Da domani, martedì 20
aprile, partono le pubblicazioni di
Batman/Fortnite: Punto Zero, l’attesa
miniserie in seinumeri che unisce il Cavaliere Oscuro e gli altri
supereroi DC al fenomeno videoludico globale di Epic Games. Un
appuntamento senza precedenti, con cadenza quindicinale,
disponibile in edicola, nelle fumetterie e negli store online.
In ogni copia cartacea di
Batman/Fortnite: Punto Zero sarà presente un
codice per riscattare all’interno di Fortnite un oggetto
estetico del gioco, ispirato agli eventi del fumetto. Si
parte con il costume di Harley Quinn Rinascita,
riscattabile con il primo numero della miniserie (e disponibile in
gioco a partire da giugno). Poi, in ordine di uscita, il deltaplano
BatmanZeroWing, il piccone Rampino Artigliato di
Catwoman, il deltaplano del Distruttore
Deathstroke, il dorso decorativo Vendetta di
Harley Quinn e, con l’ultima uscita del 6 luglio, il
piccone asciaBatarang. Chi
raccoglierà tutti e sei i codici sbloccherà anche il nuovo costume
Batman Zero Corazzato.
Scritta da
ChristosGage, con la consulenza
narrativa di DonaldMustard, il
Chief Creative Officer di Epic, Batman/Fortnite: Punto
Zero è disegnato da ReillyBrown, ChristianDuce, NelsonDeCastro e
JohnKalisz. La copertina del
numero uno è realizzata da MikelJanín (Batman, Wonder Woman,
Future State: Superman – Worlds at
War).
A Gotham City è apparsa
un’anomalia. Una fenditura nella realtà stessa risucchia il
Cavaliere Oscuro e lo trasporta in un mondo sconosciuto e bizzarro,
nel quale non ricorda chi sia né da dove venga… Batman è
finito dentro Fortnite! Qui si ritroverà a combattere
contro avversari inusuali, faccia a faccia con personaggi come
l’Incursore rinnegato, Pescesecco, Bandoliera e
molti altri. E mentre il più grande detective del mondo cerca di
dare un senso a questo nuovo, bizzarro mondo, scoprirà la
sconvolgente verità sull’Isola, su ciò che si cela oltre il loop e
su come tutto quanto sia collegato al misterioso
PuntoZero.
Questa miniserie si caratterizza
per i suoi straordinari disegni e per una storia che appassionerà i
seguaci di Batman e quelli di Fortnite. Un’avventura senza
precedenti che mette in scena le avventure del Crociato
Incappucciato contro i campioni di Fortnite sull’Isola, nel
disperato tentativo di salvare non solo sé stesso ma anche gli
altri volti familiari dell’Universo DC… e forse l’intero
Multiverso.
Arriva in prima visione
su Sky Cinema Due il film candidato a sei Oscar, Minari
di Lee Isaac Chung, film rivelazione di questa
stagione cinematografica già vincitore del Golden Globe come
Miglior Film Straniero e del Gran Premio della Giuria e del Premio
del Pubblico al Sundance Film Festival.
Minari
ha ricevuto sei nomination agli Oscar come Miglior Film, Miglior
Regista a Lee Isaac Chung, Miglior Attrice Non Protagonista a
Yuh-Jung Youn, Miglior Attore Protagonista a
Steven Yeun – primo interprete americano di origine
asiatica nella storia a ricevere questa nomination -, Migliore
Sceneggiatura Originale a Lee Isaac Chung e Migliore Colonna Sonora
Originale a Emile Mosseri. Anche quest’anno si potrà seguire la
Notte degli Oscar® 2021 in diretta su Sky Cinema Oscar (canale 303)
tra domenica 25 e lunedì 26 aprile a partire dalle 00:15.
Minari
(dal nome di una pianta acquatica coreana simile al crescione
europeo) è ambientato negli Stati Uniti degli anni 80 e si ispira
alle vicende personali del regista. Tutto ha inizio quando Jacob
(Steven Yeun, The Walking Dead, Burning – L’amore brucia),
immigrato coreano, trascina la sua famiglia dalla California
all’Arkansas, deciso a ritagliarsi la dura indipendenza di una vita
da agricoltore. Sebbene Jacob veda l’Arkansas come una terra ricca
di opportunità, il resto della famiglia è sconvolto da questo
imprevisto trasferimento in un fazzoletto di terra nell’isolata
regione dell’Ozark. Ad aiutare Jacob nella fattoria il veterano di
guerra Paul, inarrestabile lavoratore estremamente religioso,
interpretato da Will Patton (Yellowstone). L’arrivo dalla Corea della
nonna (Yuh-Jung Youn, Youn’s Kitchen, The Housemaid), donna
imprevedibile e singolare, stravolgerà ulteriormente la loro vita.
I suoi modi bizzarri accenderanno la curiosità del nipotino David
(Alan Kim) e accompagneranno la famiglia in un percorso di
riscoperta dell’amore che li unisce.
Un film rivoluzionario in
cui una famiglia coreana cerca integrazione e insegue il “sogno
americano”, per una storia carica di speranza in un’epoca difficile
in cui per ricominciare bisogna sostenersi soprattutto nelle
difficoltà. Osannato dalla critica internazionale, il Wall Street
Journal parla di una storia “intima, toccante, divertente e
costantemente stimolante”, The Guardian lo descrive come
“incantevole” nel raccontare la fede e la vita reale, vita che può
migliorare una volta che si riescono ad apprezzare le cose semplici
e a farne tesoro.
Selena Gomez ha cominciato
con la Disney, ed è diventata una pop star e una star del
cinema. Ha avuto l’attenzione di molti per la relazione
con Justin Bieber. È bella e raggiante, delicata, impegnata, e
piena di talento. Ha fan in tutto il mondo. Ha cominciato con la
Disney, ma è diventata una star matura e interessante, una dei
grandi nomi del mondo pop.
Selena Gomez è nata il 22
luglio 1992 a Grand Prairie, in Texas, con il nome di Selena Marie
Gomez. È figlia di Mandy Teefey, che ha origini italiane,
e Ricardo Gomez, di origini messicane. Il nome Selena viene dalla
musica: è il nome di una famosa cantante texana, di nome appunto
Selena, morta nel 1995.
Ha vissuto la propria vita
pubblicamente da quando era una ragazzina, e i dettagli della sua
vita privata sono stati spesso condivisi con il pubblico. C’è
qualcosa che non sapete? Ecco dieci curiosità su Selena
Gomez:
Selena Gomez: film
1. La carriera di Selena
Gomez tra film e televisione. Il primo ruolo di Selena
Gomez è stato quello di Gianna nel famosissimo show televisivo per
bambini degli anni ’90 Barney, nel quale ha recitato
accanto a Demi Lovato dal 2002 al 2004. Si è poi tresferita a Los
Angeles, dove si è aggiudicata il ruolo di Alex Russo nella serie
di Disney Channel I maghi di
Waverly, che l’ha portata alla fama. Da allora, ha
avuto il suo primo ruolo da doppiatrice in Ortone
e il mondo dei Chi nel 2008, ed ha recitato accanto
all’amica di infanzia Demi Lovato in Programma
protezione principessel’anno successivo. Il suo
primo album è uscito nel 2009, realizzato con la band “Selena Gomez
& The Scene”. Altri ruoli includono: Monte
Carlo, Spring Breakers – Una vacanza da
sballo, Hotel Transilvania (1 e
2), Getaway, Comportamenti molto…
cattivi, Altruisti si diventa
e Cattivi vicini
2.
Nel 2018 ha prestato la voce a
Mavis in Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa. Nel 2019 ha
preso parte nei panni di Chan nel film I morti non muoiono ed è stata Chan
nell’ultimo film di Woody Allen,
Un giorno di pioggia a New York (2019). Nel 2021 ha
interpretato Mabel nella serie Only Murders in the
Building. Sempre quest’anno riprenderà il ruolo di
Mavis nel film animato Hotel Transylvania:
Transformania.
2. Ha incontrato Demi
Lovato durante le audizioni per Barney. In
molti sanno che Selena Gomez e Demi Lovato abbiano recitato in uno
show per bambini di nome Barney da piccole, e che
sono state migliori amiche per molto tempo. Ma non si sono
conosciute sul set: infatti, entrambe hanno raccontato del loro
incontro: questo è avvenuto in coda per i provini
per Barney in Texas, il giorno del compleanno di
Selena. Selena si ricorda addirittura che Demi indossava una giacca
di jeans blu e un fiocco rosso.
3. Ha la propria casa di
produzione. I suoi impegni non sono solo relativi alla
musica e alla recitazione. Oltre a questi, infatti, Selena Gomez
possiede una propria casa di produzione cinematografica e
televisiva. La compagnia si chiama July Moon Productions, e ha
prodotto uno degli show di Netflix più popolare degli ultimi due
anni:Tredici,
del quale Selena è stata produttore esecutivo, e del quale è appena
stata rilasciata una seconda stagione.
4. Selena Gomez segue solo
36 persone su Instagram. Nel corso dei primi mesi del
2018, infatti, ha deciso di non seguire più la maggior parte dei
propri contatti, tra cui Gigi Hadid, Demi Lovato, la madre Mandy
Teefey, e Petra Collins. Il che ha sorpreso molti, dato che la star
ha ben 138 milioni di follower.
5. Ha una propria linea di
vestiti. Si chiama Dream Out Loud, ed è la realizzazione
di un sogno di Selena Gomez: ha sempre voluto una linea di moda, ed
è riuscita a lanciare la propria nel 2010, all’età di 17 anni. La
collezione aveva molto della stile di Selena: top floreali, gonne,
e uno stile boho-chic. L’intento di Selena era quella di creare dei
vestiti dal prezzo accessibile, versatili, che potessero essere
indossati in modi diversi e che potessero essere abbinati in modo
vario. Inoltre, la collezione era ecologica.
Selena Gomez: news
6. È Ambasciatrice
dell’UNICEF. E non solo: lo è diventata a 17 anni, il che
ha fatto di lei la più giovane ambasciatrice di sempre. La missione
del United Nations Children’s Fund è quella di aiutare madri e
bambini bisognosi in paesi in via di sviluppo, e la quantità di fan
di Selena e la sua capacità di arrivare a molti l’hanno aiutata a
diffondere coscienza riguardo alla causa e a raccogliere fondi. Ha
fatto parte di diverse campagne, eventi, e ha viaggiato in tutto il
mondo, incontrando e aiutanto bambini in prima persona. È stata
Ambasciatrice dell’UNICEF a partire dal 2009, e ha parlato
pubblicamente dell’importanza che il ruolo ha per lei: ha affermato
che il tutto deve cominciare da un’educazione di qualità e
dall’accesso a buone opportunità, come quelle che l’UNICEF
fornisce, e di essere molto orgogliosa di esserne parte.
7. La pausa per il
trapianto nel 2017. Nel settembre 2017, Selena Gomez ha
postato su Instagram una fotografia di se stessa in un letto di
ospedale, che stringe la mano ad un’altra ragazza. Nella
didascalia, l’attrice ha spiegato le cose: molti fan si erano
accorti della sua assenza, del fatto che non stesse promuovendo la
propria musica, e che avesse passato l’estate un po’ in disparte.
La ragione, spiega, è stata un trapianto di rene reso necessario
dal Lupus del quale soffre. Ha inoltre affermato di voler
condividere il proprio viaggio e la propria esperienza con i fan, e
ha ringraziato la propria famiglia e la squadra di medici che l’ha
seguita, oltre all’amica Francia Raisa, che le ha donato un rene.
Per l’occasione, inoltre ha parlato del Lupus, indicando ai fan una
risorsa per informarsi a riguardo.
8. Il video
di Back to You e le anticipazioni sui
social. Prima dell’uscita ufficiale del video, Selena
Gomez ha condiviso un bel po’ di anticipazioni con i fan sul social
media. Infatti, ha pubblicato una serie di snapshot su Instagram:
fotografie inedite accompagnate da versi della canzone. Selena
Gomez ama usare i social media per creare attesa attorno ai propri
lavori: in precedenza, aveva rilasciato dei piccoli video con clip
da Tredici, e un video Spotify sempre per Back to
You.
Selena Gomez hot
9. Ha almeno 8
tatuaggi. L’anno scorso, Selena Gomez ha postato una
fotografia su Instagram, sotto la quale diceva di avere sette
tatuaggi (e che ne arriveranno altri). E riesce a nasconderli bene,
quando è necessario. Recentemente, inoltre, ha fatto il proprio
ottavo tatuaggio: un tatuaggio coordinato con altri due membri del
casti di Tredici, che rappresentano un punto e
virgola. Il tatuaggio con il punto e virgola, infatti, ha un
significato ben preciso: viene utilizzato per rappresentare
un’alternativa ai pensieri di suicidio, e per attirare l’attenzione
sull’argomento dei problemi di salute mentale. Il simbolo
suggerisce che chi lo porta ha deciso di andare avanti, che le
difficoltà affrontate non sono state la fine ma piuttosto un nuovo
inizio.
Justin Bieber e Selena Gomez
10. La storia con Justin
Bieber. La relazione tra Selena Gomez e il famosissimo
idolo delle ragazzine Justin Bieber ha fatto parlare i giornali di
gossip come non si vedeva da tempo. La loro storia è stata un
continuo prendersi e lasciarsi, che ha appassionato i fan di
entrambi per parecchio tempo. Come si sono incontrati? Nel
2011, quando Selena aveva 19 anni e Justin Bieber ne aveva 17,
cominciarono a diffondersi pettegolezzi sulla loro relazione. E il
fatto che si fossero presentati insieme al Vanity Fair Oscars Party
dello stesso anno sembrò confermare la cosa. Ma Selena ha rivelato
di come l’icontro tra loro due fosse avvenuto due anni prima, nel
2009, quando il manager di lui entrò in contatto con la madre di
lei, che all’epoca era la sua manager. Una cosa combinata,
insomma.
Ashley Tisdale ha cominciato
con Disney Channel, l’abbiamo vista andare e venire dal
cinema, e comparire in una serie televisiva dopo l’altra. Ha
lanciato il proprio primo album nel 2007, è
diventata produttrice, oltre che regina di
Instagram e Youtube. Anche se molti la ricordano
solo ed esclusivamente come la Sharpay di High School Musical,
Ashley Tisdale ha qualche asso nella manica.
Ecco dieci curiosità su
Ashley Tisdale:
Film con Ashley Tisdale
1. Ashley Michelle Tisdale è
nata il 2 Luglio 1985 in New Jersey, negli Stati Uniti. Ha
cominciato ad apparire sul piccolo schermo sin da piccola, e con
numeri record: è comparla in più di 100 pubblicità televisive,
oltre ad essersi aggiudicata ruoli precoci a teatro e in serie
televisive. Nel 2004, comincia l’avventura con Disney Channel, che
la porta alla fama: diventa prima Maddie in Zach e Cody al
Grand Hotel, e poi Sharpay in High School
Musical, nel 2006. E quest’ultimo personaggio diventa talmente
famoso da guadagnarsi uno spin-off: Sharpay’s Fabulous
Adventure nel 2011.
2. E dopo High School
Musical? Sono parecchie le serie tv e i film con Ashley
Tisdale, almeno fino a qualche hanno fa. Quando la fama è arrivata
conHigh School Musical, per qualche
anno ha lavorato ad un progetto dopo l’altro: cominciando dal
doppiaggio, prima di tutto con Phineas and
Ferbnel ruolo di Candace: sia nella serie, che
nel film Phineas e Ferb nella seconda
dimensione che nel talk show Take Two with
Phineas and Ferb. È comparsa poi inAiutami
Hope!,Sons of
Anarchy, Scary Movie 5,The Escorts, ha dato la voce a Sabrina in
Sabrina: Secrets of a Teenage Witch, è stata protagonista
della serie tv Clipped. E di recente? Ha fatto altro
doppiaggio, come per la serie tv Ginger Snaps,
Skylanders Academy, e nel film Charming. Ne
2019 ha interpretato Kayla nella serie tv Buon quel che vi
pare e Maya nel film tv Pandas in New York. Nel 2020
è stata Jenny Kenney nella serie tv Carol’s
Second Act. Nel 2021 ha prestato la voce a Rachel King nel
videogames The Dark Pictures: House of Ashes.
