Star
Wars ha sottilmente confermato che il primo Jedi non serviva
affatto il Lato Chiaro della Forza; piuttosto, sembra che quei
cavalieri primordiali fossero “agenti dell’equilibrio”. La trilogia
sequel ha illuminato in modo affascinante l’antica storia
dell’Ordine Jedi. In
Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Luke Skywalker si era
nascosto sulla remota isola di Ahch-To, sito del primo tempio Jedi.
Lì, gli spettatori hanno intravisto di sfuggita un murale che
rappresenta il Primo Jedi – il primo Maestro Jedi, fondatore
dell’ordine.
Il murale rivelava che il Primo Jedi
era un membro di una razza sconosciuta, probabilmente legata a una
specie chiamata Zeffo, ed è raffigurato con una spada laser in
mano. Uno degli aspetti più interessanti di questo murale è che il
Primo Jedi era raffigurato a immagine di una filosofia
apparentemente differente rispetto a quella portata avanti da Luke.
Nell’immagine, Luce e Oscurità ricevono uguale spazio, tanto che vi
era luce nell’oscurità e oscurità nella luce. In altre parole, il
Primo Jedi sembrava essere “un agente
dell’equilibrio”.
Il tie-in Secrets of the Jedi,
pubblicato di recente, sembra supportare tale visione. Si tratta di
un libro di aneddoti sull’universo, presumibilmente scritto dal
Maestro Jedi Skywalker stesso, e contiene note che risalgono alla
sua morte. Naturalmente, c’è una prima sezione dedicata alla
discussione sulla Forza, in cui Luke che discute l’idea
dell’allineamento della Forza. “Quelli di noi intrinsecamente
inclini a sfruttare le vaste energie della Forza devono fare una
scelta difficile”, osserva Luke. “Usare i suoi poteri per il bene
superiore o per il tornaconto personale.” Questo costituisce
la base per la strutturazione del Lato Chiaro e del Lato Oscuro.
Quasi a ripensarci, Luke passa a discutere l’idea di equilibrio,
suggerendo che c’è una lezione preziosa da trovare in questo.
Significativamente, allega un’immagine del murale del Primo Jedi
come parte della sezione sull’equilibrio. La chiara conseguenza è
che associa il Primo Jedi non a bene o male, ma all’equilibrio.
Questo si adatta perfettamente
all’audiolibro di Cavan Scott Dooku: Jedi Lost, in
cui si suggerisce al vecchio Jedi di vedere l’equilibrio come un
aspetto distinto della Forza, come la luce o l’oscurità. Dooku
aveva imparato un vecchio mantra, insegnatogli dal Primo Jedi e
progettato per essere usato come parte della meditazione:
“Chiediamo il tre: luce,
oscurità ed equilibrio vero. Uno non è più grande degli altri.
Insieme, si uniscono, restaurano, centrano e rinnovano. Camminiamo
nella luce, riconosciamo l’oscurità e troviamo l’equilibrio dentro
di noi La Forza è forte”.
I segreti degli Jedi suggeriscono
che Luke Skywalker non ha accettato questo insegnamento, altrimenti
avrebbe fatto molto di più sull’equilibrio della Forza. Ma Rey ha
imparato dagli antichi testi Jedi, quelli che risalgono alla
fondazione stessa dell’Ordine Jedi, e quindi
probabilmente avrà assorbito queste prime idee. Ci sono stati
alcuni suggerimenti in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, in cui
alcuni nuovi poteri della Forza – il potere di guarigione e la
Diade della Forza – sono associati all’equilibrio, spiegando così
perché non sono mai stati visti prima nel canone. In tal caso, si
spera che Star Wars rivelerà più avanti come appare il nuovo Ordine
Jedi di Rey, che sarà molto più simile all’insegnamento del Primo
Jedi.
Come molti di voi già sapranno ad
Amanda Seyfried durante lo sviluppo di
Guardiani della Galassia fu offerto il ruolo
di Gamora, prontamente rifiutato dall’attrice
dopo un primo incontro con
Kevin Feige. Ebbene a distanza di molti anni l’attrice
è tornata a parlare della cosa rivelando finalmente il vero motivo
che l’ha portata a rifiutare un ruolo che poi si è rivelato di
enorme successo che ha contribuito ad aumentare al notorietà alla
sua interprete odierna, Zoe Saldana.
L’occasione per ritornare a parlare
della vicenda è stata la promozione del suo ultimo film in uscita
You Should Have Left e durante l’intervista ha
spiegato cosa è accaduto e perché ha poi deciso di declinare
l’offerta: “Ci penso spesso. Non sono davvero una grande
spettatrice dei film Marvel, il che
penso, sia il motivo per cui all’epoca ho pensato tipo: “Ah, non
voglio essere verde. È davvero così tanto lavoro.” Ricordo di aver
parlato una volta di Jennifer Lawrence, e abbiamo discusso di
quanto tempo impiegava a diventare blu, e io ho subito pensato
“Sembra un inferno sulla terra”, perché poi arrivi sul set e sei
lì solo per un paio d’ore, e poi devi toglierti tutto. il vero
motivo per cui rifiutai era letteralmente quello”.
Che dire probabilmente alla fine
tutte le cose sono andate a loro posto perché la Gamora di Zoe Saldana è a dir poco perfetta dunque non
riusciamo davvero ad immaginare il personaggio senza il suo volto
non trovate? Intanto sappiamo che rivedremo Zoe Saldana nell’annunciato terzo capitolo
della saga di Guardiani della Galassia
che sarà diretto ancora una volta da James
Gunn, dopo il suo reintegro. Guardiani della Galassia
3 dovrebbe partire non appena il regista ultimerà il
suo lavoro nell’Universo DC con The Suicide Squad.
In merito al terzo capitolo della
saga, sappiamo che il film era già stato scritto proprio da
James Gunn e che i ritardi sono dovuti
principalmente alla vicenda del suo licenziamento e il successivo
reintegro.
La storia
fantastica, il film fantasy del 1987, quest’estate sarà
oggetto di un remake casalingo contro la pandemia. Il film
originale è interpretato da Cary Elwes,
Robin Wright, Mandy Patinkin e altri, tra cui un
irriconoscibile Billy Crystal, e segue gli eroi
protagonisti, uno squinternato improbabile terzetto, in una
missione mentre cercano di salvare la principessa Bottondoro,
mentre la storia è in realtà la rappresentazione di una fiaba che
un nonno legge a suo nipote malato.
Variety riferisce che il
remake del film sarà distribuito in capitoli sulla piattaforma
video mobile Quibi, a partire da lunedì 29 giugno. Nuovi capitoli
del film saranno condivisi ogni giorno per due settimane. Il film è
stato realizzato dagli stessi membri del cast a casa usando i loro
telefoni. Il remake mostrerà molti aspetti del film originale che
sono stati reinventati, tra cui Sophie Turner e Joe Jonas che
fanno un cambio di ruolo e lei interpreta Westley e lui la
principessa Bottondoro.
Questa versione de La
Storia Fantastica vedrà esibirsi molte altre famose coppie
di Hollywood, tra cui Common e Tiffany Haddish, Neil
Patrick Harris e David Burtka, Chris
Pine e Annabelle Wallis. Ma anche nomi del
calibro di Hugh Jackman,
Jennifer Garner, Elijah Wood e avranno un ruolo. Nel
frattempo, il regista originale Rob Reiner
interpreterà “Il nonno” e Fred Savage interpreterà
“Il nipote”, riprendendo il suo ruolo dal film originale.
Da marzo a luglio, ed ora ad agosto 2020. Sembra che non ci sia
tregue per Mulan,
prossimo atteso live action che la Disney sta cercando di far
uscire nel modo più propizio possibile ad un buon risultato al box
office. Il film infatti fa parte di quel vasto gruppo di
blockbuster che stanno evitando l’uscita in digital e che
rincorrono una favorevole uscita in sala, nonostante la
pandemia.
Così, il live action diretto da
Niki Caro sulla guerriera cinese arriverà in sala,
adesso, il 21 agosto 2020, facendo aspettare ancora un mese i fan
dell’originale che non vedono l’ora di rivedere sul grande schermo
le avventure di Mulan,
in un film che si preannuncia ad
altissimo tasso di adrenalina.
Liu
Yifei (Il Regno Proibito, Once Upon a Time) interpreta la
protagonista del film DisneyMulan,
che vede nel cast anche Donnie
Yen (Rogue One: A Star Wars
Story) nel ruolo del Comandante Tung, Jason
Scott Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword
of Destiny) nel ruolo di Böri Khan e Yoson
An (Shark – Il Primo Squalo) nel ruolo di
Cheng Honghui, con la partecipazione di Gong
Li (Memorie di una Geisha, Lanterne
Rosse) nel ruolo di Xianniang e di Jet
Li (Shao Lin Si, Arma Letale
4) nel ruolo dell’Imperatore. La sceneggiatura è firmata da
Rick Jaffa & Amanda Silver e da Elizabeth Martin & Lauren
Hynek.
La popolarità
dell’universo cinematografico
Marvel ha raggiunto il picco nel corso degli
anni. Il franchise di successo ha una infinità di storie
interconnesse, che ospita molti personaggi interessanti. Di
conseguenza la merce legata al film è stata una parte importante
del marketing del film, con Funko Pops che ha
avuto un ruolo chiave nelrappresentare diversi eroi e
cattiviin adorabili action figure in vinile tutte da
collezionare.
Da una semplice replica del
personaggio alla ricostruzione di scene memorabili di film
MCU, c’è
stata una vasta gamma di Funko
Pops nel corso di Infinity Saga. Ma oggi un altro di questi
fantastici figure si è unito alla crescente lista di figure in
vinile, e questa aggiunta dovrebbe entusiasmare non poco fan della
MCU.
Funko ha
presentato ufficialmente la sua ultima offerta Marvel sotto forma
di una figura in vinile Dancing Groot da 18
pollici. La preziosa action figure arriverà a settembre 2020,
l’adorabile Funko Pop è oradisponibile per il
pre-ordineal prezzo di $
99,99. Ci sono state molte iterazioni di Groot
durante il suo tempo nel Marvel Cinematic
Universe, ma molti sarebbero d’accordo sul fatto che
la più iconica è la versione “Baby Groot” di Guardiani della Galassia Vol. 2, ma la scena più
memorabile è senz’altro quella post credits del primo film,
nel quale lo vediamo danzare.
Amazon Prime Video ha annunciato oggi che la
seconda stagione della serie satirica sui supereroi The
Boys debutterà con i primi tre episodi venerdì 4
settembre 2020. Gli episodi successivi saranno poi disponibili ogni
venerdì fino all’epico finale di stagione il 9 ottobre. La notizia
arriva subito dopo la reunion del cast in un evento virtuale
presentato da un ospite d’eccezione della seconda stagione: Patton
Oswalt, che ha ripercorso la prima stagione fornendo alcuni indizi
su quella in arrivo. La serie Amazon Original in otto episodi sarà
disponibile in più di 200 paesi in tutto il mondo ed è prodotta
dagli Amazon Studios e Sony Pictures Television Studios con Point
Grey Pictures, Kripke Enterprises e Original Film.
Nell’evento in streaming di oggi
c’è stata anche una sneak peek della nuova stagione, con il cast e
il produttore Eric Kripke che ne hanno rivelato le
prime scene.
Il creatore ed executive producer
Eric Kripke ha affermato “Non vediamo l’ora di mostrarvi la seconda
stagione. Sarà ancora più pazza, strana, estrema ed emozionante. In
effetti è troppo forte – tanto che il Surgeon General** ha
insistito perché facessimo debuttare i primi tre episodi il 4
settembre e i successivi cinque nelle settimane seguenti. Vogliamo
lasciarvi il tempo per dare di matto, digerire, discutere e
riprendervi dalla botta, prima di darvene un’altra dose. Abbiamo
solo a cuore il vostro benessere. Speriamo che amerete la nuova
stagione tanto quanto noi.”
**No, a dire il vero, non l’ha
fatto.
Questa seconda stagione ancora più
forte e folle vede i Boys in fuga dalla legge, con i Supes a dargli
la caccia, mentre cercano disperatamente di riunirsi e combattere
la Vought. Hughie (Jack Quaid), Mother’s Milk (Laz Alonso),
Frenchie (Tomer Capon) e Kimiko (Karen Fukuhara) rimangono nascosti
e cercano di adattarsi a questa nuova normalità, mentre Butcher
(Karl
Urban) sembra introvabile. Nel frattempo, Starlight (Erin
Moriarty) deve trovare il suo nuovo ruolo nei Seven ora che
Homelander (Antony Starr) punta ad acquisirne il controllo
completo. Il suo potere è minacciato dall’arrivo nel team di
Stormfront (Aya Cash), una nuova Supe esperta di social media,
anche lei con le proprie mire. Per giunta, la minaccia dei
Supervillain diventa cruciale con la Vought che prova a sfruttare a
proprio vantaggio la paranoia della nazione.
Tra i Supes dei Seven si annoverano
anche Queen Maeve (Dominique McElligott), A-Train (Jessie T.
