Avatar di
James Cameron è ancora più forte che mai:
recentemente il regista ha definito l’epico film di fantascienza
del 2009 uno dei suoi quattro film preferiti.
In una recente intervista con
Letterboxd, a Michael Mann è stato chiesto di
elencare i suoi quattro film preferiti, e tra La corazzata
Potemkin del 1925, Giungla d’asfalto del
1950 e 2001: Odissea nello spazio del 1968, Mann ha
indicato Avatar come
quarto e ultimo film.
Non è la prima volta che Mann
elogia il film di James Cameron. Durante il sondaggio di Sight &
Sound del 2012, Michael Mann ha indicato Avatar come
uno dei suoi 10 film preferiti di sempre, e all’epoca lo ha
elogiato.
“Sulle fondamenta di un
biosistema interamente inventato, Avatar è una brillante sintesi di tropi mitici, con
debiti verso Lévi-Strauss e Il ramo d’oro di Frazier. Si innalza
perché, semplicemente, ti folgora e ti trasporta“, scrisse
Mann all’epoca.
L’ultimo film di Mann è Ferrari,
con Adam Driver, Penélope Cruz e Shailene Woodley.
Adam Driver interpreta Enzo Ferrari nel film, mentre
Penelope Cruz interpreta sua moglie Laura. Nel
film compaiono anche Shailene Woodley nel ruolo di Lina Lardi,
Sarah Gadon nel ruolo di Linda Christian,
Gabriel Leone nel ruolo di Alfonso de Portago,
Jack O’Connell nel ruolo di Peter Collins,
Patrick Dempsey nel ruolo di Piero Trauffi e
Ben Collins nel ruolo di Stirling Moss.
Ferrari è
ambientato nell’estate del 1957. L’ex pilota Ferrari è in crisi. La
bancarotta ha messo in ginocchio l’azienda che lui e sua moglie
Laura hanno costruito dal nulla dieci anni prima. La loro relazione
è messa a dura prova dalla perdita di un figlio e dal
riconoscimento di un altro. Ferrari decide così di colmare le varie
perdite cui la vita l’ha messo di fronte scommettendo tutto su una
gara automobilistica che per 1000 miglia avrebbe percorso tutta
l’Italia: la leggendaria Mille Miglia.
Mann dirige il film
Ferrari
la cui sceneggiatura è firmata da Mann stesso e da Troy Kennedy
Martin la sceneggiatura sua e di Troy Kennedy Martin (The Italian
Job), basata sul libro di Brock Yates, “Enzo Ferrari – The Man
and the Machine“. Mann produce il film con la
sua società Moto Pictures insieme a P.J. van Sandwijk e John
Lesher, oltre a John Friedberg, Lars Sylvest, Thorsten Schumacher,
Gareth West e Thomas Hayslip, con l’importante supporto dei
produttori Andrea Iervolino e Monika Bacardi tramite la loro
produzione esecutiva ILBE e il supporto del produttore esecutivo
Niels Juul.
Sono stati rivelati i numeri di
audience su Netflix
di Rebel Moon
– Parte 1: Figlia del Fuoco, il film space opera di
Zack Snyder. Secondo The Hollywood Reporter, il
film ha ottenuto 23,9 milioni di visualizzazioni in poco più di tre
giorni. Secondo l’agenzia, si tratta di un inizio discreto per il
film, che in futuro riceverà un director’s cut vietato ai
minori.
Rebel Moon – Parte 1:
Figlia del Fuoco è stato diretto da Snyder da una
sceneggiatura scritta insieme a Shay Hatten e Kurt Johnstad, basata
su una storia di Snyder e Johnstad. Il film è interpretato da
Sofia Boutella nel ruolo di Kora, Ed Skrein nel ruolo dell’Ammiraglio Atticus
Noble, Charlie Hunnam nel ruolo di Kai,
Michiel Huisman nel ruolo di Gunnar, Djimon Hounsou nel ruolo del Generale,
Staz Nair nel ruolo di Tarak, Doona
Bae nel ruolo di Nemesis, Ray Fisher nel
ruolo di Darrian Bloodaxe e l’esordiente E. Duffy
nel ruolo di Milius, mentre il premio Oscar Anthony Hopkins è la voce di un antico
cavaliere robot di nome Jimmy.
Nel film l’esercito del tiranno
Regent Balisarius minaccia gli abitanti di una colonia pacifica al
confine della galassia, che decidono di inviare una giovane donna
dal passato misterioso a esplorare pianeti vicini alla ricerca di
guerrieri disposti a combattere al loro fianco.
