Anche dopo che WarnerMedia ha dato a
Zack Snyder il via libera per completare la
sua versione di Justice
League, il regista ha continuato a scontrarsi con la
Warner Bros.
In effetti,
il regista ha rivelato di recente di aver preso in
considerazione l’idea di abbandonare il progetto della
Snyder Cut dopo che lo studio è intervenuto e gli ha
impedito di utilizzare la versione di Lanterna Verde di John
Stewart.
Snyder aveva scelto l’attore
Wayne T. Carr per il ruolo dell’eroe, ma la
Warner Bros. ha puntato i piedi e alla fine quella scena finale con
Bruce Wayne è stata rigirata (durante i reshoot dell’anno scorso)
con Martian Manhunter al posto di Lanterna Verde.
Zack Snyder aveva già condiviso
alcune foto dal backstage della realizzazione di quella scena,
ma ora un concept art inedito – diffuso dal regista via Vero –
rivela nello specifico come sarebbe stato l’incontro tra Batman e
Lanterna Verde sul grande schermo.
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO
Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia.
Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in
sei capitoli e un epilogo.
Da Nanni
Moretti con “I diari di Caro Diario” all’anteprima
nazionale di “Un anno con Salinger” di Philippe Falardeau, da
Zerocalcare “Sulle orme dei rifugiati” al Premio Lanterna delle
Arti alla Carriera assegnato a Pupi Avati, a conclusione di un
concorso cinematografico nuovo di zecca. Sono solo alcune fra le
molte novità del Festival Genova Reloaded, arrivato
alla seconda edizione e in programma a Genova dal 24
giugno al 4 luglio, nel Cortile Maggiore di Palazzo
Ducale, al cinema Sivori e al cinema America.
Diretto da Giorgio Viaro e organizzato da Circuito, è
prodotto da Alesbet e Centro Culturale Carignano con il sostegno di
Genova Palazzo Ducale, Europa Cinemas, Academy Two, il patrocinio
di Rai Liguria e Regione Liguria. Main sponsor è Banca Carige, che
promuove la cultura e le imprese liguri, in una sfida che unisce
tradizione e innovazione. Fondazione Cappellino-Almo Nature entra a
sostenere l’attività di Circuito con una partnership che la vedrà
protagonista nel prossimo triennio. Gli sponsor del Festival sono
Camera di Commercio di Genova, Unipol Sai Assicurazioni. Sponsor
tecnici Finollo, Easyscooter e Laura Sciunnach.
«Epicentro di
linguaggi audiovisivi differenti, dal cinema alla realtà
virtuale passando per il cortometraggio, e al contempo vero e
proprio happening rivolto al corpo cittadino – dichiara il
direttore artistico Giorgio Viaro – Genova Reloaded si
propone di valorizzare il territorio locale, monumenti e
panorami, associandolo al meglio della produzione per il grande
schermo degli ultimi mesi, sbirciando anche, attraverso le
anteprime, quanto accadrà in sala in futuro. L’auspicio è di
ripartire assieme con rinnovato entusiasmo, come accaduto
nel 2020, abbracciati dai chiostri di palazzo Ducale, sotto un
cielo di stelle, assieme ai protagonisti del cinema e della cultura
italiana».
Festival Genova Reloaded, la seconda edizione
Undici giorni
fitti di appuntamenti, aperti il 24 giugno dall’Aperitivo con
Barbora Bobulova, servito nel giardino del Sivori Bistrot,
momento a cui segue la proiezione a Palazzo Ducale del corto
“Paolo e Francesca”, di cui Bobulova è protagonista assieme
a Fabrizio Rongione, per la regia di Federico Caponera.
Bobulova e Caponera parleranno con il pubblico del tema centrale
del film: una coppia si confronta con la notizia di una grave
malattia. Argomento che in passato è stato trattato anche da
Nanni Moretti, uno degli ospiti più attesi del festival.
Sabato 3 luglio è protagonista di due appuntamenti al cinema
America e nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale con “I diari di
Caro Diario”, vero e proprio spettacolo in cui il regista
ripercorre in diretta la genesi di una delle sue opere più amate,
“Caro Diario”, uscito nel 1993 e diventato un vero e proprio cult.
Sarà proposto nella versione restaurata.
L’incontro “La
dittatura immaginaria” (25 giugno) affronta uno dei temi più
attuali che coinvolgono il mondo dell’informazione e
dell’espressione creativa, ovvero il concetto di politicamente
corretto. È realmente diventato una gabbia creativa? E quali sono
le responsabilità di un artista? Ne parlano un ospite ormai
abituale per Genova Reloaded, Zerocalcare, con il saggista
Walter Siti, l’attrice Diana Del Bufalo e la stand up
comedian Michela Giraud. Zerocalcare, insieme allo scrittore
e traduttore Silvio Ferrari, parteciperà anche a un secondo
incontro, “Sulle orme dei rifugiati”, in programma il 27
giugno prima del film “Quo vadis; Aida?” di Jasmila Zbanic,
che rievoca il massacro di Srebrenica.
Il 30 giugno sarà
dedicato al regista Giuseppe Piccioni, con un omaggio che
prevede la proiezione di “Il rosso e il nero” e “Questi
giorni”, seguiti da un incontro sul fertile scambio tra
linguaggi espressivi differenti, dal titolo “Cinema e teatro:
mondi comunicanti”. Ne sono protagonisti lo stesso Piccioni con
Lucia Mascino e Filippo Timi, attori che ha diretto sia
dietro la cinepresa sia sul palcoscenico nello spettacolo
“Promenade de santé – Passeggiata di salute” di Nicolas Bedot.
Segue la proiezione di “Favola”, lungometraggio diretto da
Sebastiano Mauri con Mascino e Timi protagonisti e tratto dallo
show teatrale omonimo di quest’ultimo. Il 2 luglio, evento speciale
con la proiezione di “Boys” di Davide Ferrario,
ospite di Genova Reloaded insieme al musicista Mauro Pagani,
legato alla città sin dal sodalizio con Fabrizio De
André.
Il Festival è punteggiato
dai sette film in competizione con cui sarà varata la
prima edizione delconcorso cinematografico Genova
Reloaded. Sono “Morrison”
di Federico Zampaglione, che incontra il pubblico dopo la
proiezione a Palazzo Ducale (24 giugno), “Cosa
sarà” di Francesco Bruni, a Palazzo Ducale insieme
all’attore Nicola Nocella (25 giugno) per parlare del loro
lavoro, “Palazzo di giustizia” di Chiara Bellosi, presentato
in presenza dalla protagonista Daphne Scoccia (26 giugno),
“Regina” di Alessandro Grande con Francesco
Montanari in dialogo con il pubblico (28 giugno), “Non
odiare”di Mauro Mancini che sarà ospite al Ducale (29
giugno), “Maternal”di Maura Delpero anch’essa in
arrivo a Genova (1 luglio), “Il
cattivo poeta” di Gianluca Jodice, di cui parlerà l’attore
Francesco Patané, ospite nel salotto culturale della sua
città natale (1 luglio). I film saranno votati da una giuria di
esperti presieduta da Steve Della Casa, e composta da
Davide Livermore, Serena Bertolucci e Raffaella Grassi. Il 4
luglio, nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale, sarà proclamato il
film vincitore di Genova Reloaded 2021 e consegnato il Premio
“Lanterna delle Arti” alla carriera a Pupi Avati, in
collegamento per conversare con Giorgio Viaro, in una serata che
prende avvio proprio con il suo ultimo film “Lei mi parla
ancora” e sarà chiusa dall’anteprima nazionale di “Un anno
con Salinger” di Philippe Falardeau, una commedia distribuita
da Academy Two, ambienta nel mondo delle agenzie letterarie, che
vede protagonista la giovane star di “C’era una volta a Hollywood”
Margaret Qualley assieme a Sigourney Weaver. Anche gli spettatori
saranno chiamati a giudicare attraverso una scheda che porterà alla
proclamazione del Premio del Pubblico Genova Reloaded.
Torna anche quest’anno la
tecnologia digitale con Omar Rashid e i visori che
trasportano lo spettatore nella realtà virtuale: due
aperitivi (28 e 29 giugno, posti limitati) al Sivori Bistrot
saranno dedicati a questa esperienza, che durante la prima edizione
del festival ha suscitato molta curiosità fra gli
spettatori.
Tutti gli incontri sono
condotti da Giorgio Viaro.
I giovani Ambasciatori
del Circuito Cinema Scuola seguiranno il Festival e intervisteranno
alcuni protagonisti del cinema italiano.
BIGLIETTI: Intero: € 8 Ridotto: € 7 Evento speciale Nanni Moretti: € 12 intero; € 10
ridotto Aperitivo con la realtà virtuale € 12
In caso di pioggia le
proiezioni previste al Ducale saranno trasferite al cinema
Sivori
All’epoca sembra che quel video
avesse in qualche modo confermato un coinvolgimento dell’attore nel
kolossal di Cameron, ma da allora non abbiamo più saputo nulla in
merito. Tuttavia, in una recente intervista con
MTV News in occasione della promozione di Fast and
Furious 9, sembra proprio che Diesel abbia confermato
che apparirà nel celebre franchise.
Via
Twitter, il giornalista Josh Horowitz ha pubblicato un estratto
dalla suddetta intervista, in cui viene proprio chiesto a Vin Diesel di commentare i rumor che lo
vorrebbero nel cast dei sequel di Avatar. La sua risposta,
che a questo punto non sembra lasciare più alcun dubbio, è stata la
seguente: “Ho trascorso del tempo insieme a lui, ma non ho
ancora girato niente. Adoro James Cameron. Lo adoro davvero. Adoro questa
saga. Sì, penso si possa dire tranquillamente che lavoreremo
insieme.”
Avatar
2debutterà
il 16 dicembre 2022, seguito dal terzo
capitolo il 20 dicembre 2024. Per il quarto e
quinto capitolo, invece, si dovrà attendere ancora qualche
anno: 18 dicembre 2026 e 22
dicembre 2028.
Il cast della serie di film è
formato da Kate
Winslet, Edie
Falco, Michelle Yeoh, Vin
Diesel, insieme ad un gruppo di attori che
interpretano le nuove generazioni di Na’vi. Nei film torneranno
anche i protagonisti del primo film, ossia Sam
Worthington, Zoe
Saldana, Stephen
Lang, Sigourney
Weaver, Joel David
Moore, Dileep
Rao e Matt Gerald.
Di recente abbiamo appreso la
notizia che l’attrice Hannah John-Kamen, interprete di Ghost in
Ant-Man and the Wasp, ha firmato per interpretare la
protagonista del reboot di Red Sonja messo in
cantiere da Millennium, e ora sembra che a lei si unirà anche
Jaimie Alexander, altro volto noto del
MCU.
La star del franchise di Thor,
che dovrebbe riprendere il ruolo di Lady Sif in Thor: Love and
Thunder di
Taika Waititi, ha pubblicato la seguente immagine nelle sue
storie di Instagram (via
CBM): si tratta della prima pagine della sceneggiatura del film
di Red Sonja, appunto, che sarà scritto da
Tasha Huo e diretto da Joey
Soloway, lasciando intuire che potrebbe essere
ufficialmente entrata a far parte del cast del reboot.
Se ciò dovesse essere confermato, ci
sono molti personaggi dei fumetti che Jaimie
Alexanderpotrebbe interpretare,
tra cui Scáthach o Dark Annisia. Ricordiamo che sempre di recente è
stato riferito che a Sacha Baron Cohen sarebbe stato offerto il
ruolo del co-protagonista del film, Kulan Gath, ma ad oggi non
esiste ancora una conferma ufficiale in merito.