Usher), The Deep (Chace Crawford) e Black Noir (Nathan Mitchell).
Nel cast della seconda stagione si vedranno anche Claudia Doumit,
Goran Visnijc, Malcolm Barrett, Colby Minifie, Shantel VanSanten,
Cameron Crovetti, PJ Byrne, Laila Robbins e Giancarlo Esposito, che
ritorna nel ruolo del capo della Vought, Stan Edgar.
The
Boys offre una versione divertente e irriverente di
ciò che accade quando i supereroi – più famosi delle
celebrity, influenti come politici e venerati come dei –
abusano dei propri poteri invece di usarli per fare del bene. I
“senza-potere” si scontrano con i “super-potenti”, mentre i Boys
portano avanti un’impresa eroica per svelare la verità sui Seven e
sulla Vought – la società multi miliardaria che gestisce questi
supereroi e che copre tutti i loro sporchi segreti.
Basato sul fumetto best-seller del
New York Times creato da Garth Ennis e Darick Robertson, The
Boys è stato sviluppato dallo showrunner Eric
Kripke (Supernatural), anche autore ed executive
producer della serie. Al suo fianco, gli executive producer
Seth
Rogen (Preacher), Evan Goldberg (Preacher),
James Weaver (Preacher) di Point Grey Pictures, Neal H.
Moritz (Prison Break) e Pavun Shetty (New Girl)
di Original Film, come anche Phil Sgriccia, Craig Rosenberg,
Rebecca Sonnenshine, Ken Levin e Jason Netter. Ennis e
Robertson sono anche co-executive producer con Michael
Saltzman.
I clienti Prime possono guardare in
streaming The
Boys in esclusiva tramite l’app di Prime Video
per TV, dispositivi connessi come Fire TV, dispositivi mobili e
online. I clienti possono anche scaricare gli episodi per la
visione offline sui dispositivi mobili senza costi aggiuntivi
all’abbonamento. La serie sarà disponibile per i clienti Prime
Video in più di 200 paesi nel mondo a
questo indirizzo.
Con una carriera divisa tra cinema
e televisione, l’attrice Julianna Margulies è oggi
uno dei volti più noti e premiati del piccolo schermo. Affermatasi
grazie al suo ruolo da protagonista in alcuni celebri titoli, ha
dato negli anni prova di grande versatilità, conquistando il cuore
del pubblico e le attenzioni della critica. Ad oggi è ancora uno
dei nomi che più di altri riesce ad orientare il successo dei
progetti a cui prende parte.
Ecco 10 cose che non sai di
Julianna Margulies.
Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Julianna Margulies: i suoi film e
le serie TV
10. Ha recitato in noti
lungometraggi. La Margulies debutta al cinema nel 1991 con
il film Giustizia a tutti i costi, per poi distinguersi in
titoli come Paradise Road (1997), Newton Boys
(1998), con Matthewn
McConaughey,L’ultimo gigolò (2001), Nave
fantasma (2002), Beautiful Ohio (2006), Snakes on
a Plane (2006), con Samuel L.
Jackson, City Island (2009), con Andy
Garcia, Uomini di parola (2012), Sempre
amici (2017), con Bryan
Cranston e Kevin
Hart e Three Christs (2017).
9. È nota per i suoi ruoli
televisivi. Nel 1994 l’attrice prende parte alla nota
serie TV medical drama E.R. – Medici in prima linea,
recitando nel ruolo di Carol Hathaway. Tale ruolo le ha
permesso di diventare estremamente celebre, e la Margulies è
rimasta a far parte della serie fino al 2000. In seguito, ha preso
parte a titoli televisivi come Le nebbie di Avalon (2001),
Scrubs
(2004), I Soprano (2006-2007), con James
Gandolfini, e la serie The Good
Wife (2009-2016), grazie alla quale è diventata
ulteriormente popolare. Negli ultimi anni ha invece recitato in
alcuni episodi di Dietland (2018), The Hot Zone
(2019) e Billions (2020), con Paul
Giamatti.
8. Ha prodotto la serie che
l’ha resa celebre.The Good Wife è probabilmente
il titolo che ha dato maggior prestigio all’attrice, permettendole
di sfoggiare tutto il suo talento e ottenere importanti
riconoscimenti. Particolarmente legata al progetto, la Margulies ha
deciso di ricoprire il ruolo di produttrice per circa 103 episodi
della serie, coprendo un periodo che va dal 2009 al 2016.
Julianna Margulies è su
Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo verificato seguito da 29 mila persone.
All’interno di questo l’attrice è solita condividere immagini
relative a tematiche sociali, come anche diversi scatti ritraenti
suoi momenti di svago quotidiano. Non mancano tuttavia anche
immagini o video promozionali dei suoi futuri progetti, come anche
vecchie foto di backstage di set ormai passati.
Julianna Margulies e suo marito
Keith Lieberthal
6. Ha sposato un
avvocato. Dopo una relazione durata dal 1991 al 2003 con
l’attore Ron Eldard, nel 2006 l’attrice conosce ad un party
l’avvocato Keith Lieberthal, figlio del noto Kenneth. I due
intraprendono da subito una relazione che nel novembre del 2007 li
porta al matrimonio. Pochi mesi dopo, nel gennaio del 2008
diventano genitori del loro primo figlio.
Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Julianna Margulies in Scrubs
5. È stata guest star della
celebre sit-com. Già nota per la serie E.R. – Medici
in prima linea, l’attrice viene scelta nel 2004 per comparire
in due episodi della celebre sit-com Scrubs. Questi sono
La mia difficile decisione e I miei guai con le
donne, rispettivamente il nono e il decimo della quarta
stagione. Il suo personaggio è quello di Neena Broderick, una
spietata avvocatessa che causa non pochi guai all’interno
dell’ospedale dove lavorano i protagonisti, intrecciando anche una
breve relazione con J.D.
Julianna Margulies in The Good
Wife
4. Ha vinto importanti
riconoscimenti. Grazie al suo ruolo in The Good
Wife, l’attrice diventa una candidata abituale di alcuni tra i
più prestigiosi premi di Hollywood. È infatti stata regolarmente
candidata dal 2010 al 2015 al Golden Globe come miglior attrice in
una serie drammatica, vincendo il premio proprio nel 2010. Vanta
poi quattro nomination agli Emmy nella medesima categoria, dove ha
vinto nel 2011 e nel 2014.
3. Era la terza scelta per
il ruolo. Ad oggi appare impossibile immaginare il
personaggio di Alicia Florrick con un volto diverso da quello della
Margulies. Eppure, l’attrice nel 2014 ha raccontato di essere stata
soltanto la terza scelta per tale ruolo. Prima di lei vennero
infatti considerate le attrici Ashley Judd
e la premio Oscar Helen Hunt. Entrambe
tuttavia rifiutarono la parte, e venne così contattata la
Margulies, che in quel momento era proprio alla ricerca di un nuovo
ruolo da protagonista.
2. È stato il set più
impegnativo della sua carriera. Per prendere parte alla
serie, l’attrice ha raccontato di aver speso sul set circa
quattordici ore al giorno per cinque giorni la settimana e nove
mesi l’anno. Per lei si è trattato di un set particolarmente
impegnativo e stancante, e gran parte delle riprese furono spostate
a New York, così da permetterle di non dover stare troppo a lungo
lontano da casa e dal figlio appena nato.
Julianna Margulies: età e
altezza
1. Julianna Margulies è
nata a New York, Stati Uniti, l’8 giugno 1966. L’attrice è
alta complessivamente 168 centimetri.
Ecco la nostra intervista con
Will Ferrell, protagonista di
Eurovision Song Contest: la storia dei Fire Saga,
il film musicale che lo vede recitare accanto a Rachel McAdams e che è disponibile su Netflix dal 26 giugno.
La storia racconta dl duo islandese
i Fire Saga, interpretati da Will Ferrell e Rachel McAdams, che ha l’opportunità di
rappresentare il loro paese all’Eurovision Song Contest. Inseguendo
i loro sogni, i due si misurano con un contest musicale di
proporzioni mondiali che li mette alla prova con esibizioni, fuori
programma e un’alta posta in palio.
Eurovision Song Contest: La
storia dei Fire Saga è un film del 2020 diretto da
David Dobkin. Tra gli interpreti principali
figurano Will Ferrell,
Rachel McAdams, Pierce Brosnan, Dan Stevens e
Demi Lovato.
Margot Robbie sarà la protagonista di una
versione al femminile di Pirati dei Caraibi per la
Disney, insieme a Christina Hodson, già autrice
della sceneggiatura di Birds of Prey, che firmerà lo
script.
La Disney è nelle fasi iniziali
dello sviluppo del film e questo film, guidato da Robbie e Hodson,
sarà un progetto riverso rispetto a
quel Pirati dei Caraibi che era stato annunciato
ad ottobre e che vede Ted Elliott e
Craig Mazin, creatore di
Chernobyl, allo sviluppo della storia.
Jerry Bruckheimer, che ha prodotto tutti e cinque
i film del franchise fino ad oggi, si occuperà della produzione di
entrambi i progetti.
Margot Robbie, nuovo pirata dei Caraibi
I cinque precedenti film sono stati
tutti un successo mondiale di grandi proporzioni, e sono stati
tutti caratterizzati dalla presenza di Johnny Depp nel panni del capitano Jack
Sparrow.
Il Regno, il film
diretto da Francesco Fanuele, con protagonisti
Stefano Fresi, Max Tortora, Silvia D’amico e
Fotini Peluso, prodotto da
FANDANGO con RAI CINEMA, è disponibile da
oggi, 26 giugno, sulle principali piattaforme streaming tra
cui: Itunes, Google Play, Chily, Sky prima fila, Rakuten,
CGHV, Huawei, Infinity, TIMVISION e #iorestoinSALA.
Il Regno: la trama
Tranquilli: è una commedia. Eppure
trent’anni fa, Giacomo, poco più che dodicenne, viene rinnegato dal
padre e cacciato dal casale di campagna che gli ha dato i primi
natali. La storia inizia quando il vecchio avvocato del padre,
l’eccentrico Bartolomeo Sanna, invita Giacomo a tornare al casale
per i funerali dell’odiato genitore. L’uomo si reca al cancello
della sua vecchia dimora e nota con stupore che l’avvocato lo è
andato a prendere in carrozza. Strano. Ancora più strano è prendere
atto che il funerale si tiene all’interno della tenuta, con un
prete che parla solo in latino e una folla di contadini vestiti di
nero (“amici di papà”, spiega Sanna). Sembra uno scherzo ma non lo
è! infatti, Giacomo scopre di aver ereditato Il
Regno del padre. In che senso? Presto detto: nei suoi
terreni c’è una comunità di persone che ha scelto di tornare a una
vita più umile, modesta, senza gli assilli della tecnologia. (“Ma
che è? Il medioevo?”, domanda l’ignaro erede al trono). Non capita
tutti i giorni di ereditare dei sudditi pronti a darti cieca
obbedienza, prosperose ancelle ben disposte a insaponarti la
schiena e soprattutto il potere di legiferare a proprio piacimento.
Ma Giacomo non è affatto come il padre, che fu un prepotente
autocrate tutto d’un pezzo. Lui con i sudditi ci vuole parlare, ci
vuole fare amicizia. Grosso errore, nessuno vuole un monarca
compagnone, ma lui è così. Riuscirà il re più strampalato della
storia a farsi rispettare e diventare l’uomo che non è mai riuscito
ad essere?
Sarà disponibile dal 1° luglio su
NetflixSotto il sole di Riccione,
la nuova commedia romantica estiva che ci porta sul litorale
romagnolo da un soggetto di Enrico Vanzina,
scritto da Enrico Vanzina, Caterina Salvadori, Ciro
Zecca e diretto da YouNuts! Protagonisti
del film i veterani Isabella Ferrari, Luca
Ward e Andrea Roncato accanto ai giovani
Cristiano Caccamo, Davide Calgaro, Matteo
Oscar Giuggioli, Ludovica Martino, Saul Nanni, Fotinì Peluso,
Claudia Tranchese e Lorenzo Zurzolo, che
rappresentano il vero cuore del film, che da subito si rivela
essere un omaggio a Sapore di Mare, proprio dei
Vanzina.
Sotto il sole di Riccione è un omaggio a Sapore di Mare
Ed è lo sceneggiatore e regista a
prendere per primo la parola, dicendo: “Non avrei mai
immaginato di rimettere piede negli ambienti di Sapore di mare,
così speciali per me e mio fratello. Quando Carlo, ormai due anni
fa, se n’è andato, Netflix e Lucky Red mi hanno chiesto di
sviluppare qualcosa partendo dalla canzone di Tommaso Paradiso e i
TheGiornalisti. Ci ho pensato molto e ho accettato per due motivi:
il primo è perché il film è un omaggio a mio fratello, non potevo
fare una cosa più bella di questa per lui. In secondo luogo perché
la forza di Sapore di mare passava anche dalla sua musica e in
questo caso, tutta la produzione dei TheGiornalisti è
straordinaria.”