Produzione: Deborah Snyder, Wesley
Coller e Zack Snyder per The Stone Quarry; Eric Newman per Grand
Electric Produzione esecutiva: Sarah Bowen per Grand Electric. Il
lungometraggio segna il ritorno insieme di Newman, Snyder e Stuber.
Tra i produttori più prolifici di Netflix, Newman aveva ingaggiato Snyder per la regia
del suo L’alba dei morti viventi del 2004, che era stato
supervisionato dall’allora vicepresidente di Universal Scott
Stuber, oggi Netflix Head of Global Films. Rebel Moon
– Parte 1: Figlia del Fuoco è il primo lungometraggio
frutto dell’accordo di prelazione tra Netflix e The Stone Quarry
Productions, società di produzione fondata da Zack e Deborah
Snyder, insieme al socio di produzione Wesley Coller.
Dopo la première dell’ultimo
speciale natalizio di Doctor
Who, laBBCha finalmente
pubblicato il primo teaser trailer di Doctor
Who per il prossimo capitolo della lunga serie di
fantascienza.
Il video offre ai fan
un’anteprima di cosa aspettarsi dalla prima stagione completa della
star di BarbieNcuti Gatwa nei panni del nuovo Signore del tempo.
Il nuovo contributo mette in risalto le sue prossime avventure con
Ruby Sunday di Millie Gibson, che ha
incontrato nell’episodio speciale di Natale. Il ritorno della
serie è previsto per maggio 2024 su BBC One e
Disney+.
Molto tempo fa, alla Vigilia di
Natale, un bambino fu abbandonato nella neve. Oggi Ruby Sunday
incontra il Dottore, bambini rubati, folletti e forse il segreto
della sua nascita.
Doctor
Who è prodotto da Bad Wolf con BBC Studios, per
BBC e Disney Branded Television. Tra i produttori esecutivi
figurano Davies (scrittore e showrunner), Jane Tranter, Julie
Gardner, Joel Collins e Phil Collinson.
Lo scorso lunedì 11
dicembre, Gatwa e Gibson hanno
premuto il pulsante per accendere il London Eye con i colori
dell’iconico vortice temporale di Doctor Who per
celebrarne il debutto. Inoltre, presso il British Film Institute, a
Southbank, si è tenuta una proiezione in anteprima
mondiale dello speciale natalizio con tanto di
Q&A con Gatwa, Gibson e lo showrunner Russell T
Davies.
I nuovi episodi di Doctor
Who saranno disponibili su Disney+ in tutto il mondo (ad eccezione
di Regno Unito e Irlanda).
Nel fine settimana natalizio appena
concluso
Wonka continua a mantenere il primo posto nella
classifica box office! L’atmosfera magica che crea il prequel sul
noto cioccolatiere è risultata essere perfetta per il pubblico nei
giorni del Natale. Wonka incassa €1.282.077 nel solo week end e più
di 7 milioni di euro dal suo arrivo nelle sale il 14 dicembre.
Secondo classificato è
Wish, nuovo cartone targato Disney, con il quale il
noto studio di animazione festeggia il suo centenario. Wish
raggiunge un incasso di €1.068.840 a fronte di un totale di quasi 2
milioni e mezzo dalla sua uscita nei cinema il 21 dicembre.
Al terzo posto si trova
Santocielo, commedia a tema natalizio con il noto duo
comico Ficarra e Picone. Santocielo incassa €865.903 nel week end e
3 milioni e mezzo di euro dal suo approdo nelle sale il 14
dicembre.
Box office: il resto della
classifica
Quarto e quinto classificato sono
rispettivamente
Aquaman e il regno perduto, sequel di Aquaman con
Jason Momoa, e
Ferrari, pellicola biografica con
Adam Driver. Aquaman incassa €710.761 a fronte di un totale di
2 milioni di euro dalla sua uscita nelle sale il 20 dicembre,
mentre Ferrari raggiunge un guadagno di €398.130 nel week end
natalizio e più di 2 milioni dal suo arrivo nei cinema il 7
dicembre. Al sesto posto ritroviamo C’è ancora domani, il quale,
dopo ben due mesi nelle sale, continua ad avere il suo pubblico: la
pellicola incassa €351.721 a fronte di un totale di quasi 32
milioni di euro.
Al settimo e ottavo posto si
stabiliscono One
Life, nuova pellicola con
Anthony Hopkins, e
Adagio, film che chiude la trilogia della Roma
criminale dopo Romanzo Criminale e Suburra. One
life incassa €204.756 e Adagio €133.534.
