Elisabetta II è una regnante da record: 96enne, è a capo di un regno che dura da settant’anni e ha 150 milioni di sudditi. Figura onnipresente nella storia contemporanea dell’Inghilterra, la regina è anche un’icona della cultura popolare. Per celebrare il settantesimo anniversario del suo regno, arriva in sala dal 16 al 18 maggio Elizabeth, un documentario realizzato da Roger Mitchell che ripercorre i punti salienti della vita pubblica e privata di Sua Maestà la Regina.
Settant’anni di regno per la Regina Elisabetta
Primogenita figlia del re Giorgio VI, Elizabeth Alexandra Mary nasce a Londra nel 1926. In seguito alla morte del padre, Elisabetta diventa regina all’età di soli venticinque anni. Pur ricoprendo una funzione più che altro formale, la regina è il simbolo dell’unità e dell’identità nazionale. Nel corso del suo regno, Elizabeth ha costruito abilmente la propria immagine ed è diventata un’icona della cultura popolare.
Dal 1952 in poi, Elisabetta II rappresenta il potere monarchico del Regno Unito. Con il suo regno di settant’anni, la sovrana ha attraversato la storia britannica e globale. Dall’avvento della televisione alla Guerra Fredda, dalla decolonizzazione fino alla pandemia di COVID-19. Tra momenti lieti e memorabili – come le nozze e i vari giubilei – e scandali ingombranti – come la morte di Lady Diana e l’allontanamento di Harry e Meghan dalla famiglia reale, il documentario Elizabeth ripercorre le tappe salienti che hanno caratterizzato il regno di The Queen.
Elizabeth: un documentario a capitoli
Il grande regista Roger Mitchell conclude la sua carriera con un documentario tutt’altro che ordinario. Scomparso nel settembre del 2021, Mitchell è l’autore di pellicole come Persuasione, il cult Notting Hil (Hugh Grant, Julia Roberts) e il recente Il ritratto del Duca. Mettendo da parte il racconto di finzione, con Elizabeth il regista ripercorre l’intera vita della regina Elisabetta II attraverso filmati di repertorio, interviste, servizi televisivi, video amatoriali, film e serie che parlano di lei.
La particolarità di Elizabeth risiede nella struttura che viene data: il documentario è diviso in capitoli, è ”A Portrait in Part(s)”, un ritratto in più parti. Ogni capitolo ha un titolo diverso a seconda dell’argomento che viene trattato: l’infanzia, l’incoronazione, il palazzo reale, la storia d’amore con Filippo, la passione per i cavalli, gli scandali…
Il ritratto imparziale della regina Elisabetta
Con Elizabeth, Robert Mitchell fa un ritratto imparziale della sovrana: il documentario non è altro che un collage di tutto ciò che, nel corso dei novantasei anni di vita di Elisabetta, ha parlato di lei. Ci sono i filmini fatti tra i famigliari, le interviste e i discorsi pubblici, i programmi televisivi, gli sketch comici e le parodie. Nulla viene escluso, né gli elogi né gli insulti. Il regista costruisce un documentario originale: sceglie per Elizabeth una serie di parole chiave – i titoli dei capitoli – e li utilizza per fare un ritratto allegorico di Sua Maestà.
Nel documentario, non c’è una voce narrante che guida le immagini. A raccontare la regina sono i segni lasciati da Elisabetta nella cultura popolare. I suoi discorsi più seri, le battute, i commenti fatti da chi l’ha incontrata, le opinioni delle persone comuni e dei suoi sudditi. Questa enorme mole di materiale potrebbe sembrare eccessiva ed ingombrante, ma viene magistralmente organizzata. In questo modo, Elizabeth risulta un documentario divertente e variopinto, in grado di far sorridere e di emozionare.
La dimensione sonora di Elizabeth
Ciò che rende particolarmente coinvolgente e piacevole il documentario è l’aspetto sonoro: le musiche scelte sono il collante per le immagini giustapposte in Elizabeth. Si passa dalla musica classica, ai Beatles, ai motivetti per bambini, fino alle canzoni pop, tutti suoni in qualche modo legati alla famiglia reale e alla regina.
Un altro dettaglio interessante riguarda i collage dei discorsi fatti da Elisabetta. I montaggi non sono creati per sminuire le parole della sovrana, anzi permettono di vedere come la regina sia cambiata nel corso degli anni. Proprio il montaggio, mostrando il mutamento di Elisabetta II in termini d’aspetto e di atteggiamento, esalta l’autenticità e i tratti distintivi di una sovrana unica e di una figura storica memorabile.
Elizabeth è un omaggio sincero e divertente alla ”carriera” della regina. Come un dono fatto da un figlio alla madre, fa sorridere ed emozionare. Il documentario mostra con l’onestà di un bambino gli aspetti salienti di una donna che, nel bene e nel male, ha segnato la storia.



