In occasione del DC FanDome dello
scorso sabato, è stato ripo che Barry Allen sfoggerà un nuovo
costume in The
Flash, come hanno dimostrato anche i
primi concept ufficiali diffusi online. Quei concept anche
svelato anche la versione di Batman di Michael Keaton che ritroveremo nel film
insieme a quella di Ben Affleck.
Proprio per questo, è chiaro che
The Flash sarà un film particolarmente
impegnativo, in cui in cui il Velocista Scarlatto viaggerà nel
tempo per evitare la morte di sua madre. Sappiamo anche che il film
si baserà sulla miniserie a fumetti “Flashpoint”, quindi introdurrà
sul grande schermo il concetto di “Multiverso”, ma a quanto pare ci
saranno alcune differenze sostanziali rispetto al materiale
originale: una di queste, potrebbe riguarda il principale villain
di quella storia, ossia Anti-Flash.
Secondo quanto riportato da
Heroic Hollywood, infatti, Eobard Thawne non sarà l’antagonista
principale del cinecomic di
Andy Muschietti. Sfortunatamente, il sito non
specifica se Anti-Flash farà comunque la sua apparizione nel film,
né anticipa quali altri cattivi saranno pronti a combattere
potenzialmente contro l’uomo più veloce del mondo.
Tuttavia, è difficile credere che in
The
Flash non ci sarà spazio per Anti-Flash, anche
solo per un cameo, soprattutto perché stiamo parlando del
personaggio responsabile della morte di Nora Allen, facendo
ricadere la colpa sul padre di Barry. Al momento si tratta di un
semplice rumor, quindi non ci resta che attendere eventuale
conferme o smentite in merito.
SPACCAPIETRE,
il nuovo film dei fratelliGianluca
eMassimiliano De Serio,
che sarà in sala – distribuito da La Sarraz Distribuzione –
dal 7 settembre, in contemporanea al passaggio al
Lido, dove sarà l’unico film italiano in concorso alle Giornate
degli Autori.
Uno straordinario e inedito Salvatore
Esposito interpreta Giuseppe, spaccapietre che dopo un
grave incidente sul lavoro è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di
fare l’archeologo e fantastica sull’occhio vitreo del padre, come
se fosse il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando
Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al
lavoro nei campi. Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e
asilo in una tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali,
Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e
giocare a raccontarsi una storia. In questa storia irromperà Rosa,
una donna incontrata nei campi che le sopraffazioni del “padrone”
non hanno corrotto, e la cui umanità sarà per entrambi rifugio,
forza e ribellione.
«In Spaccapietre – spiegano
i registi – arte
e biografia personale si intrecciano inseparabilmente. La vicenda
al centro del film prende spunto da un fatto di cronaca di qualche
estate fa, la morte sul lavoro della bracciante pugliese Paola
Clemente, e dall’assurda coincidenza con la morte di nostra nonna
paterna, deceduta lavorando negli stessi campi nel 1958. E, come il
padre di Giuseppe nel film, anche nostro nonno paterno, prima di
partire per Torino negli anni ‘60, faceva lo “spaccapietre”. Il
film è innanzitutto il tentativo di riappropriarci di un’anima,
quella di nostra nonna mai conosciuta, attraverso la storia e il
corpo di un’altra donna. Ma è anche un film d’amore paterno in cui
affiorano puri i temi della morte, della violenza, della paura,
dell’amore, della vendetta».
Nel cast anche
Samuele Carrino, Licia Lanera, Antonella Carone, Giuseppe
Loconsole, Vito Signorile.
Sappiamo ormai da diverso tempo che
la
Snyder Cut di Justice League arriverà su HBO
Max il prossimo anno. Quello che ancora non sappiamo con
precisione è quando effettivamente sarà disponibile, ossia la data
ufficiale di debutto.
Inizialmente si era parlato dei
primi mesi del 2021, ma adesso, grazie ad un leak proveniente
dall’area stampa del sito DC Comics, potremmo finalmente aver
scoperto il giorno esatto in cui il film verrà rilasciato sul
servizio di streaming.
Come riportato via Twitter
dall’account King Zairois (via
Screen Rant), il film potrebbe arrivare su HBO Max a partire
dal 5 Settembre 2021. Naturalmente non si tratta di una conferma
ufficiale: potrebbe semplicemente trattarsi di un
placeholder che sarà soggetto a cambiamenti. Vi terremo
aggiornati sull’evolversi della vicenda…
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
The
New Mutants arriverà nelle sale americane domani
28 Agosto, ma a quanto pare il film non potrà contare sulla spinta
della critica. Come riportato da
IndieWire, infatti, parte della stampa d’oltreoceano si sarebbe
rifiutata di partecipare all’anteprima del film organizzata dalla
Disney a causa delle misure di sicurezza che, dal punto di vista
dei giornalisti, non sarebbero state adeguate.
Come riportato dalla fonte, il film
non è stato concesso alla stampa in maniera digitale, costringendo
i giornalisti a recarsi necessariamente all’anteprima per poter
visionare il film e recensirlo. AA Dowd, critico di AV Club, ha
pubblicato un lungo saggio in cui ha indicato una serie di prove
esibite dai maggiori esperti di salute americani a sostengo del
boicottaggio dell’anteprima stampa di The
New Mutants: “Gli esperti scientifici non hanno
usato mezzi termini: ci sono ottime possibilità che tu possa
ammalarti. E questo è un rischio che A.V. Club non si prenderà per
recensire un film. Nessuno film”, ha scritto Dowd.
“Stiamo adottando la politica
ufficiale di recensire solo i film che i nostri critici potranno
guardare in totale sicurezza, che si tratti di una proiezione
stampa con distanziamento sociale o di uno screener digitale”,
ha continuato Dowd. “Questo vale per tutti i nostri critici,
anche quelli disposti a correre il rischio per un incarico. Non
siamo disposti a monetizzare quel rischio.”
Altre testate che si sono unite al
coro sono, oltre ad AV Club e alla stessa IndieWire, anche il
Boston Globe e il rinomato sito RogertEbert. L’editore di
quest’ultimo, Brian Tallerico, ha spiegato via Twitter che “il sito
non fornirà una recensione di The New Mutants perché non esiste un
modo sicuro per scriverla.”
Tuttavia, nelle ultime ore è apparsa
online la prima – e al momento unica – recensione di The
New Mutants ad opera di
The Hollywood Reporter, che ha quanto pare ha scelto di
partecipare alla proiezione (o comunque, ha avuto modo di vedere il
film). La recensione dell’autorevole rivista non è delle più
entusiasmanti. In un estratto, si legge: “The New Mutants è un
generico film di supereroi che si sforza di essere il più sincero
possibile. Il film di Josh Boone è uno spin-off con vaghi
riferimenti al franchise degli X-Men
che tenta di stare in piedi da solo. Purtroppo, ci riesce
raramente.”
The
New Mutants è un thriller con sfumature horror,
originale e ambientato in un ospedale isolato dove un gruppo di
giovani mutanti è rinchiuso per cure psichiatriche. Quando iniziano
ad avere luogo degli strani episodi, le loro nuove abilità mutanti
e la loro amicizia saranno messe alla prova, mentre cercano di
fuggire. Diretto da Josh Boone e scritto
da Boone e Knate Lee, il film vede nel
cast la presenza di Maisie
Williams, Anya
Taylor-Joy, Charlie Heaton, Alice Braga, Blu
Hunt e Henry Zaga.
La Biennale di
Venezia e Jaeger-LeCoultre annunciano che
è stato attribuito al regista statunitense Abel
Ferrara (Pasolini, Il cattivo tenente, King
of New York) il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the
Filmmaker della 77.Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica (2 – 12 settembre
2020), dedicato a una personalità che abbia segnato in modo
particolarmente originale il cinema contemporaneo.
La consegna del premio
Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker ad
Abel Ferrara avrà luogo sabato 5
settembre in Sala Grande (Palazzo del
Cinema) alle ore 14, prima della proiezione Fuori
Concorso del suo nuovo film, il documentario Sportin’
Life (Italia, 65’) con Abel Ferrara, Willem Dafoe, Cristina Chiriac, Anna Ferrara,
Paul Hipp, Joe Delia.
A proposito di questo
riconoscimento, il Direttore della Mostra Alberto
Barbera ha dichiarato: “Tra i molti meriti di Abel
Ferrara, apprezzato da tutti a dispetto della fama di regista tra i
più controversi del cinema contemporaneo, è la sua indiscussa
coerenza e fedeltà a un tragitto personale, ispirato ai principi
del cinema indipendente anche quando il regista ebbe l’occasione di
confrontarsi con produzione più tradizionali e consolidate. Dai
primi film a basso budget, direttamente influenzato dalla scena
newyorkese popolata da immigrati, artisti, musicisti, poliziotti e
tossicodipendenti, passando per i suoi capolavori universalmente
riconosciuti – The King of New York (1990), Bad
Lieutenant (1992), e Body Snatchers (1994) – sino
agli ultimi lavori, progressivamente più introspettivi e
autobiografici, Ferrara ha dato vita un universo personale ed
esclusivo. Dai conflitti originali tra colpa ed innocenza,
redenzione e religione, peccato e tradimento che prevalgono al
lungo nel suo cinema, insieme con la rappresentazione
della violenza urbana, notturna e degradata delle
metropoli, Ferrara è approdato a riflessioni originali
sulla fine del mondo e l’impossibilità di attribuire un senso alle
relazioni fra gli individui e la collettività, che lo confermano
tra i registi non riconciliati più interessanti del
momento”.
Su
Sportin’Life
Lo sguardo profondo ed esuberante di
Abel Ferrara sulla propria vita, il suo mondo riflesso attraverso
la sua arte: la musica, il cinema, i suoi collaborator, le
ispirazioni… la sua compagna Cristina Chiriac e la loro figlia
Anna, la loro vita nella città eterna, Roma… quando il coronavirus
arriva e paralizza il mondo.
Su Abel Ferrara
Nato nel Bronx, a New York, il 19
luglio 1951, Abel Ferrara ha diretto il suo primo
Super 8 da ragazzo e ha presto collaborato con gli sceneggiatori
Nicholas St. John e John McIntyre. Nei tardi anni ’70 ha iniziato a
dirigere i suoi primi film, The Driller Killer (1979) e
L’angelo della vendetta (1981). Negli anni ’90 i suoi
successi internazionali comprendono King of New York
(1990), Il cattivo tenente (1992), Ultracorpi –
L’invasione continua (1993), The Addiction (1995) e
Fratelli (1996). Il cattivo tenente, con Harvey
Keitel, è stato presentato al Festival di Cannes nel 1992 in Un Certain
Regard. L’anno dopo Ferrara è ritornato a Cannes con Ultracorpi
– L’invasione continua. The Addiction, con
Christopher Walken, è stato selezionato alla Berlinale nel 1995, mentre
Fratelli, con Benicio Del Toro, Christopher Walken e
Isabella Rossellini ha vinto due premi alla Mostra di Venezia nel
1996. Mary, con Juliette Binoche, Forest Whitaker e
Heather Graham, ha vinto quattro premi a Venezia nel 2005. Nel 2011
Ferrara ha ottenuto il Pardo d’onore a Locarno. Gli anni 2010 hanno
segnato la collaborazione di Ferrara con Willem Dafoe, che ha
interpretato 4:44 L’ultimo giorno sulla Terra (2012),
presentato a Venezia, Alive in France (2017), presentato a
Cannes alla Quinzaine, Pasolini (2014), pure presentato a
Venezia, Tommaso (2019) e di recente Siberia,
proiettato all’ultima Berlinale.
Jaeger-LeCoultre è
per il sedicesimo anno sponsor della Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica, e per il tredicesimo del premio Glory to
the Filmmaker. Il premio è stato assegnato negli
anni precedenti a Takeshi Kitano (2007), Abbas Kiarostami (2008),
Agnès Varda (2008), Sylvester Stallone (2009), Mani Ratnam
(2010), Al Pacino (2011), Spike Lee (2012), Ettore Scola (2013),
James Franco (2014), Brian De Palma (2015), Amir Naderi (2016),
Stephen Frears (2017), Zhang Yimou (2018) e Costa-Gavras
(2019).
In linea con lo spirito creativo
della sua storia, la Maison Jaeger-LeCoultre è
guidata dalla ricerca dell’eccellenza. Condividendo molti valori
con l’arte del cinema, la manifattura Jaeger-LeCoultre, con sede
nella valle di Joux, in Svizzera, ha elevato la realizzazione di
orologi a forma d’arte, unendo abilità tecniche e artistiche.
La 77. Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica della Biennale di
Venezia si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre
2020, diretta da Alberto Barbera.
I fan di Dune aspettano
ormai trepidanti l’arrivo del primo trailer ufficiale del nuovo
adattamento cinematografico del romanzo di Frank
Herbert ad opera di Denis
Villeneuve. Finalmente abbiamo un aggiornamento
sull’uscita delle prime immagini ufficiali e anche una descrizioni
delle stesse.
Un teaser trailer della durata di 1
minuto e 37 secondi sarà allegato alle copie di Tenet – il nuovo film di Christopher Nolan – a partire dal prossimo 31
Agosto: online, però, arriverà soltanto a partire dal 9 Settembre.
Inside the Film Room ha avuto la possibilità di vedere il
trailer, fornendone un’analisi dettagliata che vi riportiamo di
seguito.
Il trailer inizia con la scena del
test di Gom Jabbar ben nota ai lettori del romanzo, mentre Paul
Atreides (Timothée
Chalamet) viene presentato alla Reverenda Madre Gaius
Helen Mohiam (Charlotte Rampling) del Bene
Gesserit e costretto a sopportare un dolore atroce per testare la
sua umanità, la sua consapevolezza e i suoi istinti animali. Da lì,
vediamo una vasta ripresa di Arakkis e rapide inquadrature del
resto dei personaggi principali, incluso uno sguardo fugace
all’orribile barone Vladimir Harkonnen (Stellan
Skarsgard).
Per chi non ha familiarità con il
materiale originale, Dune segue
le vicende della famiglia Atreides mentre si trasferisce sul
desolato pianeta di Arrakis per assumere il controllo della
produzione della risorsa più preziosa della galassia, la spezia
melange. Sfortunatamente, un atto di tradimento trasforma presto in
un reietto il figlio più giovane del duca Atreides, Paul, che deve
accettare il suo destino di potente profeta dei nativi di Arrakis,
noti come I Fremen.
Di recente, Hugh
Jackman ha partecipato come ospite al Jess Cagle
Show su SiriusXM. Durante l’intervista (via
ComicBook), si è discusso della sua candidatura agli
Emmy 2020 come miglior attore in una miniserie per il suo ruolo
in Bad Education, categoria in cui è stato riconosciuto
anche il lavoro di Mark Ruffalo per la sua interpretazione in
I Know This Much Is True.
