Dall’uscita del suo primo
lungometraggio e dalla fondazione dello Studio Ghibli, il regista
Hayao Miyazaki si è imposto come la mente
creativa dietro una serie di classici dell’animazione giapponese.
Tra questi, oltre La Città Incantata, non si può non citare
Il mio vicino Totoro, uno dei capisaldi
della filmografia di Miyazaki, nonché uno dei film d’animazione
incentrati sull’infanzia e sulla nostalgia di quegli anni più belli
che siano mai stati realizzati.
Ecco di seguito quello che forse non sai su Il mio
vicino Totoro:
1Le Easter Egg di Totoro
Nell’industria dell’animazione,
Totoro ha raggiunto lo status di vera e propria icona. Alcuni
animatori e registi sono così affezionati al personaggio da averlo
usato in molti film e serie animate, come il già citato
Toy Story 3, ma anche Spongebob, Le Superchicche,
Samurai Jack e Bob’s Burgers. Inoltre, in diversi
altri film dello stesso Studio Ghibli ci sono molti riferimenti a
Totoro e al film, come Pom Poko,
Kiki – Consegne a domicilio e
I sospiri del mio cuore.
Dopo Tom Hanks e sua moglie Rita
Wilson, un’altra stella di Hollywood è risultata
positiva al Coronavirus: stiamo parlando di
Olga Kurylenko, che attraverso il suo account
Instagram
ha ufficializzato di essere risultata positiva
al COVID-19.
Su Instagram,
l’attrice ha scritto: “Rinchiusa in casa dopo essere risultata
positiva al Coronavirus. Sono malata da circa una settimana ormai.
Febbre e stanchezza sono i miei sintomi principali. Prendetevi cura
di voi e prendete seriamente questo virus!”
Olga Kurylenko è
un’attrice e modella ucraina naturalizzata francese, nota
soprattutto per il ruolo della Bond Girl Camille Montes in
Quantum of Solace, ventiduesimo film
della saga di 007 diretto da Marc Forster.
Nel 2012 è stata la protagonista
femminile di To the Wonder di Terrence Malick ed è
apparsa in 7 Psicopatici di Martin McDonagh.
L’anno successivo, invece, ha recitato al fianco di Tom
Cruise in Oblivion.
A luglio del 2019,
sono state scoperte su Facebook alcune pagine segrete che la Casa
delle Idee ha creato per alcuni progetti futuri. Sembra che la
Marvel, come del resto molti altri studi cinematografici, crei
spesso pagine FB segrete per i prossimi titoli in cantiere con
diversi anni di anticipo, per assicurarsi che non vengano prese da
nessun utente. All’epoca, infatti, furono scoperte pagine segrete
per Black
Widow e Gli Eterni – chiaramente non
disponibili per la visualizzazione -, molto prima che entrambi i
film venissero annunciati ufficialmente.
Altre pagine sono
state trovate per Dark Avengers, Young
AvengerseIronheart, nessuno dei quali, però, è
stato ancora ufficializzato come progetto. Altre pagine scovate
sono Marvel’s X-Men, Avengers vs. X-Men e
Moon Knight: i primi due titoli non sono
ancora stati annunciati, mentre una serie su Moon Knight è
attualmente in fase di sviluppo per
Disney+.
Adesso, come portato alla luce da un
utente di
Reddit, è stato scovata una pagina Facebok segreta dal titolo
Marvel’s Quake, che potrebbe indicare
l’eventuale realizzazione di uno spin-off dedicato al personaggio
di Daisy Johnson/Quake interpretato da
Chloe Bennet in Agents of
S.H.I.E.L.D.
Ovviamente non sappiamo se una serie
su Quake sia effettivamente in sviluppo: per ora ci muoviamo nel
territorio della mera speculazione. È innegabile, però, come in
diversi casi la creazione di pagine Facebook segrete da parte della
Marvel sia stata un vero segnale di anticipo, una sorta di teaser
rispetto a progetti che sono stati poi ufficialmente
confermati.
Jesse Eisenberg ha rivelato che amerebbe
tornare nei pani di Lex Luthor. L’attore ha
interpretato il celebre villain in Batman v Superman: Dawn of Justice
del 2016, per poi apparire nella seconda delle due scene
post-credit di Justice League: nella scena
in questione si scopre che Lex Luthor è riuscito ad evadere da
Arkham e che ha assoldato il mercenario Slade Wilson,
alias Deathstroke, per mettere insieme un proprio gruppo
di supercriminali.
Adesso, in una recente intervista
con
Inthepanda, Jesse Eisenberg ha rivelato che amerebbe
tornare a vestire i panni di Lex Luthor nel DCEU. Chiaramente
l’attore non ha confermato che esistono dei piani per un suo
eventuale ritorno: si è semplicemente limitato a garantire la sua
disponibilità qualora la Warner volesse riportare il personaggio
sul grande schermo. Di seguito le sue parole:
“Oh sì, mi piacerebbe, perché è
un personaggio davvero bello. Interpretare un cattivo in un film di
supereroi è la parte più divertente. Gli eroi ci vanno bene, ma è
il cattivo la parte divertente, perché ti ritrovi ad essere più
esuberante. L’eroe di solito riesce a sopravvivere, ma il cattivo
ha tutte le battute divertenti. ”
Nelle ultime settimane sono emersi
ulteriori dettagli circa la lavorazione “travagliata”
di Justice
League, con
Zack Snyder che ha spiegato che i cambiamenti apportati in
itinere sono stati causati da varie interferenze con lo studio:
“Partivamo con l’idea che una
minoranza di persone non aveva amato Batman v Superman, e
questo ha avuto un effetto anche sul film successivo. La mia
versione originale del film, che avevo scritto insieme a Chris
Terrio, non è mai stata girata. L’idea reale, difficile, e
spaventosa, non è mai stata realizzata per le paure dello studio, e
io e miei collaboratori eravamo insicuri proprio a causa della
reazione scatenata da Batman v Superman […]
Sarebbe stata una lunga storia
da raccontare…saremmo finiti in un futuro a distanza dove
Darkseid conquistava la Terra e dove Superman cedeva all’equazione
dell’anti vita. Alcuni membri della Justice League sopravvivevano in quel mondo
combattendo, Batman rompeva il suo patto con Cyborg e Flash tornava
indietro nel tempo per dire qualcosa a Bruce…“
Nel bellissimo servizio, Kumail Nanjiani ha ricreato i personaggi di
alcuni dei suoi film action preferiti: tra questi c’è stato anche
Wolverine, l’iconico mutante della Marvel che sul
grande schermo è stato interpretato per quasi vent’anni proprio da
Hugh Jackman, che nel 2017 ha vestito i panni
del personaggio per l’ultima volta in Logan di
James Mangold.
Adesso, è stato lo stesso Jackman a
commentare lo scatto di Nanjiani nei panni di Wolverine. In una
recente intervista con
Fox News in occasione di un evento tenutosi a New York, Jackman
ha rivelato di aver visto la foto e di esserne entusiasta:
“WOW! Sembra davvero che sia sul set di un film degli X-Men. È
davvero forte. Se hai fatto tutto quel lavoro, devi per forza
toglierti la maglietta!”
Secondo gli ultimi aggiornamenti, il
cinecomic includerà nel MCU gli esseri superpotenti e quasi
immortali conosciuti dai lettori come Eterni e i mostruosi
Devianti, creati da esseri cosmici conosciuti come Celestiali. Le
fonti hanno inoltre rivelato a The Hollywood Reporter che un
aspetto della storia riguarderà la storia d’amore tra Ikaris, un
uomo alimentato dall’energia cosmica, e Sersi, eroina che ama
muoversi tra gli umani.
La sceneggiatura è stata scritta
da Matthew e Ryan
Firpo, mentre l’uscita nelle sale è stata fissata al 6
novembre 2020.
