In una nuova intervista al New York Times, James Cameron ricorda di non essere
andato troppo d’accordo con la 20th Century Fox su diversi aspetti
di Avatar, durante la produzione del film
campione d’incassi.
Due dei punti su cui lo studio, ora
assorbito da Disney, voleva fare la voce grossa con Cameron, erano
la durata complessiva del film e la lunghezza delle scene di volo.
Nonostante le reazioni positive delle proiezioni di prova, lo
studio era fermamente convinto che fossero necessario fare più
rifiniture e tagli, il che ha portato Cameron a puntare i piedi e
ricordare ai dirigenti che il successo del Titanic
ha essenzialmente pagato il costoso nuovo edificio in cui si
stavano incontrando.
“Quando ho realizzato Avatar, mi
sono scontrato con la Fox su due punti. Ad esempio, lo studio
riteneva che il film dovesse essere più breve e che c’erano troppe
scene di volo a cavallo degli ikran, quelli che noi chiamiamo
banshee. Bene, si scopre che quelle sono le scene che il pubblico
ha amato di più, in termini di exit polling e raccolta di dati (in
occasione delle proiezioni di prova). E quello è stato un punto su
cui ho tracciato una linea sulla sabbia, puntando i piedi e
dicendo: ‘Sapete cosa? Ho realizzato “Titanic”. Hai presente questo
edificio in cui ci stiamo incontrando in questo momento, questo
nuovo complesso da mezzo miliardo di dollari nel tuo lotto? Titanic
ha pagato per questo, quindi posso fare ciò che voglio.'”
L’artista Marc Rienzo immagina tutti gli interpreti
di Batman con il volto di Joker.
Con Robert Pattinson che per ultimo in ordine di
tempo si è aggiunto all’illustre gruppo di attori che interpretano
il Crociato di Gotham, il personaggio ha avuto moltissime
incarnazioni sul grande e piccolo schermo, e adesso tutti hanno
subito un make over alla Joker.
Nel corso degli anni, quasi tutte le
versioni live-action di Batman hanno dovuto combattere una versione
del Joker. Barry Keoghan è stato presentato come
Il Clown principe del Crimine in una breve scena
verso la fine di The
Batman, mentre Ben
Affleck ha recentemente condiviso lo schermo con il
Joker di Jared
Leto nella Snyder Cut di
Justice League. Ma una delle
interpretazioni più iconiche del personaggio è stata quella di
Jack Nicholson in Batman di
Tim
Burton, con Michael Keaton. Tuttavia, cosa sarebbe
successo se tutti gli attori di Batman fossero stati scelti per il
ruolo di Joker?
Questo è ciò che l’artista
Marc Rienzo ha immaginato. Adam West,
Michael Keaton,
Val Kilmer,
George Clooney,
Christian Bale,
Ben Affleck e Robert Pattinson sono stati ora reinterpretati
come varianti della nemesi di Batman. È come se Bruce Wayne fosse
caduto in una vasca di acido e fosse diventato il Joker invece di
cadere in una Batcaverna per diventare il Crociato
Incappucciato.
“Perché le persone vanno al
cinema? Per fuggire dalla realtà e credetemi, non c’è nessuno mondo
più bello di Pandora in cui rifugiarsi!” Dice così Jon
Landau, produttore e storico collaboratore di
James Cameron, alla presentazione alla
stampa di alcune scene di Avatar: la
via dell’acqua, in arrivo nelle nostre sale il 14
dicembre (mentre
il 22 settembre tornerà in sala Avatar!).
Un sequel che è arrivato dopo
tantissimo tempo, in parte rallentato da una serie di vicende
legate alla fusione Disney-Fox, o come la pandemia, attualmente
(forse) agli sgoccioli, ma in parte anche a causa di Cameron
stesso, “un esploratore” come lo definisce Landau, che prima di
mettersi all’opera su un film, e in questo caso sul progetto di
quattro sequel di Avatar, ha studiato, ricercato, lavorato senza sosta
per ottenere gli strumenti adatti a portare sullo schermo
esattamente quello che voleva. Perché lui è un pioniere che “ha
sempre spinto il linguaggio e il progresso cinematografico, aprendo
la strada per altri registi. Ad esempio ha scritto quella scena di
The Abyss perché voleva fare Terminator 2. Lui ha spinto il
progresso in avanti, lo ha fatto con Avatar e mi auguro succederà
anche con Avatar: la via
dell’acqua.”
Una famiglia di mezzo-sangue in cerca di un posto nel
mondo
Ma di cosa parla Avatar: la
via dell’acqua? Landau la descrive come una storia di
famiglia, di senso di appartenenza e della ricerca del proprio
posto nel mondo. Come il primo film era una ri-narrazione del mito
di conquista americano, anche questa seconda avventura tra mari e
cieli di Pandora pone lo spettatore davanti a temi universali,
condizioni condivise. La famiglia che Jake e Neytiri hanno
costruito negli anni è mezzo-sangue, diversa, rappresenta
un’eccezione e una diversità e deve trovare un nuovo posto, una
nuova tribù, per potersi salvare. Cercano rifugio presso un’altra
tribù di Na’vi e soprattutto i personaggio più giovani saranno
incuriositi dalle novità ma saranno anche i più determinati a
cercare un posto che possano definire casa. “Sono di razza
mista, e per loro la vita è più difficile, anche se vivono in una
famiglia piena d’amore” dichiara Jon Landau.
Ma naturalmente, trattandosi anche
di un prodigio della tecnica, la più grande difficoltà nella
realizzazione di Avatar: la via
dell’acquaè stata proprio nella resa visiva.
“Mettere in piedi quattro film in uno, scrivere quattro
sceneggiature è stato davvero difficile, ma non volevamo cominciare
senza avere il quadro chiaro di ciò che avremmo dovuto girare in
tutti i film e di ciò che gli attori avrebbero dovuto affrontare.
L’ostacolo più grande è stata sicuramente realizzare la performance
capture sott’acqua. Non si trattava solo di imparare ad andare in
apnea per gli attori, si trattava di recitare in quelle condizioni
e di rendere tutto credibile. Abbiamo dovuto inventare gli
strumenti per poter realizzare le scene.”
Non si può dire nulla delle scene di
Avatar: la via
dell’acquache sono state mostrate, ma non è un
segreto che nel film ci saranno scene subacquee e che la colonna
sonora sarà composta da Simon Franglen. Tuttavia
il trailer ci ha fatto riascoltare in maniera inequivocabile che i
grandi temi musicali composti dal compianto James Horner per il
primo film saranno utilizzati. “La
scomparsa di James Horner è stata una perdita
tremenda. Ricordo benissimo il momento in cui ho appreso la
notizia, è stato uno di quei momenti che ti restano impressi.
Tuttavia Simon Franglen che compone la
colonna sonora di Avatar: la via
dell’acquafaceva già parte della squadra, anche
all’epoca di Titanic, e quindi ha raccolto il testimone e ha
realizzato un lavoro incredibile. È riuscito ad abbracciare e fare
sua la filosofia che Horner aveva seguito nel primo film: coniugare
le sonorità naturali ai suoni emessi dagli strumenti di
un’orchestra.”
Nel 2009, Avatar fu
uno dei primi film a uscire in 3D nativo, una tecnica costosa che
non ha avuto grande seguito nel cinema di blockbuster, ma che
secondo Landau non è certo una tecnica che migliora il film a cui
viene applicata: “Il 3D non migliore i film, ne accentua le
caratteristiche, quindi applicandolo ad un film bello, si ottiene
un bel risultato, ma applicato a un film brutto diventa un
disastro. Dopo Avatar l’impressione era che tutti i film dovessero
essere fatti in 3D, ma abbiamo visto che non è sempre stata una
buona idea. Ci sono state delle eccezioni, come gli ottimi Hugo e
Vita di Pi, che io ho amato, ma la tecnica in sé non ha avuto
fortuna proprio perché non basta a migliorare un film,
anzi!”
C’è anche da aggiungere che il 3D
non sempre viene sostenuto da sale che sono all’altezza
dell’esperienza. Sarà capitato a tutti, nell’ultimo decenni, di
andare a vedere un film in 3D al cinema e trovarsi davanti a uno
schermo buio. Non sempre è colpa del film stesso, ma qualche volta
sono anche le sale che non hanno i mezzi per proiettare al meglio
il film. Secondo Landau “il cinema si salverà, nel
post-pandemia, perché offre un’esperienza che nessun divano di casa
può replicare, ed è per questo che film come Spider-Man: No Way Home o Top Gun: Maverick hanno incassato tanto,
perché quando il prodotto proposto è buono, il pubblico apprezza.
Già nel 1983 il New York Times diceva che l’intrattenimento del
cinema sarebbe stato spostato nelle case, la proposta di esperienze
come Avatar: la via
dell’acquaunitamente all’adeguatezza delle sale,
porteranno le persone al cinema.”
Il messaggio ambientalista
Ma qual è il messaggio più
importante del film? Secondo Jon Landau non c’è
dubbio: “Spero che quando le persone usciranno dalla sala,
saranno in grado di guardare il mondo con occhi diversi. Quando si
trasmettono messaggi importanti nei film non si deve fare una
predica, perché si attirerebbe l’attenzione solo di chi già è dalla
tua parte, bisogna essere provocatori. È quello che abbiamo provato
a fare. Anche la nostra produzione è stata green, per quanto
possibile, il set era privo di plastica e anche l’energia era
green, abbiamo lavorato con macchinari a energia solare. Non serve
promuovere la tutela dell’ambiente e non fare il primo passo. Spero
che il film apra gli occhi alle persone sulla tutela dell’ambiente,
che è anche quello che ha fatto anche il primo film. Avatar si apre
e si chiude con Jake Sully che apre gli occhi.”
E noi, come Jake Sully, non vediamo
l’ora di aprire di nuovo gli occhi sugli infiniti mondi di Pandora,
in Avatar: la via
dell’acqua, dal 14 dicembre, al cinema.
Woody Allen si è
affrettato a smentire le voci sul suo ritiro emerse da
un’intervista rilasciata a una rivista spagnola, in cui ha detto
che il suo prossimo film sarebbe stato l’ultimo. Il regista 86enne
ha rilasciato una dichiarazione per chiarire cosa intendesse,
dicendo:
“Woody Allen non ha mai detto
che sarebbe andato in pensione, non ha detto che stava scrivendo un
altro romanzo. Ha detto che stava pensando di non fare film poiché
fare film che vanno direttamente o molto rapidamente su piattaforme
di streaming non è così divertente per lui, poiché è un grande
amante dell’esperienza cinematografica. Attualmente, non ha
intenzione di ritirarsi ed è molto entusiasta di essere a Parigi
per girare il suo nuovo film, che sarà il 50°”.
La confusione sembra essere stata
generata da un’intervista rilasciata da Allen a La
Vanguardia all’inizio delle riprese di Wasp 22, film che sarà
girato in Europa, in cui diceva: “La mia idea, in linea di
principio, è quella di non fare più film e concentrarmi sulla
scrittura”. Aggiungendo che il suo prossimo progetto sarebbe
stato un romanzo.
Divenuta celebre dopo aver vinto il
concorso Miss Italia, Francesca Chillemi ha nel
tempo dimostrato non solo di essere una donna ricca di fascino, ma
anche di talento. Sono infatti molti i ruoli, cinematografici e
televisivi, con cui si è distinta nel mondo della recitazione,
svolgendo dunque con sempre più costanza il ruolo di attrice e
ricoprendo anche importanti ruoli da protagonista.
Ecco 10 cose che non sai di Francesca
Chillemi.
Francesca Chillemi: i suoi film e le serie TV
1. È nota per diverse serie
TV. Il suo primo ruolo da attrice la Chillemi lo ottiene
per la fiction Un medico in famiglia, recitando nel ruolo
di Costanza in due episodi della quarta stagione. Interpreta poi
dal 2007 al 2008 il personaggio di Laura Flestero in Carabinieri,
mentre sempre nel 2008 è Teresa Sciacca nell’episodio La luna
di carta di Il commissario Montalbano, con Luca
Zingaretti. Negli anni ha poi recitato nelle serie
Squadra antimafia – Palermo oggi (2010), Sposami
(2012) e Che Dio ci aiuti (2011-2021), ricoprendo qui i
panni di Azzurra Leonardi per ben 112 episodi, recitando accanto ad
Elena Sofia
Ricci. Nel 2021 recita invece in Leonardo e
Glow & Darkness (2021). Nel 2022 è invece protagonista
della fiction Viola come il mare.
