Sky Cinema
presenta in prima TV Un film Minecraft,
l’attesissimo adattamento live-action ispirato al videogioco più
giocato al mondo, con Jason Momoa e Jack
Black, in arrivo domenica 29
dicembre alle 21:15 su Sky Cinema Uno,
in streaming su Now e disponibile on
demand. Su Sky il film sarà disponibile on demand
anche in 4K.
Diretto da
Jared Hess, il film vede nel cast Jason
Momoa, Emma Myers, Danielle Brooks, Sebastian Hansen
e Jack Black, che danno vita ai protagonisti
di un’avventura epica ambientata nell’universo di Minecraft. Nella
versione italiana, inoltre, Mara Maionchi
e Lazza prestano le voci a Malgosha e al
Generale Chungus.
Distribuito da
Warner Bros. Pictures, il film porta sullo schermo lo spirito
creativo e avventuroso del celebre videogame, trasformandolo in un
racconto ricco di humour, azione e immaginazione visiva che è stato
in grado di raggiungere le vette del box office mondiale.
Nel film, quattro
comuni ragazzi si ritrovano catapultati
nell’Overworld, un mondo dall’inconfondibile
estetica a blocchi dove ogni scelta può cambiare radicalmente la
realtà che li circonda. Guidati da
Steve (Jack Black), icona assoluta
dell’universo Minecraft, i protagonisti dovranno unire le forze e
imparare a sopravvivere tra Creeper, zombie, Piglins e
portali verso nuove dimensioni, affrontando sfide che
metteranno alla prova ingegno, coraggio e soprattutto spirito di
squadra.
Tra scenari che
richiamano fedelmente le ambientazioni del gioco – dall’Overworld
al Nether, fino alla Magione della Foresta – Un film
Minecraft è un’avventura mozzafiato, costruita su quegli
stessi valori di creatività e
collaborazione che hanno reso Minecraft un fenomeno
planetario con oltre 300 milioni di copie vendute.
Blade, uscito nel 1998 e diretto da
Stephen Norrington, rappresenta una svolta
significativa nel panorama dei cinecomic, inaugurando un tono più
cupo e violento rispetto ai precedenti adattamenti dei fumetti
Marvel. Il film si concentra sulle
avventure di Eric Brooks, alias Blade, un mezzo vampiro impegnato a
proteggere l’umanità dai vampiri assetati di sangue, combinando
horror,
azione e noir urbano. La sua estetica dark e le sequenze di
combattimento coreografate hanno anticipato lo stile dei cinecomic
moderni, aprendo la strada a interpretazioni più adulte e violente
dei personaggi dei fumetti.
Il
film si distingue anche per la scelta di Wesley Snipes nel ruolo del protagonista, la
cui presenza carismatica e fisicità hanno contribuito a definire
Blade come icona action-horror. La colonna sonora, l’illuminazione
notturna e la scenografia urbana contribuiscono a creare
un’atmosfera unica, lontana dal tono più leggero e ironico dei
successivi film Marvel. Questa combinazione di elementi ha fatto di
Blade un prodotto
innovativo, capace di attrarre sia gli appassionati di fumetti sia
il pubblico dei thriller soprannaturali.
A differenza dei
cinecomic tradizionali dell’epoca, Blade non si concentra sull’umorismo o sulle tematiche
adolescenziali, ma sull’eterno conflitto tra umani e vampiri,
esplorando tematiche di vendetta, identità e appartenenza. La
violenza grafica e le atmosfere gotiche lo rendono più vicino a un
film horror-action che a un classico film di supereroi. Nel resto
dell’articolo si proporrà una spiegazione dettagliata del finale,
evidenziando come esso apra la strada ai sequel e approfondisca il
conflitto tra Blade e il mondo dei vampiri.
La vicenda si apre alla fine degli
anni Sessanta, dove una donna incinta viene attaccata e morsa da un
vampiro. I medici riescono a salvare il bambino, ma la madre di
questo muore in seguito ad un’infezione. Trent’anni dopo, quel
bambino è ora cresciuto ed è diventato un letale cacciatore di
vampiri. Si fa chiamare Blade, e da quel morso
indiretto che ricevette mentre era nel grembo di sua madre ha
ereditato una serie di poteri speciali. Possiede infatti la stessa
forza, velocità e le abilità rigenerative dei vampiri, ma non le
loro debolezze.
Egli è infatti in grado di muoversi
anche con la luce del sole, e per questo viene chiamato “Il
Diurno”. Ora, egli è sulle tracce del pericoloso Diacono
Frost, uno spietato vampiro che aspira a diventare la
creatura più potente mai esistita. Per riuscirvi sta organizzando
un antico rito, che gli conferirà poteri illimitati. Fermarlo prima
che ciò avvenga è l’unica possibilità per Blade di scongiurare
quella che si preannuncia essere una vera e propria apocalisse.
Potrà ad ogni modo contare sull’aiuto del suo mentore
Abraham Whistler e di una donna di nome
Karen.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto di Blade, l’azione raggiunge il culmine
quando Frost completa il rituale per evocare il “blood god” La
Magra, acquisendo poteri sovrumani. Blade, dopo aver subito
l’aggressione e la privazione del suo sangue, riesce a sopravvivere
grazie a Karen, che gli permette di nutrirsi temporaneamente del
suo sangue. Blade affronta quindi Frost nel Tempio della Notte
Eterna, dopo aver eliminato la maggior parte dei suoi seguaci. Lo
scontro è serrato: Blade affronta Frost in un combattimento che
combina le abilità sovrumane del protagonista con strategie basate
sulle vulnerabilità dei vampiri, preparando la scena per la resa
dei conti finale.
Blade utilizza le conoscenze di Karen e il siero EDTA per
indebolire Frost, somministrandogli un sovradosaggio che provoca
l’esplosione del vampiro, segnando la fine della sua minaccia. Il
sacrificio della madre di Blade e la distruzione dei membri del
Consiglio dei Vampiri amplificano il tono tragico e cupo della
conclusione, sottolineando il costo personale della lotta tra Blade
e i vampiri. Karen riesce a sopravvivere, offrendo supporto al
protagonista, che riconosce però di non poter essere curato
completamente, riaffermando la sua condizione di cacciatore in
eterno conflitto.
Questo finale porta a compimento i temi principali del film: la
lotta tra umanità e mostruosità, il conflitto identitario di Blade
come ibrido e il sacrificio personale necessario per proteggere gli
innocenti. La sua vittoria non è priva di costi emotivi, mostrando
che la giustizia richiede determinazione e resilienza. La
collaborazione tra Blade e Karen evidenzia anche l’importanza della
fiducia e della cooperazione tra esseri umani e “altri” per
superare minacce sovrumane, consolidando il tono dark e maturo del
film rispetto ad altri cinecomic Marvel dell’epoca.
Inoltre, il finale rafforza il senso di continuità narrativa verso
i sequel, introducendo elementi come la lotta di Blade contro
vampiri sempre più potenti e l’evoluzione del suo ruolo di
protettore dell’umanità. La sopravvivenza di Karen, la sua capacità
di sviluppare nuovi sieri e la risolutezza di Blade aprono la
strada a nuovi conflitti, nuovi antagonisti e a un approfondimento
della mitologia vampirica. L’epilogo a Mosca, con Blade già pronto
a confrontarsi con vecchi nemici, suggerisce un mondo più ampio e
pericoloso che sarà esplorato nei film successivi.
Infine, il film prepara
gli spettatori ai sequel mostrando Blade come un eroe instancabile
e in continua evoluzione. La combinazione di azione, horror e
elementi soprannaturali, unita alla costruzione di un universo
narrativo coerente, stabilisce le premesse per Blade II e
Blade: Trinity. La vittoria sul potente Frost, pur con
sacrifici personali, conferma la figura del cacciatore solitario e
oscuro, pronto a confrontarsi con minacce sempre maggiori,
consolidando il tono adulto della saga e creando aspettativa per
nuove avventure, scontri e sviluppi dei personaggi principali.
Uscito nel 2003, 2 Fast & 2 Furious rappresenta un
passaggio cruciale all’interno della
saga di Fast & Furious,
segnando la prima evoluzione del franchise dopo il successo del
film originale. Privo della presenza di Vin Diesel,
il secondo capitolo sposta il baricentro narrativo su Brian
O’Conner, interpretato da
Paul Walker, trasformandolo nel vero protagonista e
ridefinendo l’identità della serie. Il film si colloca come
un’opera di transizione, meno legata all’impianto crime del primo
episodio e più orientata verso uno spettacolo d’azione colorato,
veloce e dichiaratamente pop.
Dal punto di vista stilistico e narrativo, 2 Fast & 2
Furious accentua l’estetica da videoclip, con un uso
marcato di colori saturi, montaggio frenetico e una centralità
ancora maggiore delle corse clandestine. L’ambientazione di Miami
introduce un immaginario solare e glamour che distingue nettamente
il film dal tono più urbano e notturno del predecessore. Tra le
principali novità spiccano l’introduzione del personaggio di Roman
Pearce, interpretato da Tyrese Gibson,
e la nascita di una dinamica buddy movie che diventerà uno degli
elementi fondanti dei capitoli successivi.
Pur considerato a lungo
un episodio atipico o minore della saga, 2 Fast & 2
Furious ha avuto un ruolo determinante nel definire il
futuro del franchise, sperimentando una formula più leggera,
ironica e orientata al puro intrattenimento. Il film amplia
l’universo narrativo della serie, allontanandosi temporaneamente
dalla “famiglia” originale per gettare le basi di un mondo più
ampio e interconnesso. Nel resto dell’articolo verrà proposta una
spiegazione del finale, analizzando come questa conclusione
contribuisca a preparare il terreno per i sequel successivi.
La trama di 2 Fast 2
Furious
2 Fast 2 Furious è
incentrato prevalentemente su Brian O’Connor, il
quale dopo aver coperto gli illeciti di Dominic
Toretto si trova ora a condurre una vita da ricercato. I
tentativi di rimanere nell’anonimato falliscono però nel momento in
cui viene arrestato dalla polizia. Brian si vede però posto davanti
ad una scelta: andare in galera o collaborare con le forze
dell’ordine per catturare il malvivente Carter
Verone. Vedendo in ciò l’unica possibilità per non finire
dietro le sbarre, egli accetta di fare da infiltrato. Per riuscirci
si avvale della collaborazione con il vecchio amico d’infanzia
Roman Pearce, il quale a sua volta non è nuovo
alla vita criminale.
I due dovranno dunque infiltrarsi
nella squadra del facoltoso ricercato, il quale però per testarne
le capacità, li sottopone ad una gara d’auto. Piano piano, i due
amici riescono a conquistare la fiducia di Verone, attendendo il
momento giusto per poterlo incastrare. Brian e Roman, però, non
sanno che già da mesi un altro infiltrato mina l’interno del gruppo
di Verone. Si tratta di Monica Fuentes. Nel
momento in cui tutti e tre verranno inevitabilmente scoperti, la
fuga sembra essere l’unica possibilità di sopravvivenza. Ma
sfuggire al potente criminale si rivela essere più rischioso e
difficile del previsto.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto di 2 Fast & 2 Furious il racconto
accelera verso una risoluzione costruita interamente sul doppio
gioco e sull’inganno. Brian e Roman partono per la consegna finale
del denaro a Carter Verone, consapevoli che il criminale intende
eliminarli una volta completato il lavoro. La sequenza della fuga
diventa un momento centrale del film: la deviazione verso il
magazzino, il caos orchestrato da Tej con decine di piloti e la
sostituzione delle auto permettono ai protagonisti di seminare le
forze dell’ordine e ribaltare la situazione.
La
tensione culmina quando i piani di Verone sembrano inizialmente
funzionare: l’aereo all’aeroporto è un diversivo, mentre la vera
resa dei conti avviene al porto turistico. Qui Brian scopre di
essere stato manipolato e rischia la vita, mentre Monica viene
presa in ostaggio. L’intervento tempestivo di Roman ristabilisce
l’equilibrio, trasformando la sequenza finale in una prova
definitiva della loro ritrovata alleanza. L’azione si chiude con
l’iconico salto dell’auto di Brian sullo yacht di Verone, che
sancisce la cattura del criminale e la conclusione spettacolare del
film.
Dal punto di vista tematico, il finale completa il percorso di
Brian come personaggio sospeso tra legalità e illegalità. Ancora
una volta sceglie di muoversi ai margini delle regole, ma lo fa per
affermare un codice morale personale, fondato sulla lealtà e sulla
fiducia reciproca. L’inganno orchestrato contro Verone riflette
l’idea che, in questo universo narrativo, l’intelligenza e
l’astuzia contino quanto la velocità. Il terzo atto conferma così
l’identità del film come racconto di anti-eroi, più interessati
alla libertà che all’obbedienza istituzionale.
Parallelamente, la risoluzione rafforza il tema centrale
dell’amicizia ritrovata tra Brian e Roman. Il loro rapporto,
inizialmente segnato dal rancore e dal sospetto, trova nel finale
una piena riconciliazione, costruita attraverso il rischio
condiviso e la fiducia reciproca. Roman non è più una spalla comica
o un peso, ma un alleato determinante, pronto a intervenire nel
momento decisivo. Il film chiude così il suo arco emotivo
trasformando una missione sotto copertura in una dichiarazione di
fratellanza, elemento destinato a diventare centrale
nell’evoluzione della saga.
Guardando oltre la
conclusione immediata, 2 Fast & 2 Furious prepara
il terreno per i capitoli successivi ampliando l’universo narrativo
della serie. La decisione di Brian e Roman di restare a Miami e
aprire un garage insieme suggerisce una nuova direzione, meno
legata all’infiltrazione e più orientata alla costruzione di una
comunità alternativa. Questo finale consolida l’idea di un mondo
popolato da personaggi ricorrenti e alleanze flessibili,
anticipando l’espansione corale e internazionale che caratterizzerà
i sequel e definirà l’identità definitiva del franchise.
Nel film The
Menu, ogni piatto servito allo Hawthorn dallo chef
Slowik è studiato nei minimi dettagli e i piatti del menu hanno un
significato specifico. Il menu è incentrato su un’esperienza
culinaria unica sull’isola chiamata Hawthorn, dove dodici ospiti
cenano in un ristorante esclusivo di proprietà del famoso chef
Julian Slowik. I dodici ospiti sono ricchi uomini
d’affari, celebrità, critici gastronomici e altre persone che
possono permettersi un’esperienza ristorativa così costosa, in
netto contrasto con il personale di cucina che vive e lavora
sull’isola con lo chef per guadagnarsi da vivere e fornire il
servizio che la ricca minoranza ha pagato.
Come suggerisce il titolo,
The Menu è dunque strutturato attorno a un menu
reale cucinato e pianificato dallo stesso Julian. Ogni piatto
racconta una storia, con un team che alla fine porterà alla
rivelazione del piano dello chef Slowik di uccidere tutti alla fine
del film. La maggior parte delle portate viene presentata dallo
stesso Slowik mentre i piatti vengono serviti e cucinati davanti
agli ospiti, spiegando gli ingredienti utilizzati e il significato
che si cela dietro di essi. Ogni piatto è un commento sul
significato del cibo, sull’industria alimentare stessa e sulla
ricca clientela che frequenta esperienze culinarie esclusive.
Caviale al limone servito su
ostriche crude con mignonette
Il primo dei piatti del film
The Menu non viene servito sull’isola, ma viene
offerto agli ospiti mentre si recano al ristorante centrale,
Hawthorn, dopo essere saliti a bordo della barca. Essendo l’unico
piatto senza spiegazione, gli spettatori non possono essere sicuri
del significato che si cela dietro questa portata. Tuttavia, il
film potrebbe aver accennato al piano e alla storia dello chef
nell’acidità del limone. Infatti, Tyler è entusiasta e condivide
una spiegazione superflua e forse errata del piatto.
Il pubblico che conosce bene il
piatto e ha colto la spiegazione pretenziosa di Tyler aveva già
un’idea di come sarebbero potute andare le sue interazioni con lo
chef. Tuttavia, dato che Slowik ha una vera passione per la buona
cucina, nonostante sia stata contaminata da forze esterne, è
possibile che questo fosse il vero e ultimo atto del suo talento
prima che il suo piano entrasse in azione.
Amuse Bouche. Il
primo indizio che lo chef Slowik ha il controllo
L’Amuse Bouche è
il primo piatto servito al cast di The Menu
sull’isola. Prima della cena, gli ospiti vengono accompagnati in un
tour dell’isola e viene loro mostrato come vengono raccolti e
presentati tutti gli ingredienti dei piatti del film. Vengono poi
accompagnati al ristorante dove viene loro offerto il piatto di
apertura gratuito, un bocconcino composto da melone cetriolo, neve
di latte e pizzo carbonizzato.
È interessante notare che l’Amuse
Bouche è un piatto che tradizionalmente non viene ordinato dai
clienti, ma servito esclusivamente in base alla scelta dello chef.
Pertanto, con questo piatto, il film preannuncia come l’intera
serata sia stata meticolosamente preparata da Julian e, a questo
punto, gli ospiti non hanno alcun controllo. Tuttavia, è anche un
piatto abbastanza standard da non destare sospetti fin
dall’inizio.
Primo piatto:
L’isola. Una metafora della natura fugace della
vita umana
Le varie location in cui è stato
girato The Menu sono state fondamentali per creare
l’isola, scenario di questo massacro artistico. È un luogo ideale
per un film horror, poiché inizialmente sembra un posto bello e
panoramico, anche se inquietante, dove aprire un ristorante, per
poi diventare una prigione da cui non c’è via di fuga. Il primo
piatto è anche il primo piatto presentato dallo chef Slowik, come
farà per tutti i piatti successivi del film.
Dalle alghe alle capesante fresche
crude, ogni ingrediente del piatto proviene dall’isola stessa, come
suggerisce il nome. Lo chef è chiaramente ispirato dalla natura, in
particolare dall’oceano e dall’intero ecosistema che lo circonda.
Ciò evidenzia l’importanza degli ingredienti freschi rispetto alla
fugace presenza della vita umana sull’isola, prefigurando ancora
una volta come finirà The Menu.
Secondo piatto: Piatto di
pane senza pane. Un commento velato sugli ospiti
dell’Hawthorn
Il secondo piatto è composto da
pane senza pane con solo contorni salati, definito geniale da
alcuni ospiti ma offensivo da altri. Come suggerisce Lillian Bloom
nel suo commento, il concetto del piatto è radicato nella storia
delle classi sociali, spesso evidenziata attraverso i commensali
privilegiati in The Menu. Tuttavia, è anche
possibile che non fosse questo lo scopo previsto e che si trattasse
semplicemente di una sua interpretazione pretenziosa.
Prima vera proposta insolita tra i
piatti del film, questo piatto di salse suggerisce che nessuno
degli ospiti dell’isola meriti il pane. Dopotutto, non sono clienti
ordinari e, come spiegato dallo Chef, il pane e il grano sono
sempre stati il cibo dei poveri nel corso della storia. Questo è
stato il primo indizio evidente dei piani insoliti dello Chef e del
suo disprezzo per i suoi ospiti.
Terzo piatto:
Memoria. Tacos di pollo con forbici all’interno.
Il piatto minaccioso con un passato agghiacciante
Julian chiama questo piatto
“Memoria”. Nel suo discorso, lo chef ricorda quando mangiava tacos
con la sua famiglia il martedì. Una sera, quando suo padre tornò a
casa ubriaco e ferì sua madre, Julian lo fermò pugnalandolo alla
coscia con delle forbici. Questo spiega perché il piatto viene
servito con un paio di forbici nel pollo. Julian aggiunge anche che
questo è un piatto che prepara sin dall’inizio della sua carriera
di chef. Tuttavia, come tutti i piatti del film The
Menu, anche questi gustosi tacos nascondono un lato
oscuro.