James Gunn, che ha da poco terminato
le riprese diThe Suicide Squad, ha consigliato
attraverso il suo profilo
Twitter 10 film da guardare durante la quarantena. Da esperto
cinefilo qual è, Gunn ha suggerito non solo titoli che si possono
facilmente trovare sulle varie piattaforme di streaming, ma anche
qualche chicca per i più esperti.
Su
Twitter, il regista ha scritto: “10 grandi film che forse
non avete ancora visto da quando vi siete messi in auto-quarantena.
È importante per la salute del nostro pianeta, continuare a
mantenere il più possibile le distanze sociali. Pe te che lo stai
già facendo e per te che ancora non l’hai fatto ma spero lo farai,
ho buttato giù questa lista di film.”
Ricordiamo che James
Gunn ha da poco terminato le riprese
di The Suicide
Squad, il sequel/reboot dei personaggi dei
fumetti DC che arriverà nelle sale ad agosto del prossimo anno e
che vedrà nel cast il ritorno di Margot
Robbie (Harley Quinn), Viola
Davis (Amanda Waller), Joel
Kinnaman (Rick Flag) e Jai
Courtney (Captain Boomerang).
Una volta terminata la
post-produzione del film, Gunn dovrebbe tornare ad occuparsi di
Guardiani della Galassia Vol. 3, che non
ha ancora una data di uscita ufficiale. Le riprese del film
dovrebbero partire ufficialmente a Febbraio 2021.
Arriva da
Deadline la notizia che le riprese di Animali
Fantastici 3, terzo capitolo del nuovo franchise
ambientato nell’universo magico di J.K.
Rowling ancora senza titolo ufficiale, sono state
ufficialmente annullate a causa dell’emergenza Coronavirus. Le
riprese del film sarebbero dovute partire oggi.
Al momento non sappiamo quando la
produzione riuscirà ufficialmente a partire. L’emergenza
Coronavirus ha spinto molte case di produzione a bloccare o (come
nel caso di Animali
Fantastici 3) ad annullare le riprese dei loro
progetti cinematografici in cantiere.
Proprio di recente abbiamo appreso
che sempre la Warner Bros. ha deciso di fermare per due settimane
la produzione dell’attesissimo The Batman di Matt Reeves, così come i Marvel Studios hanno ufficialmente
messo in pausa Shang-Chi and the Legend of the Ten
Rings, la cui produzione era partita da
pochissimi giorni in Australia.
Sempre in Australia erano in corso
anche le riprese del biopic su Elvis Presley ad opera di Baz Luhrmann, ma anche quelle sono state
sospese dopo che Tom Hanks e la moglie
Rita Wilson (nel cast del film) sono risultati
positivi al
Coronavirus.
Animali Fantastici
3 vedrà il ritorno di Eddie
Redmayne (Newt Scamander), Jude
Law (Albus Silente), Johnny
Depp (Gellert Grindelwald), Ezra
Miller (Credence/Aurelius Silente), Alison
Sudol (Queenie Goldstein), Dan
Fogler (Jacob Kowalski) e Katherine
Waterston (Tina Goldstein) insieme alla new
entry Jessica Williams, già apparsa
brevemente ne
I Crimini di Grindelwald, nei panni di Eulalie ‘Lally’
Hicks, insegnante presso la Scuola di Magia e Stregoneria di
Ilvermorny.
Animali
Fantastici 3 vedrà il ritorno di
Eddie Redmayne (Newt Scamander), Jude
Law (Albus Silente), Johnny
Depp (Gellert Grindelwald), Ezra
Miller (Credence/Aurelius Silente), Alison
Sudol (Queenie Goldstein), Dan
Fogler (Jacob Kowalski) e Katherine
Waterston (Tina Goldstein) insieme alla new
entry Jessica Williams, già apparsa
brevemente ne I
Crimini di Grindelwald, nei panni di Eulalie ‘Lally’
Hicks, insegnante presso la Scuola di Magia e Stregoneria di
Ilvermorny.
Nel film i personaggi viaggeranno
verso Rio de Janeiro, Brasile, raccontando la vita dei maghi nel
più grande paese del Sud America all’inizio del XX
secolo. David Yates tornerà alla regia
mentre J.K.
Rowling, oltre a figurare come produttrice, sarà
co-sceneggiatrice al fianco dell’ormai fidato Steve
Kloves, qui alla sua prima esperienza nella saga
di Animali Fantastici dopo l’ottimo lavoro svolto con
Harry
Potter. L’uscita nelle sale è fissata
al 12 novembre 2021, esattamente tre anni
dopo quella di Animali
Fantastici: I Crimini di Grindelwald.
David
Harbour è tornato a parlare del suo personaggio in
Black Widow,
l’atteso cinecomic Marvel con protagonista Scarlett Johansson che – nonostante
l’emergenza Coronavirus – è ancora atteso nelle sale di tutto il
mondo per il prossimo maggio. Nel film Harbour interpreterà
Red Guardian: l’attore ha parlato delle sue
motivazioni e lo ha descritto come un narcisista.
In una recente intervista con
EW, David
Harbour ha rivelato qualche dettaglio in più a
proposito del suo personaggio. Dopo aver dichiarato che, dal suo
punto di vista, Alexei è il miglior personaggio del MCU, Harbour ha
motivato così questa sua convinzione:
“Penso di essere di parte, ma
credo che sia il miglior personaggio di tutto l’Universo
Cinematografico Marvel. Voglio dire, è un narcisista; è appropriato
che sia io a pensarlo, dal momento che lo sto interpretando. Ha
davvero tante sfaccettature. Per certi aspetti, è il classico
supereroe, il tipico badass… ma quando lo conosci, scopri ha questo
bisogno di essere apprezzato: vuole essere considerato divertente,
un pezzo grosso… ma non lo è.”
La regia
di Black
Widow è stata affidata a Cate
Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden
di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico
Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi
da Ned Benson (The Disappearance of
Eleanor Rigby). Insieme alla Johansson ci saranno
anche David
Harbour, Florence
Pugh, e Rachel
Weisz.
Dopo lo straordinario successo
di Avengers:
Endgame, diventato il maggiore incasso mondiale
di sempre, Scarlett
Johansson riprende il suo ruolo di Natasha
Romanoff/Black Widow.
Manca ancora poco più di una
settimana all’arrivo di Disney+ in
Italia, ma sembra che, nonostante la gravità della situazione
sanitaria mondiale che ha interessato i primi mesi del 2020, la
piattaforma della Casa di Topolino sia l’ennesima possibilità, per
i milioni di confinati in casa, di trascorrere piacevolmente del
tempo in famiglia, che sia obbligato o no. E per inaugurare il
servizio in (quasi) tutta Europa, la Disney ha scelto il live
action di Lilli e il
Vagabondo, ennesimo remake in live action
dell’originale datato 1955.
Avventura canina romantica e
divertente, la storia è quella di una cagnetta di buona famiglia
che vive con diffidenza l’arrivo in casa di un neonato, un bebè che
rischia di spodestarla dal ruolo di piccolina di casa, preferita
dai padroni. Comincia così per Lilli (Lady nella versione
originale, doppiata da Tessa Thompson)
un’avventura che la porterà a conoscere un affascinante vagabondo
(Justin Theroux), un cane randagio, che le mostra
le meraviglie della libertà. La tentazione di una vita di avventure
è forte, ma il cuore di Lilli la tiene legata alla sua famiglia e
alla sua natura domestica. Il finale, lo sappiamo, sarà un trionfo
di gioia e bontà, con il vagabondo adottato e la famiglia felice
riunita, genitori, bebè e cani al seguito.
Lilli e il
Vagabondo, una romantica e divertente avventura
Diretto da Charlie
Bean (LEGO Ninjago: il film),
Lilli e il
Vagabondo è la riproduzione quasi 1:1
dell’originale d’animazione che vede nella perizia tecnica di
computer grafica il suo punto di maggiore interesse, proprio come
era stato per Il Re Leone, uno dei maggiori successi commerciali
dello scorso anno.