3. È una
produttrice. Non solo attrice e cantante, quindi: Ashley
Tisdale ha cominciato a lavorare nel ruolo di produttrice esecutiva
già nel 2008, a partire dal film televisivo della
ABC Picture This. Ha lavorato poi alla
serie Miss Advised nel 2013, Young and
Hungry dal 2014 al 2017, olrte che allo spin-off di Scooby
Doo Daphne & Velma nel 2018 e ad un nuovo film
televisivo, The Keys, che è stato annunciato di
recente.
4. La difficoltà nel
separare la propria immagine dal personaggio di Sharpay.
Il personaggio interpretato da Ashley Tisdale in High
School Musical è stato particolarmente amato dai fan del
film. E, come spesso succede, è stato difficile, per lei, riuscire
a ricostruire una nuova immagine di sé, che sia separata dal ruolo.
Infatti, ha spiegato l’attrice, le persone tendono a vedere in lei
il personaggio di Sharpay e nient’altro: è per questo motivo che è
particolarmente orgogliosa del proprio lavoro come produttrice, che
le dà l’opportunità di creare qualunque cosa. E, come attrice, il
suo obiettivo è ora quello di recitare in ruoli diversi, nei quali
nessuno si aspetterebbe di vederla.
5. Ashley Tisdale ama i
social media, in particolare Instagram e Youtube. Su
Instagram, ha 9.6 milioni di follower. Fotografie di moda,
lifestyle, ma anche messaggi impegnati: femminismo e donne
imprenditrici, trucchi cruelty-free, lotta contro alle armi negli
Stati Uniti. Il suo impegno sui social media ha plasmato il suo
nuovo ruolo di influencer e l’ha riportata
sotto i riflettori. (E c’è pure un cagnolino adorabile, per gli
appassionati.)
6. Ha rilanciato il proprio
canale di Youtube, che è diventato parte di StyleHaul. A
proposito, Ashley Tisdale ha detto di essere un’utente molto attiva
del social media, e di amare la creazione di contenuti, che sia
come attrice, produttrice o appunto sui social. Per lei, YouTube è
la piattaforma che le permette di creare contenuti che sono pensati
precisamente per i propri fan: ha usato i social media, quindi, per
diventare imprenditrice, e il contratto con StyleHaul ha il ruolo
di associarla a marche e prodotti che ben si addicono alla sua
persona pubblica, al suo stile, ai suoi progetti, e alla sua
immagine di guri di lifestyle.
7. Ha una propria linea di
make-up. Si chiama Illuminate, è stata
acquistata a BH Cosmetics, ed è mirata alle “ragazze della porta
accanto” che formano la fanbase di Ashley Tisdale. Niente strati di
trucco quindi, ma la linea punta alla creazione di look glamour ma
delicati, come quelli dell’attrice. E, come
bonus, Illuminate è cruelty-free.
Ashley Tisdale: altezza e
fisico
8. Ashley Tisdale è alta
1.60 metri, e pesa all’incirca 52 chili. Le sue origini
sono inglesi, irlandesi, scozzesi e tedesche da parte di padre ed
ebree aschenazite da parte di madre.
9. Si è sposata l’8
settembre 2014 con Christpher French. I due si erano
frequentati per 21 mesi, ed erano stati fidanzati per 13. Tra le
damigelle d’onore ci sono state Jennifer Tisdale, Vanessa Hudgens e altre quattro
amiche.
10. La chirurgia plastica e
l’operazione al naso. Quando una celebrità decide di
ricorrere alla chirurgia plastica, tanti hanno sempre qualcosa da
dire. Ma riguardo alla propria operazione al naso, Ashley Tisdale
ha spiegato e difeso la propria scelta, dicendo di non averlo fatto
perché crede nella chirurgia plastica, ma per aiutare la propria
salute. Infatti, afferma, a causa del setto nasale deviato non
poteva praticamente respirare dalla narice destra. Ed ha affermato
di non volersi comportare come se non avesse cambiato nulla, e di
voler essere aperta nei confronti dei fan.
Il mondo intero si è innamorato
della piccola Emma Watson ai tempi di
Harry
Potter, quando interpretava la capellona e brillante
Hermione. Ha molto talento, ed è stata scelta tra altre centinaia
di piccole attrici per il ruolo all’età di nove anni. Ed ha
cominciato ad ispirare migliaia e migliaia di ragazzine (e non
solo) già da allora. E ha continuato: incredibilmente brillante,
attivista, amante dei libri, capace di continuare a porsi nuove
sfide, Emma Watson ha davvero usato
Harry
Potter come un trampolino di lancio per una carriera e
una vita incredibile.
Ecco, quindi, dieci
curiosità su Emma Watson, perché su di lei c’è davvero tanto da
sapere.
Emma Watson: tutti i suoi
film
1. Emma Charlotte Duerre
Watson è nata nel 1990, da Jacqueline Luesby e Chris Watson, due
avvocati. Dall’età di sei anni, Emma sapeva di voler
diventare un’attrice e ha studiato recitazione, danza, e canto per
molto tempo alla Stagecoach Theatre Arts a Oxford. All’età di dieci
anni, aveva già preso parte a tantissime produzioni della
scuola.
2. Il casting per Harry
Potter e la Pietra Filosofale è cominciato nel 1999, e
alcuni agenti di casting trovarono Emma grazie alla sua insegnante
di recitazione di Oxford. Nonostante J.K. Rowling la
volesse fin dalla prima audizione, Emma Watson ha fatto otto
audizioni per la parte di Hermione, dopo le quali le fu
annunciato di essersi aggiudicata il ruolo, insieme a Daniel Radcliffe e Rupert Grint. Harry Potter e la
Pietra Filosofale è il debutto cinematografico di Emma
Watson, che avvenne nel 2001. Come tutti sappiamo, poi, il
franchise la rese una delle attrici più famose al mondo. Da allora,
nel 2011 ha avuto il suo primo ruolo accanto ad un cast stellare,
per Marilyn
di Simon Curtis. Nel 2012 ebbe il ruolo di
co-protagonista nel film indipendente Noi
siamo infinito.
3. Emma Waston è nata a
Parigi. E ci ha vissuto fino all’età di cinqua anni,
quando i genitori divorziarono e si ritrasferì in Inghilterra, in
Oxfordshire. Sa parlare francesce, in modo abbastanza fluente, ma
non troppo.
4. È un’insegnate di yoga
certificata. Ha cominciato perché aveva bisogno di trovare
equilibrio per se stessa, ha raccontato. Aveva bisogno di trovare
un modo per sentirsi al sicuro a casa propria e internamente, con
se stessa.
5. Uno dei modi in cui si
prende cura di se, è scrivere un diario. O meglio, molti
diari. E ha un metodo: Emma Watson ha all’incirca 30 diari
personali, organizzati a seconda di temi diversi. Ha diari sullo
yoga, sui sogni, sulla recitazione, sulle persona che incontra, sui
consigli che riceve.
5. È una famosa
attivista. Emma Watson è ambasciatrice per UN Women, il
ramo ONU che si occupa di parità tra i sessi. È proprio all’ONU che
ha parlato del proprio progetto, HeForShe, che ha appunto lo scopo
di promuovere la parità. Uno dei suoi obiettivi principali, ha
dichiarato, è quello di interrompere la credenza ora troppo diffusa
che femminismo e diritti delle donne vogliano dire odio verso gli
uomini.
6. Come Hermione, era una
studentessa modello. Emma Watson si impegna parecchio
nella propria vita intellettuale, e l’impegno è cominciato dagli
studi. Infatti, Emma ha frequentato l’università e si è laureata
alla Brown University a Providence, Rhode Island, in Letteratura
Inglese. La scelta di un’università americana è dovuta alla fama:
voleva, infatti, essere in grado di mischiarsi tra la folla e
integrarsi tra gli studenti.
Emma Watson hot
7. Emma Waston è diventata
un’icona della
moda. L’attrice, infatti, ama particolarmente la moda
ed è stata testimonial di diverse marche come Burberry e Lancome.
Inoltre, è stata una delle più giovani di sempre ad apparire sulla
cover di Vogue. Durante la promozione di La
Bella e la Bestia, inoltre, Emma
Watson ha aperto un nuovo account instagram chiamato
@the_press_tour, che ha usato per condividere informazioni
dettagliate su ognuno dei suoi outfit.
8. La moda etica è
fondamentale e per Emma Watson. Si impegna anche quando si
parla di moda, insomma, e nel 2015 ha deciso di prendere parte alla
Green Carpet Challenge, impegnandosi a vestire solamente capi eco
sostenibili sul red carpet. Il suo abito Calvin Klein del Met Gala
del 2016, ad esempio, era fatto di plastica riciclata da bottiglie,
e il suo abito firmato Emilia Wickstead per
La Bella e la Bestia era fatta di scarti di
tessuto che altrimenti non sarebbero stati usati.
Emma Watson: fidanzato
9. La prima cotta di Emma
Watson è stata
Tom Felton, ovvero Draco Malfoy.
Tom Felton aveva 12 anni e Emma ne aveva 10, e
l’attrice ha dichiarato di essersi presa un’enorme cotta per lui.
Lui, però, la vedeva più come una sorellina che una potenziale
fidanzata. Oggi, fortunatamente, sono ottimi amici.
10. Emma Watson ha
frequentando Chord Overstreet. Era stato tenuto segreto
per un po’, e per del tempo si sapeva solo che Emma stava
frequentando un attore. E, finalmente, Emma è stata avvistata
proprio con la star di Glee Chord Overstreet. Emma Watson ora è
felicemente fidanzata dalla fine del 2019 con Leo Robinton, un
giovane imprenditore e coetaneo dell’attrice.
Nel quinto episodio di The Falcon and the Winter Soldier, dal titolo
“Verità”, ha fatto la sua comparsa, a sorpresa, il personaggio
della contessa Valentina Allegra de Fontaine,
interpretata da Julia Louis-Dreyfus. Il
personaggio ha una ricca storia nei fumetti Marvel che potrebbe contenere
numerosi indizi circa il suo futuro nel MCU. Ecco 10 cose che
bisogna sapere su questo misterioso personaggio che ha già
dimostrato di nutrire un particolare interesse nei confronti di
John Walker:
Un membro dello SHIELD
La Contessa ha debuttato in
“Strange Tales #159” dell’agosto 1967 come parte della leggendaria
serie dell’iconico autore e artista di fumetti Jim Steranko su Nick
Fury.
La Contessa era una donna italiana
entrata a far parte dello SHIELD come agente segreto dopo la
misteriosa morte dei suoi genitori. All’epoca non lo sapeva, ma
entrambi erano in realtà membri dell’organizzazione segreta
Leviathan e stavano lavorando contro le forze del comunismo in
Europa. Divenne maestra di spionaggio e scalò i ranghi dello SHIELD
abbastanza velocemente.
Un’esperta combattente
La Contessa accelerò il suo
programma di addestramento all’interno dello SHIELD e divenne
un’esperta nel combattimento corpo a corpo. Diventò anche molto
abile nell’uso di una vasta gamma di armi. Ebbe modo di sfoggiare
la sua abilità nel combattimento già la prima volta che incontrò
Nick Fury, che allora era già un agente dell’organizzazione e che
in futuro sarebbe diventato una figura molto importante nella sua
vita.
Mentre terminava il suo programma di
addestramento, Fury la sfidò ad un incontro per mettere alla prova
le sue abilità. Valentina impressionò Nick e tutti gli altri
lanciandolo dall’altra parte della stanza.
La storia d’amore con Nick Fury
La storia d’amore tra
Valentina e Nick Fury è la relazione chiave dell’iconica serie di
Steranko, che è iniziata come parte della serie “Strange Tales”,
per passare poi alla serie solista “Nick Fury, Agent Of
S.H.I.E.L.D.” del 1966.
Sebbene Valentina abbia esordito
come una specie di Bond Girl nella serie, è stato stabilito in
breve tempo che fosse uguale a Fury. I due furono compagni di lunga
data dopo la fine della relazione di Fury con Laura Brown: la
storia d’amore della coppia avrebbe lasciato un segno indelebile
nella storia dei fumetti in America.
La controversia con il Comics Code Authority
Il #2 della serie “Nick
Fury, Agent Of S.H.I.E.L.D.” è forse il volume più importante della
run di Steranko per diverse ragioni. È un esempio della sua arte
all’avanguardia, ma è anche una run molto, molto controversa. La
storia originale disegnata da Steranko presenta una serie di
pannelli sessualmente allusivi per l’epoca. All’epoca, il Comics
Code Authority si è opposto e ha costretto la Marvel a
cambiarli.
La preoccupazione era dovuta ad un
telefono rotante, che era stato staccato in modo che non
arrivassero chiamate. La cosa suggeriva era che i due personaggio
volessero un po’ di privacy: alla fine la Marvel cedette,
sostituendo il pannello del telefono con un’immagine della pistola
di Fury nella sua fondina.
Flirtare con Capitan America
La relazione di Valentina e
Fury è stata molto importante nei fumetti, qualcosa che i fan
adorerebbero vedere di sicuro nell’annunciata serie dedicata a Nick
Fury e in arrivo prossimamente. Tuttavia, per quanto sia stata
importante, non è stata una relazione perfetta.
Quando i due erano in conflitto,
Valentina iniziò a flirtare con Captain America. I due iniziarono a
stringere a tal punto che Fury e Steve Rogers (che era un membro
dello SHIELD) arrivarono a litigare. Alla fine, le cose si sono
sistemate quando Valentina e Fury sono tornati insieme.
Leader della Femme Force
Nonostante la sua storia,
Valentina è un personaggio un po’ oscuro se relazionato a Captain
America. Un altro oscuro gruppo di personaggi a cui è stata
associata è la Femme Force. Questa élite formata da agenti dello
SHIELD ha debuttato in “Captain America #144” del 1971.
Uno dei primi membri e leader del
team è stato Agente 13, ossia
Sharon Carter, personaggio che interpreta un ruolo importante
in The Falcon and the Winter
Soldier. La squadra non è rimasta unita a lungo, con la
maggior parte delle loro avventure che hanno avuto luogo proprio
negli anni ’70.
Il suo ruolo in Secret Invasion
Potrebbe essere che
Valentina interpreti un ruolo di rilievo nella prossima annunciata
serie del MCU, Secret Invasion, al pari di quanto fatto nel fumetto
originale.
Si scopre che Valentina è uno dei
tanti eroi e alleati che vengono impersonati dagli agenti Skrull
nell’enorme evento crossover. Nick Fury lo ha capito e, alla fine,
ha ucciso l’impostore di Valentina. La vera Contessa fu poi trovata
viva, tenuta in ostaggio con altri eroi Marvel che erano stati
scambiati dagli invasori Skrull.
Madame Hydra
Valentina avrebbe avuto contatti diretti con il male nel ruolo
di Madame Hydra, la leader dell’intera organizzazione. Ma come
tutte le sue altre operazioni segrete, alla fine era soltanto uno
stratagemma. Si è infiltrata nella temibile organizzazione al solo
scopo di acquisire un potente artefatto dal Silver Samurai, la
guardia del corpo dell’agente dell’HYDRA Viper.
Viene
rivelato che Valentina ha effettivamente ucciso l’originale Madame
Hydra per prendere il suo posto. Il risultato delle sue azioni fu
una guerra aperta tra l’HYDRA e Leviathan, che cercò di abbattere
l’organizzazione dall’interno per molti anni.
Il gruppo OXE
L’universo alternativo “Ultimate Comics” della Marvel ha
ispirato alcuni elementi del MCU, in particolare il casting di
Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury.
Potrebbe averlo fatto di nuovo con Valentina.Nell’universo impostata da “Terra-1610”, lo
stesso che ha anche dato vita a Miles Morales come nuovo
Spider-Man, Valentina non è un agente ma il capo di una società
internazionale chiamata OXE Group.
Fa
anche parte di un gruppo di multimilionari industriali chiamato
Kratos Club, che cercano di usare i loro soldi e la loro influenza
per plasmare il mondo nel modo che più ritengono opportuno. Questo
potrebbe essere più il suo punto di vista nel MCU, data la
brevissima scena in cui la vediamo con John Walker.