Proprio per questo, la conversazione
si è inevitabilmente allargata e l’attore è finito a parlare della
competizione tra supereroi, con particolare riferimento
all’Hulk
interpretato nel MCU proprio da Ruffalo. In base
alle dichiarazioni di Jackman, l’attore australiano è fermamente
convinto che Wolverine, il celebre mutante che ha
interpretato per circa vent’anni nella saga degli
X-Men, potrebbe tranquillamente battere il Gigante di Giada in
uno scontro corpo a corpo.
“Sto cercando di contattare Mark
da un po’, ma non risponde mai alle mie chiamate! Credo che si
stiano creando i presupposti per un’altra faida”, ha
ironizzato Hugh
Jackman. “Mark è un caro amico e in realtà non
abbiamo mai parlato di questa cosa. È uno dei migliori attori in
circolazione. Di certo, uno dei migliori della mia generazione.
Anche se, e lo dico tanto per mettere le cose in chiaro, Wolverine
lo batterebbe di sicuro. Non so se lo sapete, ma la prima
apparizione di Wolverine è stata addirittura in un fumetto di Hulk.
Nell’ultima pagina… è da lì che è cominciata la faida.”
Hugh Jackman e il grande successo
del personaggio di Wolverine
Per quello che riguarda Hugh
Jackman, il personaggio di Wolverine gli ha regalato la fama
internazionale imperitura, il successo e sicuramente la visibilità
che lo ha portato ad interpretare molti dei suoi ruolo più
importanti, nel corso della sua carriera, sempre divisa tra cinema
e musical.
L’ultima volta che lo abbiamo visto
nei panni dell’iconico mutante è stato in Logan – The
Wolverine, sicuramente il migliore adattamento
dedicato al singolo personaggio e in generale il miglior film
sugliX-Men
mai visto al cinema. Il film ha debuttato al Festival di Berlino ed è stato nominato
agli Oscar per la migliore sceneggiatura adattata, primo cinecomic
a raggiungere tale livello di riconoscimento dall’industria.
Kate Winslet ha parlato delle differenze
riscontrate sul set di Avatar 2 e Avatar 3 rispetto alla sua
esperienza con James Cameron durante la lavorazione di
Titanic. Il kolossal del 1997 cambiò radicalmente le
carriere della Winslet e di
Leonardo DiCaprio, che in breve tempo sarebbero diventate due
star mondiali. Adesso, a più di vent’anni di distanza dall’uscita
di quel film, l’attrice premio Oscar e Cameron si sono ritrovati a
lavorare insieme per la prima volta.
Nonostante l’enorme successo di
Titanic, Winslet non ha mai fatto mistero di
quanto siano state difficili le riprese, soprattutto a causa delle
richieste avanzate da Cameron: a quanto pare, il regista era
talmente rigido in merito al calendario delle riprese che gli
attori preferivano fare pipì nell’enorme piscina adibita per le
riprese piuttosto che chiedere una pausa per andare al bagno. Dopo
Titanic, Cameron ha focalizzato tutta la sua
attenzione e tutte le sue energie nella realizzazione del
primo Avatar,
mentre Winslet, attraverso una serie di scelte ponderate che hanno
saputo mettere in risalto il suo sconfinato talento, si è
gradualmente imposta come una delle più grandi attrici viventi.
Adesso Kate Winslet e James Cameron sono finalmente tornati lavorare
insieme: questa volta, però, l’attrice ha sottolineato il nuovo
comportamento adottato dal regista sul set dei sequel del
blockbuster campione d’incassi del 2009. Intervista da THR (via
Screen Rant), Winslet ha parlato della rinnovata collaborazione
con Cameron per Avatar 2e
Avatar 3: l’attrice ha elogiato il lavoro del
regista, solitamente noto per essere piuttosto intransigente
durante la produzione di un suo film.
“È stato fantastico lavorare di
nuovo con Jim… il tempo lo ha cambiato. Da quando abbiamo lavorato
insieme la prima volta, è diventato padre ancora un paio di volte.
È una persona molto più calma. Rilassata. Questa volta lo
percepisci davvero che si sta divertendo molto di più.”
Il rapporto tra Kate Winslet e
James Cameron all’epoca della realizzazione di Titanic
Dalle parole di Winslet si evince
quanto l’atteggiamento di Cameron sul set sia molto cambiato
rispetto al passato. Le riprese di Titanic sono state decisamente complesse per l’attrice
premio Oscar, che non solo ha subito diversi infortuni durante la
produzione, ma ha anche più volte riferito che Cameron aveva un
carattere abbastanza tosto.
Probabilmente, all’epoca della
realizzazione del film, il regista accusò in maniera particolare la
pressione dovuta al budget del film, che arrivò a superare i 200
milioni di dollari: probabilmente, tale pressione ha avuto
conseguenze in merito al suo atteggiamento durante le riprese.
Oggi, proprio grazie al successo di Titanic e anche a quello del primo Avatar,
è probabile che Cameron abbia acquisito una maggior libertà capace
di svincolarlo da qualsiasi mera preoccupazioni relativa al budget,
e che sicuramente gli ha permesso di avere sul set un atteggiamento
molto più pacato.
Avatar
2debutterà
il 17 dicembre 2021, seguito dal terzo
capitolo il 22 dicembre 2023. Per il quarto e
quinto capitolo, invece, si dovrà attendere ancora qualche
anno: 19 dicembre 2025 e 17
dicembre 2027.
Il cast della serie di film è
formato da Kate
Winslet, Edie
Falco, Michelle Yeoh, Vin
Diesel, insieme ad un gruppo di attori che
interpretano le nuove generazioni di Na’vi. Nei film torneranno
anche i protagonisti del primo film, ossia Sam
Worthington, Zoe
Saldana, Stephen
Lang, Sigourney
Weaver, Joel David
Moore, Dileep
Rao e Matt Gerald.
Durante la battaglia finale di
Batman v Superman: Dawn of Justice, l’Uomo d’Acciaio ha sacrificato la sua vita
per fermare Doomsday. Sia la versione teatrale che la
Snyder Cut di Justice
League presentano la resurrezione dell’eroe,
nonostante i presupposti alla base di tale svolta narrativa saranno
diversi nella versione del cinecomic di Zack
Snyder che arriverà il prossimo anno su HBO
Max.
In una recente intervista con
Reel in
Motion, è stato proprio Snyder a confermare che il suo taglio
del film in arrivo sul servizio di streaming rivisiterà la morte di
Superman. Spiegando che i
titoli di testa della sua versione mostreranno nuovamente gli
ultimi istanti di vita dell’eroe kryptoniano da una prospettiva
diversa, il regista ha paragonato la sequenza al mondo in cui nella
scena iniziale di Batman v Superman è stata rivisitata la morte di
Thomas e Martha Wayne.
“C’è una parte in cui Superman
spinge la kryptonite, e in quel momento c’è molta di questa strana
energia che proviene da Doomsday e ci sono rocce che fluttuano…
quel tipo di frame rate, quel tipo di super slow motion, è dove
siamo quando ritroveremo quel momento. Quindi è una specie di
rivisitazione, in un certo senso, da una nuova
prospettiva.”
Snyder ha anche promesso che, nella
stessa scena, assisteremo anche ad una reazione del personaggio di
Lois Lane interpretato da Amy Adams, momento che stabilirà la sua
“traiettoria attraverso Justice League” in termini di come
reagirà alla morte di Superman.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
Continuiamo a
indagare nel mondo delle serie tv e oggi vi parliamo dell’attrice
Natalia Dyer, famosa per aver interpretato il
ruolo di Nancy Wheeler nella famosissima serie tv
targata Netflix, dal titolo Stranger
Things.
Scopriamo quindi
insieme tutto quello che c’è da sapere su Natalia
Dyer, sulla sua vita privata e sulla sua carriera divisa
tra cinema e televisione, dagli esordi fino a oggi.
Natalia Dyer film:
l’esordio con Hannah Montana
10. Nata il 13 gennaio del 1995 a Nashville,
Natalia Dyer, età 25 anni, cresce e studia sempre in Tennessee.
Dopo aver conseguito il diploma alla Nashiville School of
the Arts, famosa scuola di musica, danza, arte e teatro
della città, Natalia intraprende la carriera d’attrice.
9.
Subito dopo il diploma, Natalia comincia con i primi provini e
audizioni e nel 2009, ottiene il suo primo ruolo in un film. In
quell’anno vediamo, seppur in un ruolo minore, Natalia Dyer
in Hannah Montana: The Movie, al fianco della famosa
Miley
Cyrus.
Il film, diretto da
Peter Chelsom, è il primo esperimento
cinematografico tratto dalla famosa sit-com americana per ragazzi
targata Disney Channel, Hannah Montana.
Cronologicamente ambientato tra la seconda e terza stagione della
serie, il film racconta la storia di Miley Stewart (Miley
Cyrus), in arte Hannah Montana, una cantante
adolescente che fa fatica a giostrarsi tra la sua vita privata e
pubblica. Nessuno, infatti, sa che Hannah e Miley sono la stessa
persona ma per la ragazza è difficile mantenere il segreto.
Spesso si trova a
dover mentire per nascondere la sua vera identità, sia alla stampa
che ai suoi amici, comportamento che le causa non pochi problemi.
In particolare, in questo film, Miley, impegnata a organizzare
tutto per l’esibizione di Hannah Montana ai Musica Awards, finisce
col trascurare gli impegni presi con la sua migliore amica Lily
(Emily Osment) e il suo ragazzo Jackson
(Jason Earles), che delusi e feriti le voltano le
spalle.
Stanca delle
menzogne e della frenetica vita di star/adolescente, Miley prenderà
una decisione molto importante…
8.Natalia Dyer in Hannah Montana: The Movie,
interpreta Clarissa Granger figlia del malvagio
Oswald
Granger (Peter Gunn), giornalista
sotto copertura, nonché antagonista di Hannah, deciso a fare di
tutto per scoprire la vera identità della giovane artista.
Natalia Dyer
filmografia
7.
Dopo il suo debutto nel film per ragazzi Hannah Montana, Natalia
continua la sua scalata nel mondo del cinema. Negli anni successivi
la vediamo impegnata in vari progetti come Too Sunny For
Santa (2010, cortometraggio), The Greening of
Whitney Brown (2011), Blue Like Jazz
(2012) e Don’t Let Me Go (2013).
6.
Nel 2014 Natalia Dyer viene scelta per interpretare il ruolo della
protagonista nel film I Believe in
Unicorns. Diretto da Leah Meyerhoff,
il film racconta la storia di un amore tormentato tra due
adolescenti dal passato problematico.
Davina
(Natalia Dyer) è una ragazza timida che,
abbandonata dal padre, vive prendendosi cura della madre che soffre
di sclerosi multipla. Un giorno la ragazza incontra Sterling
(Peter Vack), un ragazzo un po’ punk e dall’aria
misteriosa. Nonostante sembrino vivere vite completamente diverse,
Davina e Sterling cominciano a frequentarsi e ben presto i ragazzi
scoprono di avere molto in comune.
Tra di loro
comincia però uno strano tira e molla, fatto di incontri
incandescenti, confessioni a cuore aperto e litigi violenti.
Mentre, infatti, Davina sembra essersi innamorata follemente di
Sterling, il ragazzo continua a respingerla e a usarla per il suo
tornaconto. Sarà solo un road trip verso San Francisco ad aprire
finalmente gli occhi di Davina e a mettere un punto a questa
relazione tossica e malata.
5.
La carriera di Natalia continua negli anni successivi con i film
Long Night Short Mornings (2016), Mountain
Rest (2018), After Darkness (2018),
Velvet Buzzsaw (2018), Yes God
Yes (2019), The Nearest Humang Being
(2019), Tuscaloosa (2019) e infine Things
Heard and Seen, ancora fermo in post-produzione.
Natalia Dyer in
Stranger Things
4.
Parallelamente alla sua carriera cinematografica, Natalia
Dyer comincia a muovere i primi passi anche in
televisione. Nel 2016, infatti, viene scelta per la nuova serie
targata Netflix, dal titolo Stranger
Things.
Ideata da
Matt e Ross Duffer, la serie è ambientata negli
anni ottanta e racconta della misteriosa sparizione di un bambino
nella città immaginaria di Hawkins, nell’Indiana.
Il 6 novembre del
1983, un ragazzino di dodici anni, Will Byers (Noah
Schnapp), parte di un gruppo di quattro amici fraterni,
scompare in circostanze assai misteriose. Contemporaneamente,
subito dopo la scomparsa di Will, in città compare una misteriosa
ragazzina dai capelli rasati e dotata di straordinari poteri
psicocinetici. La ragazza, è scappata da un laboratorio segreto
proprio nei pressi di Hawkins, grazie alla distrazione fornita
dall’attacco di una inquietante creatura ai danni di un
ricercatore.
Approfittando
dell’incidente, la ragazza scappa dal laboratorio dove era
rinchiusa e, durante la fuga, si imbatte nei migliori amici di
Will, Mike Wheeler (Finn
Wolfhard), Dustin Henderson (Gaten
Matarazzo) e Lucas Sinclair (Caleb
McLaughlin). I ragazzi, alla disperata ricerca del loro
amico, decidono di aiutare la ragazza che, grazie al numero tatuato
sul suo braccio, viene identificata con il nome di Undici (Millie Bobby
Brown). Mike decide quindi di nasconderla a casa sua e
la ragazza, per sdebitarsi, aiuta i tre amici nelle ricerche di
Will. Ma presto i ragazzi scopriranno che il loro amico è in guai
molto grossi…
3.
Nella serie Natalia Dyer interpreta il ruolo di
Nancy Wheeler, sorella maggiore di Mike, ragazza
molto forte e indipendente. Stranger
Things, in onda dal 2016 e attualmente in corso
d’opera, a oggi conta 3 stagioni e 25
episodi, disponibili in streaming su Netflix. La
quarta
stagione, già annunciata, è tuttora in sospeso a causa
della pandemia di Corona Virus in corso.
Natalia Dyer e
Charlie Heaton
2.
Nelle tre stagioni di Stranger
Things le relazione sentimentali tra i personaggi
cambiano e si evolvono. Nella seconda stagione, il personaggio di
Nancy Wheeler, si lega a quello di
Jonathan Byers, interpretato da Charlie
Heaton, fratello maggior di Will, il ragazzino
scomparso.
Nonostante Jonathan
sia un ragazzo un po’ strano, schivo e solitario, emarginato dai
suoi coetanei, Nancy sente subito una forte attrazione verso di
lui. La ragazza scoprirà, infatti, che sotto quella corazza di
timidezza, si nasconde un ragazzo molto intelligente e sensibile,
amante della musica e della fotografia e molto legato alla sua
famiglia.