Gli ospiti scoprono presto che i
tacos contengono foto o documenti personali e talvolta
compromettenti di ciascuno di loro. In questo modo, i tacos svelano
i segreti degli ospiti, come il tradimento di Richard nei confronti
della moglie. In modo esilarante, le foto di Tyler lo ritraggono
mentre scatta foto durante la cena. Non solo, ma i tacos
personalizzati rivelano anche sottilmente il motivo per cui Julian
ha scelto proprio questi ospiti. La critica gastronomica Lillian,
ad esempio, ha causato la chiusura di molti ristoranti, la cui foto
è raffigurata sui suoi tacos. Tutti rappresentano il motivo per cui
Julian ha perso l’amore per il suo mestiere.
Quarta portata: Il
caos. Un commento sull’inutilità di perseguire la
perfezione
Jeremy è il sous chef di Julian,
che svolge un ruolo chiave in uno dei piatti del film The
Menu. Il quarto piatto inizia con Jeremy che si spara: non
sarà mai abbastanza bravo per essere al livello dello chef, come
spiegato da Julian nel suo discorso. Dopo che il suo corpo viene
portato via, agli ospiti vengono servite verdure cotte a pressione,
filetto arrosto, patate confit, manzo e midollo osseo.
Durante questa portata, il film
prende rapidamente una piega più cupa e horror. È ormai chiaro che,
al di là del tono ostile che lo chef e il suo team hanno nei
confronti degli ospiti, qui c’è anche un pericolo. Ciò viene
ulteriormente sottolineato quando Richard si taglia un dito mentre
cerca di andarsene. Il significato di “Il Caos” è semplice e
chiaro: la ricerca della perfezione culinaria per soddisfare degli
estranei mette gli chef sotto una pressione enorme, a volte
letale.
Palato pulito: tè
al bergamotto selvatico e trifoglio rosso. Gli ultimi momenti di
normalità della serata
Il tè non è solo un ottimo pulisci
palato, ma è anche una bevanda calmante. Potrebbe essere il piatto
più normale del film The Menu, ma questo solo per
garantire che gli ospiti rimangano calmi per la parte successiva,
anche dopo aver assistito al suicidio di Julian. Durante questo
piatto, Julian offre ai suoi ospiti la possibilità di fargli delle
domande, poiché il tè rappresenta l’ultimo momento di calma prima
della tempesta.
In questo caso, spiega che gli
ospiti rappresentano gli ingredienti di un concetto più ampio,
prefigurando la fine del film e l’intenzione dello chef di uccidere
tutti. Spiega perché disprezza ognuno di loro. In questo modo, il
“palato pulito” è un pezzo di commedia oscuramente ironico che si
adatta meravigliosamente al tono del film, con Slowik che si
comporta come se fosse un’aggiunta rilassante e utile alla serata,
ma allo stesso tempo lo usa come un’opportunità per far sapere ai
commensali che stanno per morire.
La follia
dell’uomo: granchio Dungeness, umeboshi, siero di yogurt,
alghe. Un’esplorazione culinaria dell’insicurezza maschile
Per il sesto piatto del film
The Menu, tutti sono invitati a lasciare il
ristorante e uscire sull’isola. Questo piatto non viene presentato
dallo chef Julian, ma dalla sous chef Katherine. Nel suo discorso,
lei ricorda come ha respinto le avance di Julian, che lo hanno
portato a ignorarla per otto mesi. Lo chef Slowik le dà
l’opportunità di discutere del suo maltrattamento come forma di
penitenza, consentendo al contempo a Katherine di pugnalarlo con
delle forbici da cucina.
Per quanto riguarda il piatto
stesso, si chiama “Man’s Folly” (La follia dell’uomo) e viene
servito solo alle donne. Mentre le ospiti femminili vengono
ricondotte nel ristorante, agli uomini viene data l’opportunità di
fuggire, dimostrando quanto siano disposti a scappare e ad
abbandonare egoisticamente i loro amici intimi, i loro capi o le
loro compagne. Ai loro tavoli, dal granchio Dungeness allo yogurt
fermentato, le donne banchettano con questa rappresentazione delle
pretenziose insicurezze degli uomini tossici. Realizzato
principalmente con ingredienti provenienti dal mare, simboleggia
anche l’inutilità di cercare di fuggire.
Uovo Passard:
uovo alla coque caldo-freddo, dolce e salato. Un piatto
tradizionale gourmet
Questo piatto speciale viene
servito alla fine, mentre tutti gli uomini tentano, senza
riuscirci, di fuggire. Si tratta di un uovo con crème fraîche e
sciroppo d’acero. Il fatto che Tyler venga messo in risalto
rispetto agli altri uomini in questa sequenza suggerisce ciò che
accadrà a Tyler nel resto del film: lui non tenta di fuggire e non
è esattamente come tutti gli altri ospiti. Contrariamente agli
altri, si scopre in seguito che Tyler sapeva fin dall’inizio che
gli ospiti della cena sarebbero morti.
Curiosamente, l’uovo Passard è un
piatto tipico servito nei ristoranti gourmet. Viene dato come
ricompensa all’ultimo uomo che viene catturato mentre cerca di
fuggire, trovato dallo staff dello chef nascosto all’interno del
pollaio dell’isola. A parte questo collegamento esilarante, servire
un uovo alla coque di lusso all’uomo che ha dato il meglio di sé in
un compito essenzialmente futile aggiunge la beffa al danno. Anche
se molto probabilmente era un piatto delizioso, il simbolismo
genitale è chiaro.
Le st**nzate di
Tyler: Terribile agnello cucinato da un essere umano
ancora peggiore
Sebbene inizialmente questo piatto
non fosse incluso tra quelli del film The Menu, in
un colpo di scena si scopre che Tyler sapeva che lui e chiunque lo
avesse accompagnato sarebbero morti e, nonostante ciò, aveva
consapevolmente portato Margot con sé. Tyler si considera un
intenditore ed era disposto a morire e a lasciar morire gli altri
per vivere un’esperienza culinaria esclusiva. Tuttavia, Slowik
dimostra che, nonostante la passione di Tyler, questi non ha
osservato nulla dell’arte della cucina.
Julian umilia Tyler, costringendolo
a cucinare mentre tutti lo osservano e definendo terribili il suo
agnello poco cotto e la sua salsa immangiabile. Ha così rovinato
l’arte della cucina. Dopo che Julian gli sussurra qualcosa
all’orecchio, Tyler se ne va per impiccarsi. Anche se gli
spettatori non sanno cosa sia stato detto a Tyler, si può
immaginare che la delusione dello chef nei suoi confronti e la sua
umiliazione lo abbiano portato al suicidio.
Torta di
compleanno: un momento surreale di leggerezza
Quando Margot viene autorizzata ad
andarsene alla fine di The Menu, diventa chiaro
che è diversa dagli altri ospiti, poiché Julian chiede a Margot di
aiutarlo con il dessert. Anche se questo non viene mostrato al
pubblico, c’è un altro piatto salato, a cui Margot però non
assiste. Quando Margot torna al ristorante, a uno dei commensali
dell’Hawthorn viene infatti offerta una torta per il suo
compleanno.
Che fosse stato pianificato in
anticipo o fosse solo un modo per guadagnare tempo prima del
ritorno di Margot, è semplicemente esilarante vedere il personale
omicida offrire una torta a un ospite e persino cantare la canzone
di compleanno come in un ristorante normale. Questo si aggiunge
perfettamente alla commedia dark di The Menu,
mentre Slowik e il personale presentano felicemente la torta al
festeggiato traumatizzato.
Portata supplementare:
cheeseburger
Il cheeseburger
non fa parte dei piatti originali del film The
Menu, ma è stato preparato su richiesta di Margot. Il
significato del cheeseburger nel film è semplice. Questo piatto
ricorda allo chef il suo amore per la cucina e per il fatto di
nutrire qualcun altro, qualcuno che ha fame e vuole solo gustare
cibo semplice e genuino. Pertanto, lascia andare Margot, che porta
con sé il suo cheeseburger.
In questo modo, l’ultimo ricordo di
Julian sarà quello del cibo che amava cucinare, motivo per cui ha
iniziato la sua carriera. In definitiva, questo piatto è il motivo
per cui Margot fugge in The Menu ed è l’unica a
sopravvivere. È un momento appropriato anche per il personaggio di
Margot, che riesce a dimostrare di non essere come gli altri
commensali egocentrici, poiché è stata in grado di riconoscere
Slowik a livello umano e intimo, facendo appello a un lato di lui
che gli altri non vedevano dietro il suo immenso talento.
Dessert finale: S’Mores
umani. La fine infuocata dell’ultimo pasto di Slowik
Dopo che tutti hanno pagato, il
personale prepara l’ultima portata, quella che, alla fine di
The Menu, causerà la morte di tutti sull’isola.
Gli S’Mores possono essere una portata semplice,
definita persino noiosa dallo chef, ma sono spesso associati
all’innocenza dell’infanzia e ai bei ricordi. Tra i piatti del
film, questo è stato anche il più epico, un finale appropriato per
tutti i personaggi coinvolti.
È interessante notare che, a questo
punto della serata, i commensali sembrano aver accettato il loro
destino e persino abbracciato lo spettacolo del piatto finale.
Offrono liberamente le loro carte di credito per pagare il pasto,
pur sapendo che non sarà necessario dato che tutti moriranno.
Quando Slowik accende il fuoco, è il primo a bruciare, dimostrando
che la sua morte era sempre stata parte di questa serata e, alla
fine, ha condiviso il momento con i commensali che odiava.
Ci sono diverse teorie sul cibo
presente in The Menu
Data la profondità tematica di
The Menu e quanto poco venga effettivamente
spiegato sul significato di ogni piatto nel film stesso, ci sono
numerose teorie su cosa significhino realmente i piatti selezionati
dallo chef Slowik per l’ultima serata dell’Hawthorn. Ad esempio,
una teoria popolare è che l’ultimo piatto di Margot, il
cheeseburger, possa essere stato preparato con carne umana, il che
significa che lei abbia letteralmente mangiato i ricchi. È persino
possibile che lo chef abbia preparato l’hamburger utilizzando il
corpo di Tyler. Si tratta solo di una teoria, per giunta piuttosto
oscura, ma che si adatterebbe bene a molti dei temi trattati in
The Menu e al tono generale del film.
Un’altra teoria sul cheeseburger di
Margot è che fosse avvelenato. Si tratta di una teoria più semplice
rispetto a quella del cannibalismo, poiché l’idea che fosse
avvelenato non gioca su nessuno dei messaggi più profondi del film.
Piuttosto, suggerisce semplicemente che lo chef Slowik abbia
avvelenato il cheeseburger per assicurarsi che Margot non
sopravvivesse. Tuttavia, date le loro interazioni, l’idea che
Slowik volesse uccidere Margot in questo modo non sembra del tutto
corretta, soprattutto perché, se davvero voleva ucciderla, avrebbe
potuto semplicemente rifiutarsi di lasciarla andare via
dall’Hawthorn e bruciarla insieme al resto degli ospiti.
Il cheeseburger di Margot è il
piatto di The Menu che ha dato origine al maggior
numero di teorie, ma molti spettatori hanno analizzato anche alcuni
degli altri piatti alla ricerca di significati nascosti. Ad
esempio, alcuni credono che il tè bevuto dagli ospiti all’inizio
della serata fosse drogato e che alcuni degli eventi del film
potrebbero non essere realmente accaduti. Ciò sembra però
improbabile, poiché minerebbe l’intero film, ma dimostra quanto
questa commedia nera del 2022 sia matura per interessanti teorie
dei fan.
Se la Disney decidesse di non
portare avanti Avatar
4 e Avatar5, il regista
James Cameron ha un piano di emergenza per
concludere la storia, in modo che il pubblico non rimanga con il
fiato sospeso dopo la recente uscita di Avatar: Fuoco e
Cenere(leggi
qui la nostra recensione). Durante un’intervista con Entertainment Weekly, Cameron ha
infatti rivelato che se il quarto e il quinto film di Avatar non
verranno realizzati, ha intenzione di tenere una conferenza stampa
e “dirvi cosa faremo”.
“Ecco come stanno le cose. Se
per qualsiasi motivo non riusciremo a realizzare il 4 e il 5, terrò
una conferenza stampa e vi dirò cosa avremmo fatto. Che ne
pensate?” Il regista vuole anche pubblicare delle versioni
romanzate della saga di
Avatar, che potrebbero continuare e poi
concludere la storia che aveva immaginato. “C’è così tanta
cultura, retroscena e dettagli secondari in questi personaggi che
sono stati elaborati”, ha detto. “Mi piacerebbe fare
qualcosa che abbia quel livello di dettaglio minuzioso”.
Cameron ha poi messo in dubbio che
i romanzi di Avatar possano funzionare perché,
come ha affermato, “Non esiste più un modello di business per
questo. La gente non legge più”. Nonostante ciò, Cameron
potrebbe comunque seguire quella strada in modo che ci sia una
“documentazione canonica di ciò che avrebbe dovuto
essere”. Nonostante la sua attuale incertezza sul futuro del
franchise di Avatar, Cameron spera però ancora che
la Disney gli dia il via libera per dirigere il quarto e il quinto
film.
Dopotutto, continua a smentire
tutti gli scettici con ogni nuovo film di Avatar. “Non so se la
saga andrà oltre questo punto. Spero di sì. Ma, sapete, dimostriamo
la validità di questo business ogni volta che usciamo”.
Avatar ha
incassato 2,923 miliardi di dollari al botteghino a fronte di un
budget di 237 milioni di dollari, mentre Avatar – La
via dell’acqua ha incassato 2,343 miliardi di
dollari.
Considerando che il primo sequel ha
registrato un calo di 580 milioni di dollari di incassi totali
rispetto al primo film, è possibile che Avatar: Fuoco e Cenere sia il
primo film di Avatar a non raggiungere i 2 miliardi di dollari. Ciò
non significa però che la Disney cancellerà il resto della serie.
Il terzo film potrebbe comunque incassare tra 1,5 e 2 miliardi di
dollari e giustificare comunque la realizzazione di Avatar
4 e Avatar5,
attualmente previsti rispettivamente per il 21 dicembre 2029 e il
19 dicembre 2031.
Avatar è uno di
quei franchise che resistono per tutta la loro permanenza nelle
sale cinematografiche, cosa di cui la Disney terrà conto. Finora,
Avatar: Fuoco e Cenere ha incassato oltre 500
milioni di dollari in una sola settimana. Ci è voluta poco meno di
una settimana perché i primi due film raggiungessero questo
traguardo, il che dimostra che il terzo capitolo sta ancora
ottenendo ottimi risultati, anche se non raggiunge gli stessi
livelli dei primi due.
Ogni volta che James Cameron parla del futuro di
Avatar, sembra abbassare le aspettative, per ogni evenienza. Anche
se ha altri progetti a cui vuole lavorare, come un nuovo film di
Terminator e l’annunciato Ghosts of Hiroshima,
non sarebbe affatto sorprendente se finisse per tornare su Pandora
per Avatar 4 e Avatar5. Probabilmente, la certezza a riguardo arriverà
già nelle prossime settimane, con i nuovi dettagli sugli incassi
del terzo film.
La star di Stranger Things,Sadie Sink considera il suo ruolo nel prossimo
Spider-Man: Brand New Day un “momento che
chiude un cerchio” per un motivo molto specifico. Durante
un’intervista con THR, Sink ha infatti rivelato
perché entrare a far parte del cast del quarto film di Spider-Man
con Tom
Holland è stato tanto significativo. L’attrice è stata
scritturata mentre era ancora sul set delle riprese della quinta
stagione di Stranger Things, un periodo “folle” per
lei.
“È stato pazzesco. L’ho
scoperto mentre stavamo concludendo la quinta stagione di Stranger
Things. Spider-Man è sempre stato il mio preferito. Adoro
Spider-Man. Adoro soprattutto lo Spider-Man di Tom. Essere fan di
qualcosa e poi entrarne a far parte è una sensazione familiare per
me, perché ero una fan di Stranger Things prima di entrare a far
parte dello show, ma ero super entusiasta di ciò che avevano in
programma”, ha raccontato Sadie
Sink.
“Ho anche lavorato con il
regista, Dustin Daniel Cretton, in uno dei primi film che ho girato
quando avevo 14 anni, quindi è un po’ come chiudere il cerchio. Mi
sono divertita tantissimo a lavorare a quel film. Non vedo l’ora di
parlarne ancora. Ci sono così tante cose che vorrei condividere.
Ecco perché mi sembra facile mantenere i segreti di Stranger
Things, dato che ho così tanti segreti su Spider-Man che mi
sembrano ancora più riservati”, ha concluso l’attrice.
Il personaggio di Spider-Man
interpretato da Sadie Sink non è ancora stato rivelato, ma questo
non ha impedito ai fan di speculare su come si inserirà nella
trama, con teorie che vanno da Jean Grey degli X-Men
a Mary Jane Watson. Al momento, tuttavia, i Marvel Studios sono riusciti a non
far trapelare nessun dettaglio a riguardo, facendo sì che il
segreto sia in vigore ancora oggi. È tuttavia possibile che qualche
indizio verrà fornito prossimamente con i primi materiali
promozionali del film.
Ad oggi, una sinossi generica di
Spider-Man: Brand New Day è emersa all’inizio di
quest’anno, anche se non è chiaro quanto sia accurata.
Dopo gli eventi di Doomsday,
Peter Parker è determinato a condurre una vita normale e a
concentrarsi sul college, allontanandosi dalle sue responsabilità
di Spider-Man. Tuttavia, la pace è di breve durata quando emerge
una nuova minaccia mortale, che mette in pericolo i suoi amici e
costringe Peter a riconsiderare la sua promessa. Con la posta in
gioco più alta che mai, Peter torna a malincuore alla sua identità
di Spider-Man e si ritrova a dover collaborare con un improbabile
alleato per proteggere coloro che ama.
L’improbabile alleato potrebbe
dunque essere il The Punisher di Jon Bernthal –
recentemente annunciato come parte del film – in una situazione
già vista in precedenti film Marvel dove gli eroi si vedono
inizialmente come antagonisti l’uno dell’altro salvo poi allearsi
contro la vera minaccia di turno.
Di certo c’è che il film condivide
il titolo con un’epoca narrativa controversa, che ha visto la
Marvel Comics dare all’arrampicamuri un nuovo
inizio, ponendo però fine al suo matrimonio con Mary Jane Watson e
rendendo di nuovo segreta la sua identità. In quel periodo ha
dovuto affrontare molti nuovi sinistri nemici ed era circondato da
un cast di supporto rinnovato, tra cui un resuscitato Harry
Osborn.
Il film è stato recentemente
posticipato di una settimana dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026.
Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, dirigerà il
film da una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers.
Tom Holland guida un cast che include
anche Zendaya, Jacob Batalon,Mark Ruffalo, Sadie Sink e Liza Colón-Zayas
e Jon Bernthal. Michael Mando è
stato confermato mentre per ora è solo un rumors il coinvolgimento
di
Charlie Cox.
Il
2026 si
preannuncia come un anno chiave per l’industria cinematografica.
Dopo una fase di assestamento segnata da pandemia, scioperi e
riorganizzazioni produttive, Hollywood e il cinema globale sembrano
pronti a rilanciare con progetti ambiziosi, spesso legati a grandi
franchise ma non privi di rischi creativi. È l’anno in cui molti
universi narrativi tenteranno una rinascita più che una semplice
continuazione.
Accanto ai blockbuster, il 2026 sarà anche un banco di prova per
capire se il pubblico è ancora disposto a seguire saghe di lunga
durata o se chiederà storie capaci di rinnovarsi davvero. Dai
cinecomic in fase di “reset” ai sequel attesissimi, passando per il
ritorno di grandi autori, questi sono i film che più di altri
stanno catalizzando l’attenzione.
