Bob Iger ha
recentemente risposto alle critiche secondo cui la
Disney sarebbe diventata “woke“, un
termine che secondo lui la maggior parte delle persone non capisce
nemmeno più.
Parlando con The Hollywood
Reporter dopo la vittoria della
sua battaglia per la procura, Bob Iger è stato
interrogato sulle critiche mosse da molti al fatto che la Disney
sia diventata “woke” nei suoi messaggi e nei suoi film.
Bob Iger ha detto che “il termine “woke”
viene usato in modo piuttosto libero, senza alcun gioco di
parole. Credo che molte persone non capiscano nemmeno cosa
significhi“.
Tuttavia, Bob Iger
ha sottolineato che la priorità dell’azienda deve essere sempre
quella di intrattenere e che non è “in grado” di infondere
messaggi come priorità assoluta.
“Penso che il rumore si sia un
po’ placato. L’ho predicato a lungo all’interno dell’azienda, prima
di andarmene e da quando sono tornato, il nostro obiettivo numero
uno è quello di intrattenere“, ha detto Iger. “Il punto è
che infondere messaggi come una sorta di priorità numero uno nei
nostri film e spettacoli televisivi non è il nostro obiettivo.
Devono essere divertenti, e quando la Disney può avere un impatto
positivo sul mondo, che si tratti di promuovere l’accettazione e la
comprensione di persone di ogni tipo, è fantastico“.
Bob Iger vuole che la Disney
sia “prima di tutto un’azienda di intrattenimento”.
L’amministratore delegato della
Disney ha poi affermato che l’azienda deve essere “prima di
tutto un’azienda di intrattenimento“, pur cercando di
raggiungere un pubblico eterogeneo.
“Ma in generale, dobbiamo
essere un’azienda che privilegia l’intrattenimento… E capire che
stiamo cercando di raggiungere un pubblico molto, molto
eterogeneo“, ha detto Iger. “E per farlo, da un lato,
quello che fai, le storie che racconti, devono davvero riflettere
il pubblico che stai cercando di raggiungere, ma quel pubblico,
essendo così eterogeneo, in realtà, prima di tutto, vuole essere
intrattenuto, e a volte non può essere spento da certe cose. E noi
dobbiamo essere più sensibili all’interesse di un pubblico ampio.
Non è facile, sapete, non possiamo accontentare sempre tutti,
giusto?“.
Con L’uomo dei ghiacci – The Ice Road Hensleigh
torna alla regia a dieci anni di distanza dal suo precedente film
da regista, Bulletproof Man, con protagonista Ray
Stevenson. Grande esperto del genere thriller d’azione,
Hensleigh si unisce dunque a Neeson per questo lungometraggio
adrenalinico ambientato in territori ostili e che pertanto
contribuiscono al senso di pericolo costante. Con un racconto che
si svolge in mezzo ai ghiacci, si costruisce così un’avventura
mozzafiato dove la natura si rivela però non essere il pericolo
maggiore per i protagonisti, proponendo dunque colpi di scena
entusiasmanti.
Per gli appassionati del genere o
anche solo per chi non si perde un film di Neeson, si tratta dunque
di un titolo da recuperare, anche in vista del suo annunciato
seguito che verrà realizzato prossimamente. In questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
L’uomo dei ghiacci – The Ice Road. Proseguendo
qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori
dettagli relativi alla trama, al cast di
attori e alla vera storia della location
dove si svolge il racconto. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di L’uomo dei ghiacci – The Ice
Road
Protagonista del film è Mike
McCann, un autista di camion ed esperto di guida sul
ghiaccio, che si ritrova a condurre una missione di salvataggio su
un lago ghiacciato, dopo che una miniera di diamanti è crollata
nelle regioni settentrionali del Canada, uccidendo 8 minatori. I 26
superstiti ancora in vita hanno invece solo 36 ore di ossigeno
prima che sia troppo tardi. Mike mette su una squadra da portare
con sé e fra i componenti vi sono suo fratello minore
Gurty, il veterano dei camion Jim
Goldenrod e l’abile Tantoo. Per
salvare la vita ai minatori ancora vivi, il gruppo dovrà affrontare
i numerosi ostacoli dati da quell’ambiente ostile come anche da
alcune interferenze umane.
Ad interpretare Mike McCann vi è
l’attore Liam Neeson che torna dunque al genere action
dopo
Un uomo tranquillo e Un uomo sopra la legge. L’attore Laurence Fishburne (il celebre Morfeus di
Matrix) interpreta Jim Goldenrod.
Gurty è invece interpretato da Marcus
Thomas, mentre Amber Midthunder è Tantoo.
Benjamin Walker è Varnay, l’attuario responsabile
della valutazione del rischio assicurativo per Katka, la società
proprietaria della miniera. L’attore Holt
McCallany interpreta René Lampard, mentre Martin
Sensmeier è il minatore Cody e Matt McCoy
è George Sickle, il general manager della Katka, mentre
Matt Sanlinger è Thomason, il CEO.
L’uomo dei ghiacci – The
Ice Road 2: ci sarà un sequel
Nell’aprile del 2023, è stato
annunciato un sequel intitolato The
Ice Road2: Road to the Sky, con il
ritorno di Liam Neeson e dello scrittore/regista
Jonathan Hensleigh. Il film seguirà Mike McCann
che onora l’ultimo desiderio del fratello scomparso recandosi in
Nepal per spargere le sue ceneri sul monte Everest. Mentre è a
bordo di un autobus turistico che attraversa il terreno mortale di
12.000 piedi della famigerata Road to the Sky, Mike e la sua guida
alpina si imbattono in un gruppo di mercenari nepalesi e dovranno
combattere non solo per salvare sé stessi e il pullman di
viaggiatori innocenti, ma anche la patria degli abitanti del
villaggio locale. Il film è stato acquisito da Prime Video.
La storia vera della location del film
C’è da fare una
premessa: L’uomo
dei ghiacci – The Ice Road non è tratto da una storia
vera, ma porta sullo schermo un luogo realmente esistente, intorno
al quale è dunque stata costruita la vicenda originale di questo
film. Si tratta della Ice Road presente nel
titolo, ufficialmente nota come Tibbitt Contwoyto Winter
Road, situata nei territori della regione artica a
Nord-Ovest del Canada. Si tratta di una strada di
ghiaccio lunga 400km, che per buona parte della sua estensione va a
coprire dei laghi ghiacciati. La si può percorrere solo per brevi
periodi ogni anno, generalmente tra febbraio e marzo e viene usata
per rifornire i siti di diamanti che sono operativi. Questi sono
stati scoperti alla fine degli anni ’90, portando ad essere il
Canada il terzo produttore al mondo di diamanti.
La strada viene ricostruita ogni
gennaio e richiede circa sei settimane per essere completata. Una
volta completata, viene controllata praticando dei fori nel
ghiaccio. Se il ghiaccio ha bisogno di essere ispessito, vengono
chiamati i camion dell’acqua per aggiungerne in quell’area
specifica. La velocità massima consentita per i camion a pieno
carico sul ghiaccio è di 25 km/h, con alcune aree ridotte a soli 10
km/h. I camion vuoti, invece, hanno un limite massimo di velocità
di 60 km/h (37 mph) sul ghiaccio. I limiti di velocità sono
rigorosamente applicati dal personale di sicurezza che utilizza i
radar per rilevare le velocità, proprio come fanno le forze di
polizia nazionali e provinciali.
Solitamente per attraversare la Ice
Road viene utilizzato il camion Hägglund, di fabbricazione svedese,
il quale è grado di galleggiare nell’acqua qualora il ghiaccio
dovesse rompersi, facendo dunque sprofondare chi vi si trova sopra
nei gelati laghi sottostanti. Nonostante questo pericolo, la
Tibbitt Contwoyto Winter Road è stata definita la strada più sicura
del Nord America. Naturalmente le riprese non si sono potute
svolgere sulla vera Ice Road, impraticabile per una produzione
cinematografica. L’uomo
dei ghiacci – The Ice Road è stato dunque girato in
gran parte sempre in Canada, ma a Winnipeg,
lontano dai territori dove invece il racconto si svolge.
Il trailer di L’uomo dei
ghiacci – The Ice Road e dove vederlo in streaming e in
TV
È possibile fruire
di L’uomo
dei ghiacci – The Ice Road grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video.
Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 4 aprile alle ore 21:20
sul canale Rai 2.
I premi, che onorano i generi
cinematografici e televisivi preferiti dai fan, hanno visto una
vasta gamma di film e programmi TV ottenere riconoscimenti da
critici e giornalisti internazionali. Alla guida della carica
cinematografica, Godzilla: Minus One (Toho),
Mission:
Impossible – Dead Reckoning (Paramount), Povere
Creature (Searchlight) e Talk to Me
(A24) si sono assicurati due vittorie ciascuno.
Nelle categorie recitazione, Cruise
e
Rebecca Ferguson sono stati celebrati per i loro
ruoli in Mission:
Impossible – Dead Reckoning. La recente vincitrice
della migliore attrice agli Oscar
Emma Stone è stata premiata per la sua
interpretazione nella commedia fantascientifica di Yorgos
LanthimosPovere
Creature, insieme al suo co-protagonista candidato
all’Oscar,
Mark Ruffalo.
Sul fronte televisivo, The
Last of Us della HBO ha dominato, conquistando sette
trofei nella sua stagione di debutto. Questa selezione includeva
premi sia nella categoria dei supereroi che in quella dei film
horror. Le star Pedro Pascal e
Bella Ramsey hanno vinto due premi ciascuno per
la loro interpretazione dei sopravvissuti in un mondo
post-apocalittico, mentre la co-protagonista Melanie Lynskey è stata eletta
miglior cattivo.
Actress
in a Science Fiction/Fantasy Movie: Emma
Stone – “Poor Things”
Villiain in a Movie: Godzilla – “Godzilla Minus One”
Vincitori della TV
Action
Series, Limited Series or Made for TV Movie: “Reacher”
Actor
in an Action Series, Limited Series or Made for TV Movie: Idris
Elba — “Hijack” (Apple
TV+)
Actress
in an Action Series, Limited Series or Made for TV Movie: Zoe
Saldaña – “Special Ops: Lioness”
Superhero Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: “The Last of Us”
Actor
in a Superhero Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: Pedro
Pascal – “The Last of Us”
Actress
in a Superhero Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: Bella
Ramsey – “The Last of Us”
Horror
Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: “The Last of Us”
Actor
in a Horror Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: Pedro
Pascal — “The Last of Us”
Actress
in a Horror Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: Bella
Ramsey — “The Last of Us”
Science
Fiction/Fantasy Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: “Black
Mirror: Joan Is Awful”
Actor
in a Science Fiction/Fantasy Series, Limited Series or Made-for-TV
Movie: Jharrel Jerome — “I’m a Virgo” and Kurt Russell — “Monarch: Legacy of Monsters”
Actress
in a Science Fiction/Fantasy Series, Limited Series or Made-for-TV
Movie: Annie Murphy — “Black Mirror: Joan is Awful”
Villain
in a Series, Limited Series or Made-for-TV Movie: Melanie Lynskey –
“The Last of Us”
La figura dell’agente segreto al
cinema ha sempre avuto il suo fascino e il suo successo. Oltre al
più noto James
Bond, negli anni si sono così susseguiti una serie di
personaggi appartenenti al mondo dello spionaggio e dei servizi
segreti. Tra i più apprezzati film recenti a riguardo si annovera
Kingsman – Secret Service (qui
la recensione), diretto da Matthew Vaughn nel
2014. Protagonisti di questo sono proprio i Kingsman, un gruppo di
agenti che incarnano modi e principi del moderno cavaliere,
intervenendo in situazioni di grave crisi a livello globale.
La storia è liberamente tratta dalla
miniserie a fumetti dal titolo The Secret Service,
pubblicata tra il 2012 e il 2013 da Mark Millar,
con le illustrazioni del noto Dave Gibbons,
celebre per il suo lavoro su Watchmen. La volontà di
trarre un film dalla serie di Millar nacque proprio da una
conversazione che questi ebbe con il regista Vaughn. I due
desideravano infatti realizzare un film di spionaggio che andasse
in contrasto con la seriosità troppo spesso riscontrabile in tali
opere. Con
Kingsman – Secret Service, invece,
l’intenzione era quella di dar vita ad un’opera trasgressiva e
divertente.
Rinunciando alla possibilità di
dirigere X-Men – Giorni di un futuro passato, Vaughn ebbe così
modo di dar vita al progetto, che arrivò infine in sala nel 2014.
