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Green Book: il trailer del film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali

Universal Pictures ha diffuso il primo trailer ufficiale di Green Book, il film che vede protagonisti Viggo MortensenMahershala Ali tratto da una storia vera.

Nel cast anche Linda Cardellini, Don StarkP.J. ByrneBrian StepanekSebastian Maniscalco, e Iqbal Theba, mentre la regia è firmata da Peter Farrelly.

Green Book arriverà nelle sale il prossimo 21 Novembre.

La sinossi:

Quando Tony Lip (Viggo Mortensen), un buttafuori di un quartiere italo-americano nel Bronx, viene ingaggiato per guidare l’auto del Dottor Don Shirley (Mahershala Ali), un pianista nero di fama mondiale, da Manhattan a Deep South, deve affidarsi a “The Green Book”, una guida per trovare le pochissime strutture all’epoca sicure per gli afro-americani. Di fronte al razzismo e al pericolo, i due sono costretti a mettere da parte le differenze per sopravvivere e proseguire nel viaggio di una vita.

Green Book, recensione del film con Viggo Mortensen

Green Book, recensione del film con Viggo Mortensen

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Green Book, recensione del film con Viggo Mortensen

Dopo un decennio, gli anni ’90, ricco di clut comici che ha portato al cinema in coppia con il fratello Bobby, Peter Farrelly si cimenta nella regia (e sceneggiatura) in solitaria con Green Book. Nonostante l’originalità di quanto realizzato prima, in coppia (da Tutti pazzi per Mary a Scemo & più Scemo), sembra che Peter si senta molto a suo agio con le storie classiche e un impianto narrativo già visto e collaudato, ma non per questo banale.

Green Book, la trama

Green Book è la storia di due persone che non hanno nulla in comune, anzi che nutrono un certo disprezzo reciproco, all’inizio, e che invece si scoprono amici, pur rimanendo diversi. Da una parte c’è l’italo-americano Tony “Lip” Vallelonga, buttafuori del Copacabana, che a causa della chiusura temporanea del famoso nightclub newyorkese, si trova senza lavoro per tre mesi. Dall’altra c’è il virtuoso del pianoforte, di colore, Don ‘Doc’ Shirley, raffinato, ricco e di classe, adorato da tutti i salotti della città. Un tour programmato nei razzisti stati del Sud del Paese, mette Shirley in condizione di chiedere proprio al diffidente Tony di essere il suo autista. Il musicista ha bisogno di uno chauffeur, che sia anche in grado di uscire da situazioni spinose, dopotutto si stanno infilando nel sud degli Stati Uniti, sono gli anni ’60, e non tutti vedono di buon occhio Doc. A viaggiare con loro il green book, una guida turistica per neri, con l’elenco dei locali e dei motel “adatti” ai viaggiatori di colore.

Il copione segue tutti i punti cardinali di una storia di questo tipo: la diffidenza iniziale, l’apertura prima timida poi sempre più schietta, fino ad arrivare alla vera e propria condivisione e amicizia. Il film di Farrelly potrebbe sembrare quindi un’opera senza particolari guizzi, se non fosse che la scrittura è incisiva e brillante, attenta ai dettagli e in più di una occasione esilarante. Non mancano i momenti più tesi, gli episodi di razzismo, le sfuriate, le botte, situazioni che trovano sempre poi un momento di distensione.

Green Book, il cast

mahershala aliIl cadine intorno a cui gira l’intera storia è formato dalla perfetta dinamica tra Mahershala Ali e Viggo Mortensen. Se l’attore premio Oscar per Moonlight ha un approccio molto rigido che rappresenta perfettamente l’esigenza di ordine, eleganza e disciplina, nonché la necessità di elevarsi al di sopra dei pregiudizi degli altri del suo personaggio, Mortensen è il vero e proprio centro drammaturgico della storia.

Farrelly ci introduce Tony nel suo contesto familiare, nelle sue scommesse a chi mangia più hot dog, nel suo lambire il mondo della malavita in maniera marginale, sempre pronto a trarre il massimo vantaggio economico da ciò che fa, tutto questo unito a un’indole buona di marito innamorato e devoto e padre attento. E Mortensen abbraccia tutte queste caratteristiche e costruisce una rappresentazione canonica di italo-americano, con una cura perfetta del linguaggio e della gestualità, senza mai cadere nella macchietta e rivelando un talento comico notevole.

La sua interpretazione, unita alla grande chimica con Ali, valgono la visione di Green Book, rigorosamente in lingua originale, per apprezzare meglio, tra le altre cose, la maestria con cui Mortensen riesce a cantare “Tu scendi dalle stelle” senza storpiare parole o vocali.

Green Book è una storia edificante sull’amicizia, costruita su una struttura vista mille volte, eppure dalle infinite variazioni possibili. Un divertente road movie che invita a superare i pregiudizi, e lo fa con leggerezza e acume.

Green Book, il trailer

Green Book è il film Premio Oscar più visto di sempre

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Green Book è il film Premio Oscar più visto di sempre

Per gli italiani nessuno è come Green Book. Il film con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, con i suoi 9,5 milioni di euro è da oggi ufficialmente il maggiore incasso nel nostro Paese, tra le pellicole vincitrici dell’Oscar come Miglior Film,  superando i 9,4 milioni di The Departed – Il bene e il male, uscito nel 2006.

Vincitore di 3 Premi Oscar per il Miglior Attore Non Protagonista, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Film, Green Book ha debuttato nelle nostre sale cinematografiche il 31 gennaio, acquisito da Eagle Pictures e Leone Film Group,  e dopo nove settimane è ancora programmato con successo in tutta Italia.

Ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga, racconta l’inaspettata l’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni sessanta.

Green Book – leggi la recensione del film premio Oscar

Green Arrow: come apparirebbe Charlie Hunnam nei panni di Oliver Queen

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Mentre il grande pubblico non vede l’ora di gustare finalmente sul grande schermo alcuni degli standalone più attesi degli ultimi tempi – tra cui spiccano sicuramente The Batman di Ben AffleckWonder Woman con Gal Gadot, l’annunciato Aquaman di James Wan e l’irriverente Gotham City Sirens di David Ayer – il DCEU sembra non aver per il momento ancora le idee molto chiare circa l’effettiva possibilità di portare sul grande schermo il personaggio di Green Arrow, forse accontentandosi del successo della serie tv Arrow (giunta oggi alla sua quinta stagione) e di molte promesse ancora non mantenute, così come finora dichiarato dalla star Stephen Amell che ha vestito i panni del celebre arciere DC sul piccolo schermo fin dal 2012. Ebbene, pare tuttavia che le speranze affinché un film dedicato al celebre personaggio venga portato a compimento non siano mai tramontate, tanto che l’artista BossLogic – divenuto celebre grazie alle sue rielaborazioni in chiave dark di molto materiale fumettistico – ha realizzato una manipolazione grafica che potrebbe suggerire Charlie Hunnam quale possibile e ideale interprete per uno standalone cinematografico di Green Arrow.

Green Arrow

Partendo dal recente manifesto pubblicitario relativo a King Arthur Legend of the Sword diretto da Guy Ritchie l’artista BossLogic ha realizzato uno split-screen del volto di Charlie Hunnam, immortalandolo sul lato sinistro proprio del costume d’ordinanza indossato da Oliver Queen in un ideale film dedicato al personaggio di Green Arrow. In seguito, sempre sul proprio profilo Instagram, l’artista ha postato una seconda immagine che mostra nuovamente il volto dell’attore, questa volta interamente modificato con maschera e cappuccio color vermiglio, in modo da dare ai fan un’idea grafica di quel potrebbe essere l’aspetto di Hunnam qualora fosse selezionato per il ruolo.

Green Arrow

Tenendo conto delle nuove direttive verso cui il DCEU sembra ora essersi orientato – ovvero verso un’estetica grintosa e fedele alla realtà – e pretendendo in considerazione la grande prova di Charlie Hunnam  in Son of Anarchy, pare che la possibile scelta dell’attore quale interprete ideale per un film dedicato a Green Arrow sia tutt’altro che irrealistico, soprattutto se si tiene conto della propensione di Hunnam per ruoli complessi e conflittuali.

