Chui Mui Tan, la
regista e protagonista di Barbarian Invasion, prima donna
protagonista del cinema malese, e Laura Citarella,
l’acclamata autrice e produttrice argentina, protagonista alla
Mostra del 2022 con Trenque Lauquen e che i Cahiers du
Cinéma segnalano come la più potente voce femminile del nuovo
cinema argentino, sono le registe 2024 del progetto “Miu
Miu Women’s Tales”. I loro film brevi saranno presentati
alle Giornate degli Autori sabato 31 agosto alla Sala
Perla del Palazzo del Casinò.
Il progetto Miu Miu
Women’s Tales nasce nel 2012 ed è un illuminato esempio di
collaborazione artistica tra due realtà diverse che condividono il
fine comune della valorizzazione del talento e della creatività al
femminile. Ogni anno Miu Miu, come Creative Partner delle Giornate
degli Autori, affida e sponsorizza a due registe la realizzazione
di un cortometraggio in cui raccontare il mondo delle donne; i
corti vengono proiettati durante la Mostra, alla presenza delle
registe e del cast.
Miu Miu Women’s Tales 2024
La proiezione è seguita
nei due giorni successivi da quattro conversazioni, ospitate
nello Spazio della Regione del Veneto all’Hotel Excelsior,
in cui ospiti internazionali del mondo dello spettacolo dialogano
con il pubblico sul proprio mestiere da un punto di vista
femminile. Tra le 90 protagoniste degli scorsi anni: Liliana
Cavani, Mira Nair, Alice Rohrwacher, Kate Mara, Sia, Hailee Steinfeld, Agnes Varda, Dakota Fanning, Juno
Temple, Kate Bosworth, Zosia Mamet, Chloë Sevigny, Tessa
Thompson, Brigitte Lacombe, Vanessa Kirby, Nathalie Emmanuel, Carla Simón,
Maggie Gyllenhaal.
I due film di quest’anno,
parte di una collezione ormai diventata un simbolo di eccellenza
artistica, sono:
#27 I AM THE BEAUTY
OF YOUR BEAUTY, I AM THE FEAR OF YOUR FEAR di Chui Mui
Tan
Malesia, Italia, 2024,
21’
Con Jo Kukathas, Sdanny
Lee, Zhiny Ooi, Jean Seizure
Produzione: HiProduction,
Da Huang Pictures
Gita lascia il suo lavoro
in Cina e si trasferisce in Malesia. Voleva prendersi una pausa per
ripensare la sua vita. Grazie all’amicizia e ai combattimenti,
finalmente si lascia andare liberando la sua forza interiore.
#28 EL AFFAIRE MIU
MIU di Laura Citarella
Argentina, 2024,
anteprima mondiale
Con Elisa Carricajo,
Verónica Llinás, Juliana Muras, Laura Paredes, Ezequiel Pierri,
Cecilia Rainero, Rafael
Spregelburd, Guillermina
Villa Simon
Produzione: HiProduction,
El Pampero Cine
In El affaire Miu
Miu si raccontano una storia, una donna e un mistero. Una
fusione tra un personaggio, un abito e un luogo.
Esordio alla regia di Josh Margolin,
THELMA è una struggente commedia d’azione che
offre alla candidata all’Oscar® June Squibb (NEBRASKA)
il suo primo ruolo da protagonista a fianco di Richard Roundtree
(SHAFT). La Squibb, che non ha utilizzato controfigure per gran
parte del film, interpreta Thelma Post, un’esuberante nonna di 93
anni che viene raggirata da un truffatore telefonico che si finge
suo nipote (Fred Hechinger di The White Lotus). Parte così per una ricerca
insidiosa per le strade di Los Angeles, accompagnata da un amico
(Roundtree) e dal suo scooter, per reclamare ciò che le è stato
sottratto. Nel cast anche Parker Posey, Clark Gregg, Nicole Byer e
Malcolm McDowell.
La trama di Thelma
Ispirato a un’esperienza vissuta
della nonna di Margolin, THELMA dà un’interpretazione astuta a film
action come MISSION: IMPOSSIBLE, mettendo sotto i riflettori una
nonna anziana come improbabile eroina d’azione. Con un umorismo
contagioso, Margolin utilizza i cliché del genere d’azione in modi
esilaranti e adeguati all’età, per affrontare l’invecchiamento con
spirito d’iniziativa. Nel primo ruolo da protagonista della sua
carriera settantennale, la Squibb interpreta la volitiva Thelma con
grinta e determinazione, dimostrando di essere più che capace di
prendersi cura degli affari, nonostante ciò che la figlia Gail
(Posey), il genero Alan (Gregg) o il nipote Danny credano.
L’idea che un affascinante miliardario sia un viscido patentato
non è poi così campata in aria, ma Channing Tatum (The Lost City) alza davvero
l’asticella delle stranezze reali nel secondo trailer di Blink
Twice. Zoë
Kravitz (Big Little Lies) festeggia il suo debutto
alla regia con questo thriller horror che segue due donne ignare
che si trovano al centro di un gioco perverso sull’isola privata di
un depravato magnate della tecnologia. Con la candidata ai BAFTA
Naomi Ackie (Whitney Houston: I Wanna Dance with
Somebody) nel ruolo di co-protagonista accanto a Tatum, l’ultimo
trailer di Blink Twice anticipa l’1% di horror che
negli USA il 23 agosto.
Nel nuovo trailer di Blink Twice, Slater King (Tatum) siede per
un’intervista in cui rivela al conduttore di essersi preso una
pausa dagli occhi del pubblico perché ha trovato il paradiso sulla
sua isola privata. Mentre Slater spiega il come e il perché del suo
nuovo stile di vita rilassato, gli spettatori vengono introdotti
alla Frida di Ackie e alla sua amica Jess (Alia Shawkat). Lavorando
come cameriere di cocktail, le donne colgono al volo l’opportunità
di una vita quando Slater le invita a trascorrere una vacanza
sull’isola con lui e i suoi ricchi amici. Quando la coppia di amici
arriva a destinazione, spuntano più di un campanello d’allarme, ma
i due continuano a ignorarli come “cose da ricchi” (assolutamente
giusto). Tuttavia, mentre le cose si fanno sempre più strane
(parliamo di Haley Joel Osment che suona l’ukulele
a bordo piscina) e la loro memoria a breve termine inizia a
svanire, le due donne iniziano a capire che le loro vite potrebbero
essere in pericolo.
Scopri il cast del debutto alla regia di Zoë Kravitz
Certo, la Kravitz è figlia di un’icona del rock e di un’attrice
nominata agli Emmy Award (nonché dea assoluta), quindi forse ha
avuto un vantaggio nell’entrare nel settore, ma il suo talento ha
parlato da solo. Tenendo conto di ciò, non c’è da stupirsi che sia
riuscita a coinvolgere così tanti nomi di alto livello per Blink
Twice. A completare l’elenco dei candidati sono Christian Slater (Intervista col vampiro),
Simon Rex (Red Rocket), Adria Arjona (Hit Man), Kyle MacLachlan
(Twin Peaks), Geena Davis (A League of Their Own) e Levon Hawke
(The Crowded Room).
Guardate il secondo trailer di Blink Twice qui sopra.
Mentre Longlegs
ha stabilito che il 14 è un compleanno sfortunato, i fan nati il 14
avranno una sorpresa. Per celebrare il successo al botteghino del
thriller horror di Osgood Perkins, NEON e Atom Tickets offriranno a
coloro che sono nati il 14 di un dato mese un biglietto gratuito
per l’attuale fenomeno horror. L’offerta esclusiva è disponibile
dall’1 al 4 agosto e gli spettatori il cui compleanno cade il 14
(indipendentemente dal mese) devono solo recarsi da Atom per
assicurarsi un biglietto gratuito utilizzando i rispettivi codici
promozionali.
Definito uno dei film più spaventosi dell’anno,
il film horror – scritto e diretto da Perkins – ha raccolto
un’enorme attenzione grazie alle sue impressionanti e terrificanti
campagne di marketing. Da terrificanti teaser trailer e annunci sui
giornali a un sito web inquietante e a un numero di telefono per
una rapida conversazione con “l’uomo del piano di sotto”, il team
creativo dietro Longlegs ha davvero fatto un passo
avanti nel marketing, stabilendo uno standard di marketing
inquietantemente alto per tutti i film horror a venire.
Naturalmente, a parte le campagne di marketing, il film è molto
orgoglioso delle sue star principali, Nicolas Cage e Maika Monroe. Cage, che ha recitato in
Longlegs nel ruolo dell’assassino titolare, non è
nuovo a interpretazioni di film horror. Nel frattempo, la Monroe –
che interpreta l’agente dell’FBI Lee Harker – è stata acclamata
come una delle regine dell’urlo contemporanee, nota soprattutto per
il suo ruolo nell’horror soprannaturale
It Follows del 2014.
Longlegs è diventato a sorpresa un horror di successo
Longlegs ha continuato a battere record fin dal
suo debutto, avendo recentemente superato il titolo di
Parasite come film NEON con il maggior incasso al
botteghino nazionale di tutti i tempi – un risultato che non era
stato raggiunto da nessuna uscita NEON da quando l’acclamata dark
comedy thriller di Bong Joon-ho era uscita nelle
sale nel 2019. Durante la sua terza settimana di permanenza nelle
sale, il film da record è diventato anche il film horror indie che
ha incassato di più negli ultimi 10 anni, superando
Hereditary e Talk to
Me di A24. Con un budget dichiarato inferiore ai 10
milioni di dollari, Longlegs è riuscito ad accumulare 60 milioni di
dollari a livello nazionale e 12 milioni di dollari a livello
internazionale, per un incasso globale complessivo di poco
inferiore ai 73 milioni di dollari.
In un mondo in cui il cinema è
spesso ingiustamente diviso in “arte seria” e “intrattenimento”, il
MarvelCinematicUniverse si erge come
un faro imponente di integrità artistica e gravitas. Non sorprende
quindi che quando Harrison Ford, un esempio di eccellenza
teatrale, è entrato nel mondo dei supereroi in Captain America: Brave New World, l’ha
affrontato con la solennità e la venerazione che merita. Come ha
detto eloquentemente lo stesso Ford durante una recente intervista
al Comic-Con, il processo di trasformazione in Hulk rosso ha
comportato il “fregarsene” e l'”essere un idiota per soldi”.
Le osservazioni ironiche di Ford,
catturate al Comic-Con di San Diego, offrono una risposta in linea
con i suoi commenti spesso satirici sui suoi principali ruoli in
franchising. Parlando con
Angelique Jackson di Variety, Harrison Ford ha rivelato le sfumature profonde
e filosofiche dell’indossare una tuta di motion-capture per
interpretare un personaggio in CGI: “È stato necessario essere
un idiota per soldi, cosa che ho già fatto in passato“. Questa
profonda intuizione del mestiere di attore ricorda a tutti noi che,
proprio come i nobili giullari di un tempo, a volte bisogna
abbracciare la follia per rivelare verità più grandi.
Ma non confondiamo l’apertura di
Harrison Ford con l’irriverenza. Il MCU, dopo
tutto, è il palcoscenico shakespeariano del nostro tempo, dove i
più grandi della nostra generazione si confrontano con quesiti
morali, lottano con minacce esistenziali e, occasionalmente,
diventano verdi e spaccano le cose – o, come può fare Deadpool,
indossano due pugni di Hulk e “vanno in città” su se stessi. Ford,
un veterano di Hollywood, sa che questi ruoli non richiedono solo
abilità fisica, ma anche un profondo impegno nella parte.
Immaginate la preparazione psicologica necessaria per incarnare un
personaggio la cui motivazione principale è quella di scatenarsi in
un colossale mostro rosso e arrabbiato. Stanislavski sarebbe
orgoglioso.
In un raro momento di serietà,
Harrison Ford ha riconosciuto le peculiarità del
processo di recitazione del MCU: “Sto solo dicendo che devi
fare certe cose che normalmente tua madre non vorrebbe che tu
facessi – o il tuo insegnante di recitazione, se ne hai uno”. Per
amore del mestiere, a volte bisogna sacrificare la dignità, come
infilarsi in una tuta di motion-capture aderente che lascia poco
all’immaginazione“. Ford ha aggiunto che non era sua
intenzione denigrare il lavoro e che è rimasto entusiasta
dell’accoglienza riservata al primo trailer del film.
In conclusione, noi, umili
spettatori, dobbiamo avvicinarci al MCU con lo stesso rispetto e la
stessa ammirazione che esso suscita nei suoi attori. L’imminente
interpretazione di Ford nei panni del Presidente Thaddeus
“Thunderbolt” Ross, un ruolo precedentemente ricoperto con gravitas
dal compianto William Hurt, promette di essere una
performance epica e vivificante. Mentre Ford dà vita a Hulk il
Rosso, ci viene ricordato che anche gli attori più iconici devono a
volte danzare con la tecnologia digitale e la sensibilità dei
blockbuster.
Quindi, brindiamo al MCU: un terreno
sacro in cui i veri attori, come Ford, possono esplorare le
profondità del loro mestiere, trasformandosi occasionalmente in
giganteschi mostri di rabbia rossa. Captain America: Brave New World uscirà il 14
febbraio 2025.
La serie, che al
Lido di Venezia verrà mostrata in tutti i suoi otto episodi, è
diretta da Joe Wright (L’ora più
buia, Espiazione, Cyrano) e
prodotta da Sky Studios e da Lorenzo Mieli per The Apartment,
società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Pathé, in
associazione con Small Forward Productions, in collaborazione con
Fremantle, CINECITTÀ S.p.A. e Sky.
Arriverà nel 2025
in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW in tutti i territori
in cui Sky opera in Europa. La distribuzione internazionale è di
Fremantle.
A interpretare il
Duce uno fra i più apprezzati attori italiani, Luca Marinelli, vincitore del David di
Donatello, del Nastro d’Argento, della Coppa Volpi a Venezia e del
prestigioso Shooting Stars Award al Festival di Berlino.
Come il romanzo, la
serie racconterà la storia di un Paese che si è arreso alla
dittatura e la storia di un uomo che è stato capace di rinascere
molte volte dalle sue ceneri. Ripercorrerà la Storia dalla fondazione dei Fasci Italiani nel 1919 fino al
famigerato discorso di Mussolini in Parlamento nel 1925, dopo
l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Offrirà,
inoltre, uno spaccato del privato di Mussolini e delle sue
relazioni personali, tra cui quelle con la moglie Rachele, con
l’amante Margherita Sarfatti e con altre figure iconiche
dell’epoca.
Scritta
da Stefano Bises (Gomorra – La
Serie, The
New Pope, ZeroZeroZero, Speravo
de morì prima) e Davide
Serino (1992, 1993, Il Re, Esterno Notte),
con soggetto di serie e soggetti di puntata firmati da Stefano
Bises, Davide Serino e Antonio Scurati, la serie racconterà gli
accadimenti con accuratezza storica, con ogni evento, personaggio,
dialogo e discorso storicamente documentato o testimoniato da più
fonti.