Kingsman – Secret Servicesi rivelò un grandissimo
successo, incassando globalmente circa 412 milioni di dollari a
fronte di un budget di circa 94. Con un altrettanto buona
accoglienza da parte della critica, che elogiava la comicità e le
scene d’azione, il film si è affermato come uno dei principali
titoli della sua stagione, spingendo la Fox a mettere in cantiere
ulteriori film di quello che si configura ormai come un vero e
proprio franchise.
La trama di Kingsman –
Secret Service
La vicenda del film si apre durante
una missione in Medio Oriente, dove l’agente segreto Lee
Unwin si sacrifica per proteggere il suo superiore,
Harry Hart. Incolpando se stesso per l’accaduto,
Hard decide di tornare a Londra e consegnare alla vedova e al
figlio di Lee una medaglia d’onore. Sul retro di questa ha inciso
un numero che i due possono liberamente chiamare nel caso si
trovassero in situazioni di necessità. Passano 17 anni, e il figlio
di Lee, di nome Eggsy, è ora un adolescente
problematico che vive in un quartiere povero, vivendo una vita
totalmente disordinata. Non passa molto prima che si ritrovi
arrestato per aver rubato un auto.
Cercando una via di fuga dal
carcere, questi si ricorda del numero inciso sulla medaglia del
padre. Si decide così a chiamarlo, e nel giro di breve viene
rilasciato. Ad accoglierlo alla sua uscita vi è proprio l’agente
Hart, che prende il ragazzo sotto la sua protezione, introducendolo
ai Kingsman, un servizio di intelligence privato
fondato dall’élite britannica nel 1919 con lo scopo di proteggere
il mondo. Da subito l’uomo propone a Eggsy un addestramento
intensivo, con il quale il giovane potrà diventare a tutti gli
effetti parte del gruppo. Non tarderà a presentarsi anche una
pericolosa missione da svolgere, che ha come obiettivo la cattura
del ricco terrorista Richmond Valentine.
Il cast di attori del film
Protagonista del film nel ruolo del
giovane Eggsy è l’attore Taron
Edgerton, qui al suo primo ruolo cinematografico. Per
il ruolo egli si è allenato per mesi al fine di poter guadagnare la
forma fisica necessaria a poter interpretare personalmente le
acrobazie più spericolate previste dal film. Accanto a lui, nel
ruolo dell’agente Hart vi è invece il premio Oscar ColinFirth. Anche lui come il giovane collega ha
trascorso circa tre mesi ad allenarsi, arrivando così a poter
interpretare circa l’80% delle acrobazie e dei combattimenti
previsti per il personaggio, evitando così di ricorrere a
controfigure. L’attrice Sophie Cookson, anche lei
qui al suo primo ruolo, dà vita invece vita al personaggio di Roxy,
amica e collega di Eggsy.
Villain del film è invece l’attore
Samuel L.
Jackson, nei panni di Richmond Valentine. Egli è stato
scelto per sovvertire lo stereotipo del classico antagonista e per
dar vita al personaggio Jackson decise di dotarlo di balbuzie, cosa
di cui realmente soffriva in gioventù. Nel film recitano poi anche
il premio Oscar Michael
Caine nei panni di Chester King alias Artù, leader dei
Kingsman, e Mark
Strong, in quelli di Merlino, addestratore delle nuove
reclute. Sofia Boutella è Gazelle, la
spietata e letale assassina, mentre nei panni del professor James
Arnold vi è l’attore Mark
Hamill. Questi è stato scelto come inside
joke, dal momento che nel fumetto originale ad essere rapito
dai cattivi è proprio Mark Hamill in persona.
Kingsman – Secret
Service: il sequel e il prequel del film
Dato il grande successo del film, la
Fox decise da subito di dar vita ad un sequel diretto del film.
Arrivato in sala nel 2017, Kingsman – Il cerchio
d’oro vede l’agenzia di agenti britannici unire le
proprie forze con gli Statesman, la loro controparte statunitense,
per fronteggiare una minaccia comportata da un nuovo nemico. Al
film partecipano nuovamente gli interpreti del primo film, a cui si
aggiungono attori come Julianne Moore,
Pedro Pascal
e Jeff
Bridges per i nuovi personaggi introdotti. Affermatosi
a sua volta come un grande successo al box office, è poi stato
realizzato il prequel The King’s Man, incentrato
sulla nascita dell’organizzazione, con Ralph
Fiennes protagonista.
Il trailer del film e dove vederlo
film in streaming
In attesa di vedere gli sviluppi della
saga, per gli appassionati è possibile fruire di
Kingsman – Secret Service grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Apple
TV, Prime Videoe Disney+ Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
giovedì 4aprile alle ore
21:20 sul canale Italia
1.
Elodie è la guest
star del quinto episodio di “Call My Agent – Italia”, la serie
prodotta da Sky Studios e Palomar sul dietro le quinte dello
showbiz italiano remake del cult “Dix pour cent”. La cantante è in
ospedale per visitare un fan in coma per un brutto incidente. Dopo
ripetute richieste della mamma del ragazzo, Elodie intona la sua
hit “Bagno a Mezzanotte” vicino al lettino, quando all’improvviso
avviene un miracolo che però le si ritorcerà contro… Gli ultimi
episodi di “Call My Agent – Italia” su Sky e in streaming su NOW da
venerdì 5 aprile.
Sabrina
Impacciatore, madrina del Festival
di Venezia, attrice di fama ormai internazionale, e Luana
Pericoli (una strepitosa Emanuela Fanelli), che quella fama
insegue, sfiora ma non riesce mai ad afferrare. Sono loro le
protagonista dell’ultimo episodio della seconda stagione di “Call
My Agent – Italia”, disponibile – insieme a quello con Elodie, il
quinto – da venerdì 5 aprile in esclusiva su Sky e in streaming
solo su NOW. Ambientato al Lido di Venezia durante l’ultima Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica, il gran finale vede le due
attrici confrontarsi sulle loro vite e i rispettivi progetti. Due
carriere all’opposto, due donne determinate e brillanti e una
lampante differenza fra la serenità di chi ha già centrato
l’obiettivo e la frustrazione di chi però non molla. “Call My Agent
– Italia” è una serie prodotta da Sky Studios e da Palomar, tutti i
venerdì su Sky Serie.
La seconda stagione
Tornano tutti i
protagonisti della prima stagione: Michele Di
Mauro, Sara Drago, Maurizio
Lastrico e l’appena scomparsa Marzia
Ubaldi, a cui sarà dedicato il primo episodio, ancora nei
ruoli di Vittorio, Lea, Gabriele ed Elvira, talentuosi,
instancabili e appassionati agenti di alcuni fra i più grandi nomi
del mondo dello spettacolo italiano. E i loro assistenti: Monica,
interpretata da Sara Lazzaro, Pierpaolo
(Francesco Russo) e Camilla (Paola
Buratto). Nei nuovi episodi ritornano anche
Kaze nel ruolo di Sofia, la receptionist
dell’agenzia, ed Emanuela Fanelli nei panni di una
delle attrici più “stravaganti” della CMA, Luana Pericoli, ancora
alle prese con il suo “attore preferito”, Corrado
Guzzanti.
A dare filo da
torcere agli agenti e ai loro assistenti con le loro tragicomiche
vicende fra lavoro e vita privata, anche per questa stagione dei
grandissimi nomi del nostro spettacolo, guest di ciascuna puntata
nei panni di se stessi.
Le due guest del
primo episodio saranno Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi, alle prese con un
nuovo film la cui sceneggiatura si rivela un disastro. Riusciranno
gli agenti a salvarle dal flop? Mattatore assoluto del secondo
episodio sarà Gabriele Muccino, il cui arrivo si preannuncia
come un vero e proprio terremoto per la CMA. Con Gian Marco
Tognazzi. Claudio Santamaria è la guest star del
terzo episodio. Sarà disposto a tutto pur di ottenere un ruolo da
lui molto ambito, anche a trasformarsi in un bad guy. Volano
scintille fra le guest del quarto episodio Serena
Rossi e Davide Devenuto, suo marito.
Stremati da una frenetica maratona di interviste, si sveleranno
segreti inconfessabili. La magica voce di Elodie
potrà tutto nel quinto dei nuovi episodi, anche riportare in vita
il giovane Giuliano. Ma anche i fan più adoranti possono rivelarsi
un incubo. Sabrina
Impacciatoremadrina del
Festival di Venezia è la star del sesto episodio. Calcare quel
palco è per lei un sogno che si avvera, ma Lea sa che questo ruolo
non consentirà a Sabrina alcun margine di errore.
Fox Century ha diffuso una clip di
Omen –
L’Origine del Presagio, il nuovo film horro in arrivo
nelle sale italiane.
Le riprese principali di Omen –
L’Origine del Presagio (la
recensione) si sono svolte dal 19 settembre al 22 novembre 2022
in varie location a Roma e dintorni, e nei teatri di posa dei
Lumina Studios di Roma. Gli edifici utilizzati per l’orfanotrofio
erano situati nella bellissima cornice di Villa Parisi e in una
fattoria a Procoio, due location a pochi chilometri dal centro di
Roma. Tra le location italiane coinvolte nelle riprese del film
anche Palazzo dei Papi e Porta San Pietro a Viterbo, oltre alla
chiesa di San Pietro Apostolo e il Duomo di Nepi.
Omen –
L’Origine del Presagio è interpretato da Nell
Tiger Free (Servant), Tawfeek
Barhom (Maria Maddalena), Sonia
Braga (Il bacio della donna ragno), Ralph
Ineson (The Northman), Nicole
Sorace (The Good Mothers), Andrea
Arcangeli (Il Divin Codino), con Charles
Dance (Il Trono di Spade) e
Bill Nighy (Living). Nel cast del film anche altri
attori italiani come Dora Romano, Mia McGovern Zaini, Eugenia
Delbue, Giacomo Henri Dossi, Guido Quaglione e Charita
Cecamore.
Il film è diretto da Arkasha
Stevenson ed è basato sui personaggi creati da David Seltzer
(Il presagio), con un soggetto di Ben Jacoby
(Bleed) e una sceneggiatura di Tim Smith & Arkasha
Stevenson e Keith Thomas (Firestarter). David S. Goyer
(Hellraiser) e Keith Levine (The Night House – La casa
oscura) sono i produttori, mentre Tim Smith, Whitney Brown
(Rosaline) e Gracie Wheelan sono i produttori
esecutivi.
Christian Bale
è il mostro di Frankenstein nelle prime foto ufficiali di The
Bride di Maggie
Gyllenhaal. La regista, che sta collaborando con la
Warner Bros. per il film in costume, ha condiviso su Instagram le immagini di un recente test per il
film. Il mostro di Bale fa il suo debutto accanto alla candidata
all’Oscar per La figlia oscura (The Lost
Daughter) di Gyllenhaal, Jessie Buckley, nei panni proprio
della sposa del titolo.
The
Bride è ambientato nella Chicago degli anni ’30 e
offre una rilettura all’iconica tradizione di Frankenstein. Il
film è il secondo impegno da regista di Gyllenhaal. Il suo primo è
stato La Figlia Oscura, che Netflix ha distribuito nel 2021. Il film ha ottenuto
tre nomination ai 94esimi Academy
Awards: migliore attrice (Olivia
Colman), migliore attrice non protagonista
(Buckley) e migliore sceneggiatura adattata.
The
Bride di Gyllenhaal non è l’unico film di Frankenstein
in arrivo. Guillermo del Toro sta attualmente
girando il suo Frankenstein, con Jacob Elordi nei panni dell’iconico
mostro. Il film di Del Toro è supportato da Netflix e vede
protagonisti Oscar Isaac, Mia
Goth, Lars Mikkelsen, David Bradley Christian Convery, Charles
Dance e Christoph Waltz.
La Warner Bros. pubblicherà
The Bride di Maggie
Gyllenhaal nelle sale e Imax il 2 ottobre
2025.
Negli ultimi anni il cinema è stato
invaso da numerosi film di fantascienza ambientati in un futuro
distopico, ma pochi hanno avuto successo quanto la
Maze Runner – Il labirinto (qui
la recensione). Primo di una trilogia seguita poi dai capitoli
La fuga e La
rivelazione, questo è la trasposizione dell’omonimo
romanzo del 2009, facente parte di una vera e propria saga
letteraria, composta da una trilogia principale e due romanzi
prequel. Scritto da James Smith Dashner, il libro
ebbe un ampio successo tra le giovani generazioni di lettori, i
quali potevano ritrovare al loro interno molte tematiche a loro
care.