Matt Damon è Green Arrow – fan art

Al momento tuttavia non è dato sapere se, presto o tardi, la Warner Bros. deciderà di includere Green Arrow nel DCEU, men che meno è possibile sapere se Charlie Hunnam potrà essere scelto per il ruolo di Oliver Queen, tuttavia le speranze continuano ad essere alte, sopratutto dopo i renditi cambiamenti ai vertici dirigenziali dello studio.

Fonte: screenrant

Green Arrow Vs Hawkeye: arcieri DC e Marvel a confronto [video]

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Green Arrow Vs Hawkeye: arcieri DC e Marvel a confronto [video]

Dopo Deadpool vs Deadpool, ecco un’altra sfida impossibile: Green Arrow vs Hawkeye. Entrambi i personaggi hanno una rappresentazione video, cinematografica e televisiva, in Stephen Amell e in Jeremy Renner. Chi preferite? Da che parte state? Ecco la sfida e il vincitore per ismahawk.

 

Great Gatsby: ecco sei character poster

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Ecco sei character poster per Great Gatsby, prossimo film di Baz Luhrmann che dopo il fiasco di Australia con Hugh Jackman e Nicole Kidman è atteso al varco.

Great Freedom, recensione del film con Franz Rogowski

Great Freedom, recensione del film con Franz Rogowski

Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2021, dove si è aggiudicato il Premio della giuria, Great Freedom (Große Freiheit) di Sebastian Meise arriva per il pubblico italiano il 27 gennaio su MUBI. Il film, con un sempre brillante Franz Rogowski protagonista, si regge tutto sui silenzi di una personalità costretta alla reclusione e che vive e sperimenta proprio secondo le regole di codice della prigionia, uniche che conosce e a cui fa affidamento in un contesto in cui, paradossalmente, sbarre e limitazioni possono anche proteggere.

Great Freedom: la trama

Hans (Franz Rogowski) non conosce affatto il concetto di libertà, o meglio, lo ha plasmato da sè. Dal 1945, il giovane tedesco ha trascorso la maggior parte della sua vita all’interno del sistema carcerario, passando dal campo di concentramento prima della caduta del Terzo Reich a innumerevoli prigioni della Germania occidentale. Il suo crimine? Accettare apertamente la propria omosessualità. Secondo l’articolo 175 del codice penale, allora in vigore nella nazione, qualsiasi attività sessuale tra individui dello stesso sesso era punita dalla legge con pene severe che – durante il regime nazista – ammontavano a un massimo di cinque anni di confino.

Dopo essere stato colto in flagrante nella toilette di un parco nel 1968, il protagonista viene rimandato in prigione, l’unico posto al mondo dove può essere se stesso senza il costante giudizio e rifiuto della società. È lì, tra le faccende quotidiane del laboratorio di cucito, che incontra Leo (Anton von Lucke), un insegnante che sta scontando una condanna per le sue preferenze sessuali. Immediatamente, il rapporto tra i due detenuti diventa più di una semplice amicizia e Hans, forte della sua esperienza di oltre vent’anni dietro le sbarre, decide di diventare il suo angelo custode, senza curarsi del fatto che tali manifestazioni d’affetto lo portano a trascorrere lunghi giorni e notti in una buia e minuscola prigione di isolamento.

Ma Hans non è solo. Ogni volta che il suo spirito sta per cedere, una luce – in senso letterale e figurato – torna a illuminare il suo cammino e gli restituisce la forza e il coraggio di non arrendersi. Il suo nome è Viktor (Georg Friedrich), un criminale con cui ha condiviso la cella dopo aver lasciato il campo di concentramento in cui era prigioniero. Sebbene all’inizio il ruffiano lo tratti con lo stesso disprezzo del resto dei detenuti e dei gendarmi a causa delle sue “perversioni”, inizia a empatizzare con il giovane quando si rende conto delle prove che ha dovuto superare nella vita, sfidando coraggiosamente il rifiuto e l’oppressione di un intero sistema.

Franz Rogowski in Great Freedom

Franz Rogowski è Hans

Il personaggio di Franz passa di cella in cella in Great Freedom come se sapesse che quello è il suo destino, predisposizione attitudinale che ci porta direttamente alla “grande libertà” del titolo, che ha a che fare con il rimanere rinchiusi ma agire in nome di una ribellione che, storicamente, arriverà più tardi, ma viene anticipata da una personalità come questa. Rogowski – ormai pupillo del cinema europeo e che abbiamo visto lo scorso anno in Freaks Out di Gabriele Mainetti – offre una performance brillante nei panni di Hans, che procede per sottrazione dal punto di vista verbale, ma punta tutto sulla mimica facciale di un uomo che sta costruendo la propria vita sui silenzi e sulla rassegnazione.

Unicità e contingenza

L’incontro con l’uomo è, per Hans, all’ordine del giorno. Il confronto con altre variazioni di mascolinità e, contemporaneamente, con la propria sessualità, passa attraverso gli uomini che incontra ogni giorno. Alcune sono conoscenze fugaci, con altri si ritroverà più spesso, ma il punto di vista maschile – sebbene Hans sia quanto di più lontano ci sia da un’idea di maschile tosto, possente e risoluto – permea l’intera narrazione e le immagini. Un cast di soli uomini, una fotografia impostata sui toni del blu e dell’azzurro, il ricordo della guerra e dei campi di concentramento è filtrato dalla memoria degli uomini. Una messa in scena che si contrappone totalmente a quella di un film agli antipodi di Great Freedom, Chicago, in cui si trovano rinchiuse donne frizzanti che non hanno paura di cantare e schiaffarci in faccia i loro crimini. Nelle carceri che attraversa Hans, invece, regna il silenzio di una consapevolezza comune: chi è omosessuale è un pervertito e le inclinazioni sessuali sono un delitto grave quanto l’aver ucciso.

Great Freedom si prende tutto il tempo necessario per seguire lo sguardo di Franz, dall’arrendevolezza ai momenti di luce che riesce comunque a scorgere. Non è un film che ricerca il coinvolgimento assoluto dello spettatore e, forse, a cui proprio per la gestione del ritmo narrativo risulta difficile approcciarsi. La grande libertà non scende a compromessi, non vuole fare di chi la ricerca un capobranco: è individuale, contingente, parla del privato di un personaggio e, solo in secondo luogo, diventerà consapevolezza collettiva.

Great Freedom in uscita dal 27 gennaio su MUBI

Great Freedom in uscita dal 27 gennaio su MUBI

Great Freedom di Sebastian Meise (2021), selezionato dall’Austria per rappresentarla agli Oscar 2022, è un commovente racconto di libertà collettiva e individuale. Nella Germania del dopoguerra, la liberazione degli Alleati non fu sinonimo di libertà per tutti. Hans Hoffman (Franz Rogowski, Freaks Out) è giudicato colpevole per la sua omosessualità, ritenuta motivo di detenzione ai sensi del comma 175, legge che nella Germania dell’ovest considerava le relazioni omosessuali un crimine e nel corso di decenni verrà spiato e ripetutamente incarcerato. In prigione svilupperà un forte legame con il suo compagno di cella Viktor, condannato per omicidio.

GREAT FREEDOM, finora inedito in Italia, è stato premiato con il Premio della Giuria Un Certain Regard al Festival di Cannes 2021.

MUBI è un servizio di streaming globale, una casa di produzione e di distribuzione di film che ha la missione di valorizzare il grande cinema. MUBI produce, acquisisce, seleziona e promuove film eccezionali, rendendoli accessibili al pubblico di tutto il mondo.

MUBI è un luogo dove scoprire film ambiziosi, sia di registi iconici che di autori emergenti. Ogni giorno arriva sulla piattaforma un nuovo film selezionato con cura dai programmatori di MUBI. Notebook esplora tutti gli aspetti della cultura cinematografica, sia su carta che online. E con MUBI GO, i membri di alcuni paesi possono ottenere un biglietto gratuito ogni settimana per vedere i migliori film in uscita in sala.

