Il network americano The
CW dopo i primi poster ufficiali ha diffuso il trailer di
Riverdale
5, l’attesissima quinta stagione della serie
Riverdale
creata da Roberto Aguirre-Sacasa.
Riverdale 5
Riverdale
5 è la quinta
stagione della serie tv Riverdale
sviluppata dal direttore creativo di Archie Comics, Roberto
Aguirre-Sacasa per il network americana The CW.
In Riverdale
5 protagonisti sono i personaggi Archibald
“Archie” Andrews (stagione 1-in corso), interpretato da K. J. Apa. Giovane studente di Riverdale che
cerca di seguire la sua passione musicale senza deludere il padre
allo stesso tempo. Elizabeth “Betty” Cooper (stagione 1-in corso),
interpretata da Lili Reinhart. Veronica Lodge (stagione
1-in corso), interpretata da Camila Mendes. Sofisticata e audace ragazza
appena trasferitasi da New York con la madre dopo che uno scandalo
finanziario ha travolto la sua famiglia. Jughead Jones (stagione
1-in corso), interpretato da Cole Sprouse. Migliore amico di Archie,
intelligente e che indossa sempre un cappello grigio. Hermione
Lodge (stagione 1-in corso), interpretata da Marisol
Nichols. Madre di Veronica, con la quale si è appena
trasferita in città dopo l’arresto del marito Hiram Lodge, al
centro di uno scandalo finanziario. Cheryl Blossom (stagione 1-in
corso), interpretata da Madelaine Petsch. Sorella
gemella di Jason, è una ragazza ricca e manipolatrice, tra le più
popolari della città. Josie McCoy (stagione 1-in corso),
interpretata da Ashleigh Murray. Una delle
studenti della città, nonché cantante del gruppo Josie and the
Pussycats. Figlia del sindaco. Alice Cooper (stagione 1-in corso),
interpretata da Mädchen Amick. Madre di Betty ed
editrice del giornale locale della città. Hiram Lodge (stagione
2-in corso), interpretato da Mark Consuelos.
Il vincitore dell’Emmy Bob Odenkirk (Better Call Saul, The
Post, Nebraska) è protagonista di Io
sono nessuno, in cui interpreta Hutch Mansell, un
padre sottovalutato e un marito trascurato, che prende le
umiliazioni della vita in faccia, senza mai respingerle. Un signor
nessuno.
Quando una notte due ladri entrano
nella sua casa di periferia, Hutch si rifiuta di difendere se
stesso e la sua famiglia, sperando di prevenire una violenza
maggiore. Suo figlio adolescente Blake (Gage Munroe, The
Shack), rimane deluso da lui, e sua moglie Becca
(Connie Nielsen, Wonder Woman) sembra volerlo
tenere sempre più lontano.
Le conseguenze dell’incidente si
scontrano con la rabbia ribollente di Hutch, innescando istinti
dormienti e spingendolo verso un percorso brutale che farà emergere
oscuri segreti e abilità letali. In un turbine di pugni, sparatorie
e stridore di pneumatici, Hutch dovrà salvare la sua famiglia da un
pericoloso avversario (il popolare attore russo Aleksey
Serebryakov, Amazon’s McMafia) e assicurarsi che non sarà mai più
trattato come un “nessuno” qualunque.
Io sono nessuno è diretto
dall’acclamato regista Ilya Naishuller (Hardcore Henry), da una
sceneggiatura di Derek Kolstad, l’architetto narrativo della serie
di John Wick, con la partecipazione del leggendario vincitore
dell’Emmy Christopher Lloyd nel ruolo del padre di Hutch e
dell’eclettico attore e musicista RZA nel ruolo del fratello di
Hutch, il cui talento nascosto aiuta Hutch nella sua ricerca di
vendetta.
Il film è prodotto da Kelly
McCormick e David Leitch, i creatori dello spinoff di Fast &
Furious, Hobbs & Shaw, di Deadpool 2 e di Atomica Bionda, con la
loro società 87North, da Braden Aftergood (Hell or High Water, Wind
River) per la Eighty Two Films, e da Bob Odenkirk e Marc
Provissiero (Hulu’s PEN15) per la Odenkirk Provissiero
Entertainment. I produttori esecutivi sono Derek Kolstad, Marc S.
Fischer e Tobey Maguire.
Sono editor,
registi, direttori della fotografia e del suono, scenografi,
sceneggiatori, parrucchieri, costumisti, compositori, sono il
“dietro le quinte”, le cosiddette maestranze, ma senza le
quali la magia del cinema non sarebbe mai possibile.
Sono i nomi dei professionisti del cinema nostrano che
quest’anno compongono la giuria della 14° edizione
del The 48 Hour Film Project Italia.
Nonostante il
momento così delicato che stiamo vivendo, in particolare per il
mondo dei lavoratori in campo artistico, undici grandi
professionisti tra cui il noto cantante e compositore
dei Jethro Tull, Ian Anderson, hanno deciso di
sostenere il progetto The 48 Hour Film Project
Italia, accompagnando in questa iniziativa i
partecipanti che credono ancora nella bellezza e nella vitalità del
cinema.
Un segnale
importante di vicinanza per una delle fasce più colpite dalla
situazione emergenziale attuale, ma anche un messaggio positivo e
rassicurante per le giovani generazioni che vogliono guarda con
grinta e passione al futuro del cinema.
A comporre la
giuria:
Aldo
Iuliano, regista di Penalty, corto candidato agli Oscar
nel 2017, di Space Monkeys, in uscita prossimamente
Chiara
Balducci,scenografa dei grandi
successi di Paolo Genovese e Alessandro Siani per cui sta lavorando
anche ai loro prossimi film in uscita
Gianni
Vezzosi, editor di Veloce come il vento, Il primo re,
Smetto quando voglio
Daria
d’Antonio, direttrice della fotografia di La mano di
Dio (il prossimo film di Paolo Sorrentino)
Giacomo
Giubilini, consulente Rai per le opere cinematografiche e
sceneggiatore
Simone
Chiossi, sound designer e supervisor di L’ombra di
Caravaggio, Favolacce
Grazia
Materia costumista di grande esperienza del cinema
italiano, tra i maggiori successi citiamo Tutta colpa di Freud e
Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese;
Pino
Pellegrino, casting director italiano. Primo Nastro
d’argento nel 2014 con “Allacciate le cinture” di Ferzan
Özpetek
Adel
Saada, acconciatore tra i più richiesti del cinema
italiano
Roberto
Cacciapaglia compositore e pianista italiano, tra le
sue collaborazioni con il cinema ricordiamo 11 Settembre
1683 di Renzo Martinelli con Con F. Murray Abraham
Ian
Anderson, polistrumentista e leader della iconica
band dei Jethro Tull.
Per la terza fase, dal 7
all’11 dicembre, i cortometraggi realizzati durante il weekend del
concorso (4-6 dicembre), saranno visibili a tutti i partecipanti e
i curiosi attraverso un apposito link.
L’11 dicembre si
procede con la quarta fase: la proiezione dei migliori
cortometraggi provenienti da tutto il mondo e l’assegnazione dei
premi collaterali ai partecipanti dell’edizione italiana, si
svolgerà in streaming dalle 21.00 alle 23.00
I giurati
seguiranno i partecipanti in ogni momento del progetto,
supportandoli ad ogni check point, fino alla serata di premiazione,
il 17 dicembre, quinta e ultima fase del progetto, dalle 21.00 alle
23.30 in diretta streaming, quando assegneranno infine i 14 premi
principali.
The 48 Hour Film Project
Italia
The 48 Hour Film
Project Italia è curato e organizzato da Le Bestevem è
un’associazione culturale operante nel settore artistico e
audiovisivo, impegnata nella ricerca di nuovi modelli di ideazione,
produzione e distribuzione audiovisiva. Le Bestevem curano la
comunicazione (online e offline), la promozione e l’organizzazione
di eventi in ambito artistico, nonché la produzione di opere
audiovisive di vario genere. È formata da tre donne che mettono in
gioco il meglio di loro: “The best of them”: Eva Basteiro, Tania
Innamorati ed Ester Stigliano
Dalle ultime
edizioni The 48 Hour Film Project Italia ha raccolto numeri
di adesioni e partecipazioni straordinari: oltre 400 mila
partecipanti da tutto il mondo per più di 30mila cortometraggi
realizzati. Risultati incredibili per un progetto autonomo e
indipendente che ha fatto della valorizzazione dei giovani talenti
nel mondo della produzione cinematografica la sua nobile
missione.
Basato sul libro di Lily
Brooks-Dalton, adattato per il cinema da Mark L. Smith
The
Midnight Skydebutterà in
streaming su Netflix
nel dicembre del 2020. La pellicola racconta uno scegnario
post-apocalittico e segue Augustine (George Clooney), uno scienziato solitario
nell’Artide che cerca di impedire a Sully (Felicity Jones) e ai
suoi colleghi astronauti di rientrare sulla Terra, colpita da una
misteriosa catastrofe globale. Clooney dirige l’adattamento
dell’acclamato romanzo di Lily Brooks-Dalton La distanza tra le
stelle, e lo interpreta a fianco di David Oyelowo, Kyle
Chandler, Demián Bichir e Tiffany Boone.
Internet è letteralmente esploso
alla notizia che Alfred Molina tornerà nei panni di Doctor
Octopus nello Spider-Man 3 del MCU; notizia che è stata
accompagnata da un’altra ancora più eccitante: anche Tobey Maguire e Andrew
Garfield riprenderanno le loro rispettive iterazioni
dell’Uomo Ragno. È palese, dunque, che il Multiverso verrà
ufficialmente esplorato in
Spider-Man 3.
Questa non sarà la prima volta che
il pubblico “interagisce” con il concetto di Multiverso. Solo due
anni fa, Sony rilasciava una delle migliori rappresentazioni della
storia dell’Uomo Ragno sul grande schermo, Spider-Man:
Un Nuovo Universo, nonostante anche quel film presenti
alcuni difetti.
Screen Rant ha raccolto tutto ciò che Spider-Man 3 dovrebbe “imparare” da
Un Nuovo Universo e tutti gli errori commessi nel film
premio Oscar che, invece, dovrebbe “evitare”.
1La colonna sonora
Uno
degli elementi di spicco di Un
Nuovo Universo è l’integrazione della musica hip-hop nella
colonna sonora. Anche se Spider-Man 3 non avrà canzoni originali, il film può
prendere spunto da come la musica è stata impiegata in Guardiani
della Galassia.
L’Uomo Ragno di Tom Holland si stava già
istruendo con della tradizionale musica rock in Far
From Home. Sarebbe interessante vedere diverse generazioni
di Spider-Man e la musica con cui sono cresciuti. Sarebbe un modo
carino per mostrare come la musica si è evoluta nel corso degli
anni.
Con tutta l’incertezza che –
purtroppo – caratterizzerà anche il 2021 (almeno nella prima parte
dell’anno), non dovrebbe sorprendere più di tanto la scelta della
Warner Bros. di destinare i suoi titoli in arrivo
il prossimo anno non soltanto alla sala, ma anche allo streaming.
Com’era prevedibile, questa scelta ha già scatenato tutta una serie
di polemiche, tra cui anche quella del regista Christopher Nolan, che si apertamente
schierato contro la decisione dello studio.