Il film racconta le avventure estive
di un gruppo di ragazzi che per caso si trova in vacanza nello
stesso stabilimento e fa amicizia. Amori, storie, segreti, piccoli
tradimenti e primi batticuore, la freschezza e la gioia di
un’estate è consegnata perfettamente, ma non solo. “Questo film
è il racconto dell’estate in Italia, non solo dal putno di vista
generazionale, ma anche sentimentale – ha continuato Vanzina –
Volevamo realizzare un film, che a fine visione, comunica
quanto è bella la vita. E facendo questo, abbiamo scavato in una
generazione che tende a nascondere i propri sentimenti, nonostante
ne abbia tantissimi.”
L’omaggio a Carlo Vanzina e il “ritorno” di Selvaggia
L’omaggio a Sapore di
Mare è un discorso che viene ripreso di continuo e
infatti, per Enrico Vanzina è proprio il punto di
partenza per arrivare a raccontare la generazione di oggi, sempre
nel ricordo del compianto fratello: “Il risultato finale è un
mix tra la generazione di Sapore di mare e quella di oggi, un film
che porta un senso di speranza e di allegria malinconica. L’ho
fatto pensando ogni giorno a Carlo, non potevo sbagliarlo. È un
film bellissimo.”
Oltre a Vanzina, simbolo
del legame del film con Sapore di Mare è
Isabella Ferrari, che non è più la giovanissima e
bellissima Selvaggia, ma la preoccupata Irene, madre single di un
ragazzo disabile. Per lei Sapore di Mare è stato l’inizio, ma Sotto
il sole di Riccione è diventata la proposta a cui non si poteva
rinunciare: “Sapore di Mare è il film che ha cambiato il corso
della mia vita. Ricordo il primo giorno di set quando non sapevo
nemmeno cosa fosse un personaggio. Avevo tanta paura, ma poi le
cose sono cambiate e ho imparato. È stato il mio romanzo di
formazione. Dopo 35 anni, la telefonata di Enrico, la sceneggiatura
scritta da lui, non ho esitato un attimo a dire di sì. È stato come
chiudere un cerchio in maniera leggera, per Carlo.”
Nel cast del film, oltre a Ferrari,
ci sono Cristiano Caccamo, Davide Calgaro, Matteo Oscar
Giuggioli, Ludovica Martino, Saul Nanni, Fotinì Peluso, Claudia
Tranchese, Lorenzo Zurzolo, Andrea Roncato e Luca
Ward. Sotto il sole di Riccione arriverà
il 1° luglio su Netflix.
Di recente abbiamo appreso la
notizia – assolutamente a sorpresa! – che il Batman interpretato da Michael Keaton farà il suo ritorno
in The
Flash di Andy Muschietti con Ezra Miller, con l’attore candidato all’Oscar
per Birdman che tornerà nei panni del ruolo che alla fine
degli anni ’80 gli regalò la fama internazionale. Il ritorno del
Bruce Wayne interpretato da Keaton dovrebbe essere possibile – in
base alle recenti voci – grazie all’introduzione nel film del
Multiverso DC. In attesa di maggiori dettagli,
ComingSoon.net ha raccolto i 10 migliori momenti di Keaton nei
panni del Cavaliere Oscuro tratti dai due film del 1989 e del 1992
diretti da Tim
Burton:
A scuola di guida da Oswald
Cobblepot (Batman – Il ritorno)
In Batman –
Il ritorno del 1992, il Pinguino interpretato da
Danny
DeVito entra in possesso delle cianografie della
Batmobile. Ad un certo punto, nel film, Oswald ottiene il pieno
controllo del veicolo e dei suoi dispositivi di sicurezza… il tutto
mentre Batman non è presente. Si tratta di uno dei rarissimi
momenti in cui il Cavaliere Oscuro si è veramente sentito in
trappola, ed è notevolmente in preda al panico mentre Pinguino lo
scarrozza per le strade di Gotham, scatenando il panico.
Fortunatamente, Batman riesce a
riacquistare il controllo dell’auto e ad eludere la polizia. La
ciliegina sulla torna arriva però quando la Batmobile si trasforma
nel Batciclo: in più di un’occasione, la Batmobile di Keaton è
riuscita a fissare determinati standard cinematografici.
I palloni da parata del Joker (Batman)
In Batman
del 1989, il Joker di Jack Nicholson usa dei palloncini per provare
ad uccidere gli abitanti di Gotham City in occasione dell’annuale
parata. Il Clown Principe del Crimine interpretato da Nicholason è
iconico per diverse ragioni. È un avversario degno del crociato
incappucciato. Raramente lo vediamo entrare in agitazione o
sentirsi frustrato.
C’è qualcosa di davvero
soddisfacente – per lo spettatore – nel vedere il Batwing
trascinare via i palloncini, con il Joker che esclama: “Ha
rubato i miei palloncini! Perché nessuno mi ha detto che aveva uno
di quegli affari?”, proprio prima di sparare in testa al suo
scagnozzo, Bob.
Uguali ma diversi (Batman – Il ritorno)
Alla fine di Batman –
Il ritorno, Catwoman è intenzionata ad uccidere
Shreck. Batman le dice che dovrebbe semplicemente consegnarlo alla
polizia, in quanto entrambi non sono al di sopra della legge. Prega
Selina di tornare a casa con lui, dicendole: “Sono uguali,
divisi, proprio nel mezzo”, prima di togliesi la maschera.
La dicotomia tra i due personaggi
viene accentuata magnificamente in questo momento: un tragico
promemoria di quanto possiamo essere simili eppure al tempo stesso
così diversi (alla fine Selina uccide Shreck).
La trasformazione dell’eroe (Batman)
Nel climax di Batman (poco
prima dello scontro con il Joker), Vicki Vale si presenta alla
Batcaverna. La donna chiede a Bruce: “Perché non mi lasci
entrare?”, e lui le risponde che in realtà è già entrata. Poi
Vicki gli chiede se proveranno ad avere una relazione. “Mi
piacerebbe, ma adesso è là fuori e devo andare a lavoro”.
La scena seguente, in cui Bruce si
prepara a diventare Batman, colpisce tutte le note giuste:
dall’apertura del caveau che rivela il costume, fino alla presa
d’assalto nella Batmobile.
Il Bat-Segnale (Batman – Il ritorno)
All’inizio di
Batman –
Il ritorno, vediamo Bruce Wayne seduto a Villa Wayne.
Sembra annoiato e senza un obiettivo… almeno fino a quando il
Bat-Segnale non si illumina. Quindi vediamo Michael Keaton alzarsi e, ancora una
volta, indossare il mantello e il cappuccio. Lui è
Batman!
“Piacere, sono Bruce Wayne.” (Batman)
All’inizio di Batman,
Vicki Vale partecipa ad una raccolta fondi organizzata a Villa
Wayne. Mentre la donna e Alexander Knox esplorano la villa,
prendendo in giro il conto in banca di Bruce Wayne, quest’ultimo
appare proprio dietro di loro. Divertito, continua ad ascoltare la
loro beffa prima di introdursi nella conversazione.
“Tu chi sei?”, chiede Knox.
“Bruce Wayne”. Il momento enfatizza quanto Keaton sia
stato il più carismatico e sobrio Bruce Wayne di sempre. In un
certo senso, è Keaton che interpreta Keaton.
“Dove diavolo prende tutti
quei meravigliosi giocattoli?” (Batman)
Questa è probabilmente la seconda
battuta più citata nella storia di Keaton come Batman. Mentre il
Joker infastidisce Vicki Vale in merito al Cavaliere Oscuro nel
primo film di Burton, il Crociato di Gotham si schianta contro il
soffitto, salva in picchiata Vale e la fa uscire dal museo. Questo
spinge il Joker a chiedersi: “Dove diavolo prende tutti
quei meravigliosi giocattoli?”
La morte del Joker (Batman)
Batman di solito non uccide… a meno
che non stiamo parlando del Batman di Michael Keaton, allora va bene (lancia persino
un candelotto di dinamite contro uno scagnozzo in Batman – Il
ritorno). Nella resa dei conti finale con Jack Napier, aka
il Joker, in Batman,
l’eroe rilancia al supercriminale una delle sue battute più
iconiche: “Danzi mai col diavolo nel pallido plenilunio?”,
poi lo colpisce in faccia e gli dice: “Ti ucciderò”.
Ha diversi motivi per farlo: Napier
ha ucciso i genitori di Bruce Wayne e, a sua volta, Batman aveva
gettato Napier in una vasca di acido. Non attendevano altro che
sfidarsi l’un l’altro. Alla fine, la loro resa dei conti ha visto
la disfatta del Joker.
Il ballo di Bruce e Selina (Batman – Il ritorno)
Il Bruce
Wayne di Keaton ha avuto i migliori interessi amorosi di qualsiasi
altro Batman rappresentato sul grande schermo. Dalla Vicki Vale di
Kim Basinger alla Selina Kyle di Michelle Pfeiffer. La sua relazione con
Catwoman è la forza trainante di Batman –
Il ritorno. Quando si incontrano per la prima volta,
Catwoman lecca Batman dopo che egli esclama: “Sai, il
vischio può essere mortale se lo si mangia”. La
risposta di lei: “Ma un bacio può essere ancora
più letale se fai sul serio”… si tratta di uno dei
dialoghi più iconici del film.
Più tardi, Bruce e
Selina ballano in occasione di un ballo di beneficenza. Selina dice
a Bruce che intende uccidere Max, ossia Shreck. Poi si baciano
sotto un altro vischio, ripetendo le stesse battute pronunciate in
precedenza e rivelando le loro identità segrete. La scena è fatta
così bene che Il
cavaliere oscuro – Il ritorno le rende omaggio quando
Bruce Wayne e Selina Kyle ballano di nuovo… venti anni
dopo.
“Io sono Batman.” (Batman)
La rivelazione di Bruce Wayne come
Batman nel film del 1989 è stata replicata raffinatamente in
Batman
Begins del 2005. Tuttavia, al posto dei corridori della
droga, il Batman di Keaton si scontra con un duo di criminali che,
dopo aver derubato una famiglia innocente, discutono sulle voci
circa l’esistenza di un “uomo pipistrello”.
Il più squallido dei due spara a
Batman due volte prima di afferrare il malvivente ed esclamare:
“Non ho intenzione di ucciderti. Voglio che tu mi faccia un
favore: voglio che tu parli di me a tutti i tuoi amici”. “Chi sei
tu!?”.“Io sono Batman”. Un momento iconico nella
storia del personaggio e sicuramente il più memorabile di
Keaton.
Penny On M.A.R.S.
3, la terza attesissima stagione della serie di grande
successo dove sogni, segreti, amicizia e amore vivono a ritmo di
musica, arriverà su Disney+ da venerdì 3
luglio. Ma le sorprese non finiscono qui:
dallo stesso giorno sarà disponibile sulla piattaforma di
streaming tutta la serie completa con le prime due
amatissime stagioni.
Penny On M.A.R.S. 3: la trama e il cast
In un nuovo anno scolastico in cui
le sue certezze in amore e amicizia vengono messe a dura prova,
Penny decide di anteporre a sé stessa i bisogni degli altri, da una
parte aiutando sua madre, che ha subito uno shock, a rimettersi in
piedi e a lottare per l’affido di Pete; dall’altra spronando Vicky,
ballerina talentuosa, ma sfigurata, a mettersi in
gioco al M.A.R.S. e a maturare, trasformandosi da brutto
anatroccolo a cigno. Per farlo è disposta a sacrificare il
successo personale al saggio scolastico e anche a mettere a rischio
il suo trionfo al talent, consapevole che la vittoria va oltre la
competizione e i trofei.
Anche questa nuova stagione, come le precedenti, è una
produzione originale italiana. Girata a
Milano, è diretta da Claudio Norza – già regista della
serie tv Alex & Co. diventata un vero e proprio fenomeno di
costume – ed è prodotta da 3Zero2Tv in collaborazione con The Walt
Disney Company Italia. A interpretare Penny il pubblico ritroverà
la carismatica Olivia Mai-Barret, mentre la vulcanica Shannon
Gaskin tornerà nel ruolo di Camilla e Finlay MacMillan sarà ancora
una volta il bello e talentuoso Sebastian. Ma non mancheranno anche
tante sorprese per il pubblico affezionato alla serie.
Se la produzione di The
Batman non fosse stata interrotta, probabilmente
avremmo avuto modo di dare un primo sguardo alla Catwoman di
Zoe Kravitz nell’attesissimo film di
Matt Reeves. La speranza è che le riprese del
nuovo adattamento dedicato al Crociato di Gotham possano ripartire
il prima possibile.
Durante una recente intervista con
Variety, Kravitz ha parlato nel dettaglio del suo
co-protagonista, Robert Pattinson, definendolo la scelta
perfetta per interpretare Bruce Wayne. “Robert ha iniziato come
idolo delle teenager, poi ha dimostrato di essere un attore che
attraverso il suo lavoro aveva tanto da dimostrare. E ciò lo lega
molto al personaggio di Batman, in un certo senso”, ha
spiegato l’attrice.
