La magia di
Wonder – il celebre libro poi divenuto film che
ha dato vita al movimento “Choose Kind”, letteralmente,
‘Scegli la gentilezza’ – torna ad emozionarci con un nuovo
capitolo tratto dalla graphic novel di R. J.
Palacio: Wonder
– White Bird, al cinema dal 4
gennaio, distribuito da Notorious
Pictures in collaborazione con Medusa
Film.
Il film, diretto dall’acclamato
regista di Neverland e Non così vicinoMarc
Forster e interpretato da Ariella Glaser,
Orlando Schwerdt, Bryce Gheisar,
Gillian Anderson ed
Helen Mirren, è infatti lo spin-off del
celebre film campione d’incassi Wonder
(Stephen Chbosky, 2017).
Se nel film di Stephen Chbosky
veniva raccontata la coinvolgente storia di August Pullman, detto
Auggie che, nato con una rara malattia, si trovava ad affrontare il
mondo della scuola per la prima volta, riuscendo a trovare il suo
posto nel mondo e nel cuore dei compagni di scuola grazie alla sua
travolgente gentilezza, in Wonder – White Bird ci si
concentra sul bullo Julian.
Dopo essere stato espulso dalla sua
vecchia scuola per come aveva trattato Auggie, Julian –
interpretato dal giovane talento Bryce Gheisar –
cerca con fatica di ambientarsi nel nuovo istituto. Vedendolo in
difficoltà, sua nonna Sara (Helen Mirren) decide
di raccontargli la dolorosa storia della sua infanzia. Di come lei,
giovane ragazza ebrea (interpretata da Ariella
Glaser) nella Francia occupata dai nazisti, fu nascosta e
protetta da un compagno di classe, Julien (Orlando
Schwerdt). Di come la sensibilità e il coraggio di questo
ragazzo le abbiano salvato la vita. Ma, soprattutto, di quanto può
essere forte il potere della gentilezza, tale da cambiare il
mondo.
Esattamente come Wonder,
anche Wonder
– White Bird è una storia emozionante sul
modo in cui, anche nelle circostanze più drammatiche, l’empatia per
gli altri possa davvero fare la differenza nel mondo.
Con il recente ritorno al genere nel
cinema italiano, anche il fantasy ha avuto il proprio momento di
gloria grazie ad un film molto particolare. Si tratta di
La Befana vien di notte (qui
la recensione), diretto da Michele Soavi e
scritto da Nicola Guaglianone. Già autore di
Lo chiamavano Jeeg
Robot e Non ci resta che il
crimine, quest’ultimo è il grande protagonista di questa
volontà di esplorare territori e racconti nuovi nel panorama
cinematografico nazionale. Con Soavi, anch’egli esperto in opere di
genere, danno così vita ad un’inedita storia incentrata sulla
Befana, personaggio tanto popolare quanto temuto, che ottiene
finalmente un film interamente dedicato a lei.
Con questo si punta interamente su
una fiaba narrata in modo realistico e poi contaminata con
atmosfere cupe e le suggestioni del cinema per ragazzi degli anni
’80. Come in E.T. e i Goonies, vi è
infatti un gruppo di ragazzini che si sentono chiamati a una
missione di salvataggio quando scoprono che la loro maestra, che di
notte si trasforma nella vecchina “con le scarpe tutte
rotte”, è stata rapita. Un film dunque che rielabora un
immaginario per farne qualcosa di nuovo, aderente alle tradizioni e
ai costumi del nostro paese.
Uscita in sala in pieno periodo di
festività natalizie, La
Befana vien di notte si è confermato un autentico
successo, arrivando ad incassare ben 7,7 milioni di euro. Con un
tale risultato è naturalmente divenuto uno dei maggiori guadagni
cinematografici della stagione. Prima di intraprendere la visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire ulteriormente
alcune curiosità ad esso legate. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
piattaforme streaming dove poter ritrovare il
film.
La Befana vien di notte:
la trama del film
Paola è una maestra di scuola
elementare con un segreto da nascondere: bella e giovane di giorno,
di notte si trasforma nell’eterna e leggendaria Befana. A ridosso
dell’Epifania, si ritrova però rapita da un misterioso produttore
di giocattoli. Il suo nome è Mr. Johnny e ha un conto da saldare
con Paola che, il 6 Gennaio di vent’anni prima, gli ha
inavvertitamente rovinato l’infanzia… Sei alunni di Paola assistono
però inavvertitamente al rapimento, scoprendo così la doppia
identità della loro maestra. Decidono allora di affrontare, a bordo
delle loro biciclette, una straordinaria avventura che li cambierà
per sempre. Tra magia, sorprese e risate, i sei giovani amici
dovranno riuscire a salvare la Befana.
La Befana vien di notte:
il cast del film
Grande protagonista del film è
l’attrice Paola
Cortellesi, che ha accettato con entusiasmo di
ricoprire il ruolo di Paola, alias la Befana. A spingerla verso
tale progetto vi è stata la possibilità di recitare in un film
fantasy, poco diffuso in Italia, ma anche il desiderio di
interpretare un personaggio troppo spesso bistrattato. L’attrice ha
in seguito dichiarato, però, che non si aspettava che le riprese le
avrebbero richiesto un così grande impegno fisico. La Cortellesi si
è infatti dovuta cimentare in diverse acrobazie e scene
particolarmente complesse, per le quali ha fatto ricorso alla
consulenza di alcuni stuntman e ad un duro allenamento. Notevole è
stato anche il trucco prostetico da lei dovuto indossare per le
riprese, e che ha richiesto 5 ore per la sua applicazione.
Accanto a lei, nel ruolo del perfido
Mr. Johnny, vi è invece l’attore Stefano Fresi.
Divenuto celebre grazie alla trilogia di Smetto quando
voglio, questo si è qui trovato alle prese con un vero e proprio
villain, ricco di elementi stravaganti e particolarità uniche. Un
personaggio che l’attore ha raccontato di essersi particolarmente
divertito ad interpretare, sottoponendosi a sua volta ad un
notevole cambio di look. Nel film, inoltre, Fresi si è cimentato in
un brillante numero musicale. Formatosi come musicista e
compositore, egli ha infatti qui avuto modo di dare ulteriormente
prova di tali sue abilità. Nel film sono poi presenti gli attori
Fausto Maria Sciarappa nei panni di Giacomo, e
Giovanni Calcagno in quelli di Igor. I sei bambini
sono invece interpretati da Odette Adado, Jasper Gonzales
Cabal, Diego Delpiano, Robert Ganea, Francesco Mura e
Cloe Romagnoli.
La Befana vien di notte:
il prequel del film con Monica Bellucci
Dato il buon successo del film, nel
2021 è stato realizzato La Befana vien di notte
2 – Le origini, diretto da Paola Randi con
Monica Bellucci, Zoe Massenti, Alessandro
Haber, Herbert Ballerina, Corrado Guzzanti e
Fabio De
Luigi. Il racconto si svolge nel XVIII secolo, quando
Paola, una ragazzina di strada, truffaldina e sempre a caccia di
guai, si trova inavvertitamente a intralciare i piani del terribile
Barone De Michelis, un omuncolo gobbo sempre scortato dal fidato e
bistrattato Marmotta, con una sconfinata sete di potere e uno
smisurato odio verso le streghe. L’intervento della dolce e
potentissima Dolores, una strega buona che dedica la sua vita ai
bambini, salva Paola da un rogo già acceso. Tra un magico
apprendistato, inseguimenti, incredibili trasformazioni e molti,
molti, guai, Paola scoprirà che il destino ha in serbo per lei
qualcosa di davvero speciale.
La Befana vien di notte:
il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di La
Befana vien di notte grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di
Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple
TV, Now, Prime Video e Netflix. Per vederlo, basterà sottoscrivere
un abbonamento generale, e si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà a disposizione soltanto un determinato limite
temporale entro cui guardare il film. La
Befana vien di notte sarà inoltre trasmesso in televisione
il giorno giovedì 4gennaio alle
ore 21:25 sul canale Rai 1.
“Credo che il tempo che passa e
le cose che cambiano mi abbiano portato a desistere“, ha
spiegato. “Ma Jake [Schreier], so che farà un lavoro
incredibile. Voglio ancora fare un film Marvel. Ci sono volute
molte bozze via e-mail per essere sicuro di trasmettere la
sincerità di quanto mi sia dispiaciuto dovermi tirare
indietro“. Yeun è però conscio che “probabilmente ho fatto
arrabbiare troppe persone con il mio abbandono, quindi mi limiterò
a dire: “Grazie per avermi ospitato“, lasciando intendere che
un suo futuro ingresso nel MCU potrebbe non avvenire mai.
Le motivazioni fornite da Yeun non
hanno però convinto tutti, considerando che solo poche settimane fa
era stato rivelato che si era sottoposto alla
prova del costume del personaggio. Secondo alcune fonti,
l’abbandono dell’attore sarebbe dovuto più ad un insoddisfazione
nei confronti del progetto o ad un timore a legarsi per un lungo
periodo al franchise, anziché i problemi di programmazione
comunicati. In ogni caso, il ruolo di Sentry è dunque tornato
vacante e i Marvel Studios dovranno subito trovare un sostituto per
cercare di salvare un progetto come Thunderbolts
che sta vivendo ormai diversi problemi produttivi.
Il cast di Thunderbolts
Anche se potrebbero essere aggiunti
altri personaggi, il roster di Thunderbolts
il cast è attualmente composto da Red Guardian (David
Harbour), Ghost (Hannah
John-Kamen), Yelena Belova (Florence
Pugh), Bucky Barnes/The Winter Soldier
(Sebastian
Stan), John Walker/ Agente statunitense
(Wyatt Russell) e Taskmaster
(Olga
Kurylenko). Secondo quanto abbiamo appreso la contessa
Valentina Allegra de Fontaine (Julia
Louis-Dreyfus) metterà insieme la squadra e potrebbe anche
essere parzialmente responsabile della creazione di
Sentry.
Harrison Ford sostituirà
il defuntoWilliam Hurt nei panni di Thaddeus
“Thunderbolt” Ross, che potrebbe finire per trasformarsi in Red
Hulk. Nel cast sono stati annunciati anche Ayo
Edebiri, in un ruolo ancora non stato
rivelato. Thunderboltsuscirà
nelle sale il 25 luglio 2025. Jake
Schreier (Robot and Frank, Dave) dirigerà
Thunderbolts,
che si baserà su una sceneggiatore scritta dallo
sceneggiatore di Black Widow Eric
Pearson.
Rotten Tomatoes è la piattaforma
che raccoglie le recensioni di esperti critici e del pubblico,
fornendo a partire da esse un punteggio sul singolo film che tiene
conto dei vari pareri su di esso espressi. Nel caso del
DCEU, il franchise non ha mai avuto un rapporto
particolarmente facile con la critica e con questo tipo di
punteggi. Questi film sono infatti stati messi in ombra dal
Marvel
Cinematic Universe fin dall’inizio e mentre i primi
tentativi di essere totalmente diversi rispetto a quel franchise
sono falliti, anche le uscite successive che hanno ripreso il tono
del MCU hanno avuto una risposta
contrastante. Ora che con Aquaman e il Regno
Perduto il DCEU si è ufficialmente concluso,
scopriamo come i sedici film di questo franchise sono classificati
su Rotten Tomatoes.
Suicide Squad – Punteggio:
26%
Suicide Squad vanta un cast di talento
e un po’ più di umorismo rispetto ai precedenti sforzi del DCEU, ma
non bastano a salvare il deludente risultato finale da una trama
confusa, da personaggi poco scritti e da una regia raffazzonata. Il
debutto di questo gruppo è stato un successo al botteghino, ma i
problemi dietro le quinte hanno fatto sì che il prodotto finale
fosse un po’ un pasticcio. C’erano molte cose che funzionavano, ed
è un peccato che la critica si sia concentrata soprattutto su
quelle che non funzionavano, soprattutto perché la dinamica tra
questi cattivi era uno spasso da seguire.
Batman v Superman: Dawn of
Justice – Punteggio: 29%
Batman v Superman: Dawn of Justice soffoca una storia
potenzialmente potente – e alcuni dei supereroi più iconici
d’America – in un cupo turbine di azione guidata dagli effetti.
Sarà anche molto diverso da quello che i Marvel Studios hanno
prodotto in termini di tono, ma Batman v Superman: Dawn of
Justice non meritava le recensioni negative che ha
ricevuto, anche se ci sono state alcune decisioni creative
discutibili.
Aquaman e il Regno Perduto
– Punteggio: 36%
Jason Momoa rimane un protagonista capace e
impegnato, ma dopo una serie di proiezioni di prova disastrose che
hanno portato a diversi cicli di reshooting e modifiche, era forse
inevitabile che il sequel Aquaman e il Regno Perduto
finisse in un pasticcio. Nonostante alcuni effetti speciali di
buona fattura, una storia semplice ma divertente e diversi momenti
particolarmente epici, il film non è riuscito a conquistare il
pubblico e la critica.
Black Adam – Punteggio:
38%
Black Adam potrebbe indicare la strada per un futuro
entusiasmante per i film DC, ma come esperienza a sé stante, è
stata una delusione. Dwayne Johnson aveva promesso che la gerarchia
del potere nel DCEU sarebbe cambiata con Black
Adam e, sebbene il personaggio sia certamente formidabile,
questo non è stato il nuovo inizio di cui il franchise aveva
bisogno. È un film mediocre, con un’interpretazione dimenticabile
della Justice Society e un gran numero di fastidiosi attori
secondari.
Justice League –
Punteggio: 39%
Justice League supera un certo numero di film DC, ma
il suo unico limite non è sufficiente per eliminare l’estetica
torbida, i personaggi esili e l’azione caotica che continuano ad
affliggere il franchise. Justice League è stato un miscuglio di due
visioni in competizione (il film originale di Zack
Snyder e gli ampi rimaneggiamenti di Joss
Whedon), ma di certo non è stato il peggior film di
supereroi mai realizzato come da alcuni sostenuto. Tuttavia, è
stato un enorme fallimento per la Warner Bros. che ha portato ad
alcuni grandi cambiamenti per questo mondo condiviso.
Shazam! Furia degli Dei –
Punteggio: 49%
Più sfocato e meno soddisfacente del
suo predecessore, Shazam! La furia degli dei conserva ancora abbastanza
del fascino del materiale di partenza per salvare la situazione. Ci
sarà chi ritiene che la critica sia stata troppo severa nei
confronti del film, criticando molto di ciò che avevano amato del
suo predecessore. Il problema potrebbe essere il fatto che il film
si presenta come un sequel con poco da aggiungere al DCEU.