Adesso, un nuovo report di
The Hollywood Reporter che ha affrontato proprio il nuovo
assetto distributivo della WB, ha parallelamente gettato anche una
nuova luce su ciò che è accaduto tra i corridoi dello studio più o
meno nell’ultimo anno, con una rivelazione alquanto scioccante che
riguarda l’acclamatissimo Joker
di Todd Phillips. A quanto pare, infatti, la
major avrebbe provato a “sabotare” il film e a scoraggiare Phillips
dal realizzarlo, puntando ad una riduzione del budget a
disposizione.
All’epoca Toby
Emmerich, l’attuale presidente di Warner Bros. Pictures
Group, non era un fan di Joker, mentre il presidente
dell’attività marketing a livello mondiale, Blair Rich (di recente
licenziato), sarebbe stato uno dei suoi più grandi
sostenitori. Come riportato su
THR: “Emmerich ha ridotto il budget per scoraggiare il
regista Todd Phillips dal realizzarlo, e quando il regista ha
insistito, lo stesso ha venduto metà del film”, spiega la
fonte. “Joker è poi diventato un fenomeno culturale che ha
incassato più di un miliardo di dollari in tutto il mondo, è stato
premiato con 11 nomination all’Oscar e un Oscar per Joaquin
Phoenix.”
Non è la prima volta che si parla
delle difficoltà che Joker
abbia dovuto affrontare, a partire dal suo sviluppo. Già in
passato, infatti, erano emersi diversi rumor proprio in merito al
fatto che la Warner Bros. non credesse a pieno nel progetto, e
soprattutto non volesse accollarsi interamente le spese di
produzione – che sono stata poi divise tra i Bron Studios di
Phillips e la Village Roadshow Pictures – per un film su uno dei
villain più polari dell’universo DC che sarebbe stato
caratterizzato da toni estremamente diversi rispetto ai
tradizionali cinecomics.
Continuano le riprese di Hawkeye,
l’annunciata serie tv Marvel Studios e dopo
le prime foto e video ecco nuovi scatti dal set
newyorkese dove possiamo vedere la protagonista Hailee Steinfeld con indosso il costume con
tanto di arco e frecce:
Vi ricordiamo che Hawkeye fa
parte della prima ondata di serie tv prodotte dai Marvel Studios
che avrebbero dovuto uscire su Disney+ a
partire dall’autunno 2020. Il primo spettacolo doveva essere
stato The Falcon and The
Winter Soldier, ma la serie è stata ritardata a causa
della pandemia di coronavirus che ha colpito la produzione. Altre
serie tv includono WandaVision (sempre
nel 2020?), Loki (primavera
2021) oltre a Hawkeye. Tutti
vedranno i thespian del grande schermo che completano la serie.
La trama si svolge dopo gli eventi
di Avengers:
Endgame e si baserà sulle avventure
di Young Avenger, Kate Bishop,
che ha assunto il ruolo dopo dopo che Clint Barton lascia in
seguito agli eventi di Endgame. La serie vedrà Jeremy
Renner tornare nei panni del personaggio, e
l’attore stesso ha presentato il progetto alla gremita Hall H
durante il Comic-Con di San Diego. Secondo le parole di Renner la
serie racconta “la fibra di ciò che è Occhio di Falco,
ovvero un supereroe senza super poteri, e questo vuol dire che
tutti possono essere dei supereroi.” Secondo le prime
indiscrezioni nella serie Kate Bishop utilizza le sue
notevoli capacità di combattimento per combattere delle buone
battaglia, sia come come Young Avenger, al fianco del mentore Clint
Barton, sia da sola.
Gal Gadot ha raccontato che Diana Prince si sentirà
molto sola in Wonder
Woman 1984. Il sequel vedrà la guerriera amazzone
negli anni ’80, al culmine della Guerra Fredda, combattere nuovi
nemici come Maxwell Lord e Barbara Ann Minvera/Cheetah.
Il prossimo titolo della Warner
Bros. e della DC Films è stato posticipato più volte, per diversi
motivi. Anche prima dello scoppio della pandemia di Coronavirus,
Wonder
Woman 1984 era già stato rinviato da novembre 2019 a
giugno 2020. In seguito all’emergenza sanitaria, il film è stato
posticipato ancora, fino a quando la Warner Bros. non ha preso una
decisione finale (che
naturalmente ha scatenato numerose controversie): il sequel
arriverà nelle sale e su HBO Max – quindi, contemporaneamente,
anche in streaming – a partire dal 25 dicembre.
Oltre a combattere avversari esterni
portati da nuove minacce, pare che Diana affronterà anche una lotta
interiore e dovrà fare i conti con una profondo senso di
solitudine. Parlando con
SiriusXM (via
Screen Rant),
Gal Gadot ha parlato dello stato d’animo che
Diana avrà in Wonder
Woman 1984, sottolineando che è essenzialmente sola
nonostante sia circondata da tutti i suoi amici, anche quelli che
sono morti o che sono molto vecchi.
“Penso che sia molto sola perché
non vuole interagire con nuove persone. Ha perso tutti i suoi amici
dal primo film, soltanto perché è immortale e sono tutti morti. Non
vuole sperimentare di nuovo la perdita. E non vuole che le persone
la seguano per vedere che non sta invecchiando… Quindi, si sente
veramente tanto sola ed è qui per un’unica missione: cioè, aiutare
l’umanità ad essere migliore.”
Wonder
Woman 1984 uscirà il 25 Dicembre 2020 in America
e il 14 Gennaio 2021 in Italia. Il film è stato definito dal
produttore Charles Roven un
sequel “inusuale“, che poterà in scena lo stesso
personaggio grazie al lavoro dello stesso team creativo e che
seguirà gli eventi del precedente capitolo, ma che i fan non
dovrebbero aspettarsi un seguito tradizionale
definendolo “la prossima iterazione della
supereroina”.
L’ordine cronologico del personaggio
di Diana Prince è stato già rimescolato, essendo stata introdotta
nell’era contemporanea di Batman v Superman: Dawn
of Justiceper poi tornare al vecchio secolo
con Wonder
Woman. Il sequel vedrà
ancora Gal
Gadot nei panni di Diana Prince opposta
a Kristen
Wiig, scelta per interpretare la villain Cheetah. Nel
cast figureranno anche Chris
Pine (volto del redivivo Steve Trevor)
e Pedro
Pascal (nei panni di Maxwell Lord).
Daredevil si
prepara finalmente a fare il suo ingresso nel MCU? Negli ultimi anni è
diventato sempre più evidente quanto alcune proprietà della Marvel
Television come Agents of SHIELD, Inhumans e The
Defenders si collegano soltanto in modo approssimativo a ciò
che accade nei film dell’universo condiviso, quindi è sempre
apparso improbabile che Kevin Feige avrebbe portato sul grande schermo
personaggi come Michael “Matt” Murdock.
In realtà, non è la prima volta che
si parla della
possibile presenza dell’Uomo Senza Paura nella terza avventura
cinematografica del Peter Parker di Tom Holland; secondo la fonte, Matt sarà
proprio l’avvocato del simpatico arrampicamuri. Molti fan si aspettavano che fosse Jennifer Walters ad
assumere quel ruolo prima del lancio della serie She-Hulk su Disney+, ma sembra che Feige abbia
ascoltato le richieste dei fan, scegliendo di concentrarsi su Matt
e di riportarlo al cinema.
Resta da capire se questo significa
che vedremo effettivamente l’Uomo Senza Paura agire al fianco di
Spidey; in ogni caso, dovrebbe servire come un ottimo modo per
(re)introdurre il personaggio nel MCU. Ci saranno diversi fan
dell’universo condiviso che non hanno mai visto la serie Netflix con protagonista Charlie Cox, quindi
Spider-Man 3 potrebbe essere fondamentale per
permettere a questi spettatori di “familiarizzare” con il
personaggio.
Cosa sappiamo di Spider-Man
3?
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 – si
sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato –
l’annunciato Spider-Man 3 – e per un
altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi
del MCU.
Arriva oggi
su MioCinema una rassegna speciale
pensata appositamente per i giorni di
festa. Una selezione di commedie di
qualità, dirette da grandi registi, è il
regalo che MioCinema ha pensato di fare al suo
pubblico.
Lo spirito del Natale, in un anno
particolare e difficile come quello che stiamo vivendo, non deve
venir meno ed è con questo intento che sono stati selezionati
dei titoli che trasmettano grandi emozioni regalando
spensieratezza, risate e commozione.
Il Natale è anche il periodo del
Cinema, attendiamo di ritrovarci nelle sale cinematografiche
vedendo e rivedendo splendidi film firmati da registi
come Wes Anderson, Steven Soderbergh, Ang
Lee, Stephen Frears e tanti altri.
Buona visione e Merry Cinema a tutti!
I titoli della rassegna:
Juliet Naked – Tutta un’altra musica di Jesse
Peretz (2018)
Emily Blunt afferma che la sceneggiatura
dell’attesissimo Edge of
Tomorrow 2 è “davvero promettente”. Blunt ha
recitato nell’originale
Edge of Tomorrow insieme a Tom Cruise, che ha interpretato William Cage,
un ufficiale delle pubbliche relazioni costretto a unirsi a una
pericolosa missione per fermare una minaccia aliena. Blunt ha
interpretato invece il sergente Rita Vrataski, un soldato altamente
qualificato dell’aeronautica degli Stati Uniti che assiste il
personaggio di Cruise durante la missione.
Sebbene all’epoca
dell’uscita in sala, nel 2014,
Edge of Tomorrow abbia ricevuto un’accoglienza
mediocre al box office, da allora il film è riuscito a raccogliere
una fan base piuttosto ampia nella community di appassionati di
fantascienza. È dal 2018 che si parla di un sequel del film, ma il
progetto è rimasto in pausa fino a quando Matt
Robinson è stato assunto come sceneggiatore nel marzo del
2019.
Doug
Liman, che ha diretto il film originale, tornerà anche per
il sequel, e ha già affermato che sarà migliore del predecessore.
Nessuna data di uscita è stata ancora fissata, ma sia Cruise che
Blunt dovrebbero tornare nei panni dei rispettivi personaggi. In
effetti,
proprio Blunt aveva espresso il suo interesse per Edge of
Tomorrow 2 a marzo di quest’anno.
Secondo
THR, Emily Blunt ha rivelato di aver letto la
sceneggiatura del sequel di
Edge of Tomorrow e che è “davvero,
davvero interessante”. Tuttavia, ha detto che non sa quando il
film entrerà ufficialmente la produzione. Sebbene si sappia ancora
poco sulla trama, Blunt ha assicurato ai fan che la sceneggiatura
si basa su “un’ottima idea”.
“Sì, la sceneggiatura è davvero
promettente e davvero, davvero fantastica. Solo che non so quando
tutto si allineerà, capisci cosa intendo? Tra tutti i nostri
programmi, si tratta solo di trovare il momento giusto. Ma il
sequel è in cantiere, questo è certo. L’idea è ottima. È davvero
una grande idea.”
La trama di Edge of Tomorrow
In Edge
of Tomorrow, una razza aliena, i Mimics, ha
colpito la Terra, devastando le città e uccidendo milioni di esseri
umani. L’unico modo per resistere alla brutalità dell’offensiva
aliena è quello di unire le forze e tentare l’impossibile. Il
tenente Bill Cage, ucciso in pochi minuti, si risveglia finendo
però in un loop temporale, che lo condanna a vivere lo stesso
giorno e lo stesso combattimento all’infinito… Aiutato dall’agente
delle forze speciali Rita Vrataski, cercheranno insieme di
annientare gli invasori e salvare la Terra.