La colonna sonora è
composta da Tom Rowlands, noto anche per
essere parte del duo britannico di musica elettronica The Chemical
Brothers, tra i pionieri che hanno portato il big beat in prima
linea nella cultura pop, scalando le classifiche di tutto il mondo.
Pluripremiati, hanno all’attivo 6 Grammy Awards, 1 Brit Award, 1
MTV Europe Music Award e un NMA Award.
Accanto a Marinelli
nel cast Francesco Russo (Call My
Agent – Italia, A classic horror
story, Freaks Out), che interpreta Cesare
Rossi; Barbara Chichiarelli (Suburra
– La serie, The Good
Mothers, Favolacce) nei panni di Margherita
Sarfatti; Benedetta
Cimatti (Ricordi?, Tina Anselmi –
Una vita per la democrazia) in quelli di Donna
Rachele; Federico
Majorana (Prisma, Favolacce, Padre
Pio) interpreta Amerigo Dumini; Lorenzo
Zurzolo (EO, Prisma, Baby)
è invece Italo Balbo. E ancora Federico
Mainardi (Il ritorno di
Casanova, Il mammone) che interpreta Albino
Volpi; Maurizio Lombardi (The Young
Pope, The New
Pope, 1992, Ripley) nei panni di
Emilio De Bono; Gianmarco
Vettori (La
Belva, Briganti, Padrenostro) in
quelli di Dino Grandi; Gaetano
Bruno (Martin
Eden, Indivisibili, Il
Cacciatore, Doc – Nelle tue mani) che interpreta
Giacomo Matteotti; Paolo
Pierobon (Rapito, Esterno
notte, Qui rido io, 1994) nei
panni di Gabriele D’Annunzio; Elena
Lietti (Il
Miracolo, Anna, Il sol
dell’avvenire, Siccità) è Velia Titta, moglie di
Giacomo Matteotti; Gianluca
Gobbi (Fabrizio De Andrè – Principe Libero)
nel ruolo di Cesare Maria de Vecchi; Gabriele
Falsetta (Io sono l’amore) in quello di
Roberto Farinacci. Vincenzo
Nemolato (La chimera, Tutto chiede salvezza,
Supersex) interpreta Vittorio Emanuele III.
Not Just Music,
casa di produzione indipendente e autonoma
firma il suo primo lungometraggio di
animazione 3D in full CGI“PAPmusic – Animation for Fashion” scritto e
diretto dalla cantautrice e artista che infiamma le
giovani generazioni sui social LeiKiè, in uscita al cinema dal 26 settembre.
“PAPmusic – Animation for
Fashion”offre uno sguardo ironico e
affascinante sulle dinamiche di una giovane azienda di moda,
aprendo una finestra unica sul vibrante mondo della moda milanese.
E’ proprio a Milano, capitale della moda italiana, che prende vita
l’originale storia della casa di moda PAPmusic il cui nome trae origine dall’abbreviazione
comunemente utilizzata nel mondo della moda, “P-A-P”, che sta per
prêt-à-porter.
La foto di PAPmusic – Animation
for Fashion
1 di 3
A prestare la voce ai
protagonisti del film ci sono alcuni tra i talent più celebri del
panorama artistico italiano, tra questi Luca
Ward (doppiatore di Il
Gladiatore, James
Bond) nel ruolo di Giuseppe, CEO
dell’azienda, Rudy
Zerbi (talent scout, produttore discografico, DJ e
conduttore TV) Voce Narrante del film, Marco
Mazzoli (attore, conduttore radiofonico e televisivo
noto per Lo Zoo di 105) nel ruolo di
LUI, LeiKiè, regista del film, nel
ruolo di LEI, Jake La
Furia (rapper del gruppo Club Dogo e giudice di X
Factor) nel ruolo di Max, export manager e miglior amico di LUI,
e Tamara Donà (attrice e
conduttrice televisiva) voce di Mamita, receptionist dell’azienda e
figura sensitiva e misteriosa.
Una commedia romantica e
musicale animata curata nei minimi dettagli con uno stile narrativo
unico nel suo genere che trascina lo spettatore in un’avventura
travolgente realizzata con la tecnica CGI, pronta a conquistare il
pubblico con la sua combinazione di moda, musica e comicità. Un
lavoro durato più di 10 anni dall’ideazione, allo sviluppo dello
storyboard fino alla produzione di oltre 50 personaggi, centinaia
di comparse, ricerca di look stravaganti ispirati ai colori e al
mood della Pop Art. Inoltre alcuni dei più iconici centri urbani
italiani da Roma, alle antiche rovine di Pompei fino al romantico Ponte dei Sospiri di Venezia
sono stati ricreati in maniera spettacolare e con un’attenzione ai
dettagli che offre una rappresentazione visiva unica.
PAPmusic – Animation for Fashion,
il poster
Questa combinazione di
elementi visivi accattivanti con una colonna sonora ispirata alla
musica pop italiana rendono “PAPmusic” un’esperienza
cinematografica immersiva che cattura l’essenza dello stile
italiano, omaggiando la creatività e l’innovazione che hanno reso
l’Italia un punto di riferimento mondiale nel settore della moda e
dell’arte. Una storia “universale” di passione, creatività e
collaborazione.
“PAPmusic – Animation for Fashion” rappresenta un
connubio unico tra Musica, Moda, Design, Animazione e Patrimonio
Artistico Italiano, creando una narrativa coinvolgente e vibrante
che riflette l’energia e la creatività del settore della moda e
invita il pubblico a riconoscere e valorizzare l’unicità di ogni
individuo e la bellezza delle differenze, trasmettendo un messaggio
che esalta le diversità e incoraggia tutti a credere nei propri
sogni. È un invito a celebrare la moda come forma d’arte ed
espressione personale, promuovendo al contempo un messaggio di
inclusività e innovazione.
La trama di PAPmusic – Animation for Fashion
Una nuova casa di moda
italiana PAPmusic, insieme al suo giovane
team eclettico e divertente, lancia una nuova collezione moda.
Amori, contrasti caratteriali e dinamiche lavorative si intrecciano
continuamente, sostenute da ritmo incalzante e divertente, con
numerosi colpi di scena. Al centro della storia c’è il rapporto
amoroso ma sempre conflittuale tra LUI e LEI che sono
rispettivamente il direttore commerciale e la stilista
dell’azienda. Episodi divertenti, intrecci amorosi, dinamiche
lavorative e tanta musica accompagnano una narrativa giovane e
serrata, catalizzando la visione del film dall’inizio alla fine
Generazione
Fumetto esplora il mondo di questo universo immaginario
attraverso interviste ad alcuni degli artisti più rappresentativi e
seguiti del panorama italiano, diversi per stili e background, ma
tutti nati negli anni ’80 e che sono stati in grado di utilizzare
il proprio lavoro come veicolo di espressione personale, critica
politica e sociale e identità individuale: Mirka Andolfo,
Giacomo Bevilacqua, Rita Petruccioli, Sara Pichelli, Maicol &
Mirco, Sio e
Zerocalcare.
Video Credits Valmyn
Generazione
Fumetto permette di avvicinarsi ai fumettisti non solo
come artisti talentuosi e unici, ma anche come persone con
passioni, sogni, valori forti e particolarità: le interviste
avverranno prima nelle loro abitazioni, per coglierli nella loro
quotidianità e osservarli durante le fasi operative del processo
creativo, per poi spostarsi nelle fumetterie di fiducia, dove gli
artisti sveleranno opinioni, fonti di ispirazione e motivazioni,
creando un dialogo virtuale anche con altri nomi del mondo del
fumetto italiano e internazionale.
Ma il viaggio non
si limiterà ai soli artisti; il documentario farà conoscere da
vicino anche le loro fanbase, i loro editori, gli specialisti, i
curatori e le figure di maggiore spicco di questo mondo/industria
che, quasi unico nel panorama culturale e letterario, ogni anno
accresce la sua influenza e popolarità, rendendo il fumetto uno dei
linguaggi fondamentali per raccontare il nostro presente.
Generazione fumetto, la trama
Generazione
Fumetto è un documentario intimo e approfondito che esplora
l’evoluzione, l’influenza e le prospettive del fumetto italiano
contemporaneo. Partendo da 7 artisti emblematici della nuova
generazione – Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua (Keison), Michael
Rocchetti (Maicol & Mirco), Simone Albrigi (Sio), Mirka Andolfo,
Sara Pichelli e Rita Petruccioli – il film indaga lo status del
fumetto come linguaggio artistico, la sua evoluzione, il suo
impatto sulla cultura, e le possibili traiettorie future.
M. Night Shyamalan
arriva nelle sale il prossimo fine settimana con il suo ultimo
thriller claustrofobico: Trap.
Invece di intrappolare il pubblico in un rifugio nella foresta come
Bussano
alla porta o in uno zoo sotterraneo come in Split,
stavolta il regista gioca con l’ambientazione affollata di una sala
da concerto. Trap
segue Cooper (Josh
Hartnett), un padre che porta la figlia adolescente
Riley (Ariel Donoghue) a un concerto della pop
star immaginaria Lady Raven (Saleka Shyamalan).
Come rivelato nei trailer, l’intero concerto è in realtà
un’operazione di stangata per catturare Cooper, che in realtà è un
serial killer noto come “Il Macellaio”.
A differenza della maggior parte dei
thriller con assassini, il pubblico entra dunque in Trap
sapendo fin dall’inizio chi è l’assassino. Parlando con ComicBook, il regista M.
Night Shyamalan, ha spiegato la decisione di rivelare la
sua identità giò nel materiale di marketing, sottolineando
che la trama del film è sempre stata concepita in modo che le vere
intenzioni di Cooper fossero trasparenti fin dall’inizio. “La
parte veramente interessante e malvagia del film è che voi siete
lui“, ha detto Shyamalan.
La storia, infatti, raccontata
attraverso la prospettiva di Cooper, ovvero dell’assassino a cui si
dà la caccia. “Questa è stata la cosa che mi ha spinto a farlo.
Abbiamo visto milioni di storie di serial killer, ma dire che tu
sei lui e che questa è la tua vita nel giorno in cui potresti
essere catturato è una novità“. Non resta a questo punto che
attendere l’uscita del film in sala per scoprire come è stato
gestito questo processo di immedesimazione e a quali risultati
porterà.
Josh Hartnett in Trap.
Tutto quello che sappiamo su
Trap
Il film ruota intorno ad un padre e
una figlia adolescente che partecipano a un concerto pop e si
rendono conto di essere al centro di un evento oscuro e sinistro,
dove il protagonista si svelerà essere qualcosa di diverso dal
genitore affettuoso che si credeva. Come classico nel cinema di
Shyamalan, c’è però da attendersi qualche altro colpo di scena e
plot twist che scuota le certezze degli spettatori.
Scritto e diretto da M.
Night Shyamalan, Trap
è interpretato da Josh Hartnett, Ariel
Donoghue, Saleka Shyamalan,
Hayley Mills e Allison Pill. Il
film è prodotto da Ashwin Rajan, Marc Bienstock e M. Night
Shyamalan. Il produttore esecutivo è Steven Schneider. Il direttore
della fotografia è Sayombhu Mukdeeprom (“Chiamami
col tuo nome“). La production designer è Debbie de
Villa (“Ti
odio, anzi no, ti amo!“).
Il montaggio è di Noëmi
Preiswerk e le musiche sono di Herdĭs
Stefănsdŏttir (“Bussano
alla porta“). Il supervisore musicale è Susan
Jacobs (“Old“);
la costumista è Caroline Duncan (“Old“).
Il casting è a cura di Douglas Aibel (“Asteroid
City“). Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner
Bros. Pictures e arriverà nelle sale italiane a partire
dal 7agosto 2024.
Maia Mitchell,
Belmont Cameli e Peter Stormare
sono entrati a far parte del cast di Until
Dawn, l’adattamento cinematografico di Sony Screen
Gems e PlayStation Productions del videogioco horror di successo.
Come riportato da THR, tre si aggiungono a
Ella Rubin, Michael Cimino,
Ji-young Yoo e Odessa A’zion nel
cast della produzione, le cui riprese inizieranno a metà agosto.
David F. Sandberg, che ha diretto l’ultima volta
Shazam!
Furia degli Dei, torna al genere horror con questo
progetto e si riunisce al suo sceneggiatore-produttore di Annabelle
2: Creation, Gary Dauberman.
Di cosa parla Until
Dawn?
Uscito per la prima volta nel
2015, Until
Dawn è un videogioco horror interattivo che segue otto
amici e nemici che vengono riuniti in un remoto rifugio di
montagna. Con scenari di vita o di morte che presentano un
misterioso assassino, wendigo cannibali, una funivia e una grotta
mineraria di vecchia data che si riverbera nel presente, i membri
del gruppo devono lottare contro le loro paure se vogliono sperare
di superare la notte tutti interi.
Non è chiaro come la versione
cinematografica affronterà il compito di tradurre i numerosi
percorsi e scenari di Until
Dawn, ma l’adattamento è stato descritto come una
terrificante lettera d’amore al genere horror, incentrata su un
cast corale. Non è chiaro nemmeno chi Maia Mitchell e Belmont
Cameli interpreteranno. Tuttavia, secondo gli addetti ai lavori,
Stormare riprenderà il ruolo del terapeuta Dr. Hill, in un richiamo
al gioco.
“Desideravo tornare a fare
horror dopo
Lights Out e Annabelle
2: Creation, e questo film esplora i molti grandi sottogeneri
dell’horror per creare l’esperienza più terrificante
possibile”, ha detto Sandberg in una dichiarazione a The
Hollywood Reporter. “Catturando l’essenza del gioco ma con
nuovi personaggi, serve come una grande introduzione stand-alone al
mondo per i nuovi arrivati e offre qualcosa di nuovo che i fan del
gioco apprezzeranno“.
Uno degli adattamenti di
videogiochi più attesi di quest’anno ha appena ricevuto un nuovo
entusiasmante look e un aggiornamento da parte di una delle
principali star. Empire Magazine ha intervistato una delle protagoniste
del film Borderlands,
Cate Blanchett. La Blanchett, che nel film in uscita
interpreta Lillith, è stata vista nelle foto di scena del film con
in mano una pistola. Sebbene questo non sia il ruolo tipico della
Blanchett, l’attrice premio Oscar parlando del film ha ammesso che
“la parte della pistola è stata molto divertente”.
L’attrice ha affermato inoltre che il fatto che questo ruolo sia un
po’ fuori dalle sue corde tradizionali è parte del motivo per cui
questo progetto è stato così intrigante per lei:
“Le richieste folli sono di
solito le cose verso cui gravito, quelle che non potrei mai
concepire.Credo che ci sia stata anche una piccola follia
di Covid: passavo molto tempo in giardino e usavo la motosega un
po’ troppo liberamente.Mio marito mi ha detto: ‘Questo film
potrebbe salvarti la vita’”.
