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Jurassic World: Dominion, la produzione potrebbe ripartire a Luglio

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Le riprese di Jurassic World: Dominion potrebbero ripartire a Luglio secondo quanto dichiarato di recente da Sam Neill. Dall’uscita di Jurassic World: Il regno distrutto nel 2018, i fan della celebre saga dedicata ai dinosauri aspettano da tempo il capitolo conclusivo della nuova trilogia, non solo per il ritorno del cast originale, ma anche perché – come dichiarato di recente dal produttore Frank MarshallDominion rappresenterà a tutti gli effetti “l’inizio di una nuova era” per il franchise.

Come tante altre produzioni cinematografiche, anche quella di Jurassic World 3 è stata momentaneamente sospesa a causa della pandemia di Covid-19. Per diverse settimane cast e crew del film hanno brancolato nel buio, senza sapere effettivamente quando le riprese sarebbero potute ripartire. Adesso, come rivelato da Sam Neill in una recente intervista con The Guardian, sembra che la produzione di terzo episodio di Jurassic World sia pronta a tornare all’attivo.

In Jurassic World: Dominion, Neill tornerà a vestire i panni del Dottor Alan Grant, personaggio interpretato nella trilogia originale di Jurassic Park, precisamente nel primo film del 1993 e nel terzo capitolo del 2001. L’attore neozelandese ha rivelato che i set del film allestiti presso i Pinewood Studios a Londra sono “tutti lì, che aspettano”, con buona probabilità che la produzione di Dominion possa essere riesumata entro il mese di Luglio.

Sam Neill anticipa che la produzione di Jurassic World: Dominion potrebbe ripartire a Luglio

“Dovrei essere ai Pinewood Studios alle 6 del mattino”, ha spiegato Sam Neill. “Tutti i set sono lì, che aspettano. Mi manca la compagnia degli amici e la convivialità attorno al tavolo di un ristorante, condividendo del buon vino insieme. Non vedo l’ora di tornare a Londra. Spero che la gente non si sia abituata a stare senza tutto ciò.”

Sempre a proposito delle riprese, di recente Neill aveva dichiarato: “Appena sarà possibile, torneremo a girare. Dovremmo ripartire da Londra, ma al momento lì è il caos totale. Magari potremmo iniziare a girare da qualche altra parte e poi finire ai Pinewood Studios. Useremo i teatri di posa di Bonda per i set londinesi. Se la situazione non cambia, però, non ho idea di quando potremo davvero ricominciare.”

Jurassic World: Dominion vedrà sia Chris Pratt che Bryce Dallas Howard tornare nei loro ruoli. Insieme a loro, ritroveremo anche Justice Smith, Daniella Pineda, Jake Johnson Omar SyLaura Dern Sam Neill riprenderanno rispettivamente i ruoli che avevano in Jurassic Park, rispettivamente la Dr. Ellie Sattler e il Dr. Alan Grant. I personaggi sono stati visti per l’ultima volta nel Jurassic Park 3 del 2001. Un altro eroe originale, Ian Malcolm, interpretato da Jeff Goldblum, ha firmato per tornare in Jurassic World 3. Goldblum è stato visto l’ultima volta in Jurassic World: Il Regno Distrutto.

Rupert Evans: 10 cose che non sai sull’attore

Rupert Evans: 10 cose che non sai sull’attore

Divenuto celebre grazie al cinema, per poi emigrare verso la televisione, l’attore Rupert Evans è oggi uno dei volti noti di alcune celebri serie, apprezzate a livello internazionale. Negli ultimi anni Evans ha infatti guadagnato particolare popolarità, maturando interpretazione dopo interpreazione per affermare il proprio status all’interno dell’industria.

Ecco 10 cose che non sai di Rubert Evans.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Ruper Evans Instagram

Rupert Evans: i suoi film e le serie TV

10. Ha esordito al cinema con un noto film. Il primo ruolo per il grande schermo ricoperto dall’attore è stato quello dell’agente John Myers nel film Hellboy (2004), di Guillermo Del Toro. Successivamente compie sporadiche apparizioni con film come Agora (2009), con Rachel Weisz, Incident (2011), l’horror The Boy (2016), e American Pastoral (2016), di Ewan McGregor.

9. È noto per i ruoli televisivi. La popolarità dell’attore in televisione inizia a consolidarsi grazie alla serie Mondo senza fine (2012). Ottiene poi un ruolo di rilievo in Fleming – Essere James Bond (2014), con Dominic Cooper. In seguito, recita nelle serie Rogue (2014), L’uomo nell’alto castello (2015-2018), con Rufus Sewell, e Streghe (2018-in corso), con Melonie Diaz e Madeleine Mantock.

Rupert Evans è su Instagram e Twitter

8. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 74,2 mila persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere immagini personali scattate durante momenti di svago. Non mancano però anche post promozionali dei suoi progetti da interprete, promossi attraverso trailer, interviste o foto di backstage.

7. È attivo anche su Twitter. Evans possiede un account anche sul social Twitter, dove attualmente vanta un totale di oltre 15 mila follower. Qui l’attore, oltre a condividere novità relative ai suoi progetti cinematografici e televisivi, è solito svelare curiosità o rendere note sue riflessioni su vicende di attualità.

Rupert Evans: chi è sua moglie

6. È estremamente riservato. L’attore è noto per non essere solito condividere dettagli sulla sua vita personale. Negli anni, infatti, ha mantenuto un basso profilo, tenendosi alla larga dall’invasività dei media. Per tale motivo, nulla si sa della sua vita sentimentale, e non è certo se sia single o abbia una compagna.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Rupert Evans Streghe

Rupert Evans in L’uomo nell’alto castello

5. Ha avuto un ruolo ricorrente. L’attore ha guadagnato grande popolarità recitando nel ruolo di Frank Frink in L’uomo nell’alto castello. Presente dalla prima alla terza stagione, questi è il fidanzato della protagonista e lavora in una fabbrica di armi. All’interno della serie, composta di 40 episodi, Evans ha recitato in ben 26 di questi.

Rupert Evans in Streghe

4. Ha diretto un episodio. Dopo essere diventato un membro fisso del cast di Streghe, nel ruolo di Harry Greenwood, l’attore è passato dietro la macchina da presa per dirigere l’episodio Don’t Look Back in Anger, diciottesimo della seconda stagione. Per Evans si è trattato del debutto in qualità di regista, occasione che si è per lui rivelata entusiasmante, e che l’ha costretto a guardare la serie anche da nuove prospettive.

3. Ha un ruolo chiave nella serie. In Streghe, l’attore ricopre uno dei personaggi principali. È infatti Harry Greenwood, angelo custode che protegge e guida le streghe protagoniste. È lui a riunire le tre giovani ragazze e comunicare loro quanto le aspetta. Il personaggio ricorre dunque in qualità di mentore.

2. Non conosceva il personaggio. L’attuale serie Streghe è in realtà il reboot di un classico della televisione. Anche in quel caso vi era la figura dell’angelo custode Harry. Intervistato a riguardo, Evans ha tuttavia dichiarato di non aver mai visto quella versione del personaggio, e di aver pertanto potuto lavorare sulla sua in totale libertà, privo di condizionamenti.

Rupert Evans: età e altezza

1. Rupert Evans è nato a Staffordshire, Inghilterra, il 9 marzo 1976. L’attore è alto complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

 

The French Dispatch di Wes Anderson trai i film etichettati “Cannes 2020”

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The French Dispatch di Wes Anderson, Another Round di Thomas Vinterberg e Comes Morning di Naomi Kawase sono alcuni dei film d’autore che dovrebbero ricevere l’etichetta Cannes 2020. Si tratta di circa 50 titoli destinati a ricevere l’etichetta del festival curato dal direttore artistico Thierry Fremaux e dal suo comitato di selezione. I film saranno svelati ufficialmente il 3 giugno.

Sappiamo già che senza l’edizione fisica di Cannes 2020, a causa della pandemia da coronavirus, la selezione che Fremaux e il suo staff hanno già fatto potrebbe “cadere” nelle mani di altri festival, magari autunnali, per questo si è deciso di presentare ugualmente questi film nelle altre occasioni, purché abbiano un’etichetta che ne attesta la presenza nella lista di quello che sarebbe dovuto essere il Festival di Cannes 2020.

L’elenco dei film di Cannes 2020 includerà titoli inizialmente selezionati per le diverse sezioni, in particolare la competizione e Un Certain Regard, nonché alcuni titoli della Settimana della critica, sezione dedicata alle opere prime e seconde. Oltre ad Anderson, Vinterberg e Kawase, altri autori di spicco che si dice abbiano accettato l’etichetta Cannes 2020 sono Francois Ozon con Ete 85 e Apichatpong Weerasethakul con Memoria.

The French Dispatch di Anderson trai film etichettati Cannes 2020

Le ragioni per cui questi prestigiosi film potrebbero prendere l’etichetta di Cannes invece di aspettare Sundance, Berlino o Cannes del prossimo anno variano dai tempi delle uscite cinematografiche locali alle strategie dei distributori e alle schedule dei cineasti. Per questi film, l’etichetta di Cannes sarà un punto di partenza con San Sebastian o Toronto che invece ospiteranno le prime mondiali. Ad esempio, The French Dispatch, il cui cast comprende Benicio del Toro, Tilda Swinton, Frances McDormand e Timothée Chalamet, sarà probabilmente presentato in anteprima mondiale a Toronto. Il film doveva essere l’apertura del Festival di Cannes 2020.

Fonte: Variety

The Amazing Spider-Man 1 e 2: quello che non avete notato nei film con Andrew Garfield

Nonostante non siano esattamente i film più amati dai fan della Marvel, The Amazing Spider-Man 1 e 2 di Marc Webb con Andrew Garfield sono riusciti a inserire, in circa 5 ore di film, moltissimi riferimenti ai fumetti, dimostrando di essere in grado di fare un lavoro filologico e rispettoso del materiale originale, anche se il risultato non è stato poi tanto apprezzato. In particolare, di seguito (via Screenrant) vi elenchiamo dei dettagli dei film, easter eggs, che non avete notato e che aumenteranno la vostra stima nei confronti dei filmmaker di questi due film!

La prefigurazione della morte di Gwen Stacy (ASM 1)

Nel 2012, il supervisore dell’animazione del film, David Schaub, ha suggerito ai fan di andare a rivedere le scene finali del film perché c’era un Easter Egg. All’epoca non approfondì ulteriormente perché l’indizio nascosto in quelle scene sarebbe stato uno spoiler, in un certo senso, di quello che sarebbe accaduto nel film successivo.

Guardando attentamente le scene conclusive del film, ci rendiamo conto che la scena stava prefigurando la morte di Gwen Stacy. Nella sequenza finale, dopo che Spider-Man si è lanciato dalla gru, l’inquadratura rallenta. Qui, gli spettatori possono vedere il George Washington Bridge. Alcuni fan potrebbero non essere consapevoli del suo significato, ma si tratta del luogo dove Gwen Stacy muore, nei fumetti.

Electro V Spiderman, il riferimento al fumetto (ASM 2)

Nel secondo episodio, Webb ha fatto un altro sottile riferimento ai fumetti durante il primo incontro tra Spider-Man e Electro. Ricordate la scena in cui il tessi-ragnatele spruzza Electro con la pompa antincendio? Dopo che Max ha iniziato a distruggere Times Square?

Questo era un riferimento indiretto al primo confronto tra Electro e Spider-Man in The Amazing Spider-Man # 9. In questo fumetto, Spider-Man viene quasi ucciso quando viene a contatto con il cattivo. Tuttavia, come nel film, il supereroe riesce a sconfiggere Electro quando lo “cortocircuita” con la pompa antincendio.

Il simbolo di Spider-Man Symbol sullo Skateboard (ASM 1)

Questo prossimo dettaglio nascosto è sfuggito sicuramente alla maggior parte degli spettatori perché è apparso solo per una frazione di secondo. Per individuarlo, i fan dovranno tornare al primo film. Alla scena in cui Peter dorme sul treno e c’è una banda che fa confusione.

Mentre Peter sente il suo DNA cambiare a causa del morso, il simbolo di Spider-Man lampeggia sullo skateboard. Può sembrare casuale ma per coloro che non hanno familiarità con il tessi-ragnatele, questo simbolo segna l’arrivo dei suoi poteri.

La Torre dell’Orologio (ASM 2)

Anche se potrebbe non è rimasta uccisa sul ponte di Washington, Webb ha lasciato un altro riferimento al fumetto nella morte di Gwen Stacy. Quando Gwen sta per morire, i fan si ricordano bene che la scena si concentra sulla torre di un orologio in cui le lancette non hanno controllo.

In questo caso, l’Easter Egg arriva nel momento in cui le lancette si fermano alle 01:21. Per coloro che non hanno familiarità con i fumetti, questo è un riferimento al numero ASM n. 121, altrimenti noto come “The Night Gwen Stacy Died”. Non appena le mani si fermano su quell’ora, i fan più attenti lo hanno capito: arriva il momento di preparare i fazzoletti.

Riferimenti a Rhino, Vermin e Shathra? (ASM 1)

Nel 2012, Webb ha detto ai fan di riguardare il primo film e cercare un riferimento preciso nel corso del tour della Oscorp di Gwen. Per individuarlo, i fan devono fare attenzione nella scena in cui si vede l’ologramma dell’albero della vita, dove si individuano degli animali precisi. Tra questi ci sono un rinoceronte e una vespa.

Qui, il regista poteva alludere ai nemici di Spidey, Rhino e Shathra. È anche possibile che Webb si riferisse a Vermin, quando uno dei topi diventa cannibale.

Homecoming ha onorato Amazing Spider-Man 2?

La fine di The Amazing Spider-Man 2 ha dato ai fan un sottile suggerimento di quello che era in serbo per i fan e che sarebbe accaduto che il progetto non fosse miseramente franato sotto ai piedi di Webb e della SONY. La scena finale infatti mostra i tentacoli di Doc Ock e i costumi del Avvoltoio e sembrava quindi che Webb stesse prefigurando il conflitto di Spider-Man con i Sinistri Sei.

Dato che il terzo film è stato cancellato, i fan non sapranno mai cosa era stato pianificato. Tuttavia, gli autori del MCU hanno deciso di onorare il franchise includendo Avvoltoio in Spider-Man: Homecoming. Potrebbe essere un caso, ma è comunque un buon modo per togliersi il cappello di fronte a ciò che è venuto prima.

Il poster de La Finestra sul Cortile (ASM 1)

Sebbene non abbia alcuna relazione diretta con i fumetti, qualcun altro ha individuato il poster de La Finestra sul Cortile sulla parete della camera di Peter? Mentre la maggior parte delle persone è giustamente alla ricerca di riferimenti a fumetti, si potrebbe non cogliere il fatto che quel film è una metafora del retroscena di Peter.

Come molti fanatici del cinema sanno, La Finestra sul Cortile parla di un fotografo che passa la maggior parte del suo tempo ad osservare i suoi vicini. Quando sospetta che uno di loro sia stato assassinato, si auto-affibbia il dovere di catturare l’assassino. Suona familiare?

Riferimenti a J.J. Jameson (ASM 2)

Un film di Spider-Man sarebbe lo stesso senza il personaggio di J. Jonah Jameson? Anche se i fan non riescono a vederlo di persona, Webb ha assicurato che introdurre il direttore del Daily Bugle non era troppo lontano dalle loro idee. Il primo accenno a lui si ha infatti quando Peter e zia May si lamentano dello scarso salario da fotografo di Peter.

Webb fece inoltre allusione all’editore quando si vede che Peter gli manda una e-mail, chiedendogli di calmarsi in merito all’argomento Spider-Man. Se i fan guardano più da vicino il suo account e-mail, saranno anche in grado di vedere Jameson offrirgli $ 10 per una serie di foto. Anche se non appare mai, è strano che i fan possano ancora sentire la sua presenza.

Wrestling & The Birth Of Spider-Man (ASM 1)

Per lo spettatore medio, la scena in cui Peter cade attraverso il tetto e finisce su un ring di wrestling potrebbe non significare nulla. Tuttavia, c’è un altro riferimento ai fumetti nascosto qui, che passa in gran parte inosservato.

Nel momento in cui Peter vede lo stendardo di Lucha Libre e inizia a fare il suo costume, siamo consapevoli che in questo punto Webb fa un sottile riferimento alla prima storia di Spider-Man nel 1962. In Amazing Fantasy n. 15, il tessi-ragnatele ha fatto il suo debutto a fumetti, che ha visto Peter partecipare a una competizione di wrestling amatoriale. L’unica cosa che doveva nascondere la sua identità era una maschera, quindi è normale che Webb abbia messo in parallelo la nascita dell’Uomo Ragno di Garfield con la sua prima apparizione nei fumetti.

La gag delle uova di Zia May (ASM 1 e 2)

Nel primo film, i fan potrebbero ricordare che c’era una specie di gag tra May e Peter, con lui che si dimenticava di prendere le uova. Peter dimentica per tutto il film di portare le uova alla zia, fino a che, alla fine, dopo lo scontro con Lyzard, porta il cartone a May. Bene, gli sceneggiatori hanno deciso di continuare a portare avanti questa gag, inserendola anche nel secondo film.

Si tratta di un altro di quei momenti che compaiono per pochi istanti sullo schermo! Tornando alla scena in cui Peter sta inviando le e-mail, vedono chiaramente un messaggio da parte di May in cui gli chiede di non dimenticare le uova!

