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Incidente sul set di The Dark Knight Rises

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Incidente sul set di The Dark Knight Rises

Da sempre le produzioni di Christopher Nolan sono funestate da diversi incidenti durante le riprese. Anche ora, nel corso della lavorazione di The Dark Knight Rises, la mania del regista di

Incidente sul set di Batman 3

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Batman-News.com ha segnalato un piccolo incidente sul set di The Dark Knight Rises a Nottingham. Un camion addetto al trasporto delle attrezzature ha sbagliato una manovra

Incidente mortale sul set di Tom Cruise, due vittime

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Un incidente aereo durante le riprese di Mena, film con protagonista Tom Cruise, è costato la vita a due persone, lasciando anche un ferito. La tragica vicenda è avvenuta venerdì notte a Medellin, in Colombia.

Cruise, pilota esperto, non era a bordo. La due persona rimaste uccise sono state identificate come i due piloti specializzati in stunt cinematografici, Alan David Purwin, americano, e Carlos Berl, colombiano. Jimmy Lee Garind, un altro pilota americano, è rimasto gravemente ferito.

Purwin aveva lavorato per film di grande impatto mediatico quali TransformersPearl Harbor e Pirati dei Caraibi.

Mena sarà finanziato da Cross Creek Pictures, nello specifico da Brian Oliver e Tyler Thompson, al fianco della Imagine Entertainment di Brian Grazer e Kim Roth e di Doug Davison per la Quadrant Pictures. Composito il cast tecnico e attoriale. Annunciati sono, infatti, Domhnall GleesonSarah WrightJesse PlemonsCaleb Landry JonesJayma MaysBenito MartinezE. Roger MitchellLola Kirke e Alejandro Edda.

L’uscita di Mena è prevista per il 6 gennaio 2017.

Fonte: Variety

 

Incidente a luci rosse in Cina

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Incidente a luci rosse in Cina

indicente a luci rosse

L’impeto e la passione possono giocare brutti scherzi. Bisognerebbe imparare a dominare meglio i nostri impulsi sessuali, per non ritrovarsi in una situazione decisamente imbarazzante come quella che vi stiamo per raccontare…

Yuan Mou, un riparatore cinese, è rimasto vittima di un vero e proprio incidente a luci rosse. L’uomo era stato incaricato di fissare un enorme schermo LED sopra la stazione centrale nei pressi della piazza principale della città di Jilin, in Cina. Dopo aver portato a termine il suo lavoro, Mou si è concesso una pausa inusuale con la visione del film The Forbidden Legend: Sex and Chopsticks direttamente sul suo computer portatile.

Sfortunatamente il pc era collegato al maxi schermo, ma il povero Mou lo avevo completamente dimenticato. Il tecnico ha ignorato l’accaduto per più di 10 minuti, esponendo le migliaia di persone in piazza alla visione del sopracitato film erotico. Naturalmente, i passanti non hanno esitato a filmare la scena o a scattare fotografie per condividere il tutto nell’immediato sulla rete (come dimostra l’immagine all’inizio dell’articolo).

Alla fine la società proprietaria dello schermo ha contattato Mou, che ha rapidamente scollegato il computer e gettato l’oggetto dello scandalo (il DVD) fuori dalla finestra. La polizia di Jilin ha poi trascinato Mou in stazione per un interrogatorio; attualmente stanno ancora lavorando al caso…

Fonte: worstpreviews.com

Inception: sogno o realtà? la spiegazione del finale

Inception: sogno o realtà? la spiegazione del finale

All’epoca dell’uscita di Inception, nel 2010, Christopher Nolan si era fatto conoscere per le sue capacità di lavorare sugli inganni della mente e costruire film strutturalmente complessi, grazie a pellicole come Memento, Insomnia e The Prestige, oltre ad aver già prodotto due terzi della sua famosa trilogia su Batman: Batman Begins, Il cavaliere oscuro, che si sarebbe conclusa con Il cavaliere oscuro – Il ritorno. Ma è proprio con Inception che il regista britannico viene definitivamente consegnato alla fama mondiale.

Il film fu tra i più visti al mondo del 2010 e fece incetta di premi e nomination, guadagnando quattro Oscar per la miglior fotografia, il miglior sonoro e montaggio sonoro, per i migliori effetti speciali. Oggi, a 14 anni di distanza dall’uscita, la pellicola dà vita ancora ad accesi dibattiti, soprattutto inerenti a un finale spiazzante che chiunque abbia visto il film ha tentato di decifrare. Ma anche perché il film è capace di fondere sapientemente generi.

Qui si mescolano thriller, spionaggio, azione dramma e naturalmente fantascienza. Inception riesce ad essere perturbante scavando nei meccanismi della mente, rendendo labile il confine fra realtà e sogno. La sua analisi non si ferma sullo schermo, ma coinvolge lo spettatore, rendendolo letteralmente parte del meccanismo filmico.

Inception

La trama di Inception

Dom Cobb, Leonardo DiCaprio, è un estrattore. Il suo lavoro è carpire segreti dalla mente delle persone, entrando nei loro sogni attraverso il meccanismo del sogno condiviso. Viene ingaggiato da importanti aziende per fare spionaggio industriale ai danni dei loro concorrenti. Non può tornare a casa, negli Stati Uniti, perché è accusato di essere responsabile della morte della moglie Mal, Marion Cotillard, che lavorava con lui. Tuttavia, vuole a tutti i costi tornarvi per rivedere i suoi figli, che ora vivono con il suocero Miles, Michael Caine. Per questo, quando l’imprenditore giapponese Saito, Ken Watanabe, gli propone di scambiare il suo rientro in patria da uomo libero con una missione apparentemente impossibile, Cobb accetta.

Si tratta stavolta non di estrarre, bensì di impiantare un’idea nella mente di un concorrente di Saito, Robert Fischer, Cillian Murphy, così da convincerlo a smembrare e vendere l’azienda del padre, eliminando la concorrenza sgradita a Saito. Per compiere l’operazione, Cobb si affida a una squadra di amici fidati: il suo braccio destro, Arthur, Joseph Gordon-Levitt, Eames, Tom Hardy, che nel sogno può assumere diverse identità, Yusuf, Dileep Rao, il chimico che procura a Cobb il sedativo necessario per il sogno condiviso, e Ariadne, Ellen Page, l’architetto che dovrà ricreare in ogni particolare la realtà onirica in cui si muoveranno i partecipanti al sogno. Per arrivare al profondo della mente di Fischer, dove l’idea possa attecchire, il gruppo si imbarcherà in un viaggio onirico complesso e pieno di insidie, il cui rischio più grande è quello di non riuscire più a far ritorno nel mondo reale.

Inception, un lavoro più che decennale per una costruzione perfetta

Il punto di partenza, attorno a cui ruota tutto il film, è che un’idea sia il virus più letale e persistente che possa esistere. Una volta insinuata nella mente, una volta che essa ha avuto origine –  inception – attraverso l’innesto, non la lascia più, fino a diventare una vera e propria ossessione.

Il film ha una struttura a dir poco complessa. Qui il regista mostra tutta la sua perizia nel costruire universi paralleli e portare lo spettatore a a spasso in mondi onirici da lui creati e incastrati uno nell’altro come matrioske. Vi sono infatti tre livelli del subconscio, che si fa via via più profondo. Per accedere al primo occorre un sogno, per il secondo un sogno nel sogno e così via. Fino a raggiungere un livello così profondo da poter innestare in modo sicuro ed efficace un’idea al suo interno. Inoltre, in questi tre universi paralleli il tempo non è come lo conosciamo, ma si dilata man mano che si va in profondità.

Il gioco col tempo è una caratteristica del cinema di Nolan. Per questo ed altri elementi ricorrenti nei suoi lavori il regista stesso ha affermato di essere debitore ad autori come lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, nella cui narrativa ricorrono i concetti di doppio, labirinto e appunto una concezione non lineare del tempo. I diversi livelli spazio-temporali sono tenuti insieme, oltre che da una sicura regia, anche dall’efficace montaggio di Lee Smith.

Dell’ampio gioco di rimandi fanno parte i riferimenti al mito di Teseo e Arianna. Ariadne è il nome dell’architetto che costruisce le scenografie dei sogni, pensate come dei labirinti di cui solo gli estrattori conoscono le vie di fuga. Sarà lei ad affiancare Dom e a cercare di far sì che viaggiando nell’inconscio altrui non si perda nei meandri del proprio, come Teseo nel labirinto. Ariadne, infine, guiderà lo spettatore alla scoperta di questo universo, inizialmente nuovo anche per lei. Inoltre, La vie en rose, canzone scelta per sincronizzare i tempi dell’intero gruppo, rimanda a Marion Cotillard, protagonista dell’omonimo film sulla vita di Edith Piaf, e qui presente nel ruolo di Mal, la moglie di Cobb morta suicida, un’oscura presenza che vive nell’inconscio del protagonista.

Dal punto di vista visivo, poi, c’è l’aspetto architettonico, di costruzione vera e propria dei mondi onirici, cui contribuiscono in maniera fondamentale la fotografia di Wally Pfister, e gli effetti speciali di Chris Corbould, Paul J Franklin, Andrew Lockley e Peter Bebb, tutti vincitori del premio Oscar. Alcune delle architetture, immaginarie ma verosimili, che si vedono sullo schermo sembrano uscite direttamente dalla fantasia dell’incisore Maurits Cornelis Escher.

Nolan è il precisissimo e unico regista di questo mondo, la cui visione ha plasmato scrivendo anche soggetto e sceneggiatura. Il processo è stato lungo, il regista vi ha lavorato per più di dieci anni. La sua abilità è indubbia, poiché il meccanismo, ricco di incastri complessi, funziona perfettamente.

inception Il cerebralismo di Christopher Nolan

Il cerebralismo di Christopher Nolan

Unica pecca può essere l’eccessiva insistenza sul meccanismo del sogno nel sogno e l’articolazione dell’universo onirico eccessivamente cerebrale. Si potrebbe, cioè, obiettare che tutto questo confina pericolosamente con un esasperato ed eccessivamente razionale esercizio di stile. Riesce però a non esserlo perché avvince, tenendo lo spettatore incollato allo schermo per ben 2 ore 28 minuti, sebbene ci sia un po’ di ridondanza. Riesce anzi a rendere lo spettatore parte di quel meccanismo, insinuando in lui il dubbio che lo accompagnerà fino alla fine.