Tra le distribuzioni MUBI recenti e prossime ci sono Petite Maman di Céline Sciamma, Aftersun di Charlotte Wells, Pleasure di Ninja Thyberg, Memoria di Apichatpong Weerasethakul, First Cow di Kelly Reichardt e Shiva Baby di Emma Seligman. Le coproduzioni di MUBI includono il prossimo film di Michel Franco, Memory, One Fine Morning di Mia Hansen-Løve, Farewell Amor di Ekwa Msangi (vincitore al Sundance Film Festival) e Our Men di Rachel Lang.

MUBI è la più grande comunità di appassionati di cinema, disponibile in 190 Paesi con oltre 13 milioni di membri in tutto il mondo.Nel gennaio 2022, MUBI ha acquisito le rinomate società di vendita e produzione The Match Factory e Match Factory Productions.

Great Expectations: trailer della serie di Steven Knight in arrivo su Disney+

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La serie di FX Great Expectations, adattamento di Steven Knight (Peaky Blinders) del classico di Dickens, debutterà in Italia il 28 giugno in esclusiva su Disney+ con tutti gli episodi disponibili al lancio.

Great Expectations è la storia di formazione di “Pip”, un orfano che desidera una vita migliore, finché uno scherzo del destino e le oscure manipolazioni della misteriosa ed eccentrica “Miss Havisham” gli mostrano un tenebroso mondo di possibilità. In seguito alle grandi aspettative riposte su di lui, Pip dovrà capire il prezzo di questo nuovo mondo e se lo renderà davvero l’uomo che desidera essere. Critica severa del sistema di classe, il romanzo di Dickens fu pubblicato nel 1861 dopo essere stato inizialmente rilasciato in una serie di capitoli settimanali a partire da dicembre 1860.

Fionn Whitehead è il protagonista nel ruolo di “Pip”, insieme a un cast stellare che comprende Olivia Colman nel ruolo di “Miss Havisham”, Shalom Brune-Franklin, Ashley Thomas, Johnny Harris, Hayley Squires, Owen McDonnell, Trystan Gravelle, Laurie Ogden, Rudi Dharmalingam, Tom Sweet, Chloe Lea e Matt Berry.

La visione di Steven Knight del racconto classico rimane estremamente acuta come l’originale. Knight è sceneggiatore e produttore esecutivo insieme a Tom Hardy, Ridley Scott, Dean Baker, David W. Zucker e Kate Crowe. Brady Hood e Samira Radsi sono i registi. Great Expectations è prodotto da FX Productions in associazione con la BBC, Scott Free e Hardy Son & Baker.

Grease: Rise of The Pink Ladies, video musicale del singolo “Grease Is the Word”

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Paramount+ ha pubblicato oggi il video musicale ufficiale del singolo “Grease Is the Word” tratto dalla nuova serie originale Grease: Rise of The Pink Ladies. Subito dopo la première negli Stati Uniti e in Canada, la serie musicale debutterà in esclusiva su Paramount+ con due episodi venerdì 7 aprile in Italia, oltre che nel Regno Unito, in Australia, America Latina, Germania, Svizzera, Austria, Francia e successivamente in Corea del Sud. Dopo la première, i nuovi episodi della stagione in dieci episodi saranno disponibili in streaming ogni venerdì.

“Grease Is the Word” è una rivisitazione in chiave moderna dell’iconica canzone “Grease”, scritta da Barry Gibb e interpretata da Frankie Valli, che è stata il brano di apertura del celebre film musicale del 1978. Il brano sarà presente insieme a 30 canzoni originali nella prima stagione di GREASE: RISE OF THE PINK LADIES, con il produttore musicale esecutivo e cantautore nominato ai GRAMMY Award Justin Tranter al timone. Come si vede nel video musicale di “Grease Is the Word”, ogni canzone della serie sarà accompagnata da un pezzo coreografato, guidato dal coreografo Jamal Sims.

I dettagli sull’uscita del film completo Grease: Rise of The Pink Ladies di Capitol Records saranno annunciati in seguito. Grease: Rise of The Pink Ladies vede protagonisti Marisa Davila nel ruolo di Jane, Cheyenne Isabel Wells nel ruolo di Olivia, Ari Notartomaso nel ruolo di Cynthia, Tricia Fukuhara nel ruolo di Nancy, Shanel Bailey nel ruolo di Hazel, Madison Thompson nel ruolo di Susan, Johnathan Nieves nel ruolo di Richie, Jason Schmidt nel ruolo di Buddy, Maxwell Whittington-Cooper nel ruolo di Wally e Jackie Hoffman nel ruolo di Asst. Principal McGee.

La serie musicale si svolge quattro anni prima dell’originale “Grease”. Nel 1954, prima che il rock ‘n’ roll spadroneggiasse, prima che i T-Birds fossero i più cool della scuola, quattro emarginati stanchi osano divertirsi a modo loro, scatenando un panico morale che cambierà per sempre la Rydell High.

Dagli studi televisivi Paramount, Grease: Rise of The Pink Ladies è scritto e prodotto esecutivamente da Annabel Oakes (“Atypical”, “Minx”), che funge anche da showrunner e ha diretto un episodio successivo. Alethea Jones (“Made for Love”, “Dollface”, “Evil”) ha diretto l’episodio pilota e altri due episodi ed è produttrice esecutiva. Marty Bowen e Wyck Godfrey producono esecutivamente per Temple Hill, mentre Adam Fishbach è anche produttore esecutivo.

Prodotto da Grace Gilroy e prodotto esecutivamente da Erik Feig e Samie Kim Falvey attraverso PICTURESTART. Le coreografie sono di Jamal Sims, che ha curato anche la regia, e le musiche di Justin Tranter, candidato ai GRAMMY Award e produttore musicale esecutivo.

Grease: in lavorazione il prequel, Summer Loving

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Grease: in lavorazione il prequel, Summer Loving

L’ossessione per i prequel continua. Proprio quando si pensava che non ci fossero più misteri da svelare nelle storie dei film che conosciamo, arriva da Paramount la conferma che è stato messo in lavorazione un prequel di Grease, il musical con John Travolta, che si intitolerà Summer Loving.

La divisione Players di Paramount ha proposto il concept del film, che dovrebbe raccontare l’inizio dell’amore tra il Danny Zuko di John Travolta e la romantica Sandy Olssen di Olivia Newton-John. Lo spunto nasce da Summer Nights, la canzone che la coppia innamorata canta a inizio film.

John August è l’uomo incaricato di trasformare quell’estate di ricordi romantici in un film che probabilmente esplorerà la storia da entrambi i punti di vista. Si tratta di un progetto rischioso perché, nonostante l’affetto che ancora lega i fan al film originale, è chiaro che un musical di quel genere, oggi, non è esattamente la storia che pensiamo di andare a vedere al cinema.

Fonte: Empire

Grease: 10 cose che non sai sul classico del musical

Grease: 10 cose che non sai sul classico del musical

Grease è uno dei film più indimenticabili della storia. Sono passati quarant’anni da quando Danny, Sandy, Rizzo e i loro amici sono arrivati sul grande schermo, ma le loro avventure sembrano parlare ancora a parecchie generazioni. Per i ragazzini che fanno fatica ad integrarsi in un posto nuovo, solitari con grandi sogni, per quelli che lottano contro una cattiva reputazione, e per quelli che stanno cercando di capire che siano. I problemi affrontati da Grease sembrano non invecchiare mai. Che amiate Grease da sempre, che l’abbiate visto recentemente, che siate andati al Grease in the Wolrd a Milano, o che vogliate sapere di cosa la gente parla, ecco dieci fatti su Grease che probabilmente non sapevate:

Grease: il film

1. Dopo il successo di Grease, il film doveva avere tre sequel. Grease 2 uscì al cinema nel 1982, con un cast completamente rinnovato, e diversi personaggi. Il film fu un terribile flop al box office, e i piani che prevedevano tre sequel furono cancellati.

Grease: il musical

2. John Travolta ha reso il film di Grease più vicino al musical. Durante la realizzazione del film, gli autori dell’originale libretto teatrale del musical Grease Jim Jacobs e Warren Casey non furono invitati sul set. Travolta, che aveva interpretato il personaggio di Danny più di 100 volte nel musical Grease, però, inserì man mano diverse battute dall’originale teatrale nel film scritto da Carr e Bronté Woodard. Travolta infatti era solito proporre di sostituire le battute che secondo lui non funzionavano con quelle originali, e il regista Randal Kleiser, generalmente, era d’accordo.