Data la sua crescente popolarità,
molti studios cinematografici cercarono di acquisirne i diritti per
una trasposizione, ma solo la Fox riuscì infine nell’operazione.
Diretto da Wes Ball, il film contribuì inoltre a
lanciare le carriere dei giovani protagonisti. Attori come
Dylan O’Brien,
Kaya Scodelario, Thomas Brodie-Sangster e Will Poulter sono oggi apprezzati interpreti
distintisi in altri noti film di successo. Proprio per questa
trilogia, inoltre, molti di loro ebbero modo di vedersi premiati a
popolari premi come i Teen Choice Awards e gli MTV Movie
Awards.
La scelta degli attori, come anche
la grande attenzione nei confronti della storia contenuta nel
libro, furono poi premiati da un considerevole successo di
pubblico.
Maze Runner – Il labirinto arrivò infatti ad incassare
circa 348 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di
soli 34. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle
principali curiosità relative a
Maze Runner – Il labirinto. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e, soprattutto, alle differenze con il
libro. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Protagonista del film è
Thomas, adolescente che si risveglia all’interno
di un ascensore sotterraneo, senza alcun ricordo della sua
identità. Da qui viene condotto in un’area erbosa chiamata “la
Radura”, dove si unisce ad altri ragazzi che vivono seguendo le
regole di una società rudimentale. Lentamente, il ragazzo apprende
che l’unica via d’uscita da quella sorta di prigione è il vasto
labirinto che circonda il lembo di terra in cui vivono. Questo
nasconde tuttavia più pericoli di quello che sembra, come i
“Dolenti”, misteriose creature che vagano nel labirinto. Con
l’arrivo nel gruppo di Teresa, i giovani
prigionieri dovranno cercare un modo per uscire da
quell’incubo.
Il cast di attori del film
Protagonista del film è l’attore
Dylan
O’Brien, nel ruolo di Thomas. O’Brien era però stato
inizialmente scartato dal regista poiché la sua capigliatura non
lasciava trasparire quella certa fragilità ricercata per il ruolo.
In quel periodo l’attore era impegnato nelle riprese della serie
Teen Wolf e sfoggiava una capigliatura particolarmente
vistosa. Per sua fortuna, una sua foto con i capelli corti finì poi
nelle mani di Ball, il quale si pentì di averlo giudicato
negativamente e decise di richiamarlo, convinto che avrebbe potuto
essere l’attore giusto per la parte. Una volta comunicatagli la
notizia, O’Brien ebbe soltanto quattro giorni di tempo per leggere
il romanzo e informarsi sulla sua storia.
L’attore Will
Poulter decise invece di proporsi sia per il ruolo di Newt
che per quello di Gally, finendo con l’ottenere quest’ultimo.
Aml Ameen interpreta Alby, il primo arrivato nella
Radura e leader del gruppo. Per il ruolo di Teresa, l’attrice
Kaya
Scodelario fu da subito la prima scelta per il
regista. Questi si convinse che fosse la persona giusta per la
parte dopo averla vista recitare nella serie Skins.
Particolarmente coinvolta dal progetto, la Scodelario decise di
allenarsi al fine di poter eseguire personalmente le acrobazie
richieste per il film, senza avvalersi di controfigure. Nel film,
pertanto, è realmente lei in ognuna delle sue scene, anche quelle
più pericolose.
Ad interpretare Newt, uno dei
leader, è invece l’attore Thomas Brodie-Sangster,
mentre Ki Hong Lee è Minho, uno degli esploratori.
Infine, l’attrice Patricia Clarkson è Ava Paige,
direttrice dell’organizzazione WCKD. Completano il
cast Don McManus nel ruolo dell’Uomo
Mascherato, Joe Adler in quello di
Zart, Blake Cooper come Chuck
e Jacob Latimore nel ruolo di Jeff. Per
prepararsi al film, l’intero cast di giovani protagonisti fu
portato a partecipare ad una sfida di sopravvivenza nella radura,
dove hanno imparato a costruirsi da sé strumenti e a mettersi al
riparo dalla natura circostante.
Le differenze tra il libro e il
film
Nel dar vita ad un adattamento
cinematografico del romanzo, gli autori confermarono l’intenzione
di rimanere quanto più fedeli possibile al testo di Dashner. Il
passaggio dalla pagina al grande schermo prevede però delle
necessarie modifiche. La prima di queste è che nel romanzo
le mura del labirinto sono particolarmente più
alte rispetto a quelle viste nel film, e tale pericoloso
ambiente è inoltre contenuto all’interno di una cupola
artificiale, cosa che non si ritrova nel film. Eliminare o
ridurre tali aspetti ha permesso al film di poter sfruttare
diversamente questi spazi rispetto a come avviene all’interno del
romanzo.
Di particolare importanza sono anche
le modifiche relative al rapporto tra Thomas e
Teresa. Nel film è infatti del tutto assente la loro
connessione telepatica, come anche i flashback del loro comune
passato. Un cambiamento che li ha dunque resi maggiormente estranei
l’un l’altro rispetto a quanto previsto dallo scrittore. Sempre il
personaggio di Teresa è al centro di un’altra considerevole
modifica. Nel libro, infatti, questa dal momento del suo arrivo
nella Radura rimane in coma per circa metà della
storia, nel film al contrario si risveglia subito. Ciò è
dovuto dalla necessità di avere un personaggio attivo anziché
dormiente.
Ad essere state modificate sono
inoltre le creature che minacciano la quiete del
gruppo. I Dolenti, infatti, vengono raffigurati nel film
come enormi pulci con gambe di metallo e pericolosi pungiglioni.
Nel libro, invece, queste creature si muovono rotolando, possedendo
zampe interne che estraggono solo per attaccare. Tali mostri,
inoltre, nel film attaccano il gruppo in un’unica volta, mentre nel
libro rapiscono i ragazzi uno alla volta. Sempre riguardo al
gruppo, nel libro tutti i ragazzi entrano nella radura, mentre nel
film tale compito viene inizialmente affidato ad un solo
personaggio, ovvero Alby.
È possibile fruire
di Maze
Runner – Il labirinto grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Apple
TV, Prime Video, Disney+ e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video.
Ieri è stata riportata la notizia
che il film Fantastici
Quattro introdurrà una
versione femminile di Silver Surfer, interpretata da
Julia Garner, la star di Ozark. Alla luce
di tale conferma, arrivano ora anche altri aggiornamenti – questi
però ancora non ufficiali – su diversi altri personaggi secondari.
Il giornalista Justin Kroll di Deadline è infatti
intervenuto su Twitter poco dopo
la notizia riguardante Garner per confermare che
Galactus sarà effettivamente il cattivo
principale, ma nessun attore è attualmente in trattativa per la
parte (in precedenza si era parlato di Antonio Banderas e Javier Bardem).
È bene notare che la specifica di
“cattivo principale” potrebbe indicare che la squadra dovrà
affrontare anche altri nemici. Sappiamo che il Dottor Destino
dovrebbe apparire, ma solo brevemente (molto probabilmente in una
scena post-credits) per configurarsi come una minaccia più grande
in futuro. Per quanto riguarda i figli di Reed e Sue Richards,
l’insider
Daniel Richtman ha sentito dire che appariranno sia
Franklin che Valeria. Non ci sono
però dettagli sulla loro età, quindi potrebbero essere neonati o
bambini piccoli i cui poteri non si sono ancora manifestati.
Richtman riferisce anche che i Fantastici Quattro saranno eroi ben
consolidati e “grandi celebrità” nel film.
Seemed obvious given Silver Surfer
involvement but yes Galactus expected to be main villain and that
role is currently open with no one in talks or holding offer for
role. https://t.co/AlGGyFoxFA
Fantastici Quattro: quello che c’è
da sapere sul film
Come al solito con la Marvel, i dettagli
della storia rimangono segreti. Ma nei fumetti, i Fantastici
Quattro sono astronauti che vengono trasformati
in supereroi dopo essere stati esposti ai raggi cosmici nello
spazio. Reed acquisisce la capacità di allungare il suo corpo fino
a raggiungere lunghezze sorprendenti. Sue, la fidanzata di Reed (e
futura moglie), può manipolare la luce per diventare invisibile e
lanciare potenti campi di forza. Johnny, il fratello di Sue, può
trasformare il suo corpo in fuoco che gli dà la capacità di volare.
E Ben, il migliore amico di Reed, è completamente trasformato in,
beh, una Cosa, con dei giganteschi massi arancioni al posto del
corpo, che gli conferiscono una super forza – e un perpetuo cuore
pesante per il suo aspetto apparentemente mostruoso.
Disney+ ha diffuso il teaser di
Descendants: L’ascesa di Red, il nuovo
capitolo della saga di successo Descendants, che vede protagonisti i
figli adolescenti degli iconici eroi e cattivi Disney. Il film
Disney Original debutterà venerdì 12 luglio in streaming in
esclusiva su Disney+.
Il teaser introduce Kylie
Cantrall nei panni di Red, principessa dell’ostile regno
di Wonderland e nuova arrivata tra i figli dei cattivi di Auradon,
che viene colta “con le mani nel sacco” da Malia Baker, che
interpreta Chloe, la figlia di Cenerentola e Re Azzurro.
Descendants: L’ascesa di Red,
quando esce e dove vederlo in streaming
Descendants: L’ascesa di Redf ilm
Disney Original debutterà venerdì 12 luglio in streaming in
esclusiva su Disney+.
La trama e il cast di Descendants:
L’ascesa di Red
Descendants: L’ascesa di
Red segue Red, la figlia ribelle della Regina di Cuori, e
Chloe, la figlia perfezionista di Cenerentola. Quando la tirannica
Regina di Cuori organizza un colpo di stato contro Auradon, Red e
Chloe, due personalità diametralmente opposte, devono unire le
forze e viaggiare indietro nel tempo per annullare l’evento
sconvolgente che ha portato la madre di Red sulla strada della
cattiveria.
Oltre a Cantrall e Baker, il film è interpretato da un nuovo
gruppo di personaggi, tra cui Brandy (Cenerentola), Rita Ora
(Regina di Cuori), Dara Reneé (Uliana), Ruby Rose Turner
(Bridget/Regina di Cuori da giovane), Morgan Dudley
(Ella/Cenerentola da giovane), Joshua Colley (Uncino da giovane),
Peder Lindell (Morgie), Grace Narducci (Fay/Fata Smemorina da
giovane), Jeremy Swift (Preside Merlino), Paolo Montalban (Re
Azzurro) e Leonardo Nam (Maddox Hatter). China Anne McClain torna a
vestire i panni del personaggio amato dai fan Uma e nuova preside
della Auradon Prep. Anche Melanie Paxson riprende il suo ruolo di
Fata Smemorina.
Fedele alla tradizione dei Descendants con storie
accompagnate dalla musica, questo quarto capitolo include sette
nuove canzoni originali, due reprise e una cover di “So This Is
Love” dal classico film d’animazione Cenerentola, che
coinvolgeranno gli spettatori e li accompagneranno in un viaggio
emotivo insieme a nuovi coraggiosi personaggi. La colonna sonora
originale “Descendants: The Rise of Red Original Soundtrack” sarà
pubblicata il 12 luglio da Walt Disney Records.
Una realtà straordinaria nel campo dell’intrattenimento per
ragazzi, ogni prima televisiva di un film di Descendants
si classifica come il film via cavo più visto dell’anno (2015, 2017
e 2019) tra i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni e tra i
ragazzi di età compresa tra i 9 e i 14 anni. Le musiche della saga
di Descendants vantano oltre 15 miliardi di streaming
audio e video e 8 miliardi di visualizzazioni su TikTok. Inoltre,
le colonne sonore sono state certificate dalla RIAA, con tre album
certificati oro, tre singoli certificati platino e due singoli
certificati oro. Sono stati venduti quasi 7 milioni di bambole e 9
milioni di libri di Descendants, tra cui quattro bestseller del New York
Times, e i costumi di Halloween di Descendants sono stati
tra i primi 5 costumi su licenza Disney per sette anni consecutivi
(2015-2021).