Fondamentale per la riuscita del film è la presenza di un ottimo cast, scelto benissimo dal regista, e la capacità che Nolan ha di dare a ognuno il giusto spazio, la giusta rilevanza. Ciascuno ha i suoi momenti, che interpreta al meglio, offrendo allo spettatore una buona varietà interna. In tal modo il film non grava unicamente sulle spalle del suo protagonista, Leonardo DiCaprio.

Il finale aperto di Inception

Si è dibattuto a lungo e ancora si dibatte su quella trottola che gira a fine film. Si poserà, dimostrando che la missione è riuscita e Cobb è tornato alla realtà o continuerà a girare, svelando che si trova in un ulteriore livello del sogno? È questo il dubbio che attanaglia lo spettatore, rendendolo a tutti gli effetti parte del gioco. Questa l’idea che si è insinuata nella sua mente e non lo lascia, neanche dopo la conclusione del film. Come interpretare dunque questo finale sibillino?

Stante la possibilità per lo spettatore di costruirsi il proprio finale, proprio grazie alla scelta registica di lasciarlo aperto, si può decidere di dare a Cobb il suo lieto fine reale, immaginando che la trottola si posi, oppure un lieto fine solo sognato, dunque se possibile, ancora più inquietante di quanto fin qui la pellicola ha mostrato, poiché prevede un allontanamento definitivo del protagonista dal mondo reale. Resta però una terza via, forse la più accattivante.

inception spiegazione finale

C’è infatti da notare che Cobb, pur estraendo la trottola, il totem che gli consente di verificare razionalmente se si trova in un sogno o nella realtà, smette di osservarne il moto nel momento in cui vede comparire all’orizzonte i propri figli. Dunque, non è più interessato a sapere la verità, se quello che sta vivendo è sogno o realtà. L’unica cosa che gli interessa è riabbracciare i suoi figli, poterli guardare di nuovo negli occhi. Quella è la realtà in cui vuole vivere ed è l’unica cosa che conta. Dunque, seppure si consideri la realtà come una propria percezione e non come qualcosa di oggettivo, ciò che conta è che per chi la vive, nel momento in cui la vive, sia reale. È forse questo che il regista vuole dirci. Tutto può essere reale, se lo vogliamo.

Inception poi, può anche essere visto come una grande metafora del cinema. In fondo, cos’è la settima arte se non la possibilità di rendere reali i sogni – o gli incubi – di costruire realtà parallele, tanto fittizie quanto reali, almeno per la durata della proiezione, e che possono avere delle conseguenze, lasciare delle tracce nelle vite degli spettatori una volta usciti dalla sala? Certo è che la pellicola fa riflettere sull’enorme potere della mente e sulla tentazione di lasciarsi affascinare da mondi virtuali dove tutto è possibile, coi relativi rischi. È forse per questo che a dieci anni di distanza dalla sua prima apparizione sul grande schermo, Inception ancora fa parlare di sé.

Il trailer di Inception e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Inception grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple Tv+, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 26 giugno alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Inception: recensione del film con Leonardo DiCaprio

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Inception: recensione del film con Leonardo DiCaprio

Arriva al cinema l’attesissimo nuovo film di Christopher Nolan, Inception, che vede protagonista Leonardo DiCaprio alla prima collaborazione con l’autore inglese.

Il sogno è reale. Questa è l’unica certezza che accompagna lo spettatore in sala, oltre alla grandissima curiosità e all’eccitazione palpabile nell’aria. I trailer non sono mai stati così lungi, poi, a premiare l’attesa, arriva il logo grigio della WB, che ci introduce nel mondo di Inception.

Ancora una volta, com’è successo per i suoi film precedenti, Nolan non realizza un film da vedere, organizza una vera e propria esperienza per i suoi fidelizzati spettatori, ancora una volta, tutto quello che c’è da vedere, da capire e da scoprire sembra troppo per due soli occhi e orecchie. Tutto intorno a questo film è stato mistero, sin dall’inizio, persino la trama che anche adesso si esita a rivelare, primo per non togliere il gusto agli spettatori, secondo perché, anche chi il film l’ha visto non può costringersi a ridurlo ad una semplice storia. Capotimoniere di questa avventura è Cobb, un Leonardo DiCaprio ancora una volta in stato di grazia, che ci conduce attraversando i sogni degli altri, nella sua mente, fino a farci scoprire i suoi. Il ladro di idee più bravo al mondo, l’estrattore di sogni più abile del pianeta dovrà, nell’ultima sua commissione, praticare un innesto (Inception), per trovare la sua libertà.

Accanto a Cobb/Di Caprio, tutta una schiera di attori famosi e bravissimi, a partire dalla giovane quanto convincente Ellen Page, l’architetto Arianna dal nome sibillino (Arianna è colei che con il suo filo ha permesso a Teseo di uscire dal Labirinto una volta ucciso il Minotauro), unica depositaria del vero segreto di Cobb, e abilissima nel costruire i mondi che insieme ai personaggi percorreremo anche noi in sala. La stella in ascesa, Joseph Gordon-Levitt, è Arthur, fedele complice di Cobb, che ha il compito di tenere sotto osservazione i sognatori.

Josep Gordon-Levitt si distingue per la sua recitazione composta, quasi monocorde che risulta sempre efficace, dal piccolo gioiello 500 Giorni Insieme, fino al colossal Inception, portando sullo schermo quel suo viso che (non senza provocare brividi) ricorda tanto quello di Heath Ledger. Per falsificare un’idea e immetterla nel subconscio di un uomo la cosa indispensabile è un falsario, e Cobb si rivolge al più bravo, Eames, a cui da volto e corpo Tom Hardy, già visto in Rocknrolla e Marie Antoinette, elemento sdrammatizzante del cast, che mette in condizioni il gruppo di scende ‘ai livelli inferiori’ e porta con sé una simpatica, quanto solo accennata, rivalità con Arthur.

Ma un colpo che si rispetti ha un mandante e una vittima, entrambi vecchi amici di Nolan dai tempi di Batman Begins, si tratta della superstar giapponese Ken Watanabe, sempre bravissimo, già finto Ra’s Al Ghul e qui interprete di Saito, figura chiave che finirà per chiudere il cerchio con Cobb e tirare le somme della storia nel finale; e ancora un bravissimo Cillian Murphy (Spaventapasseri/Dottor Craine nel due Batman Begins di Nolan), ignara vittima di un crimine architettato alla perfezione.

Ma il grande motore del film è Mal, moglie di Cobb, perduta ma forse non morta e sempre presente, come ricordo malevolo, nei sogni di Cobb, a darle volto una bellissima quanto ambigua Marion Cotillard, che per coloro che erano ancora scettici, conferma il suo immenso talento, dando una forma e una dimensione dolente e eterea al suo personaggio. Di contorno restano il fedelissimo nolaniano Michael Caine, Cobb Senior, e (si intuisce) istruttore del figlio nei viaggi onirici, e Dileel Rao, interprete di grossi film quali Drag me to Hell e Avatar, e qui nei panni di Yusuf, medico/pozionista/sciamano.

Inception recensione

Inception si regge sul cast, e non perché la sua architettura sia fallace, ma perché è mutevole magmatica e mai la stessa, paradossale quanto basta da non essere surreale. Nessuna realtà onirica alla maniera di Buñuel, qui è rappresentata una finzione assai più vera e pericolosa della realtà, un sogno fisico e doloroso, scientificamente coerente con la visione ‘teslaniana’ alla quale Nolan ci ha abituati.

Una visione poderosa che lascia semplicemente bloccati lì, sulla poltrona, incapaci a staccare gli occhi dallo schermo, completamente frastornati da una musica che alla wagneriana maniera stordisce lo spettatore in una maniera tanto cerebrale quanto emotiva, merito di uno Zimmer che rimanendo al servizio della sceneggiatura sfoga la sua vena tedesca senza cedere al sentimentalismo che talvolta prende il sopravvento come è successo ne Il Gladiatore. Un viaggio nell’architettura della mente, una consapevole discesa laddove si nascondono le paure di un uomo intimamente tormentato da un senso di colpa che allo spettatore non è dato conoscere fino alla fine. Un vero e proprio trip che Nolan organizza, nella sua maniera così personale quanto ormai universalmente condivisa; un percorso all’interno di un labirinto strutturato alla maniera di scatole cinesi, nella mente dell’uomo.

Nessuno come Nolan e Cobb si era mai spinto così oltre, nessuno come Nolan, attraverso Cobb, avrebbe potuto mai farlo. Concedendo allo spettatore un regalo prezioso in forma di speranza o di dannazione: un dubbio. Nel dubbio Christopher Nolan risolve il suo film più personale, quello più complicato da realizzare e da guardare. Il sogno è reale, è vero, ma solo nel momento in cui scegliamo di crederci, e questo Cobb (come Nolan) lo sa benissimo, alla fine sceglierà(nno) e lo spettatore potrà a sua volta scegliere. Non si può dire di Inception che sia un film ‘solo’ bello, c’è bisogno di più; ci vuole una spiegazione, una discussione a riguardo, o semplicemente basta vederlo per immergersi nella testa di Nolan, per rimanere abbagliati, frastornati, trasformati.

Inception: neanche Leonardo DiCaprio è in grado di spiegare il finale

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Il cinema di Christopher Nolan è noto anche per la quantità di domande, di dubbi e di perplessità che riesce ad instillare nella mente dello spettatore. In particolare, sono in molti che continuano – ancora oggi – ad interrogarsi su uno dei momenti della sua filmografia che, probabilmente, ha generato il più gran numero di discussioni e dibattiti: il finale di Inception.

