Il produttore di Black
Panther: Wakanda Forever e
vicepresidente della produzione e dello sviluppo dei
Marvel Studios, Nate Moore,
ha recentemente preso parte a una tavola rotonda dei produttori in
cui ha parlato dell’infortunio della star Letitia Wright durante la produzione del
sequel dei Marvel Studios.
Parlando come parte della
tavola rotonda di THR insieme a
numerosi colleghi produttori come Viola Davis e Jerry
Bruckheimer, Moore ha descritto l’infortunio di Letitia Wright come “una cosa enorme e
traumatica da affrontare per lei” e ha detto che è il tipo di
cosa che “non sai se ti riprenderai del tutto da
questo“.
“Black Panther:
Wakanda Forever è stato difficile da
portare sullo schermo, ma il momento più spaventoso è stato in
realtà quando Tish [Letitia
Wright] si è infortunata“, ha detto
Moore. “Stavamo girando alcuni lavori di seconda unità [e]
alcuni lavori acrobatici a Boston. L’intero equipaggio era ancora
ad Atlanta, quindi ho ricevuto una chiamata nel cuore della notte
dall’ambulanza. È terrificante perché a quel punto non si tratta
solo del film, si tratta di una persona e di una persona che
conosco da anni. Come produttore, ti senti responsabile per tutti i
membri della tua troupe.”
“Ti senti responsabile di
averla messa in quella posizione in primo luogo e di aver raccolto
i pezzi. Capire il programma era quasi la parte più facile che
capire come rimettere a posto la testa di Tish e procurarle l’aiuto
di cui aveva bisogno, sia fisicamente che mentalmente. È stata una
cosa enorme e traumatica da affrontare per lei. Per metterla a suo
agio nel tornare e esibirsi al livello in cui si stava esibendo –
non sai se tornerai da quello, a dire il vero, ma lo ha
fatto.”
Il sequel ha visto il ritorno di
Lupita Nyong’o, Danai Gurira, Angela Bassett nei panni di Ramonda, Martin Freeman, Letitia Wright, Winston Duke e
Florence Kasumba. A loro si sono uniti i nuovi arrivati in
franchising Tenoch Huerta, Michaela Coel, Mabel Cadena e Alex
Livinalli. Nel film Marvel Studios Black Panther:
Wakanda Forever, la Regina Ramonda (Angela
Bassett), Shuri (Letitia
Wright), M’Baku (Winston Duke), Okoye (Danai
Gurira) e le Dora Milaje (tra cui Florence Kasumba)
lottano per proteggere la loro nazione dalle invadenti potenze
mondiali dopo la morte di Re T’Challa. Mentre gli abitanti del
Wakanda cercano di comprendere il prossimo capitolo della loro
storia, gli eroi devono riunirsi con l’aiuto di War Dog Nakia
(Lupita
Nyong’o) e di Everett Ross (Martin
Freeman) e forgiare un nuovo percorso per il regno del
Wakanda. Il film presenta Tenoch Huerta nel ruolo
di Namor, re di Talokan, ed è interpretato anche da
Dominique Thorne, Michaela Coel, Mabel Cadena e
Alex Livinalli.
Durante una recente
intervista con Comingsoon, il regista diCloverfield e The
Batman , Matt
Reeves, ha rivelato che Steven Spielberg (in odore di Oscar per il suo
ultimo film
The Fabelmans) è rimasto molto colpito dal film di mostri
di Reeves, che sta per debuttare in un’edizione
limitata per il 15° anniversario in 4K UHD e Blu-ray
Steelbook.Parlando dell’impatto del
film, Matt Reeves ha discusso dell’incontro con
Steven Spielberg e ha affermato che la
visionaria leggenda del cinema è stata spaventata dal film del
2008.
“Bryan Burk mi ha
chiamato dal set di Star
Trek, dove [Spielberg] era seduto con
JJ Abrams, gli sceneggiatori e Bryan e mi ha detto: “Oh ehi,
dov’è il regista di Cloverfield? Voglio
parlargli’”, ha rivelato
Reeves. “Quindi Bryan ha detto, ‘Faresti
meglio a venire alla Paramount adesso. Spielberg sta chiedendo
dove sei.’ Ero tipo, ‘Oh! Bene!”“Così sono andato lì e mi sono seduto lì e poi si è
rivolto a me e dopo aver parlato, ha dato loro molti input sulla
sceneggiatura e cose del genere ed è stato davvero adorabile. Poi
si è rivolto a me, ha detto: “Aspetta, quindi hai
diretto Cloverfield ?” E
io ho detto, ‘Sì.’ e lui: “Mi hai spaventato a
morte”. E io ero tipo, ‘Oh.’ È stato
fantastico. Non c’era complimento più alto che potessi
ricevere di quello. Ho spaventato Steven Spielberg. Questo era il
massimo.“
Cloverfield è
uscito nelle sale di tutto il mondo nel 2008 ed è un film in stile
mockumentary di firmati ritrovati sul luogo di un disastro che
ruota attorno a un gruppo di amici che devono sopravvivere a un
massiccio attacco di mostri a New York. La pellicola ottenne un
successo globale generando ben due spin-off-sequel da 10 Cloverfield Lanenel
2016 e The
Cloverfield Paradox nel 2018.
L’acclamato regista James Cameron ha parlato in passato di come
Leonardo DiCaprio abbia quasi rifiutato di
fare il ruolo di Jack Dawson in Titanic. In
una recente intervista, James Cameron è tornato sull’argomento
rivelando che DiCaprio inizialmente non voleva nemmeno
essere nel film. Parlando con
People ai
Golden Globes lo scorso fine settimana, il regista ha scherzato
sul fatto che Leonardo DiCaprio non avesse alcun desiderio
di essere un protagonista, con il leggendario regista che ha detto
che gli ha dovuto “torcere il braccio” per coinvolgere
DiCaprio nel film.
“Non voleva fare un
protagonista“, ha detto Cameron. “Ho dovuto davvero
torcergli il braccio per essere nel film. Non voleva
farlo. Pensava che fosse noioso.” Cameron ha
continuato dicendo che DiCaprio ha finito per interpretare il ruolo
solo dopo che il regista è riuscito a convincerlo che il ruolo di
Jack Dawson era “una sfida difficile“, quindi ha
elogiato il talento di DiCaprio. “Non mi ha sorpreso, prima di
tutto, che abbia fatto molte scelte autentiche andando
avanti. E in secondo luogo, non ho mai dubitato del suo
talento.”
Uscito nelle sale di tutto il mondo
nel 1997,
Titanic è diventato un grande successo dal
momento in cui è stato presentato in anteprima, con elogi da parte
della critica e del pubblico. Il film è stato il primo film in
assoluto a raggiungere il miliardo di dollari al botteghino ed è
rimasto il film con il maggior incasso film di tutti i tempi fino a
quando Cameron ha battuto se stesso un altro suo film nel 2009
–
Avatar. Per coloro che desiderano rivivere il
film del 1997, Titanic è attualmente impostato
per essere diffuso nelle sale di tutto il mondo
in 3D 4K HDR il 09 febbraio 2023.
Il regista Michael
Bay è stato accusato dell’uccisione di un piccione sul set
di 6
Undergrounddi Netflix
in Italia nel 2018. Bay ha negato le accuse e,
secondo quanto riferito, ha tentato più volte di comunicare con le
autorità italiane per chiarire la questione.“Sono
un noto amante degli animali e un grande attivista per gli
animali“, ha detto Bay a TheWrap in una
dichiarazione. “Nessun animale coinvolto nella produzione
è stato ferito o ferito. O su qualsiasi altra produzione a cui
ho lavorato negli ultimi 30 anni.”
Il regista è fiducioso di
avere prove sufficienti per scagionare la produzione del film da
queste accuse, prove che includono testimoni e addetti alla
sicurezza.“Abbiamo chiare prove video, una
moltitudine di testimoni e agenti di sicurezza che ci esonerano da
queste affermazioni“, ha affermato Michael
Bay. “E smentisce la loro unica foto dei paparazzi, il
che fornisce una storia falsa“.
Infine, Michael
Bay ha detto che gli è stata offerta la possibilità di
pagare una piccola multa per risolvere la questione, ma si è
rifiutato di pagare poiché non intende dichiararsi
colpevole. “Mi è stata offerta dalle autorità
italiane la possibilità di risolvere la questione pagando una
piccola multa, ma ho rifiutato di farlo perché non mi sarei
dichiarato colpevole di aver danneggiato un animale“, ha
chiarito Michael Bay.L’Italia ha una
legge nazionale che vieta il danneggiamento o l’uccisione dei
piccioni, in quanto il paese li considera una specie
protetta. Il procedimento giudiziario contro Michael
Bay è attualmente in corso, quindi ulteriori dettagli
specifici sono attualmente nascosti.
Prima di arrivare – finalmente – in
Italia, Everything Everywhere All At Once del duo
registico The Daniels è stato il
film dei record negli Stati Uniti. Presentato in anteprima al
South by
SouthWest, ha superato la soglia dei 100 milioni di
dollari in tutto il mondo, diventando il primo film indipendente
dopo la pandemia e nella storia dell’A24 – che si è occupata della sua produzione e
distribuzione – a riuscirci. È diventato il film con la media più
alta di sempre su Letterbox, app social incentrata sulla
condivisione di opinioni per i film, sorpassando
Parasite di Bong
Joon-ho che, fino ad allora, deteneva il record di
4.6/5 di media.
Si è presentato inoltre al pubblico
come primo film in cui figura un cast di attori protagonisti
“all-asian“, conferendo a Michelle Yeoh il ruolo di attrice protagonista
(ha sempre avuto ruoli da comprimaria, anche se è quasi impossibile
crederci) e riportando in scena dopo ben 30 anni di assenza dagli
schermi Ke Huy Quan, lo Short Round di
Indiana Jones e il Tempio Maledetto e
Data dei Goonies.
Una nuova frontiera del cinema
indipendente
La trama di Everything
Everywhere All at Once segue Evelyn Wang
(Yeoh),
una donna che annaspa sotto lo stress della lavanderia a gettoni in
fallimento della sua famiglia, del suo matrimonio in crisi con
Waymond (Ke
Huy Quan) e dell’anziano padre (James
Hong) che disapprova le sue scelte di vita. Ma è il
crescente divario tra Evelyn e sua figlia
Joy (Stephanie Hsu) che minaccia
di disfare il tessuto della sua esistenza, almeno fino a quando la
donna scopre di essere solo una delle molteplici versioni di
Evelyn presenti nel Multiverso – e l’unica che può
salvarlo. Il film, che arriverà nelle nostre sale dal 6 ottobre
2022, è stato prodotto dai fratelli Russo.
Con Everything Everywhere
All At Once gli eclettici Daniels sono
riusciti a sfruttare un budget di appena 25 milioni di dollari per
realizzare un vero e proprio kolossal d’autore e dare vita a una
personalissima idea di Multiverso, in cui l’incontro di altre
versioni del sè è funzionale al ristabilirsi di un dialogo
famigliare totalmente offuscato dalla frenesia quotidiana. Ci
troviamo di fronte a un film unico nel suo genere, rivoluzionario,
delirante nella sua struttura narrativa e con un cast praticamente
perfetto per come deve adeguarsi ad ogni singolo cambio di
registro.
Incredibile a dirsi, ma il film è
stato girato in una singola location; tutto il budget a
disposizione è stato utilizzato per esplorare mondi paralleli ma a
cui è stata data conformazione visiva in un semplice capannone
abbandonato. Il livello di creatività dei Daniels
è alle stelle in Everything Everywhere All At
Once, percepiamo chiaramente l’urgenza creativa di un duo
che si era già fatto notare per la regia di coloratissimi video
musicali e per Swiss Army Man (2016), in cui
avevano già inglobato in una cornice fantastica il racconto di
un’amicizia grottesca ma paradossalmente tenerissima.