Avengers:
Doomsday
Il nuovo capitolo degli Avengers rappresenta uno snodo cruciale per
il Marvel Cinematic Universe.
Doomsday non è pensato
come un semplice evento corale, ma come un film di ridefinizione
dell’universo narrativo post-Endgame. Il ritorno di volti storici e
l’introduzione di nuove dinamiche multiversali lo rendono uno dei
titoli più attesi e, allo stesso tempo, più delicati dell’intero
2026.
Più che Spider-Man 4,
questo film si presenta come un vero nuovo inizio per Peter Parker. Dopo la
frattura emotiva di No Way
Home, il personaggio interpretato da Tom Holland affronta una
fase più solitaria e matura. Un ritorno alle origini che punta a
ridefinire l’identità dello Spider-Man MCU, anche visivamente, con
un costume e un tono più essenziali.
Dune – Parte 3
Dopo il successo critico e commerciale dei primi due capitoli,
Denis Villeneuve porta sullo schermo la parte più controversa
dell’opera di Frank Herbert. Dune:
Messiah promette un racconto più politico, oscuro e
disilluso, mettendo in discussione il mito dell’eroe e il prezzo
del potere. Un film atteso non tanto per lo spettacolo, quanto per
il suo peso tematico.
L’adattamento del romanzo di Andy Weir (The Martian) è uno dei film di fantascienza più attesi del 2026.
Con Ryan Gosling protagonista
e la regia affidata a Phil Lord e
Christopher
Miller, Project Hail Mary promette di unire
spettacolo scientifico, introspezione e tensione esistenziale. La
storia di un uomo solo nello spazio, incaricato di salvare
l’umanità senza ricordare chi sia né perché sia lì, lo colloca a
metà strada tra il survival cosmico e la riflessione sull’identità,
rendendolo uno dei titoli più “cinematografici” dell’anno.
The Mandalorian &
Grogu
Il primo vero passaggio cinematografico dell’universo
The Mandalorian segna un punto di svolta
per Star
Wars. Il film ha il compito di dimostrare che le
storie nate in streaming possono funzionare anche al cinema,
mantenendo intatto il legame emotivo tra personaggi e pubblico. Un
test cruciale per il futuro del franchise.
Toy Story 5
Ogni nuovo capitolo di Toy
Story arriva con una domanda implicita: era davvero
necessario? Eppure, Pixar ha spesso dimostrato di saper trasformare
il rischio in opportunità narrativa. Il quinto film dovrà
giustificare la propria esistenza raccontando qualcosa di nuovo
sull’addio, sulla memoria e sul passare del tempo, temi sempre più
centrali nella saga.
La sposa!(The Bride!)
Il
nuovo film diretto da Maggie Gyllenhaal è
uno dei titoli più attesi e intriganti del 2026. Rivisitazione in
chiave gotica e autoriale del mito della Sposa di Frankenstein,
La
sposa! promette di rileggere l’immaginario classico
attraverso una lente contemporanea, femminile e politica. Con
Jessie Buckley
protagonista e un’estetica dichiaratamente fuori dagli schemi del
blockbuster tradizionale, il film si candida a essere uno degli
eventi più discussi dell’anno, a metà strada tra cinema d’autore e
grande produzione.
Shrek 5
Il ritorno di Shrek non è solo nostalgia, ma una
scommessa sul linguaggio della commedia animata contemporanea. Dopo
anni di spin-off e cambiamenti nel gusto del pubblico, il quinto
capitolo dovrà aggiornare il suo umorismo senza tradire lo spirito
dissacrante che ha reso il personaggio un’icona generazionale.
Supergirl: Woman of
Tomorrow
Uno dei progetti più interessanti del nuovo corso DC. Ispirato
all’acclamato fumetto di Tom King, il film promette un racconto di
formazione atipico, più vicino al western spaziale che al classico
cinecomic. Un titolo che potrebbe ridefinire il ruolo dei
personaggi femminili nell’universo supereroistico.
Odissea
Il ritorno di Christopher Nolan con un
adattamento dell’Odissea è, di per sé, un evento. Un progetto
che unisce mito, cinema epico e sperimentazione visiva, destinato a
essere uno dei film più discussi dell’anno, indipendentemente dal
risultato finale.
Dopo cinque anni segnati dalle
chiusure dovute al COVID e dagli scioperi WGA-SAG, le serie
TV stanno tornando alla ribalta, con programmi molto attesi in
arrivo nel 2026. Sebbene ci siano molte incredibili serie TV di
ritorno da guardare ora prima delle nuove stagioni del prossimo
anno, ci sono anche molte nuove entusiasmanti serie TV in anteprima
nel 2026.
Data di uscita: 18 gennaio 2026
(settimanale, 6 episodi)
A Knight of the Seven Kingdoms è la
prossima espansione dell’universo fantasy di HBO ambientato a
Westeros. Basato sui racconti Tales of Dunk and Egg di
George R.R. Martin, A Knight of the Seven Kingdoms è ambientato circa 75 anni
dopo House of the Dragon e circa 100 anni prima di
Game of Thrones, quando i Targaryen siedono ancora sul Trono
di Spade.
La storia segue Ser Duncan l’Alto,
un cavaliere errante ben intenzionato ma dai modi rudi,
interpretato da Peter Claffey. È accompagnato dal suo scudiero
astuto e riservato, il principe Aegon Targaryen, noto come Egg,
interpretato da Dexter Sol Ansell.
A differenza delle precedenti serie
HBO ambientate a Westeros, il materiale originale è più leggero.
Sulla base dei trailer, ci si può aspettare un tono più comico.
Prima della sua prima, A Knight of the Seven Kingdoms è
stato rinnovato per la seconda stagione.
The Fall and Rise of Reggie
Dinkins (NBC)
Data di uscita: 23 febbraio
2026 (prima di 2 episodi)
The Fall and Rise of Reggie
Dinkins vede Tracy Morgan nei panni di Reggie, un ex giocatore
di football fallito che tenta un ritorno pubblico e personale in
questa commedia sportiva incentrata sulla redenzione. Desideroso di
riparare alla sua reputazione, Reggie assume il serio regista
Arthur Tobin, interpretato da
Daniel Radcliffe, per documentare il suo viaggio verso il
ritorno nelle grazie sia dei fan che della famiglia.
In coppia con la commedia
cheerleading altamente sottovalutata della NBC Stumble, la
rete sembra perseguire la propria risposta feel-good e sportiva a
Ted
Lasso. La serie riunisce anche Morgan con i creatori di
30 Rock, Tina Fey e Robert Carlock.
Il coinvolgimento di Radcliffe in
Reggie Dinkins è particolarmente promettente perché quando
si dedica alla televisione, i risultati tendono ad essere strani,
creativi e inaspettatamente sinceri, come si è visto in Miracle
Workers. Questa combinazione rende Reggie Dinkins una
delle scommesse comiche più intriganti per il 2026.
Love Story (FX)
Data di uscita: febbraio
2026
Love Story è la prossima
serie antologica di Ryan
Murphy per FX, precedentemente intitolata American Love
Story. Il tema della prima stagione è la regalità americana: la
relazione destinata al fallimento e saturata dai media tra John F.
Kennedy Jr., interpretato da Paul Kelly, e l’icona di stile Carolyn
Bessette, interpretata da Sarah Pidgeon.
Love Story vede anche
Naomi Watts nel ruolo di Jackie Kennedy. I lavori migliori di
Murphy nascono spesso quando applica il suo istinto massimalista
alla storia reale, come si è visto in American Crime Story.
Se Murphy riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra intimità e
spettacolarità, Love Story potrebbe diventare uno dei suoi
progetti più emozionanti e visivamente suggestivi fino ad oggi.
The Testaments (Hulu)
Data di uscita: aprile
2026
Fan di The Handmaid’s Tale: benedetto sia il
frutto! The Testaments porta su Hulu il tanto atteso sequel di
The
Handmaid’s Tale di Margaret Atwood, riprendendo la storia
circa 15 anni dopo gli eventi del romanzo originale.
La serie segna il ritorno della
formidabile zia Lydia interpretata da Ann Dowd, questa volta
protagonista di una storia di formazione incentrata su una nuova
generazione di giovani donne che navigano nella morsa del regime.
La rivelazione di One Battle
After Another Chase Infiniti interpreta Agnes, la versione
più anziana di June e la figlia di Luke, Hannah.
Blade Runner 2099 (Prime
Video)
Data di uscita: da
definire
Blade
Runner 2099 continua l’iconica saga fantascientifica con
una nuova storia ambientata decenni dopo Blade
Runner 2049. Michelle Yeoh interpreta Olwen, una replicante
che affronta la fine della sua vita in una Los Angeles futura
ancora caratterizzata da esseri umani artificiali, potere
corporativo e inquietudine esistenziale. Olwen collaborerà con una
fuggitiva umana, Cora, interpretata dalla star di Euphoria Hunter Schafer
Ispirata al romanzo di Philip K.
Dick Gli androidi sognano pecore elettriche?, la serie
mantiene il tono caratteristico del franchise: visivamente ricco,
filosoficamente profondo ed emotivamente sobrio. Aspettatevi
un’esplorazione lenta dell’identità, della mortalità e del
significato dell’umanità in un mondo costruito sull’imitazione.
Crystal Lake (Peacock)
Data di uscita: da definire (8
episodi)
Crystal Lake è la prossima
serie slasher di Peacock basata sul franchise Venerdì 13,
che funge da prequel del film del 1980. Crystal Lake vede
Linda Cardellini nei panni di Pamela Voorhees e Callum Vinson in
quelli del giovane Jason Voorhees.
Piuttosto che basarsi
esclusivamente sul gore, Crystal Lake sembra trarre ispirazione dai
thriller paranoici degli anni ’70, enfatizzando il terrore, la
psicologia e la tensione che cresce lentamente. Con lo showrunner
Brad Caleb Kane reduce da It:
Welcome to Derry, ci sono grandi aspettative che la serie
riesca a bilanciare la mitologia del franchise con una narrazione
horror di alto livello.
DTF St. Louis (HBO)
Data di uscita: da definire (7
episodi)
DTF St. Louis è una commedia
dark della HBO con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini. La serie
comica dark della HBO è incentrata su un contorto triangolo amoroso
tra tre adulti alle prese con le delusioni e le ansie della mezza
età, che alla fine porta alla morte prematura di uno di loro.
Non si sa molto della serie creata
da Steve Conrad, ma è stata ispirata dall’articolo di James Lasdun
pubblicato sul New Yorker intitolato “My Dentist’s Murder
Trial: Adultery, False Identities, and a Lethal Sedation” (Il
processo per omicidio del mio dentista: adulterio, false identità e
sedazione letale). Il tempo dirà se sarà uno dei migliori ruoli di
Bateman, ma Bateman, Harbour e Cardellini eccellono nei ruoli
impegnativi che bilanciano commedia e oscurità.
Dutton Ranch
(Paramount+)
Data di uscita: da
definire
Dutton Ranch continua la saga della famiglia
Dutton dopo la conclusione delle cinque stagioni di
Yellowstone. Questo spin-off di Paramount+ si concentra sui personaggi preferiti
dai fan Beth Dutton (Kelly Reilly) e Rip Wheeler (Cole Hauser) mentre
affrontano le sfide di preservare l’eredità di famiglia,
affrontando il pericolo, la lealtà e le dure realtà della vita nel
ranch.
La serie dà anche il benvenuto a
nuovi membri del cast, tra cui Annette Bening nel ruolo di Beulah Jackson ed
Ed
Harris nel ruolo di Everett McKinney. Mentre si sa già qualcosa
in più su Y:
Marshals (in uscita il 1° marzo), Dutton Ranch è lo spin-off più diretto che i fan
attendono con più impazienza.
Elle (Prime Video)
Data di uscita: da
definire
Elle esplorerà la giovinezza
di Elle Woods, molto prima della Delta Nu alla UCLA o della Harvard
Law School. Seguendo un percorso simile a quello di The Carrie
Diaries come prequel di Sex and the City, la serie
esplora gli anni formativi di un personaggio iconico. Cosa c’è di
difficile?
Lexi Minetree è la protagonista del
cast di Elle, benedetta da Reese Witherspoon per affrontare gli anni
del liceo di Elle. Prodotta dalla Hello Sunshine di Reese
Witherspoon, la serie promette un approccio fedele ma fresco.
La casa nella prateria
(Netflix)
Data di uscita: da
definire
La casa nella prateria è una
serie originale Netflix di prossima uscita che adatta i libri amati
di Laura Ingalls Wilder per una nuova generazione. Reboot della
classica serie della NBC, lo show reimmagina la vita della famiglia
Ingalls nella frontiera americana con un cast nuovo e valori di
produzione moderni.
Alice Halsey interpreta Laura
Ingalls, affiancata da Luke Bracey nel ruolo di Charles, Crosby
Fitzgerald nel ruolo di Caroline e Skywalker Hughes nel ruolo di
Mary, dando vita all’iconica famiglia. La serie offre sia ai fan di
lunga data che ai nuovi spettatori un dramma ricco e incentrato sui
personaggi, ambientato nell’America rurale del XIX secolo.
RJ Decker (ABC)
Data di uscita: da
definire
RJ Decker è basato sul
romanzo di Carl Hiaasen Double Whammy. Scott Speedman
interpreta un ex fotografo di giornale caduto in disgrazia che si
reinventa come investigatore privato, navigando nel mondo colorato
e pieno di crimini della Florida meridionale. Questo ultimo
adattamento letterario si aggiunge a una lista crescente di serie,
tra cui Bad Monkey di Apple
TV+ con Vince Vaughn.
Sebbene i dettagli sulla serie
siano ancora scarsi, i fan possono aspettarsi la tipica visione
satirica e le acute osservazioni sociali di Hiaasen. RJ
Decker promette un mix di crimine, commedia e acute
osservazioni nell’ambientazione caotica della Florida che
caratterizza l’opera di Hiaasen.
Spider-Noir
porta Nicolas Cage per la prima volta sul grande
schermo nei panni di Spider-Noir, ma non si tratta dello stesso
personaggio dei film Spider-Verse. Ambientato nella New York
degli anni ’30, Cage interpreta un investigatore privato sfortunato
costretto a confrontarsi con il suo passato come unico supereroe
della città. Tuttavia, in questa versione, Ben Reilly è
Spider-Noir.
Brendan Gleeson si è unito al cast di
Spider-Noir in un ruolo da cattivo non ancora rivelato. Le
riprese si sono svolte a Los Angeles, con una fotografia in bianco
e nero che cattura l’estetica cupa e ombrosa del classico film
noir. La serie di otto episodi promette una versione cupa, elegante
e incentrata sui personaggi dell’universo fumettistico di
Spider-Man Noir, segnando un progetto appassionante per
Cage, che ha lavorato raramente in televisione.
Stuart Fails to Save the
Universe (HBO Max)
Data di uscita: da
definire
Stuart Fails to Save the
Universe è una serie spin-off di HBO
Max ambientata dopo gli eventi di The Big Bang Theory.
Lo show riunisce i personaggi preferiti dai fan Stuart Bloom, Bert
Kibbler, Barry Kripke e Denise, ma porta il franchise in una
direzione inaspettata: l’avventura fantascientifica.
Stuart innesca accidentalmente un
Armageddon multiversale e deve collaborare con Denise, Bert e
Kripke per ripristinare la realtà, incontrando lungo il percorso le
versioni di un universo alternativo dei personaggi amati di The Big
Bang Theory. Questo è il primo spin-off di BBT su HBO Max
invece che su CBS, quindi ci saranno meno episodi per raccontare
una storia molto più serializzata.
VisionQuest (Disney+)
Data di uscita: da definire,
fine 2026 (8 episodi)
VisionQuest
è il terzo capitolo della “trilogia libera” che segue
WandaVision e Agatha All Along. La
serie è diretta da Terry Matalas (12 Monkeys), che prende il
posto di Jac Schaeffer. Paul Bettany torna nei panni di Vision, che
lotta per recuperare la memoria e la sua umanità dopo gli eventi di
WandaVision.
Nel cast di VisionQuest c’è
anche James Spader, che riprende il ruolo di Ultron,
apparendo sia in forma robotica che umana. Matalas ha descritto la
serie TV come cinematografica nella portata, con ogni
episodio che sembra un film diverso, riecheggiando il modo in cui
WandaVision ha utilizzato epoche sitcom distinte come
strumenti narrativi.
Uscito nel 1999, Notting Hill (qui la recensione) è oggi uno
dei titoli più iconici e riconoscibili della
commedia romantica moderna, un film che ha saputo attraversare
le generazioni mantenendo intatto il suo fascino. Ambientato in uno
dei quartieri più pittoreschi di Londra, il film ha contribuito a
fissare nell’immaginario collettivo l’idea di un romanticismo
quotidiano, fatto di incontri casuali e sentimenti sinceri. La sua
fama si deve anche a una scrittura brillante, firmata da
Richard Curtis, capace di mescolare ironia,
malinconia e una profonda attenzione ai personaggi.
All’interno della filmografia di Hugh Grant,
Notting Hill rappresenta uno dei ruoli più
emblematici e definitivi della sua carriera. William Thacker
consolida qui il modello del protagonista goffo, introverso e
profondamente umano che Grant aveva già esplorato in Quattro matrimoni e un
funerale, ma con una maturità emotiva maggiore. Per
Julia Roberts,
invece, il film arriva nel pieno del suo status di star mondiale:
interpretare una diva del cinema che sogna una vita normale diventa
un gioco metacinematografico che dialoga apertamente con la sua
immagine pubblica.
Dal punto di vista del
genere, Notting Hill ha contribuito a ridefinire
la
commedia romantica di fine
anni Novanta, spostando il baricentro dal semplice lieto fine
alla riflessione sulle difficoltà di amare oltre le barriere
sociali e mediatiche. Il film affronta temi come la distanza tra
vita pubblica e privata, il peso della fama, la vulnerabilità
emotiva e la paura di esporsi davvero all’altro. Proprio su questi
elementi si costruisce il suo epilogo, che nel resto dell’articolo
verrà analizzato per comprendere come il finale porti a compimento
il discorso romantico e tematico del film.
La trama di Notting
Hill
Protagonista del film è
William Thackerb, proprietario di una libreria nel
quartiere londinese di Notting Hill, la cui vita viene stravolta
dall’incontro con la star del cinema Anna Scott.
Nasce da qui un interesse reciproco che li porta a frequentarsi e
condividere aspetti delle rispettive vite, dalle cene con gli amici
di William alle rassegne stampa del nuovo film di Anna. Il loro
sembra però un amore impossibile, ostacolato anche dal fatto che
l’attrice ha un fidanzato, Jeff, personalità
chiassosa e sgarbata. Quando il loro rapporto sembrerà sul punto di
spezzarsi per sempre, William e Anna dovranno prendere una
decisione che cambierà per sempre le loro vite.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto di Notting Hill, il racconto si
concentra sulla definitiva frattura tra William e Anna e sul lungo
strascico emotivo che ne consegue. Dopo l’ennesima incomprensione,
alimentata dalla pressione mediatica e dalla distanza tra i loro
mondi, Anna scompare dalla vita di William, lasciandolo immerso in
una malinconia che attraversa il tempo e le stagioni. Il ritorno
dell’attrice a Londra per girare un nuovo film riapre però una
ferita mai rimarginata, culminando nell’incontro sul set, dove
William fraintende nuovamente le sue parole e sceglie di
allontanarsi.