Se avete visto il film e pensate di non averlo capito, non preoccupatevi più di tanto, perché a quanto pare… non siete i soli! Anche chi ha preso parte alla pellicola in prima persona ha ammesso di avere ancora le idee confuse in merito alla storia: stiamo parlando di Leonardo DiCaprio, protagonista del film al fianco di attori del calibro di Tom Hardy, Ken Watanabe, Joseph Gordon-LevittEllen PageMarion Cotillard Cillian Murphy.

In un recente podcast con Marc Maron (via Entertainment Weekly), l’attore premio Oscar per Revenant – Redivivo ha condiviso i suoi pensieri in merito al finale di Inception, ammettendo candidamente di non saperne spiegare il finale:

“Non so se sia tutto un sogno e se sia realtà. Non ne ho davvero idea. Quando lavori ad un film del genere, tendi a focalizzarti sul tuo personaggio. Quando si tratta di Christopher Nolan e della sua mente e di come questa lavora per mettere insieme tutti i pezzi, ognuno si ritrova a cercare di ricostruire quel puzzle. In merito al finale… penso che la risposta dipenda soltanto dall’occhio di chi guarda”, ha dichiarato DiCaprio.

LEGGI ANCHE – Tenet: il nuovo film di Christopher Nolan è il sequel di Inception?

Diversi anni fa, lo stesso Christopher Nolan aveva fornito la seguente spiegazione al finale del suo film:

“In generale, in questi discorsi, si dice sempre ‘Inseguite i vostri sogni’. Io non ve lo dirò, perché non ci credo. Inseguite, piuttosto, la vostra realtà. Nel tempo si è deciso che la realtà sia il parente povero dei nostri sogni. E io invece voglio dire che i sogni, le nostre realtà virtuali, le astrazioni di cui ci si innamora e in cui ci si crogiola, sono dei sottogruppi della realtà”.

“ll modo in cui il film finisce, il momento in cui il personaggio di Leonardo DiCaprio, Cobb, — si riunisce ai suoi bambini, corrisponde alla sua realtà soggettiva. Non se ne preoccupa più, e questo porta a un assunto: forse tutti i livelli di realtà sono validi. La macchina da presa si sposta sulla trottola che gira e prima che si fermi lo schermo va al nero”.

“Di solito scappo dal retro prima che il film finisca perché le persone vogliono catturarmi. Quel punto interessa tantissimo gli spettatori in termini assoluti: anche se mentre guardo il film so che è finzione e quindi una sorta di realtà virtuale. Ma la domanda se la scena finale sia un sogno o sia vera è la domanda che mi è stata posta più che su qualsiasi altro film io abbia fatto. È la cosa che mi si chiede di più e che interessa di più perché riguarda la realtà. È la realtà quello che conta”.

Inception: la trama del film di Christopher Nolan

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Inception: la trama del film di Christopher Nolan

Dopo mesi di curiosità da parte dei fedelissimi, e dopo un ostinato e religioso silenzio in merito al suo attuale progetto, finalmente Christopher Nolan rivela la trama di Inception, che promette già di essere un altro viaggio allucinante e allucinato nei meandri delle possibilità cinematografiche e un trip (mai come in questo caso) mentale per lo spettatore.

Ecco quindi la sinossi ufficiale del film Inception:

Don Cobb (Leonardo DiCaprio) è un abilissimo ladro, il migliore in assoluto nella pericolosa arte dell’estrazione, il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio durante i sogni, quando la mente è maggiormente vulnerabile. La rara abilità di Cobb lo ha reso un ambito attore in questo nuovo ingannevole mondo di spionaggio industriale, ma lo ha anche reso un fuggitivo internazionale costandogli la perdita di tutto ciò che ha amato. Ora a Cobb viene offerta una chance di redenzione.

Un ultimo lavoro gli può ridare indietro la sua vita ma solo se riuscirà a realizzare l’impossibile – l’inception. Invece del furto perfetto, Cobb e il suo team di specialisti devono compiere l’esatto contrario: il loro obiettivo non è quello di rubare un’idea ma di impiantarne una. Se hanno successo, potrebbe essere il crimine perfetto.

Ma nessun piano accurato e nessuna competenza possono metterli in guardia dal pericoloso nemico che sembra predirre ogni loro mossa. Un nemico che solo Cobb può aver visto arrivare. Quest’estate, la mente sarà la scena del crimine.

Mentre il mistero sarà svelato negli USA già a luglio, in Italia dovremo aspettare settembre per poter affluire numerosissimi al cinema e ammirare l’ultima fatica del regista de Il Cavaliere Oscuro.

Inception: il backstage per gli Oscar 2011

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Inception: il backstage per gli Oscar 2011

La Warner Bros. lancia Christopher Nolan ed il suo Inception agli Oscar, e così ha organizzato degli screening per l’Academy: ecco un backstage “for your consideration” realizzato appositamente per promuovere il film…

La Warner Bros. punta a ottenere diverse nomination all’Oscar per Inception quest’anno, inclusa quella di miglior film e miglior regista. Per aumentare l’attenzione attorno al film che in realtà non avrebbe nemmeno il bisogno di tutto ciò se non fosse che negli states hanno la memoria corta, ha organizzato diversi screening per i membri dell’Academy a partire dal 31 dicembre, promuovendo l’evento con numerose inserzioni sui vari magazine trade e con un interessante video dietro le quinte, che mostra numerosi spezzoni di backstage con un inizio e una fine inediti.

Inception: 4 nuovi spot!!

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Inception: 4 nuovi spot!!

Sono usciti quattro nuovi spot di Inception, l’atteso kolossal di Christopher Nolan




 

Inception: 4 nuovi spot!!

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Inception: 4 nuovi spot!!

Sono usciti quattro nuovi spot di Inception, l’atteso kolossal di Christopher Nolan




Inception: 10 cose da sapere sul film di Christopher Nolan

Inception: 10 cose da sapere sul film di Christopher Nolan

Il regista Christopher Nolan è oggi uno dei pochi registi impegnato nella realizzazione di veri e propri blockbuster d’autore, film tecnicamente e narrativamente ambiziosi attraverso cui porta avanti i suoi maggiori interessi tematici. Titoli come Il cavaliere oscuro, Interstellar o il recente Oppenheimer sono solo alcuni esempi di una filmografia costruita su opere tanto complesse quanto apprezzate. Uno dei film più amati di Nolan rimane però Inception (qui la recensione), uscito nel 2010, con cui Nolan esplora la malleabilità del tempo e il mondo onirico, dando vita ad un’opera ancora oggi oggetto di riflessioni e discussioni.

Ecco 10 cose da sapere su Inception!

La trama di Inception

1. Il film si muove tra sogno e realtà. Protagonista del film è Dominic Cobb, esperto nella tecnica dell’estrazione, che consiste nell’infiltrarsi nella vulnerabile mente di chi dorme per rubare informazioni preziose. Il magnate giapponese Saito assolda Cobb per fare però l’opposto, ovvero innestare nella mente del suo rivale in affari l’idea di disgregare il suo impero economico. Per Cobb è un’occasione irripetibile, poiché Saito gli offrirà in cambio l’opportunità di poter tornare dai suoi figli negli Stati Uniti, da dove è fuggito perché accusato dell’omicidio della moglie Mal. L’operazione, tuttavia, si rivelerà più rischiosa di quanto si potrebbe immaginare.

Le origini di Inception

2. L’idea per il film è nata circa dieci anni prima della sua realizzazione. Le origini di Inception sono da ritrovarsi nei primi anni Duemila, quando dopo aver lavorato a Memento Nolan si interessò sempre più ai sogni e al loro funzionamento. Ci sono voluti anni di studi e ragionamenti prima che il regista arrivasse alla versione definitiva della sceneggiatura, la quale aveva a questo punto assunto la forma di un film d’azione ambientato però in una dimensione mentale, che sfugge alle logiche della realtà. Il risultato è un film con cui Nolan stabilisce nuove vette nella sua ambizione di fornire grande intrattenimento misto a profonde riflessioni su temi che riguardano l’intera umanità.

Inception cast
Leonardo DiCaprio, Tom Berenger, Joseph Gordon-Levitt, Tom Hardy, Cillian Murphy, Elliot Page e Ken Watanabe in Inception. Foto di Stephen Vaughan – © 2010 Warner Bros. Entertainment, Inc.

Il cast del film, da Leonardo DiCaprio a Cillian Murphy

3. Leonardo DiCaprio ha contribuito alla sceneggiatura. Inception è noto per il suo cast composto da grandi stelle del cinema e capitanato da Leonardo DiCaprio nei panni di Dominic Cobb. L’attore si è preparato al ruolo studiando i sogni e le loro regole, così da poter risultare più credibile nella sua interpretazione. Ha infatti trascorso mesi insieme a Nolan a lavorare sulla sceneggiatura. Nolan ha dichiarato: “Ha dato dei contributi straordinari alla sceneggiatura e mi ha sfidato a renderla chiara pur seguendo la sua logica interna, rimanendo fedele all’essenza dei personaggi e alle regole che avevamo stabilito“.

4. È stato uno dei suoi primi ruoli “da adulta” per Elliot Page. In Inception, accanto a Leonardo DiCaprio, recita anche Elliot Page (precedentemente noto come Ellen Page) nel ruolo di Arianna, la giovane architetto a cui è affidato il ruolo di progettare gli scenari onirici. Nonostante all’epoca delle riprese l’attore avesse ormai 23 anni, quello di Arianna è stato uno dei primi personaggi adulti interpretati. Prima di esso, infatti, aveva interpretato quasi sempre ruoli di adolescenti, anche per via del suo viso che gli permetteva di dimostrare diversi anni in meno a quelli effettivamente posseduti.

5. Cillian Murphy ha continuato a recitare con il volto coperto. In Inception si ritrova anche Cillian Murphy, attore feticcio di Nolan, che interpreta qui Robert Michael Fischer, l’uomo nella cui mente deve introdursi Cobb. Dopo Batman Begins e Il cavaliere oscuro (dove indossa la maschera di Spaventapasseri) è questo il terzo film di Nolan in cinque anni in cui il personaggio di Murphy trascorre una parte significativa del tempo sullo schermo con un sacchetto di tela in testa. In seguito, Murphy ha ricevuto un trattamento simile anche in Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012), estendendo la cosa a sette anni.