Suzanne Todd e Gary Marsh sono i
produttori esecutivi di Descendants: L’ascesa di Red. Il
film è diretto da Jennifer Phang, con una sceneggiatura di Dan Frey
e Russell Sommer. Il film è coreografato da Ashley Wallen (The
Greatest Showman) con una colonna sonora di Torin Borrowdale
(Searching). Lo scenografo è Mark Hofeling, mentre Declan
Quinn è il direttore della fotografia. Il montaggo è di Katie
Ennis. Tra i co-produttori esecutivi figurano Mahita P. Simpson e
Jennifer Phang, mentre Wendy S. Williams è produttrice. I costumi
sono stati disegnati da Julia Caston ed Emilio Sosa.
Ogni grande male ha una
sua causa e una sua origine, e lo stesso vale per il piccolo e
diabolico Damien, entrato nella storia dei cinema grazie a
Richard Donner. Con il film di Arkasha
Stevenson, Omen – L’origine del Presagio,
al
cinema dal 4 aprile con The Walt Disney Company, ci si sposta
proprio in quel punto della storia ancora oscuro, il primo presagio
(il titolo originale è infatti The
First Omen), quel momento che ha visto la… nascita
dell’Anticristo.
Omen – L’origine del
Presagio, la trama
La storia si svolge a
Roma, negli edifici di un convento, in cui la giovane e devota
Margaret, novizia statunitense, è pronta a prendere i voti.
Cresciuta in un orfanotrofio, la giovane donna ha una fede
incrollabile e si approccia alla prospettiva di una vita monastica
con grande serenità. Tuttavia, il collegio dove soggiorna e le sue
monache cominceranno presto a sembrarle sospetti, soprattutto
quando una ragazzina, ospite della struttura, comincerà a
risvegliare in lei ricordi oscuri di un passato che credeva una sua
fantasia. Margaret si trova così invischiata in un misterioso
complotto che la vedrà giocare un ruolo fondamentale per la
salvezza (o la dannazione) dell’umanità.
Con un titolo che è una
dichiarazione di intenti, Omen – L’origine del
Presagio racconta la storia di come Damien sia finito
adottato da Robert Thorn di Gregory Peck, non
senza essere una furba e a suo modo brillante storia indipendente
che può benissimo fare a meno del suo illustre predecessore per
essere apprezzato.
La Roma sinistra di Arkasha
Stevenson
Partiamo
dall’ambientazione: la Roma del film di Arkasha
Stevenson è una città contraddittoria, tanto solare e
splendente di giorno, quanto sinistra e oscura di notte. Racconta
il potere temporale della Chiesa, che lì ha sede, e lo mostra nella
sua imponenza, indugiando su edifici, istituzioni, luoghi che ne
rappresentano il prestigio, ma propone anche un ambientazione
storica, la metà degli anni ’70, in cui la città reale cominciava a
essere sempre più lontana dall’influenza di quel potere. Le rivolte
studentesche rappresentano in maniera didascalica ma efficace quel
momento storico in cui l’influenza della Chiesa sulla popolazione
cominciava a venir meno, lasciando spazio a ambizioni e
affermazioni individuali di diversa natura.
Un altro punto di grande
interesse nel film di Arkasha Stevenson è
sicuramente la declinazione scelta per raccontare l’orrore. Il film
simpatizza di più con il thriller che con l’horror, salvo qualche
concessione molto grafica e per questo efficace, e focalizza il suo
sguardo sul corpo scevro di qualsiasi connotazione sensuale, come
strumento anche soggetto a mutazioni e cambiamenti pur di adempiere
il suo scopo. Omen – L’Origine del Presagio palesa una vocazione (è
il caso di dirlo) al body horror e alla strumentalizzazione della
fisicità femminile, soprattutto in una convinta e decisa ottica
anti-clericale, scelte narrative che ricordano precedenti illustri,
di cui il più evidente è il capolavoro di Roman
PolanskiRosemary’s Baby.
Nell Tiger Free è la
protagonista di Omen – L’Origine del Presagio
A guidare questa discesa
agli inferi vera e propria c’è il volto pulito di Nell
Tiger Free che sembra perfettamente a suo agio in
atmosfere sinistre, forte anche dell’esperienza sul set di Servant, in cui
interpreta Leanne Grayson. Al suo fianco, oltre ai veterani
Bill Nighy e Sonia Braga, anche
l’esordiente Nicole Sorace, in un ruolo decisamente
importante e che fa sfoggio di una grande presenza scenica,
nonostante la giovane età e l’inesperienza. La sua Carlita è
magnetica. Ben più conosciuto al pubblico italiano è invece
Andrea Arcangeli (Il
Divin Codino), con un ruolo minore ma, si
scoprirà fondamentale per lo sviluppo della vicenda.
Nella saturazione
contemporanea, soprattutto legata al cinema di genere che viene
visto come tipo di narrazione più abbordabile, Omen –
L’Origine del Presagio spicca per linearità, gusto della
messa in scena e scelte estetiche e linguistiche che ne fanno una
riflessione intelligente sulla contemporaneità, con un occhio
femminile evidente ma mai invadente.
I Walt Disney Studios hanno
rilasciato la prima immagine ufficiale di Mufasa:
Il Re Leone, il sequel ibrido in live-action della
versione del 2019 de Il Re
Leone, che è stato diretto da Jon Favreau e ha guadagnato oltre 1,6 miliardi
di dollari al box office mondiale. Nell’immagine si vede un giovane
Mufasa in piedi su una scogliera. Non ci sono personaggi di
supporto nell’immagine, che è stata condivisa su social da The
Hollywood Handle e pubblicata nell’ambito dell’assemblea annuale
degli azionisti Disney del 2024.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Jack O’Connell (Ferrari)
è in trattative per recitare al fianco di Michael B. Jordan nel film ancora senza titolo
di Ryan Coogler per la Warner Bros, secondo quanto
riferito da Deadline. Anche se la trama del
film è ancora avvolta nel mistero, è stato riferito che si tratta
di un film di genere con vampiri in cui O’Connell interpreterà il
cattivo, che a questo punto è lecito presumere essere di natura
vampiresca.
Una volta che il progetto è
approdato ufficialmente alla WB, il ruolo dell’antagonista opposto
a quello di Jordan è diventato uno dei più ambiti dalle giovani
star e alla fine Jack O’Connell ha ottenuto la parte. Il film
riunirà Jordan e Coogler dopo la loro collaborazione per i
franchise di Creed e Black Panther, dopo aver lavorato insieme
per la prima volta all’acclamato film del Prossima fermata: Fruitvale Station.
È anche il secondo progetto dei due
collaboratori che i co-presidenti e amministratori delegati del
Warner Bros Film Group Mike De Luca e Pam Abdy hanno sostenuto,
dopo aver dato il via libera al successo al botteghino di Creed III durante il loro periodo
alla MGM. Coogler scrive e produce insieme a Zinzi Coogler e Sev
Ohanian. I produttori esecutivi sono il compositore premio Oscar
Ludwig Göransson, Rebecca Cho e Will Greenfield. Le riprese del
film inizieranno questo mese, per una data di uscita nelle sale
fissata al 7 marzo 2025.
In quali film ha recitato Jack O’Connell?
Il prossimo film di O’Connell è
l’attesissimo biopic su Amy Winehouse, Back To Black, dove interpreterà il
marito della cantante, Blake Fielder-Civil. Recentemente ha invece
recitato accanto ad Adam Driver nel ruolo del pilota di auto da
corsa Peter Collins nel film di Michael Mann Ferrari. Precedentemente O’Connell è stato visto in
Lady Chatterley’s Lover, Seberg – Nel mirino con Kristen Stewart, Unbroken
di Angelina Jolie
e Il ribelle -Starred Up, tra gli altri titoli. Tra i
titoli televisivi più importanti figurano Godless,
Rogue Heroes e The North Water.
Il regista Alex
Garland, che ha diretto film come Ex Machina,
Annientamento,Men
e l’imminente Civil
War (al cinema dal 18 aprile), ha recentemente lasciato
intendere nel corso di un’intervista di volersi allontanare dalla
regia e, sebbene alcuni di questi commenti siano stati interpretati
nel senso che non farà più film in generale, Garland ha poi
chiarito che intende semplicemente prendersi una pausa a tempo
indeterminato dalla regia, continuando però a concentrarsi sulla
scrittura. “Ho detto che mi prenderò una pausa dalla regia per
il prossimo futuro. Come questo possa essere estrapolato come
l’orgoglio che provo o meno in questo film. Non vedo il filo
conduttore“, ha confermato Garland a IndieWire.
“Ho detto che smetterò di
dirigere nel prossimo futuro. Perché una dichiarazione di questo
tipo dovrebbe essere presa e analizzata o interpretata in questo
modo? C’è qualcosa di strano. C’è qualcosa di strano in questo… è
una stranezza generale che ha a che fare con la forma che assumono
le dichiarazioni pubbliche, il modo in cui vengono usate e il modo
in cui le parole vengono interpretate o lette“. “Per
tornare alla dichiarazione, ho detto: Mi prenderò una pausa dalla
regia o smetterò di dirigere per il prossimo futuro. È una cosa
così incontestabile da dire“, ha sottolineato Alex
Garland.
“Ho anche detto che mi dedicherò
alla sceneggiatura. La sceneggiatura è il cinema. Non si possono
cancellare gli sceneggiatori, i direttori della fotografia, i
montatori o gli attori dal processo di sceneggiatura. Il cinema non
è appannaggio dei soli registi“. Ha poi aggiunto: “Credo
che stia accadendo qualcosa di strano nel mondo. Questo è come un
granello di sabbia di quella stranezza. Ma la dichiarazione che ho
fatto è così diversa dal modo in cui è stata interpretata. È
semplicemente strano. E quindi una parte di me sta reagendo a
questo“.
Alex Garland dirige Civil War
Civil
War è stato descritto come “un road movie e un
film di guerra con elementi satirici” e “un gioco
sparatutto elevato“. Garland ha dichiarato al The Telegraph
che Civil
War è “ambientato in un punto indeterminato del
futuro, abbastanza avanti da permettermi di aggiungere
un’idea“. Il film si svolge in un’America sull’orlo del
collasso, attraverso terre desolate e città distrutte
dall’esplosione di una guerra civile, un gruppo di reporter
intraprende un viaggio in condizioni estreme, mettendo a rischio le
proprie vite per raccontare la verità. Civil
War è scritto e diretto da Alex
Garland. Il film è interpretato da
Kirsten Dunst, Wagner Moura, Stephen McKinley Henderson,
Cailee Spaeny, Karl Glusman, Sonoya Mizuno,
Jonica T. Gibbs e Jess Matney.
La Disney ha rilasciato un nuovo
sguardo all’attesissimo Oceania
2. La nuova avventura musicale animata, sequel del
film nominato agli Oscar nel 2016, reintroduce gli spettatori a
Vaiana e Maui, proponendo una nuova avventura di cui ad oggi
sappiamo poco o nulla. Un primo teaser del film è stato diffuso
all’inizio dell’anno, mentre ora come anticipato è arrivata una
nuova immagine. Questa ci mostra Vaiana che naviga lasciandosi alle
spalle quella che sembra essere un’isola con una grande creatura
marina. L’immagine ci permette anche di avere uno sguardo più
ravvicinato alla protagonista, che appare piuttosto cresciuta
rispetto al primo film, segno che questa nuova avventura potrebbe
svolgersi a qualche anno di distanza dalla precedente.
Oceania
2, l’epico musical animato dei Walt Disney Animation
Studios, porta il pubblico in un nuovo viaggio con Vaiana, Maui e
un nuovo equipaggio di improbabili marinai. Dopo aver ricevuto
un’inaspettata chiamata dai suoi antenati, Vaiana deve viaggiare
verso i mari lontani dell’Oceania e in acque pericolose e lontane
per un’avventura diversa da qualsiasi altra che abbia mai
affrontato. Diretto da Dave Derrick Jr. con le
musiche dei vincitori del Grammy Abigail Barlow ed
Emily Bear, del candidato al Grammy
Opetaia Foa’i e del tre volte vincitore del Grammy
Mark Mancina (Lin-Manuel Miranda
non tornerà nel ruolo), Oceania
2 uscirà nelle sale il 27 novembre 2024.
Gli attori Auli’i
Cravalho e Dwayne
Johnson riprenderanno i loro ruoli da doppiatori
rispettivamente per Vaiana e Maui. Sappiamo però che inizialmente
la Disney aveva previsto di continuare la storia di
Oceania come
serie in streaming su Disney+. Tuttavia, quando il progetto ha
iniziato a prendere forma e la popolarità dell’originale è
aumentata, la Disney ha deciso di trasformare la serie in un
lungometraggio per le sale cinematografiche. È dunque stato
annunciato che Oceania
2 arriverà nelle sale il 27 novembre,
rispettando la tradizione di distribuire ogni anno un film
d’animazione nel giorno del Ringraziamento.
