Dopo il successo di Ti
presento Sofia, Fabio De Luigi torna di nuovo al cinema da
protagonista nel film 10 giorni senza
mamma. Scritto e diretto da Alessandro
Genovesi, il film è una divertente commedia che riflette
sulla genitorialità, affrontando questi temi con una brillantezza
insolita, che lo rende piacevole su più fronti.
In Ti presento
Sofia Carlo (Fabio
De Luigi) e Giulia (Valentina
Lodovini) hanno tre figli. Lui è un papà distratto e
assorbito dal lavoro, lei è una mamma che si è dedicata alla
famiglia rinunciando alla carriera. Quando, stanca della routine,
Giulia comunica alla famiglia che si prenderà dieci giorni di
vacanza, Carlo si ritrova a dover badare ai propri figli, avendo
così l’opportunità di conoscerli meglio e riavvicinarsi alla
famiglia.
L’intento dichiarato del regista
era quello di realizzare un film come fosse composto da pezzi di
vita. Attraverso questa volontà stilistica, Genovesi riesce a
caricare di un’inaspettata freschezza le sue inquadrature e
sequenze, che nella totalità regalano al film un piacevole
atmosfera da indie movie americano. Nell’inseguire i suoi
protagonisti, prevalentemente con uso di camera a mano, il regista
riesce inoltre a catturare una spontaneità che impreziosisce il
tono del film, rendendolo leggero e apprezzabile. Sempre
mantenendosi sul registro della commedia, Genovesi, e con lui i
suoi attori, costruiscono situazioni comiche che nella loro
semplicità riescono a divertire, intrattenere e allo stesso tempo
trasmettere i temi su cui si basa il film.
Non tutte le trovate del film si
incastrano però a dovere, e a volte si eccede nei toni o nelle
trovate di scrittura, rischiando così di perdere di credibilità.
Elemento che viene poi in parte a mancare, nonostante la ricerca di
realismo da parte del regista, è un maggior coinvolgimento emotivo
nei confronti dei personaggi. Per quanto questi riescano a
risultare divertenti o ben inseriti nel racconto, grazie anche ad
una buona recitazione, sembra mancare un loro maggior
approfondimento che potrebbe renderli più umani e maggiormente
graditi allo spettatore.
La commedia sa ad ogni modo imporsi
per una regia che riesce a liberarsi dell’anonimato frequente nel
genere, raccontandoci con semplicità e dolcezza una storia di
genitorialità che ricorda l’importanza della famiglia nella vita di
ogni individuo. Genovesi, con il suo 10 giorni senza
mamma, realizza dunque una buona commedia, che intrattiene
e nel suo piccolo sa regalare delle novità che potrebbero riuscire
nell’intento di sorprendere lo spettatore.
Medusa Film ha diffuso il primo trailer
di 10
giorni senza mamma, il nuovo film di
Alessandro Genovesi, con protagonisti
Fabio De Luigi, Valentina Lodovini e
Diana Del Bufalo. Il film arriverà in sala il
prossimo 7 febbraio:
Cosa succede se una mamma sempre
presente decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli
con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di
disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo (Fabio De
Luigi) obbligato a fare il “mammo” a tempo pieno.
Carlo e Giulia (Valentina Lodovini)
hanno tre figli: lui è un papà distratto e assorbito dal lavoro,
lei è una mamma che si è dedicata alla famiglia rinunciando alla
sua carriera. I figli sono Camilla, un’adolescente ribelle di 13
anni in pieno sviluppo ormonale e sentimentale, Tito 10 anni, furbo
e sempre pronto a fare scherzi “innocui”, la piccola Bianca di 2
anni che non parla, usa i gesti e si prende ciò che vuole. Giulia,
stanca della routine, comunica alla famiglia che sta per partire
per dieci giorni di vacanza. Trovandosi da solo, Carlo si ritrova
all’improvviso in un vero e proprio incubo!
Tra cene da preparare, inserimento
all’asilo, confidenze imbarazzanti della più grande, giochi
sfrenati con gli amici del figlio, liti, disastri sfiorati e
appuntamenti saltati al lavoro, Carlo sopravvive a questi dieci
interminabili giorni anche grazie al prezioso aiuto di una “Mary
Poppins” molto particolare (Diana Del Bufalo). Sarà servito questo
tempo per conoscere meglio i propri figli e riavvicinare la
famiglia? Alla fine fare il mammo è poi una cosa così tremenda? Una
cosa importante però è successa: Bianca ha finalmente detto
PAPÀ!
Cinefilos.it offre la possibilità a pochi
fortunati di vedere il film gratis, in anteprimail 3 febbraio alle ore 11.00 (in alcuni
cinema alle 20.00, consultare bene gli orari di inzio
spettacolo)! Ci sono a disposizione tanti inviti
gratuiti validi per l’ingresso di 2 persone, per ognuna delle
città.
Cosa succede se una mamma sempre
presente decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli
con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di
disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo
(Fabio De Luigi) obbligato a fare il “mammo” a
tempo pieno.
Carlo e Giulia (Valentina
Lodovini) hanno tre figli: lui è un papà distratto e
assorbito dal lavoro, lei è una mamma che si è dedicata alla
famiglia rinunciando alla sua carriera. I figli sono Camilla,
un’adolescente ribelle di 13 anni in pieno sviluppo ormonale e
sentimentale, Tito 10 anni, furbo e sempre pronto a fare scherzi
“innocui”, la piccola Bianca di 2 anni che non parla, usa i gesti e
si prende ciò che vuole. Giulia, stanca della routine, comunica
alla famiglia che sta per partire per dieci giorni di vacanza.
Trovandosi da solo, Carlo si ritrova all’improvviso in un vero e
proprio incubo!
Tra cene da preparare, inserimento
all’asilo, confidenze imbarazzanti della più grande, giochi
sfrenati con gli amici del figlio, liti, disastri sfiorati e
appuntamenti saltati al lavoro, Carlo sopravvive a questi dieci
interminabili giorni anche grazie al prezioso aiuto di una “Mary
Poppins” molto particolare (Diana Del Bufalo).
Sarà servito questo tempo per conoscere meglio i propri figli e
riavvicinare la famiglia? Alla fine fare il mammo è poi una cosa
così tremenda? Una cosa importante però è successa: Bianca ha
finalmente detto PAPÀ!
Al cinema dal 7 febbraio, 10
giorni senza mamma è la nuova commedia diretta da
Alessandro Genovesi, con protagonisti
Fabio De Luigi, Valentina Lodovini e
Diana Del Bufalo.
Di seguito, una clip esclusiva per
Cinefilos.it con Fabio De Luigi e
Valentina Lodovini:
Cosa succede se una mamma sempre
presente decide di partire per dieci giorni lasciando i tre figli
con un papà fino ad allora praticamente assente? Una sequela di
disastrosi ed esilaranti eventi che travolgeranno Carlo (Fabio De
Luigi) obbligato a fare il “mammo” a tempo pieno.
Carlo e Giulia (Valentina Lodovini)
hanno tre figli: lui è un papà distratto e assorbito dal lavoro,
lei è una mamma che si è dedicata alla famiglia rinunciando alla
sua carriera. I figli sono Camilla, un’adolescente ribelle di 13
anni in pieno sviluppo ormonale e sentimentale, Tito 10 anni, furbo
e sempre pronto a fare scherzi “innocui”, la piccola Bianca di 2
anni che non parla, usa i gesti e si prende ciò che vuole. Giulia,
stanca della routine, comunica alla famiglia che sta per partire
per dieci giorni di vacanza. Trovandosi da solo, Carlo si ritrova
all’improvviso in un vero e proprio incubo!
In un panorama cinematografico
sempre più ricco di commedie, può essere difficile trovare un
titolo davvero in grado di stupire ed emozionare. Un titolo che più
di altri si è affermato per originalità negli ultimi anni è
10 giorni senza mamma,
brillante film del 2019 diretto da Alessandro
Genovesi. Si tratta di una storia tutta in famiglia, che
affronta in modo ironico e sincero il ruolo del genitore, tra
difficoltà e piaceri. Nel 2020 questo titolo ha poi avuto un sequel
di ambientazione natalizia dal titolo 10 giorni con
Babbo Natale, proponendo nuove avventure con il
medesimo cast del precedente, più qualche gradita aggiunta.
Originariamente previsto per la sala
cinematografica, il film è invece stato poi distribuito nel
dicembre del 2020 sulla piattaforma Amazon Prime Video a causa della pandemia di
Covid-19 e la chiusura dei cinema. Ciò non gli ha impedito di
affermarsi come un buon successo di critica e pubblico, venendo
anche indicato come uno dei migliori film italiani dell’anno. Ciò è
dato anche dalla capacità di Genovesi di dar vita ad un racconto
delicato e appassionato, raccontando nuovi aspetti della famiglia
italiana sotto una luce diversa da quella affrontata nel precedente
film.
10 giorni con Babbo Natale
(qui la recensione del film) è
dunque un titolo da non lasciarsi sfuggire, che regala emozioni,
riflessioni e tanto intrattenimento per i più piccolo come per i
più grandi. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
10 giorni con Babbo
Natale: la trama del film
Il film ha per protagonista ancora
una volta la famiglia Rovelli, la quale si trova ora a dover
gestire la situazione da disoccupato di Carlo.
Avendo lasciato il lavoro preferendo riscoprire il suo rapporto con
i figli Camilla, Tito e
Bianca, egli si trova inevitabilmente a dover
gestire anche i momenti più insoddisfacenti, ovvero quelli in cui
si rende conto di non essere di alcun aiuto da un punto di vista
economico. Nel momento in cui a sua moglie Giulia
viene offerta una promozione pochi giorni prima di Natale, questo
sembra essere un evento in grado di poter cambiare la loro
situazione.
La famiglia si deve dunque recare in
Svezia per accettare il lavoro. Partendo a bordo del loro vecchio
camper, i Rovelli prendono questa anche come una vacanza natalizia,
durante la quale poter consolidare i loro rapporti. Una volta
superato il confine con l’Austria, però, investono
involontariamente uno strano uomo che è convinto di essere Babbo
Natale. Per far felici i figli decidono di dargli un passaggio,
andando incontro ad eventi inaspettati, che gli faranno riscoprire
non solo la magia per quella festa ma anche il bene che provano
l’uno per l’altro.
10 giorni con Babbo Natale: il cast del film
Per dar volto al protagonista, Carlo
Rovelli, il regista si è affidato all’attore Fabio De Luigi,
con il quale aveva già lavorato in più occasioni precedentemente.
L’attore si è così cimentato in una prova attoriale particolarmente
impegnativa, che lo ha visto coinvolto a tutto tondo nella
costruzione del personaggio. La moglie Giulia è invece interpretata
da Ludovica
Lodovini. Un ruolo per il quale l’attrice si è
preparata affidandosi interamente alla sceneggiatura. Ad aiutarla
ulteriormente, stavolta, vi è stato il rapporto stretto sul set del
precedente film con gli attori che interpretano i figli.
A dar volto all’adolescente Camilla
è la giovane Angelica Elli, che proprio
con 10 giorni senza mamma aveva avuto il suo
primo ruolo cinematografico. Nel dar vita al personaggio, questa ha
raccontato di averci messo molto di sé, ma di essersi fatta guidare
anche dall’immaginazione. Matteo Castellucci è
invece il pestifero Tito, mentre a dar volto a Bianca, la più
piccola dei figli, vi è Bianca Usai. Nuovo
ingresso nel cast è quello di Diego Abatantuono,
il quale è chiamato ad interpretare Babbo Natale. Un personaggio
che l’attore ha raccontato di aver particolarmente adorato e di
essersi divertito molto ad interpretarlo.
10 giorni con Babbo
Natale: il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di 10
giorni con Babbo Natale grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di
Infinity+, Amazon Prime Video e
Netflix. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.
Alessandro
Genovesi, alle prese con il sequel dell’acclamato
10
giorni senza mamma, che gli aveva permesso di vincere
il “Biglietto d’oro” come film più visto in sala nell’annata
2018/2019, ripropone, stavolta sul piccolo schermo, le vicende
della famiglia Rovelli, disponibili dal 4 dicembre su Amazon Prime video.
Stavolta abbiamo una new
entry che fa la differenza: Diego Abatantuomo, il quale
veste con maestria e dolcezza i panni di un inedito Babbo Natale; a
fargli quasi da spalla un Fabio De Luigi un po’ meno
divertente di 10
giorni senza mamma, ma che comunque non perde la sua
verve.
In 10 giorni con Babbo
Natale troviamo una famiglia cresciuta (invecchiata) e
problematica: Carlo (Fabio De Luigi) è il mammo (come lo
definisce Bianca) disoccupato, Giulia (Valentina Lodovini) è la perfetta
donna in carriera mai a casa, Camilla (Angelica Elli) è alle
prese con un’adolescenza ambientalista e Tito (Matteo
Castellucci) sta attraversando una fase di disincanto sfociata
in filo-fascismo, mentre Bianca (Bianca Usai) rimane la
piccola di casa, che fa qualche osservazione di troppo.
A fare da molla due
esigenze contrapposte, ma non inconciliabili: da un lato la
necessità di Giulia di raggiungere Stoccolma nelle feste di Natale
per un colloquio di lavoro e dall’altra quella di Carlo di non
perdere la sua famiglia; di qui la decisione di Carlo di rimettere
in moto il vecchio van dove era sbocciato il loro amore e
trascorrere il Natale tutti
insieme. Nonostante l’entusiasmo della truppa non
sia esattamente alle stelle, l’incontro di un uomo vestito da Babbo
Natale cambierà radicalmente la direzione del loro
viaggio.
Il Film è il classico racconto di Natale che però si blocca
a metà fra realtà e fantasia, forse non soffermandosi abbastanza
nell’indagine dell’una né dell’altra. Si propone di esplorare una
famiglia problematica, come lo sono tutte (chi più, chi meno) alla
ricerca di una serenità da tempo perduta.
10 giorni con Babbo
Natale è un Road Movie
È un road movie dove il lato “road” della storia non
sempre convince: a volte si impantana, rallenta, ma non per questo
non riesce nella resa dei conflitti, accentuandoli ed inasprendoli
in un climax ascendente di dissapori, di parole non dette e gesti
esagerati, alleggeriti dalla comicità esilarante e sempre
convincente di un Diego Abatantuomo straordinariamente in
parte.
Il film tocca i temi più disparati, dal razzismo al conflitto
genitori – figli, dalla disoccupazione all’elemento magico,
soffermandosi su di alcuni più di altri, peccando talvolta di poca
sostanza, poco pragmatismo.
Alessandro
Genovesi firma la regia di una commedia di
Natale che non supera, né tantomeno eguaglia i livelli
di comicità e compiutezza del capitolo precedente; tuttavia riesce
a dotare di una dimensione più spirituale e ragionata un film
leggero, che lascia col sorriso lo sguardo a volte disilluso di
chi, crescendo, ha scordato la magia del Natale.
Ora che la Infinity Saga si è
conclusa, grazie ad Avengers:
Endgame, e il percorso di alcuni eroi del MCU è giunto
al termine, è tempo di concentrarsi sulla prossima ondata di film
che arriveranno dai Marvel Studios.
Ma quali sono i fumetti a cui
attingeranno? Quali storie dovremmo rileggere per arrivare
preparati? Ecco 10 suggerimenti:
Eterni
Tra tutte le storie dei fumetti,
quella sugli Eterni dovrebbe essere la più
interessante da leggere in vista dell’imminente arrivo al cinema
del film già in lavorazione.
Creati da Jack Kirby, nelle serie
originali viene raccontato il percorso di Ikaris
mentre tenta di risvegliare i suoi compagni Eterni dalle loro vite
umane. Tra le pagine si parla anche di Sersi,
figlia di Helios e Perse, che durante il periodo trascorso
nell’antica Mesopotamia incontra per la prima volta Captain
America, che aveva viaggiato indietro nel tempo.
Guardiani della Galassia
Ovviamente non si sta parlando della
stessa squadra introdotta nel MCU con il film di James
Gunn, ma di un altro gruppo già presentato in parte
nel franchise grazie ai Ravagers, guidati al cinema da Stakar /
Starhawk.
Nei fumetti vengono appunto chiamati
Guardiani della Galassia,
ed è qui che si rileva la prima apparizione di Yondu.
Sam Wilson: Captain America
Il finale di Avengers: Endgame ha visto
l’emozionante passaggio d consegne tra Steve Rogers e Sam Wilson,
con Falcon che diventa a tutti gli effetti il
nuovo Captain America. Una trama che i lettori dei fumetti
conosceranno bene…
Il tempo di Sam nei panni dell’eroe
simbolo non è troppo lungo, almeno se paragonato ad altri
personaggi che hanno brandito lo scudo, ma la sua serie è
interessante perché racconta del modo in cui il vecchio Steve può
ancora dimostrarsi utile per il bene comune.
Ironheart
Riri Williams è uno
dei personaggi più controversi della storia recente della Marvel Comics, ora conosciuta come
Ironheart, ma originariamente esordì nel
ruolo di Iron Man nel 2014 tra l’amore e l’odio
dei fan.
Di certo il successo di Captain
Marvel al botteghino ci dimostra come le eroine
femminili riescano a conquistare ugualmente il pubblico con
risultati straordinari, dunque Riri potrebbe essere l’erede
perfetta di Tony
Stark nel MCU dopo l’addio di Robert Downey
Jr.
Young Avengers
Lo scorso gennaio un rumor aveva reso noto
che i Marvel Studios avrebbero iniziato a progettare un film
interamente dedicato agli Young Avengers con
personaggi mai visti prima nel MCU. E al contrario di quanto si
possa immaginare, non si tratta della stessa formazione che
conosciamo in versione “giovane” ma di una squadra completamente
diversa composta da giovani supereroi.
Molti ipotizzavano una loro
introduzione già a partire da Avengers: Endgame,
con la comparsa della figlia di Occhio di Falco, Cassie Lang e,
potenzialmente, Morgan Stark. A queste figure si aggiungerebbero
poi Allan Heinberg e Jim Cheung, i primi membri della squadra.
Captain Marvel
Carol Danvers è la nuova arrivata
nel MCU, quindi è evidente che il suo ruolo sarà sempre più
importante nei prossimi film del franchise (come suggerito tra
l’altro da Kevin Feige in diverse interviste). E
considerando che il personaggio è saltato fuori dopo anni di
assenza, nel tempo che passa dal suo standalone ad Endgame ci sono
tante storie da raccontare e da attingere dai fumetti.
Il terzo volume della sua serie
omonima potrebbe darci qualche suggerimento, come quando Carol
viene nominata comandante del programma Alpha Flight Space. Vivendo
e lavorando a bordo di un satellite in orbita, Captain
Marvel lavora per proteggere la Terra dalle minacce
galattiche,.
The Ultimates
Sempre per quanto riguarda
Captain Marvel, l’eroina potrebbe svolgere – oltre
al ruolo di leader dell’Alpha Flight – anche quello di membro dei
The Ultimates, un gruppo di supereroi che nei
fumetti include anche Black Panther, Monica Rambeau, America Chavez,
Blue Marvel e Spectrum.
Sarebbe un’interessante direzione di
trama per il futuro del MCU, con dinamiche del tutto inedite e una
squadra completamente diversa da quella che abbiamo visto finora
sul grande schermo.
Secret Invasion
Secret
Invasion è un altro celebre crossover a fumetti pubblicato
nel 2008 che racconta dell’invasione sulla Terra da parte degli
Skrull, gli alieni
mutaforma dell’universo Marvel visti di recente in Captain Marvel.
E proprio come accaduto in Civil War e
World War Hulk, gli eventi di questa miniserie
vanno a collegarsi con altre storie (i
cosiddetti tie-in).
Dopo la visita degli Illuminati
all’Impero Skrull, dove sono
stati imprigionati e studiati, gli scienziati Skrull scoprono il
modo per mutarsi in forma umana senza essere scoperti, e soltanto
negli anni seguenti sarà l’Imperatrice Veranke a decidere di far
partire l’invasione al pianeta Terra, ritenuto dagli Skrull la loro
Terra Promessa.
Nova
Prima di arrivare all’adattamento di
Secret Invasion però, il MCU potrebbe aver bisogno di introdurre un
nuovo personaggio. I Nova Corps di Xandar sono
apparsi nel franchise di Guardiani della Galassia, e come rivelato
in Avengers:
Infinity War, il loro pianeta è stato distrutto da
Thanos per ottenere la gemma del potere.
Ora, la distruzione di Xandar
potrebbe collegarsi alla trama di Richard Rider,
che nei fumetti prende il comando dei Nova Corps diventando
l’ultimo del suo lignaggio, un adolescente con poteri di livello
cosmico che potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nello sviluppo
del lato cosmico dell’universo cinematografico.
Annihilation
Annihilation è la saga di fumetti pubblicata nel 2006
ideata da Keith Giffen sviluppando alcune idee dalla miniserie
dedicata Drax il
Distruttore del 2005.
La trama prende piede
dopo un’evasione di massa alle Kyln, le prigioni intergalattiche
più antiche del Big Bang, quando una flotta di astronavi a forma di
insetti attacca le celle distruggendole. Xandar, il pianeta natale
dei Nova Corps, non esiste più e l’universo è nel
caos: l’unico sopravvissuto è Richard Rider, Nova Primo, che entra
in possesso di tutta la forza Nova.
