Il 15 settembre si ritorna a parlare di musica, a suonarla dal vivo, a portarla sul palco per far scoprire tanti nuovi mondi. Parte su Sky e in streaming su NOW la stagione 2022 di X Factor, una edizione che riporta al centro della scena – e davanti a un pubblico – giovani artisti provenienti da tutta Italia e non solo che non vedono l’ora di farsi conoscere tramite il proprio talento.
X Factor 2022, show Sky Original prodotto da Fremantle, cambia tutti i suoi volti: al tavolo dei giudici si risiede – a 4 anni dall’ultima volta – Fedez, apparso nelle sue cinque edizioni competente e ambizioso, con uno stile che ha lasciato il segno, empatico con i talenti in gara e appassionato del percorso dei propri ragazzi; e poi i debutti, nelle vesti di giudici, di Ambra Angiolini, attrice, conduttrice televisiva e radiofonica, cantante, capace di spaziare tra i generi, i mezzi di comunicazione e i linguaggi più vari, nel mondo dello spettacolo da trent’anni costantemente sulla cresta dell’onda; di Dargen D’Amico, uno dei rappresentanti più eclettici e poetici della scena cantautorale contemporanea nelle sue molteplici vesti di rapper, cantautore e produttore musicale; e di Rkomi, uno degli artisti più apprezzati e di successo della nuova generazione italiana, reduce dai trionfi dei suoi ultimi lavori che hanno infranto ogni record precedente.
In conduzione arriva Francesca Michielin che, a 10 anni dalla vittoria su quello stesso palco e dopo un percorso poliedrico e originale, torna lì dove tutto è iniziato in una veste (ancora) diversa.
La gara tra loro sarà accesissima sin da subito, sin dalle Audition. E sarà più vivace ed emozionante che mai per tutta la durata delle selezioni, durante le quali, alle spalle del tavolo, tornerà a sedersi il pubblico in presenza: 12mila spettatori complessivi all’interno dell’Allianz Cloud di Milano, infatti, che saranno a tutti gli effetti “quinto giudice” della competizione, perché coi loro applausi, più o meno assordanti, e con il loro disappunto, più o meno rumoroso, faranno intuire ai giudici il proprio volere, accompagnando le loro scelte, talvolta anche condizionandole.
Per la prima volta nella storia di X Factor il pubblico accompagnerà i giudici dai primissimi ascolti fino alla scelta dei 3 componenti di ciascuna squadra. La scelta che i quattro giudici di quest’anno dovranno compiere sarà quindi ancor più carica di tensione, non solo perché gli spettatori sugli spalti dell’Allianz Cloud faranno sentire ai giudici il proprio parere in tempo reale, ma anche perché la fase di Last Call in questa nuova stagione sarà tutta nuova.
Dopo le tradizionali Audition (15, 22 e 29 settembre, sempre su Sky e NOW), in cui gli artisti si esibiranno e presenteranno il proprio progetto musicale con la speranza di ricevere come sempre almeno 3 sì per poter proseguire, arriveranno i Bootcamp (6 e 13 ottobre), con il classico ed elettrizzante meccanismo degli switch sulle ambitissime e agognate sedie (che quest’anno saranno 6).
Quindi, il 20 ottobre, l’inedita fase di Last Call in cui il meccanismo di quest’anno prevede che sul palco tornino le 6 sedie e i giudici, riascoltando tutti i contendenti del proprio roster, possano scegliere dunque il trio che vorranno portare ai Live Show. Questi ultimi prenderanno il via dal 27 ottobre, dal Teatro Repower di Assago, alle porte di Milano.
Alle Audition ci sarà una grande varietà di generi. Il pop la farà da padrone in tutte le sue declinazioni e contaminazioni, con atmosfere elettroniche e altri momenti più intimi grazie a ragazzi che arriveranno accompagnati da pianoforti a coda e arpeggi di chitarra. Tanti gli artisti che si presenteranno con brani inediti ma non mancheranno nemmeno brani – in molti casi grandissimi classici della musica italiana – proposti come cover; le band porteranno con sé sul palco tutti i colori del rock e dell’indie-pop, la quota r’n’b sarà rappresentata soprattutto dalle donne e, infine, ci sarà anche un pizzico di lirica.