Michelle Yeoh, Jamie Lee Curtis Photo Credit: Allyson
Riggs
Benvenuti nell’Evelyn-verso
Everything Everywhere All
At Once è a tutti gli effetti un film sensoriale, in cui
siamo chiamati ad attivare la nostra capacità di giudizio
confrontandoci con ogni sperimentazione di reparto che ci viene
proposta: gli effetti visivi, le transizioni, i volti che lasciano
il segno; le battute precisissime che ci danno fin dall’inizio
un’idea sommaria e poi totale di cosa può essere il Multiverso con
le sue infinite potenzialità. Sfidando le leggi della probabilità,
plausibilità e coerenza – parti fondamentali della costruzione di
un mondo narrativo – i Daniels confezionano una
storia in cui è la specificità della famiglia protagonista a
trasferirci un senso di universalità, tramite l’esposizione di
sensazioni e la messa in scena di circostanze in cui chiunque può
riconoscersi.
Il Multiverso è nella quotidianità
di Evelyn, Raymond e
Joy, nella caoticità straziante di una famiglia
che deve cercare di salvare un’attività in fallimento, un confronto
dialogico mancante, pensieri che viaggiano a velocità elevata ma in
menti diverse, senza mai riuscire a trovare un punto di incontro.
Scelte di vita, potenziali cambi di rotta, molteplici “what if”,
proiezioni siderali che portano ad una sensazione di benessere per
poi rimpiombare nel caos che abbiamo creato noi stessi: tutto il
film è ovunque e in molti momenti di un’esistenza che deve
riprendere forma con i rinnovati legami familiari.
Impossibile non soffermarsi sulla
performance esemplare di Michelle Yeoh in Everyhting Everywhere
All At Once, che si è cimentata personalmente con gli
stunt, confermandosi una meravigliosa star del cinema d’azione, ma
non solo. Attraverso il personale viaggio di
Evelyn nel Multiverso, tra la donna che era e che
è diventata, riesce a consegnarci il ritratto a tutto tondo di una
madre che deve mettersi costantemente in discussione, sospesa tra
un retaggio che la costringe alla diligenza e al dovere, e un
presente talmente fluido che le risulta impossibile trovare dei
punti di appiglio, immersa com’è in una quotidianità miope, che ci
domina con routine prestabilite, con compiti da assolvere e ruoli
in cui siamo costretti a identificarci.
Stephanie Hsu Photo Credit: Allyson Riggs
La circolarità del bagel di
Joy/Jobu
Il caos è sempre presente nella
vita di Evelyn, ma assume carattere e forma
visuale grazie alla creazione lungimirante di una villain che parla
tanto alle giovani generazioni: Jobu Tupaki. Tutto
ciò che è contenuto nella mente di una giovane creativa,
variopinta, gioiosa ragazza ma contenuta in una gabbia di
percezioni e pregiudizi esplode in maniera dirompente tramite
questo personaggio. Così, Evelyn è costretta a
rivedere e ricalibrare la propria opinione rispetto alla psicologia
di una figlia che conosce a fondo ogni sfumatura di un mondo in
costante cambiamento. Tra i mille universi di Everything
Everywhere All At Once inizia a propagarsi uno scontro
diretto fra vecchio e nuovo, fra realtà vissuta dagli adulti e
fantasie generate dalla nostra generazione o a quelle dopo la
nostra. Il Multiverso è la resa dei conti per
Jobu, un tentativo di trasferimento di conoscenze
e significati a chi ci sembra abbia vissuto in un tempo lontano,
scevro dalle molteplici possibilità legate alle nostre abilità o
alla sensibilità con cui vorremmo metterci in gioco, ma che spesso
siamo costretti a occultare, soprattutto con chi ci sta più
vicino.
Non bisogna smettere di respirare,
perché nel Multiverso non si è mai soli. Certo, siamo inseguiti da
una temibilissima villain, potremmo perdere tutto da un momento
all’altro – professionalmente ed emotivamente – eppure ci rendiamo
conto che in nessuna dimensione del Multiverso dobbiamo caricarci
il peso di mille domande solo sulle nostre spalle. Siamo
costantemente alla ricerca dell’altro, di chi potrà vedere e capire
cosa abbiamo affidato al nostro Everything Bagel,
commistione delle voci che sembrano distanti ma che provengono
dalla nostra coscienza, paure che si concretizzano in un senso di
ribellione ancorato ad un buco nero che risucchia qualsiasi
imperfezione.
Il Bagel è un cerchio perfetto, che
sta sulla testa di Jobu, narratrice onniscente del
multiverso, ed è conformazione geometrica ultima di un simbolo che
torna ripetutamente nel film: dall’oblò delle sfilze di lavatrici
in lavanderia, passando per i Google Eyes, l’angosciante cerchio
nero con cui Jamie Lee Curtis sottolinea su carta tutto ciò
che i Wang devono all’Agenzia delle Entrate, fino allo specchio di
casa Wang, che racchiude simbolicamente uno dei
frame più memorabili del film: mamma, papà e figlia insieme, a
suggellare come questo sia – prima di tutto – un film sulla
circolarità, anche simbolica, delle unioni famigliari e dei viaggi
che siamo portati a compiere insieme.
È proprio attraverso il movimento,
questo dialogo multiversale tra individui, generi cinematografici e
comparti tecnici, che il cinema indipendente compie un salto
potentissimo, mostrandosi vigorosamente in tutte le sue possibilità
produttive, come una Evelyn Wang pronta a saltare
da una dimensione all’altra per ricodarci che il cinema deve
essere, soprattutto, condivisione.
L’attore Gabriel
Luna vanta già diversi ruoli di rilievo, specialmente in
prodotti televisivi, ma non è ancora un volto particolarmente noto
del mondo della recitazione. Grazie ad alcuni progetti in arrivo,
però, il suo status di celebrità sembra essere destinato a crescere
notevolmente. Dotato di carisma e solida presenza scenica, Luna sta
convincendo sempre più critici e spettatori del suo valore ed ogni
sua interpretazione rimane difficilmente dimenticabile.
Ecco 10 cose che non sai su
Gabriel Luna.
Gabriel Luna: i suoi film e le
serie TV
1. È noto per alcune serie
TV. Dopo aver recitato in alcuni episodi di serie
come Prison Break (2008), Touch (2013) e
NCIS: Los Angeles (2013), Luna ottiene una prima notorietà
recitando in Matador (2014) e nella seconda stagione di
True Detective, con
Colin Farrell.
In seguito ha recitato in Wicked City (2015) e Agents
of S.H.I.E.L.D (2016-2017), dove ha avuto un altro ruolo di
primo piano. Nel 2023 lo si vedrà nella serie The Last of Us, accanto
a Pedro Pascal e Bella
Ramsey.
2. Ha recitato in alcuni
noti film. Nel corso della sua carriera l’attore ha avuto
anche modo di recitare in diversi film, alcuni di maggior rilievo e
altri meno noti. Il primo lungometraggio a cui ha preso parte è
stato Fall to Grace (2005), seguito poi da Dance with
the One (2010). Nel 2011 ha avuto un ruolo in Bernie,
con Jack Black,
mentre in seguito ha recitato in Spring Eddy (2012),
Palle fuori (2014), Freeheld: Amore, giustizia,
uguaglianza (2015), con Julianne Moore,
Gravy (2015) e Transpecos (2016). Nel 2019 torna
al cinema con un ruolo di rilievo in Terminator: Destino
oscuro, con Arnold
Schwarzenegger. Nel 2022 è protagonista di Eddie &
Sunny.
Gabriel Luna è Ghost Rider
3. Ha interpretato il quinto
Ghost Rider della Marvel. Tutti ricorderanno
il Johnny Blaze interpretato da Nicolas Cage
nei due film dedicati al supereroe Ghost Rider. Blaze è stato il
secondo umano ad incarnare il demoniaco personaggio, ma nella
quarta stagione della serie Agents of S.H.I.E.L.D. i fan
hanno imparato a conoscere un altro dei possessori dei poteri del
Ghost Rider. Si tratta di Robbie Reyes, quinto umano ad incarnare
il supereroe, interpretato nella serie proprio la Luna. L’attore si
è detto estremamente grato di tale ruolo, per il quale si è
preparato a lungo e che gli ha donato grande popolarità.
4. Avrebbe dovuto avere una
serie tutta sua. Dopo essere comparso come Ghost Rider in
Agents of S.H.I.E.L.D., Luna avrebbe dovuto interpretare
nuovamente tale personaggio anche in una serie a lui interamente
dedicata. Tuttavia, in seguito all’unificazione tra Marvel Television e i Marvel Studios nel 2019, il progetto è stato
attualmente cancellato. Non è del tutto escluso però che in futuro
si possa decidere di realizzare una serie dedicata al celebre
supereroe, da introdurre così ufficialmente all’interno del
Marvel Cinematic Universe.
Gabriel Luna è Tommy Miller in
The Last of Us
5. Interpreta uno dei
personaggi principali. Nella serie HBO The Last of Us, tratta dall’omonimo
videogioco, Luna interpreta Tommy Miller, uno dei personaggi più
importanti del racconto. Questi è un infallibile cecchino, nonché
fratello di Joel. Tale personaggio si è affermato come uno dei più
amati della serie videoludica, vantando non solo una fisicità
simile a quella del fratello ma anche una forte componente emotiva
e tanta gentilezza. Con questo personaggio, Luna avrà dunque un
ruolo di primo piano nell’attesa serie e il suo potrebbe affermarsi
anche in essa come uno degli elementi più importanti ai fini
narrativi.
6. Conosceva già il
videogioco. Prima di iniziare le riprese della serie, agli
attori del cast era stato chiesto di non giocare al videogioco
The Last of Us, in modo tale da non farsi influenzare da
questo. Luna, tuttavia, conosceva già il gioco e aveva iniziato a
giocarci ben prima che gli fosse comunicata tale richiesta.
Confrontarsi con il videogioco, a suo dire, gli ha però permesso di
entrare meglio nel mondo e nell’atmosfera del racconto, così da
poter poi riproporre le sensazioni provate al momento di
interpretare il suo Tommy Miller.
Gabriel Luna in Terminator:
Destino oscuro
7. È stato l’antagonista del
film. In Terminator: Destino oscuro, sesto film
della celebre saga di fantascienza, Luna ha interpretato il Rev-9,
un Terminator avanzato inviato indietro nel tempo per terminare
Dani, costituito da un tradizionale endoscheletro solido circondato
da una “pelle” di poli-lega mimetica. Possiede la capacità di
separare questi due componenti in due unità Terminator
completamente autonome. Un avversario affermatosi come
particolarmente minaccioso, anche per la grande presenza scenica
sfoggiata da Luna.
Gabriel Luna è su Instagram
8.Ha un
profilo sul social network. Gabriel Luna è
naturalmente presente sul social network Instagram, con un profilo
seguito attualmente da 161 mila persone. Su tale piattaforma egli
ha ad oggi pubblicato oltre mille e seicento post, la maggior parte
relativi alle sue attività come attore. Si possono infatti
ritrovare diverse immagini relative a momenti trascorsi sul set ma
anche foto promozionali dei suoi progetti e altre immagini che lo
raffigurano ad eventi a cui ha preso parte. Seguendolo si può
dunque rimanere aggiornati sulle sue attività.
Gabriel Luna e Diego Luna
9. Non sono
imparentati. Pur facendo Luna di cognome e vantando
origini messicane, Gabriel non è in alcun modo imparentato con
l’attore Diego Luna,
recentemente visto nella serie Andor, ambientata
nell’universo di Star
Wars. I due non hanno dunque legami di alcun tipo, se non
il condividere lo stesso cognome. Gabriel, inoltre, non è
propriamente messicano, essendo nato negli Stati Uniti. Solo i suoi
genitori erano discendenti di cittadini messicani.
Gabriel Luna: età e altezza
dell’attore
10. Gabriel Luna è nato ad
Austin, in Texas, Stati Uniti, il 5 dicembre del 1982.
L’attore è alto complessivamente 1,79 metri.
Il nuovo film di James
Cameron
Avatar: la via dell’acqua, sequel del lungometraggio
vincitore di tre Academy Award® Avatar, ha conquistato il
pubblico italiano con un incasso di oltre 40 milioni
di euro e con oltre 4,5 milioni spettatori entrando nella
classifica dei 10 migliori incassi di tutti i tempi in Italia.