Dopo questi attacchi
l’onda Annilathion colpirà l’impero Skrull, passando poi a
quello dei Kree, con la scoperta che il vero
comandante della flotta è Annihilus e che Thanos è il suo
alleato.
Siamo sempre affascinati dal grande
cinema e dai film che, per una ragione o per un’altra,
rappresentano dei punti importanti nella storia di questo
straordinario mezzo artistico. Ma qual è il processo che porta alla
creazione dei grandi film? Di seguito ecco delle belle immagini dai
backstage della storia del cinema che possono darci un’idea di
quello che ci vuole per realizzare un grande film:
[nggallery id=2572]
Sicuramente Alice in
Wonderland non può essere paragonato a
Titanic, quanto a impatto nella storia
del cinema, ma è senza dubbio un interessante esperimento
realizzato da Tim
Burton con gli effetti digitali. Stesso discorso, ad
esempio, vale per Harry Potter e il Calice di
Fuoco, che pur non essendo trai più grandi film della
storia del cinema è comunque esempio di un progetto produttivo
unico nel suo genere.
L’horror è il genere per eccellenza
che presenta immagini tanto violente ed inquietanti da lasciare
turbato lo spettatore anche dopo la fine della visione di un film.
Ma questo non è una regola: anche il dramma o il thriller possono
rivelarsi talmente strazianti da lasciare un solco profondo nello
spettatore più sensibile o suscettibile.
Alcuni film, al di là di quanto
siano stati riconosciuti dalla critica o apprezzati dal pubblico,
sono talmente inquietanti, disturbanti o sconcertanti che spesso è
altamente improbabile che si decida di dedicare loro una seconda
visione. Ecco 10 film carichi di suspense che la maggior
parte del pubblico ha forse visto soltanto una volta nella sua
vita, o che forse ha rivisto parecchio tempo dopo la primissima
visione:
Requiem for a Dream
L’opera seconda di Darren Aronofsky è un film incentrato sulle
speranze che sorreggono la vita di ognuno di noi, almeno fino a
quando non si cade vittime di un baratro dal quale sembra
impossibile fare ritorno (nel caso dei protagonisti, si parla di
dipendenza da droga e psicofarmaci).
In Requiem for a
Dream, attori del calibro di
Jared Leto,
Jennifer Connelly, Marlon Wayans e l’iconica Ellen
Burstyn devono fare i conti con una dipendenza che finirà per
annientare totalmente le loro esistenze, quando il loro unico
desiderio era soltanto quello di sperare di riuscire a sfuggire da
una realtà opprimente e miserevole.
Irreversible
Irreversible è uno dei film più
controversi di
Gaspar Noé: non soltanto per la struttura narrativa
(la storia viene raccontata al contrario, giustificando così il
titolo), ma anche per la sconvolgente scena che riguarda il brutale
pestaggio e il conseguente stupro ai danni di Alex, il personaggio
interpretato da
Monica Bellucci.
Nel dettaglio, il film racconta la
spietata ricerca di vendetta da parte del suo ragazzo e, oltre alla
scena dello stupro, ce n’è anche un’altra parecchio disturbante in
cui un uomo viene brutalizzato con un estintore.
Millennium – Uomini che odiano le donne
La versione americana
dell’adattamento cinematografico del romanzo di Stieg Larsson ad
opera di David Fincher ruoto attorno ad uno dei
personaggi femminili più complessi che la recente storia della
letteratura e del cinema abbiano mai conosciuto.
In Millennium – Uomini che odiano le donne,
attraverso una serie di sequenze particolarmente crude, veniamo a
conoscenza del passato di Lisbeth Salander, un passato fatto di
violenze, ricoveri e perizie psichiatriche, al punto che la stessa
venne riconosciuta incapace di badare a sé stessa e per questo
affidata a un tutore. Ma la verità è che ognuno dei personaggi
della storia sembra nascondere qualcosa di particolarmente oscuro e
scabroso…
L’amore bugiardo – Gone Girl
Se per caso state facendo i conti
con una relazione potenzialmente dannosa, allora L’amore bugiardo – Gone Girl non è il
film che fa al caso vostro.
Rosamund Pike veste i panni di Amy, donna vendicativa
che scompare misteriosamente e gettando la figura del marito al
centro di un vero e proprio circo mediatico. Ma qual è la verità?
Chi ha ucciso veramente Amy?
Tratto dall’omonimo bestseller di
Gillian Flynn e diretto ancora una volta da David Fincher: il ritorno del celebre regista
nella nostra classifica sottolinea quanto è a lui che si devono
alcuni dei thriller meglio riusciti degli ultimi tre decenni.
L’esorcista
Anche se non siete propriamente dei
fan del genere horror, L’esorcista è uno di quei film
che bisogna guardare almeno una volta nella vita. E forse, dopo la
sua visione, non si avrà mai più voglia di rivederlo.
La storia della piccola Regan che
inizia a manifestare segni di inspiegabile – all’apparenza –
violenza e che solo in seguito – con l’aiuto di un prete che sembra
aver perduto la fede – si capirà essere posseduta da un feroce
demone, ha segnato l’immaginario collettivo e turbato i sogni di
più generazioni a partire dall’inizio degli anni ’70. A
cinquant’anni dalla sua uscita, il capolavoro di William Friedkin è ancora considerato il film
più spaventoso di tutti i tempi.
Saw – L’enigmista
Nonostante abbia dato vita ad un
franchise i cui vari capitoli non sono mai stati ritenuti
all’altezza dell’originale, è innegabile quanto il primo film della
saga di Saw sia una dei film più disturbanti
della recente storia del cinema. Due uomini, incatenati, si
svegliano in un bagno sporco e lurido, senza sapere minimamente
come siano arrivati lì.
Una voce registrata inizia a dare
loro alcune istruzioni per garantirsi la sopravvivenza: è solo
l’inizio di un gioco a dir poco mortale, in cui uno dovrà uccidere
l’altro per evitare che la propria famiglia venga massacrata.
Entrambi cercano di capire come fuggire senza dover ricorrere al
gesto più estremo di tutti, fino a quando la speranza abbandonerà
entrambi…
American Psycho
Ambientanto alla fine degli anni
’80, in una nuova New York decadente, in American Psycho, ispirato
all’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis,
Christian Bale interpreta Patrick Bateman, un uomo
alle prese con una sanità mentale precaria e con una doppia
identità.
La vita da consulente finanziario
freddo e distaccato, ossessionato dalla cura del corpo, si alterna
a quella da killer psicopatico che cerca in tutti i modi di
nascondere alle persone che lo circondano la sua vera natura.
Seven
Anche una volta David Fincher, regista capace di mescolare
costantemente le carte in tavola ad ogni nuovo film che realizza.
In effetti, tutto ha avuto inizio con
Seven, considerato uno dei più bei thriller mai
realizzati, con uno dei finali più strazianti di tutti i tempi.
Interpretato da Brad Pitt e Morgan Freeman, il film vede il detective
William Somerset e il giovane collega, impulsivo ed istintivo,
David Mills sulle tracce di un pericoloso serial killer che sta
punendo con la morte i colpevoli dei sette vizi capitali: avarizia,
gola,
accidia, invidia, superbia, ira e lussuria.
Assassini nati – Natural Born Killers
Sesso, droga, rock & roll,
omicidi e caos sono alla base del celebre film di Oliver Stone su come i media e la violenza si
alimentano a vicenda secondo una logica perversa.
Basato su un soggetto di
Quentin Tarantino, in
Assassini nati – Natural Born KillersWoody Harrelson e Juliet
Lewis interpretano Mickey e Mallory Knox, entrambi segnati
da un’infanzia problematica, che si incontrano, si innamorano e
decidono di uccidere insieme, in una storia in cui la violenza più
brutale si mescola a dialoghi brillanti.
American History X
A volte, i
film più inquietanti sono quelli che ispirati a fatti che
potrebbero tranquillamente accadere nella realtà.
American History X di Tony Kaye racconta
la storia di Derek Vinyard, sostenitore del suprematismo bianco,
che viene scarcerato dopo aver scontato tre anni di carcere per
aver ucciso due ragazzi di colore che stavano tentando di rubargli
l’auto.
Tornato a casa,
cerca di salvare il fratello minore Danny, che a quanto pare ha
intrapreso la sua stessa strada. Il film, dedicato al tema
delle tensioni sociali e del razzismo negli Stati Uniti, è valso a
Edward Nortonuna candidatura
all’Oscar come miglior attore protagonista.
Nell’industria dell’intrattenimento,
non è raro avere a che fare con film mal accolti, seppur con un
cast eccezionale. Gli utenti Reddit hanno
espresso le loro opinioni su film terribili ma con grandi attori,
con una variegata selezione di commedie, drammi e musical che
compongono la lista.
BloodRayne (2005)
Gli utenti Reddit non
rimproverano nemmeno un po’ l’apparizione di Sir Ben Kingsley in
BloodRayne, pur considerandolo un film scadente:
“Ben Kingsley ha dichiarato pubblicamente di aver accettato il
ruolo in BloodRayne perché voleva prendersi una
pausa dai film seri e fare qualcosa di campy e stupido e fare il
vampiro, e penso che questa scelta sia molto valida”.
L’adattamento cinematografico del
videogioco hack-and-slash del 2002 è uscito con scarse critiche,
nonostante il cast stellare. Insieme a Kingsley, il film presenta
anche KristannaLoken,
MichaelMadsen, MichelleRodriguez,
BillyZane, e anche la star della
musica Meat Loaf.
Super Mario Bros. (1993)
Alcuni utenti Reddit hanno messo
in evidenza i grandi interpreti che recitano in Super Mario
Bros: “Il film del 93 Mario Brothers
aveva Bob Hoskins, John Leguizamo e Dennis
Hopper“.
Hoskins ha ricevuto
una nomination all’Oscar per il suo ruolo nel film Mona
Lisa del 1986, che è uno dei suoi migliori film. È un po’
sorprendente vederlo, insieme ad altri attori affermati come
Leguizamo e Hopper, in un film
così poco apprezzato. Tuttavia, le loro performance sono uno dei
motivi per cui il film non era poi così male.
Cats (2019)
Su Reddit, nessuno
poteva preoccuparsi di elencare tutti gli attori dell’adattamento
cinematografico del famoso musical Cats, difatti
molti si sono limitati a scrivere semplicemente: “Tutti in
Cats“. Aggiungendo, però: “Tranne James
Corden. Mi aspetterei pienamente che James Corden
recitasse in qualcosa come Cats“.
Infatti, uno dei principali punti di
forza del film era il suo cast stellare, che comprendeva anche
Taylor Swift, Dame Judi Dench, Sir Ian McKellan, Idris Elba e Jennifer Hudson. Nonostante la potente
combinazione di talenti musicali, comici e drammatici, il film è
generalmente considerato pressoché terribile. Il suo misero
punteggio IMDB lo classifica come uno dei peggiori
film di animali di tutti i tempi.
Comic Movie (2013)
La pellicola è stata
definita “un vero e proprio incubo” dagli utenti Reddit, che
affermano: “Ci sono tutti in Comic Movie“. “La maggior
parte del cast era presente per pochi giorni di riprese grazie al
fatto che doveva un favore ai registi. Inoltre, è stato girato in
un periodo di qualche anno quando alcuni di loro non erano così
famosi“.
L’eminente critico cinematografico
Roger Ebert ha definito Comic Movie come “il Citizen Kane del
terribile“. Il film sembra quasi un esperimento bizzarro per
testare quanto male possa andare un film nonostante abbia un cast
incredibile. Star famose come Elizabeth Banks, GerardButler, HalleBerry, HughJackman, KateWinslet, e molti altri
possono essere incolpati per quello che è stato considerato un
capolavoro di disordine, uno dei pochi film “così brutti che
non avrebbero mai dovuto essere realizzati“.
Tiptoes (2003)
Gli utenti Reddit hanno fatto
notare che Tiptoes presentava attori con pedigree
impressionanti: “Tiptoes. Due vincitori dell’Oscar“.
Aggiungono: “La vista di Gary Oldman, metà del suo corpo che spunta da
un divano con un paio di gambe finte davanti a sé, è una cosa
bellissima“.
Matthew McConaughey, Kate Beckinsale e Oldman
recitano in questa “commedia” dove la gag principale è il disagio
di confrontarsi con il nanismo. Peter Dinklage, molto prima di raggiungere il
successo come Tyrion Lannister, appare anche in un
memorabile ruolo di supporto. Tuttavia, non è sicuramente tra i
suoi migliori ruoli cinematografici.
Garfield (2004)
Ecco come gli utenti
Reddit
raccontano il modo in cui Bill Murray si sia trovato a lavorare in
Garfield: “Hanno preso Bill Murray per dare la
voce a Garfield perché ha confuso il regista per qualcun altro più
talentuoso“.
Questo piegherebbe certamente come
uno dei più rispettati interpreti comici in circolazione sia finito
in questo film malvisto. Il fatto che possa avere scambiato
Joel Coen per un Joel Cohen è più
divertente di qualsiasi cosa sia successa nel film.
Street Fighter (1994)
Gli utenti Reddit hanno
osservato che Street Fighter aveva almeno un
grande attore: “Raul Julia in Street Fighter“. Altri
utenti hanno risposto: “Ha detto che era il videogioco
preferito di suo figlio e voleva fare un film che potessero vedere
tutti insieme”. Purtroppo, è morto prima che uscisse...”.
Raul Julia può
essere meglio conosciuto per la sua interpretazione di
Gomez Addams de La famiglia
Addams, ma ha anche accumulato premi dai Golden
Globes, Primetime Emmys, e Screen Actors
Guild per molte altre grandi performance. La
rappresentazione di Julia del dittatore
maniacalmente presuntuoso, Master Bison, è
l’equivalente recitativo di filare la paglia in oro.
Dark Crimes (2016)
Dark
Crimes è considerato uno dei film peggiori visti dagli
utenti Reddit “È un
noir polacco con Jim Carrey nel ruolo di un detective caduto in
disgrazia… Più il film andava avanti, meno aveva senso. L’ultima
volta che ho controllato, aveva uno 0% su Rotten
Tomatoes“.
In effetti, è uno dei film più
recenti a raggiungere lo 0% su Rotten
Tomatoes. Mentre Carrey è stato lodato come un
formidabile attore drammatico per le sue performance in film come
The Truman Show e Eternal Sunshine of the Spotless Mind, è stato
stroncato per quello che ha fatto con questo ruolo.
Money Plane (2020)
Un utente di Reddit chiaramente
non ha apprezzato Money Plane, ma ha apprezzato
uno dei suoi attori: “Kelsey Grammer in… Money Plane“. Un
altro utente ha risposto con quella che è forse la quintessenza di
Grammer nel film: “Vuoi scommettere su un
tizio che si s**** un alligatore? Money Plane“.
Money Plane sta in
bilico sulla linea sottile tra l’essere
talmente-brutto-che-in-realtà-è-bello oppure totalmente terribile,
dato che c’è almeno una qualità auto-consapevole nel film che gli
conferisce ua quantità decente di divertimento smielato. Si può
pensare che ricordi il film Con Air, dato che ha
una miscela simile di concetti selvaggi e ritratti seriosi di
personaggi leggermente cartooneschi.
Lo squalo 4 (1987)
Su Reddit è stato condiviso un
aneddoto divertente sull’apparizione di un attore leggendario nel
laborioso quarto capitolo del franchise Jaws:
“Michael
Caine in Lo Squalo 4, ma ha ammesso di averlo fatto
solo per la paga. Non ha mai visto il film, ma ha visto la casa che
si è comprato con quei soldi“.
A sentirlo dallo stesso Caine,
sembra certamente contento della sua decisione. Con un punteggio
dello 0% su Rotten
Tomatoes, il film era apparentemente irrecuperabile,
anche per Caine. Speriamo che la casa che ha
comprato abbia spazio per i suoi molti riconoscimenti di
recitazione, e un posto dove rilassarsi e ricordare alcuni dei
migliori film in cui ha recitato.
Guardare film
storici o su un fatto storico o ispirato a un evento
davvero accaduto o ancora ambientato all’interno di un
contesto storico ben preciso può essere senza
dubbio più divertente del leggere un libro di storia.
Tuttavia la trappola è dietro
l’angolo, considerando che spesso i film ad ambientazione
storica non sono affatto accurati nella ricostruzione
degli eventi.
Film storici da
vedere ce ne sono come Titus, Elizabeth e
molti altri, ma ecco 10 film storici che in realtà non lo sono
affatto.
Pocahontas
Quando salvò la vita di
Smith, Pocahontas aveva solo 10 o 11 anni, una storia d’amore era
decisamente improbabile all’epoca.
Pocahontas è
il film d’animazione del 1995, considerato il 33° classico
Disney secondo il canone ufficiale, basato sulle vicende
reali della nativa americana Pocahontas, nonché il
primo lungometraggio d’animazione Disney ispirato ad un fatto
veramente accaduto.
Shakespeare in Love (1998)
L’ispirazione pr
Romeo e Giulietta non venne da una vicenda
personale ma da The Tragical History of Romeus and
Juliet.
Shakespeare in Love è
il noto film del 1998 diretto da John Madden,
e racconta l’amore dello scrittore William Shakespeare (1564-1616) per una
nobildonna, Lady Viola, durante la preparazione di Romeo e
Giulietta. I due s’innamorano durante la preparazione
dell’opera, che sarà poi un trionfo, coronato dalle lodi della
regina Elisabetta I.
Il film ha vinto molti
riconoscimenti cinematografici, tra cui 3 BAFTA, 3 Golden Globe e 7
Oscar su 13 nomination.
JFK (1991)
Non c’è mai stata
nessuna confessione in merito al delitto di Kennedy, che ancora
oggi resta misterioso.
JFK – Un caso ancora
aperto (JFK) il film del 1991 diretto da
Oliver Stone.
Il film racconta i fatti precedenti
all’assassinio del Presidente degli Stati Uniti John
Fitzgerald Kennedy e le successive indagini per
opera del procuratore distrettuale di New Orleans (Louisiana)
all’epoca dei fatti, Jim Garrison, che dubita
della tesi ufficiale successiva all’indagine della Commissione
Warren, la quale stabilì che Lee Harvey Oswald fu
il solo esecutore materiale dell’attentato. Si tratta del più
celebre e di successo dei tre film di Stone dedicati alle figure di
Presidenti americani (gli altri sono Gli intrighi del
potere – Nixon con Anthony Hopkins nella parte del Presidente
omonimo e W. con Josh Brolin nel ruolo di George W.
Bush).
Gladiator (2000)
Gladiator (2000) – Il
generale Massimo è un personaggio inventato, per non parlare delle
iscrizioni latine sbagliate e del personaggio di Commodo,
completamente stravolto. Il Gladiatore per molti è considerato uno
dei maggiori film storici da vedere, peccato che
proprio storico non è.
Il film è basato sulla
memoria edulcorata di Custer, tramandta dalla moglie dello
stesso.
La storia del generale
Custer (They Died with Their Boots On) è il film del
1941 diretto da Raoul Walsh.
La pellicola statunitense è un
western biografico interpretato da Errol Flynn e Olivia de
Havilland. Nonostante le numerose inesattezze storiche, fu una
delle più importanti produzioni del 1941, anche per il fatto che fu
l’ultima collaborazione del duo Flynn-De Havilland.
Il Patriota (2000)
Il
Patriota – Il nobile protagonista è ispirato a un
sanguinario guerrigliero della lotta di indipendenza, non a un
amorevole e onorevole padre. E’ trai film film storici
più belli del recente passato.
Il patriota (The
Patriot) è il film storico del 2000 diretto da
Roland Emmerich e interpretato da
Mel Gibson e Heath Ledger.
Il film si svolge durante tutto il
periodo della Guerra di indipendenza americana, narrando la storia
di un eroe americano che, insieme a combattenti volontari, riesce a
ribaltare le sorti del conflitto a favore delle colonie. Nel corso
delle battaglie, vengono evidenziati tutti i temi che
caratterizzeranno la storia statunitense: dagli schiavi di colore
che combattono per essere liberati, all’efferatezza e crudeltà
degli inglesi e degli stessi americani durante il conflitto.
300 (2006)
300 è
uno dei film storici recenti di maggior
successo, ma che è storicamente inaccurato prevalentemente
per la rappresentazione dell’esercito persiano.
300 è il film del
2007 diretto da Zack Snyder con il supporto di
Frank Miller, adattamento cinematografico del
graphic novel 300; quest’ultimo è stato a sua volta ispirato
a un altro film, The 300 Spartans, un racconto semi-storico
della battaglia delle Termopili svoltasi nel 480 a.C.
Il film è stato girato con la
tecnica del chroma key per riprodurre le immagini dell’originale
fumetto.
Braveheart (1995)
Il film è pieno di
inaccuratezze a partire dall’anno in cui è ambientato.
Braveheart – Cuore
impavido (Braveheart) è il film colossal del
1995 diretto da Mel
Gibson. La pellicola narra la storia, romanzata, del
patriota ed eroe nazionale scozzese William Wallace. Il film,
seconda regia di Gibson dopo L’uomo senza
volto (1993), ha vinto 5 Oscar su 10 candidature nel 1996 e lo
stesso Gibson è stato premiato con il Golden Globe per la miglior
regia.
Fuga di mezzanotte
(1978)
Le violenze più crude
subite dal prigioniero Hayes sono state inventate.