2. Ha recitato anche in
diversi film. L’attrice ha debuttato sul grande schermo
nel 2009, recitando nell’episodio Gaymers del
film Feisbum – Il film. Nello stesso anno ha avuto un
ruolo di maggior rilievo nel film campione d’incassi Cado dalle
nubi, con CheccoZalone. È tornata poi sul grande schermo
con Natale da chef (2017) e poi nuovamente in
Reefa, Una relazione, con Guido Caprino,
e Anima bella, tutti e tre del 2021.
Francesca Chillemi e Can Yaman
3. Sono i protagonisti di
una nuova fiction. Dal settembre del 2022 l’attrice torna
sul piccolo schermo con la fiction Viola come il
mare, in onda su Canale 5. Basata sul romanzo
Conosci l’estate? di Simona Tanzini, in
essa la Chillemi recita nei panni di Viola Vitale, una giornalista
alla ricerca del padre mai conosciuto. Mentre lavora per la cronaca
neraa, farà la conoscenza dell’ispettore Francesco Demir,
interpretato dall’attore Can Yaman,
finendo con il lavorare fianco a fianco con lui.
4. Hanno presentato insieme
la fiction a Venezia. Nel corso del Festival del Cinema di
Venezia i due attori hanno avuto modo di presentare in anteprima la
fiction Viola come il mare, sfilando insieme sul red
carpet. La loro presenza ha mandato in estasi i loro fan, che non
hanno mancato di notare come i due abbiamo scelto di presentarsi
con abiti semplici ma eleganti e soprattuto abbinati tra loro.
Francesca Chillemi: il marito e la figlia
5. È fidanzata con un
imprenditore. Dal 2015 la Chillemi ha una relazione con
Stefano Rosso, imprenditore e dirigente sportivo
italiano, figlio del noto Renzo Rosso.
Inizialmente attivo nel campo della moda, essendo cofondatore e CEO
di D-Cave e membro del consiglio di OTB Group, dal 2018 egli è
anche presidente del club calcistico L. R. Vicenza.
6. Ha avuto una
figlia. Dalla sua relazione con Stefano Rosso, l’attrice
ha dato alla luce nel 2016 una figlia, di nome
Rania. In più occasioni la Chillemi ha raccontato
di quanto la figlia sia importantissima per lei e di come l’abbia
messa davanti ad una crescita importante. L’attrice cerca però di
essere anche protettiva nei confronti della figlia, evitando che
venga esposta in modo eccessivo ai media.
Francesca Chillemi è su Instagram
7. Ha un profilo sul celebre
social network. L’attrice possiede un proprio profilo con
tanto di spunta blu sul celebre social network Instagram. Qui vanta
ad oggi un totale di 1.2 milioni di followers e con i suoi oltre
800 post è solita condividere con i fan scatti dei progetti a cui
ha partecipato come attrice e modella, ma anche foto che la
ritraggono durante eventi di gala e premiere in giro per il mondo.
Diverse sono però anche le immagini legate alla sua vita
quotidiana, tra amici e famiglia. Seguendola si può dunque rimanere
aggiornati sulle sue attività.
Francesca Chillemi ha vinto Miss Italia
8. È stata eletta Miss
Italia. Nel 2003, all’età di appena 18 anni, Francesca
Chillemi viene eletta Miss Italia, ricevendo la corona dalla
celebre attrice Claudia Cardinale.
Grazie a quella vittoria, la Chillemi intraprende una carriera da
modella, approdando poi alla recitazione e distinguendosi per il
suo talento.
9. Ha completato gli
studi. Dopo aver vinto il celebre concorso di bellezza, la
Chillemi non si è però gettata subito tra le braccia della
celebrità, preferendo tornare prima in Silicia, sua regione di
nascita, per terminare gli studi. Qui consegue infatti il diploma
al liceo classico. Solo dopo aver ottenuto ciò, nel 2004 ha
iniziato a lavorare come modella e attrice, distinguendosi in
entrambi i campi.
Francesca Chillemi: età e altezza dell’attrice
10. Francesca Chillemi è nata a Barcellona Pozzo di
Gotto, in provincia di Messina, il 25 luglio del 1985.
L’attrice è alta complessivamente 1.71 metri.
Il primo teaser ufficiale di
Il mio nome è vendetta, il film diretto da
Cosimo Gomez, prodotto da Colorado
Film, in arrivo solo su Netflix dal 30 novembre, svela il
protagonista
Alessandro Gassmann in una veste inedita e
sorprendente: quella di Santo, un ex sicario della criminalità organizzata, che dopo aver
vissuto nell’ombra per anni in una tranquilla cittadina del
Trentino-Alto Adige, è alla ricerca di vendetta insieme alla figlia
Sofia, interpretata da Ginevra Francesconi.
La trama di Il mio nome è vendetta
Sofia è una tranquilla teenager che
passa il suo tempo tra partite di hockey, di cui è campionessa, e
lezioni di guida off-road. Fino al momento in cui, disobbedendo a
Santo, suo padre, lo fotografa di nascosto e pubblica la sua foto
su Instagram. Il piccolo post è sufficiente a cambiare le loro vite
per sempre. Seguendo la traccia informatica, due criminali entrano
nella loro casa e uccidono barbaramente la madre e lo zio di Sofia,
dando vita a un regolamento di conti covato per quasi vent’anni.
Sofia scoprirà che la verità le è sempre stata taciuta e che Santo
nasconde un oscuro passato di affiliato alla N’drangheta. Non senza
conflitto, Sofia abbraccerà un’eredità fatta di furia e violenza e
si alleerà con il padre per cercare una spietata vendetta.
Il film è prodotto da Iginio Straffi e
Alessandro Usai per Colorado Film, e vede nel cast
anche Alessio Praticò, Francesco Villano, Mauro
Lamanna e Remo Girone.
Il 23 settembre alle ore
21:30 a UCI Showville Bari, la cantante
Elodie, protagonista di Ti Mangio il Cuore, assieme al regista Pippo
Mezzapesa, saluterà gli spettatori presenti alla proiezione del
film, distribuito da 01 Distribution e in uscita nelle sale il 22
settembre. Il 24 settembre alle ore 18:30 a
UCI Luxe Maximo (Roma) Elodie sarà invece
accompagnata da parte del cast.
Per Elodie Ti Mangio il Cuore rappresenta la seconda esperienza
cinematografica. La cantante approda di nuovo sul grande schermo
dopo essere stata tra le protagoniste assolute dell’estate musicale
2022, ottenendo due Premi Singolo Multiplatino e il Premio EarOne
ai Tim Music Awards. Pippo Mezzapesa, regista, sceneggiatore e
produttore cinematografico italiano, ha iniziato la sua carriera
con i cortometraggi, vincendo il David di Donatello 2004 per
Zinanà. Con quest’opera porta sul grande schermo una grande e
tragica storia d’amore, tratta dall’omonimo libro d’inchiesta
scritto da Giuliano Foschini e Carlo Bonini.
Ti
mangio il cuore è ambientato in Puglia, in un promontorio
del Gargano arso dal sole e dall’odio, conteso da criminali che
sembrano venire da un tempo remoto governato dalla legge del più
forte. Una terra arcaica da far west, in cui il sangue si lava col
sangue. A riaccendere un’antica faida tra due famiglie rivali è un
amore proibito: quello tra Andrea, riluttante erede dei Malatesta,
e Marilena, bellissima moglie del boss dei Camporeale. Una passione
fatale che riporta i clan in guerra. Ma Marilena, esiliata dai
Camporeale e prigioniera dei Malatesta, contesa e oltraggiata, si
opporrà con forza di madre a un destino già scritto.
È possibile acquistare i biglietti
presso le casse di UCI Showville Bari e UCI Luxe Maximo, tramite
App gratuita di UCI Cinemas per dispositivi Apple e Android e sul
sito www.ucicinemas.it. I biglietti paper-less acquistati tramite
App e i biglietti elettronici acquistati tramite sito danno la
possibilità di evitare la fila alle casse con –FILA+FILM. Il
pubblico può comunque acquistare i biglietti anche tramite il call
center (892.960) e le biglietterie automatiche self-service
presenti sul posto. Per maggiori informazioni visitare il sito
www.ucicinemas.it o la pagina ufficiale di Facebook di UCI Cinemas
all’indirizzo: www.facebook.com/ucicinemasitalia. In alternativa
contattare il call center al numero 892.960.
Sono iniziate la scorsa settimana a
Roma le riprese del nuovo film tv in due episodi dal titolo
Una mamma all’improvviso. Una nuova
produzione Sunshine Production di Bruno Frustaci e
Alessandro Carpigo.I due episodi da 90’
ciascuno, diretti da Claudio Norza e
scritti da Luca Biglione, saranno prossimamente in
onda sulle Reti Mediaset.
Una mamma
all’improvviso, interpretato da
Giulia Bevilacqua, Simone Corrente, Elena Cucci, Raniero
Monaco di Lapio, Margareth Madè, Dino Abbrescia, Crisula Stafida,
Alice Maselli, Enzo De Caro e Cecilia Dazzi, è un progetto
che si sviluppa in due parti e racconta la storia di un travagliato
e inedito rapporto tra madre e figlia. Insieme affronteranno in
maniera inusuale le problematiche e l’inevitabile amore che le lega
attorniate da una comunità di provincia, “una famiglia allargata”
dove l’amicizia a volte è più importante del rapporto di
sangue…
La trama del film
Protagoniste principali di
questi film sono una madre e una figlia. CLAUDIA (Giulia
Bevilacqua), giovane madre, donna piacevole ed
affascinante poco più che trentacinquenne, si risveglia da un coma
lungo 17 anni. Dopo essersi ripresa tra mille smarrimenti, continua
la sua vita da adolescente come se non si fosse mai interrotta. I
suoi atteggiamenti turbano non poco invece, la vera adolescente di
questa storia, Michela (Alice Maselli), detta
Miky, che ha vissuto fino ad ora senza la madre già in coma dal
momento della sua nascita. Michela vive appieno la sua adolescenza
ma dimostra nei pensieri qualche anno in più. La sua famiglia sono
stati i nonni e la comunità degli amici di un tempo della madre che
l’hanno accudita come fosse figlia loro.
Gli altri protagonisti sono:
Nino (Enzo De Caro), il nonno di Miky che, rimasto
vedovo, ha vissuto sperando ogni giorno in un “risveglio“
della figlia. Il gruppo di amici del liceo ormai
cresciuti, come Giuliano (Simone Corrente),
insegnante idealista, che ha sempre avuto un debole per Claudia ma
che presto sposerà Vittoria (Margareth Madè),
bella donna, precisina e impeccabile.C’è poi la coppia
formata da Stefano (Raniero Monaco Di Lapio),
prestante Prof. di educazione fisica e dall’affascinante Fiorenza
(Elena Cucci). Attorno a loro ci sono gli altri, i
compagni di scuola di Miky, gli amici minori di Claudia, i
presunti, i possibili papà di Miky…Il dottor Benpieri
(Dino Abbrescia) è, invece, il dottore che ha
seguito Claudia negli anni del coma. Aiutato dalla sua amante
Virginia (Crisula Stafida), cerca di approfittarsi
del miracoloso “rispetto” di Claudia per farsi riconoscere meriti
scientifici che assolutamente non ha. Virginia, infermiera svampita
e sognatrice, attende da anni il giorno in cui “il suo luminare” si
liberi dalla ingombrante moglie, Anna (Cecilia
Dazzi), ora più pericolosa che mai: in quanto psichiatra
di Claudia rischia di scoprire, nascosti nel cervello della
paziente, certi imbarazzanti segreti su Benpieri…
Memory è un
thriller d’azione diretto da Martin Campbell
(Casino
Royale, La maschera di Zorro) con
Liam Neeson protagonista e remake del film
belga Memoria di un assassino (Erik Van
Looy, 2003). La sceneggiatura del film del 2022 è scritta
da Dario Scardapane (Trauma,
The Punisher), adattando il precedente lavoro di
Carl Joos e Erik Van Looy, a sua
volta ispirato al romanzo “De Zaak Alzheimer” di
Jef Geeraerts. Il film arriverà nelle sale
italiane il 15 settembre.
Memory: Liam Neeson ci
riprova
Liam Neeson sta invecchiando. L’attore compirà
70 anni quest’anno eppure continua a recitare in thriller d’azione
in cui lo percepiamo notevolmente più disorientato rispetto ai
tempi in cui interpretava Bryan Mills nella
trilogia di Revenge. I suoi lineamenti e la sua
voce sono ancora carisma allo stato puro, ma nell’ultimo decennio è
caduto in una spirale che lo ha portato a partecipare a film che
non hanno ottenuto un riscontro particolarmente favorevole tra gli
spettatori. Con Memory di Martin
Campbell, l’attore cerca di riprendersi l’attenzione dei
fan gettandosi a capofitto in un film che parte da un’idea molto
solida ma che si spegne prima che questa venga sfruttata
appieno.