I numerosi tentativi di riportare
Red Sonja al cinema
Il personaggio di Red
Sonja aveva debuttato sul grande schermo nel 1985,
nell’omonimo film interpretato da Brigitte
Nielsen al fianco di Arnold
Schwarzenegger. Da allora, numerosi sono stati i
tentativi di riportare l’eroina al cinema. Al Comic-Con del 2008
venne annunciato che Robert
Rodriguez avrebbe diretto e prodotto un nuovo
film che avrebbe visto Rose McGowan nei
panni della diavolessa con la spada, ma quel progetto venne poi
cancellato.
Diversi anni dopo, nel
2018, Bryan
Singer (la saga di X-Men)
venne ufficializzato alla regia di un nuovo adattamento, ma dopo le
accuse di violenza sessuale e cattiva condotta del regista, il film
è passato ufficialmente nella mani di Soloway.
Parlando della rivalità tra il suo
personaggio e quello interpretato da Chris
Hemsworth, Pratt ha spiegato: “È qualcosa che
abbiamo scoperto durante la lavorazione degli ultimi due Avengers e
sembra che alla gente sia piaciuta quel tipo di dinamica. Taika,
ovviamente, ha aggiunto del suo e credo che al pubblico piacerà
quello che abbiamo fatto. Riprenderemo quella stessa vena, quello
stesso tipo di rivalità tra questi due personaggi.”
Parlando nello specifico del suo
collega, invece, ha aggiunto: “Chris Hemsworth è fantastico. È davvero
bravo. La gente resterà a bocca aperta quando vedrà ciò che lui e
Taika Waititi hanno pensato per Thor 4. È come se avessero
raggiunto un altro livello, che ovviamente ha permesso a Chris di
toccare vette altissime. In sua presenza rimanevo
sbalordito. È un dio-uomo anche nella vita reale. È stato
bellissimo condividere quest’esperienza insieme a lui.”
Di recente Chris
Hemsworth ha condiviso via Instagram
uno scatto dal backstage di Thor: Love and
Thunder in cui appare proprio al fianco di
Chris Pratt. Nella didascalia che ha
accompagnato l’immagine, Hemsworth ha fatto gli auguri di buon
compleanno a Chris Evans, ironizzando sul fatto che il suo
“Chris preferito” sarà sempre e soltanto lui.
Thor: Love and
Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo
sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare
il Mjolnir stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo
daNatalie
Portman, come confermato sabato durante il
panel dei Marvel Studios al Comic-Con.
L’uscita nelle sale è fissata invece al 6 maggio 2022.
Taika Waitititornerà alla regia di un film dei
Marvel Studios dopo Thor:
Ragnarok, così come Chris
HemswortheTessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor
e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. Nel cast anche Christian
Bale nei panni del villain Gorr il Macellatore di
Dei, e Russell
Crowe in quelli di Zeus. L’ispirazione del
progetto arriva dal fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi
come “la perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
In una recente intervista con
Collider, il regista Chris McKay ha parlato
dei piani per il sequel mai realizzato di LEGO
Batman – Il film. In occasione della promozione del
suo nuovo film,
La guerra di domani, McKay ha ufficializzato che LEGO
Batman non diventerà mai una trilogia.
“Il franchise LEGO ha lasciato
la Warner Bros. e ora è nelle mani della Universal. Quasi
sicuramente, non ci sarà un sequel di LEGO Batman. Mi dispiace
tanto dirlo, ma è così: non credo che siano intenzionati a
realizzare un LEGO Batman 2”, ha spiegato il regista, che ha
poi parlato di ciò che gli sceneggiatori avevano in mente per il
nuovo film. “Dan Harmon e Michael Waldron avevano realizzato
una prima bozza della sceneggiatura che era davvero eccezionale.
Era davvero epica, sia dal punto di vista dell’azione che dal punto
di vista della storia.”
A questo punto McKay ha rivelato che
il sequel di LEGO
Batman avrebbe ufficialmente introdotto la Justice League. “La struttura era simile a
quella de Il padrino – Parte II… era una storia sulla relazione di
Batman con la Justice League (e con Superman) al giorno d’oggi, ma
anche uno sguardo sul passato e sui momenti formativi della Justice
League e della relazione tra Batman e Superman.”
Il regista ha poi spiegato che il
sequel avrebbe contribuito ad espandere il tema della famiglia,
centrale all’interno del primo film. “La storia era incentrata
sull’amicizia e sul cambiamento, e su quanto sia difficile cambiare
e cercare di rimanere fedele al nuovo percorso che hai deciso di
intraprendere. Specie se in passato non ti sei comportato bene, i
tuoi amici potrebbero non essere in grado di vedere il nuovo te.
Potrebbero ancora vivere nel passato. Ma tramite il film (e il
personaggio di Robin) avremmo scoperto che il passato può essere
più complicato di quanto sembri.”
Chris McKay sul sequel di LEGO
Batman: “La WB non voleva che fosse un ‘vero’ film di
Batman”
McKay ha poi spiegato che la Warner
Bros. non era particolarmente entusiasta all’idea che il
personaggio di Batman si prendesse troppo sul serio, aspetto che il
sequel avrebbe sicuramente messo in luce. “Lo studio era
diffidente nei confronti del fatto che LEGO Batman fosse un ‘vero’
film di Batman, quindi mi è stato detto chiaramente di contenermi.
La reazione del pubblico (e i film che sono venuti in seguito, come
Spider-Man: Un nuovo
universo) hanno dimostrato che si sbagliavano. Probabilmente lo
avrei reso ancora di più un ‘vero’ film di Batman, forse un vero
film sulla Justice League… pieno zeppo di battute, cameo, easter
egg, trame che si intersecano… sarebbe stato un film molto denso,
ma ovviamente non avrei mai trascurato il lato umano.”
A questo punto, il regista è scesa
ancora più nel dettaglio in merito alla storia, rivelando anche chi
sarebbe stato il grande villain del sequel. “Avevamo molti
grandi doppiatori in The LEGO Movie e LEGO Batman. Il cattivo
sarebbe stato Lex Luthor… e ci sarebbe stato anche OMAC. Ovviamente
ci sarebbe stati anche Aquaman, Wonder Woman, Lois Lane… ci sarebbe
stato anche un grande crossover a un certo punto, una roba che puoi
permetterti di fare solo in un film LEGO. Qualcosa che
probabilmente non accadrà mai in un live action.”
Nel crossover Crisis on Infinite
Earths targato The CW, Ezra Miller è tornato nei panni della
versione del DCEU di Flash, incontrandosi sul piccolo schermo con
la versione del Velocista Scarlatto ad opera di Grant Gustin.
Ora, pare che ci siano dei piani per
far sì che accada esattamente l’opposto in The
Flash, il cinecomic di Andy Muschietti attualmente in fase di
produzione. È infatti
The Illuminerdi a riportare la notizia (chiaramente non ancora
confermata in via ufficiale) che Gustin sarà di nuovo Barry Allen
nel film in arrivo al cinema nel 2022: per quanto riguarda il suo
ruolo nella storia, la fonte parla di un “breve cameo”.
Quella di Grant Gustin è solo l’ultima di una serie di
importanti apparizioni che i i fan si aspettano di vedere in
The
Flash, considerando che il film si preannuncia come un
grande viaggio attraverso la storia dell’universo DC sul grande
schermo. Tuttavia, al momento sulla trama sono stati rivelati
davvero pochissimi dettagli.
Per quanto riguarda il cameo di
Gustin, è probabile che questa volta vedremo quanto accaduto nel
crossover televisivo dal punto di vista della versione del
personaggio ad opera di Miller. Ad ogni modo, la speranza è che
l’attore possa essere coinvolto in qualcosa di potenzialmente
eccitante, al di là di quanto tempo avrà a disposizione sullo
schermo.
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha Calle(Febbre
d’amore) che interpreterà Supergirl.
Non ci sarà
invece Billy Crudup, che aveva interpretato
Henry Allen (il padre di Barry) in Justice
League: l’attore verrà sostituito nella parte
da Ron Livingston. Il film dovrebbe essere
ispirato alla serie a fumetti “Flashpoint” del 2011, scritta da
Geoff Johns e disegnata da Andy Kubert.
Da quando il suo lavoro per la serie
Rick and Morty è stato riconosciuto a livello
internazionale, Michael Waldron è diventato in
breve tempo uno degli sceneggiatori più richiesti di Hollywood.
Dopo aver lavorato in qualità di head writer alla serie Loki e aver firmato la sceneggiatura di Doctor Strange in
the Multiverse of Madness, Waldron sarà coinvolto anche
nel nuovo misterioso film della saga di Star Wars che sarà prodotto da
Kevin Feige, il presidente dei Marvel Studios.
In una recente intervista con
GQ, Waldron ha avuto modo di parlare proprio di questa sua
prima incursione nella galassia lontana, lontana, anticipando che
il suo intento, con questa nuova storia, è quello di riportare il
franchise alle sue radici. “Penso che il successo del MCU, al
di là di tutta la fantascienza, di tutti i concept e altre cose del
genere, sia dovuto essenzialmente ai personaggi e al modo in cui
vengono costruiti, alla loro umanità, ai loro conflitti, a quel
senso di amicizia e di famiglia che in fondo il MCU
rappresenta”, ha spiegato lo sceneggiatore.
“Penso che la saga di Star
Wars, quando è al suo meglio, sia proprio questa: una storia
sulla famiglia. Han, Luke e Leia erano una famiglia: al pubblico
piaceva vederli insieme e odiava quando erano separati. Sono
personaggi fantastici, ma non è una novità. È questa la più grande
lezione che ho imparato.”
Naturalmente, Waldron non ha potuto
– e neanche voluto – condividere alcun dettagli su ciò che Feige ha
pianificato per questo nuovo misteriosissimo film della saga di
Star Wars. “La cosa che Kevin Feige condivide con Dan Harmon e
Sam Raimi è questo spirito di collaborazione, oltre ad una notevole
mancanza di ego nonostante tutto quello che è riuscito a
realizzare.”
“Kevin è un grande ascoltatore.
Vuole ascoltare le tue idee, capire come potresti fare qualcosa e
poi aiutarti a migliorarla”, ha concluso. “Al di là di
tutto questo, è veramente un bravo ragazzo.”
Il futuro della saga di Star
Wars
Di recente è stato
confermato Rogue
Squadron, primo film ad arrivare nelle sale dopo la
conclusione della saga degli Skywalker. Il film, diretto
da Patty Jenkins (regista
di Wonder
Woman), verrà distribuito nelle sale a dicembre
2021.
Oltre a Rogue
Squadron, sappiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli
Ultimi Jedi, è stata affidata la scrittura di una
nuova trilogia basata su nuove storie e nuovi personaggi, ma su
quel progetto non si hanno aggiornamenti da diverso tempo. In
passato, anche ai creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il
progetto.
In sviluppo c’è anche un misterioso
film che sarà prodotto da Kevin Feige,
presidente dei Marvel Studios, e che sarà scritto
da Michael Waldron, sceneggiatore
di Doctor Strange in
the Multiverse of Madness.
Da un’idea di Kerry Ehrin, che è
anche showrunner e produttore esecutivo, “The Morning Show” è
prodotto da Michael Ellenberg con Media Res, insieme a
Jennifer Aniston e Kristin Hahn, per conto di Echo
Films, Reese Witherspoon e Lauren Neustadter, con
Hello Sunshine, e Mimi Leder, che dirige anche diversi episodi.
The Morning Show 2: quando esce e
dove vederla in streaming
The Morning Show 2 in
streaming debutterà da venerdì 17 settembre su
Apple TV+.