Horror: i 10 miglior film ambientati al mare

Horror: i 10 miglior film ambientati al mare

Non tutti gli horror devono necessariamente essere ambientati all’interno di case infestate o in luoghi misteriosi presi di mira da entità maligne. Alcuni dei migliori horror mai concepiti sono ambientati al mare, attorno a spiagge assolate all’apparenza tranquille che in realtà nascondono tra le loro onde striscianti, inquietanti ed enormi creature pronto a cibarsi di carne umana. Screen Rant ha raccolto i 10 migliori horror ambientati al mare:

Spiaggia di Sangue (1980)

In Spiaggia di Sangue, commedia horror squisitamente divertente diretta da Jeffrey Bloom, un’entità tanto malefica quanto misteriosa che abita nelle profondità della terra, inizia a risucchiare attraverso la sabbia ignari adolescenti che non faranno mai più ritorno a casa.

All’epoca della sua sua uscita in sala, la tagline ufficiale del film prendeva palesemente in giro quello del più celebre Lo Squalo. Anche se il film è sconosciuto ai più (in Italia è uscito direttamente in home video), rappresenta comunque un’allegra variante degli horror ambientati al mare.

The Mutilator (1984)

Parlando di mostri che invadono le spiagge ma non sono propriamente subacquei, The Mutilator, slasher americano del 1984 scritto, diretto e prodotto da Buddy Cooper e co-diretto da John S. Douglass, offre un degna alternativa al genere.

Il film – intitolato in origine Fall Break – segue un branco di scialbi adolescenti in cerca di emozioni forti in una dimore sulla spiaggia appartenente al padre di uno di loro. Ma Ed (il protagonista interpretato da Trace Cooper), non ha raccontato ai suoi amici della terribile storia orribile che riguarda la casa e il suo passato “rosso-sangue”…

Open Water (2003)

Se provare a fare un film incentrato sugli squali assassini, sulla scia de Lo Squalo, si rivela quasi sempre un’operazione fallimentare, lo sforzo messo in atto con Open Water è assolutamente coraggioso, e il risultato finale certamente degno di nota.

Basato su una storia vera, il film di Chris Kentis ripercorre l’esperienza straziante di Susan Watkins (Blanchard Ryan) e Daniel Kintner (Daniel Travis), due subacquei che sono stati inavvertitamente abbandonati nei Caraibi infestati da squali. Grazie ad un suspense pungente e ad un inevitabile senso di claustrofobia generato, Open Water è senza dubbio tra i più autentici horror ambientati al mare.

Lo Squalo 2 (1978)

La bellezza e il successo dell’originale resteranno ineguagliabili, ma è innegabile che Lo Squalo 2 sia il miglior sequel del franchise mai realizzato. All’epoca della sua uscita in sala il film venne ampiamente criticato, ma con gli anni in molti si sono ricreduti e hanno riconosciuto quanto in realtà il film fosse debitore del suo predecessore.

Ne Lo Squalo 2 la storia ricalca più o meno quella del primo film: il capo Brody (ancora una volta Roy Scheider) viene chiamato a proteggere la sua piccola comunità e la spiaggia di Amity quando un nuovo “mostro bianco” torna a seminare il panico. Il regista francese Jeannot Szwarc raccolse l’eredità di Steven Spielberg, dal cui film cercò di ricrearne la tensione e la suspense.

The Bay (2012)

The Bay, l’horror a basso budget di Barry Levinson, girato attraverso la tecnica del found-footage, offre una visione unica ed elettrizzante del classico horror ambientato sulla spiaggia. In tempi di COVID-19, questo potrebbe essere il titolo più spaventoso da vedere (o da riscoprire).

Durante il weekend del 4 luglio, nella baia di Chesapeake, i cittadini si recano sulle spiagge per la celebrazione tradizionale. Quando le persone iniziano a ammalarsi frequentemente e anche in maniera violenta, diventa presto chiaro che un’epidemia mortale viene trasmessa attraverso l’acqua. Un bellissimo horror dalle venature thriller e sci-fi, forse ancora oggi sottovalutato.

L’Orca Assassina (1977)

Di tutti gli imitatori, più o meno spudorati, de Lo Squalo, usciti alla fine degli anni ’70, L’Orca Assassina è forse il più celebre e il più riuscito: un film che trascende il genere horror per mescolare insieme dramma e avventura. 

Una vendicativa balena assassina è testimone del barbaro omicidio del suo compagno e di suo figlio da parte di un gruppo di pescatori commerciali. Pertanto, durante la visione del film lo spettatore si ritrova a fare il tifo per la balena piuttosto che per il protagonista “umano”, il Capitano Nolan (interpretato dal compianto Richard Harris). 

Monster – Esseri ignoti dai profondi abissi (1980)

Monster – Esseri ignoti dai profondi abissi è un horror fantascientifico americano del 1980, una sorta di versione “riveduta e corretta” del cinema fantahorror tanto caro agli anni ’50.

Quando un piccolo villaggio di pescatori viene improvvisamente invaso da un gruppo di mostruose creature metà uomo e metà pesce, ne consegue il pandemonio. Le viscide bestie marine violentano le donne e uccidono gli uomini della città, lasciando che un gruppo di giovani ragazzi provi a salvare la situazione. Sicuramente un b-movie degno di essere (ri)scoperto!

Piraña (1978)

Con tutto il rispetto per il remake (Piranha 3D) e per il suo discutibile sequel (Piranha 3DD), l’originale Piraña di Joe Dante del 1978 supera di gran lunga entrambi, nonostante il suo budget ridotto.

Costato circa 600.000 dollari, il film racconta di una “operazione lama di rasoio”, cioè di una serie di ricerche scientifiche volute dai vertici militari per rendere impraticabili le acque del Vietnam, tramite produzione di incroci di voraci piraña selezionati per essere adatti a vivere in qualsiasi condizione d’acqua (fredda e salata) ed in grado di riprodursi a ritmo accelerato.

Ragazzi perduti (1987)

Ambientato nella piccola cittadina balneare di Santa Carla, Ragazzi Perduti di Joel Schumacher è classico horror degli anni ’80, interpretato da un giovanissimo Kiefer Sutherland al fianco di Jason Patric e Corey Feldman. 

Quando Sam (Corey Haim) e Michael (Jason Patric) si trasferiscono nella soleggiata Santa Carla con la loro madre single Lucy (Dianne Weist), le loro vite cambiano drasticamente quando Michael si imbatte in una banda di motociclisti succhiasangue e  Sam fa amicizia con i “Frog”, gruppo di fratelli a caccia di vampiri. 

Lo Squalo (1975)

Lo Squalo di Steven Spielberg non è solo il film horror ambientato al mare più bello e terrificante di tutti i tempi, ma l’impatto che il film ha avuto sull’industria cinematografica è probabilmente più forte della stessa bestia da tre tonnellate al centro della storia.

Conosciuto come il primo vero grande blockbuster disuccesso nella storia del cinema, Lo Squalo è stato anche il primo film a incassare 100 milioni di dollari al box office americano. Nonostante una produzione abbastanza travagliata, Spielberg ha realizzato un thriller di altissimo livello che ha affascinato e terrorizzato il mondo intero. Un enorme squalo bianco che terrorizza le coste dell’isola di Amity ha completamente cambiato il modo di percepire e costruire la tensione al cinema.

Secret Wars introdurrà un nuovo Tony Stark?

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Secret Wars introdurrà un nuovo Tony Stark?

Iron Man ha incontrato una fine tanto tragica quanto eroica in Avengers: Endgame, film che ha segnato ufficialmente l’ultima apparizione di Robert Downey Jr. nel MCU. L’attore potrebbe ancora apparire in un cameo in Black Widow o prestare la sua voce nell’annunciata serie Disney+ dedicata ad Ironheart, ma è chiaro che il futuro cinematografico del MCU non include più la presenza dell’amatissimo Downey Jr.

Tuttavia, un altro Tony Star potrebbe apparire in Secret Wars, adattamento cinematografico della miniserie a fumetti creata da Jonathan Hickman e Esad Ribić, che potrebbe arrivare a seguito della scena post-credits di Spider-Man: Far From Home. Nell’ipotetico film, potremmo dunque vedere una versione più giovane del miliardario filantropo. La notizia è stata riportata da alcune fonti vicine a We Got Discovered, che proprio di recente aveva anticipato l’arrivo ufficiale della Snyder Cut di Justice League, poi ufficializzato dallo stesso Zack Snyder e della Warner Bros.

I fan dei fumetti sapranno molto bene che in Secret Wars del 2015, i vari eroi dell’universo Marvel vengono trasportati su Battleworld, un pianeta diviso in molti territori, ciascuno combinazioni di vari universi. Nella versione di Secret Wars ambientata nel MCU, uno di questi eroi potrebbe essere proprio una versione giovane di Tony proveniente da una realtà alternativa: quindi, per essere chiari, si tratterà di un personaggio che ovviamente non sarà interpretato da Robert Downey Jr. I piani potrebbero essere quelli di cercare un attore più giovane che, nella fattezze, ricordi la star hollywoodiana, probabilmente sui trent’anni.

Una versione più giovane di Tony Stark potrebbe apparire nell’ipotetico film basato su Secret Wars

Sempre la fonte riporta che nell’ipotetico film basato su Secret Wars, Tony incontrerà gli altri eroi coinvolti nella storia e interagirà con loro. Non è esclusa la possibilità che alla fine, questa versione di Tony più giovane, possa trovare un modo per entrare a far parte della linea temporale principale del MCU, incontrandosi quindi con i Vendicatori originali. Tutto ciò dipenderà probabilmente dal modo in cui il “nuovo” Tony verrà accolto dal pubblico e se la nuova versione del personaggio avrà successo o meno.

Gli scenari che potrebbero prendere vita con un eventuale adattamento di Secret Wars, sono comunque molteplici: essendo la serie a fumetti un incrocio tra due universi distinti – l’Universo Marvel e l’Universo Ultimate – non è da escludere che i Marvel Studios stiano progetto una sorta di loro personalissimo crossover sulla scia del Crisis on Infinite Earths dell’Arroweverse, con la speranza – magari – di includere anche il Wolverine di Hugh Jackman o il Daredevil di Ben Affleck.

Il giovane ispettore Morse: stagioni, trama, cast e dove vederla

Il giovane ispettore Morse: stagioni, trama, cast e dove vederla

Il giovane ispettore Morse (Endeavour) è la serie tv britannica prequel dell’Ispettore Morse e basata sugli omonimi romanzo scritti da Colin Dexter.  Il pilot della serie ha debuttato nel Regno Unito il 2 gennaio 2012 e successivamente dal 14 aprile 2013. La serie è poi stata rinnovata per una seconda stagione di quattro episodi che ha debuttato nel 2014. La serie è stata poi rinnovata per una terza stagione e una quarta stagione andati in onda nel gennaio del 2016 e nel gennaio del 2017.

La serie è prodotta da Dan McCulloch e prodotta a livello esecutivo Michelle Buck, Damien Timmer, Rebecca Eaton per le società di produzione Mammoth Screen, Master.

Il giovane ispettore Morse: dove vederla in streaming

La prima stagione di Il giovane ispettore Morse ha debuttato in Italia con l’episodio pilota il 2 giugno 2019 su Paramount Network, mentre gli altri episodi vanno in onda dal 14 giugno 2019. La serie non è al momento disponibile in streaming.

Il giovane ispettore Morse: la trama e il cast

La serie tv è ambientata nel 1965, e racconta la carriera giovanile di Endeavour Morse dopo che ha abbandonato Oxford senza laurearsi ed essere entrato nella polizia. I racconti si svolgono presso il Commissariato cittadino di Oxford Cowley, nel quale l’agente Morse verrà preso di mira per il suo attivismo e le indagini scomode. A partire dalla sesta stagione il Sergente Morse verrà prima assegnato al Commissariato di Castle Gate e in seguito trasferito alla nuova centrale operativa di Oxford Thames Valley.

Nella serie tv protagonisti sono Shaun Evans nel ruolo di Endeavour Morse, Roger Allam nel ruolo di Fred Thursday, James Bradshaw nel ruolo di Max DeBryn, Anton Lesser nel ruolo di Reginald Bright, Sean Rigby nel ruolo di Jim Strange, Sara Vickers nel ruolo di Joan Thursday e Abigail Thaw nel ruolo di Dorothea Frazil.

La prima stagione de Il giovane ispettore Morse

La prima stagione de Il giovane ispettore Morse è composta da quattro episodi andati in onda in UK nel 2013. Il primo episodio si intitola Ragazza (l’originale Girl), il secondo Fuga (Fugue), il terzo Rocket e il quarto Casa (Home).

La seconda stagione

La seconda stagione della serie tv è composta da 4 episodi ed è andata in onda dal 30 marzo al 20 aprile 2014 in UK e in Italia nel 2019. Il primo episodio si intitola Tesoro (in originale Trove), il secondo episodio Notturno (Nocturne). Il terzo episodio si intitola Ascendente (Sway) mentre il quarto episodio si intitola Neverland.

La terza stagione

La terza stagione è composta da 4 episodi ed è andata in onda nel 2016. In Italia nel 2020. Il primo episodio si intitola Giostra (in originale Ride), il secondo episodio si intitola Arcadia (Arcadia), il terzo episodio si intitola Preda (Prey), il quarto episodio si intitola Coda (Cosa).

La quarta stagione

La quarta stagione de Il giovane ispettore Morse è composta da 4 episodi ed è andata in onda nel 2017. In Italia nel 2020. Il primo episodio si intitola Partita (in originale Game), il secondo episodio si intitola Cantico (Canticle), il terzo episodio si intitola Lazzaretto (lazaretto), il quarto episodio si intitola Harvest.

La quinta stagione

La quinta stagione della serie composta da 6 episodi è andata in onda nel 2018. In Italia è attualmente inedita. Il primo episodio si intitola Muse, il secondo episodio originale si intitola Cartouche, il terzo episodio Passenger, il quarto episodio si intitola Colours. Il quinto episodio in originale si intitola Quartet, il sesto episodio si intitola Icarus.

X-Men: Apocalypse, ecco quale doveva essere la scena post-credits

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X-Men: Apocalyse è stato il film che ha concluso la seconda trilogia di film sugli X-Men, ha dovuto ereditare il successo di Giorni di un Futuro Passato, film complesso e ambizioso anche solo per la concomitanza di personaggi e generazioni diverse di mutanti, ed è stato seguito dal disastroso Dark Phoenix. Come in tutti i film degli X-Men mai prodotti, c’è stato anche spazio per un piccolo cameo di Wolverine, nella scena alla base di Alkali Lake, quando il mutante viene liberato dalla sua gabbia e aiuta, involontariamente, i giovani Jean e Scott.

Il film si conclude con la scena degli operatori della Essex Corp che arrivano sul luogo in cui Wolverine ha operato una strage, proprio alla base, e prelevano campioni del suo sangue. Sappiamo che la corporazione è a capo degli esperimenti che porteranno a realizzare dei cloni del Mutante con gli artigli di Adamantio, quindi in questa scena c’era l’intenzione di una continuità che avrebbe poi dovuto portare all’esordio di Mr. Sinister nell’universo Marvel/Fox.

Gambit nella scena post credits di X-Men: Apocalypse

Sappiamo che poi questo non è avvenuto, ma sappiamo anche che la scena post credits prevista in origine doveva essere un’altra. Secondo quanto si apprende solo oggi, la scena post credits di X-Men: Apocalyse avrebbe dovuto introdurre il personaggio di Gambit, interpretato da Channing Tatum. Il film solo sul personaggio si è trovato nel bel mezzo dell’inferno di acquisizione di Fox da parte di Disney, ed è stato quindi messo da parte come tutti i progetti che giacciono ora in un limbo di incertezza.

A confermare la notizia è Simon Kinberg che ha dichiarato: “Ne abbiamo parlato per una introduzione in Apocalypse. Alla fine del film si vede la Essex Corp, ma avevamo anche pensato di realizzare una scena che lo riguardasse, ma non ne approfondirò i dettagli, perché non è più proprietà della Fox e ora fa parte del MCU. Non so quali siano ora i piani, ma Mr. Sinister avrebbe sicuramente fatto parte del film su Gambit con Channing Tatum.”

Gambit Channing TatumSembra incredibilmente improbabile che l’incarnazione originale di Gambit venga resuscitata dai Marvel Studios, con i nuovi proprietari degli X-Men desiderosi di prendere le distanze da ciò che è accaduto prima, ma Kinberg crede ancora che quel progetto possa vedere la luce del giorno, prima o poi. “Tutti i film che erano in produzione alla Fox sono in fase di valutazione. Adoro l’idea di Channing che interpreta Gambit. Penso che abbiamo un’ottima sceneggiatura per questo film, e penso che questo mutante sia un ruolo che lui è nato per interpretare. È un personaggio che sono cresciuto amando e so che i fan adorano. Quindi spero che accada.”

Dato che abbiamo già visto dodici film sugli X-Men di Fox, che purtroppo si sono conclusi con il disastroso X-Men: Dark Phoenix, le possibilità che i Marvel Studios mantengano Channing Tatum come interprete di Gambit sembrano molto scarse.

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James Gunn favorevole alla Ayer Cut di Suicide Squad

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James Gunn favorevole alla Ayer Cut di Suicide Squad

A quanto pare, James Gunn sostiene la release della Director’s Cut di Suicide Squad, il cinecomic di David Ayer del 2016, prima che il suo film, The Suicide Squad, arrivi nelle sale. Con la notizia dell’arrivo, il prossimo anno, della Snyder Cut di Justice League su HBO Max, i fan stanno adesso spingendo per vedere anche il taglio del cinecomic di Ayer, soggetto più o meno alle medesime vicissitudini che avevano caratterizzato la post-produzione di Justice League. E a quanto pare sembra che Gunn, che dirigerà la nuova iterazione della Squadra Suicida sul grande schermo, non ha alcun problema in merito.