Alex Lewis è un
assassino professionista di grande reputazione e discrezione.
Quando si rifiuta di portare a termine un lavoro che viola il suo
codice morale, deve rapidamente dare la caccia e uccidere le
persone che lo hanno assunto prima che queste e l’agente dell’FBI
Vincent Serra (Guy
Pearce) lo trovino. Alex è fatto per la vendetta, ma,
con la memoria che comincia a vacillare, è costretto a mettere in
discussione ogni sua azione, confondendo il confine tra giusto e
sbagliato.
Il potere che tutto muove
Dal tono visivamente sobrio, la
storia di Memory si svolge vicino al confine
messicano. Vengono esplorati l’immigrazione clandestina e lo
sfruttamento sessuale dei minori, il tutto in un contesto di
corruzione politica, denaro sporco e pratiche illecite da parte dei
potenti, che ha contaminato persino le autorità considerate
inscalfibili.
Uno dei più interessanti dibattiti
interni a Memory verte attorno a come
l’applicazione della legge non garantisca sempre la giustizia. Il
sicario ha le idee chiare sul suo percorso verso la
giustizia, ma i poliziotti si muovono in una zona grigia e in
maniera esitante, anche se vediamo alcuni di loro strappare
confessioni, indagare al di fuori degli ordini impartiti dai loro
superiori, o commettere crimini per assicurare alla giustizia
coloro che non sono stati imprigionati dai tribunali. La linea di
demarcazione tra cattivi e buoni, o tra sicari e poliziotti, è
sfumata al punto da confondere i termini. Senza essere troppo
originale, possiamo dire che Memory apre una
riflessione necessaria su un tema sempre caldo e che forse avrebbe
potuto essere esplorato con più vigore.
Tuttavia, Memory
risulta un miscuglio di generi mal sviluppato, in cui la trama
dell’assassino si interconnette con quella dei poliziotti che
cercano di risolvere un caso impossibile e si chiedono se, forse,
la giustizia li ha delusi e uccidere persone a bruciapelo è una
possibilità valida. Ci troviamo di fronte a due trame in una, ma
nessuna delle due particolarmente interessante. Le premesse da
thriller ci sono tutte, ma Memory livella fin
troppo l’incedere tensivo, molte storyline trovano una conclusione
solo tramite deus ex machina e facciamo la conoscenza di molteplici
personaggi assolutamente non di spessore.
La sceneggiatura è l’anello più
debole di Memory
I punti di forza del film sono
sicuramente le performance: partiamo da Liam Neeson, che rimane sempre e comunque un
ottimo attore, ma menzione d’onore va a MonicaBellucci, che si
diverte come non mai nel ruolo di un’oscura cattiva.
Memory cerca inoltre di avventurarsi in territori
rischiosi – come quello della pedofilia e del traffico di minori –
trame potenzialmente al cardiopalma che, tuttavia, smorzano il
resto di un film che non vuole né sorprendere né generare colpi di
scena, siano essi stilistici o narrativi.
Sfortunatamente,
Campbell sembra pervaso dalla necessità di
rivolgersi a un pubblico generico che non deve essere costretto a
riflettere troppo. Non deve essere messo a disagio o disturbato, e
così la parte più oscura della storia, che riguarda appunto la
prostituzione minorile, viene affrontata in modo inconsistente e
all’interno dei canoni del convenzionale intrigo criminale. Ciò
significa che non si addentra nella zona più fangosa delle
questioni spinose che l’abuso di potere comporta, della
prevaricazione sessuale o delle perversioni insite nella condizione
umana.
Martin Campbell fa
un ottimo lavoro di regia, che brilla in scene ben costruite come
quella delle chiavi dell’auto. È in questi momenti che la suspense
funziona, ma purtroppo la sceneggiatura di Dario
Scardapane è troppo prevedibile. Dopo un inizio
promettente, il film si perde in sequenze che rallentano il ritmo e
lasciano prevalere il disinteresse. Non aiuta nemmeno il fatto che
il personaggio di Liam Neeson sia ancora una volta un uomo
tormentato dal suo passato che vive il presente con la
demotivazione di sapere di essere condannato a una morte lenta e
agonizzante, questa volta offuscata dall’inevitabile progressione
della sua malattia mentale.
Memory conserve
molte reminiscenze dei ruoli che Liam Neeson ha interpretato nel corso
della sua lunga carriera ma quello di Alex Lewis,
probabilmente, si pone come uno dei più dimenticabili.
Attenzione: l’articolo contiene
SPOILER su House of the Dragon, stagione 1, episodio 5, “We Light
The Way”.
L’episodio 5 della stagione 1 di
House of the Dragon della HBO potrebbe essere
stata l’ultima volta in cui gli spettatori hanno visto
Rhaenyra e Alicent, interpretate
da Milly Alcock e Emily Carey.
L’amicizia-rivalità tra Rhaenyra e
Alicent è al centro della storia di House of the Dragon, esplorando come le due si
trovino sempre più spesso su fronti opposti nel periodo che precede
la guerra civile Targaryen, la Danza dei
Draghi. Questa scissione viene mostrata sullo schermo nel suo
sviluppo temporale con diverse attrici che interpretano i due
personaggi: saranno infatti Olivia Cooke ed Emma
D’Arcy ad assumere i ruoli dopo le due giovani
Alcock e Carey.
Abbandonare queste versioni dei
personaggi non è un’impresa facile per gli spettatori della serie,
perché Alcock e Carey hanno
offerto delle performance brillanti nei loro ruoli, aggiungendo
ancora più profondità ai personaggi del libro Fuoco e
sangue di George R.R. Martin,
rendendoli tanto simpatici quanto complessi. Tuttavia, sapevamo fin
dalla messa in onda della prima stagione della serie che più attori
avrebbero interpretato gli stessi personaggi, seguendo la loro
crescita e sviluppo nel tempo, cosa che, a quanto pare, sta per
accadere.
Sì, l’episodio 5 della
stagione 1 di House of the Dragon è l’ultimo in cui vedremo
la Rhaenyra della Alcock e
l’Alicent della Carey, almeno per
ora. In precedenza era stato rivelato che la sostituzione di queste
due attrici sarebbe avvenuta a metà della stagione, con un salto
temporale di 10 anni che avrebbe giustificato il passaggio; essendo
arrivati al quinto episodio e mancandone ancora cinque, sembra che
il momento sia arrivato. Inoltre, Alcock e
Carey figurano nel cast della serie solo fino
all’episodio 5 su IMDb, mentre D’Arcy e Cooke dall’episodio 6 al 10. Attualmente,
l’episodio 5 della stagione 1 è l’ultima occasione in cui le
giovani attrici Rhaenyra e
Alicent appariranno in House of the Dragon, anche se questo non
significa che un loro ritorno sia escluso a priori, nonostante non
ci siano notizie ufficiali in merito.
Come la Rhaenyra di Alcock e
l’Alicent di Carey potrebbero tornare in House of The Dragon
Ci sono un paio di modi in
cui la Rhaenyra di Alcock e
l’Alicent di Carey potrebbero
tornare in House of the Dragon. Per cominciare, sono
state eliminate alcune scene di Rhaenyra e
Alicent, che avrebbero mostrato la coppia durante
la preparazione del matrimonio di Alicent con
Viserys (che la serie ha invece ignorato). È
possibile che queste scene, avendo la certezza che sono state
girate, possano essere utilizzate più avanti nella stagione come
flashback, evidenziando quanto siano cambiati i personaggi.
Allo stesso modo, visto che gran
parte della storia di House of the Dragon è incentrata su
Rhaenyra e Alicent – e che le due
sono destinate a rimanere separate per gran parte della stagione
dopo che la prima lascia Approdo del Re – riportare le attrici più
giovani per dei flashback o delle sequenze oniriche nella seconda
stagione sarebbe efficace anche per esplorare il loro rapporto e le
crescenti differenze. La Alcock ha confermato che
“ci sono state delle conversazioni” sulla seconda stagione della
serie, che riguarderebbero l’inclusione delle giovani
Rhaenyra e Alicent, ma che, anche
se le “piacerebbe” tornare, non ha idea se ciò avverrà.
Cosa faranno Milly Alcock ed Emily
Carey dopo House of The Dragon
Né Milly
Alcock né Emily Carey hanno un gran
numero di progetti in programma per il futuro. La
Alcock apparirà nella seconda stagione di
Upright, una serie televisiva australiana di cui
ha fatto parte anche nella prima stagione, e nel cortometraggio
Furlough. Carey farà poi parte
del cast di doppiaggio del film d’animazione The
Canterville Ghost, basato sul racconto di Oscar Wilde sul
fantasma che infesta una villa inglese in cui si trasferisce una
famiglia americana. Tuttavia, considerata la portata delle loro
performance nello show, sarebbe sorprendente se non ci fossero
molte altre offerte e ruoli in arrivo per Alcock e
Carey dopo House of the Dragon.
Visti i tanti personaggi presenti
nell’MCU e viste
tutte le intersezioni delle linee narrative, i progetti cross-over
sono inevitabili all’interno del franchise. Gli eventi cross-over sono una tradizione di lunga
data nella Marvel Comicse l’MCU
sta finalmente recuperando il suo ritardo.
Guardando al passato, le Fasi 1, 2 e
3 dell’MCU ci hanno regalato
cross-over come Civil War, Infinity
War e infine Avengers:
Endgame.Tuttavia,
sembra che la Marvel
cambierà la definizione di cross-over proprio nell’attuale
Fase 4con Secret Invasion.Come lo snap di Thanos, l’invasione di Skrull è destinata a
cambiare per sempre il destino di qualsiasi personaggio coinvolto
nel primo vero cross-over
dall’MCU.
Il
gran numero di crossover che l’MCU ha pianificato
per il futuro potrebbe generare confusione in alcuni spettatori, ma
in realtà questi progetti dovrebbero aiutare a tenere traccia
dei personaggi e delle storie delle Fasi 5 e
6. Da Avengers: The Kang Dynasty a
Avengers: Secret Wars vediamo tutti i cross-over
pianificati per le Fasi 5 e 6
MCU.
L’arrivo dei Thunderbolts
Attualmente, la squadra
MCU dei Thunderbolts include tutti antieroi già
noti: Yelena Belova, Red Guardian, Bucky
Barnes, Taskmaster, Ghost, Valentina
Allegra de la Fontaine e U.S. Agent.Tuttavia,
considerando la storia dei Thunderbolts sulla carta
stampata, questi personaggi potrebbero presto essere
affiancati da Namor, She–Hulk,
Deadpool, Titania, Abominio, e perché
non da Norman Osborne, Venom,Hawkeye o Barone
Zemo? Essenzialmente, i Thunderbolts sono la versione
antieroica dei Vendicatori.Nel corso di vari crossover della
Marvel Comics, i Thunderbolts e
gli Avengers hanno più volte agito gli uni contro
gli altri, in particolare nella serie Secret
Invasion. Probabilmente, la
miniserieomonima vedrà il debutto dei
Thunderbolts
nell’MCU.
Le guerre di Kang
La preparazione del terreno
per Avengers: The Kang Dynasty inizia
con Ant-Man and the Wasp:
Quantumania, film che segna per l’MCU
l’inizio delle guerre di Kang. Nel lungometraggio,
Scott Lang a.k.a. Ant-Man si oppone a quello
che forse è il cattivo più pericoloso nella storia
dell’MCU. Anche se non è stato rivelato molto
sulla trama di Avengers: The Kang Dynasty, sappiamo che il film sarà
basato sull’evento dei fumetti dallo stesso nome.
Dopo che Sylvie ha rotto la
Sacra Linea Temporale in Loki uccidendo Colui
che rimane, il debutto MCU di Kang il
Conquistatore in Ant-Man and the Wasp:
Quantumania sarà cruciale per la Saga del Multiverso. Considerando
come Kang si muove attraverso diverse linee temporali e
universi, c’è anche la possibilità che il personaggio partecipi
allo scontro degli universi dell’MCU. Quello che è
certo è che Quantumania e The Kang Dynasty
introdurranno molti altri personaggi ancora in ascesa
nell’MCU.