Nessun rapporto con John Walker
La breve interazione
nell’episodio cinque tra Valentina e John Walker sembra aver
suggerito che la Contessa potrebbe spingerlo a diventare il suo
alter ego dei fumetti, ossia US Agent. Inoltre, nella post-credits,
Walker sta costruendo il proprio scudo, qualcosa che fa anche nei
fumetti.
Tuttavia, nei fumetti originali,
Valentina e John Walker non hanno alcuna relazione. I due non
sembrano essersi mai incontrati, almeno sulla carta, e le loro
storie hanno camminato su percorsi molto divergenti negli ultimi
decenni di storia dei fumetti Marvel.
La maggior parte di noi
conosce Dakota Johnson per Cinquanta
sfumature. Anche chi non è fan della trilogia
l’ha vista tanto, tantissimo. Ma probabilmente su di lei conosce
poco. Ad esempio, il fatto che, nel suo albero genealogico,
compaiano molti nomi molto familiari. O che sia un’attivista. O che
non abbia Facebook. Cose così.
Ecco quindi dieci fatti su Dakota Johnson che forse non
conoscete:
Dakota Johnson: film
1. Dakota Mayi Johnson è
attrice e modella, ed è nata a Austin, in Texas, il 4 ottobre
1989. Tutti sappiamo che è diventata famosa grazie al
ruolo di Anastasia Steele nella trilogia di Cinquanta sfumature, ma
l’abbiamo vista al cinema prima di allora. Il suo viso vi sembra
familiare? Uno dei suoi primi ruoli al cinema è stato
inThe social network, e
l’abbiamo vista poi in 21 Jump
Street, e The five-year
engagement. Dal 2012 al 2013 ha inoltre
interpretato Kate nella serie tv Ben and
Kate, ed è comparsa in un episodio di The
Office. Dopo Cinquanta sfumature di grigio, nel
2016 arriva ancora al cinema con Single ma non
troppo. Nel 2018 è stata protagonista nel
chiacchierato remake di Suspiria (2018) di Luca Guadagnino
nei panni di Susie Bannon e nell’epilogo Cinquanta sfumature di rosso (2018). Nello stesso
hanno è stata Emily Summerspring in 7 sconosciuti a El Royale (2018). Nel 2019 è Carrie in
Wounds (2019), è Eleanor in In Viaggio Verso Un Sogno (2019) e Nicole Teague in
L’amico del
cuore(2019). Nel 2020 è stata protagonista di
L’assistente della star, uscito in ritardo a causa
della Pandemia. Nel 2021 sarà nina in The Lost Daughter e
Lucy nel film Am I OK?.
2. Il suo albero
genealogico di star. Ci sono un bel po’ di nomi
conosciuti, nella famiglia di Dakota Johnson. I genitori, Melanie
Griffith e Don Johnson sono attori. I due si sono separati nel
1996, ed entrambi si sono risposati. Melanie Griffith si è sposata
con Antonio Banderas. Ma c’è di meglio. la nonna da parte materna
di Dakota è Tippi Hedren. Sì, la Tippi Hedren di Hitchcock.
Dakota Johnson in 50 sfumature di
grigio
3. Prima dei lei, altre
Anastasia Steele erano state prese in considerazione.
Infatti, fino al 2012, Kristen Steward era una delle migliori
candidate per il ruolo in Cinquanta sfumature di grigio. Il
che è curioso, dato che il primo libro della trilogia è stato
inizialmente scritto come fanfection di Twilight. Altre
famosissime attrici vennero prese in considerazione: tra i provini,
ci sono quelli di
Lucy Hale e
Shailene Woodley. Ma non solo. anche Emilia Clarke aveva ricevuto un’offerta,
rifiutata perché aveva già avuto le sue scene di nudo in Trono
di spade. Fu annunciato nel 2013 che la star di 50
sfumature di grigio sarebbe stata Dakota Johnson.
4. Inizialmente, Christian
Grey non doveva essere Jamie Dornan. Il
compagno sullo schermo di Dakota Johnson, infatti, doveva essere
l’attore inglese Charlie Hunnam. Ma, pochi mesi dopo la
conferma della sua presenza del cast, si ritirò. Non mancava molto
tmepo all’inizio delle riprese, e si dovette cercare un Christian
molto velocemente: si decise piuttosto in fretta per Jamie
Dornan.
Dakota Johnson: Facebook e
Instagram
5. Dakota Johnson non ha
Facebook e raramente usa Instagram. Non molto tempo dopo
la comparsa in The social network, che racconta di
come Mark Zuckerberg abbia creto Facebook, Dakota ha raccontato di
avere presto abbandonato il social. Non c’è nemmeno una pagina
personale dell’attrice. Dakota Johnson ha raccontanto di
averlo abbandonato dopo essersi resa conto di essere una “psico
stalker”.
6. È attivista per i
diritti degli animali. Come la nonna Tippi Hedren, anche
Dakota Johnson è un’attivista. Nel 2014, ad esempio, ha salvato
dodici cavalli dal macello, pagandone il prezzo solamente con
questo scopo.
Jamie Dornan e Dakota Johnson sono
stati insieme?
7. Jamie Dornan e Dakota
Johnson: solo amici. No, per quanto molti fan della
trilogia ci abbiano sperato, i due non stanno insieme. E hanno
parlato molto della loro amicizia. Jamie Dornan ha spiegato di come
i due si siano trovati in una situazione unica, che li ha spinti a
fidarsi l’uno dell’altra al 100%. L’esperienza, ha raccontato, ha
creato un legame tra i due che pensa non svanirà: inizialmente, non
si conoscevano bene, ma in particolare il terzo capitolo ha dato
loro modo di avvicinarsi e diventare migliori amici. In
particolare, ha raccontato Dornan, sono proprio le scene di sesso
che necessitavano di confidenza e fiducia reciproca per funzionare
ed essere prive di imbarazzo.
Dakota Johnson e Chris Martin
8. La relazione tra Dakota
Johnson e Chris Martin. La relazione è stata spifferata
dalle testate di gossip nell’autunno 2017. Dopo aver frequentato
l’attore Jordan Masterson e il modello e musicista Matthew Hitt,
Dakota è stata vista più di una volta con il frontman dei Coldplay
Chris Martin. La coppia è stata poi confermata, e il padre della
Johnson ha dichiarato di approvare Chris che ha incontrato di
persona, e di essere felice per la serenità della figlia con il
compagno.
Dakota Johnson: altezza e
fisico
9. Dakota Johnson è alta
1.71 metri e pesi circa 52 chili. Ha capelli naturalmente
castani, occhi blu, e tatuaggi.
Dakota Johnson nuda per il
cinema?
10. Le scene di sesso non
sono un problema per Dakota Johnson. Immaginiamo tutti che
siano particolarmente difficili da girare, e immaginiamo che
susciterebbero almeno un po’ di imbarazzo in chiunque. Ma Dakota
Johnson ha raccontato che, per lei, non sono assolutamente un
problema: le vede infatti come semplici compiti, cose da fare, e
finisce lì. A proposito, inoltre, ha raccontato di non avere alcuna
vergogna, ma comunque di non volere che la famiglia vedesse i film
di Cinquanta sfumature.
Annette uscirà simultaneamente
nelle sale francesi da UGC. Il film segna il debutto in lingua
inglese di Carax e contiene brani originali degli Sparks, la band
art-rock fondata nel 1971 da Ron e Russell Mael.
Il film sarà distribuito da Amazon Studios negli Stati Uniti e in
Canada.
Annette
è prodotto da Charles Gillibert (CG Cinéma
International), Paul-Dominique Vacharasinthu
(Tribus P. Films) e da Driver, in associazione con Amazon Studios,
Arte e Canal Plus.
Carax, regista “visionario ed
enigmatico”, ha diretto diversi film cult nel corso della sua lunga
carriera, in particolare Pola X nel 1999 e
Holy Motors nel 2012, entrambi in competizione a
Cannes.
“Ogni film di Leos Carax è un
evento. E anche questo film mantiene le sue promesse! Annette è il
dono in cui speravano gli amanti del cinema, della musica e della
cultura, che abbiamo desiderato ardentemente durante lo scorso
anno”, ha affermato Pierre Lescure,
presidente del Festival di Cannes.
“Non avremmo potuto sognare una
riunione più bella con il cinema e il grande schermo, al Palais des
festivals dove i film vengono ad affermare il loro splendore”,
ha detto Thierry Frémaux, direttore di Cannes.
“Il cinema di Carax è un’espressione di questi gesti potenti,
queste misteriose alchimie che fanno il segreto della modernità e
dell’eternità del cinema”, ha aggiunto Fremaux.
Il festival quest’anno non si terrà
nella sua solita fascia temporale di metà maggio, ma dal 6 al 17
luglio 2021.
È stato precedentemente annunciato che il regista americano
Spike Lee sarà il presidente della giuria del
Concorso.
Per quelli di noi che hanno
circa una ventina d’anni, o poco più (come ci chiamiamo,
Millennials?), Macaulay Culkin è uno degli eroi
de”infanzia. Mamma ho perso l’aereo è un
classico dai tempi in cui appariva periodicamente su Italia
Uno. Sarà stata la fantasia di una totale libertà dai
propri genitori, o l’esilarante progressione di eventi, ma lo
amavano tutti. Il film è diventato uno dei cult della giovinezza. E
tutti, ad un certo punto, si sono chiesti che fine abbia
fatto Culkin.
E, nell’età adulta, le star bambine
diventano sempre una questione interessante, soprattutto se
crescendo sono andate incontro alla loro rovina.
Ma nel caso di Culkin, si è trattato davvero di rovina?
Macaulay Culkin: i film della
giovane star
Il piccolo Culkin non era famoso
solo per la serie cinematografica di Mamma ho perso
l’aereo, ma anche, tra gli altri, Richie
Rich e Pagemaster: l’avventura
meravigliosa. Una star bambina celeberrima negli
anni Novanta, la sua filmografia vede una pausa di
una decina di anni circa: dopo Richie Rich, uscito
nel 1994, è tornato solo nel 2003, con
Party Monster e nel celeberrimo show televisivo
Will e Grace. Recentemente, ha recitato nella
serie TV Dryvrs, in onda dal 2015 al 2017.
Macaulay Culkin e la droga
Le storie del declino delle giovani
star piacciono particolarmente al pubblico, e Macaulay
Culkin è diventata una di queste. Nel
2012, infatti, apparirono
fotografie dell’attore oramai cresciuto, con un aspetto
strano: magrissimo, quasi trasparente. I tabloid ebbero molto da
dire a riguardo, e si diffusero voci di una presunta
dipendenza da eroina e ossicodone in seguito alla fine
della relazione con Mila
Kunis.
All’epoca, era amico di
Pete Doherty, che aveva problemi di droga.
Inoltre, era stato precedentemente arrestato per possesso di
marijuana, Xanax e Clonazepam. I pettegolezzi
sulle sue dipenze, quindi, sembravano plausibili. Ma Culkin ha
detto al Guardian:“No,
non prendevo seimila pound di eroina al mese, o
quello che è. La cosa che mi infastidì fu
che i tabloid mascherarono la faccenda con questa strana
maschera di preoccupazione.” Quando gli è stato chiesto se c’è
una sua versione della storia che vorrà raccontare, l’attore ha
risposto: “Forse”.
Macaulay Culkin è morto?
Nel novembre 2014, cominciò a
circolare la notizia che Macaulay Culkin fosse
stato trovato morto nel suo appartamento a
Manhattan. Si disse che l’attore si fosse ucciso all’età di 34
anni. La notizia circolò in rete con la velocità della luce,
diventando un fenomeno virale.
Ma è vivo e vegeto. Non solo, ci ha
scherzato sopra e, durante il tour con il suo gruppo Pizza
Underground, ha inscenato la propria morte sul palco. E ha
postato le foto su twitter.
Macaulay Culkin: il patrimonio e i
genitori
Si sapeva da sempre che
Culkin aveva una relazione difficile con
il padre Kit. In seguito, l’attore riuscì ad
emanciparsi legalmente dai propri genitori alla giovanissima età di
14 anni. Infatti, entrambi i genitori avevano cercato di
appropriarsi dei 17 milioni di dollari che
Macaulay aveva guadagnato nel corso della sua
precoce carriera cinematografica.
Macaulay Culkin oggi
L’attore è recentemente tornato tra
di noi, e in gran forma.
Lo scorso 2 Marzo, infatti, è
comparso nel Tonight Show, per discutere con
Jimmy Fallon dei suoi prossimi progetti e di un
problema che ha scoperto nella trama di Mamma ho perso
l’aereo. In occasione della serata, inoltre, ha
lanciato il proprio profilo Instagram. Le prime foto
apparse, erano di Culkin e Fallon
con delle orecchie da coniglio, per promuovere il suo nuovo
podcast “Bunny Ears”.
E il profilo ci mostra tutta la
nuova carica di showman e l’ironia della nuova immagine pubblica di
Culkin: durante la notte degli Oscar, ha
condiviso una nottata di livetweeting sulla cerimonia. Ma senza
guardarla.
Durante la notte stellare, infatti,
sono comparse una serie di fotografie e video dell’attore, intento
a sfoggiare un casco da Storm Trooper, suonare la chitarra,
cucinare del ramen, giocare con modellini, giocare ai videogiochi,
e pitturarsi le unghie dei piedi. Tutto tranne che guardare gli
Oscar.
Insomma, l’attore ha una nuova
immagine: capelli biondi e corti, un po’ scarmigliati, occhiali da
vista e camicia. Sembra mostrare un nuovo equilibrio? Una nuova
persona pubblica? Si tratta di un rebranding? Vedremo. Ma
Macaulay Culkin è tornato, ci fa ridere, fa quello
che gli pare, e ci piace parecchio.
L’attore
britannico Theo James è conosciuto
principalmente per la trilogia di Divergent, che
comprende i film
Divergent,
Insurgent e
Allegiant. Prima di allora, era conosciuto per essere
l’attore protagnoista della serie della CBS Golden
Boy, e per la serie
britannica Bedlam. Ma ha lavorato anche per
Woody Allen, è apparso in
Underworld e, memorabilmente, in un episodio di
Downton Abbey.
La
saga di Divergent è stato un campione mondiale
di incassi, con un totale di 742 milioni di
dollari, e ha reso Theo James una star mondiale. Ecco
alcune curiosità su Theo James, dalla relazione
con Shailene Woodley, alla sua relazione con i
social media, ai suoi leggendari sguardi hot, ai suoi attori
preferiti.
Theo James: film e filmografia
Theo James ha fatto
il suo debutto al cinema nel ruolo di Ray in Incontrerai l’uomo
dei tuoi sogni (2010). Ha avuto un piccolo ruolo nella serie
tv Downton Abbey e nella miniserie A Passionate
Woman. Nel 2012 interpreta David in Underworld – Il risveglio (2012). In questi anni
prende parte a diverse serie tv come Room at the Top, Case
Sensitive e Detective Walter Clark ma è il 2014 che lo
rende noto al grande pubblico grazie alla partecipazione in
Divergent nei panni di Four. Nel 2015 interpreta
Luke in Funny. IL 2016 è un anno particolarmente
redditizio per l’attore. Infatti è impegnato nel ruolo di Lord
James Mangan in War on Everyone – Sbirri senza regole
(2016), Riprende il ruolo di Four in The Divergent Series: Allegiant (2016), da la voce al
videogames Allegiant: VR Experience,
interpreta Father Gaunt in Il Segreto e riprende il ruolo di David
in Underworld: Blood Wars (2016).
Nel 2018 interpreta Michael
nel film
Giochi di Potere (2018). Nello stesso anno è Ash in Zeo
(2018), Will Younger in La fine (2018), Guy Clinch in Londono
Fields (2018) e The parson in The War of the Worlds: The
Musical Drama (2018). Nel 2019 è Ivan Warding ne L’arte
della Truffa (2019), Sidney Parker nella serie Sandition
(2019, Giovane Vesemir in
The Witcher, presta la voce a Hector nella serie animata
Castlevania. Nel 2020 è George Almore nel film Archive
(2020). Nel 2022 prenderà parte alla serie tv The Time
Traveler’s Wife e sarà trai protagonisti di Mr. Malcolm’s
List.