L’azione e lo spettacolo esaltanti
di L’uomo d’acciaio non
riescono a superare completamente le sue deviazioni nel territorio
generico dei blockbuster. Considerato da molti fan il miglior film
su Superman per il grande schermo, l’Uomo
d’Acciaio non è però riuscito a dare un’impronta più cupa al
personaggio. Tuttavia, ci sono stati moltissimi momenti iconici,
tra cui il primo volo di Superman.
Wonder Woman: 1984 –
Punteggio: 58%
Wonder Woman 1984 è un sequel piuttosto confusionario,
ma offre comunque un’evasione abbastanza vivace da soddisfare i fan
del franchise e del suo classico personaggio centrale. Le prime
recensioni della stampa americana erano state molto soddisfacenti,
peccato che poi nelle settimane successive il film è uscito in sala
causando il malcontento dei fan.
The Flash – Punteggio:
63%
The Flash è divertente, dal ritmo incalzante e nel
complesso si colloca tra i migliori film DC degli ultimi anni. La
Warner Bros. ha passato mesi a pubblicizzare The
Flash come il “più grande film di supereroi mai
realizzato“, ma alla fine ha esagerato con le promesse e non
le ha mantenute. Pur essendo un’opera di buon livello, le
aspettative erano così alte che non c’era modo di fare altro che
deludere. Batman e Supergirl sono stati gli innegabili punti di
forza, ma i pessimi VFX, la storia confusa e i cambiamenti
apportati dai DC Studios che hanno lasciato delusi.
Aquaman – Punteggio:
65%
Aquaman offre uno spettacolo di supereroi in CGI con
un’enfasi sul buon vecchio divertimento. Aquaman è stato un passo
nella giusta direzione per il DCEU, ma nemmeno questo ha reso
felici i critici. Ci sono però un sacco di immagini incredibili, un
sacco di tecnologia innovativa, alcune battute legittimamente
divertenti e l’azione era forte, che rendono in ogni caso il film
uno dei migliori del franchise.
Zack Snyder’s Justice League
– Punteggio: 72%
La versione di Justice League di Zack Snyder è all’altezza delle
aspettative, con un respiro più ampio che amplifica la visione del
regista e che dovrebbe soddisfare i fan che tanto hanno voluto
questa versione. Questa epopea di quattro ore è stata ben accolta
dai più, anche se non fa poi molto per far cambiare idea a coloro
che non amano il lavoro del regista.
Guidato dalla magnetica
interpretazione di Xolo Maridueña nel ruolo del
protagonista, Blue Beetle è un film di supereroi
fresco e familiare, ricco di umorismo e di cuore. Nonostante abbia
toccato molti punti familiari, questo film made-for-television ha
superato le aspettative dei fan e della critica ed è sostenuto da
molto cuore e da alcune interpretazioni forti. Il personaggio Blue
Beetle ha presumibilmente un futuro nel DCU dei DC Studios e, anche se questo film non
sarà mai ricordato come un capolavoro, si è classificato tra i
titoli del DCEU meglio recensiti.
Birds of Prey – Punteggio:
78%
Con una nuova prospettiva, alcuni
nuovi amici e un sacco di azione frenetica, Birds of Prey cattura lo spirito coloratamente
anarchico della Harley Quinn di Margot Robbie. Birds of Prey ha fatto fiasco al
botteghino, ma è stato esattamente il film che la critica stava
cercando. Pur se non è stato un successo l’interpretazione unica di
Cathy Yan del vivace mondo di Harley Quinn è stata accolta
positivamente, anche se i fan dei fumetti sono rimasti delusi dalla
rappresentazione del team.
Shazam! – Punteggio:
90%
Una miscela divertente e senza
sforzo di umorismo e cuore, Shazam!
è un film di supereroi che non dimentica mai il vero potere del
genere: la gioiosa realizzazione dei desideri. Il film del DCEU più
in stile Marvel fino ad oggi, Shazam! è una storia
d’origine legittimamente molto divertente per questo personaggio,
ma anche una storia con molto cuore. Considerata la fretta con cui
è stata introdotta la Famiglia Shazam, non si può negare che
David F. Sandberg abbia realizzato una fantastica
interpretazione di questo supereroe amato dai fan.
The Suicide Squad –
90%
Ravvivata dalla visione
singolarmente distorta dello scrittore e regista James Gunn, The Suicide
Squad è una ripresa divertente e veloce che
sfrutta i punti di forza violenti e anarchici del materiale di
partenza. Il film è sembrato un passo nella giusta direzione per il
DCEU, vista la risposta positiva, e la storia raccontata da Gunn è
stata divertente, commovente e ricca di azione in egual misura.
Wonder Woman – Punteggio:
93%
Emozionante, serio e sostenuto dalla
carismatica interpretazione di Gal Gadot, Wonder Woman ha un
successo spettacolare. Considerato da molti il miglior film del
DCEU, Patty Jenkins ha superato le aspettative con
questo film, ma come già detto non è riuscita a fare lo stesso con
Wonder Woman 1984. Il film del 2017, che ha dimostrato che
i blockbuster di supereroi guidati da donne possono funzionare, è
stato molto divertente, ha un cast eccezionale e una scena
indimenticabile – e ormai iconica – grazie alla sequenza “No
Man’s Land” ambientata durante la Prima Guerra Mondiale. In
definitiva, questo film merita il suo posto in cima alla
classifica.
Per la DC sta iniziando una
nuova era con l’avvento di un nuovo franchise cinematografico dei
DC Studios, il DCU, al
cui comando – e in pole position – troviamo
James Gunn e Peter Safran. Il
prodotto audiovisivo che avvierà il “novello” universo sarà la
serie d’animazione Creature Commandos nel 2024, a cui
seguirà l’atteso Superman:
Legacy, in arrivo nel 2025. Il periodo di tempo che ci
separa da questi titolo non andrebbe però sprecato, ma dovrebbe
servire per affrontare alcune domande inerenti il DCU, e che riguardano in particolare la
direzione che prenderà, quali elementi includerà al suo interno e
quali invece scarterà. Vediamo perciò quali sono le questioni
principali a cui il DCU dovrà rispondere
quest’anno.
Che cos’è il DCU?
Da quando è stato annunciato il nuovo universo
DC sotto l’egida di James
Gunn, molti si sono chiesti con quali termini dovessimo parlare
del nuovo progetto. La prima etichetta che gli è stata applicata,
se così vogliamo chiamarla, è quella di reboot, seppur i DC Studios non abbiano mai preso pubblicamente
una posizione definitiva su cosa sarà esattamente il DCU in termini di relazione con qualsiasi
altro film o continuity televisiva della DC. Sapendo però che sarà
Superman:
Legacy il punto di partenza formale, una cosa è certa: il
DCU non continuerà la storia del
DCEU in alcun senso diretto. Nonostante questo, con il ritorno
di alcuni personaggi del
DCEU, l’esatta continuità del DCU nel più
ampio multiverso cinematografico e televisivo della DC deve ancora
essere chiarita.
I ritorni dal DCEU
La conseguenza della vaga continuità del
DCU porta a un punto di domanda ancor più grande,
il quale deve essere ancora chiarito bene e rivelato: se,
quando e come determinati attori del
DCEU appariranno nell’universo firmato Gunn. Sono
tante le voci che corrono e riempiono il web, c’è chi sostiene che
nessun main character tornerà, mentre chi dice che qualche ritorno
sarà quasi certo. Quel che è sicuro di tutto questo è che James
Gunn non ha dato risposte chiare sui pupilli del
DCEU nel DCU. Ad oggi la conferma di comeback è valida per soli
tre attori: Viola Davis, John Cena e
Xolo Maridueña.
Cosa ne sarà del multiverso?
La Marvel e la DC sono accomunate dal
compimento di una scelta precisa: l’addentrarsi nello stratificato
e complesso mondo del multiverso, consentendo di conseguenza a più
versioni di personaggi di coesistere e persino di incontrarsi. La
seconda stagione di Peacemaker
di James Gunn suggerisce che gli elementi del multiverso potrebbero
essere in gioco all’inizio del DCU. In
particolare, il regista – come è solito fare – ha risposto alla
domanda di un fan sui social riguardante lo svolgimento in universi
separati della prima e della seconda stagione Peacemaker, affermando che la questione sarà
affrontata appunto nella sua seconda stagione. Non ne abbiamo la
certezza, ma questo potrebbe trasformarsi in una porta che collega
il
DCEU al DCU, permettendo di rivisitare il
primo e di far incontrare i personaggi di entrambi gli
universi.
E l’Elseworlds?
I DC Studios includeranno anche un’etichetta
Elseworlds per tutti i film e gli show televisivi
non ambientati nella continuità del DCU. Fra
questi vanno menzionati The
Batman di Matt Reeves e le pellicole su Joker di
Todd Phillips, che sono già stati designati come Elseworlds.
Anche Constantine
2, che attualmente è in fase di sviluppo, potrebbe entrare
a far parte del DC Elseworlds. Resta da capire se i DC Elseworld
rimarranno separati dal DCU o se faranno parte di
una narrazione multiversale.
Ci sarà una Justice League?
Ogni franchise di supereroi deve avere una sua
squadra principale. Se per la Marvel sono gli Avengers, per la DC è
la Justice League, di cui abbiamo potuto vedere
una prima costruzione – pur non avendo avuto il successo sperato –
con il DCEU grazie a Zack Snyder. Ad oggi ci si
chiede perciò se il DCU stia preparando la sua
versione della Justice League e, in caso fosse così, quali saranno
gli eroi che vi prenderanno parte. Considerato che Superman: Legacy includerà
alcuni personaggi come Hawkgirl e Guy Gardener, lo status
della Justice League nel DCU deve necessariamente essere
affrontato.
Chi sarà il villain principale?
Ogni franchise basato sui fumetti contiene un
main villain su cui gran parte della narrazione ruoterà. I
grandi cattivi sono da sempre l’elemento più accattivante di questi
specifici universi, specie se sono ben costruiti e risultano essere
davvero incisivi, come
Thanos nel MCU, o Darskeid, introdotto da Zack Snyder in
Justice Legue. Considerata la minaccia cosmica che
quest’ultimo personaggio rappresenta in tutta la storia della DC, è
lecito domandarsi se egli apparirà nel DCU, oppure
se James Gunn sceglierà di concentrarsi su un altro villain.
Lo sviluppo del racconto
Lo slate annunciato del DCU è
ricco di numerosi e vari progetti cinematografici e televisivi, con
Creature Commandos – serie d’animazione – che anticiperà
Superman:
Legacy. Diventando il debutto “soft” dell’universo di
James Gunn, ci si chiede come la storia del DCU
sarà raccontata in più film e show interconnessi. Questa, però, è
una domanda che rimane senza risposta. A ciò si aggiunge anche il
fatto che il DCU incorporerà la sua storia anche
nei videogiochi, indi per cui dovrebbe essere un argomento da
chiarire al più presto.
Che fine faranno le origin story?
Sia l‘MCU
che il
DCEU hanno dato priorità nel loro percorso cinematografico alle
origin story. Il DCU pare non voler
seguire la stessa strada, poiché Creature Commandos e
Superman:
Legacy sembrano entrambi evitare le origin story
dei loro personaggi. Ciò non si traduce in una scelta permanente,
ma almeno nei primi debutti del nuovo universo DC l’impressione è
che James Gunn abbia deciso di metterle da parte. Non sappiamo fino
a che punto questa sarà la norma per il formato narrativo del DCU,
ed è una questione che nel 2024 dovrebbe essere quantomeno
spiegata.
Quanto sarà diverso il DCU dagli altri
universi?
Peter Safran e James Gunn hanno già lavorato nel
DCEU, così come nel MCU, indi per cui la loro conoscenza degli
universi cinematografici dei supereroi è molto ampia e
approfondita, e sanno come muoversi all’interno di questi mondi
oramai moderni. Nonostante ciò, vien da domandarsi come il
DCU stabilirà un proprio stile e tono generale per
distinguersi dal
DCEU, dal MCU, dall’Arrowverse
e da tutti gli altri franchise di supereroi precedenti.
Creature Commandos potrebbe essere il momento ideale per
cominciare a costruire un’ impalcatura originale e stabilire la
propria identità unica.
Qual è la fine del DCU?
Sin da quando è stato annunciato che James Gunn
e Peter Safran avrebbero impugnato le redini per navigare in un
nuovo universo targato DC, è stato chiarito che il progetto ha un
piano decennale stabilito, su cui i due modelleranno una narrazione
solida e, ci si augura, efficace. Dove sia diretto questo piano
decennale rimane però la più grande domanda senza risposta per il
franchise in arrivo. Per quanto sia difficile stabilirlo sin da
ora, sarebbe comunque preferibile fornire almeno un’idea di dove la
storia del DCU si dirigerà e arriverà. Considerati gli Elseworld e
la narrazione del multiverso potenzialmente in gioco, l’endgame del
DCU è una
tematica su cui bisognerebbe fare chiarezza in questo nuovo
anno.
L’arrivo di Disney+
ha messo a disposizione nel suo catalogo l’intera saga di Star
Wars. Film, serie d’animazione, live action,
sequel, prequel e spin-off: tutto il canone audiovisivo nato dalla
mente di George Lucas è disponibile con un solo
click.
Ma qual è il criterio temporale
esatto da seguire per guardare l’intera saga? Ecco come guardare
tutti i film e le
serie tv
di Star
Wars in ordine cronologico:
Star Wars: Episodio I –
La minaccia fantasma (Star
Wars: Episode I – The Phantom Menace) è un film
del 1999 scritto e diretto da George Lucas. È il
quarto film della saga di Guerre stellari ad essere stato
distribuito, la prima delle tre parti di un prequel alla trilogia
originale, e il primo film della saga nella cronologia interna
della storia. Il film segnò il ritorno alla regia di Lucas dopo
Guerre stellari, ponendo fine ad una pausa di 22 anni. Il cast
comprende
Liam Neeson,
Ewan McGregor,
Natalie Portman, Jake Lloyd, Ian McDiarmid, Anthony Daniels,
Kenny Baker, Pernilla August e Frank
Oz.
Star Wars: L’Attacco dei cloni
Star Wars: Episodio II –
L’attacco dei cloni (Star Wars: Episode II – Attack of the
Clones) è un film del 2002 diretto da George
Lucas. Scritto da Lucas con Jonathan Hales, è il quinto
film della saga di Guerre stellari ad essere stato distribuito e il
secondo della trilogia prequel. La pellicola ha come protagonisti
Ewan McGregor, Hayden Christensen,
Natalie Portman, Ian McDiarmid,
Samuel L. Jackson,
Christopher Lee, Anthony Daniels, Kenny Baker e
Frank Oz. È ambientato 10 anni dopo i fatti di
Episodio I.