Inizialmente, David Ayer avrebbe dovuto dirigere il sequel di Suicide Squad e anche una serie di spin-off (incluso il tanto chiacchierato Gotham City Sirens), visto che il suo film aveva ottenuto un discreto successo al box office, nonostante le pesanti critiche. Nel momento in cui la Warner Bros. ha poi rivisto il suo approccio al DCEU, il franchise si è mosso in una direzione totalmente diversa, e i progetti legati al coinvolgimento di Ayer sono stati accantonati.

Al momento non sappiamo ancora se The Suicide Squad di James Gunn sarà un reboot, un sequel del film di Ayer o un mix di entrambe le cose: la cosa certa è che lo stesso Gunn – che in passato aveva dichiarato che i due cinecomic non saranno collegati – non ha alcun problema qualora la Ayer Cut di Suicide Squad dovesse davvero essere rilasciata prima del suo film.

James Gunn sostiene la release della Ayer Cut di Suicide Squad

Interrogato via Twitter sulla questione, James Gunn ha risposto in maniera chiara che per lui non ci sarebbe alcun problema se la Warner Bros. e David Ayer decidessero di rilasciare la Director’s Cut di Suicide Squad. Taggato nella domanda posta a Gunn, Ayer ha risposto al collega esprimendo tutto l’apprezzamento nei confronti della sua posizione. Ayer ha poi aggiunto che non vede l’ora di vedere The Suicide Squad.

Ora che i fan hanno finalmente ottenuto ciò che volevano, ossia la release della Snyder Cut di Justice League, sembra che l’attenzione adesso sia tutta per il Suicide Squad di David Ayer: non è escluso che un movimento simile a quello messo in piedi dai fan con #ReleaseTheSnyderCut possa portare la medesima “fortuna” anche al taglio inedito del cinecomic dedicato alla Squadra Suicida.

Suicide Squad è un film del 2016 diretto da David Ayer con Will SmithMargot RobbieJared LetoJoel Kinnaman, Jai Courtney, Cara DelevingneViola DavisScott Eastwood, Raymond Olubawale, Jay Hernandez, Ike Barinholtz, Ted Whittall, Robin Atkin Downes e David Harbour. Nel film i più temuti supercriminali del mondo vengono reclutati in gran segreto da Amanda Waller per costituire la Task Force X, una squadra di antieroi che in seguito alla morte di Superman avrà il compito di difendere l’umanità da ogni genere di minaccia. 

The New Mutants: il regista spera di poter realizzare una trilogia

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Il regista Josh Boone ha concesso una nuova intervista a SFX Magazine in cui ha parlato di The New Mutants, il travagliatissimo nuovo film della saga di X-Men che, dopo essere stato rimandato per l’ennesima volta a causa della pandemia di Covid-19 (sarebbe dovuto arrivare nelle sale americane lo scorso 3 aprile), farà finalmente il suo debutto in sala quest’estate, precisamente il prossimo 28 agosto.

A proposito di tutti i problemi che hanno caratterizzato la produzione del film e di tutti i rinvii a cui lo stesso è stato soggetto, Boone ha dichiarato: “Alla fine, dopo tutto questo tempo, sono riuscito a realizzare il mio film. Ne vado fiero. Adesso spero che il film abbia parecchio successo, il modo che lo studio mi permetta di portare avanti la mia idea di una trilogia. Ho già in mente tutto.”

Già in passato, infatti, Josh Boone aveva rivelato che alla fine del film avremmo dovuto vedere una scena post-credits che avrebbe ufficialmente introdotto il personaggio di Emmanuel da Costa, il padre del personaggio di Roberto da Costa/Sunspot, interpretato in The New Mutants da Henry Zaga, nonché spietato uomo d’affari che ha legami con il Club Infernale.

Josh Boone spera nel successo di The New Mutants in modo da poter realizzare una trilogia

Ad interpretare Emmanuel – che sarebbe dovuto essere il villain principale del sequel – era stato chiamato nientemeno che Antonio Banderas. Alla fine quella scena non è mai stata girata: “Il fatto che non l’abbiamo più girata è stato intenzionale”, aveva spiegato Boone. “Adesso la Marvel detiene i diritti sugli X-Men e farà le sue cose. Quindi, non c’era motivo di girare quella scena.”

The New Mutants è un thriller con sfumature horror, originale e ambientato in un ospedale isolato dove un gruppo di giovani mutanti è rinchiuso per cure psichiatriche. Quando iniziano ad avere luogo degli strani episodi, le loro nuove abilità mutanti e la loro amicizia saranno messe alla prova, mentre cercano di fuggire. Diretto da Josh Boone e scritto da Boone e Knate Lee, il film vede nel cast la presenza di Maisie WilliamsAnya Taylor-Joy, Charlie Heaton, Alice Braga, Blu Hunt Henry Zaga.

Martin Scorsese: il suo prossimo film verrà prodotto da Apple

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Martin Scorsese: il suo prossimo film verrà prodotto da Apple

Arriva da Deadline la notizia che sarà la Apple a finanziare e produrre il nuovo attesissimo progetto cinematografico di Martin Scorsese, l’annunciato Killers of the Flower Moon che vedrà recitare nuovamente insieme Leonardo DiCaprio e Robert De Niro, per la prima volta diretti dal regista di Toro Scatenato e Taxi Driver. 

La Appla è riuscita a battere la concorrente Netflix (che aveva distribuito l’ultima fatica di Scorsese, l’acclamato The Irishman) e starebbe ultimando gli accordi con la Paramount Pictures per finanziare e produrre il nuovo film del regista che, nonostante verrà distribuito nei cinema di tutto il mondo dalla Paramount, verrà ufficialmente etichettato come un Apple Original Film. Alla fine della sua corsa in sala, il film sarà poi disponibile su Apple TV+, diventando sicuramente uno dei titoli originali più importanti del catalogo della piattaforma.

In una vecchia intervista concessa a Cahiers du Cinéma, Martin Scorsese aveva così parlato di Killers of the Flower Moon: “Posso dire che sarà un western. È ambientato in Oklahoma tra il 1921 e il 1922. Ci saranno dei cowboy, che avranno sia delle vetture che dei cavalli. Il film racconterà soprattutto degli Osage, una tribù indiana alla quale viene donato questo territorio orribile: loro amavano questo territorio, perché pensavano che ai bianchi non sarebbe mai interessato. Poi ci hanno scoperto il petrolio e, per circa dieci anni, gli Osage sono diventati il popolo più ricco della Terra. Poi, come accaduto nello Yukon e nelle regioni minerarie del Colorado, sbarcarono gli avvoltoi, i bianchi, arrivarono gli europei, e tutto andò perduto. Laggiù, avevano così tanto potere e un tale controllo su tutto che era più probabile andare in prigione per avere ammazzato un cane che un indiano.”

Apple produrrà il prossimo film di Martin Scorsese, dal titolo Killers of the Flower Moon

Killers of the Flower Moon vedrà recitare per la prima volta insieme, in un film di Scorsese, Leonardo DiCaprio e Robert De Niro (in precedenza, i due avevano recitato insieme in Voglia di Ricominciare del 1993 e ne La stanza di Marvin del 1996). A tal proposito, il regista aveva spiegato: “Leonardo DiCaprio avrà il ruolo principale, Robert De Niro sarà invece William Hale, il re delle colline di Osage, il responsabile della maggior parte delle morti. Gli altri saranno tutti attori nativi americani. È davvero interessante riflettere sulla mentalità che ha portato a tutto questo. La storia della civiltà risala alla Mesopotamia. Gli Ittiti vengono invasi da un altro popolo, scompaiono e in seguito si dice che siano stati assimilati, o meglio, assorbiti. È affascinante vedere come questa mentalità viene riprodotta in altre culture, attraverso due guerre mondiali. Penso sia qualcosa destinato a durare nel tempo. Questo è il film che proveremo a fare.”

X-Men: Dark Phoenix non avrà nessuna Director’s Cut, ecco perché

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X-Men: Dark Phoenix non avrà nessuna Director’s Cut, ecco perché

Sappiamo tutti quanto la produzione di X-Men: Dark Phoenix sia stata lunga e parecchio travagliata, con il film che purtroppo è stato accolto in maniera negativa dalla critica e si è rivelato anche un autentico flop al box office. In una recente intervista con IGN, il regista Simon Kinberg (nonché storico produttore del franchise di X-Men) ha parlato della possibilità di vedere una Director’s Cut del suo film, sulla scia del clamore provocato dalla notizia dell’arrivo della Snyder Cut di Justice League il prossimo anno su HBO Max.

A tal proposito, Kinberg ha specificato che è altamente improbabile che arriverà una versione diversa del suo film, dichiarando quanto segue: “Quel film rappresenta comunque la mia visione. È una visione che è cambiata mentre lo giravamo e, naturalmente, ci sono scene che abbiamo dovuto tagliare, così com’era già accaduto per Giorni di un Futuro Passato… scene che non abbiamo più utilizzato. Sono state tagliate delle scene e c’era anche un finale molto diverso rispetto a quello che avete visto al cinema. Ma per una ‘Kinberg’s Cut’ non potremmo limitarsi a reinserire quelle scene e a sostituire il finale, perché sono cose che non vennero mai ultimate, sia in termini di effetti visivi che di suono. E questi aspetti tecnici sono fondamentali per completare un film di tale portata. Sarebbe veramente complesso, ma l’interessamento mi fa comunque piacere.”

All’inizio X-Men: Dark Phoenix doveva essere diviso in due parti, ma alla fine la ex 20th Century Fox optò per la realizzazione di un unico film. Ricordando le sue idee iniziali, Kinberg ha spiegato: “Come per ogni film, c’è sempre qualcosa che speri vada in modo diverso. In ogni film ci sono cose che pensavi fossero perfette e che potessero funzionare, ma poi ti accorgi che non erano così forti come immaginavi. Dark Phoenix è stato un film molto difficile perché, quando pensai al film all’inizio, avevo concepito una creatura in due parti. Poi, all’improvviso, è stato trasformato in un solo film, per ragioni che non dipendevano da me. Adattarsi a questo enorme cambiamento è stata la vera sfida. Tutti questi film presentano delle sfide.”

Simon Kinberg spiega perché X-Men: Dark Phoenix non avrà nessuna Director’s Cut

Sempre nel corso della medesima intervista, poi, Simon Kinberg ha rivelato – ora che la Fox è stata ufficialmente acquistata dalla Disney – che gli piacerebbe dirigere un nuovo film degli X-Men sotto l’egida dei Marvel Studios: “Ho dedicato gran parte della mia vita a Logan, Deadpool e a tutti gli altri X-Men, quindi mi piacerebbe far parte di questa nuova iterazione.”

Di recente Dark Phoenix è stato eletto il più grande flop del 2019: il film, infatti, ha generato per la Fox una perdita di 133 milioni di dollari, risultando al primo posto della classifica dei film che hanno generato più perdite per gli studios nel corso dello scorso anno. Al secondo posto c’era Terminator: Destino oscuro (122.6 milioni di dollari), seguito da Cats (113. 6 milioni) e Gemini Man (111.1 milioni).

X-Men: Dark Phoenix è stato l’ultimo capitolo della saga dedicata ai celebri mutanti che hanno popolato i fumetti Marvel, scritto e diretto da Simon Kinberg e intepretato da Sophie TurnerJames McAvoyMichael FassbenderJennifer LawrenceNicholas Hoult, Tye Sheridan, Alexandra Shipp Jessica Chastain.

Il film è la storia di uno dei personaggi più amati della saga degli X-Men, Jean Grey, che si evolve nell’iconica Fenice Nera. Nel corso di una pericolosa missione nello spazio, Jean viene colpita da una potente forza cosmica che la trasforma in uno dei più potenti mutanti di tutti i tempi. Lottando con questo potere sempre più instabile e con i suoi demoni personali, Jean perde il controllo e strappa qualsiasi legame con la famiglia degli X-Men, minacciando di distruggere il pianeta. Il film è il più intenso ed emozionante della saga, mai realizzato prima. È il culmine di vent’anni di film dedicati agli X-Men, la famiglia di mutanti che abbiamo amato e conosciuto deve affrontare il nemico più devastante: uno di loro.

Avatar 2: nuovi dettagli sulla relazione tra Jake e Neytiri

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Avatar 2: nuovi dettagli sulla relazione tra Jake e Neytiri

Jon Landau, produttore di Avatar 2, ha condiviso nuovi dettagli sulla storia del sequel che riguardano la relazione tra i personaggi di Jake (Sam Worthington) e Neytiri (Zoe Saldana). Gran parte del primo capitolo della saga uscito nel 2009 si focalizzava proprio sulla nascita del rapporto tra l’umano Jake e Neytiri, Na’vi del clan degli Omaticaya: nel finale Jake, durante una cerimonia sacra, lasciava definitivamente il suo corpo umano ed entrava per sempre nel suo avatar.

Nel 2021, a circa dieci anni di distanza dall’uscita del primo film, il pubblico avrà finalmente la possibilità di scoprire cosa è successo e come si è evoluta la relazione tra Neytiri e Jake dopo la trasformazione di quest’ultimo. Al momento, l’unica cosa certa è che i due hanno avuti dei bambini e che la storia della loro famiglia continuerà ad evolversi sul grande schermo, dal momento che James Cameron ha in cantiere altri tre sequel che esploreranno ancora di più l’universo di Avatar e il mondo di Pandora.

Al momento, comunque, la cosa più importante per Cameron è quella di riuscire a portare a termine la produzione di Avatar 2. Lo scorso Marzo, la produzione dei sequel è stata ufficialmente bloccata a causa della pandemia di Covid-19. Al momento non sappiamo se il primo sequel manterrà la data di uscita inizialmente prevista (ossia Dicembre 2021), ma di recente Cameron è apparso decisamente ottimista sul fatto che Avatar 2 riuscirà ad arrivare al cinema il prossimo anno. Proprio la scorsa settimana, invece, il produttore Jon Landau aveva rivelato che le riprese di Avatar 2 sarebbero ripartite a breve in Nuova Zelanda, grazie all’attenuarsi dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Il produttore Jon Landau svela nuovi dettagli sulla trama di Avatar 2

Con Avatar 2 tornato ufficialmente in produzione, Landau ha parlato con RNZ del film e ha svelato nuovi dettagli a proposito della trama e dei due personaggi principali, ossia Jake e Neytiri. “Questa è la storia della famiglia Sully e di cosa uno di loro è disposto a fare per mantenere unita la famiglia”, ha spiegato Landau, per poi aggiungere:

“Jake e Neytiri hanno una famiglia in questo film. Vengono obbligati a lasciare la loro casa. Vanno all’esterno ed esplorano delle regioni differenti di Pandora. Ciò implica che trascorreranno molto tempo sull’acqua, sia attorno all’acqua che dentro l’acqua. Perché il pubblico ama l’intrattenimento così tanto? Credo perché siano tutti in cerca di una via di fuga, una via di fuga dal mondo che li circonda e dalle pressioni di ogni giorno. Con Avatar abbiamo offerto al pubblico l’opportunità di rifugiarsi in un mondo incredibile popolato da personaggi altrettanto incredibili, al pari di quello che Peter Jackson è riuscito a fare con Il Signore degli Anelli. Questo è ciò che non vediamo l’ora di continuare a fare.”

Avatar 2 debutterà il 17 dicembre 2021, seguito dal terzo capitolo il 22 dicembre 2023. Per il quarto e quinto capitolo, invece, si dovrà attendere ancora qualche anno: 19 dicembre 2025 17 dicembre 2027.

Il cast della serie di film è formato da Kate WinsletEdie FalcoMichelle YeohVin Diesel, insieme ad un gruppo di attori che interpretano le nuove generazioni di Na’vi. Nei film torneranno anche i protagonisti del primo film, ossia Sam WorthingtonZoe SaldanaStephen LangSigourney WeaverJoel David MooreDileep Rao e Matt Gerald.

Henry Cavill sarà ancora Superman in un altro film del DCEU

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Henry Cavill sarà ancora Superman in un altro film del DCEU

Henry Cavill tornerà a vestire i panni di Superman nel DCEU, ma non sarà ne L’Uomo d’Acciaio 2. Cavill aiutò la Warner Bros. e la DC Films a lanciare l’universo condiviso nel 2013 con l’uscita de L’Uomo d’Acciaio, riprendendo il ruolo dell’eroe kryptoniano in Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League. Dopo l’accoglienza decisamente tiepida ricevuta da tutti e tre i film, per anni si è parlato di un possibile Man of Steel 2 che, di fatto, non ha mai visto la luce.

Senza un sequel all’orizzonte, il futuro di Cavill nei panni di Superman è iniziato a diventare sempre più oggetto di discussione da parte del fandom. Per tutto il 2018, non si è fatto altro che ripetere che l’attore non sarebbe tornato nei panni del personaggio e che il contratto tra lui, la Warner e la DC non sarebbe stato rinnovato per il titolo finale che avrebbe dovuto vederlo indossare ancora una volta il costume del supereroe. A quel punto gli studios volevano che Cavill tornasse in un cameo nello Shazam! di David F. Sandberg, ma l’impossibilità di raggiungere un nuovo accordo tra le parti ha fatto saltare definitivamente il suo coinvolgimento nel film.

Lo scorso anno era stato lo stesso Henry Cavill ad affermare che “il mantello di Superman era ancora nel suo armadio”, lasciando intendere di non aver ancora rinunciato al ruolo. E oggi, finalmente, Deadline riporta la notizia che molti fan stavano aspettando: Cavill è in trattative ufficiali per riprendere il ruolo di Superman nel DCEU. In quale progetto (o in quali progetti) Cavill potrebbe apparire è ancora un mistero, ma la fonte assicura che non sarà per il sequel de L’Uomo d’Acciaio, né tantomeno per Wonder Woman 1984, The Suicide Squad o The Batman.