Grease: il cast

3. La maggior parte del cast di Grease era troppo vecchio per essere al liceo. Stockard Channing (Rizzo) aveva 34 anni all’uscita del film. Olivia Newton-John ne aveva 29. Jeff Conaway (Kenickie) ne aveva 27. John Travolta, 24. Jamie Donnelly (Jan), aveva 30 anni durante le riprese del film, e dovette tingersi i capelli di nero per nascondere i suoi prematuri capelli grigi, che ricrebbero però così in fretta da dover essere coperti con un pennarello nero tutti i giorni.

4. Carrie Fisher fu presa in considerazione per il ruolo di Sandy in Grease. Al college, il regista Randal Kleiser era amico di un altro regista famoso: George Lucas! I due sono rimasti in contatto e, nel periodo in cui Kleiser era in cerca di una Sandy, Lucas stava finendo Una nuova speranza. Lucas suggerì Carrie Fisher per la parte, e addirittura mostrò alcune scene del film all’amico. Ma Kleiser cercava qualcuno che sapesse anche cantare e ballare e, da quello che vide in Star Wars, non riuscì a vedere Carrie nei panni di Sandy.

5. Henry Winkler fu preso in considerazione per il ruolo di Danny. È difficile immaginare un Danny Zuko che non sia John Travolta. Ed è difficile da credere che lui non fosse la prima scelta per il ruolo. Infatti, il ruolo fu originariamente offerto a Henry Winkler, meglio conosciuto per il ruolo di Arthur “Fonzie” Fonzarelli nella sitcom Happy Days. Fonzie e Danny hanno molto in comune: i capelli, la maglietta e la giacca di pelle, il carattere… Ma fu proprio questo il motivo per il quale Winkler rifiutò: non voleva interpretare di nuovo lo stesso tipo di personaggio.

Grease: le canzoni

grease

6. Grease e le canzoni in cima alle classifiche. Le canzoni di Grease sono una buona parte di ciò che ha reso il film celebre. Le canzoni “Grease” (cantata da Frankie Valli), “Hopelessly Devoted to You” e “You’re the One That I Want” e “Summer Nights” salirono subito in cima alle top ten. Ma, tra queste, solamente “Summer Nights” veniva dall’originale musical di Broadway. Le altre tre canzoni sono state scritte appositamente per il film.

7. “Greased Lightnin'” doveva essere cantata da Conaway, non da John Travolta. Travolta aveva due condizioni quando accettò il ruolo di Danny: la prima era quella di avere capelli blu/neri come Elvis Presley e Rock Hudson nei film. La seconda era quella di poter cantare “Greased Lightnin'” al posto di Kenickie, che cantava la canzone nel musical teatrale di Grease.

Sandy Grease

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8. I pantaloni strettissimi che Sandy indossa alla fine del film le sono stati cuciti addosso. Per una settimana, ha raccontato Olivia Newton-John, quei pantaloni le sono stati cuciti addosso ogni mattina. “Dovevo essere molto attenta a quello che mangiavo e bevevo. Fu straziante.” Sul set della scena finale, infatti, c’erano 41 gradi: non l’ideale per quei pantaloni.

9. Sandy doveva essere americana. Nell’originale musical Grease di Broadway, il personaggio di Sandy era una ragazza americana di nome Sandy Dumbrowski. Ma, dato che Olivia Newton-John era particolarmente famosa quando fu scelta per il ruolo, la storia e le origini del personaggio furono cambiate in modo tale che combaciassero con quelle dell’attrice. Sandy Dombrowski diventò così Sandy Olsson, una ragazza australiana, in modo tale che Olivia Newton-John potesse avere il suo accento naturale.

Rizzo Grease

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10.  I succhiotti di Rizzo erano reali. La mean girl con il cuore d’oro di Grease è Rizzo, interpretata da Stockard Channing. Uno dei modi in cui il film allude alle relazioni sessuali di Rizzo (in una produzione che non poteva includere alcuna scena esplicita), è mostrando i succhiotti sul suo collo, lasciati nel film da Kenickie. Ma anche nella realtà. Infatti, a quanto pare, i succhiotti di Rizzo non furono realizzati con il trucco: Jeff Conaway, l’attore che ha interpretato Kenickie, infatti, le lasciò dei succhiotti reali, in modo tale che apparissero più realistici.

 

Fonti: Biography, Screen Rant, Mental Floss

Grease in the World, evento imperdibile al Mediaworld di Milano

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Grease in the World, evento imperdibile al Mediaworld di Milano

MediaWorld e Universal Pictures Home Entertainment Italia annunciano il week-end più nostalgico e colorato dell’anno. Un evento imperdibile che vedrà MediaWorld di Viale Certosa trasformarsi nell’universo di Grease – in occasione dell’uscita in DVD, Blu-ray e 4K ULTRA HD di una nuova edizione per il 40° anniversario con immagini e suono completamente restaurati e inediti contenuti speciali.

A MILANO IL 26 E 27 MAGGIO 2018 DALLE 10 ALLE 19.00 – PRESSO MEDIAWORLD di VIALE CERTOSA – DIVERTIMENTO ASSICURATO CON ESIBIZIONI LIVE, VINTAGE CAR E  PHOTO-OPPORTUNITY PER UN TUFFO NEGLI ANNI ’50

Il 26 e 27 maggio appuntamento quindi dalle 10.00 alle 19.00 per una due giorni di totale intrattenimento con il musical che ha cambiato la storia del cinema. Per rivivere le atmosfere del film i visitatori potranno farsi immortalare accanto a una vintage car che sembra uscita dal set; indossare i panni di Danny e Mandy per una divertente photo-opportunity; ma soprattutto cantare e ballare con i performer della MTS – dal 1999 la prima scuola di musical a Milano – che si esibiranno a sorpresa nel corso delle due giornate. Per tutti i partecipanti uno sconto a tema da redimere presso i ristoranti del circuito America Graffiti.

Grease – Brillantina: Danny e Sandy di nuovo insieme!

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Grease – Brillantina: Danny e Sandy di nuovo insieme!

A 41 anni dall’uscita di Grease – Brillantina, Danny Zucko e Sandy Olsson sono di nuovo insieme. I due personaggi iconici, protagonisti del film di Randal Kleiser, uscito nel 1978, furono interpretati da John Travolta e Olivia Newton John, che in occasione della prima tappa del Meet ‘N’ Grease, hanno vestito di nuovo i panni dei due personaggi.

È la prima volta che i due interpretano di nuovo Danny e Sandy e ci aspettiamo che lo faranno anche durante le altre due tappe dell’evento, in tre città della Florida (West Palm Beach, Tampa e Jacksonville), che prevede la proiezione con la versione sing-a-long del film (ovvero il film con i testi delle canzoni in sovrimpressione, così che tutto il pubblico possa cantare).

Ecco le foto condivise da John Travolta sul suo account Instagram:

Grease – Brillantina: tutte le curiosità sul film con John Travolta

Considerato ancora oggi come il musical di maggio successo nella storia del cinema, Grease – Brillantina arrivò nelle sale di tutto il mondo nel 1978, dando vita ad un fenomeno mai passato di moda. Diretto da Randal Kleiser, questo è basato sull’omonimo spettacolo di Jim Jacobs e Warren Casey. Divenuto uno grandissimo successo a Broadway, l’arrivo sul grande schermo non fece che confermarne la popolarità a livello mondiale grazie alle sue canzoni, alle tematiche e ai suoi protagonisti. Il film contribuì infatti a lanciare definitivamente le carriere di John Travolta e Olivia Newton-John.

Con un budget di soli 6 milioni di dollari, il film arrivo ad incassarne a livello mondiale oltre 394, affermandosi come il titolo più visto della sua stagione. L’incredibile successo di pubblico è stato accompagnato anche da un particolare favore di critica, la quale elogiava le energiche coreografie come anche le tematiche. Queste sono infatti insolite per un musical pensato per un ampio pubblico, comprendendo problematiche con la gravidanza adolescenziale e la violenza tra le bande. Fu però proprio la capacità di trattare queste in modo grossomodo leggero a conferire al film ulteriori elementi di fascino.