The Morning Show 2: trama e
cast
Nella seconda stagione di 10
episodi – che sarà presentata con il primo episodio, seguito da un
nuovo episodio settimanale, ogni venerdì – il team del Morning Show
riemerge dalle macerie delle azioni di Alex (Jennifer
Aniston) e Bradley (Reese Witherspoon), con una UBA
rinnovata e un mondo in mutamento, dove l’identità è tutto e dove
entra in gioco la differenza tra come ci presentiamo e chi siamo
veramente.
Nel cast di The Morning
Show 2 insieme a
Jennifer Aniston e
Reese Witherspoon, nel cast ritroviamo
Steve Carell,
Billy Crudup, Mark Duplass, Nestor Carbonell, Karen
Pittman, Bel Powley, Desean Terry, Janina Gavankar, Tom Irwin e
Marcia Gay Harden. Ad unirsi a loro nella seconda stagione ci sono
anche Greta Lee nei panni di “Stella Bak”, un prodigio del mondo
tecnologico che si è unito al team di UBA; Ruairi O’Connor nei
panni di “Ty Fitzgerald”, una star di YouTube intelligente e
carismatica; Hasan Minhaj che interpreta ‘Eric Nomani’, un nuovo
membro del team del Morning Show; il vincitore dell’Emmy Award
Holland Taylor nei panni di “Cybil Richards”, l’esperta presidente
del consiglio di amministrazione dell’UBA; Tara Karsian come ‘Gayle
Berman’, una produttrice;
Valeria Golino nel ruolo di ‘Paola Lambruschini’, regista di
documentari; e la vincitrice dell’Emmy e del SAG Award
Julianna Margulies nei panni di “Laura Peterson”, una
nuova presentatrice di UBA.
Grazie ad alcune partecipazioni
televisive nel suo Paese di origine, l’attrice Hande Erçel è
oggi una delle maggiori celebrità turche. Seguitissima sui social
network e in TV, dove è attualmente protagonista di una telenovelas
trasmessa anche in Italia, l’attrice è sempre più sulla cresta
dell’onda, distintasi tanto per doti recitative quanto canore.
Ecco 10 cose che non sai di
Hande Erçel.
Hande Erçel: i suoi film e le
serie TV
1. È nota per diverse serie
televisive. Ad oggi l’attrice ha recitato solamente per la
televisione, comparendo in celebri serie televisive turche. la
Erçel ha iniziato la sua carriera nel 2014, recitato in
Çalikusu, dove ha recitato nel ruolo di Zahide per 17
episodi. Ha poi recitato in Çilgin Dersane Üniversitede
(2014), Hayat Agaci (2014), Günesin
Kizlari (2015-2016), Ask Laftan Anlamaz
(2016-2017) e Siyah Inci (2017-2018). Dal 2019 ha
invece recitato in Halka, nel ruolo di Mujde Akay e in
Azize, nei panni della protagonista Azize Gunay. Ottiene
grande popolarità internazionale grazie alla serie Sen Çal
Kapimi, nota a livello internazionale come Love is in the air,
dove recita dal 2020 nel ruolo di Eda Yildiz.
2. È pronta a debuttare al
cinema. Dopo anni di sola televisione, l’attrice è ora
pronta a fare il suo debutto al cinema con il film turbo Drunk
on Love, di genere dramma storico. La storia è quella di Rumi
e della sua amicizia con Shams Tabrizi, la quale segnerà per sempre
la sua vita, la sua attività di poeta e il suo rapporto con Dio.
Nel film la Erçel interpreterà Kimia-Khatoon, una delle
protagoniste femminili.
3. Ha vinto diversi
premi. Ad oggi la Erçel è anche un’attrice particolarmente
premiata, avendo vinto diversi premi in Turchia, la maggior parte
dei quali come miglior interprete per il suo ruolo nelle serie
Günesin Kizlarie Ask Laftan Anlamaz. In
particolare, si annoverano le sue vittorie ai Golden Butterfly
Awards, ai KTÜ Media Awards e ai Turkey’s Youth Awards. Nel 2012 è
invece arrivata prima alla competizione di bellezza Miss
Civilization of Turkey.
Hande Erçel è su Instagram
4. Ha un account
personale. La Erçel è presente sul social network
Instagram con un profilo verificato attualmente seguito da 22,3
milioni di follower, il che fa di lei l’attrice turca più seguita
sul social. Con oltre 500 post, la Erçel è solita utilizzare la
piattaforma per condividere immagini riguardanti il suo lavoro come
attrice e modella. Sul suo profilo si ritrovano infatti numerose
immagini tratte da suoi set fotografici o dal dietro le quinte dei
suoi progetti cinematografici e televisivi. Seguendola, dunque, si
può rimanere sempre aggiornati sulla sua attività.
5. Condivide molti momenti
della sua vita privata. Per la Erçel Instagram non è però
solo un luogo dove condividere dettagli sulla sua vita lavorativa.
All’interno del suo profilo si possono infatti ritrovare numerosi
post dedicati esclusivamente alla sua vita privata. Vi sono infatti
immagini che la ritraggono in momenti di svago, spesso in compagnia
di amici o colleghi. Non mancano poi anche immagini di lei insieme
al suo fidanzato o di lei in particolari luoghi visitati.
Hande Erçel: i fidanzati e Karem
Bürsin
6. È stata legata ad un
cantautore turco. Prima di incontrare il suo attuale
fidanzato, l’attrice è stata a lungo sentimentalmente legata al
cantautore turco Murat Dalkilic. I due sembravano
anche ad un passo dal matrimonio, che però non si è poi più
concretizzato. Precedentemente, l’attrice sembra aver avuto anche
relazioni con gli attori Burak Serdar Şanal e
Ekin Mert Daymaz.
7.Ha
conosciuto il suo fidanzato sul set. Come recita il titolo
della serie di cui è attualmente protagonista, l’amore è davvero
nell’aria. Il set di Love is in the air ha infatti
permesso all’attrice di recitare accanto a Karem
Bürsin, con i loro personaggi sentimentalmente impegnati
tra loro. A lungo i fan hanno sperato che anche tra i due attori
nascesse un sentimento e dopo alcune voci a riguardo i due hanno
infine confermato, con alcune foto su Instagram rilasciate
nell’aprile del 2021, la loro relazione.
Hande Erçel in Love is in the
air
8. Ha sviluppato un forte
legame nei confronti del suo personaggio. Scelta per
interpretare il ruolo della protagonista di Love is in the
air, la Erçel è Eda Yildiz, giovane proveniente da una
famiglia povera, la quale nel tentare di ottenere una borsa di
studio internazionale si imbatte nell’affascinante Serkan Bolat.
L’attrice ha raccontato di aver particolarmente apprezzato il suo
personaggio, che nonostante le difficoltà cerca di emanciparsi e
ottenere un proprio riscatto attraverso l’istruzione. In breve,
l’attrice ha così nutrito un profondo affetto per Eda, trovandosi
sempre più a suo agio nell’interpretazione.
9. Ha cantato per un
episodio della serie.Love is in the air è la
telenovelas che ha conferito alla Erçel grande popolarità come
attrice. Nel sedicesimo episodio della prima stagione, però,
l’interprete si è distinta anche come cantante, eseguendo il brano
Kanatlarim Van Ruhumda. Per chi se la fosse perso, su
YouTube è disponibile la versione integrale, che permette così di
scoprire anche le doti canore della Erçel.
Hande Erçel: età e altezza
10.Hande
Erçel è nata a Bandirma, città della
provincia di Balikesir, in Turchia, il 24 novembre del 1993.
L’attrice è alta complessivamente 168 centimetri.
Sono stati rivelati i nomi dei
componenti della giuria di Un Certain Regard, in
occasione di Cannes 74. Ecco di seguito i nomi che
compongono la cinquina di artisti chiamati a giudicare i film della
sezione speciale:
President
Andrea Arnold
Director, screenwriter
(United Kingdom)
Considerato un vero e proprio
enfant prodige, il canadese Xavier Dolan è oggi uno
degli autori più acclamati, interessanti e originali del cinema.
Grazie a film come Mommy ed È solo la fine del mondo,
con i quali ha vinto prestigiosi premi al Festival di Cannes, si è definitivamente
consacrato a livello internazionale, cosa che ha permesso la
riscoperta dei suoi primi lungometraggi. Dopo il folgorante esordio
con J’ai tué ma mère, Dolan ha
dato vita nel 2010 alla sua opera seconda, Gli amori
immaginari. Anche in questo caso si tratta di
un’opera da lui scritta, diretta, prodotta, interpretata e
montata.
Se il primo film si concentrava sul
rapporto con la madre, quest’opera seconda va invece a trattare i
rapporti sentimentali, la scoperta dell’amore e della sessualità.
Con Gli amori immaginari Dolan continua dunque la sua
ricerca nei confronti dell’animo umano, mettendo ancora una volta
molto di sé nel racconto. Così facendo, il giovane regista continua
a dimostrarsi un vero talento, raccontando in modo sincero i
sentimenti dei suoi personaggi, avvalendosi della composizione,
della messa in scena, della fotografia cinematografica e dei
costumi da lui curati.
Presentato al Festival di Cannes
nella sezione Un Certain Regard, il film ha raccolto pareri
particolarmente entusiasti, che hanno permesso a Dolan di imporsi
sempre più nel panorama cinematografico mondiale, dando ulteriore
lustro al cinema canadese. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Gli amori immaginari: la trama del film
Protagonista del film è il ventenne
Francis, da sempre amico stretto di
Marie, di cinque anni più grande di lui. I due
vivono a Montreal, città dove sono anche cresciuti condividendo
ogni esperienza possibile. L’inaspettato si verifica per loro nel
momento in cui arriva dalle loro parti il misterioso
Nicolas, un ragazzo loro coetaneo proveniente
dalla campagna. Sia Francis che Marie rimangono folgorati
dall’incontro con il giovane, decidendo subito di volerlo attirare
verso di loro. I due amici iniziano infatti una gara a chi sedurrà
prima Nicolas, entrambi desiderosi di poter conquistare il cuore
del nuovo arrivato.
Egli però non dimostra una
preferenza esplicita per l’uno o per l’altro, ma anzi comprendendo
la situazione inizia a divertirsi a far soffrire i due, dando vita
ad atteggiamenti quanto mai ambigui. Ciò porta Francis e Marie a
sviluppare un accesa rivalità, che rischia di deteriorare il loro
rapporto d’amicizia. La situazione è destinata ad esplodere nel
momento in cui Nicolas invita i due a passare una breve vacanza
insieme nel suo chalet fuori città. Qui, soli, i tre andranno
incontro a gelosie, risentimenti e confessioni indicibili, svelando
i propri sentimenti e provando sulla propria pelle la vulnerabilità
che ciò comporta.
Gli amori immaginari: il cast del film
Come anticipato, Xavier
Dolan figura nel film anche come protagonista nei panni di
Francis. Per questo ruolo, l’attore ha cercato di dar vita ad un
interpretazione più matura rispetto a quella del precedente film,
concentrandosi sugli effetti che la situazione sentimentale di
Francis può avere sulla sua personalità e psicologia. Accanto a
lui, nei panni dell’amica Marie vi è invece l’attrice di origini
tunisine Monia Chokri, già nota per aver recitato
in L’età barbarica e qui particolarmente apprezzata per la
sua interpretazione. Grazie a Gli amori immaginari ha
infatti raggiunto grande popolarità internazionali, venendo
indicata come una delle migliori attrici dell’anno.
Il giovane Niels
Schneider interpreta invece Nicolas, l’oggetto del
desiderio dei due protagonisti. Questi aveva già avuto un ruolo nel
precedente film di Dolan, ma ottenne grande popolarità proprio
grazie a questo nuovo film. Per la sua interpretazione, Schneider
ottenne anche il Trofeo Chopard come rivelazione maschile dell’anno
al Festival di Cannes. Nel film è poi presente quella che è una
delle attrici ricorrenti nel cinema di Dolan, Anne
Dorval. Già protagonista femminile in J’ai tué ma
mère e presente anche in alcuni dei successivi film del
regista, questa interpreta qui il ruolo di Desiréé. Nel film,
infine, fa un cameo finale anche il noto attore francese
Louis Garrel, nei panni
di un ospite ad una festa.