Fuga di mezzanotte
(Midnight Express) è un film del 1978 diretto da Alan
Parker. Brutale evocazione dell’universo carcerario in
Turchia, la pellicola narra la storia realmente accaduta dello
studente universitario Billy Hayes, arrestato all’aeroporto di
Istanbul per possesso di hashish, condannato inizialmente a quattro
anni di reclusione e in seguito all’ergastolo nel carcere di
Sagmacilar. Prodotto da Alan Marshall e David
Puttnam e tratto dall’omonima autobiografia di Hayes,
adattata per il grande schermo da Oliver Stone, il film venne acclamato per le
sue scene di forte realismo e di notevole impatto
emotivo,distinguendosi da subito come uno dei thriller più notevoli
degli anni settanta e consacrando il talento registico di Alan
Parker.
Il ponte sul fiume Kwai
(1957)
Il vero eroe della
storia, nella vita reale, utilizzò anche le termiti per poter
minare il ponte ‘protagonista’ della storia.
Il ponte sul fiume
Kwai (The Bridge on the River Kwai) è il film
del 1957 diretto da David Lean. Tratto dall’omonimo romanzo di
Pierre Boulle, è un film epico che si propone di dimostrare la
follia della guerra e l’assurdità dell’etica militare.
Nel 1998 l’American Film Institute
l’ha inserito al tredicesimo posto della classifica dei migliori
cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo,
nella lista aggiornata, è sceso al trentaseiesimo posto.
Diretto da Steve Carr, Buon Natale-Ex (A Merry Little Ex-Mas) di
Netflix racconta la storia di Kate (Alicia
Silverstone) ed Everett Holden (Oliver Hudson), una coppia di mezza
età di Winterlight, nel Vermont, sull’orlo del divorzio. Dopo aver
cresciuto i loro figli, Gabriel e Sienna, nella loro città, il loro
matrimonio è diventato monotono, portandoli a pianificare la
separazione. Con l’avvicinarsi del Natale, la coppia separata
intende trascorrere un’ultima vacanza insieme come famiglia, mentre
cerca di gestire i propri sentimenti complicati e quelli dei
figli.
Tuttavia, nonostante le loro
intenzioni, potrebbero scoprire che andare avanti è molto più
difficile di quanto avessero previsto. La commedia romantica
natalizia esplora con attenzione i temi della famiglia, dell’amore
e della lealtà. I
temi romantici del film, combinati con gli elementi visivi
festivi del Natale, aggiungono sapore alla narrazione. Questi film,
simili a Buon Natale-Ex, presentano storie commoventi e saranno
degni di essere aggiunti alla vostra lista di film da vedere.
Christmas with the Campbells
(2022)
“Christmas With the Campbells” di
AMC+ segue le avventure di Jesse (Brittany Snow), che si imbatte in
una complicazione inaspettata prima di Natale, quando il suo amante
Shawn Campbell (Alex Moffat) la lascia. Nonostante la rottura della
relazione, i genitori di Shawn, Robert (George Wendt) e Liz
Campbell (Julia Duffy), vogliono trascorrere del tempo con Jesse
durante le vacanze di Natale. Durante il soggiorno dai Campbell,
Jesse incontra David (Justin Long), il cugino di Shawn, e si
innamora di lui. Quando Shawn torna a casa, Jesse deve affrontare
emozioni complesse nei suoi confronti e decidere se continuare la
sua vita con David. Diretto da Clare Niederpruem, questo film
commedia romantica celebra lo spirito natalizio e la complessità
delle relazioni sentimentali come “A Merry Little Ex-Mas”, pur
contenendo elementi visivi simili.
Il tuo Natale o il mio? (Your
Christmas or Mine?, 2022)
In “Your Christmas Or Mine?” di
Prime Video, gli amanti Hayley (Cora Kirk) e
James (Asa Butterfield) si salutano in una stazione
ferroviaria di Londra, due giorni prima di Natale, incapaci di
sopportare l’idea di stare lontani durante le vacanze. In un
momento di spontaneità, entrambi decidono di sorprendersi a vicenda
scambiandosi i treni, con l’obiettivo di festeggiare il Natale a
casa del proprio partner. Questa decisione simultanea li porta
invece ad arrivare alle rispettive residenze familiari. La famiglia
di James è benestante, mentre quella di Hayley proviene da un umile
background della classe operaia.
Mentre si immergono nella vita
familiare dei rispettivi partner, l’esperienza spinge i due amanti
ad approfondire questioni più profonde sulla natura della loro
relazione. Simile a “A Merry Little Ex-Mas”, la commedia romantica
britannica diretta da Jim O’Hanlon esplora i legami familiari e le
sfide dell’amore, ambientata durante il periodo natalizio. Entrambe
le storie presentano vacanze caotiche e personaggi eccentrici.
Dear Christmas (2020)
“Dear Christmas” di Lifetime,
diretto da Emily Moss Wilson, è la storia di Natalie Morgan
(Melissa Joan Hart), conduttrice del popolare podcast “Holiday
Love”, che racconta storie d’amore natalizie. I suoi ascoltatori e
il mondo la considerano un’esperta in materia. Tuttavia, nonostante
la sua immagine pubblica, lei stessa non ha mai provato l’amore.
Mentre è tornata nella sua città natale per Natale, si ritrova
inaspettatamente attratta dal pompiere locale Chris Massey (Jason
Priestley), dando vita a un’avventura natalizia all’insegna
dell’amore e dell’intesa. Il film drammatico romantico, grazie alla
sua rappresentazione di relazioni complesse, al tema del Natale e
alle storie d’amore inaspettate, è spiritualmente legato al mondo
di “A Merry Little Ex-Mas” e ai suoi personaggi.
Holidate (2020)
Diretto da John Whitesell,
“Holidate” di Netflix è la storia di Sloane Benson (Emma Roberts), che incrocia Jackson Piretti
(Luke Bracey) in un negozio durante il periodo natalizio. Essendo
entrambi single, escogitano un piano insolito, ovvero fingere di
essere amanti l’uno dell’altra fino alla fine delle vacanze.
Sperando di costruire un’immagine falsa di felicità davanti agli
altri, le loro vite si complicano quando iniziano a provare
sentimenti l’uno per l’altra. Sulla falsariga di “A Merry Little
Ex-Mas”, questa commedia romantica presenta una dinamica complessa
tra i due personaggi principali. Nelle storie, i personaggi hanno
difficoltà ad attenersi a piani meccanicamente progettati a causa
delle complessità dell’amore.
Il diario segreto di Noel (The
Noel Diary, 2022)
Basato sull’omonimo libro di
Richard Paul Evans, “The Noel Diary” è la storia di un autore di
nome Jacob Turner (Justin Hartley). Tornato a casa dopo vent’anni,
deve sistemare il patrimonio della madre recentemente scomparsa
prima di Natale. Mentre smista due decenni di disordine nella
tenuta, scopre un vecchio diario appartenente a una donna di nome
Noel Ellis (Essence Atkins), che potrebbe contenere segreti sul suo
passato. Proprio mentre entra in possesso del diario, incrocia
Rachel Campbell (Barrett Doss), la figlia di Noel. Diretto da
Charles Shyer, il film romantico-comico-drammatico natalizio di
Netflix tratta di amore, famiglia e segreti. Come “A Merry Little
Ex-Mas”, celebra il tema del Natale, ma allo stesso tempo esplora
le emozioni e le relazioni familiari attraverso le esperienze dei
personaggi principali.
Non ti presento i miei (Happiest
Season) (2020)
“Happiest Season” di Hulu, una
commedia romantica diretta da Clea DuVall, racconta la storia di
due amanti, Abby Holland (Kristen Stewart) e Harper Caldwell (Mackenzie
Davis). Il legame tra le due si complica quando Harper invita Abby
alla vacanza di Natale della sua famiglia, avendo tenuto segreta la
sua identità sessuale. Questo segreto, mantenuto dalla sua amante,
porta il caos nella vita di Abby e costringe entrambe le donne ad
affrontare problemi di fiducia e altre difficoltà. Come “A Merry
Little Ex-Mas”, il film esplora le sfide romantiche impreviste
affrontate dai personaggi principali. I concetti di famiglia e
lealtà giocano un ruolo fondamentale nelle narrazioni, entrambe
ambientate durante il periodo natalizio. Anche le scelte visive dei
film li collegano a livello spirituale.
Love Hard (2021)
In “Love Hard” di Netflix, una
giornalista di Los Angeles di nome Natalie Bauer (Nina
Dobrev) crede che la sua fortuna in amore sia cambiata dopo
aver conosciuto un bel ragazzo di nome Tag (Darren Barnet) su
un’app di incontri. Impulsivamente, vola a New York per fargli una
sorpresa durante le vacanze, solo per scoprire di essere stata
ingannata da Josh Lin (Jimmy O. Yang), che ha usato l’identità di
Tag online. Questo porta a emozioni complesse, connessioni
inaspettate e caos nella vita della protagonista e dei due uomini
in questa commedia romantica diretta da Hernán Jiménez. Sulla
falsariga di “A Merry Little Ex-Mas”, la storia presenta dinamiche
caotiche tra i personaggi e descrizioni stratificate del
romanticismo, completate dal sapore del Natale.
Last Christmas (2019)
Diretto da Paul Feig, “Last
Christmas” segue Kate Andrich (Emilia
Clarke), una giovane donna che lavora come elfo in un negozio
natalizio a Londra. Messa alla prova dalla sua tendenza a prendere
decisioni sbagliate, Kate sta attraversando una fase caotica, ma
spera comunque di raggiungere il successo come musicista. La sua
vita cambia inaspettatamente quando incontra Tom Webster (Henry
Golding), un uomo affascinante e misterioso che la spinge ad
affrontare il suo passato e a riscoprire la gioia. Ispirato alla
musica di George Michael e degli Wham!, questo film commedia
romantica britannico approfondisce l’intrigante relazione tra Kate
e Tom mentre affrontano sfide impreviste. Grazie al suo commento
sulle relazioni, all’utilizzo di temi natalizi e ai complessi
personaggi principali, il film è collegato al mondo di “A Merry
Little Ex-Mas” e ai suoi personaggi.
An Unexpected Christmas
(2021)
In “An Unexpected Christmas” della
Hallmark, per evitare di turbare la sua famiglia durante il Natale,
Jamie (Tyler Hynes) convince la sua ex fidanzata Emily (Bethany Joy
Lenz) a fingere che siano ancora una coppia dopo un incontro
casuale alla stazione ferroviaria della sua città natale. L’ex
coppia trascorre una settimana a casa della sua famiglia,
impegnandosi in varie attività festive come parte della loro
elaborata bugia. Tuttavia, continuando a partecipare all’inganno,
potrebbero scoprire di provare ancora qualcosa l’uno per l’altra.
Questo porta a dinamiche caotiche e inaspettate tra i due. Diretto
da Michael Robison, questo film drammatico romantico ricorda “A
Merry Little Ex-Mas” per la sua rappresentazione delle dinamiche
familiari, delle situazioni caotiche, delle storie d’amore
inaspettate e per i toni visivi simili.
EXmas (2023)
“EXmas” di Amazon Freevee è la
storia di Ali Moyer (Leighton
Meester) e Graham Stoop (Robbie
Amell), due persone che in passato erano fidanzate. Nonostante
la separazione, Ali ha ancora un rapporto sano con la famiglia del
suo ex fidanzato. Quando Graham torna a casa per Natale, rimane
scioccato nel vedere che Ali è l’ospite d’onore e una parte
fondamentale dei festeggiamenti. Questo porta a una situazione
difficile per entrambi, poiché devono affrontare contemporaneamente
i sentimenti passati e quelli presenti. Mentre Graham spera di
convincere Ali ad andarsene in qualche modo, lei intende affermare
la sua presenza. Man mano che le festività natalizie diventano
caotiche, i personaggi principali affrontano situazioni che
potrebbero cambiare i loro sentimenti reciproci.
Il film commedia romantica, diretto
da Jonah Feingold, presenta delle somiglianze con “A Merry Little
Ex-Mas”, poiché è ambientato in un contesto familiare durante il
periodo natalizio. Le due storie sono fortemente collegate, poiché
entrambe trattano di una coppia che si è separata. Nelle narrazioni
sono comuni i temi dell’amore perduto, delle nuove relazioni e
degli elementi caotici della trama.
Gli
anni Duemila hanno rappresentato una vera età dell’oro per il
cinema adolescenziale. Mentre titoli come Mean Girls, Superbad o American
Pie sono entrati stabilmente nell’immaginario collettivo,
molte altre produzioni dello stesso periodo sono finite
progressivamente nell’ombra. Alcune non riuscirono a imporsi al
botteghino, altre furono accolte con freddezza dalla critica, altre
ancora vennero semplicemente sommerse dall’enorme quantità di teen
movie che Hollywood produceva in quegli anni.
Eppure, riguardando oggi quel periodo, emerge chiaramente come
molte di queste opere abbiano saputo intercettare lo spirito della
loro generazione con una sensibilità che meriterebbe una nuova
rivalutazione. Tra adattamenti shakespeariani, satire sociali,
commedie romantiche e racconti di formazione, questi film
rappresentano una fotografia preziosa di un’epoca che il cinema
contemporaneo sembra aver definitivamente abbandonato.
Get Over It (2001)
All’inizio degli anni Duemila Hollywood attraversò una vera e
propria fase di riscoperta di William Shakespeare in chiave
adolescenziale. Dopo il successo di 10 cose che odio di te, numerosi studios cercarono di
replicarne la formula e Get
Over It fu uno dei tentativi più interessanti, anche se oggi è
probabilmente uno dei meno ricordati.
Il film racconta la storia di Berke Landers, uno studente disposto
a tutto pur di riconquistare la sua ex fidanzata, arrivando persino
a partecipare a un musical scolastico ispirato a Sogno di una notte di mezza estate. Ciò
che rende il film particolarmente affascinante oggi è il suo cast:
Ben Foster, Kirsten Dunst, Mila
Kunis, Zoe
Saldaña, Colin Hanks e Shane West condividono lo
schermo in una sorta di capsula temporale della futura Hollywood.
Nonostante il risultato deludente al botteghino e recensioni non
particolarmente entusiaste, il film conserva una freschezza che
molte produzioni più celebrate dell’epoca hanno perso nel
tempo.
Non è un’altra stupida commedia
americana (Not Another Teen Movie, 2001)
Nel panorama delle parodie cinematografiche degli anni Duemila,
poche opere sono sopravvissute alla prova del tempo. La maggior
parte di quei film si limitava ad accumulare gag e riferimenti
senza costruire una vera narrazione. Not Another Teen Movie, invece, riuscì
nell’impresa più difficile: prendere in giro il genere senza
distruggerlo.
Il film smonta sistematicamente tutti i cliché delle commedie
adolescenziali degli anni Ottanta e Novanta, dai quarterback
popolari alle ragazze invisibili che diventano improvvisamente
bellissime togliendo gli occhiali. Il risultato è una satira
intelligente che funziona ancora oggi proprio perché nasce da una
sincera conoscenza del materiale originale. La presenza di un
giovane Chris Evans, molto prima del successo
nel g, contribuisce ulteriormente al fascino di
una pellicola che da semplice spoof movie è diventata negli anni un
autentico cult generazionale.
She’s the Man (2006)
Prima che Amanda Bynes scomparisse progressivamente dalle scene,
era una delle figure più riconoscibili del cinema adolescenziale
americano. Tra i suoi lavori più riusciti c’è senza dubbio
She’s the Man, una
libera reinterpretazione della Dodicesima notte di Shakespeare.
La protagonista decide di fingersi il fratello per poter continuare
a giocare a calcio in una squadra maschile dopo la chiusura della
squadra femminile della sua scuola. Dietro l’apparente leggerezza
della premessa si nasconde una riflessione sorprendentemente
moderna sulle aspettative sociali e sugli stereotipi di genere.
Inoltre il film rappresenta uno dei primi ruoli importanti per
Channing Tatum, destinato pochi anni dopo a
diventare una delle star più richieste di Hollywood. Alcune gag
mostrano inevitabilmente il peso degli anni, ma il cuore del
racconto continua a funzionare ancora oggi.
Il mio ragazzo è un bastardo
(John Tucker Must Die) (2006)
Le revenge comedy hanno sempre trovato terreno fertile nel cinema
adolescenziale, ma poche sono riuscite a combinare ironia e
intrattenimento con la stessa efficacia di John Tucker Must Die. Il film parte da una
premessa semplice: tre ragazze scoprono di essere state tradite
contemporaneamente dallo stesso ragazzo e decidono di allearsi per
vendicarsi.
Quello che avrebbe potuto trasformarsi in una commedia superficiale
si rivela invece un prodotto estremamente consapevole del proprio
pubblico. Jesse Metcalfe interpreta perfettamente il ruolo del
seduttore narcisista, mentre Brittany Snow, Sophia Bush, Arielle Kebbel e Ashanti formano un gruppo di
protagoniste capaci di dare ritmo e personalità alla storia. Il
successo commerciale fu notevole, ma sorprendentemente il film
viene citato molto meno rispetto ad altre commedie romantiche coeve
che hanno avuto un impatto culturale inferiore.
La ragazza della porta accanto
(The Girl Next Door, 2004)
A
prima vista The Girl Next
Door sembra una variazione sul tema della fantasia
adolescenziale per eccellenza: il ragazzo modello che si innamora
della nuova vicina di casa. Tuttavia il film riesce rapidamente a
superare la propria premessa e a trasformarsi in qualcosa di più
interessante.
Emile Hirsch offre una delle interpretazioni più convincenti della
sua carriera nei panni di Matthew, mentre Elisha Cuthbert
costruisce un personaggio molto più sfaccettato di quanto la trama
lasci inizialmente immaginare. La scoperta del passato della
ragazza come attrice pornografica diventa il punto di partenza per
una riflessione sul pregiudizio, sulla maturazione emotiva e sulle
scelte che definiscono l’identità individuale. Con il passare degli
anni il film è stato spesso rivalutato e oggi viene considerato uno
dei coming-of-age più sottovalutati dell’intero decennio.
Josie and the Pussycats
(2001)
Quando uscì nelle sale, Josie
and the Pussycats venne accolto come un fallimento commerciale
e critico. Oggi, a distanza di oltre vent’anni, la percezione del
film è radicalmente cambiata.
L’adattamento dei personaggi Archie Comics si è rivelato infatti
una satira sorprendentemente lucida dell’industria musicale, del
consumismo e della cultura del branding. Alan Cumming e Parker
Posey interpretano due antagonisti memorabili, mentre il racconto
anticipa temi che negli anni successivi sarebbero diventati
centrali nel dibattito culturale. Rivederlo oggi significa scoprire
un film molto più intelligente e profetico di quanto fosse stato
riconosciuto nel 2001.
Saved! (2004)
Pochi film adolescenziali hanno osato affrontare temi religiosi con
la stessa ironia corrosiva di Saved!. Ambientato in un liceo cristiano, il film
utilizza la satira per mettere in discussione ipocrisie, moralismi
e rigidità ideologiche.
Jena Malone guida un cast che comprende anche Mandy Moore, Macaulay Culkin e Patrick Fugit,
dando vita a personaggi che sfuggono continuamente agli stereotipi.
Le polemiche suscitate da alcune associazioni religiose
contribuirono a limitarne la diffusione, ma col tempo il film è
stato progressivamente rivalutato. Oggi appare persino più attuale
rispetto alla sua uscita, grazie alla capacità di affrontare temi
complessi senza rinunciare all’umorismo.
Nick & Norah – Tutto accadde in
una notte (Nick & Norah’s Infinite Playlist, 2008)
Tra le commedie romantiche adolescenziali degli anni Duemila, poche
riescono a catturare il senso di smarrimento e di possibilità della
giovinezza quanto Nick &
Norah’s Infinite Playlist. Ambientato nell’arco di una sola
notte a New York, il film segue due ragazzi alla ricerca di un
concerto segreto mentre imparano lentamente a conoscersi.
Michael Cera e Kat Dennings costruiscono una
chimica naturale e credibile, lontana dalle convenzioni più
artificiose del genere. La colonna sonora indie e l’atmosfera
urbana contribuiscono a rendere il film un perfetto ritratto della
generazione pre-social network. Nonostante le ottime recensioni e
il buon successo commerciale, oggi viene citato molto meno di
quanto meriterebbe.
Charlie Bartlett (2007)
Charlie Bartlett è uno
di quei film che sembrano destinati a diventare classici e che
invece, per ragioni difficili da spiegare, finiscono per essere
dimenticati. La storia segue un ragazzo proveniente da una famiglia
benestante che diventa una sorta di terapeuta clandestino per gli
studenti del suo nuovo liceo.
Anton Yelchin offre una performance straordinaria,
supportato da un Robert Downey Jr. particolarmente
ispirato nel ruolo del preside. Il film affronta temi come
l’alienazione adolescenziale, il bisogno di ascolto e la ricerca di
identità con una maturità rara nel genere. Dopo la scomparsa
prematura di Yelchin nel 2016, Charlie Bartlett assume inoltre un valore ulteriore
come testimonianza del talento di uno degli attori più promettenti
della sua generazione.
Ghost World (2001)
Se esiste un titolo di questa lista che merita davvero di essere
riscoperto dalle nuove generazioni, quello è Ghost World. Diretto da Terry Zwigoff e tratto
dal graphic novel di Daniel Clowes, il film racconta l’amicizia tra
due adolescenti incapaci di trovare il proprio posto nel mondo dopo
il diploma.