“Il successo straordinario
di Avatar: La Via dell’Acqua non solo ci rende orgogliosi
come azienda ma ci permette di guardare al futuro del cinema in
Italia con positività”, ha dichiarato Daniel
Frigo, Amministratore Delegato The Walt Disney Company
Italia. “Grazie al grandissimo lavoro di tutti gli esercenti e
di tutte le persone coinvolte nel lancio, il team di Disney Italia,
partner e licenziatari, Avatar ha infatti generato un effetto
positivo a cascata durante le festività, di cui il beneficiario
finale è l’intera filiera cinematografica, riportando nelle sale
tante persone che si erano allontanate con la pandemia. Nel 2023
occorre continuare a lavorare in questa direzione comune ed è
questo l’impegno che porteremo avanti nell’anno delle celebrazioni
del centenario della Walt Disney Company, dando sostegno alla sala
con l’uscita di moltissimi film di generi diversi che continueranno
a ricordare a tutto il pubblico italiano l’unicità dell’esperienza
e la bellezza della visione di un film al cinema: Ant-Man and The Wasp:
Quantumania, Gli Spiriti dell’Isola, La
Sirenetta, Indiana Jones, Guardiani della Galassia Vol.
3, The
Marvels, Haunted Mansion ma non solo… Perché il
successo di un singolo sia il successo di tutti così come l’impegno
per il futuro del cinema”.
Con
Avatar: la via dell’acqua, l’esperienza
cinematografica raggiunge nuove vette: Cameron trasporta il
pubblico nel magnifico mondo di Pandora in un’avventura
spettacolare e ricca di azione.
Ambientato più di dieci anni dopo
gli eventi del primo film,
Avatar: la via dell’acquainizia a
raccontare la storia della famiglia Sully (Jake, Neytiri e i loro
figli), del pericolo che li segue, di dove sono disposti ad
arrivare per tenersi al sicuro a vicenda, delle battaglie che
combattono per rimanere in vita e delle tragedie che
affrontano.
Diretto da James
Cameron e prodotto da Cameron e Jon
Landau, la produzione Lightstorm Entertainment è
interpretata da
Sam Worthington,
Zoe Saldana,
Stephen Lang,
Sigourney Weaver e
Kate Winslet. La sceneggiatura è scritta da
James Cameron & Rick Jaffa &
Amanda Silver, e il soggetto è di James
Cameron & Rick Jaffa & Amanda
Silver & Josh Friedman & Shane
Salerno. David Valdes e Richard
Baneham sono i produttori esecutivi.
La star di Everything Everywhere All at Once, Michelle Yeoh, dice che sarebbe disposta a
tornare al ruolo del film solo per uno specifico spin-off.
L’attrice protagoniste della stagione dei premi di quest’anno
interpreta Evelyn Quan Wang, una donna, madre e moglie in
difficoltà, proprietaria di una lavanderia a gettoni nel selvaggio
film del 2022, che ha guadagnato un sacco di elogi sin dalla sua
uscita. Dato il successo critico e commerciale del film dei
Daniels, molti si sono chiesti se il film genererà
un sequel, che potrebbe potenzialmente continuare la storia di
Evelyn e sua figlia Joy (Stephanie Hsu) o
esplorare uno dei tanti universi introdotti nel film.
Durante un’intervista con Variety, a Michelle Yeoh è stato chiesto se fosse
interessata a tornare nel ruolo di Evelyn per un secondo film
Everything Everywhere All at Once. Mentre
l’attrice afferma chiaramente che non ha alcun interesse a vedere o
partecipare a un sequel del film multiversale, sembra più incline a
considerare uno spin-off. Se l’attrice dovesse tornare per uno
spin-off di Everything Everywhere All at Once, vorrebbe
interpretare una variante “rock star” del suo personaggio, citando
cantanti come Adele, Enya e Lady Gaga come ispirazione. “Non lo
so. Voglio un universo in cui sono una rock star. Voglio tornare,
se devo tornare, come qualcuno che ha questa voce incredibile, sai…
Questo è ciò che manca al nostro mondo in questo momento, c’è pace
e amore, e credo che per raggiungere altre realtà e più persone
possibili, una gran voce è lo strumento migliore.”
Dai fratelli Russo (produttori
esecutivi), A24 e
Ley Line Entertainment, il film definitivo sul multiverso con le
icone del cinema Michelle Yeoh (La Tigre e il
Dragone, Shang-Chi) e Jamie Lee Curtis
(Halloween, Una poltrona per due) dirette dal duo di
registi visionari The Daniels. Il caso dell’anno al
botteghino USA.
Scritto, diretto e prodotto dai The
Daniels. Il film è prodotto anche da Jonathan Wang, dalla AGBO dei
fratelli Russo e da A24. I produttori esecutivi sono Ley Line
Entertainment, IAC e Josh Rudnick.
Noah Centineo, interprete di Atom Smasher in
Black Adam, sembra aver accettato il fatto che non
tornerà a interpretare il personaggio DC Comics al cinema. Il
tentativo di Dwayne
Johnson di prendere in carico il DC
Extended Universe è fallito, e ormai è chiaro che alcune delle
decisioni di cui si era fatto carico, incluso il ritorno di
Henry Cavill nei panni di
Superman, abbiano facilitato la sua archiviazione
del franchise.
Mentre il wrestler diventato attore
sembrava lasciare la porta aperta a un eventuale ritorno nei panni
di Teth-Adam, è diventato evidente che i piani ambiziosi per sequel
e spin-off ora non troveranno seguito. Tuttavia, sembra che
Noah Centineo abbia capito che il suo
tempo alla DC Films è finito. Durante una recente intervista con
The Hollywood Reporter, l’attore
ha riflettuto sul fatto di far parte dell’adattamento della DC
Comics, ma non sembra eccessivamente ottimista sul suo
prosieguo.
“Ci siamo divertiti così tanto a
girare quel film. Non credo di essermi mai goduto quattro mesi di
riprese come durante le riprese di quel film”, ricorda
Centineo. “Eravamo così tanti, e ci siamo semplicemente
mescolati insieme, e tutti erano così disposti a fare amicizia l’un
l’altro, e siamo diventati davvero una famiglia, e questo include
anche Dwayne [Johnson].” “Ha dato il tono, non solo al
cast, ma a tutte le persone coinvolte. Andavamo costantemente a
cena e passavamo del tempo insieme, e lo porterò con me per il
resto della mia vita, per non parlare delle lezioni imparate a
lavorare con attori così iconici, profondamente esperti e
talentuosi, il nostro direttore della fotografia Lawrence Sher, il
nostro regista [Jaume Collet-Serra], porterò sempre con me
quell’esperienza”.
Alla domanda se fosse “depresso” nel
sentire che il tempo di Henry Cavill come Superman
è finito, Centineo ha schivato la domanda e ha condiviso la sua
eccitazione per ciò che i DC Studios hanno pianificato. Tuttavia,
l’attore non esprime davvero alcuna aspettativa per farne parte e
chiaramente non è stato contattato per interpretare Atom Smasher
nel nuovo DCU.
“Onestamente non posso nemmeno
parlare di nulla di tutto ciò. Non so davvero quale sia il loro
piano e sono entusiasta di vedere cosa hanno pensato di fare con
quello che alla DC ha funzionato”, ha detto. “Per quanto
mi riguarda, sono davvero entusiasta di vedere la visione di Peter
Safran e James
Gunn per la DC, quei ragazzi sanno cosa stanno facendo. Quindi,
gli daremo fiducia. Sono entusiasta.”
Da quello che Noah Centineo dice, sembra chiaro che il
giovane interprete abbia accettato la scarsa risposta di pubblico e
critica riservata a Black Adam, e che alla luce di questo sia
pacifico che non verrà ulteriormente coinvolto nel futuro della DC
Films.
È stato rivelato un nuovo logo per
Madame
Web, con un ragno rosso e blu che proietta l’ombra del
personaggio del titolo. Anche se il significato di una tale scelta
grafica può essere tutto e niente, visivamente è comunque un bel
logo per presentare un progetto per molti versi ancora
misterioso.
Madame
Web è un film intrigante, questo è certo, e suggerisce
fortemente che Sony intende esplorare il lato mistico del mito di
Spider-Man. Resta da vedere come Peter Parker influisca su tutto
questo, anche se ci sono rumors online che la storia si svolga
molto prima ancora che il l’arrampicamuri sia nato.
In effetti, tra una serie di voci e
ciò che è stato rivelato nelle foto dal set, abbiamo motivo di
credere che una Mary Parker incinta sarà al centro della storia,
con Madame Web che riunisce un gruppo di eroi al femminile per
proteggerla. È un concetto intrigante, ma non abbiamo molta fiducia
nel fatto che lo studio riesca a realizzarlo.
Nel cast di Madame
Web ci sono Dakota Johnson e Sydney
Sweeney. Lo studio si trova in una posizione di forza dopo
l’uscita di
Spider-Man: No Way Home, che ha incassato 1,74
miliardi di dollari a livello globale, l’incasso più alto nella
storia della Sony.
Nel cast di Madame
Web sono stati confermati Dakota Johnson,
Sydney Sweeney, Isabela Merced, Emma Roberts, Celeste O’Connor,
Tahar Rahim, Mike Epps, Zosia Mamet e Adam Scott.
Il nuovo spot di Shazam! Furia
degli Dei ci mostra molta azione con protagonista un
grosso drago. Il film arriverà a marzo ed è uno dei pochi
sopravvissuti all’accetta Gunn/Safran che si è abbattuta sui
progetti DC Films.
Shazam! Furia degli
Dei
Shazam! Furia
degli Dei continua la storia dell’adolescente Billy
Batson che, dopo aver recitato la parola magica “SHAZAM!“,
si trasforma nel suo alter ego da supereroe adulto, Shazam.
Il cast del sequel include Zachary Levi nei panni di Shazam,
Asher Angel nei panni di Billy Batson,
Jack Dylan Grazer nei panni di Freddy Freeman,
Adam Brody nei panni del supereroe Freddy,
Ross Butler nei panni del supereroe Eugene,
Meagan Good nei panni del supereroe Darla,
DJ Cotrona nei panni del supereroe Pedro,
Grace Caroline Currey nel ruolo di Mary
Bromfield/la supereroina Mary. Djimon Hounsou ritorna nei panni del Mago,
mentre Rachel Zegler,
Lucy Liu e Helen Mirren si sono unite al film come
cattivi appena creati. Shazam! Furia
degli Dei uscirà il 17 marzo 2023. Il film è prodotto
da Peter Safran.
Basato sull’acclamato romanzo del
2004 di Hiroshi SakurazakaAll You Need Is
Kill,
Edge of Tomorrow è stato distribuito nel 2014 con
recensioni positive e un solido incasso di 370 milioni di dollari
al botteghino mondiale con un budget di 178 milioni di dollari.
Diretto da Dough
Liman, il film ha visto Tom Cruise ed
Emily
Blunt nei panni di soldati intrappolati in un
loop temporale, con il primo che usa questa condizione come
un’opportunità per migliorare le sue abilità e alla fine
sconfiggere gli alieni invasori della Terra. Il film è stato un
buon successo di pubblico e critica,
tanto che si pensava ad un sequel che al momento non ha ancora
preso piede, tuttavia Emily Blunt ha
dei ricordi molto vividi di quel set, e durante la sua
partecipazione al podcast SmartLess, ha raccontato un aneddoto che
ha visto protagonista Cruise:
“Dovevamo indossare questi
costumi enormi, e penso che sarebbe stato fantastico se li avessimo
realizzati in CGI, ma volevamo farlo in modo tattile. Quando senti
la parola ‘tattile’, pensi che suoni piacevole e accogliente. Non
c’era niente di accogliente in quelle tute. Pesava quasi 40 chili.
Era così pesante. (…) La prima volta che l’ho indossato ho iniziato
a piangere , e [Cruise] non sapeva cosa fare”, ha ammesso
l’attrice. “Ero tipo, ‘Tom, non sono sicura di come supererò
queste riprese’ e ho appena iniziato a piangere. ‘Mi sento un po’
in preda al panico’”.
“Lui mi ha semplicemente
fissata a lungo, non sapendo cosa fare, e mi ha detto: ‘Dai,
smettila di fare così la fighetta, ok?'” Per nulla offesa
dalle osservazioni del suo collega, Blunt ricorda di essere
scoppiata in una sonora risate dopo essere stata colta alla
sprovvista da ciò che ha detto Cruise e ha spiegato come ha reso
molto più facile l’avvio della produzione. Tuttavia, indossare
quella tuta le ha provocato lesioni di lunga durata alle costole e
alla clavicola.