Indipendentemente dal modo in cui
la Blanchett è stata coinvolta nel film
Borderlands, possiamo essere contenti che l’abbia
fatto, perché tutti gli indizi fanno pensare che sia ancora più
stellare del solito, se mai fosse possibile. Nella sua carriera la
Blanchett ha vinto due Oscar per le sue interpretazioni in
Aviator e Blue
Jasmine, e ha ricevuto nomination anche per il
suo lavoro in altri film come Tár,
Carol,
Elizabeth:The Golden
Age, I’m Not There,
Notes on a Scandal ed
Elizabeth. Nel 2017 ha anche dato prova
della sua bravura, entrando nel genere dei fumetti per interpretare
Hela in Thor:
Ragnarok, offrendo quella che è ancora
considerata una delle migliori interpretazioni del MCU di sempre.
Cate Blanchett ha giocato a
“Borderlands” per prepararsi al suo ruolo nel film
Quando si tratta di adattamenti
di videogiochi, ci sono poche cose più importanti della
comprensione del materiale di partenza. Mentre molti interpreti si
ostinano ad andare alla cieca, senza conoscenze pregresse, per
offrire una nuova interpretazione, la Blanchett ha optato per un
approccio diverso. Anche se dice di non essere una grande
appassionata di videogiochi, interpretare Lilith nel film in uscita
non sarà la sua prima esperienza con il franchise di
Borderlands:
“I miei pollici riescono a
malapena a controllare un telefono, ma ho comprato una PS5 e noi
[suo marito] ci abbiamo giocato.Volevo conoscere i limiti
del gioco e ciò che i fan amavano del personaggio.Mi sono
davvero immedesimata in quel mondo.I cosplayer.I
tutorial di trucco su YouTube”.
È difficile non leggere queste
parole ed emozionarsi se si è fan dei giochi di
Borderlands. È evidente che la Blanchett è seriamente
intenzionata a realizzare qualcosa che sembri autentico, offrendo
al contempo l’interpretazione affascinante e magistrale che solo
lei sa fare. Quando il film di Borderlands arriverà nelle
sale quest’estate, i fan potrebbero trovarsi di fronte a una
sorpresa del livello di Fallout
e
The Last of Us.
Il regista e co-creatore di
Mortal KombatEd Boon ha rivelato la
prima immagine del prossimo film Mortal Kombat 2 in un
modo inaspettato. La scorsa settimana, al Comic-Con di San Diego,
molti pensavano che si sarebbe potuto vedere un primo trailer del
film, atteso per il 2025. Purtroppo, ciò non è avvenuto e i fan si
sono chiesti quando sarebbe stato possibile dare un’occhiata al
film. Fortunatamente, Boon ha deciso di dare ai fan di Mortal
Kombat qualcosa su cui basarsi e ha divulgato un nuovo sguardo a
Kitana nell’adattamento cinematografico.
Condivisa sul suo account personale
X (ex Twitter), Boon ha dichiarato di aver recentemente rubato
un’immagine di Mortal Kombat 2 dal
telefono del produttore Todd Garner. L’immagine in
questione mostra un leggero scorcio di Kitana, uno dei personaggi
più popolari della serie di videogiochi Mortal Kombat, che farà il
suo debutto nel reboot cinematografico. Boon ha scherzato sul fatto
che anche lui potrebbe far trapelare qualcosa, riferendosi alla
frequenza con cui negli anni sono trapelate informazioni legate ai
giochi di Mortal Kombat.
“Di recente ho assistito a una
proiezione del film Mortal Kombat 2 (non finito)“, ha detto
Boon. “Durante la proiezione sono entrato nel telefono di Todd
Garner, ho trovato questa immagine del film e l’ho inviata al mio
telefono. Anch’io sono in grado di far trapelare qualcosa“.
Non resta a questo punto che attendere maggiori novità sul film, da
nuove immagini ufficiali fino al tanto atteso trailer.
Mortal Kombat 2 è
diretto da Simon McQuoid da una
sceneggiatura scritta dallo sceneggiatore di Moon
Knight Jeremy Slater. Il sequel
vedrà il ritorno di Lewis Tan come Cole
Young, Jessica McNamee come Sonya
Blade, Josh Lawson come
Kano, Tadanobu Asano come Lord
Raiden, Mehcad Brooks come
Jax, Ludi Lin come Liu
Kang, Chin Han come Shang
Tsung, Joe Taslim come Bi-Han e
Sub-Zero, Hiroyuki Sanada nei panni di
Hanzo Hasashi e Scorpion e Max Huang nei
panni di Kung Lao.
Il sequel d’azione introdurrà anche
una serie di nuovi personaggi oltre al Johnny Cage di Karl Urban, ovvero Adeline
Rudolph (Resident Evil) nei panni di
Kitana, Tati Gabrielle (You)
nei panni di Jade, Martyn
Ford (F9) nei panni dell’imperatore Shao
Kahn, Damon
Herriman di Mindhunter nei panni
del demone di Netherrealm Quan Chi, Desmond
Chiam (The
Falcon and the Winter Soldier) nei panni del Re Edeniano
Jerrod e Ana Thu Nguyen (Get
Free) nei panni della Regina Sindel. Ulteriori dettagli sulla
trama sono ancora tenuti nascosti. Il film è prodotto
da James Wan, Michael Clear, Todd Garner e E. Bennet
Walsh.
Le fughe di notizie su Deadpool &
Wolverine si susseguono da un po’ di tempo a questa
parte, e ci sono effettivamente alcuni screenshot/clip di qualità
decente in circolazione, alcuni dei quali sono stati condivisi
dallo stesso regista del film Shawn Levy sui
social media. L’ultimo suo post evidenzia una scena all’inizio del
film, quando Wade Wilson (Ryan
Reynolds) sta cercando nel Multiverso una variante di
Wolverine e si imbatte in Logan con il suo costume marrone (che, va
notato, alcuni fan preferiscono a quello giallo e blu) proprio
mentre sta per combattere con Hulk.
Non li vediamo combattere, ma c’è
un’inquadratura impressionante di Logan che sfodera i suoi artigli
con il Golia Verde che si riflette nelle lame di adamantio. Levy ha
condiviso questa immagine, confermando che questo momento è
effettivamente un cenno alla copertina di The Incredible Hulk
#340. Le indiscrezioni sostenevano che si trattasse delle
versioni di Hulk di Eric Bana o Edward Norton, ma anche se lo vediamo solo per
pochi secondi, questo riflesso assomiglia molto di più
all’interpretazione del personaggio di Mark Ruffalo nel MCU.
Speriamo di poter assistere a Hulk
contro Wolverine nel MCU prima o poi.
“I Marvel Studios
presentano il loro errore più significativo fino ad oggi – Deadpool & Wolverine“, si legge
nella nuova sinossi. “Uno svogliato Wade Wilson si affanna
nella vita civile. I suoi giorni come mercenario moralmente
flessibile, Deadpool, sono alle spalle. Quando il suo mondo natale
si trova di fronte a una minaccia esistenziale, Wade deve indossare
di nuovo i panni di un riluttante ancora più riluttante…
riluttante? Più riluttante? Deve convincere un riluttante Wolverine
a… Cazzo! Le sinossi sono così f*ttutamente stupide“.
Oltre a
Ryan Reynolds e
Hugh Jackman nei ruoli principali, Deadpool &
Wolverine vede il ritorno di Morena Baccarin (Vanessa), Leslie Uggams
(Blind Al), Rob Delaney (Peter), Brianna
Hildebrand (Negasonic Teenage Warhead) e Shioli
Kutsuna (Yukio) nei rispettivi personaggi, A loro si
aggiungono le new entry del franchise Emma Corrin
(The
Crown) e Matthew Macfadyen (Succession), che interpreteranno un agente
televisivo e la controparte malvagia di Charles Xavier, Cassandra
Nova.
Alcune nuove foto di
Joker: Folie à Deux, tratte dall’ultimo numero di
Empire Magazine, mostrano il
Clown Principe del Crimine e Harley Quinn in quella che sembra una
scena cruciale in tribunale. È possibile che Arthur Fleck debba
rispondere dell’uccisione di Murray Franklin e dell’istigazione ai
disordini che hanno portato alla morte di Thomas e Martha Wayne.
C’è però anche un’inquadratura di Arthur e Harley durante quello
che potrebbe essere un tentativo di evasione dal manicomio di
Arkham, insieme a un’altra dove Arthur si fa strada nell’istituto
mentre la guardia senza nome di Brendan Gleeson lo osserva.
“Joaquin e io abbiamo sempre
parlato di un altro film mentre stavamo girando il primo, solo
perché amiamo il personaggio“, ha detto di recente il regista
Todd Phillips. “Eravamo ossessionati da Arthur. Quasi ci
scherzavamo su: ‘Oh, dovremmo prendere Arthur e fare questo‘”.
Joaquin Phoenix ha aggiunto: “Avevo la
curiosità di approfondire il personaggio. Mi sembrava che si
potesse metterlo in qualsiasi situazione e sarei stato interessato
a vedere come l’avrebbe affrontata. Ho creato dei poster di film
già realizzati, come Rosemary’s Baby e Il Padrino, ci ho messo
dentro Joker e li ho dati a Todd“.
Joker:
Folie à Deux presenterà il ritorno di Joaquin Phoenix nel ruolo del cattivo DC
Joker. Il sequel presenterà anche il ritorno della Sophie di
Zazie Beetz insieme ai nuovi arrivati
Brendan
Gleeson,
Catherine Keener, Jacob Lofland e Harry Lawtey. Nel
cast c’è anche Lady Gaga che darà vita a
Harley Quinn. I dettagli della trama sono ancora per lo più
nascosti, ma sappiamo che la maggior parte del film si svolgerà ad
Arkham Asylum e conterrà significativi “elementi
musicali”.
Rumors recenti hanno anche suggerito che la versione di
Gaga su Harley Quinn avrà un ruolo più importante di quanto
originariamente riportato, con la storia che si svolge interamente
dal suo punto di vista. Il film di Todd Phillips del 2019 è stato un successo sia
di critica che commerciale con un incasso mondiale di oltre 1
miliardo di dollari al botteghino, rendendolo il film con il
maggior incasso di tutti i tempi. Ha ricevuto riconoscimenti da
numerosi importanti enti premiati, tra cui due Oscar e due Golden
Globe, sia per il miglior attore che per la miglior colonna
sonora.
Sono state svelate alcune nuove foto
promozionali di Agatha
All Along dei Marvel Studios, che ci permettono
di dare un’altra occhiata a Kathryn Hahn nei panni della ritornata Agatha
Harkness e ai personaggi di supporto della serie. Una delle
immagini, però, ci offre un primo sguardo al misterioso personaggio
di Aubrey Plaza vestito con il suo costume da
Strega Verde.
“Passavo letteralmente da uno
all’altro e mi mettevo la parrucca e il costume da Wow“, ha
dichiarato Plaza in una recente intervista a Deadline, quando le è stato
chiesto di girare contemporaneamente Agatha
All Along e Megalopolis
di Francis Ford Coppola. “E poi il giorno dopo
andavo sul set di Agatha e mi vestivo da strega guerriera con un
pugnale e altro. A un certo punto, quando ero vestita da
personaggio Marvel, mi sono intrufolata sul set di Megalopolis e ho
iniziato a molestare Giancarlo Esposito e Adam Driver e tutti quanti. È stato un
comportamento assolutamente folle“.
Wow Platinum è il nome del
personaggio di Plaza in Megalopolis e, sebbene il suo ruolo di
Agatha non sia stato confermato ufficialmente, si pensa che nella
serie Marvel interpreterà Rio Vidal, una Strega Verde immensamente
potente e un’ex di Miss Harkness. Nell’attesa di poter scoprire se
ciò sarà confermato e di avere ulteriori dettagli sul personaggio,
ecco qui di seguito le nuove foto diffuse.
A brand new look at 'AGATHA ALL ALONG' has
been released.
Stream the first two episodes on Disney+ September 18th.
Agatha
All Along vedrà il ritorno di molti volti noti di
WandaVision,
tra cui Emma Caulfield Ford (Sarah Proctor),
Debra Jo Rupp (Sharon Davis), David
Payton (John Collins), David Lengel
(Harold Proctor), Asif Ali (Abilash Tandon),
Amos Glick (Dennis), Brian
Brightman (Sceriffo Miller) e Kate Forbes
(Evanora Harkness). Kathryn Hahn guiderà l’ensemble, mentre altre
aggiunte degne di nota sono Aubrey Plaza, Joe Locke, Patti LuPone,
Sasheer Zamata, Ali Ahn, Miles Gutierrez-Riley, Okwui Okpokwasili e
Maria Dizzia.
Pochi dettagli ufficiali sono stati
rivelati sulla trama di Agatha, anche se ci si aspetta che essa
ruoti in gran parte attorno ad Agatha che rintraccia Billy Maximoff
(o viceversa) che, come la sua controparte nei fumetti, si è
“reincarnato” in Billy Kaplan. Diversi scoop hanno affermato che la
storia vedrà anche i discendenti della congrega di Evanora Harkness
– ora noti come i Sette di Salem – tornare per vendicarsi della
donna che ha ucciso le loro madri. Agatha
All Along debutterà su Disney+ il 18
settembre.
Con Avengers:
Doomsday all’orizzonte, come verrà risolta la storia
di Kang? Abbiamo incontrato per la prima volta il personaggio nella
sua forma di “Colui che rimane” alla fine della prima stagione di
Loki. È stato rivelato che, in seguito a una guerra
multiversale, era l’ultimo Kang rimasto in piedi e libero di creare
la sua linea temporale sacra su cui regnare per sempre. Essendosi
stufato di un’eternità intrappolata alla fine del tempo, Colui che
resta sperava che Loki e Sylvie prendessero il suo posto.
Invece, quest’ultima lo uccise,
anche se in seguito scopriremo che faceva tutto parte del piano di
Kang, il quale sapeva che sarebbe risorto dopo che il Telaio del
Tempo in avaria avrebbe distrutto la TVA e le linee temporali
ramificate (lasciando prosperare la Sacra Linea Temporale). Loki si
è rifiutato di seguire il percorso di Colui che Resta e ha invece
creato un nuovo Multiverso alimentato da lui stesso, dando a tutti
il libero arbitrio e ai suoi amici della TVA abbastanza tempo per
prepararsi alla guerra che verrà con le Varianti di Kang.