I giudici scopriranno il roster di artisti che la commissione musicale di X Factor 2022 gli avrà assegnato prima dei Bootcamp. Rimane infatti in vigore l’assenza della suddivisione in categorie tradizionali: tra i ragazzi in gara non vi sarà alcuna divisione per categorie di sesso, età e formazione musicale, e i 4 giudici avranno la possibilità di guidare squadre eterogenee, composte sia da solisti che da band (avranno, come unica regola, l’obbligo di portare con sé ai Live Show almeno una band e almeno un solista), attraverso una modalità di assegnazione e scelta dei 12 finalisti incentrata esclusivamente sulla proposta musicale e sulla progettualità artistica. L’obiettivo per tutti resta quello di rappresentare tutta la musica, in maniera ampia, fluida e variegata.
L’appuntamento, dunque, per l’inizio di X Factor 2022 è fissato per giovedì 15 settembre alle 21.15 su Sky Uno e in streaming su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go.
3 puntate di Audizioni, 2 di Bootcamp e una per i Last Call apriranno un’edizione inedita, sorprendente e appassionante, in attesa dei Live in partenza dal 27 ottobre.
X Factor 2022 sarà anche in chiaro su TV8, al tasto 8 del telecomando, tutti i mercoledì a partire dal 21 settembre, in prima serata.
Il programma è stato realizzato nel pieno rispetto della normativa relativa alle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e delle direttive previste dal Protocollo condiviso per la tutela dei lavoratori del settore cine-audiovisivo del 07/07/2020.











Shira Haas
è un’attrice israeliana nota soprattutto per aver recitato nella
miniserie
Con grande disappunto dei fan,
Durante il San
Diego Comic-Con di luglio, i Marvel
Studios hanno rivelato che
Descritto come una
“Presentazione Speciale” dai Marvel Studios,
La notizia più importante
di
Il trailer ufficiale di
Con la seconda stagione di
Abbiamo come nuova aggiunta
direttamente dal 
Considerato da tutti i
cinefili il manifesto della Nouvelle Vague, il film vede
protagonisti due icone di stile e di classe, Jean-Paul
Belmondo e
Trasposizione
dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia, il film è un grande
successo per Godard, il secondo dopo il film d’esordio, e si avvale
del travolgente fascino di
Jean-Paul Belmondo
torna in questo breve elenco, forse perché il suo volto così
affascinante ha dato vita così bene all’idea di protagonista
maschile che aveva Godard, e infatti anche ne Il bandito
delle 11.00 torna l’attore francese, per una parabola che
è molto simile a quella percorsa in Fino all’ultimo respiro. Con
lui Anna Karina. Il film è però anche speculare rispetto all’opera
prima del regista francese, tanto era in bianco e nero quella,
quanto colorata e debitrice della pop-art questa, tanto era
istintiva e immediata la prima, quando costruita sulla poetica
anti-borghese la seconda. Forse il film più famoso di Godard agli
occhi del grande pubblico.
Titolo citatissimo e
punto di non ritorno nel cinema di Godard. Il film esce in un anno
fondamentale per la carriera del regista, in cui escono tre suoi
film e in cui consolida il suo allontanamento dalla forma narrativa
tradizionale che aveva già seminato nelle opere immediatamente
precedenti. Il film segue Marina Vlady, una
donna borghese con marito e figli, in una sua giornata normale in
cui alterna commissioni quotidiane a sesso a pagamento. Non c’è più
traccia del cinema verità che aveva dato inizio alla sua carriera,
ma c’è la volontà di raccontare con occhio critico la società,
simulando un approccio cronachistico alla costruzione della
finzione.
E’ il film che, insieme a



Con
Black Widow doveva
essere rilasciato prima di
Chi non vorrebbe
rivedere Bucky scontrarsi con U.S. Agent o
Yelena Belova rivivere la sua storia con Red
Guardian? Il problema è che abbiamo praticamente già visto
tutto. Sicuramente ci sarà da divertirsi nel
vedere Red Guardian e Bucky a spasso insieme
o scoprire gli sviluppi di un’improbabile amicizia tra
Taskmaster e Ghost, ma per la maggior
parte i
Probabilmente, quanto è
stato rivelato al D23 non è tutto quello che occorre sapere sui
Nei fumetti,
i Thunderbolts sono una squadra di criminali
che vuole ingannare il mondo fingendosi eroi. Nel corso della
storia, la maggior parte dei membri del team diventa realmente un
eroe. Sembra che i Marvel Studios
abbiano preso le distanze dalla trama originaria, ma che ne è dei
membri storici di questa squadra?