Il produttore di Indiana
Jones 5, Frank Marshall, ha promesso
che non ci sarà alcun recasting per il ruolo del protagonista e che
Harrison Ford tornerà nei panni del
celebre archeologo. Ford ha interpretato per la prima volta il
personaggio ne I predatori dell’arca perduta del 1981, per
poi tornare negli stessi panni in ben tre sequel, l’ultimo dei
quali, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo,
risalente al 2008.
Il quinto capitolo della saga è
stato ufficialmente annunciato nel 2016 e, fin da subito, Ford è
stato confermato ancora una volta come volto di Indy. Tuttavia, nel
corso degli anni la pre-produzione di Indiana Jones 5 ha
riscontrato una serie di problemi, a partire dalla sceneggiatura e
fino ad arrivare alla regia, con James Mangold (regista di
Logan – The Wolverine), subentrato a Steven Spielberg.
Disney e Lucasfilm hanno
attualmente programmato l’uscita di Indiana Jones
5 per luglio 2022, e a quel punto Ford avrà appena
festeggiato il suo ottantesimo compleanno. L’attore è già tornato
ad interpretare personaggi iconici della sua filmografia, come
visto in film quali Star Wars: Il Risveglio della Forza e Blade Runner
2049, ma la sua età – purtroppo – rappresenta un limite a
ciò che sarà in grado di fare realisticamente nei panni di Indiana
Jones. Ciò ha portato in molti a chiedersi se sia possibile che il
team creativo – alla fine – coinvolga nel nuovo film un attore più
giovane. Sembra, però, che ciò non accadrà…
Parlando con
Den of Geek, Marshall ha fornito un breve aggiornamento su
Indiana Jones 5, rivelando che Mangold è
attualmente impegnato con la stesura della sceneggiatura. Inoltre,
il produttore ha anche ribadito che Ford è ancora la star del film:
“Sì, stiamo lavorando alla sceneggiatura. Ci
sarà solo un Indiana Jones e quello è Harrison Ford. Quello che mi entusiasma di
James è sua capacità di raccontare grandi storie. Penso che si
percepisca quando guardi un suo film, come ad esempio Le Mans ’66.
Si tratta dei personaggi e di raccontare sempre una bella storia.
Quindi, sono entusiasta di vedere cosa inventerà. Non ho ancora
letto la sceneggiatura, quindi non so cos’altro
dire.”
La data di uscita di Indiana Jones
5
Ricordiamo che prima dell’ingaggio
di Mangold, quando lo sceneggiatore David Koepp aveva già lasciato il progetto,
anche Jonathan Kasdan (figlio dello
sceneggiatore de I predatori dell’arca
perduta, Lawrence Kasdan) aveva messo le mani sullo
script del film. L’uscita nelle sale di Indiana Jones
5 è già stata posticipata diverse volte: inizialmente
previsto per il 19 Luglio 2019, il film è stato rinviato prima al
10 Luglio 2020, poi al 9 Luglio 2021 e infine al 29 Luglio
2022.
Indiana Jones è una saga cinematografica
basata sulle avventure dell’immaginario archeologo ideato
da George
Lucas. La saga, con Harrison
Ford nel ruolo di Indiana Jones, è iniziata nel
1981 con la distribuzione del film I predatori dell’arca
perduta. Un prequel intitolato Indiana
Jones e il tempio maledetto è uscito nel 1984, mentre
il sequel Indiana Jones e l’ultima crociata nel
1989. Un quarto film, Indiana Jones e il regno del teschio
di cristallo, è uscito nei cinema nel 2008. I film sono
stati tutti diretti da Steven
Spielberg.
Sembra che la regista di Wonder
Woman e dell’attesissimo Wonder Woman
1984,Patty Jenkins, condivida le sensazioni dei fan
in merito alla versione cinematografica di Justice
League ad opera di Joss Whedon. In effetti, la regista non è mai
stata nemmeno in grado di vederla!
In occasione della promozione
dell’imminente sequel,
CinemaBlend ha chiesto a Jenkins se avesse visto Justice League, almeno per capire in che modo
è stato gestito il personaggio di Diana Prince (Gal
Gadot), e la regista ha rivelato di non averlo fatto
perché “tutti noi registi al servizio della DC abbiamo
rigettato quella versione al pari dei fan.”
“Ma sentivo anche che quella
versione contraddiceva il mio primo film su Wonder Woman in molti
modi, e anche questo nuovo film, che all’epoca era già in
produzione”, ha continuato Jenkins. “Allora, cosa hai
intenzione di fare? Avresti dovuto giocare in entrambe le direzioni
affinché funzionasse.”
Tuttavia, Patty Jenkins ha fatto capire che le è stata
data un’idea approssimativa dell’arco narrativo di Diana tramite
alcune conversazioni con Zack Snyder. “L’unica cosa che ho fatto,
che ho sempre cercato di fare, era… sapevo, quando Zack stava
realizzando Justice League, dove era finita. Quindi ho sempre
provato… non ho cambiato il suo vestito, perché non volevo… non
volevo contraddire i suoi film, capisci? Ad ogni modo, dovevo avere
i miei film, e lui è stato molto comprensivo in questo. Quindi,
penso che quella versione di Justice League sia qualcosa di
anomalo. Stavano cercando di trasformare una cosa in un’altra… più
o meno. E alla fine è diventata: ‘Non riconosco la metà di questi
personaggi. Non sono sicura di cosa stia succedendo’.”
Nonostante abbia
detto di non aver visto Justice
League all’inizio dell’intervista, Patty Jenkins ha ammesso che è stato
“difficile” vedere Diana ritratta in un certo modo (forse
gli ha soltanto dato uno sguardo?), soprattutto dopo che aveva già
iniziato a gettare le basi per il personaggio nel primo Wonder
Woman. Probabilmente apprezzerà molto di più il ritratto
della guerriera amazzone nella
Snyder Cut in arrivo il prossimo anno su HBO
Max.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Ci sono attori che troppo presto ci
lasciano, vittime degli stravizi di una Hollywood prepotente e di
una notorietà assai ingombrante. Negli ultimi dieci anni sono
aumentati a dismisura i suicidi nel mondo dello spettacolo e le
morti sospette causate da abuso di sostanze di vario genere.
Purtroppo per alcuni soggetti più fragili, è difficile gestire la
fama che arriva all’improvviso e a volte si lasciano travolgere e
trascinare via dalla corrente. E’ quello che è accaduto a
tantissimi attori e attrice e, di recente, anche a Gregory
Tyree Boyce, attore del famoso film
Twilight, recentemente scomparso.
Scopriamo insieme quindi
tutto quello che c’è da sapere su Gregory Tyree
Boyce, sulla sua purtroppo breve carriera, sulla sua vita
privata e sulla sua triste scomparsa.
Gregory Tyree Boyce in Twilight:
un debutto in grande stile
Gregory Tyree
Boyce nasce il 5 dicembre del 1989 in California, dove
trascorre serenamente tutta la sua infanzia. Della sua vita e della
sua formazione si conosce ben poco eppure a tutti è noto il suo
debutto sul grande schermo. La carriera di Gregory come attore
comincia infatti nel 2008 quando viene scelto per interpretare un
piccolo ruolo nel film Twilight.
Diretto da Catherine
Hardwicke, Twilight è il primo di una saga di quattro
film, ispirati alla famosa tetralogia letteraria di Stephenie
Meyer dedicata ai vampiri.
Il film racconta la storia di Bella
Swan (Kristen
Stewart), una diciassettenne che da Phoenix si
trasferisce a Fork, una piccola cittadina piovosa nello stato di
Washington. A causa delle continue trasferte della madre e del suo
nuovo compagno, un giocatore di baseball di serie B, Bella viene
mandata a vivere a Fork da padre, Charlie Swan (Billy
Burke).
Durante il suo primo giorno nella
nuova scuola, Bella, nonostante il suo carattere un po’ introverso
e cupo, riesce subito a farsi degli amici. A darle il benvenuto ci
sono Jessica Stanley (Anna
Kendrick), Angela Weber (Christian
Serratos), Eric Yorkie (Justin Chon)
e Mike Newton (Michael Welch). Ma c’è qualcun
altro che riesce a catturare l’attenzione di Bella. Si tratta di
Edward Cullen (Robert
Pattinson), un ragazzo bellissimo e misterioso, figlio
del ricchissimo e famoso medico Carlisle Cullen (Peter
Facinelli).
https://youtu.be/z3RQtICuVoI
Ma Bella non è la sola ad aver
notato Edward. Il giovane Cullen e i suoi fratelli e sorelle,
Rosalie (Nikki
Reed), Alice (Ashley
Greene), Emmett (Kellan
Lutz) e Jasper (Jackson
Rathbone), sono i più ammirati della scuola. Tuttavia,
sembra che il giovane Edward non sopporti neanche la vista di Bella
che, sconfortata e confusa, cerca di stargli alla larga.
Quello che però all’inizio sembra
essere ‘disgusto’, si rivela essere tutta un’altra cosa. I due
ragazzi si ritrovano spesso a interagire, dentro e fuori scuola,
imparando così a conoscersi meglio. E ben presto, una semplice ma
strana amicizia, si trasforma in attrazione travolgente. Eppure c’è
ancora qualcosa riguardo Edward che Bella non riesce a capire.
Con l’aiuto di Jacob Black
(Taylor
Lautner), membro della tribù dei Quileute e figlio di
un amico di vecchia data di suo padre, Bella impara a conoscere
molte delle leggende del posto e dell’antica lotta tra umani,
licantropi e vampiri. Grazie alle informazioni ottenute, la ragazza
capisce che dietro la facciata da bello e impossibile di Edward si
nasconde molto di più, un pericoloso e oscuro segreto che non vede
l’ora di scoprire.
Gregory Tyree
Boyce in Twilight
interpreta il ruolo di Tyler Crowley, un amico di
Bella che, per colpa del manto stradale ghiacciato, rischia di
investire la ragazza nel parcheggio della scuola. A salvarla però
ci pensa Edward che respinge con una mano il furgone di Tyler,
rivelando a Bella la sua vera natura.
Gregory Tyree Boyce, causa della
morte: cosa è successo?
Dal suo debutto al cinema nel film
Twilight, nei dieci anni
successivi, di Gregory si perdono le tracce. Nonostante l’attore
abbia acquisito una certa fama grazie al suo primo film, l’unico
progetto successivo che gli viene attribuito è datato 2018. Boyce è
apparso nel video musicale Apocalypse di
Trevor Jackson, interpretando un cowboy dal
cappello bianco.
Tutto quello che sappiamo dei dieci
anni di vita e carriera di Gregory che mancano all’appello,
riguardano principalmente la sua sfera privata. Il quel breve lasso
di tempo, infatti, l’attore si sposa e nel 2010 diventa padre di
una splendida bambina, di nome Alaya. Qualche anno
più tardi, tuttavia, il suo matrimonio naufraga e Gregory trova
rifugio tra le braccia di un’altra donna.