Da un punto di vista narrativo, il
film non inserisce nessun nuovo argomento, ma permette piuttosto di
sviluppare meglio, anche se in maniera elementare, i concetti di
appartenenza libertà e amore che, in maniera taciuta e forse più
romantica ed elegante, muovevano le azioni del personaggi
nell’originale.
Lilli e il
Vagabondo è il primo remake in live action di un
classico d’animazione ad arrivare sulla piattaforma di Disney+, scelta che sembra estremamente
appropriata al prodotto finale, visto che la modestia del film in
generale sembra sposarsi meglio con la fruizione domestica rispetto
invece ad una visione su grande schermo.
Come l’originale d’animazione
tradizionale, anche questo remake di Lilli e il
Vagabondo si fregia di belle sequenze
musicali, tra le quali spicca, ovviamente, quella di Bella
Notte, che accompagna la celebre cena a base di spaghetti e
polpette dei due cagnolini, e quella che vede protagonista Gilda
(Peg in originale doppiata da Janelle Monáe) che
canta nel canile. Intermezzi musicali di un certo pregio che
spezzano un ritmo non certo travolgente.
Apprezzato attore del panorama
italiano, Alessandro Preziosi ha negli anni
consolidato la propria fama grazie al cinema, alla televisione e al
teatro. Nella sua filmografia non solo commedie agrodolci, ma anche
impegnati film d’autore che ne hanno messo in mostra le doti da
interprete completo, capace di interpretazioni sempre nuove.
Ecco 10 cose che non sai su Alessandro
Preziosi.
2Parte delle cose che non sai
sull’attore
Alessandro
Preziosi e il teatro
5. Ha calcato molte volte il
palcoscenico. La formazione di Preziosi nasce dal teatro,
con la sua frequentazione dell’Accademia dei Filodrammatici di
Milano. Diplomatosi, intraprende una carriera teatrale che dura
ancora oggi, e dove ha modo di esprimersi al meglio. Tra i suoi
spettacoli più celebri si annoverano Amleto (1998), Re
Lear (2004), Cyrano de Bergerac (2012), Don
Giovanni o Il convitato di pietra (2014), Romeo e
Giulietta (2016) e L’odore assordante del bianco – Vincent
Van Gogh (2017).
4. Ha ricevuto importanti
riconoscimenti. Per la sua attività teatrale Preziosi ha
negli anni ricevuto alcuni tra i più prestigiosi riconoscimenti
teatrali del panorama italiano. Tra questi vi sono il Premio
Gassmann per Amleto, il premio Golden Graal al miglior
attore di teatro per lo stesso Amleto, e il Premio
Persefone per il migliore attore di prosa classica per Cyrano
de Bergerac.
Alessandro Preziosi in Elisa di
Rivombrosa
3. Ha vinto un ambito
premio. Per il suo ruolo del Conte Fabrizio Ristori nella
serie Elisa di Rivombrosa l’attore non solo raggiunge una
popolarità particolarmente ampia, ma ottiene anche la candidatura
ai Telegatti come personaggio maschile dell’anno. Preziosi vincerà
poi il premio, inaugurando una stagione d’oro per la sua
carriera.
2. Ha rinunciato alla
seconda stagione. Dato l’enorme successo di pubblico, la
serie viene rinnovata per una seconda stagione. Tuttavia, Preziosi
prenderà parte soltanto a due puntate, rinunciando ad una più ampia
partecipazione per via di impegni teatrali precedentemente presi,
che lo hanno portato a recitare l’Amleto.
Alessandro Preziosi: età e altezza
1. Alessandro Preziosi è
nato a Napoli, Italia, il 19 aprile 1973. L’attore è alto
complessivamente 187 centimetri.
Il giovane attore Guglielmo
Poggi ha partecipato negli ultimi anni ad alcuni tra i più
acclamati film del panorama nazionale, imponendosi come uno dei più
promettenti interpreti della sua generazione. Diviso tra cinema e
televisione, Poggi non manca di dimostrare un grande interesse per
la regia. Ecco 10 cose che non sai di Guglielmo
Poggi.
2Parte delle cose che non sai
sull’attore
Guglielmo Poggi: chi sono i suoi
genitori
5. È figlio di attori. Il
giovane attore matura la passione per la recitazione dai suoi
genitori, a loro volta interpreti. Il padre è infatti
Pierfrancesco Poggi, noto per film come La
cena, e ha condiviso con il figlio i set di Il nostro
ultimo e Il tuttofare. Sua madre è invece
Paola Rinaldi, popolare per la soap opera Un
posto al sole, che ha recitato anche lei in Il nostro
ultimo.
Guglielmo Poggi in Smetto quando
voglio
4. Considera il film un inno al
precariato. Nel film Smetto quando voglio,
l’attore ricopre il ruolo di Maurizio. Poggi considera la
partecipazione al film come una delle punte di diamante della sua
carriera fino ad ora. Particolarmente legato alla tematica del
precariato, per l’attore il film ne è un inno in cui molti potranno
riconoscersi e attraverso cui motivarsi.
3. Ha potuto recitare a contatto con
celebri interpreti. Durante le interviste promozionali del
film, l’attore ha dichiarato di essere rimasto entusiasta dal
livello di recitazione presente nel film. Qui ha infatti avuto modo
di recitare con attori del calibro di Edoardo Leo,Valeria Solarino,
Paolo Calabresi,
Stefano Fresi,Pietro
Sermonti e Neri
Marcorè.
Guglielmo Poggi: qual è la sua
agenzia
2. È rappresentato da una nota agenzia
per attori. Dietro al successo dell’attore vi è l’agenzia
Sosia&Pistoia, che ne cura continuamente il profilo
aggiornandolo con tutti i lavori svolti dall’attore. Qui è infatti
possibile trovare la sua filmografia completa, come anche gli
spettacoli teatrali, i premi vinti e ad altre attività pertinenti
al mondo dello spettacolo da lui svolte.
Guglielmo Poggi: età e altezza
1. Guglielmo Poggi è nato a
Roma, Italia, l’11 aprile 1991. L’attore è alto
complessivamente 175 centimetri.
Di origini ucraine ma naturalizzata
francese, l’attrice Olga Kurylenko si è in
particolare distinta per aver preso parte a celebri produzioni
hollywoodiane. Queste le hanno permesso non solo di collaborare con
importanti attori e registi, ma anche di ottenere gli apprezzamenti
di critica e pubblico. Ecco 10 cose che non sai di Olga
Kurylenko.
2Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Olga Kurylenko in 007
5. Ha ricevuto un importante
regalo. Dopo aver ottenuto il ruolo di Camille in
Quantum of Solace, l’attrice ricevette in dono dalla
produzione la collezione completa dei film di James
Bond, così che potesse recuperare quelli che non aveva visto.
In Ucraina, infatti, non era scontato che i film della saga
arrivassero in sala.
4. Si è esercitata nei
dialetti. Per il ruolo l’attrice è stata seguita da un
dialect coach, che l’ha aiutata ad imparare a recitare con un
accento spagnolo. Per l’attrice non fu difficile impararlo, perché,
stando a quanto da lei affermato, possiede diversi amici spagnoli e
sudamericani, e per tanto è un modo di parlare che le era
famigliare.
3. Si è allenata duramente per il
ruolo. Per poter prendere parte alle dinamiche sequenze
d’azione e di combattimento presenti nel film, l’attrice si è
allenata a lungo per imparare a lottare con le armi, così da
acquisirne la giusta padronanza. Tali abilità vengono poi sfoggiate
con successo dall’attrice nel film.