Abbiamo incontrato una di queste in
Ant-Man and The Wasp: Quantumania, quando è stato
rivelato che il Consiglio dei Kang aveva intrappolato Kang il
Conquistatore nel Regno dei Quanti a causa della minaccia che
rappresentava per i loro piani. Inoltre, nei momenti conclusivi
della seconda stagione di Loki, la TVA ha accennato
brevemente al fatto che stavano tenendo d’occhio le Varianti di
Kang.
Ora che sappiamo che – per via dei
problemi giudiziari di Jonathan Majors – il personaggio sarà
sostituito dal Dottor Destino di Robert Downey Jr, non si può non chiedersi
come verrà giustificata l’uscita di scena di Kang dal MCU. Secondo Alex Perez di The Cosmic Circus,
l’idea sembra essere che Kang sia semplicemente… sparito. Sembra
infatti che si debba presumere che la TVA si sia occupata delle sue
Varianti prima che potessero iniziare una guerra, lasciando però
irrisolta la scena post-credits del trequel di Ant-Man.
Visto che Avengers:
Doomsday e Avengers:
Secret Wars sono ancora in fase di scrittura, la
situazione potrebbe cambiare, ma è chiaro che Kang non sarà
coinvolto in modo significativo. Lo scooper aggiunge che i primi
piani prevedevano che i Vendicatori di Terra-616 viaggiassero
attraverso il Multiverso, arrivando infine su Terra-100005 perché è
lì che dovrebbe trovarsi Monica Rambeau. La sua presenza lì avrebbe
dovuto creare un’Incursione che avrebbe messo i Vendicatori e gli
X-Men
l’uno contro l’altro. Non è chiaro se questo sia ancora il
piano.
“Essere in grado di creare
storie ed esplorare personaggi all’interno dell’Universo Marvel ha realizzato
il sogno di una vita, e abbiamo scoperto una potente connessione
con il pubblico in ogni film che abbiamo realizzato. Siamo
entusiasti di collaborare ancora una volta con Kevin, Lou e tutto
il team Marvel per portare
questa epica avventura narrativa in luoghi nuovi e sorprendenti sia
per i fan che per noi stessi”, hanno dichiarato
Joe e Anthony Russo dopo il panel del SDCC.
Per essere una serie così
brutalmente violenta e anarchica, The
Boys non è stata particolarmente spietata quando si è
trattato di uccidere i suoi personaggi principali nel corso delle
quattro stagioni. Ad ora, il gruppo dei The
Boys è ancora integro e anche i principali membri dei Sette
sono ancora vivi. In modo non troppo sorprendente, sembra però che
le cose cambieranno nella quinta e ultima stagione, dove tale
equilibrio sarà con buona probabilità spezzato.
Parlando con TV Guide dei suoi piani per la
stagione finale, allo showrunner Eric Kripke è
stato chiesto se ha già deciso chi sopravviverà e chi invece farà
una fine senza dubbio disordinata. “Chiunque morirà nella
quinta stagione se lo meriterà ampiamente. Abbiamo una certa idea
di chi vive e chi muore, ma non abbiamo ancora deciso tutto. Ma si
può fare l’ultima stagione di uno show e uscire di scena alle
proprie condizioni, quindi non tutti ce la faranno“.
Seguono spoiler sul fumetto
di The Boys.
Nei fumetti, praticamente tutti i
personaggi principali, a parte Hughie e Starlight, muoiono, con
Billy Butcher che alla fine diventa un vero e proprio cattivo e fa
fuori la maggior parte della sua squadra. Tuttavia, la serie
Prime Video non è mai stata un adattamento
particolarmente fedele, quindi non possiamo pensare che Kripke sarà
così spietato. È vero che Butcher ha abbracciato il suo lato più
oscuro nel
finale della quarta stagione, ma se dovesse essere eliminato –
e diremmo che sia lui che Homelander sono i principali candidati a
riguardo – ci sarà sicuramente un po’ di redenzione per lui.
La trama della quarta stagione di
The Boys
Nella quarta
stagione, il mondo è sull’orlo del baratro. Victoria
Neuman è più vicina che mai allo Studio Ovale e sotto il controllo
di Patriota, che sta consolidando il suo potere. Billy Butcher, a
cui restano solo pochi mesi di vita, ha perso sia il figlio di
Becca sia il suo ruolo di leader dei The
Boys. Il resto della squadra è stanco delle sue bugie.
La posta in gioco sarà più alta del solito e loro dovranno trovare
un modo per collaborare e salvare il mondo, prima che sia troppo
tardi.
The
Boys è basata sul fumetto certificato bestseller dal
New York Times, creato da Garth Ennis e Darick Robertson, qui in
veste anche di executive producer, e sviluppato dall’executive
producer e showrunner Eric Kripke. The
Boys è prodotta da Amazon Studios e Sony Pictures
Television Studios, in collaborazione con Kripke Enterprises,
Original Film e Point Grey Pictures. E’ disponibile su Prime Video.
Deliziosa commedia sentimentale,
Amore, cucina e curry (qui
la recensione) è un pellicola del 2014 diretta dal regista
svedese Lasse Hallström, anche
noto per il film Chocolat.
Attraverso la leggerezza del genere, egli dà vita ad una storia
che, tra scontri a base di cucina, sviluppa tematiche profondamente
attuali come quella dell’integrazione tra popoli e culture diverse.
Questa prende spunto dal romanzo del 2008 di Richard C.
Morais intitolato Madame Mallory e il
piccolo chef indiano. Avendo acquisito un particolare successo
in breve tempo, il libro venne opzionato per una trasposizione
cinematografica, con la premio Oscar Helen
Mirrenprotagonista.
A produrre il film, e spingere verso
la sua realizzazione, vi sono due grandi nomi dello spettacolo
quali Steven Spielberg ed Oprah
Winfrey, che rispettivamente con la Amblin Entertainment e
la Harpo Films hanno sostenuto finanziariamente il progetto. A dar
vita alla sceneggiatura è stato invece chiamato il noto
Steven Knight, anche noto per il thriller Locke. In
breve, il progetto prese vita, arrivando infine alla sua tanto
attesa uscita in sala. Qui raccolse consensi generalmente positivi
da parte della critica, che lodò la regia di Hallström e le
interpretazioni dei protagonisti, rimpiangendo però la
prevedibilità di alcuni risvolti narrativi.
Il pubblico dimostrò però grande
attenzione nei confronti di Amore, cucina e curry,
portandolo ad essere uno dei maggiori successi al botteghino del
suo periodo. Uscito nelle sale statunitensi nell’agosto del 2014,
per poi estendersi al resto del mondo, il film arrivò infine a
guadagnare circa 94 milioni di dollari, a fronte di un budget di
soli 22. Ulteriore prestigio arrivò nel momento in cui la Mirren
venne nominata come miglior attrice in un film commedia o musical
al premio Golden Globe. Ancora oggi, infine, il film gode di buona
popolarità, suscitando l’interesse di nuovi spettatori ad ogni
passaggio televisivo.
La storia del film è incentrata sul
giovane Hassan, originario di Mumbai, che in
seguito ad una serie di traumatici eventi decide di partire insieme
a suo padre alla volta dell’Europa, dove spera di trovare una
maggior tranquillità dove poter coltivare il proprio talento. Il
giovane indiano, infatti, è un genio della cucina, capace di dar
vita a piatti che mischiano tradizione e innovazione, fondendo
culture in modo unico. Insieme al genitore, dopo numerose
peripezie, arriva a stabilirsi nel piccolo paese di
Saint-Antonin-Noble-Val, situato nel sud della Francia. Qui i due
decidono di aprire un ristorante, puntando tutto sulla tradizionale
cucina indiana.
Ciò che Hassan e suo padre non
sanno, però, è che il loro locale si trova a poca distanza dal
rinomato Le Saule Pleureur, di proprietà dell’austera
Madame Mallory. Nota per essere una chef premiata
con la prestigiosa stella Michelin, la donna inizia un’accesa
campagna di protesta contro i nuovi arrivati, denigrandone la
cultura e il menù. Ben presto, le divergenze danno vita ad una vera
e propria guerra culinaria. Ciò non impedisce però ad Hassan di
innamorarsi della bella Marguerite, dipendente
proprio presso il ristorante rivale. Lo scontro tra le due culture
e i loro modi diversi di intendere la cucina si trasformerà poi
lentamente un incontro, dimostrando che una fusione tra le due
parti è possibile e auspicabile.
Il cast del film
Per dar vita ad un cast multietnico,
i produttori intrapresero lunghi casting al fine di trovare gli
interpreti più idonei ai personaggi principali. Helen Mirren, premio Oscar per il film The
Queen, fu la prima ad entrare nel cast nel ruolo di Madame
Mallory. L’attrice si dichiarò da subito particolarmente
interessata al personaggio e ai temi della storia. Per prepararsi
al ruolo, inoltre, condusse molte ricerche sulla cucina francese,
su quella indiana e sull’atteggiamento che di norma hanno gli chef
di un certo calibro. Così facendo, ha potuto calarsi ulteriormente
nei panni del severo personaggio. La sua interpretazione è infatti
poi stata particolarmente apprezzata e riconosciuta con la
nomination ai Golden Globe.
Per dar volto ad Hassan, era invece
indispensabile trovare un interprete di origini indiane. Il
prescelto fu infine Manish Dayal. Classe 1983,
l’attore si era fatto notare negli anni precedenti per i suoi ruoli
nei film Non dire mai addio (2006) e L’apprendista
stregone (2010). Molta della sua popolarità era però
dovuta alla televisione e alla serie 90210. Una volta
scelto per il film, Dayal a sua volta si mise a studiare le
principali tradizioni della cucina indiana, arrivando anche ad
imparare a cucinarne diverse. Grazie al ruolo nel film, ha avuto
modo di raggiungere ulteriore popolarità, ed oggi continua a
recitare in diversi progetti televisivi di rilievo.
Il ruolo del padre di Hassan è stato
invece interpretato dal celebre attore indiano Om
Puri. Questi ha lavorato nel corso della sua carriera a
centinaia di film di Bollywood, ma anche in progetti di produzione
statunitense. Quello in Amore, cucina e curry è
uno dei suoi ultimi ruoli noti, essendo poi improvvisamente
scomparso nel 2017 all’età di 66 anni. Infine, nel ruolo di
Marguerite, la bella chef di cui si innamora Hassan, si ritrova la
francese Charlotte Le Bon. Proprio in quegli anni
l’attrice aveva raggiunto un buona popolarità grazie ai film
Mood Indigo e
Yves Saint
Laurent. Per il suo ruolo in questo film ha ottenuti
ulteriori consensi, che le hanno permesso di ottenere ruoli anche
internazionali.
Le location dove è stato girato il
film
Il film è diventato celebre anche
per le sue location estremamente caratteristiche e di particolare
bellezza. Il grosso delle riprese si è svolto nel reale paesino di
Saint-Antonin-Noble-Van, situato nella regione
Occitania, nel sud della Francia.
Abitato da poco meno di duemila abitanti, il luogo è un vero e
proprio gioiellino tutto da scoprire. Altre location selezionate
per il film sono state anche il comune
Saint-Denis, collocato a nord di
Parigi, e alcuni luoghi dell’Olanda.
Grazie ad essi, il film ha potuto acquisire le fondamentali
atmosfere tipiche della Francia, senza dimenticare però anche quel
tocco di asiatico dato dai colori della cucina indiana.
Il trailer di Amore, cucina
e curry e dove vedere il film in streaming
Per chi ha amato il film, o per chi
non l’avesse ancora visto e desidera poter recuperare tale titolo,
è possibile fruirne grazie alla sua presenza in alcune tra le
principali piattaforme streaming oggi presenti in
rete. Amore, cucina e curry è infatti
disponibile su Rai
Play, Amazon Prime Video e Apple
TV+. Per vederlo, in base alla piattaforma prescelta,
basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento
generale. Ciò permetterà di riprodurlo in modo pratico e al meglio
della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto
televisivo di giovedì 1 agosto alle
21:30 sul canale Rai 1.
Quello del falso documentario è un
sottogenere particolarmente popolare all’interno del cinema
horror. Questo permette infatti di conferire alla storia
raccontata l’idea che ciò che si vede si avvenuto realmente, che
sia un documento veritiero intorno a determinati eventi. E quando
ad essere realistico è l’orrore, questo fa naturalmente ancor più
paura. Titoli come Rec,
La stirpe del male o l’iconico The Blair Witch Project
sono esempi perfetti di tale filone, in cui si colloca anche
ESP² – Fenomeni paranormali.
Si tratta del sequel di ESP
– Fenomeni paranormali, film concepito dal duo
Vicious Brothers, uscito nel 2011. Questo seguito,
realizzato nel 2016 sempre con la supervisione dei Vicious Brothers
e diretto da John
Poliquin, ci riporta negli stessi ambienti del primo
capitolo, per esplorare ulteriormente la mitologia proposta e
presentare nuovi orrori. Il film, sfruttando in modo ancor più
consapevole le possibilità date dal falso documentario, gioca
infatti con gli spettatori per proporre una serie di situazioni
imprevedibili e profondamente scioccanti.
Per gli appassionati di questo
genere, si tratta dunque di un titolo da non perdere, assolutamente
capace di regalare grandi brividi. In questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
ESP² – Fenomeni paranormali. Proseguendo qui nella lettura
sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alla
spiegazione del finale. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
Protagonista del film è Alex
Wright, giovane studente di cinema. Appassionato del
genere horror, il ragazzo pubblica online una recensione della
pellicola ESP – Fenomeni paranormali, in cui ne critica
negativamente la realizzazione. Dopo un po’ il ragazzo riceve una
strana e-mail che contiene un video in cui appare Sean
Rogerson – uno dei membri della troupe – ancora chiuso
dentro il manicomio, l’angosciante set delle riprese del film.
Incuriosito da altri messaggi simili, spediti da un misterioso
mittente che si firma DeathAwaits666, il giovane cerca ulteriori
informazioni sull’horror da lui stroncato.
Scopre così che tutti i membri del
cast e della troupe sono misteriosamente scomparsi o deceduti.
Interessato a saperne di più, Alex decide di recarsi personalmente
nell’istituto psichiatrico – poco distante dal campus in cui studia
– assieme agli amici Tessa,
Jared, Jennifer e
Trevor. Armati di videocamere e pronti a
investigare, i ragazzi entrano nel manicomio, ma una volta dentro
scoprono qualcosa di agghiacciante e Alex capirà che quelli che
credeva essere i finti eventi di un film, sono in realtà molto più
veri di quanto avrebbe potuto immaginare.
Nel cast del film ritroviamo
l’attore Richard Harmon nel ruolo di Alex Wright.
Harmon è in particolare noto per il ruolo di John Murphy nella
serie televisiva The 100.Leanne Lapp,
invece, interpreta l’amica Jennifer Parker. Dylan
Playfair vi è Trevor Thompson, mentre Stephanie
Bennett interpreta Tessa Hamill e Howard
Lai ricopre il ruolo di Jared Lee. Sean
Rogerson riprende invece il ruolo di sé stesso,
sopravvissuto agli eventi del primo film, ma impazzito dopo essere
rimasto intrappolato nell’ospedale per nove anni.