La
svolta arriva quando Anna si presenta nella libreria di William per
dichiarargli apertamente il proprio amore e chiedergli una seconda
possibilità. Questa volta, però, è lui a rifiutare, consapevole del
dolore che una relazione instabile potrebbe infliggergli. La
decisione sembra definitiva fino al confronto con gli amici, che lo
costringe a riconoscere la propria paura come un errore. La corsa
finale attraverso Londra conduce al celebre momento della
conferenza stampa, dove William si espone pubblicamente, ribaltando
i ruoli: non più l’uomo anonimo che subisce la fama, ma qualcuno
disposto a rischiare per amore.
Il finale trova compimento nella risposta di Anna, che sceglie di
restare “indefinitamente”, suggellando una decisione tanto
sentimentale quanto esistenziale. Questa scelta non è solo
romantica, ma simbolica: Anna rinuncia a una parte della propria
distanza protettiva per abbracciare una vita più autentica. Il
matrimonio e la scena conclusiva nel parco privato chiudono il film
su un’immagine di serenità conquistata, non idealizzata, mostrando
i protagonisti finalmente allineati sullo stesso piano emotivo,
dopo aver attraversato incomprensioni, paure e rinunce.
Dal punto di vista tematico, il finale porta a compimento la
riflessione centrale del film sul rapporto tra amore e
vulnerabilità. William accetta che amare una persona famosa
significa esporsi all’incertezza, mentre Anna comprende che la
celebrità non può essere uno scudo permanente contro il
coinvolgimento emotivo. La dichiarazione pubblica ribalta il peso
dello sguardo mediatico: ciò che prima divideva la coppia diventa
lo spazio in cui l’amore viene affermato, dimostrando che
l’intimità può sopravvivere anche sotto i riflettori.
Notting
Hill lascia dunque allo spettatore un messaggio semplice
ma profondamente umano: l’amore richiede coraggio, soprattutto
quando sembra sproporzionato o destinato a fallire. Il film
suggerisce che le differenze sociali, professionali o simboliche
non scompaiono magicamente, ma possono essere attraversate
scegliendo di non proteggersi sempre dietro la paura. Accettare
l’altro, con il suo mondo e le sue fragilità, diventa così l’atto
più rivoluzionario e romantico possibile.
Il finale di Harry Potter e
la camera dei segreti sembra uscito direttamente da un
film horror
fantasy. Gli ultimi momenti del secondo film sono
caratterizzati da fantasmi vendicativi, creature gigantesche,
sanguinosi duelli con la spada e ricatti, segnando un momento
cruciale nell’infanzia di Harry e dei suoi amici, costretti a
maturare e ad affrontare nemici mortali (come il Basilisco e
Voldemort) molto prima di quanto avessero previsto. Il
conflitto principale di questo film ruota attorno a un mostro
inquietante che si aggira di notte nei corridoi di Hogwarts,
rappresentando una misteriosa minaccia per gli studenti che vengono
trovati pietrificati uno dopo l’altro.
Il secondo film è anche l’addio di
Chris Columbus alla serie e condivide molti
elementi simili al primo film, mantenendo un approccio piacevole
pur esplorando gli estremi della sua classificazione PG. Con Harry
che sente una voce misteriosa provenire dalle mura del castello e
una leggenda (La camera dei segreti) su Hogwarts che si diffonde
tra studenti e professori, Potter e i suoi amici decidono di
correre dei rischi per salvare Hogwarts, arrivando a un finale
angosciante e ricco di colpi di scena. Voldemort sta per tornare,
ma l’attacco riuscito di Harry garantisce a lui e ai suoi amici più
tempo per prepararsi quando il Signore Oscuro deciderà di colpire
di nuovo.
Cosa accade nel finale di
Harry Potter e la camera dei segreti e perché
Il finale di Harry Potter e
la camera dei segreti è collegato agli eventi che hanno
avuto luogo a Hogwarts 50 anni prima, tra le linee temporali di
Animali fantastici e Harry Potter, quando la
camera fu aperta per la prima volta. Quando la misteriosa Camera
dei Segreti viene riaperta nel presente, liberando un pericoloso
mostro nel castello, Hermione e altri studenti vengono trovati
pietrificati, Silente è costretto a dimettersi e Hagrid viene
mandato ad Azkaban. È un momento di estrema tensione per tutti,
soprattutto perché Harry e Ron devono cercare la verità da soli,
scoprendo un misterioso diario che un tempo apparteneva a Tom
Riddle e seguendo gli indizi lasciati da Hagrid ed Hermione.
Alla fine, i due capiscono che il
mostro della Camera dei Segreti è un Basilisco, che è collegato
alla capacità di Harry di capire il Serpentese (il linguaggio dei
serpenti), e che Ginny Weasley era stata manipolata dallo spirito
di Voldemort per aprire la Camera. Dopo aver trovato l’ingresso
della Camera, Harry lo apre usando le sue abilità di con il
Serpentese e scopre che Tom Riddle è il nome che Voldemort ha
rinunciato a usare e che ha sfruttato Ginny per prosciugarle la
vita e tornare in vita. Considerate tutte le storie che gli
studenti avevano sentito su di lui, era terrificante pensare al
caos che avrebbe potuto creare se ci fosse riuscito, ma
fortunatamente Harry trionfa uccidendo il Basilisco e distruggendo
il diario di Tom Riddle (il suo primo
Horcrux).
Chi ha aperto la Camera dei
Segreti?
Con un colpo di scena sorprendente,
è dunque stata Ginny Weasley ad aprire la Camera dei Segreti dopo
essere diventata vittima di uno degli intrighi di Voldemort/Tom
Riddle. Grazie al fedele Mangiamorte Lucius Malfoy, che ha nascosto
il diario di Tom Riddle nel calderone di Ginny, questo diario ha
permesso a Voldemort di prendere il controllo su di lei e di aprire
la Camera dei Segreti, liberando il Basilisco dopo 50 anni di
letargo. Dato che Ginny aveva avuto solo un ruolo minore nella saga
fino a quel momento, è facile capire perché nessuno sospettasse
della giovane Weasley in tutto quel caos. Tuttavia, la sua aggiunta
alla trama lasciava intendere che da quel momento in poi sarebbe
stata più coinvolta.
Cosa accadde quando la Camera dei
Segreti fu aperta per la prima volta?
L’arco narrativo degli Horcrux di
Voldemort e il conflitto principale di Harry Potter e la
camera dei segreti sono dunque influenzati dagli eventi
che hanno avuto luogo 50 anni prima del secondo anno di Harry a
Hogwarts, quando Tom Riddle (alias Voldemort) aprì volontariamente
la Camera dei Segreti per la prima volta, sperando di usare il
Basilisco per attaccare gli studenti della scuola nati da genitori
Babbani. Riddle scopre di essere l’erede di Serpeverde e di essere
in grado di capire e parlare il serpentese, il che gli permette di
accedere alla Camera dei Segreti e al Basilisco che vi abita. Nel
frattempo, Hagrid era già un caro amico di Aragog, il gigantesco
Acromantula che Harry e Ron incontrano nel film, nascondendo la
creatura all’interno del terreno della scuola.
Le cose sfuggono di mano quando uno
studente viene trovato morto e Tom Riddle viene a sapere che
Hogwarts chiuderà se gli attacchi misteriosi del Basilisco non
verranno risolti. Indica quindi Hagrid come colpevole, che finisce
per essere espulso dopo essere stato sorpreso con Aragog, ritenuto
il mostro che stava seminando il caos a Hogwarts. I flashback
strazianti mostrano persino Silente che cerca invano di contestare
l’arresto di Hagrid e impedire al Ministero della Magia di
intervenire in modo così avventato, sicuro che Hagrid fosse
innocente. Nel presente, Harry e Ron scoprono che lo studente morto
era in realtà Mirtilla Malcontenta, il fantasma che infesta i bagni
della scuola.
Perché Hagrid è stato arrestato di
nuovo nella Camera dei Segreti?
Dopo essere stato arrestato 50 anni
fa per aver aperto la Camera dei Segreti, la storia sembra
ripetersi nel secondo film quando gli attacchi del Basilisco a
Hogwarts ricominciano. Con diversi studenti pietrificati, il
Ministero della Magia manda Hagrid ad Azkaban credendo che lui e
Aragog siano responsabili degli incidenti. Sebbene fosse ovvio che
non avrebbero ucciso Hagrid, è straziante vederlo dichiararsi
innocente e rischiare di essere punito per un crimine che non ha
commesso. Fortunatamente, viene presto scagionato e gli viene
permesso di tornare a Hogwarts (uno dei momenti più emozionanti del
finale del film, poiché finalmente riesce a lasciarsi il passato
alle spalle).
La spiegazione del mostro della
Camera dei Segreti, il Basilisco
Il Basilisco si rivela essere il
micidiale “Mostro di Serpeverde” e uno dei principali antagonisti
in Harry Potter e la camera dei segreti. Il
Basilisco rappresentava il “Serpente di Serpeverde” ed era stato
collocato nella Camera dei Segreti dallo stesso Salazar Serpeverde,
un mago purosangue e uno dei quattro fondatori di Hogwarts. Solo il
vero erede di Serpeverde poteva controllare la creatura, il che
spiega perché Tom Riddle fosse in grado di farlo. Il Basilisco è
ben lungi dall’essere un serpente normale, però, essendo in grado
di crescere fino a quindici metri di lunghezza e possedendo la
pericolosa capacità di pietrificare le persone che lo guardano
negli occhi.
Sebbene sia discutibile se Harry
avrebbe potuto controllare il Basilisco come Tom Riddle, Harry era
in grado di sentire Tom controllare la creatura sin dal primo
attacco grazie alle sue abilità con il Serpentese. Seguendo gli
ordini del suo padrone, il Basilisco avrebbe attaccato solo gli
studenti nati da Babbani, inclusa Hermione. Avrebbe potuto uccidere
Harry Potter, ma questi riuscì a sconfiggere la creatura mortale
dopo che Fawkes, la fenice di Silente, accecò gli occhi della
creatura, assicurando che Harry non venisse pietrificato. L’unico
antidoto conosciuto alla pietrificazione del Basilisco è una
pozione curativa a base di mandragore stufate, che Pomona Sprite
usò per curare gli studenti pietrificati alla fine di Harry
Potter e la camera dei segreti.
Cosa significa il finale di
Harry Potter e la camera dei segreti per i film
successivi
Il finale di Harry Potter e
la camera dei segreti introduce indirettamente l’arco
narrativo degli Horcrux con il diario di Tom Riddle, che si rivela
essere uno degli oggetti più importanti della saga. Ordinario e
insignificante in apparenza, il diario è stato trasformato in un
Horcrux da Voldemort e ha spinto Hermione e Ron a tornare alla
camera dei segreti anni dopo per distruggere finalmente l’Horcrux.
Insieme a Harry Potter e il principe mezzosangue, il
secondo film potrebbe essere il più importante della saga per
quanto riguarda la comprensione della psiche di Voldemort,
l’esplorazione della sua malvagità e il modo in cui i fantasmi del
suo passato hanno plasmato il suo rancore nei confronti dei
Babbani.
Il finale del secondo film dà anche
sostanza alla relazione tra Harry e Ginny, creando un forte legame
tra i personaggi dopo che Harry riesce a salvare la vita di Ginny
dalle mani di Voldemort. Introdotta all’inizio del film, Ginny
sembrava inizialmente un personaggio secondario innocente, il che
ha reso ancora più scioccante la svolta relativa al suo
coinvolgimento nella Camera dei Segreti. Anche se lo sviluppo della
storia d’amore tra Harry e Ginny è stato tralasciato nei film, i
loro momenti in Harry Potter e la camera dei
segreti potrebbero essere il punto di svolta nella vita
della coppia, dimostrando che quello che hanno non è un legame
ordinario e che il loro amore è nato da un’amicizia commovente.
Sebbene il primo gruppo di episodi
di Stranger Things – Stagione
5 abbia contenuto numerose rivelazioni
importanti, anche il
Volume 2 offre moltissimi momenti degni di discussione. Tra i
punti salienti del Volume 1 ci sono stati il ritorno di Kali, la
capacità di Will di replicare i poteri di Vecna
e il fatto che Max fosse intrappolata nel paesaggio mentale di
Vecna.
Molte delle rivelazioni più
importanti sono arrivate nel finale del Volume 1 della stagione 5
di Stranger Things. Anche se “The
Bridge” segue uno schema simile in termini di colpi di scena,
ogni episodio del Volume 2 presenta momenti e rivelazioni
significative, preparando il terreno per l’episodio finale della
serie.
La dottoressa Kay usa il sangue di
Kali per sperimentare sulle donne incinte
Nell’episodio 5 della
stagione 5 di Stranger Things, Kali riesce a
fuggire dalla base militare nel Sottosopra insieme a Undici e Hopper. Dopo aver
ammesso di non sapere che Henry fosse ancora vivo, aggiorna El su
ciò che le è accaduto dall’ultima volta che si sono viste. Dopo
l’uccisione dei suoi amici, Kali è stata portata alla base, dove i
medici le prelevavano continuamente il sangue.
A un certo punto, Kali reagisce e
tenta di scappare dalla base. È allora che scopre che il suo sangue
veniva trasfuso a donne incinte, confermando che la dottoressa Kay
stava cercando di riavviare il programma del dottor Brenner nella
speranza di replicare Henry attraverso nuovi bambini. Purtroppo,
solo il sangue di Undici avrebbe potuto funzionare, ed è per questo
che la dottoressa Kay la stava cercando da così tanto tempo.
Will ha la capacità di ferire
Vecna attraverso la mente alveare
Dopo la grande
rivelazione secondo cui Will possiede dei poteri nella stagione 5
di Stranger Things grazie alla sua connessione con
la mente alveare, il Volume 2 fornisce rapidamente ulteriori
dettagli sulle sue abilità. Con l’aiuto di un Demogorgone
elettrificato, Will riesce a riconnettersi alla mente alveare e
scopre che Holly si trova con Max. Usa poi queste informazioni per
rintracciare Vecna.
Mentre Holly e Max cercano una via
di fuga per tornare nel mondo reale, Vecna le trova. Sta per
uccidere di nuovo Max, finché Will non riesce a prendere il
controllo, spezzando la gamba di Vecna e permettendo a Max e Holly
di fuggire verso la caverna. Sebbene Will riesca ad aiutarle, Vecna
riprende il controllo, lo espelle dalla mente alveare e lo fa
svenire mentre è intrappolato nella sua mente. Vecna dichiara
quindi che Will tornerà a essere la sua spia.
Il Sottosopra è parte di un
wormhole
Fin dalla prima stagione,
c’è sempre stato un mistero su cosa fosse realmente il Sottosopra.
Era una dimensione speculare, un mondo alternativo o entrambe le
cose? Fortunatamente, il Volume 2 della stagione 5 di
Stranger Things rivela la verità, confermando che
il Sottosopra è un wormhole. Più precisamente, il Sottosopra è il
ponte tra i mondi.
Dopo aver scoperto la materia
esotica sospesa sopra il laboratorio di Hawkins nel Sottosopra e
aver trovato il diario del dottor Brenner, Dustin riesce a
collegare tutti i pezzi. Spiega poi al gruppo che il Sottosopra
funge da ponte tra il mondo reale e il mondo in cui Vecna è finito
dopo essere stato sconfitto da El in seguito al massacro del
laboratorio di Hawkins.
Il misterioso muro dall’aspetto
organico nel Sottosopra è la barriera del ponte, mentre la sfera di
energia di materia oscura lo tiene insieme. Tuttavia, il wormhole è
estremamente instabile. Il piano di Vecna è quello di fondere il
suo mondo, che Dustin soprannomina “l’Abisso”, con il mondo
normale, grazie ai nuovi contenitori che ha appena catturato.
Jonathan non chiede a Nancy di
sposarlo
Mentre esplorano il
laboratorio di Hawkins nel Sottosopra, Nancy e Jonathan scoprono
che i piani superiori dell’edificio si sono fusi. La causa è la
materia esotica, ma prima che Dustin possa identificarne il
pericolo, Nancy spara alla misteriosa sfera nel cielo, provocando
un’onda d’urto rossa che si diffonde nel Sottosopra.
L’onda d’urto fa perdere i sensi a
Jonathan e Nancy, intrappolandoli in una stanza che si sta
sciogliendo. Convinti di stare per morire, entrambi decidono di
essere sinceri sul loro rapporto. Jonathan confessa di non aver mai
fatto domanda per l’Emerson, mentre Nancy rivela di aver avuto
bisogno di spazio da lui durante gli eventi della stagione 4, ma
che questo non aveva nulla a che fare con Steve.
Ammettendo che il loro rapporto,
basato sul trauma condiviso, è “soffocante”, Jonathan decide di
mostrare a Nancy l’anello di fidanzamento. Tuttavia, invece di fare
la proposta, Jonathan mette in atto una sorta di “non-proposta”,
chiedendole di non sposarlo. Anche se entrambi sopravvivono agli
eventi del Volume 2, non è chiaro se intendano restare insieme.
Will ha costruito i tunnel della
stagione 2
Una delle teorie di lunga
data su Stranger Things sosteneva che fosse stato
Will a creare i tunnel visti nella stagione 2. Il Volume 2 della
stagione 5 conferma questa teoria quando Vecna chiama Will il suo
“costruttore”, prima di rivelare come fosse stato manipolato dalla
mente alveare mentre fungeva anche da spia.
Durante gli eventi della stagione
2, Will entrava in contatto con la mente alveare mentre dormiva.
Usava poi le liane per scavare il sistema di tunnel, che ha avuto
effetti negativi su Hawkins, come nel caso delle coltivazioni di
zucche. Inoltre, ha fornito ai Demodog passaggi rapidi e complessi
per raggiungere più facilmente le loro vittime.
Henry ha ucciso un uomo da bambino
(secondo il ricordo della caverna)
In base a quanto emerso
sul passato di Henry nel Volume 1 della stagione 5 di
Stranger Things, uno dei misteri rimasti
riguardava ciò che era accaduto a Henry nella caverna. Ci sono
ancora molte domande su quel ricordo, ma il Volume 2 rivela
ulteriori dettagli intriganti grazie alle scoperte di Holly e
Max.
Bloccate nella caverna dopo aver
quasi trovato una via di fuga, Holly propone di cercare un’uscita
nel ricordo della caverna di Henry, che le conduce nel deserto.
Notando che la forma del cannocchiale corrisponde a quella della
caverna, Holly spera di trovare un indizio, ma finisce per cadere
in un pozzo minerario.
Lì, Holly e Max assistono a una
scena in cui un giovane Henry incontra un uomo con una valigetta.
Henry cerca di aiutare l’uomo in difficoltà, ma quest’ultimo gli
spara alla mano. Henry reagisce uccidendo l’uomo con una grossa
pietra prima di aprire la valigetta. La scena non rivela cosa
contenga, ma è probabile che il finale della serie sveli la
verità.
Max si risveglia ufficialmente
(dopo un altro momento straordinario di Karen)
Dopo 18 mesi, Max si
risveglia finalmente dopo aver trovato un portale per uscire dal
paesaggio mentale di Vecna. Tuttavia, la serie chiarisce che non è
mai stata in coma: il suo corpo reale, in ospedale, era bloccato in
uno stato di trance. Poco prima del suo risveglio, Vecna manda i
Demodog in ospedale per ucciderla, ma Robin, Lucas e Vickie
riescono a proteggerla.
Tecnicamente è Karen a salvare Max
e il gruppo, facendo esplodere i Demodog nel seminterrato
dell’ospedale. Nonostante le condizioni causate dalla maledizione
di Vecna, Max non è paralizzata né cieca quando si risveglia, anche
se è ancora molto debole dopo essere rimasta a letto dall’epilogo
della stagione 4 di Stranger Things. Sebbene non
possa partecipare alla missione per fermare il piano di Vecna, le
sue informazioni su Holly e sul paesaggio mentale di Vecna saranno
fondamentali nel finale della serie.