Olga Kurylenko in Momentum
2. È la protagonista del film
thriller. Dopo il successo di Quantum of Solace,
l’attrice inizia ad ottenere ruoli da protagonista. Uno di questi è
quello di Alexis Farraday in Momentum, dove è capo di una
banda di criminali che mette in atto un pericoloso furto di
diamanti, attirando su di sé le ire del proprietario, che farà di
tutto per riaverli.
Olga Kurylenko: età e altezza
1. Olga Kurylenko è nata a
Berdjans’k, in Ucraina, il 14 novembre 1979. L’attrice è
alta complessivamente 175 centimetri.
Divenuta inizialmente nota per la
sua partecipazione alla saga di Pirati dei
Caraibi, l’attrice Naomie Harris ha poi
mostrato una notevole maturazione come interprete, arrivando a
ricoprire ruoli di sempre maggior rilievo. Negli ultimi anni ha
così avuto modo di consacrare la propria carriera, ricevendo alcuni
tra gli onori più ambiti di Hollywood. Ecco 10 cose che non
sai di Naomie Harris.
2Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Naomie Harris in 007
5. Ha un celebre ruolo nei nuovi film
della saga. A partire da Skyfall, ventitreesimo
film dedicato al personaggio di James
Bond, l’attrice ricopre il ruolo di Eve Moneypenny. L’attrice è
la quarta interprete a ricoprire tale ruolo sin da quando la saga
ha avuto origine.
4. Si è allenata molto per ricoprire
il ruolo. Per poter soddisfare le esigenze del
personaggio, l’attrice fu affiancata da un coach, con il quale si
allenò per due mese, due ore al giorno per cinque giorni a
settimana. Tra le attività da lei ricoperte vi sono lo yoga,
kickboxing, combattimento e corsa.
Naomie Harris in Pirati dei
Caraibi
3. Non era benvista dal
regista. Inizialmente, il regista Gore
Verbinski non era d’accordo con la scelta della Harris per
il ruolo della maga Tia Dalma, ritenendola troppo giovane.
Tuttavia, il direttore del casting convinse il regista ad
incontrarla, e al momento del provino l’attrice risultò così
convincente da persuadere il regista ad assegnarle la
parte.
2. Sua madre le è stata utile ai fini
del personaggio. Per interpretare Tia Dalma, all’attrice
venne richiesto un accento giamaicano, previsto per il ruolo.
L’attrice pensò così di farsi aiutare da sua madre, di origini
giamaicane, affinché potesse impararlo e sfoggiarlo al
meglio.
Naomie Harris: età e altezza
1. Naomie Harris è nata a
Londra, Inghilterra, il 6 settembre 1976. L’attrice è alta
complessivamente 173 centimetri.
Dopo essere apparsa nel film
It, la giovane attrice Sophia
Lillis è divenuta una vera celebrità, nonché uno dei nomi
di punta per la nuova generazione di interpreti. Distintasi in
breve tempo tanto al cinema quanto in televisione, la Lillis non ha
mancato di dimostrare una certa predilezione per il genere horror,
all’interno del quale ha però potuto sfoggiare la versatilità che
l’ha resa oggetto di attenzioni da parte di critica e pubblico.
Ecco 10 cose che non sai su Sophia Lillis.
Sophia Lillis: i suoi film e le
serie TV
10. Ha recitato in noti
film dell’orrore. Dopo un iniziale debutto avvenuto con
piccoli ruoli nei film A Midsummer Night’s Dream (2014) e
37 (2016), l’attrice guadagna fama internazionale grazie
al ruolo di Beverly Marsh in It (2017) e It – Capitolo
due (2019), dove ha modo di recitare con attori come
Finn Wolfhard,
James McAvoy
e Jessica
Chastain. Nel 2019 è invece protagonista del film
Nancy Drew e il passaggio segreto, mentre nel 2020 è
attesa nel ruolo di Gretel in Gretel e Hansel,
trasposizione in chiave horror della celebre favola.
9. Ha partecipato a note
serie TV. Poco essere diventata una star, l’attrice prende
parte all’acclamata serie Sharp Object (2018), dove
interpreta la versione adolescente di Camille, che da adulta ha
invece il volto della candidata all’Oscar Amy
Adams. Torna poi protagonista su Netflix della serie I Am Not Okay With This
(2020), che le permette di confrontarsi nuovamente con un prodotto
a metà tra il thriller e la commedia nera.
8. Ha ottenuto dei primi
riconoscimenti. Grazie al ruolo di Beverly Marsh, ce la
rende celebre, l’attrice inizia ad ottenere dei primi
riconoscimenti da parte dell’industria hollywoodiana. Viene infatti
nominata come miglior star esordiente ai Teen Choice Awards, come
miglior performance da un giovane attore agli Academy of Science
Fiction, Fantasy & Horror Films e come miglior performance horror
agli MTV Movie + TV Awards.
Sophia Lillis è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo seguito da 2,5 milioni di persone.
All’interno di questo l’attrice è solita condividere immagini di
servizi fotografici ma anche numerose foto e video promozionali dei
suoi progetti da interprete. Non mancano infine curiosità
quotidiane o foto scattatate durante eventi di gala.
Sophia Lillis e i capelli
lunghi
6. È diventata
riconoscibile anche per il suo look. Dopo esserseli
tagliati per il film It,
l’attrice è divenuta nota anche per il suo taglio di capelli corti.
Normalmente gli attori sono restii a manipolare o tagliare la
propria capigliatura, ma la Lillis ha affermato che tagliare
realmente i suoi capelli lunghi era l’unico modo per rendere
realistica la scena.
Sophia Lillis in It
5. Ha rischiato di non
ottenere il ruolo. Quando il regista Andy
Muschietti propose la Lillis ai produttori, questi non
erano molto propensi a sceglierla per il ruolo di Beverly Marsh.
Questi la ritenevano infatti poco femminile per la sua bassa
statura e i capelli corti. Fortunatamente grazie alle pressioni del
regista, i produttori si convinsero ad incontrare nuovamente
l’attrice, che per l’occasione indossò delle extensions.
4. Una scena in particolare
fu per lei la più difficile da girare. Durante
un’intervista l’attrice ha affermato che la scena più complessa per
lei da interpretare è quella dove un getto di sangue esce dal
lavandino colpendola dritta in volto. Il getto, reso ancor più
scenografico in post-produzione, era infatti reale, costringendo la
Lillis ad una vera prova di resistenza.
3. Non aveva paura di
Pennywise. L’attrice ha affermato di essere una grande
appassionata di film horror, dai quali non è spaventata. Durante le
riprese del film It, inoltre, è stata tra i pochi del cast
a non spaventarsi quando vide per la prima volta il pagliaccio
Pennywise.
2. È la protagonista di una
nuova serie originale. Nel 2020 l’attrice torna ad imporsi
all’attenzione degli spettatori con la serie I Am Not Okay With
This, dove interpreta un’adolescente dalla vita piuttosto
complessa. A peggiorare le cose vi è la sua scoperta di possedere
un potere speciale, quello della telecinesi.
Sophia Lillis: età e altezza
1. Sophia Lillis è nata a
New York, Stati Uniti, il 13 febbraio 2002. L’attrice è
alta complessivamente 152 centimetri.
Sull’account Instagram dell’attore britannico è
infatti apparso un video delle Frecce Tricolore che sfrecciano in
cielo, formando il tricolore italiano, appunto, sulle note di
Nessun dorma, la celebre aria dalla Turandot di
Puccini, un augurio forse per l’Italia che
combatte il coronavirus nell’apparente noncuranza di un’Europa
incauta.
Anche The
Batman ferma la sua produzione per almeno
due settimane a causa del coronavirus. A seguito della notizia che
coinvolge Tom Hanks e Rita Wilson, risultati
positivi al
coronavirus durante le riprese del biopic su
Elvis in Australia, la Warner Bros ha deciso di
bloccare anche la produzione del film con Robert Pattinson per due
settimane.