Ora che il cast principale di
Fantastici
Quattro è stato definito, c’è stata molta attesa
per ciò che il reboot del Marvel Cinematic Universe potrebbe
avere ancora in serbo. È di ieri la notizia che l’attrice di
Ozark e Inventing Anna, Julia Garner, si è
unita ai Fantastici Quattro in un ruolo importante, ovvero quello
del personaggio Shalla-Bal, che nel film assumerà
il ruolo di Silver Surfer. Ma chi è esattamente Shalla-Bal?
Shalla-Ban, la sua storia nei
fumetti Marvel
Creata da Stan Lee
e John Buscema in Silver Surfer #1 del
1968, Shalla-Bal viene introdotta come imperatrice di
Zenn-La, un pianeta utopico originariamente creato
da Norrin Radd, personaggio che viaggiava nel
tempo. Shalla-Bal e Norrin si incontrarono inizialmente dopo la
morte della madre di lui, ma lui ignorò i sentimenti di lei e si
concentrò sul suo lavoro. Quando Norrin ricevette il Potere Cosmico
e divenne Silver Surfer, lasciò Shalla-Bal, in
parte per permettere a Galactus di risparmiare
Zenn-La dalla sua ira divoratrice di pianeti.
Nel corso degli anni, Shalla-Bal ha
continuato a provare sentimenti per Silver Surfer, anche quando è
stata clonata, manipolata da Mefisto e brevemente uccisa. Durante
quella storyline, Norrin diede a Shalla-Bal parte del Potere
Cosmico, in modo che potesse aiutare a salvare Zenn-La dalla
distruzione di Galactus. In seguito, Shalla-Bal disse a Norrin che
non poteva sposarlo, per dovere verso il suo pianeta. Negli anni
successivi è apparsa periodicamente, sia nelle storie di Silver
Surfer sia in parti più ampie dell’angolo dei fumetti Marvel.
Sebbene Shalla-Bal sia stata in gran
parte ritratta come una sovrana aliena umanoide nel canone
principale della Marvel, è diventata Silver Surfer nella continuità
separata della miniserie Terra X. In una breve
apparizione nel numero, sia Shalla-Bal che Norrin ricevono il
Potere Cosmico e vengono soprannominati gli araldi gemelli di un
nuovo Galactus,
Franklin Richards, ma Shalla-Bal viene rapidamente uccisa.
Prima dell’apparizione di Shalla-Bal nei Fantastici Quattro, è
apparsa nella serie animata di Silver Surfer del 1998, in
cui era doppiata da Camilla Scott. La storia d’amore tra lei e
Norrin ha ispirato anche diverse canzoni.
Fantastici Quattro: quello che c’è
da sapere sul film
Come al solito con la Marvel, i dettagli
della storia rimangono segreti. Ma nei fumetti, i Fantastici
Quattro sono astronauti che vengono trasformati
in supereroi dopo essere stati esposti ai raggi cosmici nello
spazio. Reed acquisisce la capacità di allungare il suo corpo fino
a raggiungere lunghezze sorprendenti. Sue, la fidanzata di Reed (e
futura moglie), può manipolare la luce per diventare invisibile e
lanciare potenti campi di forza. Johnny, il fratello di Sue, può
trasformare il suo corpo in fuoco che gli dà la capacità di volare.
E Ben, il migliore amico di Reed, è completamente trasformato in,
beh, una Cosa, con dei giganteschi massi arancioni al posto del
corpo, che gli conferiscono una super forza – e un perpetuo cuore
pesante per il suo aspetto apparentemente mostruoso.
Come riportato da
Deadline, Léa
Seydoux (Dune – Parte
Due) è stata ufficialmente scritturata per recitare al
fianco di Josh O’Connor (Challengers)
in Separate Rooms, il prossimo film di
Luca Guadagnino. Il film sarà l’adattamento del
romanzo del 1989 dello scrittore Pier Vittorio
Tondelli, dove si narra in modo non cronologico della
storia d’amore tra lo scrittore iconoclasta italiano Leo (O’Connor)
e il suo traduttore Thomas. Al momento non sono stati resi noti i
dettagli sul ruolo della Seydoux, anche se potrebbe interpretare la
ragazza con cui Thomas intraprende una relazione ad un certo punto
del racconto.
Léa Seydoux, attrice tra l’Europa e
gli Stati Uniti
Conosciuta soprattutto per aver
recitato nei film di James
BondSpectre
e No Time To Die, oltre che nel film vincitore della
Palma d’Oro La vita di Adele di Abdellatif Kechiche, l’attrice
francese Léa
Seydoux è attualmente impegnata nel ruolo di Lady
Margot Fenring in Dune – Parte
Due di Denis Villeneuve, che probabilmente riprenderà
anche in Dune –
Parte Tre. Tra gli altri film recenti dell’attrice
figurano Crimes
of the Future di David Cronenberg, presentato in anteprima
a Cannes, il dramma La Bete di Bertrand Bonello, uscito a Venezia, e
Un bel mattino di Mia Hansen-Løve, che ha partecipato
alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes.
In Separate Rooms,
il trentenne Leo viaggia attraverso Milano, Parigi, Londra e
Firenze, mentre Thomas è un giovane pianista berlinese che vive
temporaneamente a Parigi quando incrocia per la prima volta Leo. Il
libro è diviso in tre parti, chiamate “movimenti”, che alternano
flashback e riflessioni. Dopo essersi conosciuti a Parigi, gli
amanti iniziano una lunga relazione, incontrandosi e viaggiando
insieme in diverse città europee per un periodo di tre anni. I due
si incontrano quando lo desiderano, ma vivono separati,
appartandosi nelle rispettive solitudini, anche se spesso si
scrivono. A un certo punto, Thomas inizia una relazione con una
ragazza, che rende Leo profondamente geloso. Poi a Thomas viene
diagnosticata una malattia che lo porterà alla morte nella sua
città natale, Monaco.
Gran parte del libro, che inizia con
la chiamata di Leo a Monaco di Baviera per dare l’addio al suo ex
amante, descrive il lutto di Leo e la sua graduale guarigione,
mentre ricorda i suoi viaggi in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Separate Rooms, che probabilmente sarà il prossimo
film di Guadagnino, è prodotto dall’italiano Lorenzo
Mieli nell’ambito del suo accordo con
Fremantle. La sceneggiatura è di Francesca
Manieri, che ha collaborato con Guadagnino nella serie
Sky/HBO We Are Who We Are. Il film con ogni probabilità
sarà presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.
Dopo alcune forti delusioni subite
tra il 2022 e il 2023, i Marvel Studios sembrano essere
tornati a concentrarsi sulla qualità piuttosto che sulla quantità,
prediligendo alcuni titoli anziché altri. Tuttavia, ciò significa
inevitabilmente che alcuni personaggi e franchise saranno messi da
parte, probabilmente a favore di quelli che possono produrre
successi garantiti. Tra quelli su cui si starebbe puntando di più
per il futuro vi sono ovviamente gli X-Men, già comparsi nel finale di The
Marvels e a cui è dedicata la serie animata X-Men
’97 (qui
la recensione) attualmente in corso. Si attende però ora un
film live action a loro dedicato, che possa introdurli
definitivamente nel MCU.
Secondo
Production Weekly, il piano prevede che questo reboot dei
Marvel Studios inizi la produzione alla fine del
2025. Al momento la cosa non è confermata ed è da prendere
con le dovute precauzioni, ma se ciò venisse confermato si
tratterebbe di un significativo anticipo sui tempi rispetto a
quanto inizialmente si preventivava. La pubblicazione afferma
inoltre che Shang-Chi 2 inizierà la produzione il prossimo
marzo, mentre le riprese di Armor Wars sono previste per il 2024. Inoltre,
a quanto pare, le telecamere potrebbero iniziare a girare nel corso
di quest’anno anche per Vision Quest, che dovrebbe rivelare cosa ne è
stato del Visione Bianco visto in WandaVision.
Tornando
agli X-Men, però, se tale data dovesse essere
confermata, ciò significherebbe che tali personaggi potrebbero
facilmente comparire in Avengers:
Secret Wars, il film che concluderà la Saga del Multiverso. L’obiettivo sembra
naturalmente essere quello, dato che tale atteso lungometraggio
dovrà configurarsi come un’esperienza quanto più epica possibile,
includendo numerosissimi personaggi del MCU in vista di scenari
futuri ad oggi imprevedibili. Non resta dunque che attendere
maggiori indicazioni per scoprire se davvero un film interamente
dedicato agli X-Men e targato Marvel Studios potrebbe arrivare da
qui al 2027.
Cosa c’è da sapere su X-Men
’97?
La nuovissima serie X-Men
’97, composta da 10 episodi, è arrivata in streaming a
partire dal 20 marzo. X-Men
’97 rivisita l’epoca iconica degli anni ‘90, mentre
gli X-Men, un gruppo di mutanti che usa i propri
poteri straordinari per proteggere un mondo che li odia e li teme,
vengono messi alla prova come mai prima d’ora, costretti ad
affrontare un nuovo futuro pericoloso e inaspettato. Il cast delle
voci nella versione originale include Ray Chase
(Ciclope), Jennifer Hale (Jean Grey),
Alison Sealy-Smith (Tempesta), Cal
Dodd (Wolverine), JP Karliak nel ruolo di
Morph, Lenore Zann nel ruolo di Rogue,
George Buza nel ruolo di Bestia, AJ
LoCascio (Gambit), Holly Chou (Jubilee),
Isaac Robinson-Smith (Alfiere), Matthew
Waterson (Magneto) e Adrian Hough
(Nightcrawler).
L’ultima stagione di Game
of Thrones ha suscitato forti polemiche e ha portato a
petizioni per rifare da capo tutti gli episodi che la compongono.
Ciò naturalmente non avverrà mai e la nuova serie legata a quel
mondo, House
of the Dragon sta ora contribuendo a far dimenticare ciò
che i fan hanno tanto odiato di quell’ottava stagione. Sebbene non
sia ancora chiaro in che misura l’ultimo libro della serie,
Song of Ice and Fire, sarà diverso, si pensa che George
R.R. Martin abbia dato agli showrunner David
Benioff e D.B. Weiss una bozza dei suoi
piani, il che probabilmente significa che Bran Stark finirà sul
Trono di Spade anche nel romanzo, che ai fan piaccia o meno.
L’ottava stagione ha visto anche
l’uccisione di Daenerys Targaryen da parte di Jon Snow, un altro
colpo per gli spettatori di Game
of Thrones che hanno seguito le vicende di entrambi i
personaggi per quasi un decennio. Parlando ora con Josh Horowitz,
proprio gli showrunner David Benioff e
D.B. Weiss hanno ammesso che la reazione negativa
al finale della serie li ha colti di sorpresa e, sebbene si
aspettassero che il finale sarebbe stato divisivo, sembra che il
duo non avesse previsto quanto effettivamente la stagione avrebbe
diviso le opinioni.
“Penso che sapevamo che sarebbe
stato controverso, penso che speravamo che sarebbe stato un po’ più
50/50“, ha detto Benioff. “Penso che si speri in una
proporzione migliore di… non volevamo assolutamente che ci fosse
così tanto odio. Eravamo preparati a un po’ di odio“. Weiss ha
aggiunto: “Credo di non aver tenuto conto degli effetti del
network. Gli effetti della rete possono aiutare lo show quando
lavorano a tuo favore, come un ciclo di feedback positivo. È
ipocrita amarlo quando soffia nella tua direzione e decidere che è
la fine del mondo quando va nella direzione opposta“.
L’attrice Kirsten Dunst ha recentemente condiviso i suoi
pensieri schietti e sinceri sui film di supereroi, ammettendo che
avrebbe colto al volo l’occasione di recitare in un altro film di
questo tipo – ad esempio in Spider-Man:
No Way Home -, perché avrebbe significato fare un sacco di
soldi. GQ ha recentemente tirato fuori
questi commenti e le ha fatto notare che di solito gli attori non
parlano di questo genere di cose. “Non lo fanno?“, ha
risposto lei ridendo. “Davvero? È per questo che la gente fa
quei film!“.