Will fa coming out come gay con la
sua famiglia e i suoi amici
Stranger Things
aveva già confermato che Will fosse gay, ma non era mai stato detto
esplicitamente fino a “The Bridge” della stagione 5. Prima
della grande missione, Will racconta a Joyce che Vecna lo sta
usando di nuovo come spia e che, così facendo, ha manipolato la sua
mente. Vecna gli ha persino mostrato un possibile futuro in cui
Will faceva coming out con amici e familiari, che col tempo si
allontanavano da lui.
Temendo che una visione del genere
potesse diventare realtà, Will decide coraggiosamente di dire la
verità a tutto il gruppo prima della missione finale. Tutti lo
sostengono e lo rassicurano sul fatto che la verità non cambia
nulla, calmando le sue paure legate alle visioni di Vecna. Questa
scelta permette anche a Will di aiutare Undici durante la missione,
poiché non ha più paura di ciò che Vecna potrebbe fare se tornasse
a collegarsi alla mente alveare.
Dustin e Steve riparano la loro
amicizia
Lo stato dell’amicizia tra
Dustin e Steve è stato un aspetto interessante del Volume 1. Era
chiaro che Dustin fosse cambiato all’inizio della stagione 5 di
Stranger Things a causa della morte di Eddie. Allo
stesso tempo, il suo rapporto con Steve era visibilmente teso,
dando luogo a continui litigi. Questa tensione esplode in
“Shock Jock”, quando Dustin e Steve arrivano allo scontro
fisico a causa del destino di Eddie.
Nell’episodio 7 della stagione 5,
Steve è colui che elabora gran parte del piano per fermare Vecna e
salvare Holly. Riesce anche ad avere un confronto sincero con
Dustin, ammettendo che Eddie li ha davvero salvati. Steve definisce
inoltre Dustin il suo “migliore amico” e rivela quanto gli fosse
mancata la loro amicizia. Armati con le stesse armi usate da Dustin
ed Eddie contro i Demobat, Steve e Dustin stringono un patto,
dicendo: “Se muori tu, muoio io”.
Vecna ricattura Holly e la riporta
nell’“Abisso”
Alla fine del Volume 2
della stagione 5 di Stranger Things, Vecna mette
in moto il suo piano per unire i due mondi. Purtroppo, Holly è
ancora sotto il suo controllo. Non solo Vecna la trascina di nuovo
nel suo covo nell’Abisso, ma gli altri ragazzi le impediscono di
lasciare ancora una volta la casa dei Creel, dopo che Henry li
convince che il vero mostro è Max, non lui.
In effetti, i ragazzi, che si
comportano come se fossero parte di una sorta di culto, attaccano
Holly, e nemmeno Derek prende le sue difese. Mentre la mente di
Holly resta intrappolata nella casa dei Creel, anche il suo corpo
fisico dovrà essere salvato prima che il gruppo faccia esplodere il
wormhole, distruggendo il Sottosopra e l’ultima possibilità di
Vecna di fondere i mondi nell’episodio finale di Stranger
Things.
I Volumi 1 e 2 della stagione 5 di
Stranger Things sono ora disponibili su Netflix. Il finale della serie uscirà il 1° gennaio
2026.
Il
futuro del franchise di The
Purge è rimasto a lungo incerto dopo
l’uscita di The Forever
Purge, ma a quattro anni di distanza
emergono segnali incoraggianti: The Purge 6 potrebbe arrivare prima di quanto molti
si aspettassero.
Dopo cinque film e una serie TV di breve durata, The Forever Purge aveva lasciato la saga
in una situazione inedita, abolendo le regole tradizionali della
Notte dello Sfogo e immaginando un mondo in cui la violenza non ha
più una scadenza temporale. Una svolta narrativa che ha ampliato
enormemente le possibilità del franchise, permettendo di raccontare
una società in progressivo collasso, non più confinata a un solo
evento annuale. Nonostante il lungo silenzio, le ultime
dichiarazioni indicano che la saga non è affatto conclusa.
In
un articolo esclusivo di ComicBook.com, il produttore
Brad Fuller
ha confermato che le discussioni su un sesto film sono attualmente
in corso. Coinvolto nel progetto ci sarebbe anche
James
DeMonaco, creatore del primo The Purge e figura chiave dell’intero
universo narrativo. Fuller ha sottolineato quanto sia importante
avere DeMonaco nuovamente al centro del processo creativo,
definendo il suo ritorno un valore aggiunto fondamentale.
Il produttore ha inoltre lasciato intendere che potrebbero tornare volti noti del
franchise, citando in particolare Frank
Grillo, interprete del sergente Leo Barnes.
Un’ipotesi che ha trovato ulteriore conferma nelle parole dello
stesso Grillo, che in una precedente intervista a ScreenRant ha
dichiarato che trama e personaggi del film sarebbero già stati
delineati, definendo il progetto come “l’ultimo degli ultimi”, a
patto che il budget e le ambizioni produttive trovino un punto
d’incontro.
Al momento non esiste ancora una timeline ufficiale né una data di
uscita confermata per The
Purge 6, ma il fatto che DeMonaco stia lavorando
attivamente alla sceneggiatura suggerisce che il film sia ormai più
di una semplice idea. Se il progetto dovesse concretizzarsi, il
nuovo capitolo avrebbe il compito di esplorare fino in fondo
l’universo post-Forever
Purge, portando nuovamente sul grande schermo una delle saghe
horror più riconoscibili degli ultimi anni.
Nel
corso della sua carriera, Mark Wahlberg ha
interpretato personaggi iconici e attraversato generi molto diversi
tra loro, ma c’è un territorio che non ha mai realmente esplorato:
quello dei cinecomic. Sorprendentemente, l’attore non è mai entrato
a far parte del Marvel Cinematic
Universe, e ora ha spiegato il
motivo.
Durante un’intervista a Entertainment Tonight, Wahlberg ha rivelato di non
essersi mai sentito abbastanza sicuro da indossare un costume da
supereroe. Una motivazione personale, legata più alla percezione di
sé che a un rifiuto del genere in quanto tale. L’attore ha infatti
chiarito di apprezzare molto i film Marvel, indicando
Robert Downey Jr. e
il suo Iron Man come il suo preferito.
Wahlberg ha anche precisato che, in realtà, non si è mai trovato
davvero davanti a una scelta: nessuno gli avrebbe mai proposto
concretamente un ruolo in uno dei grandi franchise Marvel, e lui
stesso non ha mai cercato attivamente un’opportunità in questo
senso. Tuttavia, la porta non è completamente chiusa. Se in futuro
dovesse arrivare una proposta interessante, sia come eroe che come
villain, l’attore non esclude di poter cambiare idea.
Pur non avendo mai preso parte a produzioni DC o Marvel, Wahlberg
ha comunque lavorato in un contesto “adiacente” al mondo dei
blockbuster da fumetto, recitando in Transformers: The Last
Knight. Un film che, pur non essendo un
cinecomic, condivide molte delle dinamiche spettacolari e
industriali tipiche dei grandi universi cinematografici
contemporanei.
Per ora, Wahlberg sembra preferire ruoli più realistici e concreti,
lontani da mantelli e maschere. Ma in un’industria sempre più
dominata dagli adattamenti dei fumetti, non è detto che in futuro
non arrivi il progetto giusto in grado di fargli cambiare
prospettiva.
Copertina: Mark Wahlberg
arriva alla premiere di Los Angeles di “The Union” di Netflix. (Foto di Xavier Collin/Image Press Agency)
Via
DepositPhotos.com
In
un’intervista a Complex,
Holland ha spiegato perché considera Brand New Day qualcosa di diverso da un semplice
Spider-Man 4: «Sembra
davvero che non stiamo facendo il quarto film. Stiamo realizzando
il primo capitolo di un nuovo corso. È una rinascita, qualcosa di
completamente nuovo». Parole che riflettono lo stato emotivo in cui
avevamo lasciato Peter: segnato dalla morte di zia May e
dimenticato da chi amava, inclusi MJ (interpretata da
Zendaya) e Ned
(Jacob
Batalon).
Il film, che ha recentemente concluso le riprese, introduce anche
un nuovo costume
per l’eroe. Holland lo descrive come più comodo e flessibile
rispetto alle versioni precedenti, progettato per permettere di
esplorare nuove sfumature del personaggio. Un ritorno alle origini,
già suggerito nel finale di No Way Home, con l’abbandono della tecnologia Stark a
favore di una tuta più “classica”.
Tom Holland alla 29esima edizione dei Critics’ Choice Awards
tenutasi – Foto di imagepressagency via
Depositphoto.com
L’attore ha inoltre confermato che il design trae ispirazione dagli
Spider-Man interpretati da Tobey Maguire e
Andrew Garfield,
apparsi come varianti multiversali nel film del 2021. Un omaggio
voluto: Holland immagina un Peter che guarda ai suoi “fratelli
maggiori” per costruire una nuova identità, ora che non fa più
parte di un grande team.
Proprio per questo, Brand New
Day promette un Peter Parker profondamente diverso, più solo,
più consapevole e finalmente indipendente. Un vero punto di
ripartenza per il personaggio e per il franchise, che arriverà
nelle sale il 31 luglio
2026.
Il finale di No Other
Choice – Non c’è altra scelta è sorprendentemente felice,
considerando tutti gli omicidi e il caos che lo precedono, ma è in
linea con i temi centrali del film. No Other Choice – Non c’è
altra scelta non è forse così raccapricciante come gli
altri film di Park Chan-wook, ad esempio Oldboy, ma offre
una visione altrettanto brutale della società moderna e della
moralità.
Concentrandosi su un padre di
famiglia che si ritrova a contemplare l’omicidio per il bene della
stabilità finanziaria della sua famiglia, No Other Choice prende sempre più pieghe oscure man mano
che i suoi piani si realizzano. Il risultato è un finale
sorprendentemente felice per la famiglia principale, anche se lungo
il percorso vengono uccise diverse persone innocenti.
Come Man-su riesce a farla
franca
Man-su alla fine riesce a farla
franca con le sue azioni omicide in No Other Choice – Non c’è
altra scelta, portando a un finale inaspettatamente felice per
il personaggio in questa commedia nera. Per gran parte della prima
metà di No Other Choice – Non c’è altra scelta, Man-su
è fortemente combattuto sul suo piano di uccidere gli altri
potenziali candidati per un lavoro in un’azienda cartiera.
Sebbene tenti di uccidere Beom-mo,
alla fine non riesce a portare a termine il suo piano. Invece,
nella colluttazione che ne segue con Beom-mo e la moglie frustrata
di Beom-mo, Lee A-ra, A-ra finisce per impossessarsi della pistola
e uccide suo marito. Ciò deriva dalla sua frustrazione nei
confronti di Beom-mo.
Nel bel mezzo di una relazione
extraconiugale, A-ra è frustrata dal marito. Tuttavia, la caduta di
Beom-mo in una grossolana inettitudine la porta a finirlo lei
stessa, in contrasto con la lealtà di Mi-ri nei confronti di
Man-su. Finisce per seppellire Beom-mo dopo aver tentato (senza
riuscirci) di uccidere Man-su, coprendo il crimine e
risparmiando Man-su dai sospetti.
Man-su porta poi a termine i suoi
piani di uccidere Ko Si-jo e Choi Seon-chul, anche se è molto più
riluttante nei confronti del primo che del secondo. La graduale
spietatezza di Man-su è guidata dalla disperazione, un
sentimento che alimenta anche il suo crescente (e errato) sospetto
che sua moglie abbia una relazione e la sua lotta per rimanere
sobrio.
Man-su cerca di non bere, e il film
rivela che Lee Mi-ri lo ha quasi lasciato dopo che il suo
precedente alcolismo lo ha portato a fare del male a suo figlio.
Tuttavia, quando inganna Choi e diventa suo “amico”, Man-su è
costretto a rompere quella promessa fatta a se stesso e a sua
moglie, bevendo una birra prima di passare alla fase finale del suo
piano.
Alla fine, le azioni spietate di
Man-su sono descritte come un atto trionfante, in linea con la
visione cupa del film sulla “vittoria” in un mondo moralmente
corrotto. Egli dimostra di essere disposto a tutto pur di mantenere
la sua famiglia, non solo diventando un assassino, ma anche
sacrificando la propria stabilità e il proprio codice personale per
raggiungere il suo obiettivo.
A-ra lo copre inavvertitamente con
Beom-mo, nascondendo il ruolo di entrambi nella sua morte e
aiutando inconsapevolmente a coprire la morte di Ko Si-jo
sostenendo che si sono uccisi a vicenda. Anche la morte di Choi
viene fatta passare per avvelenamento da alcol. Alla fine, grazie
alla disperazione sua e degli altri, Man-su ha la
meglio.
Perché Lee Mi-ri copre le
azioni di Man-su
Lee è la moglie di Man-su, che si
trova anch’essa a lottare con la situazione del marito. Anche se
cerca di mantenere un atteggiamento coraggioso, il bisogno di
lavorare e di limitare le passioni dei figli pesa chiaramente su di
lei. Man mano che il film procede, lei diventa sempre più
frustrata dal comportamento e dalla paranoia infondata di
Man-su.
Tuttavia, le cose prendono una
piega diversa dopo che lei capisce cosa ha fatto Man-su e scopre il
corpo di Ko Si-jo sepolto sotto un albero nel loro giardino. Alla
fine, anche lei si rifiuta di denunciare i crimini del marito alla
polizia. È chiaro che ora vede suo marito in modo diverso,
ma alla fine è complice nel suo insabbiamento.
Alla fine del film, Lee Mi-ri
sembra persino condividere il pensiero di Man-su. Dopo aver
finalmente assistito alla bellissima abilità musicale di sua
figlia, Mi-ri sembra accettare il costo delle loro azioni se questo
permette alla loro famiglia di trovare stabilità e felicità. In un
certo senso, ha anche deciso che Man-su non aveva altra
scelta.
Sebbene non abbia commesso i
crimini, li ha accettati come realtà della situazione. Simile alla
sua breve considerazione di una relazione riluttante per salvare
suo figlio dall’arresto, Mi-ri è disposta a oltrepassare i limiti
morali per la famiglia. Lei rappresenta le persone che possono
essere tecnicamente innocenti, ma sono disposte ad accettare
atti orribili per la sicurezza.
Perché No Other Choice ha un
finale “felice”
No Other Choice ha uno dei
finali “felici” più cupi del cinema recente, con un Man-su
esultante e felicissimo per il lavoro che ha preso al defunto Choi.
Alla fine, Man-su ha ottenuto tutto ciò che voleva. Tutto ciò
che ha dovuto fare è stato sacrificare la sua moralità.
Al di là delle sue scelte omicide,
Man-su è un uomo diverso alla fine del film.
Il suo rapporto con la moglie è
diverso, anche se lui non capisce perché. In particolare, le azioni
di Man-su lo lasciano solo in un’azienda cartaria altrimenti
automatizzata, a festeggiare la sua vittoria in un sistema
spietato. È molto diverso dall’uomo che all’inizio del film era
disposto a mettere a rischio la sua carriera per i suoi
colleghi.
Man-su trascorre la maggior parte
di No Other Choice intrappolato tra due estremi.
All’inizio è un uomo sinceramente buono, un manager di
talento e un padre di famiglia devoto che perde il lavoro solo a
causa di circostanze al di fuori del suo controllo. È coccolato da
una società che sembra non avere posto per lui.
Il degrado morale del personaggio è
rappresentato dal suo costante mal di denti, qualcosa che non può
permettersi di curare nella sua situazione attuale. Continua a
dargli fastidio per tutto il film, finché alla fine beve di nuovo e
decide di strapparlo dalla testa con delle pinze. In seguito,
Man-su abbraccia il lato più oscuro della sua ambizione.
Piuttosto che affrontare il
problema o trovare un modo per risolverlo, Man-su sceglie il mezzo
brutale ma efficace di occuparsene semplicemente. In seguito, il
mal di denti scompare. Allo stesso modo, una volta accettato
l’omicidio come opzione, è in grado di risolvere i problemi
superficiali della sua vita e ritrovare la stabilità che
desiderava.
No Other Choice – Non c’è
altra scelta è una satira cupa sulla società. Al centro
della storia c’è un uomo buono che lentamente si lascia diventare
cattivo, passando da impulsi oscuri all’omicidio premeditato. Anche
se le sue motivazioni possono essere comprensibili, No Other
Choice non ha paura di mettere in evidenza l’oscurità
sottostante di una società in cui lui potrebbe vincere.
La
fine di Stranger Things è
sempre più vicina e, con l’uscita
di Volume 2 della quinta
stagione, i colpi di scena stanno raggiungendo il loro
apice. Molti fan faticano ad accettare l’addio alla serie e, a
quanto pare, Matt Duffer
e Ross Duffer
potrebbero avere in serbo qualcosa per chi non è pronto a lasciare
l’universo di Hawkins.
In
un’intervista concessa a ScreenRant, i creatori hanno parlato
apertamente della stagione finale e delle domande rimaste in
sospeso. Matt Duffer ha chiarito che l’obiettivo degli ultimi
episodi è chiudere davvero ogni arco narrativo legato ai personaggi
e alla mitologia del Sottosopra: la porta, questa volta, verrà chiusa
del tutto. Allo stesso tempo, i Duffer hanno confermato che uno
spin-off non ancora
annunciato ufficialmente è in fase di sviluppo, ma sarà
qualcosa di radicalmente diverso: una nuova storia, una nuova
ambientazione e personaggi completamente inediti, pensati come
un’entità autonoma rispetto alla serie madre.
Dal suo debutto nel 2016 su Netflix, Stranger Things è diventata un vero fenomeno
globale, capace di espandersi oltre la televisione con eventi dal
vivo in tutto il mondo e lo spettacolo teatrale Stranger Things: The First Shadow a
Broadway. Secondo le stime, il franchise ha generato oltre
1,4 miliardi di
dollari per l’economia statunitense, confermandosi come
uno dei brand più potenti dell’intrattenimento moderno.
Nel corso di Volume 1 della stagione 5, Holly Wheeler (interpretata
da Nell Fisher)
e Max Mayfield (Sadie
Sink) sono rimaste intrappolate nella
mente di Vecna,
interpretato da Jamie Campbell
Bower, in una dimensione mentale che Holly
definisce Camazotz. La serie ha inoltre rivelato che il Sottosopra
è una sorta di wormhole che collega Hawkins al mondo reale e a una
dimensione planetaria chiamata The Abyss.
Con le reali intenzioni di Vecna ormai svelate, la posta in gioco è
più alta che mai: il villain punta a fondere i mondi, e solo
l’unione di tutti i personaggi potrà impedire che Hawkins venga
definitivamente inghiottita dall’Abisso. È in questo contesto che
emergono anche le voci su uno spin-off incentrato su Nancy Wheeler,
interpretata da Natalia
Dyer. Le parole di Matt Duffer, però,
ridimensionano le aspettative: se lo spin-off vedrà la luce, non
sarà una semplice continuazione, ma un’espansione laterale
dell’universo narrativo.
Nel frattempo, i Duffer Brothers hanno firmato un nuovo accordo
quadriennale con Paramount, e
non è escluso che, una volta conclusa Stranger Things, si concedano una pausa prima
di tornare — eventualmente — a esplorare questo mondo.
La stagione 5 di Stranger
Things, Volume 1 e Volume 2, è ora disponibile in streaming su
Netflix. L’episodio
finale sarà disponibile dal 31 dicembre, segnando la
conclusione definitiva di una delle serie più iconiche degli ultimi
anni.
