Tra personaggi letterari d’altri tempi, ispettori, moschettieri e sceriffi, Matthew Macfadyen ha ritagliato il suo spazio sul piccolo e grande schermo.
È entrato nel cuore degli spettatori – soprattutto spettatrici – con il ruolo dell’eroe romantico per eccellenza: è stato infatti l’intramontabile Mr Darcy nella versione più recente di Orgoglio e Pregiudizio firmata da Joe Wright, dove accanto a Keira Knightley ha fatto sospirare le platee femminili nel ruolo dal fascino immortale creato dalla penna di Jane Austen. Persino la collega confessò all’epoca una cotta per l’attore, paragonando la sua virilità a quella di Richard Burton, ma con un’aggiunta di irresistibile fragilità. Difficile darle torno: 1.91 m di altezza, profondi occhi blu, fisico prestante, Matthew Macfadyen ha i tratti del gentiluomo britannico d’altri tempi, tanto che sia al cinema sia in televisione lo abbiamo visto spesso in ruoli d’epoca.
David Matthew Macfadyen nasce il 17 ottobre 1974 a Great Yarmouth, nel Norfolk inglese. Cresce in una famiglia di artisti, in quanto sua madre è insegnante di recitazione e attrice. Così imbocca con naturalezza la strada della recitazione: frequenta l’Oakham School e poi la prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra, di cui è membro.
Matthew è un attore a tutto tondo, alternando in egual misura il teatro (che predilige), la televisione e il cinema. Il suo primo ruolo sul piccolo schermo è quello di Hareton Earnshaw in un film tv di Cime Tempestose del 1998, mentre si fa notare nel cinema indipendente con Maybe Baby, Enigma e In My Father’s Den.
Raggiunge la popolarità con la serie tv britannica Spooks, che prende il via nel 2002 e che lo vede nei panni del protagonista, la spia Tom Quinn. Partecipa alle prime due stagioni della serie – poi proseguita con Rupert Penry-Jones e Richard Armitage – e conosce sul set l’attrice Keeley Hawes, che sposa nel 2004 e con cui ha due figli, Maggie (2004) e Ralph (2006). Matthew reciterà nuovamente accanto alla moglie in Funeral Party, l’irriverente commedia di Frank Oz del 2007, in cui interpretano la coppia di protagonisti.
Matthew Macfadyen, il romantico gentiluomo
La consacrazione a livello
internazionale giunge nel 2005 con Orgoglio e
Pregiudizio, che gli spalanca le porte del cinema, anche se
Matthew continua ad affiancare interessanti progetti per la tv; in
particolare la serie Little Dorrit, tratta
dall’omonimo romanzo di Charles Dickens, in cui è il romantico
Arthur Clennam, e I Pilastri della Terra, dove
interpreta il prete Philip nell’epica trasposizione dell’opera di
Ken Follett. Sul grande schermo viene chiamato da due grandi
autori: Ron Howard, per il quale si concede una parentesi anni
settanta in
Frost/Nixon – Il duello, e Ridley Scott, che gli affida un inedito Sceriffo
di Nottingham nel
Robin Hood del 2010. Lo abbiamo visto di recente
nei panni di Athos ne
I tre moschettieri di Paul W.S. Anderson e in
quelli del Principe Oblonsky, dove ha ritrovato Joe Wright e
Keira Knightley, questa volta sua sorella, in
Anna Karenina.
Nel 2010 ha vinto il BAFTA come Migliore Attore Non Protagonista per Criminal Justice, la serie targata BBC, che gli ha offerto poi il ruolo del protagonista nella serie britannica Ripper Street.
Matthew interpreta
l’ispettore Edmund Reid, che alla fine dell’Ottocento indaga su una
serie di delitti sulla scia dei crimini di Jack Lo Squartatore.
Dopo le due stagioni trasmesse dalla tv britannica, che ha ottenuto
un discreto successo, la BBC ha deciso di non rinnovare la
serie a causa di una riduzione di ascolti. Malgrado le proteste dei
fan, Ripper Street chiuderà i battenti; ma per una porta che si
chiude, si aprono altre possibilità: con il suo talento e la sua
presenza scenica, siamo certi che Matthew Macfadyen saprà cogliere
altre stimolanti opportunità.