Star Wars: The Clone Wars
Star Wars: Clone
Wars è una serie televisiva animata statunitense
prodotta e diretta da Dženndi Tartakovskij,
ambientata nell’universo di Guerre stellari. Trasmessa tra i film
L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith, è la prima di molte
opere della saga a esplorare il conflitto noto come guerre dei
cloni, e conduce direttamente agli eventi de La vendetta dei Sith.
Prodotta dai Cartoon Network Studios in associazione con la
Lucasfilm, la serie fu trasmessa su Cartoon Network per tre
stagioni comprensive di 25 episodi dal 2003 al 2005, e fu la prima
serie televisiva di Guerre stellari dopo Ewoks del 1986. La serie
comincia in concomitanza con L’Attacco dei Cloni e finisce in
concomitanza con La Vendetta dei Sith.
Star Wars: La Vendetta dei Sith
Star Wars: Episodio III –
La vendetta dei Sith (Star Wars: Episode III – Revenge of the
Sith) è un film del 2005 scritto e diretto da
George Lucas. La pellicola è la sesta in ordine di
produzione e la terza in ordine di cronologia interna della serie
fantascientifica di Guerre stellari.
Uscito tre anni dopo Star Wars: Episodio II – L’attacco
dei cloni, costituisce l’ultimo episodio della
trilogia prequel di Guerre stellari, e
anche l’ultimo film live action della saga curato da Lucas prima
dell’acquisizione della Lucasfilm da parte della The Walt Disney
Company nel 2012.
The Bad Batch
Star
Wars: The Bad Batch è una serie animata, creata da
Dave Filoni e prodotta dalla Lucasfilm Animation.
La serie è sia un seguito che uno spin-off di Star Wars: The Clone
Wars, serie animata della quale Dave Filoni è
stato il supervisore dell’animazione.
La serie è ambientata dopo gli
eventi della stagione finale di The Clone Wars e
del film La vendetta dei Sith, e segue le vicende
della Clone Force 99, soprannominato Bad
Batch, un gruppo di cloni geneticamente modificati che si
ritrovano in una galassia stravolta dopo la fine delle guerre dei
cloni.
Droids
Droids Adventures
(Droids: The Adventures of R2-D2 and C-3PO) è uno spin-off
animato del 1985. È incentrato sulle imprese dei droidi C-3PO e
R2-D2 prima degli eventi di Episodio IV. La serie fu prodotta dalla
Nelvana per conto della Lucasfilm e trasmessa sulla ABC in 13
episodi dal 7 settembre al 30 novembre 1985, contemporaneamente
alla prima stagione della serie Ewoks (come parte del contenitore
Ewoks and Droids Adventure Hour).
Solo: A Star Wars Story
Solo: A Star
Wars Story, è un film di fantascienza del 2018
diretto da Ron Howard. Scritto da Jon
Kasdan e Lawrence Kasdan, è il secondo
film della serie Star Wars Anthology, una serie di film a sé stanti
ambientati nell’universo di Guerre stellari, dopo Rogue One: A Star Wars Story.
Ambientata dieci anni prima degli eventi di Una nuova speranza e
dopo Star Wars: Episodio III – La vendetta dei
Sith, la pellicola racconta le vicende del
personaggio di Han Solo dall’età di diciannove anni fino ai
ventidue.
Obi-Wan Kenobi
Si
tratta della miniserie diretta da Deborah Chow e incentrata sul
celebre personaggio del franchise, interpretato da
Ewan McGregor.
È stata prodotta dalla Lucasfilm e distribuita su Disney+ dal 27 maggio al 22 giugno
2022.
È la terza serie
televisiva live action ambientata nell’universo
di Guerre stellari. Le vicende si svolgono dieci anni
dopo quelle narrate nel film La vendetta dei
Sith e segna anche il ritorno di Hayden
Christensen nel ruolo di Darth
Vader. Il protagonista è ovviamente McGregor. Inizialmente
concepita come terzo spin-off cinematografico del franchise,
insieme a Rogue
One e Solo, si è poi
sviluppata in forma di serie per Disney+ in sei puntate.
Star Wars Rebels
Star Wars
Rebels è una serie animata statunitense realizzata in
computer grafica, prodotta da Lucasfilm e Lucasfilm Animation.
Ambientata cinque anni prima del film Guerre stellari e quattordici
anni dopo La vendetta dei Sith, la serie si svolge durante un
periodo in cui il tirannico Impero Galattico domina nella galassia
e dà la caccia agli ultimi Cavalieri Jedi, mentre una nascente
Ribellione contro l’Impero sta prendendo forma. Lo stile visivo di
Rebels è ispirato al concept art della trilogia originale ad opera
di Ralph McQuarrie.
Andor è la serie che
Lucasfilm e Disney+ hanno dedicato a
Cassia Andor, personaggio che aveva esordito in Rogue
One con il volto di Diego Luna. Ideata
da Tony Gilroy e prodotta da Lucasfilm è uscita su
Disney+ il 21 settembre
2022.
La serie è il prequel del film
spin-off Rogue
One, ed è ambientata cinque anni prima delle
vicende del film. Il protagonista è Cassian Andor,
una spia ribelle. La prima stagione, composta da dodici
episodi, è stata accolta positivamente da critica e pubblico.
Ancora prima
dell’uscita della prima stagione era già entrata in produzione una
seconda stagione, anch’essa composta da dodici episodi, le cui
riprese sono iniziate nell’autunno del 2022, al termine della quale la serie
viene portata direttamente agli eventi di Rogue One.
Rogue One: A Star Wars Story
Rogue One: A
Star Wars Story, noto semplicemente come Rogue
One, è un film del 2016 diretto da Gareth
Edwards. È un film di fantascienza scritto da
Chris Weitz e Tony Gilroy da
un’idea del supervisore agli effetti speciali John Knoll,
è il primo film della serie Anthology, una serie di film a sé
stanti ambientati nell’universo di Guerre stellari. Il film è
prodotto dalla Lucasfilm e distribuito dalla Walt Disney Studios
Motion Pictures. Ambientata poco prima degli eventi di Una nuova
speranza, la pellicola è incentrata su un gruppo di spie ribelli in
missione per rubare i piani della nuova arma dell’Impero Galattico,
la Morte Nera.
Star Wars: Una Nuova Speranza
Guerre stellari (Star
Wars), noto anche come Star Wars:
Episodio IV – Una nuova speranza (Star Wars:
Episode IV – A New Hope), è un film colossal del 1977
scritto e diretto da George Lucas, il primo della fortunata saga
cinematografica fantascientifica di Guerre stellari ideata da
Lucas.
Il film compone la prima parte
della trilogia originale (episodi IV, V e VI), alla quale è seguita
prima la trilogia prequel (episodi I, II e III) e in seguito la
trilogia sequel (episodi VII, VIII e IX); il film vede come
protagonisti
Mark Hamill,
Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Cushing, Alec Guinness,
David Prowse, James Earl Jones, Anthony Daniels, Kenny
Baker e Peter Mayhew. Il film, ambientato
diciannove anni dopo la fondazione dell’Impero Galattico.
Star Wars: L’impero colpisce ancora
L’Impero colpisce
ancora (The Empire Strikes Back), noto anche come
Star Wars: Episodio V – L’Impero colpisce
ancora, è un film del 1980 diretto da Irvin
Kershner. Seguito di Guerre stellari, è il secondo film in
ordine di produzione (quinto in ordine di cronologia interna della
serie) dell’omonima saga fantascientifica ideata da George Lucas
ambientato tre anni dopo le vicende raccontate in Guerre stellari
ed è il secondo atto della trilogia originale (Episodi IV, V e
VI).
Ewoks
Ewoks
(Star Wars: Ewoks) è uno spin-off animato del 1985. È
incentrato sulle imprese degli Ewoks, introdotti ne Il ritorno
dello Jedi. La serie fu prodotta dalla Nelvana per conto della
Lucasfilm e trasmessa sulla ABC in 26 episodi divisi in due
stagioni, dal 7 settembre 1985 al 13 dicembre 1986, e la prima
stagione fu trasmessa insieme alla serie Droids
Adventures come parte del programma
contenitore Ewoks and Droids Adventure Hour.
L’avventura degli Ewoks/Il ritorno degli Ewoks
Si tratta di due film per
la tv, che sono stati trasmessi tra il 1984 e il 1985 e raccontano
le avventure degli Ewokrs prima di essere introdotti in Il
Ritorno dello Jedi.
Star Wars: Il Ritorno dello Jedi
Il ritorno dello Jedi
(Return of the Jedi), noto anche come
Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello
Jedi, è un film del 1983 diretto da Richard
Marquand.
Si tratta del sesto film, in ordine
cronologico (terzo in ordine di produzione), della saga
fantascientifica di Guerre stellari, ideata e scritta da George
Lucas. È il terzo e ultimo della trilogia originale (Episodi IV, V
e VI), alla quale è seguita la trilogia prequel (Episodi I, II e
III) e la trilogia sequel (Episodi VII, VIII e IX). Vede come
protagonisti
Mark Hamill,
Harrison Ford, Carrie Fisher,
Billy Dee Williams, Ian McDiarmid, David Prowse, Sebastian
Shaw, James Earl Jones, Anthony Daniels, Kenny Baker e
Peter Mayhew.
Ahsoka
Si tratta del sequel
live-action di Star Wars Rebels, e vede Rosario Dawson assumere il ruolo del cavaliere
jedi del titolo. Nella storia, Ahsoka e Sabine partono alla ricerca di Ezra mentre
cercano di impedire il ritorno del Grand’Ammiraglio Thrawn.
The Mandalorian
The
Mandalorian (nota anche come Star
Wars: The Mandalorian) è una serie televisiva
statunitense creata da Jon Favreau e prodotta da Lucasfilm,
distribuita sulla piattaforma di streaming Disney+ dal 12 novembre 2019,
data di lancio del servizio negli Stati Uniti.
È la prima serie TV live action
ambientata nell’universo di Guerre stellari e le vicende avvengono
circa cinque anni dopo quelle del film Il ritorno dello Jedi e 25
anni prima di quelle de Il risveglio della Forza. Il protagonista è
Din Djarin, un cacciatore di taglie Mandaloriano che opera oltre i
confini della Nuova Repubblica. I produttori esecutivi della serie
sono Jon Favreau, Dave Filoni, Kathleen
Kennedy e Colin Wilson. Favreau è inoltre
showrunner e capo sceneggiatore. Al momento ci sono tre stagioni di
The Mandalorian.
The Book of Boba Fett
The Book of Boba
Fett è stata ideata da Jon
Favreau e prodotta
da Lucasfilm. È stata distribuita sulla
piattaforma streaming Disney+ dal 29 dicembre 2021
al 9 febbraio 2022. È la seconda serie televisiva live action
ambientata nell’universo di Guerre stellari,
nonché spin-off della
prima, The Mandalorian. Le vicende si
svolgono circa cinque anni dopo di quelle narrate nel
film Il
ritorno dello Jedi, nonché dopo la seconda stagione
di The Mandalorian, e 25 anni prima di quelle
de Il
risveglio della Forza. Il protagonista è Boba Fett, il
famoso cacciatore di taglie mandaloriano, che vuole affermarsi
come nuovo signore del crimine di Mos Espa.
Star Wars Resistance
Star Wars
Resistance è una serie animata statunitense creata da
Dave Filoni, prodotta da Lucasfilm e Lucasfilm
Animation. La serie, ambientata nell’universo fantascientifico di
Guerre stellari durante gli eventi della trilogia sequel, è il
successore di Star Wars Rebels, nonché quarta serie canonica
dell’universo dopo The Clone Wars, Rebels e Forces of
Destiny.
La serie si protrae per un lasso di
tempo preciso che va da poco prima dei fatti di Il Risveglio della
Forza a poco prima delle vicende di
L’Ascesa di Skywalker.
Star Wars: Il Risveglio della Forza
Star Wars: Il risveglio
della Forza (Star Wars: The Force Awakens), noto
anche come Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della
Forza, è un film del 2015 diretto, co-scritto e
co-prodotto da J. J. Abrams.
È il settimo episodio della saga di
Guerre stellari, ed è ambientato circa trent’anni dopo gli eventi
de Il ritorno dello Jedi, e racconta
della ricerca di Luke Skywalker da parte di Rey, Finn e Poe Dameron
e della loro lotta al fianco della Resistenza, guidata dai veterani
dell’Alleanza Ribelle, contro Kylo Ren e il Primo Ordine,
successore dell’Impero Galattico.
Annunciato in concomitanza con
l’acquisto della Lucasfilm da parte della Walt Disney Company
nell’ottobre 2012, il film è prodotto da Kathleen
Kennedy e Ram Bergman. Nel giugno 2014
venne annunciato che Johnson avrebbe scritto e diretto il film.
Scritto da J. J.
Abrams e Chris Terrio, prodotto da
Lucasfilm e Bad Robot Productions e distribuito da Walt Disney
Studios Motion Pictures, è il nono capitolo della saga di Guerre
stellari e il terzo e ultimo film della cosiddetta “trilogia
sequel”, composta da Star Wars: Il risveglio della
Forza (2015) e Star Wars: Gli ultimi
Jedi (2017); il film è ambientato un anno dopo gli
eventi di quest’ultimo.
La terza e ultima stagione di
La
Brea, serie mistery fantascientifica della NBC, è in
uscita e il network non vede l’ora di svelare cosa accadrà alla
famiglia Harris quando la loro storia si concluderà. Ci sono ancora
molti misteri da risolvere e questioni in sospeso che riguardano la
misteriosa voragine e il suo collegamento con una terra
preistorica. Prima che tutto ciò possa essere affrontato, una
minaccia più immediata attende i sopravvissuti nel 10.000 a.C. Oggi
è stato rilasciato un nuovo sneak peek della prima puntata di
La Brea 3 che mostra il pericolo che li attende
mentre i dinosauri distruggono la loro casa e mandano tutti in
fuga.
Dopo una breve introduzione del
cast che anticipa la follia che li attende nell’ultima stagione, la
clip vede Gavin (Eoin Macken) e Scott (Rohan Mirchandaney)
interrotti da persone che urlano e scappano dal Clearing, il campo
base del gruppo, creato per la prima volta nell’episodio pilota.
Ben presto scoprono che i dinosauri hanno invaso il campo e stanno
combattendo tra loro, lasciando il quartier generale in rovina. La
cosa più preoccupante è la posizione di Izzy (Zyra Gorecki) e Josh
(Jack Martin), che Gavin cerca freneticamente in mezzo alla
carneficina. Sebbene trovi Izzy e aiuti gli altri sopravvissuti a
fuggire, l’evento lascia il gruppo terrorizzato e senza la casa
lontana da casa che hanno costruito nel corso dell’intera
serie.
