Tanti personaggi
Marvel, negli ultimi
anni, sono diventati protagonisti di film di grande successo.
Tuttavia gli eroi dei fumetti si prestano anche a un altro tipo di
esperienza di intrattenimento, come il campo videoludico. Di
seguito vi mostriamo quei protagonisti delle pagine
Marvel che meriterebbero non un film, ma un
videogioco tutto loro.
Il MCU
ha già portato in vita decine di personaggi dei fumetti Marvel sul grande e piccolo
schermo, quindi è difficile pensare che non abbia ancora raggiunto
il suo pieno potenziale in termini di adattamento in live-action
dei suoi più famosi personaggi. Come sappiamo, i film del MCU
hanno infatti guadagnato il plauso dei fan per la loro capacità di
trasformare eroi di serie B come Iron Man e
Thor nei pilastri del loro universo.
La Marvel Comics ha creato personaggi
iconici per più di 60 anni, e continua a presentare ai fan dozzine
di volti nuovi che potrebbero poi diventare i capisaldi di un nuovo
franchise cinematografico. Tuttavia, ci sarebbero diversi
personaggi iconici dei fumetti che non sono ancora stati introdotti
ai fan sullo schermo, alcuni dei quali sono in circolazione,
pensate un po’, da quando casa Marvel ha iniziato
la sua attività. La loro esclusione dal MCU
inizia a diventare quindi evidente agli occhi dei fan più
affezionati ai fumetti, come ha evidenziato ScreenRant,
classificando i personaggi che, più di altri volti freschi,
meritano da tempo di essere considerati come veri e propri
protagonisti dell’universo.
X-Men
Gli X-Men sono talmente iconici nei fumetti che
l’unica ragione per cui non sono già stati rappresentati nel
MCU
è per una questione di diritti e autorizzazioni. I fan hanno
ovviamente chiesto a gran voce la loro inclusione per anni e, con
l’acquisizione della Fox da parte di Disney, sembra molto probabile
che gli X-Men
approderanno nel MCU
nel futuro prossimo.
Alcuni personaggi dei film degli
X-Men della Fox potrebbero anche apparire in Doctor Strange nel Multiverso della Follia, ma
non è ancora stato annunciato il cast originale della prossima
generazione di attori che interpreteranno gli X-Men. In ogni caso,
il desiderio dei fan, e l’opzione più probabile, è che diversi
X-Men avranno progetti da solisti nel MCU, ma non resta che
aspettare notizie ufficiali.
I Fantastici Quattro
Con tre film dei
Fantastici Quattro negli ultimi vent’anni che
hanno fatto parte di franchise non riusciti, è stata avanzata
l’idea che forse i personaggi non siano poi così adatti al grande
schermo. Ma i Marvel Studios non sembrano essere
d’accordo, e chi altro potrebbe veramente portare in vita una delle
“famiglie” di eroi più apprezzati in assoluto?
Il MCU conosce
sicuramente la ricetta più adatta per portarli sullo schermo e, ora
che possiede i diritti legali di alcune delle più grandi storie di
casa Marvel, sarà emozionante vedere che cosa escogiteranno i
Marvel Studios. Speriamo davvero che notizie riguardo al cast di
questo futuro film vengano rilasciate al più presto, perché i fan
non stanno più nella pelle!
Ghost Rider
Come per i Fantastici
Quattro, ci sono stati alcuni tentativi fallimentari di
trasposizione su pellicola delle storyline di Ghost Rider. Entrambi hanno avuto come
protagonista Nicholas Cage, e nessuno dei due ha ottenuto
più di uno scarso 26% di approvazione su Rotten Tomatoes. Tuttavia,
sembra che alcuni fan siano in qualche modo ancora affezionati ai
film, visto l’entusiasmo che circondava un plausibile cameo di
Nicholas Cage in Doctor Strange nel
Multiverso della Follia.
Nessuna scelta di casting è già
stata annunciata per un nuovo film su Ghost Rider, ma i fan hanno speculato su
un certo numero di attori diversi che potrebbero interpretare il
personaggio, avanzando inoltre l’ipotesi del formato
miniserie, che meglio permetterebbe di sviscerare al meglio le
avventure dei fumetti.
Beta Ray Bill
Con lo stravagante mondo di
Thor ideato da Taika Waititi e
dai Marvel Studios, sembra più che probabile che
vedremo Beta Ray Bill nel futuro prossimo del
MCU,
soprattutto visto che, ricordiamo, era apparsa una statua della sua
testa su Sakaar.
Bill è anche un
personaggio che si adatterebbe perfettamente ai film dei Guardiani della Galassia, con i loro continui
viaggi intergalattici. Se Chris Hemsworth decidesse mai di ritirarsi e
il cavallo protagonista di War Horse (Steven Spielberg, 2011) volesse nuovamente
mettersi alla prova, Beta Ray Bill potrebbe essere
una divertente aggiunta al franchise.
Namor il Sub-Mariner
Con
l’espansione celeste che hanno conosciuto le più recenti
avventure Marvel, una profonda immersione nell’oceano sembrerebbe
una divagazione curiosa, ma si spera che i Marvel
Studios trovino il momento giusto per rendere giustizia a
uno dei supereroi più antichi del mondo.
E’ anche vero che, con la popolarità
raggiunta dai film della DC su
Aquaman, un futuro film Marvel basato sul
personaggio di Atlantide potrebbe sembrarne “una
copia” agli occhi dei detrattori. Ma non sarà un’affermazione del
genere a far desistere il MCU
dall’adattamento delle storyline di Atlantide, a maggior ragione
dato che la creazione del personaggio, in termini di pubblicazione
originale, è venuta molto prima rispetto a quella di Acquaman.
Silver Surfer
Silver
Surfer, alter ego di Norrin Radd, ha
fatto il suo debutto in live action nel film I Fantastici 4
e Silver Surfer, interpretato dal bravissimo Doug Jones. Il film è stato, come già abbiamo
riportato, un grande fallimento, ma è ormai passato del tempo e i
fan richiedono numerosi una nuova iterazione del personaggio.
Silver Surfer
potrebbe apparire in un film dei Fantastici Quattro in qualità di
antagonista, oppure si potrebbe decidere di dedicargli una
miniserie da solista, similmente a quanto è stato fatto con
l’anti-eroe Loki.
Personaggi di supporto di
Spider-Man
“I personaggi di
supporto delle storyline dell’Uomo Ragno che devono ancora
debuttare nel MCU”
costituisce da sé una lista a parte: infatti, come ben sanno i fan
dei fumetti o di Spider-Man: The Animated Series
degli anni ’90, la profondità del mondo di Spider-Man è
immensa.
Tra la rogues gallery e gli
altri eroi, ci sarebbe una valanga di personaggi tra cui scegliere:
speriamo davvero che gli spinoff di Spider-Man della Sony come
Venom e Morbius,
così come il seguito dell’amatissimo Spider-Man: Un Nuovo Universo, rendano
giustizia ad almeno alcuni di questi personaggi sul grande
schermo.
Magneto
Il personaggio di
Magneto ha già avuto alcuni fantastici adattamenti
live action, tra cui ricordiamo le interpretazioni di Ian McKellen e Michael Fassbender: la ricerca di un attore
altrettanto capace di incarnare al meglio i tratti del personaggio
sarà quindi una vera sfida per i Marvel
Studios.
Il personaggio potrebbe funzionare
alla grande come antagonista degli X-Men, o anche
come super cattivo nel MCU,
data la sua grande capacità di raccogliere discepoli che lo seguano
attentamente nei suoi malefici piani. La Confraternita dei
Mutanti sarebbe una sicuramente una grande squadra
avversaria degli X-Men e dei Vendicatori.
Galactus
Anche se sembra che
Kang il Conquistatore sarà il prossimo
super-villain del MCU,
cosa ci sarebbe di male ad averne due? Superare lo status di
Thanos come il villain per
eccellenza sarebbe un compito difficile, e pochi personaggi
riuscirebbero a tenergli testa tanto quanto
Galactus.
Galactus potrebbe
essere introdotto attraverso i Fantastici Quattro,
o anche in un futuro sequel di Eternals, a maggior ragione perché, con
l’espansione dell’universo per mezzo di esseri così potenti, il
MCU
ha bisogno di cattivi dello stesso calibro.
Il Dottor Destino
Essendo uno dei migliori
villain dell’interno Universo Marvel, è necessario
che il MCU
colpisca nel segno con il personaggio del Dottor Destino, soprattutto considerando i
precedenti fallimentari tentativi di adattamento sul grande schermo
che gli sono stati riservati.
Il Dottor Destino è
un altro personaggio che potrebbe apparire come un cattivo sia per
i Fantastici Quattro, sia come un potente villain
per i Vendicatori.
Anche se il QI è ormai un sistema
quasi superato per misurare l’intelligenza, resto comunque un
indicatore universalmente riconosciuto. Di seguito potete scoprire
il QI di 10 personaggi famosi che sono senza dubbio, stando ai
numeri, più dotati della maggior parte di noi.
Sapevate che per creare alcuni dei
più iconici personaggi della Disney gli animatori
si sono ispirati alle fattezze e agli atteggiamenti di alcune
persone dello star system e non solo? Prendendo spunto dalla
versione in carne e ossa, ecco i casi più famosi individuati nel
corso della storia dell’animazione:
Mortimer Mouse – Walt Disney
Il rivale in amore di Topolino si
ispira nientemeno che al papà di Mickey Mouse, Walt
Disney. La leggenda narra che durante una sessione di
storyboard, uno degli animatori disegnò una caricatura di Disney in
forma di topo e fu lui ad approvarla visto che adorava il design,
presentandolo poi come avversario di Topolino nel cortometraggio
Mickey’s Rival.
Chernabog – Bela Lugosi
La sequenza di Fantasia che vede
protagonista il demone Chernabog è uno dei momenti
più oscuri e iconici della storia dell’animazione, e per dare forma
a questa identità che chiama a sé gli spiriti degli inferi la
Disney si ispirò a Bela Lugosi, l’attore ungherese
celebre per aver interpretato Dracula nel 1931.
Edna Mode – Edith Head
Edna Mode è
diventata in breve tempo uno dei personaggi più amati dal pubblico,
oltre che un’icona dell’universo Pixar, e la fonte di ispirazione
maggiore è stata Edith Head, costumista
pluripremiata nell’età d’oro di Hollywood, che ha disegnato abiti
per star del calibro di Mae West, Bette Davis e Julie Andrews.
Christopher Robin – Christopher
Robin Milne
Christopher Robin,
uno dei personaggi della serie di Winnie the Pooh,
si basa sul figlio dell’autore, Milne, e sui giochi con cui si
intratteneva insieme ai suoi famosi animali di peluche. Contrario
alla commercializzazione della sua immagine, l’uomo rifiutò persino
i diritti di proprietà di suo padre a favore di altri
interessi.
Scat Cat – Louis Armstrong/Scatman
Crothers
Scat Cat, il gatto
musicista jazz degli Aristogatti, trae ispirazione
da Louis Armstrong e dal doppiatore
Scatman Crothers, che ha avuto un ruolo anche
nello sviluppo del personaggio. Il ruolo doveva essere inizialmente
doppiato dallo stesso Armstrong, ma la malattia glielo impedì
favorendo l’ingresso di Crothers.
Uku e Lele – Israel e Marlene
Kamakawiwo’ole
Una delle più belle storie d’amore
della Pixar viene raccontata nel corto Lava dove
due vulcani, Uku e Lele, cantano in pieno stile hawaiano come le
due star a cui si ispirano, Israele “Iz”
Kamakawiwo’ole e sua moglie Marlene.
Avvoltoi – Beatles
La Disney è stata ad un passo
dall’avere i Beatles in un proprio film
d’animazione: in origine infatti, John, Paul, George e Ringo
avrebbero dovuto doppiare e cantare nel ruolo degli Avvoltoio nel
Libro della Giungla del 1966, ma a causa di
conflitti di programmazione, Lennon declinò l’offerta per la band.
Il design dei personaggi però rimane quello dei Fab Four!
Mr. Big – Marlon Brando
Questo parallelismo è abbastanza
ovvio, ma è giusto menzionare che Mr. Big, il boss
mafioso di Zootropolis, è stato ispirato da Don Vito Corleone, il
personaggio interpretato da Marlon Brando ne
Il Padrino. Avevate riconosciuto le tipiche
sopracciglia folte e la calata italoamericana nel tono di voce?
Genio – Robin Williams
Saprete sicuramente che il ruolo del
Genio venne specificamente progettato sul modello
di Robin Williams, e ancor prima che il casting
fosse deciso, l’animatore Eric Goldberg diresse
l’animazione di prova del personaggio basandosi sulle movenze
dell’attore. Inoltre quasi tutte le battute, i riferimenti e le
battute provengono dalla star, così come la struttura del viso e le
espressioni.
Aladdin – Tom Cruise
Concludiamo la lista ancora con
Aladdin, il cui protagonista è stato modellato su
un’icona di Hollywood: Tom
Cruise. Gli animatori Disney hanno dato all’eroe la
sua stessa spavalderia, gli occhi, i capelli e il grande sorriso da
un milione di dollari che da anni caratterizzano l’attore.
Ci sono donne che sognano l’uomo
perfetto. Qualche fortunata lo trova, altre invece si accontentano
di desiderare l’uomo perfetto di cui leggono nei romanzi o che
vedono al cinema. Ecco una breve galleria di 10 personaggi di
finzione che tutte le donne sposerebbero seduta stante, senza
nemmeno pensarci due volte, nel caso in cui esistessero davvero:
[nggallery id=810]
Nota di merito,
nel breve elenco, va a Colin Firth, che appare ben due volte
nei panni dell’uomo perfetto, anche se a dire il vero il suo Mark
Darcy di Bridget Jones è un sorta di alter ego moderno di
Fitzwilliam Darcy, personaggio austeniano che l’attore premio Oscar
ha interpretato per la BBC. Il personaggio è presente a buon
diritti due volte, anche nella versione portata sul grande schermo
da Matthew MacFadyen per Joe
Wright. Ad personaggio di un tale carisma e che
rappresente praticamente la summa di tutte le caratteristiche che
deve avere l’uomo perfetto possiamo concedere un bis.
Dopo aver sviluppato due serie di
film sull’Uomo Ragno con
Tobey Maguire e Andrew Garfield, la Sony Pictures ha
intrapreso lo sviluppo di un franchise separato incentrato sui
personaggi della Marvel Comics legati a Spider-Man.
Questo Sony’s Spider-Man Universe ha dunque
preso il via nel 2018 con l’uscita di Venom, che ha
introdotto Tom Hardy nei panni di Eddie Brock, l’ospite
del simbionte alieno titolare. Dopo quel titolo, sono poi stati
realizzati Venom – La furia
di Carnage (2021),
Morbius (2022) e Madame
Web (2024), ma sono in arrivo anche Kraven
il Cacciatore (2024) e Venom: The Last
Dance (2024). Tuttavia, nel tempo, alcuni dei migliori
personaggi della Marvel Comics legati all’Uomo Ragno sono stati
sprecati da questo universo condiviso, ma potrebbero ottenere
giustizia nel Marvel Cinematic Universe. Scopriamo
quali.
Il Venom di Eddie
Brock è il personaggio più popolare del Sony’s Spider-Man
Univers, avendo dato il via al franchise nel 2018.
Tom Hardy è poi tornato nel sequel e
nell’autunno di quest’anno lo vedremo nel terzo film dedicato al
personaggio Ma questo Venom antieroe è stato limitato da una
classificazione PG-13, di conseguenza riducendo la violenza che
invece lo caratterizza nei fumetti. I film di supereroi con rating
R sono ancora una rarità, ma i Marvel Studios stanno mostrando
maggiore apertura in tal senso, specialmente con gli attesi
Deadpool
& Wolverine e Blade o la
già rilasciata serie Echo. Venom
potrebbe dunque beneficiare di una classificazione R se entrasse
nel MCU, sprigionando tutto il proprio potenziale.
Spider-Woman
Madame
Web del 2024 è il più recente capitolo della SSU, ma anche
il più deludente a livello economico, poiché a malapena ha
raggiunto i 100 milioni di dollari al botteghino globale. Sulla
carta, Madame
Web avrebbe dovuto essere un successo, soprattutto perché
sono state introdotte diverse nuove donne ragno, ma la Sony ha
evidentemente sbagliato più di qualcosa nel comporre questo film.
La Julia Cornwall di Sydney Sweeney – adattamento della potente
Julia Carpenter dei fumetti Marvel – è stata una delle maggiori
delusioni del film, in quanto presentata e gestita male se non
anche in modo ingannevole. Un passaggio nel MCU potrebbe dunque
giovare a questo personaggio, magari comparendo nell’annunciato
Spider-Man 4.
Prowler
Dopo aver fatto una prima
apparizione cameo in Spider-Man:
Homecoming del 2017, stuzzicando l’esistenza di suo
nipote, Miles Morales, l’Aaron
Davis di Donald Glover è riapparso solo in Spider-Man: Across the Spider-Verse del 2023 con
l’indicazione di “MCU Prowler”. Questo sembra alludere a un ritorno
di Glover nel MCU per interpretare il malvagio Prowler di fronte
allo Spider-Man di Tom Holland, e sarebbe una battaglia epica a
cui assistere, in particolare se questo portasse poi al debutto
anche Miles Morales nel MCU. Il franchise dello
Spider-Verse di Sony ha avuto più successo del
Sony’s Spider-Man Universe, quindi è possibile che
si creino altri collegamenti tra il MCU e i film d’animazione di
Sony, permettendo così a Prowler di ottenere giustizia.
Ezekiel Sims
Tahar Rahim ha
interpretato il cattivo Ezekiel Sims in Madame
Web. La Sony ha però completamente perso di vista ciò che
rende questo personaggio così interessante nei fumetti Marvel.
Piuttosto che essere un vero e proprio cattivo, Ezekiel Sims
diventa una sorta di mentore per lo Spider-Man di Peter Parker,
insegnandogli i totem dei ragni e aiutandolo a combattere il
terrificante Morlun. Madame
Web, invece, ha trasformato Ezekiel Sims in un cattivo
egoista, arrogante e stereotipicamente noioso, ma ora che lo
Spider-Man di Tom Holland nel MCU si trova sostanzialmente a
dover ripartire da zero, una corretta introduzione di Ezekiel come
mentore potrebbe aiutare il protagonista e rendere allo stesso
tempo giustizia a tale personaggio.
Kraven il Cacciatore
Anche se Aaron Taylor-Johnson non ha
ancora debuttato nei panni di Kraven il
Cacciatore di Sergei Kravinoff nell’SSU, sta
già dovendo affrontare diversi problemi, a partire dalla mancata
inclusione di Spider-Man nel film. Kraven è uno degli avversari più
iconici dell’Uomo Ragno nei fumetti Marvel, quindi sarebbe un vero
peccato per Taylor-Johnson debuttare nei panni di questo cacciatore
senza avere l’occasione di affrontare il suo nemico. Certo, ciò
potrebbe comunque avvenire con un sequel, ma portare Kraven il
Cacciatore nel MCU risolverebbe rapidamente questo problema e allo
stesso tempo – come per Venom – permetterebbe al personaggio di
poter fare emergere anche altre sue sfumature.
Shriek
Naomie Harris ha
debuttato nel ruolo di Frances Barrison, alias
Shriek, in Venom – La furia
di Carnage, svolgendo il ruolo di interesse amoroso di
Cletus Kasady ma anche di individuo dotato di
superpoteri come l’urlo supersonico. L’interpretazione di Shriek da
parte della Harris è stata ammirevole, ma portandola nel MCU vero e
proprio potrebbe realizzare il suo pieno potenziale di mutante dei
fumetti Marvel Comics. Come noto i Marvel Studios possiedono ora i
diritti sui mutanti in seguito all’acquisizione della 20th Century
Fox da parte della Disney nel 2019, quindi il debutto di Shriek
sarebbe un modo brillante per dimostrare l’esistenza di mutanti sia
eroici che malvagi.