La sua nuova fiamma si chiama
Natalie Adepoju, è più giovane di lui ed è già
madre del piccolo Egypt. Nonostante le difficoltà iniziali, il
rapporto tra i due sembra andare a gonfie vele. Purtroppo però una
terribile tragedia si abbatte sulla loro piccola famiglia
allargata.
Il 13 maggio del 2020, Gregory
Tyree Boyce e Natalie Adepoju vengono ritrovati senza vita nella
loro casa di Las Vegas. Inizialmente la stampa tiene nascosta la
notizia che viene diffusa parecchi giorni più tardi. Sulla morte
della coppia le informazioni sono poche e confuse; c’è chi parla di
omicidio/suicidio e chi invece porta avanti la teoria di una doppia
overdose. Secondo quanto pubblicato dai giornali statunitensi,
infatti, nella casa di Boyce pare ci fossero tracce di una
polverina bianca, poi analizzata dalla autorità.
Mentre le speculazioni sulla morte
di Gregory e Natalie continuano, finalmente il 19 maggio viene resa
nota la vera causa del decesso della coppia. Si tratta, come alcuni
avevano supposto, di una doppia overdose causata da assunzione di
cocaina e fentanyl, un potente oppioide sintetico.
Gregory Tyree Boyce su
Instagram
Poco attivo sui social, Gregory
teneva molto alla sua privacy anche se a volte amava condividere
stralci della sua vita privata. Il suo account Instagram, ad esempio, è
ancora attivo nonostante l’attore non ci sia più e tra gli scatti
ce ne sono molti in compagnia dei suoi genitori e della piccola
Alaya.
Tra le tante foto di Gregory ce n’è
una che spicca non tanto per ciò che rappresenta ma per la
caption scelta dall’attore. In occasione del suo
trentesimo compleanno, Boyce aveva scelto di
pubblicare due foto, una del passato e una del presente,
accompagnate da una didascalia un po’ tetra e che nasconde una vita
difficile.
“A un certo punto non pensavo
che ce l’avrei fatta ad arrivare a 30 anni. Nel corso degli anni,
come tutti, ho commesso degli errori lungo la strada ma oggi è uno
di quei giorni in cui rifletto solo sui più grandi. Che tempo per
essere vivi! Felice 30 compleanno a me! Che il resto di questi anni
sia il migliore!”
Affermatasi negli anni come una
delle più importanti attrici del panorama cinematografico italiano,
Valeria
Golino ha debuttato come regista con il film
Miele,
particolarmente apprezzato da critica e pubblico. Nel 2018 ha
infine dato luce alla sua opera seconda,
Euforia, alla cui base vi è la struggente
storia di due fratelli, di cui uno dei quali affetto da una
malattia terminale. A partire da tale evento si rianima il rapporto
tra questi, dando vita a quell’euforia con cui i due uomini
intendono caratterizzare il tempo che gli è rimasto da trascorrere
insieme.
Per questa storia la Golino, qui
anche sceneggiatrice, si è basata sulla reale vicenda vissuta da un
suo amico e dal fratello di questi. Ascoltandoli nella loro
sofferenza e gioia, l’attrice ha ritrovato nel loro racconto le
emozioni che da tempo desiderava far confluire in un suo nuovo
film. Da qui nasce dunque l’ispirazione per Euforia, film
poi particolarmente apprezzato tanto dalla critica quanto dal
pubblico proprio per la sua capacità di risultare vero nei rapporti
umani e in ciò che questi possono lasciare in ognuno di noi.
Presentato con successo al Festival di Cannes, nella sezione Un
Certain Regard, il film è poi stato distribuito nelle sale italiane
a partire dall’ottobre del 2018. Qui ha ottenuto un buon risultato,
incassando un totale di circa 1,6 milioni di euro. Ulteriori
riconoscimenti sono poi arrivati con i David di Donatello, dove il
film ha ottenuto 8 nomination, tra cui miglior film e miglior
regista. Proseguendo qui nella lettura sarà possibile scoprire
ulteriori dettagli riguardanti la trama e il cast del film, come
anche le piattaforme dove è possibile vederlo in streaming.
Euforia: la trama del film
Protagonisti del film sono i
fratelli Matteo ed Ettore. Il primo è un giovane imprenditore di
successo, spregiudicato, affascinante e dinamico. Osserva il mondo
dall’alto del suo attico e dalla sicurezza del suo narcisismo. A
lui interessa solo distrarsi, in ogni modo: denaro, droga, sesso,
culto del proprio corpo. Il secondo, invece, vive ancora nella
piccola città di provincia dove entrambi sono nati e insegna alle
scuole medie. È un uomo cauto, integro, che per paura di sbagliare
si è sempre tenuto un passo indietro, nell’ombra, e ha nascosto i
suoi fallimenti personali e la sua insoddisfazione dietro una
maschera di disillusione e sarcasmo. In realtà, si comporta così
perché non ha il coraggio di affrontare la vita per ciò che è.
Due persone all’apparenza
lontanissime, che la vita costringerà a riavvicinarsi. Nel momento
in cui Matteo scopre che il fratello è malato, decide di tenerlo
all’oscuro della verità. Ettore, d’altra parte, crede al fratello e
si abbandona completamente a lui, facendosi influenzare dalla sua
superbia: piano piano si convince di poter controllare e vincere
ogni cosa. Ma è solo un’illusione: non c’è via di scampo da quelli
che sono limiti umani, come la caducità, la fragilità e lo scorrere
inesorabile del tempo. Questa situazione difficile diventa per i
due fratelli un’occasione per conoscersi e scoprirsi, in un vortice
di fragilità e tenerezza, paura ed euforia.
Euforia: il cast del film
Come già avvenuto per
Miele, la Golino sceglie di non inserirsi nel cast di
attori del film, preferendo invece concentrare tutte le sue
attenzioni sulla regia del film. Per riuscire al meglio
nell’impresa, decide inoltre di affidarsi ad alcuni tra i maggiori
interpreti dell’attuale panorama cinematografico italiano. Nel
ruolo di Matteo, dunque, si ritrova Riccardo
Scamarcio, fino al 2018 legato alla Golino anche da un
punto di vista sentimentale. L’attore si dichiarò da subito
entusiasta del ruolo, indicandolo come una vera e propria novità
nella sua filmografia. Il fratello Ettore è invece interpretato da
Valerio
Mastandrea, il quale allo stesso modo si è detto
incantato non solo dal suo personaggio quanto dall’intera storia
del film.
Accanto a loro vi è poi la nota
attrice Isabella
Ferrari nei panni di Michela, moglie di Ettore poi
abbandonata proprio dal marito. Un ruolo per il quale l’attrice ha
dichiarato di essersi preparata ricercando gli aspetti più umani di
questa. Marzia Ubaldi, nota doppiatrice, ha invece
ricoperto il ruolo della madre di Ettore e Matteo. Sono poi
presenti le attrici Valentina Cervi, nota per
numerosi film italiani e internazionali, qui nel ruolo di Tatiana,
e Jasmine
Trinca, in quelli di Elena. Proprio la Trinca aveva
già collaborato con la Golino per il film Miele, di
cui era stata protagonista assoluta.
Miele: la colonna sonora, il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Tra i principali elementi di pregio
del film vi è anche la colonna sonora, composta e orchestrata da
Nicola Tescari ed eseguita dalla Roma Film Orchestra. Per il suo
lavoro qui Tescari è poi stato candidato ai David di Donatello per
la miglior colonna sonora. Oltre alle musica appositamente scritte
per il film, però, Euforia si avvale anche di canzoni già
preesistenti come Et si tu n’existais eseguita da Joe
Dassin, La Forza del Destino di Giuseppe Verdi, In a
Manner of Speaking eseguita da Nouvelle Vague,
Clockwork eseguita da Matteo “Gowtribe” Ciceroni e Matteo
“Xanti” Romano, ed Epanalipsi eseguita da Alex Golino.
Per gli appassionati del film è
possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Euforia è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili Cinema, Apple iTunes, Netflix, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto
un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il
giorno mercoledì 9 dicembre alle ore
21:10 sul canale Rai Movie.
I’m your woman è il crime drama disponibile dall’11
dicembre su Amazon Prime Video. Protagonista è Rachel Brosnahan, vincitrice di un Emmy per la serie
La fantastica signora Maisel anch’essa ospitata dalla
medesima piattaforma.
Alla Regia troviamo
Julia Hart, non nuova alle narrazioni di stampo femminile
(Miss Stevens, Star Girl), la quale firma anche la
sceneggiatura, assieme al marito Jordan Horowitz, produttore
di La La Land.
Il titolo è un incipit ed
insieme una provocazione: Jean (Rachel Brosnahan) è “la
donna di” Eddie (Bill Heck), criminale dagli affari non
ben delineati. Essere “donna di”, per Jean, vuol dire non
avere un’identità propria, non avere desideri, ambizioni, non
scegliere mai per sé stessa, accettare le cose per come si
presentano e non per come sono, diventare madre di un neonato dalla
ignota provenienza; significa non chiedere mai il perché delle
cose, il che è esattamente ciò che dovrà imparare a fare in questa
storia.
Una notte in cui il
marito è rimasto fuori per lavoro, Jean viene svegliata da un suo
“collega” che le intima di fuggire via: Eddie è nei guai e Cal
(Arinzé Ken), vecchia conoscenza del marito, le darà una
mano. Inizia così il viaggio della donna attraverso le sue paure e
le sue debolezze, un viaggio il più del tempo in solitaria, in
compagnia del “suo” bebè e di sé stessa.
La pellicola procede
lenta, a volte troppo, nell’intento di cogliere i sentimenti della
protagonista, persa, senza una guida, inconsapevole di ciò che sta
accadendo ed incapace di trovare una soluzione al suo problema. Ed
è così che si sente lo spettatore: senza bussola, in balia degli
eventi, senza un finale preciso in cui sperare. Sembra che il
destino della donna sia scandito da un continuo affidarsi agli
altri, finché Tori (Marsha Stephanie Blake), moglie di Cal,
non la aiuta a vedere un’altra via, una soluzione che non contempla
l’attendere, bensì l’agire.
MARSHA STEPHANIE BLAKE and RACHEL BROSNAHAN star in I’M YOUR
WOMAN
Photo: Wilson Webb
Courtesy of Amazon Studios
I’m your
woman parte da una classica trama da gangster movie, con
la fuga del “gangster”, per poi allontanarvisi ed incentrarsi sulla
figura della “sua”donna, troppo spesso relegata a ruolo margine, a
semplice accompagnamento. E Jean è quel tipo di donna,
apparentemente priva di carattere, senza fronzoli per la testa,
senza sogni, quasi senza vita e la storia è l’opportunità che le
viene data di iniziarne una vera, di voltare pagina, come le
consiglia Tori.
Il film cerca di
coniugare una crime story tutta al femminile con il dramma
esistenziale dovuto alla perdita di una propria identità e
dimensione, il tutto condito con tempi lenti e sviluppi talvolta
poco credibili.
L’ambientazione anni ’70
ed i costumi dell’epoca fanno da perfetta scenografia al tutto. I
protagonisti interpretano a dovere le loro parti, prima fra tutte
la Brosnahan, che praticamente sorregge l’intero film. La
sceneggiatura pecca per la magrezza di indagine introspettiva dei
personaggi, dei quali non conosciamo, né percepiamo il background e
questo, assieme ad una scelta registica dominata da pause e silenzi
rischia di far sentire smarrito lo spettatore ed a tratti
spazientito.