Secret
Wars
Si sa pochissimo del film
Avengers: Secret Wars, se non
che il lungometraggio arriverà dopo gli eventi di Avengers: The Kang
Dynastye sarà basato sul primo vero cross-over della
Marvel Comics. Nei fumetti, le prime Secret
Wars sono avvenute nel 1984 per poi ripetersi più
recentemente nel 2015.
The Secret Wars degli anni
Ottanta si concentra su il Beyonder e
sul Battleworld, un pianeta fatto di pianeti diversi
provenienti da diverse realtà. In Secret Wars del
2015 invece, Battleworld non è un pianeta, ma un
“dominio” fatto di pezzi distrutti dell’Universo
Marvel e dell’Ultimate Marvel Universe.
Tra tutti i prossimi film Marvel basati su
una storia Marvel Comics, Secret
Wars si presenta come il più grande crossover
MCU.
X-Men vs. Avengers
C’è la reale possibilità che il
cross-over della Marvel Comics Avengers vs. X-Men prenda vita nell’MCU. Nel
fumetto, i due super team si scontrano quando scoprono che la
Phoenix Force si dirige verso la Terra. Gli
X-Men vedono l’entità cosmica come un modo per
ripristinare il mondo mutante, mentre per i
Vendicatori la Phoenix Force è una
minaccia per la fine di tutta l’umanità. Considerando le Easter egg
degli X-Mena cui abbiamo assistito recentemente,
non è improbabile che questa storyline si concretizzi
nell’MCU.
World War
Hulk?
Gli eventi di She-Hulk suggeriscono che un film su World
WarHulk potrebbe già essere in
lavorazione. Anche se l’MCU non ha abbastanza
Illuminati per esiliare Bruce Banner nello spazio
e Pianeta Hulk è già stato adattato per Thor: Ragnarok, il franchise potrebbe
adottare altri modi per impostare World War
Hulk. Magari la ragione per cui
Hulk viene convocato nello spazio è per recuperare il
figlio Sakaar. Non è un’opzione improbabile se si
considera che She-Hulk allude non solo al
potenziale debutto MCU del figlio di
Hulk, ma anche al fatto che Bruce potrebbe
riperdere il controllo di Hulk.
Se Secret Invasion pone le
premesse per la storia di
Siege nell’MCU, magari con il
debutto di Norman Osborn, il franchise potrebbe facilmente
seguire questa direzione. In effetti, Siege è stato
preceduto da Secret Invasion e da Dark Reign,
storyline in cui Osborn diventa un eroe per il popolo
americano. E, dopo Dark Reign, Osborn usa il suo
potere e la sua influenza per organizzare una vittoriosa invasione
di Asgard.
Gli anni Novanta hanno consolidato
la volontà degli studios di realizzare film estremamente ambiziosi,
capaci di affermarsi come campioni di incassi. I blockbuster,
insieme a tutte le novità tecniche nate in questo decennio hanno
poi conosciuto ulteriore sviluppo negli anni 2000. Gli ultimi
vent’anni sono infatti stati caratterizzati dai grandi film, in
particolare dai cosiddetti cinecomic basati sui supereroi. Sono
però molti anche i film più “piccoli”, che hanno dimostrato la
volontà di raccontare storie nuove e in modi originali. Tra grandi
autori, nuovi registi e novità a non finire, ecco un elenco dei
migliori film anni 2000 da vedere.
Migliori film anni 2000 americani
Come anticipato, gli anni Duemila si
sono più che mai caratterizzati per opere molto diverse tra loro,
da grandi blockbuster ricchi di effetti speciali a film
indipendenti che esulano dai canoni hollywoodiani, passando
ovviamente per importanti film d’autore affermatisi tra i più
grandi capolavori della storia del cinema. Ecco i migliori
film anni 2000 americani da vedere:
Il gladiatore
(2000). Il generale romano Massimo Decimo Meridio, comandante
dell’esercito del Nord, ha condotto ancora una volta i suoi
legionari alla vittoria, ed ora spera di poter tornare alla sua
famiglia. Ma il sovrano Marco Aurelio, oramai vecchio e stanco, gli
chiede di assumere il comando dell’impero dopo la sua morte.
Ridley Scott dirige
Russell Crowe
in questo kolossal contemporaneo, che ha il merito di aver fatto
rinascere l’amore nei confronti di questi film epici.
Il Signore degli
Anelli (2001-2003). Un giovane hobbit e un variegato
gruppo, composto da umani, un nano, un elfo e altri hobbit, partono
per un delicata missione, guidati dal potente mago Gandalf. Devono
distruggere un anello magico e sconfiggere il malvagio Sauron.
Peter Jackson cambia per sempre il genere fantasy
d’avventura con l’adattamento in trilogia cinematografica del
celebre romanzo di Tolkien. Un’opera monumentale, ancora oggi
ineguagliata per traguardi artistici.
Lost in
Translation (2003). Bob, star in declino di Hollywood, è a
Tokyo per fare un pubblicità ad un whisky e, rinchiuso nel lussuoso
hotel dove soggiorna, fa amicizia con Charlotte, di molti anni più
giovane di lui. Sofia Coppola
porta Bill Murray e Scarlett
Johansson a perdersi per le strade di Tokyo,
raccontando la solitudine dell’essere umano e il suo desiderio di
instaurare rapporti che possano salvare dal sopraggiungere di
questa.
Million Dollar
Baby (2004). Frankie, coriaceo allenatore di boxe,
prende la giovane e talentuosa Maggie sotto la sua ala e la
trasforma di una atleta da competizione. Clint Eastwood
trionfa di nuovo agli Oscar con questo film incentrato sulle
seconde occasioni della vita e sul tentare il tutto per tutto prima
che sia finita. Un racconto denso di emozioni, che sorprende fino
all’ultimo.
I segreti di Brokeback
Mountain (2005). Durante l’estate del 1963, due
cowboy, Ennis e Jack, si incontrano in un ranch nel Wyoming in
attesa di trovare un ingaggio per i pascoli estivi. Conoscendosi,
danno vita ad un amore impossibile. Ang Lee dirige
Heath Ledger e
Jake Gyllenhaal in
un’opera d’amore tra le più belle e struggenti degli ultimi
vent’anni, colpendo dritto al cuore dello spettatore.
Il petroliere
(2007). Ambientata in Texas nei primi anni del commercio
petrolifero, è questa una storia che tratta di famiglia, avidità,
religione ed oro nero. Indicato come uno dei migliori film del XXI
Secolo, Il petroliere è un film ricco di elementi di
pregio, dalla regia alla fotografia, dalle scenografie
all’interpretazione di Daniel
Day-Lewis premiato agli Oscar. Il suo Daniel Plainview
è infatti considerato uno dei personaggi più complessi e
straordinari mai comparsi sul grande schermo.
Avatar (2009). Tra i
più importanti registi di fantascienza di sempre, JamesCameron torna al cinema con un film
ambiziosissimo, che porta lo spettatore sulla splendida Pandora, un
terra incontaminata ma minacciata dall’essere umano. In attesa dei
suoi quattro sequel in arrivo, Avatar è un film da rivedere per godere al meglio
di tutte le prodezze tecnologiche, visive ed emotive concepite dal
suo regista.
Bastardi senza gloria
(2009). Francia, Seconda Guerra Mondiale: un gruppo di soldati
americani di origine ebraica viene paracadutato sul suolo francese
per una missione speciale. L’intenzione del gruppo è anche quella
di uccidere il maggior numero possibile di tedeschi. Per riuscire
nell’impresa, i soldati si avvaloreranno anche di una serie di armi
non convenzionali. Quentin Tarantino riscrive gli
esiti della Seconda guerra mondiale in un’opera tanto dissacrante
quanto epica.
The Social
Network (2010). Pochi anni dopo aver creato Facebook
nella sua stanza del dormitorio di Harvard, Mark Zuckerberg,
interpretato da Jesse
Eisenberg, è diventato un miliardario, ma il suo
grande successo lo sta portando a problemi sia personali sia
legali. Il regista di celebri thriller come Seven e Zodiac realizza con
The Social Network uno
dei suoi film più apprezzati, capace di riflettere non solo sulla
realizzazione del più celebre dei social, ma anche sull’odierna
capacità di comunicare.
Inception
(2010). Come complicare al massimo la trama di un film d’azione lo
sa bene Christopher
Nolan, in un film che gioca con la mente e con la
realtà. Dom Cobb è un ladro con la capacità di rubare segreti
dall’inconscio delle persone, attraverso i loro sogni. Un lavoro
che gli ha portato molto, ma che gli ha tolto tutto quello che ama.
La possiblità di redimersi arriverà con una missione apparentemente
impossibile: innestare un’idea nella mente di una persona.
The Tree of
Life (2011). Il difficile percorso di crescita del
figlio di un uomo autoritario e una donna remissiva. Palma d’oro a
Cannes. Terrence Malick vince la palma d’oro a
Cannes con questo film ricco di elementi esistenzialisti e
riflessioni sulla vita. The Tree of Life abbraccia il
micro e il macrocosmo per raccontare l’evoluzione e la crescita in
un mondo dominato dalla forza della natura e dall’amore per la
natura.
Lei (2013). A Los
Angeles, il sensibile e solitario Theodore, uno scrittore di
lettere d’amore, intraprende una relazione sentimentale con
Samantha, il sistema operativo del suo computer dalla suadente voce
femminile. Tra fantascienza e dramma, il film di Jonze interpretato
da Joaquin Phoenix e
Scarlett Johansson è una potente
riflessione sui rapporti umani, sulla loro natura e sulla sempre
più difficile comprensione dei propri sentimenti in un mondo tanto
connesso e tecnologico.
Boyhood (2014). La vita
di una famiglia ordinaria e delle vicende che li coinvolgono
nell’arco di dodici anni. Mason e sua sorella Samantha passano
dall’infanzia all’età adulta confrontandosi con le conseguenze
della separazione dei loro genitori. Girato nell’arco di dodici
anni, Boyhood è il capolavoro artistico di
Richard Linklater, regista da sempre attento al
trascorrere del tempo, alla crescita e al catturare i più sinceri
istanti di vita.
Mad Max: Fury
Road (2015). Nella ricerca della propria terra natale,
una donna si rivolta contro un tiranno in un’Australia
postapocalittica. In suo aiuto accorrono un gruppo di prigioniere,
un fanatico e un vagabondo di nome Max. Al festival di Cannes ha ricevuto una
standing ovation, e si è aggiudicato sei Oscar, diventando il film
australiano con più statuette in assoluto. Ad oggi è da molti
considerato il miglior film d’azione mai realizzato. Nel cast,
Tom Hardy e
Charlize
Theron.
Il ponte delle
spie (2015). James Donovan è un avvocato di Brooklyn
che si trova coinvolto al centro della guerra fredda, quando deve
negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, pilota che è stato
catturato dopo l’abbattimento del proprio aereo spia sopra la
Russia. Steven Spielberg realizza uno dei
suoi film più belli del nuovo millennio, dimostrando ancora una
volta perché egli è indiscutibilmente il miglior storyteller del
mondo.
Arrival (2016). Tratto
dal racconto Story of Your Life, di Ted Chiang, il film ha
per protagonista una filologa interpretata da Amy Adams
chiamata a stabilire un dialogo con alcune forme extraterrestri
giunte sulla terra. Da questi tentativi di comunicazione verranno
alla luce scoperte che rivoluzioneranno per sempre tanto la vita
della protagonista quanto quella dell’intera umanità. Un
capolavoro.
La La Land
(2016). Un musicista jazz e un’aspirante attrice si innamorano
mentre sono entrambi impegnati a inseguire le proprie ambizioni e i
propri sogni, ma le cose cambiano non appena cominciano a
raggiungere il successo. Vincitore di 6 premi Oscar, questo film è
un atipico musical incentrato sull’amore e il successo,
magnificamente diretto, interpretato e tanto ricco di colori quanto
di vita e passioni.
Tre manifesti a Ebbing,
Missouri (2017). La madre di una ragazza assassinata
scrive un controverso messaggio su alcuni cartelloni pubblicitari,
aprendo una contesa che vede coinvolti lo stimato capo della
polizia e un pericoloso poliziotto. Osannato come uno dei migliori
film degli ultimi anni, è il capolavoro di McDonagh, incentrato sul
lutto e il perdono. Un dramma estremamente potente, forte di una
sceneggiatura impeccabile e interpretazioni da Oscar di Frances
McDormand e Sam
Rockwell.
C’era una volta a…
Hollywood (2019). Rick Dalton, attore televisivo di
telefilm western in declino, e la sua controfigura Cliff Booth
cercano di ottenere ingaggi e fortuna nell’industria
cinematografica al tramonto dell’età dell’oro di Hollywood.