Ben Parker
Di nuovo Madame
Web, progetto che ha tra i suoi elementi d’interesse
quello di aver provato a sviluppare la storia delle origini del
Peter Parker di questo universo. Ambientato nel 2003, il film ha
dunque visto l’attore Adam Scott interpretare il ruolo di
Ben Parker, mentre Emma Roberts ha interpretato la madre del
futuro Spider-Man, Mary Parker. Lo zio Ben ha un posto speciale
nella storia di Spider-Man nei fumetti Marvel, avendo ispirato
Peter Parker con le sue parole in punto di morte, ma
il Sony’s Spider-Man Universe non
sembra affatto intenzionato a costruire questo momento. Le origini
dello Spider-Man del MCU e di come abbia acquisito i poteri non è
però ancora stata del tutto esplorata e se lo si facesse lo zio Ben
potrebbe trovare maggiore giustizia come personaggio.
Carnage
La scelta di Woody Harrelson come Cletus
Kasady, l’ospite del simbionte Carnage, in Venom – La furia
di Carnage ha ricevuto alcune critiche, in quanto il
personaggio psicopatico non ha avuto la possibilità di mostrare le
sue tendenze più violente e sadiche nel progetto classificato
PG-13. Analogamente ai vantaggi di portare Venom nell’MCU in un
progetto vietato ai minori, il Carnage di Cletus Kasady potrebbe
dare libero sfogo alle sue tendenze più orrorifiche, dimostrando il
motivo per cui è stato rinchiuso in prigione per così tanto tempo.
Carnage è uno dei cattivi più longevi di Venom e Spider-Man nei
fumetti Marvel, ma non ha decisamente avuto la possibilità di
dimostrare il suo valore nell’SSU.
Morbius
I Marvel Studios sembrano aver
recentemente annunciato la formazione della squadra dei
Midnight Son’s del MCU, che potrebbe comprendere personaggi
come Moon Knight, Blade e
Lupo Mannaro. Tuttavia, uno dei membri più
consistenti della squadra nei fumetti Marvel è stato purtroppo
sprecato nell’SSU. Si tratta di Morbius, introdotto nel 2022 con il film
interpretato da Jared Leto. Il personaggio non ha però affatto
dimostrato tutto il suo potenziale e un passaggio al MCU non solo
gli permetterebbe di rifarsi, ma anche di completare questa squadra
di antieroi. Con l’arrivo del cacciatore di vampiri Blade nel MCU,
magari in futuro ci sarà spazio per una sua introduzione.
Riecco Madame
Web, considerato da molti uno dei peggiori film di
supereroi in live-action di sempre e il ritratto che il progetto ha
dato della sua protagonista principale non ha certo aiutato. La
Cassandra Webb di Dakota Johnson è stata un’aggiunta
imbarazzante al Sony’s Spider-Man Universe ma
questo potente personaggio mutante dei fumetti Marvel meriterebbe
una seconda possibilità nel Marvel Cinematic Universe, soprattutto
per il ruolo che ricopre nelle storie del multiverso di Spider-Man
nei fumetti. Cassandra Webb ha bisogno di essere riscattata con un
adattamento onesto dopo il completo fallimento del personaggio in
Madame
Web, quindi si spera possa un giorno trovare posto nel
MCU.
Con il ritorno di Scarlet
Witch in Doctor Strange nel
Multiverso della Follia, in uscita il 6 maggio 2022,
molti fan del MCU
si sono chiesti quanti altri personaggi siano riusciti a redimersi
e correggere il tipo di errori commessi da Wanda a
Westview. C’è mai stato qualche villain che si è riscattato
completamente dalla malvagità e si è assicurato un posto come amico
dei Vendicatori e, soprattutto, Wanda può realmente riuscirci?
Nella Marvel Comics, non esiste un cattivo
irredimibile: negli 80 anni di attività della Marvel, gli eroi
hanno combattuto il peggio che l’universo 616 poteva offrire, e
molti di questi cattivi sono diventati alcuni degli eroi più amati
dell’universo.
Hawkeye
Clint “Occhio di Falco” Barton non è sempre
stato uno stimato Vendicatore che combatte gli dei con arco e
freccia: al momento della sua introduzione, Occhio di Falco era
infatti un maestro tiratore che combatteva dalla parte sbagliata
della legge. Tuttavia, nonostante sia diventato un amico dei
Vendicatori per tutti questi anni, il suo passato sta tornando a
perseguitarlo.
Dopo la sua discesa di nuovo nel
crimine, nella sua recente run Hawkeye: Freefall,
il maestro tiratore sta cogliendo l’opportunità di guidare i nuovi
Thunderbolts: questo improvviso desiderio di
riformare la squadra è molto probabilmente un risultato della sua
“caduta libera” dalla grazia. Infatti, una squadra un tempo
popolata da cattivi che cercano di fare del bene, è l’occasione
perfetta per un ex villain di prendere il comando e redimere una
squadra – oltre che se stesso. Se la squadra può essere
aggiustata, allora forse anche questo eroe caduto può
farlo.
Scarlet Witch
Come la sua controparte del MCU,
sembrava che Wanda non potesse mai rimediare ai
suoi crimini passati ma, anche se il personaggio di Wanda è stato
oscurato dagli eventi dell’M-Day per anni, recentemente si è
riscattata agli occhi dei mutanti, offrendo loro la possibilità di
una “resurrezione illimitata”.
Poiché non ha mai voluto essere una
cattiva, ha fatto del suo meglio per rimediare alle cose peggiori
che Scarlet Witch ha compiuto, e alla fine ci è
riuscita: questa è una delle poche redenzioni complete che un
personaggio Marvel abbia mai raggiunto, e mostra il grande
desiderio del personaggio di poter essere visto come un eroe.
L’incredibile portata della sua redenzione ha fatto si che Wanda
sia riuscita ad assicurarsi la completamente l’amicizia degli
X-Men: speriamo che sia finalmente in grado di
superare i suoi errori nelle prossime avventure.
Quicksilver
Introdotto insieme a sua sorella,
Quicksilver ha assunto sfumature malvagie, ma ha
infine trovato una collocazione coi Vendicatori: per lui, gli
Avengers rappresentavano la speranza di poter
agire come uomo, e non come un semplice mutante. Di conseguenza,
anche se occasionalmente collabora con squadre di mutanti, spesso
rimane vicino ai Vendicatori.
Anche se ora la sua “malvagità” è
considerata poco più che parte della sua backstory, alcuni suoi
comportamenti burrascosi portano ancora all’isolamento di
Quicksilver dai suoi compagni mutanti, il che è in gran parte il
motivo per cui è raramente visto su Krakoa. La sua incursione nella
malvagità è però anche ciò che ha consentito a Quicksilver di
entrare a contatto con alcuni dei suoi attuali amici più cari; il
periodo da lui trascorso con la Avenger’s Academy
e il Kooky Quartet era proprio una conseguenza
diretta del suo passato da cattivo, incontri grazie ai quali gli è
stata offerta da tutti la possibilità di redenzione e di
realizzarsi pienamente come personaggio.
Kang Il Conquistatore
In qualità di uno dei più potenti
cattivi dei Fantastici Quattro,
Kang è stato un conquistatore che non conosceva
limiti, nemmeno quelli della malvagità e perfidia: ecco come
Kang il Conquistatore, assediatore di mondi,
riuscì a guadagnarsi la lealtà e l’amicizia dei Giovani Vendicatori.
Per un istante, uno dei più grandi
cattivi dei Vendicatori era diventato uno dei loro più grandi
alleati, e il ricordo di Kang guida ancora i Giovani Vendicatori: è
parte del motivo per cui hanno accettato nel gruppo Kid
Loki, e probabilmente parte della ragione per cui
Hulkling è stato così indulgente con il
Super Skrull. Anche se Kang non si è mai ravveduto
completamente, questa backstory conferisce una nota di profondità
tragica ad un cattivo un tempo monocorde.
Rogue
Dopo aver assorbito definitivamente
tutti i poteri e i ricordi di Capitan Marvel,
Rogue ha scelto di rifugiarsi tra gli X-Men: dopo anni di duro lavoro ed eroismo, è
diventata una dei più feroci e leali X-Men, ruolo che ricopre ancora oggi.
La sua trasformazione da cattiva ad
alleata è uno dei motivi per cui gli X-Men
sono stati così accoglienti nei confronti dei successi villain
redenti. E’ probabile inoltre che abbia giocato un ruolo importante
anche nell’accettazione da parte di Krakoa di molti personaggi un
tempo malvagi che sono venuti a chiamarla casa, come
Apocalisse e Gorgon. Non fosse
stato per il cambio di alleanza di Rogue, è probabile che la
nazione mutante non esisterebbe nel suo stato attuale: a dirla
tutta, senza i cattivi, Krakoa potrebbe non essere sopravvissuta
affatto.
Gambit
Membro della Gilda dei
Ladri e partecipe del Massacro dei
Morlock, le circostanze non promettevano bene per il
futuro X-Man ma, attualmente,
Gambit ha fatto del suo meglio per difendere il
genere mutante; sebbene gli sia stata concessa l’amnistia dai
trattati di Krakoan, ha comunque scelto di unirsi
alla squadra di Excalibur.
Sempre impegnato a dimostrare il suo
valore (sia a sua suocera che al mondo intero), non ha mai smesso
di usare i trucchi che ha imparato come membro della Gilda dei
Ladri per aiutare il suo popolo. Se non ci fosse stata questa
backstory rilevante, Gambit avrebbe potuto essere un’altra
reliquia dimenticata degli anni ’90, anziché l’uomo che ha
aiutato a sconfiggere Saturnyne con un mazzo di
carte da lancio dei tarocchi. Ma la backstory coinvolgente, una
bussola morale dinamica e una prospettiva sui problemi che
raramente si vede nella brigata mutante, lo hanno reso un ladro
riformato davvero interessante.
Venom
Il simbionte Venom
si è evoluto molto nel corso degli anni: dopo un lungo periodo come
antagonista dell’Uomo Ragno, è riuscito ad
assicurarsi una tregua con l’arrampica-muri e, anche se alla fine è
ricaduto nella malvagità, di recente ha iniziato a proteggere
Dylan Brock, il figlio di
Eddie.
È proprio questo cambiamento e il
genuino – e spesso impedito – desiderio di eroismo di
Venom che gli ha fatto guadagnare così tanta
attenzione nel corso degli anni. Dalla tuta nera a parassita, per
arrivare ad essere definito l’eroe di San Francisco, non sono molti
i personaggi che si sono meritati così tanto la redenzione.
Daken
Oggi fiero
Marauder ed ex membro della squadra
X-Factor di Krakoa,
Daken ha commesso molte atrocità come cattivo, tra
cui l’uccisione di un intero campeggio pieno di persone, il
tentativo di uccidere suo padre e diversi altri crimini
efferati.
Daken potrebbe essere considerato un
ottimo cattivo redento, non fosse per il fatto che il suo status
tra gli X-Men è ancora un po’ in dubbio: dopo tutto,
non è passato molto tempo dai suoi giorni di cattiveria. La sua
backstory è ciò che ha reso Daken una figura così interessante in
X-Factor, e che ha reso i suoi compagni di squadra inesorabilmente
sospettosi di ogni sua decisione: è uno degli eroi mutanti più
brutali, che svolge la maggior parte dei lavori sporchi che il
resto di Krakoa non farebbe.
Magneto
Originariamente,
Magneto era solo un altro cattivo degli X-Men che minacciava di ottenere il controllo
dell’arsenale nucleare del mondo. Eppure, dopo un lungo processo di
redenzione, un periodo come preside della scuola di Xavier, e un
vero e proprio processo, Magneto è riuscito a diventare un amico
occasionale degli X-Men.
Questo cambiamento ha apportato un
notevole peso drammatico all’era Krakoan e, dopo anni
di lotta, i due leader mutanti originari sono finalmente riusciti a
mettere da parte le loro differenze per guidare la stirpe mutante
verso un nuovo e promettente futuro. Tuttavia, la sua arroganza e
sete di potere non sono mai svaniti del tutto, e questo è il motivo
che lo ha portato a rapire Moira MacTaggert. Se avesse avuto
successo, c’è una significativa possibilità che il genere mutante
sarebbe stato debellato, il tutto grazie ai caratteri che Magneto
ha sviluppato come cattivo.
Emma Frost
Fu solo dopo la morte dei suoi
studenti originari che Emma Frost
dell’Hellfire Club iniziò finalmente a cercare di
cambiare i suoi metodi: il suo desiderio di proteggere i
bambini l’ha dunque portata alla redenzione e l’ha fatta passare
completamente da cattiva a eroina.
La sua ascesa all’eroismo è
essenziale per il suo personaggio: le ha garantito il livello di
influenza che ha avuto su Krakoa ed è anche ciò che ha reso la sua
relazione con Ciclope così coinvolgente. Inoltre,
giustifica persino il recente tradimento di Emma con Xavier e
Magneto. Se non fosse per il fatto che il suo cambiamento è nato
dall’amore per i suoi studenti, è possibile che Emma non avrebbe
mai fatto sapere al Consiglio dell’esistenza di Moira
MacTaggert, il che avrebbe potuto danneggiare la nazione
in fase di formazione.
Scarlett Johansson sta lasciando
l’universo cinematografico Marvel per unirsi alla DC, e la
talentuosa attrice sarebbe perfetta per alcuni ruoli importanti in
The
Batman 2. Johansson è diventata famosa nel mondo dei
supereroi interpretando per quasi un decennio uno dei personaggi
originali degli Avengers dell’MCU, Black Widow. Dopo la morte di
Natasha Romanoff in Avengers: Endgame, Johansson ha
dichiarato che la sua avventura nell’MCU è finita.
La sua nuova mossa sembra
confermarlo, dato che
la Johansson sarebbe in trattative finali per entrare nel cast
di The
Batman 2 con un ruolo importante. Anche se il suo
personaggio non è ancora stato rivelato, secondo alcune
indiscrezioni potrebbe trattarsi di un interesse amoroso di
Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne,
di una cattiva o di entrambi. Sulla base di ciò, ecco i personaggi
perfetti per la Johansson nel
prossimo film DC:
Poison Ivy
Il primo è Poison Ivy. Questo è il
personaggio a cui la maggior parte dei fan ha pensato
immediatamente quando è stata diffusa la notizia, ed è facile
capire perché. Non solo Johansson sta benissimo con i capelli
rossi, ma l’attrice ha interpretato molti ruoli seducenti e ricchi
di sfumature che si adattano alla personalità di Poison Ivy.
Sarebbe perfetta nel ruolo di Pamela Isley.
A sfavore ci sono gli elementi
fantastici del personaggio, dato che la versione di Gotham City
di Matt Reeves è realistica, mentre i poteri di Poison Ivy sono
tutt’altro che realistici. Tuttavia, Ivy corrisponderebbe alla
descrizione di un personaggio DC che potrebbe sostituire Catwoman
come interesse amoroso di Bruce, pur essendo anche una cattiva. La
tragica storia di Poison Ivy si adatta bene al franchise dark di
Reeves.
Vicki Vale
Vicki Vale sarebbe un personaggio
interessante per la Johansson, dato che alcuni adattamenti della
coraggiosa giornalista l’hanno portata in direzioni opposte ed
entusiasmanti. Parlando con Josh Horowitz,
Matt Reeves ha spiegato che The Batman 2 si concentrerà
più su Bruce Wayne che su Batman. Pertanto, dare a Bruce un
interesse romantico al di fuori della sua vita di combattente del
crimine sarebbe adatto alla storia.
Detto questo, Vicki potrebbe
comunque svolgere un ruolo attivo nel mistero principale del film,
in modo simile a come Lois Lane di Rachel Brosnahan è stata cruciale per la
caduta di Lex Luthor in Superman di James
Gunn. Nel gioco Telltale Batman, Vicki Vale è stata rivelata
come la cattiva Lady Arkham. Dato il ruolo della location in
The Batman, sarebbe un bel colpo di scena per il sequel.
Julie Madison
Elle Macpherson come Julie Madison in Batman & Robin
(1997)
Julie Madison non è un personaggio
frequente nelle storie di Batman, ma è sicuramente una delle
protagoniste più importanti del mito del Cavaliere Oscuro, il che
sarebbe un ruolo adatto per una star di Hollywood del calibro della
Johansson. Madison è stata il primo amore di Batman nei
fumetti, debuttando nel lontano 1939.
Madison è un’attrice e una
socialite che potrebbe essere utilizzata come un modo per The
Batman 2 esplorare il lato playboy di Bruce Wayne interpretato
da Pattinson. Nel primo film, Bruce era così avvolto
dall’oscurità che anche quando non indossava il costume, la sua
personalità era oscurata da quella di Batman. La Johansson, nei
panni della spensierata Julie, potrebbe cambiarlo.
Samantha Vanaver
Si vocifera di alcuni cattivi per
The Batman 2. In cima alla lista dei desideri dei fan per
il sequel DC c’è la Corte dei Gufi, un’organizzazione antica
quanto Gotham che ha segretamente governato la città dall’ombra per
tutto questo tempo. La Johansson ha la gravitas necessaria per
interpretare la sua leader, Samantha Vanaver.
Sebbene la Corte dei Gufi abbia
avuto diversi Gran Maestri, il ruolo di Vanaver nel film
d’animazione Batman vs. Robin è perfetto per descrivere il
personaggio che Johansson potrebbe interpretare in The Batman
2. Il personaggio aveva una relazione sentimentale con Bruce
Wayne mentre guidava segretamente la Corte dei Gufi alle sue
spalle. Che colpo di scena!
Nora Fries
Ora, Nora Fries significherebbe che
la Johansson non darebbe vita a un interesse amoroso di Batman.
Detto questo, il personaggio avrebbe senso vista la situazione in
cui si trova attualmente Gotham City. Dopo che il piano
dell’Enigmista di allagare Gotham nel finale di The Batman è andato a buon fine, Mr. Freeze
è il cattivo ideale per il sequel.
Potrebbe trasformare Gotham nel suo
paese delle meraviglie invernale, con Batman che scopre ciò che
vuole veramente. La tragica storia di Freeze include il salvataggio
di sua moglie, Nora, che ha bisogno di un’attrice drammatica
esperta come la Johansson per trasmettere il pugno allo stomaco
della sua condizione di quasi morte e la profondità a cui Freeze
affonderà per cercare di salvarla.
Harley Quinn
Harley Quinn è una scelta di
casting più azzardata per la Johansson, lo so. Detto questo,
The Batman ha introdotto la versione del Joker del
franchise, interpretato da Barry Keoghan, che dovrebbe tornare nel
sequel in qualche forma. Se il Joker può apparire, perché non
introdurre anche la sua altra metà?
La Johansson ha le capacità
recitative per interpretare l’intelligente psichiatra Harleen
Quinzel, che potrebbe avvicinarsi a Bruce Wayne usando quella
personalità, ma alla fine essere già sotto l’incantesimo del Joker
come Harley Quinn. Dopotutto, Batman e Joker hanno un legame
consolidato nella serie, e Harley potrebbe cercare di liberare
il cattivo. Johansson è un nome abbastanza importante per
Harley Quinn.
Silver St. Cloud
Se The Batman 2 si
concentrerà più su Bruce Wayne che su Batman, credo che uno dei
personaggi migliori per far uscire Bruce dall’oscurità in cui si
trova attualmente sia Silver St. Cloud. Un’altra delle socialite
della DC, St. Cloud, è un personaggio speciale nel mito di
Batman, poiché ha scoperto il suo segreto.