Henry Cavill in trattative per tornare ufficialmente nei panni di Superman nel DCEU

Proprio a proposito di Man of Steel 2, Deadline sottolinea che la Warner Bros. non ha in cantiere lo sviluppo del film. A questo punto, l’ipotesi più accreditata è che Cavill torni a vestire i panni dell’eroe kryptoniano o in Shazam! 2 al fianco di Zachary Levi o in Black Adam al fianco di Dwayne Johnson.

In una lunga intervista con Men’s Health lo scorso anno, Cavill aveva dichiarato: “Il mantello è nell’armadio. È ancora mio. […] Non me ne starò qui silenziosamente al buio mentre arrivano tutte queste voci. Non ho rinunciato al ruolo. Devo ancora dare tanto a Superman. Ci sono tante storie da raccontare. Tanti approfondimenti del personaggio in cui voglio tuffarmi. Voglio rappresentare i fumetti. È importante per me. C’è tanta giustizia che Superman si merita. Lo status è: vedrete.”

Ricordiamo che di recente è stata annunciata la release della Snyder Cut di Justice League su HBO Max. La versione del cinecomic di Zack Snyder così come concepito inizialmente dal regista verrà lanciata sulla piattaforma di streaming il prossimo anno. Durante il commento in diretta a L’Uomo d’Acciaio – in cui Snyder ha ufficializzato l’arrivo della Snyder Cut su HBO Max -, era stato lo stesso Henry Cavill ad ammettere che sarebbe stato onorato di tornare a vestire i panni di Superman.

Andrea Duro: 10 cose che non sai sull’attrice

Andrea Duro: 10 cose che non sai sull’attrice

Apprezzata attrice spagnola, Andrea Duro ha conquistato popolarità internazionale grazie alla soap opera Il segreto, per poi affermarsi grazie a progetti di simil rilievo. Tra cinema e televisione, ha svelato le sue doti affermandosi per carisma e presenza scenica, continuando a reinventarsi grazie a ruoli sempre diversi.

Ecco 10 cose che non sai di Andrea Duro.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Andrea Duro La cattedrale del mare

Andrea Duro: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi spagnoli. L’attrice è particolarmente nota nel suo paese per aver fatto parte del cast dei film Il cacciatore di zombie (2012), Ghost Academy (2012), Al final todos mueren (2013), Por un puñado de besos (2014), En apatia (2014), Los miércoles no existen (2015), Pasaje al amenecer (2016) e La maldición del guapo (2020).

9. È nota per una serie di film tratti da romanzi. La Duro ha guadagnato particolare popolarità recitando nelle pellicole Tres metros sobre el cielo (2010), Tengo ganas de ti (2012) e Perdona si te llamo amor (2014). Tali film sono tutte trasposizioni dei romanzi dello scrittore italiano Federico Moccia.

8. È nota per i suoi ruoli televisivi. A far guadagnare una buona popolarità all’attrice sono state inizialmente le soap opera Fisica o chimica (2008-2011) e Il segreto (2012), dove ha interpretato Enriqueta. Successivamente ha recitato in serie come Olmos y Robles (2015), Amar en tiempos revueltos (2014-2015), Perdoname, Señor (2017) e La cattedrale del mare (2018), con Aitor Luna. È stata poi tra le protagoniste di Velvet Collection (2017-2019).

Andrea Duro è presente su Instagram

7. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 625 mila persone. All’interno di questo è solita condividere prevalentemente foto di sé stessa in diversi momenti della sua quotidianità, da quelli relativi allo svago a quelli maggiormente inerenti i suoi progetti lavorativi.

6. Condivide molte curiosità. All’interno del suo profilo, la Duro è inoltre solita condividere diverse curiosità personali con i suoi fan. Molto presenti sono infatti post relativi ai luoghi da lei visitati, libri letti o film visti. Non mancano poi anche immagini realizzati per servizi fotografici di moda.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Andrea Duro: chi è il suo fidanzato

5. Ha una relazione con un modello. A partire dal 2019 l’attrice ha reso nota la sua relazione con il modello cubano Juan Betancourt. A parte qualche loro post di coppia sui rispettivi profili Instagram, tuttavia, i due non sembrano molto disposti a rivelare particolari dettagli sulla loro vita privata. Hanno infatti da subito tenuto i riflettori dei rispettivi mestieri lontani il più possibile da questa.

4. Ha avuto una storia con un calciatore. Precedentemente alla relazione con Betancourt, l’attrice ha frequentato il calciatore Javier Hernández, noto per aver fatto parte della squadra del Manchester United. I due hanno condiviso la passione per il calcio, sport del quale la Duro è una fan sfegatata. In seguito, tuttavia, hanno annunciato di essersi separati, senza fornire motivazioni ufficiali.

Andrea Duro in Il segreto

3. Ha interpretato un apprezzato personaggio. Nella soap Il segreto, l’attrice ha ricoperto il ruolo di Enriqueta, ex prostituta in cerca di una seconda possibilità a Puente Viejo. Il personaggio si è in particolare affermato per il suo carattere forte, e per aver saputo trarre vantaggio dal proprio fascino, usandolo come arma nei confronti degli altri.

Andrea Duro in La cattedrale del mare

2. Ha un ruolo centrale nella serie. L’attrice è tra le protagonista della serie La cattedrale del mare, girata nel 2018 ma in arrivo solo nel maggio del 2020 sugli schermi italiani. Qui la Duro interpreta Aledis, figlia maggiore di un avido mercante intento a venderla per soldi. Ribelle di natura, questa riuscirà a fuggire per poter vivere una vita molto diversa da quella che avrebbe mai potuto immaginare.

Andrea Duro: età e altezza

1. Andrea Duro è nata a Madrid, in Spagna, il 14 ottobre 1991. L’attrice è alta complessivamente 168 centimetri.

Fonte: IMDb

Il Signore degli Anelli: il 31 maggio la reunion con Josh Gad

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Il Signore degli Anelli: il 31 maggio la reunion con Josh Gad

Per il nuovo episodio della sua serie Reunited Apart, Josh Gad ha organizzato una reunion spettacolare per i fan del fantasy: il 31 maggio ospiterà una zoom call con l’intero cast de Il Signore degli Anelli, e questa è l’anteprima.

Di seguito ecco anche il post che Dominic Monaghan, interprete di Merry Brandibuck, ha condiviso sul suo account Instagram per promuovere l’incontro. Si tratta di uno screen della call che è già stata registrata!

Nell’immagine si possono vedere, in ordine da sinistra a destra, dall’alto verso il basso: Josh Gad, ospite; Sean Astin (Sam); Ian McKellen (Gandalf); Elijah Wood (Frodo); Dominic Monaghan (Merry); Orlando Bloom (Legolas); Billy Boyd (Pipino); Peter Jackson e Philippa Boyens; Viggo Mortensen (Aragorn); Andy Serkis (Gollum);Sean Bean (Boromir); Karl Urban (Eomer); Miranda Otto (Eowyn); John Rhys-Davis (Gimli); Liv Tyler (Arwen).

Nastri d’Argento 2020: i nominati, testa a testa per Favolacce e Pinocchio

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Favolacce con gli applausi e l’Orso d’argento conquistato a Berlino e il Pinocchio di Matteo Garrone, con un racconto che ancora una volta ha incantato il grande pubblico – testa a testa, con 9 nomination ciascuno – sono i film più candidati ai Nastri d’Argento 2020. A contendersi il Nastro per il miglior film anche Gli anni più belli di Gabriele Muccino, Hammamet di Gianni Amelio e La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek.

Annuncio ufficiale a Roma, rispettando una tradizione, anche se quest’anno in diretta streaming, dal MAXXI – il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo – per le candidature della 74.ma edizione dei Nastri d’Argento con la quale i Giornalisti Cinematografici mai come quest’anno vogliono essere solidali con il cinema senza lavoro: migliaia di operatori del settore, con gli autori e i protagonisti, che ancora non possono tornare al lavoro. Proprio come i film non riescono ancora ad uscire in sala.

Quaranta i titoli in tutto selezionati per i Nastri 74, prodotti dal Sngci con il sostegno del Mibact – Direzione Generale per il Cinema, main sponsor BNL Gruppo Bnp Paribas, media partner quest’anno Rai Movie. Premi e segnalazioni speciali compongono una selezione di titoli compresi tra 1° Giugno 2019 e le uscite, anche sulle piattaforme, entro il 30 Maggio 2020.

Tornando alle candidature: Gli anni più belli, con 8 nomination, è anche tra i film più candidati di quest’anno insieme a La Dea Fortuna, Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e Martin Eden di Pietro Marcello (questi ultimi, 7 nomination ciascuno). Con cinque candidature li inseguono Hammamet di Gianni Amelio, Tornare di Cristina Comencini, Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores e Il primo Natale di Ficarra e Picone, in cinquina per la migliore commedia dell’anno con Figli, l’ultimo film scritto da Mattia Torre diretto da Giuseppe Bonito, Lontano lontano di Gianni Di Gregorio, Odio l’estate di Massimo Venier e Tolo tolo di Luca Medici.

Sei, quest’anno, gli autori delle opere prime in gara, più difficili da scegliere per la qualità e la varietà di uno scouting tra i più interessanti degli ultimi anni: Stefano Cipani con Mio fratello rincorre i dinosauri, Marco D’Amore con L’Immortale, Roberto De Feo con Nest, Ginevra Elkann con Magari, Carlo Sironi con Sole e Igor Tuveri (Igort) con 5 è il numero perfetto. 

Tra i  produttori, ricordando che i Nastri per regolamento segnalano solo cinema italiano, escludendo come in ogni categoria le professionalità estere, si voterà tra Marco Belardi (Lotus) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema) per Gli anni più belli, Agostino Saccà (Pepito Produzioni) insieme al figlio Giuseppe (con  Rai Cinema, Vision e associati) per la produzione di Favolacce e insieme alla  figlia Maria Grazia, con Rai Cinema (in associazione con  Minerva Group, Evolution People) per la produzione di Hammamet, Attilio De Razza (Tramp Limited) e  Giampaolo Letta (Medusa) per Il primo Natale, Matteo Garrone (Archimede Film) e  Paolo Del Brocco di Rai Cinema (con Raffaella e Andrea Leone) per Pinocchio e, dal momento che il regolamento prevede la candidatura di professionalità italiane impegnate in produzioni internazionali, Luca Barbareschi (Eliseo Cinema)  e, ancora,  Paolo Del Brocco (Rai Cinema) per il film di Roman Polanski L’ufficiale e la spia, premiato a Venezia.

Passando alla scrittura, per il soggetto, sfida tra gli autori di cinque film molto diversi tra loro: Giulio Base per Bar Giuseppe, Pupi, Antonio e Tommaso Avati per Il Signor Diavolo, Daniele Costantini per Il grande salto, Emanuela Rossi per Buio e Donato Carrisi per L’uomo del labirinto.  Per la sceneggiatura candidati Damiano e Fabio D’Innocenzo per Favolacce, Mario Martone e Ippolita Di Majo (Il Sindaco del Rione Sanità), Gianni Romoli, Silvia Ranfagni e Ferzan  Ozpetek (La Dea Fortuna), Pietro Marcello e Maurizio Braucci (Martin Eden) e Umberto Contarello e Sara Mosetti (Tutto il mio folle amore).

Attrici e attori: con Pierfrancesco Favino, Craxi in Hammamet e Luca Marinelli, Coppa Volpi a Venezia per Martin Eden, tra i protagonisti candidati Stefano Accorsi e Edoardo Leo in coppia per La Dea Fortuna, Francesco Di Leva per Il Sindaco del Rione Sanità e Kim Rossi Stuart per Gli anni più belli. Attrici protagoniste: Giovanna Mezzogiorno per Tornare, Micaela Ramazzotti (Gli anni più belli), Jasmine Trinca (La Dea Fortuna), Lunetta Savino (Rosa) e Lucia Sardo (Picciridda). Tra gli attori non protagonisti Roberto Benigni (Pinocchio), Carlo Buccirosso (5 è il numero perfetto), Carlo Cecchi (Martin Eden), Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco (Il Sindaco del Rione Sanità) e Massimo Popolizio (Il primo Natale – Il ladro di giorni).

Non protagoniste invece Barbara Chichiarelli (Favolacce), Matilde Gioli (Gli uomini d’oro), Valeria Golino (5 è il numero perfettoRitratto della giovane in fiamme), Benedetta Porcaroli (18 regali) e Alba Rohrwacher (Magari).

Nelle candidature per attrici e attori (protagonisti e non) di commedia: Luca Argentero (Brave ragazze), Giorgio Colangeli (Lontano lontano), Valerio Mastandrea (Figli), Giampaolo Morelli (7 ore per farti innamorare) e Gianmarco Tognazzi (Sono solo fantasmi).

E le attrici di commedia 2020: con Anna Foglietta (D.N.A. Decisamente Non Adatti), Paola Cortellesi (Figli), Lucia Mascino (Odio l’estate), Antonella Attili (Tolo tolo) e Serena Rossi (Brave ragazze – 7 ore per farti innamorare).

E chiudiamo la voce attrici e attori ricordando che il Direttivo assegna un Nastro al miglior Casting Director. I candidati sono: Stefania De Santis per Martin Eden, Gabriella Giannattasio e Davide Zurolo per Favolacce, ancora Davide Zurolo per L’Immortale, Laura Muccino e Francesco Vedovati per Gli anni più belli e Pino Pellegrino per La Dea Fortuna.

New entry insieme a firme più volte candidate nella cinquina dei Nastri per la fotografia: Luan Amelio, esordiente, per Hammamet, Paolo Carnera per Favolacce, Daniele Ciprì per Il primo Natale, Italo Petriccione per Tutto il mio folle amore e Daria D’Antonio per Tornare e Il ladro di giorni.

Per la scenografia i candidati sono: Dimitri Capuani (Pinocchio), Emita Frigato e Paola Peraro (Favolacce), Giuliano Pannuti (Il Signor Diavolo), Luca Servino (Martin Eden) e Tonino Zera (L’uomo del labirinto). Per i costumi: Massimo Cantini Parrini (Pinocchio – Favolacce), Cristina Francioni (Il primo Natale), Alessandro Lai (Tornare), Andrea Cavalletto (Martin Eden), Nicoletta Taranta (5 è il numero perfetto).

Per il montaggio: Esmeralda Calabria (Favolacce), Marco Spoletini (Pinocchio – Villetta con ospiti), Jacopo Quadri (Il Sindaco del Rione Sanità), Patrizio Marone (L’Immortale) e Claudio Di Mauro (Gli anni più belli – 18 regali).

In cinquina per il sonoro: Maurizio Argentieri (Il Sindaco del Rione Sanità – Tornare), Gianluca Costamagna (L’Immortale), Denny De Angelis (Martin Eden), Maricetta Lombardo (Pinocchio), Gilberto Martinelli (Tutto il mio folle amore).

Per la colonna sonora: con i due premi Oscar® Nicola Piovani (Gli anni più belli) e Dario Marianelli (Pinocchio), Mauro Pagani (Tutto il mio folle amore), Pasquale Catalano (La Dea Fortuna) e Brunori SAS (Odio l’estate). E infine ancora musica con una ’sestina’ di canzoni originali: anche Claudio Baglioni (Gli anni più belli per il  film di Muccino) e il vincitore di Sanremo, Diodato (Che vita meravigliosa per La Dea Fortuna) in gara con Brunori SAS (Un errore di distrazione per L’ospite) e tre brani made in  Napoli: Nelson autore e interprete con Claudio Gnut per Il ladro di giorni, e una sfida rap tra  Ralph P (Rione SanitàIl sindaco del Rione Sanità) e Liberato con We come from Napoli per Ultras.

I premi già assegnati e gli ‘speciali’

Sono stati già annunciati, li ricordiamo, il Nastro dell’anno per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che premia il regista, i produttori (Carlo Degli Esposti e Nicola Serra per Palomar e Paolo Del Brocco per Rai Cinema), lo straordinario protagonista Elio Germano (con un Nastro collettivo per l’intera squadra dei collaboratori tecnici) e il Nastro alla carriera a Toni Servillo. Il Direttivo come sempre, assegnerà intanto anche alcuni riconoscimenti speciali: il Nastro europeo e il Nastro della legalità, il Premio SIAE per la sceneggiatura e il Nuovoimaie destinato dallo scorso anno ai doppiatori professionisti e, infine, i Premi  Biraghi e il  Bonacchi per giovani attrici e attori.

Le candidature saranno votate, nei prossimi giorni, dai giornalisti Sngci.

Completerà, infine, a breve, il palmarès 2020 l’annuncio di candidature e premi per documentari e i Corti d’Argento, quest’anno spostati in avanti nel calendario abituale a causa del lockdown per il Covid 19.

Chris Evans: la battaglia contro l’ansia da Cap e l’aiuto di Chris Hemsworth

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Captain America di Chris Evans è stato il cuore e l’anima del MCU nel corso di tutta la Saga dell’Infinito e la sua eredità vivrà a lungo nel futuro del franchise. È difficile, adesso, immaginare che qualcun altro possa indossare, in futuro, la sua uniforme e brandire il suo scudo, tuttavia è un’ipotesi che dobbiamo abbracciare, visto come si è concluso il percorso di Steve Rogers in Avengers: Endgame. Adesso, raccontando la sua vita con Cap, Chris Evans ha anche parlato dei suoi attacchi d’ansia che gli stavano impedendo di interpretare il personaggio Marvel Comics.

Chris Evans ha combattuto contro l’ansia

Parlando candidamente al The Awards Chatter Podcast, la star di Defending Jacob ha rivelato di non essere stato sicuro all’idea di interpretare Steve Rogers, perché temeva che questa scelta lo avrebbe costretto ad assumere una posizione di personaggio pubblico. Ha continuato poi parlando degli “mini attacchi di panico” sul set di Puncture del 2011, il film che stava girando quando è arrivata la chiamata dalla Marvel per interpretare Cap.