“Abbiamo l’illusione di Bruce
Wayne, e poi abbiamo Batman che agisce nell’ombra e che deve
sbrigare tutta una serie di faccende molto più complicate… penso
che in questo esista una connessione tra Robert e il personaggio E
poi sta benissimo con il costume. Al di là di tutto, però, è solo
un grande attore che si impegna in tutto ciò che fa… penso che il
suo sia un casting perfetto… assolutamente perfetto.”, ha
aggiunto Kravitz.
Zoe Kravitz parla del supporto
delle altre attrici che hanno interpretato Catwoman al cinema
Sembra dunque che in
The
Batman avremo una grande nuova incarnazione del
Cavaliere Oscuro, ma per quel che riguarda Catwoman? Solo il tempo
ci sarà una risposta, ma il talento della Kravitz è innegabile;
inoltre, l’attrice ha anche il supporto di Michelle Pfeiffer, che aveva interpretato
Selina Kyle in Batman – Il ritorno.
“Ho parlato con Michelle.
Eravamo sedute allo stesso tavolo ai Golden Globes, ma l’avevo
incontrata già diverse volte negli anni a causa di David. E.
Kelley. È sempre stata carina con me”, ha ricordato l’attrice.
“Ero appena stata ingaggiato per il ruolo, quindi ero molto
nervosa all’idea di stare in sua presenza, ma lei è stata veramente
dolcissima. Mi ha abbracciato forte e mi ha detto: ‘Sarai
fantastica’. È stato un momento incredibile.”
La Kravitz ha poi aggiunto:
“Anche Halle Berry e Anne Hathaway sono state molto dolci con me, su
Instagram e Twitter. Mi hanno mandato dei messaggi molto dolci,
incoraggianti quando è stato annunciato che avrei interpretato
Catwoman. Mi sento supportate dalla attrici che sono venute prima
di me.”
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
Intervistato di recente da
Variety in occasione della promozione della serie
Stateless,Jai
Courtney ha avuto la possibilità di parlare anche di
The
Suicide Squad, l’attesissimo cinecomic DC scritto e
diretto da James
Gunn, in cui l’attore tornerà nei panni di Captain
Boomerang dopo il film del 2016 di David Ayer.
Naturalmente, l’attore non ha
potuto rivelare dettagli sulla trama, ma ha svelato alcuni aneddoti
sulla realizzazione di una scena particolarmente divertente:
“Non posso dire molto sul film, ma c’è una scena in particolare
in cui, insieme ad altre persone, mi sono bagnato un bel po’. È
stato un momento molto divertente. Quando trascorri ore ed ore
immerso in una vasca piena d’acqua, mentre cerchi di stare a galla
con tantissime altre persone, con il polistirolo inserito in ogni
angolo del tuo costume per ridurre il peso, alle 4 del mattino, le
cose diventano per forza esilaranti.”
L’attore ha poi parlato anche di
James
Gunn, lodando il lavoro del regista: “Questo film
ha un sapore totalmente diverso. Ci sono tantissimi personaggi
nuovi e James
Gunn ha un approccio alle cose che è suo, soltanto suo. Ha
aggiunto il proprio tocco al mondo della Squadra Suicida. Credo sia
il regista adatto e sono certo che il pubblico si divertirà
tantissimo.”
I primi materiali ufficiali di The
Suicide Squad in esclusiva al DC Fandome?
Per quanto riguarda l’uscita nelle
sale di The Suicide
Squad, il film resta confermato ad oggi per il 6
agosto 2021. Le riprese del cinecomic si erano concluse poco prima
dello scoppio della pandemia di Covid-19. Durante la quarantena
obbligatoria dovuta all’emergenza Coronavirus, James
Gunn ha lavorato alla post-produzione del film da
remoto. Di recente è stato confermato che il regista e il cast
interverranno durante il DCFandome del prossimo 22 agosto, dove quasi
certamente saranno mostrati i primi materiali ufficiali del
film.
A quanto pare, gli amici e i
conoscenti di Paul
Rudd lo hanno preso in giro quando hanno scoperto
che l’attore era stato scelto per interpretare Ant-Man
nel MCU. Dopo il debutto nel film
omonimo del 2015 diretto da Peyton Reed, l’attore è tornato nei
panni del personaggio in altri tre titoli dell’universo condiviso:
Captain
America: Civil War, Ant-Man &
the Wasp e il campione d’incassi Avengers:
Endgame.
Adesso, ci si aspetta che Ant-Man sarà
uno degli eroi della seconda generazione a portare avanti il team,
dal momento che gli archi narrativi di alcuni dei Vendicatori
originali si sono ufficialmente conclusi. Tuttavia, l’attore ha
spiegato che inizialmente è stato preso in giro quando ha
comunicato che i Marvel Studios lo avevano ufficialmente ingaggiato
per il ruolo di Scott Lang.
Mentre i fan attendono di sapere
cosa il MCU ha in serbo per il futuro di Ant-Man, Paul Rudd ha
parlato del ruolo in una recente conversazione con il collega
Chris Evans avvenuta durante il celebre format
“Actors on Actors at Home” di
Variety. L’attore ha spiegato che, dopo aver saputo del
casting, non solo la gente lo prendeva in giro, ma pensavano anche
che non si trattasse di un superoere dai poteri così straordinari.
Ciononostante, Rudd ha sempre preso il ruolo molto seriamente,
appunto perché conosceva la ricca storia del personaggio nei
fumetti.
Paul Rudd su Ant-Man: “Volevo
creare un personaggio… un supereroe che fosse anche una persona
normale.”
“Dicevo: ‘Ho ottenuto la parte.
Interpreterò Ant-Man’, e le persone mi dicevano: ‘Che cosa fa
Ant-Man?’. E allora io rispondevo: ‘Ha la capacità di ridursi alle
dimensioni di una formica mantenendo comunque la sua forza… ma può
anche controllare le formiche, parlare con le formiche’. E le
persone ridevano mentre lo spiegavo”, ha spiegato
l’attore.
“Non sono esattamente il primo
nome a cui la gente pensa quando si tratta di interpretare un
grande supereroe. Volevo provarci. Volevo creare un personaggio… un
supereroe che fosse anche una persona normale. L’intero mondo de
supereroi mi sembrava così opprimente. Tutto si riduceva a: ‘Che
cosa fa questo personaggio?’. Io volevo che fosse
riconoscibile.”
L’attore ha poi concluso dicendo:
“Questi personaggi sono importanti per molte persone e l’unica
cosa che vuoi è trattarli con rispetto e rendere giustizia. E
certamente, il personaggio – quando è stato creato da Jack Kirby e
Stan Lee e da tutti alla Marvel – era in circolazione da un
po’.”
Ricordiamo che Paul Rudd
tornerà a vestire i panni di Scott Lang in Ant-Man 3, che sarà diretto ancora una volta
da Peyton Redd. Oltre a tornare nei panni del
protagonista, Rudd collaborerà anche alla sceneggiatura del film
insieme a Jeff Loveness (Rick and Morty). Al
momento il film non ha ancora una data di uscita.
In una recente intervista con
Entertainment Weekly, Dan Aykroyd ha parlato
di Ghostbusters:
Legacy, attesissimo nuovo capitolo della saga sugli
Acchiappafantasmi che sarà direttamente collegato ai primi due film
originali degli anni ’80. Il nuovo episodio, che sarebbe dovuto
arrivare in sala quest’estate, è stato posticipato al 5 marzo 2021
a causa della pandemia di Covid-19.
Alle pagine della celebre rivista,
Aykroyd ha spiegato che Jason Reitman, figlio di Ivan (regista dei
primi due film del franchise) e regista di Legacy,“passerà il DNA dei primi due film direttamente ad una nuova
generazione”. Aykroyd, che tornerà nel nuovo film insieme
agli altri membri del cast originale (Bill Murray,
Sigourney Weaver, Ernie Hudson e Annie
Potts), ha spiegato che il nuovo film getterà le basi per
una nuova generazione di acchiappafantasmi, che potrà essere
esplorata in eventuali nuovi sequel, in cui altri potranno unirsi
al famoso gruppo di investigatori del paranormale.
“Jason passerà il DNA dei primi
due film direttamente ad una nuova generazione. È molto divertente
vedere questi fantastici giovani attori che imbracciano la vecchia
Cadillac e hanno l’attrezzatura in mano. La storia che si sviluppa
è spaventosa, divertente… è una sincera, di cuore. E alimenta la
possibilità di ulteriori sequel con questo gruppo e con altri che
vorranno unirsi”, ha spiegato Dan
Aykroyd.
Dan Aykroyd promette che Harold
Ramis verrà onorato in Ghostbusters: Legacy
Nel film ovviamente non ci sarà
Harold Ramis, interprete di Egon nei due film
originali, scomparso nel 2014. Sempre nel corso della medesima
intervista, però, Aykroyd ha specificato che Legacy
renderà omaggio all’amico e collega. L’attore non ha potuto
rivelare in che modo il personaggio di Egon verrà rappresentato, ma
ha specificato che, indipendentemente dalla forma in cui Ramis
verrà omaggiato, la decisione è stata frutto di un’attenta
considerazione. “Avere la formazione originale senza Harold è
stato qualcosa su cui abbiamo discusso seriamente”, ha detto
Aykroyd. “Sarà rappresentato al meglio nel nuovo film, ve lo
posso assicurare. Verrà ricordato onorevolmente.”
A più di trent’anni dall’uscita
nelle sale dell’iconico Ghostbusters, il cast
originale, composto da Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie
Hudson, Sigourney
Weavere Annie
Potts di nuovo insieme per ridar vita a una delle
saghe cinematografiche più amate della storia. Diretto da Jason
Reitman, il film sarà nelle sale dall’estate 2020 prodotto da Sony
Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia. Tra i
protagonisti anche Mckenna Grace, Finn Wolfhard, Carrie
Coon e Paul
Rudd.
Ghostbusters:
Legacy, diretto da Jason
Reitman e prodotto da Ivan
Reitman, è il nuovo capitolo della saga
originale Ghostbusters. Arrivati in una piccola città,
una madre single e i suoi due figli iniziano a scoprire la loro
connessione con gli Acchiappafantasmi originali e la segreta
eredità lasciata dal nonno. Ghostbusters:
Legacy è scritto da Jason Reitman & Gil Kenan.
A causa di una tragedia familiare,
il regista Zack
Snyder dovette abbandonare la produzione di
Justice
League. Il film venne completato da Joss
Whedon, ma il risultato finale venne bocciato tanto
dalla critica quanto dal pubblico, dal momento che il film non
rispecchiava assolutamente la visione originale di Snyder.
Fortunatamente, la passione dei fan ha fatto sì che, attraverso la
campagna #ReleaseTheSnyderCut, fosse resa
giustizia al film originale, che il prossimo anno verrà
ufficialmente rilasciato su HBO
Max.
In una recente intervista con
Variety, Henry
Cavill ha parlato proprio dell’imminente arrivo della
Snyder
Cut di Justice
League. A quanto pare, però, l’attore non sembra
conoscere molti dettagli sul taglio originale di Snyder: “Non
posso veramente dire nulla, a parte il fatto che la HBO Max farà
uscire il film. Sarà la versione finale di Zack, ma più di questo
non so.”, ha spiegato Cavill.
“Sono soltanto felice che Zack
abbia finalmente realizzato la sua visione del film”, ha
continuato l’attore. “Penso che sia importante per un regista e
per uno storyteller vedere la propria visione di qualcosa
finalmente rilasciata e mostrata al mondo. Anche io non vedo l’ora
di vederla. È stato decisamente un calvario.”
Cavill ha poi aggiunto: “Con
Justice League si è verificato un mix di
visioni ed è per questo che il film non è stato ben accolto. E poi,
negli anni successivi, c’è stata una grande spinta per poter
finalmente vedere la leggendaria Snyder Cut. Ora è giunto il
momento! Penso che sarà molto bello vedere Zack che finalmente ha
la possibilità di rilasciare la sua versione del film.”
Henry Cavill sarà ancora una volta
Superman nel DCEU
Di recente Henry
Cavill ha parlato del suo futuro nei panni di Superman, rivelando che spera
di poter interpretare il personaggio ancora a lungo. È stato
confermato che l’attore è ufficialmente in trattative per tornare
nei panni dell’eroe kryptoninao nel DCEU: il ritorno in questione
però sarà relegato ad un ruolo di supporto in uno dei prossimi film
in uscita (non è stato ancora rivelato quale); quindi, almeno per
ora, non ci sono possibilità di vedere un’eventuale sequel de
L’Uomo d’Acciaio di Zack
Snyder.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA
dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la
versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO
MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in
Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere
una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere
programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima
è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori
notizie.
In attesa del 6 luglio, giorno in
cui dovrebbe ufficialmente ripartire la produzione del film, arriva
da
Collider la notizia che Campbell Scott(The
Amazing Spider-Man 1 e
2) si è unito ufficialmente al cast di Jurassic
World: Dominion nei panni di Lewis Dodgson.