La spiegazione del finale del
film
Nel corso del film, i protagonisti
incontrano Sean Rogerson, ancora vivo ma in condizioni psicologiche
irrecuperabili. L’uomo rivela loro che il direttore del manicomio
Friedkin compì un rituale satanico, aprendo così un varco tra il
mondo umano e quello degli spiriti, facendo uscire delle entità
(cosa già accennata alla fine del primo film dove l’inquadratura di
Lance mostra un cerchio di magia nera nel laboratorio di Friedkin).
L’ospedale psichiatrico si è così trasformato in un portale,
divenendo un luogo di confine fra le due dimensioni. Sean, infine,
si offre di aiutarli ad uscire da quel luogo.
Mentre il gruppo dorme per la notte,
però, Rogerson, costretto dal dottor Friedkin, strangola Trevor a
morte, poi ruba l’attrezzatura della squadra per tagliare le catene
della porta che dovrebbe permettere la fuga da quel posto. Una
volta averla aperta, la attraversa, solo per rendersi conto che non
conduce da nessuna parte. L’entità ordina allora un sempre più
squilibrato Rogerson di continuare a uccidere. Alex e Jennifer,
intanto, si svegliano e si imbattono nell’altare satanico di
Friedkin che esegue una lobotomia e sacrifica un neonato.
La coppia fugge e incontra Rogerson,
che chiede loro di consegnare i nastri per “finire” il film, unico
modo per fuggire dall’ospedale. Durante uno scontro tra di loro, un
portale si apre sulla parete e risucchia Rogerson. Rendendosi conto
che Rogerson è stato onesto sul modo per fuggire, Alex uccide
Jennifer, completando così il film. Esce quindi dall’ospedale
attraverso la porta rossa, che lo conduce alla periferia di Los
Angeles. Viene poi arrestato mentre cammina per strada di notte.
L’ultima scena mostra che il filmato è stato trasformato in un
film, con Alex che avvisa però di non avvicinarsi all’ospedale.
La location dove è stato girato il
film
Poco prima dei titoli di coda, sullo
schermo appare un flash contenente i numeri “49 14 122
48”. Questa è la posizione esatta dell’edificio che compare
nel film. Si chiama Riverview Hospital nella
Columbia Britannica, a Vancouver,
in Canada. Le strutture abbandonate che
costituivano l’ospedale sono ora spesso utilizzate come location
per per alcuni noti film come
Watchmen, The Butterfly Effect, Final Destination 2 e
Deadpool
2, ma anche serie come Arrow,
Smallville e Prison Break. È stato girato qui anche
Esp – Fenomeni paranormali.
Il trailer di ESP²
– Fenomeni paranormali e dove vedere il film in
streaming e in TV
È possibile fruire
di ESP² – Fenomeni paranormali grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Infinity+, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 1
agosto alle ore 21:15 sul canale
Italia 2.
Affermatosi per il ruolo di Asterix
nei film Asterix & Obelix contro Cesare e Asterix &
Obelix: Missione Cleopatra, l’attore Christian Clavier si è
più recentemente distinto grazie a commedie come
Non sposate le mie figlie!, Tutti pazzi in casa mia e
Qualcosa di troppo. Nel 2019 ha recitato in un altro
film di questo genere, Ibiza, diretto da
Arnaud Lemort, dove si ritrova nuovamente al
centro di imprevisti e colpi di scena tutti da ridere. Meno noto
rispetto ad altri suoi film, è comunque una graziosa commedia dove
si parla di amore, di famiglia e di seconde occasioni.
Per gli appassionati di questo
genere di opere e racconti, è dunque un film da non perdere e da
riscoprire grazie al suo passaggio televisivo. In questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
Ibiza. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
location utilizzate per le riprese. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di
Ibiza
Protagonista del film è
Philippe, podologo sessantenne e divorziato, dal
carattere e dalle abitudine piuttosto tradizionalisti. Philippe
però ha appena conosciuto Carole, più giovane di
lui di una decina di anni e anche lei divorziata, di cui si è
perdutamente innamorato. Per conquistare completamente il suo
cuore, l’uomo capisce che deve avere dalla sua parte i due figli
adolescenti di Carole, che sembrano ostili alla relazione tra la
madre e l’uomo. Decide così di fare un patto con il figlio maggiore
di lei Julien: se supererà con successo l’esame di
maturità, sarà lui a scegliere il posto dove andranno tutti insieme
in vacanza.
Il ragazzo, spronato dalla cosa, si
impegna a superare l’esame e al momento della scelta opta per
Ibiza. Per Philippe, un uomo all’antica abituato da sempre a fare
delle vacanze rilassanti in località balneari tranquille come
quelle nel nord della Francia, l’arrivo nella movimentata isola
spagnola, regno del divertimento sfrenato e dell’intensa vita
notturna, è un vero e proprio choc e l’inizio di quelle che si
preannunciano vacanze da incubo. Pur di stare con Carole e farsi
benvolere dai suoi figli, cercherà però di destreggiarsi al meglio
in quella imprevista situazione.
Il cast e le location del film
Ad interpretare Philippe, come
anticipato, vi è Christian Clavier. Nel ruolo
dell’amata Carole, invece, vi è l’attrice Mathilde
Seigner, nota per i film Torno da mia madre, Una
rondine fa primavera e Harry, un amico vero. Ad
interpretare suo figlio Julien vi è invece Leopold
Buchsbaum. Completano il cast Olivier
Marchal nel ruolo di Pascalou, Frédérique
Bel in quello di Fleur e Louis-Do de
Lencquesaing in quello di Michel. Infine, Frankie, il
gestore della discoteca, è interpretato da
JoeyStarr, noto rapper e attore francese,
co-fondatore del gruppo hip hop Suprême NTM, attivo dal 1989 al
2011.
La maggior parte delle riprese
esterne del film si sono svolte tra le isole di
Ibiza e Formentera
nell’arcipelago spagnolo delle Baleari. Come noto,
Ibiza è una destinazione turistica molto popolare, soprattutto tra
i giovani, grazie al mare cristallino e per la vita notturna
concentrata maggiormente in due zone: da una parte nel capoluogo
dell’isola e dall’altra a Sant Antoni de Portmany.
Numerose sono infatti le discoteche ormai celebri sparse per tutta
l’isola, oltre alle spiagge altrettanto popolari.
Il trailer di
Ibiza e dove vedere il film in streaming e in
TV
Sfortunatamente il film non è
presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive
in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 7 giugno alle ore 21:20
sul canale Rai 3. Di conseguenza, per un limitato
periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma
Rai
Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il
momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma,
completamente gratuita, per trovare il film e far partire la
visione.
Universal Pictures ha ottenuto i
diritti di The Woman in Me, bestseller numero 1
del New York Times acclamato dalla critica, biografia di
Britney Spears, un progetto che il regista di
WickedJon
M. Chu è impegnato a sviluppare e dirigere. Il ruolo da
protagonista è ovviamente un ruolo molto ambito: interpretare
un’artista multi-platino che cade in disgrazia, solo per
risorgere.
Chu è un punto di forza per il
progetto data la sua storia con film musicali; non solo l’imminente
Wicked
ma anche il film concerto Justin Bieber: Never Say
Never,Step Up 2: The Streets e
In the Heights. Marc Platt, che
ha recentemente lavorato con Chu su Wicked,
sarà il produttore.
Il libro segue la traiettoria di
Britney Spears verso la celebrità e come si è
definita attraverso i colpi di scena della vita. Il libro ha
venduto oltre 2,5 milioni di copie negli Stati Uniti nei formati
copertina rigida, ebook e audiolibro.
Il biopic su Britney Spears basato su
The Woman in Me
L’audiolibro, letto dall’attrice
candidata all’Oscar Michelle Williams con
un’introduzione di Britney Spears, è il più
venduto nella storia di Simon & Schuster. È stato l’audiolibro più
ascoltato su Spotify nel 2023. Il libro è stato un bestseller
istantaneo del New York Times in copertina rigida, ebook e audio ed
è stato il libro di saggistica con copertina rigida più venduto di
Simon & Schuster nel 2023. In tutto il mondo, ci sono oltre 3
milioni di copie stampate. The Woman in Me è stato
pubblicato da Gallery Books il 24 ottobre 2023.
La Biennale di Venezia e Cartier
annunciano che è stato attribuito al grande regista, sceneggiatore
e produttore francese Claude Lelouch (Un
uomo, una donna, Una donna e una canaglia, La belle
histoire) il premio Cartier Glory to the Filmmaker
dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (28 agosto-7
settembre 2024), dedicato a una personalità che abbia segnato in
modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.
La consegna del premio Cartier Glory
to the Filmmaker a Claude Lelouch avrà luogo lunedì 2 settembre in
Sala Grande (Palazzo del Cinema), prima della proiezione
Fuori Concorso del suo nuovo film, Finalement (Francia, 127’), con
Kad Merad, Elsa Zylberstain, Michel Boujenah, Sandrine Bonnaire,
Barbara Pravi e Françoise Gillard.
A Claude Lelouch il premio Cartier Glory to the Filmmaker
2024
A proposito di questo
riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto Barbera afferma:
«Claude Lelouch è uno dei maggiori autori del cinema francese,
interprete eccellente della sua “qualità” ancorché estraneo alle
sue principali correnti, e molto prolifico, avendo diretto oltre
sessanta lungometraggi. Cinefilo precoce, autore di corti e video
musicali, direttore della fotografia, sceneggiatore, attore e
produttore, raggiunge il successo internazionale nel 1966 con il
film Un uomo, una donna (Un homme et une femme) vincitore della
Palma d’oro al Festival di Cannes e di due Premi Oscar
nel 1967, come miglior film straniero e per la migliore
sceneggiatura originale. La colonna sonora di Francis Lai diventa
refrain leggendario di un’epoca, e Lelouch riesce a segnare in modo
indelebile il cinema del suo tempo, soprattutto incontrando il
gusto e il favore del pubblico. Autore anomalo e inclassificabile,
predilige la contaminazione dei generi (drammi, commedie,
polizieschi, film
d’avventura e western, fantascienza e musical, film di guerra e
d’ambientazione storica), le cui convenzioni non esita a
scompaginare ricorrendo a strutture narrative e temporali
irrituali. Restano indimenticabili alcuni suoi successi come
L’avventura è l’avventura (L’aventure, c’est l’aventure, 1972), Una
donna e una canaglia (La bonne année, 1973), Una vita non basta
(Itinéraire d’un enfant gâté, 1988), La belle histoire (1991),
modelli di un cinema stilisticamente sofisticato, sensibile ai temi
melodrammatici e alla commedia corale, dalla proverbiale capacità
affabulatoria. E tecnicamente all’avanguardia: il cortometraggio
L’appuntamento (C’etait un rendez-vous, 1976), 9 minuti di piano
sequenza in steadicam sfrecciando su una Mercedes per Parigi, resta
un punto di riferimento per chiunque abbia con la macchina da presa
un rapporto “fisico”. In oltre 60 anni di attività, Claude Lelouch
ha saputo creare con attori e attrici di eccezionale talento – da
Anouk Aimée a Jean-Louis Trintignant, da Françoise Fabian a Lino
Ventura, da Belmondo a Fabrice Luchini – la geografia moderna di un
cinema dei sentimenti».
«La carriera di Claude Lelouch
assomiglia a una sinfonia eseguita nell’arco di un’intera vita. La
sua filmografia si estende per oltre sessantaquattro anni, con
molti film premiati, tra cui il mitico duo formato da Jean Louis
Trintignant e Anouk Aimée, che incarnano per l’eternità la coppia
romantica, e che hanno portato al mondo, grazie a Francis Lai,
“complice” di Lelouch, una colonna sonora indimenticabile.
“Chabadabada” è stata canticchiata da un’intera generazione e fa
parte del mito musicale del cinema. I personaggi di Lelouch sono
incredibilmente umani, le sue storie di vita rimangono impresse
nella nostra mente, in particolare la sua incrollabile ossessione
per le belle storie d’amore. Come farebbe l’Amore, senza Claude
Lelouch, a esprimere la sua forza inarrestabile? » Cyrille
Vigneron, Presidente e CEO di Cartier SA.
Diretto da Claude Lelouch,
Finalement è prodotto da Les Films 13 e co-prodotto da France 2
Cinéma e Laurent Dassault Rond-Point, con il sostegno di Canal + e
con la partecipazione di Ciné + e France Télévisions. Distribuzione
francese: Metropolitan Filmexport.
Jamie Lee Curtis ha promesso di non attaccare
più i Marvel Studios. La premio Oscar è recentemente diventato
virale sui social media a causa di un’intervista del Comic-Con con
MTV in cui le è stato chiesto di dire in quale fase si trova il
Marvel Cinematic Universe in questo
momento. La Curtis ha risposto: “Male“. “I miei
commenti sulla Marvel sono stati stupidi e sarò migliore di
così“, ha scritto la Curtis in una dichiarazione sui social
media. “Ho contattato Kevin Feige e non giocherò più in quella sabbiera
di competizione che chiamiamo internet, né mi impegnerò nella
promozione della carta igienica o in un gioco che è progettato per
i click e non per i contenuti“.
Se da un lato la Curtis ha ammesso
di aver sbagliato a mettere pubblicamente in ombra la Marvel,
dall’altro non ha necessariamente sbagliato a valutare il MCU. Se
da un lato la Marvel è tornata in vetta al box office con “Deadpool &
Wolverine“, che è destinato a superare il miliardo di
dollari al box mondiale, dall’altro ha avuto il suo peggior anno di
sempre nel 2023 con due flop al botteghino: “Ant-Man
and the Wasp: Quantumania” e “The
Marvels“. Quest’ultimo titolo è diventato il film Marvel
con il minor incasso della storia e ha incassato solo 84 milioni di
dollari al botteghino nazionale.
My comments about Marvel were stupid and I
will do better. I've reached out to Kevin Feige and will no longer
play in that mud slinging sandbox of competition we call the
internet nor will I engage in the toilet paper promotion or game
play that is designed for clicks not content…
Jamie Lee Curtis aveva già lanciato
frecciatine ai Marvel Studios
Cutis ha anche lanciato una
frecciatina alla Marvel nel 2023, quando il suo film sul multiverso
“Everything
Everywhere All at Once” è uscito nelle sale nello stesso
periodo di “Doctor
Strange nel Multiverso della Follia” della Marvel.
All’epoca l’attrice si scatenò sui social media proclamando che il
suo film era il progetto multiverso superiore. “Non ho nulla
contro la Marvel come entità. Ho visto molti film Marvel“, ha
poi chiarito Curtis alla rivista People quando gli è stato chiesto
della scherzosa faida.