Il primo episodio, intitolato
“Sierra”, affronterà le conseguenze della distruzione del Clearing,
mentre i sopravvissuti cercano un nuovo posto più sicuro dove stare
nel mondo preistorico. Nel mezzo di tutto questo, Gavin scopre un
indizio su dove si trova Eve (Natalie Zea), che è stata risucchiata
nel portale prima che andasse in tilt e spedita in un tempo lontano
dal resto della sua famiglia. Considerando che la serie è sempre
stata incentrata sulla ricerca di un modo per riunire la famiglia
nel proprio tempo, la sua ricerca sarà una parte fondamentale del
finale di La Brea
che è stato abbreviato a soli sei episodi. La sinossi lascia
intendere che quest’ultima avventura nel tempo porterà a
conseguenze ancora più tragiche per i sopravvissuti.
La terza stagione di
La
Brea promette un finale soddisfacente per i suoi
sopravvissuti
Sebbene La Brea
abbia avuto molte complicazioni produttive nel corso della sua
corsa come serie, il team creativo ora spera di dare al pubblico un
finale soddisfacente nonostante gli episodi ridotti della stagione
finale. In una precedente intervista con Collider, il creatore e
showrunner della serie David Appelbaum ha spiegato
come la terza stagione si concentrerà sulla
ricerca di un modo per raggiungere Eve, ora che il portale
è stato distrutto, lasciando spazio ad altre storie che
coinvolgeranno altri sopravvissuti e al caos che emergerà dalle
aurore con cui tutti dovranno fare i conti. Il cast completo
tornerà a prendere parte a questa selvaggia avventura finale, tra
cui Jon Seda, Nicholas Gonzalez, Chiké Okonkwo, Veronica
St. Clair, Lily Santiago, Josh McKenzie, Tonantzin Carmelo e
Michelle Vergara Moore. La Brea
torna per la terza stagione il 9 gennaio sulla NBC alle 21.00
ET/PT. In Italia debutterà su Infinity.
Mancano ormai pochi giorni
all’arrivo di Echo,
la nuova serie dei Marvel Studios, su Disney+, in cui Maya Lopezè in fuga
dall’organizzazione di Wilson Fisk dopo gli eventi di Hawkeye,
dove il personaggio è stato introdotto per la prima volta come
leader della mafia della tuta. L’obiettivo di Maya rimane però
quello di vendicare suo padre, assassinato proprio da Fisk, anche
noto come Kingpin. Oltre a questi due personaggi,
sappiamo che in Echo comparirà anche il Daredevil di
Charlie Cox, ma sembra che ci saranno numerosi
altri cameo nel corso degli episodi.
Il regista Sydney
Freeland ha infatti confermato che questo spin-off di
Hawkeye conterrà altri camei di noti personaggi Marvel,
provenienti non solo da altri progetti del MCU per il piccolo
schermo. “Ci sono diversi camei nella nostra serie, e i fan del
MCU vedranno personaggi di altri film e show che conoscono“,
ha infatti dichiarato Freeland a TV Line. “Ma allo stesso
tempo, non è necessario aver fatto i compiti a casa per arrivare a
questo punto. Chi non ha familiarità con il MCU potrà comunque
vedere la serie“.
Poiché si ritiene che sia un
personaggio di supporto importante nella serie, presumiamo che
Freeland non conti Kingpin (interpretato nuovamente da Vincent D’Onofrio), il che significa che i fan
possono probabilmente aspettarsi qualche sorpresa. Alcune voci, ad
esempio, riportano una possibile comparsa di Spider-Man per aiutare
la protagonista a sconfiggere Kingpin, notoriamente uno dei più
celebri villain dell’Uomo Ragno. Potrebbe essere una teoria
piuttosto azzardata, ma a questo punto non resta che attendere di
vedere Echo per
scoprire a chi si riferisce Freeland.
I nuovi contenuti Marvel Spotlight
Sotto la nuova etichetta di
Marvel Spotlight, la
serie sarà classificata come TV-MA e, per ora, i teaser e il
materiale di marketing la definiscono come una serie Marvel ben distinta.
Inoltre, i fan che non hanno visto le precedenti serie
Disney+
potranno seguire la storia senza problemi, nonostante alcuni volti
noti e alcuni nuovi personaggi. Forse, Echo può
essere la serie che finalmente fornisce una narrazione da “strada”
che i fan dei supereroi desiderano da un po’.
Il cast di Echo
Creata da Marion Dayre, Echo
vede nel cast Alaqua Cox nel ruolo di Maya Lopez,
Chaske Spencer nel ruolo di Henry, Tantoo
Cardinal nel ruolo di Chula, Devery
Jacobs nel ruolo di Bonnie, Zahn
McClarnon nel ruolo del padre di Maya, William,
Cody Lightning nel ruolo del cugino Biscuits e
Graham Greene nel ruolo di Skully insieme a
Vincent D’Onofrio nel ruolo di Wilson Fisk e
Charlie Cox nel ruolo di Matt
Murdock/Daredevil. Tutti gli episodi di Echo saranno trasmessi in
anteprima il 9 gennaio.
Dopo il grandissimo successo di
Book Club – Tutto può succedere, nel giorno
dell’Epifania arriva in prima tv su Sky
l’esilarante sequel della commedia con protagoniste quattro grandi
amiche,
Book Club 2
– Il capitolo successivo,
sabato 6 gennaio alle 21.15 su Sky Cinema Uno, in streaming
su NOW
e disponibile on demand. Su Sky il film sarà
disponibile on demand anche in 4K.
Le strepitose Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e
Mary Steenburgen sempre dirette da Bill
Holderman, tornano con il secondo capitolo dell’amatissima
commedia al femminile; questa volta alle prese con una nuova
avventura ambientata in Italia. La sceneggiatura è firmata da
Bill Holderman e da Erin
Simms.
Il film segue le nostre quattro
migliori amiche preferite nel viaggio tra ragazze che non hanno mai
compiuto, con l’intento di portare il loro club del libro in
Italia. Quando le cose vanno fuori controllo e alcuni segreti
vengono rivelati, la vacanza rilassante si trasforma in
un’avventura attraverso il Paese che capita una volta nella
vita.
David Ayer, regista
del divisivo film Suicide Squad, ha
mantenuto viva per molti anni la speranza che la Warner Bros.
rilasciasse la sua director’s cut di quel film uscito
2016 e di recente ha confermato di aver avuto conversazioni con
il co-CEO dei DC Studios James Gunn per poter svelare al mondo la sua
visione originale del film sulla squadra sucida composta da
supercriminali. Tuttavia, sembra ora che Ayer abbia ufficialmente
gettato la spugna riguardo la concretizzazione di tale
progetto.
Quando gli è stato chiesto un
aggiornamento su Twitter, il regista ha infatti
chiarito di aver “chiuso con la DC“, perché lo studio non
ha “alcun interesse” a rilasciare la sua versione del
film. Ayer ha anche risposto ad un utente che gli chiedeva se Gunn
avesse mostrato il suo supporto per l’Ayer’s Cut, ma il regista
sembra suggerire che Gunn potrebbe essere stato semplicemente
scavalcato da qualcuno più in alto di lui nella gestione dello
studio. In un tweet poi cancellato, Ayer aveva infine affermato di
essere pronto a voltare pagina e dedicarsi a nuovi progetti.
Che cos’è la famigerata “versione
originale” di Suicide Squad?
Negli corsi degli anni,
David Ayer ha parlato più e più volte del fatto
che il film Suicide
Squad arrivato nelle sale non era la versione che
lui aveva inizialmente pianificato, con la Warner Bros. che, sulla
scia del malcontento generato da
Batman v Superman: Dawn of Justice, è intervenuta
pesantemente durante la post-produzione per alleggerire i toni del
film ed evitare che anche l’opera di Ayer venisse percepita come
eccessivamente cupa.
Sulla scia della campagna lanciata
dai fan di Zack Snyder per la release
del suo taglio di Justice
League (campagna che è riuscita a portare all’effettiva
distribuzione del film), Ayer ha incoraggiato i fan a
fare lo stesso nei confronti della sua versione
di Suicide
Squad, con alcuni che hanno effettivamente cercato di
promuovere la causa. Da allora, la Warner Bros. ha però specificato
più volte che lo studio non ha intenzione di distribuire la Ayer’s
Cut.
Adam Driver è reduce dal ruolo di Enzo
Ferrari nel film Ferrari
(qui
la recensione), prima del quale si era cimentato con
Maurizio Gucci in House
of Gucci (qui
la recensione). Due ruoli di noti personaggi italiani con cui
si è attirato non poche critiche, tra cui quella di appropriazione
culturale. L’attore ha però ora risposto a queste lamentele,
confermando che non c’è stato nulla di strategico nello scegliere
tali ruoli, avendo semplicemente voluto seguire il proprio istinto
nel lavorare con due grandi registi: Michael Mann
per Ferrari e
Ridley Scott per House of
Gucci.
Driver, nel corso della sua
partecipazione al podcast SmartLess, ha dunque affrontato
tale questione dell’aver interpretato due note personalità italiane
in due film consecutivi. “Molte persone mi hanno chiesto:
“Quanti italiani…?” E io ho pensato: “È andata cos씓, ha
detto Driver. “Ma io sono del parere che Ridley e Michael siano
tra i migliori registi. Chi se ne frega se lavorare con loro ha
significato interpretare due italiani?“. Driver ha poi
definito la scelta di questi ruoli come “un buon esempio
delnon essere strategico in un modo in cui probabilmente
dovrei invece essere”.
L’attore ha poi dichiarato che non
ha in programma di interpretare altri italiani, aggiungendo:
“Sono sorpreso di quanto si sia parlato di questa cosa. Mi
dicono: ‘Hai una tendenza’, e io rispondo: ‘Sono due! Sono due
italiani!” Sono solo due. La stampa non è un luogo in cui si può
avere una conversazione ricca di sfumature“. Ha poi concluso
affermando che: “Eppure sembra una cosa così difficile da
capire. Voglio dire, non ha tanto a che fare con l’Italia, anche se
come Paese mi piace ovviamente. Ma si tratta piuttosto dei registi,
di Ridley Scott e Michael Mann e dei progetti
stessi. L’Italia non è la prima cosa a cui penso“.
Anno nuovo e nuovi film di cui già
questo Gennaio al cinema è pieno di titoli molto
attesi. Intanto in sala da noi in Italia dal primo giorno del 2024
sono già disponibili la nuova commedia
Succede anche nelle migliori famiglie del comico
Alessandro Siani e il lungometraggio d’animazione
Il ragazzo e l’Airone. Il nuovo film del maestro
giapponese
Hayao Miyazaki arriva dopo ben dieci anni dall’ultimo
e commovente
Si alza il vento presentato nel 2013 in concorso
alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica
di Venezia.
Vediamo insieme le novità
di Gennaio al cinema di questa prima settimana del
mese
50 km all’ora
Il primo film di questo
Gennaio al cinema è la nuova commedia diretta e
interpretata dall’attore italiano
Fabio De Luigi.
50 km all’ora vede anche per protagonista
Stefano Accorsi ed è un remake di un grande
successo tedesco del 2018 intitolato 25 Km/h.
Questa trasposizione italiana racconta di Rocco e
Guido, due fratelli, che durante il funerale del padre
decidano di intraprendere il viaggio che si erano reciprocamente
promessi di fare da adolescenti. Questo viaggio dall’Emilia
alla Romagna che i due compiranno possiede però un
obbligo, quello di farlo solo a cavallo dei loro vecchi motorini.
Questo road movie regionale si rivelerà anche un
viaggio di formazione di due cinquantenni, che cercheranno di
ritrovare se stessi e il legame perduto anni prima, attraversando
la loro regione di nascita e recuperando, tappa dopo tappa, il
tempo perduto.
Perfect Days
Perfect Days premiato al
Festival di Cannes per la miglior interpretazione maschile allo
straordinario attore giapponese Koji Yakusho
è un lungo elogio alla semplicità. Questo film del
regista
Wim Wenders è il racconto di Hirayama, un uomo
che conduce una vita semplice e scandita da una routine perfetta.
Il protagonista dedica con cura e passione a tutte le attività
della sua giornata, dal lavoro come addetto alle pulizie
dei bagni pubblici di Tokyo, all’amore
per la musica, ai libri, alle piante, alla fotografia e a tutte le
piccole cose della sua semplice esistenza. Nel ripetersi del suo
ciclo quotidiano, una serie di incontri inaspettati con vari
personaggio diverdi riveleranno gradualmente qualcosa in più̀ del
passato del signore Hirayama.
Puffin Rock – Il Film
Per la prima volta arrivano al
cinema, con un loro film da protagonisti, i Puffin
Rock, le pulcinelle di mare colorate diventate
famosi grazie ad un’acclamata serie animata per bambini di
Netflix. Gli amati protagonisti
Oona, Rudy, Vera e Baba in questa avventura
cinematografica incontreranno nuovi amici che entraranno
immediatamente a far parte della numerosa famiglia.
Puffin Rock – Il Film è una storia emozionante che celebra
l’amore per la natura e i temi dell’appartenenza, del coraggio e
dell’amicizia. Oona e Baba faranno amicizia con gli ultimi arrivati
a Puffin Rock, i fratellini Isabelle e Phoenix e
scopriranno, che con un amico al proprio fianco, ogni impresa è
possibile.
The Miracle Club
The Miracle Club è ambientato in Irlanda nel
1967 e la storia di questo film diretto da
Thaddeus O’Sullivan ruota intorno a tre donne che sognano, da
sempre, di andare a Lourdes nella speranza di vedere un miracolo.
Quando alle protagoniste capita di vincere un viaggio proprio nella
città francese, grazie ad un concorso canoro, decidono di partire e
finalmente godersi il premio. Ma il ritorno inaspettato
dall’America di una vecchia amica delle tre complica decisamente le
cose, visto che fa riemergere traumi e conflitti del passato. Il
cast è composto da glorie del grande schermo come
Maggie Smith,
Kathy Bates e
Laura Linney.
Wonder: White Bird
L’ultima pellicola che consiglio in
questo Gennaio al cinema è
Wonder: White Bird diretta diretto da
Marc Forster. Tratto dalla graphic novel di R. J.