Inception Leonardo DiCaprio Cillian Murphy
Leonardo DiCaprio e Cillian Murphy Inception. Foto di Stephen Vaughan – © 2010 Warner Bros. Entertainment, Inc.

6. Sono presenti diversi altri noti attori nel cast. Nel film, nel ruolo del braccio destro di Cobb, Arthur, vi è Joseph Gordon-Levitt, il quale ha eseguito personalmente la maggior parte delle acrobazie previste per il suo personaggio. L’attore Tom Hardy interpreta il falsario Eames, mentre Dileep Rao è l’anestesista Yusuf. L’attore Ken Watanabe ricopre invece il ruolo di Mr. Saito. Completano il cast Marion Cotillard nel ruolo di Mal, la defunta moglie di Cobb, e Michael Caine nel ruolo di Miles, suocero e mentore di Cobb.

La trottola di Inception

7. Il significato della trottola di Cobb. Nel film Inception, la trottola ha un significato molto importante, essa rappresenta il totem di Cobb, che egli utilizza per distinguere se si trova in un sogno o nella realtà. Quando questa viene fatta girare, continua a ruotare all’infinito nel sogno, ma si ferma nella realtà. Questa peculiarità è ciò che permette a Cobb di capire in quale dimensione si trova. Durante il film, la trottola diventa dunque un simbolo ricorrente che rappresenta la lotta di Cobb per distinguere dove si trovi ma allo stesso tempo diventa rappresentazione della sua ricerca della verità e della sua instabilità mentale ed emotiva.

I premi vinti da Inception

8. Ha vinto numerosi premi. Acclamato dalla critica e dal pubblico, Inception ha guadagnato ben 836 milioni di dollari in tutto il mondo, vincendo poi numerosi premi in occasioni come Satellite Awards, Saturn Awards, MTV Movie Awards, BAFTA Awards e Golden Globe. In particolare, però, si ricordano i quattro premi Oscar vinti dal film: Miglior fotografia, Migliori effetti speciali, Miglior sonoro, Miglior montaggio sonoro. Inception era candidato anche come Miglior film, Miglior sceneggiatura originale, Miglior scenografia e Miglior colonna sonora, ma non ha poi vinto in tali categorie.

Inception trottola
Leonardo DiCaprio in Inception. Foto di Stephen Vaughan – © 2010 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved

Il finale di Inception

9. Il finale è uno dei più ambigui di sempre. Chi ha già visto Inception sa che il finale rimane volutamente ambiguo riguardo il destino di Cobb. Il film si conclude prima che la trottola che egli fa girare nell’ultima scena possa chiarire se la sua riunione con i figli sia reale o solo un sogno. Nolan ha sempre ribadito che non ha senso interrogarsi sul finale e che ognuno può conferirgli il valore che preferisce. Se si vuole approfondire meglio l’argomento, però, ecco la nostra spiegazione del finale di Inception.

Il trailer di Inception e dove vedere il film in streaming e in TV

10. È possibile fruire di Inception grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple Tv+, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 26 giugno alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

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Inception premiato per gli effetti visivi

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Inception premiato per gli effetti visivi

Continua la stagione dei premi e continuano anche le decisioni , più o meno discusse , delle varie giurie. E’ ora il turno dei Visual Effects Society Awards , per i quali il film maggiormente premiato portando a casa quattro premi tra cui il principale, quello per il miglior film basato sugli effetti digitali, è stato l’Inception di Christopher Nolan.

Per l’animazione vince il delizioso Dragon Trainer con tre riconoscimenti. La cerimonia si è svolta al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles. Come in molti casi, questi premi sono significativi anche per gli Oscar, se si pensa che dal 2002, data della prima edizione, ogni anno, con sole due eccezioni, il vincitore del premio principale si è poi portato a casa la statuetta.

Fonte: comingsoon

Inception on Elm Street: mash up tra Nolan e Craven

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Inception on Elm Street: mash up tra Nolan e Craven

Pablo Fernández Eyre ha realizzato un magnifico video in cui si accosta lo straordinario lavoro del maestro Wes Craven, scomparso da poco, con quello di un suo collega, più giovane e forse meno illustre, ma sicuramente importante nel panorama cinematografico moderno, Christopher Nolan.

Ecco Inception on Elm Street, in cui si fondono Inception e Nightmare on Elm Street.

Fonte: IndieWire

Inception finale: Christopher Nolan svela il significato a Princeton?

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Come tradizione nelle Università americane una personalità di spicco tiene un discorso di commiato ai laureati e il regista Christopher Nolan è stato ospite all’Università di Princeton dove ha parlato ai neo laureati. Come era prevedibile il regista si è soffermato su alcuni temi a lui molto cari come il sogno e la mente. Ebbene questa è stata un’occasione anche di fare alcuni riferimenti al finale enigmatico di Inception:

Parlando di tradizione ha debuttato su: “Solitamente in queste occasioni si fa un gran parlare del dover inseguire i propri sogni, ma io non voglio puntare su quest’aspetto, perché non ci credo. Io voglio che voi inseguiate la vostra realtà. Di questi tempi è chiaro che la  realtà è vista come un cugino povero dei sogni. Io voglio che voi vi rendiate conto che i nostri sogni, le astrazioni con cui ci divertiamo e di cui ci circondiamo sono dei sottoinsiemi della realtà.”

Finale Inception

Inception finalePoi a sorpresa parla di Inception: “Il modo in cui il film finisce, il momento in cui il personaggio di Leonardo DiCaprio, Cobb, si riunisce ai suoi bambini, corrisponde alla sua realtà soggettiva. Non se ne preoccupa più, e questo porta a un assunto: forse tutti i livelli di realtà sono validi. La macchina da presa si sposta sulla trottola che gira e prima che si fermi lo schermo va al nero».

Poi ha chiuso scherzando con una battuta sul suo essere molto schivo: “Prima che il film finisca di solito scappo dal retro perché le persone vogliono catturarmiQuel punto interessa tantissimo gli spettatori in termini assoluti: anche se mentre guardo il film so che è finzione e quindi una sorta di realtà virtuale. Ma la domanda se la scena finale sia un sogno o sia vera è la domanda che mi è stata posta più che su qualsiasi altro film io abbia fatto. È la cosa che mi si chiede di più e che interessa di più perché riguarda la realtà. È la realtà quello che conta.”

Vi ricordiamo che Inception è il film di successo diretto da Chrstipher Nolan e uscito al cinema nel 2010. Il film vede protagonista un cast d’eccezione composto da  Leonardo DiCaprioTom Hardy, Ken Watanabe, Joseph Gordon-LevittEllen PageMarion Cotillard e Cillian Murphy. La pellicola ha vinto 4 premi Oscar.

Inception e L’ultimo dominatore dell’aria: Dite la vostra!

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Inception e L’ultimo dominatore dell’aria: Dite la vostra!

Forse il più interessante week della nuova stagione italiana volge al termine, con due titoli certamente che molti di voi aspettavano da lungo tempo: l’attesissimo Inception e il kolossal di M. Night Shyamalan L’Ultimo Dominatore dell’Aria. Li avete visti? Diteci cosa ne pensate!

Il kolossal di Christopher Nolan è innegabilmente uno dei film più attesi della stagione: vi è piaciuto? Siete concorde sul parere della critica internazionale che lo ha definito uno dei film più belli degli ultimi diesci anni? … Vi è piaciuto di più del Il Cavaliere Oscuro?…Forza commentata!!

L’altro grande titolo del weekend è L’Ultimo Dominatore dell’Aria: conoscevate il cartoon di Nickelodeon da cui è tratto? Come giudicate l’adattamento? Come lo inquadrate nella filmografia di M. Night Shyamalan? Come vi sono sembrati gli effetti visivi? E, sapendo che il film è stato riconvertito nelle ultime settimane di post-produzione, come avete giudicato il 3D?

Diteci cosa ne pensate!

Potete postare il vostro commento in fondo alla notizia.

Inception e gli altri: quando il film necessita di una seconda visione

Rispetto al passato, oggi il pubblico sa cosa aspettarsi bene o male da un film. E così Hollywood e l’industria cinematografica devono impegnarsi ancora di più per offrire qualcosa che sia davvero in grado di colpire l’attenzione dello spettatore, magari lasciandolo turbato alla fine della visione, con più domande che risposte. In genere, un film palesa fin da subito quali sono i suoi intenti narrativi, quali siano le motivazioni dei personaggi e dove la trama voglia andare a parare. Ovviamente, ci sono le dovute eccezioni. Molti film, infatti, oltre ad affascinare il pubblico, risultato particolarmente intricati, riempiendo le menti dello spettatore di teorie, ipotesi e speculazioni. Screen Rant ha raccolto 15 celebri pellicole che meritano almeno una seconda visione per essere comprese appieno:

Akira

Molti anime giapponesi sono carichi di simbolismi e molti di essi richiedono ripetute visioni per poterli apprezzare appieno. Il più famoso di questo gruppo è senza dubbio il famosissimo Akira, che ha influenzato tutti, da James Cameron alle sorelle Wachowski. Basato sul manga omonimo, racconta la storia di un giovane membro di una banda di motociclisti che vive in una Tokyo futuristica e distopica che improvvisamente sviluppa spaventosi poteri psichici e telecinetici.

Una prima visione di Akira lascerà la maggior parte degli spettatori sbalorditi. Solo attraverso le ripetute visioni, gli strati narrativi iniziano a districarsi abbastanza da consentire di comprendere appieno cosa sta accadendo. L’obiettivo finale è comprendere la sequenza finale e le parole “Io sono Tetsuo”, oggetto di dibattito da decenni.

Ghost in the Shell

Un altro anime giapponese che può essere paragonato ad Akira in termini di complessità è certamente Ghost in the Shell. In contrasto con lo spensierato manga originale, più orientata all’azione, l’adattamento cinematografico animato è un assoluto frullatore che mette in discussione la natura stessa di ciò che significa essere umani in un’era cibernetica.