Gli amori immaginari: il trailer e
dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Gli amori
immaginari è infatti disponibile nel catalogo di
Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per
vederlo, basterà noleggiare il singolo film, avendo così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È
bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite
temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente,
in prima TV assoluta, nel palinsesto
televisivo di lunedì 14 giugno alle
ore 21:15 sul canale Cielo.
I reali di Inghilterra suscitano da
sempre grande fascino e interesse. Se oggi tutte le attenzioni sono
per la serie The
Crown e il suo racconto dell’attuale regina, sul finire
degli anni Novanta fu la prima Elisabetta ad ottenere un proprio
posto sul grande schermo. A raccontarla è stato il film del 1998
Elizabeth, scritto da Michael
Hirst e diretto da Shekhar Kapur.
Acclamato come uno dei più affascinanti film storici del suo
decennio, è ancora oggi un esempio raro di delicatezza e gusto
tanto nel racconto quanto nella messa in scena. Si tratta inoltre
del film che ha consacrato la carriera dell’attrice
CateBlanchett.
Il film si concentra in particolare
sui primi anni del regno di Elisabetta, dalla sua ascesa al trono
fino alle numerose cospirazioni contro di lei. Pur presentando
diverse inesattezze storiche, il film ha saputo raccontare al
meglio le passioni e le vicissitudini di una delle regine più
celebri della storia dell’Inghilterra. Fu anche per questo che
ricevette numerosi onori, a partire da ben sette nomination agli
Oscar, tra cui quella per il miglior film, vincendo però solo la
statuetta per i migliori costumi. Premi o non premi,
Elizabeth si è sempre più imposto nel panorama
cinematografico mondiale.
Tra grandi interpretazioni, ambienti
lussuosi, costumi coloratissimi e una fotografia che esalta tutto
ciò, il film è divenuto imprescindibile per tutti gli amanti del
genere. Chi oggi adora The Crown, impazzirà
per Elizabeth. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e al suo sequel. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Elizabeth: la trama del film
Protagonista del film è
Elisabetta, che giovanissima si ritrova a salire
al trono d’Inghilterra a seguito della morte della regina cattolica
Mary Tudor, di cui Elisabetta era sorellastra. Di
fede anglicana, la nuova regina non è però ben vista né dal popolo
britannico né dalla Chiesa. La sua incoronazione genera infatti da
subito un forte clima di tensione tanto nel Paese quanto presso la
stessa corte. L’unica soluzione per quanti auspicano il ritorno del
cattolicesimo è Maria di Scozia, la quale potrebbe
reclamare il trono per diritto di nascita, opponendosi alla nuova
sovrana.
Nel frattempo, Elisabetta continua a
farsi sempre più nemici rifiutando il corteggiamento dei più
importanti nobili d’Europa, tra cui quello del carismatico
Duca d’Anjou, futuro re di Francia. La regina è
infatti segretamente innamorata dell’amico di infanzia Lord
Robert, il quale però non le è pari per rango e non può
dunque essere scelto come suo consorte. Decidendo pertanto di
regnare da sola, la regina deve iniziare a confrontarsi con le
numerose congiure nei suoi confronti. Non disposta a farsi
intimidire, Elisabetta acquisirà sempre più consapevolezza del suo
ruolo, impegnandosi a difenderlo per difendere gli interessi del
suo Paese.
Elizabeth: il cast del film
La regina Elisabetta al cinema è
oggi strettamente legata al volto dell’attrice Cate Blanchett. Il
ruolo, però, era però inizialmente stato offerto a Emily
Watson, la quale però rifiutò. Anche Meryl Streep era stata presa in
considerazione ma le fu infine preferita la giovane Blanchett. Il
regista si convinse che questa era perfetta per la parte dopo
averla vista nel film Oscar and Lucinda. Per interpretare
la regina, la Blanchett approfondì molto la sua vita e il suo
operato, come anche il profondo impatto che il suo regno ebbe
nell’Inghilterra dell’epoca. Per la sua intensa interpretazione,
l’attrice ottenne poi la sua prima nomination all’Oscar come
miglior attrice, perdendo però contro Gwyneth Paltrow, nominata per
Shakespeare in Love.
Nei panni di Lord Robert Dudley,
l’unico amato da Elisabetta, è interpretato da Joseph Fiennes, che in
quello stesso anno interpretò anche William Shakespeare in
Shakespeare in Love, ambientato nello stesso periodo
storico. Per il ruolo di Papa Pio V era inizialmente stato
considerato il premio Oscar Marlon Brando, ma
venne scartato dopo che numerosi membri della troupe espressero
timori circa i suoi noti strani comportamenti. Al suo posto venne
scelto John Gielgud. Nel film sono poi presenti il
premio Oscar Geoffrey Rush nei panni di Francis
Walsingham, segretario della regina, e Richard
Attenborough in quelli di William Cecil. Sono poi
presenti gli attori Daniel Craig nei panni
di John Ballard, Vincent Cassel in
quelli del duca d’Anjou e Fanny Ardant in
quelli di Marie de Guise.
Elizabeth: il sequel, il trailer e
dove vedere il film in streaming e in TV
A quasi un decennio da
Elizabeth, Kapur si è riunito con la Blanchett per dar
vita a Elizabeth: The Golden Age, seguito
del film del 1998. Questo va a coprire gli anni di regno non
raccontati nel primo film, concentrandosi anche sul lato guerriero
della regina. Anche in questo caso si è trattato di un ritratto
della regina talvolta storicamente inesatto, ma ugualmente ricco
del fascino che aveva caratterizzato il primo. Anche in questo caso
il film arrivò a vincere un Oscar per i costumi, mentre nel cast si
annoverano gli ingressi di Clive Owen nel
ruolo di Sir. Walter Raleigh, Samantha Morton in
quelli di Maria di Scozia e Eddie Redmayne in
quelli di Anthony Babington.
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete.
Elizabeth è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV,
Chili, Google Play, Apple
iTunes, Tim Vision e
Now. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma
di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere
un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre
presente nel palinsesto televisivo di lunedì 14
giugno alle ore 21:00 su
Iris.
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha Calle(Febbre
d’amore) che interpreterà Supergirl.
Apple
TV+ ha rilasciato le prime immagini dell’attesissima
seconda stagione della serie vincitrice di Emmy, SAG e Critics
Choice, The
Morning Show“, con Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, che sono anche produttrici
esecutive dello show. La serie, che svela le dinamiche di potere
sul posto di lavoro del network televisivo UBA farà il suo ritorno
venerdì 17 settembre su Apple TV+.
The Morning Show, la seconda
stagione
Nella seconda stagione di 10
episodi – che sarà presentata con il primo episodio, seguito da un
nuovo episodio settimanale, ogni venerdì – il team del Morning Show
riemerge dalle macerie delle azioni di Alex (Jennifer Aniston) e
Bradley (Reese Witherspoon), con una UBA rinnovata e
un mondo in mutamento, dove l’identità è tutto e dove entra in
gioco la differenza tra come ci presentiamo e chi siamo veramente.
Insieme a Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, nel cast troviamo
Steve Carell, Billy Crudup, Mark Duplass, Nestor Carbonell,
Karen Pittman, Bel Powley, Desean Terry, Janina Gavankar, Tom Irwin
e Marcia Gay Harden. Ad unirsi a loro nella seconda stagione ci
sono anche Greta Lee nei panni di “Stella Bak”, un prodigio del
mondo tecnologico che si è unito al team di UBA; Ruairi O’Connor
nei panni di “Ty Fitzgerald”, una star di YouTube intelligente e
carismatica; Hasan Minhaj che interpreta ‘Eric Nomani’, un nuovo
membro del team del Morning Show; il vincitore dell’Emmy Award
Holland Taylor nei panni di “Cybil Richards”, l’esperta presidente
del consiglio di amministrazione dell’UBA; Tara Karsian come ‘Gayle
Berman’, una produttrice; Valeria Golino nel ruolo di ‘Paola
Lambruschini’, regista di documentari; e la vincitrice dell’Emmy e
del SAG Award Julianna Margulies nei panni di “Laura Peterson”, una
nuova presentatrice di UBA.
Da un’idea di Kerry Ehrin, che è
anche showrunner e produttore esecutivo, “The Morning Show” è prodotto da Michael
Ellenberg con Media Res, insieme a Jennifer Aniston e Kristin Hahn,
per conto di Echo Films, Reese Witherspoon e Lauren Neustadter, con
Hello Sunshine, e Mimi Leder, che dirige anche diversi episodi.
Nella prima stagione, Billy Crudup, nei panni di “Corey Ellison”,
ha vinto un Emmy nella categoria attore non protagonista in una
serie drammatica, oltre a un Critics Choice Award. Grazie
all’interpretazione di ‘Alex Levy’ Jennifer Aniston ha ottenuto un
SAG Award per la migliore interpretazione in una serie drammatica.
La serie ha anche ricevuto la nomination dalla Television Critics
Association come Outstanding New Program e un TV Choice Award per
Best New Drama.
Guarda il trailer ufficiale di
Me contro Te – il film: Il mistero della scuola
incantata il sequel del film di enorme successo Me contro Te – Il
film: La vendetta del Signor S con protagonisti i youtuber
Sofia Scalia e Luigi Calagna. Una
nuova, magica avventura inedita al cinema dal 18 agosto. Nel nuovo
film, diretto da Gianluca Leuzzi i Me Contro Te scopriranno
infatti un mondo tutto fatato, con tante sorprese e divertimento
per i loro piccoli fan e tutte le famiglie.
Una bellissima scuola sta per
riaprire dopo molti anni e Luì e Sofì (Me contro Te) sono gli
ospiti d’eccezione della festa di inaugurazione, ad attenderli lì
il loro amico Pongo. La scuola potrebbe però nascondere un mistero
e, ancora una volta, i Me contro Te dovranno affrontare con
coraggio il malefico Signor S e cercare di sabotare i suoi perfidi
piani nel nome dell’amicizia. Nella scuola, per la prima volta, Luì
e Sofì potrebbero venire a conoscenza di un importante segreto sul
loro passato. Una nuova “magica” avventura al cinema per Luì e
Sofì, in un mondo tutto fatato, con tante sorprese e divertimento
per i loro piccoli fan e tutte le famiglie.
Da un soggetto di Luigi Calagna e
Sofia Scalia, Me Contro Te Il Film – Il Mistero della
Scuola Incantata è scritto da Emanuela Canonico,
Andrea Boin, Luigi Calagna e Sofia Scalia. Il film è diretto da
Gianluca Leuzzi. La fotografia del film è di Davide Crippa, il
montaggio di Davide Cerfeda, la scenografia di Mario Torre e i
costumi di Tecla Turiaco. Le musiche originali del film sono di
Stefano Della Casa.
Me contro Te Il Film –
Il Mistero della Scuola Incantata è una produzione
Warner Bros. Entertainment Italia, Colorado Film Production e Me
Contro Te. Il film sarà distribuito nelle sale da Warner Bros.
Pictures dal 18 Agosto 2021.
Dal 14 giugno è disponibile su
NOW
e SkyWonder Woman 1984, il film
che riporta Gal
Gadot nel ruolo di Diana Prince, ovvero la donna delle
meraviglie dei fumetti DC, portata al cinema da Patty
Jenkins per Warner Bros.