Quentin
Tarantino realizza un film dedicato al cinema e ad un
periodo preciso dell’industria, dopo il quale nulla sarebbe più
stato come prima. Un’opera ricca di riferimenti, suggestioni e
riflessioni.
The Irishman
(2019). La storia di Frank Sheeran, veterano di guerra e
camionista, divenuto un sicario al soldo della malavita di Filadelfia e
assoldato per uccidere il popolare sindacalista Jimmy Hoffa.
Attraverso i suoi occhi si ripercorrono cinquant’anni di storia
americana. Opera crepuscolare sul mondo dei gangster statunitensi,
il film di Scorsese è un vero e proprio canto del cigno di un epoca
ormai appartenente al passato, con personaggi un tempo iconici
ormai ridotti alla più totale solitudine. Con protagonisti Robert DeNiro, Al Pacino e
Joe Pesci,
The Irishman è uno dei più importanti film di Netflix.
Film anni 2000 adolescenziali per
ragazzi e ragazze
Il cinema per ragazzi ha nel tempo
donato al grande pubblico grandi capolavori che, con sfumature
diverse, hanno saputo affrontare tematiche quotidiane nella vita di
ogni ragazzo e ragazza. Dall’amicizia al rapporto con i genitori,
dal desiderio alla paura di crescere, dai primi amori fino ai primi
dolori che formano il carattere. Di seguito, ecco i migliori
film anni 2000 adolescenziali per ragazzi e
ragazze:
Juno (2007). Un’adolescente incinta decide di
dare il neonato in adozione, ma le cose si complicano dopo che la
scelta cade su una coppia benestante. Interpretato da Elliot Page
(all’epoca Ellen), il film è da subito divenuto un grande cult,
tanto per la sua sceneggiatura brillante quanto per le
interpretazioni e le tematiche trattate.
Easy Girl (2010).
Olive, una normale adolescente, racconta una piccola bugia in
merito alla propria vita sessuale. Quando il pettegolezzo si
diffonde tra gli studenti, la giovane viene improvvisamente
investita da una enorme popolarità. Emma Stone è la
protagonista di questo divertente film, che ha contribuito
significativamente a renderla la star del cinema che è oggi.
Scott Pilgrim vs. The
World (2010). Scott Pilgrim è un chitarrista
disoccupato che incontra la ragazza dei suoi sogni, Ramona Flowers.
Per conquistare totalmente il cuore della giovane Scott deve però
affrontare i suoi diabolici sette ex fidanzati, decisi a ucciderlo.
Interprato da uno spassoso Michael Cera, il film è
non solo uno dei migliori adattamenti da un fumetto mai realizzato,
ma anche un film per ragazzi ricco di tutti gli ingredienti giusti
per divertire ed emozionare.
Colpa delle
stelle (2014). Hazel e Gus sono due amici molto
particolari. I due adolescenti, entrambi anticonformisti e dallo
spiccato spirito sarcastico, si conoscono durante le riunioni in un
gruppo di sostegno per malati di cancro e si innamorano l’uno
dell’altra. Interpretato da Ansel Elgort e
Shailene
Woodley, il film è uno dei più popolari di genere
romantico per ragazzi degli ultimi anni.
Captain
Fantastic, di Matt Ross (2016). Ben e la moglie hanno
scelto di crescere i propri figli nel cuore di una foresta del Nord
America, evitando loro ogni contatto con la tecnologia e con la
civiltà moderna. Un tragico evento, però, è destinato a cambiare le
cose. Interpretato da Viggo
Mortensen, questo film riflette sul ruolo dei genitori
e propone percorsi educativi lontani dagli stereotipi del mondo
globalizzato.
Film anni 2000 italiani
Anche l’Italia non è stata da meno
negli ultimi vent’anni, regalandoci dagli anni 2000 ad oggi
numerosi film di grande importanza. Dalle nuove opere di autori
affermati sino alla comparsa di nuovi registi distintisi per
ambizioni e idee. Incentrati sulla società italiana o portatori di
storie che esulano dai canoni, ecco i migliori film anni
2000 italiani:
La stanza del
figlio (2001). Un padre psicoanalista, una madre dolce e
affettuosa, due figli adolescenti: legami familiari attraversati
dalle luci e dalle ombre di una vita vissuta insieme. Finché
l’irruzione del dolore non mette alla prova anche gli affetti più
profondi. Nanni Moretti vince la palma d’Oro a
Cannes con questo drammatico ritratto di una famiglia a pezzi e di
come sia difficile gestire il dolore.
La finestra di
fronte (2003). Giovanna si ritrova in casa un uomo molto
anziano che ha completamente perso la memoria. Cercando di
ricostruire la sua identità, scopre, piano piano, che lei stessa ha
smarrito il ricordo dei propri sentimenti e delle proprie passioni.
La finestra di fronte ha consacrato il regista Ferzan Ozpetek,
oggi uno dei più apprezzati del panorama italiano.
Le conseguenze
dell’amore (2004). Ogni uomo ha il suo segreto
inconfessabile. Ma Titta Di Girolamo ne ha più di uno, il che
spiega perché un uomo di cinquant’anni viva da otto in una camera
d’albergo di un’anonima cittadina della Svizzera italiana. Opera
seconda di Paolo Sorrentino, Le conseguenze
dell’amore è anche uno dei suoi film più apprezzati.
Gomorra (2008). Quattro
vicende raccontano la presa della camorra sulla vita delle persone:
quella del sarto Pasquale, quelle dei piccoli criminali Marco e
Ciro e degli imprenditori Franco e Roberto, e quella del piccolo
Totò, vittima di uno spietato sistema. Matteo
Garrone adatta per il grande schermo il romanzo di Roberto
Saviano, offrendo un cupo ritratto di vicende fin troppo
attuali.
La grande
bellezza (2013). Roma si offre indifferente e
seducente agli occhi meravigliati dei turisti: è estate e la città
splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella
ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il
tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato, che si
muove tra cultura alta e mondanità in una
capitale che non smette di essere un santuario di meraviglia e
grandezza. Paolo Sorrentino trionfa agli Oscar con
questo film che racconta Roma in tutta la sua bellezza e
decadenza.
Il giovane
favoloso (2014). La storia di Giacomo Leopardi,
bambino prodigio rinchiuso in una casa che è una biblioteca mentre
la propria voglia di conoscere il mondo lo porta a viaggiare con la
mente e l’immaginazione. A ventiquattro anni lascia Recanati per
entrare nell’alta società, ma il poeta non riesce ad adattarsi alla
nuova vita. Mario Martone dirige Elio Germano nei panni
di Leopardi, combinando la vita del poeta con le sue poesie e il
loro valore eterno.
Non essere
cattivo (2015). La periferia di Roma negli anni
Novanta è un luogo dove dominano l’edonismo, le macchine di lusso e
la cocaina. In questo scenario difficile, due ragazzi, Vittorio e
Cesare si sostengono a vicenda nel tentativo di raggiungere il
successo. Quando il primo riesce a trovare un lavoro, anche l’amico
viene coinvolto immediatamente nell’affare. L’ultimo film di
Claudio Caligari è un ritratto duro e al tempo
stesso dolce di un contesto sociale e di un’amicizia per la
vita.
A Ciambra (2017). Pio ha solo
quattordici anni, ma già non vede l’ora di diventare adulto. Il suo
punto di riferimento è Cosimo, il fratello maggiore. Quando questi
scompare, Pio ha la possibilità di dimostrare tutta la sua
maturità. Prodotta da Martin Scorsese, l’opera seconda di
Jonas Carpignano è un coming of age che porta a
conoscere nuovi aspetti di una comunità verso cui vigono
innumerevoli pregiudizi.
Dogman (2018).
Marcello, toelettatore di cani, commette piccoli crimini per
Simoncino, un ex pugile che terrorizza il quartiere. Gli abusi del
criminale, però, spingono l’uomo a prendere in mano la situazione.
Premiato a Cannes per la miglior interpretazione, quella di
Marcello Fonte, il film è una fiaba dark come solo
Matteo Garrone
sa realizzarne.
Il traditore
(2019). Le vicende del criminale Tommaso Buscetta, primo pentito di
mafia, che consentì ai giudici Falcone e Borsellino di comprendere
l’organizzazione di Cosa Nostra e di portarne i capi in tribunale.
Marco Bellocchio firma uno dei suoi film più belli
e importanti, dirigendo Pierfrancesco
Favino qui alle prese con una delle sue
interpretazioni migliori.
Film anni 2000 su Netflix
Nel giro di pochi anni le
piattaforme streaming si sono affermate come il miglior strumento
dove poter recuperare un film o una serie TV di proprio interesse.
Nei vasti cataloghi di questi servizi si possono infatti ritrovare
titoli di ogni tipo, dai grandi classici fino ad opere più recenti,
da grandi blockbuster fino ai film più piccoli e indipendenti. Qui
di seguito, si propongono alcuni dei tanti film anni
2000presenti su Netflix:
American Psycho
(2000). La vita di Patrick Bateman, un broker di Wall Street, dalla
vita apparentemente normale ma che nasconde un’incontrollabile sete
di sangue. Christian Bale è il protagonista di
questo cult degli anni Duemila, in cui si propone l’altra faccia di
un’America apparentemente ordinata e controllata.
A Beautiful Mind
(2001). Studi, imprese, malattia e trionfo del matematico USA John
Forbes Nash, premio Nobel 1994 per l’economia. Il ritratto di un
uomo eccentrico, e anticonformista, il cui grande talento fu
afflitto per molti anni da una grave forma di schizofrenia. Dopo
Il gladiatoreRussell Crowe mette a segno un’altra
grandiosa interpretazione in questo biopic premiato agli
Oscar.
8 Mile (2002). Un
giovane bianco di Detroit, nonostante i molti ostacoli, raggiunge
il successo e diventa un rapper famoso. Il rapper
Eminem è protagonista di questo film vagamente
ispirato alla sua vita. Il film è famoso anche per la canzone
Lose Yourself, divenuto iconico nonché primo brano rap a
vincere un premio Oscar.
The Wolf of Wall Street
(2013). New York, anni 80. Eccessi e corruzione segnano la curva
discendente della brillante carriera di Jordan Belfort, un
ambizioso broker in grado di guadagnare migliaia di dollari al
minuto e di spenderne altrettanti in droga e futilità. Martin Scorsese
dirige Leonardo
DiCaprio in questo film ricco di adrenalina
sull’ascesa e declino di un uomo specchio del suo tempo.
Storia di un
matrimonio, di Noah
Baumbach (2019). Un regista teatrale e la moglie attrice, un tempo
felicemente sposati, intraprendono un lungo ed estenuante divorzio,
che li pone di fronte ai loro limiti e alle necessarie rinunce con
cui dovranno fare i conti. Interpretato da Adam Driver e
Scarlett
Johansson, il film è considerato il capolavoro di
Baumbach. Un potente dramma che affronta in modo estremamente
sincero e crudo la separazione e ciò che essa comporta, tanto nei
suoi aspetti più evidenti quanto in quelli più privati. Un film
tanto bello quanto doloroso.
9-1-1
6 stagione è la sesta stagione della
serie tv 9-1-1
creata da Ryan
Murphy e Tim Minear per il network americano
FOX.
9-1-1 6, quando esce e dove vederla in
streaming
I primi episodi di 9-1-1
6 usciranno negli USA il 19 settembre 2022 su FOX.
9-1-1-6 in streaming sarà disponibile su Star, canale per
adulti di Disney+
La sesta stagione si apre con i
primi soccorritori e gli spedizionieri di Los Angeles che devono
bilanciare le pressioni dei rispettivi lavori con le loro vite
personali: dalla madre dell’operatore del 9-1-1 Abby Clark che
soffre di demenza al marito del sergente di polizia Athena Grant
che decide di rivelare ai suoi figli che in realtà è gay. Il
pompiere alle prime armi Evan “Buck” Buckley impara ad apprezzare
il significato del lavoro.
In 9-1-1 6
protagonisti sono Athena Grant (stagione 1-in corso), interpretata
da Angela Bassett, Robert “Bobby” Nash (stagione
1-in corso), interpretato da Peter Krause, Evan
“Buck” Buckley (stagione 1-in corso), interpretato da
Oliver Stark, Henrietta “Hen” Wilson (stagione
1-in corso), interpretata da Aisha Hinds, Howie
“Chimney” Han (stagione 1-in corso), interpretato da
Kenneth Choi, Michael Grant (stagione 1-in corso),
interpretato da Rockmond Dunbar, Maddie Kendall
(stagione 2-in corso), interpreta da
Jennifer Love Hewitt, Edmundo “Eddie” Diaz (stagione
2-in corso), interpretato da Ryan
Guzman, May Grant (ricorrente stagione 1, stagioni
2-in corso), interpretata da Corinne Massiah.