1. Ha debuttato con una
serie seguitissima. La prima comparsa dell’attore sugli
schermi televisivi avviene nel 2003 grazie alla sua apparizione in
Settimo cielo, rimanendovi come membro fisso del cast fino
al 2007, anno di chiusura della serie. In seguito, ha recitato in
CSI: Miami (2007), Castle (2009) e Lincoln
Heights – Ritorno a casa (2009). Tra i suoi ultimi lavori sul
piccolo schermo vi sono
4. Ha avuto qualche
problema con il costume. Riguardo a questo aspetto,
l’attore ha rivelato “Ho iniziato a pensare che il più grande
potere di Superman fosse, in realtà, solo il fatto di entrare nel
completo con la stessa rapidità con cui lo fa, perché non va così
liscia la prima volta in cui lo si fa”.
8. Gli piacciono i
personaggi che cambiano. L’attore ha rivelato di amare
molto i personaggi che cambiano e si evolvono nel corso del tempo
invece di interpretare ruoli che rimangono sempre uguali a se
stessi.
1. Una carriera tra serie
tv. Holt inizia la sua carriera di attrice nel 2006,
quando debutta sul piccolo schermo grazie alla serie H2o,
rimanendo nel cast della serie fino al 2009. In seguito, ha
partecipato a Pretty Little Liars (2011),
7. Ha lavorato con un
caro amico. Nel corso della sua carriera, Claire è stata
una delle poche attrici molto fortunate a poter lavorare con una
propria amica. Questo è successo a lei e 
1. Ha iniziato dalla
televisione. L’attore, cantante e ballerino messicano ha
iniziato la sua carriera nel 2007 grazie al programma televisivo
High School Musical – La selección Tra il 2011 e il 2012
ha partecipato a Cuando toca la campana, per diventare
famoso a livello internazionale grazie alla serie
6. Come una grande
famiglia. L’attore ha dichiarato di essersi unito a tutti
i membri del cast di Violetta e di sentirsi come un membro
di una grande famiglia. D’altra parte il tempo passato insieme è
stato parecchio, così come quello passato anche al di fuori del
lavoro sul set.
1. Ha lavorato in
numerose serie tv. L’attore ha debuttato nel mondo della
recitazione nel 2003 con il film tv Eroica, per poi
continuare con le serie Hex (2004), William and
Mary (2005) e The Line of Beauty (2006). In seguito,
ha lavorato in Testimoni silenziosi (2007), Doc
Martin (2007), Causality (2008-2009) e Ben
Hur (2010). Tra i suoi ultimi lavori vi sono
6. Non ha partecipato a
tutte le stagioni. L’attore ha partecipato attivamente
dalla seconda stagione della serie fino alla quarta, per essere una
guest star durante la quinta e la settima. Infine, ha fatto un
cameo vocale nell’ottava ed ultima stagione. In questa serie,
l’attore ha dato vita al personaggio di Klaus Mikaelson e si è
ispirato ad Hannibal Lecter e T-Bag di Prison Break. Il suo
personaggio ha avuto talmente successo, da diventare uno dei
protagonisti dello spin-off
1. Ha girato molte serie
tv. L’attrice ha iniziato la sua carriera nel mondo della
recitazione debuttando in La valle dei pini nel 1994, per
poi proseguire con Una famiglia del terzo tipo (1996),
Good Company (1996), Caroline in the City
(1995-1996), NewsRadio (1997), Conrad Bloom
(1998), Una mamma per amica (2000—2007) e
M.Y.O.B. (2000). In seguito, è apparsa in Studio 60 on
the Sunset Strip (2006), Go On (2012), Web
Therapy (2014),
2. Ha lavorato in molti
film. L’attrice non ha prestato la sua attività lavorativa
solo per il piccolo schermo, ma anche per il cinema. Infatti, ha
lavorato molto anche per il grande schermo, debuttando con
Nightwatch – Il guardiano di notte (1997), per poi
proseguire con Confessions of a Sexist Pig (1998), La
voce dell’amore (1998), Dill Scallion (1999),
Sweet November – Dolce novembre (2001), Babbo
bastardo (2003), Seeing Other People (2004) e La
banda del porno – Dilettanti allo sbaraglio! (2005). In
seguito, ha preso parte a film come I segreti per farla
innamorare (2005), Perché te lo dice mamma (2007),
Un’impresa da Dio (2007), Birds of America
(2008), Flash of Genius (2008), 5 giorni fuori
(2010), Natale con i tuoi (2014), Max (2015),
Un weekend al limite (2016) e Middle School: The Worst
Years of My Life (2016).
6. È apparsa in tutte le
puntate. Le uniche attrici ad apparire in tutte e le 154
puntate della serie sono state proprie lei e la giovane collega