Mentre il resto degli
Strange, dopo aver
appreso che
Verso la fine del secondo
atto di
All’inizio di
Doctor Strange nel Multiverso della Follia,
America Chavez fa il suo ingresso su Terra-616
mentre viene inseguita da un demone dalle sembianze di polpo.
Stephen è ospite alle nozze di Christine
Palmer, ma vedendo cosa sta accadendo, indossa la sua cappa e
vola in aiuto. Strange fa schizzare fuori l’occhio
gigante del demone sulla strada affollata e, così facendo, annienta
il mostro.
Se i primi due atti di
Doctor Strange nel Multiverso della Follia sono
lenti e incentrati sul dialogo, il terzo è quello che mette in
scena il pieno dell’azione. Strange, grazie al
dreamwalking, entra nel cadavere di una sua variante. Per fare
ciò, Stephen deve prima combattere le anime dei dannati e
assumere il controllo del cadavere. Lo stregone
riesce nell’impresa: domina gli spiriti dannati e li guida verso lo
scontro diretto con la Strega Scarlatta.
Nonostante le scene
descritte sopra siano potenti, originali e in pieno stile
Raimi, la sequenza più memorabile di
Doctor Strange nel Multiverso della Follia è il
combattimento tra 
Sebbene le 2 sequenze in
cui ci vengono presentati gli
Se il
Mordo del
I
Vendicatori del
Un’altra grande differenza
tra Terra-838 e il MCU è che gli
La differenza tra Terra-838
e Terra-616 e le loro versioni dei figli di Wanda
è ciò che alla fine ha determinato lo sviluppo della trama del
film. La Scarlet Witch del
Proprio come mostrato in
La presenza di
Capitan Marvel è una delle similitudini tra
Terra-838 e l’MCU, ma è Maria
Rambeau a portare questo titolo nell’universo mostrato in
Doctor Strange 2. Le abilità mostrate da
Captain Marvel in Doctor Strange 2 sono simili a
quelle della sua controparte nel MCU, il che significa che
probabilmente anche la loro storia d’origine e il modo in cui hanno
ottenuto i loro poteri sono simili.
Terra-838 ha dovuto
affrontare la sua parte di problemi, e sembra che gli












Il primo film di
Verso la fine di 














![Con Doctor Strange 2 arrivano i mutanti nell’MCU [SPOILER] Con Doctor Strange 2 arrivano i mutanti nell’MCU [SPOILER]](https://www.cinefilos.it/wp-content/uploads/2016/11/Patrick-Stewart-come-Charles-Xavier-e-Sir-Ian-McKellen-come-Magneto-768x507.jpg)
Nella scena inserita tra i
titoli di coda di
La domanda che sorge
spontanea dopo aver visto la scena tra i titoli di coda è: quali
sono gli universi entrati in collisione? Probabilmente,
Terra-616 è coinvolta nell’incursione, semplicemente
perché quest’ultima è stata causata dalla variante di
Strange presente in quella dimensione. L’altro universo è
probabilmente Terra-838, l’unico dove Doctor
Strange e
Se davvero il
Multiverso permettesse ai personaggi dei vari universi di
fare incursione in realtà alternative, l’
Nel trailer ufficiale dei
Marvel Studios, Doctor Strange
racconta: “Ogni notte faccio lo stesso sogno, e poi inizia
l’incubo”. Si tratta di una citazione intrigante che mette
immediatamente in luce le tematiche più oscure e inquietanti su cui
si concentra Doctor Strange 2. È interessante
notare che in un’ulteriore compilation di teaser footage –
intitolata “Dream” – la citazione viene modificata leggermente,
facendo pronunciare metà frase anche a Wanda.
Infatti, in 
La scena post-credits del
film originale di Doctor Strange vedeva
Mordo intraprendere un viaggio per privare gli
stregoni dei propri poteri. Deluso dalla rivelazione che
l’Antico prelevava energia dalla Dimensione Oscura
per rimanere in vita, Mordo esclama: “Finalmente ho capito cosa c’è
di sbagliato nel mondo: troppi stregoni”. I trailer di
“Sarà divertente” è
un’altra battuta che non abbiamo sentito nel film. Mentre “le cose
sono sfuggite di mano” ci anticipava la possibilità di un Doctor
Strange malvagio, questa frase di Wanda indicava
un potenziale eroismo del suo personaggio. Le intenzioni di Wanda
sono molto più personali, non da megalomane, ma è comunque il
cattivo principale del film. Proprio come la morte di Wanda in
Sebbene questa scena non
fosse del tutto assente dal film, è stata notevolmente modificata.
Nel film, infatti, il Dottor Strange è
accompagnato da Christine quando entra
nell’universo in cui si è verificata un’incursione, ma nel trailer
appare solo. È probabile che la scena sia stata modificata nel
trailer per proteggere l’autenticità dello scetticismo che
Christine della Terra-838 mostra inizialmente nei confronti del
Dottor Strange e di
Doctor
Strange, 
Tom
Hiddleston e Claire Danes sono il cuore della
serie