Theo James in Divergent: i
combattimenti
È il coordinatore degli stunt di
Divergent a dichiarare che, secondo la sua
opinione, a James deve essere riconosciuto il merito di
aver fatto tutti i combattimenti di persona, senza
stunt-men.
E la fatica fisica è parte
dell’impegno e talento straordinario che l’attore ha mostrato nel
film. L’autrice del libro dal quale è stato il film,
Veronica Roth, ha lodato le sue capacità, dicendo
“Ha aggiunto così tanto al personaggio“, più di
quanto avesse sperato.
Nel film, James
interpreta un ragazzo conosciuto come “Quattro”,
che vive in una società futuristica nella quale essere differenti è
fortemente disapprovato. Quattro decide quindi di nascondere il
proprio essere diverso e unirsi alla fazione degli
Intrepidi, di coloro che rifiutano la codardia. La
loro missione è combattere le proprie paure e agire con
coraggio.
Theo James è su Instagram?
Theo James sembra essere un
uomo misterioso. Per un semplice motivo: non
esiste sui social media. È nel 2015 che l’attore ha
spiegato la sua assenza, difendendo e valorizzando la propria
privacy: “Sono contento che non ci siano molte
informazioni.” ha dichiarato.
Dice di non voler condividere alcuni
elementi della propria vita privata, e cerca di evitare i gossip
Hollywoodiani. E, ovviamente, non compare né su Instagram
né su Twitter. E dice che non ci sarà mai.
“Non l’ho mai fatto e non lo
farò mai. (…) Non è per me. Se posto una fotografia in cui sono a
bere, e ricevo una marea di commenti eccetera, allora
improvvisamente sono parecchio esposto.” Ha dichiarato
a Flaunt, affermando
che, piuttosto, gli piace semplicamente essere presente.
A detta sua, al giorno d’oggi le
persone fanno fatica ad essere presenti, in un preciso posto e un
preciso momento. E l’essere disconnesso, a quanto pare, ha aiutato
James in fare chiarezza su diversi aspetti della propria vita.
Theo James e Shailene Woodley
La chimica tra i due sullo schermo è
eccezionale e convincente, e non pochi fan si aspettavano di
vederla nascere anche nella loro vita privata. All’epoca del loro
primo incontro, James si trovava già in una
relazione seria con Ruth Kearney, cominciata nel
2009, e niente successe con la Woodley.
È quando James
decide di non sposare la Kearney, nonostante
fossero fidanzati da tempo, che alcune teorie emergono: è
proprio Shailene la causa della loro rottura? Nulla è
stato confermato, e i fan della coppia cinematografica rimangono in
attesa dell’attesissimo amore tra
Shailene Woodley e Theo James.
Theo James hot
La star di
Divergent è uno degli uomini più attraenti di
Hollywood. A quanto pare, leggendari sono i suoi sguardi
terribilmente sexy, come questo:
Theo James: la star di Divergent è
appassionato di classici
Una piccola curiosità
cinematografica, ora, sulla star di Divergent. In una lista dei
suoi attore preferiti su IMDb, in cima si trovano star di un’altra
epoca: Marlon
Brando,
Paul Newman e Steve McQueen. Ecco cosa dice
James su Brando:
“Marlon Brandoè stato uno dei grandi
attori naturalistici, che ha rivoluzionato il modo di rappresentare
i personaggi sullo schermo, con film come Fronte del
porto.”
Il suo film preferito di sempre ha
ora poco più di una ventina di anni: è Shine,
con Geoffrey Rush. La sua performance è definita da
James come una “performance
trascendentale“.
Robert Downey Jr. è
sempre stato un attore di qualità. Conosciuto per film quali
Charlot e per interpretato ruoli come Sherlock Holmes e il genio, miliardario, playboy e
filantropo Tony Stark, Robert Downey Jr. ha
avuto un passato difficile dal quale è uscito e il suo futuro
cinematografico è più che roseo.
Ecco dieci cose che,
forse, non sapevate su Robert Downey Jr.
Robert Downey Jr.: film e
carriera
1.Robert
Downey Jr. è di New York. Robert John Downey Jr. è
nato il 4 aprile del 1965 a Manhattan, New York, figlio dello
sceneggiatore e regista Robert Downey Sr. e
dell’attrice Elsie Downey. Il padre è per metà
lituano, un quarto ungherese e un quarto irlandese, mentre da parte
di madre ha origini inglesi, scozzesi, tedesche e
svizzero-tedesche. Robert e sua sorella Allyson si sono trovati
immersi sin da subito nella recitazione, sin dalla più tenera età,
tanto che Robert ha iniziato a studiare alla Stagedoor Manor
Performing Arts Training Center a New York prima di trasferirsi in
California con suo padre in seguito al divorzio dei suoi genitori
nel 1978. Nel 1982 Robert ha abbandonato la Santa Monica High
School, per diventare attore a tempo pieno.
2. Robert Downey Jr. ha
debuttato come attore all’età di cinque anni. Robert ha
fatto il suo debutto attoriale nel film Pound (1970)
scritto e diretto dal padre. Tra gli anni ’80 e ’90 Robert fa la
consueta gavetta partecipando a film come Ultima occasione
(1985), La donna esplosiva (1985), Verdetto
finale (1989), Uno strano caso (1989), mentre nel
1992 interpreta Charlie Chaplin nel film Charlot: per
questo film viene candidato agli Oscar per la categoria di Miglior
Attore Protagonista, ai Golden Globe e ai BAFTA, vincendo quello
per il miglior attore. Nel corso degli anni ’90, Robert compare in
film come The Last Party (1993), Assassini nati –
Natural born killers (1994), Conflitto d’interessi
(1998) e Wonder Boys (2000).
3. La carriera di Robert
Downey subisce un’impennata nel corso degli anni 2000.
mentre lottava con i suoi problemi di droga, nei primi anni 2000
Robert entra nel cast di diversi film come Kiss Kiss Bang
Bang (2005), Good Night, and Good Luck (2005), fa
parte del film di David Fincher, Zodiac (2007) e nel 2008 comincia a vestire i panni di
Tony
Stark in Iron man. Nello stesso anno, lavora con Ben Stiller per il film Tropic
Thunder, con Joe Wright per
Il solista e con Guy Ritchie per
Sherlock Holmes. Nel 2014 produce il film The Judge, di cui fa parte insieme a Robert
Duvall, grazie alla sua compagnia Team Downey,
creata da lui e dalla moglie.
Robert Downey Jr. è Sherlock
Holmes
4. Nel 2009 Robert Downey
Jr. interpreta
Sherlock Homes nell’omonimo film di Guy Ritchie. Il
film ottiene ottimi incassi e con questo ruolo Robert vince il
Golden Globe per il migliore attore in un film commedia o musicale.
Due anni dopo, Robert riprende il ruolo, sempre al fianco di
Jude Law, per il film, sempre di Guy Ritchie,
Sherlock Holmes – Gioco di ombre. Robert si calerà di
nuovo nei panni di Sherlock per il
terzo film che ha un’uscita prevista per il 2021. Nel 2020 ha
interpretato il Dr. John Dolittle nel remake
Dolittle.
L’attore recentemente è tornato
a parlare del ruolo di Tony Stark, che ha ufficialmente abbandonato
dopo la conclusione della saga dell’infinito terminata con
Avengers: Endgame. Ebbene l’attore ha ammesso che ritornerebbe
ad interpretarlo ad una sola condizione: «Per me, ricominciare è
piuttosto fuori discussione. Mi sembra di aver già fatto tutto il
possibile con quel personaggio. Valuterei di vestire di nuovo i
suoi panni se ci fosse un argomento davvero super convincente. E
anche una serie di eventi che rendessero ovvio il suo ritorno. Ma
una cosa importante è che al momento vorrei fare altre
cose.»
I prossimi film di Robert Downey Jr.?
L’attore dopo aver concluso il suo
impegno con i Marvel Studios ha ripreso la sua carriera individuale
ed aver interpretato nel 2020 il Dr. John Dolittle in
Dolittle, si appresta a tornare nei panni di Holmes
nell’attesissimo Sherlock Holmes
3, terzo capitolo del franchise che questa volta però non vedrà
in regia Guy Ritchie. E’ attualmente in post produzione
All-Star Weekend, il film esordio alla regia di Jamie Foxx, nel quale recita al fianco di
Gerard Butler,
Benicio Del Toro e lo stesso Jamie Foxx.
Robert Downey Jr. su Instagram
6. Robert Downey Jr. ha un
profilo Instagram ufficiale. Aperto nell’aprile del 2015,
Robert Downey Jr. ha qualcosa come quasi 26 milioni di follower.
Cifre pazzesche per un attore pazzesco quanto lui. Robert è molto
attivo e usa il social per postare foto con effetto nostalgia di
quando stava lavorando ai film Marvel. Oltre che pubblicare foto di
premier Marvel o a postare qualche foto che lasci capire quale sarà
il film in arrivo (è successo di recente con Sherlock
Holmes), Robert dimostra di essere ironico ed autoironico
riguardo quello che la vita gli riserva. Tra i post più famosi ci
sono sicuramente quelli che lo riguardano insieme agli altri
Avengers mentre si sono fatti fare un tatuaggio collettivo, il
simbolo dei vendicatori.
Robert Downey Jr.: curiosità
7. Robert Downey Jr. non ha
mai fatto mistero di aver avuto problemi di droga. Chi lo
ha iniziato a questo mondo è stato suo padre, che lo costringeva,
da bambino, a fumare marijuana. Nel 1996 Robert viene arrestato per
possesso di droghe, quali eroina, cocaina e per il possesso anche
di una pistola. Dopo essere stato rilasciato per buona condotta,
Robert viene di nuovo arresta per violazione di domicilio per
essersi addormentato da ubriaco sotto casa di un vicino. Condannato
a tre anni di libertà condizionale e una serie di test antidroga da
sostenere, nel 1997 ne salta uno i questo e viene condannato a sei
mesi di riabilitazione. Nel 1999 viene arrestato ancora una volta
per aver saltato un altro testo e viene condannato a tre anni
presso una struttura atta alla riabilitazione. Nel 2000 viene
rilasciato e Robert si unisce al cast della serie tv Ally
McBeal, vincendo persino un Golden Globe come miglior attore
non protagonista. Poco dopo viene arrestato di nuovo per possesso
di valium e cocaina e l’anno successivo venne trovato a vagare per
strada sotto effetto di cocaina, mentre si trovava in libertà
vigilata. Questi ultimi arresti gli costano la presenza in Ally
McBeal, perde il ruolo in I perfetti innamorati e
costringe
Mel Gibson a chiudere la produzione teatrale di
Amleto, per cui Robert era stato ingaggiato. Durante il
processo, l’attore viene spedito in riabilitazione e rimane sotto
libertà vigilata per tre anni.
8. Robert Downey Jr. è stato
fidanzato con Sarah Jessica Parker. I due sono stati
fidanzati per diversi anni, dal 1984 al 1991, mentre nel 1992
Robert sposa Deborah Falconer, una musicista, da
cui hanno il primo figlio, Indio, nato nel 1993.
Dopo aver divorziato nel 2004, nell’agosto 2005 Robert sposa la
produttrice Susan Levin, conosciuta sul set di
Gothika (2003). La coppia ha due figli, Exton
Elias nato nel 2012 e Avril Roel nata nel
2014.
9. Robert Downey Jr. ha
messo tanto impegno per superare la sua dipendenza da alcol e
droghe. Pare che l’attore sia pulito dal 2003 e che sia
riuscito ad uscirne grazie al sostegno della sua famiglia, e
soprattutto grazie alla pratica della meditazione, dello yoga e del
Wing Chun.
10. Robert Downey Jr. è un
avido collezionista di orologi. Pare che Robert abbia una
collezione di orologi impressionante e che la sua collezione
comprenda marchi come Breitling, Omega, Jaeger-LeCoultre e
Rolex.
Le riprese di Black
Panther 2 si terranno in Georgia quest’estate,
nonostante le nuove controverse leggi sul voto. Si tratta di una
decisione che arriva in seguito alla proposta di boicottaggio da
parte di registi come James Mangold e di attori
come Mark Hamill, che pubblicamente si sono
schierati contro le recenti e più rigide norme sul voto, definite
“razziste” da Joe Biden, presidente degli Stati Uniti.
Alle pagine di
Variety, il regista Ryan Coogler ha denunciato le nuove leggi
restrittive sul voto. Parallelamente, ha spiegato perché intende
continuare a girare Black Panther
2 in Georgia. Coogler ha firmato un editoriale,
condiviso con
Shadow and Act, in cui ha paralto proprio della controversa
legislazione.
“La lotta per la piena
concessione del diritto di voto è fondamentale per la questione
afroamericana in questo paese e per la pretesa in questo paese di
una democrazia funzionante”, ha scritto Coogler. “Da
cittadino afroamericano, mi oppongo a tutti i tentativi, espliciti
e non, di ridurre l’elettorato e l’accesso al voto.”
“Sono giunto alla conclusione
che molte delle persone impiegate nel mio film, compresi tutti i
fornitori locali e le aziende che abbiamo coinvolto, sono le stesse
persone che dovranno fare i conti con questa nuova legge”, ha
aggiunto Coogler. “Le riprese del nostro film si svolgeranno in
Georgia. Mi impegnerò personalmente per aumentare la consapevolezza
in merito ai modi per cercare di ribaltare questo disegno di legge
dannoso e per continuare ad essere sempre aggiornato sull’argomento
dalle persone sul campo.”
Black
Panther 2 arriverà nelle sale l’8 luglio
2022. Il presidente dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha confermato che T’Challa, il
personaggio interpretato al compianto Chadwick
Boseman nel primo film, non verrà interpretato da
un altro attore, né tantomeno ricreato in CGI. Il sequel si
concentrerà sulle parti inesplorate di Wakanda e sugli altri
personaggi precedentemente introdotti nei fumetti Marvel.
Letitia Wright (Shuri), Angela
Bassett (Ramonda), Lupita
Nyong’o (Nakia), Danai
Gurira (Okoye), Winston
Duke (M’Baku) e Martin
Freeman (Everett Ross) torneranno nei panni dei
rispettivi personaggi interpretati già nel primo film.
L’attore Tenoch Huerta è in trattative con i
Marvel Studios per interpretare il villain principale del
sequel.
La trilogia sequel di Star Wars, conclusasi ufficialmente con
L’ascesa di Skywalker, ha introdotto tutta una serie di
nuovi personaggi all’internno del celebre universo galattico, tra
il leader del Primo Ordine interpretato da Domhnall Gleeson, ossia il Generale Armitage
Hux.
Il personaggio è apparso per la
prima volta ne Il risveglio della forza del 2015: in quel film era un
comandante astuto e spietato, assetato di potere e in lotta con
Kylo Ren per la leadership del Primo Ordine. Nei primi due film
della trilogia sequel ha mostrato incrollabile lealtà nei confronti
del Leader Supremo Snoke. Tuttavia, l’arco narrativo del
personaggio si è concluso in maniera alquanto sorprendente ne
L’ascesa di Skywalker, dopo che la scopera che aveva
tradito il Primo Ordine e che era lui la talpa della
Resistenza.
Durante una recente intervista con
Collider, Domhnall Gleeson ha spiegato che c’è ancora
molto che vorrebbe sapere sul generale Hux, alludendo alla
possibilità di un nuovo film in cui sarebbe disposto a tornare nei
panni di Armitage. L’attore ha anche parlato di come J.J. Abrams e
Rian Johnson abbiano aggiunto nuovi livelli all’arco narrativo del
personaggio in ogni film.
“Ho scoperto qualcosa di nuovo
su di lui ad ogni nuovo film, perché non solo è cambiato lui, ma
sono cambiate anche le sue circostanze”, ha detto l’attore.
“Quindi credo che ci siano ancora molte cose da scoprire sul
suo conto. È un personaggio che mi ha sempre sorpreso. Rian Johnson
aveva questa visione sul personaggio per il secondo film che non mi
aspettavo minimamente e che ho adorato. Analogamente, J.J. Abrams
ha approfondito un altro aspetto del suo carattere che mai credevo
sarebbe stato affrontato. Ci sono tanti aspetti che potrebbero
essere ancora approfonditi, ma sfortunatamente è morto. Quindi non
sono sicuro di quanto spazio ci sia effettivamente per indagare
ancora su di lui.”