“Era la prima volta che iniziavo ad avere mini attacchi di panico sul set. Ho davvero iniziato a pensare “Non sono sicuro che questa sia la cosa giusta per me (riferendosi alla recitazione), non sono sicuro di sentirmi sano come dovrei.” Fortunatamente, la perseveranza di Kevin Feige e della sua squadra alla fine ha ripagato e Evans, ovviamente, ha fatto il suo debutto come super-soldato in Captain America: Il primo Vendicatore. Tuttavia, l’attore ha ammesso che durante le riprese del film ha quasi ceduto alle sue crisi di nervi.

L’aiuto di Chris Hemsworth

Fortunatamente per Evans, quando sono iniziate le riprese di The Avengers, ha trovato supporto in Chris Hemsworth. Entrambi gli attori erano nella stessa situazione, erano giovani e alle prese con il primo ruolo che avrebbe loro regalato la notorietà, a differenza di attori quali Rober Downey Jr. e Scarlett Johansson, che erano invece già volti noti a livello planetario.

“È stato bello avere Chris Hemsworth in giro perché anche lui stava attraversando quello che ho attraversato io. Voglio dire, all’epoca Downey, Scarlett, Ruffalo, Renner, in quel momento erano già notissimi. Hemsworth e io eravamo nuovi dell’ambiente e avevamo anche gli standalone e quindi penso che abbiamo condiviso la nostra ansia, e almeno questo mi ha confortato e aiutato.”

Evans ha fatto molta strada da quei giorni di titubanza e dubbi, visto che poi l’intero MCU si è poggiato proprio sulle sue larghe spalle (insieme a Hemsworth e Downey Jr.). Sebbene sia difficile immaginare qualcun altro come Captain America, è qualcosa a cui i fan dovranno abituarsi, dato che il Sam Wilson di Anthony Mackie è pronto a prendere lo scudo nel prossimo show Disney+, The Falcon and the Winter Soldier.

Fonte

Western Stars di Bruce Springsteen su Infinity

Western Stars di Bruce Springsteen su Infinity

Per tutti i fan di Bruce Springsteen, Western Stars, il film che segna il debutto alla regia del leggendario cantautore, già disponibile su Infinity in 4K, arriverà anche su Infinity Premiere dal 29 maggio al 4 giugno.

Western Stars è la versione cinematografica dell’ultimo album di successo internazionale di Bruce Springsteen e offre ai fan di tutto il mondo l’opportunità unica di vedere “The Boss” esibirsi in tutte e tredici le canzoni dell’album, accompagnato da una band e da un’intera orchestra, sotto il soffitto a cattedrale del fienile della sua centenaria proprietà.

Uscito a cinque anni di distanza dal suo precedente progetto in studio, l’album “Western Stars” segna un punto di partenza per Bruce Springsteen, pur attingendo sempre dalle sue radici. Toccando temi come l’amore e la perdita, la solitudine e la famiglia, e l’inesorabile passare del tempo, il docu-film evoca il West americano – sia il leggendario che il duro – in cui si intrecciano filmati d’archivio e il racconto in prima persona della rockstar.

Space Force: recensione della serie con Steve Carell

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Space Force: recensione della serie con Steve Carell

Sembra fantascienza invece è comedy intelligente, leggermente venata di satira politica, che prende di mira, in maniera elegante e mai troppo diretta, la contemporaneità: Space Force è la nuova serie Netflix, disponibile in piattaforma a partire dal 29 maggio, per 10 divertenti episodi nati dalla collaborazione di Greg Daniels e Steve Carell.

Collaudati professionalmente grazie a The Office, in cui il primo scrive e il secondo interpreta, Daniels e Carell firmano insieme uno show che presenta immediatamente, nei primi minuti del pilota, la sua natura ibrida. A metà tra situation comedy a sfondo familiare e workplace comedy, Space Force vede l’attore nominato all’Oscar tornare al suo “primo amore”, la commedia seriale che proprio con The Office lo aveva fatto conoscere al mondo. Ma se Michael Scott è un personaggio bizzarro e sopra le righe in un contesto che ricerca la risata demenziale, il generale Mark R. Naird, protagonista della nuova serie Netflix, è un valoroso soldato, un uomo d’azione, integerrimo, volitivo, convinto di essere arrivato al grado più alto di soddisfazione professionale e pronto a godersi tutti i benefici di questa promozione.

La premessa di Space Force

La serie infatti si apre con la cerimonia di assegnazione a Naird della quarta stella, il massimo riconoscimento per un ufficiale della USA Air Force. A fronte di questa promozione, Naird si aspetta un cambiamento importante nella sua carriera, ma proprio durante la prima riunione con lo Stato Maggiore, gli viene assegnata una missione impensabile: guidare la Space Force, una nuova divisione delle forze armate degli Stati Uniti che porterà la nazione a dominare di nuovo lo spazio, la Luna e, in tempi brevi, anche Marte. Insomma, un’ispirazione dall’assurdità della vita reale che si pone come premessa esilarante alla serie di Daniels e Carell. Sicuramente le ambizioni trumpiane hanno ispirato il duo che, come ogni comico che si rispetti, non può che attingere dalla realtà per raccontarne le contraddizioni e riderci su.

La promozione di Naird alla Space Force cambia la sua vita. Lo ritroviamo un anno dopo a lavorare in una base segreta, che segreta poi non è, con la figlia che non si è affatto ambientate nella nuova scuola e la moglie in prigione, condannata a 40 anni di reclusione per un crimine che non ci è mai dato sapere, almeno non nella prima stagione. Da questo presupposto, che occupa i primi minuti del pilot, parte l’avventura di Naird, che si divide tra ufficio e casa, tra colleghi e famiglia, faticando a tenere tutto insieme ma tentando sempre di farlo con grande professionalità, una devozione incondizionata verso la moglie e un grande amore per la figlia.

Un esilarante John Malkovich

Nell’orbita di Naird ruotano diversi personaggi, tutti caratterizzati in maniera molto precisa dalla scrittura di Daniels che, accantonando i toni demenziali di The Office, punta di più su una comicità costruita su dialoghi e rapporti tra gli interlocutori. Questo presuppone anche una certa evoluzione dei personaggi, nell’arco della stagione, che denota la natura ibrida di Space Force. Eccellenti sono i dialoghi tra il protagonista e Adrian Mallory, scienziato civile a capo dell’area scientifica della Space Force, che ha lo stile di John Malkovich e a cui il grande attore regala il suo atteggiamento aristogratico, una certa ambiguità sessuale e un piglio assolutamente gustoso, perfettamente complementare alla rigidità di Carell/Naird.

Oltra a Mallory, altri personaggi importanti che si sviluppano man mano nel corso della serie sono il dottor Chan (Jimmy O. Yang), visto con diffidenza da Naird perché orientale; il capitano Angela Ali (Tawny Newsome), pilota di elicotteri che desidera diventare astronauta; Tony, il social media manager della Space Force (Ben Schwartz). Insieme a loro ci sono un’altra serie di personaggi, marginali, che non hanno una precisa origine o direzione, ma che vengono sparsi nel corso degli episodi ad aggiungere colore e movimento ad una trama che troppe volte procede a stento. Data la follia della premessa che però trova riscontro nel mondo reale, questo aspetto ondivago della storia e della struttura dei personaggi all’interno di essa non rappresenta per forza in demerito, quanto una semplice caratteristica di Space Force.

In un panorama seriale saturo di prodotti indirizzati principalmente ad un pubblico teen, Space Force è una commedia che, giocando con le diverse declinazioni del genere, consegna al pubblico in prodotto originale per il contesto e rassicurante per il linguaggio. E Carell che torna al piccolo schermo e alla comedy è una garanzia assoluta.

COVID-19: il protocollo per la ripresa in sicurezza del lavoro sul set

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Anica, Apa, Ape, Lara e tutte le associazioni delle imprese dell’audiovisivo hanno firmato e diffuso il protocollo che da ora in avanti permetterà ai set di riaprire in sicurezza per riprendere l’attività di produzione audiovisiva. Dopo la chiusura definitiva dei set a marzo, la produzione deve infatti riprendere a funzionare, ammesso che si possa procedere in sicurezza per tutti gli operatori di settore.

Ovviamente le linee guida rispettano i dettami che sono stati attuati fino a questo momento anche per altre attività, considerando però che il principio della distanza sociale non può essere applicato al lavoro sul set. Di seguito, trovate sia il comunicato ufficiale delle associazioni, sia la versione integrale del protocollo.

Ecco il comunicato:

Le organizzazioni dei lavoratori, degli artisti, delle imprese di produzione cineaudiovisiva, degli autori hanno trovato oggi convergenza sul testo del protocollo di sicurezza per tutte le fasi della lavorazione di un’opera, dagli uffici al set.

Il documento è il risultato di un intenso lavoro di confronto ed è la sintesi delle proposte emerse dalle diverse categorie, nel solco di quanto già indicato nel protocollo sanitario condiviso il 24 aprile scorso dal Governo e dalle Parti Sociali, Associazioni dei datori di lavoro e Organizzazioni sindacali dei lavoratori, e delle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.

Il documento prevede in dettaglio i comportamenti, le responsabilità, le procedure da adottare, gli strumenti da utilizzare per evitare la possibilità di contagio da Covid-19 nella delicata fase di ripresa della produzione, in particolare sui set.

Il rigore e il buonsenso hanno guidato le parti nel trovare le soluzioni più adatte – alla luce delle conoscenze attuali, delle competenze specifiche per ogni reparto e delle raccomandazioni della comunità scientifica – per garantire la sicurezza nei processi di lavoro della produzione cineaudiovisiva.

Il fermo di tutti i set a marzo è stata una scelta di responsabilità di tutti gli operatori coinvolti e le regole condivise per la ripresa testimoniano la convinzione che si può lavorare in sicurezza sui set.

La salute di ogni persona è stata al centro dell’interesse di tutte le parti coinvolte, che confermano l’intenzione di tornare a lavorare subito, rimarcando la capacità del settore, in tutte le sue componenti, di concorrere alla crescita del benessere materiale e immateriale del Paese.

Il protocollo sarà ora sottoposto alle istituzioni preposte sulla base dell’attuale normativa.

Ecco il protocollo integrale:

Protocollo per la tutela dei lavoratori del settore cine-audiovisivo

Premessa

Le parti sono addivenute alla formulazione del presente protocollo, da sottoporre all’esame e alla verifica di congruità rispetto alle norme emergenziali attualmente in atto, al fine di convenire le modalità di funzionamento delle aziende del settore del Cineaudiovisivo.

Tale protocollo è stato redatto tenendo presente le condizioni generali di funzionamento ragionevolmente riscontrabili in tutti gli ambienti di lavoro.

Sulla base della effettiva condizione di ciascuna delle attività sotto dettagliate, così come in ipotesi di modifiche della condizione emergenziale, potranno essere valutate e/o adottate integrazioni, modifiche o quant’altro si rendesse più adeguato alle nuove evoluzioni del quadro generale e particolare.

Il presente documento è diviso in due parti, con riferimento alle due macro tipologie di ambiente di lavoro tipiche della produzione e alle attività specifiche caratteristiche di ciascuna di esse:

  1. Uffici di produzione / preparazione attività di produzione
  2. Set / troupe / attori e generici

Il protocollo declina le attività di prevenzione e protezione necessarie in ciascuno degli ambienti/fasi di lavoro sopracitate, come previsto dal “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto da Governo e Organizzazioni dei lavoratori il 24 Aprile 2020.

Il protocollo assume e considera imprescindibili, per la ripresa dell’attività di produzione, la presenza di:

  • Responsabile sicurezza aziendale RSPP, figura prevista dal DL 81/08, di nomina aziendale, che collabora alla redazione del DRV con le figure sotto indicate;
  • Medico competente aziendale, figura prevista dal DL 81/08, che collabora con RSPP;
  • Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, che comprenderà RSPP, MEDICO COMPETENTE, RLS a livello centrale o territoriale (Protocollo 24 aprile 2020);
  • Responsabile alla sicurezza nominato dai lavoratori RLS, altra figura prevista dal DL 81/08, la cui attività può essere supportata dal RLST (rappresentante territoriale alla sicurezza nominato dalle OO.SS.), anche esso di supporto consultivo alle figure di cui al DL 81/08:
  • Professionista sanitario e/o soccorritore di supporto operativo ed emergenziale sul set per le questioni sanitarie;
  • Preposto Covid, figura responsabile all’interno del Comitato. Dovrà essere scelto tra le altre figure del Comitato (RSPP, Medico Preposto), in alternativa potrà essere incaricato a tale scopo il Professionista sanitario e/o Soccorritore.

Il presente protocollo è soggetto ad aggiornamento:

  • in adeguamento alle ordinanze delle Autorità nazionali competenti e alle eventuali ordinanze regionali più restrittive;
  • in adeguamento alle ordinanze delle Autorità sanitarie competenti e a eventuali raccomandazioni della comunità scientifica, in particolare rispetto alla scelta e alla fornitura dei migliori materiali sanitari e DPI disponibili.

Il presente protocollo, in tutte le sue parti fa riferimento alla definizione di “contatto stretto” del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC):

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima o dopo la manifestazione della malattia nel caso in esame.

Il presente protocollo assume come attività preliminare e obbligatoria in ciascuna delle fasi/ambienti successivamente distinti, la formazione del personale, come descritta a seguire:

Formazione del personale

Tutto il personale degli uffici di produzione, delle attività di preparazione, del set dovrà ricevere specifica formazione circa l’utilizzo di DPI e regole di distanziamento sociale. Questa attività dovrà preferibilmente essere sviluppata a distanza (per esempio webinar o risorse già disponibili online) ove possibile e non tramite corsi frontali, quanto meno nei limiti di cui al DL 81/08.

E’ richiesto l’impegno a rispettare responsabilmente ogni disposizione relativa al contrasto e al contenimento

della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e fuori da questi.

PARTE PRIMA: REGOLE SPECIFICHE UFFICI DI PRODUZIONE / PREPARAZIONE ATTIVITA’ DI PRODUZIONE

Le attività sono organizzate come segue:

  1. Regole igieniche generali

Negli uffici di produzione/ambienti di preparazione è necessario mantenere le seguenti norme igieniche

  • Mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  • Evitare abbracci e strette di mano.
  • Mantenimento di una distanza interpersonale di almeno un metro o, laddove necessario, utilizzo mascherine e/o DPI come da indicazioni dell’Autorità Sanitaria.
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto (monouso) evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri.
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  • Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
  • Pulire quotidianamente le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  • Evitare assembramenti in aree comuni (per esempio in mensa o negli altri spazi di pausa).
  • Consumare i pasti mantenendo una distanza di almeno un metro.
  • Evitare le riunioni se non strettamente indispensabili. In caso sia necessario tenere una riunione, mantenere una distanza di almeno un metro tra i partecipanti e/o DPI come da indicazioni dell’Autorità Sanitaria
  1. Utilizzo dei DP
  • Al personale devono essere forniti adeguati DPI. Questi includono:
    • mascherine chirurgiche;
    • guanti monouso.
  • L’utilizzo di specifici DPI, come da indicazioni dell’Autorità Sanitaria, è obbligatorio qualora si verifichino situazioni di contatto ravvicinato e non sia possibile mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro.
  • L’utilizzo dei guanti monouso è obbligatorio in specifici contesti, come ad esempio personale addetto alla pulizia degli ambienti o alla ristorazione o nell’utilizzo di oggetti condivisi, come ad esempio attrezzi di lavoro.
  • I guanti monouso devono essere cambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati.
  • I guanti monouso devono essere cambiati ogni volta che vengono a contatto con bocca naso e occhi.
  • E’ assolutamente consigliabile l’utilizzo di app per il contact tracing (dell’app “immuni” o di app raccomandate dalle autorità regionali).
  1. Gestione ambienti indoor e sanificazione degli spazi

Per la gestione degli ambienti indoor si fa riferimento al documento prodotto dall’ISS e disponibile a https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+20_2020.pdf/2877483a-49cf-9e41-a173-03e9ab18f00e?t=1589185558757.