Come spesso accade,
però, un semplice amore televisivo talvolta riesce a bucare lo
schermo…
1. Natalia
Dyer e Charlie Heaton si sono conosciuti sul set di
Stranger Things nel 2016 e pochi
mesi dopo hanno iniziato a frequentarsi. La loro relazione,
tuttavia, è stata ufficializzata soltanto un anno più tardi. I due
attori, impegnati con le riprese della serie, hanno tentato di
‘contenere i danni’, tenendo la loro relazione quanti più privata
possibile.
Oltre alle poche
apparizioni insieme a qualche evento mondano, Natalia Dyer e il suo
fidanzato Charlie hanno tenuto il loro privato lontano dai social e
hanno sapientemente evitato tutte le domande dei giornalisti
curiosi riguardo la loro relazione. Soltanto di recente, grazie a
un’intervista per GQ,Charlie Heaton ha
spiegato i motivi di tanta segretezza
“Non sapevamo
cosa fosse davvero questa relazione […] Non volevamo fare i
misteriosi ma essendo entrambi molto giovani e colleghi e impegnati
in un progetto molto ambizioso e importante, non volevamo rovinare
tutto”. [fonte
GQ]
Per essere sempre
aggiornati sulla vita professionale e sentimentale dell’attrice, vi
consigliamo di seguire il suo account ufficiale Natalia Dyer
Instagram.
Ecco il trailer con
le prime immagini dell’atteso film di Gianfranco
Rosi, Notturno, in concorso
al Festival di Venezia, e in sala dal 9 settembre con 01
Distribution.
Con NotturnoRosi dà voce ad un
dramma umano che trascende le divisioni geografiche e il tempo dei
calendari; illumina, attraverso incontri e immagini, la
quotidianità che sta dietro la tragedia continua di guerre civili,
dittature feroci, invasioni e ingerenze straniere, sino
all’apocalisse omicida dell’ISIS. Storie diverse, alle quali la
narrazione conferisce un’unità che va al di là dei confini. La
guerra non appare direttamente: la sentiamo nei canti luttuosi
delle madri, nei balbettii di bambini feriti per sempre, nella
messinscena dell’insensatezza della politica recitata dai pazienti
di un istituto psichiatrico. Un cantore di strada intona le lodi
dell’Altissimo. Un bracconiere fra i canneti e i pozzi di petrolio.
La grazia delle guerrigliere peshmerga. I terroristi dello Stato
Islamico in carcere. L’angoscia di una madre yazida per la figlia
prigioniera. Alì, adolescente, che fatica per portare il pane ai
suoi fratelli… Tutt’intorno, e dentro le coscienze, segni di
violenza e distruzione: ma in primo piano è l’umanità che si
ridesta ogni giorno da un notturno che pare
infinito. Notturno è un film di luce dai
materiali oscuri della storia.
SINOSSI
BREVE
Notturno racconta la quotidianità che sta dietro la
tragedia continua di guerre civili, dittature feroci, invasioni e
ingerenze straniere, sino all’apocalisse omicida dell’ISIS: Rosi ha
girato nel corso di tre anni in Medio Oriente sui confini fra Iraq,
Kurdistan, Siria e Libano, per raccontare storie diverse, al di là
delle divisioni geografiche ma unite dalla narrazione.
Tutt’intorno, e dentro le coscienze, segni di violenza e
distruzione: ma in primo piano è l’umanità che si ridesta ogni
giorno da un Notturno che pare
infinito. Notturno è un film di luce dai
materiali oscuri della storia.
Dichiara Gianfranco
Rosi – Leone d’Oro con Sacro Gra, Orso d’Oro e
Nomination agli Oscar con Fuocoammare: «Ho
cercato di raccontare la quotidianità di chi vive lungo il confine
che separa la vita dall’inferno. Durante i tre anni di viaggio ho incontrato
le persone che vivono nelle zone di guerra. Ho voluto raccontare le
storie, i personaggi, oltre il conflitto. Sono rimasto lontano
dalla linea del fronte, ma sono andato laddove le persone tentano
di ricucire le loro esistenze. Nei luoghi in cui ho filmato giunge
l’eco della guerra, se ne sente la presenza opprimente, quel peso
tanto gravoso da impedire di proiettarsi nel
futuro».
Dopo Venezia,
Notturno è stato selezionato dai tre Festival americani tra i più
importanti – Toronto, Telluride e New York Film Festival –
confermando l’interesse degli USA verso il cinema di Rosi, dopo la
Nomination agli Oscar con Fuocoammare.
Deadline ha pubblicato un interessantissimo report circa le
stime d’incasso per questo primo fine settimana di Tenet,
il nuovo attesissimo film di Christopher Nolan che proprio oggi arriva
in diversi mercati internazionali (Italia compresa).
Secondo la fonte, c’è chi si aspetta
un’apertura di 25 milioni di dollari e chi, sulla scia
dell’ottimismo, prevede invece che il film possa aTenet: una
previsione sugli incassi internazionali nel primo weekendrrivare a
guadagnare tra i 30 e i 40 milioni di dollari. Si tratta di
previsioni non facili che ovviamente tengono conto delle misure
precauzionali dovute all’emergenza Covid-19, quindi della capacità
ridotta dei cinema e dell’assegnazione dei posti basata sul
distanziamento sociale.
Le più grandi soddisfazioni in
termini di incasso dovrebbero arrivare dai principali mercati quali
l’Inghilterra, la Francia, la Corea del Sud, la Germania e
l’Australia, e c’è inoltre chi si aspetta un contributo notevole
dal Taiwan, dove i cinema non hanno restrizioni numeriche relative
agli ingressi e alle sedute.
Provando a suddividere gli ipotetici
30 milioni d’incasso, Tenet dovrebbe
incassare in Inghilterra e Corea più di 5 milioni di dollari,
mentre Francia, Australia e Germania dovrebbero, singolarmente,
garantire fra i 3 e i 5 milioni. Infine, Spagna e Italia dovrebbe
garantire oltre 2 milioni. Naturalmente, con l’arrivo del
film in Cina la prossima settimana, la performance al
botteghino del film potrebbe risultare ancora più confortante.
Con la conferma che The
Flash introdurrà il concetto di realtà alternative e
ci condurrà alla scoperta del Multiverso DC,
ComicBookMovie ha stilato dieci possibili universi che il
Velocista Scarlatto potrebbe visitare nell’atteso film in arrivo al
cinema nel 2022.
L’universo di Lanterna Verde
Ryan
Reynolds ha negato che tornerà nel DC
Universe per la
Snyder Cut of Justice
League, ma se la Warner Bros. riuscisse a convincerlo a
tornare per The
Flash, non sarebbe un’idea poi così malvagia. Rivisitare
la sua versione di Hal Jordan dopo più di un decennio sarebbe
innegabilmente divertente, e siamo certi che Reynolds si
divertirebbe tantissimo a tornare nei panni del personaggio.
Chissà, il film
potrebbe persino riscattare in qualche modo la sua incarnazione di
Lanterna Verde, lasciando la porta aperta per un possibile ritorno.
Un team-up tra Flash e Lanterna Verde è qualcosa che i fan vogliono
vedere al cinema ormai da anni, e il cinecomic di Andy Muschietti
potrebbe rendere finalmente quella fantasia una realtà
concreta.
L’Arrowverse
Uno dei momenti più
memorabili di “Crisi sulle Terre Infinite” è stato quando la
versione per il grande schermo di Barry Allen ha incontrato la sua
controparte televisiva. È stata la versione del personaggio di
Ezra Miller che ha appreso dell’esistenza del Multiverso,
quindi perché non rivisitare quello scambio anche nel film di
Muschietti?
Per i fan della serie The CW,
sarebbe un momento gratificante e un ottimo modo per dire addio
alla versione dell’eroe di
Grant Gustin (che ha firmato soltanto per altre due stagioni).
Non ci aspetteremmo altro che un semplice cameo, ma dopo quello che
è successo sul piccolo schermo in quel crossover, sarebbe una vera
occasione mancata non sfruttare l’onda dell’importanza
dell’Arrowverse. Dopotutto, è un universo in circolazione da molto
più tempo del DCEU…
L’universo DC Comics
Sarebbe difficile da
realizzare, soprattutto perché i fumetti DC Universe sono in
continua evoluzione. Tuttavia, sarebbe bello vedere Barry Allen
entrare a far parte di quella realtà e trovarsi circondato da volti
familiari, magari con costumi che rispecchiano la tradizione
(basati forse su The New 52).
Sarebbe davvero un bel momento, e
gli effetti visivi potrebbero anche essere usati per far sembrare
questa realtà alternativa un vero fumetto che prende vita, qualcosa
di molto simile a quanto visto in Spider-Man:
Un Nuovo Universo. Sarebbe meglio se in The Flash venisse
individuata un’epoca specifica per questa realtà, ma il materiale
di partenza merita di essere menzionato in modo significativo, e
questo potrebbe essere un espediente per omaggiarlo in maniera
decisamente efficace.
L’universo dei Batman di Joel Schumacher
Se è stato confermato che
Michael Keaton e
Ben Affleck torneranno ufficialmente in The Flash, perché
allora non far tornare anche il Batman di Val Kilmer? Il film del
1995 di Joel Schumacher ha sempre avuto fan particolarmente devoti,
e comunque sarebbe un cameo molto più probabile di quello di
George Clooney (il quale ha sempre ammesso che
Batman & Robin rappresenta una sorta di “macchia”
nella sua carriera). D’altronde, più incarnazioni di Bruce Wayne
che condividono lo schermo sarebbe qualcosa di davvero epico da
vedere…
L’universo animato
Sia che si parli di
Batman: The Animated Series, Justice League Unlimited o anche delle
serie animate uscite direttamente in home video che sono diventate
un punto di riferimento negli ultimi anni, l’Universo DC ha una
ricca storia nel campo dell’animazione. In base a ciò, non ci
sarebbe motivo per non esplorarlo anche al cinema.
Sarebbe troppo
sciocco presentare una versione animata di Barry Allen in un film
pensato per essere un live action? Sì e no! Tuttavia, se il
Velocista Scarlatto correrà da una dimensione all’altra, quindi da
un universo all’altro, non c’è motivo per cui una delle sue
destinazioni non possa essere in forma animata, magari nello stile
unico di Bruce Timm. Alcuni dei doppiatori leggendari delle serie
tv potrebbero essere arruolati e alcune grandi storie potrebbero
finalmente essere celebrate attraverso il grande
schermo.
L’universo della trilogia de Il Cavaliere Oscuro
Sembra altamente
improbabile che
Christian Bale torni a vestire i panni di Batman, ma se la
Warner Bros. riuscisse a convincerlo per un breve cameo? La sua
storia ovviamente si è conclusa ne Il
cavaliere oscuro – Il ritorno, ma questo non significa che
Barry Allen non possa fare una visita nel suo mondo e incontrare il
nuovo Batman (il “Robin” di Joseph Gordon-Levitt).
Sarebbe un momento
certamente strano, data la natura “autonoma” della trilogia di
Christopher Nolan, ma è difficile credere
che la Warner Bros. ignorerebbe una parte così importante della
storia del grande schermo del Crociato di Gotham. Vedere Bale
tornare nei panni di Batman sarebbe ovviamente un sogno che diventa
realtà.
L’universo di Superman
Christopher Reeve è ovviamente morto
da tempo, ma ciò non significa che non si possa fare riferimento ai
sui anni come Superman in The
Flash. “Crisi delle Terre infinite” ha battuto
sul tempo l’atteso cinecomic dedicato Velocista Scarlattao, quando
abbiamo esplorato un mondo post-Superman
Returns per ritrovare
Brandon Routh, vecchia incarnazione dell’uomo d’acciaio.
Tornare così indietro nel tempo
potrebbe essere un tantino ridondante, ma la Warner Bros. potrebbe
optare per la computer grafica per riportare Reeve sullo schermo e
fare in modo che il Barry Allen di Ezra Miller conosca quel
Superman del passato in qualche modo, magari “da lontano”.
Rivisitare una parte così iconica della storia della major sarebbe
sicuramente un must.
L’universo di Watchmen
Questa è forse l’ipotesi
più azzardata di tutte, poiché è difficile immaginarci di tornare
al Watchmen del 2008 e, ancora più difficile, credere che
Barry Allen possa entrare in contatto con il mondo creato da Damon
Lindelof grazie all’acclamata serie HBO.
Tuttavia, dal
momento che la DC Comics fa uso di questi personaggi, siamo certi
che l’uomo più veloce del mondo potrebbe arrivare brevemente in una
versione desolata di New York City e vedere un titolo di giornale
che fa riferimento ad un gigantesco attacco di calamari. È vero,
sitratterebbe di un mero easter egg, ma
potrebbe comunque essere molto apprezzato dai fan.
L’universo di Flashpoint
È chiaro ormai che
The
Flash non adatterà soltanto “Flashpoint”. Ciò significa
che molto probabilmente i momenti più importanti della miniserie a
fumetti non entreranno a far parte del film, come la guerra tra
Atlantide e Themyscira. È un peccato, ma ciò non significa che il
film di Muschietti non possa in qualche modo renderle omaggio.
Mentre Barry Allen corre attraverso
il Multiverso, potrebbe facilmente ritrovarsi in un mondo in cui
Aquaman e Wonder Woman stanno combattendo. Questo lo aiuterebbe a
capire quanto diversi i suoi amici potrebbero finire per essere nel
nuovo mondo che andrebbe a creare, andando a creare un set d’azione
epico. Anche i camei di
Jason Momoa e
Gal Gadot sono molto più probabili di ruoli principali in piena
regola.
Un nuovo DCEU
Per quanto The Flash arriverà
al cinema, siamo fiduciosi che sarà stato creato un nuovo DC
Extended Universe. Ci sono già indizi che l’incarnazione del
Crociato di Gotham da parte di
Michael Keaton sarà il nuovo Batman di quel mondo, e ciò ha
senso, soprattutto per chi ha familiarità con i fumetti.
Resta da vedere
quanto drasticamente la Warner Bros. intenda riavviare questo
univerdso, ma è probabile che lo “SnyderVerse” diventerà una cosa
separata per semplificare la continuity. Bisogna tener
presente che il film di Andy Muschietti potrebbe non tener conto di
molte storyline, quindi potrebbe dare per scontato che si sono già
svolte in mondi separati. La domanda è: il nuovo DCEU riuscirà a
rivaleggiare con il MCU?