La troupe del film stava girando
stava cambiando location, verso Liverpool, ma si è deciso che
fosse meglio andare in pausa durante il cambio di location. La
prima parte del film è stata girata a Londra a gennaio.
Non è noto quando le riprese
sarebbero finite da pianificazione iniziale, ma è plausibile che
questa pausa avrà una ricaduta sull’uscita del film, nel 2021.
HN Entertainment ha suggerito che le
riprese del cinecomic si svolgeranno presso i Leavesden Studios di
Londra (gli stessi della saga di Harry Potter ma anche
di Batman
v Superman: Dawn of Justice, Justice
League, Wonder
Woman e del sequel Wonder
Woman 1984) mentre l’uscita nelle sale è stata già fissata
al 25 giugno 2021.
“The
Batman esplorerà un caso di detective“,
scrivono le fonti, “Quando alcune persone iniziano a morire in
modi strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di
Gotham per trovare indizi e risolvere il mistero di una
cospirazione connessa alla storia e ai criminali di Gotham
City. Nel film, tutta la Batman Rogues Gallery sarà
disponibile e attiva, molto simile a quella originale fumetti e dei
film animati. Il film presenterà più villain, poiché sono tutti
sospettati“.
Anche il Festival di Cannes 2020, alla
fine, ha dovuto cedere e chiudere i battenti di fronte all’avanzata
del coronavirus, in Europa e nel mondo intero. Non è ancora stato
ufficializzato tramite i canali istituzionali, visto che la
decisione definitiva verrà presa il 15 aprile, il giorno prima
della prevista conferenza stampa di annuncio della line-up, ma
ormai sembra deciso.
A confermarlo, è astato un membro
del consiglio d’amministrazione del Festival al sito Le
Point.“Sarà molto difficile, per non dire
impossibile, selezionare film da Cina, Corea, Iran, Italia e
un’altra cinquantina di paesi, sapendo che gli attori e i registi
non potranno venire a presentarli. Proiettare poi film in una
sala di oltre 2000 posti non sarà autorizzato. Conosciamo
l’ipersensibilità di Hollywood sulle questioni di igiene, non li
vedo restare per quindici giorni in mezzo a una folla le cui
condizioni sanitarie non siano controllate”.
Si tratta di un momento molto
delicato per l’industria cinematografica che, finalmente nella sua
globalità, sta prendendo atto della situazione sempre più grave.
Era già stato dichiarato dall’organizzazione che si sarebbe
preferito saltare una edizione piuttosto che offrire al mondo del
cinema una versione rimediata del festival più prestigioso del
settore.
Cannes muove 60 mila persone in
Costa Azzurra, 5000 giornalisti, e costa ogni anno 32 milioni.
Inoltre è difficile per l’organizzazione trovare un altro slot in
autunno, vista la presenza massiccia di festival dopo l’estate.
Chris
Evans ha fatto i complimenti agli italiani per il
flashmob dei “segregati in casa” causa coronavirus. L’attore
americano ha condiviso su Twitter i video dei tanti che questo
pomeriggio, alle 18.00, si sono affacciati dalle proprie case, dove
sono quasi tutti confinati, per “farsi sentire”, far rumore,
suonare, cantare, salutarsi a distanza.
La star del Marvel Cinematic Universe ha
condiviso alcuni video accompagnandoli con questa didascalia:
“Tutti questi video degli italiani che suonano strumenti
durante il lockdown sono incredibili“.
L’emergenza coronavirus sta, purtroppo, non solo costringendo
gli italiani a casa, con misure restrittive sempre più severe e
necessarie, ma sta anche imperversando in tutta Europa e ora anche
negli USA, mentre Hollywood sta piano piano chiudendo tutte le sue
porte a causa di uscite annullate e produzioni interrotte per paura
del contagio.
Permette?
Alberto Sordi arriva nelle case degli italiani.
Un omaggio all’Albertone nazionale nel centenario della nascita. Un
film che vuole celebrare un “gigante” del nostro cinema, uno dei
più amati e apprezzati artisti a livello internazionale, che ha
contribuito a rendere grande nel mondo la commedia
all’italiana.
Da giovane aspirante attore, con i
primi no e le tante porte chiuse per la dizione ritenuta “troppo
romanesca” ai primi lavori da doppiatore, dai palcoscenici del
varietà alle tante trasmissioni Radio, fino ad approdare finalmente
sui set cinematografici dove Sordi non ha tardato a farsi notare
per ironia, mimica, presenza scenica e una capacità fuori dal
comune di individuare le debolezze umane e renderle – attraverso i
suoi “singolari” personaggi – indimenticabili e spassose istantanee
del suo, del nostro tempo. Una vita intensa, piena, prima di tutto
votata all’impegno, alla completa devozione per il mestiere
d’attore, quello che ha sempre voluto essere e che solo il coraggio
e la determinazione gli hanno consentito di fare ai più alti
livelli. Un crescente cammino verso la perfezione artistica che ha
condotto Sordi nell’Olimpo cinematografico delle super star e
confermato la sua popolarità sconfinata.
Permette?
Alberto Sordi è una coproduzione Rai Fiction –
Ocean Productions, in onda martedì 24 marzo su Rai1. Diretto da
Luca Manfredi, con un eccezionale Edoardo Pesce nel ruolo del
giovane Alberto, il film vede nel cast Pia Lanciotti nel ruolo di
Andreina Pagnani, Alberto Paradossi nel ruolo di Federico Fellini,
Martina Galletta nel ruolo di Giulietta Masina, Francesco Foti nel
ruolo di Vittorio De Sica, Lillo Petrolo nel ruolo di Aldo Fabrizi.
Nei panni della mamma di Sordi troviamo Paola Tiziana Cruciani
mentre Luisa Ricci, Michela Giraud e Paolo Giangrasso sono le
sorelle e il fratello di Sordi e Giorgio Colangeli fa un’amichevole
partecipazione nel ruolo del padre.
Un film per ricordare l’attore, il
regista, il comico, lo sceneggiatore, il compositore, il cantante e
doppiatore, insomma l’immenso Alberto Sordi che a
tutti questi talenti univa anche una grande umanità.
“Western
Stars”, la versione cinematografica dell’omonimo
album di successo internazionale di BRUCE
SPRINGSTEEN, presentato in anteprima alla 14° Festa del
Cinema di Roma, è disponibile in digitale (anche
in 4K UHD) a partire da oggi, venerdì 13 marzo. È
possibile vedere i primi 10 minuti del film al seguente
link:
Il film, co-diretto da Thom
Zimny e Bruce Springsteen, al suo debutto alla regia, è già
disponibile per l’acquisto in digitale su Apple Tv,
Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation
Store, Microsoft Film & TV. Da oggi, venerdì 13 marzo, il film è
inoltre disponibile anche per il noleggio su Sky
Primafila, Vvvid e Infinity.
Il film “Western
Stars” offre ai fan di tutto il mondo l’unica opportunità di
vedere Springsteen esibirsi accompagnato da una band e da
un’intera orchestra presso la Stone Hill Farm a Colts Neck (New
Jersey), sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua
centenaria proprietà.
La colonna sonora del film,
“Western Stars – Songs From The Film” (certificata
ORO in Italia), contiene tutti i 13 brani di “Western
Stars” e la cover di “Rhinestone Cowboy” di Glen
Campbell.
Toccando temi come l’amore e la
perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del
tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario
che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio ed il
racconto in prima persona della rockstar con la canzone per narrare
la storia.