L’attrice è divenuta nota
interpretando Mary Jane Watson nella trilogia di
Spider-Man con Tobey Maguire e riflettendo sulle riprese
dello Spider-Man del 2002, la Dunst dice che il genere
“era più innocente, credo“, aggiungendo: “Sam Raimi
era un regista di culto, quindi sembrava che stessimo facendo un
film indipendente travestito da film di supereroi“. L’attrice
ha poi ribadito che sarebbe disposta a tornare nei panni di Mary
Jane Watson se le venisse chiesto. Si dice che le prime bozze della
sceneggiatura di Spider-Man:
No Way Home includessero anche la MJ della Dunst, ma come
noto il suo personaggio non è poi comparso nel film.
Alla domanda se le sia mai stato
chiesto di tornare, l’attrice ha risposto secca: “No, no… mi
sarebbe piaciuto“. Per quanto riguarda il modo in cui le
piacerebbe rivisitare il personaggio, invece, ha affermato:
“Sarebbe divertente dire: “Ok, prendiamo Tobey Maguire e me e facciamolo in uno strano
modo indie, diverso dai soliti film di supereroi. Come hanno fatto
con il film Chronicle. Potrebbe essere bello“. Ad oggi
circolano strane ma insistenti voci su un
possibile Spider-Man 4 con Raimi e Maguire, se
davvero questo progetto dovesse concretizzarsi, c’è da aspettarsi
che anche Dunst possa farne parte, riprendendo così il ruolo che
l’ha resa iconica.
Alan Ritchson, star
della serie Prime VideoReacher,
ha già dichiarato di essere pronto a interpretare Batman nel reboot
del DCU di James Gunn e Peter Safran, ma nulla è cambiato
da quel momento. In una nuova intervista con THR, l’attore – visto anche in
Titans e Smallville – è dunque tornato a ribadire
la cosa: “Mi piacerebbe interpretare Batman. Ecco, l’ho detto.
Lo griderò dai tetti: voglio essere Bruce Wayne! Ecco il punto su
Batman: sapete qual è il suo superpotere? L’intelligenza. È il
supereroe più intelligente che ci sia, è inventivo, ha tutti i
gadget e altre cose, ma è super intelligente“.
In una precedente intervista,
Ritchson ha dichiarato: “Con tutte le voci che girano sul fatto
che dovrei interpretare Batman, come posso fare a meno di Batman?
Mi piacerebbe molto interpretare Batman“. In risposta ai fan
che dicono che Reacher è un Batman senza mantello, l’attore ha
invece risposto: “Sai, Batman senza mantello è una grande
analogia, in realtà. Ma voglio dire, Batman ha una caverna, mentre
Reacher non ha nemmeno una casa. Ha solo uno spazzolino da denti.
Quindi, penso che Batman abbia delle cose interessanti. Il tizio è
ricco e ha caverne, attici e riflettori che lo chiamano. Batman è
più figo“.
Alan Ritchson continues his campaign to
become DCU’s next BATMAN
Tutto quello che sappiamo su The Brave and the
Bold
Parlando l’anno scorso dei piani dei
DC Studios per
The Brave and the Bold, James Gunn ha detto: “Questa è
l’introduzione del Batman del DCU. È la storia di
Damian Wayne, il vero figlio di Batman, di cui non conoscevamo
l’esistenza per i primi otto-dieci anni della sua vita. È stato
cresciuto come un piccolo assassino e assassina. È un piccolo
figlio di puttana. È il mio Robin preferito“. “È basato
sulla run di Grant Morrison, che è una delle mie run preferite di
Batman, e la stiamo mettendo insieme proprio in questi
giorni“.
Il co-CEO dei DC Studios, Peter
Safran, ha aggiunto: “Ovviamente si tratta di un lungometraggio
che vedrà la presenza di altri membri della ‘Bat-famiglia’
allargata, proprio perché riteniamo che siano stati lasciati fuori
dalle storie di Batman al cinema per troppo tempo“. Al
momento, comunque, sembra che ci vorrà un po’ per avere notizie su
chi interpreterà Batman nel DCU e in generale su questo nuovo film,
sul quale la fase di sviluppo sarebbe ancora agli stadi
iniziali.
Non una gran sorpresa, ma
decisamente una gradita conferma: Alien:
Romulus sarà vietato ai minori. Si tratta della stessa
classificazione di tutti gli altri episodi della longeva serie
sci-fi/horror, a cui dunque questo nuovo capitolo dunque si va ad
aggiungere promettendo spaventi e orrore. Visti i precedenti del
regista Fede Alvarez con l’horror – tra cui La casa e Man in the
Dark – era prevedibile che anche questa volta egli abbia
in serbo per gli spettatori una terrificante e sanguinolenta
avventura. L’MPA non ha ancora rivelato le ragioni specifiche di
questa classificazione, ma la cosa è stata confermata dai 20th
Century Studios.
Alvarez ha poi recentemente parlato
anche del suo approccio ad Alien:
Romulus, confermando che si svolge prima di Alien
e Aliens – Scontro finale. “Il modo in cui l’abbiamo
concepito è che se non avete visto nessuno di questi film, sono
geloso perché vivrete un’esperienza incredibile“, ha
dichiarato a
The Hollywood Reporter. “Avrete tutti questi mondi di
Alien
davanti a voi, e non avete mai vissuto nulla di tutto questo. Non
sapete come nasce la creatura e non conoscete nessuna di queste
cose. È fantastico. Vi divertirete un mondo“.
“Ma se invece avete visto gli
altri film, allora è un’esperienza completamente diversa, perché
vedrete e troverete i collegamenti con gli altri film. E se si è un
fan, si sarà quella persona che infastidisce i propri amici al
cinema dicendo loro che si sa da cosa è tratto questo film e da
dove viene quella pistola e di cosa parlano i personaggi“, ha
aggiunto il regista. “Quindi è realizzato in questo modo, e
speriamo che funzioni così per tutti, ma è collegato a tutti loro.
Amo tutti questi film. Non volevo omettere o ignorare nessuno di
loro quando si tratta di collegamenti a livello di storia,
personaggi, tecnologia e creature. Ci sono sempre dei collegamenti
tra Alien e Alien: Covenant“.
Alien: Romulus, tutto
quello che sappiamo sul film
Il film è interpretato da
Cailee Spaeny (Priscilla),
David Jonsson (Agatha Christie’s Murder is
Easy), Archie Renaux (Tenebre e
ossa), Isabela Merced (The Last of Us), Spike Fearn
(Aftersun) e Aileen Wu. Alien:
Romulus è diretto da Fede Alvarez (La
casa, Man in the Dark) da una sceneggiatura scritta dallo
stesso Alvarez insieme al suo frequente collaboratore Rodo Sayagues
(L’uomo nel buio – Man in the Dark), basata sui personaggi
creati da Dan O’Bannon e Ronald Shusett.
Nel film, stando alla sinossi ad
oggi riportata, un gruppo di giovani coloni spaziali, mentre
rovista nelle profondità di una stazione spaziale abbandonata, si
ritrova faccia a faccia con la forma di vita più terrificante
dell’universo. Dovranno allora cercare di sopravvivere e impedire
che quel male possa diffondersi. Il film è atteso in sala a partire
dal 16 agosto.
Il film è prodotto da Ridley Scott (Napoleon),
che ha diretto l’originale Alien
e ha prodotto e diretto i nuovi film della saga, Prometheus
e Alien:
Covenant, Michael Pruss (Lo strangolatore di
Boston) e Walter Hill (Alien); mentre Fede Alvarez,
Elizabeth Cantillon (Charlie’s Angels), Brent O’Connor
(Bullet Train) e Tom Moran (Unstoppable
– Fuori controllo) sono i produttori esecutivi.
Durante una chiacchierata con
Variety sul red carpet dei Gotham Awards dello scorso anno, la
Spaeny aveva rivelato che Romulus si svolge tra gli eventi
dell’Alien
originale di Ridley Scott e il sequel di James Cameron, Aliens – Scontro finale. “Dovrebbe inserirsi tra
il primo e il secondo film“, ha detto Spaeny. “Hanno
portato lo stesso team di ‘Aliens’, il film di James Cameron. Le stesse persone che hanno
costruito quegli xenomorfi sono venute a costruire i nostri. Quindi
vedere il progetto originale con le persone originali che hanno
lavorato a questi film per più di 45 anni e che hanno fatto parte
della loro vita è stato davvero incredibile“. Sappiamo ora che
il nuovo capitolo si svolge prima di entrambi questi film.
A produrre il film c’è naturalmente
anche la Scott Free, la società del regista originale di Alien,
Ridley Scott,
che è produttore esecutivo. Con il titolo Alien:
Romulus, non è dunque ancora stato rivelato molto riguardo
all’ambientazione, alla collocazione temporale o alla trama del
film. Ad aprile, Álvarez aveva rilasciato un’immagine dietro le
quinte di un facehugger che stringe il ciak del film a bordo di una
stazione spaziale. La presenza del facehugger conferma che il film
si svolgerà dopo gli eventi di Prometheus
e Alien:
Covenant, che hanno rappresentato le origini degli
Xenomorfi così come li si conosce.
In Deadpool &
Wolverine, si sa, sono previsti molti camei, molti dei
quali di personaggi appartenenti all'”Universo X-Men” della 20th Century Fox. Le foto del set
hanno già messo in evidenza personaggi del calibro di Sabretooth,
Toad e Pyro, ma sembra che il franchise degli X-Men non sarà
l’unica serie di film a cui si farà riferimento nel prossimo
trequel. Non sorprende infatti che tutti gli indizi portino a
pensare che i Marvel Studios abbiano preso in
considerazione anche i primi film dei Fantastici
Quattro, anche se con un piccolo ma significativo colpo di
scena.
Secondo lo scooper Caleb Williams,
il piano prevedrebbe che Jessica
Alba riprenda il suo ruolo da I
Fantastici 4 e I
Fantastici 4 e Silver Surfer come Sue Storm/Donna
invisibile in Deadpool &
Wolverinema come moglie del Reed Richards/Mister
Fantastic di Terra-838, ovvero la versione interpretata da John Krasinski in Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Ciò
sarebbe in linea con le prime voci sul nuovo film di Deadpool, che
parlavano di come questo film tratterà le conseguenze del sequel di
Doctor
Strange. Con la brutale morte degli Illuminati di
Terra-838, gli altri eroi di quel mondo potrebbero volerli
vendicare e Sue Storm potrebbe essere tra questi.
Ad oggi si tratta solo di rumor e
non è noto se Jessica Alba o altri elementi del film del
2022 saranno effettivamente presenti nel film. Ancora non sappiamo
inoltre come verranno effettivamente gestiti i tanti cameo previsti
per il film, per cui potrebbe sempre presentarsi l’occasione per
Alba di fare una comparsata in scena. Nel 2022, l’attrice aveva
riflettuto su cosa abbia significato interpretare Sue Storm e sul
fatto di essere un’attrice latina che interpretava un personaggio
che nei fumetti è rappresentato come bianco, notando come oggi ci
sia più diversità. Includerla in Deadpool &
Wolverine potrebbe essere un bel modo per
omaggiarla.
Deadpool &
Wolverine riunisce il protagonista Ryan Reynolds con Shawn Levy, regista di
Free Guy e The Adam Project, che ha firmato la regia
dell’atteso progetto. Hugh Jackman
uscirà finalmente dal suo pensionamento da supereroi per riprendere
il ruolo di Wolverine. Sebbene i dettagli
ufficiali della storia di Deadpool &
Wolverine, con protagonista Ryan Reynolds,
non siano infatti ancora stati rivelati, si presume che la trama
riguarderà il Multiverso. Il modo più semplice per i Marvel Studios di unire la
serie di film di Deadpool – l’unica parte del
franchise degli X-Men sopravvissuta all’acquisizione della Fox da
parte della Disney – è stabilire che i film di Reynolds si siano
svolti in un universo diverso.
Ciò preserva i film degli X-Men della Fox nel loro universo, consentendo al
contempo a Deadpool e Wolverine, di nuovo interpretato da Hugh Jackman,
viaggiare nell’universo principale dell’MCU. Nel film saranno poi presenti anche personaggi
presenti nei primi due film di Deadpool, come Colossus e
Testata Mutante Negasonica. Da tempo, però, si vocifera che anche
altri X-Men possano fare la loro
comparsa nel film, come anche alcuni altri supereroi della
Marvel comparsi sul
grande schermo nei primi anni Duemila, in particolare il Daredevil di Ben
Affleck.