Tale popolarità ha portato nel 1982 alla realizzazione di un sequel, intitolato Grease 2, il quale però presenta un cast differente. Mancando questo, il titolo non ottenne il successo del suo predecessore. Ciò che rende l’originale unico, infatti, è il cast di attori, tra cui vi è un evidente e fortissima chimica, come anche i brani musicali entrati di diritto nell’immaginario collettivo. Numerose sono ancora oggi le curiosità da scoprire sul film, molte delle quali relative proprio a tali due elementi. Proseguendo nella lettura sarà possibile scoprire le principali tra queste, come anche dove è possibile trovare il film in streaming.

Grease – Brillantina: la trama del film

Al centro della trama di Grease vi è il magico e romantico incontro tra l’affascinante Danny Zuko e la timida Sandy Olsson. Incontratisi durante una vacanza, quella tra loro sembrava destinata a rimanere una breve storia d’amore estiva, poiché al termine di questa la ragazza farà ritorno in Australia, dove è nata e cresciuta. Tutto cambia nel momento in cui invece Sandy rimane negli Stati Uniti per frequentare proprio la scuola dove va anche Danny. Nel momento in cui rincontra il ragazzo che l’ha fatta innamorare, Sandy si accorge però di come questi sia profondamente diverso da come lo credeva. Danny ha infatti una reputazione da duro, e con la sua banda chiamata Thunderbirds non sembra avere tempo da perdere con lei.

Di conseguenza, Sandy stringe amicizia con un gruppo di ragazze capitanato da Betty Rizzo, la quale le insegna a vivere secondo uno stile più libertino. Ciò che Sandy non sa, è che Danny è profondamente rammaricato per averla trattata male, e cerca in tutti i modi di farsi perdonare e riconquistarla. Prima che il loro amore possa compiersi, però, i due dovranno andare incontro a numerosi ostacoli, tra i problemi a scuola agli scontri con bande rivali. L’avvicinarsi della termine delle lezioni e del classico ballo di fine anno sarà per Danny l’occasione di dimostrare a Sandy tutto il suo amore, abbandonando così il ruolo da duro fino a quel momento interpretato.

Grease cast

Grease – Brillantina: il cast del film

Come già accennato, motivo di grande fascino del film sono gli attori che vi hanno preso parte, capaci di conferire il giusto carisma ai personaggi principali, oggi divenuti iconici. Per il ruolo di Danny Zuko, ad esempio, è impensabile immaginare un volto diverso da quello di John Travolta. Eppure, originariamente il ruolo era stato offerto ad Henry Winkler, divenuto famoso in quegli anni per il ruolo di Fonzie in Happy Days, che presentava diverse somiglianze con il personaggio di Danny. Winkler però rifiutò la parte, che venne allora affidata a Travolta. Questi iniziò le riprese quattro giorni dopo aver completato quelle di La febbre del sabato sera, e si trovò così a vivere un periodo estremamente fortunato della propria carriera.

Olivia Newton-John, invece, recita nel ruolo di Sandy. Prima di tale film, ella era nota principalmente come cantante, e non aveva recitato che in pochi film. I produttori decisero allora di farle sostenere un provino insieme a Travolta, al fine di valutare la chimica di coppia tra di loro. Questo si rivelò particolarmente positivo, e fu così che la parte le venne affidata. Jeff Conaway è invece l’interprete di Kenickie, braccio destro di Danny. Per poter interpretare il ruolo, all’attore venne richiesto di cercare di apparire più basso rispetto a Travolta, così da far risaltare quest’ultimo. Infine, la pluripremiata Stockard Channing interpreta la grintosa Betty Rizzo, uno dei personaggi più amati del film. Al momento di doversi calare nei panni di questa, l’attrice aveva trentaquattro anni, e dovette essere truccata affinché potesse sembrare un’adolescente.

Grease – Brillantina: le canzoni del film, il trailer, e dove vedere il film in streaming e in TV

Spesso ricordata come una delle colonne sonore più celebri del cinema, tutti hanno almeno una volta cantato le canzoni presenti nel film. Pubblicata come disco parallelamente all’uscita del film, questa è rimasta per diverse settimane al primo posto delle classifiche in molti paesi. Particolarmente celebri sono ancora oggi brani come Summer Nights, Look at Me I’m Sandra Dee, There Are Worse Things I Could Do, Sandy, You’re the One That I Want e We Go Together, su cui si chiude il film. Ad affermarsi più di tutti fu però il brano cantato dalla Newton-John intitolato Hopelessly Devoted to You, il quale ricevette anche una nomination al premio Oscar come miglior canzone originale.

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di una delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Grease – Brillantina è infatti presente all’interno di Rakuten TV, Netflix, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per poter usufruire del film, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma. In questo modo sarà poi possibile vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video, senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in televisione per martedì 8 novembre alle ore 21:10 sul canale TwentySeven.

Fonte: IMDb

Grazie ragazzi: trailer della nuova commedia con Antonio Albanese

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Guarda il trailer di Grazie ragazzi di Riccardo Milani con Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Giacomo Ferrara, Giorgio Montanini, Andrea Lattanzi, Nicola Rignanese, Imma Piro, Gerhard Koloneci, Liliana Bottone, Bogdan Iordachioiu e con Fabrizio Bentivoglio.

Grazie ragazzi è prodotto da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa in collaborazione con SKY in collaborazione con PRIME VIDEO in collaborazione con TEODORA FILM.

La trama del film

Di fronte alla mancanza di offerte di lavoro, Antonio, attore appassionato ma spesso disoccupato, accetta un lavoro offertogli da un vecchio amico e collega, assai più smaliziato di lui, come insegnante di un laboratorio teatrale all’interno di un istituto penitenziario. All’inizio titubante, scopre del talento nell’ improbabile compagnia di detenuti e questo riaccende in lui la passione e la voglia di fare teatro, al punto da convincere la severa direttrice del carcere a valicare le mura della prigione e mettere in scena la famosa commedia di Samuel Beckett “Aspettando Godot” su un vero palcoscenico teatrale.

Giorno dopo giorno i detenuti si arrendono alla risolutezza di Antonio e si lasciano andare scoprendo il potere liberatorio dell’arte e la sua capacità di dare uno scopo e una speranza oltre l’attesa.

Così quando arriva il definitivo via libera, inizia un tour trionfale.

 

Grazie ragazzi: recensione del film di Riccardo Milani

Grazie ragazzi: recensione del film di Riccardo Milani

Riccardo Milani torna in sala con una commedia dai toni dolci e affettuosi, Grazie ragazzi, portandosi dietro per la quarta volta il suo Antonio Albanese, in un ruolo più toccante e profondo che mai. La pellicola è l’adattamento del film francese Un Triomphe di Emmanuel Courcol, con una sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso regista insieme a Michele Astori. La storia pone l’accento sull’importanza del teatro come luogo di libertà e di salvezza, specie se utilizzato in un contesto sociale complicato come può essere il carcere.

Il film cerca di puntare una luce su quei settori – come quelli culturali – lasciati in balia del disinteressamento politico, ma che se sostenuti e promossi a dovere possono trasformarsi in un supporto essenziale per la comunità. Grazie ragazzi è distribuito da Vision Distribution, e arriverà nelle sale cinematografiche dal 12 gennaio, per poi approdare per qualche mese sulla piattaforma streaming Prime Video.

Grazie ragazzi, la trama

Di fronte alla mancanza di offerte di lavoro, Antonio (Antonio Albanese), attore appassionato ma spesso disoccupato, accetta un lavoro offertogli da un vecchio amico e collega, assai più smaliziato di lui, come insegnante di un laboratorio teatrale all’interno di un istituto penitenziario. All’inizio titubante, scopre del talento nell’improbabile compagnia di detenuti e questo riaccende in lui la passione e la voglia di fare teatro, al punto da convincere la severa direttrice del carcere a valicare le mura della prigione e mettere in scena la famosa commedia di Samuel Beckett “Aspettando Godot” su un vero palcoscenico teatrale.