Con i trailer di Avengers: Doomsday
proiettati prima di Avatar: Fuoco e Cenere, il secondo ha
puntato i riflettori sull’amato eroe di Hemsworth. Dopo l’annuncio
del suo ritorno nel ruolo nel marzo 2025, l’ultimo trailer ha
finalmente fatto luce sulla storia di Thor.
Il filmato mostra Thor da solo nel
bosco, in ginocchio con Stormbreaker, che prega Odino di tornare
sano e salvo per poter ricongiungersi con sua figlia, Love. Durante
la sua voce fuori campo, si vede Love ricevere un bacio sulla
fronte da Thor, mentre lui prega per avere la forza di combattere
un nuovo male.
Il teaser mostra poi l’originale
Avenger impegnato in un’imponente battaglia finale. Questo dopo che
il primo trailer aveva svelato che
Chris Evans tornerà nei panni di Steve Rogers come parte del
cast di Avengers: Doomsday. Restano ancora da pubblicare
altri due trailer, che saranno disponibili nel nuovo anno.
Si è discusso molto sul fatto che
Hemsworth sia pronto a concludere la sua carriera come icona
Marvel, dato che fa parte del franchise dal 2011. Non essendoci
notizie su Thor 5, è altamente probabile che The Multiverse
Saga possa segnare la fine di un’era per la star australiana.
Non è chiaro se Hemsworth farà
parte del cast di Avengers: Secret Wars, dato che al
momento sono state rivelate solo poche star. Le riprese del finale
della Fase 6 dovrebbero iniziare durante l’estate del 2026.
Il marketing di questo film è una
delle tattiche più originali della Marvel Studios da molto tempo,
essendo questo uno dei titoli più attesi della serie MCU. Con altri
due teaser ancora da svelare, il mondo scoprirà presto cosa riserva
la storia di Avengers: Doomsday.
Kali è tornata in Stranger Things – Stagione
5, e il
Volume 2 ha fornito informazioni fondamentali sulla dottoressa
Kay e sul motivo per cui aveva preso di mira gli ex soggetti degli
esperimenti di Martin Brenner. Nel corso del Volume 1, la
dottoressa Kay era determinata a trovare Undici, e ha quasi avuto
l’occasione di riuscirci quando El e Hopper hanno fatto irruzione
nella base militare nel Sottosopra.
Il finale del Volume 1 della
stagione 5 di Stranger Things è stato ricco di
sorprese, ma uno dei colpi di scena principali è stato il
ricongiungimento tra Kali ed El. Il ritorno ufficiale di Kali in
Stranger Things era stato ipotizzato da tempo.
Detto questo, sarebbe stato quasi impossibile prevedere
completamente il suo destino e ciò che la dottoressa Kay stava
realmente facendo con lei all’interno della base.
Vecna
resta il villain principale di Stranger Things, ma
il ruolo di Linda Hamilton nel cast della stagione 5 ha introdotto
un antagonista secondario nella serie. Sebbene la dottoressa Kay
avrà ancora un ruolo nell’episodio finale di Stranger
Things, la serie ha quantomeno chiarito l’importanza del
personaggio e le sue vere intenzioni.
Perché Kali era tenuta prigioniera
nella base militare del Sottosopra
Dopo essere fuggita dalla base
militare insieme a Undici e Hopper, Kali ha raccontato alla sua
“sorella” come fosse stata catturata dal team della dottoressa Kay.
Non solo le avevano rasato la testa e l’avevano immobilizzata per
prelevarle continuamente il sangue, ma avevano anche ucciso i suoi
amici prima di portarla nel Sottosopra. Nonostante fosse
estremamente debole, Kali era quasi riuscita a scappare dalla
base.
Kali finse che il suo corpo stesse
cedendo, così che i medici la liberassero dalle restrizioni. A quel
punto attaccò il personale militare, che si trattasse di dottori o
di soldati armati. Mentre cercava una via d’uscita, Kali scoprì
cosa stesse davvero facendo la dottoressa Kay con lei e con il suo
sangue. Prima che potesse agire sulla base di quella scoperta,
venne nuovamente catturata e tenuta in ostaggio fino a quando
Hopper ed El non la trovarono dall’altro lato della porta
blindata.
Non è chiaro per quanto tempo Kali
sia rimasta prigioniera della dottoressa Kay e dell’esercito, ma
ora sappiamo perché in quel momento fosse così sollevata di
riunirsi con El. Kali ha ammesso di non sapere nemmeno che Henry
fosse ancora vivo. In teoria, avere un’altra persona dotata di
poteri dalla loro parte sarebbe stato un vantaggio contro Vecna.
Tuttavia, Kali ha anche espresso la sua preoccupazione per il
futuro di El, dopo aver compreso le vere motivazioni della
dottoressa Kay.
Cosa sta facendo la
dottoressa Kay con le donne incinte: sta riavviando il programma
del dottor Brenner?
Durante il suo tentativo di fuga,
Kali ha scoperto intere stanze piene di donne incinte tenute
prigioniere nella base. Le donne, tutte in stato avanzato di
gravidanza, ricevevano trasfusioni di sangue, ma non si trattava di
un sangue qualunque: era il sangue di Kali. Qualunque cosa sperasse
di ottenere la dottoressa Kay, non stava funzionando, dato che le
donne erano a malapena coscienti, e Kali ha descritto a El che
stavano “morendo”.
La dottoressa Kay ha di fatto
ripreso il lavoro del Progetto Indigo del dottor Brenner, creato
per replicare le abilità di Henry in nuovi soggetti di prova. Come
confermato dalla storia di Henry in Stranger
Things, il dottor Brenner somministrava trasfusioni del
sangue di Henry a donne incinte nella speranza che i loro figli non
ancora nati sviluppassero gli stessi poteri. In base a ciò che
accadde con Undici e Henry dopo il massacro della Rainbow Room,
Brenner capì che il suo programma aveva avuto successo.
Non riuscendo a rintracciare
Undici, la dottoressa Kay si è rivolta all’unico altro soggetto
ancora in vita, oltre a Henry: Kali, nota anche come Otto. Proprio
come Brenner, la dottoressa Kay aveva bisogno del sangue di un ex
soggetto per usarlo sulle donne incinte e creare nuove “armi”. Come
ha confermato Kali, l’unico modo per creare davvero qualcuno
potente quanto Henry sarebbe stato utilizzare il sangue di
Undici.
Perché la dottoressa Kay ha
bisogno del sangue di Undici affinché il suo piano funzioni
Tra tutti i soggetti del Progetto
Indigo, Undici si è rivelata l’unica le cui capacità potevano
raggiungere il livello di quelle di Henry. Pertanto, affinché la
dottoressa Kay potesse riportare in vita con successo il Progetto
Indigo, l’esercito avrebbe avuto bisogno del sangue di El da
trasfondere alle donne incinte. Kali ha rivelato questa verità a
Undici dopo la loro fuga dalla base, spiegando ulteriormente perché
la dottoressa Kay e i militari non avessero mai smesso di
cercarla.
Dal momento che la telecinesi di
Undici deriva dalla trasfusione del sangue di Henry nella madre di
El, Terry Ives, la dottoressa Kay aveva intenzione di trattare
Undici come la sua versione di Henry. Sebbene l’esercito potesse
dare la caccia a Henry, questo avrebbe significato affrontare di
nuovo Vecna, cosa che non era andata affatto bene nel finale del
Volume 1 della stagione 5 di Stranger Things.
Questo spiega anche perché la dottoressa Kay non avrebbe permesso
ai militari di fare del male a Undici qualora l’avessero
trovata.
Perché Kali non crede che Undici
possa vivere una vita normale (anche se Henry venisse ucciso)
Oltre a raccontare tutto ciò che
aveva vissuto sotto il controllo dell’esercito, Kali ha dichiarato
di non credere che il ciclo finirà mai. Undici ha ribattuto che
avrebbero ucciso Henry e la dottoressa Kay, ma Kali teme che
esisteranno sempre persone come il dottor Brenner e la dottoressa
Kay, pronte a sfruttare Undici e i suoi poteri.
El continuava a sognare che, una
volta sconfitto Vecna, il gruppo avrebbe potuto trovare una vita
normale, anche se questo avesse significato lasciare Hawkins per
iniziare una nuova vita con Mike. Kali ha praticamente infranto
quel sogno, sostenendo che Undici non sarà mai davvero al sicuro
nel mondo finché avrà i suoi poteri. Infatti, poco prima della
sequenza finale del Volume 2 della stagione 5 di Stranger
Things, Kali ha proposto che lei e Undici restassero nel
Sottosopra per sacrificarsi.
Purtroppo, Kali potrebbe avere
ragione: Undici forse non potrà mai vivere una vita normale. Anche
se riuscisse a uccidere Vecna, la dottoressa Kay e i militari a
Hawkins, è impossibile sapere quante persone siano a conoscenza
della sua esistenza e fino a che punto sarebbero disposte a
spingersi per trovarla. Finché tutti i soggetti degli esperimenti
del dottor Brenner non saranno morti, il ciclo potrebbe non
interrompersi mai in Stranger Things.
I Volumi 1 e 2 della stagione 5 di
Stranger Things sono ora disponibili su Netflix. Il finale della serie uscirà il 1° gennaio
2026.
Dopo quasi un decennio, Stranger Things – Stagione
5Volume 2 ha
finalmente spiegato che cosa sia davvero il Sottosopra nella serie. Per molto tempo si è
pensato che il Sottosopra fosse una sorta di dimensione parallela.
Con il finale della stagione 5, Volume 2, è stato invece
rivelato che l’esistenza del Sottosopra è molto più complessa e
pericolosa di quanto si credesse.
Stranger Things stagione 5, Volume
1, sembrava confermare che un misterioso muro circondasse il
Sottosopra, con il laboratorio di Hawkins situato al centro.
Indagando su come il laboratorio sia collegato a quel muro, Dustin
e il gruppo fanno scoperte fondamentali che spiegano ulteriormente
cos’è il Sottosopra, come è stato creato e a cosa serve
realmente.
Stranger Things – Stagione 5
rivela che il Sottosopra è un wormhole
Mentre Dustin fornisce alcune
spiegazioni sul Sottosopra e su come sia collegato alla materia
esotica sopra il laboratorio di Hawkins, in “The Bridge”
della stagione 5 di Stranger Things chiarisce
tutto al Party. Si scopre che il Sottosopra è in realtà un
wormhole, che funge da “ponte interdimensionale” tra il mondo reale
e il mondo in cui Vecna
si è nascosto, che Dustin chiama “l’Abisso”.
Al centro del Sottosopra si trova
la materia esotica e, sebbene sia altamente instabile, è ciò che di
fatto tiene insieme il ponte tra i mondi. Il piano attuale di Vecna
nella stagione 5 di Stranger Things è quello di
unire i due mondi facendo collassare il ponte con l’aiuto di Holly
e degli altri ragazzi. Quando Holly cerca di fuggire dall’Abisso,
cade dal cielo del Sottosopra, ma in realtà sta precipitando
attraverso il wormhole.
Le origini del Sottosopra legate a
Vecna e Undici, spiegate
Sebbene nel corso della serie siano
rimasti molti misteri irrisolti sulla dimensione alternativa, la
stagione 4 di Stranger Things ha rivelato le
origini del Sottosopra e il suo legame con Vecna e Undici. Dopo il
massacro al laboratorio di Hawkins nel 1979, Undici usò i suoi
poteri contro Henry, spedendolo in un mondo completamente diverso.
Ora sappiamo che quel mondo era l’Abisso, la dimora del Mind Flayer
e di creature come i Demogorgoni.
Detto questo, la stagione 4 di
Stranger Things ha anche sottolineato che il
Sottosopra era bloccato al 6 novembre 1983. Era il giorno in cui si
credeva che Undici avesse creato il Sottosopra dopo aver usato i
suoi poteri per entrare in contatto telecinetico con un
Demogorgone. La verità, però, è molto più profonda, come rivelato
in “The Bridge” della stagione 5.
Henry si trasformò in Vecna mentre
era intrappolato nell’Abisso. Il dottor Brenner stava usando Undici
per cercare Henry e, entrando in contatto con il Demogorgone, la
creazione del Sottosopra da parte di El fu in realtà la creazione
del ponte tra il loro mondo e l’Abisso. Il Sottosopra agiva come
una copia speculare del mondo normale, ma era solo una parte di ciò
che collegava Hawkins al mondo che Henry avrebbe poi considerato la
sua nuova casa.
Come Vecna e il Mind
Flayer hanno usato il Sottosopra per colpire Hawkins
Così come esistono fratture tra
Hawkins e quello che si pensava fosse il Sottosopra, esistono anche
brecce nell’Abisso e nel ponte. Questo ha permesso a Vecna, al Mind
Flayer e alle creature controllate dalla mente alveare di lasciare
l’Abisso, attraversare il ponte ed entrare a Hawkins o in altre
zone del mondo reale tramite varie fratture e portali.
Non è mai stato il Sottosopra a
ospitare i villain di Stranger Things. Il
Sottosopra fungeva semplicemente da passaggio obbligato che tutti i
mostri della serie dovevano attraversare per arrivare a Hawkins.
L’Abisso era – e rimane – il luogo da cui provengono il Mind
Flayer, i Demogorgoni e le altre creature. È anche il posto in cui
Henry è diventato ufficialmente Vecna dopo essere stato esiliato da
Undici nel 1983.
Il wormhole del Sottosopra può
essere distrutto?
La domanda che accompagna il finale
di Stranger Things è se il Party riuscirà a
distruggere il wormhole, ponendo così fine all’esistenza del
Sottosopra e dell’Abisso. Con il finale della stagione 5, Volume 2,
il gruppo intraprende la sua missione finale per sconfiggere Vecna
e salvare i ragazzi. Prima di tornare a casa, pianificano anche di
lasciare una bomba nel Sottosopra.
In teoria, se la materia oscura
venisse distrutta, il wormhole – o “ponte interdimensionale”, come
lo definisce Dustin – collasserebbe, distruggendo il Sottosopra e
l’Abisso. A condizione che i portali e le fratture tra Hawkins e il
Sottosopra vengano sigillati, è possibile che le fratture di Vecna
nell’Abisso portino alla distruzione di entrambi i mondi se
l’esplosione andrà a buon fine.
Purtroppo, Kali ritiene che lei e
Undici dovrebbero restare nel Sottosopra quando il wormhole verrà
distrutto. Teme che l’esistenza di El porterà sempre persone come
la dottoressa Kay e Brenner a cercare di sfruttare i poteri suoi e
di Henry per scopi malvagi. Se El dovesse davvero sacrificarsi con
la distruzione del ponte, sarebbe una conclusione appropriata per
il Sottosopra, considerando che lo aveva creato involontariamente
anni prima.
Come il Sottosopra è
collegato alla Dimensione X
Prima che la stagione 5 di
Stranger Things rivelasse informazioni cruciali
sul Sottosopra e sul suo scopo, anche lo spettacolo teatrale del
franchise, Stranger Things: The First Shadow, aveva
svelato dettagli fondamentali sulla storia della dimensione.
L’opera conferma che l’Abisso è in realtà la Dimensione X, un mondo
alternativo con cui Henry entrò in contatto per la prima volta da
bambino, molti anni prima di finirci definitivamente dopo essere
stato sopraffatto da Undici nel 1978.
In Stranger Things: The First
Shadow, un giovane Henry incontra una spia sovietica che ha
rubato attrezzature importanti utilizzate per un esperimento
governativo segreto sulle dimensioni alternative e sulla famiglia
Brenner. Quell’attrezzatura, accennata nella sequenza della caverna
durante “Escape from Camazotz” della stagione 5, finisce
per spedire Henry nella Dimensione X.
È lì che Henry entra per la prima
volta in contatto con il Mind Flayer, un incontro che gli cambia la
vita per sempre. Anche se Henry riesce a tornare nel suo mondo,
l’esperienza con il Mind Flayer e la Dimensione X altera
completamente il suo comportamento e la sua personalità, come
mostrato nella stagione 4. Questo evento porta anche allo sviluppo
delle sue abilità psicocinetiche, dando inizio alla catena di
eventi che coinvolge il Progetto Indigo, Undici e la creazione del
wormhole del Sottosopra in Stranger Things.
I Volumi 1 e 2 della stagione 5 di Stranger
Things sono ora disponibili su Netflix. Il finale della serie uscirà il 1° gennaio
2026.
Stranger Things – Stagione 5, Volume
2, riprende pochi istanti dopo il sorprendente finale del Volume 1.
La conclusione di “Sorcerer” ha rivelato in modo
significativo i poteri di Will legati a Vecna
e la sua connessione con la mente alveare, ma questo non sarà
sufficiente per abbattere il grande villain della serie. Sebbene le
abilità di Will possano cambiare le carte in tavola, molti degli
altri sono ancora bloccati nel Sottosopra, mentre il resto del Party cerca di
raccogliere informazioni mentre si riorganizza.
Il finale del Volume 1 della
stagione 5 di Stranger Things ha visto anche il
ritorno di Kali, e nel Volume 2 la vediamo fuggire dalla base
militare nel Sottosopra insieme a Undici e Hopper. Non riescono
però a trovare il gruppo di Nancy, impegnato a esplorare il
laboratorio di Hawkins in cerca di risposte sul muro che circonda
il Sottosopra. La loro scoperta finirà per cambiare tutto ciò che
sappiamo sul Sottosopra e sulle altre dimensioni presenti nella
serie.
Per quanto riguarda Max, finalmente
riesce a tornare nel mondo reale e nel suo corpo fisico, ma il suo
destino è accompagnato da ulteriori complicazioni. Anche Holly
trova una via di fuga dal paesaggio mentale di Vecna, riuscendo a
risvegliarsi nel suo covo. Tuttavia, la sua libertà dura poco:
Vecna la cattura nuovamente prima di mettere in moto la fase finale
del suo piano.
Come Vecna sta pianificando di
unire due mondi diversi
La stagione 5 di Stranger
Things aveva già rivelato i piani di Vecna che coinvolgono
i ragazzi, sfruttando le menti più deboli come “contenitori” per
“rimodellare il mondo”. Il Volume 2, però, spiega più nel dettaglio
come Vecna intenda effettivamente conquistare il mondo, un piano
che coinvolge il mondo reale e un altro mondo completamente
diverso. Come racconta Will, Vecna utilizza i suoi “contenitori”
per amplificare le proprie capacità, e sta spingendo questa
strategia a un livello ancora più estremo con il gruppo che ha
catturato nel Volume 1.
Vecna tiene prigionieri i ragazzi,
inclusa Holly, nel suo covo, situato in un mondo differente che
Dustin soprannomina “l’Abisso”. È lo stesso mondo in cui Henry è
finito dopo essere stato sconfitto da Undici nel laboratorio di
Hawkins. Come spiega Dustin, il loro mondo e l’Abisso sono
collegati da un ponte, e quel ponte è proprio il Sottosopra.
Attraverso le fratture in entrambi i mondi, Vecna sta tentando di
fonderli.
Man mano che i due mondi si
indeboliscono, finiranno per collidere, offrendo a Vecna
l’opportunità di “rifare il mondo”, come osserva Undici. Per molto
tempo, i personaggi di Stranger Things hanno
creduto che i veri pericoli provenissero dal Sottosopra, ma quella
dimensione era in realtà solo un passaggio per consentire alle
entità dell’Abisso di raggiungere Hawkins e il mondo normale.
Cosa significa che il
Sottosopra sia un wormhole per Stranger Things
Grazie alle scoperte di Dustin
nella stagione 5, Volume 2, emerge finalmente la verità su cosa sia
realmente il Sottosopra. Tecnicamente, il Sottosopra è un wormhole,
un ponte interdimensionale che collega Hawkins (mondo n. 1)
all’Abisso (mondo n. 2) ed è “tenuto insieme da materia esotica”,
secondo Dustin.