Il film, ostacolato dalla pandemia,
è arrivato in Italia direttamente in digitale e forse non ha goduto
dello spazio che meritava la sua splendida protagonista e il
personaggio iconico che rappresenta. In occasione del suo arrivo su
NOW
e Sky, ecco alcune curiosità sul personaggio di
Wonder Woman e sul secondo film che ne racconta le avventure.
Wonder Woman 1984 è
disponibile su NOW e anche on demand
su Sky. Iscriviti
a soli 3 europer il primo mese e
guarda il film e molto altro.
L’inventore di Wonder Woman
Il creatore di Wonder Woman
è il professor William Moulton Marston, che nel 2017 è stato
protagonista di un film che ne ha raccontato la genesi dell’idea e
la creazione del personaggio,
Professor Marston and the Wonder Women, con Luke
Evans e
Rebecca Hall. Il professor Marston ha anche inventato nel
1913 il primo prototipo di apparecchio che sarebbe
diventato la macchina della verità, la quale ha poi dato vita al
poligrafo moderno. Questa curiosità potrebbe essere la motivazione
che ha spinto il professore a armare Diana di un lazo dorato che
costringe chi ne è avvinto a dire tutta la verità: il lazo di
Estia.
Suprema
Siamo tutti così
affezionati a Diana Prince, che porta il nome della divinità della
caccia e un cognome regale che sembra davvero assurdo che possa
avere un nome differente. Eppure Martson aveva deciso di chiamarla
“Suprema, the Wonder Woman”. Per fortuna, l’editore Sheldon Meyer,
celle di chiamare il personaggio Wonder Woman, perché riteneva che
il nome Suprema fosse una somiglianza troppo diretta con Superman. Questo desiderio di
scostarsi
dall’Uomo d’Acciaio è apparentemente contraddittorio rispetto
alle intenzioni di Marston, che aveva pensato al personaggio di
Diana come “all the strenght of a Superman plus all the allure of a
good and beautiful woman” – “tutta la forza di un Superman e tutta
la classe di una donna buona e bellissima”. Quando il personaggio
venne pubblicizzato in Italia, negli anni ’70, si utilizzava
infatti un claim basato sul fatto che Wonder Woman era una Superman
donna.
L’originale Wonder Woman
Tutti pensiamo che
Lynda Carter sia stata la prima Wonder Woman in
carne e ossa. In realtà non è corretto. La prima apparizione di
Wonder Woman risale al 1974, il personaggio apparve in un film tv
prodotto dalla ABC, in cui il ruolo della supereroina era
interpretato da Cathy Lee Crosby. Il film però fu un grosso
insuccesso, perché si era troppo discostato dall’immaginario
classico di Diana Prince: pensate che la protagonista non indossava
l’iconico costume né aveva i superpoteri! Da questo insuccesso, nel
1975 venne realizzato un episodio pilota intitolato The new
original Wonder Woman, molto più fedele al prodotto iniziale, e in
questo caso venne finalmente scelta Lynda Carter come
protagonista.
Una segretaria promettente
Oggi sappiamo, sia al
cinema che nei fumetti, che Wonder Woman è un membro fondamentale
della Justice League. Tuttavia non è sempre stato
così: nel 1940, prima ancora che la Justice League prendesse vita nelle storie di
carta e inchiostro, si parlava di Justice Society of America che
riuniva la squadra di supereroi della DC. Nel 1942, Wonder Woman
diventa membro onorario della squadra di supereroi, ma non come
elemento attivo della squadra! Le sue mansioni si risolvevano in
quelle di una segretaria, che per fortuna con il tempo ha fatto
molto di più che curare la corrispondenza del gruppo!
Un omaggio nascosto
Chi ha già visto Wonder
Woman 1984, sa che la scena post credits vede Lynda Carter nei
panni di Asteria, la leggendaria guerriera di cui racconta Diana
durante il film. In realtà questo non è il solo omaggio all’attrice
iconica! In una scena del film, infatti, vediamo Diana indossare
degli abiti maschili, quel look che lei sceglie dall’armadio del
suo amato Steve è simile a quello che Lynda Carter indossa in una
vecchia fotografia. Sembra che Patty Jenkins, durante le riprese,
abbia visto quella foto di Carter e abbia voluto regalarle questo
omaggio. Nel caso vi fosse sfuggita la scena, dal 14 giugno potrete
riguardare il film su NOW e
Sky.
Nel MCU, gli Avengers hanno
combattuto insieme contro alcuni fantastici villain, basti pensare
alla battaglia di New York contro Loki, a quella di Sokovia contro
Ultron o a quella di Wakanda contro Thanos. Tuttavia, ci sono altri cattivi che non hanno
mai avuto la possibilità di scontrarsi contro l’intero gruppo, ma
di affrontare soltanto uno o pochi altri dei supereroi più potenti
della Terra.
Screen Rant ha raccolto 10 villain del MCU che meritano di
battersi contro l’intero gruppo di Vendicatori:
Hela
Hela ha dovuto affrontare
una piccola parte del team degli Avengers, incluso ovviamente Thor.
A causa dei suoi poteri, sarebbe stata decisamente credibile nella
lotta contro l’intero gruppo di eroi, e chissà, forse alla fine
avrebbe anche potuto avere la meglio su di loro.
Se alla fine avesse abbattuto
Asgard, Hela avrebbe potuto affrontare l’intero gruppo da sola. È
abbastanza forte e abile: inoltre, mettere una donna contro i
Vendicatori sarebbe stato un cambiamento davvero interessante.
Abominio
L’incredibile Hulk è forse il titolo del MCU di
cui si parla di meno. Tuttavia, Abominio è sempre stato un cattivo
molto interessante. Una cosa che il MCU ha sempre fatto bene è
quella di aver impostato Hulk come una forza dominante contro cui
nessuno, neanche i suoi compagni Vendicatori, può
competere.
Ecco
perché Abominio sarebbe stato un ottimo cattivo contro l’intero
gruppo. Considerando che tutti soffrono quando combattono contro
Hulk, sarebbe stato facile rendere Abominio una vera minaccia,
soprattutto se fosse stato coinvolto anche
l’esercito.
Killmonger
Quello di Wakanda è un
mondo vibrante ed eccitante e Killmonger si è dimostrato un cattivo
a dir poco fantastico. Tuttavia, vederlo assumere quel ruolo e
utilizzare la tecnologia contro i Vendicatori avrebbe creato una
storia ancora più avvincente.
Usare
il potere e la tecnologia di Wakanda per fare del male avrebbe reso
Killmonger una vera minaccia per i Vendicatori. Avrebbe potuto
funzionare come un’interessante prima introduzione a Wakanda anche
per gli eroi, rendendo le cose ancora più intriganti.
Agatha Arkness
La potentissima strega che
ha fatto il suo debutto ufficiale in WandaVision avrebbe potuto tranquillamente sfidare
tutti i membri degli Avengers, e questo essenzialmente a causa
della sua vasta conoscenza di incantesimi mistici.
Al momento non sappiamo quale sarà
il suo futuro nel MCU, ma se Wanda dovesse liberarla nuovamente,
magari per farsi aiutare a ritrovare Tommy e Billy in
Doctor Strange in the Multiverse of Madness, allora Agatha
potrebbe ancora avere una possibilità per battersi contro altri
eroi.
Laufey
Laufey, il Gigante di
Ghiaccio, è un personaggio che, purtroppo, si perde nella
confusione all’interno del primo film originale di Thor.
Con così tante cose che vengono tirate in ballo, è facile
dimenticare che dovrebbe essere il cattivo principale, ma ciò non
significa che mancasse il potenziale.
Laufey aveva un grande potere e
altri personaggi che avrebbe potuto chiamare in causa per creare
un’atmosfera da guerra che la maggior parte dei film dei
Vendicatori finisce quasi sempre per avere…
Kaecilius
Kaecilius è un cattivo
formidabile all’interno del MCU, principalmente grazie alle abilità
di combattimento uniche di cui è dotato. Proprio per questo,
guardarlo combattere è sempre molto divertente, ed avendo numerosi
scagnozzi a seguito, sarebbe interessante vedere come i Vendicatori
lo affronterebbero.
Se
venisse aggiunta anche la minaccia di Dormammu, è abbastanza facile
prevedere come tutto potrebbe confluire in un’unica grande minaccia
verso i Vendicatori e la Terra in generale.
Red Skull
Teschio Rosso è stato un
cattivo molto complesso, sicuramente un personaggio che i fan
avrebbero voluto vedere contro i Vendicatori. Vederlo mettere
insieme un gruppo ai suoi ordini avrebbe potuto funzionare, con
Teschio Rosso che ovviamente avrebbe giocato il ruolo del leader
tiranno.
Con una grande tecnologia alle
spalle e una personalità avvincente, sarebbe stato interessante
vederlo agire contro altri personaggi al di fuori del solo Capitan
America.
Mysterio
Mysterio è un cattivo del
MCU parecchio intrigante, essenzialmente a causa del fatto che
prime viene mostrato come un eroe. Tuttavia, l’idea che non voglia
sempre sporcarsi le mani, usando bugie e misticismo per farla
franca, è uno strumento di fatto molto intelligente con cui
giocare.
Inoltre, la sua decisione di provare a trasformare le cose per
rendere Peter Parker il cattivo della storia è stata una svolta
assai interessante. Avere Mysterio che provava a fare lo stesso per
mettere tutti contro i Vendicatori, con magari una protesta
pubblica, sarebbe stata una trama davvero ricca e
affascinante.
Ego
Affinché un cattivo sia
credibile nell’affrontare gli Avengers, deve essere seriamente
potente, ed è per questo che Ego sarebbe stata un’opzione sensata
per loro. Sebbene sia stato affrontato dai Guardiani, è una trama
che avrebbe potuto facilmente estendersi fino a coinvolgere
l’intero gruppo di Vendicatori.
Era un personaggio carismatico, il
che significa che qualsiasi possibile conversazione tra lui e gli
eroi del MCU sarebbe stata piacevole e divertente da guardare.
Tuttavia, con il suo potere irreale e la sua natura sadica, Ego
avrebbe potuto rappresentare una sfida parecchio tosta per
loro.
Adrian Toomes
A livello di trama, Adrian
Toomes sarebbe un cattivo perfetto da sfruttare contro i
Vendicatori. Considerando che perde il lavoro e che la sua vita è
totalmente cambiata a causa della devastazione che si verifica
quando gli Avengers combattono contro Loki, sarebbe facile per lui
avere un motivo per vendicarsi.
Una storia chiara e ovvia da
raccontare, con Adrian che vuole vendicarsi di Iron-Man in
particolare, dopo aver creato la società Damage Control. Con Adrian
che prendeva possesso della tecnologia Chitauri, sarebbe stato
interessante vederlo affrontare il gruppo e spingere davvero
sull’aspetto emotivo della storia.
È passato quasi un anno da quando
Ray Fisher, star di Justice
League, ha lanciato per la prima volta una serie di
accuse che hanno avuto una risonanza importante contro il regista
Joss Whedon e, in generale, contro
WarnerMedia. A quanto pare, però, l’attore non
sembra intenzionato a fermarsi…
Anche se Fisher si è esposto di meno
sulla questione da quando è stato distribuito Zack
Snyder’s Justice League–
secondo l’attore, i produttori Walter Hamada, Toby Emmerich e Geoff
Johns avrebbero permesso a Whedon di assumere atteggiamenti
anti-professionali durante le riprese aggiuntive -, era comunque
palese che non sarebbe stato disposto a lasciar correre.
E infatti, proprio nelle ultime ore,
Fisher è tornato alla carica su
Twitter scrivendo: “Walter Hamada, Toby Emmerich, Geoff
Johns e Warner credono che la questione si sgonfierà se
continueranno ad ignorarla ancora un altro po’. Non sarà così!