Questa la tracklist di
“Western Stars – Songs From The Film” (Columbia
Records/Sony Music): “Hitch Hikin’”, “The Wayfarer”,
“Tucson Train”, “Western Stars”, “Sleepy Joe’s Café”, “Drive Fast
(The Stuntman)”, “Chasin’ Wild Horses”, “Sundown”, “Somewhere North
of Nashville”, “Stones”, “There Goes My Miracle”, “Hello Sunshine”,
“Moonlight Motel”, “Rhinestone Cowboy”. Tutti i brani sono
stati scritti da Bruce Springsteen, eccetto “Rhinestone
Cowboy”.
La colonna sonora è stata prodotta
da Springsteen insieme a Ron
Aniello ed è stata mixata e masterizzata rispettivamente
da Bob Clearmountain e Bob
Ludwing, lo stesso duo leggendario dietro al successo di
“Springsteen on Broadway”.
Il film “Western
Stars” è scritto ed interpretato da Bruce
Springsteen, con Special Guest Patti Scialfa. Thom Zimny,
Jon Landau, Barbara Carr e George Travis hanno prodotto il film,
con la produzione esecutiva di Springsteen. Direzione della
fotografia di Joe DeSalvo, e montaggio di Zimny.
Springsteen e Zimny hanno
collaborato a diversi progetti nel corso degli anni, tra cui il
documentario “The Promise: The Making of Darkness on the Edge of
Town”, e la versione filmata trasmessa su Netflix del vincitore del Tony Award “Springsteen on
Broadway”, che Zimny ha diretto.
Cult del genere Fantasy, trai più
amati della generazione degli anni ’80, La Storia
Infinita è un classico per tutte le stagioni e le
età. Nonostante le tecniche di animazione in CGI abbiano reso
desueti molti degli effetti del film, speciali e visivi,
l’atmosfera nel racconto di Wolfgang Petersen,
presa in prestito dal capolavoro di Michael Ende,
rimane inattaccabile nel corso degli anni.
Ma sappiamo davvero tutto del film
che porta sullo schermo l’avventura di Atreyu e Bastian? Scopriamo
insieme quello che forse non sapete su La Storia
Infinita.
1Il nome
Secondo il libro, il nuovo nome
dell’Imperatrice Bambina assegnatole da Bastian che lo urla nella
notte è “Moonchild”. Nel film Bastiano ripete alla tempesta il nome
“Moonchild”, ma nella versione italiana sembra che il bambino urli
“Mamma, ti chiamo Eva”, un richiamo al nome della madre che
Bastiano ha perso.
La
Storia Infinita in Streaming
Il film è disponibile
in streaming su Netflix, un ottimo modo per passare fare un tuffo in
un mondo che non c’è, che rischia di scomparire, ma che viene
salvato dalla forza di due piccoli eroi.
In seguito dell’enorme successo e
agli incassi più che soddisfacenti di Avengers:
Endgame, è chiaro quanto la realizzazione di
Avengers 5 si rivelerà un
compito decisamente arduo per i Marvel Studios. Gli eroi più
potenti della Terra si sono sciolti alla fine di Endgame,
con la morte di Tony Stark e la decisione di
Steve Rogers di rimanere – nel passato – al fianco
della sua Peggy Carter.
Ma finché esisterà l’Universo
Cinematografico Marvel, i Vendicatori non potranno restare così a
lungo separati. Con Captain Marvel, Black Panther
e Doctor Strange pronti a tenere insieme le redini
del team, è certo che i Vendicatori torneranno nuovamente gli uni
al fianco degli altri in futuro.
Ecco 10 modi in cui gli eventi della
Fase 4 del MCU potrebbero averci preparato ad
Avengers 5:
1L’S.W.O.R.D. di Nick Fury
Nella scena post-credit di
Spider-Man: Far From Home, abbiamo visto che Nick
Fury era in realtà Talos sotto mentite spoglie. Il “vero” Fury si è
invece sempre trovato su una nave di comando nello spazio profondo
con alcuni Skrull, cercando probabilmente di dare vita
all’equivalente intergalattico dello S.H.I.E.L.D., ossia
l’S.W.O.R.D. Partendo dal presupposto che tutti i protagonisti
della battaglia finale di Avengers:
Endgame siano adesso membri onorari degli Avengers,
ci sono membri della squadra sulla Terra (Doctor Strange, Black
Panther, Spider-Man, ecc.) e membri nello spazio (Captain Marvel,
Thor, i Guardians, ecc.). Se Fury sta davvero mettendo in piedi lo
S.W.O.R.D., si potrebbe in questo modo stabilire un legame tra i
“Vendicatori Cosmici” e i “Vendicatori
Terrestri”.
Mentre anche il mondo del cinema è
in subbuglio a causa dell’emergenza coronavirus, sembra continuare
senza interruzioni la produzione di Jurassic
World: Dominion, capitolo conclusivo della nuova
trilogia con protagonisti i dinosauri.
Stando a quanto diffuso dalla stessa
Amblin, il teaser poster del
film, con il logo ufficiale, è un ritorno alle origini e a quel
simbolo rosso, giallo e nero che ha fatto la storia del franchise
originale. Eccolo di seguito:
Jurassic
World: Dominion vedrà sia Chris Pratt che Bryce Dallas
Howard tornare nei loro ruoli. Insieme a loro, ritroveremo
anche Justice Smith, Daniella Pineda,
Jake Johnson e Omar
Sy. Laura
Derne Sam
Neill riprenderanno rispettivamente i ruoli che
avevano in Jurassic Park, rispettivamente la Dr. Ellie Sattler e il
Dr. Alan Grant. I personaggi sono stati visti per l’ultima volta
nelJurassic Park
3 del 2001. Un altro eroe
originale, Ian Malcolm, interpretato
da Jeff Goldblum, ha firmato per tornare
in Jurassic
World 3. Goldblum è stato visto l’ultima volta
in Jurassic World: Il Regno
Distrutto.
Alla regia torna Colin
Trevorrow, che ha pubblicato il cortometraggio
Battle at Big Rock, i cui eventi
sono ambientati un anno dopo Jurassic World –
Il regno distrutto mostrando i dinosauri che
vivono nel nostro mondo e lottano per la sopravvivenza. Vi
ricordiamo che Jurassic
World 3 uscirà nelle sale l’11 giugno 2021, salvo
procrastinazioni possibili, dovute all’attuale emergenza sanitaria
mondiale.
L’uscita la cinema di
The New Mutants è stata nuovamente
rinviata, questa volta, a causa della crescente preoccupazione per
la diffusione del coronavirus.
L’adattamento serie spin-off della
serie sugli X-Men diretto da Josh Boone è stato posticipato tre volte
in precedenza, ma con la Disney interamente in controllo della
proprietà del titolo, sembrava che il film fosse finalmente
destinato ad uscire il 3 aprile 2020. Il regista e il cast avevano
anche iniziato a fare il tour promozionale con il cut finale pronto
e approvato, mentre Boone aveva anche fatto finalmente chiarezza
sulle vicende produttive del film.
Parlando con ScreenRant,
un portavoce Disney ha dichiarato: “Crediamo veramente
nell’esperienza cinematografica e stiamo cercando nuove date di
uscita per il 2020 che saranno annunciate in un secondo
momento.”
The
New Mutants è un thriller con sfumature
horror, originale e ambientato in un ospedale isolato dove un
gruppo di giovani mutanti è rinchiuso per cure psichiatriche.
Quando iniziano ad avere luogo degli strani episodi, le loro nuove
abilità mutanti e la loro amicizia saranno messe alla prova, mentre
cercano di fuggire.
Diretto da Josh
Boone e scritto da Boone e Knate
Lee, il film vede nel cast la presenza
di Maisie
Williams, Anya
Taylor-Joy, Charlie Heaton, Alice Braga, Blu
Hunt e Henry Zaga.
ll film è prodotto da Simon
Kinberg, Karen
Rosenfelt e Lauren Shuler
Donner, mentre Stan
Lee e Michele Imperato
Stabile sono i produttori esecutivi.