Il personaggio di Dodgson era già
apparso brevemente nel primo Jurassic Park del 1993, interpretato da
Cameron Thor: era il misterioso uomo in occhiali e maglietta rossa
che incaricava Dennis Nedry (Wayne Knight) di rubare gli embrioni
di dinosauro da Isla Nublar attraverso una finta lattina di
Barbadol. Dopo quella scena, non abbiamo più visto il personaggio,
né nel primo film di Spielberg né nei sequel, nonostate lo stesso
avesse un ruolo chiave nel romanzo “Il Mondo Perduto” di
Michael Crichton.
Nel terzo capitolo della trilogia
reboot, ritroveremo quindi Dodgson, che adesso sarà amministrato
delegato della Biosyn Genetics, società ben nota ai lettori dei
romanzi originali, in quanto principale rivale della InGen di John
Hammond. Per adesso non è chiaro se Dodgson sarà l’antagonista
principale del film o se nel nuovo film ce ne saranno anche
altri.
Il personaggio di Lewis Dodgson in
Jurassic World: Dominion sarà collegato a Il Regno Distrutto?
Cameron Thor non è stato chiamato a
tornare nei panni di Dodgson perché attualmente si trova in
carcere: è stato infatti condannato a sei anni per molestie
sessuali su una minorenne. Inoltre, sebbene non sia stato ancora
confermato, sembra abbastanza probabile che la Biosyn sia la stessa
misteriosa organizzazione per cui lavorava il personaggio del
dottor Henry Wu (interpretato da BD Wong) in Jurassic World: Il regno distrutto.
L’attore di 12 anni schiavo ha confermato non solo che rivedremo
Mordo nel sequel, ma ha anche anticipato qualcosa in merito
all’inizio della produzione. “Tutto quello che posso dire è che
speriamo di poter iniziare a girare quanto prima. Il prima
possibile, come potete immaginare. Siamo davvero tutti eccitati
all’idea di andare avanti. Non vedo l’ora”, ha dichiarato
l’attore.
Il personaggio del Barone Mordo non
è apparso né in Avengers:
Infinity War né in Avengers:
Endgame, ma Ejiofor – durante un’altra intervista
con Comicbook – ha
anticipato che probabilmente il sequel di Doctor Strange
racconterà che cosa ha fatto il personaggio dagli eventi del primo
film. Quando gli stato chiesto se sapeva qualcosa a proposito di
ciò che Mordo ha fatto tra gli eventi di Infinity War e
Endgame, l’attore ha anticipato: “Tutto quello che
posso dire è che credo che verrà rivelato cosa ha fatto in questi
anni.”
I personaggi che dovremmo vedere in
Doctor Strange 2
Oltre a Chiwetel Ejiofor, nel sequel di Doctor
Strange torneranno anche
Benedict Cumberbatch nei panni di Stephen Strange
e Benedict Wong in quelli di Wong. Non ci sarà
invece Rachel
McAdams, che non tornerà a vestire i panni di
Christine Palmer. Tra le new entry, invece, figura Elizabeth Olsen, che tornerà ad interpretare
Scarlet Witch. Gli ultimi rumor suggeriscono che nel sequel
dovremmo vedere tutta una serie di nuovi personaggi, tra cui
Clea,
Fratello Voodoo e
America Chavez, ma nulla di ufficiale è stato ancora
confermato.
Annunciato ufficialmente questa
estate al Comic-Con di San Diego, Doctor
Strange 2 vedrà Benedict
Cumberbatch tornare nel ruolo di Stephen Strange.
Diretto da Sam Raimi, il sequel vedrà anche
Wanda Maximoff alias Scarlet Witch (Elizabeth
Olsen) assumere un ruolo da co-protagonista
dopo WandaVision.
Secondo Collider, la
produzione ha fatto già un passo in avanti assumendo lo
sceneggiatore Jade Bartlett. Il suo ruolo non
è stato ancora chiarito, visto che lo script dovrebbe essere
firmato da Derrickson in persona e quindi Bartlett dovrebbe
intervenire solo a limare il testo o magari a scrivere a quattro
mani con il regista.
Il primo film su Doctor
Strange è uscito nel 2016 e ha raccontato la
nascita dell’eroe, dall’incidente di Stepehn Strange fino al
confronto con Dormammu. Nel film c’erano
anche Benedict Wong,
Tilda Swintone Chiwetel Ejiofor. Rachel
McAdams non tornerà nei panni di Christine
Palmer. Abbiamo rivisto Strange in Infinity
War e in Endgame.
La Warner Bros. ha di nuovo
posticipato l’uscita in sala di Tenet, il nuovo e attesissimo film di
Christopher Nolan. Si tratta del
secondo spostamento per il film che inizialmente doveva essere
nelle sale il 17 luglio. A causa della pandemia, la produzione ha
deciso di spostare l’uscita al 31 luglio, ma adesso si è deciso per
una data ancora più cauta, il 12 agosto.
“La Warner Bros si impegna a
portare Tenet al pubblico del cinema, in sala, sullo schermo,
quando gli esercenti saranno pronti e la salute pubblica dirà
ufficialmente che è tempo – ha dichiarato lo studio – In
questo momento abbiamo bisogno di essere flessibili, e non stiamo
trattando questo come una tradizionale uscita di un film. Stiamo
valutando di far uscire il film a metà settimana, per permettere al
pubblico di scoprire il film nei loro tempi, e pensiamo di
pianificarlo a lungo, per un periodo superiore alla norma, per
sviluppare una strategia di distribuzione differente ma di
successo.” Ricordiamo che il budget di Tenet è stato
ufficializzato per una cifra di 200 milioni di dollari.
Tenet
arriverà al cinema il 03 Agosto 2020.
Christopher Nolan ed Emma Thomas
producono, con Thomas Hayslip come produttore esecutivo. Il team di
Tenet
include il direttore della fotografia di Dunkirk Hoyte van
Hoytema (girato in un mix di Imax e 70mm) e la montatrice
Jennifer Lame, lo scenografo Nathan
Crowley, il costumista Jeffrey Kurland e
il supervisore del VFX Andrew Jackson.
Elizabeth Banks ha firmato con Universal per
il ruolo della Signora Frizzle nell’adattamento in live action di
Allacciate le cinture! Viaggiando si impara (The Magic
School Bus). La serie animata, basata sui libri scolastici
scritti da Joanna Cole, era celebre durante gli anni Novanta e
segue le vicende dell’insegnate e della sua classe mentre va in
giro a scoprire scienza e natura a bordo di un magico scuolabus,
che si adegua a tutte le situazioni e le circostanze (si trasforma
in astronave, in sottomarino, e così via…).
Oltre a recitare nel film, Elizabeth Banks produrrà il progetto con Max
Handelman per Brownstone Productions, insieme al presidente della
Scholastic Entertainment e capo dell’ufficio strategico, Iole
Lucchese, e Caitlin Friedman, senior VP e general manager, e
con Marc Platt e Adam Siegel per Marc Platt Productions. Alison
Small sarà produttore esecutivo per la Brownstone Productions.
“Siamo lieti di dare vita
all’iconica signora Frizzle e al suo entusiasmo per la conoscenza e
l’avventura in un modo nuovo e originale che ispirerà la prossima
generazione di bambini a esplorare la scienza e supporterà gli
insegnanti dedicati che aiutano a rendere la scienza reale e
accessibile ai giovani studenti ogni giorno” ha dichiarato
Lucchese in una nota. Ryan Christians della Marc Platt Productions
supervisionerà la produzione con Sara Scott e Lexi Barta della
Universal Pictures.
Lily Tomlin ha
doppiato la signora Frizzle nella serie TV animata PBS, andata in
onda per 18 anni consecutivi negli Stati Uniti ed è trasmessa in
oltre 100 paesi, tra cui l’Italia, naturalmente. Nel 2017 ha
debuttato su Netflix un sequel animato con Kate
McKinnon che doppiava la sorella della signora Frizzle,
Fiona. Ora tocca ad Elizabeth Banks che conferma così anche la sua
collaborazione con Universal, dopo Pitch Perfect, Invisible Woman e Charlie’s Angels.
Le ultime due incarnazioni di
Sherlock Holmes, tra cinema e tv, sono state quelle di
Robert Downey Jr. per la Warner
Bros, nei film diretti da Guy Ritchie, e di
Benedict Cumberbatch, per la
BBC, nell’adattamento seriale che lo ha visto al fianco di
Martin Freeman / John Watson. Di
seguito le immagini dal film in cui compaiono anche Claflin e
Cavill:
1 di 3
Il film sarà ambientato nel 1880 e
seguirà la giovane Enola che parte da sola alla volta di Londra in
cerca di sua madre, scomparsa misteriosamente nel giorno del suo
16esimo compleanno. Durante il suo viaggio, Enola si troverà al
centro di una grande cospirazione che potrebbe avere gravi
conseguenze sul corso della politica e della sua storia.
La fonte principale del film saranno
i sei romanzi Young Adult della serie “The
Enola Holmes Mysteries” firmati da Nancy
Springer, che hanno come protagonista proprio la piccolina
di casa Holmes. Il film sarà diretto da Harry Bradbeer (Fleabag,
Killing Eve) e sceneggiato da Jack Thorne. Nel
cast figurano anche Henry Cavill (nei panni di Sherlock Holmes) e
Helena Bonham Carter (in quelli della madre di
Enola).
Enola Holmes segnerà la seconda
esperienza cinematografica di Millie Bobby Brown. La giovane attrice ha
debuttato sul grande schermo lo scorso anno in Godzilla II – King of the Monsters, film di
Michael Dougherty e sequel del film del 2014 Godzilla.
Arriverà il 2 luglio su Amazon Prime VideoÈ per il
tuo bene, il nuovo film di Rolando
Ravello con Marco Giallini, Valentina Lodovini, Vincenzo Salemme,
Claudia Pandolfi, Giuseppe Battisto e Isabella
Ferrari. Il film è
una produzione PICOMEDIA in
collaborazione con MEDUSA FILM, prodotto
da Roberto Sessa.
È per il tuo bene, la trama
Tre famiglie entrano in crisi quando
le rispettive figlie si fidanzano. Arturo, avvocato conservatore,
Sergio, irascibile operaio con problemi di autocontrollo e Antonio,
poliziotto integerrimo con un debole per la figlia, sono tre padri
che vedono il loro peggior incubo avverarsi, quando si rendono
conto che le loro tre giovani e belle figlie sono cresciute troppo
in fretta. Arturo vedrà la figlia scappare nel giorno del
matrimonio con una donna. Sergio, padre iperprotettivo, dovrà fare
i conti con il fidanzato della figlia che ha trent’anni più di lei
e Antonio dovrà confrontarsi con il ragazzo di sua figlia, un
giovane rapper.
Sicuri di agire per il loro bene, i
tre padri uniranno le forze per sbarazzarsi dei partner delle
figlie il prima possibile, mettendo a dura prova la pazienza delle
loro mogli tanto da rischiare di far naufragare i loro stessi
matrimoni. Alla fine il bene vincerà, ma quello di chi?
Quando l’ex attrice di Disney
Channel, Zendaya, venne
annunciata come interprete di un personaggio chiamato “MJ” in
Spider-Man: Homecoming, le polemiche sono state
molte. Il personaggio di Mary Jane era troppo radicato
nell’immaginario per subire un restyling così profondo, secondo i
fan. Eppure, la MJ di Zendaya è riuscita a trovare il suo posto,
rivelandosi una scelta perfetta per quello che è stato il nuovo
Peter Parker di Tom
Holland.
La verità è che questa MJ, acronimo
per Michelle Jones, non è mai stata pensata per essere la stessa
ragazza dei fumetti né un doppio dell’incarnazione del personaggio
di Kirsten Dunst della serie originale di Raimi. Zendaya ha di fatto
creato un nuovo personaggio, un nuovo love interest per questo
nuovo Spider-Man.
Come Zendaya ha trasformato un personaggio iconico
In una recente intervista video con
Variety, Zendaya ha parlato della
sua esperienza nelle riprese di Spider-Man:
Homecoming, nonché di come è stato dare vita al
personaggio di MJ agli occhi dei Marvel Studios. L’attrice ha
parlato del passaggio da Disney Channel ai Marvel Studios e di come
è diventata MJ:
“Spider-Man è stato uno dei
primi film che ho fatto al di fuori di Disney Channel. E sì, non
avevo molto da fare nel primo film, ma ero così entusiasta di farne
parte. E sono stata fortunata perché volevano già ricreare il
personaggio e trasformarlo in una nuova versione e farlo a modo
nostro in questo universo cinematografico Marvel.”
Zendaya ha quindi
brevemente approfondito ciò che i Marvel Studios avevano in mente
per il suo personaggio sin dall’inizio: “In un certo senso ci
sono entrata e il personaggio era già lì, sulla carta, una ragazza
intelligente, svelta, forte che appare un po’ eccentrica e
insolita. Mi diverto molto a farlo. Mi piace essere in grado di
fare commedie e cose che non sono così pesanti.”
In questo momento, l’attrice di
Euphoria ha senza dubbio conquistato tutti
i fan, anche i più scettici, e non c’è dubbio che lo abbia fatto
proprio grazie al fatto che il suo è un personaggio differente da
quello di carta e inchiostro.