Hanno giocato e perso una partita molto pericolosa. Sono stato
incoraggiato da tutti i professionisti del settore ad andare avanti
per la mia strada. E lo farò.”
In realtà, WarnerMedia ha
già indagato su cosa sarebbe successo sul set di Justice
Leaguenel 2017: alla fine, è stato stabilito che il
trio sopracitato non aveva nessuna colpa. Di certo, la carriera di
Whedon è stata quella più colpita dalle accuse di Fisher,
soprattutto perché anche altri attori, dopo la star del cinecomic
DC, si sono fatti avanti denunciando pubblicamente gli
atteggiamenti del regista (in particolare, diversi membri del cast
della serie Buffy l’Ammazzavampiri). Vedremo se le ultime
dichiarazioni di Fisher scateneranno nuove reazioni e daranno vita
ad eventuali nuovi sviluppi…
Zack
Snyder’s Justice League uscirà in
streaming uscirà il 18 marzo 2021 in
esclusiva digitale, disponibile per l’acquisto su
Amazon Prime Video, Apple
Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV,
PlayStation Store, Microsoft Film & TV.
Dylan Dog omaggia
Vasco Rossi. Grazie all’inedita collaborazione tra
uno degli artisti italiani più amati di sempre e Sergio
Bonelli Editore, per la prima volta nella sua storia
l’Indagatore dell’Incubo sarà protagonista di un ciclo di tre
episodi ispirati a tre celebri canzoni del rocker di Zocca:
SALLY, ALBACHIARA e JENNY.
L’appuntamento andrà a scandire
l’estate 2021: un evento che permetterà ai fan del
cantante di ingannare l’attesa delle nuove date del tour di Vasco
(riprogrammato per il 2022) e che si inserirà per Sergio Bonelli
Editore nell’ambito delle celebrazioni degli 80 anni della
Casa editrice, che festeggia così anche il celebre
personaggio creato da Tiziano Sclavi.Per
l’occasione, la sceneggiatura degli albi è stata affidata a tre
delle autrici di punta della scuderia di via Buonarroti:
Paola Barbato, Gabriella Contu e Barbara Baraldi,
che hanno dato un’interpretazione personale alle emozioni suscitate
in loro dalle parole e dalla musica per trasferirle a pieno titolo
nel mondo di Dylan Dog. Corrado Roi, Sergio Gerasi e Davide
Furnò hanno visualizzato il tutto con la loro arte.
Gigi Cavenago e Fabrizio De Tommaso hanno
illustrato le copertine.
Spiega Vasco Rossi:
“Ho sempre amato la sintesi e i fumetti in questo son perfetti:
il racconto si dipana per immagini e poche parole ma quelle che
bastano a farti capire un mondo intero di cose. Il mio percorso
direi che va da Nembo Kid a Tex Willer per arrivare fino a Dylan
Dog, il più colto, raffinato e impegnato, il suo mondo visionario
mi ha affascinato. Ancora oggi è per me un mito e sono strafelice
di incontrarlo. A proposito, da Dylan Dog sono passato direttamente
ai libri di filosofia”.
Racconta Tiziano
Sclavi:“Una volta ho fatto un sogno. Di solito i miei
sogni sono incubi paurosi e disperati, ma quello, caso più unico
che raro, era felice. Non ricordo come si svolgeva, so solo che a
un certo punto cantavo “Voglio una vita spericolata”. Era
indubbiamente un segno. Segno che qualcosa di Vasco mi era entrato
nel profondo”.
Aggiunge Michele Masiero,
Direttore Editoriale di Sergio Bonelli Editore: “È
curioso come gli aggettivi che si possono usare per Vasco e per
Dylan siano facilmente intercambiabili tra i due: ribelle,
insofferente agli schemi, determinato eppure fragile, disilluso
eppure vitale. Insomma, umano, molto umano. Inevitabile, quindi,
che fossero destinati a incontrarsi”.
Al centro dei tre episodi che
terranno banco sulla serie regolare di Dylan Dog per le uscite di
giugno, luglio e agosto vi saranno l’ineffabile
mondo interiore dell’Indagatore dell’Incubo, quella sensibilità,
quei sentimenti, quegli smarrimenti che hanno contribuito a
renderlo tanto amato dai lettori. Ogni albo si ispirerà a una
canzone di Vasco Rossi e a una delle sue muse e
avrà una duplice copertina: una regolare da un lato e, sull’altro
lato, una speciale cover da collezione che vedrà
l’atteso incontro traVasco Rossi e Dylan
Dog.
Per l’occasione, ogni albo avrà una
foliazione speciale e sarà arricchito da 16 pagine
extrache conterranno una speciale intervista di
Luca Crovi a Vasco, i testi delle canzoni cui si
ispira l’episodio, l’editoriale di Michele Masiero
e, nel primo albo, anche uno scritto di Tiziano
Sclavi e uno di Davide Bonelli.
A inaugurare il progetto editoriale
sarà proprio SALLY, in uscita il 30
giugno: una storia d’amore e ossessione, in bilico tra
emozioni, memoria, morte e follia, come nella miglior tradizione
dell’Indagatore dell’Incubo, firmata da Paola
Barbato e dal Maestro delle Ombre Corrado
Roi.
Tutti e tre gli albi, curati da
Roberto Recchioni, saranno come sempre disponibili
in edicola, in fumetteria e sul sito di Sergio Bonelli Editore.
È la prima volta che il trio si
ritrova insieme per un film della saga: dopo l’enorme successo di
Jurassic Park, Neill tornò per Jurassic
Park III, che includeva anche un breve cameo di Dern, mentre
Goldblum è stato co-protagonista del sequel Il mondo perduto –
Jurassic Park al fianco di Julianne Moore e, diversi anni
dopo, è apparso brevemente anche in Jurassic World – Il regno
distrutto.
Ora, in una recente intervista con
Screen Rant, il regista Colin Trevorrow ha ribadito che i ruoli del
cast originale all’interno di Dominion non saranno dei semplici
cameo: i personaggi di Alan Grant (Neill), Ellie Sattler (Dern) e
Ian Malcolm (Goldblum), infatti, appariranno nel corso dell’intero
film.
“Sam, Laura e Jeff sono
nell’intero film”, ha spiegato Trevorrow. “Sono dei
personaggi principali a tutti gli effetti, che vivono la loro
avventura tutti insieme e che si scontreranno con questi nuovi
personaggi moderni. Sarà una celebrazione di tutto ciò che Michael
Crichton ha creato, di tutto ciò che Steven Spielberg ha creato e
anche di tutto ciò che gli altri registi hanno contributo a creare
nel corso degli anni. Sentivo davvero che fosse una grande
opportunità per riunire tutto e, si spera, chiarire perché abbiamo
raccontato questa storia per così tanti anni. Ecco di cosa si
tratta davvero.”
Era il 1974
quando Altrimenti ci arrabbiamo esplose nelle
sale italiane, diventando in poco tempo uno dei film di più grande
successo al box office, oltre che una delle opere più amate
dell’acclamata coppia Bud Spencer & Terence
Hill.
A distanza di
oltre quarant’anni il film simbolo del genere buddy torna a
rivivere sul grande schermo. Iniziano oggi le riprese del nuovo
Altrimenti ci arrabbiamo: non un remake ma un
reboot, omaggio ad un film che è diventato di culto per più di una
generazione.
Carezza e
Sorriso, fratelli molto diversi tra loro e in lite fin
dall’infanzia, dovranno mettere da parte le loro controversie per
recuperare la mitica Dune
Buggy, un tempo appartenuta al loro amato papà e ora sottrattagli
da Torsillo, uno speculatore edilizio senza scrupoli, e da suo
figlio Raniero. Nel farlo, stringeranno un’insolita alleanza con
una comunità di circensi, capeggiata dalla bella e pericolosa
Miriam e minacciata dagli affari poco puliti di Torsillo. Tra
inseguimenti rocamboleschi, scazzottate memorabili e delicati pasti
a base di birra e salsicce, riusciranno i due fratelli a ritrovare
la loro amata macchina?
Prodotto da
Lucky Red e CompagniaLeone Cinematografica,
la regia del film è affidata a YouNuts! (Sotto il
sole di Riccione). Nel cast Edoardo Pesce, Alessandro
Roja, Alessandra Mastronardi e con Christian De
Sica.
Soggetto:
Paolo Fondato, Manuel Fondato e Francesco Cenni
Sceneggiatura:
Vincenzo Alfieri, Giancarlo Fontana, Tommaso Renzoni e Giuseppe
Gennaro Stasi
Futura è
il secondo lungometraggio di Lamberto Sanfelice,
dopo Cloro di sei anni fa che aveva portato al
Sundance e al Berlino Film Festival, e che gli fece aggiudicare le
candidature ai David di Donatello e ai Globi d’oro.
Ora Sanfelice si cimenta
con una tematica del tutto nuova, e non solo dal punto di vista
dell’ambientazione (in Cloro si trattava di nuoto), ma anche da
quello del suono. L’ispirazione per il soggetto del film gli è
venuta quando ha conosciuto un tassista che suonava la tromba: ne è
nata un’amicizia e la passione per il jazz.
Così inizia a prendere
forma la storia di Futura: Louis (interpretato
dall’attore francese Niels Schneider) accompagna
di notte sul suo taxi la spacciatrice trans Lucya (Daniela
Vega) che appuntamento dopo appuntamento distribuisce con
solerzia bustine di coca per tutta Milano. Lui, nel frattempo, ha
abbandonato il sogno di diventare musicista, e tenta invece di fare
il papà con scarsi risultati, cercando di mantenere un rapporto
almeno decente con l’ex compagna Valentina (Matilde
Gioli).
In una delle notti in
giro con Lucya, inizia forse a cambiare tonalità il suo panorama
incupito, quando incontra Nico (Stefano Di
Battista) con cui parecchio tempo prima suonava jazz in
giro per locali.
Da quel momento il
regista inizia a sbizzarrirsi usando la musica come codice
narrativo, che descrive personaggi e andamenti umorali delle scene.
Stefano Di Battista, che ha anche composto le musiche, dà il suo
contributo artistico facendo calare il film, e l’atmosfera
suscitata da Milano, in un clima tenue e vagamente trasognato. E
anche la fotografia di Luca Bigazzi incornicia
sempre colori e luci con classe e fine maestria.
Il punto però è che non è
sufficiente. La struttura del film, nella scrittura e nel modo in
cui gli attori la incarnano, è tendenzialmente traballante. Il
susseguirsi degli eventi e la loro esecuzione sono naturalmente
prevedibili, con pochissimo spessore e quasi nessuna affezione che
ne conseguono.
Parrebbe a volte che
Lamberto Sanfelice si fosse dedicato a mettere in
fila i fatti, confezionarli in un’estetica raffinata, ma non a
conferirgli la presa che questi dovrebbero sancire all’interno del
racconto. Il vero peccato è la ovvia conseguenza sullo smarrimento
che a tratti emerge dai personaggi: le azioni compiute e i dialoghi
restano su una superficie che non si compie mai. E la musica, nel
sopperire quanto può a questi vuoti, racconta la propria bellezza e
tenta di mettersi al posto degli attori, restando però
inevitabilmente incompresa.
La regista Cate
Shortland ha parlato con
Fandango dell’attesissimo Black Widow, il film dei
Marvel Studios con
Scarlett Johansson che ha subito notevoli ritardi a
causa della pandemia di Covid-19. La regista ha espresso quanto sia
entusiasta che i fan abbiano finalmente la possibilità di vedere il
film, confermando che avrà un tono molto più dark rispetto ai
precedenti titoli del MCU.