Keanu Reeves ha rivelato di aver sempre voluto
interpretare Wolverine
in un film della saga di X-Men. In
parte anche grazie alla sua interpretazione di Ted in Bill &
Ted’s Excellent Adventure e nel sequel Bill and Ted’s
Bogus Journey, durante gli anni ’90 Reeves è riuscito a
conquistare uno status (improbabile per molti) di star amata e
riconosciuta a livello internazionale. Naturalmente, ben presto
l’attore sarebbe passato dalla commedia al genere che lo ha
consacrato al grande pubblico, ossia l’action, e a pellicole come
Point Break, Speed e – soprattutto –
Matrix.
Tuttavia, dopo il grande successo
della trilogia di Matrix, sembrava che gli anni d’oro di
Reeves come star dei film d’azione fossero giunti al termine, ed in
effetti la sua carriera – più o meno dal 2006 al 2014 – ha avuto
una notevole battuta d’arresto. Fortunatamente, nel 2014, con
l’uscita del primo capitolo della saga di John
Wick, la stella di Reeves è tornata nuovamente a
risplendere, e il prossimo anno lo vedremo di nuovo anche nei panni
di Neo nell’attesissimo Matrix
4.
Sebbene Keanu Reeves abbia interpretato molti ruoli
incredibili e persino iconici nella sua carriera, c’è un
personaggio che l’attore avrebbe sempre voluto interpretare e che
purtroppo non è mai arrivato nel suo radar. Intervistato da
SiriusXM (via
CinemaBlend), Reeves ha rivelato che avrebbe sempre voluto
interpretare Wolverine,
l’eroe degli X-Men,
personaggio reso famoso al cinema da Hugh Jackman.
La versione di Wolverine che Keanu
Reeves avrebbe voluto interpretare
Reeves ha specificato che la
versione del mutante dagli artigli di adamantio che avrebbe voluto
interpretare è quella di Frank Miller. Nonostante
il grande amore per il personaggio, però, Reeves è consapevole di
non avere più l’età giusta per poterlo interpretare, soprattutto in
vista del recasting che i Marvel Studios si apprestano a
mettere in atto per l’introduzione dei mutanti nel loro universo
condiviso.
Al momento non sappiamo ancora chi
raccoglierà l’eredità di Hugh Jackman nel MCU. Chiunque si ritroverà ad
interpretare il personaggio di Wolverine
avrà ovviamente l’arduo compito di doversi confrontare con il
ritratto dell’attore australiano, che ancora oggi è uno dei più
popolari e dei più amati per quanto riguarda i film di supereroi. A
voi sarebbe piaciuto vedere Keanu Reeves nei panni di Wolverine?
Confermati Henry Cavill (Mission: Impossible –
Fallout, Justice League) nel ruolo di Geralt di
Rivia, Anya Chalotra (Agatha Christie – La serie
infernale, Wanderlust) nel ruolo di Yennefer e
Freya Allan (La guerra dei mondi, Into The
Badlands) nel ruolo di Ciri e
Joey Batey (Knightfall, Strike)
nel ruolo del personaggio più amato dai fan: Jaskier.
Si uniranno al cast per la seconda
stagione di The
WitcherYasen Atour (Young
Wallander) che interpreterà Coen, Agnes Bjorn
(Monster) nel ruolo di Vereena, Paul
Bullion (Peaky Blinders) che interpreterà Lambert,
Thue Ersted Rasmussen (Fast and Furious
9) nel ruolo di Eskel, Aisha Fabienne Ross
(The Danish Girl) nel ruolo di Lydia, Kristofer
Hivju (Il Trono di Spade) che interpreterà
Nivellen e Mecia Simson, nel ruolo di
Francesca.
La serie The
Witcher sarà diretta da Stephen
Surjik (The Umbrella Academy) per gli episodi
02×01 e 02×02, Sarah O’Gorman (Cursed)
per gli episodi 02×03 e 02×04, Ed Bazalgette (The
Last Kingdom) per gli episodi 02×05 e 02×08 e Geeta V.
Patel (Meet The Patels) per gli episodi 02×06 e
02×07.
Riconfermati inoltre nei propri
ruoli MyAnna Buring (Kill List) Tissaia,
Tom Canton (Good Karma Hospital)
Filavandrel, Lilly Cooper (Peterloo)
Murta, Jeremy Crawford (Titans) Yarpin
Zigrin, Eamon Farren (Twin Peaks) Cahir,
Mahesh Jadu (Marco Polo) Vilgefortz,
Terence Maynard (Maledetto) Artorius,
Lars Mikkelson (House of Cards)
Stregobor, Mimi Ndiweni (Black Earth
Rising)Fringilla Vigo, Royce Pierreson
(Judy) Istredd, Wilson Radjou-Pujalte
(Hunter Street)Dara, Anna
Shaffer(Harry Potter)Triss Merigold,
Therica Wilson Read (Young Wallander)
Sabrina.
Il
primo trailer ufficiale di The
Batman mostrato in occasione del DC FanDome ci ha
permesso finalmente di dare un primo sguardo al protagonista
Robert Pattinson in azione. Uno degli
aspetti più interessanti che sono emersi durante il grande evento
online dedicato all’universo DC è arrivato proprio dalla parole del
regista Matt Reeves, il quale ha anticipato che il
costume di Bruce Wayne si sarebbe evoluto insieme all’eroe.
Al momento non possiamo sapere nello
specifico cosa possa significare quest’affermazione, ma una nuova
teoria portata alla luce da
The Direct suggerisce che Pattinson indosserà almeno un altro
costume nel film, diverso ovviamente da quello che abbiamo visto
nel teaser. Secondo un utente di
Reddit che afferma di aver lavorato al film, il primo costume
di Bruce Wayne verrà distrutto molto presto nella storia,
probabilmente da un cattivo.
Ciò costringerà il vigilante a
fabbricarne un altro, che l’utente in questione ha descritto come
“grigio, con guanti completamente neri che si estendono agli
avambracci e stivali neri”, con un cappuccio realizzato con un
“materiale di qualità superiore” ed una cintura multiuso
di un “colore bronzo-oro sbiadito”. L’utente ha
descritto il materiale come simile a quello della Stealth Suit
sfoggiata dall’Uomo Ragno in
Spider-Man: Far From Home.
In che modo la Batsuit si
“evolverà” in The Batman
Sono in molti a nutrire dei forti
dubbi in merito al fatto che la Batsuit possa essere distrutto, ma
è innegabile quanto la descrizione del secondo ipotetico costume
sia molto vicina ai fumetti. Per ora si tratta di mere
speculazioni, ma stando alle parole di Reeves è naturalmente
aspettarsi che il costume del Crociato di Gotham si evolverà in
qualche modo nel corso della storia. L’aspetto interessante sarà
cercare di capire in che modo…
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
In un contesto cinematografico
dominato dai supereroi, è impensabile non considerare tra i più
riusciti anche i due film che la Pixar ha dedicato
alla famiglia de Gli Incredibili. Il
primo dei due, distribuito al cinema nel 2004, è in breve divenuto
il film d’animazione con supereroi di maggior successo commerciale.
Per il sequel sono invece dovuti passare ben quattordici anni prima
che, nel 2018, Gli Incredibili
2 arrivasse al cinema, riuscendo addirittura a battere gli
incassi del primo film.
A dirigere entrambi i film vi è
Brad Bird, veterano dello studio di animazione.
Questi dichiarò che l’ispirazione per la storia nacque nel momento
in cui, negli anni Novanta, si trovava a doversi districare tra la
famiglia e i tentativi di ottenere successo come regista. La
condizione del protagonista, Bob Parr, è ispirata proprio a tale
situazione personale. La sceneggiatura del film venne poi proposta
alla Pixar, la quale mise in produzione il film. All’epoca, venne
considerato uno dei film più complessi realizzati fino a quel
momento.
Per il secondo film, la sfida
principale divenne invece quella di differenziare il progetto
da tutti i film di supereroi usciti sino a quel momento, come
quelli del Marvel Cinematic Universe. Bird
affermò infatti che per lui il cuore dei due film sta nella
dinamica famigliare e che sarebbe sempre stata questa a dettare lo
sviluppo della storia. A favorire il grande successo del film vi fu
anche il grande lavoro d’animazione svolto. Con le nuove tecnologie
sviluppatesi negli anni, il team di lavoratori ebbe infatti modo di
dar vita a quanto non era stato possibile realizzare nel 2004.
Gli Incredibili: la trama dei
film
Gli Incredibili – Una “normale”
famiglia di supereroi (2004)
Protagonisti della storia sono
Robert “Bob” Parr, alias Mr Incredibile, provvisto di una forza
eccezionale, Helen, alias Elastigirl, il cui corpo può allungarsi a
dismisura, e i tre figli Violetta, Flash e Jack-Jack. I supereroi
vengono però messi al bando e così i Parr sono “costretti” a
trascorre una tranquilla esistenza, lontano dalle mille avventure
vissute nel passato. Per Bob però questa vita è fin troppo noiosa.
Desideroso di indossare nuovamente il suo costume, accetta infatti
un incarico segreto.
Questo si rivela però essere una
trappola, architettata da un nemico proveniente dal passato di Bob.
Helen, intanto, comprende che il marito si trova in pericolo, e non
perderà tempo nel correre in suo soccorso. Non sarà però sola,
aiutata dai due figli maggiori, desiderosi di mettere alla prova
anche loro i propri poteri. Violetta può infatti dar vita a potenti
campi di forza, mentre Flash è dotato di una velocità supersonica.
Per salvare Bob, sarà loro richiesto di agire come una
famiglia.
Gli Incredibili 2 (2018)
In seguito agli eventi del primo
film, la famiglia di supereroi si trova nuovamente messa al bando e
costretta nuovamente a rinunciare alla loro attività preferita.
Tuttavia, si fa avanti in loro soccorso Winston Deavor,
proprietario di un’agenzia di telecomunicazioni e grande fanatico
dei supereroi, il quale ha in serbo per loro una missione. L’uomo
desidera dar vita ad una pubblicità positiva nei confronti dei
supereroi, mostrando quanto essi siano indispensabili. Il progetto,
però prevede che sia Helen a cominciare la missione. Ciò costringe
Bob a rimanere a casa a badare ai suoi figli, un compito che si
rivelerà essere tutt’altro che semplice.
In tutto ciò, la missione
coinvolgerà Helen sempre di più, finendo con l’allontanarla
progressivamente dalla sua famiglia. Quando però stavolta ad essere
in pericolo sarà lei, toccherà a Bob riprendere i panni di Mr.
Incredibile per soccorrerla. Ancora una volta, al suo fianco vi
saranno i figli Violetta e Flash, a cui si aggiungerà anche
Jack-Jack. Il neonato, infatti, dimostra di possedere incredibili
superpoteri, che si riveleranno particolarmente utili nello scontro
contro il nuovo temibile e misterioso nemico.
Gli Incredibili: i doppiatori dei
personaggi
Sia la versione inglese che quella
italiana dei film presenta dei celebri doppiatori. Per quanto
riguarda l’originale, a dar voce a Bob Parr è l’attore
Craig T. Nelson, celebre per i suoi numerosi ruoli
tra cinema e televisione. Vi sono poi Holly
Hunter, premio Oscar per il film Lezioni di
piano, nel ruolo di Helen Parr, Sarah Vowell,
per quello di Violetta Parr, e Spencer Fox per
Flash. È poi particolarmente noto il doppiaggio di Samuel L.
Jackson per il personaggio di Lucius Best, alias
Siberius, alleato dei Parr. Il ruolo della stilista Edna Mode è
invece doppiato dallo stesso Brad Bird. A dar voce
al villain, Buddy Pine, alias Sindrome, vi è invece l’attore
Jason Lee.
Per il sequel vennero grossomodo
riconfermati tali doppiatori, con l’eccezione di Fox. Il ruolo di
Flash viene infatti qui doppiato da Huck Milner.
Data la presenza di nuovi personaggi, la produzione intraprese una
lunga ricerca per i doppiatori più adeguati a questi. Il ruolo di
Winston Deavor è ricoperto dall’attore Bob
Odenkirk, celebre per essere l’interprete di Saul
Goodman. Evelyn Deavor, invece, è doppiata dall’attrice
Catherine Keener, celebre per il suo ruolo nel
film Essere John
Malkovich.
Per la versione italiana, invece,
vennero scelti Adalberto Maria Merli e
Laura Morante per i ruoli di Bob ed Helen Parr.
Nel sequel, questi sono poi stati sostituiti da Fabrizio
Pucci e Gio Giò Rapattoni. Rimane invece
la stessa la voce di Violetta, affidata all’attrice Alessia
Amendola. Tra i doppiatori italiani del film, la più nota
è però certamente Amanda Lear, la quale con la sua
particolarissima voce ha reso ulteriormente iconico il personaggio
di Edna Mode. Pel secondo dei due film è inoltre presente l’attrice
Ambra
Angiolini, impegnata a dar voce a Evelyn Deavor.
Gli incredibili: dove vedere i
film in streaming
Per gli appassionati dei due film,
o per chi volesse vederli per la prima volta, è possibile fruirne
grazie alla loro presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. I due film de Gli
Incredibili sono infatti presenti nei cataloghi di Rakuten TV,
Google Play, Microsoft Store, Apple iTunes, e Tim Vision. Sono
inoltre disponibili su Disney+, piattaforma ufficiale dello
studios. Per vederli, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale, avendo così modo di guardarli in totale
comodità e al meglio della qualità video.
Sono trascorsi quasi vent’anni
dall’uscita nei cinema di Zoolander,
esperimento comico demenziale di Ben Stiller in veste di regista e attore, alla
sua terza fatica – dopo Giovani, carini e
disoccupati (1994) e Il
Rompiscatole (1996) – che non fece un grande incasso
in sala nel 2001, ma recuperò con l’home video la partenza lenta,
dovuta alla sua uscita in sala solo due settimane dopo l’attacco
alle Torri Gemelle, diventando presto un piccolo fenomeno. Sebbene
il film non ebbe lo stesso seguito nel nostro paese, nel tempo ha
guadagnato terreno, diventando un po’ ovunque una pellicola di
culto.
Non lo avrebbe forse detto il
regista e protagonista Ben Stiller, quando l’amico Drake
Sather gli propose di girare uno sketch nei panni di un
modello per i VH1 Fashion Awards, che l’idea sarebbe stata così
divertente e insieme assurda da potere diventare quel film di
successo che ha poi contribuito alla sua affermazione anche come
regista.
Zoolander, la trama
Derek Zoolander, Ben Stiller, perso il titolo di modello
dell’anno in favore del rivale Hansel, Owen Wilson, pensa di lasciare le passerelle
ma, ingaggiato dallo stilista Mugatu, Will Ferrell, torna sui suoi passi e si
troverà, suo malgrado, a sventare l’assassinio del Primo Ministro
malese, colpevole di tutelare i diritti dei suoi cittadini,
mettendo così in crisi l’industria della moda, che a quanto pare si
regge proprio sullo sfruttamento indiscriminato di quella
manodopera. Nell’impresa sarà aiutato dalla giornalista Matilda
Jeffries, Christine Taylor e, inaspettatamente,
proprio dal suo rivale Hansel.