Dai creatori Ryan Murphy e
Brad Falchuk (il franchise di “American Horror Story”, “Nip / Tuck”),
il nuovo dramma procedurale 9-1-1 esplora le esperienze ad alta
pressione di agenti di polizia, paramedici e vigili del fuoco che
sono spinti nel più situazioni spaventose, scioccanti e strazianti.
Questi soccorritori devono cercare di bilanciare il salvataggio di
coloro che sono più vulnerabili nel risolvere i problemi della
propria vita.
9-1-1 racconta le esperienze ad alta pressione
della polizia, paramedici e i vigili del fuoco che vengono spinti
nelle situazioni più spaventose, scioccanti e toccanti. Questi
soccorritori devono cercare di bilanciare il salvataggio di coloro
che sono più vulnerabili nel risolvere i problemi della propria
vita.
Il network americano CBS ha diffuso
il trailer di Ghosts 2, l’attesa seconda stagione
di Ghosts.
Ghosts 2 uscirà negli USA su CBS il 29
settembre 2022. In Italia la serie è attualmente inedita.
Samantha e Jay gettano al vento la
cautela quando convertono la loro tenuta di campagna recentemente
ereditata in un bed and breakfast. Chiamalo piani smarriti. Non
solo il luogo sta cadendo a pezzi, ma è anche abitato dagli spiriti
dei precedenti residenti, che solo Samantha può vedere e sentire.
Ghosts
racconta la storia divertente e sincera di un sogno ritrovato che
rivela che la connessione e la scoperta di sé non sono solo per i
vivi.
Ghosts è
la nuova serie tv americana creata da Joe Port e Joe Wiseman e
basata sul format UK della BBC.
La serie è una commedia a
telecamera singola sull’allegra giornalista freelance Samantha
(Rose McIver) e lo chef emergente Jay (Utkarsh Ambudkar), che
gettano al vento cautela e denaro quando decidono di convertire
un’enorme tenuta di campagna fatiscente che hanno ereditato in un
bed & breakfast, solo per scoprire che è abitato dai molti spiriti
dei residenti deceduti che ora lo chiamano casa. Le anime dei
defunti sono un gruppo affiatato ed eclettico che include un
impertinente cantante lounge dell’era del proibizionismo, un
pomposo miliziano del 1700, un hippie degli anni ’60 appassionato
di allucinogeni, un leader delle truppe scout degli anni ’80
eccessivamente ottimista, un esploratore vichingo ossessionato dal
merluzzo 1009, un brillante fratello finanziario degli anni ’90, un
nativo sarcastico e spiritoso del 1500, e una donna di società e
moglie di un barone rapinatore del 1800 che è l’antenato di
Samantha, solo per citarne alcuni. Ad aumentare l’ansia degli
spiriti per i cambiamenti in arrivo nella loro casa c’è la
consapevolezza che Samantha è la prima persona dal vivo che può
vederli e ascoltarli.
Disney+ ha diffuso il nuovo
inedito trailer di Andor, l’attesissima nuova serie tv basata
sull’Universo di Star
Wars. ANDOR,
è la nuova serie Lucasfilm, ideata da Tony Gilroy, già penna dietro a
Rogue One: A Star Wars Story esplorerà una nuova
prospettiva dalla galassia di Star Wars, concentrandosi sul viaggio
di Cassian Andor per scoprire la differenza che può fare. La serie
porta avanti la storia della nascente ribellione contro l’Impero e
il coinvolgimento di persone e pianeti. È un’era piena di pericoli,
inganni e intrighi in cui Cassian intraprenderà il percorso
destinato a trasformarlo in un eroe ribelle.
ANDOR
la serie del franchise che arriverà in estate e che vede
protagonista Cassian Andor, interpretato da
Diego Luna, nelle vicende che lo hanno coinvolto prima
dei fatti di Rogue One. Il personaggio, lo
ricordiamo, ha esordito nello stand alone del 2016, che racconta i
fatti che avvengono tra
La Vendetta dei Sith e
Una Nuova Speranza.
ANDOR
arriverà il 31 agosto su Disney+ e
sarà composta da 12 episodi, che verranno seguiti da una seconda
stagione sempre da 12 episodi che ci condurrà agli eventi di Rogue
One. Nel cast di ANDOR compaiono
Diego Luna, Adria Arjona, Denise Gough, Genevieve O’Reilly,
Stellan Skarsgard, Fiona Shaw e Kyle
Soller.Andor è incentrato su Cassian
Andor (Luna), personaggio che è stato introdotto in Rogue One e come membro della ribellione
contro l’Impero. La serie sarà un prequel del film, con Toby Haynes
che sarà il regista principale della prima stagione che sarà
composta da12 episodi. Gli altri registi coinvolti sono Ben Caron e
Susanna White, mentre Stephen Schiff e Tony Gilroy sono gli
sceneggiatori.
ANDOR è
prodotto dallo showrunner Tony Gilroy, che ha
scritto e prodotto Rogue One. Inizialmente Gilroy
avrebbe dovuto dirigere i tre episodi, ma è stato costretto a
rinunciare a causa di problemi di viaggio legati alla pandemia.
In Rogue One un gruppo di improbabili eroi si unisce
in una missione per rubare i piani alla Morte Nera, l’ultima arma
di distruzione dell’Impero. Questo evento chiave nella cronologia
di Star Wars riunisce persone comuni che scelgono di fare cose
straordinarie e, così facendo, diventano parte di qualcosa di più
grande di loro stessi.
Il canale americano
FOX ha diffuso il primo promo ufficiale di
9-1-1
6, l’annunciata sesta
stagione della serie 9-1-1 che
sta per debuttare negli USA. Nuova stagione, nuovo dramma: che il
caos abbia inizio! La sesta
stagione di 9-1-1
debutterà lunedì 19 settembre su FOX. 9-1-1-6 in
streaming sarà disponibile su Star, canale per
adulti di Disney+
9-1-1 6
9-1-1 6
stagione è la sesta
stagione della serie tv 9-1-1
creata da Ryan
Murphy e Tim Minear per il network americano
FOX. La sesta stagione di 9-1-1
debutterà lunedì 19 settembre su FOX. 9-1-1-6 in
streaming sarà disponibile su Star, canale per
adulti di Disney+
In 9-1-1 6 protagonisti sono Athena Grant
(stagione 1-in corso), interpretata da Angela Bassett, Robert “Bobby” Nash (stagione
1-in corso), interpretato da Peter Krause, Evan
“Buck” Buckley (stagione 1-in corso), interpretato da
Oliver Stark, Henrietta “Hen” Wilson (stagione
1-in corso), interpretata da Aisha Hinds, Howie
“Chimney” Han (stagione 1-in corso), interpretato da
Kenneth Choi, Michael Grant (stagione 1-in corso),
interpretato da Rockmond Dunbar, Maddie Kendall
(stagione 2-in corso), interpreta da
Jennifer Love Hewitt, Edmundo “Eddie” Diaz (stagione
2-in corso), interpretato da Ryan
Guzman, May Grant (ricorrente stagione 1, stagioni
2-in corso), interpretata da Corinne Massiah.
Di recente, Don Cheadle ha parlato con extratv al D23 Expo della Disney in merito al suo
ritorno al ruolo del colonnello Rhodey Rhodes in Armor
Wars, la nuova serie Disney+. L’attore ha finalmente
smentito un rumors che vorrebbe il suo personaggio in veste di
sostituto di Iron Man/Tony
Stark all’interno del MCU.
Anche se non ha rivelato molto su
ciò che i fan della Marvel possono aspettarsi dal suo personaggio
nel prossimo futuro, Don Cheadle si è affrettato a respingere i
suggerimenti che Rhodey avrebbe preso il posto di Tony Stark.
Dicendo “Non credo che nessuno possa farlo davvero”, ha
anche suggerito che “Rhodey è il suo amico”.
“Non lo so. Voglio dire, penso
che Rhodey sia il suo amico. Non credo che qualcuno possa davvero
entrare in questo ruolo, sostituirsi a Iron Man. Penso che Robert
l’abbia fatto bene come nessun altro potrebbe mai farlo. Ma penso
che impareremo molto di più su ciò che Rhodey vuole, chi è, quale
sarà il suo posto e il firmamento del MCU alla fine. Onestamente
non so molto di più di quello che sai tu.”
In attesa di scoprire qualcosa in
più sulla serie Armor
Wars e ricordando che vedremo il personaggio
anche in Secret Invasion, conveniamo con quanto
detto da Don Cheadle sull’insostituibilità del Tony
Stark/Iron Man di Robert Downey Jr.
La partecipazione di Brie Larson a Fast
and Furious 10 sta creando molta attesa,
soprattutto perché l’attrice ha mostrato, con il suo lavoro in
Captain Marvel, di essere
capacissima di interpretare ruoli action con grande credibilità e
sappiamo che al fianco di Vin
Diesel questa dote è importantissima, in questo franchise.
Ora, Larson offre un minuscolo
aggiornamento sul suo personaggio: il nome! In una foto che ha
condiviso sul suo account ufficiale di Instagram,
l’attrice ha mostrato che sarà Tess nel decimo capitolo del
franchise a quattro ruote. La didascalia della foto recita:
“Rivelazione del nome”.
In attesa de debutto in Italia del quinto episodio HBO dagli USA
ha diffuso il promo di House of the Dragon 1×06,
l’atteso sesto episodio che andrà in onda questa domenica.
House of the Dragon, la serie
tv
House
of the Dragon è l’annunciato prequel ambientato poche
centinaia di anni prima degli eventi di “Game of
Thrones” e racconta la storia di House Targaryen. Dovrebbe andare in onda nel
2022. HBO ha dato allo show un ordine di 10 episodi, con il
casting iniziato durante l’estate. Martin ha co-creato la
serie con Ryan Condal, con lo spettacolo basato
sul libro di Martin “Fire & Blood“. Miguel
Sapochnik e Condal saranno co-showrunner e produttori esecutivi
insieme a Martin e Vince
Gerardis. Sara Lee Hess sarà anche
scrittrice e produttrice esecutiva. Sapochnik dirigerà anche il
pilota e gli episodi aggiuntivi. In precedenza ha diretto sei
episodi di “Game of Thrones”, tra cui “Hardhome”, “Battle
of the Bastards” e “Winds of Winter”.
In dieci episodi girati nel Regno
Unito, House of
the Dragon vanta un grande cast che include
fra i protagonisti Paddy Considine,
Matt Smith, Olivia Cooke, Emma
D’Arcy, Steve Toussaint, Eve Best, Fabien Frankel, Sonoya
Mizuno,
Rhys Ifans. Nel cast anche Milly Alcock,
Bethany Antonia, Phoebe Campbell, Emily Carey, Harry Collett, Ryan
Corr, Tom Glynn-Carney, Jefferson Hall, David Horovitch, Wil
Johnson, John Macmillan, Graham McTavish, Ewan Mitchell, Theo Nate,
Matthew Needham, Bill Paterson, Phia Saban, Gavin
Spokes, Savannah Steyn.
Co-creatore e produttore esecutivo
della serie George R.R. Martin; co-creatore, co-showrunner,
produttore esecutivo e sceneggiatore Ryan Condal; co-showrunner,
produttore esecutivo e regista Miguel Sapochnik; produttore
esecutivo e sceneggiatrice Sara Hess; produttori esecutivi Jocelyn
Diaz, Vince Gerardis, Ron Schmidt; registi Clare Kilner, Geeta V.
Patel; regista e co-produttore esecutivo Greg Yaitanes. Tratto dal
romanzo “Fuoco e Sangue” di George R.R. Martin.
È stato diffuso su Youtube un
divertente video che mostra una delle scene più belle di
The
Batman di Matt Reeves rifatta
con i LEGO. Si tratta dell’inseguimento per le strade di Gotham che
vede confrontarsi Batman stesso e il Pinguino.
The Batman, il film
The
Batman diretto da Matt Reeves
uscirà nelle sale il 4 marzo distribuito da Warner Bros Italia.
Protagonisti del film insieme a Robert
Pattinson nei panni di Bruce Wayne, ci saranno
anche Colin
Farrell (Oswald Chesterfield/Pinguino), Zoe
Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (Jim Gordon), Paul
Dano (Enigmista) e Andy
Serkis (Alfred). Infine, John
Turturro sarà il boss Carmine Falcone. Nel cast
anche Peter
Sarsgaard che sarà Gil Colson, il Procuratore
Distrettuale di Gotham.