“Ci siamo lasciati ispirare da
film come Non è un paese per vecchi”, ha spiegato Shortland
quando le è stato chiesto a quali celebri titoli sarà ispirato il
tono generale di Black Widow. “E poi anche a film come
Thelma & Louise. E poi le persone che l’hanno già visto hanno detto
che assomiglia molto a
Captain America: The Winter Soldier.”
Proprio in riferimento al paragone
con questo precedente episodio del MCU, la regista ha aggiunto:
“Ci sarà tantissima azione. E poi è un film molto emotivo, dal
grande cuore. A volte può sembrare un po’ dark, ma poi torna la
luce. È davvero emozionante. Penso che sia proprio come quel film.
Ribadisco: ci saranno delle sequenze d’azione davvero fantastiche,
di cui siamo veramente orgogliosi.”
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz. Il film arriverà nelle sale il 7 luglio e
su Disney+ con
Accesso Vip il 9 luglio.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Il
Daily Mail ha condiviso online una serie di nuove immagini dal
set allestito in Scozia di Indiana
Jones 5. Le immagini ci mostrano chiaramente Harrison Ford ancora una volta nei panni
dell’iconico archeologo, ma confermano anche la presenza nel cast
del film di un attore non ancora annunciato ufficialmente.
Negli scatti, infatti, insieme a
Ford vediamo anche Toby Jones, l’attore britannico
noto per il ruolo di Arnim Zola nel MCU, ma anche per aver prestato la
voce al personaggio di Dobby in
Harry Potter e la camera dei segreti. Jones ha
interpretato Truman Capote nel film Infamous – Una pessima
reputazione e ha anche preso parte al film Il
racconto dei racconti di Matteo Garrone.
Al momento non sappiamo quale ruolo
avrà Jones nel film, ma dalla foto si intuisce che dovrebbe
trattarsi di un alleato di Indy, forse la sua nuova spalla. Un
altro aspetto interessante delle foto diffuse dal
Daily Mail è che Harrison Ford sfoggia dei puntini neri sul
volto: quei puntini vengono tradizionalmente impiegati per
permettere agli artisti degli effetti visivi, in fase di
post-produzione, di ringiovanire gli attori, a conferma che in
Indiana Jones
5 il celebre attore verrà sottoposto all’ormai ben
nota pratica del de-aging.
Sulla trama del quinto capitolo del
franchise, che dovrebbe essere l’ultimo, sappiamo ancora molto
poco. Le riprese del film dovrebbero terminare il prossimo ottobre
e toccare anche l’Italia, in particolare la Sicilia. Al momento gli
unici membri del cast confermati, oltre Ford, sono le new entry
Mads Mikkelsen, Phoebe Waller-Bridgee
l’attore tedesco Thomas Kretschmann.
Cosa sappiamo di Indiana Jones
5
James
Mangold(Logan –
The Wolverine) sarà il regista di Indiana
Jones 5 al posto di Steven
Spielberg, che invece aveva diretto tutti gli altri
capitoli precedenti della saga. A bordo del progetto torna
invece John Williams, già compositore
dell’iconica colonna sonora che accompagna il personaggio da 40
anni. Nel cast, oltre a Harrison
Ford, ci sarà anche Phoebe
Waller-Bridge. Le riprese dovrebbe partire in
primavera.
Prima dell’ingaggio di Mangold, la
sceneggiatura era stata affidata a David
Koepp, he ha poi lasciato il progetto
insieme a Spielberg. Prima di Koepp, anche Jonathan
Kasdan (figlio dello sceneggiatore de I
predatori dell’arca perduta, Lawrence Kasdan) aveva messo
le mani sullo script. L’uscita nelle sale del film è già stata
posticipata diverse volte: inizialmente previsto per il 19 Luglio
2019, il film è stato rinviato prima al 10 Luglio 2020, poi al 9
Luglio 2021 e infine al 29 Luglio 2022.
Non sappiamo ancora se i Marvel Studios abbiano intenzione
di esplorare il concetto di Multiverso a lungo
termine o se si tratta semplicemente di un divertente diversivo che
esclusivamente al centro della Fase 4 del
MCU, alle prese con le conseguenze di Avengers:
Endgame.
Ad ogni modo, sappiamo che grandi
cose avverranno in ben tre progetti del MCU che dovrebbero essere
tutti collegati tra loro: la serie Loki e i film Spider-Man:
No Way Home e Doctor Strange in
the Multiverse of Madness.Michael
Waldron, l’head writer di Loki, si è occupato anche della sceneggiatura del
sequel di Doctor
Strange e di recente, parlando con
Collider, ha parlato proprio dell’impatto che quel film e il
threequel di Spider-Man avranno sul MCU così come lo
conosciamo.
“Penso che non si coinvolge Sam
Raimi in un film a meno che non si tratti di un grande film”,
ha esordito Waldron. “Penso che una delle gioie dell’essere uno
degli sceneggiatori del mondo Marvel sia quella di riuscire a fare
dei casini terribili e di incolpare i tuoi predecessori. Anche se a
volte ti ritrovi a essere tu stesso quel predecessore.Ad
esempio, devi scrivere la sceneggiatura di Loki e poi devi
occuparti di Doctor Strange 2. Devi quindi porre rimedio ai tuoi
stessi errore, cosa che può essere comunque molto
divertente”.
Abbiamo tutti ipotizzato che sarà
Scarlet Witch a scatenare la “follia” nel Multiverso, ma se invece
fosse il Dio dell’Inganno? Ciò potrebbe avere senso in base a
diversi punti di vista, soprattutto se la Time Variance Authority
verrà distrutta o se, alla fine, si rivelerà un’organizzazione con
intenti sinistri…
Quando esplose la notizia che
Zack Snyder avrebbe avuto la possibilità di
tornare in Justice
League e portare finalmente a compimento la sua
versione del cinecomic, diversi report in merito indicavano che la
maggior parte del cast del film sarebbe stata coinvolta in una
serie di riprese aggiuntive.
Tuttavia, ora è venuto alla luce che
Jason
Momoa non ha effettivamente girato alcuna nuova scena,
nonostante il suo personaggio, Aquaman, abbia un ruolo molto più
sostanziale nella storia raccontata in Zack
Snyder’s Justice League. Durante un’apparizione al
Tonight Show, l’ex star di Game of
Thrones ha letteralmente sorpreso i fan quando ha
dichiarato di non aver preso parte a nessuna ripresa aggiuntiva per
la Snyder Cut.
“La cosa più bella di quella
versione di ben quattro ore è che non ho dovuto rigirare
nulla”, ha spiegato Momoa al conduttore Jimmy Fallon. “Era
già tutto lì. È divertente quando le persone vengono da me e mi
dicono: ‘Mi è piaciuto! Era così dettagliato, spiegato così bene’.
E io rispondo: ‘Sì, è quello che abbiamo sempre voluto
fare’.”
“Amo Zack e l’intero film è in
parte ciò per cui otto anni fa avevo firmato, cioè avere la sua
visione”, ha aggiunto l’attore. Sappiamo quanto di ciò che
Snyder aveva girato in origine, prima che si allontanasse dalla
produzione, fosse stato tagliato dalla versione cinematografica, ma
le parole di Momoa ora non fanno altro che confermare quanto sia
stato “massacrato” il lavoro del regista durante quel periodo.
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO
Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia.
Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in
sei capitoli e un epilogo.
Lo scorso weekend il regista
James Wan ha ufficializzato il titolo
dell’attesissimo sequel di Aquaman,
il cinecomic con Jason Momora nei panni del Re di
Atlantide. Il titolo sarà Aquaman and the Last Kingdom, ma cosa ci dice a
proposito della trama del film?
Come riporta
Screen Rant, il titolo lascia intendere che il sequel potrebbe
essere fortemente incentrato sul regno perduto di Atlantide. Nella
mitologia del DCEU, il regno di Atlantide venne diviso in sette
regni una volta che la città sprofondò nell’oceano. Tra questi
figurano i regni di Xebel, Fisherman, Brine, Trench, Deserters e il
misterioso regno perduto. Sebbene già il primo Aquaman abbia
menzionato tale regno perduto, al contempo non ha mai fornito
particolari dettagli in merito.
Orm disse a Nereus che il regno
perduto doveva ancora svanire quando venne fondato il Consiglio dei
Re, ma in seguito accadde qualcosa che lo rese parte del passato di
Atlantide e non del suo presente o futuro. I fan dovranno quindi
aspettarsi che Aquaman 2
esplori la storia e lo stato attuale di tale regno.
Chiaramente, l’attenzione che verrà
risposta al regno perduto in Aquaman 2
potrebbe consentire alla trama di evolversi in varie direzioni.
L’opzione più semplice potrebbe essere quella di collegarsi
direttamente al finale del primo Aquaman,
dove Arthur Curry, riconosciuto come il re di Atlantide, ha unito
le tribù Xebel, Brine e Fisherman. Dopo aver già incontrato i
Trench e aver trovato ciò che restava dei Deserters, ha senso che
Aquaman vada ora alla ricerca del regno perduto.
Tutto quello che c’è da sapere su
Aquaman 2
Vi ricordiamo che Jason
Momoa è atteso di nuovo nei panni dell’eroe nel
sequel di Aquaman,
film che ha rilanciato in positivo le sorti dell’universo
cinematografico DC. Diverse fonti fanno sapere che gli studios
vorrebbero riportare James
Wan dietro la macchina da presa
per Aquaman
2 ad una condizione: che sia lui a scegliere il
gruppo di sceneggiatori e a seguire da vicino il processo di
sviluppo.
David Leslie
Johnson-McGoldrick, collaboratore ricorrente
di James
Wan(The Orphan, The Conjuring 2, The
Conjuring 3), scriverà la sceneggiatura del film insieme
a Will Beal, mentre il regista e Peter Safran saranno
co-produttori. Aquaman
2 uscirà nelle sale americane il 16 dicembre
2022.
Arriverà il 18 giugno su Disney+Luca,
il nuovo film Pixar, l’esordio al lungometraggio del genovese
trapiantato negli USA Enrico
Casarosa, che già anni fa aveva ricevuto una
nomination agli Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione,
sempre sotto l’ombrello della Pixar, il bellissimo La
Luna.
Già nel cortometraggio citato c’era
il mare, c’erano le stelle e c’era un bambino che guardava il mondo
con grande meraviglia. Nel caso di Luca, però,
c’era anche un elemento autobigrafico potente, la giovinezza
trascorsa sulla riviera ligure e le estati in compagnia dei
coetanei.
“Per me è un’emozione tornare a
Genova – dice Enrico Casarosa, all’inizio
della conferenza stampa a cui hanno partecipato, insieme a lui,
anche alcuni dei doppiatori italiani, Marina Massironi,
Saverio Raimondo, Orietta Berti, e la produttrice del
film,Andrea Warren– Luca è ispirato alla mia
infanzia e alle estati sulla riviera con Alberto, il mio migliore
amico. È una lettera d’amore a questi posti, alle mie estati qui.
Noi nati sulla riviera ligure abbiamo il mare dentro e volevo
esaltarlo e farlo vedere al mondo. Così come per il cibo, la musica
del nostro Paese. Ho raccontato tutto con un sentimento nostalgico
ma anche tanto amore per la mia infanzia. Il mare me lo porto
sempre dentro.”
Andrea Warren,
produttrice del film, ha aggiunto: “Per me è una vera gioia
essere qui in presenza. Questo è un film che nasce dai ricordi di
Enrico e a noi ha toccato moltissimo, soprattutto per il suo modo
di condividere l’esperienza, in fase di racconto e realizzazione. E
adesso anche noi ora vogliamo condividerlo con il resto del
mondo.”
Saverio Raimondo è,
insieme a Marina Massironi, uno dei doppiatori che
prestano la voce ad un personaggio sia nella versione italiana che
inglese di Luca.