1. Ha iniziato recitando
in molte serie tv. L’attrice ha dato il via alla sua
carriera – dopo un paio di esperienze nei cortometraggi – con la
serie CSI – Scena del crimine nel 2007, per poi lavorare in






Consigli utili per la
vita in prigione


Dopo essere stato
diseredato, Daemon si è servito di Mysaria per far
arrabbiare suo fratello. Questa coppia non è durata a lungo in
House of the Dragon, ma ha usato il proprio potere per
creare ulteriori conflitti e costruire un mondo attorno ai propri
personaggi. Se Mysaria non avesse avuto una storia con
Daemon, probabilmente non si sarebbe evoluta nella Larva
Bianca. Anche dopo la loro separazione, Mysaria ha
continuato ad aiutare Daemon, proteggendolo e instaurando
rapporti con persone potenti come lui.
Daemon e
Laena sono una delle coppie più sane, nonostante i mille
difetti. È chiaro che Daemon vuole bene a sua moglie e ai
loro figli, anche se non ha nessuna voglia di tornare a
Driftmark con la famiglia. Tuttavia, in House of the
Dragon vediamo che la coppia rimane insieme anche dopo il salto
temporale. Inoltre, Daemon si è dimostrato molto comprensivo
nei confronti di Laena quando si è scontrata con i
Maestri di Pentos, un’attenzione che nemmeno Viserys
è stato in grado di dare alla sua amata Aemma.
Anche se 

Corlys Velaryon
potrà aver commesso alcuni errori come genitore, ma ha comunque
dimostrato di avere una forte dedizione alla sua famiglia, in
particolare alla moglie Rhaenys. La coppia deve
costantemente fare i conti con le proprie decisioni e con lo status
della propria famiglia. Sebbene Rhaenys non sia d’accordo
con la decisione di Coryls di far sposare Laenor a
Rhaenyra, alla fine entrambi scelgono di stare accanto ai
figli che portano il loro nome. Anche se al momento Corlys è
assente dalla trama di House of the Dragon, Rhaenys
ha fatto di tutto per non disonorare il marito, schierandosi con
persone che altrimenti sarebbero state una minaccia per la loro
casata.
Rhaenyra e
Daemon hanno attraversato diverse sfide nel corso degli
anni, ma è stato chiaro fin dall’inizio di House of the
Dragon che i due nutrivano sentimenti romantici l’uno per
l’altro. Soltanto dopo la “morte” di Laenor Velaryon, la
coppia ha potuto rendere ufficiale il loro amore unendosi in
matrimonio.





























































Tale meccanismo di
immedesimazione fa riflettere ancor di più su ciò che siamo e su
cosa ci muove. Così ci si ritrova a pensare che, sì, la situazione
immaginata da Gianni Zanasi sarà pure estrema,
surreale, ma quanto sono autentiche le spinte, sia emotive che
razionali – più nuerose le prime che le seconde – che muovono i
protagonisti? Quante volte si è provata la rabbia, la frustrazione
per un torto subito, per un malcostume, per quell’abitudine alla
prevaricazione del prossimo che è ormai diventata quasi normalità?
Ecco allora che qualcosa di impensabile in un paese civile, come la
guerra, può diventare paradossalmente desiderato.





