Dopo aver scoperto che Bruce Wayne
era Batman, St. Cloud ha rotto con lui perché non poteva continuare
a preoccuparsi per la sua salute ogni volta che usciva per
combattere il crimine. Questo alla fine porta Bruce a chiedersi
se dovrebbe rinunciare a essere Batman. La loro relazione
sarebbe perfetta per un The Batman 2 incentrato su Bruce
Wayne.
Talia Al Ghul
È improbabile che Talia Al Ghul
compaia in The Batman 2, dato che James Gunn ha rivelato che
Damian Wayne sarà Robin nel film The Brave and the Bold Batman
dell’universo condiviso DC. Considerando che Damian è il figlio di
Bruce Wayne e Talia al Ghul, quest’ultima dovrebbe essere
fortemente legata al DCU per ora.
Tuttavia, dal punto di vista della
trama, non escluderei completamente la possibilità che Johansson
interpreti Talia. Lei è un altro dei più grandi interessi amorosi
di Batman nei fumetti, che potrebbe facilmente passare per una
donna ricca di cui Bruce si innamora e che alla fine si rivela
essere la figlia di Ra’s al Ghul ed erede di un impero di
assassini. Il mondo di Bruce ne sarebbe sconvolto.
Julia Pennyworth
The Batman ha stabilito la
dinamica tra Bruce Wayne di Robert Pattinson e Alfred Pennyworth di
Andy
Serkis. Con Serkis a 61 anni, Alfred potrebbe avere una figlia
che ha più o meno l’età del Batman di Pattinson, ed è qui che entra
in gioco Julia Pennyworth. Julia è la figlia estraniata di
Alfred, e il suo arrivo a Wayne Manor potrebbe essere piuttosto
interessante.
Nella serie The Batman,
Alfred è ben consapevole che Bruce è Batman e aiuta il Cavaliere
Oscuro nelle sue missioni. Il fatto che entrambi i personaggi
girino intorno a questa verità quando Julia entra nella loro vita
creerebbe un interessante tumulto emotivo. Dato che Alfred e
Bruce avevano un rapporto più professionale in The
Batman, Julia potrebbe anche contribuire a far emergere il
legame più caloroso e paterno che i fan amano.
Phantasm
Infine, anche se l’elenco non segue
un ordine specifico, credo che il ruolo migliore per Scarlett
Johansson in The Batman 2, e il più emozionante, sia quello
di Andrea Beaumont, alias Phantasm. Il personaggio è stato
creato per il film d’animazione Batman: The Mask of the
Phantasm. Nel film, Beaumont è fidanzata con Bruce.
Lei rompe il fidanzamento per
scappare con suo padre quando la mafia lo perseguita. Dopo la sua
morte, lei riappare anni dopo in una missione di vendetta come
Phantasm. Il ruolo permetterebbe a Scarlett Johansson di
mostrare le sue abilità d’azione di Black Widow dall’MCU alla
DC, interpretando al contempo un personaggio sfumato con un
retroscena emotivo, rendendo Phantasm ideale per The Batman
2.
Che sia per scrittura del
personaggio, per scelta del costume o per struttura fisica
dell’attore stesso, molti attori nella storia del cinecomic non
hanno rispettato pedissequamente le caratteristiche originali delle
loro controparti dei fumetti.
Pensiamo al Joker
di Jared
Leto nel nuovo corso della DC, boss mafioso con
dentatura dorata in Suicide Squad, o alla
Catwoman di Michelle Pfeiffer, bionda e
sensuale in Batman – Il Ritorno di
Tim
Burton. Caratterizzazioni iconiche di figure senza
tempo che gli appassionati hanno visto cambiare nel corso dei vari
adattamenti.
Ecco allora di seguito i più celebri
10 personaggi DC che non somigliano per niente ai loro
interpreti:
Christian Bale
Christian Bale non è stato un cattivo
Batman, anzi, ma vari aspetti del suo personaggio
sono stati criticati, come la sua voce roca o l’aspetto
fisico per niente corrispondente a quello del crociato di
Gotham.
Dall’altra parte il suo talento
recitativo e le sfumature che è riuscito ad infondere nel supereroe
non hanno pari nella storia del franchise, e i fan sono riusciti a
superare qualsiasi limite apparente.
Jack Nicholson
Il look del Joker
realizzato su Jack Nicholson era davvero molto
simile a quello originale, così come il suo vestito viola e verde,
ed è ancora oggi difficile immaginare un altro attore nei panni del
principe del crimine. Tuttavia le espressioni esagerate non fanno
dimenticare che sotto quel trucco ci sia un attore come Nicholson,
il che rendeva alquanto difficile sospendere l’incredulità dello
spettatore.
Michelle Pfeiffer
Michelle Pfeiffer è
stata senza dubbio una grande Catwoman, forse
addirittura la più grande di tutte, ed è dato di fatto. La sua
performance nei panni di Selina Kyle era intensa,
sensuale, sorprendentemente vulnerabile, ma volendo essere onesti
non era affatto simile alla controparte dei fumetti.
Tradizionalmente Selina ha un naso
piuttosto grande, occhi a mandorla e capelli scuri, spesso tagliati
corti, praticamente l’opposto della Pfeiffer.
Ezra Miller
Buona parte dei fan di Barry
Allen sono rimasti delusi dopo la notizia che
Grant Gustin non avrebbe ripreso il ruolo di
The
Flash anche sul grande schermo in Justice League.
Per il personaggio cinematografico
fu invece scelto Ezra Miller, una vera gioia da
guardare, spiritoso, dinamico, ma per niente somigliante con la
controparte che abbiamo conosciuto sui fumetti.
Michael Keaton
Michael Keaton non è stata la scelta
più ovvia del mondo per il personaggio di Batman,
e non per quanto riguarda le sue rinomate doti di attore, quanto
invece per l’aspetto fisico.
Keaton era troppo basso e poco
muscoloso come sarebbe invece il supereroe originale, e non è mai
riuscito a trasmettere lo stesso livello di serietà e angoscia di
un Christian Bale o di un Ben
Affleck.
Amy Adams
Lois Lane ha
cambiato spesso look nel corso degli anni, sempre in cima alle
ultime tendenze, ma a prescindere dallo stile abbracciato il
personaggio sarà sempre riconosciuta e ricordata per i suoi capelli
neri.
Motivo per cui Amy
Adams, con le sue lunghe ciocche rosse, non era
esattamente l’attrice più adeguata a interpretarla sul grande
schermo (tuttavia si è rivelata dolce, comprensiva e intensa come
mai nessuno prima).
Ryan Reynolds
L’unico vero problema di
Ryan Reynolds è il suo essere
semplicemente troppo divertente per un personaggio come Hal Jordan,
motivo per cui in Lanterna Verde sembrò meno
credibile di quanto lo sia stato in futuro come
Deadpool.
La sua controparte dei fumetti è
seriosa, tutto il contrario di quanto espresso dall’attore nel film
(che poi si rivelò un vero flop al botteghino per la Warner
bros.).
Jared Leto
Il casting di Jared
Leto aveva subito preoccupato i fan di
Joker, ancora di più quando sono stati rivelati i
look del personaggio per Suicide Squad. E
francamente, non assomigliava affatto clown principe del crimine di
Gotham, ma ad un boss della malavita pieno di tatuaggi e denti
d’oro.
I suoi capelli erano troppo lisci, i
suoi denti troppo danneggiati, e al suo naso mancava la punta che
ne risaltava il carattere spigoloso dei fumetti.
Arnold Schwarzenegger
Arnold Schwarzenegger è
notoriamente un attore dalla stazza imponente e muscolosissimo, e
che ci crediate o no il suo Mr. Freeze non
somigliava affatto alla controparte originale dei fumetti.
Sulle pagine infatti, a causa della
sua malattia, viene spesso ritratto con un corpo gracile, quasi
scheletrico, che deve proteggere con la sua iconica uniforme. Ecco
perché, in fin dei conti, Schwarzenegger non era assolutamente
adattato a questo “disegno” sebbene lo ricordiamo con piacere nel
franchise di Batman.
Jason Momoa
Jason Momoa è entrato nel cuore dei fan
dopo essere apparso nei panni di Aquaman in
Justice League, e ora si prepara a fare il suo
debutto solista nel cinecomic in uscita a dicembre 2018.
Il suo ritratto del il re dei mari è
certamente accattivante, molto più divertente del previsto e
sicuramente inedito, con un look studiato dallo stesso Momoa con
Zack Snyder (è sua l’idea dei tatuaggi che
raccontano la storia di Arthur Curry).
Tuttavia queste qualità non possono
distrarci dall’evidenza: l’ Aquaman originale non
ha niente a che vedere con il suo interprete cinematografico, visto
che di solito l’eroe DC viene descritto come un individuo meno
imponente di Momoa e soprattutto con i capelli biondi.
Sappiamo già che ci saranno due
nutriti schieramenti di eroi, che sarà una faccenda piuttosto
dolorosa e che vedremo in azione non solo i protagonisti che già
conosciamo del MCU ma anche alcuni personaggi
inediti (Black Panther e
Spider-Man). Ma, dal momento che la Marvel non
lascia mai niente al caso e non scopre mai del tutto le sue carte,
chi potrebbe essere l’elemento sorpresa di Captain
America Civil War?
Sinossi: Captain America: Civil War si svolge subito
dopo gli eventi di Avengers: Age of Ultron, con Steve
Rogers e gli Avengers costretti ad affrontare i danni collaterali
causati dalla loro lotta per proteggere il mondo. Dopo che la città
di Lagos, in Nigeria, viene colpita dall’ennesimo incidente
internazionale che vede coinvolti gli Avengers, le pressioni
politiche chiedono a gran voce un sistema di responsabilità e un
consiglio d’amministrazione che decida quando richiedere
l’intervento del team. Questa nuova dinamica divide gli Avengers
che, al tempo stesso, tentano di proteggere il mondo da un nuovo e
malvagio avversario.
Sono tanti i film che vorremmo
fossero realizzati, ma altrettanti sono quei progetti che per
fortuna non sono mai stati realizzati, soprattutto per quanto
riguarda i cinecomics.
Ecco dieci progetti davvero brutti
che non hanno mai visto la luce, per fortuna.
Anche se la transizione
dall’esibizione sul palco al grande schermo potrebbe risultare
naturale per un musicista, solo pochi sono riusciti a guadagnarsi
il plauso della critica per le loro performance e premi prestigiosi
come nomination agli Oscar.
Da Britney Spears a
Keith Richards, molti musicisti hanno sperimentato
la recitazione sul grande schermo; proprio grazie alla loro
inclusione nel cast, molti film hanno attirato in massa il pubblico
nelle sale, ma non sono stati necessariamente elogiati dalla
critica: ci vuole veramente il ruolo perfetto per riuscire in
performance memorabili, che stupiscano il pubblico. Vediamo assieme
chi sono stati i 10 musicisti che hanno ricevuto una nomination
agli Oscar per le loro interpretazioni da attori.
Frank Sinatra (1954, 1956)
Il primo viaggio di
Frank Sinatra verso gli Oscar fu nel 1954 quando
venne nominato per il suo ruolo di supporto nel dramma di guerra di
Fred ZinnemannDa qui
all’eternità. Nel film, Sinatra interpretava il soldato
Angelo Maggio, un membro dell’esercito americano
che assiste all’attacco a Pearl Harbour.
Sinatra consolidò
ulteriormente la sua immagine da attore più avanti, quando venne
nominato come migliore attore per la pellicola L’uomo dal
braccio d’oro nel 1956: candidato in tre categorie, il
film è incentrato su Frankie Machine, un
tossicodipendente e detenuto che lotta per rimanere pulito dopo
essere stato rilasciato dalla prigione.
Barbra Streisand (1969, 1974)
Con molteplici Emmy, Grammy
e Oscar vinti, oltre a un Tony, Barbra Streisand è
una delle artiste più premiate di sempre a Hollywood. Dal palco
allo schermo, la Streisand ha sempre stupito il
pubblico con la sua grande voce e il suo grande cuore.
La sua prima nomination all’Oscar
come migliore attrice è arrivata nel 1969 per la sua
interpretazione di Franny Brice in Funny
Girl. Il film segue la vita di Brice, una star del cinema
e comica che vive a New York. Nel film, la
Streisand si esibisce in diversi numeri musicali,
tra i quali spicca “Don’t Rain On My
Parade“, canzone che ha messo definitivamente in
mostra la sua vocalità impressionante.
Diana Ross (1973)
Meglio conosciuta come
membro del gruppo canoro The Supremes, e per
successi da solista come “Ain’t No Mountain High
Enough“, il primo ruolo da attrice di Diana
Ross fu nel 1972 in Lady Sings the Blues,
performance che l’avrebbe portata a conseguire una nomination agli
Oscar come miglior attrice.
Nel film, Ross
ritrae l’iconica cantante jazz Billie Holiday: lo
stimato critico Roger Ebert definì la sua interpretazione come
una delle migliori dell’anno. Tuttavia, la Ross
alla fine perse il premio a favore di un’altra grandissima attrice
e cantante: Liza Minelli.
Cher (1983, 1987)
Quando le fu offerto il
primo ruolo importante al cinema, come operaia in un impianto di
produzione di combustibile nucleare, Cher non era
estranea all’occhio della telecamera. Dal 1971 al 1974 ha avuto il
suo sketch show personale, The Sonny and Cher Comedy
Hour, oltre a ruoli in un paio di film ed episodi
televisivi.
In Silkwood di
Mike Nichols, Cher recitava
accanto al due volte premio Oscar Meryl Streep. Dopo la sua nomination, Cher è
apparsa in altri 2 film candidati all’Oscar prima di ricevere la
statuetta come miglior attrice per Moonstruck: il
suo ruolo nel film è iconico e dinamico e nessuno ha mai più dato
uno schiaffo in faccia a Nicholas Cage alla maniera iconica di
Cher.
Queen Latifah (2003)
Prima di essere un’attrice,
Queen Latifah è stata un’artista hip-hop e rap di
successo; dall’inizio della sua carriera musicale alla fine degli
anni Ottanta, Latifah ha pubblicato 7 album in
studio e ha vinto 1 Grammy.
Nel 2003 ha recitato nella pellicola
Chicago di Rob Marshall, basata
sull’omonimo musical di Broadway. Per il suo ruolo della direttrice
della prigione Matron Mama Morton,
Latifah ha ricevuto una nomination all’Oscar come
miglior attrice non protagonista, perdendo alla fine contro la sua
co-star Catherine Zeta-Jones. Anche se
Latifah ha dimostrato le sue capacità recitative e
vocali, Zeta–Jones ha sicuramente
colpito nel segno in Chicago nel ruolo di Velma
Kelly.
La carriera di Will
Smith è passata senza soluzione di continuità dalla
radio alla televisione, al cinema. Dopo aver iniziato la sua
carriera nel duo hip-hop DJ Jazzy Jeff & the Fresh
Prince, Smith ha ottenuto un suo
show televisivo (Willy il principe di Bel
Air) prima di ottenere i ruoli cinematografici che lo
avrebbero reso uno degli attori più richiesti di Hollywood.
Anche se la sua carriera ha avuto
alti (Men in Black) e bassi (Focus),
i suoi ruoli in Ali (2001) e La ricerca della felicità (2006), e le
successive nomination, hanno dimostrato che Smith possiede davvero
grandissime capacità attoriali.
Jennifer Hudson (2007)
La storia della carriera di
Jennifer Hudson è un misto di favola e
vendetta: dopo essere stata cacciata da American
Idol nel 2004, uno shock per molti spettatori, la
Hudson si è ripresa con il suo primo ruolo da attrice nel musical
Dreamgirls di Bill Condon. Nel
film, che è basato sull’omonimo musical di Broadway, la
Hudson interpreta Effie White, un
membro del gruppo soul delle Dreamettes.
Non solo la Hudson
ha tenuto testa musicalmente alla superstar del pop
Beyoncé, ma ha anche regalato al pubblico una
performance stellare che ha entusiasmato critici e spettatori. Il
25 febbraio 2007 è salita sul palco della 79esima edizione degli
Academy
Awards per ritirare il premio come miglior attrice non
protagonista.
Mark Wahlberg (2007)
Mark
Wahlberg, noto anche come Marky Mark,
ha dato un’interpretazione eccezionale nel ruolo dello
spregiudicato sergente maggiore Sean Dignam nel
dramma criminale di Martin ScorseseThe Departed. Anche se l’Oscar al migliore
attore non protagonista quell’anno andò ad Alan
Arkin, la performance di Wahlberg è sicuramente uno dei
punti di forza del film.
Nominato per 5 Oscar in totale,
The Departed se ne è portati a casa quattro:
Miglior film, Miglior regista, Miglior sceneggiatura non originale
e Miglior montaggio. Dell’intero cast, che includeva i grandi
attori Jack Nicholson e Leonardo DiCaprio, Wahlberg è
stato l’unico attore a ricevere una nomination.
Mary J. Blige (2018)
Con ben 9 Grammy Awards
vinti, Mary J. Blige ha guadagnato le sue prime
nomination agli Oscar sia per la performance che per la colonna
sonora del dramma storico
Mudbound. Ambientato nel Mississippi dopo la seconda
guerra mondiale, il film segue due soldati neri che affrontano
pregiudizi e razzismo quando tornano a casa.
Nel 2018, Mudbound
ha battuto diversi record agli Academy Awards:
Blige è diventata la prima donna nera a ricevere
più nomination agli Oscar in un anno, mentre Dee
Rees è diventata la prima donna nera ad essere nominata
per la migliore sceneggiatura non originale. Inoltre, anche la
direttrice della fotografia del film, Rachel
Morrison, è diventata la prima donna ad essere nominata
per la migliore fotografia.
Lady Gaga (2019)
Nel
2019,Lady
Gaga
è stata nominata come migliore attrice protagonista
nell’adattamento del musical
A star is Born,
diretto, scritto e interpretato da
Bradley Cooper.
Nel film, interpreta Ally, una musicista in difficoltà che inizia
una relazione professionale e personale con un famoso cantante.
Seppur
Gaga
non abbia trionfato come migliore attrice protagonista, si è
portata a casa un Oscar per la miglior canzone originale,
Shallow.
Con il grande fermento che circonda
il suo ruolo di Patrizia Reggiani in
House of
Gucci di Ridley Scott, Gaga
potrebbe ritrovarsi ancora una volta in lizza per la candidatura
alla migliore attrice protagonista agli Oscar 2022.
É sempre stata battaglia tra i
Marvel Studios e la
Warner Bros. per quanto riguarda i cinecomics e ciò non è cambiato nel 2022, con
uscite come Thor: Love and Thunder e The Batman. Tuttavia, i fan di entrambi gli
schieramenti continuano a discutere su quale universo
supereroistico possa effettivamente trionfare come migliore, il
MCU
o il DCEU, considerando fattori come l’accuratezza
dei fumetti, la tradizione e le abilità di storytelling.
Con il MCU che sta
girando molti show televisivi e film come Ms. Marvel e
Doctor Strange 2, questo universo ha ampliato il suo
mosaico sul multiverso e sulla componente cosmica nella
Fase Quattro, che è di gran lunga migliore della
rappresentazione disgiunta e standalone del DCEU
dei suoi supereroi. Per questo motivo, alcuni fan su Reddit si sono schierati per
sostenere la superiorità della Marvel contro la
DC Comics nella lotta infinita per decidere quale
sia la migliore tra le due.