Giorno dopo giorno i detenuti si arrendono alla risolutezza di Antonio e si lasciano andare scoprendo il potere liberatorio dell’arte e la sua capacità di dare uno scopo e una speranza oltre l’attesa. Così quando arriva il definitivo via libera, inizia un tour trionfale.

Una dolce commedia italiana

Quando al cinema arrivano prodotti nostrani il cui genere è la commedia, storcere il naso non è una reazione strana. Nel panorama cinematografico italiano, dove le commedie costituiscono il prodotto principale offerto, rendendo saturo un mercato già in difficoltà, essere scettici è lecito. Eppure, a volte, arriva un regista in grado di aprire una finestra più conturbante delle solite in cui, seppur a dominare è il genere della commedia, l’opera risulta ben riuscita. Le ragioni risiedono nella sua struttura compositiva che, oltre a essere studiata per il grande pubblico, si pone l’obiettivo di apparire corposa nella materia trattata, delineando un messaggio di spicco.

Sembra questa l’idea con cui Milani ci presenta il suo Grazie ragazzi, una pellicola in cui sceneggiatura e immagini hanno lo stesso peso e lo stesso spazio nel piano della messinscena, fatta di equilibri semplici ma efficaci. Operare con semplicità qui diventa un escamotage per mettere in luce la potenza del contenuto proposto, il quale non esige toni forbiti e montaggi particolari per risultare appetibile, quanto piuttosto di una forma basilare ma autentica per mostrarsi nella sua essenza più pura. Seppur la durata dilati in maniera eccessiva gli eventi, Grazie ragazzi con il suo ritmo incalzante e coinvolgente, regala al pubblico un’opera dignitosa e sincera, conscia del carico che si porta sulle spalle e sicura di dove vuole arrivare.

Il teatro: una forma d’arte salvifica

La scrittura di Grazie ragazzi pone al centro della sua trama un ringraziamento speciale al teatro, una forma d’arte al servizio di tutti, anche dei discriminati e dei criminali, che in essa cercano e trovano rifugio. Il teatro è potente, liberatorio, salvifico e nel film ci viene restituito nella sua accezione più vera e universale. I personaggi qui tracciati sono dei detenuti che hanno perso il sapore della vita e, al tempo stesso, hanno smarrito loro stessi.

Come essi stessi dicono, la loro quotidianità è colma di attese infinite: il pasto, il colloquio, l’ora d’aria ma soprattutto il giorno della libertà. Ecco perché il dramma teatrale Aspettando Godot di Beckett non è una scelta casuale: proprio come Estragone e Vladimiro che aspettano Godot, i ragazzi aspettando con ansia la loro libertà, fra dibattiti, insicurezze e grandi speranze. E non è forse questo il teatro? Un palcoscenico in cui fingere diventa, paradossalmente, l’unico accesso al proprio Io reale, dando così un senso alla vita.

Albanese veste i panni di un attore deluso dalla sua carriera, che cerca di riscattarsi facendo diventare il suo spettacolo un veicolo di sfogo per quei ragazzi costretti – seppur per colpa loro – ad una condizione sociale limitante e frustrante, proprio come la sua. Il teatro, per questi, diventa l’unica strada percorribile per essere “liberi di volare”, come dice la canzone di Vasco Rossi e, in qualche modo, perdonarsi.

Un teatro, quello sullo schermo, che sembra elogiare il metodo Stanislavskij, la cui base sta proprio nell’approfondire la psicologia del personaggio in scena e, al tempo stesso, ricercare l’affinità fra il suo mondo interiore e quello dell’attore. Il processo che si mette in moto in Damiano, Mignolo, Aziz, Diego e Radu costituisce la cifra dominante di Grazie ragazzi: tramite la connessione creatasi fra loro e i personaggi che rappresentano, riescono a trovare una voce, a riscattarsi e soprattutto a credere ancora in loro stessi.

In conclusione Grazie ragazzi diventa una bella parabola sulla vita, sul teatro e sulle sue verità. Un inno a questa forma d’arte liberatoria e a tutta la cultura in generale, spesso svalorizzata e dimenticata, ma la cui potenza, come il cinema, è talmente forte da poter rivoluzionare il mondo. Un’arte che andrebbe incentivata e usata per alleviare, come una medicina, le sofferenze degli uomini.

Grazia e Furore – recensione

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Il Salento non è solo pizzica e mare, è anche la casa dei fratelli Siciliani, campioni di una disciplina di lotta tailandese chiamata Muay Thay.

Gray’s Anatomy, Patrick Dempsey: “Potrei anche smettere”

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Patrick Dempsey.JPGMentre manca ormai poco alla fine della prima parte di stagione di Gray’s Anatomy 11 oggi arriva una notizia non proprio positiva per i fan dello show. Infatti l’attore Patrick Dempsey, l’interprete del Dottor Stranamore, Derek Shepherd, ha rivelato che presto potrebbe smettere di recitare: “Io voglio continuare a recitare (anche dopo Grey’s Anatomy) ma potrei anche prendermi una pausa e farmi un viaggio”.

Questo sentimento l’attore lo prova anche per via delle sue difficoltà a leggere, data la sua nota dislessia “Non riesco a leggere tutte le cose che mi arrivano ma posso scaricare un documentario o un libro da ascoltare“.

L’undicesima stagione della serie televisiva Grey’s Anatomy è trasmessa in prima visione assoluta dal 25 settembre 2014; al debutto negli Stati Uniti su ABC, a partire dal sesto episodio è l’emittente CTV, in Canada, a trasmettere la stagione in prima assoluta.

I personaggi di Amelia Sheperd (Caterina Scorsone) e Maggie Pierce (Kelly McCreary), dopo essere apparsi negli ultimi episodi della decima stagione, entrano ufficialmente nel cast.

In Italia la stagione è trasmessa in prima visione satellitare da Fox Life, canale a pagamento della piattaforma Sky, dal 27 ottobre 2014.

Grey’s Anatomy è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2005. È un medical drama incentrato sulla vita della dottoressa Meredith Grey, una tirocinante di chirurgia nell’immaginario Seattle Grace Hospital di Seattle. Il titolo di Grey’s Anatomy gioca sull’omofonia fra il cognome della protagonista, Meredith Grey, ed Henry Gray, autore del celebre manuale medico di anatomia Gray’s Anatomy (Anatomia del Gray). Seattle Grace è invece il nome dell’ospedale nel quale si svolge la serie. I titoli dei singoli episodi sono invece anche i titoli di una o più canzoni.

Inizialmente partita come una serie in midseason, Grey’s Anatomy ha ben presto attratto pubblico, ricevendo anche numerosi premi e riconoscimenti nel corso degli anni. Insieme a Desperate Housewives e Lost, è considerata una delle serie TV che hanno riportato al successo il network televisivo statunitense ABC. Nel 2007 ha generato uno spin-off, Private Practice, di cui è protagonista Kate Walsh nel ruolo di Addison Montgomery. Un adattamento della serie in versione soap opera, intitolato A Corazón Abierto, è andato in onda in Colombia dal 26 maggio 2010.

Gravity: un dietro le quinte ci spiega come il film è stato realizzato

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Tutto il mondo ha ormai goduto della poderosa e poetica bellezza di Gravity, film che ha aperto in grande stile la 70esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Adesso, arriva un’esclusiva featurette dal titolo From script to screen che ci mostra come sono stati realizzati gli effetti speciali del film e, soprattutto, come hanno collaborato il regista Alfonso Cuaron e il fotografo Emmanuel Lubezki. Eccola, per voi, di seguito. Buona visione.

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Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Fonte: The Wrap

Gravity: tutto quello che c’è da sapere sul film di Alfonso Cuaron

Sin dal suo esordio cinematografico, avvenuto nel 1991 con Uno per tutte, il regista messicano Alfonso Cuaron si è affermato come un puro talento. Nel corso degli anni egli ha poi continuamente riconfermato le sue capacità narrative e visive, dando vita a film come Y tu mama también, I figli degli uomini e fino al più recente Roma, che lo hanno consacrato come uno dei più influenti autori di cinema oggi in attività. Prima di quest’ulimo titolo, egli ha realizzato quello che definisce il suo lungometraggio più complesso, ovvero il fantascientifico Gravity (qui la recensione).