Si garantisce:

  • un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale, aprendo con maggiore frequenza le diverse aperture: finestre e balconi.
  • Pulizie quotidiane delle superfici toccate più di frequente (es. porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, maniglie passeggeri, tasti, tastiere, telecomandi, stampanti, distributori automatici) tramite uso di acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5%.
  • Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione Meccanica Controllata, VMC) che movimentano aria attraverso un motore/ventilatore e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno è opportuno mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edificio).
  • Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione Meccanica Controllata), deve essere eliminata totalmente la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni.
  • La sanificazione degli ambienti dovrà essere eseguita obbligatoriamente ogni volta fosse riscontrata positività al tampone per SARS-COV2 in una persona che ha avuto negli ultimi 9 giorni accesso agli ambienti (lavoratori interni o esterni), al primo utilizzo dell’ambiente, ed effettuata periodicamente in base al tipo di location.
  1. Gestione ambienti outdoor
  • Per la gestione degli ambienti outdoor non sono previste specifiche indicazioni, né è necessaria procedura di sanificazione, salvo specifiche necessità differenti. I mezzi mobili sono considerati ambienti indoor.
  • E’ opportuno tuttavia provvedere a pulizie quotidiane delle superfici toccate più di frequente (per esempio tavoli, mobilio, servizi igienici) tramite uso di acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5%.
  1. Sintomatologia – Personale
  • La presenza di una TC corporea > 37.5, così come la presenza di sintomi compatibili con COVID-19 (tosse, febbre, sintomi influenzali) deve precludere l’accesso agli uffici e agli altri ambienti interessati.
  • Il riscontro di febbre o sintomi compatibili con COVID-19 in un membro del personale deve portare, qualora possibile e secondo le procedure disposte dall’autorità sanitaria, a esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento della persona con sintomi in attesa del risultato del tampone, come da disposizioni dell’Autorità Sanitaria.
  • Il reintegro in servizio è da valutare di caso in caso da parte del medico competente aziendale.
  1. Esecuzione tamponi

La valutazione circa l’opportunità di eseguire tamponi per SARS-COV2 va riservata unicamente al personale medico competente e deve seguire le indicazioni ministeriali e rilasciate dall’ISS. In generale, l’esecuzione dei tamponi va riservata a al personale che:

  • Abbia avuto contatto stretto (vedi definizione sopra) negli ultimi 14 giorni con persona con COVID-19.
  • Abbia avuto contatto stretto negli ultimi 14 giorni con persona con sintomi compatibili con COVID-19 che non abbia eseguito tampone per SARS-COV2.
  • Abbia contratto infezione COVID-19 documentata tramite tampone e non abbia conferma
  • laboratoristica di avvenuta guarigione (negatività tampone per SARS-COV2 ripetuto a distanza di 24 ore).
  • Presenti o abbia presentato negli ultimi 14 giorni sintomi compatibili con COVID-19 e non abbia documentazione di negatività tampone per SARS-COV2.
  1. Accesso esterni
  • L’accesso di persone esterne deve essere limitato ai casi di assoluta necessità.
  • Propedeutica all’accesso di persone esterne deve essere la certificazione da parte degli stessi circa il fatto di non aver presentato sintomi compatibili con COVID-19 negli ultimi 14 giorni e di non aver avuto contatti stretti negli ultimi 14 giorni con persona con COVID-19, nonché la misurazione della temperatura corporea.
  1. Mensa e spazi comuni
  • L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, deve essere contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone che li occupano.
  • Occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
  • La consumazione di alimenti o bevande a buffet non è mai consentita.
  1. Trasporto dei materiali
  • Il personale responsabile del trasporto del materiale è da considerarsi a tutti gli effetti alla stregua degli altri operatori dell’attività di ufficio/preparazione/cantiere e per tale ragione deve seguire le raccomandazioni contenute in questa parte del documento.
  1. Procedura da seguire in caso di sintomaticità o positività al tampone di un membro del personale
  • La presenza di sintomi compatibili con COVID-19 (febbre, tosse o sintomi simil-influenzali) in un membro del personale deve portare a:
    • precludere l’accesso agli ambienti di lavoro alla persona stessa;
    • e secondo le procedure disposte dall’autorità sanitaria, esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento della persona con sintomi in attesa del risultato del tampone.
  • La positività al tampone per SARS-COV2 in un membro del personale deve portare a:
    • precludere l’accesso agli ambienti di lavoro alla persona stessa;
    • isolamento fiduciario;
    • esecuzione tampone in tutti i contatti stretti (vedi sopra definizione);
    • precludere l’accesso agli ambienti di lavoro ai contatti stretti in attesa del risultato del tampone;
    • sanificazione degli uffici e di tutti gli ambienti di lavoro indoor;
  • il reintegro sarà possibile alla guarigione (negatività tampone per SARS-COV2 ripetuto a distanza di 24 ore).
  • Qualora un membro del personale sia un contatto stretto (contatto con persona positiva COVID-19 negli ultimi 14 giorni) è opportuno:
    • precludere l’accesso agli ambienti di lavoro alla persona stessa;
    • esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento.
  1. Medico competente aziendale

Il medico competente aziendale, di concerto con il ‘Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione’, ha le seguenti funzioni:

  • Accertare l’esecuzione dell’attività formativa di cui alla premessa, che sarà a cura del Preposto Covid;
  • Accertare il rispetto delle procedure di distanziamento, uso di DPI, isolamento e test dei sospetti prevista in questo documento, attività che saranno a cura del Preposto Covid;
  • Gestire i casi sintomatici o positivi per COVID-19;
  • Autorizzare il reintegro sul posto di lavoro del personale con sintomatologia compatibile con COVID-19 o con pregressa infezione COVID-19 (assenza prolungata);
  • informare/formare i lavoratori sul rischio di contagio da SARS-CoV-2 e sulle precauzioni messe in atto dall’azienda.

PARTE SECONDA: REGOLE SPECIFICHE PER SET / TROUPE / ATTORI E GENERICI

Le attività sono organizzate come segue:

  1. Formazione del personale

In aggiunta alla formazione generale per tutto il personale, formazione diretta e individuale al personale e agli artisti che presentassero difficoltà nell’uso dei DPI potrà essere eseguita sul set dal personale designato dal ‘Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione’ presente al momento delle riprese, quanto meno nei limiti di cui al DL 81/08.

E’ fortemente raccomandato l’utilizzo di app per il contact tracing, come ad esempio l’app “Immuni”, quando disponibili.

  1. Regole igieniche generali

Sul set è necessario mantenere le seguenti norme igieniche:

  • Mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  • Evitare abbracci e strette di mano.
  • Mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro e utilizzo di mascherine come da disposizione dell’Autorità Sanitaria.
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri.
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  • Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
  • Pulire quotidianamente le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  • Evitare assembramenti in aree comuni (per esempio mensa e spazi comuni).
  • Consumare i pasti mantenendo una distanza di almeno un metro.
  1. Utilizzo dei DPI

Al personale devono essere forniti adeguati DPI, in base alla specificità del loro lavoro, in aggiunta alle previsioni di cui al DL 81/08 e secondo le indicazioni sotto specificate.

Qualora il lavoro preveda una distanza interpersonale minore di un metro, è necessario uso di mascherine e/o altri DPI conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie

  • L’utilizzo delle mascherine chirurgiche sul set è obbligatorio.
  • L’utilizzo dei guanti monouso è da riservare a specifici contesti, come ad esempio personale addetto alla pulizia o alla ristorazione o nell’utilizzo di oggetti condivisi, come ad esempio attrezzi di lavoro.
  • I guanti monouso devono essere cambiati ogni volta che si sporcano e smaltiti correttamente nei rifiuti indifferenziati.
  • I guanti monouso devono essere cambiati ogni volta che vengono a contatto con bocca naso e occhi.
  • I guanti antinfortunistici, previsti per particolari attività, andranno igienizzati quotidianamente, e ogni volta che vengono a contatto con occhi, naso e bocca.
  • L’utilizzo di guanti monouso e di mascherine FFP2/FFP3 e di schermi di protezione per il viso è obbligatorio nel caso di professionisti per cui il contatto ravvicinato, in particolare con il cast, è connesso alle prestazioni stesse (truccatori, acconciatori, microfonisti, assistenti costumi, sarte, attrezzisti di set ecc.). Verranno recepite le eventuali ulteriori disposizioni che potranno essere emanate dalle Autorità Sanitarie in merito.
  • Le attività lavorative e/o preparazioni sul cast che non possono essere svolte con l’uso dei guanti saranno ridotte al minimo e verranno svolte con le dovute misure igieniche di sicurezza secondo le indicazioni correnti dell’Autorità Sanitaria.
  • Tutti i DPI monouso devono essere correttamente smaltiti nei rifiuti indifferenziati al termine dell’utilizzo.
  1. Gestione ambienti indoor e sanificazione del set

Per la gestione degli ambienti indoor si fa riferimento al documento prodotto dall’ISS e disponibile a https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+5_2020+indoor.pdf/1ceb8b0e-c72b-ef12-75f2-484ff4dcf59d?t=1587114078746.

Si garantisce:

  • un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale aprendo con maggiore frequenza le diverse aperture: finestre e balconi. Il ricambio dell’aria deve tener conto del numero di lavoratori presenti, del tipo di attività svolta e della durata della permanenza negli ambienti di lavoro. Durante il ricambio naturale dell’aria è opportuno evitare la creazione di condizioni di disagio/discomfort (correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo) per il personale nell’ambiente di lavoro.
  • Pulizie quotidiane delle superfici toccate più di frequente (es. porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, maniglie passeggeri, tasti, tastiere, telecomandi, stampanti, distributori automatici) tramite uso di acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5%.
  • Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione Meccanica Controllata, VMC) che movimentano aria attraverso un motore/ventilatore e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno è opportuno mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edificio).
  • Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Ventilazione Meccanica Controllata), deve essere eliminata totalmente la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni.
  • La sanificazione del set dovrà essere eseguita obbligatoriamente:
    • Al primo ingresso in un ambiente, e prima dell’inizio delle riprese in ogni nuovo ambiente.
    • Al termine delle riprese giornaliere.
    • Ogni volta si riscontrassero sintomi compatibili con COVID-19 (tosse, febbre, sintomi influenzali) o fosse riscontrata positività al tampone per SARS-COV2 in un operatore sul set.
  1. Gestione set outdoor

Per la gestione dei set outdoor non sono previste specifiche indicazioni, né è necessaria procedura di sanificazione, salvo necessità specifiche. I mezzi mobili sono considerati ambienti indoor.

  • E’ opportuno tuttavia provvedere a pulizie quotidiane delle superfici toccate più di frequente (per esempio tavoli, mobilio, servizi igienici) tramite uso di acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5%.
  • Le postazioni semi-chiuse, “gazebo video village, ecc.” vanno igienizzate quotidianamente.
  1. Trasporti del personale e del cast
  • Per il personale si raccomanda l’utilizzo di mezzi propri.
  • Il numero degli individui trasportati su mezzi comuni dovrà permettere di mantenere un’adeguata distanza tra le persone,
  • I trasporti del cast principale andranno effettuati con mezzi a uso esclusivo della produzione.
  • Si raccomanda che tutto il cast artistico utilizzi modalità di spostamento che garantiscano la massima sicurezza. Qualora ciò non fosse possibile, la produzione valuterà specifiche modalità di intervento.
  • Gli autisti, essendo parte integrante della troupe, dovranno seguire lo stesso protocollo.
  • I mezzi andranno igienizzati dopo ogni trasporto.
  1. Catering
  • I lavoratori dovranno mantenere il distanziamento di almeno un metro durante le pause.
  • Dovranno essere allestite più postazioni di craft e catering, sia per la distribuzione degli alimenti che per il loro consumo, distinte tra cast, troupe e generici. Se necessario verranno applicati turni di pausa alternati.
  • Le zone catering dovranno essere sanificate quotidianamente e dovrà essere garantita la pulizia con appositi detergenti dei locali e delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
  • Dovranno essere usati piatti e posate monouso compostabili e pietanze pre-porzionate.
  • La consumazione di alimenti o bevande a buffet non è mai consentita.
  1. Rapporti con i fornitori
  • Al fine di ridurre la possibilità di contatto con il personale, l’accesso ai fornitori esterni dovrà essere regolato attraverso l’individuazione di procedure ad hoc per ogni location.
  • gli autisti dei mezzi di trasporto dovranno rimanere all’interno dei mezzi di trasporto o nelle loro immediate adiacenze.
  • La consegna dovrà avvenire in una zona filtro.
  • Il materiale trasportato dovrà essere igienizzato prima dell’uso.
  • I dipendenti che dovranno recarsi presso le sedi dei fornitori, dovranno utilizzare i DPI di prassi. I guanti monouso andranno sostituiti prima di effettuare l’ingresso nel set.
  1. Costumi di scena

Al fine di limitare il rischio di trasmissione dell’infezione i costumi di scena saranno individuali e non condivisi dai singoli attori/generici, finché non saranno stati igienizzati.

  1. Strumenti per il trucco e l’acconciatura, microfoni, materiali di scena e props.

Al fine di limitare il rischio di trasmissione dell’infezione è necessario che gli strumenti utilizzati per truccare, pettinare e microfonare gli attori siano monouso oppure a uso esclusivo dei singoli componenti del cast oppure igienizzati dopo ogni utilizzo e a fine giornata.

  1. Disposizioni specifiche per il cast

Gli attori in scena che non possono operare nel rispetto delle distanze di sicurezza, stabilite dal Governo e le Autorità Sanitarie, come riportate nel DVR valutato e approvato preventivamente dal medico competente, prima dell’inizio delle riprese, in base alla specificità del progetto e/o delle caratteristiche delle scene:

  • saranno sottoposti ai test scientifici più affidabili per accertare le condizioni di salute, escludere la positività a COVID-19, immediatamente prima dell’inizio delle riprese che li interessano.
  • ripeteranno tali test con cadenza almeno settimanale, anche in assenza di sintomatologia.
  • si impegnano a rispettare responsabilmente ogni disposizione relativa al contrasto e al contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e fuori da questi.
  1. Interazioni attori e personale
  • Gli attori dovranno disporre di un camerino o di uno spazio adeguato, a uso esclusivo, da utilizzare nelle pause di lavorazione e come spogliatoio. Tale spazio sarà igienizzato ogni volta che verrà destinato a un attore differente.
  • Gli attori dovranno utilizzare mascherine adeguate quando non in scena, oppure non impegnati in attività di trucco o acconciatura.
  • Gli attori in scena e i membri della troupe dovranno mantenere le distanze di sicurezza durante la recitazione. Tali distanze dovranno essere mantenute anche tra gli attori stessi, ove possibile.
  1. Generici sul set

Le scene che prevedono l’utilizzo dei generici, qualora anch’essi impossibilitati all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, dovranno essere ridotte al minimo indispensabile.

Nelle scene in cui l’utilizzo di generici è imprescindibile, saranno adottate tutte le precauzioni:

  • ove possibile, devono recarsi sul set già pronti per le riprese, senza interazione con i reparti costumi, trucco, acconciatura.
  • Quando in scena, la distanza di sicurezza tra i generici, tra i generici e gli attori, tra i generici e la troupe dovrà sempre essere rispettata, ove possibile.
  • Qualora fossero previste scene in cui non sia possibile garantire la distanza di sicurezza tra i generici, oppure tra i generici ed il cast, saranno previsti test preventivi per i generici coinvolti, al fine dir verificare l’eventuale positività al Covid-19.
  • Quando non in scena, essi dovranno rispettare lo stesso protocollo di sicurezza del personale della troupe.
  1. Controllo personale sul set
  • E’ opportuno controllare quotidianamente in ingresso e uscita la TC al personale sul set tramite utilizzo di termo-scanner.
  • La presenza di una TC corporea > 37.5, così come la presenza di sintomi compatibili con COVID-19 (tosse, febbre, sintomi influenzali) deve precludere l’accesso al set.
  • Il riscontro di febbre o sintomi compatibili con COVID-19 in un membro del personale sul set deve portare a:
    • precludere l’accesso al set alla persona in oggetto
    • esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento della persona con sintomi in attesa del risultato del tampone;
    • sanificazione del set.
  • Le raccomandazioni del punto sopra sono da considerarsi applicabili anche nella situazione in cui la sintomatologia venga sviluppata presso il domicilio.
  1. Valutazione personale set prima delle riprese
  • Il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie.
  • Il medico competente, in considerazione del suo ruolo nella valutazione dei rischi e nella sorveglia sanitaria, potrà suggerire l’adozione di eventuali mezzi diagnostici qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori.
  • Il medico competente effettuerà le comunicazioni all’azienda riguardo l’idoneità alla mansione specifica.
  • Il medico competente effettuerà altre comunicazioni che risultassero obbligatorie agli enti preposti.
  • L’esecuzione di tamponi deve seguire le raccomandazioni dell’Autorità Sanitaria e va riservata primariamente al personale che:
  • Abbia avuto contatto stretto (vedere definizione sopra) negli ultimi 14 giorni con persona con COVID-19;
  • Abbia avuto contatto stretto negli ultimi 14 giorni con persona con sintomi compatibili con COVID-19 che non abbia eseguito tampone per SARS-COV2;
  • Abbia contratto infezione COVID-19 documentata tramite tampone e non abbia conferma laboratoristica di avvenuta guarigione (negatività tampone per SARS- COV2 ripetuto a distanza di 24 ore);
  • Presenti o abbia presentato negli ultimi 14 giorni sintomi compatibili con COVID-19 e non abbia documentazione di negatività tampone per SARS-COV2.
  • In caso di disponibilità e autorizzazione da parte dell’Autorità Sanitaria, l’esecuzione di tamponi sarà estesa a valutazione preventiva del personale sul set anche in assenza delle condizioni sopra menzionate. Tale valutazione sarà ripetuta con cadenza settimanale.
  • Inoltre, in presenza di test sierologici certificati come affidabili, è indicata la loro esecuzione al personale sul set e la sua ripetizione a cadenza almeno quindicinale.
  1. Procedura in caso di sintomaticità o positività al tampone di un membro del personale del set

La presenza di sintomi compatibili con COVID-19 (febbre, tosse o sintomi simil-influenzali) in una persona che opera sul set deve portare a:

  • precludere l’accesso al set alla persona stessa;
  • esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento nella persona con sintomi in attesa del risultato del tampone;
  • sanificazione del set;
  • la positività al tempone per SARS-COV2 in una persona che opera sul set deve portare a
  • precludere l’accesso al set alla persona stessa;
  • esecuzione tampone in tutti i contatti stretti (vedere sopra definizione);
  • precludere l’accesso al set ai contatti stretti in attesa del risultato del tampone;
  • sanificazione del set;
  • il reintegro nello staff sarà possibile alla guarigione (negatività tampone per SARS- COV2 ripetuto a distanza di 24 ore);

Qualora una delle persone che opera sul set sia un contatto stretto (contatto avvenuto fuori dal set) è opportuno:

  • precludere l’accesso al set alla persona stessa;
  • esecuzione di tampone per SARS-COV2 e isolamento.
  1. Medico competente aziendale

Il medico competente aziendale di concerto con il ‘Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione’ ha le seguenti funzioni:

  • Accertare l’esecuzione dell’attività formativa di cui al punto 1, che sarà curata del Preposto Covid;
  • Accertare il rispetto delle procedure di distanziamento, uso di DPI (attività che saranno a cura del Preposto Covid) isolamento e test dei sospetti prevista in questo documento;
  • Gestire i casi sintomatici o positivi per COVID-19;
  • Autorizzare il reintegro sul posto di lavoro del personale con sintomatologia compatibile con COVID-19 o con pregressa infezione COVID-19 (assenza prolungata).
  1. DVR, Formazione

Ai fini della realizzazione del DVR per le eventuali specificità di reparto che potrebbero verificarsi nelle diverse fasi della lavorazione, in allegato al presente documento le tabelle di sintesi per le diverse fasi della lavorazione.