Thora Birch e Scarlett Johansson offrono due
interpretazioni straordinarie, mentre Steve
Buscemi regala una delle prove più memorabili della sua
carriera. A differenza di molte commedie teen dell’epoca,
Ghost World non cerca di
rassicurare lo spettatore né di fornire facili risposte. È un
racconto malinconico, ironico e profondamente umano sulla
difficoltà di crescere. La candidatura all’Oscar per la
sceneggiatura adattata e il successivo ingresso nella Criterion
Collection confermano il suo status di autentico classico
contemporaneo.
Spesso capita che film
cinematograficamente parlando molto modesti siano dei veri e propri
successi di pubblico, questo perché presentano scene, story line e
dinamiche così assurde da diventare istant cult. Ecco di seguito 10
film orribili ma estremamente divertenti che non vorreste mai
perdervi:
Durante le feste di Natale la
programmazione di film natalizi in televisione e
al cinema regna sovrana ma perché non gustarsi una versione
alternativa del Natale in uno di questi dieci film che vi
proponiamo?
10 KISS KISS BANG BANG
Diretto da Shana
Black che ama ambientare i propri film durante il natale,
non coinvolge le feste direttamente ma possiamo gustarci
Michelle Monaghan in un sexy abito da Babbo
Natale.
9 GREMLINS
L’agghiacciante storia di Babbo
Natale con risate e momento memorabili, vero e proprio cult.
L’ultimo memorabile film di
Stanley Kubrick ambientato per la
prima parte durante le festività natalizie in una New York diversa
da quella tipica del Natale che conosciamo al cinema.
6 ROCKY IV
Probabilmente nessuno se ne è
accordo ma l’incontro tra Rocky Balboa e Ivan Drago si svolge
proprio il 25 di Dicembre.
5 BRAZIL
Terry Gilliam ci
regala un natale molto alternativo e decisamente da gustarsi sotto
l’albero.
4 Arma Letale
Classico dell’action ancora una
volta scritto e diretto da Shane Black e
ambientato durante il natale.
Una poltrona per due
Off topic perché da noi è diventato
un cult natalizio per eccellenza grazie alla programmazione su
Italia 1, ormai ventennale.
2 Spy
Acton movie divertente che si apre
con l’allora giovane e sexy Geena Davis come Mrs.
Claus
DIE HARD 2
Il sequel di
Die Hard si svolte proprio durante la vigilia di
Natale. Se avete fatto il pieno di zuccheri durante le feste, cosa
c’è di meglio di un po’ del cinismo di John
McClane.
I film elencati non sono da
considerasi film natalizi ma sono ugualmente
ambientati durante il natale, per qualcosa di alternativo e meno
zuccheroso dei classici film.
L’elenco racchiude tanti film
diversi e che ripercorrono la storia del cinema dagli anni 80 in
poi, citando film cult a blockbuster di enorme successo. Basta
citare Eyes Wide Shut del grande Stanley
Kubrick, da tutti considerato il più grande regista
della storia del cinema, all’epico secondo episodio del
franchise Die Hard con protagonista
Bruce Willis nei panni del leggendario
John McClane.
Il DCEU continua ad espandersi, con l’arrivo di
film quali The Suicide
Squad,
The Flash e Black
Adam. Tuttavia, nel corso degli anni sono stati numerosi i
progetti dedicati alle proprietà DC che sono stati cancellati.
Screen Rant ha raccolto 10 film mai realizzati che avrebbero
potuto cambiare le sorti del DCEU:
The Batman di Ben Affleck
Subito dopo l’uscita di
Batman v Superman, la Warner Bros. aveva confermato che
Ben Affleck avrebbe co-sceneggiato, diretto, interpretato e
prodotto un nuovo film da solista sul Cavaliere Oscuro intitolato
The Batman. Come stabilito alla fine della
Snyder Cut di Justice
League, quel film avrebbe visto Batman scontrarsi con
Deathstroke (Joe
Manganiello) e anche con l’Enigmista.
Se
quel film avesse visto la luce, oggi non avremmo avuto il film di
Matt Reeves in uscita il prossimo anno e nemmeno la serie spin-off
dedicata al Dipartimento di polizia di Gotham City.
Superman Lives
La tragedia dietro il
riavvio di Superman negli anni ’90 è ben
documentata. Dopo
Batman – Il ritorno,
Tim Burton venne assunto dalla Warner Bros. per un nuovo film
di Superman con
Nicholas Cage nei panni dell’Uomo d’Acciaio. Intitolato
Superman Lives (ma noto anche come Superman
Reborn), il film era vagamente ispirato agli eventi della
popolare graphic novel “La morte di Superman” e avrebbe incluso
anche personaggi come Brainiac, Lex Luthor e (forse) Doomsday.
Il
film non ha mai visto la luce, e alla fine ha portato a
Superman Returns, il cui flop portà lo studio a mettere in
cantiere un nuovo riavvio, ossia L’uomo
d’acciaio, che diede poi vita ufficialmente al DCEU. Se
Superman Lives fosse uscito e fosse stato un successo,
il DCEU forse non sarebbe stato quello che è oggi.
Cyborg
Nel lontano 2014, la Warner
Bros. rivelò i suoi ambiziosi piani per il DCEU dopo
Batman v Superman. Questi piani comprendevano due
sequel di Justice
League e film da solista per tutti gli eroi
protagonisti di quel film. Aquaman e Wonder
Woman hanno effettivamente visto la luce, mentre
The Flash arriverà il prossimo anno. Tuttavia,
l’unico film ad essere stato totalmente cancellato è quello
dedicato a
Cyborg, forse perché la Warner Bros non aveva fiducia nel
progetto, o forse a causa delle recenti accuse di Ray Fisher allo
studio.
Se il film su Cyborg fosse stato completato, probabilmente avrebbe
visto l’introduzione del principale avversario di Victor Stone,
ossia Grid, ma sarebbe stato anche il primo film del DCEU ad avere
come protagonista un attore nero.
Maxwell Lord doveva il cattivo
principale, mentre la Lanterna Verde di John Stewart sarebbe stata
parte della squadra (interpretata da Common, che in seguito sarebbe
apparso in
Suicide Squad). Alla fine, la Writers Strike del 2007-2008
e il successo de
Il cavaliere oscuro convinsero la Warner Bros. a
cancellare il film. Ciò significa che la spinta a creare finalmente
un film sulla Justice
League avrebbe portato avanti il DCEU.
New Gods
Poco dopo l’uscita di
Justice
League, la regista di Selma – La strada per la libertà Ava DuVernay ha
firmato per dirigere un film basato sulla serie a fumetti
New Gods, creata dal leggendario Jack Kirby (di cui
Darkseid, Steppenwolf e Apokolips fanno tutti parte). In effetti,
New Gods aveva lo scopo di espandere direttamente la
backstory di Darkseid e il mondo accennato nel taglio
originale di Justice
League ad opera di Zack Snyder.
Poco
dopo la recente uscita della
Snyder Cut, tuttavia, la Warner Bros. ha annunciato che
New Gods è stato ufficialmente cancellato, il che
significa che non ci sono più film in produzione con al centro il
più grande cattivo dell’universo DC, ossia
Darkseid.
Lanterna Verde 2
Intorno al 2010, il futuro
sembrava essere molto promettente per il film Lanterna Verde con
Ryan Reynolds. Non sarebbe uscito fino al 2011, ma la Warner
Bros. era così fiduciosa nel suo successo che commissionò già un
sequel, con piani per una vera e propria trilogia che avrebbe fatto
partire un intero universo DC condiviso, che probabilmente si
sarebbe poi connesso a L’uomo
d’acciaio.
Lanterna Verde aveva anticipato diversi personaggi che
sarebbero poi stati importanti per l’attuale DCEU, tra cui Amanda
Waller (Angela
Bassett) e Sinestro (Mark
Strong) che brandisce l’anello della Lanterna Gialla.
Sfortunatamente, il film è stato un fallimento sia di critica che
di pubblico. Per questo,
Lanterna Verde non è mai diventato l’inizio del DCEU che
conosciamo oggi.
Harley Quinn vs The Joker/Gotham City Sirens
Sulla scia del successo di
Suicide Squad, diversi film con Harley Quinn come
protagonista sono stati annunciati dalla Warner Bros, con l’ipotesi
che anche Suicide Squad 2 fosse in
cantiere.
Birds of
Prey di Cathy Yan è stato il primo ad arrivare, ma altri
due erano in fase di sviluppo: Gotham City Sirens, diretto
da David Ayer (regista di
Suicide Squad), e Harley Quinn vs The
Joker, che avrebbe riportato sul grande schermo il Clown
Principe del Crimine di
Jared Leto. Se questi film fossero stati realizzati,
l’imminente The Suicide
Squad di James
Gunn forse non avrebbe mai visto la luce.
Il film era ambientato dopo la morte
di molti dei più stretti alleati di Batman e Superman, con Lex
Luthor che aveva escogitato un complotto per convincerli a
combattere tra di loro.
Christian Bale era stato effettivamente considerato il ruolo di
Batman, mentre
Josh Hartnett per quello di Superman. Ironia della sorte, la
Warner Bros. alla fine ha cancellato il film perché considerato
“troppo dark”.
The
Flash di Phil Lord & Chris Miller
Anche se Cyborg è stato cancellato senza che venisse neanche
ingaggiato un regista, nessuno dei membri della Justice League ha
avuto un percorso così difficile per arrivare sullo schermo come il
film
The Flash con
Ezra Miller. Anche ignorando il fatto che la Warner Bros. stava
cercando di portare un film su Barry Allen nei cinema dalla fine
degli anni ’80, la versione del DCEU è passata nelle mani di
tantissimi registi ed era originariamente prevista per marzo 2018,
pochi mesi dopo l’uscita di Justice
League.
Inizialmente destinato a essere diretto da Phil Lord & Chris
Miller, il duo dietro The LEGO
Movie e Spider-Man: Un nuovo universo alla fine abbandonò il
progetto. Ora, anni dopo,
The Flash si è trasformato in un film totalmente
folle che potrebbe riavviare l’intero DCEU.
Justice League 2
Di gran lunga la più grande vittima del DCEU – e quella di cui
i fan della Justice
League di
Zack Snyder lamentano la perdita – è il sequel del cinecomic
uscito in origine nel 2017. La Warner Bros. aveva incaricato
Zack Snyder di guidare il DCEU, e ciò comprendeva almeno due
film sulla Justice
League. Tuttavia, a seguito della tiepida accoglienza riservata a
Batman v Superman, lo studio ha cambiato i suoi piani e ha
optato per un solo film dedicato alla Justice League.
Piano
piano, la WB iniziò a smantellare l’idea di uno SnyderVerse,
soprattutto dopo che Snyder abbandonò Justice
League nel bel mezzo della produzione. La
Snyder Cut e gli storyboard emersi nel corso degli
anni hanno anticipato quella che sarebbe dovuto essere una storia
davvero epica che avrebbe collegato tutti i film del DCEU.
Purtroppo, è qualcosa che non vedremo mai…
Ci sono film che hanno raggiunto il
successo globale e sono diventati dei blockbuster
nonostante i loro
protagonisti. A volte la storia, il cast secondario,
la fotografia, la mano di un grande regista superano la star che
dovrebbe essere al centro dell’azione. Ciò accade in ogni genere,
dai drammi sentimentali ai film d’azione. Il fatto che alcuni eroi
non abbiano un vero e proprio impatto sulla narrazione non è per
forza un problema, anzi. Ci sono lungometraggi costruiti attorno ad
un protagonista debole che funzionano proprio per questo motivo.
Vediamo 10 grandi titoli!
Ogni possibile sviluppo della trama
del
film sarebbe rimasto invariato anche senza Indy. Tutti vedono lui come l’eroe della storia, ma in
realtà è solo uno spettatore che assiste con
Marion (Karen
Allen) alla risoluzione finale del film. Sono i
nazisti stessi che, aprendo l’Arca dell’Alleanza, si
uccidono inavvertitamente.
Terminator 3: Le macchine ribelli
(2003)
Terminator 3:
Le macchine ribelli non è il film più apprezzato della saga.
Per molti è il primo di una serie di pessimi sequel, ma in ogni
caso va riconosciuto che il finale è davvero d’impatto. Dopo aver
tentato di fermare la distruzione nucleare, John Connor
(Arnold
Schwarzenegger) scopre che non c’è modo di prevenirla:
deve solo lasciare che accada.
Questa conclusione non sarebbe
possibile senza l’inutilità di Terminator. Il protagonista si
arrende di fronte alla minaccia nucleare, perdendo tutte le sue
qualità eroiche. Un gran finale per un brutto film, che però
banalizza l’intero ruolo di John nel film, qui ben lontano
dalla centralità dei primi due film.
The Batman (2022)
Il film sul Cavaliere
Oscuro di Matt
Reevesracconta un nuovo aspetto dell’eroe.
The Batman è un dramma poliziesco in cui il
protagonista viene rappresentato come ”il più
grande detective del mondo”. È la prima volta che questo aspetto di
Batman viene esplorato in un film. Va però detto che in
realtà le abilità investigative di Robert Pattinsonhanno
poco effetto sugli eventi.
Anche se Batman
capisce che una bomba dell’Enigmista (Paul
Dano) potrebbe essere posizionata nelle Wayne
Towers, non riesce a fermare l’attacco. Inoltre, l’eroe non è
in grado di salvare Gil Colson (Peter
Sarsgaard) quando è intrappolato né di impedire
l’allagamento di Gotham. L’unica cosa che Batman
riesce a fare nelle tre ore di film è aiutare un paio di persone
minacciate dai seguaci dell’Enigmista.
Con Air (1997)
Nel film cult Con
Air, un gruppo di prigionieri viene trasportato da un
penitenziario all’altro con un aereo. Su quell’aereo c’è anche
Poe Cameron (Nicolas
Cage), che è stato ingiustamente condannato per un
crimine che non ha mai commesso. Quando i prigionieri
dirottano l’aereo, Poe semplicemente osserva come uno
spettatore ciò che accade attorno a sé: tutto quello che vuole è
essere riunito con la sua famiglia.
Poe è la bussola morale del
film ma, nel grande schema della narrazione, è inutile se non
dannoso. Infatti, la maggior parte delle azioni compiute
dal protagonistahanno
conseguenze terribili: a causa sua viene ucciso un poliziotto sotto
copertura e un serial killer riesce a fuggire.
Anche a livello narrativo, alla fine
i Bastardi si rivelano poco importanti. L’enorme complotto
messo in piedi per uccidere Adolf Hitler nel cinema era
già stato pianificato da Shosanna.Donny
spara senza pietà a Hitler con una mitragliatrice, ma il
dittatore è già morto. Inoltre, siccome si trattava di una missione
suicida, Donny e Omar finiscono per uccidersi per
niente.
La guerra dei mondi (2005)
La guerra dei
mondi di Steven Spielberg riprende una storia già nota
ma, come accade in molti film del regista, Spielberg
trasforma il materiale originale. Da una storia su un’invasione
aliena esce fuori un dramma sul rapporto padre (Tom
Cruise) e figlia (Dakota
Fanning).
Nonostante ciò, il finale del film
non dipende minimamente dalle azioni di Ray nei
confronti di Rachel. Anche se i due fossero stati
uccisi nelle prime scene del film, La guerra dei mondi
sarebbe finita, come sempre, con gli alieni che muoiono a causa di
un raffreddore.
Chinatown (1974)
I parallelismi tra
The
Batman e questo film cult del 1974 sono numerosi. Il
protagonista di Chinatown, il detective
Jake Gittes, è assunto per seguire un uomo accusato di
avere una relazione clandestina. Come in tutti i grandi film
polizieschi, la ricerca conduce Gittes in una tana molto
più minacciosa. Proprio come Batman di MattRevees, Gittes è sempre un passo
indietro: per lui è impossibile fermare qualcosa che è già troppo
grande prima ancora dell’inizio del film.
Watchmen (2009)
Watchmen
è uno dei film di supereroi più lunghi di sempre, ma nelle sue due
ore e mezza di durata non succede molto. Nonostante il cast vasto e
la narrazione stratificata, per la maggior parte del tempo la
cinepresa segue Gufo Notturno II (Patrick Wilson) e Rorschach
(Jackie Earle Haley), rendendoli i protagonisti
del film.
Durante tutto Watchmen, i
due supereroi tentano di sabotare un enorme complotto terroristico,
ma falliscono nel loro intento. Quando finalmente si trovano faccia
a faccia con Ozymandias, il cattivo rivela che il suo
piano è già stato realizzato, stava semplicemente giocando con i
suoi ex partner.
Eternal Sunshine Of The Spotless
Mind (2004)
Questo non è un film di
supereroi o d’azione, ma anche nel dramma sentimentale Eternal
Sunshine of the Spotless Mind – Se mi lasci ti cancello il
protagonista non ha alcun effetto sulla
narrazione. Dopo essersi lasciato con Clementine (Kate
Winslet), Joel Barish (Jim
Carrey) decide di affidarsi ad un medico per
cancellare qualsiasi ricordo della sua ex. Non appena prende parte
all’operazione, Joel si pente della scelta fatta e, per
tutto il fllm, cerca invano di aggrapparsi ai ricordi che via via
sfuggono.
Sempre parlando di Jim
Carrey, c’è un altro film in cui l’eroe
protagonista è letteralmente un burattino privo di
scampo: The Truman Show. Questa volta però, il finale dà
una svolta alla condizione del personaggio principale.
Kick-Ass (2010)
Kick-Ass segue
l’avventura di un adolescente (Aaron Taylor-Johnson) che
decide di diventare un eroe e combattere il crimine per proteggere
le strade di Staten Island. Anche se il
protagonista riesce a salvare un paio di
bambini e insegna agli uomini come difendersi, all’interno della
narrazione principale Kick-Ass è del tutto
inutile.
L’eroe non influisce sulla trama
perché il conflitto centrale è tra Big
Daddy (Nicolas
Cage) e la mafia. In seguito, quando Big
Daddy viene ucciso, il film diventa la revenge story di
Hit-Girl. L’unico reale effetto che Kick-Ass ha
sulla storia si vede quando, inavvertitamente, causa la cattura e
la morte di Big Daddy.
Il nuovo live-action DisneyPinocchio riporta
sul grande schermo il nemico del film originale:
Postiglione (Luke
Evans). Ancora una volta, il losco rapitore dei
bambini non ottiene la punizione che merita. Ecco un altro
personaggio cinematografico che appartiene al gruppo dei cattivi
rimasti impuniti: nella storia del cinema, accade molto spesso che
il
nemico, seppur feroce, alla fine riesca a farla franca. Ecco
dieci casi esemplari.
Ozymandias – Watchmen (2009)
Anche se inizialmente viene
presentato come uno dei più grandi eroi rimasti al mondo,
Ozymandias utilizza metodi controversi per ottenere i suoi
obiettivi. In Watchmen, viene rivelato che
Ozymandias è responsabile di un attacco che ha ucciso
innumerevoli persone. Ozymandias vede il suo attacco
come un atto veramente eroico che, a suo dire, impedisce lo scoppio
di una guerra nucleare. In ogni caso, il personaggio meritava di
essere punito per la distruzione messa in atto. Al contrario,
quando gli eroi del film scoprono ciò che ha fatto
Ozymandias, scelgono di tenere segreto l’attacco.
L’infermiera Mildred Ratched –
Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975)
La performance da Oscar di Jack Nicholson in Qualcuno volò
sul nido del cuculo è nota a tutti, ma quella di
MildredRatched è altrettanto iconica.
Louise Fletcher interpreta l’infermiera che
controlla e manipola i pazienti del noto ospedale psichiatrico.
Mildred Ratched è
considerata uno migliori cattivi cinematografici di tutti i tempi,
in grado di manipolare i suoi pazienti fino a portare
una giovane paziente al suicidio. Il fatto che l’infermiera
Ratched riesca a farla franca mostra la triste realtà del
manicomio messo in scena da Forman.
Paul & Peter – Funny Games
(1997)
Anche se contiene elementi che
rompono la quarta parete, il film horror Funny Games è
inquietante soprattutto perché è calato nella realtà. Il
lungometraggio segue una famiglia che va in una casa vacanza e
viene continuamente intimorita dagli scherzi di due giovani.
Il fatto che Paul e
Peter agiscano in modo violento solo per divertirsi è
davvero angosciante. Alla fine, la famiglia cade vittima dei due
folli giovani. Non solo: il finale del film lascia aperta la
possibilità che Paul e Peter
continuino ad importunare gli innocenti.
Raymond Lemorne – Il mistero della donna
scomparsa (1988)
Il
thriller giallo olandese Il mistero della donna
scomparsa segue le vicende di una donna scomparsa durante
una vacanza in Francia con il compagno. Dopo la sparizione, il film
mostra la ricerca senza fine della donna portata avanti dal
fidanzato Rex Hofman.
Alla fine, Rex trova il
rapitore: si tratta di Raymond Lemorne. Purtroppo però,
anche questo personaggio è uno di quei cattivi che
riescono a farla franca, come mostra l’inquietante finale de Il
mistero della donna scomparsa.
Anton Chigurh – Non è un paese per vecchi
(2007)
Continuando a parlare di
cattivi, probabilmente l’elemento che rende
Non è un paese per vecchiun’opera memorabile è
il nemico principale: Anton Chigurh. Non motivato da
denaro o vendetta, il personaggio interpretato da Javier Bardem è un assassino spietato e
inarrestabile che non permette a nessuno di ostacolare il suo modo
di ”lavorare”.