Una voce recente afferma che anche
Liev Schreiber
sia presente riprendendo il suo ruolo Sabretooth. Di certo,
Morena Baccarin
(Vanessa), Karan Soni (Dopinder), Leslie
Uggams (Blind Al), Rob Delaney (Peter) e
Shioli Kutsuna (Yukio) torneranno tutti nei panni
dei rispettivi personaggi, e a loro si uniranno i nuovi arrivati in
franchising Emma Corrin (The
Crown) e Matthew
Macfadyen (Succession), i cui ruoli sono ancora segreti. Un
recente report afferma inoltre che la TVA di Loki, incluso l’agente
Mobius (Owen Wilson) e
Miss Minutes, saranno coinvolti nel film. Deadpool &
Wolverineuscirà nei cinema il 26 luglio
2024.
Andrea Arcangeli e Nicole
Sorace fanno parte del cast italiano di Omen –
L’Origine del Presagio, diretto da Arkasha
Stevenson e al cinema dal 4 aprile distribuito da The Walt
Disney Company Italia. Ecco cosa ci hanno raccontato del film che
fa da prequel al cult omonimo di Richard Donner del 1976.
Di cosa parla Omen – L’Origine del
Presagio?
Quando una giovane donna americana
viene mandata a Roma per iniziare una vita al servizio della
chiesa, incontra un’oscurità che la porta a mettere in discussione
la sua stessa fede e a scoprire una terrificante cospirazione che
spera di far nascere l’incarnazione del male. Omen –
L’Origine del Presagio è interpretato da Nell
Tiger Free (Servant), Tawfeek
Barhom (Maria Maddalena), Sonia
Braga (Il bacio della donna ragno), Ralph Ineson
(The Northman), Nicole Sorace (The
Good Mothers), Andrea Arcangeli (Il
Divin Codino), con Charles
Dance (Il Trono di Spade) e Bill Nighy
(Living).
Il film è diretto da Arkasha
Stevenson ed è basato sui personaggi creati da David
Seltzer (Il presagio), con un soggetto di Ben Jacoby
(Bleed) e una sceneggiatura di Tim Smith & Arkasha
Stevenson e Keith Thomas (Firestarter). David S. Goyer
(Hellraiser) e Keith Levine (The Night House – La casa
oscura) sono i produttori, mentre Tim Smith, Whitney Brown
(Rosaline) e Gracie Wheelan sono i produttori
esecutivi.
Dopo aver scelto i quattro attori
che interpreteranno gli iconici membri della super-squadra, il film
Fantastici
Quattro dei Marvel Studios hanno ora deciso chi
interpreterà Silver Surfer, e sembra che la scelta
ricada su una delle più grandi stelle nascenti della recitazione,
l’attrice Julia Garner. Alcune fonti hanno infatti
rivelato a Deadline che la vincitrice di un
Emmy è pronta a interpretare l’iconico personaggio dei fumetti in
Fantastici
Quattro dei Marvel Studios nella sua versione
Shalla-Bal.
Tale versione è apparsa per la prima
volta nei fumetti originali di Silver Surfer. È l’imperatrice del
pianeta che Silver Surfer chiama casa ed è un’aliena secolare che
ha ancora l’aspetto di una giovane donna. È anche l’amante di
Norrin Radd, il Silver Surfer che diventa l’Araldo di Galactus in
cambio della salvezza del suo pianeta, cosa che però lo allontana
dalla sua amata. Nell’Universo X, dopo la morte del Galactus
originale e l’insediamento di Franklin Richards come nuovo Galactus,
quest’ultimo permette a Norrin e Shalla-Bal di ricongiungersi,
poiché a Shall-Ball è stato conferito lo stesso Potere Cosmico di
Radd, diviene il secondo Silver Surfer e insieme i due amanti
fungono da araldi gemelli.
La stella di Julia Garner è in
ascesa da quando ha vinto il suo primo dei tre Emmy per il ruolo di
Ruth nel dramma poliziesco di NetflixOzark. Ha anche ottenuto una nomination agli Emmy per
la sua interpretazione di Anna Delvey nella serie limitata Inventing Anna. Dopo la fine di Ozark, la Garner ha
ampliato la sua lista di film, a partire dal recente The Royal
Hotel. In seguito ha in programma il film Wolfman di Blumhouse e Universal, in cui reciterà
accanto a Christopher Abbott, e il thriller Apartment 7A
di Paramount.
Fantastici Quattro: quello che c’è da sapere sul film
Come al solito con la Marvel, i dettagli
della storia rimangono segreti. Ma nei fumetti, i Fantastici
Quattro sono astronauti che vengono trasformati
in supereroi dopo essere stati esposti ai raggi cosmici nello
spazio. Reed acquisisce la capacità di allungare il suo corpo fino
a raggiungere lunghezze sorprendenti. Sue, la fidanzata di Reed (e
futura moglie), può manipolare la luce per diventare invisibile e
lanciare potenti campi di forza. Johnny, il fratello di Sue, può
trasformare il suo corpo in fuoco che gli dà la capacità di volare.
E Ben, il migliore amico di Reed, è completamente trasformato in,
beh, una Cosa, con dei giganteschi massi arancioni al posto del
corpo, che gli conferiscono una super forza – e un perpetuo cuore
pesante per il suo aspetto apparentemente mostruoso.
Il regista di Crudelia e Tonya, Craig Gillespie, è in
trattative per dirigere Supergirl:
Woman of Tomorrow per Warner Bros. DC Studios. Il
piano è che la DC giri il film nel quarto trimestre dopo aver
completato Superman di James
Gunn. Come riportato in precedenza, Milly Alcock di House of the Dragon ha
conquistato il ruolo di Supergirl. I boss
della DC Gunn e Peter Safran si
occuperanno della produzione.
Craig Gillespie,
rappresentante della CAA, è quasi specializzato in progetti guidati
da donne: con Tonya ha vinto un Oscar Allion
Janney come migliore attrice non protagonista, oltre a altre tre
nomination agli Oscar, tra cui Margot Robbie nella categoria Miglior
Attrice. Crudelia è stato un grande successo per
Disney+ nonostante la pandemia,
incassando oltre 233 milioni di dollari in tutto il mondo e ha
vinto un Oscar per i costumi.
Nella serie di fumetti del 2022 di
“Woman of Tomorrow”, invece di fuggire dal pianeta Krypton da
bambina prima che esploda (come suo cugino Kal-El), Kara cresce
assistendo alla distruzione del suo pianeta natale fino all’età di
14 anni, quando arriva sulla Terra. Ciò rende il personaggio “molto
più hardcore”, ha spiegato Gunn nel 2023 presentando i primi 10
titoli nella nuova lista DCU. “Non è esattamente la Supergirl che
siamo abituati a vedere.”
Netflix ormai sono anni che è molto attento
al suo pubblico giovane e non si è fatto perdere l’occasione di
realizzare il film Fabbricante di lacrime. Il
titolo in questione è la trasposizione dell’omonimo romanzo
young adult di Eric Doom,
diventato in poco tempo uno dei casi letterari italiani più
importanti, in poche parole un po’ l’equivalente di
Federico Moccia nei primi anni Duemila. In parte anche
grazie alla scelta in stile Elena Ferrante, almeno
iniziale, della scrittrice di non mostrarsi in pubblico ha creato
il personaggio, ma per poi cambiare idea e rivelarsi a tutti in tv
a Che tempo che fa nel Maggio 2023.
Matilde, questo è
il vero nome dell’autrice, ha esordito come tante sue colleghe
americane e non, sulla piattaforma Wattpad nel
2017 diffondere lì i suoi primi racconti. Nel dicembre del 2020
decise poi di pubblicare, a proprie spese su Amazon,
Fabbricante di lacrime che entrò subito in
classifica e poco dopo venne contattata da Magazzini
Salani che ne acquisì i diritti e decise di ripubblicarlo
nel maggio del 2021 in un’edizione riveduta. Da qui Erin
Doom non si è più fermata, ha pubblicato altri due libri
Nel modo in cui cade la neveeStigma e poi è arrivato Netflix che ha deciso di
trasportare il suo fenomeno #BookTok sullo
schermo.
Ph.Loris T. Zambelli
La trama di Fabbricante di
lacrime
La protagonista e voce
narrante di Fabbricante di lacrime è
Nica, una bambina che all’improvviso, dopo un
bruttissimo incidente d’auto, si ritrova orfana e viene mandata a
vivere all’orfanotrofio Grave. Qui in questo
istituto, che sembra uscito da un film horror a tema religioso
cristiano cattolico, non troviamo cattive suore ma
Margaret, una severa istitutrice che dovrebbe
cambiare lavoro visto che è in grado solo di causare traumi ai
poveri minorenni finiti lì.
Gli anni passano, Nica diventa una
bellissima ragazza di 17 anni, interpretata dal giovanissima
Caterina Ferioli, finalmente ha trovato una
famiglia, i coniugi Milligan, che hanno intenzione
d’adottarla. La giovane però non lascia le mure del Grave da sola,
ma in compagnia di Rigel, Simone
Baldasseroni quel Biondo di Amici, un
ragazzo moro inquieto e misterioso, ultima persona al mondo che la
protagonista desidererebbe come fratello adottivo.
Anche perché, come si mostra in alcuni sfuggenti flashback della
loro triste infanzia, non sono di certo mai stati amici, anzi Rigel
era anche l’unico bambino che misteriosamente non veniva
maltrattato o subiva punizioni da Margaret,
l’attrice e regista Sabrina Paravicini.
Nica si ritrova quindi catapultata
in una nuova vita, accolta in una grande e bella
casa solare, con una camera da letto tutta per sua
e la possibilità di frequentare una vera high
school. Fin dal primo giorno farà amicizia con
Billie e Miki, ma non solo troverà anche
Lionel, un compagno di classe che sembra
interessato alla nuova arrivata. Ovviamente Rigel non starà di
certo in un angolo a guardare, anche perché la stessa Nica è
consapevole, che il passato in comune, lì ha uniti in un
legame impenetrabile che nessuno può capire e
neanche rompere.
Nica e Rigel, così
diversi e decisi a combattere il dolore, lei con
gentilezza e lui con rabbia,
saranno destinati a diventare, l’una per l’altro, proprio quel
Fabbricante di Lacrime, quello protagonista della
leggenda che raccontavano all’orfanotrofio.Perché al Fabbricante non puoi mentire e i due
protagonisti dovranno trovare il coraggio d’accettare quella forza
che li attrae che si chiama amore.
Ph Loris T Zambelli
Un film pensato solo per il
pubblico Gen Z
Fabbricante di
lacrime diretto
Alessandro Genovesi riesce a portare sullo schermo il romanzo,
girando un film a Roma ma che sembra ambientato, come il libro,
veramente nella tipica provincia americana. Durante la visione si
può notare l’estetica Dark Academia, focalizzata
benissimo nelle scene iniziali all’interno del Grave ma anche le
atmosfere alla
Twilight, grazie all’uso del filtro blu che rende tutto più
malinconico e drammatico perfetto per questa storia. Ma non
finiscono qua i rimandi al primo capitolo della Twilight
Saga, ci sono ben tre scene che sembrano omaggiare il film
di
Catherine Hardwicke. Infine lo stesso Rigel
suona il piano proprio come Edward Cullen solo che
in questa storia il protagonista viene paragonato al lupo
cattivo delle favole, quelle che ha sempre spaventato e
affascinato Nica che porta invece il nome di una
farfalla.
Per concludere Fabbricante
di lacrime possiede una confezione sopra
la media se si pensa al genere young adult ma che punta su due
protagonisti che si vede che sono alle prime armi. Nica e Rigel
funzionano benissimo visivamente perché sembrano aver preso vita
direttamente dalle pagine del libro, ma quando aprono bocca rompono
qualcosa e pure la tensione tra i due “enemies to
lovers” di questa struggente favola
dark.
Azione, revenge movie,
critica sociale e Bollywood si mescolano in un solo film, al cinema
dal 4 aprile. Distribuito da Universal Pictures,
arriva in sala Monkey Man, atteso debutto alla
regia di Dev Patel, volto noto a tutti sin dai tempi
del The Millionaire che per l’occasione
passa dietro la macchina da presa con un thriller d’azione non
proprio classico – ispirato alla leggenda indiana di Hanuman – che
lo vede tra i produttori, insieme al Premio Oscar Jordan
Peele. Oltre che tra gli sceneggiatori, con Paul
Angunawela e John Collee (Master &
Commander: Sfida ai confini del mare), e tra i protagonisti,
insieme a Sharlto Copley (District 9),
Sobhita Dhulipala (Made in Heaven),
Pitobash (Million Dollar Arm),
Vipin Sharma (Attacco a Mumbai) e
Sobhita Dhulipala.