Palacio, questo film è un sequel e
spin-off di Wonder
e racconta la storia del bullo Julian che cerca di ambientarsi in
una nuova scuola. Sentendolo in difficoltà, la nonna, interpretata
da
Helen Mirren, lo sorprende e gli fa visita da Parigi per
raccontare la storia della sua infanzia. Di come lei, da ragazza
ebrea nella Francia occupata dai
nazisti, fu protetta da un compagno di classe. Infatti la
giovane verrà salvata dalla famiglia di Julien, un ragazzo affetto
da poliomielite, che lei prima a scuola teneva a distanza a causa
della sua malattia alla gamba. Durante il lungo periodo in cui
dovrà restare nascosta tra i due nascerà una forte amicizia e anche
forse l’amore. Nel cast oltre alla Mirren c’è anche
Gillian Anderson e i giovanissimi Bryce Gheisar,
Ariella Glaser e Orlando Schwerdt.
Arrivato già al
quarto episodio disponibile su
Disney+, Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo
vede ormai il nostro eroe, interpretato da Walker Scobell che
insieme a Annabeth (Leah Sava Jeffries) e Grover
(Aryan Simhadri), continua la sua quest
eroica, affrontando nuovi mostri.
Dopo aver incontrato due Furie e
Medusa (Jessica Parker Kennedy), la ricerca
dovrebbe diventare più semplice. Eppure l’episodio 4, “Mi
metto tra le braccia della morte”, vede gli eroi inseguiti
da Echidna (Suzanne Cryer) e dalla sua Chimera,
che fanno deragliare, letteralmente, i loro piani di viaggio. Si
rifugiano nel sito più importante della città, il Gateway Arch, un
tempio dedicato alla dea Atena, ma il mostro li insegue comunque.
Sebbene questa deviazione avvenga anche nel libro di Rick
Riordan, sembra leggermente diversa. Nell’episodio non
mancano però riferimenti all’opera originale.
Oltre a seguire la trama di
Percy Jackson e il ladro di fulmini di Riordan,
la serie dimostra la conoscenza profonda dell’amata serie di
libri anche in altri modi. Nel corso dei primi quattro episodi, la
serie ha disseminato diversi riferimenti nascosti, ed ecco di
seguito gli Easter Eggs nel quarto episodio di Percy
Jackson e gli dei dell’Olimpo.
Il barboncino rosa non manca in
“Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”
Comprensibilmente, la serie
non può includere ogni momento dei libri, e una scena che è stata
lasciata fuori dall’adattamento mostrava il trio accampato nei
boschi senza soldi o piani. Qui incontrano un barboncino rosa di
nome Gladiola, che parlava con Grover. Gladiola non è
particolarmente affezionata alla sua famiglia ed è scappata, ma i
suoi proprietari offrono una ricompensa a chiunque la
restituisca.
Simpatizzando con la difficile
situazione dei ragazzi, Gladiola suggerisce di portarla dai suoi
proprietari e di usare il denaro della ricompensa per la loro
ricerca. Nei libri, l’evento si verifica dopo che il trio ha
affrontato Medusa, e la scena con Gladiola è tagliata dallo
spettacolo anche se il personaggio non è del tutto scomparso.
Anche se non appare alcun
barboncino rosa, la serie fa riferimento a Gladiola nell’apertura
dell’episodio 4, che mostra Sally (Virginia Kull)
con il giovane Percy (Azriel Dalman) mentre impara
a nuotare. In questa scena, Percy indossa un costume da bagno rosa
con i barboncini, che ricorda Gladiola e il suo sacrificio per
aiutare Percy e i suoi amici nella loro ricerca. Sebbene Gladiola
non appaia nella serie, non è stata dimenticata.
“Percy Jackson e gli dei
dell’Olimpo” mostra l’anello sulla collana di Annabeth
Un altro Easter Egg
appare sulla collana che Annabeth indossa al Campo Mezzosangue. La
serie presenta costantemente questo piccolo riferimento, con ogni
personaggio che indossa la propria collana di perline – anche
Percy, che non è stato al Campo abbastanza a lungo per ottenere
delle perline, indossa la corda intorno al collo. Eppure quello di
Annabeth ha qualcosa in più. Non solo indossa con orgoglio le sue
numerose perle conquistate nel corso degli anni al Campo
Mezzosangue, ma tra queste è anche appeso un anello. Anche se la
valorosa figlia di Atena non spiega perché lo indossa, i dettagli
possono essere visti chiaramente nell’episodio 4.
Quando Percy si sveglia dal suo
incubo, pone ad Annabeth domande sugli dei, portandola a spiegare
parti del suo passato, inclusa la sua relazione con suo padre.
Mentre racconta la storia, prende questo anello che, nei libri, è
un regalo di suo padre. Dopo che Annabeth si rifiuta di vivere con
lui e sua moglie, suo padre le manda il suo anello di Harvard.
Annabeth dice a Percy perché è scappata ma non menziona l’anello,
eppure i lettori lo noteranno di sicuro!
“Percy Jackson e gli dei
dell’Olimpo” racconta l’amore di Annabeth per l’architettura
Un altro momento
nell’episodio 4 esplora il personaggio di Annabeth, e fa
riferimento a un aspetto importante del personaggio che deve ancora
essere inserito nella serie: il suo interesse per l’architettura.
Mentre spiega come il Gateway Arch sia un tempio di Atena, Annabeth
racconta con entusiasmo dettagli sulla struttura e la sua storia.
Nella serie, Annabeth non ha ancora mostrato la sua tipica passione
per l’architettura, né questa scena la esplora a fondo, ma per chi
conosce Annabeth dai romanzi, si tratta di un momento
significativo. Anche se la conoscenza del Gateway Arch da parte di
Annabeth potrebbe essere dovuta alla sua dedizione a sua madre, è
molto di più.
Si tratta solo di un suggerimento
del suo interesse più ampio. Nei libri, Annabeth esprime
apertamente il suo amore per l’architettura, studia architettura
nel tempo libero, trascina Percy e Grover all’Arco solo per vederlo
e aspira a diventare lei stessa un architetto. La sua passione è
una parte significativa del personaggio, rendendola uno dei pochi
semidei con un piano per se stesso al di fuori del campo. Poiché la
serie taglia molti dettagli, inclusa la maggior parte del tempo che
i ragazzi passano al Campo prima di intraprendere la loro ricerca,
questo elemento non è mai stato inserito nello show, tuttavia
l’episodio 4 fornisce un gradito accenno a questo aspetto del suo
personaggio.
La debolezza fatale di Percy è già
apparsa in “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”
Il quarto episodio di
Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo mette in
mostra la debolezza fatale di Percy. Come spiegano
i libri successivi, la debolezza fatale di un eroe è un difetto che
spesso porta alla sua caduta. Per quanto riguarda Percy, la sua
debolezza entra in gioco molto più avanti nella serie, ma lo show
ne ha già mostrato segni. Per Percy in particolare, si tratta della
lealtà. Anche se per molti versi questo è un punto
di forza, Percy è leale al punto da mettere a rischio se stesso e
il suo dovere di salvare il mondo per coloro che ama. Non solo è
pericoloso, ma questa caratteristica rende facile per i suoi nemici
manipolarlo.
L’episodio 4 ne fornisce un esempio
quando Percy, che è stato avvelenato dalla Chimera, ferma Grover e
Annabeth dall’affrontare da soli l’Echidna. Annabeth intendeva
restare perché il suo addestramento superiore le dava maggiori
possibilità. Tuttavia, Percy si sacrifica altruisticamente,
permettendo ai suoi amici di scappare. Fortunatamente, Percy
sopravvive all’incontro, dimostrando la lealtà che già prova nei
confronti di Annabeth nonostante la loro animosità reciproca.
Percy Jackson e gli dei
dell’Olimpo è disponibile su Disney+ con un nuovo episodio ogni
mercoledì.
La Mera di Amber Heard è stata una parte importante di
Aquaman del
2018, ma in vista del sequel Aquaman
e il Regno Perduto (qui la recensione) non era un
segreto che il personaggio sarebbe stato messo grossomodo da parte.
Si ritiene che al centro di tutto ci sia la battaglia giudiziaria
tra l’attrice e l’ex marito Johnny Depp,
anche se il regista del film James Wan ha più volte ribadito di aver sempre
pensato di spostare i riflettori sul rapporto tra Arthur Curry e il
fratellastro Orm. Altre voci riportano invece che il personaggio di
Heard sia stato ridotto per via di difficoltà relazionali con il
protagonista Jason Momoa.
Alla luce di tutto ciò, ci si
aspettava una presenza pressoché nulla di Mera nel film, cosa che
anche i trailer lasciavano intuire. Con grande sorpresa di tutti,
invece, è presente più del previsto in Aquaman e il
Regno Perduto e non è stata uccisa, come anche si riteneva
possibile. La cosa avrà indispettito chi sperava il contrario, ma
ha anche rincuorato i fan del personaggio e dell’attrice. Proprio a
loro si è ora rivolta Heard, con un post su Instagram dove ha scritto “Dopo tutto
questo tempo, Aquaman 2 ha fatto il suo splash
nei cinema (scusate, battuta troppo facile). Grazie a
tutti i miei fan per il supporto e l’amore travolgente riposto nel
ritorno di Mera nel film. Grazie di cuore“.
Non essendo riuscito a sconfiggere
Aquaman la prima volta, Black Manta, ancora spinto dal bisogno di
vendicare la morte di suo padre, non si fermerà davanti a nulla pur
di sconfiggere Aquaman una volta per tutte. Questa volta Black
Manta è più formidabile che mai, poiché brandisce il potere del
mitico Tridente Nero, che scatena una forza antica e malvagia. Per
sconfiggerlo, Aquaman si rivolgerà al fratello Orm, l’ex re di
Atlantide e imprigionato alla fine del primo film, per stringere
un’improbabile alleanza. Insieme, dovranno mettere da parte le loro
differenze per proteggere il loro regno e salvare la famiglia di
Aquaman e il mondo dalla distruzione irreversibile.
Jason Momoa torna di
nuovo nei panni dell’eroe protagonista in Aquaman e il
Regno Perduto, sequel del film che ha rilanciato in
positivo le sorti dell’universo cinematografico DC. In questo
seguito, diretto ancora una volta da James
Wan(Insidious, The Conjuring), cisono
anche Patrick Wilson nei panni di Orm, Amber Heard, nei panni di Mera, Dolph Lundgren che è ancora una volta Re
Nereus, il padre di Mera, e ancora
Yahya Abdul-Mateen II nei panni di Black
Manta, che abbiamo visto riapparire nella scena post-credit del
primo film.David Leslie
Johnson-McGoldrick, collaboratore ricorrente di
Wan, ha scritto la sceneggiatura del film, mentre il
regista e Peter Safran sono co-produttori.
È iniziato il conto alla rovescia
per il debutto del primo titolo della Marvel intitolato
Spotlight, Echo.
Tra una settimana, Maya Lopez e Kingpin
inizieranno il loro sanguinoso dramma che darà il via al nuovo anno
per i fan del MCU che si spera sia con il botto.
Dopo un anno molto cupo per il MCU, tutti gli
occhi sono puntati sulla serie in arrivo, che seguirà Maya
Lopez mentre si ricongiunge con le sue radici native americane
e fugge dal suo passato. Un nuovo teaser è stato svelato per
incitare ulteriormente i fan, promettendo azione e sangue nel
prossimo show televisivo.
Il teaser vede Maya visitare la
tomba del padre, mentre sentiamo Kingpin che la paragona alle tigri
che “si muovono in silenzio per catturare le loro prede”.
Il trailer continua poi a preparare i fan per i cinque episodi
pieni di tensione: si vede Maya che si dirige verso un confronto
con Kingpin, che non si tira indietro di fronte a una
pistola puntata contro di lei e che combatte con il beniamino dei
fan Daredevil. Ma soprattutto, alla fine dell’anteprima, è
chiaro che Maya ha sfidato Kingpin, che le urla: “Che
cosa hai fatto?“. Sarà interessante vedere come tutto questo
si concretizzerà quando la serie debutterà il 9 gennaio.
La serie vedrà Maya in
fuga dall’organizzazione di Wilson Fisk dopo gli eventi di
Hawkeye,
dove il personaggio è stato introdotto per la prima volta come
leader della mafia della tuta. In Hawkeye,
Maya dà la caccia a Ronin pensando che sia il responsabile della
morte di suo padre, ma presto si rende conto che il responsabile è
Kingpin. La prossima serie vedrà Maya tornare nella sua
città natale in Oklahoma e lottare per vendicare il padre.
Sotto la nuova etichetta di Marvel
Spotlight, la serie sarà classificata come TV-MA e, per ora, i
teaser e il materiale di marketing la definiscono come una serie
Marvel ben distinta. Inoltre, i fan che non hanno visto le
precedenti serie Disney+ potranno seguire la
storia senza problemi, nonostante alcuni volti noti e alcuni nuovi
personaggi. Forse, Echo può essere la serie che
finalmente fornisce una narrazione da “strada” che i fan dei
supereroi desiderano da un po’.
Il cast di Echo
Creata da Marion Dayre, Echo
vede nel cast Alaqua Cox nel ruolo di Maya Lopez,
Chaske Spencer nel ruolo di Henry, Tantoo
Cardinal nel ruolo di Chula, Devery
Jacobs nel ruolo di Bonnie, Zahn
McClarnon nel ruolo del padre di Maya, William,
Cody Lightning nel ruolo del cugino Biscuits e
Graham Greene nel ruolo di Skully insieme a
Vincent D’Onofrio nel ruolo di Wilson Fisk e
Charlie Cox nel ruolo di Matt
Murdock/Daredevil.
Tutti gli episodi di Echo saranno
trasmessi in anteprima il 9 gennaio, in prima serata alle 6 PM PT/9
PM ET su Disney+ e Hulu. Seguite il
link per saperne di più sulla serie e guardate il nuovo teaser qui
sotto:
Margot Robbie ha interpretato per la prima
volta Harley Quinn nel film Suicide Squad del 2016, riprendendo
poi il ruolo in Birds of Prey e nel sequel/reboot
The Suicide Squad di James Gunn. Tutti questi film si sono svolti
all’interno del contesto del DCEU, ovviamente, rendendo dunque
Harley Quinn uno dei personaggi di punta di quel franchise. Ora
che però questo si è concluso e i DC Studios si preparano al lancio
del DCU, che riscriverà da capo il percorso dei
personaggi DC al cinema, sono molti i dubbi legati al futuro di
Quinn e della sua interprete.
Gunn, co-CEO dei DC Studios, ha
lasciato intendere che potrebbe decidere di coinvolgere nuovamente
Robbie per questo ruolo, ma non è detto che l’attrice abbia
effettivamente interesse a riprendere il ruolo. Parlando con
Variety, infatti, Robbie ha
rivelato le sue speranze per il futuro di
Harley Quinn, affermando che “ho sempre voluto che Harley
fosse un personaggio che potesse essere interpretato anche da altre
attrici, così come avviene per tanti personaggi maschili iconici.