“Quello di cui parlavo è che
‘Everything Everywhere All at Once’ era un piccolo film che poteva…
e siamo stati in grado di raccontare una storia di multiverso che
ha davvero toccato le persone. Quello che stavo cercando di dire è
che non deve essere necessariamente un film della portata della
Marvel per essere uno spettacolo e per commuovere
davvero“.
Jeremy Renner ha recentemente dichiarato a US
Weekly di essere rimasto spiazzato dall’annuncio del ritorno di
Robert Downey Jr. nel Marvel Cinematic Universe. L’Occhio
di Falco di Renner e l’Iron Man di Downey sono apparsi insieme in
diversi film Marvel a partire da “The
Avengers” del 2012. I due rimangono molto amici, ma Downey
non ha fatto sapere a Renner o a nessuno degli attori originali
degli “Avengers” (Chris
Hemsworth, Mark Ruffalo, Chris Evans e Scarlett Johansson) che sarebbe tornato nel
MCU nel ruolo del cattivo Dottor Destino.
Come riportato da Variety, l’attore ha dichiarato:
“No! Non ne avevo idea. Quel figlio di puttana non mi ha detto
nulla“, ha detto Renner. “Siamo buoni amici. C’è la
chiacchierata famiglia degli Avengers. I sei originali. Non ha
detto una parola. Mi sono collegato e ho iniziato a fargli
esplodere il telefono come per dire: ‘Cosa sta succedendo? Ce l’hai
tenuto nascosto per tutto il tempo?”. È una notizia entusiasmante.
Sono davvero, davvero entusiasta“.
Downey potrebbe però non essere
l’unico a tornare alla Marvel nei prossimi due film dei
“Vendicatori”: “Avengers:
Doomsday” e “Avengers:
Secret Wars“. Jeremy Renner, la cui ultima partecipazione al
MCU è stata la serie “Hawkeye“ su
Disney+, ha dichiarato a US Weekly che
probabilmente tornerà nei Vendicatori e affronterà il Dottor
Destino di Downey, anche se è ancora presto per dirlo.
“Essere in grado di creare
storie ed esplorare personaggi all’interno dell’Universo Marvel ha realizzato
il sogno di una vita, e abbiamo scoperto una potente connessione
con il pubblico in ogni film che abbiamo realizzato. Siamo
entusiasti di collaborare ancora una volta con Kevin, Lou e tutto
il team Marvel per portare
questa epica avventura narrativa in luoghi nuovi e sorprendenti sia
per i fan che per noi stessi”, hanno dichiarato
Joe e Anthony Russo dopo il panel del SDCC.
Se gli anni Ottanta sono stati
caratterizzati dal ritorno del dominio dei grandi studios di
produzione, nonché dalla realizzazione dei grandi blockbuster, gli
anni Novanta hanno portato ancor più all’estremo questa tendenza a
realizzare film estremamente ambiziosi capaci di affermarsi come
campioni di incassi.
Allo stesso tempo, però, si è
sempre più affermato anche il concetto di cinema indipendente,
esistente da sempre ma che ha trovato in questo nuovo decennio le
possibilità di affermarsi in modo più netto, grazie in particolare
all’entrata in scena di nuovi registi ricchi di idee nuove e grande
voglia di sperimentare. Per orientarsi in questi anni complessi del
cinema, ecco un elenco dei migliori film anni ’90 da
vedere:
Migliori film anni ’90 americani da vedere
Come anticipato, gli anni Novanta
si sono più che mai caratterizzati per opere molto diverse tra
loro, da grandi blockbuster ricchi di effetti speciali a film
indipendenti che esulano dai canoni hollywoodiani, passando
ovviamente per importanti film d’autore affermatisi tra i più
grandi capolavori della storia del cinema. Ecco i migliori
film anni ’90 americani da vedere:
Quei bravi
ragazzi (1990). Un americano di origini italo
irlandesi fa carriera nella mafia newyorchese degli anni 50, ma la
vita da gangster riserva delle sorprese non previste. Martin Scorsese
dirige Ray Liotta,
Robert De Niro
e Joe Pesci in
questo film definitivo sul
mondo dei gangster. Un racconto che compre un ampio arco
temporale e che offre nuovi punti di vista sull’argomento.
Edward mani di
forbice (1990). Un ragazzo, che si ritrova con delle
lame di forbice al posto delle mani, rimane solo dopo la morte
dello scienziato che lo ha creato, ma una famiglia lo adotta. La
gente del paese lo evita a causa della sua diversità, ma questo non
gli impedisce di trovare l’amicizia di una famiglia.
Tim Burton realizza una
delle sue favole più belle, qui alla sua prima collaborazione con
Johnny Depp.
Un’opera ricca di emozioni, visivamente straordianaria.
Terminator 2 – Il giorno del
giudizio (1991). Il figlio di Sarah Connor, futuro
capo della resistenza del genere umano contro le macchine, è nel
mirino di un assassino indistruttibile proveniente dal futuro. Un
vecchio modello di Terminator, però, è pronto ad aiutarlo.
James Cameron realizza
il sequel di Terminator, superandosi
in ambizioni e risultato. Il giorno del giudizio è un
capolavoro di tecnica e cuore, ancora oggi insuperato.
Gli spietati
(1992). Un anziano pistolero, il suo ex partner e un giovane
avventuriero si mettono sulle tracce di alcuni uomini, finendo
coinvolti in uno scontro più pericoloso del previsto. Clint
Eastwood si consacra come autore cinematografico
con questo western crepuscolare, un’opera che rappresenta un
momento di passaggio fondamentale per il genere che lo ha reso
celebre. Premiato con l’Oscar al miglior film.
Schindler’s
List (1993). La vera storia di Oscar Schindler, un
industriale tedesco che, mettendo a rischio la propria vita e la
propria carriera, riesce a salvare migliaia di ebrei da un tragico
destino. Steven Spielberg realizza con
questo film il suo capolavoro, un’opera attesa e pensata a lungo,
attraverso cui ripercorrere una storia tanto dolorosa quanto
importante. Ancora una volta nel suo cinema, chi salva una vita
salva il mondo.
Jurassic Park (1993).
Due paleontologi e un matematico sono tra le persone selezionate
per partecipare a un giro organizzato a un parco a tema. Quando i
dinosauri si animano e prendono il sopravvento, però, la visitasi
trasforma presto in un incubo. Steven Spielberg
porta i dinosauri sul grande schermo grazie alle prodezze della
CGI. Il senso di meraviglia suscitato da questo film è ancora oggi
unico.
Pulp Fiction
(1994). Un killer si innamora della moglie del suo capo, un pugile
rinnega la sua promessa e una coppia tenta una rapina che va
rapidamente fuori controllo. Le loro storie si intrecceranno in
modi impensabili. Con la sua opera seconda, Quentin
Tarantino scrive una nuova pagina nella storia
del cinema, offrendo nuove possibilità narrative ed estetiche.
Forrest Gump
(1994). Seduto sulla panchina alla fermata dell’autobus di
Savannah, Forrest Gump racconta con voce lenta della propria
incredibile vita e dei problemi mentali e fisici che si porta
dietro dalla nascita. Tom Hanks si
consacra definitivamente grazie a questo film vincitore di diversi
premi Oscar. Un film epico, tra i più amati del decennio.
Le ali della
libertà (1994). Andy Dufresne viene condannato, benché
innocente, a due ergastoli e al carcere duro. In prigione stringe
amicizia con Red, sperimenta la brutalità della vita dietro le
sbarre, si adatta, e vive 19 anni sognando la libertà. Tim
Robbins e Morgan Freeman
recitano in questo grande classico basato su un racconto di
Stephen King. Un film sul carcere come
pochi altri ne sono stati realizzati.
Toy Story (1995).
La vita di Woody, un cowboy giocattolo e pupazzo preferito del suo
piccolo padrono, è minacciata dall’arrivo di Buzz Lightyear, un
nuovo robot colorato e pieno di luci. Toy Story è
probabilmente il più importante film d’animazione del decennio,
avendo rappresentato non solo il progresso delle tecnologie
digitali ma avendo contribuito alla riqualificazione
dell’animazione agli occhi del mondo intero.
Heat – La sfida
(1995). Uno sfuggente maestro del crimine e la propria banda
effettuano una serie di furti ad alto profilo, uno dei quali
culmina in tre morti. L’uomo conosce un detective della omicidi e
si sfidano, fino all’ultimo scontro finale. Al Pacino e
Robert De Niro si incontrano sul
grande schermo grazie a Michael Mann, il quale
dirige un thriller tra i migliori mai realizzati, ricco di ricerche
introspettive ed esistenziali.
Titanic (1997).
Il transatlantico Titanic, considerato un gioiello tecnologico ed
il più lussuoso piroscafo da crociera mai realizzato, salpa
dall’Inghilterra il dieci aprile del 1912 con oltre 1500 passeggeri
a bordo per il suo viaggio inaugurale. I viaggiatori sono collocati
in tre classi, riflesso delle differenze sociali. James Cameron dirige Leonardo
DiCaprio e Kate Winslet in
questo capolavoro vincitore di 11 premi Oscar, straordinario per
ambizioni ed effetti speciali.
Will Hunting – Genio
ribelle (1997). Will è un ventenne genio della
matematica che lavora nelle pulizie e ha piccoli precedenti penali.
Grazie all’aiuto di un terapista e di una ragazza, riuscirà a fare
i conti con il oroprio passato e a sfruttare il proprio talento.
Uno dei film più belli del decennio, un atipico coming of
age interpretato da Matt Damon e
Robin Williams,
incentrato su temi come il senso di colpa, la paura dei rapporti
umani e il desiderio di riscatto.
Salvate il soldato
Ryan (1998). Nei giorni seguenti lo sbarco in
Normandia, una madre americana sta per ricevere nello stesso giorno
la notizia della morte di tre dei suoi figli su diversi fronti
della guerra. Il comandante in capo generale Marshall dà ordine che
il quarto fratello, Ryan, sbarcato in Normandia, venga rintracciato
e portato a casa. Steven Spielberg si conferma re
indiscusso degli anni Novanta con questo ennesimo capolavoro,
fondato sull’importanza della salvezza dell’umanità.
La sottile linea
rossa (1998). Il dramma della Seconda Guerra Mondiale
vissuto dal punto di vista di una pattuglia di soldati americani
giunti sull’isola di Guadalcanal. Il leggendario regista
Terrence Malick torna al cinema dopo decenni
d’assenza con quest’opera intrisa di filosofia e con un cast di
grandi attori come Sean
Penn, George Clooney, Adrien Brody e Jim Caviezel.
The Truman Show
(1998). Truman Burbank scopre che i primi trent’anni della propria
vita non sono stati altro che una messinscena. Inizia così a
desiderare di fuggire da una realtà alienante che però sembra
essere stata costruita su misura per lui. È se la realtà che
viviamo non fosse altro che una messa in scena? La visione di
questo iconico film con Jim Carrey ha
suscitato in tutti questa domanda. The Truman Show è un
film che ancora oggi parla di noi e della nostra società.
Matrix (1999). Esistono
due realtà: una è l’esistenza che conduciamo ogni giorno, l’altra è
nascosta. Neo vuole scoprire la verità su Matrix, mondo virtuale
elaborato al computer creato per tenere sotto controllo le persone.
Morpheus potrebbe aiutarlo. Matrix ha riscritto le regole
del suo genere di riferimento, offrendo una visione nuova del mondo
sempre più digitale in cui si stava all’epoca appena entrando.
Keanu Reeves è l’eletto, protagonista
di un film imprescindibile.
American Beauty (1999).
Lester Burnham è un marito infelice che trascorre le giornate
all’insegna della monotonia. Quando incontra Angela, amica
adolescente di sua figlia, la sua vita cambia completamente. Uno
dei film più importanti del decennio, interpretato da Kevin Spacey,
che grazie al ruolo di Lester Burnham vinse il suo secondo Oscar. È
questa un’opera impegnata ad offire l’altro volto della felice
famiglia borghese statunitense.
Essere John
Malkovich (1999). Un burattinaio e un’impiegata
scoprono un tunnel che permettedi entrare mente e il corpo di John
Malkovich per 15 minuti alla volta. Un altro esempio di film che,
sul finire del secolo, porta verso nuovi orizzonti le possibilità
del cinema. Spike Jonze dà vita ad una
sceneggiatura di Charlie Kaufman incentrata sul
concetto di identità, di celebrità e sui rapporti umani.
Fight Club (1999). Tyler Durden ed un nuovo
amico sfogano la loro aggressività creando un club di
combattimento, che assume rapidamente connotati rivoluzionari, fino
a esporre la vera identità di Tyler Durden. David
Fincher dirige Brad
Pitt ed Edward Norton in questo film che, sul
finire del secolo, ha contribuito alla ridefinizione di cinema
post-moderno, affrontando tematiche e proponendo stili in modi del
tutto inediti.
I migliori film thriller degli anni ’90
Se c’è un genere che ha avuto
grande importanza negli anni ’90, questo è il thriller. Nel corso
di questo decennio si sono infatti viste sul grande schermo opere
di questo genere macchiate anche dal soprannaturale, dall’erotico e
dall’azione, ma sempre incentrate su situazioni pericolose e con
personaggio quanto mai indecifrabili. Ecco quali sono i
film anni ’90 thriller da non perdere:
Il silenzio degli
innocenti (1991). Uno psicopatico assassino è il terrore
di giovani donne formose che aggredisce e scuoia. Solo Hannibal
Lecter può aiutare a risolvere il caso, ma è detenuto in cella di
isolamento in un manicomio criminale, essendo diventato uno
psicopatico cannibale. Una giovane aspirante agente dell’FBI,
Clarice Starling, prima ancora di completare
il suo addestramento viene incaricata di contattare Lecter, per
averne lumi intesi ad individuare e fermare il mostro.
Anthony Hopkins e Jodie Foster sono i protagonisti di
questo grande classico premiato agli Oscar.
Basic Instinct
(1992). Il detective Nick Curran sta indagando su un omicidio.
L’arma del delitto è un punteruolo da ghiaccio e la principale
sospettata è la scrittrice di successo Catherin Tramell. Nel corso
delle indagini l’uomo intraprende anche una relazione con la donna.
Sharon Stone ottiene fama mondiale grazie a questo
thriller erotico divenuto un cult senza tempo.
Seven (1995). Un
anziano ed esperto detective vicino alla pensione viene affiancato
da un giovane e irruento collega per indagare su un serial killer
specializzato nei sette peccati capitali. David
Fincher ottiene le meritate attenzioni grazie a questo
thriller con Brad Pitt e MorganFreeman. Quando si pensa ad un esempio di questo
genere degli anni ’90, Seven è il primo nome che viene
alla mente.