I’m your
woman non è privo di colpi di scena e suspence, ma dal
quale, viste le premesse, ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa
di più.
BIG SKY - From visionary
storyteller David E. Kelley (ÒBig Little LiesÓ) comes ÒBig Sky,Ó an
intense thriller that follows private detectives Cassie Dewell and
Cody Hoyt as they join forces with his estranged wife and ex-cop,
Jenny Hoyt, to search for two sisters who have been kidnapped by a
truck driver on a remote highway in Montana. But when they discover
that these are not the only girls who have disappeared in the area,
they must race against the clock to find the women before itÕs too
late. (ABC/Darko Sikman) KATHERYN WINNICK
Il network americano
ABC ha diffuso promo e trama di Big Sky
1×05, il quinto episodio dell’annunciata nuova serie tv
Big
Sky in arrivo questo autunno.
In Big Sky 1×05
che si intitolerà “A Good Day to Die – Promos” Jenny e Cassie si
sentono come se si stessero avvicinando a Legarski, ma stanno
correndo contro il tempo mentre lui e Ronald si preparano a
spostare le ragazze. Jerrie fa un ultimo tentativo per
convincere Ronald a lasciarli andare. Altrove, Cassie fa
visita a Merilee per interrogarla su suo marito e Ronald affronta
in modo aggressivo sua madre nel finale invernale di “Big Sky” nel
nuovo episodio che andrà in onda martedì 15 Dicembre sulla ABC.
In Big Sky 1×05 protagonisti sono
Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell, Brian Geraghty nei panni
di Ronald Pergman, Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan, Jade Pettyjohn
nei panni di Grace Sullivan, Jesse James Keitel nei panni di Jerrie
Kennedy, con John Carroll Lynch nel ruolo di Rick Legarski e Ryan
Phillippe nel ruolo di Cody Hoyt.
Le guest star di Big Sky 1×05 sono Brooke Smith
nei panni di Merilee Legarski, Jeffrey Joseph nei panni di Joseph
Dewell e Gabriel Jacob-Cross nei panni di Kai Dewell. “A Good Day
to Die” è stato scritto da Jonathan Shapiro e diretto da Jennifer
Lynch.
Big Sky in
streaming è disponibile su Star,
il nuovo canale per adulti di Disney+.
Big
Sky è la nuova serie tv creata da David E.
Kelley per il network americano ABC. David E. Kelley sarà
lo showrunner della prima stagione. Basato sulla serie di libri di
CJ Box, “Big Sky” è prodotto da David E. Kelley, Ross
Fineman, Matthew Gross, Paul McGuigan, CJ Box e
Gwyneth Horder-Payton, ed è prodotto da 20th
Television. 20th Television fa parte dei Disney Television
Studios, insieme a ABC Signature e Touchstone Television.
La serie racconta
degli investigatori privati Cassie Dewell e Cody Hoyt
uniscono le forze con la sua ex moglie ed ex poliziotta, Jenny
Hoyt, per cercare due sorelle che sono state rapite da un
camionista su una remota autostrada nel Montana. Ma quando scoprono
che queste non sono le uniche ragazze scomparse nella zona, devono
correre contro il tempo per fermare l’assassino prima che un’altra
donna venga rapita. Big Sky vede protagonisti
Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell,
Brian Geraghty nei panni di Ronald Pergman,
Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan,
Jade Pettyjohn nei panni di Grace Sullivan,
Jesse James Keitel nei panni di Jerrie Kennedy,
Valerie Mahaffey come Helen Pergman con
John Carroll Lynch come Rick Legarski e
Ryan Phillippe come Cody Hoyt.
Alfred Molina e Jamie Foxx riprenderanno i ruoli di
Doctor Octopus ed Electro in Spider-Man 3. Un
nuovo report di
Screen Rant si interroga su come i loro personaggi possano
essere sopravvissuti alle rispettive morti.
1Come potrebbe essere sopravvissuto
Electro?
La sopravvivenza del Dottor
Octopus avrebbe un senso dal punto di vista scientifico, ma quella
di Electro è un po’ più problematica. Non ci fu redenzione per
Electro, che causò un blackout in tutta la città e si divertì nel
caos; lo Spider-Man di Andrew Garfield e la Gwen Stacy di Emma
Stone hanno lavorato insieme per sovraccaricarlo con un’enorme
ondata di elettricità per fermarlo. Ma – per fortuna, piuttosto che
per pianificazione – il ritratto effettivo della morte di Electro
in The Amazing Spider-Man 2 apre effettivamente alla
possibilità che non sia davvero morto. L’eccesso di potenza sembrò
causare la rottura del corpo di Electro a livello atomico, che morì
in un lampo di energia.
Questa morte apparente potrebbe in
realtà essere stata una metamorfosi. Nei fumetti, Electro ha la
capacità di trasformarsi in un essere di pura energia; questo è
stato persino usato contro di lui in alcune occasioni, con Thor che
ha canalizzato Electro come un fulmine in una sconfitta a tratti
imbarazzante. Invece di essere ucciso dal sovraccarico, Electro
avrebbe potuto invece essere convertito in un’altra forma. Questo
avrebbe potuto sbloccare la capacità di saltare tra universi
alternativi, dando vita al potente Electro raccontato nella serie
“Web Warriors” di Mike Costa e Robbie Thompson, dove un Electro ha
identificato le firme elettromagnetiche associate al viaggio tra le
dimensioni. I fumetti stessi, quindi, stabiliscono un precedente
per l’Electro di
The Amazing Spider-Man 2 per entrare nel MCU.
È interessante notare che, finora,
solo due dei cattivi associati ai film di Sam Raimi e Marc Webb
torneranno in Spider-Man 3. Non ci sono state segnalazioni di
Willem Defoe che torna nei panni di Green Goblin, o di Thomas Haden
Church che riprende il ruolo di Sandman; Rhys Ifans non è stato
menzionato come Lucertola, né ci sono state indicazioni che Dane
DeHaan tornerà come Harry Osborn. In effetti, sono tutti personaggi
che hanno incontrato una fine definitiva nei loro rispettivi film e
che non potrebbero essere riportati così facilmente come Doctor
Octopus ed Electro. Questo, di per sé, sembra supportare la teoria
che Spider-Man 3 sia in realtà un film sul
Multiverso di qualche tipo – e non passerà molto tempo prima della
creazione di un vero e proprio Spider-Verse in live
action.
Il DC
Extended Universe continua ad espandersi, anche se è passato un
po’ di tempo da quando sono stati condivisi aggiornamenti concreti
sul film DC Comics di Ava DuVernay, New
Gods.
La regista di Selma e
Nelle pieghe del tempo, ormai da diverso tempo, ha
co-scritto la sceneggiatura del film insieme al celebre Tom
King, fumettista noto per Vision, Mister
Miracle, Greyson, Omega Men e, soprattutto, per
essere stato lo sceneggiatore di Batman dal 2016 al 2019.
Ad oggi, l’unica grande rivelazione sulla trama è che nel film
vedremo sia Darkseid, il malvagio sovrano di
Apokolips, sia le Furie Femminili, un gruppo di
donne guerriere.
Adesso, in risposta ad un fan che su
Twitter ha chiesto aggiornamenti proprio in merito a
New Gods, Ava DuVernay ha
risposto: “Quest’anno surreale ci ha dato il tempo di scavare
ancora di più a fondo. Mi sto divertendo moltissimo a scavare
ancora di piùnella mente e nelle riflessioni di Jack
Kirby insieme a Tom King.”
Di recente, si vociferava che il
premio Oscar Kathy Bates(Misery
non deve morire) fosse stata considerata per il ruolo di
Granny Goodness, ma se la sceneggiatura è ancora in lavorazione, è
improbabile che il casting sia già iniziato.
Tutto quello che sappiamo su New Gods
Creato e disegnato
da Jack Kirby, il fumetto originale fu
pubblicato la prima volta nel 1971, portando al grande pubblico le
storie dei Nuovi Dei, ovvero i nativi dei
pianeti gemelli di Nuova Genesi e Apokolips.
A quanto pare il film
presenterà Mister Miracle e Big Barda come
protagonisti e Granny Goodness e le Furie
Femminili nel ruolo di antagoniste principali. Chi conosce i
fumetti DC saprà che la prima fa parte dell’Elite di Darkseid,
il signore di Apokolis, e gestisce l’orfanotrofio del pianeta con
una feroce disciplina, servendosi anche delle Furie per creare
un’élite di guerrieri attraverso il lavaggio del cervello e la
tortura.
Vi ricordiamo che, anni fa, la
Ava DuVernay è stata ad un passo dal dirigere
Black
Panther, finito poi nelle mani di Ryan
Coogler.
In occasione
dell’ottantesimo anniversario dalla nascita di
Alighiero Boetti, Sky Arte rende
omaggio a uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana e
internazionale del Novecento con un documentario sulla vita
dell’artista: Alighiero e Boetti. Sciamano e
Showman, una produzione Sky Arte e
Tiwi per la regia di Amedeo Perri
e Luca Pivetti, in onda su Sky Arte il 16 dicembre
alle 21.15 e disponibile on demand e in streaming
su NOW TV.
Giovedì16
dicembre 2020 – giorno di nascita di Alighiero Boetti, in
cui avrebbe compiuto 80 anni – dalle 10.00 alle
18.00 il film verrà lanciato in anteprima assoluta in
Museovisione sui siti internet di sei tra i più
importanti musei d’arte contemporanea italiani: Castello di
Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli – Torino; Centro per
l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato; GAMeC – Galleria d’Arte
Moderna e Contemporanea di Bergamo; Madre · museo d’arte
contemporanea Donnaregina, Napoli; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di
Bologna; MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,
Roma.
Il documentario sarà preceduto da
una tavola rotonda virtuale in cui il Direttore di
Sky Arte Roberto Pisoni converserà con le
Direttrici e i Direttori delle sei istituzioni coinvolte –
Carolyn Christov-Bakargiev, Cristiana Perrella, Lorenzo
Giusti, Katrin Weir, Lorenzo Balbi, Bartolomeo
Pietromarchi – ricordando gli avvenimenti che legano
l’artista ai musei e ai loro territori.
Fin dal nome, che l’artista cambia
agli inizi degli anni Settanta in Alighiero e
Boetti, la figura di Boetti si muove sempre per
specchiamenti. Il gioco della congiunzione include uomo e
artista, Sud e Nord, ordine e disordine,
necessità e caso, spirito emateria. Alighiero e
Boetti realizza i suoi capolavori con l’intento di mettere al
mondo il mondo, e ci riesce grazie al fatto di essere al
contempo sciamano e showman.
Muovendosi tra testimonianze di
famigliari – i figli Agata e Matteo e la vedova
Caterina Raganelli Boetti – amici, storici
dell’arte e artisti – Salman Alì, Stefano Arienti, Stefano
Bartezzaghi, Alessandra Bonomo, Giorgio Colombo,
Flavio Favelli, Tommaso Pincio, Sissi, Angela Vettese –
immagini di repertorio e opere coloratissime ed enigmatiche, il
film ripercorre la breve e folgorante parabola artistica di Boetti:
gli inizi contrassegnati dall’adesione al movimento dell’Arte
Povera, il grande fermento creativo degli anni Settanta, in cui
nascono i suoi capolavori, il successo arrivato a cavallo tra gli
anni Ottanta e Novanta, la postuma consacrazione tra i grandi.