Questa è sempre stata l’idea per lei“.
“Harley è così divertente e può
andare in tante direzioni diverse. Se la metti nelle mani di
qualcun altro, ti viene da chiederti: “Cosa ne faranno?”. Le
opzioni sono infinite“. Come noto, il suo desiderio sembra si
stia concretizzando, perché ad oggi è già certo l’arrivo di almeno
una nuova Harley Quinn, interpretata daLady
Gaganel film Joker: Folie à
Deux, con protagonista anche Joaquin
Phoenix. È poi molto probabile, data la sua
popolarità, che il personaggio faccia la sua comparsa anche nel
DCU, dove potrebbe a questo punto essere interpretato da una nuova
attrice, a meno che Margot Robbie non cambi idea.
Il network americano della
NBC ha diffuso la trama del primo episodio di
Chicago PD
11, l’attuale undicesima stagione di Chicago
PD.
In Chicago PD 11×01 che si intitolerà
“Unpacking” In La Upton fa da ombra a una squadra di prevenzione
delle crisi e si trova in contrasto con il medico di salute
mentale.
La sinossi ufficiale della stagione 11 di Chicago P.D. è
la seguente:
“Un avvincente dramma poliziesco
sugli uomini e le donne del Distretto 21 della polizia di Chicago
che mettono tutto in gioco per servire e proteggere la loro
comunità”. Il Distretto 21 è composto da due gruppi distinti: i
poliziotti in uniforme che pattugliano il territorio e affrontano
testa a testa i crimini di strada della città e l’Unità di
Intelligence che combatte i reati più importanti della città –
criminalità organizzata, traffico di droga, omicidi di alto profilo
e altro ancora”.
L’undicesima stagione di Chicago
PD darà l’addio a Tracy Spiridakos, che nella serie interpretava
il detective Hailey Upton. I restanti membri del cast
Chicago P.D., tra cui
Jason Beghe nel ruolo di Hank Voight,
Lisseth Chavez nel ruolo di Vanessa Rojas,
Patrick Flueger nel ruolo di Adam Ruzek, LaRoyce Hawkins nel ruolo di Kevin Atwater,
Amy Morton nel ruolo di Trudy Platt e
Marina Squerciati nel ruolo di Kim Burgess,
rimangono i protagonisti dello show.
Chicago
PD è il secondo capitolo della franchise di serie
Chicago della Wolf Entertainment e arriva a due anni di distanza
dal debutto della prima serie, Chicago
Fire. Spin-off di Chicago
Fire, Chicago
PD si concentra sul 21° distretto fittizio, che
ospita gli agenti di pattuglia e l’unità di intelligence d’élite
del dipartimento, guidata dal sergente Hank Voight (Jason Beghe). La serie segue gli agenti di
pattuglia in uniforme e l’Unità di Intelligence del 21° distretto
del Dipartimento di Polizia di Chicago mentre inseguono gli autori
dei principali reati di strada della città.
Nell’undicesima stagione La Upton fa da ombra a una squadra di
prevenzione delle crisi e si trova in contrasto con il medico di
salute mentale.
La società della neve di J.A. Bayona ha segnato la chiusura
della
Mostra del Cinema di Venezia 2023. Un survival movie
ambientato in uno dei luoghi più ostili e inaccessibili del pianeta
che, tramite uno studio sul corpo, soprattutto in relazione a
quello degli altri, elabora una toccante riflessione sul
cameratismo e sull’affidamento che l’uomo fa sui ruoli sociali e il
gruppo in una situazione tra la vita e la morte.
La storia vera di La società della neve
Il film, presentato fuori concorso a
Venezia 80, è l’adattamento di un libro di
Pablo Vierci, che ha frequentato il collegio
Stella Maris di Montevideo, in Uruguay, insieme ai sopravvissuti al
disastro aereo delle Ande. Bayona utilizza il
libro dell’autore uruguaiano, scritto 36 anni dopo l’incidente
aereo per dare voce ai sopravvissuti e a coloro che non ne sono
usciti vivi.
12 ottobre 1972. La squadra di rugby
dell’Old Christians Club si imbarca sul volo 571 dell’aeronautica
militare uruguaiana da Montevideo, Uruguay, a Santiago del Cile,
dove è in programma una partita, che non ha mai avuto luogo.
L’aereo, che trasportava un totale di 45 passeggeri (equipaggio,
giocatori, membri della famiglia e amici), si è schiantato nel
cuore innevato delle Ande, nella Valle delle Lacrime. Solo 29 dei
45 passeggeri sono sopravvissuti all’impatto. Intrappolati in uno
degli ambienti più inospitali del pianeta, i sopravvissuti
dovettero affrontare freddo estremo, sete e fame e furono costretti
a prendere misure estreme per rimanere in vita. Alcuni dei
sopravvissuti all’incidente aereo morirono nei giorni successivi.
Il 23 dicembre 1972, due mesi e mezzo dopo l’incidente, 16 persone
furono tratte in salvo.
Cameratismo e spiritualità
L’esperienza filmica proposta da
La società della neve è estrema anche per gli
spettatori, soprattutto dal punto di vista del coinvolgimento
emotivo. La continua esposizione alla morte, la necessità di
stabilire un contatto tra i vivi e i morti, mette in risalto il
ruolo fondamentale svolto da tutti, anche da chi è rimasto
indietro, in questa società della resistenza. Quella messa
in scena da Bayona è una storia affascinante e
complessa, permeata da un senso di colpa costante, che smonta il
classico viaggio dell’eroe, lasciandoci intendere che non esiste
nessun tipo di miracolo: esiste solo la cooperazione, tanto in vita
quanto nella morte.
ll dono di sé agli altri si
manifesta sia a livello spirituale – quando si cammina per gli
altri o si curano le loro ferite – sia fisicamente, con quei corpi
che danno il permesso di essere mangiati di fronte alla morte: una
scelta estrema, mistica e umanissima allo stesso tempo. In questo
senso, il film di Bayona è pieno di luce e non
solo a livello fotografico: parla della morte per enfatizzare la
vita.
La cinepresa di
Bayona trasporta subito la nostra attenzione su
questo senso di gruppo che i ragazzi, già compagni di squadra nel
rugby, mantengono fin dall’inizio nel film. Dal modo in cui si
prendono in giro e non stanno seduti ai loro posti durante il
viaggio in aereo, fino alle notti glaciali passate stretti l’un
l’altro, cercando invano di riscaldarsi,
La società della neve è un film dal calore umanista,
un racconto corale seppur ambientato in una cornice gelida e
incredibilmente disumanizzante.
Il regista spagnolo fa un lavoro
incredibile sul punto di vista, inquadrando il racconto da una
prospettiva spirituale, che unisce vivi e morti, personaggi e
spettatori. Una voce corale che trascende ogni accenno di
individualismo, così diffuso nel mondo contemporaneo. Emerge
anche una profonda dignità dei personaggi, che si avventurano lungo
le montagne per cercare una via di salvezza, pur sapendo che
potrebbero morire da un momento all’altro; dall’altra parte, c’è
chi muore incoraggiando i propri compagni a non desistere e chi
chiede di nutrirsi del suo corpo dopo la morte. Questi
comportamenti sono il risultato di una profonda trasformazione; in
una situazione di completo abbandono, quando tutto ti è stato tolto
tutto, hai la possibilità di scegliere come morire. Con un’audacia
senza precedenti, Bayona si propone di esplorare
le possibilità di un cinema del corpo, per raggiungere una
conoscenza che risiede nel fisico.
In vista dell’imminente uscita
nelle sale, il musical Mean
Girls, la Paramount Pictures ha rilasciato il suo
ultimo trailer, con alcune scene inedite.
Il trailer finale di Mean
Girls continua a mostrare il tocco moderno che è stato
aggiunto al classico film per teenager. Il video evidenzia anche la
“Festa della vendetta dell’anno“, offrendo ai fan
un’anteprima dei piani di Cady e Regina. Il film
arriverà nelle sale americane il 12 gennaio 2024. In Italia la
pellicola non ha ancora una data di uscita.
La trama di Mean Girls
Dal genio di Tina Fey arriva una
nuova versione del film cult MEAN GIRLS. La nuova studentessa Cady
Heron (Angourie Rice) viene accolta al vertice della catena sociale
dal gruppo elitario di ragazze popolari chiamato “Plastics”,
governato dall’ape regina Regina George (Reneé Rapp) e dalle sue
fedeli seguaci Gretchen (Bebe Wood) e Karen (Avantika). Tuttavia,
quando Cady fa il grande passo falso di innamorarsi dell’ex
fidanzato di Regina, Aaron Samuels (Christopher Briney), si ritrova
preda nel mirino di Regina. Mentre Cady cerca di sconfiggere la
Regina del gruppo con l’aiuto dei suoi amici Janis (Auli’i
Cravalho) e Damian (Jaquel Spivey), deve imparare a rimanere fedele
a se stessa mentre naviga nella giungla più spietata di tutte: il
liceo.
Il cast
Mean Girls è
diretto da Arturo Perez e Samantha Jayne da una
sceneggiatura scritta dalla Fey, basata
sull’adattamento musicale di Broadway del film del
2004. Il cast comprende Rapp nel ruolo di
Regina George, Rice nel ruolo di Cady Heron, Auli’i
Cravalho nel ruolo di Janis, Jaquel
Spivey nel ruolo di Damian, Jenna Fischer
nel ruolo della signora Heron, Busy Philipps nel
ruolo della signora George, Avantika nel ruolo di
Karen, Mahi Alam nel ruolo di Kevin,
Christopher Briney nel ruolo di Aaron Samuels,
Bebe Wood nel ruolo di Gretchen Wieners,
Ashley Park nel ruolo di Madame Park,
Connor Ratliff nel ruolo del signor Rapp e
Jon Hamm nel ruolo del signor Carrara. Rapp e
Jon
Hamm nel ruolo dell’allenatore Carr.
I produttori esecutivi del film
sono Jeff Richmond, Nell Benjamin, Eric Gurian, Erin David
e Pamela Thur, mentre Fey e Lorne
Michaels sono i produttori. Le musiche sono di Jeff
Richmond e i testi di Nell Benjamin.
Mentre in precedenza sembrava che
la terza stagione di Mindhunter non sarebbe stata
realizzata, l’attore Holt McCallany afferma che
David Fincher ha almeno preso in considerazione
l’idea di riportare la serie sul set.
Parlando con Awards
Daily, a McCallany è stato chiesto se ci
fosse la possibilità che Mindhunter potesse
tornare per una terza stagione. Anche se al momento non c’è nulla
di confermato e McCallany ha ammesso che
probabilmente è ancora “improbabile“, l’attore de
L’artiglio di ferro ha detto di credere che David
Fincher abbia “pensato” di riportare in vita la serie di
Netflix,
dando così ai fan il primo barlume di speranza che una terza
stagione possa un giorno realizzarsi.
“Ho sentito che David ci ha
pensato“, ha detto. “Non sto dicendo che tornerà. Ma sto
dicendo che se tornerà, io tornerò con lui. Potete portarlo in
banca, ma dipenderà da ciò che David vorrà fare. Sono passati
alcuni anni, quindi probabilmente è improbabile, ma il solo fatto
che ci abbia pensato è un segno di speranza“.
Cos’è Mindhunter di Netflix?
Basata sul libro del 1995
Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit di
John E. Douglas e Mark Olshaker, Mindhunter ha debuttato su Netflix
nel 2017. La serie ha come protagonisti Jonathan Groff e
McCallany nei panni di due agenti dell’FBI che tentano di
comprendere la mente dei serial killer, portandoli così a
intervistare e tracciare il profilo di una serie di noti assassini
durante la creazione dell’Unità di Scienze Comportamentali.
La seconda stagione di
Mindhunter ha debuttato nel 2019. Netflix ha scelto di non proseguire con una
terza stagione quando Fincher ha iniziato a
concentrarsi su altri progetti; tuttavia, un rappresentante della
società ha dichiarato a TVLine nel gennaio 2020
che Fincher “potrebbe rivisitare Mindhunter in
futuro“.
Fincher ha
dichiarato a Forbes nel febbraio 2023: “Sono molto orgoglioso
delle prime due stagioni. Ma è uno show molto costoso e, agli occhi
di Netflix, non abbiamo attirato abbastanza pubblico da
giustificare un tale investimento (per la terza stagione). Non li
biasimo, hanno corso dei rischi per far decollare la serie, mi
hanno dato i mezzi per fare
Mank nel modo in cui volevo farlo e mi hanno permesso di
avventurarmi su nuove strade con
The Killer. È una benedizione poter lavorare con persone capaci
di audacia. Il giorno in cui i nostri voleri saranno diversi,
dobbiamo essere onesti nel separarci“.
La terza stagione di Mindhunter non è ancora
stata confermata da Netflix.
Fincher non ha nemmeno affrontato i recenti
commenti di McCallanay.
È stato rivelato che il creatore
della serie Steven Knight sta attualmente
lavorando alla stesura delle parti finali della sceneggiatura
dell’atteso film di Peaky Blinders.
Nel numero doppio di Natale di
RadioTimes, Steven Knight ha fornito un
aggiornamento sul
film di Peaky Blinders parlando del balletto The
Redemption of Thomas Shelby. Il creatore ha rivelato che il
suo processo di scrittura per il film è un po’ come un sogno e che
l’inizio delle riprese è previsto per la metà del 2024.
“Al momento sto lavorando agli
ultimi dettagli“, ha dichiarato Steven
Knight. “Mi siedo alla tastiera e inizio. Per me è un
po’ come avere un sogno. Ti siedi e ti vengono fuori tutte queste
cose, poi le rileggi e pensi: “È molto bello, ma da dove viene?” …
Il piano è di iniziare a girarlo a metà del prossimo
anno“.
Peaky Blinders è andato in onda per sei
stagioni (per un totale di 36 episodi) da settembre 2013 ad aprile
2022. La serie è stata interpretata da Cillian Murphy,
Sam Neill,
Helen McCrory, Paul Anderson,
Annabelle Wallis e altri. La serie è descritta come
“un’epopea familiare di gangster, ambientata nelle strade senza
legge di Birmingham dopo la Prima Guerra Mondiale”.
La 20th Century Studios ha rilasciato un nuovo
trailer di Omen –
L’origine del presagio (The First Omen), che offre ai
fan uno sguardo ravvicinato al prossimo prequel del film horror. Il
trailer presenta molte inquietanti immagini, accompagnate dalla
canzone “If I Had a Heart” di Fever Ray.