Ultimi due classificato al box
office di Natale sono Foglie al vento (fallen
leaves), dramma diretto dal regista ucraino Aki
Kaurismäki, e Prendi il
volo, cartone che racconta le vicende di una famiglia
di germani. Foglie al vento incassa €124.903 mentre Prendi il volo
€124.714.
What If…? 2×06 si conclude con il ritorno di un
personaggio importante, pochi istanti dopo il completamento delle
origini del nuovo eroe del MCU:
Kahhori una guerriera nativa americana Mohawk che
ha ricevuto i suoi poteri dal Tesseract. Tuttavia, sembra che le
sue avventure siano appena iniziate dopo il significativo finale
dell’episodio. L’episodio rivela infatti una realtà in cui il
Ragnarok ha distrutto Asgard e il
Tesseract è precipitato sulla Terra. I suoi resti
rotti hanno trasformato un lago in un portale che offre l’accesso a
un nuovo mondo. Diversi membri della tribù Mohawk, nel corso delle
generazioni, hanno attraversato il portale, ottenendo poteri e
immortalità dal Tesseract.
Cosa vuole Strange Supreme da
Kahhori, il nuovo eroe del MCU?
Quasi subito dopo che Kahhori e la
tribù Mohawk hanno forzato un trattato di pace tra il Nuovo Mondo e
gli spagnoli, Kahhori viene accolta da Strange
Supremo in persona, un membro dei Guardiani del Multiverso riuniti
da Uatu l’Osservatore nella prima stagione di
What If…?. Anche se sembra che voglia reclutare l’aiuto di
Kahhori in un episodio futuro, non è chiaro per quale motivo
Strange abbia bisogno di lei. Essendo una versione molto più oscura
di Stephen Strange rispetto a quella del MCU principale, è difficile dire se
le intenzioni di Strange Supreme saranno buone o cattive. Tuttavia,
è chiaro che qualcosa di significativo sta accadendo al multiverso,
soprattutto dopo il finale di What If…? 2×05, in cui
Capitan Carter è stata trascinata in un’altra realtà che ha colto
di sorpresa persino l’Osservatore.
Cosa è successo a Strange Supreme
dopo What If…?
Come si è visto nel finale della
stagione 1 di What If…?, Strange Supreme e Uatu
l’Osservatore sono stati in grado di combinare i loro poteri per
contenere Killmonger e Zola. La loro battaglia, alimentata dalla
Pietra dell’Infinito, avrebbe distrutto il tessuto stesso della
realtà e del multiverso, Strange accettò di sorvegliare i potenti
cattivi in ciò che rimaneva della sua realtà. Chiamando Uatu suo
amico, sembrava certamente che Strange fosse cresciuto e in cerca
di redenzione dopo aver distrutto il suo universo. Potrebbe essere
successo qualcosa a Strange Supreme fuori dallo
schermo che ha compromesso il suo sacrificio. Dopotutto, sembra che
abbia viaggiato per il multiverso alla ricerca di Kahhori per molto
tempo, il che indica che si è mosso liberamente.
Spiegazione dei poteri e delle
abilità di Kahhori
Come tutti i guerrieri Mohawk che
hanno attraversato il portale del lago, Kahhori ha acquisito una
serie impressionante di poteri. Tra questi, la supervelocità, la
telecinesi, i campi di forza, l’aumento della forza e della durata
e altre abilità come l’immortalità. Grazie al Tesseract, sembra
proprio che Kahhori sia ora uno degli eroi più potenti dell’intero
multiverso del MCU, e in What If 2×06 dimostra le sue
impressionanti capacità e abilità. Il set di poteri di Kahhori è
notevolmente diverso da quello di Capitan Marvel, anche se entrambi
provengono dal Tesseract.
Come Kahhori sconfisse i
conquistadores spagnoli
Pur avendo chiesto ai suoi compagni
di guerra di unirsi a lei contro i conquistadores spagnoli che
opprimevano la parte della tribù Mohawk rimasta sulla Terra,
Kahhori dovette inizialmente affrontare gli
spagnoli da sola. Grazie alla stretta collaborazione dei
Marvel Studios con i cittadini della reale Nazione
Mohawk, What If…? 2×06 è davvero una storia avvincente e
un debutto dinamico per il nuovo eroe del MCU.
Allo stesso modo, è evidente che la sua storia è tutt’altro che
finita grazie a Strange Supreme.
Il canale americano Freeform ha
annunciato il debutto della seconda parte di stagione di
Good Trouble 5, la quinta stagione della serie di
successo Good
Trouble. Lo show come tutte le serie americane aveva
subito lo stop a seguito del blocco dell’industria scaturita dagli
scioperi dei sindacati di sceneggiatori e attori.