Il segreto di
Zoolander
Sarà che Derek
Zoolander, modello imbranato che pensa di essere
“bello belloin modo assurdo”, colpisce
con le sue famose espressioni, peraltro tutte uguali a sé
stesse – Blue Steel, Ferrari, Le Tigre, e soprattutto la
Magnum: sguardo assorto e tutt’altro che intelligente
accompagnato da protrusione delle labbra in fuori nella duck
face, come si usa dire oggi per nobilitare una postura assai
poco elegante.
Sarà che le sue avventure
fanno tenerezza nella loro ingenuità allo spettatore medio, che si
riconosce nella sua capacità di sognare e nella tenacia
del non darsi mai per vinto.
Sarà per la sua assurda
capacità, nonostante l’imbarazzante goffaggine, di sventare un
crimine e assicurare alla giustizia il temibile Mugatu.
Quella che forse molti vorrebbero avere, almeno una volta nella
vita.
O ancora, per il modo in cui
il regista newyorkese sa prendersi gioco del mondo della
moda e, per una volta, dei modelli maschi, in maniera
disincantata. Come fa ad esempio quando crea un linguaggio nuovo,
quello di Derek, fatto di neologismi come “figoso” o
strambi diminutivi come “segretino” e di battute come la
famosa: “Sospetto che ci sia dell’altro nella vita oltre a
essere bello bello in modo assurdo. E presto scoprirò anche
cos’è!” Un linguaggio diventato iconico e rimasto nella
memoria del pubblico. A tal proposito occorre ricordare che
Ben
Stiller è anche autore del soggetto e della
sceneggiatura, cui collaborano Drake Sather e
John Hamburg, oltre che produttore di
Zoolander.
Sarà infine, perché il film
consente al regista e protagonista di esprimere tutto il suo
potenziale comico-demenziale, approfittando dell’aiuto della
famiglia e degli amici di sempre. Il segreto del successo di
Zoolander risiede in tutti questi
fattori.
Il cast di
Zoolander e i vip come comparse
Stiller conta appunto
sulla famiglia e su un nutrito gruppo di amici per formare il cast
del film. Si parte dal padre Jerry Stiller, che
veste i panni dell’agente di Zoolander, Maury Ballstein, a cui il
modello è legato, quasi come a un padre appunto, ma che rivelerà
qualche ombra, pur restandogli sempre al fianco. L’attore,
scomparso lo scorso maggio all’età di 92 anni, ha spesso lavorato
assieme al figlio Ben. Si passa all’allora moglie Christine
Taylor, nel ruolo della giornalista Matilda Jeffries. Non
bisogna poi dimenticare che attori come Will
Ferrell e Owen Wilson fanno parte, assieme allo
stesso Ben Stiller, del cosiddetto Frat
Pack, un gruppo di interpreti che hanno in comune l’amore
per una comicità spesso demenziale e costituzionalmente sopra le
righe e hanno spesso lavorato insieme. Del gruppo fanno parte anche
Jack Black, Vince Vaughn, LukeWilson, fratello di Owen e Steve Carell.
In questa avventura Stiller ha
voluto con sé anche Milla Jovovich, che veste efficacemente i
panni di una pericolosa russa alle dipendenze del malvagio Mugatu,
David Duchovny bislacco manista, e
JohnVoight, che interpreta il
padre di Derek. Infine, come non ricordare le comparse eccellenti
che hanno caratterizzato Zoolander: tra
gli altri Natalie Portman, Cuba Gooding
Jr, Lenny Kravitz, Christian Slater e perfino Donald
Trump, tutti nel ruolo di sé stessi. Il regista ha
dichiarato di recente di aver ricevuto pressioni per togliere il
cameo dell’attuale Presidente Usa dal film, ma di non aver mai
preso in considerazione questa ipotesi. Il cameo più riuscito è
però quello di David Bowie: il Duca
Bianco, si è divertito a impersonare sé stesso come
giudice della sfilata a due, una vera e propria sfida in passerella
tra Derek e Hansel, in una divertente sequenza.
Zoolander
2e Cinecittà
Vista la fortuna di
Zoolander e la vasta eco che ha avuto a
distanza di anni non solo negli Usa, Ben Stiller
ha avuto l’occasione di dare un seguito alla pellicola, potendo
contare su un corposo budget e su una location d’eccezione.
Zoolander 2, infatti, è stato girato
a Roma, tra Cinecittà e riprese
in esterna nella capitale ed è arrivato nelle sale nel 2016.
Stiller ha dichiarato di voler realizzare una sorta di
“Vacanze romanein versione
Zoolander” e di essere stato ispirato dal
fascino della Città Eterna, oltre che dalla sua rilevanza
culturale, che l’ha resa protagonista anche nel mondo della
moda.
Stavolta gli attori hanno potuto
perfino partecipare a delle vere sfilate per la promozione del
film, calcando la passerella addirittura per
Valentino, mentre Stiller ha voluto nuovamente
comporre un cast di star cui affidare anche svariati camei. Tra gli
attori principali, oltre alla coppia Stiller – Wilson e al villain
Ferrell, il regista ha quasi rinunciato alla presenza di
Chiristine Taylor, che esce di scena
all’inizio del film, in favore di una fascinosa e provocante
Penelope Cruz, mentre si è aggiunto alla
compagnia Benedict Cumberbatch. Nonostante il cospicuo
investimento e la carrellata di star, però, il film non ha riscosso
il successo del precedente neppure in patria, convincendo Stiller a
mettere la parola fine al progetto, anziché pensare a un terzo
capitolo.
Ben Stiller regista di
serie tv dopo Zoolander
Ecco dunque che il regista ha
deciso di cambiare rotta. Di recente, infatti, si è dedicato alla
serialità televisiva, con Escape at
Dannemora (2018), protagonisti Benicio del Toro,Paul
Dano e Patricia Arquette, vincitrice
di un Golden Globe per la sua interpretazione.
Stiller sembra aver trovato una nuova dimensione a lui congeniale
con questa miniserie ispirata a una storia vera: la fuga di due
detenuti dal carcere Clinton Correctional Facility di Dannemora nel
2015.
Per rivedere le sue pellicole più
comiche e demenziali, però, è sempre possibile recuperare
sia Zoolander che Zoolander 2 in streaming su diverse
piattaforme.
In seguito al DC FanDome dello
scorso weekend, Zack
Snyder è stato ospite di Reel in Motion per svelare altri
dettagli sull’attesissima
Snyder Cut di Justice
League, di cui abbiamo visto il primo trailer
ufficiale proprio in occasione del grande evento online dedicato
all’universo DC Comics.
Il costume nero di Superman era già stato
anticipato da
una breve clip mostrata in occasione del Justice Con,
nonostante quella versione del personaggio non mostrasse né la
barba né la tipica acconciatura mullet dei fumetti: nello
specifico, il mullet faceva parte del look dell’Uomo d’Acciaio
durante gli anni ’90, quando era risorto dopo essere stato ucciso
da Doomsday.
“Penso che la barba sia una
possibilità”, ha spiegato Snyder ai conduttori dello show di
YouTube. “Il mullett… la vedo dura! È difficile, è molto
difficile farlo sembrare un duro”. I commenti del regista
sembrano avere particolare senso: la barba potrebbe contribuire a
rendere ancora più definito il Superman di Henry Cavill (come
dimostrato già ne L’uomo d’acciaio), mentre con il mullet
l’aspetto dell’eroe potrebbe finire per risultare alquanto
imbarazzante.
Zack Snyder discute sulla durata
originale di Justice League
Nella stessa intervista, al regista
è stato chiesto di quando la Warner Bros. voleva che la versione
cinematografica di Justice
League non durasse più di due ore, cosa che all’epoca
scioccò totalmente Snyder: “Ho pensato davvero che fosse uno
scherzo”, ha ammesso il regista. “Voglio dire, Batman v Superman dura tre
ore, e si tratta soltanto di due personaggi!”
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO
Max che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso.
Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su
qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile
nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in
esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare
che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA o su
SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque
non ci resta che aspettare ulteriori notizie.
Nel lungo e glorioso elenco dei
Classici Disney, La spada
nella roccia viene troppo spesso dimenticato o
sottovalutato. Esso è però una brillante rilettura della leggenda
di Re Artù, nonché uno dei più divertenti e bizzarri tra i vari
film d’animazione realizzati dal celebre studios. Distribuito al
cinema nel 1963, il film è diretto da Wolfgang
Reitherman, ed è anche stato l’ultimo ad essere prodotto
sotto la supervisione di Walt Disney, scomparso
nel 1966.
Dotato di memorabili canzoni,
scritte e composte dai fratelli Robert e
RichardSherman, il film è basato
sull’omonimo romanzo di T. H. White, pubblicato
nel 1938. Questo propone una rielaborazione dell’infanzia di Artù,
combinando una serie di generi tra cui il fantasy e la commedia.
Grazie alla presenza di personaggi iconici e situazioni divenute
parte dell’immaginario collettivo, il titolo si è negli anni
affermato nel cuore di grandi e piccoli.
Al momento della sua uscita, fu uno
dei maggiori successi del suo anno. A fronte di un budget di soli 4
milioni di dollari, questo arrivò ad incassare complessivamente
circa 34 milioni nel mondo, grazie anche alle diverse riedizioni
curate negli anni. La spada nella roccia si è inoltre
affermato come uno dei più complessi film d’animazione dello
studios, nonché carico di elementi filosofici che lo
contraddistinguono dagli altri Classici. Un film che merita di
essere riscoperto e apprezzato nelle sue numerose
particolarità.
La spada nella roccia: la trama, i
personaggi e la genesi del film
La vicenda ha inizio nel momento in
cui il re d’Inghilterra, Uther Pendragon, muore
senza lasciare eredi al trono. Miracolosamente, a Londra appare una
spada conficcata in un’incudine e sopra di essa vi è incisa una
profezia: chiunque riuscirà ad estrarla sarà il nuovo re. Nessuno
sembra tuttavia in grado di riuscire nell’impresa, e la spada viene
ben presto dimenticata. Diversi anni dopo, Artù, un orfano
dodicenne soprannominato Semola, accompagna il fratello adottivo
Caio in una battuta di caccia. Quando una delle frecce di Caio
finisce accidentalmente nel bosco, il ragazzino viene mandato alla
sua ricerca. Addentratosi nel bosco, il giovane si ritrova al
cospetto di Merlino, un anziano e potente mago.
Questi si offre di diventare il
precettore del giovane e lo accompagna a casa sua, al castello di
Sir Ettore, il padre adottivo di Semola. Quella stessa notte, Sir
Pilade, amico di Sir Ettore, arriva con la notizia che l’annuale
torneo tra cavalieri si terrà a Londra e il vincitore sarà
incoronato re. Ettore decide quindi di preparare suo figlio Caio
per l’evento e nomina Artù suo scudiero. Tra gli insegnamenti di
Merlino e imprevedibili quanto comici eventi, Semola cresce da un
punto di vista intellettivo ed emotivo, ignaro che un glorioso
futuro lo attende.
La volontà di realizzare un film
tratto dal romanzo omonimo nacque in Disney nello stesso 1938. Egli
ne acquisì subito i diritti, convinto dal potenziale della storia.
Tuttavia, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la
produzione del film venne sospesa e rimandata. Nel corso degli anni
Quaranta e Cinquanta questa venne più volte messa in programma e
puntualmente rimandata. Soltanto nel 1960 Disney si decise a dare
il via definitivo alla sua realizzazione. Un team di esperti
animatori si misero così a ricercare la giusta formula per dar vita
ai mitologici eventi della storia, cercando allo stesso tempo di
costruire una narrazione più coesa e di semplice fruizione.
La spada nella roccia: le
differenze con il libro e il significato del film
Nell’adattare il libro di White,
gli animatori e gli sceneggiatori della Disney dovettero ricorrere
ad alcuni “tradimenti” nei confronti di questo. Ciò è motivato
dalla necessità di dar vita a delle soluzioni più confacenti con la
natura cinematografica del progetto. In particolare, per conferire
un tono più fanciullesco al tutto l’età del protagonista è stata
abbassata dai sedici ai dodici anni. Si è poi reso necessario
inserire nel film degli opponenti ed un vero e proprio nemico. Nel
libro, infatti, Sir Ettore e Caio sono personaggi positivi, mentre
nel film ostacolano in più modi Artù.
Il celebre personaggio di Maga
Magò, invece, era presente soltanto nelle edizioni originali del
romanzo, mentre era stata rimossa dalle stesure revisionate.
Disney, però, avvertiva la necessità di conferire alla storia un
nemico concreto, e vide tale possibilità nella Maga, che venne
quindi recuperata per la pellicola. Il suo scontro con Mago Merlino
si basa invece su quello che nel libro quest’ultimo intrattiene con
un’ancella della Dama del Lago. Tale episodio, però, si svolge dopo
l’incoronazione di Artù, mentre nel film avviene prima di essa.
Al di là della magia e del fantasy,
La spada nella roccia è un vero e proprio racconto di
formazione. L’istruzione di Artù avviene tramite l’aiuto del
mentore Merlino, il quale lo aiuta a trovare il proprio posto nel
mondo. Egli lo sprona a perseguire il bene, facendo in modo che il
ragazzo creda sempre di più in sé stesso e impari a superare le
difficoltà che gli si parano di fronte. Le situazioni a cui lo
sottopone (la trasformazione in pesce e in scoiattolo) gli
serviranno per imparare le leggi della società e dell’amore.
Particolarmente significativo è
anche lo scontro tra Merlino e Maga Magò. Questi sono l’uno
l’opposto dell’altro, e dalla loro sfida a suon di magia Artù
imparerà un importante lezione: la saggezza trionfa sempre sulla
forza bruta. Più la Maga si trasforma in creature grandi e forti,
più Merlino si rimpicciolisce, fino a diventare un virus con cui
sconfigge l’avversaria. Il piccolo ha trionfato sul grande, la
saggezza sui muscoli. L’estrazione della spada nella roccia, a
questo punto, diventa il coronamento di un percorso di crescita, il
quale è alla base di questo racconto senza tempo.
La spada nella roccia: le canzoni,
il live-action e dove vedere il film streaming
Ad accompagnare il racconto di Artù
e Merlino vi sono alcune tra le più celebri canzoni dell’universo
Disney. Composte dai fratelli Sherman, queste arricchiscono di
significato le situazioni mostrate, permettendo così al loro
significato più intrinseco di arrivare nei cuori e nella mente
dello spettatore. In particolare, Questo il mondo fa girar
si può ascoltare nella sequenza in cui Artù viene trasformato in
pesciolino, e descrive le varie leggi che governano il mondo e la
società. Iconica, per la sua particolarità e per la bellezza della
scena a cui è associata, è anche Higitus Figitus, cantata
dallo stesso Merlino.