La troveremo di nuovo nei panni di
MJ in Spider-Man 3, che arriverà nei cinema il 5
novembre 2021.
Nel corso degli anni, i film sugli
Avengers sono stati un elemento fondamentale per
l’universo cinematografico Marvel, soprattutto perché si
posizionavano alla fine di ogni Fase e determinavano uno scarto
importante per il racconto generale dell’Universo Condiviso.
L’enorme seguito e il successo generale della serie porta,
naturalmente, a pensare che lo studio non abbia alcuna intenzione
di cambiare traiettoria, nonostante alcuni aggiustamenti si
renderanno necessari, e così dobbiamo sicuramente aspettarci un
Avengers 5, ma con una formazione
diversa.
Mentre la prossima lista di film
della MCU non fa menzione di un film sugli Avengers, il presidente
dei Marvel Studios Kevin Feige ha detto che il prossimo film di
gruppo vedrà protagonista “una squadra molto diversa da quella che
abbiamo visto prima […] con alcune persone che hai già incontrato e
alcune persone non hai ancora incontrato.” I commenti di Feige
sembrano confermare la chiara visione dei Marvel Studios in cui la
squadra si evolve con il racconto.
Quando arriverà Avengers 5, è chiaro che la
presenza di volti nuovi offrirà una nuova dinamica che verrà
esplorata nel film. Inoltre, ogni film sugli Avengers ha visto la
morte o la scomparsa di uno dei componenti del gruppo, questo
potrebbe significare che anche in un quinto film ci sarà una morte,
magari eroica, come accaduto per Quicksilver in Avengers: Age of Ultron o per Iron
Man e Vedova Nera in Avengers: Endgame, o accidentale, che
porterà avanti la narrazione, come quella dell’agente Phil Coulson
in The Avengers. Ma chi potrebbe essere il personaggio destinato a
morire in Avengers 5? Possiamo fare soltanto congetture:
Menzione d’onore: Steve Rogers
(Funerale)
Avengers 5 potrebbe
offrire un funerale adeguato a uno dei più grandi personaggi del
franchise. In Civil War abbiamo visto il funerale di Peggy Carter
(Hayley
Atwell) e abbiamo assistito ad un servizio
commemorativo a cui hanno partecipato Steve Rogers (Chris
Evans), Sam Wilson (Anthony
Mackie) e Sharon Carter (Emily
VanCamp). Il prossimo film di gruppo potrebbe fornire
un espediente appropriato per assistere allo stesso trattamento
riservato al personaggio di Steve Rogers, segnando la vera fine
della sua story-line. Detto questo, i vecchi e nuovi membri dei
Vendicatori dovrebbero essere presenti al funerale, imitando il
tributo che Endgame ha porto a Tony
Stark (Robert
Downey Jr.).
War Machine
Dopo Avengers: Endgame, non
si sa molto di quella che sarà la sorte di James Rhodes (Don
Cheadle). Durante il divario di cinque anni tra
Infinity War ed Endgame, Rhodes svolgeva missioni secondarie per la
squadra improvvisata dei Vendicatori guidata da Natasha Romanoff
(Scarlett
Johansson), quindi è probabile che si offra di nuovo
volontario per rimettersi in gioco non appena quella squadra
tornerà in azione.
Da Iron Man a Endgame, Rhodey si è
evoluto da personaggio di supporto (e il migliore amico di Tony) a
un membro a pieno titolo dei Vendicatori, aiutando la squadra in
più di un modo. Nonostante la sua situazione contrattuale
sconosciuta con i Marvel Studios, è possibile che il prossimo film
dei Vendicatori sarà l’ultimo di Don Cheadle. La morte di Tony
Stark in Endgame potrebbe avere implicazioni per Rhodey maggiori di
quanto i fan abbiano realizzato, e il personaggio potrebbe essere
ulteriormente esplorato in Avengers 5.
Sebbene Rhodey sia un membro
ufficiale del team, molti sosterrebbero che l’Infinity Saga non gli
ha dato molto da fare. Avengers 5 potrebbe cambiare tutto ciò,
dandogli la possibilità di essere uno dei leader nella missione,
portandolo ad un eroico sacrificio, alla fine. Sacrificando la sua
vita per uno dei nuovi membri della squadra o persino salvando dei
civili, l’ultimo atto del personaggio potrebbe benissimo ispirare
la prossima generazione di eroi, rafforzando al contempo la sua
eredità.
Hulk
Nella prossima Fase 4, ci
sono molti titoli già annunciati in cui potrebbe comparire
plausibilmente anche l’Hulk di Mark Ruffalo, con She-Hulk e Thor: Love and Thunder come primi
della lista. Tuttavia, essendo uno dei membri rimanenti del team
originale dei Vendicatori, l’inclusione di Bruce Banner in
Vendicatori 5 dovrebbe essere un gioco da ragazzi.
Dalla lotta per controllare la sua
parte “verde” al combinarla con successo con la sua mente per
diventare Smart Hulk, Banner ha già fatto un viaggio molto
interessante nel MCU durante la Infinity Saga. In Endgame, il
personaggio ha compiuto un grande sacrificio nello schioccare per
primo le dita, per riportare in vita coloro che Thanos aveva spazzato via, danneggiando gravemente la
sua mano destra nel processo. Anche se non si sa se il suo braccio
sarebbe completamente guarito al momento dell’arrivo di
Avengers 5, c’è motivo di credere che Banner possa
essere un po’ più vulnerabile.
Vale la pena notare che l’arco di
Hulk è tornato al punto di partenza durante Endgame, ed è difficile
immaginare quale sarebbe il suo ruolo previsto nella prossima serie
di film. Con questa prospettiva, il tempo del Gigante di Giada
potrebbe finire così, proprio durante Avengers 5, con un sacrificio
finale all’altezza della sua importanza nel MCU.
Thor
Proprio come Hulk, l’arco
di Thor (Chris
Hemsworth) è stato in qualche modo completato durante
Endgame. Il finale di Endgame ha inoltre mostrato che Thor non ha
idea di quale possa essere il suo prossimo passo, tanto che ha
chiesto un passaggio ai Guardiani della Galassia. Mentre
Love and Thunder potrebbe raccontare un nuovo ostacolo da superare
per il personaggio, l’idea di Jane Foster (Natalie Portman) che prende il
Mjolnir e il mantello di Thor, potrebbe indicare che il percorso di
Hemsworth nel MCU è finito.
E quale sarebbe una possibile uscita
dis cena all’altezza del suo coraggio se non un sacrificio estremo
in Avengers 5? Appartenendo agli Original Six, potrebbe benissimo
uscire di scena in questo modo.
Occhio di Falco
Clint Barton (Jeremy
Renner) consegnerà il mantello di Occhio di Falco a
Kate Bishop nella prossima serie dedicata a Occhio di Falco
Disney+. Non si sa molto sull’impatto
duraturo della serie sulla vita da supereroe Barton, ma c’è una
possibilità che possa essere preso in considerazione per un film
per un’ultima volta per aiutare la prossima squadra di
Vendicatori.
Barton si è ritirato un paio di
volte durante la Saga dell’Infinito, ma non ci ripensa due
volte ad entrare di nuovo in campo quando il dovere chiama, come
visto durante Civil War e Endgame. Come i fan possono ricordare,
Barton ha già avuto esperienze di pre-morte nell’MCU, ma il
personaggio è stato salvato in tali momenti sia in Age of Ultron
che in Endgame. Mentre sarebbe straziante per la famiglia di Barton
il fatto che lui morisse, combattere fianco a fianco con altri eroi
durante Avengers 5 sarebbe il momento perfetto per concludere il
suo viaggio in MCU.
Nick Fury
Nick Fury
(Samuel
L. Jackson) ha fatto parte del MCU fin dal suo
concepimento nel 2008. Con una nuova ondata di eroi che debutterà
nei prossimi anni, c’è la possibilità che il tempo di Fury nella
serie stia per finire. Mentre è plausibile che Fury sarà ancora in
giro per guidare e supervisionare le missioni della prossima
squadra di Vendicatori, la sua mancanza nei precedenti due film
sembra suggerire che anche in futuro gli Avengers potranno fare a
meno di lui.
Nel corso dell’Infinity Saga, i
Marvel Studios hanno già finto di uccidere Nick Fury, ma il
franchise può lanciare una palla curva ai fan uccidendo davvero il
personaggio durante Avengers 5. Uccidere un personaggio importante
come Fury potrebbe presumibilmente avere un impatto duraturo
sull’intero MCU.
L’attesissimo The
Batman di Matt Reeves ci permetterà
non solo di vedere il Crociato di Gotham interpretato da
Robert Pattinson alle prese con diversi iconici
villain, ma anche una nuova iterazione del Crociato di Gotham molto
diversa dalla precedenti. Secondo alcuni recenti rumor, Reeves
avrebbe già pensato ad un’ipotetica trilogia in cui introdurre
anche il personaggio del Joker. In attesa di scoprire se ciò
corrisponderà a realtà,
CBM ha raccolto 10 storyline dai fumetti dedicate allo scontro
tra Batman e Joker che un’eventuale trilogia di Reeves potrebbe
adattare:
Batman: Sotto il cappuccio
“Sotto il Cappuccio” racconta la
storia del ritorno di Jason Todd a Gotham City in qualità di
omicida vigilante. Era stato creduto morto dopo essere stato
assassinato dal Joker, ma ha assunto l’identità originariamente
detenuta dal Clown Principe del Crimine per vendicarsi sia di lui
che del suo ex mentore.
Questa storia ruotava principalmente
attorno al rapporto tra Batman e Robin, con Joker messo più
nell’ombra, ma non sarebbe necessariamente una brutta storia da
adattare. I fan hanno pianto per anni dietro a queste serie. E se
in futuro venisse rivelato che Robin ha aiutato Batman durante il
primo anno della sua carriera (visto che The
Batman si svolge rà durante il secondo), prima di essere
ucciso dal Joker? In caso contrario, questa è una trama che
potrebbe essere adattata in un terzo o quarto film con protagonista
il Crociato di Gotham.
The Joker’s Five-Way Revenge
“Five Way Revenge” è arrivato in un
momento in cui i fumetti di Batman avevano un disperato bisogno di
allontanarsi dal tono campy stabilito dalle serie tv degli
anni ’60. La storia ruota attorno al tentativo del Joker di
eliminare cinque scagnozzi che lo avevano offeso in vari modi,
lasciando il Cavaliere Oscuro senza nessun altra scelta che
proteggere coloro che normalmente avrebbe sconfitto e messo dietro
le sbarre.
Oltre a mostrare il disinteresse del
Joker per coloro lavorano per lui, questa storia ha anche aumentato
la complessità della relazione tra Batman e il Clown Principe del
Crimine. Dopo aver teso un’imboscata ad un Batman stanco e
indebolito, il supercriminale sceglie comunque di lasciare vivo il
suo nemico. Tutti questi elementi funzionerebbero benissimo
all’interno di un film. È una storia certamente oscura, ma Reeves
potrebbe concretizzarla in tantissimi modi soddisfacenti.
Batman: Il lungo Halloween
Tra le storie a fumetti più epiche
di tutte, ne “Il Lungo Halloween” il Joker ha un ruolo abbastanza
secondario, ma comunque fondamentale. La storia ruota attorno a un
mistero lungo un anno, con Batman che affronta quasi tutti i suoi
iconici nemici e, contemporaneamente, cerca di eliminare un
misterioso assassino noto come Holiday.
Furioso per essere stato messo in
ombra dal rivale, alla vigilia di Capodanno il Clown Principe del
Crimine raggiunge i cieli di Gotham nel tentativo di sprigionare
nell’aria un gas velenoso. Ne consegue un’epica battaglia che vede
Batman combattere contro il suo nemico per il controllo dell’aereo,
con il mantello che ad un certo punto finisce anche incastrato in
un’elica. Alla fine Batman riesce ad abbattere il Joker. Nonostante
si vociferi che già The
Batman possa trarre ispirazione da questa run, sicuramente
ci piacerebbe vedere questa storyline adattata in futuro.
Batman: La morte della famiglia
Quando il Joker sfugge alla
prigionia, sia lascia qualcosa alle spalle: la sua faccia! Mesi
dopo, il cattivo riemerge e reclama il suo viso, trascorrendo
l’arco narrativo de “La Morte della Famiglia” con la pelle in
decomposizione, legata alla sua faccia con una cintura e con degli
ami da pesca. Le cose si fanno ancora più complicate di così,
soprattutto quando viene rivelato che Bruce ha sempre sospettato
che il Joker conosca la sua identità segreta; questo perché lo
stesso ha trovato una carta da gioco lasciata per lui nella
Batcaverna: lo stesso, inoltre, ha fatto visita al Joker
nell’Arkham Asylum (senza il costume di Batman) per vedere se il
cattivo l’avesse riconosciuto.