Due anni trascorsi a pattugliare le
strade nei panni di Batman (Robert
Pattinson), incutendo timore nel cuore dei criminali,
hanno trascinato Bruce Wayne nel profondo delle tenebre di Gotham
City. Potendo contare su pochi fidati alleati – Alfred Pennyworth
(Andy
Serkis) e il tenente James Gordon (Jeffrey
Wright) – tra la rete corrotta di funzionari e figure
di alto profilo della città, il vigilante solitario si è affermato
come unica incarnazione della vendetta tra i suoi concittadini.
Quando un killer prende di mira l’élite di Gotham con una serie di
malvagi stratagemmi, una scia di indizi criptici spinge il più
grande detective del mondo a indagare nei bassifondi, incontrando
personaggi come Selina Kyle / alias Catwoman (Zoe
Kravitz), Oswald Cobblepot / alias il Pinguino
(Colin
Farrell), Carmine Falcone (John
Turturro) e Edward Nashton / alias l’Enigmista
(Paul
Dano). Mentre le prove iniziano a condurlo più vicino
alla soluzione e la portata dei piani del malfattore diventa
chiara, Batman deve stringere nuove alleanze, smascherare il
colpevole e rendere giustizia all’abuso di potere e alla corruzione
che da tempo affliggono Gotham City.
Parlando con il New York Times, James Cameron ha
condiviso com’è stato rivedere Avatar
e perché è entusiasta che il pubblico abbia la possibilità di
vedere di nuovo il film nelle sale. Lo descrive come un “vero
piacere” e dice di essere contento di come funziona ancora oggi
dopo 12 anni. Inoltre, riconosce che ci sono molte persone che sono
state in grado di guardarlo solo attraverso i servizi di streaming
e spiega che quei fan non l’hanno visto davvero finché non lo hanno
visto sul grande schermo.
“I giovani fan del cinema non
hanno mai avuto l’opportunità di vederlo in una sala. Anche se
pensano di aver visto il film, in realtà non l’hanno visto. E sono
rimasto piacevolmente sorpreso, non solo da quanto bene regge, ma
quanto è stupendo nel suo stato rimasterizzato.”
Avatar: la via dell’acqua si svolge dentro e intorno
all’oceano. Sully
(Sam
Worthington) e Neytiri (Zoe
Saldana) hanno dei figli. “Ovunque andiamo”, dice
Sully, “so una cosa, questa famiglia è la nostra fortezza”. Il
sequel sembra ancora più sbalorditivo nella sua grafica blu intenso
rispetto al film del 2009. Creature tutte nuove: vediamo i Na’vi su
pesci volanti, uccelli, creature che comunicano con una balena,
eppure in qualche modo divisi nonostante la loro affinità con la
natura: le persone aliene sono divise, combattono l’una contro
l’altra in una lotta tra pistole e frecce. È davvero un mondo
completamente nuovo che alza la posta in gioco del precedente film
3 volte vincitore di Oscar.
Avatar: la via dell’acqua debutterà il 14
dicembre 2022, seguito dal terzo capitolo il 20
dicembre 2024. Per il quarto e quinto capitolo, invece, si
dovrà attendere ancora qualche anno: 18 dicembre
2026 e 22 dicembre 2028.
Il cast della serie di film è
formato da
Kate Winslet, Edie Falco,
Michelle Yeoh,
Vin Diesel, insieme ad un gruppo di attori che
interpretano le nuove generazioni di Na’vi. Nei film torneranno
anche i protagonisti del primo film, ossia
Sam Worthington,
Zoe Saldana,
Stephen Lang,
Sigourney Weaver, Joel David Moore,
Dileep Rao e Matt Gerald.
Durante la sua apparizione al
D23 Expo (tramite
CinemaBlend), Kristen Bell ha riflettuto sull’eredità del
franchise di Frozen dopo il suo lancio un decennio fa.
Durante il suo discorso, l’attrice e doppiatrice della Principessa
Anna si è scusata in modo esilarante con i genitori che hanno
dovuto rivedere costantemente il film Disney, assicurando di essere
sulla loro stessa barca. Ecco cosa ha dichiarato:
“Vorrei dire che mi dispiace per tutti i genitori che hanno dovuto
guardare “Frozen” in loop. Ti sento, ti vedo, io sono te. Lo
capisco. La Disney mi ha insegnato a sognare in grande e a seguire
il cuore. E che è del tutto appropriato cantare in qualsiasi
momento, cosa che apprezzo molto. Interpretare la principessa Anna
è stato il momento clou della mia vita, penso, intendo oltre ai
miei figli e cose del genere.”
Con recensioni entusiastiche da
parte della critica e del pubblico e con un incasso di oltre 1,28
miliardi di dollari, Frozen è diventato rapidamente un fenomeno
mondiale, ottenendo due Oscar per il miglior film d’animazione e la
migliore canzone originale con “Let It Go”. Il successo di
critica e commerciale del film ha portato al via libera di Frozen 2, che è uscito nei cinema nel 2019 con
un simile successo di critica e commerciale, anche se non ha
portato a casa la sua unica nomination all’Oscar per la migliore
canzone originale. Al momento il futuro del franchise rimane in
gran parte sconosciuto.
Nel 2020, dopo che è circolato un
video che mostrava la star di The
Flash,
Ezra Miller, che apparentemente strangola una donna,
l’attore avrebbe dichiarato di essere la vittima
dell’incidente.
Il fatto è stato poi il primo di una
lunga serie di comportamenti violenti e inappropriati di Miller,
nel corso degli ultimi mesi. Il quel video, Miller è stato mostrato
mentre si avvicinava a una donna, afferrandola per il collo e
trascinandola a terra. A quel tempo, Miller non fu messo sotto
inchiesta.
Tuttavia, all’inizio di quest’anno,
Ezra Miller è stato arrestato per
condotta disordinata e molestie in un bar alle Hawaii. Poco dopo il
rilascio, la coppia con cui alloggiavano ha presentato un’ordinanza
restrittiva contro l’attore. Diversi mesi dopo, i genitori di
Tokata Iron Eyes hanno presentato un ordine
temporaneo di protezione contro Miller per conto della loro figlia
di 18 anni, sostenendo che Miller l’aveva abusata e manipolata. Da
allora, Miller ha ricevuto più accuse di molestie e condotta
disordinata. Più di recente, Miller è stato arrestato e accusato di
furto con scasso nel Vermont.
Ora, come riportato da
Vanity Fair, Ezra Miller avrebbe affermato di essere lui
stesso la vittima nell’incidente relativo allo strangolamento, nel
2020. Il socio di Miller ha dichiarato di aver ascoltato una
telefonata tra l’attore e i dirigenti della WB:
“Stavo ascoltando [Warner Bros.]
e Miller che parlavano al telefono, mentre Ezra vomitava tutto il
suo discorso da “povero me”. Ha detto di essere stato lui quello
odiato, vittima di un’aggressione e che la sua condotta era solo
una reazione. Quindi abbiamo questo quasi 30enne che è un festaiolo
e che dice alla Warner Bros. di essere la vittima.”
Per quello che riguarda l’uscita di
The
Flash, il CEO di Warner Bros.
Discovery, David Zaslav, ha ribadito
qualche mese fa che il film è ancora in programma, dicendo:
“Abbiamo visto “The
Flash”, “Black
Adam” e “Shazam 2″. Siamo molto entusiasti di loro. Li abbiamo
visti. Pensiamo che siano fantastici e pensiamo di poterli rendere
ancora migliori”. Dopo diversi ritardi, The
Flash uscirà nei cinema il 23 giugno 2023.
L’account Instagram Muckle Mannequins
GmbH ha pubblicato delle immagini di una statua a grandezza
naturale di Dwayne
Johnson nei panni di Black
Adam che ha delle caratteristiche di somiglianza con
l’originale davvero impressionanti.
Il cast completo
di Black
Adam, oltre a Dwayne
Johnson nei panni dell’anti-eroe del titolo,
annovera anche Noah
Centineo (Atom Smasher), Quintessa
Swindell (Cyclone), Aldis
Hodge (Hawkman) e Pierce
Brosnan (Doctor Fate). Insieme a loro ci saranno
anche Sarah Shahi, che interpreterà Isis,
e Marwan Kenzari, che sarà invece
l’antagonista principale (anche se il personaggio non è stato
ancora svelato).
Black
Adam, che sarà diretto da Jaume
Collet-Serra (già dietro Jungle
Cruise, sempre con Johnson), ha dovuto far fronte a non
pochi problemi durante il suo travagliatissimo sviluppo. Inoltre,
la pandemia di Coronavirus ha ulteriormente complicate le cose e
costretto la produzione del film all’ennesimo rinvio. L’uscita del
film nelle sale americane è fissata per il 29 luglio 2022. Black
Adam uscirà al cinema in Italia giovedì 21 ottobre 2022.
Il progetto originale della Warner
Bros. su Shazam!aveva
previsto l’epico scontro tra il supereroe e la sua
nemesi, Black
Adam appunto, una soluzione esclusa dalla sceneggiatura
per dedicarsi con più attenzione al protagonista e alla
sua origin story. A quanto pare, il film
su Black
Adam dovrebbe ispirarsi ai lavori di Geoff Johns dei
primi anni duemila.
Potremmo avere avuto già la
possibilità di uno sguardo fugace al nuovo costume di Ryan Reynolds per Deadpool 3 senza rendercene conto! L’occasione
l’hanno fornita una serie di foto che Blake Lively, attrice moglie di
Ryan Reynolds, ha condiviso sui social per
raccontare la sua quarta gravidanza.
In una delle fotografie, Blake
compare accanto al marito in costume da Deadpool che vedremo
probabilmente nel terzo film. Ricordiamo che mentre
Deadpool 2 è uscito nel 2018, quindi girato prima,
l’ultima gravidanza della coppia risale al 2019, quindi è
improbabile che si tratti du una foto delle gravidanze
precedenti.
Shawn Levy dirigerà
Deadpool
3. Rhett Reese e Paul
Wernick, che hanno già firmato i primi due film sul
Mercenario Chiacchierone, scriveranno anche Deadpool 3, basandosi sui fumetti creati da
Rob Liefeld, confermandosi nella squadra creativa
del progetto, dopo che per un breve periodo erano stati sostituiti
da Lizzie Molyneux-Loeglin e Wendy
Molyneux.
Oltre a Ryan Reynolds non ci sono nomi confermati nel
cast del film. In Deadpool 2 c’erano
Josh
Brolin nel ruolo di Cable e Zazie Beetz in quello di Domino, mentre
il primo film vedeva la presenza di Morena Baccarin come Vanessa e
T.J. Miller come Weasel.
Paul Wernick e
Rhett Reese hanno dichiarato sul film: “È
una meravigliosa opportunità per i pesci fuor d’acqua. Deadpool è
un pazzo al centro di un film. Far cadere un pazzo in un mondo
molto sano di mente, è oro puro. Sarà davvero divertente.”
La storia autobiografica di
formazione di Steven Spielberg, The
Fabelmans, ha portato a casa il People’s Choice Award
del Toronto Film Festival, innescando così ufficialmente la corsa
della pellicola nel corso della stagione dei premi.
Il People’s Choice Award del TIFF è
uno dei riconoscimenti che predice con maggiore precisione un
eventuale successo agli Oscar. Negli anni passati, vincitori come
Green Book e Nomadland non solo sono stati nominati, ma
hanno anche conquistato il premio per il miglior film agli Academy
Awards. Altri vincitori, tra cui Tre Manifesti a Ebbing,
Missouri, La La
Land e Jojo Rabbit, hanno comunque
giocato un ruolo fondamentale nella stagione dei premi.
La vicenda di The Fabelmans, come già anticipato è una
versione semi-autobiografica dell’infanzia di Spielberg. Il film è
infatti incentrato su Sammy Fabelman, che sogna di
diventare un regista mentre cresce nell’Arizona del secondo
dopoguerra. Il film ripercorrerà la sua vita dalla sua infanzia
fino alla tarda adolescenza, momento in cui scoprirà un segreto di
famiglia e apprende definitivamente il potere del cinema. Oltre a
dirigere il film, Spielberg è anche co-autore della sceneggiatura
con Tony Kushner, che in precedenza aveva
collaborato con il regista in film come West Side Story,
Lincoln e
Munich. Il film ha una distribuzione in sala attualmente
prevista per la fine di novembre. Di seguito il poster
ufficiale.