Omaggiando un classico della fantascienza come Abbandonati nello spazio, del 1969, il film di Cuaron si propone come un’esperienza visiva particolarmente entusiasmante, merito anche dell’utilizzo della tecnologia 3D. Lo stesso James Cameron, celebre per le sue prodezze tecnologiche applicate al cinema, ha definito Gravity il miglior space movie mai realizzato. Al di là dello stupore visivo, il film di Cuaron è però anche un sentito percorso emotivo, coerente con la poetica della sua filmografia, incentrata sulla rinascita dello spirito e del corpo dopo le avversità.

Vincitore di ben 7 premi Oscar, tra cui miglior regia, miglior fotografia e migliori effetti speciali, Gravity è ancora oggi un’opera insuperata nei suoi tanti traguardi cinematografici raggiunti. Per gli amanti della fantascienza e del cinema nella sua totalità, è un titolo imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e agli effetti speciali. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Gravity: la trama e il cast del film

Protagonista del film è la dottoressa Ryan Stone, alla sua prima missione a bordo dello shuttle insieme a Matt Kovalsky, un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Quella che sembrava una normale operazione di controllo nello spazio si trasforma in una catastrofe quando lo shuttle viene distrutto da una massa di detriti, lasciando Stone e Kowalsky completamente soli, collegati solo fra loro e fluttuanti nell’oscurità e nel silenzio più totale dello spazio profondo. Quando la paura si trasforma in panico, ogni sorsata d’aria riduce il poco ossigeno rimasto. Cercare di tornare sulla terra sarà un’operazione apparentemente impossibile, ma fallire equivale a morire.

Ad essere protagonista assoluta, nel ruolo della dottoressa Ryan Stone, è l’attrice premio Oscar Sandra Bullock. Per prepararsi alle riprese del film, la Bullock si è allenata intensamente per sei mesi e oltre all’allenamento fisico si è concentrata molto sul respiro del personaggio, che doveva rappresentare le emozioni sia per lo stress causato dalla situazione che per la mancanza di ossigeno. L’attrice ha inoltre avuto modo di fare pratica sui propri movimenti incontrando veri astronauti e misurandosi con situazioni a gravità zero. Per la sua interpretazione ha poi ottenuto una nuova candidatura agli Oscar. Accanto a lei, nel ruolo di Matt Kowalsky vi è invece George Clooney.

Gravity: gli effetti speciali del film

Per la realizzazione degli effetti speciali del film, premiati poi con l’Oscar, Cuaron e la produzione si sono affidati alla società Framestore, già nota per aver curato tale aspetto dei film Superman Returns e Il cavaliere oscuro. Lungo tutta la sua interezza Gravity presenta effetti speciali e per l’80% è composto da computer grafica (Avatar si ferma al 60%). Per simulare l’autenticità ed il riflesso della luce filtrata nello spazio, ad esempio, è stato costruito un sistema di illuminazione a comando manuale comprensivo di 1,8 milioni di LED controllati individualmente. La ricostruzione dell’ambiente spaziale è stata un’ulteriore mastodontica sfida, mentre ulteriormente complesso è stato mettere gli attori in una condizione simile a quella provata dagli astronauti in assenza di gravità.

Gravity significato

Gravity: il significato del film

Attraverso il genere fantascientifico e in mezzo ai tanti effetti speciali che compongono il film, Cuaron racchiude un cuore narrativo coerente con i suoi precedenti e futuri film. Come già in I figli degli uomini e poi anche in Roma, anche Gravity ha come tematica la gravidanza e la nascita (o rinascita). A compiere questo percorso è qui la dottoressa Ryan Stone, che fluttua in uno spazio che diventa metafora per il grembo materno. Un’idea che richiama alla mente anche l’inquadratura finale del film 2001: Odissea nello spazio. Per tutto il film, la protagonista si trova dunque a vivere una serie di peripezie che la porteranno a perdersi e a cercare di riallacciare i collegamenti con la madre terra.

Molteplici sono le immagini simboliche con cui Cuaron sceglie di sottolineare questo aspetto, facendo assumere alla Stone una posizione fetale, con i cavi che la legano alla navicella spaziale che diventano veri e propri cordoni ombelicali. Vengono così descritte le varie fasi della maternità, fino a giungere ad una vera e propria nascita con la scena conclusiva del film. Gravity è dunque da intendere come una potente metafora su qualcosa di profondamente umano, utilizzando un genere che va al di là del terreno. Tale tematica, come anticipato, la si ritrova declinata in forme diverse anche in altre opere di Cuaron, che si dimostra così essere un regista profondamente legato all’umanità.

Gravity: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Gravity grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity+, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 27 dicembre alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

Gravity: trailer italiano del film con George Clooney!

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Gravity: trailer italiano del film con George Clooney!

Guarda il Trailer Italiano di Gravity il nuovo atteso film di Alfonso Cuarón che vede protagonista l’attore Premio Oscar George Clooney e l’attrice Premio Oscar Sandra Bullock.

 

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Gravity attualmente in post-produzione dovrebbe uscire il 4 ottobre 2013 negli USA. Da come leggiamo sul poster italiano pubblicato insieme al trailer la data di uscita dovrebbe essere rispettata anche nel nostro paese. La pellicola si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Gravity: Superman salva la Dr. Stone in una scena alternativa

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Difficile da credere ma arriva una scena decisamente alternativa del film Gravity vincitore di sette premi Oscar. Infatti, nella sequenza possiamo ammirare l’arrivo di Superman che salva la Dottoressa Stone (Sandra Bullock) e la porta al sicuro.

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Gravity è diretto da Alfonso Cuaron e interpretato da Sandra Bullock e George Clooney. E’ stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2013 e ha concluso una gloriosa stagione di premi con ben sette statuette portate a casa durante la notte degli 86esimi Academy Awards.

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Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Gravity: simpatico botta e risposta tra Alfondo Cuaron e Carlos Perez

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Durante la promozione di Gravity (recensione) in Città del Messico, Alfonso Cuarón ha risposto con toni scherzosi ad una domanda piuttosto singolare: quali sono state le difficoltà di girare un film nello spazio?

“E’ stato veramente duro” ha risposto il regista tra le risate dei presenti “siamo stati nello spazio per 3 mesi e mezzo, ancora oggi ho le vertigini al sol pensiero”.

Il giornalista, identificato come Carlos Perez, lavora per il talk show comico Deberian Estar Trabajando. Chiaramente la sua era una battuta alla quale Cuaron ha risposto scherzando a sua volta.

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Fonte: worstpreviews

Gravity: recensione di Alfonso Cuaròn

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Gravity: recensione di Alfonso Cuaròn

Film dalla gestazione lunga e difficoltosa, arriva finalmente al cinema, presentato come film d’apertura alla 70esima edizione del Festival di Venezia, Gravity, lo sci fi di Alfonso Cuaròn che vede protagonista un’inedita coppia di premi Oscar particolarmente amati dal grande pubblico: Sandra Bullock e George Clooney.Una missione spaziale di manutenzione diventa un incubo nello spazio profondo. A far fronte all’impossibile, come sempre accade nel cinema e nella vita, una persona impreparata alla situazione che riuscirà a trovare la forza di reagire.

Alfonso Cuaròn conferma il suo straordinario talento nel racconto con la macchina da presa, dando ancora prova di una ineccepibile capacità di affondare il suo occhio nell’universo filmico con una continuità poetica e elegante che si trasforma quasi in un unico ininterrotto sguardo ai protagonisti. Attraverso lunghi piani sequenza, Cuaròn ci invita al centro di una sala da ballo, lo spazio orbitante intorno alla Terra, e ci conduce per mano in un valzer intenso, elegante e a più riprese elettrizzante, costruendo un’atmosfera tesa, sul filo del rasoio.

Gravity Sandra Bullock

In una situazione in cui la vita è continuamente a rischio e l’essere umano è in balia dell’oscurità e dell’oblio, il regista ci offre uno straordinario ritratto di una persona pronta a tutto pur di riuscire a sopravvivere. Una decisione, quella della sopravvivenza, che arriva solo dopo che la protagonista, una Sandra Bullock mai così in forma, ha attraversato e superato la vera oscurità, quella interiore.