Batman afferma addirittura di
conoscere il vero nome del suo nemico, spingendola a saltare da una
scogliera prima di pronunciarlo. Questa trama ha davvero
approfondito la relazione del Cavaliere Oscuro con il Clown
Principe del Cfrimine: potrebbe dunque essere il modo migliore per
reintrodurre il personaggio, in un modo tanto originale quanto
memorabile.
L’uomo che uccise Batman
Questa è una storia che proviene
dalla serie animata su Batman e non da un fumetto: vedere elementi
di questa classica storia in un film potrebbe essere interessante.
L’episodio in questione è incentrato su uno sfortunato gangster
noto come Sid the Squid, un criminale che sembra essere riuscito ad
uccidere Batman.
Questo ovviamente lo mette in
contatto con molti cattivi riconoscenti, ma il Joker non è contento
che qualcuno sia riuscito dove lui ha fallito. Infastidito sia da
ciò che dalla morte del suo nemico, cerca di sconfiggere Sid, ma
viene fermato all’ultimo minuto proprio da… Batman!. Ovviamente, in
questo caso non c’è abbastanza materiale per un intero film, ma non
si può negare che alcuni elementi di questa storyline potrebbero
funzionare brillantemente in un film.
Batman: L’uomo che ride
“L’Uomo che Ride” di Ed Brubaker e
Doug Mahnke funge da moderna rivisitazione della storia delle
origini del Clown Principe del Crimine e anche da sequel di
“Batman: Year One”. Solo questo potrebbe renderlo il seguito ideale
di The
Batman, e anche se abbia già visto un’origine del villain
in Joker, un adattamento fedele ai fumetti che incorpori
Cappuccio Rosso e le ACE Chemicals sarebbe sicuramente apprezzato
dai fan.
Batman potrebbe persino passare la
maggior parte del film combattendo contro Cappuccio Rosso prima che
avvenga la trasformazione e venga presentato al suo nemico più
contorto. “L’Uomo che Ride” ha offerto una versione approfondita e
stratificata del Joker, e questa run è sicuramente qualcosa che
potrebbe aiutare a differenziare questa versione dalle altre che
abbiamo visto in precedenza.
Batman: The Killing Joke
Probabilmente la più famosa e iconica storia di Batman e Joker
di tutti i tempi, “The Killing Joke” aspetta da anni di essere
adattato al cinema. Mentre il trattamento di Barbara Gordon/Batgirl
da parte del Joker è sempre stato oggetto di polemica (le spara e
poi scatta foto di lei nuda per schernire suo padre), la serie
merita comunque di arrivare al cinema, e si spera nel migliore dei
modi.
Dopo aver tentato di
corrompere mentalmente Jim Gordon, ne consegue uno scontro epico
con Batman che finisce in modo sorprendente: i due condividono una
risata mentre aspettano l’arrivo della polizia, ma c’è chi ipotizza
che la risata del Joker sia dovuta al fatto che in realtà Batman lo
ha ucciso. Questo dovrebbe essere un adattamento fedele al 100%, e
Reeves saprebbe sicuramente come rendere uno scontro tra i due
davvero memorabile.
Batman: Endgame
Questa storia, ua sorta di seguito
de “La Morte della Famiglia”, ha visto il Joker tornare a Gotham
City più potente che mai, avvelenando l’intera città con una
formula che ha fatto impazzire tutti. L’unico modo per curare la
popolazione è che Batman estragga una misteriosa sostanza chimica
dalla spina dorsale del Clown Principe del Crimine.
Folle, non è vero? Successivamente
viene rivelato che il Joker ha trovato una sostanza chimica che ha
guarito il suo volto e gli ha donato una forza maggiore. Dopo una
battaglia che vede sia Batman che il Joker arrivare insanguinati e
mutilati alla fine, entrambi vengono sepolti sottoterra. Inutile
dire che questa runa ha tutte le caratteristiche per essere
adattata in un film epico: soprattutto, potrebbe essere un ottimo
modo per reinventare la storia e il personaggio del Clown Principe
del Crimine.
Batman: Il ritorno del Cavaliere Oscuro
Batman
v Superman: Dawn of Justice ha ovviamente reso omaggio a
“Il Ritorno del Cavaliere Oscuro” in molti modi, anche se il
personaggio del Joker non è presente nel film. Il ruolo del cattivo
in questa famosa storia di Frank Miller potrebbe essere facilmente
usato per influenzare un possibile sequel di The
Batman.
Fingendo di essersi
ripreso dopo anni di reclusione, il Joker finisce per avvelenare un
intero studio televisivo durante un’intervista e, di conseguenza,
si ritrova presto in rotta di collisione con Batman. Tuttavia,
Batman non ha voglia di giocare con la sua nemesi: così, lo acceca
con un Batarang e gli rompe il collo dopo un violento pestaggio.
Incapace di uccidere il suo nemico, il Joker se la ride mentre
porta a termine il lavoro, incastrando Batman per il suo omicidio.
È una storia troppo dark per Reeves? Forse… ma ricordiamoci che il
villain potrebbe sempre fingere la sua morte!
Batman: Una morte in famiglia
Questa storia iconica ha visto Robin
morire dopo un brutale pestaggio da parte del Joker con un piede di
porco. L’immagine di Batman che prende tra le bracia il suo
aiutante è diventata iconica. Si tratta di un momento che ha
cambiato per sempre il Crociato di Gotham e che ha fatto dubitare
gli abitanti della città: perché avrebbe portato un bambino in
battaglia contro un nemico così pericoloso come il Clown Principe
del Crimine?
Non sarebbe male per un eventuale
sequel di The
Batman adattare questa storia e raccontare il ritorno di
Jason Todd. Il DC
Extended Universe ha accennato al destino di Robin in
Batman v Superman: Dawn of Justice, con Zack Snyder che
avrebbe rivelato in seguito che il costume deturpato apparteneva
all’incarnazione di Dick Grayson. Preferiremmo che questo nuovo
franchise non percorresse una strada simile: tuttavia l’ascesa, la
caduta e la risurrezione di Robin è una storia che vale la pena
raccontare.
Il romanzo scritto nel 1865 da
Lewis Carroll, Le avventure di Alice nel Paese
delle Meraviglie è tutt’oggi fonte di grande ispirazione per
il cinema. La Walt Disney ne trasse infatti una prima versione
animata nel 1951, per poi realizzare a quasi sessant’anni di
distanza una versione live-action intitolata Alice in
Wonderland, con la regia del visionario
Tim Burton.
La storia narrata nel film ricalca
grossomodo quella riportata nel romanzo di Carroll, e ha per
protagonista la giovane Alice, che caduta attraverso la profonda
tana di un coniglio si ritrova in un mondo fantastico, popolato da
strane creature di tutte le forme e di tutti i colori. Sul suo
percorso, Alice si imbatterà in diversi alleati, come il
Bianconiglio, il Cappellaio Matto e lo Stregatto, ma anche in
alcuni temibili nemici, come la Regina Rossa.
Alice in Wonderland: il cast del
film
Per dar vita al suo film, Burton si
è assicurato di poter avere con sé alcuni dei suoi attori più
ricorrenti. Il personaggio del Cappellaio Matto è infatti stato
affidato all’attore Johnny
Depp, con il quale vanta una lunga collaborazione. Per
l’attore si è trattato di un’occasione unica, attendendo da anni un
ruolo come quello. La sua intenzione era inoltre quella di dar vita
ad una versione più cupa e psicologicamente complessa del
personaggio. Le riprese per Depp si sono però rivelate più
difficili del previsto. Dovendo recitare costantemente davanti ad
un green screen, l’attore definì questo un vero ostacolo per la sua
interpretazione, rendendo faticoso immedesimarsi nella
situazione.
L’attrice Mia
Wasikowskaricopre invece il ruolo di Alice, la
protagonista del film. Ancora pressoché sconosciuta, questa ebbe
modo grazie al film di ottenere estrema popolarità, dando poi vita
ad una carriera ricca di titoli di successo. A farle ottenere il
ruolo, stando a quanto dichiarato da Burton, è stata la sua
solennità, che conferiva al personaggio il mood che il regista
stava cercando. La Wasikowska vinse così il ruolo battendo rivali
come Amanda
Seyfried e Lindsay Lohan.
Altri due ruoli fondamentali nel
film sono quello della Regina Bianca, interpretata da Anne
Hathaway, e della Regina Rossa, interpretata da
Helena Bonham
Carter, all’epoca moglie di Burton. La prima di queste
era stata inizialmente considerata per il ruolo di Alice, ma non
volendo ricoprire nuovamente un ruolo simile ad alcuni suoi
precedenti, chiese di poter avere una parte diversa. Il film si è
inoltre avvalso di un ricco cast di doppiatori, come Alan
Rickman, che ha dato voce al Brucaliffo, Christopher
Lee, per il Ciciarampa, e Stephen
Fry, per lo Stregatto.
Alice in Wonderland: le riprese
del film
Per Burton, Alice in
Wonderland è stato il primo film girato con la tecnica del 3D.
Ciò è dovuto anche al grande impatto che tale formato stava avendo
in quegli anni su alcuni film, e dopo il successo di Avatar, anche la Disney era intenzionata a
realizzare un film che potesse sorprendere lo spettatore sotto tale
punto di vista.
Le riprese del film si sono svolte
in normali studi di posa, realizzate con tecnica tradizione, e solo
in seguito convertite in tridimensionale. Tale processo è stato
motivato come una strategia per risparmiare parte del budget e
avere un maggior controllo del girato in fase di montaggio. Il film
vanta infatti un budget di circa 200 milioni di dollari, uno dei
più grandi nella carriera di Burton.
Per il regista, inoltre, realizzare
il film era l’occasione per dar vita ad una trasposizione del
romanzo di Carroll basata su una più chiara struttura. Il regista
ha infatti più volte dichiarato di non essersi mai sentito attratto
dalle altre versioni realizzate negli anni, poiché queste seguivano
un andamento “nonsense”, dove Alice finiva con l’apparire più
un’osservatrice che una diretta protagonista degli eventi.
Alice in Wonderland: box office,
sequel, streaming e trailer
Distribuito in tutto il mondo nel
marzo del 2010, il film ha ricevuto un’accoglienza mista da parte
della critica, la quale ne elogiava le stravaganze e alcune
invenzioni visive, ma criticava invece la mancanza di quel realismo
che ha sempre contraddistinto le opere di Burton, accusato qui di
aver ceduto alla CGI. L’accoglienza di pubblico fu invece
particolarmente entusiasmante, e il film arrivò a guadagnare oltre
un miliardo di dollari a livello globale, di cui 30 milioni nella
sola Italia. Questo ha permesso al film di affermarsi come uno dei
maggior incassi nella storia del cinema.
Il film ottenne poi anche tre
nomination al premio Oscar, rispettivamente nelle categoria
“migliori effetti speciali”, “migliori costumi” e “migliore
scenografia”, trionfando in queste ultime due. Dato il grande
successo, la Disney non ha mancato di confermare la realizzazione
di un sequel, uscito poi al cinema nel 2016 con il titolo di
Alice attraverso lo
specchio, liberamente ispirato al romanzo di Carroll
Attraverso lo specchio e quel che alice vi trovò.
Ad oggi gli appassionati del film,
o coloro che non l’avessero ancora visto, possono fruirne grazie
alla sua presenza su alcune delle principali piattaforme streaming
presenti in rete. Alice in Wonderland è infatti presente
nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple
iTunes, Tim Vision e, ovviamente, su Disney+. In base a quale di queste si
sceglierà, sarà sufficiente sottoscrivere un abbonamento generale o
noleggiare il singolo film, potendo poi vederlo in tutta
comodità.
Arrivato sul grande schermo nel
2013, il film La notte del giudizio ha dato il via ad una
delle più fortunate saghe cinematografiche ambientate in una realtà
distopica. Composta da quattro film e una serie televisiva, la saga
è stata ideata da James DeMonaco, ed ha in breve
ottenuto ottimi riscontri di pubblico, tanto da giustificare la sua
espansione.
Basata sull’ipotesi di un
diverso corso della storia, la premessa della saga è
quella secondo cui una volta all’anno, negli Stati Uniti, viene
concesso unperiodo di dodici ore chiamato
“Sfogo” (Purge in originale), dove ogni crimine è
permesso, compreso l’omicidio, e tutte le forze dell’ordine sono
momentaneamente sospese. Nella mitologia della saga, ciò venne
introdotto nel 2017 dall’organizzazione nota come i “Nuovi Padri
Fondatori d’America”, i quali saliti al potere nel 2014 hanno
instaurato un regime totalitario.
Per far fronte ai problemi della
nazione, come l’elevata criminalità e il livello di disoccupazione,
venne pertanto concesso tale periodo di sfogo collettivo, che portò
ad un drastico calo delle problematiche principali del paese. In
realtà, come si scoprirà nei film, lo Sfogo è un sofisticato
sistema per controllare la popolazione, attaccando perlopiù i
cittadini considerati un peso ai fini dello sviluppo economico. La
notte dello sfogo si svolge tra il 21 e il 22 marzo, e tali date
non sono casuali.