The Fabelmans vede protagonisti Michelle
Williams, Paul Dano, Seth
Rogen, Gabriel LaBelle, Jeannie Berlin, Julia Butters, Robin
Bartlett, Keeley Karsten e Judd Hirsch.
Il film arriverà nelle sale americane il prossimo 11 novembre.
Spider-Man: No Way
Home torna al cinema con nuove scene inedite da
oggi e fino al 22 settembre con l’iniziativa Cinema In Festa.
Per la prima volta
nella storia cinematografica di Spider-Man, viene rivelata
l’identità del nostro amichevole eroe di quartiere, ponendo le sue
responsabilità da supereroe in conflitto con la sua vita quotidiana
e mettendo a rischio coloro a cui tiene di più. Quando chiede
l’aiuto del Dottor Strange per ripristinare il suo segreto,
l’incantesimo apre uno squarcio nel loro mondo, liberando i più
potenti nemici mai affrontati da uno Spider-Man in qualsiasi
universo. Ora Peter dovrà superare la sua più grande sfida, che non
solo cambierà per sempre il suo futuro, ma anche quello del
Multiverso.
Ecco i dettagli riguardo a ciò che
ci si deve aspettare da questi 11 minuti aggiuntivi. A quanto pare,
la scena post titoli di coda che mostrava il trailer di Doctor Strange nel Multiverso
della Follia è stata sostituita da scena che aiuta a
chiarire come hanno fatto le Rune di Kof-Kol ad alterare i ricordi
di tutti. Molte persone hanno infatti lasciato il teatro
chiedendosi come l’incantesimo abbia fatto a far dimenticare a
tutti chi fosse Peter Parker.
Ancor più importante è sapere che ci
saranno ulteriori scene con Tobey Maguire e
Andrew Garfield
insieme allo Spider-Man di Tom Holland.
Anche la vita scolastica di Peter otterrà maggior risalto grazie
alle scene in più. Inoltre, per i fan di Daredevil, ci saranno
anche più scene con Charlie Cox,
rispetto alla sola vista nella prima versione del film.
Undici minuti potrebbero non
sembrare molti e anche se molto probabilmente non altereranno la
storia già vista, possono comunque offrire numerosi nuovi momenti
divertenti ed emozionanti, che daranno ai fan della Marvel un motivo in più per amare
Spider-Man: No Way Home – The More
Fun Stuff.
Il prossimo 21 settembre
la galassia di Star
Wars si espanderà ancora una volta con l’arrivo su
Disney+ di ANDOR,
la nuova serie Lucasfilm, ideata da Tony Gilroy, già penna dietro a
Rogue One: A Star Wars Story. E non è un caso che
l’autore della serie sia lo sceneggiatore (e regista delle riprese
aggiuntive) del film sui Ribelli che hanno rubato i piani della
Morte Nera, perché il protagonista dello show è proprio quel
Cassian Andor, che avrà ancora una volta il volto di
Diego Luna.
“Molte persone
stanno affrontando tempi difficili e trovano decisioni ardue da
compiere lungo il loro cammino – spiega proprio l’autore in
occasione della conferenza stampa della serie – Questo è il
vero tema dello show e io sono qui per l’opportunità di raccontarlo
su una scala gigante, su una grande tela“.
Andor, personaggio comuni alle
prese con scelte straordinarie
Sui motivi per cui la
serie ha potuto prendere vita, Gilroy non ha dubbi: “Lo show
esiste perché c’è un’enorme, intricata, importante, appassionata
community di fan di Star Wars. E non si tratta di un gruppo
monolitico e omogeneo. Ci sono tante versioni e divisioni al suo
interno, ma questa comunità enorme esiste e segue la saga. È questo
che ci ha dato l’opportunità e l’abilità di creare uno show così
importante in termini di scala e mezzi.”
Ma allo stesso tempo,
Gilroy spiega che non esiste un pubblico che non può apprezzare la
serie, dal momento che non esistono segreti o concetti pregressi
che si devono conoscere per poterne seguire la storia. “Quella
è la scommessa. Possiamo soddisfare, elettrizzare ed esaltare i fan
più affezionati? E possiamo allo stesso tempo realizzare qualcosa
che sia così intenso emotivamente anche per i non fan,
semplicemente parlando di persone alle prese con grandi e piccole
decisioni quotidiane? Possiamo attirare anche un pubblico che sia
interessato a questo aspetto? Possiamo unire le due cose? Questa è
stata la scommessa. Questo è quello che stiamo cercando di fare e
il motivo per cui siamo qui“.
Il protagonista della serie è
interpretato, come nel film, da Diego Luna, che dal canto suo ha provato a
spiegare perché proprio ANDOR è
un progetto diverso tra quelli che stano fiorendo nell’universo di
George Lucas. Per l’attore, tutto rimanda alle
abilità del suo autore.
Il segreto di Andor è il suo
autore: Tony Gilroy
“Innanzitutto,
questa serie è scritta da Tony Gilroy, il che la
rende davvero speciale e vi spiego il perché. Tony non è un autore
che usa il linguaggio di giusto e sbagliato, capite? Spende molto
tempo ad esplorare le complessità delle zone grigie e le
contraddizioni dei personaggi. Questo è uno show che parla
di persone vere. Siamo in un momento molto oscuro per la
galassia, non ci sono Jedi in giro, queste persone devono trovare
una strada per reagire all’oppressione, per questo è lo Star Wars
più concreto che si possa avere. È davvero d’ispirazione,
credo. È gigantesco, come ha detto Tony. Ed è avventuroso e ricco
di azione, come ti aspetti da Star Wars, ma diventa anche molto
intimo ed è davvero sottile, richiede tempo per comprendere ogni
personaggio e si prende tempo per ognuno di loro. Penso solo che
sia davvero ricco di contenuti, potente e che il pubblico lo
apprezzerà“.
Universalmente indicato come uno dei
grandi capolavori di Alfred Hitchcock,
Intrigo internazionale è un classico del
genere spionaggio, ricco di tutte quelle invenzioni
cinematografiche e quei temi ricorrenti che hanno reso il regista
inglese tanto popolare e apprezzato. Al suo interno si ritrovano
infatti un susseguirsi di avventure, colpi di scena, pericoli,
complotti, sentimenti e scene divenute ormai iconiche, come quella
dell’aereo nel deserto. Uscito al cinema nel 1959, un anno prima
dell’altrettanto celebre Psycho, il film
rappresenta inoltre un netto stacco rispetto ai titoli precedenti
del regista, caratterizzati da atmosfere sinistre ed un cupo
pessimismo.
Intrigo internazionale
viene infatti dopo Il ladro e La donna che visse due
volte. In questo il regista ritrova lo humor e il registro
apparentemente leggero di altri suoi film come Il club dei
39 e Caccia al ladro. Per Hitchcock è inoltre anche
un ritorno al political thriller, sottogenere nel quale
non si era più cimentato dal 1946 con Notorius. Come
anticipato, in Intrigo internazionale si possono ritrovare
tutti i temi più cari al regista, dallo scambio di persona
all’impossibilità per l’innocente di discolparsi, dall’ambiguità
della coppia a quella delle persone comuni. Grazie a questi
elementi e alla maestria del regista, il film è ancora oggi
considerato uno dei migliori cento film statunitensi di tutti i
tempi.
Candidato a tre premi Oscar, tra cui
quello per la miglior sceneggiatura originale, Intrigo
internazionale è un classico senza tempo, uno dei titoli
imprescindibili da vedere per scoprire e riscoprire il genio di
Hitchcock. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Intrigo internazionale: la trama del film
Protagonista del film è l’agente
pubblicitario Roger Thornhill, il quale un giorno
come un altro viene avvicinato da due uomini, i quali si
riferiscono a lui come George Kaplan, e che
spingendolo nella loro auto lo conducono alla villa di
Lester Townsend. Interrogato e forzato a bere
ripetutamente dell’alcol, Roger viene poi ritrovato alla guida
della sua auto. Siccome la polizia chiude sbrigativamente il caso,
Roger decide di investigare per proprio conto, cercando di scoprire
cosa volessero quegli uomini da lui. Quando incontra di nuovo
Townsend, si accorge che quello che ha di fronte non è l’uomo che
aveva conosciuto.
Quest’ultimo, inoltre, viene
rapidamente ucciso dagli stessi uomini che avevano rapito Roger.
Proprio lui, lì presente, si ritrova incastrato con false prove e
accusato di essere l’omicida. Costretto a fuggire, Roger si
imbatterà in Eva Kendall, donna altrettanto
misteriosa, che lo aiuterà ad evadere i controlli. Ben presto,
però, Roger capirà di non potersi fidare di nessuno e di essere
finito in un complotto molto più grande del previsto, dal quale
dovrà cercare di uscire vivo. Per riuscirci, l’unico modo è
scoprire chi realmente ci sia dietro tutto questo e chi sia davvero
quel “George Kaplan”.
Intrigo internazionale: il cast del film
Nel ruolo del protagonista Roger
Thornhill vi è il celebre attore Cary Grant, qui
alla sua quarta collaborazione con Hitchcock dopo Il sospetto,
Notorius e Caccia al ladro. Grant, tuttavia, non era
particolarmente convinto dal nuovo progetto. Egli lamentava infatti
difficoltà a capire la sceneggiatura. Per Hitchcock ciò era invece
un bene, perché il personaggio di Roger doveva sentirsi confuso da
ciò che gli accadeva e la reazione di Grant sembrava confermare
quella sensazione. Quando vide il film completo, l’attore si
ricredette sul risultato generale. Nel ruolo della madre del
protagonista, Clara, vi è invece l’attrice Jessie Royce
Landis, la quale in realtà aveva solo sette anni in più a
Grant.
Nel ruolo della misteriosa Eva
Kendall, Hitchcock insistette per avere Eve Marie
Saint, premio Oscar per Fronte delporto, nonostante fosse un ruolo per lei pressocché
inedito. James Mason recita invece nei panni di
Philip Vandamm, misterioso uomo sui Roger si trova ad indagare. Nel
film compare poi anche Leo G. Carroll, qui alla
sesta collaborazione con Hitchcock, nel ruolo de “Il professore”,
mentre il celebre attore Martin Landau è Leonard,
uno degli scagnozzi di Vandamm. Non manca ovviamente anche un cameo
dello stesso Hitchcock, il quale compare al secondo minuto
dall’inizio del film ed è l’uomo che tenta di raggiungere l’autobus
prima che questo parta.
Intrigo internazionale: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Intrigo
internazionale è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV, Chili, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato
17 settembre alle ore 21:00 sul canale
Iris.
Presto sarà al cinema nei panni di
un cannibale in Bones and
All di Luca Guadagnino e nell’epica fantasy di
Denis VilleneuveDune: Part
Two, ma Timothée Chalamet indosserà anche molti
cappelli diversi.Il prossimo dicembre, aggiungerà un
cappello a cilindro più colorato nel musical di Paul
King “Wonka“,
una storia sulle origini del cioccolatiere zuccherino di
Roald Dahl. Sebbene i dettagli sul film siano
davvero limitati, le foto dei paparazzi trapelate dal set hanno
acceso una frenesia sui social media rispetto a quello che possiamo
aspettarci sul film.
In un’intervista con British Vogue, Chalamet
ha preso in giro il film in uscita e ha reagito alle battute su
Internet. “Sai la cosa davvero divertente è che è così
fuorviante. Il film è così sincero, è così gioioso”, ha
detto, aggiungendo che ha sette numeri musicali. Chalamet ha
anche notato che girare il film lo ha aiutato a crescere come
artista: “Odio dirlo, ma il sogno di un artista è lanciare
quello che cazzo vuoi contro il muro, sai? E immagino che
quello di cui mi rendo conto è che la vita personale, la vita
adulta, può essere piuttosto noiosa e la vita dell’artista può
ancora essere straordinaria“.Altrove
nell’intervista, Chalamet ha rivelato che Leonardo DiCaprio gli ha dato
alcuni consigli
sulla carrieramemorabili.
Willy Wonka è
stato creato dal famoso autore Roald Dahl. Il
personaggio ha debuttato nel romanzo del 1964, Charlie e la
fabbrica di cioccolato. Il libro è stato adattato due volte
per lo schermo, nel 1971 e nel 2005, quando Tim
Burton ha scelto Johnny Depp per il ruolo in
questione. Paul
King, il regista dietro la serie di
Paddington, firma la regia di Wonka.
David Heyman produce. Insieme a Timothée Chalamet, il cast comprende anche
Rowan Atkinson, Sally Hawkins, Olivia Colman, Keegan-Michael Key.
Wonka uscirà nelle sale il 17 marzo
2023.