Mission:
Impossible (1996). Ethan Hunt, un agente segreto
ingiustamente accusato della morte di tutti gli agenti della sua
squadra, sfugge ai killer del governo, penetrando negli archivi
della CIA. Primo capitolo della saga attiva ancora oggi, questo
film diretto da Brian De Palma e con protagonista
Tom
Cruise è un avvincente thriller d’azione ricco di
suspence e adrenalina.
Il sesto senso
(1999). Malcolm è uno psicologo infantile molto stimato e si trova
doversi occupare del caso del piccolo Cole, un ragazzino di nove
anni, ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti.
Bruce Willis è il protagonista di
questo grande classico del thriller soprannaturale. Il sesto
senso è stato per il suo regista, M. Night
Shyamalan, la definitiva consacrazione come maestro del
genere.
Le migliori commedia degli anni ’90
Un altro genere tra i più popolari
degli anni ’90 è quello della commedia, che grazie a nuovi registi
e attori si è caratterizzato per storie nuove, che hanno spinto
sempre più in territori demenziali, dissacranti e irriverenti. Gli
anni Novanta hanno davvero fatto morire dalle risate il grande
pubblico ed ecco i migliori film anni ’90 commedia
da non perdere:
Mrs. Doubtfire
(1993). Divorziato dalla moglie e impossibilitato a vedere i propri
figli, un uomo decide di travestirsi da domestica per stare vicino
a loro. Toccante film interpretato da Robin Williams, nei panni di uno dei
padri migliori mai visti sul grande schermo. Si affronta qui il
tema del divorzio e della genitorialità in una chiave divertente,
che sa però trasmettere anche forti emozioni e grandi
riflessioni.
Scemo & più
scemo (1994). Due amici disoccupati, Lloyd e Harry, si
trovano coinvolti in una avventura demenziale originata da una
valigetta smarrita piena di dollari. Jim
Carrey e Jeff Daniels recitano da
protagonisti in questa popolarissima commedia anni ’90, un titolo
che ha poi consacrato Carrey come re della commedia demenziale (e
non solo) statunitense.
Il professore
matto (1996). Il professor Sherman Klump è considerato da
tutti il migliore del campus. Il suo unico problema è l’esagerata
obesità. Per risolvere la questione inventa una formula che gli
consente di perdere peso. Eddie Murphy si sdoppia
per interpretare più personaggi di questo iconico film, tanto
dissacrante quanto divertente, con scene e battute entrate
nell’immaginario collettivo.
Tutti pazzi per
Mary (1998). Dopo averla persa di vista per anni, il
goffo e impacciato Ted, decide di ritrovare la donna della sua
vita, Mary. Quel che Ted non sa, però, è che la concorrenza è
numerosa e spietata. Ben Stiller,
Cameron Diaz e
Matt Dillon
recitano in questa popolarissima commedia diretta dagli esperti del
genere Peter e Bobby
Farrelly.
American Pie
(1999). Jim, Kevin, Paul e Chris sono quattro amici che stanno per
diplomarsi al liceo e sono ossessionati dalla loro verginità. Dopo
un’altra festa passata in bianco, decidono di stringere un patto di
reciproco aiuto al fine di fare sesso prima della fine dell’anno
scolastico. L’ultima occasione è la festa a
casa di Stifler in riva al lago, dove tutti si recano dopo il ballo
di fine anno. Commedia campione d’incassi nonché primo capitolo di
una lunga saga, American Pie è un film tanto divertente
quanto scorretto, dissacrante ed emozionante.
I migliori film romantici degli anni ’90
Tra i generi cinematografici più
popolari degli anni ’90 vi è senza dubbio quello della commedia
romantica. Sono in quegli anni stati realizzati infatti titoli
caratterizzati da sceneggiature brillanti, interpretati da grandi
attori e con vicende amorose mai banali e sempre coinvolgenti. Ecco
quali sono i film anni ’90 romantici da non
perdere:
Pretty Woman (1990).
Dietro l’aspetto affascinante e una solida fama di rubacuori,
Edward Lewis nasconde un’abilità straordinaria e senza scrupoli nel
campo della finanza. La sua specialità è comprare aziende
dissestate, risanarle e rivenderle a caro prezzo. Una sera, a
Hollywood, conosce casualmente Vivian Ward, una prostituta. Lei ha bisogno di soldi e lui di una donna che
lo accompagni nei suoi pranzi di lavoro. Per i due è l’inizio di
un’inaspettata storia d’amore. Richard Gere e
Julia Roberts
recitano in questo film che non ha bisogno di presentazioni.
Semplicemente un grande classico.
Insonnia d’amore
(1993). Jonah ricorre a un programma radiofonico per trovare una
compagna al padre, vedovo inconsolabile. Nell’ascoltare la
trasmissione, una giornalista si commuove e gli scrive una lettera.
Tom
Hanks e Meg Ryan recitano per
Nora Ephron in una delle commedie romantiche più
iconiche degli anni ’90, che ha il merito di aver contribuito a
rendere grande questo genere nel corso del decennio.
Qualcosa è
cambiato (1997). Una cameriera di New York City, un
pittore gay e un cane aiutano uno scrittore misantropo e ossessivo
compulsivo a raggiungere un compromesso con se stesso. Film
premiato agli Oscar, Qualcosa è cambiato è un’atipico
racconto d’amore, con un Jack Nicholson
straordinario nei panni di un uomo cinico che si apre piano piano a
dei sentimenti nei confronti di una donna, interpretata da
Helen Hunt.
C’è posta per
te (1998). John e Kathleen sono rivali in affari: lui
è proprietario di una catena di negozi di libri, lei di una piccola
libreria per bambini. I due intrecciano una relazione su un sito di
incontri al quale sono iscritti mantenendo l’anonimato. Tom
Hanks e Meg Ryan tornano a recitare
insieme per Nora Ephron in quest’altro grande
classico del cinema romantico anni ’90. Una sceneggiatura brillante
guida due attori in stato di grazia.
Notting Hill
(1999). A Notting Hill il timido William è proprietario di un
negozietto di libri dove un giorno entra Anna, diva di Hollywood, e
tra i due scatta il colpo di fulmine. Julia Roberts e Hugh
Grant sono i protagonisti di un’altra delle più celebri e
amate commedie romantiche degli anni Novanta. Un film dove l’amore
supera ogni differenza.
I migliori film per ragazzi degli anni ’90
Il cinema per ragazzi ha conosciuto
negli anni Ottanta importanti rivoluzioni. Negli anni ’90 queste
sono poi proseguite estendendosi anche a generi e racconti molto
diversi tra loro. Il cosiddetto “film per famiglie” ha infatti
trovato nel corso di questo decennio grande fortuna grazie a titoli
campioni di incassi divenuti con il tempo grandi classici. Ecco
allora i migliori film anni ’90 per ragazzi:
Mamma ho perso
l’aereo (1990). Il piccolo Kevin viene lasciato in casa da
solo a Natale e deve difendere l’abitazione da due malintenzionati
che vogliono entrare. Per farlo impiega tutta la sua astuzia ed una
serie apparentemente interminabile di trappole e di espedienti
mirati a far desistere i due malcapitati ladri. Uno dei maggiori
successi del decennio nonché uno dei film più iconici degli anni
’90. Mamma ho perso l’aereo è un film che tutti hanno
visto almeno una volta.
La vita è un
sogno (1993). Texas, 1976: è l’ultimo giorno di scuola e
un gruppo di ragazzi da sfogo ai propri desideri organizzando una
festa memorabile. Un racconto corale dove ciascuno dei protagonisti
vive uno dei momenti più importanti nell’esistenza di ognuno, ossia
il passaggio all’età adulta. Richard Linklater si
fa cantore di un’intera generazione, ritraendola nel pieno della
loro giovinezza, spensieratezza e gioia di vivere. La vita è un
sogno esula dai canoni del film hollywoodiano per dar vita ad
un flusso di situazioni, personaggi ed emozioni.
Ragazze a Beverly
Hills (1995). Cher, la ragazza più popolare del liceo,
cerca di far innamorare due insegnanti. Entusiasta del successo
ottenuto, prova a fare lo stesso con due dei propri amici, ma i
risultati non sono quelli sperati. Alicia
Silverstone è la protagonista di questo classico per
ragazzi anni ’90, un film che ha fatto scuola.
Jumanji (1995).
Due bambini scoprono un magico gioco da tavolo nella loro soffitta.
Mentre giocano, evocano animali feroci e un uomo pazzo, Alan,
scomparso ventisei anni prima durante una partita. L’avventura è
per loro appena iniziata. Altro grande classico degli anni ’90,
Jumanji è in particolare ricordato per la sua atmosfera
tra il cupo e il comico, ma ovviamente anche per la presenza
dell’iconico Robin Williams.
Space Jam (1996).
MIchael Jordan va in soccorso di Bugs Bunny e dei suoi amici che
hanno bisogno di lui per vincere una partita di basket contro i
malvagi Nerdluks, una banda di piccole e irritabili creature
provenienti dallo spazio. Un cult per ragazzi degli anni ’90,
rimasto memorabile tanto per l’uso della tecnica mista quanto per
la presenza di un’icona come Michael Jordan nei
panni di sé stesso.
I migliori film degli anni ’90 presenti su Netflix in questo
momento
Nei cataloghi delle piattaforme
streaming oggi disponibili si possono ritrovare, oltre a titoli a
noi più vicini nel tempo, anche opere meno recenti, spesso
sconosciute ma meritevoli di essere riscoperti. Questi film
permettono infatti di entrare in contatto con mondi cinematografici
oggi non più in vigore ma che hanno sempre molto da insegnare. Ecco
allora i migliori film anni 90 in streaming su Netflix:
Dracula di Bram Stoker (1992). Il conte
Dracula, colpito da una maledizione che lo costringe a nutrirsi del
sangue degli esseri viventi in cambio della vita eterna, è
determinato a riunirsi con la propria amata. Per raggiungere i
propri scopi, si reca a Londra. Francis Ford
Coppola realizza il proprio adattamento del celebre
romanzo di Bram Stoker, con Gary Oldman nel ruolo del leggendario vampiro.
Un film tanto ricco di emozioni quanto affascinante a livello
estetico.
The Game (1997).
Uno spento uomo d’affari di mezza età, si fa convincere dal
fratello minore ad iscriversi in un club che organizza giochi tanto
realistici che lo faranno precipitare in un incubo senza fine.
David Fincher realizza un nuovo thriller d’alto
livello con protagonista Michael Douglas, dando vita ad un vero e
proprio gioco mentale che sfida tanto i personaggi quanto lo
spettatore.
The Jackal
(1997). Il geniale killer “The Jackal” viene reclutato dalla mafia
russa per uccidere una figura di altissimo livello della politica
americana. Il prezzo pattuito è di settanta milioni di dollari.
Richard Gere e Bruce
Willis recitano in questo teso thriller anni ’90,
liberamento tratto dal romanzo Il giorno dello
sciacallo.
Il grande
Lebowski (1998). Drugo è un disoccupato giocatore di
bowling rimasto legato agli anni Settanta, che si trova coinvolto
in un doppio complotto per un puro caso di omonimia. Cult diretto
da Joel ed Ethan Coen, il film è
reso memorabile in particolare dall’iconica interpretazione di
Jeff Bridges nei panni di Jeffrey
Lebowski.
Ragazze
interrotte (1999). Una giovane donna con un disturbo di
personalità borderline, passa diciotto mesi in un istituto
psichiatrico alla fine degli anni 60. Qui conosce le altre
pazienti, tra cui Lisa, una ragazza con cui stringerà una forte
amicizia. James Mangold dirige Winona
Ryder e Angelina Jolie in questo dramma
biografico, basato sulle memorie della scrittrice
SusannaKaysen.
Alla luce degli annunci che
Marvel Studios ha
condiviso al San Diego Comic Con, a 12 anni da
The Avengers, il futuro del Marvel Cinematic
Universe sembra completamente capovolto.
Nel 2012, gli eroi più potenti della
Terra si sono riuniti per la prima volta per fermare Loki, il Dio
dell’inganno, mettendo in piedi il primissimo evento crossover
della Fase 1 del MCU iniziato con Iron Man del 2008. Ora, l’MCU si
sta preparando per un’importante inversione di tendenza che
speriamo si rivelerà incredibilmente emozionante.
Al SDCC 2025 abbiamo appreso che
Robert Downey Jr. tornerà nell’MCU come Dottor
Doom, a partire da Avengers:
Doomsday del 2026. Tuttavia, non è ancora chiaro se
RDJ interpreterà una variante oscura di Iron Man che diventa Doom o
un Victor von Doom autentico. In ogni caso, questo casting crea un
affascinante colpo di scena per l’MCU e The
Avengers del 2012, che è stato possibile soltanto grazie a
anni di narrazione interconnessa e un multiverso di realtà
diverse
In The Avengers Loki era il cattivo
principale e Iron Man l’eroe chiave
Hanno combattuto per salvare il
mondo dal dominio di Loki
In The
Avengers del 2012, Loki di
Tom Hiddleston torna sulla Terra dopo la
sconfitta in Thor del 2011, dopo essersi alleato
con Thanos per recuperare il Tesseract in cambio della
conquista e del governo della Terra con gli eserciti Chitauri del
Titano Pazzo. Ciò spinge Nick Fury di
Samuel L. Jackson a riunire gli
Avengers, un gruppo degli eroi più potenti della Terra per
combattere battaglie che l’umanità non avrebbe potuto affrontare da
sola. Ciò include in particolare Iron Man di Robert Downey Jr., il primissimo eroe dell’MCU
a debuttare nell’universo interconnesso.
Nella Battaglia di New York del
2012, Iron Man e gli Avengers salvarono il mondo e Loki fu
sconfitto, il loro primo cattivo sullo schermo. Tuttavia, Avengers:
Endgame del 2019 e il suo uso del viaggio nel tempo
hanno creato una variante di Loki, una che ruba il
Tesseract e fugge dalla cattura nel 2012. Ciò crea una nuova linea
temporale, con conseguente arresto del Dio dell’Inganno da parte
della Time Variance Authority nel Loki del 2021. Ciò dà il via al
dinamico arco eroico di Loki, visto nelle serie,
che si concluse nella seconda stagione di Loki
del 2023, dove il personaggio riscrive la sua storia, diventando il
salvatore dell’intero multiverso tenendo insieme tutte le varie
linee temporali, impedendone la distruzione.
12 anni dopo, i ruoli di Loki e
Iron Man sembrano essersi invertiti
Combattere per salvare il
multiverso dal Dottor Doom?