L’Abisso è la vera dimora dei
Demogorgoni, del Mind Flayer e degli altri orrori associati al
Sottosopra fin dalla prima stagione. Quando Undici entrò in
contatto con Henry per conto del dottor Brenner, il ponte si formò,
dando origine a ciò che in seguito sarebbe stato chiamato
Sottosopra.
Quando Nancy spara alla materia
esotica, generando un’onda d’urto attraverso il wormhole, si crea
un varco nella parete del ponte. Poiché il ponte è un wormhole,
tutto ciò che viene risucchiato attraverso quella breccia è
essenzialmente perduto per sempre. Per sconfiggere Vecna e fermare
il suo piano, il gruppo dovrà distruggere il ponte, che è già
estremamente instabile.
Il piano del Party per sconfiggere
Vecna e salvare Holly
Sorprendentemente, è Steve a ideare
il piano del gruppo per raggiungere l’Abisso e, infine, Vecna.
Propone che il Party aspetti che i mondi siano più vicini, in
particolare il momento in cui la torre radio attraverserà la
frattura entrando nell’Abisso. Da lì, Undici potrà sperabilmente
usare i suoi poteri per prendere il controllo della mente di Vecna
mentre si trova nella versione del laboratorio di Hawkins nel
Sottosopra.
Mentre Max può aiutare a guidare El
nella mente di Vecna, data la sua esperienza all’interno del suo
paesaggio mentale, Kali intende usare i propri poteri per entrare
nella mente di Vecna insieme alla sorella. Nel frattempo, gli altri
membri del Party dovranno scalare la torre per entrare nell’Abisso
e salvare Holly e gli altri ragazzi, riportandoli attraverso il
ponte nel mondo reale.
Prima che il Party si prepari per
la grande missione, Dustin aggiunge un ultimo elemento al piano:
piazzare una bomba vicino alla materia esotica nel Sottosopra per
distruggere il ponte, con la speranza che venga distrutto anche
l’Abisso e tutto ciò che contiene. Hopper, ovviamente, ha già una
bomba, anche se questo rende il piano ancora più pericoloso.
Undici si sacrificherà
nel Sottosopra?
Come prevedibile, Undici è un
elemento cruciale del piano del Party. Questa sarà la sua ultima
occasione per sconfiggere il suo “fratello” e, anche con l’aiuto di
Kali, una sconfitta potrebbe avere un costo enorme. Per avvicinarsi
a Vecna e alla sua mente, El intende usare la vasca di deprivazione
sensoriale che si trova ancora nel laboratorio di Hawkins nel
Sottosopra.
Il ruolo di El la colloca quasi al
centro del ponte, poiché il laboratorio di Hawkins si trova proprio
sotto la materia esotica che il gruppo intende far esplodere. Kali
suggerisce che non ci potrà essere una vera fine finché Undici sarà
in vita. Anche se Vecna venisse sconfitto, Kali teme che il ciclo
di esseri dotati di poteri non finirà mai finché El esisterà, e per
questo propone che restino indietro quando il ponte verrà
distrutto.
Come rivelato da Kali nella
stagione 5 di Stranger Things, la dottoressa Kay
ha ripreso il Progetto Indigo del dottor Brenner. Sta facendo
trasfusioni del sangue dei soggetti di Brenner a donne incinte,
nella speranza che i loro bambini non ancora nati sviluppino poteri
simili a quelli di Henry. Tuttavia, questo funzionerebbe solo
utilizzando il sangue di El. Se El resterà in vita, l’esistenza di
programmi come il Progetto Indigo potrebbe non finire mai, ma alla
conclusione del Volume 2 non è chiaro se Undici sia disposta a
sacrificarsi.
Come Will può aiutare a
sconfiggere Vecna
Dopo quasi cinque stagioni
complete, Stranger Things conferma finalmente che
Will è gay, regalandogli una scena emotiva in cui fa coming out con
la sua famiglia e i suoi amici. Sebbene voglia condividere la
verità con le persone a lui più care, Will lo fa anche per togliere
potere a Vecna. Sotto il suo controllo, Vecna mostra a Will una
versione del futuro in cui rimane solo dopo aver allontanato tutti
perché si sente “diverso”.
Facendo coming out e rendendosi
conto di essere ancora accettato dal Party, Will recupera parte del
suo potere, poiché non teme più ciò che Vecna potrebbe fare con la
verità. Decide quindi di dover stare con Undici nel Sottosopra, nel
caso Vecna prenda di mira anche il mondo fisico. La missione
potrebbe procedere secondo i piani, ma Vecna potrebbe comunque
usare la mente alveare per inviare Demogorgoni o altri orrori
contro il Party, e spetterà a Will e ai suoi poteri fornire
protezione.
Come visto nel finale del Volume 1,
Will può ottenere un potere immenso grazie alla mente alveare. Il
Volume 2 mostra inoltre come questi poteri possano essere usati
direttamente contro Vecna, ad esempio quando Will gli impedisce di
uccidere Max e Holly. Allearsi con El e Kali potrebbe essere
l’unico modo per uccidere Vecna definitivamente.
Come Stranger Things 5, Volume 2
prepara il finale della serie
Con l’uscita del Volume 2 della
stagione 5 di Stranger Things, resta solo un
episodio prima della conclusione della serie Netflix. Tutto porterà al finale, che si concentrerà
principalmente sull’attuazione del piano del Party legato al ponte.
L’ultima scena di “The Bridge” mostra Murray che riesce a
far attraversare la frattura al gruppo, entrando nel Sottosopra, e
l’episodio finale riprenderà probabilmente da lì.
Una volta nel Sottosopra, il gruppo
dovrà dividersi per portare a termine le diverse fasi della
missione. Undici, Will e Kali si dirigeranno verso il laboratorio
di Hawkins, mentre altri andranno alla torre radio per salire
nell’Abisso. Ci sarà anche probabilmente un gruppo incaricato di
preparare la bomba destinata a distruggere il ponte.
Il piano per sconfiggere Vecna,
ritrovare i ragazzi e distruggere il ponte sembra ben studiato, ma
nulla è mai stato facile per il Party. Considerando che nella
stagione 5 non sono morti personaggi principali, è molto probabile
che il finale della serie includa alcune vittime.
I Volumi 1 e 2 della stagione 5 di
Stranger Things sono ora disponibili su Netflix.
Il finale della serie uscirà il 1° gennaio 2026.
Tra poche ore, i nuovi episodi di
Stranger Things – Stagione 5 che
compongono il Volume 2 arriveranno su Netflix e sapremo finalmente quale sarà la sorte dei
nostri eroi, in attesa del gran finale del 1° gennaio. Ma a
che ora arriveranno i nuovi episodi di Stranger Things – Stagione 5 in
Italia?
E’ una domanda legittima,
soprattutto per i fan che vogliono essere i primi a vedere cosa i
fratelli Duffer hanno in serbo per i ragazzi di
Hawkins.
Le nuove puntate di
Stranger Things – Stagione 5 saranno disponibili in Italia dalle
2.00 del mattino del 26 dicembre 2025.
Autunno 1987. Hawkins è
rimasta segnata dall’apertura dei portali e i nostri eroi sono
uniti da un unico obiettivo: trovare e uccidere Vecna,
che è svanito nel nulla: non si sa dove si trovi né quali siano i
suoi piani. A complicare la missione, il governo ha messo la città
in quarantena militare e ha intensificato la caccia a Undici,
costringendola a nascondersi di nuovo. Con l’avvicinarsi
dell’anniversario della scomparsa di Will si fa strada una paura
pesante e familiare. La battaglia finale è alle porte e con essa
un’oscurità più potente e letale di qualsiasi altra situazione mai
affrontata prima. Per porre fine a quest’incubo è necessario che il
gruppo al completo resti unito, per l’ultima volta.
Il grande Rob
Reiner,
ormai scomparso, ha diretto molti amatissimi film, di generi
diversi. Uno di questi classici è la commedia romantica Harry, ti presento Sally, con
Meg Ryan e Billy Crystal. Il film
segue due amici di lunga data che alla fine si innamorano,
discutendo se uomini e donne possano essere solo amici.
Una delle scene più memorabili di
Harry, ti presento
Sallyvede Sally (Ryan) prendere in
giro Harry (Crystal) insistendo sul fatto che almeno una delle sue
partner avesse probabilmente simulato un orgasmo. Per dimostrare la
sua tesi, Sally ne simula uno a voce alta in mezzo a un ristorante,
spingendo una signora anziana a dire: “Prendo quello che sta
prendendo lei”.
I fan di Reiner probabilmente
conoscono la curiosità: la donna anziana è stata interpretata dalla
madre del regista, Estelle Reiner. Tuttavia,
potrebbero non sapere che la sua presenza in scena ha portato a
uno dei momenti più imbarazzanti di Reiner come
regista, quando ha dovuto mostrare a Ryan come voleva che
fosse recitato il momento dell’orgasmo.
“Le prime due volte, non l’ha
fatto completamente”, ha spiegato Reiner, secondo The
Hollywood Reporter. “E alla fine, mi sono seduto di fronte a
Billy. E l’ho recitato per lei… E stavo battendo i pugni sul
tavolo, ‘Sì! Sì! Sì!’ E mi sono reso conto che stavo avendo un
orgasmo davanti a mia madre, capisci? Ecco mia madre
laggiù.”
Sebbene l’esperienza dietro le
quinte sia stata imbarazzante per Reiner, ha dato i suoi frutti,
contribuendo a rendere Harry, ti presento Sally un
caposaldo del genere della commedia romantica. Gran parte del
successo del film deriva dalla chimica tra Ryan e Crystal, che si
basa meno sulle loro scene romantiche e più sui loro scambi di
battute comiche.
È interessante notare che la
visione originale di Reiner per Harry, ti presento Sally non si
limitava a far sì che i due si mettessero insieme, ma che
rimanessero amici. All’epoca, si stava riprendendo dal divorzio
dalla prima moglie, Penny Marshall, e le sue
esperienze di vita reale influenzarono la visione pessimistica di
Harry sull’amore.
Harry, ti presento Sally e la sua
analisi di amore, amicizia e dolore rimangono attuali a oltre 35
anni di distanza, consolidando il film come una pietra miliare
dell’eredità cinematografica di Reiner.
23 anni dopo l’uscita di
Spider-Man di Sam Raimi,
Kate Hudson racconta il suo rifiuto del ruolo
di Mary Jane Watson. Il personaggio è stato
interpretato da Kirsten Dunst nel film del 2002, così come nei
sequel Spider-Man 2 (2004) e
Spider-Man 3 (2007).
A Watch What Happens Live!
con Andy Cohen, a Hudson è stato chiesto se avesse
davvero rifiutato di interpretare Mary Jane e se se ne penta.
Sebbene desiderasse accettare il ruolo e recitare in Spider-Man,
crede che alla fine le persone giuste fossero nel film.
È anche grata di aver girato
Le quattro piume (2002) all’epoca, dove
ha lavorato e stretto amicizia con Heath Ledger. Guarda la risposta di
Hudson qui sotto:
È così divertente. Quando la
gente dice queste cose, non è bello parlarne perché le persone che
compaiono nel film sono le persone giuste. Le circostanze della
vita accadono in un certo modo. Ma sì, l’ho fatto, e ora che ci
ripenso, è una di quelle cose in cui penso: “Sarebbe stato bello
essere nel film di Spider-Man”. Ma allo stesso tempo, ho fatto un
film intitolato Le Quattro Piume. Ho incontrato
Heath Ledger, che è diventato un caro amico, e ho vissuto
un’esperienza che non avrei mai avuto, quindi una parte di me pensa
che la vita vada esattamente come dovrebbe, e ne sono grata. Ma ci
ripenso… sarebbe stato divertente essere lei.
Cohen sottolinea che se Hudson
avesse accettato il ruolo, avrebbe potuto essere in diversi film di
Spider-Man. Avrebbe anche potuto
interpretare un personaggio iconico negli anni precedenti l’inizio
del Marvel Cinematic Universe, con la
crescente popolarità dei film sui supereroi.
Il film che Hudson scelse di fare,
Le quattro piume, non fu un successo né
di critica né commerciale. Incassò 29,8 milioni di dollari in tutto
il mondo a fronte di un budget dichiarato di 35 milioni di dollari
e ottenne un punteggio critico del 41% su Rotten Tomatoes. Da
Come farsi lasciare in 10 giorni (2003) a
Glass Onion: A Knives Out Mystery (2022),
tuttavia, molti altri film di Kate Hudson hanno riscosso un grande
successo.
Negli anni successivi a
Spider-Man 3, altre versioni di Mary Jane
sono state scelte per il grande schermo. Shailene Woodley fu scelta per
interpretarla in The Amazing Spider-Man 2
(2014), ma le sue scene furono tagliate. Zendaya interpreta Michelle “MJ” Jones nei
film di Spider-Man dell’MCU, Zoë
Kravitz dà la voce a Mary Jane Parker in
Spider-Man: Un nuovo
universo (2018) e Melissa Sturm
interpreta la parte in Spider-Man: Across the
Spider-Verse (2023).
Il cast di Spider-Man: Brand New
Day (2026) include la star di
Stranger ThingsSadie
Sink, che si vocifera interpreterà la versione MCU di
Mary Jane Watson. Sebbene la produzione del film con
Tom
Holland sia terminata, il ruolo di Sink rimane
strettamente riservato.
Nel 2022, Kate Hudson ha rivelato che si unirebbe
all’MCU se le venisse chiesto, ma non è coinvolta in nessuno dei
film o serie TV del franchise. Anche senza aver interpretato Mary
Jane in Spider-Man, Hudson ha continuato ad avere una carriera
solida.
Il
futuro di Varang nell’universo di Avatar sembra tutt’altro che
chiuso. A confermarlo è Oona
Chaplin, che in Avatar: Fuoco e
Cenere debutta come uno dei nuovi
antagonisti della saga diretta da James Cameron.
Nel terzo capitolo, ambientato in una fase particolarmente dolorosa
per Jake Sully
e Neytiri — interpretati rispettivamente da Sam Worthington e
Zoe
Saldaña — Varang emerge come leader del
Popolo della Cenere, una fazione Na’vi segnata da una devastante
catastrofe naturale. Disillusa da Eywa, la divinità venerata dalla
maggior parte dei Na’vi, Varang abbraccia una visione più
aggressiva del mondo, stringendo un’alleanza con il colonnello
Quaritch, ancora una volta interpretato da Stephen
Lang.
Sebbene il finale di Fuoco e
Cenere lasci volutamente ambigua la
sorte di Quaritch, Varang sopravvive allo scontro conclusivo,
aprendo chiaramente la porta a un suo ritorno nei prossimi
capitoli. In un’intervista a Gold Derby, Oona Chaplin ha dichiarato
che avrebbe lottato per mantenere il personaggio vivo anche se non
fosse stato previsto, aggiungendo con entusiasmo che la sua
presenza nei sequel era già scritta: l’attrice spera infatti di
continuare a interpretare Varang in Avatar 4, 5
e persino oltre, qualora Cameron decidesse di espandere
ulteriormente la saga.
Chaplin ha anche accennato all’evoluzione narrativa del Popolo
della Cenere, che potrebbe assumere un ruolo sempre più centrale
nell’arco epico ambientato su Pandora. Alcune sequenze di
Avatar 4 sarebbero già
state girate per gestire un salto temporale e preservare la
continuità degli attori più giovani, ma l’attrice non ha confermato
se Varang compaia già in quel materiale.
Dal punto di vista tematico, Varang rappresenta molto più di una
semplice antagonista. Secondo Chaplin, Fuoco e
Cenere è una vera e propria storia di
formazione per il personaggio: inizialmente guidata dall’istinto di
sopravvivenza, Varang amplia i propri orizzonti grazie all’incontro
con Quaritch, arrivando a credere di poter sfidare non solo Eywa,
ma l’intero ordine dei Na’vi. Un percorso alimentato da un trauma
profondo, che l’attrice descrive come la fonte stessa della forza
del personaggio.
In questa prospettiva, Varang diventa anche una figura speculare ai
protagonisti della saga: un monito su ciò che accade quando paura e
rabbia diventano strumenti di sopravvivenza. Un ruolo chiave,
dunque, destinato con ogni probabilità a espandersi nei prossimi
capitoli di Avatar.
Non c’è dubbio che il 2025 sia stato
un anno importante per il cinema, anche per quanto riguarda il
genere fantascientifico. Ha visto la nascita di alcuni dei migliori
film dell’anno e questo genere sarà sicuramente uno dei grandi
protagonisti della stagione dei premi nel 2026. Selezionare i
migliori film di fantascienza del 2025 non è un compito facile.
Alcuni dei migliori
film di fantascienza sono stati distribuiti direttamente sui
servizi di streaming e sono diventati dei successi, altri sono
passati inosservati e sono stati ingiustamente trascurati, mentre
altri ancora sono stati tra i più grandi successi al botteghino.
Inoltre, mescolano diversi generi, spaziando dall’horror all’azione
e altro ancora, rendendoli divertenti da guardare per tutti i
migliori dell’anno.
Misteri dal profondo
Uno dei primi film di fantascienza
usciti lo scorso anno è arrivato su Apple
TV+. Misteri dal profondoaveva molto
da offrire con due attori protagonisti di talento, una trama
intrigante e un regista che ha realizzato alcuni film di alta
qualità nel corso degli anni.
Scott Derrickson, che ha diretto
Doctor Strange e Sinister, ha diretto Misteri dal
profondo, con Anya Taylor-Joy e Miles Teller. Nel film interpretano due cecchini
d’élite incaricati di sorvegliare una profonda gola che si trova
tra loro, senza sapere cosa ci sia lì sotto.
The Gorge ha beneficiato
dell’intesa tra Taylor-Joy e Teller, soprattutto in una scena
divertente in cui hanno reso omaggio ai loro ruoli in
Whiplash e The Queen’s Gambit. Il film presentava
alcuni elementi horror molto forti, il che è comprensibile dato che
era diretto da Derrickson, ed è un’ottima aggiunta al sottogenere
horror fantascientifico.
The Running Man
Pochi film di fantascienza nel 2025
erano più attesi di The Running Man. Basato sull’omonimo
romanzo dell’iconico autore Stephen King, questo era il secondo adattamento
della storia dopo il film del 1987 con Arnold Schwarzenegger.
Il film ha visto il creativo
regista Edgar
Wright alla regia e ha visto la partecipazione della star
emergente Glen
Powell nel ruolo principale. Aggiungete un cast di supporto
composto da Colman Domingo, Josh
Brolin, Emilia Jones, Michael Cera, William H. Macy e Lee
Pace, solo per citarne alcuni, e avrete la ricetta per il
successo.
Alla fine, The Running Man
ha faticato al botteghino e i critici hanno ritenuto che il film
fosse un po’ affrettato rispetto al materiale originale. Detto
questo, rimane un film d’azione divertente con molti elementi
fantascientifici e merita di essere visto.
Elio
Poiché la fantascienza è un genere
che si presta a idee e concetti stimolanti, la maggior parte dei
film è rivolta agli adulti e non ai bambini. Elio va contro
questa tendenza con una storia fantascientifica che rende giustizia
a ciò che rende speciale la Pixar come studio cinematografico.
Elio è incentrato sul
bambino che dà il titolo al film e che sogna di lasciare la sua
vita travagliata sulla Terra per qualcosa di meglio nel cosmo.
Quando gli alieni vengono davvero a prenderlo, lo scambiano per
l’ambasciatore della Terra e lui deve affrontare un conflitto che
coinvolge un nuovo amico che si è fatto e suo padre, un signore
della guerra.
Come sempre con la Pixar, le
immagini sono straordinarie e la trama è ricca di emozioni.
Elio è stato accolto molto bene, vanta un ottimo cast di
doppiatori e racconta una storia commovente sulla famiglia
ritrovata, includendo anche un’avventura spaziale mozzafiato.