Nel corso del film dei fratelli
Coen, Chigurh lascia una scia di corpi e,
alla fine, è colui che riesce a mettere le mani sulla valigetta coi
soldi. Fino alla scena di chiusura Chigurh mostra la sua
forza: anche dopo che è stato colpito da una macchina, il
cattivo si rialza e cammina via.
Noah Cross – Chinatown (1974)
Il neo-noir
di Roman Polanski Chinatown
segue l’indagine su un adulterio condotta dall’investigatore
privato Jake Gittes. La situazione precipita velocemente e
Gittes si trova ad indagare su una cospirazione che
coinvolge una serie di personaggi cattivi.
Tra questi malviventi,
spicca Noah
Cross, un potente uomo d’affari che ha anche abusato
della propria figlia. Il film si conclude tristemente con la morte
della figlia di Cross e con la resa
di Gittes: Noah appare come un nemico
troppo potente da abbattere.
Amy
Dunne – Gone Girl (2014)
Ecco un altro thriller che
segue un uomo in cerca della compagna scomparsa: Gone Girl di
David Fincher. Inizialmente, le prove fanno
sospettare che il responsabile della scomparsa (e della morte)
di Amy sia proprio il marito Nick.
Tuttavia, il plot twist centrale rivela che Amy non
solo è viva, ma sta addirittura cercando di incastrare
Nick.
Amy è contorta: prima
inventa una bugia e successivamente arriva ad uccidere per coprire
le tracce del suo ritorno. Fino alla fine, Amy porta
avanti i suoi magheggi e, tutto sommato, riesce ad agire
indisturbata.
The Coachman – Pinocchio (1940)
I tratti più tenebrosi del
classico DisneyPinocchio girano
soprattutto attorno ai personaggi cattivi. Questo
è vero soprattutto per Postiglione, il criminale che
attira i ragazzi in fuga da casa e, con la promessa di una vita
senza regole, li conduce nel Paese dei Balocchi.
Adescati i ragazzini,
Postiglione li trasforma in asini da vendere. Nella
scena terrificante del film in cui viene svelata l’attività del
cattivo, Pinocchio riesce a sfuggire. Tuttavia, stando a
quanto mostrato, Postiglione continua a
praticare la sua vendita di ragazzi-asini.
Draco Malfoy – La saga di Harry Potter
(2001-2011)
Fin dall’inizio della
saga di Harry Potter, Draco Malfoy si presenta come
un personaggio antipatico. Si tratta di un’arrogante studente
di Hogwarts che si comporta in modo terribile
con Harry e con gli altri compagni.
Alcuni pensano che Draco
non sia completamente crudele, soprattutto se paragonato a cattivi
come Voldemort. Tuttavia, nel corso della
saga Draco cresce in malvagità e, alla fine,
sembra che l’unico motivo per cui non arriva ad uccidere
Harry Potter è per codardia. Nonostante tutti i suoi
comportamenti, DracoMalfoy riesce
sempre a farla franca.
Mr. Potter – La vita è meravigliosa
(1946)
Il cult La vita è
meravigliosa è un film edificante che contiene un
messaggio importante e significativo. Eppure, anche un film così
piacevole ha bisogno di un cattivo, ed è qui che entra in gioco
Mr. Potter.
Si tratta di un anziano miserabile
che s’interessa solo dei soldi. Potter convinto di
poter far fallire George Bailey e di poter diventare
l’unico finanziatore in città. Quando Mr. Potter trova il
denaro di George, lo tiene per sé e prova a
ricattare Bailey. Alla fine, la città si raduna
intorno a George e cerca di salvarlo, ma Potter
non viene mai scoperto: presumibilmente, il cattivo riesce a tenere
i soldi per sé.
Anche se nella vita non va sempre
così, al cinema, di solito, il bene vince sempre, o quasi! Ecco
10 film in cui è il villain a vincere la partita
contro l’eroe. Qualunque sia l’esito della pellicola in questione,
sulla bilancia finale, è il bad guy che la spunta.
Il mito del bad guy che è più
affascinante dell’eroe o del buono in generale non viene smentito
da questi film in cui, alla fine, si finisce anche per simpatizzare
per il villain che trionfa, metaforicamente, sul buono.
Da che parte state voi? Preferite il
cari vecchi eroi o i villain?
Non è detto che un
cattivo non sappia ragionare: spesso nei
film d’avventura e di
supereroi, un nemico subdolo e geniale è ciò che rende il
conflitto avvincente. Ci sono cattivi che hanno come unica forza la
malvagità, mentre altri piacciono perché possiedono un movente
valido agli occhi dello spettatore. C’è chi ha buone intenzioni, ma
usa i mezzi sbagliati per soddisfarle e c’è chi ha un progetto
sensato ma agisce in modo perverso. Ecco la lista dei film in cui
il cattivo è comprensibile e, in una certa misura,
ha delle motivazioni valide per comportarsi in modo spregevole.
The Batman: l’Enigmista è
totalmente un cattivo?
Come’è stato rivelato da The Batman, molti dei cattivi più subdoli del film sono gli
scarti della società imperfetta di Gotham City.
L’Enigmista rappresenta l’inizio di una rivolta contro
questi difetti, anche se i suoi metodi omicida e distruttivi non
sono propriamente la giusta direzione per il cambiamento.
Sembra che l’Enigmista
abbia capito che il problema a Gotham non sono i super
criminali, ma i funzionari eletti che gestiscono la
città. Speriamo che questa sfumatura continuerà ad essere
esplorato nei sequel di TheBatman e
Joker.
Blade Runner
Parliamo ora del famosissimo film
noir e fantascientifico Blade
Runner. Il lungometraggio di Ridley Scott ha tra le varie figure
Roy Batty un replicante che, come tutti, dovrebbe
lavorare come schiavo nelle colonie extramondo. Batty
sembra però voler vivere tra gli umani ed esplorare la propria
coscienza. Per questo motivo, fugge sulla terra.
Roy
Batty è un personaggio cattivo ma,
in una certa misura, comprensibile. Il suo desiderio è più che
lecito. Sfortunatamente, per raggiungere il suo scopo il replicante
uccide diverse persone sul suo cammino e costringe Deckard
a ritirarsi dalla sua carica.
Gone Baby Gone: Morgan Freeman è il
poliziotto cattivo
Gone Baby Gone è un
lungometraggio di Ben Affleck esplora le aree ombrose della vita
cittadina ed è incentrato sul rapimento di un bambino. Nel film,
Jack Doyle (Morgan
Freeman) è la rappresentazione perfetta del
cattivo moralmente accettabile: è lui, capo
della polizia, che progetta il rapimento del piccolo. Per
Doyle, l’azione è necessaria per salvare il bambino da una
famiglia altamente problematica e per offrirgli una vita
migliore.
Il film gioca molto sulla moralità e
sul ruolo dei cattivi. Come lo spettatore, anche i personaggi di
Gone Baby Gone faticano a decidere se l’azione del
poliziotto sia giusta o sbagliata.
Inside Man
Inside Man è un fantastico film che parla di
rapine. Inoltre, nel lungometraggio il regista Spike
Lee include anche alcuni riferimenti ai suoi temi più
cari: la lotta di classe e le questioni razziali. Il criminale
Dalton Russell, interpretato incredibilmente dal
carismatico Clive
Owen, è pronto a rubare tutto ciò che può al ricco
Arthur Case, interpretato da Christopher
Plummer.
La vera rivelazione nel film è che
Case è un nazista che, grazie alla sua ricchezza e potere,
ha vissuto in pace per molti anni. In tutto ciò, Russell
finisce per giocare inavvertitamente un ruolo cruciale nella
consegna alla polizia di Case. In questo caso, il cattivo
”ladro” diventa un personaggio positivo rispetto al cattivo
”nazista”.
Fight Club – Brad Pitt è un cattivo
a metà
Fight Club è un film cult anche grazie alla figura di
Tyler Duren, personaggio magistralmente interpretato da
Brad Pitt. Tyler è un antieroe
incredibilmente avvincente, è solo una parte inconscia del
personaggio di Edward Norton, ma rappresenta tutto il
desiderio di cambiare lo status quo.
Anche se i suoi metodi per spingere
al cambiamento sono distruttivi e non accettabili, Durden
ha delle buone idee. Inoltre, è incredibilmente combattuto: ha una
visione e un progetto positivi, ma rimane schiacciato e soffocato
dal male.
Batman Begins
Che si tratti di Batman Begins di Nolan, di
Arrow o delle pagine dei fumetti, Ra’s
Ghul è un cattivo con un obiettivo molto
chiaro: vuole purificare il mondo dal male utilizzando un
metodo estremo, l’esecuzione. Come anche l’Enigmista,
Ra’s agisce perché si rende conto di
quanto Gotham sia diventata terribile e, mantenendo
un punto di vista esteriore, cerca di fare a pezzi la città.
Il movente di
Ra’s potrebbe renderlo un eroe, ma il piano di
uccidere milioni di persone innocenti lo rende invece un
cattivo. L’eroe rimane Batman, che
ha il compito di fermare la sua azione scellerata.
Avengers: Infinity War
Tra i fan della Marvel, c’è chi fa il tifo
per Thanos. Il Titano Pazzo è spinto per
alcuni da validissime motivazioni: vuole rendere l’universo un
posto migliore perché crede che sia sovrappopolato. Per raggiungere
il suo scopo, Thanos decide di far fuori metà della
popolazione.
Quello appena descritto è uno dei
pochi cattivi che riesce, almeno in parte, a
realizzare i propri intenti. Con Avengers – Infinity War,
i fan stati in grado di vedere la conseguenza delle azioni di
Thanos: devastando la popolazione sulla terra, il
titano ha confermato di essere un cattivo.
A Few Good Men
Codice d’onore è un
capolavoro apprezzatissimo dal pubblico e dalla critica. Nel film
vediamo Jack Nicholson che mette in scena uno dei suoi
migliori personaggi: il colonnello Nathan Jessep.
Jessep è un cattivo perché
– come spiega lui stesso nell’iconico monologo – si trova costretto
a fare scelte difficili. Proprio per questo motivo,
Nicholson veste i panni di un cattivo estremamente
comprensibile e compatibile anche agli occhi dello spettatore più
pacifista.
Watchmen
In Watchmen,
Ozymandias è l’uomo più intelligente del mondo e sa che la
guerra sta arrivando. Inoltre, crede che l’unico modo per
prevenirla sia rivoltare tutti contro quello che sembra essere un
nemico comune: il Dottor Manhattan.
Il piano di Ozy causa però
la morte di moltissime persone: è un crimine irredimibile, ma
sembra essere l’unico modo per impedire la guerra nucleare. È
accettabile uccidere milioni di vite per salvarne miliardi?
Ozymandias è un cattivo e pensa di
sì, ma gli eroi della storia non sono d’accordo.
Una pazza giornata di vacanza
Una pazza giornata di
vacanza è un film degli anni Ottanta ma per la trama resta un
classico potente ancora oggi. Nel film, il preside
Rooney vuole solo che i suoi studenti vadano a scuola, il
suo problema più grande è che Ferris sta saltando la
lezione.
Ed Rooney è uno dei cattivi
più leggeri di questa lista, ed è molto più caricaturale di altri.
In ogni caso, per il contesto in cui è
inserito, Rooney si conferma un personaggio cattivo,
seppur mosso da ottime intenzioni.
Succede a volte che l’impatto di un
singolo film, inaspettatamente, faccia avanzare l’industria
cinematografica di anni: elevandosi immediatamente al di sopra
degli altri, riesce a catalizzare l’attenzione nel modo in cui
altri film non sarebbero mai riusciti. Vediamo la classifica degli
utenti Reddit dei film in
anticipo sui tempi!
Alien (1979)
Il film Alien del
1979 è uno degli horror fantascientifici più struggenti di sempre.
Alcuni Redditor sostengono
che il film fosse in anticipo sui tempi perché nessuno avrebbe mai
creduto che fosse stato girato 40 anni fa! “Ridley
Scott ha fatto un lavoro grandioso con un film così
iconico“, aggiungono, sottolineando come
Scott sia uno dei registi più visionari di questa
generazione, specialmente quando si tratta di fantascienza.
Nonostante le innovazioni del film,
i fan ammettono che negli ultimi secondi del film, quando l’alieno
è risucchiato verso il cosmo ma ha ancora la forza e l’agilità per
risalire a bordo della capsula aggrappandosi al tubo di scarico dei
propulsori, è palese che si tratti di un costume indossato da una
controfigura e quindi il finale del film non risulta altrettanto
credibile e terrificante.
Quinto potere (1976)
Quinto
potere è una black comedy sulla fittizia emittente
televisiva UBS, che fa di tutto per superare i suoi scarsi ascolti.
All’apparenza, sembra una semplice commedia provocatoria, ma in
realtà era largamente in anticipo sui tempi.
In un’analisi sommaria sul film, gli
utenti Reddit affermano che
“le argomentazioni riguardanti il fatto che le notizie sono un
servizio pubblico piuttosto che un’impresa di intrattenimento per
fare soldi sono più rilevanti che mai“. Con così tante testate
giornalistiche che privilegiano titoli clickbait rispetto ai
contenuti soltanto per assicurarsi gli ascolti, Quinto
Potere ha predetto l’attuale panorama dei notiziari con 40
anni di anticipo.
Chi ha incastrato Roger Rabbit?
(1988)
Chi
ha incastrato Roger Rabbit? è stato il primo film a
intrecciare il live-action con l’animazione, e ancora oggi si parla
di quanto il film abbia lasciato un segno nell’industria. Gli
utenti Reddit sostengono che
sia “ancora la migliore fusione di animazione tradizionale e
live-action mai messa su pellicola“.
Indubbiamente uno dei migliori nel
sottogenere, ci sono svariati esempi che mettono in luce l’impatto
di Who Framed Roger Rabbit? anche nel 2021. Dato
che l’ultimo tentativo di mescolare live-action con animazione è
stato Space Jam:
A New Legacy, che è stato stroncato dalla critica, il
film del 1988 è ancora oggi intoccabile.
Stand by Me – Ricordo di
un’estate
È difficile credere che
Stand By Me sia basato su un racconto di
Stephen King, dato che si tratta di uno
dei pochi non horror dello scrittore. Ma, ironicamente, il film è
uno dei migliori adattamenti cinematografici di
King.
Anche se alcuni utenti
Reddit
pensano che mantenga ancora quella
campiness tipica degli anni ’80, questa
“si amalgama bene allo spirito del film, grazie al fatto di
essere un’opera d’epoca ambientata negli anni ’50“. E siccome
Stand By Me riguarda la gioventù e l’amicizia, è
un film di formazione senza tempo, assolutamente innovativo per il
1986.
A qualcuno piace caldo (1959)
Per una commedia che ha più
di 60 anni, è un’impresa incredibile che A qualcuno piace caldo non solo fosse in
anticipo sui tempi, ma che resiste tuttora alla prova del tempo. Il
film è amato dai fan Reddit che
sottolineano come si rimanga “davvero sorpresi a constatare
come non invecchi affatto“.
Il film del 1959 parla di due
musicisti jazz che, dopo aver assistito ad un omicidio, per fuggire
alla mafia, si travestono ed entrano in una band tutta al
femminile, ma entrambi si innamorano della cantante. I due uomini
sono in realtà altamente incompetenti e buffissimi, e il film
presenta uno degli scambi di dialogo finali più iconici di
sempre.
Jurassic Park (1993)
Quando si parla di film in
anticipo sui tempi, Jurassic Park è uno dei titoli che non possono
assolutamente mancare. Gli utenti Reddit concordano
sul fatto che sia un film senza tempo, specificando che
“l’unica cosa che lo rende datato è la moda dei
personaggi“.
La CGI di Jurassic
Park è migliore degli effetti visivi della maggior parte
dei film usciti oggi e la ragione per cui è così grandiosa è che
questa e gli effetti pratici sono combinati senza soluzione di
continuità, rendendo così la CGI innovativa il motivo per cui
Jurassic Park resiste ancora oggi. E anche se il
reparto costumi è effettivamente rappresentativo degli anni ’90,
questi sono altrettanto iconici quanto la colonna sonora.
Il braccio violento della legge
(1971)
Gli anni Settanta sono
stati una miniera d’oro per i grandi drammi criminali, e Il
braccio violento della legge è probabilmente stato
l’antesignano di questo genere. Il film segue
Popeye, un poliziotto della squadra narcotici, che
ha la soffiata giusta per scoprire chi si cela dietro una grossa
partita di eroina e decide di lavorare sul caso insieme al collega
Lo Russo.
Gli utenti Reddit ritengono
l’epico inseguimento della polizia come il migliore mai girato in
un film d’azione, assolutamente in anticipo sui tempi. Non c’era
stato nulla di simile prima sul grande schermo ed è sicuramente uno
dei modi in cui il film ha influenzato l’industria. Tuttavia, per
quanto la scena sia stata rivoluzionaria, il regista
William Friedkin si è pentito di aver girato
l’inseguimento, ritenuto illegale e pericoloso.
Il pianeta proibito (1956)
Se c’è una cosa per cui gli
anni ’50 sono noti dai cultori cinematografici, sono tutti i
B-movie di fantascienza, che sono stati parodiati a non finire in
videogiochi come Destrought All Humans e in film
come Mars Attacks. Nonostante la loro reputazione,
Il pianeta proibito è ritenuto superiore a tutti
e, anche se la patina da B-movie rimane, i fan ritengono che brilli
di lucentezza propria.
Gli utenti Reddit sostengono
che il film “era così avanti rispetto al suo tempo per un film
di fantascienza degli anni ’50“, che ha definito una
generazione di film. Tuttavia, è indubbio che gli effetti speciali
siano ancora datati per gli standard odierni, ed è per questo che
Il pianeta proibito meriterebbe un remake.
Shining (1980)
Qualsiasi film di Stanley Kubrick avrebbe potuto essere inserito
in questa lista, dato che i suoi sforzi registici vengono
continuamente elogiati dai Redditor, primi fra
tutti 2001: Odissea nello spazio e Il dottor
Stranamore.
Anche Shining è stato menzionato da numerosi
Redditor, che dicono a riguardo: “Shining è
uscito nel 1980 eppure nessun elemento tecnico è minimamente
invecchiato“.
Shining è veramente
un film senza tempo, ancora terrificante per gli standard di oggi,
quindi non sorprende che costituisca tutt’ora una fonte di
ispirazioni per innumerevoli pellicole thriller-horror.
Quarto potere (1941)
Quarto
Potere ha costituito da sé essenzialmente il manuale di
regia per Hollywood. Che ci si soffermi sugli aspetti tecnici
come la profondità di campo delle inquadrature, il montaggio, la
colonna sonora o la narrazione volutamente frammentaria, il film
del 1941 ha fondamentalmente scritto il cinema moderno.
Gli utenti Reddit
ne elogiano in modo particolare il montaggio che “lo fa sentire
moderno, anche dopo 80 anni“. Considerato che il film è del
1941, è incredibile quanto il film continui a reggere la prova del
tempo e continua a rimanere sicuramente più avvincente della
maggior parte dei film usciti oggi.
I premi Oscar sono
stati concepiti come riconoscimenti ai migliori film di ogni anno
ma, sebbene alcune grandiose pellicole si siano portate a casa la
loro giusta quota di premi, ce ne sono alcuni veramente memorabili
che hanno lasciato la cerimonia a mani vuote, come Le ali della libertà, che non è stato premiato
in nessuna categoria, nonostante le sette nomination.
Per quanto questo sia scioccante,
per un film che è considerato uno dei migliori di tutti i tempi,
perlomeno il film in questione ha ricevuto diverse nomination.
Infatti, ci sono stati casi di alcuni film veramente iconici che
sorprendentemente non sono mai stati nominati
nemmeno in una singola categoria dell’Academy Award e, nonostante
questo, sono ancora amati dal pubblico di tutto il mondo.
Le Iene (1992)
Gli amanti del cinema di tutto il
mondo hanno trascorso molto tempo a lodare gli sforzi di
Quentin Tarantino come scrittore e
regista da quando il suo debutto nel lungometraggio, Le Iene, ha illustrato molti dei tropi
cinematografici per i quali sarebbe diventato famoso negli anni
successivi.
Raccontando la storia delle
conseguenze di una rapina andata male, il film è caratterizzato da
una scrittura tagliente, in termini di trama e scambi di battute.
Questo, già da se, sarebbe bastato per aggiudicarsi un Oscar alla
migliore sceneggiatura originale, ma non era
destino: Tarantino avrebbe guadagnato quel riconoscimento solo due
anni dopo, per Pulp Fiction.
Shining (1980)
L’immagine del volto da psicopatico
di Jack Nicholson che scruta minacciosamente
attraverso una porta è una delle inquadrature più note e iconiche
della storia del cinema. Questo però non è l’unico momento
memorabile di Shining, poiché l’intero film è costellato di
elementi divenuti capisaldi della cultura pop.
Anche se Stanley Kubrick con questo film si
giocava assolutamente la possibilità di essere nominato per la
miglior regia, il vero shock è stata la non
candidatura di Jack Nicholson come miglior attore agli Oscar.
La sua interpretazione della discesa di un uomo nevrotico verso la
follia, mentre lavora in un hotel del Colorado isolato da tutto e
tutti, è diventata una delle più iconiche della storia del cinema e
avrebbe indubbiamente potuto dare del filo da torcere a Robert De Niro quell’anno (candidato per
Toro Scatenato).