Il documentario riprende uno dei
procedimenti più iconici di Boetti: la quadratura utilizzata nei
suoi famosi arazzi. Grazie alla grafica animata, le 16 lettere del
nome Alighiero e Boetti diventano 16 parole chiave – Afghanistan,
bellezza, bic, gemelli, Giappone, mani, manifesto, mondo, numeri,
Parigi, regole, ricami, ritmo, tempo, tutto, viaggio – che
scandiscono i capitoli del film.
A più di 25 anni dalla morte,
Alighiero e Boetti. Sciamano e showman
prova a rendere la vitalità del pensiero, l’intelligenza
velocissima e la grandezza dell’opera di un artista che ha saputo
rendere il quotidiano oggetto dell’arte e veicolo di bellezza.
La Museovisione è un’altra
importante iniziativa di Sky Arte che si aggiunge alle già numerose
messe in campo nelle ultime settimane per supportare il mondo
dell’arte e della cultura in generale. In onda sul canale ci sono
serie e programmi come The Square,
Sipario! Storie di Teatro, Indie
Jungle e Musei, messe a disposizione di
tutti in streaming gratuito suhttps://video.sky.it/arte e sui
profili Facebook e Instagram di Sky Arte.
Sono iniziate a Roma le riprese di
Genitori vs Influencer, la nuova commedia di
Michela Andreozzi scritta a quattro mani insieme a
Fabio Bonifacci. Al centro della vicenda un padre
single e le difficoltà che ne conseguono nel crescere da soli una
teenager ai nostri giorni. Nel cast Fabio Volo, la
giovanissima Ginevra Francesconi (The Nest –
Il nido, Famosa) e Giulia De Lellis.
Insieme a loro anche Paola Tiziana Cruciani,
Nino Frassica, Paola Minaccioni,
Massimiliano Vado, Michela Andreozzi e con
l’amichevole partecipazione di Massimiliano Bruno.
Sono previste sei settimane di riprese, tra la capitale e diverse
location del Lazio.
Genitori vs
Influencer è prodotto da Paco
Cinematografica di Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, in
coproduzione con la spagnola Neo Art Producciones
e con Vision Distribution, che distribuirà il film
prossimamente in Italia.
SINOSSI
Quanto è difficile oggi essere il
padre single di una teenager?
Paolo (Fabio Volo), professore di
filosofia, vedovo, ha cresciuto da solo sua figlia Simone – alla
francese – (Ginevra Francesconi), con cui ha un bellissimo
rapporto. Ma quando la ragazza entra ufficialmente nella fase
dell’adolescenza, l’idillio si rompe: come ogni teenager che si
rispetti, infatti, Simone viene “rapita” dallo smartphone, tanto
che matura l’idea di voler diventare influencer – come il suo idolo
Ele-O-Nora (Giulia De Lellis) – categoria che Paolo detesta.
Pur di recuperare il rapporto con sua figlia, Paolo inizia
una campagna contro l’abuso dei social, con l’aiuto della stessa
Simone che diventa la sua web manager.
La fama inaspettata lo trasformerà
suo malgrado in un influencer… e gli farà scoprire che i social,
anche se vanno maneggiati con cura, possono regalarti una
possibilità.
Neill Blomkamp,
meglio conosciuto per il suo lungometraggio d’esordio
District 9, ha girato segretamente un film horror
soprannaturale in Canada, durante la pandemia. Dopo il grande
successo di
District 9, che ottenne anche quattro candidature agli
Oscar (incluso miglior film), la carriera di Blomkamp è stata
caratterizzata da una serie di insuccessi.
Ad oggi, il regista ha diretto
soltanto altri due lungometraggi, Elysium con
Matt Damon, e Humandroid con
Hugh Jackman, entrambi stroncati dalla critica. In particolare,
il regista non ha mai nascosto che il fallimento di
Humandroid è stato “incredibilmente
doloroso”: proprio per questo, dal 2016 Blomkamp si è dedicato
esclusivamente alla produzione di una serie di cortometraggi
attraverso la sua società, Oats Studios, nonostante abbia
continuato a lavorare ad altri progetti sci-fi (incluso un quinto
capitolo della saga di Alien mai realizzato).
Ora, sembra che il regista abbia
spezzato la catena e sia tornato in attività, con
Deadline che riferisce che Neill Blomkamp ha
girato un film horror soprannaturale, in gran segreto, durante la
pandemia. Blomkamp ha girato il film in Canada, durante la scorsa
estate, dopo che il suo prossimo lungometraggio, The
Inferno, è stato ufficialmente posticipato al 2021. The
Inferno sarà un thriller d’azione ad alto budget interpretato
da Taylor Kitsch, mentre questo nuovo film è
stato realizzato con un budget inferiore, consentendo a Blomkamp a
mostrare le sue rinomate capacità nel campo degli effetti
visivi.
Non c’è dubbio che Blomkamp abbia un
approccio visivo unico ai suoi film: se è riuscito a combinarlo con
un’entusiasmante storia di genere, allora è probabile che questo
nuovo titolo sarà un enorme successo. Al momento non ci sono
ulteriori dettagli sul progetto: in molti si chiedono se anche
questa volta è stato coinvolto Sharlto Copley,
attore feticcio del regista, apparso non solo in tutti e tre i suoi
lungometraggi, ma anche in uno dei cortometraggi prodotti da Oats
Studios.
Secondo quanto riferito, Dune
sarebbe costato meno del precedente film di Denis Villeneuve, Blade
Runner 2049, nonostante il cast stellare e la portata
molto più ambiziosa del progetto. L’ultimo film di Villeneuve è
l’adattamento del celebre romanzo di fantascienza di Frank Herbert,
pubblicato nel 1965.
Il libro è stato adattato due volte
in precedenza: da David Lynch, grazie al film omonimo del 1984,
e nel 2000, sotto forma di miniserie destinata al piccolo schermo
(nonostante anche Alejandro Jodorowsky avesse cercato di
portare il romanzo al cinema negli anni ’70). Il nuovo adattamento
sembra essere il più ambizioso di sempre: già il primo trailer –
uscito diversi mesi fa – promette un epico film d’azione
fantascientifico, ricco di effetti speciali e con un cast
stellare.
Dune
non sarà la prima volta che Villeneuve si confronterà con un’amata
proprietà di fantascienza, avendo già diretto Blade
Runner 2049 nel 2017, sequel del classico cult di
Ridley Scott del 1982. Sfortunatamente, proprio
come il suo predecessore, il sequel non ha performato secondo le
aspettative al botteghino, nonostante le recensioni positive da
parte della critica. La speranza è che Duneriesca
ad invertire questa tendenza, nonostante il rinvio del film al 2021
a causa della pandemia di Covid-19. Tuttavia, la recente conferma
che il film arriverà in contemporanea sia nelle sale che su HBO
Max, significa che i numeri al box office – per forza di cose –
saranno nettamente inferiori rispetto a quelli che un’uscita
esclusivamente in sala avrebbe potuto generare in un’annata
considerata “normale”.
Dune vs Blade Runner 2049: una questione di “budget”…
Ci sono due possibili ragioni dietro
al budget inferiore di Dune.
La prima è il fallimento di Blade
Runner 2049 al box office. La Warner Bros. potrebbe essere
stata frenata proprio dalla precedente esperienza, costringendo
Villeneuve ad una serie di limitazioni. L’altro motivo potrebbe
essere relativo al fatto che il film in arrivo il prossimo anno
copre soltanto metà del romanzo originale, quindi i costi
potrebbero essere stati equamente divisi tra la prima e una seconda
ipotetica parte, sulla quale però non si hanno ancora conferme
ufficiali.
Michelle Pfeiffer ha confermato in una nuova
intervista che tornerà ufficialmente in Ant-Man 3. Il franchise con protagonista
Paul
Rudd è sempre stato considerato una pedina più
piccola all’interno del più grande MCU, ma ciò non ha mai fermato lo
sviluppo di un terzo film. Ant-Man 3 è stato ufficialmente a novembre dello
scorso anno, con Peyton Reed confermato ancora una
volta alla regia. Tuttavia, gran parte del film rimane ancora oggi
un mistero, dai dettagli sulla trama alla possibile data di uscita.
Secondo quanto riferito di recente, la Marvel sta prendendo in
considerazione una release nel 2022.
È certo che Rudd interpreterà
ancora una volta Scott Lang in Ant-Man 3, così
come
Evangeline Lilly, che tornerà nei panni di Hope van
Dyne, soprattutto perché il capitolo precedente, Ant-Man
and the Wasp, l’ha finalmente resa uno dei personaggi
chiave del franchise. Oltre a loro, anche Michael
Douglas tornerà nei panni di Hank Pym, mentre
Jonathan Majors si è unito ufficialmente al
cast lo scorso settembre nei panni di Kang il Conquistatore.
Adesso, sembra che anche la leggendaria
Michelle Pfeiffer tornerà in Ant-Man
3.
Ospite del podcast
Ladies First with Laura Brown, la star de Le releazioni
pericolose e Batman – Il Ritorno (vista di
recente in Maleficent – Signora del Male), ha rivelato di
essere pronta per Ant-Man 3. “Dovrei fare Ant-Man, il
terzo”, ha detto Pfeiffer parlando dei suoi progetti futuri.
Ha poi aggiunto che la produzione, almeno secondo le informazioni
in suo possesso, dovrebbe iniziare nella primavera del 2021. Per
quanto riguarda, invece, dove troveremo il suo personaggio, Janet
van Dyne, nel film, Pfeiffer risposto di non sapere nulla al
riguardo.
Janet van Dyne avrà un ruolo più grande in Ant-Man 3?
In realtà, non
dovrebbe sorprendere più di tanto che Pfeiffer torni ancora una
volta nei panni di Janet per Ant-Man 3, visto che la
storia di Ant-Man
and the Wasp ruotava in gran parte proprio attorno al suo
salvataggio dal Regno Quantico. Ciononostante, Pfeiffer ha avuto
una piccola parte in quel film e un ruolo maggiore in Ant-Man
3 potrebbe certamente fornirle la possibilità di approfondire
il suo personaggio.
Dopo aver trascorso
anni nel Regno Quantico, Janet è destinata ad essere cambiata in
qualche modo e Ant-Man 3 potrebbe proprio
concentrarsi sul suo ritorno alla vita di tutti i giorni. L’ultima
volta che l’abbiamo vista sul grande schermo è stato al funerale di
Tony Stark in Avengers:
Endgame; già quella breve apparizione nel cinecomic di
Anthony e Joe Russo doveva essere inteso come un segnale che
avremmo sicuramente rivisto il personaggio.
Il nuovo libro “Star
Wars Archives: Eps I-III: 1999-2005” contiene tantissimi
dettagli inediti sulla realizzazione della divisiva trilogia
prequel di George Lucas, anche se forse è giusto dire che
quei film non hanno ricevuto neanche lontanamente l’accoglienza
negativa riservata ai recenti episodi.
La trilogia sequel è stata
realizzata dalla Disney dopo che il creatore del franchise vendette
la Lucasfilm allo studio nel lontano 2012. L’autore Paul Duncan ha
di recente condiviso via Twitter
un nuovo estratto dal suo libro, in cui Lucas parla di ciò che lo
ha spinto a vendere il franchise di Star Wars alla Casa di Topolino.