Cruise non è estraneo alle
acrobazie pericolose e continua a spingersi oltre i limiti di ciò
di cui è capace. Con questo in mente, le sue dure parole di
consiglio hanno senso e hanno chiaramente aiutato Blunt in un
momento in cui aveva bisogno di aiuto per superare questo ostacolo.
Anche il racconto dell’attrice non ha nulla di recriminatorio nei
confronti di Tom Cruise che
con quella frase completamente inaspettata ha scosso la collega e
l’ha aiutata a portare a termine il lavoro.
Edge of Tomorrow è uno dei film più insoliti nella
filmografia di Emily Blunt, in
cui l’attrice mostra davvero una range di capacità
insospettate.
E’ un Kang il
Distruttore regale e pensoso quello che si mostra nella
nuova immagine di Ant-Man and the Wasp: Quantumania diffusa
da Empire Magazine e che ci offre un nuovo sguardo al
nuovo grande villain del Marvel Cinematic Universe.
In merito alla scelta di questo
personaggio come nuova grande minaccia del MCU, Kevin Feige
ha dichiarato: “È la scelta più ovvia dato che abbiamo a che
fare con il Multiverso. Kang ci ha permesso di realizzare un nuovo
tipo di Big Bad. È un diverso tipo di cattivo, che combatte con se
stesso tanto quanto sta combattendo con i nostri eroi.”
Nel film, che dà ufficialmente il
via alla
Fase 5 del Marvel Cinematic Universe, i Super
Eroi Scott Lang (Paul
Rudd) e Hope Van Dyne (Evangeline
Lilly) tornano per continuare le loro avventure
come
Ant-Man and The Wasp. Insieme ai genitori di Hope,
Hank Pym (Michael
Douglas) e Janet Van Dyne (Michelle
Pfeiffer), la famiglia si ritrova a esplorare
il Regno Quantico, a interagire con nuove strane creature e a
intraprendere un’avventura che li spingerà oltre i limiti di ciò
che pensavano fosse possibile. Diretto da Peyton
Reed e prodotto da Kevin Feige, p.g.a. e Stephen Broussard,
p.g.a.,Ant-Man
and the Wasp: Quantumania è interpretato anche da
Jonathan Majors nel ruolo di Kang,
David Dastmalchian nel ruolo di Veb, Katy O’Brian nel ruolo di
Jentorra, William Jackson Harper nel ruolo di Quaz
e Bill Murray in quello di Lord Krylar.
Brendan Fraser, Bob Odenkirk, Amanda Seyfried sono solo alcuni dei nomi
protagonisti della serata dei Critics‘ Choice Awards 2023, che ha
visto trionfare Everything Everywhere All at Once
con ben cinque riconoscimenti, trai quali miglior film e miglior
regia. Come ai Golden Globes, invece Elementary
Abbott replica il successo per la categoria serie comedy,
mentre Better
Call Saul ha la sua rivincita portando a casa il
premio per la migliore serie e per il migliore attore protagonista,
Odenkirk appunto.
E mentre Angela Bassett porta alto il nome dei Marvel Studios che, grazie a lei, hanno vinto
anche un Critics Choice per la recitazione, trai premiati per i
film tv spicca il nome di Daniel Radcliffe, ex Harry Potter, che con
questo riconoscimento per il suo lavoro in Weird: The Al
Yankovic Story (che ha vinto anche Miglior film per la tv)
sembra dare un nuovo volto alla sua carriera, da sempre molto
sfaccettata e ricca.
Cate Blanchett batte la diretta concorrente
Michelle Yeoh, mentre il loro duello sembra
l’aspetto più divertente di una stagione dei premi appena
cominciata che ci accompagnerà, per certo, fino alla Notte degli
Oscar. Grande sorpresa nella categoria miglior film comedy: il
premio è andato a Glass Onion, che ha sconfitto
una signora concorrenza e mentre ci spieghiamo senza troppi misteri
il premio al miglior ensemble del film, è molto più inatteso un
riconoscimento al film stesso.
Ecco di seguito tutti i vincitori dei Critics‘ Choice
Awards
Best Picture –“Everything Everywhere All
at Once” (A24)
Best Actress –Cate Blanchett – “Tár”
(Focus Features)
Best Actor –Brendan Fraser – “The Whale”
(A24)
Best Director –Daniel Kwan and Daniel
Scheinert – “Everything Everywhere All at Once” (A24)
Avengers: The Kang Dynasty e Avengers: Secret Wars sono film destinati a
riportare sullo schermo molti volti noti come “Varianti”, il che
significa che i fan si aspettano l’apparizione di grandi nomi
provenienti da epoche passate del cinema e della televisione. È
anche il momento in cui si prevede il ritorno di Tobey Maguire e Andrew Garfield nei panni delle rispettive
versioni di Spider-Man.
Peter Parker ha più
storia sullo schermo della maggior parte degli eroi e, sebbene
questi due attori siano noti soprattutto per aver interpretato
l’arrampica muri in live-action, ci sono molti Spider-Men
alternativi che vorremmo vedere apparire quando differenti realtà
si scontreranno tra qualche anno. Questi film saranno probabilmente
l’occasione perfetta per i Marvel Studios di proporre alcune varianti di
Spidey, sia che si tratti di quelle provenienti
dall’animazione, dai videogiochi o anche dai fumetti. Dopotutto,
sarebbe un errore ignorare il Spideycacciatore di
zombie e Spider-Girl in un blockbuster che promette
di esplorare il multiverso come mai prima d’ora!
Spider-Man cacciatore di
zombie
Questa variante ha fatto il
suo debutto in What If? e, sebbene la serie animata non abbia
ancora avuto un impatto sul più ampio MCU, avrebbe senso
che questo Spidey facesse la sua apparizione in questo film. Lo
Spider-Man “cacciatore di zombie” ha fatto parte dell’episodio
“Marvel Zombies” dello show e,
nonostante il finale lasciasse intendere una triste fine per
Peter Parker e i suoi compagni eroi, sarebbe stato
uno spasso visitare questa realtà in live-action. Peraltro,
trasformare Spidey in uno zombie sarebbe
un’immagine divertente e un modo simpatico per ricordare cosa ne è
stato di questa variante.
Non crediamo che questo Spider-Man
possa avere un ruolo di rilievo in Avengers: Secret Wars, ma c’è sicuramente il
potenziale per un suo cameo divertente che potrebbe lasciare un
impatto duraturo.
Peter B. Parker
Ci sono state molte cose
che ci sono piaciute di
Spider-Man: Into the Spider-Verse, e ci piacerebbe che
i Marvel Studios e la Sony Pictures
raggiungessero un accordo che preveda un cameo di Tom Holland in uno dei prossimi sequel in
cambio della presenza di Jake Johnson nei panni di
Peter B. Parker in Avengers: Secret Wars.
Per molti versi, Peter B.
Parker è stato il personaggio di punta del film del 2018 e
ci piacerebbe visitare il mondo di questo Spider-Man in
live-action, soprattutto ora che si è riunito con Mary
Jane e ha avuto un bambino. Sarebbe però fondamentale che
questo cameo fosse diverso da quello che vediamo nel mondo dello
Spidey di quartiere quindi forse potrebbe essere la variante
precedente all’ingresso nello Spider-Verse? In ogni caso, Johnson
che interpreta una versione live-action di questo beniamino dei fan
sarebbe una delizia e, anche se immaginiamo che questo cameo sia
prettamente comico, sarebbe comunque divertente vederlo entrare in
azione, anche se per poco.
Spider-Man per PlayStation
I
giochi PlayStation di Sony hanno riscosso un enorme successo
sia su PS4 che su PS5, e il Peter Parker di
Yuri Lowenthal ha sicuramente colpito i fan.
Sarebbe incredibilmente facile far apparire questa variante, che
potrebbe essere portata in vita con effetti visivi e non verrebbe
mai smascherata (il che significa che Lowenthal può prestare la sua
voce all’eroe senza alcuna controversia sullo scambio di
volti).
Questo Spider-Man ha già avuto un
assaggio della follia del Multiverso nei fumetti, e il suo
intelletto geniale potrebbe essere una parte importante del motivo
per cui i suoi colleghi arrampica muri lo cercano per chiedere
aiuto. Questo costume sarebbe fantastico in live-action e, a
prescindere dal ruolo più o meno importante che questa variante
avrà nel processo, sarebbe un peccato che non facesse parte
dell’esercito che si riunisce per abbattere Kang il
Conquistatore una volta per tutte.
L’Uomo Ragno della FOX
Avremmo potuto riempire
questa rubrica con le varianti delle avventure animate dell’Uomo
Ragno, ma per noi deve essere la versione di Christopher
Daniel Barnes della serie degli anni ’90 della FOX a fare
un cameo in Avengers: Secret Wars.
Per quanto Spectacular
Spider-Man sia stato fantastico, questa serie ha rappresentato
una parte importante di ciò che ha reso l’arrampica muri così
popolare tra i bambini prima dell’uscita del film di Sam Raimi nel
2002. È anche una serie che rimane amata oggi come quando è stata
trasmessa per la prima volta e, in termini di pura nostalgia,
questo cameo sarebbe un must. Siamo certi che sarebbe abbastanza
semplice ricreare questo Spidey con gli effetti visivi, e sentire
la voce di Barnes basterebbe ai fan di vecchia
data per apprezzare un Easter Egg davvero spettacolare. Questo
Spider-Man ha anche viaggiato attraverso il Multiverso in realtà
alternative, quindi incontrarlo nel film potrebbe servire come una
sorta di addio a questa serie iconica.
Miles Morales
A questo punto, la
popolarità di Miles Morales si avvicina a quella di
Peter Parker e, dopo la menzione in Spider-Man: Homecoming, speriamo che il suo
debutto in live-action sia previsto per la prossima trilogia.
In caso contrario, dovrebbe
assolutamente essere presente in Avengers: Secret Wars, almeno per preparare il
terreno per il suo eventuale debutto nel MCU. Non sappiamo quale variante di
Miles sarebbe più adatta a comparire, ma l’incontro tra Spidey e il
ragazzo che lo sostituirà quando cadrà in battaglia sarebbe un
momento di grande impatto. Comunque sia, sarebbe un’occasione persa
non fare qualcosa con Miles!
Leonardo DiCaprio come
Spider-Man
Molti attori hanno
mancato per un soffio l’occasione di interpretare l’Uomo Ragno
sullo schermo, ma quando abbiamo iniziato a pensare a un grande
cameo della A-List per Avengers: Secret Wars, ad esempio, c’era solo
un nome che ci veniva in mente.
Leonardo DiCaprio ha quasi interpretato
Peter Parker in un film bizzarro diretto da
James Cameron negli anni ’90, e vedere questa
variante smascherarsi per rivelare il volto dell’attore sarebbe
assolutamente folle. Dopotutto, non possiamo immaginare che Leo
assuma mai un ruolo da protagonista in un film del MCU, ma un cameo che
faccia riferimento a un primo fallimento della sua carriera
potrebbe essere qualcosa che prenderebbe in considerazione. Di
certo non ci scommettiamo, ma bisogna ammettere che sarebbe uno
shock per gli spettatori e, in caso contrario, saremmo d’accordo
con la scelta di Jake Gyllenhaal (che ha quasi sostituito
Maguire in Spider-Man 2).
Spider-Girl
Si pensa che la Sony
Pictures stia ancora sviluppando un
film su Spider-Woman con OliviaWilde e, visto che Jessica
Drew non è ancora stata scritturata, c’è almeno una
piccola possibilità di un crossover. Tuttavia, diremmo che c’è un
candidato ancora più probabile.
Stiamo parlando, ovviamente, di
Mayday Parker e, anche se non ci aspettiamo che
faccia più di un breve cameo, l’incontro tra Peter
e la futura figlia di MJ lo lascerebbe a bocca
aperta. Potrebbe provenire da una possibile linea temporale futura
del MCU e
potrebbe essere Zendaya a vestire i panni di
Mayday (anche se con qualche modifica al suo
aspetto). Supponendo che MJ non si ricordi ancora
di Peter Parker durante gli eventi di Avengers: Secret Wars, questo incontro sarebbe
ancora più devastante per l’arrampica muri del MCU.