Il futuro della saga di Star
Wars
Di recente è stato
confermato Rogue
Squadron, primo film ad arrivare nelle sale dopo la
conclusione della saga degli Skywalker. Il film, diretto
da Patty Jenkins (regista
di Wonder
Woman), verrà distribuito nelle sale a dicembre
2021.
Oltre a Rogue
Squadron, sappiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli
Ultimi Jedi, è stata affidata la scrittura di una
nuova trilogia basata su nuove storie e nuovi personaggi, ma su
quel progetto non si hanno aggiornamenti da diverso tempo. In
passato, anche ai creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il
progetto.
In seguito alla distribuzione della
Snyder Cut di Justice
League su HBO
Max, i fan del regista Zack Snyder hanno lanciato una nuova campagna
via Twitter attraverso l’hashtag
#RestoreTheSnyderVerse per chiedere alla Warner
Bros. di ripristinare l’universo DC che Snyder aveva in mente di
realizzare.
In brevissimo tempo
la campagna ha raggiunto numeri impressionati e la notizia,
ovviamente, è arrivata anche alle orecchie del diretto interessato,
ossia Zack Snyder. In occasione della
Justice Con, l’evento virtuale organizzato lo scorso weekend
per celebrare la
Snyder Cut di Justice
League ad una mese esatto dalla distribuzione, è
stato proprio Snyder ha commentare la nuova campagna guidata dai
suoi sostenitori attraverso i social media.
Snyder ha detto di essere aperto
alla possibilità e che sosterrà gli sforzi dei fan. Tuttavia, ha
voluto anche mitigare le loro aspettative, specificato che al
momento non sembra che possa esserci alcun nuovo progetto DC sotto
la sua egida. “Dirò soltanto questo: è un movimento che credo
mostri rispetto nei confronti del mio lavoro”, ha commentato
il regista. “Ad ogni modo, qualunque sarà il risultato, io non
ne ho assolutamente idea. Molto probabilmente non porterà a nulla…
La venerazione per il mio lavoro è qualcosa che non potrei mai
rigettare o non rispettare. Naturalmente, darei tutto il mio
impegno per sostenere la causa. Se qualcuno mi dicessi,
indipendentemente da chi fosse: ‘Ho amato davvero quello che hai
fatto, vorrei che ne facessi un altro’, personalmente… non sono una
di quelle persone che potrebbe mai rispondere: ‘Non ci pensare.
Dimenticatelo’. Penso sia una cosa davvero scortese.”
Chissà se Warner Bros. deciderà di
tornare sui suoi passi e cambiare rotta alla luce di questo
rinnovato entusiasmo dei fan nei confronti dello
SnyderVerse. Ovviamente, è troppo presto per dire se gli
ultimi sforzi dei fan di Snyder porteranno gli stessi frutti che
hanno poi condotto allaSnyder
Cut. Inoltre, la Warner Bros. ha un’intera lista di nuovi
film DC in fase di uscita e/o sviluppo, e ciò non può certamente
essere ignorato. Non ci resta che attendere eventuali sviluppi.
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky
e TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore
circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.
Christian Bale è
uno degli attori più versatili ed eclettici che il cinema potesse
conoscere. Molto dedito al suo lavoro, si impegna molto per dare
vita ai suoi personaggi, subendo anche diverse trasformazioni
fisiche.
Un attore che si mette sempre in
gioco e che è sempre in grado di realizzare performance brillanti
per ogni genere e categoria. E, che senza la gavetta svolta ed il
suo impegno, non sarebbe arrivato dove è ora. Ecco 10 cose
che, forse, non sapevate di Christian Bale.
Christian Bale: film
1. Ha lo spettacolo nel
sangue. Christian Charles Philip Bale è nato il 30 gennaio
1974 ad Haverfordwest, nel Galles, da Jenny James,
un’artista circense, e da David Bale, ex pilota
civile, uomo d’affari e attivista per i diritti degli animali.
Christian ha due sorelle, Sharon e Louise, e un fratellastro, Erin.
Durante l’infanzia ha viaggiato per il mondo. Quando aveva due
anni, la sua famiglia si è trasferita nel Bournemouth, in
Inghilterra e vi è cresciuto prendendo lezioni di chitarra e anche
di balletto
2. Ha iniziato a recitare da
ragazzino. Bale debutta come attore nello spot
pubblicitario di una famosa marca di detersivi per lavatrice a soli
8 anni e debutta a teatro nel 1984. Verso la fine degli anni ’80
lavora nella miniserie Anastasia – L’ultima dei Romanov,
Heart of the Country e viene raccomandato a
Steven Spielberg per il film
L’impero del sole. Grazie alla sua interpretazione in
questo film, Christian comincia ad essere notato maggiormente.
4. Si è fatto conoscere agli
occhi del mondo. Questo film ha sicuramente dato una
svolta alla carriera di Bale. Presentato al Sundance Film Festival,
il film racconta di Patrick Bateman, uno yuppie che lavora a Wall
Street. Nella vita privata, dedica molte ore alla cura di sé e se
di giorno viva una vita frenetica, il suo vero io si manifesta di
notte, cominciando a disprezzare gli emarginati e ad invidiare i
suoi colleghi. In breve tempo, diventerà un serial killer. Di
questo film è stato realizzato anche un musical.
Christian Bale: fisico e
altezza
5. È un abile
trasformista. Christian Bale è famoso per l’incredibile
impegno che mette nel trasformare fisicamente il suo per dare
migliore realismo al suo personaggio. Ne L’uomo senza sonno, Bale perse circa 30 chili,
assumendo un aspetto cadaverico. Sembra che per non sentire i morsi
della fame abbia iniziato a fumare costantemente. Subito dopo
questo film, Bale si è lanciato nella produzione di Batman Begins. Per interpretare Bruce Wayne, l’attore
è prima ingrassato e poi ha messo su diversi chili di massa
muscolare.
6. È un
combattente. Per girare The Fighter, Bale è
dimagrito nuovamente, perdendo circa un terzo del proprio peso
corporeo. Per adeguarsi al ruolo che gli ha dato l’Oscar al
Migliore Attore non Protagonista e un Golden Globe per la stessa
categoria, Bale ha cercato di adattare il suo fisico al momento in
cui Dicky esce dal carcere, con il fisico asciutto e in grado di
boxare. Torna in forma per realizzare Il cavaliere oscuro – Il
ritorno ed è ingrassato di 20 kg per il suo ruolo in
American Hustle – L’apparenza inganna del 2013. Avrebbe
dovuto fare un altro cambiamento fisico per il ruolo di Enzo Ferrari nel proprio biopic, ma ha abbandonato
perché aveva poco tempo a disposizione per farlo. Tuttavia, nel
2018 si è trasformato in Dick Cheney per il film Vice – L’uomo
nell’ombra di Adam McKay.
7. Bale è un attore
imponente. Oltre alla sua stazza di un metro e ottantatré
centimetri, Bale è un attore sorprendente sotto tutti gli aspetti.
Sempre brillante e realistico, mette davvero tutto l’impegno e
l’entusiasmo possibile in ogni lavoro in cui è coinvolto. Infatti,
questa è una delle qualità per cui viene sempre elogiato e che lo
rende uno degli attori più grandi del cinema moderno.
Christian Bale: Batman
8. Ha letto molti
fumetti. Nel 2005, Bale venne scelto per interpretare il
nuovo
Bruce Wayne: secondo la produzione, aveva l’aspetto
adatto e la giusta caparbietà per interpretarlo. Per dare vita
ad un
Batman convincente, ha dovuto sottoporre se stesso ad una
trasformazione fisica impegnativa. Grazie all’aiuto di un personal
trainer, ha aumentato il suo peso di più di 20 chili (considerato
che arrivava da L’uomo senza sonno), mettendo su altrettanti chili,
muscoli per la maggior parte. Per entrare maggiormente nella mente
del personaggio, Bale si è messo a leggere molti volumi di
fumetti.
9. Ha visitato i
sopravvissuti di Aurora. Il cavaliere oscuro – Il
ritorno venne presentato in anteprima alla mezzanotte del 20
luglio 2012 a Denver, nel Colorado, e i suoi spettatori furono
vittima di un
massacro. Durante la proiezione, un ragazzo di 24 anni, James
Holmes, ha sparato in sala, uccidendo 12 persone e riuscendo a
ferirne altre 58. Bale è rimasto molto colpito da questo eventi e
ha deciso di porre omaggio alle vittime e di andare a visitare i
sopravvissuti in ospedale.
Christian Bale: L’uomo senza
sonno
10. Per realizzarlo, Bale ha
messo a rischio la propria salute. In questo film del
2004, Bale dà veramente vita ad una delle sue migliori
interpretazioni. Recita, infatti, il ruolo di Trevor Reznik, un
operaio che non riesce a riposare da circa un anno, in seguito ad
uno shock: per questo motivo, il suo aspetto è come quello di un
cadavere. Comincia ad avere le allucinazioni e subisce delle
distrazioni che faranno precipitare la sua vita. Per realizzare
questo film, Bale ha perso circa 25 chili, mettendo a rischio la
propria salute.
Lo scorso weekend si è tenuto il
Justice Con, evento virtuale interamente dedicato all’uscita
della
Snyder Cut di Justice
League, ad un mese esatto dalla distribuzione.
Chiaramente, l’evento è stata l’occasione per parlare anche del più
ampio coinvolgimento di Zack Snydernel
DCEU.
All’evento ha partecipato anche
Chris Terrio, sceneggiatore non solo di
Justice
League, ma anche di
Batman v Superman: Dawn of Justice. Durante l’evento,
Terrio e Snyder hanno ricordato le discussioni avute in merito alle
origini di Batman e all’introduzione della loro versione
dell’iconico eroe nel DCEU. Nello specifico, Terrio ha parlato di
una conversazione che lui e Snyder ebbero con Ben Affleck a proposito di
Heat – La sfida, il film di Michael Mann con Robert De Niro e Al Pacino. Lo sceneggiatore
ha spiegato che volevano che i personaggi interpretati dai due
celebri attori nel film fosse in qualche modo d’ispirazione per
Batman e Superman.
Sempre nel corso dell’evento, Terrio
e Snyder hanno anche rivelato i titoli alternativi a cui avevano
pensato prima di approdare al definitivo
Batman v Superman: Dawn of Justice. Snyder ha
ricordato che, all’epoca, ci fu un grosso dibattito con la Warner
Bros. a proposito del titolo, sia in merito al sottotitolo
‘Dawn of Justice’ sia in merito all’utilizzo di
‘v’ al posto del tradizionale ‘vs’. Snyder ha
confermato che propose alla major sottotitoli come “Son of
Son” o “Night of Night”.
Ancora, inizialmente i due pensarono
di aggiungere un sottotitolo anche al titolo ufficiale di
Justice
League. Tra le opzioni vagliate,
c’erano Justice League: Foundations e Justice
League: Rising. Terrio ha spiegato che il sottotitolo nasceva
dall’esigenza di rimarcare che il film avrebbe rappresentato
l’inizio della grande avventura del team sul grande schermo, anche
se le cose – come ben sappiamo – sono poi andate diversamente.
Batman v Superman: in arrivo una
nuova versione IMAX
A proposito di Batman
v Superman, di recente Zack
Snyder ha confermato di essere a lavoro su
una nuova
versione IMAX rimasterizzata del film, che arriverà
direttamente in home video. Non è chiaro se questa nuova versione
includerà filmati inediti, ma una cosa è certa: non ci saranno
riprese aggiuntive, al contrario di quanto avvenuto con il suo
taglio di Justice
League (disponibile in Italia su Sky e ), che ha
potuto contare su un budget – senza precedenti per dei reshoot – di
70 milioni di dollari.
Il personaggio di Martian
Manhunter è una delle tante novità presenti all’interno
della
Snyder Cut di Justice
League. Il personaggio era completamente assente nella
versione theatrical, ma grazie al taglio di Zack Snyder il generale Swanwick interpretato
da Harry Lennix ne L’uomo
d’acciaio e in Batman v Superman ha avuto finalmente la possibilità
di trasformarsi in J’onn J’onzz.
Durante il
Justice Con dello scorso weekend, l’evento virtuale organizzato
per celebrare la
Snyder Cut ad un mese di distanza dalla distribuzione,
l’attore Harry Lennix, interrogato dai fan, ha avuto la
possibilità di riflettere su che tipo di storia avrebbe voluto per
Martian Manhunter se avesse avuto la possibilità di interpretare il
personaggio ancora una volta.
Lennix ha quindi espresso il
desiderio di vedere Martian Manhunter protagonista
di una detective story sul grande schermo, proprio come accade nei
fumetti. L’attore ha spiegato che vorrebbe vedere il personaggio
sfoggiare le sue abilità da detective per scongiurare, magari, una
crisi a livello mondiale. “Sarebbe bello vederlo agire in
qualità di detective”, ha spiegato. “Ci sono alcune storie
a fumetti in cui lo è. Anche se di giorno sarebbe comunque Calvin
Swanwick, sarebbe altrettanto bello fargli svolgere un lavoro di
tipo investigativo in cui può usare le sue abilità speciali. Così
avremmo anche modo di vedere che la diplomazia può essere una sorta
di superpotere. Potrebbe usare le sue capacità di detective e la
sua intelligenza per evitare o scongiurare una sorta di
catastrofe.”
Durante il suo intervento in
occasione della
Justice Con, Harry Lennix ha anche rivelato che stava per
abbandonare la recitazione prima del suo coinvolgimento ne
L’uomo
d’acciaio: “Erano gli anni della serie Dollhouse,
ideata curiosamente proprio da Joss Whedon. Lo show era stato
cancellato e non riuscivo più ad ottenere un’audizione. Poi,
improvvisamente, il mio telefono squillò e il mio agente mi disse
che Zack Snyder mi voleva ne L’uomo d’acciaio.”
Zack
Snyder’s Justice Leagueè uscito in streaming il
18 marzo 2021 su HBO
Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia.
Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in
sei capitoli e un epilogo.
Sebastian Stan sembra appoggiare una
divertente teoria dei fan riguardo i primi giorni dell’amicizia tra
Bucky Barnes e
Steve Rogers. La relazione tra i due personaggi nel MCU è essenzialmente
il cuore pulsante della trilogia cinematografica di Captain
America: inizia da prima che Steve diventasse l’eroe a stelle e
strisce e prosegue fino ai giorni nostri, quando Bucky diventa il
Soldato d’Inverno.
Il loro profondo legame ha portato
alcuni fan a credere che potrebbe esserci una vera e propria
relazione romantica tra i due, anche se la Marvel ha sempre ribadito la natura
platonica del loro rapporto. Ora, una delle tante teorie emerse nel
corso degli anni a proposito della storia tra Bucky e Stan ha
attirato l’attenzione dell’interprete del Winter Soldier, ossia
Sebastian Stan.
In The Falcon and the Winter Soldier viene
spiegato che Bucky ha avuto la possibilità di leggere Lo Hobbit nel 1937, la prima volta che il celebre
romanzo è stato pubblicato. Ora, un fan del MCU, via
Twitter, ha cercato di fornire un maggiore contesto alla
situazione, suggerendo che c’è stato un momento in cui qualcuno ha
informato Bucky “che Steve era di nuovo coinvolto in un
combattimento e Bucky aveva appena messo giù il romanzo,
esclamando: ‘Quel mio amico non mi lascia leggere!’. Stan ha
quindi condiviso il tweet attraverso le sue storie di Instagram e
ha confermato di essere assolutamente d’accordo con questa
teoria.
In The Falcon and the Winter
Soldier l’attore Anthony Mackie e Sebastian
Stanriprendono i loro rispettivi ruoli di Falcon
e Bucky Barnes, mentre Daniel
Bruhl riprenderà il suo ruolo di Barone Zemo
mentre Emily
VanCamp tornerà come Sharon Carter (aka Agente
13), e Russell interpreterà John Walker
che è anche conosciuto nei fumetti come il fanatico Super
Patriot.