“Quando una giovane donna americana viene inviata a Roma per
iniziare una vita di servizio alla Chiesa, incontra un’oscurità che
la porta a mettere in discussione la sua stessa fede e a scoprire
una terrificante cospirazione che spera di far nascere il
male“, si legge nella sinossi del film.
Omen – L’origine del presagio (The First
Omen), il film
Omen –
L’origine del presagio (The First Omen) è interpretato
da Nell Tiger Free (Servant, Game of Thrones), Tawfeek
Barhom (The Letter for the King), Sonia
Braga (Shotgun Wedding), Ralph Ineson
(The
Witch, The Northman) e
Bill Nighy (Love Actually, Pirati dei Caraibi). Il
film è diretto da Arkasha Stevenson, che ha scritto la
sceneggiatura insieme a Tim Smith e Keith Thomas, mentre Ben Jacoby
si è occupato della storia. David S. Goyer e Keith Levine sono
entrambi produttori di Omen –
L’origine del presagio (The First Omen), mentre Smith,
Whitney Brown e Gracie Wheelan sono produttori esecutivi. Il film
uscirà nelle sale statunitensi il 4 Aprile 2024.
Quando è uscito il film originale?
Omen –
L’origine del presagio (The First Omen) è un
prequel de Il Presagio, diretto da Richard Donner.
Uscito nel 1976, il film horror acclamato dalla critica era
interpretato da Gregory Peck, Lee Remick, David Warner, Harvey
Spencer Stephens e Billie Whitelaw. Il film ha vinto l’Oscar per la
migliore colonna sonora originale ed è stato nominato anche per la
migliore canzone originale.
Da sempre molto attento a tematiche
come i legami famigliari, la disabilità e l’avanzare dell’età, il
regista Fabrizio Maria Cortese
aveva già affrontato tutto ciò con il suo film Ho amici in
Paradiso, andando poi a concentrarsi sulla terza età con il
film Free – Liberi, distribuito nel 2020.
Da lui anche scritto insieme a Carlo La Greca,
Marcello Cantoni e Alfredo
Civita, è questo un film che dà un lato riflette sullo
stato di abbandono di cui soffrono molti anziani, dimenticati dai
propri parenti, e dall’altro offre loro la dimostrazione che non è
mai troppo tardi per compiere nuove imprese e sorprendersi.
Passato in sordina per via della
difficile situazione vissuta dalle sale cinematografiche durante la
pandemia di Covid-19, il film è poi sbarco su Prime
Video, dove ha potuto raggiungere un pubblico più
ampio. La sua forza, oltre che nei simpatici interpreti, sta nel
proporre un racconto semplice che punta tutto sulla bontà dei
sentimenti messi in gioco. Similmente ad un titolo come Il
crimine non va in pensione, Free – Liberi è inoltre
l’occasione per raccontare personaggi e personalità che non sempre
trovano il giusto spazio sul grande schermo.
Per chi è in cerca di una visione
spensierata, con battute e gag alternate ad un racconto romantico,
Free – Liberi è dunque un titolo da riscoprire. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine,
si elencheranno anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Free – Liberi
Il film racconta la storia di cinque
anziani romani, tutti ospiti nella stessa casa di riposo. Qui
trascorrono le loro giornate tutte nello stesso modo, annoiati
dalla routine e delusi dai familiari, che non vedono spesso e da
cui non ricevono il minimo affetto. Per rimediare a tale monotonia,
un giorno decidono di intraprendere una fuga per viaggiare fino in
Puglia e raggiungere il Salento. Quest’avventura ha inizio, quando
una di loro, Mirna, donna di origine serba, giunta
in Italia per sfuggire alla violenza delle guerre jugoslave, decide
di ricongiungersi con il suo vecchio amore.
L’uomo di nome
Dragomir è ricercato dalle forze dell’ordine e
dato ormai per morto da diverso tempo. In realtà, Mirna sa
che il suo amato è ben nascosto nel Salento, dove vive da oltre
dieci anni. I suoi quattro compagni di vecchiaia, l’ex trader
Rocco, suo fratello Paolo, un
cuoco maniacale, l’ex capitano Antonio e la
cantante cardiopatica Erica decidono dunque di
aiutarla nella sua avventura amorosa e si uniscono a lei in questo
viaggio on the road. I cinque sono convinti che l’incontro con
Dragomir darà una svolta alle loro vite, ma prima dovranno riuscire
nell’impresa di raggiungerlo.
Il cast di Free – Liberi e le location del film
Ad interpretare Mirna, la donna
intenzionata a ricongiungersi con il suo amato, vi è Sandra
Milo, tra le protagoniste del cinema italiano degli anni
Sessanta, distintasi per la sua partecipazione a film come Il
generale Della Rovere, Adua e le compagne, Fantasmi a
Roma, Giulietta degli spiriti e, soprattutto, 8½. Nel ruolo dell’amato Dragomir vi è invece l’attore
Antonio Catania. Ad accompagnare Mirna nella sua
avventura vi sono invece gli attori Ivano Marescotti, Enzo Salvi,
Babak Karimi e Corinne Clery,
rispettivamente nel ruolo di Rocco, Paolo, Antonio ed Erica.
Recitano nel film anche Marco Marzocca e
Tullio Solenghi.
Per quanto riguarda le location del
film, con il supporto dell’Apulia Film Commision,
Gallipoli e Racale, città
salentine, hanno fornito la maggior parte degli ambienti necessari
alle riprese. È infatti qui che si svolgono le avventure dei cinque
anziani alla ricerca del misterioso Dragomir. Per quanto riguarda
il punto di partenza del loro viaggio, la casa di riposo, questa è
l’Opera Don Guanella a Roma, dove sono dunque
state effettuate le riprese delle scene iniziali del film. Tale
struttura era stata già set del precedente film di Cortese, Ho
amici in Paradiso.
Il trailer di Free –
Liberi e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Free – Liberi grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili
Cinema, Apple
TV e Prime
Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre
presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 3 gennaio alle ore
21:20 sul canale Rai 3.
Nel corso del 2023, il Marvel Cinematic
Universe è stato oggetto di numerose uscite, alcune
delle quali hanno presentato delle retcon rispetto a quanto
comunicato in passato. Dopo essersi guadagnato la reputazione di
uno dei franchise più popolari e di successo della storia, il
MCU continua infatti ora a
espandersi e i nuovi prodotti rilasciati nel corso dell’anno appena
terminato hanno proseguito la narrazione legata al Multiverso,
ampliando le idee esistenti ma anche apportando alcune modifiche al
canone del MCU. Come noto, una delle maggiori difficoltà del
MCU è cercare di evitare che la storia si
contraddica e non sempre ciò avviene. Ecco quindi le 10 più
grandi retcon verificatesi nel MCU nel 2023.
Nick Fury è rimasto sulla Terra più
a lungo di quanto originariamente ipotizzato
Uno degli sviluppi più significativi
della trama del MCU in Secret Invasion ha coinvolto il piano di emergenza di
Nick Fury, ma ha anche apparentemente
modificato la linea temporale precedentemente stabilita del
franchise. Sebbene fosse fortemente implicito che Fury
avesse lasciato la Terra subito dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Secret Invasion ha
rivelato che Nick Fury è rimasto sulla Terra per raccogliere il DNA
di tutti gli Avengers che hanno combattuto contro Thanos nella Battaglia della Terra.
Rhodey è stato sostituito da uno
Skrull
Una delle aggiunte più attese al
cast di Secret Invasion è stata quella di James
“Rhodey” Rhodes, noto anche come War
Machine. La serie ha rivelato che non solo Rhodes è stato
sostituito da uno Skrull, ma che ciò è avvenuto molto prima che
qualcuno lo sospettasse. La rivelazione ha sottilmente modificato
una serie di storie precedenti del MCU, anche se l’entità esatta
dipenderà dal momento specifico della sua sostituzione.
Loki potrebbe non essere stato
affatto influenzato dalla Pietra della Mente
Loki è apparso in molti film del MCU e nel 2023 è uscita la
seconda stagione della sua omonima serieDisney+, che segue il suo continuo
coinvolgimento con la TVA e il suo lavoro nel Multiverso. In
precedenza, la Disney aveva ritrattato il comportamento malvagio di
Loki in The Avengers affermando che era sotto l’influenza
della Pietra della Mente, ma la seconda stagione di Loki lascia
intendere il contrario. Loki ricorda con affetto la sconfitta di
Tony
Stark, lasciando intendere di aver apprezzato il suo ruolo di
antagonista in The Avengers.
La vittoria di Capitan Marvel
contro l’Intelligenza Suprema
Uno degli interessanti sottotesti di
The Marvels ha in realtà sottilmente dato vita ad una
retcon relativa ad un precedente momento di Captain
Marvel. In quel film l’eroina era riuscita a sconfiggere
l’Intelligenza Suprema Kree, ma il sequel racconta l’impatto
devastante della sua vittoria sulla popolazione di Hala. In questo
modo, The Marvels ha reso vuota la precedente vittoria di
Carol Danvers, facendo invece apparire il suo momento di trionfo
come sconsiderato e avventato.
La seconda stagione di
Loki ha cambiato il rapporto di Thor con il pianeta
Terra
Il debutto di
Thor nel MCU nel 2011 era stato scritto come la prima volta che
l’asgardiano aveva visitato la Terra. Più avanti nel franchise, ha
descritto gli eventi del film come la sua prima interazione con la
gente della Terra, ma la seconda stagione di Loki ha
confermato che questo non è vero. Durante il viaggio, Loki e Mobius
si fermano a esaminare le statue di Balder, Odino e Thor, e le
sembianze dell’eroe sembrano confermare che egli abbia visitato la
Terra ben prima del 2011. Questo conferma inoltre i commenti fatti
da Kingo in Eternals sul fatto di conoscere Thor, ritrattando
l’affermazione del Dio del Tuono di non aver mai visitato la Terra
prima di incontrare Jane Foster.
Quantumania ha cambiato il
funzionamento del tempo nel regno quantistico
I film di
Ant-Man hanno trovato particolarmente difficile mantenere una
certa coerenza nelle regole scientifiche del regno quantico e
Ant-Man and the Wasp: Quantumania ha solo peggiorato
la cosa. Dopo aver stabilito che Janet Van Dyne era invecchiata
normalmente durante i suoi 30 anni nel Regno Quantico, Avengers: Endgame ha fatto sì che Scott Lang
sperimentasse una distorsione temporale, con cinque minuti per
l’eroe che duravano cinque anni sulla Terra. Nonostante questa idea
abbia facilitato il viaggio nel tempo di Endgame, le
regole di Quantumania sul tempo nel Regno Quantico
sembrano ritrattare la nozione, poiché sembra che il tempo sia
trascorso normalmente nel mondo reale mentre gli eroi erano
intrappolati con Kang.
Capitan Marvel è arrivata sulla
Terra
The Marvels
ha invece proposto una o due retcon del MCU, ma forse la più
significativa riguarda Carol Danvers e le sue ragioni per non
tornare sulla Terra. Il sequel spiega meglio la sua assenza dalle
precedenti crisi terrestri, riformulando il suo ruolo nella lotta
della popolazione Skrull. The Marvels spiega infatti che
Capitan Marvel si sentiva in colpa per non aver potuto aiutare gli
Skrull e che questa era la vera ragione del suo mancato intervento
negli affari del MCU prima di Endgame. Si tratta di una
retcon che fa sembrare uno dei personaggi più potenti del MCU molto
più umano, mostrando un lato più tragico di Capitan Marvel.
Le regole delle incursioni sono
diverse
La
Saga del Multiverso del MCU ha visto l’introduzione di altri
universi e di varianti di eroi già esistenti, ma The Marvels ha effettivamente cambiato le regole del
funzionamento dei viaggi tra gli universi. Doctor Strange nel Multiverso della follia ha spiegato
che le incursioni avvengono ogni volta che una persona di un
universo si sofferma troppo a lungo in un altro. Tuttavia, questo
presentava ovvi ostacoli alla continua esplorazione del multiverso
narrativo da parte del MCU, quindi The Marvels ha
modificato la spiegazione di come si verificano le incursioni.
La ricostruzione della linea
temporale di Spider-Man: Homecoming
Spider-Man: Homecoming del 2017 iniziava con una scena
ambientata all’indomani della Battaglia di New York del 2012, poi
mostrava una title card che stabiliva che gli eventi del film si
sarebbero svolti otto anni dopo. Tuttavia, questo avrebbe fatto
coincidere Homecoming con il Blip, rompendo la linea
temporale del MCU. La Marvel ha ora ufficialmente corretto l’errore
cambiando gli eventi di Homecoming a quattro anni dopo,
invece degli otto originari.
Altri eroi erano presenti alla
battaglia finale di Endgame
Una delle più grandi retcon dell’MCU
avvenuta nel 2023 si è però verificata in Secret Invasion, ma è stata incredibilmente sottile
rispetto ad altre del 2023. Dopo che Nick Fury rivela di aver
raccolto il DNA dei Vendicatori che hanno combattuto contro Thanos
nella Battaglia della Terra, G’iah se lo inietta, ottenendo i loro
poteri. Tuttavia, quando lo fa, ottiene anche le abilità di Ghost
(vista in Ant-Man and theWasp) e Abominio (visto in
L’incredibile Hulk), due personaggi che non sono stati
mostrati durante la battaglia di Endgame. L’aggiunta dei
loro poteri stabilisce che entrambi questi personaggi hanno
effettivamente contribuito a salvare la Terra da Thanos, rendendo
la retcon del cast di Endgame una delle più grandi retcon
del Marvel Cinematic Universe avvenute nel
2023.
L’adattamento di Gorr il
Macellatore di Dei visto in Thor: Love and
Thunder si è rivelato divisivo e una nuova
reinvenzione del personaggio ufficiale rivela che il cattivo
dell’MCU interpretato da
Christian Bale appariva molto
diverso.
La versione di Gorr di Love and
Thunder è molto diversa dall’omonimo
personaggio della Marvel Comics, ne mantiene il retroscena, ma
rende i suoi obbiettivi e le sue azioni leggermente diverse.
Soprattutto ne è stato modificato l’aspetto, rendendolo più simile
a quello di un uomo, cosa che ha permesso però a Christian Bale di
risplendere, nonostante il film non fosse un granché.
Ora però sono emersi altri concept
art inutilizzati per Gorr, firmati dall’artista Aleksi
Briclot, un collaboratore frequente dei Marvel
Studios, che rivelano un look nuovo e particolarmente
impressionante per il cattivo.