I futuri Spider-Man
Abbiamo parlato di
Peter B. Parker, ma cosa succederebbe se il Peter
del MCU
desse un’occhiata al suo futuro? La trilogia
di Spider-Man di Sam Raimi ha portato questa versione dell’eroe
all’università, così come i film di The Amazing Spider-Man… tuttavia, è stata
appena accennata e nessuno dei due è mai cresciuto.
Lo Spidey di
Holland probabilmente andrà all’università se avrà
un’altra trilogia ad attenderlo, ma ci piacerebbe vederlo dare
un’occhiata al suo futuro, che sia in qualità del prossimo
Tony Stark o come insegnante di scienze al liceo.
Basterebbero degli effetti visivi per invecchiare l’attore, e se
questo Peter riuscisse a vedere il suo futuro eroico, potrebbe
assicurarsi di rimanere sulla strada che lo rende uno dei più
grandi eroi del MCU. Questo potrebbe
anche essere collegato a una possibile apparizione di
Spider-Girl nel film o servire come “lieto fine”
se la Sony decidesse di riprendere il personaggio.
Da sempre rivale della Marvel, la DC Comics
Comics ha negli ultimi anni portato al cinema alcuni dei suoi
supereroi migliori. Insieme a Batman, Superman e Aquaman, ha così preso vita anche Wonder Woman. Per la prima volta, nel 2017, la
più celebre delle supereroine ha calcato il grande schermo con un
film tutto per sé, intitolato naturalmente Wonder Woman,
apprezzato da critica e pubblico. Sull’onda di questo successo, nel
2020 è poi arrivato il suo sequel Wonder Woman 1984 (qui la recensione), diretto
anch’esso da Patty Jenkins e interpretato
naturalmente dall’attrice Gal Gadot, ormai sempre
più associata a questo personaggio.
In esso si portano dunque avanti le
avventure della celebre amazzone, con un’ambientazione che si
sposta dalla seconda guerra mondiale al 1984 del titolo. La
regista, anche sceneggiatrice del film, ha scelto tale epoca perché
la ritiene l’apice della civiltà e della società occidentale, che
offre quindi l’opportunità di esplorare come Wonder Woman avrebbe
affrontato le tipologie di cattivi che provengono da quell’epoca.
Tra nuovi nemici e vecchi amori, questo nono film del notoriamente
complicato DC
Extended Universe ha dunque regalato novità e garanzie,
affermandosi come un buon seguito.
Più volte rimandato a causa della
pandemia di Covid-19, Wonder Woman 1984 è un titolo di cui
non tutti hanno avuto modo di fruire al meglio. Ecco perché il suo
passaggio televisivo è ora una buona occasione per poterlo
finalmente vedere. Prima di intraprendere una visione del film,
però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e al suo
sequel. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Wonder Woman 1984: la trama del film
Dopo aver contribuito a porre
termine alla Seconda guerra mondiale, Diana Prince
lavora ora presso lo Smithsonian Institution di Washington. Nel
mentre, non manca di eseguire azioni eroiche come Wonder Woman.
Proprio nel museo si trova a sventare una rapina e tra gli oggetti
verso i quali si era tentato il furto vi è una misteriosa Pietra
dei Sogni, capace di esaudire i desideri di chi la possiede.
Inconsapevolmente, Diana si trova a desiderare che il suo defunto
amante, Steve Trevor, sia ancora vivo.
Barbara Ann Minerva, impacciata collega di Diana
presso il museo, esprime invece il desiderio di poter essere forte
e attraente come Diana.
Le due non lo sanno ancora, ma ciò
che hanno desiderato diviene ben presto realtà, sconvolgendo le
loro vite. La Pietra, infatti, non realizza nulla senza chiedere
qualcosa in cambio. Ai pericoli incombenti si aggiungerà poi anche
l’uomo d’affari in fallimento Maxwell Lorenzano,
intenzionato ad entrare in possesso della pietra per acquistare
sempre più potere. Per la divina amazzone, dunque, si preannunciano
sfide particolarmente complesse, che la porteranno a dover prendere
decisioni altrettanto dolorose. Ancora una volta, infatti, Wonder
Woman dovrà combattere per la salvezza del mondo, anche se ciò
significa perdere ciò che ha di più caro.
Wonder Woman 1984: il cast
del film
Ad interpretare la celebre
supereroina vi è naturalmente ancora una volta l’attrice di origini
israeliane Gal Gadot.
Quello di Wonder Woman è un personaggio a lei molto caro, in quanto
ottenne la parte proprio nel periodo in cui meditava di abbandonare
la recitazione, insoddisfatta dalle poche opportunità fino a quel
momento trovate. Anche per questo sequel, inoltre, la Gadot si è
prepararata allenandosi per diversi mesi e acquisendo diversi chili
di muscoli, così da poter interpretare quante più scene possibili
senza il bisogno di controfigure. Chris Pine a sua volta
torna anche in questo sequel per interpretare nuovamente l’aviatore
Steve Trevor.
L’attrice Kristen Wiig,
nota principalmente per i suoi lavori comici, interpreta qui
Barbara Ann Minerva, la quale diverrà poi nota come Cheetah.
Pedro Pascal ricopre
invece il ruolo di Maxwell Lord, il quale per dar vita a questo
personaggio si è basato sul Gordon Gekko di Wall Street e
sul Lex Luthor di Superman. Sono poi presenti nel film
Connie Nielsen
nei panni della regina Ippolita e Robin Wright in
quelli del generale Antiope. Infine, l’attrice Lynda Carter,
che aveva interpretato Wonder Woman nella serie televisiva degli
anni Settanta, compare con un cameo interpretando Asteria, una
guerriera leggendaria delle Amazzoni che anticamente possedeva la
potente armatura alata.
Il sequel di Wonder Woman
1984, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
Parallelamente al completamento di
Wonder Woman1984, la regista Patty Jenkins ha
annunciato che un terzo film dedicato alla supereroina era in fase
di sviluppo, con un’ambientazione stabilità alla contemporaneità.
Tuttavia, nel dicembre del 2022, il film è stato temporaneamente
messo in pausa per via del subentro di James
Gunn alla guida dei film DC. Il regista ha infatti
dichiarato che un terzo film su Wonder Woman non rientrava nei
piani di ricostruzione dell’universo condiviso della DC.
Attualmente non si hanno ulteriori notizie sulle sorti del film,
anche se Gunn ha affermato che la Gadot potrebbe in futuro
riprendere tale ruolo.
Nell’attesa di scoprire le sorti di
questo terzo film, è possibile fruire di Wonder Woman
1984 grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente, in prima visione
assoluta, nel palinsesto televisivo di domenica 15
gennaio alle ore 21:20 su Canale
5.
Non è affatto vero che l’attore
Tom Cruise ha recitato soltanto in film di
spionaggio come Mission: Impossible o in
film d’azione come Edge of Tomorrow. Nella
sua lunga filmografia si possono ritrovare opere di ogni genere,
dal biografico alla commedia, senza tralasciare il film di
carattere storico. Il più famoso di questi è probabilmente
L’ultimo samurai, diretto nel 2003 da
Edward Zwick, celebre per aver diretto anche
Vento di passioni e
Blood Diamond – Diamanti di
sangue. Ideato da John Logan, il film si
svolge durante la Ribellione di Satsuma, una sanguinosa rivolta di
samurai avvenuta verso la fine dell’800.
La storia narrata nel film, pur se
interamente romanzata, è liberamente ispirata al capitano
dell’esercito francese Jules Brunet, il quale
condusse gloriose campagne militari accanto al generale
Enomoto Takeaki in quella che è nota come la
guerra Boshin, svoltasi tra il 1868 e il 1869 in
Giappone. Qui egli contribuì all’occidentalizzazione del Giappone,
attraverso l’insegnamento di nuove tecniche di battaglia.
L’ultimo samurai unifica dunque elementi di due distinti
conflitti della storia del Giappone dell’Ottocento. Ciò a riprova
anche del fatto che il film non intende essere preciso in modo
ferreo, quanto più che altro raccontare di un’epica battaglia e dei
valorosi uomini che la condussero.
Pur se costato la non indifferente
somma di 140 milioni di dollari, il film si affermò come un
grandissimo successo, arrivando facilmente a guadagnarne 457 in
tutto il mondo. L’ultimo samurai arrivò inoltre ad
ottenere 4 nomination al premio Oscar, tra cui quella per il
miglior attore non protagonista. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori ed alle sue frasi più belle.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
L’ultimo samurai: la trama
del film
Ambientato in Giappone nel 1876, il
film racconta la storia di un ex capitano dell’esercito americano,
Nathan Algren, che viene chiamato ed incaricato di
addestrare l’esercito dell’imperatore giapponese Meiji. Lo scopo è
quello di eliminare in maniera definitiva i samurai ribelli
all’impero. Algren è sostanzialmente un uomo alla deriva che ha
rischiato la vita per essere fedele al suo paese, profondamente
trasformatosi in seguito alla guerra civile. L’incarico da parte
dell’Impero giapponese per lui non è che un modo per fuggire dai
ricordi che lo attanagliano, dalla disillusione, dalle angosce,
oltre che essere una via facile per ottenere dei soldi.
Arrivato in Giappone, però, inizierà a comprendere ciò che succede
davvero in quel meraviglioso paese, riuscirà a concepire la
filosofia, lo stile di vita e la cultura millenaria dei samurai,
che a loro volta rimangono sorpresi ed incantati dalla tenacia di
Algren. Il comandante un tempo avversario ed ora suo mentore,
Katsumoto, è incuriosito dalla cultura esistente
al di fuori della sua e così lo sono gli altri samurai ribelli che
cominceranno a trattare il capitano Algren come un loro pari, senza
perdere di vista il loro obiettivo: difendere le tradizioni, i
valori e i codici da quel progresso che ne minaccia
l’esistenza.
L’ultimo samurai: il cast
del film
Come anticipato, ad interpretare il
capitano Nathan Algren vi è l’attore Tom Cruise.
Celebre per la grande preparazione che dedica ad ogni suo
personaggio, anche in quest’occasione egli non ha fatto eccezioni.
Desideroso di comprendere quanto più possibile la ricca e
affascinante cultura dei samurai, Cruise ha impiegato circa un ano
e mezzo di studio per conoscere quanto più possibile a riguardo.
Allo stesso tempo, si è esercitato con allenamenti tipici dei
samurai, imparando a padroneggiare le loro armi e le loro tecniche.
Ciò gli ha permesso, come suo solito, di non ricorrere all’utilizzo
di controfigure, interpretando da sé tutte le sue scene anche a
costo di farsi male in prima persona.
Accanto a lui, nel ruolo del
guerriero Katsumoto, vi è il celebre attore Ken
Watanabe. Oggi celebre per i suoi ruoli in film come
Inception
e Godzilla, questi era
particolarmente celebre in patria prima di recitare in L’ultimo
samurai. Questo è stato il suo primo film di produzione
statunitense, ed è stata anche la prima volta in cui l’attore ha
recitato in inglese. Grazie alla sua performance memorabile,
Watanabe ha ottenuto una nomination all’Oscar come miglior attore
non protagonista. Nel film sono poi presenti altri noti interpreti
giapponesi come Shin Koyamada nei panni di
Nobutada e Masato Harada in quelli di Omura. Gli
attori statunitensi Tony Goldwin e Scott
Wilson interpretano invece rispettivamente il colonnello
Benjamin Bagly e l’ambasciatore Swanbeck.
Le frasi più belle di L’ultimo
samurai, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. L’ultimo
samurai è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play,
Apple iTunes, Now, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
domenica 15 gennaio alle ore
21:00 sul canale Iris.
Qui di seguito si riportano invece
alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai
personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente
comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate
personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del
film:
Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la
vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.
(Katsumoto)
Questa è la spada di Katsumoto. Avrebbe voluto darla a voi,
affinché la forza dei Samurai fosse con voi per sempre. La sua
speranza con l’ultimo respiro è stata che voi rammentaste gli
antenati che l’hanno impugnata e ciò per cui sono morti.