Dopo mesi di rumor e speculazioni,
di notizie date per certe ma mai confermate da Sony e Marvel, è stato Alfred
Molina in persona ad ufficializzare che tornerà a vestire
i panni di Otto Octavius, meglio conosciuto come Doctor Octopus,
nell’attesissimo
Spider-Man: No Way Home con Tom Holland, in arrivo nelle sale a
dicembre.
“Quando stavamo girando, avevamo
tutti ricevuto l’ordine di non parlarne al di fuori del set, perché
avrebbe dovuto essere un grandissimo segreto. Poi la notizia è
esplosa ovunque su Internet. Direi che posso tranquillamente
definirmi il segreto peggio nascosto di Hollywood”, ha
dichiarato l’attore.
Parlando con
Variety, Molina non solo ha confermato il suo coinvolgimento
nel film, ma ha anche parlato di come sia stato tornare nei panni
di Octopus a quasi vent’anni di distanza dall’uscita di Spider-Man 2: “È stato meraviglioso. È
stato davvero interessante tornare ad interpretare lo stesso ruolo
dopo 17 anni. È passato molto tempo… ora ha il doppio mento, un
bargiglio, le zampe di gallina e una schiena leggermente
malandata.”
Uno degli aspetti più misteriosi del
ritorno di Doctor Octopus riguarda, ovviamente, come farà il
personaggio a tornare in vita nel film di Jon
Watts, dal momento che nella pellicola di Sam
Raimi il personaggio di Otto è morto. Come rivelato da
Molina, Watts gli ha spiegato che “in questo universo, nessuno
muore davvero”, senza rivelare maggiori dettagli, ma spiegando
che la storia di Doc Ock in No Way Home riprenderà proprio
dal finale di Spider-Man 2, cioè dal momento in cui il
personaggio si è sacrificato per salvare Peter (Tobey
Maguire), Mary Jane (Kirsten
Dunst) e tutta New York City.
Molina ha poi spiegato che verrà
ringiovanito digitalmente attraverso la tecnica del de-aging:
“Jon Watts mi ha guardato e mi ha detto: ‘Hai visto cosa
abbiamo fatto a Robert Downey Jr. e Samuel L. Jackson?’. Hanno ringiovanito la
faccia di Robert De Niro, anche se quando combatteva,
sembrava un vecchio. Sembrava un vecchio! Questa era la cosa che mi
spaventata di più. Non ho lo stesso fisico che avevo 17 anni fa. È
un dato di fatto.”
“Poi mi sono ricordato che sono
i tentatoli a fare la maggior parte del lavoro”, ha aggiunto
l’attore. “In genere sono le braccia meccaniche a colpire,
distruggere e ammazzare. Io mi limito a fare delle espressioni
cattive. È stato fantastico.”
Il film è diretto
da Jon Watts (già regista
di Homecoming e Far
From Home) e prodotto da Kevin Feige per i Marvel Studios e
da Amy Pascal per la Pascal Production.
Dovrebbe arrivare al cinema a dicembre 2021.
Ma Rainey’s Black
Bottom, film diretto da George C. Wolfe e
disponibile su Netflix dal 18 Dicembre
2020, è tratto dall’omonima pièce teatrale di August
Wilson, parte di una raccolta di dieci opere conosciute
come Il ciclo di Pittsburgh. Il regista segue le orme di un grande
autore che, attraverso le sue opere, voleva indagare le condizioni
e l’identità della popolazione afroamericana nel XX secolo, senza
alcun freno inibitore.
Ma Rainey’s Black Bottom: la
trama
Ma Rainey
(Viola
Davis) è una nota e affermata cantante, nota come “La
madre del blues” che, in un afoso pomeriggio della Chicago del
1927, si trova in uno studio di registrazione assieme alla sua
band, per incidere un album di inediti. Attorno alla sua figura
gravitano, dunque, gli altri musicisti: il bassista Slow Drag
(Michael Potts), il pianista Toledo (Glynn
Turman), il trombonista Cutler (Colman Domingo) e il trombettista
Leeve (Chadwick
Boseman), che ambisce a formare una propria band e
svecchiare la musica blues – desiderio di cui dà prova mettendo a
punto una nuova versione di Ma Rainey’s Black
Bottom, storica canzone della madre del blues. Durante la
sessione di registrazione verranno fuori tutte le discrepanze e le
paure di un popolo che per anni ha subito il razzismo e la tirannia
dei bianchi.
Dialoghi come armi da usare in un
campo di battaglia infuocato
Il film di Wolfe si sofferma non
tanto sulla vicenda biografica della madre del blues, quanto
piuttosto tende ad analizzare implicitamente il contesto specifico
e la posizione sociale degli afro-americani nel XX secolo. La
pellicola mantiene l’impianto teatrale originale, ambientando tutta
la storia all’interno di una sala di registrazione gestita da
produttori bianchi, dove Ma Rainey si trova per incidere il pezzo
del film: da qui si dipartono poi le sottotrame portanti della
narrazione. La macchina da presa esamina unicamente lo studio di
registrazione, per aumentare la tensione sia in noi spettatori che
tra i protagonisti, animati da un mix emotivo incandescente, che
sconfina in scontri verbali e fisici, che metteranno in subbuglio
gli equilibri della band.
Ma Rainey’s black
bottom mette in primo piano scambi di dialogo brillanti,
arguti e senza freni inibitori. I personaggi si fanno conoscere
tramite le interazioni con l’altro, in cui emergono verità scomode
e traumi di un passato all’interno di anime all’apparenza
inscalfibili, ma che ci dimostrano tutte le loro fragilità. Viene
concesso loro uno spazio per potersi rendere portavoce di
un’incomunicabilità pervasiva e straziante.
La frammentazione interna al gruppo
dei musicisti mette in primo piano una disgregazione comune interna
alla comunità nera; la mancanza di esperienze collettive per
potersi sentire parte di una comunità nei primi anni ’20 dà voce ad
universi individuali spesso in contrasto tra loro, da cui emergono
ambizioni, punti di vista e traumi del passato singolari, sotto
l’occhio dello sguardo tutelare dei produttori discografici
bianchi. Abbiamo poi il rapporto di natura economica che costringe
l’afroamericano tra l’accettazione di un ruolo subordinato (Leeve e
il resto della band) -che grida però disperatamente libertà- e la
lotta costante per difendere la propria dignità artistica e
personale (Ma Rainey), amaramente consapevoli di venire sempre
beffati, come ci svela l’amaro finale.
La traccia musicale della pellicola
è opera di Branford Marsalis, noto
sassofonista jazz, e deve tenere testa al talento sovrastante di un
cast eccezionale, che cattura prepotentemente la scena. Altra nota
di merito della pellicola sono i costumi, la scenografia e il
lavoro di make-up: categorie in cui, non a caso, la pellicola si è
aggiudicata tre nomination agli
Oscar 2021, oltre a quelle principali di Miglior Attore e
Migliore Attrice Protagonista.
Due performance staordinarie da
parte di Viola Davis e Chadwick Boseman
Protagonisti indiscussi della
pellicola sono il compianto Chadwick Boseman, che ci regala un’ultima,
stellare performance, e Viola Davis, che si riconferma attrice
eclettica, catalizzatrice indiscussa dell’attenzione registica,
nelle vesti di questa peculiare personalità. Ma Rainey è star
assoluta, esuberante ed eccessiva nei comportamenti, che richiede
un controllo quasi dispotico sulla sua carriera. E’ completamente
distaccata dal resto del gruppo, come messo in evidenza anche dalle
scelte registiche e di fotografia. Le richieste esagerate e i
capricci di Ma Rainey sono in realtà l’unico appiglio a cui tenersi
stretta, per non essere del tutto un burattino nelle mani del suo
agente bianco. In un monologo piuttosto intenso, l’artista afferma
che il pubblico bianco si interessa solo alla sua voce, non
alla vera personalità dell’artista, rendendola quindi quasi
paragonabile a una prostituta, pagata per il servizio offerto.
Chadwick Boseman propone un’interpretazione
stellare, che fa leva su battute affilate e provocatorie.Leeve è un
personaggio scanzonato, irriverente, piuttosto conscio delle
proprie potenzialità. Anche Boseman ci regala un monologo
impeccabile sul ruolo di Dio nei confronti delle I dialoghi e gli
scambi di battute in Ma Rainey’s Black Bottom
hanno sempre uno scopo preciso, non sono mai ridondanti, bensì
motore di azione. Lo studio di registrazione diventa luogo di
perdizione e confessione al tempo stesso, dal quale risulta
difficile trovare una via d’uscita: è un contenitore di emozioni
totalmente contrastanti tra di loro, che rivelano tutte le
sfaccettature caratteriali dei personaggi. Frustrazione, rabbia
repressa, confidenze silenziose o urlate e richieste d’aiuto:
l’incisione del disco viene quasi totalmente oscurata rispetto alle
tematiche che derivano dalle esternazioni dei personaggi.
Anche Boseman ci regala un monologo impeccabile sul ruolo di Dio
nei confronti delle persone di colore, in cui si interroga se
esista o meno una giustizia divina anche per chi è inevitabilmente
posto in una condizione di reietto nella società.
Anche la scelta degli altri membri
del cast si rivela particolarmente azzeccata: ogni personaggio si
mette sotto i riflettori in un qualche punto della narrazione,
rivelandoci un ricordo, un fatto che funge da spunto per allargare
la discussione e renderla universale, interrogandoci sulla
posizione sociale di un’intera comunità all’epoca.
E in mezzo al turbinio di emozioni
e confessioni conservati dentro allo studio di registrazione, c’è
un unico filo conduttore: il blues, espressione intrinsecamente
afroamericana della vita che, se non vissuta, non può essere
espressa: “La vita parla con il blues. Non si canta per star
meglio. Si canta per capire la vita”, dice Ma Rainey. L’arte è
si, anche commercio, ma il suo senso profondo non potrà mai essere
acquistato.
L’esordio di Julia
Louis-Dreyfus nell’episodio 5 di The Falcon and the Winter Soldier, dal titolo
Verità, era stato tenuto sotto stretto riserbo dai Marvel Studios,
e infatti la sua entrata in campo è un vero colpo di scena. Ma chi
è Valentina Allegra de Fontaine? Nei fumetti è un’agente dello
SHIELD, che poi diventa Madame Hydra. Sappiamo anche che Vanity
Fair ha riferito che Louis-Dreyfus avrebbe dovuto fare il suo
debutto nei panni della Contessa in Black
Widow, ma la pandemia ha fatto slittare questi piani,
e così il personaggio si è palesato in un confronto con un turbato
John Walker.
In che modo si inserisce la Contessa
nel MCU? È chiaro che il suo interesse per John è legato al fatto
che il soldato si è iniettato il siero (fuori scena, nell’episodio
precedente), ed è anche chiaro che non sembra dare troppa
importanza al fatto che John ha ammazzato un uomo con lo scudo di
Cap in pubblico. Sicuramente la Contessa appartiene a quel gruppo
di persone a cui Erskine non avrebbe mai somministrato il
siero.
Tra le varie pieghe che potrà
prendere in futuro il personaggio, quella di Madame Hydra sembra la
più accreditata, allo stato dei fatti, e potrebbe in effetti essere
lei uno dei Big Bad del prossimo futuro del MCU.
Un’altra informazione importante,
relativa al personaggio, è che nei fumetti la Contessa gioca un
ruolo importante nella storia di Secret
Invasion, già pianificata come prossima serie Disney+ e anticipata alla fine di
WandaVision.
Quella potrebbe essere una collocazione interessante per il
personaggio di Julia Louis-Dreyfus.
Vedremo di nuovo Zemo?
Nel quarto episodio, Zemo scappa dal
controllo di Sam e Bucky. Lo troviamo in questa puntata in Sokovia,
ai piedi di un monumento commemorativo delle vittime dell’incidente
con Ultron e gli Avengers, in cui la sua famiglia ha perso la vita.
Bucky lo raggiunge, sembra che voglia ucciderlo e Zemo sembra a sua
volta essere in pace con questa idea. L’arrivo del Dora Milaje
chiarisce sia la posizione di Bucky che il futuro di Zemo. L’uomo
verrà tenuto in custodia nelle carceri wakandiane, per espiare la
colpa dell’omicidio di re T’Chaka. Da quei posti difficilmente
riuscirà ad evadere!
Tuttavia sappiamo che il compito di
Zemo non è ancora concluso, la sua “battaglia” personale contro i
superuomini non ha perso la spinta e nonostante la reclusione
troverà sicuramente il modo di continuare a combattere coloro che
ritiene responsabili delle sue sofferenze. Inoltre sembra anche
essere l’unico che ha una chiara idea di quello che diventerà la
missione di Karli, e della storpiatura che il superpotere porta
all’essere umano normale.
Qual è il piano di Karli?
L’obiettivo di fondo dei Flag
Smashers – riportare il mondo all’idillio cooperativo e unificato
durante il Blip – è sempre stato chiaro, ma il modo in cui Karli
intende raggiungerlo non lo è altrettanto. Il radicalismo di Karli
appare come un atteggiamento che non le si addice, e il suo piano
di ostacolare il rimpatrio di 20 milioni di rifugiati sembra
altrettanto infondato.
Che sviluppo avrà questo
personaggio? Serve solo per dare a Sam e Bucky qualcosa contro cui
scontrarsi?
Qual è invece il piano di
Sharon?
Dopo aver aiutato Bucky e Sam,
vediamo Sharon assumere Batroc (Georges St-Pierre)
per svolgere una missione non meglio definita, per lei. Poi vediamo
lo stesso Batroc consegnare a Karli delle armi. Si è forse messa
dalla parte dei Flag Smashers o ha un altro piano più vasto? E
perché non ha avvertito Sam che Batroc vuole ucciderlo?
L’ambiguità di questo personaggio ci
fa supporre che forse sia lei Power Broker e che Batroc sia il suo
mezzo per infiltrarsi nei Flag Smashers per recuperare i campioni
di super-siero.
Ma può un uomo nero diventare
Capitan America?
Si tratta della vera domanda legata
all’episodio e a tutta la serie, in realtà. Dopo aver recuperato lo
scudo di Cap, il primo istinto di Sam è quello di darlo all’uomo
che, nella mente di Sam, è il suo legittimo erede,
Isaiah Bradley (Carl Lumbly).
Ma al suo confronto con Isaiah, Sam
si trova davanti ad una realtà durissima. L’eroe veterano,
imprigionato e usato come una cavia da laboratorio ha fatto
esattamente ciò che aveva fatto Steve, scavalcare le linee nemiche
e salvare i suoi commilitoni. Ma mentre Steve era stato acclamato
come eroe, lui è stato imprigionato, usato come cavia, spogliato
della sua dignità, del suo eroismo, degli encomi che gli
spettavano, e questo solo per il colore della sua pelle.
Eppure Isaiah rientrava esattamente
nei canoni che Erskine cercava, era innatamente buono e il siero ha
amplificato la sua forza e anche la bontà dentro di lui. Ma
l’America non era pronta. Nascondendosi, scappando da quella
prigionia, Isaiah si è ritirato, scomparso agli occhi del governo,
disilluso e amareggiato.
“Non permetteranno mai a un uomo
di colore di essere Captain America, e anche se lo facessero,
nessun uomo di colore che si rispetti vorrebbe mai esserlo.”
Isaiah dice questo ad un Sam deluso, il cui sogno di ripristinare
l’eredità di Steve si infrange.
Così Sam torna a casa, da Sarah, si
impegna di nuovo in qualcosa, riparare la barca di famiglia,
radunando la comunità, diventando, in piccolo un esempio e
un’ispirazione. E in seguito all’intromissione di Bucky, decide di
esercitarsi, e di abbracciare quello scudo che Steve gli aveva
lasciato, di portare avanti la sua eredità, di regalare a Bucky la
sua famiglia, di cui lo scudo è l’ultimo residuo rimasto.
Riuscirà Bucky a perdonare se
stesso?
Bucky supera il suo blocco, va da
Sam, lo aiuta a riparare la barca di famiglia, sorride con i nipoti
dell’amico, flirta leggermente con sua sorella. Non guarisce,
certo, ma si incammina verso la strada giusta, quella lungo cui,
come gli dice Sam, non saranno più gli altri a dirgli chi o cosa
essere e in cui comincerà ad autodeterminarsi, non più cercando di
stare meglio, ma cercando di far stare meglio proprio quelle
persone che lui aveva fatto soffrire.