Più eroi di successo
Il redditor CorruptedEvil ha
commentato: “La Marvel
ha fatto un lavoro migliore nel lanciare sul mercato tutti i suoi
personaggi, mentre la DC si concentra quasi
esclusivamente su Batman e Superman“. Sebbene la
DC abbia recentemente dato risalto a supereroi
come Wonder Woman e Lanterna
Verde, non si avvicina infatti al numero di personaggi che
la Marvel ha presentato e sviluppato con successo.
La Marvel è
riuscita a creare un gran numero di fumetti, film e serie di
successo su più personaggi, espandendo anche i suoi recenti
progetti ad eroi meno noti come Ms. Marvel o
Moon Knight. Batman,
Superman e Wonder Woman sono
supereroi iconici e nessuno può negarlo, ma sembra che la
DC sia rimasta ancorata agli stessi nomi popolari
e non abbia corso lo stesso rischio di investire in nuovi eroi.
Supereroi con cui è facile
relazionarsi
Il redditor TheKingsPeace
ha dichiarato: “Trovo che la Marvel e le sue
storie siano più avvincenti della DC. Come ho già
detto, i problemi e le preoccupazioni dei personaggi sono più
condivisibili”, fornendo grandi esempi: “I problemi di
discriminazione che devono affrontare gli X-Men, quelli geopolitici delle
Pantere Nere e persino i problemi scolastici di
Spider-Man“.
Alcuni lettori sono alla ricerca di
evasione, ma altri di una storia realistica e con cui sia facile
relazionari, con protagonisti supereroi verosimili. Per esempio, la
passione sfrenata di Kamala Khan per la Marvel è
un aspetto con cui molti fan del MCU
possono entrare in sintonia, che si tratti dell’AvengerCon o di
video su YouTube in cui si rievoca la Battaglia della Terra. Questa
relazionabilità permette ai fan di entrare facilmente in contatto
con i personaggi e di vederne il lato umano che li rende molto più
di semplici supereroi.
Cattivi complessi
L’utente frustratedbuddhist
ha sottolineato come la Marvel
renda i suoi cattivi più credibili rispetto alla
DC, aggiungendo: “Possiamo capire perché hanno
preso proprio quella strada e, anche se non siamo d’accordo con i
loro metodi, a volte possiamo comunque comprenderli”.
Molti cattivi della Marvel
raggiungono la tridimensionalità e la loro storia porta i lettori a
fare il tifo per questi personaggi, simpatizzando o convalidando le
loro argomentazioni. La Marvel si discosta dalla
formula del tipico scenario in cui è un villain a dominare sul
mondo, e fornisce un arco narrativo più sfumato e complesso per
questi personaggi. Ad esempio, le preoccupazioni di
Thanos per la sovrappopolazione lo hanno
spinto a spazzare via metà universo per alleviare questo fardello,
mentre Wanda Maximoff ha spezzato il cuore dei fan
perché voleva solo stare con i suoi gemelli.
Squadre fantastiche
Il redditor Ebelglorg ha
affermato: “Amo di più le squadre Marvel. Amo
i Fantastici Quattro, i
Vendicatori, gli X-Men per motivi
diversi”, e tanti fan sono d’accordo con quest’opinione. Infatti,
le squadre Marvel sono diventate vere e proprie
icone nella cultura pop riconoscibili più o meno da chiunque, fan o
meno.
Non si può dire lo stesso delle
squadre DC, che non sono diventate così popolari
nemmeno con la Justice League. I film degli
X-Men, in particolare, hanno avuto un ruolo
fondamentale nell’introduzione di più personaggi che lavorano
insieme, dimostrando per primi che i film sui team-up dei supereroi
possono funzionare. In ogni caso, quando si tratta di gruppi di
supereroi fantastici e indimenticabili, la Marvel
ha la meglio.
Eroi sottopotenziati
Il redditor valetudo020 ha
semplicemente dichiarato: “Non riesco a sostenere gli esseri
onnipotenti o i miliardari… Che posso dire? Mi piacciono i miei
eroi sottopotenziati e in inferiorità numerica”. La
Marvel ha eroi straordinari che sono fantastici
proprio perché non hanno alcun superpotere specifico e possono
comunque battere qualsiasi nemico.
Occhio di Falco e Vedova Nera ne sono un ottimo esempio. I loro
personaggi sottopotenziati, all’altezza degli altri
Vendicatori, sono davvero ammirevoli e
rappresentano un motivo in più per amare la
Marvel, testimoniando quanto anche una persona
comune possa farsi valere ed essere necessaria sul campo di
battaglia.
Sviluppo dei personaggi
IvorySwings ha
sottolineato: “Preferisco la Marvel perché è più
incentrata sui personaggi… Di solito c’è più sviluppo dei
personaggi e le storie sono più focalizzate su di essi… I progetti
della DC tendono invece ad essere più incentrati
sulla trama”, un’osservazione piuttosto accurata.
A volte è più divertente e
significativo vedere un personaggio amato avere uno sviluppo
interessante e profondo, e i migliori archi di personaggi della
serie di Thor, tra gli altri supereroi e cattivi,
lo dimostrano. Loki ha iniziato come cattivo ma si
è lentamente trasformato in un antieroe, il che gli è valso una
serie tutta sua incentrata sul caos del multiverso. È senza dubbio
interessante presentare film dalla trama avvincente, ma gli archi
dei personaggi danno continuità ai film Marvel e
spingono il pubblico a voler rivedere i supereroi in altri film per
poter capire come si sono evoluti.
Personaggi parodistici
Un altro utente ha
affermato di preferire la Marvel alla
DC per la presenza di “personaggi parodistici con
umorismo, ma che allo stesso tempo possono essere seri”, pensiero
totalmente esemplificato da Deadpool. Ha questa
maschera da antieroe che lo rende esilarante, ma è anche un
personaggio gestito in maniera così seria da non risultare mai
noioso o scadente.
Secondo questo utente, la
Marvel riesce ottimamente a prendere in giro
i propri supereroi, affermazione che potrebbe essere percepita come
vera da molti. Ultimamente, i supereroi Marvel non hanno paura di
essere goffi, inopportuni, ingenui, sciocchi o qualsiasi altro
attributo che sia materiale eroico, il che non fa che conquistare
il cuore di molti fan.
Il Multiverso
JosephFurguson ha
commentato: “Sento che la narrazione della Marvel
è più fluida e meno rigida di quella della DC…
Tutti questi eventi potrebbero accadere da qualche parte nel
Multiverso Marvel. Con la DC, non
ho mai la sensazione che le storyline possano andare in più di una
direzione”. Sebbene Spider-Man: No Way Home possa aver risolto in
parte la situazione del multiverso instabile, in Doctor Strange 2 ha continuato a
concettualizzarlo ulteriormente.
La Marvel ha ormai
abbracciato in toto il concerto di multiverso e non ha paura di
esplorare tutte le possibilità che potrebbero verificarsi. I film e
le serie stanno sfruttando il multiverso più che mai, ed è
divertente per il pubblico assistere al caos che sta provocando e
ai variegati esiti che potrebbero verificarsi.
Migliori sceneggiatori
Il redditor
YonasWithTheSauce sostiene che il MCU
sia meglio del DCEU “non tanto perché la
Marvel ha eroi migliori, ma autori migliori, vi
assicuro che la DC avrebbe potuto avere lo stesso successo se
avesse avuto sceneggiatori migliori e avesse iniziato prima a
creare il suo universo cinematografico”.
Sicuramente, ad oggi la
Marvel vince perchè è suo l’universo
cinematografico di maggior successo. Il Redditor ha spiegato che
l’azienda dispone di sceneggiatori migliori che lavorano con
maggiore libertà, il che consente loro di essere più creativi e di
correre dei rischi nel raccontare la storia di un personaggio
Marvel. È il caso di Thor: Ragnarok, che ha rinnovato la sua
immagine con un tono più comico, migliorando l’arco del personaggio
di Thor con più sostanza ed energia.
Gli incassi da record del MCU
RangerRed02 ha dichiarato:
“Quando si tratta di film, non c’è competizione, e credo che tutto
si riduca ai risultati ottenuti. Il lato cinematografico è quello
in cui Marvel domina su tutti… I Marvel
Studios hanno costantemente soddisfatto il pubblico per un
decennio, battendo record su record al botteghino”, e ha detto la
verità.
Si può discutere se i fumetti
Marvel
o DC siano migliori, ma quando si tratta di film e
serie, non c’è molto da questionari. Non sono solo i molteplici
eroi e gli incredibili scrittori a rendere la Marvel migliore della
DC, ma anche il modo in cui la combinazione di tutte le sue
caratteristiche l’ha resa un mostro imbattibile al botteghino, con
Avengers: Endgame che è diventato il secondo
film di maggior incasso di tutti i tempi.
I fumetti rappresentano una
letteratura varie a prolifica che, pian piano, sta trovando largo
spazio sul grande e sul piccolo schermo. Ci sono però alcuni
moemnti in cui i fumetti si spingono troppo oltre, in luoghi e
perversioni che il cinema e la tv difficilmente possono
replicare.
Di seguito 10 momenti scioccanti dai
fumetti che non vedremo mai al cinema:
L’universo cinematografico
Marvel non è esattamente
noto per essere innovativo, ma il franchise crollerebbe
letteralmente sotto le restrizioni delle più vecchie regole di
censura della Marvel Comics, quelle dettate dal famoso
Comics Code Authority. Il codice di condotta ha
posto severe restrizioni sui tipi di narrazione che le principali
società di fumetti potevano portare avanti negli anni ’50.
Guardare i film dell’universo
cinematografico Marvel attraverso la lente delle regole originali
della Comics Code Authority dipinge un quadro
interessante. L’MCU ha la reputazione di essere un franchise
commerciabile in massa e per famiglie, ma secondo gli antichi
standard dell’originale CCA pubblicato nel 1954, i film sono in
realtà più che scandalosi! Ecco i momenti del MCU che non avrebbero
mai superato le regole della censura per fumetti degli anni
’50.
Il Time
Heist – Per quanto divertente, la “rapina temporale”
è ancora tecnicamente un crimine
Un inaspettato momento di
leggerezza dopo la cupa introduzione a Avengers:
Endgame, la “rapina temporale” è un momento divertente
attraverso i più grandi successi del MCU mentre i Vendicatori
lottano per reclamare le Gemme dell’Infinito in diversi momenti nel
tempo. Ideato nientemeno che dal ladro presente della squadra,
Ant-Man, il Time Heist ha fatto sì che i
Vendicatori, che normalmente si fanno notare, adottassero furtività
e astuzia per rubare le varie pietre. Sorprendentemente, secondo le
regole della Comics Code Authority l’intera sottotrama avrebbe
dovuto essere eliminata dalla sceneggiatura di Endgame.
Per quanto divertente sia guardare
il Time Heist, è facile dimenticare che
tecnicamente si tratta di un comportamento criminale. Anche se è
nel passato, i Vendicatori derubano le autorità governative come lo
S.H.I.E.L.D. e perfino la famiglia reale di Asgard. Secondo una
riga del Codice, “I crimini non devono mai essere presentati in
modo tale da creare simpatia per il criminale”, il che
significa che i Vendicatori sarebbero sfortunati a infrangere la
legge, anche solo per salvare metà dell’universo.
La tortura di Doctor
Strange – Atti così brutali sono vietati dal CCA
In una delle scene più
brutali del MCU, Doctor Strange viene torturato
dal signore della guerra telecinetico dell’Ordine Nero di Thanos, Ebony Maw. Il despota alieno
riesce a rendere relativamente breve gli sforzi combinati di Doctor
Strange e Iron Man, portando via il primo per interrogarlo sulla
sua astronave e sbloccare l’incantesimo vincolante dell’Occhio di
Agomotto. I metodi brutali di Maw prevedono la tortura di Strange
con centinaia di piccoli aghi telecinetici, creando un’immagine
davvero terrificante.
Non capita spesso che l’MCU ricorra
a rappresentare la violenza in modo così doloroso, ma in quei casi,
la Comics Code Authority si metterebbe sicuramente
in discussione. La tortura in particolare sembrava essere un punto
dolente per il sistema di regole, che stabiliva che “le scene
di tortura brutale, eccessivi e inutili scontri con coltelli e armi
da fuoco, agonia fisica, crimini cruenti e raccapriccianti devono
essere eliminati”. La tortura di Dottor
Strange per mano di Ebony Maw rientra sicuramente in
questo ombrello.
Gli zombie di Waht
If…? – Il codice dei fumetti aveva un problema particolare
con il cannibalismo dei non morti
Basato sul famigerato
fumetto Marvel Zombies, in cui un virus devastava l’universo dei
supereroi, What If…? Zombie?! ha adattato la
stessa idea nel MCU. Di gran lunga una delle voci più cruente
dell’intero franchise, la Comics Code Authority avrebbe alcuni ovvi
scrupoli con l’episodio a causa del livello di violenza
rappresentato. Ma oltre alla violenza in sé, il codice sembrava
nutrire anche un particolare disprezzo per i morti che camminano in
generale.
Una riga si esprimeva in particolare
contro “Scene che trattano o strumenti associati a morti che
camminano”, ammonendo poi sulla presenza di demoni e sul
cannibalismo. Ciò significa che l’intero concetto di Marvel Zombies
sarebbe stato completamente fuori discussione. Anche se l’MCU
potrebbe trovare un modo per far funzionare gli zombi senza sangue,
le autorità sono esplicite riguardo al semplice concetto di non
morti.
I Love Bots in Guardiani
della Galassia Vol. 2 – una delle implicazioni più volgari
dell’Universo Marvel
L’ambientazione di sfondo
di una scena relativamente dimenticabile in
Guardiani della Galassia Vol. 2era onestamente
una sfida per le normali pratiche di censura dell’MCU, per non
parlare della Comics Code Authority. Quando Yondu
incontra Stakar, trova lui e il suo clan che godono dei servizi
dell’Iron Lotus sul pianeta innevato Contraxia. Non sorprende che
per i Devastatori l’Iron Lotus sia un bordello popolato da
cortigiane robotiche incaricate di “intrattenere” gli avventori
della taverna.
Di tutti i molti pianeti esotici
visitati dalla serie Guardiani della Galassia,
Contraxia finisce per essere uno dei più volgari, con prostitute
androidi seminude che si muovono sullo sfondo. Ovviamente, questo
tipo di costruzione del mondo toccherebbe i nervi dell’autorità
asessuata del Codice dei fumetti, sempre vigile su argomenti
così scandalosi che offuscano le menti dei giovani lettori di
fumetti. È sicuro dire che questa scena non sarebbe mai
apparsa nel MCU se si fosse stati severi seguendo le regole del
CCA.
La rivelazione del titolo
di Werewolf By Night – il corto sarebbe stato scartato
solo in fase di presentazione
Mentre singole scene,
trame o addirittura episodi di show sarebbero stati tagliati sotto
la restrittiva del CCA, un progetto in particolare
avrebbe dovuto essere completamente demolito. Werewolf
By Night, primo progetto a tema horror della Marvel,
realizzato per Disney+, raccontava la storia di un
licantropo con un’audace fotografia in bianco e nero. Il
cortometraggio non è privo di momenti brutali che avrebbero
innescato un intervento da parte dell’Autorità, ma il concetto da
solo avrebbe reso l’MCU motivo di radiazione dall’albo.
Stranamente, nella stessa riga che
vieta l’uso dei morti viventi, la Comics Code
Authority ha dichiarato che “vampiri, vampirismo,
ghoul, cannibalismo e lupo mannaro sono proibiti”. Le regole
dei fumetti degli anni ’50 erano così fissate nel separare i
supereroi dall’horror che persino i lupi mannari non potevano
aggirarsi sotto lo stendardo della Marvel.
La “bomba F” di Guardiani
della Galassia vol. 3 – Il terzo film dei Guardiani è
entrato nella storia del franchise per quella volgarità
Mantenendo un track record
coerente di film PG-13, il Marvel Cinematic Universe non aveva
osato molto con il suo vocabolario fino all’uscita di
Guardiani della Galassia vol. 3. Nonostante i film
PG-13 di solito possano contenere una singola bomba F
secondo le regole di classificazione dei film della Classification
and Ratings Administration, l’MCU non ne ha mai veramente
approfittato fino a quel momento. Naturalmente, è Star-Lord che ha
l’onore di essere il primo personaggio del MCU a pronunciare questa
parolaccia sullo schermo, ma la vecchia Comics Code Authority non
avrebbe approvato.
Le volgarità erano un argomento
delicato ai tempi, e gli scrittori di fumetti dovevano stare
attenti quando osavano inserire qualche imprecazione nei loro
dialoghi. Secondo le vecchie linee guida, “sono vietate
parolacce, oscenità, volgarità o parole o simboli che abbiano
acquisito significati indesiderabili”. Ciò significa che le
battute del MCU avrebbero dovuto rimanere ancora più pulite di
quanto lo fossero già prima di Guardiani della Galassia Vol. 3.
Wanda uccide gli
Illuminati – le orribili morti della squadra di supereroi
non avrebbero mai visto la luce
Poche scene nella storia
dell’universo cinematografico Marvel avrebbero infranto così tanti
principi fondamentali della Comics Code Authority
in una sola volta come lo scontro mortale di Scarlet Witch con gli
Illuminati in Doctor Strange nel Multiverso della Follia.
Wanda Maximoff riesce a eliminare uno per uno una serie di potenti
avversari, con alcune morti creativamente raccapriccianti. Secondo
la vecchia normativa questo sarebbe stato segnalato per molteplici
reati.
Per prima cosa, anche Scarlet Witch vincendo questa battaglia
avrebbe potuto rappresentare una narrazione troppo precaria secondo
le vecchie regole, che preferivano un eroe vittorioso in tutti i
casi possibili. In secondo luogo, alcune delle uccisioni più
brutali eseguite in questa scena, come Mr. Fantastic che viene
trasformato in spaghetti o Black Bolt il cui cranio si frantuma a
causa del contraccolpo del suo stesso potere sigillato, verrebbero
sicuramente esaminati. È una fortuna per il pubblico che l’MCU non
sia vincolato a regole arcaiche come queste, durante la stesura di
alcune delle scene di combattimento più creative.
Capitan America fa uscire i
suoi amici di prigione – Steve Rogers non può infrangere
le regole
Nonostante rappresenti
gli interessi del governo degli Stati Uniti più di ogni altro
supereroe, Capitan America ha una storia sorprendentemente
travagliata con l’autorità. L’universo cinematografico Marvel di
certo non si è tirato indietro, poiché la trama del fumetto
Guerra Civile, in cui Capitan America sfida apertamente il
governo degli Stati Uniti, è stata liberamente adattata nel film
Capitan America: Civil War. L’intera trama si
troverebbe su un ghiaccio incredibilmente sottile secondo le
vecchie regole, con una scena in particolare sicuramente
incompatibile con le norme del CCA.
In un breve momento post-credits, è
implicito che Capitan America riesce a far evadere i compagni
cospiratori Occhio di Falco, Ant-Man e Falcon dalla Zattera, una
delle prigioni più sicure del mondo intero. Ciò entrerebbe
direttamente in conflitto con il desiderio della Comics Code
Authority che i supereroi non “promuovano mai la sfiducia nei
confronti delle forze della legge e della giustizia”,
indipendentemente dalle circostanze. La breve esperienza di Steve
nei panni del famigerato Nomad non sarebbe mai stata consentita in
un MCU governato da queste regole.
La scena di quasi nudo di
Thor – Il fan service sfacciato è sgradito ai sensi del
CCA
Le incredibili
trasformazioni di Thor di Chris
Hemsworth sono leggenda nell’MCU, e l’attore
infatti presenta uno dei fisici più impressionanti di qualsiasi
personaggio Marvel. Sfortunatamente per lui, il suo corpo viene
spesso utilizzato a scopo comico nei suoi film, come dimostrato in
Thor: Love and
Thunder quando Zeus fa saltare il magro
travestimento di Thor per rivelare la sua divinità a uno stadio
pieno di spettatori. Si può dire con certezza che questo umorismo
incentrato sulla nudità non passerebbe indisturbato sotto l’occhio
vigile della Comics Code Authority.