(Nathan Algren)
Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino
non si rivela. (Nathan Algren)
Mi ha sorpreso apprendere che la parola samurai voglia dire
servire. (Nathan Algren)
Io morirò ucciso dalla spada. La mia o… quella dei
nemici. (Katsumoto)
John Williams si
ritirerà dopo aver terminato la colonna sonora del prossimo film di
Indiana Jones, giusto? Almeno è quello che pensavaSteven Spielbergprima di essere
smentito dal diretto interessato.Il regista è stato
corretto alla fine di una conversazione di 90 minuti tra i due
giganti del cinema avvenuta giovedì sera.All’evento,
sponsorizzato dall’American
Cinematheque e tenutosi al Writers Guild
Theatre, il moderatore (e autore di musiche per film
di Variety) Jon
Burlingame si è rivolto al gigante che indugiava
cautamente ai margini della stanza: “Un’ultima domanda per
ciascuno di voi. John, ti stai davvero ritirando dai
film? Questo è “-”
The Fabelmans “, l’ultimo film di cui si è discusso -” e
il film di Indiana
Jones che sta arrivando il tuo ultimo
lavoro?
“Beh, Steven è un sacco di
cose“, ha risposto il compositore. “È un regista, è
un produttore, è il capo di uno studio, è uno scrittore, è un
filantropo, è un educatore. Una cosa che non è è un uomo a cui puoi
dire di no.” “Non me l’hai mai detto prima
di oggi”, ha risposto Steven Spielberg, leggermente, felicemente
scosso.Williams ha sottolineato che
Arnold Spielberg, il padre veterano del regista,
morto a 102 anni, lavorava ancora alla Shoah
Foundation quando aveva 99 e 100 anni. Steven Spielberg non aveva avuto tali
aspettative.
Ha continuato Williams, “Ho
compiuto 90 anni e ho incontrato una donna della mia età a
Boston. Era una signora molto simpatica, esattamente della mia
stessa età, e le ho detto, il decennio più bello nella vita di un
uomo va dagli 80 ai 90 anni, se hai la tua salute, perché se arrivi
a 90 anni, c’è un enorme compenso. Vedi tutto con una visione
così magnetica che riconosci che la cosa più bella del mondo sono
le farfalle peruviane. Non c’è niente di più bello di
quello. E quindi è il decennio migliore. E lei ha
detto: ‘No, il decennio più bello nella vita di una persona va
dai 90 ai 100 anni. Quindi rimarrò qui per un po’… Ma non puoi
anche ritirarti dalla musica. Ho detto prima, è come
respirare. È la tua vita. È la mia vita. E quindi un
giorno senza musica è un errore”.
Ha scherzato Steven Spielberg in risposta: “Devo
mettermi al lavoro, per scoprire cosa diavolo farò
dopo“.Quando Spielberg ha posto l’ultima domanda
– come riassumerebbe i 50 anni che i due hanno trascorso lavorando
insieme – il regista ha detto: “È molto difficile riassumere
perché siamo ancora insieme, e quindi mi sento come quando inizi a
pensare a riassumere, è quasi come se andassimo entrambi in
pensione nello stesso momento. Beh ho appena scoperto che non lo
è. Quindi, ovviamente, questa è una piega completamente nuova
per la storia, altre pagine, altri capitoli. Tornando a
Williams: “Non posso credere che tu l’abbia detto
stasera. Questo è straordinario!”
Il primo incontro dei due!
Spielberg ha detto di aver cercato di
arruolare John Williams per “The Sugarland
Express” dopo aver sviluppato un’ossessione per le colonne sonore
di John Williams per due film di Mark Rydell,
“The Reivers“, per il quale ha “consumato” l’album della
colonna sonora, e “The Cowboys”, che allora non aveva
album, ma che il giovane regista di quell’epoca aveva ancora
memorizzato.Arrivando in un raffinato locale di
Beverly Hills, “ho detto: ‘Sto cercando il signor
Spielberg‘”, ha ricordato Williams. “Siamo arrivati al
tavolo e c’era un ragazzo seduto lì, che dovrebbe avere circa 17 o
18 anni, davvero. E ho pensato, forse questo è il figlio del signor
Spielberg. Ci siamo seduti e abbiamo iniziato a chiacchierare un
po’. E una delle parti che ricordo, Steven – penso con precisione –
il capocameriere si avvicinò e offerto a Steven una lista di vini,
perché era l’ospite, e lui la raccolse come se fosse qualcosa
proveniente da Marte. Ovviamente non aveva visto molte carte dei
vini nei suoi 17 anni di vita. Gli ho parlato per qualche minuto e
ho capito subito, prima di tutto, che questo ragazzo era
estremamente brillante“.
(Williams ha usato la sua interpretazione presumibilmente
deliberatamente imprecisa dell’età di Spielberg come uno scherzo in
corso durante la conversazione prima che il regista alla fine
dicesse: “Devo correggerti. Avevo 24 anni … Era
l’acne.”).
Il lavoro su Lo squalo
Dopo un po’ di comune ammirazione per
l’assolo di armonica di Toots Theilemans che costituiva gran parte
della colonna sonora del film “Sugarland”,
l’attenzione è passata sul secondo film cinematografico di
Spielberg, “Lo squalo”. “Steven era interessato alla mia
colonna sonora di ‘Images’ per Robert Altman… molto inadatta per un
film d’avventura come questo”, ha aggiunto il compositore,
sottolineando l’ovvio.
“Avevo immaginato l’intero film
con la colonna sonora di ‘Images’”, ha ammesso Spielberg. “E non era ‘Jaws’ quando
l’abbiamo fatto. Era un film diverso. E hai visto il film
con la colonna sonora di “Images” e hai detto: “No, no,
no, no“. Questa non è una foto di Robert
Altman. Questo è un film sui pirati.‘”
Sul famoso tema a due note del film,
Williams ha detto: “L’ho suonato per Steven
(al piano) e lui ha detto qualcosa del tipo: ‘Dici sul
serio?’E ho detto: “Beh, quando avremo i
violoncelli… penso che potrebbe funzionare“. Così ha
detto: ‘Proviamolo.’ E noi, l’abbiamo provato. Sembrava
felice“. Spielberg
ha ammesso di essere stato sinceramente colto alla sprovvista:
“Ero spaventato quando me l’ha suonata per la prima volta al
pianoforte perché dopo che hai finito di suonarla al pianoforte, mi
hai guardato e stavi sorridendo, e ho iniziato a ridere perché non
ti conoscevo così bene. Pensavo mi stessi prendendo in
giro. E John ha detto: ‘No, questa è una cosa
seria.‘ … Sono stato molto fortunato, sai, perché Dio
sa che lo squalo non ha mai funzionato, ma Johnny
sì.
Non si sa molto sull’imminente
serie di Alien di Noah
Hawley per FX, ma un recente aggiornamento sullo
stato è arrivato durante il Winter Press Tour
della Television Critics Association. Durante il TCA del 2023, FX
ha aggiornato i fan su dove si trova attualmente la serie di
Hawley. Secondo FX (tramite Carly Lane-Perry
di Collider), la serie è ora in “pre-produzione attiva”, con le
sceneggiature scritte per la serie. Il presidente di FX
John Landgraf ha anche aggiunto che Hawley sta
attualmente lavorando alla prossima quinta stagione della
serie Fargo di FX, ma
dopo inizierà a lavorare su Alien.
La serie di Hawley sarà la prima
storia di Alien
ambientata sulla Terra e, a giudicare dai suoi commenti, esplorerà
gli aspetti più radicati del franchise. Il regista ha anche
toccato l’inclusione di Weyland-Yutani – l’enorme corporazione che
si trova in quasi tutte le proprietà di Alien
— e il modo in cui ha in programma di realizzare una serie
che catturi l’aspetto horror-action del franchise
di Alien ed esplori altri temi stabiliti nel
mondo. In precedenti interviste, Landgraf ha anche offerto
brevi aggiornamenti su ciò che la serie potrebbe includere e ha
rivelato che la serie presenterà molte novità nel mondo
di Alien.
“Sono un grande fan di Alien
e Aliens, e ricordo di averli
visti entrambi a teatro e di quanto ognuno di loro fosse
sorprendentemente originale e sorprendente a modo suo”, ha
detto Landgraf. “E così, in modo simile al suo approccio
a Fargo , Noah ha deciso di non
prendere Ripley o nessun altro personaggio di Alien –
tranne forse lo stesso xenomorfo – ma tornare indietro e capire
cosa ha reso il franchise così grande e così durevole in primo
luogo e vedere se fosse riuscito a trovare un’esperienza che
sembrava entrare in un cinema e vedere uno di quei primi due film,
in cui vieni colto alla sprovvista. Questo è tutto ciò che
posso dire a questo punto, però.”
A fairly complete set of scripts is ready
for
#AmericanSportsStory, Landgraf says, and the series is heading
toward production.
#AmericanCrimeStory doesn’t have a designed successor season
yet.
#TCA23
È stato rilasciato il
primo trailer
di Ambush per il prossimo
film sulla guerra del Vietnam di Saban
Films, che mostra le star
Jonathan Rhys Meyers e
Aaron Eckhart in azione.
“Aaron
Eckhart(Il
Cavaliere Oscuro) e
Jonathan Rhys Meyers (Vikings)
sono i protagonisti di questa epopea intensa, grintosa e ricca di
azione sulla guerra del Vietnam”, si legge nella sinossi del
film. “Quando un piccolo avamposto cade in un’imboscata, una
squadra dell’esercito americano deve portare la battaglia sotto
terra in una missione ad alto rischio in un nuovo tipo di guerra
che non ha mai visto”.Dai un’occhiata al
trailer ufficiale
di Ambush qui sotto:
Ambush è stato diretto da Mark Burman,
che ha anche scritto la sceneggiatura con Johnny Lozano, e Michael
McClung. Nel cast Jonathan Rhys Meyers, Connor Paolo e
Aaron Eckhart. Il film uscirà negli USA nelle sale e
tramite video-on-demand il 24 febbraio.
Amanda Seyfried sta sviluppando un musical
basato su Thelma &
Louise, mentre Evan Rachel Wood si è unito al
progetto.Secondo il rapporto di Variety, un musical
basato sull’iconico film è in lavorazione dal 2021 circa, con
Callie Khouri – che ha scritto la sceneggiatura
del film originale del 1991 – a bordo per scrivere il musical e la
cantautrice indipendente Neko Case lavorerà sulla
musica.
Scott Delman sarà il
produttore del film. I rapporti nel 2021 suggerivano che il
regista teatrale Trip Cullman (Six
Degrees of Separation) fosse a bordo per dirigere
l’adattamento musicale, ma al momento non è chiaro se sia ancora
così.
La notizia del musical è
emersa durante i Golden Globe, quando Amanda Seyfried era assente e non ha
potuto accettare la sua vittoria per la migliore interpretazione in
una serie limitata, una serie antologica o un film per la
televisione per la sua interpretazione di Elizabeth Holmes
inThe
Dropoutdi Hulu. Sul palco, i presentatori Mo
Brings Plenty e Cole Hauser hanno rivelato che
Seyfried non ha potuto partecipare perché era “profondamente
immersa nel processo di creazione di un nuovo musical”, il che ha
indotto i fan a iniziare a speculare.
Sebbene
Seyfried non abbia confermato la notizia, è andata suInstagram dopo
i premi e ha confermato che stava “facendo qualcosa di magico
ed è musicale“. Non poteva dire di più, ma ha notato che
è qualcosa che non aveva mai fatto e che era entusiasta di
continuare a farlo.
Rilasciato nel
1991, Thelma &
Louise ha interpretato Susan Sarandon e Geena Davis nei panni di due amiche che
intraprendono un viaggio. Dopo che i due hanno sparato a un
uomo che tentava di violentarne uno, devono cercare di eludere la
polizia. Il film è stato un successo sia di critica che
commerciale e ha ottenuto sei nomination all’Oscar, vincendo la
migliore sceneggiatura originale. Da allora il film è
diventato noto come un film femminista di riferimento ed è stato
inserito nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti nel
2016.
La prossima serie audio
DC Comics ha ufficialmente una data di uscita, con
Spotify e Warner Bros. che confermano
che Harley Quinn e The Joker: Sound
Mind uscirà il 31 gennaio
2023.