L’altra protagonista di Gravity è la tensione, sempre altissima, merito di una colonna sonora che riesce a bilanciare i silenzi dello spazio profondo con le note più concitate, pur concedendosi momenti di puro lirismo, che ci aiutano ad assimilare la paura, il senso di smarrimento e la solitudine. Con questo suo film, Alfonso Cuaròn mette a segno un colpo da maestro, realizza un film che vien voglia di rivedere e che indaga, con un grande senso della spettacolarità, la profondità oscura dell’animo umano.

Gravity: più caro di una vera missione spaziale

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Gravity: più caro di una vera missione spaziale

Il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, ha dichiarato che la missione spaziale su Marte organizzata dallo Stato è costata meno del film premio Oscar Gravity, diretto da Alfonso Cuaron.

Nel discorso tenuto per il lancio inaugurale del razzo PSLV C23, Modi ha detto: “Il merito è soltanto degli scienziati. Ancora oggi, il nostro programma si distingue come uno dei più redditizi. Ho sentito di questa storia che la nostra missione su Marte sia costata meno della realizzazione di Gravity. Mi hanno detto che inviare un razzo indiano nello spazio è costato di meno che realizzare un film come quello di Alfonso Cuaron”.

Effettivamente Mangalyaan, il progetto interplanetario dell’India lanciato nel Novembre del 2013, è costato intorno ai 72 milioni di dollari, mentre il film con Sandra Bullock e George Clooney, vincitore di ben 7 premi Oscar, ha un costo di realizzazione che si aggira intorno ai 100 milioni di dollari.

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Fonte

Gravity: nuovo video della Rising Sun Pictures

Gravity: nuovo video della Rising Sun Pictures

La Rising Sun Pictures (RSP), famosa compagnia di visual effects, ha appena diffuso un nuovo video che mostra il suo contributo a Gravity di Alfonso Cuarón, uno dei film più visti e premiati degli ultimi mesi.

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Gravity, scritto e diretto da Cuarón, ha aperto la 70esima mostra internazionale del Cinema di Venezia e ruota attorno a due protagonisti, interpretati da Sandra Bullock e George Clooney. La dottoressa Ryan Stone (Bullock), brillante ingegnere meccanico, intraprende la sua prima missione nello spazio, accompagnata dal veterano Matt Kowalsky (Clooney), che invece si trova alla sua ultima missione prima del pensionamento. Durante una passeggiata nello spazio, il loro shuttle viene distrutto e i due si trovano completamente soli, immersi nell’oscurità. Hanno perso ogni legame con la Terra, oltre che ogni possibilità di salvataggio.

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Fonte: CBM

Gravity: nuova featurette del film di Alfonso Cuaron

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Gravity: nuova featurette del film di Alfonso Cuaron

Gravity è il prossimo sci-fi in uscita. Lavoro di Alfonso Cuaron, la pellicola vedrà tra i suoi protagonisti Sandra Bullock e George Clooney. La Warner Bros. ha pubblicato online una nuova featurette del film, dedicata alla versione IMAX e sulla tecnologia impiegata per girare le scene più complesse e straordinarie del film. Vi proponiamo dunque la featurette da poco rilasciata:

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Gravity: il primo poster del film di Alfonso Cuaròn

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Gravity: il primo poster del film di Alfonso Cuaròn

Proprio ieri vi abbiamo mostrato le prime immagini del trailer di Gravity, sci-fi del noto regista messicano Alfonso Cuaròn e uno dei più attesi film del 2013. Oggi, invece, vi presentiamo il primo poster ufficiale, che riesce a trasmetterci perfettamente la vastità e l’aspetto pericoloso dello Spazio.

L’uscita della pellicola, prevista per l’anno scorso, è stata rimandata per aumentare il tempo dedicato agli effetti visivi. Con un maestro come Cuaròn al timone, il film sarà sicuramente diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.

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Gravity si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia e vede come direttore della fotografia il noto Emmanuel Lubezki. Tutte le info utili del film nella nostra scheda: Gravity

Trama: La dottoressa Ryan Stone è un’esperta ingegnere medico che affronta per la prima volta una missione nello spazio, sullo Space Shuttle assieme all’astronauta Matt Kowalsky, il quale andrà in pensione al rientro di questa missione, per l’ultima. Durante una passeggiata all’esterno dello Shuttle, vengono colpiti da una pioggia di meteoriti che distrugge la navetta spaziale e lascia i due da soli, alla deriva dell’Universo.

Curiosità: Il progetto nasce molti anni prima della sua realizzazione; Alfonso Cuarón scrive la sceneggiatura, insieme al figlio Jonás, per la Universal Pictures, ma viene poi accantonato per qualche anno. Successivamente lo script viene acquistato, nel mese di febbraio 2010, dalla Warner Bros., che mostra il progetto ad Angelina Jolie, la quale rifiutò di fare con la stessa casa di produzione, il sequel del film Wanted – Scegli il tuo destino. Quest’ultima rifiuterà nel Febbraio.

Fonte: Collider

Gravity: gli encomi di Guillermo Del Toro

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A seguito delle dichiarazioni riportate nei giorni scorsi in cui James Cameron aveva espresso parole entusiastiche in merito a Gravity di Alfonso Cuaron, eleggendolo “il miglior space-movie di sempre”, questa volta è Guillermo Del Toro a dare il suo giudizio via TheWrap alla pellicola fantascientifica interpretata da George Clooney e Sandra Bullock (che in questi giorni viene presentata al Toronto Film Festival) confermando l’unanimità dei pareri positivi che si sono scatenati attorno a questo attesissimo lavoro:

E’ pazzesco ! Credo che sia uno dei film di fantascienza progettati nella miglior maniera. E’ elegante e potente. Senza dubbio Cuaron ha ripreso ciò che aveva fatto con I Figli degli Uomini e si è spinto oltre.

Parlando del film del collega ed amico Cuaron, il regista afferma inoltre:

Ci siamo scambiati delle idee e sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato un film speciale… Quello che mi piace di Gravity è che, pur trattandosi di un film di genere,  funziona in un modo unico e tutto suo.

A seguito delle parole lusinghiere da parte di nomi illustri quali James Cameron e Guillermo del Toro e dei pareri entusiastici raccolti a Venezia ed al Toronto Film Festival, Gravity si è ritagliato un posto d’onore all’interno della filmografia in uscita nelle sale durante la prossima stagione cinematografica. L’uso di tecnologie all’avanguardia e di effetti visivi rivoluzionari, nonostante abbiano il loro peso all’interno della pellicola, non sembrano quindi essere l’unico fulcro portante per quello che ci viene presentato come un grande film sullo spazio.

Gravity, il film

Il film si basa su una sceneggiatura scritta da Alfonso Cuarón, Jonás Cuarón, Rodrigo Garcia, mentre la fotografia è curata da Emmanuel Lubezki, che ha condotto un lavoro maniacale sulle numerose sequenze realizzate completamente i CGI e riprese con la tecnologia stereoscopica. Gravity uscirà in America e in Italia, in 3D, il prossimo 4 ottobre.

Trama: Sandra Bullock interpreta la dottoressa Ryan Stone, un brillante ingegnere medico alla sua prima missione sullo Shuttle, mentre Matt Kowalsky (George Clooney) è un astronauta veterano al comando della sua ultima missione prima del ritiro. Durante quella che sembra una passeggiata nello spazio di routine, ecco che accade il terribile incidente. Lo Shuttle viene distrutto e  Stone e Kovalsky rimangono a volteggiare nella più totale oscurità completamente soli e attaccati l’uno all’altra. Il silenzio assordante è la conferma della perdita definitiva di ogni contatto con la Terra e, con esso, ogni speranza di essere salvati. La paura si trasforma in panico e ogni boccata d’aria consuma il poco ossigeno rimasto. Ma l’unica strada verso casa potrebbe essere quella di spingersi ancora più lontano, nella terrificante distesa dello spazio.

Fonte: The Wrap