Nei paesi anglofoni, infatti, il 21
marzo viene indicato come 3/21 nella forma abbreviata. Il fatto che
il mese 3 e il giorno 21 possano essere letti come un conto alla
rovescia sta a indicare l’arrivo di un evento particolare, quello
della rinascita. Stando al calendario gregoriano, inoltre, il 21
marzo cade nel giorno dell’equinozio di primavera, momento della
rinascita e del risveglio.
DeMonaco ha raccontato che
l’ispirazione per il primo film gli venne in seguito ad un
evento che capitò realmente a lui e a sua moglie. I due
stavano guidando quando all’improvviso rischiarono di essere
coinvolti in un incidente stradale con un altro automobilista.
Fermatisi sul bordo della strada, DeMonaco e questi iniziarono a
prendersi a male parole, passando poi alle mani, e separati
soltanto dall’intervento della polizia. Sconvolta da quell’evento,
la moglie del regista sembra aver espresso l’idea che una volta
all’anno dovrebbe essere consentito commettere omicidio.
La notte del giudizio: la timeline
della saga e l’ordine di come guardare i film
Dal 2013 ad oggi sono stati
realizzati quattro film e una serie televisiva appartenenti alla
saga di La notte del giudizio. Questi titoli affrontano un
arco temporale piuttosto ampio, nel quale si esplorano le origini
dello Sfogo come anche di alcuni dei personaggi ricorrenti. Per
comprendere meglio il potenziale della saga, nonché i suoi maggiori
segreti, può essere particolarmente utile guardare i suoi film non
solo secondo l’ordine in cui sono stati distribuiti in sala ma
anche in ordine cronologico.
Ecco dunque la timeline della saga
di La notte del giudizio:
Il primo film della saga,
La notte del
giudizio(2013), venne inizialmente
realizzato per essere a suo modo conclusivo. Ad ora è infatti
l’unico capitolo ad includere dei personaggi non ricorrenti, ovvero
la famiglia Sandin, nel film minacciata per l’intera notte da un
gruppo di aggressori. Ad interpretare i due adulti furono chiamati
gli attori Ethan
Hawke e Lena
Headey. Hawke, in particolare, accettò di partecipare
al film per poter dare al progetto, di natura low-budget, un nome
noto grazie a cui poter puntare ad una maggior distribuzione.
DeMonaco si è infatti dovuto
accontentare di un budget di soli 2.7 milioni di dollari, e le
riprese durarono in tutto appena 19 giorni. Per poter rientrare in
questi vincoli, decise di raccontare la storia totalmente da un
punto di vista interno alla casa dei Sandin, limitandosi ad
accennare quanto avveniva fuori. Grazie al successo del film, che
ha incassato nel mondo un totale di 90 milioni, DeMonaco ha potuto
avere accesso a cifre più sostanziose per i sequel, potendo così
mostrare di più riguardo allo Sfogo.
Anarchia – La notte del
giudizio
Con
Anarchia – La notte del
giudizio (2014), si esplorano dunque nuovi punti
di vista riguardo alla notte più violenta dell’anno. Ambientato nel
2023, il film è il primo ad introdurre il personaggio di Leo
Barnes, interpretato dall’attore Frank
Grillo, che sarà protagonista anche del successivo
film. Sergente fuori servizio, Barnes intende approfittare dello
Sfogo per vendicare la morte del figlio, ma i suoi piani subiscono
un cambio di direzione nel momento in cui si trova a dover
proteggere una coppia.
Per girare il film, DeMonaco ha
stavolta avuto a disposizione un budget di 9 milioni di dollari,
potendo così portare lo spettatore direttamente nelle strade dove
gli scontri avvengono. Compreso il potenziale della serie, inoltre,
inizia a costruire i film in modo che possano essere collegati tra
di loro pur raccontando la storia da punti di vista diversi. Ha
così inizio l’universo narrativo di La notte del giudizio,
espansosi ulteriormente grazie ad uno spin-off ed una serie
televisiva.
La notte del giudizio – Election
Year
Ambientato nel 2037, il
terzo capitolo della trilogia, intitolato La notte del giudizio –
Election Year(2016), compie un notevole
salto in avanti nel tempo, avendo però come protagonista sempre Leo
Barnes, ora divenuto capo della sicurezza della senatrice Charlie
Roan, candidata alla presidenza degli Stati Uniti e decisa ad
abolire lo Sfogo. Ciò verrà naturalmente ostacolato in più modi dai
Nuovi Padri Fondatori.
Con questo terzo capitolo, DeMonaco
continua ad esplorare lo Sfogo, espandendo inoltre i suoi confini.
Se nel primo film la vicenda si svolgeva dall’interno di una casa,
e nel secondo tra le strade, con il terzo si arriva invece agli
ambienti governativi. Questo ha portato inoltre ad un necessario
cambio nel punto di vista. Nel primo film la vicenda è infatti
raccontata dai ricchi, nel secondo dai poveri, e nel terzo dagli
uomini di politica. Il film è inoltre stato distribuito pochi mesi
prima delle vere elezioni presidenziali, lasciando quasi presagire
il clima teso che sarebbe poi seguito alla vittoria di Donald
Trump.
La prima notte del giudizio
Conclusasi la trilogia
principale della saga, nel 2018 viene distribuito in sala il primo
spin-off, intitolato La prima notte del giudizio. Questo
porta gli spettatori al 2017, anno in cui venne introdotto per la
prima volta lo Sfogo. Come si vedrà nel film, per la prima edizione
di questo violento evento i Nuovi Padri Fondatori decisero di
limitarlo all’isola di Staten Island, dando così vita ad un vero e
proprio esperimento poi esteso all’intera nazione. Tra i
protagonisti del film si possono ritrovare la premio Oscar Marisa
Tomei, e la giovane Melonie
Diaz. Con un budget di 13 milioni, questo è anche il
film di maggior incasso della saga, avendo totalizzato 127 milioni
complessivi al box office.
Inizialmente, questo capitolo
spin-off era previsto come terzo film della saga, ma dato
l’interesse di Grillo e DeMonaco a continuare le vicende relative a
Leo Barnes, si preferì realizzare prima Election Year,
rimandando di due anni le riprese di La prima notte del
giudizio. Si tratta inoltre del primo film non diretto da
DeMonaco, il quale si è occupato soltanto della sceneggiatura,
cedendo la regia a Gerard McMurray. Questi si era
fatto notare nel 2017 grazie al film Burning sands: Il codice
del silenzio, contenente alcune tematiche simili alla saga
ideata da DeMonaco.
The Purge, la serie tv
Dopo quattro film per il cinema, la
saga estende i suoi confini anche alla televisione, dove nel 2018
debutta con The Purge, serie ideata dallo stesso DeMonaco
con l’obiettivo di espandere ulteriormente la narrativa intorno
allo Sfogo. In Italia, la serie è stata distribuita sulla
piattaforma Amazon Prime Video, e ad oggi si compone di due
stagioni per un totale di 20 episodi.
The Purge è ambientata nel
2027, ovvero tra gli eventi dei film Anarchia ed
Election Year, e segue diversi personaggi, apparentemente
non collegati tra loro, i quali durante la notte dello Sfogo
dovranno fare i conti con le loro paure più grandi. Portando la
narrazione verso nuovi orizzonti, all’interno della serie non si
ritroveranno i protagonisti dei precedenti capitoli, lasciando così
spazio a nuovi volti e nuove storie.
Nonostante un iniziale
interessamento favorevole da parte del pubblico, la serie è stata
ufficialmente cancellata dopo sole due stagioni. Il motivo
principale sarebbe da ricondurre agli elevati costi, giudicati
eccessivi rispetto ai risultati ottenuti in termini di
audience.
La notte del giudizio: dove vedere
la saga in streaming
Vedere, o rivedere, la saga è
possibile grazie alla presenza dei quattro film su alcune delle
principali piattaforme streaming presenti in rete. Queste sono
Chili Cinema, Tim Vision, Rakuten TV, Google Play, Apple
iTunes, e Amazon Prime Video, dove sono inoltre presenti
le due stagioni della serie The Purge, strettamente
collegata agli eventi del film. Per poter guardare uno di questi
titoli basterà scegliere tra queste piattaforme e noleggiare il
film o sottoscrivere un abbonamento generale.
La maggior parte degli spettatori lo
ricordano con le fattezze di Thorin Scudodiquercia, ma l’attore
Richard Armitage vanta numerose altre celebri
partecipazioni in noti titoli, tanto per il cinema quanto per la
televisione, dove oggi Armitage è principalmente attivo. Apprezzato
da critica e pubblico, l’attore ha saputo provare la propria
versatilità, affermandosi come interprete di tutto rispetto.
9. È noto per i suoi ruoli
televisivi. Tra i primi ruoli di rilievo ricoperti
dall’attore in televisione vi sono quelli per le
miniserie Between the Sheets (2003) e Nord e
Sud (2004). Successivamente, si afferma con il personaggio di
Guy of Gisborne in Robin Hood (2006-2009), che gli dà
grande notorietà. Recita poi in titoli come Spooks
(2008-2010), Strike Back (2010-2011) e Hannibal
(2015), con Mads
Mikkelsen, Berlin Station (2016), con
Rhys
Ifans, e The Stranger (2020).
8. È il doppiatore
principale di una nota serie. Dal 2017 Armitage si diletta
anche con il doppiaggio, dando voce al personaggio Trevor Belmont,
protagonista della serie animata Castelvania, basata
sull’omonimo videogioco. Il personaggio doppiato da Armitage è un
cacciatore di vampiri caduto in disgrazia, il cui compito è però
ancora quello di difendere la Valacchia da Dracula e le sue maligne
creature. Per l’attore si tratta del primo, e per ora unico, ruolo
da doppiatore.
Richard Armitage non ha una
moglie
7. Ha avuto una relazione
con un’attrice. Nel prendere parte allo spettacolo
teatrale The Crucible (2014), Armitage conosce l’attrice
Samantha Colley, nota anche per i suoi ruoli in
Solo: A Star
Wars Story (2018) e Genius (2017-2018). I due
intraprendono una relazione, annunciando poi nel 2016 di essere
ufficialmente fidanzati e pronti al matrimonio. Questo, tuttavia,
non avrà mai luogo, poiché i due interpreti interromperanno il loro
rapporto senza fornire particolari motivazioni. Ad oggi Armitage
sembra dunque essere single.
Richard Armitage in Star Wars
6. Ebbe un cameo nel primo
film della trilogia prequel. Mentre terminava i propri
studi alla London Academy of Music and Dramatic Art, l’attore
iniziò a recitare in alcuni piccoli ruoli per il cinema o la
televisione. Uno di questi fu come pilota in Star Wars:
Episodio 1 – La minaccia fantasma. Armitage ha raccontato di
essere rimasto particolarmente colpito dalla grandezza del set,
come anche la sua difficoltà nell’individuare sé stesso all’interno
del film, per via della breve apparizione concessagli.
Parte delle cose che non sai
sull’attore
Richard Armitage in Lo Hobbit
5. Il suo personaggio
avrebbe dovuto portare una lunga barba. Originariamente,
il nano Thorin, interpretato da Armitage, era stato concepito con
un look diverso da quello poi apparso nel film. Questi avrebbe
dovuto infatti portare una lunga barba, proprio come descritto
anche nel romanzo. Tuttavia, la produzione pensò che questa avrebbe
potuto limitare la recitazione di Armitage, e optò dunque per una
barba corta, simbolo del lutto per la perdita di Erebor.
4. Ha odiato uno dei suoi
costumi. Durante le riprese di Lo Hobbit – La
desolazione di Smaug, all’attore fu fornito un soprabito da
lui poco apprezzato tanto per il materiale quanto per la sua non
praticità. Armitage richiese dunque al regista Peter
Jackson di trovare il modo affinché potesse non doverlo
più utilizzare. Jackson fu così costretto a riscrivere una delle
scene, prevedendo uno scontro con il drago Smaug dove il soprabito
prendeva fuoco, dando così all’attore la possibilità di poterlo
abbandonare.
3. Ha tenuto per sé
un’oggetto di scena. È norma piuttosto diffusa ad
Hollywood che al termine delle riprese di un film gli attori
coinvolti possano prendere per sé alcuni cimeli dal set. Con la
conclusione del terzo capitolo della trilogia di Lo
Hobbit, anche Armitage ebbe tale possibilità. L’attore scelse
di tenere per sé la spada ammazza orchi, da lui sfoggiata durante
l’intera trilogia.
Richard Armitage in Hannibal
2. Ha interpretato un noto
personaggio. Nel 2015 l’attore prende parte agli ultimi
sei episodi della terza stagione di Hannibal, recitando
nel ruolo del celebre serial killer Francis Dolarhyde. Il
personaggio è l’antagonista principale del romanzo Il delitto
della terza luna, e da subito si pone come uno dei principali
avversari di Hannibal Lecter. Anche nella serie, i due ingaggeranno
uno scontro fino all’ultimo sangue.
Richard Armitage: età e
altezza
1. Richard Armitage è nato a
Leicester, in Inghilterra, il 22 agosto 1971. L’attore è
alto complessivamente 189 centimetri.