La data è stata confermata in
un trailer audio recentemente pubblicato per la serie, che offre
agli ascoltatori un assaggio delle interpretazioni di
Christina Ricci, Billy Magnussen e Justin
Hartley su alcuni dei personaggi più iconici della
DC.Puoi ascoltare il trailer
di Harley Quinn e The Joker: Sound Mind
qui sotto:
Harley Quinn e The
Joker: Sound Mind, interpretata da Christina Ricci
(Yellowjackets, The
Matrix Resurrections, The Addams Family)
nei panni di Harleen Quinzel, includerà anche Billy
Magnussen (No Time to Die , The
Many Saints of Newark) nei panni del Joker, e Justin
Hartley (This is US) nei panni di Bruce
Wayne/Batman. La serie è sviluppata da Eli Horowitz, che in
precedenza ha lavorato alla serie audio sceneggiataHomecoming.
Altri membri del cast della
serie includono:
Mary Holland nel ruolo di Margaret Pye/Gazza
Elias Koteas nel ruolo di Nicky Quinzel
Fred Melamed nel ruolo di Bob
Stephen Root nel ruolo di Grunfeld
Andre Royo nel ruolo di Arnold Wesker alias Il
ventriloquo
Amy Sedaris nel ruolo della zia Rose di
Harleen
“Quando gli ascoltatori
incontrano Harley, lei è la dottoressa Harleen Quinzel, una
talentuosa psicologa dell’Arkham Asylum di Gotham City determinata
ad aiutare i pazienti che i suoi colleghi hanno cancellato”, si
legge nella sinossi ufficiale della serie. “Ma suo padre è
malato e ha bisogno di una costosa operazione salvavita che Harleen
non può permettersi. Quindi, quando incontra “Patient J”, un
criminale unico che sembra avere uno strano potere su tutti tranne
che su di lei, Harleen prende una decisione fatidica: usare la sua
relazione con J per ottenere ciò di cui ha bisogno, portando
entrambi su una strada pericolosa. che cambierà per sempre le loro
vite.”
Questa sarà la seconda
partnership di Spotify con Warner Bros. e DC dopo il loro accordo
pluriennale per la produzione di contenuti audio e seguirà la serie
di successo Batman:
Unburied , che è rapidamente arrivata in
cima alle classifiche dei podcast di Spotify in 17
mercati.
Il co-CEO dei DC Studios, James Gunn, è tornato ancora una volta su
Twitter per mettere le cose in chiaro sulle questioni relative ai
prossimi film DC. Questa volta, Gunn ha smentito una voce su
chi potrebbe interpretare Superman nel nuovo
Universo DC. Rispondendo a un tweet di Super Film News in cui si
affermava che Jacob Elordi di Euphoria
sarebbe il nuovo Superman,
Gunn ha detto che nessuno è stato ancora
scelto. Il regista e il co-CEO hanno continuato
dicendo che non farà il casting fino a quando la sceneggiatura non
sarà almeno vicina alla fine e che, sebbene abbia delle cose da
annunciare nel prossimo futuro, l’attore di
Superman non sarà uno di quegli annunci.
My thoughts are no one has been cast as
Superman yet. Casting, as is almost always the case with me, will
happen after the script is finished or close to finished, and it
isn’t. We’ll announce a few things in not too long, but the casting
of Superman won’t be one of them. 🧜♂️ https://t.co/2SGWV2RSI7
La prossima uscita del
DC
Universe saràShazam! Furia
degli Dei, che uscirà il 17 marzo 2023.
Sarà seguito da The
Flash, con protagonista il
travagliato Ezra
Miller, Blue
Beetle e Aquaman
e il Regno Perduto. Il futuro in
seguito è attualmente incerto poiché Gunn e Safran decideranno il
loro piano decennale per la DC
The
Flash è ancora sulla buona strada per l’uscita entro
la fine dell’anno, ma un recente rapporto di One Take News
suggerisce che presto inizierà un nuovo ciclo di riprese. Il
rapporto è arrivato tramite un nuovo tweet dall’account Twitter
“Big Screen Leaks”, che è il fondatore e redattore capo di
One Take News. Il tweet rileva che il film
subirà “alcuni giorni aggiuntivi di riprese minori” questo
mese. Un tweet di follow-up menziona che queste riprese non
sono state fatte per cambiare il finale, ma solo “per ritoccare
alcune inquadrature” nel film.
Was going to drop a cool story today but
there’s been a bit of a delay in getting it done so I’ll just post
this instead: THE
FLASH will be undergoing a few days of minor reshoots this
month.
The
Flash arriverà finalmente nelle sale il 23 giugno
2023. Il film vede
Ezra Miller riprendere il ruolo di Barry Allen da
Justice League e sarà affiancato da Sasha
Callie nei panni di Supergirl e Michael Keaton nel suo grande ritorno nei
panni di Batman, 31 anni dopo la sua ultima apparizione in
Batman Il Ritorno.
Tutto quello che c’è da sapere su
The Flash con Ezra Miller
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha
Calle(Febbre d’amore) che interpreterà
Supergirl.
Mentre il figlio di Dom
Toretto, Brian, è stato un personaggio di sfondo nei film passati,
sembra che potrebbe avere un ruolo un po’ più importante
in Fast Xdato che
Leo Abelo Perry interpreterà il
personaggio.Secondo Variety,
Perry (Cheaper by the Dozen)
interpreterà Brian Marcos, figlio di Dom interpretato da
Vin
Diesel ed Elena Neves interpretata da Elsa Pataky. Il personaggio prende il nome dal
personaggio di Paul Walker nella serie, Brian
O’Connor. Brian è stato precedentemente descritto
in The Fate of the
Furious come un bambino che è stato
rapito e poi salvato. È stato anche visto brevemente
in Fast
and Furious 9 vivere con i
personaggi di Diesel e Michelle Rodriguez.
Perry è meglio conosciuto per
il suo ruolo nel remake di Cheaper by the
Dozen, diretto da Zach Braff
e Gabrielle Union. Oltre a interpretare Luca
in Cheaper by the
Dozen, il giovane attore ha anche avuto ruoli
in The Big
Leap, Blach-ish e
ABC’s Beauty and the Beast: A 30th
Celebration.
Cosa sappiamo su Fast X
Fast
X è diretto dal regista
di TransporterLouis
Leterrier, che ha preso il timone da Justin
Lin dopo che Lin ha improvvisamente abbandonato il
progetto a causa di differenze creative. Il film è scritto da
Justin Lin e Dan Mazeau, con Justin
Lin ancora impegnato come produttore.
Basato sui personaggi creati
da Gary Scott Thompson, l’ultimo capitolo porta la famiglia in giro
per il mondo da Londra a Tokyo, dall’America Centrale a Edimburgo,
e da un bunker segreto in Azerbaigian alle brulicanti strade di
Tbilisi. Lungo la strada, i vecchi amici risorgeranno, i
vecchi nemici torneranno, la storia verrà riscritta e il vero
significato della famiglia verrà messo alla prova come mai prima
d’ora.
Nora Ephron è
universalmente riconosciuta come una delle migliori sceneggiatrici
e registe della commedia romantica statunitense. Negli anni ha
infatti regalato al cinema opere iconiche come Harry, ti presento Sally…,
Insonnia d’amore e
Julie & Julia. Tra i suoi lavori più apprezzati si
annovera però anche il film del 1998 C’è posta per
te, basato sull’opera ungherese Parfumerie,
scritta nel 1937 da Miklos Laszlo. Anche in questo
caso, come nella miglior tradizione di questo genere di film, si
ritrovano due personaggi alle prese con una serie di imprevisti che
li porteranno a scoprirsi non come nemici bensì come anime
estremamente affini.
Dall’opera di Laszlo era già stato
tratto un film nel 1940 dal celebre Ernst
Lubitsch, intitolato Scrivimi fermo posta.
Costituendo a suo modo un remake di questo, C’è posta per
te si aggiorna naturalmente ai mezzi di comunicazione del suo
periodo. I due protagonisti non si innamorano più scrivendosi per
fermoposta bensì per e-mail. Un cambio che ha permesso di rendere
la storia ancora attuale senza snaturare il suo cuore e i suoi
sentimenti fondanti. Da sempre impegnata nel dar vita a racconti
quanto più personali possibile, anche stavolta la Ephron riuscì a
toccare il cuore di molti.
Il film arrivò infatti a guadagnare
oltre 250 milioni di dollari in tutto il mondo, e ancora oggi è
considerato una delle commedie romantiche più iconiche e importanti
di sempre. Questo proprio per il suo essere universale con una
storia esistente da sempre. Prima di intraprendere una visione del
film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e alle frasi più belle del film.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
C’è posta per te: la trama del film
La vicenda si svolge a New York,
dove Joe Fox e Kathleen Kelly
vivono e lavorano a pochi isolati di distanza. Senza saperlo, i due
frequentano gli stessi negozi, passeggiano per le stesse strade e
osservano gli stessi luoghi. Nonostante ciò, i due non sanno
dell’esistenza l’uno dell’altro né hanno mai avuto un qualsiasi
tipo di interazione. Ancor di più, i due sono inconsapevolmente
nemici giurati. Kathleen gestisce infatti una piccola libreria per
bambini ereditata dalla madre, che fatica però a portare avanti a
causa della grande catena di librerie gestita proprio da Joe.
Pur essendo entrambi impegnati in
una relazione, nessuno dei due è veramente innamorato del
rispettivo partner. Finiscono così un giorno per conoscersi in una
chatroom, intraprendendo dapprima un’amicizia e piano piano un
legame sempre più sentimentale. Qui Joe e Kathleen si parlano a
cuore aperto, confidandosi segreti, sogni e passioni. Entrambi
mantengono però l’anonimato, ignorando dunque la rispettiva
identità. Quando questa sarà loro nota, avranno inizio una serie di
imprevedibili ripercussioni, che li porteranno a dover rimettere in
discussione tutto in nome dell’amore.
C’è posta per te: il cast del film
Per dar vita al suo nuovo film, la
Ephron chiamò nei panni due protagonisti Joe e Kathleen gli attori
Tom Hanks e
Meg Ryan, che
avevano già lavorato con lei per il precedente Insonnia
d’amore. Per prepararsi al ruolo, la Ryan trascorse realmente
del tempo a lavorare in una piccola libreria di New York, la Books
of Wonder, al fine di poter comprendere al meglio il contesto, le
dinamiche e, di conseguenza, il personaggio. L’attrice inoltre,
ricevette il suo primo computer proprio durante la lavorazione di
questo film. Hanks, invece, si è a sua volta preparato studiando il
settore e per l’intera durata delle riprese si è realmente
scambiato numerose email con la Ryan, al fine di consolidare il
loro rapporto.
Nel film, poi, è presente il comico
Dave Chappelle nei panni di Kevin Jackson,
amico di Joe. Chappelle desiderava da tempo recitare con Hanks,
avendo precedentemente rifiutato un ruolo in Forrest Gump,
poi pentendosene. Hanks suggerì dunque l’amico alla Ephron per
questo film, la quale finì con lo sceglierlo. Vi è poi Greg
Kinnear, noto per il film Qualcosa è cambiato,
nei panni di Frank Navasky, il fidanzato di Kathleen. L’iconica
attrice Parker Posey interpreta Patricia Eden
mentre Steve Zahn, Jean Stapleton
e Heather Burns interpretano i dipendenti di
Kathleen: George, Birdie e Christina. John
Randolph, qui al suo ultimo film prima della scomparsa, è
infine Schuyler Fox.
C’è posta per te: le frasi
più belle, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. C’è posta per
te è infatti disponibile nel catalogo
di Rakuten TV,Chili,Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un
dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 13
gennaio alle ore 21:10 sul canale
La 5.
Qui di seguito si riportano invece
alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai
personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente
comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate
personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del
film:
Accendo il mio computer,
aspetto con impazienza che si colleghi, vado online e trattengo il
respiro finché non sento quelle paroline magiche, “C’è posta per
te”. Non sento niente, non un suono per le strade di New York,
tranne il battito del mio cuore, ho posta da te.