Monkey Man, trama
Difficile definire
“protagonista” il giovane senza nome che vediamo combattere sul
ring di un fight club clandestino per guadagnarsi da vivere. Un
corpo senza volto, nascosto da una maschera da scimmia, che il
proprietario del Tiger Temple sfrutta come vittima designata per
lottatori più forti e più famosi in nome dello spettacolo. Un
inferno che si ripete, notte dopo notte, in attesa di
una occasione, per ottenere una vendetta insperata più che una
quasi impossibile svolta, quella che il giovane aspetta da tempo,
da quando dei crudeli uomini corrotti che hanno ucciso sua madre e
continuano a vittimizzare sistematicamente i poveri e i deboli del
suo Paese. Quella che sembra concretizzarsi quando, dopo anni di
rabbia repressa, il nostro ‘eroe’ scopre un modo per infiltrarsi
nell’enclave della sinistra élite della città e scatenare una
esplosiva ondata di vendetta per regolare i conti con chi gli ha
tolto tutto.
Monkey Man, né The Raid né John Wick
Un uomo vestito di nero
accarezza un cane, lo nutre, gli si affeziona, poi, quello stesso
uomo vestito di nero scatena l’inferno, in un crescendo di violenza
nel quale avanza mietendo vittime nei modi più coloriti e
fantasiosi… Impossibile non pensare all’ormai celebre John Wick (che con intelligenza viene
esplicitamente citato) o all’inarrivabile The
Raid seguendo la parabola del povero protagonista
dell’esordio alla regia di Dev Patel, un pastiche – o
pasticcio – che gli appassionati del genere apprezzeranno molto, ma
con dentro qualcosa di più del solito: delle differenze.
Nella forma, nella
sostanza, nella premessa e nella conclusione, tanto per
sintetizzare. E per non trascurare i meriti di Patel, che pur con qualche distrazione o
sbandamento si presenta con una prova notevole, soprattutto dal
punto di vista dell’impegno, messo in ogni aspetto della
realizzazione, dalla produzione alla sceneggiatura, fino alla regia
e all’interpretazione (stunt e lesioni comprese), ma soprattutto
per la conoscenza e consapevolezza dello strumento e dei mezzi con
cui raggiungere il risultato voluto.
Una
storia di rivalsa e giustizia, più che un Revenge
Movie
Che, come dicevamo, non è
esente da appunti, soprattutto per il tentativo di mettere troppa
carne al fuoco, anche in una storia atipica – per il nostro mercato
o rispetto ai prodotti cui siamo abituati – come questa.
Monkey Man è una storia di rivalsa più che di
vendetta, nella quale le questioni sociali e civili sostengono la
ragione principale che anima il lottatore con la maschera da
scimmia. Un signor nessuno, pronto e abituato a fare i lavori che
nessuno vuole, a sanguinare e a portare su di sé i segni del dolore
provato, senza nasconderli, più per il disinteresse altrui che per
altro.
Un signor nessuno che non
ambisce a diventare qualcuno, quanto semmai a restituire il potere
al popolo, dei diseredati, dei paria, oggi vittime della Gig
economy, trans, omosessuali e discriminati di ogni sorta. Ed è
sicuramente forte l’influenza delle radici indiane, di un Paese
dove classi e diritto divino sono parte di una cultura millenaria
di generazioni, tanto nel tentativo di restituire dignità a certe
categorie, quanto nella costruzione di certe scene di
combattimento, figlie del cinema di Bollywood più classico,
purtroppo almeno in un caso scimmiottato in maniera confusa invece
che reso con la fubizia che ci aveva mostrato il RRR del
2022.
Confuso, diseguale e folcloristico, ma
esplosivo
Doveva essere parecchio
che il buon Dev covava questo desiderio, forse certa rabbia, e che
si era stufato di fare “l’indiano” in qualche maniera, e queste
sono le conseguenze: una curiosa combinazione di cliché e istanze
personali, nella quale non sempre è facile conservare un
equilibrio, nella quale il ritmo è inevitabilmente diseguale, a
tratti compresso, a tratti spiazzante (soprattutto nella parte
centrale, nella quale si ‘inciampa’ e che allenta la tensione),
spesso portato avanti per immagini giustapposte (che in compenso
aiutano a evitare i danni fatti dagli sceneggiatori di titoli
analoghi) o per l’intervento di personaggi secondari, a turno fatti
emergere dallo sfondo senza esser particolarmente presentati o
curati.
Certo, non una storia
alla quale chiedere verosimiglianza – per quanto la sua anima
‘ribelle’ grondi realtà – anche per certi eccessi al limite del
folcloristico e una cura visiva esagerata. Che fa sì che l’Uomo
Scimmia non sanguini mai in volto nonostante pestaggi da carcere,
restando sempre fascinoso e scarmigliato ad hoc, non mostri nemmeno
un occhio tumefatto dopo esser stato colpito da una mazza ferrata,
o – nella canonica mezz’ora finale di ultraviolenza – non ci sia
nessuno, in una struttura piena di agenti di sicurezza e guardie
del corpo, che spari al “terrorista” di turno. Come viene definito
il nostro, non a caso, tanto per citare anche la facilità con cui
si bolla chi va contro il sistema, l’ingiustizia o il pensiero
comune – nel film quello del partito supremo – e per aggiungere
agli altri un implicito monito a evitare l’uniformità di pensiero,
di visione, di giudizio dilagante.
Thriller spagnolo con elementi
soprannaturali, il fim La maledizione del cuculo
sembra rilegge la favola di Hansel e Gretel, aggiornandola ai tempi
moderni e riempiendola di temi che hanno profonda risonanza con le
moderne relazioni di coppia. Il regista Mar
Targarona – anche autore di Sequestro e
Dogs, ma anche produttore di The Orphanage – affronta infatti con questo film il
desiderio di scambio – di vita, ma anche del corpo -, inserendo il
tutto all’interno di una cornisce incentrata sulle tradizioni e sul
folclore della Germania, con moderne streghe capaci di accontentare
anche i desideri più taciuti.
“Il titolo fa riferimento
all’uccello omonimo, che depone le sue uova nei nidi di altri
uccelli. Mi è sembrata una metafora molto suggestiva per un
thriller di suspense sovrannaturale riguardante uno scambio di
corpi”, ha commentato Taragona, parlando del film,
evidenziando dunque la natura contorta e diabolica del racconto.
La maledizione del cuculo offre dunque grandi
colpi di scena e un racconto che via via si fa sempre più
intrigante, scavando a pieno nel contesto in cui il tutto si svolge
e portando alla luce dinamiche orrorifiche.
Per gli appassionati di questo
genere e per chi ha apprezzato un titolo a suo modo simile come
La abuela – Legami di sangue, è dunque questo un film
da non perdere, che grazie al suo passaggio televisivo sarà
possibile scoprire o riscoprire. In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative a La
maledizione del cuculo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alla
spiegazione del finale. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di La maledizione del cuculo
Protagonista del film è la giovane
coppia formata da Marc e Anna.
Con lei incinta all’ottavo mese, i due decidono di approfittare di
questo ultimo periodo della gravidanza per fare una piccola vacanza
e staccare dalla routine prima dell’arrivo del bambino. Scelgono lo
scambio di casa e tramite un sito entrano in contatto con
Hans e Olga, una coppia tedesca
di una certa età che ha una bellissima villa. Avvenuto lo scambio
di chiavi, Marc e Olga si trasferiscono nell’abitazione che sembra
davvero perfetta. Circondata da un giardino e con una piscina, la
casa dell’anziana coppia ha tutta l’aria di essere il posto ideale
per rilassarsi. Ma ben presto, l’idillio si spezza e Marc e Anna
iniziano a notare segnali sinistri e oggetti inquietanti nella
casa.
Ad interpretare Anna e Marc vi sono
gli attori Belén Cuesta e Jorge
Suquet. Lei, in particolare, è il nome più noto del cast,
celebre attrice spagnola vincitrice del premio Goya alla Migliore
attrice protagonista nel 2020 per il film La trincea
infinita, ma vista anche in La casa di carta, dove ha interpretato Manila. Suquet,
invece, è noto per aver interpretato Martin nella serie
Élite. Recitano poi nel film gli attori Rainer
Reiners nel ruolo di Hans e Hildegard
Schroedter in quello di Olga. Completano poi il cast
Chacha Huang nel ruolo di Lili, Manuel
Dueso in quello di Serafín, David
Selvas in quello di Lucas e Marina
Gatell in quello di Mónica.
La spiegazione del finale del film
In La maledizione del
cuculo, dunque, la coppia inizia a vivere situazioni
davvero strane, mentre nella loro casa Hans e Olga trascorrono il
loro tempo recitando degli incantesimi e proprio durante uno di
questi l’anziana uccide suo marito pugnalandolo alla gola. Mentre
Anna riceve dunque notizie preoccupanti dalla Spagna sullo strano
comportamento della coppia di tedeschi, Marc cambia carattere,
sfoggiando anche una perfetta parlata in tedesco. A questo punto,
la donna decide di indagare meglio su quella casa, arrivando a
trovare una stanza segreta in cui riesce ad introdursi. Qui trova
due foto che mostrano Olga e Hans con altezze diverse dall’una
all’altra.
In una di queste, Anna riconosce la
strana donna che in precedenza l’aveva avvertita consigliandole di
fuggire da quella casa. Si decide ora ad accettare il consiglio,
tentando di allontanarsi da lì. Tuttavia, viene fermata da Marc,
che sembra poi procedere ad annegarla nella vasca da bagno. Quando
lei riprende conoscenza, non tenta più di opporsi al marito e,
proprio come Marc, inizia a comunicare in
tedesco. Nell’appartamento spagnolo, intanto, la mente di Olga
torna a funzionare normalmente quando tenta di annegarsi a sua
volta nella vasca da bagno. Marc e Anna tornano a quel punto dalla
Germania ma non appena entrano in Olga riesce a intrappolare Marc
in cantina.
L’anziana induce poi Anna ad un
parto accelerato con l’ossitocina (ignorando l’offerta di Anna di
restituire il suo corpo in cambio del sangue del bambino), facendo
nascere il neonato con la massima cura e avvolgendolo con profondo
amore. In una successiva colluttazione con Marc lo pugnala
mortalmente con le forbici. Anna la attacca alle spalle, ma Olga si
vendica con un colpo sul viso di Anna con un frullatore, dicendo a
sé stessa (in spagnolo) “Non mi è mai piaciuto il mio
naso“. Prima di lasciare l’appartamento, pochi secondi prima
dell’arrivo della polizia, avvolge nuovamente il bambino con
delicatezza e gli dice teneramente “Ti voglio bene”.
Il trailer di La maledizione del
cuculo e dove vedere il film in streaming e in TV
La maledizione del
cuculo è disponibile per il noleggio o l’acquisto sulla
piattaforma Prime
Video. Sfortunatamente, non è presente su nessuna
delle altre piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È
però presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 3 aprile alle ore
21:30 sul canale Rai 1. Di
conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche
sulla piattaforma Rai
Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il
momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma,
completamente gratuita, per trovare il film e far partire la
visione.
Come annunciato in precedenza,
Jackie Chan e Ralph Macchio
riprenderanno i loro ruoli per continuare la mitologia del
franchise originale, con Joshua Jackson, Sadie
Stanley e Ming-Na Wen a bordo. I dettagli sui ruoli che
ricopriranno i nuovi arrivati sono ancora segreti. Jonathan
Entwistle (The End of the F***ing World)
dirigerà da una sceneggiatura di Rob Lieber
(Peter Rabbit), con la produzione di Karen
Rosenfelt (The Summer I Turned
Pretty).
Fenomeno della cultura pop che
abbraccia quasi tre decenni, i film di Karate Kid
hanno guadagnato 618 milioni di dollari a livello globale,
stimolando la creazione della serie nominata agli Emmy
Cobra Kai, che ha introdotto il franchise a
un’intera nuova generazione in tutto il mondo.
Macchio riprenderà il ruolo di
Daniel LaRusso, che ha interpretato nella trilogia
cinematografica originale di Karate Kid iniziata
nel 1984 e ripreso nella serie Cobra Kai di
Netflix,
che ha da poco annunciato la sua sesta e ultima stagione. Chan
tornerà nel ruolo di Mr. Han, un maestro di kung fu ispirato al
personaggio del Maestro Miyagi, che ha allenato Dre Parker di
Jaden Smith nel film remake del 2010.