Sebbene non manchino l’azione e le immagini mozzafiato, Ghost in the Shell preferisce scavare in profondità, concentrandosi sul cyborg Motoko Kusanagi e sul suo conflitto interiore per capire chi e cosa è veramente. In tale senso, l’adattamento live-action del 2017 che messo totalmente da parte questa profondità.  

La terra silenziosa

Questo cult prodotto in Nuova Zelanda, noti soprattutto tra i cinefili più incalliti, è salito alla ribalta negli ultimi anni grazie alla distribuzione in home video. Basato sul romanzo di Craig Harrison del 1981, La terra silenziosa racconta la storia di un uomo che crede di essere l’unico essere umano rimasto sulla Terra. Dopo aver trovato altri due sopravvissuti che, come lui, erano tutti in uno stato di angoscia al momento della scomparsa dell’umanità, decidono insieme di impedire l’attivazione di un esperimento governativo, che potrebbe essere stata la causa originale.

Il film stesso è carico di simbolismi e forse è la rappresentazione più forte e realistica di un essere umano che affronta la prospettiva che l’umanità possa svanire. La sequenza finale, tuttavia, è noto per le sue immagini strabilianti e il suo significato nascosto. Si tratta di una congettura religiosa? Di un viaggio interdimensionale? Le ripetute visioni potrebbero aiutare a dare un senso a tutto.

Blade Runner

Blade Runner: The Final CutSono in molti ormai a dare per scontato il simbolismo e l’intricata trama di Blade Runner, dal momenti che sono trascorsi ormai decenni dalla sua uscita al cinema. Per chi non avesse mai avuto la fortuna di vedere uno dei capolavori realizzati da Ridley Scott, sappiate che state per immergervi nella visione di un gran bel rompicapo.

Blade Runner è universalmente riconosciuto come uno dei film più complessi di sempre, un film che ha sempre richiesto più di una visione per permettere allo spettatore di assorbire realmente tutto ciò che ha da offrire. La sua influenza sul genere fantascientifico è indubbia, ma i suoi numerosi intrecci, i personaggi così misteriosi e il tema “È lui o non è lui” continuano a renderlo un punto fermo tra le gemme della storia del cinema.

Americani

Americani è noto soprattutto per il suo cast eclettico, composto essenzialmente da attori di serie A, performance incredibilmente affascinanti e parecchio linguaggio volgare. Racconta la storia di diversi agenti immobiliari che si trovano sotto il controllo delle autorità dopo che una serie di ambiti contatti di vendita è stata rubata dall’ufficio.

Questa è solo la punta dell’iceberg, dal momento che Americani mostra un ritratto poco lusinghiero e sporco del gioco delle vendite e dei giocatori moralmente falliti coinvolti. Deve essere guardato più volte semplicemente per poter meglio entrare nelle teste dei molteplici personaggi che compongono la storia. Per coloro che non sono avvezzi al mondo delle vendite, parte del gergo può anche creare confusione. Tuttavia, ne vale la pena anche solo per vedere l’interpretazione di Alec Baldwin. Eroe o cattivo? È difficile dirlo…

Inception

Inception, il celebre film di Christopher Nolan del 2011, ha affascinato il pubblico con la sua interpretazione unica del genere heist. Scavando a fonto nel tema e nelle implicazioni dei sogni, Inception è un film che richiede tutta l’attenzione dello spettatore per tenere davvero traccia di ciò che sta accadendo.

Ogni livello del subconscio presenta nuovi pericoli per la gang protagonista. Il finale ambiguo che lascia lo spettatore con più domande che risposta non solo necessita almeno di una seconda visione, ma la impone.

Moon

Da quando è stato rilasciato nel 2009, Moon ha ottenuto un ampio seguito e elogi universali. Realizzato con un budget esiguo di soli cinque milioni di dollari, ha dato vita ad una base lunare, un robot e una serie di altri effetti sorprendenti.

Sebbene il film abbia una struttura lineare e relativamente facile da seguire, è la grande svolta centrale del film che stravolge tutto ciò che pensavamo di sapere. Già alla seconda visione il film assume i contorni di un’esperienza completamente diversa…

Interstellar

Interstellar si differenzia dalla maggior parte degli epici film di fantascienza realizzati ad Hollywood, in quanto non è interessato alla fantasia, ma piuttosto alla realtà e alla vera scienza. Il film non tiene lo spettatore per mano, e si aspetta che il pubblico stia al passo con tutti i complessi concetti scientifici che tira in ballo.

La natura radicata della scienza che viene presentata nel film è accattivante, ma una seconda visione consente agli spettatori di concentrarsi meglio sulla storia che viene raccontata.

La donna che visse due volte

Il classico La donna che visse due volte di Hitchcock è senza dubbio uno dei suoi più grandi thriller. Per chi non lo conoscesse, la premessa è semplice: il detective Scottie viene assunto per seguire la moglie di un vecchio amico del college. Da lì la storia cambia e si trasforma, come fanno i migliori thriller.

Com’è nel classico stile del regista, il film era già in anticipo sui tempi per quanto riguarda la struttura insolita e manipolatrice, non solo nei confronti del pubblico ma anche degli stessi personaggi. Sebbene il film abbia più di 50 anni, regge ancora oggi il confronto e affascina qualsiasi tipo di spettatore.

L’uomo senza sonno

Christian Bale offre una delle più grandi interpretazioni della sua carriera. Avendo perso un sacco di peso per il ruolo, è davvero irriconoscibile nei panni di Trevor Reznik. Il film presenta molti concetti surreali e ultraterreni apparentemente contraddittori.

Trevor giustifica la sua scioccante perdita di peso come risultato del non aver dormito per molti mesi. Combinato con altri strani avvenimenti, il film diventa un vero e proprio puzzle. Il climax rivela tutto e ricontestualizza l’intero film, rendendo le visioni successive un’esperienza completamente nuova.

Pulp Fiction

Pulp Fiction, il rivoluzionario successo di Quentin Tarantino che ha definito ufficialmente la sua carriera, è stato una boccata d’aria fresca quando è uscito nel 1994. Il film presenta più protagonisti e una struttura non lineare. Questo non è evidente fin dall’inizio, ma tutto viene rivelato durante il film, portando ad un climax soddisfacente e inaspettato.

Il film ha avuto successo sia di critica che di pubblico e, sebbene sia più che probabile che tutti abbiano già visto questo grande classico, merita comunque un posto in questa lista.

Shutter Island

Shutter Island è uno dei thriller moderni più oscuri e intriganti. Le cose iniziano in modo abbastanza innocente, con due detective inviati sull’isola di Shutter per condurre un’indagine, solo per ritrovarsi bloccati lì.

Il film offre uno dei più grandi colpi di scena verso il finale, che altera completamente la storia che è stata raccontata fino al quel momento. Questo è un altro film in cui una seconda visione significa guardare un film completamente nuovo.

Se mi lasci, ti cancello

Se mi lasci, ti cancello è confusionario come le menti di Joel e Clem. È questo è – ovviamente – uno dei maggiori punti di forza del film. Tuttavia, la struttura non lineare del film non diventa subito evidente.

In modo spettacolare, il climax del film assembla perfettamente tutti i pezzi, come un puzzle che domina il tavolo della nostra sala da pranzo. Concedere al film un’altra visione è un’esperienza certamente gratificante, offrendo una comprensione più profonda dei personaggi.

Memento

Memento piega la mente come pochi film riescono a fare, cominciando dal climax del film e poi tornando alla scena precedente, fino a raggiungere l’inizio della storia. Questa struttura rivoluzionaria rende il film impossibile da capire finché tutto non è stato rivelato, rendendo le visioni successive ancora più piacevoli.

I molti segreti che il film custodisce non possono essere compresi e scoperti finché gli eventi del film non vengono esaminati con tutte le informazioni necessarie. Fondamentalmente, se hai guardato Memento solo una volta, non hai visto “davvero” Memento.

Synecdoche, New York

Synecdoche, New York è un film che probabilmente meriterebbe più di una visione, e non soltanto due. In realtà, ad una seconda visione, potrebbero sorgere ancora più domande. Il film racchiude così tanti personaggi, sottotrame, eventi della vita e dettagli idiosincratici, che richiede un’attenzione totale ad ogni singola visione.

È un film che ha davvero bisogno di essere digerito e interiorizzato più e più volte. Sebbene la natura non convenzionale del film possa scoraggiare alcuni, non c’è dubbio che ciò che impareranno grazie al film, e ciò che il film comunicherà loro, rimarrà per molto, molto tempo…

Inception e gli altri: i 10 finali più ambigui del cinema

Inception e gli altri: i 10 finali più ambigui del cinema

Un finale ambiguo è qualcosa di molto difficile da concepire per un regista e, forse, qualcosa di ancora più difficile da metabolizzare per lo spettatore. Quasi sempre, il pubblico si approccia alla visione di un film con la speranza che tutti i nodi della trama vengano sciolti prima del suo epilogo. Non sempre però accade, e molto spesso alla fine di un film ci troviamo con più domande che risposte.

Per costruire un finale aperto, bisogna essere estremamente abili, lasciare allo spettatore le giusti tasselli per arrivare ad una propria chiave di lettura, o altrimenti si correrà il rischio di deludere le sue aspettative.

Di seguito abbiamo raccolto i 10 film con i finali più ambigui della storia del cinema:

A Serious Man

A Serious Man dei Fratelli Coen, ambientato negli anni ’60, è la storia – ricca di riferimenti biblici – di un uomo ebreo la cui tranquilla vita suburbana si sgretola sotto ai suoi occhi nel giro di una settimana. Alla fine di quella settimana – che corrisponde al finale del film -, un gigantesco tornado si abbatte sulla città in cui vive.