Per eventuali lavorazioni più complesse, è indicata la redazione di specifici protocolli di reparto

Roma, 27 maggio 2020

Firmatari Aderenti
ANICA – Francesco Rutelli Delegazione Troupes Commissione Sicurezza SLC-CGIL
APA – Giancarlo Leone Delegazione Attrici e Attori SAI-SLC-CGIL
APE – Marco Valerio Pugini 100autori – Stefano Sardo
CNA Cinema e Audiovisivo – Gianluca Curti AGI Spettacolo
Confartigianato Cineaudiovisivo – Corrado Azzollini Doc/it – Claudia Pampinella
SLC-CGIL – Umberto Carretti LARA – Moira Mazzantini
FISTEL-CISL – Fabio Benigni  
UILCOM-UIL – Giovanni Di Cola  

All Day and a Night, recensione del film con Ashton Sanders

All Day and a Night, recensione del film con Ashton Sanders

Il titolo rimanda ai fratelli Dardenne, ma qui si fronteggiano bande di criminali afroamericani, a suon di rap nella periferia statunitense, lontani anni luce dall’Europa raccontata con realismo dai due registi. All Day and a  Night sembrerebbe solo un film crudo e violento, se non fosse per il barlume di speranza che filtra nell’oscurità della notte dei sobborghi di Oakland. Nonostante ciò, il nuovo lavoro di Joe Robert Cole, originale Netflix visibile on demand dal 1 maggio, condivide col cinema dei fratelli belgi l’interesse per gli ultimi e la volontà di inquadrare le problematiche che pongono all’attenzione in una prospettiva socio-politica e morale.

All Day and a Night, la trama 

Periferia di Oakland, Jahkor (Ashton Sanders) finisce in prigione per duplice omicidio. Qui inizia a ripensare alla sua vita e alle scelte che lo hanno portato fino a lì. Lui che non voleva immischiarsi negli affari sporchi del quartiere e sognava di sfondare come rapper. Lui che non voleva seguire le orme del padre J D (Jeffrey Wright), violento e tossicodipendente, che finirà i suoi giorni in carcere. Lui che sognava di evadere dal quartiere, ma ha visto amici provarci e tornare su una sedia a rotelle, mentre altri amici, quelli che avevano scelto i soldi facili, lo invitavano ad unirsi a loro. Si è convinto, è entrato nel gioco sporco ed è finito in una guerra tra bande, in cui gli è toccato il ruolo del killer. Ora sconta la sua pena, con un figlio appena nato fuori. Dentro, un padre e tanti nemici. Ora si domanda se c’è una scelta che può ancora fare.

Il mondo senza scampo di Joe Robert Cole

Quella di Joe Robert Cole, regista e sceneggiatore del film, è una visione disperante, di un determinismo più feroce delle morti e del sangue. Il regista insiste moltissimo su questo punto, forse troppo. Dunque, ecco la metafora del quartiere come prigione, e la voce off del protagonista che non manca di sottolinearlo con i suoi commenti: “Dovrebbe essere diverso qui dentro rispetto a fuori, ma a casa semplicemente non vedevo le mura”; “quando una vita normale è meno probabile di una vincita alla lotteria” hai solo la possibilità di “scelte non scelte”, puoi “solo essere l’uomo nero per qualcuno”. Una vita, quella di Jahkor, già segnata, perché fuori o dentro, in fondo, è lo stesso. In questa periferia l’atmosfera non può che essere oscura, l’ambientazione quasi sempre notturna, freddi i colori. Il tutto è ben reso dalla fotografia di Jessica Lee Gagne.

La critica sociale in All Day and a Night

Parte integrante di questa visione è una forte critica al sistema politico-sociale. Un sistema che non offre alternative a ragazzi come Jahkor, che non vorrebbero finire nel vortice della criminalità. L’America terra di opportunità, si scopre come un paese che non ne offre a chi ne ha più bisogno. È ancora una volta l’America dei bianchi opposta a quella dei neri, o dei “negri”, come i personaggi del film si chiamano tra loro nello slang del quartiere, cui nessuno sembra dare ascolto e riconoscere dignità, se non il mondo criminale.

Lo sguardo del regista vede Jahkor come una specie di martire,  come mostrano alcune eloquenti scene in cui la scelta delle posture e delle inquadrature rimanda chiaramente a una metafora cristologica. Il protagonista Ashton Sanders conferma ancora il suo talento dopo il successo di Moonlight e sa diventare il simbolo di un’intera categoria sociale. Accanto a lui, un cast coeso: da Kelly Jenrette, nel ruolo della madre Delanda,  a Jeffrey Wright, in quello del padre J D, agli amici d’infanza T Q, Isaiah John e Lamark, Christopher Meyer, alla fidanzata Shantaye, Shakira Ja’Nai Paye. Cole, dal canto suo, è bravo a costruire metafore attraverso le immagini, ma questa sua abilità registica è al servizio di una visione che appare a volte forzatamente esasperata. Tra gli amici di Jahkor, ad esempio, nessuna eccezione, nessuno spiraglio di speranza. Neanche al suo amico Lamark, che “ha fatto tutto per bene”, è andata meglio. Quest’eccessiva insistenza rischia di annoiare lo spettatore.

La struttura di All day and a Night tra prevedibilità e buone intuizioni

All Day and a Night recensione
All Day And A Night – Ashton Sanders, Jeffrey Wright – Photo Credit: Netflix / Matt Kennedy

Il determinismo di Cole porta con sé la prevedibilità, il dipanarsi della trama di All Day and a Night non riserva particolari sorprese. D’altronde, il percorso di chi nasce ai margini è segnato, al punto che ci viene mostrato in flashback, partendo dall’omicidio commesso e dalla condanna di Jahkor. È prevedibile come quel gesto si sia determinato. Il romanzo di formazione – alla criminalità – del piccolo protagonista, perfino il suo resistere fino a un certo punto, coltivando il sogno di fare musica, lo sono.  Perciò viene spesso meno la tensione e il ritmo è altalenante, nonostante la buona idea di costruire il film su tre piani temporali diversi. L’infanzia, i giorni precedenti l’omicidio e il carcere si alternano costantemente e risollevano da qualche calo di attenzione – il montaggio e di Mako Kamitsuna. La parte che riesce invece a creare un’autentica suspense è quella che si svolge tra le mura del carcere, dove un possibile agguato è atteso in ogni momento.

Nel complesso, però, la struttura funziona e il regista riesce a tenerne le redini proprio grazie a qualche buona intuizione.

La scelta, una contraddizione?

Nell’approccio utilizzato non sembra esservi spazio per la scelta. Eppure, se da una parte si insiste in maniera anche eccessiva sulla mancanza di vie d’uscita, sull’ineluttabilità del dipanarsi degli eventi, dall’altra, si dà al protagonista una possibilità, un’altra strada da percorrere, ma è lui che sceglie di non farlo, che non resiste. Anche qui, lo sguardo di Cole è indulgente con Jahkor e non manca di sottolineare le difficoltà che incontra e che lo fanno desistere. Ma egli opera pur sempre una scelta. Scelta è pure quella riguardo al farsi carico o meno del ruolo di padre, che solo lui può prendere.

Scelta, infine, è quella del regista di concedere al suo protagonista, allo spettatore, alla realtà che racconta con passione, una speranza, anche prendendosi il rischio di scivolare in una contraddizione e suscitare qualche perplessità, pur di accendere una luce nel buio di queste vite ai margini.

Selfie di Agostino Ferrente dal 28 maggio su Mio Cinema

Selfie di Agostino Ferrente dal 28 maggio su Mio Cinema

È senza dubbio uno dei film più apprezzati di questa stagione, come ha appena confermato il David di Donatello per il Miglior Documentario, il più importante premio assegnato dal cinema italiano, che Selfie di Agostino Ferrente (già autore dell’acclamato ‘L’Orchestra di Piazza Vittorio’ e, con Giovanni Piperno, de ‘Le cose belle’) ha conquistato a coronamento di un anno trionfale: presentato in prima mondiale al Festival di Berlino, finalista agli EFA, designato come “Film della Critica” dal Sindacato Critici Cinematografici, vincitore di oltre 15 riconoscimenti in festival nazionali ed esteri, acclamato dalla stampa italiana e internazionale.

Un documentario che riesce a riportare tanto una cronaca e una realtà sociale, quanto a raccontare delle vite vere, intimamente, in modo coinvolgente, con commozione ed entusiasmo. In modo ‘spettacolare’ si direbbe, se non fossero vite profondamente reali. Partendo dalla vicenda individuale e tragica di un ragazzino di 16 anni, Davide Bifolco, colpito a morte durante un inseguimento da un carabiniere che lo aveva scambiato per un latitante. E dal ricordo che ne fanno due suoi amici, Alessandro e Pietro, dentro al Rione Traiano di Napoli, che accettano la sfida del regista di raccontare la loro quotidianità, i sogni, le difficoltà e aspirazioni, riprendendosi con un cellulare sotto la sua direzione.

Un selfie cinematografico che instaura un rapporto tra i ragazzi, il regista, e un piccolo mondo pieno di quella umanità spesso offuscata dai pregiudizi di una stampa interessata solo agli aspetti bui, che magicamente diventa universale. Un potente congegno emotivo che ha saputo conquistare spettatori ovunque.

Selfie è una co-produzione Francia-Italia, prodotto da Marc Berdugo, Barbara Conforti insieme a Gianfilippo Pedote, una produzione Arte France e Magneto in coproduzione con Casa delle Visioni e con Rai Cinema in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e Reel One. Ha ottenuto il Patrocinio di Amnesty International Italia, che ha accompagnato il film in tante delle proiezioni e dibattiti pubblici che il film ha saputo animare in tutta Italia lungo quest’anno. Per l’Italia è distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

Ecco la dichiarazione del regista, Agostino Ferrente: “Che bello che il nostro piccolo “Selfie” sia stato inserito nella programmazione di MioCinema.it! Questo mi suscita varie emozioni.
Perché penso agli altri titoli che ne fanno parte, film che hanno vinto Palme d’Oro, Premi Oscar… e ciò naturalmente mi inorgoglisce.

Perché penso che dopo tanti anni la mia strada incrocia di nuovo quella di Lucky Red, che quindici anni fa, tra titoli che hanno fatto la storia del cinema, ha distribuito anche il mio primo documentario lungometraggio, “L’Orchestra di Piazza Vittorio”. Andrea Occhipinti ha saputo allora rischiare su un progetto coraggioso e innovativo, come penso e spero accadrà con Miocinema, se davvero riuscirà ad aiutare le sale che sostengono il cinema indipendente.

Si, sono tra i convintissimi che il luogo ideale dove vedere (e sentire) un film, sia la sala, virus permettendo. Anch’io, nel mio piccolo, animo un piccolo ostinato cineclub, l’Apollo 11 di Roma, dove programmiamo titoli indipendenti che spesso non trovano spazi nei circuiti più strutturati.

Credo e spero che MioCinema possa tenere vivo l’amore per la sala, che possa lavorare con e per le sale, concretamente, in attesa che non sia più necessario essere obbligati a stare a casa per vedere un film, ma che quella rimanga un’opportunità in più, per rivederlo, o per vederlo quando in sala non c’è più.

Mi emoziona, infine, l’idea che a presentare il film insieme a me, ci sarà una donna meravigliosa come Luciana Castellina, una delle intellettuali italiane più importanti, sempre in lotta contro ogni tipo di discriminazione razziale, sociale, di genere, e con lei Fabio Ferzetti, uno dei critici italiani più autorevoli, peraltro uno dei giurati che premiarono uno dei miei primi lavori in un festival di corti più 25 anni fa. Il corto si intitolava “Opinioni di un pirla” e anche quello era molto “auto-biografico”.

Star Wars: le 10 migliori relazioni maestro/apprendista

Star Wars: le 10 migliori relazioni maestro/apprendista

Il franchise di Star Wars è pieno zeppo di grandi dinamiche tra i personaggi, che definiscono davvero bene il contesto in cui spesso gli stessi agiscono o si muovono. Che si tratti di amicizie come quella tra Han Solo e Chewbacca o di storie d’amore come quella tra Anakin e Padmé, seguire i personaggi della saga e le loro relazioni è una delle più grandi gioie dell’essere un fan di Guerre Stellari. 

Ovviamente, una delle relazione più affascinanti di sempre all’interno del franchise è quella che esiste tra maestro e apprendista, che si tratti dei Jedi o dei Sith. Screen Rant ha classificato i 10 migliori rapporti tra maestro e apprendista che hanno contribuito a definire ancora di più le dinamiche dell’universo di Star Wars:

Luke Skywalker & Leia Organa

Probabilmente non è giusto inserire questa coppia in un elenco del genere, ma ciò che abbiamo potuto vedere sul passato di Luke e Leia ne L’Ascesa di Skywalker ha lasciato intuire quanto potenziale ci fosse nella loro relazione passata. Uno dei momenti salienti del film di J.J. Abrams è infatti il flashback dell’allenamento Jedi di Leia da parte di Luke.

La storia di Leia che rinuncia al suo Destino è piuttosto tragica, e le ragioni della sua scelta si sposano alla perfezione con lo spirito della Principessa. Semmai questa dinamica maestro/apprendista tra i due fratelli dovesse essere esplorata maggiormente in futuro (nonostante la saga degli Skywalker sia ufficialmente giunta la termine), siamo certi che sarà fantastico.

Luminara Unduli & Barriss Offee

Una delle relazioni più bizzarre dell’universo di Star Wars è sicuramente quella tra Luminara Unduli e Barriss Offee, ma è al tempo stesso una relazione unica, raccontata attraverso un livello di profondità che forse ha pochi eguali.

Si tratta forse del rapporto più “accademico” tra apprendista e maestro Jedi: i due personaggi hanno un evidente rispetto reciproco, con Luminara che si dedica al Consiglio Jedi e all’Ordine Jedi con estremo rigore, e con Barriss che cerca di seguire le sue orme, almeno fino alla sua caduta.

Darth Maul & Savage Opress

Darth Maul e Savage Oppresse hanno sempre avuto delle grosse difficoltà ad adattarsi all’Ordine dei Sith. Come ha detto più volte Sidious, esiste solo una vera realtà a cui i Sith devono fare riferimento, una realtà a cui Maul e Savage non sono mai riusciti ad adattarsi.

Tuttavia, la relazione tra i due è veramente fantastica durante la loro apparizione nella serie animata The Clone Wars, con Maul che sembra finalmente mostrare di avere come interessate soltanto la cura e l’addestramento del fratello. Proprio grazie alla loro collaborazione, nella serie i due si migliorano anche come individui e non sono come maestro e apprendista.

Qui-Gon Jinn & Obi-Wan Kenobi

Senza il romanzo “Master & Apprentice“, è difficile immaginare che la coppia formata da Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi possa entrare a far parte di questa classifica, se ci basiamo soltanto su quanto visto ne La minaccia fantasma. Ma, proprio grazie agli eventi narrati in quel libro, possiamo tranquillamente dire che entrambi i personaggi, proprio grazie al loro rapporto, meritano una menzione.

L’aspetto più affascinante di questa coppia è sempre stato lo scontro tra le loro diverse ideologie. Mentre Qui-Gon era più concentrato sulle profezie Jedi e sulla Forza vivente, e non ha mai voluto far parte del Consiglio Jedi, Obi-Wan è sempre stato più presente e più radicato nell’Ordine col passare del tempo, nonostante il suo atteggiamento quando era molto più giovane.

Darth Sidious & Count Dooku

Non per tutte le relazioni maestro/apprendista i fan fanno sempre il tifo, come è evidente quando di parla di Darth Sidious e del Conte Dooku, la cui relazione viene sviscerata nel dettaglio nella serie The Clone Wars.

I due burattinai hanno combattuto la guerra, con Sidious che si è servito di Dooku per tutto il tempo, in maniera anche piuttosto subdola, considerando che il Conte credeva davvero di avere un posto nell’Impero a venire. La relazione, per certi versi simile a quella con Maul, evidenzia davvero tutto il genio malefico di Sidious.

Darth Sidious & Darth Vader

Al pari di quella con Dook, anche la dinamica tra Sidious e Darth Vader è semplicemente fenomenali, in quanto aggiunge molto sia alla struttura dei singoli personaggi che a quella del canone dell’intera saga, in particolare per quanto riguarda il tragico destino di Anakin.

Per molto tempo, non si sono fidati l’uno dell’altro, e gli eventi del romanzo “I Signori dei Sith” e la varietà dei fumetti dedicati a Vader lo evidenziano. Sono immensamente potenti, ma sembrano disprezzarsi a vicenda.

Yoda & Luke Skywalker

Un posto d’onore avrebbe meritato anche il rapporto tra Obi-Wan e Luke, ma sono Yoda e Luke – è innegabile – il vero duo che meglio rappresenta l’essenza del rapporto tra maestro e apprendista, con l’allenamento di Luke che rappresenta uno dei momenti salienti della trilogia originale.

Ne Gli Ultimi Jedi, i due sono stati protagonisti di un momento tanto brillante quanto toccante, con Yoda che impartisce ancora più saggezza a Luke; la loro relazione incapsula davvero il passaggio della conoscenza, così come l’idea che non si finisce mai di insegnare e neanche di apprendere quando si tratta della Forza.