Gentile Concessione Disney – (Photo by Jesse Grant/Getty Images for
Disney)
Alla luce della notizia che
RDJ diventerà Dottor Doom, sembra che i ruoli di
Loki e Iron Man di Avengers del 2012 si siano
effettivamente invertiti. 12 anni dopo, il personaggio di
Tom Hiddleston è diventato un eroe che protegge
il multiverso mentre RDJ sarà un cattivo che
probabilmente tenterà di rifarlo a sua immagine o di smontarlo come
principale antagonista di Avengers:
Doomsday (e probabilmente anche di Secret
Wars).
Se questo fosse un passo calcolato o
meno, soprattutto in vista dell’incidente di percorso con il
personaggio di Kang di Jonathan Majors, non ci è
dato sapere. Tuttavia è molto interessante questo risultato di
capovolgimento totale che si è potuta permettere una narrazione
coerente e solida costruita nel corso di oltre dieci anni.
Non abbiamo più visto il Samuel
Sterns di Tim Blake Nelson dalla sua
trasformazione in Il Leader durante gli ultimi momenti de L’incredibile Hulk del 2008. Tuttavia, farà il suo
atteso ritorno nel prossimo febbraio in Captain America: Brave New World. Parlando con
GamesRadar+ al San Diego
Comic-Con dello scorso fine settimana, l’attore ha condiviso la sua
eccitazione per l’ingresso nel franchise di Capitan
America, prima di confermare che il Leader “non è stato
con le mani in mano” dall’ultima volta che lo abbiamo
visto.
Nonostante i piani per portare in
vita l’iconico cattivo di Hulk con effetti pratici, Nelson ha
accennato fortemente a un’interpretazione accurata del cattivo nei
fumetti. “Si può andare a vedere nei fumetti per capire cosa
abbiamo in mente“, ha detto. “Penso che l’espansione di
questo aspetto nel linguaggio cinematografico sarà
sorprendente“. GamesRadar+ ha anche incontrato Giancarlo Esposito, che abbiamo appreso
interpreterà
Sidewinder, un personaggio che la star di Breaking Bad sembra entusiasta di approfondire nel
MCU in più progetti.
“Beh, sapete, nelle ricerche che
ho fatto quando ho saputo che avrei interpretato il capo della
Serpent Society, qualcuno che l’ha formata e la gestisce, ho voluto
saperne di più“, spiega. “Volevo tornare indietro e capire
quali sono i suoi poteri, che aspetto hanno, cosa fanno“.
“Non credo che tutte queste cose saranno svelate in questo
film, quindi credo che ci sarà più tempo a disposizione con
Sidewinder… vedrete un personaggio complicato e molto interessante
che avrà la possibilità di estendersi per un certo periodo di
tempo“.
L’attore ha anche condiviso nuove
informazioni sulla trama di Captain
America: Brave New World e su come la Società del
Serpente influirà su essi. “È tutta una questione di adamantio,
è tutta una questione di sostanze chimiche“, rivela Esposito.
“È tutta una questione di quale prezzo daremo a questa
sostanza, di chi ne avrà di più e di chi la venderà.
Quindi, in un certo senso, penso che molti dei personaggi di
questo film, compreso Sidewinder, siano mercenari e stiano cercando
il dollaro più alto e penso che stiano cercando a chi venderlo e
penso che stiano cercando il potere“.
Quello che sappiamo sul
film Captain America: Brave New World
Captain America: Brave New World riprenderà da
dove si è conclusa la serie Disney+The Falcon and the Winter
Soldier, seguendo l’ex Falcon Sam Wilson (Anthony Mackie)
dopo aver formalmente assunto il ruolo di Capitan America. Il
regista Julius Onah (Luce, The
Cloverfield Paradox) ha descritto il film come un
“thriller paranoico” e ha confermato che vedrà il ritorno
del Leader (Tim Blake Nelson), che ha iniziato la
sua trasformazione radioattiva alla fine de L’incredibile
Hulk del 2008.
Secondo quanto riferito, la star di
Alita: Angelo della BattagliaRosa
Salazar interpreterà la cattiva
Diamondback, mentre Giancarlo Esposito sarà il leader della
Serpent Society,
Sidewinder. Harrison Ford, invece, assume qui il ruolo di
Thaddeus “Thunderbolt” Ross, che a quanto rivelato dal primo
trailer si trasformerà ad un certo punto nel Hulk Rosso.
Nonostante dunque avrà degli
elementi al di fuori della natura umana, il film riporterà
il Marvel Cinematic
Universe su una dimensione più terrestre e realista, come
già fatto anche dai precedenti film dedicati a Captain America. Ad
ora, il film è indicato come uno dei titoli più importanti
della Fase
5.
Anthony
Mackie ha recentemente dichiarato che questo film
è “10 volte più grande” della sua serie Disney+ e ha parlato della dinamica tra Cap e il
nuovo Falcon, Joaquin Torres. “Sono in coppia alla pari“,
ha scherzato. “Sono entrambi militari. Io ero il suo ufficiale
comandante. Tra noi c’è più amicizia rispetto al modo in cui
ammiravo Steve o al modo in cui non mi piaceva Bucky“.
“Questo film è un chiaro reset.
Ristabilisce davvero l’idea di cosa sia e cosa sarà questo
universo“, ha aggiunto Mackie. “Penso che con questo film,
si stia ottenendo un chiaro, nuovo marchio di ciò che
la Marvel vuoole
essere nello stesso modo in cui hanno fatto con Captain America: The Winter
Soldier“.
Un nuovo spinoff di Yellowstone
sarebbe in attesa di Kurt Russell, Michelle Pfeiffer e Patrick J. Adams per entrare nel cast. Il
franchise neo-western è stato creato da Taylor Sheridan, che ora supervisiona la
serie principale e diversi spinoff attualmente in onda e in fase di
sviluppo. Yellowstone si concluderà alla fine di quest’anno,
quando andrà in onda la seconda parte della quinta stagione, e uno
spinoff ambientato dopo quegli eventi è da tempo in fase di
sviluppo, e secondo alcuni rapporti potrebbe avere come
protagonista Matthew McConaughey.
Ora, TVLine riporta che lo spinoff, precedentemente
noto come2024, si
intitoleràThe
Madison. Russell, Pfeiffer e
Adams sono tutti prossimi all’accordo per recitare nella serie, che
seguirà la matriarca del clan Clyburn, Stacy, mentre trasferisce la
famiglia nel Montana dopo la morte del marito e del cognato in un
incidente aereo. La produzione inizierà alla fine del mese e la
data di uscita è prevista per il 2025. Non è chiaro per quali ruoli
Adams, Russell e Pfeiffer siano in trattativa.
AGGIORNAMENTO: 2024/08/02 13:19
EST DA ALEXANDER HARRISON
Un nuovo rapporto
sostiene cheThe Madisonè diverso dal sequel diYellowstone
Dopo che TVLine ha
pubblicato la storia di The Madison, un nuovo rapporto di
Matt Belloni di Puck sostiene che lo spinoff è stato
inesattamente confuso con il sequel di Yellowstone
precedentemente annunciato. Michelle Pfeiffer era stata presa in
considerazione per il ruolo di protagonista femminile in
quest’ultima serie, cosa che Belloni identifica come la probabile
fonte di confusione. Inoltre, sostiene che, sebbene The
Madison sia probabilmente parte dell’universo di
Yellowstone , ciò non è ancora garantito.
Il suo rapporto conferma che le star
di Yellowstone, Cole Hauser, Kelly Reilly e Luke Grimes, torneranno per il sequel della
serie, ma Matthew McConaughey, che inizialmente era in trattative
per il ruolo di protagonista, ora è improbabile che venga
coinvolto.
Madison potrebbe tenere in vita
Yellowstone
Uno spinoff contemporaneo è
esattamente ciò di cui il franchise ha bisogno
Sebbene Yellowstone abbia
trovato successo in spinoff come 1883 e 1923, l’attrattiva intrinseca dello show principale
è la sua ambientazione moderna mescolata al suo atteggiamento da
cowboy. La continuazione di questo aspetto ai giorni nostri sarà la
chiave del successo futuro del franchise, che si è arenato a causa
dell’uscita di scena di Kevin Costner dalla serie principale.
Nonostante l’uscita di scena di Costner, però, si dice che
alcuni membri del cast diYellowstonetorneranno in un
futuro spinoff, anche se non è chiaro se inThe Madisono in un’altra
serie.
Ora, sembra che il clan
Clyburn incarnerà la dinamica del pesce fuor d’acqua che la serie
cita spesso.
Ciò che è chiaro è che The
Madison aggiungerà una nuova dinamica alla formula dello show.
Yellowstone ha preso in giro i furbetti di città che
tentano di impadronirsi dell’etica dei cowboy, ma la serie è sempre
stata incentrata sui Dutton che proteggevano la loro terra da
quelle stesse persone, tra le altre. Ora sembra che il clan Clyburn
incarnerà la dinamica del pesce fuor d’acqua che la serie cita
spesso. Non è chiaro come possano essere collegati ai
Dutton, ma sarà interessante vedere come The
Madison colmerà il divario tra sé e Yellowstone.
Con TVLine che riporta che le
riprese inizieranno quest’anno e l’uscita prevista per il 2025,
sembra che la Paramount sia intenzionata a mantenere lo slancio del
franchise dopo la fine di Yellowstone. Altre serie, come 1944 e
6666, sono attualmente in fase di sviluppo, ma sembra che la rete
voglia accelerare i tempi per The Madison per garantire che
l’interesse rimanga alto. Era già chiaro che il franchise di
Yellowstone non sarebbe andato da nessuna parte, ma con star come
Russell, Pfeiffer e Adams in prima linea in una nuova serie, la
serie potrebbe ritrovarsi ancora una volta al vertice nonostante il
finale tumultuoso dello show originale.
Prime
Video ha annunciato oggi che l’attesissima serie
Original Citadel: Honey Bunny debutterà il 7
novembre. La serie indiana dal mondo di Citadel
è diretta da Raj & DK (Raj Nidimoru e Krishna DK) e
scritta da Sita R. Menon, insieme a Raj & DK. La
serie è prodotta da D2R Films, Amazon MGM Studios e vede i Fratelli Russo, con la loro AGBO, come
produttori esecutivi.
Anthony Russo, Joe Russo, Angela Russo-Otstot e Scott
Nemes di AGBO, insieme a David
Weil (Hunters) sono executive producer di
Citadel: Honey Bunny e di tutte le serie nel mondo di
Citadel.
Anche Midnight Radio è executive
producer. La serie vede come protagonisti i talentuosi
Varun Dhawane Samantha e il sempre più poliedrico
Kay Kay Menon, affiancati da un cast d’eccezione,
che include Simran, Saqib Saleem, Sikandar Kher, Soham
Majumdar, Shivankit Parihar e Kashvi Majmundar.Citadel: Honey Bunny debutterà in esclusiva su Prime Video in India e in oltre 240
Paesi e territori nel mondo il 7 novembre.
Prime Video ha confermato la data di
debutto della serie in occasione di un evento emozionante a cui
hanno partecipato i fan di Varun, Samantha e Raj & DK, i quali
hanno potuto assistere e partecipare all’originale e gigantesco
svelamento della data di uscita della serie. Il servizio ha,
inoltre, presentato un emozionante teaser che mostra una sequenza
di azione autentica non-stop, performance impeccabili e la portata
visiva della nuova serie che sarà per il pubblico come un giro
sulle montagne russe quando uscirà a novembre. Citadel: Honey
Bunny ha una trama avvincente, che fonde gli elementi
adrenalinici di un grintoso action thriller di spionaggio con una
toccante storia d’amore, il tutto ambientato nella vibrante cornice
degli anni ‘90.
“Siamo entusiasti di annunciare
oggi la data di debutto dell’attesissima Citadel: Honey Bunny. La
serie indiana dell’universo Citadel unisce il fascino degli anni
‘90 a una narrazione coinvolgente e alle interpretazioni davvero
convincenti di Samantha nel ruolo di Honey, di Varun in quello di
Bunny e dell’intero cast. La serie riporterà il pubblico alla
genesi di questa agenzia clandestina internazionale di spionaggio,
approfondendone la fondazione, le attività, l’influenza e l’ascesa
con la firma distintiva e sensazionale di Raj & DK che il pubblico
ha imparato ad amare, apprezzare e ammirare. È stato possibile
toccare con mano la forte emozione per la serie tra i super fan di
Varun e Samantha e la loro partecipazione a questo evento
incredibile è davvero da considerarsi un’esperienza memorabile per
tutti i presenti”, ha dichiarato Nikhil Madhok, Head
of Originals, Prime Video, India.
“Citadel: Honey Bunny è una miscela irresistibile di action,
veloce e crudo, e drama coinvolgente con interpretazioni
eccezionali. Siamo entusiasti di presentare Varun come audace
action hero, mentre Samantha spinge il suo ruolo d’azione al
livello successivo. Siamo inoltre entusiasti di aver potuto
collaborare ancora una volta con il grande Kay Kay Menon e siamo
fortunati ad avere un cast così incredibile”, hanno dichiarato Raj
& DK. “Da quando la serie è stata annunciata, abbiamo ricevuto
grande sostegno e appoggio da parte dei fan, e questo è stato
davvero gratificante. Quindi, è stato naturale oggi volerli
includere nel nostro svelamento della data d’uscita. La risposta al
teaser è stata molto incoraggiante e crediamo che sia una riprova
della dedizione dell’intero team. Non vediamo l’ora che il pubblico
di tutto il mondo possa godersi uno dei nostri progetti più
ambiziosi!”.
Sul finire della Prima guerra
mondiale. Due ufficiali medici, amici d’infanzia lavorano nello
stesso ospedale militare, dove ogni giorno arrivano dal fronte i
feriti più gravi. Molti di loro però si sono procurati da soli le
ferite, sono dei simulatori, che farebbero di tutto per non tornare
a combattere.
Stefano, di famiglia altoborghese,
con un padre che sogna per lui un avvenire in politica, è
ossessionato da questi autolesionisti e, oltre che il medico, fa a
suo modo lo sbirro. Giulio, apparentemente più comprensivo e
tollerante, non si trova a proprio agio alla vista del sangue, è
più portato verso la ricerca, avrebbe voluto diventare un
biologo.
Anna, amica di entrambi dai tempi
dell’università, sconta il fatto di essere donna. A quei tempi,
senza una famiglia influente alle spalle, era difficile arrivare a
una laurea in medicina. Ma lei affronta con grinta un lavoro duro e
volontario alla Croce Rossa. Qualcosa di strano accade intanto tra
i malati: molti si aggravano misteriosamente. Forse c’è qualcuno
che provoca di proposito delle complicazioni alle loro ferite,
perché i soldati vengano mandati a casa, anche storpi, anche
mutilati, purché non tornino in battaglia.
C’è dunque un sabotatore dentro
l’ospedale, di cui Anna è la prima a sospettare. Ma sul fronte di
guerra, proprio verso la fine del conflitto, si diffonde una specie
di infezione che colpisce più delle armi nemiche. E presto contagia
anche la popolazione civile…