Questo avviene subito dopo che Larry, il protagonista del film, riceve una telefonata dal suo medico, il quale gli spiega che deve urgentemente parlargli dei risultati di una sua recente radiografia al torace…

Shining

Shining di Stanley Kubrick si chiude in modo decisamente ambiguo. Jack Torrance è ormai preda della follia più bieca e tenta di uccidere sua moglie e suo figlio, che riescono a sfuggirli e a farlo perdere all’interno di un labirinto, cosa che gli provocherà una morte per congelamento. 

Prima dei titoli di coda, però, la macchina da presa si avvicina lentamente ad una fotografia scattata decenni prima dei fatti narrati nel film, in cui vediamo Jack festeggiare all’Overlook Hotel insieme ad altri ospiti. Nonostante le migliaia di analisi di appassionati cinefili e non, nessuno è mai riuscito a spiegare cosa Kubrick avesse davvero voluto dire con il finale del suo film. 

Il braccio violento della legge

Alla fine del thriller poliziesco Il braccio violento della legge di William Friedkin, termina la caccia di Jimmy Doyle nei confronti del misterioso trafficante Charnier. Quando Doyle scopre di aver sparato per errore a Mulderig, l’agente federale con cui era in servizio, lo stesso rivela a Cloudy che stava ancora dando la caccia a Charnier.

Il personaggio esce poi dall’inquadratura e lo spettatore sente un singolo colpo risuonare prima che lo schermo diventi nero. Una serie di didascalie ci informano che Charnier non venne mai catturato e che Doyle e Cloudy vennero trasferiti in un altro dipartimento. Non è mai stato chiarito cosa quello sparo abbia comportato.

Blade Runner

Rick Deckard è un replicante? Questa è la domanda che ha letteralmente torturato gli appassionati di fantascienza per circa 40 anni. Blade Runner di Ridley Scott sfrutta sapientemente tutti gli elementi tipici del noir in un film dall’ambientazione futuristica, con dove il personaggio di Rick Deckard interpretato da Harrison Ford ha il compito di scovare androidi che si sono mescolati alla società umana.

Il finale non chiarisce davvero se lo stesso Deckard sia o meno un androide. Il sequel di Denis Villeneuve, Blade Runner 2049, usciti a diversi anni di distanza dal film originale, avrebbe finalmente potuto fornire la risposta definitiva alla questione, ma ha nuovamente lasciato Deckard incerto a proposito delle sue vere origini, esattamente come lo spettatore.

Birdman

L’oscura satira messa in piedi da Alejandro G. Iñárritu in Birdman termina con Riggan Thomson che esce sul palco e si spara di fronte agli spettatori. Nell’epilogo, lo troviamo ricoverato in ospedale e perseguitato dalla stampa: la sua esibizione è stata elogiata e sua figlia Sam sembra volersi finalmente riavvicinare a lui. Si tratta di una conclusione molto simile a quelle di film come Taxi Driver e Re per una notte, dove il protagonista decide di andare incontro ad un destino nefasto per poi vedere tutti i suoi sogni diventare realtà in un finale a dir poco incredibile.

Negli ultimi minuti di Birdman, Riggan si getta dalla finestra e Sam si precipita a guardare fuori. I suoi occhi si spostano verso l’alto. Riggan ha davvero spiccato il volo? O l’intera sequenza finale è balenata davanti agli occhi di Riggan prima di morire? Quest’ultima è l’ipotesi più accreditata, anche se il film non lo chiarisce mai.

Il laureato

Il laureato è la storia di un giovane ragazzo di nome Benjamin Braddock, interpretato da Dustin Hoffman, che una volta terminato il college si trova a dover fare i conti con il suo futuro. Una fase della vita che abbiamo attraversato tutti. Il finale si collega direttamente a questo passaggio della vita del protagonista, con Benjamin che cerca di impedire alla sua ragazza, Elaine, di sposarsi e di convincerla invece a scappare con lui.

La maggior parte delle commedie sentimentali avrebbe chiuso così la storia, ma ne Il laureto le cose vanno in maniera un tantino diversa: prima che compaiano i titoli di coda, infatti, vediamo Benjamin ed Elaine salire su un autobus, diretti verso una destinazione ignota.

Inception

Probabilmente, il finale più ambiguo della storia del cinema recente. Inception di Christopher Nolan termina con Cobb (Leonardo DiCaprio) che torna a casa dai suoi figli, tutto ciò che l’uomo ha sempre desiderato dall’inizio della storia: assicurarsi di essere nel mondo reale e di non essere in preda ad un sogno prima di tornare da loro.

Sul finale, una volta a casa, Cobb fa girare il totem, ma viene distratto dai suoi due figli che può finalmente riabbracciare, prima che l’oggetto gli riveli se si tratti di un sogno oppure no. Lo spettatore vede che la parte superiore del totem sta iniziando a cedere, ma prima che l’oggetto concluda definitivamente il suo giro, lo schermo diventa nero.

Un colpo all’italiana

Dopo che una rapina pianificata al dettaglio riesce alla perfezione e la squadra si allontana con il bottino, Un colpo all’italiana termina con un enorme cliffhanger: il furgone della squadra resta bloccato sul bordo di una scogliera, barcollando dall’alto verso il basso. Il bottino pende sul retro e la squadra non è in grado di avanzare.

Prima che il film termini, il personaggio di Michael Caine afferma: “Aspettate un attimo, ragazzi, ho avuto una grande idea”. Sfortunatamente, non riusciamo a vedere quale sia quest’idea e se abbia avuto effettivamente successo.

2001: Odissea nello spazio

Il finale di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick è un autentico spettacolo visivo. Dave Bowman viene risucchiato attraverso un vuoto nelle profondità dello spazio esterno e lanciato “oltre l’infinito”. Si vedono luci lampeggianti, paesaggi surreali e colori brillanti; poi approda in una misteriosa camera da letto futuristica.

C’è un monolite in mezzo al pavimento, Dave vede una versione più vecchia di se stesso intento a cenare. Va a letto, invecchia rapidamente e poi muore, rinascendo sotto forma di feto cosmico. Un finale meraviglioso, sicuramente ambiguo, ma decisamente stimolante per lo spettatore.

Taxi Driver

Se facciamo riferimento agli eventi così come ci vengono raccontati sullo schermo, Taxi Driver sembra concludersi in maniera apparentemente felice. La sanguinosa furia di Travis Bickle nel bordello ha permesso ad Iris di tornare a casa dai suoi genitori. Una volta ripresosi dalle sue ferite, invece di essere condannato, Travis viene celebrato come un eroe metropolitano; persino Betsy sembra voler ritornare sui suoi passi.

In realtà, non è assolutamente ciò che è accaduto. Il finale è così assurdamente idealizzato – e anche ottimista, in contrasto con il tono del resto del film – che quasi sicuramente si tratta di un allucinazione partorita dalla mentre di un delirante Travis in punto di morte.

Fonte: ScreenRant

Inception di Christopher Nolan in 8 Bit

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Inception di Christopher Nolan in 8 Bit

CineFix continua a sfornare delle vere chicche per gli amanti del cinema e oggi arriva la versione in 8 Bit del  film Inception di Christopher Nolan con tanto di adattamento della soundtrack di Hans Zimmer nella stessa modalità. Gustiamoci quindi Leonardo DiCaprio, Joseph Gondon-Levitt, Ellen Page, Marion Cotillard e tutti gli altri in 8 Bit:

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Inception

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Incendio negli studios, locali evacuati. Clint Eastwood resta: “C’è del lavoro da fare”

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Due giorni fa gli studios della Warner Bros a Hollywood sono stati soggetti ad un incendio. L’evento è stato presto domato, ma come c’è da aspettarsi, ha generato una certa agitazione e l’evacuazione preventiva dei locali vicini alle colonne di fumo.

A quanto pare, però, Clint Eastwood non si è lasciato intimidire, rifiutandosi di lasciare l’edificio e chiudendosi in sala di missaggio per il film a cui sta lavorando (Richard Jewell). A raccontare la storia è stato un testimone oculare, il figlio del regista, Scott.

Il giovane attore figlio d’arte ha condiviso su Instagram un mini video in cui mostra le colonne di fumo innalzarsi intorno ai locali dello studio, e ha accompagnato il video con questa didascalia:

“Questo video è di un paio di ore fa. La sicurezza ci ha detto di evacuare lo studio. Ma mio padre di 89 anni ha detto: “No, stiamo bene, c’è del lavoro da fare.” Poi siamo andati nella sala di missaggio a guardare il suo nuovo film, Richard Jewell. Come direbbe lui ‘torna al lavoro e stai zitto’. Storia vera. A proposito, era sabato.”

Che tempra, Clint!

Ecco il video condiviso da Eastwood junior su Instagram:

Richard Jewell: trailer del film di Clint Eastwood

Richard Jewell, il film di Clint Eastwood basato su fatti realmente accaduti, con Sam Rockwell, Kathy Bates, Jon Hamm, Olivia Wilde e Paul Walter Hauser, uscirà nelle sale italiane da giovedì 16 gennaio 2020.

Diretto da Clint Eastwood e basato su fatti realmente accaduti, Richard Jewell è la storia di ciò che può accadere quando quel che viene riportato oscura la verità.

Incastrati: intervista a Marianna di Martino e Anna Favella

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Incastrati: intervista a Marianna di Martino e Anna Favella

Sarà disponibile dal 1° gennaio 2022 la nuova serie targata Netflix dal titolo Incastrati, che segna l’esordio di Ficarra & Picone con la serialità. Ecco l’intervista a Marianna di Martino e Anna Favella, co-protagoniste della serie.

Un omicidio, due amici capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato e tanti malintesi che li porteranno in situazioni surreali. Questo il mix di ingredienti, tra comicità e genere crime, della nuova serie Incastrati, che debutterà, in Italia, il 1° gennaio 2022 solo su Netflix.

Scritta, diretta e interpretata da Salvo Ficarra e Valentino Picone, che per la prima volta si cimentano con la serialità, Incastrati è prodotta da Attilio De Razza per Tramp Limited ed è interamente girata in Sicilia.