Nel caso di Raimondo, il personaggio doppiato è Ercole Visconti, il
bulletto di Portorosso, una vera spina nel fianco per il
protagonista Luca e per i suoi amici, Alberto e Giulia: “Il mio
personaggio è il bad guy. Per me è stato divertente dargli voce,
non sono un bullo nella vita vera ed è stato divertente essere
altro da me, trasformarmi in una persona che prevarica gli altri.
Lo vediamo anche mollare un pugno e io non so nemmeno come si fa,
nella vita vera. Per me è stato divertente, e spero sia divertente
anche per voi.”
Marina Massironi
interpreta invece la Signore Marsigliese, una specie di donna
immagine di Portorosso, colei che organizza una buffa competizione,
ogni anno, che è diventata il cruccio di Giulia e che diventa così
anche l’oggetto meta di Luca e Alberto: “La signora Marsigliese
è una figura di donna di provincia molto rispettata, è
un’istituzione. Vive molto la sua comunità e la comunità vive di
riflesso per lei. Io non so fare la pasta come lei, né organizzo
competizioni, ma forse il mio naso assomiglia al suo.”
Special guest della conferenza è
stata Orietta Berti, che nel film doppia un
personaggio secondario. “Mi sono molto divertita, il film è
bellissimo. E l’ho visto prima in inglese e poi in italiano e ho
potuto apprezzare bene i doppiatori dei bambini in italiano, sono
stati bravissimi. Mi ha fatto anche un po’ commuovere nella parte
finale. Avevo poche battute, il mio personaggio è secondario e
principalmente mangia gelato, ma mi sono molto divertita.”
Il film ha una forte impronta
musicale, saccheggiando dalle hit italiane degli anni ’50, per
precisa scelta di Casarosa, che voleva omaggiare anche quelle
canzoni e in particolare la musica di Bennato: “Avrei voluto
metterne di più di sue canzoni nel film, ma diciamo che Il gatto e
la volpe è perfetta per la storia di Luca e Alberto. Forse loro
sono più positivi come personaggi, ma così come nella canzone,
nell’immaginario di questi due amici furfanti, anche nel film c’è
la sensazione di lasciarsi trasportare dall’avventura e di
combinare guai, una sensazione di amicizia presente nella canzone
che stava benissimo anche nel film”.
Come anticipato, sia Massironi che
Raimondo hanno doppiato i personaggi anche nella versione
originale, come spiega l’attrice: “È stato bellissimo lavorare in
un’altra lingua perché è come aprirti un po’ la testa, confrontarti
con altri suoi e imparare cose nuove. Poi abbiamo lavorato a
distanza. Tutto è partito nel mio studio e da lì sono arrivata in
California. Non ho capito molto, all’inizio, ma credo fosse perché
sono una che parla molto e volevano evitare fughe di notizie
dicendomi solo il minimo indispensabile. Trovo che il film offre un
ritratto molto fedele e veritiero della provincia, io vivo in un
paesino di seimila persone e molte situazioni sono simili a quelle
che vediamo in Luca.”
L’ispirazione, per Raimondo, a
doppiare l’antagonista della storia, è venuta da due contesti molto
eterogenei. Da una parte il doppiatore ha confessato di essersi
ispirato ad un personaggio di Truman Capote, e dall’altra ad una
vera e propria icona del cinema comico italiano: “È stato molto
bello doppiare un personaggio che non esisteva ancora, servendosi
solo delle indicazioni di Enrico. Poi la mia ispirazione principale
è stata quella del Geometra Calboni, antagonista di Fantozzi, un
personaggio assolutamente sgradevole eppure riconoscibile. Calboni
è stato proprio la mia ispirazione principale, tutta
italiana.”
Luca è un racconto che esalta la
diversità e l’inclusione
Da un punto di vista tematico, Luca
esalta la diversità come valore, è “una metafora che riguarda
il sentirsi diversi, il doversi nascondere. E a quanto poi è bello
imparare ad accettarsi e a scoprire quanto questa diversità può
essere preziosa. Mi rendo conto che molte di queste riflessioni
possono riguardare anche la comunità LGBTQ+ e penso sia bello se il
film manda comunque un messaggio di inclusività e accettazione, ma
è un significato collaterale. Principalmente il film è ispirato
alla mia esperienza personale.”
Oltre all’ispirazione biografica,
Casarosa deve molto anche alla sua formazione, essendo cresciuto,
per sua ammissione, con una fortissima influenza della cultura e
del cinema d’animazione giapponese. “L’ispirazione per Luca
viene anche dall’immaginario giapponese. Hayao Miyazaki fa parte della mia formazione,
provo una grande ammirazione per lui, che all’epoca guardò anche il
mio cortometraggio. Nei suoi personaggi c’è sempre il senso di
meraviglia, l’avventura, ma anche la curiosità di scoprire il mondo
che sta intorno. Poi lui è bravissimo a raccontare queste storie di
bambini, il mondo dei più piccoli e lo fa sempre con grande
ispirazione.”
Non c’è dubbio che, al netto delle
sue ispirazioni, con Luca,
Enrico Casarosa e la Pixar abbiano creato un nuovo
immaginario e una nuova storia che sarà sicuramente a sua volta
fonte di ispirazione per altri. Luca
arriva su Disney+ in abbonamento dal 18
giugno.
Kat Dennings è
diventata famosa internazionalmente grazie alla serie
2 Broke Girls. Attrice sin dalla tenera età, sono molti i
film e le serie in cui ha recitato. Ma ci sono tante cose di lei
che non si sanno. Ecco dieci fatti che forse non sapevate
su Kat Dennings.
Kat Dennigs: film e carriera
Kat Dennings ha ricevuto la propria istruzione a
casa. Kat, il cui vero nome è Katherine Victoria
Litwack, è nata a Bryn Mawr, nello stato della
Pennsylvania, vicino a Philadelphia, da Ellen (terapista e
poetessa) e Gerald Litwack (farmacista molecolare). Più piccola di
cinque fratelli, Kat ha ricevuto, per la maggiore, la propria
istruzione a casa, diplomandosi all’età di quattordici
anni. Parallelamente, grazie anche al sostegno e aiuto
della madre, Kat ha sostenuto diverse lezioni di recitazione e ha
partecipato a numerosi provini. Successivamente, la famiglia si è
trasferita con lei a Los Angeles, California, per supportare il suo
lavoro di attrice a tempo pieno.
Kat Dennings ha iniziato con le pubblicità.
Dopo di esse, ha iniziato a lavorare in televisione, iniziando con
un piccolo ruolo nella serie targata HBO di Sex and the
City nel 1998, per poi continuare con ruoli in Raising
Dad (2001) , Senza traccia (2002), C.S.I. – Scena
del crimine (2004) e E.R. – Medici in prima linea
(2005-2006). In seguito, la Dennings è diventata anche doppiatrice
per alcuni episodi di American Dad! (2009-2010), Big
Mouth (2017) e I Simpson (2017).
Kat Dennings diventa popolare tra Thor e 2
Broke Girls. Dopo aver partecipato a diverse serie
(avrebbe dovuto far parte anche di Everwood, ma fu
scartata), dal 2002 Kat inizia a recitare anche in film per la
televisione, come Attenzione: fantasmi in transito,
The Snobs e Sudbury, e in film come Nata per
vincere del 2004 (film per il quale ha preso lezioni di
piano), 40 anni vergine (2005), FBI: Operazione
tata (2006) e La coniglietta di casa (2008),
iniziando a farsi conoscere. Diventerà popolare internazionalmente
con la sua partecipazione a Thor,
il film di
Kenneth Branagh del 2011 e al successivo Thor: The Dark World (2013), nel ruolo della stagista
Darcy Lewis. Parallelamente ai suoi successi
cinematografici, nel 2011 debutta da co-protagonista (fino al 2017,
anno in cui termina la serie) in
2 Broke Girls, serie che vanta ben 9 candidature
agli Emmy Awards, nel ruolo della sarcastica cameriera
Max, dotata di talento culinario, specie nel fare i cupcake. Dal
2017 al 2020 ha preso parte alla serie tv Big Mouth prestando la
voce a Leah Bich. Nel 2019 ha interpretato Jules Wiley
nella serie tv Dollface. Nel 2020 è apparsa nel film
Abby. Nel 2021 invece riprende il ruolo di Darcy Lewis
nell’acclamata serie Marvel StudiosWandaVision che vede protagonista
Elizabeth Olsen nei panni di
Scarlet Witch.
Kat Dennings e il suo lato hot
Kat Dennings naturalmente sexy. Kat è una
donna formosa, così curvilinea da far girare la testa. La sua pelle
chiara, che spicca in presenza di un quasi permanente rossetto
scuro sulle labbra, la voce un po’ roca, le labbra carnose e gli
occhi azzurri penetranti, conferiscono a Kat la nomina di una delle
donne più naturalmente sexy del mondo. E se Madre Natura è stata
particolarmente generosa, in più lei ha anche capacità recitative e
provocatorie di un certo livello, recitando (spesso e volentieri)
personaggi ribelli, sarcastici e con un gran senso dello
humor.
Kat Dennings nuda?
Kat Dennings nuda?. Formosa nei punti giusti,
la Dennings non ha paura di mostrarsi per come mamma l’ha fatta,
facendosi vedere nuda o in topless sui social senza timore. Sa come
mettere in vista i suoi punti forti, tra cui il suo più che
abbondante seno, tanto da essere considerata, nel 2012 e nel 2013,
una delle donne più sexy e desiderabili del
mondo.
Alta 164 cm, Kat è un concentrato di sensualità,
capacità e intelligenza. Tra le sue passioni, oltre quella
di amare gli animali, fanno capolino il canto, la lettura (pare sia
una gran divoratrice di libri e che ne collezioni di vecchi) e la
scrittura, tanto che nel 2009 ha scritto una sceneggiatura insieme
a uno dei suoi fratelli.
Kat Dennings tra blog e social
Kat Dennings blogger
provetta. In passato, durante le pause dai suoi impegni
lavorativi, Kat Dennings si è rivelata essere un’ottima blogger.
Verso il 2010 ha virato il suo hobby verso la piattaforma You Tube,
aprendo il suo canale ufficiale e diventando una video blogger di
un certo successo.
Kat Dennings su
Instagram. Su Instagram, Kat Dennings si chiama
@katdenningsss, ha 2 milioni e 800 mila follower e
2041 post all’attivo. Segno che è una gran
utilizzatrice di questa piattaforma social, sul quale non esita a
mostrarsi com’è nella vita di tutti i giorni, tra gatti, lavoro e
viaggi, e a mostrare il suo fisico tutto curve, tra abiti
fascianti, generose scollature e spacchi da brivido. Ironica,
autoironica e con quel fare a metà tra l’innocente e il
provocatorio, Kat Deggins sa sicuramente bene come tenersi stretti
i suoi numerosi fan.
Kat Dennings e il caso
Twitter. Attiva anche su Twitter, la Dennings cinguetta
frequentemente, allegando spesso delle foto sarcastiche, quotidiane
e alcune provocanti. Tra queste, ne spicca una del 2010 in cui
pubblicò sul suo profilo ufficiale un chiaro e indubbio topless,
mostrando il suo prosperoso seno, rendendo (senza dubbi a riguardo)
contenti e mandando in tilt tutti i suoi parecchi follower.
Kat Dennings non solo
xxx. L’attrice americana, tempo fa, a dichiarato che
l’ebraismo (religione con la quale è cresciuta e che fa parte della
sua famiglia) fa parte del suo passato ma non della sua vita
presente. In altre dichiarazioni, la Dellings ha confessato di
praticare meditazione trascendentale, di essere una persona che non
beve, non fuma e di non apprezzare e volere persone che lo facciano
attorno a lei.