Léon: The Professional (1994)
Il film Léon: The
Professional non è esattamente ciò che si potrebbe
definire “esca per l’Oscar”; è un film d’azione che vuole far
arrabbiare il pubblico e coinvolgerlo con sequenze avvincenti ed
emozionanti, ma ci sono due precisi motivi per cui avrebbe potuto
guadagnarsi una nomination.
Il primo è Gary Oldman, il cui ritratto di Norman
Stansfield nel film è straordinario, e lo ha reso un
antagonista leggendario nella storia del cinema. L’altra è la
giovane Natalie Portman, che si è fatta notare da
ragazzina proprio grazie a questa performance, rubando la scena nel
ruolo della protetta del personaggio principale. Entrambi avrebbero
potuto essere dunque nominati nelle categorie miglior
attore/attrice non protagonista.
Zodiac (2007)
Da parte sua, Zodiac sembrava potesse certamente incuriosire
il comitato degli Oscar: basato su eventi realmente accaduti, e con
una storyline centrale da thriller di mistero, il film presenta un
cast all-star, ed è diretto da David
Fincher, uno dei registi più acclamati in
circolazione.
Fincher avrebbe
dovuto essere certamente nominato tra i miglior
registi, mentre le performance di Robert Downey Jr. e del resto del cast
senz’altro dovevano essere considerate nelle categorie
dedicate alla recitazione. Zodiac è uscito a un anno di
distanza da Iron Man, e forse, se questo film
fosse uscito nel 2009, Robert Downy Jr. sarebbe
stato nominato per questa performance e non per quella in Tropic Thunder, film grazie a cui ha ricevuto
effettivamente una candidatura.
Before Sunrise (1995)
Sono tanti i cinefili che
considerano la trilogia Before di Richard Linklater una
delle migliori mai realizzate: ogni film che la compone è stato
accolto da recensioni entusiastiche nei confronti di come viene
raccontata una storia d’amore che si snoda nel corso di diversi
decenni.
Il primo capitolo, Before
Sunrise, è stato una meraviglia all’epoca e ha mostrato
quanto Richard Linklater valesse come regista. È
scioccante scoprire che il film non è stato nominato per
nessun premio di scrittura, soprattutto pensando
all’arguzia e al realismo della sua sceneggiatura. Per fortuna,
entrambi i sequel (Before Sunset e Before
Midnight) hanno ricevuto una nomination per la
miglior sceneggiatura originale.
Heat (1995)
L’Academy adora le storie epiche che
si concedono circa tre ore per raccontarsi: date loro un’epopea
criminale con due degli attori più famosi dell’epoca,
Robert De Niro e Al Pacino, e Heat sembrava una ricetta perfetta per il
successo.
Mentre il pubblico e la critica sono
stati catturati dal gioco del gatto e del topo tra un detective e
un rapinatore di banche, l’Academy lo ha invece totalmente
ignorato, non considerando nessuno dei due attori
che avrebbero potuto essere premiati, così come Val
Kilmer. Perlomeno, Michael
Mann venne nominato nella categoria della
miglior regia e Dante Spinotti
per la migliore fotografia.
Thor: Ragnarok (2017)
I film di supereroi sono stati
spesso penalizzati agli Oscar, ma ciò è cambiato negli ultimi anni,
specialmente con le vittorie di Black Panther e la nomination per la
miglior sceneggiatura adattata di Logan.
Sebbene Thor: Ragnarok non avrebbe in ogni caso
ottenuto una nomination come miglior film, il fatto che sia stato
totalmente escluso dalle nomination è apparso piuttosto
insolito.
Si tratta infatti di un’entrata
leggendaria nel MCU, che alcuni
considerano in assoluto il miglior film solista del
franchise. Una qualche nomination per Jeff Goldblum nelle categorie
attoriali sarebbe stata gradita, ma la sorpresa più grande
è che questo film non è stato nemmeno considerato per i
migliori effetti visivi, nonostante sia un film di grande
impatto.
Il buono, il brutto e il cattivo
(1966)
I western e Clint Eastwood sono un’accoppiata che va
d’accordo meravigliosamente: è difficile scegliere il miglior film
western di Eastwood, ma quasi tutti conoscono
Il buono, il brutto e il cattivo, che completa
la trilogia del dollaro di Sergio Leone.
I critici erano in realtà piuttosto
tiepidi sul film all’uscita, lamentandosi del livello di violenza
che alcune sequenze raggiungevano. Sfortunatamente per loro, sembra
che l’impatto del film sia solo migliorato con l’avanzare del tempo
e, guardandoci indietro, sarebbe stata una scelta ideale sia per la
candidatura alla miglior regia (Sergio
Leone) che per il miglior film.
American Psycho (2000)
Anni prima di affermarsi come
Batman, Christian Bale era un beniamino dell’indie,
divenuto celebre con il film American Psycho. La sua interpretazione dello
squilibrato Patrick Bateman è probabilmente ad
oggi ancora il miglior lavoro della carriera di Bale, il che è
tutto dire per un uomo che ha vinto un Oscar ed è
stato candidato ad altri tre.
Anche se è comprensibile che
American Psycho non sia stato candidato come
miglior film, Balenon è
stato nominato come miglior attore, il che è praticamente
un crimine! Stiamo parlando di una performance che ha resistito
benissimo alla prova del tempo, e che si ricorda più di qualsiasi
altra degli anni 2000.
Terminator (1984)
È difficile pensare a qualsiasi
personaggio cinematografico che possa superare questo: Terminator è senza dubbio il miglior film di
James Cameron, già tremendamente
innovativo al momento della sua uscita, prima ancora di diventare
un vero e proprio cult negli anni successivi. Le opinioni sui
sequel sono state differenti e controverse, ma non c’é dubbio che i
due film originali siano stellari.
Terminator 2: Judgment Day del 1991 ha
stabilito un nuovo standard per gli effetti
visivi, categoria per cui si è giustamente portato a casa
l’Oscar. Anche se il film originale non era ancora all’altezza di
quel livello tecnico, meritava comunque di essere considerato nella
stessa categoria nel 1984, ma venne giustamente
escluso.
Ecco diecifilm horror che,
nonostante siano a tutti gli effetti entrati nella storia del cinema di tutti i tempi, sono stati
ignorati ai premi Oscar dei rispettivi anni.
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I film di genere non hanno mai (o
quasi) trovato grande spazio nella cosiddetta stagione dei premi
che culmina con gli Oscar. Spesso però capita che il genere, il
film horror in questo caso, trovi grandi conferme
nel tempo e soprattutto negli spettatori che rendono poi onore
all’effettivo valore del film.
Questo è dimostrato soprattutto dal
confronto dei film in oggetto con i vincitori del premio più ambito
agli Oscar nello stesso anno. Che ve ne pare? Quale film di genere
vi sarebbe piaciuto vedere sul gradino più alto di
Hollywood?
L’horror è
un genere che ha costruito la propria storia su figure diventate
vere e proprie icone della cultura pop. Personaggi come Michael
Myers, Jason Voorhees o Freddy Krueger sono immediatamente
riconoscibili e, con il passare degli anni, sono diventati
protagonisti di sequel, merchandising e costumi di
Halloween. Eppure, alcuni dei film horror più spaventosi
di sempre seguono una filosofia completamente diversa: nascondono
il mostro.
È
un principio tanto semplice quanto efficace. L’immaginazione dello
spettatore è spesso molto più potente di qualsiasi creatura
realizzata con effetti speciali. Quando il pericolo rimane fuori
campo, ogni rumore, ogni ombra e ogni dettaglio possono assumere un
significato terrificante. Il cervello riempie automaticamente gli
spazi vuoti, creando una paura profondamente personale che nessuna
immagine potrebbe replicare.
Non si tratta soltanto di una scelta stilistica. In alcuni casi è
stata una necessità produttiva, in altri una precisa decisione
narrativa. Il risultato, però, è sempre lo stesso: costruire una
tensione costante, nella quale il pubblico condivide l’incertezza
dei protagonisti senza avere mai una visione completa della
minaccia. Questi dieci film rappresentano alcuni degli esempi
migliori di questa tecnica. Alcuni non mostrano mai il vero
antagonista, altri ne rimandano l’apparizione fino agli ultimi
minuti, trasformando l’attesa nella loro arma più potente.
The Blair Witch Project
(1999)
Quando uscì nel 1999, The
Blair Witch Project cambiò radicalmente il panorama
dell’horror indipendente. Il film di Daniel Myrick ed Eduardo
Sánchez rese popolare il found footage e dimostrò che era possibile
terrorizzare il pubblico con un budget ridottissimo, puntando tutto
sulla costruzione dell’atmosfera. L’intera vicenda segue tre
studenti di cinema che si avventurano nei boschi del Maryland per
girare un documentario sulla leggendaria Strega di Blair. Più il
viaggio procede, più il confine tra realtà e leggenda si
assottiglia. Rumori nella notte, strani simboli appesi agli alberi
e urla provenienti dall’oscurità diventano gli unici elementi con
cui lo spettatore può ricostruire ciò che sta accadendo.
La scelta più coraggiosa è però quella di non mostrare mai la strega. Nemmeno
nell’ormai celebre sequenza finale, quando Heather trova Mike
immobile rivolto verso l’angolo della casa abbandonata, il film
rivela davvero chi o cosa si trovi nella stanza. Tutto rimane
affidato alla suggestione. È proprio questa assenza ad aver
trasformato The Blair Witch
Project in uno degli horror più influenti degli ultimi
trent’anni. Non esiste un mostro da osservare: esiste soltanto la
paura di ciò che potrebbe nascondersi oltre l’inquadratura.
Lo squalo (1975)
Oggi è difficile immaginare Lo squalo senza
pensare immediatamente al gigantesco predatore creato da
Steven Spielberg. Eppure, uno degli
elementi che ha reso il film così memorabile nasce da un problema
tecnico. L’animatronico soprannominato “Bruce” si rompeva
continuamente durante le riprese, costringendo Spielberg a
reinventare molte sequenze. Invece di mostrare spesso lo squalo, il
regista iniziò a suggerirne la presenza attraverso la celebre
colonna sonora di John Williams, le inquadrature dell’acqua e gli
improvvisi attacchi contro le imbarcazioni.
Quella che sembrava una limitazione si trasformò nel punto di forza
dell’intero film. Lo spettatore osserva il mare sapendo che
qualcosa si muove sotto la superficie, ma senza riuscire mai a
distinguerlo chiaramente. L’ansia nasce proprio dall’attesa. Ancora
oggi Lo squalo viene
studiato come uno degli esempi più efficaci di suspense
cinematografica, dimostrando che mostrare meno può aumentare
enormemente la tensione.
Paranormal Activity (2007)
Anche Paranormal Activity
sfrutta il principio dell’invisibile, ma lo adatta al linguaggio
del found footage domestico. La storia segue Katie e Micah, una
giovane coppia che installa telecamere nella propria abitazione per
documentare una presenza soprannaturale che perseguita la donna fin
dall’infanzia. Da quel momento il pubblico osserva quasi
esclusivamente immagini statiche provenienti dalle videocamere di
sorveglianza.
Non ci sono apparizioni spettacolari né creature digitali. Il
terrore nasce da porte che si muovono lentamente, passi nel
corridoio, lenzuola trascinate via e lunghi silenzi interrotti da
piccoli dettagli apparentemente insignificanti. Con un budget di
appena 15.000 dollari, il film incassò oltre 190 milioni nel mondo,
diventando uno degli horror più redditizi della storia. Gran parte
del suo successo deriva proprio dalla scelta di non mostrare mai
chiaramente il demone, lasciando che sia il pubblico a immaginarne
l’aspetto.
It Follows (2014)
L’entità di It Follows è
probabilmente una delle minacce più originali del cinema horror
contemporaneo. La protagonista Jay scopre di essere stata colpita
da una maledizione trasmessa attraverso un rapporto sessuale. Da
quel momento una presenza soprannaturale inizia a seguirla
lentamente, assumendo ogni volta l’aspetto di persone diverse.
Il film mostra continuamente queste figure umane che avanzano verso
di lei, ma non rivela mai la vera natura dell’entità. Quelle
persone non sono il mostro: sono soltanto il modo in cui esso
sceglie di manifestarsi. Questa ambiguità rende il film
estremamente inquietante. Il pubblico non sa mai cosa stia
realmente osservando e comprende soltanto una cosa: la creatura
continuerà ad avanzare senza fermarsi mai.
Bird Box (2018)
Il successo di Bird Box su Netflix è stato costruito attorno a un’idea
semplicissima: il mostro non può essere guardato. Nel mondo del
film, chiunque osservi le misteriose entità viene immediatamente
spinto al suicidio. Per questo motivo i sopravvissuti sono
costretti a vivere bendati ogni volta che escono all’aperto.
Sandra Bullock interpreta Malorie,
una donna che affronta un viaggio disperato insieme a due bambini
cercando di evitare qualsiasi contatto visivo con le creature.
Durante la produzione era stata persino realizzata una versione del
mostro, ma i filmmaker decisero di eliminarla. Una scelta
rivelatasi vincente: non sapere cosa vedano le vittime rende quelle
entità infinitamente più inquietanti di qualsiasi creatura
digitale.
A Quiet Place (2018)
Diretto da John Krasinski, A Quiet Place racconta un mondo devastato da creature
aliene cieche che cacciano esclusivamente attraverso il suono. Fin
dalle prime scene gli spettatori assistono agli effetti devastanti
degli attacchi, ma i mostri compaiono soltanto per brevi istanti.
La regia preferisce concentrarsi sul silenzio, sui piccoli rumori e
sulla paura costante che accompagna ogni gesto della famiglia
Abbott.
Questa scelta aumenta enormemente la suspense. Per buona parte del
film il pubblico conosce le conseguenze della presenza delle
creature, ma non il loro vero aspetto. Quando finalmente vengono
mostrate nel finale, il loro design risulta ancora più
impressionante proprio perché è stato costruito attraverso una
lunga attesa.
Gli invasati (The Haunting, 1963)
Tra i migliori film di case infestate mai realizzati,
Gli invasati di Robert
Wise continua ancora oggi a rappresentare un modello di horror
psicologico. La vicenda segue un investigatore del paranormale che
invita un piccolo gruppo di persone a trascorrere alcuni giorni
nella sinistra Hill House per studiarne i fenomeni
inspiegabili.
La casa sembra vivere di vita propria. Porte che vibrano, colpi
improvvisi, respiri, pianti e rumori misteriosi trasformano ogni
stanza in una trappola psicologica. La cosa più sorprendente è che
i fantasmi non vengono
mai mostrati. Quando nel 1999 arrivò il remake ricco di
effetti speciali digitali, molti spettatori notarono come la paura
fosse drasticamente diminuita. L’originale funziona ancora oggi
proprio perché lascia tutto nell’immaginazione.
Venerdì 13 (1980)
L’immagine di Jason Voorhees con la maschera da hockey è diventata
il simbolo dell’intero franchise, ma il primo capitolo racconta una
storia molto diversa. Per quasi tutta la durata del film gli
omicidi vengono mostrati senza rivelare l’identità dell’assassino.
La macchina da presa assume spesso il punto di vista del killer,
alimentando continuamente il mistero.
Solo nel finale viene svelata la verità: dietro gli omicidi non c’è
Jason, bensì sua madre Pamela Voorhees, decisa a vendicare la morte
del figlio. Rinviare la rivelazione fino agli ultimi minuti
permette al film di trasformarsi da semplice slasher a thriller con
un memorabile colpo di scena.
Lake Mungo (2008)
Pochi horror sono riusciti a trasmettere un senso di inquietudine
profondo quanto Lake
Mungo. Presentato come un documentario, racconta la storia di
una famiglia sconvolta dalla morte della sedicenne Alice, annegata
in una diga. Attraverso interviste, fotografie e filmati amatoriali
emergono lentamente segreti che la ragazza aveva nascosto.
L’orrore nasce quasi sempre da immagini sfocate e dettagli appena
visibili. Una semplice fotografia sgranata diventa una delle
sequenze più disturbanti dell’intero film. Il vero antagonista
rimane sfuggente fino alla fine, lasciando il pubblico con una
sensazione di disagio che continua anche dopo i titoli di coda.
10 Cloverfield Lane (2016)
Pur appartenendo all’universo di Cloverfield, questo
film costruisce la propria tensione in modo completamente diverso.
Michelle si risveglia in un bunker dopo un incidente d’auto e
scopre di essere stata salvata da Howard, un uomo che sostiene che
il mondo esterno sia diventato invivibile. Il dubbio accompagna
l’intero film: Howard è un folle manipolatore oppure sta davvero
dicendo la verità?
Per gran parte della storia il vero mostro sembra essere proprio il
personaggio interpretato da John Goodman, grazie a una performance
capace di mantenere costantemente lo spettatore in equilibrio tra
paranoia e realtà. Solo negli ultimi minuti il film mostra
finalmente la minaccia nascosta all’esterno, collegandosi
direttamente agli eventi di Cloverfield. Proprio perché il pericolo rimane
invisibile per quasi tutta la durata della storia, la rivelazione
finale acquista una forza ancora maggiore.
Perché l’horror
continua a funzionare meglio quando lascia spazio
all’immaginazione
Esiste una regola non scritta che attraversa decenni di
cinema horror: ciò che
non vediamo fa più paura di ciò che ci viene mostrato. Da
Lo squalo a
The Blair Witch
Project, passando per Bird Box e Lake Mungo, molti dei film più influenti del genere
hanno scelto di sottrarre invece che mostrare.
Non è soltanto una questione di suspense. Quando il regista
lascia zone d’ombra, è lo spettatore a completare il quadro con le
proprie paure, costruendo un’esperienza diversa per ciascuno. È un
meccanismo psicologico che il cinema sfrutta da oltre mezzo secolo
e che continua a dimostrare la propria efficacia anche nell’epoca
degli effetti visivi più sofisticati. In fondo, il mostro più
spaventoso è spesso quello che non riusciamo mai a vedere
davvero.
I Film Horror fin
dagli albori del cinema hanno attratto sempre migliaia (diventati
poi milioni di spettatori). Il genere Horror ha
inoltre prodotto migliaia di titolo e talvolta producendo anche
delle vere e proprie pietre miliari del genere, film horror
da vedere almeno una volta nella vita.
Oggi vi segnaliamo ben 10
film horror da vedere che, oltre ad essere spaventose,
richiedono di essere visti tassativamente in compagnia, per il loro
potere perturbante e suggestivo.
L’esorcista – Film Horror di
culto
L’esorcista
(The Exorcist) è un film del 1973 diretto da William
Friedkin e tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty, che
scrisse anche la sceneggiatura del film.
La pellicola ha avuto molto
successo malgrado i problemi di censura e, negli anni seguenti,
sono usciti nelle sale due sequel: L’esorcista II –
L’eretico del 1977, L’esorcista III del 1990 e una
riedizione in versione integrale del 2000, con circa undici minuti
di scene inedite.
Poltergeist – Il film Horror da
un’idea di Steven Spielberg
Poltergeist– Demoniache presenze (Poltergeist) è un film
horror statunitense del 1982, diretto da Tobe Hooper. È stato
distribuito in Italia nel mese di novembre del 1982. Il film è nato
da un soggetto scritto da Steven Spielberg.
Possiede due sequel: Poltergeist
II – L’altra dimensione (1986) e Poltergeist III – Ci
risiamo (1988)
The Blair Witch Project – Il film
Horror vero e proprio caso
Realizzato da una coppia di
registi/autori esordienti, il film si colloca a metà strada tra il
genere documentaristico e l’horror, pur essendo un prodotto
autoriale che sfugge ad una classificazione semplicistica. Il film
ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica, nonché numerosi
riconoscimenti, tra cui il “Premio Giovani” per il miglior film
straniero al Festival di Cannes 1999.
Tra le pellicole con una certa
autorevolezza possiamo menzionare Shining
del maestro Stanley Kubrick, ma anche
L’Esorcista del
geniale WilliamFriedkin,Nightmare e Il Sesto
Senso, folgorante esordio hollywoodiano di M.
Night Shyamalan.
Nightmare – Il film Horror che ha
introdotto Freddy Krueger
Nightmare – Dal
profondo della notte (A Nightmare on Elm Street) è
un film Horror del 1984 scritto e diretto da Wes Craven,
interpretato da Heather Langenkamp. È il primo capitolo di una
lunga saga di film diretti da registi diversi, ed ha segnato la
nascita di Freddy Krueger, uno dei più famosi serial killer
dell’horror. Il film segna l’esordio cinematografico di Johnny Depp.
Il sesto senso – Il film Horror nominato all’oscar
The Sixth Sense – Il
sesto senso (The Sixth Sense) è un film del 1999
diretto da M. Night Shyamalan.
Nel 2007 l’AFI lo ha inserito
all’ottantanovesimo posto nella classifica dei migliori cento film
americani di tutti i tempi.
Con 672.806.292 dollari è uno dei
più grandi incassi della storia del cinema.
Hellraiser –
Hellraiser (che
in italiano significa coltivatore di inferno) è un film del 1987 scritto, prodotto e
diretto da Clive Barker, con Doug Bradley e Sean Chapman. Il film è
basato sul racconto “Schiavi dell’inferno”, scritto da Barker
stesso. Al film sono seguiti otto sequel. Il titolo indicato sulla
locandina italiana del film era Hellraiser – Non ci sono
limiti.