“A quel tempo stavo iniziando la
nuova trilogia. Avevo parlato con gli attori e stavo iniziando a
prepararmi. Stavo anche per avere una figlia con mia moglie. Ci
vogliono 10 anni per fare una trilogia: quella prequel è durata dal
1995 al 2005 “, spiega Lucas. “Nel 2012 avevo 69
anni. Quindi la domanda era: continuerò a lavorare a questa casa
per il resto della mia vita? Voglio farlo ancora? Alla fine ho
deciso di crescere mia figlia e godermi la vita per un
po’.”
George Lucas e i piani per la trilogia sequel di Star Wars
George Lucas ha ammesso che avrebbe potuto
decidere di non vendere la Lucasfilm e magari provare a convincere
qualcun altro a farsi carico della trilogia. Tuttavia, ha ammesso
che sarebbe stato impossibile per lui non mettere bocca su ciò che
sarebbe accaduto nei vari film, qualcosa con cui lo stesso aveva
già lottato ai tempi de L’Impero Colpisce Ancora e Il
Ritorno dello Jedi (che vennero diretti da altri due
registi).
Lucas ha poi negato le voci secondo
cui si sarebbe stufato del franchise e ha ammesso di essere rimasto
particolarmente deluso dalla decisione della Disney di non seguire
i piani che aveva consegnato loro in merito alla direzione che
avrebbe dovuto prendere la trilogia sequel.
“Ho passato la mia vita a creare
Star Wars – 40 anni – e rinunciarvi è stato molto, molto
doloroso”, riflette il regista. “Ma era la cosa giusta da
fare. Ho pensato che avrei avuto maggior voce in capitolo sugli
ultimi tre perché li avevo già avviati, ma hanno deciso che
volevano fare qualcos’altro. Le cose non sempre vanno come vuoi. La
vita è anche questo.”
Non si sa ancora quale personaggio
interpreterà Awkwafina in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, ma
la talentuosa attrice (vista nel bellissimo
The Farewell) sembra destinata a diventare una figura
chiave dell’Universo Cinematografico Marvel. Allo stato attuale (anche a
causa della pandemia di Covid-19), il progetto rimane avvolto nel
più fitto mistero, ma la speranza è quella di vedere a breve un
primo sguardo al film e, soprattutto, che la data di uscita nelle
sale resti confermata per il 9 luglio 2021.
Parlando con Style Caster,
Awkwafina ha anticipato qualcosa in merito al suo
ruolo nel prossimo attesissimo film dei Marvel Studios. “C’è un
po ‘di me in ogni personaggio che interpreto, il che è un bene e un
male”, ha spiegato la star di Jumanji:
The Next Level quando le è stato chiesto cosa poteva
rivelare in merito al suo ruolo. “Mi sento come se potessi
relazionarmi con lei. Non posso dire molto sul personaggio, ma
posso dire che è stata scaraventata in un mondo in cui non sa
davvero cosa fare. Allo stesso tempo, sta scoprendo molte cose su
se stessa.”
Alla domanda su come la Marvel abbia
evitato i tropi narrativi in Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings,
Awkwafina ha risposto: “Quando pensi alle cose
che hanno caratterizzato sia gli asiatici che gli asiatici
americani nei media americani, pensi a cose come il kung fu e le
arti marziali. Anche se il film parla di questo, siamo stati in
grado di lavorare con squadre di stuntman di livello mondiale,
fatte di persone che vivono di questo. Quindi, l’autenticità con
cui lo studio e il regista Destin Daniel Cretton si sono
approcciati a questi tropi è davvero molto
speciale.”
Con un po’ di fortuna, Shang-Chi rappresenterà un grande passo avanti
per il MCU in termini di diversità, andando ad aggiungere alcuni
importanti volti nuovi alla Fase 4, che dovrebbero giocare un ruolo
chiave anche in futuro. Lo stesso Shang-Chi, ad esempio, dovrebbe
diventare un personaggio fondamentale nella narrativa dell’universo
condiviso. Tuttavia, considerato il cast di supporto, è un discorso
che potrebbe tranquillamente estendersi a tutti i personaggi
coinvolti nella storia.
Vi ricordiamo che nei panni del
protagonista ci sarà l’attore canadese Simu
Liu, visto di recente nella commedia di NetflixKim’s Convenience. Insieme a
lui, nel cast, figureranno anche Tony
LeungChiu-wai nei panni del
Mandarino, e Awkwafina,
che dovrebbe interpretare un “leale soldato” del Mandarino, e se è
vero che il villain qui sarà il padre di Shang-Chi, in tal caso ci
sono ottime possibilità che si tratti di Fah Lo Suee. Chi ha letto
i fumetti saprà che è la sorella dell’eroe del titolo e che il suo
superpotere è l’ipnosi.
Quello di Hollywood è un universo
complesso in cui attori e attrici, interagendo tra loro,
determinano il destino gli uni degli altri. Ci sono attori infatti,
magari non eccessivamente famosi, che acquistano un po’ di
notorietà in più grazie ai loro rispettivi compagni. Tra questi c’è
anche Ryan Dorsey, attore principalmente di serie
tv, diventato famoso grazie alla sua storia con una delle maggiori
interpreti di Glee, Naya
Rivera.
Scopriamo quindi tutto
quello che c’è da sapere su Ryan Dorsey, sulla sua
carriera in tv e sulla sua turbolenta vita privata e
sentimentale.
Ryan Dorsey film e serie tv: gli
inizi della sua carriera
Nato il 19 luglio del
1983 a Chesapeake, in West Virginia,
Stati Uniti, Ryan Keith Dorsey comincia a interessarsi alla
recitazione soltanto al liceo. Da sempre
appassionato di sport, dopo le scuole medie, Ryan
si trasferisce dalla piccola Chesapeake a
Charlotte, in North Carolina. Il trasferimento in
una città più grande, infatti, avrebbe dato al giovane Dorsey
maggiori opportunità di successo. Purtroppo, a causa di un trauma
cerebrale subito a causa di un incidente, Ryan è costretto a
ritornare in West Virginia e a frequentare la Riverside High
School.
Non potendo più praticare il suo
tanto amato football a causa del trauma subito, il ragazzo decide
di dedicarsi ad attività alternative. E’ in questo periodo infatti
che comincia a interessarsi alla recitazione, aderendo al programma
teatrale della scuola, gestito da un attore professionista di
Hollywood ‘in licenza’.
Dopo il liceo, Ryan decide di
iscriversi alla Western Carolina Univerisity con l’intenzione di
unirsi poi alla squadra di football della scuola. Tuttavia,
soltanto dopo il primo anno, Ryan abbandona la WCU per trasferirsi
a New York e iscriversi al NY Conservatoryfor Dramatic
Arts. Qui il ragazzo studia recitazione e arti
drammatiche e comincia a gettare le basi della sua
carriera nel mondo dello spettacolo.
In quegli anni Ryan comincia a
partecipare ai primi progetti cinematografici e televisivi. Dopo
aver girato alcuni cortometraggi, dal 2013 per Dorsey arrivano i
primi ruoli importanti. L’attore ottiene piccoli ruoli in serie tv
di successo come Southland (2013), Parks
and Recreation (2013), Mob City (2013),
You’re The Worst (2014), The
Mentalist (2014) e Shameless (2015).
Ryan Dorsey in Justified – L’uomo
della legge
Nel 2015, tuttavia, per Ryan Dorsey
arriva la prima grande occasione. Quell’anno viene infatti scelto
per entrare a far parte del cast della serie Justified –
L’umo della Legge, creata da Graham
Yost per il canale della FX. La serie è
basata sul personaggio immaginario di Marshal Raylan
Givens, protagonista dei romanzi Pronto,
A Caro Prezzo (Riding The Rap), Raylan e
Fuoco in Buca (Fire in the Hole) di Elmore
Leonard.
Il protagonista della serie è
Raylan Givens (Timothy
Olyphant), un ufficiale degli Stati Uniti dalla
condotta decisamente anticonvenzionale. Nonostante faccia parte
delle forze armate statunitensi e debba rispettare un certo codice
di comportamento, con i suoi modi, Raylan è molto più simile a uno
sceriffo del vecchio west.
La sua personalità abrasiva e la
sua condotta ai limiti della legalità, lo mettono continuamente nei
guai, rendendolo un target per le organizzazioni criminali e non
solo. E’ proprio a causa di un diverbio con il suo superiore che
Raylan viene riassegnato a Lexington, in Kentucky. Tra i vari
distretti sotto la sua giurisdizione c’è anche Harlan County, sua
piccola cittadina natale da cui Raylan era ‘fuggito’ quando era
ancora molto giovane.
Ryan Dorsey in
Justified interpreta il personaggio di Earl Lennon,
fratello minore di Carl, nonché nuovo membro dell’impero criminale
di Boyd Crowder. Introdotto nella sesta stagione della serie,
inizialmente Dorsey avrebbe dovuto girare solo tre episodi che sono
poi diventati cinque e infine dieci. La serie, in onda dal 2010 al
2015, conta ben 6 stagioni e 73
episodi e Ryan Dorsey compare in un arco di 10 episodi
della sesta stagioni, composta da sole 13 puntate. [fonte:
Fandom]
Ryan Dorsey in Blood Father
Dopo l’esaltante esperienza sul set
di Justified, la carriera di Ryan prosegue a gonfie vele. Negli
anni successivi lo vediamo, sempre in tv, nel cast di serie come
Crowded (2016), The Vampire
Diaries (2016), Animal
Kingdom (2016), The Night Shift
(2016) e Pitch 2016). Nel 2016 però si trasferisce
brevemente dal piccolo al grande schermo, partecipando alla
realizzazione del film Blood
Father, diretto da Jean-François
Richet e con Mel
Gibson.
Il film – presentato al
Cannes Film Festival – è tratto dall’omonimo
romando di Peter Craig e raccona la storia dell’ex detenuto John
Link (Mel
Gibson). Ex biker di professione, dopo aver scontato
nove anni di carcere per traffico d’armi John adesso è in libertà
vigilata. Grazie alla riabilitazione e alle riunioni degli
alcolisti anonimi, l’uomo ormai sembra essersi lasciato il suo
passato criminale alle spalle. Adesso infatti riga dritto, vive in
una roulotte nel deserto dell’Arizona e passa le sue giornate
facendo tatuaggi e con Kirby Curtis (William H.
Macy), il suo migliore amico. Nonostante adesso viva
una vita onesta e tranquilla, John ha un grande rimpianto, ovvero
aver abbandonato sua moglie e la sua bambina.
Un giorno però, John riceve una
strana telefonata proprio da sua figlia Lydia (Erin
Moriarty), ormai diciassettenne, che sembra essere in
pericolo. Correndo in suo soccorso, John trova sua figlia
visibilmente alterata; la ragazza è ubriaca e molto stanca e
finisce con l’addormentarsi in macchina. Frugando tra i suoi
effetti personali, John trova una pistola e capisce che Lydia è in
guai seri. La ragazza è infatti in fuga, dopo aver sparato il suo
ragazzo Jonah (Diego
Luna), nipote del padrino del cartello messicano.