Dati i successi dei rifacimenti in
live-action dei propri Classici, la Disney ha annunciato nel 2015
di aver in programma anche un remake de La spada
nella roccia. Questo verrà scritto da Bryan
Cogman, autore di diversi episodi di Il Trono di Spade, ed esperto di genere
fantasy. Nel 2018 viene annunciato che le riprese sono previste per
il 2019, con la regia di
Juan Carlos Fresnadillo, e che il titolo
dovrebbe essere reso disponibile nel 2020 direttamente sulla
piattaforma Disney+.
Per gli appassionati di La
spada nella roccia, o per chi desidera vederlo per la prima
volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo
di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili.
Il film è infatti presente a noleggio su Rakuten TV, Chili Cinema,
Tim Vision e Apple iTunes. È inoltre presente nel
catalogo di Disney+. In base alla piattaforma scelta, sarà
possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento
generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del
titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video.
Dal 1995 ad oggi la Pixar
Animation Studios si è affermata come un’imbattibile
potenza nel campo dell’animazione cinematografica. I loro film
hanno emozionato grandi e piccoli, conquistando alcuni tra i
principali premi dell’industria, tra cui i prestigiosi Oscar. Una
delle trilogie di maggior successo da loro realizzata è quella di
Cars. Divenuto un vero e proprio
franchise a sé, il mondo di Cars è composto da tre film,
due spin-off, cortometraggi e videogiochi.
L’idea di costruire un mondo basato
su auto parlanti e intelligenti deriva dalla grande passione del
regista John Lasseter per le automobili. Egli
desiderava da tempo unire queste ultime con il mondo
dell’animazione. In seguito ad un lungo viaggio in auto attraverso
gli Stati Uniti, si decise a dar vita a quella che sarebbe poi
stata la storia del primo film. Come per ogni loro progetto, il
team affidato al film spese diversi mesi affinché l’animazione
delle auto risultasse credibile e accattivante. Ancora una volta,
la Pixar riuscì a conferire un ampio spettro di emozioni ad oggetti
normalmente inanimati.
Complessivamente, i tre film
principali di Cars hanno totalizzato un incasso
mondiale di circa 1.4 miliardi di dollari. Nella sua totalità,
invece, il franchise vanta un guadagno di oltre 10 miliardi. Ad
oggi non è chiaro se vi saranno ulteriori film dedicati a Saetta
McQueen e alle sue avventure, ma quanto fin qui narrato appare
sufficiente per decretare l’auto da corsa uno dei veicoli più
celebri della storia del cinema, con un’epica tutta sua.
Cars: la trama dei film
Cars – Motori ruggenti (2006)
Il mondo
di Cars è popolato da veicoli parlanti
antropomorfi, per cui l’evento di punta è il campionato “Piston
Cup”. Questo si risolve però in un pareggio tra Saetta McQueen, la
giovane e ambiziosa auto da corsa rossa, il pluricampione The King
e Chick-Hicks, dall’etica di gioco poco ortodossa. La commissione
organizzatrice decide allora di indire una gara di spareggio una
settimana dopo, in California. Saetta è alla disperata ricerca
della vittoria, dal momento che questa lo renderebbe il primo
debuttante a vincere la Piston Cup, permettendogli così di compiere
un importante salto in avanti per la propria carriera.
In seguito ad un incidente sulla
strada verso la California, Saetta si ritrova smarrito sulla
celebre Route 66, strada ormai in disuso ma ancora ricca di tutto
il suo leggendario fascino. Ansioso di ritrovare il proprio amico,
nonché camion personale, Mack, si imbatterà nella città di Radiator
Springs, dove avrà modo di conoscere nuoi amici, da cui imparerà ad
essere un’automobile ed un campione migliore in vista della gara
finale.
Cars 2 (2011)
Per il sequel (qui la recensione),
la famosa macchina da corsa Saetta McQueen, in compagnia
dell’inseparabile amico e carro attrezzi Cricchetto devono
attraversare l’oceano per partecipare al primissimo Gran Premio
Mondiale, che decreterà la macchina più veloce del pianeta
attraverso tre gare, ognuna in un paese diverso. Saetta McQueen,
ormai divenuto un celebre campione, dovrà vedersela con l’italiano Francesco
Bernoulli, auto da Formula 1 arrogante e presuntuosa. Quello
che nessuno sa è che alle spalle del Gran Premio è in atto un
complotto organizzato per mandare a monte l’affidabilità del nuovo
carburante rinnovabile ed ecologico “Allinol” fornito a tutte le
auto in gara.
La banda conosciuta come i Catorci,
infatti, aspira a rendere questo inaffidabile per poter continuare
a lucrare sul petrolio. Su questo caso indagano gli agenti segreti
dell’intelligence Finn McMissile e Holly Shiftwell, le cui indagini
finiranno con l’interferire con la preparazione di Saetta.
Cricchetto, infatti, viene coinvolto come agente sotto copertura, e
dovrà dunque districarsi tra la rischiosa operazione e il supporto
al suo amico. La sua presenza si rivelerà imprescindibile per
entrambe le situazioni, anche quando tutto sembrerà perduto.
Cars 3 (2017)
A distanza di sei anni,
in Cars 3 il veterano
Saetta McQueen si trova ad essere soppiantato da Jackson Storm,
ultimo modello di bolide da corsa. Questi si rivela un fenomeno,
vincendo ogni gara possibile e infrangendo tutti i record
esistenti. Saetta, desideroso di dimostrare di essere ancora il
migliore, scende nuovamente in campo con la voglia di vincere. Un
terribile incidente nell’ultima corsa, tuttavia, rischia di tenerlo
per sempre lontano dai circuiti. Cresciuto grazie agli insegnamenti
del compianto mentore Hudson Hornet, McQueen non accetta di doversi
ritirare, e si ostina a gareggiare nonostante i pronostici lo diano
per perdente.
In suo aiuto si farà avanti la
giovanissima Cruz Ramirez, fan di Saetta e allenatrice promettente.
Questa, grazie a un innovativo programma di addestramento, riesce a
riportare McQueen ai fasti di un tempo, infondendo nuovamente in
lui il coraggio necessario ad un campione. Con il suo aiuto, Saetta
tornerà in pista pronto per affrontare Jackson Storm un’ultima
volta. Qui, dipenderà tutto da lui, e vincere sarà l’unico modo per
dimostrare di essere ancora il migliore.
Cars: gli spin-off dei film
Planes (2013)
Realizzato dalla DisneyToon
Studios, il film Planes è il
primo dei due spin-off dedicati al mondo di Cars.
Protagonista è Dusty Crophopper, un piccolo aeroplanino agricolo
utilizzato per irrorare i campi. Egli nutre però un sogno, quello
di partecipare e vincere ad una famosa gara ad alta quota tra
aerei. Spinto dalla passione per il volo acrobatico, Dusty, anche
se consapevole di non essere stato progettato per le sfide, decide
di candidarsi per il Rally. Le cose non vanno però negli migliore
dei modi, ed egli viene inizialmente escluso. Un insperato
ripescaggio, tuttavia, consente a Dusty di qualificarsi e accedere
alla competizione.
Decide a quel punto di
intraprendere un programma di allenamento per prepararsi al meglio
per il grande evento. In ciò, egli viene supportato dai fedeli
amici Chug e Dottie, nonché dal suo mentore, il veterano
dell’aviazione militare Skipper Riley. Dusty comprende tuttavia che
la sfida sarà più difficile del previsto, dato anche il suo
soffrire di vertigini. La competizione si rivelerà dunque essere
prima di tutto una sfida contro sé stesso e i propri limiti. In
aggiunta a ciò, dovrà scontrarsi contro la prepotenza del campione
in carica Ripslinger, che pur di vincere farà di tutto per
ostacolare Dusty durante la competizione.
Planes 2 – Missione antincendio
(2014)
Nel sequel Planes 2 – Missione
antincendio, Dusty si trova a doversi confrontare con la
dura realtà di non poter più prendere parte a competizioni di volo,
poiché un suo componente si è danneggiato per sempre. In cerca di
una nuova missione di vita, egli finirà con l’imbattersi nella
chiusura dell’aeroporto locale, in quanto in esso è presente solo
un vecchio e inefficiente pompiere. Dusty decide dunque di aiutare
quest’ultimo divenendo a sua volta un vigile del fuoco. Per farlo,
inizia a frequentare la caserma, dove farà la conoscenza di nuovi
aerei progettati per tale nobile scopo.
Il capo della squadra è Blade
Ranger, famoso elicottero da traino nonché ex star televisiva
reinventatosi pompiere. Con lui Dusty ha modo di apprendere i
segreti del mestiere, iniziando a partecipare ad alcune piccole
operazioni di spegnimento di fuochi. Quando Dusty sarà infine
pronto a ricevere la certificazione come pompiere, si troverà però
pronto a scontrarsi con un imprevedibile incendio, che porrà in
serio pericolo lui e i suoi compagni. Ancora una volta, sarà
chiamato a dimostrare tutto il suo coraggio e la sua forza di
volontà per salvare la situazione.
https://www.youtube.com/watch?v=vWVetm9OvWs
Cars: il cast dei doppiatori dei
film
Come spesso accade per i film della
Pixar, noti nomi di Hollywood si sono avvicendati nel doppiaggio
per i tre film di Cars. Voce originale di Saetta McQueen è
l’attore comico Owen
Wilson, in quella che è una delle sue prime e più
celebri attività da doppiatore. Allo stesso tempo, per il primo
film si annovera anche la presenza dell’iconico Paul
Newman per il personaggio di Doc Hudson e di Michael
Keaton per Chick Hicks. Larry the Cable
Guy è invece divenuto celebre per aver doppiato il
personaggio di Cricchetto. Celebre è poi il cameo del campione di
Formula 1 Michael Schumacher, che dà voce alla
Ferrari F430.
Per il sequel, Cars 2,
Wilson è invece stato affiancato da Sir Michael
Caine, il quale ha dato voce a Finn McMissile,
John
Turturro, nel ruolo dell’arrogante Francesco
Bernoulli, Emily Mortimer, nei panni di
Holley Shiftwell, e Vanessa
Redgrave, in quello di Zia Topolino. Anche in questo
caso vi è stato il cameo di un noto pilota di Formula 1, e per
l’occasione è toccato a Lewis Hamilton, il quale
interpreta sé stesso. Per la versione italiana, invece, si annovera
la presenza di Paola
Cortellesi nel ruolo di Holley Shiftwell.
Per il terzo ed ultimo capitolo
sono stati nuovamente riconfermati molti dei doppiatori originali.
Wilson ha ripreso il ruolo di Saetta McQueen, così come Larry the
Cable Guy quello di Cricchetto. Accanto a loro si sono poi aggiunti
Cristela Alonzo nei panni di Cruz Ramirez, ed
Armie
Hammer in quelli di Jackson Storm, nuovo rivale del
protagonista. Anche in questo terzo film è possibile udire
nuovamente la voce di Hamilton, che ha così riconfermato lo stretto
legame tra i film d’animazione e i veri piloti di auto da
corsa.
Cars: le auto, i personaggi e dove
vedere il film in streaming
Nel dar vita al protagonista Saetta
McQueen, il team di animatori ha deciso che egli sarebbe stato
un’automobile NASCAR da corsa di color rosso. In seguito al
successo del film, tale tipologia di auto è divenuta ulteriormente
famosa anche presso un pubblico di più piccoli. Carl Attrezzi,
detto Cricchetto, è invece stato disegnato come un autocarro
Chevrolet Task Force Serie 3800 del 1955. Arrugginito ma sempre
pronto all’avventura, si è affermato come uno dei personaggi più
divertenti e amati. Il personaggio di Francesco Bernoulli, presente
nel secondo film, è invece una Ferrari 150° Italia.
Per gli amanti della trilogia, o
per chi volesse vederla per la prima volta, è possibile fruirne
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. I film di Cars sono
infatti presenti nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema,
Google Play, Apple iTunes e Microsoft
Store. Sono poi naturalmente presenti anche nel catalogo
di Disney+.
Per vederli, una volta scelta la piattaforma di riferimento,
basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento
generale, avendo così modo di guardarli in totale comodità e al
meglio della qualità video.
James
Gunn ha dichiarato che il personaggio di Amanda Waller
è il motivo per cui si è innamorato della Squadra Suicida e ha
accettato di dirigere The Suicide
Squad. Il regista e sceneggiatore è noto soprattutto
per aver lavorato con i Marvel Studios ai due film dedicati
ai Guardiani della Galassia. Anche se
manca ancora un po’ all’arrivo nelle sale di The Suicide
Squad, i fan non vedono l’ora di scoprire in che modo lo
stile di Gunn si sia sposato con l’universo dei supercriminali
della DC già apparsi sul grande schermo nel 2016 con lo sfortunato
Suicide
Squad di David Ayer.
Il film di Gunn sarà una sorta di
sequel “autonomo” di quel film, e anche se non sarà una
continuazione del precedessore, presenterà comunque alcuni
personaggi che abbiamo già visto in quell’iterazione, come l’Harley
Quinn di Margot
Robbie, il Rick Flag di Joel
Kinnaman, il Captain Boomerang di Jai Courtney e l’Amanda Waller di
Viola
Davis. Insieme a loro, naturalmente, ci saranno tutta
una caterva di nuovi personaggi mai apparsi prima al cinema, che
saranno interpretati da attori del calibro di Idris
Elba, Nathan Fillion, Pete Davidson e
John
Cena.
Lo scorso weekend James
Gunn è stato ospite del DC FanDome, il grande evento online
dedicato all’universo DC Comics, durante il quale sono stati
presentati i primi contenuti ufficiali di The Suicide
Squad. In occasione del panel dedicato al film, Gunn
ha rivelato che Amanda Waller è il motivo per cui si è innamorato
dei personaggi e del progetto. Quando gli è stato chiesto della
prima volta che ha letto i fumetti e del suo personaggio preferito,
Gunn ha risposto di essersi innamorato dell’universo di Suicide Squad dopo aver letto il primo numero
della serie, soprattutto grazie al personaggio di Amanda Waller, il
funzionario del governo responsabile della “creazione” della
Squadra Suicida.