Freeform ha annunciato che
inaugurerà il nuovo anno con il ritorno di Good
Trouble. Secondo la rete, la quinta stagione della serie
farà il suo debutto di metà stagione il 2 gennaio. Un primo sguardo
al resto della stagione che dà uno sguardo a ciò che verrà è
riportato sopra. Ha inoltre diffuso le anticipazioni
dell’undicesimo episodio.
Nell’undicesimo episodi di Good
Trouble 5, lo stress di Mariana raggiunge un punto di rottura.
Malika dà il benvenuto a Isaac nella Confraternita. Dennis
vacilla dopo il tradimento di Ranjit, portando Davia e Alice a
mettere insieme le loro idee.
Tutto quello che sappiamo su Good
Trouble
Good
Trouble è la serie tv drammatica spin-off
dellospettacolo Freeform The Fosters. Good
Trouble è iniziato nel gennaio 2019 con una prima
stagione di tredici episodi e segue Callie Adams Foster (Maia
Mitchell) e Mariana Adams Foster (Cierra Ramirez),
concettualmente alcuni anni dopo la serie precedente, “mentre si
imbarcano nella fase successiva della loro giovane adulto vive
lavorando a Los Angeles.”
La seconda stagione è stata presentata per la
prima volta a giugno 2019, e la
terza stagione è stata presentata per la prima volta a febbraio
2021. Nel settembre 2021, la serie è stata
rinnovata per una quarta stagione, che ha debuttato il 9 marzo
2022. Nell’agosto 2022, la serie è stata rinnovata per
una quinta stagione, che ha debuttato il 16 marzo
2023. Nel dicembre 2023, la serie è stata cancellata
dopo cinque stagioni.
Superman:
Legacy sarà il film che darà il via al nuovo
DCU, riportando sul grande schermo uno dei
superoi più amati di sempre, che avrà ora il volto di David Corenswet. Con le riprese ormai sempre
più vicine, previste per il mese di marzo, il film scritto e
diretto da James Gunn continua ad essere al cento delle
attenzioni dei fan, che non vedono l’ora di saperne di più. Tra le
cose legate al film che più si attendono, vi è senza dubbio il
costume di Superman, che come rivelato da
Gunn sarà allo stesso tempo fedele ma innovativo rispetto a
quello dei fumetti.
Le possibilità di vedere questo
costume prima dell’inizio delle riprese sembrano essere però molto
basse, anzi, pari a zero. A rivelarlo è proprio Gunn, il quale su
Threads ha risposto alla domanda
posta da un fan, ovvero quali sono le probabilità che il costume
venga svelato prima dell’inizio dei lavori sul set, con un semplice
“zero-punto-zero“. Per il momento delle riprese, inoltre,
si prevede un set particolarmente rigido riguardo la possibilità di
diffusione di materiale fotografico, pertanto è probabile che anche
con le riprese in corso non sarà possibile scoprire che aspetto ha
il costume del personaggio.
Superman: Legacy, tutto quello che sappiamo sul
film
Superman:
Legacy, scritto e diretto
da James
Gunn, non sarà un’altra storia sulle origini, ma il
Clark Kent che incontriamo per la prima volta qui sarà un “giovane
reporter” a Metropolis. Si prevede che abbia già incontrato Lois
Lane e, potenzialmente, i suoi compagni eroi. Il casting, come già
detto, ha portato alla scelta degli attori David Corenswet e Rachel Brosnahan come Clark Kent/Superman e
Lois Lane. María Gabriela De Faría sarà il villain
“The Engineer”. Superman sarà supportato da Lanterna Verde
(Nathan
Fillion), Hawkgirl (Isabela Merced), Mister Terrific
(Edi Gathegi) e Metamorpho (Anthony
Carrigan). Nicholas Hoult sarà invece Lex Luthor.
Il film è stato anche descritto come
una “storia
delle origini sul posto di lavoro“, suggerendo che una
buona parte del film si concentrerà sull’identità civile di
Superman, Clark Kent, che è un giornalista del Daily Planet. È però
confermata anche la presenza della Fortezza della Solitudine.
Secondo quanto riferito, Gunn ha consegnato la prima bozza della
sua sceneggiatura prima dello sciopero degli sceneggiatori e ciò ha
permesso al film di non subire particolari ritardi. Ad oggi,
infatti, è confermato che Superman:
Legacyrispetterà la data di uscita
prevista, arrivando in sala l’11 luglio 2025. Le
riprese dovrebbero invece avere inizio a marzo 2024.