Shining – Il film Horror del
regista culto Stanley Kubrick
Shining (The
Shining, tradotto fedelmente suonerebbe come “Il
luccichìo” o “La luccicanza”, traduzione, quest’ultima, scelta per
il doppiaggio italiano) rappresenta una tappa dell’itinerario di
attraversamento-appropriazione-sfondamento dei generi
cinematografici attuata da Kubrick nel corso della sua carriera. La
pellicola è tra i film horror più belli della
storia del cinema.
Non aprite quella porta – Il film
Horror che ha dato vita a Leatherface
Non aprite quella
porta (The Texas Chain Saw Massacre) è un film del
1974 diretto da Tobe Hooper, girato in forma di
mockumentary. Il film, un horror indipendente e a basso costo,
venne distribuito nelle sale cinematografiche nel 1974. Ci sono
molti film horror belli ma poco hanno quel fascino
e quella capacità che gli permettono di entrare nell’immaginario
collettivo.
Il film narra la storia di un
gruppo di cinque ragazzi texani che finiscono nelle grinfie di una
famiglia di assassini cannibali tra i cui componenti spicca
Leatherface, che diverrà uno dei più famosi
assassini seriali del cinema dell’orrore oltre che il personaggio
principale di questo ed altri film.
It – Il film horror basato sul
romanzo di Stephen King
It è il
film tv in due parti del 1990, diretta da Tommy Lee Wallace e
tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King.
Ring – Il film horror
di Hideo Nakata
Ring è un film
horror giapponese diretto da Hideo Nakata, tratto dell’omonimo
romanzo di Koji Suzuki ispirato dalla storia popolare Banchō
Sarayashiki. Tra gli attori, Nanako Matsushima, Hiroyuki Sanada e
Rikiya Otaka, una famiglia maledetta da una videocassetta.
Ringu è tra i film horror più
spaventosi prodotti negli ultimi decenni.
Dal 25 ottobre arrivano
in Home Video 10 film horror cult dei più grandi
maestri dell’orrore. I capolavori del brivido di Wes
Craven, James Wan, Rob Zombie e molti altri saranno
disponibili in DVD e in alta definizione in formato Blu-ray.
Tutti i film conterranno
una esclusiva carta dei Tarocchi da collezione, realizzata dagli
allievi della Scuola Internazionale di Comics
In uscita una nuova e
sorprendente collana da paura. Grazie a Eagle
Pictures, a partire dal 25 ottobre arrivano in Home Video
10 film horror della nuova Tombstone Collection, tutti disponibili
in formato DVD e Blu-ray.
10 HORROR DA URLO NELLA NUOVA
COLLANA TOMBSTONE COLLECTION
Una sorprendente collana
da urlo, dedicata ai capolavori del brivido di grandi Masters of
Horror come Wes Craven, James Wan, Rob Zombie e
molti altri, disponibili in DVD e in alta definizione in formato
Blu-ray.
Entrambi i formati
saranno arricchiti da un’esclusiva Carta dei Tarocchi, una
cartolina da collezione ispirata ai film della collana e agli
Arcani Maggiori, realizzata dagli allievi della Scuola
Internazionale di Comics.
I primi dieci titoli
della collana, in uscita a partire dall’11 ottobre in formato DVD e
Blu-ray, sono:
SAW UNCUT EDITION
Il primo, cruento
episodio della saga di Saw, l’horror cult realizzato da James Wan
nel 2004: una straordinaria edizione senza tagli né censure del
film che ha sconvolto gli anni 2000.
LE COLLINE HANNO GLI
OCCHI (1977)
Secondo lungometraggio
del maestro Wes Craven, dove il regista crea uno dei clan familiari
dell’orrore più famosi e temuti di sempre. Un horror fortemente
politico, dove il sangue scorre copioso.
AMITYVILLE HORROR (2005)
Remake del cult degli
anni ’70, dove il regista Andrew Douglas ci porta nuovamente in una
delle abitazioni più terrificanti della storia del genere horror.
Basato su una inquietante storia vera.
SILENT HILL
Partendo dall’omonimo e
fortunatissimo videogioco, il regista Christophe Gans dirige un
film altrettanto celebre e amato. Il cineasta ci trascina nella
terrificante città di Silent Hill: un luogo misterioso e pieno di
insidie.
LA CASA DEI 1000 CORPI
Il Capitano Spaulding e
Dottor Satana tornano sul piccolo schermo, stavolta anche in alta
definizione. Il cult di Rob Zombie sarà disponibile in DVD e, per
la prima volta, anche in formato Blu-ray.
LA CASA DEL DIAVOLO
Il regista Rob Zombie
torna dietro la macchina da presa per girare il sequel di “La casa
dei 1000 corpi”. Il risultato è un horror altrettanto cruento e
amatissimo, che vede ancora protagonista la folle famiglia
Firefly.
QUELLA CASA NEL
BOSCO
Drew Goddard firma uno
degli horror più sorprendenti degli ultimi anni, dove niente è come
sembra: una storia angosciante e originale, tesa a indagare i
meccanismi nascosti della paura.
NON APRITE QUELLA PORTA
(2003)
Un remake imperdibile di
uno dei grandi classici dell’orrore, realizzato da Marcus Nispel.
Il regista racconta nuovamente il più terrificante incubo che il
Texas ricordi, il massacro ad opera dell’iconico Leatherface.
YOU’RE NEXT
Un horror di ultima
generazione, ma che è già divenuto un piccolo cult. Adam Wingard
realizza un film dove il sangue scorre copioso, recuperando i
canoni del sottogenere “home invasion”.
WRONG TURN
Un gruppo di ragazzi
rimane intrappolato in una spettrale foresta del West Virginia. Il
regista Rob Schmidt riprende i principali elementi del genere
horror, firmando un film originale che sorprende per tecnica e
stile.
Le prime immagini di un nuovo film
horror basato su Winnie the Pooh e i suoi amici
del Bosco dei Cento Acri intitolato Winnie The Pooh: Blood
and Honey sono state diffuse recentemente, generando
sconcerto tra il pubblico.
In realtà, questa non è affatto la
prima volta che le storie per bambini fungono da ispirazione per i
film horror. Come sappiamo, le favole, interpretate da una certa
ottica, possono suggerire metafore davvero inquietanti. Vediamo
assieme altri 10 casi in cui racconti per bambini hanno dato vita a
film dell’orrore.
The Curse Of Humpty Dumpty
(2021)
Humpty
Dumpty nasce come filastrocca per bambini che racconta di
un uovo che cade da un muro e si rompe. Il film horror The
Curse of Humpty Dumpty si ispira in realtà solo in minima
parte alla poesia, prelevandone più che altro il personaggio di
Humpty Dumpty.
The Curse of Humpty
Dumpty ha come protagonista una donna a cui è stata
diagnosticata la demenza senile e che torna nella sua casa
d’infanzia. Ha vaghi ricordi di una bambola che ancora possiede,
con la testa a forma di uovo e troppi denti. La bambola stregata dà
così vita a un soggetto interessante, ma che potrebbe risultare
fiacco per i fan dell’horror in cerca di azione frenetica o di
morti abbondanti.
Blood And Honey (2022)
Winnie the Pooh:
Blood and Honey ci presenta una versione vendicativa
dell’orsetto, molto arrabbiata con Christopher
Robin per averlo abbandonato. Come possiamo vedere dalla
prima immaine promozionale, Pooh e
Pimpi hanno un aspetto davvero inquietante, e
temiamo di vederli protagonisti di situazioni estremamente
violente.
L’impianto di Winnie The
Pooh: Blood and Honey dovrebbe essere quello del film
slasher; non sappiamo molto altro sul film in uscita, se non che è
prodotto dello stesso studio (Jagged Edge) che ha
realizzato La maledizione di Humpty Dumpty, il che
potrebbe dare un’idea di cosa aspettarsi.
Gretel & Hansel (2020)
Ci sono state molte
iterazioni della fiaba popolare di Hansel e
Gretel, i due fratelli che si perdono nel bosco e trovano
una casetta di marzapane. Questa versione di Oz
Perkins si concentra nello specifico su Gretel, da qui l’inversione dei nomi nel
titolo del film.
Rimanendo molto fedele alla storia
originale, presenta alcuni colpi di scena che rendono il racconto
ancora più inquietante, restituendoci un film che è stato
apprezzato per l’inquietante fotografia e le interpretazioni. Con i
classici topoi di streghe e maledizioni, ha ottenuto recensioni
migliori rispetto alla maggior parte dei tentativi di questo
genere.
Freeway (1996)
Rivisitazione moderna della
favola di Cappuccetto Rosso,
Freeway è un film quasi irriconoscibile rispetto
al materiale di partenza. I punti salienti della trama rimangono
però invariati, tanto che si tratta ancora della storia di una
ragazza che cerca di raggiungere la casa della nonna.
Con la futura superstar Reese Witherspoon e Keifer
Sutherland nei panni del “lupo cattivo”, questa commedia
nera aggiunge un tocco di freschezza alla storia classica: il
risultato finale è un thriller con l’elemento del serial killer
mescolato a sensibilità fiabesche. Freeway è stato
elogiato per l’interpretazione di Reese Witherspoon e ha ormai una
fanbase di culto.
Snow White: A Tale Of Terror
(1997)
Snow White: A Tale
of Terror segue abbastanza fedelmente la trama del
classico Disney, a cui aggiunge però brutali omicidi e tradimenti
simili a quelli di Game of Thrones. E’ un film horror
molto cupo, che non perde tempo per stabilire la sua ambientazione
gotica e il suo orribile realismo.
Con Sigourney Weaver nel ruolo della matrigna
cattiva e Sam Neill in quello del padre di
Biancaneve, è sorprendente che questo film non
abbia avuto un impatto maggiore, considerato anche il colpo di
scena finale che ci presenta una versione sconvolgente e
inquietante di Biancaneve.
Scary Stories To Tell In The
Dark (2019)
L’adattamento dell’omonima
serie di libri per bambini unisce elementi del “teen scream” e
delle tipiche storie horror da campeggio, aumentandone
considerevolmente la componente di terrore.
In una piccola città, quattro
adolescenti si imbattono in una villa spettrale, dove trovano un
libro che narra di storie spaventose, i cui personaggi iniziano a
prendere vita. Raccontate come un’antologia, Scary Stories to tell in the dark è un film
adatto a un pubblico giovane interessato all’horror.
The Lure (2015)
Come molte fiabe, la storia
originale de La
Sirenetta è molto più cupa della rappresentazione a
cui ci ha abituato il film Disney. Ambientato
negli anni ’80, il film horror polacco segue per certi versi più da
vicino la vera trama di Andersen, aggiungendo
elementi dell’horror gotico.
The Lure è un
interessantissimo musical horror, che segue due sorelle sirene che
si uniscono a un gruppo di cabaret e dovranno lottare contro i loro
desideri carnali.
Il Racconto dei Racconti
(2015)
Il
Racconto dei Racconti è un adattamento di tre favole
italiane tratte da un’antologia di fiabe, tra cui
Cenerentola e Raperonzolo, per la
regia di Matteo Garrone.
Con grandi nomi come Salma Hayek e John C. Reilly, questo film è stato lodato
dalla critica per la sua narrazione matura di storie
raccapriccianti e non adatte ai deboli di cuore, che trattano temi
come l’ossessione, il desiderio e il conflitto generazionale.
Il Racconto dei Racconti dimostra che alcune delle
favole più antiche contengono metafore ancora rilevanti e
significative per il pubblico di oggi.
Cinderella (2006)
Questa rivisitazione
sudcoreana della favola di Cenerentola si prende
notevoli libertà rispetto al materiale di partenza. La madre di una
ragazza è un rinomato chirurgo plastico ma, quando gli amici che si
sono fatti curare dalla madre iniziano a vedere fantasmi e a
suicidarsi, la ragazza scoprirà oscuri segreti sulla
professione…
Questo film horror dalla struttura a
fuoco lento non è la tipica storia di fantasmi, anzi, ne mette in
crisi gli schemi e si differenzia sostanzialmente dagli altri
remake della storia dell’orfanella con la scarpetta di
cristallo.
Suspiria (2018)
Suspiria
è un remake dell’omonimo film del 1977; in entrambe le versioni,
una giovane donna ambiziosa si ritrova in un mondo incantato, dove
deve difendere la sua vita da una vecchia strega gelosa.
Si tratta ovviamente di una
rivisitazione della storia di Biancaneve, senza i
sette nani. Nel film di Luca Guadagnino, Dakota Johnson interpreta dunque i panni di
una metaforica Biancaneve, che entra a far parte di una compagnia
di balletto gestita da una congrega di streghe. Con le musiche
spettrali e ronzanti del compositore Thom Yorke e
la tavolozza tetra e spietata che ne caratterizza la fotografia,
questo slow burn dance-horror è un’interpretazione unica
sia del film originale che della fiaba.
Realizzando
Odissea, Christopher
Nolan sembra compiere un passo che, a ben vedere,
appariva inevitabile. Tutta la sua filmografia ruota da sempre
attorno alle stesse ossessioni: il tempo, la memoria, il prezzo da
pagare per essere stati lontani troppo a lungo e la domanda se sia
davvero possibile tornare a essere la persona che si era prima che
tutto cambiasse. Il poema di Omero rappresenta la più antica incarnazione di
questi temi, e da anni sembrava quasi naturale aspettarsi che Nolan
arrivasse prima o poi a confrontarsi con quest’opera trasponendola
in film.
Il
trailer completo, pubblicato il 5 maggio 2026, è grandioso
esattamente come ci si poteva aspettare: Matt Damon nei
panni di Odisseo,
un cast assemblato con l’audacia che solo il successo di Oppenheimer
poteva rendere possibile e la fotografia di Hoyte van Hoytema, che sfrutta l’IMAX
in modi sorprendentemente innovativi.
Nel frattempo, vale la pena conoscere meglio il genere
cinematografico con cui Nolan si sta cimentando. I dieci film di
questa lista attraversano sei decenni di
cinema epico, dalle grandi produzioni della Hollywood classica,
autentici trionfi architettonici e cinematografici, fino a un
adattamento del 2024 della stessa storia che quasi nessuno ha
visto, ma che tutti dovrebbero recuperare. Sono tutte opere che
meritano una visione prima dell’arrivo del più grande kolossal
mitologico degli ultimi decenni.
Prima della versione di Nolan, esiste già un adattamento
dell’Odissea
uscito nel 2024 che ha ricevuto molta meno attenzione di quella che
meritava. A Uberto
Pasolini sono serviti trent’anni per realizzare questo
film, mentre Ralph
Fiennes e Juliette
Binoche, riuniti sullo schermo per la prima volta dai
tempi de Il paziente
inglese (The
English Patient), vi si sono dedicati con un’intensità che
traspare da ogni inquadratura. Fiennes interpreta Odisseo, che approda finalmente sulle
coste di Itaca dopo vent’anni, irriconoscibile e tormentato.
Il film elimina quasi del tutto gli elementi eroici e mitologici
per concentrarsi su ciò che resta: un uomo che cerca di riprendersi
una vita andata avanti senza di lui, all’interno di una famiglia
che ha imparato a sopravvivere in sua assenza. Binoche offre una straordinaria
interpretazione di Penelope, donandole una vita interiore indipendente
dall’attesa del marito, un approccio che la maggior parte degli
adattamenti dell’Odissea evita. Il ritorno è stato presentato al
TIFF nel 2024 e
distribuito nelle sale statunitensi da Bleecker Street nel dicembre dello stesso
anno. In molti lo hanno ignorato, ma si può ancora rimediare.
Scontro di
titani (Clash of the
Titans, 1981)
L’ultimo film di Ray
Harryhausen è una vera dichiarazione d’amore agli effetti
speciali pratici, realizzato proprio mentre quella tecnica stava
per diventare obsoleta. La Medusa in stop-motion, il gufo meccanico
Bubo, il
Kraken che
emerge dalle profondità del mare: nulla appare fotorealistico, ed è
proprio questo il suo fascino. Harryhausen dedicava anni alla realizzazione delle
creature di ogni film, animandole fotogramma dopo fotogramma, e il
risultato conserva ancora oggi un’inconfondibile qualità
artigianale.
Scontro di
titani è anche molto più divertente di quanto la sua
reputazione lasci intendere. Laurence Olivier sembra divertirsi enormemente nel
ruolo di Zeus,
mentre Harry
Hamlin interpreta un Perseo sincero e piacevole. Il tono è quello di un
classico film d’avventura, caldo e privo di qualsiasi ironia
postmoderna, qualità che lo rendono ancora oggi un’esperienza
estremamente godibile. Come preparazione all’approccio di Nolan,
rappresenta un interessante punto di confronto.
Il 300 di
Zack Snyder non
è certo un film all’insegna della misura. Adattamento dell’omonima
graphic novel di Frank
Miller dedicata alla battaglia delle Termopili, trasforma
ogni fotogramma in una composizione pittorica e ogni combattimento
in un’esaltazione visiva del bronzo, del cuoio e dell’epica
guerriera. L’uso della desaturazione ad alto contrasto, della
celebre alternanza tra rallenty e accelerazioni improvvise e degli
sfondi digitali dipinti divise il pubblico nel 2006 e continua a
farlo ancora oggi.
Probabilmente entrambe le fazioni trascurano il punto fondamentale:
300 funziona
proprio perché è totalmente fedele alla propria estetica. Gerard
Butler interpreta un Leonida privo di grandi sfumature
psicologiche: un uomo che pronuncia frasi memorabili, combatte
contro avversari impossibili e affronta la morte con assoluta
convinzione. Il risultato? Un incasso mondiale di 456 milioni di
dollari a fronte di un budget di appena 65 milioni, consacrandolo
come uno dei film simbolo del genere.
Spartacus
(1960)
Stanley Kubrick diresse
Spartacus, salvo
poi prendere le distanze dal progetto per anni, definendolo l’unico
film della sua carriera sul quale non ebbe alcun controllo
creativo. Kirk
Douglas, protagonista e produttore, era talmente in
disaccordo con i metodi del regista che la loro collaborazione
terminò definitivamente al termine delle riprese. Guardando con
attenzione, questa tensione emerge anche nel film, dove la
precisione kubrickiana convive con la monumentalità della Hollywood
classica.
Ciò che sopravvive a quei conflitti è comunque un autentico
kolossal, sorretto dal carisma travolgente di Douglas. La celebre scena di «Io
sono Spartaco» resta ancora oggi una delle più emozionanti della
storia del cinema. Con le sue tre ore e mezza di durata richiede
pazienza, ma la ricompensa è enorme.
Gli
Argonauti (Jason and
the Argonauts, 1963)
La celebre sequenza dello scontro contro gli scheletri animati, in
cui Giasone e
due compagni affrontano sette guerrieri scheletrici armati di
spada, richiese a Ray
Harryhausen quattro mesi e mezzo di lavoro per appena due
minuti di film. Sapere questo cambia completamente il modo in cui
si osserva quella scena, ancora oggi straordinaria.
Anche il resto del film è estremamente piacevole: il ritmo è
serrato, i colori vivaci e il tono conserva quella piacevole
irriverenza tipica delle migliori avventure ispirate ai miti
classici. Todd
Armstrong non sarà un interprete straordinario, ma
convince nel ruolo dell’eroe, mentre Niall MacGinnis regala a
Zeus un’arguzia
che impedisce al film di prendersi troppo sul serio.
Excalibur
(1981)
Gabriel Byrne nel film “Excalibur”
Excalibur è il
grande kolossal arturiano diretto da John Boorman. È probabilmente il film più
singolare della lista e quello che consiglio più spesso.
Operistico, visionario e girato con un’intensità tale da
trasformare i Cavalieri della Tavola Rotonda in autentiche forze
della natura, vede protagonisti Nicol Williamson nei panni di Merlino, Helen Mirren in quelli di
Morgana, oltre
ai giovani Patrick Stewart e
Liam
Neeson in ruoli secondari.
Sembra un prezioso scrigno del cinema britannico, realizzato
proprio mentre molti dei suoi interpreti stavano iniziando a
emergere. Boorman comprese perfettamente che la leggenda
arturiana funziona solo se trattata come un mito, non come un
racconto storico. Per questo il film abbraccia completamente la
propria teatralità senza mai cercare di giustificarla. Inoltre,
Christopher Nolan ha citato
Excalibur come
una delle sue principali fonti d’ispirazione, rendendolo una
visione fondamentale.
Troy
(2004)
C’è un dettaglio che molti ignorano: Christopher Nolan ricevette l’offerta di
dirigere Troy, prima
che il progetto finisse nelle mani di Wolfgang Petersen. Il regista rifiutò e,
vent’anni dopo, ha realizzato il suo personale adattamento di
Omero. Un fatto
che dice molto su quanto a lungo questa ossessione sia
maturata.
Pur con numerose libertà rispetto al poema originale — gli dèi
completamente assenti, la cronologia dell’Iliade fortemente compressa e l’accento di
Brad Pitt
spesso preso in giro — Troy è un film sottovalutato. Pitt si allenò per
otto mesi e affrontò senza controfigura il celebre duello con
Eric Bana,
conferendo ad Achille un’intensità fisica che rappresenta il
cuore dell’intero film. Anche le battaglie mantengono ancora oggi
tutta la loro forza, soprattutto nella director’s cut da 196
minuti.
Il
gladiatore (Gladiator, 2000)
Con Il
gladiatore, Ridley Scott
dimostrò nel 2000 che il kolossal storico non era affatto morto:
aspettava semplicemente il regista e il cast giusti. Russell
Crowe interpreta Massimo, offrendo una delle performance più
iconiche del genere: fisicamente imponente, emotivamente
controllata e sempre credibile nel passaggio da generale romano a
schiavo, gladiatore e leggenda.