Kanan Jarrus & Ezra Bridgerù

Alcuni potrebbero sostenere che Yoda e Luke meritano di essere più in alto in questa classifica di Kanan ed Ezra, ma quest’ultimi hanno un legame estremamente unico e speciale come maestro e apprendista.

Dato che Kanan non ha mai progredito da Padawan, almeno fino a quando non è stato nominato cavaliere dalle Guardie del Tempio. Per quattro stagioni di Rebels è cresciuto con Ezra: i due hanno imparato l’uno dall’altro, con Kanan che si è allenato mentre allenava Ezra, che era a sua volta un Jedi unico. I due costituivano una vera famiglia come parte dell’equipaggio dell’astronave Ghost.

Anakin Skywalker & Ahsoka Tano

Il miglior rapporto maestro e apprendista in Star Wars potrebbe essere rappresentato da Anakin e Ahsoka: eppure, la loro relazione merita soltanto la seconda posizione. Come Kanan ed Ezra, i due sono cresciuti insieme e, a differenza di molti Jedi in quel periodo, i due avevano un’immensa cura l’uno per l’altro: il fatto che Ahsoka avesse lasciato il Consiglio era un fattore determinante per la sfiducia nei confronti di Anakin.

I due sono fratello e sorella, e sono entrambi molto potenti e si eliminano a vicenda in davvero potente. Alcune delle loro cose migliori accadono quando sono insieme, come nell’episodio “Il crepuscolo dell’apprendista” di The Clone Wars, o quando Vader raccoglie la spada laser di Ahsoka nell’episodio “Vittoria e morte” dopo che i due – o almeno Ahsoka – non sono più Jedi.

Obi-Wan Kenobi & Anakin Skywalker

Da quando sono usciti i film della trilogia prequel, il duo maestro/apprendista di Star Wars più celebre della serie è diventato senza dubbio quello formato da Anakin e Obi-Wan. Lo scontro tra i due, ma anche l’amore, la cura e l’emozione che nutrono l’uno per l’altro tenuti nascosti sotto le spoglie di Jedi; ma anche quanto sono bravi ad agire come squadra, quanto si fidano l’uno dell’altro… ogni aspetto della loro relazione è davvero sorprendente.

Ogni minuto in cui si trovano insieme è fantastico, sia nei prequel che nella serie The Clone Wars, con la “Battaglia degli Eroi” che è uno dei momenti più strazianti di sempre: l’ammissione dell’amore di Obi-Wan per Anakin, che lo chiama finalmente “fratello”, è uno dei momenti più belli e devastanti dell’intera saga.

Chris Evans spiega perché accettò il ruolo della Torcia Umana

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Chris Evans spiega perché accettò il ruolo della Torcia Umana

Prima di diventare il Captain America del MCU che tutti conosciamo e amiamo, Chris Evans aveva già esplorato il territorio dei fumetti con i due film sui Fantastici Quattro e con l’adattamento di Scott Pilgrim vs. the World. Adesso, in una nuova intervista, Evans ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare il ruolo della Torcia Umana nel primo Fantastici 4 del 2005.

Il personaggio di Johnny Storm/Torcia Umana è stato creato da Stan Lee e Jack Kirby. Evans ha interpretato il personaggio nel film I Fantastici 4 del 2015 e nel sequel I Fantastici 4 e Silver Surfer del 2007. Entrambi i film sono stati dei modesti successi al botteghino, con il primo che ha incassato 333 milioni di dollari in tutto il mondo e il secondo che ne invece incassati 301 milioni. Il ruolo della Torcia Umana è stato successivamente interpretato da Michael B. Jordan nel reboot Fantastic 4 – I Fantastici Quattro del 2015, diretto da Josh Trank.

In un nuovo podcast di The Hollywood Reporter (via Screen Rant), Chris Evans ha spiegato perché decise di accettare il ruolo di Johnny Storm all’inizio della sua carriera: “All’epoca il genere supereroistico stava appena decollando. Era da poco uscito lo Spider-Man di Sam Raimi. Era da poco uscito il primo X-Men. Non sempre ricordo le telefonate che mi annunciano di aver ottenuto una determinata parte. Ma quella di Fantastici 4 la ricordo benissimo. C’erano tante questioni in ballo all’epoca. Ero appena stato scaricato. Avevo bisogno di una rivincita. Ricordo di aver risposto al telefono e di aver pensato: ‘Oh, sì!’.” 

Chris Evans ricorda I Fantastici 4 e spiega perché accettò il ruolo della Torcia Umana

A proposito della sua esperienza sul set del film, Evans ha poi ricordato: “È stato un ruolo che ho interpretato davvero con grande piacere. Ed è stato anche l’assegno più alto che avessi ricevuto fino a quel momento. È stato come se avessi imboccato la giusta via, come se avessi vinto qualcosa da poter investire per cercare di fare qualcosa di ancora più importante. Sono stato davvero fortunato nella mia carriera. Anche prima dei Fantastici Quattro, c’è sempre stato qualcosa che mi ha fatto pensare che forse avrei potuto sopravvivere facendo l’attore.”

Dopo I Fantastic 4, Chris Evans ha ricoperto il ruolo di Captain American in ben 7 film dell’Universo Cinematografico Mavel. Dopo l’ultimo Avengers: Endgame, è stato protagonista di Cena con delitto – Knives Out, l’omaggio al giallo di Rian Johnson, acclamato tanto dalla critica quanto dal pubblico. Di recente l’attore ha recitato nella serie Defending Jacob, disponibile su Apple TV+, in cui figura anche tra i produttori esecutivi. Prossimamente lo vedremo nell’annunciato nuovo adattamento de La Piccola Bottega degli Orrori.

La Passione di Cristo: aggiornamenti su The Resurrection, il sequel

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Era il 2018 quando Jim Caviezel ci aveva dato gli ultimi aggiornamenti ufficiali sul sequel de La Passione di Cristo di Mel Gibson, film in preparazione dal 2016. Ora, abbiamo un aggiornamento dello sceneggiatore Randall Wallace, che rivela che lui e Gibson hanno discusso molto del progetto ma, sembra, almeno per ora si tratta di qualcosa che dovrà aspettare per essere realizzato.

Durante un’intervista rilasciata in occasione del 25° anniversario della pubblicazione Steelbook Blu-ray Braveheart, Randall Wallace ha parlato del sequel che si intitolerà The Resurrection e seguirà le vicende di Gesù dopo la morte. Ecco cosa ha dichiarato Wallace:

“È un progetto di cui parliamo molto. Al college la mia specializzazione era la religione, dopodiché ho fatto un anno di seminario focalizzando i miei studi proprio sulla resurrezione. Sarà il Monte Everest dei film e ne stiamo parlando parecchio. Si tratta di un progetto che vale parecchio, quindi al momento ce lo teniamo stretto“.

The Resurrection sarà il sequel de La Passione di Cristo

La Passione di Cristo, distribuito nel 2004, ha incassato 611 milioni di dollari al botteghino globale, con un budget di soli 30 milioni di dollari. Fino all’uscita di Deadpool, è stato il film con il rating R con il maggiore incasso nella storia del cinema. Quindi, dal punto di vista finanziario, è facile capire perché uno studio avrebbe abbracciato la storia e il progetto. Dall’altro lato, c’è davvero una storia da raccontare ed è qualcosa che sia Gibson che Randall Wallace sono piuttosto interessati a esplorare.

Non si sa molto altro del film ma sappiamo che Jim Caviezel dovrebbe tornare come Gesù. Oltre a ciò, nessun altro attore del cast è stato confermato.

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Justice League Snyder Cut: vedremo anche Martian Manhunter

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Justice League Snyder Cut: vedremo anche Martian Manhunter

La Snyder Cut di Justice League, ufficialmente denominata adesso Zack Snyder’s Justice League, sarà un film molto diverso rispetto a quello arrivato nelle sale nel 2017. Dopo che Snyder decise di abbandonare il progetto nel bel mezzo della post-produzione, Joss Whedon (The Avengers) venne incaricato di occuparsi delle riprese aggiuntive.

Secondo una stima approssimativa, il 25% della versione cinematografica del film apparterebbe al taglio originale di Snyder, mentre il restante 75% sarebbe frutto dell’operato di Whedon: ciò significa che la maggior parte del lavoro di Snyder non è stato considerato durante il montaggio finale del film destinato alle sale.

Adesso la Snyder Cut arriverà ufficialmente su HBO Max il prossimo anno, con i fan che non vedono l’ora di vedere la versione del film così come Snyder l’aveva inizialmente concepito. Ciò significa che nel film vedremo anche diversi personaggi che nella versione cinematografica non sono stati inclusi, come Darkseid (sostituito da SteppenWolf) o Martian Manhunter: sì, anche il Segugio di Marte dovrebbe apparire nella Snyder Cut, dal momento che si tratta – come confermato dallo stesso Snyder attraverso una serie di storyboard – dell’alter ego del Generale Calvin Swannick interpretato da Harry Lennix ne L’Uomo d’Acciaio e in Batman v Superman: Dawn of Justice.

Zack Snyder sembra aver confermato che nella Snyder Cut di Justice League vedremo anche Martian Manhunter

Dunque, vedremo davvero il personaggio di Martian Manhunter nella Snyder Cut di Justice League? Sembrerebbe proprio di sì, come riportato anche da WeGotDiscovered: lo stesso Harry Lennix, infatti, ha twittato un’immagine del Generale, a dimostrazione che nella versione inedita del film ritroveremo il personaggio alle prese con la trasformazione nel suo alter ego. Inoltre, lo stesso Zack Snyder ha repostato il tweet di Lennix attraverso il suo account Vero, confermando implicitamente che nella Snyder Cut vedremo finalmente Martian Manhunter.

Vi ricordiamo che la Justice League Snyder Cut uscirà nel 2021 sulla piattaforma streaming di Warner Bros HBO MAX che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA, o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori notizie.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss WhedonNel film vedremo protagonista Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman, e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast confermati anche: Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley CollerGoeff Johns e Ben Affleck stesso.

Captain America e Black Widow hanno un figlio: le possibilità del multiverso

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Captain America e Black Widow saranno solo amici e alleati nel MCU, ma nei fumetti hanno effettivamente un figlio insieme. O almeno ce l’hanno in una linea temporale possibile, nei fumetti. Il film d’animazione del 2008 Next Avengers: Heroes of Tomorrow ha presentato la prossima generazione di Vendicatori e i personaggi si sono dimostrati così amati da essere presto introdotti nel multiverso dei fumetti Marvel. E indovinate chi è il leader di questa squadra? James Rogers, figlio di Steve e Natasha.

Il personaggio proveniente da una linea temporale distopica in cui il mondo è stato devastato da Ultron. James, che guida la squadra formata da Francis Barton (figlio di Hawkeye e Mockingbird) e Azari T’Challa (figlio di Black Panther e Tempesta), possiede la forza super umana di suo padre e forse l’invecchiamento ritardato di sua madre. Impugna persino uno scudo di energia su modello di quello di Cap. Quando Kang il Conquistatore lancia i Vendicatori di oggi nel futuro, Steve e Natasha si trovano faccia a faccia con il loro bambino.

Vedremo il figlio di Captain America e Black Widow al cinema?

Ci sono molte cose che sono rimaste inesplorate su James, tuttavia. Ad esempio, è presumibilmente una creazione geneticamente modificata di qualche tipo, dato che Natasha non può concepire bambini a causa della mutilazione subita nella Stanza Rossa, durante il suo addestramento. Questa storia è davvero sorprendente, visto che, nonostante la mole di persone che entrambi hanno amato nel corso della loro storia a fumetti, non c’è mai stata una storia trai due, o una relazione che non fosse professionale.

Le versioni del MCU dei due personaggi, Scarlett Johansson e Chris Evans, hanno probabilmente più chimica delle loro controparti a fumetti, come visto in Captain America: The Winter Soldier. Detto questo, non sembra del tutto fuori questione immaginare che James Rogers possa apparire nel MCU ad un certo punto, ora che nei prossimi anni avremo sicuramente la possibilità di esplorare il multiverso, soprattutto con What if…? e con il sequel di Doctor Strange.

Tenet esplorerà nuovi territori del genere spionistico

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Tenet esplorerà nuovi territori del genere spionistico

Il nuovo numero di Total Film è tutto dedicato all’attesissimo Tenet, il nuovo film di Christopher Nolan che arriverà prossimamente nelle sale di tutto il mondo. Sulla scia del nuovo trailer diffuso online pochissimi giorni fa, lo speciale del noto magazine ci regala non solo una serie di nuove immagini esclusive, ma anche alcuni dettagli emersi direttamente dall’intervista rilasciata da Nolan alla rivista.

A proposito della trama del film, Christopher Nolan ha spiegato di voler provare a rivoluzionare il genere spionistico: È un film veramente ambizioso e dalla portata gigantesca. Prende un genere, vale a dire il film di spionaggio, e cerca di esplorare tramite esso un nuovo territorio. È un film che prova a portare il pubblico in un viaggio che potrebbero non aver mai fatto prima, e che potrebbe essere davvero inaspettato.”

Il regista ha anche parlato della chiacchieratissima scena dell’aereo esploso davvero sul set del film, spiegando quanto segue: “Avevo progettato di usare delle miniature, parti di set e un mix di effetti visivi. Poi abbiamo iniziato a fare i conti e abbiamo capito che sarebbe stato molto più conveniente utilizzare un vero aereo e girare quella sequenza dal vivo. La scena è riuscita alla grande grazie a Scott Fisher, il supervisore agli effetti speciali, e a Nathan Crowley, lo scenografo. Con quest’ultimo ho parlato tanto del modo migliore per riuscire a girare la scena utilizzando la macchina da presa. È stato davvero emozionante.”

Christopher Nolan anticipa che Tenet esplorerà nuovi territori del genere spionistico

John David Washington è il nuovo protagonista nel nuovo film di fantascienzaTenet, di Christopher Nolan.  Armato di una sola parola – Tenet – e in lotta per la sopravvivenza di tutto il mondo, il Protagonista viaggia attraverso un crepuscolare mondo di spionaggio internazionale per una missione che si svolgerà in qualcosa al di là del tempo reale. Non viaggio nel tempo. Inversione.

Protagonisti di Tenet oltre ai già citati Robert Pattinson e John David Washington ci sono anche Elizabeth Debicki, Michael Caine, Kenneth Branagh, Dimple Kapadia, Aaron Taylor-Johnson e Clémence Poésy. Il film, il primo lungometraggio di Nolan dal 2017, anno di Dunkirk, viene descritto come un’epica storia action che si svolge nel mondo dello spionaggio internazionale. Il regista ha scritto la sceneggiatura da un’idea originale e le riprese in sette paesi sono ora in corso.

She-Hulk: dal grande schermo, un’eroina Marvel potrebbe affiancare Jennifer Walters

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Ci sono grandi novità per She-Hulk, la serie Marvel in sviluppo per Disney+. Sebbene il “momento A-Force” durante la battaglia finale di Avengers: Endgame sia risultato a qualcuno un po’ forzato, è stato un ottimo modo per mostrare al pubblico un quadro completo del roster al femminile in casa Marvel (Cinematic Universe). Non si erano mai viste così tante eroine tutte insieme sullo schermo, e la scena ha fomentato tutti, oltre ad offrire ai fan tanto materiale per immaginare il team up dei sogni!

Fino a questo momento Captain Marvel è stata l’unica eroina della Casa delle Idee a essere protagonista di un film da solista, mentre la pandemia ha fermato l’uscita, ritardandola di qualche mese, del film dedicato a Vedova Nera, che tutti aspettiamo con grande impazienza. Ma la Marvel si vuole davvero impegnare, in questa direzione, tanto che, come sappiamo, anche la Scarlet Witch di Elizabeth Olsen sarà protagonista di una serie (al fianco di Visione), mentre su Disney + sono in fase di sviluppo serie su Hawkeye, Ms. Marvel e She-Hulk, tutti con donne nel ruolo principale.

Dopo Black Widow e Captain Marvel, spazio a She-Hulk

L’attesa per Black Widow e il successo di Captain Marvel fanno bene sperare, un team up al femminile scritto bene e prodotto con criterio può solo arricchire l’immaginario comune agli spettatori di cinecomic, dare nuovi spunti e idee per lavorare con personaggi interessanti e variare la scena cinematografica contemporanea. Tanto che si hanno già le prime idee su quale possa essere the next big thing in casa Marvel.

Sembra che She-Hulk, prevista per Disney+, sarà non solo una serie su Jennifer Walters, parente di Bruce Banner e affetta dallo stesso problema… verde, ma che l’avvocatessa possa avere al suo fianco un personaggio di tutto rispetto e di primo piano nel panorama marveliano. Secondo le fonti di We Got This Covered, infatti, per doppiare il duo Thor/Hulk, She-Hulk sarà affiancata nientemeno che dalla Thor/Jane Foster di Natalie Portman!

Una replica di Thor: Ragnarok?

Ovviamente, l’idea potrebbe essere liquidata come una pallida copia del duetto esploso con Thor: Ragnarok, ma il fatto che queste eroine si possano incontrare sembra uno dei presupposti più sicuri che ci sono per dare fondamento alla Fase 4, ancora avvolta nella nebbia del mistero. Potrebbe essere un binomio interessante e potrebbe aggiungere sicuramente sfumature differenti a quanto già visto e immaginato da Taika Waititi.

A parte l’annuncio ufficiale della serie in produzione durante l’ultimo Comic-Con, She-Hulk è un progetto ancora in fase embrionale, almeno stando a quanto si sa di ufficiale, e ci sarà ancora molto tempo per fare congetture e previsioni su chi sarà la prescelta.

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