Per Bucky sarà una lunga ricerca, ma
se Sam avrà bisogno, lui arriverà e combatterà al suo fianco,
dopotutto sono solo due persone che hanno in comune un amico,
un amico che ora non c’è più.
Cosa c’è nella scatola di Sam?
Quando Bucky arriva a casa di Sam
per dare una mano, porta con sé una scatola, un ultimo favore che
il popolo di Wakanda ha concesso al Lupo Bianco, il quale a sua
volta deve tanto alla nazione di T’Challa. Dopo che John Walker ha
mozzato le ali dall’armatura di Falcon, ci aspettiamo che si tratti
di qualcosa che possa sostituire quei gadget, ma potrebbe anche
essere altro.
Dopotutto Sam ha lasciato
l’equipaggiamento da Falcon a Joaquin Torres, che potrebbe
adempiere il suo destino a fumetti e diventare Falcon II, mentre
lui, Sam, potrebbe indossare un altro costume… magari a stelle e
strisce!
Tutte le domande per il finale di
stagione
Che ne sarà di Zemo? Riuscirà Bucky
a “guarire”? Torres diventerà Falcon II? E Sam abbraccerà
finalmente l’eredità di Cap? Quando e in che forma tornerà la
Contessa? Chi è Power Broker? John Walker completerà la sua
parabola con lo scudo che si forgia nella scena post credits? Ma
soprattutto, Bucky riuscirà ad avere un appuntamento romantico con
qualcuno?
Sono stati assegnati gli
Annie Awards 2021, i premi dedicati al cinema e
alla tv d’animazione e, come era prevedibile, il film della Pixar,
Soul,
ha portato a casa la maggior parte dei riconoscimenti, spianando
definitivamente la sua strada verso il premio Oscar di categoria,
che verrà assegnato domenica 25 aprile.
Di seguito, tutti i vincitori degli Annie Awards
2021
BEST INDIE FEATURE
Wolfwalkers
Cartoon Saloon/Melusine Productions for Apple/Gkids
BEST SPECIAL PRODUCTION
The Snail and the Whale
Magic Light Pictures
BEST SHORT SUBJECT
Souvenir Souvenir
Blast Production
BEST SPONSORED
There’s a Monster in my Kitchen
Cartoon Saloon, Mother
BEST TV/MEDIA – PRESCHOOL
The Adventures of Paddington
Episode: Paddington Digs a Tunnel to Peru
Blue-Zoo Animation Studio and Nickelodeon Animation Studio
BEST TV/MEDIA – CHILDREN
Hilda
Episode: Chapter 9: The Deerfox
Hilda Productions Limited, a Silvergate Media Company, Netflix Inc. and Mercury Filmworks
BEST TV/MEDIA – GENERAL AUDIENCE
Genndy Tartakovsky’s Primal Episode: Coven Of The Damned Cartoon
Network Studios
BEST STUDENT FILM
La Bestia
School: Gobelins, l’école de l’image
Student directors: Marlijn Van Nuenen, Ram Tamez, Alfredo Gerard
Kuttikatt
BEST EFFECTS FOR TV/MEDIA
Jurassic World: Camp Cretaceous
Episode: Welcome to Jurassic World Production Company: DreamWorks
Animation
FX Production Company: Dreamworks Animation and CGCG Inc.
Emad Khalili, Ivan Wang, Chris Wombold, Kyle Goertz, Kathy D.
Tran
BEST EFFECTS FOR FEATURE
Soul
Production Company: Pixar Animation Studios
FX Production Company: Pixar Animation Studios
Tolga Göktekin, Carl Kaphan, Hiroaki Narita, Enrique Vila, Kylie
Wijsmuller
BEST CHARACTER ANIMATION – TV/MEDIA
Hilda
Hilda Productions Limited, a Silvergate Media Company, Netflix Inc.
and Mercury Filmworks
David Laliberté
BEST CHARACTER ANIMATION – FEATURE
Soul
Pixar Animation Studios
Michal Makarewicz
BEST CHARACTER ANIMATION – LIVE ACTION The Mandalorian
Production Company: Lucasfilm
FX Production Company: Image Engine
Nathan Fitzgerald, Leo Ito, Chris Rogers, Eung Ho Lo, Emily Luk
BEST CHARACTER ANIMATION – VIDEO GAME Marvel’s Spider-Man Miles
Morales
Insomniac Games
Brian Wyser, Michael Yosh, Danny Garnett, David Hancock
BEST CHARACTER DESIGN – TV/MEDIA
Amphibia
Episode: The Shut-In! Disney TV Animation Joe Sparrow
BEST CHARACTER DESIGN – FEATURE
Wolfwalkers
Cartoon Saloon/Melusine Productions for Apple/Gkids
Federico Pirovano
BEST DIRECTION – TV/MEDIA
Genndy Tartakovsky’s Primal Episode: Plague Of Madness Cartoon
Network Studios Genndy Tartakovsky
BEST DIRECTION – FEATURE
Wolfwalkers
Cartoon Saloon/Melusine Productions for Apple/Gkids
Tomm Moore, Ross Stewart
BEST MUSIC – TV/MEDIA Star
Wars: The Clone Wars
Episode: Victory and Death Lucasfilm Animation
Kevin Kiner
BEST MUSIC – FEATURE
Soul
Pixar Animation Studios
Trent Reznor, Atticus Ross, Jon Batiste
BEST PRODUCTION DESIGN – TV/MEDIA
Shooom’s Odyssey Picolo Pictures Julien Bisaro
BEST PRODUCTION DESIGN – FEATURE
Wolfwalkers
Cartoon Saloon/Melusine Productions for Apple/Gkids
María Pareja, Ross Stewart, Tomm Moore
BEST STORYBOARDING – TV/MEDIA
Looney Tunes Cartoons
Episode: Big League Beast / Firehouse Frenzy Warner Bros.
Animation
Andrew Dickman
BEST STORYBOARDING – FEATURE
Soul
Pixar Animation Studios
Trevor Jimenez
BEST VOICE ACTING – TV/MEDIA
Tales of Arcadia: Wizards Episode: Our Final Act DreamWorks
Animation David Bradley (Merlin)
BEST VOICE ACTING – FEATURE
Wolfwalkers
Cartoon Saloon/Melusine Productions for Apple/Gkids
Eva Whittaker (Mebh Óg MacTíre)
BEST WRITING – TV/MEDIA
Big Mouth
Episode: The New Me Netflix
Andrew Goldberg, Patti Harrison
BEST WRITING – FEATURE
Soul
Pixar Animation Studios
Pete Docter, Mike Jones, Kemp Powers
BEST EDITORIAL – TV/MEDIA
Hilda
Episode: Chapter 9: The Deerfox
Hilda Productions Limited, a Silvergate Media Company, Netflix Inc.
and Mercury Filmworks
John McKinnon
BEST EDITORIAL – FEATURE
Soul
Pixar Animation Studios
Kevin Nolting, Gregory Amundson, Robert Grahamjones, Amera Rizk
JURIED AWARDS
Winsor McCay Award Willie Ito, Sue Nichols
(posthumously), Bruce Smith
June Foray Award
Daisuke “Dice” Tsutsumi
Ub Iwerks Award
Epic Games for its Unreal Engine
Special Achievement Award
Howard (Stone Circle Pictures)
Oltre un anno fa il mondo si
fermava, tutti gli abitanti del pianeta venivano costretti nelle
loro case a causa della pandemia da coronavirus, contro la quale
l’unica arma possibile era l’isolamento, la distanza sociale. Da
questa premessa, Steven Knight ha trovato lo
spunto per Locked
Down, una storia di “ordinaria chiusura” in cui
Anne Hathawaye
Chiwetel Ejiofor sono diretti da Doug
Liman.
Proprio quando decidono di
separarsi, Linda (Anne
Hathaway) e Paxton (Chiwetel
Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo della pandemia
Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa londinese, a
causa della chiusura obbligatoria. Sorprendentemente, anche se non
riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano una tregua
quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per consegnare
delle pietre preziose. In isolamento domestico come tutto il resto
del Paese, dovendo quindi affrontare emozioni e interazioni che
avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie vite fuori casa, le
cose raggiungono un crescendo che culminerà in piano di rapina da
Harrods, un colpo epocale.
Si tratta a tutti gli effetti di uno
dei pochi film concepito, scritto, girato, finito e distribuito
durante la pandemia, una commedia romantica rivista e corretta che
già nel titolo dà un indizio di ciò che racconterà. Certo non è
difficile da intuire, visto che chiunque legga questa recensione di
Locked
Down può immedesimarsi nella duplice valenza del
titolo: una chiusura fisica, che confina i protagonisti in casa,
certo, ma anche una trappola mentale, una sensazione di immobilità
e impossibilità ad andare avanti proprio nel momento in cui si
prende una decisione importante come quella di separarsi da un
partner di lunghissima data. C’è chi, durante la chiusura, ha
imparato a fare il pane, chi invece si è buttato nel telelavoro, e
chi… ha pianificato una rapina di gioielli.
Steven Knight firma una sceneggiatura
brillante
Locked
Down ci presenta da subito di fronte a due
considerazioni inequivocabili. La prima riguarda la scrittura:
Steven Knight, ripresosi dall’insuccesso di Serenità – L’Isola
dell’Inganno, sempre con Hathaway protagonista, sfodera una
sceneggiatura preziosa, estremamente verosimile e brillante, che
disegna una relazione in cui chiunque, proprio per l’estrema realtà
con cui si raccontano i contrasti e le battaglie interiori, può
immedesimarsi. La seconda considerazione è strettamente legata alla
bontà della sceneggiatura, e riguarda la performance di Anne Hathaway. Dopo anni di film “minori” e
interpretazioni non proprio memorabili, l’attrice premio Oscar per
Les Misérables torna a brillare, regalando alla
sua Linda nevrosi, tempi, sfumature, vitalità, esasperazione, un
range ricco e vivace di colori ed emozioni che ben si
accompagnano alla sempre ottima presenza di Eijofor in scena.
La coppia di attori è ottimamente
assortita, Hathaway e Eijofor si completano a vicenda per la
complementarità dei caratteri dei loro personaggi e per la fisicità
con cui entrambi affrontano il loro ruolo. A loro si unisce una
vera e propria costellazione di volti noti che, attraverso
l’espediente delle videochiamate via Zoom o Skype, entra nella vita
di Linda e Paxton.
Ben Stiller, Lucy Boynton,
Ben Kingsley, Katie Leung, Stephen Merchant, Mindy
Kailng e Mark Gatiss hanno tutti un
piccolo ruolo nel film.
Liman si fa spazio nella bella casa
della coppia, location principale, e danza intorno a Linda e Paxton
con grande vivacità, regalando a ognuno dei due almeno un momento
di sfogo selvaggio che ci aiuta ad entrare in sintonia con i due
reclusi, attraverso i quali riviviamo il primo straniante lockdown,
e ci accompagna nella loro relazione in crisi. Confessioni,
confidenze, videochiamate, crisi di nervi, spesa e farina per fare
il pane, Locked
Down ci mette di fronte al nostro passato recente
senza nessun artificio, con grande lucidità e onestà.
Una fotografia condivisa
nella storia dell’umanità
Se l’azione vera e propria ingrana
dopo oltre un’ora di film, quando la coppia decide di collaborare
per un’ultima volta e dare una svolta alle loro vite, che da quel
momento in poi dovrebbero proseguire parallele, la prima parte di
film è quella più intensa e meglio strutturata che mira proprio a
costruire un quadro realistico di una coppia in crisi, mentre
contemporaneamente si costruisce anche il contesto dell’isolamento
forzato, dei vicini sconosciuti che si salutano dalle finestre di
fronte, secondo una solidarietà implicita in cui la condizione
comune avvicina tutti, di Linda in videocall che assiste quasi
inerme allo stravolgimento del suo lavoro, di Paxton che prova in
tutti i modi a farsi assumere nonostante dei precedenti di
aggressione che pendono sulla sua vita come un’eterna macchia,
nonostante il periodo in prigione durante il quale ha scontato la
sua pena.
Steven Knight è il
vero burattinaio dietro a Locked
Down, disegnando traiettorie e rapporti umani con
precisione certosina, offrendo agli spettatori uno specchio in cui
guardare e riconoscersi, rintracciare in quell’umore una parte di
vita che tutto il mondo ha condiviso.
Anne Hathaway e
Chiwetel Ejiofor sono i protagonisti di Locked
Down, dal 16 aprile disponibile su disponibile per
l’acquisto e il noleggio premium su Apple
Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play,
TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film &
TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play
Infinity, scritto da Steven Knight e diretto
da Doug Liman. Ecco il loro racconto del film
girato durante il primo lockdown.
In Locked
Down Proprio quando decidono di separarsi, Linda
(Anne Hathaway) e Paxton (Chiwetel Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo
della pandemia Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa
londinese, a causa del lockdown obbligatorio. Sorprendentemente,
anche se non riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano
una tregua quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per
consegnare delle pietre preziose. In isolamento domestico a causa
del lockdown in tutto il Paese, dovendo quindi affrontare emozioni
e interazioni che avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie
vite fuori casa, le cose raggiungono un crescendo che culminerà in
una rapina epocale da Harrods.
Uno dei pochi film ad essere stato
concepito, scritto, girato, finito e distribuito durante la
pandemia, Locked
Down è una commedia romantica con una “svolta”.
La dualità del titolo stesso gioca con la situazione in cui molti
di noi si trovano in questo momento: rinchiusi fisicamente in
un’abitazione con partner, familiari, coinquilini, ma anche
emotivamente e mentalmente bloccati in situazioni che ora siamo
costretti ad affrontare in modi che non avremmo mai immaginato. C’è
chi ha iniziato a cuocere il pane, chi si dedica al proprio lavoro,
mentre altri fanno entrambe le cose – e pianificano una rapina di
gioielli.
Scritto da Steven Knight e prodotto
da P.J. van Sandwijk, p.g.a, Alison Winter, p.g.a, Michael Lesslie,
il cast del film vede Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor, affiancati
da Stephen Merchant, Mindy Kaling, Lucy Boynton, Dule Hill, Jazmyn
Simon, con Ben
Stiller e Ben Kingsley.
Prime
Video ha offerto un primo assaggio della seconda
stagione della sua serie originale di successo Star
Trek: Picard con un nuovissimo teaser trailer. Il
teaser trailer è stato svelato dal protagonista Patrick Stewart durante i panel virtuali
internazionali “First Contact Day”, durante i quali è stato anche
annunciato che la serie farà il suo debutto nel corso del 2022.
L’attore John de Lancie è intervenuto a sorpresa durante il panel,
confermando che apparirà in Star
Trek: Picard, la seconda stagione, rivestendo
l’iconico ruolo di Q, interpretato in “Star Trek”.
Inoltre, è stato svelato anche un
primo assaggio della seconda stagione della serie comedy animata in
episodi da 30 minuti Star Trek: Lower Decks,
disponibile su Prime Video più avanti nel 2021.
Star Trek: Picard
2
Star Trek: Picard
2 vede nuovamente Sir
Patrick Stewart nell’iconico ruolo di Jean-Luc Picard,
che ha interpretato per sette stagioni in “Star Trek: Next
Generation”. La serie seguirà le vicende del leggendario
personaggio, nel capitolo successivo della sua vita. La serie è
prodotta da CBS Television Studios in collaborazione con Secret
Hideout e Roddenberry Entertainment. Alex Kurtzman, Akiva Goldsman,
Terry Matalas, Michael Chabon, Doug Aarniokoski, Dylan Massin,
Patrick Stewart, Heather Kadin, Rod Roddenberry e Trevor Roth sono
i produttori esecutivi di questa seconda stagione, Aaron Baiers
(Secret Hideout) e Kirsten Beyer sono co-produttori esecutivi.
Akiva Goldsman e Terry Matalas saranno i co-showrunner della
seconda stagione.
Il cast della seconda
stagione di Star
Trek: Picard include Patrick Stewart, Alison Pill, Isa
Briones, Evan Evagora, Michelle Hurd, Santiago Cabrera, Jeri Ryan,
Orla Brady e Brent Spiner. Star
Trek: Picardè disponibile in streaming in esclusiva su
Paramount+ negli Stati Uniti ed è distribuito in
concomitanza dalla ViacomCBS Global Distribution Group su Amazon
Prime Video in più di 200 paesi e territori e in Canada, andrà in
onda su Bell Media’s CTV Sci-Fi Channel e in streaming su
Crave.