Ben Affleck era nella “lista rossa” di
Harvey Weinstein: questo è quanto emerso di
recente da alcuni documenti giudiziari non ancora sigillati. Tale
lista includeva una serie di personaggi che secondo l’ex produttore
cinematografico rappresentavano una minaccia per la sua
persona.
Prima della pubblicazione dei vari
report che hanno poi dato vita al movimento #MeToo e portato alla
caduta dell’ex magnate di Hollywood, per lungo tempo Harvey Weinstein ha tenuto un elenco di
nomi relativi a persone che, secondo lui, avrebbero potuto rivelare
ai giornalisti della sua condotta sessuale nei confronti delle
donne. Il nome di Ben Affleck è apparso nella lista, una “lista
rossa”, e il documento è stato visionato da
Variety martedì pomeriggio.
La lista faceva parte di circa 1.000
pagine di documenti che sono stati rivelati dal tribunale penale di
New York City, in vista della condanna
di Wenstein a 23 anni di prigione avvenuta nella giornata di
mercoledì.
Il documento è stato portato alla
luce durante il processo ai danni di Weinstein durato sette
settimane. Il procuratore capo ha richiesto che l’elenco (che
includeva sia uomini che donne, tra cui Annabella
Sciorra, una delle attrici ad aver denunciato la condotta
di Weinstein) venisse fornito alla giuria in modo che tutti i nomi
potessero essere visionati, ma il giudice ha respinto la
motivazione.
Oltre ad Affleck e alla Sciorra, tra
i presenti nella “lista rossa” di Weinstein anche Rose McGowan, Zelda Perkins, Lysette Anthony,
Rowena Chiu, ma anche l’ex l’ex dirigente della Weinstein Company,
Irwin Reiter, e l’ex assistente di Weinstein,
Leslye Headland. In lista anche numerosi produttori, tra cui
Jason
Blum, Megan Ellison, Donna Gigliotti e Jennifer
Todd.
La fama di Ben Affleck esplose nel 1997, grazie al film
Will Hunting – Genio ribelle, distribuito
dalla Miramax, ex società di Harvey Weinstein. L’anno successo, l’attore
recitò in Shakespeare in Love, prodotto
sempre da Weinstein e grande protagonista degli Oscar 1999. In
seguito alla diffusione delle accuse di molestie sessuali ai danni
di Weinstein, Affleck dichiarò che avrebbe donato in beneficenza
tutti i profitti residui dei suoi film realizzati con la Miramax e
la Weinstein Company.
La “lista rossa” di Weinstein è solo
uno dei tanti documenti emersi in questi giorni durante il processo
all’ex produttore: tra i documenti anche tonnellate di e-mail, tra
cui il pessimo ed agghiacciante messaggio indirizzato a
Jennifer Aniston.
Arriva da
The Hollywood Reporter la notizia che la Spyglass Media ha
ufficialmente affidato a Matthew Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett,
registi del recente
Finché Morte Non Ci Separi, la regia
dell’annunciato reboot di Scream,
la fortunata saga horror iniziata nel 1996 con il primo film cult
diretto dal compianto Wes Craven.
Bettinelli-Olpin e Gillett, in
collaborazione con Chad Villela, figureranno anche come produttori
esecutivi. Al momento non sappiamo ancora chi si occuperà della
sceneggiatura. È inoltre poco chiaro se il nuovo film sarà un
reboot con un cast totalmente inedito o se porterà avanti la storia
del franchise originale e se sarà dunque uno Scream
5 a tutti gli effetti.
Scream è una
serie slasher diretta da Wes
Cravene scritta da Kevin
Williamson e Ehren Kruger,
sceneggiatore del terzo film. È ispirata agli omicidi operati
da Danny Rolling nel 1990.
La trama principale è incentrata su
un serial killer psicopatico travestito con un costume
di Halloween che cerca di uccidere Sidney Prescott
(interpretata da Neve Campbell) e le persone che
fanno parte della sua vita. Ogni film inizia con l’omicidio di una
coppia, per poi svilupparsi fino alla rivelazione dell’identità del
killer e al suo scontro finale con Sidney.
La serie originale è composta da
quattro film, tutti diretti da Craven e interpretati dalla
Campbell. Nel 2015 è stata realizzata da MTV una serie ispirata al
franchise. Tra i numerosi attori apparsi nei film della saga di
ricordano David Arquette, Courtney Cox, Liev Schreiber,
Jamie Kennedy, Rose McGowan, Sarah Michelle Gellar, Jada Pinkett
Smith e Drew Barrymore.
Chris Miller,
regista di
The LEGO Movie, ha portato alla luce un
interessante – e al tempo stesso inquietante, visti i recenti
avvenimenti – connessione tra i suoi ultimi lavori e ciò che sta
attualmente accadendo nel mondo a causa della pandemia di Covid-19,
ma non solo…
Le varie connessioni riguardano,
oltre a The LEGO Movie, diretto nel 2014 insieme al sodale
Phil Lord, anche la serie The Last Man
on Earth (di cui ha curato la regia dei primi due
episodi della prima stagione) e la sua ultima fatica
cinematografica, il film d’animazione Superconnessi.
Su Twitter, il regista ha scritto:
“Nel 2014 Phil Lord e io abbiamo girato un film su un uomo
d’affari corrotto, divenuto presidente, dai buffi capelli, che ha
cercato di alzare barriere. Nel 2015 abbiamo prodotto uno
spettacolo sulle conseguenze di una pandemia a livello globale.
Quest’anno abbiamo prodotto un film su una famiglia sopravvissuta
ad un’apocalisse di robot. È soltanto un avvertimento.”
Tra le risposte più divertenti alla
“riflessione” di Chris Miller, c’è stata ovviamente quella di Phil
Lord, che ha risposto all’amico e collega dicendo: “Scrivi di
ciò che sai che accadrà”.
Le storie di Chris
Miller e Phil Lord sembrano, in effetti,
molto “radicate nella realtà”, ma è chiaro che entrambi i registi
abbiano voluto sdrammatizzare in un momento così delicato, che sta
mettendo a dura prova – purtroppo – l’industria cinematografica
mondiale, e non solo.
Nel 2014, il primo The LEGO Movie divenne un enorme
successo, con recensioni prevalentemente positive e un incasso di
469 milioni su un budget di 60, quello che si definisce un vero
successo. A scrivere e dirigere c’erano Phil
Lord e Chris Miller. Il primo
film ha generato subito un universo condiviso, con altri film del
genere usciti nel corso di questi 4 anni.
È disponibile dal 13
marzo su Prime VideoCelebrity Hunted – Caccia all’uomo, il primo show
italiano non-fiction Amazon Original, prodotto da EndemolShine
Italia, con un cast di superstar, tutti volti noti del panorama
italiano, dal mondo dello sport, dello spettacolo, della musica, di
cinema e tv. Sono Francesco Totti, Fedez, Luis Sal,
Claudio Santamaria, Francesca Barra, Diana Del Bufalo,
Cristiano Caccamo e Costantino della
Gherardesca, e dovranno fuggire da un gruppo di esperti
nella caccia all’uomo.
Nelle parole di Dante
Sollazzo, Head of Unscripted, EndemolShine Italy
“Celebrity Hunted – Caccia all’uomo è un’idea innovativa per
gli spettatori. Un format rivoluzionario con una narrazione
innovativa, elementi di suspense e un eccezionale cast che renderà
questo show unico, una sfida mai vista prima in TV”.
E, a giudicare dal pilot, lo show
mantiene quello che Sollazzo promette. Il primo episodio racconta
le premesse del gioco, le regole che i fuggitivi dovranno seguire,
gli strumenti che utilizzeranno, li presenta uno per uno e ci dice
chi fugge da solo o chi in coppia. Il punto di partenza è il
Colosseo, da dove i vip si disperderanno, intenti a far perdere le
loro tracce agli inseguitori. Gli unici strumenti nelle loro mani
saranno una carta di credito con un prelievo giornaliero massimo di
70 euro e un telefono senza internet. Entrambe le “attrezzature”
sono rintracciabili dal team che dà loro la caccia.