Lydia ha pestato i piedi alla
persona sbaglia e adesso, per sfuggire agli scagnozzi di Jonah, a
padre e figlia non resta che darsi alla fuga.
Ryan Dorsey 2020: i nuovi
progetti
Nonostante il successo del film
Blood Father, Ryan continua la sua carriera dedicandosi
principalmente alla televisione. Negli anni successivi lo vediamo
infatti in diverse serie tv di successo come Major
Crime (2017), Colony (2017),
Nashville (2017), Ray
Donovan (2017), Runaways (2018),
Bosh (2019), Yellowstone (2019), The
I-Land (2019), SWAT (2019) e All
Rise (2019).
Anche il 2020 per Ryan
Dorsey, nonostante la pandemia da
Coronavirus ancora in corso, è stato un anno abbastanza
impegnativo dal punto di vista lavorativo. L’attore ha infatti
interpretato diversi ruoli in progetti televisivi come
Stumptown, The Rookie e
Station 19. Inoltre, pare che l’attore sia
impegnato anche con le riprese di un nuovo film, stavolta per il
grande schermo.
Si tratta da Heavy
Doom, un thriller scritto e diretto da Chad Edmund
Smith con Ryan Dorsey, Rebecca
Forsythe, Dustin Kerns. Del film, fermo
ancora in fase di pre-produzione causa pandemia, purtroppo non si
conoscono ancora molti dettagli. Il film racconta la storia di due
fratelli che, nella notte di Halloween, scoprono un terribile
segreto nella loro piccola città, un segreto che li porterà faccia
a faccia con qualcosa di mostruoso…
Ryan Dorsey e Naya Rivera: una
storia tormentata
Molto conosciuto negli States ma un
po’ meno qui da noi in Italia, Ryan Dorsey ha
acquisito negli ultimi cinque anni una certa popolarità grazie
anche alla sua relazione con Naya Rivera, star
della serie Glee.
I due si incontrano presumibilmente
tra il 2013 e il 2014. All’epoca Naya era appena uscita da una
relazione con il rapper Big Sean e sembra stesse
affrontando le conseguenze fisiche e psicologiche di un aborto.
Ryan è di grande conforto per Naya e cerca di starle vicino in
questo momento assai doloroso. Complici gli amici e le circostanze,
i due cominciano a frequentarsi tenendo la loro relazione il più
privata possibile.
Dopo qualche tempo, tuttavia, a
sorpresa Ryan e Naya decidono di sposarsi. Il loro matrimonio viene
celebrato da Cabo San Lucas, in Messino, il 19 luglio del
2014, nel giorno del compleanno di Ryan. Nonostante
l’estremo riserbo sulla loro vita privata, i due sembrano andare
d’amore e d’accordo. Solo un anno più tardi, infatti, a febbraio
del 2015 la coppia annuncia di aspettare un
figlio. Il piccolo Josey Hollis nasce il
17 settembre di quell’anno, riempiendo d’amore la
vita di entrambi.
Purtroppo però qualcosa sembra
rompersi nel loro rapporto e nel novembre del 2016, a sorpresa,
Naya chiede il divorzio, senza fornire troppe
spiegazioni. I due si separano ufficialmente però quasi un anno più
tardi, nell’ottobre del 2017. Ma i veri problemi cominciano qualche
settimana dopo. Durante le feste del ringraziamento, Naya
Rivera viene arrestata alla polizia per violenza
domestica ai danni proprio di Ryan Dorsey, lasciando tutti
senza parole.
Secondo quanto riportato da
WCHS
sembra che a causa di una discussione, Naya abbia attaccato Dorsey,
colpendolo alla testa e al labbro. L’attrice, ammanettata e portata
in centrale, viene rilasciata poche ore più tardi dietro pagamento
di una cauzione da mille dollari. [fonte:
WCHSTV]
A seguito di quell’episodio, Ryan
decide di ritirare le accuse contro Naya e i due, il 14
giugno del 2018, decidono di ufficializzare il loro
divorzio e di optare per l’affidamento congiunto
di Josey. Tuttavia, due anni più tardi, nel marzo del 2020, gli
accordi sull’affidamento vengono modificati. Naya ottiene
infatti la custodia esclusiva di Josey senza ovviamente
interrompere i rapporto tra padre e figlio.
A mettere un punto alla storia
travagliata di Ryan e Naya è purtroppo un tragico avvenimento. A
luglio del 2020, Naya Rivera resta
uccisa in un terribile incidente. Uscita in barca con
il piccolo Josey, l’attrice annega trascinata dalle correnti del
lago Piru, in California. Il suo corpo, scomparso
tra i flutti, viene ritrovato senza vita solo una settimana più
tardi. A seguito quindi di questa tragedia, la custodia di Josey
viene assegnata al padre.
La morte di Naya Rivera è stata uno
shock per la sua famiglia, per i suoi amici e anche per i suoi fan.
Anche per Ryan, nonostante il divorzio, è stato difficile accettare
la scomparsa della madre di suo figlio. Eppure, c’è chi ha accusato
l’attore di essere già passato oltre la morte di Naya. Negli ultimi
mesi, infatti, sono girate voci su di una possibile relazione tra
Ryan Dorsey e
Nickayla Rivera, sorella della defunta Naya.
Le voci sono state ovviamente
smentite a gran voce da Dorsey che ha escluso ogni tipo di
coinvolgimento sentimentale con l’ex cognata. Ryan ha infatti
spiegato che Nickayla si è trasferita a casa sua per aiutarlo a
prendersi cura di Josey, ancora piccolo e traumatizzato dalla morte
della madre. Josey ha solo cinque anni ed è stato l’ultimo a vedere
Naya prima che la corrente del lago la portasse via. [fonte:
Tio]
Ryan Dorsey su Instagram
Per saperne di più sulla vita
privata e professionale di Ryan Dorsey, vi consigliamo di seguire
il suo account Instagram ufficiale.
Il flop di Justice
League al botteghino ha spinto la Warner Bros. ad
apportare tutta una serie di modifiche sostanziali al DCEU, con
personaggi che sono stati completamente eliminati e con storie che
sono state totalmente rinnovate. Una delle principali “vittime” di
questa revisione dell’universo condiviso da parte della major è
stato sicuramente il Deathstroke di Joe Manganiello.
L’ex star di True Blood è
apparsa brevemente nei panni di Slade Wilson in una delle due scene
post-credits della versione cinematografica di Justice
League. Manganiello era pronto a toranre nei panni del
mercenario nell’annunciato film dedicato a Batman che sarebbe stato
scritto, diretto, prodotto e interpretato da Ben Affleck. Sfortunatamente, quel progetto è
naufragato ed è passato nelle mani di
Matt Reeves, diventando l’attesissimo The
Batman che arriverà nelle sale nel 2022.
Durante una recente intervista con
Yahoo, Joe Manganielloha
condiviso alcuni nuovi dettagli sulla sceneggiatura ormai
accantonata di Affleck, facendo paragoni con il thriller del 1997
di David Fincher, The Game – Nessuna regola.
“Era una storia veramente dark in cui Deathstroke era come uno
squalo o un cattivo di un film dell’orrore che stava smantellando
la vita di Bruce dall’interno. Era una cosa sistemica: aveva ucciso
tutti quelli vicini a Bruce e aveva distrutto la sua vita per
cercare di farlo soffrire, perché sentiva che Bruce era
responsabile di qualcosa che gli era successo.”
Joe Manganiello rivela i piani
originali della scena post-credits di Justice League
Sembra anche che Ben Affleck sia stato ispirato in qualche
modo dall’arco narrativo di “Daredevil: Born Again” ad
opera di Frank Miller. “Era davvero bello,
veramente dark e davvero tosto”, ha aggiunto Manganiello.
“Ero veramente molto eccitato all’idea.”
L’attore ha anche confermato che, in
origijne, la sua scena post-credits in Justice
League sulla barca insieme al Lex Luthor di
Jesse Eisenberg, avrebbe dovuto spianare la strada
proprio al film di Affleck su Batman; alla fine, la sequenza è
stata rielaborata per collegarsi direttamente agli eventi di
Justice League – Parte 2, anche questo
poi abbandonato.
“Hanno rigirato tutti i dialoghi
di Jesse per anticipare la Justice League – Parte 2, che si sarebbe
focalizzato sulla Injustice League”, ha spiegato Manganiello.
“In origine, tutto quel dialogo riguardava Batman, ed è stato
cambiato con battute tipo: ‘Non dovremmo avere una lega tutta
nostra?’.”
Ricordiamo che Joe Manganiello tornerà nei panni del letale
mercenario Deathstroke nella
Snyder Cut di Justice
League che arriverà su HBO Max il prossimo anno. La
speranza è che la versione del cinecomic ad opera di
Zack Snyder possa finalmente rendere giustizia al
personaggio e all’interpretazione di Manganiello.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Sembra proprio che
Spider-Man 3 stia prendendo la forma dei sogni dei
fan di tutto il mondo. Dopo
l’annuncio ufficiale di poche ore fa che Alfred
Molina tornerà ad interpretare Doctor Octopus nel film
con Tom
Holland, arriva da Collider una informazione che,
sebbene non ancora ufficiale, sembra lasciare grande spazio alla
possibilità di vedere nel film tutti e tre gli Spider-Man
cinematografici della storia recente.
Tobey Maguire,
Andrew Garfield,
Emma Stone e Kirsten Dunst sarebbero infatti in trattative,
ognuno con un grado di plausibilità differente, per partecipare al
film in diverse forme e con un diverso impegno. Sembra che gli
accordi più complicati siano quelli da mettere a punto con Maguire,
mentre Emma
Stone, che al momento è incinta, dovrebbe fare i conti
con questa circostanza per tornare ad essere Gwen Stacy.
Staremo a vedere in che misura
questa notizia, riportata in primo luogo da Collider, sarà considerata attendibile, mentre
ricordiamo che nel film ci sarà anche spazio per Benedict Cumberbatch e il suo
Doctor Strange.
Spider-Man 3 segna
il ritorno di Jon Watts come regista, dopo aver
diretto i primi due nel franchise di riavvio prodotto dai Marvel Studios. A partire da ora,
la data di rilascio prevista è il 21 dicembre 2021.
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecominge Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato –
l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro
film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.
Alfred Molina e le
sue quattro appendici metalliche riprenderanno il ruolo di Doctor
Octopus nel prossimo film di Spider-Man, con Tom Holland. Il malvagio scienziato
interpretato da Molina è stato il grande cattivo nel film
Spider-Man 2 di Sam Raimi del
2004, e ora tornerà per affrontare l’olandese Peter Parker nel
seguito ancora senza titolo di Spider-Man: Far From
Home del 2019.
Molina non è il primo veterano di
Spider-Man ad apparire al fianco dello Spidey di Holland: J. K. Simmons ha ripreso il suo ruolo di
J. Jonah Jameson dai film di Sam
Raimi , come abbiamo scoperto nella sequenza dei titoli di
coda di Far From Home. E secondo quanto riferito,
Jamie Foxx
tornerà nei panni del cattivo Electro, dopo essere apparso in
The Amazing Spider-Man 2 del 2014, il che
significa che il nuovo film sarà caratterizzato da cattivi di tutte
le epoche di Tobey Maguire e Andrew Garfield.
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 –
si sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per
ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man
3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al
fianco degli altri eroi del MCU.