Helen McCrory, la premiata attrice che
abbiamo amato in molti ruoli, ma in particolare in quello di
Narcissa Malfoy nella saga di Harry Potter e di
Polly Gray in Peaky Blinders, si è spenta a 52
anni. A darne notizia il marito, l’attore Damien
Lewis, via Twitter.
“È morta così come ha vissuto,
fieramente. Dio l’amiamo e sappiamo quanto siamo stati fortunati ad
averla nelle nostre vite. Brillava così intensamente. Vai adesso,
piccola, nell’aria e grazie”, ha aggiunto Lewis. Di seguito la sua
dichiarazione:
Arriva da
Deadline la notizia che l’attore Gabriel Luna
sarà Tommy in The Last of
Us, l’attesa serie televisiva basata sull’omonimo
videogioco di The Last of Us.
Gabriel Luna, ex protagonista di
Agents Of SHIELD, è stato scelto come
protagonista accanto a Pedro Pascal e Bella
Ramsey in The Last of
Us […]. Luna interpreterà Tommy, il fratello minore di
Joel (Pascal), un ex soldato che non ha perso il senso
dell’idealismo e la speranza in un mondo migliore.
The Last Of Us, la serie tv
The Last of
Us si svolge 20 anni dopo che la civiltà moderna è
stata distrutta da una malattia che rende le vittime mutanti
pericolosi e assetati di sangue. L’indurito sopravvissuto Joel
viene assunto per far uscire di nascosto Ellie, una ragazza di 14
anni, da un’oppressiva zona di quarantena. Quello che inizia come
un piccolo lavoro diventa presto un viaggio brutale e mozzafiato
poiché l’improbabile coppia dipenderà l’una dall’altra per la
sopravvivenza. La serie sarà disponibile su HBO e in streaming su
HBO
Max.
The Last of
Us è scritta dal creatore di ChernobylCraig Mazin al fianco diNeil
Druckmann, creatore dell’omonimo videogames. Il regista di
Beanpole Kantemir Balagov dirigerà il pilot. La serie è una
co-produzione con Sony Pictures Television ed è prodotta da
PlayStation, Word Games, The Mighty Mint e Naughty Dog. Druckmann e
Mazin sono produttori esecutivi insieme a Carolyn Strauss, Evan
Wells di Naughty Dog e Asad Qizilbash e Carter Swan di PlayStation
Productions.
Tom Hardy è uno di
quegli attori che negli ultimi anni ha dimostrato quanto e come sia
possibile dare prove eccellenti andando fuori dalle regole
convenzionali della recitazione. Le sue sono prove d’attore che
resteranno uniche e che, sicuramente, in futuro, avrà ancora modo
di fare.
L’attore inglese ha studiato molto,
ha combattuto gli ostacoli che si sono presentati sulla sua strada,
lavorando sempre sodo per arrivare e costruire la carriera solida e
concreta che possiede oggi.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Tom Hardy.
Tom Hardy film
1. Tom Hardy: i film e la
carriera. La carriera di Tom Hardy inizia nel 2001, dopo
aver frequentato il Drama Centre London e dopo una breve carriera
di modello, debuttando nella miniserie Band of Brothers –
Fratelli al fronte (2001) e partecipando a film come Black
Hawk Down (2001) e Star Trek – La nemesi (2002). In
seguito la sua attività continua con i film The Pusher
(2004), Marie Antoniette (2006), RocknRolla
(2008),
Inception (2010), Warrior (2011), La talpa (2011) e Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012). Tra gli
ultimi suoi film vi sono Locke (2013), Child 44 – Il bambino n. 44
(2015), Mad Max: Fury Road (2015), Legend (2015), Revenant – Redivivo (2015), Dunkirk (2017) e Venom (2018). L’attore inglese, però, non ha mai
dimenticato il piccolo schermo, apparendo nelle serie Cape
Wrath – Fuga dal passato (2007), Oliver Twist (2007),
Peaky Blinders (2014-2017) e Taboo (2017). Nel 2018 è stato Eddie Brock nel film
Sony Venom,
basato sull’universo di Spider-Man della Marvel. Nel 2020 inoltre è
finalmente uscito
Capone, il biopic sul noto gangster nel quale interpreta
proprio Fonse. Nel 2021 riprenderà il ruolo di Eddie Brock
nell’attesissimo sequel Venom: la furia di
Carnage. Nel prossimo futuro sarà nel cast di
War Party, il nuovo film di Andrew
Dominik.
2. Tom Hardy è anche
produttore e sceneggiatore. Così come la maggior parte dei
suoi colleghi, anche Tom Hardy ha avuto l’opportunità di spaziare
in diversi ambiti del cinema, riuscendo a vestire i panni del
produttore e dello sceneggiatore. L’attore, infatti, ha partecipato
alla produzione dei film Poaching Wars (2013),
Legend, Trophy (2017), Venom, delle
serie
Taboo e A Christmas Carol (2019) e dei corti
Tommaso (2001) e Get a Grip (2001). In quando
sceneggiatore, Hardy ha partecipato alle sceneggiature del corto
Get a Grip e della serie Taboo.
Tom Hardy Legend
3. Tom Hardy è stato aiutato
dalla sua controfigura. Interpretare un uomo e il suo
gemello non è proprio semplice, soprattutto se si tratta del film
Legend. Per far sì che i due potessero essere insieme
nelle inquadrature, la produzione si è appellatata a Jacob
Tomuri, la controfigura di Tom Hardy che aveva già
lavorato con lui in Mad Max: Fury Road.
4. Per poter inteprerare uno
o l’altro gemello, sono stati usati auricolari. Affinchè
fosse possibile dare vita ai personaggi di Ronald e Reginald, Tom
Hardy ripassava entrambe le parti la mattina e, per esempio,
registrava le parti di dialogo di Ron e le dava ad un tecnico, in
modo tale che dividesse le battute e fosse possibile realizzare un
dialogo con l’altro personaggio. In sostanza, quindi, una volta
registrata una parte, Hardy cambiava abito e trucco, diventava
l’altro personaggio e recitava sentendo in un orecchio, grazie ad
un auricolare, le battute dell’altro personaggio.
Tom Hardy e Sarah Ward
5. Tom Hardy si è sposato la
prima volta da giovanissimo. A vederlo non lo si direbbe,
eppure Tom Hardy si è sposato a soli 22 anni, nel 1999, con
Sarah Ward. I due non hanno avuto figli e hanno
divorziato nel 2004, dopo soli 5 anni di matrimonio. Tra i vari
motivi della rottura, c’erano sicuramente i problemi di dipendenza
da crack dell’attore.
6. Il secondo matrimonio è
quello giusto. L’attore londinese si è sposato una seconda
volta con la collega Charlotte Riley. I due si
sono conosciuti mentre stavano lavorando alla serie The Take –
Una storia criminale nel 2009, fidanzandosi nel 2010 e
convolando a nozze il 4 luglio del 2014. Dalla loro unione sono
nati due figli, il primo nell’ottobre 2015 e il secondo nel
dicembre 2018. Hardy ha già un altro figlio, Louis
Thomas, nato nel 2008 da una relazione con l’assistente
alla regia Rachael Speed.
Tom Hardy Venom
7. Le ispirazioni per Venom
sono tra le più disparate. Sembra che poter interpretare e
dare vita al personaggio di Venom, Tom Hardy si sia ispirato a
persone particolari. Stando alle dichiarazioni dell’attore, pare
che si sia ispirato alle nevrosi dei personaggi di Woody
Allen e all’umorismo che ne deriva, alla violenza di
Conor McGregor e alla personalità di
Redman, un rapper fuori controllo.
Tom Hardy Bane
8. Interpretare Bane è stato
entusiasmante a livello recitativo. La maggior parte dei
fan di Tom Hardy è a conoscenza del fatto che l’attore inglese sia
un abile trasformista e che sia perfettamente in grado di recitare
in maniera non convenzionale. Ed è proprio questo ciò che lo ha
attirato maggiormente dal fatto di poter interpretare Bane in
Il cavaliere oscuro – Il ritorno “Tutte le volte che
devi recitare indossando una maschera devi adottare una personalità
e una fisicità che non propriamente legata alla recitazione in
maniera convenzionale. Ti permette di dare vita ad una performance
più libera”.
9. La maschera di Bane era
stretta. Per poter dare vita al personaggio di
Bane in Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Tom Hardy
avrebbe dovuto indossare quella ormai è la famosa maschera che
contraddistingue il personaggio. E, come può sembrare a vedere il
lungometraggio, effettivamente la maschera stretta ma, stando alle
dichiarazioni dello stesso attore londinese, pare che si sia
abituato con il tempo senza per questot trasformarsi nel
personaggio.
Tom Hardy Taboo
10. Taboo è un progetto che
ha unito padre e figlio. L’idea di dare vita ad una serie
come quella di Taboo non è nata da una sola testa, ma da due. Le
due teste sono quelle di Tom Hardy e del padre, Chips Hardy, che
hanno lavorato insieme alla creazione delle serie, in
collaborazione Steven Knight. Knight e Hardy avevano già
collaborato insieme per la realizzione del film Locke.
Giovane e talentuosa, l’attrice
Benedetta Porcaroli è apparsa in alcuni film di
successo, ottenendo la fama e con la serie NetflixBaby. Grazie ai suoi ruoli ha saputo
farsi notare da critica e pubblico, sfoggiando tanto doti comiche
quanto quelle drammatiche.
Ecco 10 cose che non sai su
Benedetta Porcaroli.
Benedetta Porcaroli film
1. Ha recitato in film di
successo. L’attrice ha debuttato al cinema nel 2016 con il
film Perfetti
Sconosciuti, di Paolo Genovese, dove
interpreta Sofia, figlia dei personaggi di Marco
Giallini e Kasia Smutniak. Successivamente
recita nei film Sconnessi
(2018), Quanto basta (2018), Una vita
spericolata (2018) e Tutte le mie notti (2018).
Nel 2020 è stata protagonista al fianco di
Vittori Puccini nel ruolo di Anna in
18 Regali. Nel 2021 sarà nel cast di L’ombra del giorno di
Giuseppe Piccioni e La scuola
cattolica di Stefano Mordini.
2. Ha lavorato anche per la
televisione. L’attrice si fa notare anche grazie al ruolo
di Federica Ferraro, ricoperto dal 2015 al 2018 nella serie
Tutto può succedere. Raggiunge grande popolarità grazie
alla serie Netflix Baby,
dove è coprotagonista insieme ad
Alice Pagani nel ruolo di Chiara Altieri.
Benedetta Porcaroli Instagram
3. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un proprio profilo, seguito da 785 mila persone.
All’interno di questo l’attrice è solita condividere scatti
fotografici realizzati per riviste di moda, ma anche foto
promozionali dei suoi progetti o foto realizzate in momenti di
svago.
Benedetta Porcaroli fidanzato
4. È fidanzata
ufficialmente. L’attrice attualmente vive una storia
d’amore con il regista Michele Alhaique, di quasi
vent’anni più grande di lei. La Porcaroli ha tuttavia affermato che
la differenza d’età non risulta essere un problema nella loro
relazione, ma anzi è uno stimolo ad imparare sempre più l’uno del
mondo dell’altro.
Benedetta Porcaroli Maradona y
Pelé
5. Recita nel videoclip del
brano. L’attrice ha recitato nel videoclip del brano
Maradona y Pelé, del gruppo musicale
Thegiornalisti. Il singolo è stato pubblicato nel
maggio del 2019 sul canale Vevo-YouTube del gruppo. Il video è
ambientato durante una piovosa notte, all’interno di un locale dove
si trova Tommaso Paradiso, cantante della band.
Qui egli fa la conoscenza della giovane interpretata dalla
Porcaroli, la quale una volta varcata la porta d’ingresso si
scatena ballando tutta la notte.
Benedetta Porcaroli Baby
6. È affascinata
dall’evoluzione del suo personaggio. L’attrice ha
dichiarato che ci saranno grandi novità per Chiara, il suo
personaggio, e che nella
seconda stagione continuerà ad affrontare le strade intraprese,
entrando nel pieno delle sue scelte, trovandosi a gestire
situazioni terribilmente complicate. Baby si è poi conclusa con la
terza e
ultima stagione che ha fatto il debutto nel 2020.
7. Si sente vittima di un
etichetta. L’attrice ha dichiarato che prima della serie
Netflix registi e produttori erano soliti offrirle ruoli di ragazze
acqua e sapone, ma che da quando ha sfoggiato nuovi aspetti della
sua personalità nella serie Baby ha ricevuto numerose
richieste per ruoli sensuali e sexy. La Porcaroli ha ammesso che le
risulta difficile fare piazza pulita dei preconcetti su di sé, e
che questo è il risvolto meno esaltante del suo mestiere.
8. Grazie alla serie ha
scoperto il suo lato oscuro. Per il personaggio di Chiara
l’attrice ha dovuto abbandonarsi e far emergere aspetti nascosti
della sua personalità. Il terribile momento di passaggio
dall’adolescenza all’età adulta vissuto dal personaggio ha portato
la Porcaroli a confrontarsi con sfumature di sé che non aveva
ancora mostrato durante la sua carriera, e questo le ha richiesto
un lungo periodo di adattamento per superare le incertezze
iniziali.
Benedetta Porcaroli agenzia
9. È rappresentata da una
nota agenzia. Alle spalle dell’attrice vi è l’agenzia
ToPlay di Fiamma Consorti, la quale la aiuta tutt’oggi ad inserirsi
nel mondo del cinema e della televisione, procurandole provini e
ruoli per importanti progetti.
Benedetta Porcaroli età e
altezza
10. Benedetta Porcaroli è
nata a Roma, l’11 giugno 1998. L’altezza complessiva
dell’attrice è di 168 centimetri.
Tra i mezzi più iconografici, nonché
più amati, della saga di Star Wars, c’è sicuramente il
Millennium Falcon, che nella trilogia sequel della
celebre saga fantascientifica è stato ufficialmente “ereditato” da
Rey (Daisy
Ridley).
Ora veniamo a conoscenza del fatto
che in Star Wars: L’ascesa di Skywalker avrebbe
dovuto conoscere la designer dietro la creazione dell’astronave di
Han Solo costruita dalla Corellian Engineering Corporation. A
rivelare il curioso aneddoto è stato il concept artist Phil
Saunders, che via
ComicBook ha condiviso un concept inedito della scena che
avrebbe mostrato, appunto, l’incontro tra Rey e l’architetto del
Millennium Falcon.
Come rivelato da Saunders, per il
ruolo della designer era stata pensata nientemeno che il premio
Oscar Judi Dench. “Un’altra inquadratura random
da Star
Wars: L’ascesa di Skywalker”, spiega Saunders. “In una
versione preliminare della sceneggiatura, Rey si sarebbe messa
sulle tracce del designer originale del Millenium Falcon con
l’obiettivo di trovare un’apparecchiatura che sarebbe stata in
grado di fermare l’armata del Primo Ordine. Dame Judy Dench era la
favorita per il ruolo, e sarebbe stata grandiosa. Ovviamente, Rey
l’avrebbe trovata su un pianeta desertico e la sua casa sarebbe
stata scolpita in cima a questo imponente altopiano. Avevo ricevuto
il compito dal dipartimento artistico del film di realizzare un
riferimento visivo per gli interni”. Potete ammirare il
concept di seguito:
(Photo: Phil Saunders / Lucasfilm)
Il futuro della saga di Star
Wars
Di recente è stato
confermato Rogue
Squadron, primo film ad arrivare nelle sale dopo la
conclusione della saga degli Skywalker. Il film, diretto
da Patty Jenkins (regista
di Wonder
Woman), verrà distribuito nelle sale a dicembre
2021.
Oltre a Rogue
Squadron, sappiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli
Ultimi Jedi, è stata affidata la scrittura di una
nuova trilogia basata su nuove storie e nuovi personaggi, ma su
quel progetto non si hanno aggiornamenti da diverso tempo. In
passato, anche ai creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il
progetto.