Le regole del 1954 prevedevano una
politica di tolleranza zero molto chiara sulla nudità,
sottolineando che “la nudità in qualsiasi forma è vietata, così
come l’esposizione indecente o indebita”. Che fosse maschile o
femminile, usato in uno scherzo o in una scena di sesso reale, la
nudità o la quasi-nudità non avrebbe avuto successo. Anche se
l’universo cinematografico Marvel non è mai arrivato al punto di
mostrare nudi espliciti completamente frontali, in linea con la
scena di Thor: Love and
Thunder, in cui le aree più private di Thor sono
sempre opportunamente bloccate da un’inquadratura intelligente e
dal posizionamento degli oggetti, non sarebbe ancora mai alla
distribuzione.
Il piano del barone Zemo
funziona – Non sarebbe piacevole, secondo le vecchie linee
guida, far vincere il cattivo
Di tutti i cattivi del MCU
che hanno effettivamente vinto, pochi hanno ottenuto una vittoria
così definitiva come il Barone Zemo. In cerca di vendetta sui
Vendicatori per il loro ruolo nella morte della sua famiglia, il
barone Zemo escogitò un intricato piano per mettere la squadra di
supereroi l’uno contro l’altro, portando con successo alla
disgregazione della squadra e alla quasi morte di Tony
Stark e Steve Rogers. Se non fosse stato per l’arrivo di Thanos
sulla Terra, fornendo loro un nemico comune contro cui unirsi, è
molto probabile che i Vendicatori non si sarebbero mai riuniti.
Secondo le vecchie regole della
Comics Code Authority, è improbabile che il barone
Zemo sarebbe riuscito a farla franca con il suo piano. Il codice
insisteva sul fatto che “In ogni caso il bene trionferà sul
male e il criminale sarà punito per i suoi misfatti”. Anche se
il barone Zemo alla fine trascorrerà il resto della sua vita in
prigione, il grado di successo con cui il suo piano ha funzionato
avrebbe messo l’MCU nei guai con la Comics Code Authority se
avessero dovuto rispettare le sue regole.
A seguito dell’accordo
fra Disney e Fox, con la prima che
ha finalmente acquisito tutte proprietà cinematografiche
dell’altra, gli X-Men e i Fantastici
Quattro torneranno “a casa” per la gioia dei fan.
Questo vuol dire che adesso i Marvel Studios, in seno alla
Disney, non solo potranno utilizzare la parola “mutanti”, ma anche
avere accesso a tutti quei personaggi che fino a questo momento gli
erano preclusi.
Ma come fare a introdurli nel MCU?
Seconda Guerra Mondiale e Wolverine
Di tutti i modi in cui i personaggi
Marvel precedentemente gestiti dalle Fox potranno essere introdotti
nel MCU, quello che vede Wolverine in un
ruolo importante è forse tra i più affascinanti; e per farlo
bisognerebbe riportare l’eroe indietro di qualche anno per
organizzare un incontro con…Capitan
America.
In questa storyline vedremo
un’ultima volta Steve Rogers al fianco del Mutante per combattere
Teschio Rosso
durante l’epoca della Seconda Guerra Mondiale.
Deadpool e la continuity
Tra i personaggi Marvel finora
gestiti dalla Fox, Deadpool è
l’unico ad essere potenzialmente “contemporaneo” alla timeline del
MCU e potrebbe facilmente inserirsi nella narrazione dell’universo
condiviso senza troppi scossoni.
Potrebbe anche rivelarsi un buon
modo per tenere Josh Brolin
nella famiglia, una volta che Thanos avrà terminato la sua corsa in Avengers:
Endgame, nei panni di Cable.
I Mutanti sono rimasti nascosti
E se il corso del
MCU svelasse che in realtà i mutanti sono rimasti
nascosti fino ad adesso, mentre l’umanità ha praticamente
dimenticato la loro esistenza? Non sarebbe interessante vedere di
nuovo in azione gli X-Men con il
Professor X e Magneto che
lavorano insieme per combattere qualche minaccia mutante?
Forse in seguito ad una di queste
missioni (finite male) Xavier decide di cancellare la memoria dei
suoi simili, e ciò spiegherebbe il perché della loro scomparsa o
giustificare la paura e l’odio dell’umanità nei loro confronti.
House of M
È evidente che a causa dei diritti
sul personaggio in mano alla Fox, Scarlet Witch
non abbia espresso tutto il suo potenziale nel corso del MCU. Ma
ora che l’amore della sua vita (Visione) è
morto, la perdita di suo fratello, e tanti altri ostacoli, che ne
sarà dell’eroina? Questa rabbia repressa si scatenerà contro il
mondo?
La trama di House of
M potrebbe offrire, il tal senso, molte possibilità, dove
il risveglio retroattivo del gene mutante, la resurrezione di
Quicksilver,
così come la potenziale resurrezione di Magneto
sarebbero ottimi presupposti dai quali ripartire.
Spider-Man e la Torcia Umana
Il numero inaugurale di
Amazing Spider-Man vedeva Peter Parker tentare di
unirsi alla squadra dei Fantastici
Quattro, e da allora lui e Johnny Storm, aka la Torcia
Umana, sono diventati praticamente migliori amici.
Perché quindi non introdurre la
prima famiglia di supereroi nel MCU tramite Spidey? D’altronde
anche Spider-Man:
Homecoming si era collegato ad altri personaggi
Marvel, come Tony
Stark, o Nick Fury nell’imminente Far From Home e
ora sembra logico che piuttosto che dargli un altro mentore
dovrebbe avere un collega alla pari con cui affrontare nuove
missioni.
Gli Inumani in Wakanda
Mentre alcuni vorrebbero dimenticare
la loro esistenza nel MCU, Gli Inumani
potrebbero in realtà rivelarsi una risorsa interessante per quanto
riguarda l’ingresso dei personaggi Fox. Ma in che modo?
Sappiamo, grazie ai fumetti, che
questi eroi sono strettamente legati alla nazione di Black Panther,
il Wakanda, come i Fantastici Quattro, prima che
le loro trame diventassero indipendenti. È possibile che possa
essere questa location la chiave per portare nell’universo
condiviso il team di Inhumans?
I poteri dei Fantastici Quattro
derivano da Thanos
In attesa di scoprire quali
conseguenze porterà nel MCU Avengers: Infinity
War, sappiamo che Thanos ha
lasciato indietro parecchia tecnologia da battaglia nel Wakanda,
qualcosa di molto simile a ciò che l’Avvoltoio aveva usato in
Spider-Man: Homecoming
lavorando su vecchi detriti di Chitauri.
E se fossero queste tecnologie a far
ottenere ai Fantastici Quattro i loro poteri?
Sembra un modo valido valido per legare la prima famiglia della
Marvel al MCU no?
Sokovia diventa Latveria
L’MCU ha introdotto Sokovia in
Avengers: Age of
Ultron, e alla fine del film l’abbiamo vista
letteralmente devastata da Ultron. Cosa sia successo al luogo e ai
sopravvissuti non è certo, ed è alquanto improbabile immaginare che
sia stata conquistata da un signore della guerra…oppure no?
E se fosse stato nientemeno che il
Dottor Destino a trasformare Sokovia in
Latveria? D’altronde è qui che il villain
vive come monarca, tenendo la sua nazione protetta dagli
affari internazionali e dai cali economici.
Tempesta in Wakanda
Nei fumetti
Tempesta è stata anche la moglie di Black Panther,
forse una delle donne di colore più iconiche della storia della
Marvel Comics, e potrebbe diventare la chiave
per introdurre i Mutanti nel MCU.
In passato il regista del cinecomic
su T’Challa, Ryan Coogler,
ha espresso il suo desiderio di raccontare sul grande schermo
storie che fossero al di fuori dai limiti dei personaggi di
Black Panther…sarà davvero l’eroina ad unire i
due mondi?
Silver Surfer di Adam McKay
Di recente è stato confermato che il
regista Adam McKay
(The Big Short, Vice) sarebbe
interessato a dirigere un film su Silver Surfer,
forse il personaggio e il modo ideale per introdurre le forze
cosmiche di Galactus nel MCU.
Uno standalone su Silver Surfer
potrebbe infatti espandere il lato cosmico dell’universo condiviso
come nessun capitolo è riuscito a fare prima, oppure offrire una
storia sul potere all’altezza di quella di Thanos.
Leggi anche – X-Men:
come sono cambiati dai fumetti al cinema – Parte 1 e Parte 2
Il debutto di Will
Poulter come Adam Warlock è uno degli
aspetti più attesi di Guardiani
della Galassia Vol. 3, ma dato che la produzione del
film si è appena avviata, non è ancora chiaro quale ruolo spetterà
al guerriero spaziale nel sequel del Marvel Cinematic
Universe.
Anche se il personaggio è stato
brevemente menzionato alla conclusione di Guardiani della Galassia Vol. 2, non è ancora
stato effettivamente inserito nella trama. I fumetti potrebbero
fornire alcuni indizi su dove il suo viaggio potrebbe portarlo, ma
il MCU è anche noto, come ben
sappiamo, per ribaltare lo status quo e condurre gli archi
narrativi degli eroi verso nuove direzioni stimolanti.
L’arma segreta del Sovrano
Il finale di Guardiani della Galassia Vol. 2 ha visto
Ayesha, la Grande Sacerdotessa dorata regina del
popolo dei Sovereign, rivelare quale fosse la loro arma segreta.
Riferendovisi semplicemente come Adam, è sembrato che proprio il
personaggio di Adam Warlock fosse prossimo all’ingresso nel
MCU.
Questa sembra l’alternativa più
plausibile per riprendere la narrazione, con Warlock che agisce
come un esecutore speciale per i Sovereign, che stanno ancora
cercando di ottenere la propria rivincita sui Guardiani stessi.
Adam Warlock potrebbe quindi semplicemente agire come un
antagonista per la maggior parte del film, supportando Ayesha nella
sua grande quest di diventare il villain. Sicuramente, la sua
introduzione nel MCU ne modificherà l’assetto narrativo.
Un nuovo membro della squadra
È abbastanza comune vedere
un nemico diventare alla fine un alleato ed è proprio cosi che i
Guardiani si sono essenzialmente formati. Anche Nebula si è unita al gruppo nello stesso modo,
con Mantis che sembra passare da potenziale
minaccia a innocua amica piuttosto rapidamente.
Il percorso di
Adam Warlock potrebbe rivelarsi estremamente simile. Anche se
potrebbe iniziare come nemico della squadra di disadattati, Vol. 3
probabilmente si concluderà con Warlock che unisce le forze con i
Guardiani e continua a collaborare al loro fianco in futuro, sulla
scia del materiale originale.
Infinity Fallout
L’equilibrio dell’universo
è probabilmente completamente mutato ora che il fallout di Infinity War è iniziato. Questo può includere
il modo in cui il Multiverso stesso sta iniziando a collassare, ma
anche l’impatto dell’assenza delle importanti Infinity Stones.
Adam Warlock è un essere di grande
potere e forza, tradizionalmente legato al cosmo stesso. Questa
ricaduta avrà importanti conseguenze, poiché Warlock potrebbe agire
come una forza per alleviare il caos dirompente che è stato
scatenato. È poi del tutto possibile che abbandoni i Sovereign
piuttosto rapidamente per perseguire l’armonia galattica.
Divinità galattiche
Per quanto riguarda il
cosmo, Adam Warlock è stato talvolta ritratto come un dio. In
effetti, il nome Adam è di matrice biblica e si riferisce al primo
uomo ad essere stato creato da Dio. Come essere umano superiore,
Warlock incarna infatti caratteristiche quasi divine nella sua
rappresentazione.
I fan dei fumetti sapranno che
anche Star-Lord è stato descritto come una
divinità, come notiamo dal recente titolo che suggerisce
effettivamente che Peter Quill è il signore del
sole. Con legami con Thor e altri pantheon
intergalattici all’interno del franchise dei Guardiani, potrebbe
essere che Adam Warlock arrivi a formare una sorta di alleanza tra
questi incredibili esseri, che potrebbero anche includere
personaggi come i Celestiali o gli Eterni.
Una prima rivalità con Thor
Il materiale originale ha
visto Adam rapire Sif in diverse occasioni in
quanto la riteneva la compagna perfetta per lui. Questo ha portato
a conflitti con Thor, che a un certo punto si è trovato in una
relazione con Sif, ma che soprattutto considerava una grande
amica.
I Guardiani della Galassia hanno una
parte fondamentale in Thor: Love and Thunder e Thor e Sif potrebbero
ancora giocare un ruolo importante nel Vol. 3 del franchise dei
Guardiani. È possibile che una versione della storia possa
effettivamente svolgersi sullo schermo che invoca l’ira del Dio del
Tuono.
Mutazioni dell’umanità
Considerando che Adam
Warlock è stato creato come il più grande essere umano, ha
certamente qualche legame con i mutanti dell’Universo
Marvel. È quasi come se il DNA usato all’interno di Adam
sia stato mutato nella sua formazione più potente, risultando nella
forza e nelle abilità che Warlock esercita.
In molti modi, Adam Warlock
potrebbe essere una variazione del primo mutante della Marvel.
Sarebbe un approccio piuttosto inaspettato, ma che sicuramente si
adatta al tono del film, specialmente volgendo lo sguardo alle
recenti pubblicazioni X-Men nei fumetti e al modo in cui i mutanti
hanno preso piede nello spazio.
Lui e Lei
La
connessione di Warlock con
Ayesha,
il suo presunto creatore, potrebbe essere in realtà molto più
stretta di quanto il pubblico si sarebbe aspettato inizialmente.
Nei fumetti Ayesha è in realtà un’iterazione femminile di Adam,
spesso indicata semplicemente come “Lei” mentre ad Adam ci si
riferisce col pronome “Lui”.
La dinamica sarebbe diversa perché
i due personaggi non si sono formati allo stesso modo. Eppure
Ayesha potrebbe arrivare a vedere Adam come un fratello, forse
l’unica altra creatura perfetta come lei. Questa posizione potrebbe
portare ad alcuni sviluppi interessanti se Adam dovesse scegliere i
Guardiani invece che la sua presunta famiglia.
La creazione della
Controterra
Nei fumetti, un essere
conosciuto come l‘Alto Evoluzionario ha creato
quella che è diventata nota come Contro-Terra,
molto simile alla Terra del 616, ma con alcune differenze, e che
doveva costituire un paradiso perfetto senza crimine e senza
supereroi.
Non è stato però cosi, dato che
esseri malvagi hanno cominciato ad affiorare su questa
Contro-Terra. Adam Warlock ha dovuto quindi diventare un eroe e
risolvere i problemi che sono sorti, in qualità di unico difensore
della Contro-Terra. Forse questa narrazione subentrerà nel film, e
vedremo il i Sovereign cercare di creare pianeti perfetti che Adam
sente di avere la responsabilità di difendere.
Le nuove gemme
Il Multiverso Marvel è una
struttura complessa, attraversata da infinite forze cosmiche
costantemente in gioco. L’assenza delle
Infinity stones potrebbe essere risolta da nuove Gemme
dell’Infinito, poiché esse hanno sempre un ruolo importante nel
tessuto della realtà stessa.
Adam Warlock è così fortemente
legato all’Infinity Gauntlet ed è noto che abbia
sconfitto Thanos in passato proprio per il possesso del premio.
Guardiani della Galassia Vol. 3 potrebbe introdurre ancora una
volta queste forze nel MCU, ma con Adam Warlock che le maneggia in
modo responsabile o almeno che le sorveglia come ha fatto proprio
nel materiale originale.
Il prossimo guardiano
Guardiani
della Galassia Vol. 3 sembra essere la fine di un’era
per la squadra intergalattica. Anche se Capitan Marvel e lo
S.W.O.R.D. sono ancora al lavoro per cercare di
salvaguardare la pace nello spazio, c’è bisogno di un nuovo
Guardiano per inaugurare un’era prospera.
Adam Warlock è
stato responsabile della creazione di varie squadre di Guardiani
prima, quindi potremmo vederlo guidare una squadra unica di eroi in
una nuova serie di avventure. Il futuro del MCU
potrebbe effettivamente dipendere dall’introduzione di questo
essere onnipotente.
Le
miniserie rappresentano uno dei formati più riusciti della
serialità contemporanea: hanno il tempo di sviluppare personaggi e
conflitti, ma mantengono la compattezza narrativa del cinema. In
questo equilibrio, Netflix ha costruito negli
anni un catalogo di titoli capaci di crescere progressivamente,
trasformando ogni episodio in un passo necessario verso un finale
costruito con precisione.
Non
tutte le serie riescono in questo. Alcune partono forte e si
perdono, altre faticano all’inizio e poi esplodono. Le migliori,
invece, sono quelle che migliorano costantemente, aumentando tensione,
profondità e coinvolgimento fino all’ultimo episodio.
Ecco 10 miniserie Netflix che riescono perfettamente in questo.
La regina degli scacchi (The
Queen’s Gambit)
Con immagini uniche e una suspense
inaspettata, La regina degli scacchi (The Queen’s Gambit) è
riuscito a suscitare un interesse per gli scacchi che rivaleggia
con quello dei drammi sportivi più avvincenti. Eppure sono proprio
l’originalità assoluta di Beth Harmon e l’aura eterea che
Anya Taylor-Joy le conferisce a
portare La regina degli scacchi (The Queen’s Gambit) a un livello
superiore.
La storia di Beth ha origine in un
contesto di tragedia familiare. Rimasta orfana in un incidente
d’auto e affidata a una casa famiglia che droga e trascura i propri
ospiti, per poi essere adottata da una coppia altrettanto
disinteressata, la serie sembra inizialmente destinata a una storia
piuttosto classica di resilienza, famiglia scelta e amore
conquistato a fatica. Invece, Beth diventa un prodotto delle
circostanze in un modo del tutto originale.
Proprio come nelle sue partite di
scacchi, le mosse di Beth nella vita sono sempre imprevedibili,
tenendo gli spettatori con il fiato sospeso. In ogni episodio, la
domanda non è solo se riuscirà a vincere la sua prossima
competizione di scacchi, ma quali scelte di vita drastiche compirà
per arrivarci. La serie rende onore al materiale originale,
l’altrettanto eccellente romanzo del 1983 di Walter Tevis.
Adolescence
(2025)
Forse non c’è mai stato un debutto
recitativo sullo schermo del calibro della performance di Owen
Cooper in Adolescence. La storia del presunto omicidio di un
compagno di classe da parte di Jamie ha un impatto emotivo che
spicca tra le altre serie con premesse simili (Defending Jacob,
Under the Bridge). L’approccio di ripresa in un unico piano di
Adolescence conferisce alla serie un senso di intimità che
costringe il pubblico a non distogliere lo sguardo.
Sebbene la serie non giustifichi il
comportamento di Jamie, presenta una riflessione olistica su
Internet e sulla cultura incel dei giovani di oggi. Jamie è un
personaggio completo e sfaccettato, il che permette a Cooper di
incarnare una conseguenza realistica delle questioni urgenti di
oggi.
Adolescence culmina nel suo avvincente terzo episodio, mentre
il quarto offre una conclusione devastante, ma necessaria e
catartica.