Incastrati, la trama

Incastrati è una serie comedy in 6 episodi che, attraverso il linguaggio e l’ironia tipici di Ficarra & Picone, racconta, in perfetto stile commedia degli equivoci, una vicenda criminosa. Al centro della storia due amici che rimangono coinvolti nelle vicende di un omicidio eccellente. Cercando di scappare dalla scena del crimine, i due si mettono sempre più nei guai in un crescendo di eventi che li porterà addirittura a dover fare i conti con la mafia.

Nel cast, oltre a Salvo Ficarra (Salvo) e Valentino Picone (Valentino), Marianna di Martino (Agata Scalia), Anna Favella (Ester), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso, detto “Cosa Inutile”), Maurizio Marchetti (Portiere Martorana), Mary Cipolla (Signora Antonietta), Domenico Centamore (Don Lorenzo, detto “Primo Sale”) e Sergio Friscia (Sergione). La serie vede tra gli scrittori anche Fabrizio Testini, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli.  Tra i produttori Nicola Picone per Tramp Limited.

Incastrati: Ficarra & Picone sulla serie Netflix

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Incastrati: Ficarra & Picone sulla serie Netflix

Sarà disponibile dal 1° gennaio 2022 la nuova serie targata Netflix dal titolo Incastrati, che segna l’esordio di Ficarra & Picone con la serialità. Ecco la nostra intervista.

Un omicidio, due amici capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato e tanti malintesi che li porteranno in situazioni surreali. Questo il mix di ingredienti, tra comicità e genere crime, della nuova serie Incastrati, che debutterà, in Italia, il 1° gennaio 2022 solo su Netflix.

Scritta, diretta e interpretata da Salvo Ficarra e Valentino Picone, che per la prima volta si cimentano con la serialità, Incastrati è prodotta da Attilio De Razza per Tramp Limited ed è interamente girata in Sicilia.

Incastrati, la trama

Incastrati è una serie comedy in 6 episodi che, attraverso il linguaggio e l’ironia tipici di Ficarra & Picone, racconta, in perfetto stile commedia degli equivoci, una vicenda criminosa. Al centro della storia due amici che rimangono coinvolti nelle vicende di un omicidio eccellente. Cercando di scappare dalla scena del crimine, i due si mettono sempre più nei guai in un crescendo di eventi che li porterà addirittura a dover fare i conti con la mafia.

Nel cast, oltre a Salvo Ficarra (Salvo) e Valentino Picone (Valentino), Marianna di Martino (Agata Scalia), Anna Favella (Ester), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso, detto “Cosa Inutile”), Maurizio Marchetti (Portiere Martorana), Mary Cipolla (Signora Antonietta), Domenico Centamore (Don Lorenzo, detto “Primo Sale”) e Sergio Friscia (Sergione). La serie vede tra gli scrittori anche Fabrizio Testini, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli.  Tra i produttori Nicola Picone per Tramp Limited.

Incastrati, il trailer della seconda stagione della serie Netflix di Ficarra e Picone

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INCASTRATI, la serie che ha segnato il fortunato esordio di Ficarra & Picone nel mondo della serialità, torna con una seconda stagione, in sei episodi, il 2 marzo solo su Netflix, in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo. I nuovi episodi ritroveranno Salvo Ficarra e Valentino Picone sia dietro che davanti alla macchina da presa, in qualità di registi, sceneggiatori e attori.

INCASTRATI, la trama

La seconda stagione di INCASTRATI comincia laddove era finita la prima: Salvo e Valentino sono in pericolo di vita. I nostri due “eroi” si ritrovano, ancora, incastrati e intrappolati in una serie di vicende all’interno delle quali è arduo districarsi senza ferire i sentimenti delle persone che amano. A complicare le cose una sequenza infinita di colpi di scena e novità tra cui un duplice omicidio dietro il quale si nasconde un uomo misterioso, l’ingresso in scena di malavitosi stranieri, le complesse indagini sul “caso dell’omicidio Gambino” che non trovano soluzioni, i rapporti di coppia sempre più burrascosi fra Salvo, Valentino e le rispettive compagne.

Anche questa nuova stagione sarà sempre in bilico fra la comicità tipica di Ficarra&Picone e i codici canonici del genere thriller su cui è basata tutta la serie.

Prodotta da Attilio De Razza per Tramp Limited, la seconda stagione manterrà la stessa squadra di scrittura della prima, oltre a Salvo Ficarra e Valentino Picone, Fabrizio Testini, Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli.

Confermato il cast principale. Oltre a Salvo Ficarra (Salvo) e Valentino Picone (Valentino), Anna Favella (Ester), Marianna di Martino (Agata Scalia), Tony Sperandeo (Tonino Macaluso, detto “Cosa Inutile”), Maurizio Marchetti (Portiere Martorana), Domenico Centamore (Don Lorenzo, detto “Primo Sale”), Sergio Friscia (Sergione), Mary Cipolla (Signora Antonietta) e con la partecipazione di Leo Gullotta (Procuratore Nicolosi).

Incastrati 2, recensione dei primi quattro episodi della serie Netflix

Salvo Ficarra e Valentino Picone ci tengono a sottolineare che Incastrati 2 è l’ultimo capitolo, in sei episodi, del loro primo esperimento nella serialità televisiva. Dunque, non si faccia illusioni su un possibile proseguimento, chi ha apprezzato questo lavoro. Quello che è certo, è che sarà possibile seguire le vicende di Salvo e Valentino, sempre invischiati in questioni di mafia più grandi di loro e non solo, dal 2 marzo in esclusiva su Netflix.

La trama di Incastrati 2

Salvo (Salvo Ficarra) e Valentino (Valentino Picone) cercano di riprendere la loro vita di sempre. Mentre stanno andando a lavoro col furgone, però, una distrazione è fatale e succede qualcosa di inaspettato. I due incroceranno la latitanza di Padre Santissimo (Maurizio Marchetti), accompagnato da Tonino – Cosa Inutile (Tony Sperandeo) e da lì prenderà il via una nuova girandola di vicende. I due si troveranno di nuovo in pericolo, a doversi districare tra i dictat del boss e la volontà di proteggere le donne che amano, con le quali i rapporti non sono affatto facili. Salvo ed Ester (Anna Favella) sono separati, in seguito al tradimento di lei, ma entrambi non hanno abbandonato le speranze di ricostruire la loro storia. Mentre, Valentino e Agata (Marianna di Martino) stanno per andare a vivere insieme, ma non saranno soli. Assieme a loro ci sarà, infatti, anche Robertino (Luca Morello), il figlio di Agata. La donna è impegnata, poi, nelle indagini sull’ omicidio Gambino e a questo si aggiunge l’uccisione di due operai, ancora avvolta nel mistero. Anche la mafia di Padre Santissimo, poi, avrà i suoi rompicapi, dovendo estinguere un debito niente meno che coi messicani.

Incastrati 2, ritmo, scrittura efficace, esperienza trentennale

Incastrati 2 ha un buon ritmo, anche grazie al montaggio di Claudio Di Mauro. Gode, certo, dell’affiatamento ormai trentennale della coppia FicarraPicone. Le gag divertono e si ride, i tempi comici sono buoni e più che rodati. Ma non è solo per questo che sono efficaci. Mentre si ride, infatti, spesso si riflette, il che non guasta. Merito anche della scrittura, che ha visto il duo comico collaborare con Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e Fabrizio Testini in un lavoro d’equipe riuscito.

Un’ironia trasversale, che non risparmia nulla

L’ironia e lo sberleffo in Incastrati 2 spaziano su ogni argomento e spesso sono ficcanti. Si ride sulla mafia, ma anche sulla collusione mafiosa, ben più sottile, sulla sanità, col balletto tra pubblico e privato – il dottor Tantillo, interpretato da Gino Astorina, ne è esempio perfetto. Si ironizza sul circo mediatico, ovvero sul giornalismo sensazionalistico, esemplificato perfettamente dai due caratteri opposti di Sergione (Sergio Friscia) e Bellomo (Matteo Contino). Non vengono risparmiate neanche le stesse serie tv – se nella prima serie c’era The touch of the killer, in questa seconda c’è il prequel, The look of the killer. La comicità e l’ironia non risparmiano neppure i rapporti di coppia, quelli genitori-figli, e ovviamente, gli stereotipi legati al sud.

La commistione dei generi in Incastrati 2

Diversi sono i generi cinematografici che si fondono in Incastrati 2, ognuno evidentemente amato e ripreso con precisione nei codici. Thriller, ovviamente, ma anche western, action movie, film romantico, vanno ad arricchire la commedia. Si potrebbe pensare che questa sorta di insalata di generi disturbi, invece è ben orchestrata e diverte.

Incastrati 2, Salvo Ficarra e Anna Favella
Incastrati. (L to R) Anna Favella as Ester, Salvatore Ficarra as Salvo in episode 104 of Incastrati. Cr. Dario Palermo/Netflix © 2021

Le musiche di Paolo Buonvino e la fotografia di Daniele Ciprì

Le musiche di Paolo Buonvino sono trascinanti e si percepisce come si sia divertito a spaziare tra i generi. I violini accompagnano egregiamente tutta la serie, a partire dalla sigla iniziale, fumettistica. Ogni situazione ha musiche appropriate: da quella romantica, con canzoni d’amore, al western, all’azione, alla suspense. La fotografia di Daniele Ciprì ha i colori vividi che si adattano alla commedia ed esaltano il sole della Sicilia, richiamato dal furgone giallo dei protagonisti.

Gli omaggi in Incastrati 2

Del tributo al genere western si è detto sopra e lo spettatore lo apprezzerà senz’altro. Ma tra gli omaggi schietti a capolavori e artisti del nostro cinema, spicca sicuramente quello a Massimo Troisi. In particolare, a Non ci resta che piangere. Si parte dal Padre Santissimo, che non può non ricordare il Santissimo Savonarola, fino ad arrivare al “Grazie Salvo!”, che riprende il “Grazie Mario!” di Non ci resta che piangere. I due autori, registi e sceneggiatori assicurano poi che vi sarà un’altra, più corposa, citazione del genio di Massimo Troisi, voluta per omaggiare il regista e attore da loro tanto amato. Incastrati 2 ha dunque gli ingredienti giusti per offrire un buon intrattenimento da vedere sul piccolo schermo, divertendosi, ma anche riflettendo. Prodotta da Tramp Limited, la serie originale Netflix, che sarà distribuita in 190 paesi, è disponibile sulla piattaforma dal 2 marzo.