Celebrity Hunted – Caccia all’uomo, il primo
real-life thriller
Si tratta del primo
real-life thriller con ritmo serrato e avvincente
che potrebbe sicuramente catturare l’interesse del quel pubblico
appassionato di reality ma che ha anche piacere a farsi raccontare
una storia ben architettata. Ad accrescere questo aspetto
intervengono poi i caratteri dei personaggi in fuga, tutti (chi più
chi meno) vip molto simpatici, che promettono grandi momenti di
ilarità per lo spettatore.
Nella loro fuga, le otto
celebrities dovranno essere invisibili, sia fisicamente
che digitalmente, quindi niente social, niente contatti, solo,
quando è previsto, un compagno di fuga e nulla più. A guidare le
operazioni di coloro che tenteranno di catturare i personaggi
famosi, c’è Alfredo Mantici, ex capo del
dipartimento analisi strategica del Sisde. Sarà lui a coordinare la
squadra dei cacciatori, che è composta da esperti e noti analisti e
investigatori, accanto ad esperti di cyber security, profiler e
human tracker, tutti presi in prestito dalle forze dell’ordine e
dai servizi segreti militari, con una preparazione mirata,
quindi.
Celebrity Hunted –
Caccia all’uomo è uno show di grande intrattenimento
e dedicato ad un vasto pubblico che poco ha a che spartire con la
produzione Amazon Prime Video
proveniente dagli altri Paesi. Nonostante il vestito insolito,
questa nuova serie è un prodotto nazional popolare, in perfetto
stile televisivo italiano, nascosto però dietro ad un linguaggio
glamour e ad una patina di novità.
Vin Diesel ha affermato che il finale di
Fast and Furious 7 è forse la scena
migliore nella storia del cinema. In seguito alla tragica scomparsa
di Paul Walker, a riprese ancora in corso, fu
necessario utilizzare vecchio materiale d’archivio, unito ai
prodigi della CGI, per completare il film che avrebbe ufficialmente
segnato l’ultima apparizione di Walker sul grande schermo.
Il finale di Fast and Furious 7 si è rivelato un
doveroso e sentito omaggio al co-protagonista della celebre saga:
sulla spiaggia, Brian (Walker) e Mia (Jordana Brewster) giocano con
il loro figlio Jack. Dom e gli altri osservano la scena commossi,
riconoscendo che è meglio che Brian stia con la sua famiglia. Dom
si allontana in silenzio, ma Brian lo raggiunge ad un incrocio: Dom
ricorda i bei momenti passati con l’amico, poi i due si salutano e
prendono strade diverse.
In una recente intervista con
NME in occasione
della promozione di Bloodshot,Vin Diesel ha spiegato che dal suo punto di
vista quello è uno dei momenti più incredibili della storia del
cinema, perché per la prima volta una scena toccante tra fratelli
ha permesso agli uomini di tutto il mondo di piangere insieme:
“È stato un
momento molto difficile. Ma c’era una sorta di sollievo nel fatto
che avremmo protetto la cosa dai capricci di un produttore o di
chiunque altro avrebbe potuto dire: “Bene, ora vendicherai il
personaggio”, usando quindi la cosa per fini narrativi. Invece
siamo stati in grado di fare qualcosa di così bello e di raffinato.
Potrebbe tranquillamente essere il momento migliore nella storia
del cinema. Non solo nella mia carriera, ma nella storia del cinema
in generale. Gli uomini di tutto il mondo hanno avuto la
possibilità di piangere… per la prima volta nella storia sono stati
in grado di piangere insieme ”,ha
spiegato Diesel.
Proprie ieri abbiamo appreso la
notizia che l’uscita di Fast and Furious
9 è stata rinviata di un anno a causa del
Coronavirus. Universal Studios, la società dietro il
franchising con Vin
Diesel, ha preso la decisione a causa dell’impatto che
il coronavirus in rapida diffusione in tutto il mondo sta avendo
sull’economia globale e sul panorama della distribuzione.
I cinema restano chiusi in Italia,
Corea del Sud e Cina, dove il virus ha colpito più duramente. C’è
anche la sensazione crescente che alcuni cinema chiuderanno anche
negli Stati Uniti mentre l’epidemia continua a diffondersi. Fast and Furious
9 uscirà ora in tutto il mondo nell’aprile
2021.
Fast and Furious
9non è il solo grande film ad aver subito
uno slittamento nella data d’uscita, basti pensare a No
Time to Die che è stato posticipato a
novembre.
La regia sarà firmata
da Justin Lin, già regista di numerosi
capitoli del franchise, mentre la release del film è stata spostata
all’aprile 2021(inizialmente il film sarebbe
dovuto arrivare al cinema nel 2020).
Ricordiamo che il decimo capitolo
della saga è già in pre-produzione. Secondo quanto riferito, il
capitolo numero 10 della saga concluderà definitivamente la serie
principale Fast and Furious, a
seguito degli eventi che vedremo nel nono capitolo. Questa
informazione ci fa pensare che alla fine del franchise si sia
pensato più a un dittico di chiusura che a due film separati.
In passato, Harvey Weinstein ha attaccato pesantemente
(con parole che definire agghiaccianti è un mero eufemismo)
Jennifer Aniston. A rivelarlo sono stati una
serie di documenti giudiziari non ancora sigillati: il tutto risale
al 2017, quando un giornalista contattò l’ex produttore
cinematografico per scrivere un articolo.
“Jennifer Aniston dovrebbe
essere uccisa”, ha scritto Weinstein in una e-mail datata 31
ottobre 2017, in risposta ad un giornalista che lo aveva contattato
per un commento a proposito di un’accusa che sosteneva che il
produttore avrebbe avuto nei confronti dell’attrice dei
comportamenti inappropriati.
La mail è stata esaminata da
Variety – che ha riportata la sconcertante notizia – nel
pomeriggio dello scorso martedì presso il tribunale penale di New
York City, quando circa 1.000 pagine di documenti giudiziari non
erano ancora stati sigillati, quindi resi pubblici prima della
condanna di Wenstein a 23 anni di prigione della giornata di
mercoledì.
Nell’ottobre del 2017, il National
Enquirer chiese un commento all’allora rappresentate di Weinstein,
Sallie Hofmeister, un’esperta in crisis management che
l’ex produttore aveva assunto poco dopo che le prime accuse di
aggressioni e molestie sessuali ai suoi danni erano scoppiate sul
New York Times e sul New Yorker.
All’epoca, il giornalista scrisse:
“Il National Enquirer intende pubblicare una storia secondo la
quale Jennifer Aniston è stata aggredita sessualmente da Harvey
Weinstein”. Secondo il rappresentate dell’attrice, le accuse
non sono vere.
“Le affermazioni del National
Enquirer sono false. Jennifer non è stata né molestata né aggredita
da Harvey”, ha detto a Variety il rappresentante della
Aniston, Stephen Huvane, in una mail lo scorso martedì
pomeriggio.
L’e-mail di Harvey Weinstein su Jennifer Aniston fa parte di una serie di
documenti di circa 1.000 pagine che sono stati svelati in occasione
del procedimento penale di Weinstein questa settimana. I documenti
rivelano anche gran parte delle disperate richieste di aiuto
dell’ex produttore a seguito delle prime accuse che hanno poi
determinato la fine della sua carriera e dato vita al movimento
#MeToo.
I documenti
includono e-mail su e-mail, inclusi messaggi che Weinstein ha
inviato ad agenti di potere presso la CAA e il WME, ai dirigenti di
rete della NBCUniversal e a leader e politici miliardari come
Michael Bloomberg e Jeff Bezos.