Amanda Waller è il motivo che ha
spinto James Gunn ad accettare di dirigere The Suicide Squad
Nel primo film di Ayer il
personaggio è stato interpretato dal premio Oscar Viola
Davis, che tornerà a vestire i panni del “capo” della
Squadra Suicida anche nell’adattamento di Gunn. A proposito del
personaggio, il regista e sceneggiatore ha spiegato che
“all’epoca si trattava di un personaggio veramente diverso. Era
una donna forte. Un vero e proprio anti-eroe”. Con tutti i
personaggi bizzarri e intriganti che appartengono all’universo di
Suicide Squd, è molto interessante il fatto che sia proprio Amanda
Waller uno dei personaggi preferiti di James
Gunn: nei fumetti il personaggio gioca un ruolo molto
importante, e siamo certi che Gunn saprà come renderle
giustizia.
Tra due giorni The
New Mutants arriverà finalmente nelle sale
americane, mentre in Italia uscirà il prossimo 2 Settembre.
Considerata la travagliatissima storia del cinecomic (rimandato più
e più volte), sarà molto interessante vedere come i fan reagiranno
all’arrivo dell’ultimo film dedicato ai mutanti della Marvel sotto l’egida della Fox e
come performerà il cinecomic al box office (soprattutto in un
momento molto particolare per il cinema come quello che stiamo
vivendo).
Quello che sembra apparire già
chiaro è il fatto che è molto improbabile che il film avrà un
sequel, dal momento che prima o poi i Marvel Studios – in seguito
all’acquisizione della Fox da parte della Disney – introdurranno i
personaggi degli X-Men nel
loro universo condiviso, nonostante al momento i loro piani in
merito non siano ancora stati svelati. Ovviamente, non avrebbe
avuto senso inserire The
New Mutants nella continuity del MCU, nonostante
il regista Josh Boone abbia ammesso di essere un
fan dell’universo condiviso.
In particolare, in una recente
intervista con
Screen Rant, è stato chiesto proprio a Boone quale personaggio
di quell’universo amerebbe portare sul grande schermo. Senza
pensarci troppo, il regista ha ammesso di essere sempre stato un
grande ammiratore di Spider-Man. “Valuterei
ogni opportunità che mi si presenta”, ha spiegato Boone in
merito alla possibilità di dirigere un film del MCU, per poi
aggiungere: “Il mio personaggio preferito è sempre stato
Spider-Man. Quindi sì, mi piacerebbe poter fare un film dedicato
all’Uomo Ragno.”
Jon Watts è
attualmente incaricato dei film dedicati al noto arrampicamuri per
i Marvel Studios, ed è improbabile che le cose cambino
nell’immediato. Tuttavia, avendo la Sony già in cantiere diversi
spin-off incentrati sull’universo di Spider-Man
(oltre a quelli già confermati, pare che lo Spider-Verse sia
destinato a crescere ancora di più), nulla esclude che Josh
Boone possa essere considerato per uno di questi.
The
New Mutants è un thriller con sfumature horror,
originale e ambientato in un ospedale isolato dove un gruppo di
giovani mutanti è rinchiuso per cure psichiatriche. Quando iniziano
ad avere luogo degli strani episodi, le loro nuove abilità mutanti
e la loro amicizia saranno messe alla prova, mentre cercano di
fuggire. Diretto da Josh Boone e scritto
da Boone e Knate Lee, il film vede nel
cast la presenza di Maisie
Williams, Anya
Taylor-Joy, Charlie Heaton, Alice Braga, Blu
Hunt e Henry Zaga.
Da oggi, nelle sale europee, arriva
Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan, e sembra che l’occasione
sia ghiotta per tanti amanti della sala, una grande opportunità per
tornare al cinema in grande stile. Lo ha fatto anche
Tom
Cruise che, imbucatosi ad una proiezione speciale a
Londra, ha visto il film del filmmaker britannico insieme al
pubblico.
Ecco il video che l’attore di
Mission: Impossible ha condiviso sui social:
John David Washington è il nuovo protagonista
dell’originale sci-fi d’azione di Christopher Nolan, Tenet
. Armato solo di una parola – Tenet
– e in lotta per la sopravvivenza di tutto il mondo, il
Protagonista è coinvolto in una missione attraverso il crepuscolare
mondo dello spionaggio internazionale, che si svolgerà al di là del
tempo reale. Non un viaggio nel tempo. Ma Inversione. Il
cast internazionale di Tenet
include anche
Robert Pattinson, Elizabeth
Debicki, Michael
Caine, Kenneth Branagh,
Dimple Kapadia, Aaron
Taylor-Johnsone Clémence
Poésy. Scritto e diretto da Nolan, il film è stato
realizzato con un mix di IMAX e pellicola in 70mm. “Tenet” è
prodotto da Emma Thomas e Nolan. Thomas Hayslip ne è il produttore
esecutivo.
La squadra creativa che ha lavorato
dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Hoyte van
Hoytema, lo scenografo Nathan Crowley, la montatrice Jennifer Lame,
il costumista Jeffrey Kurland, il supervisore degli effetti visivi
Andrew Jackson e il supervisore degli effetti speciali Scott
Fisher. La colonna sonora è opera del compositore Ludwig Göransson.
Tenet
è stato girato in sette diversi Paesi. Warner Bros. Pictures
presenta una produzione Syncopy, un film di Christopher Nolan. In Italia il film verrà
distribuito al cinema dalla Warner Bros. Pictures da mercoledì 26 agosto.
Ant-Man,
il cinecomic Marvel diretto da Peyton
Reed, avrebbe dovuto includere un riferimento ad Iron Man 3. All’epoca dell’uscita in sala (era
il 2015), il film chiuse ufficialmente la Fase 2 del MCU: si
trattava del primo cinecomic interamente dedicato all’eroe
rimpicciolito interpretato da
Paul Rudd. Nel 2018 è uscito il sequel, Ant-Man
and the Wasp, in cui il personaggio di The Wasp
interpretato da Evangeline Lilly è riapparso in qualità di
comprimaria dopo il cameo nel primo episodio.
Inizialmente Ant-Man
sembrava non avere alcun tipo di connessione con quanto stava
accadendo nella più grande tradizione del MCU: a parte il flashback
con Howard Stark e Peggy Carter e il cameo di Sam Wilson/Falcon, il
film era incentrato essenzialmente sull’introduzione di questi
nuovi personaggi. Tuttavia, anche grazie all’uscita del sequel,
Ant-Man ha finito per giocare un ruolo molto importante nella
Saga dell’Infinito, dal momento che il
Regno Quantico è stato fondamentale in Avengers:
Endgame e nel viaggio nel tempo orchestrato dai
Vendicatori.
Adesso, veniamo a conoscenza del
fatto che il primo Ant-Man avrebbe dovuto includere una connessione
con un altro film dell’universo condiviso, ossia Iron Man 3 di Shane
Black. Intervistato da
Lights, Thunder, Action!, l’attore William
Sadler ha rivelato che, in origine, sarebbe dovuto tornare
nei panni del presidente degli Stati Uniti anche nel primo Ant-Man.
Pare che la scena in questione sia stata anche girata, ma alla fine
Peyton Reed ha deciso di non usarla per motivi che
non sono stati specificate.
Sebbene Sadler non sia entrato nei
dettagli della sequenza che ha girato, sarebbe stato certamente
interessante rivederlo nei panni del Presidente Matthew Ellis dopo
la citazione presente in Captain America: The Winter Soldier e la sua
apparizione in alcuni episodi della serie Agents
of SHIELD. Ad oggni non sappiamo se il personaggio
verrà mai riutilizzato all’interno di uno dei prossimi film
dell’Universo Cinematografico Marvel.
Tutto quello che sappiamo su Ant-Man 3
Per quanto riguarda il futuro di
Scott Lang al cinema, ricordiamo che i Marvel Studios hanno
ufficializzato Ant-Man 3, che sarà diretto ancora una volta
da Peyton Reed e che vedrà il ritorno di
Paul Rudd,
Evangeline Lilly e Michael
Douglas. Secondo le ultime indiscrezioni, le riprese
del film potrebbero partire a Giugno del 2021: se la cosa dovesse
essere confermata, è probabile che il cinecomic arriverà poi in
sala soltanto nel 2023.
L’attore statunitense Matt
Dillon entra a far parte della Giuria
internazionale del Concorso di
Venezia 77 alla 77. Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica (2 – 12 serrembre 2020).
Sostituisce il regista rumeno Cristi Puiu, impossibilitato a
partecipare, che la Mostra ringrazia per aver a suo tempo accettato
l’incarico, e per la sensibilità dimostrata nel tentativo di tenere
fede all’impegno assunto, anche quando sono emerse impreviste
difficoltà.
La carriera cinematografica di
Matt Dillon si estende per tre decenni dimostrando
l’ampia gamma del suo talento, dai ruoli drammatici alla commedia.
Dillon ha espresso la sua grande versatilità nella performance
dell’arresto nell’acclamato film di Paul Haggis Crash
(2005), interpretando un poliziotto razzista. Con questo ruolo ha
ottenuto le nomination all’Oscar, al Golden Globe, allo Screen
Actors Guild Award, ai Critics Choice Award e ai Bafta, vincendo
l’Indipendent Spirit Award. Inoltre, ha conquistato uno Screen
Actors Guild Award e un Critics Choice Award insieme agli altri
interpreti. A partire dalla sua sorprendente performance ne I
ragazzi della 56a strada (1983), fino alla esilarante
interpretazione di un ossessivo investigatore privato in Tutti
pazzi per Mary (1998), Dillon ha dimostrato di essere uno
degli attori più eclettici della sua generazione. Oltre a essere un
attore affermato, Dillon ha scritto il film con cui ha debuttato
come regista, City of Ghosts (2002), interpretato da
Gérard Depardieu, Stellan Skarsgård, e James Caan. Di
recente Dillon ha diretto un documentario, attualmente in
post-produzione, su un cantante soul cubano, El Gran
Fellove.
Questa la composizione definitiva
delle Giuria internazionale di Venezia 77:
01 Distribution ha
diffuso il trailer ufficiale di Il
Giorno Sbagliato, il thriller psicologico molto
serrato, che esplora il fragile equilibrio di una società sempre al
limite, mostrandoci qualcosa che tutti noi conosciamo bene , la
rabbia al volante in mezzo al traffico e del conseguente sfogo con
esiti imprevedibili e terrificanti.
Diretto da Derrick Borte nel cast
di Il Giorno Sbagliato protagonisti
Russell Crowe,Caren Pistorius, Gabriel
Bateman, Jimmi Simpson e Austin P. McKenzie. Un’esclusiva per
l’Italia LEONE FILM GROUP distribuito da 01
Distribution.
In Il
Giorno SbagliatoRachel (Caren
Pistorius) è in ritardo al lavoro quando si trova a discutere al
semaforo con uno sconosciuto (Crowe) che si trova in una delicata
fase della sua esistenza in cui si sente impotente e invisibile.
Così Rachel diventerà, insieme a tutti quelli che ama, il bersaglio
di un uomo che decide di lasciare un ultimo segno nel mondo
impartendole una serie di lezioni… mortali. Ne scaturirà un
pericoloso gioco al gatto e al topo che dimostrerà che non si può
mai sapere quanto si è vicini a qualcuno che sta sul punto di
esplodere.
Parliamo oggi di un’attrice greco
canadese diventata famosa al grande pubblico grazie ad alcune serie
televisive di successo come Supernatural
e House of Cards. Stiamo parlando di
Athena Karkanis, interprete della bellissima
Grace Stone della serie Manifest.
Scopriamo quindi insieme
tutto quello che c’è da sapere su Athena Karkanis,
le sue origini e la sua brillante carriera.
Athena Karkanis filmografia
10. Nata il 7
settembre del 1981 ad Alberta ma cresciuta a Toronto, in Canada,
Athena Karkanis ha origini greche ed egiziane. Il suo nome affonda
le radici nella millenaria cultura greca e si identifica con quello
di Atena, dea greca della saggezza, del coraggio,
dell’ispirazione, della matematica, della legge e della giustizia.
Figlia di Zeus, re dell’Olimpo e patrona della città di Atene,
Atena è una delle dee più importanti della cultura greca.
9. Dopo il
diploma, Athena si iscrive alla McGill University di Montreal, in
Quebec, Canada con l’intenzione di studiare legge. Tuttavia la sua
carriera universitaria si interrompe quasi subito e Athena decide
di seguire la sua grande passione e comincia a studiare
recitazione.
8. Nel 2005 debutta al cinema come
doppiatrice nel film d’animazione per bambini The Care
Bears’ Big Wish Movie. Tuttavia il suo primo vero ingaggio
sul grande schermo risale solo al 2007 quando entra a far parte del
cast di Saw IV, quarto film della saga horror di
Saw.
Negli anni successivi la vediamo in
altri film con ruoli più o meno importanti, film come The
Art of War II: Betrayal (2008), Survival of The
Dead (2009), Saw VI (2009),
Sacrifice (2011), The Barrerns
(2012), Spark (2016, come doppiatrice),
Break In Break Out (2019) e
Maternal (2020).
Quest’ultimo film, bloccato in fase
di post-produzione, racconta la storia di Charlie, una ragazza di
sedici anni che, coinvolta in un quasi fatale incidente stradale,
ha un’esperienza di quasi-morte. In ospedale, mentre i medici
cercano di salvarla, lo spirito di Charlie lascia il suo corpo e si
ricongiunge allo spirito di Claire, sua madre morta qualche anno
prima. Quando finalmente Charlie torna alla vita, è lo spirito di
sua madre a non volerla più lasciar andare.
Athena Karkanis serie tv
7. Parallelamente
alla sua carriera al cinema, Athena Karkanis inizia a muovere i
primi passi anche sul piccolo schermo. Nel 1996 debutta in tv come
doppiatrice della serie tv animata per bambini
Stickin’ Around. Nella sua carriera, infatti, il
doppiaggio ricopre un ruolo fondamentale.
Dopo il suo primo assaggio di tv,
Athena accetta ruoli minori o semplici comparsate in alcune delle
più famose serie tv dei primi anni duemila, serie tv come
Missing (2005), Kevin Hill
(2004), Kojak (2005), Delilah and
Julius (2005), Growing Up Creepie
(2006-2008), The Best Years (2007) e The
Border (2008-2010).
The Border è una
serie crime canadese ambientata a Toronto e che segue le vicende
degli agenti dell’Immigration and Customs Security (ICS). Si tratta
di un’agenzia fittizia descritta come creata dal governo del Canada
per occuparsi di questioni transfrontaliere tra cui terrorismo e
contrabbando.
Nella serie Athena
Karkanis interpreta l’agente Khalida
Massi, detta Khali, trasferitasi all’ICS per sostituire
un’agente della squadra morto in servizio. E’ un’esperta di
linguistica, molto forte e tenace, appassionata di motociclette e
desiderosa di mettersi alla prova sul campo. Il personaggio di
Khali è attivo solo nella terza stagione di The
Border, serie andata in onda dal 2008 al 2010 per
3 stagioni e 38 episodi.