Una differenza immediata è che
questo design rende omaggio al design Marvel
Comics di Gorr aggiungendo due viticci che scendono dalla
testa (pur mantenendo intatto il volto umano). Un altro
interessante omaggio al materiale originale vede Gorr indossare
un’armatura da battaglia bianca che imita l’anatomia naturale. Nei
fumetti, Gorr il Macellatore di Dei indossa solo
il suo mantello nero con cappuccio e un piccolo indumento intimo.
Questa armatura allude a questo aspetto mentre predispone anche il
cattivo per le sue lotte contro gli dei.
Henry Cavill condivide alcune riflessioni riguardo al
fatto che Argylle – La
super spia, il suo nuovo film in cui interpreta una
spia, possa influenzare o no la sua possibilità di diventare il
nuovo James
Bond.
Dopo l’addio di Daniel Craig al ruolo di 007 in
No Time To Die del 2021, Cavill si è
ritrovato ancora una volta al centro dell’attenzione per la
possibilità di essere il prossimo a interpretare l’iconica
superspia britannica. Mentre i produttori Barbara
Broccoli e Michael G. Wilson non hanno
condiviso alcun annuncio reale su chi sarà il prossimo attore a
interpretare il personaggio, Cavill avrà la possibilità di
interpretare una nuova figura di spia in Argylle – La
super spia di Matthew
Vaughn.
Mentre il pubblico attende notizie
su James Bond 26, Henry Cavill si chiede in un’intervista
con Total Film (via GamesRadar) se interpretare una spia in
Argylle
– La super spia danneggerà le sue possibilità di
essere 007. “È un personaggio divertente. Se per questo motivo
sarò escluso da Bond o no, dipende da Barbara Broccoli e dal signor
Wilson.”
Henry Cavill era già stato una spia, in
Operazione UNCLE e si era confrontato con Ethan
Hunt in Mission Impossible: Fallout, quindi sicuramente il tipo di ruolo
gli interessa, ma resta da vedere se effettivamente sarà lui a
vestire i panni di James Bond.
Argylle – la super spia
Bryce Dallas Howard (Jurassic World) è Elly Conway,
autrice solitaria di una serie di romanzi best-seller di
spionaggio, la cui idea di felicità è una serata a casa al computer
con il suo gatto Alfie. Ma quando le trame dei libri di Elly,
incentrate sull’agente segreto Argylle e sulla sua missione di
smascherare un’organizzazione criminale globale, iniziano a
rispecchiare le azioni segrete di un’organizzazione di spionaggio
reale, le tranquille serate a casa diventano un lontano
ricordo.
Accompagnata da Aiden
(il premio Oscar Sam
Rockwell), una spia allergica ai gatti, Elly (che
porta Alfie nello zaino) corre per il mondo cercando di stare un
passo avanti agli assassini, mentre il confine tra il mondo
immaginario di Elly e quello reale inizia a svanire.
Il cast di prim’ordine
comprende
Henry Cavill (The
Witcher),
John Cena (Fast X), la vincitrice dell’Oscar Ariana DeBose (West Side Story), la superstar del pop Dua
Lipa (Barbie), il vincitore dell’Emmy e candidato all’Oscar
Bryan Cranston (Breaking Bad), la vincitrice dell’Emmy
e icona della commedia Catherine O’Hara (Schitt’s Creek), Sofia Boutella (Kingsman – The Secret Service)
e il leggendario
Samuel L. Jackson. Alfie è interpretato da Chip, che
nella vita reale è il gatto della top model Claudia Vaughn (nata
Schiffer).
Argylle – La
super spia è diretto e prodotto da Matthew Vaughn, da
una sceneggiatura di Jason Fuchs (Sei ancora qui – I Still See
You). Il film è prodotto da Matthew Vaughn, Adam Bohling (del
franchise Kingsman), Jason Fuchs e David Reid (del franchise
Kingsman). I produttori esecutivi sono Adam Fishbach, Zygi Kamasa,
Carlos Peres e Claudia Vaughn.Apple Original Films
presenta, in associazione con MARV, una produzione Cloudy. Argylle – La
super spia è distribuito da Universal Pictures
Italia.
Il film The
Piper di Erlingur Thoroddsen arriverà nelle sale
italiane dal 18 gennaio distribuito da Vertice 360.
Ispirandosi alla celebre favola dalle tinte dark “Il
Pifferaio di Hamelin”, il regista Erlingur
Thoroddsen porta sul grande schermo una leggenda
terrificante su una melodia maledetta, animata dalle musiche
del compositore Christopher Young, già autore
delle colonne sonore di numerosi film horror, tra
cui “The
Grudge”, “The Exorcism of Emily
Rose” e “Sinister”.
“The Piper è
anche l’ultima interpretazione sul grande schermo di Julian
Sands, (qui nei panni del direttore d’orchestra
Gustafson), indimenticato attore di “Urla del silenzio”, “Camera
con vista”, “Vatel”, “Il pasto nudo” e tanti altri cult, al quale
il film è stato dedicato.
La trama del film
Melanie è una giovane flautista e
madre single che aspira a diventare compositrice. L’occasione si
presenta quando ottiene il compito di completare il concerto al
quale stava lavorando la sua vecchia mentore, misteriosamente
deceduta. Ben presto si renderà conto che la melodia incompleta a
cui sta lavorando con tanta dedizione ha il potere di risvegliare
le forze del male. Capaci anche di provocare la morte, quelle note
celano misteriose e spaventose origini che ben presto verranno allo
scoperto.
Gabriel
Macht e Patrick J.
Adams, che hanno interpretato rispettivamente Harvey
Spector e Michael Ross nella serie Suits di USA Network, presenteranno l’81esima
edizione dei Golden Globe Awards.
Prodotto da UCP, Suits è andato in onda originariamente per
nove stagioni dal 2011 al 2019. Adams e Macht hanno recitato
insieme a Rick Hoffman, Meghan Markle, Gina Torres
e Sarah Rafferty. Secondo quanto riferisce
Variety, anche altri membri del
cast sono stati invitati a presentare.
Sebbene il legal drama abbia avuto
successo durante la sua corsa iniziale, lanciando anche uno
spin-off, è rientrato nella conversazione culturale quest’anno
quando le prime otto stagioni sono arrivate su Netflix. Da quando è arrivato sul gigante dello
streaming, è stato in cima alle classifiche USA per diverse
settimane.
Attualmente c’è una nuova serie Suits in
lavorazione dal creatore Aaron Korsch, ma non sarà
uno spin-off o un prequel ma presenterà invece nuovi personaggi. A
novembre, la presidente degli Universal International Studios e
dell’UCP Beatrice Springborn ha dichiarato che lo
spettacolo sarà ambientato “nello stesso arco temporale”
dell’originale e “avrà la stessa energia e le stesse belle
persone dell’originale”.
I Golden Globes andranno in onda
domenica 7 gennaio alle 20:00. ET, le 2 di notte in Italia.
Il noir è uno dei generi
cinematografici più affascinanti della storia del cinema, più volte
ripreso, citato e rivisitato. Cineteca Milano
Arlecchino propone cinque proiezioni di quello che è considerato
uno dei capostipiti del genere: Classe tous
risques di Claude Sautet.
Girato in parte a Milano, si tratta
di un film che secondo il critico del Corriere della Sera,
Paolo Mereghetti, è «tra i migliori noir francesi di sempre, in
perfetto equilibrio fra azione e analisi psicologica» e in cui, a
detta di molti, si trovano le vere origini del moderno poliziesco
europeo. Infatti, tutta la grandezza del maestro Claude
Sautet è già presente in questa sua opera prima, che
inizia come una saga familiare ma diventa presto una profonda
indagine sulla perdita e sul prezzo del crimine, con le sue
conseguenze emotivamente intollerabili. I volti di Lino Ventura e
di Jean-Paul Belmondo illuminano lo schermo e ci ricordano quale
favoloso regista sia stato Sautet anche nella direzione degli
attori.
La trama di Classe
tous risques
Il gangster Abel Davos, dopo aver
compiuto una rapina a Milano, tenta di rientrare clandestinamente
in Francia, dov’è condannato in contumacia, con la famiglia e il
complice Raynard. Purtroppo solo Abel e i suoi figli riescono a
varcare il confine. Una volta arrivato a Parigi, si rende conto che
i vecchi amici lo hanno abbandonato e, affidati i figli ad un
vecchio conoscente, si rifugia a casa di un certo Stark…
Il cast di Classe tous
risques
R.: Claude Sautet. Sc.: José
Giovanni, C. Sautet, Pascal Jardin, dal romanzo omonimo di J.
Giovanni. Fot.: Ghisalin Cloquet. Mont.: Albert Jurgenson. Musiche:
Geogrs Delerue. Int.: Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura, Marcel
Dalio. Francia, 1960, 110’, v. o sott. it.
Il regista Claude
Sautet
Regista cinematografico francese
(Montrouge, Parigi, 1924 – Parigi 2000), Claude Sautet è stato
sceneggiatore, autore televisivo, assistente di Jacques Becker e
Georges Franju. Sautet esordì nella regia con Bonjour
sourire (1956); si affermò dapprima come esperto di intrecci e
atmosfere poliziesche e in seguito come fine indagatore di
problematiche sentimentali. Tra i suoi film: Classe tous
risques (Asfalto che scotta, 1960); Les choses de
la vie (L’amante, 1970); Max et les
ferrailleurs (Il commissario Pellissier, 1971); César et
Rosalie (È simpatico ma gli romperei il muso, 1972);
Vincent,
François,
Paul
et les autres (Tre amici, le mogli e, affettuosamente, le
altre, 1974); Un coeur en
hiver (1992); Nelly et Mr.
Arnaud (1995).
Da qualche anno a questa parte,
Pilar Fogliati è una delle personalità dello
spettacolo più interessanti in attività. Grazie alla sua
freschezza, alla sua vitalità e alla capacità di destreggiarsi tra
ruoli diversi, spaziando dalla commedia al dramma, si è infatti
distinta come un’attrice intelligente e attenta alla ricerca dei
progetti giusti. Ha poi debuttato di recente anche come regista,
dando prova di possedere numerose altre qualità.
2. Ha lavorato anche a
progetti televisivi. Nella sua carriera, oltre al cinema,
c’è però anche tanta televisione. Ha infatti iniziato recitando in
un episodio di Che Dio ci aiuti (2014), per poi prendere
parte anche alle serie Il bosco (2015), Fuoco amico
TF45 – Eroe per amore (2016) e Un passo dal cielo
(2017-2021), dove interpreta l’etologa Emma Giorgi ottenendo una
prima popolarità. Ha poi recitato anche in Non dirlo al mio
capo (2016), ExtraVergine (2019), Mai scherzare
con le stelle! (2020) e Cuori (2021-in corso), altro
titolo che la rende particolarmente nota. Dal 2022 è invece
protagonista della serie NetflixOdio il Natale, ad oggi composta da
due stagioni.
3. Ha condotto un noto
programma. Nel 2019, con Extra Factor, Fogliati ha
condotto per la prima volta un programma TV affiancando il cantante
Achille Lauro. Nel corso di questo, i due
conduttori intervistano, per i commenti a caldo, sia l’eliminato
della puntata appena andata in onda sia i giudici, i quali vengono
sottoposti anche alle domande e alle critiche del pubblico (tramite
telefonate in studio, collegamenti via Skype e commenti sulla
pagina ufficiale del programma presente sui due social
network).
Pilar Fogliati regista di Romantiche
4. Ha diretto un
film. Nel 2023 l’attrice ha debuttato alla regia di un
lungometraggio con Romantiche,
da lei anche scritto insieme a Giovanni Nasta e
Giovanni Veronesi. Grazie a questo film,
apprezzato da critica e pubblico, l’attrice ha ricevuto una
candidatura per la Miglior opera prima al Globo d’Oro, dove ha poi
vinto i premi come Miglior commedia e Miglior attrice, mentre ai
Nastri d’Argento ha ottenuto il premio come Miglior attrice in un
film commedia e la nomination per la Migliore commedia.
5. Ha interpretato tutte e
quattro le protagoniste. Per Romantiche
Fogliati si è fatta in quattro, scegliendo non solo di dirigere il
film ma anche di interpretare le quattro protagoniste degli
altrettanti episodi che compongono il lungometraggio. Ha dunque
assunto i panni di Eugenia, un’aspirante sceneggiatrice; Tazia, una
donna dei Parioli, aggressiva e dominatrice verso l’altro sesso;
Michela, una ragazza di Guidonia, divisa tra due amori; e infine
Uvetta, una giovane aristocratica, desiderosa di uscire dal suo
mondo per confrontarsi con la vita di tutti i giorni.
Pilar Fogliati in Cuori
6. È rimasta colpita dalla
tenacia del suo personaggio. Nella serie Cuori
Fogliati interpreta Delia Brunello, brillante cardiologa che
possiede formidabili capacità diagnostiche grazie all’orecchio
assoluto, ovvero la capacità di individuare le anomalie solo
tramite l’auscultazione. Nell’interpretarla, l’attrice ha
raccontato di essere rimasta colpita da come nonostante l’ambiente
profondamente maschile tenti di opprimerla lei riesca sempre ad
uscirne a testa alta. È stato questo ruolo a conferire a Fogliati
una maggiore notorietà.
Pilar Fogliati e i dialetti romani
7. Un suo video comico l’ha
resa celebre. Ad aver conferito ulteriore popolarità
all’attrice vi è un suo video, divenuto virale, in cui imita tutte
le parlate dei quartieri romani. “Mai mi sarei aspettata tutto
questo, è stato pubblicato da un giornalista, Sergio Fabi, ed era
un video nato per caso. Me ne sono accorta due settimane dopo, è
esploso all’improvviso”, ha raccontato l’attrice, affermando
di essere contenta di questa inaspettata viralità e popolarità
portatale dal web.
Pilar Fogliati: le sue origini
8. Ha origini argentine e
polacche. Da parte della nonna paterna, l’attrice ha
origini argentine e polacche. María Del Pilar, questo il nome della
donna a cui l’attrice deve il proprio nome, era infatti argentina e
a sua volta d’origine polacca, emigrata in Sudamerica con la
famiglia nell’anteguerra.
Pilar Fogliati: la sua vita privata
9. È molto
riservata. Della vita privata dell’attrice si sa poco e
nulla. Fogliati è infatti molto attenta a far sì che non si
verifichino intromissioni esterne in essa, come spesso accade a chi
code della sua popolarità. Ad ogni modo, sappiamo che da quattro
anni ha una relazione con un uomo di nome Severiano
Recchi, estraneo al mondo dello spettacolo, conosciuto
durante una cena e con il quale convive da poco.
Pilar Fogliati: età e altezza dell’attrice
10. Pilar Fogliati è nata
ad Alessandria, in Piemonte, il 28 dicembre del 1992.
L’attrice è alta 1,76 metri.