The Haunting of Hill
House (2018)
La serie The Haunting of Hill House ha dimostrato alla
perfezione la qualità che un horror incentrato sui personaggi può
raggiungere senza rinunciare alle scene di terrore. Il materiale
originale della serie, l’omonimo romanzo di Shirley Jackson, è una
storia di case infestate piuttosto tradizionale, raccontata dal
punto di vista di una narratrice inaffidabile. Evoca un’atmosfera
simile a quella di opere letterarie come *Il giro di vite* e *La
carta da parati gialla*.
Il creatore di Hill House, Mike
Flanagan, trasforma la storia in qualcosa di infinitamente più
moderno, complesso e originale. I suoi personaggi della famiglia
Crain, reimmaginati, creano un dramma unico che alimenta
perfettamente l’horror della serie. Uno degli elementi più
spaventosi di Hill House, la Bent-Neck Lady, è un potente e
agghiacciante promemoria del fatto che le cose che temiamo di più
potrebbero essere noi stessi.
Maid (2021)
Maid è un’analisi
psicologica senza tempo. La sua rappresentazione ponderata e ricca
di sfumature, non solo del personaggio di Alex interpretato da
Margaret Qualley, ma anche di Sean
interpretato da Nick Robinson, dipinge un quadro olistico e privo
di stereotipi della violenza domestica. Episodio dopo episodio, la
lotta di Alex per lasciare Sean una volta per tutte diventa sempre
più difficile e intricata, anziché più facile e chiara. A volte,
Sean riesce a convincere non solo Alex, ma anche il pubblico, di
essere cambiato.
È una storia cruda e onesta che
vede Alex sulla strada verso una vita migliore senza mai scivolare
nella condiscendenza. Lasciando che siano le emozioni e le
circostanze a parlare da sole, Maid invita il pubblico a provare
empatia senza giudicare.
Wayward (2025)
Wayward introduce
rapidamente una serie di misteri, sapendo bene a quali rispondere e
quando farlo. I riferimenti a un episodio di violenza avvenuto in
passato sul posto di lavoro in un’altra città mettono in dubbio
l’affidabilità di Alex, interpretato da Mae Martin, che altrimenti
sarebbe il detective «serio» che porta un po’ di ragione in questa
contorta cittadina di Tall Pines. Altrettanto importante, ciò lo
porta chiaramente a dubitare di se stesso.
Tutto ciò contribuisce a creare un
senso di incertezza e instabilità che permea l’intera serie. Nel
frattempo, Evelyn Wade, interpretata da Toni Collette, è deliziosamente
bizzarra, divertente un momento e agghiacciante quello successivo,
mentre languisce al centro delle curiosità di Tall Pines — la più
inquietante delle quali è che la città è completamente priva di
bambini, ad eccezione di quelli dell’accademia di Evelyn.
The Haunting of Bly
Manor (2020)
Il seguito di Mike Flanagan a
The Haunting of Hill House ha consolidato un formato di
vita fin troppo breve che aveva il potenziale per detronizzare
American Horror Story, l’antologia
horror dominante. Una rivisitazione originale de Il giro di
vite di Henry James, The Haunting of Bly Manor
reinterpreta in modo simile quasi ogni aspetto del racconto
classico.
Conferma l’isteria della sua
protagonista femminile, dipingendola in modo rinfrescante come
perspicace e capace — qualità che crescono, anziché diminuire, con
ogni episodio. Grazie al tempo concesso dal formato della
miniserie, Bly Manor stabilisce un retroscena rilevante per la
ragazza alla pari Dani Clayton e Henry Wingrave, lo zio assente dei
bambini di cui lei è responsabile.
Pur catturando l’atmosfera della
storia di fantasmi gotica e inquietante di James, Bly Manor si
rivela in definitiva una storia d’amore inaspettata. I personaggi
LGBTQ+ ben delineati sono diventati un elemento fondamentale di
gran parte dell’opera di Flanagan, e in nessun altro luogo questo è
esemplificato meglio che in Bly Manor.
Unbelievable
(2019)
Toni Collette, Merritt
Wever e Kaitlyn Dever offrono interpretazioni
incredibili che infondono umanità ed emozione nella storia vera
raccontata in Unbelievable. Basata su un articolo di
cronaca del 2015, la serie segue due detective donne la cui
indagine le porta a scoprire una donna accusata di un reato dopo
essere stata costretta ad ammettere di aver falsificato la denuncia
di stupro.
Come suggerisce il titolo, la serie
ha il difficile compito di mostrare la natura scioccante della
situazione senza renderla effettivamente impossibile da credere. In
gran parte, è la sincerità cruda di Collette, Wever e Dever a
renderlo possibile, ma la storia si svolge anche a un ritmo
perfetto. Gli sviluppi ben sincronizzati mantengono la storia con i
piedi per terra, evocando emozioni profonde senza perdere la sua
plausibilità.
Allo stesso modo, Baby Reindeer
presenta una premessa spettacolare che sembra al tempo stesso
sensazionale e inverosimile, con il fascino di essere ispirata a
una storia vera. Un uomo ignaro che diventa vittima di una stalker
al punto da provare una paura da brivido rappresenta
un’affascinante inversione degli stereotipi di genere e dei
preconcetti sull’immagine tipica di un predatore. Eppure, secondo
il creatore e protagonista Richard Gadd, è successo tutto
davvero.
La storia diventa sempre più
avvincente man mano che scopriamo di più sul personaggio
semi-immaginario di Donny Dunn. Anche se questo non viene mai usato
per minimizzare ciò che gli accade, Dunn ha i suoi fardelli,
traumi, sfumature e difetti che complicano ulteriormente le cose.
Come Gadd, Dunn è un artista, e la sua visione unica della
commedia, dell’arte e della performance contribuisce al mondo
eccentrico di
Baby Reindeer.
Midnight Mass
(2021)
Midnight
Mass è un’opera originale di Mike Flanagan, non
basata su alcuna opera letteraria esistente, ed è la prova lampante
che Flanagan è altrettanto competente anche in questo campo. La
serie fonde commenti religiosi con l’horror fantasy dark, e lo fa
sullo sfondo di una città isolana inquietante e isolata. Come le
serie di Haunting, Midnight Mass racconta una storia avvincente,
ben realizzata e significativa.
Midnight Mass non si affida solo
alla sua premessa, all’ambientazione e al tema di alta qualità. Il
suo protagonista, Riley Flynn (Zach Gilfrod), è un personaggio
sfaccettato con un ricco retroscena, che contribuisce a definire il
modo in cui si rapporta agli eventi a venire. Nel frattempo, Hamish
Linklater offre una performance impressionante, intrisa di carisma
persuasivo, nei panni del misterioso nuovo prete della città.
Maniac (2018)
Maniac è un parco giochi
distopico, colorato e psichedelico. Emma
Stone e Jonah Hill offrono interpretazioni degne
di nota nei panni di Annie e Owen, due soggetti tormentati
coinvolti in una strana e coinvolgente sperimentazione
farmaceutica. Man mano che emergono nuove informazioni sul loro
passato, Annie e Owen diventano inaffidabili in modi diversi,
creando un senso generale di disorientamento in cui nessun
personaggio funge da punto di riferimento.
Al di là dei suoi protagonisti,
anche il mondo di Maniac è inaffidabile. La sua società alimentata
dalla pubblicità crea un senso inquietante di manipolazione
costante, che non viene alleviato dalle menti caotiche dietro la
Neberdine Pharmaceutical Biotech. È emozionante, ricco di colpi di
scena, a tratti divertente, e merita maggiore attenzione in quanto
solida miniserie Netflix.
Marvel e DC riempiono l’immaginario
dei più quando si parla di fumetto e soprattutto di supereroi. Ci
sono tantissimi personaggio però che pur essendo amatissimi dai fan
non rientrano nelle scuderie più celebri.
Ecco i 10 migliori supereroi che non
appartengono alla Marvel o alla DC:
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Hellboy
Trai più amati spicca senza dubbio
Hellboy, protagonista anche di due adattamenti cinematografici che
hanno messo abbastanza d’accordo pubblico e critica. Ma ci sono
anche personaggi conturbanti, tipo Vampirella, per cui un’avventura
al cinema sarebbe quantomeno rischiosa.
Dopo l’uscita di Spider-Man: Across the Spider-Verse, si è
tornato a chiacchierare molto dei cliffhanger nei film di
supereroi, e in questo articolo vogliamo ripercorre il meglio che
questo genere ha da offrire in materia.
Dal Marvel Cinematic
Universe al DCU, fino
ai film Marvel e DC ambientati al di fuori
di entrambi, vi presentiamo 10 incredibili e innegabilmente
perfetti cliffhanger che ci hanno lasciato col fiato sospeso su ciò
che sarebbe potuto accadere in seguito.
Captain America: The Winter
Soldier
Captain
America: The Winter Soldier contiene non uno, ma due
grandi cliffhanger, riservati alle scene post-credits che hanno
gettato le basi per
Avengers: Age of Ultron e
Captain America: Civil War. La prima ha rivelato che,
nonostante la sconfitta dell’HYDRA, gli esperimenti del
Barone Von Strucker sono continuati e che, grazie
all’uso di una Gemma dell’Infinito, ha dato i superpoteri ai
“Gemelli”.
Naturalmente, i fan dei fumetti
hanno immediatamente capito che si trattava di Quicksilver e sua
sorella, Scarlet Witch. Nella seconda scena, c’è
un forte accenno al fatto che, nonostante il periodo trascorso come
Soldato d’Inverno, Bucky ha finalmente iniziato a ricordare il suo
passato, dettaglio che ci ha lasciato decisamente entusiasti per il
suo futuro nel MCU.
Justice League
Dopo
che Joss
Whedon ha massacrato Justice League con le sue riscritture
e i suoi reshoot, i piani della Warner Bros. per il franchise sono
andati rapidamente in fumo. Justice League di Zack Snyder ha proposto un
cliffhanger diverso, ma il film si è concluso in un modo che ha
lasciato molti fan a desiderare di più… anche se con qualcun altro
al timone.
Mentre Deathstroke
si dirige verso uno yacht in mare aperto, incontra Lex
Luthor che gli suggerisce di formare una “Lega tutta
nostra”. Si tratta di un’allusione alla Injustice League
e, molto probabilmente, intende porre le basi per un film della
Justice League contro la Injustice League, un giorno. Un sequel di
Justice League non si farà mai, ma questo è un
concept che, a nostro avviso, ha quanto meno un certo
potenziale.
Eternals
Sappiamo che questo film
non è piaciuto a tutti, ma Eternals ha regalato un trio di emozionanti
cliffhanger quando è arrivato nelle sale nel 2021. In primo luogo,
Arishem è arrivato sulla Terra e ha rapito
gli
Eterni rimanenti per poter esprimere il suo giudizio su di loro
e sulla Terra dopo che hanno fermato la comparsa di Tiamut.
Siamo rimasti scioccati quanto
Dane Whitman, un personaggio che in seguito si è
trovato di fronte a Blade in uno stinger che ha
reso la visione del tutto inaspettata se siete fan dei fumetti. C’è
stato anche
l’arrivo di Eros/Starfox di Harry Styles, con il fratello di
Thanos che promette di aiutare gli altri Eterni a
trovare i loro amici. Mentre scriviamo, non ci sono ancora notizie
su un sequel che affronti questi cliffhanger…
Spider-Man: Homecoming
Dobbiamo parlare dello
spettacolare finale di Spider-Man: Homecoming. Dopo aver rifiutato
l’offerta di Iron Man di rivelare la sua identità
al mondo e diventare un Vendicatore, Peter Parker
torna a casa e indossa la Tuta Stark che il suo mentore gli ha
regalato.
Anche se sembrava che il reboot
stesse preparando la scena per un classico momento cinematografico
che avrebbe visto l’arrampica-muri indossare la sua maschera e
oscillare tra i grattacieli in lontananza, vediamo invece
zia May arrivare, rendersi conto che suo nipote è
Spider-Man e gridare “Ma che caz…” prima che scorrano i titoli di
coda. È stato un finale davvero divertente, che ci ha lasciato in
sospeso per due anni chiedendoci come si sarebbe risolto il
tutto!
Spider-Man 2
Sempre per quanto riguarda
Peter Parker, anche Spider-Man 2 vanta un finale che getta
perfettamente le basi per
Spider-Man 3 (un film che purtroppo non gli ha reso
giustizia). Stiamo parlando, ovviamente, di Harry
Osborn che scopre che suo padre, Norman,
è il Green Goblin! Desideroso di vendicarsi di
Peter Parker dopo aver appreso che lui era segretamente l’Uomo
Ragno, uno scioccato Harry si imbatte nella scorta di armi del
padre e tiene in mano il siero di Goblin.
Sono state create le basi affinché
egli seguisse le orme del padre diventando il nuovo Green Goblin,
ma ne è seguita soltanto una cocente delusione. Invece di attenersi
ai fumetti, il threequel ha reso Harry uno strano imbranato che
indossava un’attrezzatura da snowboard.
Iron Man
Le identità segrete non
esistono nel Marvel Cinematic
Universe, e questa è stata una decisione consapevole dei Marvel
Studios. Tuttavia, solo nei momenti conclusivi di Iron
Man questo è diventato chiaro. Nonostante inizialmente
sostenesse che Iron Man fosse la sua guardia del corpo (una storia
che suonava particolarmente sciocca nel mondo reale), Tony
Stark decide di abbandonare tutto questo e di dichiarare al
mondo: “Io sono Iron Man”.
È stato un vero e proprio shock che
ha impostato il tono di quello che sarebbe diventato noto come
MCU e ci ha
lasciati con il fiato sospeso. Naturalmente, un cliffhanger
altrettanto notevole è stato quello di Nick Fury che affronta Tony e gli
parla dell’Iniziativa Vendicatori, uno stinger davvero
indimenticabile che ha creato il MCU come lo
conosciamo ora.
Spider-Man: Across the
Spider-Verse
Spider-Man:
Across the Spider-Verse è appena arrivato nelle sale,
ma c’è una buona ragione per cui il capitolo centrale di questa
trilogia è stato paragonato a
L’impero colpisce ancora. Miles Morales corre
a casa nel tentativo di salvare la vita di suo padre, ma le cose
non sembrano andare per il verso giusto. Quando lo zio
Aaron entra in casa, ogni presentimento viene ribaltato e
l’Uomo Ragno si rende subito conto di essere rimasto bloccato su
Terra-42.
Legato a un palo dopo essere stato
attaccato, si risveglia faccia a faccia con il
Prowler di quella realtà: Miles G. Morales! Questo
pone le basi per un fantastico capitolo finale che vedrà gli amici
di Miles tentare di salvarlo. L’adolescente sarà anche costretto a
confrontarsi con il suo sinistro doppelganger, il tutto mentre il
tempo a disposizione per salvare la vita di Jefferson Davis sta per
scadere…
The Dark Knight
Batman
Begins ha presentato una sorta di cliffhanger finale
quando Jim Gordon ha detto al Crociato
incappucciato che un criminale aveva lasciato una carta da gioco
del “Joker” sulle scene dei suoi crimini, ma è
stato Il Cavaliere Oscuro a fornire un vero
cliffhanger in stile L’impero colpisce ancora nella
trilogia di film di Christopher Nolan.
Con il Clown Principe del Crimine
sconfitto, ma con Due Facce morto, Batman decide di assumersi la
colpa della caduta di Harvey Dent per preservarne
la memoria e mantenere Gotham City al sicuro. Alla fine del film,
Batman corre nell’oscurità con la polizia al suo
inseguimento, come un criminale ricercato. È stata una mossa del
tutto inaspettata, che ci ha lasciato, beh, all’oscuro del futuro
dell’eroe.
Spider-Man: Far From Home
Sì, siamo tornati a
Spider-Man! Questo film si è quasi guadagnato il primo posto,
perché è senza dubbio la migliore
scena post-credits che abbiamo mai visto dai Marvel Studios.
Non eravamo sicuri di cosa aspettarci quando Spider-Man lascia
MJ nel bel mezzo della Grande Mela dopo averla
portata a fare un giro per la città, ma appena parte un servizio
del telegiornale, è chiaro che c’è qualcosa sotto.
La prima sorpresa arriva quando
J.K. Simmons riprende il ruolo di J.
Jonah Jameson, e mentre la sua condivisione del video di
Mysterio che incastra Spidey per il suo omicidio
sarebbe stato un enorme cliffhanger di per sé, ancora più
importante è il fatto che l’editore di TheDailyBugle.net rivela
anche che Spider-Man è Peter Parker!
Avengers: Infinity War
Non c’è niente di meglio di
questo, vero? Proprio quando cominciava a sembrare che
Thanos sarebbe stato sconfitto all’ultimo secondo
da Thor (un finale standard per la maggior parte
dei film di supereroi), ci siamo resi conto che il Dio del Tuono
avrebbe dovuto davvero dare il tutto per tutto quando ha attaccato
il Titano Pazzo.
Dopo lo
Snap di Thanos, abbiamo visto eroi come
Spider-Man, Groot,
Bucky, Star-Lord e Doctor
Strange polverizzarsi letteralmente; i Vendicatori sono
stati sconfitti e Thanos si è ritirato su un nuovo pianeta dove si
è seduto a guardare il sole sorgere su un universo “riconoscente”.
Il film si concludeva così, lasciandoci sul filo del rasoio per un
anno intero, fino a quando Avengers: Endgame è finalmente arrivato e ci
ha lasciato tutti a bocca aperta…
A pochi giorni dall’arrivo di
The Last of Us sulla HBO, diamo uno sguardo ai
10 migliori film e serie tv sui videogiochi mai realizzati
classificandoli dal peggiore al migliore, secondo Rotten
Tomatoes.
Anche se sono gli adattamenti dei
fumetti ad avere il predominio ad Hollywood, alcune trasposizioni
di videogiochi potrebbero presto fargli concorrenza, in particolare
con film come The
Super Mario Bros. Movie e God of War in arrivo, dunque, si prospetta un
anno più che interessante per prodotti di questo tipo.
Tomb Raider (53%)
Cosa dice la critica:
Tomb Raider riavvia il franchise con un approccio più concreto
e con una star chiaramente più che all’altezza del
compito.
I recenti giochi di Tomb
Raider hanno tentato di dare un taglio concreto alla
storia delle origini di Lara Croft e questo film
ha seguito una strada simile. Purtroppo, come la serie da cui è
tratto, il film non si è rivelato particolarmente
interessante. Il lato positivo è che Alicia Vikander è stata bravissima nel ruolo e
che il film si è rivelato comunque migliore di altri adattamenti di
videogiochi usciti in quel periodo, come Warcraft
e Assassin’s Creed. Purtroppo, i
piani per un sequel sono stati abbandonati.
Mortal Kombat (54%)
Cosa dice la critica:
Dedicato in gran parte ai fan del materiale di partenza,
Mortal Kombat fa rivivere il franchise in modo adeguatamente
violento.
Il franchise di Mortal Kombat ha sempre faticato sullo
schermo, anche se non siamo del tutto sicuri del motivo. Dopotutto,
c’è una mitologia molto ricca alle spalle e le epiche Fatality
implorano di essere adattate per un kolossal vietato ai minori.
Questo sforzo del 2021 si è rivelato un buon tentativo e, sebbene
non sia stato un film eccezionale (a tratti giudicato davvero
terribile), i fan hanno avuto comunque modo di apprezzarlo.
Speriamo che il sequel previsto sia in grado di perfezionare la
formula.
Sonic (63%)
Cosa dice la critica:
Opportunamente frenetico e spesso divertente,
Sonic the Hedgehog è un’avventura ispirata ai videogiochi che
può piacere a tutta la famiglia – e un’ottima scusa per Jim
Carrey per attingere all’energia maniacale che ha lanciato la
sua carriera.