6. Negli anni
successivi vediamo Athena nel cast di alcune film tv come
U.S. Attorney (2009), Too Late to Say
Goodbye (2009), Dex Hamilton: Fire and
Ice (2010), Sundays at Tiffany’s (2010) e
Certain Prey (2011). Resta molto attiva anche nel mondo
delle serie tv e partecipa a Guns (2009),
Degrassi: The Next Generation (2010),
Covert Affairs (2011), Almost
Heroes (2011), Lost Girl (2011-2012) e
molte altre ancora.
La serie Supernatural segue le avventure di Dean
Winchester (Jensen
Ackles) e Sam Winchester (Jared
Padalecki), due fratelli decisi a seguire le orme del
padre, John Winchester (Jeffrey Dean
Morgan), come cacciatori di demoni e non solo. Sam e
Dean sono sempre il giro per il paese alla caccia di entità
sovrannaturali come streghe, demoni, mostri e talvolta déi
vendicativi, manifestazioni del maligno che cercano di
combattere.
Nella loro lotta contro il male che
infesta la terra, Sam e Dean sono spesso aiutati da amici, vecchi e
nuovi, come Bobby Singer (Jim Beaver), amico del
loro defunto padre, il demone Ruby (Katie
Cassidy poi sostituita da Genevieve
Cortese) e l’angelo Castiel (Misha
Collins).
Athena Karkanis in Supernatural
compare solo nell’episodio 8×05 dal titolo
Blood Brother (in italiano Fratello di Sangue), e
interpreta la vampira Andrea
Kormos. Nell’episodio Dean corre in soccorso di Benny,
un vampiro che l’ha aiutato a scappare dal Purgatorio dove era
prigioniero. Benny ha bisogno dell’aiuto dei fratelli Winchester
per vendicarsi del suo Creatore, che l’ha morso e trasformato e che
è ora a capo di una setta di vampiri.
Anni prima, infatti, Benny aveva
deciso di lasciare il covo della setta perché si era innamorato di
un’umana, Andrea. Ma il Creatore aveva ucciso Benny, mandandolo in
Purgatorio, e promettendogli che avrebbe tagliato la gola della sua
amata. Tornato finalmente sulla Terra, Benny ritrova la sua Andrea,
ormai trasformata in una vampira, e chiede aiuto a Dean per
distruggere il Creatore e la sua setta.
Supernatural è
andato in onda sul canale della CW dal 2005 al
2020 per la bellezza di 15 stagioni e ben
320 episodi.
Athena Karkanis in The
Expanse
4. Dopo la sua
esperienza sul set di Supernatural, Athena continua la sua
scalata televisiva. In questi anni la vediamo in alcune serie di
successo come Transporter: The Series (2012),
Murdoch Mysteries (2012), The
Firm (2012), The Listener (2013),
Julius Jr. (2013-2014) e The
Lottery (2014)
3. Tra il 2015 e
il 2016, Athena partecipa alla serie tv sci-fi The
Expanse, creata da Mark Fergus e
Hawk Pstby, e basata sull’omonima serie di romanzi
di James S. A. Corey.
Ci troviamo nel XXIV secolo e
l’umanità è riuscita a colonizzare il Sistema Solare che adesso si
vive in un clima di guerra fredda. Il già fragile equilibrio
geopolitico è minacciato dalle tensioni createsi tra la Terra e le
ex colonie marziane ormai indipendenti e dal degrado sociale di
gran parte della popolazione degli asteroidi e dei pianeti
esterni.
La serie segue le vicende del
detective Joseph Miller (Thomas
Jane), abitante di Cerere – il più grande asteroide
della fascia principale del sistema solare -, incaricato di
indagare sulla scomparsa della terrestre Julie Andromeda Mao
(Florence Faivre) e di James Holden
(Steven Strait), secondo ufficiale del cargo porta
ghiaccio Canterbury. Holden sarà inavvertitamente coinvolto in un
incidente che potrebbe compromettere i rapporto tra la Terra e
Marte e innescare una guerra interplanetaria.
In The Expanse,
Athena Karkanis interpreta Octavia Muss, detective
della Star Helix Security della stazione di Cerere, collega del
detective Joseph Miller. Il suo personaggio compare in un arco
complessivo di 7 puntate, dal pilot “Dulcinea”
alla 1×07 “Windmills”.
2. Dopo aver
interpretato alcuni ruoli marginali in serie come Suits (2017),
Zoo (2017) e House of Cards
(2018), nel 2018 Athena Karkanis viene infatti scelta per
partecipare alla realizzazione di Manifest,
nuova serie tv sci-fi mistery thriller ideata
da Jeff Rake per il network
della NBC.
La serie racconta della famiglia
Stone, di ritorno dalle vacanze in Giamaica, vittima di uno strano
incidente. A causa di un problema tecnico, i membri della famiglia
si separano prendendo voli differenti. Nel primo volo ci sono Ben
(Josh Dallas)
e Michaela (Melissa
Roxburgh), fratello e sorella, e Cal (Jack
Messina), figlio di Ben. Sul secondo volo, invece, ci sono
Steve (Malachy Cleary) e Karen (Geraldine
Deer), genitori di Ben e Michaela, Grace (Athena
Karkanis), moglie di Ben, e Olive (Luna
Blaise), figlia di quest’ultima e gemella di Cal.
Mentre il volo con a bordo Steve,
Karen, Grace e Olive atterra senza problemi, il Volo
828 con a bordo, Ben, Michaela e Cal scompare dai radar. Le
autorità cominciano a indagare ma, dopo settimane di ricerche, i
passeggeri del Volo 828 vengono dati ufficialmente per
dispersi.
A metà del viaggio, il volo di Ben,
Cal e Michaela incontra una terribile turbolenza che li accompagna
fino all’atterraggio a New York. Ma una volta scesi dall’aereo,
fanno una scoperta sconcertante; mentre per loro il volo è durato
poche ore, nel resto del mondo invece sono passati cinque anni
dal decollo.
Nella serie, attualmente in corso
d’opera, Athena Karkanis interpreta Grace
Stone, moglie di Ben e madre d Cal e
Olive. Manifest, arrivata
a 2 stagioni e 29
episodi, è stata rinnovata per una terza
stagione che probabilmente arriverà tra il 2020 e il 2021.
Athena Karkanis curiosità
1. Oltre ad aver
partecipato come attrice a tantissimi progetti cinematografici e
televisivi, Athena Karkanis negli anni ha lavorato
molto anche come doppiatrice. Nei primi anni della
sua carriera, infatti, ha doppiato tantissimi film d’animazione
soprattutto per bambini come il famoso The Care Bears’ Big
Wish Movie (2005). Ma la voce della Karkanis non è stata
prestata solo al cinema d’animazione.
Athena ha infatti lavorato a
moltissimi progetti sul mondo del video games, prestando la sua
voce a giochi come Star
Wars: The Old Republic, in cui interpreta un
consigliere Jedi, e Assassin’s Creed Odyssey.
Se volete essere sempre aggiornate
sulla sua carriera e sulla sua vita privata, seguite l’account
ufficiale Athena Karkanis
Instagram.
A tre anni da Dunkirk, nel bel mezzo di una pandemia globale
che tiene in pugno metà del Pianeta, mentre l’altra metà tenta
lentamente di ripartire, Christopher Nolan arriva al cinema con
Tenet, il
suo nuovo film, distribuito in Italia da Warner Bros, in 600 copie,
a partire dal 26 agosto. Funestata dall’emergenza sanitaria
mondiale, l’uscita del film è stata posticipata, ma la decisione
della distribuzione di far uscire il film mette ufficialmente di
nuovo in moto l’industria cinematografica, che riparte, dopo un
lockdown durato quasi 5 mesi, con un titolo dall’alto potenziale
economico, destinato a portare molto pubblico in sala.
Tenet e la trama super segreta
Come al solito, quando si tratta
del regista britannico, la trama del film è super segreta ma già le
prime recensioni arrivate dagli USA ci avevano dato qualche
indizio. In molti hanno infatti parlato di un thriller dagli echi
bondiani, in cui un eroe protagonista deve sventare una minaccia
internazionale. Tenet si
conferma una spy-story adrenalinica, ad altissimo tasso action,
ambientata in location sparse in tutto il mondo (tra cui la nostra
Costiera Amalfitana), un film con una struttura e dei personaggi
classici, che si intrecciano con la continua ricerca drammaturgica
nolaniana.
Tenet
presenta infatti un impianto narrativo classico, diviso in atti,
con tanto di chiamata dell’eroe e di avversario bondiano, una bella
da salvare, un aiutante “magico” e una serie di test e prove che il
nostro eroe deve superare. Poi, in questo impianto narrativo,
Christopher Nolan inserisce un apparato
drammaturgico che ancora una volta lo vede giocare con la sua
dimensione preferita: il tempo. In
Tenet,
infatti, viene abbracciato il concetto di molteplici linee
temporali che si accavallano e permettono ai protagonisti di
muoversi nel tempo. Questo espediente, che nel film troverà le sue
spiegazioni fantascientifiche precise, sembra in realtà il pretesto
che Nolan usa per forzare la sua visione e mettere in scena
immagini mai realizzate prima di lui, in quei termini.
Sorelle gemelle delle straordinarie
costruzioni visive di Inception, le invenzioni di Tenet sono
spettacolo puro, così come le sequenze adrenaliniche di
inseguimenti, scontri a fuoco e corpo a corpo, fino al trionfo nel
finale del film, in cui il meccanismo visivo dell’inversione
temporale viene utilizzato su larga scala, valorizzato al massimo
dallo schermo cinematografico e da un impianto audio adeguato a
restituire la sensazione di frastornamento del protagonista stesso.
Il suono e la musica, in Tenet,
svolgono un ruolo fondamentale, invasivo, contribuendo ad aumentare
il ritmo forsennato di tutto il film, che ha davvero pochi momenti
di tregua. Ludwig Göransson, già compositore di
Venom
e di Creed
II, fa sua la lezione di Hans Zimmer,
frequente collaboratore di Nolan, e realizza uno score potente e
prepotente, ambizioso e invadente, come le immagini stesse.
1 di 4
Ad una ricchezza drammaturgica,
visiva e sonora tale si contrappone una riduzione all’osso della
caratterizzazione dei personaggi. Non sappiamo niente dei
protagonisti, non conosciamo il loro passato o la loro storia,
sappiamo a mala pena qual è il loro nome, i loro dialoghi sono
essenziali, si limitano a spiegare, motivare, indicare ciò che c’è
da fare, l’azione da svolgere, il compito da portare a termine.
Sono scambi minimali, al limite del cliché, pronunciati da
personaggi da manuale, canonici e perfetti. L’eroe protagonista di
John David Washington è coraggioso e nobile, il
partner di
Robert Pattinson è sempre un passo avanti, sveglio e
scaltro, la bella di
Elizabeth Debicki è una donzella in difficoltà, molto
simile ad una Bond Girl, il cattivo di
Kenneth Branagh è macchiettistico, con una sete di
possesso e conquista del mondo assolutamente totale e
immotivata.
Il titolo: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS
Da fine calcolatore e certosino
orologiaio che unge alla perfezione il suo meccanismo,
Christopher Nolan non risparmia al
suo pubblico degli Easter Eggs, dei segreti nascosti in bella
vista, dei dettagli che lo spettatore attento coglie, dei regali
che da sceneggiatore furbo inserisce nel testo, come l’omaggio al
titolo del film e al Quadrato del SATOR, da dove deriva il titolo,
Tenet (nel
testo del film sono presenti, in ordine sparso, tutte e 5 le parole
che compongono il quadrato: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS). Un titolo che anche nel
post visione fatica a trovare il suo vero significato, se non
quello legato ad una volatilità del tempo, al fatto che,
nell’universo nolaniano, il tempo non è lineare, ma scorre in molte
direzioni, creando storie diverse ma sempre appartenenti al
reale.
Questa recensione di
Tenet ha messo in evidenza principalmente gli elementi
oggettivi che il film presenta, da un punto di vista invece più
emotivo, Christopher Nolan confeziona ancora una
volta un film che sarà destinato a dividere e a far discutere,
principalmente per la complessità della trama e per l’esigenza
imprescindibile del pubblico di “spiegare la storia”, come ogni
volta che ci si trova di fronte ad una manifestazione d’arte molto
personale. Nolan si impegna sempre ad offrire qualcosa di nuovo,
qualcosa in più ai suoi spettatori, dimostrando grande rispetto per
il mezzo cinema e devozione alla sala, luogo di culto deputato alla
celebrazione di tutte le sue cerimonie.
Come riportato da
Variety, in occasione di un panel durante il Fantasia
International Film Festival a Montreal, John
Carpenter ha confermato che sarà coinvolto
nell’annunciato reboot de La Cosa ad opera della
Blumhouse di Jason Bum.
L’adattamento di Carpenter è
probabilmente uno degli horror fantascientifici più conosciuti e
apprezzati degli anni ’80, ma forse sono in pochi a sapere che il
film è basato su un racconto di John W.
Campbell dal titolo “La cosa da un altro mondo” (“Who
Goes There?”) del 1938, che aveva già ispirato il film omonimo del 1951
prodotto da Howard Hawks.
Fin dall’uscita del film nelle sale,
i fan hanno sempre chiesto a Carpenter di realizzare un sequel
de La Cosa, considerato il finale molto
ambiguo della pellicola originale. Il maestro non è mai stato
interessato a realizzare un nuovo film, ma nel 2011 la Universal
fece uscire al cinema un prequel con Mary
Elizabeth Winstead e Joel
Edgerton, ambientato tre giorni prima degli eventi
narrati nel film di Carpenter ed incentrato sull’equipaggio
norvegese che per primo scoprì l’alieno.
Già a Gennaio di quest’anno avevano
appreso la
notizia del reboot, e adesso è stato John
Carpenter in persona a confermare il suo
coinvolgimento nel nuovo adattamento. Sfortunatamente, il regista
non ha voluto rivelare ulteriori dettagli in merito al
progetto.
Il reboot de La Cosa basato su
parti inedite del romanzo originale di John W. Campbell?
Quando a Gennaio si era parlato del
reboot, era emerso che la Blumhouse avrebbe voluto adattare parti
del romanzo originale di Cambell che nessuno aveva mai letto prima:
nel 2018, infatti, è stata scoperta l’esistenza di una versione
ampliata dell’opera originale, dal titolo “Frozen
Hell”, con ben 45 pagine contenente materiale
assolutamente inedito.
In attesa di nuovi aggiornmenti,
ricordiamo che La Cosa di John
Carpenter ottenne due candidature ai Saturn Award
del 1982, incluso quella per il miglior film horror. Il film di
Carpenter è il primo episodio della cosiddetta “Trilogia
dell’Apocalisse”, alla quale appartengono anche Il
Signore del Male e Il Sema della
Follia.