Incassi USA: prime proiezioni del 4 Luglio, primato a La Notte del Giudizio

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Arrivano finalmente le prime proiezioni e incassi USA per il lungo week end del 4 Luglio. A sorpresa primato per il sorprendente La Notte del Giudizio Election Year, mentre deludono The Legend of TarzanIl GGG

Tuttavia il venerdì sera è andato a La Notte del Giudizio – Election Year, che con 14.4 milioni di dollari ha battuto tutti. Secondo posto invece per The Legend of Tarzan che ha superato 14 milioni di dollari e dovrebbe chiudere a quota 40 nei quattro giorni. Terzo posto per Alla Ricerca di Dory, con 13.4 milioni di dollari e 343 milioni complessivi. Brutto esordi per IL GGG di Steven Spielberg, che incassa solo 7 milioni e non dovrebbe superare i 25 milioni totale. In fine Independence Day: Rigenerazione che incassa altri 4.6 milioni e che dovrebbe raggiungere gli 80 milioni nella seconda settimana, molto al disotto delle aspettative della FOX.

 

Incassi da record per Spider-Man: No Way Home

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Incassi da record per Spider-Man: No Way Home

Incassi da record per Spider-Man: No Way Home che ha esordito ieri con 3 milioni di euro in 600 cinema. Un risultato straordinario che segna la miglior apertura di sempre in Italia per Sony Pictures, il miglior debutto di tutti gli Spider-Man e anche il miglior primo giorno di sempre per un film di supereroi non corale. Thomas J. Ciampa, Senior Vice President di Warner Bros. Entertainment Italia ha dichiarato: «Un esordio straordinario per il supereroe più amato di sempre che conferma ancora una volta, in un momento complesso come quello che stiamo vivendo, la grande voglia di cinema e l’unicità dell’esperienza in sala che riesce con la sua magia a trasportare le persone nelle storie, in un modo che non conosce eguali. Sono certo che, con il Natale alle porte, questo debutto sia solo il primo miglio di una lunga corsa che ci vedrà protagonisti verso un incredibile risultato finale». Spider-Man: No Way Home di Jon Watts, con  Tom Holland,  Benedict Cumberbatch, Marisa TomeiZendaya, Jacob Batalon, Jamie FoxxWillem Dafoe, prodotto da Sony Pictures e distribuito solo al cinema da Warner Bros. Entertainment.

LEGGI ANCHE: Spider-Man: No Way Home, recensione del film con Tom Holland

Le riprese di Spider-Man: No Way Home si sono svolte ad Atlanta. Nel film vedremo Tom HollandZendaya, Jacob Batalon, Tony Revolori Marisa Tomei tornare nei loro personaggi del francise. Inoltre, il film vedrà, trai suoi interpreti, anche Benedict Cumberbatch nei panni di Doctor Strange, che poi vedremo in Doctor Strange in the Multiverse of Madness, diretto da Sam RaimiJamie Foxx che tornerà a vestire i panni di Electro, come in The Amazing Spider-Man 2, Willem Dafoe nei panni di Norman Osborne/Green Goblin e infine Alfred Molina, che sarà di nuovo Doctor Octopus di Spiderman 2.

Spider-Man: No Way Home è diretto da Jon Watts (già regista di Homecoming e Far From Home) e prodotto da Kevin Feige per i Marvel Studios e da Amy Pascal per la Pascal Production. Il film arriverà nelle sale italiane il 15 dicembre 2021.

Incassi al cinema nel 2023: primo semestre con +54% di presenze

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Incassi al cinema nel 2023: primo semestre con +54% di presenze

Incassi al cinema nel 2023 al 30 giugno 2023 hanno registrato un incasso complessivo di circa 221.3 milioni di € per un numero di presenze pari a 31.6 milioni di biglietti venduti dall’inizio dell’anno. Si tratta di un risultato in termini di presenze del 54% superiore allo stesso periodo del 2022.

In netto miglioramento anche il confronto con i risultati del periodo pre-pandemico 2017-2019: negli ultimi due mesi il mercato ha recuperato quasi  10 punti in percentuale scendendo al 30 giugno ad un differenziale negativo del 27,9% in incassi (-35% invece le presenze). Al 31/12/22 la differenza negativa era del 48,2% in incassi e del 51,6% in presenze.

Questa la top 10 degli incassi dal 1° gennaio a 30 giugno: 1) Super Mario Bros. (20.3mln); 2) Avatar – la via dell’acqua (€ 17.2mln); 3) Fast X (18.5mln); 4) La Sirenetta (11.7mln); 5) Guardiani della Galassia Vol.3 (10.8mln); 6) Creed III (€ 6.8mln); 7) Spider-Man: Across the Spider-Verse (5.9mln); 8) Ant-Man and the Wasp: Quantumania (€5.9mln); 9) John Wick 4 (5.6mln); 10) Me contro Te il film – Missione giungla (€4.7mln).

Per quanto riguarda le produzioni italiane, incluse le co-produzioni, si evidenzia un incasso di oltre 48.2 milioni di € per un numero di ingressi pari a circa 7.3 milioni di biglietti venduti ed una quota sul totale delle presenze di circa il 23,3% (nel 2022 era del 17,8% mentre nel periodo pre-pandemico 2017-2019 la media era del 22,5%). Positivi anche i dati emersi da CinExpert, il monitoraggio sulle caratteristiche sociodemografiche del pubblico realizzato per CINETEL dalla società Ergo Research.

Crescono, in maniera determinante, il pubblico femminile (+80% rispetto al 2022) e gli ingressi dei “35-49enni” (+63% rispetto all’analogo periodo del 2022). Ancora più netta la crescita, seppure con una % inferiore sul totale, dei “50-59enni” (+95%) e “60+” (+73%). Notizie positive visto che lo scorso anno le fasce più colpite dalle restrizioni pandemiche furono proprio quelle rappresentate dal pubblico più adulto in generale e femminile in particolare.

Il recupero di queste fasce rappresenta un elemento fondamentale anche guardando al confronto con il mercato francese: in un mercato con un totale presenze 2,5 volte quello italiano, siamo competitivi sulle fasce centrali (25-49 anni), più deboli nelle altre fasce di età, in particolare nel segmento 60+ che rappresenta il 27% del mercato francese, con un rapporto quasi 7 a 1 con l’Italia. In generale il mercato conferma quindi il trend di crescita dei periodi precedenti facendo ben sperare per i prossimi mesi che vedono grandi titoli italiani e internazionali in uscita e diverse iniziative di promozione per il pubblico.

Incarnate: recensione del film con Aaron Eckhart

Incarnate: recensione del film con Aaron Eckhart

Arriva l’8 febbraio in sala Incarnate, film con protagonista Aaron Eckhart prodotto dalla Blumhouse. In Incarnate  Reduce da un tragico incidente che lo ha lasciato paraplegico e privo dei più cari affetti, il dottor Seth Ember è divenuto col tempo un “incarnato”, un individuo dotato della particolare capacità di immergersi nella psiche di soggetti posseduti da entità demoniache ed esorcizzarli mediante una complessa strategia onirica. Inizialmente riluttante nell’accogliere direttamente dal Vaticano il caso di un bambino tormento da una feroce entità malefica, Seth decide di accettare quando scopre che il demone potrebbe essere lo stesso che ha causato la morte della moglie e del figlio.

Incarnate, il film

Pochi attori possono vantare una carriera cinematografica tanto schizofrenica quanto quella di Aaron Eckhart, bizzarro oggetto hollywoodiano capace di passare apparentemente senza alcuna difficoltà né ritegno da un piccolo capolavoro d’autore come Sully di Clint Eastwood a un imbarazzante aborto spontaneo di genere qual è Incarnate, ennesimo maldestro e mancato tentativo di rivitalizzare un filone ormai privo di sbocchi degni di nota come quello delle possessioni demoniache. L’ormai collaudata formula Blumhouse (rapidità, risparmio, competenza) capace di ottime sorprese in ben altre sedi qui non riesce a replicare il consueto miracolo, generando un prodotto privo di qualunque ragion d’essere che scivola viscoso fra le impacciate dita registiche di un Brad Peyton decisamente anonimo e alquanto ridimensionato dai fasti apocalittici di San Andreas, seppur ben preparato a livello tecnico.

Cercando pietosamente di amalgamare la filosofia dei viaggi astrali di Insidious con la meccanica visionaria degli innesti onirici di The Cell e Inception (facendo un ben magro servizio al capolavoro di Nolan) Incarnate dà origine a una narrazione a metà strada fra i cliché classici del genere diabolico e stantie suggestioni ateo-scientifiche, con il risultato di creare un ibrido che non appare né carne né pesce, nonostante alcune interessanti premesse per una fresca novità tematica fossero obbiettivamente presenti.

IncarnateIl comparto attoriale – con Aaron Eckhart ai minimi storici da I, Frankenstein affiancato dal giovane David Mazouz e dall’affascinante Carice van Houten –  di per sé non può essere accusato di alcun crimine, se non forse di una piattezza generale indirettamente generata dalla mancanza di convincimento per uno script, quello di Ronnie Christensen, farraginoso e privo della materia di base per dare sostanza alla seppur ottima e suggestiva fotografia di Dana Gonzales, capace in più occasioni di occhieggiare a classici come Silent Hill e a gran parte della produzione targata Jason Blum. Peyton tenta il tutto e per tutto sfoderando urli, volti sfigurati, contorsionismo ultraterreno e l’immancabile voce gutturale dal profondo inferno, ma, a conti fatti, Incarnate non può far altro che accartocciarsi su sé stesso senza portare nulla di veramente degno e necessario da giustificare novanta minuti di visione, rivelando ingenuità e difetti dai quali, parafrasando il sottotitolo italiano, sarà davvero impossibile nascondersi.