(Kathleen)
Per quanto mi riguarda, Internet è solo un modo nuovo per
essere respinto da una donna. (George)
Kevin, questa donna è la
creatura più adorabile in cui mi sia mai imbattuto e anche se alla
fine venisse fuori che è attraente quanto una cassetta delle
lettere… sarei un pazzo a non cambiare completamente vita per
sposarla. (Joe)
Volevo tanto che fossi tu; volevo che fossi tu con tutta me
stessa. (Kathleen)
Un giorno ti spiegherò tutto. Nel frattempo, sono qui.
Parlami. (Joe)
In occasione dell’uscita,
il 13 gennaio su Apple
TV+, della docu-serie in quattro puntate La lotta per il calcio – Il caso Super League,
abbiamo raggiunto il regista del progetto, il vincitore dell’Emmy
Jeff Zimbalist, che ci ha raccontato la sua
esperienza nella realizzazione di quello che può definirsi un film
inchiesta su uno dei casi che ha scosso il mondo del calcio, lo
sport più amato (e più redditizio) del mondo: il caso della Super
League.
Come ti sei
approcciato a questo progetto?“Con lo stesso
atteggiamento che ha avuto una grande porzione del mondo. La
notizia, nell’aprile 2021, ha catturato la mia attenzione. La
portata e il potenziale impatto di una Super League era scioccante,
era un vero e proprio tentativo di destabilizzare i vertici
dell’industria del più grande sport del mondo, e coinvolgeva 12 dei
più grandi club esistenti 12 dei più grandi brand del mondo che
volevano mettere in piedi un campionato che avrebbe sostituito la
più grande competizione del pianeta: la Champions League.
Mi interessava che
questo evento avrebbe avuto una risonanza che andava molto oltre lo
sport in sé. Le 48 ore successive al trapelare della notizia hanno
visto una risposta travolgente da parte dei tifosi, ma anche delle
dirigenze, tutto il mondo ha espresso la sua opinione, dall’Europa
all’Asia, passando per il Medio Oriente, sono intervenuti persino i
Reali e i Capi di Stato. Ci sono state persino proteste violente in
strada in alcune città.”
Il documentario
si apre con l’affermazione che il calcio è la cosa più importante
del mondo tra le cose di nessuna importanza. Alla luce di questa
affermazione, come ti sei approcciato a questo film?
“Ho assunto
l’atteggiamento di persona che segue il calcio da fan ma anche da
professionista che racconta le storie in cui il calcio è un
microcosmo, mi trovo spesso a pensare che il calcio rispecchia i
valori della società nel momento storico che vive. Così avevo molte
domande in merito a quella notizia, soprattutto per chi prende le
decisioni. E così con i miei co-produttori su zoom abbiamo
cominciato a mettere insieme i pezzi costruendo una indagine
accurata ed equilibrata di ciò che stava accadendo. Abbiamo
immaginato che la serie non avesse cattivi o buoni, né risposte
facili, ma fosse un’opportunità per guardare da vicino un’industria
che fattura 4 miliardi l’anno.”
Il punto di
partenza dell’indagine è stata la necessità di rispondere a una
domanda precisa:“Una delle domande centrali della
serie è quale ruolo ha la voce dei fan nel raccontare la storia
dello sport e nello scrivere la storia futura del calcio. Abbiamo
evidenziatodue correnti in questo momento storico che secondo me è
di crisi di identità per questo sport. Da una parte c’è il
desiderio delle persone di proteggere il gioco, le sue radici da
working class e la meritocrazia di questo sport nella piramide
europea, i valori di speranza che vengono con quella tradizione, un
elemento centrale per la definizione dello sport. Ma c’è anche un
altro aspetto, ovvero quello legato al business di intrattenimento.
C’è una guerra tra capitalismo e democrazia sociale, è la battaglia
centrale per l’anima del calcio.”
La lotta per il calcio – Il
caso Super League, l’intervista al regista
Qual è stato il
processo di costruzione della storia, della scelta degli
intervistati, del montaggio?
“Era importante per
noi che estendessimo il report oltre la superficie dei tweet e che
quindi andassi oltre gli articoli e tutto ciò che era già uscito
all’inizio della questione. Avevamo accesso a coloro che ai più
alti livelli di questo caso prendevano le decisioni, da entrambi i
lati, di questa saga chiamata Ward for football. Avevamo la
possibilità di far tifare i fan per una parte o per un’altra a
seconda di ciò che proponevamo, e poi fare l’esatto contrario. E
mentre si va avanti, nel corso dei 4 episodi in cui è divisa la
docu-serie, raggiungiamo diversi livelli di complessità. Alla fine
non ci sono risposte facili, ma ci sono grandi domande sul ruolo
dello sport, della morale e della cultura in particolar modo in
merito a quello che è diventato uno dei maggiori business del
mondo.”
In passato hai
già lavorato a film sul calcio, in particolare nel 2014 hai diretto
un documentario sulla giovinezza di Pelè. Cosa ti affascina così
tanto di questo sport?
“È il più grande
sport del mondo, muove soldi e mercato e raccoglie tante persone,
ognuna di esse con un’opinione precisa. Credo che il calcio
rispecchi la società e i suoi drammi e la morale della comunità
globale. La sua diffusione è mondiale e la diversità degli
interessi che confluiscono nel calcio è quello che amo
raccontare.”
La serie di FX
Fleishman a pezzi, tratta dal romanzo
bestseller di Taffy Brodesser-Akner, debutterà con tutti gli
episodi in Italia il 22 febbraio in esclusiva su Disney+.
Fleishman a
pezziracconta la storia di Toby Fleishman
(Jesse
Eisenberg), 41 anni, divorziato da poco, che si tuffa
nel nuovo e coraggioso mondo delle app di appuntamenti, ottenendo
un successo che non ha mai avuto quando era più giovane, prima di
sposarsi alla fine della scuola di medicina. Ma proprio all’inizio
della sua prima estate di libertà, la sua ex moglie, Rachel
(Claire
Danes), scompare, lasciandolo con Hannah (Meara
Mahoney Gross) di 11 anni e Solly (Maxim Swinton) di 9, senza
sapere dove sia o se abbia intenzione di tornare. Mentre cerca di
bilanciare la genitorialità, il ritorno dei vecchi amici Libby
(Lizzy
Caplan) e Seth (Adam
Brody), una potenziale promozione all’ospedale che
tarda ad arrivare e tutte le donne attraenti che Manhattan ha da
offrirgli, si rende conto che non sarà mai in grado di capire cosa
sia successo a Rachel finché finalmente non affronterà ciò che è
successo al loro matrimonio.
La serie è stata creata per la
televisione da Taffy Brodesser-Akner, che ha adattato il suo
acclamato romanzo ed è executive producer insieme a Sarah
Timberman, Carl Beverly e Susannah Grant. Anche Valerie Faris e
Jonathan Dayton (Little Miss Sunshine, La
battaglia dei sessi) sono executive producer e hanno diretto
diversi episodi della serie. Shari Springer Berman e Robert Pulcini
sono ulteriori executive producer per alcuni episodi da loro
diretti. Fleishman a pezzi è prodotta
da ABC Signature.
Un efficace sistema di parental
control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza
di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre al
“Profilo Bambini” già presente sulla piattaforma, gli abbonati
possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un
pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per
garantire massima tranquillità ai genitori.
Laggiù qualcuno mi ama, il docu-film
di Mario Martone omaggio a Massimo
Troisi, verrà presentato al 73º Festival Internazionale
del Cinema di Berlino nella sezione Berlinale Special.
Laggiù qualcuno mi ama è il
viaggio personale di Mario Martone nel cinema di
Massimo Troisi. Montando le scene dei suoi film Martone vuole
mettere in luce Troisi come grande regista del nostro cinema prima
ancora che come grande attore comico, e per farlo delinea la sua
parabola artistica dagli inizi alla fine, inquadrandolo nella
temperie degli anni in cui si è formato e nella città comune ai due
registi, Napoli. Col montaggio dei film si intersecano alcune
conversazioni, non con persone che frequentavano Troisi, ma con
artisti che lo hanno amato e ne sono stati influenzati, come
Francesco Piccolo, Paolo Sorrentino, Ficarra e
Picone, critici che lo hanno studiato, come Goffredo
Fofi e la rivista Sentieri selvaggi, e due tra gli artefici della
sua opera postuma, Il postino, Michael Radford e
Roberto Perpignani. Fa eccezione Anna Pavignano che con Troisi
scriveva i suoi film e che Martone vuole incontrare per indagare i
processi creativi da cui essi scaturivano, e che
collabora al film mettendo a disposizione dei preziosi materiali
inediti
Natalia Beristain
si fa corazza per il suo nuovo film Ruido – Una voce che non si spegne. La
regista, come lei stessa racconta, decide di affrontare una
tematica molto attuale nel Messico, quella dei femminicidi
e delle scomparse improvvise. Un fenomeno che a ben
guardare sembra non interessi nessuno al di là di quella
“frontiera” inesistente che lo separa dall’America del Nord.
Una ribellione, quella della
Beristain, che si tramuta in coraggio di portare, seppur sul
piccolo schermo di Netflix,
una denuncia fatta a gran voce, il cui impatto spera possa creare
uno tsunami in grado di travolgere tutto il mondo. La pellicola è
stata presentata al Festival di San Sebastian 2022, per poi
approdare in piattaforma l’11 gennaio.
Ruido – Una voce che non si spegne,
la trama
Julia (Julieta
Egurrola) è una madre che ha perso da nove mesi sua
figlia, Ger. Mentre la Polizia sembra non interessarsi come
dovrebbe al suo caso, e l’ex marito sceglie di arrendersi, la donna
decide di iniziare le ricerche da sola, aiutata dalla giornalista
Abril (Teresa Ruiz). Seppur provata dal suo
dolore, Julia comincia un viaggio per l’America Latina nella
speranza di trovare qualche indizio che possa portarla alla
figlia.
Mentre Julia cerca la figlia Ger in
solitaria, cercando di rimanere in piedi, il suo cammino si
intreccia con le storie di coraggio e le lotte delle varie donne
che incontra, interfacciandosi con un una forza che neppure lei
pensava di conoscere.
Una denuncia contro la
criminalità
Non si può vivere nella paura,
altrimenti come si riesce a combattere il male? Una domanda che
Natalia Beristain si è posta dietro la macchina da presa dopo anni
di esitazione per il film, con l’intento di fotografare una
realtà di cui poco si parla, quella della criminalità in
Messico. La regista decide di portare sullo schermo, forse troppo
soffocata dalle inquadrature strette dello streaming, una storia
dal taglio amaro in cui amore e sofferenza si fondono per poter
marciare in una lotta pericolosa ma necessaria. In Ruido –
Una voce che non si spegne, c’è il coraggio prima di tutto
di una donna vera, Natalia, che traspone se stessa in Julia,
interpretata da una toccante Julieta Egurrola, e poi di una
collettività martoriata nel profondo.
Julia, nella pellicola della
Beristain, diventa specchio di quelle madri in Messico che da tempo
devono sopportare il dolore della scomparsa dei propri
familiari a causa di una guerra, quella al narcotraffico,
che ha mietuto 90.000 vittime. Una figura, la sua, che seppur
ricoperta dal tormento, riesce a protestare contro le ingiustizie,
gli abusi e le violenze, e si fa portavoce dell’urlo e della
battaglia di tante famiglie che ancora vivono nel lutto della
perdita.
Nel portare in scena uno Paese in
ginocchio, che funge da cerniera fra le due Americhe, la Beristain
si avvale di una regia didascalica, dalle
inquadrature spesso fisse, funzionale per un racconto in cui non si
vuole architettare una trama complessa e dalle mille digressioni,
quanto piuttosto una fotografia della situazione fuori controllo
del Messico, in cui l’indifferenza della Polizia e i criminali
impuniti producono un rumore molto forte. Ed è proprio alla
protagonista che la regista affida il compito di insinuarsi
in quel rumore assordante per dare vita a un eco che si
espande.
Diventa dunque chiaro che
Ruido – Una voce che non si spegne, non si pone al
suo pubblico con fare ammaliatore, poiché il suo intento è essere
un film di denuncia e non di verità o bellezza estetica. È il grido
intimo della regista e del suo popolo, con il messaggio di non
abbassare mai la testa e non lasciarsi scavalcare. Perché se
nessuno ti ascolta, se nessuno ti vede, se nessuno ti aiuta allora
è meglio rimboccarsi le maniche da soli, piuttosto che osservare
nell’ombra.