La battaglia iniziale in Germania resta ancora oggi una delle
migliori sequenze dirette da Scott. Il successo de
Il gladiatore
convinse persino Wolfgang
Petersen, che aveva rinunciato al progetto, a realizzare
Troy. Ancora
oggi dimostra quanto il pubblico continui ad amare i grandi
racconti epici.
Ben-Hur
(1959)
Undici premi Oscar. Il set più grande mai costruito fino a quel
momento: un’arena lunga oltre seicento metri, estesa su circa sette
ettari, realizzata da oltre mille operai e popolata da 78 cavalli,
18 quadrighe e 15.000 comparse. Nessun effetto digitale, nessun
green screen. Solo una corsa delle quadrighe di nove minuti che
rappresenta ancora oggi uno dei più grandi trionfi del cinema
pratico. E, come se non bastasse, un giovane Sergio Leone diresse le riprese
aggiuntive mentre lavorava come aiuto regista. Serve davvero
aggiungere altro?
Charlton Heston
conquistò con Ben-Hur il
suo unico Oscar e offre una prova molto più sfumata di quanto
spesso si ricordi. Ogni volta che riguardo il film resto colpito
dalla pazienza con cui William Wyler costruisce i personaggi prima di
regalare al pubblico la celebre corsa delle quadrighe. Prima ti fa
amare l’uomo, poi ti lascia senza fiato davanti allo
spettacolo.
Lawrence
d’Arabia (Lawrence
of Arabia, 1962)
Lawrence d’Arabia, il capolavoro di
David Lean,
lungo 222 minuti e dedicato alla figura di T. E. Lawrence durante la Rivolta
Araba, rappresenta il modello ideale di quel cinema monumentale che
Nolan ha sempre inseguito. È immenso nella scala, intimo nei
personaggi e girato interamente in location reali con un’ambizione
visiva che rende la CGI quasi superflua. La fotografia di
Freddie Young,
tra i deserti della Giordania e del Marocco, resta semplicemente
straordinaria.
E poi c’è
Peter O’Toole.
Aveva appena ventinove anni ed era al suo primo grande ruolo da
protagonista quando diede vita a una delle interpretazioni più
memorabili del Novecento: un uomo brillante, vanitoso, coraggioso e
profondamente contraddittorio. Lean comprese che un eroe capace di essere allo
stesso tempo idealista, imperialista e fragile fosse infinitamente
più interessante di una figura perfettamente ammirevole. Se
possibile, recuperatelo sullo schermo più grande che riuscite a
trovare prima dell’uscita di Odissea.
L’attesissimo Doctor Strange nel Multiverso della Follia del
MCU,
che arriverà sugli schermi il 6 maggio 2022, dovrebbe presentarci
una rinnovata versione di Wanda Maximoff,
nuovamente nei panni della “cattiva”, oltre ad analizzare e mettere
in discussione le azioni discutibili e il cattivo giudizio di
Strange. Tuttavia, questa formula di rimodellare la
caratterizzazione dei personaggi preferiti dai fan, aggravandone il
loro concetto di moralità, non è assolutamente una novità.
La linea tra eroismo e malvagità è
sempre stata sottile, indefinita e fin troppo facile da valicare,
in particolare nel mondo dei supereroi: proprio come molti potenti
eroi hanno commesso crimini nefasti, anche molti villain hanno
dimostrato di essere capaci di redenzione. Delineare archi
narrativi compassionevoli per i villain non solo eleva, in
contrapposizione, i protagonisti su un terreno morale più alto, ma
enfatizza anche il grigiore nebuloso che circonda ciò che significa
veramente fare la cosa giusta.
Avengers: Infinity War
Avendo perso il suo pianeta natale,
Titano, Thanos cerca di risparmiare il resto
dell’universo dallo stesso destino. Non ha pregiudizi nel suo cuore
e crede di lottare per qualcosa di giusto, rifiutando di essere
ostacolato – anche se questo significa sacrificare la sua amata ”
piccolina”, Gamora. Una volta ottenuto il
successo, non gongola o festeggia, semplicemente volge lo sguardo
all’alba di un nuovo giorno.
Ritraendo Thanos come un vincitore
ferito che ha raggiunto l’equilibrio cosmico – nonostante gli sia
costato “tutto” – Infinity
War ricorda agli spettatori quanto sia soggettivo
raggiungere “la cosa giusta“. La forte
volontà e determinazione di Thanos rispecchia anche le opposte
visioni di Tony e Steve in
Captain America: Civil War, evidenziando fin
dove sia eroi che cattivi possano spingersi in nome delle loro
convinzioni.
Big Hero 6
Una volta che viene rivelato che
Yokai è in realtà il professor
Callaghan che cerca di vendicare l’ingiusta perdita di sua
figlia, Abigail, è facile solidarizzare con lui.
Scoprendo che Abigail è stata inviata come pilota di prova per il
dispositivo di teletrasporto di Alistair Krei, ma
sfortunatamente il test è fallito e lei è rimasta dispersa nel
portale, è facile comprendere l’attitudine affranta e infuriata di
Callaghan, che vuole vendicarsi a tutti i costi.
La storia di Callaghan traccia un
parallelismo con quella di
Hiro, e la successiva esplosione furiosa di Hiro è
ancora più giustificata attraverso le azioni di Callaghan: proprio
come Callaghan cerca di distruggere Krei per vendicare Abigail,
anche Hiro voleva uccidere Callaghan per l’ingiusta morte di
Tadashi. Callaghan, guadagnandosi dunque la nostra
simpatia, contribuisce a mettere in evidenza i temi
dell’importanza di un sostegno e di una
guida mentre si affronta una tragica perdita, e di
come questo sostegno possa fare la differenza rendendoci un “Hiro”
piuttosto che uno “Yokai”.
The Batman
Avendo passato l’infanzia in un
orfanotrofio, Edward Nashton attendeva con
impazienza il fondo di rinnovamento promesso dal candidato sindaco
Thomas Wayne. Ma, a causa dell’assassinio di lui e
di sua moglie, dell’appropriazione indebita del fondo da parte
dell’élite di Gotham e del disinteresse del Bruce adulto per
qualsiasi questione finanziaria, l’orfanotrofio non ricevette mai
alcun miglioramento.
Vittima dei sistemi corrotti di
Gotham, anche Edward aspirava alla vendetta. Infatti, attraverso i
parallelismi tra lui e Bruce, The Batman illustra quanto sia facile, secondo
le circostanze, trasformare l’innocente in un
cattivo, e quanto la linea tra
crociato e criminale sia
veramente sottile. Questo tipo di scelte narrative e la compassione
che proviamo per il personaggio permettono non solo a noi
spettatori, ma anche a Bruce, di imparare dai propri errori, come
dimostra il suo significativo monologo finale.
Venom: La furia di Carnage
La seconda puntata di Venom ci ha presentato
due orfani maltrattati, Cleetus e
Frances, che si convertono negli antagonisti
principali. La furia di Carnage inizia proprio con il loro
distacco, dimostrando quanto il duo sia diventato un prodotto del
loro ambiente, il che ci fa provare compassione per questi due
personaggi, solitari, emarginati ed abbandonati a se stessi.
Quest’empatia che proviamo nei loro
confronti confonde ancora una volta i punti di vista su ciò che
significa essere un cattivo contro un
eroe, un tema ricorrente della serie di film su Venom
e serve anche a consolidare ulteriormente Eddie
Brock come un protagonista ammirevole e di buon cuore,
soprattutto perché un Cleetus sconfitto e disincarnato dice a
Eddie: “Sai cosa volevo davvero? Volevo la tua
amicizia“, proprio prima che Venom gli stacchi la
testa a morsi.
The Dark Knight
È difficile considerare Due
Facce come un villain in toto quando la trasformazione di
Harvey Dent da nobile procuratore distrettuale a
spietato assassino è stata così ben eseguita. Avendo perso l’amore
della sua vita – nonostante la sua incrollabile fede nel fatto che
sarebbe stata salvata – combinato con la fatidica esplosione, la
svolta morale di Harvey sembra inevitabile.
Siamo portati quindi a simpatizzare
con lui, specialmente durante il suo monologo senza speranza, un
attimo prima della sua morte, ma tutto ciò è ovviamente funzionale
anche a rafforzare il ruolo di Batman come eroe.
Raffigurando Due Facce come un personaggio degno di compassione,
The Dark Knight dimostra ancora una volta la
forza e la volontà che Bruce Wayne deve sfoderare per non
soccombere al mondo di corruzione che lo circonda.
Gli Incredibili
Una volta un giovane
Incrediboy con gli occhi da cerbiatto che cercava
di essere istruito dal suo idolo, Mr. Incredible,
Buddy Pine è cresciuto fino a diventare un ricco
magnate della tecnologia, deciso a sostituire i supereroi con la
tecnologia. Annientamento spietato a parte, Buddy è in fondo un
super-fan che è stato emarginato a causa della sua inesperienza con
il mondo e la mancanza di poteri, considerato da Bob come un
fastidio piuttosto che una potenziale spalla.
L’arco di Buddy raggiunge chiunque
si sia mai sentito emarginato o abbia visto i propri sogni
infranti; fornendogli dunque una backstory degna di empatia e
comprensione, Gli Incredibili sottolinea
l’importanza di affrontare in modo sano il rifiuto, e anche il
danno che l’esclusività elitaria causa a coloro che
lascia fuori. Anche se Buddy si è trasformato in
cattivo, lo ha fatto innegabilmente per la speranza di un mondo più
equo, pronunciando l’iconica frase: “E quando tutti
saranno super… nessuno lo sarà“.
Black Panther
Rimasto orfano di padre e
abbandonato, N’Jadaka ha dovuto farsi largo senza
il sostegno della sua famiglia wakandiana, intraprendendo un
percorso meno regale, e assumendo un nome ancora meno nobile:
Killmonger. Nonostante i suoi metodi, è chiaro che
N’Jadaka stava combattendo in nome dell’accettazione e giustizia
personale, che non gli è stata legittimamente concessa finché non
l’ha pretesa.
Nel creare questo background per
N’Jadaka, Black Panther ha dimostrato ancora una volta
che se gli eroi – come T’Chaka – possono fare cose
cattive per buone ragioni, i cattivi non fanno eccezione. Il film
definisce questo personaggio come disorientato e dimenticato,
piuttosto che come egoista e avido di potere, come testimonia
l’emozionante scena della sua morte. La storyline di N’Jadaka ha
anche aiutato T’Challa a crescere e a connettersi con se stesso,
passando dalla figura di un uomo che ha ricevuto la corona a quella
di un uomo che se l’è guadagnata.
X-Men: First Class
Il personaggio di
Magneto si era ben consolidato come un antagonista
inaffidabile ma dalla grande complessità caratteriale, nella
trilogia originale degli X-men. First Class parte proprio da questo concetto
cardine, offrendo un resoconto più dettagliato della maniera
traumatica in cui le abilità di Magneto sono state estorte da lui,
alimentando così il suo dolore e il conseguente trauma.
La vicinanza al personaggio che
scaturisce dalla nostra parte guida la narrazione e collega il
prequel alla serie originale, con l’omicidio della madre di Erik
che spiega il suo disprezzo per coloro che maltrattano i mutanti.
Mentre Xavier e Magneto hanno
sempre fondamentalmente dissentito su come i mutanti dovrebbero
vivere nel mondo, First Class giustifica i
ragionamenti di Magneto: questo è il motivo per
cui, quando si separa da Xavier dopo aver ucciso Shaw, proviamo più
compassione e comprensione verso le sue azioni contro i
non-mutanti.
Captain America: Civil War
Nonostante abbia diviso i
Vendicatori, Helmut Zemo non è propriamente
considerato un “cattivo” e, infatti, un grandissimo colpo di scena
rivela che stava semplicemente operando da villain per
vendicare la morte della sua famiglia a Sokovia. Ironicamente, il
dolore di Zemo è l’esatto motivo per cui Tony ha
accettato di firmare gli Accordi di Sokovia in
primo luogo: per minimizzare i danni collaterali che
inevitabilmente avrebbero accompagnato i Vendicatori.
Dunque, è difficile non simpatizzare
con il dolore e la perdita di Zemo in Civil War,
soprattutto quando T’Challa sottolinea che
la vendetta di Zemo si rispecchia in
Tony. Questa compassione che suscita in noi il
personaggio non solo complica da sé l’ideale di giustizia che
dovrebbe incarnare un Vendicatore, ma contribuisce anche a
convertire Zemo in un favorito dei fan nella sua successiva
apparizione, The Falcon and the Winter Solider.
Spider-Man: No Way Home
Spider-Man: No Way Home si è focalizzato su
ciò che i precedenti film come Spider-Man 3 e
The Amazing Spider-Man 2 hanno suggerito:
l’idea che non tutti i cattivi sono intrinsecamente
malvagi. Alcuni sono individui emarginati e
dimenticati che vogliono essere considerati; altri sono dominati
dalle loro personalità mutate e distorte; altri ancora stanno solo
cercando di fare il meglio per le loro figlie. Tutti sono degni di
una seconda possibilità, anche i malvagi Goblin verdi responsabili
di una delle morti più tristi del MCU.
Ciò è evidenziato efficacemente
durante il climax, quando un Peter consumato dalla
rabbia tenta di uccidere Norman Osborne.
Permettendo al pubblico di simpatizzare con Norman, la ricerca di
vendetta personale e la morale di Peter vengono messe in
discussione: questo è il motivo per cui la sua decisione di fare
alla fine la cosa giusta è ancora più d’impatto. Spider-Man: No Way Home incarna dunque
sapientemente l’idea che persino i cattivi siano degni di simpatia,
e quanto sia fragile e sfocata la linea tra giusto e sbagliato.
Non c’è niente di meglio che
godersi la meritata pausa natalizia in compagnia di un buon dolce,
una tazza di cioccolata calda e il piacere di gustarsi il film
perfetto per un pomeriggio o una serata in famiglia o con gli
amici.
Ecco di seguito 10 titoli da vedere a Natale disponibili su
Netflix:
L’amore non va in vacanza
Non potevamo non iniziare da un
classico delle feste, un caposaldo della commedia romantica e uno
dei film più amati dal grande pubblico: L’amore non va in
vacanza, aka The Holiday, film che vede
protagonisti Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude
Law e Jack
Black. Alla regia l’unica ed inimitabile Nancy
Meyers.
La pellicola segue una produttrice
americana ed una giornalista inglese, entrambe deluse dalle
rispettive storie d’amore, che decidono, pur non conoscendosi, di
scambiarsi la propria casa via internet. La decisione sarà, per
entrambe, l’occasione per riscoprire le gioie dell’amore.
Love Actually
Love Actually,
commedia natalizia per eccellenza uscita nelle sale nel 2003, è
senza dubbio uno dei migliori prodotti di genere mai realizzati, un
film corale, brillante, divertente ed emozionante, che, nel corso
di questi 14 anni, non ha perso per nulla lo smalto e si lascia
guardare continuamente e con piacere.
La trama è un intreccio di
relazioni e di amori: dieci storie, con protagonisti inglesi molto
diversi tra loro, accumunate dal fatto di svolgersi
contemporaneamente e di iniziare 5 settimane prima di Natale.
Ogni maledetto Natale
Non male per le feste
anche Ogni maledetto
Natale, la commedia natalizia di Giacomo
Ciarrapico,Mattia Torre e Luca Vendruscolo che vede protagonisti
Alessandro Cattelan, Marco
Giallini, Corrado Guzzanti,
Valerio Mastandrea,
Alessandra Mastronardi, Laura
Morante, Francesco Pannofino e con
Caterina Guzzanti, Andrea
Sartoretti.
Dopo il successo di
Boris, il trio Ciarrapico, Torre, Vendruscolo
firma una nuova commedia esilarante e sarcastica sulla forza
dell’Amore e la potenza distruttiva del Natale, raccontato come il
più grande incubo sociale e antropologico. Un cast
d’eccezione per un ritratto “di famiglie” satirico e
sentimentale.
A very Murray Christmas
Da qualche anno trovate su Netflix
il delizioso A Very Murray Christmas, omaggio al
classico variety show natalizio in cui Bill Murray
raduna un cast d’eccezione per una serata di musica, divertimento e
risate.
Scritto da Mitch
Glazer, Bill Murray e Sofia Coppola e diretto
da Sofia Coppola, A Very
Murray Christmas vede protagonista Murray nei
panni di se stesso, preoccupato che nessuno partecipi al suo show a
causa di una terribile tempesta di neve che colpisce New York. Con
un po’ di perseveranza e un pizzico di fortuna, gli ospiti
riusciranno a raggiungere il Carlyle Hotel, danzando e cantando
tutti insieme in una splendida atmosfera natalizia.
The nightmare before Christmas
Torniamo indietro al 1993 per
recuperare uno dei film d’animazione più belli e indimenticabili
della storia del cinema: The nightmare before
Christmas, realizzato con la tecnica di stop-motion e
prodotto da Tim
Burton.
Protagonista assoluto è
Jack Skeleton, il re della città di Halloween, che
ogni anno organizza l’omonima festa dei morti viventi. Dopo aver
casualmente scoperto l’esistenza di un mondo parallelo, dedicato al
Natale, decide di portare questa nuova festa, più allegra, ai suoi
concittadini, con esiti del tutto imprevisti.
Qualcuno salvi il Natale
Prodotto originale Netflix,
Qualcuno salvi il
Natale è sbarcato sulla piattaforma streaming lo
scorso 22 novembre. Diretto da Clay
Kaytis e prodotto da Chris Columbus,
Mark Radcliffe e Michael
Barnathan, vede protagonista Kurt Russell nei panni di Babbo Natale.
Il film racconta la storia di Kate
(Darby Camp) e Teddy Pierce (Judah Lewis), un fratello e una
sorella che, all’arrivo di Santa Klaus durante la vigilia, vogliono
scattargli una foto. Il loro piano si trasforma però in un viaggio
inaspettato, che molti bambini potrebbero solo sognare. Dopo aver
sorvegliato di nascosto Babbo Natale e averlo visto arrivare, si
nascondono nella sua slitta, causando un incidente che rischia di
rovinare il Natale. Nel corso di una notte avventurosa, Kate e
Teddy lavorano con Babbo Natale – come nessuno l’ha mai visto prima
– e i suoi fedeli elfi per salvare il Natale, prima che sia troppo
tardi.
Springsteen on Broadway
Disponibile dal 15 dicembre su
Netflix c’è anche Springsteen On Broadway,
appuntamento imperdibile per gli appassionati del Boss: il
docu-film raccoglie una serie di concerti tenuti dal cantautore
americano tra il 2017 e il 2018 presso il Walter Kerr Theatre di
New York.
Lo spettacolo, dopo la prima
del 3 ottobre, ha avuto un enorme successo, tale da spingere
Springsteen a prolungare la permanenza a teatro fino al 15 dicembre
del 2018. Durante lo show il musicista interpreta da solo alcune
delle canzoni più rappresentative del suo repertorio,
accompagnandosi con la chitarra o con il pianoforte; i brani sono
inframezzati da monologhi e racconti ripresi dalla sua
autobiografia Born to Run, uscita nel
2016
The Muppet Christmas Carol
Tradotto da noi con Festa
in casa Muppet, The Muppet Christmas
Carol è il film diretto da Brian Henson uscito nelle sale
nel 1992. Un classico imperdibile se siete amanti dei celebri
pupazzi e se avete voglia di risate in questa diversa
interpretazione del Canto di Natale di Charles
Dickens.
La pellicola, tratta appunto dal
romanzo dello scrittore, racconta la storia di un uomo troppo avaro
chiamato Ebenezer Scrooge (interpretato da Michael Caine) che, a causa della sua
avidità, si ritrova a dover modificare il suo carattere con i suoi
fantasmi del Natale Passato, Presente e Futuro.
La bella e la bestia
Il classico senza tempo de La bella e la
bestia è tornato in sala grazie al sontuoso
adattamento in live action diretto da Bill Condon
e interpretato da Emma Watson, Dan
Stevens, Josh Gad e
Luke Evans. Impossibile non ri-innamorarsi di nuovo
della storia tra Belle e la Bestia, tra i brani della colonna
sonora e le scenografie mozzafiato.
La Bella e la
Bestia vede nel cast anche Kevin Kline
nelle vesti di Maurice, Ewan McGregor nel ruolo di Lumière,
Stanley Tucci nel ruolo del Maestro
Cadenza, Audra McDonald nel ruolo di Madame
Guardaroba, Gugu Mbatha-Raw nel ruolo di
Spolverina, Hattie Morahan nei panni della maga e
Nathan Mack nel ruolo di Chicco, con
Ian
McKellen nel ruolo di Tockins e Emma
Thompson in quello di Mrs. Bric.
Sing
Perfetto per una serata con i
bambini, SING è il film
d’animazione targato Illumination Entertainment che vede come
protagonisti Buster Moon, un koala eternamente ottimista,
organizzare la più grande competizione canora mondiale per salvare
il proprio teatro.
Insieme a lui ci
saranno Rosita, la poco apprezzata e infaticabile madre di 25
porcellini alla disperata ricerca della propria diva interiore,
Ash, un porcospino punk-rock con una bellissima voce dietro un
aspetto esteriore alquanto spinoso e Johnny, un giovane gorilla
gangster che prova a liberarsi dalle cattive influenze della sua
famiglia.