Quando è stato rilasciato il primo
trailer di Sonic the Hedgehog, i fan sono rimasti
sconvolti dal suo character design completamente reinventato, tanto
che il nuovo look inquietante è diventato virale e la Paramount ha
deciso in maniera intelligente di posticipare l’uscita del film per
apportare delle modifiche. Di conseguenza, quando il film è uscito,
nessuno ha commentato il look di Sonic,
concentrandosi invece sulla memorabile interpretazione di Jim Carrey e su quello che si è rivelato un
blockbuster live-action davvero divertente.
Detective Pikachu (68%)
Cosa dice la critica:
Pokémon Detective Pikachu potrebbe non portare la sua premessa
meravigliosamente bizzarra fino a dove avrebbe potuto, ma questo
adattamento fuori dagli schemi dovrebbe catturare la maggior parte
– se non tutti – i fan del franchise.
I piani di Legendary per la
realizzazione di un film Pokémon in live-action
hanno suscitato grande entusiasmo, ma l’attesa di tutti è crollata
quando è stato rivelato che si trattava di… Detective Pikachu. Perché non raccontare la
storia di Ash Ketchum o di un altro allenatore
piuttosto che di un Pikachu parlante? Non abbiamo ancora una
risposta a questa domanda, ma il film è stato uno spasso e ha fatto
un ottimo lavoro nel portare in vita il mondo dei Pokémon.
Sonic 2 (69%)
Cosa dice la critica:
Non è divertente come i più grandi giochi del piccolo ragazzo
blu, ma se avete apprezzato il primo film,
Sonic the Hedgehog 2 è un sequel complessivamente
accettabile.
Dopo che il primo film si è rivelato
un successo, il sequel di Sonic the Hedgehog ha fatto di tutto
per abbracciare i giochi in grande stile. Forse un po’ troppo
impegnato con Knuckles, Tails e
il ritorno di Eggman, è stato comunque un degno
seguito. Riteniamo che il punteggio di cui sopra sia un po’ basso,
ma comprendiamo che questo franchise non è di gradimento per tutti.
Speriamo che il terzo capitolo possa imparare dai primi due per
eccellere davvero.
Halo (70%)
Cosa dice la critica:
Halo si
ispira troppo a serie di fantascienza migliori per emergere come un
prodotto d’élite pienamente strutturato, ma qualche barlume di
speranza e la fedeltà al materiale di partenza indicano che può
ancora riscattarsi.
In realtà, molti si sono lamentati
del fatto che Halo
abbia una percentuale così alta di gradimento su Rotten Tomatoes.
Serie di fantascienza descritta più che altro come anonima, in cui
la decisione di smascherare Master Chief ha avuto
poco senso e ha tolto molto di ciò che rendeva i giochi così
divertenti. È una serie che ha avuto i suoi momenti, ma per la
maggior parte è stata completamente dimenticabile.
The Angry Birds Movie 2 (73%)
Cosa dice la critica:
Come i suoi personaggi non aerodinamici, The Angry Birds
Movie 2 spicca un volo improbabile ma deliziosamente
divertente, mettendo a segno colpi umoristici lungo il
percorso.
Chi si immaginava che questo film
fosse così in alto nella lista? Non è “Certified Fresh”, ma ci si
avvicina più di qualsiasi altro adattamento su questa lista.
Aumentando le risate e migliorando la storia, The
Angry Birds Movie 2 è stato uno spettacolo divertente.
È chiaro che il cast vocale si è divertito e non ha dato
l’impressione di essere una spudorata presa per i fondelli del
videogioco (come invece era successo con il primo film). Di
conseguenza, potreste rimanere sorpresi da quanto vi piacerà questo
film!
The Witcher (81%)
Cosa dice la critica:
Anche se il mondo di
The Witcher a volte sembra incompleto, Henry Cavill porta il suo carisma in una serie
ricca di elementi fantasy sovversivi e di umorismo nero. La
seconda stagione di The Witcher si espande rispetto alla prima
in tutti i modi migliori e, soprattutto, rimane molto
divertente.
The Witcher ha sicuramente avuto i suoi
momenti di gloria da quando è arrivato su Netflix, ma un’apparente mancanza di rispetto per il
materiale di partenza ha già inaridito molti fan su questo
adattamento. Nonostante ciò, rimane uno dei titoli di punta della
piattaforma. Il punteggio sopra riportato è la valutazione
combinata dello show per le stagioni 1 e 2, anche se quest’ultima è
stata in realtà “Certified Fresh”.
Werewolves Within (86%)
Cosa dice la critica:
Werewolves Within è un’insolita commedia horror che offre
un’eguale quantità di entrambi i generi – e aggiunge un sacco di
divertimento al tutto.
Se né questo film né il gioco da cui
è tratto vi ricordano nulla, non abbattetevi. Basato su un
videogioco VR relativamente sconosciuto uscito nel 2016,
Werwolves Within ha ricevuto solo un’uscita
limitata nelle sale cinematografiche. Nonostante ciò, è il film di
videogiochi con la più alta valutazione di tutti i tempi su Rotten
Tomatoes, lasciandoci chiedere se questa divertente horror-comedy
sia la prova che gli adattamenti funzionano meglio quando fanno di
testa loro!
The Last of Us (97%)
Cosa dice la critica:
Mantenendo gli aspetti più coinvolgenti del suo amato materiale
di partenza e scavando più a fondo nella storia,
The Last of Us è un’opera televisiva degna di nota che si
colloca tra i più grandi adattamenti di videogiochi di tutti i
tempi.
The Last of Us è incredibilmente fedele al suo
materiale di partenza e non si allontana mai troppo dalla storia
originale, risultando un adattamento praticamente impeccabile.
Pedro Pascal e Bella Ramsey sono perfettamente calati
nei panni di Ellie e Joel e, chi
ha visto tutti e 9 gli episodi in anteprima afferma con alcun
dubbio che si tratti dell’adattamento della HBO del gioco della
Naughty Dog è davvero il miglior adattamento di videogiochi di
tutti i tempi.
Mentre sono state annunciate le
nomination ai SAG Awards 2016, ovvero i premi dedicati agli attori
per l’anno cinematografico appena trascorso, vi proponiamo di
seguito 10 interpretazioni sottostimate in questo stesso anno che,
forse con l’eccezione di Rachel McAdams e Liev Schreiber in
Spotlight, non verranno assolutamente
considerate nella stagione dei premi a venire. Siete d’accordo?
Laleggenda dell’attore di
Metodo è fortemente radicata a Hollywood. L’interprete che
riesce a calarsi nei panni del suo personaggio alla perfezione però
è sempre più raro e così abbiamo voluto raccogliere 10
interpretazioni che, attraverso procedimenti differenti e un grandi
impegno da parte dell’attore stesso, hanno dato vita a ruoli
particolarmente ben riusciti e che in qualche modo hanno lasciato
un segno.
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Celeberrima è il processo di
dimagrimento di Christian Bale, un po’ meno nota la
vicenda di Halle Barry. Per quanto riguarda
Mickey Rourke, nonostante l’impegno, il
personaggio è calato in un film che non si direbbe proprio
memorabile, mentre in altri casi, come in quello di
Robert De Niro, quel personaggio è
entrato tra le icone del cinema di tutti i tempi.
Che ve ne pare? Quale di questi
dieci processi di immedesimazione è quello che vi ha maggiormente
colpito e perché? Quali sono gli altri ruoli che hanno beneficiato
dello stesso carico di lavoro?
Casino Royale,
Rapunzel e Harry Potter e il Prigioniero
di Azkaban sono solo tre dei 10 film che contengono
all’inizio degli incredibili riferimenti, la fonte li definisce
spoiler addirittura, su quello che succede alla fine del film.
Le prime tre Fasi del Marvel Cinematic Universe hanno
portato “ineluttabilmente” allo scontro contro Thanos, vero big bad del progetto
cinematografico. E visto che la formula è stata vincente, è
probabile che anche nella Fase 4 vedremo un altro grande cattivo
protagonista sotterraneo e poi grande mostro finale da sconfiggere.
Ma chi sarà? Ecco alcuni personaggi che potrebbero essere i
prossimi villain del MCU.
RED HULK
Mentre il film The Incredible Hulk è
stato per lo più dimenticato, il colonnello Thunderbolt di William
Hurt è tornato nel MCU in occasione della firma dei Patti di
Sokovia.
Nei fumetti il personaggio mette
insieme una squadra di supervillan sotto le sembianze di una
squadra di supereroi quando i Vendicatori si sciolgono, e diventa
il Red Hulk. Combattere Red Hulk potrebbe essere lo scenario futuro
per lo sviluppo dello Hulk di Mark Ruffalo, dato che adesso Bruce Banner è
finalmente felice di essere un grande nerd verde e quindi potrebbe
essere felice di essere chiamato in azione per combattere una
versione rossa, arrabbiata e malvagia di se stesso.
MAGNETO
Ian
McKellen ha interpretato Magneto come un pari fisico e
intellettuale del Professor X di Patrick Stewart. Quando poi il personaggio è
passato nelle mani di Michael Fassbender, la scrittura di
Magneto è cambiata, trasformandolo più in un antieroe che in
cattivo.
Ora che il personaggio è al cinema
nella sua ultima apparizione con il volto di Fassbender, potrebbe
ricomparire, magari attraverso il multiverso “aperto” da Spider-man: Far From Home, e questa
volta potrebbe essere davvero il formidabile nemico che i fumetti
hanno ritratto per così tante storie.
KANG IL CONQUISTATORE
L’abilità di Kang il Conquistatore è
il viaggio nel tempo. Ora che il viaggio nel tempo è stato
introdotto nel MCU con Avengers:
Endgame, è il momento perfetto per presentare questo
personaggio. Nei fumetti ci sono versioni di lui che sono buone e
altre che lo sono meno, quindi sarebbe divertente vedere queste
versioni alternative ingannare le persone e avvicendarsi, un po’
come è stato con Loki.
Se le sequenze temporali alternative
e il cambiamento del passato sono diventati le conseguenze che gli
eroi della Marvel avranno nel prossimo capitolo del MCU, allora
potrebbe anche verificarsi tutto all’ombra di Kang. È un umano, ma
è del trentunesimo secolo, il che gli dà un vantaggio rispetto ai
nostri eroi. Nei fumetti, il suo alter ego è Nathaniel Richards, e
non è chiaro, ma potrebbe essere un discendente di Reed Richards,
a.k.a Mr. Fantastic. Questo potrebbe collegarsi all’introduzione
dei Fantastici Quattro nel MCU.
ANNIHILUS
Alcuni fan hanno pensato
che Annihilus sarebbe apparso in Captain Marvel dopo che uno degli
URL inseriti nel sito in stile anni ’90 del film era “annihil.us”,
ma il personaggio, come sappiamo, non è comparso.
È principalmente un cattivo dei
Fantastici Quattro, con un trascorso personale con Mr. Fantastic,
quindi i produttori potrebbero tenerlo in serbo per quando la prima
famiglia della Marvel farà il suo debutto nel franchise.
Annihilus è il dominatore della Zona
Negativa, che sarebbe interessante vedere nei prossimi film, dopo
il confronto dei Vendicatori con il Reame Quantico in
Endgame.
IL
MANDARINO
Ci riferiamo naturalmente al vero
Mandarino, non il mandarino fasullo deludente che abbiamo visto in
Iron Man 3, dove era invece un attore di nome
Trevor Slattery. Un cortometraggio con uno Slattery imprigionato ha
confermato che il vero mandarino e i dieci anelli esistono da
qualche parte e, secondo Kevin Feige, la Marvel non si è dimenticata di
quella storia.
Quindi, c’è la possibilità di vedere
il vero mandarino diventare una minaccia nella fase 4 del MCU. È
del tutto possibile che la Marvel stia ripensando il personaggio
per proporlo ai suoi spettatori in una maniera consona.
ADAM WARLOCK
L’introduzione di Adam
Warlock nel MCU è stata inizialmente anticipata in una delle tante
scene post credits alla fine di Guardiani della Galassia Vol.
2. Ayesha, leader del Sovereign, è arrabbiata perché i
Guardiani sono riusciti a sfuggire alla sua ira ancora una volta,
così crea un potente essere artificiale capace di distruggerli e lo
chiama “Adam”.
Alcuni fan si aspettavano che Adam
Warlock facesse la sua prima apparizione nel MCU in Infinity War o
Endgame, ma sembra che sia stato “messo da parte” per
Guardiani della
Galassia Vol. 3. Su una scala di poteri, Adam è
al livello di Captain Marvel e Thanos.
NORMAN OSBORN
Meglio conosciuto come il Green
Goblin, Norman Osborn sarebbe un grande cattivo nel futuro del MCU.
L’Infinity Saga è stata alla fine la storia di Iron Man e Thanos è
stato il suo grande cattivo perché ha avuto una relazione personale
con Tony
Stark.
La prossima saga del MCU apparterrà
a Spider-Man, e sembra quindi normale che sia Osborn ad essere il
prossimo futuro grande cattivo dell’universo Marvel al cinema.
Osborn è semplicemente un uomo molto ricco, molto potente, molto
intelligente e molto malvagio, un nemico molto potente.
NAMOR IL SUB-MARINER
L’esistenza di Namor il
Sub-Mariner nel MCU è stata anticipata nel 2010, in Iron Man 2,
quando Atlantis è apparso sulla mappa di Nick Fury
dei potenziali sito per la posizione di un potenziale Vendicatore.
Namor è stato rilanciato quest’anno in Avengers: Endgame quando Okoye ha
menzionato un terremoto sotto l’oceano al largo delle coste di
Wakanda.
Nei fumetti, Namor è il re di
Atlantide e un rivale di Black Panther, quindi sarebbe bello vederlo
comparire nel sequel del film dedicato a T’Challa, a guidare la
carica in una battaglia tra gli eserciti di Wakanda e Atlantis.
DOTTOR DESTINO
Dopo due tentativi di
adattarlo sul grande schermo, non abbiamo ancora visto un film
degno del dottor Destino, forse il cattivo più iconico della
Marvel. La cosa bella di Destino nei fumetti è che ha un’immunità
diplomatica, protetta dal suo paese, Latveria.
Può andare da un poliziotto e dirgli
che sta per conquistare il mondo, e il poliziotto non può farci
nulla. Questo elemento è stato lasciato fuori da entrambe le
versioni del film, ma è facilmente la caratteristica più
interessante del personaggio. È stato anche responsabile di alcuni
degli eventi più enormi della storia della Marvel.
GALACTUS
Galactus è conosciuto
come il divoratore di mondi ed è davvero l’unico cattivo che il MCU
può usare per cercare di dare un successore degno al terrore che ha
sparso Thanos nell’universo. Galactus è un dio cosmico che succhia
la vita dai pianeti per mantenersi vivo e potente.
Ignora gli esseri mortali che
muoiono per fornirgli la sua forza vitale, perché sente di essere
sopra di loro, e gli manca la bussola morale per considerare
l’etica delle sue azioni (a differenza di Thanos che ha speso gli
ultimi due film sugli Avengers cercando di giustificare se stesso
agli eroi più potenti della Terra). Questo lo renderebbe un grande
avversario per Captain Marvel, che si vanta di mantenere al sicuro
più pianeti contemporaneamente.
L’illustratore Chet
Phillips ha realizzato una serie di disegni in cui
reinventa i personaggi della cultura pop a bordo delle loro auto,
trasformando però per l’occasione le quattro ruote in macchinine a
pedali.
Di seguito potete vedere la serie,
che si intitola appunto ‘Pedals’, in cui le 10 icone pop sono a
bordo dei loro veicoli ‘ritoccati’:
I cattivi sono spesso più
interessanti degli eroi, perché la loro visione distorta della vita
e le loro ambizioni oltraggiose riescono a coinvolgere di più
rispetto alla classica coscienza pulita e la bussola morale
dell’eroe. E’ vero che è gratificante vedere l’eroe trionfare alla
fine di un film… ma non è sempre così.
Nel corso dei decenni, ci sono stati
numerosi esempi di film in cui il cattivo ha la meglio sull’eroe.
Che si tratti dei piani astuti del Joker, di un
cecchino misterioso che tormenta la gente nelle cabine telefoniche,
o di una zingara che lancia una maledizione a un’impiegata
innocente, questi cattivi hanno sancito il successo di numerose
storyline, come evidenzia Screenrant.
Joker (2019)
Il Joker ha trionfato in diverse occasioni e, ben
prima che scegliesse come avversario Batman,
Joker ha capitanato la rivolta sociale che lo ha
reso l’iconico re dei clow. A pensarci bene, ciò è
ironico, dato che Arthur Fleck viene rappresentato
nel corso del film come un debole scarto della società, vessato da
giovani e ragazzi per le strade e maltrattato dai conduttori di
talk show notturni in diretta TV.
Ma Arthur ha avuto
l’ultima risata. Si è vendicato di tutti quelli che hanno riso di
lui, ha iniziato un ammutinamento, ed è stato letteralmente
raffigurato in maniera cristologica, in piedi su una macchina della
polizia con le braccia aperte.
Watchmen (2009)
Prima che il regista
Zack Snyder capeggiasse il DCEU, si
occupò in principio di un altro prodotto DC che
riguardava una squadra di eroi: Watchmen. In realtà, la trama di Watchmen vira attorno a un vigilante
mascherato che viene a conoscenza di un sinistro complotto volto a
screditare ed eliminare i supereroi che difendono il pianeta.
I protagonisti di
Watchemn erano come i Beatles dei
supereroi: una volta eroe, Ozymandias divenne il
cattivo del film, mettendo il mondo contro Doctor
Manhattan e costringendolo a fuggire dalla Terra e, quando
Rorschach tenta di smascherarlo, viene
completamente annientato. Anche se molti pensavano che si trattasse
di un’impresa infattibile e Watchmen sfuggisse a malapena all’inferno dello sviluppo narrativo, il finale è stato
comunque piuttosto fedele al materiale di partenza.
Arancia Meccanica (1971)
Arancia
Meccanica segue l’eccentrico criminale
Alex, che si ritrova in prigione dopo aver
commesso indicibili violenze assieme ai Drughi. Il governo
lo sottopone a una nuova terapia sperimentale e, attraverso
iniezioni ed esposizione a immagini di estrema violenza, gli
impedisce di fare ancora del male a qualcuno.
Tuttavia, dopo essere stato oggetto
di così tante aggressioni, il governo si scusa e inverte la
terapia, rilasciando Alex di libero di
riappropriarsi del suo vecchio sé cattivo, violento e volgare. Il
rilascio di Alex porta a una delle battute finali più iconiche e
ironiche del cinema: “Sono stato curato, va bene“.
Drag Me To Hell (2009)
Sam Raimi
è una delle migliori menti del genere horror: ne sono prove la
serie da lui ideata EvilDead, e
la sequenza dell’intervento chirurgico in Spider-Man
2, una delle sequenze più terrificanti tra i film non
horror. E Drag Me To Hell ha sancito la sua
ultima, grandiosa incursione nel genere.
La trama del film segue
Christine, una giovane donna che viene maledetta
dalla signora Ganush, un’anziana zingara. Per i
giorni successivi, viene sottoposta a un tormento senza fine e
affronta persino la zingara stessa. Ma, dopo tutta la sofferenza
patita, riesce a sconfiggere la maledizione e seppellisce la
zingara; tuttavia, in un twist finale inaspettato, la donna viene
trascinata all’inferno e vi brucia per tutta l’eternità.
Il silenzio degli innocenti
(1991)
Per molti versi,
Hannibal Lecter si configura come un
antieroe, dato che ha aiutato Clarice per
interesse personale, ma il cannibale per eccellenza è uno dei
cattivi più letali del cinema. Non solo è un assassino che si nutre
di carne umana, ma è anche un cattivo superbamente astuto.