Elio è stato nominato per il Golden Globe come miglior film
d’animazione.
The Fantastic Four: First
Steps presenta un cattivo che consuma pianeti, personaggi
con superpoteri, l’idea di un enorme sistema di teletrasporto e
altro ancora. La squadra fa certamente la sua parte nei
combattimenti, ma la maggior parte della storia li vede discutere
di aspetti scientifici e teorie, cercando di trovare una via
d’uscita dai guai.
È una versione rinfrescante del
genere dei supereroi che ha aiutato il film a ottenere
un’accoglienza positiva da parte della critica e dei fan. C’è una
specifica sequenza di inseguimento nello spazio che coinvolge i
Fantastici Quattro e Silver Surfer che è una delle scene più belle
nella storia dell’MCU, soprattutto dal punto di vista
fantascientifico.
Companion
Jack Quaid e Sophie Thatche in Companion. Cortesia di Warner Bros.
Pictures
Come spesso accade, la fantascienza
può fondersi perfettamente con il mondo dell’horror ed è proprio
quello che è successo con Companion. Una nuova e impressionante entrata nella
categoria dei film “buoni per lei”, Companion ci offre un
tipo diverso di protagonista.
Diretto da Drew Hancock al suo
debutto, il film è incentrato su Iris, un robot di compagnia
progettato per compiacere Josh, l’uomo che l’ha noleggiata. Lei
crede di essere la sua ragazza, ma una volta scoperta la verità,
prende il controllo e reagisce quando tentano di incastrarla per
l’omicidio dell’amico di Josh.
Sophie Thatcher offre una delle
interpretazioni più sottovalutate dell’anno nei panni di Iris, un
robot per cui tutti facciamo il tifo. Il film si spinge in
territori selvaggi con alcune scene intriganti, affrontando al
contempo l’etica dell’intero concetto. Companion ha
ottenuto una valutazione del 93% su Rotten Tomatoes e Thatcher ha
vinto un Critics’ Choice Award per la sua interpretazione.
Predator: Killer Of
Killers
La rinascita della serie
Predator è una delle imprese più impressionanti realizzate a
Hollywood nella storia recente. La serie è iniziata con il botto
nel 1987, ma i suoi sequel hanno avuto un successo altalenante (ad
esempio, Predators è una sorta di gemma nascosta, mentre
The Predator è stato accolto male).
Prey ha rivitalizzato la serie nel 2022 e quest’anno
Dan Trachtenberg è tornato con altre novità. Il primo è stato
Predator: Killer of Killers, che è stato ignorato da
troppe persone quando è arrivato su Hulu, probabilmente a causa del
suo formato animato. Tuttavia, questo ha permesso al film di
avere la libertà di fare tutto ciò che voleva.
Predator: Killer of Killers
ha il punteggio più alto su Rotten Tomatoes di qualsiasi altro film
della serie, proprio grazie al suo stile animato. La storia di vari
guerrieri che nel corso dei secoli si sono scontrati con i Predator
rende il film unico, e le scene d’azione sono sia spettacolari che
illimitate.
Gli spettatori attendevano con
impazienza il prossimo film di Bong Joon-ho dopo che questi aveva
fatto la storia agli Oscar con Parasite. Ci sono voluti
quasi sei anni, ma alla fine abbiamo avuto
Mickey 17, che non ha deluso, anche se non ha raggiunto gli
stessi livelli del film precedente.
Mickey 17 è basato sul
romanzo Mickey7 ed è ambientato nell’anno 2054, quando un
uomo si unisce a una colonia spaziale come “sacrificabile”. Si
tratta di un lavoratore usa e getta che viene clonato ogni volta
che muore. Quando credono erroneamente che Mickey 17 sia morto,
viene creato Mickey 18 e ne consegue il caos.
Robert Pattinson è fantastico nel
doppio ruolo di entrambi i Mickey, mentre il cast di supporto è
forte, tra cui i cattivi Toni Collette e Mark Ruffalo. Le creature conosciute come
Creepers, il concetto di clonazione, l’azione nello spazio e altro
ancora rendono questo film un fantastico viaggio nella
fantascienza.
Non ci sono film di fantascienza
nel 2025 più importanti di Avatar: Fuoco e
Cenere. Il terzo capitolo della fortunata saga di James Cameron deve seguire due film che hanno
incassato più di 2 miliardi di dollari ciascuno, il che significa
che c’era molto da dimostrare.
Avatar: Fuoco e Cenere è incentrato
ancora una volta sulla famiglia di Neytiri e Jake Sully,
alle prese con le conseguenze delle battaglie del film precedente e
la perdita del figlio. Nel frattempo, devono affrontare una nuova
minaccia sotto forma degli Ash People, un’altra tribù Na’vi
assetata di potere e guidata da un leader spietato.
Alla fine, le recensioni di Avatar:
Fuoco e Cenere sono state inferiori rispetto ai primi due
film, soprattutto perché la storia ripete alcuni momenti salienti
di questi ultimi. Tuttavia, non si può negare lo spettacolo che
offre e le immagini sono ancora una volta mozzafiato.
Predator: Badlands
I fan di Predator hanno
vissuto un 2025 incredibile perché, dopo l’uscita di Killer of
Killers su Hulu, Predator: Badlands ha riportato il franchise sul grande
schermo. Ancora una volta, Dan Trachtenberg merita un elogio per
aver provato qualcosa di diverso.
Dopo un film ambientato nel passato
con una protagonista femminile e un film d’animazione,
Predator: Badlands fa qualcosa di
audace rendendo il Predator il protagonista invece che il
cattivo. Il film segue Dek, un Yautja che intraprende una
missione per cacciare un predatore insuperabile per impressionare
suo padre e il suo clan.
Lungo il percorso, Dek incontra
Thia, una sintetica che lo aiuta. I due formano un legame
improbabile (insieme a un altro personaggio) e la dinamica della
famiglia ritrovata è perfettamente realizzata, con Elle Fanning che ruba la scena con la sua
interpretazione. È in lizza per il titolo di miglior film di
Predator e presenta un sacco di azione.
Bugonia
Foto di Courtesy of Focus Features
Yorgos Lanthimos è uno dei registi
più singolari di Hollywood. Tutti i suoi film sono strani, ma sono
tutti acclamati dal pubblico, rendendolo una figura da tenere
d’occhio ogni volta che esce un suo film.
L’ultimo progetto di Lanthimos è
Bugonia, un remake di un film sudcoreano del 2003
intitolato Save the Green Planet!. La trama segue due uomini
che rapiscono l’amministratore delegato di un’azienda farmaceutica
perché credono che sia in realtà un’aliena inviata per distruggere
la Terra. Come spettatore, non si sa mai a chi credere.
Bugonia non è un film di
fantascienza ricco di azione, ma utilizza dialoghi coinvolgenti e
concetti intriganti per affascinare lo spettatore. Emma
Stone e Jesse Plemons hanno ricevuto nuovamente il plauso della
critica per le loro interpretazioni in questo film, che ha ottenuto
un punteggio dell’87% su Rotten Tomatoes e che probabilmente sarà
uno dei principali contendenti ai premi.
Il franchise di A Quiet
Place è diventato in pochi anni uno dei
casi più emblematici dell’horror contemporaneo, capace di coniugare
tensione pura, racconto familiare e una mitologia apocalittica
essenziale ma potentissima. I primi due film, diretti da
John Krasinski, hanno
trasformato il silenzio in linguaggio narrativo, imponendo una
grammatica visiva e sonora riconoscibile, imitata e studiata, ma
mai realmente replicata.
Dopo A Quiet Place Parte 2,
uscito nel 2020, il futuro della saga è apparso a lungo incerto.
L’universo narrativo si è però espanso con lo spin-off A Quiet Place: Day
One, diretto da Michael
Sarnoski, che ha mostrato le origini
dell’invasione. Ora, con A
Quiet Place 3, la saga è pronta a tornare al suo cuore
emotivo: la storia della famiglia Abbott.
A Quiet Place 3: John Krasinski è al lavoro sulla
sceneggiatura
Un aggiornamento incoraggiante sullo stato del progetto è arrivato
direttamente da Emily Blunt, protagonista
dei primi due capitoli. In una recente intervista a Deadline,
l’attrice ha rivelato che John Krasinski è attualmente immerso
nella scrittura del film, adottando un processo creativo quasi
ascetico.
Secondo Blunt, il regista si sarebbe “isolato” per lavorare alla
sceneggiatura, condividendo pochissimi dettagli persino con lei. Un
approccio che l’attrice ha definito scherzosamente “monastico”, ma
che le ha anche trasmesso grande entusiasmo e curiosità per ciò che
il marito sta costruendo. Il fatto che Krasinski stia scrivendo
personalmente il film conferma la volontà di mantenere una forte
coerenza autoriale con i capitoli precedenti.
La data di uscita: A Quiet Place 3 arriva
nell’estate 2027
Sul fronte distributivo, A Quiet Place 3 ha
attraversato diversi rinvii. Inizialmente annunciato nel 2022 e
previsto per il 2025, il film era stato rimosso dal calendario
prima che Krasinski confermasse ufficialmente il suo ritorno alla
regia, fissando una nuova data al 9 luglio 2027.
Secondo quanto riportato da Deadline, l’uscita è stata ora
nuovamente spostata, ma solo di poche settimane: il film arriverà
nelle sale il 30 luglio
2027. Una scelta strategica che evita la concorrenza
diretta con Superman: Man of
Tomorrow, previsto per il 9 luglio. Al
momento, A Quiet Place 3 risulta essere l’unica
grande uscita programmata per quella data.
Regia, produzione e continuità
creativa
John Krasinski non sarà solo regista, ma anche sceneggiatore e produttore,
replicando il ruolo centrale che ha avuto nei primi due film.
Questo elemento è cruciale: A
Quiet Place è sempre stato un progetto fortemente personale,
costruito intorno a un equilibrio delicato tra horror, dramma
familiare e riflessione sul sacrificio.
Il terzo capitolo principale della saga si distingue così dallo
spin-off Day One,
affidato a un altro autore, e si configura come una continuazione
diretta della storia principale.
Cast e trama: cosa possiamo
aspettarci
Al momento non sono stati annunciati ufficialmente
dettagli sulla trama né sul cast, ma la denominazione
Parte 3 lascia intendere che il film proseguirà la storia
della famiglia Abbott. È quindi plausibile aspettarsi il ritorno di
Emily Blunt nel ruolo di Evelyn, insieme ai personaggi
sopravvissuti dei capitoli precedenti.
Dal punto di vista narrativo, A
Quiet Place 3 potrebbe esplorare le conseguenze a lungo
termine della resistenza umana, ampliando il mondo già mostrato in
Part II e mettendo in
discussione l’idea stessa di salvezza. Più che un semplice film di
mostri, il terzo capitolo è chiamato a chiudere (o trasformare) un
arco tematico fondato su genitorialità, paura e responsabilità
morale. Con Krasinski di nuovo al timone e una lunga gestazione
creativa alle spalle, A Quiet Place Part III si prepara a essere
non solo un evento horror, ma il possibile punto di arrivo di una
delle saghe più influenti degli ultimi anni.
Poche serie sci-fi hanno avuto un impatto culturale duraturo come
Stargate
SG-1. A quasi trent’anni dal debutto, la
serie torna a far parlare di sé con un aggiornamento significativo
che arriva proprio mentre cresce l’attesa per il reboot targato
Prime Video. Debuttata nel
1997, Stargate SG-1 ha
ampliato la mitologia del film Stargate del 1994, ridefinendo il genere grazie a un
equilibrio raro tra fantascienza militare e racconto seriale.
Nel corso di dieci stagioni, la serie ha dimostrato una profonda
comprensione del proprio universo narrativo, costruendo su ciò che
già esisteva senza mai risultare inaccessibile. Il vero punto di
forza di SG-1 è sempre
stato proprio questo: un approccio ai grandi concetti sci-fi
filtrato attraverso personaggi solidi e riconoscibili, capaci di
offrire allo spettatore un punto d’ingresso immediato. Episodi
spesso autoconclusivi, struttura quasi procedurale e continuità
narrativa hanno permesso alla serie di parlare sia al pubblico
occasionale sia ai fan più devoti.
Mentre il franchise si prepara a una nuova fase con il reboot in
sviluppo per Prime Video, Stargate SG-1 è pronta a conquistare anche una nuova
generazione di spettatori. Nel 2026, infatti, la serie originale
approderà su Netflix, ampliando enormemente
la sua visibilità grazie alla portata globale della piattaforma. Un
passaggio che potrebbe rivelarsi decisivo per rinnovare l’interesse
attorno all’intero universo di Stargate.
L’arrivo su Netflix rappresenta anche un vantaggio strategico per
Prime Video. Con nuovi spettatori pronti a scoprire SG-1 e fan storici spinti al rewatch,
l’attenzione verso il reboot è destinata a crescere. Il confronto
con l’originale sarà inevitabile: Stargate SG-1 è considerata una delle serie sci-fi più
amate di sempre e lascia un’eredità pesante da raccogliere.
Al momento, i dettagli sul reboot restano limitati, ma il team
creativo ha sottolineato la volontà di riportare Stargate in modo rispettoso e
significativo, evitando di ripercorrere pedissequamente le stesse
storie. L’obiettivo sembra quello di espandere la mitologia,
aggiornando il mondo narrativo per il pubblico contemporaneo e
introducendo nuovi personaggi e nuove poste in gioco, senza tradire
lo spirito dell’originale.
Con Stargate SG-1 pronta
a rinascere su Netflix e un nuovo capitolo in arrivo su Prime
Video, il franchise dimostra di avere ancora oggi una forza e una
rilevanza capaci di attraversare le generazioni.
Netflix ha pubblicato il primo teaser
trailer di Apex,
nuovo action-thriller che vede Charlize
Theron protagonista di una corsa
disperata per la sopravvivenza nella natura selvaggia australiana.
Il film racconta la storia di una donna che, nel tentativo di
affrontare un lutto, si rifugia in territori remoti, ritrovandosi
però preda di un cacciatore spietato interpretato da
Taron Egerton. Nel cast
figura anche Eric
Bana, il cui ruolo resta per ora avvolto
nel mistero.
Il
teaser si apre con immagini di Theron impegnata in scalate tra
climi estremi, alternando montagne innevate e paesaggi assolati,
fino a sequenze di kayak vissute come momenti di liberazione. Il
tono cambia bruscamente quando il personaggio di Egerton scocca una
freccia che sfiora la protagonista, dando il via a un gioco mortale
di predatore e preda. La metafora viene sottolineata dall’immagine
di una mantide religiosa che divora un insetto più piccolo, mentre
la frase “run for your life” riecheggia in sottofondo.
In concomitanza con il trailer, Netflix ha annunciato che
Apex debutterà sulla
piattaforma il 24
aprile. Theron ha inoltre rivelato di essersi preparata
fisicamente in modo estremo per il ruolo, spiegando di aver scalato
realmente tutte le montagne presenti nel film, spesso a piedi nudi,
per rendere l’esperienza il più autentica possibile.
Il progetto segna un nuovo ritorno all’azione per Theron su
Netflix, dopo The Old
Guard e The Old Guard
2, e si inserisce in una carriera che
comprende titoli iconici come Mad Max: Fury Road e Atomic Blonde. Anche Egerton è un volto
noto del genere, dai film della saga Kingsman a Carry-On, mentre Bana ha alle spalle numerosi ruoli
action e ha recentemente guidato la serie Netflix Untamed, rinnovata per una seconda
stagione.
Apex è diretto da
Baltasar
Kormákur e scritto da Jeremy
Robbins. Le riprese si sono svolte nel Nuovo
Galles del Sud, sfruttando le Blue Mountains e altri paesaggi aspri
che diventano parte integrante della tensione mostrata nel
trailer.
Il
film ispirato a OutRun
continua a prendere forma. Il progetto, annunciato all’inizio
dell’anno, vedrà la collaborazione tra Michael Bay
e Sydney
Sweeney, ed è ora tornato a far parlare
di sé grazie a un aggiornamento incoraggiante arrivato direttamente
dal produttore Brad
Fuller.
In
una recente intervista rilasciata a ComicBook, Fuller ha confermato
che il progetto è attualmente nelle fasi iniziali di sviluppo e che
lui e Bay ne hanno discusso proprio di recente. «Siamo agli inizi.
Poco prima della tua chiamata stavo dicendo a Bay che dovevo
riattaccare per occuparmi di questa cosa», ha dichiarato il
produttore, lasciando intendere che il film è tutt’altro che
accantonato.
Fuller ha poi spiegato cosa abbia spinto Bay verso OutRun, ricordando le origini del
videogioco Sega degli anni ’80 e sottolineando come il regista
abbia sempre desiderato realizzare un vero e proprio film di guida.
Un entusiasmo condiviso anche da Sydney Sweeney, che non sarà solo
protagonista, ma anche produttrice del film. Secondo Fuller,
l’attrice è una vera “gearhead”, appassionata di auto e meccanica,
e questa caratteristica avrebbe contribuito a renderla perfetta per
il progetto. «Lei lavora davvero sulle sue auto. Non è una posa.
Penso che lei e Michael stiano iniziando a capire la direzione
giusta per la sceneggiatura», ha aggiunto.
L’aggiornamento arriva in un momento di parziale riscatto per
Sweeney al botteghino. Dopo una serie di risultati deludenti, tra
cui Eden,
Americana e
Christy, l’attrice ha
ritrovato un po’ di slancio con il thriller The
Housemaid, che ha ottenuto un buon
riscontro critico e ha incassato circa 26 milioni di dollari a
livello globale, superando di gran lunga i risultati combinati dei
suoi altri film del 2025.
Brad Fuller, noto anche per aver prodotto franchise come A Quiet
Place e The Purge,
ha parlato del progetto OutRun mentre promuoveva Anaconda,
diretto da Tom Gormican
e interpretato da Jack
Black e Paul
Rudd.
Dopo il successo recente di numerosi adattamenti videoludici al
cinema, OutRun potrebbe
inserirsi in un filone particolarmente favorevole, offrendo a
Michael Bay l’occasione di tornare alla sua azione ipercinetica e a
Sydney Sweeney una nuova opportunità di rilancio sul grande
schermo.
Netflix ha iniziato a scaldare
i motori per il 2026, anticipando un gennaio particolarmente ricco
con un nuovo video promozionale dal taglio surreale e
“mind-bending”. Il colosso dello streaming, che ha di fatto
inaugurato l’era moderna delle serie on demand, resta uno dei
principali protagonisti nella competizione per l’attenzione degli
abbonati, anche mentre si prepara a salutare una delle sue saghe
più iconiche come Stranger Things.
Condiviso su X, il video mostra una giovane donna che sale su un
autobus e vede la propria realtà progressivamente invasa dalle
immagini delle grandi serie Netflix. Tra le produzioni citate
spiccano Bridgerton, la versione
live-action di Avatar: The Last Airbender e
One
Piece, simboli di un catalogo che
continua a puntare su IP forti e riconoscibili.
Il tono del video vira poi verso il metafisico quando la
protagonista incontra una cartomante interpretata da
Teyana
Taylor, che sembra guidarla — e
metaforicamente guidare lo spettatore — attraverso le molteplici
realtà narrative dell’universo Netflix. Un espediente visivo che
suggerisce come le storie della piattaforma siano ormai parte
integrante dell’immaginario collettivo.
Il messaggio è chiaro: il gennaio 2026 sarà un momento chiave per
Netflix, con il ritorno di alcune delle sue serie più popolari
degli ultimi anni. In un panorama sempre più affollato, lo streamer
punta su continuità, riconoscibilità e spettacolarità, ribadendo il
proprio ruolo centrale nello streaming globale.