L’originale
Pinocchio del 1940 non si sofferma sulle ragioni
che spingono Geppetto ad affidare a una stella il
desiderio di poterle donare un bambino vero, cosa che invece viene
affrontata dal remake live-action. Quando il pubblico viene
introdotto per la prima volta al Geppetto di
Il laboratorio di
Geppetto è pieno di Easter Eggs
Disney, scelta che continua una tendenza ormai nota dello
studio. Quando tutti gli orologi a cucù del suo laboratorio si
attivano contemporaneamente, si possono vedere spuntare da questi
le repliche in legno di Woody di Toy
Story, Roger Rabbit e
Aurora de La bella addormentata nel
bosco. Ci sono altri orologi che si riferiscono al vasto
catalogo di film Disney che hanno seguito le orme del
Pinocchio originale, uscito per la prima volta
nelle sale 82 anni fa. Considerata la data di uscita del film, il
Uno dei pochi orologi
rimasti nel laboratorio di Geppetto del
Pinocchio originale è quello più oscuro: la madre
arrabbiata che sculaccia il figlio allo scoccare dell’ora, ogni
ora. Tuttavia, il suo design è stato chiaramente modificato e
aggiornato secondo gli standard del “politically correct” del 2022.
Questa volta, quando l’orologio batte l’ora, la madre di legno alza
la mano per sculacciare il povero figlio, ma viene interrotta da un
poliziotto.
Scritta per il
Pinocchio originale da Ned
Washington e Leigh Harline, “Una stella
cade” è diventata da allora la sigla della Walt Disney Company. Nel
Pinocchio originale, il Grillo Parlante
(Cliff Edwards) canta la canzone all’inizio del
film. Saggiamente, Robert
Zemeckis e Chris Weitz hanno
mantenuto la canzone nel remake di Pinocchio, ma con una piccola
modifica. Anche il Jiminy di
Mangiafuoco è il
principale personaggio cattivo nel Pinocchio
originale, che rinchiude il burattino in una gabbia per uccelli e
si rifiuta di lasciarlo andare a casa. Tuttavia, il Mangiafuoco del
remake è molto più minaccioso di quello del Pinocchio originale: ha
una mostruosa macchina in stile steampunk che aziona le marionette
e ci sono marionette inquietante appese al soffitto del suo
ufficio. È una creazione molto più da incubo rispetto allo spavaldo
uomo di spettacolo del film originale.
Una delle altre marionette
del teatro di Mangiafuoco è
Sabina, uno dei nuovi personaggi del remake di
Pinocchio. A differenza di Pinocchio, Sabina non è
magica ed è manovrata da Fabiana, una burattinaia
frustrata che lavora instancabilmente dietro le quinte. È Sabina a
salvare Pinocchio quando cade sul palcoscenico, mentre nel film
originale la sua caduta è parte dello spettacolo messo in scena.
Pinocchio e Sabina stringono un
legame, che prevede molte strette di mano e balli insieme e che
sembra essere un potenziale set-up per un sequel live-action,
soprattutto quando vediamo Fabiana acquisire l’attività di
Mangiafuoco alla fine, trasformandola in un
business decisamente più inclusivo.
Sebbene il modo in cui
Pinocchio approda all’Isola dei
Balocchi sia leggermente diverso nel remake, il burattino
si ritrova più o meno nello stesso contesto del cartone, che rende
schiavi ragazzi e ragazze trasformandoli in asini. Tuttavia, ci
sono alcune modifiche significative all’isola che la rendono molto
più appetibile per i film
Dopo aver evitato per un
soffio di essere trasformato in un asino e spedito nelle miniere di
sale, Pinocchio torna a casa e scopre che
Geppetto se n’è andato. Nel film originale, un
biglietto magico dice a Pinocchio e al Grillo che
Geppetto, Figaro e
Cleo sono all’interno di una balena gigante. Nel
remake, un gabbiano parlante di nome Sofia,
doppiato da Lorraine Bracco dei
Soprano, informa i due della posizione di
Geppetto, che ha venduto tutti i suoi preziosi
orologi per comprare una barca nel tentativo di salvare il figlio
dal Paese dei Balocchi.
Nel
Pinocchio originale, tutti vengono inghiottiti
dalla Balena, un capodoglio gigante, e sono
costretti a sfruttare l’astuzia e l’ingegno per sfuggire alla sua
terribile digestione. Come nell’emozionante climax del film
originale, la stessa cosa accade nel remake di
Pinocchio in live action. La differenza principale
è che la Balena non è un semplice capodoglio nel remake: è un
terrificante mostro marino con tentacoli multipli e una gigantesca
pinna sporgente e appuntita.
Poiché
Pinocchio è un film con 