In uno dei finali più inquietanti di
sempre, Hannibal chiama Clarice
dalle Bahamas, notificandole la sua fuga e dicendole che “ha un
vecchio amico a cena“. Poi scompare tra una folla di persone,
regalandoci una delle inquadrature finali più iconiche della storia
del cinema.
The Social Network (2010)
Mark
Zuckerberg è certamente dipinto come un cattivo
nella versione romanzata della nascita di Facebook diretta da
David Fincher. The Social Network ha visto il miliardario
invischiato in molteplici cause legali, sia che si trattasse dei
Winklevi che sostenevano di aver creato la
piattaforma, o di Eduardo che sosteneva di essere
stato cacciato a forza dalla società.
In fin dei conti, indipendentemente
da quanti soldi abbia perso, si è trattato di una singola goccia in
un oceano di potere, e nessuno degli eventi narrati ha lontanamente
colpito Zuckerberg. Benchè abbia perso alcune
amicizie durante il processo, ne è uscito vincitore. E con la
privacy degli utenti in discussione e l’intero scandalo Cambridge
Analytica, il personaggio potrebbe diventare ancora più cattivo nel
richiestissimo Social Network 2.
Nightmare – Dal profondo della
notte (1984)
Come ben sappiamo, se
Freddy uccide un personaggio nei suoi sogni allora
questi morirà effettivamente nella reale; ben presto si scopre che
Freddy stava in realtà ercando la madre di
Nancy per tutto il tempo, dato che è stata lei ad
ucciderlo anni prima.
Anche se Nancy
riesce a uccidere Freddie e tutto torna alla
normalità, la sequenza finale di Nightmare è memorabile, nonché considerabili
uno dei più famosi jump scares della storia.
Freddy sfonda una finestra con il suo iconico
guanto ad artiglio e afferra la madre di Nancy per il collo,
trascinandola in casa e ottenendo la dolce vendetta che ha sempre
desiderato.
Funny Games (1997)
Il regista austriaco
Michael Haneke è meglio conosciuto per i suoi film
dalla venatura romantica e ha anche vinto la Palma
d’Oro al Festival di Cannes per Amour, ma c’è una patina oscura che attraversa
alcuni dei suoi altri film. Uno dei più scioccanti della sua
filmografia è Funny Games, che segue le vicende di
una famiglia in vacanza, tenuta in ostaggio non da un solo cattivo,
bensì da due giovani psicotici e annoiati.
La famiglia finisce per essere
torturata brutalmente dai due e, anche se Haneke
prende in giro il pubblico stesso tramite astuti riferimenti
intertestuali, i due ragazzi uccidono la moglie, il marito e il
figlio per poi poter proseguire la loro giornata. Ciò che
rende il film ancora più sconcertante è che gran parte della
violenza avviene fuori dallo schermo, il che significa che il
pubblico è lasciato a immaginare cosa sta succedendo unicamente
attraverso l’incedere di urla e sonorità macabre fuori campo.
Il cavaliere oscuro (2008)
NeIl cavaliere oscuro,
assistiamo all’uccisione di
Due Facce
e alla cattura di
Joker
quindi nessuno dei due villain ha letteralmente trionfato alla fine
del film del 2008. Tuttavia, il
Joker
ha vinto figurativamente, poiché il film è tutto incentrato
sull’idea perseguita da
Joker
che anche le persone dalla forte morale possano essere
spezzate.
Tutto inizia con la sequenza iconica
in cui Batman sta interrogando
Joker: il gioco di corruzione del “Cavaliere
di Gotham” prende piede, aizzando successivamente tutta
Gotham contro Batman. Joker gioca
la carta dell’inganno psicologico, mostrando un perverso
divertimento nel vedere il giustiziere trasformarsi lentamente in
carnefice.
In linea con l’assassino
(2002)
Un manager di terz’ordine
di New York è tormentato per tutta la durata del serrato In
linea con l’Assassino, poiché cade nei trucchi di un
misterioso assassino quando risponde ad una telefonata casuale. Il
mondo di Stuart crolla in un secondo, è costretto
ad ammettere la sua relazione infedele alla moglie e tutte le sue
malefatte ai clienti mentre è tenuto sotto tiro dall’assassino.
Il pubblicitario non verrà ucciso,
ma il cecchino non viene nemmeno catturato. In linea con
l’assassino è quasi una versione PG-13 di
Saw, poiché il cattivo non uccide il protagonista
ma lo avverte che non tarderà a tornare, se la sua ritrovata onestà
non continua.
I sequel di film
permettendo alle storie di evolversi al di là del modo in cui sono
state presentate per la prima volta al pubblico. Infatti, sebbene i
generi siano utili per classificare i film nel corso della storia,
possono limitare la portata e il potenziale delle premesse e dei
franchise più promettenti. Un modo per risolvere questo problema è
il fatto che i registi a volte sviluppano sequel che si discostano
pesantemente da temi, generi o caratterizzazioni precedentemente
stabiliti. Solo nel corso degli anni i sequel hanno raggiunto
l’apice e la loro genialità si è rivelata solo dopo un po’ di
riflessione. Questi 10 film hanno finito per
stabilire dei punti d’appoggio per i loro franchise in nuovi generi
e direzioni creative sorprendenti.
Fast Five (2011)
Il quinto film della saga Fast,
Fast Five, aveva in particolare una sola scena in
cui comparivano le corse clandestine, la cultura su cui si basa
l’intero franchise. Tuttavia, poiché questo allontanamento dalla
premessa originale è avvenuto in modo organico per la storia – e
anche per l’evoluzione delle sequenze d’azione – Fast
Five ha permesso al franchise di passare senza
problemi a concentrarsi maggiormente su altri temi come per esempio
le rapine. Il film del 2011, sequel dell’iconico franchise, ha
visto anche la prima apparizione del Luke Hobbs di Dwayne Johnson e ha gettato le basi per l’arco
finale della saga Fast. Soprattutto, Fast Five è ancora oggi
probabilmente il miglior film di rapine della Saga Fast.
Aliens (1986)
Mentre Alien di Ridley Scott era una combinazione oscura,
misteriosa e lunatica di horror e fantascienza, Aliens di James Cameron era un film d’azione che
espandeva abilmente la storia, dando alla premessa iniziale lo
spazio necessario per crescere in un franchise. Un esempio popolare
tra i grandi sequel di film che hanno abbandonato la premessa
originale, Aliens era quasi una svolta completa rispetto al
precedente, ma l’introduzione delle fazioni, della regina e
l’ambientazione bellica più ampia del sequel si adattavano
perfettamente alla visione di Scott. In effetti, Sigourney Weaver è stata candidata all’Oscar
come miglior attrice per la sua interpretazione dell’unica
sopravvissuta della Nostromo del primo film, Ellen Ripley.
C’era una volta in Messico
(2003)
Terzo e ultimo film della trilogia
messicana di Robert Rodriguez, C’era una volta
in Messico ha fatto più incassi degli ultimi due
messi insieme. Sebbene il sequel abbia distolto l’attenzione da El
Mariachi di Antonio Banderas, la critica non ha potuto
ignorare la straordinaria interpretazione di Johnny Depp nei panni di Sheldon Jeffrey Sands
della CIA e il modo in cui il film ha concluso la contorta storia
di Desperado. Per essere stato il punto di incontro tra la regia
hollywoodiana e la visione indipendente di Rodriguez, C’era una
volta in Messico si è assicurato un posto accanto ai grandi sequel
di film che hanno abbandonato la premessa originale.
L’armata delle tenebre
(1992)
Mentre The Evil
Dead introduceva i Deadites e gli altri orrori del
Necronomicon, Evil Dead II dava all’Ash
di Bruce Campbell la sua caratteristica mano a
motosega e chiudeva la storia della capanna dove tutto era
iniziato. L’armata delle tenebre, ha ripreso le
radici comiche dell’horror soprannaturale del franchise e le ha
iniettate con una necessaria dose di fantasy epico. Mentre i primi
due film confinavano l’azione nell’iconica baita in mezzo al nulla,
L’armata delle tenebre è il luogo in
cui Ash si trasforma finalmente nell’iconico eroe riluttante che
brandisce la motosega e viaggia nel tempo.
Mad Max 2 (1981)
Il primo Mad Max seguiva l’antieroe del titolo
di Mel Gibson mentre lui e i suoi colleghi
poliziotti lottavano per mantenere la pace in un’Australia
distopica. Solo in Mad Max 2, noto anche come Il
guerriero della strada, la visione post-apocalittica del regista
George Miller è stata pienamente realizzata.
Unico tra i grandi sequel cinematografici che hanno abbandonato la
premessa originale, Il guerriero della strada ha inequivocabilmente
superato l’impatto culturale del film iniziale. Mad Max ha dato il via a tutto, ma è
stato Il guerriero della strada a diventare fondamentale per quasi
tutti i film, le serie e persino i videogiochi western successivi
sul tema della post-apocalisse.
Star Trek IV: Rotta verso la
Terra (1986)
A differenza dei tre precedenti film
originali di
Star Trek, Star Trek IV: Rotta verso la Terra si
svolge in gran parte sulla Terra. Invece di immergersi in
un’avventura spaziale allegorica definita da elementi intensamente
drammatici e di hard sci-fi, il sequel era un film spensierato con
un messaggio diretto: proteggere le megattere in via di estinzione
nel futuro. Sebbene fosse strano per il franchise, la premessa
comica da pesce fuor d’acqua dell’equipaggio futuristico
dell’Enterprise bloccato negli anni ’80 ha ampliato l’appeal di
massa del franchise. Come altri grandi sequel cinematografici che
hanno abbandonato la premessa originale, Star Trek IV è stato
acclamato come il migliore del franchise.
10 Cloverfield Lane
(2016)
Cloverfield è famoso per aver
utilizzato abilmente l’horror found footage per creare un film
kaiju davvero unico. Gli stessi kaiju hanno continuato a
terrorizzare gli americani nel sequel, 10
Cloverfield Lane, che però si è discostato dal
formato del found footage e si è svolto più come un thriller
tradizionale. Sebbene il pubblico che aveva amato Cloverfield fosse inizialmente
scettico riguardo ai cambiamenti, 10 Cloverfield Lane è stato alla fine
acclamato dalla critica come un grande sequel cinematografico che
ha abbandonato la premessa originale. Pur essendo completamente
diverso dal primo film ha messo in luce il commento sociale di
fondo del materiale e ha contribuito a gettare le basi per
l’attuale franchise cinematografico di Cloverfield.
Nel fantastico mondo di Oz
(1985)
Sequel non ufficiale dell’amato
musical e film per bambini Il mago di Oz, Nel
fantastico mondo di Oz è una rivisitazione molto più
cupa della storia di Dorothy. Seguiva gli eventi de Il mago di Oz, il sequel fu
erroneamente considerato un altro film per bambini, il che ne
determinò il fallimento commerciale. Tuttavia, il sequel è in
realtà molto più fedele ai libri di L. Frank Baum su cui si basa il
franchise, ma è rivolto a un pubblico adulto. Rispetto ad altri
grandi sequel che hanno abbandonato le premesse originali,
Nel fantastico mondo di Oz è quello che
si è discostato di più dalle sue radici cinematografiche.
Prey (2022)
Derivati dal franchise di Alien,
i primi quattro film di Predator hanno visto gli ostili
extraterrestri combattere contro soldati e mercenari moderni. Ogni
film successivo è stato più grande del precedente in termini di
puro spettacolo e di espansione della storia dei Predator. Prey ha poi adottato un approccio
completamente diverso, lanciando un Predator nelle Grandi Pianure
del Nord America all’inizio del 1700 e contrapponendo l’alieno a
cacciatori Comanche e colonialisti francesi storicamente accurati.
Pur essendo l’unico film d’epoca della serie, Prey si distingue per aver
capitalizzato gli elementi horror e d’azione più importanti che
hanno reso iconici i primi film di Predator e Alien.
Logan (2017)
Mentre i precedenti film sugli
X-Men hanno stabilito e ampliato l’universo
dei supereroi della Fox, Logan
era ben lontano dall’essere un tipico film di supereroi. Basato sui
fumetti Old Man Logan di Mark Millar e Steve McNiven, il sequel
reimmaginava il mutante di Hugh Jackman come un ex eroe distrutto i cui
poteri di guarigione stavano svanendo. Al posto dell’invulnerabile
e feroce Wolverine, il protagonista di Logan è un
antieroe neo-occidentale in rovina, con un passato oscuro e un
futuro incerto. Per essere riuscito a sovvertire le convenzioni di
genere all’apice della popolarità del franchise principale – pur
rimanendo fedele al materiale di partenza – Logan è un esempio notevole tra i
grandi sequel cinematografici che hanno abbandonato la premessa
originale.
Il conto alla rovescia per
Halloween è iniziato, e questo significa che è
tempo di abbuffarsi di quanti più film horror possibile. Per l’occasione però in
questa top 10 non troverete massacri, fiumi di
sangue o morti agghiaccianti ma pellicole con sequenze terrificanti
ben pensate e basate sulle paure umane e tanta suspense da
cardiopalma.
Quindi, tirate fuori i popcorn e i
tanti gustosi e appetitosi dolcetti fatti in casa, e
preparatevi a vivere i dieci più grandi film spaventosi dove però
nessuno alla fine muore.
Ecco i 10 film horror dove non
muore nessuno
Signs
Questa classifica si apre
con
Signs dove vediamo nel cast anche un giovane
Joaquin Phoenix. L’attore Premio Oscar poi tornerà a lavorare
con il regista
M. Night Shyamalan per
The Village. Il protagonista però di questa pellicola del
2002 è interpretato da
Mel Gibson che recita il ruolo di Graham Hess, un pastore
protestante e proprietario terriero in Pennsylvania. Lo stile di
Shyamalan, sospeso fra mistero e paradosso, si colora in questo
film di una spiccata tinta horror e che affronta il mistero dei
cerchi del grano, che nel suo lungometraggio sono in realtà dei
messaggi da decifrare mandati da una specie aliena estremamente
ostile e feroce.
The Blair Witch Project
Costato appena 60 mila
dollari
The
Blair
Witch
Project dopo ben venti anni dall’uscita è ancora uno degli
esempi più riusciti di come si può realizzare un film spaventoso ma
con pochi mezzi e senza nomi famosi. La storia racconta di tre
amici Heather, Mike e Josh, che raggiungono Blair,
una cittadina americana nel Maryland, dove con
l’attrezzatura necessaria realizzano una serie di interviste agli
abitanti locali e si inoltrano nei boschi per non tornare mai più.
Di loro viene ritrovato solo il girato che, una volta visionato,
rivela il terribile destino in cui i tre sono andati incontro. È
interessante notare che, dove la maggior parte dei film horror
sfrutterebbe la morte, la parte più spaventosa di The Blair
Witch Project è quando invece uno dei protagonisti
riappare in uno scantinato abbandonato.
L’evocazione – The
Conjuring
L’evocazione
– The Conjuring è il primo capitolo della
saga cinematografica horror omonima, diretto da James
Wan, ha come protagonisti
Vera Farmiga e Patrick
Wilson, nei rispettivi ruoli di Lorraine
e Ed Warren. La pellicola, ispirata a fatti
realmente accaduti, è ambientata nel 1971, è forse il più
spaventoso e offre una serie di eventi spaventosi che minano i
cliché e le aspettative dell’horror classico ma scegliendo di non
uccidere nessun personaggio di questo film pieno di possessioni e
presenze demoniache.
Poltergeist – Demoniache
presenze
Potrebbe essere
sorprendente sapere che il famigerato
Poltergeist è classificato come PG, film per tutti, nonostante
possiede alcune delle scene horror più celebri. Questa pellicola
rimane quindi il perfetto “Spooky Movie” per tutta la famiglia.
Diretto da Tobe Hooper e scritto da
Steven Spielberg, questo lungometraggio è basato su una storia
vera ed è pieno di autentiche paure accettabili per il pubblico più
giovane. La trama riguarda una famiglia che vive in periferia e che
la loro casa è posseduta da uno spirito maligno che rapisce poi la
loro bambina.
The Others
The
Others è un film di
Alejandro Amenábar liberamente tratto da Il giro di
vite di Henry James, romanzo che ha ispirato anche la
serie
The Haunting Of Bly Manor.Nicole Kidman è Grace Stewart una
donna che vive sull’isola di Jersey, in Inghilterra e deve
affrontare la malattia rara che ha colpito i suoi figli Anne e
Nicholas, che li costringe a vivere in una perpetua oscurità e non
devono mai esporsi al sole. Questa pellicola gioca tutta
sull’effetto sorpresa e riesce a spaventare lo spettatore
soprattutto grazie alla costruzione di un senso di attesa costante,
con le inquadrature che sono piene di un senso di pericolo nascosto
ma tangibile.
Babadook
Questo film della regista
Jennifer Kent è stato presentato in anteprima al
Sundance Film Festival 2014 ed uno spaventoso
horror che ha stregato anche il maestro Stephen King. Dopo aver scoperto
un libro di fiabe pop-up
intitolato Mister Babadook, una
madre single in lutto e suo figlio si ritrovano perseguitati da un
demone malvaggio. La tensione diventa straziante man mano che il
mostro uscito dalle pagine appare alla mamma e il suo bambino. Il
finale è alquanto controverso dove si mostra che la creatura
Babadook è rinchiuso nel seminterrato.
Pesce d’aprile
La trama di questa commedia
nera segue un gruppo di studenti universitari in vacanza
durante il fine settimana del primo di aprile su un’isola,
nella quale si infiltra un aggressore sconosciuto. Ben presto
ognuno di loro diventa vittima di un killer sconosciuto e ucciso in
modi sempre più brutali. Pesce d’aprile si
distingue da tutti i titoli di questa lista per il fatto che
continua a utilizzare una serie di scene d’omicidi, piuttosto che
trasmettere un tono inquietante e una tensione generale. Tranne
che, ovviamente, nessuna di queste morti è reale.
Annabelle 3
Annabelle 3 è
il sesto film in assoluto nell’universo di
The Conjuring. Mentre i precedenti due film di
Annabelle presentavano scene di morte, questo prende
spunto dal primissimo film The Conjuring,
citato prima e si concentra invece sulla creazione di un tono
spaventoso e di una tensione generale La protagonista ovviamente è
la bambola posseduta rinchiusa in una teca di vetro sacra nella
stanza degli artefatti dei demonologi Ed e Lorraine
Warren.
Freaks
Freaks
è decisamente la pellicola più vecchia di questa lista di film
horror visto che risale al 1932. Il film è ambientato in un circo
dove si esibiscono i cosiddetti freaks, fenomeni
da baraccone affetti da gravi malformazioni fisiche. Tra gli
artisti figura l’attraente trapezista Cleopatra la quale seduce un
nano di nome Hans tra l’amarezza e la preoccupazione della
fidanzata di quest’ultimo, Frida, a sua volta affetta da nanismo
armonico. Questo lungometraggio in bianco e nero del secolo è
diretto da
Tod Browning noto per la trasposizione di
Dracula del 1931 con Bela
Lugosi nei panni del conte vampiro.
1408
1408
è basato sull’omonimo racconto del “Re del terrore”
Stephen King
e descrive la vicenda di un investigatore del paranormale che
rimane intrappolato nella leggendaria stanza 1408 dell’Hotel
Dolphin a New York. La trama diventa lentamente sempre più
inquietante, sfruttando appieno l’horror psicologico per
trasmettere il suo tono terrificante. Interpretato da
John Cusack
e
Samuel L. Jackson,
è stato molto apprezzato per le loro interpretazioni e per il
crescente senso di paura e reclusione. Rimane quindi un perfetto
esempio di come l’horror
non richieda secchiate di sangue o intricate scene di morte per
essere davvero terrificante.